UNA META AL GIORNO 

Orient Express

ISTANBUL (ORIENT EXPRESS)

Stamboul TrainOrient Express ristorante(Turchia Oggi) "Il signor Stein agitò di nuovo la pipa, e le Dunn’s Babies batterono i piedi e soffiarono nei fischietti.

In attesa alla stazione

Di una stretta relazione,

Puff, puff,puff, puff…

Myatt disse: <Non torni da lei. Rimanga con me>.

Puff, puff,puff,puff…

Parte il treno d’Istanbul.

Janet annuì e le loro mai si unirono….".

 

Poche parole, eppure nel bel libro di Graham Greene, Stamboul Train (Il treno d’Istanbul), scritto dal romanziere inglese nel 1932 – al di là di quella che è la descrizione secca dei passeggeri del convoglio che cercano inutilmente di sfuggire al proprio destino – si intravede, come se si guardasse da uno specchio macchiato dal tempo, l’immagine tutta di quella che era la vecchia stazione di Sirkeci, ad Istanbul. Il cinema, più ancora che la narrativa, ce la ha resa famigliare molti anni fa con un film di Sidney Lumet tratto da un omonimo <giallo> di Agatha Christie, Assassinio sull’Orient-Express. Storia di un viaggio fatto nel 1934, a bordo del mitico treno, di una variegata comitiva di <ospiti> uno dei quali ad un certo punto del percorso avrebbe commesso un delitto. Mistero poi svelato da Ercole Poirot. (Tra gli interpreti Albert Finney, Lauren Bacall, Martin Balsam, Ingrid Bergam, Jacqueline Bisset, Jean-Pierre Cassel, Sean Connery, John Gielgud, Antony Perkins, Vanessa Redgrave, Richard Widmark, Michael York, Colin Blakely). Il merito del film sta proprio nella carrellata che il regista fa della stazione, ricostruita come davvero doveva essere nei tempi andati: ricchezza di abiti delle signore, distinzione degli uomini, savoir-faire del personale della Compagnie des wagon-lits. Quasi a sentire l’aria salmastra venir su dal Bosforo. Oggi purtroppo di quella atmosfera c’è rimasto ben poco. L’ingresso principale della stazione è stato rifatto e si presenta come una struttura moderna. La facciata nord era quella che una volta era l’ingresso principale della stazione. Con le sue decorazioni si avvicina di più all’immagine romantica che ognuno probabilmente si crea quando pensa alla stazione d’arrivo dell’Orient-Express. Che certo non è più il treno di lusso che collegava Istanbul a Parigi, ma che mantiene tuttavia ancora un po’ di fascino, composto da carrozze dirette in Grecia, Serbia, Slovenia, Ungheria, Austria, Germania. La stazione si trova nel quartiere di Sirkeci, tra Eminonu e Sultanahmet. Il Bosforo è a due passi. Trovandosi a visitare la Moschea Blu e Santa Sophia vale la pena fare due passi a piedi e fermarvisi cinque minuti dentro, e sognare magari di fare a ritroso il viaggio che aveva compiuto Edmond About nell’ottobre del 1883 all’inaugurazione dell’Orient-Express:

"…I quaranta invitati della società, i parenti, gli amici, i curiosi che ci circondavano alla Gare de l’Est (n.d.r: stazione di Parigi) non credevano ai loro occhi.

Ma va notato che la società si adoperava a farci conoscere giorno per giorno i cibi nazionali e i nobili vini dei paesi che attraversavamo…

Le lenzuola, cambiate tutti i giorni con raffinatezza sconosciuta nelle case più ricche, esalano un delicato profumo di bucato, e i miei due compagni di camera esemplari…

A forza di star bene siamo diventati esigenti, e le due toilette che si aprono alle estremità di ogni vagone letto non ci bastono più, ce ne vorrebbero almeno quattro. Sono sfarzose…ma, sia per la toilette, sia per le altre necessità della vita, non possono che ospitare che un viaggiatore alla volta. Al mattino siamo dunque costretti a spettarci l’un l’altro, e talvolta abbastanza a lungo. E’ il nostro unico desideratum in questa <Capua> su ruote e temo che sia materialmente impossibile far meglio di quanto si è fatto. Pensate d’altra parte che i viaggiatori di un treno normale renderebbero mille volte grazie agli dei se disponessero di una di queste toilette ogni cento persone. Noi ne abbiamo due ogni venti…

Notiamo ancora un’altra cosa che non ci lascia indifferenti: la carrozza-ristorante, dove si fa una così buona cucina…."

Ed infine l’arrivo di Edmond Labout a destinazione: "Eccoci finalmente a Costantinopoli. E’ il primo colpo d’occhio, il profilo delle colline, lo stagliarsi di cupole e minareti sul cielo azzurro, il colore caldo e variato degli edifici piccoli e grandi, l’andirivieni delle navi e dei caicchi sul Bosforo e sul Corno d’Oro, la mirabolante varietà di tipi e di costumi….".

Cosa si voleva di più. E cosa volete di più, se vi va di rivivere la stessa esperienza!.(Veronica Incagliati)
04.03.2006