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<TURCHIA
OGGI> - A PARTE LA DOCUMENTAZIONE DELL'AMBASCIATA DI ITALIA AD
ANKARA E DELL'ICE DI ISTANBUL - SI AVVALE PER LE NOTIZIE E GLI
ARTICOLI RIPORTATI SUL SUO WEB, E NATURALMENTE RELATIVE ALLA TURCHIA,
DELLE NEWS
GIA' APPARSE IN ALTRI SITI O GIA' PUBBLICATE SU QUOTIDIANI E
RIVISTE. NON FA ALTRO CHE ASSEMBLARLE, NELLA CONVINZIONE CHE SIANO
DI MAGGIORE UTILITA' PER QUANTI HANNO UN QUALCHE INTERESSE PER
QUESTO PAESE. <TURCHIA OGGI>, AD
OGNI MODO, E' SEMPRE A VOSTRA DISPOSIZIONE.
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PRIMO
PIANO
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Si fanno sempre più tesi i rapporti
tra il Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan e il presidente della
Repubblica uscente Ahmet Necdet Sezer, dopo che il premier ha
annullato l'incontro settimanale con il Capo dello Stato. La volontà di partecipare alla seconda votazione
parlamentare per l'approvazione definitiva della riforma della
Costituzione è la motivazione addotta dal Primo Ministro, che ha
comunicato a Sezer le sue scuse. Erdogan ha così potuto partecipare alla
votazione con cui il Parlamento ha approvato in seconda lettura il
pacchetto di emendamenti che introduce, tra l'altro, l'elezione diretta
del Capo dello Stato. I deputati turchi avevano già votato in
prima lettura la riforma, rinviata alla Camera proprio
da Sezer.
Per il presidente, la profonda modifica del sistema in vigore
voluta dalla maggioranza non è sostenuta da motivazioni
"giustificabili e accettabili". A questo punto, Sezer non può
opporre un secondo veto, ma dovrà scegliere tra promulgare il
provvedimento o, come sembra più probabile, indire un referendum
popolare. I tempi però sono molto stretti, visto che le elezioni
anticipate per il rinnovo del parlamento e l'eventuale elezione
presidenziale a suffragio universale sono fissate per il 22 luglio.
Intanto l'opposizione ha già annunciato il ricorso alla |
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RAPPORTI
SEMPRE
PIU' TESI
Ormai
è scontro aperto tra il presidente della
Repubblica turca, Ahmet Necdet Sezer, ed il
premier Recep Tayyip Erdogan |
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Corte
Costituzionale contro l'ultimo voto per vizi di procedura. Uno degli
articoli
della riforma non avrebbe ricevuto infatti il numero di voti
necessari per passare all'approvazione finale.
La riforma della Costituzione è stata proposta in tempi record dal
partito di Erdogan, il Partito della Giustizia e dello Sviluppo (Akp),
dopo che per due volte in Parlamento non si è raggiunto il numero legale
per l'elezione a presidente dell'unico candidato, Abdullah Gul, attuale
ministro degli Esteri e compagno di partito di Erdogan. Oltre all'elezione
diretta del Capo dello Stato, la riforma riduce da sette a cinque anni la
durata della carica e introduce la possibilità di un secondo mandato.
Un'altra novità introdotta riguarda la durata della legislatura, che si
riduce da 5 a 4 anni. Viene inoltre abbassato il numero legale necessario
perché le votazioni in Parlamento siano valide, che passa da 367 a 184
deputati. Questo emendamento ha un grande significato, se si pensa che
proprio la mancanza del numero legale ha impedito per due volte l'elezione
di Gul. La riforma introduce anche novità per quanto riguarda la legge
elettorale. Finora infatti i candidati indipendenti erano eletti con una
scheda diversa da quella delle liste. Questo rendeva più facile la loro
elezione, soprattutto nelle aree con un alto tasso di analfabetismo, come
quelle a maggioranza curda, in cui molti elettori, avendo difficoltà a
scegliere un nome in una lunga lista, preferivano utilizzare la scheda più
semplice dei candidati indipendenti, in cui spesso era indicato un solo
nome. (Adnkronos-Aki) |
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"SIAMO
PRONTI"
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IL CAPO DI STATO
MAGGIORE DELLA DIFESA TURCA, GEN. YASAR BUYUKANIT, ASPETTA
SOLO L'ORDINE DI ANKARA PER DARE LA CACCIA AL PKK NEL NORD
IRAQ. |
"Come
Forze Armate, siamo pronti": il Capo di Stato Maggiore
della Difesa turca, generale Yasar Buyukanit, ha ribadito che
basta l'ordine del Governo di Ankara per condurre la prima
oprerazione su larga scala in territorio iracheno da un
decennio a questa parte.
Come allora, l'obiettivo sono le basi della guerriglia
indipendentista curda del pkk. le ripercussioni politiche
sarebbero tuttavia molto gravi e metterebbero Ankara, pur
Paese membro della Nato, in urto sia con Washington che con
l'Unione Europea senza contare la destabilizzazione che
un'eventuale offensiva provocherebbe in Iraq.
Nonostante la prudenza del Governo, l'opinione pubblica sembra
premere per una iniziativa autonoma, visto che gli appelli
lanciati dal premier Recep tayyip Erdogan per una operazione
di rastrellamento da parte delle forze irachene e statunitense
nel Nord dell'Iraq sembra essere rimasta senza risposta.
Sullo sfondo, l'eterno timore di Ankara che il Kurdistan
iracheno possa - approfittando delle ricchezze petrolifere
della regione di Kirkuk, che non a caso Saddam Hussein tentò
di arabizzare a forza - ergersi a Stato indipendente
scatenando di nuovo la guerriglia del Pkk che negli ultimi
tempi sembra essere aumentata di intensità facendo decine di
morti tra civili e militari.
Di fatto, proprio l'opposizione di Ankara rende per ora vano
il piano statunitense di un Iraq completamente federale che ha
come pre-condizione la legge per la condivisione di tutte le
risorse naturali del Paese (di cui le province centrali, a
maggioranza sunnita, sono povere), in discussione in
Parlamento. Un intervento turco rischia però di portare il
caso nell'unica regione essenzialmente stabile del
Paese, appunto il Kurdistan iracheno, e di alienare l'appoggio
dei curdi iracheni a Washington ma anche allo stesso Governo
di Baghdad.
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UN DOSSIER
ALL'ONU
La
Turchia cerca la via diplomatica. Davanti ad una
situazione nel Nord Iraq che potrebbe degenerare da un
momento all'altro, prima di passare all'azione ed
invadere il territorio oltre confine, Ankara ha pensato
bene di avvisare le Nazioni unite.
Secondo il quotidiano <Sabah>, che riporta la
notizia, fonti del ministero degli Esteri di Ankara
hanno reso noto che Baki Ilkin, rappresentante
permanente della Turchia, incontrerà il Segretario
generale dell'Onu Ban Ki-moon per descrivergli la
situazione di crescente tensione che il paese della
Mezzaluna sta sopportando sul confine sud-orientale in
seguito alla guerriglia dei combattenti del pkk.
Ilkin avrebbe già pronto un dossier da presentare.
Sarebbe l'ultimo atto diplomatico prima di un intervento
armato sul suolo iracheno, pur se di attacco non si è
parlato esplicitamente. (Apcom) |
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Dal punto di vista militare, i precedenti non sono molto
favorevoli per Ankara: le incursioni hanno prodotto pochi
risultati, con la guerriglia sostanzialmente al sicuro nelle
proprie basi: l'intenzione delle Forze armate sarebbe quella
di creare una "zona cuscinetto" per impedire
l'infiltrazione di miliziani, uno dei motivi per cui ogni
estate l'esercito rafforza il proprio dispositivo di sicurezza
lungo la frontiera.
Per tale soluzione occorrerebbe tuttavia un'improbabile
assenso sia degli Usa che delle atorità irachene: probabile
però che il dispiegamento serva piuttosto a fare pressione su
entrambi perché prendano qualche iniziativa, ancorché
dimostrativa, contro la guerriglia. (Ap)
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Dobbiamo aggiungere qualche parole al testo dell'agenzia.
L'ipocrisia degli Stati Uniti - ed in parte anche dell'Unione
Europea che ha sempre simpatizzato per il Pkk pur essendo una
organizzazione terroristica messa la bando dalla stessa
Bruxelles - non ha limiti. La Turchia - secondo la protervia
di Washington - dovrebbe starsene buona a contare i morti
delle incursioni nel proprio territorio dei guerriglieri curdi
senza una benché minima reazione. Eppure sempre il
Dipartimento di Stato Usa non alza un dito né dice parola
quando l'esercito israeliano sconfina nei territori
palestinesi per dare la caccia agli uomini di Hamas o peggio
ancora fa incursioni nel Libano. Lì, sì, per destabilizzare
il territorio! La verità è che gli Stati Uniti non hanno mai
abbandonato l'idea di mettere le mani sul petrolio del Nord
Iraq e non vogliono intrusi. la guerra a Saddam, in fondo,
l'hanno voluta proprio per questo. Senza contare poi che
l'invasione dell'Afghanistan, conseguenza dell'11 settembre,
non era certo finalizzata a catturare bin Laden e gli uomini
di al Qaeda quanto ad invadere un Paese che - pur essendo in
mani ai Talebani - non aveva mai fatto terrorismo contro gli
States. (Turchia Oggi)
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IL
DIRITTO
La Turchia ha il
diritto di colpire le basi dei ribelli nell'Iraq
settentrionale, per stroncare attentati terroristici
sferrati sul proprio territorio da oltre confine. Lo ha
affermato il ministro degli Esteri Abdullah Gul.
Le dichiarazioni sono state rilasciate in coincidenza
con una nuova offensiva dei guerriglieri curdi contro un
posto di blocco che nel sud-est dell'Anatolia ha
provocato la morte di tre militari.
"Abbiamo tutto il diritto di adottare misure contro
le attività terroristiche dirette contro di noi
dall'Iraq del Nord", ha dichiarato Gul nel corso di
una conferenza stampa (Ap) |
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Il Vaticano non
è contrario
all'ingresso della Turchia in Europa. Lo ha affermato il Segretario
di Stato Tarcisio Bertone, al Convegno sulla secolarizzazione del
Vecchio Continente promosso dall'Università Regina Apostolorum.
"La Turchia - ha spiegato - sarebbe definibile come un Paese
laico, è un Paese di frontiera che sta facendo passi avanti".
Il Segretario di Stato ha ripetuto poi il si della Santa Sede
all'ingresso della Turchia con un argomento piuttosto inedito,
sottolineando cioè il contributo che essa, con la sua specificità
può dare alla costruzione di un'Unione che non sia mera alleanza di
mercato. Secondo il porporato, infatti, "in un contesto di Governi che rispettano regole comuni e dialogano si
può costruire
insieme un bene comune". (la
Repubblica.it) |
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"Non credo che la Turchia sia
ancora pronta per entrare nell'Unione Europea", ha detto il
vicepresidente della Commissione Europea Franco Frattini.
A suo avviso comunque "sarebbe stato un grave errore chiudere la
porta in faccia alla Turchia . Ma quando sarà pronta, sul piano dei
diritti umani che saranno cresciuti a livello compatibile con l'UE,
servirà anche per dare l'idea che questa non e' l'Europa dei
Crociati, come dicono i terroristi, che chiude la porta in faccia ad
80 milioni di musulmani". (Ansa)
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La Francia, almeno per il
momento, non intende mettersi di traverso ai negoziati tra la
Turchia e l'Unione Europea: con questo spirito, Nicolas Sarkozy ha
inviato un proprio emissario ad Ankara. Secondo quanto ha scritto il quotidiano
<Le Figaro>, il consigliere diplomatico di
Sarkozy, ex ambasciatore a Washington, Jean-David Levitte, è stato nella capitale turca per una serie di incontri che hanno
tra l'altro l'obiettivo di salvaguardare le relazioni tra Parigi ed
Ankara.
Ai suoi interlocutori, l'inviato avrebbe spiegato che la Francia non
intende porre il veto all'apertura, fissata per il 26 giugno, di tre
nuovi capitoli negoziali tra l'UE e la Turchia. Ma, in cambio, al
Consiglio Europeo di dicembre, al termine della presidenza
portoghese dell'Unione, Sarkozy porrebbe la questione dei confini
dell'Europa.
In particolare, il presidente chiederebbe la creazione di un gruppo
di lavoro incaricato di definire le frontiere dell'UE e una
riflessione profonda sulla politica di vicinato, avendo già in
mente quella che dovrà essere la risposta: la Turchia non fa e non
farà mai parte dell'Europa.
Intanto, però, Sarkozy cerca di non calcare la mano: a questo
scopo, ricorda <Le Figaro>, il 24 maggio scorso ha
telefonato al premier turco Recep Tayyip Erdogan e inviato ad Ankara l'ambasciatore Levitte.
"Si tratta di trovare un percorso che non spezzi l'Europa in due,
né i rapporti franco-turchi - ha spiegato al quotidiano
francese
una fonte dell'Eliseo - Noi siamo alla ricerca di questo
percorso".
Secondo il quotidiano, sono due le ragioni alla base della decisione
del presidente - che ha fatto del "no" all'ingresso della Turchia in
Europa uno dei pilastri della sua campagna elettorale - di non
forzare, almeno per il momento, i toni sulla questione. Sarkozy
vuole evitare uno scontro con gli altri Paesi mentre tenta di
arrivare ad un compromesso su un nuovo Trattato che permetta il
funzionamento delle istituzioni nell'Europa a 27". "Il
Trattato semplificato è la priorità. Non si può mescolare la
questione delle frontiere con quella del Trattato
semplificato", fanno sapere dall'Eliseo.
E poi c'è il problema delle elezioni anticipate in Turchia, fissate
per il 22 luglio: un veto francese ai negoziati con Ankara potrebbe
essere interpretato come una ingerenza potenzialmente
destabilizzante nel dibattito interno in Turchia. (Adnkronos) |
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IL
VATICANO
NON E'
CONTRARIO
ALL'INGRESSO
POSIZIONI
La dichiarazione
del Segretario
di Stato, cardinal
Tarcisio Bertone.
Lo scetticimo
del Commissario
UE, Franco
Frattini.
La Francia,
con Sarkozy, vuole
evitare lo scontro
con Ankara
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L'ANNUNCIO
TRE NUOVI
CAPITOLI
A FINE GIUGNO
Il
ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier,
ha annunciato ad Ankara che l'apertura di tre nuovi
capitoli negoziali d'adesione della Turchia all'UE è
prevista per fine giugno, ma ha esortato i turchi a fare
più riforme. ''Voglio sottolineare che è nei nostri
piani aprire tre capitoli negoziali per il 26 giugno'',
ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa
Steinmeier, il cui Paese è l'attuale presidente
dell'Unione Europea. ''Spero che non ci sia alternativa
al proseguimento del processo di riforme democratiche e
all'avanzamento della Turchia sulla via dell'UE'', ha
aggiunto, prima di elencare le riforme attese da
Bruxelles. Il capo della diplomazia tedesca ha esortato
in particolare a riformare l'articolo 301 del codice
penale, che reprime ''l'oltraggio all'identità
nazionale'', a causa del quale numerosi intellettiali
sono stati perseguiti penalmente. ''Sul tema di Cipro,
il fatto che i gesti attesi non siano stati compiuti è
veramente triste'', ha sottolineato il ministro tedesco,
spiegando che ''è molto triste che il protocollo di
Ankara non sia stato ratificato e che non sia stato
registrato alcun progresso per quanto riguarda il
commercio diretto con Cipro Sud'' . (Asca-Afp)
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KISSINGER:
E' CRUCIALE
CHE
DIVENTI
MEMBRO
One
of the most important figures in international politics
in the past century, Henry Kissinger, said that Turkey's
memnership in the European Union was of extraordinary
strategic and political importance.
Former
US Secretary of State Henry Kissinger delivered a keynote address to
an audience gathered at Sabancı Center in downtown İstanbul
for a conference organized by Akbank on Thursday. The conference was
part of a series of annual conferences organized by Akbank, where
the most important political figures of the century participate and
share their opinions.
Introducing their guest, Akbank General Manager Zafer Üskül
referred to him as “one of the most important political scientists
in the world.”
In an introductory speech, former Ambassador İlter Turan, who
also ran the question and answer section of yesterday’s conference,
referred to Dr. Kissinger as an expert on international politics and
highlighted his keen sense of humor. Turan also recalled that
Kissinger was familiar to the Turkish public as a professor of the
late former Prime Minister Bülent Ecevit.
Following Turan’s introduction Dr. Kissinger greeted the audience
with praise for the Turkish troops who fought in the Korean War,
since they were the only prisoners of war at the hands of the North
Koreans who did not break down during interrogations. “I would
like to thank Turkey for what you have done for us,” Dr. Kissinger
said.
Sharing his observations and experience about the effects of
international relations on the economy and the security of nations,
Dr. Kissinger expressed his opinion that the European nation-state
as the world knew it at the end of World War II was changing, since
European nations gave up their sovereignty to a certain extent under
the EU. However, he maintained that the structure of the
nation-state in the US and Turkey were closer to the post-World War
II notion of a nation-state, something which is at the heart of some
of the problems both countries encounter in dealing with EU member
states today. Kissinger said this structural difference also
“means that the EU state cannot demand sacrifices from its
citizens,” adding that this was one of the reasons why passing
reform legislation in the union has so far been difficult for most
member states.
Kissinger stated that today the EU needs a political identity of
what it is going to do in the world and stressed that Turkey was of
“extraordinary strategic and political importance” for the
union; however, he also underlined that this would require European
intervention in domestic affairs, a big challenge for Turkey. He
said Turkey would have to undergo a tougher and more drastic
transformation than the changes European member states had to go
through.
In an anecdote used to highlight his opinion that international
affairs are an ongoing process with every learned experience shaping
the policy-maker’s attitude, Dr. Kissinger recalled having asked
Chinese leader Zhou Enlai what he thought of the French Revolution
when the two met in 1972 for talks. “It is too early to decide,”
Zhou replied.
However, Kissinger said certain learned experiences unquestionably
showed that “war between major powers is a catastrophe and
entirely out of proportion to anything two major powers might gain
from each other.” (Da Zaman) |
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LAMBERTO
DINI
SULLA TURCHIA
UN'EUROPA
PIU' FORTESAPRA'
INTEGRARLA
CONFERENZA NELLA SALA DELLA COMMISSIONE
DIFESA
DEL SENATO, PRESENTE L'AMBASCIATORE UGUR ZIYAL
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Il
mondo, si sa, è bello perché è vario. Altrimenti
diventerebbe monotono. Non che la conferenza - indetta nella
Sala Commissione Difesa del Senato sul tema "la Turchia
e le frontiere dell'Europa" - desse questa impressione
o fosse stata impostata su questa premessa, ma certo
che a "ravvivare" l'ambiente incardinato su un
dibattito, come dire, "rassicurante" per la
moderazione degli interventi, ci ha pensato l'ambasciatrice
di Cipro Athena Mavronicole. La rappresentante diplomatica
di Nicosia è una signora simpatica oltre che molto
graziosa. Qualità che sono sempre apprezzate. Ad essere
stato poco gradito è stato invece il modo con il quale si
è rivolta ai relatori - in particolare all'ambasciatore
della Turchia in Italia, Ugur Ziyal, e al docente della
facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Famagosta,
Ahmet Sozen - con domande che nulla avevano a che vedere
direttamente con il tema in questione. Una situazione
imbarazzante che è durata quel tanto da non andare oltre i
limiti, ma che intanto è la riprova come sia più
difficile di quanto si possa immaginare risolvere ad esempio
l'altro problema, ovvero la riunificazione dell'isola di
Cipro.
La presenza ai lavori del presidente della Commissione,
Lamberto Dini, e del vicepresidente Alfredo Mantica, ha dato
alla conferenza un crisma decisamente politico. Quello in
fondo che richiedeva un argomento - quale l'adesione di
Ankara all'Unione Europea - che necessita dell'appoggio,
anche se formale, soprattutto di esponenti parlamentari per
uscire dall'empasse in cui si trova il Paese della
Mezzaluna. Dopo aver ricordato che, certo, specie nel
momento attuale la Turchia ha i suoi affanni (e quale
nazione non ne ha!), Dini si è augurato che qualsiasi siano
i cambiamenti nella terra dell'Impero ottomano, questi non
abbiano a scalfire le riforme di Ataturk. Riforme - ha
aggiunto - che hanno garantito lo sviluppo di istituzioni
laiche e perché coerenti con i principi fondamentali
ispiratori dell'Unione Europea.
Un altro augurio - sempre per Dini, convinto peraltro che la
Turchia oggi come oggi appartenga più all'Europa che
all'Asia Minore - è che il presidente francese
Nicolas Sarkozy non ostacoli il processo delle trattative.
"E' interesse di tutti che il negoziato possa chiudersi
con la definizione nel prossimo Consiglio europeo - ha detto
Dini - di un accordo che dia mandato ad una Conferenza
intergovernativa di salvaguardare tutti i progressi
istituzionali previsti dal Trattato costituzionale". Ed
in quanto a progressi, Ankara ne ha fatti moltissimi ,specie
in campo economico. Nessun dubbio su questo per Dini che,
comunque, ha sollecitato il Governo turco - tra le
"molte sue contraddizioni" - ad avanzare nel
processo della democratizzazione e a risolvere la questione
di Cipro. Il cammino per l'adesione - ha poi continuato - è
lungo e l'obiettivo potrebbe anche passare per un "partenariato
privilegiato" che prepari "senza traumi" la
meta finale.
Circa i cosiddetti "criteri", non altro che le
condizioni poste da Bruxelles ad Ankara, l'ambasciatore
Ziyal ha ricordato che finora sono stati sempre rispettati,
come stati rispettati - ha voluto sottolineare ancora il
diplomatico - le multiculturalità e le fedi religiose (vedi
il cristianesimo) di altri popoli ed etnie.
E' un fatto però che non si può tirare il filo
all'infinito senza dare una scadenza al negoziato. Ma questo
è un discorso di rapporti e di fiducia reciproca circa i
quali l'excursus di Sozen è stato più che mai
chiaro al fine di comprendere l'impegno e il
sacrificio di un Paese costretto da anni, suo malgrado, a
convivere con il terrorismo del Pkk e a sopportare con
serenità le ambiguità di alcuni Paesi europei.
Di notevole interesse l'intervento di Mantica
(stabilità dell'area mediorientale e ruolo della Turchia
nell'Asia centrale) nonché quello del direttore della
rivista <Imperi>, Aldo Di Lello, che aveva aperto i
lavori. A moderare questi ultimi, Paolo Quercia
analista di relazioni internazionali. (Turchia
Oggi) |
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INIZIATIVE
PRENDE FORMA L'UNIONE
MEDITERRANEA
L'idea è
venuta a Nicolas Sarkozy,
nuovo presidente francese. Nel
nuovo futuro dovranno entrare
anche Turchia e Israele.
Una nuova organizzazione internazionale, dotata di istituzioni
autonome e aperta a tutti i paesi del bacino mediterraneo. E' questa
l'idea di Nicolas Sarkozy, emersa durante la campagna presidenziale
e ribadita nel corso del primo discorso pronunciato all'indomani
delle elezioni.
Il rilancio dell'idea di una"Unione mediterranea" è
arrivato durante il recente incontro tra il premier francese e
Romano Prodi, nel corso del quale è stato annunciato un vertice tra
i sei Paesi mediterranei dell'UE (Italia, Francia, Spagna, Grecia,
Cipro, Malta), ai quali si è aggiunto anche il Portogallo.
Secondo il nuovo inquilino dell'Eliseo, il futuro dell'Europa si
giocherà nell'area mediterranea: "È arrivato il tempo - ha
dichiarato il presidente francese - per un'unione mediterranea che
farà da ponte tra Europa e Africa".
A far parte del nuovo organismo sarebbero i Paesi mediterranei
dell'Unione, il Portogallo, la maggior parte degli Stati del Maghreb
(Algeria, Egitto, Libia, Marocco, Tunisia), alcuni Paesi
mediorientali (Libano, Siria e Giordania), Israele e Turchia.
Potrebbero entrarvi, inoltre, l'Autorità Palestinese e i paesi
dell'Ex Jugoslavia che si affacciano sull'Adriatico. Tra le
organizzazioni internazionali interessate, oltre all'Unione Europea,
ci sarebbero la Lega Araba, l'Unione Africana e l'Unione del Maghreb
arabo.
La diplomazia è già al lavoro per verificare la disponibilità
degli Stati coinvolti alla messa in pratica del progetto. Per molti
analisti, la nuova organizzazione internazionale costituirebbe
un'alternativa all'ingresso a pieno titolo della Turchia
nell'Unione, che vede Sarkozy notoriamente contrario. Non a caso le
prime critiche al progetto di Parigi arrivano proprio da Ankara. Al
contrario, alcuni Paesi, come la Spagna, hanno già espresso parere
favorevole.
A differenza del cosiddetto "processo di Barcellona", che
prevede la creazione di un'area di libero scambio mediterranea, e
che finora ha dato scarsi risultati, il piano francese non prevede
una semplice cooperazione, ma la costituzione di un'organizzazione
modellata sullo stile dell'Unione europea, dotata anche di una Banca
per gli investimenti per la promozione dello sviluppo nelle aree più
povere. (Tiscali Europa) |
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LA
METAMORFOSI
TURCA
DENTRO
IL SISTEMA “E’ in atto una
trasformazione sociale che sta modificando le tradizionali relazioni
tra Stato e società, il loro carattere autoritario". A colloquio con
Ahmet Insel, economista
e politologo dell’Università di Galatasaray
Da alcuni anni il
Paese
vive un processo di trasformazione che incontra da almeno un anno a
questa parte forti resistenze...
E’in atto una trasformazione sociale che sta modificando le
tradizionali relazioni tra Stato e società, il loro carattere
autoritario. Ci sono settori della società che temono di perdere
potere da queste trasformazioni. Il processo di democratizzazione
inevitabilmente porta questi settori a perdere il loro status, che
trova la sua origine in queste relazioni autoritarie.
Burocrati ed alcuni settori della classe media, che hanno paura
della concorrenza delle classi emergenti di origine provinciale.
Questi gruppi sociali fanno riferimento ad un nazionalismo chiuso in
se stesso, diffidente verso il resto del mondo, che ha paura di una
società aperta, più competitiva, fondata sul merito e sulla
conoscenza. Di fatto temono di venire marginalizzati dai processi in
corso. Sono questi elementi a formare il fronte della conservazione,
quello degli statukocu (difensori dello status quo, n.d.a)
Si parla spesso dei militari come se si trattasse di un’entità
separata dal resto della società ma in realtà godono di un forte
consenso in molti settori della società, non è vero?
Certo c’è una dimensione sociale fondamentale nel potere dei
militari, e questi settori della società mettendo l’accento sulla
dimensione religiosa dell’Akp (Partito della Giustizia e dello
sviluppo) legittimano la loro resistenza denunciando la perdita
della laicità. Certo anche l’Akp ha le sue responsabilità, è un
partito conservatore, dalle fragili radici democratiche, anche
questi elementi sono reali, non sono delle fantasie.
Per alcuni versi l’Akp assomiglia all’attuale partito
repubblicano americano, ai neo-con, conservatore sul piano culturale
ma estremamente liberista in economia.
La debolezza della tradizione democratica dell’Akp deriva dalla
storia del partito. Difficile aspettarsi che non facciamo errori sul
piano della democrazia e questo elemento rende gli altri più
sensibili. Ma l’altra parte non è più democratica. Ha un aspetto
più moderno ma non più democratico, alcune parti del Chp (Partito
Repubblicano del Popolo) rappresentano la più classica tradizione
autoritaria repubblicana.
Veniamo alla cronaca recente. Lei ha scritto che la crisi attuale
è la crisi strutturale del sistema così come è stato ridisegnato
dopo il colpo di stato del 1980. Può precisare?
E’ la crisi delle istituzioni politiche create dopo il 12
settembre. La crisi della situazione che è stata voluta e creata
dallo stesso regime, del suo modello di relazioni tra lo Stato e
l’arena politica.
Il 12 settembre ha frenato l’ascesa di una democrazia pluralista
che si stava consolidando. L’obbiettivo dei golpisti era quella di
creare un sistema politico che, attraverso un nuovo sistema
elettorale, permettesse ad un partito centrale di accaparrarsi la
maggioranza marginalizzando le minoranze. In questo senso si sono
attribuiti al presidente della Repubblica poteri difficilmente
riscontrabili in un sistema parlamentare puro. Il potere di nomina
di alcune cariche importanti ed il diritto di veto.
Un sistema quasi
semi-presidenziale
Sì gli si avvicina molto. Di fronte alla candidatura di Gül si è
detto: Non è possibile una cosa simile, non possiamo accettare che
lo stesso partito abbia il presidente del Parlamento, il Primo Ministro ed il presidente della repubblica. Ma nel 1989 con il
partito Anap (Partito della madrepatria) e Turgut Özal, in realtà
si era avuta la stessa concentrazione di potere. Questi sono gli
equilibri creati dal 12 settembre, il controllo da parte di un
partito centrale di tutte le cariche più importanti. Lo scopo era
quello di garantire la stabilità. Ora il problema non è che un
partito controlli le cariche istituzionali più importanti ma che
questo partito sia l’Akp.
Quali sono le altre caratteristiche del regime uscito dal 12
settembre?
La legge elettorale che prevede uno sbarramento del 10% per
l’ingresso in Parlamento, il divieto di formare coalizioni
elettorali, il monopolio dato ai segretari di partito di nominare
tutti i deputati. E poi la Costituzione prodotta dal golpe. Certo
una buona parte, almeno un terzo, è cambiata dopo le riforme del
1995 e degli anni 2000 ma lo spirito è rimasto lo stesso.
Queste riforme non hanno intaccato molto il potere dei militari. Non
è più un militare il segretario del Consiglio per la Sicurezza
Nazionale (Mgk) ma adesso lo Stato Maggiore interviene direttamente
nel dibattito politico, è diventato un attore politico a pieno
titolo.
Si va alle elezioni del 22 luglio senza che nessun partito mostri
di volere riformare il sistema?
Sì, perché in fondo lo stato di crisi serve ad entrambi, Akp, Chp.
Una polarizzazione che permette di conquistare consensi maggiori tra
gli elettori rispetto a quanto in realtà potrebbero avere in
condizioni normali. Altrimenti non avrebbero molto da dire,
soprattutto il Chp. Anche l’Akp ne trae vantaggio, non ha
interesse a modificare la costituzione o la legge elettorale perché
in fondo rappresentano per il partito un vantaggio, potrebbero
essere una opportunità per limitare l’interferenza dei militari.
La crisi attuale però viene presentata nei termini di una
contrapposizione tra laici e fondamentalisti…
Sì ma in realtà non è così, si tratta di una copertura,
soprattutto da parte dei laici. Il regime repubblicano lo definisco
un regime pretoriano che ha necessità di produrre in continuazione
la paura, la minaccia per garantirsi legittimazione. Anche lo
scontro attuale tra laici e religiosi è in questa ottica, di
produrre un pericolo dal quale il regime si deve difendere. In
passato questo pericolo è stato il comunismo e poi è stata la
volta del separatismo curdo.
Si stanno confrontando gruppi sociali diversi in competizione. Dal
punto di vista sociale nonostante le apparenze hanno punti di
contatto, il loro nocciolo è composto dalla classe media, dalla
borghesia turca. Certo con l’Akp ci sono anche contadini ed operai
ma il nocciolo duro che sostiene il partito è la nuova borghesia.
Per capire questo aspetto dobbiamo rifarci alla società ottomana,
alla divisione tra havas, l’élite, e havam, il
popolino. Una contrapposizione fondata su differenze economiche ma
soprattutto su differenze culturali e sulle diverse relazioni con lo
stato. Da noi non c’era una classe aristocratica di proprietari
terrieri, la terra era di proprietà dello Stato, essere havas
significava essere con lo Stato. E questa distinzione vale tuttora,
da una parte c’è chi si ritiene havas e chi si ritiene havam. Ed
è curioso che quando l’havam arriva al potere, cioè il Akp,
continua a sentirsi una vittima ed a comportarsi come tale.
Il confronto quindi tra questi diversi schieramenti, simili dal
punto di vista sociale si sposta su di un livello simbolico, il velo
contro l’immagine del moderno kemalista...
Certo, c’è sicuramente una dimensione economica ma la questione
simbolica è fondamentale, lo scontrasi e il differenziarsi sul
piano dei simboli. Chi usa il velo ed i simboli e chi, e
dall’altra parte, usa un discorso contro la religione ed in difesa
della laicità. Un discorso che si trasforma in un fondamentalismo
secolare. Si è trasformata la laicità in una sorta di religione.
Un insieme di simboli e rituali che trasformano il kemalismo in una
religione laica.
Le elezioni risolveranno la crisi?
No, non credo la risolveranno. Al momento possiamo ipotizzare molti
scenari possibili.
Se dal voto del 22 luglio uscisse di nuovo un Parlamento con due
soli partiti, il regime si bloccherà e allora non so cosa potrebbe
succedere, forse si tornerà a nuove elezioni e modificare la
costituzione, non lo so.
Quello che è certo è che l’Akp sarà ancora il primo partito ma
se anche altri partiti riuscissero a superare lo sbarramento, allora
probabilmente l’Akp sarà costretto ad un governo di coalizione.
Ma anche in questa situazione non si eleggerà un nuovo presidente
della Repubblica, o comunque renderà più difficile la sua
elezione. In ogni caso sarà un Parlamento che non sarà in grado di
compiere riforme importanti, sarà un periodo di glaciazione, che si
limiterà a gestire l’ordinaria amministrazione.
Lei ha scritto molto sul ruolo che potrebbero avere i candidati
indipendenti per la sinistra. Come giudica la riforma approvata dal
Parlamento che mette i nomi di questi candidati nella stessa scheda
elettorale con gli altri?
Si tratta di un’iniziativa contro i candidati indipendenti curdi.
In realtà la nuova legge favorisce i candidati dei centri urbani, i
loro elettori sanno a chi dare il voto, si tratta di elettori che
sanno leggere e scrivere. Per loro il fatto che il nome del
candidato indipendente sia con gli altri non cambia la situazione.
Invece diventa più difficile per gli elettori curdi, tra i quali
sono alti i tassi di analfabetismo. Sarà più difficile trovare il
nome o il simbolo del loro candidato. Per approvare questa riforma
tutti i partiti si sono trovati d’accordo.
Cosa sarà delle riforme e della democratizzazione, con il nuovo
Parlamento?
Se l’Akp riuscisse ad avere la maggioranza potrà garantire la
continuità delle riforme. Perché il successo del partito dipende
solo dai suoi riferimenti alla religione ma soprattutto dal fatto
che sul piano politico ed economico spinge per il cambiamento. Un
problema importante è che nel processo riformatore il partito
trovava forza e combustile nella prospettiva di adesione
all’Unione Europea. Questa prospettiva non dipende solo dall’Akp,
ed è attualmente in fase di stallo anche per la freddezza europea.
Questo significa che le riforme del prossimo futuro dovranno
fondarsi sulle dinamiche interne del paese. Ed in questa prospettiva
la questione curda assume un particolare rilievo. Sarà necessario
che emergano risposte per la questione curda. Secondo me una simile
possibilità è legata alla eventualità che il Dtp (Partito della
società democratica) riesca a far entrare in Parlamento 20-30
deputati come candidati indipendenti. In questo caso forse
potrebbero arrivare ad una qualche forma di coalizione con l’AKP
spingendolo a fare le riforme.
Quali forze possono sostenere il processo di democratizzazione?
Certamente c’è una società civile forte e dinamica ma se ci
riferiamo ai partiti che hanno la possibilità di entrare in Parlamento beh allora, ci sono partiti che sostengono una democrazia
limitata, il Dyp (Partito della Giusta Via) e Anap ad esempio,
liberali conservatori. Nel Chp non c’è nemmeno questa possibilità.
Una volta sì, negli anni ’90, ai tempi della coalizione con il Shp (Partito popolare socialdemocratico) ma poi dopo il 1999 il
partito velocemente s è trasformato. Favorendo la divisione tra
laici e religiosi si è trasformato in un difensore del regime,
sfruttando le paure della classe media. Non ha nessuna proposta per
il futuro e quindi nemmeno per la democratizzazione. Pur con tutte
le sue mancanze l’unico partito in grado di portare avanti le
riforme è l’Akp. (Fabio Salomoni/Osservatorio Balcani)
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L'APPELLO
VIA LE SANZIONIDALLA
TRNC
IL PRESIDENTE DELLA
REPUBBLICA
TURCA E' INTERVENTO ALLA
CONFERENZA ISLAMICA (OIC)
President Ahmet Necdet Sezer
called on the Organization of the Islamic Conference (Oic)
to contribute to the easing of ongoing sanctions imposed on Turkish
Cypriots in the north of the divided island.
“Despite Oic calls for an end to the isolation of northern
Cyprus, no results have been obtained so far to help Turkish
Cypriots integrate with the world in an effective manner,” Sezer
said in a written message sent to a meeting of the economic
and commercial commission of the Oic.
“We expect member countries to take steps in this direction
without delay and become a model for the world for the easing of
sanctions. The opening of Turkish Cypriot representation offices in
the member states will facilitate and accelerate this process,” he
added.
Commenting on the ongoing violence in Iraq, the president said Turkey
wished its neighbor would leave its difficult days
behind and reach stability and a democratic structure without any
harm to its national unity and territorial integrity.
“We support the Iraqi government to take steps that will establish
a necessary structure for an Iraq whose borders are secure and which
is at peace with its neighbors. Iraq is vitally positioned for the
stability of the entire region,” Sezer said. (Turkish Daily
News)
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IN LIBANO
MISSIONEPROLUNGATA
IL PARLAMENTO TURCO HA
VOTATO A FAVORE DELLA
ESTENSIONE DEL MANDATO
La Turchia ha prolungato di un
anno la missione militare in Libano. Il Parlamento turco ha infatti
votato a favore dell'estensione del mandato dei propri soldati
all'interno della forza multinazionale dell'Onu. La Turchia è' il
primo Paese islamico ad aver dato il contributo alla forza di
interposizione della Nazioni Unite in Libano (Unifil), mettendo a
disposizione dei caschi blu 261 contingenti di uomini,
principalmente ingegneri militari, dispiegati nel sud del Libano, e
una fregata con 234 marinai assegnata al reparto navale della forza
Isaf. (Asca-Afp)
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E' ORA CHE SI
RICONOSCANOI DIRITTI DELLE MINORANZE
IL PATRIARCA BARTOLOMEO
"Non è
soltanto la liberta di celebrare i nostri
culti all'interno delle nostre chiese quella
che vogliamo"
I cristiani turchi abbiano gli
stessi diritti che i loro compatrioti musulmani hanno
in patria e che sono loro riconosciuti in Europa: il patriarca
ecumenico Bartolomeo è tornato così a rivolgere alle autorità di
Ankara la richiesta del riconoscimento dei diritti delle minoranze.
"Non vogliamo soltanto la libertà di celebrare i nostri culti
all'interno delle nostre chiese, ma il riconoscimento di tutti
i diritti civili, come sono riconosciuti ai nostri fratelli e
connazionali musulmani in Turchia. Gli stessi diritti civili che
godono, giustamente, i nostri fratelli musulmani in Europa".
Prendendo spunto dalla presenza - in occasione della festività
della Pentecoste celebrata nella centralissima chiesa SS Trinità in
piazza Taksim di Istanbul – di un gruppo di europarlamentari
tedesco del gruppo verde, accompagnati dal Console generale di
Germania, "non è veramente bello - ha osservato il Patriarca -
vedere i nostri fratelli musulmani partecipare attivamente nella
vita civile nei Paesi europei, come testimonia la presenza qui del
parlamentare tedesco di origine turca Cem Oz Demir?".
Riferendosi poi al fatto che la Turchia pretende che per essere
eletto il Patriarca ecumenico debba avere cittadinanza turca – il
che limita grandemente la possibilità di scelta del primo tra i
patriarchi della Chiesa ortodossa – Bartolomeo ha ricordato di
aver chiesto varie volte ai governati di Ankara, "senza mai avere
una risposta positiva o negativa, che possa essere eletto al soglio
patriarcale un prelato che non abbia la cittadinanza turca, la quale
gli verrà concessa subito dopo la sua elezione, come d'
altronde avviene per gli antichi patriarcati di Alessandria e
Antiochia".
"Il nostro Paese - ha continuato il Patriarca - va
verso elezioni politiche generali il 22 luglio e speriamo che il
nuovo Governo e Parlamento porteranno avanti delle riforme radicali
per il bene del nostro Paese”. E proprio per la prima volta,
le autorità municipali di Istanbul, che sono vicine al partito
islamico del Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan, hanno indetto grandi
festeggiamenti al Corno d'oro per il 554mo anniversario della
conquista di Costantinopoli da parte di Maometto il conquistatore.
Il che dimostra che siamo in piena ricorsa di qualsiasi voto
utile per le prossime elezioni politiche.
Sul fronte dei rapporti tra cristiani, nessuna reazione ufficiale ha
provocato nel Patriarcato l’inattesa presa di posizione del
vescovo Ilarion di Vienna, del patriarcato di Mosca, che ha
contestato la composizione della rappresentanza ortodossa ai
colloqui con la Chiesa cattolica. In un’intervista a <Interfax>
egli ha sostenuto che il Patriarcato di Mosca non ha la
rappresentanza che gli spetta e che Costantinopoli ne ha troppa.
Ilarion ha anche sostenuto che l’incontro che a Ravenna dovrebbe
vedere insieme Benedetto XVI e Bartolomeo I "non è un vertice tra
cattolici ed ortodossi", perché Bartolomeo non rappresenta
l’intera ortodossia. Tra gli addetti, ci si limita a
sottolineare il valore della visita del metropolita di
Kalingrad, Kyrill Smolensky, e del suo pellegrinaggio in Cappadocia e
in modo particolare la sua presa di posizione sull'iniziativa
di Ravenna. Ha detto a proposito che tale iniziativa va accolta
con gioia e sostenuta fortemente, perché il mondo oggi ha
bisogno più di gesti simbolici e significativi come questi
che di discorsi eruditi. (N.T/AsiaNews.it)
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LA
MISSIONE CATTOLICA
UN WEBPER
LA CHIESA DI ANTIOCHIA
E' stato
lanciato dal tempio di San Pietro e Paolo.
Questo il riferimento:
htpp://www.anadolukatolikkilisesi.org.antakya
La missione della Chiesa
cattolica in Antiochia, città nel Sudest della Tirchia, approda su
web: è stato lanciato dalla Chiesa di San Pietro e Paolo il nuovo
sito Internet http://www.anadolukatolikkilisesi.org/antakya che
racconta la storia, le attività lo spirito della piccola comunità
cristiana locale.
Il sito illustra l’architettura della chiesa ma soprattutto
permette di "entrare" nella comunità dei frati cappuccini che
la abitano, lasciando a disposizione dei lettori una “Cronaca”
che annota, passo dopo passo, mese dopo mese, la vita quotidiana
della comunità locale.
Una parte del sito è dedicata anche al martire p. Basilio da Novara
OfmCap (+1851), definito “fondatore moderno della Chiesa cattolica
di Antiochia”. P. Basilio fu un frate cappuccino assassinato da
estremisti islamici in odio al cristianesimo.
Antiochia sull’Oronte è la città culla delle prime comunità
cristiane di cui parlano gli Atti degli Apostoli. Proprio qui per la
prima volta i discepoli di Gesù furono chiamati "cristiani".
Oggi la piccola comunità cristiana, composta da una decina di
famiglie cattoliche e un consistente numero di greco ortodossi di
lingua araba, si raduna per condividere la fede e crescere
spiritualmente, nutrendosi della Parola e del Pane di Vita. Nei
primi secoli del cristianesimo Antiochia, capitale della provincia
romana di Siria, era la terza città dell’impero romano dopo Roma
e Alessandria, con quasi mezzo milione di abitanti. Oggi è una
cittadina di 200mila abitanti. Grazie agli aiuti provenienti
dall’estero e in particolare dal Centro di Cooperazione dei
Cappuccini Emiliani di San Martino in Rio (RE), la comunità
cristiana locale realizza iniziative sociali e pastorali, per
impedire che i cristiani, come già sta avvenendo, siano costretti
ad emigrare in altre città o paesi, per motivi economici.
Ad Antiochia sull’Oronte è particolarmente sentita la festa dei
Santi Pietro e Paolo, che rappresenta sempre una grande occasione di
dialogo e preghiera ecumenica, utile a rafforzare i profondi legami
fra tutte le confessioni cristiane in Turchia. (P.A/Agenzia
Fides) |
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SOCIETA'
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INTERNET,
RETE
DI LIBERTA':
IL CASO
DELLA TURCHIA
INFORMAZIONE
AL TEMPO
DEL WEB, SPAZIO
PUBBLICO TRASPARENTE E LUOGO SORVEGLIATO,
DIVENTA INTERESSANTE STUDIARE QUESTO PAESE,
CERNIERA TRA ORIENTE ED OCCIDENTE. LA TESI DI
LAUREA DI ANNA LISA RATTA
Cosa fa di uno
Stato un Paese libero? Come si conciliano vecchie e
nuove tecnologie a supporto di uno sviluppo democratico?
Questo progetto di ricerca parte da questi interrogativi
e dal presupposto che la vera democrazia si sostanzia di
libero accesso agli strumenti di comunicazione e
l’uguaglianza si sorregge su prerogative ineludibili:
la comunanza di diritti e doveri nell’ambito
dell’informazione.
Al tempo di Internet, spazio pubblico trasparente e
luogo sorvegliato, diventa interessante studiare il caso
della Turchia, un Paese cerniera, tra Oriente ed
Occidente. L’analisi del caso affonda le mani nelle
dinamiche storico-politiche della Turchia,
indispensabili per comprendere i limiti di uno Stato nel
quale la rigorosa difesa della laicità si scontra con
le spinte estremistiche; la prospettiva europea con un
assetto di potere che vede alternarsi mondo politico ed
esercito; l’identità turca con un sistema che di
fatto ostacola le libertà fondamentali.
Si è scelto poi di ricostruire il grado di sviluppo di
Internet, attraverso i dati forniti da Recep Çakal –
capo del Dipartimento di Informazione e Comunicazione
presso il Ministero Turco – applicando il modello
formulato da Peter Wolcott. Secondo il teorico americano
a guidare lo sviluppo di Internet in un dato Paese
sarebbe la combinazione di Dimensions (variabili
come la pervasività, la diffusione geografica, il grado
di sofisticazione d’uso, ecc.) e di Determinants,
prime fra tutte le politiche di governo e il framework
legale e giuridico che regolamenta l’ambiente web.
Cercare di comprendere come la Rete in Turchia possa
essere al tempo stesso luogo aperto e libero e anche
quello spazio nel quale il potere del governo non si
arresta e dà luogo a nuove forme di censura. Da qui la
scelta di analizzare la blogosfera turca rispetto a due
fatti di cronaca che hanno tenuto banco nei mesi scorsi
e fatto ripiombare nuovamente il Paese nell’occhio del
ciclone – la visita di Benedetto XVI, lo scorso
novembre, e l’omicidio del giornalista armeno Hrant
Dink, avvenuto nel gennaio 2007.
Il dibattito on line, estremamente vivace – che dà
modo ai blogger turchi di protestare contro l’arrivo
del pontefice e che trova in Rete, attraverso il Saadet
Partisi, un ulteriore via di espressione – cozza,
tuttavia, con episodi di censura (ultimo in ordine
cronologico il caso <You Tube>) e con le misure
restrittive della libertà in uno spazio potenzialmente
democratico e aperto come Internet. Un handicap
quest’ultimo che spinge l’Europa dei Ventisette a
rimandare a data da destinarsi la decisione in merito
all’adesione di questo Paese, il primo musulmano nel
“club cristiano” e che ne farebbe di essa un unicuum
nell’Unione Europea. (A cura di Anna Lisa Ratta/Osservatorio Balcani)
Scarica
il testo completo della tesi (pdf)
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CRONACA
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IL GRUPPO AL QAEDA RETATADI
PRESUNTI TERRORISTI
Undici persone sospettate di
legami con al Qaeda sono state arrestate in Turchia, ha detto l'agenzia stampa
<Anadolu>. Gli 11 sono stati arrestati in una
serie di raid condotti in quattro quartieri della città dalle forze
anti-terrorismo della polizia turca. E' stato sequestrato anche un
grande quantitativo di passaporti e documenti falsi. Secondo quanto
riportato dall'agenzia di stampa, si sospetta che il gruppo stesse
preparando un attentato ad Istanbul. (Adnkronos)
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PER I RAGAZZI
CIRCONCISIONEGRATUITA
La
pratica della circoncisione verrà resa gratuita per tutti i ragazzi
in Turchia. E' un nuovo provvedimento del Governo turco, annunciato
nella <Gazzetta Ufficiale> e che dovrebbe entrare in vigore
già questo mese.
La circoncisione è considerata una tappa importante per i giovani
musulmani e che solitamente si celebra anche con grandi feste. La
decisione del Governo la renderà gratuita per tutti in quanto parte
degli interventi coperti dall'assistenza sanitaria nazionale che
fino ad ora comprendeva solo le circoncisioni necessarie per motivi
medici.
Alcuni analisti ritengono che la decisione, come quelle di
agevolazioni fiscali a favore dei settori turistico e alimentare,
faccia parte di una serie di "mosse elettorali" da parte
del governo in vista delle prossime elezioni a luglio. (Ansa-Reuters) |
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INONDAZIONI
LA STRAGEDEI
BAMBINI
E' di dieci persone il
bilancio delle vittime, la maggioranza bambini, morte a causa di una
violenta inondazione che ha colpito nei giorni scorsi le province di Agri e
Van, nella zona orientale della Turchia. Secondo un comunicato dei
servizi di stampa del Premier Recep Tayyip Erdogan, otto delle
vittime sono decedute in quattro villaggi di Agri, la zona più
toccata dai diluvi . Altre due persone, un bambino di due anni e la
madre, sono invece morti a Van, una provincia vicina a Agri, dove le
forti inondazioni hanno distrutto una quindicina di abitazioni. La
Croce Rossa si è subito mobilizzata nel tentativo di coprire altre
zone a rischio. Il sud-est dell'Anatolia era già stato colpito a
novembre scorso da precedenti simili, lasciando all'epoca senza vita
oltre 46 persone. (Asca-Afp)
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A TRIESTE
MAXISEQUESTRODI
EROINA
Maxi sequestro di eroina a
Trieste: oltre 175 kg, per un valore di oltre 10 milioni di euro.
Era nascosta in un tir turco proveniente da Istanbul e diretto in
Germania. Sequestrata dalla Guardia di Finanza e dall'Agenzia
Dogane nel porto di Trieste. L'eroina era divisa in 340 pani
sistemati in 8 cartoni collocati in mezzo ad altri cartoni
contenenti televisori. Si tratta del più grosso sequestro di eroina
degli ultimi mesi. Il carico era destinato al mercato tedesco, dove
sono attive organizzazioni turche e curde. (Prima)
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ESENZIONE DALLA
LEVA
MILITARISOTTO
ACCUSA PER FAVORI
Facevano
saltare il servizio di leva falsificando le cartelle mediche.
Adesso potrebbero passare seri guai. Il colonnello Murat A. e
il colonnello in pensione Gurbuz A. sono accusati di aver
fatto saltare il militare a decine di persone. Il costo del
"favore" variava da 35 mila a 60 mila Lire turche,
ossia da 19.400 a 33.400 euro. Fra i beneficiari ci sono anche
persone che militano nel Pkk, il Partito dei Lavoratori del
Kurdistan. Il fattaccio è avvenuto nel centro reclutamento
Mamak di Ankara e in questo momento ci sarebbero 54 persone
sotto inchiesta.
La 5° Corte Criminale della capitale ha chiesto l'arresto dei
due militari per "falsificazione di atti di
ufficio". Ma potrebbe andare loro molto peggio. Il fatto
che alcuni membri del Pkk abbiamo saltato il militare grazie a
favori concessi da appartenenti alle Forze Armate, potrebbe
fare accusare i due di avere cercato di formare
volontariamente una organizzazione per commettere crimini. (Apcom) |
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ECONOMIA
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UNO SGUARDO
DALPONTE
LUNCHEON
MEETING INCONTRO
ORGANIZZATO AD
ISTANBUL DAL CCIM PER DELINEARE LE PECULIARITA'
DELL'ATTUALE SITUAZIONE POLITICO-ECONOMICA TURCA
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La
Ciim, la Confederazione degli Imprenditori Italiani nel
Mondo, sede di Istanbul, ha organizzato nel trascorso 29
maggio, un luncheon meeting degli imprenditori
italiani, presente il Console Generale, Massimo Rustico,
ed il Console, Stefano Canzio.
L'incontro
aveva lo scopo di delineare le peculiarità dell'
attuale situazione politica ed economica della Turchia,
che andrà alle elezioni politiche il prossimo 22 di
luglio e di esaminare quali potranno essere i
possibili risvolti, a seguito di tali elezioni,
sull'evoluzione economica del paese e quindi sugli investimenti
operati dagli imprenditori italiani in Turchia.
Possibili
risposte a tali quesiti sono state offerte da un ospite
di rilievo, Zekerya Yıldırım, ex Vice
Governatore della Banca Centrale Turca, attuale membro
della Tusiad, la Confindustria turca, nonché membro del
Consiglio Superiore della stessa Tusiad.
L'interessante
presentazione di Zekerya Yıldırım ha
rilevato la differente posizione tra la Turchia alla
vigilia delle elezioni del 2007 e la Turchia
delle elezioni precedenti, quando si mirava
soprattutto al raggiungimento di una stabilità
economica, indispensabile dopo anni in cui i parametri
macro-economici erano stati inaffidabili,
l'inflazione aveva raggiunto il 30% e, con la crisi del
2001,
era arrivata all'80%, oltre a valori
di crescita industriale negativi.
Le
elezioni politiche del 2007 vedono una Turchia che
ha raggiunto ormai una certa stabilità economica,
garantita da una crescita ormai costante del 7.5%
in media negli ultimi 5 anni, con un'inflazione
|
controllata al sotto del 10% , ed una bilancia
commerciale di 300 miliardi di dollari, di un
Paese
oramai integrato con il resto del mondo secondo gli
attuali parametri della globalizzazione.
Secondo
Zekerya Yıldırım il nuovo governo dopo le
elezioni dovrà puntare su una ulteriore crescita e
sull'export, mentre una ulteriore riduzione delle tasse
e della burocrazia attirerà un numero ancora
maggiore di investimenti stranieri.
In
particolare dall'Italia si assiste ad un sempre
crescente interesse e presenza in Turchia, che
distante solo 2 ore d'aereo e che è già uniformata da
molti anni alle tariffe doganali europee,
presenta un serbatoio di risorse umane qualificate
e dinamiche, rappresenta il "Paese
emergente" più vicino all'Italia, culturalmente e
geograficamente e dove quindi gli imprenditori italiani
si sentono a casa e difficilmente sono traditi da grosse
sorprese o da forti difficoltà di integrazione.
Il
vice presidente Ciim, Aldo Kaslowski, responsabile anche
della Ciim Turchia e dei 22 Paesi limitrofi, ha
sottolineato l'importanza di condividere le
"success stories" degli imprenditori
italiani già all'estero da alcuni o da molti anni, con
gli imprenditori italiani che invece
si avvicinano per la prima
volta ad un paese straniero, in Turchia come
altrove, in tutti i Paesi in cui è presente la Ciim
all'estero; poiché questa è la giusta sinergia secondo
la quale gli
innumerevoli italiani investitori
all'estero da svariati decenni,
possano offrire un valore aggiunto agli italiani
intenzionati a spingersi ora oltre confine.
All'incontro
erano infatti presenti anche professionisti italiani
pronti ad aprire uffici o rappresentanze in Turchia
e per i quali l'intervento di Zekerya Yıldırım
è risultato un ottimo contributo per una loro maggiore
comprensione del paese e delle prospettive della propria
azienda. (Confederazione Imprenditori Italiani nel
Mondo)
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CRESCITA
DEL SEI
PER CENTO
RAPPORTO
OCSE
"La Turchia ha nettamente migliorato ma
occorre fare
ancora di più", si legge
La crescita
dell'economia turca resterà vicina al 6 per cento nel
2007 e nel 2008, sempre che non si verifichino choc
imprevisti. Lo afferma l'Organizzazione per la
cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), che ha
appena pubblicato il "Rapporto sulle previsioni
economiche mondiali". L'Ocse spiega nel rapporto che
"dopo le due elezioni (per il presidente e per il
parlamento) nel 2007, ulteriori riforme strutturali e
istituzionali potrebbero migliorare la competitività e
gli equilibri esterni, e anche migliorare la capacità di
reagire alle scosse". "La Turchia ha nettamente
migliorato i suoi fondamentali economici ed è
sopravvissuta ad alcune forti tensioni politiche in
aprile", si legge nel rapporto, che tuttavia aggiunge:
"Ma l'economia non è ancora completamente reattiva
alla turbolenza interna e internazionale". Secondo il
rapporto, "l'esigenza chiave per una rapida crescita
sostenibile è la riduzione dell'informalità nel
settore commerciale".
"Taglieremo il prezzo dell'elettricità del 25 per
cento nelle zone di libero scambio". Lo ha annunciato
il ministro turco Kursad Tuzmen. In un'intervista
all'agenzia < Anadolu>, Tuzmen ha detto che "terremo una
serie di colloqui con il Consiglio regolatorio del
mercato elettrico (Epdk) e l'Ente turco per la
distribuzione elettrica (Tedas), dopo i quali decideremo
di applicare tariffe industriali per l'elettricità
usate nelle zone di libero scambio. Quando la decisione
sarà entrata in vigore, il prezzo dell'elettricità
nelle zone franche scenderà del 25 per cento".
"Questa decisione - aggiunge - verrà incontro alle
aziende che operano in queste zone. Ci siamo resi conto
che le zone di libero scambio rappresentano una quota
significativa nel commercio estero della Turchia. Se
facciamo i miglioramenti necessari, gli investimenti
interni ed esteri nelle zone di libero scambio
aumenteranno ulteriormente". (Denaro.it)
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DA
<EDISON>
UN
NUOVO
CICLO
DI
INVESTIMENTI
REALTA'
LA TURCHIA
- COME
HA SPIEGATO
ROBERTO POTI' VICE PRESIDENTE DELLA SOCIETA'
- SARA' "UNO DEI PAESI PRINCIPALI" DOVE POTER
CONCENTRARE GLI INVESTIMENTI
La
Turchia sarà "uno dei Paesi principali" su
cui <Edison> concentrerà i propri investimenti,
insieme alla Grecia, la Romania e i Paesi dell’area
Sud-Est europea. Lo ha detto il vicepresidente della
società Roberto Potì, a margine di una conferenza
sull’energia organizzata a Istanbul dal Governo turco
e dalla Commissione europea, durante la quale Potì ha
illustrato il progetto del gasdotto Turchia-Grecia-Italia
che sarà operativo a partire dal 2011-2012. "Edison
ha terminato il ciclo di investimenti in Italia, o
l’ha quasi completato, e quindi si affaccia a un nuovo
ciclo di sviluppo che sarà prevalentemente
all’estero, nell’area del Sud-Est Europa", ha
affermato il vicepresidente, aggiungendo che sul
territorio nazionale l’azienda si concentrerà sulla
commercializzazione e la distribuzione del gas, in vista
della liberalizzazione del mercato, e sulla vendita di
energia elettrica prodotta dalle centrali Edison
costruite negli ultimi anni. "Ripartiamo con un
ciclo di investimenti all’estero che sarà prodromico
alla fase commerciale anche in Turchia, stiamo
investendo molto in Grecia e poi investiremo anche,
penso, in Romania e nell’area del Sud-Est europeo",
ha aggiunto. In particolare, l’azienda italiana è
interessata alle energie rinnovabili, come quella eolica
e idroelettrica che in Turchia hanno "un grosso
potenziale" e anche "all’importante
programma di costruzione di nuove centrali a gas o a
carbone" annunciato dalle autorità di Ankara.
Da parte sua il ministro dell’Energia turco,
Mehmet Guler, ha invitato gli investitori stranieri
"ad avviare progetti in partnership" con
soggetti locali. Potì, snocciolando i dati elaborati da
Edison, durante la conferenza ha spiegato che il
fabbisogno di gas in Turchia crescerà dai 33 miliardi
di metri cubi del 2005 a 39 nel 2010 e a 42 nel 2015.
Allo stesso tempo il consumo di energia elettrica quasi
raddoppierà dagli 1.8 megawatt del 2005 a 3.5 megawatt
nel 2015. Per coprire la domanda, la Turchia "avrà
bisogno di 22-25 gigawatt di riserve in più entro il
2015" e di investimenti da "25-28 miliardi di
euro nella generazione, trasmissione e distribuzione".
Per questo, in vista della liberalizzazione del mercato
che dovrebbe essere completata nel 2012, e della "sincronizzazione"
della rete elettrica turca nel sistema europeo Ucte oggi
il Paese della Mezzaluna "è uno dei mercati più
attraenti per gli investimenti" nel settore
energetico.
A creare qualche ombra, forse, resta solo la riluttanza
turca a entrare nella "Comunità dell’Energia",
progetto lanciato nel 2006 sotto gli auspici dell’UE
per unificare e adattare agli standard comunitari i
mercati energetici dell’area Sud-Est europea. Potì si
è unito agli appelli lanciati dai commissari UE all’Allargamento, Olli Rehn,
all’Energia, Andris Piebalgs, e dal leader degli
industriali turchi, Arzuhan Dogan Yalcindag, affinché
Ankara sciolga le proprie riserve. "Per un
investitore - ha spiegato - avere un’omogeneità di
regole di mercato, pur nella differenziazione che
abbiamo in Europa, dove ogni Stato si organizza per sé,
è una garanzia per l’investimento. Il fatto che la
Turchia aderisca a queste regole comuni europee dà
all’investimento un profilo di rischio molto più
basso; per noi questo ha grande valenza".
Per quanto riguarda l’interconnessione Turchia-Grecia-Italia,
progetto che Edison sta sviluppando in partenariato con
il gruppo greco Depa, Potì ha dichiarato che la tratta
tra Turchia e Grecia "è molto vicina
all’inaugurazione" mentre il collegamento Igi sarà
realizzato in due sezioni, entrambe operative dal "2011-12".
(Denaro.it) |
<SEAT
PAGINE GIALLE>
RIESCE
A CONTENERE
Ha
perduto meno del mercato
dopo che la società ha siglato un accordo
preliminare con <Dogan
Yayin Holding>, primo gruppo media della
Turchia. Entro luglio
la firma.

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<Seat Pagine Gaille>
perde meno del mercato dopo che la società ha
siglato un accordo preliminare con < Dogan Yayin
Holding>,
primo gruppo media della Turchia, per la costituzione di
una joint venture paritetica con l'obiettivo di
sviluppare il business delle directory multimediali
(carta ed on-line) in Turchia. La firma dell'accordo
definitivo è prevista entro il mese di luglio, a
seguito del completamento delle verifiche preliminari.
Intanto però il titolo a piazza Affari arretra solo
dello 0.56% a quota 0.473 euro contro un indice
S&P/Mib in calo dell'1%, complici anche
continue speculazioni sulla possibile vendita del gruppo
dopo che i fondi azionisti (<Permira>, <Cvc>,
< Bc Partners> e <
Investitori Associati>) hanno dato mandato (in via
esclusiva e per sei mesi) a < Lehman Brothers> di valutare
una serie di opzioni finanziarie e strategiche per la
società.
In realtà, sottolineano gli analisti di < Euromobiliare
sim> (buy e target price a 0.51 euro su Seat),
l'intenzione da parte della società di procedere a tale
progetto in Turchia era già stata annunciata in
passato. "I capex (spese per investimenti, ndr) per
questo progetto sarebbero abbastanza contenuti,
nell'ordine dei 30 milioni di euro annui per la joint
venture (50% <Seat>) dal 2008", spiegano alla
sim, "e gli impatti di conto economico non sono
previsti prima del 2011".
Quindi la notizia, pur positiva, "non è nuova e al
momento non ci sono target", conferma un altro
analista ricordando che nel corso della presentazione
del piano al 2010 il Ceo di < Seat Majocchi> ha
evidenziato che la Turchia è un mercato interessante
per l'elevata concentrazione della popolazione e
l'elevato numero di SMEs, "ma ha anche chiarito che
l'impatto delle nuove iniziative estere non si vedrà
nell'orizzonte del piano e quindi post 2010. Outperform
(farà meglio del mercato, ndr) e target price a 0.51 euro confermati sul titolo". (Francesco
Gerosa/Milano Finanza) |
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NUOVO
SERVIZIO
"MOBILEOFFICE": è
stato lanciato
da <Avea>, fornitore
leader di servizi Gsm
in Turchia, e da
<mail2web.com>
La
<Avea>, il fornitore
leader di servizi Gsm in Turchia, e <mail2web.com> hanno
lanciato oggi un nuovo servizio chiamato "MobileOffice".
Il servizio consente ai telefoni intelligenti
compatibili quali < BlackBerry> e < Microsoft ActiveSync> di
sincronizzare in maniera wireless messaggi di posta
elettronica, calendari, attività, contatti e documenti
tramite la tecnologia Push della <Microsoft>.
Grazie al fatto che la tecnologia Push sviluppata dalla
Microsoft è supportata da marchi quali <Nokia>,
<SonyEricsson>, < Samsung> e <Motorola>, gli utenti possono
scegliere tra un'ampia gamma di cellulari compatibili da
usare per questo nuovo servizio.
Trattasi della prima volta in Turchia che un fornitore
di servizi Gsm offre un servizio a valore aggiunto che
colmi il divario tra gli utenti di normali cellulari e
le applicazioni per ufficio quali < Microsoft Exchange> e
<
Microsoft SharePoint Services>.
Ilker Kocak, vice presidente della divisione Vendite e
Marketing della <Avea>, ha espresso il seguente commento:
"Abbiamo scelto <mail2web.com>, leader mondiale
quanto a soluzioni per la messaggistica e la
collaborazione, per il nostro servizio "MobileOffice". Tra
le due imprese regna una sinergia perfetta poiché
entrambe sono impegnate nell'offerta ai propri clienti
di soluzioni tecnologiche d'avanguardia. Grazie a questo
nuovo servizio consentiremo ai nostri clienti di
raggiungere i loro uffici a prescindere dalla loro
ubicazione. Ambiamo ad affermarci quale il fornitore
leader di servizi per la collaborazione mobile in questo
mercato."
Michael R. von Filski, direttore della < mail2web
International AG>, licenziataria e rappresentante di
<mail2web.com> per le regioni Europa, Medioriente ed
Africa, ha aggiunto: "Consideriamo la Turchia un
mercato molto importante per via della sua popolazione
giovane e dinamica, dell'elevata penetrazione dei
servizi Gsm e della vicinanza geografica e dei legami
politici con numerosi Paesi confinanti. Per accedere a
questo importante mercato ci siamo rivolti alla <Avea",
che è il fornitore di servizi Gsm più giovane e
competitivo della Turchia."
|
Tony
Yustein, presidente esecutivo della <SoftCom>,
l'impresa madre di <mail2web.com>, ha affermato:
"Siamo lieti del fatto che la <mail2web
International AG> stia espandendo la nostra presenza
nella regione dell'Emoa. La nostra visione consiste nel
fornire soluzioni tecnologiche specializzate nella
mobilità che, a nostro parere, costituisce la prossima
grande tendenza per quanto concerne Internet. La
selezione da parte della <Avea> dei nostri prodotti
dimostra che siamo in grado di sviluppare servizi a
valore aggiunto ad alta disponibilità per fornitori di
servizi Gsm in qualsiasi parte del mondo."
Informazioni di carattere generale sulla <Avea>
La <Avea> è il fornitore di servizi Gsm di più recente
costituzione in Turchia. La società vanta 8 milioni di
abbonati, impiega 1.900 dipendenti e fornisce servizi di
roaming internazionale in 165 Paesi tramite 371 reti
Gsm. Nel 2005 la <Turkish Telecom> è stata privatizzata e
la <Oger Telecom> detiene una quota di compartecipazione
del 55%. Nel settembre del 2006 la <Turk Telecom> ha
acquisito la quota di compartecipazione della < Telecom
Italia> del 40.6% nella <Avea>, mentre il restante 19%
appartiene alla < Turkish Is Bank>. La <Oger Telecom> è
quindi l'azionista di maggioranza della <Avea>.
Informazioni di carattere generale su <mail2web.com> e
<
mail2web AG International>.
Sin dal 1997 la <mail2web.com> è il fornitore leader di
vari servizi Internet destinati a 16 milioni di utenti
in 220 Paesi, e supporta 26 lingue. Quale < Micrtosoft
Golden Partner for Mobility Solutions> a livello
mondiale, mail2web.com sviluppa servizi facili da usare
basati su tecnologie d'avanguardia. La < mail2web
International AG> è la società licenziataria e
rappresentante di <mail2web.com> per l'Europa, il
Medioriente e l'Africa.
Contatta
Per la <Avea> Burcin Uzunhasan, +90-555-255-2587
burcin.uzunhasan@avea.com.tr oppure per la < mail2web
International AG Sinan Oymaci>, +90-532-283-9131
sinano@mail2webint.com
oppure per la <SoftCom John Carthy>, +1 (416) 957 7419
johnc@softcom.biz
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Consente
ai telefoni intelligenti
di sincronizzare in maniera wireless
messaggi di posta elettronica,
calendari, attività, contatti e
documenti tramite la tecnologia
Push della <Microsoft> |
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DA
<INTESA SAN PAOLO>
OFFERTAPER<OYAK
BANK>
Il consiglio di
sorveglianza di <Intesa Sanpaolo> ha approvato la proposta
del consiglio di gestione di dare mandato al Ceo in
merito alla presentazione di un’offerta vincolante per
l’acquisizione del controllo della turca <Oyak Bank>. (Finanza.com)
_______________________
Il Governo turco
metterà in vendita parte del capitale di <Tc Ziraat
Bankasi As> già il prossimo anno, mantenendo l’impegno
preso con il Fondo Monetario internazionale per ridurre
la presenza dello stato nell’economia. Lo ha detto il
ministro delle Finanze, Kemal Unakitan, a Bloomberg
News. La vendita della partecipazione in <Ziraat>, la
maggiore banca pubblica, consentirà di raccogliere
"notevoli" capitali, ha detto Unakitan in
un’intervista, senza ulteriori precisazioni. (Denaro.it)
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<HALKBANK>
LA FIDUCIADEGLI
INVESTITORI
Il
successo riscontrato nel corso dell'Offerta pubblica
iniziale (ipo) lanciata sul 25% della seconda banca
nazionale turca, <Halkbank>, dimostra la fiducia
degli investitori nel mercato turco, secondo il
direttore generale dell'istituto, Huseyin Aydin, a <Today's
Zaman>.
La privatizzazione è stata lanciata sulla Borsa di
Istanbul, alla fine di aprile e <Halkbank> ha
raccolto circa 12.9 miliardi di dollari, sei volte
l'ammontare dell'offerta. Aydin ha sottolineato che
attualmente "non si attendono cambiamenti nei
mercati esterni e la stabilità continuerà",
migliorando le condizioni per fare business in Turchia.
Secondo le previsioni del Governo, la parte più
sostanziosa della privatizzazione avverrà, però, nel
2008, quando sarà venduto il restante 75% in mano allo
Stato, ma a detta di Aydin la decisione dovrà essere
presa dall'Agenzia e dalla direzione generale per le
privatizzazioni. <Halkbank> è uno degli asset
più prestigiosi e vantaggiosi presenti in Turchia.
L'istituto è stato fondato nel 1938, anno della morte
di Ataturk. (da
Apcom) |
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ITALIA,
ATTENTA!
PASTA
ALIMENTARE
LA TURCHIA NEL 2006 E'
RISULTATA SECONDA
NELL'EXPORT DOPO IL
NOSTRO PAESE.
ESPORTATI 193.6 TONN.TE
DI QUESTO PRODOTTO,
UN LIVELLO MAI RAGGIUNTO
Secondo un
comunicato dell'Associazione dei Produttori Turchi di
Pasta Alimentare (Tmsd), nel 2006 la Turchia ha
esportato 193.6 mila tonnellate di pasta; un livello mai
raggiunto dai produttori locali. La Turchia - secondo la
Tmsd - è risultata nel 2006 al secondo posto dopo
l'Italia sul versante dell'export. La Turchia è il
quinto produttore al mondo, con 570 mila tonnellate, e
19ma al mondo in quanto a consumi con oltre 5.7 kg
pro-capite (l'Italia è prima con oltre 28 kg
pro-capite). I pastai locali esportano in oltre 123
paesi con una concentrazione in Asia, ed America. I
paesi dove la Turchia sta maggiormente concentrando gli
sforzi di penetrazione commerciale sono: il Giappone,
gli Usa, l'Australia ed i Paesi del Golfo Arabico. Il
Presidente della Tmsd, Can Balin, ha peraltro
evidenziato le difficoltà di penetrazione commerciale
sui mercati dell'UE dove è in vigore una quota di 7.000
tonnellate a cui si aggiunge un dazio doganale del 10.67%. "...Ove non vi fossero questi limiti,
l'industria turca incrementerebbe ancor più
sensibilmente le esportazioni e gli impianti
produrrebbero quasi a piena capacità..." ha
sottolineato Balin. (Ice
istanbul)
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FESTA
TUTTA ITALIANA
MA NOI,
INTANTO...
Are you ready to
become more acquainted with Italy's
fabulous cuisine and culture, which has proved its
deliciousness to the world through its spaghettis, cakes
and sauces?
Swissôtel The
Bosphorus in Istanbul will introduce Italy's traditional
foods and culture during the “Festival of Italian
Tastes,” organized from May 30 to June 6 with the
contribution of Italian Consulate, the Italian Trade
Center, Alitalia Airways, Trussardi, Banfi/Babil Wines,
Poltrona Frau, Techno Gym, Fiat, Unicredito and Barilla.
During the festival Swissôtel The Bosphorus will offer
foods prepared by Ignazio Mondin, one of the most famous
chefs of Italy. The festival will take place at the hotel's
Cafe Swiss Restaurant. Two famous Italian musicians,
pianist Guiseppe Molino and guitarist Paolo Coruzzi,
will also perform during the festival.
In addition, Cesera Botto, one of Italia's famous
painters, will give a different touch to the festival
with his works. (Turkish Daily News)
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 ________________

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NUOVA
STRATEGIA TURCA
COME
RIDURRE L'EVASIONE, SUGLI
AFFITTI
Per
molti cittadini turchi, proprietari di immobili in
affitto, sta per arrivare un nuovo metodo di tassazione
delle entrate. Il ministero delle Finanze turco sta
studiando una strategia per ridurre l'evasione del
settore e per rendere la raccolta molto più efficiente,
scrive <Today's Zaman>.
Secondo le stime, molti proprietari denunciano meno
immobili o meno entrate rispetto a quelle reali e questo
provoca una perdita per le casse del Tesoro. il nuovo
metodo invece risolverà il problema costruendo una
struttura difficilmente eludibile. Chiunque abbia
intenzione di affittare un immobile dovrà aprire un
conto corrente direttamente collegato sul quale saranno
effettuate le transazioni tra affittuario e
proprietario.
A detta
del ministero delle Finanze turco, l'incentivo ad aprire
questi conti sarà legato al valore legale del
contratto: qualsiasi controversia su un affitto che non
abbia come prove anche gli estratti conto delle
transazioni che sarà impugnabile in tribunale. (Apcom) |
|
I 5
OBIETTIVI
AL VIA LA
MISSIONEDELLE PMI VENETE
Una missione
istituzionale in Turchia per ampliare le reti
commerciali e cercare nuove opportunità di mercato per
le imprese, in uno scenario emergente e competitivo
sotto il profilo economico. E’ legata a questi fini
l’iniziativa organizzata da Confartigianato di Venezia
che da oggi fino a domani porta in visita sei aziende
venete nei maggiori centri economici turchi. Il
progetto, finanziato dalla Regione Veneto, ha cinque
obiettivi specifici per altrettanti settori quali quello
del restauro, aziendale, credito, pubblicazioni-editoria
e agroindustria. “La missione - dice Giuseppe Molin,
presidente della Confartigianato di Venezia - è
innanzitutto un viaggio esplorativo per le potenzialità
che il mercato turco sta esprimendo negli ultimi
anni". (Denaro.it) |
|
|
ECONOMIA
|
TRA
TURCHIA E IRAN
MEMORANDUMD'INTESA
Riguarda la
cooperazione energetica.
Il colloquio tra i ministri Hilmi Guler
e Perviz Fettah. Una nuova centrale
cogestita. Il discorso relativo alla diga
E' in fase di
negoziato un Memorandum d'intesa (MoU) fra Turchia ed
Iran in tema di cooperazione energetica. L'accordo
dovrebbe vertere essenzialmente sull'energia elettrica,
e in particolare sulla costruzione di una centrale
elettrica congiunta in territorio iraniano che dovrebbe
rifornire anche il mercato turco. Tra l'altro fra i due
ministri Hilmi Guler e Perviz Fettah si è raggiunta un'
intesa anche sulle reti di trasmissione, che dovrebbero
essere potenziate su entrambi i versanti. Un altro tema
toccato durante i colloqui - ritenuti molto importanti e
fruttuosi da entrambi i politici - è stato quello
relativo alle energie rinnovabili, su cui soprattutto la
Turchia sta avviando una decisa politica di
investimenti. "Ci sono numerose proposte fra noi e
l'Iran in tema di cooperazione energetica, ma si è
discusso principalmente di una nuova centrale elettrica
cogestita, della costruzione di una diga e dello scambio
di elettricità fra i due Paesi" ha dichiarato il
turco Guler, mentre il ministro Fettah ha replicato:
"Noi possiamo fornire ancor più facilmente
elettricità che gas naturale alla Turchia; sono
presenti già due linee elettriche di trasmissione fra i
due paesi, che però debbono essere potenziate di almeno
2 - 2.5 volte rispetto ad oggi. Siamo pronti inoltre a
costruire anche altre 1 o 2 linee di collegamento
elettrico fra i due paesi -anche attraverso investimenti
congiunti". Il MoU energetico andrebbe a rafforzare
ulteriormente la cooperazione economica e commerciale
fra i due Paesi. (Ice Istanbul) |
|
SI FARA'
IL
GASDOTTO "NABUCCO"
LO HA
CONFERMATO IL MINISTRO DELL'ENERGIA TURCO,
HILMI GULER: "NIENTE POTRA' IMPEDIRNE LA
REALIZZAZIONE",
HA DETTO. UNA PIPELINE DA 6 MILIARDI DI DOLLARI
Il gasdotto "Nabucco" si farà: lo ha confermato
il ministro
dell'Energia turco, Hilmi Guler, nel corso di un
conferenza internazionale sul petrolio e gas ad Ankara.
''Niente potrà impedirne la realizzazione'', ha
assicurato Guler. La pipeline da 6 miliardi di dollari
collegherà Turchia, Bulgaria, Romania, Ungheria ed
Austria, così da portare in Europa il gas del Mar
Caspio. I lavori dovrebbero cominciare nel 2008 in modo
da rendere funzionante la pipeline entro il 2011. Se la
capacità iniziale si aggirerà fra gli 8-13 miliardi di
metri cubici di gas all'anno, a pieno regime (entro il
2020) dovrebbe raggiungere i 31 miliardi di metri cubici
all'anno.
La condotta, lunga 3.400 chilometri, si collegherà alla
rete europea attraverso il terminal austriaco di
Baumgarte, e prevedibilmente anche a quella italiana,
bypassando completamente la Russia. Il progetto è
gestito dal consorzio <Nabucco Gas Pipeline
International'> creato appositamente dai cinque
operatori nazionali coinvolti: l'ungherese <Mol>, la turca
<Botas>, l'austriaca <Omv>, la bulgara <Bulgargaz> e la rumena
<Transgas>.
Sostegno al progetto è stato assicurato dall'Unione
Europea (che fornirà anche parte dei capitali
necessari), che lo ritiene fondamentale per
diversificare le forniture di gas e ridurre quindi la
forte dipendenza energetica da Mosca. (Adnkronos
International)
|
|
LA GARA
<ALENIA>IN
DIRITTURA DI ARRIVO
IN GIOCO C'E'
UN APPALTO
DA 6 MILIARDI. L'ITALIA
PARTECIPA CON IL <C-27J
SPARTAN>
La decisione è
stata presa, manca solo l'annuncio ufficiale. Entro
questa settimana il <Defense acquisition board,>
formato dall'Aeronautica militare e dall'Esercito
statunitensi, dovrebbe rendere noto l'esito della gara
d'appalto per il rinnovo della flotta di aerei da
trasporto vecchia di trent'anni. L'Italia partecipa con
il <C-27J Spartan>, velivolo realizzato da <Alenia>,
società di <Finmeccanica>, insieme alle americane
<L-3 Communications> e <Boeing>. In ballo c'è
una commessa per 145 aerei del valore di 6 miliardi di
dollari ma l'eventuale vittoria italiana nella gara Jca
(Joint cargo aircraft) costituirebbe soprattutto un
importante trampolino di lancio per altri affari. (Denaro.it) |
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INTERSCAMBIO
SEMPRE
TERZOPARTNER
Secondo l'Ufficio
Statistico Turco (Tuik e le elaborazioni predisposte
dall'Ufficio Ice di Istanbul, nel periodo gennaio-aprile
2007 l'import turco è cresciuto del 15,9% rispetto allo
stesso periodo dell'anno 2006, raggiungendo quota 47.6
miliardi di dollari. Corrispondentemente l'export locale
è cresciuto del 25,3%, raggiungendo la somma di 31.3
miliardi di dollari. Il disavanzo risulta pari a 16.2
miliardi di dollari (+0.6% '07/'06). L'Italia risulta
ancora il terzo partner commerciale della Turchia, con
un interscambio di 5.2 miliardi dollari (+10.6% rispetto
al 2006). L'export nazionale è risultato pari a 2.8
miliardi di dollari (+13.7%), mentre l'import dalla
Turchia è stato pari a 2.4 miliardi di dollari (+4.8%).
Il saldo resta positivo per il Made in Italy per
400 milioni di dollari (lo scorso anno era stato di 100
milioni di dollari nello stesso periodo). La quota di
mercato dell'Italia è pari al 5.9% del totale delle
importazioni turche dal mondo. (News
Italia Press) |
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Nel
corso di una riunione tenutasi di recente a Denizli
(Regione Egea), uno dei distretti tessili più
importanti e storicamente rilevanti della Turchia sin
dai tempi degli antichi Greci e poi dei Romani, gli
industriali del comparto tessile-abbigliamento hanno da
una parte evidenziato le difficoltà congiunturali -
dovute essenzialmente alla concorrenza cinese e che
neanche le barriere, tariffarie e non, istituite negli
ultimi due anni hanno contribuito a contenere - ma
dall'altra e soprattutto sottolineato le potenzialità
di crescita insite nel sistema produttivo locale.
Attualmente l'export turco di tessili-abbigliamento è
pari a 20 miliardi di dollari annui, con un potenziale
di crescita - secondo l'ufficio studi dell'associazione
dei produttori tessili turchi - sino a 50 miliardi di
dollari nei prossimi tre anni. Il tema centrale dei vari
interventi è stato quello di passare da una fase di
mera copia e/o lavorazione in conto terzi, che ha
caratterizzato sinora il comparto locale, ad
un'affermazione sui mercati mondiali attraverso rinomati
brand, sul modello italiano sorto negli Anni Ottanta. In
merito a ciò, diversi oratori hanno evidenziato che
negli ultimi due anni molto è stato fatto dalle aziende
per supportare la loro presenza sui mercati mondiali (in
primis Cina, Giappone ed Usa), ma anche che la "brandizzazione"
è un obbligo a cui nessuno si deve sottrarre o in caso
contrario sarà travolto dall' "onda cinese".
Altro tema che ha riscosso notevole interesse è stato
quello relativo allo sviluppo e crescita di una nuova
generazione di stilisti locali che possa concorrere a
livello mondiale, ovvero dalla capacità delle aziende
turche di attrarre giovani stilisti esteri in Turchia
per lavorare con case locali su progetti di lunga
durata. Infine numerosi imprenditori dell'area hanno
posto in evidenza che Denizli dovrebbe farsi conoscere
di più a livello mondiale come distretto tessile,
raccontandosi e promuovendosi sui mercati internazionali
attraverso le proprie industrie, esportazioni, storia e
tradizioni: come hanno saputo fare gli Italiani negli
ultimi decenni. (Ice Istanbul) |

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TESSILE,
CRISI
SUPERATA
Il
comparto in Turchia può
crescere ancora puntando
sul brand. Un export pari a
20 miliardi di dollari l'anno |
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DIFESA
TURCA
LE SPERANZE
DELLA
<LOCKHEED>
LA
SOCIETA' AMERICANA SPINGE PER
INSTALLARE IL SISTEMA MISSILISTICO,
TRA I PIU' SOFISTICATI
Lockheed
Martin aspires to take part in Turkey’s long-range
regional air and missile defense system project, said
Lockheed Martin Vice President John Ward, according to
the Anatolia news agency. He noted that the project will
be conducted in accordance with the US’s Foreign
Military Sales (Fms) program.
The Fms program coordinates intergovernmental purchases
of weapons, defense technology and services as well as
military training. The Defense Department serves as a
liaison, usually handling procurement, logistics and
delivery and often providing product support and
training.
Ward and other officials from Lockheed Martin were in
Ankara to participate in the International Defense
Industry Fair, Idef’07. Ward emphasized that Turkey is
in vital need of a quality and comprehensive aerospace
and missile defense system since it is located in a
strategically critical location. “We have supplied
Turkish officials with detailed information about our
long-range aerospace defense systems. They were pleased
with the performance of our products,” he said.
Lockheed Martin hopes to sell their latest Patriot
missile system to Turkey, specifically the Patriot
Advanced Capability-3 (Pac-3). Patriot missiles are the
most effective system available for intercepting enemy
missiles.
Ward says what they are offering to sell is capable of
meeting Turkey’s self-defense needs. “We hope Turkey
becomes a part of this system -- with maximum
participation by Turkish industry, of course. We have
held discussions with Turkish companies including
Roketsan and Alp Havacılık. We want to
establish a strong collaboration in missile and air
defense systems with them.”
PAC-3 is the latest offering in the Patriot defense
series, which started in 1986. In its newest incarnation,
the system introduces an upgraded An/Mpq-65 radar to
increase detection in congested environments and to
improve detection of closely spaced objects for better
decoy recognition. The most important feature of this
new Patriot system, however, will be a completely new
missile, a variant of the Lockheed Martin Extended Range
Interceptor (Erint). The Pac-3 missile is highly
optimized as a defense missile -- employing a high
hit-to-kill ratio enhanced by a fragmentation warhead,
meaning operational Pac-3 Patriot units will be equipped
eventually with both Mim-104 and PAC-3 missiles. The
latter is significantly smaller than an Mim-104 -- 16
missiles instead of four can be carried in a single
launch station.
Erint was first tested in 1992 and selected as the Pac-3
missile in 1994. The Pac-3/Erint integration tests took
place from 1995 to 1997, and the missile is currently in
Low Rate Initial Production (Lrip) status. The Pac-3
missile was also selected as the missile component of
the joint US/European Medium Extended Air Defense System
(Meads).
The PAC-3 system is the most effective defense system to
counter tactical missiles armed for mass destruction.
Lockheed’s vice president for the Middle East and
Africa region, James Jamerson, said the F-35 model jet
fighters will be produced in cooperation with the
Turkish defense industry. “The mainframe of the plane
will be [completed] by Tusas Aerospace Industries (TAİ),”
he added.
Jamerson noted that 19 test flights have been completed
so far with the first-produced F-35, and they are
currently ahead of schedule. “This is for Turkey’s
benefit,” he said. “This fifth-generation F-35 model
will render the Turkish defense industry without match
and unrivalled.” Lockheed will most probably submit
the first-party F-35 jets by 2014 at the latest. Until
then, Turkey will use 30 F-16 Block 50 fighters, which
“will make Turkey stronger because these F-16s have
the latest systems,” he noted.
Jamerson also touched on the capabilities of Tai
regarding the F-16 model fighters, Lockheed Martin’s
most renowned fighter jet. Tai has the capacity to
undertake any maintenance and repair work for all F-16s
across the world, Jamerson said, adding that Tai is
now producing in accordance with the needs of the
market.
Tai has completed the production of 278 F-16 jets
so far in its manufacturing plants near Ankara. American
F-16s are being used by 24 countries and more than 4,300
F-16s have been produced in five different countries.
Lockheed Martin’s total sales in 2006 were worth $39.6
billion. (Zaman)
|
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NUOVA
POLITICA
DEL
CONTRAPPESO
PER SOSTENERE
LE
ESPORTAZIONI
DELLA DIFESA
IL
RAPPORTO SECONDO
L'ULTIMO DATO TURCO,
ANKARA E' AL 4° POSTO NELLE IMPORTAZIONI
E AL 4° PER L'EXPORT. UN CONTRATTO DI 23 MLN PER LA
<ASELSAN>
As stated by the
Turkish Undersecretariat for the Defense Industry (SSM)
in 2005, Turkey ranks as the fourth-biggest country in
defense imports while standing at 28th in defense
industry products exports. That statistic alone is a
sign of the current outlook of Turkey in the defense
industry sector which continues to be a burden on the
economy rather than contribute to the recovery of the
country's still-fragile economy.
But policies since
2004, when Turkey announced it would minimize production
under license to be replaced with a capacity to produce
high technology through indigenous design and
manufacture, have started to yield some results. Local Aselsan, for example, in 2005 signed a 23 million euro
deal for the sale of 18 Stinger weapon platforms (pedestal
mounted air defense system, Pmads) to the Dutch Royal
Army, marking the first time that Aselsan had sold an
advanced weapon system to a Western country. The system
ensures important benefits for the protection of
strategic facilities like dams, military bases and ports.
Turkish defense
industry companies number around 70, including around 15
military-owned companies. To survive they have so far
relied on offset commitments that foreign contractors
have made.
During a day-long
conference organized by the SSM in Ankara on new offset
policies, Havelsan Contracts Manager Mustafa Egeli said
that offsets as a facilitator introduced indigenous
defense industry to exports and the new challenge should
be making exports without necessarily relying purely on
offsets. He, however, also clarified that offset
policies would continue to be a catalyst in boosting
Turkish defense industry exports and in developing a
sound defense industry base.
"The SSM's
mission under the industrial participation and offset
directive 2007 is clear -- continued promotion and
enhancement of the Turkish defense industry through
quality, win-win offset programs. Prospective
contractors will be required to guarantee work share,
technology transfer and/or strategic partnership with
eligible Turkish companies under future defense programs
as part of their offset commitments," Egeli said
during the conference.
Egeli also said
that the importance of offsets as a key opening the
doors to high technology, know-how and exports could not
be ignored.Offsets are effective means in launching
investments in the defense industry and in other
industry branches that requires high technology while
developing a technological infrastructure that
contributes to an increase in local employment.
Turkey has been
applying offset policies since 1984 as a means to create
a local defense industry base that does not rely on
sources abroad for every product. They also help to
reduce the balance of payments that occur as a result of
foreign currency-based defense deals.
But Turkey’s
current reliance on foreign sources, around 80 percent,
for main systems exports indicates its failure in
creating a sound defense industry base.
New offset
policies unveiled
On the sidelines
of the 8th International Defense Industry fair
(IDEF’07) held in Ankara last week, the SSM organized
a conference titled “Offsets in Turkish Defense
Procurements” during which Turkish participants,
including Undersecretary for the Defense Industry Murat
Bayar, outlined the new offset directive adopted on Feb.
14, 2007.
Under the offset
policies, mainly foreign companies should make an offset
pledge of around 50 percent of the supply contract value.
The offsets, thus, should bring back work that will
boost the local industry as well as exports equal to
around 50 percent of the contract value.
As stated by Bayar,
the category for indirect offset obligations was removed
from the new offset directive. Thus foreign companies
signing a defense contract with Turkey will not be able
to make offset pledges of non-defense industry products
in return for their offset pledges of around 50 percent
of supply contract value.
The SSM has
encouraged Turkish defense industry companies to market
their defense industry products in world markets through
the concentration of offset commitments on local defense
industries by excluding the exports of civilian products
and services from the new offset directive, Bayar said.
Those foreign
contractors should now be offering local content,
defense and aerospace exports as well as technological
cooperation, investment, research and development
(R&D) in defense and aerospace, and high technology
in return for contracts that they will sign with the SSM,
which has been overseeing around 110 defense industry
projects.
Defense Minister
Vecdi Gönül, taking the floor during the offset
conference, stated that Turkey’s offset practices had
not only offered additional business opportunities to
Turkish defense companies but also were being used as an
important instrument for the establishment of new
investments in the defense industry field.
Gönül cited the
$12 million investment to be made by Dutch Fokker Elmo
in İzmir on aerospace and defense platforms as well
as on electrical systems as an important example of
offset policies. Almost all the production at the İzmir
plant will be export-oriented, he added.
“We see the
offset policies as a means for the establishment of
long-term cooperation between Turkish and foreign
defense industry companies. This partnership should also
continue following the completion of the offset
commitments,” Gönül said.
$3 billion
worth of offset commitments
The SSM’s Bayar
said since the establishment of the SSM 22 years ago in
1985, a total of $6.1 billion of offset pledges had been
made. A $3.3 billion portion of this amount has so far
been completed while the remaining $2.8 billion waits to
be fulfilled.
Almost 70 percent
of exports realized by the leading Turkish defense
industry firms are realized through offsets, Bayar
recalled. He also recalled that the new offset
guidelines for 2007 had been published in an attempt to
increase exports of defense products and services as
well as the share of local content in defense products
by over 50 percent, Bayar stated. Turkish defense
industries’ share in defense products stays at around
25 percent as it has been relying on around 80 percent
foreign content for main systems exports.
Take the army
tactical missile system (Atacms) project for example,
said Bayar, in which US Lockheed Martin, the missile
maker, exported certain missile pieces produced by local
Kalekalıp which made a cost-effective offer. As a
result the US company has continued placing orders with
the same local company, though its offset pledge was
realized.
“Offset
conditions by all the leading countries in the world is
an indispensable practice for our country, which has
been forging big efforts to develop its defense industry.
We have been trying to turn offset practices into an
instrument of cost-effective cooperation between local
and foreign firms,” Bayar said. (Lale
Sariibrahimoglu/Zaman)
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Companies
with offset
obligation
GERMANY: Abeking
& Rasmussen, EADS-LFK, LÜRSSEN, RENK AG, MTU,
EADS-DS
ITALY: AGUSTA
S.p.A., Alenia Aeronautica, Oerlikon Contraves S.p.A.
UK: EADS-ASTRIUM,
Thales Underwater Systems.
SPAIN: EADS - CASA
USA: Boeing,
Raytheon Company, Sikorsky, General Electric, Lockheed
Martin.
ISRAEL: Elta
Electronics Ind. Ltd., ELBIT Systems Ltd. /Israel,
Israel Aircraft Ind. Ltd. (IAI), Israel ilitary
Industries (IMI), IUP.
FRANCE:
EADS-Eurocopter, Thales Airborne Systems.
HOLLAND: Thales
Nederland
Successful
offset applications
SIKORSKY-MILSOFT:
Software development for Sea-Hawk S-92 and S-76
helicopters and related export.
SIKORSKY-ALP
AVIATION: Investment and export of helicopters’ parts
(drive shaft assembly, critical flight safety parts).
AGUSTA-TAI:
Investment and export of AB139 fuselages.
RAYTHEON-BARIŞ
ELEKTRONİK: Export of high-pressure gas coolant
tubes.
LOCKHEED
MARTIN-KALEKALIP: Preferred supplier for launcher parts.
FNSS SAV. SİS.
A.Ş.: Export of armored combat vehicles to UAE and
Malaysia.
BOEING-KALEKALIP:
Manufacturing of various fuselage and wing parts for
Boeing B-737-747-767-777 aircrafts.
GIAT-MKEK:
Investments of eight workbenches to modernize the
production line for 20 mm. cartridges.
GE-TEI: Assembly
and test of T-700 and F110 motors, manufacturing related
motor parts.
SIKORSKY-TAI:
Export of empennage parts for UH-60M, MH-60R and MH-60S
helicopters (approx 900).
Current
offset status
63 offset
agreements signed (1985-2007)
20 out of 60
offset programs have been successfully completed.
43 offset
programs are still effective.
Total offset
commitments: $6.1 billion
Total offset
fulfilled: $3.3 billion
Source: SSM |
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AUTO
I CINESI
PUNTANOSUL
MERCATO TURCO
La compagnia
automobilistica cinese <Great Wall Motor
Company> ha annunciato di voler puntare sulla
Turchia, un mercato con grandi potenzialità di
crescita, come si legge sul quotidiano online <Today's
Zaman>.
La compagnia cinese sta negoziando con un partner
turco per trovare un punto d'appoggio ed avviare la
produzione delle due linee più famose, la jeep e i
pick-up Deer e Wingle, come ha dichiarato Parker Shi,
direttore generale per il Medio Oriente della
società. (Apcom) |
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CON
IL 23.2%
LA
CITTA'
PIU'
SPENDACCIONA
Istanbul
è la città più spendacciona. Occupa il primo
posto nella classifica dell'Istituto di
Statistica del Paese sulla spesa
dell'istruzione, sanità, alimenti e mobilia. la
città sul Bosforo, che da sola ospita il 20%
della popolazione turca, è al primo posto nella
spesa con il 23.2% del totale della Turchia a
partire dal 2003, come riporta il quotidiano
online <Today's Zaman>.
Secondo i dati diffusi dall'istituto di
Statistica (Tuik) che ha preso in considerazione
12 tra città e regioni, la zona del Marmara in
cui si trova Istanbul, è la prima, mentre la
seconda è la regione dell'Egeo con il 15.6%
della spesa. L'Anatolia nord-orientale invece
raccoglie soltanto il 2.1%. Tutte le regioni
spendono l 50% del totale in beni alimentari,
bevande analcoliche, affitti o spese di gestione
della casa. (Apcom) |
L'ex
Costantinopoli occupa il primo posto per
istruzione, sanità, alimenti e mobilia
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TELEFONIA
Il
Governo albanese,
che voleva privatizzare
già nove anni fa,
sarebbe ora a buon fine. Questione di
poco |
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<CALIK
ENERJI>
PUNTA SU
<ALBTELECOM> |
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LE
INDISCREZIONI
Sembra
che la società
turca debba però
trovare un partner
strategico con esperienza
nel settore.
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Il
Governo
albanese vuol privatizzare < Albtelecom> da 9 anni. Il
primo annuncio di vendita risale al 1998. Ora
un'azienda turca ha espresso interesse per l'azienda
albanese.
Progressi tangibili sono stati lenti, e la vendita è
stata posposta diverse volte.
A bloccare il processo di privatizzazione sono state
diverse ragioni, in primo luogo le ostilità nel
vicino Kosovo e il crollo del mercato delle
telecomunicazioni mondiali.
Entro i prossimi giorni 2007 devono essere completati e
presentati i documenti necessari per l´acquisto, da
parte dell'azienda turca Calik Enerji, dell'albanese
<
Albtelecom>. Secondo fonti non specificate del team
albanese per i negoziati, riprese da <Telegeography.com>,
Calik Enerji dovrà trovare un partner strategico, con
esperienza nel mercato delle telecomunicazioni, prima
di poter completare l'acquisizione.
Calik Enerji aveva detto di aver trovato un partner
strategico nella < Turk Telecom>, ma finora non ha
presentato documenti comprovanti. Il processo era stato
rilanciato in luglio 2004, quando lo Stato albanese ha
rivelato piani per la vendita del 76 percento di <
Albtelecom> ad investitori internazionali qualificati,
mentre intende vendere un numero di azioni minore all'azienda
postale nazionale, < Albpost>, e allo staff di
< Albtelecom>.
Per rendere l'azienda maggiormente attraente, all'inizio
del 2004 lo Stato ha concesso ad Albtelecom la licenza
per i Gsm, che la compagnia detiene attraverso la
filiale < Eagle>.
Secondo i termini del bando internazionale, i
potenziali acquirenti (che, tra l´altro, devono
possedere una rete del valore di almeno 300
milioni di dollari) dovevano presentare un´espressione
d´interesse al ministero dell'Economia entro il 3
dicembre 2004. Il ministero afferma che sei
richiedenti – provenienti da Slovenia, Corea del
Sud, Usa, Kuwait e Irlanda – hanno acquistato copia
dei documenti di vendita, ma solo un´azienda ha
presentato una proposta formale.
Nel giugno 2005 era stato annunciato il vincitore: il
consorzio < Calik Eneriji Telekom>, una joint venture tra
l´azienda energetica turca < Calik Eneriji>, la
<Ebrd>, la <
Black Sea Trade and Development Bank> e l'American
Bank of Albania>. La < Turk Telekom> avrebbe dovuto
gestire < Albtelecom>, secondo un accordo
intersocietario.
<
Calik Enerji> ha offerto 120 milioni di euro per il 76
percento delle azioni di < Albtelecom>, e l'accordo
doveva essere completato e approvato dal Parlamento
albanese in luglio 2005, ma in seguito alle elezioni
generali tenutesi in Albania e al conseguente cambio
di Governo, in ottobre la nuova Amministrazione
Berisha ha rifiutato di ratificare la vendita,
affermando che l´accordo non soddisfaceva gli
interessi del Paese.
Il Governo albanese ha chiesto l'appoggio di un´istituto
di consulenza internazionale, la < Deloitte Czech
Republic>, per rivedere l´accordo e la procedura di
bando.
In settembre 2006, l'<International Herald Tribune>
riportava che l´Albania avrebbe negoziato nuovamente
la privatizzazione con il consorzio < Calik>. Secondo il
Primo Ministro, Sali Berisha, i l principale azionista
dell'azienda turca, Ahmet Calik, ha espresso una
chiara volontà di negoziare nuovamente l´accordo.
Dall´inizio del 2007, secondo la stampa turca,
Berisha è sotto pressione per completare l´accordo
<
Calik>. (Euregion.net)
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AMBASCIATA
D'ITALIA
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APPROVATA
LA NUOVA LETTERA DI INTENTI
Il Consiglio Esecutivo del Fondo Monetario Internazionale ha
approvato la nuova Lettera d’Intenti presentata dal Governo di
Ankara e relativa alla sesta revisione condotta lo scorso marzo. Nel
documento, che farà entrare nelle casse dello Stato $1.1 miliardi,
il Governo si è impegnato ad apportare delle modifiche in ambito
alla politica della spesa pubblica per circa € 2.6 miliardi. Il
Consiglio Esecutivo da parte sua ha sottolineato che la crescita
economica del Paese non è stata ostacolata né dalle recenti
turbolenze dei mercati finanziari né dalla riduzione della domanda
interna; la rapida
diminuzione delle importazioni è stata inoltre controbilanciata
da un aumento delle esportazioni e dal costante afflusso di
investimenti esteri, fondamentali per il riequilibrio della bilancia
dei pagamenti. Il vice direttore generale del Fondo, John
Lipsky, pur affermando che il Governo può considerarsi più che
soddisfatto per i lusinghieri risultati conseguiti in campo
economico grazie ad un’ottima performance degli indicatori macro-economici
ed al sensibile aumento delle riserve in valuta estera, ha comunque
formulato una serie di raccomandazioni per il Governo di Ankara.
Secondo Lipsky la necessaria disciplina della spesa pubblica dovrà
essere accompagnata da una attenta politica monetaria ai fini di un
contenimento della pressione inflazionistica. Ciò contribuirà a
salvaguardare i risultati macro-economici conseguiti fino ad oggi, a
contenere le vulnerabilità del sistema economico nazionale ed a
gettare le basi per una crescita elevata e stabile. Nell’immediato
futuro, ha proseguito Lipsky, la Turchia sarà chiamata a proseguire
con estrema attenzione il percorso delle riforme strutturali, con
un’attenzione particolare alla sicurezza sociale, al contenimento
della spesa sanitaria, al settore energetico e quello
bancario.
ENTRO IL 2009 GAS IN
TUTTE LE PROVINCE
Il ministro dell'Energia turco Hilmi Guler ha recentemente
dichiarato che entro il 2009 il gas naturale sarà distribuito in
tutte le 81 province del Paese. Attualmente il gas naturale
rappresenta il 23% del consumo energetico della Turchia e si
posiziona al terzo posto come fonte di energia dopo il petrolio ed
il carbone, rispettivamente al primo e al secondo posto. Guler ha
precisato che saranno necessari almeno $30 miliardi per raggiungere
l'obiettivo di portare in ogni casa turca il gas naturale. Il
fabbisogno calcolato dagli esperti di Ankara sarà di 55 miliardi di
m3 nel 2010 e di 82 miliardi nel 2020. Il ministro ha anche
sottolineato l'importanza di alcune fonti energetiche alternative su
cui il Paese dovrà investire nei prossimi anni, ovvero l'energia
eolica, che genererà nei prossimi anni circa 3.000 MW e di cui 39
progetti sono già stati approvati; l'energia solare, che potrà
coprire l'equivalente di 87 Ton Equivalent Oil (Teo); l'energia
geotermica, che dispone di un potenziale di 31.500 MW, mentre le
biomasse potrebbero potenzialmente sostituire 15 milioni di Teo.
NUCLEARE: IL VETO DI
SEZER SU ALCUNI PUNTI
Il presidente della Repubblica turca, Ahmet Necdet Sezer, ha posto
il veto su alcuni articoli della nuova legge che riguarda la
costruzione delle centrali nucleari, la loro gestione e la vendita di
energia. In particolare il presidente ha chiesto al Parlamento di
chiarire i metodi di privatizzazione delle centrali nucleari che a
suo parere attualmente lasciano al settore privato una eccessiva
libertà decisionale.
DEBITO
DELLO STATO
Il
debito complessivo dello Stato turco a fine aprile ha raggiunto la
somma di YTL 352 miliardi (circa €195 miliardi), di cui YTL 230
miliardi (circa €127 miliardi) in moneta nazionale, YTL 120.4
miliardi (circa €66.8 miliardi) in valuta estera ed i restanti YTL
1.7 miliardi (circa €944 milioni) in debiti indicizzati in valuta
estera. La quota di debito estero ammonta al 25.5%.
RIDUZIONE
TASSE
Il ministro delle Finanze turco Kemal Unakitan ha annunciato che a
partire dal 1 gennaio 2008 sarà applicata una riduzione di 10 punti
percentuali dal 18% all'8% delle tasse previste per il settore del
turismo e per alcuni generi alimentari. Il provvedimento, già
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, interesserà i gestori di
hotel, di motel, di pensioni, di villaggi turistici e di ristoranti.
Tale intervento era stato richiesto più volte nel passato dagli
operatori del settore allo scopo di sostenere il comparto del
turismo durante la
crisi del 2006. Secondo Unakitan il provvedimento si rende ora
necessario al fine di adeguare il sistema fiscale turco a quello
dell'Unione Europea e principalmente a quello dei Paesi del
Mediterraneo dove il regime fiscale e' sensibilmente inferiore a
quello applicato in Turchia. Si auspica ora che con la riduzione del
gettito fiscale gli operatori turchi diventeranno più
competitivi sul mercato offrendo le stesse condizioni degli altri
Paesi concorrenti.
137 GLI SHOPPING MALL
L'Associazione turca dei centri commerciali e della vendita al
dettaglio (Ampd) ha
comunicato che il settore lo scorso anno ha raggiunto la quota di
137 miliardi di dollari, con un'aspettativa di incremento entro il
2010 del 45.2% (199 miliardi di dollari). Attualmente in Turchia
sono presenti 137 shopping mall; si prevede nei prossimi cinque anni la
costruzione di ulteriori
182 centri. Il presidente dell'Ampd, Nusin Oral, ha evidenziato
peraltro che l'intero settore e' una fonte enorme di occupazione in
un Paese come la Turchia che lotta quotidianamente contro la
disoccupazione. "...Ogni centro commerciale impiega da un
minimo di 1.000 ad un massimo di 4.000 dipendenti; gli attuali 2.5
milioni di impiegati nel settore vendite al dettaglio potranno
aumentare di ulteriori 200/500 mila unità".
INSISTERE SULLA STRETTA
FISCALE
Secondo un rapporto della Banca Mondiale, Ankara deve continuare con
tenacia nell'applicazione di una stretta politica fiscale al fine di
contenere il tasso d'inflazione al di sotto del 10%; previsioni al
ribasso relativamente alla crescita nel 2007 che, a detta degli
analisti di Washington, non dovrebbe superare il
4.5% ed attestarsi al 5,5% nei prossimi due anni; un rallentamento
dovuto essenzialmente all’aumento dei tassi di interesse dovuto
alla turbolenza finanziaria che ha caratterizzato la primavera del
2006.
ENERGIA ED INFRASTRUTTURE
L'Unione Europea, attraverso una rappresentante della Delegazione UE
in Turchia, ha reso noti i criteri che debbono essere soddisfatti
dai Paesi candidati all'adesione all'UE in materia di energia. In
particolare è stato posto l’accento sulla necessità di dotarsi
di una riserva di petrolio sufficiente per almeno 90 giorni,
l’incremento dell'uso di fonti energetiche alternative e la
riduzione degli sprechi di energia. L'obiettivo generale dell'UE è
quello di migliorare la competitività economica, la sicurezza e la
diversificazione. Con riferimento alla Turchia, la rappresentante
della Delegazione UE ad Ankara ha auspicato il miglioramento delle
condizioni generali del mercato interno dell’energia e un
collegamento effettivo delle relative infrastrutture al network
europeo, facendo l’esempio della Comunità energetica dei Balcani
occidentali per l'elettricità. Inoltre, l'allineamento alle
politiche energetiche dell'UE aiuteranno la Turchia a sfruttare al
meglio la propria posizione geografica ed a consolidare il suo ruolo
di hub energetico regionale. La questione dell’approvvigionamento
energetico e' estremamente importante per un’Unione Europea che
punta ad avere il 20% delle forniture di energia attraverso fonti
rinnovabili. Al riguardo la Turchia, con le sue centrali
idroelettriche e le potenzialità in campo eolico, è seguita con
particolare interesse. Commentando la nuova legge sull'energia la
rappresentante della Delegazione UE ha aggiunto che con la sua
entrata in vigore sarà garantito un notevole incremento dello
sviluppo e dell’utilizzo delle fonti di energia rinnovabili.
Ulteriori interventi sono invece necessari nel settore del gas,
mentre in merito alla questione dell’energia nucleare la
Commissione mantiene un atteggiamento neutrale, fatte salve le
disposizioni comunitarie che riguardano la gestione dei rifiuti
nucleari. Infine, con riferimento alle recenti dichiarazioni del ministro
dell'Energia, Hilmi Guler, secondo cui la Turchia avrebbe
bisogno di investimenti nel settore delle infrastrutture energetiche
per $128 miliardi, la Commissione ha fatto presente che Bruxelles
non può impegnarsi sul fronte dei finanziamenti, un compito che
dovrà essere demandato al settore privato.
CONTRATTO
<BOTAS-BOSPHORUS>
La società russa <Gazprom> ha siglato di recente un contratto
con la <Bosphorus>,
una azienda fondata nel 2003 e posseduta al 60% dalla <Tur Enerji>
ed al 40% dalla stessa <Gazprom>. In base alla nuova intesa la
<Gazprom> avrà ora la possibilità di fornire 750 milioni di
metri cubi di gas naturale all’anno direttamente ai consumatori
turchi. Tale intesa fa
seguito all’accordo siglato nel 2004 con la <Botas>, che fino
a qualche mese fa deteneva il monopolio della distribuzione di gas
nel Paese ma che dallo scorso novembre ha trasferito ad altre
quattro società - <Enerco>, <Shell>, <Avrasygaz>
e <Bosphorus> - i diritti di importazione in applicazione di
quanto disposto dalla Legge sul Mercato del gas naturale. Nel
rispetto di tale normativa, la <Botas> ha ceduto i diritti di
importazione in suo possesso e sta procedendo alla graduale
diminuzione della sua quota di importazioni fino ad arrivare al 20%
del consumo nazionale entro il 2009. Nel 2006 la <Gazprom>
ha esportato 20 miliardi di metri cubi di gas in Turchia quasi tutti
venduti attraverso intermediari.
GARA PER FORNITURA DI
ELETTRICITA'
Il ministero turco dell’Energia e delle Risorse Naturali ha
recentemente indetto una gara per la fornitura di elettricità da
parte di produttori privati con l’intento di evitare una crisi
energetica prima della scadenza elettorale del prossimo 22 luglio.
Tale decisione si è resa necessaria a causa della perdurante
incapacità della <Euas>, l’Ente di Stato per l’Energia
Elettrica e della <Tedas> (la compagnia statale che produce
energia elettrica) di far fronte agli impegni presi con la <Tedas>
(la compagnia di distribuzione di energia elettrica) con cui le
predette stabiliscono ogni inizio d’anno il fabbisogno energetico
nonché il prezzo che la <Tedas> dovrà pagare. La diminuzione
della produzione di energia elettrica da parte della <Euas> e
della <Tedas> ha indotto la <Tedas> a ricorrere ai
produttori privati con il conseguente aumento dei prezzi di acquisto
dell’energia e con l’impossibilità di far ricadere tali aumenti
sui consumatori finali. La <Tedas> è pertanto incorsa in
grosse perdite che spera di recuperare con il lancio delle predette
gare attraverso le quali dovrebbe poter essere in grado di
acquistare energia elettrica a prezzi decisamente
inferiori a quelli che ha dovuto pagare finora.
Il fabbisogno di energia stimato dal Ministero dell’Energia
e delle Risorse Naturali ammonterebbe a circa 7 miliardi di kilowatt
e saranno quindi indette diverse gare per far fronte a tale necessità.
Intanto i produttori privati di energia elettrica interessati a
partecipare hanno chiesto che venga data loro la possibilità di
poter aumentare i prezzi dell’energia qualora si verifichino degli
incrementi nel prezzo del gas naturale per non incorrere in forti
perdite economiche causate dalla vendita sottocosto dell’energia
prodotta.
RAFFINERIA A
CEHYAN
Secondo
fonti stampa locali, l'Autorità
per la regolamentazione del settore energetico (Epdk)
ha approvato ufficialmente la richiesta presentata dalla <Calik
Holding> e dalla <Indian Oil Corporation>, per avviare la
costruzione di una raffineria a Cehyan, l’importante sbocco sul
Mediterraneo dell’oleodotto Samsun-Cehyan, cui partecipa anche
l’<Eni>. La raffineria, del valore di $4.9 miliardi, avrà
una capacità di 15 milioni di tonnellate e la sua costruzione fa
parte del progetto di più ampia portata programmato dal Governo di
costruire tre raffinerie a Cehyan per raddoppiarne la capacità fino
a 62 milioni di tonnellate e farne un centro di esportazione. Altre
due richieste dello stesso tipo sono state di recente avanzate dalla
azera <Socar> insieme alla <Turcas Petrolculuk> e dalla
<Petrol Ofisi> insieme alla viennese <Omv>, entrambe per
una capacità di 10 milioni di tonnellate, e
sono in corso di valutazione da parte dello stesso ente.
PERFORMANCE
ECONOMICHE
La Banca Centrale turca ha recentemente reso noti alcuni dati emersi
da uno studio sulle performance economiche del Paese in
materia di importazioni ed in particolare di quelle del settore
energetico. In base ai dati pubblicati, il consumo di energia della
Turchia nel primo trimestre di quest’anno è aumentato del 12.6% e
di conseguenza le importazioni di greggio, di gas naturale, di
carbone e di gas di
petrolio liquefatto, sono incrementate del 20% fino a raggiungere
quota $7 miliardi. La maggior parte delle importazioni energetiche,
che nel periodo in questione hanno rappresentato il 20% del totale
importato in Turchia, proviene dagli Stati Uniti, dalla Russia e
dalla Cina.
COME ELIMINARE IL
GAP
La Banca Mondiale nel suo recente studio intitolato "Eliminare
il gap tra la fornitura e la richiesta di elettricità", ha
apertamente criticato il livello dei prezzi di distribuzione
dell'energia elettrica in Turchia. Nel documento si afferma che il
prezzo dell'energia industriale nel Paese risulta essere il più
elevato tra quelli praticati negli altri Paesi Ocse. Secondo
l’Istituzione di Washington, l'aumento dell'inflazione ed il
cambio valutario avvenuto nel passaggio alla Nuova Lira Turca
sarebbero alla base dell’aumento dei prezzi di distribuzione
dell'energia elettrica a partire dal 1998, livello stabilizzatosi a
quota 8,5 centesimi di dollaro per kilovattore solamente a partire
dal 2003. Lo studio rileva infine che il Paese necessita nel
prossimo futuro di investimenti pari a $3 miliardi all'anno, con
$500 milioni necessari nel settore della distribuzione e $200
milioni in quello della trasmissione.
VALUTA
ESTERA
Fonti
ufficiali hanno recentemente reso noto che al 18 maggio le riserve
in valuta estera della Turchia ammontavano alla somma record di
$114.047 miliardi. Alla data del 25 maggio invece, le riserve in
moneta estera della Banca Centrale, registrando un incremento di
$1.34 miliardi, hanno raggiunto la cifra di $65.8 miliardi, mentre
le riserve valutarie delle banche locali sono anch’esse
notevolmente aumentate fino a raggiungere la somma di $47.1
miliardi.
RINVIO SULLA TELEFONIA
Secondo quanto riportato dalla <Reuters>, l'ente regolatore
del settore delle telecomunicazioni in Turchia ha rimandato al
prossimo 7 settembre la pubblicazione delle gare per il rilascio
delle licenze agli operatori di telefonia di terza generazione. Tale
decisione sarebbe riconducibile alle prossime elezioni generali di
fine luglio. La Turchia rimane uno degli ultimi Paesi a vendere le
licenze di telefonia di terza generazione, una tecnologia che
consentirà agli operatori di offrire servizi più avanzati quali ad
esempio la videofonia.
INVESTIMENTI
DIRETTI
Secondo uno
studio predisposto dal ministero del Tesoro turco al 31 dicembre
2006 lo stock degli investimenti diretti è stato pari a $9.1
miliardi, mentre il numero totale delle imprese turche investitrici
ha raggiunto quota 1.964. I principali Paesi che hanno attratto gli
investimenti turchi sono stati l’Olanda (101 investimenti
per 2.7 miliardi di dollari), l’Azerbaijan (123 per 2.6 milairdi
di dollari), la Germania (160), il Kazakhstan (99), il Regno Unito
(68), il Lussemburgo (21), gli Usa (94), la Romania (166) e la
Russia (21).
ATTIVITA' DIVERSIFICATE
<SABANCI>
Il <Gruppo Sabanci>, uno dei principali conglomerati della
Turchia, sarebbe intenzionato a diversificare le proprie attività
riducendo quelle in campo finanziario e concentrando gli
investimenti futuri nei settori della produzione di energia, della
vendita al dettaglio e della produzione di cemento, comparti che
offrirebbero maggiori opportunità di affari nel prossimo decennio.
IL
BOOM DELLA <TOFAS>
Come
indicato dall’Amministratore Delegato della <Tofas>, Ali Pandir,
nel primo trimestre dell’anno l’azienda ha incrementato le
vendite del 18.5% rispetto allo stesso periodo dello scorso
anno; il volume delle esportazioni è aumentato a sua volta
del 36.7%, un vero e proprio record storico per la joint venture
italo-turca, che ha tuttavia visto diminuire del 5.2% le vendite
sul mercato nazionale. Pandir prevede inoltre un boom di
richieste per la nuova <Fiat Linea>, per la quale sono state
già ricevute 2000 richieste di ordinazioni. Il nuovo modello
e’ prodotto negli stabilimenti della <Tofas> a Bursa, la terza
fabbrica della FIAT per volume di produzione, che ha una media
annua di 360.000 autovetture e per la quale, ha affermato Pandir,
quest’anno si prevedono almeno 2700 assunzioni di nuovo
personale a dimostrazione del continuo incremento delle attività degli stabilimenti.
STRATEGIA
<SEAT PAGINE GIALLE>
La <Seat Pagine Gialle
S.p.A.>, una società italiana attiva nel settore
dell’editoria, conta di espandere la propria attività del
5% entro il 2010 grazie agli
investimenti che sta per concludere in Germania ed in Turchia.
La <Seat> sarebbe infatti in procinto di concludere un accordo con
il Gruppo editoriale turco <Dogan> per la pubblicazione degli
elenchi telefonici del Paese.
ACCORDO A TRE PER IL GAS
La
Russia, il Turkmenistan ed il Kazakhstan hanno siglato un
importante accordo che prevede la riabilitazione di una
struttura pre-esistente per il trasporto di gas e la costruzione
di un nuovo gasdotto dal Turkmenistan alla Russia attraversando
il territorio kazako. Con la firma di tale accordo la Russia,
che con il Turkmenistan ed il Kazakhstan rientra nel gruppo dei
principali Paesi esportatori di gas naturale nell’area,
controllerà la maggior parte delle esportazioni energetiche
provenienti dall’Asia centrale, rafforzando così il proprio
ruolo di fornitore principale di petrolio e gas verso il mercato
europeo. In effetti l’accordo rappresenta un vero successo per
Mosca, che ha a lungo osteggiato il progetto denominato Nabucco,
un gasdotto la cui costruzione è stata concordata dai
Ministri dell’Energia di Austria, Ungheria, Romania, Bulgaria
e Turchia e che consentirebbe di trasportare entro il 2011 circa
30 milioni di metri cubi all’anno di gas iraniano ed azero
verso l’Europa centrale, riducendo così sostanzialmente la
domanda di gas russo. Segnali preoccupanti sono stati manifestati
da diversi esponenti del settore che vedono così aumentare la
dipendenza energetica dell’Unione Europea dalla Russia la
quale, oltre a veder incrementare le proprie scorte energetiche,
potrà anche gestire il controllo delle infrastrutture.
Diverso invece il commento del Commissario UE per l’Energia,
Andris Pielbalgs, il quale ha affermato che oltre a non vedere
minate le possibilità di portare a conclusione il progetto
Nabucco prevede che con questo accordo vi sarà più gas
naturale a disposizione del mercato europeo. Toni negativi
emersi invece sulla stampa locale, secondo la quale l’accesso
diretto della Russia al gas turkmeno attraverso il Kazakhstan
vanifica gli sforzi volti a costruire vie di trasporto
alternative che dall’Asia centrale, attraversando il Mar
Caspio e la Turchia, trasportano gas verso l’Europa.
FATTURATO IMPRESE
Secondo
un rapporto del Sottosegretariato al Commercio Estero (Dtm), le imprese esportatrici turche nel 2006 hanno raggiunto la cifra di
44.082 (si ricorda in proposito che l'export turco nel 2006 era stato pari
a 85.3 miliardi di dollari). Delle oltre 40.000 imprese dedite
all’export circa il 90% hanno un fatturato sui mercati internazionali che non supera
i $2 milioni, mentre ben 23.000 hanno un fatturato all’export
massimo di €100.000. Le imprese con un fatturato tra i $500
milioni ed un miliardo di dollari risultano essere 15 (fatturato
all'export $21 miliardi pari al 24.6% del totale).
OTTIME RELAZIONI
TURCHIA-PAESI AFRICANI
In
occasione dell’inaugurazione del secondo forum turco-africano
svoltosi di recente ad Istanbul, il ministro di Stato turco per il
Commercio Estero Kurzat Tuzmen ha sottolineato l’ottimo andamento
delle relazioni fra la Turchia ed i Paesi africani in seno al progetto "The African Strategy",
posto in essere dal Sottosegretariato al Commercio Estero sin dal 2003 e che si basa
sullo sviluppo costante delle relazioni commerciali ed economiche fra
la Turchia, gli Stati del Nord Africa e quelli Sub-Sahariani. In effetti dal
2003 al
2006 l'interscambio è cresciuto di oltre il 138%, passando dai
$5 miliardi agli $11.9 miliardi (la quota di mercato turca sul totale del
commercio estero dell'Africa nel 2006 è stata pari al 2.1%).
Peraltro questa cifra dovrebbe crescere di un ulteriore 20%
raggiungendo quota $14 miliardi nel 2007. Tuzmen ha inoltre
evidenziato che gli investimenti diretti turchi nel continente
africano (nel 2003 praticamente assenti) hanno raggiunto un
livello soddisfacente ($600 milioni), mentre sarebbero in
crescita, anche se non ancora a livelli ottimali, le
aggiudicazioni da parte dei contractor turchi di progetti
infrastrutturali.
DISOCCUPAZIONE:
LEGGERA FLESSIONE
L’Istituto
Nazionale di Statistica turco (Tuik) ha reso noto che il tasso di
disoccupazione annua nel Paese nel mese di febbraio si è
attestato all’11.4%, lo 0.5% in meno rispetto allo stesso
periodo del 2006, con una concentrazione del 13% nelle aree
metropolitane, mentre quello delle aree rurali è rimasto
invariato all’8.8%. Nel periodo in questione il numero dei
disoccupati è sceso di 36.000 unità, raggiungendo quota
2.760.000. La disoccupazione femminile nella fascia d’età
compresa tra i 15 ed i 24 anni mostra ancora la preoccupante
cifra a due numeri del 29.1%, così come restano pessimistiche
le previsioni di lavoro anche per i giovani.
TRA I PRIMI NEL
CAMPO ORTOFRUTTICOLO
Secondo uno studio della
Musiad (Associazione degli
imprenditori indipendenti), la Turchia si posiziona fra i primi produttori
al mondo in campo ortofrutticolo, impiegando oltre l'11% della forza
lavoro dell'intero Paese. Nello specifico, la Turchia risulta primo
produttore al mondo di nocciole (350 mila tonnellate); fichi (275 mila tonn.);
ciliege (245 mila tonn.); mele cotogne (80 mila tonn.); melograni
(73 mila tonn.) e albicocche (320 mila tonn), mentre risulta essere il
secondo produttore al mondo di ceci (650 mila tonn.); cetrioli (1
milione e 750 mila tonn.) e cocomeri (4 milioni di tonn.). Si posiziona invece al terzo
posto per pomodori (8 milioni tonn.); lenticchie (560 mila tonn.);
melanzane (870 mila tonn.) e peperoni verdi (1 milione 760 tonn.). Si posiziona invece
al quarto posto per cipolle ed olive, al quinto posto per
barbabietole da zucchero, al sesto posto per mele, tabacco e tè, al settimo posto per orzo e cotone, all’ottavo posto per le
mandorle, al nono posto per frumento, segale ed uva e al decimo
posto per i limoni.
TASSI
DI INTERESSE INVARIATI
Il
Comitato turco per le Politiche Monetarie della Banca Centrale ha
deciso di lasciare invariati i tassi interbancari per la
ricezione dei depositi a breve termine al 17.50% e quelli per la
cessione dei depositi al 22.50% rimasti tali dal luglio 2006.
Tale decisione è stata presa in un’ottica di medio termine
nonostante alcuni rischi concreti quali il gap tra le
aspettative inflazionistiche e gli obiettivi fissati,
l’osservazione dell’andamento dei prezzi, gli elevati prezzi
dei prodotti petroliferi. La stretta politica monetaria in atto
dal giugno 2006 sta influenzando la domanda interna come
previsto; quella estera resta tuttavia relativamente forte.
TREND POSITIVO
DELLE BANCHE
Anche
nel primo trimestre di quest’anno il settore bancario turco ha
continuato a mantenere il trend positivo che ha caratterizzato
gli ultimi anni, generando un crescente interesse da parte degli
investitori stranieri. Tra gli istituti di credito quotati in
Borsa la <Sekerbank> è quella che ha registrato la crescita
più alta nella concessione di crediti (32.84%), seguita dalla <Turkish Economi Bank> (Teb), posseduta al 50% da
<BNP Pariba>s (10.73%). La <Akbank> ha invece annunciato di aver registrato il
volume più alto di profitti nonostante abbia invece subito
una perdita del 26.91% rispetto allo stesso periodo del 2006. La
Garanti (49,78%) segue infine la <Sekerbank> (103.60%) nella
graduatoria degli Istituti con il più alto volume di profitti
rispetto al primo trimestre del 2006.
IN
CORSA PER LA <PETKIM>
Diciannove
società turche prenderanno parte alla gara per la vendita del 51%
del capitale della <Petkim> la società petrolchimica di Stato.
Le qualificazioni preliminari sono avvenute il 14 maggio mentre
la presentazione delle offerte è stata fissata al 15 giugno.
Al momento tra le società turche partecipanti figurano la <Sanko>, la
<Dinckok> e il <Gruppo Calik>.
INDICATORI
MACROECONOMICI
-
Crescita del Pnl nel 2005: 7.7%; gennaio – aprile 2006: 6.3%
- Inflazione
annua (prezzi al consumo): 9.6% (2006); 10.72%
(aprile 2007)
- Interscambio con
l’Italia nel primo trimestre del 2007 : $3.8 miliardi con
esportazioni verso
l’Italia pari
a $1.8 miliardi (+3.64%
rispetto al primo trimestre 2006) ed importazioni dall’Italia pari
a $2 miliardi (+12.08% rispetto al primo trimestre 2006). (ICE
Istanbul su dati dell’Istituto Turco di Statistica- Tuik.
A cura:
di Simona De Martino - Capo dell'Ufficio Economico e Commerciale
dell'Ambasciata d'Italia in Turchia
Gianmarco Macchia - vice Capo dell'Ufficio Economico e Commerciale
Roberto luongo - Direttore dell'Ufficio Ice di Istanbul
Redazione: Tiziana Staffolani - Collaboratore Economico e
Finanziario
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INPILLOLE
ASTA MONOPOLIO
DOPO LE ELEZIONI
Il monopolista del tabacco turco <Tekel> sarà messo
all'asta dopo le elezioni politiche anticipate previste per
il 22 luglio. Lo ha annunciato il ministro delle Finanze,
Kemal Unakitam, parlando nel corso della Conferenza
economica dei Paesi islamici che si è tenuta a Kuala Lumpur.
Lo ha riportato <Turkish Daily News>. (Apcom)
PETROLIO,
BARILI ED INCASSI
Il Tesoro turco ha
raccolto 620 milioni di dollari nel primo anno delle
attività dell'oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan che trasporta
il greggio del Mar caspio fino al Mediterraneo e da qui ai
mercati di tutto il mondo. Secondo le stime del direttore
del <Btc>, Can Suphi, la Turchia è diventata un hub
energetico di primaria importanza. Lo ha detto <Today's
Zaman.
Dallo scorso 4 giugno, primo giorno di attività del <Btc>,
sono state riempite 172 petroliere per un totale di 137.9
miliardi di barili di greggio. Il 60% è stato trasportato
verso i Paesi europei ed in particolare verso l'Italia.
Suphi ha dichiarato che la capacità annuale del <Btc>
è di 50 milioni di tonnellate, l'equivalente di un milione
di barili di greggio al giorno da pompare lungo i 1.768
chilometri di oleodotti che collegano Baku al Mediterraneo.
(Apcom)
SODDISFAZIONE
ALLA <MERCEDES>
La compagnia automobilistica tedesca <Mercedes> ha
accolto con favore la decisione di indire elezioni
anticipate in Turchia perché permetteranno alla società si
fruttare al meglio la stabilità economica e sociale del Paese nella seconda metà dell'anno. (da
Apcom)
INFLAZIONE
AD UNA SOLA CIFRA
La Turchia torna lentamente a respirare. Come aveva previsto
il Governatore della Banca Centrale, Durmus Yilmaz,
l'inflazione ha cominciato a diminuire dopo circa un anno di
passione per i consumatori del Paese della Mezzaluna e a
maggio ha raggiunto il 9.3%. A risentirne in modo
particolarmente positivo, sono stati i prezzi riferiti ai
prodotti alimentari, scesi dell'1.66%. si tratta del livello
più basso da un anno a questa parte. (Apcom) MUNICIPALITA'
CON PIU' FINANZIAMENTI
Secondo un rapporto della Dpt, Organizzazione per la
pianificazione statale turca, la maggior parte degli
investimenti statali verso le municipalità per la
pianificazione strategica del territorio è destinata ad
Istanbul ed Ankara, mentre Izmir che è la terza città del
Paese vede diminuire gli stanziamenti. Nel 2007 ad Istanbul
(su un totale nazionale di 12.6 miliardi di YTL, pari a
circa 7 miliardi di euro) sono stati assegnati 2.9 miliardi
di YTL (1.6 miliardi € circa), mentre ad Ankara il budget
pubblico ha previsto 1 miliardo di YTL (circa 600 milioni
€). Ambedue le città hanno visto incrementare lo
stanziamento da parte governativa (+21.5% Istanbul e +11.3%
Ankara). Izmir invece ha ricevuto quest'anno 429 milioni di
YTL (240 milioni €) -11.8% rispetto al 2006. La città di
Artvin (ai confini con la Georgia) è al quarto posto, con
uno stanziamento di 420 milioni di YTL (237 milioni di YTL);
seguono Bursa (la capitale dell'industria automobilistica
della Turchia nell'area di Marmara, dove peraltro è
presente il gruppo <Fiat>) con 338 milioni di YTL (191
milioni €) e Kahramanmaras (Area Sud Anatolica) con 306
milioni di YTL (173 milioni €). Altre città che hanno
ottenuto significativi investimenti statali sono Hatay (ai
confini con la Siria) ed Aksaray (Anatolia meridionale). (Ice
Istanbul) SEMPRE
PIU' DIVORZI PER NECESSITA' ECONOMICA
La coppia scoppia, ma non sempre per mancanza di amore. Ne
sanno qualcosa i coniugi turchi che sempre più spesso sono
costretti a ricorrere al divorzio solo per salvare la loro
condizione patrimoniale. Vi ricorre chi non riesce a pagare
mutui ed altri tipo di finanziamenti. Un fenomeno
inquietante che dà una idea di come dietro ad una solida
crescita economica ci siano strati di popolazione di
impoverimento progressivo.
Molti divorziano per evitare che le loro proprietà vengano
confiscay. L'avvocato Mustafa Tekkin, di Izmir, ha
raccontato al <Turkish Daily News> che la percentuale
dei divorzi per necessità è aumentata del 60% ad Istanbul,
Ankara ed Izmir nel giro di pochi anni. La procedura è
questa: la coppia divorzia davanti al giudice dicendo di non
amarsi più, per continuare poi a vivere più o meno
clandestinamente sotto lo stesso tetto.
il fenomeno riguarda tristemente le coppie giovani. (Apcom) |
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TURISMO
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TRE
ANNIDI
GROSSI
INVESTIMENTI
TURISMO
L'obiettivo strategico degli
operatori settoriali e del Governo turco:
far convergere nel Paese 15 mld di dollari
Secondo un
report della <
Tourism Investors Association> (TYD), l'obiettivo strategico
degli operatori settoriali e del Governo è quello di far
convergere sulla Turchia un ammontare almeno di 15 miliardi di
dollari - nei prossimi tre anni - per rendere ancor più
attrattivo il paese sul fronte del turismo internazionale e
recepire, quanto meno, il 3.5% del flusso turistico mondiale,
consentendo così alla Turchia di raggiungere - entro massimo 6
anni - la quinta posizione al mondo e la terza nel
Mediterraneo. I turisti che hanno visitato la Turchia lo
scorso anno sono stati circa 20 milioni con un calo del 5%
rispetto al 2005, mentre nei primi tre mesi dell'anno in corso
si sta assistendo ad una clamorosa ripresa con una crescita di
oltre il 9% rispetto al 2006. Secondo il presidente della Tyd,
Murat Dedeman, soprattutto gli investimenti esteri potranno
aiutare la Turchia ad affermarsi ancor pi sui mercati
internazionali poiché la costruzione di nuovi alberghi,
campi da golf, agriturismo, porti turistici, ecc. - nel pieno
rispetto dell'ambiente - è la via per ottenere risultati
duraturi in questo comparto. (Ice
Istanbul)
IlRECUPERO
Turchia
in ripresa per <Entour>. "Dopo il calo della
destinazione registrato l'anno scorso, abbiamo avuto un
buon recupero durante la primavera - annuncia Enzo
Martino, direttore commerciale del t.o. di Roma -. La
richiesta più forte riguarda i gruppi e punta
soprattutto sui circuiti classici, come Istanbul e
Cappadocia. Siamo su un aumento intorno al 30%, che ci
fa ben sperare per la stagione estiva, anche perché
possiamo contare su un'offerta sia di charter sia di
voli di linea, da Roma, Milano, Bologna e Verona".
(TTG Italia)
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ESTATE A
BELEK
SOLO PER
BAMBINI...E GENITORI
In
estate sono ammesse solo le famiglie con bambini. E'
questa la politica del nuovo hotel inaugurato a Belek,
nei pressi della città turca di Antalya. L'<Ela
Quality resort> non accetta le prenotazioni che non
corrispondono ai requisiti richiesti nella stagione
estiva e per l'inverno, invece, si dedica soltanto alle
cure del corpo e al turismo sportivo, secondo il
quotidiano turco <Today's Zaman>.
Silo le coppie tra i 30 ed i 55 anni con figli potranno
godere delle strutture e dell'ospitalità dell'hotel,
completamente studiato nel nome delle tradizioni e dei
valori del Paese della mezzaluna, sottolineano gli
ideatori. la novità riguarda soprattutto i più
piccoli, che avranno strutture interamente dedicate ai
giochi: saranno registrati a parte all'arrivo in albergo
e nel corso della giornata potranno essere controllati
minuto per minuto dai genitori attraverso i monitor
distribuiti in tutto l'hotel. (Apcom) |
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NAVIGAZIONE
NUOVE ROTTENEL
MEDITERRANEO
<Evergreen Line> ha modificato il servizio
Gts (Greece-Turkey),
col fine di potenziarlo. La compagnia cinese ha
duplicato il collegamento, su cui operano tre
portacontainer. In pratica, il servizio viene sdoppiato,
con due diverse denominazioni: Gts-1 e GTS-2. Il primo
viene svolto da una nave da 698 teu sulla rotazione
Taranto, Pireo, Izmir, Taranto, mentre il secondo è
svolto da due navi da 1152 e 1028 teu sulla rotazione
Taranto, Salonicco, Istanbul, Haydarpasa, Gemlik,
Taranto.
Anche il consorzio Grand Alliance - formato dalle
compagnie marittime Hapag-Lloyd, Misc, Nyk e Oocl - ha
potenziato i collegamenti che interessano il
Mediterraneo e in questo caso per l'Italia è coinvolto
il porto di Genova. Il collegamento tra Asia ed Europa
EUM sarà arricchito da giugno con un nuovo scalo (Busan)
ed una nuova portacontainer. Il servizio EUM segue la
rotta: Busan, Shanghai, Ningbo, Shekou, Hong Kong,
Singapore, Port Kelang, Damietta, Genova, Barcellona,
Fos, Damietta, Singapore, Hong Kong. (TE Trasporto
Europa)
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ANTALYANELLA
TERRA DI FELLINI
LA
VISITA UNA DELEGAZIONE DI 7
RAPPRESENTANTI DELLA
CAMERA DI COMMERCIO ED INDUSTRIA DELLA CITTA'
TURCA OSPITE DI RIMINI. UN TOUR DURATO UNA SETTIMANA
Una
delegazione di 7 rappresentanti della Camera di
Commercio ed Industria di Antalya
ha visitato nei giorni scorsi la Camera di
Commercio di Rimini spostandosi poi nel territorio della
provincia di Rimini. Ciò all’interno di un progetto
pilota che vede coinvolte l’ente camerale turco come
capofila, quello riminese, e la Camera di Commercio di
Nizza. L’obiettivo del progetto è stato quello dello
scambio di know-how e di buone prassi, relative
alla gestione, organizzazione, promozione
della filiera legata al segmento turistico.
Infatti,
sia la regione di Antalya
che Rimini e Nizza sono tre zone a forte vocazione
turistica, seppur diverse tra di loro per tipo di
turismo: proprio per questo l’incontro, lo studio e
l’approfondimento delle rispettive realtà, può
risultare utile, per lo scambio di know-how e buone
prassi.
La
visita nel territorio riminese, infatti, ha preso in
esame gli aspetti caratterizzanti del nostro sistema
turistico, ed in particolare: il sistema turistico
ricettivo, il sistema dei parchi, il sistema del
business-affari, il sistema eco-compatibile legato al
turismo sostenibile, il sistema di promozione
dell’entroterra.
Durante
la settimana di permanenza nel territorio riminese, i
delegati della Camera di Commercio ed Industria di
Antalya hanno
visitato i parchi tematici (Oltremare, Italia in
Miniatura, Aquafan, etc.),
ed hanno incontrato, fra gli altri, i delegati del
Consorzio della Strada dei Vini e dei Sapori, i
rappresentanti dell’Apt regionale, dell’Oasi, di
Convention Bureau; i rappresentanti dell’Assessorato
all’Ambiente della Provincia di Rimini; visiteranno la
Fiera di Rimini; si sono quindi recati alla scoperta
dell’entroterra tra Verucchio
e Santarcangelo.
Questo
progetto pilota, per lo scambio di buone prassi, fa
seguito all’accordo bilaterale per la promozione
della cooperazione e lo sviluppo dinamico di
commercio e relazioni economiche tra la Regione di Antalya
(Turchia) e la provincia di Rimini sottoscritto l’8
maggio del 2006 tra la Camera di Commercio di Rimini e
quella di Antalya.
L’accordo di cooperazione era stato sancito
ufficialmente in quell’occasione da Kemal
Özgen, presidente della
Camera di Commercio ed Industria di Antalya
e da Manlio Maggioli, presidente dalla Camera di
Commercio di Rimini. (Romagna
Oggi.it) |
UN
ALBERGO
IN ESCLUSIVA
PER....
LORO |
VACANZE
A KEMER, SULLA
COSTA MEDITERRANEA
DELLA TURCHIA, DA LUGLIO GAY E LESBICHE POTRANNO
USUFRUIRE DI UN ALBERGO : IL <PLANET VICTORYA>
Sarà inaugurato a
luglio il primo albergo riservato a gay e lesbiche in
Turchia.
Il <Planet Victorya> sorge a Kemer, nota località' balneare
sul Mediterraneo, nella provincia di Antalya.
"Vi sono molti alberghi in Turchia che ospitano
volentieri gay, ma il nostro e' il primo riservato
esclusivamente a omosessuali.
Non accetteremo ospiti al di fuori di questo
concetto", ha spiegato Faruk Ok, direttore
dell'hotel a quattro stelle. "Parte del personale
sarà gay o lesbico", ha aggiunto nel sottolineare che gli ospiti saranno affrancati da qualsiasi noia
burocratica. Le prenotazioni per questa estate sono
arrivate soprattutto da Belgio, Francia, Olanda e
Spagna.
I pregiudizi verso l'omosessualità' sono radicati in
Turchia, sebbene le relazioni tra persone dello stesso
sesso non siano mai state criminalizzate come in altri Paesi
musulmani. Negli ultimi anni il movimento gay ha
acquisito maggiore visibilità, avvantaggiandosi in parte delle
pressioni dell'Unione europea su Ankara affinché desse
prova del pieno rispetto dei diritti umani. (Agi)
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UN
GIGANTESCO
MUSEO
KONYA RICCA PER I SUOI INNUMEREVOLI SITI
STORICI,
LA CITTA' DEI DERVISCI E' ANCHE IMPORTANTE CROCEVIA
DEL SISTEMA DEI TRASPORTI DELLA TURCHIA CON SETTE
AUTOSTRADA E UN AEROPORTO. VASTA SCELTA DI HOTEL
Konya,
uno dei primi insediamenti umani e miniera di
tutte le civiltà che l’hanno abitata nel corso
dei secoli, rappresenta oggi il centro della
tolleranza islamica che si irradia in tutto il
mondo come le increspature create da una goccia
d’acqua. Konia, inoltre, racchiude un tesoro
tale da farla sembrare un gigantesco museo.
Il nome Konya sembrerebbe derivare dalla parola
"icona", sebbene ci siano diverse
interpretazioni circa la sua vera origine. Una di
queste racconta di un monumento, costruito in
onore dell’uccisore di un drago che
terrorizzava la città, e di una immagine
raffigurante la scena scolpita su di esso. Il
monumento era chiamato Ikonion, che nel tempo
cambiò in Icconium. Nei secoli successivi la città
prese i nomi degli imperatori romani diventando
così Claudiconium, Colonia Selia e Icona Augusta.
In alcune fonti bizantine essa è menzionata come
Tokonion, ma adottò anche molti altri nomi (Ycconium,
Coniu, Stancona, Conia, Cogne, Cogna, Konien e
Konia) prima di ricevere l’attuale Konya.
Ricca di innumerevoli siti storici, Konya è anche
famosa per i suoi santi e i suoi letterati. La
città risale al 7000 a.C. ed è uno dei più
antichi insediamenti turchi. Raggiungerla non è
difficile, in quanto Konya è sempre stata una
tappa di molti traffici commerciali, oltre ad
essere uno dei principali centri lungo la Via
della Seta. Non avendo montagne che la circondano,
Konya è anche un importante crocevia del sistema
dei trasporti della Turchia, con sette autostrade
e un aeroporto.
I turisti che decidono di visitare Konya hanno una
vasta scelta di alberghi dove soggiornare, da
quelli economici a quelli a 4 e 5 stelle. Ad
esempio, il Rixos Konya che dista 13 km.
dall’aeroporto, 15 km. dal centro della città,
6 km. dalla stazione degli autobus e pochissimo da
quella dei tram. Ci sono poi il Dedeman Hotel
& Convention Center, in pieno centro, il
Bera Hotel e il Selcuklu Hotel nell’omonimo
distretto.
Molti turisti vanno a Konya per la prima volta
allo scopo di rendere omaggio alla reliquia del
santo musulmano sufi Mevlana Jelaluddin Rumi. Va
però aggiunto che l’ottima gastronomia locale
offre un valido motivo per tornare: la cucina di
Konya, infatti, è considerata la culla di quella
turca.
L’incredibile cultura culinaria di Konya
comprende pietanze, metodi per cucinare,
istruzioni su come ordinare e servire il cibo ai
tavoli, pietanze di stagione. Il primo
chef della storia, al quale fu dedicato
addirittura un monumento, era proprio di Konya, a
testimonianza della superiorità della cucina
della città in questione. La cui cultura
culinaria cominciò a svilupparsi nel XIV secolo,
grazie soprattutto all’influenza dell’ordine
Mevlevi dei dervishi che faceva un uso particolare
della cucina nel convento, oltre a particolari
preghiere recitate durante la cottura delle
pietanze.
A stomaco pieno, i turisti sono pronti per
visitare la città. La prima tappa è l’elegante
santuario di Rumi, con la famosa iscrizione "Vieni,
chiunque tu sia: un ateo, un pagano, un adoratore
di dei, anche se hai inframnto la tua promessa un
migliaio di volte. Pentiti: la nostra porta non è
di disperazione...".
La tomba del santo musulmano sufi fu sigillata
circa un anno dopo la chiusura dei conventi dei
dervisci e in seguito alla messa al bando, nel
novembre del 1925, di ogni attività religiosa
nello Stato. L’anno seguente essa venne riaperta
come museo e attualmente è la seconda località
più visitata in Turchia dopo il Topkapi ad
Istanbul.
Chi visita la tomba di Mevlana Rumi può ascoltare
la storia del flauto rosso che narra (si suppone)
di come il santo fu cacciato dalla sua
madrepatria. Inoltre, si può ammirare il
sarcofago di Rumi, che risale al 1273, e altri 65
sarcofagi molti dei quali appartenuti agli
sceicchi che nel tempo sono succeduti
a Mevlana. Ci sono anche una sala (sema-khana)
in cui hanno luogo le evoluzioni dei dervisci, una
moschea (masjid) in cui si recitano la 5 preghiere
quotidiane e le cellette dei dervisci. Per
consentire di visitare virtualmente ogni parte del
Mevlana Musem sono stati creati due siti Internet
: www.360tr.com
e www.konya.bel.tr.
Molti visitatori del museo provengono dagli Usa e
dal Giappone. L’anno scorso Konya è |
stata
meta di un milione e 400 mila persone, ma questa
città non attira soltanto turisti
stranieri poiché molta gente che decide di
visitarla giunge da Istanbul, Ankara, Izmir, Bursa
e Antalya. La maggior parte degli arrivi si
concentra a dicembre, mese in cui cade
l’anniversario della morte di Mevlana avvenuta
il 17 dicembre 1273. Nelle due settimane che
precedono quella data si svolgono le Celebrazioni
per la Riunione; per l’occasione gli alberghi
vengono prenotati molto tempo prima.
Altri musei di Konya sono l’Incre Minare
Medresesi, che espone opere in pietra e legno; il
Sircali Medrese, con le sue tombe in pietra; il
Karatay Museum, che contiene oggetti di
manifattura cimese; il Museo Etnografico. Ma Konya
ospita anche numerosi edifici storici come
locande, caravanserragli, moschee ed è la
capitale del Sultanato Seljuk del Rum. Un’altra
attrazione turistica sono le rovine di Catalhoyuk,
nel distretto di Cumra: risalgono a 9000 anni fa e
sono considerate le prime abitazioni della storia
dell’umanità.
Una ulteriore testimonianza della diversità
culturale di Konya è la chiesa Aya Elana, a 7 km.
dal centro della città. La storia di questa
chiesa comincia 327 anni dopo la nascita di Gesù.
Elena, madre dell’imperatore Costantino, visitò
Konya mentre si recava in pellegrinaggio a
Gerusalemme, rimase colpita dalle sue chiese,
alcune delle quali risalenti al I e II secolo
d.C., e decise di costruirne una a Sille. La fece
erigere, la dedicò a Mihail Arhonkolas e presenziò
all’inaugurazione. Attualmente la chiesa è in
ristrutturazione e i lavori sono diretti dal
Direttivo Regionale delle Fondazioni di Careità.
Altre attrazioni a Konya sono il Parco
Eflatunpinar e il monumento degli Ittiti, entrambi
nel distretto di Beysehir, e il Palazzo Seljuk
Kubad-Abad, costruito nel 1236 dal Sultano
Alaeddin Keykubad I. Nel distretto Halkapinar c’è
l’Ivriz Kaya Relief, ritenuto il primo
monumento agricolo al mondo: risale all’800 a.C.
durante il regno di Tuvana e si trova alla
sorgente dell’Ivriz.
Oltre alla ricchezza storica e monumentale,
a Konya ci sono anche i laghi: il lago Meke e il
lago Beysehir, quest’ultimo tra i più grandi della
turchia. Il Meke è un lago vulcanico che si è
formato in seguito a un’esplosione avvenuta 5
milioni di anni fa; purtroppo rischia di
prosciugarsi a causa del surriscaldamento della
Terra. Il Beysehir è una importante zona di
caccia e contiene più di 30 isolotti: si
organizzano visite al tramonto perchè è il
momento in cui si crea un’atmosfera particolare,
grazie anche alla presenza intorno al lago delle
montagne Anamas e di una folta foresta.
Ma non è tutto. Konya è anche il luogo di
nascita del famoso Nasreddin Hodja, una figura
popolare il cui leggendiario genio ha divertito
milioni di persone.
Va poi detto che Konya sta cercando di sviluppare
il mercato della speleologia poichè è vicina a
numerose cave. Quella del Balatini, nel distretto
Derebucak, è profonda 1830 metri, e la cava
Korukini 1250. Inoltre, ci sono le cave Suluin,
Sakaltutan, Susuz, Tinaztepe, nel distretto
Seydisehir, e Pinarbasi a sud del lago Beysehir.
Sille, Akyokus, Hatip, Bulumije, Dutlukin, Apa, i
dintorni di Altinapa Dan e di Kiziloren sono i
luoghi migliori per organizzare pic nic. Anche le
Promenades di Konya sono luoghi incantevoli in cui
vengoino organizzati congressi, seminari,
conferenze e attività sociali, culturali e
scolastiche.
Impossibile, a questo punto, non parlare della
moschea di Aladino, la prima creazione artistica
di Seljuk, risalente al XII secolo: è un edificio
unico, ristrutturato e completato nel tempo
creando in questo modo un eccezionale patchwork
architettonico. Sul magnifico pulpito della prima
moschea, realizzato in ebano nel 1155, ci sono
epitaffi del Sultano Mesut e di Kilicaslan II, e i
nomi di Master Mengumberti. Nella
moschea sono rappresentati due diversi periodi
architettonici, e si pensa che siano stati
realizzati appositamente per essere conformi al
pulpito e all’arte di Seljuk.
Il modo migliore di concludere la visita a Konya
è arrivare in cima alla collina dove si trova la
moschea per ammirare lo stupendo panorama e per
promettere di tornare una seconda volta.
(Sara
Basilici) |
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L'8
MERAVIGLIA
DEL MONDO
MONTE
NEMRUT ERA
STATO ANTIOCO I°, DISCENDENTE
DI ALESSANDRO MAGNO E DARIO IL GRANDE, A FARE
COSTRUIRE L'ENORME COMPLESSO MONUMENTALE
Because of this,
great dangers did I unexpectedly escape, and unhoped-for
deeds did I skillfully accomplish, and a life of many
years did I fill out in blessed fashion.’
These immodest words belong to one Antiochus I Epiphanes,
ruler of the remote kingdom of Commagene between 69 and
31 B.C. They form part of a cult inscription, written in
Greek, on the base of the stone thrones of a series of
magnificent statues atop the 2,150-meter Mt. Nemrut in
the southeast of Turkey. Antiochus’ vainglory knew no
bounds. Not content with claiming descent from Alexander
the Great on his mother’s side and Darius the Great on
his father’s side, he declared himself the equal of
the gods.
Determined to keep his subjects in awe Antiochus ordered
the construction of a monumental cult worship and
funerary complex on the highest peak in his kingdom.
Even today, despite losing a third of its original
height over the centuries, the massive tumulus built to
house Antiochus’ body can be seen from over 100
kilometers away. It has even made the Guinness Book of
Records as the world’s largest man-made mound -- a
shade under 60m high and covering an area of 7.5 acres.
Comprised of stone shards (left over from the carving of
the statues) the tumulus has, so far, resisted the
attempts of archaeologists to find the grave chamber of
Antiochus assumed to lie at its heart.
Around the base of the tumulus are three terraces. The
most important of these was the on the east. Here
Antiochus I had his minions build a temple, which
contained an altar. On Antiochus’ birthday and again
on the anniversary of his accession to the throne,
libations were poured and sacrifices were made in honor
of the gods (which included of course Antiochus I
himself!). Thousands of the inhabitants of his kingdom
would have paid homage to both their gods and their
ruler on these two days, toiling along the processional
way leading up to the mountain-top sanctuary. The temple
itself has gone, as has the altar, but the sandstone
ceremonial plinth on which they stood remains -- large
enough to be used as a helicopter landing-pad for
visiting dignitaries.
For those of us who are neither priests of old, nor
dignitaries, the best use of the plinth today (or rather
the steps leading up to it) is as a seat from which to
contemplate the massive statuary at the foot of the
tumulus. Despite the fact that all the heads of the
statues have toppled from their monumental bodies, they
are still one of the world’s most awe-inspiring
ancient remains. Befitting a tiny kingdom straddling the
ancient borders between the Greek-Roman world of the
west and the oriental Persian world to the east, the
gods portrayed are a fusion of the two civilizations.
On the right is the Greek demigod Heracles with his
trusty club, but he is wearing a Persian-style hat and
diadem, and also represents his Persian equivalent,
Artagnes. To his left is the Greek god Apollo. Like
Heracles, he sports a diadem, and is also meant to
represent the Persian god of light, Mithras. Even the
largest statue, that of the overlord of the Greek
pantheon of gods, Zeus (seated in the centre of the row)
has been fused with the most important Zoroastrian (Persian)
god, Ahura-Mazda. The sole female figure, the goddess
Commagene/Tyche, symbolizes the fertility of the kingdom
with her hands full of fruit. Last but not least, on the
extreme left of the line-up, comes Antiochus I. In an
attempt at modesty, he at least had the grace to allow
Zeus to take centre-stage. The row of statues on the
sunrise facing west terrace exactly mirrors that of the
east, and on both terraces the gods are flanked by an
imperious eagle and a disconcertingly cuddly lion. The
fusion of Eastern and Western dress and beliefs
exhibited in these statues is known as syncretism, and
was propounded by Alexander the Great and his successors
to help bind the peoples of the former Persian Empire
with their Greek conquerors.
In the end though syncretism was not enough to save the
independence of Antiochus I and his successors, who were
eventually absorbed into the empire of that most
pragmatic of races, the Romans. Over the centuries the
Commagene kingdom was forgotten, and it was not until
the 19th century that anyone showed any interest in the
funerary-complex of the Commagene king, Antiochus. The
first written record was by a German military official
called Moltke, reconnoitering the area in 1835. He used
the summit of Nemrut as a reference point while mapping
the region, but never actually reached it. That honor
was left to fellow countryman Karl Sester. An engineer
employed by the Ottomans to find new communication
routes across Anatolia in 1881, he sent a letter home
informing them (wrongly as it turned out) that he had
come across some Assyrian remains. A joint Turkish/German
team worked at the site for a couple of years, but it
was not until 1938 that more research on the site took
place.
As late as the early 1960s the normally comprehensive
Blue Guide failed to even mention Mt. Nemrut in its
guide to Turkey. It is hard today to envisage just how
remote this site was until quite recently. Early
visitors had to walk or ride miles to the summit from
remote villages on the mountain, and the nearest big
towns (Gaziantep and Malatya) were themselves relatively
isolated and lacking in a tourist infrastructure. Even
today the site remains very difficult to access in the
winter, as snow and ice soon block or make impassable
the steep road leading to the summit area.
Of course it is this very remoteness that gives Nemrut
its unique appeal. Where else in the world can statues
of Greek/Persian gods up to eight meters in height and
weighing up to 105 tons be found at the very summit of a
2,150-meter peak? Add to this the mystery of the
whereabouts of Antiochus’ final resting place, the
stunning sunrises and sunsets which bathe the statues in
a soft, warm light, and you can begin to see why Nemrut
is now the most visited site in southeast Anatolia --
despite the hassle of getting there.
A final word. Most people visit Nemrut at either sunset
or sunrise. Of course it is at its most atmospheric then,
and a photographer’s dream. But it can be freezing
cold (particularly at sunrise), crowded, and your visit
hurried. If possible pay a visit during the daytime,
when you’ll have the site more or less to yourself and
can enjoy this wonderful folly at leisure. (Terry
Richardson/Zaman)
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Fingertipfacts
Best times to visit: May through October, though sunrise
and sunset will be chilly in the spring and autumn
months. Snow may close the summit road between November
and April, and in the depths of winter the statues are
snow covered.
What to bring: Stout shoes for the
half-hour walk to the summit, a fleece and windproof for
dawn/sunset visits, water and sun cream if you are there
during the heat of the day.
Reaching Nemrut (from Kahta): The small
town of Kahta is the base most people use for the trip
to the site on Nemrut. The nearest town to Kahta with an
airport is Adiyaman, a half-hour bus journey away.
Turkish Airlines flies from İstanbul to Adiyaman
(once daily) and Ankara (twice weekly). From Kahta
expect to pay YTL 50 for a tour including the Nemrut
summit, the Karakuş tumulus, Cendere Bridge and
Arsameia. Sunset trips depart at 1 p.m. and return at 9
p.m.; sunrise trips leave at 3 a.m. and return at 10
a.m.
Reaching Nemrut (from Malatya): Turkish
Airlines from İstanbul (three times daily) and
Ankara (once daily); Onur Air and Atlas Jet from İstanbul
(once daily).
The tourist office is the booking/departure point for
minibus tours to Nemrut, which usually depart midday and
return to Malatya the following morning at 7 a.m..
Included in the YTL 50 price is an overnight stay (and
meals) at a moderate hotel a half-hour’s walk below
the summit sanctuary. The entrance fee is extra. The
main advantage in reaching the summit from Malatya is
that you can see the site at both sunrise and sunset,
the major disadvantage is that it misses the subsidiary
site.
Guides, maps and Web sites:
“Nemrud” by Mustafa Çoban, available at the site.
“Rough Guide to Turkey” and “Lonely Planet: Turkey.”
Kartographischen Verlag Reinhard Rybor-sch map series
no. 7, www. adiyamanil.org
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CINQUE LIBRIPER
RAVVIVARE LA CUCINA
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NOVITA'
RICETTE
CHE MERITANO DI ESSERE
LETTE ATTENTAMENTE PER PREPARARE QUALCHE
COSA DI BUONO. IL PERIODO D'ORO OTTOMANO
Adding to the
variety available, interest in Turkish and Ottoman
cuisine has grown considerably in recent years and is
appearing in both Turkish and English.Whether a cookbook
is good or not is a little subjective as each cook looks
for different things in a recipe. Some want step-by-step
detailed instructions, whereas others are just happy
with a general direction allowing some room for
freestyle interpretation. Some people cannot imagine
cooking without a full glossy image of the finished dish
to help them along, while others prefer their directions
text-driven and descriptive. Regardless, there are some
critical elements that combine to produce a book worthy
of the greasy marks, food stains and slightly wrinkled
pages of a well-used collection of recipes.
In years gone by, recipes were often rambling accounts
of what you might do to achieve the desired result.
Antonin Carème -- perhaps the first celebrity chef --
cooked for King George IV, the Romanovs and Napoleon,
among others. His recipes cater to the tastes of the
time and, whilst perhaps a little rich for our modern
palate, they suggest an insider’s expert knowledge of
cooking and quantities. In a chestnut pudding he created
in the early 1800s, for the Russian minister in Paris,
“a glass of maraschino brandy” and a “plateful of
cream” are added at various stages.
Türabi Efendi writes for an educated audience in his
“Manual for Turkish Cookery” (London, 1864), as for
example with his chickpea soup: “Scald a sufficient
quantity of chick peas, and remove the pods or skins;
then put again into the same water, and boil until quite
soft; then drain and mash them with the back of a wooden
spoon, and pass through a sieve into a stewpan; then
moisten it with as much broth as the quantity of soup
wanted; set it to a fire, and let it simmer until
reduced to a nice consistency; then pour it in a tureen,
sprinkle a little cinnamon over, and serve with toasted
or fried bread in small dice.” Without such attention
to detail, an inexperienced cook could easily turn this
simple dish into a tasteless, bland soup with less
substance than dirty dishwater.
From a later period in culinary history, Elizabeth David
transformed the way the English cooked. Her writing on
Mediterranean, French and Italian food in the mid-1900s
earned her the reputation as one of the most influential
food writers. Her books read like a diary: Quantities
and directions mix easily with personal musings,
thoughts and experiences of the meal she is describing.
The instructions for a simple grilled chicken from
“Summer Cooking” (1955) starts with “A grilled
chicken is perhaps one of the nicest foods at any time;
everybody likes it. It needs very little preparation, is
quickly cooked, and although expensive, there is nothing
to be spent on extras, so it could be much less rare
than it is.” Several paragraphs later the chicken
eventually gets cooked! Only the most dedicated of cooks
find this recipe style an enjoyable read these days.
With the modern cookbooks of today, there are clear
lists of most ingredients, with only seasoning left to
the discretion of the cook. Methods are generally
explicit, although many skip over important tips that
help make the dish a success. With busy lifestyles and
increasingly less time spent in the kitchen, people are
looking for quick and easy solutions that involve
30-minute dinners and no washing up.
It amuses me when I look through recipes and note the
preparation time is 20 minutes and cooking time another
10. I skim over the ingredients and instructions and
read something like “fry onions for two-three minutes
until soft.” Softening onions -- or “sweating,” as
chefs often refer to it -- takes at least 15 to 20
minutes over a very low heat and in a covered pan.
Frying onions for two or three minutes will brown them
but they won’t be soft, their sweetness trapped
beneath a more bitter flavor and crunchy texture.
To my mind, good cookbooks do not try to fool their
reader; Their recipes have been tested and will work
when someone without a lifetime of slaving in a hot
kitchen follows them. They will offer enough information
so that the end product at least has a chance to look
like it should. Of course, it may not look quite like
the image in the book as food photography convention
often has stylists under-preparing and under-cooking
just to produce that pretty picture. Don’t be
surprised when a dish of tomatoes slowly braised for 30
minutes looks nothing like the fresh and plump vine-ripe
ones of in the photo!
A good Ottoman or Turkish cookbook follows these rules
but must it should also be true to its purpose and its
title, whether classic or contemporary. There is little
credibility in a book that suggests the secrets of the
Ottoman palace kitchens with ingredients such as
tomatoes and artichokes. These were introduced much
later to the history of cuisine.
I recommend these five cookbooks precisely because of
their authenticity, and yet each offers the cook
something different, be it a glimpse into the table
manners of 19th century Ottoman elite alongside recipes
of the time, a collection of classic recipes typical of
modern Turkish kitchens or a culinary journey through
the history of the Ottoman Empire. Together, these books
give gastronomes and cooks alike an understanding of the
history that makes Turkish cuisine what it is, as well
as a repertoire of recipes to impress the most skeptical
of taste buds. (Sharon Croxford/Zaman)
| 'ClassicalTurkish Cookery’
 |
This is another of
the first serious books to bring together the breadth
and depth of Turkey’s cuisine, originally printed 10
years ago. This book contains a solid collection of
recipes from Anatolia through to the kitchens of the
Ottoman sultans. A short introduction to each recipe
adds context, and some images make it a little more
realistic for a novice.
Ghillie Başan, Taurus Parke Books, ISBN 1860640117
Corn Bread (Mısır Ekmeği): Makes 1 big
round loaf
Ingredients
½oz/15g fresh yeast or ¼oz/7g dried yeast
3-4floz/100-125ml lukewarm water
½ teaspoon sugar
8oz/225g corn meal
1lb/450g strong unbleached flour
1 teaspoon salt
12-14floz/350-400ml cold water
Scant teaspoon olive or sunflower oil
Method: Preheat oven to 425F/Mark7/220oC. Cream the
yeast with the sugar in the lukewarm water. Leave to
froth. Sift the flour and salt into a bowl. Make a well
in the centre and pour in the yeast and most of the
water. Draw in some of the flour from the sides to make
a loose paste, sprinkle a little of the flour over the
surface, cover the bowl with a damp cloth, and leave to
sponge for 20-25 minutes. Now knead the mixture together,
adding extra water or flour if necessary, into a smooth
ball. Continue to knead it on a lightly floured surface
until smooth and elastic. Pour the oil into a clean bowl.
Roll the dough in it, cover the bowl with a damp towel
and leave it to prove until doubled in size. Punch the
dough down and knead again on a lightly floured board.
Mould into a flat circle and place on a floured baking
sheet. Cover with a damp towel and leave to double in
size. Place it in the oven for 35-40 minutes. If it
doesn't sound hollow when you tap the bottom, return it
to the oven, upside down, for 5 more minutes. Leave to
cool on a wire rack.
“Classical Turkish Cookery” p 93 (S.C)
|
'TurkishCooking’
As a
general introduction to Turkish cuisine with completely
appetizing photography, this book is perfect. Classics,
favorites and a few interesting variations make up the
80 odd recipe.
Tess Mallos, Lansdowne Publishing, ISBN 184543076X
Beet Salad (Pancar Salatası) (Serves 6-8)
Ingredients
3 medium sized cooked beetroot
2 cups (16floz / 500ml) drained yoghurt
½ teaspoon caraway seeds
Salt
Freshly ground black pepper
1 tablespoon chopped mint
Fresh mint for garnish
Method: Peel and cool beets if freshly cooked. Cut beets
into ½ in (12mm) cubes. Reserve about ¼ cup beets and
set aside. Mix remaining beets into yoghurt with caraway
seeds and salt and pepper to taste. Mix in mint. Cover
and refrigerate to chill. Place in a serving bowl and
garnish with reserved beets and mint leaves. "Turkish
Cooking," p 34
‘ClassicalTurkish Cooking’
Traditional Turkish Food for the American
Kitchen.
One of the first books to introduca wide audience to
Turkh cuisine, this book is set against a backdrop of
Turkish history and culture. Turkish-born Ayla Algar has
written 175 recipes with details and anecdotes from her
own experiences. This is a must for anyone seriously
interested in a good all-round book. Its only drawback,
as some may see, is the lack of photography or
illustration.
Ayla Algar, Harper Perennial (a division of Harper
Collins) ISBN 0060931639
Apricot Ice Cream (Kayısılı Dondurma)
Ingredients: 2 pounds apricots, pitted and peeled 1 cup
sugar, 3 to 4 tabelspoons lemon juice
Method: Simmer apricots, covered, in a noncorrodign pan
with ¼ cup water until they are soft. Process in a food
processor and strain. Dissolve sugar in 1 cup water over
low heat, boil 5 minutes and cool. Stir syrup into
apricot puree and mix thoroughly. Add lemon juice to
taste, refrigerate until very cold, and store in a
freezer.
"Classical Turkish Cooking, Traditional Turkish
Food for the American Kitchen," p 249 (S.C)
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'Flavoursof İstanbul’
A selection from
original 19th century Ottoman recipes. Published both in
Turkish and English, this book focuses on the last days
of the Ottoman Empire. Recipes from cookbooks published
between 1844 and 1900 were reprinted and these alongside
the old recipes, wherever possible, have been included.
A significant introduction to the culinary practices of
the time sets the scene for the following 59 recipes,
all with larger than life accompanying images!
Özge Samancı and Sharon Croxford (yours truly) PMP
Publishing Group Inc. ISBN 9759185105
Shrimp Salad (Teke Salatası) (Serve 4)
Ingredients
1kg (2.2lb) raw shrimps
6-8 stems parsley, chopped
60ml (2floz) olive oil
20ml (2/3floz) lemon juice
½ teaspoon salt
Method
1. Wash shrimps and place in a large
pan of water.
2. Bring to boil and simmer for one or
two minutes.
3. Remove head and shell and place in
a bowl.
4. Add remaining ingredients, mix and
serve.
"Flavours of İstanbul a selection from
original 19th century Ottoman recipes," p 57 (S.C)
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FOTO di Un
altro piatto turco
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‘500
yearsof Ottoman cuisine’
The original Turkish publication of this book
seemed to make a mockery of its subject with its
paper-doll like images of sultans and the palace
kitchens. The
English edition thankfully has a much more mature look,
equaling its contents. Ninety-nine recipes accompany a
good introduction to the major aspects of Ottoman
cuisine.
Marianna Yerasimos, Boyut Publishing Group, ISBN
9752301614
Circassian Salad (Cerkez Salatası)
Ingredients
500g fresh greens beans
1 teaspoon thyme
for tarator sauce
150g roasted hazelnuts
3 slices stale bread
6-8 cloves garlic
1/3 cupa olive oil
3 dessertspoons vinegar
½ teaspoon salt
Method:
Clean the beans, boil whole for a few minutes in salted
water. Leave whole. To prepare the tarator sauce, first
remove the crusts from the bread and soak for 10-15
minutes in water. Remove and squeeze out water. Pound
hazelnuts and garlic in a mortar or put them in a
blender on a coarse setting. In a fairly wise bowl
combine the nuts and garlic with soggy bread and add the
olive oil and salt, kneading a little. Then make the
mixture thinner by gradually adding the vinegar,
continuing until it has taken on a pasty consistency.
Spread the sauce over the boiled beans, sprinkle a
little thyme on top and serve. “500 years of Ottoman
cuisine” p 216
(S.C) |
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UNA SERATA
ORIGINALE, DA HIKMET
CUCINA
UN AMBIENTE SEMPLICE ED ACCOGLIENTE
PER ASSAPORARE I PIATTI DELLA TRADIZIONE TURCA,
CURATI DA UNO CHEF D'ECCEZIONE. UNA DOLCE MUSICA
Voilà!
Anche Roma finalmente ha la cucina turca. Se ne sentiva la
mancanza anche perché - in mezzo a tanti ristoranti cinesi,
indiani, messicani e arabi che pullulano nella capitale - era
davvero imperdonabile non poter invitare un amico dicendogli
"Questa sera ti porto a mangiare turco". Ebbene a
rimediare a questo vuoto è stato Hikmet, da 11 anni chef
dell'ambasciata di Turchia. Hikmet ci aveva riflettuto
parecchio prima di decidersi al grande passo poi - con il
conforto della moglie e di qualche conoscente - ha
approfittato del fatto che un locale agli inizi della via
Nomentana si era liberato per mettere su anche lui il suo
bravo ristorante. Siamo andati a trovarlo e dobbiamo dire che
ne siamo usciti soddisfatti.
Ora
per apprezzare questo tipo di cucina, è necessario sapere che
la disciplina della tavola è una cosa molto importante per i
turchi ai quali ogni cultura - da quella Licia a quella
Ittita, da quella greca a quella romana, da quella bizantina a
quella ottomana - ha dato il suo contributo. Insomma la cucina
è una vera e propria arte. Essa comprende una grande varietà
di piatti a cominciare dagli antipasti (meze), alle sfoglie
formaggio e carne, ai legumi ripieni di carne o riso (dolma),
alle griglie arrosto e alle polpette (kebap e Kofye), alle
diverse varietà di riso (pilav), al pesce ed infine alla
frutta e ai dolci. Come in tutte le cucine, anche in quella
turca esistono degli alimenti onnipresenti quale la melanzana
che non può mancare nella preparazione di più di 40 tipi di
piatti, lo yogurt, i sottaceti, il formaggio bianco, le olive,
la cipolla, le insalate di qualunque tipo, la zucca. Tra i
piatti forti si trovano le minestre: c'è quella di yogurt (Yayla
çorbasi), quella di lenticchie rosse con il riso (Pirinçli
mercimek çorbasi), quella di pomodoro con riso (Pirinçli
domates çorbasi) ed anche quella di trippa (Iskembe çorbasi).
Una delle pietanze più note è l'insalata di melanzana (Patlican
salatasi). Ma non si può certo dimenticare lo yogurt diluito
con i cetrioli (Cacik), il pollo alla circassa (Cerkes tavugu),
i tortellini riempiti con carne tritata (Manti), il ripieno di
spinaci (Ispanakli borek), il pasticcio di struccioli di carne
(Talas boregi), le cozze ripiene (Midye dolmasi), la frittata
d'agnello alla ankariota (Kuzu Annkara tavasi), i peperoni
verdi con ripieno di carne macinata (Etli biber dolmasi).
Questi, naturelement, non sono che una minima parte dei
piatti turchi alcuni dei quali si possono gustare nel locale
di Hikmet sorseggiando dei buoni vini Kavaklidere o Doluca o
buttandosi direttamente sul raki dopo averlo preventivamente
allungato con acqua. Lui, Hikmet, sarà lì a consigliarvi il
menu. Lasciatevi dunque andare al piacere epicureo. Alla fine
non potrete che ringraziare il vostro anfitrione. Anche perché
i prezzi sono contenuti. (Ve.Inc)
__________________________-
Antichi
Sapori della Turchia
via Nomentana,81 (Porta Pia) 00161 Roma
Tel. 06-44251310
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| CULTURA/AMBIENTE
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L'ARCA SULL'ARARAT
IL VOLODELLE
COLOMBE
Un modello dell'arca di Noè,
costruito dagli attivisti di Greenpeace sul monte più alto della
Turchia, l' Ararat, è stato inaugurato nei giorni scorsi.
L'iniziativa aveva lo scopo di richiamare l'attenzione dell'opinione
pubblica mondiale sui rischi derivanti dai cambiamenti climatici.
Hanno partecipato all'inaugurazione il governatore di Igdir, Saim
Saffet Karahisarli, e circa 40 membri appartenenti a varie
organizzazioni ambientaliste internazionali.
Nel corso della cerimonia, il popolare attore Okan Bayulgen ha letto
la dichiarazione di Greenpeace "Monte Ararat", redatta in
turco, inglese, tedesco, russo, fiammingo e arabo. La dichiarazione
sottolinea come il riscaldamento del pianeta rischi di produrre
fenomeni di siccità, carestia, migrazioni di massa, innalzamento
del livello del mare e gravi alluvioni, che potrebbero mettere a
repentaglio il futuro del pianeta.
Dopo la lettura della cerimonia, dall'arca sono state liberate in
volo 194 colombe che rappresentavano tutti i Paesi del mondo: un
ricordo del gesto di Noè che lanciò in volo una colomba per
accertarsi che il diluvio fosse cessato.
L'arca, lunga 10 metri ed alta 4, è stata costruita da squadre di
falegnami turchi e tedeschi, sul monte Ararat. (AnsaMed) |
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"LA BASTARDA
DI
ISTANBUL"
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NARRATIVA
L'ULTIMO ROMANZO DELLA SCRITTRICE TURCA ELIF SHAFAK
SULLO SFONDO DI UNA TRAGEDIA STORICA
Dobbiamo
farvi una piccola confessione. Non abbiamo mai avuto eccessiva
simpatia per quella così detta intellighenzia, cui
appartengono in genere scrittori e letterati di sinistra, il
cui obiettivo – al là della qualità alle volte decisamente
notevoli – è dir male del proprio Paese, al limite della
denigrazione vera e propria. Ecco perché – nonostante la
critica consideri Elif Shafak la migliore scrittrice turca
dell’ultimo decennio – ci siamo accostati alla sua ultima
fatica, "La bastarda di Istanbul" con una qualche
prevenzione ben sapendo che l’autrice nel romanzo non aveva
trascurato di toccare un argomento, quello del genocidio
armeno (vero o presunto), che dovrebbe essere per la verità
più materia degli storici. Argomento quindi – si rifletteva
tra di noi – di certo interpretato secondo la logica di
quanti vedono nella Turchia, sia quella di un secolo fa, sia
quella odierna, il regime che ha calpestato e che tuttora
calpesta i diritti umani, mai disposto a riconoscere gli
errori del passato (veri o presunti).
Con questo stato d’animo abbiamo cominciato a leggere il
libro, per nulla convinti di andare avanti. Ma siamo andati
avanti, una pagina e poi un’altra pagina. Fino alla fine,
per una intera notte. Cara Shafak, tu non sei la migliore
scrittrice turca dell’ultimo decennio. Tu sei una
grandissima scrittrice, non solo in Turchia ma ovunque. Ed
il tuo libro è semplicemente straordinario. Se non fosse che
un po' in fondo ci vergogniamo, dovremmo dirti che ad un certo
punto della lettura di siamo commossi. Ecco, qui potremmo
anche chiudere il discorso e lasciare a chi vorrà andare ad
acquistare il libro la scoperta di un mondo, o meglio di due
mondi, così diversi dalla cultura occidentale: quello
tradizionale turco e quello tradizionale armeno. Ma sarebbe
troppo riduttivo. Vogliamo invece aggiungere, cara Shafa, che
quando parli della tragedia armena tu colpisci nel cuore molto
più di quello che ha fatto ad esempio Antonia Arlan nel suo
"La masseria delle allodole". Non c'è bisogno
infatti di ricorrere alla descrizione di violenze e di
efferati crimini per far conoscere il dramma di un popolo,
conseguenza di un nazionalismo esasperato che ovunque, ieri
come oggi, è la causa di tante atrocità. Bastano poche
pennellate, come quella che descrive di Hovhammes Stamboulian
portato via nella sua casa di Istanbul dai soldati di Enver
Pascià verso un destino già scritto. "Temo che dovrà
venire con noi", gli aveva detto il sergente, chissà
forse dispiaciuto di dover rispettare un ordine ingrato.
 |
Ne "La bastarda di Istanbul" si alternano e di
fondono due saghe, una complementare all'altra: quella della
famiglia Kazanci attorno alla quale ruotano Petima-Ma, la
figlia Gulsum, il nipote Mustafa, le nipote Cevriye, Banu,
Feride e Zeliha, la pronipote Asya che poi è una delle
principali protagoniste del romanzo; e quella armena dei
Tehakhmaknchain attorno alla quale la figura di Armanoush
primeggia su tutti: sulla nonna Shushan, sul padre Barsan,
sulle sorelle di questi (Surpun, Varsenig, Zarouhi), sullo zio
Dikran Stamboulion, sul cugino Kevork Kazaoglanian, sulla
madre Rose (l'americana).
Se Asya è il frutto di un tremendo segreto (è lei "la
bastarda") che la madre Zeliha non ha voluto mai rivelare
a nessuno e che solo la sorella Banu conosce tanto da
convincere il fratello Mustafa abere il veleno dalla ciotola
di ashure, il tessuto centrale del romanzo è il
tentativo da parte della scrittrice di far comprendere che
etnie e religioni non dovrebbero più, al giorno d'oggi,
essere ostacolo per le riconciliazioni tra popoli. Attraverso
i suoi protagonisti Elif Shafak lancia degli interrogativi. Da
lei non vengono risposte. Queste dobbiamo darle noi e capire
che l'amore - come quello tra la turca Zeliha e l'armeno Aram
- non ha colore di pelle né razze.
"<Ti ho portato del tè< gli disse lei. La brezza
primaverile accarezzò i loro volti, recando con sè da
lontano i molteplici profumi del mare, dell'erba nuova e dei
mandorli che stavano per fiorire a Istanbul.
<Grazie, amore>, rispose Aram....". (Veronica
Incagliati)
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Elif Shafak - "La bastarda di Istanbul"
Rizzoli editore pagg. 388 euro 18.50
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UNA MISTICA TRAVOLGENTE
I DERVISCI
ROTANTI
GLI 800 ANNI DELLA NASCITA
DI MEVLANA CELALEDDIN RUMI
RICORDATI A PALAZZO DELLA
CANCELLERIA CON UNO SPETTACOLO. INIZIATIVA
DELL'AMBASCIATA DI TURCHIA PRESSO LA SANTA SEDE E DEL
PONTIFICIO CONSIGLIO DI CULTURA
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Bisogna
proprio avere l'animo sgombro da qualsiasi pensiero per
comprendere appieno la musica Sufi. Bisogna entrarci
dentro e lasciarsi andare, magari chiudendo gli occhi e pensare
magari alla splendida Konya; perchè solo così, forse, si
possono cogliere i particolari e le sensazioni che vibrano
dagli strumenti.
A noi occidentali, per la verità, questa musica
filosofico-religiosa riesce difficile, più abituati come
siamo ai canti gregoriani e a cori sostenuti. A molti poi le
figure dei dervisci - che in assoluto silenzio ed in perfetta
sincronia ruotano su se stessi per un tempo che appare
infinito - lasciano in fondo indifferenti. Semmai, ci si
chiede come riescano a superare quel senso di vertigine che a
tutti noi sarebbe naturale dopo quel continuo girare. Eppure
si rimane ugualmente incantati, specie quando lo spettacolo è
perfetto e non mostra la minima sbavatura. E quello che ci è
stato proposto a palazzo della Cancelleria, a Roma, rientra in
questo elenco.
Organizzato dall'ambasciata della Turchia presso la Santa Sede
- in occasione delle celebrazioni per la ricorrenza della
nascita di Mevlana Celaleddin Rumi (800 anni) - e con
l'apporto del Pontificio Consiglio della Cultura che ha
ospitato la manifestazione nella cinquecentesca sede romana,
la danza dei dervisci cui abbiamo assistito martedì scorso
non poteva certo non impressionare. Sarà stato per l'ambiente
nel suo insieme, sarà stato perché la cornice del Salone
dei 100 giorni con gli affreschi del Vasari e dei
suoi scolari (Fatti della vita di Paolo III Farnese),
sarà stato perché il palazzo tutto gronda di ricordi alcuni
dei quali truculenti come l'assassinio di Pellegrino Rossi
ministro di Pio IX, per questo ed altro ancora per un'ora
circa abbiano messo da parte i nostri problemi ed i nostri
affanni e ci siamo abbandonati anche noi al rituale (sama)
della danza racchiuso in una sola strofa: "Se tagli un
atomo, vi troverai un sole e dei pianeti che vi ruotano
intorno".
Per chi non lo sapesse, la cerimonia - che per tradizione
secondo il pensiero islamico ha luogo il lunedì sera - vede i
dervisci entrare indossando una lunga veste bianca ed una |
gonna che
rappresentano il sudario e sopra questi abiti portano un
voluminoso mantello nero che simboleggia la loro tomba
terrena. L'alto cappello di feltro a forma conica rappresenta
invece la pietra tombale.
Lo spettacolo della Cancelleria - presenti l'ambasciatore
Dogan Akdur , il cardinal Paul Paupard ed il cardinal Sergio Sebastiani nonché tutto il
jet-set della capitale -
voluto tra l'altro per arricchire le relazioni
bilaterali tra Vaticano e Turchia nonché per
contribuire ad un maggior dialogo interculturale - era forte
di 33 componenti il complesso presieduto dal direttore
generale del dipartimento delle Ricerche e dell'Educazione del
ministero del Turismo turco, Celik Gungor. La nostra cerimonia
- come qualsiasi altra cui si puo assistere in Anatolia - ha iniziato
con un canto eseguito dall'hafiz, un officiante che
conosce il corano a memoria. Dopo avere intonato una preghiera
per Mevlana, ha lasciato prima al suono del timpano e poi a
quello del flauto di canna (ney), il compito di
introdurre i dervisci nella pista sotto la guida del loro
sceicco (Seyh).
Scrive in proposito Tom Brosnahan: "Quando i dervisci
passano davanti al punto della sala che corrisponde alla
posizione cerimoniale dello sceicco, si fanno inchini
reciproci. Dopo tre giri i dervisci lasciano cadere il
mantello nero, gesto che sta a simboleggiare la liberazione
degli affanni e dai vincoli di questo mondo. Uno dopo l'altro,
con le braccia ripiegate sul petto, si avvicinano allo
sceicco, si inchinano, gli baciano la mano, ricevono le
istruzioni che gli sussurra all'orecchio, poi iniziano a
pirorettare sul pavimento per abbandonare la vita terrena e
rinascere in unione mistica con Dio....".
Ci fermiamo qui con la descrizione di Brosnahan ed anche con
la nostra povera cronaca. L'invito - per chi dovesse andare in
Turchia, magari Cappadocia - è di non lasciarsi sfuggire uno
spettacolo del genere. Fa bene, purifica. E per carità, non
battete le mani fino a quando l'ultimo derviscio si sia
ritirato. Alla Cancelleria non è stato così, nonostante che
il prof. Ismail Taspinar nella sua prolusione avesse avvertito
di non farlo. Ma si sa, a palazzo riecheggiano ancora i
clamori di Antonio da Montecavallo, architetto, che quando
vedeva il Pontefice lo applaudiva a gran voce per
ingraziarselo e per scalzare Bramante. (Veronica
Incagliati) |
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ARTE
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52°
ESPOSIZIONE
INTERNAZIONALE
GLI
"INCIDENT'S"DI
ALPTEKIN A VENEZIA
Una
visione aperta al mondo e radicata nel locale, che
spazia dalle spiegge di Rio e Bombay alla georgiana
Tiblisi, quella che Huseyin Alptekin ha portato nella
città dei Dogi per rappresentare la Turchia alla 52/a
Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia.
"Don't complain" (Non lamentarti), è il
titolo della struttura in legno composta da singole
celle che riproducono un luogo di ristori dell'Asia
occidentale. L'opera è stata pensata dall'artista
assieme al curatore Vasif Kortun, direttore del
<Lapform Garanty Art Center> di Istanbul, durante
un viaggio a Tblisi. Al muro, schermi come quadri dove
si sovrappongono istantanee in dissolvenza di individui
e gruppi di diversi luogo del mondo. In una delle celle,
struggenti dissolvenze di africani ed indiani che
controluce camminano e giocano sui lungomare di Ipanema
e Juhu Tara. Sono incidents, eventi incidentali,
storie spezzate, flash di culture diverse che si
compenetrano nella globalizzazione, immagini che fanno
riflettere sui rapporti tra ecologia ed economia(come la
spartizione di immondizie di un nigeriano in una strada
di Istanbul), ma anche politica, media, ideologia: con
le madri del Kossovo e di Cecenia che stringono al cuore
le immagini dei caduti:
"Quando si dice a qualcun'altro di non lamentarsi -
spiega Alptekin - si sta già lamentando. Far la morale
non serve".
"Contro il neocapitalismo imperiale - aggiunge -
possiamo sviluppare modeste proposte che possono indurre
lievi mutamenti negli individui e nelle loro
anime". (Ansa) |
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SPETTACOLI/MODA
IL FESTIVAL
DI CANNESUN
PREMIOA
FATIH AKIN
Vincitore del
premio per la migliore sceneggiatura al Festival di
Cannes è stato il tedesco di origine turca Fatih Akin, autore
e regista di "The Edge of Heaven", un film che
racconta il destino di sei personaggi tra Germania e
Turchia in cerca di riconciliazione e perdono.
Nato ad Amburgo il 25 agosto del 1973, figlio di
immigrati turchi, Fatih Akin è il primo regista tedesco
ad aver vinto dopo 19 anni l'Orso d'oro al festival di
Berlino, con il film "La sposa turca". (Apcom)
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14°
FESTIVAL JAZZ
DI ISTANBUL
MUSICA
AD APRIRE LA MANIFESTAZIONE, CHE
SI TERRA' DAL 3 AL 18 LUGLIO, SARA' L'ARTISTA
NORAH JONES. IN CALENDARIO I PIU' BEI NOMI
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This year the 14th
International Istanbul Jazz Festival will take place
from July 3-18. With almost 40 concerts
at various venues, the Festival embraces both jazz and
other styles like pop, classic & alternative
rock, world music, Latin and more. Glowing
with a program of stars to celebrate the 35th
anniversary of the Istanbul Foundation for Culture and Arts
(İKSV), the festival will host renowned artists
and groups. One of the most important guests at the
festival is the young and talented singer
Norah Jones. She was expected to perform in Turkey for
years and now she will take to the stage in Harbiye Açıkhava
Concert Hall on August 1. The venues for the
festival are Istanbul Archaeological Museum, Hagia
Eirene Museum, Cemil Topuzlu Open Air Theater, Esma
Sultan Yalısı, European Jazz Club Institut
Français d'Istanbul, Istanbul Jazz Center, Istanbul
Modern Sculpture Garden, Kemer Golf and Country Club,
Nardis Jazz Club, Sepetçiler Kasrı, Şan
Theater, Foundation of Surp Agop Hospital. The 14th
International Istanbul Jazz Festival, a prestigious
event on the calendar,
is sponsored by Garanti bank. Besides hosting the most
important female name in jazz Jones, there will be
performances by Robert Plant, the front man for
charismatic rock band Led Zeppelin. He will be onstage
on July 4, with his new band ‘Robert Plant & The
Strange Sensation,' which he founded after the release
of his solo album Dreamland in 2002. Robert Plant is
among the few rock veterans to have maintained his
contemporary approach to music in a career spanning from
the 1970s to this day. Bryan Ferry, one of the most
innovative, distinctive singers to arrive
on the pop scene, will take his place on stage once
again at the Istanbul Jazz Festival after seven years.
Robin Gibb, one of the soloists of Bee Gees fame, will
face audiences with a very special project. The Bee Gees,
discovered by the famous Turkish music
producer Arif Mardin have become known as one of the
five biggest pop acts
of all time,
with a 40-year musical
career and 180 million album sales,
under Mardin's expert production. They will perform on
July 10.
Frank Sinatra classics: Another concert at the festival
this year is Jazz at Lincoln
Center Orchestra. Jazz at Lincoln Center Orchestra, is a
superb gathering of fifteen major jazz musicians. The
band is fronted by Wynton Marsalis, the man who has
succeeded through his extraordinary versatility, in
projecting the notion of the ‘big band' into the
future. A surprise name at the festival is Michael
Bolton. His talent helped him sell 53 million albums;
eight top ten albums, two number one singles on the
Billboard charts, and awards from both the American
Music Awards and Grammies. Bolton will take the stage on
July 3 in Sepetçiler Kasrı with his project, which
he dubs Frank Sinatra classics, titled “Michael Bolton
Swings Sinatra.” There will be concerts in Esma Sultan
Yalısı starting on July 4 with Sicimoğlu
and his band Latin All Stars
Young talents in jazz: As part of the festival, four
groups have been selected by the Young Jazz Evaluation
Committee to perform at the "Young Jazz"
concert series. The groups are ‘3 Sebep,' ‘Evo
Trio,' ‘Nuance,' ‘Septafon.'
Finalists were
determined by the "Young Jazz Evaluation Committee,"
which consisted of Cengiz Baysal, Hülya Tunçağ,
Kerem Görsev, Önder Focan, Pelin Opcin, Seda Binbaşgil
and Sevin Okyay. These groups now have the chance to
perform in the European Jazz concert series. Concerts
will be free of charge and open to all who want to
attend.
There will also be jazz concerts on the festival boat
and in Istanbul's streets. Tickets
are available at www.biletix.com,
tr (Turkish Daily News)
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Successo
del concerto-meditazione del domenicano Padre
Giuseppe Gandolfo, titolare dell’organo della
Cattedrale cattolica di Istanbul Turchia, che si è
tenuto nella chiesa parrocchiale
di Santo Stefano al Mare. Il Maestro ha suonato l’Organo Fratelli Collino 1886, appena
restaurato. Le
musiche - che erano quelle di grandi compositori -
sono state accompagnate da due
artiste turche: la Soprano Bilge Gorlan e la
mezzosoprano Isin Guyer.
Il ben noto domenicano ha già dato concerti a Londra e a
Praga oltre che in molte città italiane, soprattutto in
S. Petronio a Bologna.
Padre Gandolfo - che dal 1993 vive nel centro di Istanbul
- durante la visita del Pontefice in Turchia aveva
accompagnato le celebrazioni liturgiche suonando
l’organo.
In Turchia è molto conosciuto ed apprezzato come
interprete della musica organistica italiana
dell’ottocento.
Il concerto organizzato dal Comune e dalla Parrocchia,
ha ulteriormentye
valorizzato il prezioso patrimonio degli organi della
Chiesa e dell’Oratorio di Santo Stefano al Mare,
restaurati con il contributo di tutta la popolazione.
IL
CURRICULUM
Fra Giuseppe Gandolfo, sacerdote cattolico e frate
dell’Ordine dei Predicatori, è nato a Serole, nelle
Langhe (prov. di Asti) il 21/05/1949.
Amante fin da bambino della musica da chiesa e di quella
popolare, ha appreso a suonare con maestri privati, cioè
da alcuni confratelli. Poi all’età di 28 anni si
iscrisse e frequentò il Conservatorio di Stato "Giambattista Martini" di Bologna, ottenendo in soli
cinque anni di frequenza e con buoni voti il diploma in
organo e composizione organistica.
Ha esercitato la sua attività musicale con una notevole
serie di concerti a partire dagli inizi degli anni ’70
fino al presente.
Oltre allo studio del canto gregoriano e della liturgia
cattolica moderna, Fra Giuseppe si è dedicato da molto
tempo alla ricerca e all’approfondimento della
letteratura organistica italiana del secolo XIX. Questa
ottima letteratura di stampo operistico è ora più
conosciuta di quando, una trentina di anni fa, il nostro
organista eseguiva nei concerti, o talora anche in
chiesa, musiche ottocentesche festosamente ritmiche e
teatrali, destando a volte, sia allora che adesso, un
compiaciuto stupore o l’ilarità generale.
Ha dato concerti in molte città d’Italia e alcuni
all’estero (Londra, Praga) e, dal ’93 fino ad oggi,
a Istanbul in Turchia. Qui sono stati allestiti anche
concerti di buon livello per coro e organo, oppure
tenore, soprano o mezzosoprano - solisti o insieme - con
accompagnamento di organo. Uno di questi concerti,
sponsorizzato dalla Banca Yapý Kredi, eseguito nella
chiesa dei Frati francescani conventuali di
Sant’Antonio nel cuore di Istanbul, ebbe notevole
risonanza. Il 29 novembre di quest’anno ha suonato
l’organo durante la Santa Messa celebrata a Efeso nel
Santuario di Meryem Ana da Papa Benedetto XVI.
Esercita ora la sua professione nella Cattedrale
cattolica latina di Istanbul e nella Chiesa dei SS.
Apostoli Pietro e Paolo in Galata. Qui è conosciuto ed
apprezzato soprattutto come interprete di musica
organistica ottocentesca italiana e come improvvisatore
estroso e ricco di fantasia. (Don Umberto Toffani/Radio
Amicizia)
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DALLA
PREDICA
ALLA
MUSICA:
IL
CONCERTO
MEDITAZIONE
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Successo
di Padre
Giuseppe Gandolfo,
titolare
dell'organo della
Cattedrale cattolica
di Istanbul, che
ha suonato nella
chiesa di S. Stefano
al Mare
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| LA
MODA
ITALIANA
NON
E'
ACQUA
L'APPUNTAMENTO
IL
TRIONFO
DI UNA MANIFESTAZIONE CHE
HA VISTO RIUNITI IN TURCHIA LE FIRME PIU'
PRESTIGIOSE. LE COLLEZIONI 2007-2008
Era
un
appuntamento attesissimo. Ed è stato un vero e proprio
successo: per l'Italia soprattutto e per la
Turchia - Paese che rappresenta una delle economie
emergenti tra le più dinamiche nel panorama mondiale -
dove è stato ospitato il nuovo evento organizzato da
Camera Nazionale della Moda Italiana in collaborazione
con l'Istituto per il Commercio Estero per la promozione
dei giovani stilisti italiani. L'evento, che ha visto la
realizzazione di due differenti sfilate, una nella sede
dell'Ambasciata Italiana ad Ankara l'1 giugno e la
seconda il giorno seguente nella sede del Consolato
Generale di Istanbul, era stato inserito
nell'ambito delle attività di promozione straordinaria
del Made in Italy in Turchia ed ha avuto lo scopo di
richiamare l'attenzione dei consumatori e degli
operatori turchi verso il nostro Paese. Hanno sfilato sulla
passerella le collezioni a/i 07/08 dei giovani stilisti
italiani, che partecipano al progetto " Incubatore della
Moda", volto a sostenere i nuovi talenti e le nuove
imprese del settore, promosso dal Comune di Milano nonché
progettato e coordinato da Camera Nazionale della Moda
Italiana. L'iniziativa è stata indirizzata ad un pubblico
selezionato di buyer, giornalisti, personalità
politiche e vip. All'evento hanno aderito numerose giovani
griffe come Andrea Turchi e Oxygène Lumière, i quali
hanno già presentato le loro collezioni durante
l'iniziativa "Primavera
Italiana in Giappone" lo scorso aprile a Tokyo
riscuotendo un notevole successo, oltre ai debuttanti
Claudio Montias e Cristian Luppi. In concomitanza alla
manifestazione, era inoltre allestita la mostra ideata
e realizzata da Camera Nazionale della Moda Italiana
intitolata "Espressioni di stile sul tema della
bandiera italiana" per la realizzazione della quale
si erano impegnate importanti maison come Alviero
Martini, Alessandro De Benedetti, Debora Sinibaldi,
Emilio Pucci, Enrico Coveri, Erreuno, Etro, Gai Mattiolo,
Gattinoni, Iceberg, La Perla, Laura Biagiotti, Mariella
Burani, Max Mara, Missoni, Roberto Cavalli, Rocco
Barocco, Salvatore Ferragamo e Trussardi, che con l'uso
di ago e filo hanno reinterpretato il Tricolore.
L'allestimento di questa mostra, dopo essere stata
inaugurata durante l'edizione di < Milano Moda Donna> del
febbraio 2004 ed aver toccato con successo città come
Londra, Tokyo ed Amburgo, è approdata ad Ankara ed
Istanbul riscuotendo lo stesso numero
di consensi. (ModaOnline.it)
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MA ANCHEIL
MADE IN ISTANBUL NON
SCHERZA
E' arrivata
dal Bosforo la carica dei nuovi stilisti turchi
pronti a sferrare la loro offensiva ai colossi dell'italian
style
E'
arrivato dal Bosforo
la carica dei nuovi stilisti turchi pronti a sferrare la
loro offensiva ai colossi dell’italian style. Dopo
Balizza è approdato a Milano anche Nedo. Il marchio
creato e disegnato dalla stilista di Istanbul Nedret
Taciroglu ha recentemente esordito a Milano con uno show
delle sue creazioni di moda femminile e ora ci riprova
con l’obbiettivo di presentare a settembre i suoi capi
sulle passerelle ufficiali del Calendario di Milano Moda
Donna. Inutile dire che le trattative con la Camera
della Moda Italiana, ente organizzatore delle sfilate
all’ombra della Madonnina, sono in pieno svolgimento.
Milano è infatti per la stilista la vetrina ideale da
cui partire per farsi strada in Italia instaurando
contatti sempre più diretti con i buyer in vista, perché
no? Dell’apertura di nuovi canali distributivi e
probabilmente anche di boutique in occidente.
Sicuramente alla fine Nedret la spunterà sia perché
Milano è sempre più aperta all’ingresso e al debutto
di nuovi talenti "globali" sulla sua pedana e
sia anche perché non solo la maggior parte dei suoi
fornitori, soprattutto di tessuti, si trova nello
stivale e in special modo nel distretto lariano, ma
anche perché il suo originale progetto creativo, come
dicono i suoi portavoce, è "sospeso fra due mondi,
moda e design, rappresentando un ponte ideale, un po’
come la Turchia, fra la cultura occidentale e quella
orientale". Il che in sostanza promette bene dato
che, racconta la stilista "ho sempre avuto un
pubblico internazionale e cosmopolita che è poi il mio
target e le mie collezioni rispecchiano questo gusto,
trasversale e attento alle origini". E la
collezione autunno-inverno 2007/2008, presentata a Milano,
riflette pienamente questa linea di pensiero: abiti dai
preziosi ricami e dai drappeggi
"tridimensionali" in tessuti ricercati virati
in colori intensi come il rosso fuoco e il blu oltremare
e decorati dai motivi floreali stilizzati delle
maioliche del Topkapi, l’antica residenza dei sultani
ottomani a Istanbul. Una collezione decisamente ispirata
alla forza espressiva delle grafiche astratte della
tradizione artistica islamica, a metà fra moda e
design, in perfetta sintonia, del resto, con la duplice
cifra del marchio.
Non a caso non solo dal 1998 la Nedo è anche sinonimo
di accessori per la casa, essenzialmente piatti,
bicchieri e recipienti ma Nedret Taciroglu è anche
laureata in arte e interior design. "Se nella moda
tendo a recuperare l’allure storica della tradizione
turca — spiega la stilista — di contro nelle
collezioni di vasi, piatti e bicchieri che
|
realizzo in
vetro e ceramica, tendo a
estremizzare l’essenzialità
privilegiando linee pulite e moderne coerenti con
l’estetica del nuovo design turco". Uno stile globale
che è piaciuto perfino a Nancy Reagan. Per la first
lady americana, conosciuta in un viaggio promozionale
del Made in Turkey alla metà degli anni ‘80
negli
Stati Uniti, la Taciroglu ha creato su misura diciotto
abiti da sera in pelle ricamati di pietre preziose e
ornati da disegni mutuati in parte dalle calligrafie
ottomane e in parte ispirati a grafiche a citazione
western in colori sgargianti. "Il capo più eclatante?
Una guepiere turchese cosparsa di pietre naturali"
ricorda la Taciroglu. Inevitabile il ritorno
d’immagine oltreoceano e a livello internazionale. Non
a caso dal 2000 le collezioni a etichetta Nedo sono in
vendita a New York da < Saks Fifth Avenue>, un prestigioso
department store d’oltreoceano presidiato dalle griffe
più importanti del mondo. E per ribadire il suo legame
a doppio filo con il mercato a stelle e strisce, Nedo ha
in cantiere una linea di capi in edizione limitata che
saranno svelati in occasione della presentazione della
collezione per la primavera 2008.
"Il progetto si chiama Nedo first lady — anticipa la
stilista — e punterà su tre riedizioni dei modelli più
d’impatto a suo tempo disegnati per Nancy Reagan ma
comprenderà anche proposte sia da gran sera che per il
tempo libero da me studiate pensando alle sempre più
numerose donne di potere presenti sulla scena politica
internazionale". Che sia un invito rivolto a Madame
Sarkozy piuttosto che a Angela Merkel o Flavia Prodi?
Una cosa però è certa: se nell’agenda delle sue
clienti "di rango" la Taciroglu già può
vantare la moglie del presidente turco Semra Sezer che,
come la designer tiene a precisare, " veste con
grande sobrietà", Nedo sta già pensando ad abiti
modellati sulla personalità di Hillary Clinton o di
Veronica Lario, amica del primo ministro turco Erdogan.
Proprio il Governo turco non solo è un grande promotore
dello stile nazionale ma anche un finanziatore dei
progetti imprenditoriali delle nuove leve della moda
locale. "Da noi in questo momento c’è una grande
attenzione alla moda — racconta la designer — il
settore del tessile è in crescita anche grazie alle
esportazioni di denim e a Istanbul c’è un intero
quartiere chiamato Nisantasi, che per offerta di grandi
marchi internazionali è paragonabile al quadrilatero
milanese". Neanche a farlo apposta i brand più
presenti in assoluto sono proprio quelli italiani. (Enrico
Maria Albamonte/la
Repubblica.it)
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SPORT
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BRASILE-TURCHIA
DELUDENTEPAREGGIO
(0-0)
Brasile e Turchia hanno
pareggiato 0-0 in un match amichevole giocato in Germania, a
Dortmund. Tra le file dei verdeoro il milanista Kakà ha giocato
solamente nell'ultima mezz'ora subentrando a Elano. Il romanista
Doni invece è partito fra i titolari. Fra gli "italiani"
in campo anche l'interista Maicon. La stella del Barcellona
Ronaldinho è entrato in campo all'inizio del secondo tempo al posto
del madridista Robinho. (Rai Sport)
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LA SUPERCOPPA VOLA
IN GERMANIA
Per la seconda volta nella sua
storia la Supercoppa Turva emigra oltre i confini nazionali. Come
già l'anno scorso, anche in questa edizione il trofeo verrà
messo in palio in Germania: la gara tra Fenerbahce e Besiktas si
giocherà, infatti, il prossimo 5 agosto a Colonia. In Germania
esiste la comunità turca più numerosa di tutta Europa, quindi i
tifosi allo stadio non mancheranno di certo. (Sportevai.it)
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ROBERTO CARLOS,
AVVENTURA AL FENERBAHCE
Roberto Carlos lascia il Real Madrid
per trasferirsi in Turchia al Fenerbahce. L'esterno della
Nazionale brasiliana già dallo scorso anno aveva manifestato la
volontà di trasferirsi in Turchia, stanco ormai delle
contestazioni cui è oggetto al Bernabeu. "Sono molto felice
di giocare con il Fenerbahce dalla prossima stagione". Poi il
brasiliano ha pronunciato le sue prime parole in turco: "Fenerbahce,
il più grande. Fenerbahce, il campione".
L'agente del giocatore ha rivelato che Roberto Carlos fece una
promessa al Fenerbahce lo scorso anno e, svela "Roberto
Carlos mantiene sempre le sue promesse". Ovviamente contento
dell'acquisto il vicepresidente del club di Istanbul, Murat
Ozaydinli, che può vantare l'ingaggio di uno dei giocatori più
prestigiosi del mondo: "Abbiamo ingaggiato un grande
calciatore che si sposa perfettamente con la tradizione del
Fenerbahce. Per questo bisogna ringraziare il presidente".
Roberto Carlos sarà presentato alla stampa turca nei prossimi
giorni. L'accordo è stato trovato sulla base di un contratto
biennale più l'opzione per una terza stagione. (Dr.Sport)
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TENNIS
IL
SOGNOINFRANTO
Si è
spezzato nel secondo set il sogno della francese Aravane Rezai
di conquistare il primo titolo Wta della carriera dopo una settimana
nella quale aveva battuto giocatrici del calibro di Venus Williams e
Maria Sharapova. Nella finale della Istanbul Cup (200.000 $, tier
III, terra battuta) la 20enne franco-iraniana ha dovuto lasciare
strada alla n. 2 del seeding Elena Dementieva, a secco di titoli del
circuito maggiore dallo scorso mese di agosto quando trionfò sul
cemento di Los Angeles.
Purtroppo il sogno della finale per la Rezai si è fermato al
terzo gioco del secondo set. La francese già sofferente al braccio
nella giornata di venerdì, si è dovuta ritirare quando si
trovava sotto 7-6(5),3-0 lasciando via libera alla russa che ha
portato così a casa il settimo titolo della carriera. Oltre a
Istanbul e a Los Angeles 2006, la Dementieva, n. 14 WTA, aveva vinto
il tier I di Tokyo nel 2006, il torneo di Hasselt nel 2004 e tre
titoli nel 2003 (Amelia Island, Bali, Shanghai).
Per la Rezai una settimana comunque da ricordare. In precedenza la
giocatrice francese non era mai andata oltre i quarti di finale in
un torneo WTA. La finale di Istanbul le permette inoltre di fare un
balzo nella classifica mondiale di ben 16 posizioni fino a salire al
n. 43, a sole 3 piazze del suo best ranking, ottenuto nel gennaio di
quest'anno. (Pianeta
Tennis)
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