UNA META AL GIORNO 

POLONEZKOY

ISTANBUL (POLONEZKOY)

PolonezkoyPolonezkoy(Turchia Oggi) - Fate conto di essere anche voi a bordo della nave Argo e, come Giasone, di andare alla ricerca del vello d’oro. Giacchè la corrente del Bosforo è molto forte, specie là dove il varco si allarga sempre più, vi conviene percorrere l’itinerario che - secondo l’antica mitologia - fece il figlio di Esone per raggiungere la parte orientale del Ponto eusino. Non prima, però, di aver fatto volare in cielo l’ultima colomba di Zeus in modo da far cozzare - le une contro le altre - le "rupi azzurro cupo" frementi di buttarsi sull’animale per ucciderlo. Non potranno che afferrarne alcune penne ma intanto le rocce, fallito l’intento, si saranno ritirate, definitivamente, per offrire ai nuovi argonauti quello che era il mondo dell’aldilà. E se Giasone nel suo viaggio ebbe altre esperienze – come superare le "rocce nere" ed il promontorio acheronteo" – è pur vero che ad un certo punto anche gli Argonauti dovettero pur riposarsi. E lo fecero nel punto dove la Bitinia confina con il Paese dei mariandini. La tradizione vuole, ma non c’è alcuna certezza storica, che quel posto si identifichi con l’attuale Polonezkoy, un piccolo centro a non più di 90 minuti da Istanbul. Ma che ci fa un villaggio polacco da queste parti? Rispondiamo prendendo tout court quello che riporta <Guide edt>:

"Polonezkoy è un curioso anacronismo che si avvia a sparire, un cimelio della politica del XIX secolo e, in particolar modo, della guerra di Crimea.

"Il villaggio fu fondato nel 1842 con il nome di Adampol, in onore del principe Adam Jerzy Czartoryski (1770-1861), prima ministro degli Esteri dell’Impero russo e poi capo di un breve governo rivoluzionario in Polonia (1830-1831). Fallita la sua rivoluzione, Czartorysky acquistò delle terre nell’Impero ottomano da regalare ad alcuni suoi soldati fedeli. Nel 1853, quando la Russia dichiarò guerra alla Sublime Porta e Inghilterra, Francia e Regno di Sardegna si schierarono a fianco degli Ottomani contro i Russi in Crimea, gli uomini di Adampol organizzarono un reggimento di cosacchi ottomani e combatterono con tale coraggio che il sultano Abdulmecit decise di esentare gli abitanti del villaggio ed i loro eredi dal pagamento delle tasse.

"Fino ad una generazione fa il polacco era ancora lingua franca nel villaggio. Ma con la diffusione dei moderni mezzi di comunicazione, ormai stanno sparendo sia la lingua che i costumi originari della vecchia Polonia. Un tempo Polacchi in territorio ottomano, gli abitanti di Polonezkoy sono oggi cittadini turchi di origine polacca. In omaggio agli antenati polacchi Giovanni Paolo II visitò il villaggio nel 1979.

"Per più di un secolo Polonezkoy fu meta delle gite degli abitanti di Istanbul che vi venivano per gustare gli ottimi cibi contadini ed i piatti tipici polacchi: funghi selvatici, cinghiale, omelette preparate con uova di galline ruspanti, frutta squisita. Oltre ai pasti le fattorie offrivano pure delle stanze in affitto e in questo modo attiravano una clientela composta non solo da buongustai, ma anche da coppie di amanti che, non potendo esibire una licenza matrimoniale, non avevano accesso agli alberghi di Istanbul.

"Certo oggi il villaggio ha perso gran parte del suo fascino. Ma è ancora possibile trovare una stanza e consumare un pasto. Le coppie di amanti continuano a rappresentare la maggiore fonte di guadagno".

Niente da aggiungere. Il modo più semplice per arrivare a Polonezkoy è andarci in macchina, cogliendo l’occasione per meditare sulle vicissitudini della storia.
(Veronica Incagliati)
17.03.2006