UNA META AL GIORNO 

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Side: TeatroSide: Bottega Artigiano(Turchia Oggi) – William Shakespeare probabilmente non ne era al corrente. Se lo fosse stato, di sicuro avrebbe aperto le pagine del suo "Antonio e Cleopatra", tragedia tra le più belle del drammaturgo inglese, a Side. In questo luogo, infatti, attorno al 40 a. C (la data precisa non è mai stata provata) si incontravano per i loro convegno amorosi il triumviro romano e la bella regina di Egitto quando non si spostavano addirittura oltre Marmaris come ci racconta Plutarco nelle sue "Vite parallele". Side, certo. All’epoca di Antonio era già stata imposta la pax romana che aveva incrementato l’attività commerciale, alla quale nei decenni precedenti il mercato degli schiavi aveva dato un notevole contributo. Che Roma poi – come sostengono alcuni storici - avesse abolito questo fenomeno molto in auge da quelle parti, è ancora tutto da verificare. È un fatto però che gli ordini impartiti dal Senato erano in questo senso. Tra l’altro ad incrementare lo schiavismo tra Creta, il Medio Oriente ed il basso Mediterraneo erano stati i pirati e noi sappiamo con quanta determinazione Roma condusse la guerra contro questi ultimi. Pare che l’avesse favorita anche Annibale, di casa sulle coste di Side, fino a che la sua flotta (o meglio la flotta di Antioco III di cui il cartaginese era il comandante) non fu sconfitta dai roditi che agivano per conto di Roma. A Side (in dialetto paleoanatolico il suo nome significa <melagrana>) ci si arriva da Antalya. Ha una spiaggia sabbiosa che si estende per 23 km verso est della foce del Kopruçavi movimentata da piccole dune. E questo ci fa riflettere sul perché i due "amanti", Antonio e Cleopatra, avessero fissato la loro residenza sentimentale in questo sito. Che, ancora oggi - nonostante il fragore dei turisti che la rendono in estate più simile ai luoghi di villeggiatura romagnoli o spagnoli – ha un qualcosa di romanticamente attraente. In fondo è sempre l’antica Pamfilia degli Achei, girata in lungo ed in largo da Alessandro Magno. Per vedere bene Side ci vogliono alcune ore. Sotto il caldo dei mesi di luglio ed agosto è sconsigliabile giacché la temperatura tocca punte piuttosto alte, ma se si decide di visitarla a maggio o a settembre, la cittadina si offre – soprattutto allo studioso – nella luce migliore per ammirare i monumenti e per fare qualche bella fotografia. Anche a Side c’è un teatro e naturalmente è romano; uno dei più grandi dell’Anatolia giacché poteva contenere 20 mila posti. Da alcune iscrizioni si è potuto appurare che nel V e nel VI secolo d. C veniva usato per cerimonie religiose, come una specie di chiesa all’aperto. Adiacente al teatro c’è il monumento a Vespasiano. Non lontano la Porta orientale rinforzata da due torri. Di fronte si trova il ninfeo del II secolo d. C, edificio a tre piani con colonne in stile corinzio, rivestito di marmo. Tre nicchie ad arco a tutto sesto, un tempo adorne di statue e di modanature, movimentano la facciata lunga 50 metri. Originariamente nove canali d’acqua confluivano nel bacino di questa fontana monumentale datata al periodo degli Antionini. Oltrepassata la porta, a sinistra si affacciano gli Edifici bizantini, comprendente un palazzo episcopale con le sue dipendenze, una vasta basilica a tre navate – preceduta da un nartece e da un atrio – ed un battistero. Intendiamoci, Side è molto di più. A parte il Museo - collocato nell’edificio delle Terme romane, dove bastano il celebre gruppo delle Tre Grazie ed il bassorilievo raffigurante il supplizio di Issione per ripagare un viaggio anche sotto il sole cocente – a Side si può piacevolmente passeggiare per le sue stradine dove si affacciano, alternandosi, botteghe di artigiani e negozi di souvenir, rivendite di tappeti e ristorantini, uffici di cambio e lussuosi show-room. E già! Perché Side, è tornata ad essere quella che era sotto i romani: un importante centro commerciale.
(Veronica Incagliati)
03.09.2006