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(Turchia
Oggi) – Avrei voluto portarvi a Diyarbakir ma le
temperature elevate di questi giorni che stanno raggiungendo punte di 40°
all’ombra decisamente lo sconsigliano. Meglio allora che andiate a
cercarvi po’ di fresco. Un posto ci sarebbe, anche se le minime della
notte toccano anche i –5. Si chiama Afyon Kara Hisar che significa,
tradotto dal turco, "castello nero dell’oppio". Evoca i grandi
campi di papaveri un tempo coltivati nella zona. Corrisponde all’antica
città di Akroinos, identificabile forse con la fortezza ittita di
Khapanuwa, fondata intorno alla metà del 2° millennio e nei secoli
successivi occupata prima dai Frigi e poi dai bizantini. Situata a 1015
metri su un altopiano ai piedi di elevate catene montuose, la città è
freddissima nei mesi invernali. Ma anche in estate non si può stare certo
a torso nudo. Si identica con un picco roccioso, una sorta di sperone di
200 metri di altezza che si innalza sopra l’abitato e che lo ha reso
famoso in tutta l’Anatolia. Sulla vetta si erge il castello. Da lassù
il paesaggio è particolarmente impressionante, con le montagne striate di
neve mentre nel fondo delle vallate si intravedono minuscoli villaggi ed
il vento spazza via ogni cosa. L’ascesa della fortezza non è facile e,
se non se ne ha voglia, si può girare che la città che oggi conta sui
100 mila abitanti; magari mangiucchiando del pane locale con il doner
kebab che qui è veramente molto buono. A caffè ci si può pure
permettere un kaymakli ekmek, sorta di dessert fatto di panna densa
e dolce che si ottiene facendo bollire il latte di bufala. Nel centro
storico di Afyon si può visitare la Grande Moschea (Ulu Camii), edificio
di epoca selgiuchide costruito nel 1272. E’ interessante per i suoi
capitelli in legno. Della stessa epoca la Kuyunlu Camii e la Kubbeli
Mescidi. Afyon è un buon punto di partenza per varie gite Vi sono tombe
rupestri, grotte e monumenti frigi ad Ayazin, Goynuk, Avadolos, Kapi
Kayalar ed Emirdag. Può interessare, in particolare, il monumento frigio
dei pressi di Ligen detto Aslan Kaya (Roccia del Leone) in quanto
riproduce una figura umana tra due leoni. A 30 km verso nord si trova il
villaggio di Seyitgazi. Sembra che il sito prenda il nome da un gazi,
leggendario guerriero arabo che nel 740 morì nell’assedio di Afyon
durante le guerre contro i bizantini. A Seyitgazi corre anche una
leggenda: quella di una principessa bizantina che si era innamorata di un
giovane di nome Seyit. Vedendo che alcuni cristiani stavano per aggredirlo
alle spalle, gli lanciò un sasso per metterlo in guardia.
Disgraziatamente la pietra andò a colpirlo in testa uccidendolo. Visto
quale fine aveva fatto il suo amato, la principessa si tolse la vita. Una
specie di Romeo e Giulietta, versione Turchia. Fatto sta che nel villaggio
si possono visitare le due tombe, una accanto all’altra, quella di
Seyitgazi e quelle della principessa. Tutto qui.
(Veronica Incagliati)
17.06.2006 |