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<TURCHIA
OGGI> - A PARTE LA DOCUMENTAZIONE DELL'AMBASCIATA DI ITALIA AD
ANKARA E DELL'ICE DI ISTANBUL - SI AVVALE PER LE NOTIZIE E GLI
ARTICOLI RIPORTATI SUL SUO WEB, E NATURALMENTE RELATIVE ALLA TURCHIA,
DELLE NEWS
GIA' APPARSE IN ALTRI SITI O GIA' PUBBLICATE SU QUOTIDIANI E
RIVISTE. NON FA ALTRO CHE ASSEMBLARLE, NELLA CONVINZIONE CHE SIANO
DI MAGGIORE UTILITA' PER QUANTI HANNO UN QUALCHE INTERESSE PER
QUESTO PAESE. <TURCHIA OGGI>, AD
OGNI MODO, E' SEMPRE A VOSTRA DISPOSIZIONE.
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PRIMO
PIANO
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QUO VADIS?
LA TURCHIA
AD UN BIVIO DOPO CHE IL
MINISTRO DEGLI ESTERI
ABDULLAH GUL HA GETTATO LA SPUGNA NELLA CORSA ALLA
ELEZIONE PER IL NUOVO CAPO DELLO STATO, NEL PAESE DELLA
MEZZALUNA SI FA SEMPRE PIU' DURO LO SCONTRO LAICI-RELIGIOSI
La
domanda che si pone in queste ore la Turchia, e non solo
questa ma tutto il mondo occidentale, è una sola: che cosa
succederà adesso nel Paese della Mezzaluna dopo che il
ministro degli Esteri e vice-premier Abdullah Gul ha gettato
la spugna nella corsa a nuovo Capo dello Stato? Stando al 2°
comma dell'art. 102 della Costituzione (che cita testualmente:
"l'Assemblea Nazionale che non riesca ad eleggere il
presidente della Repubblica, deve andare immediatamente alle
elezioni"), le consultazioni politiche - le quali da
novembre erano state già spostate al 22 luglio - dovrebbero
essere anticipate ulteriormente e fissate al più presto
possibile, non oltre il 24 giugno. In realtà non è così
semplice come potrebbe sembrare a prima vista. La
questione - come riporta il collega Lucio Leante
corrispondente per l'agenzia <Ansa> da Ankara - ha
infatti un
sottofondo politico "dato che l'Akp ha interesse a tenere
le elezioni nella data fissata, in piena calura estiva, quando
la maggioranza degli elettori dei partiti laici va al mare,
mentre il suo elettorato rurale, resta a casa e al
lavoro". Nello scontro tra partito della maggioranza ed
opposizione - che poi è lo scontro tra religiosi e laici e
sotto sotto più direttamente tra il Primo Ministro Recep
Tayyip Erdogan ed il Capo delle Forze Armate turche, gen.
Yasar Buyukanit - l'ultima parola ancora una volta dovrebbe
spettare Al Comitato Superiore delle Elezioni e alla Corte
Costituzionale, quest'ultima chiamata recentemente a
respingere alcuni tentativi dell'Akp (nella fattispecie quelli
del presidente del Parlamento Bulent Arinc che avrebbe voluto
convocare l'Assemblea Nazionale per una terza votazione il 9
maggio) di ingarbugliare la già contorta matassa. In tutto
questo bailamme a pagare le conseguenze è comunque e
solo la Turchia nei confronti della quale l'Unione Europea ha
dimostrato da tempo ben poca amicizia. Le incertezze di queste
ultime settimane e le voci fatte girare artatamente su
presunti golpe militari hanno ulteriormente irrigidito
Bruxelles dove le solite "teste d'uovo" sono sempre
pronte per prendere la palla al balzo per gridare ai quattro
venti che la Turchia non è assolutamente pronta per il grande
passo verso l'UE. Tutto questo è malafede dichiarata. Noi di
<Turchia Oggi> ci auguriamo che il Paese - il quale già
anni addietro ha dato prova di poter reagire a momenti
difficili con volontà, sacrifici e soprattutto carattere -
anche questa volta sappia imboccare la strada migliore, quale
quella che sia. Non spetta a questo sito prendere posizione,
anche perché - per comprendere come stanno realmente le cose
- occorre viverle sul posto; e del resto i reportage
giornalistici non sempre sono obiettivi, specie quelli delle
nostre testate nazionali. Aspettiamo, dunque! Anche alla luce
della presa di posizione della Tusiad, anche alla luce dell'approvazione in prima lettura, in Parlamento, di un
emendamento costituzionale che prevede l'elezione diretta del
Capo dello Stato. Non solo, ma anche - cosa più importante - alla luce
dell'unificazione sancita tra i partiti di destra Anap e Dyp e
all'accordo elettorale tra i partiti di sinistra democratica
Chp e Dsp.(Turchia Oggi)
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PRIMO PASSO
VERSO L'ELEZIONE
DIRETTA
Il
Parlamento turco ha approvato, in prima lettura, un
emendamento costituzionale che prevede l'elezione
diretta del Capo dello Stato (per 5 anni rinnovabili per
altri 5). Tuttavia il cammino della riforma, che è
stata proposta dal partito filoislamico del premier
Recep Tayyip Erdogan anche per ragioni elettorali, e che
farebbe della Turchia una Repubblica semi-presidenziale,
appare lungo e molto accidentato, anche perché soggetto
al possibile veto dell'attuale presidente, a
contestazioni in sede di Corte Costituzionale e ad un
probabile referendum costituzionale.
L'emendamento è stato approvato con 356 voti a favore,
superando il quorum minimo dei tre quinti (330)
del totale dei deputati (550, ma in seconda lettura
nelle prossime ore dovrebbe ricevere l'approvazione di
almeno due terzi dei deputati e cioè 367 voti
favorevoli. Se sarà votato da un numero di deputati
intermedio tra 330 e 367 esso dovrà essere sottoposto a
referendum popolare costituzionale. Se invece otterrà i
due terzi (367) l'emendamento sarà approvato, ma potrà
essere rinviato dal presidente della Repubblica al
Parlamento per un riesame e poi eventualmente da lui
sottoposto alla Corte Costituzionale.
L'ipotesi di un veto presidenziale e di probabili
ricorsi alla Corte Costituzionale è resa probabile dal
fatto che il cambiamento del modo di eleggere il
presidente (dalla attuale procedura parlamentare
indiretta a quella popolare diretta) - secondo gli
esperti - entrerà in conflitto con altre parti della
Costituzione (come quella sui poteri del premier e
quella sulla procedura di scioglimento del Parlamento)
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SI
DIMETTONO
TRE MINISTRI
Tre
ministri si sono dimessi in Turchia mentre nel
Paese si stanno organizzando 2 nuove
manifestazioni "per la laicità della
Repubblica".
In vista del voto politico (22/7) e per
assicurare che il processo elettorale non
subisca influenze politiche, si sono dimessi i
ministri dell'Interno, della Giustizia e dei
Trasporti, già sostituiti. Intanto si stanno
organizzando manifestazioni per il 13 e 20
maggio a Smirne e Samsun in vista dell'elezione
del Capo dello Stato rimandata al 24 giugno. (Ansa) |
La riforma è
stata escogitata con una evidente fretta dal partito Akp
di Erdogan, quando sono svanite le sue speranze di
eleggere con l'attuale procedura parlamentare un suo
esponente, l'attuale ministro degli Esteri Abdullah Gul
a Capo dello Stato. Inoltre essa è stata escogitata
dall'Akp come arma nelle elezioni anticipate fissate al
22 luglio dove Erdogan sembra intenzionato a giocare in
chiave populista la carta del
"partito-vittima" e il cui riformismo
democratico sarebbe bloccato dalle istituzioni statali
kemaliste.
Il Parlamento stesso ha approvato sempre in prima
lettura una riduzione della durata della legislatura da
5 a 4 anni, anch'essa una riforma "popolare".
L'Akp, che conosce bene le difficoltà della sua riforma
costituzionale, sembra intenzionata ad usarla in chiave
elettorale. Esso sa che le elezioni anticipate estive
saranno una dura battaglia per l'Akp anche perché
l'unificazione di pochi giorni fa tra i due partiti
laici di centro destra (Anap e Dyp) fusi nel
"Partito democratico", e l'accordo elettorale
raggiunto dai due partiti di sinistra democratica (Chp e
Dsp) hanno creato due aggregazioni perfettamente capace
di riprendersi i loro voti di protesta confluiti nel
2002 nell'Akp,
Potrebbero anche intercettare il "risveglio
laico" delle scorse settimane contro il tentativo
del partito filoislamico di eleggere un suo candidato
alla presidenza della Repubblica che è stato sempre il
principale bastione della legalità laica repubblicana.
Infine se come sembra, oltre l'Akp, altri 3 partiti
(Partito democratico, Chp-Dsp e Mhp) passeranno la
soglia del 10% che alle elezioni del 2002 garantì al
partito di Erdogan quasi i due terzi del Parlamento pur
avendo ottenuto solo il 34% dei voti, si comprende
perché l'Akp di Erdogan abbia la sensazione che i tempi
delle "vacche grasse" per esso rischino di
tramontare per sempre. (Ansa)
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SCONTRO
TUSIAD-ERDOGAN
LA
SITUAZIONE TURCA
AL PRIMO MINISTRO CHE NON AVEVA
GRADITO QUELLA DA LUI GIUDICATA
UNA INTERFERENZA SULLE
DECISIONI
DEL PARLAMENTO, LA
NUMERO 1 DELLA CONFINDUSTRIA
HA RISPOSTO: "LA TUSIAD E' UNA
ORGANIZZAZIONE CHE SI PRONUNCIA
SU OGNI ARGOMENTO CHE
INTERESSI LA TURCHIA"
Forse
questo non se lo aspettava neanche lui, il Primo Ministro
Recep Tayyip Erdogan. Nel giro di appena un mese e mezzo la
Tusiad, la Confindustria turca, ha cambiato radicalmente
atteggiamento nei confronti dell'Esecutivo da lui guidato, di
orientamento islamico-moderato. Non sarebbe stata una sorpresa
se alla guida ci fosse stato ancora Omer Sabanci, che per
tutto il suo mandato si è comportato come una seconda
opposizione, a tratti più forte di quella parlamentare.
Quando lo scorso gennaio fu eletta Arzuhan Dogan Yalcindag,
molti pensarono ad un ammorbidimento delle posizioni degli
industriali turchi. Se non altro per il suo cognome. La Dogan
Yalcindag, infatti, è figlia di Aydin Dogan, miliardario,
padrone di mezzo sistema dei media del paese e grande amico
del premier.
Invece, una volta prese le misure e aver compreso che il suo
ruolo poteva diventare anche politico, questa elegante signora
dai toni sempre molto pacati, ha tirato fuori una grinta ed
una decisione sulla quale pochi avrebbero scommesso, che le
sta facendo recuperare un numero sempre maggiore di simpatie
nel paese.
Dopo aver iniziato lo scorso marzo con un atteggiamento di
neutralità tendente alla simpatia nei confronti dell'ipotesi
Erdogan a presidente della Repubblica, ha successivamente
precisato che il Capo dello Stato doveva essere una persona
con capacità di mediazione e super partes. Ritratto
non proprio corrispondente a quello del Primo Ministro turco.
Il 17 aprile successivo Yaldindag ha rincarato la dose,
dichiarando alle telecamere: "Si tratta di una mia
impressione personale, ma credo che alla fine Erdogan
deciderà di non candidarsi". Parole che suonavano anche
come un consiglio e seguite da altre che erano ancora peggio.
La Dogan Yalcindag, infatti, aveva definito la manifestazione
di tre giorni prima ad Ankara dove era sceso un milione di
persone un "segno importante".
La rinuncia di Erdogan e la candidatura di Abdullah Gul sono
state accolte all'inizio favorevolmente, soprattutto per la
reazione positiva dei mercati. veniva sottolineato, però, che
a decidere doveva essere il Parlamento. Poi sono arrivate le
parole dei militari nella notte del 27 aprile, data della
prima votazione fallita per eleggere Gul a presidente della
Repubblica. E a questo punto che la Tusiad ha compreso che
doveva prendere una posizione sulla questione, ed anche molto
decisa, perché nel frattempo i mercati interni ed il cambio
sul dollaro erano in una situazione critica.
la prima "bomba" arrivava con un comunicato del 30
aprile, in cui la Confindustria turca chiedeva elezioni
anticipate per garantire "la laicità e la
democrazia". Una Tusiad contro l'Islam radicale e contro
il golpe dei militari, proprio come aveva chiesto il milione e
mezzo di persone scese in piazza ad Istanbul.
Frattanto il 1° maggio la Corte Costituzionale dichiarava
ufficialmente nulla l'elezione del venerdì precedente per cui
Erdogan si vedeva costretto ad ammettere la necessità di
tornare alle urne. non senza un'ultima sorpresa: un pacchetto
che cambia la Costituzione, soprattutto le regole per eleggere
il capo dello Stato ed il quorum minimo di presenti in
Parlamento per rendere valide le votazioni e non temere quindi
la Corte Costituzionale.
Troppo perché la Tusiad ed una sempre più coraggiosa
Yalcindag se ne stessero zitte. Lunedì scorso il capo degli
imprenditori dichiarava espressamente che riforme così
importanti "devono essere fatte da un Parlamento
nuovo", facendo uscire fuori dai gangheri il premier
Erdogan costretto e replicare: "Il parlamento sa molto
meglio di lei che cosa deve fare".
Mercoledì l'ultima bordata. Con la calma ed il garbo cha la
contraddistinguono, la numero uno della Tusia non gliene
mandava a dire nemmeno questa volta: "Certamente il
Parlamento sa meglio quello che occorre fare. Ma la Tusiad è
una organizzazione che si pronuncia su ogni argomento che
interessi la Turchia. e noi abbiamo espresso la nostra idea
sugli ultimi sviluppi". Come dire che, se necessario, è
pronta a farlo ancora. (Apcom) |
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INIZIO
DI
UN
DIALOGO
(ARMATO)
REPORTAGE
IL FORUM CHE SI E' SVOLTO ALLA STAMPA
ESTERA SUL TEMA "CIPRO ALLA RICERCA DI PACE" - PUR
SE
NON HA AVUTO UN AMPIO RESPIRO - HA VISTO PER LA PRIMA
VOLTA SEDUTI ALLO STESSO TAVOLO DUE RAPPRESENTANTI
DELLA TRNC E DUE PROFESSORI GRECI. GLI INTERVENTI
Avrebbe potuto essere un
forum di più ampio respiro anche perché il tema, "Cipro
alla ricerca di pace", era di quelli più che mai
interessanti. In realtà è mancato lo smalto necessario per
dare al dibattito una vivacità più sentita. Ciò non toglie
che qualche cosa di buono sia uscito ugualmente. Per la prima
volta, infatti, un rappresentante della Repubblica di Cipro
Nord - nella fattispecie il ministro degli Esteri Turgay Avci
- ha potuto far sentire pubblicamente la sua voce in un Paese
dell'Unione Europea, l'Italia, e addirittura nella sede della
Stampa Estera. Da questo punto di vista, quindi, un vero e
proprio successo, maggiormente poi se si pensa che
l'ambasciata di Nicosia aveva protestato duramente con gli
organizzatori del seminario per avere inserito tra gli
interventi una figura - a suo dire - costituzionalmente
ambigua come quella di Avci, considerato che la Trnc è
riconosciuta dalla sola Turchia. Ma la contestazione, che
all'inizio era parsa insanabile, investendo per altro anche la
Farnesina, alla fine era diventata più morbida tanto che ai
lavori erano ugualmente presenti - come da invito - tanto il
prof. Marios Evidriades docente greco al Dipartimento di Studi
europei ed internazionali al <Pantian University> di
Atene, quanto il ricercatore italo-greco prof. Vincenzo Greco. Sono
stati anzi, questi due ultimi a polemizzare - ed in maniera
anche sostenuta - con le argomentazioni del ministro Avci. Ma
era questo che si voleva: un confronto dialettico tra le
parti, anche se forte, fuori da schemi precostituiti ed in
terra neutrale. La presenza degli on.li Franco Coccia ed
Antonio Rubbi, quella dei prof.ri Antonello Biagini (ordinario di
Storia Orientale Moderna all'Università <La Sapienza>
di Roma) e di Carlo Jean (ordinario di Studi Strategici alla
Luiss) e quella infine del prof. Ahmet Sozen (ordinario del
Dipartimento Relazioni Internazionali presso l'Università
Mediterranea Orientale di Famagosta) sono stati in proposito
più che mai utili non tanto per smorzare i toni quanto per
dare al dibattito un ulteriore contributo di idee, necessario
se si vuole che la cosiddetta questione cipriota - che vede su
fronti opposti Nicosia e Lefkosa, Ankara e Bruxelles - possa
avere uno sbocco definitivo. Una questione per altro che
rischia di incancrenirsi, probabilmente perché non c'è la
ferma volontà di sciogliere i nodi che la legano.
Il ministro Avci ha accusato il leader della Repubblica di
Cipro, Tassos Papadopoulos, di avere voluto sabotare nel
2004 il referendum sul Piano Annan e di avere ancora oggi
un comportamento per nulla conciliante. "I greco-ciprioti
premono per mantenere inalterata la situazione", ha
dichiarato ad un certo punto l'esponente della Trnc,
aggiungendo che Nicosia - forte della sua posizione di
Stato membro dell'UE - esercita pressioni non solo
contro Cipro Nord ma anche contro l'adesione della Turchia
all'Unione Europea, quando invece le due questioni dovrebbero
rimanere separate. Quanto bastava perché, nei loro rispettivi
interventi, sia Evidriades che il collega Vincenzo Greco
respingessero le accuse con altre accuse. Insomma il gioco del
ping-pong, quello stesso che per lunghissimi anni è stato il
leit-motiv tra protestanti e cattolici nell'Ulster e che
tuttora purtroppo fa parte del non-dialogo tra israeliani e
palestinesi. Ciò nondimeno a noi è parso che l'avere
organizzato questo forum - ed il maggior merito a nostro
avviso va attribuito a quella instancabile persona che è Omer
Engin As il quale ha fatto di tutto per la buona riuscita
dello stesso - è di per sé un fatto positivo. L'avere voluto
sensibilizzare infatti l'opinione pubblica circa le
difficoltà in cui si dibatte questa giovane Repubblica, nata
non per spirito di rivalsa ma a difesa della propria gente e
dei propri diritti, manifesta che ci sono persone che ancora
credono nel dialogo. Siamo certi che se ci saranno altre
occasioni come questa, qualcosa di buono potrà uscire fuori
per un incontro di pace nell'isola. (Turchia
Oggi)
______________________________
Pubblichiamo qui di
seguito il testo dell'intervento del ministro Avci.
Avremmo desiderato, per par conditio, mettere in pagina
anche quelli dei prof.ri Evidriades e Greco ma - nonostante le
sollecitazioni - non ci è pervenuto nulla. Ce ne dispiace.
"Turchia Ogi", comunque, è sempre a loro
disposizione.
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SPEECH
BY H.E. ASSOC. PROF. TURGAY AVCI, DEPUTY PRIME MINISTER
AND MINISTER OF FOREIGN AFFAIRS, AT THE CONFERENCE
ORGANIZED BY GIORNALISTI RIUNITI
Rome,
20 April 2007
Distinguished
Guests, Ladies and Gentlemen,
It is a great pleasure for me to be one of the speakers at
this conference and address such a distinguished audience here
today. I would like to thank the Giornalisti Riuniti for
giving me this opportunity.
I do not want to go into detail about the history of the
Cyprus issue. However, I would like to brief you about some
basic facts relating to the recent political history of Cyprus
which might be helpful in understanding the core of the
longstanding issue and then share with you the latest
developments regarding the Cyprus problem.
When we look at the recent history of Cyprus, the only
partnership republic established following the independence of
Cyprus is the 1960 partnership Republic of Cyprus. The
legitimacy of the 1960 Republic lay in the joint presence and
effective participation of both sides in all organs of the
State. The partnership Republic of Cyprus was destroyed by
the Greek
Cypriot partner’s
onslaught on the
Turkish Cypriot
partner in
December 1963,
when all
Turkish Cypriot
members in all
the state
organs were
forcibly ejected
from their
positions. In
consequence, the 1960 Republic of Cyprus has ceased to exist.
Although
the two peoples have had their own separate administrations
after the destruction of the constitutional order, the Greek
Cypriot regime pretended to be the “government of the
Republic of Cyprus”. It is unfortunate that, the
international community has chosen to treat the de facto Greek
Cypriot administration as if it were the so-called
“legitimate government of Cyprus” at the expense of the
vested rights of the Turkish Cypriot people.
This is the primary reason behind the unconstructive
stance of the Greek Cypriot side vis-à-vis the numerous
negotiation processes of the Cyprus issue aimed at finding a
peaceful comprehensive settlement in the island.
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Distinguished Guests, Ladies and Gentlemen,
From the beginning, the Turkish Cypriot side has
supported peace efforts towards finding a comprehensive
settlement to the Cyprus problem under the auspices of the
United Nations Secretaries-General. It was in this spirit that
the Turkish Cypriot side has participated in the UN sponsored
negotiations for over four decades. However, the Greek Cypriot
side makes it clear, at every opportunity, that it does not
want a settlement based on the principles of political
equality of the two peoples and bi-zonality. Benefiting and
taking courage from its status of international recognition,
the Greek Cypriot side has obstructed comprehensive settlement
efforts and rejected all attempts to this end until today.
The former Greek Cypriot Foreign Minister Nikos Rolandis is on
record admitting the Greek Cypriot’s position towards
finding a peaceful settlement to the Cyprus problem. Rolandis,
during an interview,
which was published in the 20 August 2006 issue of Greek
Cypriot daily Alithia,
revealed that the Greek Cypriot administration had rejected
the solution opportunities for seven times since 1974. Just to
name a few, 1985-86 Draft Framework Agreements, Set of Ideas
of 1992, the package of confidence building measures of 1994
and last but not least the most comprehensive settlement plan
ever produced in Cyprus, the product of four and a half years
of negotiations, namely the Annan Plan. Most recently, the
Greek Cypriot leader, Papdopoulos has admitted during his
speech on 27 March 2007 that the Greek Cypriot side had
succeeded to reject all plans on the Cyprus problem with the
full support of Greece.
I
am sure you are all aware that, a unique opportunity to solve
the Cyprus problem had been missed three years ago in this
month on 24 April 2004, when the 76 % of the Greek Cypriot
people overwhelmingly voted against the UN Comprehensive
Settlement Plan in the separate simultaneous referenda held in
the island as called for by their leadership. On the other
hand, despite the
significant sacrifices it entailed for them, the Turkish
Cypriot people approved the plan by 65% of the votes.
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SI
ACUISCE LA CRISI SULLE PERFORAZIONI MARINE
Torna
ad esplodere la polemica tra Turchia e Cipro per la
questione dell'esplorazione dei fondali marini, alla
ricerca di idrocarburi. La Compagnia petrolifera turca
(Tpao) ha fatto sapere di avere aperto una gara di
appalto per la prospezione di una superficie di 4.000
chilometri quadrati nell'est del mediterraneo,
esattamente dove la Repubblica greca di Cipro ha
intenzione di svolgere i suoi riliei.
In una dichiarazione alla radio cipriota, il ministro
dell'Energia Antonis Micaelides ha detto: "Se
viene confermato quanto dichiarato dalla Tpao, allora
questa sarebbe una violazione delle norme
internazionali. Se il piano prevede una esplorazione
dei fondali in questa zona, viene violata la nostra
sovranità nazionale". (da Apcom) |
I tentativi di
Kofi Annan
The referenda
have produced two crucial results. First of all, they have
demonstrated that there exist two separate peoples on the
island, who are politically equal, neither of which represents
the other. Consequently, the claim that there is a single
authority representing the whole island can no longer be
justified given the reality that any solution in Cyprus
requires the consent of both sides. And, secondly, the
referenda have clearly demonstrated the Greek Cypriot side’s
reluctance in accepting a power-sharing agreement with Turkish
Cypriots’ as its political equal, and the Turkish Cypriot
side’s strong will for a peaceful settlement. Unfortunately,
the outcome of the referenda has created an unjust result.
Despite the absence of a political settlement in the island
and the Greek Cypriot side’s responsibility for it, Southern
Cyprus was unjustly admitted to the European Union on 1 May
2004 and the Turkish Cypriot side which accepted the
settlement plan not only remained outside the EU, but
continues to be subjected to international isolation.
Admitting the Greek Cypriot administration to the EU before
reaching a comprehensive settlement in the island was a great
mistake. The former UN Secretary-General, Mr. Kofi Annan,
openly stated on 15 June 2006 that the Greek Cypriot
administration’s EU membership has complicated the
settlement of the Cyprus problem.
Accession of the Greek Cypriots to the EU has resulted in an
entirely new situation in the island. First of all, the Greek
Cypriot side is now more reluctant towards finding a peaceful
settlement in the island. It is clear that the privileges of
the EU membership have provided the Greek Cypriot side with
the opportunity to consolidate its campaign of isolating the
Turkish Cypriots from the rest of the world in their economic,
social and political life.
The former UN Secretary-General in his report to the Security
Council dated 28 May 2004 (S/2004/437), pointed at this
injustice and stated that the isolation of the Turkish
Cypriots should be eased given that they had voted for the
unification of the island. In the same report he also called
upon all States to eliminate the unnecessary restrictions and
barriers that have the effect of isolating the Turkish
Cypriots and impeding their development. It is a great
disappointment for us that the said report which, among other
things, calls attention to the ongoing isolation of the
Turkish Cypriots, has not been taken up by the Security
Council and a resolution has not been produced despite
well-established UN practice in this regard. Absence of such a
resolution hampers our efforts towards lifting the isolation
imposed on the Turkish Cypriot people. It is beyond any doubt
that, endorsement of the said report by the Security Council
will also reflect that the UN remains fully committed to the
comprehensive settlement of the Cyprus problem. In his latest
report of 1 December 2006 (S/2006/931) on the United Nations
Operation in Cyprus, the former UN Secretary-General has once
again referred to the unjust isolation of the Turkish Cypriot
people and called for its removal.
Distinguished Guests, Ladies and Gentlemen,
Our actions display our genuine commitment to a mutually
acceptable agreement based on the principles of bi-zonality,
political equality and power-sharing. However, the Greek
Cypriot negative position vis-à-vis the comprehensive
settlement of the Cyprus problem remains unchanged.
This has become apparent by its unconstructive attitude
towards the implementation of the 8 July Agreement reached
between President Talat and the Greek Cypriot leader
Papadopoulos in July 2006 during the visit on the island of
the UN Secretary General’s former Under-Secretary-General
for Political Affairs Mr. Gambari.
It is unfortunate that, in spite of the positive contributions
of the Turkish Cypriot side, it has not been possible to
establish the technical committees and working groups as
envisaged in the said Agreement until today, due to the
delaying tactics employed by the Greek Cypriot administration.
Despite its so-called commitment to the process from the very
beginning, the Greek Cypriot administration’s approach to
the process is negative and tactical. The said administration
is trying to create a positive image both internally and
externally that it desires a favorable conclusion of the UN
process but its words contradict with its actions. In fact,
the main intention of the Greek Cypriot side is to manipulate
the 8 July process in order to prevent the efforts for the
adoption of the Direct Trade Regulation.
It is obvious that the said administration perceives the UN
process as a tool for delaying the solution of the
comprehensive settlement of the Cyprus problem under the
auspices of the UN Secretary-General. Meanwhile, the Greek
Cypriot side is trying to carry the Cyprus issue to the EU
agenda and gain unilateral concessions from Turkey on Cyprus
as Turkey’s accession talks with the EU proceeds. Although
there should be no linkage between the Cyprus issue and
Turkey’s EU membership, it is unfortunate to observe that
due to the manipulations of the Greek Cypriots, EU has chosen
to put forward preconditions related with the Cyprus problem
to Turkey’s accession process. The Turkish Cypriot side and
Turkey have always supported peace efforts on the island. It
is not the Turkish Cypriot side which is responsible for the
continuation of the Cyprus problem but the Greek Cypriot side
who said no the settlement plan and turned down every effort
aftermath for getting the two sides on the table. It is
extremely unfair to assume that unilateral steps taken by
Turkey towards resolving the Cyprus problem will yield the
desirable result. EU should refrain from taking sides on the
Cyprus problem which is surely detrimental to the efforts for
finding a comprehensive settlement to the Cyprus problem.
La decisione del
26 aprile 2004
The Greek Cypriot leadership hopes that the Turkish Cypriots
will eventually give in and accept Greek Cypriot terms for a
final settlement. The Greek Cypriot side aims to find a
solution to the Cyprus problem in accordance with its policy
of osmosis, which means the assimilation of the Turkish
Cypriots into the Greek Cypriot society. The Greek Cypriot
leader, Papadopoulos, in his statement at the 60th session of
the UN General Assembly on 18 September 2005 in New York
explicitly stated that the Greek Cypriot side would consent to
an agreement in line with its osmosis policy.
I would like to underline that the Turkish Cypriot side will
continue to focus all its efforts for the full implementation
of the 8 July Agreement and commencement of full-fledged
negotiations without further delay.
Distinguished Guests, Ladies and Gentlemen,
I would also like to give brief information regarding the
European Union dimension. While we are aware of the blocking
role of the Greek Cypriot membership in the EU, we
nevertheless expect more balanced approach since we have
proven to whole world that we are for peace and settlement in
the island. However, it is unfortunate that each and every
step of the EU with regard to Cyprus is being taken in line
with the Greek Cypriot demands at the expense of the Turkish
Cypriot interests.
I am sure you will remember that right after the
referenda, the European Council of Ministers in its decision
of 26 April 2004 expressed its determination to end the
isolation of the Turkish Cypriot people and invited the
Commission to bring forward comprehensive proposals. In
response, the European Commission prepared a package that
consists of two regulations: Direct Trade and Financial Aid.
First, the two regulations which were complementary in nature
were de-coupled due to the political pressure exerted by the
Greek Cypriot administration. Approval of only the Financial
Aid Regulation with many significant changes on 27 February
2006 is certainly contradicted the main objective of the 26
April decision.
Unfortunately deadlock still continues on the approval of the
Direct Trade Regulation. The EU Council of Ministers took a
decision on 22 January 2007 reiterating their support for the
adoption of the Direct Trade Regulation and for the resumption
of works in this regard. The Direct Trade Regulation has still
been on the table for almost three years now. Every effort to
initiate the process for its adoption has been blocked by the
Greek Cypriot unacceptable demands.
Adoption of the Direct Trade Regulation should not be allowed
to become a give and take package as desired by the Greek
Cypriot side. The issues which should be discussed within the
context of full-fledged negotiations cannot be linked with the
adoption of this regulation. As the Turkish Cypriot side, we
expect the Direct Trade Regulation be adopted as it is
proposed by the EU Commission in July 2004, without being
subjected to any preconditions, enabling preferential trade
with EU countries through our ports. Any arrangement contrary
to this, will not be accepted by the Turkish Cypriot side and
will further lessen the confidence of the Turkish Cypriot
people towards the EU. On the other hand, adoption of the
Direct Trade Regulation in its original version will be a step
forward for the lifting of the isolation upon the Turkish
Cypriot people. It is an undeniable fact which is also shared
both by the EU and the UN circles that narrowing the economic
disparities between the two sides would facilitate a
settlement in the island.
Currently, the Greek Cypriot leadership has intensified its
efforts to inhibit its adoption using it as a campaign tool in
the lead-up to the 2008 Greek Cypriot elections. Although, the
German EU Presidency has made statements declaring its
intention to adopt the Direct Trade Regulation during its term
of presidency, taking into account of the Greek Cypriot
preventive actions and time limit, we believe that expecting
favorable conclusion in this regard will not go beyond an
optimistic approach.
We are also aware that the Greek Cypriot administration is
trying to kill the Direct Trade Regulation by proposing a
package which includes unacceptable issues for the Turkish
Cypriot side. I would like to reiterate our position that
Direct Trade Regulation would accomplish its purpose only when
it is adopted to enable trade through our ports in the North.
Therefore, any package put forward by the Greek Cypriot
administration aimed at deviating Direct Trade Regulation from
its objective of its proposal would surely mean that EU has
not fulfilled its commitment towards the Turkish Cypriot
people.
It is this understanding that we strongly urge the German
Presidency to put an end to the delaying tactics of the Greek
Cypriot side. It is no doubt that further delay in the
adoption of the said regulation would be to the advantage of
the Greek Cypriot administration whose sole objective is to
continue to impose isolation upon the Turkish Cypriot people.
Although circumstances tell otherwise and German Presidency is
approaching to end of its term, we, nevertheless, maintain our
optimism that during German Presidency, EU will abide by its
commitment and adopt Direct Trade Regulation.
Distinguished Guests, Ladies and Gentlemen,
The EU which has been founded on the principles of democracy,
respect for human rights and fundamental freedoms and the rule
of law, should not give credit to the uncompromising policies
of the Greek Cypriot leadership against Turkish Cypriot
side.
Although it has been three years since the commitments have
been made towards ending the isolation of the Turkish Cypriot
side it is unfortunate that, no concrete step, except for some
minor steps, has been taken to this date. Our people are still
subjected to isolation in all fields even in education.
We have six institutions of higher education in the Turkish
Republic of Northern Cyprus which provide higher education to
more than 40 thousand students from over 50 countries. Higher
Education sector is one of the leading sectors which
contribute remarkably to the economy alongside tourism. In
spite of the Greek Cypriot side attempts to block every effort
of our universities, they are active in international arena of
academy and hold membership to various regional or
international scientific and academic associations, including
the European Universities Association, the Islamic
Universities Association and Mediterranean Universities
Association. However, higher education institutions of North
Cyprus are prevented to take part in European Higher Education
Area.
I diritti umani
The right to education is a fundamental human right as set
forth in the Universal Declaration of Human Rights, the
Charter of the United Nations, the International Human Rights
Covenants and Charter of Fundamental Rights of the European
Union. In addition to this, taking into account our expressed
will for reunification it is unfair to use the continuation of
the Cyprus problem as an excuse to discriminate our people and
institutions.
It is also noteworthy to remind that education in Cyprus has
historically been within the exclusive domain of the two sides
themselves. The authority in the education affair was vested
to the two sides explicitly under the 1960 Agreements.
Therefore, the Greek Cypriot administration has no right and
authority to take decisions on the issues of education
concerning the Turkish Cypriots.
Within the context of our full commitment and our willingness
to pursue and implement the objectives of the Bologna Process
in our systems of higher education we have applied for the
inclusion of North Cyprus in the Bologna Process. Since the
Turkish Cypriot universities fulfill the required criteria of
Europe’s higher educational systems, they should be accepted
into the Bologna Process. We believe that it is our right to
further develop and improve our activities in the field of
higher education and join in the Bologna Process. It is
necessary to underline that if the Bologna Process is
concluded without the inclusion of Turkish Cypriot
universities this will harm one the largest sectors of our
economy. More importantly, to derogate the Turkish Cypriot
people from the right to education will be a complete
violation of the fundamental human rights and freedoms
envisaged by the European Union. Such an unwelcoming position
will surely be another blow to the Turkish Cypriot people,
suffering form decades-old isolation. Consequently it would
lessen the trust of our people towards European Union and
would create a situation where EU’s position as regards to
individual human rights and freedoms call into question.
Therefore, as the Turkish Cypriot side, we expect EU countries
to support and favorably decide on the application of North
Cyprus for Bologna Process.
Distinguished Guests, Ladies and Gentlemen,
The Turkish Cypriot side expects the international community
in general, and the EU in particular, to fulfill their
commitments made before and after the referenda that the
international isolation would cease. It is beyond doubt that
ending of isolation would motivate the Greek Cypriot
administration to start looking upon the Turkish Cypriot side
as an equal partner. Any step that would be taken in the
direction of the lifting the isolation imposed on the Turkish
Cypriot people is also an important effective way to put an
end to the delaying tactics of the Greek Cypriot side for the
comprehensive settlement of the Cyprus problem within the
framework of the UN parameters. I would like to stress that
the Turkish Cypriot side remains committed to the
comprehensive settlement of the Cyprus problem under the
auspices of the good offices mission of the UN
Secretary-General.
Despite all efforts and initiatives of our side to go back to
the negotiating table for reaching an agreement in the island,
to this day, due to lack of will and determination by the
Greek Cypriot side, no progress has been achieved to this end.
I am sure, you will agree with me that continued
non-settlement of the Cyprus issue has certainly created a
situation unfavorable for the Turkish Cypriot people, whereas
the Greek Cypriot side nonetheless continues to enjoy the
benefits of usurped status as the Government of Cyprus and
hence the EU membership. Despite the adverse situation we have
been forced into, we will continue relentlessly our efforts
towards developing our economy and integrating with the rest
of the world with the unwavering support of the Republic of
Turkey. In this respect, we appeal to the Italian authorities
to support our efforts of easing the international isolation
imposed upon us, and accordingly engage in activities in all
spheres with the Turkish Cypriot people particularly in
commercial, cultural and sportive activities. We hope and
trust that the esteemed participants of this conference would
lend a hand to us in communicating our appeal to the Italian
authorities.
Thank you for your kind attention.
|
|
L'INTERVENTO
DEL CAPO DELLO STATO
NAPOLITANO
"DENTRO MA....
A
CONDIZIONI"
LA TURCHIA
IN EUROPA E' "UN GRANDE PAESE" E LE
SUE POSSIBILITA'
DI AMMISSIONE NON DIPENDONO DALLA COLLOCAZIONE GEOGRAFICA
NE' TANTO MENO DA QUESTIONI RELIGIOSE", HA DETTO IL
NOSTRO PRESIDENTE
La
Turchia è ''un grande Paese'' e le sue possibilità di
ammissione nell'Unione europea non dipendono dalla
collocazione geografica né, ''tanto meno'', dal fatto che sia
un Paese a ''grande maggioranza islamica''. Quello che invece
è da verificare è se viene rispettato lo stato di diritto,
la democrazia, la libertà . Il presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano ha colto l'occasione di un incontro con gli
studenti italiani vincitori di un concorso per la
realizzazione di un sito Internet per tornare a parlare di
Europa e in particolare dell'ingresso della Turchia nell'UE.
Napolitano ha spiegato che sul fatto se ''aprire o meno le
porte dell'UE a un grande Paese'' come la Turchia ''noi
europeisti pensiamo che non si possa fare né un discorso
geografico per escludere la Turchia, né religioso''. Il Capo
dello Stato ha spiegato che certamente ''non si può dire che
la Turchia non faccia parte dell'Europa. Tanto meno - ha
continuato - dire che non c'entra nulla con l'Unione Europea
perché la sua popolazione è a grande maggioranza islamica''.
Anzi, in relazione a questo ultimo punto, Napolitano è
convinto che ''l'arrivo dei turchi nell'Unione darebbe una
nuova opportunità di dialogo tra culture e religioni''. Per
il presidente della Repubblica ''non è cosa da poco che la
Turchia entri a far parte dell'Unione europea perché per
chiunque ha voluto far parte dell'UE ci sono - ha detto
Napolitano - condizioni da rispettare e che riguardano lo
stato di diritto, la democrazia, la libertà''. La Turchia,
non ha dubbi Napolitano, ''è quindi attesa ad una prova non
facile''. Ma non è solo la Turchia che deve impegnarsi, ha
specificato ancora Napolitano. Se Ankara entrerà, ed altri la
seguiranno, ha notato il presidente, ''si porrà il problema
di come governare l'Unione Europea, che non sarà più a 27,
non sarà a 30. Se quindi non si riformeranno le istituzioni
per poter decidere in un'Unione Europea ancora più larga e
complessa si rischierà - ha sottolineato Napolitano - di
andare verso uno svuotamento, un annacquamento
dell'integrazione''. Quello di cui ''c'è invece bisogno è di
una Unione Europea integrata, forte e capace di svolgere il
suo ruolo sulla scena mondiale'', ha conclude il Capo dello
Stato. (Asca)
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ANKARA
ATTESA
AD UNA PROVA
NON
FACILE
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IL
CANCELLIERE
TEDESCO
SULLA TURCHIA
AMMORBIDIMENTO
DELLAMERKEL
Il Cancelliere tedesco
Angela Merkel, che è presidente di turno della UE, ha
sottolineato la necessità di tenere la Turchia strettamente
collegata all'Unione Europea. Parlando a Berlino, la Merkel ha
ribadito la sua posizione favorevole non ad una adesione piena
della Turchia all'UE ma piuttosto ad una partnership
privilegiata con Ankara. tuttavia, ha aggiunto, la Germania
deve attenersi agli accordi conclusi da Bruxelles sull'avvio
con la Turchia di negoziati in vista di una sua adesione
all'Unione.
Il Cancelliere ha detto che del tema Turchia parlerà nei
prossimi giorni con il neo-eletto presidente francese Nicolas
Sarkozy che - a differenza del predecessore Jacques Chirac -
è contrario ad una piena adesione di Ankara. (Ansa) |
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Il
Primo Ministro
turco
Tayyip Erdogan
L'UNIONE
ONORIGLI IMPEGNI
Il
Primo Ministro turco, Tayyip Erdogan, ha esortato l'Unione Europea a onorare gli impegni presi per la candidatura di
Ankara, su cui si sta negoziando dal 2005. Un'esortazione
contenuta in una nota ufficiale del premier alla vigilia dell'<Europe
Day 2007>, il cui senso tiene conto della vittoria alle
presidenziali francesi di Nicolas Sarkozy. "Ci aspettiamo
che l'Unione Europea e i suoi Stati membri si astengano dal
fare dichiarazioni o dall'assumere atteggiamenti che possano
inficiare il nostro iter di accesso", si legge nella
nota. "Non è un cammino facile. Si tratta niente meno
che della trasformazione di un Paese in tutte le sue
dimensioni, in sintonia con le istanze della nostra nazione
per un cambiamento", conclude la nota. Analogo il tono
del comunicato del ministero degli Esteri turco: "Ci
aspettiamo che l'Unione Europea confermi gli impegni
assunti". (Agi) |
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 |
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''Ahimè! E' Sarko'' .
Così il principale quotidiano turco, l'<Aksam>, ha accolto
l'esito delle elezioni presidenziali francesi. La Turchia
infatti non gradisce il risultato delle consultazioni
elettorali e teme che Sarkozy possa rappresentare un freno
alle ambizioni di entrare a far parte dell'Unione Europea.
Anche il <Milliyet> è dell'idea che ''Sarkozy è un
nuovo ostacolo sulla via che conduce all'UE''. L'elezione di
Sarkozy, secondo il quotidiano, ''peggiorerà le relazioni
franco-turche, peraltro già fredde''. Secondo Semih Idiz,
analista politico della testata, Sarkozy è ''una rozza
rappresentazione delle paure dei francesi'', tra cui quella
dell'integrazione dei musulmani e degli immigrati. ''La vera
paura di Sarkozy e del suo popolo - sostiene Idiz - è la
crescita delle Turchia, che può arrivare ad essere un Paese
più competitivo e con una importanza strategica maggiore di
quella della Francia''. Preoccupato anche il <Vatan>,
per il quale l'elezione di Sarkozy rappresenta ''un momento
critico'' nelle relazioni tra Francia e Turchia e nel processo
d'integrazione europea del Paese musulmano. Se Sarkozy ''farà
quanto ha detto che vuole fare, i rapporti tra Turchia e
Unione Europea si faranno tesi. E una simile situazione avrà
ripercussioni sulle relazioni fra Turchia e Francia''. Il <Vatan>
si riferisce al disegno di legge approvato dall'Assemblea Nazionale
francese, che punisce chi nega il genocidio armeno. Sarkozy si
è impegnato a convertirlo in legge fra le proteste della
Turchia. (Asca-Afp)
|
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LA
STESSAFIDUCIA
CHIESE
IN TURCHIA
Il PREMIER ERDOGAN HA INVITATO
I CONCITTADINI
A NON LASCIARSI ANDARE A GESTI INCONTROLLABILI
CONTRO I RELIGIOSI DI ALTRE FEDI. UNA DERIVA PERICOLOSA
Il
premier turco, Recep Tayyip Erdogan, ha invitato i turchi
"a nutrire verso le Chiese cristiane e le sinagoghe la
stessa fiducia che in Europa c'é verso le moschee".
"Noi abbiamo circa 6.000 moschee in Europa e nessuno
dovrebbe sentirsi a disagio per le chiese e le sinagoghe
esistenti in Turchia", ha detto il premier turco con
riferimento al brutale eccidio di tre cristiani nella città orientale turca di Malatya. "Noi
siamo contrari al nazionalismo fideistico ed al nazionalismo
religioso - ha aggiunto Erdogan - Come Governo dobbiamo
essere equidistanti da ogni credenza. Ed è nostro dovere
garantirle tutte". "Ci sono 36 gruppi etnici in
Turchia - ha concluso Erdogan - Esse sono sub-identità, perché
l'identità primaria è essere cittadini della Repubblica
turca". Il premier due anni fa aveva sostenuto che
"l'identità primaria dei turchi è quella
musulmana", in polemica con il leader dell' opposizione
socialdemocratica, Deniz Baykal, il quale aveva sostenuto
invece che essa derivava dal criterio di cittadinanza. (Denaro.it) |
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UN
AMBASCIATORE
UN PO' TURCO
 |
CARLO
MARSILI, NUMERO 1 DELLA DIPLOMAZIA ITALIANA AD ANKARA
IN UNA CONFESSIONE A < TODAY'S
ZAMAN>. L'AMORE PER L'ANATOLIA
|
He
says he is not neutral when it comes to Turkey, which he
means in the most positive way possible. Ambassador
Marsili says that he has devoted himself to the
developments of these relations. Since the past and
present Italian governments supported Turkey’s EU
membership and other fields, Ambassador Marsili says he
can openly and frankly talk about these issues -- one of
the reasons he does not speak about himself. “I insist
on those kinds of issues rather than my personal life,
which is not that interesting, I think,” he says and
laughs. He still answers the “personal questions”
with the same openness and frankness.
“Sometimes I realize that when I am talking about
Turkey with people, even with my colleagues, I say, ‘we’,”
admits Ambassador Marsili. This “we” refers to
Turkey. We laugh quite a bit during the interview
because of the ambassador’s jokes about himself,
though he says he does not like to talk about himself
much.
“I feel at home in this country,” he says.
Ambassador Marsili feels that he is a part of this
country, not only because he is married to a Turk and
serving his second time as a diplomat in Turkey, but
also because he strongly believes in the Mediterranean
side of the EU, which to him means Turkey.
 |
“Of
course I am Italian ambassador and I am here for
Italy’s interests in this country. But I feel that
Turkey is also my country in some ways. I realize it is
a strange position for an ambassador: I am not neutral
with Turkey. Not being neutral does not mean that I
don’t perceive the problems and shortcomings in
Turkey’s economy, society and politics. But anyhow, I
have served in many countries in the world, and this is
the first time I feel [myself] to be part of this
country, which is nice,” he says.
Ambassador Marsili thinks the position of the Italian
government helps him feel and act in this way because it
strongly supports EU membership and is eager to develop
relations with Turkey in every field. “If the Italian
government were not so supportive of Turkey, I would ask
the Italian government to put me somewhere else. I could
not stay in Turkey with a different policy -- this is
for sure. I am lucky because the Italian government
supports Turkey,” Ambassador Marsili says.
Ambassador and Ms. Marsili met in Ankara at the embassy
when he was a diplomat in Ankara, serving from 1979 to
1981. They have been together since then, and they do
not have any children. On the interview day, Ms. Marsili
was in Rome.
“I knew that when you marry a Turkish girl, you marry
the country,” he pointed out. But he says that as they
were traveling and serving in different countries, until
he was appointed to Turkey as an ambassador he had not
experienced anything like being an “enişte.” He
says the word “enişte” in Turkish, which is
used to denote the husband of any female relative such
as sisters and aunts. “My experience as an enişte
is very positive,” he says.
Being married to a Turk also helps him realize his
principle in diplomacy: “To get in touch with as many
people as possible.” He says: “I like diplomacy very
much because it gives you the possibility of doing a lot
of things and seeing the realization of most of them and
getting in touch with a lot of people. I always try to
be in touch with as many people as possible, not only
with diplomats. Diplomats are very often in touch with
the elites of society, which is important, of course.
But it is important to be in touch with ordinary people,
too. You can only perceive the country if you are in
touch with normal people. This is what I always try to
do. It was not easy all the time, but because of my
Turkish family around me, I am able to do that.”
Giving
perfect speeches in Turkish
“It
is a difficult relationship,” Ambassador Marsili says
when questioned about his relationship with Turkish. He
smiles again and explains the reason why: “My wife
graduated from Ankara University’s Italian philology [department].
We talked in Italian from the beginning. When I came
here as an ambassador, I realized that learning Turkish
is not only an opportunity, but also a necessity.
Sometimes my wife asks people around us to speak with me
in Turkish. I participated in … dinners with everybody
talking in Turkish and I tried to follow what is going
on,” he says, and we laugh.
Ambassador Marsili says that since he was appointed to
Turkey, there have been lots of things to do, such as
many reciprocal high-level visits, so he has not had
enough time to learn Turkish, but he intends to do so.
Nowadays, he has a private teacher and his wife is also
helping him start to learn Turkish in a serious manner.
“This will be the last big effort of my life,” he
says. His previous linguistic endeavor was learning
German while serving there.
But he proudly adds that he has given speeches in
Turkish before, and tells me about a good experience he
had with this: “One-and-a-half years ago, I went to
Kayseri for the inauguration of an urban railway system,
which was Italian. Prime Minister Recep Tayyip Erdoğan,
Foreign Minister Abdullah Gül and some other Cabinet
members were there. I was supposed to make a speech. I
did it in Turkish. I read it. I pronounced it in a very
correct way because I read it at least 15 times with my
wife. I made a very good speech at that time. One of
Erdoğan’s bodyguards told my interpreter, ‘I
did not know that the Italian ambassador was Turkish.’”
But giving speeches in Turkish, according to him, can
cause him to get lost. After the speech, he was
approached by Erdoğan and Gül, who spoke to him in
Turkish. “After a while, I was lost,” he says, but
adds, “I hope in a few months I will overcome this.”
60 percent
dolce vita
I
mention Italian stereotypes: they like
singing,
eating and opera. I ask him to |
what
extent he fits these stereotypes. He
thinks for a while and says: “Sixty percent.
In Italy,
everybody tries to live a sweet life, dolce vita. It is
an Italian aspiration. In Italy, the quality of life is
very high. I like this kind of Italian attitude to life.
Listening to opera? It is true. I like it.
Eating?
Yes, although I am not extraordinarily devoted to it. In
fact, I try to keep myself a little bit fit,” he says.
He says he used to cook when they were in Italy and he
likes cooking. “I am not a good cook, but a reasonable
one. But here it is absolutely impossible for me to cook
because the kitchen is too big. I am lost. I don’t
know where the things are,” he says.
“Singing? I am awful. I remember in primary school
every week there was a lesson in singing. The teacher
was blind. We were around him. He was playing piano and
asking everybody to sing together. But he went around,
touched me and eliminated me from the chorus,” he says
and laughs.
Being an Italian and not able to sing very well can also
create problems in diplomatic life. “It was little bit
problematic when I was an ambassador to Indonesia. They
have this habit -- which is nice -- where at the dinner
table, at a certain moment, somebody says, ‘Now we
sing,’ and they ask somebody in the room to sing.
Since I was the Italian ambassador, I was spotted
immediately. I tried to avoid it. If it was forced, I
would request my wife to sing.”
But Ambassador Marsili points out that there are certain
shortcomings that he doesn’t like about Italians.
“They normally are not on time. You fix an appointment,
let’s say 10 o’clock, and very few people show up.
But I am extremely precise, like an Anatolian, not like
someone in Istanbul,” he says and laughs.
He thinks that there are many similarities between Turks
and Italians, though not in every way. “It is simple
for us to get in touch with Turks much more easily than
some other people inside Europe. For some reasons --
whether geographic, historical and so on -- they were
more distant from us,” he points out.
But there is one staple of Italian culture that he
misses in Turkey: Italian bars. They are on every
corner, serving coffee, other beverages and food, mostly
sandwiches, and customers eat and drink while standing.
“When I need coffee or something to drink in Turkey, I
have to sit down and wait to be served. This was the
first clash of civilization with my wife. In Italy, she
wanted to sit down for a coffee. Why do we have to? It
is nice to stand. She has changed her mind. I am sure
that these kinds of coffee shops would be extremely
successful. I suggested it to some people around me.
Everybody says, ‘Yes, yes; good idea,’ but they say
this is against the Turkish mentality. Turks prefer to
sit down and talk with friends while having coffee. I
don’t know -- I think this kind of thing could be
successful in Turkey.”
Ambassador Marsili points out a difference between
Italians and Turks in perception: Turks see most things
in black and white while Italians see many shades of
grey. “In Italy, we have a tendency of being not
always, not in every field, but in general, a bit
superficial sometimes. I think Turks are more serious in
the sense that there are few things that are grey to
them. … Of course there are exceptions. It is perhaps
too much, and it is better to keep certain number of
things grey. On the contrary, we tend to have a lot of
grey, with few things black or white. This sometimes
helps, but it is sometimes too much. It can be advantage,
but at certain point becomes a negative,” he says.
A job he is
devoted to
He
says that he tries to create conditions for real,
special and strategic relations between Italy and Turkey
in every field: political, economic and cultural. “I
am absolutely convinced that the construction of Europe
has forgotten the Mediterranean side, which is
strategically important, and the Mediterranean side is
Turkey,” he says, but admits that there has been a
decrease in the enthusiasm in Europe and in Turkey for
Turkish EU membership.
He says when there is a political engagement and it is
not possible to change it -- despite some speeches by
some EU leaders expressing opposition to full Turkish
membership -- when Turkey completes its reform process
it must be a full member, nothing less. “I repeat,
full membership, because we are absolutely against
partial membership. Turkey deserves to be a full member,”
Ambassador Marsili says.
He points out that Italy has invested much in emerging
markets such as China, which is good, but according to
him, some entrepreneurs realize that their China could
be Turkey for the simple reason that it is much closer.
“Turkey can really become in some way the center of
Italian investment,” he says and explains that for
this reason he has reinforced the commercial section of
the embassy since coming to office and he is very happy
about the job they are doing.
“I am very proud of the results. When I arrived in
Turkey, we had bilateral trade of less than $10 billion.
Now, we have more than $50 billion. At the moment,
around 500 Italian enterprises are based in Turkey, from
big to small ones, and not only in traditional places
but also in different parts of Anatolia,” he says.
He adds that in every political visit, he organizes
meetings between Turkish and Italian businessmen and
that opportunities are always there. There have been
high-level visits between the two countries recently and
new ones are on the way such as visits by Italy’s
energy, education, defense and foreign ministers.
Ambassador Marsili says that even when he was away from
Turkey he followed the country’s developments. In
1999, when Abdullah Öcalan, leader of the Kurdistan
Workers’ Party (PKK) terrorist organization, went to
Italy and relations between two countries got very sour,
he was in Japan as an ambassador, but he learned of
Turkey’s reactions through his wife. He was not in a
position to advise anything to his government about the
relations at that time, but he always wanted to be
posted here as an ambassador. “I was lucky enough.
When I came back from Indonesia, I was nominated as the
director general of personnel of the Foreign Ministry,
which is the ideal place for constructing your future
post, so I did this.” He hopes to stay here as
ambassador because he believes that two countries have
all the opportunities of becoming real European partners.
“This is the job I am devoted to,” he said. (Ayse
Karabat/Zaman) |
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Politica difensiva
e
Forze
Armate
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LA TASK FORZA
TURCA UNA
ATTENTA ANALISI DI <PAGINE DI DIFESA> SUI MILITARI
TURCHI. UNA CAPACITA' OPERATIVA DI TUTTO RISPETTO. I
FUTURI SCENARI
In
seguito alla débacle del sistema bipolare – il
cui incipit storico è riconosciuto
nell’abbattimento del muro di Berlino nel
novembre del ’89 - anche la Turchia ha dovuto
fronteggiare le sfide del nuovo ordine mondiale
dominato dall’incertezza, dal fattore
dell’imprevedibilità e dal concetto di
asimmetria in campo politico, militare ed
economico. Le crisi emerse nei Balcani, nelle
regioni caucasiche e nel Medioriente in poco meno
di 20 anni aiutano - forse solo in parte - a
comprendere la situazione internazionale attuale
lasciandoci incapaci di anticipare possibili
scenari futuri.
Solo in seguito agli eventi del 11 settembre la
politica difensiva turca presenta in agenda linee
guida che contraddistinguono – almeno negli
intenti teorici - la risposta (non sempre corale)
dei Paesi occidentali al crollo delle Twin Towers.
La lotta al terrorismo, la reazione agli
estremismi religiosi, la prevenzione dei conflitti
regionali - fonti di tanto pericolose quanto
incontenibili escalation militari - come pure
analisi dettagliate sulla minaccia di missili a
lunga gittata (magari a testata nucleare) e studi
sugli effetti di armi ad alto potenziale
distruttivo, sono diventati il core della politica
difensiva del Paese che ricalca i confini della
penisola anatomica.
Per la posizione strategica, che la vede collocata
tra Asia ed Europa (geograficamente solo il 3% del
suo territorio e l’11% della sua popolazione
appartengono all’Europa), la Turchia deve
prestare particolare attenzione agli Stati che la
circondano. Tranne i limes a nord-ovest che la
mettono a contatto diretto con la Grecia e la
Bulgaria (da cui difficilmente potrebbero giungere
delle minacce) sono di tutt’altra valenza le
vicinanze agli altri confini. A nord-est la
Georgia, ad est l’Armenia, l’Azerbaijan e
l’Iran, a sud-est l’Iraq e a sud la Siria.
Rebus sic stantibus, la Turchia è consapevole che
errate valutazioni nella sua politica estera, come
in quella di sicurezza le potrebbero essere
letali.
La Costituzione della Repubblica turca (fondata
nel 1923 grazie al leggendario contributo di
Mustafà Kemal Ataturk il Padre della Patria)
prevede che nell’organizzazione della struttura
difensiva del Paese, il capo di stato maggiore
della Difesa sia nominato dal presidente in carica
e che sia responsabile davanti al primo ministro.
Al contempo il Consiglio dei ministri è
responsabile verso il massimo organo assembleare
turco denominato Grande assemblea nazionale turca
(la quale detiene il potere di dichiarare lo stato
di guerra e di inviare task force militari
all’estero) per temi afferenti la sicurezza
nazionale e la preparazione delle forze armate per
la salvaguardia dello Stato.
Componenti
tecnico
logistiche
Il Capo di Smd turco è responsabile del buon
andamento dello strumento militare come dell’operational
readiness delle Forze Armate. Alle sue dipendenze
si trovano collocati i Capi di Sm delle tre Forze
Armate (esercito, marina e aeronautica).
Curiosamente (costituisce un unicum tra gli altri
Paesi) il ministro della Difesa è posto allo
stesso livello del Capo di Smd e con
quest’ultimo deve lavorare in "close
coordination and cooperation to fulfill their
respective responsibilities". Una situazione del
tutto particolare interessa le Gendarmerie forces
e la Coast Guard. Tali forze sono poste alle
dirette dipendenze del ministro dell’Interno in
tempo di pace per cambiare cappello in tempo di
guerra. Le stesse forze transitano alle dirette
dipendenze dell’esercito, la prima, alle
dipendenze della marina la seconda.
Con un territorio esteso quasi quanto tre volte
quello italiano, la Turchia dispone di una forza
di terra consistente. Si possono contare dieci
corpi d’Armata, sei divisioni ben 40 brigate
(meccanizzate e blindate), cinque comandi brigata
e cinque brigate addestrative per le reclute e il
mantenimento della capacità operativa degli
effettivi. Le componenti tecniche e logistiche
(come le sezioni legate alle comunicazioni, al
genio e ai trasporti) sono inquadrate
all’interno dei reparti e hanno funzioni nel
complesso marginali. Anche un osservatore non
competente si rende conto che l’arma base
(ovvero la fanteria) detiene il ruolo principale.
Al contempo, avendo per confini il Mar Nero tra la
Bulgaria e la Georgia, il Mare Egeo e il Mar
Mediterraneo tra la Grecia e la Siria, la Turchia
non sottovaluta la propria componente navale. La
marina è infatti dotata di una flotta che ha in
organico 13 sottomarini, 20 fregate, 21 navi da
pattugliamento veloce, 21 dragamine, 52 mezzi da
sbarco e 23 elicotteri da ricognizione. Con una
componente così articolata e di discrete
dimensioni – per mezzi e personale - la marina
turca è in grado di partecipare a operazioni
congiunte a carattere internazionali come a
esercitazioni in tutto il Mediterraneo. Da notare
come i sottomarini della flotta possano
allontanarsi dalla Turchia di 15mila miglia
nautiche e ritornare senza necessità di
rifornimento (lasciando intuire un ottimo livello
tecnologico).
La forza aerea è composta da 19 squadroni da
combattimento, da due squadroni da riconoscimento,
da cinque squadroni addestrativi, da sei
impiegabili nel trasporto e da altre piccole
componenti per esigenze minoritarie.
Contrariamente a quanto si sarebbe portati a
supporre, dopo
a US Air Force, l’aeronautica turca |
presenta
il più alto numero di F-16 nel mondo – con
tutta probabilità retaggi
strategici anti-sovietici risalenti alla Guerra
Fredda - che permetto al Paese della Mezzaluna di
partecipare a tutte le esercitazioni oltremare. La
flotta aerea ha completa capacità di rifornimento
in volo e può permettersi di raggiungere
esercitazioni in atto nel cuore dell’Europa e
ritornare alle proprie basi in Turchia nello
stesso giorno. In aggiunta, il volare direttamente
verso gli Usa attraverso l’oceano atlantico e il
ritornare in modo del tutto autonomo non è cosa
impossibile per la componente aerea turca.
Per quanto attiene alle capacità operative,
l’esercito turco è in grado di schierare
rapidamente task force di piccola consistenza (40
persone) come della consistenza di 50mila uomini
in poco tempo (stando alle fonti ufficiali) per
condurre operazioni joint anche fuori del
territorio nazionale. La componente terrestre è
in grado di assicurare una lift capability
(capacità di trasporto tramite elicotteri) di
cinque o sei battaglioni in ogni momento del
giorno. Le forze armate turche, inoltre, hanno la
capacità operativa di portare a termine Disaster
Relief Operations. Il recente intervento seguito
al terremoto occorso nella regione del Marmara
(nella Turchia occidentale) ne è una
dimostrazione.
La partecipazione a operazioni di peace-keeping
sono ormai atteggiamento consolidato per la
Turchia che è membro della Nato dal 1952. Il
Parlamento turco nel settembre del 2006, su imput
del governo, ha inoltre votato a favore della
partecipazione alla missione Onu Unifil 2 in
Libano.
Politica
filo-atlantica
Ankara ha sempre optato per una politica
apertamente anti-sovietica e filoatlantista nel
corso del tempo. Tra i membri della Nato è
caratterizzata da Forze Armate convenzionali
seconde solo a quelle degli Usa, a detta di molti
commentatori (sembra però difficile da credere).
In campo militare ha stipulato recentemente
accordi militari con Uzbekistan, Kirghizistan e
Kazakhstan. Sembra dunque che Ankara guardi con
profonda simpatia a occidente, ma non possa
sottrarsi dal considerare pure gli altri fronti.
Ci si deve aspettare che l’impegno militare
turco (considerato già di discreto livello sia
quantitativo che qualitativo) venga incrementato
nella partecipazione a sostegno delle missioni di
pace nel mondo. Uno degli obiettivi di Ankara –
a cui la comunità internazionale presta massima
attenzione per la richiesta effettuata quale
prossimo candidato membro dell’Ue - è quello di
contribuire alla pace mondiale e regionale per
assicurare la stabilità internazionale. Il
desiderio di dare vita a una Peace and Security
Zone tra i Paesi limitrofi, come l’esportare
pace e sicurezza all’estero, anche mediante la
cooperazione e le buone relazioni con i vicini,
sono tra i target politico-strategici della
Turchia.
Si deve tenere presente che, le Forze Armate
turche, oltre alla componente operativa che ne
costituisce l’humus, a partire dalla fondazione
della Repubblica hanno anche una valenza
strettamente politica. Nel Paese della Mezzaluna,
infatti, in modo particolare l’esercito è
considerato quale custode ultimo della saldezza
dello Stato sulla scia di principi di ispirazione
Kemaliana.
L'esercito ha sempre avuto un ruolo centrale nella
storia moderna della Turchia. Paragonato a custode
ultimo dei principi di laicità ed occidentalità,
l’esercito, al fine di assicurare la vitalità
dei principi suddetti ha volutamente interrotto la
dinamica parlamentare con tre colpi di stato (nel
1960, 1971 e 1980) a cui sono seguiti brevi
periodi con governi a direzione militari dedicati
a ristabilire i principi del Kemalismo, spesso
utilizzato quale facciata per altre motivazioni.
Negli ultimi anni l'esercito Turco ha evitato il
ricorso ai colpi di stato. Il suo ruolo di custode
della Repubblica è però riemerso nel cosiddetto
“colpo di stato post moderno” o “golpe
bianco” con cui il primo governo di ispirazione
islamica della storia della Turchia moderna,
capeggiato da Necmettin Erbakan, nel 1997 venne
esautorato e venne sciolto il partito islamico che
lo sosteneva. Si comprende dunque come i vertici
delle forze armate controllino le dinamiche
politiche attraverso il Consiglio di Sicurezza
Nazionale (Mgk) le cui ‘raccomandazioni’ sono
vincolanti per delle istituzioni politiche.
La
forza aerea
Le peculiarità delle Forze Armate turche
delineano un quadro d’insieme che ha molte
sfaccettature. Alla discreta componente operativa
si aggiungono percezioni politiche che sfuggono
dalla logica della razionalità e hanno quasi una
valenza etica. Con queste premesse non è facile
cercare di riassumere in poche parole il concetto
di difesa turca. Ci viene in aiuto una citazione
attribuita al padre fondatore dello stato turco
Mustafà Kemal Ataturk in cui si sottolinea come
la Turchia debba provvedere “alla pace
all’interno dei suoi confini come
all’esterno”. La chiave di lettura per
un’efficace politica difensiva turca si ritrova
dunque nella capacità di “mirare alla pace nei
propri confini per poterla poi esportare in altre
regioni del mondo”. In tutto ciò le forze
armate turche hanno una responsabilità
fondamentale. (Pagine di
Difesa) |
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LA
TURCHIA
ALZA IL LIVELLO
DI DIFESA: NUOVI
SISTEMI
MISSILISTICI
IN DOTAZIONE
ALLE FORZE ARMATE
Turkey's
Undersecretariat of the Defense Industry (SSM) has
issued a number of requests for information (RfIs)
recently for the acquisition of various types of air
defense systems for the three main branches of the armed
forces, the Turkish Air Force Command, Land Forces
Command and Naval Forces Command.
An RfI issued on April 18 covers the procurement of 45 (with
an option for a further 45) low-altitude air defense
missile systems (T-Laladmis) for the Land Forces and 12
low-altitude air defense missile systems for the Naval
Forces. The SSM issued an RfI on March 21 for the
acquisition of three medium-altitude air defense missile
systems (T-Maladmos) for the Land Forces and companies
have until June 1 to respond.
Also in March, the SSM issued an RfI for the acquisition
of four long-range air and missile defense systems (T-Loramids)
to meet the requirements of the Air Force Command. On
April 17 it released the names of the 13 companies that
have declared their intention to respond. These include:
Boeing of the US; Lockheed Martin and Raytheon of the
US, which have reportedly teamed up to meet Turkish
requirements for Patriot PAC-3s; China's Cpmiec; Israel
Aerospace Industries (Iai); and local companies
including Aselsan, Fnss and Roketsan.
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Boeing and IAI
reportedly offered Arrow missile systems that Turkish
defense industry sources said do not meet the Turkish
requirement of shorter range missiles. Arrow missiles, a
joint production of the US and Israel, are also costly.
Turkey has been seeking to acquire four long-range air
and missile defense systems, at a cost of around $1.2
billion, that could deter both conventional as well as
ballistic missile threats; the system also should
operate effectively in low, medium, high altitudes and
at long ranges.
Turkey seeks, for example, a maximum effective altitude
for detection and engagement of at least 10 kilometers.
Arrow 2 missiles have a detection range of 500 km. The
Arrow, an anti-ballistic missile system developed
jointly with Boeing, was unveiled for the first time at
the Palmachim air base in Israel in 2002.
The missile, untested in combat, would have been
Israel’s last line of defense if Iraq responded to a
US attack by launching Scud missiles against the Jewish
state, said an information note released by IAI at the
time. Meanwhile, Lockheed Martin and Raytheon have
declared that they will respond to the RfI via the US
government within the scope of price and availability
data studies. In other words, US companies are expected
to offer US Foreign Military Sales (Fms) credit.
Turkey is also looking to procure two
command-and-control aircraft for the air |
force
under an RfP issued by the SSM on April 18. Potential
bidders should obtain the RfPs by April 27 and the
deadline for responses is set at June 15. Separately,
Denel (South Africa), Rafael Armament Development
Authority (Israel), Raytheon (US) and Rosoboronexport (Russian
Federation ) have so far responded to an RfP issued on
January 30 for the procurement of a medium-range
anti-tank weapon system (Meaws) for the army.
Turkey is to buy 800 anti-tank missiles with a range of
up to 4,000 meters, valued at about $80 million,
according to the RfP. It states that Turkey will
directly procure 80 MRAWSs, including weapon units, 10
missiles per weapon (800 missiles), tripods and related
containers and accessories.
Ankara
seeks nuclear-free Middle East
Gen. Ergin Saygun, the deputy chief of general
staff, stated during his speech delivered at the annual
American-Turkish Council (ATC) meeting in Washington in
late March this year that “we [Turkey] want a nuclear
free Middle East.” Ankara is refraining from provoking
Iran by not allowing its bases to be used by the US or
by any third country in the case of a confrontation with
Tehran.
“The same goes with the US’s missile defense
program. We [Turkey] cannot allow US missiles to be
based on our territory since
this will mean Ankara will be contributing to the
creation of a devil on its doorstep,” said a senior
Turkish diplomat.
Ankara has been urging Iran to cooperate with the
international community in its nuclear arms stand-off
while seeking to build its own long-range missile
defense systems to deter any possible anti-ballistic
missile attacks on the country.
Meanwhile, Turkish Defense Minister Vecdi Gonul said on
March 14, during a meeting with his German counterpart,
Franz Josef Jung, that Turkey was not part of a project
aimed at developing a US-proposed anti-ballistic missile
shield within NATO.
“We
ensure our air safety through our own capabilities”
The US has been moving toward the creation of
its own missile defenses and has recently announced
plans to base missile interceptors in Poland and radar
units in the Czech Republic but many Nato allies are
concerned about the US system to shoot down missiles
fired by what Washington calls “rogue states” such
as Iran and North Korea. Ankara also has a plan to build
nuclear energy plants to lessen its almost 80 percent
foreign dependency, mainly to Russia, in meeting its
energy demands. Through nuclear energy facilities,
Ankara will thus bridge its gap in nuclear energy
technology with the countries in the region (Lale
Sariibrahimoglu/Zaman)
| ANKARA
NON VUOLE RIMANERE
INDIETRO RISPETTO AGLI ALTRI
PAESI. UNO SGUARDO AL SISTEMA
AEROSPAZIALE ISRAELIANO ED
AI SUOI METODI DI ATTACCO
|
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|
Yasar
Buyukanit:
UN
CONFLITTO ARMATO
TRA GRECIA E TURCHIA
è
improbabile
Un
conflitto armato fra Grecia e Turchia è alquanto
improbabile. Se ne è detto certo il Capo delle Forze Armate turche, il generale Yasar Buyukanit,
Capo di
Stato Maggiore interarmi, il quale ha comunque ribadito
la necessità che si continui a fare sforzi per
garantire la pace tra i due Paesi. Parlando a margine di
un vertice militare europeo a Salonicco, nella Grecia
settentrionale, il generale turco - come riferisce il
quotidiano Kathimerini - ha detto inoltre che esistono
modi in cui i militari possono contribuire ad allentare
le tensioni tra i due Paesi confinanti, allo scopo di
aiutare i leader politici a risolvere problemi più
ampi.
"No,
noi non vogliamo una crisi - ha detto Buyakanit -. Con
l'ammiraglio Panayiotis Hinofotis (Capo di Stato
Maggiore greco) stiamo continuando nei nostri sforzi in
questa direzione. Occorre comprendere che ostacoli ci
sono, ma stiamo facendo progressi". Il generale
turco è stato in Grecia tre volte negli ultimi tre
anni. "La frequenza dei miei viaggi - ha detto il
generale - è indicativa degli sforzi che si stanno
facendo da entrambe le parti per consolidare la
pace". (Denaro.it) |
COME
COSTRUIRE
UN'EUROPA
PIU' SANA
|
 |
Il Segretario di
Stato per gli Affari Esteri, Fiorenzo Stolfi, nella
sua veste di presidente del Comitato dei Ministri del
Consiglio d’Europa, ha aperto nei giorni scorsi ad
Istanbul, la Conferenza Permanente dei Ministri
europei dell’educazione intitolata " Costruire
un’Europa più umana e più onnicomprensiva: il
contributo delle politiche educative"
L’occasione è stata propizia per Stolfi al
fine di ricordare l’impegno della Presidenza
sammarinese nel campo educativo e, soprattutto, in
quello del dialogo, che ha visto recentemente riunirsi
a San Marino politici, esperti ed esponenti delle
principali fedi religiose per approfondire gli
aspetti del dialogo interculturale proprio alla luce
del fattore religioso. "Vivere insieme in un
contesto interculturale resta una grande sfida"
ha affermato Stolfi, sottolineando l’importanza
determinante delle politiche educative in Europa.
"In effetti numerosi conflitti trovano origine
nell’ignoranza" ha proseguito il Presidente del
Comitato dei Ministri, auspicando che i lavori della
Conferenza di Istanbul possano fornire contributi ed
opinioni anche per il progetto del "Libro Bianco"
sul dialogo interculturale che sta preparando il
Consiglio d’Europa.
|
Il
Segretario di Stato per gli Affari
Esteri di San Marino, Fiorenzo Stolfi,
si è recato ad Istanbul dove si è
incontrato con il Primo Ministro della
Turchia Recep Tayyip Erdogan.
|
Alla Conferenza, alla presenza del Primo Ministro
della Turchia Recep Tayyip Erdogan, e del Segretario
Generale Aggiunto del Consiglio d’Europa, Maud de
Boer Buquicchio, ha preso parte una Delegazione
sammarinese guidata dal Segretario di Stato per la
Pubblica Istruzione e la Cultura, Francesca Michelotti,
Successivamente
Stolfi è stato invitato dal premier turco ad un
cordiale colloquio nel corso del quale oltre a
riscontrare l’ottimo stato delle relazioni
bilaterali sono stati esaminati alcuni aspetti della
comune collaborazione nell’ambito delle Nazioni
Unite.
Il Segretario di
Stato sanmarinese ha chiesto poi ed ottenuto da
Erdogan l’impegno turco alla stipula degli Accordi
fra i due Paesi in campo economico per evitare le
doppie imposizioni fiscali e per la protezione
reciproca degli investimenti, da tempo richiesti da
parte sammarinese.
L’incontro si è
concluso con l’invito rivolto a Erdogan a visitare
la Repubblica di San Marino.
Nel lasciare
Istanbul, il presidente Stolfi ha espresso
soddisfazione per i risultati che sta perseguendo la
presidenza sammarinese, in linea con il programma che
si era prefissato. (SanMarinoNotizie.com)
| Impegno
da parte di Ankara circa la stipula degli
Accordi tra San Marino ed Ankara in campo
economico onde evitare anche le doppie
imposizioni fiscali. |
|
PROGRESSI
(POCHI)
L'INCONTRO SOLANA-LARIJANI
|
Talks
in Ankara with top EU foreign policy official
Javier Solana have brought Iran and the
international community closer to "a united
view" on how to break the deadlock over
Tehran's defiance of a UN Security Council
demand to freeze uranium enrichment, Ali
Larijani, Iran's top nuclear negotiator, said on
Thursday.
Speaking
at a joint press conference with Solana and
Turkish Foreign Minister Abdullah Gül following
a breakfast meeting hosted by Gül, Larijani
said that he and Solana had chipped away at
differences over enrichment -- a potential
pathway to nuclear arms -- in two straight days
of talks that were held at Ankara's Swissotel.
"In some areas we are approaching a united
view," Larijani said. "We are aiming
to reach out for a common paradigm."
For his part and speaking of a "good
meeting," Solana said: "We cannot make
miracles, but we tried to move... the [nuclear]
dossier forward."
"The fact that we are together again is
itself a very important development," he
added, an apparent reference to the fact that
their last meeting in September collapsed over
the enrichment issue.
Neither Larijani nor Solana disclosed details of
their talks. Nevertheless a government official
based in a European capital, who was briefed on
the outcome of the meeting, told The Associated
Press that a new definition of an enrichment
freeze acceptable to both sides was "the
key issue."
There was also mention of a "double time
out" -- a freeze of such activities in
exchange for a commitment not to impose new UN
sanctions -- said the official who demanded
anonymity in exchange for discussing the
confidential information with the AP.
The "double time out" concept is
supported by International Atomic Energy Agency
(Iaea) chief Mohamed El Baradei and was part of
a confidential document shared on Wednesday with
the AP. The one-page document, based on a Swiss
initiative, proposes that "Iran will not
develop any further its enrichment activities"
while the six powers negotiating with Iran
"will not table any additional UN
resolutions and sanctions." Diplomats said
that the document is opposed by the US, Britain
and France but that parts of it could
nonetheless serve as the basis of a later
agreement that could lead to formal negotiations.
Solana was meeting with Larijani on behalf of
the US, Russia, China, Britain, France and
Germany, the countries at the forefront of
international efforts to pressure Iran to make
nuclear concessions. Government officials
outside Turkey had told the AP ahead of the
meeting that the six powers may ultimately be
willing to allow Iran to keep some of its
uranium enrichment program intact.
The Ankara meetings are only preliminary
discussions meant to establish if there is
enough common ground for further talks between
Larijani and Solana that could lead to the
resumption of formal nuclear negotiations
between the six powers and Iran. Solana was
expected to brief US Secretary of State
Condoleezza Rice next week on the sidelines of
an EU-US summit in Washington, as well as the
foreign ministers of the other five major powers.
They, in turn were likely to set ground rules
for the next meeting between the two.
Asked whether Ankara could again be venue of a
possible next meeting between the two, Solana
avoided specifying, yet expressed his joy of
being in "a lovely place" like Ankara
and said he would be pleased to travel to Turkey
on any occasion.
Gül
hears praise for presidential bid at nuke talk
meeting
Cameras were taking shots of Foreign Minister
Abdullah Gül as he gave the floor to Javier
Solana, the European Union's top foreign policy
official, at a joint press conference with Ali
Larijani, Iran's top nuclear negotiator, on
Thursday when he heard strongly worded praise
from Solana instead of remarks about his talks
with Larijani.
Following a breakfast meeting hosted by Gül at
the Foreign Ministry residence, the three were
standing next to each other as Gül made brief
opening remarks in which he expressed hope that
Larijani and Solana's two-day talks in Ankara
would yield a positive result concerning a
deadlock over Tehran's defiance of a UN Security
Council demand to freeze uranium enrichment.
Wishing success to the two men, Gül left the
floor to Solana, anticipating his remarks
concerning the nuclear talks in Ankara.
Nevertheless, Solana's first remarks concerned
his own feelings and opinions regarding Gül's
candidacy for presidency, which was announced
earlier this week.
"Let me congratulate him on his nomination
for the presidency of the Republic of Turkey.
You have been a good friend of mine for many
years, and I am sure we will continue to work
together with the same level of friendship in
the future. I think the people of Turkey will be
very happy because Abdullah Gül will be the
president. ... He will be a president who will
do his utmost to help your country as he has
done previously as minister of foreign affairs.
I have had the privilege of working with him on
many occasions and for many years," Solana
said.
Larijani joined Solana in praising Gül when it
was his turn to speak about the Ankara talks.
Wishing him success in presidential elections,
Larijani said he paid his heartfelt compliments
to Gül.
"Gül's presidency will be a very important
resource for both Turkey and the development and
welfare of the region," Larijani said in
remarks interpreted from Farsi though a
translator. He also noted that Gül played an
important role in resolving a recent crisis
between Britain and Iran when Iran detained 15
British sailors and marines, charging them with
trespassing in Iranian waters. The sailors and
marines were released by Iran earlier this month.
(Zaman)
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SOCIETA'
|
La condizione
dei minori
nel Paese
della Mezzaluna
UN DATO
CHE SGOMENTA
I numeri fanno spavento ma
nella Turchia del terzo millennio e in pieno boom economico il
16% dei bambini lavora anziché andare a scuola. Lo dice il Tuik,
l'Istituto di Statistica Turco. Per la precisione sono 958mila i
minori fra i 6 i 17 anni che rinunciano all'istruzione, spesso
per compiere lavori umili e dannosi per la salute. Il 47% lavora
nelle grandi città, il rimanente nelle aree rurali. Il 66% sono
ragazzi, le ragazze il 34%.
Il 40% lavora nel settore agricolo per lo più a carattere
regionale e nei restanti periodi dell'anno trova altre
occupazioni. Molto spesso vengono allontanati dalla scuola
proprio dai loro genitori che possiedono attività a conduzione
familiare alle quali anche i figli devono contribuire. (Apcom) |
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IL PARLAMENTO
E LE
DONNE
(CON I BAFFI)
RIVENDICAZIONI
L'ASSOCIAZIONE <KADER> - CON UN TESTA
LA SUA PRESIDENTESSA SEYHAN EKSIOGLU - AL CONTRATTACCO PER AVERE
PIU' SEGGI FEMMINILI. LA REALTA'
"Sono
anni che le donne debbono occuparsi di faccende
domestiche, educazione dei figli, cura degli anziani e dei
malati", afferma chiaramente Seyhan Eksioglu,
presidentessa dell’associazione <Kader>. E aggiunge un
dato sconfortante: in Turchia solo il 4.4% dei deputati
sono donne e neanche l’1% ottiene la carica di sindaco.
A confronto in Germania le donne occupano il 32% dei seggi
in Parlamento, contro il 12% della Francia. Neanche la
breve apparizione di Tansu Ciller come primo ministro,
dieci anni fa, o di Leyla Zana, prima donna deputata curda
hanno cambiato minimamente le cose: in Turchia le donne
non sono le benvenute in politica.
Di fronte a queste cifre deludenti, le donne turche hanno
deciso di attivarsi sotto la bandiera di <Kader>. Questa
associazione locale conta attualmente più di 3000 membri
ripartiti nelle 11 province del Paese e milita da 10 anni,
con il sostegno della Lobby europea delle donne, per far
aumentare la presenza femminile negli organi politici. Per
propugnare la loro campagna, le attiviste non esitano a
fare irruzione nei luoghi della politica, indossando baffi
e scandendo lo slogan "Bisogna essere uomini per entrare
in parlamento?". Sperano, dopo aver fatto proprio il
simbolo della virilità turca, di riuscire a coinvolgere
gli organi dirigenti dei partiti politici turchi e di
risvegliare le coscienze delle loro compatriote.
"Vogliamo un terzo di candidati donne"
Secondo Hülya Ugur Tanriover, professoressa
all’Università di |
Galatasaray, che si occupa della
rappresentanza
femminile
nei media turchi, il divario tra i sessi resta ampio.
Anche se nulla vieta giuridicamente la partecipazione
politica delle donne, la realtà è ben diversa.
La visione tradizionale della donna presuppone che «prima
di tutto sia moglie e madre, indipendentemente dal fatto
che lavori nelle grandi città». Le sue stesse necessità
sono messe in secondo piano. "Si pensi all’esiguo
numero di asili nido e di scuole materne o alle differenze
di retribuzione che, ovviamente, vanno a discapito delle
donne", sottolinea Tanriover.
In Turchia, la campagna delle "donne coi baffi" di
Kader sembra aver fatto centro e richiamato l’attenzione
sulla questione della parità all’interno delle
istituzioni turche. I giornali hanno dato molto risalto
alle personalità dell’associazione e i politici, dal
canto loro, non si sono potuti mostrare indifferenti a
questo appello. La maggior parte delle coalizioni ha
infatti deciso di reagire ma i provvedimenti presi non
consentono, per ora, che "la presenza femminile nelle
liste dei candidati raggiunga il 33%" come richiesto
dalla Kader. Prossimo banco di prova: le elezioni
legislative del 4 novembre.
Quote rosa
Lo scrittore Nükmet Kardam sostiene che le quote rosa,
applicate da numerosi paesi europei, rappresentino
l’unico mezzo per la Turchia di "emergere da quel
vergognoso 162° posto attualmente occupato dalla
classifica mondiale della
rappresentanza femminile in politica e diventare una vera
e propria democrazia".
|
Tuttavia tale principio viene denigrato dalle stesse
donne. "Le donne d’affari, per esempio, insolitamente
numerose
in Turchia, non si preoccupano poi tanto della questione
femminista", afferma amareggiata la Tanriover.
E i loro colleghi uomini? «hanno detto "sì" ai
diritti dell’uomo, ai diritti delle donne,
all’istruzione, alla salute, all’economia e perfino
alla parità di trattamento tra uomo e donna nel Codice
Civile e nel Codice Penale. Ma al tempo stesso si augurano
che la politica resti una loro prerogativa» analizza
Seyhan Eksioglu. "È l’ultimo baluardo per
l’affermazione della loro forza e della loro visione
gerarchica".
Tuttavia, non si può sottovalutare l’impatto che avrà
l’ampliamento della rappresentanza femminile negli
organi politici. "Far sì che il 52% della popolazione
turca sia finalmente rappresentato in politica, farebbe
parlare di più delle donne", dice la presidentessa di
Kader.
Temi fondamentali quali la violenza domestica,
l’istruzione femminile, i delitti d’onore verrebbero
finalmente denunciati, accanto a questioni più leggere
quali il numero degli asili nido, la parità salariale, il
cambiamento della visione della donna. Certo un maggior
numero di donne in Parlamento "non cambierebbe la
società",
riconosce la Tanriover, "ma almeno si velocizzerebbero i
processi decisionali» dato il proverbiale pragmatismo del
gentil sesso. «E se si aggiungessero – continua la
Tanriover – una manciata di deputati uomini sensibili ai
problemi femminili sarebbe una festa per il Paese!".
(Mariella Esvant-traduzione di Elena Pietrangeli/Cafebabel.com) |
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2nd
Conference
on
Democracy and
Global Security
Grandi
preparativi ad Istanbul per la seconda Conferenza
sulla Sicurezza, organizzata dalla Polizia nazionale
turca e dall'Istituto turco di Studi di Polizia,
alla quale prenderanno parte rappresentanti di ogni
parte del mondo. I lavori, che si terranno nel mese
di giugno (più precisamente dal 14 al 16) e che
avranno lo scopo principale di esaminare gli ultimi
cambiamenti geopolitici avvenuti durante la
"War on Terror", si proporranno un nuovo
approccio alle operazioni di peacekeeping e
peace-enforcement, tenendo anche in considerazione
gli errori commessi nella lotta al terrorismo dei
nostri giorni. Quello islamico, per eccellenza.
Siamo grati al prof. Giovanni Ercolani, della
<Nottingham Trent University> per averci
fornito questa notizia che altrimenti ci sarebbe
sfuggita.
CONTRO
IL
TERRORISMO
|
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I
LAVORI
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Dear
Participants,
As Conference Organizing Committee, we wish
you a very happy and prosperous new year.
Preliminary Agenda for the 2nd Istanbul
Conference on Democracy and Global Security has just
been released. |
|
Preliminary
Agenda for the 2nd Istanbul Conference on
Democracy and Global Security
Conrad
Istanbul - 14-16 June 2007
13
June 2007 Wednesday
Welcome
at the airport (duration: 2 days)
Registration at the Conrad
Istanbul Hotel(duration: 2 days)
Lunch & Dinner will be served
Free time
14
June 2007 Thursday
07:00
- 08:30 Breakfast
08:30 - 09:30 Transportation to the TIM
Show Center
09:30 - 10:00 Opening Ceremony at TIM
Show Center(Registration desk will be open)
10:00 - 12:00 Plenary Session
12:00 - 12:30 Transportation to the Conrad Hotel
12:30 - 14:00 Lunch
14:00 - 15:30 Session - 1
15:30 - 16:00 Coffee Break
16:00 - 17:30 Session - 2
17:30 - 19:00 Free Time
19:00 - 19:30 Transportation to the Dolmabahce
Palace
19:30 - 20:00 Welcome by Ottoman
Janissary Band(Mehteran Bolugu) and Reception
20:00 - 22:00 Gala Dinner at Dolmabahce Palace with
Turkish Cultural Performances such as Whirling
Dervishes(The Sema)
15
June 2007 Friday
07:30
- 09:00 Breakfast
09:00 - 10:30 Session - 3
10:30 - 11:00 Coffee Break
11:00 - 12:30 Session - 4
12:30 - 14:00 Lunch
14:00 - 15:30 Session - 5
15:30 - 16:00 Coffee Break
16:00 - 17:30 Session - 6
17:30 - 19:30 Free Time
19:30 - 22:00 Dinner at Conrad Hotel
16
June 2007 Saturday
07:30 - 09:00 Breakfast
09:00 - 10:30 Session - 7
10:30 - 11:00 Coffee Break
11:00 - 12:30 Session - 8
12:30 - 14:00 Lunch
14:00 - 15:00 Closing Session and Remarks
15:00 - 20:00 Istanbul Tours ( Bosphorous,
Topkapı
Palace, Hagia
Sofia, Blue
Mosqueetc.)
20:00 - 22:00 Dinner (may be in a boat)
Checking out from the hotel (optional)
17 June Sunday
Checking out from the hotel |
TEMI
ED INTERVENTI
We proudly
announce the designation of the new program
committees for each conference theme. Each
program committee is formed among distinguished professors
who work together with the Turkish National Police for a
long time. They will be assisted by PhD students who study
in various doctoral programs across the United States.
These committees have undertaken very important tasks
which include designing all sessions according to the
papers and presentations of the participants. In addition,
a second important duty of the Committees will be to
compose concluding remarks of the conference sessions. We
thank all of them in advance for their invaluable
contribution to the conference.
Following is
the list of program committee members:
| THEME
1- Comparative Perspectives on Democracy and
Policing |
| Charles
Wellford, PhD |
Professor
of Department of Criminology and Criminal Justice
at University of Maryland, USA |
| Peter
K. Manning, PhD |
Brooks
Professor of College of Criminal Justice at
Northeastern University, USA |
| Yusuf
Z. Özcan, PhD |
Professor
in the Department of Sociology at Middle East
Technical University, Turkey |
| Halim
Iltas, MA (Assistant) |
Police
Superintendent of TNP and PhD Student at George
Mason University, USA |
|
|
| THEME
2- Contemporary Issues in Law Enforcement Agencies |
| Chris
W. Eskridge, PhD |
Executive
Director of the American Society of Criminology,
USA |
| Halil
İ. Bahar, PhD |
Vice
President of Turkish National Police Academy,
Turkey |
| Maria
(Maki) Haberfeld, PhD |
Chair
of Law and Police Science at John Jay College of
Criminal Justice, CUNY, USA |
| Selcuk
Atak, MA (Assistant) |
Police
Captain of TNP and PhD Student at Graduate Center
of City University of New York |
|
|
| THEME
3- International Perspective on Crime |
| Cindy
J. Smith, PhD |
Chief
of International Center of National Institute of
Justice (NIJ), USA |
| Jay
Albanese, PhD |
Chair
of Criminal Justice Department at Virginia
Commonwealth University, USA |
| Louise
Shelley, PhD |
Director
of TraCCC at the American University, USA |
| Ismail
Yilmaz, MA (Assistant) |
Police
Superintendent of TNP and PhD Candidate at
Virginia Commonwealth University |
|
|
| THEME
4- Terrorism: A Global Problem |
| Charles
B. Strozier, PhD |
Director
of Center on Terrorism at John Jay College of
Criminal Justice, City University of New York, USA |
| Edmund
F. McGarrell, PhD |
Director
of School of Criminal Justice and Executive
Co-Director of Global Community Security Institute
at Michigan State University, USA |
| Leslie
W. Kennedy, PhD |
Dean
of the School of Criminal Justice at Rutgers-
Newark University, USA |
| Ahmet
Celik, MA (Assistant) |
Police
Superintendent of TNP and PhD Student at School of
Criminal Justice at Rutgers-Newark |
|
|
| THEME
5 - Democracy and New Governance in the 21st
Century |
| Emile
Sahliyeh, Ph.D. |
Professor
of Department of Political Science, International
Studies, College of Arts and Sciences, USA |
Hans-Jörg
Albrecht, PhD
|
Director
of Max Planck Institute for Foreign and
International Criminal Law
|
| Richard
Langhorne, Ph.D. |
Co-Director
of Division of Global Affairs at Rutgers
University, USA |
| Ahmet
D. Bitmez, MA (Assistant) |
Police
Superintendent of TNP and PhD Student at Division
of Global Affairs at Rutgers University |
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PROTOCOLLO
PER PROMUOVERE
LA RICERCA
LEGAMI ACCADEMICI
E' stato firmato dal
Crui (Conferenza dei Rettori Universitari Italiani) e
dall'omologo turco Yok. La notizia data dalla nostra Ambasciata
ad Ankara
La Crui (Conferenza dei
Rettori Universitari Italiani) e l'omologo ente turco Yok
(Consiglio dell'Alta Istruzione della Repubblica di Turchia)
hanno firmato un protocollo di collaborazione per rafforzare i
legami accademici e promuovere gli scambi nei settori della
formazione e della ricerca tra Italia e Turchia.
Lo rende noto un comunicato dell'Ambasciata d'Italia ad Ankara.
L'intesa, sottoscritta nel quadro del "Processo di Bologna" per
la collaborazione universitaria in ambito europeo, mira a
promuovere il reciproco scambio di informazioni sui rispettivi
sistemi di istruzione superiore e sostenere le iniziative nei
settori dell'insegnamento accademico e delle collaborazioni di
ricerca e di didattica. L'intesa è stata firmata per la Cruidal
Rettore dell'Università per gli Stranieri di Perugia, Stefania
Giannini, e dal Presidente dello YOK, Erdogan Tezic. Alla
cerimonia della firma era presente l'Ambasciatore d'Italia in
Turchia, Carlo Marsili. (Denaro.it) |
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CRONACA
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Rifiutato il visto
ad osservatori turchi
dell'Ocse
IL "NO"DI
EREVAN
L'Armenia ha annunciato di
avere rifiutato la concessione del visto a otto osservatori
elettorali di nazionalità turca dell'Organizzazione per la
sicurezza e la cooperazione in Europa (Ocse), incaricati di vigilare
sulle elezioni che si terranno il 12 maggio prossimo nell'ex
Repubblica sovietica, in quanto tra i due Paesi sono da tempo
interrotte le relazioni diplomatiche.
"Consideriamo inappropriato che rappresentanti turchi
effettuino controlli in Armenia per via dell'assenza di relazioni
diplomatiche tra i due Paesi", ha detto il portavoce del
ministero degli Esteri armeno, Vladimir Karapetyan.
Da parte sua l'Ocse ha manifestato preoccupazione per la presa di
posizione dell'Armenia ritenendo che "imedire a osservatori si
svolgere il proprio compito contraddice i principi di trasparenza ed
oggettività", si legge in una nota diffusa
dall'organizzazione. (Ansa-Afp-Reuters) |
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Accusati per la strage
di 13 persone
ERGASTOLO PER
4 CURDI
Quattro presunti militanti
curdi, tra cui una donna, sono stati condannati all'ergastolo da un
tribunale turco che li ha riconosciuti colpevoli dell'attacco con
bottiglie molotov ad un centro commerciale di Istanbul che fece 13
morti. Lo ha riferito l'agenzia di stampa <Anadolu>.
La Corte di Istanbul ha giudicato che l'attacco, compiuto il 13
marzo del 1999, rientrava in una campagna di azioni violente che
aveva come obiettivo la creazione di uno Stato indipendente curdo
nel sud-est dell'Anatolia dove la popolazione è in maggioranza curda.
le violenze si erano intensificate dopo l'arresto del leader
separatista curdo Abdullaha Ocalan. Gli assalitori lanciarono le
bottiglie molotov nel reparto profumeria all'ingresso del centro
commerciale provocando un incendio che bloccò l'unica uscita e si
propagò rapidamente ai sei piani dell'edificio, nel quartiere
Kadikoy, nella parte asiatica della metropoli.
Secondo <Anadolu>, i 4 imputati nella loro ultima deposizione
davanti ai giudici hanno respinto le accuse. (Ansa-Afp) |
SOTTO ACCUSA CINQUE TURCHI DEL GRUPPO PUNK ROCKER "DELI"
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DICIOTTO
MESI DI CARCERE
PER AVERE CANTATO
E DIFFUSO UNA CANZONE.
L'ACCUSA: OFFESE
ALLA TURCHITA'
Diciotto mesi di
carcere per aver cantato e diffuso una canzone contro i
test d'ingresso all'università. E' quanto rischiano i
cinque membri turchi del gruppo punk rocker "Deli" e il
loro agente, rei secondo un procuratore di Ankara di
aver oltraggiato con la loro melodia l'identità'
nazionale. A diffondere la notizia è stato il quotidiano americano
<Washington Times> che riporta
anche un'intervista al cantante del gruppo. ''E'
ridicolo - commenta Cengiz Sari, originario della città
di Bursa - Avevo 17 anni quando ho scritto la canzone.
Ero solo il tipico teenager ribelle. Non dovrebbe
rappresentare un problema''.
Da tempo la prova di ingresso all'università turca è
oggetto di numerose critiche. Sembra infatti che questa
sia estremamente dura e selettiva, tanto che in media
solo il 20% dei partecipanti riesce a superarla, e che
proprio per questo costringa molti giovani a frequentare
corsi di preparazione anche molto costosi.
Casi giudiziari di questo tipo sono molti comuni in
Turchia, dove le offese alla "turchità'' sono
considerate illegali e punite severamente. Lo scorso
mese, ad esempio, un giudice aveva bloccato l'accesso al
portale <YouTube> perché aveva diffuso materiale
offensivo nei confronti del padre della nazione turca
Kemal Ataturk. E sempre <YouTube> avrebbe avuto un ruolo
fondamentale anche per la canzone dei "Deli",
'Osym kiss
me', fino a qualche mese fa poco conosciuta e diventata
improvvisamente famosa dopo che il video è stato
diffuso sul portale. In una settimana 300 mila persone
si sono connesse per guardarlo. (Padovanews)
| E'
ridicolo - ha commentato uno del
gruppo, Cenziz Sari, in una intervista
al <Washington Times> - Avevo 17 anni
quando ho scritto questa canzone.
Ero solo il tipico teenager ribelle".
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TUTTO RINVIATO
A LUGLIO
IL PROCESSO A DUE
CRISTIANI Hakan
e Turan sono accusati
di "avere insultato l'identità turca, di avere diffamato
l'Islam e raccolto
informazioni sui cittadini per un corso biblico per
corrispondenza".
Non ancora
concluso il processo a carico dei due cristiani turchi, Hakan e
Turan, accusati di "avere insultato l'identità turca,
diffamato l'Islam e raccolto informazioni private sui cittadini per
un corso biblico per corrispondenza". L'ultima udienza è stata
tenuta il 18 aprile, con scorta della polizia,
mentre a Malatya, un gruppo di estremisti musulmani stava torturando
e sgozzato tre cristiani. Ancora una volta, in tribunale si è
presentato solo uno dei tre accusatori, un minore; il 23enne era
assente. La testimonianza fornita era piena di contraddizioni e
sembrava imparata a memoria. Si è pure appreso che il giudice ha
minacciato di aprire un procedimento giudiziario nei confronti della
polizia "per negligenza" nel caso in cui i tre accusatori
non si presenteranno alla prossima udienza, programmata per il 18
luglio 2007. I legali degli imputati credono che ci vorranno altre
due udienze prima che il caso sia definitivamente chiuso.
Il ministro dell'interno ha chiesto al giudice di affrettare la
conclusione del processo per attutire il danno che ne viene alla
Turchia nell'opinione pubblica europea. Emblematico del clima
anti-cristiano che si respira in Turchia, durante il dibattimento:
è giunta notizia del massacro dei tre cristiani di Malatya. (IcnNews.com) |
|
IN CATAMARANO
FINO A CANAKKALE
UNA
INIZIATIVA DEL COMUNE
DI LAVINIO E DEL MUSEO LOCALE
... il progetto del viaggio di 3 catamarani che ripercorreranno
l’antica rotta da Lavinium fino a Troia. L’iniziativa è
sostenuta dal Comune di Pomezia e dal Museo "Lavinium". Il
"Progetto Aene" è stato ideato e organizzato dalla lega
Navale Italiana e patrocinato dalla Provincia di Roma, ripercorrerà
la rotta mitologica dell’eroe di Virgilio, nella sua fuga da
Troia. Il viaggio dei 3 catamarani toccherà oltre 40 località in
un percorso di circa 1800 miglia fino a raggiungere la costa Turca
di Canakkale dove si trovano le rovine di Troia. Sab. Mel. (Il
Tempo.it) |
|
A Kayseri
BUSINESS DI
ROSARI ISLAMICI
Kayseri è una città molto
religiosa nonché città di provenienza del ministero degli Esteri
Abdullah Gul fino a pochi giorni fa candidato alla presidenza della
Repubblica. C'è qualcuno che ha deciso di approfittarne come Kenan
Paydak che ha aperto il più grande negozio di rosari islamici della
Turchia. Il suo nome è "Tesbih Dunyasy" (mondo del
rosario islamico) e vi si possono trovare rosari in ogni materiale,
prezzo e dimensione, C'è chi è stato capace di spendere anche
5.000 dollari. Un business che ha già dato i primi frutti. Paydak
ha detto che il negozio è sempre pieno. "Vengono qui da ogni
parte della Turchia - ha detto il proprietario - soprattutto il
lunedì". (Apcom) |
|
|
ECONOMIA
|
LI
VUOLE
APRIRE L'UNIONE
CON ANKARA
ALTRI TRE CAPITOLI
ENTRO GIUGNO
La Commissione europea e la
presidenza di turno tedesca dell'UE, nonostante l'ascesa all'Eliseo
di Nicolas Sarkozy, un presidente francese dichiaratamente ostile
all'ingresso della Turchia in Europa, intendono aprire altri tre
capitoli negoziali con Ankara prima della scadenza del semestre a
guida tedesca , a fine giugno. Lo ha annunciato il Commissario
all'Allargamento Olli Rehn parlando con alcuni giornalisti a Bruxelles.
"E' importante mantenere vivo il processo (negoziale, ndr), il
che vuol dire che la Commissione e la presidenza si stanno
apprestando ad aprire qualche capitolo prima della fine del semestre
tedesco", ha dichiarato Rehn, rispondendo ad una domanda
sull'ostilità di Sarkozy riguardo le prospettive europee del Paese
della Mezzaluna.
"Se qualche Stato membro vuole rimettere in discussione i
negoziati spetta a loro assumere l'iniziativa e la responsabilità
delle conseguenze", ha aggiunto il Commissario, ribadendo
l'ammonimento lanciato per primo dal presidente della Commissione
europea, Josè Manuel Barroso, la notte in cui è stata proclamata
la vittoria di Sarkozy. (Apcom) |
|
|
Al via i lavori per la
realizzazione del Tap (Trans Anatolian Pipeline), l'oleodotto
che collegherà la costa turca del Mar Nero con quella del
Mediterraneo. La cerimonia ufficiale per la posa della prima
pietra si è svolta a Ceyhan, in Turchia, alla presenza del
ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, e
dell'amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni. Con loro
anche il ministro turco dell'Energia e delle Risorse Naturali,
Hilmi Guler, il presidente del gruppo <Calik>, Ahmet Calik e
numerosi rappresentanti del settore energetico e della
business community internazionale. |
L'oleodotto,
che verrà realizzato con partecipazione paritetica di <Eni> e
<Calik Enerji>, sarà lungo 555 chilometri e avrà una
capacità
di trasporto inizialmente di 1 milione di barili al giorno con
la possibilità di raggiugere successivamente gli 1.5 milioni
di barili al giorno. <Eni> e <Calik> prevedono di realizzare
l'opera in circa 3 anni dall'inizio dei lavori. Il progetto,
che potrà contare sulle sinergie con impianti turchi già
esistenti, consentirà il trasporto del petrolio russo e
kazako dal Mar Nero all'hub commerciale di Ceyhan sul
Mediterraneo in maniera sicura ed economica. La realizzazione
dell'oleodotto conferirà alla Turchia, e in particolare a
Ceyhan, un ruolo di rilevanza strategica dal punto di vista
del commercio petrolifero.
Il progetto, inoltre, garantirà una maggiore
| L'oleodotto
sarà realizzato con la partecipazione paritetica di
<Eni> e <Calik Enerji>. Sarà lungo 555 km |
|
sicurezza
nella navigazione del Bosforo e dei Dardanelli, contribuendo
alla protezione dell'ambiente in un ecosistema così complesso
e delicato.
Attualmente, infatti, gli Stretti turchi sopportano un
traffico petrolifero di circa 750 milioni di barili di greggio
all'anno e si prevede che tale ammontare possa salire in un
prossimo futuro a 1,2 miliardi di barili. Grazie all'oleodotto
sarà possibile ridurre il traffico petrolifero del 50 per
cento.
L'amministratore delegato di <Eni>, Paolo Scaroni, ha
sottolineato l'importanza dell'iniziativa. "Sono
particolarmente soddisfatto - ha affermato - che Eni giochi un
ruolo da protagonista nella realizzazione di questa
fondamentale arteria energetica che permetterà alle nostre
crescenti produzioni di greggio del Caspio di raggiungere i
mercati europei e mondiali". |
|
|
AL
VIA I LAVORI
PER IL TRANS
ANATOLIAN PIPELINE
|
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|
ANCHE LA GRECIA AVRA'
ADESSO IL GAS AZERO
| L'INAUGURAZIONE
DEL PRIMO TRATTO DELLE PIPELINE AVVERRA' IL PROSSIMO LUGLIO
ALLA PRESENZA DEI PREMIER
TURCO ED ELLENICO, RISPETTIMAMENTE ERDOGAN E KARAMANLIS.
L'inaugurazione del primo tratto del gasdotto che porterà
il gas naturale dall'Azerbaigain e da altre regioni del
Caucaso in Grecia - per poi proseguire verso l'Europa - avverrà
il prossimo luglio alla presenza dei Primi Ministri di Grecia
e Turchia, rispettivamente Costas Karamanlis e Recep Tayyp
Erdogan. Lo ha reso noto, citato dal quotidiano ateniese <Kathimerini>, il ministro dello
Sviluppo greco Dimitris Sioufas
nel corso di una visita ad Ankara per colloqui con il ministro
dell'Energia turco Hilmi Guler. Il tratto del gasdotto che
arriverà in Grecia è lungo oltre 300 km. In territorio greco
ne saranno realizzati altri 600 km dall'ellenica <Depa> mentre
agli ultimi 220 km - in gran parte sottomarini - penserà
l'italiana <Edison>. I lavori per la costruzione di quest'ultimo
tratto saranno avviati entro il 2008 e la loro conclusione è
prevista nel 2011. (Denaro.it) |
|
|
L'ultimo
tratto del gasdotto,
di 220 km, arriverà poi in
Europa.Il ruolo dell'Italia e più
in particolare di <Edison>.
La conclusione dei lavori prevista
per il 2011.
|
|
AL 50%
LA PRODUZIONE <DOBLO> |
 |
SETTORE
AUTO UN NUOVO
MODELLO PROBABILMENTE IN TURCHIA. L'ANNUNCIO
Fiat (Milano: F.MI
- notizie)
molto probabilmente produrrà il nuovo modello di <Fiat Doblo>
in Turchia.
Lo ha annunciato l'amministratore delegato Sergio Marchionne
ai giornalisti in Turchia per il lancio della nuova Linea .
Fiat produce in Turchia già l'attuale modello della <Doblo>.
"Le probabilità che (il nuovo modello <Doblo>) venga
prodotto qui sono superiori al 50%. Al momento i colloqui
stanno andando avanti", ha dichiarato il manager.
Marchionne ha aggiunto che i rapporti con <Tofas> e la posizione
geografica giocano a favore della produzione della Doblo in
Turchia.
La casa automobilistica turca <Tofas> è una joint venture tra
<Fiat> e il conglomerato turco <Koc Holding>.
A inizio anno <Tofas> aveva annunciato l'intenzione di investire
1 miliardo di dollari in nuovi modelli in modo da più che
raddoppiare la produzione entro il 2008. <Tofas> nel 2006 ha
prodotto 180.000 veicoli e ha esportato circa 120.000 auto,
realizzando ricavi per 1.2 miliardi di dollari. (Reuters) |
 |
|
| k
La sfida
della <Fiat>
LA PRESENTAZIONE AD ISTANBUL
C'è una
<Linea>
per conquistare l'altro mondo, quello dei Paesi emergenti
e dell'Europa meno occidentale. "Un bacino potenziale di
6.5 milioni di clienti": così ha detto il responsabile di
<Fiat
Automobiles>, Luca De Meo al battesimo della vettura
Una Linea per
conquistare l’altro mondo, quello dei mercati emergenti e
dell’Europa meno "occidentale", dove le berline compatte a tre
volumi conservano grande fascino e rappresentano ancora la formula
ideale di motorizzazione. "Un bacino potenziale di 6.5 milioni di
clienti", ha sottolineato il responsabile di Fiat Automobiles, Luca
De Meo, al battesimo internazionale della nuova vettura celebrato a
Istanbul alla presenza di Sergio Marchionne e di tutti i top manager
del Lingotto. Dieci giorni di show sul Bosforo con invitati
provenienti da ogni angolo del pianeta, test drive e fuochi
d’artificio per illuminare le festose serate di gala.
Perché la Turchia? «Un luogo simbolico. Un ponte, anzi una "linea" che unisce Asia ed Europa, Est e Ovest, Nord e Sud.
Questa macchina cosmopolita accelererà il processo di
internazionalizzazione del nostro business mescolando linguaggi,
atmosfere, suggestioni di tanti Paesi». Una sfida ambiziosa e molto
strategica: proprio la Linea diventerà entro 4 anni il modello del
Lingotto più diffuso dopo la Grande Punto. Parte dallo stabilimento
<Tofas> di Bursa con 60.000 unità l’anno per salire a quota
280.000, quando saranno a regime gli altri poli produttivi: in
India, Cina, Brasile, Russia. Sarà la vera vettura globale, ma non
una low cost come la <Palio>. Perché questa declinazione della
<Grande
Punto> (con una "coda" equilibrata e stilisticamente valida che
integra un baule da 500 litri) è portatrice di lusso, oltre che di
elevata tecnologia. Nulla a che vedere con le sorelle "povere" in
circolazione, che fanno sentire meno importante chi le guida.
Il
Lingotto vuol riprendersi quella vocazione internazionale che è
nella sua storia. "Nel 1902 circolavano già vetture Fiat in Usa,
nel 1905 un concessionario di Mumbay vendeva il nostro primo modello
in Asia, nel ‘25 avevamo 2.000 filiali estere, dal Brasile a
Singapore al Mozambico. Tra gli Anni 20 e la seconda guerra mondiale
il peso delle esportazioni toccò il 70% della produzione". Nel
‘96 furono 780.000 le <Fiat >vendute fuori dai mercati europei.
"Oggi
raccogliamo quel testimone - ha proseguito De Meo - per tornare a
fare di Fiat un marchio globale, sfruttando partner di grande
statura e le 13 alleanze siglate negli ultimi 24 mesi, 10 soltanto
nell’auto". È proprio questa la nuova forza del Gruppo.
In Italia la richiesta di berline compatte a tre volumi è limitata,
così (almeno inizialmente) da noi la Linea non arriverà, pur
avendo un design, un patrimonio tecnologico e dotazioni di
eccellenza. Saranno le armi della sua «missione estera», basata
anche sulla qualità, come ha sottolineato il capo dell’Ingegneria
<Fiat Harald Wester>: "Mesi fa abbiamo lanciato nelle nostre
fabbriche un programma di rinnovamento che agisce sui processi per
un sostanziale miglioramento. Linea nasce con metodologie produttive
che replicano in tutti gli stabilimenti il livello di qualità
atteso".
Lunga 4,56 metri, larga 1,73 e alta 1,50 è comoda e spaziosa, gli
interni sono eleganti (sulla scia della Grande Punto) ed evidenziano
cura nelle finizioni. C’è il meglio dell’elettronica, al
servizio della sicurezza (Abs con Edb, Esp, Hba per le frenate
d’emergenza) e del comfort (climatizzatore automatico, lettore Cd
e Mp3, cruise control e sensori pioggia, crepuscolari e parcheggio,
perfino il Blue&Me a comandi vocali che abbinato al Bluetooth
permette di ascoltare la lettura degli sms in 10 lingue).
Nella gamma motori (1,4 da 77 Cv e T-Jet da 120 Cv, Multijet da 90
Cv anche con cambio automatico DualLogic) una variante 1.9 da 130 Cv
Flexfuel a gasolina o bioetanolo è destinata al mercato brasiliano.
(Piero Bianco/La
Stampa.it)
|
| 269.4
milioni di dollari concessi dalla
Banca Mondiale alla Turchia per
investimenti. L'obiettivo principale
|
La Banca Mondiale ha
approvato un prestito
ventennale per 269.4 milioni di dollari da investire nel
rafforzamento delle infrastrutture per la distribuzione di
energia elettrica in Turchia.
Obiettivo principale dello stanziamento è rendere
'affidabile' la fornitura di elettricità per i consumatori
turchi nonché sostenere il rinnovo e l'espansione dei sistemi
di distribuzione dell'energia.
sicurezza internazionali che oggi risultano arretrati.
In particolare - spiega la Banca Mondiale - i fondi andranno a
sostenere nuova assistenza tecnica specializzata che verrà
fornita a supporto sia all'azienda elettrica |
centrale
turca <Tedas> che ad aziende regionali e per il rinnovamento
delle infrastrutture elettriche del Paese in molte parti in
cattive condizioni.
Nel dettaglio il progetto prevede fra l'altro di rimpiazzare
le esistenti linee elettriche vecchie e danneggiate in molte
aree urbane densamente popolate con cavi sotterranei nonché
di costruire ex novo nuove centraline (Ansa)
|
ENERGIA
ELETTRICA: UN PRESTITO
PER RAFFORZARE LE STRUTTURE
|
|
CRESCE IL DISAVANZO
NELL'EXPORT-IMPORT
I DATI
DEL TUIK TURCO LA
GERMANIA RESTA IL PRIMO PARTNER
COMMERCIALE CON IL PAESE DELLA MEZZALUNA, SEGUITA DA RUSSIA E CINA
Secondo l'Ufficio Statistico
Turco (Tuik) e le elaborazioni predisposte dall'Ufficio Ice di
Istanbul, nel 2006 l'import turco è cresciuto del 17.3% rispetto al 2005
raggiungendo quota 137 miliardi di dollari, mentre l'export è
aumentato del 15.9%, toccando la somma di 85.1 miliardi di dollari.
Il disavanzo risulta pari a 51.9 miliardi di dollari (+19.9%
'06/'05). La Germania resta il primo partner commerciale della
Turchia, con un interscambio che ha raggiunto i 24.2 miliardi di
dollari e un attivo nella bilancia commerciale bilaterale pari a 4.9
miliardi di dollari. La Russia invece si consolida come secondo
partner commerciale, ma soprattutto è divenuto in pianta stabile il
primo Paese fornitore, con 17.5 miliardi di dollari quasi totalmente
ottenuti dalla vendita di gas naturale (oltre 20 miliardi di m3, il
70% circa delle forniture energetiche del paese). La Cina anche nel
2006 si è confermata il terzo Paese fornitore, con un export pari a
9.6 miliardi di dollari (+38.8%), mentre la Francia - che pure era
stata soggetta nell'ultima parte dell'anno scorso a forme varie di
"boicottaggio"- ha visto crescere il suo export del 12.1%
(quinto Paese fornitore). In crescita consistente le esportazioni
dell'Iran (+62%), dell'Arabia Saudita (+18%) e della Grecia (+42%).
Quanto alla struttura degli scambi commerciali, le esportazioni
turche sono principalmente composte da beni di consumo e da beni
intermedi, mentre un ruolo minore, seppure in forte crescita, è
occupato dai beni di investimento; le importazioni sono costituite
essenzialmente da beni capitali, seguiti dai beni intermedi e, a
lunga distanza, dai beni di consumo. L'Unione Europea figura
saldamente al primo posto quale area di destinazione (53%) e di
origine (40.3%) dei flussi commerciali.
|
Ulteriore
incremento delle
esportazioni dei settori
tessile e dell'abbigliamento
|
Relativamente alla
composizione della bilancia commerciale turca, si registra un
ulteriore incremento delle esportazioni del settore
tessile-abbigliamento (nonostante la profonda crisi interna del
comparto), dei prodotti dell'industria meccanica e dell'industria
automobilistica, che seguono a ruota il tessile come settore
prioritario nelle esportazioni dalla Turchia. Ricopre un peso
significativo la voce delle importazioni di gas naturale; l'aumento
delle importazioni dalla Russia sono dovute principalmente
all'incremento delle forniture di gas naturale, che giungono in
Turchia, a partire dal 2002, grazie anche al gasdotto <Blue
Stream> costruito dalle società del <Gruppo Eni>. (Ice
Istanbul) |
|
|
ECONOMIA
Appuntamento
ad Istanbul
il 15 e 16 giugno
TERZO FORUMARABOTAF07
Il terzo forum arabo-turco
sull'economia (Taf07) si terrà ad Istanbul il 15 e 16 giugno 2007.
Il forum affronterà, in otto sessioni, i temi delle relazioni
commerciali, degli investimenti e delle opportunità di cooperazione
tra Turchia e Paesi arabi. Il gruppo <Al-Iktissad Wal-Aamal> (Aiwa),
che organizza l'incontro in collaborazione con il Consiglio della
Lega araba e l'ufficio turco per le relazioni economiche con
l'estero, intende ospitare un gruppo selezionato di relatori dalla
Turchia e dal mondo arabo. L'<Aiwa> sottolinea il successo
delle due edizioni precedenti, che hanno reso il forum uno dei
principali eventi a carattere economico della regione. Il primo
ministro turco, Recep Tayyip Erdogan e il segretario generale della
Lega araba, Amr Moussa, sono stati invitati a tenere i discorsi di
apertura. L'appuntamento servirà anche a mettere in luce il
crescente peso strategico della Turchia, sia come potenza militare
che come attore nello scacchiere regionale. (Denaro.it) |
|
IL
DIRITTO DI GESTIRE
L'AEROPORTO FINO AL 2024
AL GRUPPO <NUANCE>
I DUTY FREE DI ANTALYA
Il
Gruppo <Nuance> informa che la sua consociata turca (<Urart
A.S.>) ha
sottoscritto un memorandum d’intesa vincolante con <Fraport> e
<IC
Holding> – che si sono aggiudicati il diritto di gestire
l’aeroporto di Antalya - per la gestione dei duty free in tutti i
terminal fino al 2024. Il fatturato previsto nel corso dell’intera
durata del contratto, che è pari a 17 anni, è stimato in euro 3.2
miliardi, con un contributo dei due terminal sostanzialmente
analogo. Il nuovo contratto, che avrà efficacia dal settembre 2007,
interesserà inizialmente il Terminal 1. Dal settembre 2009, <Urart>
gestirà anche il Terminal 2 e quello domestico. <Urart A.S.>, una
joint venture tra il Gruppo <Nuance> (55%) e <Net Holding A.S.> (45%),
attualmente gestisce i principali negozi duty free nell’area
arrivi e nell’area partenze, oltre ad altri 16 negozi per una
superficie totale di 1.850 mq e le cui vendite, nel 2006, sono state
pari ad euro 48 milioni. (GuidaViaggi.it) |
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LA DECISIONE DEL
GOVERNO
PRIVATIZZAZIONE
PONTI E AUTOSTRADE
Sei tratti autostradali e due
ponti saranno privatizzati entro la fine del 2008. Lo ha deciso in
accordo con il Governo turco l'Authority per le privatizzazioni.
Le autostrade che verranno privatizzate sono la
Edirne-Istanbul-Ankara, la Pozanti-Tarsus-Mersin, la
Tarsus-Adana-Gaziantep- la Toprakkale-Iskenderun, la Izmir-Cesme e
la Izmir-Aydin. Sono i tratti dove il traffico autostradale èpiù
sostenuto.
Nel programma di privatizzazione sono inclusi i due segmenti
attualmente in costruzione Gaziantep-Sanliurfa ed Izmir-Ankara.
I due ponti oggetto della privatizzazione saranno il Bogazici e il
Fatih Sultan Mehmet che collegano la parte europea a quella asiatica
di Istanbul e sui quali ogni giorno transitano milioni di veicoli. (Apcom) |
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Varata
la legge
dal Parlamento
turco
AL VIA LE CENTRALI NUCLEARI
Il
Parlamento turco ha adottato una legge per regolamentare la
costruzione delle prime centrali nucleari in Turchia.
La legge autorizza il Ministero turco per l’ energia ad avviare
una gara per la costruzione degli impianti e la loro localizzazione.
Il governo turco ha inoltre dichiarato che saranno tre le centrali
nucleari da costruire ed avranno una capacità totale di 5000
Megawatt.
Il loro ingresso in fusione è stimato per il 2012 al fine di
ridurre la dipendenza energetica dall’ estero.In uno dei possibili
siti di localizzazione presso la città di Sinope (in turco Sinop,
città che si affaccia sul mar Nero e che dista circa 450 km da
Ankara) si segnalano le proteste di cittadini residenti ed
ambientalisti.
In precedenza (qualche anno fa) il governo turco aveva già
individuato un sito di localizzazione presso la città di Adana (che
affaccia sul Mar Mediterraneo, quasi di fronte l’ isola di Cipro)
per costruire l’ impianto nucleare di Akkuyu. Tale decisione poi
non fu più portata avanti dopo per via di difficoltà finanziarie e
per via delle proteste di residenti, associazioni ambientaliste (tra
cui Greenpeace turca) ed anche dei vicini stati di Grecia e Cipro.
Le proteste erano motivate dal fatto che il sito previsto era
distante 20-30 km da una faglia sismica. (Archivio
Nucleare) |
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EVASIONEFISCALE
Secondo uno studio predisposto
dal ministero turco delle Finanze, i contribuenti turchi evadono in
media in ragione del 50% di quanto dovuto al fisco. In 114.442 casi
accertati, su 46.8 miliardi di Lire Turche (LT) dichiarati al fisco,
sono stati omessi imponibili per 46.4 miliardi di LT . Le autorità
finanziarie locali hanno valutato che i contribuenti potrebbero
giungere ad omettere nelle dichiarazioni dei redditi sino al 62% di
quanto dovrebbero pagare in imposte e tasse, e la percentuale
potrebbe incrementarsi sino ad oltre il 90% per le imposte e tasse
sugli immobili e quelle relative alle successioni. (Ice
Istanbul)
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I
contribuenti turchi
non sono certo una perla
di virtù. I casi accertati
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Omessi
imponibili
per 46.4 mld di Lire |
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BERE
<GANCIA>
A BODRUM
E AD ANTALYA
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VINI
ITALIANI Raggiunto
un
accordo con una multinazionale
turca grazie al quale i prodotti
della nostra società potranno
essere listati nelle catene più
rappresentative e negli hotel più
esclusivi delle due città rivierasche
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Mentre
il primo container di Spumanti e Vermouth <Gancia>
parte dalla storica sede di Canelli (Asti) alla volta di
Senegal e Costa d’Avorio, si prospetta un 2007 di
conquiste per i prodotti d’alta gamma della linea <Cantine
Gancia> e anche per la recentissima ed esclusiva
linea di Spumanti Gancia con design <Pininfarina>,
che ormai suscita interesse anche all’estero. E’ già
fissata infatti per fine maggio presso un prestigioso
ristorante a Mosca la presentazione ufficiale
dell’elegante linea, sintesi di eleganza e qualità
garantiti dal connubio tra i due noti marchi Made in
Italy. La linea <Gancia Pininfarina> si farà
ammirare e degustare da una selezionata platea di
ristoratori e albergatori, con l’obiettivo di entrare
nelle strutture di primissima categoria. La Russia, che
l’anno scorso ha fatto registrare a <Gancia> il
raddoppio dei volumi, continua a crescere in termini di
vendite, con prospettive di ulteriore sviluppo entro il
2007.
Dopo la presentazione a San Diego in occasione
dell’inaugurazione del Keating Hotel firmato <Pininfarina>,
la Russia è il primo mercato estero in cui Gancia
organizza un lancio ufficiale della triade (Asti, Rosé
e Prosecco) disegnata da <Pininfarina, a
testimonianza della strategia di questo mercato per i
prodotti esclusivi e di lusso, preparandosi intanto a
conquistare entro l’anno anche Asia e Nord Europa,
mentre si sta già definendo la strategia di lancio con
i distributori <Gancia> in Germania e Svizzera per
inserire la linea <Pininfarina> in importanti
gruppi di acquisto.
Le vendite della storica cantina di Canelli aumentano su
tutti i mercati che danno segnali di potenziale
crescita, consolidando la posizione dove il marchio
italiano è storicamente presente e piantando la
bandiera anche su nuovi mercati: dalla Norvegia, dove il
recente accordo con un nuovo importatore sta già dando
i primi frutti, all’Islanda, dove <Gancia> è
leader nel segmento dell’Asti Spumante; dalla
Finlandia, dove <Gancia> è presente dagli anni
Venti e oggi è leader incontrastato nelle vendite di
Asti, alla Turchia, dove un recente accordo con una
importante multinazionale del settore alcolici ha
permesso di listare i prodotti dell’azienda italiana
nelle catene più rappresentative e negli hotel più
esclusivi delle più rinomate località turistiche del
sud, come Bodrum e Antalya. In Giappone, storico
mercato per <Gancia>, che lì è presente da oltre
mezzo secolo, continua la leadership che vede lo
Spumante <Gancia> in cima alla classifica delle
vendite. Grande fermento anche nei Paesi Baltici, dove
la penetrazione è cominciata proprio nei primi mesi del
2007.
La posizione consolidata a livello mondiale nel segmento
dell’Asti Spumante, l’etichetta italiana più
esportata, permette a <Gancia> di proporre con
ottime prospettive sugli stessi mercati un prodotto
particolare, il <Modonovo Asti docg Millesimato> della
linea <Cantine Gancia>, ottenuto secondo la
ricetta segreta dei maestri cantinieri con un metodo
esclusivo Gancia, che sta già conquistando il palato
internazionale, anche sui mercati più "difficili"
come quelli di monopolio. Oltre al prestigioso
inserimento nelle Galérie Lafayette in Francia e alla
distribuzione negli Stati Uniti grazie all’accordo
<Gancia> con <Boisset>, <Modonovo> è
stato infatti appena introdotto nelle principali
province del Canada. Questo testimonia la posizione di
fiducia raggiunta dal marchio italiano su questi
mercati, dove la vendita di alcolici è permessa solo
attraverso i canali controllati dal monopolio attraverso
l’inserimento in una lista di prodotti approvati dallo
Stato.
Intanto, <Gancia> ha appena rinnovato per il
prossimo triennio l’accordo con la compagnia di volo
statunitense <Northwest Airlines> (gruppo <Skyteam)>
per offrire lo Spumante Gancia ai passeggeri nelle
Lounge di prima classe e sui voli intercontinentali in
prima/business class, mentre è imminente l’accordo
con una importante Agenzia che rappresenta i prodotti
italiani nella zona Caraibi, Centro e Sud America. (Prima) |
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Situazione
politica
permettendo
TEKEL:
A BREVE LA PRIVATIZZAZIONE
Chissà se questa volta è
quella buona. L'Authority per le Privatizzazioni ha reso noto che
tra una settimana potrebbe iniziare la privatizzazione di <Tekel>,
il monopolio statale per il tabacco e l'alcool. manca solo
l'approvazione del Governo che però in questi giorni ha altro a cui
pensare.
L'Authority ha fatto sapere che in questo momento gli acquirenti
seriamente interessati sono cinque. Una volta che Ankara avrà
acconsentito alla privatizzazione, allora potrebbero volerci due
mesi per completare la cessione ai privati. Nei mesi scorsi la
<Japan Tobacco International> aveva offerto la cifra record di
1.15 milioni di dollari ma l'Authority rifiutò perché giudicata
non congrua al valore di <Tekel>. (Apcom) |
SONO STATI FIRMATI
TRA ITALIA, TURCHIA E MAROCCO
PROGETTI SCIENTIFICIATRE
Nuovi progetti scientifici in
cooperazione tra l’Italia, la Turchia e il Marocco. La prima
opportunità per ricercatori e scienziati arriva grazie al rinnovo
dell’accordo bilaterale tra il Cnr e l’omologo istituto turco
Tubitak gestito dall’ufficio Mediterraneo e Medio Oriente di
Napoli del Cnr che coordina gli adempimenti necessari allo sviluppo
degli accordi in vigore stipulati tra Cnr ed Enti omologhi stranieri
per l’area del Mediterraneo e Medio Oriente. Fino al 14 settembre 2007 è infatti possibile sottoporre al Cnr
proposte per l’approvazione di progetti di ricerca nell’ambito
dell’accordo bilaterale tra i due istituti. Inoltre, sempre con deadline
fino al 20 settembre, è possibile
sottoporre al Cnr proposte per l’approvazione di progetti di
ricerca nell’ambito dell’accordo bilaterale Cnr-Cnrst (Marocco).
(Denaro.it) |
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NOTIZIARIO
DI AMBASCIATA
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PREOCCUPAZIONE
IMPRESE DI STATO
Le
imprese di Stato turche, come la <Tedas> (distribuzione
energia elettrica), le Ferrovie e l’Autorità per la gestione
degli Aeroporti hanno espresso la propria preoccupazione a seguito
dei tagli di bilancio decisi dal Governo ed appoggiati dal Fondo
Monetario Internazionale. Il Governo infatti sta prendendo in esame
un’ulteriore riduzione delle spese per il 2007 pari a 600 milioni
di nuove lire turche, destinate inizialmente al bilancio delle
imprese di stato.
DEFICIT BILANCIA
PAGAMENTI
La bilancia turca dei pagamenti nei primi due mesi del 2007 ha
riportato un deficit di US$ 6.3 miliardi, in aumento del 13.3%
rispetto allo stesso periodo del 2006. Quanto al saldo negativo
della bilancia commerciale, nei primi due mesi del 2007 ha raggiunto
US$ 5.9 miliardi (+ 9.8% rispetto allo stesso periodo del 2006).
Infine sempre nel primo bimestre del 2007 il flusso di investimenti
esteri è stato pari a US$ 7.2 miliardi (nel periodo gennaio –
febbraio 2006 la cifra era stata pari a 816 milioni di dollari).
RIDOTTO IL TASSO
DISOCCUPAZIONE
Il tasso di disoccupazione nel primo mese del 2007 in Turchia è
stato dell’11%. Il numero dei senza lavoro si è ridotto di
124.000 unità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Al momento il dato ufficiale dei disoccupati nel Paese è pari a 2
milioni e mezzo di persone. Un recente studio sulla disoccupazione
femminile del Tuik ha inoltre rivelato che circa la metà delle
donne turche sono casalinghe, mentre la maggior parte di quelle che
lavora all’esterno ricoprono ruoli professionali marginali. Solo
il 3% di quelle che hanno un’occupazione svolgono mansioni di
natura manageriale.
TASSI INVARIATI
Decisione della Commissione per la Politica Monetaria della Banca
Centrale turca di mantenere invariati i tassi di riferimento al 17.50%.
In occasione della riunione, i rappresentanti dell’Istituto di
credito centrale hanno confermato il rallentamento della domanda per
consumi e più in generale della domanda aggregata, che comporta un
graduale raffreddamento dei prezzi. Il processo di disinflazione
dovrebbe risultare chiaro a partire dal secondo quadrimestre del
2007. Secondo il Governatore della Banca Centrale, Durmus Yilmaz, si
prevede che il livello generale dei prezzi registrerà una
consistente diminuzione a partire dal 2008, assestandosi a quota 4%;
il 2007 dovrebbe infine concludersi sul piano inflazionistico ad un
rassicurante 5.1%.
INVESTIMENTI E
PRIVATIZZAZIONI
In
occasione di alcune interviste rilasciate a quotidiani economici e
periodici specializzati, il presidente dell'Autorità Turca per le
Privatizzazioni (Oib) Metin Kilci ha non solo sottolineato il
successo delle prime fasi delle privatizzazioni che hanno generato
risorse per oltre 15 miliardi di dollari provenienti principalmente
dall'estero, ma soprattutto ha marcato le prossime tappe del
processo che vedrà numerose imprese, statali o semi statali, cedere
la proprietà ai privati nei prossimi 5 anni. Praticamente tutti i
settori economici ora in mano allo Stato sono oggetto di
valutazione. Nel 2007, il sistema autostradale, inclusi anche i
ponti, come ad esempio quelli di Istanbul, sarà esaminato da
un'apposita commissione per l’avvio di un programma di
privatizzazione da compiersi tuttavia non prima del 2008. Ormai in
vista anche la vendita dell’istituto di credito <Halkbank>,
il <Galataport> (porto con sviluppo urbanistico di
un'importante area di Istanbul) ed il principale gruppo chimico del
Paese, <Petkim>. Interessante notare che per la prima volta in
maniera ufficiale il presidente Kilci ha parlato della
privatizzazione delle public utilities, in particolare delle reti di distribuzione del gas
e delle acque potabili nonché delle reti distributive
dell'elettricità, al momento "congelata". Ostacoli invece
Kilci li vede all'orizzonte per la cessione della <Tekel>
(monopolio delle sigarette), in considerazione di alcuni problemi
definiti procedurali. Si deve peraltro precisare che, in
occasione dell'inaugurazione del padiglione turco alla Hannover
Messe, dove la Turchia e' paese partner, il Primo Ministro Recep
Tayyip Erdogan, durante un incontro con il premier tedesco Angela
Merkel, ha sottolineato non solo il ruolo fondamentale svolto
dall'apporto degli investimenti esteri (la previsione per il 2007 è
di raggiungere quota 30 miliardi di dollari), ma ha anche auspicato
una presenza ancor piu' attiva dell'imprenditoria tedesca in alcuni
comparti ritenuti strategici per lo sviluppo socio-economico
del Paese. Nello specifico Erdogan ha citato la modernizzazione
delle Ferrovie Statali, il riammodernamento di porti, aeroporti e
metro, il rafforzamento del sistema di trattamento delle acque
potabili, la produzione e distribuzione dell'energia elettrica, il
comparto petrolchimico, il settore bancario/assicurativo, i centri
commerciali ed il settore automobilistico.
LE AREE PIU' ATTIVE
Secondo un report del Sottosegretariato turco al Commercio Estero (Dtm)
relativo alle Free Zones (Ftz)
in Turchia, nel 2006 il volume del commercio internazionale delle 20
zone di libero scambio del paese ha raggiunto la cifra di 23,8
miliardi di dollari, con un incremento dell'1,9% rispetto al 2005.
L'area più attiva è ancora una volta risultata quella di Istanbul
Deri (The Leather Free Zone) con circa 7 miliardi di dollari di
volume di attività (+5% '06/'05), seguita a ruota dall'Aegean Free
Zone di Izmir, con un volume di 4 miliardi di dollari (+6.3%
'06/'05). Ottimi risultati ottengono anche le free
zones di Istanbul Ataturk Airport, Istanbul Trakya e Bursa. Gli
investimenti totali a fine 2006 nelle 20 zone di libero scambio sono
stati pari a 1.2 miliardi di dollari, di cui solo 28 milioni di
dollari sono derivati da budget pubblici. Al dicembre 2006 sono
state inoltre concesse 3.876 licenze per operare all'interno delle Ftz,
di cui 648 per imprese estere. Un aspetto particolarmente
interessante che ha riguardato i settori hi-tech, è quello che ha
interessato le zone di libero scambio di Istanbul AHL e Tubitak-Mam,
le quali fanno segnalare una specializzazione nel software e nelle
telecomunicazioni.
INDICATORI
MACROECONOMICI
- Crescita del PNL nel
2005: 7.7%; nel 2006: 6.0%
- Inflazione
annua (prezzi al consumo): 9.6% (2006); 10.8% (marzo
2007)
- Interscambio con
l’Italia a gennaio 2007 : $1.030.5 milioni con esportazioni
verso
l’Italia pari
a $492.7 milioni (-2.37%
rispetto a gennaio 2006) ed importazioni dall’Italia pari a $537.8
milioni (+16.22% rispetto a gennaio 2006).
(ICE Istanbul su dati dell’Istituto Turco di
Statistica- Tuik)
______________________________________
A cura di: Simona De Martino
- Capo dell'Ufficio Economico e Commerciale dell'Ambasciata d'Italia
in Turchia
Gianmarco Macchia - Vice capo dell'Ufficio Economico e Commerciale
Roberto Luongo - Direttore dell'Ufficio Ice di Istanbul
redazione: Tiziana Staffolari - Collaboratore Economico e
Finanziario |
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| TURISMO/AMBIENTE
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LA MINACCIADIGULER
IL RITIRO
DAL PROTOCOLLO
DI KYOYO
Il ministro dell'Energia Hilmi
Guler lo ha detto fin troppo chiaramente: la Turchia potrebbe
rifiutare di applicare il Protocollo di Kyoto perché va contro i
suoi interessi nazionali. Guler ha sottolineato che da quando il
Paese della Mezzaluna ha accettato di sottoscrivere l'accordo sono
cambiate molte cose nel campo della politica energetica, soprattutto
per quanto riguarda le infrastrutture.
Ai giornalisti ha detto: "Ci sono altre nazioni come gli Stati
Uniti e la Cina che non lo hanno siglato. Noi non vogliamo un mondo
più inquinato ma il Protocollo è contro la costruzione di dighe e
va contro i nostri interessi".
Il ministro dell'Energia ha anche rimarcato il ruolo di ponte
energetico che la Turchia ha iniziato a ricoprire con la costruzione
dell'oleodotto Baku-Tiblisi-Ceyhan e di come la sua importanza
internazionale abbia cominciato ad aumentare per questo motivo. (Apcom) |
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Alla scopertadella
Cappadocia
Il
viaggio dell'<Associazione
Civita> con Omer Engin As
Le tappe ed i vari incontri
Alla
scoperta della Cappadocia. Chi non la conosce,
si basa solo su quello che vede e legge su
Internet o sui depliant turistici. E,
francamente, niente può paragonarsi all'impatto
che si avverte davanti alle chiese rupestri tra
Goreme ed Urgup e ancor più ai "camini
delle fate", paesaggi tipici del luogo
provocati da antichi sconvolgimenti. Un po'
quello che capitò al gesuita francese Père de
Jerphanion quando - trovandosi nell'estate del
1907 improvvisamente di fronte a crepacci e
profondi valloni di materiale lavico - ebbe a
dire: "Non riuscivamo a credere ai nostri
occhi. La roccia era solcata da valli
stranissime e quello che ci circondava era
strabiliante". Qualcosa del genere devono
avere avvertito i "magnifici sedici"
dell'<Associazione Civita> (Pierluigi
Aloisi, Filippo Apolloni Ghetti, Mario Belati,
Massimo Bettoja, Alberto Biscarini, Riccardo
Biscarini, Angelo Boscolo, Gabriele Gambarara,
Michele Giovannini, Francesco Giovannini,
Francesco Lucchesi, Gian Piero Nicolai, Araldo
Radi, Giovanni Rosa, Giorgio Guzzetti, Marina
Tucci) che - accompagnati dal loro Segretario
generale Gianfranco Imperatori e dal direttore
<Marketing e Sviluppo> Dario Zemboni -
hanno assaporato per una settimana in tutta la
sua bellezza una natura ancora non guastata dal
cosiddetto progresso. Merito anche di chi aveva
preparato con cura il viaggio, vale a dire quel
Omer Engin As - vicepresidente dell'Unione di
Amicizia Italia/Turchia - che si era preso cura
di seguire di persona tutti gli avvicendamenti
delle tappe: prima ad Ankara con la visita al
Museo archeologico delle Cività anatoliche e al
tempio di Augusto, quindi al lago salato e al
caravanserraglio di Agzikarahan, ed ancora ai
tesori veri e propri della Cappadocia per
terminate come ogni tour che si rispetti ad
Istanbul.
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Coordinato
dal ministero della Cultura e del Turismo turco
e con l'interessamento dell'Ambasciata di
Turchia in Roma, il viaggio dell'<Associazione
Civita> - di cui ricordiamo è presidente
Antonio Maccanico - non si è limitato
solo ad una questione prettamente culturale
secondo il solito slogan "Alla scoperta di
o della.....", ma ha avuto uno dei punti di
forza in alcuni colloqui tra i nostri
portabandiera ed esponenti turchi (tra tutti il
vicesegretario generale del ministero della
Cultura Levent Demirel ed il direttore della
Provincia di Nevsehir Valettin Birsoz) circa
futuri ed augurabili interscambi a carattere
turistico economico Italia-Paese della
Mezzaluna. Interessanti le proposte di
Imperatori che sono state bene recepite.
Per la cronaca da registrare gli incontri con la
rappresentanza diplomatica dell'Ambasciata d'Italia
ad Ankara, con il Console italiano Stefano Canzio
e con il direttore della Casa d'Italia Attilio
De Gasperis, questi ultimo due con sede ad
Istanbul. (Vera.Inca) |
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TURISMO
SU
E GIU'
IN UNA
AVVENTURA
SENZA FRENI
IN
GIRO PER LA CAPPADOCIA
ALLA RICERCA DEL TEMPO
PERDUTO
CERCANDO DI COGLIERE
IL MEGLIO DI QUELLO
CHA LA NATURA CI OFFRE
Lovers of culture and
history are enthralled by its rock-cut churches, with their
vibrant frescoes, and the tunnels and chambers of the
underground cities where early Christian communities took
refuge from invading armies. Geologists and geographers are
fascinated by the region’s unique volcanic landscape, with
its bizarrely eroded rock formations, plunging canyons and
soaring volcanoes. Backpackers love the plethora of cheap,
cheerful pensions -- most with the added attraction of
womb-like cave rooms where they can sleep off travel fatigue
(or a hangover!) totally insulated from the outside world. The
less impecunious traveller stays in one of the dozens of
immaculate boutique hotels, fashioned from the shells of
abandoned Greek mansion houses.
The region has long been a favourite of domestic as well as
overseas visitors, not least because it is a weekend
destination from the capital, Ankara. Most, whether foreign or
local, are content to unwind in the laid-back villages, sample
the excellent local wine and indulge in some light
sight-seeing. Cappadocia, however, has much more to offer than
history, culture and r & r. It has become a mecca for
lovers of outdoor adventure. Here are just some of the
activities you can indulge in:
Ballooning
This is,
paradoxically, arguably both the most thrilling and the safest
activity (despite alternately floating free several hundred
metres above the ground and dropping down to scrape the
treetops). Unfortunately, it is also the most expensive and
least active (there’s only so much exercise you can get in
an oversized basket!). For the majority, the hardest part of a
balloon ride over Cappadocia is the early start -- when the
winds are at their lightest and the rosy fingers of dawn light
up the landscape in an ethereally beautiful manner. Almost as
scenic as the patchwork of canyons, mesas, vineyards and
villages unfurling beneath you are the silhouettes of the
other balloons bobbing eerily around you -- like “Apocalypse
Now” with hot-air balloons in place of choppers.
Whitewater
rafting
For some
genuine thrills you could try rafting down the foaming torrent
that is the Zamanti Cayı. A one-day trip will send you
lurching through 12 kilometers of grade 1-4 rapids, one minute
ducking to avoid a spill, the next gazing in awe at the
limestone peaks soaring all around you. At the end of the
whitewater run there’s the chance to see the famed Kapuzbaşı
Falls, where jets of water force their way from snow-filled
caves straight out of a cliff-face. For most people, a one-day
trip will suffice, but if you get hooked, longer trips are
available.
Winter
mountaineering
Despite the
visual appeal of its towering rock formations and plunging
canyons, Cappadocia’s soft sandstone and crumbly volcanic
tuff render it unsuitable for rock climbing. The volcanic
peaks whose eruptions formed this unique landscape are,
however, a different matter -- especially in winter. Then, the
unstable and shattered basalt rock is consolidated under a
thick blanket of snow, the weather dry and stable, the skies
unimaginably blue and the summits of 3,916m and 3,268m Mt.
Hasan beckon. A two-day expedition will suffice for either
peak, and both have non-technical routes to the summits (though
you will need an ice-axe, crampons, a helmet and some
experience to tackle either). From the summits, it’s
possible to see up to 200 kilometers in all directions, a
stunning panorama of central Anatolia.
Walking and
trekking
Many of
Cappadocia’s beautiful valleys lack (thankfully) vehicle
access, which makes walking not only the best, but the only
way, of reaching them. Several routes are well-trodden enough
for even the inexperienced walker to chance (from Göreme to Uçhisar
for example). Unfortunately, with the lack of adequate maps,
it is safer to hire a local guide for many of the others. It
is worth it, though, to escape the “honeypot” sites of the
Göreme Open-Air Museum, Zelve and Paşabağı and
explore the hidden valleys, rock-cut churches and
cave-dwellings few tourists see. The most beautiful valley in
Cappadocia, Ihlara, with its babbling brook, lush vegetation,
towering sandstone cliffs and rock-cut churches, is a
“must” -- especially in spring. There is worthwhile
trekking on the slopes of Mt. Hasan (and the remains of a
church or two to explore) and in the Melendiz range, whilst
the more experienced may like to have a crack at the summit of
Mt. Erciyes.
Abseiling
Most
visitors are content to gaze in wonder at the natural rock
pinnacles (known locally as fairy chimneys) which stud the
Cappadocian landscape. The slightly more adventurous are happy
to clamber around the tunnels, chambers and caves hollowed
from their insides by the indigenous population from time
immemorial. But for a real adrenalin buzz, try abseiling down
the face of one of these towering monoliths, halting your
steady glide down the rope every once in a while to admire
your surroundings, before kicking off again into the blue.
Ortahisar, a beautiful village of old stone houses dominated
by an 86-meter-high rock pinnacle cum fortress, is the best
venue for this increasingly popular activity.
Skiing and
snowshoeing
Downhill
skiing has been established for many years on Mt. Erciyes, and
the dry but chill air of central Anatolia regularly produces
ideal, powder snow conditions. There is a choice of hotels,
from the council run ski-lodge to a five star hotel, at Tekir
Yaylası (altitude 2,150m). All the latest equipment (including
snowboards) is available for hire.
Erciyes and Mt.
Hasan are both ideal for ski-mountaineering, as are the nearby
Aladağlar, and several companies runs expeditions here.
More sedate, but enjoying a massive surge in popularity, is
snowshoeing. Looking like oversized tennis rackets, plastic
snow-shoes are a modern adaptation of the wood or wicker
contraptions which mountain people the world over have
traditionally strapped to their boots and used in their daily
(winter) lives. Now used for leisure rather than necessity,
they are an ideal way to get around snow-blanketed Cappadocia.
Horse riding
For many,
horse-riding is an ideal way to explore the wide-open spaces
of central Anatolia. Imagine riding across shimmering
grasslands, with a magnificent backdrop of volcanic peaks,
table-top mesas and canyon walls -- all under a wide blue sky.
There are several stables in Cappadocia, offering everything
from short sunset rides to week-long expeditions.
Are you up
for it?
Whether you
have a weekend, a week or even two to spare, there are more
than enough outdoor activities to keep even the most
adventurous happy -- and what a landscape to enjoy them in!
Fingertip
Facts
How to get
there:
Turkish Airlines from İstanbul to Kayseri four
times daily, Kayseri to Göreme one hour. Göreme is a
three-and-a-half hour drive from Ankara, four-and-a-half
hours by bus
Where to stay: There are dozens of
excellent pensions and hotels throughout Cappadocia,
Worthwhile choices are:
Göreme: Kelebek; www.kelebekhotel.com
Tel 0384/271 2531
Ortahisar: Alkabris: www.alkabris.com
www.alkabris.com Tel 0384/343 3433
Ürgüp: Esbelli Evi: www.esbelli.com
www.esbelli.com Tel 0384/341 3395
Adventure tourism agencies: There are
many companies offering adventure experiences in
Cappadocia. Some of the best are:
Ballooning: www.Kapadokyaballoons.com
Tel 0384/271 2442
Rafting: www.medraft.com Tel
0384/213 3984
Winter mountaineering, walking |
and
trekking and abseiling:
www.middleearthtravel.com Tel 0384/271 2528
Skiing and snowshoeing: Kirkit Voyage
www.kirkit.com Tel 0384/511 3259
Horse riding: Akhal-Teke
www.akhal-tekehorsecenter.com Tel 0384/511 5171
Best seasons:
Ballooning: May-June;
September-October
Rafting: June-October
Winter mountaineering: January-March
Walking and trekking: April-June;
September-October
Abseiling: May-September
Skiing and snowshoeing: January-March
Horse riding: April-June;
September-October
Guides and maps
“Lonely Planet: Turkey”; “The Rough Guide
to Turkey”
Kartographischen Verlag Reinhard Ryborsch map series nos:
3 & 5
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La
Turchia
è tra le sette migliori regioni del mondo per la qualità e
quantità delle fonti termali. Dati alla mano, il
territorio beneficia di 1300 stazioni termali e di 240
sorgenti, quanto basta per rendere la famosa meta balneare sul
Mediterraneo una felice oasi per le vacanze wellness. Tra le
più conosciute stazioni termali c’è Pamukkale con il suo paesaggio fiabesco a
384 metri di altitudine. Le acque delle sorgenti, cariche di
sale calcareo, versandosi sui bordi dell’altopiano, hanno
creato questa fantastica formazione di stalattiti, cataratte e
bacini. Esistono 17 aree con acqua calda la cui temperatura
varia dai 35°C ai 100°C e la maggior parte degli hotel sono
situati a Karahavit, 5 km a nord di
Pammukkale. Le sorgenti calde di Pammukkale, ricche di
minerali, hanno una portata d’acqua che scorre ad una
velocità di 400 litri al secondo e vantano diverse strutture
che possono ospitare 6.000 persone al giorno.
A 109 metri di altitudine, il distretto di Cekirge
offre varie opportunità: il Kervansaray Termal
può ospitare 600 persone al giorno, mentre i bagni curativi
di Celik Palace Termal hanno una capacità di 400 persone per
giorno. Le sorgenti terapeutiche, ricche di calcio, solfato di
magnesio e bicarbonato, hanno una temperatura che varia tra i
38°C e i 58°C. gestiti dal “Kervansaray Termal” sono i
cosiddetti Bagni Ottomani (Eski Kaplica)
che vantano calde piscine minerali, bagni e bagni turchi con
acqua calda naturale. I trattamenti |
Marmara,
dislocate a 23 km a sud-ovest da Yalova, sono
le omonime terme molto frequentate dai locali stessi, immerse
nel verde e molto amplie, con una capacità ricettiva
totale di 600/800 posti letti in hotel e case private. Le
acque termali di queste sorgenti raggiungono temperature molto
alte, tra i 60°C e i 65°C, ottime per i bagni ma si possono
anche bere. Massaggi in acqua e “drinking cures” sono di
casa nella Yalova Spa, ricca di bagni e
piscine sia interne che esterne, ristoranti, caffè e un
attraente parco e una foresta.
Per sperimentare la più grande piscina coperta della Turchia
bisogna recarsi a 10 km dalla bella Izmir, la
terza città della Turchia ricca di musei e monumenti. Qui,
infatti, sgorgano le sorgenti di acqua calda di
La Turchia
è tra le 7
migliori regioni del
mondo per qualità e quantità
delle fonti curative
Tra
le più conosciute, quelle di Pamukkale, ricche di minerali con
una portata d'acqua che scorre ad una velocità di 400 litri
al secondo.
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CURE
TERMALI
OVVERO
LE SORGENTI
CALDE
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nelle calde piscine
minerali e nei
bagni, così come massaggi e massaggi in acqua
sono godibili nel 5 stelle Celik Palace Hotel.
A sud del mare di
Balçova,
proprio nel luogo in cui sorgevano i Bagni di
Agamennone e che, si narra, restituirono la salute al
condottiero e ai suoi soldati moribondi. Queste acque
benefiche hanno una temperatura che varia tra i 62°C e gli 80°C
e sono sfruttate da strutture ricettive che garantiscono una
capacità totale di 3.000 persone al giorno.
Situati nelle prossimità di un canale naturale tra il Lago di
Koycegiz e del mar Mediterraneo, i Bagni Termali Riza Cavus offrono piscine e fanghi e possono accogliere
fino a 1.000 persone al giorno. L’unica città della Turchia
ad avere ben sei centri termali è Kutahya,
un adelle più antiche città turche, che è già di per sé
un’attrazione fatta di moschee, un panoramico Castello, medreses,
un mix di tradizioni turche e retaggi ottomani non
indifferente. Tra i più importanti centri benessere della
città, spiccano quelli di Ilica Harlek e Yoncali (attivo
dall’anno 762).
A 1050 metri ha sede il centro Oruçoglu Termal Resort,
a 14 km da Afyon, il capoluogo dell’omonima
provincia nell’entroterra occidentale della Turchia, fanoso
per la coltivazione del papavero da oppio (“afyon”). Le
acque di queste sorgenti hanno una temperatura che varia tra i
42°C e i 53°C ed è ricca di biossido di carbonio,
bicarbonato di sodio, cloruro di sodio, bromuro e fluoruro. Più
distanti, a 66 km da Afyon, si trovano invece le sorgenti
calde di Huday, con acque a 70°C, ricche di
sodio, solfato di calcio e bicarbonato. Infine, anche la
regione di Ankara ha i suoi tesori per il benessere e si
trovano principalmente a Kizilcahamam (Kızılcahamam
Kaplıcası) e Haymana (Haymana Kaplıcası).
(Anna Evangelisti/Il Sole 24
Ore9) |
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The
southwestern town of Kayaköy, declared by Unesco as the
“World Friendship and Peace Village,” has been attracting
numerous domestic and international tourists as well as
photographers as this year's tourism season begins.
The tourists coming to the historical village enjoy the
pleasures of spring and find a chance to document the
bewitching natural and historical houses by taking photographs
under the guidance of tour guides working in the area. The
visitors and photographers
coming to the village, on the other hand, are disturbed by the
shanty settlements in the region.
Photographer Faruk Akbaş, who exerts great effort in
promoting Kayaköy, said, “We chose this village as the
pilot region in our works. Kayaköy is declared as a protected
area. But there are illegal structures in the village. A
solution must be found for this situation.” |
Around
46,000 tourists
visited Kayaköy in 2006 while it attracted nearly 15,000
Turkish and foreign visitors in the first four months of 2007.
Kayaköy:
Dating back to 3,000 B.C., Kayaköy is the Turkish name given
to Levissi, a village 8 kilometers south of Muğla's
Fethiye district where Anatolian Greeks lived until
approximately 1923. The village, now preserved almost as
a “museum village,” consists of hundreds of rundown but
still mostly intact Greek-style houses and churches that cover
a small mountainside and serve as a stop for tourists visiting
Fethiye and nearby Ölüdeniz. Built on the site of the
ancient city of Carmylessus in the 1700s, the village
underwent a renewal after nearby Fethiye was devastated by an
earthquake in 1856 and a major fire in 1885. After the
Greco-Turkish War in 1919–1922, Kayaköy was largely
abandoned after a population exchange |
agreement
was signed by the Turkish and Greek governments in 1923.
Its population in 1900 was
about 2,000 and although the village has a small number
of inhabitants, the site is now attracting many tourists
especially with the coming of spring. (Turkish
Daily News) |
KAYAKOYL'AFFASCINANTE
Il
sito mediterraneo - che è
sotto la protezione dell'Unesco -
è attualmente una delle
mete preferite dei turisti amanti
della cultura
Un'area che ha ancora molto
da scoprire come fa osservare il
fotografo Faryk Akbas. 46.000
visite nel 2006
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I TURISTI
ISRAELIANI
SCELGONO
BODRUM |
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DOVE ANDARE
L'ANTICA
CITTA' DI ALICARNASSO,
NOTA PER AVERE DATO I NATALI
ALLO STORICO GRECO ERODOTO, E'
UNA DELLE METE PREFERITE PER
TRASCORRERVI UNA PIACEVOLE
VACANZA. I MOLTI REPERTI STORICI
Fying Carpet Tourism and Travel Company that operates in
Israel said they would bring 40,000 Israeli tourists to Bodrum
in 2007. Known as the tour company that takes the
highest number of tourists from Israel to European countries,
Flying Carpet's General Manager Yaron Miller said, this year
there will be a great flow of tourists to Bodrum from
Israel.Tel Aviv-based Flying Carpet Tourism and Travel
Agency has 30 tourism companies.
The company arranged tours for 80 Israeli agents and tour
operators to promote Bodrum last week. Israeli agents and tour
operators admired Bodrum's provinces, boat construction
workshops, the Bodrum Museum, the Ancient Theater and coves.
The guests were together with Bodrum tourism agents during a
meeting held by the organizing company.Israeli tourism agents
were given information on Bodrum's history, culture and
alternative tourism spots. They also attended a cocktail party
organized by Scanway Tourism Representative Kadir Alkan,
Flying Carpet
Bodrum Representative Yüksel Aslan and TÜRSAB Bodrum
Executive Committee President Nasih Demir at the Diamond
of Bodrum hotel. Miller said that during the Jewish
community's Passover Holiday, which is celebrated in April,
they brought 2,000 tourists to Bodrum and they had returned
to their country with very favorable impressions. “We
are glad about the peninsula excursion and bilateral
conversations held with the tourism agents in Bodrum. We want
to improve our tourism relations that started three years ago.
Thus we organized this meeting to introduce Bodrum to Israeli
tourism agents and tour operators. Our goal is to bring 4,000
tourists in April and 40,000 tourists during the season.
Israeli agents are very pleased with us. This year there will
be a great flow of tourists from Israel
to Bodrum,” Miller said. (Turkish
Daily News) |
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RUOLI INVERTITI:
ADESSO
E' LA GERMANIA
CHE ATTENDE
I TURISTI
DALLA TURCHIA
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LE CIFRE INIZIATIVE
PROMOZIONALI DA PARTE
DELL'UFFICIO DEL TURISMO TEDESCO. LE
PREVISIONI FINO AL 2015. I PUNTI DI RIFERIMENTO
Director
of the German Tourism Center in Turkey Knut Haenschke said
they expected that more than 600,000 tourists in Germany
from Turkey in 2015. At a press conference held last week at
the Four Seasons Hotel in Sultanahmet, Haenschke provided
information about promotional activities that have been
carried out to make Germany a tourist destination for
Turkish tourists. He said they had allocated a budget
of 34.3 million euros for promotional activities of Germany,
adding that the bottom line for the activities would be
culture and health tourism. Haenschke said 2006 was a
wonderful year for tourism, adding that the tourism sector had grown
by 4,5 percent in that period. Noting that with 3,9 percent
growth in the field of tourism, Europe was behind the
average growth rate in the world, Haenschke said Germany's
growth rate was 10 percent in tourism. Haenschke said the
profile of visitors and travel
had changed, adding, “The average age of travelers has been
increasing. Actually, they feel young in their heart and they
are experienced travelers. They mostly travel for personal
reasons. We should meet these needs in the future.”
Haenschke said Germany was the most important travel market for
international
travels in 2006. “There is a great demand
and effort to bring German tourists to Turkey but we want more
tourists to come from Turkey to Germany, too,” said
Haenschke. He said the number of international tourists, who
had been accommodated in Germany last year, was 52 million,
adding, “We plan to increase this figure to 60 million and more
in 2015. Last year more 392,000 tourists were accommodated in hotels
in Turkey. We will increase this figure to 400,000 and more
this year. Our goal is 600,000 Turkish tourists in Germany in
2015. We want to make Germany a travel
destination for Turkish tourists.”Haenschke
said the main theme for the promotional activities would
be “Germany, Arts and Culture Country” for 2007,
“Palaces and Parks – Romantic Germany” for 2008,
“Germany, the Country of Regions and Cities” for 2009 and
“Cultural Cities of Germany” for 2010.
“Berlin
is the largest Turkish city outside Turkey”:Berlin Tourist
Information Center Director Hanns Peter Nerger said that with
130,000 people, Berlin was the largest Turkish city outside
Turkey. Nerger said that with 140 million visitors, Berlin was
the third most favorite country in Europe after London and
Paris, adding, “Tourism has become an important source of
income for Berlin.” He said Berlin offered cheaper hotel
prices when compared to other European cities, adding they
aimed to have 20 million tourists in Berlin by 2010.
Nerger also provided the following information about the
profile of Turkish visitors in Berlin:“The number of Turkish
customers, who were accommodated in hotels in Berlin during
2006 was 14,985. These visitors spent 34,480 nights in hotels
and hostels in the capital of Germany, Berlin. Visitors,
who stayed at the homes of their Turkish relatives living
in Germany, are not included in this figure. Also, Turks
stay in Berlin for more than three days, above the average. (Turkish
daily News)
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A
4000 mila metri sull'altopiano
Altiparmak-Kaçkar- Verçenik
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PASSEGGIARE
PER BARHAL
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IL PARCO E' UNA DELLE
ATTRAZIONI DEGLI
ALPINISTI SIA NEI MESI
ESTIVI CHE IN QUELLI
INVERNALI. COME ARRIVARE
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The Kaçkar National Park lies
mainly west of Kaçkar’s peak itself, and north of the Verçenik
massif, with its myriad jewels of lakes. Thus it protects the lush
emerald forests on the rainy north side of the range, but not the
drier, steep summer pastures centered on the small towns of Yaylalar
and Barhal, accessed via Yusufeli and Erzurum. These once-wealthy
yaylas are rapidly polarizing -- where modern roads reach them, city
dwellers are repairing old family houses, sometimes on a grand
scale, and the area is reviving. But the majority, without
electricity or roads, are dying of neglect. Only a few families
maintain traditional lifestyles and these send their children to
İstanbul for education. Cattle farming, bee-keeping and
orchards are no longer profitable, a few have jobs with the forestry
authorities and others turn to tourism. Families open their houses
as pensions or shops, and men work as guides and mulemen for the
short tourist season.
With only a primary school, no hospital and no shops other than
small grocery businesses, daily life depends on dolmuş services
to the market town of Yusufeli. With such a severe climate, the
winding riverside road undergoes constant disruption and repair, and
the 50-kilometer journey, when possible, can take three or four
hours.
The summer visitor is immediately spellbound by the beauty of the
lush green valleys, spangled with sparkling flowers and butterflies,
with the jagged granite peaks sawing the sky above. It’s only
after a few days’ exposure to this wonderland that the fitness and
endurance of the locals, and the harshness of winter life, sinks in.
Now is the time to meet these stoical yet welcoming people and
experience their life on the summer yaylas, before the last families
drift away to İstanbul or Bursa and only the tourists are left.
Below I describe a circular walk based on Barhal, which takes you
through several yaylas, inhabited and empty. The goal of the walk is
Karagöl (Black Lake) in a hollow scooped by a glacier below the
upright digits of Altıparmak -- the six-fingered mountain. Take
a tent and food for three days, for you will spend the nights on one
of the most delightful campsite in the world -- Satibe -- a grassy
ridge rising clear of thick pine forest, with views all along the
range of the Kaçkar and down into the deep valleys of the Kışla
(south) and Barhal (north) streams.
Day
1:
Barhal to
Satibe via Sarıbulut: 5-6 hours
Our route starts
from Barhal, opposite the turning for the Karahan pension. Here a
wooden bridge over the stream leads to a decaying watermill and a
path that turns left and rises up the ridge to the ruins of a small
chapel. Looking back you have wonderful views down to the 10th
century monastery church -- a basilica plan building with a central
aisle of immense height, set under a steeply pitched stone roof.
From the chapel, turn right and follow a clear path rising along the
ridge line. It climbs steadily through forest to a junction where a
wide path leads downhill, then level across the lush upper pastures
of Sarıbulut (yellow cloud) yayla. The yayla lies along a short
spur leading south from the main ridge, and is usually accessed by a
walk of half-an-hour along a line of telegraph posts from an
unsurfaced road from Barhal. It’s now completely deserted -- most
of the 20 smallish stone and timber houses are collapsing gently,
and the mills just above the village no longer have water flowing to
them. Just past the right-hand houses, turn right and up, past the
mills, and find a path leading up the right side of a valley,
through rhododendron scrub and pines, to the open grassy ridge above.
Continue left along the ridge, to locate a water pipe gushing into a
hollow tree-trunk. Here, at 2,450m, is your campsite for the next
two nights -- complete with water, firewood from the forests below
and level pitches for many tents.
Day 2:
Satibe to
Karagöl and back via Nebişatgur Tepesi: 5 hours
The sun rises early on
Satibe, so dew will still be on the long grass as you set off west
along the ridge-top water channel towards Karagöl. Gentians,
buttercups and orchids line the channel, which in places has fallen
away or been filled by landslides. Follow it around a sharp corner
by some pines, and through scree toward the source -- a waterfall
gushing from hidden Karagöl down the steep glaciated valley. Here,
at a cairn, turn up over a rhododendron-clad rise to a path which
rises steeply left. At a junction, take a gently rising path right
towards the lip of the cirque -- beyond this, hidden until the last
moment, is Karagöl. Nearly all year the north-facing lake is ringed
by snow, so although the water may look tempting, the briefest
splash can freeze your marrow.
To the right and slightly below the lake are some stone huts --
roofless and useless -- and behind them a path leading west up the
stream to more small lakes. This is the route to Büyükkapı,
the pass between Didvake and Altıparmak, leading over the range
to Zigam yaylası. Explore as far as you like, then return to
the junction on your incoming path. Here turn upwards on narrow path
rising over a crest towards Nebişatgur Tepesi -- turn back for
a final view of Altıparmak. The path levels and contours across
the grassy slope until the campsite comes into view. You could turn
right to the summit of Nebişatgur or left, and down the ridge
crest toward your tent.
Day 3:
Satibe to
Barhal via Amaneskit and Naznara yaylas: 4-6 hours
Pack up your tent and
start as for Day 2, along the water channel. At the clump of pines,
turn down the ridge on steep hairpins, with pines on your left, then
follow a water channel as it descends the ridge through Amaneskit
and Naznara yaylas. The butterflies on this channel are amazing --
blues, apollos, fritillaries in jewel-like colors. Some of the
houses are massive stone-built mansions with barns of logs, allowing
the air to circulate. In July whole families work at scything the
hay, and carting it to the barns, to supply the cattle for the
winter. These are still working yaylas, although the watermills
along the course of the channel no longer function.
Below Naznara, leave the ridge to descend to the river on your left,
and cross a log bridge onto the dirt road, which leads down the
valley to Barhal. You could take a detour up to Altıparmak
yayla, and the others on the north slopes -- a path leads up from
the end of the road and after passing through the yaylas rejoins a
secondary road which runs downhill to join the main Barhal dirt
road.
At Barhal, end your walk with a visit to the monumental monastery
church, which soars, like the mountains, to meet the overarching sky.
Fingertip Facts:
Location:
Barhal; about 30 kilometers west of Yusufeli, in the Artvin
province.
When to go:
July for spring flowers, butterflies and birds
Access:
From Erzurum, local bus to Yusufeli; dolmuş to Barhal leaves
about 3 pm.
Pensions:
Half board at Karahan pension, (446) 826 2071
www.karahanpension.com; Barhal pension 826 20 31; Marsis village
house 826 2026 www.marsisotel.com
Barhal (Parkhali)
church:
is now a mosque and kept locked -- ask at the adjoining school for a
key. The frescos have been whitewashed, but angels are carved on the
pillars.
Web site, maps and
books: www.mountainsofturkey.com,
www.kackarlar.org, have local information and a downloadable map.
“Trekking in Turkey” (Marc Dubin and Enver Lucas, Lonely Planet)
is out of print but useful; “Mountains of Turkey” (Karl Smith,
Cicerone) has brief descriptions of many walks.
Equipment:
Thick soled boots and good socks, waterproofs, water bottle, sun
glasses and sunscreen, camera, rucksack, food and cooking equipment
for two nights /three days, sleeping bag and mat, tent. (Kate
Clow/Zaman) |
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| CULTURA
LA
GRECIA
CONTEMPORANEA
(1974-2006)
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| UNA
NOVITA'
DA
NON
PERDERE
ASSOLUTAMENTE
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CASI
LETTERARI
Trent'anni di
politica estera
del Paese ellenico visti da
Rudi Caparrini, Vincenzo Greco
e Ninni Radicini. Dalla caduta
del regime dei colonnelli alle
Olimpiadi di Atene. |
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| Trent'anni
di politica estera della Grecia, dal 1974 al 2004. Dalla
caduta del regime dei colonnelli alle Olimpiadi di
Atene. Non era facile dare un quadro preciso di uno dei
periodi sotto un certo punto più controversi della
storia di questo Paese ma Vincenzo Greco - nazionalità
italo-ellenica, uno dei più emergenti ricercatori nel
settore delle relazioni internazionali - ci è riuscito
perfettamente. Va da sé che - parlando delle Grecia in
un saggio inserito nell'ultimo numero della collana
"Fondazione Spadolini Nuova Antologia" e dal
titolo "La Grecia contemporanea" (Edizioni
Polistampa)- il nostro autore non poteva non parlare
della Turchia. Guardandola, naturalmente, con gli occhi
di un greco e quindi in maniera molto ma molto critica.
Ora non sta a noi dire se le dure osservazioni, che
si leggono qua e là nelle 91 pagine del testo, abbiano
un fondamento o meno. Semmai ci sia da fare qualche
contestazione, la lasciamo agli storici turchi che di
certo sapranno dare - ove ve ne sia la necessità - la
giusta risposta. Avvertendoli - in anticipo - che sempre
Vincenzo Greco sta per dare alle stampe una sua ultima
fatica, frutto della sua tesi di dottorato (Firenze,
luglio 2005), dal titolo emblematico "Greci e
Turchi tra Convivenza e scontro: le relazioni
greco-turche e la questione cipriota". |
Per tornare comunque al saggio in
questione,
va precisato che l'autore mostra
di conoscere alla perfezione i vari passaggi che hanno
visto l'ascesa e la caduta di numerosi uomini politici
che si sono
avvicendati nella guida del Paese ellenico. Con uno
stile secco - tipico di chi studia il corso degli
avvenimenti senza lasciarsi andare ad iperbole ed
aggettivazioni inutili - Greco ha saputo cogliere
appieno il senso di quello che è contenuto nella sua
premessa: chiarire che la politica estera di un Paese è
il risultato di una complessa interazione di vari
fattori (politici, economici, culturali) ricoprendo
svariati temi di interesse nazionale. Se vi piace la
storia, questa è l'occasione per un approfondimento di
un suo recente spaccato senza dimenticare - già che ci
siete - ad altri due saggi sempre nelle edizioni
Polistampa; uno di Ninni Radicini dal titolo "O
Ellinikos Kosmos": evoluzione politica
interna", l'altro di Rudy Caparrini dal titolo
"Sviluppo economico e mutamento sociale della
Grecia dopo il 1974". Di notevole interesse la
prefazione del giornalista Antonio Ferrari,
corrispondente da Atene per il <Corriere della
Sera>. (Veronica Incagliati)
_________________________
Rudy Caparrini/Vincenzo Greco/Ninni Radicini - "La
Grecia contemporanea" (1974-2006)
Edizioni Polistampa pagg. 252 euro 15,00 |
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LE FAVOLE
UNA FIABA
POI...
a nanna
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UN ESOPO
IN GONNA CI AIUTA
A RIFLETTERE
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In
un'epoca
fatta di violenza e di volgarità, meraviglia
questo libro scritto da Beatrice Melissari per i più
piccini
di Veronica
Incagliati |
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Cani,
gatti, rondini, talpe, acquile,
orsetti,ippopotami, formiche, granchi, galline,
papere: ecco il mondo descritto e disegnato dalla
nostra B. Melissari.
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Beatrice
Melissari. Chi la conosce ha di fronte una una ragazza piena
di vita, un viso solare, una esuberanza schietta, un modo di
comportasi naturale quanto pulito. Poco meno che trentenne,
una laurea in giurisprudenza, come tutte le persone della sua
età e non, anche Beatrice ha un hobby. Che, badate, non
è legato né ad attività sportive, né a ricerche
informatiche né tanto meno a strumenti musicali. Il suo hobby
è scrivere favole. Sì, proprio favole. Ci è capitato di
leggerne alcune, raccolte in una sorta di quaderno - poi dato
alle stampe - dal titolo : "Una fiaba poi...a
nanna". Ebbene, non è esagerazione nell'affermare che
Beatrice Melissari racchiude nei suoi racconti - buttati giù
per tutti i bambini che ha incontrato sul sentiero della sua
giovane vita - un pizzico di Esopo e di Fedro giacché
il mondo è quello degli animali. Cari amici, vi prego di non
sorridere, ma è proprio così.
In un'epoca fatta di violenza e di volgarità - dove i crimini
più aberranti rappresentano le virtù dell'odierna
generazione - le fiabe, certo, sono un qualcosa fuori dal
coro. Gli editori non le vogliono. "C'è sesso, ci sono
morti ammazzati, ci sono devianze?" E' la prima cosa che
chiedono. No, queste sono semplici fiabe, è la riposta. Fiabe
per i piccini, perché questi "portino sempre con loro
quella speranza, gioia, spontaneità che a volte noi
dimentichiamo; perché non smettano mai di donarci
gratuitamente quei sorrisi, quelle faccine buffe e quei
baci per noi vitali". Male, male.
Beatrice, amica mia. Se vai avanti con questi sentimenti,
prevedo già che avrai poco fortuna come scrittrice di favole.
Ma tu insisti, continua ad inventarti episodi come quelli di
"Palmiro e Robby", "La soffitta magica",
"Max e l'aquila", "La rondine e il cane",
"Gigy e il pianoforte" e tanti altri. E, non
dimenticarti soprattutto, di illustrare questi racconti. Lo
hai già hai fatto egregiamente, forse nemmeno pensando di
percorrere lo stesso cammino di Jean de La Fontaine. Disegni
semplici, appena tratteggiati, colori tenui. Eppure, caldi.
Abbastanza per capire che anche lo schizzo di un pesce, di una
rana o di un polipo è sufficiente per corredare un testo di
per sé più che pregevole.
___________________
Per qualsiasi informazione sul libro rivolgersi a
pietro.incagliati@fastwebnet.it |
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ASSOCIAZIONE
PALATINA-ISTANBUL
Il futuro
sono io
|
LE
QUOTE
ASSOCIATIVE
ED ALTRO |
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LA
LETTERA
Cari
amici, Palatina-Istanbul, sempre sulla base
di una attenta ricerca scientifica posta
alla base di ogni nostra iniziativa, ha
operato naturalmente in Turchia, ma anche, con la sua nuova branca didattica “Historia Magistra
Vitae”, ha spesso fatto promozione in
Italia del nuovo metodo di insegnamento per
la storia ambientale nato a Kalmar in
Svezia. La chiusura dell’anno è culminata
con la presentazione a Venezia del nostro
progetto di Sultanahmet, in collaborazione
con il Ministero per i Beni e le Attività
culturali, con il Comune di Venezia e con il
Municipio di Istanbul: nelle prestigiose
sale dell’Istituto Veneto per le Scienze,
Lettere ed Arti, con
le splendide sculture di
Paolo Cavinato nella sua
installazione “La mia Sultanahmet”.
Inutile dire quanto io sia grata ai nostri
preziosi collaboratori e sostenitori senza i
quali tutto questo non sarebbe stato
possibile, ed il cui numero mi impedisce
ormai del farne menzione uno per uno.
Un grande grazie e un augurio di rivederci
presto alle prossime occasioni di incontro.
Eugenia Marta Bolognesi
Eugenia Ma |
|
Dr.
Eugenia Bolognesi Recchi Franceschini
c/o Corso Italia 29 - 00198 Roma Italia
Tel./Fax +39.06.8553794
Roma, lì 5 maggio 2007
Il Sig./Sig.ra ……. ……….. in qualità
di socio dell’Associazione
Palatina-Istanbul e’ invitato ad
intervenire all’assemblea straordinaria
che si terrà in Roma, presso il
Centro Culturale BIBLI, Via dei Fienaroli,
28, (Tel. 06/5814534) il giorno mercoledì
23 maggio p.v.
alle ore 19,00 in prima convocazione, ed
occorrendo in seconda convocazione nello
stesso luogo il giorno giovedì 24 maggio
p.v., alle ore 19.00, onde deliberare
sul seguente
Ordine del giorno:
1. discussione delle attività tenute
dall’Associazione stessa nel corso
dell’anno 2006;
2. programmazione delle attività
nell’anno 2007 secondo del triennio;
3. varie ed eventuali
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LA
QUOTASSOCIATIVA
La quota
associativa per l’anno 2007 ammonta ad euro 80.00.
Per gli studenti, tale ammontare è ridotto del
50% per un importo pari ad euro 40.00.
La quota dà diritto alla partecipazione a titolo
gratuito a tutte le manifestazioni indette
dall’Associazione in Italia e all’estero
(conferenze, mostre, programmi didattici, viaggi),
in particolare in Turchia, ed all’invio del
Bollettino sulle iniziative dell’Associazione,
con i successivi aggiornamenti.
Ricordiamo a tutti i soci la possibilità di
usufruire la Convenzione con il Poliambulatorio
Specialistico del Sovrano Ordine di Malta
dove si effettueranno a
nostro favore tariffe ridotte sul prezziario già
particolarmente conveniente di analisi, visite
specialistiche e assistenza medica.
Infine da quest’anno è possibile conferire all'Associazione
Palatina Istanbul onlus codice fiscale
97124880580, il 5 per mille della propria
dichiarazione dei redditi.
Si prega versare la quota associativa 2007 sul
conto corrente postale n. 60459039 intestato a:
Associazione Palatina Istanbul – ONLUS c/o Corso
Italia, 29 - 00198 Roma a mezzo dell’allegato
bollettino. Il Tesoriere, Stefano Marconi
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RINVENUTO
CIMITERO
DI GLADIATORI
SENSAZIONALE
SCOPERTA
VICINO
EFESO
Un gruppo di scienziati
ritiene di aver scoperto per la prima volta un cimitero di
gladiatori in Turchia nei pressi della città di Efeso
L'esame dei resti gettano nuova luce sul tipo di
combattimenti, sulle ferite, la vita e la morte degli
"eroi" degli anfiteatri romani, si legge sul sito
web della <Bbc>.
Secondo i professori di medicina legale Karl Grosschmidt e
Fabian Kanz, dell'Università di Vienna, le ossa scoperte nel
cimitero di Efeso sono state una miniera per catalogare e
studiare le ferite che avevano spesso causato la morte dei
gladiatori.
Il cimitero conteneva i resti di 67 individui di età compresa
tra i 20 ed i 30 anni. Molti di loro avevano ferite curate e
rimarginate e, secondo gli studiosi, dovevano essere
combattenti di grande fama tanto che avevano ottenuto cure
mediche estremamente care per quei tempi. Uno degli scheletri
mostra segni di una amputazione chirurgica.
Gli studiosi hanno scoperto anche ferite mortali. La storia
dice che quando un gladiatore sconfitto non aveva dimostrato
grande valore nel combattimento veniva subissato dalle grida
della folla che diceva "iugula" (sgozzalo). Alcuni
scheletri scoperti ad Efeso mostrano questo tipo di ferite.
Nel sito sono state rinvenute lapidi che mostrano gladiatori
con le loro differenti armi per i combattimenti. In una di
queste vi è un uomo in piedi che conficca il suo pugnale nel
cuore dell'avversario già in ginocchio, come in attesa della
morte. |
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Il
sito conteneva i resti
di 67 individui di età
compresa tra i 20 e i 30
anni. Molti avevano ferite
curate e rimarginate
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Alcuni
teschi mostrano tre fori nella scatola cranica, quasi
sicuramente un forte colpo di tritdnte con il quale
erano armati i retiarii. Altri teschi mostrano fori
rettangolari, come dati da un colpo di martello. Gli
archeologi ritengono che vi fossero nell'arena
assistenti che non mazze di ferro davano il colpo di
grazia ai gladiatori morenti.
Secondo le fonti, se un gladiatore riusciva a
sopravvivere per tre anni, si conquistava la libertà e
di solito andava a dirigere una scuola per gladiatori.
Uno di questi scheletri rinvenuti nel cimitero di Efeso
sembra proprio quello di un "gladiatore in
pensione", si legge su sito della <Bbc>. Era
più anziano degli altri e il suo cranio aveva tracce di
ferite, tutte curate e sicuramente non gravi
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Quando
la folla gridava "iugula" (sgozzalo).
Era la fine dei vili
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ARTE
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LA LUNGA STORIA
DELLE
CERAMICHE |
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INDIETRO
NEL TEMPO
Parlare di Iznik vuol dire cominciare
una serie di racconti e non finirne nessuno. La storia di
Lisimaco
che vinse Antigone e che dette come nome alla città quello di
sua
moglie Nike, cioè Nicea. Fu poi Shan Suliman a cambiarlo.
The
first capital city of Anatolia, it was originally described as
a city of scholars. However much we speak of İznik --
historically, culturally, artistically, theologically,
naturally -- many of its tales will still remains to be told.
This city has many assets: green lawns, olive groves, grapes,
perfect olives, a lake, a grassy plain, mountains and ancient
architecture.
İznik is set in a valley between two mountains and the
road which runs parallel with Lake İznik, flanked by
olive groves on both sides, takes us there. At the city
entrance I see a sign reading “Nikaia-İznik.” After
winning the war against Antigoneia and conquering the region,
Lysimachus from İskender gave the city his beloved
wife’s name in tribute to her. When Nikaia -- or Nicea --
became the capital city of the Seljuk State, Shah Suleiman
changed its name to İznik. Every historical place and
story in İznik has its own mythological tale.
The entrance to İznik has four main gates; we enter the
gate that faces İstanbul. These gates were made with the
purpose of protecting the city and were set in massive city
walls. Behind these gates, life continues. It is stunning that
even in this part of the year the land is green, only from the
cold can we be sure that it is winter.
İznik is now almost synonymous with the ceramics that
were made here. The culture of faience, or glazed, colored
china, began in İznik 600 years ago during the Ottoman
era and continued until the end of their rule. The term
“china” comes from Chinese porcelain. The best porcelain
of the time, used at the palace, came from China. Since it was
so expensive and the conditions of its transportation so
difficult, the sultan ordered its domestic manufacture. They
began to try to produce the same white porcelain that was made
in China. However the result was not porcelain but İznik
china, which, according to contemporary ceramics chemistry and
literature, was impossible to produce.
When you start your tour from the centre of İznik you
come upon many historical remains. In the centre of İznik
sits the Ayasofya Mosque, which is at the crossroads where the
roads from all four gates cross. It is where Emperor
Constantine called the first gathering of Christian
theologians and scholars, hence the Nicene Creed, and is thus
considered of great importance to Christians. It is also the
place where the Ottomans, after taking military control over
İznik, performed the first Friday prayer. You have to
visit to see and feel these spiritual values. It is also
possible to see the remains of the glorious Roman theatre.
Next we go to the china workshops, where one is free to look
without being obliged to buy anything. These fill a whole
street and we choose to tour at the china workshop at the
Suleiman Pasha Medrese. The ceramics that became identified
with this historical place fit its atmosphere perfectly. It is
satisfying to sit in one of the medrese’s tea gardens, sip
tea at a tiled table, watch İznik and feel the history
beneath your feet.
How
to go there?
Leaving
İstanbul behind and taking the Eskihisar ferry is the
fastest and most practical way to go to İznik. The ferry
trip takes 40 minutes. After you come to Yalova, you take the
road to Orhangazi, and from there following the İznik
sign, head toward İznik Lake. The historic city is just
two-ad-a-half- hours from İstanbul.
Where
to stay?
There are not many alternatives for those who plan to
stay overnight. You can stay at a few hotels at İznik
city center. The Çamlık Hotel on the lake’s coastal
road is reasonable. Tel: (0224) 7571362 (Guliz Karaoglan
/Zaman) |
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SPETTACOLI/MODA
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"Coro arcobaleno":
il marchio
di
Antiochia
IL CONCERTO RISUONAVA
ANCORA LO SCROSCIO DEGLI APPLAUSI QUANDO QUALCHE GIORNO DOPO
ARRIVAVA LA NOTIZIA DELLA BARBARA UCCISIONE DI TRE
CRISTIANI CHE LAVORAVANO PRESSO UNA CASA EDITRICE DI
MALATYA
Risuonava ancora nelle orecchie dei partecipanti lo
scroscio di applausi ricevuto alla fine del concerto svoltosi
la sera di domenica 15 aprile ad Antiochia in occasione della
Settimana per il turismo, quando tre giorni dopo arrivava
la notizia della barbara uccisione di tre cristiani che
lavoravano presso una Casa editrice cristiana a Malatya.
Agghiacciante. Mentre i cattolici ad Antiochia (cittadina nel
sud della Turchia a confine della Siria) insieme ad ortodossi,
armeni, ebrei, sunniti ed aleviti con gioia ed impegno
cantavano insieme i propri tipici canti in pieno rispetto ed
armonia, qualcuno, a qualche centinaia di chilometri da loro,
stava organizzando fin nei minimi particolari un assassinio
contro rappresentanti di una religione che a quanto pare dà
fastidio perché diversa, perché scomoda. Così su tutte la
pagine dei giornali turche ed internazionali si è gridato
allo scandalo, si è rimessa in discussione l’entrata della
Turchia in Europa, si è discusso sull’impossibile esistenza
dell’islamismo moderato, si è arrivati a dire che tutti i
musulmani sono tagliagole.
Certo, omicidi di questo genere lasciano di stucco, inquietano
e sconvolgono gli animi. Sono campanelli di allarmi di un
clima di tensione che vuole mettere a tacere e imbavagliare,
fanno rumore e pare che tutta la realtà sia circondata di un
alone di paura e di terrore, ma fortunatamente non sempre e
non tutto è così. C’è anche chi continua a lavorare per
il bene e per la pace. E ne è di esempio il "Coro
Arcobaleno". Pensato e voluto dal Prefetto di Antiochia,
con entusiasmo vi hanno aderito subito i vari rappresentanti
delle diverse religioni presenti in Città e così si è
costituito un bel coro di novanta persone composto da sei
gruppi di quindici cantori l'uno.
Ogni gruppo, con un proprio particolare abbigliamento - segno
della diversità nell’unità - ha preparato ed eseguito
sotto la sovrintendenza di una insegnante turca tre brani
rispecchianti il proprio credo e la propria tradizione. In
arabo, in ebraico, in armeno, in latino e in turco: un coro
polifonico veramente unico. Introdotto dall’inno europeo e
conclusosi con un canto popolare turco cantati tutti insieme.
Per un mese e mezzo musulmani, ebrei e cristiani - gente
comune, impiegati, commercianti, insegnanti, studenti,
disoccupati e casalinghe, imam, sacerdoti e suore, giovani e
anziani, donne e ragazze - hanno provato fianco a fianco, si
sono sostenuti a vicenda, si sono incoraggiati negli errori,
sono nate nuove belle amicizie grazie alla musica e al canto.
Così, cantando, come diceva sant’Agostino, abbiamo pregato
due volte, in un unico coro, quell’unico Dio in cui tutti
crediamo con passione e amore.
Voglia di pace, voglia di serenità e di dialogo: questo
ancora una volta il messaggio che Antiochia lancia a tutto il
mondo. E, come ha detto il vice prefetto complimentandosi con
fierezza per l’esecuzione polifonica, questa non è utopia,
ma il marchio di un’ Antiochia, antica Regina d’Oriente,
che vuole essere segno e profezia di pacifica convivenza in un
mondo dove per le religioni si combatte, si alzano muri, si
uccide. (Maria Grazia
Zambon/www.korazym.org) |
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<POLIMODA>,
MODELLO
TECNICO
DI
FORMAZIONE
LA
NUOVA SCUOLA DI MODA TURCA L'<Istanbul Moda Academy>
sarà dal prossimo autunno un college
internazionale di altissimo livello nato dalla
collaborazione
tra l'Itkib e il London College of Fashion
"Modello tecnico" di formazione ad alto livello.
Così è considerato <Polimoda> in Turchia, in
particolare è stata richiesta la sua consulenza, in qualità
del modello rappresentato, dalla nuova scuola di moda turca,
Istanbul Moda Academy. Dal prossimo autunno sarà un college
internazionale di altissimo livello, nato dalla
collaborazione tra l’Itkib (Istanbul Textile and Apparel
Exporters Association) e il London College of Fashion.
"La Turchia rappresenta un soggetto emergente nel mondo
moda – dichiara Philip Taylor, direttore generale
dell’Istituto fiorentino – un soggetto con cui
interagire in modo proficuo. Per questo, presso l’Istanbul
Moda Academy, saranno attivati a fine 2007 corsi brevi in
lingua inglese in collaborazione con <Polimoda>. Una
collaborazione attiva che sarà presente per tutta la durata
dei corsi". E’ solo uno delle tante collaborazioni e
attività che <Polimoda> porta avanti a livello
internazionale ogni anno. Il confronto diretto con il
mercato moda nel mondo rappresenta un obiettivo essenziale
per l’Istituto. Bisogna infatti ricordare la storica
collaborazione con il <Fashion Institute of Technology>
di New York, tra i soci fondatori di Polimoda, con il quale
prosegue uno stretto rapporto di collaborazione, confermato
dalla recente visita presso la sede di newyorkese del nuovo
<Dean Polimoda Linda Loppa>, e quella più recente con
l’<Osaka Bunka College>, che vede nascere ogni anno
numerosi scambi e progetti didattici. Vere e proprie
occasioni per attivare proficui scambi educativi, come
appunto quelli con la Turchia, che si fondano
sull’interscambio di staff accademico e di ricerca, nonché
di informazioni e formazione moda.
Non a caso, l’istituto fiorentino fa parte dell'< Iffti
- International Foundation of Fashion Technology Institutes>:
il Direttore di <Polimoda> è rientrato da poco dal
Canada, a Toronto per il 9° meeting annuale, durante il
quale è stata data conferma ufficiale che sarà <Polimoda>
ad ospitare a Firenze l’appuntamento del 2009. Non solo il
team <Polimoda> si muove verso l’estero, ma anche i
suoi studenti e i loro abiti. Infatti, il 27 marzo si è
svolta una sfilata a Shanghai in collaborazione con la
Camera di Commercio di Prato e Prato Trade. Uno spettacolo
unico, 53 outfit si sono alternati sulla passerella,
dove l’innovazione dei tessuti si è fusa in modo perfetto
con le forme sia classiche che d’avanguardia delle diverse
collezioni presentate, realizzati da 5 studenti neo
diplomati di fashion design. Allo stesso tempo si è appena
concluso un viaggio studio in Cina, che ha visto coinvolti
40 studenti dell’area marketing e design. Hanno potuto così
visitare la più importante fiera dell’abbigliamento donna
asiatica, Chic Fair 2007, oltre ad altre importanti
tappe legate alla moda cinese: il dipartimento Design della
<Qinghua University> e il <Clothing Institute of
Beijing>; il punto vendita monomarca e gli stabilimenti
addetti alla produzione dell’azienda abbigliamento
uomo-donna <Dalian Dayang Trands>, che collabora anche
con professionisti e brand italiani; l’azienda-museo
Hangzhou Silk Factory, un vero e proprio tempio della seta;
infine, il reparto controllo qualità e vendita
dell’azienda italiana Terranova che ha trasferito parte
della filiera produttiva in Cina. (Stile) |
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SPORT
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AD
ISTANBUL
IL 2° APPUNTAMENTO
CHALLENGE
FIAT RALLY, LO
START
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Questa
sera, venerdì 11 maggio, lo start del Fiat Rally in Turchia. E' il
secondo appuntamento sia dell'<Intercontinental Rally Challenge>
sia del campionato d'Europa. Renato Travaglia e Lorenzo Granai
scenderanno dalla pedana di partenza con il numero due sulle
portiere della sua nuova <Mitsubishi Lancer Evo IX> del team
varesino <Top Run Racing>.
Una gara, due obiettivi
"Lasciamo pure aperte due strade.
Primario è l'IRC, ma quattro gare sono concomitanti con l'Europeo.
Quindi, perché non provare? In Turchia si gareggia su sterrato e
non abbiamo effettuato alcun test. La nostra nuova <Mitsubishi>
sarà terminata per lo shake down. Solamente in quell'occasione
siederò per la prima volta al volante della vettura. Si verificherà
il giusto assetto per adattarlo al nostro stile di guida. Ma
sicuramente si continuerà lo sviluppo anche durante la gara".
Gli avversari
Al via diciotto <Mitsubishi> uguali al mezzo del pilota
trentino, tre <Fiat Grande Punto Abarth Super 2000> ufficiali,
le due <Peugeot 207 S2000> presenti in veste ufficiale della
filiate spagnola e la <Citroen C2 Super 1600> di Jean Joseph
Simon.
Spettacolo garantito
"Gran lotto di partenti e vi sarà
grande agonismo per un evento patrocinato dall'emittente televisiva
<EuroSport>. Navarra con la <Grande Punto> ha vinto
sullo sterrato del Kenia e sicuramente avrà alle spalle molti
chilometri di test sia su terra sia su asfalto. Così come Anton
Alen, sempre con l<'Abarth> e Nicolas Vouilloz ed Enrique
Ojeda, che gareggiano con le <Peugeot 207 S2000>. Non
dimenticando i driver locali come Isik, che sarà al volante della
<Grande Punto>. Noi partiamo con l'ambizione di essere tra i
protagonisti."
"Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti nelle due gare
d'allenamento fatte nel tricolore rally. Secondi assoluti sulla
terra del San Marino e, pur avendo effettuato solo la seconda tappa
del 1000 Miglia, ci siamo messi alle spalle <Fiat>, <Peugeot>
e <Mitsubishi> ufficiali. No, non manca la velocità. Il <Fiat
Rally>? E' una gara nuova che si corre nei dintorni di Istanbul,
mentre le scorse edizioni erano su asfalto".
La gara
Il <Fiat Rally> inizia venerdì sera alle 18 con la
speciale spettacolo di 2.5 chilometri. Si riprende sabato alle 6.55
per affrontare dieci tratti cronometrati. L'arrivo della prima tappa
è previsto alle 17.25. Domenica si riparte alle 8.00 per superare
altro otto speciali. Fine gara alle 16.04.
La classifica IRC dopo il Kenia
Navarra 10, Miyoshi 8, Anwar 6, Aslam 5, Gow 4, Hans 3.
La classifica dell'Europeo dopo il 1000 Miglia
Iliew 15 punti, Solowow 8 Travaglia 3, Isik 2, Jean Ioseph e
Fontana 1
Il calendario IRC:
11–12/ maggio: Turchia (terra)*
21-24/giugno: Belgio (asfalto)*
13-14/luglio: Russia (terra)
2–4 agosto: Madeira (asfalto)*
24-26 agosto: Barum (asfalto)*
27-29 settembre: Sanremo (asfalto)
25-27 ottobre: Valais (asfalto)
23-25 novembre: Cina (terra)
Il campionato Europeo Rally
11–12/ maggio: Turchia *
24-26/ maggio: Crotia (Hr)
8-10/ giugno: Polonia
21-24/giugno: Belgio *
6-8/ luglio: Bulgaria
2–4 agosto: Madeira (Portogallo) *
24-26 agosto: Barum (Repubblica Ceca) *
5-7/ottobre: Elpa (Grecia)
19-21/ ottobre: Antibes (Francia)
(* appuntamenti concomitanti IRC ed Europeo) (Rally) |
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