Arretrati 

Anno 8° N.8

<TURCHIA OGGI> - A PARTE LA DOCUMENTAZIONE DELL'AMBASCIATA DI ITALIA AD ANKARA E DELL'ICE DI ISTANBUL - SI  AVVALE PER LE NOTIZIE E GLI ARTICOLI RIPORTATI SUL SUO WEB, E NATURALMENTE RELATIVE ALLA TURCHIA, DELLE NEWS GIA' APPARSE  IN ALTRI SITI O GIA' PUBBLICATE SU QUOTIDIANI E RIVISTE. NON FA ALTRO CHE ASSEMBLARLE, NELLA CONVINZIONE CHE SIANO DI MAGGIORE UTILITA' PER QUANTI HANNO UN QUALCHE INTERESSE PER QUESTO PAESE. <TURCHIA OGGI>, AD OGNI MODO, E' SEMPRE A VOSTRA DISPOSIZIONE.

 

PRIMO PIANO

Buyukanit_ed_Erdogan

 

QUO VADIS?

LA TURCHIA AD UN BIVIO DOPO CHE IL MINISTRO DEGLI ESTERI 
ABDULLAH GUL HA GETTATO LA SPUGNA NELLA CORSA ALLA
ELEZIONE PER IL NUOVO CAPO DELLO STATO, NEL PAESE DELLA
MEZZALUNA SI FA SEMPRE PIU' DURO LO SCONTRO LAICI-RELIGIOSI

La domanda che si pone in queste ore la Turchia, e non solo questa ma tutto il mondo occidentale, è una sola: che cosa succederà adesso nel Paese della Mezzaluna dopo che il ministro degli Esteri e vice-premier Abdullah Gul ha gettato la spugna nella corsa a nuovo Capo dello Stato? Stando al 2° comma dell'art. 102 della Costituzione (che cita testualmente: "l'Assemblea Nazionale che non riesca ad eleggere il presidente della Repubblica, deve andare immediatamente alle elezioni"), le consultazioni politiche - le quali da novembre erano state già spostate al 22 luglio - dovrebbero essere anticipate ulteriormente e fissate al più presto possibile, non oltre il 24 giugno. In realtà non è così semplice come potrebbe sembrare a prima vista. La questione - come riporta il collega Lucio Leante corrispondente per l'agenzia <Ansa> da Ankara - ha infatti un sottofondo politico "dato che l'Akp ha interesse a tenere le elezioni nella data fissata, in piena calura estiva, quando la maggioranza degli elettori dei partiti laici va al mare, mentre il suo elettorato rurale, resta a casa e al lavoro". Nello scontro tra partito della maggioranza ed opposizione - che poi è lo scontro tra religiosi e laici e sotto sotto più direttamente tra il Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan ed il Capo delle Forze Armate turche, gen. Yasar Buyukanit - l'ultima parola ancora una volta dovrebbe spettare Al Comitato Superiore delle Elezioni e alla Corte Costituzionale, quest'ultima chiamata recentemente a respingere alcuni tentativi dell'Akp (nella fattispecie quelli del presidente del Parlamento Bulent Arinc che avrebbe voluto convocare l'Assemblea Nazionale per una terza votazione il 9 maggio) di ingarbugliare la già contorta matassa. In tutto questo bailamme a pagare le conseguenze è comunque e solo la Turchia nei confronti della quale l'Unione Europea ha dimostrato da tempo ben poca amicizia. Le incertezze di queste ultime settimane e le voci fatte girare artatamente su presunti golpe militari hanno ulteriormente irrigidito Bruxelles dove le solite "teste d'uovo" sono sempre pronte per prendere la palla al balzo per gridare ai quattro venti che la Turchia non è assolutamente pronta per il grande passo verso l'UE. Tutto questo è malafede dichiarata. Noi di <Turchia Oggi> ci auguriamo che il Paese - il quale già anni addietro ha dato prova di poter reagire a momenti difficili con volontà, sacrifici e soprattutto carattere - anche questa volta sappia imboccare la strada migliore, quale quella che sia. Non spetta a questo sito prendere posizione, anche perché - per comprendere come stanno realmente le cose - occorre viverle sul posto; e del resto i reportage giornalistici non sempre sono obiettivi, specie quelli delle nostre testate nazionali. Aspettiamo, dunque! Anche alla luce della presa di posizione della Tusiad, anche alla luce dell'approvazione in prima lettura, in Parlamento, di un emendamento costituzionale che prevede l'elezione diretta del Capo dello Stato. Non solo, ma anche - cosa più importante - alla luce dell'unificazione sancita tra i partiti di destra Anap e Dyp e all'accordo elettorale tra i partiti di sinistra democratica Chp e Dsp.(Turchia Oggi)

 

PRIMO PASSO
VERSO L'ELEZIONE
DIRETTA

Il_Patrlamento_turco

Il Parlamento turco ha approvato, in prima lettura, un emendamento costituzionale che prevede l'elezione diretta del Capo dello Stato (per 5 anni rinnovabili per altri 5). Tuttavia il cammino della riforma, che è stata proposta dal partito filoislamico del premier Recep Tayyip Erdogan anche per ragioni elettorali, e che farebbe della Turchia una Repubblica semi-presidenziale, appare lungo e molto accidentato, anche perché soggetto al possibile veto dell'attuale presidente, a contestazioni in sede di Corte Costituzionale e ad un probabile referendum costituzionale.
L'emendamento è stato approvato con 356 voti a favore, superando il quorum minimo dei tre quinti (330) del totale dei deputati (550, ma in seconda lettura nelle prossime ore dovrebbe ricevere l'approvazione di almeno due terzi dei deputati e cioè 367 voti favorevoli. Se sarà votato da un numero di deputati intermedio tra 330 e 367 esso dovrà essere sottoposto a referendum popolare costituzionale. Se invece otterrà i due terzi (367) l'emendamento sarà approvato, ma potrà essere rinviato dal presidente della Repubblica al Parlamento per un riesame e poi eventualmente da lui sottoposto alla Corte Costituzionale.
L'ipotesi di un veto presidenziale e di probabili ricorsi alla Corte Costituzionale è resa probabile dal fatto che il cambiamento del modo di eleggere il presidente (dalla attuale procedura parlamentare indiretta a quella popolare diretta)  - secondo gli esperti - entrerà in conflitto con altre parti della Costituzione (come quella sui poteri del premier e quella sulla procedura di scioglimento del Parlamento)

SI DIMETTONO
TRE MINISTRI

Tre ministri si sono dimessi in Turchia mentre nel Paese si stanno organizzando 2 nuove manifestazioni "per la laicità della Repubblica".
In vista del voto politico (22/7) e per assicurare che il processo elettorale non subisca influenze politiche, si sono dimessi i ministri dell'Interno, della Giustizia e dei Trasporti, già sostituiti. Intanto si stanno organizzando manifestazioni per il 13 e 20 maggio a Smirne e Samsun in vista dell'elezione del Capo dello Stato rimandata al 24 giugno. (Ansa)

La riforma è stata escogitata con una evidente fretta dal partito Akp di Erdogan, quando sono svanite le sue speranze di eleggere con l'attuale procedura parlamentare un suo esponente, l'attuale ministro degli Esteri Abdullah Gul a Capo dello Stato. Inoltre essa è stata escogitata dall'Akp come arma nelle elezioni anticipate fissate al 22 luglio dove Erdogan sembra intenzionato a giocare in chiave populista la carta del "partito-vittima" e il cui riformismo democratico sarebbe bloccato dalle istituzioni statali kemaliste.
Il Parlamento stesso ha approvato sempre in prima lettura una riduzione della durata della legislatura da 5 a 4 anni, anch'essa una riforma "popolare".
L'Akp, che conosce bene le difficoltà della sua riforma costituzionale, sembra intenzionata ad usarla in chiave elettorale. Esso sa che le elezioni anticipate estive saranno una dura battaglia per l'Akp anche perché l'unificazione di pochi giorni fa tra i due partiti laici di centro destra (Anap e Dyp) fusi nel "Partito democratico", e l'accordo elettorale raggiunto dai due partiti di sinistra democratica (Chp e Dsp) hanno creato due aggregazioni perfettamente capace di riprendersi i loro voti di protesta confluiti nel 2002 nell'Akp,
Potrebbero anche intercettare il "risveglio laico" delle scorse settimane contro il tentativo del partito filoislamico di eleggere un suo candidato alla presidenza della Repubblica che è stato sempre il principale bastione della legalità laica repubblicana.
Infine se come sembra, oltre l'Akp, altri 3 partiti (Partito democratico, Chp-Dsp e Mhp) passeranno la soglia del 10% che alle elezioni del 2002 garantì al partito di Erdogan quasi i due terzi del Parlamento pur avendo ottenuto solo il 34% dei voti, si comprende perché l'Akp di Erdogan abbia la sensazione che i tempi delle "vacche grasse" per esso rischino di tramontare per sempre. (Ansa)

 

 

 

 

 

 

SCONTRO TUSIAD-ERDOGAN

LA SITUAZIONE TURCA
AL PRIMO MINISTRO CHE NON AVEVA
GRADITO QUELLA DA LUI GIUDICATA
UNA INTERFERENZA SULLE
DECISIONI DEL PARLAMENTO, LA
NUMERO 1 DELLA CONFINDUSTRIA
HA RISPOSTO: "LA TUSIAD E' UNA
ORGANIZZAZIONE CHE SI PRONUNCIA

SU OGNI ARGOMENTO CHE
INTERESSI LA TURCHIA"

Forse questo non se lo aspettava neanche lui, il Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan. Nel giro di appena un mese e mezzo la Tusiad, la Confindustria turca, ha cambiato radicalmente atteggiamento nei confronti dell'Esecutivo da lui guidato, di orientamento islamico-moderato. Non sarebbe stata una sorpresa se alla guida ci fosse stato ancora Omer Sabanci, che per tutto il suo mandato si è comportato come una seconda opposizione, a tratti più forte di quella parlamentare.
Quando lo scorso gennaio fu eletta Arzuhan Dogan Yalcindag, molti pensarono ad un ammorbidimento delle posizioni degli industriali turchi. Se non altro per il suo cognome. La Dogan Yalcindag, infatti, è figlia di Aydin Dogan, miliardario, padrone di mezzo sistema dei media del paese e grande amico del premier.
Invece, una volta prese le misure e aver compreso che il suo ruolo poteva diventare anche politico, questa elegante signora dai toni sempre molto pacati, ha tirato fuori una grinta ed una decisione sulla quale pochi avrebbero scommesso, che le sta facendo recuperare un numero sempre maggiore di simpatie nel paese.
Dopo aver iniziato lo scorso marzo con un atteggiamento di neutralità tendente alla simpatia nei confronti dell'ipotesi Erdogan a presidente della Repubblica, ha successivamente precisato che il Capo dello Stato doveva essere una persona con capacità di mediazione e super partes. Ritratto non proprio corrispondente a quello del Primo Ministro turco.
Il 17 aprile successivo Yaldindag ha rincarato la dose, dichiarando alle telecamere: "Si tratta di una mia impressione personale, ma credo che alla fine Erdogan deciderà di non candidarsi". Parole che suonavano anche come un consiglio e seguite da altre che erano ancora peggio. La Dogan Yalcindag, infatti, aveva definito la manifestazione di tre giorni prima ad Ankara dove era sceso un milione di persone un "segno importante".
La rinuncia di Erdogan e la candidatura di Abdullah Gul sono state accolte all'inizio favorevolmente, soprattutto per la reazione positiva dei mercati. veniva sottolineato, però, che a decidere doveva essere il Parlamento. Poi sono arrivate le parole dei militari nella notte del 27 aprile, data della prima votazione fallita per eleggere Gul a presidente della Repubblica. E a questo punto che la Tusiad ha compreso che doveva prendere una posizione sulla questione, ed anche molto decisa, perché nel frattempo i mercati interni ed il cambio sul dollaro erano in una situazione critica.
la prima "bomba" arrivava con un comunicato del 30 aprile, in cui la Confindustria turca chiedeva elezioni anticipate per garantire "la laicità e la democrazia". Una Tusiad contro l'Islam radicale e contro il golpe dei militari, proprio come aveva chiesto il milione e mezzo di persone scese in piazza ad Istanbul.
Frattanto il 1° maggio la Corte Costituzionale dichiarava ufficialmente nulla l'elezione del venerdì precedente per cui Erdogan si vedeva costretto ad ammettere la necessità di tornare alle urne. non senza un'ultima sorpresa: un pacchetto che cambia la Costituzione, soprattutto le regole per eleggere il capo dello Stato ed il quorum minimo di presenti in Parlamento per rendere valide le votazioni e non temere quindi la Corte Costituzionale.
Troppo perché la Tusiad ed una sempre più coraggiosa Yalcindag se ne stessero zitte. Lunedì scorso il capo degli imprenditori dichiarava espressamente che riforme così importanti "devono essere fatte da un Parlamento nuovo", facendo uscire fuori dai gangheri il premier Erdogan costretto e replicare: "Il parlamento sa molto meglio di lei che cosa deve fare".
Mercoledì l'ultima bordata. Con la calma ed il garbo cha la contraddistinguono, la numero uno della Tusia non gliene mandava a dire nemmeno questa volta: "Certamente il Parlamento sa meglio quello che occorre fare. Ma la Tusiad è una organizzazione che si pronuncia su ogni argomento che interessi la Turchia. e noi abbiamo espresso la nostra idea sugli ultimi sviluppi". Come dire che, se necessario, è pronta a farlo ancora. (
Apcom)

 

 

 

 

 

 

INIZIO
DI
UN DIALOGO
(ARMATO
)

 

REPORTAGE IL FORUM CHE SI E' SVOLTO ALLA STAMPA
ESTERA SUL TEMA "CIPRO ALLA RICERCA DI PACE" - PUR SE
NON HA AVUTO UN AMPIO RESPIRO - HA VISTO PER LA PRIMA
VOLTA SEDUTI ALLO STESSO TAVOLO DUE RAPPRESENTANTI
DELLA TRNC E DUE PROFESSORI GRECI. GLI INTERVENTI
Avrebbe potuto essere un forum di più ampio respiro anche perché il tema, "Cipro alla ricerca di pace", era di quelli più che mai interessanti. In realtà è mancato lo smalto necessario per dare al dibattito una vivacità più sentita. Ciò non toglie che qualche cosa di buono sia uscito ugualmente. Per la prima volta, infatti, un rappresentante della Repubblica di Cipro Nord - nella fattispecie il ministro degli Esteri Turgay Avci - ha potuto far sentire pubblicamente la sua voce in un Paese dell'Unione Europea, l'Italia, e addirittura nella sede della Stampa Estera. Da questo punto di vista, quindi, un vero e proprio successo, maggiormente poi se si pensa che l'ambasciata di Nicosia aveva protestato duramente con gli organizzatori del seminario per avere inserito tra gli interventi una figura - a suo dire - costituzionalmente ambigua come quella di Avci, considerato che la Trnc è riconosciuta dalla sola Turchia. Ma la contestazione, che all'inizio era parsa insanabile, investendo per altro anche la Farnesina, alla fine era diventata più morbida tanto che ai lavori erano ugualmente presenti - come da invito - tanto il prof. Marios Evidriades docente greco al Dipartimento di Studi europei ed internazionali al <Pantian University> di Atene, quanto il ricercatore italo-greco prof. Vincenzo Greco. Sono stati anzi, questi due ultimi a polemizzare - ed in maniera anche sostenuta - con le argomentazioni del ministro Avci. Ma era questo che si voleva: un confronto dialettico  tra le parti, anche se forte, fuori da schemi precostituiti ed in terra neutrale. La presenza degli on.li Franco Coccia ed Antonio Rubbi, quella dei prof.ri Antonello Biagini (ordinario di Storia Orientale Moderna all'Università <La Sapienza> di Roma) e di Carlo Jean (ordinario di Studi Strategici alla Luiss) e quella infine del prof. Ahmet Sozen (ordinario del Dipartimento Relazioni Internazionali presso l'Università Mediterranea Orientale di Famagosta) sono stati in proposito più che mai utili non tanto per smorzare i toni quanto per dare al dibattito un ulteriore contributo di idee, necessario se si vuole che la cosiddetta questione cipriota - che vede su fronti opposti Nicosia e Lefkosa, Ankara e Bruxelles - possa avere uno sbocco definitivo. Una questione per altro che rischia di incancrenirsi, probabilmente perché non c'è la ferma volontà di sciogliere i nodi che la legano.
Il ministro Avci ha accusato il leader della Repubblica di Cipro, Tassos Papadopoulos, di avere voluto sabotare nel 2004  il referendum sul Piano Annan e di avere ancora oggi un comportamento per nulla conciliante. "I greco-ciprioti premono per mantenere inalterata la situazione", ha dichiarato ad un certo punto l'esponente della Trnc, aggiungendo che Nicosia  - forte della sua posizione di Stato membro dell'UE  - esercita pressioni non solo contro Cipro Nord ma anche contro l'adesione della Turchia all'Unione Europea, quando invece le due questioni dovrebbero rimanere separate. Quanto bastava perché, nei loro rispettivi interventi, sia Evidriades che il collega Vincenzo Greco respingessero le accuse con altre accuse. Insomma il gioco del ping-pong, quello stesso che per lunghissimi anni è stato il leit-motiv tra protestanti e cattolici nell'Ulster e che tuttora purtroppo fa parte del non-dialogo tra israeliani e palestinesi. Ciò nondimeno a noi è parso che l'avere organizzato questo forum - ed il maggior merito a nostro avviso va attribuito a quella instancabile persona che è Omer Engin As il quale ha fatto di tutto per la buona riuscita dello stesso - è di per sé un fatto positivo. L'avere voluto sensibilizzare infatti  l'opinione pubblica circa le difficoltà in cui si dibatte questa giovane Repubblica, nata non per spirito di rivalsa ma a difesa della propria gente e dei propri diritti, manifesta che ci sono persone che ancora credono nel dialogo. Siamo certi che se ci saranno altre occasioni come questa, qualcosa di buono potrà uscire fuori per un incontro di pace nell'isola. (Turchia Oggi)
______________________________
Pubblichiamo qui di seguito il testo dell'intervento del ministro  Avci. Avremmo desiderato, per par conditio, mettere in pagina anche quelli dei prof.ri Evidriades e Greco ma - nonostante le sollecitazioni - non ci è pervenuto nulla. Ce ne dispiace. "Turchia Ogi", comunque, è sempre a loro disposizione.

 

La_stampa_Estera_a_Roma

 

SPEECH BY H.E. ASSOC. PROF. TURGAY AVCI, DEPUTY PRIME MINISTER AND MINISTER OF FOREIGN AFFAIRS, AT THE CONFERENCE ORGANIZED BY GIORNALISTI RIUNITI

Rome, 20 April 2007

Distinguished Guests, Ladies and Gentlemen,
It is a great pleasure for me to be one of the speakers at this conference and address such a distinguished audience here today. I would like to thank the Giornalisti Riuniti for giving me this opportunity.
I do not want to go into detail about the history of the Cyprus issue. However, I would like to brief you about some basic facts relating to the recent political history of Cyprus which might be helpful in understanding the core of the longstanding issue and then share with you the latest developments regarding the Cyprus problem. 
When we look at the recent history of Cyprus, the only partnership republic established following the independence of Cyprus is the 1960 partnership Republic of Cyprus. The legitimacy of the 1960 Republic lay in the joint presence and effective participation of both sides in all organs of the State. The partnership Republic of Cyprus was destroyed by  the  Greek  Cypriot  partner’s onslaught on  the  Turkish  Cypriot  partner  in  December  1963,  when  all  Turkish  Cypriot members  in  all  the  state  organs  were  forcibly  ejected  from  their  positions.  In consequence, the 1960 Republic of Cyprus has ceased to exist. 

Although the two peoples have had their own separate administrations after the destruction of the constitutional order, the Greek Cypriot regime pretended to be the “government of the Republic of Cyprus”. It is unfortunate that, the international community has chosen to treat the de facto Greek Cypriot administration as if it were the so-called “legitimate government of Cyprus” at the expense of the vested rights of the Turkish Cypriot people.  This is the primary reason behind the unconstructive stance of the Greek Cypriot side vis-à-vis the numerous negotiation processes of the Cyprus issue aimed at finding a peaceful comprehensive settlement in the island. 

Turgay_Avci


Distinguished Guests, Ladies and Gentlemen,       
From the beginning, the Turkish Cypriot side has supported peace efforts towards finding a comprehensive settlement to the Cyprus problem under the auspices of the United Nations Secretaries-General. It was in this spirit that the Turkish Cypriot side has participated in the UN sponsored negotiations for over four decades. However, the Greek Cypriot side makes it clear, at every opportunity, that it does not want a settlement based on the principles of political equality of the two peoples and bi-zonality. Benefiting and taking courage from its status of international recognition, the Greek Cypriot side has obstructed comprehensive settlement efforts and rejected all attempts to this end until today.
The former Greek Cypriot Foreign Minister Nikos Rolandis is on record admitting the Greek Cypriot’s position towards finding a peaceful settlement to the Cyprus problem. Rolandis, during an interview, which was published in the 20 August 2006 issue of Greek Cypriot daily Alithia, revealed that the Greek Cypriot administration had rejected the solution opportunities for seven times since 1974. Just to name a few, 1985-86 Draft Framework Agreements, Set of Ideas of 1992, the package of confidence building measures of 1994 and last but not least the most comprehensive settlement plan ever produced in Cyprus, the product of four and a half years of negotiations, namely the Annan Plan. Most recently, the Greek Cypriot leader, Papdopoulos has admitted during his speech on 27 March 2007 that the Greek Cypriot side had succeeded to reject all plans on the Cyprus problem with the full support of Greece. 
I am sure you are all aware that, a unique opportunity to solve the Cyprus problem had been missed three years ago in this month on 24 April 2004, when the 76 % of the Greek Cypriot people overwhelmingly voted against the UN Comprehensive Settlement Plan in the separate simultaneous referenda held in the island as called for by their leadership. On the other hand, despite the significant sacrifices it entailed for them, the Turkish Cypriot people approved the plan by 65% of the votes. 

SI ACUISCE LA CRISI SULLE PERFORAZIONI MARINE

Torna ad esplodere la polemica tra Turchia e Cipro per la questione dell'esplorazione dei fondali marini, alla ricerca di idrocarburi. La Compagnia petrolifera turca (Tpao) ha fatto sapere di avere aperto una gara di appalto per la prospezione di una superficie di 4.000 chilometri quadrati nell'est del mediterraneo, esattamente dove la Repubblica greca di Cipro ha intenzione di svolgere i suoi riliei.
In una dichiarazione alla radio cipriota, il ministro dell'Energia Antonis Micaelides ha detto: "Se viene confermato quanto dichiarato dalla Tpao, allora questa sarebbe una violazione delle norme internazionali. Se il piano prevede una esplorazione dei fondali in questa zona, viene violata la nostra sovranità nazionale". (da Apcom)


I tentativi di Kofi Annan
The referenda have produced two crucial results. First of all, they have demonstrated that there exist two separate peoples on the island, who are politically equal, neither of which represents the other. Consequently, the claim that there is a single authority representing the whole island can no longer be justified given the reality that any solution in Cyprus requires the consent of both sides. And, secondly, the referenda have clearly demonstrated the Greek Cypriot side’s reluctance in accepting a power-sharing agreement with Turkish Cypriots’ as its political equal, and the Turkish Cypriot side’s strong will for a peaceful settlement. Unfortunately, the outcome of the referenda has created an unjust result. Despite the absence of a political settlement in the island and the Greek Cypriot side’s responsibility for it, Southern Cyprus was unjustly admitted to the European Union on 1 May 2004 and the Turkish Cypriot side which accepted the settlement plan not only remained outside the EU, but continues to be subjected to international isolation. Admitting the Greek Cypriot administration to the EU before reaching a comprehensive settlement in the island was a great mistake. The former UN Secretary-General, Mr. Kofi Annan, openly stated on 15 June 2006 that the Greek Cypriot administration’s EU membership has complicated the settlement of the Cyprus problem. 
Accession of the Greek Cypriots to the EU has resulted in an entirely new situation in the island. First of all, the Greek Cypriot side is now more reluctant towards finding a peaceful settlement in the island. It is clear that the privileges of the EU membership have provided the Greek Cypriot side with the opportunity to consolidate its campaign of isolating the Turkish Cypriots from the rest of the world in their economic, social and political life.
The former UN Secretary-General in his report to the Security Council dated 28 May 2004 (S/2004/437), pointed at this injustice and stated that the isolation of the Turkish Cypriots should be eased given that they had voted for the unification of the island. In the same report he also called upon all States to eliminate the unnecessary restrictions and barriers that have the effect of isolating the Turkish Cypriots and impeding their development. It is a great disappointment for us that the said report which, among other things, calls attention to the ongoing isolation of the Turkish Cypriots, has not been taken up by the Security Council and a resolution has not been produced despite well-established UN practice in this regard. Absence of such a resolution hampers our efforts towards lifting the isolation imposed on the Turkish Cypriot people. It is beyond any doubt that, endorsement of the said report by the Security Council will also reflect that the UN remains fully committed to the comprehensive settlement of the Cyprus problem. In his latest report of 1 December 2006 (S/2006/931) on the United Nations Operation in Cyprus, the former UN Secretary-General has once again referred to the unjust isolation of the Turkish Cypriot people and called for its removal. 
Distinguished Guests, Ladies and Gentlemen,
Our actions display our genuine commitment to a mutually acceptable agreement based on the principles of bi-zonality, political equality and power-sharing. However, the Greek Cypriot negative position vis-à-vis the comprehensive settlement of the Cyprus problem remains unchanged.  This has become apparent by its unconstructive attitude towards the implementation of the 8 July Agreement reached between President Talat and the Greek Cypriot leader Papadopoulos in July 2006 during the visit on the island of the UN Secretary General’s former Under-Secretary-General for Political Affairs Mr. Gambari. 
It is unfortunate that, in spite of the positive contributions of the Turkish Cypriot side, it has not been possible to establish the technical committees and working groups as envisaged in the said Agreement until today, due to the delaying tactics employed by the Greek Cypriot administration. Despite its so-called commitment to the process from the very beginning, the Greek Cypriot administration’s approach to the process is negative and tactical. The said administration is trying to create a positive image both internally and externally that it desires a favorable conclusion of the UN process but its words contradict with its actions. In fact, the main intention of the Greek Cypriot side is to manipulate the 8 July process in order to prevent the efforts for the adoption of the Direct Trade Regulation. 
It is obvious that the said administration perceives the UN process as a tool for delaying the solution of the comprehensive settlement of the Cyprus problem under the auspices of the UN Secretary-General. Meanwhile, the Greek Cypriot side is trying to carry the Cyprus issue to the EU agenda and gain unilateral concessions from Turkey on Cyprus as Turkey’s accession talks with the EU proceeds. Although there should be no linkage between the Cyprus issue and Turkey’s EU membership, it is unfortunate to observe that due to the manipulations of the Greek Cypriots, EU has chosen to put forward preconditions related with the Cyprus problem to Turkey’s accession process. The Turkish Cypriot side and Turkey have always supported peace efforts on the island. It is not the Turkish Cypriot side which is responsible for the continuation of the Cyprus problem but the Greek Cypriot side who said no the settlement plan and turned down every effort aftermath for getting the two sides on the table. It is extremely unfair to assume that unilateral steps taken by Turkey towards resolving the Cyprus problem will yield the desirable result. EU should refrain from taking sides on the Cyprus problem which is surely detrimental to the efforts for finding a comprehensive settlement to the Cyprus problem. 
La decisione del 26 aprile 2004
The Greek Cypriot leadership hopes that the Turkish Cypriots will eventually give in and accept Greek Cypriot terms for a final settlement. The Greek Cypriot side aims to find a solution to the Cyprus problem in accordance with its policy of osmosis, which means the assimilation of the Turkish Cypriots into the Greek Cypriot society. The Greek Cypriot leader, Papadopoulos, in his statement at the 60th session of the UN General Assembly on 18 September 2005 in New York explicitly stated that the Greek Cypriot side would consent to an agreement in line with its osmosis policy. 
I would like to underline that the Turkish Cypriot side will continue to focus all its efforts for the full implementation of the 8 July Agreement and commencement of full-fledged negotiations without further delay.
Distinguished Guests, Ladies and Gentlemen,
I would also like to give brief information regarding the European Union dimension. While we are aware of the blocking role of the Greek Cypriot membership in the EU, we nevertheless expect more balanced approach since we have proven to whole world that we are for peace and settlement in the island. However, it is unfortunate that each and every step of the EU with regard to Cyprus is being taken in line with the Greek Cypriot demands at the expense of the Turkish Cypriot interests.  
I am sure you will remember that right after the referenda, the European Council of Ministers in its decision of 26 April 2004 expressed its determination to end the isolation of the Turkish Cypriot people and invited the Commission to bring forward comprehensive proposals. In response, the European Commission prepared a package that consists of two regulations: Direct Trade and Financial Aid. First, the two regulations which were complementary in nature were de-coupled due to the political pressure exerted by the Greek Cypriot administration. Approval of only the Financial Aid Regulation with many significant changes on 27 February 2006 is certainly contradicted the main objective of the 26 April decision. 
Unfortunately deadlock still continues on the approval of the Direct Trade Regulation. The EU Council of Ministers took a decision on 22 January 2007 reiterating their support for the adoption of the Direct Trade Regulation and for the resumption of works in this regard. The Direct Trade Regulation has still been on the table for almost three years now. Every effort to initiate the process for its adoption has been blocked by the Greek Cypriot unacceptable demands. 
Adoption of the Direct Trade Regulation should not be allowed to become a give and take package as desired by the Greek Cypriot side. The issues which should be discussed within the context of full-fledged negotiations cannot be linked with the adoption of this regulation. As the Turkish Cypriot side, we expect the Direct Trade Regulation be adopted as it is proposed by the EU Commission in July 2004, without being subjected to any preconditions, enabling preferential trade with EU countries through our ports. Any arrangement contrary to this, will not be accepted by the Turkish Cypriot side and will further lessen the confidence of the Turkish Cypriot people towards the EU. On the other hand, adoption of the Direct Trade Regulation in its original version will be a step forward for the lifting of the isolation upon the Turkish Cypriot people. It is an undeniable fact which is also shared both by the EU and the UN circles that narrowing the economic disparities between the two sides would facilitate a settlement in the island. 
Currently, the Greek Cypriot leadership has intensified its efforts to inhibit its adoption using it as a campaign tool in the lead-up to the 2008 Greek Cypriot elections. Although, the German EU Presidency has made statements declaring its intention to adopt the Direct Trade Regulation during its term of presidency, taking into account of the Greek Cypriot preventive actions and time limit, we believe that expecting favorable conclusion in this regard will not go beyond an optimistic approach. 
We are also aware that the Greek Cypriot administration is trying to kill the Direct Trade Regulation by proposing a package which includes unacceptable issues for the Turkish Cypriot side. I would like to reiterate our position that Direct Trade Regulation would accomplish its purpose only when it is adopted to enable trade through our ports in the North. Therefore, any package put forward by the Greek Cypriot administration aimed at deviating Direct Trade Regulation from its objective of its proposal would surely mean that EU has not fulfilled its commitment towards the Turkish Cypriot people.
It is this understanding that we strongly urge the German Presidency to put an end to the delaying tactics of the Greek Cypriot side. It is no doubt that further delay in the adoption of the said regulation would be to the advantage of the Greek Cypriot administration whose sole objective is to continue to impose isolation upon the Turkish Cypriot people.
Although circumstances tell otherwise and German Presidency is approaching to end of its term, we, nevertheless, maintain our optimism that during German Presidency, EU will abide by its commitment and adopt Direct Trade Regulation.  
Distinguished Guests, Ladies and Gentlemen, 
The EU which has been founded on the principles of democracy, respect for human rights and fundamental freedoms and the rule of law, should not give credit to the uncompromising policies of the Greek Cypriot leadership against Turkish Cypriot side. 
Although it has been three years since the commitments have been made towards ending the isolation of the Turkish Cypriot side it is unfortunate that, no concrete step, except for some minor steps, has been taken to this date. Our people are still subjected to isolation in all fields even in education. 
We have six institutions of higher education in the Turkish Republic of Northern Cyprus which provide higher education to more than 40 thousand students from over 50 countries. Higher Education sector is one of the leading sectors which contribute remarkably to the economy alongside tourism. In spite of the Greek Cypriot side attempts to block every effort of our universities, they are active in international arena of academy and hold membership to various regional or international scientific and academic associations, including the European Universities Association, the Islamic Universities Association and Mediterranean Universities Association. However, higher education institutions of North Cyprus are prevented to take part in European Higher Education Area. 
I diritti umani
The right to education is a fundamental human right as set forth in the Universal Declaration of Human Rights, the Charter of the United Nations, the International Human Rights Covenants and Charter of Fundamental Rights of the European Union. In addition to this, taking into account our expressed will for reunification it is unfair to use the continuation of the Cyprus problem as an excuse to discriminate our people and institutions. 
It is also noteworthy to remind that education in Cyprus has historically been within the exclusive domain of the two sides themselves. The authority in the education affair was vested to the two sides explicitly under the 1960 Agreements. Therefore, the Greek Cypriot administration has no right and authority to take decisions on the issues of education concerning the Turkish Cypriots. 
Within the context of our full commitment and our willingness to pursue and implement the objectives of the Bologna Process in our systems of higher education we have applied for the inclusion of North Cyprus in the Bologna Process. Since the Turkish Cypriot universities fulfill the required criteria of Europe’s higher educational systems, they should be accepted into the Bologna Process. We believe that it is our right to further develop and improve our activities in the field of higher education and join in the Bologna Process. It is necessary to underline that if the Bologna Process is concluded without the inclusion of Turkish Cypriot universities this will harm one the largest sectors of our economy. More importantly, to derogate the Turkish Cypriot people from the right to education will be a complete violation of the fundamental human rights and freedoms envisaged by the European Union. Such an unwelcoming position will surely be another blow to the Turkish Cypriot people, suffering form decades-old isolation. Consequently it would lessen the trust of our people towards European Union and would create a situation where EU’s position as regards to individual human rights and freedoms call into question. Therefore, as the Turkish Cypriot side, we expect EU countries to support and favorably decide on the application of North Cyprus for Bologna Process.
Distinguished Guests, Ladies and Gentlemen,
The Turkish Cypriot side expects the international community in general, and the EU in particular, to fulfill their commitments made before and after the referenda that the international isolation would cease. It is beyond doubt that ending of isolation would motivate the Greek Cypriot administration to start looking upon the Turkish Cypriot side as an equal partner. Any step that would be taken in the direction of the lifting the isolation imposed on the Turkish Cypriot people is also an important effective way to put an end to the delaying tactics of the Greek Cypriot side for the comprehensive settlement of the Cyprus problem within the framework of the UN parameters. I would like to stress that the Turkish Cypriot side remains committed to the comprehensive settlement of the Cyprus problem under the auspices of the good offices mission of the UN Secretary-General.
Despite all efforts and initiatives of our side to go back to the negotiating table for reaching an agreement in the island, to this day, due to lack of will and determination by the Greek Cypriot side, no progress has been achieved to this end. I am sure, you will agree with me that continued non-settlement of the Cyprus issue has certainly created a situation unfavorable for the Turkish Cypriot people, whereas the Greek Cypriot side nonetheless continues to enjoy the benefits of usurped status as the Government of Cyprus and hence the EU membership. Despite the adverse situation we have been forced into, we will continue relentlessly our efforts towards developing our economy and integrating with the rest of the world with the unwavering support of the Republic of Turkey. In this respect, we appeal to the Italian authorities to support our efforts of easing the international isolation imposed upon us, and accordingly engage in activities in all spheres with the Turkish Cypriot people particularly in commercial, cultural and sportive activities. We hope and trust that the esteemed participants of this conference would lend a hand to us in communicating our appeal to the Italian authorities. 
Thank you for your kind attention.

 

 

 

 

 

 

L'INTERVENTO
DEL CAPO DELLO STATO
NAPOLITANO

 

"DENTRO MA....
A CONDIZIONI"

LA TURCHIA IN EUROPA  E' "UN GRANDE PAESE" E LE SUE POSSIBILITA' 
DI AMMISSIONE NON DIPENDONO DALLA COLLOCAZIONE GEOGRAFICA
NE' TANTO MENO DA QUESTIONI RELIGIOSE", HA DETTO IL NOSTRO PRESIDENTE

La Turchia è ''un grande Paese'' e le sue possibilità di ammissione nell'Unione europea non dipendono dalla collocazione geografica né, ''tanto meno'', dal fatto che sia un Paese a ''grande maggioranza islamica''. Quello che invece è da verificare è se viene rispettato lo stato di diritto, la democrazia, la libertà . Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha colto l'occasione di un incontro con gli studenti italiani vincitori di un concorso per la realizzazione di un sito Internet per tornare a parlare di Europa e in particolare dell'ingresso della Turchia nell'UE. Napolitano ha spiegato che sul fatto se ''aprire o meno le porte dell'UE a un grande Paese'' come la Turchia ''noi europeisti pensiamo che non si possa fare né un discorso geografico per escludere la Turchia, né religioso''. Il Capo dello Stato ha spiegato che certamente ''non si può dire che la Turchia non faccia parte dell'Europa. Tanto meno - ha continuato - dire che non c'entra nulla con l'Unione Europea perché la sua popolazione è a grande maggioranza islamica''. Anzi, in relazione a questo ultimo punto, Napolitano è convinto che ''l'arrivo dei turchi nell'Unione darebbe una nuova opportunità di dialogo tra culture e religioni''. Per il presidente della Repubblica ''non è cosa da poco che la Turchia entri a far parte dell'Unione europea perché per chiunque ha voluto far parte dell'UE ci sono - ha detto Napolitano - condizioni da rispettare e che riguardano lo stato di diritto, la democrazia, la libertà''. La Turchia, non ha dubbi Napolitano, ''è quindi attesa ad una prova non facile''. Ma non è solo la Turchia che deve impegnarsi, ha specificato ancora Napolitano. Se Ankara entrerà, ed altri la seguiranno, ha notato il presidente, ''si porrà il problema di come governare l'Unione Europea, che non sarà più a 27, non sarà a 30. Se quindi non si riformeranno le istituzioni per poter decidere in un'Unione Europea ancora più larga e complessa si rischierà - ha sottolineato Napolitano - di andare verso uno svuotamento, un annacquamento dell'integrazione''. Quello di cui ''c'è invece bisogno è di una Unione Europea integrata, forte e capace di svolgere il suo ruolo sulla scena mondiale'', ha conclude il Capo dello Stato. (Asca)

 

 

ANKARA ATTESA
AD UNA PROVA
NON FACILE

 

 

 

 

 

 

 

 

IL CANCELLIERE
TEDESCO
SULLA TURCHIA

 

AMMORBIDIMENTO
DELLA
MERKEL

Il Cancelliere tedesco Angela Merkel, che è presidente di turno della UE, ha sottolineato la necessità di tenere la Turchia strettamente collegata all'Unione Europea. Parlando a Berlino, la Merkel ha ribadito la sua posizione favorevole non ad una adesione piena della Turchia all'UE ma piuttosto ad una partnership privilegiata con Ankara. tuttavia, ha aggiunto, la Germania deve attenersi agli accordi conclusi da Bruxelles sull'avvio con la Turchia di negoziati in vista di una sua adesione all'Unione.
Il Cancelliere ha detto che del tema Turchia parlerà nei prossimi giorni con il neo-eletto presidente francese Nicolas Sarkozy che - a differenza del predecessore Jacques Chirac - è contrario ad una piena adesione di Ankara. (Ansa)

 

 

 

 

 

 

Il Primo Ministro
turco
Tayyip Erdogan

L'UNIONE ONORIGLI IMPEGNI

Il Primo Ministro turco, Tayyip Erdogan, ha esortato l'Unione Europea a onorare gli impegni presi per la candidatura di Ankara, su cui si sta negoziando dal 2005. Un'esortazione contenuta in una nota ufficiale del premier alla vigilia dell'<Europe Day 2007>, il cui senso tiene conto della vittoria alle presidenziali francesi di Nicolas Sarkozy. "Ci aspettiamo che l'Unione Europea e i suoi Stati membri si astengano dal fare dichiarazioni o dall'assumere atteggiamenti che possano inficiare il nostro iter di accesso", si legge nella nota. "Non è un cammino facile. Si tratta niente meno che della trasformazione di un Paese in tutte le sue dimensioni, in sintonia con le istanze della nostra nazione per un cambiamento", conclude la nota. Analogo il tono del comunicato del ministero degli Esteri turco: "Ci aspettiamo che l'Unione Europea confermi gli impegni assunti". (Agi)

 

 

 

 

La_vittoria_di_Sakozy

 

"AHIME'!
E'
SARKOZY"

 

Nicolas_Sarkozy

''Ahimè! E' Sarko'' . Così il principale quotidiano turco, l'<Aksam>, ha accolto l'esito delle elezioni presidenziali francesi. La Turchia infatti non gradisce il risultato delle consultazioni elettorali e teme che Sarkozy possa rappresentare un freno alle ambizioni di entrare a far parte dell'Unione Europea. Anche il <Milliyet> è dell'idea che ''Sarkozy è un nuovo ostacolo sulla via che conduce all'UE''. L'elezione di Sarkozy, secondo il quotidiano, ''peggiorerà le relazioni franco-turche, peraltro già fredde''. Secondo Semih Idiz, analista politico della testata, Sarkozy è ''una rozza rappresentazione delle paure dei francesi'', tra cui quella dell'integrazione dei musulmani e degli immigrati. ''La vera paura di Sarkozy e del suo popolo - sostiene Idiz - è la crescita delle Turchia, che può arrivare ad essere un Paese più competitivo e con una importanza strategica maggiore di quella della Francia''. Preoccupato anche il <Vatan>, per il quale l'elezione di Sarkozy rappresenta ''un momento critico'' nelle relazioni tra Francia e Turchia e nel processo d'integrazione europea del Paese musulmano. Se Sarkozy ''farà quanto ha detto che vuole fare, i rapporti tra Turchia e Unione Europea si faranno tesi. E una simile situazione avrà ripercussioni sulle relazioni fra Turchia e Francia''. Il <Vatan> si riferisce al disegno di legge approvato dall'Assemblea Nazionale francese, che punisce chi nega il genocidio armeno. Sarkozy si è impegnato a convertirlo in legge fra le proteste della Turchia. (Asca-Afp)

 

 

 

 

 

LA STESSAFIDUCIA

CHIESE IN TURCHIA  Il PREMIER ERDOGAN HA INVITATO
I
CONCITTADINI A NON LASCIARSI ANDARE A GESTI INCONTROLLABILI
CONTRO I RELIGIOSI DI ALTRE FEDI. UNA DERIVA PERICOLOSA

Il premier turco, Recep Tayyip Erdogan, ha invitato i turchi "a nutrire verso le Chiese cristiane e le sinagoghe la stessa fiducia che in Europa c'é verso le moschee". "Noi abbiamo circa 6.000 moschee in Europa e nessuno dovrebbe sentirsi a disagio per le chiese e le sinagoghe esistenti in Turchia", ha detto il premier turco con riferimento al brutale eccidio di tre cristiani  nella città orientale turca di Malatya. "Noi siamo contrari al nazionalismo fideistico ed al nazionalismo religioso - ha aggiunto Erdogan - Come Governo dobbiamo essere equidistanti da ogni credenza. Ed è nostro dovere garantirle tutte". "Ci sono 36 gruppi etnici in Turchia - ha concluso Erdogan - Esse sono sub-identità, perché l'identità primaria è essere cittadini della Repubblica turca". Il premier due anni fa aveva sostenuto che "l'identità primaria dei turchi è quella musulmana", in polemica con il leader dell' opposizione socialdemocratica, Deniz Baykal, il quale aveva sostenuto invece che essa derivava dal criterio di cittadinanza. (Denaro.it)

 

 

 

 

 

 

UN AMBASCIATORE
UN PO' TURCO

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CARLO MARSILI, NUMERO 1 DELLA DIPLOMAZIA ITALIANA AD ANKARA
IN UNA CONFESSIONE A < TODAY'S 
ZAMAN>. L'AMORE PER L'ANATOLIA

 

He says he is not neutral when it comes to Turkey, which he means in the most positive way possible. Ambassador Marsili says that he has devoted himself to the developments of these relations. Since the past and present Italian governments supported Turkey’s EU membership and other fields, Ambassador Marsili says he can openly and frankly talk about these issues -- one of the reasons he does not speak about himself. “I insist on those kinds of issues rather than my personal life, which is not that interesting, I think,” he says and laughs. He still answers the “personal questions” with the same openness and frankness.
“Sometimes I realize that when I am talking about Turkey with people, even with my colleagues, I say, ‘we’,” admits Ambassador Marsili. This “we” refers to Turkey. We laugh quite a bit during the interview because of the ambassador’s jokes about himself, though he says he does not like to talk about himself much.
“I feel at home in this country,” he says. Ambassador Marsili feels that he is a part of this country, not only because he is married to a Turk and serving his second time as a diplomat in Turkey, but also because he strongly believes in the Mediterranean side of the EU, which to him means Turkey.

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“Of course I am Italian ambassador and I am here for Italy’s interests in this country. But I feel that Turkey is also my country in some ways. I realize it is a strange position for an ambassador: I am not neutral with Turkey. Not being neutral does not mean that I don’t perceive the problems and shortcomings in Turkey’s economy, society and politics. But anyhow, I have served in many countries in the world, and this is the first time I feel [myself] to be part of this country, which is nice,” he says.
Ambassador Marsili thinks the position of the Italian government helps him feel and act in this way because it strongly supports EU membership and is eager to develop relations with Turkey in every field. “If the Italian government were not so supportive of Turkey, I would ask the Italian government to put me somewhere else. I could not stay in Turkey with a different policy -- this is for sure. I am lucky because the Italian government supports Turkey,” Ambassador Marsili says.
Ambassador and Ms. Marsili met in Ankara at the embassy when he was a diplomat in Ankara, serving from 1979 to 1981. They have been together since then, and they do not have any children. On the interview day, Ms. Marsili was in Rome.
“I knew that when you marry a Turkish girl, you marry the country,” he pointed out. But he says that as they were traveling and serving in different countries, until he was appointed to Turkey as an ambassador he had not experienced anything like being an “enişte.” He says the word “enişte” in Turkish, which is used to denote the husband of any female relative such as sisters and aunts. “My experience as an enişte is very positive,” he says.
Being married to a Turk also helps him realize his principle in diplomacy: “To get in touch with as many people as possible.” He says: “I like diplomacy very much because it gives you the possibility of doing a lot of things and seeing the realization of most of them and getting in touch with a lot of people. I always try to be in touch with as many people as possible, not only with diplomats. Diplomats are very often in touch with the elites of society, which is important, of course. But it is important to be in touch with ordinary people, too. You can only perceive the country if you are in touch with normal people. This is what I always try to do. It was not easy all the time, but because of my Turkish family around me, I am able to do that.”
Giving perfect speeches in Turkish
“It is a difficult relationship,” Ambassador Marsili says when questioned about his relationship with Turkish. He smiles again and explains the reason why: “My wife graduated from Ankara University’s Italian philology [department]. We talked in Italian from the beginning. When I came here as an ambassador, I realized that learning Turkish is not only an opportunity, but also a necessity. Sometimes my wife asks people around us to speak with me in Turkish. I participated in … dinners with everybody talking in Turkish and I tried to follow what is going on,” he says, and we laugh.
Ambassador Marsili says that since he was appointed to Turkey, there have been lots of things to do, such as many reciprocal high-level visits, so he has not had enough time to learn Turkish, but he intends to do so. Nowadays, he has a private teacher and his wife is also helping him start to learn Turkish in a serious manner. “This will be the last big effort of my life,” he says. His previous linguistic endeavor was learning German while serving there.
But he proudly adds that he has given speeches in Turkish before, and tells me about a good experience he had with this: “One-and-a-half years ago, I went to Kayseri for the inauguration of an urban railway system, which was Italian. Prime Minister Recep Tayyip Erdoğan, Foreign Minister Abdullah Gül and some other Cabinet members were there. I was supposed to make a speech. I did it in Turkish. I read it. I pronounced it in a very correct way because I read it at least 15 times with my wife. I made a very good speech at that time. One of Erdoğan’s bodyguards told my interpreter, ‘I did not know that the Italian ambassador was Turkish.’”
But giving speeches in Turkish, according to him, can cause him to get lost. After the speech, he was approached by Erdoğan and Gül, who spoke to him in Turkish. “After a while, I was lost,” he says, but adds, “I hope in a few months I will overcome this.”
60 percent dolce vita
I mention Italian stereotypes: they like 
singing, eating and opera. I ask him to

what extent he fits these stereotypes. He 
thinks for a while and says: “Sixty percent.
In Italy, everybody tries to live a sweet life, dolce vita. It is an Italian aspiration. In Italy, the quality of life is very high. I like this kind of Italian attitude to life. Listening to opera? It is true. I like it.
Eating? Yes, although I am not extraordinarily devoted to it. In fact, I try to keep myself a little bit fit,” he says.
He says he used to cook when they were in Italy and he likes cooking. “I am not a good cook, but a reasonable one. But here it is absolutely impossible for me to cook because the kitchen is too big. I am lost. I don’t know where the things are,” he says.
“Singing? I am awful. I remember in primary school every week there was a lesson in singing. The teacher was blind. We were around him. He was playing piano and asking everybody to sing together. But he went around, touched me and eliminated me from the chorus,” he says and laughs.
Being an Italian and not able to sing very well can also create problems in diplomatic life. “It was little bit problematic when I was an ambassador to Indonesia. They have this habit -- which is nice -- where at the dinner table, at a certain moment, somebody says, ‘Now we sing,’ and they ask somebody in the room to sing. Since I was the Italian ambassador, I was spotted immediately. I tried to avoid it. If it was forced, I would request my wife to sing.”
But Ambassador Marsili points out that there are certain shortcomings that he doesn’t like about Italians. “They normally are not on time. You fix an appointment, let’s say 10 o’clock, and very few people show up. But I am extremely precise, like an Anatolian, not like someone in Istanbul,” he says and laughs.
He thinks that there are many similarities between Turks and Italians, though not in every way. “It is simple for us to get in touch with Turks much more easily than some other people inside Europe. For some reasons -- whether geographic, historical and so on -- they were more distant from us,” he points out.
But there is one staple of Italian culture that he misses in Turkey: Italian bars. They are on every corner, serving coffee, other beverages and food, mostly sandwiches, and customers eat and drink while standing.
“When I need coffee or something to drink in Turkey, I have to sit down and wait to be served. This was the first clash of civilization with my wife. In Italy, she wanted to sit down for a coffee. Why do we have to? It is nice to stand. She has changed her mind. I am sure that these kinds of coffee shops would be extremely successful. I suggested it to some people around me. Everybody says, ‘Yes, yes; good idea,’ but they say this is against the Turkish mentality. Turks prefer to sit down and talk with friends while having coffee. I don’t know -- I think this kind of thing could be successful in Turkey.”
Ambassador Marsili points out a difference between Italians and Turks in perception: Turks see most things in black and white while Italians see many shades of grey. “In Italy, we have a tendency of being not always, not in every field, but in general, a bit superficial sometimes. I think Turks are more serious in the sense that there are few things that are grey to them. … Of course there are exceptions. It is perhaps too much, and it is better to keep certain number of things grey. On the contrary, we tend to have a lot of grey, with few things black or white. This sometimes helps, but it is sometimes too much. It can be advantage, but at certain point becomes a negative,” he says.
A job he is devoted to
He says that he tries to create conditions for real, special and strategic relations between Italy and Turkey in every field: political, economic and cultural. “I am absolutely convinced that the construction of Europe has forgotten the Mediterranean side, which is strategically important, and the Mediterranean side is Turkey,” he says, but admits that there has been a decrease in the enthusiasm in Europe and in Turkey for Turkish EU membership.
He says when there is a political engagement and it is not possible to change it -- despite some speeches by some EU leaders expressing opposition to full Turkish membership -- when Turkey completes its reform process it must be a full member, nothing less. “I repeat, full membership, because we are absolutely against partial membership. Turkey deserves to be a full member,” Ambassador Marsili says.
He points out that Italy has invested much in emerging markets such as China, which is good, but according to him, some entrepreneurs realize that their China could be Turkey for the simple reason that it is much closer. “Turkey can really become in some way the center of Italian investment,” he says and explains that for this reason he has reinforced the commercial section of the embassy since coming to office and he is very happy about the job they are doing.
“I am very proud of the results. When I arrived in Turkey, we had bilateral trade of less than $10 billion. Now, we have more than $50 billion. At the moment, around 500 Italian enterprises are based in Turkey, from big to small ones, and not only in traditional places but also in different parts of Anatolia,” he says.
He adds that in every political visit, he organizes meetings between Turkish and Italian businessmen and that opportunities are always there. There have been high-level visits between the two countries recently and new ones are on the way such as visits by Italy’s energy, education, defense and foreign ministers.
Ambassador Marsili says that even when he was away from Turkey he followed the country’s developments. In 1999, when Abdullah Öcalan, leader of the Kurdistan Workers’ Party (PKK) terrorist organization, went to Italy and relations between two countries got very sour, he was in Japan as an ambassador, but he learned of Turkey’s reactions through his wife. He was not in a position to advise anything to his government about the relations at that time, but he always wanted to be posted here as an ambassador. “I was lucky enough. When I came back from Indonesia, I was nominated as the director general of personnel of the Foreign Ministry, which is the ideal place for constructing your future post, so I did this.” He hopes to stay here as ambassador because he believes that two countries have all the opportunities of becoming real European partners. “This is the job I am devoted to,” he said. (Ayse Karabat/Zaman)

 

 

 

 

Manovre_militare_dell%27Esecito_turco

 

Politica difensiva
e Forze
Armate

Forze_Armate_turche
 

 

 

LA TASK FORZA TURCA UNA ATTENTA ANALISI DI <PAGINE DI DIFESA> SUI MILITARI TURCHI. UNA CAPACITA' OPERATIVA DI TUTTO RISPETTO. I FUTURI SCENARI

In seguito alla débacle del sistema bipolare – il cui incipit storico è riconosciuto nell’abbattimento del muro di Berlino nel novembre del ’89 - anche la Turchia ha dovuto fronteggiare le sfide del nuovo ordine mondiale dominato dall’incertezza, dal fattore dell’imprevedibilità e dal concetto di asimmetria in campo politico, militare ed economico. Le crisi emerse nei Balcani, nelle regioni caucasiche e nel Medioriente in poco meno di 20 anni aiutano - forse solo in parte - a comprendere la situazione internazionale attuale lasciandoci incapaci di anticipare possibili scenari futuri.
Solo in seguito agli eventi del 11 settembre la politica difensiva turca presenta in agenda linee guida che contraddistinguono – almeno negli intenti teorici - la risposta (non sempre corale) dei Paesi occidentali al crollo delle Twin Towers. La lotta al terrorismo, la reazione agli estremismi religiosi, la prevenzione dei conflitti regionali - fonti di tanto pericolose quanto incontenibili escalation militari - come pure analisi dettagliate sulla minaccia di missili a lunga gittata (magari a testata nucleare) e studi sugli effetti di armi ad alto potenziale distruttivo, sono diventati il core della politica difensiva del Paese che ricalca i confini della penisola anatomica.
Per la posizione strategica, che la vede collocata tra Asia ed Europa (geograficamente solo il 3% del suo territorio e l’11% della sua popolazione appartengono all’Europa), la Turchia deve prestare particolare attenzione agli Stati che la circondano. Tranne i limes a nord-ovest che la mettono a contatto diretto con la Grecia e la Bulgaria (da cui difficilmente potrebbero giungere delle minacce) sono di tutt’altra valenza le vicinanze agli altri confini. A nord-est la Georgia, ad est l’Armenia, l’Azerbaijan e l’Iran, a sud-est l’Iraq e a sud la Siria. Rebus sic stantibus, la Turchia è consapevole che errate valutazioni nella sua politica estera, come in quella di sicurezza le potrebbero essere letali.
La Costituzione della Repubblica turca (fondata nel 1923 grazie al leggendario contributo di Mustafà Kemal Ataturk il Padre della Patria) prevede che nell’organizzazione della struttura difensiva del Paese, il capo di stato maggiore della Difesa sia nominato dal presidente in carica e che sia responsabile davanti al primo ministro. Al contempo il Consiglio dei ministri è responsabile verso il massimo organo assembleare turco denominato Grande assemblea nazionale turca (la quale detiene il potere di dichiarare lo stato di guerra e di inviare task force militari all’estero) per temi afferenti la sicurezza nazionale e la preparazione delle forze armate per la salvaguardia dello Stato.
Componenti
tecnico
logistiche

Il Capo di Smd turco è responsabile del buon andamento dello strumento militare come dell’operational readiness delle Forze Armate. Alle sue dipendenze si trovano collocati i Capi di Sm delle tre Forze Armate (esercito, marina e aeronautica). Curiosamente (costituisce un unicum tra gli altri Paesi) il ministro della Difesa è posto allo stesso livello del Capo di Smd e con quest’ultimo deve lavorare in "close coordination and cooperation to fulfill their respective responsibilities". Una situazione del tutto particolare interessa le Gendarmerie forces e la Coast Guard. Tali forze sono poste alle dirette dipendenze del ministro dell’Interno in tempo di pace per cambiare cappello in tempo di guerra. Le stesse forze transitano alle dirette dipendenze dell’esercito, la prima, alle dipendenze della marina la seconda.
Con un territorio esteso quasi quanto tre volte quello italiano, la Turchia dispone di una forza di terra consistente. Si possono contare dieci corpi d’Armata, sei divisioni ben 40 brigate (meccanizzate e blindate), cinque comandi brigata e cinque brigate addestrative per le reclute e il mantenimento della capacità operativa degli effettivi. Le componenti tecniche e logistiche (come le sezioni legate alle comunicazioni, al genio e ai trasporti) sono inquadrate all’interno dei reparti e hanno funzioni nel complesso marginali. Anche un osservatore non competente si rende conto che l’arma base (ovvero la fanteria) detiene il ruolo principale.
Al contempo, avendo per confini il Mar Nero tra la Bulgaria e la Georgia, il Mare Egeo e il Mar Mediterraneo tra la Grecia e la Siria, la Turchia non sottovaluta la propria componente navale. La marina è infatti dotata di una flotta che ha in organico 13 sottomarini, 20 fregate, 21 navi da pattugliamento veloce, 21 dragamine, 52 mezzi da sbarco e 23 elicotteri da ricognizione. Con una componente così articolata e di discrete dimensioni – per mezzi e personale - la marina turca è in grado di partecipare a operazioni congiunte a carattere internazionali come a esercitazioni in tutto il Mediterraneo. Da notare come i sottomarini della flotta possano allontanarsi dalla Turchia di 15mila miglia nautiche e ritornare senza necessità di rifornimento (lasciando intuire un ottimo livello tecnologico).
La forza aerea è composta da 19 squadroni da combattimento, da due squadroni da riconoscimento, da cinque squadroni addestrativi, da sei impiegabili nel trasporto e da altre piccole componenti per esigenze minoritarie. Contrariamente a quanto si sarebbe portati a supporre, dopo 
a US Air Force, l’aeronautica turca
presenta il più alto numero di F-16 nel mondo – con tutta probabilità retaggi 
strategici anti-sovietici risalenti alla Guerra Fredda - che permetto al Paese della Mezzaluna di partecipare a tutte le esercitazioni oltremare. La flotta aerea ha completa capacità di rifornimento in volo e può permettersi di raggiungere esercitazioni in atto nel cuore dell’Europa e ritornare alle proprie basi in Turchia nello stesso giorno. In aggiunta, il volare direttamente verso gli Usa attraverso l’oceano atlantico e il ritornare in modo del tutto autonomo non è cosa impossibile per la componente aerea turca.
Per quanto attiene alle capacità operative, l’esercito turco è in grado di schierare rapidamente task force di piccola consistenza (40 persone) come della consistenza di 50mila uomini in poco tempo (stando alle fonti ufficiali) per condurre operazioni joint anche fuori del territorio nazionale. La componente terrestre è in grado di assicurare una lift capability (capacità di trasporto tramite elicotteri) di cinque o sei battaglioni in ogni momento del giorno. Le forze armate turche, inoltre, hanno la capacità operativa di portare a termine Disaster Relief Operations. Il recente intervento seguito al terremoto occorso nella regione del Marmara (nella Turchia occidentale) ne è una dimostrazione.
La partecipazione a operazioni di peace-keeping sono ormai atteggiamento consolidato per la Turchia che è membro della Nato dal 1952. Il Parlamento turco nel settembre del 2006, su imput del governo, ha inoltre votato a favore della partecipazione alla missione Onu Unifil 2 in Libano.
Politica
filo-atlantica

Ankara ha sempre optato per una politica apertamente anti-sovietica e filoatlantista nel corso del tempo. Tra i membri della Nato è caratterizzata da Forze Armate convenzionali seconde solo a quelle degli Usa, a detta di molti commentatori (sembra però difficile da credere). In campo militare ha stipulato recentemente accordi militari con Uzbekistan, Kirghizistan e Kazakhstan. Sembra dunque che Ankara guardi con profonda simpatia a occidente, ma non possa sottrarsi dal considerare pure gli altri fronti.
Ci si deve aspettare che l’impegno militare turco (considerato già di discreto livello sia quantitativo che qualitativo) venga incrementato nella partecipazione a sostegno delle missioni di pace nel mondo. Uno degli obiettivi di Ankara – a cui la comunità internazionale presta massima attenzione per la richiesta effettuata quale prossimo candidato membro dell’Ue - è quello di contribuire alla pace mondiale e regionale per assicurare la stabilità internazionale. Il desiderio di dare vita a una Peace and Security Zone tra i Paesi limitrofi, come l’esportare pace e sicurezza all’estero, anche mediante la cooperazione e le buone relazioni con i vicini, sono tra i target politico-strategici della Turchia.
Si deve tenere presente che, le Forze Armate turche, oltre alla componente operativa che ne costituisce l’humus, a partire dalla fondazione della Repubblica hanno anche una valenza strettamente politica. Nel Paese della Mezzaluna, infatti, in modo particolare l’esercito è considerato quale custode ultimo della saldezza dello Stato sulla scia di principi di ispirazione Kemaliana.
L'esercito ha sempre avuto un ruolo centrale nella storia moderna della Turchia. Paragonato a custode ultimo dei principi di laicità ed occidentalità, l’esercito, al fine di assicurare la vitalità dei principi suddetti ha volutamente interrotto la dinamica parlamentare con tre colpi di stato (nel 1960, 1971 e 1980) a cui sono seguiti brevi periodi con governi a direzione militari dedicati a ristabilire i principi del Kemalismo, spesso utilizzato quale facciata per altre motivazioni.
Negli ultimi anni l'esercito Turco ha evitato il ricorso ai colpi di stato. Il suo ruolo di custode della Repubblica è però riemerso nel cosiddetto “colpo di stato post moderno” o “golpe bianco” con cui il primo governo di ispirazione islamica della storia della Turchia moderna, capeggiato da Necmettin Erbakan, nel 1997 venne esautorato e venne sciolto il partito islamico che lo sosteneva. Si comprende dunque come i vertici delle forze armate controllino le dinamiche politiche attraverso il Consiglio di Sicurezza Nazionale (Mgk) le cui ‘raccomandazioni’ sono vincolanti per delle istituzioni politiche.
La forza aerea
Le peculiarità delle Forze Armate turche delineano un quadro d’insieme che ha molte sfaccettature. Alla discreta componente operativa si aggiungono percezioni politiche che sfuggono dalla logica della razionalità e hanno quasi una valenza etica. Con queste premesse non è facile cercare di riassumere in poche parole il concetto di difesa turca. Ci viene in aiuto una citazione attribuita al padre fondatore dello stato turco Mustafà Kemal Ataturk in cui si sottolinea come la Turchia debba provvedere “alla pace all’interno dei suoi confini come all’esterno”. La chiave di lettura per un’efficace politica difensiva turca si ritrova dunque nella capacità di “mirare alla pace nei propri confini per poterla poi esportare in altre regioni del mondo”. In tutto ciò le forze armate turche hanno una responsabilità fondamentale. (Pagine di Difesa)

 

 

 

 

 

 

LA TURCHIA
ALZA IL LIVELLO
DI DIFESA: NUOVI
SISTEMI

MISSILISTICI
IN DOTAZIONE
ALLE FORZE ARMATE

Turkey's Undersecretariat of the Defense Industry (SSM) has issued a number of requests for information (RfIs) recently for the acquisition of various types of air defense systems for the three main branches of the armed forces, the Turkish Air Force Command, Land Forces Command and Naval Forces Command.
An RfI issued on April 18 covers the procurement of 45 (with an option for a further 45) low-altitude air defense missile systems (T-Laladmis) for the Land Forces and 12 low-altitude air defense missile systems for the Naval Forces. The SSM issued an RfI on March 21 for the acquisition of three medium-altitude air defense missile systems (T-Maladmos) for the Land Forces and companies have until June 1 to respond.
Also in March, the SSM issued an RfI for the acquisition of four long-range air and missile defense systems (T-Loramids) to meet the requirements of the Air Force Command. On April 17 it released the names of the 13 companies that have declared their intention to respond. These include: Boeing of the US; Lockheed Martin and Raytheon of the US, which have reportedly teamed up to meet Turkish requirements for Patriot PAC-3s; China's Cpmiec; Israel Aerospace Industries (Iai); and local companies including Aselsan, Fnss and Roketsan.
SISTEMA_MISSILISTICO

Boeing and IAI reportedly offered Arrow missile systems that Turkish defense industry sources said do not meet the Turkish requirement of shorter range missiles. Arrow missiles, a joint production of the US and Israel, are also costly. Turkey has been seeking to acquire four long-range air and missile defense systems, at a cost of around $1.2 billion, that could deter both conventional as well as ballistic missile threats; the system also should operate effectively in low, medium, high altitudes and at long ranges.
Turkey seeks, for example, a maximum effective altitude for detection and engagement of at least 10 kilometers. Arrow 2 missiles have a detection range of 500 km. The Arrow, an anti-ballistic missile system developed jointly with Boeing, was unveiled for the first time at the Palmachim air base in Israel in 2002.
The missile, untested in combat, would have been Israel’s last line of defense if Iraq responded to a US attack by launching Scud missiles against the Jewish state, said an information note released by IAI at the time. Meanwhile, Lockheed Martin and Raytheon have declared that they will respond to the RfI via the US government within the scope of price and availability data studies. In other words, US companies are expected to offer US Foreign Military Sales (Fms) credit.
Turkey is also looking to procure two command-and-control aircraft for the air

force under an RfP issued by the SSM on April 18. Potential bidders should obtain the RfPs by April 27 and the deadline for responses is set at June 15. Separately, Denel (South Africa), Rafael Armament Development Authority (Israel), Raytheon (US) and Rosoboronexport (Russian Federation ) have so far responded to an RfP issued on January 30 for the procurement of a medium-range anti-tank weapon system (Meaws) for the army.
Turkey is to buy 800 anti-tank missiles with a range of up to 4,000 meters, valued at about $80 million, according to the RfP. It states that Turkey will directly procure 80 MRAWSs, including weapon units, 10 missiles per weapon (800 missiles), tripods and related containers and accessories.
Ankara seeks nuclear-free Middle East
Gen. Ergin Saygun, the deputy chief of general staff, stated during his speech delivered at the annual American-Turkish Council (ATC) meeting in Washington in late March this year that “we [Turkey] want a nuclear free Middle East.” Ankara is refraining from provoking Iran by not allowing its bases to be used by the US or by any third country in the case of a confrontation with Tehran.
“The same goes with the US’s missile defense program. We [Turkey] cannot allow US missiles to be based on our territory
since this will mean Ankara will be contributing to the creation of a devil on its doorstep,” said a senior Turkish diplomat.
Ankara has been urging Iran to cooperate with the international community in its nuclear arms stand-off while seeking to build its own long-range missile defense systems to deter any possible anti-ballistic missile attacks on the country.
Meanwhile, Turkish Defense Minister Vecdi Gonul said on March 14, during a meeting with his German counterpart, Franz Josef Jung, that Turkey was not part of a project aimed at developing a US-proposed anti-ballistic missile shield within NATO.
“We ensure our air safety through our own capabilities”
The US has been moving toward the creation of its own missile defenses and has recently announced plans to base missile interceptors in Poland and radar units in the Czech Republic but many Nato allies are concerned about the US system to shoot down missiles fired by what Washington calls “rogue states” such as Iran and North Korea. Ankara also has a plan to build nuclear energy plants to lessen its almost 80 percent foreign dependency, mainly to Russia, in meeting its energy demands. Through nuclear energy facilities, Ankara will thus bridge its gap in nuclear energy technology with the countries in the region (Lale Sariibrahimoglu/Zaman)
 

ANKARA NON VUOLE RIMANERE 
INDIETRO RISPETTO AGLI ALTRI
PAESI. UNO SGUARDO AL SISTEMA
AEROSPAZIALE ISRAELIANO ED
AI SUOI METODI DI ATTACCO

 

 

 

 

 

Yasar Buyukanit:
UN CONFLITTO ARMATO
TRA GRECIA E TURCHIA
è improbabile

Un conflitto armato fra Grecia e Turchia è alquanto improbabile. Se ne è detto certo il Capo delle Forze Armate turche, il generale Yasar Buyukanit, Capo di Stato Maggiore interarmi, il quale ha comunque ribadito la necessità che si continui a fare sforzi per garantire la pace tra i due Paesi. Parlando a margine di un vertice militare europeo a Salonicco, nella Grecia settentrionale, il generale turco - come riferisce il quotidiano Kathimerini - ha detto inoltre che esistono modi in cui i militari possono contribuire ad allentare le tensioni tra i due Paesi confinanti, allo scopo di aiutare i leader politici a risolvere problemi più ampi. 

Il_generale_turco_Buyukanit

"No, noi non vogliamo una crisi - ha detto Buyakanit -. Con l'ammiraglio Panayiotis Hinofotis (Capo di Stato Maggiore greco) stiamo continuando nei nostri sforzi in questa direzione. Occorre comprendere che ostacoli ci sono, ma stiamo facendo progressi". Il generale turco è stato in Grecia tre volte negli ultimi tre anni. "La frequenza dei miei viaggi - ha detto il generale - è indicativa degli sforzi che si stanno facendo da entrambe le parti per consolidare la pace". (Denaro.it)

 

 

 

 

COME COSTRUIRE
UN'EUROPA PIU' SANA

Fiorenzo_Stolfi
 
Il Segretario di Stato per gli Affari Esteri, Fiorenzo Stolfi, nella sua veste di presidente del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, ha aperto nei giorni scorsi ad Istanbul, la Conferenza Permanente dei Ministri europei dell’educazione intitolata " Costruire un’Europa più umana e più onnicomprensiva: il contributo delle politiche educative"
L’occasione è stata propizia per  Stolfi al fine di ricordare l’impegno della Presidenza sammarinese nel campo educativo e, soprattutto, in quello del dialogo, che ha visto recentemente riunirsi a San Marino politici, esperti ed esponenti delle principali fedi religiose per approfondire  gli aspetti del dialogo interculturale proprio alla luce del fattore religioso. "Vivere insieme in un contesto interculturale resta una grande sfida" ha affermato Stolfi, sottolineando l’importanza determinante delle politiche educative in Europa. "In effetti numerosi conflitti trovano origine nell’ignoranza" ha proseguito il Presidente del Comitato dei Ministri, auspicando che i lavori della Conferenza di Istanbul possano fornire contributi ed opinioni anche per il progetto del "Libro Bianco" sul dialogo interculturale che sta preparando il Consiglio d’Europa.
 

Il Segretario di Stato per gli Affari
Esteri di San Marino, Fiorenzo Stolfi,
si è recato ad Istanbul dove si è
incontrato con il Primo Ministro della
Turchia Recep Tayyip Erdogan. 

 


Alla Conferenza, alla presenza del Primo Ministro della Turchia Recep Tayyip Erdogan, e del Segretario Generale Aggiunto del Consiglio d’Europa, Maud de Boer Buquicchio, ha preso parte una Delegazione sammarinese guidata dal Segretario di Stato per la Pubblica Istruzione e la Cultura, Francesca Michelotti,
Successivamente Stolfi è stato invitato dal premier turco ad un cordiale colloquio nel corso del quale oltre a riscontrare l’ottimo stato delle relazioni bilaterali sono stati esaminati alcuni aspetti della comune collaborazione nell’ambito delle Nazioni Unite.
Il Segretario di Stato sanmarinese ha chiesto poi ed ottenuto da Erdogan l’impegno turco alla stipula degli Accordi fra i due Paesi in campo economico per evitare le doppie imposizioni fiscali e per la protezione reciproca degli investimenti, da tempo richiesti da parte sammarinese.
L’incontro si è concluso con l’invito rivolto a Erdogan a visitare la Repubblica di San Marino.
Nel lasciare Istanbul, il presidente Stolfi ha espresso soddisfazione per i risultati che sta perseguendo la  presidenza sammarinese, in linea con il programma che si era prefissato. (SanMarinoNotizie.com)
 
 
Il_vertice_di_Istanbul_sotto_la_presidenza_sanmarinese
Impegno da parte di Ankara circa la stipula degli Accordi tra San Marino ed Ankara in campo economico onde evitare anche le doppie imposizioni fiscali.

 

 

 

 

 

 

PROGRESSI
(POCHI)

            L'INCONTRO SOLANA-LARIJANI

 

Talks in Ankara with top EU foreign policy official Javier Solana have brought Iran and the international community closer to "a united view" on how to break the deadlock over Tehran's defiance of a UN Security Council demand to freeze uranium enrichment, Ali Larijani, Iran's top nuclear negotiator, said on Thursday.
Speaking at a joint press conference with Solana and Turkish Foreign Minister Abdullah Gül following a breakfast meeting hosted by Gül, Larijani said that he and Solana had chipped away at differences over enrichment -- a potential pathway to nuclear arms -- in two straight days of talks that were held at Ankara's Swissotel.
"In some areas we are approaching a united view," Larijani said. "We are aiming to reach out for a common paradigm."
For his part and speaking of a "good meeting," Solana said: "We cannot make miracles, but we tried to move... the [nuclear] dossier forward."
"The fact that we are together again is itself a very important development," he added, an apparent reference to the fact that their last meeting in September collapsed over the enrichment issue.
Neither Larijani nor Solana disclosed details of their talks. Nevertheless a government official based in a European capital, who was briefed on the outcome of the meeting, told The Associated Press that a new definition of an enrichment freeze acceptable to both sides was "the key issue."
There was also mention of a "double time out" -- a freeze of such activities in exchange for a commitment not to impose new UN sanctions -- said the official who demanded anonymity in exchange for discussing the confidential information with the AP.
The "double time out" concept is supported by International Atomic Energy Agency (Iaea) chief Mohamed El Baradei and was part of a confidential document shared on Wednesday with the AP. The one-page document, based on a Swiss initiative, proposes that "Iran will not develop any further its enrichment activities" while the six powers negotiating with Iran "will not table any additional UN resolutions and sanctions." Diplomats said that the document is opposed by the US, Britain and France but that parts of it could nonetheless serve as the basis of a later agreement that could lead to formal negotiations.
Solana was meeting with Larijani on behalf of the US, Russia, China, Britain, France and Germany, the countries at the forefront of international efforts to pressure Iran to make nuclear concessions. Government officials outside Turkey had told the AP ahead of the meeting that the six powers may ultimately be willing to allow Iran to keep some of its uranium enrichment program intact.
The Ankara meetings are only preliminary discussions meant to establish if there is enough common ground for further talks between Larijani and Solana that could lead to the resumption of formal nuclear negotiations between the six powers and Iran. Solana was expected to brief US Secretary of State Condoleezza Rice next week on the sidelines of an EU-US summit in Washington, as well as the foreign ministers of the other five major powers. They, in turn were likely to set ground rules for the next meeting between the two.
Asked whether Ankara could again be venue of a possible next meeting between the two, Solana avoided specifying, yet expressed his joy of being in "a lovely place" like Ankara and said he would be pleased to travel to Turkey on any occasion.


Gül hears praise for presidential bid at nuke talk meeting 
Cameras were taking shots of Foreign Minister Abdullah Gül as he gave the floor to Javier Solana, the European Union's top foreign policy official, at a joint press conference with Ali Larijani, Iran's top nuclear negotiator, on Thursday when he heard strongly worded praise from Solana instead of remarks about his talks with Larijani.
Following a breakfast meeting hosted by Gül at the Foreign Ministry residence, the three were standing next to each other as Gül made brief opening remarks in which he expressed hope that Larijani and Solana's two-day talks in Ankara would yield a positive result concerning a deadlock over Tehran's defiance of a UN Security Council demand to freeze uranium enrichment. Wishing success to the two men, Gül left the floor to Solana, anticipating his remarks concerning the nuclear talks in Ankara. Nevertheless, Solana's first remarks concerned his own feelings and opinions regarding Gül's candidacy for presidency, which was announced earlier this week.
"Let me congratulate him on his nomination for the presidency of the Republic of Turkey. You have been a good friend of mine for many years, and I am sure we will continue to work together with the same level of friendship in the future. I think the people of Turkey will be very happy because Abdullah Gül will be the president. ... He will be a president who will do his utmost to help your country as he has done previously as minister of foreign affairs. I have had the privilege of working with him on many occasions and for many years," Solana said.
Larijani joined Solana in praising Gül when it was his turn to speak about the Ankara talks. Wishing him success in presidential elections, Larijani said he paid his heartfelt compliments to Gül.
"Gül's presidency will be a very important resource for both Turkey and the development and welfare of the region," Larijani said in remarks interpreted from Farsi though a translator. He also noted that Gül played an important role in resolving a recent crisis between Britain and Iran when Iran detained 15 British sailors and marines, charging them with trespassing in Iranian waters. The sailors and marines were released by Iran earlier this month. (Zaman)

Incontro_Solana-Larijani_in_Turchia

 


 

 

 

 

 

 

SOCIETA'

 
 

La condizione
dei minori
nel Paese
della Mezzaluna

UN DATO CHE SGOMENTA

I numeri fanno spavento ma nella Turchia del terzo millennio e in pieno boom economico il 16% dei bambini lavora anziché andare a scuola. Lo dice il Tuik, l'Istituto di Statistica Turco. Per la precisione sono 958mila i minori fra i 6 i 17 anni che rinunciano all'istruzione, spesso per compiere lavori umili e dannosi per la salute. Il 47% lavora nelle grandi città, il rimanente nelle aree rurali. Il 66% sono ragazzi, le ragazze il 34%.
Il 40% lavora nel settore agricolo per lo più a carattere regionale e nei restanti periodi dell'anno trova altre occupazioni. Molto spesso vengono allontanati dalla scuola proprio dai loro genitori che possiedono attività a conduzione familiare alle quali anche i figli devono contribuire. (Apcom)

 

 

 

 

 
Le_deputate_turche_con_i_baffi._Foto_Kader
 

 

 

Tansu_Ciller

IL PARLAMENTO
E LE DONNE
(CON I BAFFI)

RIVENDICAZIONI L'ASSOCIAZIONE <KADER> - CON UN TESTA  LA SUA PRESIDENTESSA SEYHAN EKSIOGLU - AL CONTRATTACCO PER AVERE PIU' SEGGI FEMMINILI. LA REALTA'

"Sono anni che le donne debbono occuparsi di faccende domestiche, educazione dei figli, cura degli anziani e dei malati", afferma chiaramente Seyhan Eksioglu, presidentessa dell’associazione <Kader>. E aggiunge un dato sconfortante: in Turchia solo il 4.4% dei deputati sono donne e neanche l’1% ottiene la carica di sindaco. A confronto in Germania le donne occupano il 32% dei seggi in Parlamento, contro il 12% della Francia. Neanche la breve apparizione di Tansu Ciller come primo ministro, dieci anni fa, o di Leyla Zana, prima donna deputata curda hanno cambiato minimamente le cose: in Turchia le donne non sono le benvenute in politica.
Di fronte a queste cifre deludenti, le donne turche hanno deciso di attivarsi sotto la bandiera di <Kader>. Questa associazione locale conta attualmente più di 3000 membri ripartiti nelle 11 province del Paese e milita da 10 anni, con il sostegno della Lobby europea delle donne, per far aumentare la presenza femminile negli organi politici. Per propugnare la loro campagna, le attiviste non esitano a fare irruzione nei luoghi della politica, indossando baffi e scandendo lo slogan "Bisogna essere uomini per entrare in parlamento?". Sperano, dopo aver fatto proprio il simbolo della virilità turca, di riuscire a coinvolgere gli organi dirigenti dei partiti politici turchi e di risvegliare le coscienze delle loro compatriote.
"Vogliamo un terzo di candidati donne"
Secondo Hülya Ugur Tanriover, professoressa all’Università di 
Galatasaray, che si occupa della rappresentanza
femminile nei media turchi, il divario tra i sessi resta ampio. Anche se nulla vieta giuridicamente la partecipazione politica delle donne, la realtà è ben diversa.
La visione tradizionale della donna presuppone che «prima di tutto sia moglie e madre, indipendentemente dal fatto che lavori nelle grandi città». Le sue stesse necessità sono messe in secondo piano. "Si pensi all’esiguo numero di asili nido e di scuole materne o alle differenze di retribuzione che, ovviamente, vanno a discapito delle donne", sottolinea Tanriover.
In Turchia, la campagna delle "donne coi baffi" di Kader sembra aver fatto centro e richiamato l’attenzione sulla questione della parità all’interno delle istituzioni turche. I giornali hanno dato molto risalto alle personalità dell’associazione e i politici, dal canto loro, non si sono potuti mostrare indifferenti a questo appello. La maggior parte delle coalizioni ha infatti deciso di reagire ma i provvedimenti presi non consentono, per ora, che "la presenza femminile nelle liste dei candidati raggiunga il 33%" come richiesto dalla Kader. Prossimo banco di prova: le elezioni legislative del 4 novembre.
Quote rosa
Lo scrittore Nükmet Kardam sostiene che le quote rosa, applicate da numerosi paesi europei, rappresentino l’unico mezzo per la Turchia di "emergere da quel vergognoso 162° posto attualmente occupato dalla classifica mondiale della 
rappresentanza femminile in politica e diventare una vera e propria democrazia".
Tuttavia tale principio viene denigrato dalle stesse donne. "Le donne d’affari, per esempio, insolitamente
numerose in Turchia, non si preoccupano poi tanto della questione femminista", afferma amareggiata la Tanriover.
E i loro colleghi uomini? «hanno detto "sì" ai diritti dell’uomo, ai diritti delle donne, all’istruzione, alla salute, all’economia e perfino alla parità di trattamento tra uomo e donna nel Codice Civile e nel Codice Penale. Ma al tempo stesso si augurano che la politica resti una loro prerogativa» analizza Seyhan Eksioglu. "È l’ultimo baluardo per l’affermazione della loro forza e della loro visione gerarchica".
Tuttavia, non si può sottovalutare l’impatto che avrà l’ampliamento della rappresentanza femminile negli organi politici. "Far sì che il 52% della popolazione turca sia finalmente rappresentato in politica, farebbe parlare di più delle donne", dice la presidentessa di Kader. 
Temi fondamentali quali la violenza domestica, l’istruzione femminile, i delitti d’onore verrebbero finalmente denunciati, accanto a questioni più leggere quali il numero degli asili nido, la parità salariale, il cambiamento della visione della donna. Certo un maggior numero di donne in Parlamento "non cambierebbe la società", riconosce la Tanriover, "ma almeno si velocizzerebbero i processi decisionali» dato il proverbiale pragmatismo del gentil sesso. «E se si aggiungessero – continua la Tanriover – una manciata di deputati uomini sensibili ai problemi femminili sarebbe una festa per il Paese!". (Mariella Esvant-traduzione di Elena Pietrangeli/Cafebabel.com)

 

 

 

 

 
 
2nd Conference
on Democracy and
Global Security

Grandi preparativi ad Istanbul per la seconda Conferenza sulla Sicurezza, organizzata dalla Polizia nazionale turca e dall'Istituto turco di Studi di Polizia, alla quale prenderanno parte rappresentanti di ogni parte del mondo. I lavori, che si terranno nel mese di giugno (più precisamente dal 14 al 16) e che avranno lo scopo principale di esaminare gli ultimi cambiamenti geopolitici avvenuti durante la "War on Terror", si proporranno un nuovo approccio alle operazioni di peacekeeping e peace-enforcement, tenendo anche in considerazione gli errori commessi nella lotta al terrorismo dei nostri giorni. Quello islamico, per eccellenza.
Siamo grati al prof. Giovanni Ercolani, della <Nottingham Trent University> per averci fornito questa notizia che altrimenti ci sarebbe sfuggita.

CONTRO IL
TERRORISMO

 

 

I LAVORI

Dear Participants,
As Conference Organizing  Committee, we wish you a very happy and prosperous new year.
Preliminary Agenda for the 2nd Istanbul Conference on Democracy and Global Security has just been released.

Preliminary Agenda for the 2nd Istanbul Conference on Democracy and Global Security
Conrad Istanbul - 14-16 June 2007
13 June 2007 Wednesday
Welcome at the airport (duration: 2 days)
Registration at the Conrad Istanbul Hotel(duration: 2 days)
Lunch & Dinner will be served
Free time
14 June 2007 Thursday
07:00 - 08:30 Breakfast
08:30 - 09:30 Transportation to the TIM Show Center
09:30 - 10:00 Opening Ceremony at TIM Show Center(Registration desk will be open)
10:00 - 12:00 Plenary Session
12:00 - 12:30 Transportation to the Conrad Hotel
12:30 - 14:00 Lunch
14:00 - 15:30 Session - 1
15:30 - 16:00 Coffee Break
16:00 - 17:30 Session - 2
17:30 - 19:00 Free Time
19:00 - 19:30 Transportation to the Dolmabahce Palace
19:30 - 20:00 Welcome by Ottoman Janissary Band(Mehteran Bolugu) and Reception
20:00 - 22:00 Gala Dinner at Dolmabahce Palace with Turkish Cultural Performances such as Whirling Dervishes(The Sema)
15 June 2007 Friday
07:30 - 09:00 Breakfast
09:00 - 10:30 Session - 3
10:30 - 11:00 Coffee Break
11:00 - 12:30 Session - 4
12:30 - 14:00 Lunch
14:00 - 15:30 Session - 5
15:30 - 16:00 Coffee Break
16:00 - 17:30 Session - 6
17:30 - 19:30 Free Time
19:30 - 22:00 Dinner at Conrad Hotel
16 June 2007 Saturday
07:30 - 09:00 Breakfast
09:00 - 10:30 Session - 7
10:30 - 11:00 Coffee Break
11:00 - 12:30 Session - 8
12:30 - 14:00 Lunch
14:00 - 15:00 Closing Session and Remarks
15:00 - 20:00 Istanbul Tours ( Bosphorous, Topkapı Palace, Hagia Sofia, Blue Mosqueetc.)
20:00 - 22:00 Dinner (may be in a boat)
Checking out from the hotel (optional)
17 June Sunday
Checking out from the hotel

 

TEMI ED INTERVENTI

We proudly announce the designation of the new program committees for each conference theme. Each program committee is formed among distinguished professors who work together with the Turkish National Police for a long time. They will be assisted by PhD students who study in various doctoral programs across the United States.
These committees have undertaken very important tasks which include designing all sessions according to the papers and presentations of the participants. In addition, a second important duty of the Committees will be to compose concluding remarks of the conference sessions. We thank all of them in advance for their invaluable contribution to the conference.

Following is the list of program committee members:

THEME 1- Comparative Perspectives on Democracy and Policing
Charles Wellford, PhD Professor of Department of Criminology and Criminal Justice at University of Maryland, USA
Peter K. Manning, PhD Brooks Professor of College of Criminal Justice at Northeastern University, USA
Yusuf Z. Özcan, PhD Professor in the Department of Sociology at Middle East Technical University, Turkey
Halim Iltas, MA (Assistant) Police Superintendent of TNP and PhD Student at George Mason University, USA

 
THEME 2- Contemporary Issues in Law Enforcement Agencies
Chris W. Eskridge, PhD Executive Director of the American Society of Criminology, USA
Halil İ. Bahar, PhD Vice President of Turkish National Police Academy, Turkey
Maria (Maki) Haberfeld, PhD Chair of Law and Police Science at John Jay College of Criminal Justice, CUNY, USA
Selcuk Atak, MA (Assistant) Police Captain of TNP and PhD Student at Graduate Center of City University of New York

 
THEME 3- International Perspective on Crime
Cindy J. Smith, PhD Chief of International Center of National Institute of Justice (NIJ), USA
Jay Albanese, PhD Chair of Criminal Justice Department at Virginia Commonwealth University, USA
Louise Shelley, PhD Director of TraCCC at the American University, USA
Ismail Yilmaz, MA (Assistant) Police Superintendent of TNP and PhD Candidate at Virginia Commonwealth University

 
THEME 4- Terrorism: A Global Problem
Charles B. Strozier, PhD Director of Center on Terrorism at John Jay College of Criminal Justice, City University of New York, USA
Edmund F. McGarrell, PhD Director of School of Criminal Justice and Executive Co-Director of Global Community Security Institute at Michigan State University, USA
Leslie W. Kennedy, PhD Dean of the School of Criminal Justice at Rutgers- Newark University, USA
Ahmet Celik, MA (Assistant) Police Superintendent of TNP and PhD Student at School of Criminal Justice at Rutgers-Newark

 
THEME 5 - Democracy and New Governance in the 21st Century
Emile Sahliyeh, Ph.D. Professor of Department of Political Science, International Studies, College of Arts and Sciences, USA
Hans-Jörg Albrecht, PhD
Director of Max Planck Institute for Foreign and International Criminal Law
Richard Langhorne, Ph.D. Co-Director of Division of Global Affairs at Rutgers University, USA
Ahmet D. Bitmez, MA (Assistant) Police Superintendent of TNP and PhD Student at Division of Global Affairs at Rutgers University

 

Polis  

INFORMAZIONI

Distinguished paper award submission process has been completed. A group of selected review committee members headed by Professor Gary Cordner will vote on the papers to determine the award winner papers. The committee has been constituted by members from different disciplines of social science including, but not limited, criminal justice, political science, and public administration fields. We would like to inform you that our commitee awarded the best papers. 
To see the whole list, please click the link below
https://www.istanbulconference.info/Pages/AWARDEDARTICLES.aspx
Contact Information:
Turkish Institute for Police Studies PO Box 308782 Denton,TX 76203
Voice Phone: (940) 891 6735 Fax Phone: (940) 891 6725
E-mail:
award@tipsonline.org

Democratic_Global_Secutity
Turkiye_Commuriyeti Turkish_Institute_for_Police_Studies
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

PROTOCOLLO
PER PROMUOVERE
LA RICERCA

LEGAMI ACCADEMICI  E' stato firmato dal Crui (Conferenza dei Rettori Universitari Italiani) e dall'omologo turco Yok. La notizia data dalla nostra Ambasciata ad Ankara

La Crui (Conferenza dei Rettori Universitari Italiani) e l'omologo ente turco Yok (Consiglio dell'Alta Istruzione della Repubblica di Turchia) hanno firmato un protocollo di collaborazione per rafforzare i legami accademici e promuovere gli scambi nei settori della formazione e della ricerca tra Italia e Turchia.
Lo rende noto un comunicato dell'Ambasciata d'Italia ad Ankara. L'intesa, sottoscritta nel quadro del "Processo di Bologna" per la collaborazione universitaria in ambito europeo, mira a promuovere il reciproco scambio di informazioni sui rispettivi sistemi di istruzione superiore e sostenere le iniziative nei settori dell'insegnamento accademico e delle collaborazioni di ricerca e di didattica. L'intesa è stata firmata per la Cruidal Rettore dell'Università per gli Stranieri di Perugia, Stefania Giannini, e dal Presidente dello YOK, Erdogan Tezic. Alla cerimonia della firma era presente l'Ambasciatore d'Italia in Turchia, Carlo Marsili. (Denaro.it)

 

 

 

 

 

 

CRONACA

 
 

Rifiutato il visto
ad osservatori turchi
dell'Ocse

IL "NO"DI EREVAN

L'Armenia ha annunciato di avere rifiutato la concessione del visto a otto osservatori elettorali di nazionalità turca dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Ocse), incaricati di vigilare sulle elezioni che si terranno il 12 maggio prossimo nell'ex Repubblica sovietica, in quanto tra i due Paesi sono da tempo interrotte le relazioni diplomatiche.
"Consideriamo inappropriato che rappresentanti turchi effettuino controlli in Armenia per via dell'assenza di relazioni diplomatiche tra i due Paesi", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri armeno, Vladimir Karapetyan.
Da parte sua l'Ocse ha manifestato preoccupazione per la presa di posizione dell'Armenia ritenendo che "imedire a osservatori si svolgere il proprio compito contraddice i principi di trasparenza ed oggettività", si legge in una nota diffusa dall'organizzazione. (Ansa-Afp-Reuters)

 

 

 

 

 

 

Accusati per la strage
di 13 persone

ERGASTOLO PER 4 CURDI

Quattro presunti militanti curdi, tra cui una donna, sono stati condannati all'ergastolo da un tribunale turco che li ha riconosciuti colpevoli dell'attacco con bottiglie molotov ad un centro commerciale di Istanbul che fece 13 morti. Lo ha riferito l'agenzia di stampa <Anadolu>.
La Corte di Istanbul ha giudicato che l'attacco, compiuto il 13 marzo del 1999, rientrava in una campagna di azioni violente che aveva come obiettivo la creazione di uno Stato indipendente curdo nel sud-est dell'Anatolia dove la popolazione è in maggioranza curda. le violenze si erano intensificate dopo l'arresto del leader separatista curdo Abdullaha Ocalan. Gli assalitori lanciarono le bottiglie molotov nel reparto profumeria all'ingresso del centro commerciale provocando un incendio che bloccò l'unica uscita e si propagò rapidamente ai sei piani dell'edificio, nel quartiere Kadikoy, nella parte asiatica della metropoli.
Secondo <Anadolu>, i 4 imputati nella loro ultima deposizione davanti ai giudici hanno respinto le accuse. (Ansa-Afp)

 

 

 

 


SOTTO ACCUSA CINQUE TURCHI DEL GRUPPO PUNK ROCKER "DELI"
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DICIOTTO MESI DI CARCERE
PER AVERE CANTATO
E DIFFUSO UNA CANZONE.
L'ACCUSA: OFFESE

ALLA TURCHITA'

 

Diciotto mesi di carcere per aver cantato e diffuso una canzone contro i test d'ingresso all'università. E' quanto rischiano i cinque membri turchi del gruppo punk rocker "Deli" e il loro agente, rei secondo un procuratore di Ankara di aver oltraggiato con la loro melodia l'identità' nazionale. A diffondere la notizia è stato il quotidiano americano <Washington Times> che riporta anche un'intervista al cantante del gruppo. ''E' ridicolo - commenta Cengiz Sari, originario della città di Bursa - Avevo 17 anni quando ho scritto la canzone. Ero solo il tipico teenager ribelle. Non dovrebbe rappresentare un problema''.
Da tempo la prova di ingresso all'università turca è oggetto di numerose critiche. Sembra infatti che questa sia estremamente dura e selettiva, tanto che in media solo il 20% dei partecipanti riesce a superarla, e che proprio per questo costringa molti giovani a frequentare corsi di preparazione anche molto costosi.
Casi giudiziari di questo tipo sono molti comuni in Turchia, dove le offese alla "turchità'' sono considerate illegali e punite severamente. Lo scorso mese, ad esempio, un giudice aveva bloccato l'accesso al portale <YouTube> perché aveva diffuso materiale offensivo nei confronti del padre della nazione turca Kemal Ataturk. E sempre <YouTube> avrebbe avuto un ruolo fondamentale anche per la canzone dei "Deli", 'Osym kiss me', fino a qualche mese fa poco conosciuta e diventata improvvisamente famosa dopo che il video è stato diffuso sul portale. In una settimana 300 mila persone si sono connesse per guardarlo. (Padovanews)

 

E' ridicolo - ha commentato uno del
gruppo, Cenziz Sari, in una intervista
al <Washington Times> - Avevo 17 anni quando ho scritto questa canzone.
Ero solo il tipico teenager ribelle".

 

 

 

 

 

 
Processo_contro_due_cristiani

TUTTO RINVIATO A LUGLIO

 

IL PROCESSO A DUE CRISTIANI  Hakan e Turan sono accusati
di "avere insultato l'identità turca, di avere diffamato l'Islam e raccolto
informazioni sui cittadini per un corso biblico per corrispondenza".

Non ancora concluso il processo a carico dei due cristiani turchi, Hakan e Turan, accusati di "avere insultato l'identità turca, diffamato l'Islam e raccolto informazioni private sui cittadini per un corso biblico per corrispondenza". L'ultima udienza è stata tenuta il 18 aprile, con scorta della polizia, mentre a Malatya, un gruppo di estremisti musulmani stava torturando e sgozzato tre cristiani. Ancora una volta, in tribunale si è presentato solo uno dei tre accusatori, un minore; il 23enne era assente. La testimonianza fornita era piena di contraddizioni e sembrava imparata a memoria. Si è pure appreso che il giudice ha minacciato di aprire un procedimento giudiziario nei confronti della polizia "per negligenza" nel caso in cui i tre accusatori non si presenteranno alla prossima udienza, programmata per il 18 luglio 2007. I legali degli imputati credono che ci vorranno altre due udienze prima che il caso sia definitivamente chiuso.
Il ministro dell'interno ha chiesto al giudice di affrettare la conclusione del processo per attutire il danno che ne viene alla Turchia nell'opinione pubblica europea. Emblematico del clima anti-cristiano che si respira in Turchia, durante il dibattimento: è giunta notizia del massacro dei tre cristiani di Malatya. (IcnNews.com)

 

 

 

 

 
 

IN CATAMARANO
FINO A CANAKKALE

UNA INIZIATIVA DEL COMUNE
DI LAVINIO E DEL MUSEO LOCALE


... il progetto del viaggio di 3 catamarani che ripercorreranno l’antica rotta da Lavinium fino a Troia. L’iniziativa è sostenuta dal Comune di Pomezia e dal Museo "Lavinium". Il "Progetto Aene" è stato ideato e organizzato dalla lega Navale Italiana e patrocinato dalla Provincia di Roma, ripercorrerà la rotta mitologica dell’eroe di Virgilio, nella sua fuga da Troia. Il viaggio dei 3 catamarani toccherà oltre 40 località in un percorso di circa 1800 miglia fino a raggiungere la costa Turca di Canakkale dove si trovano le rovine di Troia. Sab. Mel. (Il Tempo.it)

 

 

 

 

 
 

A Kayseri

BUSINESS DI ROSARI ISLAMICI

Kayseri è una città molto religiosa nonché città di provenienza del ministero degli Esteri Abdullah Gul fino a pochi giorni fa candidato alla presidenza della Repubblica. C'è qualcuno che ha deciso di approfittarne come Kenan Paydak che ha aperto il più grande negozio di rosari islamici della Turchia. Il suo nome è "Tesbih Dunyasy" (mondo del rosario islamico) e vi si possono trovare rosari in ogni materiale, prezzo e dimensione, C'è chi è stato capace di spendere anche 5.000 dollari. Un business che ha già dato i primi frutti. Paydak ha detto che il negozio è sempre pieno. "Vengono qui da ogni parte della Turchia - ha detto il proprietario - soprattutto il lunedì". (Apcom)

 

 

 

 

 


ECONOMIA

 
 

LI VUOLE
APRIRE L'UNIONE
CON ANKARA

 

ALTRI TRE CAPITOLI ENTRO GIUGNO

La Commissione europea e la presidenza di turno tedesca dell'UE, nonostante l'ascesa all'Eliseo di Nicolas Sarkozy, un presidente francese dichiaratamente ostile all'ingresso della Turchia in Europa, intendono aprire altri tre capitoli negoziali con Ankara prima della scadenza del semestre a guida tedesca , a fine giugno. Lo ha annunciato il Commissario all'Allargamento Olli Rehn parlando con alcuni giornalisti a Bruxelles.
"E' importante mantenere vivo il processo (negoziale, ndr), il che vuol dire che la Commissione e la presidenza si stanno apprestando ad aprire qualche capitolo prima della fine del semestre tedesco", ha dichiarato Rehn, rispondendo ad una domanda sull'ostilità di Sarkozy riguardo le prospettive europee del Paese della Mezzaluna.
"Se qualche Stato membro vuole rimettere in discussione i negoziati spetta a loro assumere l'iniziativa e la responsabilità delle conseguenze", ha aggiunto il Commissario, ribadendo l'ammonimento lanciato per primo dal presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, la notte in cui è stata proclamata la vittoria di Sarkozy. (Apcom)

 

 

 

 

 
MAR NERO/
MEDITERRANEO

 

Trans_Anatolian_Pipeline

Al via i lavori per la realizzazione del Tap (Trans Anatolian Pipeline), l'oleodotto che collegherà la costa turca del Mar Nero con quella del Mediterraneo. La cerimonia ufficiale per la posa della prima pietra si è svolta a Ceyhan, in Turchia, alla presenza del ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, e dell'amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni. Con loro anche il ministro turco dell'Energia e delle Risorse Naturali, Hilmi Guler, il presidente del gruppo <Calik>, Ahmet Calik e numerosi rappresentanti del settore energetico e della business community internazionale.

 L'oleodotto, che verrà realizzato con partecipazione paritetica di <Eni> e <Calik Enerji>, sarà lungo 555 chilometri e avrà una capacità di trasporto inizialmente di 1 milione di barili al giorno con la possibilità di raggiugere  successivamente gli 1.5 milioni di barili al giorno. <Eni> e <Calik> prevedono di realizzare l'opera in circa 3 anni dall'inizio dei lavori. Il progetto, che potrà contare sulle sinergie con impianti turchi già esistenti, consentirà il trasporto del petrolio russo e kazako dal Mar Nero all'hub commerciale di Ceyhan sul Mediterraneo in maniera sicura ed economica. La realizzazione dell'oleodotto conferirà alla Turchia, e in particolare a Ceyhan, un ruolo di rilevanza strategica dal punto di vista del commercio petrolifero.
Il progetto, inoltre, garantirà una maggiore
L'oleodotto sarà realizzato con la partecipazione paritetica di <Eni> e <Calik Enerji>. Sarà lungo 555 km
sicurezza nella navigazione del Bosforo e dei Dardanelli, contribuendo alla protezione dell'ambiente in un ecosistema così complesso e delicato. 
Attualmente, infatti, gli Stretti turchi sopportano un traffico petrolifero di circa 750 milioni di barili di greggio all'anno e si prevede che tale ammontare possa salire in un prossimo futuro a 1,2 miliardi di barili. Grazie all'oleodotto sarà possibile ridurre il traffico petrolifero del 50 per cento.
L'amministratore delegato di <Eni>, Paolo Scaroni, ha sottolineato l'importanza dell'iniziativa. "Sono particolarmente soddisfatto - ha affermato - che Eni giochi un ruolo da protagonista nella realizzazione di questa fondamentale arteria energetica che permetterà alle nostre crescenti produzioni di greggio del Caspio di raggiungere i mercati europei e mondiali".

Pierluigi_Bersani

 

 

 

AL VIA I LAVORI
PER IL
TRANS ANATOLIAN PIPELINE

 

Trans_Anatolian_Pipeline

 

 

 

 

 

ANCHE LA GRECIA AVRA'
ADESSO IL GAS AZERO
Una_pipeline_dall%27Azerbaigian_alla_Grecia
 
 

L'INAUGURAZIONE DEL PRIMO TRATTO DELLE PIPELINE AVVERRA' IL PROSSIMO LUGLIO ALLA PRESENZA DEI PREMIER TURCO ED ELLENICO, RISPETTIMAMENTE ERDOGAN E KARAMANLIS. 

L'inaugurazione del primo tratto del gasdotto che porterà il gas naturale dall'Azerbaigain e da altre regioni del Caucaso in Grecia - per poi proseguire verso l'Europa - avverrà il prossimo luglio alla presenza dei Primi Ministri di Grecia e Turchia, rispettivamente Costas Karamanlis e Recep Tayyp Erdogan. Lo ha reso noto, citato dal quotidiano ateniese <Kathimerini>, il ministro dello Sviluppo greco Dimitris Sioufas nel corso di una visita ad Ankara per colloqui con il ministro dell'Energia turco Hilmi Guler. Il tratto del gasdotto che arriverà in Grecia è lungo oltre 300 km. In territorio greco ne saranno realizzati altri 600 km dall'ellenica <Depa> mentre agli ultimi 220 km - in gran parte sottomarini - penserà l'italiana <Edison>. I lavori per la costruzione di quest'ultimo tratto saranno avviati entro il 2008 e la loro conclusione è prevista nel 2011. (Denaro.it)

Recep_Tayyip_Erdogan Kostantinos_Karamanlis
 

 

L'ultimo tratto del gasdotto, 
di 220 km, arriverà poi in
Europa.Il ruolo dell'Italia e più
in particolare di <Edison>. 
La conclusione dei lavori prevista
per il 2011.

 

 

 

 

 

 

 
AL 50%
LA PRODUZIONE <DOBLO>

 

La_Fiat_Doblo SETTORE AUTO UN NUOVO MODELLO PROBABILMENTE IN TURCHIA. L'ANNUNCIO 

Fiat (Milano: F.MI - notizie) molto probabilmente produrrà il nuovo modello di <Fiat Doblo> in Turchia.
Lo ha annunciato l'amministratore delegato Sergio Marchionne ai giornalisti in Turchia per il lancio della nuova Linea . Fiat produce in Turchia già l'attuale modello della <Doblo>.
"Le probabilità che (il nuovo modello <Doblo>) venga prodotto qui sono superiori al 50%. Al momento i colloqui stanno andando avanti", ha dichiarato il manager.
Marchionne ha aggiunto che i rapporti con <Tofas> e la posizione geografica giocano a favore della produzione della Doblo in Turchia.
La casa automobilistica turca <Tofas> è una joint venture tra <Fiat> e il conglomerato turco <Koc Holding>.
A inizio anno <Tofas> aveva annunciato l'intenzione di investire 1 miliardo di dollari in nuovi modelli in modo da più che raddoppiare la produzione entro il 2008. <Tofas> nel 2006 ha prodotto 180.000 veicoli e ha esportato circa 120.000 auto, realizzando ricavi per 1.2 miliardi di dollari. (Reuters)
Una_immagine_della_Doblo

 

 

 

 

 
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La sfida
della <Fiat>

LA PRESENTAZIONE AD ISTANBUL
C'è una <Linea> 
per conquistare l'altro mondo, quello dei Paesi emergenti
e dell'Europa meno occidentale. "Un bacino potenziale di
6.5 milioni di clienti": così ha detto il responsabile di <Fiat
Automobiles>, Luca De Meo al battesimo della vettura

 

Una Linea per conquistare l’altro mondo, quello dei mercati emergenti e dell’Europa meno "occidentale", dove le berline compatte a tre volumi conservano grande fascino e rappresentano ancora la formula ideale di motorizzazione. "Un bacino potenziale di 6.5 milioni di clienti", ha sottolineato il responsabile di Fiat Automobiles, Luca De Meo, al battesimo internazionale della nuova vettura celebrato a Istanbul alla presenza di Sergio Marchionne e di tutti i top manager del Lingotto. Dieci giorni di show sul Bosforo con invitati provenienti da ogni angolo del pianeta, test drive e fuochi d’artificio per illuminare le festose serate di gala.
Perché la Turchia? «Un luogo simbolico. Un ponte, anzi una "linea" che unisce Asia ed Europa, Est e Ovest, Nord e Sud. Questa macchina cosmopolita accelererà il processo di internazionalizzazione del nostro business mescolando linguaggi, atmosfere, suggestioni di tanti Paesi». Una sfida ambiziosa e molto strategica: proprio la Linea diventerà entro 4 anni il modello del Lingotto più diffuso dopo la Grande Punto. Parte dallo stabilimento <Tofas> di Bursa con 60.000 unità l’anno per salire a quota 280.000, quando saranno a regime gli altri poli produttivi: in India, Cina, Brasile, Russia. Sarà la vera vettura globale, ma non una low cost come la <Palio>. Perché questa declinazione della <Grande Punto> (con una "coda" equilibrata e stilisticamente valida che integra un baule da 500 litri) è portatrice di lusso, oltre che di elevata tecnologia. Nulla a che vedere con le sorelle "povere" in circolazione, che fanno sentire meno importante chi le guida.

Fiat_Linea


Il Lingotto vuol riprendersi quella vocazione internazionale che è nella sua storia. "Nel 1902 circolavano già vetture Fiat in Usa, nel 1905 un concessionario di Mumbay vendeva il nostro primo modello in Asia, nel ‘25 avevamo 2.000 filiali estere, dal Brasile a Singapore al Mozambico. Tra gli Anni 20 e la seconda guerra mondiale il peso delle esportazioni toccò il 70% della produzione". Nel ‘96 furono 780.000 le <Fiat >vendute fuori dai mercati europei. "Oggi raccogliamo quel testimone - ha proseguito De Meo - per tornare a fare di Fiat un marchio globale, sfruttando partner di grande statura e le 13 alleanze siglate negli ultimi 24 mesi, 10 soltanto nell’auto". È proprio questa la nuova forza del Gruppo.
In Italia la richiesta di berline compatte a tre volumi è limitata, così (almeno inizialmente) da noi la Linea non arriverà, pur avendo un design, un patrimonio tecnologico e dotazioni di eccellenza. Saranno le armi della sua «missione estera», basata anche sulla qualità, come ha sottolineato il capo dell’Ingegneria <Fiat Harald Wester>: "Mesi fa abbiamo lanciato nelle nostre fabbriche un programma di rinnovamento che agisce sui processi per un sostanziale miglioramento. Linea nasce con metodologie produttive che replicano in tutti gli stabilimenti il livello di qualità atteso".
Lunga 4,56 metri, larga 1,73 e alta 1,50 è comoda e spaziosa, gli interni sono eleganti (sulla scia della Grande Punto) ed evidenziano cura nelle finizioni. C’è il meglio dell’elettronica, al servizio della sicurezza (Abs con Edb, Esp, Hba per le frenate d’emergenza) e del comfort (climatizzatore automatico, lettore Cd e Mp3, cruise control e sensori pioggia, crepuscolari e parcheggio, perfino il Blue&Me a comandi vocali che abbinato al Bluetooth permette di ascoltare la lettura degli sms in 10 lingue).
Nella gamma motori (1,4 da 77 Cv e T-Jet da 120 Cv, Multijet da 90 Cv anche con cambio automatico DualLogic) una variante 1.9 da 130 Cv Flexfuel a gasolina o bioetanolo è destinata al mercato brasiliano. (Piero Bianco/
La Stampa.it)

 

 

 

 

 
 
 

269.4 milioni di dollari concessi dalla
Banca Mondiale alla Turchia per
investimenti. L'obiettivo principale

 

La Banca Mondiale ha approvato un prestito ventennale per 269.4 milioni di dollari da investire nel rafforzamento delle infrastrutture per la distribuzione di energia elettrica in Turchia.
Obiettivo principale dello stanziamento è rendere 'affidabile' la fornitura di elettricità per i consumatori turchi nonché sostenere il rinnovo e l'espansione dei sistemi di distribuzione dell'energia.
sicurezza internazionali che oggi risultano arretrati.
In particolare - spiega la Banca Mondiale - i fondi andranno a sostenere nuova assistenza tecnica specializzata che verrà fornita a supporto sia all'azienda elettrica

 centrale turca <Tedas> che ad aziende regionali e per il rinnovamento delle infrastrutture elettriche del Paese in molte parti in cattive condizioni.
Nel dettaglio il progetto prevede fra l'altro di rimpiazzare le esistenti linee elettriche vecchie e danneggiate in molte aree urbane densamente popolate con cavi sotterranei nonché di costruire ex novo nuove centraline (Ansa)
La_sede_della_Banca_Mondiale

ENERGIA ELETTRICA: UN PRESTITO
PER RAFFORZARE LE STRUTTURE

 

 

 

 

 

 
 

CRESCE IL DISAVANZO
NELL'EXPORT-IMPORT

I DATI DEL TUIK TURCO LA GERMANIA RESTA IL PRIMO PARTNER
COMMERCIALE CON IL PAESE DELLA MEZZALUNA, SEGUITA DA RUSSIA E CINA

Secondo l'Ufficio Statistico Turco (Tuik) e le elaborazioni predisposte dall'Ufficio Ice di Istanbul, nel 2006 l'import turco è cresciuto del 17.3% rispetto al 2005 raggiungendo quota 137 miliardi di dollari, mentre l'export è aumentato del 15.9%, toccando la somma di 85.1 miliardi di dollari. Il disavanzo risulta pari a 51.9 miliardi di dollari (+19.9% '06/'05). La Germania resta il primo partner commerciale della Turchia, con un interscambio che ha raggiunto i 24.2 miliardi di dollari e un attivo nella bilancia commerciale bilaterale pari a 4.9 miliardi di dollari. La Russia invece si consolida come secondo partner commerciale, ma soprattutto è divenuto in pianta stabile il primo Paese fornitore, con 17.5 miliardi di dollari quasi totalmente ottenuti dalla vendita di gas naturale (oltre 20 miliardi di m3, il 70% circa delle forniture energetiche del paese). La Cina anche nel 2006 si è confermata il terzo Paese fornitore, con un export pari a 9.6 miliardi di dollari (+38.8%), mentre la Francia - che pure era stata soggetta nell'ultima parte dell'anno scorso a forme varie di "boicottaggio"- ha visto crescere il suo export del 12.1% (quinto Paese fornitore). In crescita consistente le esportazioni dell'Iran (+62%), dell'Arabia Saudita (+18%) e della Grecia (+42%). Quanto alla struttura degli scambi commerciali, le esportazioni turche sono principalmente composte da beni di consumo e da beni intermedi, mentre un ruolo minore, seppure in forte crescita, è occupato dai beni di investimento; le importazioni sono costituite essenzialmente da beni capitali, seguiti dai beni intermedi e, a lunga distanza, dai beni di consumo. L'Unione Europea figura saldamente al primo posto quale area di destinazione (53%) e di origine (40.3%) dei flussi commerciali. 
 

Ulteriore incremento delle
esportazioni dei settori
tessile e dell'abbigliamento

 

Relativamente alla composizione della bilancia commerciale turca, si registra un ulteriore incremento delle esportazioni del settore tessile-abbigliamento (nonostante la profonda crisi interna del comparto), dei prodotti dell'industria meccanica e dell'industria automobilistica, che seguono a ruota il tessile come settore prioritario nelle esportazioni dalla Turchia. Ricopre un peso significativo la voce delle importazioni di gas naturale; l'aumento delle importazioni dalla Russia sono dovute principalmente all'incremento delle forniture di gas naturale, che giungono in Turchia, a partire dal 2002, grazie anche al gasdotto <Blue Stream> costruito dalle società del <Gruppo Eni>. (Ice Istanbul)

 

 

 

 

 

 

ECONOMIA

 

Appuntamento
ad Istanbul
il 15 e 16 giugno

TERZO FORUMARABOTAF07

Il terzo forum arabo-turco sull'economia (Taf07) si terrà ad Istanbul il 15 e 16 giugno 2007. Il forum affronterà, in otto sessioni, i temi delle relazioni commerciali, degli investimenti e delle opportunità di cooperazione tra Turchia e Paesi arabi. Il gruppo <Al-Iktissad Wal-Aamal> (Aiwa), che organizza l'incontro in collaborazione con il Consiglio della Lega araba e l'ufficio turco per le relazioni economiche con l'estero, intende ospitare un gruppo selezionato di relatori dalla Turchia e dal mondo arabo. L'<Aiwa> sottolinea il successo delle due edizioni precedenti, che hanno reso il forum uno dei principali eventi a carattere economico della regione. Il primo ministro turco, Recep Tayyip Erdogan e il segretario generale della Lega araba, Amr Moussa, sono stati invitati a tenere i discorsi di apertura. L'appuntamento servirà anche a mettere in luce il crescente peso strategico della Turchia, sia come potenza militare che come attore nello scacchiere regionale. (Denaro.it)

 

 

 

 

 

 

IL DIRITTO DI GESTIRE
L'AEROPORTO FINO AL 2024

 

AL GRUPPO <NUANCE>
I DUTY FREE DI ANTALYA

Il Gruppo <Nuance> informa che la sua consociata turca (<Urart A.S.>) ha sottoscritto un memorandum d’intesa vincolante con <Fraport> e <IC Holding> – che si sono aggiudicati il diritto di gestire l’aeroporto di Antalya - per la gestione dei duty free in tutti i terminal fino al 2024. Il fatturato previsto nel corso dell’intera durata del contratto, che è pari a 17 anni, è stimato in euro 3.2 miliardi, con un contributo dei due terminal sostanzialmente analogo. Il nuovo contratto, che avrà efficacia dal settembre 2007, interesserà inizialmente il Terminal 1. Dal settembre 2009, <Urart> gestirà anche il Terminal 2 e quello domestico. <Urart A.S.>, una joint venture tra il Gruppo <Nuance> (55%) e <Net Holding A.S.> (45%), attualmente gestisce i principali negozi duty free nell’area arrivi e nell’area partenze, oltre ad altri 16 negozi per una superficie totale di 1.850 mq e le cui vendite, nel 2006, sono state pari ad euro 48 milioni. (GuidaViaggi.it)

 

 

 

 

 
 

LA DECISIONE DEL GOVERNO

PRIVATIZZAZIONE
PONTI E AUTOSTRADE

Sei tratti autostradali e due ponti saranno privatizzati entro la fine del 2008. Lo ha deciso in accordo con il Governo turco l'Authority per le privatizzazioni.
Le autostrade che verranno privatizzate sono la Edirne-Istanbul-Ankara, la Pozanti-Tarsus-Mersin, la Tarsus-Adana-Gaziantep- la Toprakkale-Iskenderun, la Izmir-Cesme e la Izmir-Aydin. Sono i tratti dove il traffico autostradale èpiù sostenuto.
Nel programma di privatizzazione sono inclusi i due segmenti attualmente in costruzione Gaziantep-Sanliurfa ed Izmir-Ankara.
I due ponti oggetto della privatizzazione saranno il Bogazici e il Fatih Sultan Mehmet che collegano la parte europea a quella asiatica di Istanbul e sui quali ogni giorno transitano milioni di veicoli. (Apcom)

 

 

 

 

 
 

Varata la legge
dal Parlamento
turco

AL VIA LE CENTRALI NUCLEARI

Il Parlamento turco ha adottato una legge per regolamentare la costruzione delle prime centrali nucleari in Turchia.
La legge autorizza il Ministero turco per l’ energia ad avviare una gara per la costruzione degli impianti e la loro localizzazione. Il governo turco ha inoltre dichiarato che saranno tre le centrali nucleari da costruire ed avranno una capacità totale di 5000 Megawatt.
Il loro ingresso in fusione è stimato per il 2012 al fine di ridurre la dipendenza energetica dall’ estero.In uno dei possibili siti di localizzazione presso la città di Sinope (in turco Sinop, città che si affaccia sul mar Nero e che dista circa 450 km da Ankara) si segnalano le proteste di cittadini residenti ed ambientalisti.
In precedenza (qualche anno fa) il governo turco aveva già individuato un sito di localizzazione presso la città di Adana (che affaccia sul Mar Mediterraneo, quasi di fronte l’ isola di Cipro) per costruire l’ impianto nucleare di Akkuyu. Tale decisione poi non fu più portata avanti dopo per via di difficoltà finanziarie e per via delle proteste di residenti, associazioni ambientaliste (tra cui Greenpeace turca) ed anche dei vicini stati di Grecia e Cipro. Le proteste erano motivate dal fatto che il sito previsto era distante 20-30 km da una faglia sismica. (Archivio Nucleare)

 

 

 

 

 
 

EVASIONEFISCALE

Secondo uno studio predisposto dal ministero turco delle Finanze, i contribuenti turchi evadono in media in ragione del 50% di quanto dovuto al fisco. In 114.442 casi accertati, su 46.8 miliardi di Lire Turche (LT) dichiarati al fisco, sono stati omessi imponibili per 46.4 miliardi di LT . Le autorità finanziarie locali hanno valutato che i contribuenti potrebbero giungere ad omettere nelle dichiarazioni dei redditi sino al 62% di quanto dovrebbero pagare in imposte e tasse, e la percentuale potrebbe incrementarsi sino ad oltre il 90% per le imposte e tasse sugli immobili e quelle relative alle successioni. (Ice Istanbul)

 

I contribuenti turchi
non sono certo una perla 
di virtù. I casi accertati

 

Evasione_fiscale Omessi imponibili
per 46.4 mld di Lire

 

 

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BERE <GANCIA>
A BODRUM 
E AD ANTALYA

 

 

VINI ITALIANI Raggiunto un 
accordo con una multinazionale
turca grazie al quale i prodotti
della nostra società potranno
essere listati nelle catene più
rappresentative e negli hotel più
esclusivi delle due città rivierasche

 

 

 

Spumante_Gancia
 

Mentre il primo container di Spumanti e Vermouth <Gancia> parte dalla storica sede di Canelli (Asti) alla volta di Senegal e Costa d’Avorio, si prospetta un 2007 di conquiste per i prodotti d’alta gamma della linea <Cantine Gancia> e anche per la recentissima ed esclusiva linea di Spumanti Gancia con design <Pininfarina>, che ormai suscita interesse anche all’estero. E’ già fissata infatti per fine maggio presso un prestigioso ristorante a Mosca la presentazione ufficiale dell’elegante linea, sintesi di eleganza e qualità garantiti dal connubio tra i due noti marchi Made in Italy. La linea <Gancia Pininfarina> si farà ammirare e degustare da una selezionata platea di ristoratori e albergatori, con l’obiettivo di entrare nelle strutture di primissima categoria. La Russia, che l’anno scorso ha fatto registrare a <Gancia> il raddoppio dei volumi, continua a crescere in termini di vendite, con prospettive di ulteriore sviluppo entro il 2007.
Dopo la presentazione a San Diego in occasione dell’inaugurazione del Keating Hotel firmato <Pininfarina>, la Russia è il primo mercato estero in cui Gancia organizza un lancio ufficiale della triade (Asti, Rosé e Prosecco) disegnata da <Pininfarina, a testimonianza della strategia di questo mercato per i prodotti esclusivi e di lusso, preparandosi intanto a conquistare entro l’anno anche Asia e Nord Europa, mentre si sta già definendo la strategia di lancio con i distributori <Gancia> in Germania e Svizzera per inserire la linea <Pininfarina> in importanti gruppi di acquisto.
Le vendite della storica cantina di Canelli aumentano su tutti i mercati che danno segnali di potenziale crescita, consolidando la posizione dove il marchio italiano è storicamente presente e piantando la bandiera anche su nuovi mercati: dalla Norvegia, dove il recente accordo con un nuovo importatore sta già dando i primi frutti, all’Islanda, dove <Gancia> è leader nel segmento dell’Asti Spumante; dalla Finlandia, dove <Gancia> è presente dagli anni Venti e oggi è leader incontrastato nelle vendite di Asti, alla Turchia, dove un recente accordo con una importante multinazionale del settore alcolici ha permesso di listare i prodotti dell’azienda italiana nelle catene più rappresentative e negli hotel più esclusivi delle più rinomate località turistiche del sud, come Bodrum e Antalya. In Giappone, storico mercato per <Gancia>, che lì è presente da oltre mezzo secolo, continua la leadership che vede lo Spumante <Gancia> in cima alla classifica delle vendite. Grande fermento anche nei Paesi Baltici, dove la penetrazione è cominciata proprio nei primi mesi del 2007.
La posizione consolidata a livello mondiale nel segmento dell’Asti Spumante, l’etichetta italiana più esportata, permette a <Gancia> di proporre con ottime prospettive sugli stessi mercati un prodotto particolare, il <Modonovo Asti docg Millesimato> della linea <Cantine Gancia>, ottenuto secondo la ricetta segreta dei maestri cantinieri con un metodo esclusivo Gancia, che sta già conquistando il palato internazionale, anche sui mercati più "difficili" come quelli di monopolio. Oltre al prestigioso inserimento nelle Galérie Lafayette in Francia e alla distribuzione negli Stati Uniti grazie all’accordo <Gancia> con <Boisset>, <Modonovo> è stato infatti appena introdotto nelle principali province del Canada. Questo testimonia la posizione di fiducia raggiunta dal marchio italiano su questi mercati, dove la vendita di alcolici è permessa solo attraverso i canali controllati dal monopolio attraverso l’inserimento in una lista di prodotti approvati dallo Stato.
Intanto, <Gancia> ha appena rinnovato per il prossimo triennio l’accordo con la compagnia di volo statunitense <Northwest Airlines> (gruppo <Skyteam)> per offrire lo Spumante Gancia ai passeggeri nelle Lounge di prima classe e sui voli intercontinentali in prima/business class, mentre è imminente l’accordo con una importante Agenzia che rappresenta i prodotti italiani nella zona Caraibi, Centro e Sud America. (Prima)

 

 

 

 

 
 

Situazione
politica
permettendo

TEKEL: A BREVE LA PRIVATIZZAZIONE

Chissà se questa volta è quella buona. L'Authority per le Privatizzazioni ha reso noto che tra una settimana potrebbe iniziare la privatizzazione di <Tekel>, il monopolio statale per il tabacco e l'alcool. manca solo l'approvazione del Governo che però in questi giorni ha altro a cui pensare.
L'Authority ha fatto sapere che in questo momento gli acquirenti seriamente interessati sono cinque. Una volta che Ankara avrà acconsentito alla privatizzazione, allora potrebbero volerci due mesi per completare la cessione ai privati. Nei mesi scorsi la <Japan Tobacco International> aveva offerto la cifra record di 1.15 milioni di dollari ma l'Authority rifiutò perché giudicata non congrua al valore di <Tekel>. (Apcom)

 

 

 

 

 

SONO STATI FIRMATI TRA ITALIA, TURCHIA E MAROCCO

PROGETTI SCIENTIFICIATRE

Nuovi progetti scientifici in cooperazione tra l’Italia, la Turchia e il Marocco. La prima opportunità per ricercatori e scienziati arriva grazie al rinnovo dell’accordo bilaterale tra il Cnr e l’omologo istituto turco Tubitak gestito dall’ufficio Mediterraneo e Medio Oriente di Napoli del Cnr che coordina gli adempimenti necessari allo sviluppo degli accordi in vigore stipulati tra Cnr ed Enti omologhi stranieri per l’area del Mediterraneo e Medio Oriente. Fino al 14 settembre 2007 è infatti possibile sottoporre al Cnr proposte per l’approvazione di progetti di ricerca nell’ambito dell’accordo bilaterale tra i due istituti. Inoltre, sempre con deadline fino al 20 settembre, è possibile sottoporre al Cnr proposte per l’approvazione di progetti di ricerca nell’ambito dell’accordo bilaterale Cnr-Cnrst (Marocco). (Denaro.it)

 

 

 

 

 

 

NOTIZIARIO DI AMBASCIATA

 
Ambasciata_Italia_Ankara

 

PREOCCUPAZIONE IMPRESE DI STATO
Le imprese di Stato turche, come la <Tedas> (distribuzione energia elettrica), le Ferrovie e l’Autorità per la gestione degli Aeroporti hanno espresso la propria preoccupazione a seguito dei tagli di bilancio decisi dal Governo ed appoggiati dal Fondo Monetario Internazionale. Il Governo infatti sta prendendo in esame un’ulteriore riduzione delle spese per il 2007 pari a 600 milioni di nuove lire turche, destinate inizialmente al bilancio delle imprese di stato.

DEFICIT BILANCIA PAGAMENTI
La bilancia turca dei pagamenti nei primi due mesi del 2007 ha riportato un deficit di US$ 6.3 miliardi, in aumento del 13.3% rispetto allo stesso periodo del 2006. Quanto al saldo negativo della bilancia commerciale, nei primi due mesi del 2007 ha raggiunto US$ 5.9 miliardi (+ 9.8% rispetto allo stesso periodo del 2006). Infine sempre nel primo bimestre del 2007 il flusso di investimenti esteri è stato pari a US$ 7.2 miliardi (nel periodo gennaio – febbraio 2006 la cifra era stata pari a 816 milioni di dollari).

RIDOTTO IL TASSO DISOCCUPAZIONE
Il tasso di disoccupazione nel primo mese del 2007 in Turchia è stato dell’11%. Il numero dei senza lavoro si è ridotto di 124.000 unità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Al momento il dato ufficiale dei disoccupati nel Paese è pari a 2 milioni e mezzo di persone. Un recente studio sulla disoccupazione femminile del Tuik ha inoltre rivelato che circa la metà delle donne turche sono casalinghe, mentre la maggior parte di quelle che lavora all’esterno ricoprono ruoli professionali marginali. Solo il 3% di quelle che hanno un’occupazione svolgono mansioni di natura manageriale.

TASSI INVARIATI
Decisione della Commissione per la Politica Monetaria della Banca Centrale turca di mantenere invariati i tassi di riferimento al 17.50%. In occasione della riunione, i rappresentanti dell’Istituto di credito centrale hanno confermato il rallentamento della domanda per consumi e più in generale della domanda aggregata, che comporta un graduale raffreddamento dei prezzi. Il processo di disinflazione dovrebbe risultare chiaro a partire dal secondo quadrimestre del 2007. Secondo il Governatore della Banca Centrale, Durmus Yilmaz, si prevede che il livello generale dei prezzi registrerà una consistente diminuzione a partire dal 2008, assestandosi a quota 4%; il 2007 dovrebbe infine concludersi sul piano inflazionistico ad un rassicurante 5.1%.

INVESTIMENTI E PRIVATIZZAZIONI
In occasione di alcune interviste rilasciate a quotidiani economici e periodici specializzati, il presidente dell'Autorità Turca per le Privatizzazioni (Oib) Metin Kilci ha non solo sottolineato il successo delle prime fasi delle privatizzazioni che hanno generato risorse per oltre 15 miliardi di dollari provenienti principalmente dall'estero, ma soprattutto ha marcato le prossime tappe del processo che vedrà numerose imprese, statali o semi statali, cedere la proprietà ai privati nei prossimi 5 anni. Praticamente tutti i settori economici ora in mano allo Stato sono oggetto di valutazione. Nel 2007, il sistema autostradale, inclusi anche i ponti, come ad esempio quelli di Istanbul, sarà esaminato da un'apposita commissione per l’avvio di un programma di privatizzazione da compiersi tuttavia non prima del 2008. Ormai in vista anche la vendita dell’istituto di credito <Halkbank>, il <Galataport> (porto con sviluppo urbanistico di un'importante area di Istanbul) ed il principale gruppo chimico del Paese, <Petkim>. Interessante notare che per la prima volta in maniera ufficiale il presidente Kilci ha parlato della privatizzazione delle public utilities, in particolare delle reti di distribuzione del gas e delle acque potabili nonché delle reti distributive dell'elettricità, al momento "congelata". Ostacoli invece Kilci li vede all'orizzonte per la cessione della <Tekel> (monopolio delle sigarette), in considerazione di alcuni problemi definiti procedurali. Si deve peraltro precisare  che, in occasione dell'inaugurazione del padiglione turco alla Hannover Messe, dove la Turchia e' paese partner, il Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan, durante un incontro con il premier tedesco Angela Merkel, ha sottolineato non solo il ruolo fondamentale svolto dall'apporto degli investimenti esteri (la previsione per il 2007 è di raggiungere quota 30 miliardi di dollari), ma ha anche auspicato una presenza ancor piu' attiva dell'imprenditoria tedesca in alcuni comparti ritenuti strategici per lo sviluppo socio-economico  del Paese. Nello specifico Erdogan ha citato la modernizzazione delle Ferrovie Statali, il riammodernamento di porti, aeroporti e metro, il rafforzamento del sistema di trattamento delle acque potabili, la produzione e distribuzione dell'energia elettrica, il comparto petrolchimico, il settore bancario/assicurativo, i centri commerciali ed il settore automobilistico.

LE AREE PIU' ATTIVE
Secondo un report del Sottosegretariato turco al Commercio Estero (Dtm) relativo alle Free Zones (Ftz) in Turchia, nel 2006 il volume del commercio internazionale delle 20 zone di libero scambio del paese ha raggiunto la cifra di 23,8 miliardi di dollari, con un incremento dell'1,9% rispetto al 2005. L'area più attiva è ancora una volta risultata quella di Istanbul Deri (The Leather Free Zone) con circa 7 miliardi di dollari di volume di attività (+5% '06/'05), seguita a ruota dall'Aegean Free Zone di Izmir, con un volume di 4 miliardi di dollari (+6.3% '06/'05). Ottimi risultati ottengono anche le free zones di Istanbul Ataturk Airport, Istanbul Trakya e Bursa. Gli investimenti totali a fine 2006 nelle 20 zone di libero scambio sono stati pari a 1.2 miliardi di dollari, di cui solo 28 milioni di dollari sono derivati da budget pubblici. Al dicembre 2006 sono state inoltre concesse 3.876 licenze per operare all'interno delle Ftz, di cui 648 per imprese estere. Un aspetto particolarmente interessante che ha riguardato i settori hi-tech, è quello che ha interessato le zone di libero scambio di Istanbul AHL e Tubitak-Mam, le quali fanno segnalare una specializzazione nel software e nelle telecomunicazioni.

 

INDICATORI MACROECONOMICI
- Crescita del PNL nel 2005: 7.7%; nel 2006: 6.0%
- Inflazione  annua (prezzi al consumo): 9.6% (2006); 10.8% (marzo 2007)
- Interscambio con l’Italia a gennaio 2007 : $1.030.5 milioni con esportazioni verso l’Italia pari a  $492.7 milioni (-2.37% rispetto a gennaio 2006) ed importazioni dall’Italia pari a $537.8 milioni (+16.22% rispetto a gennaio 2006).  (ICE Istanbul su dati dell’Istituto Turco di Statistica- Tuik)
______________________________________
A cura di: Simona De Martino - Capo dell'Ufficio Economico e Commerciale dell'Ambasciata d'Italia in Turchia
               Gianmarco Macchia - Vice capo dell'Ufficio Economico e Commerciale
               Roberto Luongo - Direttore dell'Ufficio Ice di Istanbul
redazione: Tiziana Staffolari - Collaboratore Economico e Finanziario

 

 

 

 

 

 

TURISMO/AMBIENTE

 

 

LA MINACCIADIGULER

IL RITIRO
DAL PROTOCOLLO
DI KYOYO

Il ministro dell'Energia Hilmi Guler lo ha detto fin troppo chiaramente: la Turchia potrebbe rifiutare di applicare il Protocollo di Kyoto perché va contro i suoi interessi nazionali. Guler ha sottolineato che da quando il Paese della Mezzaluna ha accettato di sottoscrivere l'accordo sono cambiate molte cose nel campo della politica energetica, soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture.
Ai giornalisti ha detto: "Ci sono altre nazioni come gli Stati Uniti e la Cina che non lo hanno siglato. Noi non vogliamo un mondo più inquinato ma il Protocollo è contro la costruzione di dighe e va contro i nostri interessi".
Il ministro dell'Energia ha anche rimarcato il ruolo di ponte energetico che la Turchia ha iniziato a ricoprire con la costruzione dell'oleodotto Baku-Tiblisi-Ceyhan e di come la sua importanza internazionale abbia cominciato ad aumentare per questo motivo. (Apcom)

 

 

 

 

 

 

Alla scopertadella Cappadocia

Il viaggio dell'<Associazione
Civita> con Omer Engin As
Le tappe ed i vari incontri

Alla scoperta della Cappadocia. Chi non la conosce, si basa solo su quello che vede e legge su Internet o sui depliant turistici. E, francamente, niente può paragonarsi all'impatto che si avverte davanti alle chiese rupestri tra Goreme ed Urgup e ancor più ai "camini delle fate", paesaggi tipici del luogo provocati da antichi sconvolgimenti. Un po' quello che capitò al gesuita francese Père de Jerphanion quando - trovandosi nell'estate del 1907 improvvisamente di fronte a crepacci e profondi valloni di materiale lavico - ebbe a dire: "Non riuscivamo a credere ai nostri occhi. La roccia era solcata da valli stranissime e quello che ci circondava era strabiliante". Qualcosa del genere devono avere avvertito i "magnifici sedici" dell'<Associazione Civita> (Pierluigi Aloisi, Filippo Apolloni Ghetti, Mario Belati, Massimo Bettoja, Alberto Biscarini, Riccardo Biscarini, Angelo Boscolo, Gabriele Gambarara, Michele Giovannini, Francesco Giovannini, Francesco Lucchesi, Gian Piero Nicolai, Araldo Radi, Giovanni Rosa, Giorgio Guzzetti, Marina Tucci) che - accompagnati dal loro Segretario generale Gianfranco Imperatori e dal direttore <Marketing e Sviluppo> Dario Zemboni - hanno assaporato per una settimana in tutta la sua bellezza una natura ancora non guastata dal cosiddetto progresso. Merito anche di chi aveva preparato con cura il viaggio, vale a dire quel Omer Engin As - vicepresidente dell'Unione di Amicizia Italia/Turchia - che si era preso cura di seguire di persona tutti gli avvicendamenti delle tappe: prima ad Ankara con la visita al Museo archeologico delle Cività anatoliche e al tempio di Augusto, quindi al lago salato e al caravanserraglio di Agzikarahan, ed ancora ai tesori veri e propri della Cappadocia per terminate come ogni tour che si rispetti ad Istanbul.
Cappadocia

Coordinato dal ministero della Cultura e del Turismo turco e con l'interessamento dell'Ambasciata di Turchia in Roma, il viaggio dell'<Associazione Civita> - di cui ricordiamo è presidente Antonio Maccanico -  non si è limitato solo ad una questione prettamente culturale secondo il solito slogan "Alla scoperta di o della.....", ma ha avuto uno dei punti di forza in alcuni colloqui tra i nostri portabandiera ed esponenti turchi (tra tutti il vicesegretario generale del ministero della Cultura Levent Demirel ed il direttore della Provincia di Nevsehir Valettin Birsoz) circa futuri ed augurabili interscambi a carattere turistico economico Italia-Paese della Mezzaluna. Interessanti le proposte di Imperatori che sono state bene recepite.
Per la cronaca da registrare gli incontri con la rappresentanza diplomatica dell'Ambasciata d'Italia ad Ankara, con il Console italiano Stefano Canzio e con il direttore della Casa d'Italia Attilio De Gasperis, questi ultimo due con sede ad Istanbul. (Vera.Inca)

 

Cappadocia_2
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                         TURISMO

SU E GIU'
IN UNA
AVVENTURA
SENZA FRENI

 

IN GIRO PER LA CAPPADOCIA
ALLA RICERCA DEL TEMPO
PERDUTO CERCANDO DI COGLIERE
IL MEGLIO DI QUELLO

CHA LA NATURA CI OFFRE

  Lovers of culture and history are enthralled by its rock-cut churches, with their vibrant frescoes, and the tunnels and chambers of the underground cities where early Christian communities took refuge from invading armies. Geologists and geographers are fascinated by the region’s unique volcanic landscape, with its bizarrely eroded rock formations, plunging canyons and soaring volcanoes. Backpackers love the plethora of cheap, cheerful pensions -- most with the added attraction of womb-like cave rooms where they can sleep off travel fatigue (or a hangover!) totally insulated from the outside world. The less impecunious traveller stays in one of the dozens of immaculate boutique hotels, fashioned from the shells of abandoned Greek mansion houses.
The region has long been a favourite of domestic as well as overseas visitors, not least because it is a weekend destination from the capital, Ankara. Most, whether foreign or local, are content to unwind in the laid-back villages, sample the excellent local wine and indulge in some light sight-seeing. Cappadocia, however, has much more to offer than history, culture and r & r. It has become a mecca for lovers of outdoor adventure. Here are just some of the activities you can indulge in:
Ballooning
This is, paradoxically, arguably both the most thrilling and the safest activity (despite alternately floating free several hundred metres above the ground and dropping down to scrape the treetops). Unfortunately, it is also the most expensive and least active (there’s only so much exercise you can get in an oversized basket!). For the majority, the hardest part of a balloon ride over Cappadocia is the early start -- when the winds are at their lightest and the rosy fingers of dawn light up the landscape in an ethereally beautiful manner. Almost as scenic as the patchwork of canyons, mesas, vineyards and villages unfurling beneath you are the silhouettes of the other balloons bobbing eerily around you -- like “Apocalypse Now” with hot-air balloons in place of choppers.
Whitewater rafting
For some genuine thrills you could try rafting down the foaming torrent that is the Zamanti Cayı. A one-day trip will send you lurching through 12 kilometers of grade 1-4 rapids, one minute ducking to avoid a spill, the next gazing in awe at the limestone peaks soaring all around you. At the end of the whitewater run there’s the chance to see the famed Kapuzbaşı Falls, where jets of water force their way from snow-filled caves straight out of a cliff-face. For most people, a one-day trip will suffice, but if you get hooked, longer trips are available.
Winter mountaineering
Despite the visual appeal of its towering rock formations and plunging canyons, Cappadocia’s soft sandstone and crumbly volcanic tuff render it unsuitable for rock climbing. The volcanic peaks whose eruptions formed this unique landscape are, however, a different matter -- especially in winter. Then, the unstable and shattered basalt rock is consolidated under a thick blanket of snow, the weather dry and stable, the skies unimaginably blue and the summits of 3,916m and 3,268m Mt. Hasan beckon. A two-day expedition will suffice for either peak, and both have non-technical routes to the summits (though you will need an ice-axe, crampons, a helmet and some experience to tackle either). From the summits, it’s possible to see up to 200 kilometers in all directions, a stunning panorama of central Anatolia.
Walking and trekking
Many of Cappadocia’s beautiful valleys lack (thankfully) vehicle access, which makes walking not only the best, but the only way, of reaching them. Several routes are well-trodden enough for even the inexperienced walker to chance (from Göreme to Uçhisar for example). Unfortunately, with the lack of adequate maps, it is safer to hire a local guide for many of the others. It is worth it, though, to escape the “honeypot” sites of the Göreme Open-Air Museum, Zelve and Paşabağı and explore the hidden valleys, rock-cut churches and cave-dwellings few tourists see. The most beautiful valley in Cappadocia, Ihlara, with its babbling brook, lush vegetation, towering sandstone cliffs and rock-cut churches, is a “must” -- especially in spring. There is worthwhile trekking on the slopes of Mt. Hasan (and the remains of a church or two to explore) and in the Melendiz range, whilst the more experienced may like to have a crack at the summit of Mt. Erciyes.
Abseiling
Most visitors are content to gaze in wonder at the natural rock pinnacles (known locally as fairy chimneys) which stud the Cappadocian landscape. The slightly more adventurous are happy to clamber around the tunnels, chambers and caves hollowed from their insides by the indigenous population from time immemorial. But for a real adrenalin buzz, try abseiling down the face of one of these towering monoliths, halting your steady glide down the rope every once in a while to admire your surroundings, before kicking off again into the blue. Ortahisar, a beautiful village of old stone houses dominated by an 86-meter-high rock pinnacle cum fortress, is the best venue for this increasingly popular activity.
Skiing and snowshoeing
Downhill skiing has been established for many years on Mt. Erciyes, and the dry but chill air of central Anatolia regularly produces ideal, powder snow conditions. There is a choice of hotels, from the council run ski-lodge to a five star hotel, at Tekir Yaylası (altitude 2,150m). All the latest equipment (including snowboards) is available for hire.
Erciyes and Mt. Hasan are both ideal for ski-mountaineering, as are the nearby Aladağlar, and several companies runs expeditions here. More sedate, but enjoying a massive surge in popularity, is snowshoeing. Looking like oversized tennis rackets, plastic snow-shoes are a modern adaptation of the wood or wicker contraptions which mountain people the world over have traditionally strapped to their boots and used in their daily (winter) lives. Now used for leisure rather than necessity, they are an ideal way to get around snow-blanketed Cappadocia.

La_Cappadocia

Horse riding
For many, horse-riding is an ideal way to explore the wide-open spaces of central Anatolia. Imagine riding across shimmering grasslands, with a magnificent backdrop of volcanic peaks, table-top mesas and canyon walls -- all under a wide blue sky. There are several stables in Cappadocia, offering everything from short sunset rides to week-long expeditions.
Are you up for it?
Whether you have a weekend, a week or even two to spare, there are more than enough outdoor activities to keep even the most adventurous happy -- and what a landscape to enjoy them in!

Fingertip Facts 

How to get there: Turkish Airlines from İstanbul to Kayseri four times daily, Kayseri to Göreme one hour. Göreme is a three-and-a-half hour drive from Ankara, four-and-a-half hours by bus
Where to stay: There are dozens of excellent pensions and hotels throughout Cappadocia, Worthwhile choices are:
Göreme: Kelebek; www.kelebekhotel.com Tel 0384/271 2531
Ortahisar: Alkabris: www.alkabris.com www.alkabris.com Tel 0384/343 3433
Ürgüp: Esbelli Evi: www.esbelli.com www.esbelli.com Tel 0384/341 3395
Adventure tourism agencies: There are many companies offering adventure experiences in Cappadocia. Some of the best are:
Ballooning: www.Kapadokyaballoons.com Tel 0384/271 2442
Rafting: www.medraft.com  Tel 0384/213 3984
Winter mountaineering, walking 

and trekking and abseiling: 
www.middleearthtravel.com  Tel 0384/271 2528
Skiing and snowshoeing:
Kirkit Voyage www.kirkit.com Tel 0384/511 3259
Horse riding: Akhal-Teke www.akhal-tekehorsecenter.com Tel 0384/511 5171
Best seasons:
Ballooning: May-June; September-October
Rafting: June-October
Winter mountaineering: January-March
Walking and trekking: April-June; September-October
Abseiling: May-September
Skiing and snowshoeing: January-March
Horse riding: April-June; September-October
Guides and maps
“Lonely Planet: Turkey”; “The Rough Guide to Turkey”
Kartographischen Verlag Reinhard Ryborsch map series nos: 3 & 5

 

 

 

 

 

 

Pamukkale
La Turchia è tra le sette migliori regioni del mondo per la qualità e quantità delle fonti termali. Dati alla mano,  il territorio beneficia di 1300 stazioni termali e di 240 sorgenti, quanto basta per rendere la famosa meta balneare sul Mediterraneo una felice oasi per le vacanze wellness. Tra le più conosciute stazioni termali c’è Pamukkale  con il suo paesaggio fiabesco a 384 metri di altitudine. Le acque delle sorgenti, cariche di sale calcareo, versandosi sui bordi dell’altopiano, hanno creato questa fantastica formazione di stalattiti, cataratte e bacini. Esistono 17 aree con acqua calda la cui temperatura varia dai 35°C ai 100°C e la maggior parte degli hotel sono situati a Karahavit, 5 km a nord di Pammukkale. Le sorgenti calde di Pammukkale, ricche di minerali, hanno una portata d’acqua che scorre ad una velocità di 400 litri al secondo e vantano diverse strutture che possono ospitare 6.000 persone al giorno.
A 109 metri di altitudine, il distretto di Cekirge offre varie opportunità: il Kervansaray Termal può ospitare 600 persone al giorno, mentre i bagni curativi di Celik Palace Termal hanno una capacità di 400 persone per giorno. Le sorgenti terapeutiche, ricche di calcio, solfato di magnesio e bicarbonato, hanno una temperatura che varia tra i 38°C e i 58°C. gestiti dal “Kervansaray Termal” sono i cosiddetti Bagni Ottomani (Eski Kaplica) che vantano calde piscine minerali, bagni e bagni turchi con acqua calda naturale.  I trattamenti 
 Marmara, dislocate a 23 km a sud-ovest da Yalova, sono le omonime terme molto frequentate dai locali stessi, immerse nel verde e molto amplie, con  una capacità ricettiva totale di 600/800 posti letti in hotel e case private. Le acque termali di queste sorgenti raggiungono temperature molto alte, tra i 60°C e i 65°C, ottime per i bagni ma si possono anche bere. Massaggi in acqua e “drinking cures” sono di casa nella Yalova Spa, ricca di bagni e piscine sia interne che esterne, ristoranti, caffè e un attraente parco e una foresta.
Per sperimentare la più grande piscina coperta della Turchia bisogna recarsi a 10 km dalla bella Izmir, la terza città della Turchia ricca di musei e monumenti. Qui, infatti, sgorgano le sorgenti di acqua calda di 

La Turchia è tra le 7
migliori regioni del
mondo per qualità e quantità
delle fonti curative
Tra le più conosciute, quelle di Pamukkale, ricche di minerali con una portata d'acqua che scorre ad una velocità di 400 litri al secondo.
 

 

 

CURE TERMALI
OVVERO
LE SORGENTI
CALDE

 

 

 

 

nelle calde piscine minerali e nei 
bagni, così come massaggi e massaggi in acqua sono godibili nel 5 stelle Celik Palace Hotel.
A sud del mare di
Balçova, proprio nel luogo in cui sorgevano i Bagni di 
Agamennone e che, si narra, restituirono la salute al condottiero e ai suoi soldati moribondi. Queste acque benefiche hanno una temperatura che varia tra i 62°C e gli 80°C e sono sfruttate da strutture ricettive che garantiscono una capacità totale di 3.000 persone al giorno.
Situati nelle prossimità di un canale naturale tra il Lago di Koycegiz e del mar Mediterraneo, i Bagni Termali Riza Cavus offrono piscine e fanghi e possono accogliere fino a 1.000 persone al giorno. L’unica città della Turchia ad avere ben sei centri termali è Kutahya, un adelle più antiche città turche, che è già di per sé un’attrazione fatta di moschee, un panoramico Castello, medreses, un mix di tradizioni turche e retaggi ottomani non indifferente. Tra i più importanti centri benessere della città, spiccano quelli di Ilica Harlek e Yoncali (attivo dall’anno 762).
A 1050 metri ha sede il centro Oruçoglu Termal Resort, a 14 km da Afyon, il capoluogo dell’omonima provincia nell’entroterra occidentale della Turchia, fanoso per la coltivazione del papavero da oppio (“afyon”). Le acque di queste sorgenti hanno una temperatura che varia tra i 42°C e i 53°C ed è ricca di biossido di carbonio, bicarbonato di sodio, cloruro di sodio, bromuro e fluoruro. Più distanti, a 66 km da Afyon, si trovano invece le sorgenti calde di Huday, con acque a 70°C, ricche di sodio, solfato di calcio e bicarbonato. Infine, anche la regione di Ankara ha i suoi tesori per il benessere e si trovano principalmente a Kizilcahamam (Kızılcahamam Kaplıcası) e Haymana (Haymana Kaplıcası). (Anna Evangelisti/Il Sole 24 Ore9)

 

 

 

 

The southwestern town of Kayaköy, declared by Unesco as the “World Friendship and Peace Village,” has been attracting numerous domestic and international tourists as well as photographers as this year's tourism season begins.
The tourists coming to the historical village enjoy the pleasures of spring and find a chance to document the bewitching natural and historical houses by taking photographs under the guidance of tour guides working in the area. The visitors and photographers coming to the village, on the other hand, are disturbed by the shanty settlements in the region.
Photographer Faruk Akbaş, who exerts great effort in promoting Kayaköy, said, “We chose this village as the pilot region in our works. Kayaköy is declared as a protected area. But there are illegal structures in the village. A solution must be found for this situation.”
Around 46,000 tourists
visited Kayaköy in 2006 while it attracted nearly 15,000 Turkish and foreign visitors in the first four months of 2007. 
Kayaköy:
Dating back to 3,000 B.C., Kayaköy is the Turkish name given to Levissi, a village 8 kilometers south of Muğla's Fethiye district where Anatolian Greeks lived until approximately 1923. The village, now preserved almost as a “museum village,” consists of hundreds of rundown but still mostly intact Greek-style houses and churches that cover a small mountainside and serve as a stop for tourists visiting Fethiye and nearby Ölüdeniz. Built on the site of the ancient city of Carmylessus in the 1700s, the village underwent a renewal after nearby Fethiye was devastated by an earthquake in 1856 and a major fire in 1885. After the Greco-Turkish War in 1919–1922, Kayaköy was largely abandoned after a population exchange
agreement was signed by the Turkish and Greek governments in 1923.
Its population in 1900 was
about 2,000 and although the village has a small number of inhabitants, the site is now attracting many tourists especially with the coming of spring. (Turkish Daily News)
Kayakoy

 

                  KAYAKOYL'AFFASCINANTE

Il sito mediterraneo - che è
sotto la protezione dell'Unesco - 
è attualmente una delle
mete preferite dei turisti amanti
della cultura

Un'area che ha ancora molto
da scoprire come fa osservare il
fotografo Faryk Akbas. 46.000
visite nel 2006

 

 

 

 

 

I TURISTI
ISRAELIANI
SCELGONO
BODRUM

 

Bodrum
 

DOVE ANDARE
L'ANTICA CITTA' DI ALICARNASSO,
NOTA PER AVERE DATO I NATALI
ALLO STORICO GRECO ERODOTO, E'
UNA DELLE METE PREFERITE PER
TRASCORRERVI UNA PIACEVOLE
VACANZA. I MOLTI REPERTI STORICI

Fying Carpet Tourism and Travel Company that operates in Israel said they would bring 40,000 Israeli tourists to Bodrum in 2007. Known as the tour company that takes the highest number of tourists from Israel to European countries, Flying Carpet's General Manager Yaron Miller said, this year there will be a great flow of tourists to Bodrum from Israel.Tel Aviv-based Flying Carpet Tourism and Travel Agency has 30 tourism companies.
The company arranged tours for 80 Israeli agents and tour operators to promote Bodrum last week. Israeli agents and tour operators admired Bodrum's provinces, boat construction workshops, the Bodrum Museum, the Ancient Theater and coves. The guests were together with Bodrum tourism agents during a meeting held by the organizing company.Israeli tourism agents were given information on Bodrum's history, culture and alternative tourism spots. They also attended a cocktail party organized by Scanway Tourism Representative Kadir Alkan, Flying Carpet Bodrum Representative Yüksel Aslan and TÜRSAB Bodrum Executive Committee President Nasih Demir at the Diamond of Bodrum hotel. Miller said that during the Jewish community's Passover Holiday, which is celebrated in April, they brought 2,000 tourists to Bodrum and they had returned to their country with very favorable impressions. “We are glad about the peninsula excursion and bilateral conversations held with the tourism agents in Bodrum. We want to improve our tourism relations that started three years ago. Thus we organized this meeting to introduce Bodrum to Israeli tourism agents and tour operators. Our goal is to bring 4,000 tourists in April and 40,000 tourists during the season. Israeli agents are very pleased with us. This year there will be a great flow of tourists from Israel to Bodrum,” Miller said. (Turkish Daily News)

 

 

 

 

 

 

RUOLI INVERTITI:
ADESSO
E' LA GERMANIA
CHE ATTENDE
I TURISTI

DALLA TURCHIA

 

 

LE CIFRE INIZIATIVE PROMOZIONALI DA PARTE
DELL'UFFICIO DEL TURISMO TEDESCO. LE 
PREVISIONI FINO AL 2015. I PUNTI DI RIFERIMENTO

Director of the German Tourism Center in Turkey Knut Haenschke said they expected that more than 600,000 tourists in Germany from Turkey in 2015. At a press conference held last week at the Four Seasons Hotel in Sultanahmet, Haenschke provided information about promotional activities that have been carried out to make Germany a tourist destination for Turkish tourists. He said they had allocated a budget of 34.3 million euros for promotional activities of Germany, adding that the bottom line for the activities would be culture and health tourism. Haenschke said 2006 was a wonderful year for tourism, adding that the tourism sector had grown by 4,5 percent in that period. Noting that with 3,9 percent growth in the field of tourism, Europe was behind the average growth rate in the world, Haenschke said Germany's growth rate was 10 percent in tourism. Haenschke said the profile of visitors and travel had changed, adding, “The average age of travelers has been increasing. Actually, they feel young in their heart and they are experienced travelers. They mostly travel for personal reasons. We should meet these needs in the future.” Haenschke said Germany was the most important travel market for international travels in 2006. “There is a great demand and effort to bring German tourists to Turkey but we want more tourists to come from Turkey to Germany, too,” said Haenschke. He said the number of international tourists, who had been accommodated in Germany last year, was 52 million, adding, “We plan to increase this figure to 60 million and more in 2015. Last year more 392,000 tourists were accommodated in hotels in Turkey. We will increase this figure to 400,000 and more this year. Our goal is 600,000 Turkish tourists in Germany in 2015. We want to make Germany a travel destination for Turkish tourists.”Haenschke said the main theme for the promotional activities would be “Germany, Arts and Culture Country” for 2007, “Palaces and Parks – Romantic Germany” for 2008, “Germany, the Country of Regions and Cities” for 2009 and “Cultural Cities of Germany” for 2010.
 “Berlin is the largest Turkish city outside Turkey”:Berlin Tourist Information Center Director Hanns Peter Nerger said that with 130,000 people, Berlin was the largest Turkish city outside Turkey. Nerger said that with 140 million visitors, Berlin was the third most favorite country in Europe after London and Paris, adding, “Tourism has become an important source of income for Berlin.” He said Berlin offered cheaper hotel prices when compared to other European cities, adding they aimed to have 20 million tourists in Berlin by 2010. Nerger also provided the following information about the profile of Turkish visitors in Berlin:“The number of Turkish customers, who were accommodated in hotels in Berlin during 2006 was 14,985. These visitors spent 34,480 nights in hotels and hostels in the capital of Germany, Berlin. Visitors, who stayed at the homes of their Turkish relatives living in Germany, are not included in this figure. Also, Turks stay in Berlin for more than three days, above the average. (Turkish daily News)

 

 

 

 

 

 

 

A 4000 mila metri sull'altopiano
Altiparmak-Kaçkar- Verçenik
 

 

PASSEGGIARE
PER BARHAL

 

 

 

 

IL PARCO E' UNA DELLE
ATTRAZIONI DEGLI
ALPINISTI SIA NEI MESI
ESTIVI CHE IN QUELLI
INVERNALI. COME ARRIVARE

 

 

Alpinisti_sul_Kaçkar

The Kaçkar National Park lies mainly west of Kaçkar’s peak itself, and north of the Verçenik massif, with its myriad jewels of lakes. Thus it protects the lush emerald forests on the rainy north side of the range, but not the drier, steep summer pastures centered on the small towns of Yaylalar and Barhal, accessed via Yusufeli and Erzurum. These once-wealthy yaylas are rapidly polarizing -- where modern roads reach them, city dwellers are repairing old family houses, sometimes on a grand scale, and the area is reviving. But the majority, without electricity or roads, are dying of neglect. Only a few families maintain traditional lifestyles and these send their children to İstanbul for education. Cattle farming, bee-keeping and orchards are no longer profitable, a few have jobs with the forestry authorities and others turn to tourism. Families open their houses as pensions or shops, and men work as guides and mulemen for the short tourist season.
With only a primary school, no hospital and no shops other than small grocery businesses, daily life depends on dolmuş services to the market town of Yusufeli. With such a severe climate, the winding riverside road undergoes constant disruption and repair, and the 50-kilometer journey, when possible, can take three or four hours.
The summer visitor is immediately spellbound by the beauty of the lush green valleys, spangled with sparkling flowers and butterflies, with the jagged granite peaks sawing the sky above. It’s only after a few days’ exposure to this wonderland that the fitness and endurance of the locals, and the harshness of winter life, sinks in. Now is the time to meet these stoical yet welcoming people and experience their life on the summer yaylas, before the last families drift away to İstanbul or Bursa and only the tourists are left.
Below I describe a circular walk based on Barhal, which takes you through several yaylas, inhabited and empty. The goal of the walk is Karagöl (Black Lake) in a hollow scooped by a glacier below the upright digits of Altıparmak -- the six-fingered mountain. Take a tent and food for three days, for you will spend the nights on one of the most delightful campsite in the world -- Satibe -- a grassy ridge rising clear of thick pine forest, with views all along the range of the Kaçkar and down into the deep valleys of the Kışla (south) and Barhal (north) streams.
Day 1:
Barhal to Satibe via Sarıbulut: 5-6 hours
Our route starts from Barhal, opposite the turning for the Karahan pension. Here a wooden bridge over the stream leads to a decaying watermill and a path that turns left and rises up the ridge to the ruins of a small chapel. Looking back you have wonderful views down to the 10th century monastery church -- a basilica plan building with a central aisle of immense height, set under a steeply pitched stone roof. From the chapel, turn right and follow a clear path rising along the ridge line. It climbs steadily through forest to a junction where a wide path leads downhill, then level across the lush upper pastures of Sarıbulut (yellow cloud) yayla. The yayla lies along a short spur leading south from the main ridge, and is usually accessed by a walk of half-an-hour along a line of telegraph posts from an unsurfaced road from Barhal. It’s now completely deserted -- most of the 20 smallish stone and timber houses are collapsing gently, and the mills just above the village no longer have water flowing to them. Just past the right-hand houses, turn right and up, past the mills, and find a path leading up the right side of a valley, through rhododendron scrub and pines, to the open grassy ridge above. Continue left along the ridge, to locate a water pipe gushing into a hollow tree-trunk. Here, at 2,450m, is your campsite for the next two nights -- complete with water, firewood from the forests below and level pitches for many tents.
Day 2:
Satibe to Karagöl and back via Nebişatgur Tepesi: 5 hours
The sun rises early on Satibe, so dew will still be on the long grass as you set off west along the ridge-top water channel towards Karagöl. Gentians, buttercups and orchids line the channel, which in places has fallen away or been filled by landslides. Follow it around a sharp corner by some pines, and through scree toward the source -- a waterfall gushing from hidden Karagöl down the steep glaciated valley. Here, at a cairn, turn up over a rhododendron-clad rise to a path which rises steeply left. At a junction, take a gently rising path right towards the lip of the cirque -- beyond this, hidden until the last moment, is Karagöl. Nearly all year the north-facing lake is ringed by snow, so although the water may look tempting, the briefest splash can freeze your marrow.
To the right and slightly below the lake are some stone huts -- roofless and useless -- and behind them a path leading west up the stream to more small lakes. This is the route to Büyükkapı, the pass between Didvake and Altıparmak, leading over the range to Zigam yaylası. Explore as far as you like, then return to the junction on your incoming path. Here turn upwards on narrow path rising over a crest towards Nebişatgur Tepesi -- turn back for a final view of Altıparmak. The path levels and contours across the grassy slope until the campsite comes into view. You could turn right to the summit of Nebişatgur or left, and down the ridge crest toward your tent.
Day 3:
Satibe to Barhal via Amaneskit and Naznara yaylas: 4-6 hours
Pack up your tent and start as for Day 2, along the water channel. At the clump of pines, turn down the ridge on steep hairpins, with pines on your left, then follow a water channel as it descends the ridge through Amaneskit and Naznara yaylas. The butterflies on this channel are amazing -- blues, apollos, fritillaries in jewel-like colors. Some of the houses are massive stone-built mansions with barns of logs, allowing the air to circulate. In July whole families work at scything the hay, and carting it to the barns, to supply the cattle for the winter. These are still working yaylas, although the watermills along the course of the channel no longer function.
Below Naznara, leave the ridge to descend to the river on your left, and cross a log bridge onto the dirt road, which leads down the valley to Barhal. You could take a detour up to Altıparmak yayla, and the others on the north slopes -- a path leads up from the end of the road and after passing through the yaylas rejoins a secondary road which runs downhill to join the main Barhal dirt road.
At Barhal, end your walk with a visit to the monumental monastery church, which soars, like the mountains, to meet the overarching sky.


Fingertip Facts:
Location: Barhal; about 30 kilometers west of Yusufeli, in the Artvin province.
When to go: July for spring flowers, butterflies and birds
Access: From Erzurum, local bus to Yusufeli; dolmuş to Barhal leaves about 3 pm.
Pensions: Half board at Karahan pension, (446) 826 2071 www.karahanpension.com; Barhal pension 826 20 31; Marsis village house 826 2026 www.marsisotel.com
Barhal (Parkhali) church: is now a mosque and kept locked -- ask at the adjoining school for a key. The frescos have been whitewashed, but angels are carved on the pillars.
Web site, maps and books: www.mountainsofturkey.com, www.kackarlar.org, have local information and a downloadable map. “Trekking in Turkey” (Marc Dubin and Enver Lucas, Lonely Planet) is out of print but useful; “Mountains of Turkey” (Karl Smith, Cicerone) has brief descriptions of many walks.
Equipment: Thick soled boots and good socks, waterproofs, water bottle, sun glasses and sunscreen, camera, rucksack, food and cooking equipment for two nights /three days, sleeping bag and mat, tent. (Kate Clow/Zaman)

 

 

 

 

 

CULTURA

LA GRECIA
CONTEMPORANEA
(1974-2006)

La_Grecia_contemporanea

 

UNA NOVITA'
DA NON
PERDERE

ASSOLUTAMENTE

 

 

CASI LETTERARI
Trent'anni di politica estera 
del Paese ellenico visti da
Rudi Caparrini, Vincenzo
Greco
e Ninni Radicini. Dalla caduta 
del  regime dei colonnelli alle
Olimpiadi di Atene.
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Trent'anni di politica estera della Grecia, dal 1974 al 2004. Dalla caduta del regime dei colonnelli alle Olimpiadi di Atene. Non era facile dare un quadro preciso di uno dei periodi sotto un certo punto più controversi della storia di questo Paese ma Vincenzo Greco - nazionalità italo-ellenica, uno dei più emergenti ricercatori nel settore delle relazioni internazionali - ci è riuscito perfettamente. Va da sé che - parlando delle Grecia in un saggio inserito nell'ultimo numero della collana "Fondazione Spadolini Nuova Antologia" e dal titolo "La Grecia contemporanea" (Edizioni Polistampa)- il nostro autore non poteva non parlare della Turchia. Guardandola, naturalmente, con gli occhi di un greco e quindi in maniera molto ma molto critica. Ora non sta a noi dire se le dure osservazioni, che si leggono qua e là nelle 91 pagine del testo, abbiano un fondamento o meno. Semmai ci sia da fare qualche contestazione, la lasciamo agli storici turchi che di certo sapranno dare - ove ve ne sia la necessità - la giusta risposta. Avvertendoli - in anticipo - che sempre Vincenzo Greco sta per dare alle stampe una sua ultima fatica, frutto della sua tesi di dottorato (Firenze, luglio 2005), dal titolo emblematico "Greci e Turchi tra Convivenza e scontro: le relazioni greco-turche e la questione cipriota". Per tornare comunque al saggio in 
questione, va precisato che l'autore mostra 
di conoscere alla perfezione i vari passaggi che hanno visto l'ascesa e la caduta di numerosi uomini politici che si sono 
avvicendati nella guida del Paese ellenico. Con uno stile secco - tipico di chi studia il corso degli avvenimenti senza lasciarsi andare ad iperbole ed aggettivazioni inutili - Greco ha saputo cogliere appieno il senso di quello che è contenuto nella sua premessa: chiarire che la politica estera di un Paese è il risultato di una complessa interazione di vari fattori (politici, economici, culturali) ricoprendo svariati temi di interesse nazionale. Se vi piace la storia, questa è l'occasione per un approfondimento di un suo recente spaccato senza dimenticare - già che ci siete - ad altri due saggi sempre nelle edizioni Polistampa; uno di Ninni Radicini dal titolo "O Ellinikos Kosmos": evoluzione politica interna", l'altro di Rudy Caparrini dal titolo "Sviluppo economico e mutamento sociale della Grecia dopo il 1974". Di notevole interesse la prefazione del giornalista Antonio Ferrari, corrispondente da Atene per il <Corriere della Sera>. (Veronica Incagliati)
_________________________
Rudy Caparrini/Vincenzo Greco/Ninni Radicini - "La Grecia contemporanea" (1974-2006)
Edizioni Polistampa  pagg. 252 euro 15,00

 

 

 

 

LE FAVOLE

UNA FIABA
 POI...

a nanna

 

UN ESOPO IN GONNA CI AIUTA
A RIFLETTERE

 

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In un'epoca
 fatta di violenza e di volgarità, meraviglia questo libro scritto da Beatrice Melissari per i più piccini

di Veronica Incagliati

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Cani, gatti, rondini, talpe, acquile, orsetti,ippopotami, formiche, granchi, galline, papere: ecco il mondo descritto e disegnato dalla nostra B. Melissari.

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Beatrice Melissari. Chi la conosce ha di fronte una una ragazza piena di vita, un viso solare, una esuberanza schietta, un modo di comportasi naturale quanto pulito. Poco meno che trentenne, una laurea in giurisprudenza, come tutte le persone della sua età e non, anche Beatrice ha un hobby. Che, badate, non è legato né ad attività sportive, né a ricerche informatiche né tanto meno a strumenti musicali. Il suo hobby è scrivere favole. Sì, proprio favole. Ci è capitato di leggerne alcune, raccolte in una sorta di quaderno - poi dato alle stampe - dal titolo : "Una fiaba poi...a nanna". Ebbene, non è esagerazione nell'affermare che Beatrice Melissari racchiude nei suoi racconti - buttati giù per tutti i bambini che ha incontrato sul sentiero della sua giovane vita -  un pizzico di Esopo e di Fedro giacché il mondo è quello degli animali. Cari amici, vi prego di non sorridere, ma è proprio così.
In un'epoca fatta di violenza e di volgarità - dove i crimini più aberranti rappresentano le virtù dell'odierna generazione - le fiabe, certo, sono un qualcosa fuori dal coro. Gli editori non le vogliono. "C'è sesso, ci sono morti ammazzati, ci sono devianze?" E' la prima cosa che chiedono. No, queste sono semplici fiabe, è la riposta. Fiabe per i piccini, perché questi "portino sempre con loro quella speranza, gioia, spontaneità che a volte noi dimentichiamo; perché non smettano mai di donarci gratuitamente quei sorrisi, quelle  faccine buffe e quei baci per noi vitali". Male, male.
Beatrice, amica mia. Se vai avanti con questi sentimenti, prevedo già che avrai poco fortuna come scrittrice di favole. Ma tu insisti, continua ad inventarti episodi come quelli di "Palmiro e Robby", "La soffitta magica", "Max e l'aquila", "La rondine e il cane", "Gigy e il pianoforte" e tanti altri. E, non dimenticarti soprattutto, di illustrare questi racconti. Lo hai già hai fatto egregiamente, forse nemmeno pensando di percorrere lo stesso cammino di Jean de La Fontaine. Disegni semplici, appena tratteggiati, colori tenui. Eppure, caldi. Abbastanza per capire che anche lo schizzo di un pesce, di una rana o di un polipo è sufficiente per corredare un testo di per sé più che pregevole. 
___________________
Per qualsiasi informazione sul libro rivolgersi a pietro.incagliati@fastwebnet.it 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ASSOCIAZIONE
PALATINA-ISTANBUL

Il futuro
sono io
Palatina_Istanbul
LE QUOTE
ASSOCIATIVE
ED ALTRO

LA LETTERA

Cari amici, Palatina-Istanbul, sempre sulla base di una attenta ricerca scientifica posta alla base di ogni nostra iniziativa, ha operato naturalmente in Turchia, ma anche,  con la sua nuova branca didattica “Historia Magistra Vitae”, ha spesso fatto promozione in Italia del nuovo metodo di insegnamento per la storia ambientale nato a Kalmar in Svezia. La chiusura dell’anno è culminata con la presentazione a Venezia del nostro progetto di Sultanahmet, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività culturali, con il Comune di Venezia e con il Municipio di Istanbul: nelle prestigiose sale dell’Istituto Veneto per le Scienze, Lettere ed Arti,  con le splendide sculture di  Paolo Cavinato nella sua installazione “La mia Sultanahmet”.
Inutile dire quanto io sia grata ai nostri preziosi collaboratori e sostenitori senza i quali tutto questo non sarebbe stato possibile, ed il cui numero mi impedisce ormai del farne menzione uno per uno. 
Un grande grazie e un augurio di rivederci presto alle prossime occasioni di incontro. Eugenia Marta Bolognesi

                                                                                    Eugenia Ma

Dr. Eugenia Bolognesi Recchi Franceschini
c/o Corso Italia 29 - 00198 Roma Italia
Tel./Fax +39.06.8553794
Roma, lì 5 maggio 2007
Il Sig./Sig.ra ……. ……….. in qualità di socio dell’Associazione Palatina-Istanbul e’ invitato ad intervenire all’assemblea straordinaria che si terrà in Roma, presso il
Centro Culturale BIBLI, Via dei Fienaroli, 28, (Tel. 06/5814534) il giorno mercoledì 23 maggio  p.v. alle ore 19,00 in prima convocazione, ed occorrendo in seconda convocazione nello stesso luogo il giorno giovedì 24 maggio  p.v., alle ore 19.00, onde deliberare sul seguente
Ordine del giorno:
1. discussione delle attività tenute dall’Associazione stessa nel corso dell’anno 2006;
2. programmazione delle attività nell’anno 2007 secondo del triennio;
3. varie ed eventuali

                         

LA QUOTASSOCIATIVA
La quota associativa per l’anno 2007 ammonta ad euro 80.00.
Per gli studenti, tale ammontare è ridotto del 50% per un importo pari ad euro 40.00.
La quota dà diritto alla partecipazione a titolo gratuito a tutte le manifestazioni indette dall’Associazione in Italia e all’estero (conferenze, mostre, programmi didattici, viaggi), in particolare in Turchia, ed all’invio del Bollettino sulle iniziative dell’Associazione, con i successivi aggiornamenti.
Ricordiamo a tutti i soci la possibilità di usufruire la Convenzione con il Poliambulatorio Specialistico del Sovrano Ordine di Malta dove si effettueranno a nostro favore tariffe ridotte sul prezziario già particolarmente conveniente di analisi, visite specialistiche e assistenza medica.
Infine da quest’anno è possibile conferire all'Associazione Palatina Istanbul onlus codice fiscale 97124880580, il 5 per mille della propria dichiarazione dei redditi.  
Si prega versare la quota associativa 2007 sul conto corrente postale n. 60459039 intestato a: Associazione Palatina Istanbul – ONLUS c/o Corso Italia, 29 - 00198 Roma a mezzo dell’allegato bollettino. Il Tesoriere, Stefano Marconi

 

 

 

 

Gladiatori
 

RINVENUTO
CIMITERO
DI GLADIATORI

 

SENSAZIONALE
SCOPERTA
VICINO EFESO

Un gruppo di scienziati ritiene di aver scoperto per la prima volta un cimitero di gladiatori in Turchia nei pressi della città di Efeso
L'esame dei resti gettano nuova luce sul tipo di combattimenti, sulle ferite, la vita e la morte degli "eroi" degli anfiteatri romani, si legge sul sito web della <Bbc>.
Secondo i professori di medicina legale Karl Grosschmidt e Fabian Kanz, dell'Università di Vienna, le ossa scoperte nel cimitero di Efeso sono state una miniera per catalogare e studiare le ferite che avevano spesso causato la morte dei gladiatori.
Il cimitero conteneva i resti di 67 individui di età compresa tra i 20 ed i 30 anni. Molti di loro avevano ferite curate e rimarginate e, secondo gli studiosi, dovevano essere combattenti di grande fama tanto che avevano ottenuto cure mediche estremamente care per quei tempi. Uno degli scheletri mostra segni di una amputazione chirurgica.
Gli studiosi hanno scoperto anche ferite mortali. La storia dice che quando un gladiatore sconfitto non aveva dimostrato grande valore nel combattimento veniva subissato dalle grida della folla che diceva "iugula" (sgozzalo). Alcuni scheletri scoperti ad Efeso mostrano questo tipo di ferite.
Nel sito sono state rinvenute lapidi che mostrano gladiatori con le loro differenti armi per i combattimenti. In una di queste vi è un uomo in piedi che conficca il suo pugnale nel cuore dell'avversario già in ginocchio, come in attesa della morte.

 

 

Il sito conteneva i resti
di 67 individui di età
compresa tra i 20 e i 30
anni. Molti avevano ferite
curate e rimarginate

 

Alcuni teschi mostrano tre fori nella scatola cranica, quasi sicuramente un forte colpo di tritdnte con il quale erano armati i retiarii. Altri teschi mostrano fori rettangolari, come dati da un colpo di martello. Gli archeologi ritengono che vi fossero nell'arena assistenti che non mazze di ferro davano il colpo di grazia ai gladiatori morenti.
Secondo le fonti, se un gladiatore riusciva a sopravvivere per tre anni, si conquistava la libertà e di solito andava a dirigere una scuola per gladiatori. Uno di questi scheletri rinvenuti nel cimitero di Efeso sembra proprio quello di un "gladiatore in pensione", si legge su sito della <Bbc>. Era più anziano degli altri e il suo cranio aveva tracce di ferite, tutte curate e sicuramente non gravi


 

 

Quando la folla gridava "iugula" (sgozzalo). Era la fine dei vili

 

 

 

 

 

 

 

ARTE

 

 

 

 

Ceramiche_di_Iznic
 

 

Ceramiche_di_Iznic_2

 

 

LA LUNGA STORIA
DELLE
CERAMICHE
 

INDIETRO NEL TEMPO  Parlare di Iznik vuol dire cominciare
una serie di racconti e non finirne nessuno. La storia di Lisimaco
che vinse Antigone e che dette come nome alla città quello di sua
moglie Nike, cioè Nicea. Fu poi Shan Suliman a cambiarlo.

The first capital city of Anatolia, it was originally described as a city of scholars. However much we speak of İznik -- historically, culturally, artistically, theologically, naturally -- many of its tales will still remains to be told. This city has many assets: green lawns, olive groves, grapes, perfect olives, a lake, a grassy plain, mountains and ancient architecture.
İznik is set in a valley between two mountains and the road which runs parallel with Lake İznik, flanked by olive groves on both sides, takes us there. At the city entrance I see a sign reading “Nikaia-İznik.” After winning the war against Antigoneia and conquering the region, Lysimachus from İskender gave the city his beloved wife’s name in tribute to her. When Nikaia -- or Nicea -- became the capital city of the Seljuk State, Shah Suleiman changed its name to İznik. Every historical place and story in İznik has its own mythological tale.
The entrance to İznik has four main gates; we enter the gate that faces İstanbul. These gates were made with the purpose of protecting the city and were set in massive city walls. Behind these gates, life continues. It is stunning that even in this part of the year the land is green, only from the cold can we be sure that it is winter.
İznik is now almost synonymous with the ceramics that were made here. The culture of faience, or glazed, colored china, began in İznik 600 years ago during the Ottoman era and continued until the end of their rule. The term “china” comes from Chinese porcelain. The best porcelain of the time, used at the palace, came from China. Since it was so expensive and the conditions of its transportation so difficult, the sultan ordered its domestic manufacture. They began to try to produce the same white porcelain that was made in China. However the result was not porcelain but İznik china, which, according to contemporary ceramics chemistry and literature, was impossible to produce.
When you start your tour from the centre of İznik you come upon many historical remains. In the centre of İznik sits the Ayasofya Mosque, which is at the crossroads where the roads from all four gates cross. It is where Emperor Constantine called the first gathering of Christian theologians and scholars, hence the Nicene Creed, and is thus considered of great importance to Christians. It is also the place where the Ottomans, after taking military control over İznik, performed the first Friday prayer. You have to visit to see and feel these spiritual values. It is also possible to see the remains of the glorious Roman theatre.
Next we go to the china workshops, where one is free to look without being obliged to buy anything. These fill a whole street and we choose to tour at the china workshop at the Suleiman Pasha Medrese. The ceramics that became identified with this historical place fit its atmosphere perfectly. It is satisfying to sit in one of the medrese’s tea gardens, sip tea at a tiled table, watch İznik and feel the history beneath your feet.
How to go there?
Leaving İstanbul behind and taking the Eskihisar ferry is the fastest and most practical way to go to İznik. The ferry trip takes 40 minutes. After you come to Yalova, you take the road to Orhangazi, and from there following the İznik sign, head toward İznik Lake. The historic city is just two-ad-a-half- hours from İstanbul.
Where to stay?

There are not many alternatives for those who plan to stay overnight. You can stay at a few hotels at İznik city center. The Çamlık Hotel on the lake’s coastal road is reasonable. Tel: (0224) 7571362 (Guliz Karaoglan /
Zaman)

 

 

 

 

 

SPETTACOLI/MODA

 
 

 

"Coro arcobaleno":
il marchio
di
Antiochia

 

Il_coro_arcobaleno_nella_foto_ricordo Museo_acheologico_di_Antiochia._Il_coro_cattolico
Il_ministro_del_Turismo_turco_mentre_assiste_alla_esibizione_del_coro Il_concerto_serale_ad_Antiochia

IL CONCERTO RISUONAVA ANCORA LO SCROSCIO DEGLI APPLAUSI QUANDO QUALCHE GIORNO DOPO ARRIVAVA LA NOTIZIA DELLA BARBARA UCCISIONE DI TRE CRISTIANI  CHE LAVORAVANO PRESSO UNA CASA EDITRICE DI MALATYA

Risuonava ancora nelle orecchie dei partecipanti lo scroscio di applausi ricevuto alla fine del concerto svoltosi la sera di domenica 15 aprile ad Antiochia in occasione della Settimana per il turismo, quando tre giorni dopo arrivava la notizia della barbara uccisione di tre cristiani che lavoravano presso una Casa editrice cristiana a Malatya.
Agghiacciante. Mentre i cattolici ad Antiochia (cittadina nel sud della Turchia a confine della Siria) insieme ad ortodossi, armeni, ebrei, sunniti ed aleviti con gioia ed impegno cantavano insieme i propri tipici canti in pieno rispetto ed armonia, qualcuno, a qualche centinaia di chilometri da loro, stava organizzando fin nei minimi particolari un assassinio contro rappresentanti di una religione che a quanto pare dà fastidio perché diversa, perché scomoda. Così su tutte la pagine dei giornali turche ed internazionali si è gridato allo scandalo, si è rimessa in discussione l’entrata della Turchia in Europa, si è discusso sull’impossibile esistenza dell’islamismo moderato, si è arrivati a dire che tutti i musulmani sono tagliagole.
Certo, omicidi di questo genere lasciano di stucco, inquietano e sconvolgono gli animi. Sono campanelli di allarmi di un clima di tensione che vuole mettere a tacere e imbavagliare, fanno rumore e pare che tutta la realtà sia circondata di un alone di paura e di terrore, ma fortunatamente non sempre e non tutto è così. C’è anche chi continua a lavorare per il bene e per la pace. E ne è di esempio il "Coro Arcobaleno". Pensato e voluto dal Prefetto di Antiochia, con entusiasmo vi hanno aderito subito i vari rappresentanti delle diverse religioni presenti in Città e così si è costituito un bel coro di novanta persone composto da sei gruppi di quindici cantori l'uno.

Ogni gruppo, con un proprio particolare abbigliamento - segno della diversità nell’unità - ha preparato ed eseguito sotto la sovrintendenza di una insegnante turca tre brani rispecchianti il proprio credo e la propria tradizione. In arabo, in ebraico, in armeno, in latino e in turco: un coro polifonico veramente unico. Introdotto dall’inno europeo e conclusosi con un canto popolare turco cantati tutti insieme.
Per un mese e mezzo musulmani, ebrei e cristiani - gente comune, impiegati, commercianti, insegnanti, studenti, disoccupati e casalinghe, imam, sacerdoti e suore, giovani e anziani, donne e ragazze - hanno provato fianco a fianco, si sono sostenuti a vicenda, si sono incoraggiati negli errori, sono nate nuove belle amicizie grazie alla musica e al canto. Così, cantando, come diceva sant’Agostino, abbiamo pregato due volte, in un unico coro, quell’unico Dio in cui tutti crediamo con passione e amore.
Voglia di pace, voglia di serenità e di dialogo: questo ancora una volta il messaggio che Antiochia lancia a tutto il mondo. E, come ha detto il vice prefetto complimentandosi con fierezza per l’esecuzione polifonica, questa non è utopia, ma il marchio di un’ Antiochia, antica Regina d’Oriente, che vuole essere segno e profezia di pacifica convivenza in un mondo dove per le religioni si combatte, si alzano muri, si uccide. (Maria Grazia Zambon/www.korazym.org)

 

 

 

 

 
 

 

Polimoda

 

<POLIMODA>,
MODELLO TECNICO
DI FORMAZIONE

 

LA NUOVA SCUOLA DI MODA TURCA  L'<Istanbul Moda Academy> sarà dal prossimo autunno un college
internazionale di altissimo livello nato dalla collaborazione
tra l'Itkib e il London College of Fashion



"Modello tecnico" di formazione ad alto livello. Così è considerato <Polimoda> in Turchia, in particolare è stata richiesta la sua consulenza, in qualità del modello rappresentato, dalla nuova scuola di moda turca, Istanbul Moda Academy. Dal prossimo autunno sarà un college internazionale di altissimo livello, nato dalla collaborazione tra l’Itkib (Istanbul Textile and Apparel Exporters Association) e il London College of Fashion.
"La Turchia rappresenta un soggetto emergente nel mondo moda – dichiara Philip Taylor, direttore generale dell’Istituto fiorentino – un soggetto con cui interagire in modo proficuo. Per questo, presso l’Istanbul Moda Academy, saranno attivati a fine 2007 corsi brevi in lingua inglese in collaborazione con <Polimoda>. Una collaborazione attiva che sarà presente per tutta la durata dei corsi". E’ solo uno delle tante collaborazioni e attività che <Polimoda> porta avanti a livello internazionale ogni anno. Il confronto diretto con il mercato moda nel mondo rappresenta un obiettivo essenziale per l’Istituto. Bisogna infatti ricordare la storica collaborazione con il <Fashion Institute of Technology> di New York, tra i soci fondatori di Polimoda, con il quale prosegue uno stretto rapporto di collaborazione, confermato dalla recente visita presso la sede di newyorkese del nuovo <Dean Polimoda Linda Loppa>, e quella più recente con l’<Osaka Bunka College>, che vede nascere ogni anno numerosi scambi e progetti didattici. Vere e proprie occasioni per attivare proficui scambi educativi, come appunto quelli con la Turchia, che si fondano sull’interscambio di staff accademico e di ricerca, nonché di informazioni e formazione moda.
Non a caso, l’istituto fiorentino fa parte dell'< Iffti - International Foundation of Fashion Technology Institutes>: il Direttore di <Polimoda> è rientrato da poco dal Canada, a Toronto per il 9° meeting annuale, durante il quale è stata data conferma ufficiale che sarà <Polimoda> ad ospitare a Firenze l’appuntamento del 2009. Non solo il team <Polimoda> si muove verso l’estero, ma anche i suoi studenti e i loro abiti. Infatti, il 27 marzo si è svolta una sfilata a Shanghai in collaborazione con la Camera di Commercio di Prato e Prato Trade. Uno spettacolo unico, 53 outfit si sono alternati sulla passerella, dove l’innovazione dei tessuti si è fusa in modo perfetto con le forme sia classiche che d’avanguardia delle diverse collezioni presentate, realizzati da 5 studenti neo diplomati di fashion design. Allo stesso tempo si è appena concluso un viaggio studio in Cina, che ha visto coinvolti 40 studenti dell’area marketing e design. Hanno potuto così visitare la più importante fiera dell’abbigliamento donna asiatica, Chic Fair 2007, oltre ad altre importanti tappe legate alla moda cinese: il dipartimento Design della <Qinghua University> e il <Clothing Institute of Beijing>; il punto vendita monomarca e gli stabilimenti addetti alla produzione dell’azienda abbigliamento uomo-donna <Dalian Dayang Trands>, che collabora anche con professionisti e brand italiani; l’azienda-museo Hangzhou Silk Factory, un vero e proprio tempio della seta; infine, il reparto controllo qualità e vendita dell’azienda italiana Terranova che ha trasferito parte della filiera produttiva in Cina. (
Stile)



 

 

 

 

 

 

SPORT

 

 

AD ISTANBUL
IL 2° APPUNTAMENTO
CHALLENGE

FIAT RALLY, LO START
Fiat_Rally

Questa sera, venerdì 11 maggio, lo start del Fiat Rally in Turchia. E' il secondo appuntamento sia dell'<Intercontinental Rally Challenge> sia del campionato d'Europa. Renato Travaglia e Lorenzo Granai scenderanno dalla pedana di partenza con il numero due sulle portiere della sua nuova <Mitsubishi Lancer Evo IX> del team varesino <Top Run Racing>.
Una gara, due obiettivi
"Lasciamo pure aperte due strade. Primario è l'IRC, ma quattro gare sono concomitanti con l'Europeo. Quindi, perché non provare? In Turchia si gareggia su sterrato e non abbiamo effettuato alcun test. La nostra nuova <Mitsubishi> sarà terminata per lo shake down. Solamente in quell'occasione siederò per la prima volta al volante della vettura. Si verificherà il giusto assetto per adattarlo al nostro stile di guida. Ma sicuramente si continuerà lo sviluppo anche durante la gara".
Gli avversari
Al via diciotto <Mitsubishi> uguali al mezzo del pilota trentino, tre <Fiat Grande Punto Abarth Super 2000> ufficiali, le due <Peugeot 207 S2000> presenti in veste ufficiale della filiate spagnola e la <Citroen C2 Super 1600> di Jean Joseph Simon.
Spettacolo garantito
"Gran lotto di partenti e vi sarà grande agonismo per un evento patrocinato dall'emittente televisiva <EuroSport>. Navarra con la <Grande Punto> ha vinto sullo sterrato del Kenia e sicuramente avrà alle spalle molti chilometri di test sia su terra sia su asfalto. Così come Anton Alen, sempre con l<'Abarth> e Nicolas Vouilloz ed Enrique Ojeda, che gareggiano con le <Peugeot 207 S2000>. Non dimenticando i driver locali come Isik, che sarà al volante della <Grande Punto>. Noi partiamo con l'ambizione di essere tra i protagonisti."
"Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti nelle due gare d'allenamento fatte nel tricolore rally. Secondi assoluti sulla terra del San Marino e, pur avendo effettuato solo la seconda tappa del 1000 Miglia, ci siamo messi alle spalle <Fiat>, <Peugeot> e <Mitsubishi> ufficiali. No, non manca la velocità. Il <Fiat Rally>? E' una gara nuova che si corre nei dintorni di Istanbul, mentre le scorse edizioni erano su asfalto"
.
La gara
Il <Fiat Rally> inizia venerdì sera alle 18 con la speciale spettacolo di 2.5 chilometri. Si riprende sabato alle 6.55 per affrontare dieci tratti cronometrati. L'arrivo della prima tappa è previsto alle 17.25. Domenica si riparte alle 8.00 per superare altro otto speciali. Fine gara alle 16.04.
La classifica IRC dopo il Kenia
Navarra 10, Miyoshi 8, Anwar 6, Aslam 5, Gow 4, Hans 3.
La classifica dell'Europeo dopo il 1000 Miglia
Iliew 15 punti, Solowow 8 Travaglia 3, Isik 2, Jean Ioseph e Fontana 1
Il calendario IRC:
11–12/ maggio: Turchia (terra)*
21-24/giugno: Belgio (asfalto)*
13-14/luglio: Russia (terra)
2–4 agosto: Madeira (asfalto)*
24-26 agosto: Barum (asfalto)*
27-29 settembre: Sanremo (asfalto)
25-27 ottobre: Valais (asfalto)
23-25 novembre: Cina (terra)
Il campionato Europeo Rally
11–12/ maggio: Turchia *
24-26/ maggio: Crotia (Hr)
8-10/ giugno: Polonia
21-24/giugno: Belgio *
6-8/ luglio: Bulgaria
2–4 agosto: Madeira (Portogallo) *
24-26 agosto: Barum (Repubblica Ceca) *
5-7/ottobre: Elpa (Grecia)
19-21/ ottobre: Antibes (Francia)
(* appuntamenti concomitanti IRC ed Europeo) (Rally)

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