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Parliamo
di Tlos sulla costa del Mediterraneo ma, prima di immergersi nelle
bellezze di questo sito e di altri che gli stanno vicino, forse non è
male un bagno di cultura mitologica. Per la precisione quella che è
legata all’eroe Bellerofonte. Se i ricordi classici non ci ingannano,
era un discendente di Sisifo che in origine si chiamava Ipponoo. La
trasformazione del nome derivò dall’aver tolto la vita a tal Bellero,
da cui poi Bellerofonte (uccisore di Bellero>). Secondo la leggenda, il
giovane - per purificarsi - si recò ad Argo il cui regno era governato da
re Preto. Bellerofonte era bello, aitante e particolarmente simpatico.
Insomma aveva tutte le qualità per far innamorare di sé la moglie del
sovrano, Antea. Ma invece di approfittarne, come avrebbero fatto tanti
ragazzi al giorno d’oggi, e cogliere una notte d’amore in pace e
letizia, rifiutò la donna; che naturalmente non perse tempo per
vendicarsi e per dire al marito che l’ospite l’aveva insidiata. Apriti
cielo. Preto andò su tutte le furie ma, non avendo il coraggio di
affrontare Bellerofonte di persona, anche perché ne conosceva la forza e
il valore, preferì mandarlo dal re di Licia, tal Iobate che gli era tra l’altro
anche suocero, perché fosse lui ad assumersi l’ingrato compito. Questi
pensò bene di dargli l’incarico di far fuori la Chimera, sicuro che il
mostro avrebbe avuto ragione di Bellerofonte. Ma il giovane, che non era
uno stupido, chiese a Poseidone di poter avere un cavallo speciale per
affondare l’orrenda bestia. Il dio del Mare lo volle accontentare
regalandogli Pegaso, il cavallo alato. Il mito ci racconta che Pegaso –
peraltro fratello immortale dello stesso Bellerofonte – fosse figlio
della Medusa che era stata inseminata dal dio del Mare. De gustibus,
direte voi. Ma andò così. Quando Perseo tagliò la testa alla Medusa,
attraverso il collo del corpo decapitato uscirono due gemelli, Crisaone e
Pegaso. Del primo non sappiamo nulla, anche se per alcuni si potrebbe
identificare nello stesso Bellerofonte, del secondo si sa che – grazie a
lui – il nostro eroe potè averla vinta sulla Chimera. Iobate dovette
fare allora buon viso a cattiva sorte. Ma non si rassegnò, tanto che
cercò in tutti di modi di far fuori il ragazzo. Bellerofonte riuscì
comunque ad uscirne sempre vincitore. Alla fine dovette desistere ed anzi
gli dette in moglie la propria figlia, Filone (alias Anticlea o
Cassandra). Verso la fine della vita Bellerofonte si attirò però l’inimicizia
degli dei. Nella tragedia <Stenebea>, Euripide racconta che l’eroe
volle vendicarsi della regina Antea. Finse infatti di arrendersi all’amore
della donna e la convinse a volare con sé in groppa a Pegaso in direzione
di Caria. All’altezza dell’isola di Melo la buttò in mare. Ma lui
stesso avrebbe fatto di lì a poco la stessa sorte. Questo perché, vuoi
per superbia, vuoi per ingenuità, ad un certo punto Bellerofonte si mise
in testa di vedere Zeus e tutta la sua corte da vicino. Montò quindi sul
cavallo e si diresse alla volta dell’Olimpo. Ma il dio gli mandò contro
un tafano che punse il cavallo. Questi si imbizzarrì e disarcionò il
cavaliere che cadde nella pianura di Aleia, in Asia Minore. Zoppo e cieco,
Bellerofonte – mentre Pegaso veniva accolto nell’Olimpo, nelle
mangiatoie dei cavalli divini - vagò fino alla morte per quelle terre che
presero in seguito il nome di <pianura dell’errante". La sua
tomba si trova a Tlos, scolpita della parete rocciosa e adornata da un bel
bassorilievo raffigurante l’eroe che cavalca Pegaso. Ma di tombe
rupestri ce ne sono tantissime altre. Non va dimenticato infatti che
questa è terra Licia e che Tlos, che faceva parte della Confederazione,
era stato uno dei centri più importanti. Fondata dagli ittiti con il nome
di Dalawa fu chiamata in seguito Tlawa. Cosa vedere: ma naturalmente il
sito archeologico con i resti del castello, in parte bizantino, e
naturalmente il teatro di epoca romana. Questo la dice lunga sui nostri
progenitori che in fatto di divertimento non avevano eguali. Non c’era
posto dove piantavano le tende che non edificassero un bel teatro per
potersi rilassare con qualche spettacolo; fosse esso una commedia, una
tragedia o solo musica. Il teatro di Tlos è semisommerso dal verde ma non
abbastanza per non poter scorgere alcune maschere di attori scolpite sui
blocchi di roccia. Una trota con salsa all’aglio, insalata, pane e una
bevanda fresca possono costituire un breve riposo prima di riprendere il
viaggio. Due le possibilità: si può risalire verso nord puntando prima
verso Kayakoy e poi verso la Valle delle Farfalle e Oludeniz; oppure si
può scendere più a sud verso la spettacolare gola di Saklikent, tagliata
dai monti Aldaglar, per poi proseguire per Picara e Letoon. Nell’incertezza
si può ricorrere alla solita monetina e fare a testa o croce; ad ogni
modo guardando sempre l’orologio per non perdere tempo. Il nostro
consiglio è quello di puntare verso Saklikent che si trova a circa 12 km
da Tlos. Ecco cosa scrive in proposito la Guida <Lonely Placet>
edita da EDT: "La gola è lunga 18 km ed è così ripida e stretta
che il sole non riesce a penetrarvi, dunque l’acqua è ghiacciata anche
d’estate. Vi si accede percorrendo una passerella di legno sopra il
fiume, che si apre formando una serie di piattaforme sospese sull’acqua
dove si possono acquistare e mangiare trote. Da qui, si può guadare il
fiume appesi ad una fune e poi ci si può addentrare nella gola,
camminando per alcuni tratti nel fango o nell’acqua". A
questo punto, se la luce vi da’ ancora un po’ di tregua vale la pena
visitare le rovine di Pinara, una delle città più importanti dell’antica
Licia. Queste rovine sono sparse su tre distinte colline. Come riporta
Turbanitalia nella <Turchia più bella>, su quella occidentale si
trova - a più di 700 metri di altezza - un’acropoli che conserva quanto
rimane di vetuste costruzioni militari. Sulla dirupata parete orientale
della stessa collina si aprono invece, scavate nella roccia, centinaia di
tombe. Da vedere c’è tanto. Anche qui un teatro e un odeon del I secolo
d. C . Ma è tardi e conviene lasciar perdere. Domani sarà un altro
giorno.(Veronica Incagliati)
10.05.2007
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