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 (Turchia
Oggi) – "Il sito di Assos è tra i più suggestivi
della Turchia: salendo tra le ripide stradine del villaggio di Beheamkale,
si giunge in cima all’acropoli dove sorgono le colonne doriche del
tempio arcaico di Atena del VI secolo a. C, a guardia di un mare dal
profondo azzurro che separa la terraferma dall’isola di Lesbo. La
collina è stata scavata da una missione archeologica statunitense alla
fine del XIX secolo e la maggior parte dei reperti, comprese le metope e i
fregi del tempio, sono finiti nel Museum of Fine Arts di Boston…..".
Ci fermiamo qui. Abbiamo scelto questo passo di un articolo di Jidith
Lange scritto per la rivista <Archeo> (giungno 1997) per ricreare l’atmosfera
di un luogo che, per la gioia degli ambientalisti, non è stato ancora
sfruttato dal turismo di massa. Asso (Assos per i romani) si trova
nei pressi del villaggio di Behram Kale sul golfo di Edremit, a 100 km a
sud dei Dardanelli. Il suo insediamento dovrebbe risalire al II millennio
a.C. Qualcuno la identifica con la città di Assuwa contro la quale
combattè il re ittita Tudhaliya IV. Furono comunque i coloni greci
provenienti da Mitilene, nell’isola di Lesbo, che dettero a Asso la
prima vera patente di città. La storia è quella di tutti i siti della
parte a nord-ovest dell’Asia Minore, con conquiste successive ora da
parte di un popolo ora di un altro. Fino a che non arrivarono i romani, e
dopo i romani i bizantini, i selgiuchichi ed i turchi ottomani. L’ubicazione
di Asso è splendida tanto che nel 1830 ebbe scrivere il Michaud, un tardo
illuminista francese: "Difesa da quei bastioni e dai dirupi, l’antica
Assos seduta con la sua cittadella sulla cima del montagna, fu fatta per
spaventare gli assalitori. Quella gente, chiusa nella loro Acropoli come
gli aquilotti nel loro nido, che poteva temere da un nemico?".
Da allora è cambiato ben poco. Dall’alto si gode la veduta generale dei
luoghi: l’agora porticata, il sito del teatro, il ginnasio poco prima
della grande porta, la necropoli con il suo insieme di "sarcofagi
sconvolti" (<Clubguide>). Attenzione però! Cadrebbe in errore
lo studioso o il turista che si spostasse ad Asso pensando di trovare
reperti simili a quelli che sono a Pergamo o a Troia. Come accennato dalla
Lange, in epoca passata americani, francesi e tedeschi hanno fatto piazza
pulita in queste terre portandosi via quanto di bello e ricco vi era per
arricchire i propri musei. Ciò non toglie che camminare tra le colonne
doriche, in mezzo ad una natura ancora selvaggia, dia ancora una
sensazione meravigliosa. Ci fa capire perché mai Aristotele visse e
lavorò ad Asso per tre anni. Dopo avere sposato la figlia dell’eunuco
Ermia, tiranno di Atarneo, il filosofo greco infatti fondò addirittura ad
Asso una scuola e condusse studi di zoologia, botanica e biologia. Il
sopralluogo di Asso non richiede più di un’ora; qualcosa di più se ci
si vuole soffermare sul Ponte ottomano e si vuole visitare la Murad
Hudavendigar Camii. Dopo di che c’è tutto il tempo per fermarsi nel
villaggio e assaggiare la cucina del luogo. Altrimenti conviene puntare
verso la vicina Ayvacik dove nel mese di aprile si celebra il panayir,
festa misteriosa ed affascinante che deriva da un antico rito greco.
Cittadina di pescatori, Ayvacik – che tra l’altro è famosa per la
produzione dei tappeti <Dobag> - ha spiagge molto belle ed ampie. Ce
ne è una che si chiama la <spiaggia dell’aglio>. Un’altra, a
Sarmisakli, ha una lunghissima distesa di arena bianca e morbida. Le case
di Ayvacik sono in parte ancora in legno, o per lo meno resistono al
cemento. Il centro urbano risale a 350 anni fa. Fino al 1923 era abitata
anche da greci poi, nell’ambito del massiccio scambio di popolazioni tra
la Turchia e la Grecia in seguito al trattato di Losanna, i greci di
lingua turca di Ayvacik si trasferirono in Grecia ed i turchi di lingua
greca provenienti da Creta e dai Balcani si insediarono ad Ayvalick. Non
deve meravigliare quindi se nella popolazione si trova qualcuno che parla
ancora un misto tra il greco e il turco.
Una annotazione: chi volesse recarsi da Ayvacik nell’isola di Lesbo, non
deve far altro che prendere un traghetto. Il servizio in estate viene
effettuato tutti giorni da Compagnie di navigazione sia greche che turche.
Il viaggio dura un paio di ore.
(Veronica Incagliati)
04.07.2006 |