Arretrati 

Anno 8° N.14

<TURCHIA OGGI> - A PARTE LA DOCUMENTAZIONE DELL'AMBASCIATA DI ITALIA AD ANKARA E DELL'ICE DI ISTANBUL - SI  AVVALE PER LE NOTIZIE E GLI ARTICOLI RIPORTATI SUL SUO WEB, E NATURALMENTE RELATIVE ALLA TURCHIA, DELLE NEWS GIA' APPARSE  IN ALTRI SITI O GIA' PUBBLICATE SU QUOTIDIANI E RIVISTE. NON FA ALTRO CHE ASSEMBLARLE, NELLA CONVINZIONE CHE SIANO DI MAGGIORE UTILITA' PER QUANTI HANNO UN QUALCHE INTERESSE PER QUESTO PAESE. <TURCHIA OGGI>, AD OGNI MODO, E' SEMPRE A VOSTRA DISPOSIZIONE.

 

PRIMO PIANO

 

 

 

LA PROMESSA

Il progetto di una Charta più snella e democratica di quella attuale ribadita dal Primo Ministro e dal Capo dello Stato turchi

 

 
 

UNA NUOVA
COSTITUZIONE

Il progetto di una nuova Costituzione più snella e democratica di quella attuale è stato al centro del programma riformista del nuovo Governo turco, ispirato a "più democrazia e più modernità" esposto dal premier Recep Tayyip Erdogan davanti al Parlamento di Ankara. La continuazione e l’approfondimento del processo di riforme democratiche pro Unione europea, sulla base dei criteri di Copenaghen, "tolleranza zero" sia verso il terrorismo del Pkk, sia per la pratica poliziesca della tortura (in forte diminuzione), un maggiore benessere economico e una crescente apertura all’economia internazionale, agli investimenti esteri ed alle tecnologie moderne sono gli altri punti sottolineati dal premier turco. Quest’ultimo ha sottolineato la "continuità" con le linee politiche del suo precedente governo monocolore del partito conservatore di radici islamiche Akp, inaugurato nel marzo 2003 e durato fino ad oggi. “Abbiamo assicurato una stabilità che ha consentito il raddoppio del reddito medio pro-capite, giunto quest’anno a circa 5 mila dollari) e che ha piazzato la Turchia al diciassettesimo posto nelle economie mondiali” - ha ricordato con orgoglio Erdogan. 
Particolare enfasi il premier ha dato al pluralismo e alla modernizzazione dell’istruzione, in specie universitaria e alla lotta all’economia sommersa e alla disoccupazione, indicate dalle organizzazioni finanziarie internazionali come le maggiori debolezze economiche del Paese. Non una 

 

 

parola Erdogan ha speso, invece, sulle questioni che maggiormente preoccupano i laici: la supposta abolizione o attenuazione delle restrizioni all’uso del copricapo femminile islamico negli spazi pubblici e scolastici, la riforma del Consiglio superiore dell’Istruzione e quella della della Corte costituzionale. Ma i commentatori ritengono che quelle questioni saranno poste nell’ambito della nuova Costituzione. Erdogan ha precisato che la sua nuova Costituzione sarà approvata "con il consenso nazionale", e cioè in particolare con l’approvazione delle istituzioni statali (cioè i militari)e delle organizzazioni laiche. Ma proprio il giornale di sinistra <Cumhuriyet> denuncia il metodo autocratico con cui questo progetto viene preparato da un giurista, il professore Ergun Ozbudun, nominato dallo stesso Erdogan e da una commissione di esperti vicini al suo partito. I giornali negli ultimi giorni parlano del progetto di nuova Costituzione come di un banco di prova per saggiare la tenuta del nuovo assetto di potere in Turchia, dopo l’elezione a Capo dello Stato per la prima volta di un devoto musulmano come Abdullah Gul proveniente legato alla tradizione dell’islam politico e dopo la formazione del nuovo Gabinetto. I giornali turchi hanno sottolineato che "la maggioranza dei ministri resta di matrice islamica" e hanno previsto che la nomina del devotissimo musulmano, Beshir Atalay, a ministro dell’Interno potrebbe innescare tensioni dato che è prevedibile la promozione di elementi islamici al suo ministero. I giornali <Hurriyet> e <Vatan> notano che, essendo il nuovo ministro degli Esteri, Ali Babacan "un uomo di Gul, che non fa nulla senza prima consultarlo", sembra che Erdogan abbia lasciato la politica estera nelle mani di Gul e prevedono che il processo europeo della Turchia ne sarà rafforzato. Entrambi i giornali osservano poi che avendo sia Gul, sia Erdogan, sia Babacan delle mogli velate, "l’immagine esterna della Turchia potrebbe esserne danneggiata". (Denaro.it)
LA SPINTA
DI GUL

Il presidente della Repubblica turca Abdullah Gul ha affermato che la nuova Costituzione mirerà a portare la Turchia nella modernità ed in Europa.'Tutti potranno offrire il loro contributo alla nuova Costituzione. Occorre lavorare in armonia per una Costituzione che porti la Turchia nel futuro e al livello di civiltà contemporanea auspicato da Ataturk anche in vista del nostro grande progetto di adesione all'Unione Europea, ha dichiarato Gul nel corso di un ricevimento al palazzo al palazzo presidenziale. (Ansa)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'ELEZIONE DI GUL

INDUSTRIALI
SODDISFATTI

IL MESSAGGIO   INDIRIZZO DI
SALUTO DI MASSIMO D'ALEMA AL
NUOVO MINISTRO DEGLI ESTERI
TURCO, ALI BABACAN

L’elezione di Abdullah Gul a undicesimo presidente della Repubblica turca è stato salutato calorosamente dal mondo economico della Mezzaluna. Il presidente della Confederazione turca degli uomini d’affari e degli industriali, Rizanur Meral ha detto: "Con l’elezione di Abdullah Gul ha vinto la nostra democrazia e la Repubblica turca. Sarà un presidente in grado di rappresentare tutti gli strati della popolazione e i loro diversi sentimenti". Il presidente dell’Unione turca delle Camere agricole, Semsi Bayraktar, ha sostenuto che il profilo di Gul è il più indicato per una nazione moderna che sta cambiando come la Turchia. Favorevoli i commenti anche a livello locale. L’Associazione giovani industriali di Gaziantep, nel Sud della Turchia, una delle regioni più vivaci dal punto di vista economico, Yasar Erturhan, ha dichiarato che l’elezione di Gul pone fine a un periodo di ambiguità e tensione politica, mentre per Cemalettin Sarar, presidente della Camera di commercio di Eskisheir, l’elezione di Gul è un passo deciso ed estremamente positivo per lo sviluppo del Paese. Intanto, nell’apprendere la notizia della designazione di Ali Babacan a ministro degli Affari Esteri della Repubblica di Turchia, il vicepresidente del Consiglio italiano e ministro degli Affari Esteri Massimo D’Alema gli ha inviato un messaggio in cui gli ha espresso "le più sincere felicitazioni, a nome del Governo italiano e personale, unitamente all’apprezzamento per il ruolo centrale che lei ha svolto in questi anni nel contesto dei negoziati di adesione della Turchia all’Unione Europea". " Sono certo - ha continuato il titolare della Farnesina -  che anche con lei, come già con il suo predecessore, sarà possibile lavorare proficuamente assieme per espandere ulteriormente le relazioni tra Italia e Turchia, il cui livello di eccellenza è motivo di viva e reciproca soddisfazione. La comune appartenenza mediterranea e atlantica dei nostri Paesi ha favorito una crescente sintonia di valutazioni sui grandi temi internazionali, a partire dalla riforma dell’Onu. Essa ha facilitato inoltre una stretta collaborazione nelle operazioni di pace, in particolare in Afghanistan e in Libano, che vedono impegnati i nostri Paesi fianco a fianco, insieme ad altri, nel promuovere stabilità e sviluppo in delicati teatri di crisi. D’altro lato - prosegue il messaggio -, la dinamicità degli scambi economici, la forte presenza di imprese italiane in Turchia, il moltiplicarsi di iniziative a carattere culturale, riflettono ad ogni livello l’eccellenza dei rapporti bilaterali. Si tratta di un processo che siamo attivamente impegnati a sostenere, anche coinvolgendo Regioni ed enti locali, il mondo accademico e scientifico, gli organi di informazione. Il governo italiano è, inoltre, al fianco della Turchia nel suo cammino verso l’adesione all’Unione Europea, una prospettiva che intendiamo continuare a sostenere con coerenza e convinzione". "Nell’esprimere il nostro apprezzamento per i risultati sin qui conseguiti nel vasto processo di riforme politiche ed economiche già avviate - ha concluso il messaggio di D’Alema -, guardiamo con fiducia al completamento del percorso intrapreso, nella consapevolezza del forte impegno che ciò richiederà anche nei prossimi anni". (Denaro.it)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA NUOVA LINEA DI GUL

LA FIRST LADY
SCOMPARE DAL SITO
PRESIDENZIALE

Hayrunissa Gul, consorte del neoeletto presidente della Repubblica Abdullah Gul non comparità sul sito presidenziale a differenza delle consorti dei precedenti Capi di Stato. A notare la differenza è stato il quotidiano <Vatan>.
Hayrunissa non figura nell'elenco delle first lady della Repubblica turca e, a differenza di Serma Sezer, consorte del presidente uscente Ahmaet Necdet Sezer, non ha nemmeno due righe di biografia. Non solo. Per occultare ancora meglio la sua esistenza, qualcuno ha pensato bene di cancellarla anche dal sito ufficiale di Gul. Un modo per fare sentire meno la sua presenza, resa ingombrante non certo dal carattere della first lady, solare e cortese, quanto dal velo che Hayrunissa porta sulla testa da quando era adolescente e che ha causato non pochi problemi ad Abdullah Gul durante travagliato della sua elezione. (da Apcom)

 

 

 

 

 

 

PRONTO IL PIANO
PER ENTRARE NELL'UE

RIFORME IN TURCHIA   Dovrebbero essere attuate prima
di novembre quando la Commissione europea presenterà il suo rapporto annuale sullo stato di avanzamento dei negoziati

"Per avere un buon rapporto UE sullo stato di avanzamento dei negoziati con la Turchia c'è molto da fare e il Governo ne è consapevole": è quanto dichiara una fonte diplomatica turca, spiegando che un gruppo composto da funzionari e diplomatici sta lavorando su una campagna da sottoporre al nuovo Governo, destinata ad accelerare il processo di adesione all’Unione Europea. Il piano dovrebbe prevedere non solo una strategia di comunicazione più incisiva, ma anche un pacchetto di riforme richieste dall’UE e dovrebbe prendere il via prima di novembre, quando la Commissione europea presenterà il suo rapporto annuale sullo stato di avanzamento dei negoziati. Come parte di questa campagna, il Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan visiterà a breve Parigi, Londra e Bruxelles, per spiegare alle sue controparti la determinazione della Turchia a ottenere la piena adesione all’Unione. Secondo i quotidiani locali, quello che la Commissione presenterà in novembre potrebbe essere il peggiore rapporto mai presentato finora. Per evitare questa stroncatura, il Governo uscito dalle urne il 22 luglio dovrà avviare un percorso serio di riforma. Vari i punti chiave di questo processo, a partire dalla modifica dell’articolo 301 del codice penale, che prevede il carcere per chi "offende l’identità turca". Sono numerosi gli intellettuali finiti sotto processo a causa di questo articolo, tra cui il giornalista armeno Hrant Dink, ucciso da un ultra-nazionalista a gennaio. Da tempo la Commissione europea chiede la modifica o la soppressione della norma, ritenuta fortemente limitativa della libertà d’espressione.
Altro nodo con cui Ankara dovrà confrontarsi prima di novembre è quello di Cipro e della ratifica del protocollo che prevede l’apertura dei porti e degli aeroporti turchi alle merci provenienti dall’isola. Proprio su questo mancato adempimento era incentrato il rapporto pubblicato dalla Commissione lo scorso anno, in seguito al quale i leader UE decisero di sospendere otto capitoli negoziali.
Le fonti del <Turkish Daily News> ritengono che le elezioni presidenziali cipriote del 2008 potrebbero far sì che la questione non venga posta fin da subito come condizione per la prosecuzione dei negoziati, ma temono l’intervento di Parigi: "La Francia solleverà la questione e dipenderà dalle nostre prestazioni la decisione dell’UE di prendere una decisione vincolante sul tema nel vertice di dicembre".
Altri temi caldi del programma sono un rinnovo del codice penale, riforme per garantire una maggiore indipendenza dei giudici, nuove leggi contro la corruzione e un intervento per limitare le competenze dei tribunali militari.
Ma anche questioni "minori" rientreranno nel piano, da una lotta più efficace all’afta epizootica al miglioramento del sistema educativo superiore.
Intanto, la causa contro lo scrittore Orhan Pamuk per diffamazione dell’identità turca è stata definitivamente archiviata dalla nona sezione penale della Corte Suprema.
Il premio Nobel 2006 per la letteratura, che ora vive negli Stati Uniti, era stato accusato dal Tribunale penale del distretto di Sisli a Istanbul di "oltraggio all’identità turca, alla Repubblica, al Parlamento, ai ministeri, ai membri delle Forze armate e di pubblica sicurezza, alla magistratura", reato previsto dal codice penale. (Denaro.it)

 

 

 

 

 




UN ERRORE
CHIUDERE
LA PORTA

Il presidente del Friuli Venezia Giulia e dell'Assemblea delle Regioni d'Europa, Riccardo Illy, continua a ritenere un "grosso errore" chiudere le porte dell'Europa alla Turchia e lo ha ribadito da Istanbul, nel corso dei lavori del Bureau - una sorta di Ufficio politico - dell'Are, convocato sul Bosforo con la partecipazione di una quarantina di Regioni partner dell'associazione. La Turchia, ha affermaro infatti Illy, è oggi una Nazione sviluppata,la cui economia cresce del 9-10 per cento all'anno; è un Paese democratico e laico (anche se la sua popolazione è a larga maggioranza islamica) "che ci può aiutare non solo a migliorare i rapporti all'interno dell'Unione europea ma anche fra la UE e gli altri Stati a religione islamica", come ha sottolineato anche nei colloqui  con il governatore dell'area di Istanbul, Muammer Guler, ed il presidente del Consiglio provinciale locale, Hasan Buyukdede. "Credo dunque sia molto importante l'attività di cooperazione fra le Regioni sviluppata dall"'Aew" con i membri turchi dell'Associazione, con l'auspicio che questa presenza turca nell'"Are" possa aumentare proprio per facilitare la conoscenza e la comprensione reciproche e preparare la Turchia, ma anche l'Europa, al momento cui questo Paese farà parte della UE". Valutata frattanto positivamente l'adesione delle province turche di Koaceli (la provincia a matrice industriale 'a servizio' di Istanbul), dove opera un nuovo parco scientifico nato con la collaborazione di <Area science Parl" e dell'Università di Trieste) e di Kirsehir, nel Sud-est del Paese. (Ansa)


PROSEGUE 
L'IMPEGNO

PER L'ADESIONE
ALL'UE

Emma Bonino aveva scelto nel giugno del 2006 la Turchia come primo paese da visitare in qualità di Ministro per il Commercio Internazionale e per le Politiche europee. Da domenica 9 a ieri,martedí 11 settembre, l'esponente del governo italiano è stata nuovamente a Istanbul ed Ankara, primo rappresentante delle nostre istituzioni ad incontrare il nuovo esecutivo turco formatosi dopo le recenti elezioni presidenziali. Durante la missione il Ministro Bonino ha partecipato come membro anche all'"Independent Commission on Turkey" (Ict) - un gruppo di personalità europee di spicco, presieduto dall'ex presidente finlandese Martti Ahtisaari - e in questa occasione ha incontrato il neo-eletto Presidente Abdullah Gul, il Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan e il nuovo ministro degli Esteri, Ali Babacan, che rimane il capo negoziatore turco per il processo di adesione alla UE. Il ministro ha avuto poi colloqui bilaterali anche con il nuovo ministro dell'Industria e Commercio, Zafer Caglayan e il suo omologo al Commercio Internazionale, Kursad Tuzmen
"I rapporti economici e politici tra i nostri Paesi sono ottimi" ha spiegato il ministro "e sono sicura che con la presidenza Gul, la Turchia rafforzerà l'impegno per completare le riforme già avviate, proseguendo nel processo negoziale per l'adesione all'Unione Europea".
Intanto l'Italia si è confermata terzo partner commerciale della Turchia dopo Germania e Regno Unito. Con i prodotti del Made in Italy in costante crescita al punto che nel primo semestre di quest'anno, rispetto allo scorso anno, il nostro export è cresciuto del 6.9%. "Per le nostre imprese" ha proseguito Bonino - che ad Istanbul ha incontrato gli imprenditori italiani e ha inaugurato anche la nuova sede dell'Istituto per il Commercio Estero diretta da Roberto Luongo " - ci sono enormi possibilità in diversi settori: dal restauro architettonico, alle public utilities, anche in vista delle privatizzazioni, dalla protezione ambientale, alle infrastrutture fino al comparto della sicurezza e del turismo. Senza dimenticare che oggi la Turchia è il piú importante ponte verso il Medio Oriente e verso le ex-repubbliche sovietiche in particolare verso paesi come l'Azerbaijan, il Kazakistan e il Turkmenistan".
Analizzando i dati relativi al decennio 1997-2006, si conferma il buon andamento dell'interscambio tra i due Paesi. In particolare, nel corso dell'ultimo decennio, il valore delle nostre esportazioni si è incrementato del 75.5%, passando da 3.9 miliardi di euro del 1997 a 6.8 miliardi del 2006. (Asg)


 

 

Il ministro per il Commercio internazionale, Emma Bonino, è stato il primo esponente del Governo italiano ad incontrare il neo esecutivo turco

 

 

 

 

 

 

 

Intervento dell'ex Governatore turco

INDIPENDENZA
DELLA BANCA CENTRALE

L'indipendenza della Banca Centrale? Qualcosa che i politici non riescono ad accettare. La pensa così Sureyya Serdengecti, ex Governatore della <Merkez Bankasi> negli anni difficili della crisi del 2001. Parlando alla Camera di Commercio, l'ex numero uno dell'Istituto ha detto: "Per quella che è la mia esperienza personale i politici fanno molta fatica a pensare che un'istituzione come la Banca Centrale turca sia completamente indipendente.
L'ex governatore ha anche voluto parlare dei tassi di interesse, che il suo successore Dormus Yilmaz ha alzato ormai da oltre un anno. "Anche se li tagliassimo non avrebbero effetti così importanti sull'economia. Il disavanzo delle partite correnti continuerebbe ad espandersi".
L'intervento di Serderngenti è arrivato a poco più di una settimana dal discorso in Parlamento in cui il premier Recep Tayyip Erdogan ha parlato della necessità di una nuova politica monetaria. Le sue parole sembrerebbero difendere l'operato del successore e invitare il Primo Ministro a stare fuori dalla <Merkez Bankasi>. (Apcom)

 

 

 

 

 

 

AD ISRAELE

ANKARA CHIEDE
SPIEGAZIONI
SUL RAID IN SIRIA

La Turchia ha chiesto spiegazioni a Israele dopo il ritrovamento nei pressi del confine con la Siria di due serbatoi che secondo il quotidiano <Hurriyet> appartenevano a caccia F-15 del'aeronautica militare dello stato ebraico.
Fonti diplomatiche hanno riferito che i serbatoi sono stati scoperti nelle province di Hatay e di Gaziantep, poche ore dopo l'incursione aerea israeliana sulla Siria denunciata dalle autorità di Damasco.
Le autorità israeliane non hanno confermato l'asserito raid. Stando alla versione di Damasco, due caccia israeliani giovedi sono stati individuati nello spazio aereo e costretti ad allontanarsi dal fuoco della contraerea.
Secondo quanto annunciato dall'agenzia siriana Sana, prima di abbandonare il campo gli F-15 israeliani avevano scaricato su una zona desertica parte del loro munizionamento. Non è chiaro se alcune bombe siano esplose. In ogni caso, stando alla Sana, non vi erano stati né vittime né danni.
Citando non meglio identificati esperti, <Hurriyet> sostiene che i caccia israeliani si sono sbarazzati dei serbatoi di riserva per alleggerirsi e sfuggire più agevolmente alla contraerea siriana. (Corriere del Ticino)

 

 

 

 

 

 

LO STA PROGETTANDO ANKARA

UN MURO DI 470 KMLUNGO IL CONFINE CON l'IRAQ

Per impedire le infiltrazioni dei guerriglieri curdi, la Turchia progetta di costruire un muro lungo il confine con l'Iraq. Lo rivelano fonti militari turche, come riferisce il quotidiano saudita <al Riyad>.
Secondo le stesse fonti, "il muro sarà lungo 470 chilometri e la sua costruzione costerà 2.3 miliardi di dollari". E dove non sarà possibile costruirlo - a causa delle montagne impervie che dividono il confine con il Kurdistan iracheno - "l'esercito turco provvederà ad installare sistemi di sorveglianza e controllo".
Il Governo di Ankara, pensa così di porre rimedio alle infiltrazioni dei separatisti del Pkk che hanno le loro basi sulle montagne del Kurdistan iracheno.
Il quotidiano assicura che "per la medesima ragione anche l'Iran sta pensando alla costruzione di un muro analogo". (Apcom)

 

 

 

 

 

 

SOCIETA'

 

ITALIANI
SUPERATI

SONO I TURCHI
I MIGLIORI
AMATORI DEL
MONDO

UNO STUDIO DELLA <DUREX>

Terzi gli svizzeri, quarti gli statunitensi

Turkey has turned out to be the most sexually virile country on earth based on numbers of partners per year defying international assumptions correlating promiscuity with high income in a new study on safe sex and condom use.
The study – and its debatable research methodology – comes from the latest Durex Global Sex Survey published in this month's Foreign Policy magazine. The survey is the world's largest on sexual behavior, with more than 317,000 participants in 41 countries. It revealed that people having unprotected sex live in some of the world's wealthiest nations: They lose their virginity early and have more sexual partners, both considered key predictors of higher rates of unprotected sex.
Turkey, however, not a wealthy nation by most international indices, debunks the hypothesis with a whooping average of 14 sexual partners in a lifetime, higher than any other country that participated in the survey. Italians reported 12 sexual partners in a lifetime, the United States and Switzerland 10, France eight, Spain six, while Malaysia, Indonesia, India, China and Hong Kong all reported between two and six.
General manager of Durex Turkey, Erdinç Nuray, said that over 1,000 Turks participated in the Durex study, by visiting the Internet site and filling out the survey. He could not, however, specify which regions of the country respondents came from.  “They logged on to the Internet site, where they completed the Global Survey on their own,” he said. “The results were consolidated by an external agency, so we had no influence over the results.” 
In Istanbul's wealthy district of Nişantaşı, however, doctors at the American Hospital known for its forward thinking found the results puzzling. “It is 
nonsensi,” said American Hospital gynecologist Alper Mumcu. “It's an Internet survey, not a scientific health survey. Maybe just high income people filled it out.” He said that in scientific circles such a report would not be taken seriously. “It's a commercial thing.” Another skeptic was Nejat Ünlü, chairman of Positive Living Association that works with HIV patients in Turkey. He told the Turkish Daily News that the number seemed rather high for the entire nation, but could well represent the realities of Istanbul. However the survey, and Turks' sexual prowess was defended by Nuray. When asked if Turkey's number of sexual partners seemed high considering the hypothesis of the study, Nuray said: “When you take it from the view of annual income you are right. In developed countries they have a more free life than in Turkey, they can go out and date and have different sexual partners. Those things in Turkey are still taboo,” he said. “The number of sexual partners relates to how the people view sex and their lifestyles,” said Nuray. “In Turkey, in urban areas, people have a more free life and can thus have more partners. There are also many people having sex with different sex workers before they get married.”  He defended the high number of sexual partners in a lifetime explaining that Turks are after all good lovers. “Turkish people are known as good sexual partners and we believe having 14 partners in a lifetime is in line with reality. Those are the results totally based on the answers of respondents,” he said.
In low-income countries the average number of partners in a lifetime is 6.3, in middle-income countries 8.6 and in high-income countries 9.7. On average, a Turk's first sexual encounter is at the age of 16, according to the study. Over 45 percent of Turks who participated in the study reported having had 
unprotected sex. The rate of sexually transmitted infection
in Turkey is about 10 percent.
The country that reported the highest rate of unprotected sex was Norway. Seventy percent of Norwegians admit to having had unprotected sex without knowing a partner's history, contributing to the country's 21 percent rate of sexually transmitted infection. India and Hong Kong appear to be on the lower end of risk with three-four partners, while 25 percent of people reported to having had unprotected sex.
According to the report, many people assume that men take more risks than women, or that married couples are more cautious than their single friends. In truth, gender, sexual orientation, or being single does not predict who will engage in unprotected sex.
The greater the number of sexual partners, the greater the likelihood people will have unprotected sex each year and that results in over 340 million new cases of sexually transmitted infections, not including HIV.
Men and women in the entire study reported unsafe sex in mostly equal numbers with 45.3 percent of women and 48.4 men admitting to it. Gay, straight or bisexual groups registered similar rates of unprotected sex.
Nuray explained that the low rate of sexually transmitted infection was due to under reporting in Turkey. “When you look at Turkey not all diseases are reported. If people have a sexually transmitted disease they may not mention it,” he said. “There is no reliable record on sexually transmitted diseases in Turkey.”
The Turkish general manager of the world's leading condom brand said that above all the message of his company was safe and good sex. “We have a responsibility to communicate the safer sex message and encourage debate about sexual health and effective sex education. We also aim to encourage people to discuss their needs and desires for better sex,” said Nuray. (Damaris Kremida/Turkish Daily News)

 

 

 

 

 
 

DAL 7 NOVEMBRE

Il <SABAH>
IN VENDITA

Tutto pronto per la messa all'asta del quotidiano <Sabah> e del gruppo editoriale di cui fa parte anche l'emittente <Atv>. Lo ha reso noto il Fondo di assicurazione per i depositi (Tmsf), la stessa autorità che lo sequestrato nell'aprile scorso per presunte irregolarità del vecchio editore nel suo acquisto.
Il valore del gruppo editoriale per la partenza dell'asta è di 1.1 miliardi di dollari. le offerte possono pervenire entro il 6 novembre. Il 7 si aprirà ufficialmente la gara. Dalla partecipazione sono esclusi il gruppo editoriale <Cururova> e soprattutto la <Dogan Holding> che possiede oltre la metà dei media locali. (Apcom)

 

 

 

 

 

 

CRONACA

 

 

Da Istanbul ad Ankara

ALI AGCA IN PRIGIONE 
DI MASSIMA SICUREZZA

Ali Agca, il terrorista turco che nel 1981 attentò in piazza san Pietro alla vita di Giovanni Paolo II, è stato trasferito dalla prigione di Istanbul, dove era recluso, in una struttura di massima sicurezza alla periferia di Ankara. Lo hanno reso noto i suoi familiari e i media turchi. Il trasferimento di Agca in una cella singola, nel carcere di massima sicurezza di Sincan, si è svolto tra imponenti misure di sicurezza.
Imprigionato a Istanbul dopo l'estradizione dall'Italia nel 2000, Agca, che ha 49 anni, oltre che dell'attentato al Papa del 13 maggio del 1981, è stato riconosciuto colpevole, dalla giustizia turca, anche dell'omicidio, nel 1979, di un giornalista.
Agca - che finirà nel 2010 di scontare la condanna inflittagli in Turchia - aveva chiesto il trasferimento da Istanbul a Malatya, nell'est della Turchia, dove risiede la sua famiglia, ma la sua istanza non è stata accolta. Ankara si trova a circa 700 chilometri da Malatya. (Corriere del Ticino)

 

 

 

 

 
 

PER TERRORISMO

DUE DEPUTATI CURDI
RISCHIANO IL PROCESSO

Due deputati curdi rischiano di finire davanti al giudice nonostante l'immunità parlamentare. Aysel Tugluk e Ayla Ata sono accusati di "fomentazione delle organizzazioni terroristiche" e "collaborazione ad atti terroristici". La nona corte criminale di Istanbul ha rinviato a giudizio 13 persone, fra cui i du3 deputati.
Ozcan Kilic, il loro avvocato difensore, ha fatto sapere che rischiano fino a 12 anni e mezzo. I due deputati sono stati in passato i difensori di Abdullah Ocalan, fondatore del Partito dei lavoratori del kurdistan. Sarebbero stati messi messi sotto accusa proprio per le frasi pronunciate durante le fasi della sua difesa. (Apcom)

 

 

 

 

 
 

NELLA PROVINCIA DI DIYARBAKIR

DEFINISCONO "MARTIRI"I RIBELLI CURDI:
NOVE ARRESTI

Le autorità turche hanno arrestato nove membri di un partito politico filo-curdo per aver definito "martiri" i ribelli separatisti curdi. Lo hanno reso noto fonti della sicurezza.
I nove sono membri del Partito per una società democratica (Dtp), che chiede maggiori diritti politici e culturali per la vasta minoranza etnica curda che vive in Turchia. Il Dtp ha conquistato 20 seggi nelle elezioni legislative anticipate del luglio scorso.
Se riconosciuti colpevoli, i nove rischierebbero di passare numerosi anni in carcere, in base al codice penale turco, per apologia di reato e sostegno al terrorismo.
Il Governo di Ankara attribuisce al Pkk,il Partito dei lavoratori del Kurdistan, la morte di oltre 30mila persone dal 1984, da quando diede avvio alla rivolta armata per la creazione di uno stato curdo nel sud-est della Turchia.
Le autorità turche usano spesso la parola "martire" per i soldati e altri agenti della sicurezza uccisi in scontri col Pkk.
I nove, tutti uomini, provengono dalle province sud-orientali, dicono fonti della sicurezza da Diyarbakir, la più grande città della regione.
Frattanto la parlamentare del Dtp Sabahat Tuncel ha respinto l'appello del Primo Ministro turco Tayyip Erdogan affinché il suo partito condanni il Pkk come organizzazione terroristica.
"Nessuno dovrebbe aspettarsi che chiamiamo i nostri figli terroristi", ha detto la parlamentare durante un comizio a Batman. "Vogliamo vivere in queste terre mantenendo le nostre differenze. Questa è la prima volta che i curdi sono rappresentati a questo livello (in Parlamento). Il partito al Governo deve valutare correttamente questa occasione".
Molti turchi considerano il Dtp come il portavoce dei ribelli del Pkk. Il Dtp ribatte di volere una soluzione pacifica e politica alla questione curda.
Il governo di centrodestra di Erdogan ha ridotto le restrizioni sull'uso della lingua e sulla cultura curda negli ultimi anni, in linea con le richieste dell'Unione Europea, a cui Ankara vuole aderire. Ma per il Dtp le riforme non sono sufficienti.
Il nuovo presidente turco, Abdullah Gul, ex ministro degli Esteri del partito Ak di Erdogan, visiterà in settimana le regioni povere del sud-est, nel primo viaggio ufficiale dopo la sua elezione a Capo dello Stato di due settimane fa. (Reuters)

 

 

 

 

 
 

VICINO SANLIURFA

ANNEGANO IN SEI
PER SALVARE UNA BIMBA

Sei ragazzi sono morti annegati in un lago artificiale mentre cercavano in vano di salvare una bimba di sei anni caduta in acqua. Lo riferisce l'agenzia turca <Anadolu>. I sette giovani, tutti imparentati fra loro, si erano recati alla grande diga Ataturk, nella provincia di Sanliurfa, nel sud est della Turchia, per lavare tappeti.
La più piccola del gruppo, ha perso l'equilibrio ed é caduta in acqua, secondo il racconto del governatore locale citato dall'agenzia. Gli altri sei giovani, fra i 12 e 20 anni di età, sono tutti annegati dopo essersi buttai in acqua per cercare di salvarla. La tv turca ha mostrato immagini dei sommozzatori alla ricerca dei corpi nel lago. (Corriere del Ticino)

 

 

 

 

 
 

L'EX PRESIDENTE DELLA <RUSSNEFT>

FORSE  IN TURCHIA
L'EX PRESIDENTE
DELLA <RUSSNEFT>

L'ex numero uno della società petrolifera russa <Russneft>, su cui pende un mandato di arresto internazionale, secondo la procura generale di Mosca si trova in Turchia. Mikhail Gutseriev, accusato di attività imprenditoriali illegali e di evasione fiscale, "è scomparso il 30 luglio, ed è stato stabilito che dall'aeroporto di Minsk è volato a Mosca", ha dichiarato Viktor Gvozdev, portavoce della Turchia.
Il tribunale di Mosca Mosgorsud ha confermato frattanto la validità del provvedimento restrittivo nei confronti di Gutseriev, comparso in pubblico l'ultima volta il 23 agosto, ai funerali del figlio Chingiz, morto in seguito ad un incidente automobilistico di oscura dinamica.
Gutzeriev aveva rassegnato il 31 luglio le dimissioni dalla presidenza del gruppo petrolifero, A fine agosto il mandato di arresto, contestato dai legali del magnate. Sulla latitanza sono già state lanciate varie ipotesi: Londra, Azerbaigian, Bielorussia. Adesso la procura si dice certa che l'ex numero uno di <Russneft> sia in Turchia. (Apcom)

 

 

 

 

 
 

NEL PARLAMENTO TURCO

CELLULARIBANDITI

Il presidente della Tbmmm, la Grande Assemblea Nazionale turca, Koksal Toptan, ha bandito l'utilizzo dei telefoni cellulari durante i dibattiti e le sessioni di voto.
Il divieto è scattato ufficialmente.
Il numero uno del Parlamento turco ha spiegato di essere stato costretto ad applicare una misura del genere perché troppo deputati si dilettano in conversazioni telefoniche o invio di messaggi di testo durante dibattiti su leggi o sessioni di voto. Era capitato infatti che - mentre il premier Recep Tayyip Erdogan esponeva il contenuto del suo programma di Governo - molti eletti erano stati immortalati dai fotografi presenti in aula con il cellulare in mano. (Apcom)

 

 

 

 

 
 

LA <DONER> IN GERMANIA

NELLA RETE
DELLO
SCANDALO
DELLA CARNE

 TEDESCA

Turkish döner kebab producers in Germany have fallen victim to a rotten meat scandal, as media reports targeted one of the most popular fast foods in the country causing döner sales to slump, kebab producers said.
Döner sales dropped by one third with the greatest slump witnessed in Berlin, and will continue dropping for a while, said Taylan Taşyumruk, spokesman of the Europe Turkish Döner Producers Union (ATDİD). “Döner is being targeted [in media reports],” he said.
The döner crisis erupted after a Bavarian wholesale meat producer confessed to selling 180 tonnes of K3 type meat, normally used to produce animal feed, to retailers across Germany. The meat was sold to four producers in Berlin, but only one of them was a döner producer, Taşyumruk said.
Other type of meat products were affected by the cheap quality meat as well, said Remzi Kaplan, owner of a popular döner restaurant, but döner is chosen as the victim as usual.
Popular product chosen
Döner is by far the the top fast food product in Germany, making it easy for reporters to sell this story, Taşyumruk said. Döner producers did not follow an effective advertisement policy with the German media either, leading them to be more aggressive towards döner producers.
Döner producers highlighted as well that other fast food companies might have an effect over media to publish reports against döner. “This is the policy of American companies to scramble döner producers,” Kaplan claimed. He demanded the officials to publicize the name of the döner producer that bought the rotten meat as well so as to not leave the whole sector under suspicion.
There was a labeling fraud over the packages of the rotten meat which made it easier for them to escape the buyers eye, Taşyumruk said. This is the second scandal in Bavaria and the meat producer who passed off the rotten meat was previously convicted for the same act, he said. “This is the real scandal for us.”
The perpetrator companies could change their names and go on, as the sentences in Germany are not sufficient, Kaplan said as well. “The sentences should be made heavier,” he said.
There are around 15,000 döner stands in Germany with the whole consumption and production of döner per day reaching 400 tones. The sector employs more than 60,000 people. Meanwhile, Thomas Seim, a German journalist from the regional daily Rheinische Post based in Düsseldorf said that the perpetrator company mainly delivered the rotten meat to firms that distribute meat to döner sellers. “It is a fact,” he said, so that is why the media reports were like that. (Safak Timur/Turkish Daily News)

 

 

 

 

 
 

PER MOTIVI DI CONFINE

UCCIDE 8 PARENTIA FUCILATE

Un uomo ha ucciso il fratello e altri sette parenti sparando con un fucile da caccia in un villaggio della Turchia sud-occidentale. La strage avrebbe avuto per origine contrasti sul tracciato dei confini dei campi. L'uccisore ha rivolto la sua furia omicida inizialmente contro suo fratello maggiore, con il quale era in lite da tempo. Poi ha ucciso la cognata, i suoi due figli di 19 e 8 anni, e altri 4 membri della famiglia. E' in corso una caccia all'uomo per catturare l'assassino. (Ansa)

 

 

 

 

 

 

ECONOMIA

 

 

 

   GLI OBIETTIVI      ECONOMICI


IL 60° GOVERNO TURCO

Il 60° governo turco, guidato dal premier Recep Tayyip Erdogan, che nei giorni scorsi ha ottenuto il voto di fiducia dal Parlamento, nell'evidenziare la continuità con il precedente programma di Governo che ha consentito l'ottenimento di più che soddisfacenti risultati in campo economico, si propone di raggiungere i seguenti obiettivi entro il termine della legislatura: - Prodotto Interno Lordo a quota 800 miliardi di dollari (oggi supera i 450 mld $) con un PIL pro-capite di 10.000 $ (oggi 5.300 $); -Contenere costantemente il tasso di inflazione sotto il 10% per avvicinarsi al 4% nel 2012/13. -Raggiungere il target di 200 miliardi di dollari di esportazioni (a luglio 2007 l'export è stato di 92 miliardi di $). -Procedere in maniera ancor più decisa e spedita nel processo di privatizzazione. -Attrarre sempre più gli investimenti esteri. -Completare le circa 800 modifiche legali in campo economico previste dal processo di armonizzazione con l'UE. -Ridurre i tassi di interesse (attualmente al 17/19%) sotto il 10%. -Ridurre ulteriormente il carico fiscale sulle imprese per favorire la competitività del Sistema-Paese. -Lotta all'economia sommersa. -Raggiungere l'obiettivo dei 40 miliardi di dollari di proventi derivanti dal turismo estero (quest'anno il totale dovrebbe sfiorare i 20 mld $). -Sicurezza energetica attraverso la diversificazione degli approvvigionamenti e incremento della produzione elettrica anche tramite nucleare e risorse alternative. -Ceyhan (porto nel sud del Mediterraneo) dovrà divenire sempre più un "hub" internazionale per il petrolio e i suoi derivati (terminali per petrolio e gas, raffinerie). -Forte potenziamento della rete dei trasporti stradali, ferroviari e marittimi. Investimenti nella protezione e recupero ambientale. -Riforma del sistema bancario. (Ice Istanbul)

 

 

 

 

 

 

 

M&A A GOFIE VELE

INVESTITORI ESTERI
SEMPRE PIU' INTERESSATI

Secondo un rapporto della società di consulenza <Deloitte>, nel primo semestre del 2007 in Turchia sono state effettuate 66 operazioni di fusioni e acquisizioni (M&A) per un ammontare di 10.5 miliardi di dollari, mentre nel primo semestre del 2006 il volume totale fu di 11 miliardi. $. Delle 66 operazioni, 41 (per un ammontare di 8.9 mld $) sono state effettuate da investitori esteri e 25 da imprese turche (per 854 milioni di dollari). Le imprese europee hanno totalizzato 31 operazioni per un ammontare di 6 miliardi di dollari; al primo posto i Paesi Bassi con 10 operazioni per un controvalore di 3.6 mld $; al secondo posto la Germania e al terzo il Regno Unito. Le tre più importanti iniziative di M&A sono state: l'acquisizione della <Oyak Bank> da parte di <ING Bank> (2.7 mld $) ; l'acquisto da parte di <Global-Hutchison-EIB> del porto di Izmir (1.3 mld $) e l'acquisizione di <Eczacibasi Saglik> (farmaceutici) da parte della società <Zentiva> (Rep. Ceca/Francia) per un ammontare di 602 milioni di dollari. I settori che hanno riscosso maggiore interesse sono risultati: finanza, immobiliare ed energia (elettricità e gas). Il volume totale di M&A nel 2007 dovrebbe raggiungere quota 18 miliardi di dollari (19 mld $ fu il totale nel nel 2006). Un'annotazione molto importante del rapporto è che l'80% degli investitori esteri che hanno operato in Turchia negli ultimi tre anni si è dichiarato particolarmente soddisfatto delle operazioni effettuate. Lo studio si conclude con un'indicazione relativa alla stabilità politica ed economica del Paese che dovrebbe consentire un ulteriore afflusso di capitali dall'estero nei prossimi anni. (Ice Istanbul)

 

 

 

 

 

 

 

 
 

AI CINESI
IL PORTO
DI SMIRNE

Nel Mediterraneo prosegue "l’invasione" cinese nel settore infrastrutture, grazie soprattutto a prezzi assai più bassi di quelli offerti dalla concorrenza occidentale: <Hutchinson Port Holdings>, colosso cinese della movimentazione di container, ha vinto la gara per la privatizzazione del porto turco di Smirne, con un’offerta di 1.2 miliardi di dollari. <Hutchinson> per l’occasione si è alleato con due soci locali: la società di servizi finanziari <Global Yatrim Holding> e la <Ebi-Limas>, che include fra i suoi azionisti l’Associazione degli esportatori turchi che rappresenta oltre 40mila soci del Paese. La conquista del porto sull’Egeo (3.3 
chilometri di banchine e 53 ettari di area attrezzata che prima era gestita dallo Stato attraverso le ferrovie pubbliche) è una mossa strategica sia per i cinesi, a caccia di nuovi sbocchi, sia per gli operatori turchi, in cerca di alleati forti nel settore.

Lo scalo ha registrato nel 2006 un movimento di 848mila tonnellate di merci, con un incremento dell’8.1 per cento rispetto all’anno prima. E da qui passa il 22 per cento dei container diretti o provenienti dalla Turchia. Questa acquisizione può fare da volano a nuovi investimenti dalla Cina nell’area: nei giorni scorsi, infatti, una delegazione di imprenditori di Pechino avrebbe annunciato l’intenzione di allestire uno stabilimento per la costruzione di bus e autoveicoli pesanti in una delle zone specializzate della città turca sul Mediterraneo, candidata a ospitare l’Expo 2015.
Intanto, una nuova linea di trasporto marittimo collega Genova con il Far East e in particolare con diversi porti cinesi tra cui Shanghai. Lo ha annunciato il responsabile per il Mediterraneo del gruppo <China Shipping>, sesto al mondo per movimento container, C.L. Xie, che ha ringraziato il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando per la collaborazione. L’obiettivo è favorire in particolare le esportazioni sull’asse Italia-Cina e ampliare la raccolta delle merci a un bacino che comprenda, oltre al Nord Italia, anche Svizzera, Germania e Austria.
Il responsabile del gruppo ha ricordato che è nato dieci anni fa e oggi gestisce 25 porti in Cina, un terminal in Usa e uno a Malta, ha cantieri navali e fabbriche di contenitori, 430 navi per 60 milioni di tonnellate di stivaggio e trasporta 450 mila teu l’anno. In Italia il movimento è di 110mila teu che entro l’anno, grazie al nuovo servizio, dovrebbe crescere del 30 per cento.
Il valore aggiunto è rappresentato dalla capillarità dei porti serviti in Far East con 7 navi da 4.250 teu. La sede italiana del gruppo cinese, a Genova, occupa oggi 65 persone ed è in espansione.
Per fare crescere le esportazioni dal porto di Genova <China Shipping> ha in corso trattative con <Trenitalia> per cercare di ottenere servizi specifici di collegamento con le aree industriali dei Paesi confinanti con l'Italia. (Denaro.it)

 

 

 

 

 

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TRA TURCHIA ED IRAN

ACCORDOSU GASDOTTO Ed ELETTRICITA'

 

La Turchia e l'Iran hanno siglato un accordo che, secondo la stampa locale, è finalizzato alla costruzione in territorio iraniano di un gasdotto che dovrà trasportare il gas naturale dalla città di Asaluye, al confine con la Turchia, fino alle condutture che operano sul territorio turco. Tale infrastruttura permetterà tanto all'Iran quanto al Turkmenistan di trasferire attraverso la Turchia tra i 30 e i 35 miliardi di metri cubi di gas naturale di propria produzione direttamente sui mercati europei. Il Ministro dell'Energia turco Guler ed il suo omologo iraniano Parviz Fattah avevano già firmato un'altra intesa relativa al settore della produzione e distribuzione dell'energia elettrica che prevede la costruzione di tre centrali elettriche (due in Turchia, una in Iran) della capacità di 6.000 megawatts. (Denaro.it)

L'infrastruttura permetterà
tanto a Teheran quanto
al Turkmenistan di trasferire 
attraverso il Paese  della
Mezzaluna tra i 30 ed i  35
miliardi metri cubi di gas
naturale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CON LA TURCHIA

<FINMECCANICA>: INTESA DA 1.2MLD DI <AGUSTAWESTLAND>

<AgustaWestland>, controllata di <Finmeccanica>, ha siglato un contratto di 1.2 miliardi con le Forze Armate turche per la fornitura di 51 elicotteri da combattimento A129. Lo rivela il sito ufficiale del ministero della Difesa turco, secondo il quale il contratto, avviato lo scorso 30 marzo, è stato firmato il 7 settembre e seguirà a breve, probabilmente entro il mese, una cerimonia ufficiale. La commessa per la fornitura degli elicotteri, come si ricava da un comunicato di <Finmeccanica> del 30 marzo scorso, avviene nell'ambito del Programma <Atak> (Tactical Reconnaissance and Attack Helicopter) per il Comando delle Forze di Terra turco. Il valore stimato di questo programma, basato su un requisito per 51 elicotteri A129, è superiore a 1.2 miliardi di euro. Nel marzo scorso il presidente e ammministratore delegato di <Finmeccanica>, Pier Francesco Guarguaglini, ha detto che "la scelta degli elicotteri <AgustaWestland> da parte della Turchia conferma l'elevata competitività dei nostri prodotti e le ottime relazioni industriali che esistono tra Italia e Turchia, paese nel quale <Finmeccanica> è presente da molti anni in diversi settori. Questa scelta rinnova i rapporti di stima e amicizia reciproci e apre la strada a nuove interessanti opportunità di collaborazione tra i due paesi". La proposta di <AgustaWestland> include significativi vantaggi industriali per la Turchia. Diverse importanti aziende aerospaziali turche, come <Tai> e <Aselsan>, saranno coinvolte nel programma. Anche l'assemblaggio finale, le consegne e l'accettazione degli aeromobili avranno luogo in Turchia. (Agi)

 

 

 

 

 

 

 

 

Immobiliare in Turchia

BOOM DI VENDITE
AGLI STRANIERI

Nel 2007 la vendita di immobili in Turchia agli stranieri, in costante crescita dal 2005 - anno della legge che ha semplificato la burocrazia della compravendita di case - è aumentata del 17 per cento rispetto all’anno scorso. Secondo l’economista Mustafa Sonmez, il giro d’affari degli investimenti esteri nel settore immobiliare della Turchia ha raggiunto quota 1.5 miliardi di dollari (pari a 1.1 miliardi di euro circa) nel primo semestre del 2007. Il picco della compravendita di case si è raggiunto a gennaio scorso, quando in un mese solo si è totalizzato 362 milioni di dollari (pari a 262 milioni di euro circa). (Denaro.it)

 

 

 

 

 

 

 

<FRANCE TELECOM>
INTERESSATA A LICENZA UMTS

<Orange>, braccio mobile di <France Telecom> potrebbe partecipare all'asta che il Governo di Ankara indirà la prossima settimana per le Umts. Secondo quanto riporta la <Bloomberg>, <France Telecom> (FT) starebbe valutando se partecipare o meno all'asta.
Tayfun Acarer, direttore del Consiglio Tlc turco, ha detto in una intervista che <Orange> è uno dei 4 operatori che hanno aderito alla presentazione dei documenti per l'asta, la cui raccolta è cominciata  il 7 settembre. Ma <France Telecom> non ha confermato. (StudioCelentano.it)

 

 

 

 

 
 

DEL 35%

CRESCE IL CONSUMO
DEGLI ALCOLICI

Secondo uno sondaggio della società <Ipsos Kmg>, relativo al consumo di alcolici in cinque importanti città della Turchia (Istanbul, Ankara, Izmir, Adana e Bursa) nel primo semestre dell'anno in corso, questo è cresciuto del 35% rispetto allo stesso periodo del 2006. I consumatori intervistati potevano indicare più di una risposta. Fra gli alcolici la bevanda più apprezzata è la birra (per l'82% del consumo totale), seguito da raki (9%), vino (7%) e altre bevande alcoliche (2%). (Ice Istanbul)

 

 

 

 

 
 

RISTRUTTURAZIONE FERROVIE

PROGETTI<ASTALDI>

La compagnia italiana <Astaldi> realizzerà un progetto di costruzione, ristrutturazione e ammodernamento delle infrastrutture ferroviarie bulgare. Si tratta della linea Plovdiv-Svilengrad, un tratto ferroviario di importanza strategica, lungo circa 104 chilometri, che collega la Bulgaria meridionale con la Turchia. Il progetto che la <Astaldi> realizzerà entro il 2010 ha un valore di oltre 162,5 milioni di euro. Terminato il tratto, i treni potranno svilupparvi una velocità di 160 chilometri all'ora. Il contratto per la realizzazione del progetto è stato oggi firmato a Sofia in presenza del ministro dei Trasporti bulgaro, Peter Mutafchiev, e dell'amministratore delegato della <Astaldi>, Giuseppe Cafiero. Dopo la cerimonia della firma, il ministro Mutafchiev ha detto che con questo progetto le ferrovie bulgare diventeranno più concorrenziali e sicure e potranno meglio inserirsi nel sistema ferroviario europeo. (Ansa)

 

 

 

 

 
 

VOLA IL SETTORE

AVIAZIONE CIVILE
IN FORTE SVILUPPO

Vola, è il caso di dirlo, il settore dell'aviazione civile In Turchia. Stando a quando dichiarato dalla Direzione generale per l'aviazione civile, in questo momento nel Paese ci sono 57 compagnie aeree con un parco di circa 200 velivoli ed altre 12 hanno fatto richiesta per ottenere tutti i permessi. Il mezzo più costoso ordinato in Turchia è il "Dassault Falcon" che vale qualcosa come 47 milioni di dollari.
Più modesti, ma numerosi, i "Cessna Mustang" che costano due milioni di dollari. Un bun affare se si pensa che con l'aumento dei velivoli aumentano anche i centri per mantenerli.
Particolarmente attivo è il settore degli elicotteri. Oltre ai 37 attualmente in costruzione, ne sono previsti in assemblamento almeno altri 50 nel giro di breve tempo. i clienti ed i maggiori investitori nel settore sono soprattutto dei Paesi arabi e dell'Est europeo. (Apcom)

 

 

 

 

 

 
 

SULLE ZONE INDUSTRIALI

INTESA TURCO_
ISRAELO-
PALESTINESE

Imprenditori turchi, palestinesi ed israeliani hanno convenuto di lavorare per la realizzazione di due parchi industriali in Palestina. Lo rivela il giornale turco <The New Anatolian,> citando fonti del Forum di Ankara, una organizzazione che riunisce imprenditori dei tre paesi e che ha tenuto il suo sesto meeting il 4 settembre scorso a Gerusalemme est. Secondo il giornale, il Forum intende realizzare una zona industriale in Cisgiordania e una a Gaza (il Progetto di zona internazionale di Erez). Gli imprenditori stanno valutando due differenti siti nella <West Bank>. Il presidente dell'Unione delle Camere di Ccommercio della Turchia (Tobb) e del Forum di Ankara, Rifat Hisarciklioglu, ha detto che lo scopo dell'incontro di Gerusalemme era attirare sostegno internazionale alle attività del Forum. "Noi uomini d'affari - ha aggiunto - diamo speranza alla regione". Il presidente ha ribadito che tutti i preparativi per il Progetto di zona internazionale di Erez nella striscia di Gaza sono stati completati. "Ora - ha aggiunto - vogliamo realizzare zone industriali comuni nella <West Bank>, aumentarne il numero e creare nuove opportunità di cooperazione". (Denaro.it)

 

 

 

 

 
 

CONVEGNO AD ISTANBUL

SCIENZA DELLO SPAZIO
E COLLABORAZIONE

Il 22 e 23 ottobre si svolgerà a Istanbul (Turchia) una conferenza sulle aree e i meccanismi di collaborazione tra operatori turchi ed europei nel campo delle attività spaziali.
La manifestazione è organizzata da <Eurisy,> in collaborazione con l'Agenzia spaziale europea (ESA) e il Consiglio turco per la ricerca scientifica e tecnologica (Tubitax). L'iniziativa rientra nel campo degli sforzi compiuti da <Eurisy >per agevolare, in tutta Europa e con i paesi vicini del Mediterraneo, i partenariati in diversi settori dell'attività spaziale.
La conferenza offrirà a organizzazioni turche ed europee l'opportunità di discutere le modalità di collaborazione in settori quali la scienza dello spazio, la ricerca e le applicazioni in materia di osservazione terrestre, le telecomunicazioni e l'ingegnerizzazione e l'utilizzo del segmento terrestre. (Cordis notiziario)

 

 

 

 

 

 

ECONOMIA

 

        TAV ANKARA-ISTANBUL



LA BEI HA STANZIATO 100 MILIONI DI $
PER LA 2° FASE DEL PROGETTO DI LINEA
FERROVIARIA AD ALTA VELOCITA'

La Banca Europea d’Investimenti (Bei) ha stanziato 100 milioni di dollari (73 milioni di euro circa) per la seconda fase del progetto di linea ferroviaria ad alta velocità che collegherà Ankara ad Istanbul. E’ quanto riporta l’agenzia di stampa turca, Anadolu. Il sottosegretario turco al Tesoro, in un comunicato, ha fatto sapere che la firma per l’accordo c’è già stata e che dunque la Bei parteciperà, con i suoi fondi, alla costruzione delle tratte Inonu-Vezirhan e Vezirhan-Kosekoy.
Intanto, sul versante turismo, le grotte sottomarine del Golfo di Gokova, una delle cittadine più affascinanti della costa di Mulga, nel Sud-Ovest della Turchia, saranno esplorate e rese accessibili ai turisti grazie a un progetto curato da un gruppo di speleologi subaquei. Il progetto è portato avanti dal <Cave Diving and research Group> (Magad) e dalla società di ricerche sottomarine <Odtu> ed in parte si è già svolto dal 12 al 30 agosto lungo la costa di Gokova. Il progetto si occuperà dell’esplorazione ecologica, geologica, archeologica e antropologica in oltre 40 grotte del golfo.
Alle esplorazioni hanno preso  circa 25 sub che hanno esaminato la grandezza e le formazioni geologiche delle caverne, disegnando una mappatura completa delle sorgenti sottomarine e delle specie che vivono nelle acque della zona. La coordinatrice del progetto, Esra Demirkol, ha affermato che il gruppo intende esplorare ancora le grotte che potranno poi essere visitate dai turisti: "Faremo una mappatura precisa delle caverne, classificando anche le specie che ci vivono perché siano protette a lungo termine".
"Le grotte sottomarine costituiscono una risorsa importante che va valorizzata e preservata. Nelle loro formazioni ci sono testimonianze geologiche vecchie di diversi milioni di anni e ospitano anche delle specie rare. Pensiamo che il nostro lavoro possa contribuire anche al turismo", ha aggiunto la ricercatrice, che ha anche sottolineato come le specie sottomarine verranno fotografate, mentre campioni d'acqua verranno esaminati presso i laboratori dell’Università di Hacettepe.
La costa del golfo di Gokova abbraccia le province di Bodrum, Milas, Mugla, Ula, Marmaris e Datca. La pianura alluvionale alla fine del golfo ospita le città di Akyaka e Gokova, due centri turistici in grande crescita. (Denaro.it)

 

 

 

 

 

 
 

Il treno italiano Etr 400 batte
il record di velocità ferroviaria

 

LA PRIMA VOLTA IN TURCHIA  SULLA
TRATTA ANKARA-ESKISEHIR HA SUPERATO I 22OKM/H.
LE SOCIETA' CHE SONO DIETRO QUESTO EXPLOIT:
<MER MEC> e <GRUPPO FS>)

E' stato battuto il record di velocità ferroviaria in Turchia con il treno italiano ETR 500 (in prestito dalle Ferrovie dello Stato ai turchi per 4 mesi) che ha superato i 220km/h nella tratta Ankara-Eskisehir prima parte della futura linea ad alta velocità che congiungerà la capitale a Istanbul, il centro finanziario del Paese.
È la prima volta che in Turchia e in tutto il Medio Oriente un treno supera il muro dei 200 chilometri all'ora.
Il Governo turco del premier Recep Tayyip Erdogan prevede di concludere l'alta velocità tra Istanbul-Ankara entro il 2008, corridoio che collegherà le due metropoli in sole 3 ore e 10 minuti contro le attuali 6 ore e 30 minuti.
Dietro questo exploit ci sono società italiane come la <Mer Mec> ed alcune società del Gruppo FS (Rete Ferroviaria Italiana, Italcertifer) che hanno fornito i servizi e tecnologia per la diagnostica del test." E' un avvenimento epocale nel settore ferroviario in Turchia e in tutto il Medioriente - dice Vito Pertosa amministratore delegato della <Mer Mec> - e l'enfasi data dal Governo (precedente e attuale) e dai media turchi è incredibile. Ci stanno chiedendo di ritardare la partenza[Da Rold Vittorio] del treno attrezzato perché vogliono farlo visitare anche dal nuovo ministro dei trasporti" .Un record importante per le ulteriori importanti commesse che sono previste nel settore ferroviario. Anche altre aziende Italiane potranno avvantaggiarsi di questa grande opportunità data all'Italia alla Turchia. I Francesi ed i Tedeschi restano a guardare. (Il Sole 24 Ore.com)

 

 

 

 


 

EXPO 2015: COME SENTIRSI
GIA' VINCITORI


"La candidatura di Smirne per l'Expo 2015 è un impegno nazionale, una meta a cui tende con orgoglio tutta la Turchia. C'è una forte consapevolezza e una forte coesione, tra i miei concittadini e tra tutti i turchi, sul fatto che questa è una grande occasione di sviluppo per tutto il Paese. E non intendiamo lasciarcela scappare". Aziz Kocaoglu, sindaco di Izmir (Smirne), città sull'Egeo di 3.5 milioni di abitanti, è sicuro di farcela quando arriverà il momento del fatidico voto per scegliere tra Milano e la città turca, perché la maggioranza degli Stati che fanno parte del "Bureau International des Expositions" (e non solo gli emergenti, o quelli a maggioranza della popolazione di religione islamica) diranno sì a una città che vuole crescere rispetto a chi il proprio cammino verso lo sviluppo lo ha già percorso da un pezzo.
"L'Expo 2015 è un progetto governativo, e tutti noi ne siamo coinvolti completamente" spiega ad Ankara Nukhet Hotar Goksel, del comitato centrale dell'Akp, il partito al potere, nonché deputato per la circoscrizione di Smirne. "Chi spera in difficoltà di buoni rapporti tra noi e Ankara sbaglia di grosso", spiega il primo cittadino di Smirne. Il Governo centrale ha promesso di stanziare i fondi necessari per una nuova sede fieristica a Gazientir, tra l'aeroporto e la città, ampliamenti delle strade e delle ferrovie, un nuovo aeroporto, sebbene il partito al potere ad Ankara sia l'Akp, islamico moderato appena uscito vincitore con il 46,7% dalle elezioni politiche, mentre a Smirne primeggia il Chp, partito di sinistra e laico, all'opposizione al Parlamento centrale. In questo, Milano e Smirne hanno lo stesso destino: un esecutivo 

Azir Kocaoglu
convinto che la città di Izmir
possa raggiungere
il traguardo
strappandolo
a Milano.

centrale. In questo, Milano e Smirne hanno lo stesso destino: un esecutivo centrale di colore diverso da quello locale, con tutti i problemi che ne derivano in fatto di sintonie ideologiche e di gelosie politiche.
Decisione a marzo dell'anno prossimo
"Se la città sul Mar Egeo sarà scelta dalla maggioranza dei 101 Paesi del" Bureau international des Expositions" di Parigi nel marzo 2008, sarà la grande occasione per usufruire delle sue potenzialità di sviluppo, e grazie all'esposizione universale potrà finalmente farlo, crescere e ottenere il posto al sole che le compete", spiegano alla Camera di Commercio. La città ha infrastrutture nettamente inferiori a quelle milanesi: un'area fieristica che attualmente si estende su soli 56mila metri quadri all'esterno e 23 mila metri quadri al coperto. Ma è prevista la costruzione di un nuovo polo espositivo che, esattamente come avviene per la rivale Milano, si collocherà a metà strada tra l'aerostazione e la città. Anche l'aeroporto, modernissimo (ha solo 9 mesi di vita) viaggia su ritmi di traffico decisamente più bassi rispetto agli scali milanesi: ogni anno transitano dall'aeroporto di Smirne 3.5 milioni di viaggiatori, ma il sindaco Kocaoglu prevede che, se arriverà il via liberà per l'Expo 2015, se ne costruirà "uno nuovo da 50 milioni di passeggeri all'anno", il doppio di Malpensa. Non bisogna dimenticare che a Smirne il turismo è un'industria fiorente, la città si trova infatti nel cuore di area archeologica ricchissima di reperti, tra cui la Casa di Maria, il luogo dove Papa Ratzinger ha celebrato messa nel suo recente viaggio in Turchia.
La metropolitana leggera, tra percorsi costruiti all'aperto e percorsi sotterranei (22 chilometri), totalizza oggi 90 chilometri di strada ferrata, a cui se ne aggiungeranno altri 7 sotto il mare. Smirne infatti vuole dotarsi di un avveniristico treno sotto le acque, esattamente tra le due punte del golfo, che congiungerà la località di 
Bostanli a Inciralti. Un progetto della metropolitana sottomarina è il fiore all'occhiello di tutto il pacchetto di opere, che potrebbe utilizzare aiuti anche dall'estero: sul piatto ci sono 20 miliardi di dollari di investimenti internazionali, tra pubblici e privati, che andrebbero ad aggiungersi al miliardo del Comune e ai fondi, ancora da stabilire, del Governo centrale.
Orgoglio e mobilitazione nazionale
Ma non mancano altri punti di orgoglio: i venti alberghi a cinque stelle, per un totale di 30mila stanze, e le cinque università (di cui due private). Molti dicono tuttavia che la ricezione alberghiera sia il vero tallone d'Achille della città, che in caso di assegnazione dell'Expo 2015 non avrebbe i numeri per reggere l'arrivo del fiume di visitatori che si verifica in occasioni di una tale importanza.
Altro punto critico le proteste delle associazioni ambientaliste, che si oppongono al progetto di collocare i padiglioni dell'Expo nell'area di Inciralti, una splendida penisola, che qui chiamano la laguna, ai limiti del Golfo. "Su un totale di 470 ettari dell'area, 200 saranno dedicati all'Expo, rispettando l'ambiente, costruendo con cubatura bassa vicino alle rive, privilegiando percorsi pedonali tra il verde, e lasciando gli edifici più alti nelle zone più interne", assicura il sindaco. Ma molti verdi non sono soddisfatti delle assicurazioni dell'amministrazione comunale, e sono sul piede di guerra.
Infine ci sarà la Tav, la rete per il treno a gran velocità che collegherà la città a Istanbul, il centro finanziario del Paese, alla capitale Ankara e alle altre zone della costa egea. "L'Expo è progetto per cui lavoriamo dal 1992, un obiettivo su cui abbiamo investito molto e su cui crediamo molto", dice Ekrem Demirtas, presidente della Camera di Commercio, la seconda del Paese per importanza, nonché influente imprenditore locale. La sfida è lanciata, e la determinazione non manca: non sarà facile battere Smirne. (Vittorio Da Rold/Il Sole24Ore.com)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SETTORE SERVIZI

FANALINODI CODA
Nella classifica dei 50 Paesi più attraenti per la delocalizzazione dei servizi, nove appartengono all'area mediterranea: il primo fra questi è l'Egitto, l'ultimo la Turchia, al penultimo posto della graduatoria stilata - sulla base di tre fattori: appeal finanziario, manodopera qualificata, ambiente favorevole alle imprese - da A.T. Kearney, società internazionale di consulenza alle imprese con base negli Stati Uniti. L'Egitto, dodici posizioni dietro la capofila India ha un punteggio di 5.62 su un massimo di 7.
Segue a due centesimi di voto la Giordania. Al 20esimo posto della graduatoria internazionale ci sono gli Emirati Arabi, a metà classifica la Tunisia, alla 36esima posizione il Marocco, solo alla 38esima Israele. Spagna e Portogallo, secondo A.T. Kearney, sono rispettivamente al 43esimo e al 46esimo, con risultati di poco sotto i cinque punti.
Infine la Turchia (4.78) che, pur essendo molto attrattiva come piazza imprenditoriale e finanziaria, è debole nel settore della delocalizzazione dei servizi.
Questo dato rispecchia la scarsa disponibilità di manodopera qualificata e si intreccia sul tasso di disoccupazione che, fra i laureati è al 25 per cento, più del doppio della media nazionale. (Denaro.it)

 

 

 

 

 

 

SEMPRE PIU' INTENSI

RAPPORTICON LA CINA

Cina e Turchia stringono sempre più intensi rapporti economici e commerciali. Con una crescita tumultuosa dell'export cinese negli ultimi tre anni (oltre il 120%) sul mercato locale, il Paese della Grande Muraglia è divenuto il terzo fornitore della Turchia, sopravanzando l'Italia. Un dato interessante è quello riferito allo scorso anno, nel quale anche la Turchia con un'aggressiva azione diplomatico-commerciale ha, seppur da basi di partenza abbastanza limitate, cominciato ad esportare maggiormente in Cina (+26% nel 2006 ed oltre il +47% nel primo semestre dell'anno in corso per un totale di 551 milioni di dollari). Il Ministro per il Commercio Estero turco Tuzmen ha dichiarato la Cina "Paese strategico" e sottolineato l'importanza di attrarre sempre più investimenti cinesi in Turchia allo scopo di rendere alcune aree del paese quali Izmir, Istanbul, Ankara e forse Mersin delle vere e proprie basi operative della Cina in Europa. Secondo fonti locali i cinesi -in occasione di un seminario bilaterale tenutosi di recente a Shanghai- avrebbero approntato fra i 50 ed i 60 progetti di collaborazione economica bilaterale (de facto investimenti diretti). Oltre a tali progetti, i cinesi sarebbero particolarmente interessati a infrastrutture, energia (produzione elettrica, raffinazione petrolifera,ecc.) e trasporti (treno veloce Istanbul-Ankara). (Ice Istanbul)

 

 

 

 

 

LICENZE 3G

<TURKCELL> SI AGGIUDICALA PRIMA ASTA

<Turkcell> ha vinto l'asta governativa per l'assegnazione di una licenza 3G in Turchia, con un'offerta di 321 milioni di euro.Il CEO di <Turkcell>, <Sureyya Ciliv>, ha annunciato che l'operatore mobile turco intende lanciare il prima possibile la rete di telefonia mobile di terza generazione in tutto il Paese.
Annullata l'asta, secondo fonti di stampa, delle altre 3 licenze 3G, per mancanza di interesse da parte degli operatori. <Avea> e <Vodafone> non hanno infatti partecipato all'asta. (Studiocelentano.it)

 

 

 

 

 

<UNICREDIT>SA DOVE PUNTARE

PROGETTI  TUTTI GLI SFORZI PROIETTATI SULLA TURCHIA

Il gruppo <Unicredit> nel Mediterraneo concentra i suoi sforzi in Turchia e non ha progetti a breve per ingressi in altri Paesi dell'area. "In Turchia siamo già la terza banca del Paese e abbiamo aperto più di 300 sportelli - spiega il numero uno di <Unicredit>, Alessandro Profumo - e non stiamo valutando ingressi o acquisizioni in altri nazioni dell'area mediterranea". (Ansa.it)

 

 

 

 

 

<TURKISH AIRLINES>
PROCLAMA
LO SCIOPERO

Rinnovo del contratto di lavoro
I
dipendenti della compagnia aerea turca
Turkish Airlines hanno votato a maggioranza
in favore di uno sciopero, che si svolgerà in
data da stabilire. I risultati di un referendum,
a cui hanno partecipato i circa 10 mila dipendenti
della Tal e durato quattro giorni, hanno visto i
favorevoli allo sciopero prevalere di misura con
5.015 voti favorevoli, mentre i contrari sono
stati 4.555. Lo sciopero (un evento raro in Turchia)
è l’esito del fallimento della trattativa per il rinnovo
del contratto collettivo di lavoro tra la Tal e il
sindacato di categoria Hava-Is. (Denaro.it)

 

 

 

 

 

LE PROSSIME GARE

LE PRIVATIZZAZIONI RIGUARDANO
ORA GLI AEROPORTI

Continua in Turchia il processo di privatizzazione. Ora è la volta degli aeroporti.
Secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore>, infatti, l’Autorità per la Direzione Generale degli Aeroporti di Stato (Dhmi) ha annunciato la graduale cessione a società private della gestione di alcuni scali.
In autunno partirà la gara per l’aeroporto di Bodrum che riguarderà la costruzione e la gestione del nuovo terminal. Le prossime gare riguarderanno invece la sola gestione dello scalo di Gazipasa (provincia di Antalya, nel sud-est del Paese) e quello di Nevsehir (in Cappadocia). (Guidaviaggi.it)

 

 

 

 

SETTORE
BIO TECH,
COLLABORAZIONE
CON L'ITALIA

 

ISTANBUL  Il 22 e il 23 novembre si svolgerà nella metropoli
turca una conferenza dedicata alle biotecnologie e nanotecnologie.
In fase di avvio nuovi centri di ricerca e parchi tecnologici

Partnership tra Turchia e Italia nei settori nano e bio tech. L’Istituto Nazionale per il Commercio Estero, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia ad Ankara e <Assobiotec>, organizzerà un evento dedicato alle biotecnologie e nanotecnologie. L’iniziativa, che rientra nell’ambito del programma per la promozione del Made in Italy in Turchia si svolgerà a Istanbul, il 22 e il 23 novembre 2007. Una prima sessione sarà dedicata a illustrare i meccanismi di cooperazione industriale tra Italia e Turchia. Seguirà una sessione di incontri B2B e R2B tra associazioni e raggruppamenti di imprese nei comparti biotech e nanotech. E’ opportuno ricordare che la Turchia rientra tra i beneficiari dei fondi stanziati dall’UE per il settimo programma quadro di finanziamento della ricerca in Europa. Nel Paese è anche operante una legge sullo sviluppo tecnologico che a prevede diversi incentivi ed esenzioni fiscali. Sono, inoltre, in fase di avvio nuovi centri di ricerca e parchi tecnologici. Tra questi il Centro di ricerca nazionale sulle Nanotecnologie che ha beneficiato di un primo stanziamento statale di 6.1 milioni, in aggiunta a un contributo dell’Università di Bilkent per 2.3 milioni. Le aree di interesse dell’Istituto sono focalizzate sia su problematiche teoriche sia sull’applicazione delle nanotecnologie in forma di nanotubi, nanowires e molecole magnetiche. Secondo il Consiglio turco per la ricerca scientifica e tecnologica (Tubitak) i punti di forza delle imprese turche, (incluse pmi e start up) nel campo delle nanotecnologie riguardano nanofotonica, nanoelettronica, nanomateriali e nanobiotecnologie. Il workshop si propone di creare i presupposti per rafforzare i rapporti di collaborazione tra imprese e organismi dei due Paesi. Gli incontri business to business saranno organizzati sulla base delle richieste delle aziende italiane pervenute in fase di adesione. Per identificare in modo mirato le controparti turche le imprese italiane sono invitate a compilare con accuratezza il questionario predisposto dagli organizzatori. A disposizione degli interessati sono anche due brevi note informative elaborate dall’Ice di Roma sui settori delle biotecnologie e nanotecnologie in Turchia. Ice si occuperà della pubblicizzazione dell’iniziativa e della gestione degli aspetti logistico-organizzativi inclusi i servizi di hostess e interpretariato. Le imprese dovranno invece coprire le rispettive spese di viaggio e soggiorno e quelle relative alla spedizione delle brochure (circa trenta copie in inglese) da inviare all’ufficio Ice di Istanbul. (Denaro.it)

 

 

 

 

 

BRINDISIE LA TURCHIA

Interscambio culturale e commerciale

Il 1 settembre, alle ore 10.30 presso l'hotel Masseria Marziale in contrada Mistrano, si è tenuto un dibattito dal tema "Brindisi e la Turchia: interscambio culturale e commerciale". All'incontro organizzato dal Consorzio Terra Apuliae di Brindisi e Associazione Italia-Turchia "Teodoro D'Amasea" di Brindisi, sono intervenuti tra gli altri, il Consigliere d'Ambasciata della Repubblica di Turchia in Italia, mr Cemal Sagun, ed il presidente del Consorzio Terra Apuliae, Raffaele Niccoli. (Puglia TV)

 

 

 

 

 

 

TURISMO/AMBIENTE

 
 

 

 

LA TURCHIA E L'ACQUA

IL PAESE
E' A SECCO

La soluzione in reti idriche più moderne
I
n Turchia Una Commissione governativa presieduta dal Sottosegretario all'Ambiente ha pubblicato nei giorni scorsi uno studio sul tema della scarsità delle risorse idriche. Il rapporto suona preoccupante, e segnala che la mancanza di acqua nei prossimi anni sarà dovuta soprattutto a negligenze gestionali (quasi nullo il coordinamento fra i ministeri e i numerosi enti che gestiscono a vario titolo le acque) e al cattivo stato delle condotte in tutto il Paese, piuttosto che ai fenomeni connessi al cosiddetto "global warming". Entro il 2030, l'acqua pro capite dei cittadini turchi (che saranno oltre 100 milioni, contro i 72 di oggi) passerà da 1.735 m3 a 1.000 m3. Gli analisti fanno presente inoltre che l'inefficiente utilizzo delle acque fa oggi sì che il 64% delle acque potenzialmente utilizzabili non lo sia. Nel Paese il 74% delle acque pulite è destinato all'agricoltura (70% la media mondo), l'11% è utilizzato nelle industrie (media mondo 22%) e il 15% soltanto resta per l'uso potabile e altri scopi, contro il 22% della media nel mondo. Lo studio pone in evidenza che l'utilizzo in agricoltura è eccessivo anche per il mancato impiego di tecnologie avanzate nell'irrigazione. Le condutture di distribuzione delle acque, invece, poiché obsolete, generano una perdita fra il 30 e il 40%, mentre le industrie non dispongono di impianti di recupero e trattamento delle acque per i loro usi e le municipalità praticano tariffe al pubblico molto basse, non invogliando così la popolazione a un consumo più oculato. (Ice Istanbul)

 

 

 

 

 

 

 
 

UNA STAGIONE
 DA RECORD

ANTALYA Tutto esaurito anche a settembre ed ottobre,
mesi nei quali solitamente il flusso turistico diminuisce

D
imenticato il 2006, annus horribilis per il turismo turco, Antalya riparte alla grande. La regina delle vacanze nel Paese della mezzaluna ha fatto registrare profitti record e il tutto esaurito anche per settembre e ottobre, nei nei quali solitamente il flusso diminuisce. A dirlo è stato Ahmet Barut, presidente della Federazione operatori turistici turca (Turofed), sottolineando che i affezionati alle coste locali sono stati i visitatori provenienti dalla russia e dai paesi del Commonwealth.
Barut ha anche fatto notare che questo risultato è ancora più straordinario se si pensa che quest'anno il ramadan, il mese sacro del digiuno musulmano, cade molto presto quindi molte famiglie turche sono costrette a rinunciare alle vacanze autunnali per rispettare il calendario religioso. (Apcom)

 

 

 

 

 
 

22 piani, 219 camere, 19 suite

NUOVO MARIOTTAD ISTANBUL

Grazie a un accordo di franchising con il gruppo turco <Buyukhanli>, <Marriott> ha aperto un nuovo hotel in Turchia. Si tratta dell’Istanbul Marriott Hotel Asia. E’ il primo sotto il brand <Marriott Hotels & Resorts> nel Paese: gli altri tre alberghi della catena sono infatti dei <Renaissance>. Il nuovo hotel conta 22 piani con 219 camere e 19 suite. Tra i servizi ci sono anche spa, centro fitness e sale per conferenze e ricevimenti. (Guidaviaggi.it)

 

 

 

 

 

ALANYA
Qualcosa è cambiato dopo la notizia che
sarà costruito un  aeroporto a Gazipasa
 

BOOM
DI 

INVESTIMENTI

 

 

Last week's announcement that Tepe Akfen Airports Holding (TAV) won the right to operate Gazipaşa Airport near Alanya has started an investment boom in the region as foreign and Turkish investors alike are rushing to build tourism facilities, hotels, and residence complexes. One of the upcoming projects is a golf court near Gazipaşa.
Andy Lawler, owner of Remax Star Real Estate in Alanya's Mahmutlar area, told the Turkish Daily News that last week two UK and two Irish investors combined forces and invested 100 million euros in a golf court to be built close to Gazipaşa.
“The plan is to attract new kinds of tourism to Alanya and Gazipaşa. A golf court in the area is bound to be a successful investment as at present the nearest golf courts are hours away in Belek,” said Lawler, who has a minority stake in the project.
The golf court consists of 100

hectars of land, 40 of which belong to the government and 60 hectars that will be bought from private owners. “The building of one court in the area will definitely lead to the building of at least two others as players of golf prefer variety,” explained Lawler.
He also noted that news of the Gazipaşa Airport opening in the near future has created a lot of enthusiasm among property developers in Alanya.  “The opening of the airport will undoubtedly change the whole character of Alanya and Gazipaşa. Many people were waiting to see what would happen with the airport before investing in the region,” Lawler said.
 “Already now there are numerous plans to build, for example, residence 
complexes and five star hotels in Gazipaşa where, at present, there is a relatively small variety of upmarket accommodation facilities.”
Also the taxi boat service that is planned to connect Kaş and Kalkan with Gazipaşa is bound to lead to increased numbers of visitors to the region. “It seems that in the 
next 10 years we will see 
major development in the
region,” Lawler noted.
The price of property has notably increased in the just the first week after the announcement of the opening 
of Gazipaşa Airport. “Since the announcement, we have seen a 20-25 per cent increase in real estate and land prices. For example, land plots in Gazipaşa that cost YTL 100,000 a while ago, today are priced at YTL 120,000 and even YTL 150,000,” said Nükhet Davies, sales manager at Cebeci Construction in Alanya.
“Within the next six months, property prices will experience an even more dramatic rise. This is very good for the market which, for a while, was experiencing a temporary slowdown.”
Sari Syrjala, property agent at 2Base Real Estate in Alanya agrees. “The opening of the Gazipaşa Airport will have a direct impact on sales,” she said, adding, “Whereas before Alanya residents had to travel several hours to the Antalya Airport, going to the airport will now take just a half hour. The local real estate industry is very pleased with the opening of the airport." (Reeta Cevik/Turkish Daily News)

 

 

 

UN PEZZO   
DI
STORIA

ISTANBUL   Il treno Orient-Express nella città
degli ex Sultani. 124 anni tra Vienna, Parigi, Budapest
e Bucarest
A slice of history arrived in Istanbul  when the 124-year-old Orient Express pulled into the city. Almost 100 passengers traveled from Paris through Vienna, Budapest and Bucharest on their way to Istanbul.
The cost of the voyage runs between 5,000 and 6,000 euros, including accommodation in cities where the train stops, said Riyad Şar, managing director of Dreieck Tourism, the company that brings Orient Express to Turkey.
“Orient Express had been traveling from Paris to Istanbul until the second World War, although sometimes it was interrupted,” Şar said. “The voyages of the train to Istanbul started again in 1998 and this is the 10th year,” Şar said.
Passengers departing the train were amazed with their journey. Lorie Karnath, from the United States, said it was her first time both on the train and in Istanbul and she never experienced anything like it.
Like time travel:
Joe Morten from the United States said that he has been traveling around the world for many years but this was the most unique experience he had.
“Everything was perfect,” he said. “The food was delicious, the service was impeccable, the people were friendly. There was even a grand piano on the train, can you imagine it?”
He said that it was interesting to be on a train that is more than a century old. “It is something like time travel, capturing the elegance of the era,” he said.
Dorothy and Robert Pooley, a couple from the United Kingdom, said they felt privileged to be on the train. “I believe the staff enjoyed the voyage as much as we did,” Robert said.
An experience for staff too
Rudolf G.P.M. Van Nunen, executive chef of Çırağan Palace Kempinski Hotel, which provided food service on the train during the voyage, agreed. “Our guests were the most distinguished group I have ever seen,” Van Nunen said.
Guiseppe Albaceci, the train's restaurant manager, said they spent seven days on the train and he enjoyed every single minute. “It was an amazing atmosphere. This is my first journey to Istanbul and I think it was fantastic,” Albaceci said.
The Orient Express is expected to stay in Istanbul for two days. It will leave for Venice. (Sevin Turan/Turkish Daily News)

 

 

 

 

 

 

CULTURA

 
 

I PORTI DELL'ARTE
ISTANBUL-CATANIA

 

 

APERTURA PRESSO LA SEDE DELL'EX MONASTERO DEI BENEDETTINI DELLA CITTA' SICILIANA DELLA 2° EDIZIONE
DEL FESTIVAL INTERCULTURALE. LE SEZIONI DIVISE IN
CINEMA, MUSICA, DANZA, LETTERATURA, ARTE VISIVA

 

 

 

Dal 3 al 5 ottobre una serie di
avvenimenti di straordinario interesse

Mercoledì 3 ottobre alle 10 si aprirà all'ex monastero dei Benedettini la II° edizione del festival interculturale "I Porti dell'Arte-Margini d’Europa." Mappe per una navigazione nelle strategie culturali sulla rotta Istanbul-Catania, promosso dalla facoltà di Lettere e filosofia. L'evento, a ingresso gratuito, si concluderà venerdì 5 ottobre. Il festival si ripropone  come occasione di scambio e di dialogo interculturale fra paesi appartenenti alla stessa matrice culturale mediterranea, attraverso una serie di interventi e confronti, aventi come obiettivo la cultura come risorsa per lo sviluppo economico e la valorizzazione del territorio inteso come patrimonio artistico culturale e paesaggistico. 
In  questa seconda edizione, é stato scelto come Paese simbolo di un rinnovamento economico e culturale la Turchia, in particolare la città di Istanbul, per una comunione di tradizioni, influenze, per alcune similitudini geografiche, morfologiche e culturali con la città di Catania. Ma soprattutto perché Istanbul, città che negli anni ha vissuto una notevole crescita economica e turistica, si candida come Capitale Europea della Cultura nel 2010.  Margini d’Europa, tema centrale di questa edizione, è inevitabilmente un argomento connesso alle problematiche dell’Europa. Il significato di “margine”
non si riferisce solo all’area geografica, ma anche al campo politico, mentale, fisiologico, culturale e artistico. Parlando di “margini”, inevitabilmente si arriva all’accettazione dell’ “altro” che abita dall’altro lato del margine ed è separato da noi. Questa percezione dell’altro, è creata dal nostro preconcetto e dai pregiudizi. Cercando di superare questi pregiudizi, si tenta almeno di fare un primo passo verso una reale cooperazione artistica e culturale. Pertanto, in questo contesto, il festival "I Porti dell'Arte", è un occasione per riflettere sul tema. La Sicilia e la Turchia, per la loro posizione geografica estrema, ai confini di quello che oggi viene comunemente considerato come il centro dell’Europa, si proiettano verso svariate opportunità di crescita, considerando la loro “marginalità” come punto di forza, terre incontaminate, porte d’Europa fra Oriente e Occidente, crocevia storico di tradizioni e influenze culturali diversificate.
Il festival si articolerà in 3 giorni e ogni giorno si suddividerà in vari appuntamenti divisi per sezioni (danza, arte visiva contemporanea, live music, letteratura, cinema, drink & food, sessionwork, workshop) in modo da equilibrare momenti di riflessione e dibattito con altri di spettacolo, convivo e di dialogo con il pubblico. Gli spazi saranno aperti a rotazione durante tutto il giorno con un susseguirsi di appuntamenti che caratterizzeranno l’evento e offriranno varie opportunità al pubblico: ospiti internazionali del panorama turco , la maggior parte dei quali arriveranno per la prima volta in Italia. In particolare la facoltà di Lettere e filosofia sarà impegnata, attraverso un gruppo di studenti coordinato da alcuni docenti, in un progetto attivo di workshop video con un gruppo paritario della Istanbul Bilgi University, per realizzare un laboratorio pratico sulla interdisciplinarietà dei linguaggi visivi contemporanei sul tema Oriente/Occidente: Istanbul-Catania, confini d’Europa, il cui prodotto conclusivo, un video/documento inaugurerà il festival. A seguire, nella suggestiva cornice dell’ex Monastero dei Benedettini, monografie d’autore con la presenza  della scrittrice Nazli Eray, e dell’attrice Serra Yilmaz, interprete di molti film di Ferzan Ozpetek. 
La sezione cinema contemplerà alcune proiezioni cinematografiche alla presenza dei registi. In particolare saranno presentati il  primo lungometraggio del regista Umit Unal  dal titolo 9, che  ha partecipato a vari festival internazionali, ed è inoltre stato candidato agli Oscar come miglior film straniero. E ancora Crossing the Bridge di Fatih Akin, già noto in Italia per il pluripremitato film "La sposa turca". 
La sezione danza prevederà invece la presenza di alcuni  dei maggiori interpreti del panorama contemporaneo turco quali Ilyas Odman, con la  coreografia Tired, risultato della collaborazione fra tre differenti discipline: il movimento, la musica e la
letteratura e rappresentato in diverse città della Turchia e in vari festivals.  Mustafa Kaplan, da anni riconosciuto come uno dei coreografi più innovativi in Europa e simbolo della danza indipendente turca, presenterà la Compagnia Taldan. 
La sezione arte visiva contemporanea vedrà inoltre mostre, performance e video installazioni di artisti quali Nezaket Ekici, discussa artista turca che da anni vive in Germania, presente all’ultima Biennale di Venezia. L'artista si esibirà in una live performance, dal titolo Fountain, dove lo spettatore è messo a confronto con una "fontana vivente". Inoltre presenterà una video installazione dal titolo Sisyphus, nella quale su una montagna artificiale viene proiettata l’immagine di una figura che tenta di scalare una montagna ma arrivata sulla vetta, ricade giù. Il processo si ripete in forma di loop, come per il mito di Sisifo che tenta di scalare la montagna con le sue difficoltà. L'artista Sukran Moral presenterà due videoinstallazioni: Hammam, svelando per la prima volta i misteri del bagno turco  e il polemico  Transistanbul - Demet una lunga confessione di una trans turca sui maltrattamenti subiti dalla polizia sociali. La religione, la disparità dei sessi, la morte, sono alcuni temi chiave della ricerca di Sukran Moral. Il pittore turco Aykut Saribas, stabilitosi da anni in Sicilia, presenta una personale dal titolo Frammenti dell’Impero Ottomano ispirati alla cultura turca.  La performance Jinn, creata appositamente per il festival in collaborazione con l’associazione MultiKulti Catania, è un percorso interattivo, solo per 20 spettatori alla volta, nella ricostruzione della suggestione di una sala relax di un bagno turco, cercando di stimolare i cinque sensi. All’interno si possono ammirare alcune immagini di tipici hammam turchi e degustare dolci della tradizione turca. Venerdì 5 ottobre nella splendida cornice del cortile dell’ex Monastero dei Benedettini, serata conclusiva del  festival, con  un Closing Party, grande festa urbana con con live performance di Ceza, rapper turco diventato in breve tempo un’autentica star nel suo paese e Microphone Mafia, uno dei gruppi storici e più rappresentativi del rap dei giovani figli di immigrati in Germania. (@circuiti società)

 

 

 

 

 
 

 

MITI CHE
CROLLANO

 

 

 

 

FLORENCE NIGHTINGALE
"Una ficcanaso alla ricerca
della pubblicità", la descrive 
sir John Hall, ufficiale medico
responsabile dell'ospedale
militare di Scutari.

E' toccato anche a lei, che fino a oggi sembrava intoccabile, inarrivabile. Sul conto di Florence Nightingale nel diario di sir John Hall, ufficiale medico responsabile dell'ospedale militare di Scudari, in Turchia (dove tra il 1854 e il 1856 nacque la leggenda della signora con la lampada, votata all'assistenza dei feriti e dei malati, considerata la fondatrice della moderna professione di infermiera) si trovano apprezzamenti di fuoco. "Una ficcanaso alla ricerca di pubblicità", la descrive Hall. "La signora Nightingale sembra essere in lotta per un potere del tutto contrario alla vera natura della professione medica", scrive Hall a un superiore di Londra. E la bolla come "un'autoritaria in gonnella", che gettava ombra sul lavoro dei medici, dimenticato dalla stampa in favore del "genio dominante" dell'intraprendente signora.
Allo scoppio della guerra di Crimea, Florence - nata a Firenze - partì assieme a 38 infermiere da lei formate alla volta di Scutari, dove trovò un ospedale militare iper-affollato e in condizioni igieniche disastrose. Il suo grande merito - secondo le biografie dedicate alla sua figura - fu quello di rivoluzionare il modo in cui
l'ospedale era gestito e di abbassare notevolmente il tasso di mortalità tra i soldati ricoverati.
Dubbi - Oltre alle 150 lettere di Hall, anche alcuni storici dubitano che sia stata proprio la signora Nightingale a migliorare le condizioni dell'ospedale di Scutari. Da alcuni documenti dell'epoca è emerso che il tasso di mortalità dei soldati iniziò a diminuire soltanto sei mesi dopo il suo arrivo, quando un gruppo di ufficiali sanitari britannici venne inviato in Turchia per risolvere i problemi causati da cattiva ventilazione e fogne stagnanti.
Il diario di Sir John Hall è stato acquistato dalla fondazione Wellcome per seimila euro, contro i trecento spesi per le lettere della Nightingale. (Il Messaggero.it)

 

 

 

 

 
Night è il tema dell’ultimo numero di <Bak Magazine>, rivista d’arte Made in Turchia, tra le migliori a livello internazionale.
Scaricatevi il file e partite per un viaggio nell’oscurità che, pagina dopo pagina, vi lascerà a bocca aperta.
Tra gli artisti meritevoli di un approfondimento sulle pagine di <Bak> anche due italiani, Eva Montanari e Alberto Seveso: leggetevi le loro interviste ed ammirate i bellissimi lavori.
E inoltre: Maria Rosaria Ciano, Ida Belogi e Guido Gaudioso.
Se parteciperete al prossimo numero (il tema è Why?) potrete vincere anche dei bei premi: per farlo, leggete qui tutte le info. (Freshcut.it)
 

NIGHT, ULTIMO NUMERO
DI <BAK MAGAZINE>

 

 

 

 

 

 
 

PAMUK:
LA MIA TURCHIA
NON E'
QUELLA

DEI CLICHE'

 

IL PREMIO NOBEL  LECTIO MAGISTRALIS
A PALAZZO CHIABLESE SU ANDRE' GIDE. LA 
DIFESA DEL PAESE DELLA MEZZALUNA IN UN
INCONTRO CON I GIORNALISTI

Orhan Pamuk, Premio Nobel della Letteratura 2006 e Premio Grinzane Cavour 2002, a Torino, in una lectio magistralis a palazzo Chiablese e in un incontro con i giornalisti, ha difeso la sua Turchia dai "cliché con i quali l'occidente generalmente la tratta" e raccontato come l'Europa viene vista e vissuta nel paese che da anni bussa alle porte dell' Unione Europea. Se tre anni fa i sondaggi registravano che circa il 70% dei turchi era favorevole all' entrata del paese in Europa, oggi gli stessi sondaggi parlano del 25-30%.
 "Non è un grande momento, questo - ha detto l' autore di "Il mio nome è rosso", "Istanbul", "Le voci di Istanbul", "Il libro nero" uscito da Einaudi in giugno - per chi, come me, crede che entrare in Europa sia un passo importante". Questo scetticismo dei suoi connazionali, questa caduta di immagine dell' occidente, sono dovuti, in buona parte, secondo Pamuk, al comportamento degli Usa e di alcuni paesi europei nella guerra in Iraq "una guerra dichiarata contro un paese accusato, erroneamente, di avere delle armi di distruzione di massa".
"E quando è venuto fuori che non era vero - ha aggiunto - nessuno ha chiesto scusa". Ma nonostante ciò l' Europa è uno sfondo di riferimento per la Turchia, un "Paese - dice Pamuk - difficile da leggere per l' Occidente perché estremamente variegato, anche culturalmente". "La Turchia - ha aggiunto - è un grande mix ed è difficile trovare una sua radice unica. Ai giorni nostri l'Occidente preferisce dividere il mondo in musulmani cattivi e laici buoni. E' un grande peccato. Vi posso garantire che da noi ci sono fascisti di destra laici e islamici democratici di larghissime vedute". Quindi ha sottolineato come per i turchi, l' idea di entrare in Europa appaia soprattutto come una chance economica, per aumentare il volume degli scambi e le possibilità di trovare un posto di lavoro. "Anche se - ha aggiunto - negli ultimi anni - noi abbiamo avuto un grande sviluppo economico, la qual cosa ha reso l' ipotesi europea, secondo un certo aspetto, meno pregiudiziale". Pamuk, incontrando i giornalisti, ha poi parlato della sua Istanbul come "paesaggio della mente" quasi onnipresente nella sua opera e come, su questa linea letteraria, abbia amato molto Italo Calvino e Jorge Louis Borges. "Istanbul è nel mio paesaggio interiore - ha aggiunto - ma è anche la mia città vera, nella quale vivo da sempre. Anche se devo dire che, come ogni grande metropoli, è molto cambiata nel tempo. Ora le sue strade sono pieni di cartelli pubblicitari che una volta certo non c' erano, ma nel complesso la città storica è sempre quella". Pamuk crede molto nella letteratura e nel romanzo come strumenti di linguaggio autentico tra gli esseri umani al di là di ogni confine. "Il romanzo più del cinema e sicuramente più della poesia, che pochi leggono - ha detto - racconta l' intimo dell' uomo"."Nella letteratura trovano riscatto le vergogne e i pensieri più nascosti, ha poi aggiunto riprendendo così il tema del suo discorso a Stoccolma per il Nobel.
L' arrivo di Pamuk a Torino era molto atteso. Dopo l'incontro con la stampa, ha tenuto la sua lectio a Palazzo Chiablese, introdotto dall'ambasciatore, scrittore e presidente dell'Ansa, Boris Biancheri. Una lectio dal titolo "Una privata lettura del 'Diario' pubblico di André Gide" pensata per raccontare come molti turchi abbiano sempre apprezzato il pensiero e la letteratura occidentale, e in questo caso, Gide, francese, anche quando questi autori denigravano certi usi e costumi turchi. Un modo per difendere l' identità turca, ma anche la grande apertura intellettuale del suo paese. Pamuk, giunto a Torino da Londra, è partito già, dopo una visita alla Reggia di Venaria, per New York dove da anni tiene un corso universitario alla Columbia University. (Barbara Beccaria/Ansa.it)

 

 

 

 

 
 

IL DEDEE LA RETTA VIA

ALEVITI

Figura spirituale al centro della comunità, a lui spetta il compito di educare e insegnare gli obblighi della pratica religiosa. Conversazione
con il dede Akkol

 

 

"Io rappresento la 28° generazione del derviscio Şeyh Süleyman, arrivato in Anatolia dalla regione del Khorasan e stabilitosi a Malatya dove viene riconosciuto come dede dalla comunità alevita. Insediatosi in un villaggio si occupa dei riti e delle funzioni religiose. Successivamente un editto del bey di Adana stabilisce che gli abitanti della regione debbano provvedere al suo sostentamento materiale ed a quello dei suoi discendenti. Con il tempo questa pratica è scomparsa ma gli abitanti di questa regione continuano ad essere devoti, seguaci (Mürit, talip) dei discendenti di Şeyh Süleyman. Io sono nato in questo villaggio vicino a Malatya ed ora sono il dede di Şahkulu".
 
- Qual è il ruolo del dede?
Così come in tutte le religioni, il prete nelle chiese, il rabbino nella sinagoga, gli şeyh nelle tarikat (confraternite) anche tra gli aleviti esiste una figura, il dedeappunto, che ha il compito di fornire l’educazione religiosa, di insegnare gli obblighi e le regole religiose ai talip.
 
- Si parla spesso del ruolo del dedecome mediatore, pacificatore, all’interno della comunità...
Molte sono le fedi, i libri sacri ed i profeti: Gesù, Mose, Maometto sono diversi, ma la religione è una. Dio indica a ciascuno la sua strada ed invita tutti ad essere fratelli. Nessuno dei profeti ha mai incitato all’odio e all’inimicizia. Anche per gli aleviti la fratellanza, l’amore e la comprensione reciproca sono un elemento fondamentale.
In caso di necessità, di malattia, ognuno ha il dovere di aiutare, musaitlik , di dare il suo contributo, lo ha promesso davanti al dedecon il quale ha firmato una sorta di patto che non può essere violato. Se viene a mancare la fratellanza l’alevismo non esiste. Questo è un principio base per la comunità. E senza la fratellanza non è possibile nemmeno la cem (parola di origine araba che significa comunità N.d.A), il rito più importante che si tiene nella cemevi (la casa della comunità. N.d.A).
La partecipazione alla cem non è permessa a coloro che hanno commesso una qualche colpa, a coloro che sono düşkün (colpevoli, .N.d.A). Ad esempio assassini, ladri, bugiardi, persone che abbiamo violato i diritti di altri. Per poter essere ammessi, dopo aver riconosciuto le proprie colpe, si devono rimettere al giudizio del dede.
Obbiettivo principale della cem e della preghiera è quello di permettere alle persone di scoprire e portare alla luce, ene ‘l-hak , la presenza divina nel cuore, con la quale Dio ricorda all’uomo di essere una sua creatura. E la purezza di cuore è l’elemento fondamentale per realizzare questa ricerca che ha come luogo centrale il lamekan , un non-luogo dello spirito riservato a Dio e presente nel cuore di ciascuno.
La ricerca del ene ‘l hak dentro se stessi è l’obbiettivo principale degli aleviti.
 
- Ci racconti ancora dei compiti e delle caratteristiche del dede...
Ci sono dede che sappiamo discendere da Ali, esistono documenti. Ora invece gran parte dei dedevengono eletti dalla comunità, che sceglie le persone che ritiene più adatte per questo ruolo. In ogni caso l’approvazione della comunità è fondamentale per diventare dede.
Ad ogni dede poi fa riferimento una ocak (focolare), un gruppo di devoti, talip , in una determinata zona geografica. Il termine ocak ha due significati: il primo, materiale, indica il luogo dove si cucinano le cose che mangiamo, la dimensione fisica. Il secondo, spirituale, rappresenta il focolare dei cuori, questo è la dimensione importante per i dede. In questo focolare il dedeal fuoco dell’amore “cucina” i cuori dei credenti formandoli, facendone delle persone migliori. Il cuore quindi è il primo elemento importante per un dede.
Ad ogni inizio d’anno i dedeconvocano una cem e si rivolgono ai fedeli chiedendo loro di riflettere sulle azioni compiute l’anno precedente: a chi si è fatto del male, verso chi sono state commesse ingiustizie. Poi il dedeassume il ruolo del giudice di fronte al quale si presentano i fedeli che, come in un tribunale, chiedono di veder riconosciuti i torti subiti. Mi piace ricordare le parole del profeta Gesù “Porgi l’altra guancia”, in quella situazione la mano di chi ha subito un torto trasforma lo schiaffo in una carezza.
 
- Per gli alevi e per lei personalmente qual è l’importanza di Hacibektaş
Nel Corano si riconoscono tutti i veli come dei sultani, è un elemento che ritroviamo in tutte le religioni, Gesù, Mosè, consiglieri di Allah, giusti, puliti, pieni di amore, che guidano e mostrano la giusta via alle persone. Migliaia di queste persone, veli e evliya le ritroviamo nella storia dell’Anatolia, persone che non dicono il falso, non commettono ingiustizie.
Hacibektaş viene da Nisapur, è stato un grande pensatore, una guida spirituale che ha fatto riferimento al Corano, è stato una grande personalità santa. Un rappresentante di Maometto che ha formato molte grande personalità della storia dell’Anatolia, Yunus Emre (poeta mistico) è cresciuto con le parole di Hacibektas che ha “sempre considerato 72 diversi popoli allo stesso modo”, per Hacibektaş non esiste cristiano, ma l’uomo, ebreo, sunnita, alevita. Hacibektaş non ha mai considerato le differenze religiose ma le persone e si è sempre preoccupato di non far del male e parlare in modo giusto.
 
- Quali sono le differenze tra i compiti dell’imam e del dede?
Io credo che anche l’imam come il dede cerchi di indicare la retta via alla comunità.
La retta via non è monopolio di nessuno.
L’imam parla nelle moschee, vuole la pace e la fratellanza delle persone. Anche il dede fa lo stesso ma con alcune differenze:
gli imam emarginano le donne durante le funzioni religiose nelle moschee. I dede
vedono le donne come esseri umani, quando entrano nella cemevi diventano delle can – anime - come gli altri, anch’esse vogliono pace e amore, chiedono di vedere riconosciuti i loro diritti.
In questo senso la differenza tra moschee e cemevi è importante.
La seconda differenza è che gli aleviti pregano nella propria lingua, il turco, mentre i sunniti non lo fanno perché il Corano è scritto in arabo ed è la lingua dell’Islam a cui non possono rinunciare. Questa è una differenza importante tra noi e gli imam. Noi crediamo che le persone debbano capire i libri sacri che leggono, per questo dobbiamo leggere il libro in turco.
E lo stesso per quanto riguarda le preghiere, se le persone possono capire le parole allora la preghiera si trasforma veramente in una bella situazione dove i cuori vengono messi in gioco.
Invece gli imam non la pensano allo stesso modo.
Noi non accettiamo i cinque pilastri dell’Islam [1 - La testimonianza: "non c'è altro Dio fuorché Dio e Muhammad è il suo Profeta"; 2 - le cinque preghiere quotidiane; 3 - il pagamento dell'imposta coranica; 4 - il pellegrinaggio alla Sacra Casa cioè a La Mecca; 5 - il digiuno del mese di Ramadan], gli imam dicono che chi non rispetta questi pilastri non è un vero musulmano. Per noi Dio è uno ma non si può comprimere la varietà delle creature umane in queste regole. Anche noi crediamo nei libri, negli angeli, che noi però vediamo nel cuore delle persone e non nei cieli.
 
- Le richieste principali degli aleviti contemporanei?
Da mille anni ogni qualvolta gli aleviti hanno sostenuto queste cose sono stati oppressi dai sultani, dal potere “Perché non rispetti i cinque pilastri dell’Islam? Perché non preghi in moschea?, non sei un vero musulmano”. Tra i dede non è possibile trovare situazioni simili, nessuno ha il monopolio, Noi non guardiamo alla strada prescelta ma alla meta. Se pensi con amore a Dio, questa è la tua preghiera. Pregare in uno spazio determinato non è obbligatorio. Come ha detto il profeta “se mi pensi in qualsiasi luogo io lo ho accetto come preghiera”.
Nel periodo ottomano si sono dette migliaia di falsità, si è divisa la società tra diverse confessioni, difendendone alcune e condannando le altre e solo per ragioni politiche.
E questa situazione continua anche ai nostri giorni. Non riconoscono le cemevi come un luogo di preghiera, dicono che si tratta di un centro culturale o di un spazio per il divertimento ma noi non diciamo la stessa cosa per le moschee, non manchiamo di rispetto. Certo non tutti gli imam la pensano così ma sono molti quelli che lo pensano. Vedono la cultura ma non vedono la fede e Dio che sono dentro questa cultura. (Fabio Salomoni/Osservatorio Balcani)


 

 

 

 

 

 

ARTE

 

 

RITROVATA
UNA STATUA
DI ADRIANO


Un’enorme e ben scolpita statua
di marmo dell’imperatore romano 
Adriano è stata ritrovata e portata
alla luce tra le rovine della antica città
greco-romana di Sagalassos, nella 
Turchia centro-meridionale. Lo ha reso
noto il direttore degli scavi, l’archeologo
belga Marc Waelkens


Una gigantesca statua in marmo dell'imperatore romano Adriano, scolpita molto finemente, è stata trovata, e in parte riportata alla luce, tra le rovine dell'antica città greco-romana di Sagalassos, nella Turchia centro-meridionale. "La statua era alta da 4 a 5 metri, e la testa è uno dei più bei ritratti mai trovati dell'imperatore Adriano", ha detto con euforia e visibile emozione il direttore degli scavi, l'archeologo belga Marc Waelkens, dell'Università cattolica di Lovanio (Belgio).
Finora sono stati portati alla luce oltre alla magnifica e grande testa lunga ben 70 centimetri, una gamba lunga 1 metro e mezzo e un piede di 80 centimetri, ma gli archeologi belgi sono certi di riuscire a ritrovare tutti i frammenti rimanenti, interratisi in seguito ad un terremoto del passato. Per primo era stato ritrovato, domenica scorsa, il piede della statua, che ha subito attirato l'attenzione degli archeologi, oltre che per le dimensioni insolite, anche per il sandalo che vi recava scolpito: era indubitabilmente il sandalo di un imperatore e apparteneva ad una statua di proporzioni tali che poteva raffigurare solo un imperatore. Dopo questa prima scoperta i lavori hanno preso un ritmo frenetico, ed è venuta fuori prima la gamba e poi, finalmente, la magnifica testa: senza dubbio quella di Adriano, anche per la sua somiglianza con altre statue dello stesso imperatore.
Adriano che regnò nella prima metà del II secolo dopo Cristo (117-138), nel 130 compì in Asia Minore uno dei suoi lunghi viaggi nei territori periferici dell'Impero, al fine di rafforzarne le frontiere esterne. Il suo viaggio in Asia Minore servì a riportare i confini dell'Impero all'Eufrate, consolidando l'accesso romano al Golfo Persico, che il suo predecessore Traiano era riuscito ad aprire solo temporaneamente. E' questa la ragione per cui in vari siti archeologici vi sono vari tempi, porte e statue di Adriano destinati a onorare la visita dell'imperatore in quelle terre.
Un tempio di Adriano è in via di ricostruzione nella capitale Ankara, mentre un altro tempio, dedicato allo stesso imperatore, tornerà presto alla
luce grazie agli scavi in corso nell'antica Cyzicus, nella cittadina di Erdek, nella provincia occidentale turca di Balikesir. Le rovine greco-romane di Sagalassos (segnalate per la prima volta nel 1706 da Paul Lucas, in missione nell'area sudoccidentale dell'Anatolia per conto del Re Sole, Luigi XIV) divennero note agli archeologi europei alla metà del XIX secolo, grazie agli studi dell'inglese William Hamilton, soprattutto per il teatro che vi campeggiava praticamente intatto. Successivamente, la fama di Sagalassos venne messa in ombra dalle straordinarie scoperte ad Efeso e a Pergamo, che attirarono l'attenzione del mondo. Dal 1990 sono cominciati i lavori di scavo della missione dell'Università cattolica di Lovanio, che ha restaurato di recente un grande edificio termale, un Macellum, e un tempio dedicato allo stesso Adriano e al suo successore, AntoninoPio (Il Messaggero.it)

 

 

 

 

 

 

 

LA MOSTRA 
"TURCHE-
SI STAGIONI"

 

 

 

AD ANKARA Sarà
inaugurata il prossimo
14 settembre per
chiudersi dopo circa
un mese. Saranno
presentate le opere
di Domingo Notaro.

Con il Patrocinio del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica di Turchia ed il supporto del Ministero degli Affari Esteri italiano nonché dell'Ambasciata d'Italia, la prestigiosa Università Tecnica del Medio Oriente, in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura di Ankara e la Municipalità di Çankaya, è organizzata la mostra "Turche-Si Stagioni" che  presenta le opere realizzate da Domingo Notaro in Turchia, un Paese per il quale nutre un profondo sentimento di amicizia e affetto.

La mostra, allestita presso il  Centro Cultura e Congressi dell'Università Tecnica del Medio Oriente, sarà inaugurata il 14 settembre dal Rettore Ural Akbulut, dall'Ambasciatore Aysenur Alpaslan, Direttore Generale per gli Affari Culturali e la Promozione all'Estero, e dall'Ambasciatore d'Italia Carlo Marsili, e resterà aperta fino al 14 ottobre.

Oltre 80 i lavori realizzati nel campus dell'Università Tecnica del Medio Oriente, da acrilici su tela di juta a disegni con tecnica mista, due grandi opere create a partire dagli interventi dei bambini della scuola materna, la scultura in bronzo In-Nuce Induce, DNA scultura visibile solo al microscopio e inoltre gli studi del modulare IN-FINITO ancora da realizzare.

Il grande artista senza esitazione, ad ogni crocevia della ragione, ha scelto con profonda intuizione la direzione da prendere per non tradire se stesso e dunque continuare ad essere. Nasce da ciò il suo intenso operare in questa favolosa terra prodiga d'ispirazione per la sua urgenza espressiva. 

La sue geniale produzione, che spazia dalla pittura alla scultura,  al disegno e alla poesia, caratterizzerà la scena della capitale e della Turchia in un arco di oltre tre anni, da Istanbul, prima sede nel 2004 ad accogliere l'artista, ad oggi. 

Nel 2005 il percorso di Domingo Notaro si accresce ulteriormente nell'impegno civile con la partecipazione attiva  a Palermo alla Giornata in memoria del Giudice Giovanni Falcone, durante la quale l'artista dipinge nell'Aula Bunker del 

Tribunale "Allarme all'ARMONIA",  a  testimonianza di un grande uomo, e di tanti altri che  hanno pagato con la propria vita l'irrinunciabile diritto alla dignita, legalità e giustizia.

Il rientro ad Ankara lo vede protagonista di una conferenza presso la 

Biblioteca Pubblica "Adnan Ötüken" dal titolo "Lo sguardo di un'artista italiano sull'arte ad Ankara", organizzata dal Ministero della Cultura e del Turismo della repubblica di Turchia  – Direzione Generale delle Biblioteche e della Pubblicazioni – e dal Centro di Ricerca Vehbi Koç di Ankara, in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura di Ankara  

Segue l'antologica del grande artista "Memoria del Futuro" contenente molti dei capolavori già esposti, tra l'altro, al Metropolitan Art Space di Tokyo e al 

Complesso Monumentale del Vittoriano di Roma, uno dei più importanti eventi che questa capitale abbia potuto vivere. Realizzata con rigore dal Direttore dell'IIC di Ankara, Angela Tangianu, la mostra era suddivisa in due sezioni: una parte, allestita presso il Centro delle Arti Contemporanee del Comune di Çankaya, documentava, s'eppur sinteticamente, l'intero percorso artistico dell'autore. La seconda parte della mostra al Museo delle Civiltà Anatoliche, esponeva i magistrali disegni nati dal fecondo incontro di Notaro con gli affascinanti reperti archeologici delle civiltà presenti in questa terra.  La mostra è stata ammirata da importanti personalità tra le 

quali, l'allora Presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi, in visita di Stato in Turchia, accompagnato dall'Ambasciatore d'Italia Carlo Marsili e da alte personalità della cultura, della scienza e della politica.

Nell'arco del 2006,  nell'antica e suggestiva torre di Keci Burcu di Diyarbakır, viene allestita la sua personale "Soglie dei Sogni - Segni",  disegni dedicati alle Civiltà Anatoliche.  

Compone il logo per il 150° anniversario delle relazioni diplomatihe italo-turche  che ha entusiasmato le autorità dei due Paesi. 

In occasione dell'anno della Fisica, il Professor Carlo GUaraldo tiene nell'Università Tecnica del Medio Oriente la conferenza "Arte e Scienza in Domingo Notaro". 
Dal 2006,  il grande artista  è ospite d'onore  dell'Università Tecnica del Medio Oriente, su speciale invito del Rettore, professor Ural Akbulutlut . Qui, crea  una  serie  di opere di 

particolare intensità ora presenti nella mostra  "T u r c h e – S i  S t a g i o n i". 
Nella scultura D N A, l'artista, ispirandosi ad uno dei sigilli di oltre ottomila anni orsono,  fa  emergere il suo metaforico messaggio che si cresce con ali e con radici e che "nell'attimo della Visione, futuro e passato nell'arte convergono nella sintesi". Oltre le geometriche linee incise nel reperto incontrato nel Museo delle Civiltà Anatoliche, l'autore ha "visto"  l'armonia della doppia spirale della vita e l'unicità dell'individuo. La sigla DNA simboleggia pertanto sia la memoria biologica della specie che la peculiare impronta di ognuno di noi ed, in questo caso, di Domingo Notaro Artista. La scultura è stata realizzata utilizzando la nanotecnologia, tecnica dell'infinitamente piccolo, di conseguenza essa  può essere vista solo con l'aiuto del microscopio.  

Crea inoltre la scultura  In–Nuce  Induce, che già nel titolo annuncia  nuclei di riflessione del procedere dalla materia, in cosmica espansione, alla natura e alla cultura di cui nonostante tutto siamo protagonisti. La struttura portante sono due cristalli, non a caso più simili alla base che al resto della composizione, la quale si svolge a partire dal nucleo che è al contempo astro nascente e cosmico vuoto. Da esso emergono sinuose forme che vanno dall'amigdalare primo manufatto dei nostri antenati al grappolo speculare di vuoto e pieno che evoca il cammino appena intrapreso dalla nostra specie. Materia-Natura-Cultura, sono gli aspetti compresenti di questa essenziale opera in bronzo e travertino .

Contemporaneamente crea i disegni per la realizzazione di In–Finito,  modulare in acciaio di 16 metri di altezza, ancora non attuato. La base di questa  scultura è il triangolo equilatero di cui uno dei lati convergendo al centro da inizio al processo metamorfico che porterà dall'essenziale superficie alla tridimensionalità dell'oggetto che assurge a soggetto per divenire arte. 

Nel 2007, a partire dai "fantastici scarabocchi" dei bambini della Scuola materna Montessori Sihirli Bahçe di Ankara e della Scuola materna ODTÜ Yuva ve Anakolu compone  le due INCOMPIUTE  (di 5 m x 2 m ciascuna)  "Dall'indistinto lampa l'ART-È"  e "Oltre lo Sguardo la Visione dell'Opera", ora in permanente esposizione nel Centro Cultura e Congressi dell'Università  Tecnica del Medio Priente. (News Italia Press)

 

 

 

 

 

50 ANNI
DELLA MISSIONE
ARCHEOLOGICA

HIERAPOLIS  Il teatro
antico ha fatto da scenario
al concerto dell'Ensemble
Caffè italiano organizzato
dalla nostra ambasciata
e dall'Istituto di Cultura

Il Teatro Antico di Hierapolis, considerato uno degli esempi più significativi dell’architettura teatrale romana in Asia Minore, ha fatto da scenario al concerto dell’Ensemble Caffè Italiano che si è tenuto l'8 settembre. Organizzato dall’ambasciata d’Italia in Turchia e dall’Istituto Italiano di Cultura di Ankara in collaborazione con il ministero di Cultura e Turismo della Repubblica Turca, la Prefettura di Denizli e con l’Università degli Studi di Lecce e l’Università di Pamukkale, l'evento è stato l'occasione per celebrare il cinquantesimo anniversario della missione archeologica Italiana a Hierapolis:
L’Ensemble si è esibito in un repertorio di canzoni napoletane ed arie d’opera di inizio novecento, fra cui arie di Puccini, Mascagni e Leoncavallo e celebri canzoni di Tosti, de Curtis, Catalani, Cilea e Bixio. Prima del concerto si era svolta, alla presenza di varie personalità italiane e turche, la cerimonia di inaugurazione dei restauri realizzati dalla Missione sul palcoscenico del teatro. E’ stata infatti ripristinata l’antica pavimentazione in lastre di travertino su un moderno supporto in acciaio progettato dall’architetto Paolo Mighetto del Politecnico di Torino.
La missione archeologica Italiana di Hierapolis di Frigia, presso Pamukkale, è nata nel 1957 su impulso e sotto la direzione del prof. Paolo Verzone che l’ha diretta fino al 1983; a lui gli è succeduta la prof.ssa Daria De Bernardi Ferrero del Politecnico di Torino. Attuale direttore della Missione è il Prof. Francesco D’Andria ordinario di Archeologia classica all’Università del Salento di Lecce. (www.Adnkronos.com)

Invitation au voyage, direbbe il buon Paolo Monelli. E perché no! Forse non abbiamo l’animo romantico di questo grande giornalista ma ugualmente facciamo come lui. Balziamo fuori dal cerchio di immobilità e proiettiamo la nostra anima impigrita in un altro sistema di onde dove l’attimo sia più denso ed il giorno più rapido e snello. Ecco, Monelli avrebbe parlato proprio così!
Vi presentiamo Efeso come la presentò a Paolo di Tarso il buon Dio, di mattina quando il sole non è alto e non fa molto caldo. Ancora angosciati dal racconto che vi avranno fatto sul combattimento tra cammelli che ritiene a Selçuc, la città di Artemide vi verrà incontro avvolta ancora nella nebbia che annuncia una giornata afosa. Il suonatore di piffero intonerà allora la sua voce monotona mentre una ragazza gentile – che parla lentamente italiano ed è socia di un comitato per la fratellanza italo turca – farà gli onori di casa e vi spiegherà come Efeso fosse stata definita, già in epoca antica, una delle meraviglie del mondo. Ed è’ sempre la ragazza a fornire i dettagli sulle cicogne, che nidificano sui pilastri di un antico acquedotto, e sui romani soprattutto. Già,i romani.
I discendenti di Enea, di quei sopravvissuti alla furia di Achille che erano scappati dall’Egeo, pare che avessero ereditato Efeso da Attalo. E qui – sospira la ragazza (la chiameremo Sema) – c’è tutta una storia legata a Lisimaco e alla moglie Arsinoe. Di certo i romani consideravano la città di Efeso un gioiello dell’Impero; talmente florida, per via degli scambi commerciali, che sotto Adriano era considerata la più importante metropoli dell’Asiam subito dopo Alessandria ed Antiochia. Lo testimoniavano del resto i 250 mila abitanti che avevano fatto di Efeso il loro centro di affari commerciali. E come poteva essere altrimenti, del resto, se si pensa che Adriano – e prima di lui gli imperatori Claudio, Nerone, Vespasiano e Traiano – abbellirono la città di tanti edifici che Roma allora ne fu quasi invidiosa.
Fondata dalle Amazzoni, Efeso non può essere descritta in poiche righe. Occorre visitarla dopo un buon ripasso di storia, utile vademecum per comprendere appieno la cultura e quindi l’arte. Un dato di cronaca soltanto: il tempio di Artemide – vero e proprio gioiello di architettura ionica – fu incendiato da un pazzo, la notte in cui nacque Alessandro Magno. A realizzare l’opera – lunga 325 piedi e larga 220 – era stato Chersifrone, un architetto per qui tempi all’avanguardia. Facciamo conto, il Renzo Piano dei nostri giorni. Poi ad arricchire il tempio erano stati chiamati gli artisti più famosi, da Fidia a Policleto, da Prassitele a Mirone, da Filippo a Parrasio,da Efranone a Zeusi e ad Apelle.
Fin qui il ripasso alla Bignami.
Poco prima di raggiungere il sito archeologico (un consiglio: è preferibile visitare gli scavi quando la luce del giorno non sia eccessivamente forte), non va trascurata la "Grotta dei sette dormienti", sul lato nord-orientale del Panayir Dagi. Secondo una leggenda sette giovani cristiani – per sfuggire alle persecuzioni – si ritirarono in questa grotta e, dopo che i soldati dell’imperatore Decio ne ebbero murata l’entrata, caddero in un sonno profondo. Due secoli dopo un terremoto distrusse la parete d’ingresso, svegliando i ragazzi che tornarono in città.
Sono questi racconti che arricchiscono il viaggio. E’ come sentirsi aprire lentamente le saracinesche del cuore, è come vedersi un poco padroni di uno spazio proporzionato e adatto ad uno spirito insoddisfatto. Gli angoli di Efeso meritano tutti l’attenzione; come le raccomandazioni dei potenti. Ma sono tanti: c’è il ginnasio di Vedius, ad esempio. E c’è lo stadio, c’è il ninfeo; e poi il teatro, la via sacra, l’agorà, il tempio di Adriano, la biblioteca di Celso, la fontana di Traiano. E’ lo spettacolo che, davanti ai nostri occhi, si fa solenne. Tutt’intorno si sente solo il richiamo di un ultimo venditore d’acqua ("ei su, ei su", acqua buona) che, con quel suo bariletto appiattito sulle spalle, invita ad un assaggio per nulla rassicurante. Niente paura: le incivili dissenterie ed i filtri di Pasteur sono un ricorso ormai lontano dei sultani. Il colore d’oriente, per chi non lo sapesse, è fatto anche di una fresca minerale.(Veronica Incagliati)

 

 

 

 

 

 

SPETTACOLI/MUSICA

 

 

 

 

CINEMA
A SARAJEVO

VENTO TURCO   Al film "Takvasil" il premio per
il miglior lungometraggio. All'attrice Saadet Idil Aksoy il riconoscimento per la miglior interprete femminile


Non è esagerato dire che il 13° Film Festival di Sarajevo è stato un festival all’insegna del cinema turco. Tra i dieci film in gara provenienti da 15 Paesi dell’Europa orientale ben tre erano turchi. E con una sottile ironia molti dei partecipanti hanno definito il concorso "un concorso per film turchi".
Il direttore del Festival Mirsad Purivatra ha dichiarato che l’intenzione inizialmente era quella di avere 12 titoli in concorso ma essendo l’ 11° ed il 12° film anch’essi turchi ha rinunciato all’idea. I film turchi in concorso erano Kader – Destino - di Zeki Demirkubuz, Yumurta – L’uovo - di Semih Kaplanoğlu e Takva di Özer Kızıltan. A questi vanno aggiunti Beş Vakit, Son Osmanli ed il film di Fatih Akın Sulle sponde della vita che ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura al Festival di Cannes. Non dimentichiamo poi la sezione dedicata ai corti nella quale ha riscosso un buon successo Perché amo Ayca? di Müfit Samık.
Il Festival di Sarajevo a cui ho assistito per la prima volta, rispetto ad altri festival cinematografici mi ha lasciato un’impressione tutta particolare. Il Paese ancora alle prese con il tentativo di guarire dalle ferite lasciate dalla guerra per molti versi assomiglia alla Turchia. E’ difficile distinguere le strade della città vecchia da quelle di Bursa. I çevapçiçi non sono per nulla diversi dalle nostre polpette di Inegöl, anzi secondo quanto si dice le polpette sarebbero nate proprio in Bosnia ed arrivate da noi successivamente. Girando per le strade di questa affascinante città circondata dalle montagne non è possibile non vedere le tracce lasciate dalla guerra. A cominciare dalle mura dell’ex caserma utilizzata come centro per il festival, su molti edifici è possibile vedere i fori delle pallottole, la terribile eredità della guerra.
Le persone con cui ho parlato mi hanno raccontato indicando le montagna, da dove venivano presi di mira dai cecchini. Il Festival di Sarajevo gode dell’appoggio di molti paesi europei. La lista degli sponsor internazionali occupa più di una pagina. Il Festival, con un budget di 1,3 milioni di euro, 175 film e più di 1300 ospiti provenienti da tutta l’Europa orientale, è una delle manifestazioni culturali più  
importanti. Per alcuni questa attenzione è il segno dei rimorsi di coscienza dell’Europa che ha voltato le spalle alla Bosnia durante la guerra. L’interesse per il Festival è testimoniato anche dalla presenza di ospiti del calibro di Jeremy Irons, Michael Moore e Juliette Binoche. Un’altra particolarità del festival è il sostegno del mondo della politica a partire da quello del presidente della repubblica.
Tra gli ospiti anche il regista Zeki Demirkubuz, gli attori Engin Akyürek e Vildan Atasever ed il produttore Özkan Yılmaz. Il film Yumurta era rappresentato dal regista Semih Kaplanoğlu e dall’attrice Saadet Idil Aksoy. La mancata presenza dei protagonisti del film Takva, a causa di impegni precedenti, ha indispettito non poco gli organizzatori. Gli organizzatori del Festival danno molta importanza alla presenza degli ospiti, alla sfilata davanti ai fotografi ed alla conferenza stampa. Il problema è stato risolto dalla decisione all’ultimo minuto del produttore Önder Çakar e dell’attore Erkan Can di lasciare tutto e volare a Sarajevo. Io me ne sono andato dalla Bosnia giovedì. Poche ore prima di partire è stata una sorpresa per me imbattermi in Fatih Akın, arrivato in Bosnia per discutere di un progetto di coproduzione.
Prima che io lasciassi il festival erano già molte le voci che davano un film turco tra i premiati. La richiesta di prolungare la presenza fino a venerdì rivolta a Cakar e Can ne è stata la controprova. La prima notizia è stata quella dell’assegnazione al film Takvadel premio per i diritti umani. Ed infine sabato la notizia che Takvasi è aggiudicato il premio per il miglior film, e 25.000 euro, mentre Saadet Idil Aksoy ha avuto il premio come miglior interprete femminile. La speranza è che la Turchia, che ha partecipato per la prima volta al concorso due anni fa, possa ripetere anche l’anno prossimo il successo di questa edizione. (Ahmet Boyacioglu- traduzione di Fabio Salomomi/Osservatorio Balcani

 

 

 

 

 

 

SPORT



 


FENERBAHCE,
LA RIVOLUZIONE
TURCA


L'EUROPA CHE CI ASPETTA

La dirigenza di Istanbul cambia molto
cercando di dare a Zico una squadra
in grado di ben figurare in Europa.

Fa una certa impressione vedere, come in una foto sbiadita degli Anni Venti, Tuncay Şanli, simbolo di una squadra capace di dominare in Turchia per un quinquennio, salire lentamente la scaletta dell’aereo che dall’aeroporto internazionale Atatürk lo porterà direttamente ad Heatrow depositandolo nella sua nuova avventura in terra d’Albione, non più con la maglia giallonera – di cui era lo Yürek, il cuore, l’anima – ma con la casacca rosso fuoco del Middlesbrough. A lui il popolo del Şükrü Saracoğlu deve da un lato l’uscita del Fenerbahçe dallo sfarzoso, ma fatiscente dominio nel campionato ottomano, dall’altro l’illusione di poter competere con i giganti d’Europa. Nella bolgia della notte dell’otto dicembre 2004, Tuncay stava un gradino più in alto, a lui dovette inchinarsi il Manchester United, quasi nell’atto di sottomettersi alla sua grandezza. Una favolosa, indimenticabile tripletta, un hat-trick che ha già un posto speciale  nel museo aperto all’interno dello stadio nell’autunno dell’anno successivo. Una cartolina indelebile nella memoria di ogni tifoso dei Sari Kanaryalar, ma anche e soprattutto nella mente della bandiera emigrante.
Ma la cessione è parsa inevitabile per poter dar vita a quel progetto che il presidente del sodalizio turco ha definito “di capitale importanza”: un Fenerbahçe vincente, soprattutto in Europa. Il grande Zico, cui è stata affidata la squadra nel luglio del 2006, ha già scoperto sulla sua pelle la vocazione europeista di Aziz Yildirim: i trionfi in Campionato e Supercoppa non lo hanno affatto salvato dalle pubbliche accuse mossegli dal suo massimo dirigente, l’eliminazione al preliminare di Champions contro la Dynamo Kiev e poi nei trentaduesimi di finale di UEFA con gli olandesi dell’AZ – dopo due rocamboleschi pareggi – hanno mandato su tutte le furie l’uomo della Rivoluzione. Novello Mustafa Kemal Pascià punta tutto sull’Europa e i tifosi corrispondono con slancio. Entra in collisione con chiunque, è un decisionista, al punto di sacrificare sull’altare del progetto pezzi portanti della storia recente del club. Rüştü, Ümit, Tuncay e Serkan, ma senza indebolire la squadra, anzi rafforzandola: lo scorso anno, il punto debole, soprattutto nei match continentali, fu la difesa. E allora si è pensato a rafforzare essenzialmente quella, con acquisti altisonanti – leggasi Roberto Carlos – ed investimenti intelligenti, proiettati verso il futuro. Stesso identico discorso per centrocampo ed attacco, entrambi imperniati sul geniale estro del brasiliano Alex, quasi dipendenti da quell’eterna promessa che ad Istanbul sembra aver trovato la propria dimensione. Senza dimenticare che al centro dell’attacco rimane un ragazzo che chiamavano Cobra: ormai diventato uomo, Mateja Kežman vuole ritrovare la verve sotto porta che lo rese celebre quando vestiva la maglia biancorossa del Psv Eindhoven. Centoventisei reti in centosettantadue partite non si segnano per caso, e ad Istanbul confidano che, dopo l’anno di ambientamento comunque positivo – quattordici centri in quaranta partite – il Cobra possa ritornare ad essere sé stesso e portare avanti con i suoi gol il Fenerbahçe in Coppa dei Campioni.
Senza dimenticare quella che da sempre è stata la vera forza dei Canarini: la bolgia infernale del Şükrü Saracoğlu, un impressionante catino ribollente da cinquantaduemila ugole infiammate che, quand’è stracolmo, fa tremar le gambe solo a guardarlo. Ne sa qualcosa Sir Alex Ferguson, ma Tuncay ormai non c’è più… Magra consolazione per l’Inter di Mancini, nel catino trovano sempre nuovi idoli da spingere all’impresa. La notte a Kadiköy per i forestieri è sempre buia, sporca, umida e fredda, a prescindere dalle mirabolanti luci del Bosforo: luci ingannevoli, se non si presta attenzione, capaci di inghiottire.
E la notte del diciannove settembre la Istanbul giallonera sarà pronta alla già per loro decisiva sfida contro l’Inter, una grande d’Europa. Uomo avvisato, mezzo salvato, la Coppa dei Campioni da quelle parti è una cosa estremamente seria, l’importante sarà evitare di sottovalutarli. (Matteo Asquasciati/Goal.com)



ATTACCANTI
Colin Kazim Richards (1986), Mateja Kežman (1979), Semih Şentürk (1983), Ilhan Parlak (1987), Deivid de Souza (1979)
Se Kežman tornerà ad essere il “Cobra” degli anni di Eindhoven, la coppia offensiva formata dal serbo e da Şentürk è potenzialmente devastante. Se a questi aggiungiamo il talento del turco d’Albione Richards e l’esperienza del brasiliano Deivid, ci troviamo con tutta probabilità innanzi al miglior attacco del campionato turco. Tenendo conto, inoltre, che dal Kayserispor è arrivato anche il bomber dell’Under 21 Parlak… Voto: 7

LA PROBABILE FORMAZIONE
 
(4-3-1-2): Kulbilge; Gönül, Lugano, Edu, Roberto Carlos; Bilgin, Uğur, Appiah; Alex; Kežman, Şentürk. Allenatore: Zico.

 



PORTIERI

Volkan Demirel (1981), Serdar Kulbilge (1980), Volkan Babacan (1988), Mert Günok(1989)
Dopo la cessione del monumento nazionale Rüştü – peraltro gravemente infortunatosi la scorsa stagione – agli eterni rivali del Beşiktaş, saranno Demirel e Kulbilge a giocarsi la maglia da titolare. Lo scorso anno fu Demirel l’erede designato del portiere della nazionale turca, mentre Kubilge inizialmente giocava solamente in Coppa di Turchia. Ma dopo le mediocri prestazioni del primo nella passata stagione, le gerarchie si sono sovvertite ed il favorito in avvio di stagione  dovrebbe essere il ventisettenne di Hayrabolu che Terim ha fatto anche esordire in Nazionale lo scorso 22 agosto.  Voto: 6

DIFENSORI
Diego Lugano (1980), Roberto Carlos (1973), Yasin Çakmak (1985), Wederson Luiz da Silva Medeiros (1981), Can Arat (1984), Őnder Turaci (1981), Edu Dracena (1981), Gökhan Gönül (1985)
A maggio, quando la dirigenza annunciò la cessione al Colonia di una bandiera, quale era il terzino sinistro della Nazionale Ümit Őzat, i tifosi gialloneri tuonarono: dieci giorni dopo venne ufficializzato l’acquisto dal Real Madrid niente meno che di Roberto Carlos. Istanbul impazzì e si fermò, ma la Rivoluzione non si fermò certo lì. Ceduto Mahmut Hanefi – che in Turchia hanno sempre chiamato “Carlos” per la somiglianza con la stella appena giunta – all’Orduspor, è stato investito un milione e mezzo di euro per portare al Şükrü Saracoğlu il brasiliano Wederson, jolly difensivo reduce da tre stagioni ottime all’Ankaraspor: giocatore con spiccate doti offensive, porta in dote la bellezza di venti gol in quattro stagioni, non poco per un difensore. Più o meno la stessa cifra è stata sborsata per acquistare dal Çaikur Rizespor il centrale della Nazionale Yasin Çakmak. Infine, dal Gençlerbirliği, è stato acquistata la stella più lucente dell’Under 21 turca, quel Gökham Gönül capace di giocare sulla destra sia sulla linea dei difensori che a centrocampo, con dalla sua una capacità di accelerazione a dir poco eccezionale.  Voto: 7

CENTROCAMPISTI
Stephen Appiah (1980), Kemal Aslan (1981), Tümer Metin (1974), Mehmet Aurélio (1977), Ali Bilgin (1981), Alexsandro de Souza “Alex” (1977), Selçuk Şahin (1981), Deniz Bariş (1977), Uğur Boral (1982), Alper Balaban (1987), Gürhan Gürsoy (1987)
Un solo acquisto, importante: l’ala destra della Nazionale Ali Bilgin, turco di Germania, prelevato dall’Antalyaspor, e parecchie cessioni per sfoltire una rosa sin troppo ampia. Fine di un’era con la partenza di un soldato di mille battaglie, Tuncay, ormai pronto per la grande esperienza inglese al Middlesbrough: rinuncia dolorosa a quello che i tifosi gialloneri aveva eletto a beniamino incontrastato soprannominandolo “Fenerbahçe’nin Yureği”, il cuore del Fenerbahçe, così come tutt’altro che indolore è stata la rinuncia a Serkan, accasatosi al Trabzonspor. Ma, se Rivoluzione doveva essere, doveva esserlo sino in fondo. D’altra parte il centrocampo poggerà ancora su un faro come Appiah e se un funambolo come Alex, con il supporto di Uğur Boral, play maker dai piedi buoni e dal tiro devastante, e con gli inserimenti sulle fasce di una freccia come Bilgin. Tutto sommato, questo centrocampo vale quello della passata stagione.  Voto: 6,5

 

 

 

 

 

 

ITALIA IN CORSA, BATTUTA LA TURCHIA

Gigli e Belinelli tengono vivi
gli azzurri, 84-75 il risultato.
Domani bisogna battere
la Germania di Nowitzki

Rischiata la vita, e il biglietto per Pechino, all’ultimo secondo dei tempi regolamentari, sul 70 pari palo da 3 di Kutluay, uno che dall’angolo era giustiziere di professione, l’Italia stende la Turchia al supplementare: domani sfiderà la Germania per mettere i piedi nei quarti di finale e, quindi, restare in pista per le Olimpiadi 2008. A evitare il disastro Nazionale, contro un nemico che aveva solo una faccia, quella pur fantastica di Hidayet Turkoglu (34 punti, con 10/16), ci pensano, tanto, i ragazzi americani, la ditta dalla doppia B, Belinelli e Bargnani: ormai drammaticamente somiglianti al Godot di Beckett, sono invece spuntati per prendersi una sfida già persa e vinta un paio di volte. Belinelli, dopo un primo tempo nel congelatore, s’è messo al volante e segnato il primo canestro (tripla dopo 26’20”) non s’è più fermato. Con le incursioni ravvicinate ha tagliato in due la Turchia, compresa una schiacciata tremenda, a difesa schierata, che a 1’10” dalla fine ha stampato il 68 pari. I compagni l’hanno saggiamente cercato pure nel supplementare, al contrario dello sprint contro la Lituania (che ha pure altra corazza), quando era scomparso dai radar amici. Colpi decisivi sono arrivati anche dal Mago: bomba del 79-75 a metà overtime e la doppietta di liberi dentro l’ultimo minuto (81-75). Tanta roba pure da un altro giovane, made in Italy, Angelo Gigli: 17 punti, 10 rimbalzi e tre stoppate. «Avrei fatto canestro anche tirando di tacco», dirà. Dentro il primo pareggio (a 51) c’è la faccia dell’ala pivot di Treviso, che fin lì ne aveva già piantati 12. Spunterà ancora, sull’altra fuga turca, mettendo la tripla al 37’, per rispondere all’ennesimo colpo di Turkoglu (64-67).
L’avvio azzurro era stato un incubo, fra mani cementate dalla paura e dalla pressione: in caso di sconfitta, si era già sulla scaletta dell’aereo. Zero a nove dopo 2’30”, e primo canestro (bomba di Soragna) dopo quasi 3’. La Turchia è solo Turkoglu (14 all’intervallo) che se avesse fatto pure i liberi (9/15 lui, 16/29 la squadra, una bestemmia) sarebbe stato da santificazione. L’Italia ci prova con la zona (2-3), ma Tanjevic la buca, anche con un po’ di fortuna, su 2 tiri carpiati allo scadere dei 24”: tripla di Kutluay e cesto di Peker (poi dimenticato in panchina, per un disastroso Okur, pur All-star Nba). Conto terrificante: 10-25, desolante a rimbalzo (11-2 per la Turchia). L’Italia prova a rientrare (30-35), ma gli arriva sempre in faccia una zampata di Turkoglu. Solo Mancinelli (cui alla fine Recalcati farà i complimenti) avrebbe altezza e braccia per stare dietro all’ala degli Orlando Magic, ma il ct lo lascia poi in panca dopo un 1º tempo robusto (9 punti). «Dopo ha fatto bene chi era in campo», spiegherà. Difatti, gli azzurri ci sono, pure perché la Turchia ne combina di tutti i colori, fra passaggi in tribuna e palleggi sui piedi (11 palle perse nei primi 30’). Gigli, Belinelli e Soragna negli ultimi 5’ del terzo quarto gonfiano un parzialone di 17-5. Pare quasi piegata, invece le due bombe di Turkoglu, buttate dentro con il difensore a un millimetro, valgono un nuovo brivido (61-67). Lì, però, è già il cortile di Belinelli che depista tutti e apre il campo, rischiando solo sull’ultimo tiro di Kutluay, abbandonato per raddoppiare su Turkoglu. La Turchia mette il naso avanti solo al primo passo del supplementare, poi viene sepolta 14-5.
Oggi pomeriggio, altro spareggio: dopo i 36 punti beccati da Parker e i 34 da Turkoglu, spunteranno altre mani Nba, quelle di Dirk Nowitzki, forse il migliore. Occhio. (Massimiliano Nerozzi/La Stampa.it)

 

 

 


 

NOSTALGIA DEL GIOCATORE 

EMRE VUOL TORNAREA CASA

Nostalgia di casa per Belozoglu Emre (26 anni), centrocampista turco alla sua terza stagione in forza al Newcastle, che lo prelevò dall'Inter per quasi sei milioni di euro. Il giocatore lo ha rivelato sulle pagine del quotidiano "Sun": "Io voglio il Galatasaray, e loro vogliono me", ha detto.
Per un possibile trasferimento, Newcastle e Galatasaray ne potranno parlare non prima di Gennaio, quando sarà possibile effettuare nuovamente movimenti di mercato. (SportIsland.net)

 

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