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NOTIZIARIO D'AMBASCIATA
(dal 27 marzo al 4 aprile)
NOTIZIE DELL'UFFICO ECONOMICO E COMMERCIALE
DELL'AMBASCIATA D'ITALIA AD ANKARA
Mercoledì, Aprile 03, 2012 n. 10
ANKARA - Ambasciata d'Italia
• E’ ufficiale: il Pil turco è cresciuto dell’8.5% nel 2011- Come annunciato ufficialmente dal Türkstat, l’economia turca ha confermato le ottime previsioni di crescita per il 2011, facendo registrare per il quarto trimestre un +5.2% che, aggiunto agli ottimi risultati dei trimestri precedenti (12%, 8.8% e 8.2%), porta il tasso di crescita del Pil per l’intero anno all’8.5%. L’evidente rallentamento dell’economia, peraltro ampiamente previsto dal Governo, è dato prevalentemente dalla frenata del settore privato (dove però il manifatturiero, le costruzioni, i trasporti e la sanità conservano la loro forza trainante) e dalla minore spesa pubblica. Se fino a sei mesi fa l’euforia suscitata dai tassi di crescita del Pil da record era il sentimento prevalente nel Paese, si è tuttavia lentamente fatta strada una crescente preoccupazione sia per certi segnali di malessere evidenti, come il ritorno dell’inflazione a due cifre (10.43% a marzo 2012) o le pessime performance della Lira Turca (definita dalla stampa americana la peggiore valuta tra quelle dei Paesi emergenti nel 2011), sia per la progressiva consapevolezza che la situazione di stallo o di profonda crisi in molti dei partner economico-commerciali non rappresenta un vantaggio per l’economia turca ma al contrario finirà con il contagiarla se il Paese non affronterà una volta per tutte i punti vulnerabili del proprio sistema economico.
Tra le varie cause di tali vulnerabilità strutturali spicca tra tutte l’espansione
del credito senza precedenti su cui il miracolo economico turco ha fatto affidamento nel corso degli ultimi anni e che ha portato il credito alle famiglie al 30% degli impieghi e quello alle imprese al 40%. La bolla creditizia, che ha iniettato nella popolazione una nuova fiducia, non ha potuto essere totalmente soddisfatta dal mercato interno e si è quindi tradotta in un aumento delle importazioni di beni di consumo dall’estero, aggravando il già cronico squilibrio dei conti con l’estero, nonostante il miglioramento registrato in febbraio. Lo squilibrio con l’estero rivela un altro punto di vulnerabilità per l’economia turca, consistente nella scarsa copertura da parte degli Investimenti Esteri Diretti (Ide), che rimangono purtroppo ancora insufficienti. Di conseguenza, vengono annunciati periodicamente nuovi incentivi e facilitazioni per gli investitori, modulati a seconda delle varie zone del Paese: il prossimo pacchetto, già alla firma del Primo Ministro da varie settimane, è attesissimo da tutta la comunità imprenditoriale. Con un livello di Ide non sufficiente, non resta al Paese che finanziare il proprio deficit estero con l’afflusso di capitali, purtroppo a breve termine, che in realtà mette l’economia nazionale a repentaglio delle dinamiche mondiali (a cominciare dal rallentamento
dell’area Euro e gli avvenimenti collegati alla Primavera araba). La scarsa competitività delle esportazioni turche e l’aver puntato negli ultimi anni a potenziare le esportazioni verso l’area mediterranea e mediorientale colpite dai disordini politico-sociali (rimangono molto limitate le esportazioni verso le economie più dinamiche di America Latina e Estremo Oriente) non fa che aggravare la bilancia commerciale turca. Altrettanto insufficienti restano gli investimenti interni, a causa del basso livello dei risparmi privati che è una caratteristica strutturale del Paese e che, attestandosi al 12% del Pil, colloca la Turchia tra le ultime posizioni nel continente europeo. Secondo un rapporto recentemente pubblicato dalla Banca Mondiale, la bassa propensione al risparmio delle famiglie turche (incentivata anche dalla politica di bassi tassi di interesse seguita negli ultimi anni dalla Banca Centrale e dall’uso estensivo delle carte di credito e degli acquisti a rate) è un freno fortissimo allo sviluppo, a sua volta aggravato da altri fattori socio-culturali. Tra questi ultimi, il livello di istruzione del capitale umano (basso in confronto a quello delle economie emergenti dell’estremo oriente), ed il ruolo della
donna nella famiglia turca che, in buona parte della popolazione, si dedica nella quasi totalità dei casi alle attività domestiche e alla cura dei figli. E’ evidente, sottolinea la Banca Mondiale, che le famiglie dove la donna non lavora sono quelle che risparmiano di meno. La scarsa competitività delle esportazioni, l’insufficiente livello di investimenti produttivi dall’estero e il basso livello dei risparmi privati sono vulnerabilità così strutturalmente intrinseche che potrebbero mettere a repentaglio il “miracolo economico” decantato dal Governo e avere conseguenze non solo nel breve ma anche nel lungo termine. Proprio per le gravi implicazioni che tali debolezze strutturali turco hanno in termini economici, e potenzialmente anche sul consenso politico per il Governo, i vertici del Paese, primo fra tutti il vice Primo Ministro e coordinatore per le questioni economiche Ali Babacan, hanno già da vari mesi preannunciato la necessità di un “soft landing” per l’economia turca, un rallentamento che deve portare assolutamente la Turchia a ridurre i propri tassi di crescita, sino ad arrivare ad un +4% per tutto il 2012 in modo da favorire una progressiva riduzione dello squilibrio dei conti con l’estero.
• Nel primo bimestre dell’anno, l’Italia è il quinto partner commerciale della Turchia - Secondo i dati pubblicizzati dal Türkstat e rielaborati da Ice Istanbul, pur confermandosi in rosso a fine febbraio, la bilancia commerciale turca fa registrare una diminuzione del disavanzo del 12.6% (12.9 miliardi USD) rispetto al febbraio 2011, quando il saldo negativo era stato di 14.8 miliardi USD. Le esportazioni turche con il resto del mondo hanno registrato un +12.9% rispetto al 2011 (per un valore di 22.1 miliardi USD), ma anche le importazioni sono rimaste su cifre rilevanti (35 miliardi USD, +1.9%). A fine febbraio 2012 l’interscambio turco ha quindi totalizzato 57.2 miliardi USD, contro i 54 dell’anno precedente, segno di un sistema economico fortemente attivo nonostante le difficoltà legate alla crisi internazionale ed europea e nel complesso pronto ad allinearsi agli orientamenti della politica economica, che dall’inizio dell’anno ha più volte evidenziato, per voce di vari esponenti della compagine governativa, la necessità di contenere il peso delle importazioni dall’estero. Rimane in rosso anche il saldo con i Paesi UE (3.3 miliardi USD, +7,8% rispetto al febbraio 2011), che rappresenta la quota più rilevante degli scambi turchi (38.7%). Nella graduatoria dei principali partner, l’Italia si colloca al quinto posto, con 2.8 miliardi USD (-11.2% rispetto al febbraio 2011). Le importazioni turche dall’Italia hanno totalizzato 1,8 miliardi USD (-3.1%) e le esportazioni 993 milioni di dollari (-23.1%). Il saldo è a favore dell’Italia per 835 milioni USD. Fra i principali partner commerciali, dal primo al quarto posto si collocano la Russia (4.9 miliardi USD), la Germania (2.8 miliardi), la Cina (3.3 miliardi) e gli Stati Uniti (2.2 miliardi), tutti in forte attivo verso la Turchia. Fra i Paesi limitrofi, si conferma ormai stabilmente importante l’interscambio con l’Iran, che ha raggiunto i 2,5 miliardi USD (+17.5%), con importazioni turche per 2.05 miliardi ed esportazioni per 460 milioni, che portano il disavanzo commerciale turco con Teheran a quasi 1,6 miliardi USD. Speculare rispetto al saldo Turchia/Iran è quello Turchia/Iraq, Paese con il quale Ankara è in attivo per 1.5 miliardi USD, con un aumento dell’interscambio del 37.31% rispetto al febbraio 2011.
• Al via i lavori di <Salini> e GCF per l'alta velocità Ankara-Istanbul - Si è svolta martedì 27 marzo nei pressi di Gebze (a circa 100 km da Istanbul) la cerimonia di avvio dei lavori per la tratta Gebze-Köseköy della linea ferroviaria ad alta velocità Ankara- Istanbul. I 56 km della linea già esistente verranno rinnovati da una joint-venture costituita le italiane <Salini> e GFC, quest'ultima specializzata in lavori ferroviari, e la nota società di costruzioni turca Kolin. Il progetto, del valore di circa 147 milioni di Euro, di cui 85% finanziati dall'UE con fondi Ipa (Instrument for Pre-Accession Assistance), sarà completato in 24 mesi. Oltre a ridurre il percorso tra Ankara ed Istanbul a sole tre ore, il progetto porterà all'economia turca entrate stimate per circa 3 miliardi di dollari, senza contare gli indubbi benefici di carattere ambientale determinati dalla possibilità di utilizzare il mezzo ferroviario a scapito di quello su ruote. Alla cerimonia erano presenti i ministri turchi dei Trasporti, Binali Yýldýrým, per gli Affari Europei Egemen Bagýs, e per la Scienza e la Tecnologia, Nihat Ergün, il console generale d'Italia ad Istanbul Gianluca Alberini, il vice direttore generale per le Politiche Regionali della Commissione UE Popens, l'Ambasciatore UE ad Ankara Jean-Maurice Ripert, nonché l'amministratore delegato di Salini Pietro Salini. Con l'occasione è stato firmato un accordo tra la Commissione UE e la Turchia per il contributo di 188 milioni di euro per la modernizzazione della tratta ferroviaria Ankara-Karabük-Zonguldak. Il sostegno finanziario dell'UE nel settore ferroviario dovrebbe quindi raggiungere i 600 milioni di Euro entro il 2013. La linea ad alta velocità Ankara-Istanbul fa parte del più ampio progetto volto a potenziare il collegamento della rete ferroviaria turca a quella europea, anche grazie al tunnel in costruzione sotto il Bosforo. Con il futuro completamento della tratta Kars-Tiblis-Baku sarà nel futuro possibile viaggiare in treno dalla Cina alla Gran Bretagna. La linea Ankara-Istanbul è una delle priorità chiave nell'ambito del cosiddetto Transport Operational Programme (Trop) turco volto a individuare le priorità turche nel settore dei trasporti nel contesto dell'accesso all'UE ed il cui obiettivo principale è quello di riequilibrare le varie componenti del settore dei trasporti turco, nel quale la rete ferroviaria e i suoi collegamenti con le infrastrutture marittime costituiscono appunto una priorità. Il ministro Yýldýrým ha sottolineato il forte impegno governativo a sviluppare una industria ferroviaria nazionale, elencando i vari poli produttivi già in funzione (Sakarya, Afyon, Erzincan, Karabüyük). (fonte Consolato Generale d'Italia ad Istanbul).
• Negli ultimi dieci anni, boom delle esportazioni nel settore ittico - Grazie alle misure attuate dal ministero dell'Agricoltura turco, nel periodo 2002-2011 l'industria ittica avrebbe conosciuto un vero e proprio boom che ha portato le esportazioni di prodotti del settore a crescere del 264%, fino a raggiungere i 448 milioni di USD. La Turchia è il terzo Paese al mondo a registrare la maggior crescita del settore, con una produzione che nel 2002 ammontava a 61.165 tonnellate ed è salita nel 2011 a 185.000 (+202%). Secondo dati di fonte Fao, la Turchia controllerebbe il 25% del mercato europeo dell’orata e della spigola, e sarebbe prima in Europa per la produzione di trote e quinta a livello mondiale nel settore dell'acquicoltura. Al momento sono funzionanti 1.720 strutture sulla terraferma, con una capacità produttiva di 197.000 tonnellate, e 368 strutture in mare con 174.521 tonnellate di capacità. Ulteriori 279 strutture (con capacità per 59.957 tonnellate) attendono solo le autorizzazioni necessarie all’avvio dell'attività.
• Indiscussa la leadership di <Türk Traktor> nel mercato turco dei trattori - <Türk Traktor>, il più antico produttore turco di trattori (nato nel 1954 da una joint-venture tra l’italiana <CNH Global> (<Fiat>) ed il <Gruppo Koç>), nonché il primo produttore ed esportatore turco nel settore automobilistico, si è imposta sin dall’inizio della sua attività sullo scenario industriale turco, collocandosi sempre nelle primissime posizioni nel relativo mercato; negli ultimi cinque anni è sempre riuscita a mantenere la primissima posizione, coronando tale successo con le ottime performance del 2011. Con i 102 rivenditori del marchio <New Holland>, i 71 rivenditori di ricambi e le 434 officine, l’azienda si avvale della più grande rete di distribuzione in Turchia. “Il mercato dei trattori è cresciuto nel 2011 di circa il 62%” ha dichiarato recentemente il top management dell’azienda “e noi ci siamo ovviamente assicurati la nostra parte” (la quota di mercato detenuta da <Türk Traktor< è stimata al di sopra del 50%). Nel 2011 <Türk Traktor>, presente in cinquecontinenti con esportazioni verso 90 Paesi, ha prodotto 40.000 trattori dei quali 9600 destinati ai mercati esteri. Sempre nel 2011, l'azienda avrebbe realizzato un turnover di 1.8 miliardi di TL (pari a circa 800 milioni di Euro), con 227 milioni di profitti netti.
Secondo i manager dell’azienda, anche il 2012 si prospetta un anno buono per l'agricoltura turca, grazie alle forti piogge e alle copiose nevicate dell'inverno appena trascorso. La Turchia si colloca al quarto posto nel mercato mondiale dei trattori, dopo India, Cina, e Stati Uniti.
• Sondaggio sulle aspettative di impiego per il secondo trimestre del 2012 - Il sondaggio sulle aspettative di impiego nel secondo trimestre, realizzato dalla <Manpower Group> (che si presenta come leader mondiale in tema di “innovative workforce solutions”) consultando 1000 società turche, ha rivelato un certo ottimismo da parte di coloro che sono in cerca di lavoro, con un aumento di quattro punti rispetto al sondaggio condotto nel trimestre precedente. Tale ottimismo è principalmente dovuto al fatto che la popolazione prevede un mercato del lavoro attivo tra aprile e giugno anche se inferiore a quello dello stesso trimestre del 2011. Il direttore generale della <Manpower Group> in Turchia, Ebru Cos, ha sottolineato che, rispetto al sondaggio del primo trimestre del 2012, quest’ultimo ha rivelato una percezione positiva dettata da una leggera ripresa dell’occupazione, e ha attribuito il calo degli ultimi trimestri a certi fattori macroeconomici che hanno colpito l’impiego e, non meno importante, alla difficile fase congiunturale nell’Unione Europea e negli Stati Uniti, nonché ai disordini della “Primavera Araba”.
L’indagine ha preso in considerazione cinque regioni della Turchia ed ha mostrato che quelle che hanno registrato i maggiori sviluppi positivi sono state l’Anatolia centrale (29%) e la Regione Egea (28%). Il settore oggetto delle maggiori aspettative è quello delle costruzioni, seguito da servizi finanziari, agricoltura, ristorazione ed hotel (quest’ultimo con il maggior incremento dovuto anche all’avvicinarsi del periodo estivo, caratterizzato da una maggiore richiesta di personale). Secondo il sondaggio della <Manpower Group>, i Paesi che offrirebbero maggiori opportunità d’impiego sono India, Brasile, Taiwan, Perù e Turchia, mentre quelli con minori prospettive Grecia, Spagna e Repubblica Ceca. A livello regionale, occupano i primi posti Turchia, Israele, Romania e Norvegia; con Grecia e Spagna sempre ultime.
• Nuovi mercati per la vendita del bestiame - Secondo quanto riportato dalla stampa turca, il ministero dell’Agricoltura turco avrebbe avviato, assieme all’Unione delle Camere e le Borse (Tobb), una ricerca volta ad istituire nel Paese nuovi mercati per la vendita di bestiame (un progetto del costo iniziale di circa 34 milioni di Lire Turche). Scopo del ministero è quello di innalzare gli standard dei mercati locali di bestiame sino a livelli comparabili a quelli UE, nel tentativo di prevenire speculazioni e sostenere i prezzi, anche mediante un aumento delle licenze per nuovi mercati di scambio in 43 diverse province (in Turchia sono al momento attivi 94 mercati per il bestiame). Il ministero sta inoltre studiando misure per il miglioramento delle condizioni ambientali a fine di garantire un maggiore benessere per gli animali, sia nel trasporto che nei mercati. Si inizierà quindi dalla sterilizzazione dei veicoli e da una migliore disinfezione degli animali contro le malattie contagiose con l'isolamento di quelli malati in aree specifiche.
Nelle aree adibite alla vendita del bestiame vi saranno dirigenti, veterinari e personale
specializzato che possa intervenire sulla salute degli animali. Come dichiarato qualche giorno fa dal ministro dell'Agricoltura Mehmet Mehdi Eker, il Governo sta cercando di uniformare il mercato turco del bestiame agli standard europei. Parallelamente – ha annunciato il ministro - sta per essere emanato anche un regolamento che disciplinerà il mercato caseario che potrebbe individuare l’Istituto per la Carne ed il Pesce della Turchia (Emk) quale organo di controllo.
• Sempre più attivi gli investitori turchi sui mercati esteri – Secondo l’agenzia di stampa <Reuters>, la catena di ospedali turca Medicana International avrebbe in programma l’apertura di nuovi ospedali a Bucarest e in Iraq, nel quadro di un crescente interesse che si estende a tutta l’area balcanica e all’Asia Centrale. Parallelamente, Aselsan, la più grande azienda turca nel settore dell’industria della difesa, ha annunciato
di aver firmato un accordo con il centro di design e sviluppo della Giordania <Kaddb> per l’istituzione in joint-venture di una azienda che operi nel settore dell’ottica elettronica per conto dell’esercito giordano (sistemi di visione notturna e termale).
• Investimenti che vanno ..... - Vari sono i grandi gruppi che starebbero per lasciare la Turchia: <ArcelorMittal>, il più grande produttore di acciaio a livello mondiale, ha appena annunciato di aver ceduto le sue quote nel <Gruppo Erdemir>, il terzo produttore turco del settore. A quanto dichiarato, la cessione risponderebbe all'esigenza di focalizzarsi sui propri core asset e ridurre il debito netto del gruppo (che ammonterebbe a circa 28 miliardi di USD). Dalla prima cessione delle proprie quote nel <Gruppo Erdemir> (si è passati per il momento dal 25% al 18,7%, con l'obiettivo di arrivare al 12,5%) <ArcelorMittal> avrebbe incassato 200 milioni di USD. Anche <Citigroup> ha annunciato l'intenzione di ridurre la sua partecipazione nella turca <Akbank> dall'attuale 20% al 10%, una decisione che – secondo quanto dichiarato da <Akbank> – deriverebbe dalla necessità per <Citigroup> (che in Turchia detiene anche la <Citigroup Turkey>) di aumentare il proprio capitale in linea con i criteri finanziari di Basilea-III. La <Burgan Bank> del Kuwait avrebbe invece raggiunto un accordo con la greca <Eurobank EFG> e la turca <Tekfen Holding> per acquisire rispettivamente il 70% ed il 30% delle loro quote nella <Eurobank Tekfen>. Secondo quanto riportato dalla <Reuters>, la franco-belga <Dexia> avrebbe infine rifiutato una offerta, ritenuta troppo bassa, dalla <Qatari National Bank> per l'acquisizione delle sue quote nella turca <Denizbank>.
• ...e investimenti che vengono - La libanese <Bank Audi> ha recentemente aperto in Turchia una propria sussidiaria, la <Odea Bank> (capitale iniziale 534 milioni di TL, circa 223 milioni di Euro), che dovrebbe nei prossimi anni aprire circa 60 filiali focalizzate per lo più sul settore corporate e commerciale. Parallelamente, la tedesca <Aquila Hydropower> starebbe per concludere con la turca <Akfen Group> un contratto per l'acquisizione da quest'ultima dei relativi impianti idroelettrici in Turchia.
• Gli imprenditori turchi abbandonano la Siria insicura - Secondo Nihat Kýlýç, presidente della Camera del Commercio e dell’Industria nel distretto di Reyhanlý nella provincia di Hatay (alle porte della Siria), sui molti imprenditori turchi che svolgono attività commerciali in Siria (soprattutto nei settori della costruzione, cibo ed industria di mobili), circa 100 hanno già interrotto i loro affari con il Paese arabo a causa dell’ondata di violenza nella regione e hanno fatto ritorno in Turchia, mentre altri rientreranno nel prossimo futuro dopo aver riscosso i pagamenti. Il totale delle esportazioni della Turchia verso la Siria ammonta a circa 1.2 miliardi USD l’anno, e secondo Kýlýç, Hatay, rappresenta la più importante provincia in termini di traffico commerciale. Per questo motivo, ha sottolineato Kýlýç, è necessario di un maggiore supporto da parte del Governo allo sviluppo del trasporto Ro-Ro per l’invio delle merci in Egitto e, da lì, via terra verso gli altri Paesi del Medio Oriente. Tale opinione è condivisa anche da Mehmet Tanyas, capo dell’Associazione Logistica e Trasporti, che ipotizza la creazione di un servizio Ro-Ro tra Mersin ed Alessandria d’Egitto. Kýlýç ha inoltre aggiunto che molti autisti di camion turchi, per effettuare i loro trasporti in diversi Stati mediorientali, sono tuttora costretti ad utilizzare il varco doganale di Cilvegözü (nella Provincia di Hatay) e percorrere la Siria per raggiungere la meta finale. Molti tuttavia stanno iniziando a desistere e vengono progressivamente rimpiazzati da società di trasporto siriane, con conseguente perdita per l’economia turca.
• Necessari depositi di stoccaggio gas in Turchia - Secondo la stampa turca, la russa <Gazprom> starebbe conducendo alcuni studi per verificare la possibilità di realizzare in Turchia depositi di stoccaggio di gas. L'alto consumo di gas nel Paese, triplicato negli ultimi dieci anni fino a raggiungere i 40 milioni di metri cubi annui, ha reso il mercato turco molto attraente grazie anche alle potenzialità future. Nell'inverno appena passato il consumo di gas naturale in Turchia ha raggiunto il suo massimo storico, tanto che <Gazprom> è stata costretta a fare ricorso ai suoi depositi in Europa per far fronte alle necessità turche e dirottare verso il Paese ulteriori 38 milioni di m3 al giorno. Gazprom considera interessate anche il mercato turco dell'elettricità, ma sembra che al momento ritiene assolutamente prematuro un ingresso nel Paese in tale settore.
• Nuove centrali elettriche in Turchia - Secondo i dati forniti dall'Autorità turca per la Regolamentazione del Mercato Energetico (Epdk), sarebbero attualmente in corso di realizzazione in Turchia 94 centrali termiche, 543 centrali idrauliche e 156 centrali ad energia rinnovabile, per una potenza installata complessiva pari a 40.000 MW. A realizzazione completata, la potenza totale installata del Paese, che ammonta attualmente a 53.560 MW dovrebbe quindi superare i 93.000 MW. La centrale termica più grande è quella in costruzione a Kýrýkkale (circa 100 km ad est della capitale Ankara), che produrrà energia per 9,9 miliardi annui di kWh. La più grande centrale idraulica sarà invece quella di Bingol che produrrà 1,4 miliardi kWh di energia all'anno.
• 11° Conferenza Internazionale Turoge (Ankara, 22-23 marzo 2012) - Si è svolta ad Ankara nei giorni scorsi l'11° Turkish International Oil and gas Conference (Turoge) che ha visto la partecipazione di molti tra i più importanti attori turchi del settore, tra i quali il ministero dell'Energia e delle Risorse Naturali, la Tpao (<Turkish Petroleum Corporation>), il Mta (<Mineral Technical Research Institution>), la <Botas>(l’azienda di commercializzazione del gas) e alcune tra le compagnie internazionali più importanti. Dopo il saluto introduttivo del ministro dell'Energia Taner Yildiz, sono stati affrontati nel corso dell'evento temi quali la situazione della ricerca energetica a livello mondiale e le attività di produzione, gli ultimi sviluppi nell'area del Mediterraneo orientale, la sicurezza delle forniture nei progetti energetici transfrontalieri, l'impatto ambientale delle attività collegate al greggio e al gas. Il ministro Yildiz ha fatto particolare riferimento al progetto della cosiddetta “Petroleum Law”, attualmente in corso di preparazione e che dovrebbe essere presto approvata dal Consiglio dei Ministri, per poi essere trasmessa al Parlamento.
• Contatti intatti con la Corea del Sud sul nucleare - In occasione del vertice sulla sicurezza nucleare tenutosi in Corea del Sud qualche giorno fa, il Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan ha sottolineato la determinazione della Turchia all’utilizzo del nucleare, quale fonte in grado di soddisfare il 10% del fabbisogno di energia del Paese entro il 2030, e assolutamente in linea con l’esigenza di fare ricorso a risorse energetiche sicure, a basso costo ed eco-compatibili. L’ambizioso programma nucleare lanciato dalla Turchia per soddisfare la necessità energetica del Paese sarà attuato, ha aggiunto il Primo Ministro, in linea con le direttive dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Iaea) e quindi rispettando gli elevati standard di sorveglianza e sicurezza. Nel frattempo, il Ministro dell’Energia Taner Yýldýz, ricollegandosi alle dichiarazioni fatte da Erdogan, ha puntualizzato con la stampa turca che Turchia e Corea del Sud non hanno ancora raggiunto un accordo per la costruzione della seconda centrale nucleare turca, nonostante la proposta del Ministro sudcoreano per l’Informazione e la Tecnologia Hong Suk-Woo che aveva manifestato l’interesse del suo Paese per la costruzione in Turchia di una centrale nucleare di 5.000-6000 megawatt ed un’altra a carbone. La prima centrale nucleare sarà costruita dai russi ad Akkuyu (provincia di Mersin, Turchia meridionale), mentre la seconda è prevista sorgere nella regione di Sinop, lungo la costa del Mar Nero. La Turchia, ha aggiunto Yýldýz, sta ancora negoziando con la giapponese <Tepco>, sebbene quest’ultima abbia ritirato la propria offerta dell’agosto del 2011, ma in un’ottica di diversificazione sono in corso trattative anche con la Corea del Sud e la Cina.
• Per i prossimi anni la Banca Mondiale conta di fornire alla Turchia un sostegno finanziario per 6.5 miliardi USD - Il Gruppo Banca Mondiale ha recentementepubblicato il suo Country Partnership Strategy (CPS) sulla Turchia (reperibile al linkhttp://siteresources.worldbank.org/TURKEYEXTN/Resources/361711-1209146546290/4937885-
1331724092518/TurkeyCPSFY12.pdf) che costituisce la base per il business plan del Gruppo finalizzato al sostegno finanziario al Paese per gli anni 2012-2015. Il CPS, che mira a contribuire ad uno sviluppo della Turchia rapido e sostenibile nel rispetto dell'ambiente, è articolato in tre pilastri principali: l'aumento della competitività e dell'impiego, con particolare focus su impiego giovanile e femminile, business environment e piccole e medie imprese; maggiore equità di accesso alle opportunità e ai servizi pubblici, con particolare attenzione a educazione, servizi sanitari e parità di genere; rafforzamento dello sviluppo sostenibile, mediante consulenze e finanziamenti in materia di energia, ambiente, cambiamento climatico e strategie per la gestione delle acque e dello sviluppo urbano. Inoltre, la Banca Mondiale intende portare all'attenzione del pubblico internazionale gli ottimi risultati raggiunti dalla Turchia soprattutto nelle aree della riforma sanitaria, della prevenzione e della mitigazione dei disastri ambientali. La Banca ritiene anche che la strategia per i prossimi quattro anni sia esposta ai forti rischi derivanti dalla forte vulnerabilità del Paese all'afflusso di capitali esteri, ed è per questo che sollecita la Turchia a contenere e ridurre lo squilibrio dei conti con l'estero, mediante aumento della produttività, espansione e diversificazione delle esportazioni, aumento del risparmio domestico, miglioramento dell'efficienza energetica e diversificazione delle risorse energetiche.
• La Turchia in cerca di oro per contenere il deficit delle partite correnti – Come recentemente riferito nel <Wall Street Journal>, di fronte alla preoccupante crescita del deficit delle partite correnti che rischia di gettare un'ombra sulle ottime performance in termini di crescita del Pil, Ankara sarebbe intenzionata a convincere le famiglie turche a custodire le ingenti riserve personali di oro (la forma di risparmio più diffusa nel Paese) presso gli istituti di credito. Secondo alcune anticipazioni raccolte dal WSJ in ambienti istituzionali, l'Autorità turca per la Regolamentazione Bancaria starebbe per emanare un piano per incentivare i privati ad immettere i propri beni nel circuito bancario. In questa prospettiva, le banche starebbero approntando dei nuovi depositi fruttiferi in oro che consentirebbero addirittura agli utenti di ritirare barrette d'oro da specifici sportelli automatici appositamente concepiti. Secondo gli economisti si tratta di un tentativo da parte del Governo di cambiare la tradizionale inclinazione dei turchi a conservare un'alta percentuale di ricchezza personale fuori del sistema bancario, nella convinzione che questo sia un modo per proteggersi contro di rischi di volatilità che ha colpito l'economia turca nei decenni passati. Ma tali misure hanno anche un altro obiettivo: quello di innalzare la propensione al risparmio dei turchi che è storicamente molto bassa.
Sebbene sia difficile stimare la quantità di oro detenuta dai privati al di fuori dei canali ufficiali, la <Istanbul Gold Refinery> ritieni che si tratti di almeno 5000 tonnellate metriche, per un valore di circa 270 miliardi di dollari. Sorprende che, in presenza di un sistema bancario oggetto di una attenta regolamentazione tanto da meritare i riconoscimenti delle Istituzioni Finanziarie Internazionali, il pubblico preferisca ancora rimanere fedele all'oro. Nel 2011, mentre la Lira Turca faceva registrare una flessione del 20% nei confronti del dollaro statunitense, la domanda turca di oro in barre e monete è aumentata del 99% rispetto all'anno precedente, secondo il <World Gold Council>, a dimostrazione che nonostante le ottime performance macroeconomiche e il miglioramento delle condizioni occupazionali, i turchi restano convinti che sia rischioso detenere tutti i propri avere presso le banche.
• Servizi offerti da Simest alle imprese italiane all’estero e in Italia - Simest, Società Italiana per le Imprese all'Estero, controllata dal Ministero dello Sviluppo Economico e partecipata da primarie banche italiane ed associazioni imprenditoriali, desidera ricordare al mondo imprenditoriale italiano l'ampia gamma dei servizi offerti per promuovere lo sviluppo delle imprese italiane all’estero e in Italia. Simest costituisce un interlocutore cui le imprese italiane possono fare riferimento per tutte le tipologie di interventi nei mercati internazionali. Per gli investimenti nei paesi extra UE, può acquisire partecipazioni nelle imprese all’estero fino al 49% del capitale sociale, sia investendo direttamente che attraverso la gestione del Fondo partecipativo di venture capital. La partecipazione Simest consente all’impresa italiana l’accesso alle agevolazioni per il finanziamento della propria quota di partecipazione nelle imprese fuori dell’UE. Per gli investimenti in Italia e negli altri paesi UE, SIMEST può acquisire a condizioni di mercato partecipazioni minoritarie al capitale sociale di società italiane e/o loro controllate in UE, che sviluppino investimenti produttivi e di innovazione e ricerca.
Per gli strumenti pubblici all’internazionalizzazione, Simest sostiene i crediti all’esportazione di beni di investimento prodotti in Italia, finanzia gli studi di prefattibilità, fattibilità ed i programmi di assistenza tecnica, i programmi di inserimento sui mercati esteri, nonché interventi a favore delle Pmi esportatrici. Simest fornisce inoltre servizi di assistenza tecnica e di consulenza professionale, tra i quali: attività di ricerca di opportunità all’estero, iniziative di matchmaking, studi di prefattibilità/fattibilità, assistenza finanziaria, legale e societaria relativi a progetti di investimento. Facendo parte dell’Edfi (Associazione europea delle finanziarie di sviluppo), Simest mette inoltre tale network a disposizione delle imprese italiane. I vari servizi offerti sono più dettagliatamente illustrati nella brochure allegata al presente numero delle Cronache Economiche nonché sul sito www.simest.it .
_ In attesa dell'esenzione Iva, nuovo rinvio per il terzo ponte sul Bosforo – Slitta anche la scadenza per la privatizzazione della rete autostradale. Il Direttorato per le Autostrade del ministero dei Trasporti ha ulteriormente rimandato di due settimane (dal 5 al 20 aprile prossimo) la scadenza per la presentazione delle offerte per il progetto relativo al terzo ponte sul Bosforo, in attesa dell'approvazione da parte del Parlamento della legge che stabilirà l'esenzione dall'Iva dei progetti da realizzare con modalità Bot (vedi Cronache Economiche n.9). Come si ricorderà, la gara precedente per la realizzazione del terzo ponte sul Bosforo e di 414 km di rete autostradale ad esso collegata era stata cancellata nei mesi scorsi per mancanza di offerte. Secondo quanto riportato da <Reuters>, dieci contractor turchi e sei internazionali (tra i quali l'italiana <Astaldi>, la francese <Vinci> e la spagnola <OHL>) avrebbero ritirato i documenti di gara. Parallelamente, l'Autorità per le Privatizzazioni ha esteso dal 5 al 24 aprile la scadenza per la presentazione delle offerte relative alla gara per la privatizzazione della rete autostradale.
_ Elettrificazione della tratta ferroviaria Irmak – Karabük – Zonguldak –Secondo quanto riferito dalla stampa specializzata, dopo aver avviato i lavori di segnalamento per la tratta Irmak – Karabük – Zonguldak, le ferrovie turche (Tcdd) si stanno preparando ad emettere la gara per l'elettrificazione della stessa linea ferroviaria. Gli studi già avviati per predisporre le specifiche di gara dovrebbero concludersi entro metà aprile, dopo di che saranno preparate le specifiche amministrative e una volta approvate la gara potrà essere emessa, probabilmente entro il primo semestre 2012.
_ Fonti utili per informazioni sul sistema di sicurezza sociale turco e sulle modalità per ottenere permessi di lavoro - Il ministero del Lavoro e della Sicurezza Sociale turcoha recentemente istituito il numero telefonico “ALO 170” espressamente dedicato arispondere alle domande degli utenti in merito al funzionamento del sistema di sicurezzasociale turco per gli stranieri residenti in Turchia (Legge sulla Sicurezza Sociale n.5510). Si potrà accedere al servizio digitando il numero 170 da qualunque telefono
11 turco. Per quanto riguarda invece le informazioni concernenti l’ottenimento dei permessi di lavoro in Turchia, esse potranno essere rintracciate alla pagina web del Ministero del
INDICATORI MACROECONOMICI
• Crescita del Pil. Dopo una chiusura del 2008 con una crescita pari all’1.1%, nel 2009 il Pil ha risentito pesantemente della crisi finanziaria internazionale (-4.8%), registrando tuttavia una netta inversione di tendenza nell’ultimo trimestre, segnale che la ripresa economica era cominciata. Questa tendenza si è poi confermata fin dai primi mesi del 2010 con un +9%, cui ha fatto seguito una crescita del Pil nel 2011 pari all’8,5% (12% nel primo trimestre, 8.8% nel secondo, 8.2% nel terzo, 5,2% nel quarto).
• Inflazione annua: La forte contrazione dell’attività economica ha determinato nel 2009 un calo sensibile dell’inflazione anche in Turchia, attestatasi a fine anno al 6.53%. Il 2010, che ha fatto registrare un andamento altalenante, si è concluso con un tasso di inflazione pari al 6.4%, il più basso registrato negli ultimi 41 anni e inferiore all'obiettivo dichiarato dal Governo per quell’anno del 7.5%. Dall’inizio del 2011, dopo aver toccato il valore minimo storico a marzo 2011 (3,9%), l’inflazione è tornata a crescere, e l’anno si è chiuso con un tasso di inflazione a due cifre pari al 10.45% lontano dalle previsioni del Programma a Medio Termine 2012-2014 nel quale il Governo turco aveva previsto un tasso di fine 2011 del 7.5%.
• Interscambio con l’Italia nel 2010 e nel 2011: Dopo essersi posizionata nel 2010 al quarto posto nella graduatoria dei Paesi partner della Turchia con un interscambio pari a 16.7 miliardi di dollari (di cui 10.2 miliardi di esportazioni e 6,5 miliardi di importazioni), anche nel 2011 l’Italia si è confermata quarto partner commerciale del Paese, dopo Germania, Federazione Russa, Cina e subito prima degli Stati Uniti, con un interscambio che ha raggiunto la cifra di 21.3 miliardi di dollari (record assoluto nelle relazioni italo-turche, +28% rispetto all’anno precedente) ed articolato in esportazioni pari a 13.45 miliardi di dollari (+32.63%, quinto Paese fornitore) ed importazioni pari a 7.85 miliardi di dollari (+20.76%, quarto mercato di sbocco per le merci turche). Il saldo è ancora una volta attivo per l'Italia e ammonta a 5.6 miliardi dollari.
BORSA DI ISTANBUL
Borsa di Istanbul (IMBK-100): punti 63284 al 3 aprile 2012 (0.50 %)
CAMBIO al 3 aprile 2012:
1 Euro = TL 2,3700
1 USD = TL 1,7800
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A cura di: Patrizia Falcinelli capo dell’Ufficio Economico e Commerciale dell’Ambasciata d’Italia ad Ankara
Redazione: Francesca Lo Magro Ufficio Economico e Commerciale dell’Ambasciata d’Italia ad Ankara
In collaborazione con: Zeynep Demirtas Ufficio Economico e Commercialedell’Ambasciata d’Italia ad Ankara