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 (Turchia
Oggi) – Questa
meta è dedicata ai fumatori di pipa, quelli chic, raffinati, gli esigenti in
altre parole. Eskisehir è quello che fa per loro perché, in questa città
polverosa d’estate e piena di fango in inverno – possono trovare tutto
quello che più si confà ai gusti e alle tasche. A Eskisehir, la <Città
vecchia>, si è già penetrati nel cuore dell’antica Frigia, dominio del
leggendario re Mida la cui tomba è situata a Midas Sehi (Città di Mida),
presso il villaggio di Yazilikaya. Su Mida si raccontano alcune storie. Una è
nota: quella secondo la quale qualunque cosa il re toccasse si tramutava in
oro. Dioniso, per avergli Mida ricondotto Sileno che si era smarrito nei
boschi, gli aveva concesso infatti una grazia e Mida aveva chiesto che fosse
trasformato nel metallo lucente ogni cosa avesse toccato. Ma non immaginava
che, tra le cose, rientrasse anche il cibo. Alla fine il dio ebbe pietà di
lui e gli promise che si sarebbe liberato da questo fastidioso dono se si
fosse immerso nelle acque del fiume Pattolo che, dal quel momento, trasportò
nella sua corrente delle pietruzze d’oro per la gioia dei Lidi che abitavano
a valle. La seconda storia è ancora più simpatica. Si dice che, in una gara
sulla superiorità musicale, Mida preferisse il flauto di Pan alla lira di
Apollo. Feroce la vendetta del Dio che fece crescere un bel paio di orecchie d’asino
al re. Questi le poteva nascondere a tutti ma non al suo barbiere che un
giorno, per liberarsi del suo segreto, lo confidò ad una buca scavata nel
suolo e accuratamente riempita di terra. Solo che da questa sorsero delle
canne. E quando soffiava il vento si poteva sentire il loro fruscio che
ripeteva le parole: "Il re Mida ha le orecchie d’asino". Ma
lasciamo le leggende da parte e torniamo alle pipe. Eskisehir ne è la
capitale, ma per quelle di schiuma di mare (lutelasi) che vengono
ricavate da una pietra bianca, tenera, leggera e porosa. Una accurata
descrizione di questa sostanza viene fatta da <Guide edt>: "Si
tratta di un silicato di magnesio che i mineralogisti chiamano sepiolite e
viene estratta in molti villaggi a est di Eskisehir tra cui Basoren, Karahoyuk
(Karatepe), Kemikli, Kozlubel Koyu, Nemli, Sarisiva, Sepetçi Kouy, Sogutçuk
e Yarmalar. Eskisehir ha i depositi più grandi e più facilmente accessibili
al mondo. I minatori si calano in pozzi verticali che penetrano nei
depositi di schiuma di mare a una profondità che va da 10 a 150 metri e
riempiono i secchi di fango; questo viene tirato su in superficie, scaricato e
lavato con un getto di d’acqua in modo che rimangano solo i pezzi di schiuma
di mare grezza. In passato la schiuma di mare veniva polverizzata e utilizzata
per pulirsi i denti, ma ora viene scolpita. Quando è ancora umida e soffice
come il sapone, gli intagliatori di Eskisehir e dei villaggi la lavorano
modellandola in fogge fantasiose e confezionando oggetti decorativi destinati
all’esportazione. Gli oggetti che più comunemente sono modellati con
la schiuma di mare sono rosari, collane, cinture, orecchini, ciondoli e
portasigarette ma gli articoli più diffusi in assoluto sono le pipe. Un buon
intagliatore può fare circa quattro pipe di schiuma al giorno. Sono assai
apprezzate perché grazie al materiale forte, leggero e poroso conferiscono al
tabacco un sapore fresco e dolce, togliendogli il calore e la parte del
catrame. I fumatori di pipe di schiuma particolarmente appassionati, mentre
fumano, indossano guanti speciali per impedire che il loro prezioso strumento
diventi opaco a causa dell’untuosità delle dita. Con il passar del tempo
una pipa trattata con riguardo assume una patina color noce, molto apprezzata
dagli intenditori….". Chi è affascinato dalla schiuma di mare può
visitare i villaggi di Sepetçi Koyu e di Kozlubel. Sepetçi, che con le sue
case bianchissime e le finestre tinte di blu è molto fiorente, ha da poco
cambiato nome ed è diventata Beyaz Altin (Oro Bianco) in onore del suo
prodotto di maggior valore. Insomma, ancora una volta re Mida ha fatto il suo
miracolo e non è un caso che una volta all’anno a Eskisehir e nei villaggi
vicini si tenga il Festival Internazionale dell’Oro Bianco con mostre
fotografiche, artistiche e artigianali, con spettacoli musicali e danze
folkloristiche. E adesso una sola parola su Eskisehir città che, dal punto di
vista archeologico, ha ben poco da dire. Semmai si possono trovare resti
selgiuchidi e ottomani a Seytgazi e Sivrihisar, rispettivamente a sud e ad
est. Eskisehir si trova a poca distanza dall’antica Dorileo dove i baroni
della prima Crociata riportarono nel 1097 una brillante vittoria sui turchi
restituendo così una larga fetta dell’Asia MInore al dominio bizantino a
cominciare da Nicea che capitolò dopo sette settimane e mezza di assedio.(Veronica Incagliati)
27.01.2006 |