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PESARO-URBINO: UN ANELLO CON LA TURCHIA
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PESARO-URBINO: UN ANELLO CON LA TURCHIA
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Turchia

<TURCHIA OGGI> - A PARTE LA DOCUMENTAZIONE DELL'AMBASCIATA DI ITALIA AD ANKARA E DELL'ICE DI ISTANBUL - SI  AVVALE PER LE NOTIZIE E GLI ARTICOLI RIPORTATI SUL SUO WEB, E NATURALMENTE RELATIVE ALLA TURCHIA, DELLE NEWS GIA' APPARSE  IN ALTRI SITI O GIA' PUBBLICATE SU QUOTIDIANI E RIVISTE. NON FA ALTRO CHE ASSEMBLARLE, NELLA CONVINZIONE CHE SIANO DI MAGGIORE UTILITA' PER QUANTI HANNO UN QUALCHE INTERESSE PER QUESTO PAESE. <TURCHIA OGGI>, AD OGNI MODO, E' SEMPRE A VOSTRA DISPOSIZIONE.

 

ARTE


“Non solo possibile, ma anche necessario: l’ottimismo nell’età della guerra globale”. È questo lo slogan che introduce l’evento culturale per eccellenza che Istanbul sta vivendo in questo periodo: la decima edizione della Biennale di Arte Moderna. Fino al prossimo 4 novembre, in vari luoghi della città, più di un centinaio di artisti o gruppi di artisti provenienti da 35 diversi Paesi del mondo.
 

 

 

 

 
"Non solo possibile, ma anche necessario: l’ottimismo nell’età della guerra globale". È questo lo slogan che introduce l’evento culturale per eccellenza che Istanbul sta vivendo in questo periodo: la decima edizione della Biennale di arte moderna. Fino al prossimo 4 novembre, in vari luoghi della città, più di un centinaio di artisti o gruppi di artisti provenienti da 35 diversi Paesi del mondo sottoporranno le loro opere e i loro progetti al giudizio di critici e appassionati; molti di loro sono indipendenti. "L’arte contemporanea", spiega Hou Hanru, cinese 44enne che vive a cavallo tra Parigi e San Francisco e che ha accettato l’onere e l’onore di curare la Biennale, "sta diventando un prodotto culturale o di intrattenimento normale, che segue la corrente. Questo fatto rende la vita particolarmente difficile agli artisti indipendenti, ma la complica anche a coloro che sono maggiormente integrati nell’industria culturale perché sono meno liberi. Molti artisti cercano di auto-organizzarsi, di sviluppare una rete di solidarietà", prosegue Hanru, "questo accade spesso nei Paesi in cui le infrastrutture e il mercato culturale non sono molto forti e questi sono gli stessi luoghi dove puoi confrontarti con l’arte capace di emozionarti di più".
In Turchia ci sono molte iniziative artistico-culturali che sono animate da un impegno politico e sociale e che lavorano a stretto contatto con Ong e gruppi di 
attivisti. 
Volutamente, spiegano gli organizzatori, la Biennale ha evitato di scegliere un tema specifico, preferendo focalizzarsi su una serie di questioni diverse legate all’urbanizzazione e all’architettura viste come mezzi per esprimere contesti culturali differenti, visioni artistiche molteplici che rispecchiano altrettante forme di modernità.
Tre i principali luoghi che ospitano gran parte delle istallazioni: l’AKM- Atatürk Kültür Merkezi, imponente centro culturale che affaccia sulla famosa piazza Taxim, cuore della Istanbul europea, l’Imc (Istanbul Manifaturacilar Carsisi), costituito da 6 blocchi che ospitano un migliaio di negozi, e l’Antrepo n.3 situato sul Bosforo vicino alla fermata di Tophane. Una serie di progetti esposti fanno però parte degli eventi notturni, chiamati "nightcomers" e costituiscono il vero fatto nuovo nei 20 anni di storia di questa Biennale. Hanno luogo 3 o 4 volte alla settimana, in spazi aperti distribuiti in punti diversi della megalopoli.
I costi degli ingressi variano dalle 50 lire turche per il pass (30 euro circa), alle 10 lire per il singolo biglietto (6 euro) e tour guidati vengono offerti al costo di 10 lire. Per l’acquisto dei biglietti basta consultare il sito www.biletix.com mentre tutti i dettagli su orari ed esposizioni si trovano sul sito della Biennale. Chi volesse poi ricevere consigli sul dove alloggiare o sul come muoversi in città può telefonare al lo 0090 212 299 90 o scrivere all’indirizzo e-mail festivals@ods.com.tr. Oppure provare con il couchsurfing. (Panorama)
LA BIENNALE DI ISTANBUL
METTE IN MOSTRA LE 
TANTE
FACCE DELLA MODERNITA'

 

 

 

 

 

 

 


RISVEGLIO
DELLA CITTA' PERDUTA

SAGALASSOS  TRA LE MERAVIGLIE RITROVATE LA FONTANA
ANTONINA RICOSTRUITA E RESTAURATA CON PIU' DI 3500 
PEZZI. LA SCOPERTA DELLA STATUA DI ADRIANO ALTA 5 MT

The extensive late Hellenistic and Roman remains at the ancient Greco-Roman city of Sagalassos, the metropolis of Pisidia, are being studied since 1988 by a British and Belgian team including many Turkish archeologists, architects and academics, led by Marc Waelkens, professor of archeology at the Katholieke Universiteit Leuven.
From the 1990s onwards Sagalassos has received more attention from Waelkens who has been using a combination of survey, full-scale excavation, environmental and geomorphologic research. Waelkens has devoted many years to Sagalassos, and it is clear from his own words how much he has been working for the ancient city. “If I got married, people would not see Sagalassos,” he said.
Aygaz, one of the gas container sellers, has been sponsoring the restorations since 2005. Civil engineer and architectural restoration expert Semih Ercan is leading the studies and the restoration.
The restoration of the fountain which was built for prestige in Roman era, began  in 1998. The 9 meter high fountain has monumental pool of 81 meters cubed and a 4.5 meter high waterfall. Some 3,500 broken stone pieces were combined with epoxy resins and fiberglass stretcher pipes, and were turned into 400 blocs. All pieces of the glorious building, which were unearthed this year, will be brought down, and the fountain will be strengthened against earthquake. “We plan to complete all restoration works by 2010. Antonine Fountain will be flowing again like it did in the ancient times,” said Ercan, emphasizing that Antonine is the sole ancient fountain that still flows.
“During the restoration we worked on copying and planting lost and damaged pieces of the fountain. Our architect Sinan İlhan succeeded in reproducing many complicated parts of the fountain,” said Ercan and continued, “We think people should see which piece is original or reproduced, there are some color differences between the original and reproduced pieces.”
“Now decorative ornaments, Medusa presses and many statues of Dionysos found in the fountain excavation are displayed in Burdur Museum,” said Ercan. “We will clean the blocs, and so the ancient water will flow again. Copies of the statues in Burdur Museum will be reproduced, and we will put them on original places in the fountain.”
Colossal statue of the emperor Hadrian
A huge, exquisitely carved marble statue of the Roman emperor Hadrian is the latest finding in Sagalassos. The figure is estimated to be originally between 13 and 16 feet in height (four to five meters). Waelkens says it is one of the most beautiful portraits of Hadrian ever found. The first fragments of an over life-sized statue, a foot and part of a leg, were unearthed. The foot is 31.5 inches (0.80 meters) long, the leg from above the knee to the ankle is nearly five feet (1.5 meters). The almost intact head of the statue was discovered, revealing that the statue belonged to Hadrian. The head measures more than 27 inches (0.70 meters).
A bath larger than a football pitch
Roman bath in Sagalassos has the best-preserved structure in the world of East Rome. The bath is built on the hill in eastern part Lower Agora, and south of the road passing through the city. Water was coming from the spring in the east of the city with channels. Ercan said, “There is a question in our mind; why did they build so big bath for a small population.”
One of the best-preserved structures of Sagalassos is the “Theater.” The 1574 meter high theater is the highest ancient theater in the world, and the seats were made from granite stones. The theater with a capacity of 9000 people is the second best preserved building after the Roman baths.
Neon library and the Doric fountain house
The remains of the Neon-Library, north of the late Hellenistic fountain house, were excavated between 1990 and 1992. The best preserved part was the back brick wall. The inscription, which crowns the podium, mentioned various members of a local elite family, including the founder of the library. There is a mosaic floor in the library with a central polychrome panel depicting the departure of Achilles to the Trojan War.
“In order to present the restored mosaic and the important inscription to visitors, we covered the extant remains of the library with a new roof construction,” said Ercan.
Ercan stated that the excavations of the fountain house between 1990 and 1992 revealed an exceptional degree of preservation of the construction and its building, and said, “The original water supply could be reused and the basins filled with water, and so these factors enabled the restoration of the building in its original function. Moreover, the water is still drinkable. We can say this is a unique achievement in classical archaeology.” All restoration was completed in 1997, and ever since the fountain house gives water to both team and visitors. The restored Neon library and the completed late Hellenistic fountain house were officially opened in 1997. (Turkish Daily News)

 

 

 

 

 

 

L'ARTE BIZANTINA A RIMINI

 

Una mostra che si sforza di ripercorrere le complesse vicende storiche di Santa Sofia

Nell'occasione del <Meeting per l'Amicizia> tra i popoli che si svolge ogni anno a Rimini (città balneare romagnola), quest'anno è stato ideato all'interno della suggestiva ambientazione di Castel Sismondo Malatesta, l'atmosfera dell'antico tempio con suggestivi pannelli fotografici di Franco Pagetti ed una serie di preziosissimi oggetti votivi prestati dai Musei Vaticani, dal Museo di Palazzo Venezia, dal Tesoro di San Marco, dal Museo Civico Medievale di Bologna, dal Museo del Bargello, dal Museo Nazionale di Ravenna. Da "cattedrale" a museo di se stessa, la chiesa di Santa Sofia  a Costantinopoli/Istanbul per chi è di cultura cristiana rimane un punto di riferimento obbligatorio. Dopo essere stata trasformata in moschea, dopo la presa turca, ed attualmente adibita a museo, è stata studiata in ogni sua parte dagli architetti ottomani che ne imitarono il modello per alcune fra le più note moschee di Istanbul (caduta di Costantinopoli in mano ottomana 1453).
La mostra di Rimini si sforza - nel limite del possibile - di ripercorrere le complesse vicende storiche della basilica bizantina, "madre di tutte le Chiese dell'Oriente cristiano", descrivendo gli straordinari apparati decorativi, specie i grandi frammenti musivi superstiti. Con le stupende fotografie di Pagetti vi è una "straordinaria suggestione che il monumento provoca di colpo anche al visitatore più distratto, tanto grande è la bellezza misteriosa di questo multiforme "spazio della Sapienza", eloquente agli occhi e al cuore seppure muto dei canti e dei suoni dell'antica liturgia bizantina".

 

 

 

INFORMAZIONI
Lo Spazio della Sapienza. Santa Sofia ad Istanbul. Rimini, Castel Sismondo, 19 agosto - 11 novembre 2007.

Orario: dalle 9.00 alle 19.00

Ingresso: 5€ biglietto intero, 3€ biglietto ridotto

Giorno di chiusura: lunedì non festivi

Mostra promossa ed organizzata dal Meeting per l'amicizia fra i popoli di Rimini, a cura di Alessandra Buzzetti, Marina Ricci, Riccardo Piol. Con la consulenza scientifica di Fabrizio Bisconti, Marina Falla Castelfranchi. Coordinamento di Giovanni Gentili.

Catalogo: Silvana Editoriale.

Per informazioni e prenotazioni: tel. 0541.783100

Ufficio stampa

info@studioesseci.net

 

A corollario dei pannelli fotografici vi è una raffinata selezione di magnifici oggetti di culto di fattura costantinopolitana, prodotti nelle celebri officine del palazzo imperiale di Bisanzio. Vi si può ammirare oreficerie, smalti, avori, mosaici e cristalli che le famiglie imperiali succedutesi sul trono d'Oriente commissionarono nei secoli ai più celebri artigiani del tempo.
Il fotoreporter Franco Pagetti. Franco Pagetti proviene dal mondo della moda (fino al 1994), proseguendo per i reportage di guerra nei Balcani, Africa, Asia, Medio Oriente, pubblicati sui più grandi quotidiani e riviste internazionali. Oggi documenta, in esclusiva per la rivista <Time>, la vita quotidiana e l'ordinaria violenza dell'Iraq cui si è dedicato fin dall'inizio del conflitto.

"Come Pagetti ha catturato i volti e gli spazi di Santa Sofia, restituendoci l'anima viva dell'antico tempio, così le immagini girate da Massimo Coconi Santoni, operatore dalla lunga esperienza televisiva, colgono il volto odierno di Istanbul, i colori del Bosforo, lo stupore di chi visita oggi Santa Sofia e intuisce da ciò che è rimasto lo splendore abbagliante descritto nelle testimonianze di chi ebbe la fortuna di vedere la basilica nella sua integrità".
La storia di Santa Sofia. Opera degli architetti Antemio di Tralle e Isidoro di Mileto, Santa Sofia fu da sempre considerata dai bizantinicome frutto di un intervento divino: la sua novità deriva dalla combinazione di due tipologie architettoniche, una a pianta centrale, l'altra a pianta basilicale, magistralmente fuse tra di loro dando origine ad un edificio vastissimo, di 70 metri per 75 per lato. Sovrasta l'edificio una cupola grandiosa, di 31 metri di diametro, supportata da quattro archi massicci.

All'esterno della costruzione, piuttosto articolato e pesante, corrisponde un interno grandioso, di straordinaria, unica armonia. È quindi facile comprendere l'orgoglio di Giustiniano stesso che pare esclamasse, entrando nella chiesa: "Gloria a Dio che mi ha fatto degno di questo! O Salomone, ti ho superato!".

Marmi policromi vennero utilizzati a profusione, a ricoprire l'intera struttura, fin sopra le gallerie. Dalle parti superiori della chiesa e dalla cupola dalle tante finestre scendeva la luce, ad accendere d'oro i mosaici che ornavano la basilica e di cui sono giunti a noi solo alcuni esemplari che si possono ammirare nelle navate laterali e nel nartece.

 Da chiesa a museo. Oggi, la basilica bizantina - madre delle grandi chiese dell'Oriente cristiano, cui si ispirarono architetti d'ogni dove, fino alla grande Rus - è diventata museo nazionale, dopo essere stata trasformata in moschea, a partire dalla caduta di Bisanzio in mano ottomana e sino al 1934.

Diventato moschea nel 1453, l'edificio venne ricoperto da pesanti strati di intonaco, per nasconderne la decorazione musiva ovviamente ispirata all'Antico e al Nuovo Testamento, oltre che ricca di mosaici raffiguranti membri delle varie famiglie imperiali succedutesi sul trono di Costantinopoli, per lo più ritratti ai fianchi delle immagini di Cristo e della Vergine. Nonostante ciò la sua bellezza architettonica - integralmente apprezzabile ancora oggi - conquistò letteralmente gli occhi e in certo qual modo il cuore dell'architetto del sultano Solimano il Magnifico, Mimar Sinan. Questi, per tutta la sua vita, cercò di riprodurre nelle moschee di Istanbul l'architettura di Santa Sofia, tanto da consegnare la nostra basilica alla storia anche con la definizione di "Madre di tutte le moschee". Dal filmato che viene riprodotto all'interno della mostra ci si accorge che il luogo viene "calpestato" da visitatori poco inclini a riconoscerne la bellezza e la spiritualità purtroppo non comprese se non si ha una cultura cattolica. Chissà se un giorno ritornerà ad essere luogo di culto cristiano, barattandolo con il diritto di aprire moschee in Italia. 

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Turchia Oggi: Arretrati 

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