Accadeva Oggi

29 aprile

    29 APRILE UNA BRUTTA PAGINA DI STORIA C'è una grossa differenza dai massacri, meglio sarebbe dire dagli orrori, compiuti nelle guerre del secolo scorso da nazisti, sovietici, giapponesi, slavi, vietnamiti e le atrocità che portavano la firma dei cosiddetti liberatori americani. Perché mentre i primi erano figli di dittature feroci o comunque di un sistema basato sulla negazione totale della persona, i secondi hanno sempre fatto e tuttora fanno della democrazia il loro credo. E scusate se è poco.
I casi nei quali i soldati Usa hanno amministrato al giustizia, con metodi da far-west come erano stati abituati i loro progenitori nello sterminio dei pellerossa, sono più di uno. Basterebbe ricordare quello che successe il 29 aprile 1945 allorché la 45ma Divisione di fanteria del 7° Corpo d'Armata del generale George Smith Patton entrò nel campo di concentramento di Dachau, nella Baviera. Qui bisognerebbe aprire una parentesi per parlare di questo campo di sterminio, prototipo e modello per tanti altri dove solo la feroce follia nazista potette concepire l'eliminazione di milioni di persone. Si disse che fu proprio alla vista di un simile spettacolo che i soldati Usa cominciarono a sparare sui prigionieri tedeschi. Una versione però che non ha mai trovato credibilità. Di certo c'è solo che le truppe americane fecero fuoco  uccidendo 520 soldati e ferendone gravemente moltissimi altri. Il massacro non fu punito, tenuto conto che governatore della Baviera era proprio Patton il quale già in altra occasione, in Sicilia, aveva dato prova della sua ferma decisione nel dare simili disposizioni. Un fatto anche questo lasciato cadere senza condanne. Nella fattispecie l'episodio era quello del massacro di Biscari nel corso del quale il 14 luglio 1943 vennero eliminati senza alcuna giustificazione giuridica 76 prigionieri italiani e tedeschi.
Si disse ancora che a Dachau fu messa in pratica la giustizia del "dente per dente" per vendicare il massacro effettuato dai nazisti a Malmedy contro i soldati americani. Certamente sarà stato così, però suona male quando ci si immagina l'eroe Usa alla John Wayne - come l'abbiamo visto in tantissimi film di guerra - che con spirito di sacrificio ed abnegazione mostra tutta la sua bontà rispetto alla perfidia teutonica.
La verità - se mai uscì fuori completamente - si scoprì più tardi giacché nessuno a Dachau inizialmente era venuto a conoscenza della pratica diffusa di torturare i prigionieri tedeschi - dopo avere messo loro un cappuccio nero in testa - colpendoli con pugni di ferro e calci nei testicoli per estorcere loro qualsiasi confessione. Con un anticipo di sessant'anni quei soldati americani fecero le stesse cose che avrebbero poi fatto in Iraq e che la televisione ci ha mostrato in tutte le sue sequenze. Nessun colpevole oggi, nessun colpevole allora. Tutto ciò faceva e fa parte delle regole del gioco. Chi si ricorda più però di quel soldato diciottenne che fu udito mormorare, davanti a certi metodi violenti, "da me non otterranno nessun'altra bugia"? La mattina dopo - quando le guardie andarono a fargli finire la sua falsa confessione - lo trovarono impiccato ad una trave del soffitto della cella perché non voleva mentire ulteriormente. Nonostante ciò la deposizione - per non firmare la quale il tedesco si era tolto la vita - venne presentata in un processo e ritenuta valida contro altri imputati.Purtroppo la guerra, proprio perché tale, si trascina dietro di queste cose ed i soldati - quando combattono in nome di una bandiera - sono tutti uguali, tutti senza pietà. Lo erano quelli che, in nome della giustizia americana, uccisero a Dachau il 29 aprile 1945, lo erano quelli che uccisero a Biscari il 14 luglio 1943, lo erano quelli che uccisero a My Lai in Vietnam - il 16 marzo 1968 - trecentoquarantasette civili; soldati della Compagnia Charlie, della 11° Brigata di fanteria Leggera degli Stati Uniti. (Veronica Incagliati)