| STORIA
DEGLI EX LIBRIS
Ex libris, locuzione
latina che tradotta significa "dai libri di", indica sotto forma
di etichetta il possesso di un libro.
Il piccolo foglio nasce e si diffonde con l'invenzione della stampa a
caratteri mobili intorno alla metà del XV secolo in Germania
 L'
ex libris antico,quasi sempre araldico, è nella gran parte opera di
anonimi artisti anche se esistono ex libris disegnati e incisi da grandi
maestri come Albrecht Durer e Lucas Cranach.
Con l' affermazione della borghesia durante la rivoluzione francese agli
stemmi, nell' iconografia, si aggiungono figurazioni classicheggianti.
Nella seconda metà dell'ottocento, con l' avvento del Liberty, l' arte
grafica si rinnova: complessi arabeschi si intrecciano a eleganti fantasie
floreali e flessuose figure femminili. In area tedesca lavoreranno con
intenti anche simbolici maestri quali Max Klinger, Aloys Kolb, Hans
Bastanier,Bruno Heroux, Alfred Cossman, Hans Volkert e tanti altri che,
con raffinatezza e perizia tecnica, produrranno il cosiddetto
"periodo d' oro dell' ex libris". Ebbe relazione con quest'area,
oltre che con i preraffaelliti inglesi, Giulio Aristide Sartorio che
produrrà pochi ma splendidi ex libris.
Il cubismo, l' espressionismo, l' astrattismo ed il surrealismo,
rivoluzionarie teorie artistiche del novecento, lasceranno tracce anche
nell' ex libris: basti in tal senso osservare l' opera del grande e
misconosciuto Michel Fingesten, dell'esoterico Raul Dal Molin Ferenzona,
del surrealista ante litteram Alberto Martini e dell'astrattista Giulio
Veronesi.
In Italia l' antica tecnica xilografica viene portata a nuovi onori da
artisti come Adolfo De Karolis, Emilio Mantelli, Antonello Moroni, Bruno
da Osimo, Alberto Zaverdiani etc., anche grazie alle splendide
pubblicazioni di Cesare Ratta con le omonime edizioni e di Ettore Cozzani
con L'Eroica.Ad essi si deve la valorizzazione e divulgazione dell'ex
libris e dei suoi maestri. Attorno alla metà del novecento si distinsero
Enrico Vannuccini e gli xilografi Bruno Bramanti, Italo Zetti e Tranquillo
Marangoni. Con la nascita del collezionismo dell'ex libris, alla fine
dell'Ottocento, l'ex libris cambia la destinazione d'uso divenendo
prezioso oggetto di scambio non solo per la sua rarità e bellezza ma
anche per l'importanza degli artisti che man mano si prestano a
realizzarli. Diventano così pseudo ex libris, piccoli fogli destinati non
più a marchio di possesso da incollare sui libri, ma raccolti, dai più
raffinati, per puro godimento estetico.
 Ecco,
questa è una breve storia degli ex libris, come ce la riporta
<ActivItaly>. Ma in Turchia, vi chiederete? Qual è la storia degli
ex libris in Turchia? E già, in Turchia. Ebbene è una storia lunga che
ci porterebbe comunque lontano. Per farla breve. Rimaniamo ai nostri
giorni, e parliamo invece di una associazione che è stata fondata nel
1998 e che ha come suo presidente Yonetim Kurulu mentre a fare da vice
sono Latife Bastug e Nurhayat Berker. Del comitato di presidenza fanno poi
parte Aysen Kiper (segretario), Betul Uras (tesoriere) e Tulay Oktem. In
quanto ai soci sono ventuno. Questi i nomi: Ali Ugur Saydam, Argun Berker,
Aysegul Topdemir, Ergun Hiçyilmaz, Esin Kuseyrioglu, Fatma Berrai
Kançal, Hasan Coskun, Meltem Ocal, Mine Arasan, Nazan Erkman, Ozcan
Hakcan, Reyhan Cezikm Sami Bastug, Selahattin Ocal, Sema Ilgaz Temel,
Sevim Arslan, Suleyman Cinar, Tulay Oktem, Tulin Aktar, Ulya Tufekçi, Y.
Faruk Unver. Presidente onorario è l’italiano Antonio Grimaldi, un
artista e grafico conosciuto in tutta Europa.
E adesso il particolare: in occasione dei cento anni dalla nascita del
grande poeta turco Nazim Kikmet - grazie anche agli sforzi di Latife
Bastug – era stato organizzato uno speciale concorso Ex Libris
finalizzato alle varie tecniche operative: da quella della xilografia a
quella della calcografia, dalla litografia, alla tipografia, alla
serigrafia e via dicendo. Ebbene, a questo proposito, <Turchia Oggi>
vuole offrirvi di volta in volta qualche pregevole pezzo, purtroppo solo
in fotocopia. Ci auguriamo che sia di vostro gradimento. Seguiteci.
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