Arretrati 

Anno 8° N.6

 

PRIMO PIANO

 

RIPRESI I NEGOZIATI

L'Unione Europea ha deciso di rilanciare i negoziati di adesione con la Turchia, a un punto morto da giugno, dando il via libera all'apertura del secondo dei 35 capitoli tematici dei negoziati. Lo si apprende da fonte diplomatica. Gli ambasciatori dei 27 riuniti  a Bruxelles ha dato il loro via libera all'apertura, probabilmente nel corso di un vertice UE-Turchia, del capitolo ''politica industriale e impresa'', ha spiegato la fonte. E' la prima volta dall'apertura a giugno 2006 del primo capitolo ''scienza e ricerca'' che l'UE autorizza l'apertura di un altro capitolo. I negoziati erano a un punto morto da mesi a causa del veto dei greco-ciprioti. Tuttavia, la sospensione parziale dei negoziati decisa a dicembre dall'UE, su 8 dei 35 capitoli, ha paradossalmente permesso di rilanciare le discussioni sui capitoli non congelati. (Asca-Afp)

Turchia: L'Unione Europea dei Ventisette ha dato il via libera all'apertura del secondo dei 35 capitoli tematici dal titolo "politica industriale ed impresa".

 


 

 

SEGONELE ROYAL
 A FAVORE DELL'INGRESSO

La candidata alle presidenziali francesi ha dichiarato come l'Europa abbia tutto da guadagnare a fare entrare la Turchia nell'Unione.

 

Ségolène Royal ha dichiarato di essere a favore dell'ingresso della Turchia in Europa. Si tratta dell'unica, tra i principali candidati alle presidenziali francesi, a sostenere questa posizione. "Alla fine la Turchia ha la vocazione ad entrare in Europa, a condizione che rispetti i criteri per l'adesione, che non sono solo economici e finanziari, ma anche democratici", ha detto Royal in una delle interviste pubblicate nel libro "Maintenant", adesso, di cui alcuni ristretti sono stati pubblicati da "Le Monde".
Royal ha aggiunto che l'Europa ha innanzi tutto bisogno di una pausa per stabilizzare i suoi confini e "dimostrare la sua concreta utilità nella vita di tutti i giorni di coloro che già unisce". La sua posizione è in netto contrasto con quanto affermati dal candidato di centro destra Nicolas Sarkozy, secondo cui "il posto della Turchia non è in Europa". Per il centrista Francosi Bayrou l'eventuale ingresso della Ankara infrangerebbe ogni speranza di unità politica dell'Unione.
"Contro la Turchia non dobbiamo avere argomenti di tipo geografico: l'Europa non è un territorio... ma un progetto politico", ha aggiunto Royal spiegando che l'Europa avrebbe da guadagnare nel mostrare unità tra le civiltà e che l'ingresso nell'UE aiuterebbe i democratici turchi ad avviare riforme e "li aiuterebbe anche nella loro lotta contro il negazionismo di Stato, ossia il rifiuto di riconoscere il genocidio armeno". (da Apcom)

Sofia appoggia gli sforzi

"La Bulgaria continuerà ad appoggiare la Turchia nei suoi sforzi ad aderire all'UE e ad acquisire i valori europei": lo ha detto il ministro degli Esteri bulgaro, Ivailo Kalfin, dopo il suo incontro a Sofia con Aki Babacan ministro dell'Economia e negoziatore principale per l'ingresso nell'Unione.
"La Bulgaria si felicita - ha aggiunto Kalfin  - per l'avvio dei negoziati per l'adesione della Turchia all'UE e per tutte le riforme iniziate nel Paese, volte ad acquisire le regole europee dell'economia e dello sviluppo economico". Kalfin ha anche sottolineato come per la Bulgaria "l'allargamento dell'UE sia un processo estremamente importante". (da Ansa)





   

UN MODO PER FAR
CADERE LA BARRIERA
TRA EUROPA ED ISLAM

Per il nostro presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano - intervistato dal direttore del <Tg1> Giorgio Riotta - l'ingresso della Turchia nell'UE porterebbe solo vantaggi. Ankara però deve fare la sua parte.

L'ingresso della Turchia nell'Unione Europea avrebbe il merito di far cadere la barriera che esiste tra il vecchio continente e l'Islam. Lo ha afferma il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel corso di un'intervista con il direttore del <Tg1> Gianni Riotta nell'ambito delle cerimonie per il 50° anniversario della firma dei Trattati di Roma. Napolitano non si nasconde le difficoltà per l'ingresso di Ankara nell'Unione Europea. ''L'ingresso - dice - seguirà un percorso né breve né facile. Però se la Turchia entrasse si supererebbe un'antica frontiera, non ci sarebbero più barriere nei confronti dell'Islam. L'Unione Europea - ha sottolineato Napolitano - potrebbe essere anche in questo senso un luogo di dialogo". (Asca)

o



 

D'ALEMA favorevole

Il nostro ministro degli Esteri per l'ingresso della Turchia nell'Unione Europea. "Tenere le porte aperte ad una grande Paese islamico e democratico è un importante segnale politico. Anche il presidente del Senato, Franco Marini per l'adesione di Ankara.

Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, torna a difendere e a dirsi orgoglioso del processo di Allargamento dell’Unione Europea. Infatti, ha ricordato che, quando era alla Commissione europea, "qualcuno ci ha accusato di essere andati troppo forte. Eravamo partiti con un progetto d’ingresso di dieci Paesi in cinque anni e ne abbiamo portati dieci più due in quattro. Ma io credo - ha spiegato Prodi - che la storia quando passa, passa». Il premier ha sottolineato come in quegli anni si sia sentito il polso della situazione e capito che non c’erano alternative oltre che essere un’occasione da non perdere: "In quel momento ci si è dimenticati dei problemi del passato e si è costruito il futuro» con una rivoluzione che "Per la prima volta nella storia è avvenuta senza spargimento di sangue e senza un morto".
Da parte sua, il ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, è convinto di una cosa sola: «Se l’UE non sarà unita, presto non conterà più nulla". Il responsabile della Farnesina lo ha dichiarato in Campidoglio nel convegno organizzato dalla Fondazione De Gasperi per le celebrazioni della firma dei Trattati di Roma: "I Paesi europei, compresi quelli più orgogliosi del loro passato - ha aggiunto - in breve non avranno titolo di far parte del G7. Saremo scavalcati com’è giusto da grandi Paesi-continenti" con una numerosa popolazione.
D’Alema si dice poi favorevole all’ingresso nell’UE della Turchia, perché proprio in un momento in cui si paventa, a torto o a ragione, uno scontro di civiltà fra il mondo occidentale e quello musulmano, "Tenere aperte le porte dell’UE a un grande Paese islamico e democratico è un importante segnale politico che l’Europa lancia al mondo islamico, che in tanti vorrebbero incompatibile e isolato".
Il ministro va incontro alla Francia, che ha visto bocciato dai suoi cittadini il referendum sulla ratifica della Carta costituzionale europea ed è dell’avviso che si debba cercare un compromesso, «Ma questo compromesso deve contenere tutte le innovazioni che il Trattato costituzionale europeo contiene». Al tempo stesso richiama la "Necessità di non buttare via ciò che è stato fatto e che è stato anche già ratificato da 18 Paesi della UE". Per il titolare della Farnesina, ripartire dal testo di Nizza sarebbe una scelta incomprensibile: "Occorre definire rapidamente un accordo che contenga le innovazioni inserite: dalle nuove regole sul voto a maggioranza, alla presidenza stabile della UE, al ministro degli Esteri europeo. Non ci si può presentare alle elezioni per il rinnovo dell’Europarlamento nel 2009 dando la sensazione di non aver deciso, perché sarebbe davvero un fatto grave".
Anche il presidente del Senato, Franco Marini, crede che il processo di adesione della Turchia  "vada portato avanti con determinazione", perché la presenza di questo Paese nell’Unione "Farebbe fare un salto di qualità all’Europa". Infine, per il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa Schioppa, all’UE "Manca ancora la capacità di decidere e di agire quando si è in disaccordo», ricordando che nonostante i successi raggiunti, l’UE rimane «Un’opera incompiuta". (Meridiano)



 

 

 

 

 

A giorni il Congresso americano dovrà votare sul riconoscimento o meno di quello che è stato riconosciuto da molti paesi. come il genocidio degli armeni

VERSO LA CRISI
TRA TURCHIA E STATI UNITI

E' previsto per questi giorni il giudizio del Congresso degli Stati Uniti sull'entità del massacro degli armeni da parte dell'impero ottomano tra il 1915 e il 1919. La questione sta creando notevole subbuglio nella politica internazionale degli Usa: da una parte l'amministrazione Bush rifiuta di riconoscere il massacro come genocidio; dall'altra, soprattutto alla Camera dei rappresentanti dove i democratici godono di un'ampia maggioranza, i parlamentari sembrano orientati a soddisfare le richieste di Erevan. Quello del riconoscimento del genocidio degli armeni è un problema che viene posto in tutto il mondo, soprattutto in Francia e negli Stati Uniti dove la lobby armena ha un rilievo notevole. Negli Usa, però, la questione assume una rilevanza tutta particolare per via della partnership strategica e militare tra Ankara e Washington.
I turchi - che dopo il riconoscimento da parte del Parlamento francese lo scorso ottobre hanno sospeso le relazioni militari con Parigi - hanno infatti minacciato la chiusura della base di Incirlik, da dove gli americani fanno passare il grosso dei loro rifornimenti alle truppe in Iraq, e persino il blocco dello spazio aereo ai velivoli statunitensi. Il Pentagono teme anche ripercussioni sul passaggio di Habur, al confine tra Turchia e Iraq, da dove passa un quarto del petrolio destinato ai militari Usa nel Golfo Persico. E non è tutto.
Un rapporto consegnato al Congresso dal Dipartimento di Stato segnala come la Turchia stia per acquistare 106 aerei da guerra di ultima generazione sulla base del progetto JSF, un affare da dieci miliardi di dollari che potrebbe andare in fumo. Così come altre trattative in corso potenzialmente molto lucrose per gli Stati Uniti, come la fornitura di jet F16 e di elicotteri Black Hawk. La linea di George W. Bush sul tema è chiara: in un momento politico difficile, con la guerra al terrorismo in una fase così incerta, rischia di essere pericolosissimo per gli Stati Uniti mettere in crisi i rapporti con la Turchia.
Rapporti già segnati, tra l'altro, da alcune divergenze non indifferenti: il rifiuto da parte del Governo Erdogan di concedere lo spazio aereo per attaccare l'Iraq nel 2003, per esempio, ma anche la scarsa attenzione dedicata dagli Usa al risveglio dell'indipendentismo curdo nel nord dell'Iraq. L'amministrazione statunitense, come ha spiegato il sottosegretario Daniel Fried in un appello al Congresso due settimane fa, ritiene inoltre che l'approvazione del testo sul genocidio degli armeni provochi tale emozione in Turchia da risultare controproducente rispetto agli sforzi americani di giungere a una riconciliazione tra le due parti. Bush, tra l'altro, il 9 gennaio ha provveduto alla conferma di Richard E. Hoagland ad ambasciatore a Erevan nonostante le proteste di molti parlamentari e del Comitato nazionale armeno d'America: Hoagland, al contrario del predecessore John Marshall Evans, non ha mai definito il massacro degli armeni un genocidio. (Aprileonline.info)





 

Venti di guerra tra Governo e Magistratura

Venti di guerra fra il Governo Erdogan e la magistratura. L'equivalente del Consiglio Superiore della Magistratura italiano (Hsyk) ha scritto una lettera-denuncia al ministro Cemil Cicek, che ha tutti i requisiti per scatenare l'ennesimo putiferio.
Il documento è rivolto contro Fahri Karsiga, sottosegretario alla Giustizia, reo di aver saltato una riunione settimanale del Csm turco, durante la quale si sarebbero dovuti decidere i nomi di due nuovi membri per la Suprema Corte d'Appello ed il Consiglio di Stato, cuore della giustizia turca.
L'interessato ha inviato un certificato medico, scusandosi per l'assenza, ma l'Hsyk ha apertamente accusato il ministro Cemil Cicek e il sottosegretario di ostacolare le nomine dei nuovi giudici.
Il diretto interessato, Karsiga, non ha perso l'occasione per replicare accusando il Csm turco di ostacolare la propria agenda in eccessiva autonomia e che d'ora in poi parteciperà solo a riunioni pianificate da Cemil:
La polemica non è rimasta fra le pareti del ministero della Giustizia ma ha coinvolto anche l'opposizione.
Deniz Baykal, segretario del Chp, ha definito l'accaduto un "dramma legale", aggiungendo che l'Akp viola la Costituzione. Citando l'articolo 18 della Charta, Baykal ha ricordato l'indipendenza della magistratura dal potere politico, accusando automaticamente Cicek e il sottosegretario di ostacolare il normale corso della giustizia turca.
Ali Topuz, capo dei deputati del Chp in Parlamento ha detto: "Dalla stanza in cui si riunisce l'Hsyk a quella di Cicek ci sono 100 metri di distanza. E' inaccettabile che Cicek non si presenti alle riunioni e che il suo sottosegretario faccia la stessa cosa". (
Apcom)

 

L'equivalente del nostro Consiglio della Magistratura ha scritto una lettera al ministro della Giustizia turca che ha tutti i requisiti per scatenare l'ennesimo putiferio. Sotto accusa il sottosegretario Fahri Karsiga.

 

LA RISPOSTA DI CICEK

Non si è fatta attendere la replica di Cemil Cicek, il ministro della Giustizia turco, all'organo supremo dell'autonomia dei giudici.
Il Guardasigilliha detto che l'atteggiamento dei giudici turchi somiglia più a quello dei politici che combattono in un'arena: "Tutte queste polemiche - ha dichiarato Cicek - non fanno bene al nostro Paese".
Il ministro ha anche evidenziato che nel 2006 si era avuta la necessità di eleggere nuovi giudici e che non c'era stato nessun tipo di problema fra ministero e magistratura. Ma le elezioni politiche sono vicine e, ha lasciato intendere il ministro, i sospetti di strumentalizzazione da parte della magistratura sono inevitabili. (da Apcom)

 

 



 

RICORDATI I CADUTI


Turkey commemorated its fallen over the centuries and remembered the sacrifices made by the nation on the 92nd anniversary of the start of the Çanakkale, or Gallipoli, Wars.
The failure of the allied fleet to pass through the Çanakkale Strait on March 18, 1915 resulted in the suspension of efforts to traverse the narrows, with a decision being made to try again with the support of the army.
The failure of the allied fleet to force open the straits resulted in the start of an invasion a month later on April 25, 1915 that lasted for nine months and also ended in failure. Australia and New Zealand celebrate April 25 as the Anzac Day in remembrance of the day when Australian and New Zealand Army Corps (Anzac) set foot on the shores of Gallipoli.
The day the allied fleet was forced to beat a hasty retreat is celebrated in Turkey as the Çanakkale Sea Victory and Martyrs Day.
Speaking at the ceremony in Çanakkale, Prime Minister Recep Tayyip Erdoğan said: “If there are those who are not convinced of the greatness of Turkey, they should just take a look at the border of the country dotted with the graves of our martyrs.
In a statement released, Chief of General Staff Gen. Yaşar Büyükanıt said Çanakkale was no ordinary war zone, adding, “The courage of the martyrs who fell there inspired all to defend Atatürk's principles and revolution.”
President Ahmet Necdet Sezer received a group of athletes in Ankara who presented him some water and soil they brought from Çanakkale. Around 18,000 people visited Atatürk's Mausoleum in Ankara on Sunday. (Turkish Daily News)

92mo anniversario della battaglia di Gallipoli che vide migliaia e migliaia di soldati morire su entrambi i fronti per  onorare i propri ideali. Erano presenti il Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan ed il Capo di Stato Maggiore della Difesa, gen. Yasar Buyukanit.


 



SOCIETA'

 

 

"FORZA,
ELEGGIAMO
LE DONNE!"

 

Gli obiettivi dell'associazione
Ka.der in vista delle elezioni 
del prossimo novembre. La
conferenza  stampa di Istanbul

di Fabio Salomoni

La Turchia è uno dei Paesi al mondo con minore presenza di donne nella politica. La campagna "Forza, eleggiamo le donne!" e gli obiettivi dell'associazione Ka.der in vista delle elezioni del prossimo novembre: dalla democrazia degli uomini alla vera democrazia
Il diritto di voto e quello di essere elette, ottenuto nel 1934, in anticipo rispetto a molti paesi europei, Italia compresa, sono uno dei maggiori motivi di orgoglio per le donne della Turchia repubblicana. Queste conquiste hanno fatto in modo che nel 1935 in Parlamento sedessero 18 deputate donne, il 4,6% dell’intera assemblea, una percentuale che allora poneva la Turchia ai primi posti nelle graduatorie internazionali. Dopo un avvio così promettente, a più di settant’anni di distanza da quegli avvenimenti, il bilancio del ruolo e della presenza delle donne nella vita politica del paese non è però altrettanto brillante.
Mai nella storia del Paese la percentuale di deputate donne ha superato quella del 1935. E nemmeno nel Parlamento attuale la situazione è più rosea. Attualmente le deputate sono solamente 24, il 4.4% del totale. Una percentuale che ha fatto scivolare la Turchia al 163° posto delle graduatorie internazionali. La situazione a livello locale è, se possibile, ancora più sconsolante: neanche l’1% dei sindaci è di sesso femminile.

Questi dati sono stati ribaditi dall’associazione Ka.der (Associazione per la formazione e il sostegno alla candidatura delle donne), in una conferenza stampa organizzata ad Istanbul. Ka.der non è solamente un acronimo ma anche una parola turca che significa destino. E, come ha ricordato la fondatrice, la prof.ssa Şirin Tekeli: "L’associazione è nata con l’obbiettivo di cambiare il destino delle donne turche in politica". Fondata dieci anni fa, l’associazione conta attualmente più di 3.000 membri ripartiti in undici province del paese, e si propone di aumentare la presenza femminile in tutti i meccanismi decisionali della società “dalle amministrazioni di condominio fino al parlamento”.
La conferenza stampa è stata l’occasione per presentare l’ultima iniziativa dell’associazione, che di fatto apre la competizione elettorale per le prossime elezioni politiche previste per il novembre 2007. Uno dei cavalli di battaglia dell’associazione è la discriminazione positiva, l’obbligo, sancito dalla legge per i partiti politici, di riservare alle donne una quota nelle liste elettorali. Un obbiettivo da tempo inserito nell’agenda dei movimenti che si occupano dei diritti delle donne e fatto proprio anche da Ka.der. Per l’associazione l’obbiettivo di avere almeno il 30% di donne nelle liste elettorali è una delle condizioni indispensabili per attuare il passaggio dalla "democrazia degli uomini alla vera democrazia".
Le elezioni però sono troppo vicine per pensare di poter raggiungere questo obbiettivo con l’attuale Parlamento. Ne è consapevole la presidentessa dell’associazione, Seyhan Ekşioğlu, quando spiega che l’obbiettivo della campagna "Forza, eleggiamo le donne!" è quello di fare pressione, una vera e propria azione di lobbying sui partiti politici, perchè almeno aumentino lo spazio per le donne nelle liste elettorali. Una mobilitazione, ha spiegato Ekşioğlu a <Osservatorio sui Balcani>, che sarà attivata anche in occasione delle elezioni locali su tutto il territorio nazionale.
La decisione di dare vita a questa campagna è stata motivata dal mutato clima che si respira nel paese. "Dieci anni fa quando abbiamo cominciato a parlare del problema della presenza delle donne in politica le reazioni sono state in genere negative". Oggi invece, e viene citato il risultato di un sondaggio, gran parte dell’opinione pubblica chiede una maggiore presenza delle donne in politica. E sostegno ed incoraggiamento all’iniziativa giungono da molti settori della società, dai sindacati, dal mondo delle associazioni, da molte amministrazioni comunali. Anche dal mondo politico l’8 marzo scorso sarebbero arrivati impegni ad aumentare la presenza femminile nelle prossime elezioni. Certo Ekşıoğlu ricorda come siano sempre stati proprio i segretari dei partiti politici i più scettici di fronte ad ipotesi di discriminazione positiva, sostenendo che "non ci sono donne pronte ad entrare in politica". E Ka.der da tempo, per rispondere a questa obiezione organizza, in collaborazione con il consolato svedese, delle scuole di formazione politica che fino ad oggi hanno visto la partecipazione di circa 1.000 donne.
La campagna organizzata da Ka.der, e sostenuta da molti quotidiani e personalità di spicco della vita culturale turca, si articola su tre segmenti. Il primo, che comincerà di fatto sabato 17 marzo, si prefigge l’obbiettivo di attirare l’attenzione sul problema della presenza delle donne in politica. Attraverso una serie di manifesti da affiggere in tutto il Paese, spot televisivi, pubblicità sui giornali, materiale informativo in cui campeggiano i volti di donne baffute che sorridono sotto la domanda: "Per entrare in Parlamento essere uomini è indispensabile?". Il secondo segmento, previsto in giugno, è stato denominato "sensibilizzazione delle coscienze". Il terzo, quello della mobilitazione, si attiverà nel periodo agosto-settembre, la fase più calda per la formazione delle liste elettorali. Sui particolari di questi due ultimi segmenti per il momento le rappresentanti dell’associazione, che hanno concluso la conferenza stampa mostrandosi alle telecamere con baffi finti, mantengono il riserbo, limitandosi a promettere sorprese. (www-osservatoriobalcani.org/article/articleview/6925/1/167/)
www.osservatoriobalcani.org/artiche/articleview/6925/1/167/)


 


 

17 NUOVIATENEI

Il Governo turco ha definitivamente deciso: nei prossimi anni saranno parte nel Paese 17 nuove università. Lo hanno annunciato il ministro dell'Istruzione Huseyin Celik e quello della Giustizia Cemil Cicek.
Gli atenei saranno aperti a Karaman, Aory, Sinop, Siirt, Nevehir, Karabuk, Kilis, Cankyry, Artvin, Bilecik, Bitlis, Kyrklareli, Osmaniye, Bingol, Mu, Mardin e batman. Si tratta pwer la maggior parte di zone nell'Est del Paese. Il Governo turco ha fatto sapere che in questo momento sono ben 26 su 81 le province che avrebbero bisogno di un nuovo polo universitario. In questo momento in tutto il Paese ci sono 92 università, 68 statali e 24 private. (Apcom)

 



 

TURCHI
NELLA TERRA 
DEL TANGO

 

Viaggio in Argentina
alla scoperta
degli immigrati che
nel Paese della Pampas
vengono chiamati "Las
turcas".

I was trying to communicate with a cab driver in Buenos Aires. It is quite amazing how one can develop a language if need be. The driver who wants to practice asked me where I was from with his broken English. With the same intention I replied in Spanish: “El Turco.” He looked at me from the mirror not believing a blond can be a Turk he said “in Argentina a lot Los Turcos.”
As far as I knew the number of Turks in Buenos Aires was not more than 50 and even that was generous. Therefore I thought what the cab driver was saying was a language problem. Then as I talked to several other people in Buenos Aires I realized that Argentines call anybody who migrated with the Ottoman documents as “Los Turcos.” Argentina has a large Arabic community, made up mostly of immigrants from Syria and Lebanon. Many have gained prominent status in national business and politics, including former president Carlos Menem, the son of Syrian settlers from the province of La Rioja also known as the “El Turco.” Most of the Arab Argentines are Christian of the Eastern Orthodox and Eastern Catholic Churches, rather than Muslims who represent a small portion of Arab Argentines. The migration from the Ottoman Empire started around 1800s and accelerated during World War I. The second migration from Anatolia took place around World War II. Mostly Armenians and Sephardic Jews sought refuge in Argentina who enjoyed increasing prosperity and prominence those days with swelling population to sevenfold. Most “Los Turcos” who live in Argentina lost their Turkish citizenship, however, a majority of them or even their grand children can still speak Turkish. The Sephardic Jews in Buenos Aires established a neighborhood called “İzmirliler Mahallesi.” It is in the Vila Crespo, which is one of the wealthiest districts in the city. Old residents of the neighborhood vividly remember the İzmir Café and Şark Köşesi Kahvesi with authentic Anatolian decorations, two major coffeehouses that shut down after their owners passed away. A majority of the Sephardics love Turkey dearly remembering a country, the Ottoman Empire then, that welcomed their ancestors who fled Spain in 1492. However, the second and third generation of Sephardics is moving out of the Vila Crespo district as their relation with their own past fades away the elderly ones complain. In 1994 there was an attack on the Asociación Mutual Israelita Argentina (Argentine Israelite Mutual Association) building in Buenos Aires that killed 85 people. It was Argentina's deadliest bombing. Most Jews state their appreciation that Turkey was one of the first countries who condemn the attacks carried out by Hezbollah. The Turkish diplomats say that the Jews even that are not Sephardics or Eskinazis, the Jews migrated from Anatolia, in Argentina support Turkey in many political and economical matters.
The majority of the Armenian community here in Buenos Aires can also speak Turkish. “You can witness that they speak Turkish among themselves,” says a friend of mine who lives in the city. “As soon as they realize that you are Turkish most of them refuse to speak in Turkish.” Although most of the Armenians think what happened in 1915 was genocide some are against to label a historical event as such. Mıgırdiç Bilir is one those people. His family left Turkey in 1957. Bilir did his military service in Erzurum-Turkey. He believes that it was the British who started a feud between Armenians and Turks who lived together in peace for centuries. His feelings for British are so strong that in 1982 during the Falkland Islands War Bilir wanted to fight with Argentines against the Britain. However, Bilir who was born in 1926 was not accepted to the military due to his age. A minority of Armenians still keep their ties with the Turkish community in Buenos Aires. On every Oct. 29, the Republic Day of Turkey, a group Armenians used to leave a garland with red and white carnations symbolizing the Turkish flag in front of the Turkish Embassy. However, as the genocide resolution became a political matter in the Argentinean Parliament those who followed this tradition started to receive threats within their own community and eventually stopped it. Unfortunately the Turkish Republic never made any effort to keep strong ties with either the Armenian or Sephardic Jewish community here in Argentina. If they did Turkey could have been one of the most influential countries in Latin America. Now as the first generation that migrated from the Turkish Republic start to pass away one by one so does the Turkish cultural influence in Argentina. (Turkish Daily News)

 

 


 

UNA STAZIONE
CATARTICA

Pasakapisi è una prigione per ragazze, l'unica che ci sia in Turchia. Vi rimangono in attesa di giudizio.

 

Il direttore della casa circondariale, Gungor Altin: "Queste sono donne e le donne sono differenti dagli uomini. Sono più sensibili anche se noi le vediamo solo come detenute".

Paşakapısı Prison and Jail, a European Union model for other prisons and Jails in Turkey, practically functions as a girls' dormitory.
“Nothing is comparable with freedom, for sure,” whispered one of the prisoners, who did not want her name to be mentioned. “My family and relatives do not know I am here. Life is hard. Had I another chance, I would not be here,” she added.
Paşakapısı is the only women's prison and jail in Turkey. It is like a station for women to stop and think of what happened while their trials continue.
There are 393 women in Paşakapısı. Many of them still wait for the court to decide “ their fate” as they call the court decision. For some, they know their fate and wait to be transferred to another prison in Anatolia.
The manager of the Paşakapısı Prison and Jail, Güngör Altın, said where their families live is considered when where they will be transferred is decided. “They are women and women are different from men. They are more sensitive. You may think of them only as prisoners. But their being women is a sensitive issue,” said Altın.
Altın said that there are many who are pushed and shoved in society. “We always have drama and tears. The point is to be able to share; the most important point is to bring them back into society,” Altın specified. Paşakapısı, as a station aims to give them time to think of their lives, their crimes. There are women from different countries and different origins. They have committed different crimes such as theft, murder, attempted murder and transporting drugs. None of them has the look of the prisoners in the films, neither scary nor strange. I remember the first woman, I saw in front of the huge gate of the prison. I thought she was an official there until I saw the cuffs around her tiny wrists.
That was the first real thing that reminded me that it was a prison. Soon I went in the sewing workshop, again I felt as if we were in a school for arts and crafts. There are many workshops for painting, wood working, handicrafts, hairdressing, computers and bağlama (a traditional music instrument). Many of the women come from poverty. Many have their children with them, for they have nobody outside to take care of them. There is a nursery for the children and a professional teacher for them. The manager leads us around the building in every part. However, we had to negotiate to get in the wards. There were three rooms, in two of them eight women, in one six sleep. There is a small entrance, they have a table and chairs there and they have their meals there.
Confessioni
They also have a kitchen in wards but the food is cooked by two professional cooks, who are helped by some of the prisoners, in a big kitchen, in the garden. Paşakapısı, for being located on a hill in Üsküdar, an Istanbul district on the Asian side, has a sea view. But the second thing that reminds us we are in a prison forestalls the view: barbed-wire. The same thing makes the grief and disappointment in all their eyes more evident. Especially the children's eyes come in front of mine. And writing this recalls the innocent face and silent mood of Manuel. Irina is a tiny, yellowish skinned, beautiful Romanian woman. “I came here when I was pregnant for a month. They caught me carrying drugs,” she told to me. The embarrassment and regret was clear in her voice. I thought she was begging forgiveness or she tried to assure me she had no chance between her lines. That made me sure, nobody would like to give birth to their baby in a prison, even if it was a clean place as Paşakapısı. “Manuel is 20 months old,” Irina said. While I was trying to count how long she has been here, “I have been here for two years and four months,” she added surprising me. It is hard to ask questions to people like them. You always feel like you might break a very expensive vase. But the eyes catching each other tell every story, stronger than words can. “I love you my dear mom,” I read on one of the walls while the manager leads us to another workshop room.
La fiction
Then we found ourselves in a cinema and theater hall, old but clean. Manager Altın keeps telling us about how active the prison is, “We show a film every week, many famous people come here to work with them…” One of the prisoners is courageous, whereas mostly they are shy to talk to us while the manager is around. “My name is Özlem Tutkun,” she said. Özlem is there for murder. She attended a psychological workshop, organized by the psychologist of the prison, called “anger control.” “For example, I have joined this anger control workshop. I feel better now. I am writing a book. I do not want to go anywhere else. I am changed here,” she said. “I am writing a crime fiction,” Özlem answers when I asked her about her book. She thinks now she knows how to control her anger. Everybody make a mistake in life, sometime that becomes the cornerstone of your life. Some are lucky that Paşakapısı becomes a chance for renewal. It is evident that it creates a big difference in women's lives. Many people help them voluntarily in there. Volunteer teachers prepare the workshops, mentioned above. Writers and artists join the organizations. People send them films. They have good food, even if they still miss many things from outside like desserts. Still nothing is like freedom, as the woman, whose name I cannot mention, said. And like one of the babies, who ran into my arms and followed me all the way to the door, made us remember; as if he wanted to come out with me and discover a world he never had the chance to see. But at the end everybody deserve another chance in life, this is what Paşakapısı is trying to provide. A station to stop and think, as Özlem said. A Station for catharsis.
History of the building:
The villa was first built as a hunting house in 1779 and used as a nunnery by the British for five years. Paşakapısı has been used as a prison since 1928 and as a prison for women only, since May 2004. The building has three inner gardens. In one there is an enormous tree, which the manager told us was planted by Nazım Hikmet, who was a Turkish poet, dramatist and communist and is widely regarded as the best-known Turkish poet by the West. (
Turkish Daily News)




 
 

Peli superflui:
con due tè
al giorno
scompaiono

di Primo Mastrantoni, segretario Aduc

 

Bere due tazze di tè alla menta al giorno potrebbe aiutare le donne ad eliminare la peluria dal corpo. La terapia riguarda le signore che hanno un'eccessiva peluria sul viso, sul petto e in corrispondenza dello stomaco. La notizia arriva dall'Università di Demirel di Isparta (Tuuchia) ed è pubblicata sulla rivista <Phytotherapy Research> (http://www3.interscience.wiley.com/cgi-bin/jhome/12567).
la diffusione della peluria è dovuta a livelli troppo alti di ormoni androgeni (maschili), come testosterone e androstenedione: l'assunzione di tè alla menta ne ridurrebbe la quantità. Il team di scienziati ha analizzato gli effetti della menta estratta dalla Mentha spicata Labiatae, verificando una diminuzione della peluria. Effetti negativi, invece, sugli uomini perchè il tè alla menta, diminuendo gli ormoni androgeni, ne abbassa la libido. 




 

 

NIENTE PIU' DIVIETO DI ALCOL

Il maggior organo della giustizia amministrativa turca, il Consiglio di Stato, ha annullato il decreto che regolamenta la vendita di alcolici, una misura che aveva provocato dure critiche e che aveva additato il Governo, accusato di volere aumentare il ruolo dell'Islam nella Turchia laica, riporta l'agenzia <Anatolia>.
Il decreto del ministero dell'Interno che autorizza i comuni ed i diversi Municipi delle città a creare delle "zone rosse" per i ristoranti e bar "non è conforme alle leggi in vigore" e potrebbe "isolare" questi luoghi dalla normale vita urbana, ha sottolineato il Consiglio di Stato. La Corte ha preso questa decisione in seguito ad una petizione che definiva il decreto contrario all'interesse pubblico.
Uno dei casi saliti agli onori delle cronache, era stato quello di Uskudar, quartiere nella parte asiatica di Istanbul nel quale la scorsa estate era stato proibiti il consumo di bevande alcoliche sul lungo mare. (da
Apcom)




Dichiarazione del direttore dell'organizzazione turca <Consiglio mondiale del fondo San Nicola, Muhammer Karabulut. Ricetta formata da zucchero (10.58%), acido fosforico (0.544 grammi), caffeina (150 milligrammi), caramellato (o.11%), biossido di carbonio (7.5 grammi), estratto di Coca cola (0.015).

Scoperto il segreto
della ricetta
della <Coca Cola>

E' stato finalmente scoperto il segreto della ricetta della <Coca Cola>, custodito gelosamente dalla Compagnia produttrice sin dal 1886. Il direttore dell'organizzazione turca <Consiglio mondiale del fondo di San Nicola>, Muhammer Karabulut, nel settembre dell'anno scorso aveva sporto causa nei confronti della compagnia produttrice della <Coca Cola<, chiedendo che venisse resa pubblica la ricetta in base alla quale viene prodotta la famosa bevanda.
"La formula della <Coca Cola> l'abbiamo scoperta studiando i materiali esposti dall'avvocato della compagnia durante il processo in difesa dei consumatori tenutosi ad Antalya", ha dichiarato Karabulut, secondo il quale la ricetta più custodita al mondo è formata da: zucchero (10.58%), acido fosfosrico (0.544 grammi), caffeina (150 milligrammi), caramellato (0.11%), biossido di carbonio, (7.5 grammi) ed estratto di Coca Cola (0.015).
Karabulut ha altresì affermato che in precedenza sulla stampa erano apparse informazioni a proposito della ricetta della famosa bevanda, senza peraltro essere così dettagliate. All'epoca venne detto che nella Coca Cola sono presenti gli estratti di diverse foglie, nonchè radici di mimose ed aggiuntivi aromatici.
Il direttore dell'organizzazione turca, ritiene inoltre che i consumatori abbiano il diritto di sapere cosa bevono, e che farà tutto il possibile affinché la ricetta della Coca Cola faccia la propria comparsa sulle etichette, non escludendo infine la possibilità di far ricorso alla Corte di Cassazione turca in qualità di prossimo passo nella guerra processuale ai danni della compagnia produttrice della famosa bevanda. (
Puntobar.com)

 





 

CRONACA

 

 

ANCHE
QUOTE ROSA
PER I MUFTI

Aria nuova al Direttorato per gli Affari religiosi in Turchia. Il suo responsabile, Ali Baedakoglu, è pronto a nominare otto mufti donne. Lo ha reso noto un dirigente dello stesso Direttorato, Izzet Er.
Questi ha sottolineato che le donne hanno già un ruolo di rilievo all'interno delle gerarchie del Direttorato, ma che il loro numero verrà incrementato.
Le neo promosse sono tutte laureate in teologia e hanno alle spalle un passato da insegnanti universitari. La cerimonia si terrà i prossimo 7 maggio. prima di essere promosse le candidate hanno superato un esame, che verteva soprattutto sulla conoscenza del corano e della lingua araba. (Apcom)

 



 

OCALAN: 
INDAGINE SU ERDOGAN

Trattare con rispetto Abdullah Ocalan è un reato in Turchia e quello "stimato" con cui si sarebbe rivolto diversi anni fa al leader curdo potrebbe costare caro al premier Recep Tayyip Erdogan. La procura ha avviato un'indagine per appurare se davvero nel 2000 Erdogan, non ancora primo ministro, abbia usato la parola turca 'sayin' riferendosi al capo carismatico del Partito dei lavoratori curdi (Pkk).
In base alla legge, in quanto deputato il premier gode di immunità parlamentare, ma un'inchiesta formale potrebbe rivelarsi imbarazzante visto che mira a candidarsi alle presidenziali di maggio. L'agenzia Anadolu ha riferito che la procura intende esaminare i filmati in cui Erdogan avrebbe pronunciato la parola incriminata, secondo la denuncia del principale partito d'opposizione. Se i magistrati trovassero elementi che confermano l'accusa, potrebbero inviare gli atti al Parlamento. (Agi)

 



 

OFFERTO A CLINTON
APPARTAMENTO DA 1 MLN DI $

L'ex presidente Usa dovrà fare un intervento ad Istanbul ad una serata di gala 

Una casa da un milione di dollari per partecipare ad una conferenza della Mezza Luna Rossa (equivalente musulmano della Croce Rossa). E' quanto è stato offerto all'ex presidente Usa, Bill Clinton, per tenere un intervento ad una serata di gala.
L'eccentrica proposta arriva da Yasar Ascioglu, presidente dell'omonima impresa di costruzioni, che sembra disposto a tutto pur di avere l'ex inquilino della Casa Bianca alla conferenza.
"Sappiamo - ha detto Ascioglu  al quotidiano <Hurriyet> - che personaggi come Clinton possono chiedere anche mezzo milione di dollari per partecipare a serate come queste. Noi gliene offriamo il doppio in valore immobiliare".
Ascioglu ha detto di avere già preso contatti con Clinton e di essere in attesa di una sua risposta. Per la crinaca, il regalo dell'ex presidente si trova nel complesso "Selenium Twins", un'area di super lusso che verrà ultimata nel 2008 e che è già stata ribattezzata la versione turca delle Trump Towers.
Se Clinton accetterà avrà dei vicini di casa quanto mai illustri, tra cui l'ex Primo Ministro turco Tansu Ciller. E ne potrebbe arrivare anche uno italiano. "La nostra sarà una clientela selezionatissima - ha concluso Ascioglu - Stiamo pensando di proporre un appartamento anche a Silvio Berlusconi". (Apcom)





 

ANNULLATI DUE PROCESSI CONTRO DINK

Il giornalista ucciso da un fanatico nazionalista ora non è più perseguibile

Hrant Dink può finalmente riposare in pace, ad oltre due mesi dalla sua morte. Il Tribunale di Sisli, quartiere di Istanbul dove si è consumata l'intera vicenda giudiziaria del giornalista, ha annullato tutti i procedimenti penali a suo carico, perché ha ricevuto dall'anagrafe l'estratto di morte del direttore della rivista <Agos>.
Dink aveva ancora tre processi pendenti a suo carico. Uno in particolare era stato riaperto clamorosamente dopo la sua morte. riguardava il famoso articolo, pubblicato nel febbraio 2004 sul settimanale <Agos> nel quale Dink definiva il sangue armeno "puro" in contrapposizione e quello turco.
Proprio quell'articolo avrebbe convinto Ogun Samast, l'assassinio di Dink, ad ucciderlo a sangue freddo lo scorso gennaio nel centro di Istanbul.
Gli altri due articoli riguardavano l'inflazione all'ormai celebre articolo 301 del nuovo codice penale. Secondo l'accusa Hrant dink aveva offeso l'identità turca parlando del genocidio armeno del 1915 che Ankara non ha ancora riconosciuto e che nel Paese è considerato ancora un tabu. (Apcom)






 

BULGARIA-TURCHIA:
ELIMINAZIONE VISTI

Bulgaria e Turchia hanno firmato a Sofia un accordo che prevede l'introduzione di un regime libero da visto. Lo ha scritto la <Sofia News Agency>.
L'accordo è stato sottoscritto dal vice ministro degli esteri bulgaro, Lubomir Kiychikov, e dall'ambasciatore turco a Sofia, Mehmet Gucuk.
In base all'accordo i cittadini bulgari che entrano in Turchia non dovranno munirsi di visto. I turchi che siano in possesso di visti di altri Paesi dell'Unione Europea dell'area Schengen, non dovranno chiedere il visto bulgaro. (Apcom)







 

IL BOCCALE
A CHIRAC
CONTESTATO DA GUL

Il ministro degli Esteri turco Abdullah Gul ha criticato il regalo di congedo fato, al vertice UE di Berlino, al presidente francese Jacques Chirac, uno storico boccale da birra che raffigurerebbe - secondo i mezzi di informazione turchi - una sconfitta dell'Impero ottomano ad opera delle truppe francesi di Napoleone nel 1799.
"L'UE dovrebbe preoccuparsi più del futuro che del passato. Se ha una visione del futuro, deve preoccuparsi del futuro", ha detto Gul nel corso di una conferenza stampa. "Non è confacente alla visione dell'UE continuare ad insistere sul passato", ha aggiunto.
Un portavoce del Governo tedesco ha definito la reazione della Turchia mistificante in quanto sul boccale "incriminato" compaiono soltanto una decorazione floreale e la data del 1799, e non c'è alcuna raffigurazione di sconfitte ottomane. (da Ansa-Reuters)




 
 

ATATURK PER ERRORE IN LISTA GAY

Il Belgio sembra voler correre ai ripari dopo l'errore commesso nella compilazione della lista degli omosessuali e bisessuali illustri, in cui è stato incluso anche il fondatore della Turchia moderna, Kemal Ataturk. Secondo <Today's Zaman>, che riportava la notizia, il ministro della Pubblica istruzione vallone, Marie Arena, avrebbe chiesto un incontro con l'ambasciatore turco in Belgio per chiarire il disguido.Secondo una fonte, l'errore sarebbe stato causato da un eccesso di superficialità. la lista dei nomi è stata infatti copiata da un sito internet californiano senza verificare l'esattezza delle informazioni. (da Apcom)






 

ECONOMIA

 

"Consideriamo la scelta del Governo turco - così il direttore generale della grande industria italiana , Giorgio Zappa - parte integrante del nostro mercato italiano 

 

 

Un importante risultato

"Per la nostra industria dell'aerospazio e difesa" la scelta del Governo turco "rappresenta un importante risultato perché ottenuto in un Paese che noi consideriamo parte integrante del nostro mercato europeo". Lo ha sottolineato Giorgio Zappa, direttore generale di <Finmeccanica> e presidente dell'Associazione Italia-Turchia, commentando l'aggiudicazione da parte di <AgustaWestland> della gara per la fornitura di 51 elicotteri alla Turchia.
"Si tratta di una conferma importante del crescente clima di amicizia e di collaborazione tra i due Paesi - ha continuato - che sono certo sarà foriera di ulteriori soddisfazioni per quanti in questi anni hanno creduto in un rapporto più forte tra i nostri Paesi". (Ansa).

 

Elevata competitività italiana

"La scelta degli elicotteri <AgustaWestland> da parte della Turchia conferma l'elevata competitività dei nostri prodotti e le ottime relazioni industriali che esistono tra Italia e Turchia, Paese nel quale <Finmeccanica> (Milano: FNC.MI - notizie) è presente da molti anni in diversi settori''. E' quanto dichiara in una nota il presidente e amministratore delegato di <Finmeccanica>, Pier Francesco Guarguaglini, dopo l'annuncio dell'avvio delle trattative tra <AgustaWestland> e la <Turkish Aviation Industry> (Tai) per il "Programma Atak" (Tactical Reconnaissance and Attack Helicopter) per il Comando delle Forze di Terra turco. ''Questa scelta - ha aggiunto Guarguaglini - rinnova i rapporti di stima e amicizia reciproci e apre la strada a nuove interessanti opportunità di collaborazione tra i due Paesi''. Il valore stimato di questo programma, basato su un requisito per 51 elicotteri A129, "è superiore - precisa la nota - a 1.2 miliardi di euro''. La proposta di <AgustaWestland> include significativi vantaggi industriali per la Turchia. Diverse importanti aziende aerospaziali turche, come <Tai> e <Aselsan>, saranno coinvolte nel programma. Anche l'assemblaggio finale, le consegne e l'accettazione degli aeromobili avranno luogo in Turchia. (Asca)

Una nota del presidente ed amministratore delegato di <Finmeccanica>, Pier Francesco Guarguaglini. Le ottime relazioni industriali esistenti tra Italia e Turchia

<FINMECCANICA>:
una pioggia di commesse

Il consorzio <Eurofighter> e <Netma> hanno firmato a Monaco in nome e per conto di <Alenia Aeronautica>, <Eads>, <Bae Sysrems>e  <Eads-Casa> nonché delle Forze Armate di quattro Paesi.

Pioggia di commesse per il gruppo <Finmeccanica>: <AgustaWestland>, la controllata che produce elicotteri, si aggiudica due contratti, uno nel Regno Unito e l’altro in Turchia. <Alenia Aeronautica> vince una commessa per l’aereo <Eurofighter>. Vediamo i dettagli delle operazioni.
Il ministro turco della Difesa, Vecdi Gonul, ha annunciato che <Agusta Westland>, ha vinto un'asta per la fornitura di 51 elicotteri da combattimento A129, che potrebbero arrivare fino alla consegna di 90 unità. Il valore della fornitura è di circa 2.7 miliardi di dollari. Poco prima la società firma con il ministero della Difesa britannico un contratto per la modifica di sei elicotteri <EH101 Merlin> dell'Aeronautica Militare danese acquistati dal Regno Unito e destinati alle Forze Armate britanniche. Lo si legge in una nota della società italiana. Una fonte vicina al dossier spiega che il valore del contratto ammonta a 260 milioni di euro. "L'accordo prevede anche l'acquisto da parte del ministero della Difesa britannico di sei <EH101 Merlin> che verranno consegnati all'Aeronautica Militare danese in sostituzione di quelli ceduti alle armate britanniche", ha detto una nota.
<Alenia Aeronautica>  ha siglato invece un contratto da 292 milioni di euro per le nuove capacità operative dei velivoli Eurofighter. L'accordo rientra all'interno di un programma del valore totale di 1.2 miliardi, che coinvolgerà anche altre società del gruppo <Finmeccanica>. Il progetto complessivo vede protagonisti Eurofighter e Netma, l'agenzia intergovernativa che gestisce il programma per conto delle nazioni partner. <Eurofighter> e <Netma> firmano a Monaco di Baviera, in nome e per conto rispettivamente delle aziende <Alenia Aeronautica>, <Eads>, <Bae Systems> e <Eads-Casa> e delle Forze Armate di Italia, Germania, Regno Unito e Spagna, un contratto del valore di 1.205 milioni di euro per lo sviluppo dei velivoli <Eurofighter> di Tranche 2 con l'integrazione di nuove funzioni operative destinate ad esaltare le capacità dei velivoli sia "nel ruolo di difesa" sia in quello "di supporto tattico", consentendo così all'aereo di raggiungere livelli di assoluta eccellenza.
Per <Alenia Aeronautica>, capofila italiano del programma che ha la leadership nell'ambito del consorzio <Eurofighter> nel settore dello sviluppo e dell'integrazione dei sistemi di difesa e di navigazione, il contratto ha un valore di oltre 292 milioni di euro. Significative ricadute sono previste anche per altre aziende del gruppo <Finmeccanica>: <Selex> <S&AS>, <Galileo Avionica> e <Selex Communications>. Queste società in fasi successive saranno impegnate nello sviluppo e ulteriore miglioramento di buona parte degli equipaggiamenti e dei sistemi di bordo del velivolo. L'esecuzione del contratto avverrà nel corso del prossimo quinquennio. La Tranche 2 dell'<Eurofighter> prevede la produzione di 236 velivoli, così suddivisa: Germania 68 aerei, Italia 46 (di cui 3 biposto e 43 monoposto), Regno Unito 89, Spagna 33. Le consegne ai quattro Paesi partner degli aerei Tranche 2 sono previste all'inizio del 2008. Gli aerei della versione Tranche 1 sono in corso di consegna. Al momento ne sono stati consegnati oltre 100. In Italia l'occupazione totale generata dal programma <Eurofighter> (diretta, indiretta e terziaria) è dell'ordine delle 24mila risorse uomo-anno con una distribuzione paritetica tra Nord e Centro-Sud.
Infine, <Finmeccanica> ha comunicato di aver perfezionato l'acquisto da <Bae Systems> del 25 per cento non ancora in suo possesso in <Selex Sensors & Airborne Systems >per un esborso complessivo di circa 400 milioni di euro. A questo valore si aggiungerà nei prossimi mesi un conguaglio al momento stimato in circa 12 milioni di euro. (Denaro.it)
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The most important reason for Mangusta's selection was the price differences with Denel, Defense Minister Vecdi Gönül said at the end of an around three-and-a-half-hour meeting of the Executive Committee of the Undersecretariat for the Defense Industry (SSM), the top decision-making organ in Turkish arms procurement. The committee is composed of Prime Minister Recep Tayyip Erdoğan, Minister Gönül and Chief of General Staff Gen. Yaşar Büyükanıt. "The project [for attack helicopter acquisition] has been finalized after 12 years," said Gönül.
When asked, Gönül stated that the project cost for the production of 50 helicopters would be around $2.7 billion. Tusas Aerospace Industries (Tai) will be the main contractor and Alenia will be sub-contractor in the project, Gönül added, noting that the project would be called T-129 from now on, marking a Turco-Italian joint partnership in developing the helicopters.
Though the minister did not reveal the figures, Denel reportedly offered slightly less than 50 percent of Alenia's bid for the production of the helicopters with a high local content. With earlier speculation that the Turkish Armed Forces (Tsk) favored the US Apache or King Cobra for an off-the-shelf purchase, the SSM Executive Committee decision to select Italy's Alenia came as a surprise.
But Turkish industry sources do not rule out the possibility of Turkey buying off-the-shelf attack helicopters from the US in the future, bearing in mind that the delivery of Turkish-Italian joint production attack helicopters could take longer than expected.
US companies cannot bid in Turkey's major arms procurement projects due to contract terms and conditions, under which only companies that can obtain government authorization for the transfer of export licenses may offer bids. US law prohibits issuance of export licenses before companies have won the bid in question.
Gönül also announced the selection of local Otokar for the local design and development of around four to six prototypes for an estimated cost of $500 million. Once the prototypes are produced the SSM will decide on the production of 250 tanks under a separate deal. The local FNSS-BMC partnership is also competing in this project.
As part of Turkish policy to increase local production in military projects, the SSM Executive Committee has also decided to contract local Dearsan for the production at its İstanbul shipyards of new 56-meter-long patrol boats. The project is estimated to cost around 400 million euros. (Zaman)

 




Allo studio una fabbrica ad Istanbul o in Anatolia. uno dei motivi degli investimenti nel Paese della mezzaluna è l'attuale solidità economica. In cantiere campagne pubblicitarie.

 

I grandi progetti
di <Merloni>
e <Ferroni> in Turchia
Per il quotidiano <Zaman>, Italia e Turchia sono sempre più vicine. I marchi <Merloni> e <Ferroli> hanno dichiarato che investiranno nel Paese della Mezzaluna. La <Merloni>, in particolare, pensa a potenziare il marchio <Ariston>. A dirlo è stato il vice presidente del gruppo Carlo Andreatini. aggiungendo che il gruppo sta pensando ad impiantare una fabbrica ad Istanbul o in Anatolia già da re anni. In Turchia inoltre partiranno alcune campagne pubblicitarie future.
Il gruppo Mts, di cui <Ariston> fa parte, nel 2006 ha registrato profitti per 1.5 miliardi di dollari. La compagnia è già leader del settore in Francia e Svizzera. l'obiettivo è arrivare fra le prime tre anche in Turchia. Carlo Andreatini ha detto che uno dei motivi che li ha spinti a scegliere la Turchia è l'attuale solidità economica del paese. con l'aumento del consumo di gas naturale ci sono tutte condizioni per lanciare i nuovi modelli di caldaia che l'azienda ha in cantiere e che dovrebbero invadere il mercato turco. (
Apcom)

 





 

<CANDY> SE NE VA
E IN 150 RIMANGONO
SENZA LAVORO

Il trasferimento a Doruk Susler, in Anatolia, ,della società della <Gasfire> di Erba rischia di mettere sulla strada  decine e decine di dipendenti. Già impartite le indicazioni dal presidente Silvano Fumagalli.

Sono ben 150 i dipendenti della <Gasfire> di Erba destinati a perdere il posto di lavoro. Il motivo, come sempre più spesso accade in questi anni, è legato alla decisione della famiglia Fumagalli (che controlla il Gruppo <Candy>) di procedere nelle strategie di delocalizzazione dell’azienda, specializzata nel settore dei forni e dei piani cottura.
La produzione verrà dunque interamente trasferita a Doruk Susler, in Turchia, e lo stesso presidente Silvano Fumagalli ha già dato precise indicazioni sui tempi delle operazioni: i primi esuberi sono previsti già per il mese di luglio mentre la chiusura vera e propria dello stabilimento è prevista per fine anno.
I lavoratori sono in evidente fermento e si stanno prodigando febbrilmente per far conoscere a istituzioni e opinione pubblica la situazione verso cui sta precipitando quella che è una delle industrie storiche del territorio di Erba. Del resto, questo "trasloco" non rappresenta una novità per la <Gasfire> che nel corso degli anni ha già provveduto a delocalizzare intere linee produttive: i forni a microonde sono infatti passati in Cina, mentre le cucine sono state dirottate in Francia.
Se non interverranno novità il futuro è quindi a tinte decisamente fosche per 150 dipendenti (e relative famiglie) che si ritroveranno senza un lavoro e si vedranno negare quello che rappresenta uno dei maggiori diritti/doveri su cui si basa la Costituzione: un’occupazione in grado di garantire un’esistenza libera e dignitosa.
C’è ovviamente moltissima attesa per il 6 aprile, giorno dell’incontro tra i rappresentanti dei lavoratori e la proprietà. Ma, nell’attesa, non si rimane certo con le mani in mano: in gioco è anche il futuro della città stessa, nessuno può sentirsi escluso dalle rivendicazioni al diritto al lavoro che i dipendenti di <Gasfire> stanno portando avanti. Ieri sono stati distribuiti volantini tra i banchi del mercato nella piazza principale. Tutti devono sapere quali rischi si stanno correndo: un tale numero di nuovi disoccupati avrà infatti, giocoforza, ricadute importanti anche sull’indotto dell’intero territorio erbese. (da
La Padania online)

 

 



 

TUTTO OK
SULL'ESTERO

 

Dati degli investimenti turchi secondo la Banca Bntrale turca.

Secondo i dati della Banca Centrale turca, nel periodo primo gennaio 2002 e 31 gennaio 2007 il flusso di investimenti diretti turchi verso l'estero (Ide) ha raggiunto quota 5.5 miliardi di dollari Usa. Nello specifico, nel 2005 gli investimenti all'estero sono ammontati a 1.1 miliardi di dollari, 1.7 miliardi di dollari nel 2006, mentre - nel primo mese di quest'anno - il totale è già stato pari ad un miliardo di dollari. I Paesi che hanno attratto la maggior parte degli investimenti turchi all'estero (3.5 miliardi di dollari pari al 63% del totale) sono quelli europei: in prima posizione l'Olanda con 989 milioni di dollari ed il 18% del totale, seguono poi Malta con il 17.7% , la Germania con 766 milioni di dollari e l'Italia con 121 milioni di dollari (2.2% del totale). Nella graduatoria sono inclusi anche: Romania, Inghilterra, Lussemburgo, Svizzera, Bulgaria, Francia, Austria, Belgio, Polonia, Grecia, Spagna, Svezia e Finlandia. I settori di maggiore interesse per gli investitori turchi sono risultati: finanza/banche e tessile/abbigliamento. La Banca Centrale segnala inoltre un crescente interesse - nell'ultimo periodo-  per investimenti diretti turchi verso: Egitto e Medio Oriente in genere, oltre alla Cina ed all'Asia Centrale. (Ice Istanbul)

 





 

VERSO I 5 MLD ($)
DI SCAMBI
COMMERCIALI

 

Egitto e Turchia hanno fissato a cinque miliardi di dollari il nuovo obiettivo degli scambi commerciali da raggiungere entro il 2010. Un obiettivo che presuppone quindi una crescita di un miliardo all'anno. Lo riporta l'agenzia <Mena>. L'annuncio è arrivato durante la conferenza di cooperazione turco-egiziana aperta al Cairo dal ministro del commercio e dell'industria Rachid Mohamed Rachid e dall'ambasciatore di Turchia in Egitto, Safak Goturk, per celebrare l'accordo di libero scambio tra i due Paesi entrato in vigore all'inizio di marzo.

Gli obiettivi che si sono posti Turchia ed Egitto. I dati riportati dall'agenzia <Mena>.

Gli investimenti diretti turchi in Egitto lo scorso anno sono arrivati a quota un miliardo di dollari e hanno interessato soprattutto i settori del tessile, dell'abbigliamento e dell'energia. Alla conferenza erano presenti oltre 500 tra imprenditori turchi e egiziani, esperti di investimenti e dirigenti di aziende pubbliche e private. (Denaro.it)

 

 




 

La città, con 12 milioni abitanti ed un Pil di 133 milioni di dollari supera da solo il Prodotto interno Lordo di ben 127 Paesi. La Turchia è la 18ma potenza economica del mondo. Il turismo è ritornato a farla da padrone come due anni fa.

ISTANBUL,
NON SOLO
METROPOLI

Secondo una recente analisi della società di consulenza <PricewaterhouseCoopers> (PwC) delle 100 città dal maggior peso al mondo sul versante economico, risulta che Istanbul (34° nella classifica PwC), con oltre 12 milioni di abitanti (18 milioni secondo altri dati che si rifanno alle persone non censite, ndr) e un Pil di 133 miliardi di dollari, supera da sola il Prodotto Interno Lordo di ben 127 Paesi, fra cui: Marocco, Emirati Arabi Uniti, Kazakhistan, Singapore, Tunisia, Nuova Zelanda, Qatar e Kuwait, ma anche Paesi aderenti all'UE come Slovacchia, Bulgaria , Lituania, Slovenia, Lussemburgo, Lettonia, Estonia, Cipro e Malta.
La Turchia, secondo i dati Ocse, risulta essere la 18° potenza economica del mondo. E la vivibilità del Paese si riscontra anche nei flussi turistici. Secondo l'Ufficio Statistico Turco (Tuik), nei primi due mesi dell'anno in corso il numero dei turisti stranieri in visita in Turchia è cresciuto del 16 per cento rispetto allo stesso periodo del 2006 (con 1.5 milioni di visitatori in totale). La maggior crescita è avvenuta nel mese di febbraio, col +25.6 per cento rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Osservando la provenienza dei turisti a febbraio, risultano al primo posto i tedeschi (18,4 per cento), seguiti da: bulgari (9.3 per cento), russi (5.5 per cento), iraniani (5.2 per cento), georgiani (5 per cento), francesi (3.6 per cento), inglesi (3.5 per cento), azeri (3.2 per cento), olandesi (3.1 per cento), greci (2.7 per cento) ed altre nazionalità (40.5 per cento).
L'assenza quest'anno di gravi atti terroristici e dell'allarme influenza aviaria, uniti a un clima molto più mite del solito, hanno favorito l'aumento del flusso di turisti dall'estero.
(Denaro.it)

 

 

 

 



n

Con un annuncio fresco fresco la <Neteller Plc>, ha comunicato il ritiro dei propri servizi dal mercato del gioco in Canada e in Turchia. I provvedimenti giuridici che hanno indotto a questa mossa.

BRUTTA ARIA 
PER GLI SCOMMETTITORI

Con un annuncio fresco fresco, la < Neteller Plc>, gestore di pagamenti online tra i più usati da scommettitori e giocatori di poker, ha comunicato il ritiro dei propri servizi dal mercato del gioco in Canada e Turchia.
<Neteller> afferma di essere arrivata alla decisione a seguito di una stima di "profilo e stato di rischio" dei mercati nei quali offre i propri servizi. < Neteller> afferma che le recenti azioni dei legislatori anche verso gestori di pagamenti e operatori dell'online gaming hanno "incrementato l'incertezza in merito certe attività legate all'online gambling in alcune giurisdizioni."
A seguito di questa stima, i dirigenti della <Neteller> hanno deciso che il rischio per i loro future investimenti in Canada e Turchia è aumentato e, di conseguenza, < Neteller> non gestirà più trasferimenti di denaro legati a siti di online gambling a favore di clienti residenti in Canada o Turchia.
Di seguito riassumiamo quali sono i provvedimenti giuridici che hanno indotto a questa mossa:
Canada
< Neteller> cesserà la fornitura del servizio per i clienti residenti in Canada a partire dalle 12.01am MST di lunedì 9 aprile 2007.
Già da adesso però però i cittadini canadesi non sono più abilitati ad effettuare depositi usando InstaCASH di < Neteller > direttamente o per mezzo di siti per l'online gambling.
Comunque, i canadesi potranno continuare ad usare i propri conti su e-wallet per tutte le transazioni non dirette a siti di scommessa.
I fondi dei clienti, inclusi quelli dei clienti canadesi, saranno mantenuti su un conto separato e saranno disponibili per la riscossione su richiesta. I clienti canadesi potranno anche non ritirare i propri fondi ed impiegarli per mezzo di questo e-wallet per effettuare altri pagamenti non collegati al gioco d'azzardo.
Turchia
Alla luce dei recenti provvedimenti legislativi approvati in Turchia il 28 febbraio 2007, che proibiscono alcune forme di online gambling che non potranno più essere fornite da compagnie locali o straniere sprovviste della necessaria licenza, < Neteller> ha deciso di avviare un "volontario graduale ritiro " dei servizi di pagamento legati all'online gambling che attualmente erano disponibili anche per i clienti turchi.
I depositi di denaro erano già stati bloccati il 9 marzo 2007.
< Neteller> ha cessato di gestire transazioni legate all'online per i clienti turchi a partire da ieri alle 6.01am GMT (lunedì 26 marzo 2007).
Come per i canadesi, anche i clienti turchi potranno continuare ad usare i propri e-wallet di <Netelle>r per tutte le transazioni non collegate al gambling, sia per depositi sia per riscossioni.
I clienti che si trovano in altre parti del mondo non risentiranno di alcun contraccolpo o effetto e < Neteller> continuerà a servire tutti gli altri clienti come di consueto.
Effetti sul business di Neteller
Neteller afferma di aver puntato molto sul mercato canadese per il rilancio dei propri afari nel 2007 e la perdita di questo mercato avrebbe dovuto contribuire in modo significativo ad incrementare le entrate di quest'anno. Questa perdita avrà un impatto materialmente negative sui risultati del gruppo per l'intero anno sino al 31 dicembre 2007. Comunque il mercato turco rappresenta una parte marginale delle entrate la cui rinuncia non sarà quasi percepibile.
A seguito della riduzione del personale di Calgary dopo il ritiro dagli Usa, < Neteller> ritiene che ora le proprie dimensioni sono appropriate per continuare a gestire i restanti affair non nord americani ed il gruppo continuerà a concentrarsi su Europa ed Asia. (Pockernews)

 





 

 

AUMENTA L'INTERESSE
(STRANIERO)
PER LE ASSICURAZIONI

Attualmente la presenza nel campo è calcolata attorno al 70%. Solo nel 2006 sono stati spesi 5000 milioni di dollari per fusioni ed acquisizioni.

Gli analisti turchi sono convinti: nei prossimi anni gli investimenti stranieri si concentreranno non solo nel settore bancario, ma anche in quello assicurativo. Attualmente la presenza nel campo è calcolata attorno al 70% e solo nel 2006 sono stati spesi 500 milioni di dollari per fusioni e acquisizioni. Ma è sicuramente destinata ad aumentare, soprattutto se si calcola che il settore assicurativo è in costante aumento.
Recep Kocak, direttore generale di <Isik Sigorta>, ha dichiarato al quotidiano <Referans> che le compagnie straniere turche stanno investendo nel settore delle assicurazioni perché attirate soprattutto dagli indicatori macroeconomici e dall'età mediamente molto giovane della popolazione turca.
Dello stesso avviso anche Ertugul Bul, manager della <Teb Sigorta>, che ha dichiarato come il settore assicurativo, in questo momento, sia la realtà più solida del Paese dopo quella bancaria e come i premi di produzione rimangono di 10 volte inferiori alla media europei. (da Apcom)





APPARECCHIATURE AUSILIARIE

Il costruttore italiano per la lavorazione di materie plastiche ha annunciato l'avvio di un nuovo impianto nel Paese della Mezzaluna. Un consumo cresciuto del 15% nell'ultimo triennio. I segmenti trattati: da quello dell'alimentazione a quello della refrigerazioni.

 

Lo sbarco di <Piovan>

Il costruttore italiano di apparecchiature ausiliarie per la lavorazione delle materie plastiche ha annunciato l'avvio di <Piovan Turchia>, struttura guidata da Cihan Sönmez, manager con esperienza di oltre 15 anni nell'industria turca della plastica, con uno staff composto da tre commerciali, due tecnici per l'assistenza e due amministrativi.
Gli uffici della direzione generale hanno sede a Istanbul e dispongono di una superficie di 270 m2. Un ulteriore spazio di 50 m2 è destinato al magazzino ricambi per fornitura in pronta consegna. Per seguire i trasformatori che operano nel sud del Paese è stato aperto un ufficio vendite a Izmir.
Il consumo di plastiche in Turchia è cresciuto con tassi del 15% annuo nell'ultimo triennio - spiega l'azienda - In questo scenario industriale, l'obiettivo di <Piovan> è creare le condizioni per un contatto sempre più stretto con il mercato locale, assicurando competenze specifiche in ambito commerciale, tecnico e di assistenza.
<Piovan Turchia> commercializza l'intera gamma dei prodotti standard <Piovan> nei segmenti dell'alimentazione, dosaggio, deumidificazione, granulazione, termoregolazione e refrigerazione; opera inoltre nei settori specialistici delle preforme Pet, dischi ottici ed estrusione. (Polimerica)





   

 

 

<MAR MEC>

ALLA GRANDE

 

 

 

 

La ditta italiana <Mer Mec> – specialista nella progettazione, produzione e commercializzazione di macchine, veicoli speciali e sistemi per la manutenzione delle infrastrutture ferroviarie - si è aggiudicata una gara bandita dalle ferrovie turche (Tcdd) nel quadro della collaborazione tra Turchia e Spagna sul progetto Alta Velocità Ankara-Eskisehir (prima tappa della tratta Ankara-Istanbul),  per il noleggio di un locomotore, unitamente ad un numero consistente di vagoni, da utilizzare per il nuovo tracciato ferroviario. La società italiana <Mer Mec> dovrà pertanto fornire sotto forma di noleggio per una durata di circa quattro mesi il summenzionato treno che fungerà, tra l’altro, anche come testing train, fornendo servizi di diagnostica dell’infrastruttura ferroviaria in parola. Il prossimo 23 aprile – data in cui in Turchia si celebra la Festa del Parlamento – dovrebbe tenersi l’inaugurazione del nuovo tratto ferroviario, il primo ad Alta Velocità nel Paese, con la partecipazione del Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan e del ministro dei Trasporti Binali Yildirim che saliranno sul treno fornito dalla Mer Mec. (fonte Ambasciata d'Italia ad Ankara)

La ditta italiana si è aggiudicata una gara bandita dalle ferrovie turche (Tcdd) per l'Alta velocità.





l  

 

 

 

Dal 2003, dopo secoli di rivalità geopolitica, Mosca ed Ankara hanno costruito insieme un nuovo rapporto bilaterale. Inizialmente tali relazioni si sono sviluppate mediante rapporti commerciali crescenti; una comune disillusione nei confronti degli Stati Uniti e dell’Unione Europea e la convergenza sui temi dell’Asia Centrale hanno posto le basi di un avvicinamento non solo economico ma anche diplomatico. 

 

RELAZIONI
 POLITICO-ECONOMICO
 IN EVOLUZIONE

Anche dopo il crollo dell’Urss la Russia continuava a considerare la Turchia come un partner controverso e come un rivale nelle aree di vitale interesse per Mosca quali il Caucaso, l’Asia Centrale ed il Medio Oriente. Il Governo turco, da parte sua, mal sopportava le ingerenze russe, come i contrattacchi in relazione all’appoggio dato da Ankara all’oleodotto Baku-Ceyahn, che prevedeva un percorso alternativo alla Russia in relazione al trasporto del petrolio nella regione del Mar Caspio. Ed ancora, l’assistenza militare fornita dalla Turchia alla Georgia e all’Azerbaijan, era vista come un’ulteriore intromissione della Nato in una zona considerata dalla Russia di sua influenza esclusiva. Entrambi i paesi, inoltre, si accusavano reciprocamente di supportare i separatisti: i ceceni in Russia, i curdi in Turchia. Tuttavia, le relazioni tra Mosca e Ankara sono cambiate già alla fine degli anni Novanta, periodo in cui i due paesi, anche a causa dei drastici cambiamenti subiti, hanno iniziato a non considerarsi più come degli avversari, ma piuttosto come alleati, seppure deboli, con comuni problemi e comuni sfide esterne. Dal 2003, in particolare, il presidente Putin e il Primo Ministro Erdogan hanno moltiplicati gli incontri e gli accordi e sembrano aver trovato un terreno comune su argomenti una volta oggetto di contesa. Soprattutto la crescente influenza americana nel Caucaso ha portato ad un riavvicinamento dei due paesi che un tempo erano avversari. Attualmente entrambi i Pesi vogliono trarre benefici dalle comuni relazioni sia a livello politico sia economico.

RAPPORTI ECONOMICI
Già nel corso degli anni novanta nonostante sembrasse che Turchia e Russia si ignorassero da un punto di vista politico, le relazioni commerciali tra i due Paesi si stavano sviluppando in modo significativo. Gli scambi sono cresciuti negli ultimi anni a ritmi vertiginosi tanto che la Russia è diventata il secondo partner commerciale della Turchia dopo la Germania. Tra i due Paesi si sono realizzati e si realizzano visite ufficiali importanti, soprattutto in relazione ai gasdotti ed agli investimenti turchi in Russia. La Russia è attualmente il primo paese esportatore di gas naturale in Turchia con 15.8 miliardi di dollari (+37.2). Inoltre, la conclusione del gasdotto "Blu Stream" ha facilitato le vendite di gas russo alla Turchia rafforzando ancora di più i rapporti economici (circa il 70% dell’intero fabbisogno energetico della Turchia deriva dalla Russia).
La Russia ha espresso interesse a partecipare alle privatizzazioni turche relative al settore energetico ed anche in altre sfere dell’energia; sul punto, il Ministro turco dell’Energia Hilmi Guler ha affermato:"I russi sono interessati alle stazioni energetiche relative al gas naturale, carbone ed energia idroelettrica". In particolare, la Turchia e la Russia hanno celebrato il rapido espandersi del commercio bilaterale durante un’importante visita effettuata da una numerosa delegazione commerciale turca il 10-12 gennaio 2005 a Mosca. La visita ha anche generato diversi e significativi sviluppi politici, incluso l’avvicinamento della Turchia alla cooperazione commerciale con la <Shanghai Cooperation Organization> (Sco), avvicinamento che lo stesso Putin ha definito "inaspettato".
Il volume dei commerci bilaterali nel 2004 era stimato in 10 miliardi di dollari e sta crescendo del 15-20 % annuo. E, secondo il Primo Ministro Erdogan la somma potrebbe arrivare a 25 miliardi nel 2007. Il settore edile turco è attivo a Mosca e sta aumentando la sua quota di mercato in Russia. Un’altra area di cooperazione consiste nella vendita di armi russe alla Turchia. Considerando la crisi irachena e la potenziale instabilità in Iran e in Siria Ankara pone seriamente attenzione ai progetti di modernizzazione militare ed ha un interesse nell’offerta di armi russe. Oltre all’energia i turchi e i russi stanno trattando anche sullo sviluppo tecnologico. Da ultimo, i turisti russi stanno aumentando le preferenze per la Turchia e sono circa un milione e mezzo all’anno. Lo stesso presidente Putin ha sottolineato l’importanza dei reciproci rapporti: "A stringere un legame forte tra i nostri due Paesi non sono solo secoli di scambi economici e politici. La storia delle nostre nazioni è anch’essa strettamente connessa. Basandoci su questa esperienza dobbiamo espandere e fortificare la cooperazione russo-turca".

RAPPORTI POLITICI
Le autorità da entrambe la parti hanno firmato accordi che certamente favoriranno la creazione di relazioni costruttive non solo da un punto di vista economico ma soprattutto politico.Entrambi i Paesi favoriscono il miglioramento delle loro attuali relazioni e l’adozione di una posizione più pragmatica in ambito internazionale. È evidente che nell’ambito dei rapporti tra i due Paesi le considerazioni politiche giocano un ruolo fondamentale: gli aspetti bilaterali vengono integrati in un contesto geo-politico più esteso che include anche altri paesi tra i quali l’Asia centrale. All’interno di questi rapporti intricati anche le relazioni turco-russe appaiono di conseguenza piuttosto complesse.
La Russia dopo il crollo della Unione Sovietica si è trovata in una situazione geo-strategica del tutto nuova a causa dell’emergere di una serie di paesi indipendenti alle sue frontiere occidentali e meridionali. Mosca ha riconosciuto e riconosce tuttora un’importanza fondamentale ai suoi rapporti con questi nuovi Paesi, chiamati "l’estero vicino” relativamente ai quali teme di perdere la sua influenza. Alcuni di questi Stati dell’Asia centrale, hanno da sempre attirato l’attenzione dell’Iran e della Turchia per motivi storici economici e culturali. Proprio quest’area, prima oggetto di competizione tra la Russia e la Turchia, sta emergendo come una regione in cui gli interessi turchi e russi hanno iniziato a convergere.
Oltre all’Asia Centrale, i due Paesi si stanno confrontando anche con le nuove minacce emerse dal Sud, la situazione in Cecenia, i conflitti in Nagorno-Karabakh e Tajikistan, l’ascesa dei talebani in Afghanistan. Finora tali questioni hanno favorito quasi sempre la cooperazione politica e diplomatica anziché il conflitto tra i due paesi. Inoltre, Erdogan e Putin stanno cercando di trovare un accordo sull’Armenia in quanto la normalizzazione dei rapporti tra i turchi e gli armeni potrebbe potenzialmente rendere più facile l’accesso della Turchia nell’Unione Europea e la Russia, come alleato strategico dell’Armenia, potrebbe essere nella posizione di facilitarlo. Putin ha anche affermato che la politica russa potrebbe impegnarsi in ordine alla questione di Cipro, un altro ostacolo nel cammino della Turchia verso l’entrata in Europa.
Per Mosca, appare difficile determinare una politica estera fissa e ben funzionante nei confronti della Turchia. La politica estera russa è infatti generalmente determinata in base alle preferenze in politica interna: vacilla tra l’Europa e l’Asia a seconda dell’equilibrio politico del momento. Attualmente questa sembra essere critica nei confronti dell’Occidente e seguire un percorso maggiormente orientato verso l’Eurasia. La Turchia, invece, come conseguenza della sua posizione geografica, mantiene una politica estera aperta a più fronti e dinamica.

CONCLUSIONI
Per la Russia relazioni sempre più strette con la Turchia potrebbero potenzialmente aiutare Mosca a rallentare la costante erosione della sua influenza nel bacino del Mar Nero. Il Governo di Erdogan mira ad un sempre maggiore avvicinamento all’Unione Europea aprendo nuovi canali di comunicazione politica e commerciale con la Russia. “Le relazioni estere turche sono sempre state molto pragmatiche e razionali, in particolare con la Russia. Erdogan sta continuando questa tradizione” ha affermato Firdevs Robinson, redattore di <The British Broadcasting Corp.’s Central Asia and Caucasus Service>.
Lo sviluppo delle relazioni turco-russe andrà osservato attentamente in Europa, specialmente in relazione al tentativo europeo di creare una nuova politica riguardante il Caucaso, in cui la Turchia dovrebbe ricoprire un ruolo centrale. L’avvicinamento tra Russia e Turchia è certamente preferibile per l’Europa piuttosto che una rivalità nella regione. Inoltre è plausibile che una Turchia democratica e benestante, inserita all’interno della UE, possa influenzare positivamente la Russia. Ma è importante che l’Europa comprenda che dietro a comuni interessi economici e politici (anche se significativi), la ragione principale dell’avvicinamento tra la Turchia e la Russia consiste nel desiderio condiviso di mantenere il proprio status quo. Mentre la Turchia teme la destabilizzazione dei propri confini e la sua conseguente integrità territoriale, la Russia è più preoccupata delle ingerenze europee ed americane nella sua tradizionale area di supremazia e sta cercando di vedere quali vantaggi politici ed economici può ricavare dal timore e dall’insoddisfazione della Turchia nei confronti dell’America e dell’Europa. Questa collaborazione turco-russa appare attualmente più fondata su un apprensione predominante piuttosto che sulle speranze future. Tale apprensione necessita di essere indirizzata da ambo i lati da parte dell’Unione Europea, con particolare attenzione al lato turco. Sebbene non ci siano convincenti ragioni strategiche perchéla Turchia arresti la sua apertura verso l’Occidente in ragione di un’alleanza alternativa con la Russia è ovvio che tali ragioni potrebbero manifestarsi nel breve periodo in Iraq. In particolare, l’emergenza di uno stato Curdo indipendente potrebbe scatenare una politica interna ed estera turca più autoritaria e nazionalista ed il conseguente allontanamento della Turchia dall’Occidente. La prospettiva di essere membro dell’Unione Europea in un ragionevole periodo di tempo sembra essere l’unico deterrente ad un tale comportamento. Sull’evoluzione delle relazioni tra i due stati influirà quindi come verranno interpretate le relazioni turco-russe dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti. Stanti gli attuali sviluppi sembra potersi concludere che probabilmente le relazioni tra Turchia e Russia aumenteranno dal punto di vista politico, economico e della sicurezza. Tuttavia, non va dimenticato che i rapporti riguardano anche argomenti problematici che potrebbero costituire una minaccia per questi legami crescenti. (Sara Saturni/Equilibri.net)






 

NUOVA SINERGIA
CON GEORGIA ED AZERBAIGIAN

Prove tecniche di Caucaso. Sono quelle che, secondo il quotidiano russo <Nezavisimaya>, ripreso dal collega turco <Zaman>, stanno facendo in queste settimane Turchia, Georgia ed Azerbaigian.
Una nuova e strategica sinergia volta a creare un asse Ankara-Tbilisi-Baku- e soprattutto a lasciare fuori l'Armenia, con la quale Turchia ed Azerbaigian hanno rapporti diplomatici piuttosto difficili a causa del genocidio armeno del 1915, che Ankara non riconosce, e della questione del Nagorno-Karabakh, contesa da Erevan e Baku e teatro di una sanguinosa guerra.
Un ruolo centrale in questa nuova alleanza è ricoperto da Baku, determinata a creare un nuovo polo energetico e politico alternativo alla Russia. Sotto questo aspetto, la Turchia e la Georgia sono partner ideali. Una politica che ha trovato la sua prima applicazione pratica lo scorso 13 luglio con l'inaugurazione dell'oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan (Btc) e di recente con il gasdotto Baku-Tblisi-Erzurum. E adesso il "filo energetico" è stato affiancato da qualcosa di altrettanto importante dal punto di vista simbolico. Dopo tanti anni, infatti, è in cantiere il progetto della linea ferroviaria Babu-Tbilisi-Javakheti (Ahylkelek)-Kars, i cui lavori partiranno a giugno e saranno completati in due anni.
La versione russa dell'articolo ha messo in evidenza come la Turchia, con la sua crescita economica, possa solo trarre vantaggio da questa nuova alleanza, ma ha fatto anche notare come l'isolamento di Erevan potrebbe procurarle nuovi problemi diplomatici e pressioni da parte dell'Unione Europea. (Apcom)

Un ruolo centrale in questa alleanza, di cui fa parte la Turchia, è ricoperto da Baku ed è determinata a creare un polo energetico e politico alternativo alla Russia. A subire gli effetti negativi potrebbe essere l'Armenia.

 

 

 




 

 

ECONOMIA

 

 

 

Workshop dell'Ice
plurisettoriale
tra imprese
italiane e turche

 

 

 

E' in programma il 9 e il 10 maggio prossimo ad Istanbul. Una iniziativa in collaborazione con l'Ambasciata d'Italia ad Ankara.

Promuovere un radicamento stabile e produttivo delle aziende italiane sul territorio turco nei settori merceologici più rilevanti. E' questo l'obiettivo del workshop pluri-settoriale tra imprese italiane e turche in programma il 9 e 10 maggio prossimi ad Istanbul. L'iniziativa è organizzata dall'Istituto nazionale per il Commercio Estero in collaborazione con l'Ambasciata d'Italia ad Ankara, l'Agenzia Turca per la promozione dell'attrazione degli investimenti esteri (Tispa) ed il Sottosegretariato al Tesoro turco. L'agro-alimentare, macchine agricole e bevande, tessile e calzature, chimica, minerario, mobili, costruzioni, automobilistico, meccanica, imballaggio, editoria e carta, turismo e imbarcazioni e la refrigerazione sono i settori nei quali le aziende italiane possono realizzare investimenti diretti, joint-venture e azioni di collaborazione industriale, eccezione fatta per le iniziative di carattere import/export. In Turchia gli investimenti diretti esteri godono di particolari agevolazioni e grazie a ciò sono in costante crescita: secondo quanto rivelano i dati diffusi dal Sottosegretariato al Tesoro turco, il flusso degli investimenti diretti provenienti dall'estero ha superato, nel 2006, la quota dei 18 miliardi di dollari statunitensi e le oltre 500 imprese italiane che operano nel Paese hanno effettuato investimenti per 4.4 miliardi di dollari. Le imprese italiane interessate a partecipare al workshop di Istanbul dovranno far pervenire la scheda di adesione, disponibile sul sito web www.ice.gov.it, all'indirizzo di posta elettronica turchia2007@ice.it, compilata in lingua Inglese, entro e non oltre il 31 marzo prossimo.

 






 

PROGETTO "CATALCA":
TURBINE EOLICHE
DELLA <VESTEL ITALIA>

La Turchia ha acquistato dalla <Vestal Italia> 20 turbine eoliche. Serviranno per un nuovo progetto di energia alternativa a Catalca, regione vicino ad Istanbul.
L'ordine a <Vestel Italia> include la fornitura, l'installazione e la manutenzione delle turbine. la consegna dovrebbe avvenire all'inizio dell'estate prossima e il progetto diventare operativo entro la prima metà del 2008. la Turchia è il secondo Paese europeo a potenziale eolico, svilupparlo vorrebbe dire aprire nuovi mercati che potrebbero rivelarsi interessanti per Ankara. L'impianto di Catalca dovrebbe avere una produzione annua di oltre 210mila Mwh. (Apcom)

 

 

 

 

 

L

 

 CRESCITA
DEL TESSILE/
ABBIGLIAMENTO

 

o
Il presidente dell'Associazione degli Esportatori del settore Tessile e Abbigliamento di Istanbul (Itkib), Suleiman Orakcioglu, nel corso di un'intervista ha posto in evidenza gli enormi passi in avanti fatti dal comparto tessile-abbigliamento locale negli ultimi tempi. Orakcioglu ha evidenziato che nonostante la aggressiva competizione cinese ed estremo-orientale degli ultimi 3/4 anni, il sistema industriale locale ha saputo reagire ritagliandosi un nuovo spazio in ambito internazionale con produzioni più innovative e soprattutto qualificate da un design di sempre più alto livello: "Istanbul sta diventando un centro della moda mondiale e stiamo lavorando sempre più a contatto con le industrie italiane, francesi, inglesi, portoghesi e spagnole per migliorare le nostre produzioni, soprattutto sul versante della qualità" - ha affermato il presidente dell'Itkib . Va precisato in proposito che il comparto tessile-abbigliamento rappresenta circa il 9% del PilIL turco (circa 33/35 miliardi di dollari), il 16% della produzione industriale, il 18% dell'intero comparto industriale turco ed il 23% dell'export totale della Turchia nel 2006 (pari a circa 20 miliardi di dollari). Nel 2006 la produzione di tessili-abbigliamento in Turchia è stata pari a un valore di 39,3 miliardi di dollari, di cui l'abbigliamento pronto e i tessuti per la casa rappresentano circa il 55% del totale. (Ice Istanbul)

Come ha spiegato il presidente della Itkib turca, Suleiman Orakcioglu, sono stati compiuti enormi passi in avanti nel comparto nonostante la aggressiva competizione delle industrie cinesi. Quello che fa la differenza è sempre e comunque la qualità del prodotto.

 

 



 

TPAO ANNUNCIA
ESPLORAZIONI
SUL FONDO
DEL MEDITERRANEO

La parte greca di Cipro guarda però con
sospetto l'iniziativa turca sopratutto dopo
che Ankara ha preso contatti con l'Egitto
per proporgli una partnership alternativa.

Il ministro dell'Energia turco, Hilmi Guler, lo aveva annunciato ed adesso la Turchia sembrerebbe voler mantenere le sue promesse. la Tpao, compagnia petrolifera nazionale, ha annunciato che a luglio o agosto inizierà le operazioni sul fondo del Mediterraneo, le stesse che la parte reca di Cipro si appresta a condurre, con la benedizione di Egitto e Libano.
Per un muro che cade in terra, insomma, si rischia un nuovo conflitto in mare. la stampa turca, infatti, teme che le relazioni diplomatiche di Nicosia si faranno sentire a breve.
All'impresa dovrebbero partecipare anche aziende straniere che però non sono state ancora ingaggiate ufficialmente.
Il direttore generale della Tpao, Osman Saim Dinc, ha detto che tra qualche settimana inizieranno gli studi per i rilievi sismici, aggiungendo: "Abbiamo conseguito grandi risultati nel Mar Nero, adesso guardiamo al Mediterraneo".
Resta comunque la scottante questione politica. la parte greca di Cipro, infatti, guarda con sospetto l'iniziativa turca, soprattutto dopo che Ankara ha tenuto contatti con l'Egitto per proporgli una partnership alternativa a quella greco-cipriota e chiamando l'operazione "progetto arabo". (Apcom)

 



 

 ALLEANZAPREZIOSA

Italia e Turchia insieme nel settore orafo per la conquista dei mercati internazionali. <Assicor> parte dall'<Istanbul Jewellery Show> con un tour istituzionale per l'affermazione del Sistema Oro-Made in Italy

E' stato recentemente sottoscritto un protocollo di intesa, tra il presidente di <Assicor> Pietro Faralli ed il presidente della Camera della Gioielleria turca, Alaattin Kamerouğlu, al fine di sviluppare i rapporti di cooperazione nel settore orafo tra Italia e Turchia. La lettera di intenti in questione, che è stata firmata il giorno inaugurale di <Istanbul Jewellery Show>, ha lo scopo di conquistare, nel rispetto delle regole e delle singole identità, i mercati nazionali cercando di promuovere la collaborazione tra gli operatori orafi dei due Paesi su quattro aspetti: monitoraggio delle dinamiche dei mercati della gioielleria, scambio di informazioni normative e tecniche, promozione tra aziende e collaborazioni in eventi fieristici internazionali. "L'accordo con la più importante organizzazione di imprenditori orafi turchi - ha dichiarato Pietro Faralli, presidente di <Assicor>, l'Associazione del Sistema Camerale per il settore dell'oreficeria, argenteria e affini - è il primo passo per costruire una concreta collaborazione tra i due Paesi. La Turchia è una realtà nel mercato dell'oreficeria mondiale di grande rilievo con cui bisogna confrontarsi. L'Italia è pronta a questo confronto aperto e costruttivo. Mi auguro che le collaborazioni istituzionali comprendano presto anche partnership tra imprese finalizzate all'affermazione e allo sviluppo di entrambi i Paesi". <Assicor> è presente all'<Istanbul Jewellery Show> con uno stand istituzionale, un nuovo format di promozione del Sistema Oro-Made in Italy, che nel 2007 prevede quatto tappe tra cui Singapore, Miami e Dubai. Il tour istituzionale dal titolo "La Gioielleria italiana in giro per il mondo", che parte proprio da Istanbul, comprende la produzione di oreficeria, gioielleria e argenteria, con antiche radici e sinonimo di eleganza, creatività, gusto, qualità, stile, ricerca e tecnologia. "Siamo venuti - dice ancora il presidente di <Assicor> Pietro Faralli, alla guida anche della Camera di Commercio di Arezzo, uno dei principali distretti orafi italiani - per incontrare tutti gli operatori turchi del settore, in un clima di stretta collaborazione, cercando così di approfondire le relazioni e gli scambi commerciali e culturali tra la gioielleria italiana e quella turca. La partecipazione italiana ha anche lo scopo di illustrare e promuovere in Turchia il Sistema Oro-Made in Italy. Per raggiungere tale fine abbiamo allestito uno stand istituzionale dove sarà possibile assistere a sfilate e apprezzare i gioielli Made in Italy, chiedere e commentare, attraverso incontri diretti e seminari, ottenere informazioni utili ad affrontare i mercati esteri e conoscere meglio le nostre produzioni. Ma non è tutto: il nostro stand sarà vivo, aperto sempre a chi, in qualsiasi momento, voglia sapere, guardare e approfondire. Sarà una piazza aperta, uno spaccato delle eccellenze del nostro Paese".  "Siamo molto felici di questo accordo - ha concluso Alaattin Kameroğlu  presidente della Camera di Commercio della Gioielleria turca - Oggi occorre ragionare in termini globali. Italia e Turchia sono due dei rappresentanti più importanti della gioielleria nel mondo e con questa collaborazione sull'educazione, sulla difesa dei diritti dei produttori e sull'organizzazione delle fiere settoriali, apriranno nuovi orizzonti a livello globale, nel settore orafo". (Moda online.it)

 

 

 

 

 

IZMIR: PER IL PORTO ANCORA UN RINVIO

L'asta di privatizzazione del porto turco di Izmir è stata nuovamente rinviata in attesa di chiarimenti sulla gara d'appalto per la gestione della struttura portuale di Mersin, come si è appreso da <Turkish Daily News>.
L'asta, avviata 22 anni fa, doveva concludersi inizialmente il 21 settembre del 2006. Secondo le nuove decisioni della Camera marittima di Izmir le offerte si chiuderanno il 15 aprile per poi passare alla seconda fase di consultazioni.
Il vincitore dell'asta avrà diverse opzioni di pagamento: l'intera somma in contanti alla data della firma del contratto, oppure in tre rate, la prima del 50% all'atto della firma, la seconda del 25% un anno dopo e la terza sempre del 25% allo scadere del secondo anno. L'interesse applicato sarà del 9%. I futuri acquirenti dovranno garantire un giro di affari di almeno 100 milioni o in alternativa titoli pari a 100 milioni di dollari disponibili alla richiesta o infine 75 milioni di dollari di asset e 30 di capitale nel 2005. (Apcom)



 


 

<Dubai Holding> costruirà
un complesso multiuso
ed una torre
da 300 metri ad Istanbul

La società emiratina <Sama>, parte della <Dubai Holding> di proprietà dello sceicco Mohammed al Maktoum, ha acquistato, nell'ambito di una gara aperta a 19 imprese, un'area di 46.241 mq nel distretto di Levent, ad Istanbul. Si tratta di una zona in piena espansione commerciale e residenziale: è recentissima l'inaugurazione in quella stessa area del centro commerciale più prestigioso della Turchia, il Kanyon. Il terreno, di proprietà della <Istanbul Transportation Authority> (Iett), è stato ceduto per un valore di 705 milioni di dollari. Il concorrente più agguerrito è stato il gruppo turco Zorlu, che nei giorni scorsi si era aggiudicato già in un'area limitrofa un terreno di proprietà della direzione delle autostrade, per un valore superiore agli 800 milioni di dollari. Il sindaco di Istanbul Kadir Topbas ha dichiarato che i proventi di queste cessioni serviranno a realizzare alcuni fra i principali progetti di miglioramento dei trasporti della città. La <Sama> costruirà -affermano i suoi rappresentanti- entro massimo 12 mesi una torre a forma di torchon dell'altezza di 300 metri, a cui si abbinerà un complesso edilizio di lusso che verrà adibito ad uso misto, commerciale e residenziale. (Ice istanbul)

 

Colpo grosso dello sceicco Mohammed al Maktoum. La zona presa di mira è quella di Levent, uno dei distretti della metropoli che è più degli altri in piena espansione edilizia. L'edificio sarà a forma di torchon.

 






 

PRIVATIZZAZIONE
RETE
AUTOSTRADALE

Entro la prossima estate partirà
il processo per un nuovo
programma in Turchia.
Dichiarazione del direttore
generale della rete, Cahit Turhan

 

"Apriremo le porte agli imprenditori privati che vogliono una gestione per 10/15 anni".

Il direttore generale delle Autostrade della Turchia, Cahit Turhan, conferma che entro la prossima estate partirà definitivamente il processo di privatizzazione della rete autostradale del Paese. "Le autostrade sono state incluse nel programma di privatizzazione delle autostrade nel 2004 - rivela - Abbiamo completato il lavoro legale di preparazione". La gestione della rete autostradale sarà affidata a privati per un massimo di 15 anni. "Abbiamo in progetto - conferma il ministro turco dei lavori pubblici e dell'edilizia urbana, Faruk Nafiz Ozak - di privatizzare i diritti di gestione delle autostrade. Useremo i proventi per la costruzione di nuove arterie nazionali".
"Apriremo alle offerte degli imprenditori privati - prosegue Ozak - che vogliono gestire le autostrade per 10 o 15 anni. Ammetteremo alla gara anche società internazionali che abbiano già esperienza nel settore. Siamo in attesa della definizione delle procedure di privatizzazione da parte del Consigli Nazionale delle Privatizzazioni e della direzione generale delle Autostrade di Stato". Il processo di privatizzazione, di cui si iniziò a discutere nel 2004, prevederà molto probabilmente, il trasferimento della gestione solo per un determinato periodo di tempo (si parla di 10/15 anni , mentre altri prevedono un diritto per 49 anni). Un aspetto ancora incerto è quello relativo al trasferimento totale o parziale al contractor della gestione e quindi della manutenzione delle strade e di quanto è necessario allo sviluppo delle tratte. Il ministro Ozak, peraltro, evidenzia che i proventi della privatizzazione saranno utilizzati esclusivamente per la costruzione di nuovi tratti autostradali, mentre Turhan sottolinea che i tender saranno aperti particolarmente alle imprese internazionali (europee e giapponesi) che possono vantare precedenti esperienze in tal campo. La stampa locale ha evidenziato alcuni nominativi di imprese estere che potrebbero risultare interessate (ad esempio l'australiana <Macquire Infrastructure Group> e la spagnola <Cintra>). (
Denaro.it)



 

 

210 mila camion
all'anno
e 13 partenze settimanali.

L'autostrada del mare che parte dal porto di Trieste ed arriva in Turchia compie venti anni. Un servizio integrato con i trasporto su rotaia. Il primo viaggio risale al marzo 1987. Tipologie di mercato modificate. Un ulteriore incremento nel 2008. In costruzione 4 nuovi traghetti.

L'autostrada del mare che parte dal porto di Trieste ed arriva in Turchia compie 20 anni e per l'occasione il terminalista ha ricevuto al visita del sottosegretario afli Interni, Ettore Rosato. Il bilancio del <Terminal tragehetti<, gestito dalla <Samer&Co Shipping>, è di 210.000 mezzi pesanti, trasportati lungo le tre aree che vedono come capolinea turco i porti di Istanbul (Pendik e Ambarli) e di Cesme. Ammontano a 13 le partenze settimanali.
Il servizio è integrato con il trasporto su rotaia tra Trieste e Salisburgo, che nel 2006 ha visto la realizzazione di846 trasporti per un totale di 31.302 camion in transito lungo la linea ferroviaria. 2L'autostrada del mare - ha spiegato l'amministratore delegato della <Samer&Co Shipping>, Enrico Samer, garantisce al Porto di Trieste un business pari ad oltre 20 milioni di euro l'anno. In linea generale, contando solo l'indotto diretto, ogni toccata di un traghetto ro-ro vale circa 20 mila euro".
Il primo viaggio risale al 1987, quando furono trasportati i primi cinquanta camion, in cinque giorni di navigazione. "Il contesto si è evoluto in maniera determinante - ha spiegato ancora Enrico Samer - oggi le moderne navi ro-ro impiegano 52 ore di navigazione lungo la tratta e trasportano 240 mezzi pesanti alla volta. Anche la tipologia di trasporto si è modificata: in passato il 90 per cento del trasporto era costituito da camion completi, inclusa quindi la motrice, e il 10 per cento da semirimorchiatori, oggi i semirimorchiatori rappresentano il 65 per cento dei carichi. Anche le tipologia di merce si sono modificare: se in passato l'export turco riguardava soprattutto filati e frutta secca, oggi, a seguito dell'internazionalizzazione di numerose imprese in tutti i settori, i carichi riguardano ogni tipologia di merce".
Vi sono importanti ed imminenti ipotesi di sviluppo per il 2007-08, con la realizzazione, entro l'estate, di un nuovo servizio integrato nave-treno in collaborazione con la <Cemat> e le ferrovie tedesche, destinazione Francoforte.
Anche la stessa autostrada del mare avrà un ulteriore incremento nel 2008: l'armatore turco, infatti, ha attualmente in costruzione quattro nuovi raghetti ro-ro, due dei quali saranno impiegati per sostituire le navi più anziane della flotta, e due per incrementare i traffici nel fine settimana...". Entro un anno - ha aggiunto Enrico Samer - la flotta di navi ro-ro si amplierà e aumenterà fino a 15 il numero delle partenze a settimana>. Il Terminal di Riva Traiana occupa circa 110 addetti al giorno su 365 giorni all'anno ed attualmente è disposto su una superficie di 90.000 metri quadrati.
La visita al Terminal del sottosegretario segue le strategiche attività di mediazione effettuate lo scorso dicembre dal ministero degli Interni e dei Trasporti, con il coordinamento dell'on. Ettore Rosato, nei confronti della Turchia, che sono riuscite a rimuovere una serie di ostacoli di carattere burocratico legati alle pratiche per la movimentazione dei camion e delle merci.
"L'impegno dell''on. Rosato - ha sottolineato ancora Samer - ha fatto sì che l'autostrada del mare fosse salvaguardata". La mancanza di questi accordi, elaborati grazie anche al ruolo della Confcommercio e dell'Ambasciata d'Italia ad Ankara, avrebbe potuto infatti pregiudicare il futuro dell'intero traffico e l'esistenza stessa del servizio. (Adnkronos)






   

 

 

 

In Turchia il boom del
settore immobiliare
turco sembra destinato
irrimediabilmente a
fermarsi.

APPARTAMENTI...SENZA FUTURO

Il boom del settore immobiliare turco sembra irrimediabilmente destinato a fermarsi. A dirlo questa volta non sono gli analisti puntualmente interpellati dai quotidiani economici, ma i numeri resi noti dal Registro per le proprietà immobiliari e pubblicati da tutti i principali quotidiani nazionali.
Nel 2006 sono state vendute 1.377.533 proprietà, per un ricavo di 38 miliardi di lire turche (oltre 20 miliardi di euro). Un buon risultato, apparentemente. Disastroso se lo si paragona a quello degli anni precedenti. Stando ai comunicati sempre del Registro, nel 2003 l'incremento nell'acquisto di case era stato del 10%, nel 2004 del 19.5%, nel 2005 del 12%. Il 2006 ha fatto segnare solo un +1%. D'altra parte però gli introiti hanno registrato un incremento del 14%. Segno che se da una parte i turchi comprano meno, dall'altra pagano cifre sempre più elevate.
Molte agenzie immobiliari, dopo aver visto le cifre, sono corse ai ripari, dicendo che il dato è stato falsato falsato dal periodo di instabilità dei mercati, che ha terrorizzato l'economia turca fra aprile e maggio, e che avrebbe provocato una contrazione del mercato immobiliare del 20%.
Nella classifica delle piazze più richieste dal punto di vista immobiliare, tanto per cambiare, c'è Istanbul, dove lo scorso anno sono state vendute 188.578 proprietà, per un introito di 12.4 miliardi di Lire turche (6.3 miliardi di euro). Un aumento dell'8.7% che, però, se paragonato al 30% dell'anno precedente, non appare brillante. Ad Ankara le vendite sono diminuite del 5% rispetto all'anno scorso, ma in compenso i ricavi aumentati del 32%. Ad Izmir, terza città turca, la situazione è rimasta più o meno quella dell'anno scorso. (Apcom)

 





 

ECONOMYNEWS

OCSE POSITIVO MA....
L'Oce, l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico, ha espresso un giudizio positivo sui progressi compiuti dal paese anatolico, soprattutto in relazione al piano di riforme varato insieme al Fmi. Tuttavia l'Ocse ha sottolineato il fatto che la Turchia, se viole mantenere invariato il proprio potenziale economico, deve promuovere al più presto un nuovo pacchetto di riforme. (da Apcom)

PIANO SETTENNALE DI RIFORME
La Turchia annuncerà un piano settennale di riforme ad aprile che punterà all'adozione della maggior parte delle misure necessarie per l'ingresso nell'UE entro il 2011. Lo ha affermato, durante una conferenza stampa all'Europarlamento di Strasburgo, il ministro dell'Economia turco e caponegoziatore con l'UE, Ali Babacan. (da Apcom)

FMI CHIEDE RIDUZIONE DELLA SPESA
Il Fondo Monetario iIternazionale raccomanderà al Governo turco di ridurre la spesa, di adottare una politica finanziaria più austera e di ridurre gli investimenti nei grandi progetti, come si apprende dal quotidiano online <Zaman>.
La Turchia, secondo le stime del Fmi, deve risparmiare 2.03 miliardi di euro. (da Apcom)

PROTEZIONE CONTRO IL FURTO D'IDENTITA'
La <Fair Isaac Corporation> (Nyse : Fic), fornitore leader di tecnologie per l'analitica e la gestione delle decisioni, ha annunciato in data odierna che la <Akbank>, la maggior banca privata della Turchia, ha ultimato l'implementazione della soluzione d'identificazione Falcon(TM) della <Fair Isaac> per l'offerta ai propri clienti di una protezione efficace contro il furto d'identità.
Ai sensi dell'accordo, la <Akbank> diverrà il primo datore di fondi europeo ad adottare Falcon ID, che verrà impiegato inizialmente per tutelare i portafogli di carte di credito della banca. Falcon ID è una soluzione completa messa a punto dalla Fair Isaac per il rilevamento di furti d'identità, ed in essa è incorporato il modello analitico predittivo leader del settore sviluppato dalla società che consiste in una sofisticata procedura di raccolta di informazioni ai fini dell'autenticazione e molteplici fonti di dati per l'accertamento delle identità. La soluzione consente alla <Akbank> di rilevare rapidamente e risolvere in maniera efficiente i tentativi di furto d'identità e di accertare l'identità di clienti stimati o potenziali quanto più precocemente possibile. (FairIsaac)

FILIALE <HISKY> AD ISTANBUL
<Husky Injection Molding Systems> prosegue nella marcia verso il Centro Europa aprendo una nuova filiale commerciale a Istanbul, in Turchia.
"Era il passo naturale per espandere le nostre attività nella regione - ha spiegato Milan Cvjetkovic, vice Presidente per le attività in Europa centrale ed orientale - Abbiamo fornito un buon servizio tecnico per anni e ora sia in grado di offrire un supporto commerciale più consistente grazie ai nuovi uffici". (Polimerica)

LA SOGLIA DI POVERTA'
A febbraio, la soglia di povertà è stata fissata a 1,115 Lire turche, poco meno di 600 euro, per una persona che vive da sola. Per una famiglia di 4 persone è di 2,235, poco meno di 1200 euro. La soglia di indigenza, sempre per una persona da sola e che lavora, è di 854 Lire turche, circa 455 euro. 
I dati sono stati resi noti dal Tuik, l'Istituto di Statistica turco. (da Apcom)

AUTO OLTRE IL MILIONE DI UNITA'
Secondo un rapporto dell'Associazione Industriale dei produttori turchi di Autoveicoli (Osd), la previsione per il 2007 è di una produzione di 1.1 milioni di veicoli, con esportazioni che si aggireranno intorno alle 800 mila unità e un fatturato export che supererà i 16 miliardi di dollari. Nel primo bimestre dell'anno in corso la produzione di moto è aumentata del 15.5% raggiungendo quota 153.000 unità, mentre la produzione automobilistica è cresciuta del 26.7% rispetto allo stesso periodo del 2006. Inoltre le esportazioni nei primi due mesi di quest'anno sono aumentata del 47.5% rispetto al corrispondente periodo del 2006. Il comparto automobilistico è divenuto negli ultimi due anni la principale componente export della Turchia, soppiantando così il tradizionale comparto del tessile-abbigliamento. (Ice Istanbul)

SCOPERTO ALTRO GAS NEL MAR NERO
Scoperti altri due giacimenti di gas nel Mar Nero, al largo delle coste turche. Lo ha annunciato la Tpao, la compagnia nazionale petrolifera turca.
I giacimenti sono localizzati nell'area di Akcakoca, vicino alla zona dove, nei mesi scorsi, sono state trovate altre due fonti di energia. In questi giorni sono in corso i rilievi per cercare di scoprire quale sia la capacità dei giacimenti. (Apcom)

FILIALE DI <SCOTIABANK> AD ISTANBUL

<Scotiabank> ha intenzione di aprire la sua prima filiale in Turchia, ad Istanbul, entro giugno, come si apprende dal <Turkish Daily News>. L'istituto di credito prevede di poter sfruttare l'onda di crescita che sta attraversando il Paese, che ha una delle economie più fruttuose del mondo, la 17ma nel 2006. (da Apcom)

MOVIMENTI STRANIERI IN BORSA
Volano le transazioni straniere alla Borsa di istanbul. L'Imkb, che gestisce l'Istanbul Stock Exchange, ha reso noto che nei primi due mesi del 2007 sono arrivate al 46%.
In particolare, su 41.8 miliardi di transazioni effettuate fra gennaio e febbraio, quelle straniere sono state 10.7 miliardi di dollari per gli acquisti e quasi 10 per le vendite. (da Apcom)

I LIBERI PROFESSIONISTI EVASORI
I liberi professionisti turchi fanno di tutto per non pagare le tasse. Stando ad una ricerca condotta dal ministero delle finanze e pubblicata sui giornali, circa 780mila fra artigiani e liberi professionisti pagano una tassa mensile che si aggira sulle 18 nuove Lire turche, ossia circa 10 euro.
Una cifra sicuramente irrisoria che corrisponde ad un quarto di quella pagata dai dipendenti comunali, che in Turchia sono quelli che percepiscono lo stipendio più basso di tutti. (da Apcom)

ALLARME DISOCCUPAZIONE
In Turchia tutti gli occhi sono puntati sull'elezione del nuovo Capo dello Stato che si terrà fra poco e che sta provocando molte tensioni interne al Paese. Ma c'è qualcuno che guarda oltre fine aprile e mette in guardia su un problema, quello della disoccupazione, che rischia di degenerare. Rifat Hisarciklioglu, presidente dell'Unione delle Camere del commercio e della Borsa delle Merci turca ha criticato il Governo di Ankara per l'attenzione esagerata concentrata sulla elezione del presidente della Repubblica.
"Il malcontento sta aumentando e con lui la disoccupazione. E' venuto il momento di ascoltare quali sono i bisogni della gente, anche perché c'è il rischio che il malcontento si trasformi in disagio generalizzato e in delinquenza. Se non si riesce a risolvere questo problema, scordiamoci la crescita sostenibile e bilanciata del paese", ha detto. (Apcom)

PUNTA GLI OCCHI L'OLANDESE <CORIO>
L'olandese <Corio> punta agli shopping centre turchi. La compagnia ha fatto sapere che ha intenzione di acquistare rispettivamente il 50% e il 35% dei centri commerciali <Esenyurt> e <Edip>, entrambi ad Istanbul. L'investimento è di 60 milioni di dollari per il primo e di 29.6 per il secondo.
Il centro commerciale di <Esenyurt> - attualmente in costruzione - sarà aperto nella prima metà del 2009 e avrà una superficie di 45mila metri quadrati. (da Apcom)

PROGETTO RAFFINERIA
La <KazMunaiGaz> è interessata a partecipare al progetto di costruzione di una raffineria nel porto di Ceyhan, sulla costa mediterranea dalla Turchia. Lo riferiscono fonti del settore, senza, tuttavia, chiarire quale ruolo potrà avere la società di Stato kazakha nel progetto, per il quale sono previsti investimenti per 4.9 miliardi di dollari. La turca <Calik Energy> e la <Indian Oil> hanno già presentato la richiesta di autorizzazione all'organo competente turco: il via libera è previsto nel giro di un mese. La raffineria avrà una capacità di 300.000 barili al giorno e sorgerà allo sbocco dell'oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan. La <KazMunaiGaz> ha mostrato di essere interessata e parteciperà al progetto", ha detto una fonte informata. Un'altra fonte ha detto che l'accordo potrebbe essere firmato verso la fine di Aprile. Ceyhan è anche il terminal di un oleodotto proveniente dai giacimenti iracheni di Kirkuk. La raffineria fornirà tanto il mercato interno turco quanto quello dell'export. (Agi

VIP PER L'ACQUISTO DI TERRENI SUL BOSFORO
Il prezzo di partenza è di circa 25 milioni di euro, ma visti i concorrenti in gara potrebbe aumentare considerevolmente. In settimana dovrebbe essere annunciato il vincitore dell'asta per ilt erreno di Yenikoy, tassello di uno degli scorci più suggestivi del Bosforo, messo sul mercato dal Fondo di assicurazione per i depositi turco (Tmsf). A contenderselo sarà un gruppo di multimiliardari a partire dalle famiglie Dogan e Sabanci, già presenti sul Bosforo con principesche dimore e soprattutto Roman Abramociv che sembra sempre appassionato a questo meraviglioso canale di 35 km che divide l'Europa dall'Asia. Fra i concorrenti anche <Zorlu Group>, che il mese scorso si è aggiudicato il terreno di Zibcirlikuyu, a Levent, per la cifra recors di 800 milioni di dollari. (Apcom)

MARMISTI TURCHI ALL'ATTACCO
Marmisti turchi all'attacco: la produzione del prezioso materiale aumenta costantemente di anno in anno e gli addetti del settore nel paese anatolico pensano di poter insidiare la leadership italiana. Hayrettin Celik, presidente della <Ak Marble Industry>, ha dichiarato al quotidiano <Referans>: "In Turchia ci sono molti tipi di marmo, spesso unici al mondo, l'unico modo per farli conoscere è quello di aumentare l'export". E i risultati di questa politica cominciano a vedersi. Se fino a 5 anni fa l'export da marmo rendeva un miliardo di dollari, nel 2006 i proventi sono saliti a tre. "Il nostro obiettivo -a ha continuato Celik - è arrivare a 6 miliardi di dollari nel 2010". (Apcom)

 





 

NOTIZIE DI AMBASCIATA

 

NUOVO ROUND DI COLLOQUI CON IL FMI - Si è svolta in Turchia una missione del Fmi guidata da Lorenzo Giorgianni, desk officer per la Turchia. al fine di procedere alla sesta revisione dell'accordo di stand-by 2006-2008 e alle consultazioni periodiche con il governo di Ankara. Dagli incontri tenutosi ad Istanbul e ad Ankara è uscito un quadro dell'economia turca sostanzialmente positivo, caratterizzato da stabilità macro-economica, costante flusso degli investimenti esteri diretti e attenta gestione delle politiche comunitarie e fiscali. La delegazione ha inizialmente incontrato ad Istanbul i rappresentanti del settore bancario e dell'industria nazionale nonché i responsabili delle principali associazioni di categoria del paese. Ad Ankara invece hanno avuto luogo incontri con i titolari di diversi ministeri, il Governatore della Banca centrale Yilmaz, il presidente delle Borse e delle Camere di Commercio e il titolare dell'Agenzia di Stato per la Pianificazione.
Secondo un comunicato ufficiale rilasciato dal Fondo, il buono stato di salute in cui versa al momento la Turchia contribuisce a confermare le prospettive di una crescita economica che potrebbe allinearsi ai tassi di sviluppo di Paesi come Cina, India, a condizione che alcuni importanti obiettivi vengano centrati. Tra questi il contenimento del deficit commerciale, che è stato in aumento costante nel corso degli ultimi anni, la riduzione del tasso di inflazione, che è recentemente tornata su livelli a due cifre e un maggiore controllo sui livelli dei tassi di interesse, giudicati attualmente come eccessivamente elevati.

PRIVATIZZAZIONE AUTOSTRADE - Il direttore generale delle Autostrade della Turchia Cahit Turhan ha confermato che entro la prossima estate partirà il processo di privatizzazione della rete autostradale del Paese in base al quale la gestione delle tratte autostradali sarà concesso solo per un determinato periodo di tempo  (si parla di 10/15 o 25 anni, o addirittura per 49 anni). Il ministro dei Lavori Pubblici Faruk Ozak ha informato che i tenders saranno aperti particolarmente alle imprese internazionali (europee e giapponesi) che possono vantare precedenti esperienze in tale campo. Le principali iniziative sono la costruzione dell’autostrada  Istanbul-Bursa-Izmir che includerà un ponte di tre km sulla baia di Izmit sul modello build-operate-transfer, per cui la Direzione Generale delle Autostrade indirà a breve una gara internazionale, e la privatizzazione da parte dell’Amministrazione per le Privatizzazioni (Oib) di sei autostrade già esistenti, la Ediren-Istanbul-Ankara, la Pozanti-Tarsus-Mersin, la Tarsus-Adana-Gaziantep, la Toprakkale-Iskenderun, la Izmir-Cesme e la Izmir-Aydin, che insieme totalizzano 1.851 km.

2° EDIZIONE DELL'IRAQ INTERNATIONAL FAIR - In vista della seconda edizione della <Iraq International Fair>, che avrà luogo dal 23 al 27 maggio a Gaziantep, il ministro per il Commercio Kurzat Tuzmen ha auspicato la cooperazione tra settore pubblico e privato al fine di incrementare le relazioni commerciali ed industriali tra l’Iraq e la Turchia e di rafforzare lo sviluppo delle infrastrutture irachene. Secondo il ministro, inoltre, al fine di agevolare gli scambi tra i due Paesi sarebbe opportuno aprire un altro varco al confine meridionale tra i due Paesi e costruire una moderna rete autostradale di collegamento tra le maggiori città turche dell’Anatolia sud – orientale e l’Iraq.

INCREMENTO EXPORT <TOFAS - Secondo fonti di stampa, la <Tofas> ha realizzato esportazioni per un totale di €975 milioni nel 2006, con un incremento del 41.9% rispetto al 2005 ed un totale di 123.000 autovetture esportate. Nonostante la contrazione del 13% che il settore ha registrato nel corso dell’anno passato, la <Tofas> è riuscita ad incrementare la sua quota di mercato dello 0.9%. L’Amministratore Delegato della joint venture tra la <Tofas> e la <Fiat>, Ali Pandir, che prevede per il corso dell’anno un ulteriore aumento delle vendite grazie anche a nuovi modelli, in primis la Linea, ha infine affermato che l’azienda nel 2006 ha effettuato investimenti per €288 milioni e conta di incrementare tale cifra a €450 milioni nel 2007.

RICICLAGGIO CAPITALI - La Task Force dell’Ocse contro il riciclaggio di capitali (Fatf), organismo intergovernativo il cui scopo è di elaborare e promuovere misure di lotta contro il riciclaggio e, dall’autunno del 2001, anche contro il finanziamento del terrorismo, in un recente rapporto afferma che la Turchia ha fatto progressi dal punto di vista normativo grazie all’entrata  in vigore del nuovo testo di legge. Passi avanti ulteriori dovrebbero tuttavia essere compiuti per quanto riguarda la sua applicazione; al momento, infatti, non risulterebbe elevato il totale delle persone sottoposte a giudizio per riciclaggio rispetto all’elevato numero di denunce depositate. 

INVESTIMENTI AMBIENTE - Il ministro dell'Ambiente Osman Pepe ha recentemente comunicato che secondo stime predisposte dal suo dicastero in collaborazione con l'Unione Europea, la Turchia necessiterà di investimenti nel settore dell’ambiente fino al 2025 per un totale di oltre  70 miliardi di euro, di cui circa 38 miliardi saranno destinati al trattamento delle acque reflue (54.3% del totale), 14 miliardi all'armonizzazione del comparto industriale con le normative UE, circa 13 miliardi per il trattamento e riciclaggio dei rifiuti solidi e 3 miliardi destinati alla lotta all'inquinamento atmosferico. In merito al trattamento delle acque il ministro Pepe ha evidenziato che in Turchia vi sono 3.225 comuni, di cui la maggioranza con una popolazione inferiore ai 10.000 abitanti ed ognuno di questi si dovrà dotare di un impianto di trattamento delle acque. Al momento il 65% della popolazione turca vive in città dove non esistono impianti di trattamento delle acque ed il 50% delle industrie del Paese non dispone di alcun dispositivo per la gestione delle acque di scarico. Il Ministro ha peraltro evidenziato che l'UE, a partire dal budget del 2008, allocherà, in linea con quanto prevede il Governo di Ankara, consistenti risorse al riguardo(gli analisti segnalano che circa il 20% dei 70 miliardi di euro – almeno 14 miliardi - proverranno dall'UE nei prossimi 18 anni).

WORLD WATER FORUM: LA NUOVA PRESIDENZA - La Turchia subentrerà al Messico alla presidenza del "World Water Forum" per i prossimi tre anni. La cerimonia di passaggio delle consegne è avvenuta in concomitanza con l’apertura dei lavori del Quinto Forum Mondiale dell’Acqua, tenuto ad Istanbul dal 15 al 22 marzo ed organizzato in cooperazione con il ministero degli Affari Esteri turco, il Comune di Istanbul e l’Amministrazione statale per i Lavori idraulici. Il Forum Mondiale dell’Acqua è il più grande evento internazionale del settore e la sua organizzazione è gestita dal Consiglio Mondiale dell’Acqua insieme alle autorità del Paese ospitante. Quest’anno ha visto la partecipazione di almeno 15.000 esperti e rappresentanti delle istituzioni e di Organizzazioni non Governative, provenienti da 150 Paesi, che hanno discusso delle problematiche relative alla scarsità d’acqua ed alle possibili soluzioni. 

SI ESTENDE IL GASDOTTO "NABUCCO" - Il gasdotto "Nabucco", la cui costruzione è stata concordata lo scorso giugno dai ministri dell’Energia di Austria, Ungheria, Romania, Bulgaria e Turchia alla presenza del rappresentante per l’energia  della Commissione Europea Andris Piebalgs si estenderà lungo 3.300 km e consentirà di trasportare dagli 8 ai 13 miliardi di metri cubi di gas all’anno dall’Iran dal Kazakistan e dall’Azerbaijan all’Europa centrale, riducendo così sostanzialmente la dipendenza dell’Europa dal gas di provenienza russa. Le cinque società che hanno formato il consorzio "Nabucco Gas Pipeline" sono la turca <Botas>, la bulgara <Bulgargaz>, la rumena <Transgraz>, l’ungherese <Mol> e l’austriaca <Omv Gas>. Il costo del gasdotto è stato stimato intorno a $6 miliardi che saranno finanziati al 70% dalla Banca Europea per gli Investimenti (Bei); la decisione finale sulla data d’inizio dei lavori sarà presa entro la fine di quest’anno mentre il completamento di questi ultimi è previsto per il 2010. Il progetto, nelle affermazioni di Piebalgs, rappresenta la più importante iniziativa dell’Unione Europea nel settore energetico e riveste vitale importanza per l’Europa.

IL DEBITO - Fonti ufficiali hanno reso noto che il debito totale dello Stato a fine febbraio è ammontato a $257 miliardi, di cui il 73.5% è interno ($ 189 miliardi) ed il restante è estero ($67 ,miliardi). 

AVANZO PRIMARIO - Il ministro per l’Economia turco Ali Babacan ha affermato alla stampa che secondo le ultime stime l’avanzo primario del Pil per il 2006 raggiungerà il 6.7%, fondamentale che dovrebbe attestarsi al 6.8% nel 2007, nonostante l’obiettivo di Governo sia stato fissato al 6.5%. Il raggiungimento di tale risultato, possibile grazie ad un costante  controllo della spesa pubblica, soprattutto quella sanitaria, ed all’attuazione delle riforme fiscali, con particolare attenzione all’aumento degli introiti attraverso la semplificazione e la riduzione delle esenzioni, rientra tra gli obiettivi previsti dall’accordo di stand-by siglato tra il Fondo ed il Governo di Ankara che con l’intento di avvicinarsi quanto più alle aspettative di quella Istituzione si è impegnato ad intensificare il contenimento delle spese statali. Quanto ai primi due mesi di quest’anno, il ministero delle Finanze  ha reso noto che a fine febbraio l’avanzo primario si è attestato a $2.07 miliardi ($3 miliardi nello stesso periodo dello scorso anno)

LINEE DI CREDITO - La Banca Europea per gli Investimenti, che dal 1998 ha effettuato prestiti alla Turchia per un totale di €6.9 miliardi (€ 1.8 nel solo 2006 con previsione di superare €2 miliardi quest’anno), dal prossimo mese di maggio inizierà ad aprire linee di credito in moneta nazionale (Ytl) con l’intento di fornire maggior credito alle Pmi del Paese.  Inizialmente i prestiti saranno effettuati per il tramite delle cinque banche turche che attualmente operano in partenariato con la Banca Europea degli Investimenti e a cui presto si aggiungeranno altri cinque istituti di credito privati. La Banca Europea per gli Investimenti aprirà inoltre due uffici di rappresentanza, uno nella capitale Ankara ed uno a Istanbul; il primo si occuperà principalmente di fornire credito allo Stato ed alle Municipalità, mentre il secondo lavorerà per le Pmi turche.

USA: UN MERCATO INVITANTE - Il ministro turco per l’Economia Ali Babacan, nel suo intervento alla riunione del Consiglio per gli Affari turco-americano, ha richiamato l’attenzione degli investitori statunitensi sul boom di investimenti diretti dall’estero che la Turchia sta registrando in particolare da due anni a questa parte. Babacan ha sottolineato che molto dipende dalla stabilità economica che il Paese è riuscito a raggiungere dopo la crisi economica del 2001, tra cui il notevole abbassamento del tasso d’inflazione e dei tassi d’interesse, stabilità che questo Governo tiene fortemente a mantenere nell’ottica di crescita economica futura. Per dare un’idea di quello che il Paese significa oggi nello scenario internazionale, il ministro ha aggiunto che di fatto si è passati dai $1.7 miliardi del 2003 ai $2.8 miliardi del 2004 per salire ai $9.6 miliardi del 2005 e quindi alla cifra record di circa $18 miliardi nel 2006. La Turchia, ha affermato Ferit Sahenk, presidente del Consiglio per gli Affari turco-americano, con un mercato di consumatori di oltre 72 milioni e grazie alla sua posizione geografica è un mercato particolarmente invitante sia per gli investitori europei che per quelli medio-orientali.

DA 500 MLN DI EURO IN SU' IL PREZZO DELLA <PETKIM PETROKIMYA HOLDING AS> -

 La <Qatar Petroleum Corporation> (Qapco) è interessata ad acquistare la principale impresa turca del comparto chimico, la <Petkim Petrokimya Holding AS> (produttrice di materie prime per il settore chimico/plastico, Pvc,ecc.). Il prezzo minimo di acquisto dovrebbe aggirarsi intorno ai $500 milioni anche in considerazione del fatto che già in due occasioni (2003 e 2004) il tender non e' stato aggiudicato. La <Petkim>, secondo alcuni analisti di settore, lo scorso anno ha generato profitti per circa 40 milioni di dollari, ma necessiterebbe  di notevoli investimenti per procedere all’ammodernamento dei propri sistemi produttivi. L'altro potenziale concorrente della <Qapco> risulterebbe essere la  saudita <Sabic>.

INTERESSE PER ERZURUM - Investitori esteri ed istituzioni finanziarie sono sempre più interessate  alla città di Erzurum dove nel 2011 si terranno le prossime Olimpiadi Universitarie. Da quanto appreso dai media locali, al momento sono stati manifestati interessi da parte di una società malesi ed israeliane per prendere parte ai lavori per la costruzione delle infrastrutture necessarie. Il budget messo a disposizione del Comune di Erzurum al momento non supererebbe i $138 milioni ma già alcuni istituti di credito sia nazionali che esteri avrebbero manifestato interesse a finanziare la costruzione di alcune infrastrutture. Sempre secondo la stampa nazionale la Camera di Commercio di Istanbul intenderebbe recarsi a Dubai e nei Paesi del Golfo per presentare le opportunità di partecipazione ai potenziali investitori. A tale riguardo, si segnala che è in corso di approvazione da parte turca un disegno di legge che prevede la nomina di un coordinatore nazionale delle Olimpiadi Universitarie

LA <COLMAR SPA> SI AGGIUDICA LA GARA - La <Colmar S.p.A., società italiana leader nel settore delle macchine movimento terra, si è recentemente aggiudicata la gara indetta dalle Ferrovie di Stato della Turchia per la fornitura di 5 caricatori ferroviari  per un importo pari a €1.072.000.

AL VIA NUOVO OLEODOTTO - Il presidente russo Vladimir Putin, il Primo Ministro greco Karamanlis ed il loro omologo bulgaro Stanishev hanno presenziato alla firma tra i ministri dell’Energia dei tre Paesi in questione di un accordo per la costruzione di un oleodotto che trasporterà petrolio proveniente via mare dal porto russo di Novorosisk fino a quello di Burgaz in Bulgaria e da qui attraverso la nuova infrastruttura fino al porto greco di Alexandroupolis sul Mar Egeo. Proprio la presenza di Putin ha dato l’idea dell’importanza attribuita da Mosca all’intesa che rafforza ulteriormente il ruolo della Russia quale fornitore di idrocarburi per l’intera Europa ed allo stesso tempo vede la Bulgaria e soprattutto la Grecia accrescere il ruolo geo-strategico nella mappa dei corridoi dei flussi di energia tra Europa orientale e centrale. L’oleodotto sarà lungo 280 km e la sua costruzione inizierà nel 2008 per essere completata entro il 2009; avrà una capacità giornaliera di 700.000 barili per un totale di 35 milioni di tonnellate all'anno con previsione di raggiungere la quota di 50 milioni. Il costo dell'iniziativa è di circa $1 miliardo. Secondo i termini dell’accordo, il 51% del consorzio che realizzerà e gestirà l’impianto sarà in mano russa mentre le rimanenti due quote (ciascuna del 24%) saranno controllate da Grecia e Bulgaria. La stampa locale ha dato ampio risalto a questa nuova arteria che, a differenza di altri progetti nel settore energetico, non attraversa il territorio turco. La firma dell'accordo in questione ha suscitato reazioni significative in Turchia da parte di chi teme una diminuzione dell’importanza del Paese quale nodo energetico strategico nell’area ed un raffreddamento dell’interesse di Mosca, soprattutto in un momento in cui Ankara è alla ricerca di ulteriori partner per il Samsun – Cehyan, di cui si attende l’avvio operativo. 

GASDOTTO "NABUCCO" - La Turchia è inoltre alla ricerca di un sesto partner per la costruzione del gasdotto "Nabucco" in cui attualmente, oltre alla <Botas>, figurano l'austriaca <Omv>, l'ungherese <Mol>, la Bulgara <Bulgargaz> e la romena <Transgaz>. I possibili candidati sembrerebbero essere la francese <Total> o la tedesca <Rwe>. Il progetto, in base al quale sarà trasportato gas azero ed iraniano verso l'Europa attraversando la Turchia, è ancora in fase preparatoria e comprende la costruzione di 3.300 km di gasdotto, la cui costruzione dovrebbe essere completata entro il 2012.

ALL'UNDICESIMO POSTO PER FERRO ED ACCIAIO - L’Istituto Internazionale del Ferro e dell’Acciaio,  in uno studio pubblicato in questi giorni, ha reso noto che la Turchia, che nel 2001 era il 15mo produttore al mondo di ferro ed acciaio, con un totale di 15 milioni di tonnellate,  nel 2006 è risalita di quattro posizioni raggiungendo l'undicesimo posto con   23.3  milioni di tonnellate, realizzando così un incremento del 55.3% rispetto al 2001. La produzione mondiale in quell’anno era stata pari a 850.5 milioni, mentre nel 2006 ha raggiunto quota 1. miliardi, con un incremento del 52% rispetto al dato del 2001. Secondo lo studio, il principale produttore mondiale è la Cina con 418.8 milioni, seguita dal Giappone (116.2 milioni), dagli Usa (98.5 milioni), dalla Russia (70.6 milioni), dalla Corea del Sud (48.4 milioni), dalla Germania (47.2 milioni), dall’India (44 milioni), dall’Ucraina (40.8 milioni), dall’Italia (31.6 milioni) e dal Brasile (30.9 milioni). A tale riguardo viene precisato che la continua espansione del comparto ferro/acciaio turco è dovuta essenzialmente alla crescita esponenziale dei settori automobilistico e degli elettrodomestici nei quali la Turchia è ormai riconosciuta come un leader europeo.

GIGANTESCO PROGETTO ALIMENTARE - L’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura (Fao) avvierà a breve un gigantesco progetto alimentare in Turchia; secondo le prime informazioni pubblicate dalla stampa locale, 18 grandi compagnie del settore alimentare investiranno $10 miliardi nella zona di Kilis che diventerà così il più grande centro agro-alimentare dell’area.

INTERSCAMBIO FRANCIA-TURCHIA - Nonostante il boicottaggio di alcuni prodotti di origine francese a seguito del voto parlamentare in favore della penalizzazione della negazione del cosiddetto genocidio armeno ad opera dei Turchi ottomani, l’interscambio commerciale con la Francia nel 2006 ha realizzato la somma di $9.4 miliardi. Secondo i dati resi noti dal ministero francese dell’Industria, Economia e Finanze, le esportazioni in Turchia sono ammontate a  $5.2 miliardi con un aumento del 12% rispetto all’anno precedente, mentre le importazioni hanno registrato la somma di $4.2 miliardi, con un incremento del 19% rispetto ai dati di fine 2005. Le esportazioni francesi sono rappresentate principalmente da prodotti chimici, gomma naturale, plastica, metalli e prodotti metalliferi, automobili e parti di automobili, prodotti farmaceutici e cosmetici. Un discorso a parte merita il settore della difesa;  infatti proprio a seguito della decisione adottata dal Parlamento francese in merito al genocidio di armeni, le aziende francesi di fatto non sono ammesse a partecipare a gare per la fornitura di attrezzature militari.

BUSINESS COUNCIL - Il Consiglio turco per le Relazioni Economiche Internazionali (Deik), un’istituzione dedicata allo sviluppo delle relazioni internazionali soprattutto attraverso la gestione dei cosiddetti "Business Council", estenderà la sua attività in altre 13 città dell’Anatolia tra cui Gaziantep, Kayseri, Trabzon e Konya. Attualmente il Deik ha 520 membri e conta di raggiungere quota 750, anche a seguito dell’apertura di nuovi uffici a Malta, in Sudan ed in Etiopia.

DEFICIT BILANCIA PAGAMENTI - Secondo gli ultimi dati pubblicati dalla Banca Centrale turca, la bilancia dei pagamenti a gennaio 2007 ha riportato un deficit di $2.248 milioni, con un lieve incremento del 0.4% rispetto allo stesso periodo del 2006 ($2.240). Tale risultato viene attribuito al fatto che il deficit commerciale ($2.407 milioni) è diminuito dello 0.5% rispetto al gennaio 2006. 

TASSO DISOCCUPAZIONE - L’Istituto Nazionale di Statistica turco (Tuik) ha reso noto che il tasso di disoccupazione nel Paese a fine dicembre si è attestato al 10.5%, lo 0.7% in meno rispetto allo stesso periodo del 2005 (11.2%), con una concentrazione dell’12.5% dei disoccupati nelle aree urbane e del 7.5% in quelle rurali. Nello stesso periodo il numero dei disoccupati è sceso di 94.000 unità ed ha raggiunto quota 2.6 milioni. 

TASSI DI INTERESSE - Come previsto dagli analisti economici ed in linea con l’andamento di mercato, la Banca Centrale turca ha lasciato invariati i tassi d’interesse sottolineando nel comunicato rilasciato a seguito della riunione che continuerà a tenere sotto stretto controllo l’andamento del tasso d’inflazione, la cui diminuzione dovrebbe divenire più costante nella seconda metà dell’anno.
PREZZI AL CONSUMO - La Banca internazionale di investimenti <JP Morgan> ritiene che a partire dal prossimo mese di aprile i prezzi al consumo inizieranno a scendere e che il tasso d’inflazione di fine anno si attesterà al 6.5%. Tale diminuzione della pressione inflazionistica dovrebbe così consentire alla Banca Centrale di procedere ad una riduzione dei tassi d’interesse a partire dal mese di giugno. 

INVESTIMENTI DIRETTI ESTERI - Il Sottosegretariato turco al Tesoro ha reso noto che nel mese di gennaio il flusso di investimenti diretti esteri ha raggiunto la somma di $6 miliardi, un vero e proprio record per  un Paese come la Turchia che sino ad alcuni anni or sono riceveva investimenti diretti per un massimo di $1.5 - 2 miliardi all'anno (nel gennaio 2006 la cifra fu pari a $452 milioni). Tale successo è anche il risultato degli introiti derivanti dai pagamenti delle restanti rate relative a consistenti privatizzazioni attuate nel settore bancario (vendita della <Disbank> alla <Fortis>, della <Finansbank> alla <National Bank of Greece>, della <Turk Economi Bank> alla <BNP Paribas>) e delle telecomunicazioni (vendita della <Telsim> alla <Vodafone>). A fine 2006 invece, gli investimenti esteri sono ammontati a $19.8 miliardi. I settori di maggiore interesse da parte degli investitori esteri in questi ultimi anni sono risultati quello bancario e delle telecomunicazioni, quello petrolchimico, immobiliare e della produzione di cemento. Va peraltro evidenziato che lo stock di investimenti esteri ha raggiunto a fine 2006 la somma di $60 miliardi e che  in rapporto al PIL gli investimenti provenienti dall'estero sono ancora sotto la media mondiale, il 16% contro il 22.7%. Gli analisti locali fanno presente però che l'anno elettorale, il congelamento della privatizzazione delle reti elettriche e soprattutto una forte terziarizzazione degli investimenti provenienti dall'estero, potrebbero non far compiere al Paese quel necessario balzo in avanti nel comparto industriale. In pratica gli esperti fanno presente che la Turchia non può ancora permettersi di specializzarsi nel terziario, ma deve obbligatoriamente essere ancora un Paese industriale soprattutto poiché ogni anno circa un milione di giovani si immettono nel mercato del lavoro.
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Secondo i dati della Banca Centrale turca, dal 1 gennaio del 2002 al 31 gennaio 2007 il flusso di investimenti diretti turchi verso l'estero ha raggiunto quota $5.5 miliardi. Nel dettaglio, nel 2005 gli
investimenti all'estero sono ammontati a $1.1 miliardi, sono saliti a $1.7 miliardi nel 2006, mentre nel primo mese di quest'anno hanno già totalizzato quota $1 miliardo. I Paesi verso cui la maggioranza di tali fondi sono stati destinati ($3.5 miliardi di dollari pari al 63% del totale) sono quelli europei (in prima posizione l'Olanda con $989 milioni pari al 18% del totale). Seguono in ordine Malta (17.7%), la Germania ($766 milioni) e l'Italia ($121 milioni ed il 2.2% del totale). Nella graduatoria sono inclusi anche la Romania, il Regno Unito, il Lussemburgo, la Svizzera, la Bulgaria, la Francia, l’Austria, il Belgio, la Polonia, la Grecia, la Spagna, la Svezia e la Finlandia. I settori di maggiore interesse per gli investitori turchi risultano essere quello finanziario, bancario,  tessile e dell’abbigliamento. La Banca Centrale segnala inoltre un recente e crescente interesse per  investimenti  verso l’Egitto ed il Medio Oriente in genere, oltre alla Cina ed all'Asia Centrale.

MERCATO IMMOBILIARE - In base a stime statali relative agli investimenti esteri diretti, il mercato immobiliare in Turchia attrae sempre più gli investitori stranieri; le prospettive di ulteriore espansione nel 2007 appaiono infatti assai rosee. A dimostrazione di ciò è recentemente apparso sulla stampa locale un articolo riguardante le opinioni espresse dal responsabile della <Merril Lynch Global Principle Investments> per l’Europa, il Medio Oriente e l’Africa <Roger Barris>. La <Merril Lynch>, che ha avviato una collaborazione con la <Krea Real Estate>, dando vita alla <Bosphorus Real Estate>, progetta infatti di investire $1 miliardo nei prossimi tre anni ad Istanbul, Smirne, Eskisehir ed in alcune regioni dell’Anatolia orientale. Sempre secondo le stime della <Merril Lynch>, considerata la stabilità del Paese e le prospettive di crescita offerte, il flusso di investimenti, nell’arco dei prossimi cinque anni, non avrà difficoltà a raggiungere la somma di $15 miliardi. 

CONCORSO - L’<Eni Corporate University>, come per gli anni passati, ha bandito un concorso per l’ammissione al Master in Management ed Economia dell’Energia e dell’Ambiente (Medea) della scuola Enrico Mattei. Informazioni sui corsi e sulle modalità di partecipazione potranno essere reperiti al sito www.enicorporateuniversity.it/scuolamattei attraverso il quale e’ inoltre possibile compilare le domande di ammissione entro il 31 marzo 2007.

INDICATORI MACROECONOMICI
- Crescita del Pnl nel 2005: 7.7%; gennaio – aprile 2006: 6.3%
- Inflazione  annua (prezzi al consumo): 9,6% (2006); 10,2% (febbraio 2007)
- Interscambio con l’Italia a gennaio 2007 : $1.030,5 milioni con esportazioni verso l’Italia pari a  $492,7 milioni (-2.37% rispetto a gennaio 2006) ed importazioni dall’Italia pari a $537,8 milioni (+16.22% rispetto a gennaio 2006).  (Ice Istanbul su dati dell’Istituto Turco di Statistica- Tuik)

WORLD TRADE CENTER - La <Tureks International Ltd> ha curato l’organizzazione della sesta edizione degli eventi fieristici <Endustri 07> e <Eleyex 07> che si svolgono da oggi fino al giorno 8 presso il World Trade Centre di Kayseri. Alla fiera prendono parte produttori di macchinari industriali e prodotti elettronici e di elettronica. Gli interessati possono contattare direttamente gli organizzatori consultando il sito www.tureksfuar.com.tr oppure chiamando il numero +90 212 570 63 05 (Murat Cavdar – Foreign Relations Manager). 
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A cura di: Simona De Martino - capo dell'ufficio Economico e Commerciale dell'Ambasciata d'Italia in Turchia
               Gianmarco Macchia - vice capo dell'Ufficio Economico e Commerciale
               Roberto Luongo - diretore dell'Ufficio Ice di Istanbul
Redazione: Tiziana Staffolani - collaboratore Economico e Finanziario



 

 

TURISMO/AMBIENTE

 

TURISMO
NUOVAMENTE
IN MARCIA

Secondo l'Ufficio Statistico Turco (Tuik), nei primi due mesi dell'anno in corso il numero dei turisti stranieri in visita in Turchia è cresciuto del 16% rispetto allo stesso periodo del 2006 (con 1,5 milioni di visitatori in totale). La maggior crescita è avvenuta nel mese di febbraio, col +25.6% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Osservando la provenienza dei turisti a febbraio, risultano al primo posto i tedeschi (18.4%), seguiti da: bulgari (9.3%), russi (5,5%), iraniani (5.2%), georgiani (5%), francesi (3.6%), inglesi (3.5%), azeri (3.2%), olandesi (3.1%), greci (2.7%) ed altre nazionalità (40.5%). L'assenza quest'anno di gravi atti terroristici e dell'allarme influenza aviaria, uniti a un clima molto più mite del solito, hanno favorito l'aumento del flusso di turisti dall'estero.  (Ice Istanbul)

 





 

SUMMIT SULL'ACQUA
TRE PAESI ATTORNO AD UN TAVOLO

 

di Lorenzo Trombetta

 

Pr la prima volta dopo circa vent'anni, Turchia, Siria e Iraq sono tornati a dialogare attorno un tavolo comune per la ripartizione dello sfruttamento idrico del Tigri e dell'Eufrate, a pochi giorni la diffusione di un allarmante rapporto dell'Onu secondo il quale entro il 2030 ''centinaia di milioni di persone rimarranno senza acqua''.  

L'incontro tripartito, svoltosi ieri ad Antalia, nel sud della Turchia, è stato reso possibile dal ritrovato clima di distensione tra Damasco e Baghdad che hanno riallacciato i rapporti lo scorso autunno dopo un gelo durato un quarto di secolo. Alla riunione hanno partecipato il ministro turco dell'Energia, Hilmi Gueler, il collega siriano dell'Irrigazione, Nader al Bunni e quello iracheno Abd al Latif Rashid.

I tre rappresentanti hanno firmato un protocollo d'intesa per ripristinare le commissioni tecniche ministeriali incaricate di ridefinire la spartizione delle acque del Tigri e dell'Eufrate e dei loro affluenti. 
Le commissioni tripartite erano state create nel lontano 1982, in un diverso scenario regionale: le relazioni fra Damasco e Baghdad erano già allora molto tese con Damasco sempre più vicina al suo alleato strategico, l'Iran, impegnato dal 1980 al 1988 nella guerra contro l'Iraq. Poco dopo, Siria e Iraq ruppero nuovamente i rapporti, e l'ultima riunione ministeriale a tre si ebbe nel 1988. 

Per la prima volta Turchia, Siria ed Iraq sono tornati a dialogare per la ripartizione dello sfruttamento idrico del Tigri e dell'Eufrate.

 

Anche i rapporti tra Ankara e le due capitali arabe sono rimasti difficili per tutti gli anni '80 e '90, in particolare a causa della questione kurda. Le formazioni politiche armate kurde, attive proprio nella regione di confine tra i tre paesi dove scorrono i corsi di Tigri ed Eufrate e che rivendicavano l'indipendenza dei loro territori dall'autorità di Ankara, Damasco e Baghdad, sono state a lungo strumento della politica dei singoli governi turco, iracheno e siriano che le utilizzavano per minacciare la stabilità dei rispettivi avversari. In questo clima, nel gennaio del 1990, le autorità turche decidevano di deviare il corso dell'Eufrate per riempire il bacino artificiale della diga “Ataturk”, posta 60 chilometri a nord dal confine con la Siria, riducendo così drasticamente l'afflusso di acque del fiume verso i due paesi. 

La diga “Ataturk” fu inaugurata solo nel luglio del 1992, ma le proteste di Siria e Iraq continuarono fino al settembre di quell'anno, quando a Damasco venne convocata una riunione tripartita di esperti siriani, turchi e iracheni per discutere la ripartizione dei due fiumi. L'incontro si concluse con una sconfitta per la diplomazia dei due paesi arabi che non ottennero alcun incremento del flusso di acqua verso i loro territori. 

Nessun accordo è stato raggiunto nemmeno dopo il riavvicinamento tra Siria e Turchia della fine del 1998, a causa proprio delle tensioni perduranti tra i regimi baathisti rivali di Damasco e Baghdad. Questi ultimi, tornati ora a parlare di ''fratellanza'' e ''cooperazione'' interaraba, sperano che Ankara accetti di aprire i rubinetti, anche se la Turchia si è fino ad oggi rifiutata di firmare la Convenzione Onu del 1997 che stabilisce le regole per ''l'equa spartizione delle acque dei fiumi transnazionali". (Lorenzo Trombetta/Ansa)

 





IL PROGETTO GAP

Il progetto Gap prevede 22 dighe e 19 impianti idroelettrici nell’Anatolia. La maggior parte degli impianti interverranno sulla parte turca dove passano i due fiumi più famosi del mondo: il Tigri e l’Eufrate. In particolare nella regione del Hasankeyf – al confine tra Turchia, Siria e Iraq. Lì il progetto della diga Ilisu sul Tigri dovrebbe coinvolgere almeno 70.000 persone che saranno costrette a trasferirsi dal proprio territorio.
Il Gap, cioè il Guneydogu Anadolu Projesi, è un progetto di sfruttamento delle acque del Tigri e dell'Eufrate che prevede la costruzione di 22 dighe, 19 centrali idroelettriche e centinaia di progetti collaterali (agglomerati industriali, nuovi centri urbani, latifondi agricoli in stile latino-americano, strutture turistiche, aeroporti, ecc.). Il progetto riguarda sistemi fluviali piuttosto complessi perché scorrono in tre Stati: Turchia, Siria e Iraq. Con il GAP la Turchia avrà il controllo completo delle acque della Mesopotamia in quanto si rifiuta di firmare trattati per regolare la portata dei due fiumi oltre il confine turco. Ciò crea conflitti con i Paesi vicini interessati.
La diga di Ilisu, la più grande progettata nel Kurdistan, fa parte del Gap e sorgerà sul Tigri a 65 km dal confine iracheno. Questa diga rischia di sommergere la storica cittadina di Hasankeyf, stravolgere irrimediabilmente l’ecosistema del fiume Tigri e provocare lo sradicamento di 55.000 persone dai loro villaggi d’origine. La costruzione di questa diga e delle altre dighe previste dal progetto Gap consentirebbe inoltre il controllo dei flussi d’acqua verso Siria e Iraq, con un conseguente aumento del rischio di conflitti.
La diga di Ilisu, la più grande progettata nel Kurdistan, fa parte del Gap e sorgerà sul Tigri a 65 km dal confine iracheno. Questa diga rischia di sommergere la storica cittadina di Hasankeyf, stravolgere irrimediabilmente l’ecosistema del fiume Tigri e provocare lo sradicamento di 55.000 persone dai loro villaggi d’origine. La costruzione di questa diga e delle altre dighe previste dal progetto GAP consentirebbe inoltre il controllo dei flussi d’acqua verso Siria e Iraq, con un conseguente aumento del rischio di impegno. (AmiNet)

Il complesso prevede 22 dighe e 19 impianti idroelettrici nell'Anatolia. 





 

INQUINATE LE ACQUE DEL TIGRI

Rischio di gravi malattie come colera, tifo e dissenteria. I rilievi fatti

Le acque del fiume Tigri sono inquinate. E tanto anche. A dirlo è l'Università di Dicle che, fra maggio e giugno dello scorso anno, ha compiuto diversi rilievi per sondare lo stato del fiume. L'equipe, guidata dai professori Emin Erkan e Aydin Vural ha compiuto 30 rilievo in diversi punti del suo percorso. I risultati hanno rivelato che le acque del Tigri sono state seriamente contaminate da sostanze molto inquinanti e pericolose per la salute dell'uomo.
Fra queste, le più micidiali sono l'enterobacteriacea, il coliformio e i batteri anaeboribici. La quantità rinvenuta nei campioni è sufficiente per essere considerata letale. Erkan ha sottolineato come in questo momento l'acqua del fiume Tigri non possa essere utilizzata, perché veicolo di malattie come colera, tifo e dissenteria. (Apcom)

 




 

SOS FOCA MONACA

<Marevivo> lancia la campagna internazionale "SOS foca monaca" per proteggere gli ultimi esemplari di Monachus monachus, uno dei mammiferi marini a più elevato rischio di estinzione.
Tutto è partito a dicembre, dopo che l’associazione < Sad-Afag> (Underwater Research Society – Mediterranean Monk Seal Research Group) di Foça, in Turchia, aveva ritrovato un cucciolo di foca monaca in fin di vita lungo la costa turca del Mar Egeo, uno degli ultimi luoghi del Mediterraneo dove è ancora presente una popolazione di questi rari pinnipedi.
Il cucciolo è stato chiamato Badem (Mandorla), ed stato curato e salvato in un piccolo centro di recupero costruito appositamente. Il 28 febbraio, < Marevivo> e < Sad-Afag> hanno siglato un protocollo di cooperazione per la protezione di Badem e di tutte le foche monache della Tirchia.
"Restano ormai solo circa 300 esemplari di foca monaca in tutto il Mediterraneo – spiegano a < Marevivo> - e il primo responsabile di questa drammatica diminuzione della specie è sicuramente l’uomo e l’ impatto negativo delle attività umane sul delicato equilibrio degli habitat marini e costieri. Fermare questo lento e inesorabile declino non è solo possibile ma anche urgente e indispensabile per la salvaguardia della biodiversità marina e per garantire alle generazioni future la sopravvivenza di questo antico abitante del mare nostrum».
L’accordo prevede: promozione di strategie di cooperazione internazionale e di gestione sostenibile delle risorse e degli habitat marini e costieri; monitoraggio e analisi delle popolazioni di foca monaca della Turchia; formazione dei volontari di < Sad-Afag> che da anni si occupano della tutela della specie lungo le coste turche; sviluppo di azioni locali, nazionali ed internazionali di sensibilizzazione dell’opinione pubblica; coinvolgimento dei governi, delle istituzioni, del mondo scientifico e dei cittadini per individuare e promuovere politiche di gestione del mare che non pregiudichino la sopravvivenza della specie; sostegno del centro di recupero per le foche monache di Foça per garantire la completa riabilitazione degli esemplari in pericolo. (Greenreporter.it)

Campagna internazionale lanciata da <Marevivo> per proteggere gli ultimi esemplari di Monachus monachus, uno dei mammiferi marini a più elevato rischio di estinzione.





 

 

CULTURA

 

TRE PERSONAGGI PER UN LIBRO:
INCONTRO CON LO SCRITTORE LIVANELI

di Veronica Incagliati

In Italia - almeno in ambienti che non siano ristretti - Omer Zulfu Livaneli - non è conosciuto. E questo è un grande handicap per la nostra cultura perché Livali non solo è uno scrittore di fama, tra le figure più eminenti della letteratura turca, ma è qualcosa di più: è musicista, regista (tre film vincitori di premi internazionali) ed attivista politico. Abbiamo avuto modo di conoscerlo recentemente alla presentazione, qui nel nostro Paese, della sua ultima fatica: "Felicità". E' stata una occasione in più per renderci conto di quanto bravi siano gli scrittori di quei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, come Turchia ed Egitto ad esempio. Turchia in particolare. Livaneli è uno di questi. 
Livaneli - 51 anni appena trascorsi - non è un uomo facile. Altrimenti non avrebbe subito il carcere e non avrebbe preferito, negli anni passati, l'esilio ad una esistenza più comoda. Ancora adesso - quando scrive - non si lascia condizionare da false apparenza, ma descrive la realtà pura e semplice. Lo fa però senza esagerazioni, senza pietosismi di facciata, senza indulgere in considerazioni che avrebbero potuto anche essere una scusa per dare contro a questo o quel sistema, a questa o a quella  situazione. "Felicità" , titolo originale "Mutluk", è la descrizione della Turchia di oggi, quella delle contraddizioni, delle mille sfaccettature, delle grandi ricchezze e delle grandi povertà, dei turchi e dei curdi, del revanscismo religioso e di quello nazionalista, di un Paese in trasformazione.
Il romanzo - 300 pagine che si leggono tutte di un fiato - è costrutto attorno a tre figure: quella di Meryem, quella di Cemal e quella di Irfan. Tre protagonisti per tre destini, uno solo dei quali alla fine avrà un risvolto positivo. Il libro è duro con uno stile secco che non lascia spazio alla retorica. Al tempo stesso però - e non sembri un controsenso - è dolcissimo. Lo è particolarmente nella raffigurazione del personaggio Meryem, una ragazzina di 15 anni che subirà l'onta dello stupro da parte di uno zio. Non sarà questi a pagare, però: dovrà essere lei, condannata a morte dalla famiglia solo perché l'onore è stato macchiato, per leggi arcaiche che ancora purtroppo sopravvivono. Il rituale vuole che in questi frangenti le ragazze vengano portate a fare un "viaggio ad Istanbul"dal quale il boia torna sempre solo.
Quante ne abbiamo lette e sentite di queste storie negli ultimi anni in Turchia! Tutte ragazze native dell'est anatolico, tutte violentate e poi uccise da un parente. Meryem sarà più fortunata perché, quando starà per subire la sorte di tante altre vittime come lei, avrà salva la vita. Cemal, un cugino appena congedato dall'esercito dove ha combattuto contro il Pkk, alla fine avrà un ripensamento. Un attimo, ma sufficiente perché la mano assassina non faccia i suo corso. Per Meryem comincerà il tempo della consapevolezza e del riscatto, grazie soprattutto agli insegnanti di un professore, l'unico capace di aprirle un mondo completamente nuovo. Si chiama Irfan Kucudal, insegna ad Istanbul, ha una bella moglie, una bella casa, una bella vita. Ma non è felice, ha un male - all'interno del suo io - che lo tormenta. Ed allora il professore scappa da Istanbul, lascia la moglie, denaro, successo e se ne va per il mare in barca. Ed è qui che incontra Meryem e Cemal, che li prende con sé, che modificherà in maniera irreversibile la vita della ragazza, un po' meno quella dell'ex soldato. E forse anche la sua. Ciascuno alla fine se ne andrà per la propria strada.
Meryem - è questa la fine del romanzo - lo fissò dritto negli occhi, e in quel momento Cemal sentì il desiderio di fare qualcosa che mai avrebbe neppure immaginato: inginocchiatosi ai suoi piedi e supplicarla piangendo. Gli sembrava che la sua vita sarebbe finita se fosse stato abbandonato da Meryem. Ma non fece nulla di tutto questo, rimase impietrito.
Meryem lo osservò ancora per qualche istante, dopodiché disse a bassa voce "Addio" e se ne andò.
Uscì dalla casa e portata dal profumo dei fiori d'arancio scese fino al mare. Sola, senza paura e libera.
Il suo vestito bianco, che si era già del tutto asciugato, svolazzava al soffio del vento e gli schizzi delle onde le punzecchiavano le gambe nude.
Sentì ragliare l'asino.
"Arrivo, non ti preoccupare!>.
Immaginò il locale tutto illuminato, con tavoli e sedie nuovi. E ovunque fiori. Tastò i soldi che aveva in tasca.
Se Mehmet Ali fosse stato d'accordo, avrebbe fatto scrivere sull'insegna: "Il pasticcio alla pastora". L'asino ragliò un'altra volta.
"Ti ho detto che arrivo! Che fretta!"
Allora Meryem capì che nella vita i miracoli erano possibili. Sul viso le si disegnò un sorriso di felicità. pensò che ormai Allah aveva imparato a volerle bene.
Bello, eh?
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Omer Zulfu Livaneli: "Felicità"
Gremese editore
pagine 300 euro 20

Nel romanzo "Felicità"  descritti destini che si incrociano in maniera inaspettata: quelli di Meryem, di Cemal e di Irfan. Una illuminante parabola sulla presa di coscienza individuale

 






 

 

ISTANBUL
era una favola

 

Edito dalla <Baldini Castoldi Dalai> per la prima volta in Italia il libro best-seller dello scrittore turco, di religione ebraica, Carlo Levi. Un affresco su diverse generazioni. Un passato che riemerge.

di Sara Basilici

Il passato che riemerge, esce da un cassetto della memoria, ritorna e sciorina immagini, nomi, amori, sensazioni, emozioni, profumi, incantesimi, perplessità, felicità. Una ridda di sentimenti intrisi di vita vissuta, dove il sogno diventa realtà e la realtà sogno. "Questo libro... può leggersi in diversi modi. Chi vuole, può accontentarsi di leggere quel capitoletto di poche pagine, intitolato <Gli stornelli>, posto all'inizio del libro, per rivedere quello che già sa. Si potrà ritenere che quanti faranno questa 'scelta' abbiano letto e 'visto' il libro.....Chi vuole, può procedere dalla prima pagina verso l'ultima ascoltando, sentendo anche, il suono dei propri passi, 'saltando' diversi capitoli, o disponendoli in un 'altro' ordine di lettura e importanza".
Queste le importanti, basilari istruzioni per l'uso che Mario Levi, scrittore turco di religione ebraica, fornisce ai lettori che si accingono ad aprire "Istanbul era una favola?, il suo primo romanzo pubblicato in Italia (Baldini Castoldi Dalai editore, 832 pagine, 20 euro) che si è avvalso dell'ottima traduzione di Giampiero Bellingeri e Paola Ragazzi.
Un volume ponderoso che, come un robusto scrigno, custodisce un racconto in cui l'autore riversa tutto se stesso con una prosa non sempre agevole, ma sempre affascinante. Sulle prime, "Istanbul era una favola" necessita di una profonda attenzione da parte del lettore che potrebbe retrocedere di fronte a una scrittura di alto profilo, ma poi più ci si addentra tra le pagine, più tutto diventa fascinoso, avvolgente, affabulante. In definitiva, semplice.
E' attraversando il passato che si conosce il presente. E' osservando quello che c'era che si comprende ciò che è rimasto. Ecco, questo è lo stile narrativo scelto da Mario Levi per descrivere la Istanbul della sua infanzia e quella odierna, attuale, della sua maturità. L'Autore ci accoglie sulla soglia della città e ci accompagna nei suoi meandri, attraverso le diverse epoche e comunità di Istanbul (ebraica, armena, greca, turca) facendoci conoscere le persone che l'hanno abitata, vissuta, abbandonata, ritrovata. 
"Istanbul era una favola" è l'ammaliante affresco di diverse generazioni di un'unica grande famiglia, ed è grazie alle vite dei numerosi protagonisti che veniamo a scoprire, pagina dopo pagina, i luoghi, gli eventi e i drammi che, a partire dalla vigilia della Grande Guerra sino a oggi, hanno caratterizzato la città universalmente riconosciuta come il ponte tra Oriente e Occidente. Perché Istanbul è una città dalle mille anime, dalle mille facce, dalle mille lingue. Forse più allora che adesso.
Nell'opera di Levi c'è anche di più, molto di più: non soltanto pezzi di ricordi, ma pure di odori, di colori. L'immagine di Istanbul è tessuta a trame fitte e differenti. Pezzi di storie e volti la tinteggiano. Se ne odono le voci. I pezzi si compongono, le storie si intrecciano, la Storia cammina e noi comprendiamo chi e che cosa è Istanbul. Lo capiamo perché osserviamo le abitudini della sua gente, immersa per intero in quella luce gialla delle vecchie fotografie. Sentiamo la sua magia, vediamo la città danzare tra epoche diverse e comunità differenti. Questo libro è la tela in cui si intrecciano diverse generazioni. Seguendo ciascun protagonista veniamo a scoprire i luoghi e gli eventi.
Ma chi è Mario Levi? Letterato molto noto in patria, autore di numerose opere di narrativa e saggistica, è anche un importante biografo e ha lavorato come giornalista, conduttore radiofonico, docente universitario di francese e di scrittura creativa. Nel suo viaggio in quella Istanbul che "era una favole" l'Autore, come detto, è accompagnato da numerosi personaggi provenienti dai cassetti della sua memoria: Olga, Madame Roza, Madame Estreya, il signo Muhittin, Eva, Schwartz, Yasef, Jinette, Anriko, Sedat l'Arabo, Zio Kirkor, Lola, Rachel, Madame Perla, Nesim, Monsiuer Jacques e tanti altri. Un campionario di quell'umanità che Mario Levi ha incontrato negli anni fin qui vissuti.
Nella postfazione, che è un piccolo racconto in un grande romanzo, Mario Levi ricorda: "Era un tempo in cui ancora non avevamo perduto il mare di Istanbul. Un tempo in cui le spiagge di Istanbul non erano uscite dalla nostra vita, e che adesso sembra lontano, molto lontano...In quei tempi eravamo su quelle rive...Sulle spiagge della nostra infanzia". Dopo il mare, la scuola, con "il mio grembiulino verde", con i "cucchiai che tintinnavano nel refettorio" e con le cerimonie in cui, qualora meritevoli, si aveva "l'onore di reggere il vessillo" anche se "restava per me inconfessabile il fastidio provato nel reggere quella pesante bandiera con quel mio debole corpo, di fronte a quella folla che in quei giorni mi sembrava assolutamente spaventosa, non avevo insomma potuto dire a nessuno di considerare quel premio piuttosto come una punizione". E, nella scuola, le "toilette 'alla turca'"> cui "non ero abituato... In quei giorni il buco era molto grande. Malgrado il tempo passato, non l'ho ancora dimenticato, non ci sono ancora riuscito".
Infine, una domanda: "Perchè ho voluto raccontare tutto questo?". La risposta "non è unica". Perchè "forse ho voluto parlare un po' di me stesso, un po' di quei colori, e un po' anche delle storie e dei racconti che quelle 'lingue' hanno lasciato dentro di noi...E tutto ciò, con tutte le mie speranze e tutti i miei sforzi, fino a quale punto sono riuscito a raccontarlo? A dire il vero, non so nemmeno questo". 
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Mario Levi: "Istanbul era una favola"
Baldini Castoldi Dalai editore
pagine 831 euro 20

 





 ISTANBUL 2010:
DISACCORDI
NE AFFLIGGONO

IL PROGETTO

 

Only three years remain before the İstanbul 2010: European Capital of Culture celebrations begin. In addition to a lack of the required organizational structure, the parties involved are blaming each other.
Everyone from the artists to the project coordinators have question marks in their minds. The only topic of agreement is that Istanbul’s cultural accumulation must be shared with visitors and that this representation can’t be done with activities such as exhibitions and concerts alone. Artists claim that although the project is all about arts and artists, they have no impact on the process whatsoever. Another matter of debate is which group will be in charge of the İstanbul 2010 budget. Public and local administrations are rumored to be contributing to the project only in accordance with their interests. In view of all these negatives, İstanbul Foundation for Culture and Arts ( İksv) corporate communications director and vice chairman of the 2010 bid, Esra Nilgün Mirze, said they have newly started the job and that things were working as scheduled. While it remains unknown what kind of culture view İstanbul will present to Europe in 2010, the steps taken are apparent: The habit of starting each and every investment with construction is being maintained, and the construction sites of culture all over İstanbul are the most apparent of those steps.We’ve evaluated the problems, what can be done and the best and worst case scenarios with the parties and the previous years’ European Capital of Culture directors.


What has been achieved?
The final decision by the European Union to select İstanbul as the European Capital of Culture in 2010 was announced on Nov. 13, 2006. An initiative committee was established to prepare the file for İstanbul’s nomination application and formulate the projects, pursue implementation of the prepared projects and provide coordination between the public offices and NGOs. Led by the Turkish Foreign Ministry and supported by the Ministry of Culture and Tourism, İstanbul Governorship and the İstanbul Metropolitan Municipality and coordinated by İksv and the advisory council, which was formed with coordination of İKSV, an executive board was named. An artistic advisory board and a project evaluation team have now been added. Meanwhile, the European Cultural Association has started inviting the various actors from European Capitals of Culture to İstanbul by organizing meetings and workshops featuring the European Capitals of Culture from past to present. The latest organization was held last Saturday, hosting officials from Berlin, Bruges and Amsterdam. Artists are also planning to establish an artist organization.
‘2010 process just like a ball game’
Internationally renowned Turkish curator and art critic Beral Madra said organization was even late and complained that the existing structure was getting “bureaucratic and introverted.” She objects to the job being assigned to a group of people although they expected a special bureau for the coordination of artists and cultural players. “Acceptance and selection of the projects as well as budget assignment are controlled by a central structure,” she said.

Mancano tre anni all'evento di vedere la metropoli capitale europea della cultura, ed ancora le infrastrutture non prendono il via per una mancanza di sintonia sul come organizzarlo. Gli artisti si lamentano di avere poca voce in capitolo.

Architect Korhan Gümüş, 2010 executive committee member, complained that everyone has their own version of 2010 and that just like in a ball game in which the players should run away and not let the ball touch them except the one designated to catch it before it falls, people are not around when the job is thrown into the sky. “The local government is doing its own business with its own team and the ministry is doing its own business with its own team,” he said and added that an independent body should be established to take charge of 2010.
On the other hand, Mirze said “Some people were assigned, but it is not likely they are not doing their job,” claiming that the process is progressing at a normal pace; 2007 was determined to be the year of coordination, 2008 as edging toward concrete projects, 2009 the last preparations and 2010 of bridging communication with the world. “Nobody is ahead of the other. It is the project itself that matters.”
Budget coordinator of the 2010 project Ahmet Çakaloz recalled the European Capital of Culture 2010 mission was taken on by a couple of sensible people that almost slept at the doors of public offices to include them in the project. Çakaloz also said NGOs, local governments, the ministries of foreign affairs and culture and tourism only got involved shortly before the title was attained and that the last-minute coalition established at that time is still in use. “Debate breaks out due to the lack of an establishment saying ‘let’s do this.’ Sure we want as large a participation as possible, but we have no excuses to look back on 2010 in regret. Still, no specific organizational model exists.
Executive committee member Asu Aksoy defends that the artists are the most vulnerable party. The current boards are temporary, and one would expect more from the project, Aksu said. “At least we are learning to discuss an organizational structure where common decisions can be made about İstanbul.”
‘We should trust the budget managers’
Madra says: “There should be a common money pool and we should know how much money is there and how it will be distributed. We should trust the people who will distribute the money.” Meanwhile, architect Cengiz Bektaş said: “Some people are focused on money. They think of ways to derive money out of the culture policy and lean toward new construction projects. They are ornamenting bridges with lights, just like a mad girl’s dowry.”
Architect Doğan Kuban also criticized the process by saying: “What can a media boss know about culture? They have no connection with culture, only with money distribution. A few days ago, when the money was more likely to come they immediately said, ‘Let’s repair the historical city walls.’ I warned them not to waste the money and that it would be enough to arrange (the wall’s) surroundings and facilitate people’s access to them.” Mirze’s response to that criticism was: “There has been no such money transfer yet. There is only some that was assigned for structuring the office. There is a draft law that will be discussed at Parliament, then a budget will be assigned if it is included in the state budget.
The EU provides a standard 500,000 euros to all capitals of culture. Moreover, European Commissioner for Enlargement Olli Rehn also promised a contribution of 1.5 million euros. Mirze announced they would call on multinational companies, banks, chambers of commerce and chambers of industry to sponsor and added: “There is always an auditing mechanism for such international activities. Nobody just gives 500,000 euros and walks away. As for how to assign this budget, its criteria have been determined. The projects to be supported will be long-term and permanent projects and will highlight international and intercultural relations.”

‘Everybody should take part in the process’
Some problems and debates are normal for İstanbul, as it was normal for all the European capitals of culture. However, Steve Austen, who was co-responsible for “Amsterdam Cultural Capital of Europe 1987,” thinks that İstanbul’s situation is unique. He said the former capitals were more successful because the artists took on the responsibility in the process most of the time and the process was managed from one source. He believes that status quo is the biggest problem in İstanbul. “On the one hand are cultural actors, and the politic arena on the other. A method is required to provide cooperation instead of accusations, distrust and worries,” Austin said and warned: “Don’t look back ten years later and say ‘this should not have been the investment we made in İstanbul’.” “We knew the needs of our city. We used this formation as a tool and had very good results,” Nele Hertling, director of the “Berlin Cultural Capital of Europe 1988,” said. “Who is the target population? Is it the Europeans to come to İstanbul or is it İstanbulites to gather in the city? These should be determined and debated altogether. Nothing can change without dialogue.”
Hugo de Greef, general manager of Brugge 2002, mentioned that all the investments were returned to the city and underlined the importance of encouraging the city dwellers, especially the youth.
Didier Fusillier, the director of Lille 2004, said the economy grew by 20 percent in Lille thanks to this organization and added, “All those who live in the city should take part in the process. The very first condition to be fulfilled is an organizational structure based on participation.”
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‘Artists should be given the attention they deserve’
Beral Madra: “2010 should be perceived as an overall development project. On the surface are projects for new museums, places, venues and urban transformation. But the job is not just constructing buildings. The question is whether a group of people in a hierarchical structure can carry the responsibility of implementing everything. If you just list the names and the corresponding jobs they are doing, this structure will arise. Former coordinators of European capitals of culture told us to focus on one thing: ‘We made a mistake by not including artists, don’t make the same mistake.’ Another thing is structuring the venues where these cultural activities will take place and the staff that are going to work at those venues.”
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‘Our historical identity should be highlighted’
Doğan Kuban: “Most of the investment goes to construction because a few pennies go to people’s budgets when a building is constructed. Moreover, all the laws and regulations contradict each other. So many associations behind closed doors, like the Anıtlar Yüksek Kurulu (Supreme Council of Monuments), have vanished for example. Lack of communication between corporations and budgets that circulate between small groups are Turkey’s rural cultural problems. It is not necessary aspire to enormous things, if certain locations could be arranged to reflect the historical identity, such as the surroundings of Süleymaniye, Fatih, Sultan Selim, if such areas could be cleared of car parks and unlicensed street vendors.”
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‘Our management policy should change’
Korhan Gümüş: “We are in need of a model and a coordinator to bring together varied opinions and varied public interests. All the associations talk a lot but when it comes to action, everybody goes their own way. 2010 should also symbolize a change in our management policy. Part of what we call the 2010 project is the works that the local government has done. It has the budget, and this budget should be involved but not by distributing it to family and friends. If the artists were offended, there must be a reason for it. If someone is offended, that means that some corporations are attempting to own the project and the others are offended, 2010 should be everybody’s.”
AT BEST…
Beral Madra:
Centers of art and culture can be restructured, and specialists can be employed there. An innovative museum featuring Turkey’s near history should be established.
Doğan Kurban: The best thing to do is to capitalize on the old city and alleviate traffic. It is enough to display the city’s wealth, build tramway-rails around the historical city walls and clean the surroundings of historical buildings.
Korhan Gümüş: A master plan is required in which everybody is involved. The gas factories that were shut down can become huge cultural centers.
Esra Nilgün Mirze: A community is need that has worked out the production process together with local administrations, civil societies and the people. A community saying “let’s do our best together” not “you didn’t, but I did.”
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AT WORST…
Beral Madra:
The 2010 project may turn into a festival.
Doğan Kurban: Money might be squandered for a mere festival.
Korhan Gümüş: Today’s system might continue. Everybody might hold their own activities and label them “2010.” And no pro-public change will follow.
Esra Nilgün Mirze: Failing to learn to trust each other. In other words, our current situation. (Jukide Karahan/Zaman)






Celebrità mondiali

Festival
internazionale
di Izmir

The 21st International İzmir Festival, organized by the İzmir Foundation for Culture, Arts and Education (İksev), will feature world celebrities this year. Mikis Theodorakis, one of the most important Greek music composers of the 20th century, and jazz master Sergey Zhilin Trio will be among the guests.
Speaking at a press conference on Thursday, İksev Chairman Filiz Eczacıbaşı Sarper said they were still working on the festival program, which would bring together notable Turkish and international artists with the audience. She said their negotiations continued to include such prominent names as Loreena McKennitt, a Canadian singer and pianist, in the program, adding, “We will listen to Mevlana Jelaladdin Rumi, 13th Century poet and philosopher, performed by the İzmir State Classical Turkish Music Choir under the direction of Teoman Önaldı on the 800th anniversary of his birth. Great musician Mikis Theodorakis will be in our festival with his orchestra. He will perform unique soundtracks of “Zorba the Greek,” film-adaptation of the novel with the same name by famous Greek author Nikos Kazantzakis, in the festival.”
Sarper said they would announce the names of other celebrities when the negotiation process is completed and wanted support from the state, local authorities as well as businessmen to further highlight the event. “The Culture and Tourism Ministry supports us, however, we want this support to be expanded. If we can find financial support we will carry out our project in the best way. If we can't find support, we can face problems in inviting prominent names to our festival next year,” Sarper noted.
Festival is important in EXPO process:
Yılmaz Temizocak, from the Aegean Foundation for Economic Development (EGEV), said the festival was especially important taking into consideration İzmir's bidding to host the Expo 2015. Necip Kalkan, president of the Assembly of İzmir Chamber of Commerce, said İzmir was usually associated with commercial activities but the city was more than this and that they would highlight the cultural life of the city via a festival scheduled for June 10 – July 20 (Turkish Daily News)

 

 





 
 

MEVLANA CELEBRATO
IN MODO SOLENNE A WASHINGTON

Nella Biblioteca del Congresso sono stati ricordati gli 800 anni del poeta. Il pensiero del prof. Talat Halman, presidente dellafacoltà di letteratura all'Università Bilken.

The 800th anniversary of 13th Century poet Mevlana Jelaladdin Rumi's birth was celebrated in the United States and a cultural event was held last week in the Washington-based Congress Library to mark the event.
Professor Talat Halman, chairman of Bilkent University's Turkish Literature department, delivered a speech on the subject, a Sema dance performance was held and Turkish classical singer Ahmet Özhan performed a concert as part of the program.
Sponsored by Koç Holding, the activities was attended by prominent figures from diplomatic and business circles including former presidential adviser Karen Hughes, the U.S. Undersecretary of State for Public Diplomacy Vahit Erdem, Turkish group at Nato Parliamentary Assembly Chairman Egemen Bağış, Justice and Development Party (Akp) Istanbul deputy and foreign policy advisor to Prime Minister Recep Tayyip Erdoğan, Akp deputy Reha Denemeç, Republican People's Party (Chp) deputies Ersin Arıoğlu and Bihlun Tamaylıgil as well as Turkish Ambassador in Washington Nabi Şensoy and business man Rahmi Koç.  
Unesco declared 2007 as the Year of Mevlana, marking also the 800th anniversary of Rumi's birth and a series of activities were scheduled both within the country and abroad to promote Mevlana and his philosophy.
The Culture and Tourism Ministry has prepared three different Web sites - www.mevlana.gov.tr, www.mevlanayili.gov.tr and www.2007mevlanayili.gov.tr - with information on the life, philosophy and works of Mevlana as well as on the Mevlana Museum, Mevlevihanes (Mevlevi dervish lodges), Sema or ritual whirling and commemoration activities. The Konya Municipality also launched a postcard project to send one million postcards featuring Mevlana's philosophy to the world's leading names for international promotion of Rumi as part of the Year of Mevlana activities. The similar activities will be held in the coming months in Turkey and other countries. (Turkish Daily News)






 

 

ARTE

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UNA PICCOLA CHIESA DI VAN
AVVICINA TURCHIA ED ARMENIA

Il dialogo fra Turchia e Armenia potrebbe ricominciare dalle porte di una chiesa. A Van è stata infatti riaperta la chiesa sull’isola di Akdamar, dopo un restauro durato due anni. E di fianco al ministro della Cultura turco, Atilla Koç, vicino al Patriarca armeno di Istanbul Mesrob II, c’era anche una delegazione proveviente da Erevan. Una cerimonia breve, essenziale e iniziata con l’esecuzione dell’inno turco. Ma dietro questa ennesima dimostrazione del forte nazionalismo turco di nasconde un gesto dal forte valore simbolico. La chiesa sull’Isola di Van, infatti, è uno dei luoghi dove si è consumato nel 1915 quello che la comunità armena e internazionale chiama "genocidio", una definizione da sempre rifiutata dalla Turchia.

I rapporti fra le due nazioni, per questo motivo e per la guerra nella regione del Nagorno-Karabakh, sono tesi. E anche fra gli storici non si riesce a trovare una soluzione comune. Ma ieri, davanti alla chiesa di Akdamar, si è avuta l’impressione di un primo, timido gesto, se non di riconciliazione, almeno di volontà da parte della Turchia di cercare il dialogo.
Nel suo discorso il ministro  Koç ha messo a fuoco quanto al Governo islamico-moderato di Recep Tayyip Erdogan sia stato a cuore il restauro della chiesa di Akdamar, perché simbolo delle diverse civiltà e tradizioni che ci sono state e ancora ci sono in Turchia. La chiesa di Akdamar risale al X secolo e insieme al complesso di Ani è il monumento armeno più importante sul suolo turco. Il suo restauro è costato oltre un milione di euro.
Intenso anche l’intervento del Patriarca Mesrob II, che nei giorni scorsi aveva criticato la diaspora armena per non aver accettato l’invito del ministro degli Esteri Abdullah Gul a partecipare alla cerimonia. Il Patriarca ha anche espresso un desiderio: che nella chiesa possa essere celebrata una liturgia una volta l’anno. .
L’inaugurazione della chiesa di Van ha avuto un impatto positivo anche sulla comunità internazionale. L’Unione Europea ha accolto positivamente il gesto della Turchia. E proprio ieri da Bruxelles il ministro dell’Economia turco e capo-negoziatore Ali Babacan ha annunciato che i negoziati per l’ingresso della Turchia in Europa proseguiranno. Reazione positiva anche negli Stati Uniti, dove il mese prossimo dovrebbe essere votata una risoluzione sul genocidio armeno del 1915 simile a quella approvata dall’Assemblea Nazionale francese lo scorso ottobre.
E un apprezzamento particolare è arrivato anche al premier Erdogan. Lo storico anglo-armeno Ara Sarafian, considerato uno dei massimi esperti a livello mondiale sul genocidio del 1915, ha definito il premier di Ankara "un uomo di pace". (ilGiornale.it)

 

 

 




 

 

 

7000 ANNI D'ARTE  A PALAZZO REALE

 

La mostra sulla Turchia - che era stata ospitata nelle Scuderie del Quirinale, dal 19 di questo mese passa a Napoli. Manufatti di dimensioni diverse e alto valore materiale

"E' occidentale la storia dell'arte turca". Così il consigliere per la conservazione del patrimonio artistico alla Presidenza della Repubblica Luois Godart definisce la cultura di un popolo che "molti credono più lontana da noi di quanto non sia in realtà". La mostra "Turchia 7.000 anni di storia" ce la presenterà in tutto il suo splendore offrendo al pubblico, dal 19 aprile presso il Palazzo Reale di Napoli, circa cinquanta capolavori di varie fasi delle civiltà anatoliche.
"La mostra è stata ospitata fino al 31 marzo dalle Scuderie del Quirinale, in occasione della visita a Roma del presidente turco Ahmet Necdet Sezer - ha detto Godart -. Infatti è nata da una collaborazione delle presidenze dei due Paesi. E' un'occasione per avvicinare il pubblico italiano alla storia turca, attraverso un numero limitato di opere che vanno dal periodo più antico neolitico, intorno alla fine dell'VIII millennio a. C., fino alla fine dell'impero Ottomano nel 1923. Sono opere che attestano il forte legame che c'è tra le nostre terre".
I manufatti sono di dimensioni diverse e di alto valore materiale: molti sono lavorati con pietre e materiali preziosi. Prestigiosi i musei che hanno prestato le opere in mostra il palazzo di Topkapi, l'Archeologico e il museo delle arti turche e islamiche di Istanbul e il museo delle civiltà di Ankara. (Ornella Mincione/Inchiostroonline)



 


 

IL PADIGLIONE TURCO
ALLA MOSTRA DI  VENEZIA

 

 

A pavilion has been reserved for Turkish artists at this year's Venice Biennial. The biennial takes off on June 10. This is the first time in the biennial's 100-year history that a pavilion from Turkey is participating. The Turkish pavilion will be inside Arsenale's Artigliere Building, the biennial's main building. IFCA (Istanbul Foundation of Culture and Arts) is proud to acquire coordination duties for the Turkish exhibition, which will stay open until the last day of the Biennial on November 21.
Two artists that have both previously taken part in the Istanbul Biennials, Aydan Murtezaoğlu and Hüseyin Bahri Alptekin will be representing Turkey at the Venice Biennial this year. The exhibition curator, Vasif Kortun, currently manages the Platform Garanti Contemporary Art Center in Istanbul, and is also the co-curator of the Ninth International Istanbul Biennial of 2005.
The Turkish Pavilion is supported by the Promotion Fund of the Turkish Prime Ministry and sponsored by Garanti Bank. "Friends of the Venice Biennial" are also offering their kind contributions to the project. (Turkish Daily News)

La 52ma rassegna prenderà il via il 10 giugno per chiudersi il 21 novembre. La sponsorizzazione della <Garanti Bank>



 


Giapponesi e tesori
ottomani

Turkey will promote the treasures of Topkapı Palace in Japan where the Culture and Tourism Ministry will open an exhibition called “Treasures of Topkapı Palace: Magnificent Ottoman Empire” in three provinces of Japan.
Speaking to the Anatolia news agency, Cultural Heritage and Museums' General Director Orhan Düzgün said they had signed a protocol in February with Japanese curators for the organization of such an exhibition in Japan.
The exhibition will feature overall 140 pieces -111 artifacts from Topkapı Palace and 29 from the Turkish and Islamic Arts Museum collection - including a soup bowl, coffee ewer, bathing bowl, kitchenware, crib as well as objects for daily use.
The exhibit will also display other ornaments such as military items, emerald earrings, necklaces, bangles as well as swords and helmets. Twenty-nine historically important documents from the Turkish and Islamic Arts Museum collection including a tuğra (sultan's signature), a firman, deed of trust belonging to Ottoman Sultans will also be on display. 
The exhibition be open between Aug. 1 and Sept. 24 at the Tokyo Metropolitan Art Museum, Oct. 6 to Dec. 2 at the Kyoto National Museum and from Dec. 11 to Feb 11, 2008 at the Nagoya City Museum (Turkish Daily News)

Alcuni pezzi del Topkapi e più precisamente 111 manufatti di grande valore saranno trasportati a Tokyo, Kyoto e Nagoya per essere esposti in una mostra.





 

 

 

Bedri Baykam,
dalla Turchia
con "Sex"

A una veloce lettura di quanto scritto nel risvolto di copertina, il romanzo di Bedri Baykam dal brevissimo titolo italiano "Sex" (The Bone, 2007) può apparire un normale romanzo, con normalissimi protagonisti come fotografi, miliardari, scienziati tutti tesi a condurre una vita brillante, condita da tanto sesso. Ma dopo poche pagine il lettore si rende conto che ci si muove in un mondo che a un certo punto della sua storia ha subito una svolta. E allora scopriamo che il presidente Kennedy non è morto (al suo posto a Dallas è morta la moglie Jacqueline) e che ora è un ex-presidente sposato con la sua amante di un tempo Marilyn Monroe, l’attuale presidente è Bill Gates, e la Turchia di inizio millennio è il primo Paese per civiltà e sviluppo.
L’autore, Bedri Baykam, è un artista di fama internazionale nato ad Ankara nel 1957. E' un enfant prodige della pittura con esposizioni sin da quando aveva sei anni. Successivamente ha tenuto esposizioni praticamente in tutto il mondo. Ha studiato a Parigi e negli Usa. Ora è rientrato in Turchia dove vive. Ha scritto 19 libri tra saggi e narrativa.
Il romanzo Sex in Turchia subito dopo la pubblicazione è stato censurato perché ritenuto “osceno, indecente e pericoloso”, presenta anche una scena sconvolgente e incredibile che sembra anticipare i fatti dell’11 settembre (il romanzo è stato scritto nel 2000). Successivamente è stato riabilitato, ottenendo un grande successo di pubblico in patria e nei paesi in cui è stato tradotto. Definito dalla critica: visionario, maschilista, sconvolgente, noi lo poniamo a metà tra fantascienza e pornosoft.
Dalla quarta di copertina: Un fotografo che cerca di ridurre la propria vita a un puro sguardo e che non può fare a meno di espugnare ogni orifizio delle sue amanti. Un miliardario che, in attesa di conquistare il mondo, sborsa cifre vertiginose per portarsi a letto qualunque donna incontri.Una ricercatrice che domina ogni campo di una scienza in evoluzione spasmodica. Il tutto in una dimensione parallela, dove una Turchia di inizio Millennio è il primo paese al mondo per civiltà e sviluppo. Personaggi in stallo per scelta e supereroi; nausee esistenzialiste e necessità di marcare il territorio; estetiche da comics di fantascienza anni 50 e anime anni ‘70, trash fetish, cyber-punk e paesaggi ossianici; la paura della morte, i limiti della scienza, l’amore per una lolita come unica chance di fermare la vita sul fotogramma più intenso e l’esigenza di andare avanti, di scoprire, di sapere. Baykam condensa in Sex tutti i cliché e le contraddizioni di un secolo, il Ventesimo, troppo grande per essere contenuto in cento anni. (Corriere della Fantascienza)

 





 

SPETTACOLI

L

DIFFICOLTA'
PER L'ANTICO TEATRO
DI ASPENDOS

 

Antalya's ancient Aspendos Theater should be closed to all kinds of performances except tourist visits unless urgent measures are taken, the Antalya Culture and Natural Assets protection Regional Council decided on Tuesday.
The Culture of Tourism Ministry's Regional Protection Council indicated in previous years that there were serious structural problems in the ancient theater, necessary precautions weren't taken and that in spite of this situation they were receiving demands for increasing the seat capacity of the theater.
Giving place to the ministry's decision in its resolution, the Antalya Culture and Natural Assets Protection Regional Council also included the former official reports by the concerned parties in Antalya - including the Antalya Museum Directorate, Antalya's Provincial Culture and Tourism Directorate - citing that the theater had at the most a 5,000 seat capacity, the theater had significant structural problems and that the lower seating group should be limited to no more than 2,500 people while the upper seating group shouldn't be used due to serious structural problems.
The decision also highlighted the fact that no significant and comprehensive project or work was carried out since then for restoration of the theater, adding that the theater was still used for many activities.
“It is a universal truth accepted by the whole world that the use of ancient theaters for such kinds of activities harms cultural heritages. The ancient venues are much more affected than in a physical sense alone,” said the decision by Antalya's protection regional council, adding that the resonance, rhythmic voice, air pollution and physical movements cause harm on both physical and structural features of the venue and mechanical, chemical and physical features of the theater's structure.
Noting that although Aspendos Theater physically seemed strong, it had structural problems even during the Seljuk period in which it was built, the decision said urgent precautions should be taken and a comprehensive project should be prepared for restoration of the ancient theater.
“Unless these works have been carried out, the theater should be closed to all sorts of activities and performances except visitors,” concluded the decision. (Turkish Daily News)

Il sito, uno dei capolavori di arte romana, dovrà essere chiuso a tutti i tipi di spettacolo. Visite permesse solo ai turisti. Festival in forse?

 

 

 




 

SPORT

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I      IL CALCIATOREPRODIGIO                           

Muhammed Demirci, un ragazzo turco di dodici anni, non andrà al Barcellona. Per altri due anni resterà infatti al Besiktas, nonostante la famiglia desiderasse il suo trasferimento in Spagna. Trattative ormai naufragate irimediabilmente.

Muhammed Demirci, dodicenne prodigio del calcio turco, non andrà al Barcellona. Il ragazzino, inseguito dal club catalano, resterà almeno altri 2 anni al Besiktas. La famiglia avrebbe voluto seguire il baby calciatore in Spagna e avrebbe voluto il sostegno del Barcellona. A quanto pare, le trattative sarebbero naufragate in maniera irrimediabile. Così, almeno, ha dichiarato all'agenzia turca <Anadolu> il manager del giovanissimo giocatore, Seyit Ates. "Ci sono anche altri grandi club interessati a Muhammed - dice Ates - C'è il Psv Eindhoven, c'è l'Arsenal e ci sono un paio di società tedesche". (Sportevai.it)
05.04.2007






 

LA FIA
RIDUCE LA MULTA

La Fia ha ridotto di metà la multa di 4 milioni di dollari inflitta alla Federazione automobilistica turca (Tosfed) per aver utilizzato la cerimonia del podio del GP di F1 di Turchia 2006 a fini politici.
"Abbiamo formato un appello affinché la multa sia ridotta e di conseguenza è stata ridotta di metà," ha dichiarato il presidente della <Tosfed>, Mumtaz Tahincioglu, citato dall’agenzia stampa <Anatolia>. La federazione aveva già saldato la metà della multa.
Un Consiglio Mondiale straordinario aveva condannato il 19 settembre 2006 la Turchia per aver fatto consegnare davanti a 2,5 miliardi di telespettatori la coppa del vincitore, Felipe Massa, dal dirigente della repubblica turca di Cipro del nord (Rtnc), Mehmet Ali Talat.
La Rtnc è riconosciuta unicamente dalla Turchia e questo non conferisce a Talat lo statuto richiesto di dirigente internazionale.
La Rtnc, proclamata nel 1983, nove anni dopo l’invasione di un terzo dell’isola da parte delle truppe turche e la sua spartizione nel 1974, non è mai stata riconosciuta dalla comunità internazionale, ad eccezione di Ankara. (Yahoo.it)







 

Tre liguri ai campionati spada di Bebekk

Sono state comunicare le convocazioni per i Campionati del Mondo Cadetti e Giovani che si svolgeranno a Belek in Turchia dall’8 al 18 aprile prossimi. Sono stati scelti tre atleti per arma (più una riserva in Patria) per i Cadetti e quattro atleti per arma (più una riserva in Patria) per i Giovani.
Tre gli atleti della “Cesare Pompilio” di Genova tra i prescelti, tutti della categoria Cadetti: Gabriele Bino farà parte del terzetto degli spadisti azzurri, Brenda Briasco di quello delle spadiste, Margherita Guzzi Vincenti resterà in Patria, in qualità di riserva delle spadiste.
Tra i tecnici che accompagneranno la delegazione sarà presente il maestro del Club Scherma Rapallo Roberto Cirillo.
La spada femminile cadetti si disputerà l’11 Aprile, mentre la spada maschile cadetti avrà luogo il 12aprile.
(SevenPress)




 

L'<Intercontinental Rally Challenge>
sbarca in Formula 1

La gara, tutta su terra, scatterà nel centro di Istanbul per poi affrontare il primo tratto cronometrato nell'autodromo disegnato da Hermann Tilke.

Il prossimo round del campionato intercontinentale patrocinato da <Eurosport>, avrà come cuore logistico l’autodromo di Istanbul Park, lo stesso che lo scorso anno ha ospitato il primo Gran Premio di Formula 1 in Turchia e che ora ospiterà, nel paddock, una pista costruita appositamente per una Superspeciale spettacolo.
La gara, tutta su terra, scatterà con una cerimonia di partenza nel centro della metropoli turca, per poi affrontare il primo tratto cronometrato nell’autodromo disegnato da Hermann Tilke. La prima prova speciale su terra andrà in scena il sabato mattina. Complessivamente, le speciali saranno 19 per un totale di 251 chilometri di gara.
"Vogliamo dare uno show spettacolare agli appassionati, qualcosa di memorabile. La nostra idea è di combinare le classiche prove speciali con la modernità di un circuito di Formula 1", ha detto Serhan Acar della federazione automobilistica turca. (racingworld.it)

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