Arretrati 

Anno 8° N.7

<TURCHIA OGGI> - A PARTE LA DOCUMENTAZIONE DELL'AMBASCIATA DI ITALIA AD ANKARA E DELL'ICE DI ISTANBUL - SI  AVVALE PER LE NOTIZIE E GLI ARTICOLI RIPORTATI SUL SUO WEB, E NATURALMENTE RELATIVE ALLA TURCHIA, DELLE NEWS GIA' APPARSE  IN ALTRI SITI O GIA' PUBBLICATE SU QUOTIDIANI E RIVISTE. NON FA ALTRO CHE ASSEMBLARLE, NELLA CONVINZIONE CHE SIANO DI MAGGIORE UTILITA' PER QUANTI HANNO UN QUALCHE INTERESSE PER QUESTO PAESE. <TURCHIA OGGI>, AD OGNI MODO, E' SEMPRE A VOSTRA DISPOSIZIONE.

 

 

PRIMO PIANO

 

 

 

ALLA RICERCA
DELLA PACE

 

CIPRO AL CENTRO DEGLI EQUILIBRI STRATEGICI NEL MEDITERRANEO ORIENTALE, L'ISOLA DI VENERE - SPACCATA IN DUE E CON DUE COMUNITA' - CERCA DI USCIRNE FUORI. OCCORRE PERO' VINCERE LE RESISTENZE

''Cipro alla ricerca della pace''. Alla situazione nell'isola - che è al centro degli equilibri strategici nel Mediterraneo orientale - alle sue implicazioni e prospettive, è dedicato il Forum che si svolge nella giornata di oggi venerdi' 20 aprile prossimo a Roma, alle h.10.00, presso la Sala Stampa Estera di via dell'Umiltà 83/c. Un'occasione senza precedenti di confronto tra esponenti turco-ciprioti, greci ed italiani, alla luce dell'aspirazione, largamente condivisa, ad una soluzione negoziata che ponga fine ad una crisi che si prolunga da quasi cinque decenni.
Promosso dai Giornalisti Riuniti, il Forum sarà introdotto da Piero Incagliati, della Sala Stampa italiana,  e moderato da Mario Nordio, vice direttore di <Aki-Adnkronos Internationa>l. Interverranno: il senatore a vita Giulio Andreotti; Turgay Avci, vice premier e ministro degli Esteri della Repubblica turca di Cipro Nord; Teo Andreabis, giornalista della radiotelevisione greca Alfa; il prof. Ahmet Sozen, del dipartimento Relazioni internazionali della Facoltà di Scienze politiche dell'Università Mediterranea orientale di Famagosta; il prof. Marios Evriviades, del Dipartimento studi europei ed internazionali della Panteion University di Atene; il prof. Antonello Biagini, ordinario di Storia orientale e moderna dell'Università' di Roma- La Sapienza; il prof. Vincenzo Greco, ricercatore in storia delle relazioni internazionali; l'on. avv. Franco Coccia, presidente dell'Associazione parlamentari della Repubblica; il prof. Carlo Jean, ordinario di Studi Strategici all'Università Luiss- Roma, il dott. Rosario Priore, consigliere della Corte di Cassazione; l'on. Antonio Rubbi, vicepresidente dell'Associazione parlamentari della Repubblica.
L'iniziativa è sostenuta dalla convinzione che soltanto il dialogo tra tutte le parti interessate possa condurre ad un'intesa suscettibile di produrre una duratura pacificazione a Cipro, nel rispetto dei diritti delle due comunità che risiedono da secoli nell'isola.

Alla_ricerca_della_pace

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L'iniziativa di aprire un dialogo su Cipro, qui in Italia ma in una sede internazionale quale è la Stampa Estera, non pretende certo - nell'intenzione degli organizzatori - di risolvere problemi là dove finora non sono riusciti né le Nazioni Unite né l'Unione Europea né tanto meno Nicosia e Lefkosa. Fuori da sterili polemiche, soprattutto da parte di chi pretende di avere ragione a tutti i costi, può servire comunque a smuovere le acque. Alle volte basta infatti un piccolo puntello per aprire la falla del muro contro muro.  Segno tangibile di come il confronto delle idee sia fondamentale per il raggiungimento effettivo della pace. Di qualunque pace. (Turchia Oggi)

 
Quattro_venti


 

 

 

 

 

ATTACCO AD UNA CASA EDITRICE CRISTIANA: TRE SGOZZATI

 

Una strage contro chi pubblica la Bibbia. In Turchia, a quasi tre mesi dall’omicidio di Hrant Dink, si torna a respirare un clima di dolore e terrore. A Malatya, città nel nordest dell’Anatolia, tre persone sono state sgozzate nella casa editrice <Zirve>, che stampa la Bibbia e altri testi legati al Cristianesimo. I tre avevano le mani e i piedi legati e la gola tagliata. Le modalità dell’esecuzione fanno pensare ai fondamentalisti Hezbollah turchi, che sono soliti incaprettare e sgozzare le loro vittime.
Queste ultime sono due turchi, Necati Aydin e Uur Yuksel, e un tedesco, Tilnman Geske, che viveva in Turchia dal 2003, tutti presbiteriani.
Uno dei presunti killer, uno studente di 22 anni, è in fin di vita dopo essere caduto (o essersi buttato) da una finestra. Le forze dell’ordine hanno fermato quattro persone, ancora sotto interrogatorio: Salih Güler, Cuma Özdemir, Hamit Çeker e Abuzer Yildirim, di età compresa tra i 19 e i 20 anni. I quattro (così come lo studente in fin di vita) avevano in tasca una lettera che diceva: "Siamo cinque fratelli. Andiamo verso la morte. Forse non torneremo più", e si concludeva con la frase musulmana dei morituri: "Condona i miei debiti".
Ibrahim Dasoz, governatore della città di Malatya, ha detto che le indagini sono appena iniziate e che tutte le ipotesi rimangono aperte. "Non escludo lo scontro interno. Potrebbe non essersi trattato di un attacco. Stiamo cercando di capire. Le indagini proseguono", ha detto ai giornalisti, senza aggiungere altri particolari.
Il direttore della casa editrice, Hamza Ozant, ha ammesso che negli ultimi tempi i redattori erano stati oggetto di minacce e pressioni, e che lui aveva deciso di chiedere aiuto alla polizia. Non ha però voluto specificare chi fosse l’autore delle intimidazioni e, soprattutto, la motivazione.
Chi ha parlato decisamente più chiaro è la stampa turca, che ha raccontato di tentativi di violenze da parte dei Lupi grigi, un gruppo ultranazionalista vicino al Mhp, il Partito nazionalista, di cui faceva parte anche Ali Acga, che nel 1981 attentò alla vita di Papa Giovanni Paolo II. Il gruppo è ormai considerato contiguo agli integralisti islamici.

Il fatto criminoso, ad opera dei Lupi grigi, è avvenuto a Malatya (la città natale di Ali Agca) nella Turchia orientale. Qauattro persone fermate dalla polizia.

Autorevoli quotidiani come <Hurriyet> hanno scritto che la casa editrice era stata minacciata perché pubblicava la Bibbia ed era stata accusata di fare proselitismo. Una «colpa» che in alcune parti della Turchia si paga con la vita.
La strage di Malatya conferma anche una triste costante. Questa città, infatti, è destinata a tornare di continuo nella storia turca, e sempre per motivazioni legate a fatti di sangue. A Malatya è nato proprio Ali Agca, e sempre da questa città veniva anche Hrant Dink.
Sul massacro è intervenuto con forza anche monsignor Luigi Padovese, vicario apostolico per l’Anatolia: "Si tratta di fanatici che continuano a essere presenti in Turchia, e che ogni tanto emergono con questi atti di violenza assurda".
Monsignor Padovese ha anche definito la situazione "difficile e pericolosa", aggiungendo che «la chiesa cristiana continua a lavorare come sempre». E monsignor Ruggero Franceschini, presidente delle Conferenza episcopale turca, non usa mezzi termini: "Sono sconcertato. Non so come definire un tale atto. È l’ennesimo attacco alla minoranza cristiana ed è la sconfitta del dialogo". (Il Giornale.it)

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Quello che è successo mercoledì scorso a Malatya è di una gravità che va al di là di ogni limite, e non solo e non tanto perché ormai il connubio integralismo-nazionalismo in Turchia sta dimostrando quanto radicata sia la sua forza e penetrazione nel Paese, quanto soprattutto perché il Governo Erdogan ancora una volta ha dimostrato la propria debolezza. Ed è questo che impensierisce maggiormente. Senza voler fare dietrologie di sorta, che lasciamo agli analisti e agli esperti di terrorismo e destabilizzazione, viene comunque da pensare come mai apparati di polizia e servizi segreti non avessero avuto il benché minimo sentore di quello che sarebbe successo. Eppure il direttore della casa editrice aveva più di una volta lamentato di essere stato oggetto di minacce. A pochi giorni dalle elezioni presidenziali la strage di Malatya è un avvertimento circa quello che potrebbe accadere un domani se a palazzo Cankaya salisse un religioso. Noi ci auguriamo che questo non avvenga. Ci auguriamo in particolare che la Turchia - quella sana, quella responsabile e che vuole entrare in Europa - sappia reagire e uscire dal tunnel delle incertezze. (Turchia Oggi)

 

 

 

National_Security_Council

NUOVE MISURE PER FERMARE LE INFILTRAZIONI
DI GUERRIGLIERI CURDI NEL NORD IRAQ.

 LE MINACCE DEL LEADER MASSUD BARZANI.

 LA TELEFONATA DI  JALAL TALABANI AL PREMIER
TURCO RECEP TAYYIP ERDOGAN.
LE CONTRARIETA' DEL DIPARTIMENTO DI STATO
AMERICANO

Il Governo di Ankara ha ribadito la possibilità di intervenire militarmente nel nord dell’Iraq per combattere i guerriglieri del Partito dei lavoratori curdi (Pkk).

Il National Security Council (Mgk), il massimo organismo di sicurezza nazionale, ha discusso   nuove misure per fermare le infiltrazioni di guerriglieri dal confine iracheno. Secondo le accuse di Ankara, in Iraq - al confine con la Turchia - ci sarebbero cinque campi di addestramento della guerriglia curda capaci di ospitare 4.500 terroristi. 

Stati Uniti e Unione Europea, che hanno inserito il Pkk nella lista nera delle organizzazioni terroristiche, si oppongono con forza a una possibile operazione militare turca oltre confine, sostenendo che avrebbe un effetto destabilizzante sull’intera regione.

Un alto funzionario turco, citato dal <Turkish Daly News>, ha dichiarato che Ankara "non ha intenzione di violare il diritto internazionale ma le recenti minacce di Barzani e del Pkk hanno limitato le nostre alternative". 
Nei giorni scorsi il leader curdo iracheno Massud Barzani aveva minacciato di interessarsi degli affari turchi se Ankara avesse fatto altrettanto con l'Iraq, facendo salire la tensione tra i due Paesi

Il presidente iracheno, Jalal Talabani, dal canto suo aveva chiamato telefonicamente il Primo Ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, per rassicurarlo sulle buone intenzioni delle Governo di Baghdad nella lotta al terrorismo. "Diamo grande importanza alle nostre relazioni con la Turchia. Vogliamo avere buone relazioni e ci stiamo impegnando per garantirle", aveva detto Talabani, aggiungendo che il suo Paese è "pronto per combattere il Pkk all’interno di un piano coordinato (con la Turchia)".
Il Dipartimento di Stato Usa ha comunque esortato  la Turchia ad astenersi dal lanciare operazioni armate, al di là della frontiera con l'Iraq.

Tuttavia, il portavoce Sean McCormack ha anche ammesso che l'attività dei curdi costituisce un problema che non può essere ignorato.
"Riteniamo che ci si debba concentrare su una cooperazione tra i Governi della Turchia e dell'Iraq", ha sottolineatoo McCormack. "L'ideale è non ricorrere ad operazioni che attraversano la frontiera". 

McCormack ha poi definito "totalmente inaccettabili le attività terroriste del Pkk". "Sono un gruppo di terroristi e bisogna occuparsene", ha aggiunto il portavoce del Dipartimento di Stato.
(OsservatorioIraq/fonte Turkish daily News)

 

 

 

 

MISSILI ISRAELIANI
PER ANKARA

Il quotidiano israeliano <Yedioth Ahronoth> ha rivelato che, secondo le sue fonti, lo Stato ebraico starebbe conducendo un negoziato segreto con la Turchia per la cessione di un sistema missilistico israeliano, molto avanzato, del tipo Hits (freccia, in ebraico). Si tratta di un sistema prodotto dall'industria militare israeliana, ma gli Stati Uniti sarebbero contrari a questa vendita. (Peace Reporter)

 

 

 

 

 

 

 

 

  Recep_Erdogan

Per la Turchia sono gli ultimi sei giorni con il fiato sospeso. Il 26 aprile, a meno che non intervenga qualche sorpresa, sarà il giorno della prima votazione in Parlamento per eleggere l‘undicesimo presidente della Repubblica turca. Il clima è rovente e, soprattutto, l’Akp, il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo, che detiene i due terzi della maggioranza parlamentare, non ha ancora reso noto chi sarà il suo candidato. L’intero Paese si chiede da oltre un anno se l’attuale premier Recep Tayyip Erdogan, 53 anni e un passato da militante nel partito islamico del Refah con Necmettin Erbakan, vorrà tentare la scalata alla presidenza. Lo stesso Erodgan ha fatto sapere che il suo partito potrebbe decidere di renderlo noto anche all’ultimo momento, cioè il 25 aprile, a ridosso della prima votazione.
Intanto, tutti i giornali turchi sono occupati dalle dichiarazioni rilasciate dal Primo Ministro e dal ministro dell’Economia, Ali Babacan. Il responsabile dell’Economia, che è anche caponegoziatore con l’UE, ha detto ai giornalisti che il nuovo presidente della Repubblica dovrà essere una persona in buoni rapporti con l’attuale Governo (che, fra l’altro, scadrà il 4 novembre prossimo). Ben più significative le parole di Erdogan, che per la prima volta sembra aver dato un segnale concreto della sua candidatura a Capo dello Stato. Durante la sua visita in Germania il premier ha dichiarato che il presidente della Repubblica deve abbandonare la sua identità politica e il suo partito lo deve considerare come morto. Parole che a molti sono parse come una vera e propria dichiarazione di intenti, tanto che Ismet Berkan, direttore del quotidiano di opposizione <Radikal>, ha commentato ironicamente: “Congratulazioni all’undicesimo presidente”. In questo clima di attesa c’è chi comincia a sperare che il tormentone sull’undicesimo presidente della Repubblica turca finisca e al più presto possibile. Da tempo la Tusiad e la Tobb, (la Confindustria turca e l’Unione della Camere del commercio e della Borsa delle Merci) hanno fatto appello perché l’elezione del Capo dello Stato avvenga in un clima di conciliazione e molti analisti temono che un presidente della Repubblica come Erdogan posa solo destabilizzare negativamente la situazione economica del Paese.
Ci sono poi problemi di ordine politico. Piaccia o no all’Akp, il partito del premier deve fare i conti con una serie di segnali che sono arrivati negli ultimi giorni. Recentemente l’establishment militare ha tenuto una lunga conferenza stampa a sorpresa, nella quale ha detto di volere un presidente della Repubblica "laico, fedele alle leggi della Costituzione e della Repubblica". Il Capo di Stato maggiore, generale Yasar Buyukanit, ha aggiunto che il primo dovere dei militari è difendere i principi dello Stato democratico e che nel Paese erano in atto tentativi di offuscare la loro immagine. Che, tradotto in termini pratici, significa basso gradimento non solo per Recep Tayyip Erdogan e tutti i componenti del suo partito di orientamento islamico moderato, ma anche un sottile avvertimento che, pur senza ricorrere a un golpe come quelli che la Turchia ha già sperimentato nel 1960, 1971 e 1980, l’esercito non è disposto ad arretrare di un solo metro davanti a una minaccia per lo Stato repubblicano. La scorsa settimana il presidente della Repubblica uscente Ahmet Necdet Sezer, laico e gradito ai militari, aveva tenuto uno dei suoi ultimi discorsi ufficiali e aveva detto che la democrazia del Paese non è mai stata così in pericolo dal 1923, anno di nascita della Turchia moderna. Un attacco pesante, rivolto contro un Governo con cui non è mai andato d’accordo.  (Denaro.it)

TURCHIA
CON
IL FIATO
SOSPESO
IL 26 APRILE
IL GIORNO
DELLA PRIMA
VOTAZIONE

 

 

ELEZIONI L'intero Paese della Mezzaluna, spaccato in due, si chiede cosa succederà. Appelli della Tusiad e della Tobb perché il clima possa essere quello della conciliazione. I principi dello Stato democratico.

 

 

 

 

 

IN PIAZZA
CONTRO ERDOGAN
In_piazza_contro_Erdogan

La manifestazione indetta per indurre il premier turco a rinunciare alla sua candidatura come presidente della Repubblica.

Almeno trecentomila persone, espressione della Turchia laica, hanno manifestato ad Ankara contro un eventuale candidatura del Primo ministro Recep Tayyip Erdogan, di formazione islamica, alle presidenziali del mese prossimo. Un'ipotesi su cui dovrà decidere il partito del premier, Giustizia e Sviluppo (Akp), e che allarma quanti - sia nella società civile sia nell'apparato militare- temono un'islamizzazione di un Paese che, sebbene musulmano, non vuole rinunciare all'identità secolare ereditata dal padre della patria, Mustafa Kemal Ataturk. "La Turchia è laica e lo sarà per sempre", gridavano i dimostranti tra sventolii di bandiere nazionali e di manifesti con l'immagine di Ataturk. Per la manifestazione, organizzata dall'"Associazione per il pensiero di Ataturk" erano arrivati in pullman da tutto il Paese. E' stata la stessa polizia, nelle comunicazioni interne via radio, a parlare di centinaia di migliaia di partecipanti. Molti gli oratori che si sono avvicendati sul palco allestito a piazza Tandogan e non sono mancati afflati nazionalistici con interventi contro Stati Uniti e l'Unione europea. Il Partito Akp ha una maggioranza talmente solida in Parlamento da potere eleggere da sè Erdogan o qualsiasi altro candidato. La scelta è stata annunciata il 18 aprile e il Parlamento voterà in maggio. Erdogan non ha ancora detto se intende candidarsi, ma assicura di non avere un'agenda islamica e di avere rotto con il passato e optato per un conservatorismo democratico. Sebbene il premier possa vantare il merito di avere favorito una forte crescita economica e dell'avvio dei colloqui di adesione all'Unione europea, la maggioranza dell'opinione pubblica, stando ai sondaggi, non lo vuole presidente. (Agi)

 

 

 

 
 

 

 

 

ARZUHAN DOGAN YALCINDAG

Arzuhan_Dogan_Yalcindag

CON UE SCONFITTI
INTEGRALISMO
E NAZIONALISMO
 

"La Turchia è molto diversa da come viene immaginata in Europa", ha dichiarato la prima donna a giungere alla presidenza della Tusiad.

Tusiad

 

Il nazionalismo e l'integralismo religioso passeranno se ci permetteranno di entrare in Europa. Li combatteremo insieme, se non ci volterete le spalle". E' quanto afferma Arzuhan Dogan Yalcindag, prima donna a giungere alla presidenza della Confindustria turca, la Tusiad, in una intervista esclusivo sul numero di <Grazia>, il settimanale diretto da Vera Montanari. "La Turchia è molto diversa da come viene immaginata in Europa. Le donne turche sono molto più emancipate di quanto vengano dipinte. Non si deve scordare che abbiamo avuto una donna premier", sottolinea. "Una Turchia europea sarebbe perfetta. Migliorerebbero la qualità della vita, il traffico, l'ambiente, aumenterebbero i diritti civili e la libertà di espressione. La società turca è molto dinamica. Dell'Europa amo l'eancipazione femminile, la tolleranza multisecolare, il benessere sociale, la libertà, la modernità. E Giorgio Armani, ovviamente".
La Dogan Yalcindag, che si definisce musulmana ma "non praticante al 100% ed è contraria all'uso del velo, non può non ammettere come la condizione delle donne in Turchia sia ancora di sudditanza rispetto all'uomo: "Le donne velate da capo a piedi sono infelici, ma le rispetto. Mi spiace per loro, ma viviamo in una società pluralista, dove l'anima laica e religiosa devono saper coesistere, non c'è alternativa. Sono convinta che la cultura sia l'unica strada per l'emancipazione. Le donne che studiano non rimangono a lungo prigioniere delle mura domestiche".
In una Turchia con un indice di crescita del 7% la strada che porta all'ingresso dell'UE è ancora lunga. "C'è ancora molto da fare", dice a <Grazia> Arzuhan Dogan Yalcindag. "Combattere il deficit, globalizzare la nostra economia".
Grandi passi tuttavia sono stati già fatti, se è vero che mai prima d'ora gli industriali avevano accettato una donna alla guida della loro confederazione: "Ora però - sottolinea - dovrò dimostrare di essere all'altezza del compito. Il mio sogno, oggi, è entrare in Europa". (
Agi)

 

Intervista al settimanale <Grazia> del presidente della Tusiad. "Il mio compito, oggi, è entrare in Europa".

 


 

 

 
Le proteste ufficiali della Turchia per la citazione  del genocidio armeno. genocidio_in_Ruanda

BLOCCATA
MOSTRA SUL RUANDA

La celebrazione del ricordo del genocidio del Ruanda non ha potuto coincidere con l'inaugurazione di una mostra da parte del segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, a causa delle proteste ufficiali della Turchia per la citazione del genocidio degli Armeni.
L'inaugurazione della mostra sui tragici eventi del 1994, che doveva essere aperta nei giorni scorsi, era stata infatti posposta a causa delle obiezioni turche ad un riferimento all'omicidio degli armeni in Turchia durante la prima guerra mondiale. Un diplomatico turco ha protestato per il riferimento al genocidio armeno e l'ambasciatore armeno alle Nazioni Unite ha incontrato il nuovo sottosegretario per le informazioni pubbliche Kiyotaka Akasaka ed i due si sono accordati per rimuovere le parole "in Turchia".
L'ambasciatore Armin Martirosyan ha detto che Akasaka lo aveva invitato all'apertura della mostra ma di avere appreso in seguito che l'apertura sarebbe stata posposta ed ha incolpato "la censura" turca e il rifiuto del Paese "di fare i conti con la propria storia". Si spera ancora in una soluzione diplomatica della disputa.
Il portavoce aggiunto dell'Onu, Farhan Haq, ha confermato che la Turchia ha protestato circa la mostra, ma ha detto che "la preoccupazione di base" era che non fosse stato applicato il procedimento di revisione adottato per le mostre 
delle Nazioni Unite che considera "tutte le posizioni", oltre ad altre preoccupazioni che ha rifiutato di chiarire: "la mostra è stata posposta fino al termine del procedimento normale di revisione", ha spiegato.
Gli storici valutano che fino ad un milione e mezzo di armeni siano stati uccisi dai turchi ottomani agli inizi della prima guerra mondiale, un evento considerato dagli esperti di genocidi il primo genocidio del ventesimo secolo. La Turchia, tuttavia, nega che si sia trattato di genocidio, ridimensionando il numero dei morti ed attribuendo a cause naturali (gli stenti patiti durante lo spostamento imposto alla popolazione armena) ed alla guerra civile il gran numero di vittime.
I curatori della mostra hanno fatto sapere che questa si riferisce al massacro armeno per contribuire a spiegare la parola "genocidio" coniata da Raphael Lemkin, un avvocato ebreo polacco spinto da quanto accaduto agli armeni e da altri massacri etnici a fare una campagna presso la Lega delle Nazioni - il precursore delle Nazioni Unite - contro questo segno di barbarie.
Secondo i curatori, impedire di parlare del genocidio armeno in una mostra sul genocidio è una contraddizione, perché significa voler parlare di storia nascondendo la storia. E tale censura metterebbe in crisi l'idea stessa di Nazioni. (Bollettino Osservatorio sulla Legalità)

 

 

 

 
 

IN BREVE

4/5% PER ROTTURA CON USA
Ankara avverte Washingron: una fortissima maggioranza di turchi si oppone alle due mozioni parlamentari sugli armeni approdate al senato e alla camera usa e pensa che, in caso di adozione, sarebbe il caso di sospendere i rapporti diplomatici con l'America. oltre alla collaborazione in Iraq.
Questo il messaggio che parte dalla Turchia con un sondaggio condotto dall'associazione <Terror Free Tomorrow>. (da Apcom)

PREMI NOBEL PER RIAPPACIFICAZIONE
Cinquantatrè Premi Nobel hanno esortato turchi ed armeni ad aprire le rispettive frontiere, aumentare i contatti ufficiali e trovare una soluzione alla disputa sulle uccisioni di massa di armeni da parte dei turchi, all'inizio del secolo scorso.
In una lettera diffusa dalla fondazione <Elie Wiesel> per l'umanità, I Premi Nobel hanno esortato la Turchia a porre termine alla discriminazione contro le minoranze etniche e religiose e ad abolire l'articolo 301 del suo codice penale che definisce 
reato la denigrazione della turchicità. (da Ap)


EMIGRATI E VOTO

Pur lontani da casa e in Paesi con una cultura diversa dalla loro, non oslo i Turchi residenti all'estero seguono con attenzione la vita politica ma esprimono anche le preferenze politiche in linea con la madre patria. Secondo una ricerca condotta dal Centro per gli Studi turchi (Tam), il 31.1% dei turchi che risiedono in Germania dà il suo voto all'Akp, il 18.3% all'Chp, l'11.3% al Dyp e il 10.5 all'Mhp.

FORSE ELEZIONI ANTICIPATE
Il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (Akp) che detiene la maggioranza in Parlamento e che è guidato dal premier turco Recep Tayyip Erdogan apre la strada alle elezioni anticipate. Sia il ministro degli Esteri Abdullah Gul sia il ministro dell'Economia Ali Babacan, parlando con i giornalisti hanno fatto capire che il popolo turco potrebbe essere chiamato alle urne il prossimo 1 ottobre anziché il 4 novembre, come previsto dal calendario elettorale. (Apcom)

 

 

 

 

 


SOCIETA'

 
Kemal_Ataturk

BLOCCO DEI SITI
    CHE INSULTANO ATATURK

Una commissione parlamentare turca ha approvato la proposta che permetterebbe il blocco dei siti che insultano il fondatore della Turchia moderna, Mustafa Kemal Ataturk. La proposta è arrivata dopo l’esplosione del caso <YouTube>, il sito di condivisione video aveva proposto un contenuto offensivo dei confronti di Ataturk. Il Parlamento dovrà votare il disegno di legge e decidere se adottarlo o meno in una data che non è stata ancora resa nota.
L’adozione della proposta andrebbe contro la libertà d’espressione della UE, in cui la Turchia mira ad entrare. (Quo@media)

 

 

 

 

 

 Fedeli_in_moschea

 

AL BANDO
I CELLURARI
DALLE MOSCHEE

E' scontro aperto in Turchia sul diritto a tenere il cellulare in funzione anche in moschea. Nonostante i ripetuti appelli a spegnere i telefonini al momento dell'ingresso in moschea, le suonerie e le musichette dei cellulari continuano infatti a disturbare i fedeli durante le funzioni religiose. Così molti imam hanno cercato di risolvere il problema installando un apparecchio che disturba il segnale Gsm, impedendo al cellulare di squillare. Il diritto a pregare in pace è però entrato ora in conflitto con il diritto a comunicare, garantito dalla Costituzione, e gli ostacoli normativi potrebbero portare alla rimozione di questi apparecchi. La Moschea 17 Agosto, una delle più grandi nella città turca occidentale di Adapazari, ha speso circa 500 dollari per installare l'apparecchio blocca-segnale. Ahmet Kobal, l'imam della moschea, ha spiegato di essere riuscito a evitare le interferenze con la preghiera bloccando la connessione tra telefonini e l'antenna che copre la sua 'cella'. "Durante le preghiere era davvero fastidioso sentire squillare suonerie con musiche di Mozart o brani di danza del ventre: mi faceva perdere la concentrazione. Ma dopo l'installazione dell'apparecchio c'è molta più pace", ha ammesso Galip Sabir, un fedele frequentatore della moschea. Nebi Serin, che a Konya vende un modello di <Gsm Blocker>, ha affermato che le vendite dell'oggetto stanno aumentando rapidamente dal momento che molti sono favorevoli a una soluzione tecnologica per un problema che è di natura tecnologica. "Spero che l'apparecchio venga installato in tutte le moschee, così potremo pregare più pacificamente", spiega ad <Aki Adnkronos International> un fedele di Istanbul, Ozgur Dokmen. Tuttavia l'ufficio pubblico per le Telecomunicazioni non si è dimostrato altrettanto entusiasta nei confronti di questa trovata e ha inviato una circolare al potente Direttorato per gli Affari Religiosi - responsabile di tutte le moschee - avvertendolo che il dispositivo viola il 22esimo articolo della Costituzione turca che garantisce la 'libertà di comunicazione'. "Ostacolare il diritto e la libertà di comunicare senza la decisione di una corte significa ostacolare un servizio pubblico di base, fatto questo contrario alle leggi. Produrre o usare questi dispositivi è vietato anche dalla legge sulla radio", afferma la circolare. L'ufficio chiede quindi a tutte le moschee di rimuovere al più presto gli apparecchi blocca-Gsm, ma non è ancora chiaro se questo ordine verrà eseguito. (Aki Adnkronos)

 

 

 

 

Fedeli_in_moschea_2

 

 

 

 

 

Molti iman hanno cercato di risolvere il problema installando un apparecchio che disturba il segnale Gsm. "Durante le preghiere - ha detto un fedele frequentatore - era davvero fastidioso sentire squillare suonerie con musiche di Mozart o brani di danza del ventre. Ora c'è molta più pace".

 

 

 

Consumate_più_uova
Presto partirà in Turchia una campagna dei ministeri dell'Agricoltura, della Salute e dell'Educazione perché venga aumentato il consumo di questa ricca fonte di proteine. La differenza con gli altri Paesi.

MANGIATE
PIU' UOVA

 

Una campagna per spingere i turchi a mangiare più uova partirà presto in Turchia, dove il consumo di questa ricca fonte di proteine è sotto gli standard europei. Sostenuta dall’Associazione turca dei produttori di uova e dai ministeri dell’Agricoltura, della Salute e dell’Educazione, la campagna punta ad aumentare il consumo annuo di uova dei turchi, dalle 130 annuali allo standard dell’Unione Europea di 240-250 all’anno (negli Usa si arriva a 270, in Israele a 300). L’Associazione dei produttori, che raccoglie circa l’80 per cento della produzione nazionale, è pronta a rispondere ad un aumento dei consumi. Il presidente dell’associazione, Derya Pala, dice: "L’uovo è la fonte più economica delle proteine animali. In questa campagna, oltre alla dimensione economica, c’è anche quella sociale".

 

 

 

Si dovrebbe passare dalle 130 annuali pro-capite allo standard dell'Unione Europea di 240-250 all'anno (negli Usa si arriva a 270, in Israele a 300)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

65 MILIONIDI ABITANTI

Calo della popolazione in Turchia ma la clamorosa diminuzione in realtà potrebbe essere attribuita a conteggi errati durante il censimento del 2000.

Se si eccettua la provincia di Sirnak, i rimanenti distretti turchi hanno registrato un calo della popolazione. A dirlo è il censimento compiuto dal Governo turco nei mesi scorsi e del quale cominciano ad arrivare i primi risultati.
Stando alle prime proiezioni rese note dal Tuik, l'Istituto di Statistica turco, in questo momento i conteggi sono ultimati all'81%. Il dato più interessante che trapela è che i turchi sono molti di meno di quanto si pensasse. La popolazione nel Paese della Mezzaluna, che si supponeva essere attorno ai 73 milioni, invece sarebbe "appena" di 65. la popolazione (ufficiale) di Istanbul si avvicina ai 12 milioni e quasi il 20% dei turchi con il passare del tempo si è è trasferito nelle grandi città.
La clamorosa diminuzione della popolazione turca in realtà potrebbe essere attribuita a conteggi errati durante il censimento del 2000. (Apcom)

 

 

 

 
 

NATIONAL SOVEREIGNTY AND CHILDREN'S DAY

ATTIVITA': Teatro Karagot
LABORATORIO DI INCISIONE
AQUILONI IN GIARDINO

turchia_explora.jpg

 

 

 

 

 

 
 

 

Party_Caming

 

Via dalla Turchia,
 per protesta

IL GIOCO  LA <PARTY GAMING PLC> HA AFFERMATO DI AVERE AGITO COSI' PER ASSICURARSI CHE I CLIENTI TURCHI NON POSSANO OTTENERE L'ACCESSO AL ALCUNO DEI LORO SITI A SEGUITO DELLE MODIFICHE LEGISLATIVE APPROVATE RECENTEMENTE DALLO STATO.

La <Party Gaming plc>, società dalla quale dipende <Party Poker>, ha affermato di aver agito così per assicurarsi che i clienti turchi non possano ottenere l'accesso ad alcuno dei loro siti internet dedicate al gioco, a seguito delle modifiche legislative approvate nello Stato.
La sala da poker leader nel settore del gaming si è mossa a seguito delle modifiche apportate alla legge turca che ora proibisce alcune forme di online gaming che non possono essere offerte ai cittadini turchi da società estere o locali non autorizzate. <Party Gaming> afferma pertanto di "…aver ora compiuto l'unica mossa logica per assicurarsi il rifiuto di tutti i cittadini turchi che intendano accedere ai nostri servizi".
La <Party Gaming> ha anche affermato (come società quotata in borsa a beneficio degli investitori) che gli incassi generate dai clienti turchi non rappresentano una porzione sensibile del bilancio generale.
Questa mossa compiuta da una delle società leader del settore del gioco e del poker online è 
arrivata subito dopo alle azioni
analoghe dell'e-wallet
processore di pagamenti online,
<Neteller plc>.
Come per gli Usa nel 2006, si tratta di una legge molto forte che causa il ritiro di queste grandi compagnie. Per la Turchia però si tratta anche di una questione di scarso valore del mercato, valore tanto marginale da non valere il rischio di sanzioni. Allora cosa sta succedendo in Turchia?
Secondo le diverse fonti, la diffusione dell'online gaming è stata ampia in Turchia e una sensibile parte dei fondi nazionali imboccano la strada che porta alle casse dei siti di gioco per mezzo di transazioni con carte di credito e, ovviamente, <Neteller<.
Sembra che le autorità turche abbiano osservato ed analizzato in profondità questa situazione in particolare controllando l'attività elettronica. Nello specifico, l'Amministrazione Turca delle Lotterie Nazionali ha indotto ad emettere una legge in merito alla "Proibizione di organizzare e offrire sul mercato l'<Online 
Gambling>". Questa è diventata legge il 14 marzo 2007.
Il nome di questa organizzazione include le parole "Lotteria 
Nazionale Gambling>". Questa è 
diventata legge il 14 marzo 2007.
Forse è un indizio che potrebbe fare intendere il vero proposito
che sta alle spalle di questi cambiamenti. 
Qualunque sia la verità la legge è progettata per vietare la realizzazione e la diffusione sul mercato di giochi di fortuna per mezzo di media virtuali inclusi computer, TV interattiva e cellulari. Inoltre, è stata vietata anche la pubblicità di questi servizi.
Sembra che questa legge permetterà di perseguire attivamente i trasgressori ed il compito di sorveglianza è stato assegnato al Dipartimento di Giochi di Fortuna che esaminerà le fonti di accesso di persone ed organizzazioni in Turchia e rimuoverà questi accessi qualora lo ritenesse necessario.
Resta il fatto che internet sia un settore estremamente difficile da sorvegliare. La <Party Gaming> e <Neteller> si sono ritirate perché società pubblicamente quotate sul mercato della borsa di Londra.
(PokerNews)

LOTTERIE NAZIONALI

 

 

 

 
 

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LA RINASCITA
DI MARKIZ

La pasticceria - che risale addirittura al 1840 - rivedrà la luce per la terza volta grazie al nome del Roberts'Coffee.

 

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Markiz is Istanbul's oldest patisserie at 167 years old and it will be reborn for the third time since 1840 with Finn Robert's Coffee. Robert's Coffee, which started serving in Turkey two years ago and has opened five branches since, added Markiz among its branches. Markiz will open its doors on April 7 as “Robert's History Markiz.” Also, all products including coffee, cookies and mugs will be labeled “Markiz by Robert” for the brand “Markiz” to survive. One of the Turkish partners of Robert's Coffee, İzzet Günaydın, says, “Markiz is a venue with a historic tissue and ties of love. We attach great importance to such things and want to show it to the people of Istanbul. We will keep this brand alive and won't touch the original tissue of the patisserie.” Markiz Patisserie and passage, situated in Istanbul's Beyoğlu district, has a privileged place in the history of Istanbul. The patisserie, which was closed down in 1979 and reopened in 2003 by Aksoy Group, was sold to a British company in 2006. Günaydın says they hired the property from the British company and bought the brand, adding, “We hired Markiz for five years. We own its property. We will even keep Markiz's special cake alive. We will always renew the product portfolio of Markiz Robert's.”
The target is 30 Robert's Coffee shops in 2009:
Noting that the Turkish market was very important to Robert's Coffee, Günaydın says their target is to reach 9 branches by the end of 2007 and 30 branches by the end of 2009. Günaydın says they have so far invested $2 million for the opening of five branches, adding that their investment will reach $5 million by the end of 2007. “Turkish people already have a coffee culture. Robert's and 
other chains develop various kinds of coffees to endear the young generation. There is big competition in the Turkish market at the moment. Successful brands will be permanent.”
Turkey is a favorite for foreign coffee chains:
Competition will increase in the sector with Finn Robert's Coffee. Starbucks, Gloria Jean's Coffee, Barnie's Coffee, Tchibo, Schiller and Illy are foreign brands in the sector. Café Crown and Kahve Dünyası (Coffee World) are among Turkish brands. On the other hand, many coffee brands are waiting to enter the sector, as coffee shops have become a trend. Among them are British Coffee Republic and Costa Coffee, German LaMaier, Italian Lavazza and Canadian Blenz Coffee. Turkey was introduced to coffee shops with Gloria Jeans in 1999. It is expected that daily coffee consumption, which is 200 grams in Turkey, will increase in the near future. This makes brands, which are planning to enter the market, excited. In particular, it is the interest of the young population in new tastes that triggers this interest.
Markiz was the venue of Istanbul's elite people:
Markiz, which was opened in 1840 under the name Passage Oriental, was the frequent place for artists and intellectuals. Making its mark on a period, Markiz was closed down in 1979. It was restored by Aksoy Group in 2003 and reopened as a shopping center. Markiz Patisserie, located in the entrance of the passage, was reopened without any change but the passage was closed down again because of the fact that it was not large enough to become a shopping center. (Mine Tuduk/Turkish Daily News)

 

 

 

 
Costruttori_turchi_per_Tom_Cruise

 

Cihan Kamer of Emaar Properties says that Toscana Valley is a start and that they would invest 50 billion dollars on the right project.
The CEO of Emaar Properties Cihan Kamer said that Toskana Valley villas, to be built in Büyükçekmece, is the first step towards an investment in Turkey and if they find the right project they are ready to invest 50 billion dollars. Kamer said they plan to build a Giorgio Armani Hotel and residence in Istanbul's most beautiful places. Emaar also has a special agreement with Tom Cruise regarding Emaar's hotel and residence projects in metropolitan cities, he said. “According to this agreement, he receives an apartment from the Armani residence. So he will receive one in Istanbul.”
Emaar Properties CEO Cihan Kamer and General Manager Ozan Balaban were guests in an interview at CNN Türk.
We plan on going public:
Kamer said they are getting ready to prepare new projects in Turkey jointly with Emaar Dubai. Kamer owns 32% of the 60% share of Emaar International in Emaar Turkey. ”There is no East or America in capital. All investors have a share. Emaar Turkey needs to be perceived as a Turkish company. We plan on going public in the future,”  Kamer said. Kamer explained that he was travelling back and forth to Dubai since 1985 to export gold jewelery and made an offer to Emaar 6-7 years ago which was not accepted. He believes Dubai sheikh Maktum's visit toTurkey 4 years ago encouraged companies in Dubai to invest in Turkey. He repeated his offer at that point, and the CEO El Abbar regretted not accepting the offer back then as each passing day real estate gains more and more value.
Having bought a 500 thousand square meter of land, Emaar expanded its project Toskana Valley with 550 villas in Büyükçekmece. Kamer said  this project reflects the size of Emaar and that it is only the start in entering a country's market.
Kamer, when reminded of his words “we will invest 5 billion dollars in investment in 5 years,” said they could even invest 50 billion dollars in Istanbul if they find the right project. (
Turkish Daily News)




"COSTRUIREMO
UN RESIDENCE
AD ISTANBUL
E DAREMO UN APPARTAMENTO
A TOM CRUISE"

 

 

 

Cihan Kamer, Ceo della <Emaar Properties", ha spiegato come l'insediamento "Valle Toscana" sia solo l'inizio. Si tratta di ville costruite a Buyukçekmece. Gli altri progetti

 

 

 

 

 

 

 

CRONACA

 
 

 

 

 

Sono dipendenti della <MerpaEngineering>, subappaltatrice dell'<Agip Petroli>.
Nigeria  

SEQUESTRATI DUE INGEGNERI TURCHI

E' avvenuto nel sud della Nigeria. Chiesto un riscatto per la loro liberazione. Sono in buone condizioni di salute.

 

I rapitori dei due ingegneri turchi sequestrati  nel sud della Nigeria hanno chiesto un riscatto al loro datore di lavoro in cambio della loro liberazione. Lo riferisce una fonte del ministero degli Esteri turco. ''Si sono messi in contatto con il loro datore di lavoro turco Merpa e gli hanno chiesto un riscatto'', ha dichiarato la fonte, chiedendo di restare anonima. ''Sono in corso negoziati per ottenere la loro liberazione. Siamo mobilitati'', ha aggiunto. I due ingegneri, Ilker Izci e Murat Orhan, dipendenti della compagnia <Merpa Engineering>, subappaltatrice dell'<Agip>, sono stati rapiti da uomini armati nella zona petrolifera del delta del Niger. Un comunicato del loro datore di lavoro, ricevuto dall'<Afp>, precisa che i due sono in buone condizioni di salute, che non sono stati maltrattati e che Merpa ha avuto la possibilità di parlare loro direttamente al telefono ''quattro o cinque giorni'' dopo il loro rapimento. La compagnia si dice ottimista su una soluzione positiva di questa crisi ''nel più breve tempo possibile'' grazie all'intervento della Turchia tramite la sua ambasciata ad Abuja. (Asca-Afp)

 

 

 

 
 

UCCISI DODICI RIBELLI ED UN SOLDATO

Dodici ribelli separatisti curdi del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) e un soldato turco sono stati uccisi in violenti scontri nella provincia di Tunceli, nell'est della Turchia . Lo hanno annunciato fonti di sicurezza locali. Nei combattimenti, avvenuti nei pressi della località di Hozat, è rimasto ferito un altro militare. Questi decessi portano rispettivamente a undici e a oltre 30 il numero di soldati turchi e ribelli uccisi nel corso degli ultimi 10 giorni nell'est e nel sud-est del Paese. (Asca-Afp)

 

 

 

 

 

      CONDANNA PER SEVIZIE AI DETENUTI                                  

 

La Corte europea dei diritti dell'uomo di Starsburgo ha condannato la Turchia per maltrattamenti e sevizie inflitti dagli agenti a dodici detenuti nella prigione di Buca, ad Izmir. Il Governo di Ankara dovrà pagare a ciascun ricorrente 8.000 euro, per un totale di 96.000 euro, più 500 euro ciascuno per le spese sostenute.
I detenuti avevano denunciato di essere stati colpiti ripetutamente con bastoni e manganelli perché avevano rifiutato di farsi perquisire. Il Governo turco aveva invece detto che si erano feriti da soli cadendo dalle scale.
Per i giudici europei, i carcerati sono stati colpiti e feriti, mentre la giustizia turca ha "evidenziato gravi lacune" rifiutandosi di perseguire gli agenti e con la scomparsa di dossier riferiti al caso.
La Corte ha anche condannato la Turchia per un altro caso di maltrattamento in carcere, questa volta ai danni di un simpatizzante del Pkk al quale dovranno essere versati 15 mila euro per danni morali. (
Ansa)

 

 

 

 

 

 
 

TAKSIM OFF LIMITS

IL 1 MAGGIO

Il governatore della provincia di Istanbul, Mummar Güler, ha fatto sapere che per motivi di sicurezza, ha vietato il transito da piazza Taksim (una delle più frequentate della città) ai partecipanti al corteo del primo maggio.
In Turchia la festa dei Lavoratori non rientra nel calendario delle festività nazionali. Le forze dell'estrema sinistra tutti gli anni organizzano cortei che creano non pochi problemi al mantenimento della sicurezza urbana e che si trasformano spesso 
in manifestazioni violente. Molti temono che i manifestanti potrebbero anche decidere di ignorare il divieto delle autorità.
Per questo Guler ha invitato i cittadini al buon senso e a non partecipare a forme di protesta non autorizzate. Il corteo di quest'anno rischia di essere più pericoloso perché verrà commemorato il primo maggio 1977, quando Istanbul fu teatro di una durissima repressione da parte della polizia. (Apcom)

 

 

 

 

 

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SCONTRO
CAMION-SCUOLABUS
33 VITTIME
STRAGE DI BAMBINI

 

TRAGICA GITA  Il grave incidente è avvenuto nella provincia di Aksaray all'ingresso della Cappadocia. Sembra che il pullman abbia invaso la corsia opposta e che avesse a bordo più persone dei 46 posti della capacità stabilita.

Trentatre persone, tra cui 15 bambini, sono morte e 35 sono rimaste ferite in Turchia in uno scontro tra un pullman di una gita scolastica e un camion carico di sabbia. Lo hanno reso noto le autorità locali.
Il pullman stava portando in Cappadocia, regione turistica nota per le attrazioni naturali e archeologiche, una scolaresca di Smirne (ovest), accompagnata da genitori e insegnanti.
Lo scontro è avvenuto, per ragioni non ancora accertate, alle 6 del mattino (le 5 ora italiana) nella provincia di Aksaray, all'ingresso della Cappadocia. Secondo la televisione <Ntv>, il pullman avrebbe invaso la corsia opposta.
I mezzi di informazione hanno anche evocato un possibile sovraccarico del mezzo, che secondo l'agenzia <Anadolu> aveva una capacità di 46 posti, mentre le persone a bordo erano parecchie di più (68, stando al procuratore generale di Aksaray, Durmus Akif Ozbek).
"Su ciascuna coppia di sedili c'erano tre bambini, c'erano troppi passeggeri sul pullman", ha dichiarato uno dei genitori. "Non c'erano passeggeri in eccesso, anche se lo si fosse voluto non sarebbe stato possibile", ha replicato il secondo autista del pullman, che al momento dell'incidente dormiva nella parte posteriore.
A Smirne, responsabili della cellula di crisi istituita dalla scuola hanno detto all'Anadolu che nella sciagura sono morti i conducenti dei due mezzi, 15 bambini e 16 accompagnatori.
Ozbek ha confermato la morte dei due guidatori e precisato che, dei 29 feriti curati a Aksaray, 15 sono bambini, 12 donne e due uomini. Secondo un responsabile provinciale, cinque feriti, di cui tre bambini, sono tuttora gravi.
La televisione <Cnn-Turk> ha mostrato immagini del pullman coricato su un fianco, con il tetto sfondato per diversi metri nella parte anteriore, e bagagli sparsi all'intorno; come pure di familiari in lacrime, riuniti nella scuola da cui provenivano i bambini. (la. Repubblica.it)

 

 

 

 
 

LO DANNO ALLA MADRE MA VUOLE STARE CON IL PADRE

PSICHE LA VICENDA DI UN RAGAZZINO DI DIECI ANNI CHE SI SENTE PIU' TURCO CHE UNGHERESE.

 

Vuole rimanere turco e tornare dal padre in Turchia Carletto Mehmet, un ragazzino di dieci anni ritornato in Ungheria dopo anni di lotta giuridica, e il cui caso ha catalizzato l'attenzione dell'opinione pubblica magiara.
Carletto, nato da madre ungherese e padre turco in Ungheria, tre anni fa era stato rapito dal padre che si era frattanto separato dalla moglie ed era tornato in Turchia.
La madre, Edina Papp, ha lottato disperatamente per riavere il figlio. Del caso hanno parlato anche nel loro ultimo incontro i premier Ferenc Gyurcsany e Recep Tayyip Erdogan. I tribunali, in Ungheria e in Turchia hanno giudicato a favore della madre,

ma il padre si è rifiutato di consegnare il figlio, trovato poi alla fine da organizzazioni caritative in un nascondiglio con l'aiuto di una ricompensa di 5.000 euro. Carletto però riportato in Ungheria, si rifiuta di parlare con la madre in ungherese e continua a parlare turco. Non mangia carne di maiale e vuole ritornare dal padre. la madre ha consultato psicologi per bambini e spera che il figlio si riadatterà all'ambiente.
"Se non sarà capace, lo lascerò andare", ha detto il lacrime alla Tv. I media si occupano della vicenda, cosa che forse non aiuta il bimbo a reintegrarsi. (Ansa)

 

 

 

 

 

ECONOMIA

 

PROFILO
SOCIOECONOMICO

UN RECENTE STUDIO I gruppi familiari, non solo più abbienti ma più istruiti e  più vicini ai modelli di consumo europei, non superano il 10% del totale.

Un recente studio sul comportamento dei consumatori (vedi allegato), condotto su 8.500 gruppi familiari di 28 province del paese dall'Associazione turca dei pubblicitari, delinea un profilo chiaro delle unità familiari e del loro attuale quadro comportamentale in merito agli acquisti. I gruppi familiari non solo più abbienti, ma anche più istruiti e probabilmente più vicini ai modelli di consumo "europei", non superano il 10% del totale, mentre - per molti versi - la maggioranza dei nuclei familiari con un modello di vita e di riflesso di consumi ancora fortemente legato alle 

Come oggigiorno si comporta il consumatore medio.

tradizioni del passato, rappresenta ancora il vero volto dell'attuale Turchia. In sostanza, lo studio confermerebbe l'assunto che Istanbul -con la sua ampia area metropolitana e oltre 14 milioni di abitanti- Smirne, Ankara e alcune altre realtà in forte espansione socio-economica non rappresentano lo spaccato più consistente della società turca. Lo studio - peraltro avvalorato dall'Università Tecnica di Istanbul - consente certamente agli analisti un esame più approfondito sui modelli di consumo locali e soprattutto permette di valutare con più precisione il differenziale esistente oggi - sul fronte socioeconomico - fra la Turchia ed i mercati più avanzati dell'Europa. Leggi lo studio. (Ice Istanbul)
 

I DATI DAL SETTEMBRE AL NOVEMBRE 2005

A seguito di un’indagine effettuata presso 8.500 famiglie in 28 province, è stato possibile aggiornare il mutato profilo socioeconomico del consumatore in Turchia. I risultati sono stati resi noti al mondo pubblicitario

(Hurriyet) – 5 Aprile 2007 (Traduzione a cura di ICE Istanbul)
E’ stato  definito il nuovo profilo socioeconomico (SSE) della Turchia, mutato a seguito dello sviluppo economico. I risultati dell’indagine effettuata nel periodo settembre – novembre 2005 per intervista diretta presso 8.500 abitazioni/famiglie situate entro i confini urbani ed extraurbani di 28 province fra le più rappresentative della Turchia, sono stati resi noti al mondo della pubblicitario durante una riunione organizzata due giorni fa presso le İş Kuleleri (Torri del Lavoro) in Istanbul.
Durante il discorso d’apertura della riunione, il Presidente dell’Associazione Pubblicitaria Internazionale Mehmet Ali Yalçındağ ha sottolineato l’importanza per il settore del nuovo indice SSE: “Il posizionamento socioeconomico dei consumatori si è modificato in base ai cambiamenti registrati nell’economia. Per questo motivo si è reso necessario l’aggiornamento dell’indice. L’indice SSE aggiornato rispecchia in modo piu’ fedele il vero profilo del consumatore.”
Dal canto suo Betül Khan, Presidente dell’Associazione Studi ed analisi di Mercato, ha ricordato che negli anni passati si erano riscontrati seri problemi nel paragonare i risultati delle varie indagini, essendo queste basate sull’uso di indici differenti. Khan ha quindi dichiarato che nel 2005 le società di marketing ed i vari committenti si riunirono per dare vita al progetto in questione. L’indagine è stata realizzata sotto la supervisione del Docente Dr. Uğur Çağlı, lettore presso la Middle East Technical University, ed è stata finanziata da BİAK, TİAK ed Associazione Clienti Pubblicitari.
Il Doc. Dr. Uğur Çağlı, che è anche il supervisore della AGB, la ditta che definisce gli indici di ascolto delle reti televisive in Turchia, ha dichiarato che dal 1mo gennaio gli strumenti impiegati dalla AGB sono stati aggiornati in base al nuovo SSE.

 

Gruppo A   (1,10%)

  • Costituiscono una bassa percentuale della popolazione totale, in gran parte vivono da soli o in due.
  • Questo gruppo vanta un’ottima istruzione da almeno due generazioni.
  • Meta’ degli intervistati sono senza prole.
  • Dal punto di vista della proprietà dell’abitazione in cui si vive, è il gruppo con la percentuale più bassa.
  • Le case sono dotate di numerosi standard di confort. I salotti sono in parquet e l’illuminazione è garantita da lampadari.
  • Prediligono i prodotti tecnologicamente avanzati.
  • Una grande percentuale possiede un’autovettura.
  • Gli acquisti  di casa vengono effettuati dalla donna
  • Si riscontra una varietà di richieste quali cibi pronti, surgelati e pane affettato.
  • L’uso dei cellulari è al 96%, mentre l’uso della telefonia fissa è del 78%
  • Due case su tre hanno almenno un PC, prediligono inoltre  le Pay-TV.
  • Non hanno timore ad indebitarsi  (carte di credito) e fanno uso di mutui.
  • Il 74% non lascia le scarpe davanti alla porta.
  • L’intero gruppo legge quotidiani.

Gruppo B (9,1%)

  • Se la famiglia ideale è composta da quattro persone, gran parte di questo gruppo raggiunge tale media.
  • Il profilo istruttivo ricorda la generazione precedente del Gruppo A.
  • Il numero di famiglie senza prole è molto basso.
  • Il tasso di proprietà della casa dove si risiede e’ leggermente superiore a quello del gruppo A.
  • I pavimenti dei salotti sono in parquet ed in laminato plastico. Nei salotti vi sono in gran percentuale lampadari ma si riscontrano anche semplici lampadine.
  • La richiesta di elettrodomestici è pressoché uguale a quella del gruppo A.
  • La metà degli intervistati possiede un’autovettura.
  • Qualsiasi acquisto di beni di consumo rientra nelle responsabilità della “mamma”.
  • Fanno uso di alimentari sfusi, mentre l’uso di detergenti sfusi è basso.
  • Quasi tutti hanno un cellulare (96%), mentre l’uso della telefonia fissa è più bassa.
  • Il 50% possiede un computer, mentre un terzo hanno la Pay-TV
  • Anche questo gruppo non ha timore ad indebitarsi con le banche.
  • La metà toglie le scarpe davanti alla porta di casa.
  • Una grande parte legge i quotidiani.

Gruppo C1 (18,9%)

  • Assomiglia molto al Gruppo B. Più della metà sono famiglie di 3 – 4 persone.
  • In questo gruppo l’istruzione universitaria è bassa fra i genitori.
  • Un terzo hanno 1 o 2 figli, mentre nel resto la prole aumenta di numero.
  • Il tasso di proprietà dell’abitazione di residenza è in aumento.
  • Si riduce la percentuale di salotti in parquet. Si riscontra anche il pavimento grezzo. La percentuale di lampadari scende ad un terzo. Il restante  fa uso di semplici lampadine.
  • L’uso di elettrodomestici non differisce di molto dai gruppi A e B
  • La metà possiede un’autovettura. In gran parte acquistano auto di seconda mano.

    Paragonata ai gruppi A e B, la responsabilità del padre negli acquisti si avvicina a quella della madre.
  • Il 50% fa uso di generi alimentari sfusi. Per i detergenti sfusi la percentuale è di due terzi.
  • L’89% fa uso di cellulari. Anche l’uso di telefonia fissa è alto (82%).
  • Una famiglia su cinque possiede un PC.
  • Sono attenti nell’uso di mutui bancari.
  • Due terzi si toglie le scarpe davanti la porta di casa.
  • Tre quarti leggono i quotidiani.

Gruppo C2 (31,6%)

  • Il numero di abitanti per abitazione è in generale superiore a 4.
  • L’istruzione dei genitori è generalmente limitata al diploma di scuola elementare.
  • Il numero della prole è simile al Gruppo C1, solo che la percentuale delle famiglie con 3 – 4 figli è più alta.
  • Il tasso di proprietà della residenza è uguale per i Gruppi C2, D e E: 65%.
  • La pavimentazione dei salotti è generalmente grezza od in liste di legno. L’uso di lampadari scende ad un quinto.
  • La metà fa uso di frigoriferi con una sola anta. L’uso delle lavastoviglie é molto basso.
  • Un terzo possiede un’autovettura, generalmente di seconda mano.
  • Le responsabilità degli acquisti è uguale per il padre e per la madre.
  • Si fa largo uso di alimentari sfusi. Si nota un importante aumento nell’uso di detergenti sfusi.
  • Si fa largamente uso di cellulari. L’uso di telefonia fissa è comunque più alto (82%).
  • Una famiglia su dieci ha un computer. Quasi tutti fanno uso di antenne tradizionali.
  • Poche famiglie hanno dei risparmi. Un quarto fa uso di mutui  bancari.
  • Si tolgono le scarpe davanti la porta di casa.
  • Più della metà legge quotidiani.

Gruppo D (28,5%)

  • Il 50% sono famiglie composte da più di 5 o 6 membri.
  • Due terzi hanno una prole composta da 3 o 5 figli o da più di 6 figli.
  • Due terzi possiedono una casa. Un decimo possiede una seconda casa sempre nella stessa città.
  • Un quarto hanno salotti con pavimenti grezzi o con liste di legno. I lampadari sono pochissimi. L’uso di semplici lampadine è molto alto.
  • L’uso di elettrodomestici è alto ma il numero di elettrodomestici di nuova tecnologia è limitato.
  • Il numero dei possessori di autovetture è basso (17%) ed in gran parte sono autovetture a scopo commerciale.
  • Negli acquisti  domina l’uomo anche se la spesa e’ fatta dalle donne.
  • Si predilige il consumo di alimentari e detergenti sfusi.
  • Due terzi fanno uso di cellulari. Alto l’uso della telefonia di rete fissa.
  • Il 13% fa uso di mutui e fidi  bancari, in gran parte mutui per abitazioni. La richiesta di prodotti  finanziari è bassa.
  • Le scarpe sono tolte davanti la porta di casa.
  • Un terzo legge quotidiani.

Gruppo E (10,8%)

  • Il gruppo è composto da famiglie numerose.
  • Un terzo ha una prole superiore a sei figli.
  • Il tasso di proprietà immobiliare è il più alto, insieme al Gruppo D.
  • I pavimenti sono generalmente grezzi; le semplici lampadine sono l’irrinunciabile strumento d’illuminazione.
  • Il 90% possiede un frigorifero con una sola anta. Molti degli elettrodomestici sono di seconda mano.
  • Un decimo possiede un’autovettura, generalmente di seconda mano.
  • Le spese sono compito prima del padre e poi della madre. Anche i figli partecipano agli acquisti.
  • Si fa esclusivamente uso di alimentari e detergenti sfusi. E’ il gruppo con il minor consumo di detergenti. Un terzo non si lava i denti.
  • I piccoli commercianti ed i mercati  rionali sono i posti prediletti per le spese. Si recano di rado ai supermercati. La metà delle spese sono fatte a credito (pagamento a fine mese).
  • La metà possiede un cellulare e fa uso di telefonia fissa. Non hanno PC o videoregistratori.
  • Non hanno rapporti con le banche tranne che per alcune necessità di mutuo.
  • Un quinto legge i  quotidiani. Non hanno i  soldi né il morale per acquistare riviste. (Ice istanbul)    

 

 

 

 

UNO STUDIO PER VERIFICARE COME LE IMPRESE AMERICANE PRESENTI IN TURCHIA PERCEPISCONO LO SVILUPPO DEL PAESE. UNO STUDIO SUL CAMPO DEL CENTRO <GFK>. I PUNTI SALIENTI.

 

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lAbft

PROE CONTRO

L'<Abft> - "American Business Forum in Turkey" - ha commissionato uno studio per verificare come le imprese americane presenti in Turchia percepiscono lo sviluppo del Paese e i pro e i contro relativi agli investimenti in loco. Il Centro studi locale <GfK> ha condotto lo studio sul campo, con il contributo determinante di 51 imprese statunitensi presenti in Turchia. I punti salienti dello studio si sono rivelati: PRO: -Il mercato potenziale è ampio (96% delle risposte); - I fattori macroeconomici permarranno stabili per ancora diversi anni (55%); - Le autorità locali sono in grado di mantenere questa stabilità (59%); - L'inflazione è sotto controllo (77%); - Il livello dell'educazione universitaria è adeguato (73%); - Le capacità analitiche del personale di risolvere i problemi sono alte (78%); -I dipendenti sono contenti di lavorare per imprese americane (92%); - Le singole imprese hanno scelto bene investendo in Turchia (84%); - Le singole imprese espanderanno in futuro le loro attività in Turchia con ulteriori investimenti (88%); - Raccomandano alle altre imprese statunitensi e straniere di investire in Turchia (88%).
CONTRO: - Il sistema legale turco è inadeguato (85%); - I diritti della proprietà intellettuale non sono sufficientemente protetti (77%); - Poca trasparenza nelle decisioni governative (67%); - Nel processo decisionale gli standard non sono adeguati alle procedure internazionali (75%); - Le leggi sulla protezione ambientale non sono adeguate (51%); - L'armonizzazione alle normative europee non procede speditamente come dovrebbe (57%); - Il tasso di cambio non è al livello adeguato (69%). Secondo gli analisti, fra i tanti aspetti positivi che un investitore estero ha nell'operare in Turchia il vero punto debole sarebbe il sistema giudiziario, e in particolare l'incertezza sull'applicazione del diritto e sulle ampie possibilità che vi possano essere forzature esterne sulle sentenze. (
Ice Istanbul)

 

 

 

 

 

PARTNERSHIP NEL SETTORE ENERGETICO

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GAS E PETROLIO ACCORDO TRA TURCHIA ED IRAN SU TRE PUNTI UNO DEI QUALI RIGUARDA LA COSTRUZIONE, NELLA TERRA DEL PAVONE, DI TRE IMPIANTI ELETTRICI ALIMENTATI A GAS.

La stampa turca riferisce che, nei recenti incontri tenutisi ad Ankara, la Turchia e l' Iran si sono accordati per una strategica partnership nel settore energetico, e in particolare per gas e petrolio. L'Iran, che dispone di oltre il 15% delle riserve di gas al mondo - seconda solo alla Russia (32%) e tre volte di più del Qatar che è terzo in graduatoria (5.5%)- ha finalizzato accordi sui seguenti punti: - Turchia ed Iran costituiranno una joint-Venture paritaria nel campo energetico (l'investimento turco previsto è di circa 2 miliardi di dollari); - La JV opererà nel settore della ricerca e sfruttamento di nuovi giacimenti di petrolio e gas in Iran ed ha anche come obiettivo di medio termine quello di portare il gas iraniano in Europa attraverso la Turchia, in aggiunta alle fonti russe; - Saranno costruiti in Iran tre impianti elettrici alimentati a gas per un totale di 6.000 MW e l'energia elettrica prodotta potrà essere distribuita anche in Turchia, a prezzi controllati; -Il petrolio iraniano verrà distribuito anche attraverso il terminale turco di Ceyhan sul Mediterraneo e potrà essere costruita una raffineria turco-iraniana nell'area. Gli analisti locali -secondo gli organi di stampa- fanno presente che i progetti di cooperazione turco-iraniani in campo energetico "non sono stati valutati favorevolmente" a Washington. (Ice Istanbul)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La precisazione del ministro
dell'Energia turco, Hilmi Guler

<GAZ DE FRANCE>: NESSUNA
 SOSPENSIONE DEI COLLOQUI

La Turchia non ha sospeso i colloqui con <Gaz de France> sul progetto di gasdotto "Nabucco" che porterebbe in Europa il gas dal Caspio. Lo ha detto il ministro dell'Energia turco Hilmi Guler.
Alcuni alti funzionari turchi del settore avevano riferito che i colloqui con la compagnia francese erano stati sospesi per protesta contro una legge sul massacro degli armeni durante l'impero ottomano.
"Nabucco è un progetto molto importante per noi e il processo negoziale prosegue regolarmente. <Gaz de France> non è stata sospesa dal progetto", ha detto Guler pur aggiungendo che anche i temi politici, economici e strategici peseranno nella scelta del sesto partner del progetto.
Il gasdotto da 4.6 miliardi di euro porterà il gas dall'Iran e dal Mar Caspio in Austria, passando attraverso Turchia, Bulgaria, Romania e Ungheria per ridurre la dipendenza europea dal gas russo. Gli altri quattro paesi hanno già approvato la partnership con <Gaz de France> nel consorzio che costruirà l'oleodotto guidato dal gruppo austriaco <Omv>, e con la partecipazione del bulgaro <Bulgargaz>, romeno <Transgaz,> ungherese <Mol Hungary> e turco <Botas>.
L'assemblea nazionale francese ha approvato lo scorso anno in prima lettura una legge che definisce un crimine negare il carattere di genocidio dei massacri degli armeni durante la prima guerra mondiale. (
Swiss politics.org)

 

 

 

Presto_potrebbe_esserci_un_grande_deficit_elettrico

 

UN RECENTE STUDIO SE LA TURCHIA NON INTENSIFICHERA' GLI INVESTIMENTI NEL CAMPO DELLA PRODUZIONE E TRASMISSIONE ENTRO IL 2009, CIOE' TRA DUE ANNI, SI TROVERA' A SECCO

Il grande deficitelettrico

Da un recente uno studio predisposto dal gestore della distribuzione elettrica turco <Teias>, intitolato "10 anni di produzione e trasmissione elettrica in Turchia", emerge con chiarezza che se la Turchia non intensificherà gli investimenti nel campo della produzione e trasmissione dell'elettricità, entro il 2009 si troverà in una situazione di grave deficit. Secondo lo scenario più pessimistico, e qualora la domanda di elettricità dovesse crescere -come oggi- a un tasso annuale dell'8.4%, il Paese si troverebbe con uno scompenso già dal 2009. Il paese ha bisogno di almeno 29.000 MegaWatt aggiuntivi, di cui 10.000 provenienti da energia idroelettrica, eolica ed altre fonti rinnovabili, mentre i restanti 19.000 MW potrebbero essere di provenienza geotermica. Nel 2006, la Turchia ha prodotto 175.9 miliardi di KWh consumandone 174,2, mentre il Ministero dell'Energia segnala per il 2007 un consumo previsto di 185.2 miliardi di Kwh. Secondo lo studio <Teias>, il consumo di energia elettrica raggiungerà i 235.9 miliardi di Kwh nel 2010 e i 382.7 miliardi di Kwh nel 2016. Si ricorda in proposito che la Turchia ha già programmato la costruzione di tre centrali nucleari, oltre a un programma di costruzione di centrali idroelettriche e termoelettriche ad alimentazione multipla. Il Governo inoltre ha previsto un'intensificazione dei progetti a favore delle energie rinnovabili, utilizzando anche i fondi dell'UE. (Ice istanbul)

 

 

 

 
 

PRESTITO DALLA BANCA MONDIALE

LA NOTIZIA E' STATA DATA DAL DIRETTORE DELL'ISTITUZIONE PER LA TURCHIA, ULRICH ZACHAU

La Banca Mondiale si prepara ad aiutare la Turchia: entro l'estate concederà un prestito speciale per favorire nuove politiche di lavoro. A renderlo noto è il direttore della Banca Mondiale per la Turchia, Ulrich Zachau.
Zachau ha detto che il Governo Erdogan ha studiato un piano per favorire la ripresa del mercato del lavoro e che questo piano necessità di nuovi finanziamenti. Zachau ha anche agiunto che la Turchia ha raggiunto buoni livelli di stabilità dal punto di vista macroeconomico, aggiungendo che il mantenimento di questo Standard aiuterà anche a contrastare la crescita dell'inflazione, che insieme alla disoccupazione resta fra i problemi più grossi del paese dal punto di vista economico. Il presidente della Banca Mondiale non ha fornito dettagli sull'ammontare della donazione. (Apcom)

 

 

 

 
 

"L'uomo
del miracolo"
all'attacco

HARIRI COMPRA <MNG BANK>

Mohammad Hariri, presidente di <Oger Telekom> e "uomo del miracolo" per avere realizzato il più grande investimento diretto in Turchia con l'acquisto di <Turk Telecom>, colpisce ancora.
Ha comprato infatti <Mng Bank>, uno degli istituti bancari più interessanti della mezzaluna, cambiando il suo nome in <Turkland Bank>. Commentando l'operazione, Hariri si è detto molto soddisfatto, soprattutto per la nuova denominazione, che ha definito "molto moderna".
Il businessman ha aggiunto che sta pensando ad altri investimenti nel Paese. "La Turchia è un terreno molto fertile per nuovi investimenti - ha detto Hariri - e abbiamo messo già gli occhi su nuove situazioni". Hariri non ha voluto aggiungere altri dettagli ma molti pensano che si possa trattare del "gioiello di famiglia" turco <Halkbank> che dovrebbe essere privatizzato in maggio. (Apcom)

 

 

 

 
 

TURCHIA TRA I PAESI PIU' AMBITI NEL REAL ESTATE

La Turchia piace sempre di più. Soprattutto a chi deve investire in Real Estate. A dirlo è una ricerca compiuta dalla <Assetz>, una delle più note società di Real Estate in Gran Bretagna e pubblicata dall'autorevole <Sunday Times>.
Il Paese della Mezzaluna si colloca in quinta posizione. Al primo posto della classifica la Polonia, che attualmente rappresenta il Paese più attraente a livello mondiale. Gli investimenti sul Real Estate sono arrivati a raggiungere il 165%.
Seguono, se non proprio a ruota, Gran Bretagna, Bulgaria, Francia e Turchia, rispettivamente con un incremento del 63%, 54%, 51% e 45%. Il rapporto anticipa che il prossimo paradiso del Real Estate potrebbe essere l'isola di Cipro, spaccata in due dal 1974 e per il Paese della Mezzaluna ci potrebbero essere nuove soddisfazioni visto che la Trnc è riconosciuta solo da Ankara. (Apcom)

 

 

 

 
 

IN PILLOLE

BOSH TRIPLICA LE ENTRATE
<Bosh Turchia> oltre ogni record. Il direttore generale per il Paese della Mezzaluna, Garcan Karaka, ha reso noti i risultati del 2006. In un anno il gigante tedesco in Turchia ha triplicato le entrate arrivando a 1.4 miliardi di euro ed esportando merce per un valore di 800 milioni di euro. Risultati che hanno reso necessaria l'assunzione di ben 7.400 lavoratori. (Apcom)

AUMENTO DEL PIL DEL 5%
Il Tesoro turco ne è certo: nel 2007 la crescita del prodotto interno lordo sarà del 5%. Si tratterebbe di un altro risultato positivo dopo quello del 2006 che ha segnato una crescita del 6%. da sottolineare anche che la composizione del prodotto interno è cambiata considerevolmente nel corso degli ultimi anni e che adesso il traino è soprattutto dal settore privato. il ministero del Tesoro ha anche reso noto che si prevede una crescita costante almeno per i prossimi 6-7 anni. (Apcom)

SETTORE PRIVATO TRAINA LA CRESCITA
E' il settore privato a guidare la crescita turca. A dirlo è l'Organizzazione per la pianificazione statale turca, secondo la quale su un incremento del prodotto interno lordo del 6.1%, il 3.2% sarebbe stato generato dal settore privato, lo 0.7 dal settore pubblico e il resto dal capitale fisso (da Apcom)

INFLAZIONE ANCORA A DUE CIFRE
Ancora brutte notizie per i turchi. L'inflazione nel mese di marzo resta a due cifre e per la precisione al 10.9%. Stando a quanto reso noto dall'Istituto di Statistica turco, l'indice dei prezzi di produzione è salito dello 0.97% rispetto al mese scorso, mentre quello dei prezzi al consumo dello 0.92%.
A pesare particolarmente su questo secondo dato sono stati gli amenti promossi dal Governo Erdogan sulle bevande alcoliche e soprattutto sul tabacco, di cui i turchi sono grandi consumatori. (Apcom)

 

 

 

 

 

ECONOMIA

 

 

 


ANCORA TERZO PARTNER

 

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L'interscambio dell'Italia con la Turchia si aggira sui 2.3 miliardi di euro. Crescita tendenziale del 9.5 per cento. Dati Tuik ed Ice.

 

 

 

L'Italia si conferma il terzo partner commerciale della Turchia con un interscambio di 2.3 miliardi di dollari e una crescita tendenziale del 9.5 per cento. Secondo l'ufficio statistico turco Tuik e l'Ufficio Ice di Istanbul, nei primi due mesi di quest'anno l'import turco è cresciuto del 21.5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2006, raggiungendo quota 21.8 miliardi di dollari. Lo scorso anno le esportazioni italiane sono cresciute del 12.3 per cento raggiungendo 1.2 miliardi di dollari, mentre le importazioni italiane dalla Turchia sono state pari a 1.1 miliardi di dollari con una crescita del 9.4 per cento. Il saldo commerciale si conferma ancora una volta positivo per l'Italia per 110 milioni di dollari. (Denaro.it)

 

 

 

 

NUOVA FASE DELLE PRIVATIZZAZIONI

In occasione di alcune interviste - rilasciate in queste ore a quotidiani economici e periodici specializzati - il presidente dell'Autorità Turca per le Privatizzazioni (Oib), Metin Kilci, ha non solo sottolineato il successo delle prime fasi delle privatizzazioni che hanno generato risorse per oltre 15 miliardi di dollari provenienti principalmente dall'estero, ma soprattutto ha marcato le prossime tappe del processo che vedrà numerose imprese - ora statali o semi statali - cedere la proprietà ai privati. Praticamente tutti i settori economici - ora in mano allo Stato - sono in valutazione per essere ceduti nei prossimi 2/5 anni ai privati. Nel 2007, il sistema autostradale ed anche i ponti (si pensi per es. a quelli di Istanbul) saranno valutati da un'apposita commissione - composta anche da consulenti esteri - per una privatizzazione da compiersi però non prima del 2008. Nel "pipeline" operativo di quest'anno vi sono peraltro l'importante istituto di credito <Halkbank>, il <Galataport> (porto con sviluppo urbanistico di un'importante area di Istanbul) ed il principale gruppo chimico del Pese, <Petkim>. Interessante notare che per la prima volta - in maniera ufficiale - il presidente Kilci ha parlato della privatizzazione delle public utilities ed in particolare della distribuzione del gas e delle acque potabili delle  municipalità, oltre che del processo per ora solo "congelato" della privatizzazione delle reti distributive dell'elettricità (tre gare sono state posposte nel tardo autunno). Ostacoli invece Kilci li vede all'orizzonte per la cessione della <Tekel> (monopolio delle sigarette) in considerazione di alcuni problemi definiti procedurali. Si deve peraltro precisare che ieri - in occasione dell'inaugurazione del padiglione turco alla Hannover Messe (la Turchia è Paese partner in quella fiera) - il Primo Ministro Erdogan ha - insieme al premier tedesco Angela Merkel - sottolineato non solo il ruolo fondamentale svolto dall'apporto degli investimenti esteri (la previsione per il 2007 e' di raggiungere quota 30 miliardi di dollari), ma ha anche auspicato una presenza ancor più attiva dell'imprenditoria tedesca in alcuni comparti ritenuti strategici per lo sviluppo socio-economico della Turchia. Nello specifico Erdogan ha citato: - La modernizzazione delle Ferrovie Statali; - La modernizzazione dei porti, aeroporti e metro; - Il trattamento delle acque potabili; - La produzione e distribuzione dell'energia elettrica; - Il settore petrolchimico; - Il settore bancario/assicurativo; - I centri commerciali; - Il settore automobilistico. (Ice Istanbul)

 

 

 

UNA SFIDA
TRA GRANDI
 

 

 

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Le città di Milano e di Izmir si contendono l'Esposizione Universale del 2015. Quali sono le tematiche che dovranno convincere la giuria a fare la scelta giusta. Il ruolo di Letizia Moratti.

 

 

e_quella_di_Izmir

"Nutrire il pianeta, energia per la vita" è il tema di cui la città di Milano intende occuparsi, nel caso in cui si aggiudicasse la gara per ospitare l'Esposizione universale del 2015 (Expo 2015). Il 28 marzo i rappresentanti della città e del Governo italiano erano a Bruxelles per presentare agli europarlamentari lo spirito e la filosofia della loro offerta, che pone l'accento soprattutto sull'importanza delle scoperte scientifiche e tecnologiche.
Fin dal loro avvio a metà del XIX secolo, le Esposizioni universali hanno sempre affrontato temi che abbracciano l'intero spettro dell'esperienza umana. In linea con la tradizione, l'offerta di Milano si propone di trattare il tema dello sviluppo sostenibile, e in particolare l'idea che tutti gli abitanti del pianeta debbano avere accesso ad alimenti sicuri e nutrienti. L'altra città in gara è Izmir, in Turchia.
Tra le tematiche che l'esposizione dovrà affrontare, in caso di aggiudicazione da parte di Milano, figurano le ultime innovazioni scientifiche per la salvaguardia della salute dei consumatori. L'Expo si propone di attirare la comunità scientifica internazionale coinvolgendola in incontri, dibattiti e discussioni su temi quali la prevenzione e la cura delle malattie che derivano dalla malnutrizione, il rafforzamento degli strumenti per monitorare possibili forme di adulterazione del cibo, analisi ed esame di potenziali pandemie alimentari derivanti da agenti patogeni trasferiti dagli animali agli umani e la biotecnologia.
La candidatura italiana delinea inoltre iniziative volte a mostrare alcune tra le tecniche più avanzate di miglioramento della produzione agricola e di protezione della bio-diversità. Alla manifestazione verranno altresì affrontati argomenti quali l'educazione a una corretta alimentazione, l'innovazione nella fornitura alimentare e la solidarietà e cooperazione.
Intervenuta dinanzi al Parlamento europeo il 28 marzo, Letizia Moratti, ex ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, e attuale sindaco di Milano, ha citato alcune statistiche allarmanti che hanno indotto la città a scegliere il tema del cibo e dello sviluppo sostenibile. Circa 850 milioni di persone al mondo soffrono di denutrizione, mentre più di un miliardo non ha accesso ad acqua potabile pulita.
"Abbiamo scelto questo tema perché riteniamo che Milano e l'Europa debbano svolgere un ruolo guida nell'alimentare il pianeta e nel fornire l'energia per la vita», ha dichiarato Letizia Moratti. «Non possiamo più sottrarci alle nostre responsabilità!.
Letizia Moratti ha anche sottolineato l'importanza dell'anno 2015. Oltre all'evento dell'Expo, il 2015 è anche la data fissata per gli obiettivi di sviluppo del Millennio. Alla luce di ciò, si è deciso di creare un legame tra i due eventi «perché gli obiettivi sono gli stessi, sradicare la povertà estrema e la fame», ha affermato Letizia Moratti, aggiungendo che l'Expo si propone di fornire una piattaforma di discussione delle esigenze dei paesi in via di sviluppo nel quadro dei temi proposti.
Un'altra ragione alla base della scelta del tema del cibo è stata l'intenzione di mostrare e condividere le tradizioni, l'esperienza e le competenze milanesi e italiane. Milano è il secondo distretto agricolo italiano e rappresenta il 22% delle esportazioni agricole italiane. La città vanta inoltre la presenza di 1 897 aziende nel settore sanitario e dell'igiene e di circa 20 000 addetti che lavorano nel campo della ricerca. Il rapporto dell'Italia col cibo è molto ricco, ed è forse per questo che l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e la Food and Agriculture Organisation (Fao) delle Nazioni Unite hanno sede qui.
Alla manifestazione è intervenuta anche Emma Bonino, ministro italiano per il Commercio internazionale e per le politiche europee, che ha sottolineato che i temi proposti dall'offerta milanese sono strettamente in linea con le politiche comunitarie, ed è pertanto importante che vengano coinvolti altri Stati membri e le istituzioni europee. Ha ricordato che i commissari competenti per la Sanità, gli aiuti umanitari e la ricerca hanno già espresso il loro sostegno al progetto e ha incoraggiato gli eurodeputati presenti a fare altrettanto.
La decisione riguardante la città che ospiterà l'Expo mondiale del 2015 verrà presa a marzo 2008 dal Bureau International des Expositions. (
Cordis notiziario)
Per maggiori informazioni consultare:
http://www.milanoexpo-2015. com

 

 

 

 

La "Tofas" vola

La casa automobilistica turca, joint venture tra <Fiat Auto" e <Koc Holding>, ha archiviato il 2006 con un aumento del fatturato del 20%

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Buone notizie dalla Turchia per la quattro ruote Fiat (Milano: F.MI - notizie) . La <Tofas>, joint venture tra <Fiat Auto> e la <Koc Holding>, archivia il 2006 con un aumento del fatturato nell'ordine del 20% che ha superato 1.6 miliardi di euro. Il risultato è stato reso possibile dalla forte crescita delle esportazioni che hanno realizzato 975 milioni di euro. Le sorprese non finiranno qui: il nuovo amministratore delegato Ali Pandir stima un ulteriore aumento delle vendite grazie al lancio di nuovi modelli, tra cui la "Linea", nuova world car del gruppo <Fiat>.

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Collegamento tra il Mar Nero ed il terzo ponte della Turchia, progetto quest'ultimo che incontra l'opposizione degli ecologisti

 

 

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SI AL TRATTO
AUTOSTRADALE

"QUESTA CHE COSTRUIAMO IN SINTONIA CON LA NATURA - HA DETTO IL PREMIER RECEP TAYYIP ERDOGAN -  E' UNO DEI MAGGIORI ESEMPI DI MODERNIZZAZIONE E SVILUPPO DEL PAESE"

Il progetto non piace agli ambientalisti, ma il premier turco Recep Tayyip Erdogan lo ritiene fiore all'occhiello del suo Governo: collegare l’autostrada del Mar Nero al terzo ponte di Turchia, progetto quest'ultimo, che incontra l'opposizione degli ecologisti, appunto. "Questa autostrada che costruiamo in sintonia con la natura è uno dei maggiori progetti per la modernizzazione e lo sviluppo del Paese", dichiara il Primo Ministro alla cerimonia di inaugurazione dei 542 chilometri di strada costiera lungo il Mar Nero.
Il premier turco, che ha fatto notare come il suo governo abbia portato a termine il 60 per cento della costruzione rispetto al 40 per cento realizzato dai precedenti esecutivi in sedici anni, ha dichiarato che l’autostrada sarà collegata ad Istanbul e poi, grazie al terzo ponte sul Bosforo, all’Europa. Sarà un enorme incentivo per il turismo e attrarrà nuovi investimenti, è il duplice argomento a favore portato da Erdogan. Il lungo tratto costiero appena inaugurato accorcia i tempi di viaggio dalla frontiera di Sarp con la Georgia a Samsum da 7 a 4 ore. (
Denaro.it)

 

 

 

 

ALLA <TAV AIRPORTS>
 LA GESTIONE
DI ENFIDHA E MONASTIR

 

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Il gruppo turco - che è uno dei principali operatori aeroportuali nel mondo con la gestione degli scali di Istanbul ed ankara  - è stato scelto a seguito di una gara d'appalto internazionale realizzata in due fasi.

 

Il Gruppo turco <Tav Airports Holding Co> si è aggiudicato provvisoriamente la gara per la costruzione e la gestione degli aeroporti di Enfidha e Monastir, contro un canone annuale che non è ancora stato reso pubblico dal ministero dei Trasporti tunisino. Il gruppo turco è stato scelto a seguito di una gara d'appalto internazionale realizzata in due fasi; nel corso della prima, sette investitori di livello internazionale in materia di gestione aeroportuale sono stati messi in shortlist, mentre in una seconda fase sono state ritenute le offerte del gruppo turco <Tav> e di quelle del Consorzio tedesco-canadese formato da <Hochtief Airport> con <Snc Lavalin>. Il gruppo turco <Tav> è uno dei principali operatori aeroportuali nel mondo, con la gestione degli aeroporti di Istanbul ed Ankara. (Denaro.it)
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INVESTIMENTI
<TURK TELEKOM>

 

QUALCOSA, IN QUESTO 2007, COME UN MILIARDO DI EURO. SECONDO LA COMPAGNIA VERRANNO ASSUNTI TRA I 1500/2000 INGEGNERI, PARI AL 20% DEI LAUREATI

 

Türk Telekom (TT), the leading telecommunication services provider in Turkey, has decided to increase its 2007 budget to YTL 1.44 billion ($1.05 billion). The investment budget increase will entail a jump in the number of engineers it will hire. The company estimates that it will create job opportunities for as many as 20 percent of all graduates of faculties of engineering in Turkey, general manager of TT, Paul Doany said.
TT was going through a transition period with regards to employment, thus creating job opportunities for a total of 1500-2000 people, Doany said.
Investment budget for 2007:
In the investment plan for the period of 2006-2010 submitted to the Privatization Administration (ÖİB), only a portion of the amount earmarked for investment for 2006 was spent, Doany said earlier this week. In order to catch up, the remaining surplus from 2006 will be carried over and added to the 2007 investment budget of YTL 900 million ($659 million) for a total 2007 investment budget of YTL 1.44 billion (($1.05 billion), he added. 
Figures regarding this year's investments were submitted to the Telecommunication Board (TK), Doany said, including the investments that were not executed last year. Among those postponed investments was the information technologies tender of YTL 150 million ($109.8 million). This tender will take place in 2007, Doany said.
Copper prices:
Despite the fact that they have already signed 20 tender contracts, these contracted prices were affected by changing copper prices, Doany said, explaining that replacing copper cables with fiber optic cables in the network was essential for them to provide services with added value.
There were also two rural projects and a total of $160 million was allocated for them, Doany said.
A total of $200 million was spent for ADSL last year and the same amount will be spent this year also, he added.
The final date of the investment plan was 2010, at which point TT plans to have made a total of $3.4 billion investments, Doany said, adding that there will be no changes to the investments schedule.
Early payment joke:
As the CEO of Oger Telekom, Doany bought a 55 percent stake in TT from the government for $6.55 billion when it was privatized in November 2005. At the time, they agreed to pay the government in installments over a period of several years. However, recently, TT paid the entire amount owed of $4.3 billion to the government on March 29, 2007, four years in advance.
When asked whether the lump sum early payment was at all connected with the upcoming elections (perhaps paid early 'as a gift'), Doany laughed at allegations and said the early payment had nothing to do with elections or support for the government.
“At the time when I first brought up the early payment issue, there was no talk of elections in Turkey,” he said. 
They compared the option of an early cash payment with the option of installments. As the early payment was more cost efficient, they opted for early payment, Doany explained.
Doany to leave general manager's post:
Currently holding down the posts of both general manager and chairman of the executive committee of TT, Doany said that ideally two different people should occupy these posts. Doany said he would quit his general manager's post at the end of this year at the latest. "There have not been any offers made to anybody for the position," he said.
Upon a question whether he considered his management successful, Doany criticized his announcements on early payment last year, saying, “I should not have said anything on an issue I was not 100 percent sure of. The biggest mistake on my part was that, I guess." (Begum Gursoy/Turkish Daily News)

 

 

RICERCA TECNOLOGICA
E SVILUPPO, LE NUOVE DIRETTRICI DELLA SOCIETA'

 

 

  Investimenti_Telekom

 

 

 

 

OLTRE OGNI PREVISIONE

 

 

 

Agricoltura_turca
 

Il ministero dell'agricoltura turco ha attivato una nuova agenzia (Aigs: agricultural investors guidance center) a cui farà capo l'attività di sostegno e promozione agli investimenti esteri. Tra i servizi forniti una banca dati, assistenza e agevolazioni nell'ottenimento di licenze e permessi, attivazione di contatti con le maggiori associazioni di categoria, supporto alla creazione di joint ventures con aziende locali. Aigs opererà anche in collegamento con istituzioni governative ed internazionali per agevolare agli investitori nell'accesso a fondi e strumenti di supporto messi a disposizione dell'Unione Europea, dalla Banca Mondiale o dallo stesso Governo di Ankara. In particolare world Bank ha attualmente in corso un programma volto al rafforzamento istituzionale delle maggiori organizzazioni di agricoltori locali nel contesto della riforma avviata del settore agricolo. A giudizio degli esperti, le aree di maggior interesse ai fini di eventuali investimenti nel settore agricolo sono Gaziantep (Turchia sud-orientale), Kayseri, Konya, Manisa, Adana, Bursa e Mersin. Le opportunità sono rappresentate, prevalentemente, da olivicoltura e viticoltura nella regione egea, cotone e orticoltura nella regione di gaziantep, grano e nocciole (di cui la Turchia è primo esportatore mondiale) nell'area di Manisa. Per maggiori informazioni: www.Agrinvestturkey.Gov.Tr) . (fonte Ambasciata d'Italia ad Ankara)

 

IL MINISTERO DELL'AGRICOLTURA TURCO HA ATTIVATO UNA NUOVA AGENZIA (AIGS, AGRICULTURAL INVESTORS GUIDANCE CENTER)  a cui farà capo l'attività di sostegno e promozione agli investimenti esteri.

 

 

 

 

<KOC> RIVEDE
LA JOINT VENTURE CON <IVECO>

SECONDO IL QUOTIDIANO<FINANZA & MERCATI>, LA RIORGANIZZAZIONE E' IN FASE DI COMUNICAZIONE ALLA BORSA DI ISTANBUL. ALLA BASE DELLA DECISIONE UNA CONTRAZIONE DELLA DOMANDA

E' una delle prime e più importanti joint venture industriali tra partner europei e del Mediterraneo: <Otoyol>, la società mista yta la turca <Koc> e l'italiana <Iveco>, sta per essere riorganizzata.
Secondo il quotidiano <Finanza & Mercati>, la riorganizzazione della joint venture è in fase di comunicazione alla Borsa di Istanbul. <Koc holding> ed il gruppo <Fiat> stanno evidentemente studiando un piano per far fronte alla contrazione della domanda turca per i camion ed i veicoli commerciali <Iveco> prodotti nello stabilimento di Adapazari che ultimamente ha diminuito l'attività. (Ansamed)

 

 

NOTIZIARIO AMBASCIATA 

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MUNICIPALIZZATE AD ISTANBUL
I
l 29 ed il 30 marzo aziende municipalizzate italiane [<Trambus Roma>, <Amg> (energia), <Aqp Bari> (servizi idrici), <Acegas – Aps> Trieste / Genova (servizi idrici e ambientali, energia), <Atac Spa>, <Gtt> Torino (trasporto pubblico) e la Iride (energia e servizi idrici)] hanno incontrato sul Bosforo quelle turche per parlare di affari. Un workshop di due giorni, organizzato dall’Ice di Istanbul, ha infatti messo in contatto manager e responsabili delle aziende municipalizzate dei due Paesi per trovare nuove forme di collaborazione. In programma un centinaio di incontri che hanno visto coinvolti qualificati soggetti pubblici e privati attivi nel settore delle public utilities, per avviare partnership anche in questo settore. L’obiettivo e’ stato quello di favorire e sostenere la penetrazione delle aziende municipalizzate italiane nel tessuto economico turco, anche in vista degli imminenti processi di privatizzazione.

CREATO UN ITALIAN DESK
Il Gruppo <Bnp Paribas> scommette sul business italo – turco. <Bnp> apre infatti un desk <Bnl> (Banca Nazionale del Lavoro) in Turchia per aumentare i clienti dei due Paesi. Attesa inoltre forte crescita delle attività da parte del partner locale <Teb>. Per essere ancora più vicino alle aziende italiane che hanno già una presenza in Turchia o che intendono investire o condurre attività di business nel mercato turco, <Teb> e <Bnl> hanno così creato un Italian Desk il cui responsabile <Bnl> opererà all’interno della struttura <Teb>. Come ha tenuto a sottolineare l’amministratore delegato di <Teb>, Varol Civil, "abbiamo già dei banchieri italiani della <Bnel> che stanno lavorando per offrire un servizio alle imprese italiane nel Paese ed a quelle turche che esportano in Italia". Per <Bnp>, l’accordo con la famiglia turca Colakoglu, stipulato nel 2005, ha  aperto un mercato di deciso interesse. Basti pensare che il ritmo di acquisizione di nuovi clienti in Turchia è di 20.000 al mese. <Teb>, che ha in mano circa l’1.5% del mercato, grazie all’accordo con <Bnp> punta a conquistare entro il 2010 una quota di mercato del 5% nelle 26 maggiori città che assieme producono l’80% del Pil nazionale.

IL LANCIO DELLA <FIAT 500>
La <Fiat 500>, vettura storica che ha segnato un’epoca nel settore automobilistico, farà la sua riapparizione sul mercato internazionale il prossimo luglio in occasione del suo 50mo anniversario. La nuova versione sarà prodotta in Polonia e si prevede che con tale nuovo modello la casa automobilistica di Torino si assicurerà la leadership nel settore delle "piccole auto".

ASSICURAZIONI DI UNAKITAN
Il ministro delle Finanze turco,Kemal Unakitan, intervenendo alla 33ma riunione del Consiglio d’Amministrazione dell’Associazione degli Industriali del settore automobilistico (Osd), ha assicurato che prenderà in considerazione tutte le possibilità consentite dalla legge per incentivare il settore ed attrarre ulteriori aziende automobilistiche nel mercato turco. Il ministro ha inoltre affermato che il settore automotivo, con uno share sulle esportazioni totali passata dal 12% del 2002 al 18% del 2006, costituisce uno dei settori trainanti dell’economia. Il presidente dell’Associazione Turgay Durak, da parte sua, ha sottolineato che nel 2006 sono state esportate 700.000 autovetture, un numero che nel corso del 2007 dovrebbe toccare quota 800.000 unità. Rimane invece da rafforzare lo stock di navi  destinate al trasporto delle vetture, al momento carente.  

INCREMENTO TURISTI
Incremento del numero dei turisti nel marzo 2007 (+19.26%) rispetto allo stesso periodo del 2006. I dati pubblicati dal Ministero del Turismo turco indicano una presenza rilevante dei tedeschi (+ 15%), seguiti dagli iraniani (+30%), dai bulgari (+ 3.5%) e dai russi (+ 22.5%). Circa il 50% del totale dei turisti che hanno visitato a marzo la Turchia proviene da Paesi dell’Europa orientale, mentre il 33% è riconducibile a Paesi dell’area Ocse.

LE PROMESSE DEL FMI
Raggiunto l’accordo con il Fondo Monetario Internazionale relativamente alla Sesta revisione dell’Accordo di Stand by. Il Governo, la cui gestione della politica fiscale costituiva l’ultima questione rimasta sul tavolo delle trattative,  ha assicurato i rappresentanti del Fmi che provvederà quanto prima a posporre alcuni pagamenti già programmati per il 2007 al fine di ridurre le spese previste dalla finanziaria di quest’anno per un importo pari a 3,8 miliardi di lire turche..

PROGETTO MARMARAY
E’ in corso la fase più delicata dei primi lavori di consolidamento relativi al progetto Marmaray che, attraverso un tunnel sottomarino collegherà simbolicamente l’Europa all’Estremo Oriente, sulla direttrice della Via della Seta. Si tratta di uno dei principali progetti infrastrutturali intrapresi dalla Turchia; un progetto con  cui la città di Istanbul cerca di risolvere l’annoso problema della congestione di traffico. Il tunnel, posto ad una profondità di 60 metri, sarà utilizzato per il trasporto ferroviario leggero a doppio binario.

ESPLORAZIONI MARINE
Nel corso della Sesta Conferenza su Petrolio e Gas (Turoge), il ministro turco per l’Energia, Hilmi Guler, ha tenuto a difendere il nuovo testo di legge sull’esplorazione petrolifera, sostenendo che rappresenta uno strumento normativo adeguato a difendere gli interessi nazionali e studiato per diminuire la dipendenza della Turchia dalle forniture estere. La Tpao – ha precisato Guler – è al momento in possesso delle varie licenze richieste per condurre attivita di esplorazione in vari Paesi tra cui il Kazakistan, l’Azerbaijan, l’Ecuador, l’Egitto, la Libia e l’Iraq. Forti aspettative si nutrono inoltre per le ricerche nel Mar Nero e nel Mediterraneo. Anche gli investimenti nel settore del gas – ha proseguito il titolare dell’Energia - procedono con successo, come dimostrano la recente conclusione del gasdotto Baku – Tiblisi – Erzurum, da cui si inizierà ad acquistare consistenti quantità di gas,  e la costruzione, ormai ultimata, del deposito di gas di Silivri con una capacità di 3 miliardi di metri cubi. 

GESTIONE SCALO DI ANTALYA
<The State Airport Authority> (Dhmi) ha comunicato che il consorzio tedesco-turco Fraport-Ictas, si è aggiudicato la gara per la gestione del secondo aeroporto della Turchia, quello di Antalya (14.6 milioni di passeggeri, un terminale per viaggi interni e due internazionali specializzati soprattutto nel campo turistico). Il consorzio si è aggiudicato il tender per un valore di 2,372 miliardi di euro, battendo il fortissimo concorrente locale <Tav> che aveva offerto 2,268 miliardi di euro, mentre non si  era  qualificato il consorzio <Celebi< (Turchia) e <Flughafen Wien> (Austria). <Fraport AG> è l'operatore di alcuni importanti aeroporti fra i quali quelli di Francoforte, New Dehli, Cairo e Lima, mentre Ictas Insaat è un importante contractor turco specializzato nelle costruzioni e nel settore turistico.

TERZO AEROPORTO AD ISTANBUL
Il ministro dell’Economa Ali Babacan ha di recente reso noto che a breve avrà inizio un ambizioso progetto volto alla costruzione del terzo aeroporto di Istanbul. "Istanbul", ha ricordato Babacan, "rappresenta un hub per i voli verso l’Asia Centrale e l’intera area mediorientale. Il terzo aeroporto riveste pertanto una importanza fondamentale per la città di Istanbul e per l’intero Paese".

IL VALORE DELL'ECONOMIA
Il valore dell’economia turca ha raggiunto nel 2006 i 400 miliardi di dollari. Nel corso di una conferenza stampa, il ministro dell’Economia Ali Babacan ha poi tenuto a sottolineare che solamente lo 0.01% della popolazione la vive con meno di 1 dollaro al giorno, un dato di gran lunga inferiore rispetto al 31% della Cina ed al 13% dell’India. Il reddito pro capite nel 2006 è inoltre aumentato di $469, raggiungendo un valore complessivo di $5477. Alla base della crescita economica registrata del 2006 (Pnl al 6.0% ed il PIL al 6.1%) si trova lo sviluppo del settore delle costruzioni, che ha toccato l’anno scorso il 19.4%, di poco inferiore rispetto al record del 2005 (21.5%). Sebbene questo comparto abbia contribuito per il 4.8% del Pnl, ricadute positive di tale crescita si sono registrate in altri settori, quali la lavorazione del vetro o la produzione di acciaio. Il comparto industriale è invece aumentato del 7.4% (6.5% nel 2005), il commercio del 5.9% ed il settore agricolo del 2.9%.

IL LIVELLO DEI PREZZI
La Commissione per le Politiche Monetarie della Banca Centrale, nel suo rapporto periodico, ha indicato che il livello di prezzi potrebbe subire un incremento fino al mese di marzo, per poi iniziare a diminuire nel secondo quadrimestre del 2007. La pressione inflazionistica registrata negli ultimi mesi sarebbe da attribuire principalmente  al recente aumento della spesa pubblica, un punto su cui si è soffermato l’occhio del Fondo Monetario nel corso della recente visita. Nel rapporto si evidenzia inoltre un raffreddamento della domanda interna nel breve e medio periodo, la contrazione del credito, un equilibrio di fondo nella domanda di investimenti e di importazioni di beni capitali, una crescita consistente delle esportazioni. Lo stesso Istituto, che ha lasciato inalterati i tassi d’interesse per la ricezione dei depositi a breve termine al 17.50% e per la cessione dei depositi al 22.5%, ha inoltre sottolineato l’esigenza di continuare a condurre una stretta politica monetaria per far fronte alle incertezze poste dall’economia globale, dai rischi derivanti dall’aumento dei prezzi dei servizi a livello internazionale e dalla continua disparità tra le aspettative del tasso d’inflazione e gli obiettivi prefissati dal Governo. Necessario infine per la Commissione porre un’attenzione particolare in materia di disciplina fiscale e di contenimento della spesa pubblica. A tale riguardo, il ministro delle Finanze Kemal Unakitan, commentando il rapporto in questione, ha assicurato che il Governo, nonostante i due importanti impegni elettorali, si atterrà strettamente al bilancio preventivato, senza mancare gli obiettivi di contenimento della spesa prefissati ad inizio d’anno.

PRODUZIONE INDUSTRIALE
La produzione industriale della Turchia ha registrato dal febbraio 2006 al febbraio 2007 un incremento pari al 7,1% (base annua).  In particolare nell’industria manifatturiera l’aumento e’ stato del 7,4%, mentre nel comparto minerario si è attestato a quota 3.4%.

CONSUMO ENERGETICO
Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica, nel corso dell’ultimo trimestre del 2006, il 45.64% dell’energia è stato prodotto da gas naturale, il 22.12% da energia idroelettrica ed il 20.81% da lignite. Con riferimento ai consumi dell’energia elettrica prodotta invece, il 43.13% +è stato utilizzato dal settore industriale, il 24.36% per uso residenziale, il 12.55% per scopi commerciali, il 2.56% per  l’irrigazione, il 3.66% per l’illuminazione degli uffici statali, il 4.44% nell’illuminazione stradale, l’1.79% dal settore delle costruzioni ed infine il restante 7.51% in altri settori. 

LA TURCHIA SA FARE IMPRESA
Secondo uno studio di <Business Europe>, ripreso da <Il Sole 24 Ore>,  la Turchia risulta fra gli otto Paesi europei nei quali "fare Impresa" è più semplice. Insieme alla Turchia sono stati promossi l'Irlanda, i Paesi Bassi, la Slovenia, la Lettonia, Malta, la Slovacchia e la Romania. I dati su cui usiness Europe> ha stilato il rapporto sono essenzialmente connessi ai tempi burocratici per costituire una nuova impresa, il numero di adempimenti necessari ed i costi che si affrontano per costituirla. Nei tre parametri di valutazione la Turchia ricopre posizioni di rilievo: "Tempi" (9 giorni e quarto posto assoluto). Il record positivo e' detenuto dalla Danimarca con 5, l'Italia 13. "Adempimenti" (8 in totale e sesto posto). Prima posizione nuovamente per la Danimarca con un totale di tre; in Italia invece di giorni ne occorrono 9. "Costi" (1.264 dollari, tredicesimo posto). Sempre prima la Danimarca con costi zero, l'Italia (ultima) con $4.576.

 

I PRESTITI ALLE PMI
Il 25% dei prestiti concessi dal sistema bancario turco è indirizzato alle piccole e medie imprese nazionali, una percentuale ancora inferiore alla media della maggior parte dei paesi industrializzati, pari al 45%. Secondo Bayram Mecit, presidente della <Kosgeb>, l’associazione che unisce la gran parte delle Pmi turche, il 25% è tuttavia un dato particolarmente positivo, in quanto indica un trend ormai consolidato: le banche non prestano più denaro solamente al governo ma sempre più finanziano le attività del settore privato, rivolgendo un’attenzione particolare al tessuto imprenditoriale delle Pmi che rappresentano il 99.8% dell’intero sistema produttivo del Paese. La <Kosgeb> rileva infine che la centralità di questo tipo di aziende nell’economica nazionale deriva anche dal loro apporto garantito all’occupazione complessiva nel Paese (76.7%) nonché al flusso di investimenti nazionali (56.5%).

IL PREMIO A PROFUMO
Alessandro Profumo, Amministratore Delegato della <Unicredito>, principale azionista della banca <Yapi Kredi>, ha ricevuto a Londra il premio "European Business Leader of the Year", assegnatogli dalla <Cnbc Europe> (il canale televisivo europeo di notizie finanziarie) sulla base dei processi di selezione delle candidature proposte da amministratori delegati indipendenti, per le sue eccezionali doti di management, per aver creato e sostenuto l’imprenditorialità e sviluppato importanti best practices

INVESTIMENTI ESTERI
Continua anche nel 2007 il consistente afflusso di investimenti esteri nel Paese della Mezzaluna. Come sottolineato dal ministro dell’Economia Ali Babacan, la quota toccata nel primo trimestre del 2007 è stata pari a 12 miliardi di dollari. Un dato ancor più positivo – ha aggiunto il rappresentante del Governo – è l’interruzione della fuga di cervelli dalla Turchia agli Stati Uniti ed all’Europa. Ciò a riprova del fatto che nel Paese si è finalmente raggiunta una stabilità economica e di riflesso del mercato finanziario che attira sempre più capitali stranieri ed imprese internazionali, attratte dall’ottimo clima degli investimenti che ha contraddistinto gli ultimi cinque anni.

ESKISEHIR, CITTA' DELLO SVILUPPO ECONOMICO
Con una produzione industriale di un valore pari 43.5 miliardi di dollari ed esportazioni che hanno raggiunto quota 1.1 miliardi, Eskisehir si appresta a rafforzare ulteriormente la propria crescita economica. Ne è testimonianza il prossimo piano di sviluppo decennale, che si incentrerebbe in particolare sulla ricerca e lo sviluppo nel settore dell’alta tecnologia. La Camera dell’Industria della città anatolica, infatti, ha preso in considerazione l’avvio dell’iniziativa "Regione dello sviluppo tecnologico", volta a creare un centro di eccellenza attraverso l’attrazione di investimenti nazionali ed esteri, soprattutto nel settore del software. Un ambizioso progetto che affonda le proprie radici nello sviluppo che l’intera area di Eskisehir ha raggiunto negli ultimi anni, attraverso la costituzione di una zona industriale di primo piano, con 20.000 impiegati e con un’estensione di 32 milioni di metri quadri. Un’economia basata sull’agricoltura (12%), sulla produzione industriale (28%) e sui servizi (60%) e che genera un reddito pro capite pari a 4.500 dollari, con un aumento previsto entro il 2015 a quota $10.000.

BREVISSIME
La stampa locale riporta la notizia che la <Oger Telecom> ha recentemente pagato la somma di $4.3 miliardi, liquidando così con un anticipo di quattro anni la definizione dell’acquisizione del 55% della <Turk Telekom> a suo tempo aggiudicatasi per la somma totale di $6.55 miliardi. La <Oger> aveva già provveduto al pagamento di due rate, rispettivamente di $1.31 miliardi e di $1.43 miliardi.
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La holding turca <Zorlu> prevede un investimento pari a 5 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni nel settore dell’energia, con particolare riferimento alla distribuzione dell’energia elettrica, al gas naturale ed al greggio. Nel settore del gas naturale, <Zorlu> agirà in partnership con la <Amity Oil>, multinazionale australiana, in Tracia e nell’aria di Gaziantep.
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Il ricavo derivante dalla recente vendita alla <Zorlu> di un prestigioso lotto di terra nel centro di Istanbul, pari a 800 milioni di dollari, sarà destinato alla costruzione ed all’ammodernamento di alcuni tratti autostradali. In particolare, circa 450 milioni di lire turche saranno destinati al tracciato Tarso – Pozanti – Adana, alla Sanliurfa – Suruc ed all’anello di Izmir. Con i restanti 700 milioni di lire turche si provvederà invece alla ristrutturazione di tratti autostradali già esistenti.
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La finanziaria <Canada Scotiabank> ha annunciato di voler aprire un ufficio di rappresentanza in Turchia di cui faranno parte anche le sussidiarie <Scotia Moratta>, impegnata nel settore metallifero, e la <Scotia Waterous>,  operante invece nel comparto energetico. La favorevole posizione geografica della Turchia, che ne fa un ponte naturale verso l’Asia, avrebbe determinato la decisione dell’importante gruppo finanziario.

INDICATORI MACROECONOMICI
- Crescita del PNL nel 2005: 7.7%; nel 2006: 6.0%
- Inflazione  annua (prezzi al consumo): 9.6% (2006); 10.8% (marzo 2007)
- Interscambio con l’Italia a gennaio 2007 : $1.030,5 milioni con esportazioni verso l’Italia pari a  $492,7 milioni (-2.37% rispetto a gennaio 2006) ed importazioni dall’Italia pari a $537.8 milioni (+16.22% rispetto a gennaio 2006).  (Ice Istanbul su dati dell’Istituto Turco di Statistica- Tuik)
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A cura di: Simona De Martino - Capo dell'Ufficio Economico e Commerciale dell'Ambasciata d'Italia ad Ankara
                Gianmarco Machia - Vice capo dell'Ufficio Economico e Commerciale
                Roberto Luongo - Direttore dell'Ufficio Ice di Istanbul
Redazione _ Tiziana Staffolari - Collaboratore economico e Finanziario

 

 

 

 

 

 

TURISMO/AMBIENTE

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TURISMOIN RIPRESA

L'afflusso turistico in Turchia crescerà, nel 2007, di circa l'8%, con oltre 21.4 milioni di visitatori". E' quanto ha dichiarato recentemente il presidente dell'Associazione turca degli investitori nel comparto turistico - Tyd -, Oktay Varlier. Il presidente ha fatto presente che il calo del 2006 (circa il 10% in meno rispetto al 2005, che fu l'anno record con 21 milioni di visitatori dall'estero) sarà stato dovuto anche all'influenza aviaria e alle tensioni internazionali, ma anche - e forse soprattutto - al peggioramento del rapporto qualità/prezzo che da sempre aveva contraddistinto il prodotto Turchia sui mercati internazionali. "Il fattore più pericoloso per il turismo turco è la riduzione della soddisfazione del turista straniero. La Turchia può vantarsi di aver guadagnato negli anni la fiducia dei turisti utilizzando un giusto mix prezzo/qualità; se ciò viene meno, allora il Paese perderà la sua attrattiva sui mercati internazionali" ha dichiarato Varlier. Il presidente del TYD ha peraltro evidenziato che il ruolo degli investitori esteri è fondamentale per qualificare al meglio l'offerta turistica nazionale non centrandola esclusivamente sul prodotto mare.

L'afflusso crescerà nell'anno in corso di circa l'8% con oltre 21.4 milioni di visitatori dall'estero. Il ruolo degli investitori


Secondo il presidente dell'Associazione turca degli Investitori nel comparto turistico, Oktay Varlier, il riscatto della Turchia passa da una corretta diversificazione che punti sulle città d'arte e cultura come Istanbul, Izmir, Konya, Sanliurfa, e a molte altre, ma anche sul termalismo, sul turismo invernale (si ricorda che Erzurum, nel Sud-Est del Paese, sarà sede delle Universiadi invernali del 2011) e congressuale. Un altro aspetto richiamato dal presidente, come anche da altri esperti del settore turistico, è l'impegno del governo - attraverso il Ministero del Turismo - per campagne promozionali all'estero sempre più mirate, che mettano in evidenza le peculiarità turistiche del Paese, piuttosto che la generica presentazione del prodotto Turchia. Secondo quanto riportato dalla sede Ice di Istanbul lo stanziamento promozionale della Turchia nel 2007 dovrebbe superare i 70/80 milioni di dollari, indirizzati principalmente su alcuni mercati target ritenuti strategici: Germania, Regno Unito, Paesi Bassi, Stati Uniti, Russia ed Estremo. (
TTG Italia)

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            250 mila

          POSTI LETTO IN PIU'

IL PRIMO OBIETTIVO DELL'ESPANSIONE INTRAPRESA DAL GOVERNO TURCO PER IL TURISMO DEL PAESE.

270mila letti in più solo nei prossimi due anni: è questo il primo obiettivo dell'espansione intrapresa dal Governo turco per il turismo nel Paese, e che deve servire anche ad allungare la stagione. Sotto questo punto di vista la Turchia è ottimista: a gennaio 2007 i turisti sono stati 700mila, quasi il 7% in più rispetto allo stesso mese dell'anno prima. Certo, un buon contributo arriva dal Capodanno ad Istanbul che si sta facendo strada tra i prodotti classici da festività, ma il Governo vuole insistere anche sulle altre forme di turismo disponibili. I piani di espansione dell'offerta ricettiva non riguardano infatti solo il mare, anzi: nelle aree sciistiche agli attuali 7.304 posti letto (aggiornamento al 31 dicembre 2006) se ne vorrebbero aggiungere 44.865; nei centri benessere e termali dovrebbero lievitare da 10.909 a 552.950, mentre i golfisti potrebbero arrivare a disporre di 30 campi e 14.634 posti letto (oggi sono 4.472). "Svilupperemo un masterplan per il turismo termale e del benessere, oltre ad un nuovo concetto di turismo culturale - assicura Atilla Koc, ministro della Cultura e del Turismo -. Continueremo inoltre a lavorare sulla diversificazione con vacanze invernali, Mice e golf".
Alla Turchia Guida Viaggi dedica uno Speciale, con i piani di Ente e Governo e le voci del tour operating, sul nr.1135 attualmente in distribuzione. (Guida Viaggi)

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NUOVEROTTE

<SunExpress>, low cost turca nata come joint venture tra <Lufthansa< e <Turkish Airlines>, lancerà dal 28 aprile due nuove rotte da Londra Stansted verso Izmir (Turchia) e Ercan (Cipro Nord). I collegamenti, bisettimanali, vanno ad aggiungersi a quelli tra Londra e Antalya e riflettono la crescente popolarità della Turchia come destinazione turistica nello Uk e in Irlanda. (Guida Viaggi.it)

 

 

 

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LA VIA DELLA SETA
A DUE CORSIE

ENTRO IL 2010 DODICI AUTOSTRADE ATTRAVERSERANNO L'ASIA CENTRALE. LA PIU' LUNGA COLLEGHERA' URUMQI AD ISTANBUL. QUESTA LINEA STRADALE SARA' LUNGA 1.680 CHILOMETRI SOLO PER LA PARTE ALL'INTERNO DEL XINJIANG. UN'ALTRA VIAGGERA' INVECE VERSO L'OCEANO INDIANO

È il più grande sforzo infrastrutturale dai tempi della via della seta, ed è la scommessa che il flusso di merci e idee dalle due parti dell'Eurasia, e soprattutto dalla Cina, pacificheranno la turbolenta Asia centrale.
Pechino ha annunciato che intende costruire entro il 2010 ben dodici autostrade che attraverseranno in lungo e largo l'Asia centrale. La più lunga collegherà le due "capitali" della grande area turca eurasiatica. Partirà da Urumqi, capoluogo della regione cinese del Xinjiang popolata dalla maggioranza turchestana degli Uiguri, e arriverà a Istanbul, capitale storica della Turchia. Questa linea stradale sarà lunga 1.680 chilometri solo per la parte all’interno del Xinjiang.
Non è chiaro se aziende cinesi parteciperanno alla costruzione delle strade anche fuori dalla Cina. Ma alla fine si potrà andare in auto dalle porte del Mediterraneo fino a Pechino. Un’altra grande strada taglierà il Kazakstan, partendo da Sud e arrivando fino alla Russia e quindi poi a Mosca. Un’altra invece viaggerà verso il Pakistan e quindi l’oceano indiano. Quella per Istanbul passerà da Tashkent, capitale del Uzbekistan, taglierà poi per il Turkmenistan, arriverà in Iran attraverso Mashhad, quindi arriverà a Teheran e da qui andrà in Anatolia e poi fino a Istanbul.
In altre parole Pechino intende riaprire la rotta sud e nord della via della seta, portando merci attraverso camion e autosnodabili fino al Mediterraneo e al mar Baltico. Per la Cina lo scopo è doppio internazionale e interno. A livello internazionale si tratta di connettere la grande regione del Xinjiang con gli otto Paesi confinanti, alcuni dei quali, come l’Afghanistan, sono altamente instabili e hanno una storia di esportazione di instabilità in Cina.
Sin dalla metà degli Anni Novanta, quando il Paese centro asiatico era dominato dai Taleban, terroristi Uiguri cinesi erano preparati in campi di addestramento afgani. La Cina dopo la fine dell’Unione sovietica ha aumentato gli scambi con le ex repubbliche sovietiche del centro Asia, le quali però restano isolate a migliaia di chilometri dal porto più vicino. Si tratta allora più ampiamente di inserire la regione all’interno del flusso di ricchezza e beni che si genera ai due poli del continente, da una parte la Cina dall’altra l’Europa.
D’altro canto questa rete di strade, che si irradierà a partire da Urumqi, dovrebbe avviare la crescita economica e sociale delle zone interne della Cina. Oggi le zone costiere del Paese producono circa il 70 per cento del prodotto interno lordo e sono sovrappopolate. Invece circa 50 milioni di persone, su 1,3 miliardi di popolazione cinese, vivono nelle zone interne che sono oltre il 50 per cento del territorio nazionale. Queste aree sono povere e anche sottopopolate. Città che ai tempi della via della seta erano ricchissime, come Kashgar, a pochi chilometri dal confine con il Kirghizistan, sono oggi povere e percorse da fremiti di fondamentalismo islamico che trovano terreno tanto più fertile nel sottosviluppo.
La riapertura di una via degli scambi terrestri dovrebbe riequilibrare lo sviluppo nazionale e creare una specie di «costa occidentale» cinese e aiutare a spargere più equamente la popolazione in tutto il Paese. Oggi, secondo i dati forniti dalle autorità del Xinjiang, ci sono poco più di 1.500 veicoli e poche migliaia di autisti nella regione autorizzati ad attraversare il confine e ad occuparsi di collegamenti internazionali. Questi veicoli dovrebbero moltiplicarsi con le nuove autostrade.
La realizzazione della nuova rete di strade presuppone una zona di pace almeno iniziale in tutta la regione. La strada per Istanbul collegherà Teheran molto più da vicino al Mediterraneo da una parte e al resto dell’Asia dall’altra. E su queste autostrade all’interno della Cina potrebbe passare anche un massiccio cambiamento degli equilibri etnici dell’interno del Xinjiang, regione da sola grande circa cinque volte l’Italia. Qui oltre il 50 per cento dei 19 milioni di abitanti sono uiguri.
Un successo del piano autostradale quindi molto probabilmente aiuterebbe a stabilizzare l’Asia centrale ma creerebbe anche un flusso di immigrazione interna in Cina inarrestabile che metterebbe comunque in minoranza gli Uiguri nel Xinjiang. (Francesco Sisci/La Stampa.it)


LA STRADA PER ISTANBUL UNIRA' TEHERAN, MOLTO PIU' VICINO QUINDI AL MEDITERRANEO DA UNA PARTE E AL RESTO DELL'ASIA DALL'ALTRO.

 

 

 

 
 

 

 

 

 

IL TERMOMETRO
DEL MEDITERRANEO

 

Mediterraneo_più_caldo

ALTERAZIONI

Riuniti in Turchia 800 ricercatori di 35 Paesi per mettere a punto una strategia dopo aver scandagliato i rischi

Mediterraneo più caldo, non solo in superficie. Il trend parla di costante aumento delle temperature profonde. La variazione è nell'ordine di centesimi di grado ma basta per dire che qualcosa sta accadendo. E il 2004 ha avuto il picco più consistente degli ultimi 10 anni. La prova nel Canale di Sicilia, che, è stato scoperto, è il termometro e il test dei cambiamenti per tutto il Mediterraneo. Ad annunciarlo il coordinatore scientifico dell'Istituto centrale per la ricerca applicata al mare (Icram), Silvio Greco, in questi giorni a Istanbul per partecipare, come rappresentante scientifico del Governo italiano, al 38/o Congresso della Commissione Internazionale per l'esplorazione scientifica del Mediterraneo (Ciesm)
Riuniti in Turchia 800 ricercatori di 35 Paesi per mettere a punto una strategia di ricerca dopo aver scandagliato i rischi. Il tratto di mare compreso tra la Sicilia e la Tunisia, che divide il Mediterraneo orientale da quello occidentale, al centro del quale si trova Pantelleria, secondo gli studiosi, è la cartina di tornasole di tutto quello che accade nel Mare Nostrum, anche sul fronte della biodiversità. "Il Canale di Sicilia - ha detto Greco - è il motore del Mediterraneo. Tutti i cambiamenti avvengono prima qui. Ecco perché deve essere sempre tenuto sotto costante controllo". A partire dalla temperatura dell'acqua. "La scorsa estate - ha riferito l' esperto - è nel Canale di Sicilia che si sono registrati di notte i 30 gradi dell'acqua superficiale, uno dei picchi più elevati dell'ultimo secolo e ci sono i segnali - ha affermato Greco - che indicano un innalzamento di temperature anche nelle acque profonde". 
"Stiamo ancora raccogliendo i dati. I primi disponibili parlano di un trend in costante aumento con un picco nel 2004. L'ordine è nei centesimi di grado ma sono già troppi. Normalmente infatti - ha spiegato l'esperto - queste sono temperature che non si modificano". Mentre infatti la temperatura superficiale può far parte di meccanismi transitori, il cambio delle acque profonde determina conseguenze su tutta la struttura oceanografica del bacino. Ma, oltre alla colonnina di mercurio, sono stati osservati anche i "sintomi" di questo innalzamento profondo di temperatura, composizione chimica, struttura della colonna d'acqua, organismi. "Sarà una coincidenza ma è interessante notare come - ha detto Greco - nel 2004, l'anno del picco per il riscaldamento delle acque profonde, è coinciso con il boom di avvistamenti di balene".
Proprio il Canale di Sicilia è considerato anche uno snodo strategico sul fronte biodiversità con la massiccia presenza di specie a rischio e protette, dalle balene, ai delfini agli squali. Da qui la necessità, secondo Greco, di proseguire con la sorveglianza sullo Stretto, pensando anche alla proposta del Wwf di creare un Santuario, e, per il Mediterraneo, di avviare una cooperazione internazionale. Il Mare Nostrum è lo 0,8% dei mari del Pianeta ma contiene ben il 9% della biodiversità mondiale e detiene, però, il 30% del traffico marittimo (38 milligrammi di catrame pelagico per metro quadrato rispetto agli 0,2 milligrammi del Giappone). Oltre 1.000 le specie di pesci e molluschi conosciute. (Marsal@it)

 

 

 

 
 

70 MILIARDI
 PER L'AMBIENTE

 


E' QUANTO ABBISOGNA LA TURCHIA - SECONDO IL MINISTRO SMAN PEPE - FINO AL 2025. 38 DI QUESTI SARANNO DESTINATI AL TRATTAMENTO DELLE ACQUE REFLUE (54.3% DEL TOTALE)

Il ministro turco dell'Ambiente, Sman Pepe, ha recentemente comunicato che secondo stime predisposte dal suo dicastero in collaborazione con l'Unione Europea, la Turchia necessiterà di investimenti nel settore dell'ambiente fino al 2025 per un totale di oltre 70 miliardi di euro, di cui circa 38 miliardi saranno destinati al trattamento delle acque reflue (54.3% del totale), 14 miliardi all'armonizzazione del comparto industriale con le normative UE, circa 13 miliardi per il trattamento e riciclaggio dei rifiuti solidi e 3 miliardi destinati alla lotta dell'inquinamento atmosferico. In merito al trattamento delle acque il ministro pepe ha evidenziato che in Turchia vi sono 3.225 comuni, di cui la maggioranza con una popolazione inferiore ai 10 mila abitanti ed ognuno di questi dovrà dotare di un impianto di trattamento. Al momento il 65% della popolazione turca vive in città dove non esistono impianti di questo tipo. Il rapporto evidenzia inoltre che il 50% delle industrie del Paese non dispone di alcun dispositivo per la gestione delle acque di scarico. Il ministro ha peraltro evidenziato che l'UE, a partire dal budget del 2008, supporterà i programmi di Ankara in questo settore con consistenti riserve. nella capitale turca si prevede che circa il 20% dei 70 miliardi necessari per gli interventi identificati, potrebbero provenire da Bruxelles. (fonte Ambasciata d'Italia ad Ankara)

 

 

 

 

 

 

 

 

CULTURA/MODA

 

 

 

Pisekar,
servo
di due
padroni

 

Pisekar_servo_di_due_padroni

 

 

TEATRO ADATTATO DA ANGELO SAVELLI ED INTERPRETATO DAGLI ALLIEVI DEL CORSO DI TEATRO DELL'UNIVERSITA' BILKENT, E' STATO PORTATO IN SCENA QUESTO WORKSHOP RESO CELEBRE NELL'INTRAMONTABILE EDIZIONE DI STREHLER.

 

 

Angelo Savelli collabora da diversi anni con le più importanti strutture teatrali della Turchia, sviluppando insieme alla compagnia Pupi e Fresedde di Firenze un'intensa rete di scambi teatrali culminati nella realizzazione di un progetto stabile di collaborazione, denominato "Türk arkadaşlar" (Amici turchi), che conta tra l'altro la produzione dello spettacolo "L'ultimo harem" con la prestigiosa attrice Serra Yılmaz, presenza carismatica di tutti i film di Ferzan Özpetek. 

Sotto gli auspici degli Istituti Italiani di Cultura di Istanbul ed Ankara, nel 2001 Savelli ha messo in scena "La famiglia dell'antiquario" di Goldoni per il Teatro municipale di Istanbul e nel 2005 "Il canto della terra perduta" da Ruzante per il Teatro Nazionale di Ankara, lavorando con alcuni dei migliori attori turchi di queste prestigiose istituzioni. 

Adesso è stato chiamato da una delle più prestigiose Università turche, la Bilkent, a condurre un corso sul tema della Commedia dell'Arte. 

Approfittando dell'occasione del terzo centenario della nascita di Carlo Goldoni, Savelli ha pensato di concludere questo suo lavoro laboratoriale con gli allievi con la messa in scena di uno dei testi giovanili del grande autore veneziano ancora debitore dell'eredità dei comici dell'Arte, il "Servitore di due padroni" reso mondialmente celebre dall'intramontabile edizione di Strehler. 

La particolarità di questo lavoro è consistito non solo nel far cimentare i giovani attori turchi con gli stilemi di una delle più italiane tra le tradizioni teatrali ma anche e soprattutto nel tentativo di coniugare questa nota e a volte abusata tradizione con un'altra più sconosciuta e specificatamente turca. 

Esiste infatti uno spettacolo teatrale tipicamente turco, di cui gli italiani non conoscono le lontane origini, ma che viene rappresentato ancora ai giorni nostri sia in piazze e giardini sia nei teatri per il divertimento dei turisti. Tale spettacolo, che si chiama ora Ortaoyunu, presenta alcune caratteristiche della commedia italiana dell'arte, quali la recita a soggetto e la tipologia fissa dei personaggi. Sembra che i turchi ne fossero venuti a conoscenza attraverso i loro contatti con i veneziani e forse per questo essi chiamarono dapprima la loro recita "Arte oyunu" che sta a significare "spettacolo dell'arte". In seguito la parte italiana della parola (arte) venne assimilata ad una parola turca (orta), vicina come suono alla parola italiana (che vuol dire piazza) per cui questa rappresentazione si chiamò da allora Ortaoyunu. 

Savelli aveva già utilizzato, incidentalmente, questa curiosa ed interessante corrispondenza per la costruzione dei personaggi dei servi nell'edizione turca di "La famiglia dell'antiquario". Questa è stata l'occasione invece per sviluppare in maniera più organica questa contaminazione culturale, servendosi anche dell'apporto di alcuni specialisti dell'Ortaoyunu. 

L'auspicio che questo lavoro servisse ad approfondire sempre più i rapporti culturali e teatrali tra l'Italia e la Turchia ha avuto buon esito; rapporti tutt'altro che sporadici e superficiali, ma risalenti addirittura alla fine del'700, come ci testimonia la bella e divertente commedia di Goldoni "L'impresario delle Smirne". (New Italia Press)

 

 

 

Vita_e_imprese_del_pirata_Barbarossa

VITA ED IMPRESE
DEL CORSARO
BARBAROSSA


di Sara Basilici

 

EDITORIA
Il "grande ammiraglio
degli ottomani" in un
avvinte libro dello
scrittore inglese Ernle
Bradford

Incredibilmente, ancora oggi il suo nome incute timore perché sinonimo di estrema ferocia e di sfrenata crudeltà. Basta nominare  il pirata Barbarossa perché ognuno provi un intimo sentimento di disagio, alimentato anche da molti libri e molti film in cui questo personaggio è stato descritto a tinte fosche  e indicato come un pirata sanguinario, un feroce assassino, un corsaro assetato di denaro e che non conosceva pietà per nessuno, uomo, donna o bambino che fosse. E invece così non è. Innanzitutto, cominciamo col dire che non era turco, come tutti crediamo, e che il suo vero nome era Khizr, nato nell'isola di Lesbo, figlio del vasaio (giannizzero a riposo) Ya qub e di una vedova, quarto di quattro fratelli e due sorelle. E poi, come spiega Ernle Bradford nel suo libro dedicato alla vita e alle imprese del corsaro in questione, i fratelli Barbarossa erano due (Khizr e Aruj), <quello diventato leggendario sul mare> era il più giovane ed era  <suo fratello Aruj a portare quella barba rossa dalla quale derivò il famoso soprannome>. 
Ernle Bradford racconta che per lui <una visita in Turchia fu una rivelazione> perchè scoprì che <Khair ad-din, <Protettore della fede> (poiché ora avevo imparato il suo nome turco), non era un pirata, ma un eroe nazionale. Barbarossa era il fondatore della flotta turca e una dei più grandi uomini nella storia dell'Impero Turco. Non era un pirata analfabeta, ma un uomo di cultura che parlava almeno sei lingue. Era diventato una delle più eminenti figure alla corte di Solimano il Magnifico, quell'eccezionale Sultano noto  per non tollerare figure di secondo piano fra i suoi amici e consiglieri>. 
Ecco, questo era il tanto vituperato pirata Barbarossa. Attenzione, però, a non farsi trarre in inganno perchè ogni epoca ha i propri valori e disvalori. Per questo Bradford precisa: <Non ci può essere alcun dubbio che i due fratelli Barbarossa, Aruj e Khair ad-din, fossero uomini dediti alla violenza, in un secolo tutt'altro che pacifico, nella zona del Mediterraneo. A differenza di tanti condottieri e soldati di ventura, i Barbarossa (e in particolareKhair ad-din, di gran lunga il più grande dei due) erano uomini di violenza <costruttiva>. Combatterono i nemici e distrussero le loro città e il loro naviglio per poter creare un nuovo regno sulla costa settentrionale dell'Africa>. 
E ancora: <Laddove lo stesso genovese Andrea Doria lasciò dietro di sé poco più di un nome, labilmente scritto sulle acque del Mediterraneo (tesi, questa, a dir poco discutibile – ndr), Khair ad-din fondò un regno, organizzò una flotta e diede origine a un sistema di porti e attrezzature che avrebbe servito efficientemente l'Impero Ottomano per molti anni a venire. Sconvolse l'equilibrio delle forze sul mare in modo tale da essere largamente responsabile della massiccia espansione di quell'Impero durante il regno del Sultano Solimano>.  
Un quadro affascinante, quindi, in cui la figura di Khair ad-din troneggia alla grande e totalmente diversa <dalla caricatura maligna> che tutti noi fin qui abbiamo <scambiato per un ritratto fedele>. Chi sapeva, ad esempio, che tra le tante cose fatte, belle e brutte, i fratelli Barbarossa fondarono il regno di Algeri? L'Autore comunque avverte: <Questo non è un tentativo di riabilitare Khair ad-din, che non ne ha bisogno, ma di scrostare qualche strato di quelle verniciature sovrapposte che hanno occultato agli occhi europei il ritratto di un uomo veramente notevole. Egli può essere paragonato a sir Francis Drake come uomo di mare e per la sua attitudine al comando militare, e anche per l'andamento della sua vita. Entrambi si innalzarono da umili origini fino a posizioni di grande potere e prestigio. Entrambi cominciarono la loro carriera al di fuori della legge (intesa come era) e la finirono coperti di onori dai loro sovrani. L'influenza di Khair ad-din, forse, si prolungò maggiormente nella storia. Il regno di Algeri, che egli fondò, avrebbe largamente determinato il corso della vita e del commercio nel Mediterraneo fino al primo '800>. 
Ernle Bradford ha scritto 237 pagine dense di personaggi e avvenimenti che avviluppano il lettore fin da subito. Più che un libro di storia, questo è un romanzo-verità che si fa leggere d'un fiato, con avidità, con piacere. Una narrazione avvincente che, al termine dell'ultima pagina, fa sospirare di dispiacere. Proprio come quando finisce un bel film al quale abbiamo appena assistito.
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Ernle Bradford: "Vita e imprese del Corsaro Barvarossa"
Edizioni Murgia - pagg. 231 euro 10

 

 

 

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IN PASSERELLA CON  NEDRET TACIROGLU

 

La stilista per la prima volta in Italia con una collezione ispirata all’arte dei Sultani
Agli addetti ai lavori ormai, si sa, piace parlare di Milano come palcoscenico di nuovi talenti della moda e del design. Molti sono gli eventi che vedono protagonisti stilisti emergenti e giovani designer che, proprio qui, trovano il trampolino di lancio verso il successo.
Questa volta Milano ha accolto la stilista turca Nedret Taciroğlu, che ha sfilato nei Chiostri dell’Umanitaria presentando un interessante progetto a metà tra moda e design.
Parlare di lei come di una 'debuttante', però, non è corretto. Laureata in arte e interior design all’Università "Mimar Sinan" di Istanbul, diventa famosa a metà degli anni ‘80 per il connubio con l’allora first lady Usa Nancy Reagan, per la quale crea ben diciotto esclusivi abiti da sera in pelle. La sua carriera è stata poi un crescendo, che l’ha portata ad affermarsi, a livello internazionale, come designer di accessori per la casa. 
A Milano, Nedret Taciroğlu ha presentato Nedo. Punto di incontro tra cultura occidentale e orientale, di cui la Turchia è da sempre interprete, questo progetto stilistico nasce con una duplice identità: concepire la moda come design e viceversa. Ecco quindi sfilare in passerella abiti della collezione Autunno-Inverno 2007/2008, realizzati con tessuti preziosi, come seta, satin, crepe e tulle dai motivi floreali, ripresi dalle maioliche di Nicea, presenti al Topkapi, antica residenza dei Sultani a Costantinopoli. Nasce con lei il concetto di 'massimo preziosismo': le forme, l’eleganza e la ricchezza dell’arte e della cultura ottomana rinascono sotto forma di capi impreziositi dai ricami, applicazioni di cristalli e attraverso l’uso impeccabile dei drappeggi.
L’avvenimento, che ha attirato un parterre di personalità d’eccezione, tra cui il console turco in Italia Vefik Fenmen, è stato solo il primo degli appuntamenti organizzati per la presentazione del progetto al mercato italiano. Durante il Salone del Mobile a Milano, Nedo esporrà la sua collezione di accessori per la casa che comprende piatti, recipienti e bicchieri.
Infine, da segnalare, la nascita per la Primavera-Estate 2008 della collezione
"Nedo First Lady": tre modelli, riedizione di quelli creati negli anni ‘80 per Nancy Reagan. (Serenella Forlani/La Voce d'Italia)

 

La stilista per la prima volta in Italia nei Chiostri dell'Umanitaria, con una collezione ispirata all'arte dei Sultani. Milano, palcoscenico di nuovi talenti della moda e del design

 

La_Turchia_in_Passerella
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ARTE

 

TUTELA DEI SITI ARCHEOLOGICI E MONUMENTI DEL PERIODO CRISTIANO

 

La Turchia è una terra ricchissima di storia e di cultura. Le gloriose popolazioni che si sono succedute l’una all’altra nel corso dei secoli hanno lasciato numerose tracce indelebili del loro passaggio nelle pieghe più profonde di questo affascinante Paese.
La Turchia rappresenta una sorta di “culla delle religioni” e l’importanza di tali e tanti retaggi storico-culturali è testimoniata dalle numerosissime opere archeologiche di tutte le fedi che sorgono in ogni parte del territorio turco, da Istanbul ad Ankara, alle regioni del sud est del Paese. 
Tutte queste zone sono ricche di testimonianze del cristianesimo che si è formato e sviluppato anticamente in Asia Minore, ossia l’attuale Turchia. Anche se attualmente la maggioranza della popolazione turca è di fede musulmana, le opere del periodo cristiano sono preservate e custodite con grandissima attenzione e cura.
Anche nell’ottica della costruzione di un’offerta turistica sempre più moderna e competitiva, il corrente piano quinquennale di sviluppo del governo ha posto l’enfasi, oltre che sullo sviluppo della qualità nei servizi, anche sulla sostenibilità e sul mantenimento e la cura del patrimonio storico e archeologico. 
E’ per questo motivo che il Ministero della Cultura e del Turismo Turco, nel corso degli ultimi dieci anni, ha effettuato una serie di interventi atti alla conservazione e alla salvaguardia di molti monumenti e siti archeologici del periodo cristiano. 
La cultura è da sempre una delle levi più efficaci per incrementare il turismo; in Turchia, il turismo archeologico trova terreno particolarmente fertile: da qui l’impegno del Ministero affinché il patrimonio artistico ed archeologico non vada a danneggiarsi ma anzi possa essere considerato come un’opportunità di conoscenza reciproca, un punto di riferimento e di attenzione, sia sul mercato nazionale che internazionale.

Interventi promossi dal Ministero della Cultura e del Turismo Turco per la protezione 

dei siti archeologici e dei monumenti del periodo cristiano, dal 1996 al 2006.

  

Intervento

 

Anno

1

Restauro della Chiesa di Tatların

1996/97

2

Restauri delle finestre e porte delle Chiese di Capadoccia Kaya (Roccia)

1996/97

3

Restauro del Museo di Göreme - Chiesa di Elmalı

1996/97

4

Restauro della Chiesa di Ürgüp Kırkşetiler

1997

5

Restauro del Monastero di Özkonak Belha

1997

6

Restauro della Chiesa di Çavuşin Güllüdere Anna Yuhanna

1997

7

Restauro della Chiesa di Gülşehir St. Jean Kilisesi

1997

8

Restauro del Monastero di Ürgüp Keşlik

1997

9

Restauro della  scuola Missionaria della città sotteranea di Derinkuyu

1997

10

Realizzazione di tapirulan per le Chiese di Göreme Tokalı

1997

11

Realizzazione del muro della Chiesa di Elmalı–Barbara (Museo aria aperta Göreme)

1997

12

Restauro di diverse superfici di rocce delle Cappelle nel Museo all’aria aperta di Göreme)

1997

13

Restauro della  via di ingresso della Chiesa di Tatların

1997

14

Conservazione della Chiesa di Göreme El-Nazar

1997/98

15

Restauro della Chiesa di Çarıklı nel Museo di Göreme aria aperta

1997/98

16

Restauro della Chiesa di Kılıçlar a Göreme

1999/2000

17

Restauro della Chiesa di El-Nazar a Göreme

2000

18

Restauro della porta di entrata della Chiesa di Tokalı a Göreme

2000

19

Restauro di mensa della Chiesa di Yılanlı a Göreme

2000

20

Restauro di mensa della Chiesa di Barbara a Göreme

2001

21

Restauro della porta principale della Chiesa di Tokalı a Göreme

2002

22

Restauro della Museo di Santa Sofia a Trabzon

2005

23

Restauro dei rilievi del Monastero della Madonna a Şebinkarahisar, Giresun

2005

24

Progettazione della vecchia Chiesa di Akdağmadeni, Yozgat

2005

25

Restauro  della Chiesa di Akdamar e opere di sistemazione dei dintorni

2005/06

26

Restauro del Rilievo del Monastero di Ürgüp Aya Nicola Mustafa Paşa

2005

27

Progettazione della chiesa Armena di Merzifon, Amasya

2006

28

Progetti dei rilievo e restauro della chiesa Armena in Niğde

2006

29

Restauro del Monastero di Sümela e opere di sistemazione dei dintorni, Trabzon

2006

30

Progetti dei rilievo e restauro della chiesa Armena Kavaklı, Niğde

2006

31

Progettazione per la scuola religiosa della Chiesa Ortodossa

2006

32

Realizzazione dei  progetti la Chiesa di Öşkvank

2006

33

Realizzazione del progetto d’ingegneria per la Chiesa Armena di Sivrihisar

2006

34

Realizzazione dei progetti per il Monastero di Alahan a Mersin

2006

35

Restauro della Chiesa di Çeşmeli e opere di sistemazione dei dintorni

2006

36

Sito archeologico di Kars Anı, restauro dei rilievi e realizzazione del progetto per rafforzare l’edificio

2006

 (Ufficio del Turismo turco)

 

 

 

QUESTA VOLTA, SPERIAMO CHISSA'!.......
  lVilla_Tarabya
 
VILLA TARABYA Grazie ad un gruppo di lavoro della Farnesina, è stato possibile giungere ad una Convenzione che prevede gli interventi per la messa a punta dell'immobile demaniale di Istanbul. La sottoscrizione anche da parte dei rappresentanti delle società <Alenia/Finmeccanica> e <Italcementi> Grazie all’azione svolta in questi mesi da un apposito Gruppo di lavoro costituito presso il Ministero degli Esteri, è stato possibile giungere nei giorni scorsi alla sottoscrizione di una Convenzione che prevede gli interventi per la messa in sicurezza dell’immobile demaniale di Villa Tarabya ad Istanbul.
Alla presenza del vice Segretario Generale della Farnesina, Min. Zanardi Landi, e del Direttore Generale per l’Europa, Min. Mirachian, la Convenzione è stata sottoscritta dal Direttore Generale per il Patrimonio, dott.ssa Di Giovanni e dai rappresentanti dell’Associazione Palatina Istanbul – che curerà i servizi tecnici di progettazione e di direzione dei lavori – e dell’Associazione Prorestauro – che curerà l’esecuzione dei lavori. La Convenzione è stata sottoscritta anche dai rappresentanti delle società <Alenia/Finmeccanica> e <Italcementi>, la cui sponsorizzazione coprirà l’intero ammontare degli interventi.
Villa Tarabya è un prestigioso immobile di inizio Novecento realizzato su progetto dell’architetto friulano D’Aronco, a suo tempo donato allo Stato italiano per farne la residenza estiva degli Ambasciatori presso l’Impero Ottomano.
Dopo alcuni tentativi esperiti negli anni scorsi, il Ministero ha promosso nel novembre del 2005 l’elaborazione di un progetto complessivo per il restauro ed il riutilizzo dell’immobile, in collaborazione con il mondo imprenditoriale italiano in Turchia oltre che con alcune Regioni, in particolare con il Friuli Venezia Giulia, e in raccordo con le Autorità turche. L’obiettivo è quello di mettere l’edificio a disposizione del "sistema Italia" nelle sue varie articolazioni, economiche e culturali, a sostegno della sua forte presenza in Turchia.
Una volta ultimati i lavori di emergenza entro il prossimo giugno, sulla base anche di uno studio di fattibilità tecnico-finanziaria predisposto da SIMEST potrà essere avviato il progetto complessivo di recupero aperto al sostegno finanziario da parte del mondo dell’impresa e della finanza italiana. (Aise)
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SPETTACOLI

 

FIRENZE
DIVENTA TURCA

CONCERTO CON IL GRUPPO DEI BABAZULA. LE DANZE

Sarà l'occasione per un confronto con la cultura turca, sfruttando la risonanza nell'attuale dibattito che si è innescato in vista di un eventuale allargamento dell'Unione Europea. Stiamo parlando della Festa della Turchia che lo Stensen ha organizzato a Firenze dal 19 di aprile e che si chiude il 22 prossimo. Si parlerà molto attraverso il linguaggio cinematografico ma anche quello dei fumetti e quello musicale con un concerto unico con i Babazula. I Babazula arrivano dalla Turchia e sono uno dei gruppi protagonisti del documentario sulla scena musicale di Istanbul "Crossing the Bridge – the Sound of Istanbul" di Fatih Akin. Nati nel ’96, si caratterizzano per la fusione nel loro organico di strumenti del folklore turco con strumenti moderni, dando vita ad una nuova dimensione musicale, mai vista nel loro Paese. Anche i loro interessi spaziano, tra le influenze maggiori convivono i grandi nomi della tradizione popolare turca e della danza del ventre (una ballerina è sempre presente nei loro concerti) con Captain Beefheart, Frank Zappa, Bob Marley e molti altri contemporanei. Il concerto è in esclusiva italiana e si terrà il 21 aprile alle 21.00 alla Flog con i Perturbazione per la Saturday Rock Fever. (www.portalegiovani.comune.fi.it)

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  <DISNEY CHANNEL> SI PREPARA
AL DEBUTTO
SULLA PIATTAFORMA TURCA TV 
A PAGAMENTO <DIGITURK>

 

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A curare questo accordo è lo staff italiano sotto la direzione di Giorgio Stock. La rapide espansione del marchio nei mercati emergenti.

<Disney Channel> si prepara al debutto sulla piattaforma turca di tv a pagamento <DigiTurk>. Dopo Polonia e Sudafrica la fine di aprile è ancora un periodo di festeggiamenti per la tv di Disney. A curare questo accordo è lo staff italiano di <Disney Channel> sotto la direzione di Giorgio Stock.
Ertan Ozerdem, general manager di <DigiTurk>, si dice "contento di arricchire l’offerta con Disney Channel, che è canale sia per i bambini sia per la famiglia nel suo complesso". John Hardie, vice presidente della Disney Channel Europe, Middle East and Africa, risponde: "Continuiamo la rapida espansione del marchio nei mercati emergenti e posizioneremo il brand come leader del suo settore di riferimento anche in Turchia". (Quo@media)

 
Il vicepresidente, John Hardie: "Il brand come leader del suo settore di riferimento in Turchia"

 

 

 

 

 

SPORT

 
 

<Eurosport> Dal rally di Turchia

LANCIATALA DIRETTA WEB

A partire dal Rally di Turchia, l’emittente televisiva pan-europea <Eurosport>, detentrice dei diritti televisivi dell’<Intercontinental Rally Challenge>, lancerà la diretta televisiva dai parchi assistenza di tutte le rimanenti prove del campionato.
Come accaduto lo scorso anno, dal Parco Assistenza (che verrà allestito nel paddock del circuito di Istanbul, lo stesso che ospita il mondiale di Formula 1) andranno in onda le immagini del rally in diretta, con alcuni contributi filmati dalle prove speciali.
Le stesse fasce andranno in onda sia sui canali del gruppo che su internet, grazie all’imponente dispiegamento di forze da parte di <Eurosport> stesso, che spedirà nella Capitale turca un TV compound dal quale verrà irradiata la seconda prova dell’Irc.
"Il Safari è stato un’esotica introduzione all’Irc quest’anno, con degli scenari ad alto tasso spettacolare. In Turchia mostreremo tutte le nostre capacità tecniche; d’ora in poi saremo direttamente sui campi di gara fino alla fine dell’anno. L’innovazione più grande sarà la diretta dal Parco Assistenza, che sarà combinata alle spettacolari immagini dalle speciali", ha commentato Gilbert Roy, responsabile di produzione di <Eurosport.> (Racingworld.it)

Circuito_di_istanbul

 

 

 

 

 

CAMPIONATI DEL MONDO GIOVANI A BELEK

L'ITALIA CONQUISTA L'ORO NEL FIORETTO

Per il secondo anno consecutivo la squadra italiana di fioretto maschile conquista l'oro ai Campionati del Mondo Giovani. Due dei protagonisti della vittoria dello scorso anno a Taebek City (Corea del Sud) erano in pedana anche ieri a Belek (Turchia). Si tratta di Valerio Aspromonte (campione iridato individuale 2006) e Martino Minuto (campione iridato individuale 2007), che, insieme con il giovanissimo Tobia Biondo (18 anni a maggio) e con il campione italiano Michele Pirrazzo, hanno disputato una prova magnifica, arricchendo il già pingue bottino di medaglie azzurre (siamo a quota nove).
In finale, il team italiano, guidato a bordo pedana dal Ct Stefano Cerioni e dal Maestro Salvatore Di Naro, ha dominato sulla Cina, battendola 45-33, in un incontro che è stato in equilibrio solo nella parte centrale (23-20 dopo la quinta manche). Poi il 7-2 di Minuto sul più quotato dei cinesi, Jiale Tao, ha dato il break decisivo, consentendo ai nostri di vivere con tranquillità i momenti finali del match. Al terzo posto si è piazzata la Russia. (Sportevai.it)

 

 

 

 
 

 Melandri:
"DIFFICILE TORNARE
               A VINCERE

"Ad Istanbul dobbiamo migliorare molto l'affinamento della messa a punto della moto Questa la mia principale preoccupazione".

 

 
Il_centauro_Melandri

Fino ad oggi un solo pilota può vantare una vittoria nel GP di Turchia, quest'anno alla sua terza edizione: Marco Melandri.
Il pilota del team <Honda Gresini> ha vinto sul circuito di Istanbul la sua prima gara nella classe regina, ripetendosi anche nella passata stagione, quando salì sul gradino più alto del podio dopo essere partito dalla 14esima posizione della griglia di partenza.
Nonostante l'eccellente palmares, però, Melandri si è dichiarato non proprio ottimista sul risultato dell'appuntamento in programma sempre qui in Turchia il prossimo 22 aprile.
"Dobbiamo migliorare molto l'affinamento della messa a punto della moto, perché questa è al momento la mia principale preoccupazione. Non posso pensare alla Turchia come un appuntamento nel quale poter vincere, perchè allo stato attuale penso che sia un obiettivo francamente difficile da conseguire", ha dichiarato il pilota romagnolo. (Racingworld.it)

 

 

 

 
YAMAHA AL
lavoro
ma i cavalli... 

   MOTO SI CORRE AD ISTANBUL DOMENICA PROSSIMA. VALENTINO ROSSI DOVRA' ASPETTARE PER UNA MOTO PIU' COMPETITIVA

Valentino_Rossi

 

La vittoria (con terzo posto di Colin Edwards al seguito) di Valentino Rossi a Jerez de la Frontera due settimane or sono ha ridato luce alla sana competitività della <Yamaha YZR M1 800cc>, moto partorita bene che si pone (oggettivamente) al top tra quale MotoGP sia nel miglior stato di forma in questo momento. Una vittoria senza discussioni frutto di un Rossi imbattibile (capace di piegare in 6 curve le speranze battagliere di Dani Pedrosa) e di un bilanciamento generale della M1 trovato dopo mesi di perfezionistici studi, simulazioni al computer e, ovviamente, con il positivo responso della pista. Una situazione idilliaca, congeniale per definire un 2007 da assoluti protagonisti. Tutto bene, ma, come spesso succede nelle corse, c'è il solito "ma". Passo indietro, 10 marzo, Losail: la Ducati (e non solo) svernicia sul rettifilo da 1068 metri la M1 #46, Valentino Rossi si porta a casa un ottimo secondo posto chiedendo in ogni caso ai tecnici di Iwata tanto impegno, lavoro e dedizione verso una doverosa ricerca di cavalleria necessaria per poter competere ad alti livelli anche su piste medio-veloci.
In Giappone hanno lavorato bene e i primi risultati li abbiamo visti nei recenti test post-GP a Jerez. Un motore "evoluzione" (con doverose virgolette), qualche cavallo in più, proprio come chiesto da Valentino. Ottimi responsi, ma il debutto in gara non avverrà a Istanbul il 22 aprile, tracciato con almeno due rettifili importanti. La decisione è stata presa precauzionalmente per verificare l'affidabilità generale di questa importante novità e per non compromettere la maneggevolezza della Yamaha, storico punto di forza della "Mission One".
Il 2006 insegna che i mondiali si vincono anche e soprattutto con la costanza di rendimento, ed uno "zero" proprio in questo momento sarebbe deleterio per le aspirazioni del team vestito con i colori Fiat. Per questo le evoluzioni motoristiche saranno verificate eventualmente nella giornata di prove post-GP a Istanbul, aspettando uno sviluppo più sostanzioso al 4-in-linea <Yamaha >previsto (sembrerebbe) per l'inizio dell'estate, probabilmente già al Mugello. (Motogranprix.it)

 

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