Accadeva Oggi

22 aprile

    22 APRILE

LA "FIDANZATA D'ITALIA" Ancora adesso, riguardando "Senso", non si può rimanere indifferenti a quella che fu una delle più belle, versatili e passionali attrici italiane: Alida Valli. In quel film del 1954, girato da Luchino Visconti, la Valli seppe ritagliarsi un posto di prim'ordine nella storia del nostro cinema riuscendo ad esprimere con una interpretazione carnale ed intensa - quasi ne fosse direttamente partecipe - il torbido amore di una nobildonna legata ad ufficiale austriaco sullo sfondo del Risorgimento. Lei stessa era una nobile della famiglia von Marckenstein und Frauenberg del Sacro Romano Impero. Sarà anche per questo quell'aria aristocratica che aveva la Valli, intriso di un velo di malinconia che aveva fatto pensare ad alterigia quando invece era semplicemente riservatezza.
Nata a Pola nel maggio del 1921 da madre istriana e da padre trentino, Alida Valli si può dire che anche in punto di morte (22 aprile 2006) abbia mantenuto quel fascino e quella signorilità che, giovanissima, ne aveva fatto una delle attrici più popolari del cinema dei "telefoni bianchi". Fidanzata d'Italia, cosi l'avevano ribattezzata perché negli anni a cavallo tra il 1930 e il 1940 era stata il sogno di tanti italiani. Aveva esordito giovanissima con il film di Mario Camerini "Il cappello a tre punte" ma il primo ruolo da protagonista, e la notorietà, lo ebbe nel 1936 con "I due sergenti". Da quel momento le sue apparizioni cinematografiche furono sempre più frequenti. Prima "Il feroce Saladino", poi "Sono stata io" e "Mille lire al mese". Nel 1938  girò addirittura cinque film, nel ''39 tre e tre nel '40. A vent'anni - appena ventenne - al Festival di Venezia riceve il premio come miglior attrice per il ruolo drammatico interpretato in "Piccolo mondo antico", regia di Mario Soldati. Potrebbe essere felice ma siamo in guerra e la notizia della morte sul fronte di Tobruk in Libia del suo fidanzato, l'aviatore Carlo Cugnasca, le lascerà un vuoto dal quale si risolleverà solo lentamente e non del tutto. Anche con il Fascismo i rapporto non sono dei più buoni. Il film "Noi vivi - Addio Kira" subì infatti la censura da parte di Mussolini. Rifiuta anche di girare negli studios repubblichini di Venezia e preferisce defilarsi presso amici sicuri. Quindi il grande salto oltre Oceano, negli Stati Uniti ,dove girerà due fra i film più importanti della sua carriera: "Il caso Paradine" di Alfred Hitchcock a fianco di Gregory Peck ed "Il terzo uomo" di Carol Reed con Joseph Cotten ed Orson Welles. Ormai è una star internazionale. Impersonando ruoli di grande spessore che hanno reso famoso il suo volto dolce e mesto, ha dimostrato un talento ed stile rari. Le sue doti sono soprattutto la delicatezza ed il garbo nella recitazione. I consensi della critica sono quindi più che meritati.
E' il momento di rientrare in Italia dove l'aspetta Visconti che rappresenterà per lei l'occasione che ancora le mancava per mettere in evidenza lo stile e lo straordinario potenziale drammatico. Con "Senso" raggiunse infatti il massimo delle sue capacità espressive che avrà modo in seguito di ripetere in alcune interpretazioni teatrali quali "La Venexiana". "La fiaccola sotto il moggio", "Improvvisamente l'estate scorsa". Per il cinema ritornerà frattanto in "Edipo re" di Pier Paolo Pasolini,  "La grande strada azzurra" di  Gillo Pontecorvo e "Il disordine" di Franco Brusati.
Vera leggenda della cultura recitativa, Alida Valli nel corso della sua carriera ha ricevuto premi e onorificenze compreso un Leone d'oro alla carriera, una Laurea ad Honorem, il titolo francese di Chevalier des Arts e del Lettres ed un David. La sua scomparsa - come ebbe a dire l'ex Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi - ha rappresentato una grave perdita per il cinema, il teatro e la cultura. A distanza di due anni dalla morte resta intonso il profilo di una attrice di talento capace di adattarsi con bravura alle parti più disparate ed incarnando il meglio del divismo, lei diva tra le dive. (Veronica Incagliati)