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NOTIZIARIO D'AMBASCIATA
(dal 17 al 30 Aprile)

NOTIZIE DELL'UFFICO ECONOMICO E COMMERCIALE
DELL'AMBASCIATA D'ITALIA AD ANKARA


Martedì, Aprile 30, 2012 n. 12
ANKARA - Ambasciata d'Italia   

Il Primo Ministro Erdogan ed il ministro dei Trasporti Yýldýrým preannunciano la costruzione di un terzo aeroporto ad Istanbul - Nel corso di recenti occasioni pubbliche, il Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan e il ministro dei Trasporti Binali Yýldýrým hanno preannunciato alla stampa l’intenzione del Governo turco di lanciare al più presto una gara per la realizzazione di un terzo aeroporto ad Istanbul. La decisione sarebbe prioritariamente motivata dalla necessità di alleviare il volume di traffico ormai pesantissimo che affligge le due strutture già esistenti nella città (gli aeroporti internazionali Atatürk e Sabiha Gökçen) e in buona parte provocato dallo straordinario sviluppo conosciuto negli ultimi anni della compagnia di bandiera turca <Turkish Airlines>. In particolare, la struttura più in sofferenza sarebbe quella dell’aeroporto Atatürk, che secondo Yýldýrým sta attualmente funzionando al doppio delle proprie capacità, anche a causa dei lavori di ristrutturazione in corso. "Faremo una gara d'appalto per la costruzione di un terzo aeroporto a Istanbul entro quest'anno", ha affermato il ministro dei Trasporti, confermando quanto già anticipato dal Primo Ministro, ovvero che la nuova struttura sarà progettata per gestire un traffico di 100 milioni di persone all’anno. Sempre a quanto ricordato da Yýldýrým, nel 2010 dall’aeroporto di Istanbul Atatürk sono transitati 20.3 milioni di passeggeri internazionali per circa 178.817 voli commerciali internazionali e 11.8 milioni di passeggeri su 94.887 voli interni.

Crescono gli investimenti italiani in Turchia nel primo bimestre del 2012 - Secondo i dati forniti dal ministero dell’Economia turco e rielaborati da Ice Istanbul, gli investimenti diretti esteri nei primi due mesi del 2012 sono ammontati a 1.675 milioni di dollari, in aumento del 24.9% rispetto allo stesso periodo del 2011, quando avevano toccato i 1.341 milioni di dollari. Nel periodo considerato gli investimenti immobiliari sono aumentati del 7,4%, attestandosi a quota 305 milioni di dollari, contro i 284 milioni di dollari del 2011. Nei primi due mesi del 2012 l'Italia ha investito 24 milioni di dollari, in aumento del 140% rispetto allo stesso periodo del 2011 (quando gli investimenti italiani in Turchia avevano raggiunto la cifra di 10 milioni di dollari). In Turchia sono operanti 913 imprese italiane. Fra i Paesi che risultano aver maggiormente investito vi sono l’Olanda (385 milioni di dollari), gli Stati Uniti d’America (67 milioni), la Germania (72 milioni), il Regno Unito (37 milioni). In totale operano in Turchia 29.579 imprese estere di cui 4.801 della Germania (16,3% del totale), 2.343 del Regno Unito (8.0%), 2.140 dell'Iran (7.3%), 1.983 dell'Olanda (6.7%), 1.215 degli Stati Uniti d’America (4.1%), 1.060 dell'Azerbaijan (3.6%), 913 dell'Italia (3.1%), 902 dell'Iraq (3,1%), 433 della Cina (1,5%) e 182 della Corea del Sud (0,6%). Per quanto riguarda la distribuzione geografica delle 29.579 imprese estere, i Paesi dell’Unione Europea sono al primo posto con 15.344 aziende. Tra i Paesi europei la Germania occupa la prima posizione, il Regno Unito la seconda e l’Olanda è terza. Delle aziende estere operanti in Turchia, 16.649 sono basate ad Istanbul (56,5% del totale), 3.507 ad Antalya (12%), 1.936 ad Ankara (6,6%), 1.681 ad Izmir (5,7%), 1.412 a Mugla (4,8%) e 577 Bursa (2%). (fonte Ufficio Ice di Istanbul)

Dall'energia al lusso le opportunità in Turchia - Se l'interscambio commerciale da 18 miliardi di dollari nel 2008, è piombato a 13, per poi tornare nel 2011 a 21.3, di cui 13.5 di export italiano e 7.6 di importazioni, significa che i rapporti fra Italia e Turchia sono ottimi. Ma si può fare di più. E la conferma potrà arrivare dalla missione economica che il ministero degli Affari esteri e il ministero dello Sviluppo economico, in collaborazione con Confindustria, Ice, Unioncamere e Abi hanno organizzato in Turchia a Istanbul dal 1 al 4 maggio prossimi. «Nel 2011, la quota italiana nel totale delle importazioni turche è stata del 5,6% e l'Italia è stato il quinto più grande Paese esportatore in Turchia. Tuttavia, anche con il recente miglioramento delle prestazioni, la performance complessiva delle esportazioni italiane verso la Turchia non è stata troppo buona, tenendo conto del fatto che nel 2000 l'Italia era il secondo esportatore in Turchia (dopo la Germania) con una quota di quasi l'8%», spiega Burak Tansan, partner di <Bcg> immobili, e-commerce, energia, sanità, istruzione e beni di lusso», spiega Tansan.
«Questo, unito a una posizione geografica unica (capacità di raggiungere oltre un miliardo di persone e 21mila miliardi di dollari di Pil entro un raggio di 3.500 km), colloca la Turchia in una posizione privilegiata per diventare una superpotenza regionale e un hub locale per importanti multinazionali», conclude Tansan che implicitamente invita a non perdere il treno per la «Cina dietro l'angolo». «L'economia turca ha mostrato particolare dinamicità nell'ultimo decennio. Se si esclude il 2009 – anno di recessione globale - tra il 2004 e il 2011 il PIL è cresciuto a un tasso medio annuo reale superiore al 6% e il commercio estero a un tasso medio annuo nominale intorno al 24%, ben superiore alla media globale e in linea con le aree emergenti più vivaci», dice Gianluca Salsecci, responsabile dell'Ufficio International Economics del Servizio Studi e Ricerche di <Intesa Sanpaolo>. «L'Italia è tra i primi partner commerciali del Paese (5° fornitore e 3° cliente) con il 5,6% dell'interscambio turco. A sua volta la Turchia copre il 2% circa dell'interscambio italiano. La struttura della produzione e del commercio estero turchi - particolarmente orientato, come è tipico delle economie in fase di sviluppo, all'importazione di beni energetici e beni capitali e all'esportazione di semilavorati e prodotti di consumo (nel caso specifico del comparto moda e dell'alimentare) - indicano opportunità importanti per le aziende italiane (via commercio estero e via investimenti esteri) nei settori dove il nostro Paese mostra vantaggi comparati, della meccanica, dei derivati petroliferi e dei prodotti chimici ed ancora dei metalli, del tessile e abbigliamento e alimentare.
Ulteriori opportunità sono rilevabili nello sviluppo della rete infrastrutturale, non solo con riferimento alla Turchia, ma anche alla più vasta regione euro-asiatica ove il Paese è inserito», conclude Salsecci. «Ankara è un Paese che sicuramente offre delle opportunità interessanti agli imprenditori italiani. In particolare è un mercato da 74 milioni di abitanti giovani (media 29 anni) con un Pil in crescita (8,5% nel 2011 e 4% circa atteso per il 2012) e una classe media in forte sviluppo», dice Carlo Vivaldi, Executive Board Member e vice Ceo di <YapýKredi Group>, la banca posseduta da <Unicredit> assieme alla famiglia Koç. «Il sistema finanziario è solido, l'ambiente politico stabile dal 2002. Posizione geografica strategica per il commercio con i mercati dell'est Europa, dell'Asia e del Medio Oriente. Offre un'infrastruttura favorevole agli investitori esteri. E la perfetta via di mezzo per insediamenti produttivi rispetto ai mercati dell'estremo oriente. Inoltre la tassazione delle imprese è particolarmente favorevole con un'aliquota del 20%, e buone sono le infrastrutture con 39 zone di sviluppo tecnologico, 263 zone industriali organizzate e 20 zone franche. Infine, il mercato del lavoro è flessibile con un'elevata produttività e costi contenuti (salario minimo di circa 300 euro, 53 le ore medie di lavoro settimanali rispetto alle 40-42 media della UE)», conclude Vivaldi. «La Turchia è un Paese vicino, un'economia emergente e vitale con un business model simile al nostro e con consumatori che amano prodotti di qualità e tecnologici, esattamente ciò che le nostre piccole e medie imprese sono in grado di fornire» dice Giuseppe Farina, membro del consiglio della Tüsiad International, la Confindustria locale, nonché rappresentante <Enel> per il Paese sul Bosforo. «Inoltre grazie a numerosi voli diretti giornalieri con l'Italia della <Turkish Airlines>, i rapporti tra i due Paesi si sono fatti sempre più stretti», conclude Farina. (Di Vittorio Da Rold, Il Sole 24 Ore)
Sbarca ad Istanbul il laboratorio <L.A.V.> di Rimini - Dall’iniziativa di due aziende del settore, il laboratorio <L.A.V. s.r.l.> di Rimini (www.lavrimini.com) ed il laboratorio L.T.S. di Istanbul (www.lts.com.tr) è nato a luglio 2011 <AST Çevre Ölçüm ve Analiz Laboratuvarý> (www.astlab.com.tr) con sede a Kadýköy/_stanbul. Il laboratorio fornisce servizi analitici ed attività di monitoraggio nel campo ambientale ed in particolare effettua analisi su acque, acque di scarico, rifiuti, terreni contaminati, inquinanti aerodispersi ed agenti chimici e fisici negli ambienti di lavoro. Il laboratorio dispone di strumentazione altamente avanzata e personale competente anche grazie alla sinergia delle due strutture che compongono la joint venture. Sia <L.A.V.> che <L.T.S.> possono vantare una grande esperienza nel settore analitico. Nei rispettivi Paesi operano a servizio di aziende private e pubbliche tra le quali alcune delle più grandi compagnie internazionali. AST Laboratuvar Hizmetleri si vuole caratterizzare per l’efficienza dei servizi offerti e per una grande attenzione ai bisogni dei clienti. AST sarà presente a REW 2012, la manifestazione internazionale sul riciclo dei rifiuti, le tecnologie ambientali e la gestione ambientale, che si terrà ad Istanbul dal 7 al 10 giugno presso il Centro Congressi e Fieristico Tüyap. Per ulteriori informazioni sulle attività ed i servizi del laboratorio ci si potrà rivolgere al seguente indirizzo: AST Çevre Ölçüm ve Analiz Laboratuvarý, Yeniyol Sk. Etap Is Merkezi B Blok D:10 K:3 Acýbadem/Kadýköy/ISTANBUL, info@astlab.com.tr, tel.: +90 216 326 2778, fax.: +90 216 545 8703.

Il ministro dell’Economia annuncia nuovi investimenti stranieri Secondo quanto dichiarato dal ministro dell’Economia turco Zafer Çaglayan, colossi americani come <Chrysler>, <Pepsi>, <General Electric> (GE), <3M>, <Kimberly-Clark>, <Quest Diagnostics> e <Research in Motion> (Rim) sarebbero pronti ad investire in Turchia. Sempre secondo il Ministro, a motivare l’interesse di tali aziende ci sarebbe principalmente il nuovo pacchetto di incentivi appena annunciato ad inizio aprile dal Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan (si vedano le Cronache Economiche n.11). In particolar modo, a quanto dichiarato da Çaglayan, la Pepsi avrebbe deciso di potenziare i suoi investimenti, passando da 800 milioni a 5 miliardi di dollari e facendo della Turchia il principale punto di distribuzione per il Medio Oriente ed il Nord Africa (la cosiddetta area Mena); anche <Kimberly-Clark>, cui fanno capo i marchi Huggies e Kotex, avrebbe l’intenzione di fare del Paese il proprio hub logistico; la 3M avrebbe invece espresso la propria intenzione di costruire una nuova fabbrica ad Istanbul per aumentare la capacità produttiva potendo così anche usufruire dei vantaggi garantiti dal nuovo sistema di incentivi e la Quest Diagnostics pianificherebbe di investire nel settore della sanità. Il ministro Çaglayan, recentemente in visita negli Stati Uniti, ha inoltre indicato che anche gli amministratori della <Rim> e della <Chrysler> avrebbero espresso il loro interesse ad investire in Turchia. La <Rim>, proprietaria della Blackberry, sarebbe in particolare interessata al progetto per la fornitura di computer palmari a circa 15 milioni di studenti turchi (progetto Fatih).
Costituzione di Med-TSO, l’Associazione degli Operatori di rete del Mediterraneo - La crescita sociale e economica del Mediterraneo richiede lo sviluppo dei sistemi elettrici interessati e la loro integrazione a scala regionale: scambi internazionali di energia elettrica e condivisione delle risorse di generazione per la sicurezza e l’efficienza del servizio elettrico. Lo sviluppo e l’integrazione del sistema elettrico Mediterraneo richiede infrastrutture e regole: le prime per supportare gli scambi internazionali e le seconde per la loro gestione e la realizzazione degli investimenti necessari. In questa logica, Terna, l’azienda elettrica algerina <Sonelgaz> e quella tunisina <Steg> hanno insieme promosso la costituzione di Med-Tso, l’Associazione degli operatori di rete del Mediterraneo. Lo scorso 19 aprile, a Roma, Med-Tso è stata formalmente costituita presso la sede di Terna, l’operatore della rete elettrica italiana. Alla firma dell’atto costitutivo erano presenti i più alti Rappresentanti dei principali Tso di Albania, Algeria, Francia, Grecia, Marocco, Montenegro, Portogallo, Slovenia, Spagna, Tunisia e Turchia. Hanno inoltre già presentato domanda di adesione i Tso di Egitto, Giordania e Libia. Nourredine Boutarfa, Pdg di <Sonelgaz>, ha assunto la carica di presidente e Michelangelo Celozzi, Responsabile del coordinamento delle attività a livello euro Mediterraneo per Terna, quella di segretario generale. L’Associazione mira alla creazione di uno spazio libero ed indipendente di concertazione tra i Tso del Mediterraneo, nonché a garantire il necessario collegamento tra le funzioni di regolazione (proprie delle Autorità di regolazione di settore) e quelle di gestione operativa dei sistemi elettrici: Med-Tso si pone come l’interlocutore naturale di Medreg (Associazione dei Regolatori del Mediterraneo) e di Entso-E (associazione dei Tso europei). Med-Tso ha suscitato un forte interesse internazionale, a livello istituzionale, politico ed industriale ed in particolare della Commissione Europea, che ha testimoniato l’importanza della sua nascita per lo sviluppo del settore elettrico Mediterraneo. Il 4 Maggio 2012, MED-Tso si presenterà agli stakeholders internazionali ed alle istituzioni, illustrando il suo progetto di attività nel corso di un meeting pubblico.
 
Previsioni del FMI sull’economia turca per il 2012 - Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) ha pubblicato l’edizione di aprile del rapporto “World Economic Outlook” nel quale per la Turchia si prevede una crescita reale al 2,3% del Pil per l’anno 2012. Questa stima è sensibilmente più bassa di quella del Governo turco, che ha invece previsto un tasso di crescita del Paese per l’anno in corso pari al 4%. Secondo il Fondo, l'elevata crescita del credito bancario solleva non poche preoccupazioni circa il futuro andamento dell'economia turca e l’Organizzazione finanziaria internazionale raccomanda ulteriori inasprimenti nelle politiche economiche (agendo ad esempio sul tasso di interesse o rafforzando la disciplina fiscale). Il Fondo prevede anche che l'inflazione dei prezzi al consumo aumenti al 10.6% e che il tasso di disoccupazione salga al 10,2% entro la fine dell'anno. Infine, il Fmi stima che il disavanzo delle partite correnti turche si riduca leggermente, fino ad arrivare all’8.2% del Pil del 2012.
Il tasso di disoccupazione in Turchia torna a due cifre dopo nove mesi - Secondo i dati recentemente pubblicati dal TürkStat, dopo nove mesi in cui il tasso di disoccupazione turco si era mantenuto ad una singola cifra, a gennaio esso ha nuovamente raggiunto le due cifre, attestandosi al 10.2%, valore comunque inferiore al 10.8% registrato a marzo 2011 e ancor più all’11,9% dello stesso mese dell’anno precedente. In particolare, nello scorso mese di gennaio il numero totale dei disoccupati in Turchia è stato di 2 milioni 664 mila, in diminuzione di 380.000 unità rispetto allo stesso mese del 2011, mentre il numero delle persone con un’occupazione è salito a 23 milioni 475 mila contro i 22 milioni 461 mila dello stesso mese dell’anno precedente. Anche la disoccupazione giovanile è scesa dal 22% al 18.4%. Sempre a gennaio di quest’anno la disoccupazione urbana era pari al 12% mentre quella rurale si è attestata al 6.5%.
 
Nuovo posticipo dei termini per la presentazione delle offerte per la privatizzazione delle autostrade turche - L’Autorità turca per le Privatizzazioni (Oib) ha recentemente reso noto di aver ulteriormente posticipato i termini per la presentazione delle pre-qualifiche e delle offerte finali per la gara in vista della privatizzazione delle autostrade turche e dei due ponti sul Bosforo. Quanto alle prequalifiche la scadenza è stata rimandata al 28 giugno prossimo, mentre per le offerte finali il termine è stato spostato al 9 agosto 2012. Come si ricorderà, oggetto della gara sono i diritti di gestione di oltre 2000 km di autostrade (le cui maggiori tratte sono la Istanbul-Ankara, la Izmir-Cesme e la Antep-Urfa Adana nel sud-est del Paese) e dei due ponti sul Bosforo, tutti in un unico pacchetto. Il vincitore gestirà la rete autostradale turca per 25 anni. Oltre ai diritti sulla riscossione dei pedaggi, la concessione include anche quelli sui cartelloni pubblicitari e sulle stazioni di servizio mentre alla società che si aggiudicherà l’appalto spetterà l'onere della manutenzione delle autostrade. Per ulteriori informazioni ci si potrà rivolgere all’Autorità turca per le Privatizzazioni, Ziya Gokalp Caddesi n. 80, Kurtulus, 06600 Ankara, tel. +90-312-4305316 / 4304560; fax +90-312-4324123; www.oib.gov.tr.
Gara per l’elettrificazione della linea ferroviaria Kaya-Irmak-Kýrýkkale-Cetinkaya - La direzione generale delle Ferrovie dello Stato turche (Tcdd) ha annunciato nel Bollettino degli appalti pubblici del 9 aprile scorso l’attesa gara per la realizzazione dell'impianto di elettrificazione della linea ferroviaria Kaya-Irmak- Kýrýkkale-Cetinkaya. I lavori di elettrificazione, considerati in un unico pacchetto, riguardano 8 diverse sezioni per una lunghezza totale di 791 km. Il costo d'investimento del progetto è stimato in circa 420 milioni di Lire turche. Il termine per la presentazione delle offerte è fissato al 24 maggio prossimo. Le aziende interessate potranno acquistare i documenti di gara, al costo di 2.000 Lire turche, presso la sede della Tcdd, Gar, Ankara, Piano Terra.
Lanciata la gara per la realizzazione della linea di trasmissione dell’energia Borasco-Kayabasý - La Società turca per la trasmissione dell'energia elettrica (Teias) ha annunciato sul Bollettino degli Appalti pubblici dello scorso 12 aprile (n. di riferimento H 238) la gara per la realizzazione della linea di trasmissione dell’energia Borasco Kayabasý (380 kV). Il termine per la presentazione delle offerte è fissato al 22 maggio prossimo. I documenti di gara potranno essere acquistati, ad un costo di 300 Lire turche, presso la Türkiye Elektrik _letim A.S. Genel Müdürlügü (TE_AS), Ticaret Dairesi Baskanlýgý (Dipartimento per il Commercio), Nasuh Akar Mah. Türkocagý Cad. No: 2, ABCD Blok, 15mo piano, stanza 15035/A, Çankaya – Ankara.
Prossimo il lancio della gara per il centro logistico di Erzurum-Palandöken - Secondo la stampa specializzata, la direzione generale delle Ferrovie dello Stato turche (Tcdd) starebbe accelerando i preparativi della gara per la costruzione del Centro Logistico di Erzurum-Palandöken, incluso nella lista dei 16 progetti di Villaggi Logistici che Tcdd intende realizzare. Le specifiche ed i disegni sarebbero infatti in preparazione e si sarebbe di recente svolto ad Ankara un incontro decisivo tra i membri del Parlamento turco originari di Erzurum e i funzionari di Tcdd, durante il quale il progetto è stato analizzato dettagliatamente. Il centro logistico Erzurum- Palandöken, che si sarà realizzato in prossimità della Zona Industriale Organizzata, darà un importante contributo all'economia dell’intero Paese. La gara per la costruzione del centro dovrebbe essere annunciata tra maggio e giugno prossimi, previa approvazione del Consiglio esecutivo.
Prossimo lancio della gara per il completamento dei lavori della linea ferroviaria Afyon–Denizli - A quanto si apprende da fonti della stampa specializzata, la Direzione Generale delle Ferrovie dello Stato turche (Tcdd) lancerà presto una gara per i lavori di completamento delle sezioni Sandikli-Karakuyu-Dazkýrý e Dazkýrý-Goncalý-Denizli del progetto ferroviario Sandikli-Denizli. L’azienda turca che si era aggiudicata i lavori li aveva avviati ad ottobre 2010 ma sono rimasti incompleti in quanto la società è attualmente sotto processo di liquidazione. Per questa ragione la Tcdd ha deciso di emettere una nuova gara per la realizzazione dei lavori restanti. È probabile che essa venga lanciata nella seconda metà dell'anno.

INDICATORI MACROECONOMICI
Crescita del Pil. Dopo una chiusura del 2008 con una crescita pari all’1.1%, nel 2009 il Pil ha risentito pesantemente della crisi finanziaria internazionale (-4.8%), registrando tuttavia una netta inversione di tendenza nell’ultimo trimestre, segnale che la ripresa economica era cominciata. Questa tendenza si è poi confermata fin dai primi mesi del 2010 con un +9%, cui ha fatto seguito una crescita del Pil nel 2011 pari all’8.5% (12% nel primo trimestre, 8.8% nel secondo, 8.2% nel terzo, 5.2% nel quarto).
Inflazione annua: La forte contrazione dell’attività economica ha determinato nel 2009 un calo sensibile dell’inflazione anche in Turchia, attestatasi a fine anno al 6.53%. Il 2010, che ha fatto registrare un andamento altalenante, si è concluso con un tasso di inflazione pari al 6.4%, il più basso registrato negli ultimi 41 anni e inferiore all'obiettivo dichiarato dal Governo per quell’anno del 7.5%. Dall’inizio del 2011, dopo aver toccato il valore minimo storico a marzo 2011 (3.9%), l’inflazione è tornata a crescere, e l’anno si è chiuso con un tasso di inflazione a due cifre pari al 10.45% lontano dalle previsioni del Programma a Medio Termine 2012-2014 nel quale il Governo turco aveva previsto un tasso di fine 2011 del 7.5%.
Interscambio con l’Italia nel 2010 e nel 2011: Dopo essersi posizionata nel 2010 al quarto posto nella graduatoria dei Paesi partner della Turchia con un interscambio pari a 16.7 miliardi di dollari (di cui 10.2 miliardi di esportazioni e 6.5 miliardi di importazioni), anche nel 2011 l’Italia si è confermata quarto partner commerciale del Paese, dopo Germania, Federazione Russa, Cina e subito prima degli Stati Uniti, con un interscambio che ha raggiunto la cifra di 21.3 miliardi di dollari (record assoluto nelle relazioni italo-turche, +28% rispetto all’anno precedente) ed articolato in esportazioni pari a 13.45 miliardi di dollari (+32.63%, quinto Paese fornitore) ed importazioni pari a 7.85 miliardi di dollari (+20.76%, quarto mercato di sbocco per le merci turche). Il saldo è ancora una volta attivo per l'Italia e ammonta a 5.6 miliardi dollari.

BORSA DI ISTANBUL
Borsa di Istanbul (IMBK-100): 60.596 punti al 27 aprile 2012 (-0.13%_)
CAMBIO al 30 aprile 2012:
1 Euro = TL 2,3285
1 USD = TL 1,7620
A cura di: Irene Castagnoli vice capo dell’Ufficio Economico e Commerciale dell’Ambasciata d’Italia ad Ankara
Redazione: Francesca Lo Magro Ufficio Economico e Commerciale dell’Ambasciata d’Italia ad Ankara
In collaborazione con: Zeynep Demirtas Ufficio Economico e Commerciale dell’Ambasciata d’Italia ad Ankara


 

 
 

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