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7 maggio

    7 MAGGIO LA BOMBA DI KRUSCEV A sganciare la bomba fu il premier sovietico in persona, Nikita Sergeevic Kruscev. "Devo rivelarvi un segreto - annunciò al mondo intero il 7 maggio 1960  - Quando feci il mio primo rapporto tralasciai deliberatamente di dire che il pilota era vivo e vegeto.....e adesso guardate quante sciocchezze (gli americani, ndr) hanno detto....".
Il pilota al quale si riferiva il Capo del Kremlino era Francis Gary Powers che si trovava a bordo un aereo-spia U-2 abbattuto sui cieli dell'Unione Sovietica una settimana prima. Il velivolo era stato colpito da un missile terra-aria SA-2 in maniera superficiale, quel tanto però da non poter più volare e schiantarsi un attimo dopo nella zona di Sverdkovsk. In quanto a Powers fu catturato appena sceso a terra con il paracadute. I russi però giocarono d'astuzia mantenendo il silenzio sulla vicenda per cui Washington - per bocca della Nasa - pensò bene di emettere un comunicato con il quale si faceva sapere che un velivolo Usa era andato disperso a nord della Turchia per cause legate ad una sperimentazione ai sistemi di ossigeno. La versione americana venne però subito smentita dallo stesso Kruscev al quale non parve vero contestare  le parole della Nasa ed affermare che era stato abbattuto un aereo-spia Usa.
Nel gioco del ping-pong, la perdere la faccia fu il presidente americano Dwight David Eisnhower il quale di rimando se ne uscì fuori sostenendo che, sì, effettivamente era stata segnalata la perdita di un aereo per guasti, che l'aereo poteva anche essere quello segnalato dai russi, ma che comunque "non c'era stato alcun tentativo deliberato di violare lo spazio aereo sovietico, né allora né in precedenza. A Washington infatti, a cominciare da Eisnhower era tutti convinti che il pilota fosse deceduto per cui si poteva dormire sonni tranquilli. Invece Powers era vivo ed il velivolo praticamente intatto. Al suo interno non solo furono trovati 7.5000 rubli e gioielli da donna, ma quel che peggio fu recuperata la fotocamera con la ricognizione spionistica dei siti di sviluppo degli Icbm sovietivi. Ecco perché quel 7 maggio Kruscev andò sul sicuro.
Le conseguenze furono il fallimento della conferenza Est-Ovest di Parigi. In quanto a Powers fu condannato a dieci anni, di cui sette ai lavori forzati. Ne scontò poco meno di due dopo uno scambio a Berlino - avvenuto sul ponte Glienicke - con il famoso agente russo, colonnello Rudolf Ivanovich Abel. Rientrato in patria, Powers fu aspramente criticato e dovette comparire anche davanti ad una commissione senatoriale che lo aveva accusato di leggerezza per non avere attivato il comando di autodistruzione della fotocamera e di altre parti segrete. Ma ne uscì fuori pulito.L'episodio - come tanti altri - rientrava in quella che fu chiamata, con un termine introdotto nel 1947, "guerra fredda". Gli U-2 erano uno dei tanti strumenti Usa. Costruito dalla <Lockheed, aveva il vantaggio di portare il pilota ad alta quota e di riportarlo a terra con il suo carico di preziosi dati catturati sul territorio nemico. In un primo momento l'Urss a causa della sua inferiorità tecnologica non ebbe neppure il sospetto di essere spiata ma le cose alla fine degli anni '50 cambiarono di molto anche se gli U-2 non sempre potevano essere colpiti dagli Mig-25. La tensione tra Usa e Urss rimase pertanto molto alta fino alla vicenda del 1 maggio 1960 che Kruscev usò a suo uso e consumo, senza calcare eccessivamente la mano dal momento che nei suoi piani c'era l'installazione dei missili balistici a testata nucleare in quel di Cuba. Ancora una volta sarebbero stati gli U-2 a scoprire il dispiegamento di quelle armi. Il mondo si trovò sull'orlo della terza guerra mondiale e quel che peggio lo sapevano in pochi. (Veronica Incagliati)