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TURCHIA
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E se fosse Usa-Spagna come....

Giovedì, Agosto 26, 2010
ROMA -  Yahoo.it  Daniele Fantini/Eurosport 

Quattro anni fa, il Giappone si colorava di giallorosso quando la Spagna passeggiava in finale sulla Grecia, sotterrata 70-47 nella partita che assegnò il primo titolo mondiale alla formazione allora allenata da "Pepu" Hernandez.
Lo zoccolo duro di quella squadra portò poi all’argento degli Europei del 2007, all’oro nella successiva edizione del 2009 (con Sergio Scariolo in panchina) e a quella scoppiettante finale olimpica di Pechino 2008, quando la Spagna si arrese a testa altissima a quegli States infarciti di superstelle della "Road to Redemption", finalmente risorti dopo le cocenti delusioni dei Mondiali 2002 e 2006 e dei Giochi del 2004. La Spagna torna ora in Turchia con un blasone da difendere, mentre gli States si rimetteranno alla caccia di un Mondiale tradizionalmente snobbato (manca dall’ormai lontano ’94) con una squadra che definire "sperimentale" è quasi riduttivo. Ma se la finale fosse proprio un remake di Pechino? Forse ci può dare una mano l’amichevole dello scorso lunedì giocata a Madrid, e vinta dagli States 86-85 grazie a una stoppata sulla sirena di Kevin Durant su Rudy Fernandez. Già roba da brividi.
PECHINO 2008, C’E’ NESSUNO? - Dei 12 delle Olimpiadi sono rimasti in... nessuno. I forfait delle stelle hanno costretto la Nazionale statunitense a una completa quanto rischiosa rifondazione: tanti giovani, qualche stellina e due soli veterani con esperienza internazionale, Chauncey Billups (che ha vestito la maglia degli States nei giochi Panamericani del 2007) e Lamar Odom (visto - e neanche tanto - nei Giochi del 2004). Per il resto tante incognite, un fattore che pende in favore della Spagna, che può vantare, di contro, un roster ricco di elementi già rodati sui palcoscenici mondiali.
SMALL BALL - Gli infortuni, la mancanza di giocatori importanti in quel ruolo e un po’ di sfrontatezza da parte di coach Krzyzewski hanno disegnato un roster piuttosto alternativo: gli States si presentano in Turchia con un solo centro di ruolo (Tyson Chandler) e una folta schiera di guardie e ali piccole che dovranno necessariamente adattarsi a giocare vicino a canestro. Il risultato è stato larghi tratti di Lamar Odom (uno che voleva fare il playmaker...) schierato da centro, affiancato da un esterno atletico (per non dire "da un passante qualunque"): Iguodala, Granger (catalogato addirittura come power forward nel roster ufficiale) e Durant dovranno adattarsi, ma benché abbiano centimetri e muscoli guizzanti restano pur sempre giocatori inadatti, incapaci e inesperti per giocare in vernice (Durant è stato più volte visto portare un blocco sulla palla ed essere spostato invece dal suo uomo).
UPTEMPO GAME - Non avendo presenza in post-basso (Chandler e Love sono piuttosto scolastici, da innescare semmai in movimento), gli States tendono ad accelerare vertiginosamente il ritmo forzando situazioni in campo aperto e in contropiede (lo stesso coach K ha individuato nel gioco in velocità il tratto distintivo della squadra); contro la difesa schierata si gioca tantissimo 5 fuori o isolation in punta con 4 bassi: gli 1vs1 delle guardie iniziano quasi ogni gioco per innescare il penetra-e-scarica e costruire buoni tiri dall’arco. Ma se il tiro da 3 non entra, gli States tendono ad essere piuttosto frenetici e confusionari. Vantaggio: il loro turbinare forza anche gli avversari ad alzare i ritmi, non necessariamente una buona cosa per una squadra europea.
DIFESA - L’interior defense è ampiamente da rivedere: gli States sono piccoli e attaccabili in situazioni statiche di post-basso, ma hanno la fortuna di avere invece giocatori molto atletici e aggressivi sul perimetro, dove riescono a mettere tanta pressione sui portatori di palla e sulle linee di passaggio verso le guardie. A rimbalzo sono atletici, ma non hanno uomini di posizione se non Chandler e Love, e alla lunga potrebbero soffrire. Se sapessero fare la zona (ma non la sanno fare con continuità) potrebbero essere molto fastidiosi, perché il campo più piccolo rispetto a quello Nba permette di coprire meglio gli spazi.
TIMORE REVERENZIALE? E DI CHE COSA? - Ciò che colpisce della Spagna è che contro gli States gioca a viso aperto, senza nessuna paura. Ma, d’altronde, sono tanti i giocatori di Sergio Scariolo che in Nba giocano (Marc Gasol, Rudy Fernandez), hanno giocato (Garbajosa, Raul Lopez, Navarro) o giocheranno (Rubio, Claver, Vazquez?). Dunque, Nba? Bah, roba già trita e ritrita... questi sono giocatori come tutti gli altri.
AH, AVERE IL DOPPIO GASOL... - Se dalla lista dei nomi appena scritta avete notato un paio di mancanze, vi confermiamo che non vi siete sbagliati. José Calderon si è infortunato alla coscia proprio nell’amichevole contro gli States ed è stato sostituito in extremis da Raul Lopez (poco male, perché è comunque Rubio il playmaker titolare designato), ma il forfait di Pau Gasol rischia di pesare tantissimo sulle speranze spagnole di difendere il titolo del 2006. Il catalano, che fu MVP della scorsa edizione di Mondiali, ha scelto di non giocare per ritemprarsi in vista della nuova stagione con i Lakers, ma con i due fratelli in vernice la Spagna avrebbe avuto un’arma devastante per colpire ripetutamente gli States là dove sono più deboli, vicino a canestro. E, forse, con Pau gli spagnoli sarebbero stati anche i favoriti sulla carta.
TRA OUTSIDER E UN PO’ DI COLORE - Ma c'è tanto altro dietro Spagna-Stati Uniti, e diverse squadre che potrebbero spodestare una delle due finaliste di Pechino: Argentina, Serbia, Croazia e Grecia sono alla finestra, mentre i campionati extra-europei ci regaleranno le immancabili note di colore. Il raggruppamento asiatico porterà ai Mondiali turchi, oltre all’ormai classica Cina, anche Iran, Giordania (terza nella rassegna continentale) e Libano (quarto, ripescato dalla FIBA con una wild-card), quello africano sarà invece rappresentato dai pluricampioni dell’Angola (sei titoli continentali vinti consecutivamente), dalla Costa d’Avorio (finalista) e dalla Tunisia (terza classificata).
Questi, nel dettaglio, i 4 raggruppamenti. Le prime 4 si qualificano alla fase ad eliminazione diretta.
GRUPPO A - Angola, Argentina, Australia, Germania, Giordania, Serbia
GRUPPO B - Brasile, Croazia, Iran, Tunisia, Slovenia, USA
GRUPPO C - Cina, Costa d’Avorio, Grecia, Russia, Portorico, Turchia
GRUPPO D - Canada, Francia, Libano, Lituania, Nuova Zelanda, Spagna

 

 
 

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