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5 maggio

    5 MAGGIO IL MARTIRE DI LONG KESH Membro del Parlamento di Westminter per soli 25 giorni. Bobby Sands moriva infatti nel penitenziario di Long Kesh, nell'Irlanda del Nord, all'una di notte del 5 maggio 1981. Lo sciopero della fame che aveva iniziato il 1 marzo di quell'anno, ininterrottamente, aveva finito per avere la meglio sulla sua debole salute già provata  da un precedente digiuno ad oltranza portato avanti l'anno precedente. A nulla gli era valso aver vinto - come candidato anti-H.Blocks (il famigerato complesso carcerario a forma di H, conosciuto con il nome di Maze) - il seggio per le elezioni suppletive al posto di un deputato scomparso. Il Governo inglese - che  nei confronti dei prigionieri dell'Ira (Irish Repubblican Army) non era certo meglio di come si comportano gli americani con i detenuti di Guantanamo - corse subito ai ripari votando il "Representation of the People Act", impedendo di fatto a Sans di uscire di prigione. La sua battaglia per i diritti dei cattolici finì così a 27 anni. Aveva offerto la sua vita alla causa repubblicana, portando alla luce davanti agli occhi del mondo la dirty war che l'establishment britannico attuava nei contee dell'Uster nei confronti della comunità nazionalista.
Bobby Sands era nato nel 1954 in un sobborgo settentrionale di Belfast a maggioranza protestante. A causa delle continue intimidazione i genitori dovettero trasferirsi più volte e far cambiare scuola ai  loro quattro figli. A 18 anni anni Bobby aveva già aderito all'Esercito Repubblicano. Nell'ottobre del 1972 il primo arresto per possesso di arma da fuoco e condanna a tre anni da scontarsi a Long Kesh. Quei 36 mesi se li fece tutti. Ne uscì temprato e quanto mai deciso a lottare per liberare la sua terra dalla dominazione inglese. Il suo ritorno in famiglia a Twinbrook durò poco meno di un anno. Questa volta le autorità, sulla base di accuse manipolate, lo arrestarono di nuovo per complicità in un attentato. Non furono trovate le prove ma al tribunale fu più che sufficiente condannarlo a 14 anni reclusione, sempre per possesso di armi. Sands vi entrava nel 1977 e non ve 
sarebbe uscito che quattro anni dopo, in una bara. Nella nuova struttura di Long Kesh, costituita da otto edifici a forma di H, Sands divenne uno dei numerosi prigionieri di guerra, i POWs, dando inizio a tutta una serie di proteste per ottenere migliori condizioni. Cattolico fervente, poeta e giornalista, si servì in più di una occasione dei pezzi di carta igienica - fatti uscire dal penitenziario con mille stratagemmi - per comunicare all'esterno lo squallore dei Blocchi H. Nel 1978 dette inizio con gli altri detenuti alla dirty contest (protesta dello sporco) che consisteva nello spalmare gli escrementi sui muri delle celle e gettare l'urina sotto le porte quale risposta alla violenza dei secondini che li picchiavano ogni qualvolta che andavano al bagno.
Il primo sciopero della fame porta la data del 27 ottobre 1980 ed era guidato da Brenda Hughes. Durò 53 giorni e fu interrotto perché uno dei detenuti si trovava in fin di vita. Nel frattempo Sands - che era succeduto a Hughes come Officer Commandind dei detenuti dell'Ira - constatato che il Governo britannico, nonostante le promesse, non aveva messo in pratica gli annunciati cambiamenti nel regime carcerario - decise di dar corso ad una seconda manifestazione astenendosi dal mangiare. In quanto ai compagni, avrebbero dovuto unirsi allo sciopero della fame ad intervalli regolari. Per Sands sarebbe stato l'inizio della fine. La sua morte dette vita una serie di rivolte nell'Irlanda del Nord, tenuto conto che tra il maggio e l'agosto dell''81 altri nove detenuti (6 dell'Ira e 3 dell'Inla) morirono d'inedia a Long Kesh.
Bobby Sand è autore di un libro ("Un giorno della mia vita") in cui narra l'inferno del carcere e la tragedia dell'Irlanda. "Ero soltanto un ragazzo della working class - si legge -  proveniente da un ghetto nazionalista, ma è la repressione che crea lo spirito rivoluzionario della libertà. Io non mi fermerò fino a quando non realizzerò la liberazione del mio paese, fino a che l'Irlanda non diventerà una, sovrana, indipendente...".
Le sue spoglie si trovano nel cimitero cattolico di Milltown dove sono sepolti tutti i volunteers dell'Ira. Al suo funerale avevano preso parte centomila persone. (Veronica Incagliati)