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PESARO-URBINO: UN ANELLO CON LA TURCHIA
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Turchia

<TURCHIA OGGI> - A PARTE LA DOCUMENTAZIONE DELL'AMBASCIATA DI ITALIA AD ANKARA E DELL'ICE DI ISTANBUL - SI  AVVALE PER LE NOTIZIE E GLI ARTICOLI RIPORTATI SUL SUO WEB, E NATURALMENTE RELATIVE ALLA TURCHIA, DELLE NEWS GIA' APPARSE  IN ALTRI SITI O GIA' PUBBLICATE SU QUOTIDIANI E RIVISTE. NON FA ALTRO CHE ASSEMBLARLE, NELLA CONVINZIONE CHE SIANO DI MAGGIORE UTILITA' PER QUANTI HANNO UN QUALCHE INTERESSE PER QUESTO PAESE. <TURCHIA OGGI>, AD OGNI MODO, E' SEMPRE A VOSTRA DISPOSIZIONE.

 

 

NOTIZIARIO D'AMBASCIATA

 

UNA VISITA FRUTTUOSA
Grande successo per la visita che il ministro italiano Emma Bonino ha compiuto dal 9 all’11 settembre in Turchia, e che ha offerto l’occasione per rinsaldare i già eccellenti legami che il ministro aveva avuto modo di affermare con il Governo turco nel corso della sua prima visita del giugno 2006. La visita ha avuto due volet: uno politico-multilaterale (il ministro è infatti membro della Commissione Indipendente sulla Turchia presieduta dall'ex presidente finlandese Martti Ahtisaari, ed in questo quadro ha incontrato il Presidente Gul, il Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan ed il ministro degli Esteri Ali Babacan) ed uno più strettamente economico. In quest'ultimo ambito il Ministro ha incontrato la comunità d’affari italiana in Turchia (tra i principali esponenti vi erano i rappresentanti di <Fiat>, <Unicredito>, <Enel>, <Finmeccanica>, <Assicurazioni Generali>), ai quali ha voluto ribadire l’impegno dell’Italia e del ministero del Commercio Internazionale insieme al ministero degli Esteri, attraverso la rete delle istituzioni italiane all’estero deputate all’internazionalizzazione (ambasciate, consolati, uffici Ice), nel sostegno all’industria italiana – tanto alla grande industria quanto alle piccole e medie imprese che costituiscono la parte preponderante della realtà produttiva italiana. "Finalmente l’opinione pubblica italiana non demonizza più la delocalizzazione, che spesso permette alle nostre imprese di continuare a vivere e produrre creando una ricchezza che fa bene al Paese, soprattutto in un momento di crisi generalizzata in cui per crescere bisogna internazionalizzarsi" ha affermato il ministro, notando come l’export sia oggi il volano della crescita economica italiana a fronte di consumi interni in fase di stagnazione. E sul tema dell’opportunità di investire in Turchia, da tutti gli imprenditori che hanno preso la parola nel corso dell’incontro sono provenute parole di grande fiducia che riflettevano anche una certa soddisfazione per la rinnovata stabilità frutto della conclusione del processo elettorale e della formazione del nuovo Governo. Il ministro Bonino ha poi avuto un incontro bilaterale con il ministro dell’Industria Zafer Caglayan nel corso del quale e’ emersa, da parte del Ministro turco,  l’aspettativa di vedere un più consistente numero di investimenti italiani (già oggi siamo tra i primi Paesi per numero di imprese sul territorio) soprattutto nei settori dell’energia e delle infrastrutture e con una maggiore attenzione alla zona di Ankara, che può ora contare su nuovi e più efficaci collegamenti e sullo sviluppo di numerose zone industriali organizzate. Nel corso dei colloqui con il suo omologo Kursad Tuzmen - ministro turco del Commercio Estero - è stata manifestata da parte turca la richiesta di una costante attenzione dell'Italia alle necessità di garantire un flusso continuo di merci tra i nostri due Paesi che sia adeguato alle sempre maggiori proporzioni dell’interscambio.

IN PILLOLE
L’<amministratore della jont-venture <Fiat-Tofas>, Ali Pandir, ha recentemente affermato che la produttività degli stabilimenti della <Tofas> è stata adeguata per far fronte alla crescente domanda. La produzione, che era stata già aumentata a 400.000 unità con l’introduzione dei modelli Linea e Minicargo, crescerà prossimamente a 500.000 unità l’anno.
________________
Si è conclusa con un accordo tra le parti la protesta che aveva portato il sindacato dei dipendenti dell’aviazione civile a minacciare uno sciopero nel caso in cui la compagnia di bandiera <Turkish Airlines> non avesse accolto la loro richiesta di aumento. E’ stato infatti firmato un nuovo contratto collettivo di lavoro che prevede un incremento del 10% oltre ad un aumento di base di 80 Lire turche, pari a circa €45.
________________
La Cina aprirà prossimamente una serie di stabilimenti produttivi ad Istanbul, Ankara, Izmir e Mersin. La decisione è stata annunciata ufficialmente in Cina e riportata alla stampa locale dal Sottosegretariato al Commercio Estero Kursad Tuzmen, che però non ha fornito dettagli sulla produzione che sarà avviata dal gigante asiatico. L’interscambio tra i due Paesi è largamente a favore della Cina che nel 2006 ha esportato in Turchia per $9.6 miliardi contro importazioni turche per $693 milioni.
_________________
In netto incremento il flusso turistico proveniente dall’Europa orientale nel corso degli ultimi anni, soprattutto da Paesi quali la Polonia, la Repubblica ceca, la Bulgaria, l’Ungheria, la Russia e la Romania; in particolare i turisti provenienti dalla Romania sono aumentati del 53% nel primo semestre di quest’anno. Le prospettive di un ulteriore aumento degli arrivi dai predetti Paesi sono particolarmente incoraggianti e sono state paragonate, in termini di sviluppo, a quelle registrate dalla Russia che qualche anno fa annoverava arrivi non superiori alle 2.000 unità e che è ora a quota 2 milioni. Secondo il Presidente dell’Associazione alberghiera del Mediterraneo, Osman Ayik, il continuo miglioramento delle condizioni economiche di quei Paesi favorirà l’afflusso turistico in Turchia, compensando pertanto la diminuzione di quello proveniente dall’Europa centrale ed occidentale.   

INTERSCAMBIO COMMERCIALE
Secondo l'Ufficio Nazionale di Statistica (Tuik) nei primi sette mesi del 2007 l’interscambio commerciale della Turchia con il resto del mondo è stato pari a US$ 150.9 miliardi (+ 20% rispetto allo stesso periodo del 2006). L'import turco è cresciuto del 18.6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, raggiungendo quota 92.5 miliardi di dollari; parallelamente l'export è aumentato del 24.3%, per un valore totale di 58,4 miliardi di dollari. Il disavanzo risulta quindi pari a 34 miliardi di dollari (+9.9% rispetto al 2006). L'Italia continua ad essere il terzo partner commerciale della Turchia, con un interscambio di 9.8 miliardi di dollari (+ 11% rispetto allo stesso periodo del 2007). L'export italiano è stato pari a 5.6 miliardi di dollari (+14.1% rispetto al 2006), mentre l'import dalla Turchia ha raggiunto i 4,2 miliardi di dollari (+6.8% rispetto al 2006). La Germania rappresenta sempre il primo partner commerciale del Paese, con un interscambio di 15.8 miliardi di dollari ed un saldo attivo di 2.6 miliardi di dollari. La Russia, al secondo posto come volume di interscambio, resta invece il primo Paese esportatore con 12.5 miliardi di dollari (+31.4% rispetto al 2006) in considerazione delle ampie forniture energetiche (gas naturale). Sempre degne di nota le performance dell’export cinese pari a 6.8 miliardi di dollari (+28.9% rispetto al 2006), insieme a quelle statunitensi (+34% rispetto al 2006). Sempre nei primi sette mesi del 2007, le esportazioni della Turchia verso l’Unione Europea sono state pari al 57.1% del totale per un valore complessivo pari a $33.3 miliardi (+ 25.5%). Per quanto concerne i settori merceologici, i principali prodotti esportati sono stati i seguenti: autoveicoli ($8.9 miliardi), seguiti da ferro e acciaio ($5,0 miliardi), macchinari, apparecchiature meccaniche, riscaldamenti, equipaggiamenti ($4.9 miliardi), vestiti ed accessori per l’abbigliamento ($4.6 miliardi); per quanto riguarda le importazioni al primo posto i combustibili ed olii minerali ($17.5 miliardi), seguiti da macchinari, apparecchiature meccaniche, riscaldamenti, equipaggiamenti ($12.2 miliardi) e da ferro e acciaio ($9.1 miliardi). 

EXPORT-IMPORT
In base ai dati raccolti dall’Organizzazione Mondiale del Commercio ed ai calcoli effettuati dall’Agenzia stampa Anatolia, la Turchia figura al 15mo posto nella graduatoria mondiale dei Paesi importatori ed al 22mo posto in quella dei Paesi esportatori. Per quanto concerne le importazioni, la Turchia ha registrato l’1.5% di share sul totale mondiale per un importo di $137 miliardi nel 2006 ed una crescita del 17%, contro una quota del 20.6% degli Stati Uniti per $1.92 trilioni e una crescita dell’11%; l’Unione Europea ha avuto una quota mondiale del 18.2% per $1.69 trilioni con un incremento delle importazioni del 15%, la Cina una quota dell’8.5% con $ 792 miliardi ed una crescita del 20% ed infine il Giappone, con una quota del 6.2% con $577 miliardi ed una crescita del 12%. L’Unione Europea, le cui esportazioni sono ammontate a $1.48 trilioni, figura al primo posto nella classifica mondiale dei paesi esportatori con una quota del 16.4% (aumentata dell’11% rispetto al 2005), seguita dagli Stati Uniti con un totale di $1.37 trilioni, una quota dell’11.5% ed un incremento rispetto al 2005 del 14%. Al terzo posto la Cina, che con un incremento del 27% ha totalizzato a fine 2006 un volume di esportazioni di $969 miliardi con una quota del 10.7%, seguita dal Giappone con $647 miliardi, una quota del 7.2% ed un incremento del 9% sul 2005. 

BILANCIA PAGAMENTI
Secondo gli ultimi dati pubblicati dalla Banca Centrale turca, la bilancia dei pagamenti a luglio 2007 ha riportato un deficit pari a $2,2 miliardi (+25.% rispetto allo stesso mese del 2006), mentre nei primi sette mesi di quest’anno il saldo negativo è stato pari a $21.8 miliardi, con un incremento del 2.1% rispetto allo stesso periodo del 2006. Gli investimenti esteri diretti hanno invece toccato quota  12.7 miliardi di dollari, con un aumento del 35% rispetto al 2006. 

INDICE DEI PREZZI
L’indice dei prezzi al consumo in Turchia , che negli ultimi quattro mesi aveva fatto registrare un trend in discesa, è aumentato dello 0.02% in agosto per un tasso annuo pari al 7.39%. L’aumento più consistente, secondo quanto riportato dall’Istituto di Statistica (Tuik), sempre su base annua, è stato quello relativo ad alimentari e bevande non alcoliche (12.39%), seguito da ristoranti, bar ed hotel (10.30%). Quanto all’indice dei prezzi di produzione, si segnala un tasso annuo del 3.72%, con l’incremento più significativo nel settore della distribuzione di elettricità e gas (20.09%) seguito da metalli minerali (13.47%).

TAGLIO AL TASSO DI INTERESSE
Il Comitato per la Politica Monetaria della Banca Centrale turca ha inaspettatamente deciso, a 14 mesi dall’ultima revisione, il taglio di 0.25 punti del tasso d’interesse per la ricezione dei depositi a breve termine che è ora pari al 17.25%, mentre quello per la cessione dei depositi è diminuito al 22.25%. La decisione ha sorpreso mercati ed analisti che non si aspettavano un taglio prima del mese di ottobre. Tale decisione scaturirebbe dal fatto che i dati più recenti sull’economia e sulla crisi del credito a livello globale sembrerebbero condurre ad una possibile contrazione della domanda sia interna che esterna. Il Comitato ha comunque rassicurato che la conduzione della politica economica continuerà ad essere di natura restrittiva; tanto la tempistica quanto la portata di futuri provvedimenti di agevolazione dei tassi dipenderanno dalle informazioni riguardanti le condizioni di liquidità globale, la domanda esterna, la spesa pubblica ed altri fattori cruciali nel determinare il tasso d’inflazione di medio termine.

REDDITO PRO-CAPITE
Secondo l'Ufficio statistico turco (Tuik) il reddito pro-capite raggiungerà a fine anno la somma di $6.000, mentre il PIL supererà per la prima volta i quattrocento miliardi di dollari ($410,7 miliardi). Inoltre, ove la popolazione restasse sotto i 70 milioni, a fine anno il reddito pro-capite potrebbe raggiungere e forse superare i $7.000 (l’Istituto indica però  più probabile una popolazione totale di circa 74 milioni di abitanti a fine 2007). Nel contempo, è stato pubblicato il dato relativo alla crescita del Pil nel secondo trimestre di quest'anno (+3.9%), nettamente inferiore alla crescita avuta nel primo trimestre (+6.9%) ed alle stime di alcuni analisti finanziari. La Banca Centrale Turca ha proceduto ad una revisione al ribasso del dato relativo alla crescita del Paese a fine anno (5%) rispetto a quello preventivato del 6.5%. (Fonte ICE)

L'INCASSO DEL TESORO
Secondo fonti di stampa locale turca, i calcoli preliminari del Sottosegretariato al Tesoro mostrerebbero, nel periodo gennaio-agosto, incassi per un totale di YTL 118 miliardi (circa €67.5 miliardi) contro una spesa di YTL 96.6 miliardi, interessi esclusi, pari a circa €54.8 miliardi. Il surplus primario ha toccato YTL 21.3 miliardi (circa € 12.2 miliardi), mentre  la spesa per il pagamento degli interessi è ammontata a YTL 35.9 miliardi (circa €20.5 miliardi). 

PRODUZIONE INDUSTRIALE
L’Istituto di Statistica della Turchia (Tuik ha reso noto che la produzione industriale del Paese nel mese di luglio è aumentata del 3.5%. La crescita più consistente si è avuta nel settore dell’industria mineraria (6.3%), mentre in quello dei servizi (gas, elettricità ed acqua) l’aumento è stato pari al 12% ed in quello manifatturiero del 2.2%. Il dato riferito ai primi sette mesi dell’anno mostra un incremento della produzione industriale totale del 5.1% rispetto allo stesso periodo del 2006 con una crescita del 9.6% del settore minerario, del 4.4% di quello manifatturiero e del 9.8% di quello dei servizi.

FUORI DALLE TURBOLENZE
Secondo le dichiarazioni del direttore del Capital Markets Board (Spk), Turhan Erol, la forte crescita economica, gli alti profitti ed il basso livello di indebitamento delle principali holding hanno protetto la Turchia dalle turbolenze dei mercati finanziari mondiali, aziende che sono comunque state attentamente monitorate dalle competenti Autorità al fine di evitare che gli effetti si riflettessero sul settore dell'economia reale. In un mercato emergente quale quello turco il compito è stato relativamente facile rispetto ai mercati statunitense o europeo, ha aggiunto Turhan, alla luce degli elevati profitti delle rispettive economie reali e del basso debito del settore privato. I mercati finanziari della Turchia, tuttavia, seppur colpiti nei primi giorni di turbolenze, hanno recuperato le perdite subite grazie alle ottime performance della moneta locale che ha recuperato sulle principali valute straniere ed ha superato del 9% le quotazioni di fine 2006, mentre gli investitori stranieri hanno mantenuto un atteggiamento di attesa nonostante la recente volatilità anziché abbandonare il Paese. 

 

MEDIA IN VENDITA
Il Fondo per i Risparmi e le Assicurazioni (Tmsf) ha indetto la gara per la vendita di beni appartenenti al settore dell’informazione, tra cui il quotidiano <Sabah,> operazione che dovrebbe far entrare nelle casse dello Stato $1.1 miliardi circa, ristrutturando così il settore in questione con l’entrata di investitori stranieri. Oltre al predetto quotidiano, secondo per importanza nel Paese e che detiene il 20% del mercato pubblicitario, il Fondo in parola darà corso anche alla vendita del canale televisivo < Atv>, al quotidiano minore <Tavkim> e ad alcune riviste, tutti beni appartenenti all’uomo d’affari Tutgay Ciner. I partecipanti, che potranno registrarsi fino al 15 ottobre prossimo, dovranno presentare le proprie offerte entro il 6 novembre, mentre l’apertura ufficiale sarà effettuata il giorno seguente 7 novembre 2007. In base alla normativa attualmente in vigore, la partecipazione estera alle gare e’ limitata al 25% per cui si prevede la costituzione di consorzi con partner locali. Gli analisti di settore ritengono che tra i partecipanti stranieri figureranno importanti gruppi internazionali, come ad esempio <News Corporation>, appartenente al magnate americano Rupert Murdoch, la più grande casa editrice europea <Axel Springer AG>, che già ha acquisito il 25% della <Dogan Yaiyin> per $480 milioni e la canadese <CanWest Global Communications Corp>. Tra i partecipanti invece non potrà figurare il <Gruppo Dogan>, attualmente il più esteso del settore in Turchia con il 42% del mercato pubblicitario, come stabilito dall’organo regolatore di settore.

OPERAZIONI MERGER & ACQUISITION
Secondo un rapporto della <Deloitte>, nel primo semestre del 2007 in Turchia sono state effettuate 66 operazioni di merger & acquisition (M&A) per un ammontare di 10.5 miliardi di dollari (nel primo semestre del 2006 il volume totale fu di 11 miliardi di dollari). Delle 66 operazioni 41 sono state effettuate da investitori esteri (per un ammontare di 8.9 miliardi di dollari) e 25 da imprese turche (per un ammontare di 854 milioni di dollari). Le imprese europee hanno totalizzato 31 operazioni per un valore di 6 miliardi di dollari (al primo posto l'Olanda che ha effettuato 10 operazioni per un controvalore di 3.6 miliardi di dollari), al secondo posto Germania ed al terzo il  Regno Unito. Le tre più importanti iniziative di M&A sono state: l'acquisizione della <Oyak Bank> da parte della <ING Bank> (2. miliardi di dollari); l'acquisto da parte di <Global-Hutchinson-EIB> del porto di Izmir (1.3 miliardi di dollari); l'acquisizione di <Eczacibasi Saglik> (farmaceutici) da parte della società <Zentiva> (Rep. Ceca/Francia) per un ammontare di 602 milioni di dollari. I settori che hanno riscosso maggiore interesse sono risultati i seguenti: finanza, mercato immobiliare ed energia (elettricità e gas). Il volume totale di M&A nel 2007 dovrebbe raggiungere quota 18 miliardi di dollari (19 miliardi di dollari fu il totale nel 2006). Un'annotazione molto importante del rapporto è che l'80% degli investitori esteri che hanno operato in Turchia - negli ultimi tre anni - si sono dichiarati particolarmente soddisfatti delle operazioni effettuate. Lo studio conclude con una indicazione relativa alla stabilità politica ed economica del Paese che dovrebbe consentire un ulteriore afflusso di capitali dall'estero in futuro. (Fonte Ice)

ITALY AN TURKEY: OPPORTUNITIES FOR CO-OPERATION IN BIOTECH & NANOTECH
L’Ice – Istituto nazionale per il Commercio Estero - in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia ad Ankara e l’Assobiotec, nell’ambito del Programma Straordinario per la promozione del Made in Italy in Turchia,  organizzerà un evento  denominato "Italy and Turkey: opportunities for Co-operation in Biotech & Nanotech". L’iniziativa, che si svolgerà a Istanbul, dal 22 al 23 novembre 2007, si articola in due giornate, dedicate, rispettivamente, ad una sessione seminariale che illustrerà i meccanismi di cooperazione industriale tra Italia e Turchia e ad una relativa agli incontri B2B e R2B tra Associazioni e raggruppamenti di imprese nei comparti biotech e nanotech. Le biotecnologie e nanotecnologie in Turchia rappresentano un settore in rapido sviluppo, caratterizzato da una crescente interazione fra aziende e università e da un costante accrescimento delle competenze, ottenuto attraverso l’utilizzo di fondi comunitari e il sostegno governativo alla ricerca scientifica e la creazione di Parchi Tecnologici. L’Italia potrà sfruttare questa politica accrescendo la collaborazione con le istituzioni, le università e le imprese turche, esaminando le proposte di collaborazione di queste ultime in alcuni settori di nicchia in cui le aziende italiane sono particolarmente competitive.   La Turchia, oltre a beneficiare già da tempo di un piano di assistenza finanziaria di pre-adesione volto al raggiungimento dei criteri necessari per entrare a far parte dell’Unione Europea, rientra tra i Paesi beneficiari dei fondi stanziati dall’UE per il  VII˚ Programma Quadro, principale strumento con cui l’Unione Europea finanzia la ricerca in Europa. Il programma adottato il 18 dicembre 2006 copre il periodo 2007-2013 ed è articolato in quattro sotto-programmi specifici che corrispondono ad altrettanti obiettivi fondamentali della politica europea di ricerca. Il bilancio del VII PQ prevede lo stanziamento di circa €52,582 miliardi che saranno destinati a ricerca e sviluppo in diverse aree strategiche con particolare interesse per il comparto delle nanotecnologie. All’interno del sotto programma "Cooperazione" è previsto, infatti, lo stanziamento di fondi destinati alla ricerca collaborativa nei settori delle Nanoscienze e Nanotecnologie, consentendo cosi ai ricercatori dei vari Paesi membri una maggiore mobilità. In tal senso forte è l’impegno da parte del Governo turco nel cercare di sfruttare i fondi ottenuti valorizzando le aree di eccellenza del Paese. Nel 2001, infatti, il parlamento turco ha approvato la Legge sullo sviluppo tecnologico (Legge n.4691) che attraverso una serie di incentivi e esenzioni fiscali promuove la creazione di specifici organi istituzionali dedicati alla R&D oltre a nuovi centri e parchi tecnologici (o Development Region) per la ricerca e lo sviluppo delle nanotecnologie che vanno ad integrare le attività delle università presenti in tutto il paese. La prima novità rilevante riguarda la costruzione del Centro di ricerca Nazionale sulle Nanotecnologie per il quale l’organizzazione per la pianificazione statale turca ha erogato €6.1 milioni, ai quali va aggiunto il contributo dell’università di Bilkent che è stato pari a €2.3 milioni. Le aree di interesse di tale centro sono focalizzate sia su problematiche teoriche riguardanti le nanoscienze, sia sull’applicazione delle nanotecnologie nella forma di nanotubi, nanowires, molecole magnetiche. Per fare solo alcuni esempi, la Turchia ha effettuato importanti investimenti negli ultimi anni nelle biotecnologie applicate al campo ambientale ed agro-alimentare, sviluppando numerosi programmi di ricerca focalizzati sullo studio dei microrganismi per migliorare la produzione agricola.  Nell’ambito delle nanotecnologie, invece, le politiche di innovazione in Turchia sono promosse dal Consiglio turco per la ricerca scientifica e tecnologica (Tubitak) che sostiene una serie di programmi rivolti allo sviluppo delle PMI e  delle attività di R&ST. Proprio in base alle analisi effettuate dal Tubitak è emerso che i settori che rappresentano i punti di forza nel campo delle nanotecnologie riguardano la Nanofotonica, la  Nanoelettronica, i  Nanomateriali e le Nanobiotecnologie. Il Workshop - che avrà luogo il 22 novembre 2007- si propone nel complesso di stimolare gli operatori italiani all’acquisizione di una maggiore conoscenza del mercato turco delle bio-nanotecnologie, di valorizzare e pubblicizzare i caratteri innovativi della produzione italiana di settore e di creare infine i presupposti per rafforzare i rapporti di collaborazione commerciale ed industriale, sotto forma di insediamenti industriali e joint-venture. Nel pomeriggio e nel giorno seguente avranno luogo gli incontri bilaterali fra i partecipanti italiani e i rappresentanti delle imprese turche che saranno organizzati sulla base delle proposte di collaborazione pervenute in fase di adesione.  La completezza delle richieste di cooperazione consentirà di identificare in modo mirato le controparti turche al fine di ottimizzare al meglio la fase di matchmaking. Per agevolare la conoscenza dei settori biotecnologie e nanotecnologie in Turchia, sono disponibili su richieste due brevi note informative elaborate dall’Ice di Roma. Gli incontri avranno la durata di circa mezz’ora. Il programma dettagliato degli interventi previsti nella mattinata e il calendario personalizzato degli incontri verranno inviati con successiva comunicazione a tutti coloro che avranno comunicato la propria adesione all’iniziativa.  Come di consueto l'Ice si occuperà della pubblicizzazione dell’iniziativa attraverso selezionati canali di comunicazione e della gestione degli aspetti logistico-organizzativi inclusi i servizi  di hostess e interpretariato. A carico delle imprese resteranno invece le spese di viaggio e soggiorno dei propri incaricati e la spedizione  delle proprie brochure (circa 30 copie in inglese) da inviare all’ufficio Ice in loco: Italian Trade Commission  - Mete Caddesi, 20 - 6th Floor  - 80090 Taksim/Istanbul  - Tel: (0090 212) 2512951 / 2512952 / 2512953 / 2512954  - Fax: (0090 212) 2512991  - E-mail: istanbul@istanbul.ice.it 

INDICATORI MACROECONOMICI
 - Crescita del Pnl nel 2005: 7.7%; gennaio – aprile 2006: 6.3%
 - Inflazione  annua (prezzi al consumo): 9.6% (2006); 7.39% (agosto 2007)
 - Interscambio con l’Italia nei primi sette mesi del 2007 : $9,8 miliardi (+ 11% rispetto allo stesso periodo del 2007) con esportazioni verso l’Italia pari a $4.2 miliardi (+6.8% rispetto al primo semestre 2006) ed importazioni dall’Italia pari a $5.6 miliardi (+14.1% rispetto ai primi sette mesi del 2006). (Ice Istanbul su dati dell’Istituto Turco di Statistica- Tuik)
_______________________________
A cura di : Simona De Martino - Capo dell'Ufficio Economico e Commerciale dell'Ambasciata d'Italia in Turchia
                Gianmarco Macchia - vice Capo dell'Ufficio Economico e commerciale
                Roberto Luongo - Direttore dell'Ufficio Ice di Istanbul
Redazione: Tiziana Staffolani - Collaboratore Economico e Finanziario

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