P E R L E

Una nuova rubrica curata dalla Dott.ssa Elisa Petitta, che ci presenterà di volta in volta commenti e riflessioni su opere e artisti diversi, argomenti ed eventi culturali, concernenti la Turchia e il Levante.

I brani letterari, le opere d’arte, le partiture musicali, le fotografie e i fotogrammi, proposti dalla Dott.ssa Petitta, avranno lo scopo di incuriosire il lettore e di trasformarlo in un “pescatore” di quelle “perle” meravigliose che ancora vivono nel “mare” della cultura turca e levantina, tra passato e presente, tra modernità e tradizione.

 

 

 

IL MEDITERRANEO E I SUOI CANTORI

 

OMERO

 

Musa, quell’uom di multiforme ingegno
dimmi, che molto errò, poich’ebbe a terra
gittate d’Ilïon le sacre torri;
che città vide molte, e delle genti
l’indol conobbe; che sovr’esso il mare
molti dentro del cor sofferse affanni, ...

 

Una cavità naturale alla base del Monte Ciannito, presso Sperlonga, accoglie la Grotta di Tiberio, ovvero il ninfeo della villa in riva al mare, che l’ Imperatore utilizzò come dimora fino al 26 d.C., quando si trasferì a Capri.

Il Museo annesso all’area della Villa, inaugurato negli Anni Sessanta, fu concepito per accogliere gli stupefacenti reperti scultorei, rivenuti durante gli scavi connessi all’apertura della Via Flacca.

La successiva, sistematica e paziente ricostruzione dei frammenti ritrovati portò all’ identificazione di quattro gruppi marmorei, rappresentativi di altrettanti episodi del ritorno di Ulisse in patria:

- il gruppo di Scilla, che rappresenta il mostro che avviluppa la nave di Ulisse nelle spire della sua coda e ne divora gli uomini con le sue teste ferine;

- l’ accecamento di Polifemo;

- Ulisse mentre trascina il corpo di Achille;

- il ratto del Palladio.

Si suppone che i gruppi scultorei, noti come l’ “Odissea in marmo”, si trovassero all'interno della grande cavità, che costituiva un sontuoso e scenografico ambiente per convivi, aperto verso l'esterno su una piscina quadrangolare, al cui centro, simile ad un'isola, era una vasta pedana, adoperata come triclinio per banchetti.

 

L’ ODISSEA IN MARMO

IPOTESI DI "ARREDAMENTO" DELLA GROTTA DI TIBERIO

PREDRAG MATVEJEVIC

 

L’ Odissea non è immaginabile senza il mare.

Quel mare, il Mediterraneo,

 è anche il grembo della nostra storia, della nostra civiltà.”

 

Sono parole tratte dal libro “Breviario Mediterraneo” di Predrag Matvejevic, noto scrittore bosniaco, nato a Mostar, città simbolo dell’incontro tra Oriente e Occidente, da sempre sensibile al tema della convivenza tra culture diverse. Attualmente insegna all’ Università di Roma e in questi giorni presiede il Comitato Scientifico della seconda edizione del festival

 

 

IL LAZIO TRA EUROPA E MEDITERRANEO

5 GIUGNO / 1° LUGLIO 2007

 

 

Il Festival, promosso dalla Presidenza della Regione Lazio in collaborazione con Sviluppo Lazio, nasce sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e si avvale  del Patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e di quello del Centro Regionale di Informazione delle Nazioni Unite (UNRIC).

Sono state invitate a parteciparvi anche le Ambasciate dei seguenti Stati: Albania, Algeria, Autorità Nazionale Palestinese, Bosnia ed Erzegovina, Cipro, Croazia, Egitto, Francia, Giordania, Grecia, Israele, Libano, Libia, Malta, Marocco, Montenegro, Portogallo, Principato di Monaco, Siria, Slovenia, Spagna, Tunisia, Turchia.

Per l’intera durata del Festival il territorio laziale sarà scenario di eventi attraverso i quali si esprimeranno la storia, le tradizioni, la musica e le arti dei paesi bagnati dal Mare Nostrum.  Il patrimonio culturale di ciascuno di essi, fra continuità e differenze, fra eredità del passato ed esperienze recenti, sarà considerato in un contesto di condivisione e partecipazione.

E’ previsto un calendario di convegni internazionali e mostre d’arte, con l’obiettivo di proseguire il fruttuoso dialogo tra l’ Europa e i Paesi del Mediterraneo, fra i quali il Lazio è chiamato a svolgere un ruolo di crocevia,  di scambio e di intermediazione culturale.

 

Organizzazione e realizzazione:

Comunicare Organizzando

Informazioni: 063225380

CALENDARIO   EVENTI

Mercoledì 13 giugno

Inaugurazione della Mostra

“L’uomo del Mediterraneo”

Roma – Complesso del Vittoriano – Salone Centrale –

Via San Pietro in Carcere

Orario: tutti i giorni – dalle ore 9.30 alle ore 19.30

Venerdì 15 giugno

Inaugurazione della Mostra

“Identità e differenze del Mediterraneo”

Viterbo – Museo Nazionale Etrusco –

Piazzale della Rocca 21B

Orario: da martedì a domenica – dalle ore 10.00 alle ore 18.00

Martedì 19 - Mercoledì 20 giugno

Forum Internazionale

“Il Mediterraneo. Alleanza o scontro delle civiltà?”

Roma – Villa Piccolomini

Mercoledì 20 – Giovedì 21 giugno

Convegno Internazionale – Sviluppo Lazio

“Il Lazio tra Europa e Mediterraneo. Percorsi di cooperazione per progetti concreti di sviluppo”

Roma – Complesso del Vittoriano –

Sala Zanardelli

Giovedì 21 giugno

Inaugurazione della Mostra Fotografica

“Paesaggi mediterranei”

Rieti – Archi del Vescovado –

Via Cintia 83

Orario: tutti i giorni – dalle ore 8.00 alle ore 21.00

Martedì 26 - Mercoledì 27 giugno

Convegno Internazionale

“L’uomo del Mediterraneo alla ricerca del suo porto”

Gaeta – LT – Palazzo De Vio

CONVEGNI

Attraverso lo sguardo di alcuni protagonisti del mondo intellettuale, provenienti dai paesi partecipanti al Festival, verranno affrontati temi culturali e politici di grande interesse e attualità.

Il programma del Festival prevede tre convegni.

Il 19 e 20 giugno a Villa Piccolomini, casa delle Regioni del Mediterraneo, luogo simbolo del dialogo tra le culture mediterranee, si svolgerà il Forum Internazionale “Il Mediterraneo. Alleanza o scontro delle civiltà?” L’interrogativo trae origine da un lato dalle irrisolte questioni politiche ed economiche che caratterizzano il nostro tempo e che hanno come scenario alcuni dei paesi coinvolti, dall’altro dalla linea di pensiero, condivisa da molti uomini di cultura, che vede nell’incontro e nel dialogo una strada per la convivenza pacifica tra i popoli nel rispetto delle loro singole identità. 

Il 20 e 21 giugno nella Sala Zanardelli del Complesso del Vittoriano avrà luogo  il Convegno di Sviluppo Lazio dal titolo “Il Lazio tra Europa e Mediterraneo. Percorsi di cooperazione per progetti concreti di sviluppo”. Si discuterà sul tema dell’interscambio economico e imprenditoriale nell’area del Mediterraneo. Le due giornate saranno occasione di confronto e riflessione sui progetti di sviluppo per migliorare i processi di internazionalizzazione delle PMI laziali e dei Paesi del Mediterraneo.

Il 26 e 27 giugno al palazzo De Vio di Gaeta, in provincia di Latina, si svolgerà il Convegno dal titolo “L’uomo del Mediterraneo alla ricerca del suo porto”, che affronterà uno dei temi più significativi e caratteristici del Mar Mediterraneo: il porto, luogo di accesso, di conoscenza, di scambio e di frontiera. Infatti, la storia del Mediterraneo, inteso come crocevia e culla di civiltà, è intrinsecamente legata alla navigazione e alle attività portuali, che nei secoli hanno prodotto ricchezza e determinato importanti influenze culturali. Attraverso il confronto e il dibattito sulle  differenti situazioni dei singoli paesi e sulle prospettive dei loro porti, gli esperti saranno invitati a individuare nuove strategie per il futuro, considerandone non solo i risvolti economici ma anche le conseguenze sociali e culturali.

Il Comitato Scientifico dei convegni  è presieduto dal Prof. Predrag Matvejevic, Ordinario di Slavistica all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, autore di numerosi saggi di fama internazionale e noto esperto di questioni mediterranee.

Tra i Membri si annoverano personalità di fama internazionale: Mohammed Arkoun–Francia, Joseph Attard–Malta, Hanan Ashrawi–Palestina, Tahar Ben Jelloun–Marocco, Enzo Bianchi–Italia, Sandro Bianchi–Italia, Salvatore Bono–Italia, Josko Bozanic’–Croazia, Isabella Camera d’Afflitto–Italia, Franco Cardini–Italia, Abdelmajid Cherfi–Tunisia, Malek Chebel–Francia, Vincenzo Consolo–Italia, Pier Giovanni D’Ayala–Francia, Tullio De Mauro–Italia, Edhem Elem–Turchia, Thierry Fabre–Francia, Enrico Ferri–Italia, Francesco Filippi–Italia, Senén Florensa i Palau–Spagna, Ghamal al Ghitany–Egitto, Renato Guarini–Italia, Bensalim Himmich–Marocco, Elias Khoury–Libano, Raffaele La Capria–Italia, Jacques Le Goff–Francia, Claudio Magris–Italia, Irad Malkin–Israele, Joseph Mifsud–Malta, Edgar Morin–Francia, Besnik Mustafaj–Albania, Marko Pavliha–Slovenia, Folco Quilici–Italia, Franco Rizzi–Italia, Riccardo Ruscelli–Italia, Francesco Russo–Italia, Ghassan Salamé–Libano, Wassyla Tamzali–Algeria, Filipe Themudo Barata–Portogallo, Takis Theodoropoulos–Grecia, Giuseppe Vacca–Italia.

La  Segreteria Scientifica è curata dall’Unione delle Università del Mediterraneo (UNIMED).

MOSTRE

Il programma del Festival prevede la realizzazione di tre mostre, ognuna delle quali dedicata a un ambito distinto di espressione artistico-culturale: arti visive, tradizioni popolari e fotografia.

Il 13 giugno nel Salone Centrale dell’Ala Brasini del  Complesso del Vittoriano di Roma si inaugurerà la mostra “L’uomo del Mediterraneo”. Ogni paese, attraverso l’azione delle proprie ambasciate o in maniera indipendente, presenterà uno o più artisti, che saranno ospiti della mostra collettiva curata da Maria Teresa Benedetti e Alessandro Nicosia. L’evento permetterà al pubblico di mettere a confronto e di scoprire, tra analogie e differenze, i linguaggi e le forze delle diverse identità artistiche mediterranee.

Gli artisti: ALBANIA Milot – ALGERIA Yacine Aidoud – AUTORITÀ NAZIONALE PALESTINESE Tayseer Barakat – BOSNIA ERZEGOVINA Mario Šunjić e Zvezdana Veselinović – CIPRO Eleni Nicodemou – CROAZIA Boris Bućan – EGITTO Essam Mohamed Marouf – GIORDANIA Nawal Abdullah – GRECIA Marios Spiliopoulos – ISRAELE Miri Segal – MALTA Celia Borg Cardona – MONACO Claude Gauthier – MONTENGRO Nenad Soskic – PORTOGALLO Jorge Cruz – SLOVENIA Vesna Cadez – SPAGNA Tatiana Medal – TURCHIA  Aykut Saribaş.

Il 15 giugno al Museo Nazionale Etrusco di Viterbo si inaugurerà la mostra “Identità e differenze del Mediterraneo” a cura di Stefania Massari, Direttrice del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari. La mostra compirà un viaggio affascinante, fra tratti comuni e divergenti, attraverso i costumi tradizionali, gli abiti, i gioielli, le ceramiche, i suoni e le immagini che caratterizzano le culture dei paesi del Mediterraneo.

Il 21 giugno agli Archi del Vescovado di Rieti si inaugurerà la mostra fotografica “Paesaggi mediterranei” a cura di Maria Teresa Benedetti e Alessandro Nicosia. Attraverso le immagini e le visioni personali dei singoli artisti verrà restituita al pubblico una multiforme sequenza dei luoghi più significativi del paesaggio mediterraneo.

I fotografi: ALBANIA Ferdinand Bjanku – ALGERIA Kays Djilali – AUTORITÀ NAZIONALE PALESTINESE Shuruq Harb – BOSNIA ERZEGOVINA        Damir Nikšić – CROAZIA Miro Andrić – EGITTO Weaam El-Masry – GIORDANIA Jan Kassay – GRECIA Haris Diamantidis – ISRAELE Tarin Gartner – MALTA Darrin Zammit Lupi – MONACO G. Claudia Albuquerque – MONTENEGRO Lazar Pejović – PORTOGALLO Max Wayne – SLOVENIA Antonio Živkovič – TURCHIA Orhan Durgut.

 

 

MATVEJEVIC PREDRAG
BREVIARIO MEDITERRANEO

Prefazione di Claudio Magris.

Traduzione dal croato di Silvio Ferrari.
NUOVA EDIZIONE
Ed. Garzanti - coll. “Nuova Biblioteca Garzanti” - pp. 320  - ISBN 881168310-6 -  € 14,00         

Traffici di mercanti, fughe di popoli e nascita di idee, leggende e storia, architettura e paesaggi.

Il libro ricostruisce in modo narrativo la storia geopolitica del Mediterraneo e dei paesi che vi si affacciano.

MATVEJEVIC PREDRAG
IL MEDITERRANEO E L'EUROPA

Ed. Garzanti - coll. “Gli Elefanti Saggi” - ISBN 881167497-2 - € 8,50

Il volume raccoglie le lezioni tenute da Predrag Matvejevic al prestigioso Collège de France nel marzo del 1997, riprendendo i modelli delle «lezioni-saggio» di Valèry, Barthes e Foucault a Parigi.

Tra paesaggi e confini, miti ed etimologie, memorie storiche e riflessioni sull’attualità, Matvejevic esplora il rapporto che lega il Mediterraneo e l’Europa. In particolare, delinea il ruolo e le responsabilità del Vecchio Continente nel nuovo scenario geopolitico: da un lato i paesi dell’Unione Europea, dall’altro le nuove democrazie (o «democrature») nate dopo il crollo del Muro. Senza mai dimenticare, però, l’altra sponda del nostro mare, troppo spesso trascurata.

Protagonisti di queste pagine sono le città e le pietre, le onde e i crepuscoli, ma soprattutto gli uomini: i popoli che non hanno quasi lasciato tracce del loro passaggio e i discussi protagonisti delle recenti cronache politiche, gli eruditi del passato e le vittime degli orrori contemporanei.

MATVEJEVIC PREDRAG
L'ALTRA VENEZIA

Prefazione di Raffaele La Capria.

Ed. Garzanti - coll. “Narratori Moderni” -  ISBN 881166557-4 - € 11,00

Per il magistrale cantore del Mediterraneo, era inevitabile misurarsi con la sua città più emblematica e affascinante, sospesa tra la terra e il mare, tra l’Oriente e l’Occidente. Di questa Venezia, rappresentata innumerevoli volte fino a diventare quasi un luogo comune, Predrag Matvejević è riuscito a cogliere immagini e sensazioni diverse, nuove e vere.

Perché non c’è solo la Venezia delle basiliche e dei grandi pittori, del leone alato e dei palazzi affacciati sul canale. Nell’Altra Venezia Matvejević ci fa apprezzare le diverse sfumature di patine e dorature sul legno, sulla pietra, sul mattone. Esplora le antiche mappe anonime. Fa esplodere la magnificenza dei tramonti, ascolta la musica dei passi sui ponti, ci accompagna in giardini invisibili. Dettaglio dopo dettaglio, ricompone il disegno complessivo della città e del suo mutare con lo scorrere del tempo e della storia.

 

 

FERNAND BRAUDEL

 

“Che cos’è l Mediterraneo?

Mille cose insieme.

Non un paesaggio, ma innumerevoli paesaggi.

Non un mare, ma un susseguirsi di mari.

Non una civiltà, ma una serie di civiltà,

accatastate le une sulle altre”.

 

Così si esprimeva Fernand Braudel (1902-1985), uno dei maggiori storici di Francia, a proposito del Mediterraneo, lo sconfinato mare che ha descritto in numerosi suoi libri, abbracciandolo con la sua sconfinata visione di storico.

 

“Il mare. Bisogna cercare di immaginarlo, di vederlo con gli occhi di un uomo del passato: come un limite, una barriera che si estende fino all’orizzonte, come un’immensità ossessiva, onnipresente, meravigliosa, enigmatica. Fino a ieri ... il mare è rimasto sconfinato, secondo l’antico metro della vela e delle imbarcazioni sempre alla mercé del capriccio dei venti, cui occorrevano due mesi per andare da Gibilterra a Istanbul.

 

 

Dioniso sulla sua barca a vela quadra, con estremità rialzata.

 

Coppa di Exechias a figure nere - 530 a. C. circa

Monaco – Staatliche Antikensammlungen

 

 

 

“Da allora il Mediterraneo si è accorciato, restringendosi a poco a poco, ogni giorno di più! E oggi un aereo lo attraversa, da nord a sud, in meno di un’ora.

Di tale visione, che fa del Mediterraneo attuale un lago, lo storico deve liberarsi a qualsiasi costo. Poiché è di superfici che si tratta ... Parlare del Mediterraneo storico significa ... restituirgli le sue dimensioni autentiche, immaginarlo in una veste smisurata. Da solo, costituiva in passato un universo, un pianeta”.

 

BRAUDEL FERNAND

IL MEDITERRANEO

LO SPAZIO LA STORIA GLI UOMINI LE TRADIZIONI

Traduzione di Elena De Angeli.

Ed. Bompiani – 2005 – coll. “Tascabili-Saggi” n. 7 – pp. 282 – ISBN 88-452-5114-4 – Euro 8,50

“La storia non è altro che una continua serie di interrogativi rivolti al passato in nome dei problemi e delle curiosità – nonché delle inquietudini e delle angosce – del presente che ci circonda e ci assedia. Più di ogni altro universo umano ne è prova il Mediterraneo, che ancora si racconta e si rivive senza posa.

BRAUDEL FERNAND

MEMORIE DEL MEDITERRANEO

PREISTORIA E ANTICHITÀ

A cura di Roselyne de Ayala e Paule Braudel.

Prefazione e note di Jean Guilaine e Pierre Rouillard.

Traduzione di Enrica Zaira Merlo.

Ed. Bompiani – 2004 – coll. “Tascabili-Saggi” n. 285 – pp. 427 – ISBN 88-452-1039-1 – Euro 9,50

"La testimonianza più bella sull'immenso passato del Mediterraneo è quella che fornisce il mare stesso. Bisogna dirlo e ripeterlo. Bisogna vedere il mare e rivederlo. Naturalmente esso non può spiegare tutto di un passato complesso, costruito dagli uomini con una dose più o meno elevata di logica, di capriccio o di aberrazione, ma rimette con pazienza al loro posto le esperienze del passato, restituendo a ognuna i primi frutti della sua esistenza, e le colloca sotto un cielo, in un paesaggio che possiamo vedere con i nostri occhi, uguali a quelli di un tempo. Per un momento, di attenzione o di illusione, tutto sembra rivivere."

 

Braudel ha raccontato il Mediterraneo da un punto di vista squisitamente storico, dilatando al massimo il proprio campo di studio.

 

Ancora più ampia dovrebbe essere oggi la nostra visione del nostro mare, ossia la visione di chi il Mediterraneo lo vive e sente di appartenervi: un’ idea più che una visione, un modo di pensare, anzi un concetto, il concetto di Mediterraneo che, come il concetto di Europa, non è facile da elaborare, tanto meno da introiettare.

 

Un noto pittore genovese, ROBERTO BIXIO, il suo mare lo rappresenta così

 

 

Se (per gioco) fosse una tavola del Test di Rorschach, “il fumo di una nave a vapore” sarebbe una risposta “banale”, mentre “il Mar Mediterraneo, l’ Italia, la Grecia, la Turchia, le piramidi, le coste del Nord Africa, ecc. ecc.” sarebbe una risposta “originale” e una brava psicologa la valuterebbe come “intramaculare” (segno di un’ elaborazione introspettiva) e “formalmente positiva” (segno di buone capacità percettive e intellettive).

 

Restituendo alla psicologia i suoi confini scientifici, si può concludere che i veri cantori del mondo. antico e moderno, sono stati e saranno sempre i poeti, gli scrittori, gli storici e gli artisti.

 

 

15 giugno 2007                                                       Elisa Petitta

 
 

 

 

RACCONTARE STORIE

 

Questo è l’ incipit delle Mille e una notte, l’ opera considerata da Dino Buzzati come “un monumento senza età e indiscutibile come le montagne”:

 

“Le gesta degli Antichi servano da esempio alle generazioni seguenti
affinché l’uomo vegga gli eventi ammonitori capitati agli altri,
e ne tragga ammonimento, e, leggendo la storia delle genti passate,
ne ricavi un freno  salutare.
Lode a Colui  che delle storie degli Antichi ha fatto un esempio ai posteri!
Di tali narrazioni esemplari sono i racconti detti Mille e una notte,
con le meravigliose avventure e  gli apologhi in esse contenuti”.

 

All’inizio c’è un re, Shahriyàr, straziato dal tradimento della moglie. Sconvolto dal dolore e dal desiderio di vendetta, ordina che ogni sera gli venga portata una fanciulla da sposare e poi da uccidere. Il popolo inorridito comincia a fuggire. Resta Shahrazàd, la figlia del visir. Si offre di sposare il re per salvare la vita delle altre ragazze. Si dice abbia letto mille storie.

Ogni notte Shahrazàd racconta una nuova storia al re e, prima che sia terminata, sopraggiunto il mattino, la interrompe. Ogni volta il re giura di salvarle la vita, finché non avrà ascoltato il resto del racconto.

Così, le storie di Shahrazàd, narrate in quelle mille notti, tengono lontana la morte, sospendono il tempo e la violenza del re. Salvano non solo la sua vita, ma anche quella di tutto il popolo. Salvano il futuro dell’intero regno. Salvano anche lo stesso re, che alla fine si pentirà della propria vendetta, annullerà la condanna a morte e saprà di nuovo gioire della vita. Salvano il mondo.

Shahrazàd non solo conosce mille storie, ma le sa anche raccontare. Questa sua sapienza nel narrare la rende sovrana più del re Shahriyàr.

Le Mille e una notte mostrano quanto potente possa essere l’abilità narrativa e svelano quanto fascino e quanta forza possano scaturire da un racconto.

 

LE MILLE E UNA NOTTE

Contributi di Francesco Gabrieli.

Traduzione di Francesco Gabrieli, Antonio Cesaro, Costantino Pansera, Umberto Rizzitano, Virginia Vacca.

Ed. Einaudi – Torino – 1972 – coll. “Gli Struzzi” – 4 voll. in astuccio – pp. XL-2587 – ISBN 8806352873

Scriveva Cesare Pavese nel 1948, presentando la prima edizione dell'opera: «Il fascino di questa grande commedia umana e fiabesca, che trasporta il lettore in mezzo a un gusto, un costume, una società e una natura stranamente esotica e insieme raffinata, che passa con agilità dal realismo piú furbesco allo stilismo piú ricamato e sognante, questo fascino impalpabile e onnipresente come un profumo, sarà sentito come un soffio di salute e di umanità dai lettori italiani».

 

PINOCCHIO TURCO

 

Nella versione pubblicata in Turchia, il pezzo di legno che vuole tramutarsi in bambino si rivolge al padre chiedendogli: “In nome di Allah, dammi del pane”.

L’adattamento in chiave turca della favola di Pinocchio è stato considerato in senso positivo, a dimostrazione dell’universalità del capolavoro di Carlo Lorenzini (Collodi).

 

Le fiabe che si narrano ai bambini hanno quasi sempre uno schema fisso: l’eroe buono, pericoli spaventevoli e difficoltà che vengono superate, il male sempre punito e la virtù sempre ricompensata, il lieto fine. Questi elementi, essenziali dal punto di vista psicoanalitico in quanto rispecchiano la visione magica che il bambino ha delle cose ed esorcizzano gli incubi dell’inconscio infantile, possono però essere cambiati, a volte con un esito altrettanto positivo.

Raccontare Cappuccetto Rosso come una bambina disubbidiente, Cenerentola come un’ adolescente invidiosa, Biancaneve come una seduttrice di piccoli uomini soli, può indurre il bambino a identificarsi con protagonisti negativi, ma anche a cercare il male dentro di sé e non fuori di sé, a riconoscere le ombre della propria anima, invece di rimuoverle e proiettarle all’esterno creandosi nemici immaginari o reali.  

 

BRUNO BETTELHEIM

IL MONDO INCANTATO

Uso, importanza e significati psicoanalitici delle fiabe.

Traduzione di A.D’Anna

“RIVOLUZIONE DISNEY, TOPOLINO FA IL CATTIVO”
di
Luca Raffaelli

“I BIMBI IMPARANO A RICONOSCERE LE LORO OMBRE”
di
UmbertoGalimberti

Ed. Feltrinelli – Milano – 2000 – coll. “Universale Economica” – pp. 312

 

La Repubblica - 1 aprile 2007

 

 

UN LIBRO E UN FILM CHE RACCONTANO LA STESSA STORIA

 

Un fatto può essere raccontato in diversi modi usando diversi linguaggi.

Antonia Arslan, autrice del romanzo “La Masseria delle Allodole”, e i fratelli Taviani, registi della relativa versione cinematografica, hanno fatto proprio questo, hanno narrato la stessa storia, sia pure con modalità e strumenti differenti.

E’ la storia di una famiglia armena, nel  1915, tra Europa e Turchia.

Attraverso una prosa avvolgente, di quelle che non lasciano respiro, attori che sanno comunicare anche in silenzio, inquadrature che colpiscono al cuore, il libro e il film rivelano alcuni misteri del popolo armeno e di quello turco, ma non tutti. 

Anche la storia è spesso piena di ombre, che potrebbero essere individuate e dissipate.

Come le ombre della psiche umana anche quelle della storia, allorquando si sentono accettate, cedono la loro energia e fanno diventare più forti.

I forti non sono quelli che sottomettono gli altri, ma quelli che guardandosi dentro sanno vedere e accogliere la propria ombra, perché non l’hanno rimossa ma hanno avuto la forza di trasformarla e, quando la incontrano, non si scompongono perché già la conoscono.

I forti hanno l’animo sereno, come alcune donne descritte nel libro, e lo sguardo buono, come alcuni uomini del film.

 

ANTONIA ARSLAN

LA MASSERIA DELLE ALLODOLE

Editore Rizzoli – Milano – 2004 –  coll.“Saggi Italiani” – pp. 238 – ISBN 17001449

Il libro descrive l’inizio della diaspora che porterà gli armeni a  disperdersi nel mondo, conservando nel cuore il ricordo costante e la struggente nostalgia per una patria e una felicità perdute.

Antonia Arslan, laureata in archeologia, è stata professoressa di Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea all' Università di Padova.

È autrice di saggi sulla narrativa popolare e d'appendice e sulla galassia sommersa delle scrittrici italiane.

 

LA MASSERIA DELLE ALLODOLE

REGIA DI PAOLO E VITTORIO TAVIANI

Cast: Paz Vega, Ángela Molina, Alessandro Preziosi, Mohammed Bakri, Tchéky Karyo, Mariano Rigillo, Hristo Shopov, Christo Jivkov, Yvonne Sciò, Linda Batista.

Nazione: Italia Bulgaria, Francia, Spagna, Gran Bretagna.

Anno: 2007

Genere: Drammatico

Durata: 122’

Produzione: Eagle Pictures S.p.a., Ager 3.

Distribuzione: 01 Distribution

Data di uscita: 23 Marzo 2007

È un film di grande attualità. Racconta una storia di cento anni fa, ma che si ripete ogni giorno in qualche parte del mondo.

 

 

TANTI MODI PER RACCONTARE UNA GUERRA

 

All’ epoca della Guerra Italo-Turca (1911-1912) si scrisse molto sull’ avvenimento. Cronisti, ufficiali, soldati, intellettuali e semplici viaggiatori ne dettero la personale versione, che comunque contribuì ad accrescere la popolarità di quell’ evento bellico. Poi, con gli anni, nessuno ne parlò più e quella guerra si ridusse a poche righe sui testi scolastici. 

Recentemente sono stati ristampati alcuni libri di allora e pubblicate alcune monografie di autori contemporanei. Si tratta di opere elaborate da diversi punti di vista e, proprio per questo, interessanti.

 

FEDERICO DE MARIA (1883-1957)

PASSEGGIATE SENTIMENTALI IN TRIPOLITANIA

VISIONI DI PACE E DI GUERRA

I edizione – Puccini – Ancona – 1912

II edizione – L’Epos – Palermo – 2004 – coll. “Alia-viaggi avventure idee” n. 2 – pp. 172 – ill. 24 b/n – ISBN 88-8302-268-8

L'EPOS Soc. Editrice s.a.s. di Biagio C. Cortimiglia & C.

INDIRIZZO Via Dante Alighieri 25 - 90141 Palermo
TELEFONO 091 6113191

E-MAIL info@lepos.it
WEB www.lepos.it

L'immagine di copertina fa parte delle illustrazioni inserite nella prima edizione ed è stata ripresa dall'autore con una fotocamera portatile dell'epoca.

 

E’ al tempo stesso un libro di viaggio, un reportage giornalistico e un romanzo d’avventura.

L’autore, poeta e drammaturgo, romanziere e saggista, intellettuale futurista, descrive l’ atmosfera di un evento bellico osservato in diretta: quella che doveva essere “una passeggiata militare” si rivela, nonostante lo stile descrittivo a tratti vagamente salgariano, un’ impresa assai ardua da realizzare.

 

 

DUE IMMAGINI TRATTE DAL LIBRO

 

 

Partitura della
canzone patriottica
“A Tripoli!”
(Torino – 1911)

 

Lo sbarco italiano a Tripoli,
avvenuto tra il 22 e il 29 ottobre 1911,
in una copertina della Domenica del Corriere
(collezione privata)

 

Tra il libro di De Maria, pubblicato nel 1912, e quello di Fabio Gramellini, pubblicato nel 2006, passano quasi cento anni.

 

FABIO GRAMELLINI
STORIA DELLA GUERRA ITALO-TURCA

1911-1912

Ed.Aquacalda S.R.L. – Forlì – 2006 – pp. 227 – ISBN X001514349

AQUACALDA COMUNICAZIONE s.r.l.

INDIRIZZO Via Schiaparelli 4/6 - 47100 Forlì
TELEFONO
0543 090560
E-MAIL
info.casa@aquacalda.it

Interessante e completa trattazione sulla guerra italo-turca del 1911-12, illustrata da numerosissime foto d'epoca. Sono descritte le operazioni su tutti i fronti:  Libia, Dodecanneso, Libano e Dardanelli.

 

Evitando la distinzione in buoni e cattivi e trascurando di ricercare meriti o colpe, l’ autore descrive la Guerra Italo-Turca prevalentemente dal punto di vista militare.

Il volume, inoltre, è ricco di fotografie che documentano non solo gli eventi ma anche le innovazioni tecnologiche impiegate nelle operazioni. Ne risulta un conflitto moderno rispetto all’ epoca in cui si svolsero i fatti e, privando le immagini della patina del tempo, molto simile a una delle guerre in atto, quasi una tempesta nel deserto tutta italiana.

 

 

 

L' aereo francese Bleriot XI fu il monoplano più rappresentativo dell’ era pionieristica.

 

Durante la campagna libica, tra il 1911 e i 1912, fu utilizzato per effettuare numerosi voli di ricognizione e correggere i tiri di artiglieria.

 

L’ ultima pagina del libro riporta una bella cartolina d’epoca che raffigura la pace fra Italia e Turchia.

 

 

I DOCUMENTI RACCONTANO

 

Dipinti, disegni, manoscritti, libri a stampa hanno parlato dei rapporti fra Occidente Europeo e Impero Ottomano, durante la mostra “I Turchi in Europa”, svoltasi nel 2006 in Friuli Venezia Giulia.

 

VENEZIA E ISTANBUL

INCONTRI CONFRONTI E SCAMBI

A CURA DI ENNIO CONCINA

Comprende il Catalogo della mostra

“I Turchi in Europa”

Palmanova 30 giugno/22 ottobre 2006  

Forum Editrice – 2006 – cm. 20,5x24,5 – pp.296 ill. b/n e col. – ISBN 88-8420-385-6

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Il volume illustra le relazioni fra Impero Ottomano ed Europa nell’ambito degli scambi culturali, della vita sociale, delle istituzioni e delle relazioni commerciali. Il punto di partenza è la pace tra Venezia e la Sublime Porta firmata nel 1573, all’indomani della guerra di Cipro e della battaglia di Lepanto. Le diverse sezioni dell’opera mettono in luce le contaminazioni e i continui contatti fra Oriente e Occidente, dal XVI secolo a oggi.

Il catalogo presenta opere e documenti provenienti da musei di tutta Europa: vedute pittoriche, grafiche e cartografiche, raffigurazioni e oggetti di manifattura turca diffusi nella Venezia dell’ epoca.

INDICE

- Riccardo Illy – Presentazione

- Federico Cressati – Saluto

- Gianpaolo Carbonetto – Introduzione

- Ennio Concina – Venezia e Istanbul: introduzione

- Maria Pia Pedani – Il cerimoniale di corte ottomano: i ricevimento degli ambasciatori stranieri (secoli XVI-XVIII)

- Giampiero Bellingeri – Col senno di prima: aspetti e motivi del recupero veneziano della cultura turco-ottomana

- Matthias Kappler – Tracce dell’ottomano in Europa: flussi e riflessi linguistici

- Mario Zorzi – Opere di interesse turco

- Alessandra Schiavon – Venezia e la Porta Ottomana: documenti e memorie nell’Archivio di Stato di Venezia

- Giustiniana Migliardi O’Riordan – L’archivio del Bailo a Costantinopoli conservato presso l’Archivio di Stato di Venezia

 

VENEZIA E ISTANBUL:

INCONTRI CONFRONTI E SCAMBI

 

1 - Venezia e Istanbul: immagini e metafore

2 - Istanbul: immagini di una capitale

3 - Dopo Lepanto: la pace del 1573

4 - Alla Sublime Porta: diplomazia e magnificenza

- Il Palazzo del Topkapi

- L’elmo di Solimano

- Cortei pubblici e cerimonie di stato

- Le moschee imperiali

5 - Nuove difese e nuove città

- Corfù

- Palma, nuova città forte

6 -Nuova mercatura

- La casa della nazion turchesca a Venezia

- Dal Ghetto di Venezia alla Scala di Spalato

- Rotte e itinerari di terra e di mare

- Immagini di bazar e caravanserragli

- Il bailo veneziano

- Navi e mercanti

7 - Scambi e conoscenza

- Le mercanzie

- Il Turco narrato e figurato

Riferimenti bibliografici

I TURCHI IN EUROPA

- Paola Sonia Gennaro – Il dispositivo geometrico della -cupola nelle moschee di Sinan

- Gilberto Ganzer – Vienna e i Turchi al Castello di Torre di Pordenone

- Isabella Palumbo Fossati Casa – La straordinaria avventura in Turchia dei fratelli Fossati, architetti e pittori

- Riferimenti fotografici

     

 

La discussione sull’ ingresso della Turchia nell’ Unione Europea è stata in larga misura condizionata dalla scarsa e superficiale consapevolezza dei rapporti secolari, dei conflitti, ma anche delle reciproche influenze, che ci sono stati fra la civiltà europea e il mondo ottomano, da sempre posto come un ponte fra Europa e Asia, sia per posizione geografica sia per sensibilità culturale.

La mostra, promossa dall’ Amministrazione Regionale e dal Comune di Palmanova, in collaborazione con il Governo Italiano e l’ Ambasciata Turca in Italia, si è proposta di colmare questo vuoto di conoscenze.

L’evento, di grande spessore culturale mediatico e turistico, ha coinvolto diverse città.

 

 

DUE IMMAGINI TRATTE DAL CATALOGO

 

 

Alessandro Capobianco
Progetto per la città di Palmanova

(fine XVI sec. – disegno a penna acquerellato)
Venezia – Biblioteca Nazionale Marciana

 

Hajji Ahmed
Perfetta e completa impuntura e descrizione
di tutto il mondo

(Pinelli – Venezia – 1795)
Venezia – Biblioteca Nazionale Marciana

 

Come riferisce nella sua introduzione il Prof. Ennio Concina, curatore dell’ opera, l’ ultimo mercante turco a Venezia, intorno al 1838, cercò di difendere la sua presenza nel Fondaco, a dispetto della congiuntura e degli accordi internazionali che ne avevano decretato la chiusura.

Ricorrendo alle carte, presentando in tribunale documenti di accordi rinnovati ormai da secoli,  il mercante fece valere le sue ragioni con queste testuali parole: