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<TURCHIA
OGGI> - A PARTE LA DOCUMENTAZIONE DELL'AMBASCIATA DI ITALIA AD
ANKARA E DELL'ICE DI ISTANBUL - SI AVVALE PER LE NOTIZIE E GLI
ARTICOLI RIPORTATI SUL SUO WEB, E NATURALMENTE RELATIVE ALLA TURCHIA,
DELLE NEWS
GIA' APPARSE IN ALTRI SITI O GIA' PUBBLICATE SU QUOTIDIANI E
RIVISTE. NON FA ALTRO CHE ASSEMBLARLE, NELLA CONVINZIONE CHE SIANO
DI MAGGIORE UTILITA' PER QUANTI HANNO UN QUALCHE INTERESSE PER
QUESTO PAESE. <TURCHIA OGGI>, AD
OGNI MODO, E' SEMPRE A VOSTRA DISPOSIZIONE.
| SPETTACOLI
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LA 11
NOVITA'
PER LA NUOVA
STAGIONE
DELL'OPERA
DI ANKARA
LA MUSICA
L'APERTURA, IL 29 SETTEMBRE PROSSIMO,
CON IL "MEVLANA ORATORIO" DI CAN ATTILA. IN PROGRAMMA
VERDI, PUCCINI, MOZART E BALLETTI
The
State Opera and Ballet Directorate General announced the new
opera season will open in Ankara with a world premiere of Can
Atilla's "Mevlana Oratorio" on Sept. 29.
Opera
goers are eagerly anticipating the new productions of the
2007-08 season.
A total of 22
productions, among them 11 premieres, including Ahmet Adnan
Saygun's "Özsoy" -- the first Turkish opera -- and
Okan Demiriş's "Sultan Murat IV," will be
staged by the Ankara State Opera and Ballet troupe in the new
season.
State Opera and Ballet
Director General Meriç Sümen Kanan told reporters at a press
conference this week at the Ankara Opera House that the
previous season was a very fruitful one with a significant
increase in the number of ticket sales. "[In the last
season] we staged 39 pieces in 140 performances in Ankara.
Some 64,849 opera goers came to see our performances, bringing
in proceeds totaling YTL 309,510," Kanan said.
The veteran ballerina,
who took over in June 2005 as the first ever female head of
the Turkish opera, said Turkish audiences mostly preferred
classical and lengthy ballet pieces with a storyline; she
noted that they were aiming to constantly enhance their
repertoire with demanding performances such as Saygun's "Özsoy"
and "Murat IV."
The opera administration
was to brief the newly appointed Culture and Tourism Minister
Ertuğrul Günay at a meeting on Tuesday on the problems
the State Opera and Ballet have been suffering. There have
been problems particularly with the Ankara Opera House, which
Kanan said was "totally inadequate from its cafeteria to
its dressing rooms, despite being one of the most beautiful
opera houses in the world." Kanan also said that a high
level of financial resources was needed to renovate Ankara's
newly opened Leyla Gencer Hall as its curtains fall very
slowly and it lacks the required funding to replace the decor.
Season of
revivals
Sümen said the Ankara
State Opera and Ballet would stage 11 new productions in the
new season starting Sept. 29; among them will be five operas,
an oratorio, two ballets, two modern dance performances and a
children's play. Atilla's "Mevlana Oratorio," which
is the single oratorio in this year's repertoire, will have
its world premiere on Sept. 29 as this season's opening piece
after its previous two stagings in İstanbul and Antalya
during the summer. The first Turkish opera "Özsoy,"
which Saygun composed in 1934 upon an order from Mustafa Kemal
Atatürk, will get a fresh revival some 25 years after it was
last performed on Turkish stages. The opera, which centers on
the theme of brotherhood between the Turkish and Iranian
nations, will be directed by Evin Atik Yerli.
Erich Wolfgang Korngold's
opera "Die tote Stadt" (The Dead City), which
premiered in Germany in 1920 and became one of the favorite
operas of the period, will have its first ever performance in
Turkey during the new season in Ankara. Meanwhile Demiriş's
"Sultan Murat IV" will have a revival 24 years on.
Other well-known pieces
in the program include Verdi's grand opera "Il
Trovatore," Mozart's "Cosi Fan Tutte" and a
ballet rendition of Carl Orff's classical cantata
"Carmina Burana" by the Ankara Opera and Ballet's
Classical Ballet Troupe.
Mustafa Erdoğan's
children's play "Karagöz ve Hacivat ile Cumhuriyete
Yolculuk" (Journey to the Republic with Karagöz and
Hacivat) will be staged at Leyla Gencer Hall. The Modern Dance
Troupe (MDT), which marks its 15th anniversary this year, will
perform two new productions on Dec. 15 of this year and March
29, 2008.
Eleven productions drew
huge audiences in the previous season, including "Aşk-ı
Memnu" (Forbidden Love), Selman Ada's operatic rendition
of Halit Ziya Uşaklıgil's novel of the same name,
Verdi's "Nabucco" and Mozart's "The Abduction
from the Seraglio," will appear again this season. This
year's program includes eight pieces by Turkish composers and
choreographers.
The İstanbul,
İzmir, Antalya and Mersin state opera and ballet
companies' repertoires for the new season were also announced.
Among performances the İstanbul State Opera and Ballet
will stage this year are Puccini's "Tosca," Verdi's
"Aida" and "Macbeth," Mozart's "The
Abduction from the Seraglio," Selman Ada's "Ali Baba
and the Forty Thieves" and Richard Strauss's "Wlektra."
(Zaman)
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COSA PUO' RAPPRESENTARE
UNA CITTA'
PER
UN ARTISTA
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L'INTERVISTA
CONVERSAZIONE DI FABIO
SALOMONI CON IL REGISTA TURCO OZER KIZILTAN
AUTORE DEL FILM "TAKVA" (TIMORE DI DIO)
VINCITORE A SARAJEVO DEL FESTIVAL 2007
-
Takva ha avuto
molti riconoscimenti in ambito internazionale...
Il film ha ricevuto un’ottima accoglienza all’estero. Ha
vinto il premio Swaroski al festival di Toronto, quello Fipresci
a Berlino, il premio per il miglior attore protagonista a
Norimberga ed infine il premio di Sarajevo. Adesso sto
lavorando a nuovi progetti, penso ad un nuovo film per
l’anno prossimo ma per il momento è ancora presto per
parlarne.
- Come è
nata l’idea del film?
Inizialmente Takva faceva parte di un pacchetto di proposte,
5 film, che alcuni anni fa abbiamo presentato ad una
televisione. Poi la televisione si è tirata indietro ed io
ho continuato a lavorare alla storia di Takva. Abbiamo
cominciato a girare 5 anni dopo, quando si sono presentate
le condizioni giuste, un po’ a singhiozzo e con qualche
difficoltà siamo andati avanti, fino a completare
l’opera. Per un anno ho vissuto nella stessa casa con lo
sceneggiatore, abbiamo girato insieme tutta Istanbul per
cercare i luoghi adatti per le riprese, ci siamo documentati
sulle tarikat (confraternite religiose), la storia,
abbiamo letto e parlato con molte persone.
- Una
Istanbul tradizionale, un han (mercato) tradizionale,
mestieri tradizionali, relazioni sociali tradizionali, un
ambiente che sta dietro l’angolo ma che ignoriamo...
E’ vero sono situazioni che si vivono ancora oggi ma che
non conosciamo. Ad esempio di dergah,(conventi,
complessi religiosi), come quella che compare nel film, ad
Istanbul ce ne sono 2500. Certo non tutte come quella del
film - si tratta del complesso storico, külliye,
opera dell’architetto ottomano Sinan. Magari molte sono
nelle cantine o nei sottoscala ma ne esistono a migliaia di tarikat
come quella. Da un anno era vuoto, non più utilizzato, noi
abbiamo chiesto il permesso di farne l’ambientazione per
il nostro film. Quello delle tarikat è un mondo
strano, di solito non permettono riprese. Noi li abbiamo
incontrati, abbiamo presentato il nostro progetto, la nostra
prospettiva ed hanno accettato, ci hanno aiutato, non hanno
trovato niente da ridire sul nostro copione. Le cerimonie
dello zikir(1) sono state proibite dalla repubblica,
l’unica ad essere autorizzata è quella dei dervisci
rotanti di Mevlana, anche se come attività culturale. Ma in
realtà anche se proibite queste cerimonie continuano a
svolgersi.
Noi abbiamo partecipato a molti zikir, abbiamo
osservato quello che succedeva ed alla fine siamo diventati
amici.
- Quanto
questa tradizione sufi influisce sulla vita dei turchi oggi?
E’ difficile rispondere, probabilmente è un’eredità
che ha lasciato tracce disparate, la troviamo nelle nostre
nonne, nelle nostre madri. Tutti cercano di essere persone
buone, il modo con cui questa tradizione continua dipende
dalle singole persone
- Dal
film emerge tutto il peso che le confraternite hanno in
alcuni ambienti della società turca...
L’organizzazione delle tarikat è molto forte, ci sono
aspetti positivi ma anche relazioni di potere. Hanno
relazioni economiche, culturali e con i partiti politici.
Adesso sembra che tutti siano membri di una tarikat,
soprattutto nel mondo politico. Le relazioni tra le tarikat
ed il mondo politico sono sempre esistite, nell’epoca
ottomana ed anche in quella repubblicana. Certo adesso le
tarikat sono costrette a crearsi un proprio capitale ed
uscire allo scoperto, adesso hanno cominciato ad assumere un
volto pubblico.
- Quali
sono state le reazioni all’uscita del film, soprattutto
dagli ambienti religiosi?
Sia positive che negative, da tutti gli ambienti. In genere
però sono state reazioni positive, questo ci ha dato la
conferma che abbiamo lavorato nel modo giusto.
- Muharrem
è il protagonista...
E’ una persona che vive all’interno di uno stile di vita
tradizionale, lo stesso che si vive ad Istanbul dalla sua
conquista. Credo però che non sia uno stile di vita
esclusivo degli ambienti musulmani, credo che anche ebrei e
cristiani abbiamo vissuto in un ambiente simile,
caratterizzato anche da una cultura ed una economia chiuse
in se stesse. Siamo partiti da qui, cercando di riflettere
lo stile vita di una persona come Muharrem, un uomo che
vorrebbe “solo essere una persona buona”.
Io credo che sia una situazione comune, il conflitto che si
scatena al momento in cui una persona con i suoi valori, la
ricerca di sé, si scontra con la realtà del mondo esterno.
Il film avrebbe potuto svolgersi all’interno di
un’organizzazione politica, non necessariamente in un
ambiente religioso. Credo che tutti noi ci troviamo nella
situazione di Muharrem.
Certo il fatto che lui provenga da un ambiente tradizionale
di quel tipo rende la storia più tagliente per così dire.
Il problema è come si concilia la nostra volontà di essere
persone migliori con la nostra vita nel mondo del lavoro,
nelle incombenze quotidiane come l’andare a fare la spesa,
nel tipo di relazioni sociali che abbiamo. Di fronte a
queste difficoltà anch’io mi stupisco di come possiamo
comportarci.
Da giovani eravamo tutti idealisti, innocenti, avevamo dei
valori, morali, politici o culturali. Poi siamo costretti a
trovare compromessi con la vita e se non ci riusciamo cosa
succede? A questo dovremmo pensare, secondo me impazziremmo.
- L’aiutante
di Muharrem è un ragazzo che viene dal Kosovo, raccoglie
fondi per la guerra, ha una bandiera dell’UCK...
Abbiamo voluto mettere in discussione il rapporto tra
religione e nazionalismo. Certo il ragazzo ha un
atteggiamento molto critico verso la religione. Perché il
Kosovo? Perché si tratta di una realtà geografica vicina
alla nostra, una realtà molto calda, che ha delle
ripercussioni anche sulla Turchia, come sull’Italia del
resto. E’ anche una storia nostra.
- Anche
Muharrem viene dai Balcani?
Sì, la sua famiglia in epoca ottomana è emigrata ad
Istanbul dall’Albania. Io non ho un approccio sociologico,
sono solo mie osservazioni personali. Ho l’impressione che
gli emigrati provenienti dal Caucaso - mio padre viene dalla
Georgia, mia madre dalla Crimea - si siano integrati nella
società turca. Anche quelli che vengono dai Balcani certo
che si integrano ma conservano qualcosa, ci tengono a dire:
Io sono albanese, io sono bosgnacco. Certo anche perché
l’emigrazione dai Balcani è ancora qualcosa di attuale,
continuano ad arrivare qui, dai Balcani, dalla Bulgaria, le
relazioni con quelle terre sono ancora calde.
- Qual è
il ruolo del costruttore che induce in tentazione Muharrem?
Veramente non lo so nemmeno io, forse qualcuno che cerca di
approfittare delle opportunità economiche che derivano
dall’avere buone relazioni con una tarikat o forse il
diavolo che deve indurre in tentazione Muharrem, non lo so
veramente. Ma è un personaggio che non mi piace.
- Il
successo di Takva è un altro segno della vitalità del
cinema turco?
Non mi piace vedere questa cosa da una prospettiva
nazionalista, turca, credo che sia stata una cosa fatta
bene. Mi basta dire che ho fatto il film che avrei voluto
vedere, non so dire che posto abbia nel cinema turco.
- Lei non
è solamente un regista cinematografico. Adesso ci troviamo
in una pausa delle riprese di una serie televisiva che sta
dirigendo. Le serie televisive sono un fenomeno che ha
assunto una dimensione impressionante nella televisione
turca...
Sì, ogni canale nazionale trasmette all’incirca una
decina di serie televisive alla settimana, nel complesso
nelle tv nazionali si producono più o meno un centinaio di
serie. E adesso hanno cominciato a farlo anche alcune
televisioni locali. Le serie sono diventate una fonte di
incassi fondamentale per la televisione.
In Turchia c’è una lunga tradizione di passione per il
cinema, e adesso le persone a casa guardano le serie
televisive. Nel medio termine è una tendenza che continuerà,
i grandi canali hanno già programmato le serie per i
prossimi tre anni. Tutti sono contenti, le televisioni, gli
spettatori, i pubblicitari, ed hanno chi ci lavora, è ormai
una vera industria quella delle serie televisive.
Sul piano estetico i canoni delle serie televisive stanno
influenzando anche quelli del cinema. Io comunque cerco, non
so quanto ci riesca, a tenere distinti il cinema e la
televisione, perché hanno regole diverse.(Fabio Salomoni/Osservatorio
Balcani)
(1) Rituale mistico le cui caratteristiche variano a seconda
delle diverse tarikat. L’obbiettivo è quello di
raggiungere uno stato di trance, di unione mistica con la
divinità |
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TURCHIA OFF LIMITS
BLOCCATO<THE
PIRATE BAY>
La
Turchia ha bloccato l’accesso ad uno dei siti per file torrent
più conosciuti. Da alcuni giorni per gli utenti turchi è infatti
impossibile accedere a <The Pirate Bay>. Alcuni mesi fa era
successa la stessa
cosa a <YouTube> e a <WordPress.com>
Rogers
Nelson, conosciuto ai più come Prince e anche come "The Artist
Formerly Known As Prince", ha deciso di rivolgersi ad una
società specializzata nella protezione dei diritti d’autore su
Internet: <Web Sheriff>.
Le prime iniziative sono state dirette verso i siti di <YouTube>,
<eBay> e <The Pirate Bay>. I legali del cantante hanno
chiesto la rimozione di circa 2000 video caricati illegalmente su
<YouTube>. (SpeedBlog) |
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