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PESARO-URBINO: UN ANELLO CON LA TURCHIA
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PESARO-URBINO: UN ANELLO CON LA TURCHIA
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Turchia

<TURCHIA OGGI> - A PARTE LA DOCUMENTAZIONE DELL'AMBASCIATA DI ITALIA AD ANKARA E DELL'ICE DI ISTANBUL - SI  AVVALE PER LE NOTIZIE E GLI ARTICOLI RIPORTATI SUL SUO WEB, E NATURALMENTE RELATIVE ALLA TURCHIA, DELLE NEWS GIA' APPARSE  IN ALTRI SITI O GIA' PUBBLICATE SU QUOTIDIANI E RIVISTE. NON FA ALTRO CHE ASSEMBLARLE, NELLA CONVINZIONE CHE SIANO DI MAGGIORE UTILITA' PER QUANTI HANNO UN QUALCHE INTERESSE PER QUESTO PAESE. <TURCHIA OGGI>, AD OGNI MODO, E' SEMPRE A VOSTRA DISPOSIZIONE.

 

 

CRONACA

 

 

 

 


Iran e Turchia hanno
annunciato un rafforzamento del loro sodalizio. Il problema del Pkk e dell'Afghanistan.

GUERRAAL NARCOTRAFFICO
Iran e Turchia hanno annunciato un rafforzamento del sodalizio volto alla lotta al traffico di sostanze stupefacenti provenienti dall'Afghanistan. Si da il caso infatti che i due Paesi rappresentino i principali nodi di transito per la droga che dall’oriente giunge in occidente, soprattutto per quanto riguarda la droga proveniente dall’Afghanistan. A dare l’annuncio della rafforzata cooperazione sono stati il Capo della Polizia della Repubblica Islamica iraniana, il generale Esmaeel Armadi-Moqaddam, ed il capo dell'Organizzazione anti-narcotici turca, Ahmet Bek.
Il funzionario iraniano ha spiegato ai giornalisti che il quantitativo di droga sequestrata nell’arco dell’anno dalle autorità "sarà pari al 95 per cento degli stupefacenti sequestrati in un anno nel resto del mondo", aggiungendo che oramai dall’Afghanistan non parte più solo la materia grezza, ma che "i laboratori tradizionali afgani per la produzione di droghe si stanno trasformando in strutture moderne, producendo sostanze più raffinate e potenti". L’ufficiale ha poi puntato il dito contro il partito dei lavoratori del Kurdistan, il Pkk, accusandolo di osteggiare le operazioni delle unità anti-droga messe in atto da Iran e Turchia.
L’emergenza produzione di oppio nel Paese degli aquiloni ha raggiunto livelli inquietanti, stando al rapporto dell'Ufficio antidroga dell'Onu (Unodc), la produzione di oppio in Afghanistan rappresenta il 93% dell'oppio illegale nel mondo, mercato dell’oppio che, come da più parti affermato, rappresenta la fonte di finanziamento primaria per i gruppi terroristici talebani. Un’emergenza di livello planetario quindi, che mette in pericolo l’assuntore di droghe europeo, come il militare di stanza in Afghanistan.Intanto è di poche ore fa la diffusione del comunicato attraverso cui si rende noto che le forze militari Nato in Afghanistan non hanno alcuna intenzione di prendere parte ad operazioni volte alla distruzione delle piantagioni di papavero da oppio, lasciando così cadere nel vuoto le accorate richieste giunte in tal senso dalle Nazioni Unite e del Governo di Karzai.
Stando alle parole del portavoce della Nato, il maggiore Charles Anthony, "la missione della Nato/Isaf non permette all'Isaf di partecipare direttamente all'eradicazione del papavero", tuttavia la coalizione sosterrà la guerra alla droga condotta dalle forze americane, fornendo programmi di addestramento per la polizia e l'esercito afgano. (
Nuova Agenzia Radicale)

 

 

 

 

 

 

 

 

VIDEO SHOCKCONTRO DON SANTORO

LA REAZIONE COLLOQUIO TELEFONICO TRA IL
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ITALIANO ED IL NOSTRO AMBASCIATORE AD ANKARA CARLO MARSILI. IL 
DISAGIO DI PALAZZO CHIGI

"Smettete di suonare le campane/ e di essere armeni/ la gente e la nazione/ non bevono tutto questo/ sul Mar Nero/ sul Mar Nero". Le strofe si rincorrono, la musica è ritmata. Il testo già colpisce, e c'è anche un video. Ma vederlo è uno shock. Prima l'immagine a terra del giornalista armeno Hrant Dink, ucciso alle spalle, a Istanbul. Poi quella di don Andrea Santoro, il sacerdote eliminato con due colpi alla schiena, nella sua chiesa di Trebisonda, sul Mar Nero.
"Non fate piani" è il titolo di un videoclip e di una canzone, appena usciti in Turchia, che le autorità vogliono subito perseguire, ma che intanto stanno facendo il giro su <You Tube>. Un misto di ultranazionalismo e di fanatismo religioso, la stessa esplosiva miscela che a Trebisonda causò la morte del missionario italiano.

 


A cantarla è un artista semi-sconosciuto, Ismail Turut, molto popolare però sul Mar Nero. Il filmato, di cui è autore un fan del cantante, appare come la quintessenza del radicalismo nazionalista predicato in Turchia dai Lupi grigi. Foto di Mehmet Ali Agca, l'attentatore di Papa Wojtyla, si alternano a quelle dell'attuale leader del Partito di azione nazionalista, Devlet Bahceli, mentre mostra le dita a corna, nel tipico saluto dei fedelissimi panturchi. C'è anche Abdullah Catli, il mafioso legato ai Lupi grigi, poi morto nel misterioso incidente di Susurluk nel quale perirono Miss Turchia e il vice capo della polizia di Istanbul. E soprattutto c'è la foto di don Andrea, con i suoi paramenti sacri, mentre legge il Vangelo. Quando compare, il testo annuncia: "Smettete di suonare le campane". Arriva quindi l'immagine di una moschea, poi di seguito la bandiera turca, tre mezzelune simbolo dei Lupi grigi, i militari.
Ossessionante la sequenza che mostra Hrant Dink, l'uomo che per tutta la vita aveva cercato di avvicinare turchi e armeni pubblicando sul suo giornale <Agos> articoli in entrambe le lingue. Il giornalista è mostrato in volto, e poi sul selciato, coperto di sangue, dopo essere stato colpito ("smettete di essere armeni"). A questo punto, su campo blu, compare prima il nome, poi la foto del suo assassino: "Ogun", nome di battesimo di Ogun Samast e subito dopo, ecco il nome e il volto del mandante, Yasin Hayal, colui che gli inquirenti considerano l'ideatore dell'omicidio, e non estraneo a possibili collegamenti con il delitto Santoro.


"INTERVENGA PRODI"

"La canzone turca nelle cui strofe si inneggia alla morte di Don Santoro e Dink istigando all'intolleranza verso cristiani e armeni è l'ennesima prova di dove Prodi e la Bonino ci porteranno con la loro politica estera dissennata a favore della Turchia in Europa". E' quanto afferma, in una nota, il capogruppo Udc alla Camera, Luca Volontè, in riferimento al nuovo brano del cantante turco Turut, al centro delle polemiche in Turchia.
"Altro che timore per l'Europa ridotta a un club cristiano: oltre all'anticattolicesimo imperante in Italia - afferma l'esponente centrista - i ministri del Governo Prodi vorrebbero importare in Europa quella laicità turca che prende spunto da omicidi religiosi, a partire da quello di don Santoro, per irridere il cristianesimo e ridurre ulteriormente la libertà religiosa nel Paese".
"Prodi - conclude Volontè - mostri sdegno verso questa performance pseudo-artistica e si decida a bloccare il processo di integrazione di un Paese sempre più islamico e sempre meno europeo". (Alice)


Hayal fu capace, mentre veniva trasferito dal tribunale a una camionetta della polizia, di guardare dentro le telecamere che lo riprendevano, sibilando: "Orhan Pamuk, attento, fatti furbo!". Nel video della canzone c'è infatti anche il Nobel per la letteratura, da più di un anno in giro per il mondo piuttosto che rimanere fermo nel suo paese. "Non valgono 5 lire", dice la scritta, mentre la musica continua. E sopra il testo le foto di Pamuk, appunto, del musicista e scrittore Zulfu Livaneli, del primo ministro Tayyip Erdogan. Sulla bandiera turca compare ora una pistola, un caricatore e un coltello. Turut canta l'ultima strofa: "Non tramonta/ sul Mar Nero/ il sole turco e l'Islam". La scritta finale è per Abdullah Ocalan, il leader del Pkk curdo, da otto anni in prigione sul Mar di Marmara: "Ora tocca al bastardo - è la minaccia - che si chiama Apo". (Marco Ansaldo/La Repubblica.it)


 

"Un fatto isolato a cui dare il giusto peso ma non enfasi. Vicende del genere non rappresentano il pensiero della grandissima maggioranza del popolo turco": così Mons. Luigi Padovese, vicario apostolico dell'Anatolia, che ha commentato il video musicale


 

 

 

 

 

 

 

BLOCCATO <YOUTUBE>

INSULTI ONLINEAD ATATURK

Gli insulti ad Ataturk messi on-line da alcuni utenti di <YouTube> sono costati cari al più popolare sito di video-sharing in rete. Un tribunale turco ha ordinato alle autorità per le telecomunicazione di bloccare gli accessi al sito dopo che un abitante di Sivas aveva denunciato la presenza di video con insulti al padre della Turchia moderna, al presidente Abdullah Gul e al premier Recep Tayyip Erdogan. <YouTube> ha fatto sapere di essere pronta a collaborare con le autorità turche per risolvere la disputa. Già a marzo il maggiore provider del Paese, <Turk Telekom>, aveva bloccato l'accesso al sito per la presenza di un video che insultava Ataturk. Il blocco fu rimosso due giorni dopo per la rimozione del filmato.

 

 

 

 

 

 

LOTTAAL TERRORISMO

L'ATTENTATO FALLITO  RIUNIONE AD ALTO LIVELLO PRESIEDUTO DAL MINISTRO CEMIL CICEK. LE INDAGINI
PUNTANO AL PKK MA NON VENGONO ESCLUSE ALTRE PISTE

Turkey's supreme anti-terrorism board met yesterday following attempted bomb attack in Ankara, on the sixth anniversary of the Sept. 11, 2001 terrorist attacks against the United States. 
The board convened for the first time under the leadership of Deputy Prime Minister Cemil Çiçek to discuss developments concerning the minibus loaded with explosives. Çiçek took over the leadership of the anti-terror board from Abdullah Gül after the latter's election as president.
Efkan Ala, who was appointed undersecretary of the Prime Ministry, Justice Minister Mehmet Ali Şahin, Interior Minister Beşir Atalay, Gendarmerie Commander Gen. Işık Koşaner, Deputy Chief of Staff Ergin Saygun and undersecretary of the National Intelligence Organization (MİT) Emre Taner discussed the fight against terrorism, as well as the confiscated explosives from the attempted terrorist attack in the Turkish capital.
Foiled attack:
Turkish police Wednesday investigated the potential target and masterminds of a foiled bomb attack in Ankara as officials pointed to the outlawed Kurdistan Workers' Party (PKK) for planning a devastating blast.


Almeno cinque ribelli curdi sono rimasti uccisi in combattimenti con l'esercito turco nella zona sud-orientale del paese. Lo ha annunciato la tv privata <Ntv>


The Ankara governor's office said the explosives found on a mini-bus in a multi-storey car park in the city center Tuesday were akin to those used by the PKK in 2005 and 2006.
"Police are continuing their investigations and laboratory analyses," a statement said.
The PKK, which has been fighting since 1984 for self-rule in Turkey's southeast in a bloody campaign that has claimed more than 37,000 lives, has so far not claimed responsibility.
Sniffer dogs:
Ankara governor Kemal Önal said that a "large quantity of explosives" were hidden in the mini-bus with fake number plates discovered by sniffer dogs in the car-park in the densely-populated, commercial district of Kurtuluş.
He did not specify the amount, but Turkish newspapers said Wednesday that the van contained up to 600 kilograms of explosives. Soon after the discovery, reports had claimed that the explosives weighed 300 kilograms.
The discovery of the bomb came amid tight security measures to pre-empt any blasts on Tuesday, the sixth anniversary of the September 11 attacks by Al-Qaeda in the United States.
Bomb squads took three hours to defuse the explosives as police evacuated nearby buildings and officials cut off natural gas supplies and blocked mobile phone services in the area to prevent detonation by remote control.
"The meticulous work of the police averted a possible catastrophe," Önal said.
Explosives:
The governor's statement said that the bomb comprised 24 gas canisters and dozens of bags and containers of chemicals in both powder and liquid forms.
Newspapers on Wednesday said ammonium nitrate was used.
They said the attackers planned to set off the bomb through a mobile phone, a method commonly used by the PKK in the southeast where they are fighting the army, but never employed on such a large scale in any urban center.
Police have so far made no arrests.
The target of the attack is unclear but the car park where the bomb was found is in a strategic zone only a few kilometers from the office of the prime minister, parliament and several embassies.
Past attacks:
Turkey has witnessed several attacks in recent years, with officials blaming radical Islamist militants, extreme left-wing militants or the PKK for bombings in major cities.
The worst in the country's history occurred in 2003, when suicide bombers from a homegrown Al-Qaeda cell rammed explosive-packed vehicles into two synagogues on November 15.
Five days later, they targetted the British embassy and a bank, killing a total of 63 people and wounding 600.
In May, nine people were killed when a suicide bomber blew himself up in Ankara's busy commercial district of Ulus.
Turkish officials blamed the attack on a former far-left militant believed to have joined the ranks of the PKK. The PKK has denied any involvement in the attack. (Turkish Daily News)

 

 

 

 

 

 
 

AD ERZURUM

DIRIGENTECURDO CONDANNATO A 3 ANNI

Brutte notizie per Huseyn Bektasoglu. Il dirigente ad Erzurum dl DPt, il partito curdo per la società democratica, è stato condannato dal tribunale locale a tre anni di reclusione per avere definito Abdullah Ocalan, fondatore del Partito dei lavoratori del Kurdistan, "stimabile". In altre dichiarazioni aveva difeso l'azione terroristica del Pkk, il Partito dei lavoratori curdi, fuorilegge. Gli avvocati di Bektasoglu si sono rivolti alla Corte Suprema di appello.
Un'accusa del genere era toccata anche al premier Recep Tayyip Erdogan che qualche mese fa era stato messo sotto inchiesta per avere definiti Ocalan "rispettabile" durante una intervista alla radio australiana del 2000. (Apcom)
________________________
Nuova raffica di sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo contro la Turchia per violazione della libertà di espressione. Tra queste la corte di Strasburgo ha accordato un risarcimento di 2.500 euro a Mahmut Sakar, ex presidente dell'associazione dei diritti umani di Diyarbakir, condannato in Turchia a tre anni di carcere per propaganda separatista perche' distribuiva volantini che chiedevano una soluzione pacifica della questione dei curdi. (Ansa)

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