Arretrati 

Anno 8° N.6

 

PRIMO PIANO

 

RIPRESI I NEGOZIATI

L'Unione Europea ha deciso di rilanciare i negoziati di adesione con la Turchia, a un punto morto da giugno, dando il via libera all'apertura del secondo dei 35 capitoli tematici dei negoziati. Lo si apprende da fonte diplomatica. Gli ambasciatori dei 27 riuniti  a Bruxelles ha dato il loro via libera all'apertura, probabilmente nel corso di un vertice UE-Turchia, del capitolo ''politica industriale e impresa'', ha spiegato la fonte. E' la prima volta dall'apertura a giugno 2006 del primo capitolo ''scienza e ricerca'' che l'UE autorizza l'apertura di un altro capitolo. I negoziati erano a un punto morto da mesi a causa del veto dei greco-ciprioti. Tuttavia, la sospensione parziale dei negoziati decisa a dicembre dall'UE, su 8 dei 35 capitoli, ha paradossalmente permesso di rilanciare le discussioni sui capitoli non congelati. (Asca-Afp)

Turchia: L'Unione Europea dei Ventisette ha dato il via libera all'apertura del secondo dei 35 capitoli tematici dal titolo "politica industriale ed impresa".

 


 

 

SEGONELE ROYAL
 A FAVORE DELL'INGRESSO

La candidata alle presidenziali francesi ha dichiarato come l'Europa abbia tutto da guadagnare a fare entrare la Turchia nell'Unione.

 

Ségolène Royal ha dichiarato di essere a favore dell'ingresso della Turchia in Europa. Si tratta dell'unica, tra i principali candidati alle presidenziali francesi, a sostenere questa posizione. "Alla fine la Turchia ha la vocazione ad entrare in Europa, a condizione che rispetti i criteri per l'adesione, che non sono solo economici e finanziari, ma anche democratici", ha detto Royal in una delle interviste pubblicate nel libro "Maintenant", adesso, di cui alcuni ristretti sono stati pubblicati da "Le Monde".
Royal ha aggiunto che l'Europa ha innanzi tutto bisogno di una pausa per stabilizzare i suoi confini e "dimostrare la sua concreta utilità nella vita di tutti i giorni di coloro che già unisce". La sua posizione è in netto contrasto con quanto affermati dal candidato di centro destra Nicolas Sarkozy, secondo cui "il posto della Turchia non è in Europa". Per il centrista Francosi Bayrou l'eventuale ingresso della Ankara infrangerebbe ogni speranza di unità politica dell'Unione.
"Contro la Turchia non dobbiamo avere argomenti di tipo geografico: l'Europa non è un territorio... ma un progetto politico", ha aggiunto Royal spiegando che l'Europa avrebbe da guadagnare nel mostrare unità tra le civiltà e che l'ingresso nell'UE aiuterebbe i democratici turchi ad avviare riforme e "li aiuterebbe anche nella loro lotta contro il negazionismo di Stato, ossia il rifiuto di riconoscere il genocidio armeno". (da Apcom)

Sofia appoggia gli sforzi

"La Bulgaria continuerà ad appoggiare la Turchia nei suoi sforzi ad aderire all'UE e ad acquisire i valori europei": lo ha detto il ministro degli Esteri bulgaro, Ivailo Kalfin, dopo il suo incontro a Sofia con Aki Babacan ministro dell'Economia e negoziatore principale per l'ingresso nell'Unione.
"La Bulgaria si felicita - ha aggiunto Kalfin  - per l'avvio dei negoziati per l'adesione della Turchia all'UE e per tutte le riforme iniziate nel Paese, volte ad acquisire le regole europee dell'economia e dello sviluppo economico". Kalfin ha anche sottolineato come per la Bulgaria "l'allargamento dell'UE sia un processo estremamente importante". (da Ansa)





   

UN MODO PER FAR
CADERE LA BARRIERA
TRA EUROPA ED ISLAM

Per il nostro presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano - intervistato dal direttore del <Tg1> Giorgio Riotta - l'ingresso della Turchia nell'UE porterebbe solo vantaggi. Ankara però deve fare la sua parte.

L'ingresso della Turchia nell'Unione Europea avrebbe il merito di far cadere la barriera che esiste tra il vecchio continente e l'Islam. Lo ha afferma il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel corso di un'intervista con il direttore del <Tg1> Gianni Riotta nell'ambito delle cerimonie per il 50° anniversario della firma dei Trattati di Roma. Napolitano non si nasconde le difficoltà per l'ingresso di Ankara nell'Unione Europea. ''L'ingresso - dice - seguirà un percorso né breve né facile. Però se la Turchia entrasse si supererebbe un'antica frontiera, non ci sarebbero più barriere nei confronti dell'Islam. L'Unione Europea - ha sottolineato Napolitano - potrebbe essere anche in questo senso un luogo di dialogo". (Asca)

o



 

D'ALEMA favorevole

Il nostro ministro degli Esteri per l'ingresso della Turchia nell'Unione Europea. "Tenere le porte aperte ad una grande Paese islamico e democratico è un importante segnale politico. Anche il presidente del Senato, Franco Marini per l'adesione di Ankara.

Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, torna a difendere e a dirsi orgoglioso del processo di Allargamento dell’Unione Europea. Infatti, ha ricordato che, quando era alla Commissione europea, "qualcuno ci ha accusato di essere andati troppo forte. Eravamo partiti con un progetto d’ingresso di dieci Paesi in cinque anni e ne abbiamo portati dieci più due in quattro. Ma io credo - ha spiegato Prodi - che la storia quando passa, passa». Il premier ha sottolineato come in quegli anni si sia sentito il polso della situazione e capito che non c’erano alternative oltre che essere un’occasione da non perdere: "In quel momento ci si è dimenticati dei problemi del passato e si è costruito il futuro» con una rivoluzione che "Per la prima volta nella storia è avvenuta senza spargimento di sangue e senza un morto".
Da parte sua, il ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, è convinto di una cosa sola: «Se l’UE non sarà unita, presto non conterà più nulla". Il responsabile della Farnesina lo ha dichiarato in Campidoglio nel convegno organizzato dalla Fondazione De Gasperi per le celebrazioni della firma dei Trattati di Roma: "I Paesi europei, compresi quelli più orgogliosi del loro passato - ha aggiunto - in breve non avranno titolo di far parte del G7. Saremo scavalcati com’è giusto da grandi Paesi-continenti" con una numerosa popolazione.
D’Alema si dice poi favorevole all’ingresso nell’UE della Turchia, perché proprio in un momento in cui si paventa, a torto o a ragione, uno scontro di civiltà fra il mondo occidentale e quello musulmano, "Tenere aperte le porte dell’UE a un grande Paese islamico e democratico è un importante segnale politico che l’Europa lancia al mondo islamico, che in tanti vorrebbero incompatibile e isolato".
Il ministro va incontro alla Francia, che ha visto bocciato dai suoi cittadini il referendum sulla ratifica della Carta costituzionale europea ed è dell’avviso che si debba cercare un compromesso, «Ma questo compromesso deve contenere tutte le innovazioni che il Trattato costituzionale europeo contiene». Al tempo stesso richiama la "Necessità di non buttare via ciò che è stato fatto e che è stato anche già ratificato da 18 Paesi della UE". Per il titolare della Farnesina, ripartire dal testo di Nizza sarebbe una scelta incomprensibile: "Occorre definire rapidamente un accordo che contenga le innovazioni inserite: dalle nuove regole sul voto a maggioranza, alla presidenza stabile della UE, al ministro degli Esteri europeo. Non ci si può presentare alle elezioni per il rinnovo dell’Europarlamento nel 2009 dando la sensazione di non aver deciso, perché sarebbe davvero un fatto grave".
Anche il presidente del Senato, Franco Marini, crede che il processo di adesione della Turchia  "vada portato avanti con determinazione", perché la presenza di questo Paese nell’Unione "Farebbe fare un salto di qualità all’Europa". Infine, per il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa Schioppa, all’UE "Manca ancora la capacità di decidere e di agire quando si è in disaccordo», ricordando che nonostante i successi raggiunti, l’UE rimane «Un’opera incompiuta". (Meridiano)



 

 

 

 

 

A giorni il Congresso americano dovrà votare sul riconoscimento o meno di quello che è stato riconosciuto da molti paesi. come il genocidio degli armeni

VERSO LA CRISI
TRA TURCHIA E STATI UNITI

E' previsto per questi giorni il giudizio del Congresso degli Stati Uniti sull'entità del massacro degli armeni da parte dell'impero ottomano tra il 1915 e il 1919. La questione sta creando notevole subbuglio nella politica internazionale degli Usa: da una parte l'amministrazione Bush rifiuta di riconoscere il massacro come genocidio; dall'altra, soprattutto alla Camera dei rappresentanti dove i democratici godono di un'ampia maggioranza, i parlamentari sembrano orientati a soddisfare le richieste di Erevan. Quello del riconoscimento del genocidio degli armeni è un problema che viene posto in tutto il mondo, soprattutto in Francia e negli Stati Uniti dove la lobby armena ha un rilievo notevole. Negli Usa, però, la questione assume una rilevanza tutta particolare per via della partnership strategica e militare tra Ankara e Washington.
I turchi - che dopo il riconoscimento da parte del Parlamento francese lo scorso ottobre hanno sospeso le relazioni militari con Parigi - hanno infatti minacciato la chiusura della base di Incirlik, da dove gli americani fanno passare il grosso dei loro rifornimenti alle truppe in Iraq, e persino il blocco dello spazio aereo ai velivoli statunitensi. Il Pentagono teme anche ripercussioni sul passaggio di Habur, al confine tra Turchia e Iraq, da dove passa un quarto del petrolio destinato ai militari Usa nel Golfo Persico. E non è tutto.
Un rapporto consegnato al Congresso dal Dipartimento di Stato segnala come la Turchia stia per acquistare 106 aerei da guerra di ultima generazione sulla base del progetto JSF, un affare da dieci miliardi di dollari che potrebbe andare in fumo. Così come altre trattative in corso potenzialmente molto lucrose per gli Stati Uniti, come la fornitura di jet F16 e di elicotteri Black Hawk. La linea di George W. Bush sul tema è chiara: in un momento politico difficile, con la guerra al terrorismo in una fase così incerta, rischia di essere pericolosissimo per gli Stati Uniti mettere in crisi i rapporti con la Turchia.
Rapporti già segnati, tra l'altro, da alcune divergenze non indifferenti: il rifiuto da parte del Governo Erdogan di concedere lo spazio aereo per attaccare l'Iraq nel 2003, per esempio, ma anche la scarsa attenzione dedicata dagli Usa al risveglio dell'indipendentismo curdo nel nord dell'Iraq. L'amministrazione statunitense, come ha spiegato il sottosegretario Daniel Fried in un appello al Congresso due settimane fa, ritiene inoltre che l'approvazione del testo sul genocidio degli armeni provochi tale emozione in Turchia da risultare controproducente rispetto agli sforzi americani di giungere a una riconciliazione tra le due parti. Bush, tra l'altro, il 9 gennaio ha provveduto alla conferma di Richard E. Hoagland ad ambasciatore a Erevan nonostante le proteste di molti parlamentari e del Comitato nazionale armeno d'America: Hoagland, al contrario del predecessore John Marshall Evans, non ha mai definito il massacro degli armeni un genocidio. (Aprileonline.info)





 

Venti di guerra tra Governo e Magistratura

Venti di guerra fra il Governo Erdogan e la magistratura. L'equivalente del Consiglio Superiore della Magistratura italiano (Hsyk) ha scritto una lettera-denuncia al ministro Cemil Cicek, che ha tutti i requisiti per scatenare l'ennesimo putiferio.
Il documento è rivolto contro Fahri Karsiga, sottosegretario alla Giustizia, reo di aver saltato una riunione settimanale del Csm turco, durante la quale si sarebbero dovuti decidere i nomi di due nuovi membri per la Suprema Corte d'Appello ed il Consiglio di Stato, cuore della giustizia turca.
L'interessato ha inviato un certificato medico, scusandosi per l'assenza, ma l'Hsyk ha apertamente accusato il ministro Cemil Cicek e il sottosegretario di ostacolare le nomine dei nuovi giudici.
Il diretto interessato, Karsiga, non ha perso l'occasione per replicare accusando il Csm turco di ostacolare la propria agenda in eccessiva autonomia e che d'ora in poi parteciperà solo a riunioni pianificate da Cemil:
La polemica non è rimasta fra le pareti del ministero della Giustizia ma ha coinvolto anche l'opposizione.
Deniz Baykal, segretario del Chp, ha definito l'accaduto un "dramma legale", aggiungendo che l'Akp viola la Costituzione. Citando l'articolo 18 della Charta, Baykal ha ricordato l'indipendenza della magistratura dal potere politico, accusando automaticamente Cicek e il sottosegretario di ostacolare il normale corso della giustizia turca.
Ali Topuz, capo dei deputati del Chp in Parlamento ha detto: "Dalla stanza in cui si riunisce l'Hsyk a quella di Cicek ci sono 100 metri di distanza. E' inaccettabile che Cicek non si presenti alle riunioni e che il suo sottosegretario faccia la stessa cosa". (
Apcom)

 

L'equivalente del nostro Consiglio della Magistratura ha scritto una lettera al ministro della Giustizia turca che ha tutti i requisiti per scatenare l'ennesimo putiferio. Sotto accusa il sottosegretario Fahri Karsiga.

 

LA RISPOSTA DI CICEK

Non si è fatta attendere la replica di Cemil Cicek, il ministro della Giustizia turco, all'organo supremo dell'autonomia dei giudici.
Il Guardasigilliha detto che l'atteggiamento dei giudici turchi somiglia più a quello dei politici che combattono in un'arena: "Tutte queste polemiche - ha dichiarato Cicek - non fanno bene al nostro Paese".
Il ministro ha anche evidenziato che nel 2006 si era avuta la necessità di eleggere nuovi giudici e che non c'era stato nessun tipo di problema fra ministero e magistratura. Ma le elezioni politiche sono vicine e, ha lasciato intendere il ministro, i sospetti di strumentalizzazione da parte della magistratura sono inevitabili. (da Apcom)

 

 



 

RICORDATI I CADUTI


Turkey commemorated its fallen over the centuries and remembered the sacrifices made by the nation on the 92nd anniversary of the start of the Çanakkale, or Gallipoli, Wars.
The failure of the allied fleet to pass through the Çanakkale Strait on March 18, 1915 resulted in the suspension of efforts to traverse the narrows, with a decision being made to try again with the support of the army.
The failure of the allied fleet to force open the straits resulted in the start of an invasion a month later on April 25, 1915 that lasted for nine months and also ended in failure. Australia and New Zealand celebrate April 25 as the Anzac Day in remembrance of the day when Australian and New Zealand Army Corps (Anzac) set foot on the shores of Gallipoli.
The day the allied fleet was forced to beat a hasty retreat is celebrated in Turkey as the Çanakkale Sea Victory and Martyrs Day.
Speaking at the ceremony in Çanakkale, Prime Minister Recep Tayyip Erdoğan said: “If there are those who are not convinced of the greatness of Turkey, they should just take a look at the border of the country dotted with the graves of our martyrs.
In a statement released, Chief of General Staff Gen. Yaşar Büyükanıt said Çanakkale was no ordinary war zone, adding, “The courage of the martyrs who fell there inspired all to defend Atatürk's principles and revolution.”
President Ahmet Necdet Sezer received a group of athletes in Ankara who presented him some water and soil they brought from Çanakkale. Around 18,000 people visited Atatürk's Mausoleum in Ankara on Sunday. (Turkish Daily News)

92mo anniversario della battaglia di Gallipoli che vide migliaia e migliaia di soldati morire su entrambi i fronti per  onorare i propri ideali. Erano presenti il Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan ed il Capo di Stato Maggiore della Difesa, gen. Yasar Buyukanit.


 



SOCIETA'

 

 

"FORZA,
ELEGGIAMO
LE DONNE!"

 

Gli obiettivi dell'associazione
Ka.der in vista delle elezioni 
del prossimo novembre. La
conferenza  stampa di Istanbul

di Fabio Salomoni

La Turchia è uno dei Paesi al mondo con minore presenza di donne nella politica. La campagna "Forza, eleggiamo le donne!" e gli obiettivi dell'associazione Ka.der in vista delle elezioni del prossimo novembre: dalla democrazia degli uomini alla vera democrazia
Il diritto di voto e quello di essere elette, ottenuto nel 1934, in anticipo rispetto a molti paesi europei, Italia compresa, sono uno dei maggiori motivi di orgoglio per le donne della Turchia repubblicana. Queste conquiste hanno fatto in modo che nel 1935 in Parlamento sedessero 18 deputate donne, il 4,6% dell’intera assemblea, una percentuale che allora poneva la Turchia ai primi posti nelle graduatorie internazionali. Dopo un avvio così promettente, a più di settant’anni di distanza da quegli avvenimenti, il bilancio del ruolo e della presenza delle donne nella vita politica del paese non è però altrettanto brillante.
Mai nella storia del Paese la percentuale di deputate donne ha superato quella del 1935. E nemmeno nel Parlamento attuale la situazione è più rosea. Attualmente le deputate sono solamente 24, il 4.4% del totale. Una percentuale che ha fatto scivolare la Turchia al 163° posto delle graduatorie internazionali. La situazione a livello locale è, se possibile, ancora più sconsolante: neanche l’1% dei sindaci è di sesso femminile.

Questi dati sono stati ribaditi dall’associazione Ka.der (Associazione per la formazione e il sostegno alla candidatura delle donne), in una conferenza stampa organizzata ad Istanbul. Ka.der non è solamente un acronimo ma anche una parola turca che significa destino. E, come ha ricordato la fondatrice, la prof.ssa Şirin Tekeli: "L’associazione è nata con l’obbiettivo di cambiare il destino delle donne turche in politica". Fondata dieci anni fa, l’associazione conta attualmente più di 3.000 membri ripartiti in undici province del paese, e si propone di aumentare la presenza femminile in tutti i meccanismi decisionali della società “dalle amministrazioni di condominio fino al parlamento”.
La conferenza stampa è stata l’occasione per presentare l’ultima iniziativa dell’associazione, che di fatto apre la competizione elettorale per le prossime elezioni politiche previste per il novembre 2007. Uno dei cavalli di battaglia dell’associazione è la discriminazione positiva, l’obbligo, sancito dalla legge per i partiti politici, di riservare alle donne una quota nelle liste elettorali. Un obbiettivo da tempo inserito nell’agenda dei movimenti che si occupano dei diritti delle donne e fatto proprio anche da Ka.der. Per l’associazione l’obbiettivo di avere almeno il 30% di donne nelle liste elettorali è una delle condizioni indispensabili per attuare il passaggio dalla "democrazia degli uomini alla vera democrazia".
Le elezioni però sono troppo vicine per pensare di poter raggiungere questo obbiettivo con l’attuale Parlamento. Ne è consapevole la presidentessa dell’associazione, Seyhan Ekşioğlu, quando spiega che l’obbiettivo della campagna "Forza, eleggiamo le donne!" è quello di fare pressione, una vera e propria azione di lobbying sui partiti politici, perchè almeno aumentino lo spazio per le donne nelle liste elettorali. Una mobilitazione, ha spiegato Ekşioğlu a <Osservatorio sui Balcani>, che sarà attivata anche in occasione delle elezioni locali su tutto il territorio nazionale.
La decisione di dare vita a questa campagna è stata motivata dal mutato clima che si respira nel paese. "Dieci anni fa quando abbiamo cominciato a parlare del problema della presenza delle donne in politica le reazioni sono state in genere negative". Oggi invece, e viene citato il risultato di un sondaggio, gran parte dell’opinione pubblica chiede una maggiore presenza delle donne in politica. E sostegno ed incoraggiamento all’iniziativa giungono da molti settori della società, dai sindacati, dal mondo delle associazioni, da molte amministrazioni comunali. Anche dal mondo politico l’8 marzo scorso sarebbero arrivati impegni ad aumentare la presenza femminile nelle prossime elezioni. Certo Ekşıoğlu ricorda come siano sempre stati proprio i segretari dei partiti politici i più scettici di fronte ad ipotesi di discriminazione positiva, sostenendo che "non ci sono donne pronte ad entrare in politica". E Ka.der da tempo, per rispondere a questa obiezione organizza, in collaborazione con il consolato svedese, delle scuole di formazione politica che fino ad oggi hanno visto la partecipazione di circa 1.000 donne.
La campagna organizzata da Ka.der, e sostenuta da molti quotidiani e personalità di spicco della vita culturale turca, si articola su tre segmenti. Il primo, che comincerà di fatto sabato 17 marzo, si prefigge l’obbiettivo di attirare l’attenzione sul problema della presenza delle donne in politica. Attraverso una serie di manifesti da affiggere in tutto il Paese, spot televisivi, pubblicità sui giornali, materiale informativo in cui campeggiano i volti di donne baffute che sorridono sotto la domanda: "Per entrare in Parlamento essere uomini è indispensabile?". Il secondo segmento, previsto in giugno, è stato denominato "sensibilizzazione delle coscienze". Il terzo, quello della mobilitazione, si attiverà nel periodo agosto-settembre, la fase più calda per la formazione delle liste elettorali. Sui particolari di questi due ultimi segmenti per il momento le rappresentanti dell’associazione, che hanno concluso la conferenza stampa mostrandosi alle telecamere con baffi finti, mantengono il riserbo, limitandosi a promettere sorprese. (www-osservatoriobalcani.org/article/articleview/6925/1/167/)
www.osservatoriobalcani.org/artiche/articleview/6925/1/167/)


 


 

17 NUOVIATENEI

Il Governo turco ha definitivamente deciso: nei prossimi anni saranno parte nel Paese 17 nuove università. Lo hanno annunciato il ministro dell'Istruzione Huseyin Celik e quello della Giustizia Cemil Cicek.
Gli atenei saranno aperti a Karaman, Aory, Sinop, Siirt, Nevehir, Karabuk, Kilis, Cankyry, Artvin, Bilecik, Bitlis, Kyrklareli, Osmaniye, Bingol, Mu, Mardin e batman. Si tratta pwer la maggior parte di zone nell'Est del Paese. Il Governo turco ha fatto sapere che in questo momento sono ben 26 su 81 le province che avrebbero bisogno di un nuovo polo universitario. In questo momento in tutto il Paese ci sono 92 università, 68 statali e 24 private. (Apcom)

 



 

TURCHI
NELLA TERRA 
DEL TANGO

 

Viaggio in Argentina
alla scoperta
degli immigrati che
nel Paese della Pampas
vengono chiamati "Las
turcas".

I was trying to communicate with a cab driver in Buenos Aires. It is quite amazing how one can develop a language if need be. The driver who wants to practice asked me where I was from with his broken English. With the same intention I replied in Spanish: “El Turco.” He looked at me from the mirror not believing a blond can be a Turk he said “in Argentina a lot Los Turcos.”
As far as I knew the number of Turks in Buenos Aires was not more than 50 and even that was generous. Therefore I thought what the cab driver was saying was a language problem. Then as I talked to several other people in Buenos Aires I realized that Argentines call anybody who migrated with the Ottoman documents as “Los Turcos.” Argentina has a large Arabic community, made up mostly of immigrants from Syria and Lebanon. Many have gained prominent status in national business and politics, including former president Carlos Menem, the son of Syrian settlers from the province of La Rioja also known as the “El Turco.” Most of the Arab Argentines are Christian of the Eastern Orthodox and Eastern Catholic Churches, rather than Muslims who represent a small portion of Arab Argentines. The migration from the Ottoman Empire started around 1800s and accelerated during World War I. The second migration from Anatolia took place around World War II. Mostly Armenians and Sephardic Jews sought refuge in Argentina who enjoyed increasing prosperity and prominence those days with swelling population to sevenfold. Most “Los Turcos” who live in Argentina lost their Turkish citizenship, however, a majority of them or even their grand children can still speak Turkish. The Sephardic Jews in Buenos Aires established a neighborhood called “İzmirliler Mahallesi.” It is in the Vila Crespo, which is one of the wealthiest districts in the city. Old residents of the neighborhood vividly remember the İzmir Café and Şark Köşesi Kahvesi with authentic Anatolian decorations, two major coffeehouses that shut down after their owners passed away. A majority of the Sephardics love Turkey dearly remembering a country, the Ottoman Empire then, that welcomed their ancestors who fled Spain in 1492. However, the second and third generation of Sephardics is moving out of the Vila Crespo district as their relation with their own past fades away the elderly ones complain. In 1994 there was an attack on the Asociación Mutual Israelita Argentina (Argentine Israelite Mutual Association) building in Buenos Aires that killed 85 people. It was Argentina's deadliest bombing. Most Jews state their appreciation that Turkey was one of the first countries who condemn the attacks carried out by Hezbollah. The Turkish diplomats say that the Jews even that are not Sephardics or Eskinazis, the Jews migrated from Anatolia, in Argentina support Turkey in many political and economical matters.
The majority of the Armenian community here in Buenos Aires can also speak Turkish. “You can witness that they speak Turkish among themselves,” says a friend of mine who lives in the city. “As soon as they realize that you are Turkish most of them refuse to speak in Turkish.” Although most of the Armenians think what happened in 1915 was genocide some are against to label a historical event as such. Mıgırdiç Bilir is one those people. His family left Turkey in 1957. Bilir did his military service in Erzurum-Turkey. He believes that it was the British who started a feud between Armenians and Turks who lived together in peace for centuries. His feelings for British are so strong that in 1982 during the Falkland Islands War Bilir wanted to fight with Argentines against the Britain. However, Bilir who was born in 1926 was not accepted to the military due to his age. A minority of Armenians still keep their ties with the Turkish community in Buenos Aires. On every Oct. 29, the Republic Day of Turkey, a group Armenians used to leave a garland with red and white carnations symbolizing the Turkish flag in front of the Turkish Embassy. However, as the genocide resolution became a political matter in the Argentinean Parliament those who followed this tradition started to receive threats within their own community and eventually stopped it. Unfortunately the Turkish Republic never made any effort to keep strong ties with either the Armenian or Sephardic Jewish community here in Argentina. If they did Turkey could have been one of the most influential countries in Latin America. Now as the first generation that migrated from the Turkish Republic start to pass away one by one so does the Turkish cultural influence in Argentina. (Turkish Daily News)

 

 


 

UNA STAZIONE
CATARTICA

Pasakapisi è una prigione per ragazze, l'unica che ci sia in Turchia. Vi rimangono in attesa di giudizio.

 

Il direttore della casa circondariale, Gungor Altin: "Queste sono donne e le donne sono differenti dagli uomini. Sono più sensibili anche se noi le vediamo solo come detenute".

Paşakapısı Prison and Jail, a European Union model for other prisons and Jails in Turkey, practically functions as a girls' dormitory.
“Nothing is comparable with freedom, for sure,” whispered one of the prisoners, who did not want her name to be mentioned. “My family and relatives do not know I am here. Life is hard. Had I another chance, I would not be here,” she added.
Paşakapısı is the only women's prison and jail in Turkey. It is like a station for women to stop and think of what happened while their trials continue.
There are 393 women in Paşakapısı. Many of them still wait for the court to decide “ their fate” as they call the court decision. For some, they know their fate and wait to be transferred to another prison in Anatolia.
The manager of the Paşakapısı Prison and Jail, Güngör Altın, said where their families live is considered when where they will be transferred is decided. “They are women and women are different from men. They are more sensitive. You may think of them only as prisoners. But their being women is a sensitive issue,” said Altın.
Altın said that there are many who are pushed and shoved in society. “We always have drama and tears. The point is to be able to share; the most important point is to bring them back into society,” Altın specified. Paşakapısı, as a station aims to give them time to think of their lives, their crimes. There are women from different countries and different origins. They have committed different crimes such as theft, murder, attempted murder and transporting drugs. None of them has the look of the prisoners in the films, neither scary nor strange. I remember the first woman, I saw in front of the huge gate of the prison. I thought she was an official there until I saw the cuffs around her tiny wrists.
That was the first real thing that reminded me that it was a prison. Soon I went in the sewing workshop, again I felt as if we were in a school for arts and crafts. There are many workshops for painting, wood working, handicrafts, hairdressing, computers and bağlama (a traditional music instrument). Many of the women come from poverty. Many have their children with them, for they have nobody outside to take care of them. There is a nursery for the children and a professional teacher for them. The manager leads us around the building in every part. However, we had to negotiate to get in the wards. There were three rooms, in two of them eight women, in one six sleep. There is a small entrance, they have a table and chairs there and they have their meals there.
Confessioni
They also have a kitchen in wards but the food is cooked by two professional cooks, who are helped by some of the prisoners, in a big kitchen, in the garden. Paşakapısı, for being located on a hill in Üsküdar, an Istanbul district on the Asian side, has a sea view. But the second thing that reminds us we are in a prison forestalls the view: barbed-wire. The same thing makes the grief and disappointment in all their eyes more evident. Especially the children's eyes come in front of mine. And writing this recalls the innocent face and silent mood of Manuel. Irina is a tiny, yellowish skinned, beautiful Romanian woman. “I came here when I was pregnant for a month. They caught me carrying drugs,” she told to me. The embarrassment and regret was clear in her voice. I thought she was begging forgiveness or she tried to assure me she had no chance between her lines. That made me sure, nobody would like to give birth to their baby in a prison, even if it was a clean place as Paşakapısı. “Manuel is 20 months old,” Irina said. While I was trying to count how long she has been here, “I have been here for two years and four months,” she added surprising me. It is hard to ask questions to people like them. You always feel like you might break a very expensive vase. But the eyes catching each other tell every story, stronger than words can. “I love you my dear mom,” I read on one of the walls while the manager leads us to another workshop room.
La fiction
Then we found ourselves in a cinema and theater hall, old but clean. Manager Altın keeps telling us about how active the prison is, “We show a film every week, many famous people come here to work with them…” One of the prisoners is courageous, whereas mostly they are shy to talk to us while the manager is around. “My name is Özlem Tutkun,” she said. Özlem is there for murder. She attended a psychological workshop, organized by the psychologist of the prison, called “anger control.” “For example, I have joined this anger control workshop. I feel better now. I am writing a book. I do not want to go anywhere else. I am changed here,” she said. “I am writing a crime fiction,” Özlem answers when I asked her about her book. She thinks now she knows how to control her anger. Everybody make a mistake in life, sometime that becomes the cornerstone of your life. Some are lucky that Paşakapısı becomes a chance for renewal. It is evident that it creates a big difference in women's lives. Many people help them voluntarily in there. Volunteer teachers prepare the workshops, mentioned above. Writers and artists join the organizations. People send them films. They have good food, even if they still miss many things from outside like desserts. Still nothing is like freedom, as the woman, whose name I cannot mention, said. And like one of the babies, who ran into my arms and followed me all the way to the door, made us remember; as if he wanted to come out with me and discover a world he never had the chance to see. But at the end everybody deserve another chance in life, this is what Paşakapısı is trying to provide. A station to stop and think, as Özlem said. A Station for catharsis.
History of the building:
The villa was first built as a hunting house in 1779 and used as a nunnery by the British for five years. Paşakapısı has been used as a prison since 1928 and as a prison for women only, since May 2004. The building has three inner gardens. In one there is an enormous tree, which the manager told us was planted by Nazım Hikmet, who was a Turkish poet, dramatist and communist and is widely regarded as the best-known Turkish poet by the West. (
Turkish Daily News)




 
 

Peli superflui:
con due tè
al giorno
scompaiono

di Primo Mastrantoni, segretario Aduc

 

Bere due tazze di tè alla menta al giorno potrebbe aiutare le donne ad eliminare la peluria dal corpo. La terapia riguarda le signore che hanno un'eccessiva peluria sul viso, sul petto e in corrispondenza dello stomaco. La notizia arriva dall'Università di Demirel di Isparta (Tuuchia) ed è pubblicata sulla rivista <Phytotherapy Research> (http://www3.interscience.wiley.com/cgi-bin/jhome/12567).
la diffusione della peluria è dovuta a livelli troppo alti di ormoni androgeni (maschili), come testosterone e androstenedione: l'assunzione di tè alla menta ne ridurrebbe la quantità. Il team di scienziati ha analizzato gli effetti della menta estratta dalla Mentha spicata Labiatae, verificando una diminuzione della peluria. Effetti negativi, invece, sugli uomini perchè il tè alla menta, diminuendo gli ormoni androgeni, ne abbassa la libido. 




 

 

NIENTE PIU' DIVIETO DI ALCOL

Il maggior organo della giustizia amministrativa turca, il Consiglio di Stato, ha annullato il decreto che regolamenta la vendita di alcolici, una misura che aveva provocato dure critiche e che aveva additato il Governo, accusato di volere aumentare il ruolo dell'Islam nella Turchia laica, riporta l'agenzia <Anatolia>.
Il decreto del ministero dell'Interno che autorizza i comuni ed i diversi Municipi delle città a creare delle "zone rosse" per i ristoranti e bar "non è conforme alle leggi in vigore" e potrebbe "isolare" questi luoghi dalla normale vita urbana, ha sottolineato il Consiglio di Stato. La Corte ha preso questa decisione in seguito ad una petizione che definiva il decreto contrario all'interesse pubblico.
Uno dei casi saliti agli onori delle cronache, era stato quello di Uskudar, quartiere nella parte asiatica di Istanbul nel quale la scorsa estate era stato proibiti il consumo di bevande alcoliche sul lungo mare. (da
Apcom)




Dichiarazione del direttore dell'organizzazione turca <Consiglio mondiale del fondo San Nicola, Muhammer Karabulut. Ricetta formata da zucchero (10.58%), acido fosforico (0.544 grammi), caffeina (150 milligrammi), caramellato (o.11%), biossido di carbonio (7.5 grammi), estratto di Coca cola (0.015).

Scoperto il segreto
della ricetta
della <Coca Cola>

E' stato finalmente scoperto il segreto della ricetta della <Coca Cola>, custodito gelosamente dalla Compagnia produttrice sin dal 1886. Il direttore dell'organizzazione turca <Consiglio mondiale del fondo di San Nicola>, Muhammer Karabulut, nel settembre dell'anno scorso aveva sporto causa nei confronti della compagnia produttrice della <Coca Cola<, chiedendo che venisse resa pubblica la ricetta in base alla quale viene prodotta la famosa bevanda.
"La formula della <Coca Cola> l'abbiamo scoperta studiando i materiali esposti dall'avvocato della compagnia durante il processo in difesa dei consumatori tenutosi ad Antalya", ha dichiarato Karabulut, secondo il quale la ricetta più custodita al mondo è formata da: zucchero (10.58%), acido fosfosrico (0.544 grammi), caffeina (150 milligrammi), caramellato (0.11%), biossido di carbonio, (7.5 grammi) ed estratto di Coca Cola (0.015).
Karabulut ha altresì affermato che in precedenza sulla stampa erano apparse informazioni a proposito della ricetta della famosa bevanda, senza peraltro essere così dettagliate. All'epoca venne detto che nella Coca Cola sono presenti gli estratti di diverse foglie, nonchè radici di mimose ed aggiuntivi aromatici.
Il direttore dell'organizzazione turca, ritiene inoltre che i consumatori abbiano il diritto di sapere cosa bevono, e che farà tutto il possibile affinché la ricetta della Coca Cola faccia la propria comparsa sulle etichette, non escludendo infine la possibilità di far ricorso alla Corte di Cassazione turca in qualità di prossimo passo nella guerra processuale ai danni della compagnia produttrice della famosa bevanda. (
Puntobar.com)

 





 

CRONACA

 

 

ANCHE
QUOTE ROSA
PER I MUFTI

Aria nuova al Direttorato per gli Affari religiosi in Turchia. Il suo responsabile, Ali Baedakoglu, è pronto a nominare otto mufti donne. Lo ha reso noto un dirigente dello stesso Direttorato, Izzet Er.
Questi ha sottolineato che le donne hanno già un ruolo di rilievo all'interno delle gerarchie del Direttorato, ma che il loro numero verrà incrementato.
Le neo promosse sono tutte laureate in teologia e hanno alle spalle un passato da insegnanti universitari. La cerimonia si terrà i prossimo 7 maggio. prima di essere promosse le candidate hanno superato un esame, che verteva soprattutto sulla conoscenza del corano e della lingua araba. (Apcom)

 



 

OCALAN: 
INDAGINE SU ERDOGAN

Trattare con rispetto Abdullah Ocalan è un reato in Turchia e quello "stimato" con cui si sarebbe rivolto diversi anni fa al leader curdo potrebbe costare caro al premier Recep Tayyip Erdogan. La procura ha avviato un'indagine per appurare se davvero nel 2000 Erdogan, non ancora primo ministro, abbia usato la parola turca 'sayin' riferendosi al capo carismatico del Partito dei lavoratori curdi (Pkk).
In base alla legge, in quanto deputato il premier gode di immunità parlamentare, ma un'inchiesta formale potrebbe rivelarsi imbarazzante visto che mira a candidarsi alle presidenziali di maggio. L'agenzia Anadolu ha riferito che la procura intende esaminare i filmati in cui Erdogan avrebbe pronunciato la parola incriminata, secondo la denuncia del principale partito d'opposizione. Se i magistrati trovassero elementi che confermano l'accusa, potrebbero inviare gli atti al Parlamento. (Agi)

 



 

OFFERTO A CLINTON
APPARTAMENTO DA 1 MLN DI $

L'ex presidente Usa dovrà fare un intervento ad Istanbul ad una serata di gala 

Una casa da un milione di dollari per partecipare ad una conferenza della Mezza Luna Rossa (equivalente musulmano della Croce Rossa). E' quanto è stato offerto all'ex presidente Usa, Bill Clinton, per tenere un intervento ad una serata di gala.
L'eccentrica proposta arriva da Yasar Ascioglu, presidente dell'omonima impresa di costruzioni, che sembra disposto a tutto pur di avere l'ex inquilino della Casa Bianca alla conferenza.
"Sappiamo - ha detto Ascioglu  al quotidiano <Hurriyet> - che personaggi come Clinton possono chiedere anche mezzo milione di dollari per partecipare a serate come queste. Noi gliene offriamo il doppio in valore immobiliare".
Ascioglu ha detto di avere già preso contatti con Clinton e di essere in attesa di una sua risposta. Per la crinaca, il regalo dell'ex presidente si trova nel complesso "Selenium Twins", un'area di super lusso che verrà ultimata nel 2008 e che è già stata ribattezzata la versione turca delle Trump Towers.
Se Clinton accetterà avrà dei vicini di casa quanto mai illustri, tra cui l'ex Primo Ministro turco Tansu Ciller. E ne potrebbe arrivare anche uno italiano. "La nostra sarà una clientela selezionatissima - ha concluso Ascioglu - Stiamo pensando di proporre un appartamento anche a Silvio Berlusconi". (Apcom)





 

ANNULLATI DUE PROCESSI CONTRO DINK

Il giornalista ucciso da un fanatico nazionalista ora non è più perseguibile

Hrant Dink può finalmente riposare in pace, ad oltre due mesi dalla sua morte. Il Tribunale di Sisli, quartiere di Istanbul dove si è consumata l'intera vicenda giudiziaria del giornalista, ha annullato tutti i procedimenti penali a suo carico, perché ha ricevuto dall'anagrafe l'estratto di morte del direttore della rivista <Agos>.
Dink aveva ancora tre processi pendenti a suo carico. Uno in particolare era stato riaperto clamorosamente dopo la sua morte. riguardava il famoso articolo, pubblicato nel febbraio 2004 sul settimanale <Agos> nel quale Dink definiva il sangue armeno "puro" in contrapposizione e quello turco.
Proprio quell'articolo avrebbe convinto Ogun Samast, l'assassinio di Dink, ad ucciderlo a sangue freddo lo scorso gennaio nel centro di Istanbul.
Gli altri due articoli riguardavano l'inflazione all'ormai celebre articolo 301 del nuovo codice penale. Secondo l'accusa Hrant dink aveva offeso l'identità turca parlando del genocidio armeno del 1915 che Ankara non ha ancora riconosciuto e che nel Paese è considerato ancora un tabu. (Apcom)






 

BULGARIA-TURCHIA:
ELIMINAZIONE VISTI

Bulgaria e Turchia hanno firmato a Sofia un accordo che prevede l'introduzione di un regime libero da visto. Lo ha scritto la <Sofia News Agency>.
L'accordo è stato sottoscritto dal vice ministro degli esteri bulgaro, Lubomir Kiychikov, e dall'ambasciatore turco a Sofia, Mehmet Gucuk.
In base all'accordo i cittadini bulgari che entrano in Turchia non dovranno munirsi di visto. I turchi che siano in possesso di visti di altri Paesi dell'Unione Europea dell'area Schengen, non dovranno chiedere il visto bulgaro. (Apcom)







 

IL BOCCALE
A CHIRAC
CONTESTATO DA GUL

Il ministro degli Esteri turco Abdullah Gul ha criticato il regalo di congedo fato, al vertice UE di Berlino, al presidente francese Jacques Chirac, uno storico boccale da birra che raffigurerebbe - secondo i mezzi di informazione turchi - una sconfitta dell'Impero ottomano ad opera delle truppe francesi di Napoleone nel 1799.
"L'UE dovrebbe preoccuparsi più del futuro che del passato. Se ha una visione del futuro, deve preoccuparsi del futuro", ha detto Gul nel corso di una conferenza stampa. "Non è confacente alla visione dell'UE continuare ad insistere sul passato", ha aggiunto.
Un portavoce del Governo tedesco ha definito la reazione della Turchia mistificante in quanto sul boccale "incriminato" compaiono soltanto una decorazione floreale e la data del 1799, e non c'è alcuna raffigurazione di sconfitte ottomane. (da Ansa-Reuters)




 
 

ATATURK PER ERRORE IN LISTA GAY

Il Belgio sembra voler correre ai ripari dopo l'errore commesso nella compilazione della lista degli omosessuali e bisessuali illustri, in cui è stato incluso anche il fondatore della Turchia moderna, Kemal Ataturk. Secondo <Today's Zaman>, che riportava la notizia, il ministro della Pubblica istruzione vallone, Marie Arena, avrebbe chiesto un incontro con l'ambasciatore turco in Belgio per chiarire il disguido.Secondo una fonte, l'errore sarebbe stato causato da un eccesso di superficialità. la lista dei nomi è stata infatti copiata da un sito internet californiano senza verificare l'esattezza delle informazioni. (da Apcom)






 

ECONOMIA

 

"Consideriamo la scelta del Governo turco - così il direttore generale della grande industria italiana , Giorgio Zappa - parte integrante del nostro mercato italiano 

 

 

Un importante risultato

"Per la nostra industria dell'aerospazio e difesa" la scelta del Governo turco "rappresenta un importante risultato perché ottenuto in un Paese che noi consideriamo parte integrante del nostro mercato europeo". Lo ha sottolineato Giorgio Zappa, direttore generale di <Finmeccanica> e presidente dell'Associazione Italia-Turchia, commentando l'aggiudicazione da parte di <AgustaWestland> della gara per la fornitura di 51 elicotteri alla Turchia.
"Si tratta di una conferma importante del crescente clima di amicizia e di collaborazione tra i due Paesi - ha continuato - che sono certo sarà foriera di ulteriori soddisfazioni per quanti in questi anni hanno creduto in un rapporto più forte tra i nostri Paesi". (Ansa).

 

Elevata competitività italiana

"La scelta degli elicotteri <AgustaWestland> da parte della Turchia conferma l'elevata competitività dei nostri prodotti e le ottime relazioni industriali che esistono tra Italia e Turchia, Paese nel quale <Finmeccanica> (Milano: FNC.MI - notizie) è presente da molti anni in diversi settori''. E' quanto dichiara in una nota il presidente e amministratore delegato di <Finmeccanica>, Pier Francesco Guarguaglini, dopo l'annuncio dell'avvio delle trattative tra <AgustaWestland> e la <Turkish Aviation Industry> (Tai) per il "Programma Atak" (Tactical Reconnaissance and Attack Helicopter) per il Comando delle Forze di Terra turco. ''Questa scelta - ha aggiunto Guarguaglini - rinnova i rapporti di stima e amicizia reciproci e apre la strada a nuove interessanti opportunità di collaborazione tra i due Paesi''. Il valore stimato di questo programma, basato su un requisito per 51 elicotteri A129, "è superiore - precisa la nota - a 1.2 miliardi di euro''. La proposta di <AgustaWestland> include significativi vantaggi industriali per la Turchia. Diverse importanti aziende aerospaziali turche, come <Tai> e <Aselsan>, saranno coinvolte nel programma. Anche l'assemblaggio finale, le consegne e l'accettazione degli aeromobili avranno luogo in Turchia. (Asca)

Una nota del presidente ed amministratore delegato di <Finmeccanica>, Pier Francesco Guarguaglini. Le ottime relazioni industriali esistenti tra Italia e Turchia

<FINMECCANICA>:
una pioggia di commesse

Il consorzio <Eurofighter> e <Netma> hanno firmato a Monaco in nome e per conto di <Alenia Aeronautica>, <Eads>, <Bae Sysrems>e  <Eads-Casa> nonché delle Forze Armate di quattro Paesi.

Pioggia di commesse per il gruppo <Finmeccanica>: <AgustaWestland>, la controllata che produce elicotteri, si aggiudica due contratti, uno nel Regno Unito e l’altro in Turchia. <Alenia Aeronautica> vince una commessa per l’aereo <Eurofighter>. Vediamo i dettagli delle operazioni.
Il ministro turco della Difesa, Vecdi Gonul, ha annunciato che <Agusta Westland>, ha vinto un'asta per la fornitura di 51 elicotteri da combattimento A129, che potrebbero arrivare fino alla consegna di 90 unità. Il valore della fornitura è di circa 2.7 miliardi di dollari. Poco prima la società firma con il ministero della Difesa britannico un contratto per la modifica di sei elicotteri <EH101 Merlin> dell'Aeronautica Militare danese acquistati dal Regno Unito e destinati alle Forze Armate britanniche. Lo si legge in una nota della società italiana. Una fonte vicina al dossier spiega che il valore del contratto ammonta a 260 milioni di euro. "L'accordo prevede anche l'acquisto da parte del ministero della Difesa britannico di sei <EH101 Merlin> che verranno consegnati all'Aeronautica Militare danese in sostituzione di quelli ceduti alle armate britanniche", ha detto una nota.
<Alenia Aeronautica>  ha siglato invece un contratto da 292 milioni di euro per le nuove capacità operative dei velivoli Eurofighter. L'accordo rientra all'interno di un programma del valore totale di 1.2 miliardi, che coinvolgerà anche altre società del gruppo <Finmeccanica>. Il progetto complessivo vede protagonisti Eurofighter e Netma, l'agenzia intergovernativa che gestisce il programma per conto delle nazioni partner. <Eurofighter> e <Netma> firmano a Monaco di Baviera, in nome e per conto rispettivamente delle aziende <Alenia Aeronautica>, <Eads>, <Bae Systems> e <Eads-Casa> e delle Forze Armate di Italia, Germania, Regno Unito e Spagna, un contratto del valore di 1.205 milioni di euro per lo sviluppo dei velivoli <Eurofighter> di Tranche 2 con l'integrazione di nuove funzioni operative destinate ad esaltare le capacità dei velivoli sia "nel ruolo di difesa" sia in quello "di supporto tattico", consentendo così all'aereo di raggiungere livelli di assoluta eccellenza.
Per <Alenia Aeronautica>, capofila italiano del programma che ha la leadership nell'ambito del consorzio <Eurofighter> nel settore dello sviluppo e dell'integrazione dei sistemi di difesa e di navigazione, il contratto ha un valore di oltre 292 milioni di euro. Significative ricadute sono previste anche per altre aziende del gruppo <Finmeccanica>: <Selex> <S&AS>, <Galileo Avionica> e <Selex Communications>. Queste società in fasi successive saranno impegnate nello sviluppo e ulteriore miglioramento di buona parte degli equipaggiamenti e dei sistemi di bordo del velivolo. L'esecuzione del contratto avverrà nel corso del prossimo quinquennio. La Tranche 2 dell'<Eurofighter> prevede la produzione di 236 velivoli, così suddivisa: Germania 68 aerei, Italia 46 (di cui 3 biposto e 43 monoposto), Regno Unito 89, Spagna 33. Le consegne ai quattro Paesi partner degli aerei Tranche 2 sono previste all'inizio del 2008. Gli aerei della versione Tranche 1 sono in corso di consegna. Al momento ne sono stati consegnati oltre 100. In Italia l'occupazione totale generata dal programma <Eurofighter> (diretta, indiretta e terziaria) è dell'ordine delle 24mila risorse uomo-anno con una distribuzione paritetica tra Nord e Centro-Sud.
Infine, <Finmeccanica> ha comunicato di aver perfezionato l'acquisto da <Bae Systems> del 25 per cento non ancora in suo possesso in <Selex Sensors & Airborne Systems >per un esborso complessivo di circa 400 milioni di euro. A questo valore si aggiungerà nei prossimi mesi un conguaglio al momento stimato in circa 12 milioni di euro. (Denaro.it)
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The most important reason for Mangusta's selection was the price differences with Denel, Defense Minister Vecdi Gönül said at the end of an around three-and-a-half-hour meeting of the Executive Committee of the Undersecretariat for the Defense Industry (SSM), the top decision-making organ in Turkish arms procurement. The committee is composed of Prime Minister Recep Tayyip Erdoğan, Minister Gönül and Chief of General Staff Gen. Yaşar Büyükanıt. "The project [for attack helicopter acquisition] has been finalized after 12 years," said Gönül.
When asked, Gönül stated that the project cost for the production of 50 helicopters would be around $2.7 billion. Tusas Aerospace Industries (Tai) will be the main contractor and Alenia will be sub-contractor in the project, Gönül added, noting that the project would be called T-129 from now on, marking a Turco-Italian joint partnership in developing the helicopters.
Though the minister did not reveal the figures, Denel reportedly offered slightly less than 50 percent of Alenia's bid for the production of the helicopters with a high local content. With earlier speculation that the Turkish Armed Forces (Tsk) favored the US Apache or King Cobra for an off-the-shelf purchase, the SSM Executive Committee decision to select Italy's Alenia came as a surprise.
But Turkish industry sources do not rule out the possibility of Turkey buying off-the-shelf attack helicopters from the US in the future, bearing in mind that the delivery of Turkish-Italian joint production attack helicopters could take longer than expected.
US companies cannot bid in Turkey's major arms procurement projects due to contract terms and conditions, under which only companies that can obtain government authorization for the transfer of export licenses may offer bids. US law prohibits issuance of export licenses before companies have won the bid in question.
Gönül also announced the selection of local Otokar for the local design and development of around four to six prototypes for an estimated cost of $500 million. Once the prototypes are produced the SSM will decide on the production of 250 tanks under a separate deal. The local FNSS-BMC partnership is also competing in this project.
As part of Turkish policy to increase local production in military projects, the SSM Executive Committee has also decided to contract local Dearsan for the production at its İstanbul shipyards of new 56-meter-long patrol boats. The project is estimated to cost around 400 million euros. (Zaman)

 




Allo studio una fabbrica ad Istanbul o in Anatolia. uno dei motivi degli investimenti nel Paese della mezzaluna è l'attuale solidità economica. In cantiere campagne pubblicitarie.

 

I grandi progetti
di <Merloni>
e <Ferroni> in Turchia
Per il quotidiano <Zaman>, Italia e Turchia sono sempre più vicine. I marchi <Merloni> e <Ferroli> hanno dichiarato che investiranno nel Paese della Mezzaluna. La <Merloni>, in particolare, pensa a potenziare il marchio <Ariston>. A dirlo è stato il vice presidente del gruppo Carlo Andreatini. aggiungendo che il gruppo sta pensando ad impiantare una fabbrica ad Istanbul o in Anatolia già da re anni. In Turchia inoltre partiranno alcune campagne pubblicitarie future.
Il gruppo Mts, di cui <Ariston> fa parte, nel 2006 ha registrato profitti per 1.5 miliardi di dollari. La compagnia è già leader del settore in Francia e Svizzera. l'obiettivo è arrivare fra le prime tre anche in Turchia. Carlo Andreatini ha detto che uno dei motivi che li ha spinti a scegliere la Turchia è l'attuale solidità economica del paese. con l'aumento del consumo di gas naturale ci sono tutte condizioni per lanciare i nuovi modelli di caldaia che l'azienda ha in cantiere e che dovrebbero invadere il mercato turco. (
Apcom)

 





 

<CANDY> SE NE VA
E IN 150 RIMANGONO
SENZA LAVORO

Il trasferimento a Doruk Susler, in Anatolia, ,della società della <Gasfire> di Erba rischia di mettere sulla strada  decine e decine di dipendenti. Già impartite le indicazioni dal presidente Silvano Fumagalli.

Sono ben 150 i dipendenti della <Gasfire> di Erba destinati a perdere il posto di lavoro. Il motivo, come sempre più spesso accade in questi anni, è legato alla decisione della famiglia Fumagalli (che controlla il Gruppo <Candy>) di procedere nelle strategie di delocalizzazione dell’azienda, specializzata nel settore dei forni e dei piani cottura.
La produzione verrà dunque interamente trasferita a Doruk Susler, in Turchia, e lo stesso presidente Silvano Fumagalli ha già dato precise indicazioni sui tempi delle operazioni: i primi esuberi sono previsti già per il mese di luglio mentre la chiusura vera e propria dello stabilimento è prevista per fine anno.
I lavoratori sono in evidente fermento e si stanno prodigando febbrilmente per far conoscere a istituzioni e opinione pubblica la situazione verso cui sta precipitando quella che è una delle industrie storiche del territorio di Erba. Del resto, questo "trasloco" non rappresenta una novità per la <Gasfire> che nel corso degli anni ha già provveduto a delocalizzare intere linee produttive: i forni a microonde sono infatti passati in Cina, mentre le cucine sono state dirottate in Francia.
Se non interverranno novità il futuro è quindi a tinte decisamente fosche per 150 dipendenti (e relative famiglie) che si ritroveranno senza un lavoro e si vedranno negare quello che rappresenta uno dei maggiori diritti/doveri su cui si basa la Costituzione: un’occupazione in grado di garantire un’esistenza libera e dignitosa.
C’è ovviamente moltissima attesa per il 6 aprile, giorno dell’incontro tra i rappresentanti dei lavoratori e la proprietà. Ma, nell’attesa, non si rimane certo con le mani in mano: in gioco è anche il futuro della città stessa, nessuno può sentirsi escluso dalle rivendicazioni al diritto al lavoro che i dipendenti di <Gasfire> stanno portando avanti. Ieri sono stati distribuiti volantini tra i banchi del mercato nella piazza principale. Tutti devono sapere quali rischi si stanno correndo: un tale numero di nuovi disoccupati avrà infatti, giocoforza, ricadute importanti anche sull’indotto dell’intero territorio erbese. (da
La Padania online)

 

 



 

TUTTO OK
SULL'ESTERO

 

Dati degli investimenti turchi secondo la Banca Bntrale turca.

Secondo i dati della Banca Centrale turca, nel periodo primo gennaio 2002 e 31 gennaio 2007 il flusso di investimenti diretti turchi verso l'estero (Ide) ha raggiunto quota 5.5 miliardi di dollari Usa. Nello specifico, nel 2005 gli investimenti all'estero sono ammontati a 1.1 miliardi di dollari, 1.7 miliardi di dollari nel 2006, mentre - nel primo mese di quest'anno - il totale è già stato pari ad un miliardo di dollari. I Paesi che hanno attratto la maggior parte degli investimenti turchi all'estero (3.5 miliardi di dollari pari al 63% del totale) sono quelli europei: in prima posizione l'Olanda con 989 milioni di dollari ed il 18% del totale, seguono poi Malta con il 17.7% , la Germania con 766 milioni di dollari e l'Italia con 121 milioni di dollari (2.2% del totale). Nella graduatoria sono inclusi anche: Romania, Inghilterra, Lussemburgo, Svizzera, Bulgaria, Francia, Austria, Belgio, Polonia, Grecia, Spagna, Svezia e Finlandia. I settori di maggiore interesse per gli investitori turchi sono risultati: finanza/banche e tessile/abbigliamento. La Banca Centrale segnala inoltre un crescente interesse - nell'ultimo periodo-  per investimenti diretti turchi verso: Egitto e Medio Oriente in genere, oltre alla Cina ed all'Asia Centrale. (Ice Istanbul)

 





 

VERSO I 5 MLD ($)
DI SCAMBI
COMMERCIALI

 

Egitto e Turchia hanno fissato a cinque miliardi di dollari il nuovo obiettivo degli scambi commerciali da raggiungere entro il 2010. Un obiettivo che presuppone quindi una crescita di un miliardo all'anno. Lo riporta l'agenzia <Mena>. L'annuncio è arrivato durante la conferenza di cooperazione turco-egiziana aperta al Cairo dal ministro del commercio e dell'industria Rachid Mohamed Rachid e dall'ambasciatore di Turchia in Egitto, Safak Goturk, per celebrare l'accordo di libero scambio tra i due Paesi entrato in vigore all'inizio di marzo.

Gli obiettivi che si sono posti Turchia ed Egitto. I dati riportati dall'agenzia <Mena>.

Gli investimenti diretti turchi in Egitto lo scorso anno sono arrivati a quota un miliardo di dollari e hanno interessato soprattutto i settori del tessile, dell'abbigliamento e dell'energia. Alla conferenza erano presenti oltre 500 tra imprenditori turchi e egiziani, esperti di investimenti e dirigenti di aziende pubbliche e private. (Denaro.it)

 

 




 

La città, con 12 milioni abitanti ed un Pil di 133 milioni di dollari supera da solo il Prodotto interno Lordo di ben 127 Paesi. La Turchia è la 18ma potenza economica del mondo. Il turismo è ritornato a farla da padrone come due anni fa.

ISTANBUL,
NON SOLO
METROPOLI

Secondo una recente analisi della società di consulenza <PricewaterhouseCoopers> (PwC) delle 100 città dal maggior peso al mondo sul versante economico, risulta che Istanbul (34° nella classifica PwC), con oltre 12 milioni di abitanti (18 milioni secondo altri dati che si rifanno alle persone non censite, ndr) e un Pil di 133 miliardi di dollari, supera da sola il Prodotto Interno Lordo di ben 127 Paesi, fra cui: Marocco, Emirati Arabi Uniti, Kazakhistan, Singapore, Tunisia, Nuova Zelanda, Qatar e Kuwait, ma anche Paesi aderenti all'UE come Slovacchia, Bulgaria , Lituania, Slovenia, Lussemburgo, Lettonia, Estonia, Cipro e Malta.
La Turchia, secondo i dati Ocse, risulta essere la 18° potenza economica del mondo. E la vivibilità del Paese si riscontra anche nei flussi turistici. Secondo l'Ufficio Statistico Turco (Tuik), nei primi due mesi dell'anno in corso il numero dei turisti stranieri in visita in Turchia è cresciuto del 16 per cento rispetto allo stesso periodo del 2006 (con 1.5 milioni di visitatori in totale). La maggior crescita è avvenuta nel mese di febbraio, col +25.6 per cento rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Osservando la provenienza dei turisti a febbraio, risultano al primo posto i tedeschi (18,4 per cento), seguiti da: bulgari (9.3 per cento), russi (5.5 per cento), iraniani (5.2 per cento), georgiani (5 per cento), francesi (3.6 per cento), inglesi (3.5 per cento), azeri (3.2 per cento), olandesi (3.1 per cento), greci (2.7 per cento) ed altre nazionalità (40.5 per cento).
L'assenza quest'anno di gravi atti terroristici e dell'allarme influenza aviaria, uniti a un clima molto più mite del solito, hanno favorito l'aumento del flusso di turisti dall'estero.
(Denaro.it)

 

 

 

 



n

Con un annuncio fresco fresco la <Neteller Plc>, ha comunicato il ritiro dei propri servizi dal mercato del gioco in Canada e in Turchia. I provvedimenti giuridici che hanno indotto a questa mossa.

BRUTTA ARIA 
PER GLI SCOMMETTITORI

Con un annuncio fresco fresco, la < Neteller Plc>, gestore di pagamenti online tra i più usati da scommettitori e giocatori di poker, ha comunicato il ritiro dei propri servizi dal mercato del gioco in Canada e Turchia.
<Neteller> afferma di essere arrivata alla decisione a seguito di una stima di "profilo e stato di rischio" dei mercati nei quali offre i propri servizi. < Neteller> afferma che le recenti azioni dei legislatori anche verso gestori di pagamenti e operatori dell'online gaming hanno "incrementato l'incertezza in merito certe attività legate all'online gambling in alcune giurisdizioni."
A seguito di questa stima, i dirigenti della <Neteller> hanno deciso che il rischio per i loro future investimenti in Canada e Turchia è aumentato e, di conseguenza, < Neteller> non gestirà più trasferimenti di denaro legati a siti di online gambling a favore di clienti residenti in Canada o Turchia.
Di seguito riassumiamo quali sono i provvedimenti giuridici che hanno indotto a questa mossa:
Canada
< Neteller> cesserà la fornitura del servizio per i clienti residenti in Canada a partire dalle 12.01am MST di lunedì 9 aprile 2007.
Già da adesso però però i cittadini canadesi non sono più abilitati ad effettuare depositi usando InstaCASH di < Neteller > direttamente o per mezzo di siti per l'online gambling.
Comunque, i canadesi potranno continuare ad usare i propri conti su e-wallet per tutte le transazioni non dirette a siti di scommessa.
I fondi dei clienti, inclusi quelli dei clienti canadesi, saranno mantenuti su un conto separato e saranno disponibili per la riscossione su richiesta. I clienti canadesi potranno anche non ritirare i propri fondi ed impiegarli per mezzo di questo e-wallet per effettuare altri pagamenti non collegati al gioco d'azzardo.
Turchia
Alla luce dei recenti provvedimenti legislativi approvati in Turchia il 28 febbraio 2007, che proibiscono alcune forme di online gambling che non potranno più essere fornite da compagnie locali o straniere sprovviste della necessaria licenza, < Neteller> ha deciso di avviare un "volontario graduale ritiro " dei servizi di pagamento legati all'online gambling che attualmente erano disponibili anche per i clienti turchi.
I depositi di denaro erano già stati bloccati il 9 marzo 2007.
< Neteller> ha cessato di gestire transazioni legate all'online per i clienti turchi a partire da ieri alle 6.01am GMT (lunedì 26 marzo 2007).
Come per i canadesi, anche i clienti turchi potranno continuare ad usare i propri e-wallet di <Netelle>r per tutte le transazioni non collegate al gambling, sia per depositi sia per riscossioni.
I clienti che si trovano in altre parti del mondo non risentiranno di alcun contraccolpo o effetto e < Neteller> continuerà a servire tutti gli altri clienti come di consueto.
Effetti sul business di Neteller
Neteller afferma di aver puntato molto sul mercato canadese per il rilancio dei propri afari nel 2007 e la perdita di questo mercato avrebbe dovuto contribuire in modo significativo ad incrementare le entrate di quest'anno. Questa perdita avrà un impatto materialmente negative sui risultati del gruppo per l'intero anno sino al 31 dicembre 2007. Comunque il mercato turco rappresenta una parte marginale delle entrate la cui rinuncia non sarà quasi percepibile.
A seguito della riduzione del personale di Calgary dopo il ritiro dagli Usa, < Neteller> ritiene che ora le proprie dimensioni sono appropriate per continuare a gestire i restanti affair non nord americani ed il gruppo continuerà a concentrarsi su Europa ed Asia. (Pockernews)

 





 

 

AUMENTA L'INTERESSE
(STRANIERO)
PER LE ASSICURAZIONI

Attualmente la presenza nel campo è calcolata attorno al 70%. Solo nel 2006 sono stati spesi 5000 milioni di dollari per fusioni ed acquisizioni.

Gli analisti turchi sono convinti: nei prossimi anni gli investimenti stranieri si concentreranno non solo nel settore bancario, ma anche in quello assicurativo. Attualmente la presenza nel campo è calcolata attorno al 70% e solo nel 2006 sono stati spesi 500 milioni di dollari per fusioni e acquisizioni. Ma è sicuramente destinata ad aumentare, soprattutto se si calcola che il settore assicurativo è in costante aumento.
Recep Kocak, direttore generale di <Isik Sigorta>, ha dichiarato al quotidiano <Referans> che le compagnie straniere turche stanno investendo nel settore delle assicurazioni perché attirate soprattutto dagli indicatori macroeconomici e dall'età mediamente molto giovane della popolazione turca.
Dello stesso avviso anche Ertugul Bul, manager della <Teb Sigorta>, che ha dichiarato come il settore assicurativo, in questo momento, sia la realtà più solida del Paese dopo quella bancaria e come i premi di produzione rimangono di 10 volte inferiori alla media europei. (da Apcom)





APPARECCHIATURE AUSILIARIE

Il costruttore italiano per la lavorazione di materie plastiche ha annunciato l'avvio di un nuovo impianto nel Paese della Mezzaluna. Un consumo cresciuto del 15% nell'ultimo triennio. I segmenti trattati: da quello dell'alimentazione a quello della refrigerazioni.

 

Lo sbarco di <Piovan>

Il costruttore italiano di apparecchiature ausiliarie per la lavorazione delle materie plastiche ha annunciato l'avvio di <Piovan Turchia>, struttura guidata da Cihan Sönmez, manager con esperienza di oltre 15 anni nell'industria turca della plastica, con uno staff composto da tre commerciali, due tecnici per l'assistenza e due amministrativi.
Gli uffici della direzione generale hanno sede a Istanbul e dispongono di una superficie di 270 m2. Un ulteriore spazio di 50 m2 è destinato al magazzino ricambi per fornitura in pronta consegna. Per seguire i trasformatori che operano nel sud del Paese è stato aperto un ufficio vendite a Izmir.
Il consumo di plastiche in Turchia è cresciuto con tassi del 15% annuo nell'ultimo triennio - spiega l'azienda - In questo scenario industriale, l'obiettivo di <Piovan> è creare le condizioni per un contatto sempre più stretto con il mercato locale, assicurando competenze specifiche in ambito commerciale, tecnico e di assistenza.
<Piovan Turchia> commercializza l'intera gamma dei prodotti standard <Piovan> nei segmenti dell'alimentazione, dosaggio, deumidificazione, granulazione, termoregolazione e refrigerazione; opera inoltre nei settori specialistici delle <