Arretrati 

Anno 7° N.8

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SVILUPPI INDESIDERATI

Il_portavoce_del_Governo_turco_Cemil_Cicek

Il portavoce del Governo turco ha consigliato Teheran di accettare le ispezioni internazionali sulle sue attività nucleari.

La Turchia ha ribadito la necessità e l'urgenza che Teheran accetti le ispezioni internazionali sulle sue attività nucleari aggiungendo che, in caso contrario, ''ci potrebbero essere sviluppi indesiderati''.
''Se Teheran non accetterà le ispezioni internazionali potrebbero accadere sviluppi indesiderati'', ha dichiarato il portavoce del Governo turco, il ministro della Giustizia, Cemil  Cicek citato dal giornale filoislamico <Yeni Shafak>. (Ansa)
04.03.2006

ESERCITAZIONI CONGIUNTE

Unità_turca_in_esercitazione

 

Navi da guerra russe e turche hanno manovrato insieme per due giorni sviluppando un tema addestrativo di battaglia di incontro. La visita ad Istanbul dell'ammiraglio Vladimir Masorin.

L'ammiraglio_russo_Vladimir_MasorinNavi da guerra russe, tra cui un incrociatore lancia missili, hanno iniziato una esercitazione congiunta con navi della marina militare turca. L'incrociatore Moskva (lo stesso su cui a Taormina dopo il vertice Nato è avvenuto l'incontro tra il ministro della Difesa russo, quello italiano e il segretario generale della Nato, ndr), un nave da sbarco e una nave appoggio della flotta russa del Mar Nero hanno lasciato il porto russo di Istanbul per iniziare le manovre dopo avere concluso la loro visita nella città.
Alla esercitazione hanno preso parte parte due fregate e due lanciamissili turchi. Secondo il portavoce della Marina russa, Igor Dygalo, durante i due giorni di attività le navi russe e turche si sono esercitate nello scambio di comunicazioni, hanno manovrato congiuntamente e hanno sviluppato un tema addestrativo di battaglia d'incontro. Il comandante in capo della marina russa ammiraglio Vladimir Masorin, che ha concluso la sua visita in Turchia, ha osservato le attività a bordo dell'incrociatore Moskva. Durante la sua visita Masorin ha discusso con la sua controparte ulteriori opportunità di cooperazione tra le due marine. (Fa/Pagine di Difesa)
04.03.2006

 

UNA VISITA IMPORTANTE

Benedetto_XVI

 

Così l'ha definita, in una intervista all'Ansa, l'ambasciatore Ugur Ziyal circa quella che compirà Benedetto XVI in Turchia. 

L'ambasciatore_turco_Ugur_ZiyalIl viaggio di Papa Ratzinger in Turchia, fissato per il prossimo novembre, aiuterà Ankara nel suo cammino verso Bruxelles. Ne è certo l'ambasciatore della Turchia in Italia, Ugur Ziyal, che in una intervista all'Ansa parla del significato della visita papale. ''Personalmente penso 
che il viaggio del Papa sarà molto positivo e darà un contributo molto importante sia per il rapporto tra Turchia e Vaticano sia per il dialogo tra le religioni. Siamo una società multiculturale con una presenza crescente di cristiani'', ha affermato il diplomatico che ha aggiunto: ''Ritengo che questa visita ci porterà una maggiore attenzione da parte dell'Unione Europea. Ci sono molti pregiudizi ed errori comuni su di noi, come la convinzione che si applichi la sharia in Turchia. Ma in realtà con la nascita della Repubblica abbiamo fatto una scelta per la democrazia e la modernità''.
Il rappresentante del Governo Erdogan sottolinea che la Turchia può avere un ruolo importante nello ''scongiurare lo scontro tra le civiltà''. Massimo impegno, dunque, nella lotta al terrorismo. Poi il diplomatico accennando al recente assassinio del sacerdote italiano avvenuto a Trebisonda, ribadisce che si è trattato di ''un atto criminale individuale e non è stato frutto di un movimento di massa''.
''Certo molti musulmani in Turchia si sono sentiti offesi per le vignette su Maometto ma le proteste sono state pacifiche e si sono svolte in un clima democratico'', ha spiegato. ''Non credo che ci sarà nessuna influenza o pressione di movimenti islamici sul nostro Governo. Certo gli estremisti ci sono sempre, ma sono sicuro che tutte le misure di sicurezza saranno prese'', ha concluso il diplomatico. 
''Agli occidentali possiamo sembrare asiatici, ma agli asiatici diamo l'impressione di essere molto occidentali. In realtà il posto della Turchia è sempre stato in Europa'', ha concluso l'ambasciatore a margine della tavola rotonda ''La Turchia e l'Europa'' svoltasi alla Fondazione Europea Dragan. (Ansa)

Colloquio del diplomatico con un collaboratore della rivista <L'Attualità>.

Lo scorso 3 ottobre 2005 sono iniziati i negoziati per l'adesione della Turchia all'Unione europea. Non sono mancate le critiche né un certo scetticismo, ma quanto si sa veramente di questo Paese? Non è raro che i luoghi comuni e le prese di posizione, spesso a sfavore, si basino su una non corretta informazione. S.E. Ugur Ziyal, ambasciatore di Turchia in Italia, rispondendo ad alcune domande ci ha fornito degli interessanti spunti di riflessione.
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Dall'inizio dei negoziati, cosa sta facendo il Governo per soddisfare i requisiti necessari per l'adesione?
 
Come sa la Turchia ha iniziato i negoziati con l'Unione europea. Per poter arrivare a ciò sono state realizzate da parte del governo ampie riforme interne, avendo come riferimento i criteri di Copenhagen per quanto riguarda il sistema politico-legale, quelli di Maastricht per il sistema economico. Queste riforme sono state condotte con pieno successo, tanto che l'Unione europea ha preso la decisione di iniziare con la Turchia i negoziati di adesione. Vorrei sottolineare che il processo delle riforme è tuttora in corso, non è finito con l'inizio dei negoziati e penso che non terminerà neanche con la piena adesione all'Unione, si tratta di un processo in costante evoluzione. Le riforme sono state radicali nel Governo, nella burocrazia e nel sistema giudiziario, si è provveduto inoltre ad un aggiornamento di tutto il personale della Pubblica Amministrazione sulla nuova legislazione vigente in Turchia. Direi che rispetto al passato si può notare un certo miglioramento e comunque questo processo continuerà in ogni caso perché siamo convinti che ciò sia la cosa giusta per il Paese ed inoltre la gente lo ha accolto in maniera positiva. Tutto procede per il meglio anche nel settore economico, infatti siamo riusciti a ridurre notevolmente il tasso di inflazione e entro due anni avremo soddisfatto i criteri di Maastricht. La Turchia ha un'economia di mercato funzionante, in grado di competere con l'Europa in ogni aspetto della vita economica. Questa è la situazione e credo che le cose nel Paese andranno avanti in maniera positiva. La Turchia, anche in considerazione dell'area geopolitica in cui si trova, deve lavorare duramente per la stabilità e la sicurezza, necessarie per garantire la continuità dello sviluppo dell'economia e della democrazia, in ciò è fondamentale l'aiuto dei nostri amici europei, con il loro incoraggiamento, con una critica costruttiva, ma anche attraverso uno sforzo comune.
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La Turchia può essere considerata  un "ponte" tra diverse culture e civilta?   
Da sempre, nel corso della storia,  l'Anatolia è stata una terra di passaggio da est ad ovest, da ovest ad est, da nord a sud e da sud a nord. Le civiltà, in Anatolia, risalgono alla preistoria, qui probabilmente hanno avuto origine i primi insediamenti stabili, sono sorti e tramontati diversi imperi. Oggi noi siamo gli eredi di tutte queste culture. Nell'attuale Turchia sono presenti numerosi gruppi etnici, come i bosniaci, gli albanesi, gli arabi, i greci, gli armeni, gli afgani, ultimamente assistiamo ad fenomeno di sempre maggiore immigrazione da parte di europei, in particolare tedeschi e scandinavi. In questo Paese, prevalentemente popolato da musulmani, hanno avuto, e continuano ad avere, pieno sviluppo la democrazia e le istituzioni democratiche. Abbiamo una certa sensibilità nel comprendere società differenti, in quanto parte del nostro patrimonio culturale, siamo quindi capaci di dare il nostro contributo nel tentativo di  colmare il divario tra diverse culture. E' necessario imparare ad accettare e rispettare le reciproche differenze, e proprio nella promozione del dialogo tra civiltà hanno deciso di impegnarsi in maniera congiunta il Premier turco e quello spagnolo, inoltre la Turchia lavora, insieme all'Italia e allo Yemen, per l'attuazione del Piano a sostegno dello sviluppo delle riforme democratiche nei Paesi del Medio oriente. A questo proposito noi crediamo che i cambiamenti non possano essere imposti alla società, ma che debbano essere graduali. In questo processo la Turchia avrà un ruolo determinante quando sarà membro dell'Unione, ma già adesso sta dando un contributo notevole, anche in considerazione agli sforzi fatti nel caso della crisi delle vignette. Abbiamo sempre sostenuto la libertà di stampa come uno dei principi cardine della democrazia, ma la libertà andrebbe utilizzata sempre con una certa responsabilità. Credo, comunque, che non vi sia stata alcuna intenzione di provocare tale scontro. Pensiamo sia giusto mostrare rispetto per i simboli religiosi, ma in caso di protesta non si ha il diritto di usare la violenza.
 
- Quale sarà il ruolo della Turchia, come membro dell'Unione, nella politica di difesa europea?
Sebbene la Turchia non sia ancora membro, ha già un ruolo rilevante nella politica di difesa e sicurezza europea, alla quale ha contribuito a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. In qualità di membro della Nato, la Turchia ha contribuito alla stabilità nella nostra regione, nonché nei Balcani, nel Caucaso e nel Medio oriente. In particolare vorrei ricordare la nostra partecipazione alla missione militare europea "Althea" in Bosnia-Erzegovina, il contributo dato nella crisi in Macedonia, in Congo, abbiamo avuto il comando della missione Isaf in Afghanistan, siamo membri del "EU Battle Group" e stiamo lavorando per diventare membri dell'Agenzia Europea di Difesa e della Forza di Gendarmeria Europea. Credo che, quando sarà membro dell'Unione, la Turchia potrà ulteriormente dare il suo aiuto nella risoluzione di problemi relativi alla sicurezza.
 
- Quali prospettive e sviluppi prevede per le relazioni commerciali tra UE e Turchia
L'Unione Europea è il nostro maggiore partner commerciale, circa il 60-70% del nostro commercio estero è con l'Europa e riguarda principalmente prodotti industriali. Tra i Paesi dell'Unione abbiamo sviluppato un importante rapporto di partnership con l'Italia,  che ha con la Turchia un commercio maggiore di quello che ha con l'India e, se si esclude il settore energetico, con la Russia. L'Italia è il nostro secondo partner commerciale e mi auguro che diventi il primo. In occasione della visita ufficiale del presidente Ciampi in Turchia ho notato il grande interesse economico da parte dei piccoli, medi e grandi imprenditori italiani, che a centinaia hanno partecipato a questa visita. Le piccole e medie imprese sono la spina dorsale sia dell'economia italiana sia di quella turca, sarebbe quindi auspicabile la realizzazione di joint venture tra le imprese italiane e quelle turche, che porterebbe sicuri benefici ad entrambi i Paesi.  Con entusiasmo abbiamo accolto l'arrivo in Turchia delle Banche italiane, che rappresentano un sostegno necessario per gli imprenditori italiani, in particolare i piccoli imprenditori, che decidono di investire in Turchia. Al momento le banche italiane che operano nel nostro Paese sono tre e credo che la loro presenza sia fondamentale per un ulteriore sviluppo delle relazioni commerciali. Quello energetico è un altro importante settore di cooperazione, infatti l'Eni è partner nella joint venture per la realizzazione di <Blue Stream>, il metanodotto per il trasporto di gas naturale destinato al mercato europeo dalle aree dell'Asia centrale e dal sud della Russia alla Turchia. Vedo quindi sviluppi più che positivi ed una crescente e vantaggiosa cooperazione.
 
- Riguardo alle relazioni tra Turchia ed Armenia vi sono proposte da parte turca per un loro miglioramento?
Vorrei sottolineare che la Turchia ha buoni rapporti con tutti i suoi vicini, nessuno escluso, e non tutti sono vicini facili. In passato non abbiamo avuto rapporti buonissimi con molti di loro, ma adesso le cose vanno molto meglio, ciò è dovuto al fatto che non la Turchia, bensì i suoi vicini hanno modificato la loro politica. Prendiamo ad esempio la Siria: da quando la Siria ha espulso Ocalan, i nostri rapporti sono di molto migliorati. L'unico Paese confinante con cui non abbiamo buone relazioni è l'Armenia e questa è un'anomalia, infatti vi è in Turchia una forte presenza armena, ci sono giornali armeni, ancora oggi vengono da noi a lavorare cittadini armeni, che si sentono tutti pienamente a loro agio. La Turchia è stato il primo Paese a riconoscere la Repubblica di Armenia, quando questa ha proclamato la propria indipendenza dall'Unione Sovietica, gli spazi aerei turchi sono aperti a voli per l'Armenia, vi sono incontri di discussione, ma non abbiamo relazioni diplomatiche, sebbene ci piacerebbe averne. Tre sono le questioni che ostacolano l'instaurarsi di relazioni diplomatiche: non vi è mai stato un riconoscimento ufficiale da parte armena della frontiera turco-armena, il conflitto del Nagorno-Karabakh e la richiesta da parte armena del riconoscimento del genocidio. In relazione a ciò i punti di vista sono diversi. Da parte armena vi è la convinzione che il genocidio sia generalmente accettato. A negare il genocidio non sono solo gli storici turchi, ma anche di altre nazionalità.  E' necessario risolvere il problema e forse una soluzione può essere quella di effettuare una ricerca approfondita in tutti gli archivi di possibile interesse, in Turchia e all'estero, quindi successivamente riconsiderare la questione. Questa è stata la nostra proposta all'Armenia, direi però che la risposta non sia stata positiva. In Turchia assistiamo ad un acceso dibattito tra chi sostiene che vi sia stato il genocidio e chi sostiene che non vi sia stato, non vediamo accadere lo stesso in Armenia. (Pietro Fiocchi/L'Attualità)
04.03.2006        
                                                                                                

E' GUERRA APERTA
TRA ERDOGAN
ED I GIORNALISTI

Il_premier_turco_Erdogan

Il premier turco è sceso in campo per difendere il ministro delle Finanze Kemal Unatikam accusato dai mass media di favoritismi personali. Dura reazione del sindacato Tgc.

E' di nuovo guerra aperta tra i giornalisti turchi ed il premier Recep Tayyip Erdogan, noto per i suoi attacchi e le sue querele contro la stampa a lui non favorevole.
L'ultima baruffa è scoppiata mercoledì scorso dopo che Erdogan, difendendo il suo ministro delle Finanze, Kemal Unakitan, da alcune settimane sotto attacco per vari affari non chiari, ha dichiarato che ''la stampa turca produce diffamazioni ed i giornalisti turchi le producono in cambio di benefici''. 
L'Associazione dei giornalisti turchi (Tgc) gli ha subito risposto: ''Le accuse di Erdogan sono una prova del suo approccio maldestro. I suoi commenti sono tutto fuorché seri'' - è detto in una dichiarazione scritta della Tgc, che funge sia da sindacato sia da ordine dei giornalisti.
''Il Primo Ministro deve rispettare la libertà di stampa del popolo turco. Se vi sono davvero dei giornalisti che scrivono in cambio di benefici, Erdogan deve renderne noti i nomi'', conclude la dichiarazione della Tgc.
Nel periodo del suo premierato Erdogan ha spesso apertamente maltrattato alcuni giornalisti ed ha sparato raffiche di querele contro i giornalisti critici verso di lui. E' rimasta famosa una querela contro un disegnatore satirico colpevole di averlo ritratto nelle sembianze di un gatto che cerca di sbrogliare una matassa da lui stesso ingarbugliata. Diversi giornalisti turchi denunciano poi pressioni sulle loro testate giornalistiche da parte del Governo di Erdogan, da loro sospettato di far leva sulle commesse pubbliche alle società appartenenti ai gruppi editoriali e a loro consorelle.
La stampa turca ha riportato nelle scorse settimane varie accuse al ministro Unakitan (un fedelissimo collaboratore di Erdogan specializzato in questioni finanziarie sin da quando curava i conti, anche internazionali, del partito islamico radicale Fazilet, disciolto dalla magistratura nel giugno 2001 per ''attività antilaiche'').
Le accuse ad Unakitan riguardano fatture illegali, la costruzione illegale di una villa, riduzioni fiscali al commercio delle uova liquide (prodotte da un'azienda di proprietà di suo figlio) e le connessioni di sua figlia con la società <Vodafone>.
Queste accuse sono state ritenute fondate anche da un deputato del partito Akp di Erdogan (e dello stesso Unakitan), Turan Comez, che, con una lettera resa pubblica aveva chiesto ministro delle Finanze di dimettersi, ma Unakitan ha risposto di non averne alcuna intenzione.
Erdogan, che protegge sempre i suoi uomini, con le sue pesanti dichiarazioni di mercoledì contro i giornalisti, è decisamente sceso in campo al fianco di Unakitan. (Lucio Leante/Ansa)
04.03.2006

IL "MALVAGIO" SOSTEGNO
Il_metropolita_Christodopoulos

Dura presa di posizione dell'arcivescovo ortodosso greco nei confronti di quei Paesi UE che appoggiano l'ingresso della Turchia in Europa.

Il leader della Chiesa Ortodossa in Grecia, l'Arcivescovo Christodoulos, ha definito ''malvagio'' il sostegno delle nazioni membre dell'Unione Europea all'entrata nel blocco della Turchia. I membri dell'UE a favore dell'entrata della Turchia stanno ''cercando di prevenire un male creando un male ancora più grande'', ha detto Christodoulos a un pranzo ad Atene a cui hanno partecipato i deputati greci del parlamento europeo. Le leadership che appoggiano l'entrata della Turchia - ha aggiunto - sono motivate da ''vedute geo-strategiche e interessi stranieri'' alieni alla mentalità europea. La stessa Grecia sostiene a voce l'ingresso della Turchia nell'UE nonostante decenni di diffidenza e rivalità per il possesso di alcune parti del Mar Egeo orientale. Secondo l'Arcivescovo, portando la Turchia nel blocco, l'Unione Europea rischia di staccarsi dai suoi valori chiave, che ha identificato in ''fede cristiana, educazione classica e principio di legalità''. ''Ci siamo allontanati troppo - ha continuato - dallo spirito dei padri fondatori dell'UE e non è affatto evidente che la leadership politica stia ancora seguendo una rotta che porta davvero all'unità europea'' . (Asca-Afp)
04.03.2006

UNA RIFORMA
DI STATO
SU LARGA SCALA

L'ex_presidente_turco_Suleyman_Demirel

 

L'ex presidente della Repubblica turca, Suleyman Demirel, propone tra l'altro l'elezione diretta del Capo dello Stato e uno sbarramento al 5%.

Süleyman Demirel, a former president and a doyen of Turkish politics, called for a comprehensive overhaul of the state system in Turkey through such steps as a popular vote to elect the president, reduction of the election threshold to 5 percent and replacement of the national electoral system with a district constituency system so that acute deficiencies in fair and proportional representation in Parliament can be remedied.
In an exclusive interview with the Turkish Daily News, Demirel also suggested that the next president should be elected by popular vote for a five-year term and added that the president could be elected for two terms if elected directly by the people instead of the Parliament.
"Turkey needs comprehensive state reform. Elections should bring not only stability but also fair representation," he said, emphasizing that the Turkish Parliament currently represented only 40 percent of the people.
Demirel also slammed the government for governing the country poorly and said it was mere political propaganda to argue that the current government has no alternative.   "Today, Turkey is not governed well," he told the TDN. "The argument that the current government had no real alternative, I think, is spreading as a propaganda slogan." (Turkish Daily News)
04.03.2006

   

L'ISLAM USATO
COME RESISTENZA
ALL'OCCIDENTE


Cemal_Usak

Intervista di Daniele Calza Bini per la <Nuova Ecologia> al vicepresidente della Fondazione per giornalisti e scrittori turchi, Cemal Usak.

In Iraq è in corso una guerra civile?
Si, ed era prevedibile. Se gli americani avessero impiccato Saddam dopo averlo catturato, nel giro di pochi giorni sarebbe scoppiata una guerra civile. Saddam era certamente un dittatore ma durante il regime i sunniti erano la classe dirigente e gli sciiti erano all'opposizione. Dopo la guerra di occupazione gli Stati Uniti non sono stati in grado di mantenere un equilibrio tra le forze, ma hanno ribaltato le posizioni di forza. Ora i sunniti pensano di non essere assolutamente rappresentati: l'attuale presidente è curdo, la maggior parte delle persone di Governo sciite. Questa percezione è importante. Gli Usa sono stati molto riconoscenti nei confronti dei curdi per l'aiuto ricevuto durante il conflitto. Sono preoccupato che il Paese finisca per essere diviso in tre parti. Forse è già tutto pianificato. Infatti credo che l'idea degli Stati Uniti sia di utilizzare le tre componenti del Paese per influenzare i rapporti geo-politici della regione: i curdi nei confronti della Turchia, gli sciiti nei confronti dell'Iran, i sunniti rispetto alla Siria e alla Giordania.
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Cosa dovrebbe fare a questo punto l'Europa per spegnere il conflitto?
Se parliamo di fanatismo, terrorismo, integralismo, tutti questi fenomeni sono nati in paesi che sono stati colonizzati, e dove le potenze occidentali hanno interferito con la politica nazionale. Sono le situazioni politiche che danno vita a fenomeni radicali. In meno di cinque anni, a causa del terrorismo sono morte meno di 5mila persone. Nello stesso periodo, la lotta al terrorismo ha causato160mila vittime, la maggior parte delle quali civili. Con il loro intervento le potenze occidentali hanno, nella maggior parte dei casi, acceso radicalismi.Gli Usa stanno portando avanti la loro politica energetica nell'area mediorientale e centro-asiatica, l'Unione europea, con l'allargamento ai Paesi dell'est, cerca a sua volta di estendere la propria influenza nella zona: è una corsa all'egemonia. E la politica statunitense è sicuramente più aggressiva di quella europea.
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Dall'Egitto all'Iraq, alla Palestina, le forze fondamentaliste vincono le elezioni. C'è contraddizione tra le regole della democrazia e l'apertura al dialogo?
Sì. Nei Paesi arabi l'Islam viene adoperato più come un'ideologia della resistenza che in quanto religione. La religione si rivolge alla persona e non alla politica, almeno nel 90% dei casi. Nella lotta per l'indipendenza nel mio Paese, la Turchia, si fece leva sul nazionalismo e non sulla religione. Oggi nei Paesi arabi, l'Islam viene usato come resistenza all'Occidente. Guardando all'esempio della Palestina, l'Olp era una forza prevalentemente laica e socialista. Hamas è una forza politica che si fonda sulla religione. Che ne risulta strumentalizzata.

IL CHI E'

Cemal Usak, nato a Bursa, Turchia, nel 1953. Laureato all'Alto Istituto dell'Islam di Istanbul nel 1977. Dopo la laurea entra nel mondo dei media e della stampa professionisti, del quale si era interessato in maniera amatoriale negli anni da studente. Ha lavorato in diversi ruoli, come corrispondente di arte a redattore, da articolista a manager. Tra il 1979 e il 1980 lavora come consulente per il direttorato generale della <Trt Radio Televisione Turca>.
Attualmente è vicepresidente della Fondazione per giornalisti e scrittori. Cemal Usak è anche segretario generale della Piattaforma di Dialogo Interculturale. É membro del consiglio e ospite regolare di trasmissioni dei <Moral Fm>, una radio ampiamente ascoltata da Turchi sia in Tirchia che in Europa. Principali pubblicazioni di Usak sono: "Ricordando il Profeta" (Peygamber Hasreti), "La Carovana della Virtù" (Fazilet Kervani), "La via per il successo" (Basarinin Yollari), "La via del Profeta" (Peygamber Yolu) oltre a "La Spiegazione del Significato del Corano" e all'"Enciclopedia dei Santi di Maometto". (Daniele Calza Bini/La NuovaEcologia.it)
04.03.2006


L'APPOGGIO DI ANKARA

Erdogan_mentre_conversa_con_il_premier_iracheno_Al-Jaafari

 

Incontro tra il premier iracheno Ibrahim Jaafari e lo staff politico-istituzionale turco a cominciare dal presidente della Repubblica Ahmet Necdet Sezer per finire con il Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan ed il ministro degli Esteri Abdullah Gul. Il nervosismo di Jalal Talabani.

Ha avuto sullo sfondo il timore di Ankara che le violenze tra sunniti e sciiti in Iraq possano provocare la divisione dell'Iraq e, quindi, la creazione di uno Stato curdo in Nord Iraq, la visita del premier iracheno, Ibrahim Jaafari nella sunnita Turchia, non a caso già sconfessata dal presidente iracheno, il curdo Jalal Talabani.
Jaafari era giunto da poco nella capitale turca, accompagnato dal vice-premier Ahmed Chalabi e da altri ministri, quando Talabani da Baghdad ha tuonato contro la visita definendola "incostituzionale'' e ''priva di valore politico''.
''Il Governo iracheno attualmente e' incaricato solo del disbrigo degli affari correnti e non ha il potere di impegnarsi in negoziati con un altro paese per concludere accordi o per fare dichiarazioni comuni'' - ha dichiarato Talabani osservando che ''Jaafari prende decisioni da solo quando ancora non ha ricevuto la fiducia del nuovo Parlamento'' e concludendo che ''il Governo iracheno non è tenuto a rispettare gli accordi che Jaafari potrebbe concludere con il premier turco o eventuali dichiarazioni congiunte''.
I timori di Talabani di un'aperta convergenza in chiave anti-curda tra i turchi (sunniti) ed il leader sciita Jaafari non si sono verificati: nessun accordo è stato annunciato, né vi e' stata alcuna dichiarazione congiunta al termine degli incontri che Jaafari ha avuto ad Ankara con il premier turco Recep Tayyip Erdogan, il presidente Ahmet Necdet Sezer ed il ministro degli Esteri, Abdullah Gul.
In compenso una convergenza di analisi e di propositi c'è stata: occorre superare la crisi tra sunniti e sciiti iracheni apertasi con l'esplosione nella moschea sciita di Samarra (ed attribuita a gruppi sunniti) unificando le forze politiche e religiose contro il nemico comune terrorista che soffia sul fuoco delle divisioni confessionali. ''La situazione in Iraq è sotto controllo'', ha dichiarato Jaafari al termine di un colloquio con Erdogan, cercando di alleviare i timori turchi di una disintegrazione dell'Iraq e manifestando il proposito di superare la crisi tra sunniti e sciiti. ''Si tratta di atti di terrorismo perpetrati secondo un disegno, complotti e provocazioni che non danneggeranno il processo politico democratico e quello di formazione di un nuovo Governo'' - ha aggiunto Jaafari assicurando, con enfasi, che ''il popolo iracheno si è saldato ed è divenuto come le cinque dita della mano''.
Anche il premier turco Erdogan (che è anche un leader islamico sunnita), ha rafforzato la tesi della ''provocazione'' affermando che ''nessun sunnita potrebbe mai pensare di bombardare una moschea'' ed indicando il comune nemico terrorista.
''Gli ambienti politici e quelli religiosi iracheni devono realizzare un'azione comune per combattere gli obiettivi delle organizzazioni terroristiche in Iraq'' - ha affermato Erdogan che, parlando davanti al gruppo parlamentare del suo partito, aveva espresso timori sulla tenuta dell'integrità territoriale dell'Iraq.
''Fin dall'inizio della guerra in Iraq, la Turchia ha 5 obiettivi: l integrità territoriale dell'Iraq; la garanzia che le ricchezze minerarie e petrolifere del paese appartengano completamente al popolo iracheno; evitare la prevalenza di un gruppo etnico o di un gruppo religioso su un altro; determinare uno stato speciale per l'area di Kirkuk'' - ha anche dichiarato Erdogan, pensando in particolare alla minoranza turcomanna che teme un'egemonia curda in Nord Iraq.
Secondo gli osservatori, sicuramente Ankara ha espresso il suo appoggio al Governo in formazione di Jaafari, sulla base di una linea comune antiterrorista, ma in cambio potrebbe avergli chiesto garanzie contro la crescente autonomia, anche militare, dei curdi nord-iracheni, il che spiega in gran parte il nervosismo del presidente iracheno, il curdo Talabani. (Lucio Leante/Ansa)
04.03.2006

PREMATURO IL RITIRO USA DALL'IRAQ

Il_ministro_degli_Esteri_turco_Abdullah_Gul

Lo ha affermato il ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul, a detta del quale si verrebbe a creare un "vuoto" pericoloso.

La Turchia teme il ritiro prematuro delle forze militari americane dall'Iraq che rischierebbe di creare un ''vuoto''. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Abdullah Gul, precisando che il rischio è posto da un ritiro precedente al raggiungimento, da parte degli iracheni, ''della capacità di auto amministrarsi''. Gul aveva anche denunciato come il ritiro degli americani avrebbe ampiamente favorito una maggiore influenza dell'Iran nella regione, e quindi all'esportazione dell'islam sciita in Turchia in un suo colloquio con il ministro degli Esteri ceco, Cyril Svoboda. Un colloquio, per altro, citato sui quotidiani turchi e che Gul ha definito ''non corretto''. ''La Turchia si è dimostrata un Paese modello...abbiamo avviato i colloqui per la membership nell'Unione Europea. E' decisamente falso sostenere che un Paese come il nostro possa essere influenzato dal regime di un altro Paese'', ha dichiarato il capo della diplomazia di Ankara. (Adnkronos)
04.03.2006

VA PORTATA AVANTI LA LOTTA AL TERRORISMO

Il_generale_turco_Yasar_Buyukanit

La promessa del generale Yasar Buyukanir, uno degli ufficiali al vertice delle Forze Armate della Turchia.

A top military commander called for an end to terrorism but said Turkey's fight against terror will continue for as long as the problem persists.
Chief of General Staff Gen. Yaşar Büyükanıt said in the southeastern province of Diyarbakır that it was a chief duty of the Turkish military to fight any efforts made toward murdering the country's people.
"Our desire is that southeastern Anatolia and Turkey as a whole be cleansed of terrorism. Everyone should know that terrorism will lead nowhere," Büyükanıt told reporters during a visit to Diyarbakır Governor Efkan Ala. "If killing people becomes a method of achieving something, the defenders of the country must fight it. This is our chief duty according to laws.
 "What we keep saying is that there will be a fight against terrorism if there is terrorism," he added.
Diyarbakır was the scene of clashes between Kurdish protestors denouncing the killing of seven militants of the outlawed Kurdistan Workers' Party (Pkk) during a military operation last week.
The PKK's terrorist campaign has claimed the lives of more than 30,000 people -- mostly in southeastern Anatolia -- and tension has been rising in the region again since the PKK called off a unilateral ceasefire in 2004.
Büyükanıt said that terrorism has hit the people of the southeastern Anatolia the hardest. "It's the people living here that suffer the most, not people living in Istanbul," he said.
"Which one is better?" Büyükanıt asked. "Overcoming economic problems and preparing a better future for the coming generations or shedding the blood of those fighting terrorism. ... Reject terrorism. Using terror will bring no advantage." (Turkish Daily News)
04.03.2006

STRETTA
COLLABORAZIONE
CONTRO IL PKK

Accordo tra Teheran ed Ankara. Estradizione dall'Iran di 30 guerriglieri cui ne seguiranno ben presto  altri 45.

Iran shows greater willingness to increase cooperation with Ankara in security by extraditing 30 Pkk terrorists to Turkey. Sources say in the coming weeks around 45 more PKK members detained by Iran will also be extradited to Turkey
The Iranian government is showing greater willingness to strengthen cooperation with Turkey in the security field and has recently extradited 30 Kurdistan Workers' Party (PKK) terrorists to Turkey, Turkish sources said.
Following the 11th Turkey-Iran High Security Council session, which was held in Tehran last Tuesday, both countries are preparing to upgrade the existing legal framework in security cooperation. Turkish sources said on Friday that the current legal framework is based mainly on an agreement that dates back more than 70 years, and following long insistence by Turkey to revise it, the Iranian side has just shown a stronger willingness to do that.
Turkish sources also noted that Iran recently extradited 30 PKK terrorists to Turkey, and 45 more Pkk members detained by Iranian authorities are expected to also sent to Turkey.
Last week, Iranian police clashed with a group of Pkk members along the Iranian-Turkish border and two of the Pkk members were killed. (The News Anatolian)
04.03.2006


 

SCONTRO A FUOCO IN SIRIA TRA ESERCITO E GUERRIGLIERI

Un numero imprecisato di ribelli del nuovo partito curdo è rimasto ferito nella città di Kamishli.

Un numero imprecisato di ribelli curdi sarebbe rimasto ferito in scontri tra soldati dell' esercito siriano e membri di un nuovo partito curdo nella città di Kamishli, nell'estremo nord-est della Siria e già teatro di sanguinosi disordini nel marzo 2004. Lo hanno riferito all' Ansa fonti curde a Damasco.
Le fonti hanno affermato che gli scontri sarebbero stati provocati dall'intervento dei soldati per bloccare un gruppo di giovani militanti del Partito democratico curdo (Kdp), intenti a tracciare sui muri scritte antigovernative lungo il viale Hassaka, una delle principali arterie di Kamishli.
Nato da una costola del Partito dei lavoratori del Kurdistan(Pkk) fondato da Abdullah Ocalan, ora agli arresti nella vicinaTurchia, il Kdp è stato indicato dalle stesse fonti come un nuovo partito curdo d'opposizione che, per la prima volta,praticherebbe la lotta armata contro il governo siriano.
Altre fonti curde hanno tuttavia messo in dubbio la notizia degli scontri a Kamishli, sostenendo che la situazione resta dachiarire e aggiungendo che i giovani asseritamente coinvolti potrebbero comunque essere stati ''strumentalizzati al fine di suscitare agitazioni e sedizione tra i curdi e lo Stato''.
Fonti ufficiali siriane hanno dal canto loro mantenuto il più stretto silenzio sulla notizia degli asseriti scontri, ma in ambienti curdi si sostiene che ''rinforzi militari e di sicurezza'' sarebbe stati inviati negli ultimi due giorni a Kamishli, nel timore di incidenti, nel secondo anniversario dei sanguinosi scontri del 12-13 marzo 2004, quando decine di
persone furono uccise in occasione di una partita di calcio  nella cittadina 680 chilometri a nord-est di Damasco.
Nel suo sito Internet, il Partito dell'Unione Nazionale del Kurdistan (Knup) ha al riguardo riferito che ''le autorità siriane hanno cominciato a inviare rinforzi nella città di Kamishli per sventare qualsiasi possibile disordine, mentre si avvicina il secondo anniversario degli incidenti di marzo''.
Secondo il Knup, attrezzature e automezzi militari sarebbero stati ammassati nel liceo Himo, trasformato in caserma, mentre decine di agenti antisommossa e poliziotti sorveglierebbero gli  ingressi di Kamishli e le piazze e gli incroci principali della cittadina. (
Ansa)
04.03.2006

SVENTATO UN ATTENTATO AD ISTANBUL, 7 ARRESTI

Il_capo_della_polizia_di_Istanbul_Celalettin_Cerrah

Terroristi del Pkk miravano a colpire un obiettivo della città con 10.4 kg di esplosivo al plastico.

La polizia di Istanbul ha sventato un attentato che mirava a colpire un obiettivo nella città turca grazie al sequestro di 10.4 chili d'esplosivo al plastico e all'arresto di 7 persone. Lo ha fatto sapere il capo della polizia di Istanbul, Celalettin Cerrah.
Il ritrovamento dell'esplosivo e gli arresti sono giunti al termine di tre diversi blitz di polizia. Cerrah ha riferito che l'attacco era stato progettato dai separatisti curdi del Pkk. 
''Conosciamo l'obiettivo ma non sarebbe corretto rivelarlo. Ciò che è importante è che l'attacco non sia stato compiuto'', ha spiegato il capo della polizia, precisando che non esistono legami con l'esplosione dello scorso 9 febbraio davanti un internet cafè nella periferia di Istanbul che ha causato un morto. (Adnkronos/Dpa)
04.03.2006

FEHRIYE ERDAL
SPARITA,
FORSE RAPITA

Fehriye_Erdal

 

Secondo un reportage dal Belgio del giornale <Hurriyet>,  la donna - recentemente condannata a quattro anni - sarebbe stata portata via in auto da un autista con i baffi. 

La militante turca Feriye Erdal, ufficialmente irreperibile in Belgio, dal giorno della sua condanna a 4 anni per crimini di terrorismo commessi in Belgio, e' stata rapita due giorni prima della sentenza da ''un uomo con i baffi''. Lo afferma oggi il giornale turco <Hurriyet>.
Erdal, di cui la Turchia ha da tempo ripetutamente chiesto l'estradizione da Bruxelles per l'omicidio dell'uomo d'affari turco Ozdemir Sabanci nel 1996, è stata dichiarata  ufficialmente irreperibile dalle autorità di sicurezza belghe.
Lo stesso giornale <Hurriyet> afferma in un reportage dal Belgio che a rapire Erdal sarebbe stato ''un autista con i baffi'' che la avrebbe poi portata via in auto. Lo stesso giornale ricorda che Ankara in passato aveva proposto al governo belga un'operazione comune per portare Erdal in Turchia.
La vicenda del presunto rapimento della militante della organizzazione Dhkp-C suscita molta attenzione in Turchia, anche perché ricorda quella del leader del Pkk, Abdullah Ocalan, rapito in Kenya nel febbraio 1999 dai servizi segreti turchi e poi trasportato segretamente in aereo in Turchia. 
L'organizzazione di estrema sinistra Dhkp-C (Fronte-partito per la liberazione del popolo rivoluzionario) è inclusa nella lista europea delle organizzazioni terroriste ed in Turchia ha commesso vari crimini ed attentati terroristici in particolare contro le forze dell'ordine, oltre ad avere organizzato la lotta dei detenuti nelle carceri, spingendo oltre 50 detenuti allo sciopero della fame fino alla morte.
Il leader del Dhkp-C, Dursum Karatash, anch'egli condannato in Belgio tre giorni fa a 5 anni, ed anch'egli ricercato in Turchia anche per l'omicidio Sabanci, risiede da 6 anni in Olanda, dopo essersi nascosto in Belgio dal 1997 al 1999, ed è anch'egli irreperibile.(Ansa)
_____________________________
Belgium's Bruges Penal Court, where Turkish terrorist Fehriye Erdal and 10 co-defendant members of the terrorist organization Dhkp-C stood trial, sentenced Erdal to four years in prison and Dhkp-C leader Dursun Karatas to a five year sentence. The organization's speaker Musa Asaoglu received six years, and defendants Kaya Saz, Bahar Kimyongur, Zerrin Sari and Akar Ozordulu received four years. Hasan Ekici, Zeki Karaman, Irfan Demirtas and Nebi Albayoglu were acquitted in the trial where the court emphasized Dhkp-C is "a terrorist organization aimed at the Turkish state." The court overruled Turkey's demand for a symbolic compensation of one euro.
On Tuesday, the Belgian Court announced the verdict in the trial of terrorist Fehriye Erdal and 10 members of the terrorist organization Dhkp-C for crimes they committed in Belgium.
Judge Freddy Troch tried the organization's leader Karatas in absentia.
The court decided an international bulletin for the arrest Erdal, Karatas and Sari will be issued immediately. The court also decided to deprive the seven Dhkp-C members it sentenced to 4-6 years imprisonment of their civil rights for 10 years.
Asaoglu was fined 5,500 euros, while the other defendants were fined 2,478.94 euros each. The right to appeal and the Supreme Court remain open for the defendants if they so choose. Fehriye Erdal disappeared following the judgment and Sabanci family's lawyer Fernand Schmitz said he has information that the terrorist could not be found. She is said to have likely fled from Belgium last night. It is probable that Erdal may be hiding in the Netherlands together with Karatas, known as an "expert in hiding from the police."
The terrorist Erdal, among the defendants in the murder of Sabanci Holding Automotive Group Chairman Ozdemir Sabanci, Toyota-Sa General Manager Haluk Gorgun and Secretary Nilgun Hasefi on 9 January 1996, was caught on 26 September 1999 in Belgium with a fake passport bearing the name Nese Yildirim.
Belgium rejected Turkey's demand extradition on the grounds that the death penalty existed under Turkish law, and refused the terrorist's demand for political refuge.
Erdal stayed in prison for a year before being taken into house arrest. The crimes committed by the terrorist include possession of arms, affiliation with crime organization activities, using a fake identity card, drug and arm smuggling and collecting tributes. The Belgian judiciary refused to try Erdal for crimes she committed in Turkey.
Turkish Minister of Justice Cemil Cicek giving an assessment of the Erdal trial and her 10 co-defendants in Brussels, said "We ask this person be returned for the crimes she committed in Turkey; this should be fulfilled." (Cihan News Agency, Anadolu News Agency/Zaman)
04.03.2006

SI ALLUNGA LA DETENZIONE DI ALI AGCA

La Corte di Cassazione turca ha infatti rivisto la precedente decisione del secondo Tribunale di Uskidar (Istanbul).

L'attentatore alla vita di Papa Giovanni Paolo II, Mehmet Ali Agca, non sarà rilasciato il 18 gennaio 2010 ma "qualche anno più tardi". Lo ha stabilito - secondo quanto riferisce la stampa turca - la Corte di Cassazione, annullando la precedente decisione del secondo Tribunale penale di Uskidar (Istanbul).
La cassazione ha tenuto conto non solo dell'omicidio del giornalista Abdi Ipekci, commesso da agca nel 1979, ma anche di due sue precedenti rapine a mano armata, per le quali l'ex lupo grigio era stato condannato a 36 anni, ridotti a 21 in base al nuovo codice penale turco. (da Ansa)
04.03.2006

"SIAMO LA GUARDIA
DELL'ISLAM
& DELLA TURCHIA"

Oscurato un sito sindacale del polo elettronico aquilano che probabilmente era stato penetrato da un hacker. Le scritte in inglese e in turco.

Il sito sindacale del polo elettronico aquilano è stato oscurato da un scritta che formula minacce per le vignette satiriche anti-islam.
''Siamo la guardia della Turchia & dell'Islam!'' è scritto fra l'altro nel testo di color verde in inglese che oscura l' indirizzo www.poloelettronico.it. Con implicito riferimento a siti danesi ed italiani viene aggiunto: ''Siamo qui per uccidere.dk/it''.
In inglese ed in turco, una scritta in caratteri bianchi poi afferma: ''Mentre tutto il mondo islamico guarda con rispetto al vostro profeta e lo apostrofa ''Hz Isa A.S (Cristo) (apponendo 
il santo prefisso al suo nome), voi continuate ad oltraggiare l' onnipotente Profeta dell'Islam con disgustose e ignobili vignette con la scusa della libertà di espressione''.
Sulla pagina nera che emette anche un suono ricorrente (simile ad un sonar) con un canto corale di sottofondo viene aggiunto: ''Non c'è dubbio, Hz. Isa (Cristo) non approverebbe e odierebbe la vostra nazione. Noi saremo la vostra maledizione nel mondo informatico''. Si tratta di un'espressione simile a quella che era stata usata il 21 febbraio per oscurare il sito di una tv abruzzese, <Telesirio>.
Quello bloccato, si è appreso all'Aquila, è un sito utilizzato da rappresentanti sindacali per pubblicare notizie, comunicati, documenti, foto di stabilimenti e di manifestazioni. 
Il polo elettronico aquilano, al momento in forte crisi come testimonia la vertenza <Finmek>, è spesso al centro dell' attenzione in Abruzzo. (Ansa)
04.03.2006

I NAZISTI
TRUCIDARONO
MILLE TURCHI

Turchi_uccisi_dai_nazisti

 

Le prove di quanto avvenne durante la 2° Guerra mondiale sono state inoltrate al Parlamento di Ankara. Una brutta pagina di storia dal titolo "Die Turkei und der Holocaust".

The allegations that Turkish citizens were held in the Nazi camps established in Germany during the II World War were forwarded to the Turkish Parliament.
Foreign Minister Abdullah Gul responded to the proposal from the Republican People's Party (Chp) Mugla deputy Fahrettin Ustun about "the number of Turkish citizens who were held in Nazi camps and killed during the years of the Second World War. Gul told that no information was found in the official records about the Turks in Nazi camps. A survey of the current records of the ministry about the issue revealed no information about the number of Turkish citizens who were held and killed in the Nazi camps. Gul informed that some independent sources have dwelled on the issue in a restricted way. In the 128th page of the theses named 'Die Türkei und der Holocaust', which was prepared by Mirjam Schmidt and presented to Professor Wolfgang Wippermann and Professor Gerhard Baader from Berlin Independent University, it notes that almost 1,000 Turkish nationals were killed by the Nazis within the borders of Germany.
Investigating the allegations about the Turks who were killed in the Nazi camps, Fahrettin Ustun asserted that he was amazed Turkey had no information about the issue. In his statement to Zaman, Ustun said he visited a Nazi camp during a visit to Germany recently. "During my visit in the Nazi camp, I encountered the names of Turkish citizens among those killed in the Nazi camp in Munich. I was amazed when I first saw them. I counted approximately 100 Turkish names," he told.
Ustun told that he had no idea so far about the Turkish nationals who were killed by the Nazis. "There is no information about the Turks killed in the Nazi camps in history books. While giving my proposal, my aim was to make people investigate the issue and reveal the facts. Yet, the answer sent to me, has no remarkable information," he concluded. (Fatih Atik/Zaman)
04.03.2006

 

CARNI FRESCHE
DI POLLO: SI'
ALLA ETICHETTATURA

Influenza_aviaria

La decisione presa a Vienna da 28 ministri della Salute. Era presente anche quello turco. Passata la proposta dell'Italia.

Sì alla possibilità di estendere a tutti i Paesi dell'Unione Europea l'etichettatura obbligatoria sulle carni fresche di pollo, già in vigore in Italia. E' quanto deciso durante un vertice a Vienna tra i ministri della Salute della UE. Soddisfatto il ministro della Salute, Francesco Storace: "È un passo avanti straordinario - osserva - sull'etichettatura obbligatoria italiana la Commissione aveva aperto una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia: il contenzioso avrà adesso un esito diverso. L'Europa non è stata sorda, né attenta solo a interessi commerciali". Alla riunione di Vienna erano presenti 28 ministri della Salute (25 europei, manca quello francese, oltre a quelli di Turchia, Romania, Bulgaria e Croazia). L'etichettatura è una garanzia di qualità e sicurezza per i consumatori.
04.03.2006

                                                                 

L'AMBASCIATORE ZIYAL RINGRAZIA VELTRONI

Walter_Veltroni

 

Il diplomatico turco commosso per la solidarietà e l'assistenza fornita dall'Amministrazione comunale di Roma in occasione del grave incidente di Monte Mario nel quale morirono 12 suoi connazionali.

L'Ambasciatore della Repubblica di Turchia in Italia, Ugur Ziyal ha ringraziato il sindaco di Roma Walter Veltroni e l'Amministrazione comunale per la solidarietà e l'assistenza fornite in occasione del grave incidente che il 6 febbraio scorso a Monte Mario è costato la vita a dodici cittadini turchi. ''Desidero esprimere la mia riconoscenza e gratitudine - ha scritto - per la Sua assistenza e collaborazione a decorrere dalla sera dell'incidente che ha colpito i nostri cittadini il 6 febbraio 2006 a Roma. La sua presenza in quella tarda ora ci ha confortato ed aiutato a rendere meno doloroso un evento così sconvolgente per tutti''.
''Inoltre - ha aggiunto il diplomatico - desidero anche esprimere la mia gratitudine per l'eccellente contributo di tutto il personale del Comune di Roma che ha collaborato con tanta dedizione e celerità allo svolgimento del lavoro connesso con le attività di soccorso, sicurezza, documentazione, reperimento e custodia degli effetti personali delle vittime dell'incidente nonché per l'assistenza ai feriti e ai loro parenti. La competenza e scrupolosità con la quale 
sono state seguite in ogni momento le varie fasi che sono state necessarie per portare a termine questi compiti così tristi, hanno contribuito a rendere un evento così grave, meno difficile e doloroso''. (Adnkronos)
04.03.2006

INVESTIMENTI ESTERI, E' RECORD:
9.6 MILIARDI DI DOLLARI NEL 2005

Investimenti_diretti_esteri

Questi i dati per la Turchia presentati dal Sottosegretariato al Tesoro. La cifra è chiaramente significativa del profondo e positivo mutamento in corso dell'economia locale,  se paragonato al 2004 (2.8 miliardi di $) e soprattutto al 2003 (1.7 miliardi di $). Costituite 2.825 imprese.

Nel 2005 - secondo i dati del Sottosegretariato al Tesoro - la Turchia ha conseguito il suo record nell' attrazione degli investimenti dall' estero, raggiungendo quota 9.6 miliardi di dollari. La cifra è chiaramente significativa del profondo e positivo mutamento in corso nell' economia locale, se paragonato al dato del 2004 (2.8 miliardi di dollari) e soprattutto del 2003 (1.7 miliardi di dollari). Nel corso del 2005 sono state peraltro costituite 2.825 imprese estere, raggiungendo così il totale di 11.685 attive (di cui il 52.7% è di provenienza UE). Fra i Paesi dell' Unione Europea, la Germania ha costituito sinora 2.045 imprese (17.5%), seguita dal Regno Unito con 926 (7.9%), dai Paesi Bassi con 925 (7.9%), dalla Francia con 459 (3.9%) e dall' Italia con 417 (3.6%). Gli Usa con 624 imprese (5.3%) e l' Iran con 703 (6%) sono i principali paesi extra-UE che operano in Turchia, insieme alla Russia. Lo stock degli investimenti diretti esteri al dicembre 2005 ammontava a 38.5 miliardi di dollari. L' Italia, con 3.5 miliardi di dollari e il 9.1% del totale, si colloca al quinto posto dopo Paesi Bassi, Regno Unito, Germania e Usa. Nel 2005 il totale degli investimenti diretti italiani è stato di 675 milioni di dollari. E' peraltro da evidenziare in merito che numerosi investimenti esteri effettuati in Turchia provengono da paesi quali i Paesi Bassi, il Lussemburgo e la Svizzera, dove hanno sede le holding di imprese dalle più varie nazionalità ed assetti proprietari. Secondo l' <International Institution of Finance> (Iif), nel 2006 gli investimenti diretti esteri dovrebbero raggiungere quota 11 miliardi e quelli di portafoglio 6 miliardi: cifre che l'Iif giudica da record europeo per l' anno in corso. (Ice Istanbul)
04.03.2006

LA FIERA "EXPO
GATEWAY TO IRAQ"
A GAZIANTEP

L'evento, organizzato congiuntamente dal 7 all'11 giugno dai Governi di Ankara e di Baghdad, al fine di promuovere l'attività commerciale nella zona a sud della Mesopotania. Utili informazioni per chi volesse prendere parte alla manifestazione. Un vice-segretariato della Camera di Commercio locale.

Si svolgerà a Gaziantep, dal 7 all'11 giugno 2006, la Fiera "Expo Gateway to Iraq", un evento congiuntamente organizzato dai Governi iracheno e turco al fine di promuovere  l'attività commerciale in Iraq. Per chi volesse prendervi parte si allega in bacheca una nota informativa nonché il nominativo del vice-segretario Generale della Camera dell'Industria di Gaziantep, punto di contatto per informazioni sulle modalità di partecipazione e disponibilità degli stand.

EXPO GATEWAY TO IRAQ
7th-11th JUNE 2006
M1 TEPE GSO
FAIR AND CONGRESS CENTER 

 

MEETING POINT GAZİANTEP...
The present situation in Iraq and security problems naturally made it necessary to make this organization out of Iraq. As a result of the meetings made with the authorities of the Ministry of Trade of the Republic of Iraq, it was decided to organize the fair in Gaziantep / Turkey. 
This fair bears the importance of being the first fair organized jointly by the Government of Iraq outside the borders of Iraq.
GAZIANTEP WITH THE PRIZE OF "BRAND CITY"...
Gaziantep where 832 brand applications were made in 2005 is now a city, which is known with its industry and world-wide famous brands. Gaziantep, which broke a record with 39,5 % of increase in the city level by passing 22,7 % of the Turkey's average increase (16,8 %) in exportation, was deemed to deserve being the first by the international jury unanimously with "Brand City Gaziantep Project" at the final stage of the competition organized within the framework of World Congress of Chambers in the year 2005.     
Gaziantep, which is a city located on the route of ancient Silk Road, today has an important position in trade with both Iraq and the other neighbouring countries. During the fair Iraq's wind will blow in Gaziantep, which has the necessary infrastructure for such an international organization. The distance between Gaziantep to Aleppo is approximately 130 km. by highway and it takes 2 hours. It is doubtless that this wind will build new relationships like embroidery. 
The companies, which will participate from the foreign countries to the fair where a significant number of participation is expected from Turkey, will be able to make commercial relations with the Turkish companies as well as the Iraqi companies.  
While the fair is organized jointly by Iraq Ministry of Commerce, State Company for Iraqi Fairs, Gaziantep Chamber of Industry and Forum Fairs it is supported by the Undersecretariat of Foreign Trade and Turkish Union of Chambers and Stock Exchanges.  
THE ORGANIZATION IS IN M1 TEPE FAIR CENTER ...
The fair will be held in M1 Tepe Fair Center, which is one of the biggest centers of Gaziantep. The fair, which will be realized with the supports of the Ministry of Trade of the Republic of Iraq, Chamber of Industry of Gaziantep and Undersecretary of Foreign Trade under the Prime Ministry of the Republic of Turkey, will be organized on a closed area of 25.000 m² and an open area of 20.000 m². More than 25 countries are expected to participate in the fair. 
VISITOR ORGANIZATION FROM IRAQ...
Ministry and high level purchasing delegations from Baghdad will come to visit the fair with the organization of the Ministry of Trade of Iraq during the fair. In addition more than 3000 businessmen delegations from the neighbouring countries will also visit the fair.  
"BILATERAL BUSINESS MEETINGS" AND "WORKSHOPS" ...
Bilateral business meetings will be organized with the coming delegations in particular sectors. Both Turkish and Iraqi official authorities will be present during these meetings. The companies participating in the fair will benefit from the bilateral meetings for free. Any company may realize workshops within the framework of these meetings provided that they get prior permission and are in suitable sectors. 
PRODUCTS TO BE EXHIBITED IN THE FAIR 

  • Food products, food technologies and related industries; 

Legumes, cereals, wheat for bread, flour, tomato paste, tea, sugar, candies, frozen food, biscuits, chocolate, olive oil, margarine, yeast, spices, fresh fruit and vegetable, dry fruit and vegetable, shelled fruits, dried fruit, alcoholic and non-alcoholic drinks, packaging machinery, food machinery, mill, agricultural machinery, cooling machinery, freezing machinery and irrigation machinery.  

  • Durable consumer goods; 

Home textile products, home and office furniture, carpet, plastic table, chairs, kitchen goods, hotel equipment, refrigerator and washing machine. 

  • Machines and equipment; 

Work machines, manufacturing machines, mill machines, wood processing machines, metal processing machines, welding machines, spare parts for machines, door-window woodwork machines, hydraulic machine equipment, crane and conveyor bands, water pumps, compressor and air conditioner. 

  • Textile and clothing products; 

Clothes for women, men and children, socks, underwear, shirts, trousers, cloth, trainers, shoe material and accessories, products having leather as raw material and qualified leather products. 

  • Sanitary and cosmetic products; 

Soap, detergent, hygienic products, various cosmetic products. 

  • Building material and construction; 

Contracting and engineering services, building material, petroleum-natural gas industry equipment and railroad material. 

  

  • Health tools and devices; 

Medical devices, orthopedic products, medical material, hospital equipment and ambulance. 

  • Education tools and equipment; 

Stationery material such as notebook, pencil, etc., papers, school tools and office tools. 

  • Energy material and equipment; 

Telecommunication equipment, electricity posts, transmission lines, lighting elements, cables, generator, power transmission systems, bush-current switches, fuse, outlets and plugs. 

  • Automotive and automotive related industries; 

Automobile, bus, minibus, truck, pickup, all kinds of products for the related industries for automobiles, automobile accessories, automobile equipment, tractor and trailers, inner and outer wheels. 

  • Electricity, electronic, computer, IT, telecommunication and information; 

Electronic tools (TV, video, music set), computer and computer equipment, telephone and telephone centrals, mobile phones and mobile phone accessories. 

Participation Fee for the Fair and Way of Payment 

Indoor fee for square meter: 

·        Entrance Floor: 

USD 200 + VAT 

  • Lower Floor : 

USD 160 + VAT 

  • Tent: 

USD 120 + VAT

(If no stand is demanded in the closed area, USD 10 will be deducted from m² fee) 

·        Outdoor fee for square meter: 

USD 80 + VAT 
The smallest stand is 12 m² in the closed area and 50 m² in the open area.  
40 % of the participation fee shall be paid upon signature of the contract; and the remaining 60 % shall be paid until the opening date of the fair. 
Bank accounts to make the payments:
BANK                                                                                              YTL ACCOUNT     USD ACCOUNT 
Fortis bakanlıklar şb. (206)                                     30421-2832         30103-0474
SERVICES INCLUDED IN THE PARTICIPATION FEE

A)    In Closed Area;

a)      Stand construction on the area mentioned in the contract,

b)     Lightening the stands with a spot for each 3 m², carpet, 1 table, 2 chairs, 1 waste bin, electric socket, 1 ashtray and frontal signs; for the stands above 18 m² 1 table and 2 chairs will be given in additional.

B) In Open Area;

a)      Fencing around the area, 

b)     Provision of 220 volt Power for the hired area (380 volt be given additionally upon payment),

c)      General lightening.

C) For All Participants;

a)      General cleaning on the fair ground (cleaning inside the stands is the responsibility of the PARTICIPANT),

b)     General security on the fair ground (security of the stands during the fair is the responsibility of the PARTICIPANT),

c)      Making the obligatory insurances in accordance with the fair regulation

d)     Information about the firms in the fair catalogue,

e)      Participant cards and vehicle entrance cards,

f)       Promotion of the fair by the press and the open air advertisement

g)     Fair catalogue for each participating company. ADDITIONAL MATERIAL AND SERVICES
The services to be demanded except from the goods and services included in the participation fee re subject to additional fee.
CATALOGUE FOR PARTICIPANTS
Fair catalogue will be prepared in order to be submitted to the official delegation, purchasing delegation, fair participants, participants of the bilateral meetings and to the visitors. This catalogue will also be sent to the public institutions and organizations in Iraq; Chambers of Commerce and Industry and the commercial organizations in Iraq, Syria, Iran; Chambers of Commerce and Industry in Turkey, to the press, foreign representatives and related businessmen and the sector organizations.   
The following information will be included in the catalogue;

  • Information regarding the investments and reconstruction in Iraq,
  • General information regarding the fair, 
  • Alphabetic, sectoral list and list according to the countries of the participants and information about the products,
  • Advertisements 

The fair catalogue will be in 12x21 cm. dimensions and it will be printed on color glossy paper. The catalogue which participants can give advertisements will be related institutions and organizations; and shall be sold to visitors.  
Advertisement Prices 
Bracket                        : USD 1.500 + VAT
Back Page, Colored                        : USD 3.000  + VAT
Inner Covers, Colored                        : USD 1.500  + VAT
Inner Pages                        :                         USD 750   + VAT
Advertisement films must be sent by the participant. Framed advertisement films must be prepared one cm. smaller than the page size. 
TRAVELING AND ACCOMODATION
The traveling and accommodation of company representatives and visitors will be organized by 3F Tourism and Traveling Inc. (3F Turizm Seyahat Ltd. Şti.) 
APPLICATION DEADLINE - 22nd May 2006
Per informazioni rivolgersi a:
Salih BILECEN
Deputy Secretary General
Gaziantep Chamber of Industry

Phone: 00 90 342 2210900 (x.137)
Fax: 00 90 342 230 50 96 
gsy@gso.org.tr
(fonte Ambasciata d'Italia ad Ankara)
04.03.2006

INTERSCAMBIO COMMERCIALE

Istituto_Commercio_Estero

I dati relativi al mese di gennaio ultimo scorso come riportati da "Turkiye Istatistik Kurumu" su elaborazione dell'Ice di Istanbul.

Si pubblicano in allegato i dati relativi all' interscambio commerciale della Turchia relativamente al mese di gennaio 2006. 

L'INTERSCAMBIO COMMERCIALE DELLA TURCHIA
(valori in migliaia di dollari e variazioni sul periodo corrispondente)

                                                                      

Gennaio  2005

Gennaio 2006

Var% 

 

IMPORTAZIONI                    

7.212.147

8.010.056

 

11,06%

ESPORTAZIONI 

 

4.997.245

4.819.771

 

-3,55%

di cui : 

PAESE

IMPORTAZIONI

(Gennaio 2006)

Var%

 

ESPORTAZIONI

(Gennaio 2006)

Var%

 

RUSSIA

 

   1.145.610 

24,26%

     132.483 

11,31%

GERMANIA

 

      958.550 

20,53%

     610.682 

-12,44%

CINA

 

      513.697 

61,64%

       35.375 

62,91%

ITALIA

 

      458.619 

0,95%

     458.377 

25,35%

FRANCIA

 

      381.658 

6,56%

     268.602 

-2,97%

STATI UNITI

 

      352.829 

-3,91%

     461.363 

18,68%

IRAN

 

      320.861 

150,74%

       45.523 

-24,13%

INGHILTERRA

 

      302.103 

23,09%

     392.078 

2,16%

SPAGNA

 

      220.064 

34,29%

     197.266 

-15,66%

COREA DEL SUD

 

      219.225 

-3,60%

             -   

-

SVIZZERA

 

      194.133 

-45,00%

       68.354 

130,10%

GIAPPONE

 

      170.463 

6,83%

             -   

-

BELGIO

 

      140.167 

-3,90%

       86.300 

-16,04%

OLANDA

 

      116.431 

-19,26%

     150.180 

-50,26%

ARABIA SAUDITA

      102.974 

-37,52%

       41.072 

-25,53%

Fonte FONTE: ELABORAZIONI ICE  ISTANBUL SU DATI TURKIYE ISTATISTIK KURUMU - TUIK ( ISTITUTO TURCO DI STATISTICA)  (Ice Istanbul)
04.03.2006

 

VACCINO PER l'ALFA EPIZOOTICA

2.5 milioni di dosi sono stati inviati dalla Commissione europea alla Turchia per combattere una epidemia scoppiata tra i bovini della Tracia.

Sul fronte degli aiuti UE per l'emergenza agricola,la Commissione europea ha inviato in Turchia 2.5 milioni di dosi di vaccini contro un'epidemia di alfa epizootica scoppiata tra i bovini della regione della Tracia all'inizio di febbraio. L'epidemia si è sviluppata nonostante le autorità di Ankara indichino che il 90 per cento dei bovini della Tracia siano stati già vaccinati.
L'epidemia sarebbe stata causata dalla riapparizione di una variante del virus dell'alfa epizootica contro cui le vaccinazioni sono state arrestate da qualche anno. (Il Denaro.it)
04.03.2006

E' PARTITO IL PROCESSO DI PRIVATIZZAZIONE
DELLA DISTRIBUZIONE  ELETTRICA IN TURCHIA

Distribuzione_dell'energia_elettrica_in_Turchia

In via di definizione la documentazione di gara per le prime sei aree. Al processo - che ne interesserà altre quattordici - è interessata anche la nostra <Enel>. In corsa società tedesche, spagnole, svedesi, belghe, russe, americane e giapponesi. Le più attive al momento quelle turche.

E' partito il processo di privatizzazione della distribuzione elettrica in Turchia. E' in via di definizione - da parte dell' Autorità per le Privatizzazioni - la documentazione di gara per le prime sei aree, e in specifico: - <Bogazici Edas> (Istanbul versante europeo), <Ayedas> (Istanbul versante asiatico), <Trakya Edas> (Regione di Edirne al confine con la Bulgaria e Grecia), <Edas> (Regione di Ankara), <Korfez Edas> (aree di Izmit, Sakarya e Bolu) e <Meram Edas> (Regione di Konya). Secondo la stampa locale, al processo di privatizzazione, che riguarderà in totale 20 aree della Turchia, sarebbero interessate le seguenti imprese: <Rwe> e <E-On> (Germania), <Edf> (Francia), <Enel> (per l' Italia), <Endesa> e <Iberdrola> (Spagna), <Vatenfall> (Svezia), <Electrabel> (Belgio), <Aes> (Usa), <Global Crossing> (Usa), <Rao> (Russia), <Chubu> (Giappone), <Centrica> e <Merril Lynch> (Uk). Sono peraltro interessati al processo di privatizzazione anche gruppi locali. I più attivi risultano essere al momento: <Enerjisa>, <Dogan Group>, <Alarko Holding>, <Polat Holding<, <Ak Enerji>, <Enka Group>, oltre ad <Aktas> e <Kayseri Elektrik< che hanno precedenti esperienze operative nel campo della distribuzione elettrica nel Paese. (Ice Istanbul)
04.03.2006

<TURKCELL> VOLA

La tecnologia di <Axalto> ha favorito l'adozione massiccia dei servizi a valore aggiunto della società che ha raggiunto i 2.5 milioni di abbonati.

L'operatore turco ottiene un grande dispiegamento dei propri servizi personalizzati e di facile accesso basati sulle carte high-end di <AxaltoAmsterdam>, Paesi Bassi, 8 febbraio 2006 - <Axalto> (Parigi: NL0000400653 - notizie) (Euronext NL0000400653 AXL), leader mondiale delle carte a microprocessore, ha annunciato che <Turkcell> (Francoforte: 502723 - notizie) , il maggiore operatore mobile turco con oltre 27 milioni di abbonati, ha oltrepassato la soglia dei 2.5 milioni di abbonati grazie all'applicazione Simgo di <Axalto>, ad appena un anno dalla sua implementazione. Con le capacità di gestione dei servizi dinamiche di <Simgo Turkcell> facilita l'accesso degli utenti a servizi a valore aggiunto (Value-Added Services - Vas), determinando un aumento significativo dei ricavi per l'operatore. (Yahoo Finanza)
04.03.2006

<TREVI> NEL MERCATO TURCO

La società italiana tramite la controllata <Drillmec> ha sottoscritto un contratto, garantito da lettera di credito, con <Turkiye Petrolleri> per la fornitura di un impianto di perforazione petrolifera.

<Trevi> sbarca nel mercato turco. Tramite la controllata <Drillmec> la società italiana dopo le importanti forniture in Cina, Stati Uniti, Algeria, ha sottoscritto un contratto, garantito da lettera di credito, con <Turkiye Petrolleri> per la fornitura di un impianto convenzionale di perforazione petrolifera da 1500 cavalli e un impianto mobile da 800 cavalli per un valore complessivo di 19.5 milioni di dollari. Un altro tassello quindi nella strategia di rafforzamento del gruppo sul mercato internazionale del drilling, si legge sulla nota, strategia che mira a consolidare progressivamente la presenza della società nelle aree di riferimento per le perforazioni. (Yahoo Finanza)
04.03.2006

LA RICHIESTA
DEGLI IMPRENDITORI
AL GOVERNO

Il_PM_turco_Erdogan

 

Serrato confronto al 3° Comitato economico turco organizzato ad Ankara dall'influente Tobb. Quello che il Primo Ministro Erdogan deve rivedere.

Al termine del terzo Comitato economico turco, organizzato dalla influente Tobb (Unione delle Camere di Commercio e delle Borse turche) ad Ankara, a cui ha partecipato il Primo ministro Recep Tayyip Erdogan, vi è stato un serrato confronto, non solo sull'attuale fase congiunturale e i rilevanti successi ottenuti in campo macro-economico (abbattimento dell'inflazione, rafforzamento della lira turca, contenimento del deficit pubblico, ampio afflusso di investimenti esteri), ma anche relativamente al crescente dualismo socio-economico del Paese, alla difficoltà di far fronte alla crisi energetica (è previsto un programma per la costruzione di tre centrali nucleari e un utilizzo maggiore delle energie rinnovabili), all'aumento del costo del lavoro, all'alto tasso di disoccupazione e alla crisi di competitività, soprattutto rispetto ai Paesi estremo-orientali.
Gli imprenditori hanno chiesto al Governo, attraverso il presidente M. Rifat Hisarcikliogu, misure molto chiare e nette, tese a riposizionare la Turchia nello scacchiere internazionale. In primis, la riduzione delle imposte sulle imprese e la riduzione del costo del lavoro utilizzando la leva fiscale. Un'ulteriore spinta deve essere fornita dalle privatizzazioni, soprattutto delle public utilities, dall'intensificazione nell'applicazione degli standard europei principalmente in campo industriale, dalla riduzione dell'Iva (Kdv) e della sovrattassa sui beni di consumo (Otv). E' interessante notare che sono stati sottoposti al Primo ministro da parte delle differenti categorie e aree geo-economiche della Turchia dei rapporti aventi come obiettivo richieste specifiche o strategie settoriali-territoriali.
Zone industriali

Assegnazione alle aree industriali di tutti gli investimenti industriali che necessitino di spazi superiori ai 1.000 metri quadrati. Esenzione delle imposte a tempo indeterminato per le imprese che investono nelle Zone industriali. Abbattimento dei costi relativi all'energia elettrica e gas per le imprese che investono nelle Zone industriali.
Sanità

Il tema centrale del rapporto verte sulla privatizzazione del settore e sulle potenzialità che gli investimenti esteri potranno avere per ridurre i gap territoriali e nei servizi esistenti oggi.
Trasporti

E' richiesta una nuova normativa in merito ai trasporti stradali in considerazione della scarsità dei controlli di sicurezza. Inoltre viene evidenziato che vi sono troppi enti che si interessano al settore, con duplicazioni e sovrapposizioni. Viene richiesta una maggiore partecipazione del settore privato alla gestione del settore ferroviario. E' richiesto un supporto maggiore per i trasporti marittimi affinché essi vengano intensificati. Viene richiesta inoltre una soluzione rapida per lo snellimento delle attese di transito nel Bosforo.
Agricoltura e allevamento

 Viene richiesta l'erogazione di contributi supplementari agli agricoltori tesi a sostenere l'attuale fase di transizione del comparto. E' chiesta anche un'assistenza tecnica, nelle singole regioni e province, affinché gli imprenditori possano migliorare la qualità e le varietà agricole.
Industria farmaceutica

Viene proposta la riduzione della Kdv all'8 per cento per le materie prime farmacutiche; ciò dovrebbe servire a stimolare sempre più il settore a produrre in loco farmaci ora importati. (Il Denaro.it)
04.03.2006

LE ASPETTATIVE 
DI <GAZPROM>
CON LA TURCHIA

Gazprom

 

Una partnership strategica che faccia dell'Anatolia il territorio di transito del combustibile per l'Europa, il Sud Italia e Israele.

Russia wants Turkey to be a strategic transit country in order to transfer its rich natural gas resources to international markets.
Gazprom Foreign Economic Relations Department Head Stanislav Tsigankov said Monday that they discussed with Turkish officials the proposal of transferring Russian gas to other countries via Turkey.
The Russian gas giant, Gazprom is interested in all energy projects in Turkey, especially in gas transfers, storage and its transfer to the domestic market.
Tsigankov gave a news briefing to the Turkish media in Moscow. Upon a question from Zaman, he replied that there are three regions under evaluation as possible transfer points of natural gas to other countries via Turkey.
"These countries are Europe, Southern Italy and Israel. We include Greece in Southern Italy. The point concerning the construction of another line parallel to the Blue Stream pipeline previously mentioned by President Vladimir Putin is in harmony with our plans. The pipelines of Europe, Southern Italy and Greece, and Israel via Turkey are on our agenda. Our talks with Turkey and concerning countries are on going, and we have clarified our political decision about expanding the Blue Stream pipeline and we are preparing the economic parameters for these projects. Using Turkey, as a transit country for strategic terms, is on the agenda and we will continue our discussions about this issue."
When reminded that Russia sells natural gas to Turkey for $242 per a thousand cubic meters gas, Tsigankov said the ongoing increase in raw materials in international energy markets may cause changes in gas prices, but he did not officially accept the figures mentioned.
In response to concerns that problems may again occur in the supply of natural gas next year, Tsigankov said: "The Turkish consumers can relax. We can supply gas as much as they demand." Tsigankov stated that Turkey was given 5 billion cubic meters of gas in 2005 via the Blue Stream pipeline and noted that this figure will be increased to eight billion cubic meters in 2006. Tsiganko expressed he will join the works concerning the natural gas storage systems Turkey plans to establish. (Mirza Cetinkaya/Zaman)
04.03.2006

<BLUE STREAM POTREBBE ESSERE ESTESO>

Lo ha dichiarato in una conferenza il presidente russo Vladimir Putin.

La Russia e la Turchia stanno considerando la possibilità di un'estensione del metanodotto
<Blue Strem> all'Europa del sud. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin in una conferenza stampa a Budapest. <Blue Stream> è un metanodotto per il trasporto del gas naturale dal sud della Russia alla Turchia, attraverso il Mar Nero a oltre duemila metri di profondità. (Agi)
04.03.2006 

EUROFIGHTER:
L'OFFERTA
DI <ALENIA>

Alenia

 

La Turchia ha chiesto un request for information alla società del gruppo Finmeccanica che, se dovesse vincere la gara, fornirebbe fino a 70 aerei.

Nella gara statunitense per aerei da trasporto tattico a cui parteciperà il C-27J di <Alenia Aeronautica> (gruppo Finmeccanica) si potrà arrivare a una fornitura "fino a trecento macchine". Lo ha annunciato l'amministratore delegato di <Alenia Aeronautica>, Giovanni Bertolone, a margine della firma del contratto con la Bulgaria per la fornitura di cinque C-27J.
Bertolone ha spiegato che questi numeri, cui corrisponde un valore di mercato potenziale di "8-10 miliardi di dollari", emergono dalla riunificazione in un'unica gara dei requisiti che riguardano da un lato l'Esercito e, dall'altro, l'Aeronautica americana, per una fornitura iniziale di 145 aerei. L'amministratore delegato di <Alenia Aeronautica> ha aggiunto che "entro metà marzo" è atteso il bando di gara e che "entro la fine dell'anno c'è la possibilità che sia attribuito il contratto".
A proposito "dell'enorme programma" del Pentagono per aerei da trasporto tattico, Bertolone ha sottolineato che una prima fornitura potrebbe ammontare a 40-50 velivoli e che sarà prima l'Esercito ad aver bisogno dei nuovi aerei a partire dal 2008 con una stima di circa 150 unità e poi l'Air Force, per altri 150 aerei, a partire dal 2010. Il mercato statunitense, che è un mercato dai "numeri impressionanti", non si ferma però qui: gli Stati Uniti avranno infatti bisogno, ha detto ancora Bertolone, di aerei come il C-27J per "missioni e impieghi speciali", ad esempio per la Guardia Costiera. "Si tratta di un mercato che può portare altre cento macchine". In competizione con l'azienda del gruppo Finmeccanica, che negli Usa stringe come noto un'alleanza commerciale con L-3 Communications, c'è l'europea <Eads> che, attraverso la controllata spagnola <Casa> e in alleanza con la statunitense <Raytheon>, propone il C-295 o il CN235.
<Alenia Aeronautica> con il C-27J punta anche sull'Europa. Bertolone ha affermato in proposito che sono presentate offerte in Finlandia, Repubblica Ceca e Lituania e che sarà presentata presto un'offerta in Slovacchia. L'amministratore delegato della società ha detto di aspettarsi "di firmare a breve le tre opzioni" sottoscritte dalla Grecia che già ordina dodici C-27J. "Entro l'anno poi - ha proseguitoBertolone - c'è la possibilità di aggiudicarsi un paio di gare che potrebbero portare dieci ordini più dieci opzioni. Nel complesso, valutiamo le potenzialità del mercato europeo in 150 velivoli".
Bertolone si è soffermato poi sulla gara per i caccia in Turchia, dove <Alenia Aeronautica> ha la titolarità per commercializzare l'"Eurofighter", il nuovo caccia europeo del cui consorzio la società del gruppo Finmeccanica fa parte insieme con <Eads> e la britannica <Bae Systems>. "La Turchia ha chiesto alle aziende una request for information per 120 aerei e noi abbiamo consegnato la nostra offerta la scorsa settimana". Secondo fonti industriali, laddove il Consorzio Eurofighter dovesse vincere la gara, si potrebbe arrivare a una fornitura fino a 70 aerei. (S.G/Il Denaro.it)
04.03.2006

IN CRISI I COMPARTI
TESSILE
E CALZATURIERO

Calzaturiero

 

Numerose fabbriche sul punto di chiudere. Chiesto un intervento del governo affinché riduca l'Iva. La concorrenza della Cina e la mancanza di investimenti in innovazione tecnologica.

In una fase congiunturale caratterizzata da una notevole effervescenza dell' economia turca che ha conseguito notevoli successi in campo macro-economico negli ultimi mesi, si stagliano all' orizzonte due crisi settoriali di ampia portata che avranno sicuramente impatto sul paese. I comparti del tessile-abbigliamento e quello delle calzature/pelle stanno attraversando una fase di profonda crisi che si sta innanzitutto riverberando sull' occupazione, con migliaia di posti di lavoro perduti (oltre 150.000) e decine di imprese chiuse o in fase pre-fallimentare. Se si guarda alla produzione industriale, questa è cresciuta nel 2005 complessivamente del 5,5% e del 36,6% nel quadriennio 2002/05, mentre il solo comparto tessile-abbigliamento ha mostrato un calo della produzione nello scorso anno del 12% circa. Inoltre negli ultimi cinque anni le esportazioni di tessili sono cresciute dell' 85,8%, contro una crescita complessiva dell' export turco del 207%. I settori calzaturiero e della pelle -che si possono definire storicamente veri fiori all' occhiello dell' export locale- mostrano segni di contrazione, con numerose fabbriche in chiusura e l' intera zona conciaria di Tuzla operante a "scartamento ridotto" con una capacità produttiva al 50/60%. Gli imprenditori locali dei due comparti sono in forte fermento, addebitando alla concorrenza cinese (+50% l' export cinese in Turchia nel 2005) ed estremo orientale e alla forte rivalutazione della Lira turca le responsabilità della grave crisi in atto. A tal proposito, essi hanno chiesto interventi al Governo affinché ci sia un abbattimento dell' Iva per i settori in crisi e consistenti sostegni per l' occupazione e l' export. E' interessante notare in merito che un recente studio della banca d' affari <Merril Lynch> fa risalire la crisi dei tradizionali comparti industriali turchi principalmente ad una scarsità di investimenti in innovazione tecnologica (nel periodo 2002/04 gli investimenti in nuove tecnologie sono stati effettuati solo dal 22% delle imprese del comparto tessile/abbigliamento) rispetto ad altri settori più innovativi o che hanno saputo rispondere meglio alle sfide della globalizzazione (si pensi ad esempio al comparto automobilistico, agli elettrodomestici, all' elettronica) e ad una mancata "brandizzazione" dei prodotti dei singoli comparti industriali. (Ice Istanbul)
04.03.2006

ESPORTAZIONE
DI BIOLOGICO
IN OLTRE 30 PAESI

Agriturismo_biologico

 

La Turchia, che in questo tipo di produzione agricola era partita alla metà degli anni '80, ha guadagnato una crescente popolarità. Una produzione che si aggira sulle 379 mila tonn.

La produzione agricola biologica in Turchia è partita alla metà degli anni '80 e da allora ha guadagnato una crescente popolarità.
La superficie utilizzata per produzione biologica ha raggiunto nel 2004 i 210.000 ha.
Il numero di agricoltori che applicano i metodi di agricoltura biologica si aggira intorno alle 12.800 unità.
La produzione biologica totale era di circa 10.304 tonnellate/anno negli anni 90, dopo di che è aumentato progressivamente per raggiungere le attuali  379.000 tonnellate.
I prodotti turchi sono esportati in oltre a 30 Paesi, ma la maggior parte si concentra in Germania, nei Paesi Bassi, in Gran Bretagna, in Italia e in Francia. (Green Planet.net)
04.03.2006

 

INTESA
PAKISTAN-TURCHIA
SUL TURISMO

Ghazi_Gulab_Jamal

 

I due Paesi lavoreranno insieme per la promozione internazionale congiunta di itinerari turistici e per facilitare il flusso di visitatori tra un confine e l'altro.

Il Pakistan e la Turchia hanno raggiunto un accordo di cooperazione per la promozione internazionale congiunta di itinerari turistici e per facilitare il flusso di visitatori tra un confine e l'altro. Il ministro federale del Turismo del Pakistan, G. G. Jamal, ha annunciato che entrambi i Paesi prenderanno misure per favorire la cooperazione tra le associazioni di agenzie di viaggi locali e altre istituzioni professionali turistiche che operano nella regione. Ha poi aggiunto che sono previste anche attività di marketing congiunte e press trip per la stampa internazionale. (TTG Italia)
04.03.2006

 

SABANCI HOLDING GUARDA ALLA ROMANIA

Il gruppo turco, molto attivo nel settore del cemento, vuole costruire una fabbrica in questo Paese.

One of the leading business conglomerates in Turkey, Sabanci Holding, which is active in the cement sector, will carry out studies in Romania to establish a factory in the country.
Cimsa, the Sabanci owned cement company, has factories in Spain, Germany, and the Middle East. Emphasizing 2005 was the year of investment and development for Cimsa, General Manager Yimaz Kulcu said they studied investment opportunities in Romania and plan to expand in Europe in 2006.
Highlighting that they operate a depot and packing service in Gazi Magosa (Famagusta) and that the Free Trading Zone purchased a company in Northern Cyprus, Kulcu said Cimsa also modernized its factories in Mersin and Kayseri, at a total cost of $35 million.
Cimsa is strong in the cement sector and the former crisis did not affect their financial tables, Kulcu said. The company, he added, has also maintained high performance with high productivity despite market conditions. (Anadolu News Agency/Zaman)
04.03.2006

ANKARA:
UN ALBERGO CHE MERITA
UNA VISITA

La_piscina_interna_del_Gordio_Hotel_di_Ankara

Si tratta del <Gordion hotel>, una struttura a ***** stelle al suo terzo anno di vita, che prende il nome dall'antica capitale dei Pirgi.

The Gordion Hotel, an elegant hotel in the heart of Ankara, is hosting its guests in a different concept with its classical and Ottoman style architecture, comfort and warm atmosphere.
The hotel is celebrating its third anniversary of foundation this year and has already become a place of major interest to both the national and international guests with its smart design and hospitality.
Granted with the "Special Certificate" by the Culture and Tourism Ministry, the hotel possesses all the high standards of other 5 star hotels with its specially designed 45 rooms.
The hotel is located at the very heart of the city, Kavaklıdere, and all the state institutions, ministries, embassies and business quarters lay just minutes away from the hotel. Thus, you are very close to Ankara's most fashionable and lively street of "Tunalı Hilmi" with numerous cafes, restaurants and exclusive shops with famous brands. 
Every detail in the hotel is specially designed so as to provide comfort for the guests. Once you enter the hotel, you are welcomed by first class Turkish and Italian marble, beautiful examples of Turkish woodwork, textiles from exclusive brands, silver accessories from the silversmiths of the Grand Bazaar, original antique engravings from the 17, 18 and 19th centuries and impressive cast iron railings from Istanbul Archaeology museum.
Rooms offer utmost comfort, technology and security:

The hotel has 45 rooms and a 90-bed capacity. Two rooms were designed as hotel suites and one as a royal suite. All the rooms have luxurious, sophisticated and elegant decoration in calm and relaxing colors, combining classic and Ottoman styles with beautiful woodwork, hand gilded mirrors, leather top study desks and stylish textiles. All the bathrooms contain first class Aegean marble and have all the luxury of a modern bathroom.
Every room also has an interactive Internet TV set with a wireless infrared keyboard. You may, watch TV, learn about the hotel or the city, and choose a film or access Internet with this cutting edge technology at any time from the comfort of your bedside. If you want to work with your own laptop, there is a data port through which you may again access the Internet.
All rooms are sound proofed and the building is externally coated with special construction materials.
All the windows are triple glazed and the building is installed with detectors for fire, heat and smoke. Also every room has emergency buttons located in bathrooms.
EU meetings held at the hotel:

Due to its location and high standard, the hotel has hosted various international meetings, especially European Union meetings. 
Promotional meetings as well as seminars on the EU and EU standards are constantly being organized at this Hotel by the European Union.
The hotel has three meetings rooms including a VIP meeting room capable of accommodating 15-20.
All the meeting rooms are elegantly decorated and can be furnished with equipment according to requests.
Why the Gordion? 

The name Gordion comes from the famous ancient city of Gordion (Gordium), the capital of ancient Phrygia, modern Yassıhöyük which is located about 70-80 kilometers southwest of Ankara.
The name was chosen by the hotel's owner, Tacdin Aker, a former diplomat.  
You feel yourself at home at the Midas Restaurant:

The Midas restaurant is located within the hotel. Its name comes from Midas, the most famous king of Phrygia. You enter the restaurant accompanied by the smell of a linden-tree and the dim lights of candles. The restaurant attracts its guests at first sight with its warm atmosphere as well as its highly elegantly decorated design combining modern and classic styles.
The restaurant offers Swiss, Italian and Turkish cuisine along with 171 local and international wines coming from France, California, Italy, Chili, Bulgaria, Moldavia, Australia and Africa.  
The hotel also produces and serves olive oil and wine to its guests.
Midas is a charming place with its hospitality and moderate prices.
Detailed information is available at gordionhotel@gordionhotel.com.  (Turkish Daily News)
04.03.2006

THY E PUBBLICITA'

 

Il budget della Compagnia di bandiera turca supera i 15 milioni di dollari. Una nuova strategia su scala nazionale ed internazionale.

Turkish Airlines (Thy) will launch a wide scale national and international advertising campaign as of March.
The company has earmarked $15 million for its 2006 advertising budget, focusing in particular on television, newspaper and magazine advertisements in Europe.
THY spent $6 million for advertising in 2005 and increased this figure to $15 million for 2006 to successfully promote the company's renovations.
The modern fleet, cabinet concept and staff uniforms, the newly opened routes and other investments will be highlighted in the advertising campaign.
Thy General Manager Temel Kotil said Sunday, "We will promote both Turkey and THY through advertisements on television, and in newspapers and journals in the country and abroad, especially in Europe." (Mustafa Gun/Zaman)
04.03.2006

 

TRAFFICO AEREO

Quello tra la Turchia e la Germania ha superato ogni più rosea previsione. Dieci milioni e 516 mila passeggeri nel 2005 dai dieci milioni e 86 mila che erano.

German Airports Association (Adv) has released passenger figures for the year 2005, reporting another year of growth at Germany's civil airports.
With the total number of passengers amounting to 165.4 million, Germany's 19 international ADV-member airports have achieved a growth rate of 6.3% in passenger traffic for the year 2005.
Air passenger traffic between Turkey and Germany rose by 4.1pct to a total of 10.516 mln from 10.086 mln in 2005 over the previous year. However, Turkey ranked 3rd in total passenger volume among destination countries, declining one notch lower compared to 2004. Traffic with United Kingdom rose to 10.842 mln in 2005, making this country second in the list, behind Spain, the leading country by far, at 20.521 mln passenger volume and up 7.3pct over 2004.
The number of passengers on domestic flights within Germany increased by 3.2% compared to the previous year. The figure for flights to and from European airports rose by 8.4%, and the number of passengers on intercontinental flights grew by 4.8%.
This growth was generated predominantly by the low-cost carrier segment serving domestic and European destinations. This segment of the German air transport industry achieved a 38.4% increase in 2005. With their total number of passengers amounting to 31 million, the low-cost carriers already account for 18.9% of the market as far as local volumes at Germany's international civil airports are concerned. The traditional scheduled and charter flight sectors, meanwhile, recorded a small, single-digit amount of growth.
Volumes of just over 3 million tonnes were registered in the air freight industry, thus exceeding the previous year's figure by 9.1%. The volume of freight unloaded at German airports increased by 10.9%, and that of freight loaded rose by 7.0%. The airmail sector, again, underwent a further significant decline, recording a -20.6% decrease in volumes. One particular factor giving rise to this development was the continued scaling-down of the night-time airmail flight network. (
The New Anatolian)
04.03.2006

 

UN SATELLITE PER IL 2008

Lo vuole inviare nello spazio la Turchia. Siglato un accordo tra la <Turkat Joint Stock Company> e la francese <Alcatel> per la produzione del <Turkat 3A>.

Adding new communication satellites, Turkey will reinforce its existence in space soon.
Turksat Joint Stock Company signed a contract with the French Alcatel company for the new technology production of Turksat 3A satellite that will be sent to space in 2008.
Transportation Minister Binali Yildirim said the satellite will have higher technology in terms of coverage area, its display, and data communication quality. Twenty-two Turkish engineers were assigned for the production of the satellite.
According to the minister, the new satellite coverage area will be more sensitive, serving a larger area. Unlike the older satellites, the new satellite will be able to serve with simple and small receivers. (Anadolu News Agency/Zaman)
04.03.2006

 

DENUNCIA FORMENTI:
ORA INDAGA
L'AUTORITA' GARANTE

Francesco_Fimmanò

Avviato una procedura di istruttoria nei confronti delle principali aziende turche di produzione di tv color.

A seguito della denuncia effettuata nelle scorse settimane dal commissario straordinario del gruppo Formenti - Seleco, Francesco Fimmanò, l'Autorità garante per la concorrenza ed il mercato ha avviato un'istruttoria nei confronti delle principali aziende turche di produzione di tv color (<Vestel>, <Beko>, <Profilo>, <Pro-Eks>, <Ram-Dis>, <Izmir>, <Elektrotem>).
La pratica - secondo quanto si apprende da una nota inviata all'azienda dalla stessa Authority - è stata attribuita per competenza alla direzione "C", la quale sarà chiamata a "verificare la rilevanza dei fatti dichiarati, ai fini dell'applicabilità delle disposizioni cui alla legge 287/90".
Vale a dire, l'esistenza o meno della posizione dominante, ovvero di pratiche restrittive della libertà di concorrenza. Ed in tal caso scatterebbero le sanzioni.
Nella sua denuncia Fimmanò aveva evidenziato che in soli otto anni la presenza delle aziende turche all'interno del mercato europeo dei tv color "è cresciuta a dismisura ed in maniera anomala, passando da un milione di pezzi venduti nel 1996 ai diciotto milioni del 2004, a fronte di un mercato complessivo del vecchio continente attestato intorno ai 22 milioni".
E ciò in virtù di una strategia commerciale che il commissario di Formenti non ha esitato a definire "scorretta ed illecita", in quanto fondata tra l'altro "sulla vendita dei prodotti per esportazione addirittura ad un prezzo più basso di quello praticato nel mercato interno".
Tali prezzi - ha osservato Fimmanò - sono possibili perché "le aziende acquistano i tubi catodici (che rappresentano più del 45 per cento del valore complessivo del tv color) dai Paesi dell'Estremo Oriente già sanzionati nel 1995 dalla Commissione europea per concorrenza sleale pagandoli a prezzi irrisori. E, in virtù dell'Unione doganale esistente tra Europa e Turchia, li immettono all'interno del mercato comunitario eludendo i dazi che dovrebbero essere applicati grazie al certificato Atr di libera circolazione delle merci".
Di fatto, quindi, si tratta di "una vera e propria consapevole evasione, di un illecito: perché una delle regole fondamentali della politica doganale dell'UE, prevede che tutti i membri applichino una politica commerciale comune nei confronti delle merci dei Paesi terzi. Mentre la Turchia in questi anni ha rappresentato una sorta di porto franco per evadere i dazi stabiliti dall'Unione".
"Ed è questa- spiega Fimmanò - la vera ragione per la quale il comparto dell'elettronica da consumo negli ultimi anni in Europa è praticamente scomparso".
Negli anni scorsi, infatti, alcune delle principali aziende del vecchio continente formalizzarono l'accusa di dumping alla Turchia. L'indagine promossa dalla Commissione europea accertò l'esistenza della concorrenza sleale.
Ma non fu applicata alcuna sanzione, in quanto in ossequio alle regole comunitarie, come base dell'origine del prodotto venne considerato il tubo catodico.
E così proprio negli atti della Commissione, secondo Fimmanò, "sta la prova della frode": "Se infatti quei televisori sono stati attribuiti per l'origine alla Cina o ad altri Paesi orientali sui quali gravava un dazio antidumping, quello stesso prodotto non può essere considerato in 'libera pratica', vale a dire naturalizzato turco, e quindi libero di circolare in Europa, senza il pagamento dei dazi previsti". (Pietro Falco/Il Denaro.it)
04.03.2006

TURISMO:
SETTORE DALLE AMPIE
PROSPETTIVE

TYD

La strategia della Turchia - volta a favore gli investimenti esteri - punta sempre di più su una ricezione alberghiera che non sia soltanto al mare ma anche in montagna e alle terme. Per molti, poi, l'Anatolia è diventata una residenza stabile sopratutto in inverno.

Il presidente della <Turkish Tourism Investors Association> (Tyd, sito web: www.ttyd.org.tr), Oktay Varlier, nell' ambito di una presentazione agli addetti commerciali dei paesi dell' UE tenutasi a Istanbul ha fornito un quadro del settore turistico in Turchia, con particolare riguardo agli investimenti esteri.
Varlier ha evidenziato che nel 2005 hanno varcato i confini della Turchia oltre 21 milioni di visitatori stranieri, per corrispondenti entrate valutarie pari a 18 miliardi di dollari. Il 20% dei turisti proviene dalla Germania, il 16.3% dalla Russia ed altri paesi dell' ex Urss, l' 8% dal Regno Unito, mentre gli italiani sono stati circa 400 mila. A fine 2005 la Turchia si posizionava così all' ottavo posto nella graduatoria mondiale per presenze estere e in proposito si evidenzia che un recente rapporto di fonte internazionale indica che la Turchia a fine 2010 scalerà almeno tre posizioni, andandosi a collocare al quinto posto. La Turchia, peraltro, ha fatto registrare un incremento medio di visitatori nel periodo 1994-2004 del 10%. Gli investimenti esteri nel settore ammontano a tre miliardi di dollari e risultano essere al secondo posto, dietro quelli in campo automobilistico. La Turchia necessiterà di oltre 500.000 posti letto da oggi al 2010 così suddivisi: - 100 mila in costruzione; - 300 mila da modernizzare; - 100 mila da costruire nei prossimi anni. Di questi, v'è da evidenziare che 65.000 posti letto sono da costruirsi ad Istanbul e 200.000 nell' area di Antalya. Sono da prevedersi inoltre la costruzione di oltre 15 campi da golf,15.000 nuovi posti barca e svariati porti turistici per ospitare yacht ed imbarcazioni che, principalmente in estate, gravitano intorno alle coste turche.
Varlier ha anche sottolineato che la Turchia deve giungere al più presto a una diversificazione turistica (ora troppo connessa al mare) investendo maggiormente nel turismo termale e in quello invernale. Gli investimenti che si prevede necessitino al comparto turistico sino al 2010 ammontano a oltre 10 miliardi di dollari, di cui si stima che almeno dai 2 ai 5 possano provenire da operatori esteri. Un altro fenomeno molto interessante da monitorare è quello relativo alle abitazioni destinate ai pensionati europei (principalmente tedeschi, inglesi e scandinavi) che sempre più stanno scegliendo la Turchia come residenza stabile, soprattutto nei periodo invernali, sul modello della Florida. (Ice Istanbul)
04.03.2006

<COSTA FORTUNA> AD IZMIR

Terzo scalo di una serie di sette fermate in undici giorni. Incontro del presidente di <Costa crociere>, Pier Luigi Foschi, con il console italiano.

<Costa Fortuna> è approdata nel porto turco di Izmir per il terzo di una serie di sette scali previsti ogni 11 giorni sino ad aprile. Pier Luigi Foschi, presidente e a.d. di <Costa Crociere> e cittadino onorario di Izmir, ha incontrato le autorità locali e il console d'Italia esprimendo loro "la soddisfazione per aver instaurato una solida collaborazione con la città: è questo il terzo anno consecutivo in cui le nostre navi fanno scalo regolare a Izmir, incrementndo la nostra presenza sia come numero di scali che come passeggeri movimentati, con navi più grandi e moderne". Nel 2006 Costa sarà presente con 4 navi sia nella stagione estiva che in quella invernale. Quest'anno Costa stima 51 scali a Izmir e 100mila passeggeri (+80% rispetto al 2005). (TTG Italia)
04.03.2006

 

CAMPAGNA DI LOTTA AL CANCRO

La_lotta_contro_il_cancro

 

Si è notato un aumento di casi di tumore all'utero in donne soprattutto del sud-est anatolico. Una maggiore ricerca grazie all'aiuto del <Club Lions> di Ankara.

The staff on duty at Ankara's Etlik Obstetrics and Women's Health Education and Research Hospital had noticed an increase in the number of uterine cancer patients and that most of these patients were coming from the southeastern region of Turkey. The doctors there decided to investigate the rise in cases, but the problem was that there was no money for the study they wanted to do. They learned that grants were being awarded for this type of project in the European Union. But there was one other difficulty. The project budget they had requested from the EU required them to front 50,000 euros, which they didn't have. The Ankara Lions Club came to their rescue, though, and the 50,000 euros was deposited into their bank account.
So now it was time to get down to work. First they put together a team, bringing in Dr. Nejat Özgül as project coordinator. The official start of the project was on Jan. 1, 2005, with Dr. Gökhan Tolunay in charge of the cancer screening team, Dr. Serdar Yalvaç overseeing the education team, Dr. Mehmet Özer running the research team, Dr. Dilek Bulbul working with the pathology education team, Dr. Ali Haberal and Dr. Faruk Köse as official project advisors, and Dr. Sibel Kalaycıoğlu dealing with public affairs.  
For their project, the team chose the southeastern city of Şanlıurfa, a place that experiences more than the average number of honor killings and female suicide cases. Project Coordinator Dr. Özgül, who has worked closely with thousands of women in Turkey on the subjects of birth, birth control and cancer prevention, spoke about why such a project was so badly needed in Turkey:
"While attending medical conferences abroad, we had noticed that all developed countries, in fact even some underdeveloped countries, had programs to screen women for cervical cancer. Our country, however, did not have such a program. In Turkey, pap smears [in which samples are taken from the woman with a brush] are only done at the request of the doctor. There is no general Pap smear policy or program in our country. The Pap smear screening process is very cheap and easy and can lead to early detection and thus early treatment for cervical cancer. Early detection also results in lower health care spending for the country as well as a healthier and longer life for the patient without significant disruption of quality of life. In any case, when we saw all this at conferences outside Turkey, we were really disturbed, and when we returned to Turkey, we put our heads together and developed this project. The project received approval from the EU, and following the receipt of an EU grant of 538,000 euros, we were able to start up the project."
'Şanlıurfa comes in last in terms of socioeconomic level':

Dr. Özgül noted that cervical cancer is seen most frequently in countries and regions with low socioeconomic levels.
"Some very important risk factors in cervical cancer are things like men having more than one spouse, smoking and marrying early. When we took a look at statistics provided by the Health Ministry and the Turkish Statistics Institute (TUIK), it was clear that Şanlıurfa had among the worst socioeconomic level in Turkey. Şanlıurfa is far behind the rest of Turkey as far as health care is concerned. While the rest of the country has around 13 doctors per 10,000 people, in Şanlıurfa it's only four per 10,000. These negative comparisons with the rest of the country are valid for other areas, too; there are only 9.33 hospital beds per 10,000 people in Şanlıurfa, while in the rest of Turkey there are 23.04 beds per 10,000. Şanlıurfa's population growth rate is 36.5 percent, while in general in Turkey it's 18.3 percent. Literacy among women is at only 55 percent, while in the rest of Turkey it's 87 percent. And another reason we chose Şanlıurfa as the focus for this project was the high number of cervical cancer cases in the area. This type of cancer is generally not detected until very late in Turkey, but it is actually one of the easiest and cheapest cancers to detect early with a pap smear. Thanks to the pap smear, the mortality rate of cervical cancer has dropped off significantly around the world." 
Interestingly, the cancer research team was able to gain the trust of the conservative population in Şanlıurfa with the help of much-loved Turkish film stars like Hülya Koçyigit and Selda Alkor.  
'We owe a lot to Hülya Koçyigit and Selda Alkor':

 "It's always very difficult to win the trust of local people, particularly in the case of a large-scale project like ours, " Dr. Özgül explained. "But we were able to show the people in the area that we had no financial expectations from them and that the only purpose of our project was to support their health, for free. You know, there was a saying that always used to be taught to us in Turkey ... it went, 'There's a village far away, and even if we don't go to it or stay there, it's still our village.' But actually, this saying is not true at all. A village that we have never really gone to or stayed at is not our village at all. We were able to bring about trust in our project by going every week to the furthest-away villages, by educating the people there and giving free health exams to sick people there. And now those villagers don't see us as outsiders. We owe a lot to Hülya Koçyigit and Selda Alkor, two artists who are much loved through the region. Their posters and films gave our project great support. We are indebted to them for volunteering to help to our project." 
The burning summer heat of Şanlıurfa was one of the most difficult elements faced by the cancer research team. Dr. Özgül recalled some of the burdens he and the other project members encountered during their time in Şanlıurfa:
"We had planned to educate 360 midwives and nurses as well as 180 health practitioners during the first months of the project and then 50,000 women over the course of 18 months. We had also planned to screen 20,000 local women for cervical cancer over that time. But our goals looked like they would be sorely tested by the inadequacies of local health clinics as well as the high number of personnel changes in the medical area typical for the region. But we were quickly able to overcome these problems, thanks to the incredible motivation and desire showed by health workers during the education part of our program and also thanks to the great support from the Şanlıurfa Health Administration. From the Governor's office, Cevdet Ertürkmen and Public Health Administrator Nevzat Yetkin were also of great help. Another area of difficulty for us was transportation. This was because Şanlıurfa is spread over a very large area, and every week we had to re-visit all the local health clinics. But we were also able to overcome this problem with the help of our local coordinators and secretaries. Another trial for us was the burning heat of the summer. And of course another thing that slowed down our work was the fact that a large portion of the people in the region migrate for work in the summer." Some further anecdotes from the time spent in Şanlıurfa by Dr. Özgül and his team are as follows: 
'A woman leaves her father's house in white and will return that way, too':

"One day I was talking with the husband of one of my female patients about the idea that 'in the country, a women gets what she deserves.' I told him that early marriage and a man having many wives could be a factor in cervical cancer. I told him that more value had to be placed on the women in the region. And after listening to me, the woman's husband said these surprising words to me: 'Doctor, what are you saying? In Şanlıurfa, a woman leaves her father's house dressed in white and later returns to it in white. This is the value of women."
What the villager wished to say was this: A woman leaves her father's house in a white wedding gown and returns in a white burial sheet. These words and this understanding of life really scared me.
A different time, I was examining a woman who was the mother of seven children. She was somewhere in her thirties. I asked whether she would want to have any more children. "Of course I would," she said. "But you already have seven children, three of whom are boys, so what are you going to do with more children?" I asked. She answered: "Would one more son be so bad, doctor? If I knew I would have more boys, I would give birth to three or four more children."
These are not the only interesting anecdotes from the cancer research team's experiences. Dr. Özgül continued recalling his time in Şanlıurfa:
Dangerous marriages:

"I learned that one of the nurses who came to us for education had a daughter of only 15 years of age whom she had married off to her uncle's son, a marriage not desired by her or the girl but which took place because tradition required it. When the nurse saw I couldn't understand how this had happened, she felt she had to explain. 'I know that early marriages, especially when they are to close relatives, are dangerous, but if we had rejected my uncle's son, they would have killed my daughter.' This answer showed us how difficult the road before us was.
There was another incident that left its mark on me. One of our patients in whom we detected cervical cancer came to us and we explained her situation clearly to her and that she would be needing treatment. She claimed she had no medical problem and wasn't going to get treatment for anything. After we returned to Ankara, we followed up on her case and called by phone many times to try and convince her to get help. We weren't getting anywhere in terms of convincing her. We had detected her cancer early, and her chances of survival were very good with appropriate treatment. I couldn't stand it, and I left Ankara for Şanlıurfa and went to the patient's home. I spoke with her husband, explaining the situation. Then I learned that they had, as a family, no social security, which is why they were avoiding all treatment. Learning that this was the problem, we obtained a green health card for the family [the green card allows the patient free treatment in state hospitals] and convinced the woman to get treatment. Some time in the next few days the patient is scheduled for an operation, and the likelihood is that she will return to full health."
Patients are to be treated for free in Şanlıurfa and Ankara:

"There will be a serious campaign to inform local people about this project. Patients can come to local health clinics and mother-child clinics for free pap smears, which will be sent to the Ankara Etlik Obstetrics and Women's Health Education and Research Hospital, with results made available within three weeks. Women in whom pre-cancerous traces are detected will be able to go to the Şanlıurfa Obstetrics Polyclinic for more detailed examinations. And for pre-cancerous results detected in pap smears from Siverek, Viransehir and Birecik, a roving medical vehicle that we take into the neighborhoods will make further assessments. 
"We will also use colostomy equipment in these assessments. The biopsies we take during the colostomies will also be sent to our hospital in Ankara, but to the pathology department. Following this, depending on the results, the patients will either be treated in Şanlıurfa or in Ankara, but at no charge. Some of the treatment will take place in Ankara's Etlik Hospital's oncology department. The Early Cancer Detection Center, to be set up by the Health Ministry, will support the results from our project even more. The center, in addition to cooperation from civil organization leaders, will finally bring about solutions to demands coming from the people of Turkey on these matters." (Turkey Daily News)
04.03.2006

UCCIDE 4 FIGLI, UNA NIPOTE E SI TOGLIE LA VITA

L'uomo, un disoccupato di Pendik (Istanbul) da poco abbandonato dalla moglie, nel 1983 aveva assassinato la madre e quattro fratelli.

Si è sparato un colpo alla tempia dopo avere ucciso quattro figli, di età compresa fra i 4 ed i 9 anni, ed una nipote di 17 anni. E' il gesto di follia di un disoccupato che nel 1983 aveva ucciso la madre e quattro fratelli e che quattro mesi fa era stato abbandonato dalla moglie. La vicenda è avvenuta nel quartiere periferico di Pendik, nella parte asiatica di Istanbul. L'uomo dopo gli omicidi si è tirato un colpo alla tempia. (Ansa)
04.03.2006

SOLO BAGNI FREDDI PER UN VECCHIO DI 90 ANNI

In questo modo un turco nativo di Ercis è riuscito a arrivare alla sua veneranda età. Sette figli e 45 nipoti.

90-year-old grandfather takes bath but only using cold water and ice instead of warm water and soap.
Here is neither Russia nor Japan... Also to take bath in ice-covered water is not a tradition or worship.
Mehmet Emin Uzun, a villager living in Ercis district's outskirts of Van province in eastern Turkey, takes a bath with icy water every day without caring his advanced age or cold weather.
The old man remains in small river for long hours and rubs a piece of snow on his body as if soaping himself. He stressed his daily bath with icy water is main cause of health.
"I have washed myself with cold water everyday since I completed my military service in my early 20s. Cold weather is not matter a whit to me. I take my daily bath without any interruption. Until now, I haven't needed a doctor. My health is very well. Only I lost my teeth through age. When a pack animal kicked me, a few of them were broken," Mehmet Emin Uzun told to IHA's reporter.
Uzun who has 45 grandchildren and 7 children added, "I am going to go on the pilgrimage to Mecca. But I am worried only about taking bath with cold water."
The his resistance to cold makes bewilder youths and his son Seracettin Uzun said, "I am a retired man and cannot even performing an ablution without warm water. But my father has never got used to warm water."
(
Ihlas Haber Ajansi)
04.03.2006

 

PICCOLO JET TURCO INTERCETTATO E COSTRETTO AD ATTERRARE

E' avvenuto nel cielo di Haifa, a nord di Israele. Nessun "caso" ostile.

Un aereo privato proveniente dalla Turchia, il cui piano di volo presentava dei problemi, è stato intercettato dall'aeronautica israeliana e costretto ad atterrare in un aeroporto civile vicino ad Haifa, nel nord di Israele. Lo hanno riferito fonti militari israeliane.
"Non si tratta di un incidente ostile ma di una questione rilevate di rispetto delle procedure di volo", hanno indicato le stesse fonti.
"Un aereo dell'aeronautica è andato incontro all'aereo e lo ha accompagnato fino all'aeroporto dove è atterrato", hanno aggiunto. (
Ansa-Afp)
04.03.2006

CAPITALE DELLA CULTURA

Si_dibatte_per_Istanbul_capitale_della_cultura_nel_2010

 

Si sforza di diventarlo nel 2010 la città di Istanbul. Le premesse ad ogni modo ci sono tutte. Quello che pensano Egemen Pagis, presidente dell'"Istanbul 2010 Ecoc>, e Joost Lagendijk, co-presidente della Commissione parlamentare paritetica UE-Turchia.

Istanbul_potrebbe_essere_capitale_della_cultura_nel_2010Istanbul's efforts to become the European Capital of Culture (Ecoc) in 2010 have reached a new level, with the Istanbul 2010 Ecoc Initiative sending a delegation to Brussels in an effort to promote the candidacy.
 "Electing Istanbul to be the European Capital of Culture will be a great opportunity to reinforce the communication and cultural dialogue between the two communities [European Union and Turkey] once more," said Egemen Bağış, the chairman of the advisory board of the Istanbul 2010 Ecoc Initiative and also a deputy from Istanbul and international relations advisor to the prime minister.
Speaking at a press conference in Brussels, Bağış said: "The candidacy of Istanbul for Ecoc-2010 should be regarded as a sign of our commitment to the cultural convergence of Turkish civic society with the European Union. The Istanbul Ecoc-2010 organizational committee is composed of various NGOs backed by enterprises and local authorities and bodies of the central government."
Bağış pointed out that Istanbul is "one of the oldest human settlements of the greater Eurasian area; Istanbul features a rich cultural heritage. Political, economic, religious and societal evolutions and revolutions have left great residues on Istanbul's character. Throughout history, this unique character of the city has attracted various European artists and European refugees from different backgrounds. As a consequence, they have increasingly contributed to the city's multicultural style and have become essential elements of it. Through simultaneously accommodating various cultures and providing a tolerant atmosphere for their peaceful coexistence, Istanbul has been the role model for several modern cities."
Nuri Çolakoğlu, a Doğan Yayın Holding vice president, Ceo of the Turkish Daily News and general coordinator for Istanbul's bid to become European Capital of Culture in 2010, emphasized the distinguished cosmopolitan history that Istanbul has enjoyed over the centuries. "The urban rivalry of the 20th century has been replaced by collaboration and policies based on the sharing of cultural resources," he said. 
Çolakoğlu emphasized culture as a means of communication, a cultural platform in which everyone can participate, a capacity-building process and a way of sharing the city's experience with other cities of Europe.
In addition to Bağış and Çolakoğlu, Nilgun Mirze, head of the Istanbul Foundation for Culture and the Arts (Iksv), and Cengiz Aktar, the director of the European Center at Istanbul's Bahcesehir University, also spoke about how important the project was. They provided background, what the current status is and what they hoped would happen in the future.
The delegation consisted of Bağış, Çolakoğlu, Mirze and Aktar, Republican People's Party (Chp) Istanbul deputy Zeynep Damla Gurel, Fatih district Mayor Mustafa Demir, nearly 15 journalists, representatives of the governor and mayor's offices and various nongovernmental groups.
The co-chairman of the EU-Turkey Joint Parliamentary Committee, Joost Lagendijk, said he was very positive about Istanbul and felt it would win. The city doesn't just have a long history, and when he looked at it objectively, it was clear that Istanbul had a lot to offer.
He said Istanbul was one of most beautiful cities in the world, adding: "You can find both the culture of the East and of Europe in Istanbul. Nine out of 10 people who know about Europe's culture will vote for Istanbul. It's hard not to feel sorry for those competing with Istanbul. It deserves to become Europe's culture capital. The European Union should do itself a favor and pick Istanbul."
On Tuesday evening a dinner was held for the members of the group, which the Turkish ambassador and his wife also attended.
Following Genoa and Lille in 2004, the 2005 European Capital of Culture is Ireland's city of Cork. Exhibitions, concerts, theater, dance and much more will be offered in the city this year. In 2006 the Greek city of Patras, in 2007 Luxembourg and Sibiu, Romania, and in 2008 Liverpool from the UK and Norway's Stavenger have been chosen European culture capitals.
Istanbul is competing against the Ukrainian capital of Kiev to become Europe's culture capital along with the Hungarian city of Pecs and either one of the German cities of Essen or Gorlitz from EU member states for 2010. The decision will be announced towards the end of March.
Applications from cities from non-EU member countries will not be accepted for years after 2010 and consequently if Istanbul is not elected this time around, it will not be able to become a candidate again until Turkey becomes a member of the EU.
The European City of Culture was originally an initiative by the late Greek actress and culture minister Melina Mercouri to the European Council of Ministers, which accepted it in 1985. The cities were chosen on an intergovernmental basis until 2004 but from 2005 onwards a jury of seven independent members reports to the European Commission, which in turn makes a recommendation to the European Council. The program was designed to "contribute to bringing the peoples of Europe together. (Gul Demir/Turkish Daily News)
04.03.2006

STELLA DI SOLIDARIETA'

L'ambasciatore_Carlo_Marsili_mentre_consegna_il_premio_di_solidarietà_italiano

Riconoscimento per la cultura consegnato dal nostro ambasciatore ad Ankara, Carlo Marsili a Lemi Bilgin e Remzi Buharali, rispettivamente già direttori generali del Teatro di Stato e dell'Opera di Stato. Concerto di Muti per la fine di settembre con l'orchestra Cherubini.

Former State Theaters General Director Lemi Bilgin and former State Opera and Ballet General Director Remzi Buharalı were honored with the Italy's Ordine della Stella di Solidarietà (Order of the Star of Solidarity) award for their outstanding contributions to Italian culture and to cultural relations between the two countries.
Italian Ambassador Carlo Marsili presented the awards to Bilgin and Buharalı in the name of Italian President Carlo Azeglio Ciampi at the Italian Cultural Center in Ankara. 
Mentioning Bilgin and Buharalı's noteworthy contributions in promoting cultural relations between the two countries, Marsili said he was pleased to present the award to the two artists.
Buharalı said works created in the fields of science, culture and art were the common heritage of all humanity. "It is a great honor for me to receive such an award, especially on the 150th anniversary of diplomatic relations between Turkey and Italy," he said.
"I am honored to receive the award from Italy and the Italian president and am delighted to share my appreciation with you," said Bilgin.
2006 marks the 150th anniversary of diplomatic relations between Turkey and Italy, the commemoration of which a series of activities is being held. 
More to come:
According to a statement released by the Italian Cultural Center further activities are scheduled for the coming months to mark the occasion. 
A concert by the Luigi Cherubini Youth Orchestra under the direction of Italian conductor Riccardo Muti is scheduled in Ankara at the end of September. Turkish-Italian ballet co-production "Kazimir's Colors" by Italian choreographer Mauro Bigonzetti will be performed, while mezzo-soprano Cecilia Bartoli is to perform in July in Istanbul. (Turkish Daily News)
04.03.2006

 

UN GLOSSARIO UE

EU_GLOSSARY

 

L'Istituto di Lingua Turco (Tdk) sta traducendo ogni singola parola, definizione e concetto, idioma ed abbreviazione sui quali gli uomini di Governo potranno imbattersi durante le fasi dei negoziati di adesione di Ankara.

The Turkish Institute of Language (Tdk) is translating every single word, definition and concept, idiom, and abbreviation that Turkey might encounter during its membership negotiations with the European Union.
The Tdk is preparing an "EU glossary" upon the request of the Turkey's Office of Secretary General for the EU.
The aim is to eliminate possible misunderstandings during the entry talks between Turkey and the EU.
Sukru Haluk Akalin, the Tdk president, said Monday the office forwarded the concepts in the EU legislation to be examined. "We have arranged for the Turkish translation of these concepts conformable to Turkish grammar," as the EU was an economic society, he added, the Economic Concepts Examination Group created in the Tdk has been working on the dictionary.
The "EU glossary," which will be published in the upcoming days, contains 440 pages and 11,000 definitions, the dictionary will include the original text and the Turkish translation together.
"During the membership process, Turkey will be using the concepts it comes across in the EU Legislation derived from original Turkish and conformable to Turkish grammar," said Akalin outlining the aim of the project.
As for Turkey-EU relations, the dictionary means the language and translation mistakes regarding concepts will be overcome, he added, and it encourages all institutions to develop closer relations with the EU. (Aslihan Aydin)
04.03.2006

"IL MIO NOME
E' ROSSO":
IL CAPOLAVORO

Il_mio_nome_è_rosso

E' uscita in Italia l'ultima fatica dello scrittore turco Orhan Pamuk. Si tratta di un romanzo corale, ricco di passione e di suspence, che si svolge nella Costantinopoli del 1591 e che restituisce la ricchezza e la malinconia di un mondo al tramonto. La riscoperta degli appunti di viaggio di Alberto Arbasino.

Preceduto da un battage politico-giudiziario che forse lui stesso avrebbe preferito non avere, Orhan Pamuk è sbarcato nuovamente in Italia con la sua ultima fatica "Il mio nome è rosso>. Dire chi sia Pamuk ci sembra superfluo, non solo e non tanto perché i suoi romanzi - "Dalla casa del silenzio" a  "Roccalba" a "Neve" - ne hanno fatto uno dei più importanti scrittori turchi nel mondo quanto e soprattutto perché la sua denuncia contro i crimini, presunti o tali, compiuti dall'Impero ottomano durante la I° Guerra Mondiale nei confronti della popolazione armena lo avevano portato in patria sul banco degli imputati. Se poi il "caso" si è sgonfiato è stato unicamente per la sollevazione in Europa di buona parte dell'intellighentzia che vedeva in una possibile condanna di Pamuk l'ennesima violazione dei diritti umani da parte del sistema turco. Ora lungi da noi prendere posizione su chi avesse ragione o torto nello specifico anche perché se né è parlato abbastanza, e a volte molto a sproposito. A noi interessa unicamente mettere in evidenza le qualità narrative di questo scrittore, il suo stile secco, modernissimo che ricorda un po' il migliore Hemingway. Pamuk è - come dire - un'autore che affascina e, proprio per questo, che riesce sempre a coinvolgerti nelle sue trame. Nello specifico la trama si svolge nella Costantinopoli del 1591. L'Impero - pur governato dal mollaccioso e sensuale Murat - è al suo apogeo e il palazzo è al centro del potere. A comandare è la sultana Baffo, una veneta che era stata donata a Murat a soli 13 anni. E' lei infatti che regola i rapporti diplomatici e, tra questi, quello con la Corte d'Inghilterra. Memorabile la visita fatta dall'ambasciatore di Elisabetta I, Edward Barton, al Topkapi Saray. Baron - che era anche incaricato della <British Turkey Company> - si portava dietro i doni della regina per Murat consistenti in 12 pezze di tessuto laminato d'oro, 36 abiti della migliore stoffa inglese di tutti i colori, 20 abiti di broccato d'oro, 10 abiti di satin, 6 pezze di finissima tela d'Olanda". Ed ancora per la sultana Baffo un gioiello con il ritratto di Elisabetta adorno di rubini e diamanti, 3 grandi pezze di tessuto laminato d'oro, 10 abiti di broccato d'oro, un elegantissimo astuccio in argento e oro contenente delle bottiglie di vetro e 2 pezze di fine tela d'Olanda. Se ne tornava a Londra con altrettanti splendidi regali che è inutile stare qui ad elencare. E' in questo mondo - scosso da antiche inquietudini e da nuovissime tentazioni  - che si sviluppa i romanzo di Pamuk, un mondo di miniaturisti dove si nasconde un feroce assassino che tuttavia pur qualcuno dovrà alla fine smascherare. "LIbro corale, ricco di passione e di suspence", si legge nella prefazione di questo romanzo giustamente definito "straordinario" che merita di essere letto lentamente per assorbirne le sfumature e quel senso di profonda malinconia che è una delle caratteristiche della società islamica ancor oggi divisa tra modernità e tradizione. (Veronica Incagliati)
Edizione Einaudi. Prezzo 11.80 euro. Pag 450. Traduzione di Marta Bertolini e Semsa Gezgin.
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Dall'Ellade_a_BisanzioTorna in libreria, a distanza di 26 anni ed edita dall'Adelphi>, una chicca di Alberto Arbasino. Si tratta di "Dall'Ellade a Bisanzio", 164 pagine di piccolo formato corredate da 16 fotografie scattate nell'estate 1960 dal grande giornalista e dai suoi amici in un viaggio che ha dell'indimenticabile quando alcuni giovani italiani di buone letture decisero di sfuggire le Olimpiadi di Roma e visitare invece Olimpia e l'ex capitale dell'Impero ottomano.
Le ultime pagine del del libro sono dedicate proprio ad Istanbul. Si parte con un capitolo che è tutto un programma, "Turkish delight", alias quella delizia turca dinanzi alla quale - oggi come oggi - non si rimane più impressionati dato che si trovano confezioni anche a casa nostra. Ma una volta era diverso. Lo stile di Arbasino è piacevole, affascinante, unico nel suo genere. Le paginette scorrono l'una dietro l'altra fino alla fine e, quando si è proprio alla fine, ci si rimane male, perché si vorrebbe fare ulteriori conoscenze di una città che purtroppo sta perdendo velocemente le sue caratteristiche peculiari. Ci sia permesso estrapolare un passaggio dal testo con l'invito a nostri lettori perché corrano in libreria. La serata sarà più piacevole che guardare in televisione canzonettisti di vario genere. "Arrivando a Istanbul da Atene l'impressione più viva è che si passi da una capitale asiatica abitata da europei a una capitale europea abitata da asiatici. E in estate sarà un certo sollievo passare da un osto così caldo e secco e pieno di sassi a una città di ossatura innegabilmente più robusta, coi suoi palazzi a parecchi piani e acqua e alberi dappertutto.
La struttura pare notevolmente germanica, già tra le cadenti case del Cinque e Seicento nella vecchia Costantinopoli, ci piani superiori sporgenti e le assi di legno incrociate sulla facciata, come in certi quartieri anseatici fuori mano o in certi pezzi di ghetti rimasti in piedi nelle città tedesche e polacche. Tra la via principale di Beyoglu, la Istiklal Caddesi, e il nuovo centro sorto al suo termine con l'albergo Hilton e le compagnie aeree risaltano delle somiglianze vistose con i quartieri fine-ottocento e quelli del dopoguerra in qualunque città austriaca e svizzera, o addirittura con le rovine guglielmine intorno al medesimo Hilton a Berlino. (Anche il vecchio Corso Garibaldi a Milano, in fondo). Certe stradine in salita piene di gatti mostrano costruzioni 1920 dilapidare che potrebbero star bene in qualunque angolo provinciale della Francia del Sud, un po' Pagnol e Tati; e gli alberghi, si sa dai romanzetti d'epoca, sono pura Belle Epoque, della più favolosa ma poi délabrée. In più ci sono le moschee, delizia delle
delizie....". (Veronica Incagliati)
04.03.2006

 

"IN VIAGGIO PER LA TURCHIA"

Kalamis Alexandros e sua moglie hanno visitato il sindaco di Urgup, Bekir Odemis, per presentare il loro libro. Gli autori, pur vivendo nell'isola greca di Evia, si recano spesso  in Cappadocia.

Greek author Kalomis Alexandros and his wife, Kalemi Euformia, visited Ürgüp Mayor Bekir Ödemiş and presented him with their book titled "Travelling Turkey."  
The couple currently live on the enchanting Greek island of Evia but visit Nevşehir's town of Ürgüp every year, the Anatolia news agency reported.
Alexandros said during the visit that the book features comprehensive sections on Cappadocia (one of Turkey's natural historic and tourism centers), Istanbul and the Aegean, Mediterranean and Black Sea regions. It includes old and new photographs of the locations featured in the book.
Noting that they didn't write the book for commercial reasons, Alexandros said: "We released the book by our own means and felt ourselves to be fulfilling the function of being tourism ambassadors for both Turkey and Greece."
"Ten thousand copies of the book have been produced and around 1,000 have so far been sold in Greece," he added. 
He said they plan to release another book in April that will feature the stories and lives of people who moved from Turkey to Evia Island.
"There will be real events and stories in the book that will unite both cultures. We want to distribute the book free of charge if we can find suitable funding," he said.
He also expressed his appreciation to Mayor Ödemiş for his kindness in Ürgüp and Ödemiş in turn thanked Alexandros and his wife for writing the book about Turkey. (Turkey Daily News)
04.03.2006

 

ORIENT-EXPRESS

/Orient-Express

 

Già descritto da Agatha Christie nel suo libro "Come, Tell Me How You Live", il celebre treno - la cui eleganza torna a rivivere - parte da Parigi con le più moderne carrozze.  La storia della suggestiva stazione Sirkeci ad Istanbul e dell'albergo Pera Palas dove tra i vari ospiti soggiornò anche Mustafa Kemal Ataturk.

L'antica_stazione_Sikeci_ad_IstanbulThe famed Orient Express ended its three-day journey across Europe at Sirkeci Station, and its passengers ended theirs at the Pera Palace Hotel. 
These symbols of a bygone era once hosted a glamorous stream of royalty, spies and artists making their way from Paris to the East for reasons of state business, covert or otherwise, as well as for inspiration and excitement. 
Though in our modern age of sanitized efficiency train travel has lost much of its capacity for fantasy and adventure, and passengers may no longer rub shoulders with the likes of Mata Hari and Greta Garbo in the dining car, the Pera Palace and Sirkeci refuse to fade away, aging with melancholic grace in the heart of Istanbul. 
Sirkeci Station: 
When visiting the ornate Sirkeci Station, you can imagine the scene here during the heyday of the Orient Express. On the concourse, a myriad of hatboxes and trunks are ported through the crowd; in the waiting room and restaurant, women smoking long cigarettes cast sideways glances at men who nonchalantly peer back from behind newspapers they pretend to be reading. 
Passengers arriving in Istanbul descend from their compartments onto the platform. Some sensibly clip past, eager to begin the next leg of their journeys; others sway and swagger by, with their time as unlimited as their funds. 
The Orient Express, started in 1883, at one time provided the fastest as well as most luxurious way to travel across Europe. The Compagnie Internationale des Wagons-Lits -- brainchild of a young Belgian named George Nagelmackers -- managed not only the Orient Express but also a number of other lines that would become just as legendary: the Train-Bleu, the Golden Arrow and the Trans-Siberian Express. 
The Orient Express, described by passenger Agatha Christie in her book, "Come, Tell Me How You Live," as "swaying, rattling and hurling one from side to side in its mad haste to leave Calais and the Occident," still departs every evening from Paris with the fully modern cars used across Europe. Two restored lines catering to tourists are also available at a very high price, but it is at Sirkeci Station and the Pera Palace Hotel where the opulence of the past can truly be experienced today. 
The Pera Palace Hotel
Today's Pera Palace Hotel is like an elderly woman who has managed to retain an impeccable memory while watching her contemporaries succumb to oblivion. Many of her neighbors may have been forgotten, their ghosts may have finally slipped away through jagged broken windows, but, though she keeps countless secrets to herself, she still enjoys sharing a few stories from the past with those who care to listen. The Wagon-Lits Company built the Pera Palace in 1892 to serve passengers arriving in Istanbul. The hotel provided rest and comfort to guests before their further travels, which were often to the Middle East from the Asian shore's Haydar Pasha Station. The Pera Palace was also a destination in itself. Stars of the silver screen, renowned statesmen and royalty have consistently chosen the Pera Palace Hotel over all other accommodation choices in Istanbul. From Josephine Baker to Jacqueline Kennedy Onassis, a countless number of remarkable visitors have passed through the domed grand hall, relaxed in the Orient Bar, and alighted from the regal wooden elevator.
 
Agatha Christie: 
One of the Pera Palace's most frequent and enigmatic guests has been the Queen of Mystery herself, Agatha Christie, who here wrote one of her best-selling novels, "Murder on the Orient Express." Christie had long been fascinated by the Orient Express and wrote about it in her autobiography: "All my life I had wanted to go on the Orient Express. When I had traveled to France or Spain or Italy, the Orient Express had often been standing at Calais, and I had longed to climb up into it. Simplon-Orient Express -- Milan, Belgrade, Stamboul..." 
Her adventures on the Orient Express provided direct inspiration for her famed murder mystery. Like her characters, their train stuck in the mountains outside of Belgrade, surrounded by heavy banks of snow, Agatha's train was also delayed due to bad weather. While making a journey back to England in 1931, her train was held up for two days because the tracks were flooded outside of Pythion, a small Thracian train stop just over the Turkish border in Greece.  
The train carried passengers of many nationalities, some of whom the novelist transformed into the colorful suspects instantly recognizable to Christie fans. As described in the book: Mrs. Hubbard, stereotype of an American matron; Count Andrenyi, more attached to the Hungarian Embassy than it is to him; and Antonio Foscarelli; information gushed out of this swarthy Italian like the blood from the victim. 
11-day disappearance:
The plot of one of Christie's greatest mysteries runs as follows: In 1926, a dashing war hero has an affair and asks his wife for a divorce. The distraught woman disappears; her car is found a few miles from her house with her identity cards strewn across the back seat. Police suspect foul play and dredge a nearby lake in their search for the missing woman. The sensational story takes the press by storm. Then, days later, guests recognize the woman at a hotel in Yorkshire. She claims amnesia and gives no account of the 11 days. This mysterious woman was no other than Christie herself, her real life events mirroring some of her fiction. 
With a key, a medium and a grand hotel in an exotic city the plot thickens and further puzzling evidence is uncovered. Of course the setting for this mystery has just as much style and flourish as in any of Christie's novels. 
When Warner Brothers decided to make a film in 1979 about the mysterious 11-day disappearance, two years after Christie's death, lack of any solid information spurred the decision to seek the assistance of a famous Hollywood medium, Tamara Rand. 
While in a trance, she wrote "Mesrutiyet," the name of the street on which the Pera Palace Hotel is located, as well as the name of the hotel. Rand said that she saw Christie hide a key under the floorboards of room 411. Accompanied by a crowd of journalists, Rand traveled to Istanbul where a large rusty key was indeed discovered under loose floorboards next to a wall in room 411 of the Pera Palace Hotel. 
Because of a yearlong strike at the hotel, further investigation was put off indefinitely. The dramatic conjectures on what this key, now displayed in the Orient Bar, actually unlocks range from a diary that would explain the missing 11 days, to a villa on Prince's Island where Christie possibly could have met a lover. Christie, who didn't mention the event in her autobiography, took her secret to the grave. 
Pera Palace and Sirkeci today: 
The first half of the 20th century, with its intrigue, buried secrets, new ideas, disintegrating empires and two world wars, found a stage on the Orient Express. But though political boundaries and social conventions have radically changed over the past decades, the cultural icons of Sirkeci Station and the Pera Palace Hotel continue to welcome visitors to Istanbul today. 
By expanding its service, Sirkeci Station has managed to survive the noisy competition of buses and cars that rush past in all directions at every hour. The station provides the practical function of hub for all suburban trains going to Istanbul's outlying areas on the European side. 
Sirkeci has more elegant offerings as well. Every Sunday, Wednesday and Friday evening at 7:30, sufi whirling dervishes perform in the former customs hall at Sirkeci Station. These dervishes, sought across the world, have graced Sirkeci since last year. At Sirkeci's elegant Orient Express Restaurant, reproductions of stylish Orient Express advertisements and scenes from the film production of Christie's famous murder mystery adorn the wall. The restaurant serves with the same quality and elegance expected by passengers of yesteryear. Authentic Turkish dishes are offered, as well as a wide selection of drinks -- the perfect place to start a night out in Istanbul. 
Across the Golden Horn, the Pera Palace Hotel continues to entertain the public. Most of the hotel's rooms overlook Istanbul's historic skyline. 
Room 101, the favorite of Mustafa Kemal Atatürk, has been turned into a small museum displaying photographs of Turkey's founder and some of his personal belongings. As it always has, the Pera Palace's lavish atmosphere beckons guests into its coral marble interior, stylish café, bar and restaurant. A gift shop in the lobby sells reproduction art deco posters and other souvenirs from the hotel's glory days.  
So ladies, don your most decadent chandelier earrings, and gentlemen, dust off your jauntiest fedoras. Sirkeci Station and the Pera Palace Hotel have invited you on a date with destiny!  (
Turkish Daily News)
04.03.2006

SORPRESA! UN PARTENONE MULTICOLOR

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Gli archeologi greci, grazie a modernissimi mezzi di rilevazione laser, hanno scoperto che i marmi del celebre complesso architettonico erano rossi, blu e grigi.

Its austere white is on every postcard, but the Athens Parthenon was originally daubed with red, blue and green, the Greek archaeologist supervising conservation work on the 2,400-year-old temple said on Friday.
"A recent cleaning operation by laser revealed traces of hematite [red], Egyptian blue and malachite-azurite [green-blue] on the sculptures of the western frieze," senior archaeologist Evi Papakonstantinou-Zioti told the Agency France-Presse.
While archaeologists had found traces of the first two colors elsewhere on the temple years ago, the malachite-azurite coloring was only revealed in the latest restoration process, Papakonstantinou-Zioti said.
Given the testimony of ancient writers, it is not unlikely that the Parthenon's trademark columns were also colored, she added.
Archaeologists have been trying since 1987 to remedy damage wrought on the Parthenon's marble structure by centuries of weather exposure and decades of smog pollution.
Principal restoration work on the entire Acropolis citadel, which stands in the center of the modern Greek capital, is scheduled to be completed by 2009.
Dedicated to the ancient Greek goddess Athena, patron of the ancient city of Athens, the Parthenon was badly damaged during a Venetian siege of Ottoman forces in 1687.
Much of the temple's eastern frieze was removed in the early 19th century by agents of Lord Elgin, then British ambassador to the Ottoman Empire.
Elgin subsequently sold the sculptures to the British Museum in London, where they are still on display, despite persistent efforts by the Greek government to secure their return for the past 20 years.  (Turkish Daily News)
04.03.2006

COSTANTINOPOLI:
FOTO
PER POCHI INTIMI

Una interessante rassegna esposta presso il Museo Braschi di Roma. Si tratta di una raccolta che faceva parte del Fondo Silvio Negro e che i familiari hanno successivamente donato all'Archivio Fotografico Comunale.  Si tratta di un centinaio di soggetti, tra vedute e primi piani, realizzati tra il 1860 e il 1870.

Guillaume_Bergren_Fontana_d'Acmed_Costantinopoli_1870_ca_Fondo_Silvio_NegroGuillaume_Bergren_Porta_del_palazzo_Dolmabahce_Costantinopoli_1870_ca_Fondo_Silvio_NegroL'arazzo (di plastica) che fa bella mostra di sé, a lato dell'ingresso di palazzo Braschi, non passa certo inosservato. Grande all'incirca due metri per tre invita chi passa davanti all'edificio a leggere quello che è scritto sul suo sfondo bianco: "Costantinopoli nella seconda metà del XIX secolo. Fotografie del fondo Silvio Negro". Ce n'è abbastanza per entrare e per vedere più da vicino di che si tratta. Ma c'è subito la sorpresa. L'esposizione - che si trova collocata in due stanze del Museo di Roma - non è corredata da un catalogo. Nessuno, infatti, tra quanti hanno allestito la piccola rassegna, ha pensato che forse era utile consegnare ai visitatori - sia pure a pagamento - un piccolo opuscolo che li aiutasse a capire meglio cosa significasse vivere nella capitale dell'Impero ottomano alle soglie del suo disfacimento totale. Non un libretto, non una dispensa, non una foto da portarsi a casa. Appena appena, un pannello in una delle stanze per spiegare chi fosse Silvio Negro e perché mai fosse esposte un centinaio di immagini, tra vedute di Costantinopoli e rappresentazioni di vita vissuta quell'epoca.
Se qualcuno quindi vuole saperne di più non dovrà fare altro che andare sul sito www.museodiroma.comune.roma.it e documentarsi. Per parte nostra possiamo solo consigliarvi di approfittare di questa iniziativa, resa possibile grazie alla ricchezza fotografica del Fondo Silvio Negro. Forse qualcuno ricorderà questo grande vaticanista, amico di ben due pontefici. che fu Capo redattore al <Corriere della Sera> e direttore dell'<Osservatore Romano>. Padre indiscusso degli studi sistematici sulla fotografia romana dell'ottocento, Negro dal 1937 aveva cominciato a raccogliere antiche fotografie sì da creare in vent'anni una collezione monumentale successivamente donata dalla sua famiglia all'Archivio Fotografico Comunale.
Naturalmente il Fondo è vario. Due rari volumi - probabilmente confluiti nella raccolta Negro da parte del suocero Achille De Fabii, che tra il 1907 ed il 1908 fu chirurgo presso l'ospedale italiano di Costantinopoli - sono dedicati proprio a questa città della quale per inciso il testo di Philp Mansell ("Costantinopoli") è quanto di meglio ci sia nel mondo editoriale. Riportano foto scattate tra il 1860 e il 1870 da Guillaume Beggren (uno svedese che aveva attraversato tutta l'Europa per poi stabilirsi ad Istanbul), da Abdullah Frères e Pascal Sebah. Sono immagini della vecchia città - ancora in piedi per nostra fortuna - riproducenti il palazzo Topkapi, il Dolmabahce, il Corno d'Oro, Santa Sofia, la Moschea Blu, il Bosforo, le mura di Teodosio, l'obelisco di Teodosio, la colonna Cembelitas, la fontana d'Achmed e quella delle dolci acque di Asia. E poi ancora foto di giannizzeri, donne velate, mercanti, muezzin, mendicanti, bambini, animali. Tutta un'epoca racchiusa nel cosiddetto periodo dei Tanzimat rimasto nella storia per il suo rinnovamento ma anche per le sue grandi lacerazioni. Periodo che, tra l'altro, tra le riforme volute dal sultano includeva quella relativa alla secolarizzazione dell'insegnamento. Non a caso Victor Duruy, ministro della Pubblica Istruzione di Napoleone III si era recato a Costantinopoli per sottoporre alla Sublima Porta un suo progetto. Nasceva così - come riporta  Paul Dumount nel suo pregevole "Storia dell'Impero ottomano" - un nuovo grado alla piramide scolastica, quello del mekteb-i sultani, equivalente ottomano del liceo. Il primo ed il più celebre fu quello di Galata-Saray, fondato nel 1868 con l'appoggio del Governo francese. Da qui il nome del quartiere, la cui parte finale, sulla sinistra, camminando lungo l'attuale Istiklal Caddessi, si chiama "La rue francais" disegnata in quegli anni nientemeno che George-Eugéne Haussmann diventato famoso per avere ristrutturato Parigi. E anche la Costantinopoli dei Tanzimat ha un volto nuovo. Riporta in proposito il Dumont: "Le strade a scacchiera, attinte dall'urbanesimo occidentale, succedono al tessuto complesso di vicoli e dedali. L'uniformità e la razionalità si sostituiscono a ciò che non appare agli occhi dei pianificatori dell'epoca che come capriccioso disordine.....". Di fronte a così grande trasformazione i fotografi, come Beggren, erano lì a cogliere l'attimo sfuggente di uno scatto ,quasi a richiamare alla memoria il vociare petulante dei venditori ambulanti ed i suoni delle moschee. Un po', in fondo, come oggi. (Veronica Incagliati)
04.03.2006

 

CINEMA FELLINIANO

I_vitelloni

La rassegna - voluta dall'Istituto Italiano di Cultura di Istanbul in collaborazione con l'Istanbul Museum - si terrà fino al 26 marzo prossimo. La programmazione prevede film come "I vitelloni", "Lo sceicco bianco", "Casanova", "Giulietta degli spiriti", "Le notti di Cabiria", "La dolce vita", "Satyricon" e "Roma".

E' il momento del cinema felliniano all'Istituto Italiano di Cultura di Istanbul: da ieri al 26 marzo, infatti, si tiene una rassegna di film dedicata al grande cineasta italiano Federico Fellini .
Organizzato in collaborazione con l'Istanbul Modern nell'ambito del 150º anniversario delle Relazioni diplomatiche itolo-turche, l'evento ha luogo nella sala cinema dello stesso museo secondo il seguente programma.
A dare inizio ieri è stato il film "I vitelloni" alias Fausto, Riccardo, Alberto, Leopoldo e Moraldo, figli della piccola borghesia, che sprecano la loro gioventù nell'ozio più completo e nel vagheggiare sogni irrealizzabili. Fausto tradisce la giovane moglie, Leopoldo ha velleità letterarie e Alberto non sa far altro che piangere alla notizia che sua sorella è scappata di casa. Alla fine solo Moraldo riuscirà ad andarsene. "Il regista conosce bene personaggi di questi perdigiorno: sono i suoi amici di Rimini, dai quali si è staccato per venire a Roma - spiega la nota ufficiale dell'IIC -Celebre la sequenza in cui Sordi sbeffeggia gli operai da un'automobile e poi l'automobile si ferma. Il film è il capolavoro del primo Fellini, crudele e inarrivabile descrizione della provincia italiana".
Nella giornata di oggi (4 marzo, ndr) si continua con "Lo sceicco bianco": è la storia di Wanda e Ivan in viaggio di nozze a Roma. Per lei è l'occasione di far conoscenza col personaggio dei fotoromanzi per cui stravede: lo Sceicco Bianco, interpretato da Alberto Sordi. Con un pretesto lascia l'albergo e il marito e si aggrega alla troupe che sta girando un nuovo episodio. Ben presto scopre che una cosa sono i sogni e un'altra la realtà. "Dopo 'Luci del varietà' girato con Alberto Lattuada - si legge nella nota - Fellini realizza il primo film interamente suo, una commedia agrodolce che ironizza, senza caricare troppo le tinte, sia sulla cultura popolare che sulla provincia italiana".
Domani 5 marzo tocca alla pellicola "Casanova": vecchio e malandato, Casanova, bibliotecario in un castello della Boemia, rievoca la sua vita densa di amori e di avventure . Prima, da giovane a Venezia, dove, incarcerato per la sua vita sregolata, evade dai Piombi e comincia a vagare per le corti europee conducendo una vita ricca di amori e truffe. Con il passare del tempo il successo con le donne comincia a scemare. Molte porte gli si chiudono in faccia mano a mano che la degradazione fisica e morale aumenta. Trova infine rifugio presso un nobile boemo che lo esibisce come fenomeno da baraccone. Il restauro del film è stato realizzato dalla Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia.
L'8 marzo è la volta della pellicola "Giulietta degli spiriti": Giulietta ha festeggiato l'anniversario del suo matrimonio, ma è infelice perché sa che Giorgio, il marito, ha una relazione con un'altra donna. In un primo tempo cerca conforto spirituale interrogando un veggente indiano, poi cerca di instaurare un dialogo con il marito e con la rivale. Il matrimonio è però ormai in crisi irreversibile e sceglie la solitudine. Nella presa di coscienza svaniranno anche i fantasmi.
Il 18 marzo si riprende con "Le notti di Cabiria"; Cabiria è interpretata dall'attrice italiana Giulietta Masina, la pellicola narra la storia di una prostituta che ha raggiunto un certo benessere e che conserva, malgrado la vita che conduce, un fondo di bontà e di candore tanto da essere ancora alla ricerca del vero amore. Ma il suo è un mondo spietato: un uomo sembra sinceramente innamorato di lei e intenzionato a sposarla, ma, durante una gita al lago di Bracciano, manifesta le sue vere intenzioni. Cabiria è però alla fine ancora disponibile a riconciliarsi con la vita.
Sarà poi di scena "La dolce vita" con Marcello Mastroianni nei panni di Marcello, che, malgrado le proprie ambizioni di scrittore, si è adattato al ruolo di giornalista mondano. Conosce e frequenta così il mondo dorato che gravita attorno a via Veneto a Roma, ne assorbe la mentalità e ne copia i comportamenti. Anche la sua vita sentimentale è sregolata per le avventure occasionali che logorano il suo rapporto con Emma, la donna con cui vive. Nemmeno la tragedia dell'intellettuale Steiner lo scuote.
Sarà poi la volta di "Otto e mezzo": una complessa autoanalisi del profondo, un discorso ironico e disperato sulla crisi dell'artista e sull'Italia del boom, che riesce ad assumere la suggestiva spettacolarità di un racconto apparentemente fantastico. Un film che ha raccolto premi in tutto il mondo, tra cui l'Oscar per i miglior film straniero e quello per i costumi di Piero Gherardi, fra i più celebri del regista e nell'intera storia del cinema. La sceneggiatura è stata scritta con Tullio Pinelli, Ennio Flaiano, Brunello Rondi.
Seguirà la presentazione di "Satyricon" ambientato nella Roma di Nerone dove i due giovani  Encolpio e Ascilto passano attraverso avventure e dissolutezze d'ogni genere inseguendo il bel Gitone, del quale si contendono i favori. Tra i personaggi che incontrano vi sono l'attore Vernacchio, l'Ermafrodito, il Minotauro, il liberto arricchito Trimalcione e il poeta Eumolpo, in una storia d'iniziazione dall'esito tragico. Traendo spunto dall'opera di Petronio Arbitro e dando libero sfogo alla propria sfrenata visionarietà, Fellini traccia un affresco in cui si rispecchiano, celati e distorti sotto le spoglie di una messa in scena fantasmagorica e funerea, i difetti e i peccati della modernità.
Il 24 marzo toccherà a "Roma": il film narra la storia di un ragazzino che vive a Rimini e che conosce la città eterna solo attraverso le nozioni imparate a scuola, i pochi ruderi locali e le descrizioni dei suoi maestri di scuola, ormai cresciuto, arriva alla stazione Termini alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale. Inizia quindi un viaggio che si snoda per le vie della città mettendo in luce fantasmi di un tempo, vicoli e stradine.
"Uno dei film più allucinati e indicativi di Fellini -  si legge in nota - Privo in apparenza di filo conduttore, guidato dalla voce off del regista, è una raccolta di divagazioni tra passato e presente, tutte indimenticabili: dalla ricostruzione iniziale (la parte più corposa) di pensioncine e taverne durante la guerra, alla sfilata dei cardinali, alla visione del raccordo anulare sotto la pioggia, alla sublime fulminea apparizione di Anna Magnani. Celebre la scena in cui durante i lavori per la metropolitana gli affreschi si dissolvono a contatto con l'aria. La sequenza in cui appaiono Sordi e Mastroianni vennero tagliate dallo stesso Fellini per le copie destinate all'estero" .
Si segnala inoltre che domani  5 marzo alle ore 17.30 verrà proiettato il film di backstage "E il Casanova di Fellini?",  che sarà presentato dall'autore Gianfranco Angelucci , collaboratore e amico di Fellini. Il film documentario girato prima dell'inizio delle riprese del Casanova, vede un cast di eccezione: assieme allo stesso Fellini compaiono Gassman, Sordi, Tognazzi, Mastroianni e Alain Cuny. (New Italia Press)
04.03.2006

 

CONAN IL BARBARO

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Si girerà in Turchia il terzo film della serie. Incerto (più che improbabile, ad ogni modo, data la carica che ricopre come governatore della California) che il ruolo principale venga affidato ad Arnold Scharzenegger. In lista di attesa la nuova stella di Hollywood, Vin Diesel, e Dwayne Johnson. La regia sarà di John Milius.

Il_governatore_della_California_SchwaezeneggerSe sarà Arnold Schwarzenegger ad interpretare il ruolo principale non è ancora detto, ma è certo che il terzo film della saga legata a "Conan il barbaro" è in fase di pre-produzione. Il regista John Milius, che ha diretto anche i precedenti due episodi, ha infatti trovato finalmente finanziamenti per "King Conan: Crown of Iron", che verrà distribuito dalla Warner Bros entro la fine del 2006.
Milius è in questi giorni in Turchia, insieme ad alcuni dei cofinanzatori, per scegliere le location del film, le cui riprese non hanno però ancora una data di inizio precisa.
A proposito del coinvolgimento di Arnold Schwarzenegger nel progetto, tutto dipenderà dagli impegni politici dell'attuale governatore della California, la cui apparizione sul grande schermo nei panni del barbaro seminudo sarebbe quanto meno poco appropriata al suo ruolo istituzionale.
Al personaggio di Conan il barbaro, portato sullo schermo nel 1982 con la regia dello stesso Milius, l'attore di origine austriache deve tuttavia parte del suo successo, ed è per questo che in molti credono che Arnie troverà il modo di essere coinvolto nel progetto.
Ad ogni modo tutto dipende da cosa deciderà Governator circa la possibilità di ricandidarsi per essere rieletto, ma la porta per un suo eventuale ritorno sembra che sia sempre aperta.
Ritorno che sarebbe un vero e proprio evento, visto che Hollywood è in procinto di lanciare "Rambo 6" con il veterano Sylvester Stallone e "Indiana Jones" numero 4 con l'ormai anziano, ma sempre re dell'audiance, Harrison Ford.
In lista d'attesa, tra i papabili "sostituti" di Schwarzy nel ruolo principale, ci sono comunque già due pezzi grossi: la nuova stella di Hollywood, Vin Diesel, e Dwayne Johnson "The Rock".
Il nuovo Conan sarà ispirato al re Lear di Shakespeare. Il muscoloso guerriero si è trasformato ormai in maturo Re del regno di Zingara, un feudo dell'impero di Aquilonia. Per assicurarsi la sua fedeltà, l'Imperatore ha comunque preso sotto la propria custiodia Kon, il figlio addotativo di Conan. Ma dopo vent'anni di regno Conan si attira le ire dell'impero facendo una pace separata con i Pitti. Costretto a fuggire, Conan ritrova il suo spirito guerriero affievolitosi a forza di fare il re. Ma dovrà combattere contro il proprio figlio.
Il mitologico personaggio letterario inventato da Robert Ervin Howard, maestro dell'heroic fantasy, ha raggiunto una notorietà mondiale grazie al film "Conan il Barbaro" del 1982, ricordato non solo come una delle migliori pellicole del genere fantasy mai prodotte, ma anche come la prima prova sul grande schermo dell'attuale governatore della California Arnold Schwarzenegger. Dopo il seguito, meno riuscito, del 1984, "Conan il Distruttore", la terza parte della saga è rimasta a fermentare a lungo nel limbo della produzione alla Conan Properties, Inc. e alla Warner Brothers. (Tgcom Spettacolo)
04.03.2006

IL 1 APRILE
L'INTERNATIONAL
ISTANBUL FILM

 Alain Delon International_Istanbul_Film

Ad aprire la cerimonia sarà l'attrice italiana Ornella Muti mentre a chiuderla sarà l'attore francese Alain Delon.

International Istanbul Film Festival, organized by the Istanbul Foundation for Culture and Arts (Istanbul Kultur Sanat Vakfi - Iksv) is to celebrate its 25th anniversary when it will open on April 1. Italian actress Ornella Muti will be the guest of honour at the opening ceremony while French icon Alain Delon will attend the closing ceremony, Anadolu news agency reports. The festival will run until April 16. (Il Denaro.it)
04.03.2006


SIRIO PERUGIA-
VAKIFBANK GUNES:
FINALE A CANNES

Perugia_si_prepara_per_la_final_four_di_Champion

 

Si giocherà il 18 marzo. La pallavolo femminile raggiunge ancora una volta un traguardo storico. Finisce 2-3 l'amichevole di calcio Turchia-Repubblica Ceca.

La final four della Champions League donne di pallavolo incalza per la Sirio Perugia. Il volley femminile raggiunge ancora un traguardo storico per la regione, nella seconda partecipazione alla manifestazione più importante d'Europa riservata ai club, è centrato l'obiettivo semifinale. Si è conosciuto la scorsa settimana il nome dell'avversaria che dovrà essere affrontata in semifinale, saranno le turche del Vakifbank Günes Istanbul che nella fase di qualificazione sono state già battute due volte. Le mediorientali si sono qualificate eliminando le spagnole della Hotel Cantur Las Palmas.
Nell'altro quarto di finale è stata la Radio 105 Foppapedretti Bergamo a vincere, estromettendo la Azerrail Baku. Le lombarde se la vedranno in semifinale con le padrone di casa del Racing Club Cannes. La final four è in programma il 18 e il 19 marzo proprio nella città francese. (L.Lucon/DataSport)
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Turchia e Repubblica Ceca hanno pareggiato 2-2 in un amichevole di calcio. Ospiti in vantaggio con poborsky al 20' pt e Stainer al 16 st. Poi due reti dei turchi in un minuto (44' e 45' della ripresa), entrambi di Umit. (Ansa)
04.03.2006

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