Accadeva Oggi

2 maggio

    2 MAGGIO

LEONARDO DA VINCI   Un uomo poco socievole, quasi scontroso, ma al tempo stesso disposto al piacere della conversazione; poco o per nulla religioso salvo ad accostarsi ai sacramenti - come riferisce l'Aretino - in punto di morte; generoso con i poveri e con chi aveva meno di lui; amante degli animali, in particolare degli uccelli che acquistava nei mercati liberandoli dalle gabbie, e vegetariano. Questo, in due parole, Leonardo da Vinci che il 2 maggio del 1519 - a sessantasette anni - chiudeva gli occhi nel castello di Clos-Lucé in Francia. E a proposito di castelli. Se mai vi capitasse di passare dalle parti di Amboise, non dimenticate di visitare quello che il re Francesco I aveva messo a disposizione del genio toscano. Potrebbe essere l'occasione per rendervi conto di quanto immensa sia stata la personalità di Leonardo per via di una mostra permanente che, all'interno e nel parco, raccoglie a grandezza naturale tutte le sue invenzioni, sia in campo ingegneristico che matematico e scientifico.
Dimentichiamo infatti per un attimo il Leonardo pittore, quello della "Gioconda", della "Vergine delle rocce", dell' "Ultima cena" e di tantissime altre opere collocate nei musei di mezzo mondo e delle quali il critico Giulio Argan ebbe a dire, sintetizzando, che "tutto è immanenza". Parlare di Leonardo da questo punto di vista significherebbe infatti entrare in un cul de sac e non uscirne più. Limitiamoci invece allo scienziato, che trasse dall'esperienza diretta della natura e dall'osservazione dei fenomeni la percezione di infinite scoperte che ancora oggi stupiscono.
Convinto sostenitore che la matematica fosse alla base di tutto, quindi contro ogni deduzione metafisica, Leonardo non disdegnò di riconoscere comunque la validità dell'alchimia "portatrice delle cose semplici  naturali", al tempo stesso comunque censore della magia e della negromanzia "stendardo - la definì - ovver bandiera volante mossa dal vento, guidatrice della stolta moltitudine". In fondo Leonardo era un uomo con i piedi per terra, abituato a toccare con mano quello che la natura gli mostrava. Eccolo allora studiare i fossili marini in cima alle montagne; eccolo studiare la circolazione delle masse d'acqua sulla terra, alla stregua della circolazione sanguigna, con un lento e continuo ricambio; eccolo osservare - in campo astronomico - lo scintillio delle stelle ed entusiasmarsi al fenomeno della attrazione gravitazionale; eccolo ancora analizzare la botanica percependo che le foglie non sono disposte in modo casuale sui rami ma secondo regole matematiche; eccolo infine puntare la sua attenzione sull'idraulica ed anticipare di molti secoli la messa in pratica delle colture idropiniche.
Nel corso della sua vita, lunga se vogliamo per quei tempi, Leonardo non si fermò certamente a questi esperimenti che conduceva anche durante i suoi viaggi quando si spostava da una città all'altra. Memorabili le sue ricerche sul volo degli uccelli e sulla possibilità che anche l'uomo fosse in grado di librarsi nell'aria. Prototipi di aerei ed elicotteri sono visibili proprio ad Amboise dove, tra l'altro, si può ammirare una sorta di paracadute. Scrive lui stesso di questa intuizione: "Se un uomo ha un padiglione di pannolino intasato, che sia di 12 braccia per faccia e alto 12, potrà gittarsi d'ogni grande altezza senza danno di sé".
Di appunti Leonardo ce ne ha lasciati una infinità: da quelli sulle macchine da guerra chiamate di volta in volta a seconda dell'impiego scorpioni, cortaldi, serpentine, zepate; a quelli relativi a progetti di ogni genere: vedi ad esempio l'invenzione del palombaro, l'uso industriale dell'energia solare, lo sfruttamento dell'energia idraulica, il prosciugamento e l'innalzamento delle acque, la canalizzazione di fiumi, lo studio del corpo umano. Come annota <Vikipedia> - l'insaziabile desiderio di conoscere, di capire tutto ciò che vedeva, portava Leonardo ad esplorare, spesso per primo, ogni cosa. Non poteva quindi dimenticare il corpo umano, macchina ben più complicata di quelle fatte di ingranaggi. Più che di curiosità, il desiderio di capire cosa ci fosse dentro e come funzionasse, lo spinse ad entrare negli ospedali e negli obitori per tagliare in più parti i cadaveri con forbici e bisturi come fosse un moderno patologo. Studiò anatomia in tre distinti periodi: a Milano dove si occupò dei muscoli e delle ossa, a Firenze dove si applicò alla meccanica del corpo, e a Roma dove si interessò degli organi interni e della circolazione del sangue. Guardando "dentro", Leonardo  ruppe così antichi tabù arrivando persino a selezionare il cranio e il cervello, misurando le ossa, analizzando arterie, vene, capillari; ad intuire le ragioni dell'arteriosclerosi ed il perché delle funzioni tridimensionali dell'occhio; a percepire le funzioni del feto prima della nascita.
In sintesi abbiamo cercato di darvi un quadro di Leonardo scienziato, di questo genio che - non dimentichiamolo - fu anche architetto. Sua l'ideazione di una città ideale, strutturata su più livelli stradali, uno per i carri ed uno per i pedoni; sua l'ideazione di un ponte a campana unica di 300 metri sospeso sul Corno d'Oro a Costantinopoli, progetto elaborato per il sultano Bayazed II che però si spaventò per l'arditezza della costruzione e non ne volle più sapere.
Corsi e ricorsi storici. Sembra che il Governo turco voglia gettare un terzo ponte sul Bosforo, partendo proprio dal disegno leonardesco. (Veronica Incagliati)