Cultura
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Le prime traduzioni dalla
letteratura italiana risalgono agli anni quaranta quando fu deciso di
creare un Istituto addetto presso il ministero della Pubblica Istruzione di Necdet Adabag |
Finora sono state tradotte in turco molte opere della letteratura italiana, in particolare di quella moderna e contemporanea. Ricordo che negli anni <quaranta> alcune opere furono edite a cura del ministero della Pubblica Istruzione. Tra queste: La Divina Commedia, I Promessi Sposi, i Malavoglia. Recentemente sono stati pubblicati Il Decamerone, Il Principe, I Sepolcri. In merito alla letteratura classica nient’altro, eppure sono tanti gli scrittori ed i poeti italiani meritevoli di essere presentati al lettore turco. Basti pensare, tanto per citarne alcuni, a Francesco Petrarca, Vittorio Alfieri, Giuseppe Parini, Ludovico Ariosto, Torquato Tasso.
A nostro avviso, Petrarca è il primo grande autore lirico di cui purtroppo neanche un verso è stato tradotto. Petrarca è seguito dal Leopardi, che ha un ruolo importantissimo nella lirica italiana e che ha influenzato poeti contemporanei come gli Ermetici, in generale, ed Eugenio Montale, in particolare. Sia gli uni che l’altro sono stati tradotti in turco e ciò, secondo noi, rappresenta un processo inverso. Nel senso che è come se siano stati tradotti i figli e i nipoti tralasciando però il nonno e il padre. Io, invece, ho cominciato non con il nonno, ma con il padre. Detto questo, mi sono messo a tradurre il Canzoniere del Petrarca, anche se è stata una bella fatica.
Per tradurre I Canti del Leopardi avevo anche motivi personali. Mi spiego: quando studiavo all’Università di Ankara fin dal primo impatto scoprii che la poesia del genio recanatese aveva aspetti che mi affascinavano. Ripensando a questo rapporto tra me e lui, mi parve che esso dipendesse da una comune visione esistenziale della vita, sia per quanto riguarda il suo ottimismo, sia il suo pessimismo. A proposito di quest’ultimo, tutti pensano che Leopardi sia un poeta pessimista: questo è vero, ma non tutti sanno che è anche un poeta entusiasta della vita. A volte i critici ed i commentatori possono non capire uno stato d’animo così complesso, è però difficile che a sbagliare sia un traduttore il quale – con sensibilità e precisione – deve comprendere in dettaglio la personalità del poeta su cui lavora. A tal fine conta molto l’affinità spirituale tra il traduttore e lo scrittore o il poeta.
Di questa affinità io mi sono servito molto. Anche per provare me stesso, per verificare fino a che punto avrei potuto tradurre I Canti del Leopardi, scritti con quel linguaggio elaborato, aristocraticamente raffinato e quindi di difficile interpretazione in turco. Occorrevano pazienza e capacità creativa. Sapendo bene che non avrei resistito a lungo, ne scelsi alcuni che mi erano apparsi più facili da tradurre. Inoltre, conoscendo la sensibilità del Leopardi per ciò che concerne il suono, tentai di mettere insieme i suoni contrastanti, proprio come aveva fatto lui per ottenere una varietà armonica. Devo ammettere che è stato un impegno massacrante. Dopo avere tradotto alcune liriche decisi di non continuare, mi sarebbe bastata questa esperienza. Alcuni amici però mi spronarono ad andare avanti dicendo che altrimenti avrei fatto torto al poeta. Al termine di un lavoro durato due anni, circa 5000 versi de I Canti del Leopardi hanno visto la luce in turco.
Le primissime traduzioni dalla letteratura italiana – come dicevo – risalgono agli anni <quaranta> quando, sulla scia di Kemal Ataturk, fondatore della nuova Turchia, laica e democratica, che prevedeva appunto l’occidentalizzazione del Paese, si decise di costituire un Istituto cosiddetto di traduzioni presso il ministero della Pubblica Istruzione con lo scopo di far tradurre gli autori del mondo classici ossia della letteratura greca e romana, nonché quella occidentale moderna e contemporanea tra cui anche alcuni autori italiani. Quindi, ripeto, la traduzione della Divina Commedia, de I Promessi Sposi, de I Malavoglia, risale proprio a quegli anni e fu operai validissimi studiosi.
Da allora in poi questa attività si è sempre più intensificata. Recentemente si è fatta una nuova e riuscita traduzione del Decamerone in edizione integrale. E si è dato inizio anche ad una nuova traduzione della Divina Commedia in base ai recenti apporti filologici. Per non parlare del Canzoniere del Petrarca. A chi scrive, è parso giusto che, insieme ai capolavori di Dante e di Boccaccia, dovesse esserci infatti anche quello del Petrarca, figura quanto le altre due importante e di primo piano nella creazione della cultura e della mentalità umanistico-rinascimentale.
Per quanto riguarda invece la letteratura moderna e contemporanea vorrei annoverare Cesare Pavese con i suoi libri Il compagno, La luna e il falò, La bella estate, Il mestiere di vevere; Alberto Moravia con Gli indifferenti, La noia, La romana, Il disprezzo; Ignazio Silone con Pane e vino, Uscita di sicurezza, Il segreto diLluca. Già da anni sono state tradotte e messe in scena alcune delle più note opere teatrali di Luigi Pirandello come Così è (se vi pare), Sei personaggi in cerca di autore, I giganti della montagna, Vestire gli ignudi ed altri ancora. Recentemente è stato tradotto dal sottoscritto, su richiesta dei teatri statali di Ankara, Liolà. In quanto al romanzo sono state fatte traduzioni sempre di Pirandello e di Leonardo Sciascia (Il giorno della civetta, L’onorevole, A ciascuno il suo, Il consiglio d’Egitto). Appena risolto il problema del copyright, sarà tradotto pure Todo modo. L’elenco comprende inoltre Italo Calvino con le opere Il barone rampante, Il cavaliere inesistente, Il visconte dimezzato, Le città invisibili. Meritano infine di essere ricordate le traduzioni delle opere di narrativa di Antonio Tabucchi, Pier Paolo Pasolini, Umberto Eco, Giuseppe Dessi e Susanna Tamaro.
Nel campo della poesia sono stati tradotti Ungaretti, Montale e Quasimodo nonché alcuni poeti minori. Molto positivo, nelle tradizioni dall’italiano, è il fatto che sono eseguite direttamente dalla lingua originale mentre prima lo erano di seconda mano, dal francese o dall’inglese.
