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<TURCHIA
OGGI> - A PARTE LA DOCUMENTAZIONE DELL'AMBASCIATA DI ITALIA AD
ANKARA E DELL'ICE DI ISTANBUL - SI AVVALE PER LE NOTIZIE E GLI
ARTICOLI RIPORTATI SUL SUO WEB, E NATURALMENTE RELATIVE ALLA TURCHIA,
DELLE NEWS
GIA' APPARSE IN ALTRI SITI O GIA' PUBBLICATE SU QUOTIDIANI E
RIVISTE. NON FA ALTRO CHE ASSEMBLARLE, NELLA CONVINZIONE CHE SIANO
DI MAGGIORE UTILITA' PER QUANTI HANNO UN QUALCHE INTERESSE PER
QUESTO PAESE. <TURCHIA OGGI>, AD
OGNI MODO, E' SEMPRE A VOSTRA DISPOSIZIONE.
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PRIMO
PIANO
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ALLA
RICERCA
DELLA PACE
CIPRO
AL CENTRO
DEGLI EQUILIBRI STRATEGICI NEL MEDITERRANEO
ORIENTALE, L'ISOLA DI VENERE - SPACCATA IN DUE E
CON DUE COMUNITA' - CERCA DI USCIRNE FUORI.
OCCORRE PERO' VINCERE LE RESISTENZE
''Cipro
alla ricerca della pace''. Alla situazione
nell'isola - che è al centro degli equilibri
strategici nel Mediterraneo orientale - alle sue
implicazioni e prospettive, è dedicato il Forum
che si svolge nella giornata di oggi venerdi' 20
aprile prossimo a Roma, alle h.10.00, presso la
Sala Stampa Estera di via dell'Umiltà 83/c. Un'occasione senza precedenti di confronto tra
esponenti turco-ciprioti, greci ed italiani,
alla luce dell'aspirazione, largamente
condivisa, ad una soluzione negoziata che ponga
fine ad una crisi che si prolunga da quasi
cinque decenni.
Promosso dai Giornalisti Riuniti, il Forum sarà
introdotto da Piero Incagliati, della Sala
Stampa italiana, e moderato da Mario
Nordio, vice direttore di <Aki-Adnkronos
Internationa>l. Interverranno: il senatore a vita
Giulio Andreotti; Turgay Avci, vice premier e
ministro degli Esteri della Repubblica turca di
Cipro Nord; Teo Andreabis, giornalista della
radiotelevisione greca Alfa; il prof. Ahmet
Sozen, del dipartimento Relazioni internazionali
della Facoltà di Scienze politiche
dell'Università Mediterranea orientale di
Famagosta; il prof. Marios Evriviades, del
Dipartimento studi europei ed internazionali
della Panteion University di Atene; il prof.
Antonello Biagini, ordinario di Storia orientale
e moderna dell'Università' di Roma- La
Sapienza; il prof. Vincenzo Greco, ricercatore
in storia delle relazioni internazionali; l'on.
avv. Franco Coccia, presidente dell'Associazione
parlamentari della Repubblica; il prof. Carlo
Jean, ordinario di Studi Strategici
all'Università Luiss- Roma, il dott. Rosario
Priore, consigliere della Corte di Cassazione;
l'on. Antonio Rubbi, vicepresidente
dell'Associazione parlamentari della Repubblica.
L'iniziativa è sostenuta dalla convinzione che
soltanto il dialogo tra tutte le parti
interessate possa condurre ad un'intesa
suscettibile di produrre una duratura
pacificazione a Cipro, nel rispetto dei diritti
delle due comunità che risiedono da secoli
nell'isola.
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L'iniziativa di aprire un
dialogo su Cipro, qui in Italia ma in una sede
internazionale quale è la Stampa Estera, non
pretende certo - nell'intenzione degli
organizzatori - di risolvere problemi là dove
finora non sono riusciti né le Nazioni Unite
né l'Unione Europea né tanto meno Nicosia e
Lefkosa. Fuori da sterili polemiche, soprattutto
da parte di chi pretende di avere ragione a
tutti i costi, può servire comunque a smuovere
le acque. Alle volte basta infatti un piccolo
puntello per aprire la falla del muro contro
muro. Segno tangibile di come il confronto
delle idee sia fondamentale per il
raggiungimento effettivo della pace. Di
qualunque pace. (Turchia
Oggi)
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ATTACCO AD UNA
CASA EDITRICE
CRISTIANA:
TRE SGOZZATI
Una strage contro
chi pubblica la Bibbia. In Turchia, a quasi tre mesi
dall’omicidio di Hrant Dink, si torna a respirare un
clima di dolore e terrore. A Malatya, città nel nordest
dell’Anatolia, tre persone sono state sgozzate nella
casa editrice <Zirve>, che stampa la Bibbia e
altri testi legati al Cristianesimo. I tre avevano le
mani e i piedi legati e la gola tagliata. Le modalità
dell’esecuzione fanno pensare ai fondamentalisti
Hezbollah turchi, che sono soliti incaprettare e
sgozzare le loro vittime.
Queste ultime sono due turchi, Necati Aydin e Uur Yuksel,
e un tedesco, Tilnman Geske, che viveva in Turchia dal
2003, tutti presbiteriani.
Uno dei presunti killer, uno studente di 22 anni, è in
fin di vita dopo essere caduto (o essersi buttato) da
una finestra. Le forze dell’ordine hanno fermato
quattro persone, ancora sotto interrogatorio: Salih Güler,
Cuma Özdemir, Hamit Çeker e Abuzer Yildirim, di età
compresa tra i 19 e i 20 anni. I quattro (così come lo
studente in fin di vita) avevano in tasca una lettera
che diceva: "Siamo cinque fratelli. Andiamo verso
la morte. Forse non torneremo più", e si
concludeva con la frase musulmana dei morituri: "Condona
i miei debiti".
Ibrahim Dasoz, governatore della città di Malatya, ha
detto che le indagini sono appena iniziate e che tutte
le ipotesi rimangono aperte. "Non escludo lo
scontro interno. Potrebbe non essersi trattato di un
attacco. Stiamo cercando di capire. Le indagini
proseguono", ha detto ai giornalisti, senza
aggiungere altri particolari.
Il direttore della casa editrice, Hamza Ozant, ha
ammesso che negli ultimi tempi i redattori erano stati
oggetto di minacce e pressioni, e che lui aveva deciso
di chiedere aiuto alla polizia. Non ha però voluto
specificare chi fosse l’autore delle intimidazioni e,
soprattutto, la motivazione.
Chi ha parlato decisamente più chiaro è la stampa
turca, che ha raccontato di tentativi di violenze da
parte dei Lupi grigi, un gruppo ultranazionalista vicino
al Mhp, il Partito nazionalista, di cui faceva parte
anche Ali Acga, che nel 1981 attentò alla vita di Papa
Giovanni Paolo II. Il gruppo è ormai considerato
contiguo agli integralisti islamici.
| Il
fatto criminoso, ad opera dei Lupi grigi, è
avvenuto a Malatya (la città natale di Ali Agca)
nella Turchia orientale. Qauattro persone
fermate dalla polizia. |
Autorevoli
quotidiani come <Hurriyet> hanno scritto che la
casa editrice era stata minacciata perché pubblicava la
Bibbia ed era stata accusata di fare proselitismo. Una
«colpa» che in alcune parti della Turchia si paga con
la vita.
La strage di Malatya conferma anche una triste costante.
Questa città, infatti, è destinata a tornare di
continuo nella storia turca, e sempre per motivazioni
legate a fatti di sangue. A Malatya è nato proprio Ali
Agca, e sempre da questa città veniva anche Hrant Dink.
Sul massacro è intervenuto con forza anche monsignor
Luigi Padovese, vicario apostolico per l’Anatolia:
"Si tratta di fanatici che continuano a essere
presenti in Turchia, e che ogni tanto emergono con
questi atti di violenza assurda".
Monsignor Padovese ha anche definito la situazione
"difficile e pericolosa", aggiungendo che «la
chiesa cristiana continua a lavorare come sempre». E
monsignor Ruggero Franceschini, presidente delle
Conferenza episcopale turca, non usa mezzi termini:
"Sono sconcertato. Non so come definire un tale
atto. È l’ennesimo attacco alla minoranza cristiana
ed è la sconfitta del dialogo". (Il
Giornale.it)
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Quello che è successo mercoledì scorso a Malatya è di
una gravità che va al di là di ogni limite, e non solo
e non tanto perché ormai il connubio
integralismo-nazionalismo in Turchia sta dimostrando
quanto radicata sia la sua forza e penetrazione nel
Paese, quanto soprattutto perché il Governo Erdogan
ancora una volta ha dimostrato la propria debolezza. Ed
è questo che impensierisce maggiormente. Senza voler
fare dietrologie di sorta, che lasciamo agli analisti e
agli esperti di terrorismo e destabilizzazione, viene
comunque da pensare come mai apparati di polizia e
servizi segreti non avessero avuto il benché minimo
sentore di quello che sarebbe successo. Eppure il
direttore della casa editrice aveva più di una volta
lamentato di essere stato oggetto di minacce. A pochi
giorni dalle elezioni presidenziali la strage di Malatya
è un avvertimento circa quello che potrebbe accadere un
domani se a palazzo Cankaya salisse un religioso. Noi ci
auguriamo che questo non avvenga. Ci auguriamo in
particolare che la Turchia - quella sana, quella
responsabile e che vuole entrare in Europa - sappia
reagire e uscire dal tunnel delle incertezze. (Turchia
Oggi)
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NUOVE
MISURE PER FERMARE LE INFILTRAZIONI
DI
GUERRIGLIERI CURDI NEL NORD IRAQ.
LE
MINACCE DEL LEADER MASSUD BARZANI.
LA
TELEFONATA DI JALAL TALABANI AL PREMIER
TURCO RECEP TAYYIP ERDOGAN.
LE CONTRARIETA' DEL DIPARTIMENTO DI STATO
AMERICANO
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Il
Governo di Ankara ha ribadito la possibilità di
intervenire militarmente nel nord dell’Iraq per
combattere i guerriglieri del Partito dei lavoratori curdi (Pkk). Il
National Security
Council (Mgk), il massimo organismo di sicurezza
nazionale, ha discusso nuove misure per
fermare le infiltrazioni di guerriglieri dal confine
iracheno. Secondo le accuse di Ankara, in Iraq - al
confine con la Turchia - ci sarebbero cinque campi di
addestramento della guerriglia curda capaci di ospitare
4.500 terroristi.
Stati
Uniti e Unione Europea, che hanno inserito il Pkk nella
lista nera delle organizzazioni terroristiche, si
oppongono con forza a una possibile operazione militare
turca oltre confine, sostenendo che avrebbe un effetto
destabilizzante sull’intera regione.
Un
alto funzionario turco, citato dal <Turkish Daly
News>, ha dichiarato che Ankara "non ha
intenzione di violare il diritto internazionale ma le
recenti minacce di Barzani e del Pkk hanno limitato le
nostre alternative".
Nei
giorni scorsi il leader curdo iracheno Massud Barzani
aveva minacciato di interessarsi degli affari turchi se
Ankara avesse fatto altrettanto con l'Iraq, facendo
salire la tensione
tra i due Paesi.
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Il
presidente iracheno, Jalal Talabani, dal canto suo aveva
chiamato telefonicamente il Primo Ministro turco, Recep
Tayyip Erdogan, per rassicurarlo sulle buone intenzioni
delle Governo di Baghdad nella lotta al terrorismo.
"Diamo grande importanza alle nostre relazioni con
la Turchia. Vogliamo avere buone relazioni e ci stiamo
impegnando per garantirle", aveva detto Talabani,
aggiungendo che il suo Paese è "pronto per
combattere il Pkk all’interno di un piano coordinato
(con la Turchia)".
Il
Dipartimento di Stato Usa ha comunque esortato la
Turchia ad astenersi dal lanciare operazioni armate, al
di là della frontiera con l'Iraq.
Tuttavia,
il portavoce Sean McCormack ha anche ammesso che
l'attività dei curdi costituisce un problema che
non può essere ignorato.
"Riteniamo che ci si debba concentrare su una
cooperazione tra i Governi della Turchia e
dell'Iraq", ha sottolineatoo McCormack.
"L'ideale è non ricorrere ad operazioni che
attraversano la frontiera".
McCormack
ha poi definito "totalmente inaccettabili le
attività terroriste del Pkk". "Sono un
gruppo di terroristi e bisogna occuparsene",
ha aggiunto il portavoce del Dipartimento di
Stato.
(OsservatorioIraq/fonte Turkish
daily News) |
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MISSILI
ISRAELIANI
PER
ANKARA
Il quotidiano
israeliano <Yedioth Ahronoth> ha rivelato che, secondo le
sue fonti, lo Stato ebraico starebbe conducendo un
negoziato segreto con la Turchia per la cessione di un
sistema missilistico israeliano, molto avanzato, del
tipo Hits (freccia, in ebraico). Si tratta di un sistema
prodotto dall'industria militare israeliana, ma gli
Stati Uniti sarebbero contrari a questa vendita. (Peace
Reporter) |
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Per
la Turchia sono gli ultimi sei
giorni con il fiato sospeso. Il 26
aprile, a meno che non intervenga
qualche sorpresa, sarà il giorno
della prima votazione in Parlamento
per eleggere l‘undicesimo
presidente della Repubblica turca.
Il clima è rovente e, soprattutto,
l’Akp, il Partito per la Giustizia
e lo Sviluppo, che detiene i due
terzi della maggioranza
parlamentare, non ha ancora reso
noto chi sarà il suo candidato.
L’intero Paese si chiede da oltre
un anno se l’attuale premier Recep
Tayyip Erdogan, 53 anni e un passato
da militante nel partito islamico
del Refah con Necmettin Erbakan,
vorrà tentare la scalata alla
presidenza. Lo
stesso Erodgan ha fatto sapere che
il suo partito potrebbe decidere di
renderlo noto anche all’ultimo
momento, cioè il 25 aprile, a
ridosso della prima votazione.
Intanto, tutti i giornali turchi sono occupati dalle
dichiarazioni rilasciate dal Primo Ministro
e dal ministro dell’Economia, Ali
Babacan. Il responsabile
dell’Economia, che è anche
caponegoziatore con l’UE, ha detto
ai giornalisti che il nuovo
presidente della Repubblica dovrà
essere una persona in buoni rapporti
con l’attuale Governo (che, fra
l’altro, scadrà il 4 novembre
prossimo). Ben più significative le
parole di Erdogan, che per la prima
volta sembra aver dato un segnale
concreto della sua candidatura a
Capo dello Stato. Durante la sua
visita in Germania il
premier ha dichiarato che il
presidente della Repubblica deve
abbandonare la sua identità
politica e il suo partito lo deve
considerare come morto. Parole che a
molti sono parse come una vera e
propria dichiarazione di intenti,
tanto che Ismet Berkan, direttore
del quotidiano di opposizione <Radikal>, ha commentato ironicamente:
“Congratulazioni all’undicesimo
presidente”. In questo clima di
attesa c’è chi comincia a sperare
che il tormentone sull’undicesimo
presidente della Repubblica turca
finisca e al più presto possibile.
Da tempo la Tusiad e la Tobb, (la
Confindustria turca e l’Unione
della Camere del commercio e della
Borsa delle Merci) hanno fatto
appello perché l’elezione del
Capo dello Stato avvenga in un clima
di conciliazione e molti analisti
temono che un presidente della
Repubblica come Erdogan posa solo
destabilizzare negativamente la
situazione economica del Paese.
Ci sono poi problemi di ordine
politico. Piaccia o no all’Akp, il
partito del premier deve fare i
conti con una serie di segnali che
sono arrivati negli ultimi giorni.
Recentemente l’establishment
militare ha tenuto una lunga
conferenza stampa a sorpresa, nella
quale ha detto di volere un
presidente della Repubblica "laico, fedele alle leggi della
Costituzione e della Repubblica".
Il Capo di Stato maggiore, generale
Yasar Buyukanit, ha aggiunto che il
primo dovere dei militari è
difendere i principi dello Stato
democratico e che nel Paese erano in
atto tentativi di offuscare la loro
immagine. Che, tradotto in termini
pratici, significa basso gradimento
non solo per Recep Tayyip Erdogan e
tutti i componenti del suo partito
di orientamento islamico moderato,
ma anche un sottile avvertimento
che, pur senza ricorrere a un golpe
come quelli che la Turchia ha già
sperimentato nel 1960, 1971 e 1980,
l’esercito non è disposto ad
arretrare di un solo metro davanti a
una minaccia per lo Stato
repubblicano. La scorsa settimana il presidente
della Repubblica uscente Ahmet
Necdet Sezer, laico e gradito ai
militari, aveva tenuto uno dei suoi
ultimi discorsi ufficiali e aveva detto
che la democrazia del Paese non è
mai stata così in pericolo dal
1923, anno di nascita della Turchia
moderna. Un attacco pesante, rivolto
contro un Governo con cui non è mai
andato d’accordo. (Denaro.it) |
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TURCHIA
CON
IL FIATO
SOSPESO
IL
26 APRILE
IL GIORNO
DELLA PRIMA
VOTAZIONE
ELEZIONI
L'intero
Paese della Mezzaluna, spaccato in due, si chiede
cosa succederà. Appelli della Tusiad e della Tobb
perché il clima possa essere quello della
conciliazione. I principi dello Stato democratico.
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La
manifestazione indetta per indurre il premier turco a
rinunciare alla sua candidatura come presidente della
Repubblica.
Almeno
trecentomila persone, espressione della Turchia laica,
hanno manifestato ad Ankara contro un eventuale
candidatura del Primo ministro Recep Tayyip Erdogan, di
formazione islamica, alle presidenziali del mese
prossimo. Un'ipotesi su cui dovrà decidere il partito
del premier, Giustizia e Sviluppo (Akp), e che allarma
quanti - sia nella società civile sia nell'apparato
militare- temono un'islamizzazione di un Paese che,
sebbene musulmano, non vuole rinunciare all'identità
secolare ereditata dal padre della patria, Mustafa Kemal
Ataturk. "La Turchia è laica e lo sarà per
sempre", gridavano i dimostranti tra sventolii di
bandiere nazionali e di manifesti con l'immagine di
Ataturk. Per la manifestazione, organizzata
dall'"Associazione per il pensiero di Ataturk"
erano arrivati in pullman da tutto il Paese. E' stata la
stessa polizia, nelle comunicazioni interne via radio, a
parlare di centinaia di migliaia di partecipanti. Molti
gli oratori che si sono avvicendati sul palco allestito
a piazza Tandogan e non sono mancati afflati
nazionalistici con interventi contro Stati Uniti e
l'Unione europea. Il Partito Akp ha una maggioranza
talmente solida in Parlamento da potere eleggere da sè
Erdogan o qualsiasi altro candidato. La scelta è stata
annunciata il 18 aprile e il Parlamento voterà in
maggio. Erdogan non ha ancora detto se intende
candidarsi, ma assicura di non avere un'agenda islamica
e di avere rotto con il passato e optato per un
conservatorismo democratico. Sebbene il premier possa
vantare il merito di avere favorito una forte crescita
economica e dell'avvio dei colloqui di adesione
all'Unione europea, la maggioranza dell'opinione
pubblica, stando ai sondaggi, non lo vuole presidente. (Agi) |
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CON
UE SCONFITTI
INTEGRALISMO
E NAZIONALISMO |
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"La
Turchia è molto diversa da come viene
immaginata in Europa", ha dichiarato la
prima donna a giungere alla presidenza della
Tusiad. |
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Il
nazionalismo e l'integralismo religioso passeranno se ci
permetteranno di entrare in Europa. Li combatteremo
insieme, se non ci volterete le spalle". E' quanto
afferma Arzuhan Dogan Yalcindag, prima donna a giungere
alla presidenza della Confindustria turca, la Tusiad, in
una intervista esclusivo sul numero di <Grazia>,
il settimanale diretto da Vera Montanari. "La
Turchia è molto diversa da come viene immaginata in
Europa. Le donne turche sono molto più emancipate di
quanto vengano dipinte. Non si deve scordare che abbiamo
avuto una donna premier", sottolinea. "Una
Turchia europea sarebbe perfetta. Migliorerebbero la
qualità della vita, il traffico, l'ambiente,
aumenterebbero i diritti civili e la libertà di
espressione. La società turca è molto dinamica.
Dell'Europa amo l'eancipazione femminile, la tolleranza
multisecolare, il benessere sociale, la libertà, la
modernità. E Giorgio Armani, ovviamente".
La Dogan Yalcindag, che si definisce musulmana ma
"non praticante al 100% ed è contraria all'uso del
velo, non può non ammettere come la condizione delle
donne in Turchia sia ancora di sudditanza rispetto
all'uomo: "Le donne velate da capo a piedi sono
infelici, ma le rispetto. Mi spiace per loro, ma viviamo
in una società pluralista, dove l'anima laica e
religiosa devono saper coesistere, non c'è alternativa.
Sono convinta che la cultura sia l'unica strada per
l'emancipazione. Le donne che studiano non rimangono a
lungo prigioniere delle mura domestiche".
In una Turchia con un indice di crescita del 7% la
strada che porta all'ingresso dell'UE è ancora lunga.
"C'è ancora molto da fare", dice a <Grazia>
Arzuhan Dogan Yalcindag. "Combattere il deficit,
globalizzare la nostra economia".
Grandi passi tuttavia sono stati già fatti, se è vero
che mai prima d'ora gli industriali avevano accettato
una donna alla guida della loro confederazione:
"Ora però - sottolinea - dovrò dimostrare di
essere all'altezza del compito. Il mio sogno, oggi, è
entrare in Europa". (Agi)
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Intervista
al settimanale <Grazia> del presidente
della Tusiad. "Il mio compito, oggi, è
entrare in Europa".
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| Le
proteste ufficiali della Turchia per la
citazione del genocidio armeno. |
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BLOCCATA
MOSTRA SUL RUANDA
La celebrazione
del ricordo del genocidio del Ruanda non ha potuto coincidere con l'inaugurazione di una mostra da parte
del segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, a causa
delle proteste ufficiali della Turchia per la citazione
del genocidio degli Armeni.
L'inaugurazione della mostra sui tragici eventi del 1994,
che doveva essere aperta nei giorni scorsi, era stata infatti
posposta a causa delle obiezioni turche ad un
riferimento all'omicidio degli armeni in Turchia durante
la prima guerra mondiale. Un diplomatico turco ha
protestato per il riferimento al genocidio armeno e
l'ambasciatore armeno alle Nazioni Unite ha incontrato
il nuovo sottosegretario per le informazioni pubbliche
Kiyotaka Akasaka ed i due si sono accordati per
rimuovere le parole "in Turchia".
L'ambasciatore Armin Martirosyan ha detto che Akasaka lo
aveva invitato all'apertura della mostra ma di
avere appreso in seguito che l'apertura sarebbe stata posposta
ed ha incolpato "la censura" turca e il
rifiuto del Paese "di fare i conti con la propria
storia". Si spera ancora in una soluzione
diplomatica della disputa.
Il portavoce aggiunto dell'Onu, Farhan Haq, ha
confermato che la Turchia ha protestato circa la mostra,
ma ha detto che "la preoccupazione di base"
era che non fosse stato applicato il procedimento di
revisione adottato per le mostre |
delle Nazioni Unite che
considera "tutte le posizioni", oltre ad altre
preoccupazioni che ha rifiutato di chiarire: "la
mostra è stata posposta fino al termine del
procedimento normale di revisione", ha spiegato.
Gli storici valutano che fino ad un milione e mezzo di armeni siano stati uccisi dai turchi ottomani agli inizi
della prima guerra mondiale, un evento considerato dagli
esperti di genocidi il primo genocidio del ventesimo
secolo. La Turchia, tuttavia, nega che si sia trattato
di genocidio, ridimensionando il numero dei morti ed
attribuendo a cause naturali (gli stenti patiti durante
lo spostamento imposto alla popolazione armena) ed alla
guerra civile il gran numero di vittime.
I curatori della mostra hanno fatto sapere che questa si
riferisce al massacro armeno per contribuire a spiegare
la parola "genocidio" coniata da Raphael
Lemkin, un avvocato ebreo polacco spinto da quanto
accaduto agli armeni e da altri massacri etnici a fare
una campagna presso la Lega delle Nazioni - il
precursore delle Nazioni Unite - contro questo segno di
barbarie.
Secondo i curatori, impedire di parlare del genocidio
armeno in una mostra sul genocidio è una
contraddizione, perché significa voler parlare di
storia nascondendo la storia. E tale censura metterebbe
in crisi l'idea stessa di Nazioni. (Bollettino
Osservatorio sulla Legalità) |
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IN BREVE
4/5%
PER ROTTURA CON USA
Ankara avverte Washingron: una fortissima
maggioranza di turchi si oppone alle due mozioni
parlamentari sugli armeni approdate al senato e
alla camera usa e pensa che, in caso di adozione,
sarebbe il caso di sospendere i rapporti
diplomatici con l'America. oltre alla
collaborazione in Iraq.
Questo il messaggio che parte dalla Turchia con un
sondaggio condotto dall'associazione <Terror
Free Tomorrow>. (da Apcom)
PREMI
NOBEL PER RIAPPACIFICAZIONE
Cinquantatrè Premi Nobel hanno esortato turchi ed
armeni ad aprire le rispettive frontiere,
aumentare i contatti ufficiali e trovare una
soluzione alla disputa sulle uccisioni di massa di
armeni da parte dei turchi, all'inizio del secolo
scorso.
In una lettera diffusa dalla fondazione <Elie
Wiesel> per l'umanità, I Premi Nobel hanno
esortato la Turchia a porre termine alla
discriminazione contro le minoranze etniche e
religiose e ad abolire l'articolo 301 del suo
codice penale che definisce
reato la denigrazione della turchicità. (da Ap) |
EMIGRATI E VOTO
Pur lontani da casa e in Paesi con una cultura
diversa dalla loro, non oslo i Turchi residenti
all'estero seguono con attenzione la vita politica
ma esprimono anche le preferenze politiche in
linea con la madre patria. Secondo una ricerca
condotta dal Centro per gli Studi turchi (Tam), il
31.1% dei turchi che risiedono in Germania dà il
suo voto all'Akp, il 18.3% all'Chp, l'11.3% al Dyp
e il 10.5 all'Mhp.
FORSE
ELEZIONI ANTICIPATE
Il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (Akp)
che detiene la maggioranza in Parlamento e che è
guidato dal premier turco Recep Tayyip Erdogan
apre la strada alle elezioni anticipate. Sia il
ministro degli Esteri Abdullah Gul sia il ministro
dell'Economia Ali Babacan, parlando con i
giornalisti hanno fatto capire che il popolo turco
potrebbe essere chiamato alle urne il prossimo 1
ottobre anziché il 4 novembre, come previsto dal
calendario elettorale. (Apcom)
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SOCIETA'
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BLOCCO
DEI SITI
CHE INSULTANO
ATATURK
Una commissione
parlamentare turca ha approvato la proposta che
permetterebbe il blocco dei siti che insultano il
fondatore della Turchia moderna, Mustafa Kemal Ataturk.
La proposta è arrivata dopo
l’esplosione del caso
<YouTube>, il sito di condivisione video aveva proposto un
contenuto offensivo dei confronti di Ataturk. Il Parlamento dovrà votare il disegno di legge e decidere
se adottarlo o meno in una data che non è stata ancora
resa nota.
L’adozione della proposta andrebbe contro la libertà
d’espressione della UE, in cui la Turchia mira ad
entrare. (Quo@media) |
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AL BANDO
I CELLURARI
DALLE MOSCHEE
E' scontro
aperto in Turchia sul diritto a tenere il
cellulare in funzione anche in moschea. Nonostante
i ripetuti appelli a spegnere i telefonini al
momento dell'ingresso in moschea, le suonerie e le
musichette dei cellulari continuano infatti a
disturbare i fedeli durante le funzioni religiose.
Così molti imam hanno cercato di risolvere il
problema installando un apparecchio che disturba
il segnale Gsm, impedendo al cellulare di
squillare. Il diritto a pregare in pace è però
entrato ora in conflitto con il diritto a
comunicare, garantito dalla Costituzione, e gli
ostacoli normativi potrebbero portare alla
rimozione di questi apparecchi. La Moschea 17
Agosto, una delle più grandi nella città turca
occidentale di Adapazari, ha speso circa 500
dollari per installare l'apparecchio
blocca-segnale. Ahmet Kobal, l'imam della moschea,
ha spiegato di essere riuscito a evitare le
interferenze con la preghiera bloccando la
connessione tra telefonini e l'antenna che copre
la sua 'cella'. "Durante le preghiere era
davvero fastidioso sentire squillare suonerie con
musiche di Mozart o brani di danza del ventre: mi
faceva perdere la concentrazione. Ma dopo
l'installazione dell'apparecchio c'è molta più
pace", ha ammesso Galip Sabir, un fedele
frequentatore della moschea. Nebi Serin, che a
Konya vende un modello di <Gsm Blocker>, ha
affermato che le vendite dell'oggetto stanno
aumentando rapidamente dal momento che molti sono
favorevoli a una soluzione tecnologica per un
problema che è di natura tecnologica. "Spero
che l'apparecchio venga installato in tutte le
moschee, così potremo pregare più
pacificamente", spiega ad <Aki Adnkronos
International> un fedele di Istanbul, Ozgur Dokmen.
Tuttavia l'ufficio pubblico per le
Telecomunicazioni non si è dimostrato altrettanto
entusiasta nei confronti di questa trovata e ha
inviato una circolare al potente Direttorato per
gli Affari Religiosi - responsabile di tutte le
moschee - avvertendolo che il dispositivo viola il
22esimo articolo della Costituzione turca che
garantisce la 'libertà di comunicazione'.
"Ostacolare il diritto e la libertà di
comunicare senza la decisione di una corte
significa ostacolare un servizio pubblico di base,
fatto questo contrario alle leggi. Produrre o
usare questi dispositivi è vietato anche dalla
legge sulla radio", afferma la circolare.
L'ufficio chiede quindi a tutte le moschee di
rimuovere al più presto gli apparecchi blocca-Gsm,
ma non è ancora chiaro se questo ordine verrà
eseguito. (Aki Adnkronos)
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| Molti
iman hanno cercato di risolvere il problema
installando un apparecchio che disturba il segnale
Gsm. "Durante le preghiere - ha detto un
fedele frequentatore - era davvero fastidioso
sentire squillare suonerie con musiche di Mozart o
brani di danza del ventre. Ora c'è molta più
pace".
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| Presto
partirà in Turchia una campagna dei
ministeri dell'Agricoltura, della Salute
e dell'Educazione perché venga aumentato il
consumo di questa ricca fonte di proteine.
La differenza con gli altri Paesi. |
MANGIATE
PIU' UOVA
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Una campagna
per spingere i turchi a mangiare più uova partirà
presto in Turchia, dove il consumo di questa ricca
fonte di proteine è sotto gli standard europei.
Sostenuta dall’Associazione turca dei produttori
di uova e dai ministeri dell’Agricoltura, della
Salute e dell’Educazione, la campagna punta ad
aumentare il consumo annuo di uova dei turchi,
dalle 130 annuali allo standard dell’Unione Europea di 240-250 all’anno (negli Usa si arriva
a 270, in Israele a 300). L’Associazione dei
produttori, che raccoglie circa l’80 per cento
della produzione nazionale, è pronta a rispondere
ad un aumento dei consumi. Il presidente
dell’associazione, Derya Pala, dice: "L’uovo
è la fonte più economica delle proteine animali.
In questa campagna, oltre alla dimensione
economica, c’è anche quella sociale". |
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Si
dovrebbe passare dalle 130 annuali
pro-capite allo standard dell'Unione Europea
di 240-250 all'anno (negli Usa si arriva a
270, in Israele a 300)
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65 MILIONIDI
ABITANTI
Calo
della popolazione in Turchia ma la clamorosa diminuzione
in realtà potrebbe essere attribuita a conteggi errati
durante il censimento del 2000.
Se si eccettua la
provincia di Sirnak, i rimanenti distretti turchi hanno
registrato un calo della popolazione. A dirlo è il
censimento compiuto dal Governo turco nei mesi scorsi e
del quale cominciano ad arrivare i primi risultati.
Stando alle prime proiezioni rese note dal Tuik,
l'Istituto di Statistica turco, in questo momento i
conteggi sono ultimati all'81%. Il dato più
interessante che trapela è che i turchi sono molti di
meno di quanto si pensasse. La popolazione nel Paese
della Mezzaluna, che si supponeva essere attorno ai 73
milioni, invece sarebbe "appena" di 65. la
popolazione (ufficiale) di Istanbul si avvicina ai 12
milioni e quasi il 20% dei turchi con il passare del
tempo si è è trasferito nelle grandi città.
La clamorosa diminuzione della popolazione turca in
realtà potrebbe essere attribuita a conteggi errati
durante il censimento del 2000. (Apcom) |
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NATIONAL
SOVEREIGNTY AND
CHILDREN'S DAY
ATTIVITA': Teatro
Karagot
LABORATORIO DI INCISIONE
AQUILONI IN GIARDINO
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Via dalla
Turchia,
per protesta
IL GIOCO
LA <PARTY GAMING PLC> HA
AFFERMATO DI AVERE AGITO COSI' PER ASSICURARSI CHE I
CLIENTI TURCHI NON POSSANO OTTENERE L'ACCESSO AL ALCUNO
DEI LORO SITI A SEGUITO DELLE MODIFICHE LEGISLATIVE
APPROVATE RECENTEMENTE DALLO STATO.
La
<Party
Gaming plc>, società dalla quale dipende <Party
Poker>, ha affermato di aver agito così per
assicurarsi che i clienti turchi non possano
ottenere l'accesso ad alcuno dei loro siti
internet dedicate al gioco, a seguito delle
modifiche legislative approvate nello Stato.
La sala da poker leader nel settore del gaming si
è mossa a seguito delle modifiche apportate alla
legge turca che ora proibisce alcune forme di
online gaming che non possono essere offerte ai
cittadini turchi da società estere o locali non
autorizzate. <Party Gaming> afferma pertanto di
"…aver ora compiuto l'unica mossa logica
per assicurarsi il rifiuto di tutti i cittadini
turchi che intendano accedere ai nostri
servizi".
La <Party Gaming> ha anche affermato (come società
quotata in borsa a beneficio degli investitori)
che gli incassi generate dai clienti turchi non
rappresentano una porzione sensibile del bilancio
generale.
Questa mossa compiuta da una delle società leader
del settore del gioco e del poker online è
arrivata subito dopo alle azioni
analoghe dell'e-wallet
e |
processore
di pagamenti online,
<Neteller plc>.
Come per gli Usa nel 2006, si tratta di una legge
molto forte che causa il ritiro di queste grandi
compagnie. Per la Turchia però si tratta anche di
una questione di scarso valore del mercato, valore
tanto marginale da non valere il rischio di
sanzioni. Allora cosa sta succedendo in Turchia?
Secondo le diverse fonti, la diffusione dell'online
gaming è stata ampia in Turchia e una sensibile
parte dei fondi nazionali imboccano la strada che
porta alle casse dei siti di gioco per mezzo di
transazioni con carte di credito e, ovviamente,
<Neteller<.
Sembra che le autorità turche abbiano osservato
ed analizzato in profondità questa situazione in
particolare controllando l'attività elettronica.
Nello specifico, l'Amministrazione Turca delle
Lotterie Nazionali ha indotto ad emettere una
legge in merito alla "Proibizione di
organizzare e offrire sul mercato l'<Online
Gambling>".
Questa è diventata legge il 14 marzo 2007.
Il nome di questa organizzazione include le parole
"Lotteria
Nazionale Gambling>".
Questa è |
diventata legge il 14 marzo 2007.
Forse è un indizio che potrebbe fare intendere il
vero proposito
che sta alle spalle di questi
cambiamenti.
Qualunque sia la verità la legge è
progettata per vietare la realizzazione e la
diffusione sul mercato di giochi di fortuna per
mezzo di media virtuali inclusi computer, TV
interattiva e cellulari. Inoltre, è stata vietata
anche la pubblicità di questi servizi.
Sembra che questa legge permetterà di perseguire
attivamente i trasgressori ed il compito di
sorveglianza è stato assegnato al Dipartimento di
Giochi di Fortuna che esaminerà le fonti di
accesso di persone ed organizzazioni in Turchia e
rimuoverà questi accessi qualora lo ritenesse
necessario.
Resta il fatto che internet sia un settore
estremamente difficile da sorvegliare. La <Party
Gaming> e <Neteller> si sono ritirate
perché società
pubblicamente quotate sul mercato della borsa di
Londra.
(PokerNews)
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| LA
RINASCITA
DI MARKIZ
La
pasticceria - che risale addirittura al 1840 -
rivedrà la luce per la terza volta grazie al nome
del Roberts'Coffee.
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Markiz is
Istanbul's oldest patisserie at 167 years old and it
will be reborn for the third time since 1840 with Finn
Robert's Coffee. Robert's Coffee, which started serving
in Turkey
two years ago and has opened five branches since, added
Markiz among its branches. Markiz will open its doors on
April 7 as “Robert's History Markiz.” Also, all
products including coffee, cookies and mugs will be
labeled “Markiz by Robert” for the brand
“Markiz” to survive. One of the Turkish partners of
Robert's Coffee, İzzet Günaydın, says,
“Markiz is a venue with a historic tissue and ties of
love. We attach great importance to such things and want
to show it to the people of Istanbul. We will keep this
brand alive and won't touch the original tissue of the
patisserie.” Markiz Patisserie and passage, situated
in Istanbul's Beyoğlu district, has a privileged
place in the history of Istanbul.
The patisserie, which was closed down in 1979 and
reopened in 2003 by Aksoy Group, was sold to a British
company in 2006. Günaydın says they hired the
property from the British company and bought the brand,
adding, “We hired Markiz for five years. We own its
property. We will even keep Markiz's special cake alive.
We will always renew the product portfolio of Markiz
Robert's.”
The target
is 30 Robert's Coffee shops in 2009:
Noting that
the Turkish market was very important to Robert's
Coffee, Günaydın says their target is to reach 9
branches by the end of 2007 and 30 branches by the end
of 2009. Günaydın says they have so far invested
$2 million for the opening of five branches, adding that
their investment
will reach $5 million by the end of 2007. “Turkish
people already have a coffee culture. Robert's and
|
other
chains develop various kinds of coffees to endear the
young generation. There is big competition in the
Turkish market at the moment. Successful brands will be
permanent.”
Turkey is a
favorite for foreign coffee chains:
Competition
will increase in the sector with Finn Robert's Coffee.
Starbucks, Gloria Jean's Coffee, Barnie's Coffee, Tchibo,
Schiller and Illy are foreign brands in the sector. Café
Crown and Kahve Dünyası (Coffee World) are among
Turkish brands. On the other hand, many coffee brands
are waiting to enter the sector, as coffee
shops have become a trend. Among them
are British Coffee Republic and Costa Coffee, German
LaMaier, Italian Lavazza and Canadian Blenz Coffee.
Turkey was introduced to coffee shops with Gloria Jeans
in 1999. It is expected that daily coffee consumption,
which is 200 grams in Turkey, will increase in the near
future. This makes brands, which are planning to enter
the market, excited. In particular, it is the interest
of the young population in new tastes that triggers this
interest.
Markiz was
the venue of Istanbul's elite people:
Markiz,
which was opened in 1840 under the name Passage Oriental,
was the frequent place for artists and intellectuals.
Making its mark on a period, Markiz was closed down in
1979. It was restored by Aksoy Group in 2003 and
reopened as a shopping center. Markiz Patisserie,
located in the entrance of the passage, was reopened
without any change but the passage was closed down again
because of the fact that it was not large enough to
become a shopping center. (Mine Tuduk/Turkish
Daily News) |
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Cihan
Kamer of Emaar Properties says that Toscana Valley
is a start and that they would invest 50 billion
dollars on the right project.
The CEO of Emaar Properties Cihan Kamer said that
Toskana Valley villas, to be built in Büyükçekmece,
is the first step towards an investment in Turkey
and if they find the right project they are ready
to invest 50 billion dollars. Kamer said they plan
to build a Giorgio Armani Hotel and residence in
Istanbul's most beautiful places. Emaar also has a
special agreement with Tom
Cruise regarding Emaar's hotel
and residence projects in metropolitan cities, he
said. “According to this agreement, he receives
an apartment from the Armani residence. So he will
receive one in Istanbul.”
Emaar Properties CEO Cihan Kamer and General
Manager Ozan Balaban were guests in an interview
at CNN Türk.
We
plan on going public:
Kamer
said they are getting ready to prepare new
projects in Turkey jointly with Emaar Dubai.
Kamer owns 32% of the 60% share of Emaar
International in Emaar Turkey. ”There is no East
or America in capital. All investors have a share.
Emaar Turkey needs to be perceived as a Turkish
company. We plan on going public in the future,”
Kamer said. Kamer explained that he was travelling
back and forth to Dubai since 1985 to export gold
jewelery and made an offer to Emaar 6-7 years ago
which was not accepted. He believes Dubai sheikh
Maktum's visit toTurkey 4 years ago encouraged
companies in Dubai to invest in Turkey. He
repeated his offer at that point, and the CEO El
Abbar regretted not accepting the offer back then
as each passing day real estate gains more and
more value.
Having bought a 500 thousand square meter of land,
Emaar expanded its project Toskana Valley with 550
villas in Büyükçekmece. Kamer said this
project reflects the size of Emaar and that it is
only the start in entering a country's market.
Kamer, when reminded of his words “we will
invest 5 billion dollars in investment in 5 years,”
said they could even invest 50 billion dollars in
Istanbul if they find the right project. (Turkish
Daily News) |
"COSTRUIREMO
UN RESIDENCE
AD
ISTANBUL
E
DAREMO UN APPARTAMENTO
A TOM CRUISE"
Cihan
Kamer, Ceo della <Emaar Properties", ha
spiegato come l'insediamento "Valle
Toscana" sia solo l'inizio. Si tratta di
ville costruite a Buyukçekmece. Gli altri
progetti
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CRONACA
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| Sono
dipendenti della <MerpaEngineering>,
subappaltatrice dell'<Agip Petroli>. |
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SEQUESTRATI
DUE INGEGNERI TURCHI
E' avvenuto
nel sud della Nigeria. Chiesto un riscatto per la
loro liberazione. Sono in buone condizioni di
salute.
|
I rapitori dei due
ingegneri turchi sequestrati nel sud
della Nigeria hanno chiesto un riscatto al loro datore
di lavoro in cambio della loro liberazione. Lo
riferisce una fonte del ministero degli Esteri turco.
''Si sono messi in contatto con il loro datore di lavoro
turco Merpa e gli hanno chiesto un riscatto'', ha
dichiarato la fonte, chiedendo di restare anonima.
''Sono in corso negoziati per ottenere la loro
liberazione. Siamo mobilitati'', ha aggiunto. I due
ingegneri, Ilker Izci e Murat Orhan, dipendenti della
compagnia <Merpa Engineering>, subappaltatrice dell'<Agip>,
sono stati rapiti da uomini armati nella
zona petrolifera del delta del Niger. Un comunicato del
loro datore di lavoro, ricevuto dall'<Afp>, precisa
che i due sono in buone condizioni di salute, che non
sono stati maltrattati e che Merpa ha avuto la
possibilità di parlare loro direttamente al telefono
''quattro o cinque giorni'' dopo il loro rapimento. La
compagnia si dice ottimista su una soluzione positiva di
questa crisi ''nel più breve tempo possibile'' grazie
all'intervento della Turchia tramite la sua ambasciata
ad Abuja. (Asca-Afp) |
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UCCISI DODICI
RIBELLI ED UN SOLDATO
Dodici ribelli
separatisti curdi del Partito dei lavoratori del
Kurdistan (Pkk) e un soldato turco sono stati uccisi in
violenti scontri nella provincia di Tunceli, nell'est
della Turchia . Lo hanno annunciato fonti di sicurezza
locali. Nei combattimenti, avvenuti nei pressi della
località di Hozat, è rimasto ferito un altro militare.
Questi decessi portano rispettivamente a undici e a
oltre 30 il numero di soldati turchi e ribelli uccisi
nel corso degli ultimi 10 giorni nell'est e nel sud-est
del Paese. (Asca-Afp) |
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CONDANNA
PER SEVIZIE AI DETENUTI
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La Corte europea dei
diritti dell'uomo di Starsburgo ha condannato la
Turchia per maltrattamenti e sevizie inflitti
dagli agenti a dodici detenuti nella prigione
di Buca, ad Izmir. Il Governo di Ankara dovrà
pagare a ciascun ricorrente 8.000 euro, per un
totale di 96.000 euro, più 500 euro ciascuno
per le spese sostenute.
I detenuti avevano denunciato di essere stati
colpiti ripetutamente con bastoni e manganelli
perché avevano rifiutato di farsi perquisire.
Il Governo turco aveva invece detto che si erano
feriti da soli cadendo dalle scale.
Per i giudici
europei, i carcerati sono stati colpiti e
feriti, mentre la giustizia turca ha
"evidenziato gravi lacune"
rifiutandosi di perseguire gli agenti e con la
scomparsa di dossier riferiti al caso.
La Corte ha anche condannato la Turchia per un
altro caso di maltrattamento in carcere, questa
volta ai danni di un simpatizzante del Pkk al
quale dovranno essere versati 15 mila euro per
danni morali. (Ansa) |
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TAKSIM OFF
LIMITS
Il governatore della provincia di Istanbul, Mummar Güler,
ha fatto sapere che per motivi di sicurezza, ha vietato il
transito da piazza Taksim (una delle più frequentate della
città) ai partecipanti al corteo del primo maggio.
In Turchia la festa dei Lavoratori non rientra nel calendario
delle festività nazionali. Le forze dell'estrema sinistra
tutti gli anni organizzano cortei che creano non pochi
problemi al mantenimento della sicurezza urbana e che si
trasformano spesso |
in manifestazioni violente. Molti temono
che i manifestanti potrebbero anche decidere di ignorare il
divieto delle autorità.
Per questo Guler ha invitato i cittadini al buon senso e a non
partecipare a forme di protesta non autorizzate. Il corteo di
quest'anno rischia di essere più pericoloso perché verrà
commemorato il primo maggio 1977, quando Istanbul fu teatro di
una durissima repressione da parte della polizia. (Apcom) |
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SCONTRO
CAMION-SCUOLABUS
33 VITTIME
STRAGE DI BAMBINI
TRAGICA GITA
Il grave incidente
è avvenuto nella provincia di Aksaray all'ingresso
della Cappadocia. Sembra che il pullman abbia invaso la
corsia opposta e che avesse a bordo più persone dei 46
posti della capacità stabilita.
Trentatre persone,
tra cui 15 bambini, sono morte e 35 sono rimaste ferite
in Turchia in uno scontro tra un pullman di una gita
scolastica e un camion carico di sabbia. Lo hanno reso
noto le autorità locali.
Il pullman stava portando in Cappadocia, regione
turistica nota per le attrazioni naturali e
archeologiche, una scolaresca di Smirne (ovest),
accompagnata da genitori e insegnanti.
Lo scontro è avvenuto, per ragioni non ancora
accertate, alle 6 del mattino (le 5 ora italiana) nella
provincia di Aksaray, all'ingresso della Cappadocia.
Secondo la televisione <Ntv>, il pullman avrebbe
invaso la corsia opposta.
I mezzi di informazione hanno anche evocato un possibile
sovraccarico del mezzo, che secondo l'agenzia <Anadolu>
aveva una capacità di 46 posti, mentre le persone a
bordo erano parecchie di più (68, stando al procuratore
generale di Aksaray, Durmus Akif Ozbek).
"Su ciascuna coppia di sedili c'erano tre bambini,
c'erano troppi passeggeri sul pullman", ha
dichiarato uno dei genitori. "Non c'erano
passeggeri in eccesso, anche se lo si fosse voluto non
sarebbe stato possibile", ha replicato il secondo
autista del pullman, che al momento dell'incidente
dormiva nella parte posteriore.
A Smirne, responsabili della cellula di crisi istituita
dalla scuola hanno detto all'Anadolu che nella sciagura
sono morti i conducenti dei due mezzi, 15 bambini e 16
accompagnatori.
Ozbek ha confermato la morte dei due guidatori e
precisato che, dei 29 feriti curati a Aksaray, 15 sono
bambini, 12 donne e due uomini. Secondo un responsabile
provinciale, cinque feriti, di cui tre bambini, sono
tuttora gravi.
La televisione <Cnn-Turk> ha mostrato immagini del
pullman coricato su un fianco, con il tetto sfondato per
diversi metri nella parte anteriore, e bagagli sparsi
all'intorno; come pure di familiari in lacrime, riuniti
nella scuola da cui provenivano i bambini. (la.
Repubblica.it) |
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LO DANNO ALLA
MADRE MA VUOLE STARE CON IL PADRE
PSICHE
LA VICENDA DI UN RAGAZZINO DI DIECI ANNI CHE SI SENTE
PIU' TURCO CHE UNGHERESE.
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Vuole
rimanere turco e tornare dal padre in Turchia
Carletto Mehmet, un ragazzino di dieci anni
ritornato in Ungheria dopo anni di lotta
giuridica, e il cui caso ha catalizzato
l'attenzione dell'opinione pubblica magiara.
Carletto, nato da madre ungherese e padre turco in
Ungheria, tre anni fa era stato rapito dal padre
che si era frattanto separato dalla moglie ed era
tornato in Turchia.
La madre, Edina Papp, ha lottato disperatamente
per riavere il figlio. Del caso hanno parlato
anche nel loro ultimo incontro i premier Ferenc
Gyurcsany e Recep Tayyip Erdogan. I tribunali, in
Ungheria e in Turchia hanno giudicato a favore
della madre, |
ma
il padre si è rifiutato di consegnare il figlio,
trovato poi alla fine da organizzazioni caritative
in un nascondiglio con l'aiuto di una ricompensa
di 5.000 euro. Carletto però riportato in
Ungheria, si rifiuta di parlare con la madre in
ungherese e continua a parlare turco. Non mangia
carne di maiale e vuole ritornare dal padre. la
madre ha consultato psicologi per bambini e spera
che il figlio si riadatterà all'ambiente.
"Se non sarà capace, lo lascerò
andare", ha detto il lacrime alla Tv. I media
si occupano della vicenda, cosa che forse non
aiuta il bimbo a reintegrarsi. (Ansa) |
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ECONOMIA
PROFILO
SOCIOECONOMICOUN RECENTE
STUDIO I
gruppi familiari, non solo più abbienti ma più istruiti
e più vicini ai modelli di consumo europei, non
superano il 10% del totale.
Un
recente studio sul comportamento dei consumatori
(vedi allegato), condotto su 8.500 gruppi
familiari di 28 province del paese
dall'Associazione turca dei pubblicitari, delinea
un profilo chiaro delle unità familiari e del
loro attuale quadro comportamentale in merito agli
acquisti. I gruppi familiari non solo più
abbienti, ma anche più istruiti e probabilmente
più vicini ai modelli di consumo
"europei", non superano il 10% del
totale, mentre - per molti versi - la maggioranza
dei nuclei familiari con un modello di vita e di
riflesso di consumi ancora fortemente legato
alle
|
Come
oggigiorno si comporta il consumatore medio. |
|
tradizioni
del passato, rappresenta ancora il vero volto
dell'attuale Turchia. In sostanza, lo studio
confermerebbe l'assunto che Istanbul -con la sua
ampia area metropolitana e oltre 14 milioni di
abitanti- Smirne, Ankara e alcune altre realtà in
forte espansione socio-economica non rappresentano
lo spaccato più consistente della società turca.
Lo studio - peraltro avvalorato dall'Università
Tecnica di Istanbul - consente certamente agli
analisti un esame più approfondito sui modelli di
consumo locali e soprattutto permette di valutare
con più precisione il differenziale esistente
oggi - sul fronte socioeconomico - fra la Turchia ed
i mercati più avanzati dell'Europa. Leggi
lo studio. (Ice
Istanbul) |
I
DATI DAL SETTEMBRE AL NOVEMBRE 2005
A seguito di un’indagine effettuata
presso 8.500 famiglie in 28 province, è stato
possibile aggiornare il mutato profilo
socioeconomico del consumatore in Turchia. I
risultati sono stati resi noti al mondo
pubblicitario
(Hurriyet)
– 5 Aprile 2007 (Traduzione a cura di ICE
Istanbul)
E’
stato definito
il nuovo profilo socioeconomico (SSE) della
Turchia, mutato a seguito dello sviluppo
economico. I risultati dell’indagine effettuata
nel periodo settembre – novembre 2005 per
intervista diretta presso 8.500
abitazioni/famiglie situate entro i confini urbani
ed extraurbani di 28 province fra le più
rappresentative della Turchia, sono stati resi
noti al mondo della pubblicitario durante una
riunione organizzata due giorni fa presso le
İş Kuleleri (Torri del Lavoro) in
Istanbul.
Durante il discorso d’apertura della riunione,
il Presidente dell’Associazione Pubblicitaria
Internazionale Mehmet Ali Yalçındağ ha
sottolineato l’importanza per il settore del
nuovo indice SSE: “Il posizionamento
socioeconomico dei consumatori si è modificato in
base ai cambiamenti registrati nell’economia.
Per questo motivo si è reso necessario
l’aggiornamento dell’indice. L’indice SSE
aggiornato rispecchia in modo piu’ fedele il
vero profilo del consumatore.”
Dal canto suo Betül Khan, Presidente
dell’Associazione Studi ed analisi di Mercato,
ha ricordato che negli anni passati si erano
riscontrati seri problemi nel paragonare i
risultati delle varie indagini, essendo queste
basate sull’uso di indici differenti. Khan ha
quindi dichiarato che nel 2005 le società di
marketing ed i vari committenti si riunirono per
dare vita al progetto in questione. L’indagine
è stata realizzata sotto la supervisione del
Docente Dr. Uğur Çağlı, lettore
presso la Middle East Technical University, ed è
stata finanziata da BİAK, TİAK ed
Associazione Clienti Pubblicitari.
Il Doc. Dr. Uğur Çağlı, che è
anche il supervisore della AGB, la ditta che
definisce gli indici di ascolto delle reti
televisive in Turchia, ha dichiarato che dal 1mo
gennaio gli strumenti impiegati dalla AGB sono
stati aggiornati in base al nuovo SSE.
Gruppo A
(1,10%)
- Costituiscono una
bassa percentuale della popolazione totale, in
gran parte vivono da soli o in due.
- Questo gruppo
vanta un’ottima istruzione da almeno due
generazioni.
- Meta’ degli
intervistati sono senza prole.
- Dal punto di
vista della proprietà dell’abitazione in
cui si vive, è il gruppo con la percentuale
più bassa.
- Le case sono
dotate di numerosi standard di confort. I
salotti sono in parquet e l’illuminazione è
garantita da lampadari.
- Prediligono i
prodotti tecnologicamente avanzati.
- Una grande
percentuale possiede un’autovettura.
- Gli acquisti
di casa vengono effettuati dalla donna
- Si riscontra una
varietà di richieste quali cibi pronti,
surgelati e pane affettato.
- L’uso dei
cellulari è al 96%, mentre l’uso della
telefonia fissa è del 78%
- Due case su tre
hanno almenno un PC, prediligono inoltre
le Pay-TV.
- Non hanno timore
ad indebitarsi
(carte di credito) e fanno uso di
mutui.
- Il 74% non lascia
le scarpe davanti alla porta.
- L’intero gruppo
legge quotidiani.
Gruppo B (9,1%)
- Se la famiglia
ideale è composta da quattro persone, gran
parte di questo gruppo raggiunge tale media.
- Il profilo
istruttivo ricorda la generazione precedente
del Gruppo A.
- Il numero di
famiglie senza prole è molto basso.
- Il
tasso di proprietà della casa dove si risiede
e’ leggermente superiore a quello del gruppo
A.
- I pavimenti dei
salotti sono in parquet ed in laminato
plastico. Nei salotti vi sono in gran
percentuale lampadari ma si riscontrano anche
semplici lampadine.
- La richiesta di
elettrodomestici è pressoché uguale a quella
del gruppo A.
- La metà degli
intervistati possiede un’autovettura.
- Qualsiasi
acquisto di beni di consumo rientra nelle
responsabilità della “mamma”.
- Fanno uso di
alimentari sfusi, mentre l’uso di detergenti
sfusi è basso.
- Quasi tutti hanno
un cellulare (96%), mentre l’uso della
telefonia fissa è più bassa.
- Il 50% possiede
un computer, mentre un terzo hanno la Pay-TV
- Anche questo
gruppo non ha timore ad indebitarsi con le
banche.
- La metà toglie
le scarpe davanti alla porta di casa.
- Una grande parte
legge i quotidiani.
Gruppo C1 (18,9%)
- Assomiglia molto
al Gruppo B. Più della metà sono famiglie di
3 – 4 persone.
- In questo gruppo
l’istruzione universitaria è bassa fra i
genitori.
- Un terzo hanno 1
o 2 figli, mentre nel resto la prole aumenta
di numero.
- Il tasso di
proprietà dell’abitazione di residenza è
in aumento.
- Si riduce la
percentuale di salotti in parquet. Si
riscontra anche il pavimento grezzo. La
percentuale di lampadari scende ad un terzo.
Il restante
fa uso di semplici lampadine.
- L’uso di
elettrodomestici non differisce di molto dai
gruppi A e B
- La metà possiede
un’autovettura. In gran parte acquistano
auto di seconda mano.
Paragonata
ai gruppi A e B, la responsabilità del padre
negli acquisti si avvicina a quella della
madre.
- Il 50% fa uso di
generi alimentari sfusi. Per i detergenti
sfusi la percentuale è di due terzi.
- L’89% fa uso di
cellulari. Anche l’uso di telefonia fissa è
alto (82%).
- Una famiglia su
cinque possiede un PC.
- Sono attenti
nell’uso di mutui bancari.
- Due terzi si
toglie le scarpe davanti la porta di casa.
- Tre quarti
leggono i quotidiani.
Gruppo C2 (31,6%)
- Il numero di
abitanti per abitazione è in generale
superiore a 4.
- L’istruzione
dei genitori è generalmente limitata al
diploma di scuola elementare.
- Il numero della
prole è simile al Gruppo C1, solo che la
percentuale delle famiglie con 3 – 4 figli
è più alta.
- Il tasso di
proprietà della residenza è uguale per i
Gruppi C2, D e E: 65%.
- La pavimentazione
dei salotti è generalmente grezza od in liste
di legno. L’uso di lampadari scende ad un
quinto.
- La metà fa uso
di frigoriferi con una sola anta. L’uso
delle lavastoviglie é molto basso.
- Un terzo possiede
un’autovettura, generalmente di seconda
mano.
- Le responsabilità
degli acquisti è uguale per il padre e per la
madre.
- Si fa largo uso
di alimentari sfusi. Si nota un importante
aumento nell’uso di detergenti sfusi.
- Si fa largamente
uso di cellulari. L’uso di telefonia fissa
è comunque più alto (82%).
- Una famiglia su
dieci ha un computer. Quasi tutti fanno uso di
antenne tradizionali.
- Poche famiglie
hanno dei risparmi. Un quarto fa uso di mutui
bancari.
- Si tolgono le
scarpe davanti la porta di casa.
- Più della metà
legge quotidiani.
Gruppo D (28,5%)
- Il 50% sono
famiglie composte da più di 5 o 6 membri.
- Due terzi hanno
una prole composta da 3 o 5 figli o da più di
6 figli.
- Due terzi
possiedono una casa. Un decimo possiede una
seconda casa sempre nella stessa città.
- Un quarto hanno
salotti con pavimenti grezzi o con liste di
legno. I lampadari sono pochissimi. L’uso di
semplici lampadine è molto alto.
- L’uso di
elettrodomestici è alto ma il numero di
elettrodomestici di nuova tecnologia è
limitato.
- Il numero dei
possessori di autovetture è basso (17%) ed in
gran parte sono autovetture a scopo
commerciale.
- Negli acquisti
domina l’uomo anche se la spesa e’
fatta dalle donne.
- Si predilige il
consumo di alimentari e detergenti sfusi.
- Due terzi fanno
uso di cellulari. Alto l’uso della telefonia
di rete fissa.
- Il 13% fa uso di
mutui e fidi
bancari, in gran parte mutui per
abitazioni. La richiesta di prodotti
finanziari è bassa.
- Le scarpe sono
tolte davanti la porta di casa.
- Un terzo legge
quotidiani.
Gruppo E (10,8%)
- Il gruppo è
composto da famiglie numerose.
- Un terzo ha una
prole superiore a sei figli.
- Il tasso di
proprietà immobiliare è il più alto,
insieme al Gruppo D.
- I pavimenti sono
generalmente grezzi; le semplici lampadine
sono l’irrinunciabile strumento
d’illuminazione.
- Il 90% possiede
un frigorifero con una sola anta. Molti degli
elettrodomestici sono di seconda mano.
- Un decimo
possiede un’autovettura, generalmente di
seconda mano.
- Le spese sono
compito prima del padre e poi della madre.
Anche i figli partecipano agli acquisti.
- Si fa
esclusivamente uso di alimentari e detergenti
sfusi. E’ il gruppo con il minor consumo di
detergenti. Un terzo non si lava i denti.
- I piccoli
commercianti ed i mercati
rionali sono i posti prediletti per le
spese. Si recano di rado ai supermercati. La
metà delle spese sono fatte a credito
(pagamento a fine mese).
- La metà possiede
un cellulare e fa uso di telefonia fissa. Non
hanno PC o videoregistratori.
- Non hanno
rapporti con le banche tranne che per alcune
necessità di mutuo.
- Un quinto legge i
quotidiani. Non hanno i
soldi né il morale per acquistare
riviste. (Ice
istanbul)
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| UNO
STUDIO PER VERIFICARE COME LE IMPRESE AMERICANE
PRESENTI IN TURCHIA PERCEPISCONO LO SVILUPPO DEL
PAESE. UNO STUDIO SUL CAMPO DEL CENTRO <GFK>.
I PUNTI SALIENTI.
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l |
PROE CONTRO
L'<Abft>
-
"American Business Forum in Turkey" - ha
commissionato uno studio per verificare come le imprese
americane presenti in Turchia percepiscono lo sviluppo
del Paese e i pro e i contro relativi agli investimenti
in loco. Il Centro studi locale <GfK> ha condotto lo
studio sul campo, con il contributo determinante di 51
imprese statunitensi presenti in Turchia. I punti
salienti dello studio si sono rivelati: PRO: -Il mercato
potenziale è ampio (96% delle risposte); - I fattori
macroeconomici permarranno stabili per ancora diversi
anni (55%); - Le autorità locali sono in grado di
mantenere questa stabilità (59%); - L'inflazione è
sotto controllo (77%); - Il livello dell'educazione
universitaria è adeguato (73%); - Le capacità
analitiche del personale di risolvere i problemi sono
alte (78%); -I dipendenti sono contenti di lavorare per
imprese americane (92%); - Le singole imprese hanno
scelto bene investendo in Turchia (84%); - Le singole
imprese espanderanno in futuro le loro attività in
Turchia con ulteriori investimenti (88%); - Raccomandano
alle altre imprese statunitensi e straniere di investire
in Turchia (88%).
CONTRO: - Il sistema legale turco è
inadeguato (85%); - I diritti della proprietà
intellettuale non sono sufficientemente protetti (77%);
- Poca trasparenza nelle decisioni governative (67%); -
Nel processo decisionale gli standard non sono adeguati
alle procedure internazionali (75%); - Le leggi sulla
protezione ambientale non sono adeguate (51%); - L'armonizzazione
alle normative europee non procede speditamente come
dovrebbe (57%); - Il tasso di cambio non è al livello
adeguato (69%). Secondo gli analisti, fra i tanti
aspetti positivi che un investitore estero ha
nell'operare in Turchia il vero punto debole sarebbe il
sistema giudiziario, e in particolare l'incertezza
sull'applicazione del diritto e sulle ampie possibilità
che vi possano essere forzature esterne sulle sentenze.
(Ice
Istanbul) |
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PARTNERSHIP
NEL SETTORE ENERGETICO
GAS E PETROLIO
ACCORDO
TRA TURCHIA ED IRAN SU TRE PUNTI UNO DEI QUALI RIGUARDA
LA COSTRUZIONE, NELLA TERRA DEL PAVONE, DI TRE IMPIANTI
ELETTRICI ALIMENTATI A GAS.
La stampa turca
riferisce che, nei recenti incontri tenutisi ad Ankara,
la Turchia e l' Iran si sono accordati per una
strategica partnership nel settore energetico, e in
particolare per gas e petrolio. L'Iran, che dispone di
oltre il 15% delle riserve di gas al mondo - seconda solo
alla Russia (32%) e tre volte di più del Qatar che è
terzo in graduatoria (5.5%)- ha finalizzato accordi sui
seguenti punti: - Turchia ed Iran costituiranno una joint-Venture paritaria nel campo energetico
(l'investimento turco previsto è di circa 2 miliardi di
dollari); - La JV opererà nel settore della ricerca e
sfruttamento di nuovi giacimenti di petrolio e gas in
Iran ed ha anche come obiettivo di medio termine quello
di portare il gas iraniano in Europa attraverso la
Turchia, in aggiunta alle fonti russe; - Saranno
costruiti in Iran tre impianti elettrici alimentati a
gas per un totale di 6.000 MW e l'energia elettrica
prodotta potrà essere distribuita anche in Turchia, a
prezzi controllati; -Il petrolio iraniano verrà
distribuito anche attraverso il terminale turco di
Ceyhan sul Mediterraneo e potrà essere costruita una
raffineria turco-iraniana nell'area. Gli analisti locali
-secondo gli organi di stampa- fanno presente che i
progetti di cooperazione turco-iraniani in campo
energetico "non sono stati valutati
favorevolmente" a Washington. (Ice
Istanbul) |
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La
precisazione del ministro
dell'Energia turco, Hilmi Guler
<GAZ
DE FRANCE>: NESSUNA
SOSPENSIONE DEI COLLOQUI
La
Turchia non ha sospeso i colloqui con <Gaz de
France> sul progetto di gasdotto "Nabucco" che
porterebbe in Europa il gas dal Caspio. Lo ha
detto il ministro dell'Energia turco Hilmi
Guler.
Alcuni alti funzionari turchi
del settore avevano riferito
che i colloqui con la compagnia francese erano
stati sospesi per protesta contro una legge sul
massacro degli armeni durante l'impero ottomano.
"Nabucco è un progetto
molto importante per noi e il processo negoziale
prosegue regolarmente. <Gaz de France> non è stata
sospesa dal progetto", ha detto Guler pur
aggiungendo che anche i temi politici, economici e
strategici peseranno nella scelta del sesto
partner del progetto.
Il gasdotto da 4.6 miliardi di
euro porterà il gas dall'Iran e dal Mar Caspio in
Austria, passando attraverso Turchia, Bulgaria,
Romania e Ungheria per ridurre la dipendenza
europea dal gas russo. Gli altri quattro paesi
hanno già approvato la partnership con <Gaz de
France> nel consorzio che costruirà l'oleodotto
guidato dal gruppo austriaco <Omv>, e con la
partecipazione del bulgaro <Bulgargaz>, romeno
<Transgaz,> ungherese <Mol Hungary> e turco
<Botas>.
L'assemblea nazionale francese
ha approvato lo scorso anno in prima lettura una
legge che definisce un crimine negare il carattere
di genocidio dei massacri degli armeni durante la
prima guerra mondiale. (Swiss
politics.org)
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UN RECENTE
STUDIO SE
LA TURCHIA NON INTENSIFICHERA' GLI INVESTIMENTI NEL
CAMPO DELLA PRODUZIONE E TRASMISSIONE ENTRO IL 2009,
CIOE' TRA DUE ANNI, SI TROVERA' A SECCO
Il grande
deficitelettrico
Da un recente uno
studio predisposto dal gestore della distribuzione
elettrica turco <Teias>, intitolato "10 anni di
produzione e trasmissione elettrica in Turchia",
emerge con chiarezza che se la Turchia non intensificherà
gli investimenti nel campo della produzione e
trasmissione dell'elettricità, entro il 2009 si troverà
in una situazione di grave deficit. Secondo lo scenario
più pessimistico, e qualora la domanda di elettricità
dovesse crescere -come oggi- a un tasso annuale dell'8.4%, il
Paese si troverebbe con uno scompenso già
dal 2009. Il paese ha bisogno di almeno 29.000 MegaWatt
aggiuntivi, di cui 10.000 provenienti da energia
idroelettrica, eolica ed altre fonti rinnovabili, mentre
i restanti 19.000 MW potrebbero essere di provenienza
geotermica. Nel 2006, la Turchia ha prodotto 175.9
miliardi di KWh consumandone 174,2, mentre il Ministero
dell'Energia segnala per il 2007 un consumo previsto di
185.2 miliardi di Kwh. Secondo lo studio <Teias>, il
consumo di energia elettrica raggiungerà i 235.9
miliardi di Kwh nel 2010 e i 382.7 miliardi di Kwh nel
2016. Si ricorda in proposito che la Turchia ha già
programmato la costruzione di tre centrali nucleari,
oltre a un programma di costruzione di centrali
idroelettriche e termoelettriche ad alimentazione
multipla. Il Governo inoltre ha previsto
un'intensificazione dei progetti a favore delle energie
rinnovabili, utilizzando anche i fondi dell'UE. (Ice
istanbul)
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PRESTITO
DALLA BANCA MONDIALE
LA NOTIZIA E'
STATA DATA DAL DIRETTORE DELL'ISTITUZIONE PER LA TURCHIA,
ULRICH ZACHAU
La Banca Mondiale
si prepara ad aiutare la Turchia: entro l'estate
concederà un prestito speciale per favorire nuove
politiche di lavoro. A renderlo noto è il direttore
della Banca Mondiale per la Turchia, Ulrich Zachau.
Zachau ha detto che il Governo Erdogan ha studiato un
piano per favorire la ripresa del mercato del lavoro e
che questo piano necessità di nuovi finanziamenti.
Zachau ha anche agiunto che la Turchia ha raggiunto
buoni livelli di stabilità dal punto di vista
macroeconomico, aggiungendo che il mantenimento di
questo Standard aiuterà anche a contrastare la crescita
dell'inflazione, che insieme alla disoccupazione resta
fra i problemi più grossi del paese dal punto di vista
economico. Il presidente della Banca Mondiale non ha
fornito dettagli sull'ammontare della donazione. (Apcom) |
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"L'uomo
del miracolo"
all'attacco
HARIRI COMPRA
<MNG BANK>
Mohammad Hariri,
presidente di <Oger Telekom> e "uomo del
miracolo" per avere realizzato il più grande
investimento diretto in Turchia con l'acquisto di
<Turk Telecom>, colpisce ancora.
Ha comprato infatti <Mng Bank>, uno degli istituti
bancari più interessanti della mezzaluna, cambiando il
suo nome in <Turkland Bank>. Commentando
l'operazione, Hariri si è detto molto soddisfatto,
soprattutto per la nuova denominazione, che ha definito
"molto moderna".
Il businessman ha aggiunto che sta pensando ad altri
investimenti nel Paese. "La Turchia è un terreno
molto fertile per nuovi investimenti - ha detto Hariri -
e abbiamo messo già gli occhi su nuove
situazioni". Hariri non ha voluto aggiungere altri
dettagli ma molti pensano che si possa trattare del
"gioiello di famiglia" turco <Halkbank>
che dovrebbe essere privatizzato in maggio. (Apcom) |
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TURCHIA TRA
I PAESI PIU' AMBITI NEL REAL ESTATE
La Turchia piace
sempre di più. Soprattutto a chi deve investire in Real
Estate. A dirlo è una ricerca compiuta dalla <Assetz>,
una delle più note società di Real Estate in Gran
Bretagna e pubblicata dall'autorevole <Sunday
Times>.
Il Paese della Mezzaluna si colloca in quinta posizione.
Al primo posto della classifica la Polonia, che
attualmente rappresenta il Paese più attraente a
livello mondiale. Gli investimenti sul Real Estate sono
arrivati a raggiungere il 165%.
Seguono, se non proprio a ruota, Gran Bretagna,
Bulgaria, Francia e Turchia, rispettivamente con un
incremento del 63%, 54%, 51% e 45%. Il rapporto anticipa
che il prossimo paradiso del Real Estate potrebbe essere
l'isola di Cipro, spaccata in due dal 1974 e per il
Paese della Mezzaluna ci potrebbero essere nuove
soddisfazioni visto che la Trnc è riconosciuta solo da
Ankara. (Apcom) |
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IN PILLOLE
BOSH TRIPLICA
LE ENTRATE
<Bosh Turchia> oltre ogni record. Il direttore
generale per il Paese della Mezzaluna, Garcan Karaka, ha
reso noti i risultati del 2006. In un anno il gigante
tedesco in Turchia ha triplicato le entrate arrivando a
1.4 miliardi di euro ed esportando merce per un valore
di 800 milioni di euro. Risultati che hanno reso
necessaria l'assunzione di ben 7.400 lavoratori. (Apcom)
AUMENTO DEL PIL DEL 5%
Il Tesoro turco ne è certo: nel 2007 la crescita del
prodotto interno lordo sarà del 5%. Si tratterebbe di
un altro risultato positivo dopo quello del 2006 che ha
segnato una crescita del 6%. da sottolineare anche che
la composizione del prodotto interno è cambiata
considerevolmente nel corso degli ultimi anni e che
adesso il traino è soprattutto dal settore privato. il
ministero del Tesoro ha anche reso noto che si prevede
una crescita costante almeno per i prossimi 6-7 anni. (Apcom)
SETTORE PRIVATO TRAINA LA CRESCITA
E' il settore privato a guidare la crescita turca. A
dirlo è l'Organizzazione per la pianificazione statale
turca, secondo la quale su un incremento del prodotto
interno lordo del 6.1%, il 3.2% sarebbe stato generato
dal settore privato, lo 0.7 dal settore pubblico e il
resto dal capitale fisso (da Apcom)
INFLAZIONE ANCORA A DUE CIFRE
Ancora brutte notizie per i turchi. L'inflazione nel
mese di marzo resta a due cifre e per la precisione al
10.9%. Stando a quanto reso noto dall'Istituto di
Statistica turco, l'indice dei prezzi di produzione è
salito dello 0.97% rispetto al mese scorso, mentre
quello dei prezzi al consumo dello 0.92%.
A pesare
particolarmente su questo secondo dato sono stati gli
amenti promossi dal Governo Erdogan sulle bevande
alcoliche e soprattutto sul tabacco, di cui i turchi
sono grandi consumatori. (Apcom) |
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ECONOMIA
|
ANCORA TERZO
PARTNER
 |
L'interscambio
dell'Italia con la Turchia si aggira sui 2.3
miliardi di euro. Crescita tendenziale del 9.5 per
cento. Dati Tuik ed Ice.
|
L'Italia si
conferma il terzo partner commerciale della Turchia con
un interscambio di 2.3 miliardi di dollari e una
crescita tendenziale del 9.5 per cento. Secondo
l'ufficio statistico turco Tuik e l'Ufficio Ice di
Istanbul, nei primi due mesi di quest'anno l'import
turco è cresciuto del 21.5 per cento rispetto allo
stesso periodo del 2006, raggiungendo quota 21.8
miliardi di dollari. Lo scorso anno le esportazioni
italiane sono cresciute del 12.3 per cento raggiungendo
1.2 miliardi di dollari, mentre le importazioni italiane
dalla Turchia sono state pari a 1.1 miliardi di dollari
con una crescita del 9.4 per cento. Il saldo commerciale
si conferma ancora una volta positivo per l'Italia per
110 milioni di dollari. (Denaro.it) |
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NUOVA FASE
DELLE
PRIVATIZZAZIONI
| In
occasione di alcune interviste - rilasciate in
queste ore a quotidiani economici e periodici
specializzati - il presidente dell'Autorità Turca
per le Privatizzazioni (Oib), Metin Kilci, ha non
solo sottolineato il successo delle prime fasi
delle privatizzazioni che hanno generato risorse
per oltre 15 miliardi di dollari provenienti
principalmente dall'estero, ma soprattutto ha
marcato le prossime tappe del processo che vedrà
numerose imprese - ora statali o semi statali -
cedere la proprietà ai privati. Praticamente
tutti i settori economici - ora in mano allo Stato
- sono in valutazione per essere ceduti nei
prossimi 2/5 anni ai privati. Nel 2007, il sistema
autostradale ed anche i ponti (si pensi per es. a
quelli di Istanbul) saranno valutati da
un'apposita commissione - composta anche da
consulenti esteri - per una privatizzazione da
compiersi però non prima del 2008. Nel
"pipeline" operativo di quest'anno vi
sono peraltro l'importante istituto di credito
<Halkbank>, il <Galataport> (porto con
sviluppo urbanistico di un'importante area di
Istanbul) ed il principale gruppo chimico del Pese,
<Petkim>. Interessante notare che per la
prima volta - in maniera ufficiale - il presidente Kilci ha parlato della privatizzazione delle public
utilities ed in particolare della
distribuzione del gas e delle acque potabili
delle |
municipalità,
oltre che del processo per ora solo
"congelato" della privatizzazione delle
reti distributive dell'elettricità (tre gare sono
state posposte nel tardo autunno). Ostacoli invece
Kilci li vede all'orizzonte per la cessione della
<Tekel> (monopolio delle sigarette) in
considerazione di alcuni problemi definiti
procedurali. Si deve peraltro precisare che ieri -
in occasione dell'inaugurazione del padiglione
turco alla Hannover Messe (la Turchia è Paese
partner in quella fiera) - il Primo Ministro
Erdogan ha - insieme al premier tedesco Angela
Merkel - sottolineato non solo il ruolo
fondamentale svolto dall'apporto degli
investimenti esteri (la previsione per il 2007 e'
di raggiungere quota 30 miliardi di dollari), ma
ha anche auspicato una presenza ancor più attiva
dell'imprenditoria tedesca in alcuni comparti
ritenuti strategici per lo sviluppo
socio-economico della Turchia. Nello specifico
Erdogan ha citato: - La modernizzazione delle
Ferrovie Statali; - La modernizzazione dei porti,
aeroporti e metro; - Il trattamento delle acque
potabili; - La produzione e distribuzione
dell'energia elettrica; - Il settore
petrolchimico; - Il settore bancario/assicurativo;
- I centri commerciali; - Il settore
automobilistico. (Ice
Istanbul) |
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Le
città di Milano e di Izmir si contendono
l'Esposizione Universale del 2015. Quali sono le
tematiche che dovranno convincere la giuria a fare
la scelta giusta. Il ruolo di Letizia Moratti.
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"Nutrire
il pianeta, energia per la vita" è il tema di cui la
città di Milano intende occuparsi, nel caso in cui si
aggiudicasse la gara per ospitare l'Esposizione
universale del 2015 (Expo 2015). Il 28 marzo i
rappresentanti della città e del Governo italiano erano
a Bruxelles per presentare agli europarlamentari lo
spirito e la filosofia della loro offerta, che pone
l'accento soprattutto sull'importanza delle scoperte
scientifiche e tecnologiche.
Fin dal loro avvio a metà del XIX secolo, le
Esposizioni universali hanno sempre affrontato temi che
abbracciano l'intero spettro dell'esperienza umana. In
linea con la tradizione, l'offerta di Milano si propone
di trattare il tema dello sviluppo sostenibile, e in
particolare l'idea che tutti gli abitanti del pianeta
debbano avere accesso ad alimenti sicuri e nutrienti.
L'altra città in gara è Izmir, in Turchia.
Tra le tematiche che l'esposizione dovrà affrontare, in
caso di aggiudicazione da parte di Milano, figurano le
ultime innovazioni scientifiche per la salvaguardia
della salute dei consumatori. L'Expo si propone di
attirare la comunità scientifica internazionale
coinvolgendola in incontri, dibattiti e discussioni su
temi quali la prevenzione e la cura delle malattie che
derivano dalla malnutrizione, il rafforzamento degli
strumenti per monitorare possibili forme di
adulterazione del cibo, analisi ed esame di potenziali
pandemie alimentari derivanti da agenti patogeni
trasferiti dagli animali agli umani e la biotecnologia.
La candidatura italiana delinea inoltre iniziative volte
a mostrare alcune tra le tecniche più avanzate di
miglioramento della produzione agricola e di protezione
della bio-diversità. Alla manifestazione verranno altresì
affrontati argomenti quali l'educazione a una corretta
alimentazione, l'innovazione nella fornitura alimentare
e la solidarietà e cooperazione.
Intervenuta dinanzi al Parlamento europeo il 28 marzo,
Letizia Moratti, ex ministro dell'Istruzione, dell'Università e della
Ricerca, e attuale sindaco di
Milano, ha citato alcune statistiche allarmanti che
hanno indotto la città a scegliere il tema del cibo e
dello sviluppo sostenibile. Circa 850 milioni di persone
al mondo soffrono di denutrizione, mentre più di un
miliardo non ha accesso ad acqua potabile pulita.
"Abbiamo scelto questo tema perché riteniamo che
Milano e l'Europa debbano svolgere un ruolo guida
nell'alimentare il pianeta e nel fornire l'energia per
la vita», ha dichiarato Letizia Moratti. «Non possiamo
più sottrarci alle nostre responsabilità!.
Letizia Moratti ha anche sottolineato l'importanza
dell'anno 2015. Oltre all'evento dell'Expo, il 2015 è
anche la data fissata per gli obiettivi di sviluppo del
Millennio. Alla luce di ciò, si è deciso di creare un
legame tra i due eventi «perché gli obiettivi sono gli
stessi, sradicare la povertà estrema e la fame», ha
affermato Letizia Moratti, aggiungendo che l'Expo si
propone di fornire una piattaforma di discussione delle
esigenze dei paesi in via di sviluppo nel quadro dei
temi proposti.
Un'altra ragione alla base della scelta del tema del
cibo è stata l'intenzione di mostrare e condividere le
tradizioni, l'esperienza e le competenze milanesi e
italiane. Milano è il secondo distretto agricolo
italiano e rappresenta il 22% delle esportazioni
agricole italiane. La città vanta inoltre la presenza
di 1 897 aziende nel settore sanitario e dell'igiene e
di circa 20 000 addetti che lavorano nel campo della
ricerca. Il rapporto dell'Italia col cibo è molto
ricco, ed è forse per questo che l'Autorità europea
per la sicurezza alimentare (Efsa) e la Food and
Agriculture Organisation (Fao) delle Nazioni Unite hanno
sede qui.
Alla manifestazione è intervenuta anche Emma Bonino,
ministro italiano per il Commercio internazionale e per
le politiche europee, che ha sottolineato che i temi
proposti dall'offerta milanese sono strettamente in
linea con le politiche comunitarie, ed è pertanto
importante che vengano coinvolti altri Stati membri e le
istituzioni europee. Ha ricordato che i commissari
competenti per la Sanità, gli aiuti umanitari e la
ricerca hanno già espresso il loro sostegno al progetto
e ha incoraggiato gli eurodeputati presenti a fare
altrettanto.
La decisione riguardante la città che ospiterà l'Expo
mondiale del 2015 verrà presa a marzo 2008 dal Bureau
International des Expositions. (Cordis
notiziario)
Per maggiori informazioni consultare:
http://www.milanoexpo-2015.
com
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La
"Tofas" vola
La
casa automobilistica turca, joint venture tra <Fiat
Auto" e <Koc Holding>, ha archiviato il 2006
con un aumento del fatturato del 20%
l |
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Buone
notizie dalla Turchia per la quattro ruote
Fiat (Milano: F.MI
- notizie)
. La <Tofas>, joint venture tra
<Fiat Auto> e la <Koc Holding>, archivia il 2006 con un aumento
del fatturato nell'ordine del 20% che ha
superato 1.6 miliardi di euro. Il risultato
è stato reso possibile dalla forte crescita
delle esportazioni che hanno realizzato 975
milioni di euro. Le sorprese non finiranno
qui: il nuovo amministratore delegato Ali
Pandir stima un ulteriore aumento delle
vendite grazie al lancio di nuovi modelli,
tra cui la "Linea", nuova world car del gruppo
<Fiat>. |
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Collegamento
tra il Mar Nero ed il terzo ponte della Turchia,
progetto quest'ultimo che incontra l'opposizione
degli ecologisti
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SI
AL TRATTO
AUTOSTRADALE
"QUESTA
CHE COSTRUIAMO IN SINTONIA CON LA NATURA - HA DETTO IL
PREMIER RECEP TAYYIP ERDOGAN - E' UNO DEI MAGGIORI
ESEMPI DI MODERNIZZAZIONE E SVILUPPO DEL PAESE"
Il
progetto non piace agli ambientalisti, ma il premier
turco Recep Tayyip Erdogan lo ritiene fiore
all'occhiello del suo Governo: collegare l’autostrada
del Mar Nero al terzo ponte di Turchia, progetto
quest'ultimo, che incontra l'opposizione degli
ecologisti, appunto. "Questa autostrada che costruiamo
in sintonia con la natura è uno dei maggiori progetti
per la modernizzazione e lo sviluppo del Paese",
dichiara il Primo Ministro alla cerimonia di
inaugurazione dei 542 chilometri di strada costiera
lungo il Mar Nero.
Il premier turco, che ha fatto notare come il suo
governo abbia portato a termine il 60 per cento della
costruzione rispetto al 40 per cento realizzato dai
precedenti esecutivi in sedici anni, ha dichiarato che
l’autostrada sarà collegata ad Istanbul
e poi, grazie al terzo ponte sul Bosforo, all’Europa.
Sarà un enorme incentivo per il turismo e attrarrà
nuovi investimenti, è il duplice argomento a favore
portato da Erdogan. Il lungo tratto costiero appena
inaugurato accorcia i tempi di viaggio dalla frontiera
di Sarp con la Georgia a Samsum da 7 a 4 ore. (Denaro.it)
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ALLA
<TAV AIRPORTS>
LA GESTIONE
DI ENFIDHA E MONASTIR
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Il
gruppo turco - che è uno dei principali operatori
aeroportuali nel mondo con la gestione degli scali
di Istanbul ed ankara - è stato scelto a
seguito di una gara d'appalto internazionale
realizzata in due fasi.
|
Il
Gruppo turco <Tav Airports Holding Co> si è
aggiudicato provvisoriamente la gara per la
costruzione e la gestione degli aeroporti di
Enfidha e Monastir, contro un canone annuale che
non è ancora stato reso pubblico dal ministero
dei Trasporti tunisino. Il gruppo turco è stato
scelto a seguito di una gara d'appalto
internazionale realizzata in due fasi; nel corso
della prima, sette investitori di livello
internazionale in materia di gestione aeroportuale
sono stati messi in shortlist, mentre in una
seconda fase sono state ritenute le offerte del
gruppo turco <Tav> e di quelle del Consorzio
tedesco-canadese formato da <Hochtief Airport> con
<Snc Lavalin>. Il gruppo turco <Tav> è uno dei
principali operatori aeroportuali nel mondo, con
la gestione degli aeroporti di Istanbul ed Ankara.
(Denaro.it) |
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INVESTIMENTI
<TURK
TELEKOM>
QUALCOSA,
IN QUESTO 2007, COME UN MILIARDO DI EURO. SECONDO
LA COMPAGNIA VERRANNO ASSUNTI TRA I 1500/2000
INGEGNERI, PARI AL 20% DEI LAUREATI |
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Türk Telekom
(TT), the leading telecommunication services provider in
Turkey, has decided to increase its 2007 budget to YTL
1.44 billion ($1.05 billion). The investment budget
increase will entail a jump in the number of
engineers it will hire. The company estimates that it
will create job opportunities for as many as 20 percent
of all graduates of faculties of engineering in Turkey,
general manager of TT, Paul Doany said.
TT was going through a transition period with regards to
employment, thus creating job
opportunities for a total of 1500-2000
people, Doany said.
Investment
budget for 2007:
In the investment
plan for the period of 2006-2010
submitted to the Privatization Administration (ÖİB),
only a portion of the amount earmarked for investment
for 2006 was spent, Doany said earlier this week. In
order to catch up, the remaining surplus from 2006 will
be carried over and added to the 2007 investment budget
of YTL 900 million ($659 million) for a total 2007 investment
budget of YTL 1.44 billion (($1.05 billion), he
added.
Figures regarding this year's investments were submitted
to the Telecommunication Board (TK), Doany said,
including the investments that were not executed last
year. Among those postponed investments was the information
technologies tender of YTL 150 million
($109.8 million). This tender will take place in 2007,
Doany said.
Copper
prices:
Despite the fact that they have already signed 20 tender
contracts, these contracted prices were affected by
changing copper prices, Doany said, explaining that
replacing copper cables with fiber optic cables in the
network was essential for them to provide services with
added value.
There were also two rural projects and a total of $160
million was allocated for them, Doany said.
A total of $200 million was spent for ADSL last year and
the same amount will be spent this year also, he added.
The final date of the investment plan was
2010, at which point TT plans to have made a
total of $3.4 billion investments, Doany said, adding
that there will be no changes to the investments
schedule.
Early
payment joke:
As the CEO of Oger Telekom, Doany bought a 55
percent stake in TT from the government for $6.55
billion when it was privatized in November 2005. At the
time, they agreed to pay the government in installments
over a period of several years. However, recently, TT
paid the entire amount owed of $4.3 billion to the
government on March 29, 2007, four years in advance.
When asked whether the lump sum early payment was at all
connected with the upcoming elections (perhaps paid
early 'as a gift'), Doany laughed at allegations and
said the early payment had nothing to do with elections
or support for the government.
“At the time when I first brought up the early payment
issue, there was no talk of elections in Turkey,” he
said.
They compared the option of an early cash
payment with the option of installments. As the early
payment was more cost efficient, they opted for early
payment, Doany explained.
Doany to
leave general manager's post:
Currently holding down the posts of both general
manager and chairman of the executive committee of TT,
Doany said that ideally two different people should
occupy these posts. Doany said he would quit his general
manager's post at the end of this year at the latest.
"There have not been any offers made to anybody for
the position," he said.
Upon a question whether he considered his management
successful, Doany criticized his announcements on early
payment last year, saying, “I should not have said
anything on an issue I was not 100 percent sure of. The
biggest mistake on my part was that, I guess." (Begum
Gursoy/Turkish Daily News)
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RICERCA
TECNOLOGICA
E
SVILUPPO, LE NUOVE
DIRETTRICI DELLA SOCIETA'
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OLTRE OGNI
PREVISIONE
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Il ministero
dell'agricoltura turco ha attivato una nuova
agenzia (Aigs: agricultural investors guidance
center) a cui farà capo l'attività di sostegno e
promozione agli investimenti esteri. Tra i servizi
forniti una banca dati, assistenza e agevolazioni
nell'ottenimento di licenze e permessi,
attivazione di contatti con le maggiori
associazioni di categoria, supporto alla creazione
di joint ventures con aziende locali. Aigs
opererà anche in collegamento con istituzioni
governative ed internazionali per agevolare agli
investitori nell'accesso a fondi e strumenti di
supporto messi a disposizione dell'Unione Europea,
dalla Banca Mondiale o dallo stesso Governo di
Ankara. In particolare world Bank ha attualmente
in corso un programma volto al rafforzamento
istituzionale delle maggiori organizzazioni di
agricoltori locali nel contesto della riforma
avviata del settore agricolo. A giudizio degli
esperti, le aree di maggior interesse ai fini di
eventuali investimenti nel settore agricolo sono
Gaziantep (Turchia sud-orientale), Kayseri, Konya,
Manisa, Adana, Bursa e Mersin. Le opportunità
sono rappresentate, prevalentemente, da
olivicoltura e viticoltura nella regione egea,
cotone e orticoltura nella regione di gaziantep,
grano e nocciole (di cui la Turchia è primo
esportatore mondiale) nell'area di Manisa. Per
maggiori informazioni: www.Agrinvestturkey.Gov.Tr)
. (fonte Ambasciata
d'Italia ad
Ankara) |
| IL
MINISTERO DELL'AGRICOLTURA TURCO HA ATTIVATO UNA
NUOVA AGENZIA (AIGS, AGRICULTURAL INVESTORS
GUIDANCE CENTER) a
cui farà capo l'attività di sostegno e
promozione agli investimenti esteri. |
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<KOC> RIVEDE
LA JOINT VENTURE CON <IVECO>
SECONDO IL
QUOTIDIANO<FINANZA & MERCATI>, LA RIORGANIZZAZIONE E' IN FASE DI
COMUNICAZIONE ALLA BORSA DI ISTANBUL. ALLA BASE DELLA DECISIONE UNA
CONTRAZIONE DELLA DOMANDA
E' una delle prime e più importanti
joint venture industriali tra partner europei e del Mediterraneo:
<Otoyol>, la società mista yta la turca <Koc> e l'italiana
<Iveco>, sta per essere riorganizzata.
Secondo il quotidiano <Finanza & Mercati>, la riorganizzazione
della joint venture è in fase di comunicazione alla Borsa di
Istanbul. <Koc holding> ed il gruppo <Fiat> stanno
evidentemente studiando un piano per far fronte alla contrazione della
domanda turca per i camion ed i veicoli commerciali <Iveco> prodotti
nello stabilimento di Adapazari che ultimamente ha diminuito l'attività.
(Ansamed) |
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NOTIZIARIO
AMBASCIATA
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MUNICIPALIZZATE
AD ISTANBUL
Il
29 ed il 30 marzo aziende municipalizzate italiane [<Trambus
Roma>, <Amg> (energia), <Aqp Bari>
(servizi idrici), <Acegas – Aps> Trieste /
Genova (servizi idrici e ambientali, energia), <Atac
Spa>, <Gtt> Torino (trasporto pubblico) e
la Iride (energia e servizi idrici)] hanno
incontrato sul Bosforo quelle turche per parlare di
affari. Un workshop di due giorni, organizzato
dall’Ice di Istanbul, ha infatti messo in contatto
manager e responsabili delle aziende municipalizzate
dei due Paesi per trovare nuove forme di
collaborazione. In programma un centinaio di
incontri che hanno visto coinvolti qualificati
soggetti pubblici e privati attivi nel settore delle
public utilities, per avviare partnership
anche in questo settore. L’obiettivo e’ stato
quello di favorire e sostenere la penetrazione delle
aziende municipalizzate italiane nel tessuto
economico turco, anche in vista degli imminenti
processi di privatizzazione.
CREATO
UN ITALIAN DESK
Il Gruppo <Bnp Paribas> scommette sul business
italo – turco. <Bnp> apre infatti un desk
<Bnl> (Banca Nazionale del Lavoro) in Turchia
per aumentare i clienti dei due Paesi. Attesa
inoltre forte crescita delle attività da parte del
partner locale <Teb>. Per essere ancora più
vicino alle aziende italiane che hanno già una
presenza in Turchia o che intendono investire o
condurre attività di business nel mercato turco,
<Teb> e <Bnl> hanno così creato un
Italian Desk il cui responsabile <Bnl>
opererà all’interno della struttura <Teb>.
Come ha tenuto a sottolineare l’amministratore
delegato di <Teb>, Varol Civil, "abbiamo
già dei banchieri italiani della <Bnel> che
stanno lavorando per offrire un servizio alle
imprese italiane nel Paese ed a quelle turche che
esportano in Italia". Per <Bnp>,
l’accordo con la famiglia turca Colakoglu,
stipulato nel 2005, ha
aperto un mercato di deciso interesse. Basti
pensare che il ritmo di acquisizione di nuovi
clienti in Turchia è di 20.000 al mese. <Teb>,
che ha in mano circa l’1.5% del mercato, grazie
all’accordo con <Bnp> punta a conquistare
entro il 2010 una quota di mercato del 5% nelle 26
maggiori città che assieme producono l’80% del Pil
nazionale.
IL LANCIO
DELLA <FIAT 500>
La <Fiat 500>, vettura storica che ha segnato
un’epoca nel settore automobilistico, farà la sua
riapparizione sul mercato internazionale il prossimo
luglio in occasione del suo 50mo anniversario. La
nuova versione sarà prodotta in Polonia e si
prevede che con tale nuovo modello la casa
automobilistica di Torino si assicurerà la
leadership nel settore delle "piccole auto".
ASSICURAZIONI
DI UNAKITAN
Il ministro delle Finanze turco,Kemal Unakitan,
intervenendo alla 33ma riunione del Consiglio
d’Amministrazione dell’Associazione degli
Industriali del settore automobilistico (Osd), ha
assicurato che prenderà in considerazione tutte le
possibilità consentite dalla legge per incentivare
il settore ed attrarre ulteriori aziende
automobilistiche nel mercato turco. Il ministro ha
inoltre affermato che il settore automotivo, con uno
share sulle esportazioni totali passata dal 12% del
2002 al 18% del 2006, costituisce uno dei settori
trainanti dell’economia. Il presidente
dell’Associazione Turgay Durak, da parte sua, ha
sottolineato che nel 2006 sono state esportate
700.000 autovetture, un numero che nel corso del
2007 dovrebbe toccare quota 800.000 unità. Rimane
invece da rafforzare lo stock di navi destinate
al trasporto delle vetture, al momento carente.
INCREMENTO
TURISTI
Incremento del numero dei turisti nel marzo 2007
(+19.26%) rispetto allo stesso periodo del 2006. I
dati pubblicati dal Ministero del Turismo turco
indicano una presenza rilevante dei tedeschi (+
15%), seguiti dagli iraniani (+30%), dai bulgari (+
3.5%) e dai russi (+ 22.5%). Circa il 50% del totale
dei turisti che hanno visitato a marzo la Turchia
proviene da Paesi dell’Europa orientale, mentre il
33% è riconducibile a Paesi dell’area Ocse.
LE PROMESSE
DEL FMI
Raggiunto l’accordo con il Fondo Monetario
Internazionale relativamente alla Sesta revisione
dell’Accordo di Stand by. Il Governo, la
cui gestione della politica fiscale costituiva
l’ultima questione rimasta sul tavolo delle
trattative, ha
assicurato i rappresentanti del Fmi che provvederà
quanto prima a posporre alcuni pagamenti già
programmati per il 2007 al fine di ridurre le spese
previste dalla finanziaria di quest’anno per un
importo pari a 3,8 miliardi di lire turche..
PROGETTO
MARMARAY
E’ in corso la fase più delicata dei primi lavori
di consolidamento relativi al progetto Marmaray che,
attraverso un tunnel sottomarino collegherà
simbolicamente l’Europa all’Estremo Oriente,
sulla direttrice della Via della Seta. Si tratta di
uno dei principali progetti infrastrutturali
intrapresi dalla Turchia; un progetto con
cui la città di Istanbul cerca di risolvere
l’annoso problema della congestione di traffico.
Il tunnel, posto ad una profondità di 60 metri, sarà
utilizzato per il trasporto ferroviario leggero a
doppio binario.
ESPLORAZIONI
MARINE
Nel corso della Sesta Conferenza su Petrolio e Gas (Turoge),
il ministro turco per l’Energia, Hilmi Guler, ha
tenuto a difendere il nuovo testo di legge
sull’esplorazione petrolifera, sostenendo che
rappresenta uno strumento normativo adeguato a
difendere gli interessi nazionali e studiato per
diminuire la dipendenza della Turchia dalle
forniture estere. La Tpao – ha precisato Guler –
è al momento in possesso delle varie licenze
richieste per condurre attivita di esplorazione in
vari Paesi tra cui il Kazakistan, l’Azerbaijan,
l’Ecuador, l’Egitto, la Libia e l’Iraq. Forti
aspettative si nutrono inoltre per le ricerche nel
Mar Nero e nel Mediterraneo. Anche gli investimenti
nel settore del gas – ha proseguito il titolare
dell’Energia - procedono con successo, come
dimostrano la recente conclusione del gasdotto Baku
– Tiblisi – Erzurum, da cui si inizierà ad
acquistare consistenti quantità di gas, e
la costruzione, ormai ultimata, del deposito di gas
di Silivri con una capacità di 3 miliardi di metri
cubi.
GESTIONE
SCALO DI ANTALYA
<The State Airport Authority> (Dhmi) ha
comunicato che il consorzio tedesco-turco
Fraport-Ictas, si è aggiudicato la gara per la
gestione del secondo aeroporto della Turchia, quello
di Antalya (14.6 milioni di passeggeri, un terminale
per viaggi interni e due internazionali
specializzati soprattutto nel campo turistico). Il
consorzio si è aggiudicato il tender per un valore
di 2,372 miliardi di euro, battendo il fortissimo
concorrente locale <Tav> che aveva offerto
2,268 miliardi di euro, mentre non si era
qualificato il consorzio <Celebi< (Turchia) e
<Flughafen Wien> (Austria). <Fraport AG>
è l'operatore di alcuni importanti aeroporti fra i
quali quelli di Francoforte, New Dehli, Cairo e
Lima, mentre Ictas Insaat è un importante contractor
turco specializzato nelle costruzioni e nel settore
turistico.
TERZO
AEROPORTO AD ISTANBUL
Il ministro dell’Economa Ali Babacan ha di recente
reso noto che a breve avrà inizio un ambizioso
progetto volto alla costruzione del terzo aeroporto
di Istanbul. "Istanbul", ha ricordato
Babacan, "rappresenta un hub per i voli verso
l’Asia Centrale e l’intera area mediorientale.
Il terzo aeroporto riveste pertanto una importanza
fondamentale per la città di Istanbul e per
l’intero Paese".
IL
VALORE DELL'ECONOMIA
Il valore dell’economia turca ha raggiunto nel
2006 i 400 miliardi di dollari. Nel corso di una
conferenza stampa, il ministro dell’Economia Ali
Babacan ha poi tenuto a sottolineare che solamente
lo 0.01% della popolazione la vive con meno di 1
dollaro al giorno, un dato di gran lunga inferiore
rispetto al 31% della Cina ed al 13% dell’India.
Il reddito pro capite nel 2006 è inoltre aumentato
di $469, raggiungendo un valore complessivo di
$5477. Alla base della crescita economica registrata
del 2006 (Pnl al 6.0% ed il PIL al 6.1%) si trova lo
sviluppo del settore delle costruzioni, che ha
toccato l’anno scorso il 19.4%, di poco inferiore
rispetto al record del 2005 (21.5%). Sebbene questo
comparto abbia contribuito per il 4.8% del Pnl,
ricadute positive di tale crescita si sono
registrate in altri settori, quali la lavorazione
del vetro o la produzione di acciaio. Il comparto
industriale è invece aumentato del 7.4% (6.5% nel
2005), il commercio del 5.9% ed il settore agricolo
del 2.9%.
IL LIVELLO
DEI PREZZI
La Commissione per le Politiche Monetarie della
Banca Centrale, nel suo rapporto periodico, ha
indicato che il livello di prezzi potrebbe subire un
incremento fino al mese di marzo, per poi iniziare a
diminuire nel secondo quadrimestre del 2007. La
pressione inflazionistica registrata negli ultimi
mesi sarebbe da attribuire principalmente al recente aumento della spesa pubblica, un punto su cui
si è soffermato l’occhio del Fondo Monetario nel
corso della recente visita. Nel rapporto si
evidenzia inoltre un raffreddamento della domanda
interna nel breve e medio periodo, la contrazione
del credito, un equilibrio di fondo nella domanda di
investimenti e di importazioni di beni capitali, una
crescita consistente delle esportazioni. Lo stesso
Istituto, che ha lasciato inalterati i tassi
d’interesse per la ricezione dei depositi a breve
termine al 17.50% e per la cessione dei depositi al
22.5%, ha inoltre sottolineato l’esigenza di
continuare a condurre una stretta politica monetaria
per far fronte alle incertezze poste dall’economia
globale, dai rischi derivanti dall’aumento dei
prezzi dei servizi a livello internazionale e dalla
continua disparità tra le aspettative del tasso
d’inflazione e gli obiettivi prefissati dal
Governo. Necessario infine per la Commissione porre
un’attenzione particolare in materia di disciplina
fiscale e di contenimento della spesa pubblica. A
tale riguardo, il ministro delle Finanze Kemal
Unakitan, commentando il rapporto in questione, ha
assicurato che il Governo, nonostante i due
importanti impegni elettorali, si atterrà
strettamente al bilancio preventivato, senza mancare
gli obiettivi di contenimento della spesa prefissati
ad inizio d’anno.
PRODUZIONE
INDUSTRIALE
La produzione industriale della Turchia ha
registrato dal febbraio 2006 al febbraio 2007 un
incremento pari al 7,1% (base annua). In
particolare nell’industria manifatturiera
l’aumento e’ stato del 7,4%, mentre nel comparto
minerario si è attestato a quota 3.4%.
CONSUMO
ENERGETICO
Secondo l’Istituto
Nazionale di Statistica, nel corso dell’ultimo
trimestre del 2006, il 45.64% dell’energia è
stato prodotto da gas naturale, il 22.12% da energia
idroelettrica ed il 20.81% da lignite. Con
riferimento ai consumi dell’energia elettrica
prodotta invece, il 43.13% +è stato utilizzato dal
settore industriale, il 24.36% per uso residenziale,
il 12.55% per scopi commerciali, il 2.56% per
l’irrigazione, il 3.66% per
l’illuminazione degli uffici statali, il 4.44%
nell’illuminazione stradale, l’1.79% dal settore
delle costruzioni ed infine il restante 7.51% in
altri settori.
LA TURCHIA SA
FARE IMPRESA
Secondo uno studio di <Business Europe>,
ripreso da <Il Sole 24 Ore>, la Turchia
risulta fra gli otto Paesi europei nei quali
"fare Impresa" è più semplice. Insieme
alla Turchia sono stati promossi l'Irlanda, i Paesi
Bassi, la Slovenia, la Lettonia, Malta, la
Slovacchia e la Romania. I dati su cui usiness
Europe> ha stilato il rapporto sono
essenzialmente connessi ai tempi burocratici per
costituire una nuova impresa, il numero di
adempimenti necessari ed i costi che si
affrontano per costituirla. Nei tre parametri di
valutazione la Turchia ricopre posizioni di rilievo:
"Tempi" (9 giorni e quarto posto
assoluto). Il record positivo e' detenuto dalla
Danimarca con 5, l'Italia 13.
"Adempimenti" (8 in totale e sesto posto).
Prima posizione nuovamente per la Danimarca con un
totale di tre; in Italia invece di giorni ne occorrono
9. "Costi" (1.264 dollari, tredicesimo
posto). Sempre prima la Danimarca con costi zero,
l'Italia (ultima) con $4.576.
I PRESTITI
ALLE PMI
Il 25% dei prestiti concessi dal sistema bancario
turco è indirizzato alle piccole e medie imprese
nazionali, una percentuale ancora inferiore alla
media della maggior parte dei paesi
industrializzati, pari al 45%. Secondo Bayram Mecit,
presidente della <Kosgeb>, l’associazione
che unisce la gran parte delle Pmi turche, il 25% è
tuttavia un dato particolarmente positivo, in quanto
indica un trend
ormai consolidato: le banche non prestano più
denaro solamente al governo ma sempre più
finanziano le attività del settore privato,
rivolgendo un’attenzione particolare al tessuto
imprenditoriale delle Pmi che rappresentano il 99.8%
dell’intero sistema produttivo del Paese. La
<Kosgeb> rileva infine che la centralità di
questo tipo di aziende nell’economica nazionale
deriva anche dal loro apporto garantito
all’occupazione complessiva nel Paese (76.7%)
nonché al flusso di investimenti nazionali (56.5%).
IL
PREMIO A PROFUMO
Alessandro Profumo, Amministratore Delegato della
<Unicredito>, principale azionista della banca
<Yapi Kredi>, ha ricevuto a Londra il premio
"European Business Leader of the Year",
assegnatogli dalla <Cnbc Europe> (il canale
televisivo europeo di notizie finanziarie) sulla
base dei processi di selezione delle candidature
proposte da amministratori delegati indipendenti,
per le sue eccezionali doti di management, per aver
creato e sostenuto l’imprenditorialità e
sviluppato importanti best practices.
INVESTIMENTI
ESTERI
Continua anche nel 2007 il consistente afflusso di
investimenti esteri nel Paese della Mezzaluna. Come
sottolineato dal ministro dell’Economia Ali
Babacan, la quota toccata nel primo trimestre del
2007 è stata pari a 12 miliardi di dollari. Un dato
ancor più positivo – ha aggiunto il
rappresentante del Governo – è l’interruzione
della fuga di cervelli dalla Turchia agli Stati
Uniti ed all’Europa. Ciò a riprova del fatto che
nel Paese si è finalmente raggiunta una stabilità
economica e di riflesso del mercato finanziario che
attira sempre più capitali stranieri ed imprese
internazionali, attratte dall’ottimo clima degli
investimenti che ha contraddistinto gli ultimi
cinque anni.
ESKISEHIR,
CITTA' DELLO SVILUPPO ECONOMICO
Con una produzione industriale di un valore pari 43.5
miliardi di dollari ed esportazioni che hanno
raggiunto quota 1.1 miliardi, Eskisehir si appresta
a rafforzare ulteriormente la propria crescita
economica. Ne è testimonianza il prossimo piano di
sviluppo decennale, che si incentrerebbe in
particolare sulla ricerca e lo sviluppo nel settore
dell’alta tecnologia. La Camera dell’Industria
della città anatolica, infatti, ha preso in
considerazione l’avvio dell’iniziativa "Regione
dello sviluppo tecnologico", volta a creare un
centro di eccellenza attraverso l’attrazione di
investimenti nazionali ed esteri, soprattutto nel
settore del software. Un ambizioso progetto che
affonda le proprie radici nello sviluppo che
l’intera area di Eskisehir ha raggiunto negli
ultimi anni, attraverso la costituzione di una zona
industriale di primo piano, con 20.000 impiegati e
con un’estensione di 32 milioni di metri quadri.
Un’economia basata sull’agricoltura (12%), sulla
produzione industriale (28%) e sui servizi (60%) e
che genera un reddito pro capite pari a 4.500
dollari, con un aumento previsto entro il 2015 a
quota $10.000.
BREVISSIME
La
stampa locale riporta la notizia che la <Oger
Telecom> ha recentemente pagato la somma di $4.3
miliardi, liquidando così con un anticipo di
quattro anni la definizione dell’acquisizione del
55% della <Turk Telekom> a suo tempo
aggiudicatasi per la somma totale di $6.55 miliardi.
La <Oger> aveva già provveduto al pagamento
di due rate, rispettivamente di $1.31 miliardi e di
$1.43 miliardi.
___________________
La holding turca <Zorlu> prevede un
investimento pari a 5 miliardi di dollari nei
prossimi cinque anni nel settore dell’energia, con
particolare riferimento alla distribuzione
dell’energia elettrica, al gas naturale ed al
greggio. Nel settore del gas naturale, <Zorlu>
agirà in partnership con la <Amity Oil>,
multinazionale australiana, in Tracia e nell’aria
di Gaziantep.
___________________
Il ricavo derivante dalla recente vendita alla <Zorlu>
di un prestigioso lotto di terra nel centro di
Istanbul, pari a 800 milioni di dollari, sarà
destinato alla costruzione ed all’ammodernamento
di alcuni tratti autostradali. In particolare, circa
450 milioni di lire turche saranno destinati al
tracciato Tarso – Pozanti – Adana, alla
Sanliurfa – Suruc ed all’anello di Izmir. Con i
restanti 700 milioni di lire turche si provvederà
invece alla ristrutturazione di tratti autostradali
già esistenti.
____________________
La
finanziaria <Canada Scotiabank> ha annunciato
di voler aprire un ufficio di rappresentanza in
Turchia di cui faranno parte anche le sussidiarie
<Scotia Moratta>, impegnata nel settore
metallifero, e la <Scotia Waterous>, operante
invece nel comparto energetico. La favorevole
posizione geografica della Turchia, che ne fa un
ponte naturale verso l’Asia, avrebbe determinato
la decisione dell’importante gruppo finanziario.
INDICATORI
MACROECONOMICI
-
Crescita del PNL nel 2005: 7.7%; nel 2006: 6.0%
-
Inflazione annua
(prezzi al consumo): 9.6% (2006); 10.8%
(marzo 2007)
-
Interscambio con l’Italia a gennaio 2007 :
$1.030,5 milioni con esportazioni verso
l’Italia pari
a $492,7
milioni (-2.37% rispetto a gennaio 2006) ed
importazioni dall’Italia pari a $537.8 milioni
(+16.22% rispetto a gennaio 2006).
(Ice Istanbul su dati dell’Istituto
Turco di Statistica- Tuik)
________________________
A
cura di: Simona De Martino - Capo dell'Ufficio
Economico e Commerciale dell'Ambasciata d'Italia ad
Ankara
Gianmarco Machia - Vice capo dell'Ufficio Economico
e Commerciale
Roberto Luongo - Direttore dell'Ufficio Ice di
Istanbul
Redazione _ Tiziana Staffolari - Collaboratore
economico e Finanziario
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TURISMO/AMBIENTE
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TURISMOIN
RIPRESA
L'afflusso
turistico in Turchia crescerà, nel 2007, di circa
l'8%, con oltre 21.4 milioni di visitatori".
E' quanto ha dichiarato recentemente il presidente
dell'Associazione turca degli investitori nel
comparto turistico - Tyd -, Oktay Varlier. Il
presidente ha fatto presente che il calo del 2006
(circa il 10% in meno rispetto al 2005, che fu
l'anno record con 21 milioni di visitatori
dall'estero) sarà stato dovuto anche
all'influenza aviaria e alle tensioni
internazionali, ma anche - e forse soprattutto -
al peggioramento del rapporto qualità/prezzo che
da sempre aveva contraddistinto il prodotto
Turchia sui mercati internazionali. "Il
fattore più pericoloso per il turismo turco è la
riduzione della soddisfazione del turista
straniero. La Turchia può vantarsi di aver
guadagnato negli anni la fiducia dei turisti
utilizzando un giusto mix prezzo/qualità; se ciò
viene meno, allora il Paese perderà la sua
attrattiva sui mercati internazionali" ha
dichiarato Varlier. Il presidente del TYD ha
peraltro evidenziato che il ruolo degli
investitori esteri è fondamentale per qualificare
al meglio l'offerta turistica nazionale non
centrandola esclusivamente sul prodotto mare.
| L'afflusso
crescerà nell'anno in corso di circa l'8%
con oltre 21.4 milioni di visitatori
dall'estero. Il ruolo degli investitori |
Secondo il presidente dell'Associazione turca
degli Investitori nel comparto turistico, Oktay
Varlier, il riscatto della Turchia passa da una
corretta diversificazione che punti sulle città
d'arte e cultura come Istanbul, Izmir, Konya,
Sanliurfa, e a molte altre, ma anche sul
termalismo, sul turismo invernale (si ricorda che
Erzurum, nel Sud-Est del Paese, sarà sede delle
Universiadi invernali del 2011) e congressuale. Un
altro aspetto richiamato dal presidente, come
anche da altri esperti del settore turistico, è
l'impegno del governo - attraverso il Ministero
del Turismo - per campagne promozionali all'estero
sempre più mirate, che mettano in evidenza le
peculiarità turistiche del Paese, piuttosto che
la generica presentazione del prodotto Turchia.
Secondo quanto riportato dalla sede Ice di
Istanbul lo stanziamento promozionale della
Turchia nel 2007 dovrebbe superare i 70/80 milioni
di dollari, indirizzati principalmente su alcuni
mercati target ritenuti strategici: Germania,
Regno Unito, Paesi Bassi, Stati Uniti, Russia ed
Estremo. (TTG
Italia)
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POSTI LETTO IN PIU'
IL PRIMO
OBIETTIVO DELL'ESPANSIONE INTRAPRESA DAL GOVERNO TURCO
PER IL TURISMO DEL PAESE.
270mila
letti in più solo nei prossimi due anni: è questo il
primo obiettivo dell'espansione intrapresa dal Governo
turco per il turismo nel Paese, e che deve servire anche
ad allungare la stagione. Sotto questo punto di vista la
Turchia è ottimista: a gennaio 2007 i turisti sono
stati 700mila, quasi il 7% in più rispetto allo stesso
mese dell'anno prima. Certo, un buon contributo arriva
dal Capodanno ad Istanbul che si sta facendo strada tra
i prodotti classici da festività, ma il Governo vuole
insistere anche sulle altre forme di turismo
disponibili. I piani di espansione dell'offerta
ricettiva non riguardano infatti solo il mare, anzi:
nelle aree sciistiche agli attuali 7.304 posti letto
(aggiornamento al 31 dicembre 2006) se ne vorrebbero
aggiungere 44.865; nei centri benessere e termali
dovrebbero lievitare da 10.909 a 552.950, mentre i
golfisti potrebbero arrivare a disporre di 30 campi e
14.634 posti letto (oggi sono 4.472). "Svilupperemo
un masterplan per il turismo termale e del benessere,
oltre ad un nuovo concetto di turismo culturale -
assicura Atilla Koc, ministro della Cultura e del
Turismo -. Continueremo inoltre a lavorare sulla
diversificazione con vacanze invernali, Mice e
golf".
Alla Turchia Guida Viaggi dedica uno Speciale, con i
piani di Ente e Governo e le voci del tour operating,
sul nr.1135 attualmente in distribuzione. (Guida
Viaggi)
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NUOVEROTTE
<SunExpress>,
low cost turca nata come joint venture tra <Lufthansa< e
<Turkish Airlines>, lancerà dal 28 aprile due nuove rotte
da Londra Stansted verso Izmir (Turchia) e Ercan (Cipro
Nord). I collegamenti, bisettimanali, vanno ad
aggiungersi a quelli tra Londra e Antalya e riflettono
la crescente popolarità della Turchia come destinazione
turistica nello Uk e in Irlanda. (Guida
Viaggi.it) |
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LA VIA DELLA SETA
A DUE CORSIE
ENTRO IL 2010
DODICI AUTOSTRADE ATTRAVERSERANNO L'ASIA CENTRALE. LA
PIU' LUNGA COLLEGHERA' URUMQI AD ISTANBUL. QUESTA LINEA
STRADALE SARA' LUNGA 1.680 CHILOMETRI SOLO PER LA PARTE
ALL'INTERNO DEL XINJIANG. UN'ALTRA VIAGGERA' INVECE
VERSO L'OCEANO INDIANO
È il più grande
sforzo infrastrutturale dai tempi della via della seta,
ed è la scommessa che il flusso di merci e idee dalle
due parti dell'Eurasia, e soprattutto dalla Cina,
pacificheranno la turbolenta Asia centrale.
Pechino ha annunciato che intende costruire entro
il 2010 ben dodici autostrade che attraverseranno in
lungo e largo l'Asia centrale. La più lunga collegherà
le due "capitali" della grande area turca eurasiatica.
Partirà da Urumqi, capoluogo della regione cinese del
Xinjiang popolata dalla maggioranza turchestana degli
Uiguri, e arriverà a Istanbul, capitale storica della
Turchia. Questa linea stradale sarà lunga 1.680
chilometri solo per la parte all’interno del Xinjiang.
Non è chiaro se aziende cinesi parteciperanno alla
costruzione delle strade anche fuori dalla Cina. Ma alla
fine si potrà andare in auto dalle porte del
Mediterraneo fino a Pechino. Un’altra grande strada
taglierà il Kazakstan, partendo da Sud e arrivando fino
alla Russia e quindi poi a Mosca. Un’altra invece
viaggerà verso il Pakistan e quindi l’oceano indiano.
Quella per Istanbul passerà da Tashkent, capitale del
Uzbekistan, taglierà poi per il Turkmenistan, arriverà
in Iran attraverso Mashhad, quindi arriverà a Teheran e
da qui andrà in Anatolia e poi fino a Istanbul.
In altre parole Pechino intende riaprire la rotta sud e
nord della via della seta, portando merci attraverso
camion e autosnodabili fino al Mediterraneo e al mar
Baltico. Per la Cina lo scopo è doppio internazionale e
interno. A livello internazionale si tratta di
connettere la grande regione del Xinjiang con gli otto
Paesi confinanti, alcuni dei quali, come
l’Afghanistan, sono altamente instabili e hanno una
storia di esportazione di instabilità in Cina.
Sin dalla metà degli Anni Novanta, quando il Paese
centro asiatico era dominato dai Taleban, terroristi
Uiguri cinesi erano preparati in campi di addestramento
afgani. La Cina dopo la fine dell’Unione sovietica ha
aumentato gli scambi con le ex repubbliche sovietiche
del centro Asia, le quali però restano isolate a
migliaia di chilometri dal porto più vicino. Si tratta
allora più ampiamente di inserire la regione
all’interno del flusso di ricchezza e beni che si
genera ai due poli del continente, da una parte la Cina
dall’altra l’Europa.
D’altro canto questa rete di strade, che si irradierà
a partire da Urumqi, dovrebbe avviare la crescita
economica e sociale delle zone interne della Cina. Oggi
le zone costiere del Paese producono circa il 70 per
cento del prodotto interno lordo e sono sovrappopolate.
Invece circa 50 milioni di persone, su 1,3 miliardi di
popolazione cinese, vivono nelle zone interne che sono
oltre il 50 per cento del territorio nazionale. Queste
aree sono povere e anche sottopopolate. Città che ai
tempi della via della seta erano ricchissime, come
Kashgar, a pochi chilometri dal confine con il
Kirghizistan, sono oggi povere e percorse da fremiti di
fondamentalismo islamico che trovano terreno tanto più
fertile nel sottosviluppo.
La riapertura di una via degli scambi terrestri dovrebbe
riequilibrare lo sviluppo nazionale e creare una specie
di «costa occidentale» cinese e aiutare a spargere più
equamente la popolazione in tutto il Paese. Oggi,
secondo i dati forniti dalle autorità del Xinjiang, ci
sono poco più di 1.500 veicoli e poche migliaia di
autisti nella regione autorizzati ad attraversare il
confine e ad occuparsi di collegamenti internazionali.
Questi veicoli dovrebbero moltiplicarsi con le nuove
autostrade.
La realizzazione della nuova rete di strade presuppone
una zona di pace almeno iniziale in tutta la regione. La
strada per Istanbul collegherà Teheran molto più da
vicino al Mediterraneo da una parte e al resto
dell’Asia dall’altra. E su queste autostrade
all’interno della Cina potrebbe passare anche un
massiccio cambiamento degli equilibri etnici
dell’interno del Xinjiang, regione da sola grande
circa cinque volte l’Italia. Qui oltre il 50 per cento
dei 19 milioni di abitanti sono uiguri.
Un successo del piano autostradale quindi molto
probabilmente aiuterebbe a stabilizzare l’Asia
centrale ma creerebbe anche un flusso di immigrazione
interna in Cina inarrestabile che metterebbe comunque in
minoranza gli Uiguri nel Xinjiang. (Francesco Sisci/La
Stampa.it)
LA STRADA PER ISTANBUL UNIRA' TEHERAN, MOLTO
PIU' VICINO QUINDI AL MEDITERRANEO DA UNA PARTE E AL
RESTO DELL'ASIA DALL'ALTRO.
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IL TERMOMETRO
DEL
MEDITERRANEO
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ALTERAZIONI
Riuniti
in Turchia 800 ricercatori di 35 Paesi per mettere
a punto una strategia dopo aver
scandagliato i rischi
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Mediterraneo più
caldo, non solo in superficie. Il trend parla di
costante aumento delle temperature profonde. La
variazione è nell'ordine di centesimi di grado ma basta
per dire che qualcosa sta accadendo. E il 2004 ha avuto
il picco più consistente degli ultimi 10 anni. La prova
nel Canale di Sicilia, che, è stato scoperto, è il
termometro e il test dei cambiamenti per tutto il
Mediterraneo. Ad annunciarlo il coordinatore scientifico
dell'Istituto centrale per la ricerca applicata al mare
(Icram), Silvio Greco, in questi giorni a Istanbul per
partecipare, come rappresentante scientifico del Governo
italiano, al 38/o Congresso della Commissione
Internazionale per l'esplorazione scientifica del
Mediterraneo (Ciesm)
Riuniti in Turchia 800 ricercatori di 35 Paesi per
mettere a punto una strategia di ricerca dopo aver
scandagliato i rischi. Il tratto di mare compreso tra la
Sicilia e la Tunisia, che divide il Mediterraneo
orientale da quello occidentale, al centro del quale si
trova Pantelleria, secondo gli studiosi, è la cartina
di tornasole di tutto quello che accade nel Mare
Nostrum, anche sul fronte della biodiversità. "Il
Canale di Sicilia - ha detto Greco - è il motore del
Mediterraneo. Tutti i cambiamenti avvengono prima qui.
Ecco perché deve essere sempre tenuto sotto costante
controllo". A partire dalla temperatura dell'acqua.
"La scorsa estate - ha riferito l' esperto - è nel
Canale di Sicilia che si sono registrati di notte i 30
gradi dell'acqua superficiale, uno dei picchi più
elevati dell'ultimo secolo e ci sono i segnali - ha
affermato Greco - che indicano un innalzamento di
temperature anche nelle acque profonde".
"Stiamo ancora raccogliendo i dati. I primi
disponibili parlano di un trend in costante aumento con
un picco nel 2004. L'ordine è nei centesimi di grado ma
sono già troppi. Normalmente infatti - ha spiegato
l'esperto - queste sono temperature che non si
modificano". Mentre infatti la temperatura
superficiale può far parte di meccanismi transitori, il
cambio delle acque profonde determina conseguenze su
tutta la struttura oceanografica del bacino. Ma, oltre
alla colonnina di mercurio, sono stati osservati anche i
"sintomi" di questo innalzamento profondo di
temperatura, composizione chimica, struttura della
colonna d'acqua, organismi. "Sarà una coincidenza
ma è interessante notare come - ha detto Greco - nel
2004, l'anno del picco per il riscaldamento delle acque
profonde, è coinciso con il boom di avvistamenti di
balene".
Proprio il Canale di Sicilia è considerato anche uno
snodo strategico sul fronte biodiversità con la
massiccia presenza di specie a rischio e protette, dalle
balene, ai delfini agli squali. Da qui la necessità,
secondo Greco, di proseguire con la sorveglianza sullo
Stretto, pensando anche alla proposta del Wwf di creare
un Santuario, e, per il Mediterraneo, di avviare una
cooperazione internazionale. Il Mare Nostrum è lo 0,8%
dei mari del Pianeta ma contiene ben il 9% della
biodiversità mondiale e detiene, però, il 30% del
traffico marittimo (38 milligrammi di catrame pelagico
per metro quadrato rispetto agli 0,2 milligrammi del
Giappone). Oltre 1.000 le specie di pesci e molluschi
conosciute. (Marsal@it) |
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70
MILIARDI
PER L'AMBIENTE
E' QUANTO
ABBISOGNA LA TURCHIA - SECONDO IL MINISTRO SMAN
PEPE - FINO AL 2025. 38 DI QUESTI SARANNO
DESTINATI AL TRATTAMENTO DELLE ACQUE REFLUE
(54.3% DEL TOTALE)
Il
ministro turco dell'Ambiente, Sman Pepe, ha
recentemente comunicato che secondo stime
predisposte dal suo dicastero in collaborazione
con l'Unione Europea, la Turchia necessiterà di
investimenti nel settore dell'ambiente fino al
2025 per un totale di oltre 70 miliardi di euro,
di cui circa 38 miliardi saranno destinati al
trattamento delle acque reflue (54.3% del
totale), 14 miliardi all'armonizzazione del
comparto industriale con le normative UE, circa
13 miliardi per il trattamento e riciclaggio dei
rifiuti solidi e 3 miliardi destinati alla lotta
dell'inquinamento atmosferico. In merito al
trattamento delle acque il ministro pepe ha
evidenziato che in Turchia vi sono 3.225 comuni,
di cui la maggioranza con una popolazione
inferiore ai 10 mila abitanti ed ognuno di
questi dovrà dotare di un impianto di
trattamento. Al momento il 65% della popolazione
turca vive in città dove non esistono impianti
di questo tipo. Il rapporto evidenzia inoltre
che il 50% delle industrie del Paese non dispone
di alcun dispositivo per la gestione delle acque
di scarico. Il ministro ha peraltro evidenziato
che l'UE, a partire dal budget del 2008,
supporterà i programmi di Ankara in questo
settore con consistenti riserve. nella capitale
turca si prevede che circa il 20% dei 70
miliardi necessari per gli interventi
identificati, potrebbero provenire da Bruxelles.
(fonte Ambasciata
d'Italia ad Ankara) |
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CULTURA/MODA
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Pisekar,
servo
di due padroni
TEATRO
ADATTATO
DA ANGELO SAVELLI ED INTERPRETATO DAGLI ALLIEVI DEL
CORSO DI TEATRO DELL'UNIVERSITA' BILKENT, E' STATO
PORTATO IN SCENA QUESTO WORKSHOP RESO CELEBRE
NELL'INTRAMONTABILE EDIZIONE DI STREHLER.
Angelo
Savelli collabora da diversi anni con le più importanti
strutture teatrali della Turchia, sviluppando insieme
alla compagnia Pupi e Fresedde di Firenze un'intensa
rete di scambi teatrali culminati nella realizzazione di
un progetto stabile di collaborazione, denominato "Türk
arkadaşlar" (Amici turchi), che conta tra
l'altro la produzione dello spettacolo "L'ultimo
harem" con la prestigiosa attrice Serra Yılmaz,
presenza carismatica di tutti i film di Ferzan Özpetek.
Sotto
gli auspici degli Istituti Italiani di Cultura di
Istanbul ed Ankara, nel 2001 Savelli ha messo in scena
"La famiglia dell'antiquario" di Goldoni per
il Teatro municipale di Istanbul e nel 2005 "Il
canto della terra perduta" da Ruzante per il Teatro
Nazionale di Ankara, lavorando con alcuni dei migliori
attori turchi di queste prestigiose istituzioni.
Adesso
è stato chiamato da una delle più prestigiose
Università turche, la Bilkent, a condurre un corso sul
tema della Commedia dell'Arte.
Approfittando
dell'occasione del terzo centenario della nascita di
Carlo Goldoni, Savelli ha pensato di concludere questo
suo lavoro laboratoriale con gli allievi con la messa in
scena di uno dei testi giovanili del grande autore
veneziano ancora debitore dell'eredità dei comici
dell'Arte, il "Servitore di due padroni" reso
mondialmente celebre dall'intramontabile edizione di
Strehler.
La
particolarità di questo lavoro è consistito non solo nel
far cimentare i giovani attori turchi con gli stilemi di
una delle più italiane tra le tradizioni teatrali ma
anche e soprattutto nel tentativo di coniugare questa
nota e a volte abusata tradizione con un'altra più
sconosciuta e specificatamente turca.
Esiste
infatti uno spettacolo teatrale tipicamente turco, di
cui gli italiani non conoscono le lontane origini, ma
che viene rappresentato ancora ai giorni nostri sia in
piazze e giardini sia nei teatri per il divertimento dei
turisti. Tale spettacolo, che si chiama ora Ortaoyunu,
presenta alcune caratteristiche della commedia italiana
dell'arte, quali la recita a soggetto e la tipologia
fissa dei personaggi. Sembra che i turchi ne fossero
venuti a conoscenza attraverso i loro contatti con i
veneziani e forse per questo essi chiamarono dapprima la
loro recita "Arte oyunu" che sta a significare
"spettacolo dell'arte". In seguito la parte
italiana della parola (arte) venne assimilata ad una
parola turca (orta), vicina come suono alla parola
italiana (che vuol dire piazza) per cui questa
rappresentazione si chiamò da allora Ortaoyunu.
Savelli
aveva già utilizzato, incidentalmente, questa curiosa
ed interessante corrispondenza per la costruzione dei
personaggi dei servi nell'edizione turca di "La
famiglia dell'antiquario". Questa è stata l'occasione
invece per sviluppare in maniera più organica questa
contaminazione culturale, servendosi anche dell'apporto
di alcuni specialisti dell'Ortaoyunu.
L'auspicio che questo lavoro
servisse ad approfondire sempre più i
rapporti culturali e teatrali tra l'Italia e la Turchia
ha avuto buon esito;
rapporti tutt'altro che sporadici e superficiali, ma
risalenti addirittura alla fine del'700, come ci
testimonia la bella e divertente commedia di Goldoni
"L'impresario delle Smirne". (New
Italia Press) |
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VITA ED
IMPRESE
DEL CORSARO
BARBAROSSA
di Sara Basilici
EDITORIA
Il
"grande ammiraglio
degli ottomani" in un
avvinte libro dello
scrittore inglese Ernle
Bradford
Incredibilmente,
ancora oggi il suo nome incute timore perché sinonimo
di estrema ferocia e di sfrenata crudeltà. Basta
nominare il
pirata Barbarossa perché ognuno provi un intimo
sentimento di disagio, alimentato anche da molti libri e
molti film in cui questo personaggio è stato descritto
a tinte fosche e
indicato come un pirata sanguinario, un feroce
assassino, un corsaro assetato di denaro e che non
conosceva pietà per nessuno, uomo, donna o bambino che
fosse. E invece così non è. Innanzitutto, cominciamo
col dire che non era turco, come tutti crediamo, e che
il suo vero nome era Khizr, nato nell'isola di Lesbo,
figlio del vasaio (giannizzero a riposo) Ya qub e di una
vedova, quarto di quattro fratelli e due sorelle. E poi,
come spiega Ernle Bradford nel suo libro dedicato alla
vita e alle imprese del corsaro in questione, i fratelli
Barbarossa erano due (Khizr e Aruj), <quello
diventato leggendario sul mare> era il più giovane
ed era <suo
fratello Aruj a portare quella barba rossa dalla quale
derivò il famoso soprannome>.
Ernle Bradford racconta che per lui <una
visita in Turchia fu una rivelazione> perchè scoprì
che <Khair ad-din, <Protettore della fede>
(poiché ora avevo imparato il suo nome turco), non era
un pirata, ma un eroe nazionale. Barbarossa era il
fondatore della flotta turca e una dei più grandi
uomini nella storia dell'Impero Turco. Non era un pirata
analfabeta, ma un uomo di cultura che parlava almeno sei
lingue. Era diventato una delle più eminenti figure
alla corte di Solimano il Magnifico, quell'eccezionale
Sultano noto per
non tollerare figure di secondo piano fra i suoi amici e
consiglieri>.
Ecco, questo era il tanto vituperato pirata Barbarossa.
Attenzione, però, a non farsi trarre in inganno perchè
ogni epoca ha i propri valori e disvalori. Per questo
Bradford precisa: <Non ci può essere alcun dubbio
che i due fratelli Barbarossa, Aruj e Khair ad-din,
fossero uomini dediti alla violenza, in un secolo
tutt'altro che pacifico, nella zona del Mediterraneo. A
differenza di tanti condottieri e soldati di ventura, i
Barbarossa (e in particolareKhair ad-din, di gran lunga
il più grande dei due) erano uomini di violenza <costruttiva>.
Combatterono i nemici e distrussero le loro città e il
loro naviglio per poter creare un nuovo regno sulla
costa settentrionale dell'Africa>.
E ancora: <Laddove lo stesso genovese Andrea Doria
lasciò dietro di sé poco più di un nome, labilmente
scritto sulle acque del Mediterraneo (tesi, questa, a
dir poco discutibile – ndr), Khair ad-din fondò un
regno, organizzò una flotta e diede origine a un
sistema di porti e attrezzature che avrebbe servito
efficientemente l'Impero Ottomano per molti anni a
venire. Sconvolse l'equilibrio delle forze sul mare in
modo tale da essere largamente responsabile della
massiccia espansione di quell'Impero durante il regno
del Sultano Solimano>.
Un quadro affascinante, quindi, in cui la figura
di Khair ad-din troneggia alla grande e totalmente
diversa <dalla caricatura maligna> che tutti noi
fin qui abbiamo <scambiato per un ritratto fedele>.
Chi sapeva, ad esempio, che tra le tante cose fatte,
belle e brutte, i fratelli Barbarossa fondarono il regno
di Algeri? L'Autore comunque avverte: <Questo non è
un tentativo di riabilitare Khair ad-din, che non ne ha
bisogno, ma di scrostare qualche strato di quelle
verniciature sovrapposte che hanno occultato agli occhi
europei il ritratto di un uomo veramente notevole. Egli
può essere paragonato a sir Francis Drake come uomo di
mare e per la sua attitudine al comando militare, e
anche per l'andamento della sua vita. Entrambi si
innalzarono da umili origini fino a posizioni di grande
potere e prestigio. Entrambi cominciarono la loro
carriera al di fuori della legge (intesa come era) e la
finirono coperti di onori dai loro sovrani. L'influenza
di Khair ad-din, forse, si prolungò maggiormente nella
storia. Il regno di Algeri, che egli fondò, avrebbe
largamente determinato il corso della vita e del
commercio nel Mediterraneo fino al primo '800>.
Ernle Bradford ha scritto 237 pagine dense di personaggi
e avvenimenti che avviluppano il lettore fin da subito.
Più che un libro di storia, questo è un romanzo-verità
che si fa leggere d'un fiato, con avidità, con piacere.
Una narrazione avvincente che, al termine dell'ultima
pagina, fa sospirare di dispiacere. Proprio come quando
finisce un bel film al quale abbiamo appena assistito.
___________________________
Ernle Bradford: "Vita e
imprese del Corsaro Barvarossa"
Edizioni Murgia - pagg. 231 euro 10 |
|
IN PASSERELLA
CON NEDRET TACIROGLU
|
La
stilista per la prima volta in Italia con una
collezione ispirata all’arte dei Sultani
Agli addetti ai lavori ormai, si sa, piace parlare
di Milano come palcoscenico di nuovi talenti della
moda e del design. Molti sono gli eventi che
vedono protagonisti stilisti emergenti e giovani
designer che, proprio qui, trovano il trampolino
di lancio verso il successo.
Questa volta Milano ha accolto la stilista turca
Nedret Taciroğlu, che ha sfilato nei Chiostri
dell’Umanitaria presentando un interessante
progetto a metà tra moda e design.
Parlare di lei come di una 'debuttante', però,
non è corretto. Laureata in arte e interior
design all’Università "Mimar Sinan" di
Istanbul, diventa famosa a metà degli anni ‘80
per il connubio con l’allora first lady Usa
Nancy Reagan, per la quale crea ben diciotto
esclusivi abiti da sera in pelle. La sua carriera
è stata poi un crescendo, che l’ha portata ad
affermarsi, a livello internazionale, come
designer di accessori per la casa.
A Milano, Nedret Taciroğlu
ha presentato Nedo. Punto di
incontro tra cultura occidentale e orientale, di
cui la Turchia è da sempre interprete, questo
progetto stilistico nasce con una duplice
identità: concepire la moda come design e
viceversa. Ecco quindi sfilare in passerella abiti
della collezione Autunno-Inverno 2007/2008,
realizzati con tessuti preziosi, come seta, satin,
crepe e tulle dai motivi floreali, ripresi dalle
maioliche di Nicea, presenti al Topkapi, antica
residenza dei Sultani a Costantinopoli. Nasce con
lei il concetto di 'massimo preziosismo': le
forme, l’eleganza e la ricchezza dell’arte e
della cultura ottomana rinascono sotto forma di
capi impreziositi dai ricami, applicazioni di
cristalli e attraverso l’uso impeccabile dei
drappeggi.
L’avvenimento,
che ha attirato un parterre di personalità
d’eccezione, tra cui il console turco in
Italia Vefik Fenmen, è stato solo il
primo degli appuntamenti organizzati per la
presentazione del progetto al mercato italiano.
Durante il Salone del Mobile a Milano, Nedo esporrà la sua collezione di
accessori per la casa che comprende
piatti, recipienti e bicchieri.
Infine, da segnalare, la nascita per la Primavera-Estate
2008 della collezione "Nedo
First Lady": tre modelli, riedizione di
quelli creati negli anni ‘80 per Nancy Reagan. (Serenella
Forlani/La
Voce d'Italia) |
La
stilista per la prima volta in Italia nei Chiostri
dell'Umanitaria, con una collezione ispirata
all'arte dei Sultani. Milano, palcoscenico di
nuovi talenti della moda e del design
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ARTE
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TUTELA DEI SITI
ARCHEOLOGICI E MONUMENTI DEL PERIODO CRISTIANO
La
Turchia è una terra ricchissima di storia e di cultura.
Le gloriose popolazioni che si sono succedute l’una
all’altra nel corso dei secoli hanno lasciato numerose
tracce indelebili del loro passaggio nelle pieghe più
profonde di questo affascinante Paese.
La Turchia rappresenta una sorta di “culla delle
religioni” e l’importanza di tali e tanti retaggi
storico-culturali è testimoniata dalle numerosissime
opere archeologiche di tutte le fedi che sorgono in ogni
parte del territorio turco, da Istanbul ad Ankara, alle
regioni del sud est del Paese.
Tutte queste zone sono ricche di testimonianze del
cristianesimo che si è formato e sviluppato anticamente
in Asia Minore, ossia l’attuale Turchia. Anche se
attualmente la maggioranza della popolazione turca è di
fede musulmana, le opere del periodo cristiano sono
preservate e custodite con grandissima attenzione e
cura.
Anche nell’ottica della costruzione di un’offerta
turistica sempre più moderna e competitiva, il corrente
piano quinquennale di sviluppo del governo ha posto
l’enfasi, oltre che sullo sviluppo della qualità nei
servizi, anche sulla sostenibilità e sul mantenimento e
la cura del patrimonio storico e archeologico.
E’ per
questo motivo che il Ministero della Cultura e del
Turismo Turco, nel corso degli ultimi dieci anni, ha
effettuato una serie di interventi atti alla
conservazione e alla salvaguardia di molti monumenti e
siti archeologici del periodo cristiano.
La cultura è
da sempre una delle levi più efficaci per incrementare
il turismo; in Turchia, il turismo archeologico trova
terreno particolarmente fertile: da qui l’impegno del
Ministero affinché il patrimonio artistico ed
archeologico non vada a danneggiarsi ma anzi possa
essere considerato come un’opportunità di conoscenza
reciproca, un punto di riferimento e di attenzione, sia
sul mercato nazionale che internazionale.
Interventi
promossi dal Ministero della Cultura e del Turismo Turco
per la protezione
dei
siti archeologici e dei monumenti del periodo cristiano,
dal 1996 al 2006.
|
n°
|
Intervento
|
Anno
|
|
1
|
Restauro
della Chiesa di Tatların
|
1996/97
|
|
2
|
Restauri
delle finestre e porte delle Chiese di Capadoccia
Kaya (Roccia)
|
1996/97
|
|
3
|
Restauro
del Museo di Göreme - Chiesa di Elmalı
|
1996/97
|
|
4
|
Restauro
della Chiesa di Ürgüp Kırkşetiler
|
1997
|
|
5
|
Restauro
del Monastero di Özkonak Belha
|
1997
|
|
6
|
Restauro
della Chiesa di Çavuşin Güllüdere Anna
Yuhanna
|
1997
|
|
7
|
Restauro
della Chiesa di Gülşehir St. Jean Kilisesi
|
1997
|
|
8
|
Restauro
del Monastero di Ürgüp Keşlik
|
1997
|
|
9
|
Restauro
della scuola
Missionaria della città sotteranea di Derinkuyu
|
1997
|
|
10
|
Realizzazione
di tapirulan per le Chiese di Göreme Tokalı
|
1997
|
|
11
|
Realizzazione
del muro della Chiesa di Elmalı–Barbara
(Museo aria aperta Göreme)
|
1997
|
|
12
|
Restauro
di diverse superfici di rocce delle Cappelle nel
Museo all’aria aperta di Göreme)
|
1997
|
|
13
|
Restauro
della via
di ingresso della Chiesa di Tatların
|
1997
|
|
14
|
Conservazione
della Chiesa di Göreme El-Nazar
|
1997/98
|
|
15
|
Restauro
della Chiesa di Çarıklı nel Museo di Göreme
aria aperta
|
1997/98
|
|
16
|
Restauro
della Chiesa di Kılıçlar a Göreme
|
1999/2000
|
|
17
|
Restauro
della Chiesa di El-Nazar a Göreme
|
2000
|
|
18
|
Restauro
della porta di entrata della Chiesa di Tokalı
a Göreme
|
2000
|
|
19
|
Restauro
di mensa della Chiesa di Yılanlı a Göreme
|
2000
|
|
20
|
Restauro
di mensa della Chiesa di Barbara a Göreme
|
2001
|
|
21
|
Restauro
della porta principale della Chiesa di Tokalı
a Göreme
|
2002
|
|
22
|
Restauro
della Museo di Santa Sofia a Trabzon
|
2005
|
|
23
|
Restauro
dei rilievi del Monastero della Madonna a Şebinkarahisar,
Giresun
|
2005
|
|
24
|
Progettazione
della vecchia Chiesa di Akdağmadeni, Yozgat
|
2005
|
|
25
|
Restauro
della Chiesa di Akdamar e opere di
sistemazione dei dintorni
|
2005/06
|
|
26
|
Restauro
del Rilievo del Monastero di Ürgüp Aya Nicola
Mustafa Paşa
|
2005
|
|
27
|
Progettazione
della chiesa Armena di Merzifon, Amasya
|
2006
|
|
28
|
Progetti
dei rilievo e restauro della chiesa Armena in Niğde
|
2006
|
|
29
|
Restauro
del Monastero di Sümela e opere di sistemazione
dei dintorni, Trabzon
|
2006
|
|
30
|
Progetti
dei rilievo e restauro della chiesa Armena Kavaklı,
Niğde
|
2006
|
|
31
|
Progettazione
per la scuola religiosa della Chiesa Ortodossa
|
2006
|
|
32
|
Realizzazione
dei progetti
la Chiesa di Öşkvank
|
2006
|
|
33
|
Realizzazione
del progetto d’ingegneria per la Chiesa Armena
di Sivrihisar
|
2006
|
|
34
|
Realizzazione
dei progetti per il Monastero di Alahan a Mersin
|
2006
|
|
35
|
Restauro
della Chiesa di Çeşmeli e opere di
sistemazione dei dintorni
|
2006
|
|
36
|
Sito
archeologico di Kars Anı, restauro dei
rilievi e realizzazione del progetto per
rafforzare l’edificio
|
2006
|
(Ufficio
del Turismo turco) |
 |
QUESTA
VOLTA, SPERIAMO
CHISSA'!....... |
| |
l |
| VILLA
TARABYA Grazie
ad un gruppo di lavoro della Farnesina, è stato
possibile giungere ad una Convenzione che prevede
gli interventi per la messa a punta dell'immobile
demaniale di Istanbul. La sottoscrizione anche da
parte dei rappresentanti delle società <Alenia/Finmeccanica>
e <Italcementi> |
Grazie
all’azione svolta in questi mesi da un apposito
Gruppo di lavoro costituito presso il Ministero
degli Esteri, è stato possibile giungere nei
giorni scorsi alla sottoscrizione di una
Convenzione che prevede gli interventi per la
messa in sicurezza dell’immobile demaniale di
Villa Tarabya ad Istanbul.
Alla presenza del vice Segretario Generale della
Farnesina, Min. Zanardi Landi, e del Direttore
Generale per l’Europa, Min. Mirachian, la
Convenzione è stata sottoscritta dal Direttore
Generale per il Patrimonio, dott.ssa Di Giovanni e
dai rappresentanti dell’Associazione Palatina
Istanbul – che curerà i servizi tecnici di
progettazione e di direzione dei lavori – e
dell’Associazione Prorestauro – che curerà
l’esecuzione dei lavori. La Convenzione è stata
sottoscritta anche dai rappresentanti delle società
<Alenia/Finmeccanica> e <Italcementi>, la cui
sponsorizzazione coprirà l’intero ammontare
degli interventi.
Villa Tarabya è un prestigioso immobile di inizio
Novecento realizzato su progetto dell’architetto
friulano D’Aronco, a suo tempo donato allo Stato
italiano per farne la residenza estiva degli
Ambasciatori presso l’Impero Ottomano.
Dopo alcuni tentativi esperiti negli anni scorsi,
il Ministero ha promosso nel novembre del 2005
l’elaborazione di un progetto complessivo per il
restauro ed il riutilizzo dell’immobile, in
collaborazione con il mondo imprenditoriale
italiano in Turchia oltre che con alcune Regioni,
in particolare con il Friuli Venezia Giulia, e in
raccordo con le Autorità turche. L’obiettivo è
quello di mettere l’edificio a disposizione del
"sistema Italia" nelle sue varie
articolazioni, economiche e culturali, a sostegno
della sua forte presenza in Turchia.
Una volta ultimati i lavori di emergenza entro il
prossimo giugno, sulla base anche di uno studio di
fattibilità tecnico-finanziaria predisposto da
SIMEST potrà essere avviato il progetto
complessivo di recupero aperto al sostegno
finanziario da parte del mondo dell’impresa e
della finanza italiana. (Aise) |
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SPETTACOLI
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FIRENZE
DIVENTA
TURCA
CONCERTO
CON IL GRUPPO DEI BABAZULA. LE DANZE
Sarà
l'occasione per un confronto con la cultura turca,
sfruttando la risonanza nell'attuale dibattito che
si è innescato in vista di un eventuale
allargamento dell'Unione Europea. Stiamo parlando
della Festa della Turchia che lo Stensen ha organizzato
a Firenze dal 19 di aprile e che si chiude il 22
prossimo. Si parlerà
molto attraverso il linguaggio cinematografico ma
anche quello dei fumetti e quello musicale con un
concerto unico con i Babazula. I Babazula arrivano
dalla Turchia e sono uno dei gruppi protagonisti
del documentario sulla scena musicale di Istanbul
"Crossing the Bridge – the Sound of Istanbul"
di Fatih Akin. Nati nel ’96, si caratterizzano
per la fusione nel loro organico di strumenti del
folklore turco con strumenti moderni, dando vita
ad una nuova dimensione musicale, mai vista nel
loro Paese. Anche i loro interessi spaziano, tra
le influenze maggiori convivono i grandi nomi
della tradizione popolare turca e della danza del
ventre (una ballerina è sempre presente nei loro
concerti) con Captain Beefheart, Frank Zappa, Bob
Marley e molti altri contemporanei. Il concerto è
in esclusiva italiana e si terrà il 21 aprile
alle 21.00 alla Flog con i Perturbazione per la
Saturday Rock Fever. (www.portalegiovani.comune.fi.it) |
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<DISNEY
CHANNEL> SI PREPARA
AL
DEBUTTO
SULLA
PIATTAFORMA TURCA TV
A PAGAMENTO <DIGITURK>
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A
curare questo accordo è lo staff italiano
sotto la direzione di Giorgio Stock. La
rapide espansione del marchio nei mercati
emergenti.
<Disney
Channel> si prepara al debutto sulla
piattaforma turca di tv a pagamento <DigiTurk>.
Dopo Polonia e Sudafrica la fine di aprile
è ancora un periodo di festeggiamenti per
la tv di Disney. A curare questo accordo è
lo staff italiano di <Disney Channel> sotto la
direzione di Giorgio Stock.
Ertan Ozerdem, general manager di <DigiTurk>,
si dice "contento di arricchire
l’offerta con Disney Channel, che è
canale sia per i bambini sia per la famiglia
nel suo complesso". John Hardie, vice
presidente della Disney Channel Europe,
Middle East and Africa, risponde: "Continuiamo la rapida espansione del
marchio nei mercati emergenti e
posizioneremo il brand come leader del suo
settore di riferimento anche in Turchia".
(Quo@media) |
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| Il
vicepresidente, John Hardie: "Il brand
come leader del suo settore di riferimento
in Turchia" |
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SPORT
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<Eurosport>
Dal rally di Turchia
LANCIATALA DIRETTA WEB
A partire dal
Rally di Turchia, l’emittente televisiva pan-europea
<Eurosport>, detentrice dei diritti televisivi dell’<Intercontinental
Rally Challenge>, lancerà la diretta televisiva dai
parchi assistenza di tutte le rimanenti prove del
campionato.
Come accaduto lo scorso anno, dal Parco Assistenza (che
verrà allestito nel paddock del circuito di Istanbul,
lo stesso che ospita il mondiale di Formula 1) andranno
in onda le immagini del rally in diretta, con alcuni
contributi filmati dalle prove speciali.
Le stesse fasce andranno in onda sia sui canali del
gruppo che su internet, grazie all’imponente
dispiegamento di forze da parte di <Eurosport> stesso, che
spedirà nella Capitale turca un TV
compound dal quale verrà irradiata la seconda prova
dell’Irc.
"Il Safari è stato un’esotica introduzione
all’Irc quest’anno, con degli scenari ad alto tasso
spettacolare. In Turchia mostreremo tutte le nostre
capacità tecniche; d’ora in poi saremo direttamente
sui campi di gara fino alla fine dell’anno.
L’innovazione più grande sarà la diretta dal Parco
Assistenza, che sarà combinata alle spettacolari
immagini dalle speciali", ha commentato Gilbert
Roy, responsabile di produzione di <Eurosport.> (Racingworld.it)
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CAMPIONATI
DEL MONDO GIOVANI A BELEK
L'ITALIA CONQUISTA
L'ORO NEL FIORETTO
Per il secondo anno
consecutivo la squadra italiana di fioretto maschile
conquista l'oro ai Campionati del Mondo Giovani. Due
dei protagonisti della vittoria dello scorso anno a
Taebek City (Corea del Sud) erano in pedana anche ieri
a Belek (Turchia). Si tratta di Valerio Aspromonte
(campione iridato individuale 2006) e Martino Minuto
(campione iridato individuale 2007), che, insieme con
il giovanissimo Tobia Biondo (18 anni a maggio) e con
il campione italiano Michele Pirrazzo, hanno disputato
una prova magnifica, arricchendo il già pingue
bottino di medaglie azzurre (siamo a quota nove).
In finale, il team italiano, guidato a bordo pedana
dal Ct Stefano Cerioni e dal Maestro Salvatore Di
Naro, ha dominato sulla Cina, battendola 45-33, in un
incontro che è stato in equilibrio solo nella
parte centrale (23-20 dopo la quinta manche). Poi il
7-2 di Minuto sul più quotato dei cinesi, Jiale Tao,
ha dato il break decisivo, consentendo ai nostri di
vivere con tranquillità i momenti finali del match.
Al terzo posto si è piazzata la Russia. (Sportevai.it)
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| Melandri:
"DIFFICILE
TORNARE
A VINCERE
"Ad
Istanbul dobbiamo migliorare molto l'affinamento
della messa a punto della moto Questa la mia
principale preoccupazione".
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Fino ad oggi un solo pilota può vantare una vittoria
nel GP di Turchia, quest'anno alla sua terza edizione:
Marco Melandri.
Il pilota del team <Honda Gresini> ha vinto sul circuito
di Istanbul la sua prima gara nella classe regina,
ripetendosi anche nella passata stagione, quando salì
sul gradino più alto del podio dopo essere partito
dalla 14esima posizione della griglia di partenza.
Nonostante l'eccellente palmares, però, Melandri si è
dichiarato non proprio ottimista sul risultato
dell'appuntamento in programma sempre qui in Turchia il
prossimo 22 aprile.
"Dobbiamo migliorare molto l'affinamento della
messa a punto della moto,
perché questa è al momento la mia principale
preoccupazione. Non posso pensare alla Turchia come un
appuntamento nel quale poter vincere, perchè allo stato
attuale penso che sia un obiettivo francamente difficile
da conseguire", ha dichiarato il pilota romagnolo.
(Racingworld.it)
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YAMAHA
AL
lavoro
ma i cavalli...
MOTO
SI CORRE AD
ISTANBUL DOMENICA PROSSIMA. VALENTINO ROSSI DOVRA'
ASPETTARE PER UNA MOTO PIU' COMPETITIVA |
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La vittoria (con
terzo posto di Colin Edwards al seguito) di Valentino
Rossi a Jerez de la Frontera due settimane or sono ha
ridato luce alla sana competitività della <Yamaha YZR M1
800cc>, moto partorita bene che si pone (oggettivamente)
al top tra quale MotoGP sia nel miglior stato di forma
in questo momento. Una vittoria senza discussioni frutto
di un Rossi imbattibile (capace di piegare in 6 curve le
speranze battagliere di Dani Pedrosa) e di un
bilanciamento generale della M1 trovato dopo mesi di
perfezionistici studi, simulazioni al computer e,
ovviamente, con il positivo responso della pista. Una
situazione idilliaca, congeniale per definire un 2007 da
assoluti protagonisti. Tutto bene, ma, come spesso
succede nelle corse, c'è il solito "ma".
Passo indietro, 10 marzo, Losail: la Ducati (e non solo)
svernicia sul rettifilo da 1068 metri la M1 #46,
Valentino Rossi si porta a casa un ottimo secondo posto
chiedendo in ogni caso ai tecnici di Iwata tanto
impegno, lavoro e dedizione verso una doverosa ricerca
di cavalleria necessaria per poter competere ad alti
livelli anche su piste medio-veloci.
In Giappone hanno lavorato bene e i primi risultati li
abbiamo visti nei recenti test post-GP a Jerez. Un
motore "evoluzione" (con doverose virgolette),
qualche cavallo in più, proprio come chiesto da
Valentino. Ottimi responsi, ma il debutto in gara non
avverrà a Istanbul il 22 aprile, tracciato con almeno
due rettifili importanti. La decisione è stata presa
precauzionalmente per verificare l'affidabilità
generale di questa importante novità e per non
compromettere la maneggevolezza della Yamaha, storico
punto di forza della "Mission One".
Il 2006 insegna che i mondiali si vincono anche e
soprattutto con la costanza di rendimento, ed uno
"zero" proprio in questo momento sarebbe
deleterio per le aspirazioni del team vestito con i
colori Fiat. Per questo le evoluzioni motoristiche
saranno verificate eventualmente nella giornata di prove
post-GP a Istanbul, aspettando uno sviluppo più
sostanzioso al 4-in-linea <Yamaha >previsto (sembrerebbe)
per l'inizio dell'estate, probabilmente già al Mugello.
(Motogranprix.it) |
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