Accadeva Oggi

25 aprile

    25 APRILE GUGLIELMO MARCONI Alla Longara.
La Longara nel 1896 era il manicomio di Roma. Era lì che doveva rivolgersi, o andarci direttamente, il giovane Gugliemo Marconi che si era permesso di rivolgersi al ministro delle Poste e Telegrafi per esporgli la sua invenzione bisognosa di capitali al fine di proseguire gli esperimenti.
Lo Stato italiano, allora come ai giorni nostri, ha avuto sempre la prerogativa di scoraggiare la ricerca. Se non fosse stato per il nostro ambasciatore a Londra, Annibale Ferrero, e per la sollecitudine della propria madre - l'irlandese Annie Jameson - il futuro premio Nobel non avrebbe preso la strada dell'Inghilterra più aperta, ai giovani geni. Va comunque sottolineato che Marconi è arrivato alla scoperta del telegrafo senza fili anche perché inizialmente fece fronte alle sue prime iniziative grazie alla posizione economica della famiglia. Il padre infatti, gentiluomo di Pontecchio, era un agiato proprietario terriero il che non guasta mai quando i figli hanno hobbies costosi.
Da ragazzo - nato il 25 aprile 1874 (Vittorio Emanuele III nel '38 aveva dichiarato in suo onore questa data solennità civile a tutti gli effetti ) - si era dimostrato poco portato per gli studi, specie per quelli classici. Il suo interesse era solo rivolto alla fisica che seppe approfondire a casa sotto la guida di un noto docente di Livorno. La sete delle scoperte cominciò a manifestarsi attorno ai vent'anni. Era un'autodidatta ma potette sempre contare sull'apporto del fido maggiordomo Mignani che lo aiuterà fin dall'inizio nei suoi esperimenti che ricalcavano gli studi del matematico Clerk Maxwell e del fisico Heinrich Hertz. Siamo nell'estate nel 1994 allorché riuscì a far squillare un campanello a distanza per mezzo di un segnalatore di temporali. Un primo successo che però Guglielmo si tenne per se. Solo qualche mese dopo convinse la madre Annie a salire nel suo laboratorio segreto - nella soffitta di "Villa Griffone" a Pontecchio - e ad assistere al suo secondo esperimento. Questa volta il campanello suonò premendo un tasto telegrafico. Era l'inizio della scoperta del telegrafo senza filo. Solo l'inizio ma il padre Giuseppe comprese subito che con un figlio così occorre aprire la borsa e scucire tutto il denaro necessario per farlo proseguire nelle ricerche. Aumentarono gli esperimenti e con questi anche le distanze aumentarono fino a quando, un giorno, fu superato addirittura l'ostacolo di una collina. Quel giorno era l'8 dicembre 1895, una data storica. Marconi (aveva appena ventuno anni) battezzava ufficialmente la radio.
Sulla commercializzazione dell'invenzione, abbiano accennato quale sia stata l'indifferenza del Governo Crispi nella persona di un suo ministro. Per fortuna che ad accogliere a braccia aperte Marconi c'erano Londra e l'amicizia - oltre che dell'ambasciatore Ferreno - del cugino Henry Jameson Davis che presentò Guglielmo all'ingegnere capo del <Post Office>, William Preece. Questi si mostrò estremamente interessato a quello che gli venne esposto dal giovane italiano, il quale nel frattempo - appena messo piede sul suolo inglese - si era già affrettato a far brevettare le sue invenzioni dal titolo "Miglioramenti nella telegrafia e relativi apparati" e "Perfezionamenti nella trasmissione degli impulsi e dei segnali elettrici e negli apparecchi relativi".
La permanenza di Londra fu per Marconi l'inizio della sua fama di scienziato che si allargò a mano a mano che le invenzioni diventavano più importanti. Il suo grande trionfo fu quando riuscì a trasmettere prima a quattro chilometri di distanza, poi a 14 km, attraverso il canale di Bristol. Infine la prima trasmissione senza fili da Ballycastle nell'Irlanda del Nord all'isola di Rathlin. Era il 1998. I giornali inglesi non parlavano che dello scienziato italiano. Naturalmente le distanze aumentarono. Si superarono i 51 chilometri. Ma si andò ancora oltre fino a quando il 12 dicembre 1901 si dette vita al primo segnale transoceanico, da Poldhu in Cornoovaglia a St. John nel Newfoundland. Il messaggio era composto da tre punti, la lettera S del codice Morse.
Saranno ancora tantissime le scoperte di Marconi, dalla radio-bussola al broadcasting, al The Imperial Wireless Scheme in HF, agli impulsi telegrafici che accendono che accendono le lampade della town Hall di Sidney a 17 mila km. di distanza
Insignito del Nobel per la Fisica a soli 35 anni, Accademico d'Italia e mille altre onorificenze, Marconi si spense a Roma nel luglio del 1937. Il suo più grande dispiacere fu quello di non poter più collaborare con la <BBC> - che pure aveva contribuito a fondare - dopo l'invasione italiana dell'Etiopia. In qual modo anche gli inglesi non gli furono riconoscenti. (Veronica Incagliati)