Accadeva Oggi

13 maggio

    13 MAGGIO

L'ATTENTATO DI PIAZZA SAN PIETRO   Sono le 17 e 19, forse un minuto prima, il tempo che due proiettili cal. 9 lungo siano esplosi da una Browning e raggiungono il bersaglio. Quel bersaglio è il Pontefice, Giovanni Paolo II. La data quella del 13 maggio 1981. 
Sembra ieri, ed invece sono trascorsi ventisette anni da quel pomeriggio drammatico che fece tenere in ansia il mondo intero per le condizioni gravissime del Papa colpito all'addome e ad una mano. Quando i primi flash di agenzia arrivarono con la notizia sui tavoli delle redazioni, si credette lì per lì che fosse uno scherzo. Nessuno poteva immaginare che qualcuno avesse potuto tentare di uccidere colui che rappresentava il Cristo in terra, neppure con il solo pensiero, ed invece l'attentato - appena compiuto - era una cosa concreta. Lo provavano quella veste bianca insanguinata, le sequenze di piazza San Pietro con il killer che alza la mano tenendo in mano una pistola, il Pontefice che si accascia sulla macchina sorretto dal suo segretario mons. Stanislao Dziwisz, la folla attonita. Solo prima di mezzanotte si saprà che Giovanni Paolo II - dopo un intervento chirurgico durato più di cinque ore - è fuori pericolo.
Karol Wojtyla ora non c'è più, ma  - rinchiuso in carcere di massima sicurezza in Turchia per altre vicende - c'è il killer che quel pomeriggio premette il grilletto dell'automatica di fabbricazione belga. Mehmet Ali Agca - un turco di Malatya, ex lupo grigio - per quel gesto fu perdonato dalla sua vittima, la grazia gli fu concessa invece nel 2000 dall'allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Sarebbe stata l'occasione per raccontare tutta la verità sull'attentato, in merito al quale - se inizialmente aveva confessato una serie di particolari tanto da fare aprire un'inchiesta ribattezzata "bulgarian connection" - in un secondo tempo ritrasse tutto in modo da confondere abilmente questi particolari, acquisiti in istruttoria, con la menzogna. Il risultato fu che gli imputati chiamati in causa, furono assolti per insufficienza di prove. Così non si è potuto mai sapere con certezza se veramente a volere togliere di mezzo il Papa polacco fossero stati il Kgb sovietico in combutta con la Stasi e gli agenti segreti bulgari.
Vogliamo fermarci qui, anche se potremmo dilungarci oltre ogni limite parlando più nel dettaglio dei protagonisti della vicenda che neppure una spy-store alla Jan Fleming avrebbe arricchito con tanti capitoli e suggestivi colpi di scena. La nostra intenzione era solo quella di ricordare, senza aggiungere altro. L'abbiamo fatto. (Veronica Incagliati)