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NUOVO ROUND
DI COLLOQUI CON IL FMI - Si è svolta in Turchia una missione
del Fmi guidata da Lorenzo Giorgianni, desk officer per la Turchia.
al fine di procedere alla sesta revisione dell'accordo di stand-by
2006-2008 e alle consultazioni periodiche con il governo di Ankara.
Dagli incontri tenutosi ad Istanbul e ad Ankara è uscito un quadro
dell'economia turca sostanzialmente positivo, caratterizzato da
stabilità macro-economica, costante flusso degli investimenti
esteri diretti e attenta gestione delle politiche comunitarie e
fiscali. La delegazione ha inizialmente incontrato ad Istanbul i
rappresentanti del settore bancario e dell'industria nazionale
nonché i responsabili delle principali associazioni di categoria
del paese. Ad Ankara invece hanno avuto luogo incontri con i
titolari di diversi ministeri, il Governatore della Banca centrale
Yilmaz, il presidente delle Borse e delle Camere di Commercio e il
titolare dell'Agenzia di Stato per la Pianificazione.
Secondo un comunicato ufficiale rilasciato dal Fondo, il buono stato
di salute in cui versa al momento la Turchia contribuisce a
confermare le prospettive di una crescita economica che potrebbe
allinearsi ai tassi di sviluppo di Paesi come Cina, India, a
condizione che alcuni importanti obiettivi vengano centrati. Tra
questi il contenimento del deficit commerciale, che è stato in
aumento costante nel corso degli ultimi anni, la riduzione del tasso
di inflazione, che è recentemente tornata su livelli a due cifre e
un maggiore controllo sui livelli dei tassi di interesse, giudicati
attualmente come eccessivamente elevati.
PRIVATIZZAZIONE AUTOSTRADE - Il direttore generale delle Autostrade della Turchia Cahit Turhan ha
confermato che entro la prossima estate partirà il processo di
privatizzazione della rete autostradale del Paese in base al quale
la gestione delle tratte autostradali sarà concesso solo per un
determinato periodo di tempo (si parla di 10/15 o 25 anni, o
addirittura per 49 anni). Il ministro dei Lavori Pubblici Faruk Ozak
ha informato che i tenders saranno aperti particolarmente
alle imprese internazionali (europee e giapponesi) che possono
vantare precedenti esperienze in tale campo. Le principali
iniziative sono la costruzione dell’autostrada Istanbul-Bursa-Izmir che includerà un ponte di tre km
sulla baia di Izmit sul modello build-operate-transfer,
per cui la Direzione Generale delle Autostrade indirà a breve una
gara internazionale, e la privatizzazione da parte
dell’Amministrazione per le Privatizzazioni (Oib) di sei
autostrade già esistenti, la Ediren-Istanbul-Ankara, la
Pozanti-Tarsus-Mersin, la Tarsus-Adana-Gaziantep, la
Toprakkale-Iskenderun, la Izmir-Cesme e la Izmir-Aydin, che insieme
totalizzano 1.851 km.
2° EDIZIONE DELL'IRAQ
INTERNATIONAL FAIR - In vista della seconda edizione della <Iraq International Fair>,
che avrà luogo dal 23 al 27 maggio a Gaziantep, il ministro per il
Commercio Kurzat Tuzmen ha auspicato la cooperazione tra settore
pubblico e privato al fine di incrementare le relazioni commerciali
ed industriali tra l’Iraq e la Turchia e di rafforzare lo sviluppo
delle infrastrutture irachene. Secondo il ministro, inoltre, al fine
di agevolare gli scambi tra i due Paesi sarebbe opportuno aprire un
altro varco al confine meridionale tra i due Paesi e costruire una
moderna rete autostradale di collegamento tra le maggiori città
turche dell’Anatolia sud – orientale e l’Iraq.
INCREMENTO EXPORT <TOFAS - Secondo fonti di stampa, la <Tofas> ha realizzato esportazioni
per un totale di €975 milioni nel 2006, con un incremento del 41.9%
rispetto al 2005 ed un totale di 123.000 autovetture esportate.
Nonostante la contrazione del 13% che il settore ha registrato nel
corso dell’anno passato, la <Tofas> è riuscita ad
incrementare la sua quota di mercato dello 0.9%. L’Amministratore
Delegato della joint venture tra la <Tofas> e la
<Fiat>, Ali Pandir, che prevede per il corso dell’anno un
ulteriore aumento delle vendite grazie anche a nuovi modelli, in
primis la Linea, ha infine affermato che l’azienda nel 2006 ha
effettuato investimenti per €288 milioni e conta di incrementare
tale cifra a €450 milioni nel 2007.
RICICLAGGIO CAPITALI - La Task Force dell’Ocse contro il riciclaggio di capitali (Fatf),
organismo intergovernativo il cui scopo è di elaborare e promuovere
misure di lotta contro il riciclaggio e, dall’autunno del 2001,
anche contro il finanziamento del terrorismo, in un recente rapporto
afferma che la Turchia ha fatto progressi dal punto di vista
normativo grazie all’entrata in
vigore del nuovo testo di legge. Passi avanti ulteriori dovrebbero
tuttavia essere compiuti per quanto riguarda la sua applicazione; al
momento, infatti, non risulterebbe elevato il totale delle persone
sottoposte a giudizio per riciclaggio rispetto all’elevato numero
di denunce depositate.
INVESTIMENTI AMBIENTE - Il ministro dell'Ambiente Osman Pepe ha recentemente comunicato che
secondo stime predisposte dal suo dicastero in collaborazione con
l'Unione Europea, la Turchia necessiterà di investimenti nel
settore dell’ambiente fino al 2025 per un totale di oltre 70
miliardi di euro, di cui circa 38 miliardi saranno destinati al
trattamento delle acque reflue (54.3% del totale), 14 miliardi
all'armonizzazione del comparto industriale con le normative UE,
circa 13 miliardi per il trattamento e riciclaggio dei rifiuti
solidi e 3 miliardi destinati alla lotta all'inquinamento
atmosferico. In merito al trattamento delle acque il ministro Pepe
ha evidenziato che in Turchia vi sono 3.225 comuni, di cui la
maggioranza con una popolazione inferiore ai 10.000 abitanti ed
ognuno di questi si dovrà dotare di un impianto di trattamento
delle acque. Al momento il 65% della popolazione turca vive in città
dove non esistono impianti di trattamento delle acque ed il 50%
delle industrie del Paese non dispone di alcun dispositivo per la
gestione delle acque di scarico. Il Ministro ha peraltro evidenziato
che l'UE, a partire dal budget del 2008, allocherà, in linea con
quanto prevede il Governo di Ankara, consistenti risorse al
riguardo(gli analisti segnalano che circa il 20% dei 70 miliardi di
euro – almeno 14 miliardi - proverranno dall'UE nei prossimi 18
anni).
WORLD WATER FORUM: LA NUOVA
PRESIDENZA - La Turchia subentrerà al Messico alla presidenza del "World
Water Forum" per i prossimi tre anni. La cerimonia di passaggio
delle consegne è avvenuta in concomitanza con l’apertura dei
lavori del Quinto Forum Mondiale dell’Acqua, tenuto ad Istanbul
dal 15 al 22 marzo ed organizzato in cooperazione con il ministero
degli Affari Esteri turco, il Comune di Istanbul e
l’Amministrazione statale per i Lavori idraulici. Il Forum
Mondiale dell’Acqua è il più grande evento internazionale del
settore e la sua organizzazione è gestita dal Consiglio Mondiale
dell’Acqua insieme alle autorità del Paese ospitante.
Quest’anno ha visto la partecipazione di almeno 15.000 esperti e
rappresentanti delle istituzioni e di Organizzazioni non
Governative, provenienti da 150 Paesi, che hanno discusso delle
problematiche relative alla scarsità d’acqua ed alle possibili
soluzioni.
SI ESTENDE IL GASDOTTO
"NABUCCO" - Il gasdotto "Nabucco", la cui costruzione è stata
concordata lo scorso giugno dai ministri dell’Energia di Austria,
Ungheria, Romania, Bulgaria e Turchia alla presenza del
rappresentante per l’energia
della Commissione Europea Andris Piebalgs si estenderà lungo
3.300 km e consentirà di trasportare dagli 8 ai 13 miliardi di
metri cubi di gas all’anno dall’Iran dal Kazakistan e dall’Azerbaijan
all’Europa centrale, riducendo così sostanzialmente la dipendenza
dell’Europa dal gas di provenienza russa. Le cinque società che
hanno formato il consorzio "Nabucco Gas Pipeline"
sono la turca <Botas>, la bulgara <Bulgargaz>, la
rumena <Transgraz>, l’ungherese <Mol> e l’austriaca
<Omv Gas>. Il costo del gasdotto è stato stimato intorno a $6
miliardi che saranno finanziati al 70% dalla Banca Europea per gli
Investimenti (Bei); la decisione finale sulla data d’inizio dei
lavori sarà presa entro la fine di quest’anno mentre il
completamento di questi ultimi è previsto per il 2010. Il progetto,
nelle affermazioni di Piebalgs, rappresenta la più importante
iniziativa dell’Unione Europea nel settore energetico e riveste
vitale importanza per l’Europa.
IL DEBITO - Fonti ufficiali hanno reso
noto che il debito totale dello Stato a fine febbraio è ammontato a
$257 miliardi, di cui il 73.5% è interno ($ 189 miliardi) ed il
restante è estero ($67 ,miliardi).
AVANZO PRIMARIO - Il ministro per l’Economia turco Ali Babacan ha affermato alla
stampa che secondo le ultime stime l’avanzo primario del Pil per
il 2006 raggiungerà il 6.7%, fondamentale che dovrebbe attestarsi
al 6.8% nel 2007, nonostante l’obiettivo di Governo sia stato
fissato al 6.5%. Il raggiungimento di tale risultato, possibile
grazie ad un costante controllo
della spesa pubblica, soprattutto quella sanitaria, ed
all’attuazione delle riforme fiscali, con particolare attenzione
all’aumento degli introiti attraverso la semplificazione e la
riduzione delle esenzioni, rientra tra gli obiettivi previsti
dall’accordo di stand-by siglato tra il Fondo ed il Governo
di Ankara che con l’intento di avvicinarsi quanto più alle
aspettative di quella Istituzione si è impegnato ad intensificare
il contenimento delle spese statali. Quanto ai primi due mesi di
quest’anno, il ministero delle Finanze
ha reso noto che a fine febbraio l’avanzo primario si è
attestato a $2.07 miliardi ($3 miliardi nello stesso periodo dello
scorso anno)
LINEE DI CREDITO - La Banca Europea per gli Investimenti, che dal 1998 ha effettuato
prestiti alla Turchia per un totale di €6.9 miliardi (€ 1.8 nel
solo 2006 con previsione di superare €2 miliardi quest’anno),
dal prossimo mese di maggio inizierà ad aprire linee di credito in
moneta nazionale (Ytl) con l’intento di fornire maggior credito
alle Pmi del Paese. Inizialmente
i prestiti saranno effettuati per il tramite delle cinque banche
turche che attualmente operano in partenariato con la Banca Europea
degli Investimenti e a cui presto si aggiungeranno altri cinque
istituti di credito privati. La Banca Europea per gli Investimenti
aprirà inoltre due uffici di rappresentanza, uno nella capitale
Ankara ed uno a Istanbul; il primo si occuperà principalmente di
fornire credito allo Stato ed alle Municipalità, mentre il secondo
lavorerà per le Pmi turche.
USA:
UN MERCATO INVITANTE - Il ministro turco per l’Economia Ali Babacan, nel suo intervento
alla riunione del Consiglio per gli Affari turco-americano, ha
richiamato l’attenzione degli investitori statunitensi sul boom di
investimenti diretti dall’estero che la Turchia sta registrando in
particolare da due anni a questa parte. Babacan ha sottolineato che
molto dipende dalla stabilità economica che il Paese è riuscito a
raggiungere dopo la crisi economica del 2001, tra cui il notevole
abbassamento del tasso d’inflazione e dei tassi d’interesse,
stabilità che questo Governo tiene fortemente a mantenere
nell’ottica di crescita economica futura. Per dare un’idea di
quello che il Paese significa oggi nello scenario internazionale, il
ministro ha aggiunto che di fatto si è passati dai $1.7 miliardi
del 2003 ai $2.8 miliardi del 2004 per salire ai $9.6 miliardi del
2005 e quindi alla cifra record di circa $18 miliardi nel 2006. La
Turchia, ha affermato Ferit Sahenk, presidente del Consiglio per gli
Affari turco-americano, con un mercato di consumatori di oltre 72
milioni e grazie alla sua posizione geografica è un mercato
particolarmente invitante sia per gli investitori europei che per
quelli medio-orientali.
DA 500 MLN DI EURO IN SU'
IL PREZZO DELLA <PETKIM PETROKIMYA HOLDING AS> -
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La <Qatar Petroleum Corporation> (Qapco) è interessata ad
acquistare la principale impresa turca del comparto chimico, la <Petkim
Petrokimya Holding AS> (produttrice di materie prime per il
settore chimico/plastico, Pvc,ecc.). Il prezzo minimo di acquisto
dovrebbe aggirarsi intorno ai $500 milioni anche in considerazione
del fatto che già in due occasioni (2003 e 2004) il tender non e'
stato aggiudicato. La <Petkim>, secondo alcuni analisti di
settore, lo scorso anno ha generato profitti per circa 40 milioni di
dollari, ma necessiterebbe di notevoli investimenti per procedere
all’ammodernamento dei propri sistemi produttivi. L'altro
potenziale concorrente della <Qapco> risulterebbe essere la
saudita <Sabic>.
INTERESSE PER ERZURUM - Investitori esteri ed istituzioni finanziarie sono sempre più
interessate alla città
di Erzurum dove nel 2011 si terranno le prossime Olimpiadi
Universitarie. Da quanto appreso dai media locali, al momento sono
stati manifestati interessi da parte di una società malesi ed
israeliane per prendere parte ai lavori per la costruzione delle
infrastrutture necessarie. Il budget messo a disposizione del Comune
di Erzurum al momento non supererebbe i $138 milioni ma già alcuni
istituti di credito sia nazionali che esteri avrebbero manifestato
interesse a finanziare la costruzione di alcune infrastrutture.
Sempre secondo la stampa nazionale la Camera di Commercio di
Istanbul intenderebbe recarsi a Dubai e nei Paesi del Golfo per
presentare le opportunità di partecipazione ai potenziali
investitori. A tale riguardo, si segnala che è in corso di
approvazione da parte turca un disegno di legge che prevede la
nomina di un coordinatore nazionale delle Olimpiadi Universitarie
LA <COLMAR SPA> SI
AGGIUDICA LA GARA - La <Colmar S.p.A., società italiana leader nel settore delle
macchine movimento terra, si è recentemente aggiudicata la
gara indetta dalle Ferrovie di Stato della Turchia per la
fornitura di 5
caricatori ferroviari per
un importo pari a €1.072.000.
AL VIA NUOVO OLEODOTTO - Il
presidente russo Vladimir Putin, il Primo Ministro greco Karamanlis ed il loro
omologo bulgaro Stanishev hanno presenziato alla firma tra i ministri dell’Energia dei tre Paesi in questione di un accordo
per la costruzione di un oleodotto che trasporterà petrolio
proveniente via mare dal porto russo di Novorosisk fino a quello di Burgaz in
Bulgaria e da qui attraverso la nuova infrastruttura fino al porto greco di
Alexandroupolis sul Mar Egeo. Proprio la presenza di Putin ha
dato l’idea dell’importanza attribuita da Mosca all’intesa
che rafforza ulteriormente il ruolo della Russia quale fornitore
di idrocarburi per l’intera Europa ed allo stesso tempo vede
la Bulgaria e soprattutto la Grecia accrescere il ruolo geo-strategico nella mappa dei corridoi dei flussi di energia tra
Europa orientale e centrale. L’oleodotto sarà lungo 280 km
e la sua costruzione inizierà nel 2008 per essere completata
entro il 2009; avrà una capacità giornaliera di 700.000
barili per un totale di 35 milioni di tonnellate all'anno con
previsione di raggiungere la quota di 50 milioni. Il costo
dell'iniziativa è di circa $1 miliardo. Secondo i termini
dell’accordo, il 51% del consorzio che realizzerà e gestirà l’impianto
sarà in mano russa mentre le
rimanenti due quote (ciascuna del 24%) saranno controllate da
Grecia e Bulgaria. La stampa locale ha dato ampio risalto a
questa nuova arteria che, a differenza di altri progetti nel
settore energetico, non attraversa il territorio turco. La firma
dell'accordo in questione ha suscitato reazioni significative in
Turchia da parte di chi teme una diminuzione dell’importanza
del Paese quale nodo energetico strategico nell’area ed un
raffreddamento dell’interesse di Mosca, soprattutto in un
momento in cui Ankara è alla ricerca di ulteriori partner per
il Samsun – Cehyan, di cui si attende l’avvio
operativo.
GASDOTTO "NABUCCO" - La
Turchia è inoltre alla ricerca di un sesto partner per la
costruzione del gasdotto "Nabucco" in cui attualmente, oltre alla
<Botas>, figurano l'austriaca <Omv>, l'ungherese <Mol>, la Bulgara
<Bulgargaz> e la romena <Transgaz>. I possibili candidati
sembrerebbero essere la francese <Total> o la tedesca <Rwe>. Il progetto, in base al quale sarà trasportato gas azero
ed iraniano verso l'Europa attraversando la Turchia, è ancora in fase
preparatoria e comprende la costruzione di 3.300 km di gasdotto,
la cui costruzione dovrebbe essere completata entro il 2012.
ALL'UNDICESIMO POSTO PER
FERRO ED ACCIAIO - L’Istituto
Internazionale del Ferro e dell’Acciaio, in uno studio
pubblicato in questi giorni, ha reso noto che la Turchia, che
nel 2001 era il 15mo produttore al mondo di ferro ed acciaio,
con un totale di 15 milioni di tonnellate, nel 2006 è
risalita di quattro posizioni raggiungendo l'undicesimo posto
con 23.3 milioni di tonnellate, realizzando
così un incremento del 55.3% rispetto al 2001. La produzione
mondiale in quell’anno era stata pari a 850.5 milioni, mentre
nel 2006 ha raggiunto quota 1. miliardi, con un incremento del
52% rispetto al dato del 2001. Secondo lo studio, il principale
produttore mondiale è la Cina con 418.8 milioni, seguita dal
Giappone (116.2 milioni), dagli Usa (98.5 milioni), dalla Russia
(70.6 milioni), dalla Corea del Sud (48.4 milioni), dalla
Germania (47.2 milioni), dall’India (44 milioni),
dall’Ucraina (40.8 milioni), dall’Italia (31.6 milioni) e
dal Brasile (30.9 milioni). A tale riguardo viene precisato che
la continua espansione del comparto ferro/acciaio turco è
dovuta essenzialmente alla crescita esponenziale dei settori
automobilistico e degli elettrodomestici nei quali la Turchia è
ormai riconosciuta come un leader europeo.
GIGANTESCO PROGETTO
ALIMENTARE - L’Organizzazione
per l’Alimentazione e l’Agricoltura (Fao) avvierà a breve
un gigantesco progetto alimentare in Turchia; secondo le prime
informazioni pubblicate dalla stampa locale, 18 grandi compagnie
del settore alimentare investiranno $10 miliardi nella zona di
Kilis che diventerà così il più grande centro
agro-alimentare dell’area.
INTERSCAMBIO
FRANCIA-TURCHIA - Nonostante
il boicottaggio di alcuni prodotti di origine francese a seguito
del voto parlamentare in favore della penalizzazione della
negazione del cosiddetto genocidio armeno ad opera dei
Turchi ottomani, l’interscambio commerciale con la Francia nel
2006 ha realizzato la somma di $9.4 miliardi. Secondo i dati
resi noti dal ministero francese dell’Industria, Economia e
Finanze, le esportazioni in Turchia sono ammontate a
$5.2 miliardi con un aumento del 12% rispetto all’anno
precedente, mentre le importazioni hanno registrato la somma di
$4.2 miliardi, con un incremento del 19% rispetto ai dati di
fine 2005. Le esportazioni francesi sono rappresentate
principalmente da prodotti chimici, gomma naturale, plastica,
metalli e prodotti metalliferi, automobili e parti di
automobili, prodotti farmaceutici e cosmetici. Un discorso a
parte merita il settore della difesa;
infatti proprio a seguito della decisione adottata dal
Parlamento francese in merito al genocidio di armeni, le aziende
francesi di fatto non sono ammesse a partecipare a gare per la
fornitura di attrezzature militari.
BUSINESS COUNCIL - Il
Consiglio turco per le Relazioni Economiche Internazionali (Deik),
un’istituzione
dedicata allo sviluppo delle relazioni internazionali
soprattutto attraverso la gestione dei cosiddetti "Business
Council", estenderà la sua attività in altre 13
città dell’Anatolia tra cui Gaziantep, Kayseri, Trabzon e
Konya. Attualmente il Deik ha 520 membri e conta di raggiungere
quota 750, anche a seguito dell’apertura di nuovi uffici a
Malta, in Sudan ed in Etiopia.
DEFICIT
BILANCIA PAGAMENTI - Secondo gli ultimi dati pubblicati dalla Banca Centrale
turca, la bilancia dei pagamenti a gennaio 2007 ha riportato un
deficit di $2.248 milioni, con un lieve incremento del 0.4% rispetto
allo stesso periodo del 2006 ($2.240). Tale risultato viene
attribuito al fatto che il deficit commerciale ($2.407 milioni) è
diminuito dello 0.5% rispetto al gennaio 2006.
TASSO DISOCCUPAZIONE
- L’Istituto
Nazionale di Statistica turco (Tuik) ha reso noto che il tasso di
disoccupazione nel Paese a fine dicembre si è attestato al 10.5%, lo
0.7% in meno rispetto allo stesso periodo del 2005 (11.2%), con una concentrazione dell’12.5% dei disoccupati
nelle aree urbane e del 7.5% in quelle rurali. Nello stesso
periodo il numero dei disoccupati è sceso di 94.000 unità
ed ha raggiunto quota 2.6 milioni.
TASSI
DI INTERESSE - Come
previsto dagli analisti economici ed in linea con l’andamento
di mercato, la Banca Centrale turca ha lasciato invariati i tassi
d’interesse sottolineando nel comunicato rilasciato a seguito
della riunione che continuerà a tenere sotto stretto
controllo l’andamento del tasso d’inflazione, la cui
diminuzione dovrebbe divenire più costante nella seconda metà dell’anno.
PREZZI AL CONSUMO - La
Banca internazionale di investimenti <JP Morgan> ritiene che a
partire dal prossimo mese di aprile i prezzi al consumo
inizieranno a scendere e che il tasso d’inflazione di fine
anno si attesterà al 6.5%. Tale diminuzione della pressione
inflazionistica dovrebbe così consentire alla Banca Centrale
di procedere ad una riduzione dei tassi d’interesse a partire
dal mese di giugno.
INVESTIMENTI DIRETTI ESTERI - Il
Sottosegretariato turco al Tesoro ha reso noto che nel mese di gennaio
il flusso di investimenti diretti esteri ha raggiunto la
somma di $6 miliardi, un vero e proprio record per un
Paese come la Turchia che sino ad alcuni anni or sono riceveva
investimenti diretti per un massimo di $1.5 - 2 miliardi
all'anno (nel gennaio 2006 la cifra fu pari a $452 milioni).
Tale successo è anche il risultato degli introiti derivanti
dai pagamenti delle restanti rate relative a consistenti
privatizzazioni attuate nel settore bancario (vendita della <Disbank> alla
<Fortis>, della <Finansbank> alla <National Bank of
Greece>, della <Turk Economi Bank> alla <BNP Paribas>) e delle
telecomunicazioni (vendita della <Telsim> alla <Vodafone>). A fine
2006 invece, gli investimenti esteri sono ammontati a $19.8
miliardi. I settori di maggiore interesse da parte degli
investitori esteri in questi ultimi anni sono risultati quello
bancario e delle telecomunicazioni, quello petrolchimico,
immobiliare e della produzione di cemento. Va peraltro
evidenziato che lo stock di investimenti esteri ha raggiunto a
fine 2006 la somma di $60 miliardi e che in rapporto al
PIL gli investimenti provenienti dall'estero sono ancora sotto
la media mondiale, il 16% contro il 22.7%. Gli analisti locali
fanno presente però che l'anno elettorale, il congelamento
della privatizzazione delle reti elettriche e soprattutto una
forte terziarizzazione degli investimenti provenienti
dall'estero, potrebbero non far compiere al Paese quel
necessario balzo in avanti nel comparto industriale. In pratica
gli esperti fanno presente che la Turchia non può ancora
permettersi di specializzarsi nel terziario, ma deve
obbligatoriamente essere ancora un Paese industriale soprattutto
poiché ogni anno circa un milione di giovani si immettono nel
mercato del lavoro.
____________________
Secondo
i dati della Banca Centrale turca, dal 1 gennaio del 2002 al 31
gennaio 2007 il flusso di investimenti diretti turchi verso
l'estero ha raggiunto quota $5.5 miliardi. Nel dettaglio, nel 2005 gli
investimenti all'estero sono ammontati a $1.1 miliardi, sono
saliti a $1.7 miliardi nel 2006, mentre nel primo mese di quest'anno hanno
già totalizzato quota $1 miliardo. I Paesi verso cui la
maggioranza di tali fondi sono stati destinati ($3.5 miliardi di
dollari pari al 63% del totale) sono quelli europei (in prima
posizione l'Olanda con $989 milioni pari al 18% del totale).
Seguono in ordine Malta (17.7%), la Germania ($766 milioni) e
l'Italia ($121 milioni ed il 2.2% del totale). Nella graduatoria
sono inclusi anche la Romania, il Regno Unito, il Lussemburgo,
la Svizzera, la Bulgaria, la Francia, l’Austria, il Belgio, la
Polonia, la Grecia, la Spagna, la Svezia e la Finlandia. I
settori di maggiore interesse per gli investitori turchi
risultano essere quello finanziario, bancario,
tessile e dell’abbigliamento. La Banca Centrale segnala
inoltre un recente e crescente interesse per investimenti
verso l’Egitto ed il Medio Oriente in genere, oltre alla
Cina ed all'Asia Centrale.
MERCATO IMMOBILIARE - In
base a stime statali relative agli investimenti esteri diretti,
il mercato immobiliare in Turchia attrae sempre più gli
investitori stranieri; le prospettive di ulteriore espansione
nel 2007 appaiono infatti assai rosee. A dimostrazione di ciò
è recentemente apparso sulla stampa locale un articolo
riguardante le opinioni espresse dal responsabile della <Merril
Lynch Global Principle Investments> per l’Europa, il Medio
Oriente e l’Africa <Roger Barris>. La <Merril Lynch>, che ha
avviato una collaborazione con la <Krea Real Estate>, dando vita
alla <Bosphorus Real Estate>, progetta infatti di investire $1
miliardo nei prossimi tre anni ad Istanbul, Smirne, Eskisehir ed
in alcune regioni dell’Anatolia orientale. Sempre secondo le
stime della <Merril Lynch>, considerata la stabilità del Paese
e le prospettive di crescita offerte, il flusso di investimenti,
nell’arco dei prossimi cinque anni, non avrà difficoltà
a raggiungere la somma di $15 miliardi.
CONCORSO
- L’<Eni Corporate University>, come per gli anni
passati, ha bandito un concorso per l’ammissione al Master in
Management ed Economia dell’Energia e dell’Ambiente (Medea)
della scuola Enrico Mattei. Informazioni sui corsi e sulle modalità
di partecipazione potranno essere reperiti al sito www.enicorporateuniversity.it/scuolamattei
attraverso il quale e’ inoltre possibile compilare le
domande di ammissione entro il 31 marzo 2007.
INDICATORI
MACROECONOMICI
- Crescita del Pnl nel
2005: 7.7%; gennaio – aprile 2006: 6.3%
- Inflazione
annua (prezzi al consumo): 9,6% (2006); 10,2%
(febbraio 2007)
- Interscambio con
l’Italia a gennaio 2007 : $1.030,5 milioni con esportazioni
verso
l’Italia pari
a $492,7 milioni (-2.37%
rispetto a gennaio 2006) ed importazioni dall’Italia pari a $537,8
milioni (+16.22% rispetto a gennaio 2006).
(Ice Istanbul su dati dell’Istituto Turco di
Statistica- Tuik)
WORLD
TRADE CENTER - La <Tureks International Ltd> ha curato l’organizzazione della
sesta edizione degli eventi fieristici <Endustri 07> e
<Eleyex 07> che si svolgono da oggi fino al giorno 8 presso il World Trade Centre
di Kayseri. Alla fiera prendono parte produttori di macchinari industriali e prodotti
elettronici e di elettronica. Gli interessati possono
contattare direttamente gli organizzatori consultando il sito www.tureksfuar.com.tr
oppure chiamando il numero +90 212 570 63 05 (Murat Cavdar –
Foreign Relations Manager).
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A
cura di: Simona De Martino - capo dell'ufficio Economico e
Commerciale dell'Ambasciata d'Italia in Turchia
Gianmarco Macchia - vice capo dell'Ufficio Economico e Commerciale
Roberto Luongo - diretore dell'Ufficio Ice di Istanbul
Redazione: Tiziana Staffolani - collaboratore Economico e
Finanziario
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