Accadeva Oggi

9 maggio

      9 MAGGIO   SAN NICOLA Non ce ne vogliamo i baresi ma quello che fecero, quando sbarcarono a Myra (l'attuale Demre in Turchia) la sera del 9 maggio 1087 per trafugare le spoglie di San Nicola, fu un vero e proprio furto. Non ha del tutto torto quindi il Governo di Ankara a reclamarne la restituzione. Resta poi da vedere cosa se ne vorrebbe fare ora come ora che il Paese della Mezzaluna si sta islamizzando ogni giorno di più. Probabilmente la ragione va ricercata nel fatto che - essendo stato il santo identificato con Babbo Natale - il richiamo turistico in quelle terre sarebbe ancora maggiore di quello esistente.
Ma torniamo a San Nicola. Era nato - pare - tra il 260 e il 280 d. C. a Patara un tempo famosa per l'oracolo di Apollo. Ne aveva fatto una delle sue mete preferite l'imperatore romano Adriano che - oltre a soggiornarvi incantato dalla sua splendida spiaggia - aveva ordinato che si costruisse uno dei più grandi silos deel'epoca per contenere il grano. Nicola era figlio di cristiani benestanti che alla loro morte gli lasciarono una cospicua eredità che egli distribuì subito in beneficenza. Che fosse buono d'animo e generoso era un fatto risaputo in tutta la Licya. Di leggende in proposito ce ne sono tante ma quella più famosa, e che poi ha fatto nascere il mito di Santa Klaus, è legata alla vicenda di tre ragazze, figlie di un mercante caduto in miseria che - non avendo la disponibilità di una dote e quindi destinate ad avviarsi sulla strada della prostituzione - furono salvate da Nicola. Secondo quel che si racconta, per tre sere di seguito il santo si sarebbe recate sotto le loro finestre e avrebbe lanciato all'interno della casa due sacchi pieni di oro. La terza sera però le finestre erano chiuse ed allora Nicola pensò bene di calare il suo prezioso carico  dal camino. Solo che le monete si sarebbero andate ad infilare in una delle calze appese ad asciugare vicino al camino. Di qui la tradizione di appendere calze nel periodo natalizio, in attesa che vengano riempite di doni.Diventato vescovo di Myra, fu imprigionato sotto Diocleziano per la sua professione di fede. Nel 313 fu però liberato da Costantino per cui potette riprendere il suo  apostolato cristiano. Sembra che partecipasse al Concilio di Nicea (oggi Iznik). Mori nel 343 a Myra. Fu sepolto in un sito dove più tardi sarebbe sorta una chiese più belle della Turchia. La prima costruzione risale al VI secolo ma l'edificio attuale è di due secoli dopo. Trascurato durante la dominazione ottomana, l'edificio fu un parte restaurato nel 1863 grazie ad una copiosa elargizione dello zar Alessandro II di Russia. Recenti restauri hanno messo in luce quello che è rimasto degli antichi affreschi e della pavimentazione. Il sarcofago dove sarebbe stato rinchiuso il corpo del santo (non è certo comunque che fosse quello) era già stato scoperto nel 1968 da un gruppo di archeologi-scienziati i quali, dopo attenti studi, stabilirono che San Nicola - alto poco meno di 1.70 cm, dai lineamenti spigolosi e dal naso storto - aveva tutte le caratteristiche somatiche dell'asiatico: carnagione olivastra, capelli corti ed ispidi nulla quindi di eguale dalle sembianze che ci offrono le immagini dei libri.
Protettore dei mercanti - oltre che delle ragazze da marito, dei marinai, degli scolari, dei farmacisti e dei profumieri - San Nicola è il patrono della città di Bari che celebra la sua ricorrenza come oggi 8 maggio. Le sue spoglie si venerano comunque anche a Venezia.
Questa la storia: quando i baresi con tre navi dell'armatore Dottula fecero la loro spedizione a Myra, nella fretta di portarsi via le ossa del santo ne lasciarono alcune nel sepolcro. Ci pensarono i veneziani nel 1099 durante la prima crociata. Approdati a Myra razziarono quello che era rimasto nel sarcofago con buona pace di tutti.
La verità circa quei blitz religiosi avrebbe comunque un diverso risvolto. I mercanti di Bari e la soldataglia veneziana avrebbero infatti rubato le spoglie del corpo sbagliato del santo i cui resti si troverebbero in un'altra parte della chiesta di Myra. In ogni caso - asseriscono le guide turistiche - la tomba che viene mostrata non è quella di San Nicola. A chi dar retta, dunque? Alla buona fede di tutti. (Veronica Incagliati)