UNA META AL GIORNO 

Beylerbeyi

ISTANBUL (BEYLERBEYI)

BeylerbeyiBeylerbeyi(Turchia Oggi) – Il grande e il piccolo, il pomposo e il gioiello, l’Europa e l’Asia, la riva sinistra e la riva destra, Dolmabahçe e Beylerbeyi. E’ di quest’ultimo che vogliamo parlarvi invitandovi a trascorrere una mezza giornata sull’altra sponda del Bosforo, là dover Istanbul si estende a dismisura con i suoi tentacoli che arrivano ormai ad Hereke. Base di partenza ancora una volta Besiktas, tra Dolmabahçe e Ciragan. Per arrivare al palazzo di Beylerbeyi – una volta scartata l’idea di passare dall’altra parte con una macchina lungo il ponte – si può prendere un traghetto che porta subito a destinazione, oppure attraversare il Bosforo con un piccolo battello. Vi consigliamo quest’ultima soluzione perché è anche la più piacevole, per una serie di motivi: perché in pochi minuti si è nella parte asiatica di Istanbul, e più precisamente ad Uskudar; perché questo quartiere (Skutari per i romani) è uno dei più caratteristici della metropoli con una lunga tradizione storica (da queste parte, intorno all’anno 400 a. C., Senofonte riuscì a passare in Europa con i superstiti del suo esercito di diecimila uomini); perché infine vi si offre la possibilità, non solo di assaporare il piacere di navigare sul Bosforo con un natante che sembra un piccolo guscio in mezzo alle acque, con le petroliere che ti passano di qua e di là, ma anche di vedere a bordo di un taxi o di un dolmus le parti più verdeggianti della città. Quelle, per intenderci, che spingono verso il Mar Nero. Per la verità Beylerbeyi non è lontana ma questo ha poca importanza in quanto, non appena si sarà visitata la reggia, si potrà riprendere la corsa spostandosi ancora più a nord. Il palazzo di Beylerbeyi non si può certo paragare, per magnificenza, a quello al Dolmabahçe, eppure sono in tanti a ritenere che l’atmosfera che emana da questo edificio sia superiore al più imponente edificio. Fu voluto da Abdulaziz che lo fece costruire dove un tempo sorgeva il palazzo di legno del sultano Mahmut II che era andato distrutto a causa di un incendio. Anche questa volta l’incarico fu affidato a Serkis Balyan, un architetto armeno molto noto nella Costantinopoli dell’epoca. Ne risultò un vero e proprio capolavoro di stile ottomano, grande quanto bastava per farne la residenza dei capi di Stato che si recavano in visita alla Sublime Porta. Non più di 30 stanze, una fontana nell’atrio dell’ingresso e due piccoli padiglioni laterali, Beylerbeyi ospitò nel 1869 per un lungo periodo l’imperatrice Eugenia di Francia. Tra gli altri ospiti illustri, lo scià di Persia Nasruddin, il granduca di Russia Nicola II, il re del Montenegro Nicola. L’ultimo inquilino fu il sultano Abdulhamid II al quale fu concesso di trascorrere gli ultimi anni della sua vita in questo palazzo dopo l’esilio di Salonicco. "E da qui – annota <Guide edt> che il sultano ebbe il triste privilegio di assistere in prima persona al crollo del grande impero che egli aveva governato per 30 anni". Oggi come oggi Beylerbeyi (visita guidata dalle 9.30 alle 16.30) appartiene all’esercito quindi per motivi di sicurezza è vietato passeggiare lungo la riva del Bosforo. Molti belli lo scalone monumentale al piano terreno ed il salone centrale con una grande vasca. La maggior parte degli oggetti che vi si conservano è in ottimo stato. Tra gli annessi, nello splendido giardino dominato dal ponte sul Bosforo, spiccano le scuderie, talmente ben tenute da sembrare più un salone che un ambiente per animali. (Veronica Incagliati)
18.02.2006