Arretrati 

Anno 8° N.4

PRIMO PIANO

A RILENTO L'ADESIONE ALL'UNIONE EUROPEA 

Un'altra battuta di arresto a Bruxelles per la Turchia e più precisamente per quanto riguarda il capitolo sulla libera circolazione dei capitali. I Ventisette hanno chiesto ad Ankara un piano dettagliato sulle normative comunitarie. Gli incontri.

Europa_e_TurchiaDopo lo stop formale di Bruxelles al processo di adesione della Turchia all'Unione Europea, le trattative sui singoli capitoli del dossier Ankara-UE vanno avanti a singhiozzi.
Se Ali Babacan, ministro dell'Economia e capo negoziatore con la UE è in visita a Bruxelles per riprendere il dialogo su diversi settori, la UE risponde con un'altra battuta d'arresto, quella che riguarda il capitolo sulla libera circolazione dei capitali. Nell'ultimo Coreper - coordinamento degli ambasciatori UE - i Ventisette hanno chiesto ad Ankara di presentare un piano dettagliato sull'adeguamento alle normative comunitarie in materia di movimento di capitali e hanno invitato all'abolizione delle restrizioni sugli investimenti esteri. Nell'occasione Babacan ha visto il responsabile degli Affari monetari Joaquin Almunia e quella dell'agricoltura Mariann Fisher Boel.
Nell'incontro con Danuta Hubner, commissaria alle Politiche regionali, il ministro aveva parlato del riassetto territoriale necessario per avere accesso ai fondi strutturali. Con Andris Piebalgs, commissario per l'energia, ha invece affrontato  il tema dell'energia. La Turchia, Paese chiave dal punto di vista energetico per il gas e il petrolio che transitano sul suo territorio, possiede diverse infrastrutture su cui l'Europa ha gli occhi puntati, tra cui la Btc (Baku-Tbilisi-Ceyhan) che porta il petrolio dal Mar Caspio al Mediterraneo e il Nabucco - per ora solo un progetto - che dovrebbe portare l'oro nero dal Mar Caspio al centro Europa.
Dopo l'incontro con Babacan, il commissario all'Allargamento Olli Rehn si è detto "soddisfatto" per la determinazione del capo negoziatore a mettere in atto il piano di riforme e si è augurato una maggiore cooperazione nel settore dell'energia. Per quanto riguarda il processo di adesione, Rehn ha ribadito che condizione necessaria per la ripresa delle trattative è la revisione dell'articolo 301 del codice penale, considerato dalla UE eccessivamente restrittivo della libertà d'espressione. (Denaro.it)
26.02.2007

Avviata dalla Repubblica di Cipro la procedura per permessi di esplorazione e delle licenze dopo la scoperta di giacimenti nel Mediterraneo orientale, tra la costa sud dell'isola e quelle di Egitto e Libano.  Ciò, nonostante la recente protesta di Ankara

SFRUTTAMENTO IDROCARBURI E APPALTI

IdrocarburiLa Repubblica di Cipro ha avviato la procedura di appalto dei permessi di esplorazione e delle licenze di sfruttamento degli idrocarburi che si trovano in vasti giacimenti individuati nel Mediterraneo orientale, tra la costa meridionale dell'isola e le coste di Egitto e Libano.
Alla cerimonia ufficiale della prima tornata di offerte d'appalto, che si concluderà il 16 luglio, hanno preso parte il ministro cipriota dell'Industria Antoni Michaelides, quello degli esteri George Lillikas e il ministro egiziano del Petrolio Amin Fahmy oltre ai rappresentanti di decine di aziende petrolifere interessate.
Secondo i calcoli effettuati dalle compagnie specializzate del campo degli idrocarburi incaricate dal Governo di Cipro, nel tratto di mare fra la costa Sud di Cipro, l'Egitto ed il Libano esistono giacimenti sottomarini con una capacità tra i 6.000 e gli 8.000 milioni di barili di greggio, per un valore stimato di 400 miliardi di dollari.
L'intenzione di Nicosia di procedere allo sfruttamento dei giacimenti nelle scorse settimane ha provocato la risentita reazione di Ankara secondo cui Nicosia non ha diritto di sfruttare quei giacimenti insieme con Egitto e Libano perché il Governo della Repubblica di Cipro - greco-cipriota, l'unico riconosciuto a livello internazionale - non rappresenterebbe tutta l'isola. Cipro è divisa dal 1974 in seguito ad un'invasione militare della Turchia che ancora ne occupa il 38% dell'area Nord con circa 40.000 soldati e nella parte sotto occupazione militare nel 1983 venne auto-proclamata una Repubblica turca di Cipro del Nord che è riconosciuta solo da Ankara.(Ansa)
26.02.2007

PAPADOPOULOS AD ATENE PER CIPRO

Il presidente greco-cipriota si è visto ad Atene con il premier greco Costas Karamanlis, con il ministro degli esteri Dora Nakoyannis ed alcuni leader dell'opposizione per dicutere della disputa con Ankara sulle esplorazioni di riserve offhore nel Mar Mediterraneo.

Tassos_PapadopoulosCipro non ha bisogno del consenso della Grecia, suo tradizionale alleato, per sfruttare i vasti giacimenti di gas naturale e petrolio individuati nel Mediterraneo orientale, tra la costa meridionale dell'isola e le coste di Egitto e Libano. E' quanto ha detto il presidente cipriota Tassos Papadopoulos al termine di un incontro ad Atene con il premier greco Costas Karamanlis nel corso del quale è stata discussa la spinosa questione che ha suscitato notevoli proteste ma anche poco velate minacce da parte del Governo di Ankara. "Io non ritengo che sia necessario, e sottolineo la parola 'necessario' - ha detto Papadopoulos - avere il consenso. Le nostre relazioni sono talmente buone che non abbiamo bisogno di un altro accordo che potrebbe avere altre ripercussioni". L'intenzione del governo cipriota di procedere allo sfruttamento dei giacimenti ha provocato nelle ultime settimane la risentita reazione di Ankara, secondo cui Nicosia non ha diritto di sfruttare quei giacimenti insieme con Egitto e Libano perché il Governo della Repubblica di Cipro - l'unico riconosciuto a livello internazionale - non rappresenterebbe tutta l'isola. 
Secondo le relazioni preliminari effettuate da compagnie specializzate del campo degli idrocarburi incaricate dal governo di Cipro, nel tratto di mare fra la costa Sud dell'isola, l'Egitto ed il Libano esistono giacimenti sottomarini con una capacità tra i 6.000 e gli 8.000 milioni di barili di greggio, per un valore stimato di 400 miliardi di dollari. Il Governo di Nicosia ha avviato lo scorso 15 febbraio la procedura di appalto dei permessi di esplorazione e delle licenze di sfruttamento dei giacimenti alla cui apertura hanno partecipato, incuranti delle proteste turche, i rappresentanti di decine di aziende petrolifere internazionali.
Karamanlis, da parte sua, ha dichiarato che Cipro "ha il diritto sovrano" di fare prospezioni petrolifere ed ha esortato la Turchia a ricordare gli obblighi che si è assunta nel processo di adesione all'Unione Europea, processo già parzialmente congelato dall'UE proprio per l'atteggiamento di Ankara nei confronti di Nicosia. (Denaro.it)
26.02.2007

 

LA PAZIENZA HA SEMPRE UN LIMITE

Quella del Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate turche, gen. Yasar Buyukanit, si sta esaurendo a proposito dell'appoggio dei curdi iracheni al Pkk. A frenare sull'acceleratore è però il ministro degli Esteri Abdullah Gul  che cerca ancora la via diplomatica.

Guerriglieri_del_PkkIl_gen._Yasar_BuyukanitTutto lascia indicare che la pazienza della Turchia nei confronti dei sogni indipendentisti curdi si sta rapidamente esaurendo. Il Capo di Stato Maggiore turco, generale Yasar Buyukanit, in visita recentemente negli Stati Uniti, ha detto, citato dalla <Reuters>: "Ci sono al momento due gruppi che sostengono il Pkk (gli indipendentisti curdi della Turchia) nel nord dell'Iraq", con un riferimento evidente alle maggiori forze politiche curde irachene alleate degli Usa, il Partito democratico curdo di Massoud Barzani e l'Unione patriottica di Jalal Talabani. "Il versante iracheno del nostro confine comune è completamente privo di sorveglianza. L'Iraq ha abbandonato l'intera area di confine al Pkk. Molti terroristi armati sono sul lato iracheno del confine", ha aggiunto Buyukanit.
Citato da <Anadolu>, il generale in congedo Edip Baser, incaricato dal Governo di Ankara per la lotta contro il terrorismo, ha dichiarato "I terroristi all'interno dei campi del Pkk ricevono ogni tipo di sostegno logistico e rifornimento dalla regione che è sotto il controllo dell'amministrazione dell'Iraq settentrionale (cioè il Governo regionale curdo iracheno presieduto da Massoud Barzani)".
A sua volta il ministro della Giustizia turco Cemil Cicek ha affermato che "forze esterne, grandi potenze" sono dietro alla crescita del terrorismo (che è essenzialmente di matrice curda) in Turchia,  forze che sarebbero preoccupate dallo sviluppo e dal ruolo di Ankara a livello medio orientale. Come riferito dal sito online di <Hurriyet>, il Capo di Stato Maggiore turco in una cena organizzata all'Ambasciata turca a Washington, a cui hanno partecipato i rappresentanti della comunità turca degli Stati Uniti, ha criticato l'inazione della comunità nel difendere gli interessi della Turchia, facendo un parallelo con le iniziative della diaspora armena che agisce energicamente per ottenere il riconoscimento a livello internazionale del cosiddetto genocidio armeno. (Arab Monitor)
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Il Governo turco ha indicato l'intenzione di avviare colloqui con il Kurdistan iracheno sulla sicurezza alla frontiera, malgrado l'opposizione dell'esercito che accusa i gruppi iracheni di sostenere i combattenti separatisti.
"Dobbiamo intavolare negoziati faccia a faccia per indurli a fare le cose giuste", ha dichiarato ai giornalisti il ministro degli Esteri di Ankara, Abdullah Gul. "Dovremmo spiegare loro quali sono i pericoli". Il capo ella diplomazia turca non ha indicato piani concreti o possibili date per i colloqui. L'inviato Usa aveva recentemente incontrato funzionari del Governo e dell'Esercito di Ankara. In quell'occasione era stato chiesto che le due parti lanciassero negoziati sulle questioni della sicurezza.
Per parte sua il Primo Ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, ha accusato gli Stati Uniti di non onorare la promessa di aiutare la Turchia a contrastare i ribelli separatisti curdi, malgrado la nomina di un inviato speciale per risolvere la minaccia che i guerriglieri rappresentano per il Paese. Erdogan ha affermato che non è stata intrapresa alcuna iniziativa per espellere il Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) dalle sue basi nel nord del paese o per tagliare gli aiuti finanziari al gruppo ribelle.
Gli Usa, pressati dalla Turchia, ad agosto avevano nominato il generale in pensione Joseph Ralston, ex comandante supremo della nato, inviato speciale per contrastare il Pkk. Erdogan ha sottolineato che gli uffici del Pkk sono ancora operativi lungo la frontiera, malgrado le rassicurazioni sulla loro chiusura giunte dall'Iraq. E ha aggiunto che non è stato ripagato il sostegno di Ankara nella lotta al terrorismo. (da Ap)
26.02.2007



A dichiararlo il vicepresidente dell'Iraq Adil Abdul Mahdi in visita nella capitale turca dove si è visto con il ministro degli Esteri turco Abdullah Gul. Una frase ambigua in arabo che poi è stata subito corretta. Il possibile per scongiurare attacchi contro la Turchia.

"SOSTENIAMO ANKARA IN UN CONFLITTO CON IL PKK"

Abdul_Mahdi_assieme_al_ministro_degli_Esteri_turco_Abdullah_GulL'Iraq è dalla parte della Turchia nel conflitto con i ribelli separatisti curdi. Lo ha assicurato il vice presidente del Paese, Adil Abdul Mahdi, in visita ad Ankara dove ha incontrato il ministro degli Esteri Abdullah Gul.
La Turchia sta sollecitando l'Iraq ed il suo alleato statunitense ad usare la mano pesante contro i ribelli del Pkk (Partito dei lavoratori del Kurdistan) che lanciano attacchi in territorio turco dalle loro basi nel nord dell'Iraq.
Il gruppo ha ingaggiato una sanguinosa guerra nel sudest della Turchia dal 1984, un conflitto costato la vita ad oltre 37mila persone. Ankara non ha escluso incursioni militari in territorio iracheno per scovare separatisti curdi malgrado gli avvertimenti di Washington che teme che una simile decisione possa portare ad ulteriori tensioni con i gruppi curdi in Iraq, alleati strategici degli Usa nel Paese.
"Non possiamo combattere contro organizzazioni straniere", ha dichiarato Abdula Mahdi, uno dei due vice presidenti dell'Iraq, secondo quanto riferito da un interprete. Ma la dichiarazione di Mahdi in arabo ha stupito Gul che ha chiesto se ci fosse un errore di traduzione. Il vice presidente iracheno ha in seguito corretto la sua affermazione: "Per noi è fuori questione non combattere contro organizzazioni straniere". Mahdi ha detto che le forze irachene faranno del loro meglio per scongiurare attacchi contro la Turchia dal territorio iracheno. (da
Ap)

26.02.2007

SQUADRA DI TECNICI TURCHI A GERUSALEMME

Dovrà verificare se gli scavi nel recinto della Moschea al-Aqsa hanno danneggiato il luogo santo degli arabi. La decisione presa dopo l'incontro tra i premier Recep Tayyip Erdogan e Ehud Olmert. Ancora divergenze sulle questioni iraniane. Nessun appoggio contro Teheran.

La_moschea_al-Aqsa_a_GerusalemmeEpremier_turco_e_israeliano_Erdogan_e_OlmertLa Turchia negli ultimi anni ha ha cercato di affermare il suo peso nel Medio Oriente per ristabilire il suo ruolo di leader, ma anche per tamponare le numerose crisi innescate dagli Stati Uniti e per favorire le proprie esportazioni nell'area. Se, da un lato, la visita di Ehud Olmert ad Ankara ha probabilmente mostrato che la Turchia manca ancora del peso politico sufficiente per poter mediare tra israeliani e palestinesi - peso che possiedono solo gli Stati Uniti - Erdogan, mandando una delegazione per verificare eventuali danni alla Moschea al-Aqsa, ha imposto il Paese come possibile nuovo mediatore. Ad Ankara, Olmert non ha trovato nessun appoggio contro Teheran. La Turchia si è riavvicinata all'Iran grazie alle comuni paure sullo status dell'Iraq settentrionale e per la comune volontà di prevenire un ulteriore escalation militare. Se a livello politico la diffidenza domina tra i due Governi, Israele rimane un buon cliente della Turchia. Tel Aviv ha importato, nel 2006, dalla Turchia beni per 1.2 milioni di dollari (di poco inferiore alle importazioni dalla Francia) e più di quattrocentomila turisti israeliani hanno visitato il Paese.
Gli scavi nel recinto della Moschea al-Aqsa hanno creato tensioni all'inizio della visita ad Ankara del Primo ministro israeliano Olmert, ma hanno poi aperto la via a positivi sviluppi. Si è deciso, infatti, che la Turchia invierà una squadra di tecnici nella zona per stabilire se i lavori a Gerusalemme danneggiano i luoghi sacri. A presiedere la squadra sarà l'ambasciatore a Tel Aviv, Namik Tan, che dovrà esaminare i lavori di scavo e preparare un rapporto. L'incontro tra il Primo Ministro Tayyip Erdogan e Olmert, che era arrivato la sera prima, sono stati dominati dai lavori di costruzioni di un percorso all'interno del recinto della Moschea al-Aqsa . I due leader ne hanno spiegato i dettagli nella conferenza stampa. Erdogan ha specificato che Olmert gli ha mostrato alcune fotografie ma ha precisato:
"Sono stato nell'area una sola volta. Una sola volta non basta. Le fotografie non mi hanno permesso di comprendere chiaramente". Erdogan ha poi chiesto ad Olmert: "Se mandassimo una squadra tecnica nella regione così che tutti si rendano conto che non si sta danneggiando la Moschea al-Aqsa?", ed ha specificato che la sua proposta è stata accettata. Olmert ha poi detto che "i media esagerano. Non c'è niente da nascondere", ed ha poi sostenuto che non si vuole danneggiare nulla che sia sensibile per i musulmani.
Ehud Olmert in visita ufficiale in Turchia era stato ricevuto secondo il protocollo da Erdogan. I due Primi Ministri, in un fuori programma, si erano incontrati due ore da soli. Secondo un diplomatico "si è trattato veramente un incontro privato. Non è rimasto tempo per l'incontro tra delegazioni". Nell'incontro, oltre alla questione palestinese, si era discusso dell'acquisizione del nucleare da parte dell'Iran, degli sviluppi in Libano e Siria. Tayyip Erdogan ha anche manifestato al suo interlocutore le proprie preoccupazioni. Il Primo Ministro, prima della visita, parlando al gruppo parlamentare del suo partito, aveva avvertito: "Adesso che si è raggiunta un'intesa, non create tensioni. Ogni iniziativa a Gerusalemme deve avere il sostegno dei musulmani".
Ehud Olmert si è difeso sostenendo che gli scavi non danneggiano i luoghi sacri, e ha mostrato ad Erdogan fotografie dell'area interessata dai lavori. Olmert ha inoltre detto: "Non abbiamo nulla da nascondere. Questi lavori sono importanti per le centinaia di migliaia di visitatori. Non arrechiamo alcun danno alla moschea". Il Primo Ministro Erdogan, invece, ha precisato: "Le fotografie non mi hanno permesso di comprendere chiaramente. Sono stato nell'area una sola volta, i luoghi non mi sono abbastanza familiari. Guardando le fotografie non posso dire nulla, non posso affermare che non viene fatto alcun danno ai luoghi sacri". Per questo Erdogan ha chiesto di decidere per una delegazione di tecnici dalla Turchia. Olmert ha appoggiato la proposta. È stato deciso inoltre che a condurre la delegazione sarà l'ambasciatore turco a Tel Aviv, Namik Tan, e che nelle prossime settimane la delegazione si recherà a Gerusalemme per esaminare gli scavi.
Nell'incontro è stata anche esaminata la nuova situazione che si è venuta a creare negli ultimi giorni a Mecca, dove Fath e Hamas si sono accordati nel creare in Palestina un "Governo di riappacificazione". Erdogan ha affermato che bisogna ristabilire relazioni con il governo per assicurare la pace nell'area. Erdogan ha poi ricordato che dopo le elezioni è emersa una nuova entità e che non è possibile costruire relazioni con la Palestina discutendo solo con il Presidente Mahmud Abbas. Ehud Olmert, da parte sua, vuole che il nuovo governo, nel quale siederà anche Hamas, accetti la "Road map" e i principi stabiliti dal "quartetto" Onu, UE, Usa e Russia. Olmert ha affermato: "Se Hamas riconoscerà Israele ci siederemo al tavolo". Importati primi passi saranno il fermare le violenze, creare uno Stato palestinese indipendente e il riconoscimento tra le parti (Israele e Palestina). Il Governo di Tel Aviv vuole che Hamas lo riconosca apertamente.
Il Primo Ministro Erdogan, infine, ha preannunciato che dopo la formazione del Governo di riconciliazione inviterà in Turchia Mahmud Abbas e Ismail Haniye. Il Primo Ministro ha anche detto di "nutrire speranze" per la pace nell'area. Erdogan ha aggiunto: "Il Governo di riconciliazione che si formerà è una speranza". Il Primo Ministro israeliano, dopo aver incontrato il presidente della Repubblica Ahmet Necdet Sezer, si era anche visto con il ministro degli Esteri Abdullah Gül e con il presidente dell'Unione industriali (Tobb). (tradotto per Aljazira da Michelangelo Guida)
26.02.2007


COME ROVINARE L'IMMAGINE DI UN PAESE

Per il ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul, è necessario rivedere l'art. 301 che punisce le "offese alla turchità". Quasi certamente - come ha fatto intendere il presidente del Parlamento, Bulent Arinc, se ne riparlerà a dopo le elezioni politiche di novembre.

Il_ministro_Abdullah_GulL'articolo 301 del codice penale che punisce le "offese alla turchità" dovrà essere cambiato perché danneggia l'immagine all'estero della Turchia e del suo processo di riforme pro-Europa. Lo ha affermato ancora una  volta il ministro degli Esteri turco Abdullah Gul un una breve intervista televisiva:
"Fuori della Turchia si pensa che qui si getta in galera la gente per avere aperto la bocca e che ci sono centinaia di giornalisti ed intellettuali in galera. Ciò è falso. Nessuno in Turchia viene imprigionato per le sue opinioni" - ha affermato Gul aggiungendo, tuttavia, che bisogna cambiare quell'articolo "Perché sta gettando un'ombra sul processo di riforme pro-Europa".
Vari giornalisti e scrittori sono stati incriminati in base a quell'articolo, tra cui il giornalista turco armeno Hrant Dink ucciso il 19 gennaio scorso e  lo scrittore premio Novel Orhan Pamuk che però su sub ito prosciolto.
Gul ha affermato più volte che quell'articolo deve essere cambiato, ma il premier Recep Tayyip Erdogan ha demandato alle varie e discordanti organizzazioni non governative turche il compito di trovare fra loro un difficile consenso, mentre il presidente del Parlamento, Bulent Arinc, ha affermato nei giorni scorsi che l'emendamento "non è una priorità" per l'attuale Assemblea Nazionale, lasciando intendere che se ne potrà parlare probabilmente dopo le elezioni politiche di novembre.
Un recente sondaggio ha mostrato che la maggioranza dei turchi si oppone a cambiamenti in quell'articolo come pure sono contrari i nazionalisti ed anche il maggior partito di opposizione Chp, laico e socialdemocratico. (Ansa)
26.02.2007


"Se il Governo turco - ha detto - abrogasse l'articolo 301 del codice penale, che punisce le offese alla identità turca, potrebbero nascere nel Paese gruppi paralimitari ultranazionalisti". "E' auspicabile - ha soggiunto - una modifica dello stesso articolo".

L'EX  PRESIDENTE DEMIREL DICE NO

Suleynab_DemirelL'ex premier ed ex presidente turco, Suleyman Demirel, ha dichiarato in una intervista pubblicata nei giorni scorsi, che se il Governo turco abrogasse l'articolo 301 del codice penale (che punisce le offese all'identità turca) potrebbero nascere in Turchia "gruppi paramilitari" ultranazionalisti.
"E' invece consigliabile una modifica dello stesso articolo accettabile da tutti", ha proseguito Demirel nella sua intervista concessa al quotidiano <Turkish Daily News>.
Demirel ha criticato poi il premier Recep Tayyip Erdogan per avere ammesso nei giorni seguenti all'omicidio del giornalista turco-armeno Hrant Dink che "lo Stato profondo esiste" e cioè quelle bande di ultranazionalisti, di ex militari, 007 deviati e mafiosi che commettono crimini finalizzati - a loro dire - alla "salvezza dello Stato".
Demirel ha proseguito poi affermando che se Erdogan è convinto che lo Stato profondo esiste, deve produrre le prove e o dovrebbe "sgominare" con i mezzi a sua disposizione. (
Ansa)
26.02.2007

 



La svolta di Robert Kotcharian circa la Turchia in Europa. Ankara, però, dovrebbe sia diventare più tollerante nei confronti delle minoranze sia riesaminare il suo passato. 

FAVOREVOLE
IL PRESIDENTE
ARMENO

Il_presidente_armeno_KotcharianIl presidente armeno Robert Kotcharian si è espresso in favore dell'ingresso della Turchia nell'Unione europea, nella speranza che Ankara diventi più tollerante nei confronti nelle minoranze e sia disposta a riesaminare il suo passato. "Gli imperi hanno sempre avuto difficoltà a chiedere scusa e soprattutto quando si tratta di un impero orientale", ha sottolineato Kotcharian in un'intervista al quotidiano francese <Le Figaro>, ricordando il genocidio armeno durante la Prima guerra mondiale mai ammesso dalla Turchia.
L'Armenia, ha poi assicurato, è pronta ad avviare relazioni diplomatiche con la Turchia e a formare una commissione intergovernativa "che discuta tutte le questioni, comprese le più delicate", ma finora Ankara ha respinto ogni apertura. (Agi)
26.02.2007


 

<GOOGLE>
ATTACCATO
DA DYP

Il gruppo giovanile, formazione politica di centro-destra ha promosso una campagna virtuale contro il motore di ricerca per la questione armena. 

Ci mancavano solo le persecuzioni virtuali. Il gruppo giovanile del Dyp, Il Dogru Uol Partisi, formazione politica di centro-destra, ha promosso una campagna contro il motore di ricerca <Google>. Il motivo dell'attacco è digitando "Armenian Genocide" sulla maschera di ricerca del portuale dove i primi 100 risultati che escono confermano il massacro compiuto nel 1915 dalle truppe ottomane. Il gruppo ha fatto sapere che i siti in questione sarebbero stati creati dagli armeni per screditare la versione turca e occupare uno spazio maggiore sulla rete. (Apcom)
26.02.2007


ERDOGAN AVVERTE GLI USA SU GENOCIDIO

Il Primo Ministro turco è intervenuto in persona per far sapere all'alleato che il popolo della Mezzaluna è stanco delle iniziative organizzate dalle lobby armene. L'approvazione di una legge ad hoc potrebbe gettare ombre nelle relazioni strategiche tra Ankara e Washington.

Il_premier_ErdoganNon bastavano le visite del ministro degli Esteri turco AbduCapollah Gul e del Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate, generale Yasar Buyukanit. Adesso a mettere in guardia gli Stati Uniti ci si è messo Recep Tayyip Erdogan in persona. Il premier turco ha inviato un messaggio ai rappresentanti del Congresso americano. Il motivo è la legge sul genocidio armeno che il Senato Usa dovrebbe approvare tra breve.
"Non ci aspettiamo decisioni negative da parte del Congresso - ha detto Erdogan e siamo sicuri che alla fine la mozione non passerà. Ma se dovesse essere approvata, allora questa decisione potrebbe gettare ombre pesanti sulle relazioni strategiche fra la Turchia e gli Stati Uniti. Il popolo turco è esausto di tutte queste iniziative organizzate dalle lobby che fanno riferimento alla diaspora armena, sembra quasi che si divertano. Quello che noi affermiamo è che è compito degli storici affermare se si sia trattato di genocidio o meno. Nessuno ha il diritto di diffamare lo Stato turco in questa maniera. Non abbiamo avuto mai vissuto con alcuna macchia durante la nostra storia e non siamo disposti a farlo adesso". (Apcom)
26.02.2007

 

PING-PONG 
SULLA MOSTRA 
DEL QUIRINALE

Diplomazia turca e comunità armena - con lettere alla <Stampa> di Torino> - cercano di far valere le proprie ragioni sui motivi dell'assenza nelle sala delle Bandiere di specifici pezzi artistici.

Turchia_7000_anni_di_storiaPing-pong tra la diplomazia turca e la comunità armena. Dopo le proteste di quest'ultima - con una lettera a <La Stampa>  - che contestava agli organizzatori della mostra "Turchia 7000 anni di storia" di non avere inserito anche pezzi della loro civiltà, pronta era stata in data 15 febbraio ultimo scorso la risposta dell'ambasciatore turco in Italia Ugur Ziyal che di fatto sottolineava quello che noi di <Turchia Oggi> avevamo scritto nel nostro ultimo numero; e cioè che di fatto, nel poco spazio della Sala delle Bandiere in Quirinale, sono stati messi solo gli oggetti più preziosi. La querelle sembrava a questo punto chiusa. Sembrava perché la comunità armena ha inviato una ulteriore lettera al quotidiano di Torino, dai toni piuttosto forti e con riferimenti (invasione di Cipro da parte dei militari) a dir poco provocatori.
Al di là di chi possa avere ragione, ci viene da riflettere su una cosa: se tanto un evento culturale come quello del Quirinale spinge le parti a confrontarsi duramente per far risaltare la validità delle proprie argomentazioni, figuriamoci se il tema diventa quello del genocidio o del presunto genocidio. La mostra di Roma era una occasione unica per aprire una breccia nel muro dell'ostilità. Peccato! Peccato in particolare che una parte dei due fronti - qualunque siano i motivi che spingono una comunità ad essere refrattaria a qualsiasi tipo di dialogo - si lasci trascinare da polemiche a volte artificiose. Se è vero infatti che forse sarebbe stato meglio intitolare la mostra "Anatolia" dal momento che i turchi sono arrivati nell'Asia Minore per la prima volta nel 1071 con la vittoria nella battaglia di Manzikert dei Selgiuchichi contro i Bizantini, è altrettanto vero che qualunque manifestazione - sia essa culturale o più semplicemente storica - si rifà alla nazione che porta il nome. Sarebbe a dir poco assurdo, tanto per fare un esempio, non dire "Spagna 2000 o 3000 anni di storia" solo perché prima c'erano stati i Mori e prima ancora i Goti e ancor prima i romani.
Riportiamo di seguito le due lettere:
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Gentile Direttore,
Ho appreso con sorpresa la reazione dimostrata dalla comunità armena di Roma riferita con un articolo sul sito Internet del Suo giornale il 9 febbraio sotto il titolo "Turchia:settemila anni di storia? E anche il Quirinale fece arrabbiare gli armeni" .
L'Anatolia che oggi appartiene alla Repubblica di Turchia contiene un patrimonio culturale unico che dai primi insediamenti in Anatolia risale fino ai giorni nostri.. Questo patrimonio nato in Anatolia, costituisce un tesoro per tutta l'umanità, in altre parole tutte le civiltà, inclusa quella Armena vengono accolte con orgoglio da parte nostra, mantenute, curate e condivise in diverse occasioni e modalità con persone che abitano in altri paesi. Inserire in una mostra esemplari di tutte queste civiltà, addirittura un esempio di ognuna di esse sarebbe impossibile, come d'altronde ogni persona che riesce a valutare questo argomento in modo normale, lo confermerebbe. Lascio a Lei valutare quale stato d'animo oppure punto di vista sano può essere quello che trae un simile significato da una mostra, e addirittura lancia delle accuse.
Utilizzare questa iniziativa culturale di ridotte dimensioni, organizzata sotto l'alto patronato della presidenza della Repubblica Italiana nella quale non sono state inserite neanche le opere della Repubblica di Turchia e che ha suscitato apprezzamento negli ambienti culturali nonché interesse della popolazione, per fini propagandistici, capricciosi e fuori luogo, e per dimostrazioni di ostilità e di intolleranza, oltre ad essere spiacevole, è anche motivo di pessimismo per il futuro.
Infine si vede che i firmatari della lettera non sono a conoscenza di un altro fatto. Il restauro di una delle opere armene più importanti che si trova nel nostro Paese, la storica Chiesa di Akdamar nella provincia di Van è stato completato da parte del Ministero della Cultura. Prossimamente ci sarà l'inaugurazione ufficiale a livello internazionale. Consiglierei ai firmatari della lettera di partecipare all'inaugurazione e quindi di vedere con i propri occhi che nessuna cultura in Anatolia viene trascurata. Durante la loro presenza in Turchia dove andranno per questa occasione, gli proporrei di riservare un po' del loro tempo per andare a guardare dal colle di "göbekli tepe" i grattacieli di Ýstanbul.
Cordiali saluti, Ugur Ziyal
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L'intervento dell'Ambasciatore turco non può che confermare la bontà delle osservazioni e precisazioni avanzate dalla Comunità armena di Roma: ossia che  sarebbe stato più corretto, dedicare la Mostra del Quirinale ("Turchia: 7000 anni di storia") all'Anatolia, culla di civiltà, piuttosto che all'attuale soggetto politico ed amministrativo qual è appunto la Turchia, che, per inciso, non possiede una storia di 7000 anni.
E, pur comprendendo le necessità organizzative legate al poco spazio a disposizione, è fuori discussione che l'assenza di reperti "non politicamente corretti" abbia privato l'avvenimento culturale di quello spirito conciliante e propositivo che sarebbe stato auspicabile e pienamente condivisibile.
Non può che generare sorriso l'affermazione dell'ambasciatore Ziyal riguardante il sentimento di "accoglienza turca": ne sanno qualcosa quelle civiltà, armeni, greci, siriaci e per finire i curdi, che hanno saggiato il caldo abbraccio dell'Impero ottomano e della successiva repubblica. Ne sa qualcosa il povero giornalista Hrant Dink assassinato un mese fa, ne sanno sicuramente qualcosa i vari Pamuk, Shafak, Akcam....
Se in tempo così recente come due anni or sono l'Accademia delle Scienze turca ha imposto di modificare il nome di talune specie animali perché nella loro accezione scientifica latina ricordavano gli armeni (sic...); se a Cipro, invasa militarmente nel 1974 dai militari turchi, vi sono lamentele fondate circa la salvaguardia dei luoghi di culto cristiani; se - è notizia di questi ultimi giorni - è stato addirittura proposto di cambiare nome, dopo migliaia di anni,  all'antica città armena di Anì (con reperti archeologici armeni inestimabili abbandonati al degrado assoluto); se dal 1994 i confini con la Repubblica Armena sono chiusi unilateralmente da parte Turca; se non vi è un solo museo civico in tutta la Turchia dove si possano trovare tracce della cultura e della civiltà armena; se dopo 90 anni la Turchia non vuole fare i conti con la propria storia,  è facilmente immaginabile quale possa essere per Ankara il concetto di "orgogliosa cura, mantenimento e condivisione".
E non è, purtroppo, un caso leggere sul sito di informazioni turistiche curato proprio dall'ambasciata turca in Italia  il seguente passaggio:
"L'eredità delle molte culture fanno della Turchia un paradiso di ricchezza storica e culturale inestimabile. Hattis, Ittiti, Frigi, Urartici, Lici, Lidi, Ioni, Persiani, Macedoni, Romani, Bizantini, Selgiuchidi e Ottomani hanno lasciato dei contributi importanti alla storia della Turchia e gli antichi siti e rovine sparse lungo tutto il Paese sono le prove distinte di ogni singola civiltà"
E gli armeni?  "fini propagandistici, capricciosi e fuori luogo"? "la dimostrazione di ostilità e di intolleranza"? O "motivo di pessimismo per il futuro"? Perché non viene fatta alcuna menzione della civiltà armena che pure, ancor prima dell'arrivo dei turchi nell'XI secolo d.C, prosperava  in Anatolia?
Quanto al restauro della chiesa di Akhtamar sul lago di Van (che solo pochi anni or sono era vergognosamente  oggetto di tiro al bersaglio...) spiace constatare che esso è dovuto soprattutto alla caparbietà dell'Unesco e della Comunità Europea  alle quali il Governo di Ankara si è dovuto piegare per non lasciare andare in rovina una delle rarissime testimonianze dell'arte armena scampate alla distruzione ed al vandalismo.
Siamo fermamente convinti, che la via per la conciliazione ed il dialogo passi, in primo luogo, attraverso il rispetto per gli altri: anche per quelle civiltà e culture che una politica ancora troppo nazionalista cerca di nascondere dietro lo sky line dei "grattacieli" visibili dal colle di "Gobekli tepe" e cerca, con ogni mezzo a propria disposizione, di cancellare anche dai libri di storia.Con il dovuto rispetto. Consiglio per la comunità armena di Roma
_________________________________
L'Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica rende noto che la mostra: ''Turchia, 7000 anni di storia'' allestita al Palazzo del Quirinale, a partire da domani 22 febbraio rimarra' chiusa nel corso delle consultazioni per la crisi di Governo.
26.02.2007


L'ARRESTO DEL KILLER: IL TERZO VIDEO

Nelle immagini si vedrebbe una serie di poliziotti molto compiacenti che - dopo l'omicidio del giornalista turco di origini armene Hrant Dink, avvenuto ad Istanbul un mese fa - si congratulano con l'assassinio Ogun Samast. A darne la notizia i quotidiani <Hurriyet> e <Milliyet>.

Il_giornaista_ucciso_Hrant_DinkE' spuntato un terzo video, secondo i quotidiani turchi <Hurriyet> e <Milliyet,> girato durante l'arresto di Ogun Samast, l'assassino del giornalista di origini armene Hrant Dink, avvenuto a Istanbul un mese fa. Nelle immagini si vedrebbe una serie di poliziotti turchi che, subito dopo l'arresto, si congratulano con Samast per il suo gesto. Samsat, nel video, mostra fiero una bandiera turca, con la compiacenza degli agenti e nella stanza dove sono avvenute le riprese, probabilmente nella stazione della polizia alla fermata degli autobus di Samsun, c'erano anche Mustafa Ilhan, capo della sicurezza di Samsun, e un magistrato di cui non è stata ancora resa nota l'identità. (Alice News)
26.02.2007


 

UN NESSO
TRA I DUE
OMICIDI

Le autorità giudiziarie turche di Trabzon stanno cercando di appurare se a tirare le fila degli omicidio di Don Andrea Santoro e del giornalista Hrant Dink sia stata una stessa organizzazione.

Ouzan Akdil, il giovane che il 5 febbraio 2006 uccise Don Andrea Santoro è ancora sotto torchio da parte dell'autorità giudiziaria. Il pubblico ministero di Trebisonda Fatih Genç, sta cercando di appurare quale sia il nesso fra l'assassinio del prete italiano e quello del giornalista armeno Hrant Dink, freddato nel centro di Ýstanbul da Ogun Samast lo scorso 19 gennaio.
Entrambi i killer venivano da Trebisonda e le indagini condotte fino a questo momento hanno messo in risalto nuovi elementi di collegamento fra i due fatti di sangue. Una testimonianza di Akdil sarebbe vitale per il proseguimento dell'inchiesta e Genç lo sa fin troppo bene. Per questo sembra che, durante uno dei due incontri che si sono svolti di recente, abbia promesso all'assassino uno sconto sulla pena se collaborerà con la giustizia. La notizia è riportata in prima pagina dal quotidiano <Milliyet>. Ouzan Akdil lo scorso ottobre è stato condannato a 18 anni di carcere per omicidio volontario. Alle autorità giudiziarie ha sempre detto di aver agito da solo. Se si scoprisse che è stato in qualche modo manovrato da qualcuno, la sua posizione giudiziaria andrebbe rivista. Ma fino a questo momento sembra che il giovane non abbia fatto il nome di alcun complice nè chiarito se vi siano dei collegamenti fra il suo gesto e quello di Ogun Samast. (Apcom)
26.02.2007


"ANKARA RICONOSCA LE MINORANZE"

E' quanto ribadito in una intervista al <Sir> (l'agenzia stampa promossa dalla Cei) da mons. Luigi Padovese vicario apostolico per l'Anatolia. "La Turchia è un ponte tra mondo islamico e mondo occidentale", ha spiegato il prelato. Il sì dei vescovi all'ingresso del Paese nell'UE.

Mons._Luigi_Padovese"Contro le spinte nazionalistiche, la Turchia deve proseguire il percorso verso un processo democratico che ammetta il pluralismo e riconosca le minoranze. Solo così può dimostrare all'Europa che è pronta all'ingresso nell'Unione". E' quanto ribadito in un intervista rilasciata al <Sir>, l'agenzia stampa promossa dalla Cei, da mons. Luigi Padovese, vicario apostolico per l'Anatolia.
"La Turchia è un ponte tra mondo islamico e mondo occidentale - ha spiegato - e gli avvenimenti di questi mesi hanno acceso un interesse che fino a prima non c'era: dall'assassinio di don Andrea Santoro al viaggio del Papa, dalla richiesta di entrare in Europa fino all'uccisione del giornalista Hrant Dink.
"Il viaggio del Pontefice - ha sottolineato mons. Padovese - ha modificato positivamente il modo di vedere la Chiesa del popolo turco. La campagna denigratoria nei confronti di Benedetto XVI e della Chiesa, avviata in particolare dopo il discorso di Ratisbona, è stata pesante e ha influito molto sull'opinione pubblica. Da tempo non si segnalano le aggressioni denigratorie, prima quotidiane".
Quanto all'ingresso della Turchia nell'UE, "la posizione dei vescovi, non solo cattolici è di un sì condizionato. I Paesi europei hanno orti interessi economici ma riteniamo che sia da tenere vivo il raccordo culturale: la questione della laicità e del riconoscimento delle minoranze etniche non può ndare in secondo piano". (Adnkronos)
26.02.2007


 

SOCIETA'

NANOTECNOLOGIE: MOBILITAZIONE DEGLI SCIENZIATI

Nuovo centro di ricerche in Turchia grazie al patrocinio dell'Università di Bilkent. L'équipe iniziale è formata da 25 luminari e 40 assistenti molti dei quali provengono dall'estero.

Università_di_Bilkent_in_TurchiaIn Turchia, un nuovo istituto di ricerca sulle nanotecnologie sta richiamando in patria alcuni scienziati che si erano trasferiti all'estero per i loro studi.
La costruzione del nuovo edificio di sei piani è patrocinata dall'Università di Bilkent. L'Organizzazione per la pianificazione statale turca ha erogato 6.1 Mio EUR a favore del progetto, mentre il contributo dell'Università di Bilkent è stato pari a 2.3 Mio Eur.
Per contrassegnare il lancio del Centro di ricerca nazionale turco sulle nanotecnologie (Unam), un gruppo di scienziati dell'Università di Bilkent ha presentato al Primo Ministro del Paese, Recep Tayyip Erdogan, la bandiera turca più piccola del mondo. Le righe che la compongono hanno uno spessore di 100 nm (circa un cinquantamillesimo di un capello umano) e un'altezza di 2 nm.
L'équipe iniziale del centro è costituita da 25 scienziati e 40 assistenti diversi dei quali provengono dall'estero, come, ad esempio, il professore aggiunto Mehmet Bayindir, che ha condotto ricerche sulle fibre laser presso il Massachusetts Institute of Technology (Mit).
Il quotidiano <Today's Zaman> afferma che, al suo rientro in Turchia, il professor Bayindir è rimasto sorpreso nel constatare l'entità delle risorse disponibili per la ricerca e ritiene che molti altri giovani scienziati torneranno in Turchia.
Un altro ricercatore ad avere fatto ritorno in patria è il professore aggiunto Ömer Ilday, noto nel suo campo per avere sviluppato il <laser autosimilare> (similariton) presso l'Università di Cornell. Questo laser permette di tagliare e lavorare qualsiasi materiale, da acciaio, vetro e ceramica a tessuti vivi, su nanoscala.
Il centro pubblicherà periodicamente inviti a presentare proposte e incoraggerà la partecipazione internazionale ai progetti che ne scaturiranno. Il centro, oltre a dedicarsi ad attività di ricerca e sviluppo, estenderà il proprio ruolo anche all'istruzione degli studenti di nanoscienze e nanotecnologie.
Si auspica che le tecnologie e le competenze generate dal Centro possano essere applicate e commercializzate a livello industriale da imprese start-up. (Veneto Nanotech)
26.02.2007


Nel suo secondo rapporto - che aveva come oggetto la Turchia e adottato con 522 voti a favore, 15 contrari e 53 astensioni - l'Europarlamento ha condannato i diritti d'onore, la violenza domestica, le unioni forzate. Dati Unicef e educazione scolastica.

I DIRITTI DELLE DONNE SOTTO LA LENTE UE

I_diritti_delle_donneTurchia_e_diritti_delle_donneI diritti delle donne in Turchia sono stati oggetto di analisi da parte dell'Europarlamento, con la conclusione che il profilo legislativo - a seguito delle recenti modifiche al codice penale - è in genere "soddisfacente, ma la sua esecuzione sostanziale rimane carente".
Nel suo secondo rapporto sul ruolo delle donne nella vita sociale, economica e politica in Turchia - adottato con 522 voti a favore, 15 contrari e 53 astensioni - l'Europarlamento ha ricordato che il rispetto dei diritti dell'uomo, compresi i diritti delle donne, è una condizione indispensabile per l'adesione della Turchia alla UE.
Gli europarlamentari condannano i casi di violenza contro le donne, compresi i delitti d'onore, la violenza domestica, le unione forzate e l poligamia e parla della lotta a tali abusi come di priorità. Inoltre il rapporto chiede alla Turchia un impegno nella punizione dei delitti di genere, con adeguata preparazione in materia per funzionari e polizia.
I membri del Parlamento Europeo deplorano fra l'altro il fatto che nelle zone della Turchia sud-orientale le ragazze non siano registrate alla nascita, dato che ciò impedisce la lotta alle unioni forzate e i crimini d'onore poiché le vittime non hanno identità ufficiale.
Il rapporto punta anche il dito sulla mancanza di dati esatti sulla situazione delle donne in Turchia e palude all'iniziativa lanciata all'inizio del 2007 da Ankara di chiedere all'istituto di statistica di fornire "statistiche di genere" per quanto riguarda vita sociale, culturale ed economica. L'Unicef valuta che ogni anno fra 600.000 e 800.000 ragazze turche non siano mandate a scuola dalle famiglie, mentre il tasso di occupazione delle donne nel Paese è molto più basso di quello medio europeo.
Si chiede quindi un impegno di Ankara per le pari opportunità. Infine gli europarlamentari notano come la partecipazione politica dalle donne in Turchia sia troppo bassa, mentre c'è un'esigenza assoluta di modelli femminili nelle posizioni di potere e decisione. (Osservatorio sulla legalità)
26.02.2007


VIOLENZA IN CASA: LEGATA ALLA MIGRAZIONE

L'<Izmir Bar> ha rivelato che il 67% delle denunce ricevute nel 2006 sono state fatte nella città di Smirne da persone venuta da altri distretti. Le altre percentuali vedono il 5% a Konya, il 4% a Aydin e Ankara, il 3% a Kars e Agri. Una dichiarazione di Pinar Tatli. 

Le_violenze_in_famigliaLa_violenza_in_casaThe İzmir Bar revealed that 67 percent of the complaints of domestic violence received by the the legal association in 2006, were made by individuals who have emigrated to İzmir from other cities.
According to the information received from the Center for Human Rights Law and Legal Research of the İzmir Bar, 627 domestic violence victims submitted complaints to the İzmir Bar during the past year. Of these cases, 220 were found to be noteworthy and were investigated, the Anatolian news agency reported. 
The bar announced that 33 percent of the victims were born in İzmir while 67 percent were born in other provinces but have moved to İzmir with their families or when they got married.
Among the domestic violence victims 5 percent come from Konya, 4 percent each from Aydın and Ankara, 3 percent each from Kars and Ağrı, and the rest come from various provinces in Turkey.
It was seen that among the victimized women 64 percent did not work, while 10 percent worked as cleaning women, 6 percent as workers in the textile industry and 5 percent as accountants. It was stated that nutritional engineers, bankers and teachers were among the women subjected to domestic violence.
Some give birth to becoming pregnant: 
According to the İzmir Bar Center for Human Rights Law and Legal Research data, 18 percent of domestic violence victims tried to solve the problem by communicating with the abuser, 16 percent complained to the police or public prosecutor and 15 percent asked for help from friends and family. On the other hand, 5 percent sued for divorce, alimony and criminal action. Two percent tried to avoid violence by becoming pregnant.
While conducting detailed interviews with the victims, the authorized personnel at the center assigned lawyers to them and took measures to protect them according to the Law Pertaining to the Preservation of Family.
'When they cannot find work...':

While evaluating the results of the study, President of the İzmir Bar Women's Commission Pınar Tatlı said people immigrate to bigger cities with the hope of finding work. "When they cannot find work, their trouble escalates and turns into domestic violence. This is why the majority of violence victims are not born in İzmir."
Saying that most men who use violence are primary school graduates, Tatlı added, "Not only immigrants from other cities, but also women who have emigrated from other countries are among the victims of domestic violence. We see that mostly men who have only graduated from primary schools attack women. But this is not to say, "Immigrants in İzmir are uneducated." Domestic violence arises mostly from unemployment."
Stating there are university graduates among both the victims and culprits of violence, Pınar Tatlı added, "It does not suffice that individuals get a university education. We teach people about the causes of violence in our seminars." (Turkish Daily News)
26.02.2007

 

Il direttore dei Servizi Sociali della provincia ha reso noto i dati di una ricerca. I risultati sono sconfortanti. Giovanissimi che non hanno le forze o il tempo per proseguire gli studi e che si fermano alle prime classi elementari. I compensi poi sono irrisori.

DIYARBAKIR "CAPITALE" DEL LAVORO MINORILE

Bambini_a_DiyarbakirIl direttore dei Servizi Sociali della provincia di Diyarbakir in Turchia, Zulfu Toman, ha reso noti i dati di una ricerca recentemente condotta sulla situazione del lavoro minorile nella città a maggioranza curda.
I risultati sono sconfortanti. Oltre 3.000 lavorano per strada, occupandosi di mansioni umili, spesso anche dannose per la salute. Di questi, il 70% passa per strada circa 4 ore al giorno, il resto ci rimane dalle 6 alle 10 ore. Spesso i giovanissimi non hanno le forze o il tempo per proseguire i loro studi che si fermano alle prime classi elementari. "Il nostro impegno principale - ha dichiarato Toman - è quello di impedire almeno l'abbandono scolastico. Stiamo cercando di raggiungere le famiglie di questi ragazzi per convincerli a far continuare loro almeno la scuola dell'obbligo".
I compensi percepiti per il lavoro sono esigui. il 60% guadagna da 1 a 4 Lire turche al giorno (meno di 3 euro), il 32% da 5 a 9 Lire turche al giorno (circa euro). Solo il 7.2% sfonda iltetto delle dieci Lire turche al giorno. (Apcom)
26.02.2007



SCUOLE PRIVATE: ACCORDO APPROVATO

La firma a palazzo Cankaya (Ankara) del presidente della Repubblica turco Ahmet Necdet Sezer. Il testo comunque è stato modificato. Non possono infatti  frequentare questi istituti gli stranieri ma solo gli appartenenti alle minoranze. L'esempio del seminario di Heybeliada.

La_scuola_di_HeybeliadaPresident Ahmet Necdet Sezer has approved a bill broadening opportunities for minority schools, yet the bill -- known as the private schools bill -- doesn't allow foreign students to attend minority schools in Turkey as it was once proposed by the government.
The parliament was able to pass the bill and sent it to Çankaya Palace for Sezer's approval in late September only after removing a key passage that would have allowed foreign students to attend minority schools as the passage encountered strong resistance from the main opposition Republican People's Party (CHP), which argued that allowing foreign students to attend minority schools in Turkey could lead to the reopening of a Greek Orthodox seminary on an island off Istanbul.
Before passing the bill, the parliament felt the need to suspend debates for weeks for further consideration -- apparently under the influence of the opposition's argument that the bill would open the way for the reopening of the Heybeliada seminary, which was closed to new students in 1971.
Since the bill. which was eventually sent to Çankaya lacked the key passage -- which was widely considered as part of non-Muslim rights issue in Turkey -- it's still unclear whether the president, known for his staunch pro-establishment stance, would also object the passage.
Nevertheless, Sezer, in early October, returned the bill anyway, asserting that the provision of education was a responsibility of the state. An article of the bill that said that the education ministry could be able to purchase services from private institutions was considered by the president as contradicting the state's main responsibility. That article was eventually withdrawn from the bill and the bill was once more passed by the parliament earlier this month before being sent to Sezer.
The approved bill defines minority schools as "pre-schools, elementary and secondary schools that have been founded by Greek, Armenian and Jewish minorities; that have been under the assurance of the Lausanne Treaty of 1923," and specifies that they must be attended by "students originating from the Turkish Republic."
During those fierce debates on the bill, the government had submitted a proposal to change its definition of "minority schools." The proposal, approved by votes from the ruling Justice and Development Party (AK Party), defined a minority school as a school established by "citizens of Turkey belonging to non-Muslim minorities" instead of those established by "Greek, Armenian and Jewish minorities."
Nevertheless, the CHP insisted that changes would mean a revision in the definition of minorities provided in the Lausanne Treaty, the founding accord of the Turkish Republic, by extending the definition to include those groups such as Pontus Greeks and Syriacs. The bill's passage, which would have allowed foreign students to attend minority schools, was originally put in the bill at the time upon request by the foreign ministry, which said this would allow children of foreign families residing in Turkey to attend minority schools. (Emine Kart/Zaman)
26.02.2007


 

PROGETTO
UNIVERSITA'
TEDESCA

L'intenzione del "Centro per gli Studi sulla Turchia"  - che ha sede da Essen nell'ovest della Germania - di aprire un ateneo nel Paese della Mezzaluna.

L%27annuncio_da_EssenLa Turchia valuta la creazione della prima Università tedesca del Paese. La fondazione "Centro per gli Studi sulla Turchia" (Zendrum Fuer Tuerkeistudien, ZfT) ha annunciato da Essen, nell'ovest della Germania, dove ha sede, l'intenzione di aprire nel 2008 un ateneo che abbia come materie base economia, scienze politiche e comunicazione.
Detto ateneo turco-tedesco collaborerà con l'Università di Muenster, nel Nord-Reno Westfalia. Una delegazione del Zft e del ministero della Cultura di Duesseldorf, capitale del Land, si recherà per l'occasione nel Paese anatolico. In programma incontri con il presidente della Repubblica turco Ahmet Necdet Sezer ed esponenti del ministero dell'Istruzione. La richiesta di insegnanti bilingue sarà notevole. (
Ap)
26.02.2007

 

Le elezioni si avvicinano ed anche Huseyin Celik vi partecipa assicurando interventi sull'istruzione. Progetti per dieci sedi universitarie in più.

IL MINISTRO 
PROMETTE
NUOVI ATENEI

Il_ministro_Huseyn_CelikLe elezioni si avvicinano ed anche il ministro dell'Istruzione Huseyin Celik partecipa alle promesse da campagna elettorale. Celik ha promesso che prima delle elezioni per il rinnovo del Parlamento che si dovrebbero tenere teoricamente il 4 novembre prossimo, il Governo esaminerà i progetti per l'apertura di 10 nuove sedi universitarie. Non solo. Celik ha anche voluto sbilanciarsi dice ndo che uno dei nuovi atenei sarà dedicato a Targut Ozal, fondatore del partito di centro destra "Anavatan" ed ex presidente della Repubblica turca.
Il ministro ha anche aggiunto che considererà l'ipotesi di dedicare un ateneo al leader storico della sinistra turca Bulent Ecevit, scomparso a novembre. Celik ha sottolineato che il questo momento ci sono 26 province turche che non contano nemmeno una università. (Apcom)
26.02.2007

 

 

Il ritorno alle origini, dalle antiche thermae dei romani ai luoghi di svago e di salute dei turchi ovvero l'apertura nella capitale italiana in via di Sant'Ambrogio al Ghetto di "Acquamadre". Un viaggio nel bagno antico, dal tiepidarium al calidarium, al frigidarium. Vari massaggi.

HAMMAN E RISCOPERTA DELL'ACQUA CALDA

Un_bagno_turco_modernoIn fondo è un ritorno alle origini. Una vera e propria riscoperta dell'acqua calda. Furono i Romani, infatti, a concepire l'acqua come occasione di relax, di purificazione, di socialità inventando le thermae. Poi l'abitudine delle abluzioni qui da noi un po' si è persa, restando confinata alle località termali e perdendo quella valenza di uso quotidiano. E si è diffusa in Turchia, in seguito ai contatti con le terre mediorientali dove i Romani avevano esportato la pratica. E oggi a Istanbul, Ankara e nelle altre città turche l'hammam è quanto di più vicino alle thermae romane, luogo di svago e di igiene in ogni quartiere. Da questa triangolazione storica nasce "Acquamadre", il più grande hammam di Roma, aperto pochi mesi fa in via di Sant'Ambrogio al Ghetto e inaugurato dopo una prima fase di rodaggio con un aperitivo mondano.
In "Acquamadre" ci sono venti secoli di storia e due culture che si incontrano tra vapori e fumi. L'hammam "Acquamadre" è concepito per far sentire i clienti come in un liquido amniotico, in un susseguirsi di ambienti che descrivono un percorso tutto improntato alla distanza fisica e psicologica dai grattacapi della quotidianità. Dopo essersi spogliati nell'apodyterim, si entra nel tepidarium, dove la temperatura è di 36°. Qui, dopo una doccia calda, ci si stende su panche di marmo riscaldate e si viene dapprima detersi da acqua calda e quindi cosparsi di un aromaticissimo sapone all'olio d'oliva. Quindi si ha accesso al calidarium, il bagno turco vero e proprio, dove la temperatura più alta (45°) e soprattutto l'umidità al cento per cento dilata i vasi sanguigni e favorisce la circolazione e la traspirazione, agendo anche come una sorta di aerosol naturale. È consigliabile fare soste brevi in questo ambiente, alternandole con riposi nel calidarium e frequenti bevute di acqua. Il viaggio prosegue con un gommage eseguito da mani esperte, che libera la pelle dalle impurità, e si conclude con l'immersione nel frigidarium, una vasca di acqua a 28° con idromassaggio, e, per chi lo desideri, con massaggi di ogni genere (rilassante, tonificante, linfodrenante, shiatsu e anche quello golosissimo al cioccolato). Infine, prima di tornare ai ritmi del tutto diversi della città, una sosta nella sala relax, dove sarà possibile farsi servire un tè e leggere un giornale. In tutto il "viaggio" dura un paio d'ore, ed è una perfetta coccola per il dopo-lavoro, ad annunciare una serata davvero rilassata.
"Acquamadre" è aperto tutti i giorni (tranne il lunedì) dalle 11 alle 21, il mercoledì, il venerdì e la domenica solo alle donne, il martedì solo agli uomini (solo dalle 14) e il giovedì e il sabato a tutti. Il primo martedì del mese i bambini possono entrare con i papà e il primo mercoledì del mese le bimbe di tutte le età e i maschietti fino a 4 anni possono entrare con le mamme. Il costo di un hammam è di 40 euro, 10 euro costa il kit base femminile e 20 quello maschile (entrambi riutilizzabili), 20 euro il gommage al corpo. I massaggi costano dai 30 ai 60 euro e sono su prenotazione. Su internet www.acquamadre.it. (Andrea Cuomo/il Giornale.it)
26.02.2007

 

 

CRONACA

ERGASTOLO
PER 7
DI AL QAEDA

La sentenza emessa dal Tribunale di Istanbul per il coinvolgimento della cellula negli attentati del 16 e del 20 novembre di quattro anni fa.

 

Gli_attentati_del_2003Sette presunti membri della cellula turca di Al Qaeda sono stati condannati  all'ergastolo da un tribunale di Istanbul per il loro coinvolgimento negli attentati del 16 e del 20 novembre del 2003, nei quali rimasero uccise oltre 60 persone. Dei sette condannati, sei sono di nazionalità turca, mentre uno e' siriano, noto come Luai al-Saqa, con legami con Osama Bin Laden. Negli attentati di tre anni fa a Istanbul, vennero presi di mira due sinagoghe, il consolato e la filiale di una banca britannici. (Adnkronos/Dpa)
26.02.2007

TRASFERITA IN FRANCIA  CANAN KURTYLMAZ

La presunta terrorista, che ha 33 anni ed è di nazionalità turca, è una leader del Pkk, è stata messa a disposizione della magistratura parigina. L'accusa è quella di "associazione per delinquere in relazione ad impresa eversiva e finanziamento dell'eversione".

Canan Kurtyilmaz, la presunta leader del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk, fuorilegge in Turchia) arrestata in Belgio il 5 febbraio scorso, è stata trasferita in Francia e posta sotto inchiesta da un giudice antiterrorismo parigino. Lo si è appreso da fonti vicine al caso.
Kurtyilmaz, 33 anni, è stata  sottoposta a controllo giudiziario dal giudice delle libertà e della detenzione. La procura di Parigi, che aveva chiesto un mandato di custodia cautelare, ha presentato appello contro la scarcerazione.
La donna, di nazionalità turca ma residente in Francia, si trovava in Belgio quando, il 5 febbraio, è stata lanciata una vasta operazione di polizia nell'Ile-de-France (regione parigina).
Secondo le fonti, Kurtyilmaz si è allora rifugiata presso un'associazione curda di Bruxelles, prima di essere fermata dalla polizia belga in virtù di un mandato di arresto europeo.
La polizia belga l'ha consegnata alle autorità francesi venerdì scorso. E' stata portata davanti al tribunale di Parigi.
Il magistrato Thierry Fragnoli, uno dei tre giudici istruttori che si occupano del caso, l'ha posta sotto inchiesta per "associazione per delinquere in relazione a impresa terroristica e finanziamento del terrorismo".
Tredici curdi sono stati fermati il 5 febbraio nell'Ile-de-France e altri due in Bretagna (nordovest) il giorno dopo. Sono stati posti tutti sotto inchiesta per presunte attività terroristiche il 9 febbraio, e per 14 è stata ordinata la detenzione provvisoria.
Secondo i risultati dell'inchiesta, Canan Kurtyilmaz è succeduta a Riza Altun, che fa parte delle persone indagate, alla testa del Pkk europeo. (Swisspolitics.org)
26.02.2007

 

UN SUICIDIO
SOSPETTO:
ARRESTATI

Dilber Ozer,17 anni, nativa dell'Anatolia dell'est, è stata uccisa con la complicità di tutta la famiglia del marito. Il referto della perizia ha incastrato il gruppo.

Prima hanno cercato di far vedere che si era suicidata. Ma la perizia balistica li ha incastrati e adesso sono nei guai. Dilber Özer, 17 anni, di Siirt, nel profondo est del Paese, è morta  uccisa da un colpo di pistola alla tempia. La famiglia del marito ha detto che la giovane si era suicidata.
Ma alcuni particolari non coincidevano. Dilber era mancina, come tutti i membri della sua famiglia. Il colpo invece era stato sparato con la mano destra. La perizia balistica aveva poi evidenziato che la pallottola era partita da una distanza ben superiore a quella della distanza ravvicinata. Gli inquirenti, quindi, hanno creduto che la giovane fosse stata ammazzata dal marito Murat Kýzýlkan e dalla sua famiglia, con i quali era costretta a vivere dopo il matrimonio.
A questo poi si devono aggiungere i risultati dell'autopsia e i commenti della madre della giovane. I medici legali hanno infatti scoperto che Dilber era nata con l'imene lacerato fin dalla nascita e che quindi non era anatomicamente vergine. Un'eventualità che secondo gli specialisti può capitare a ben 1 donna su 4. La madre, poi, ha denunciato alla polizia che dopo il matrimonio, avvenuto 5 mesi fa e con il solo rito islamico, la figlia andava spesso a farle visita, mostrandole i segni delle percosse ricevute dal marito, ma raccomandandosi di non dire nulla al padre e al fratello. Se lo avesse fatto, diceva la giovane, il marito Murat l'avrebbe sicuramente uccisa. (Apcom)
26.02.2007

 

NOTIZIARIO DI AMBASCIATA

Ambasciata_d%27Italia_ad_Ankara

POCHE RIPERCUSSIONI

Il presidente del dipartimento turco di ricerca macro-economica per l'Europa, il Medio Oriente e l'Africa della Banca d'Investimenti <Merrill Lynch>, Mehmet Simsek, ritiene che eventuali prossime turbolenze dei mercati finanziari a livello internazionale non avranno sulla Turchia le stesse ripercussioni riscontrate lo scorso anno, soprattutto alla luce di una stabilità presente sia a livello politico che sul piano economico. Sul piano finanziario, inoltre, l'analista internazionale rileva che al momento i titoli trattati nella Borsa di Istanbul sono sottovalutati di circa il 25% rispetto ai concorrenti di altri Paesi emergenti. Infine, in merito agli investimenti stranieri, viene stimato un afflusso totale di circa $10 miliardi nel solo primo semestre del 2007.

VENDITE PROPRIETA' IMMOBILIARI

Un Comitato formato da rappresentanti turchi dei principali ministeri interessati e di varie associazioni di settore è al lavoro per stabilire i criteri su cui si baseranno d'ora in poi le vendite di proprietà immobiliari a cittadini stranieri. Tra le prime indiscrezioni risulta che sarà stabilito per ciascuna provincia del Paese il numero totale di beni che potranno essere venduti a cittadini non turchi, quota che non dovrebbe eccedere lo 0.05% del totale delle proprietà disponibili nell'area; è previsto inoltre che si prenderanno in considerazione anche criteri quali la posizione strategica della regione ed il suo retaggio storico e culturale. In base ai dati resi disponibili dalla Direzione Generale del catasto, a gennaio 2007 le proprietà vendute a cittadini stranieri ammontano a 180 chilometri quadrati, di cui l'88% (pari a 63.484 unità immobiliari) sono concentrate in 10 province del Paese. Il primo posto spetta alla località mediterranea di Antalya (14.610 unità), seguita da Istanbul (10.696 unità), Mugla, cittadina dell'Egeo (8.251 unità) e Smirne (4.572 unità). Tra gli acquirenti i tedeschi sono quelli che hanno finora dimostrato l'interesse maggiore, possedendo un quarto del totale delle proprietà (15.278 unità), seguiti dai britannici (12.749 unità) e dai greci (12.183 unità, anche se 11.166 di queste appartengono a cittadini greci di origine turca).

L'OBBIETTIVO PRIMARIO

Arzuhan_Dogan_YalcindagRilasciando un'intervista ad un settimanale locale, la nuova presidente della Tusiad turca, Arzuhan Dogan Yalcindag, ha tracciato il ruolo che a suo avviso la Turchia dovrà svolgere nei prossimi anni. L'obiettivo più importante è che il Paese divenga sempre più forte ed autorevole, che si imponga nei campi dell'industria ed in quello tecnologico, che incrementi il reddito pro-capite e che diminuisca il proprio debito. Secondo la Yalcindag,  l'Unione Europea permetterà l'ingresso della Turchia anche se dovessero sorgere problemi in merito alla questione armena o alla tutela delle minoranze, a patto che Ankara riesca a dimostrare affidabilità, e non solo in campo economico. Secondo il presidente della Tusiad, inoltre, uno dei limiti della Turchia odierna consiste nella scarsa partecipazione femminile alla vita politica del Paese (attualmente appena il 4% dei parlamentari è di sesso femminile), L'introduzione delle "quote rosa" in occasione delle prossime elezioni politiche - ha concluso la Yalcindag - rappresenterebbe senza dubbio un notevole passo avanti.

 

TESTO DI LEGGE SULL'IPOTECA

In via di conclusione nel Parlamento turco il dibattito sul nuovo testo di legge sull'ipoteca che, una volta approvata, dovrebbe garantire un afflusso nelle casse dello Stato di circa $3 miliardi in capitali stranieri. In base a quanto affermato da analisti del settore, per il funzionamento efficace del sistema ipotecario nel Paese saranno necessari almeno $80 miliardi entro il 2015, di cui $20 miliardi molto probabilmente di origine estera. Per gli stessi, anche se approvata in tempi brevi, la nuova legge non sarà completamente effettiva prima del 2008.

RISTORANTI ITALIANI

A seguito del crescente interesse verso il consumo di pasta (incremento pro-capite da 4.5 kg a 6 kg negli ultimi due anni), aumenta il numero di ristoranti italiani in franchising nel Paese. Uno di questi, Pastarito, che ha inaugurato il suo primo locale a Smirne nell'ottobre 2006, si sta accingendo ad aprirne altri a Istanbul, Antalya, Mersin e Bursa. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, Pastarito inizierà a rilasciare licenze di franchising alla fine di quest'anno.

TASSO DI DISOCCUPAZIONE

L'Istituto Nazionale di Statistica turco (Tuik) ha reso noto che il tasso di disoccupazione nel Paese a fine novembre si è attestato al 9.6%, con una concentrazione dell'11.7% dei disoccupati nelle aree urbane e del 6.5% in quelle rurali. Nello stesso periodo e con riferimento al 2005, il numero dei disoccupati è sceso di 196.000 unità, raggiungendo quota 2 milioni 415 mila, mentre quello degli impiegati è aumentato di 713.000 unità per un totale di 22 milioni e 641 mila persone. I dati annuali sulla disoccupazione mostrano inoltre che i disoccupati di sesso maschile rappresentano il 70.3%, il 54.4% non è diplomato ed il 78.7%  (pari a circa 1.9 milioni) ha già lavorato in passato. 

IDROCARBURI E TEST DI LEGGE

Il Parlamento turco si appresta a rivedere alcuni articoli del testo di legge riguardante gli idrocarburi, su cui il presidente della Repubblica Ahmet Necdet Sezer ha recentemente posto il veto; parallelamente si è acceso il dibattito tra i rappresentanti del settore ed alcuni esperti in materia. La questione principale sollevata dal presidente della Repubblica è la salvaguardia degli interessi nazionali; secondo Soner Aksoy, a capo della Commissione Parlamentare dell'energia, tuttavia, la salvaguardia degli interessi della nazione, pur se non esplicitamente menzionata nel nuovo testo di legge, rientra già tra i doveri delle istituzioni pubbliche. Di diverso parere uno tra i maggiori esperti di politiche energetiche, Necdet Pamir, secondo cui tra le nuove disposizioni previste dalla legge la quota di partecipazione del Governo, che scenderebbe dall'attuale 12.5% ad un tasso variabile previsto tra il 12% e l'1%, costituirebbe un fattore di forte rischio in alcuni investimenti congiunti di esplorazione in aree geografiche 'sensibili' come la Repubblica di Cipro Nord o nell'area di Kirkuk, situata in territorio iracheno, al confine con la Turchia. L'abbassamento della quota di Governo inoltre, secondo Pamir, avrebbe ripercussioni finanziarie sugli introiti derivanti dalla produzione petrolifera. Inoltre il periodo di validità delle licenze, che in base al nuovo testo sarebbe pari a 30 anni con possibilità di due estensioni decennali, rispetto agli attuali 20 anni con simile proroga ventennale, è secondo l'esperto, eccessivamente elevato.

LE ECONOMIE EMERGENTI

L'Ente di Pianificazione Nazionale turco ha recentemente elaborato un rapporto secondo cui la Turchia sarà tra le prime cinque economie emergenti nel biennio 2007-2008 con una crescita rispettivamente del 6.4%  (9.5% per l'Estonia, 8.9% per la Lettonia, 7,2% per la Slovacchia e 7% per la Lituania) e del 6,3% (8.4% per l'Estonia, 8% per la Lettonia, 6,5% per la Lituania), laddove per l'intera Unione Europea si prevede una crescita media del 2.4% per l'intero biennio. Quanto ai criteri di Maastricht, la Turchia risulta essere ancora lontana dal raggiungimento degli obiettivi in materia di contenimento dell'inflazione, di interessi a lungo termine e di debito complessivo.

PESSIMISMO TRA GLI INDUSTRIALI

Un recente sondaggio condotto dalla Camera dell'Industria di Istanbul (Iso) ha rivelato il crescente pessimismo tra gli industriali sia per quanto riguarda la crescita della produzione del settore, sia in merito alla creazione di nuovi posti di lavoro nel corso del primo semestre del 2007. Secondo i risultati del sondaggio, cui hanno partecipato 433 società, il 14.8% delle industrie nazionali si aspetta un declino del tasso di produttività del settore industriale rispetto alla performance registrata nel 2006. Commentando i risultati Tanil Kucuk, Presidente dell'Iso, ha affermato che l'importazione di beni di consumo intermediari da parte delle industrie manifatturiere provocherà un aumento del tasso di disoccupazione nel Paese; nello stesso momento le industrie nazionali continuerebbero ad effettuare investimenti all'estero contribuendo così a creare nuove opportunità di lavoro in altri Paesi.

 

TASSO DI INTERESSE

Per il settimo mese consecutivo il Comitato per la Politica Monetaria della Banca Centrale Turca ha lasciato invariati il tasso d'interesse per la ricezione dei depositi a breve termine al 17.50% e quello per la cessione dei depositi al 22.50%. 

BORSA DI ISTANBUL BENE

La_Borsa_turcaLa Borsa di Istanbul, nonostante le performance negative registrate nel 2006 anche a seguito delle turbolenze dei mercati finanziari con perdite dell'1.7%, ha iniziato il 2007 recuperando e superando la predetta percentuale fino a conseguire un'aumento dell'11.55% dall'inizio dell'anno, assicurandosi così l'ottavo posto nella lista delle migliori Borse del mondo. Tra le ragioni di tale incremento vi sarebbe il costante interesse degli investitori verso mercati emergenti quali appunto la Turchia, nonché le affermazioni rilasciate dal Ministro delle Finanze Kemal Unakitan, circa un tranquillo svolgimento delle prossime elezioni nel Paese, volte a rassicurare gli investitori stranieri. Sta di fatto che nel solo mese di gennaio le trattazioni hanno raggiunto la quota record mai avuta sin d'ora, pari a ben $2 miliardi. 

 

PRIVATIZZAZIONE <PETKIM>

L'Amministrazione per le Privatizzazioni (Oib) ha annunciato che non appena concluse le procedure di approvazione da parte del Consiglio per la Concorrenza  e di quello per il Mercato di Capitali procederà ad annunciare la privatizzazione in blocco del 51% della società petrolchimica statale <Petkim>. Il presidente di <Petrol-Is>, il sindacato dei lavoratori del settore, Mustafa Oztaskin, nel dichiararsi contrario alla vendita, ha sottolineato che la <Petkim> rappresenta l'unico stabilimento petrolchimico in Turchia, facendo fronte al 30% della domanda interna; in tali condizioni il Governo non dovrebbe liberarsi dello stabilimento bensì averne già costruiti altri due per compensare il gap del 70% nelle forniture. Oztaskin ha quindi annunciato che il suo sindacato monitorerà attentamente il processo di privatizzazione, denunciandone eventuali illegalità rilevate.

   

LA VISITA DELL'AMBASCIATORE
L%27ambasciatore_Carlo_MarsiliL'ambasciatore d'Italia ad Ankara Carlo Marsili si è recato in visita nei giorni scorsi ad Eskisehir, cittè turca di circa 750.000 abitanti situata nell'Anatolia centrale - a circa 200 chilometri da Ankara -  in occasione di un evento celebrativo dell'acquisizione al 99%, da parte dell'italiana <Candy>, di un'importante industria locale nel settore degli elettrodomestici (con particolare riferimento al comparto cottura): la <Susler-Doruk>. L'evento, patrocinato da Aldo e Silvano Fumagalli, rispettivamente Presidente ed Amministratore Delegato di <Candy> - con la partecipazione di tutte le Autorità locali - ha messo in luce l'attività del gruppo, che negli ultimi anni ha effettuato investimenti di rilievo sia in Russia, con l'acquisizione di <Vesta Vyatka> nel settembre 2005, sia in Cina, rilevando la <Jinling> nel luglio 2006. Nelle parole del presidente Aldo Fumagalli, "l'acquisizione permette al gruppo di completare la struttura industriale e l'offerta nel comparto cottura con una gamma di prodotti particolarmente adatti a mercati in fase di forte sviluppo come Russia ed Est Europa: tra questi la Turchia è tra quelli a crescita più elevata". La nuova base produttiva in Turchia, pertanto, si aggiunge ai siti industriali di cui <Candy> dispone in Italia, nel resto d'Europa ed in Cina, diventando lo strumento per lanciare i marchi Hoover e Candy in Turchia, e potrebbe costituire un punto di partenza per ulteriori investimenti del gruppo in questo Paese. Si tratta pertanto di una operazione molto importante, che ci permette di espandere la nostra presenza industriale verso nuove aree del Paese, così come per i recenti investimenti di <Ferroli< a Duzce ed <Imer Group> ad Aksaray. 

 

I PROFITTI FIAT

La <Fiat Auto> ha annunciato di aver ottenuto nel 2006 profitti  per 291 milioni di Euro. Si tratta della prima volta negli ultimi sei anni che la società conclude l'anno registrando un utile. Le attività globali del Gruppo <Fiat> hanno invece avuto utili pari a 1.251 miliardi di Euro.  

IL PROGETTO "MARMARAY"

Il Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan è intervenuto in Georgia alla cerimonia per la firma dell'Accordo del progetto ferroviario Baku-Tblisi-Kars (Btk), che sarà realizzato con una spesa di $420 milioni, di cui $220 messi a disposizione dalla Turchia mentre i restanti saranno erogati in forma di prestito alla Georgia dall'Azerbaijan, con un tasso annuale dell'1% ed una durata di 25 anni. Commentando l'iniziativa nel corso della conferenza stampa, Erdogan ha affermato con particolare enfasi che con tale infrastruttura ferroviaria e con il completamento del progetto "Marmaray," che prevede la costruzione di un tunnel ferroviario sottomarino nel Bosforo, sarà possibile trasportare merci dalla Cina e dal bacino del Mar Caspio fino alla più remota parte dell'Europa. 

 

COSTRUZIONE OLEODOTTO

Bulgaria, Grecia e Russia hanno finalizzato un accordo per la costruzione di un oleodotto che trasporterà petrolio dal porto bulgaro di Burgas sul Mar Nero ad Alexandroupolis nella Grecia nord orientale, evitando così il vulnerabile stretto del Bosforo. Il costo del progetto, in ambito al quale sarà costruito un oleodotto lungo 280 km, è stato stimato in circa $1.3 miliardi. Alla Russia dovrebbe spettare la quota del 51% mentre il restante 49% sarà suddiviso tra la Bulgaria e la Grecia. L'oleodotto dovrebbe divenire operativo entro il 2010 e trasportare inizialmente 700.000 barili al giorno con la prospettiva di raggiungere oltre 1 milione di barili al giorno.

DUE LETTERE DI INTENTI PER F35

F35_Joint_Strike_FightersLa Turchia ha ufficialmente aderito alla fase di sviluppo del velivolo F35 Joint Strike Fighters (Jsf) con la firma di due Lettere di Intenti tra il Sottosegretariato alle Industrie della Difesa e la <Lockeed Martin Aeronautics> e tra le industrie aerospaziali della Turchia, <Tai>, e la <Northrop Grumman ISS>, società responsabile del design e della produzione della parte centrale della fusoliera del velivolo militare. La cerimonia si è svolta il 6 febbraio ad Ankara alla presenza del ministro della Difesa Vecdi Gonul, del Sottosegretario alla Difesa Murad Bayar, dell'Ambasciatore degli Stati Uniti in Turchia R. Wilson e di rappresentanti delle società coinvolte nel programma ventennale di cooperazione strategica tra la Turchia e gli Stati Uniti. L'accordo in questione, del valore di $3 miliardi, preceduto a gennaio dalla firma di un "Memordandum of Understanding" tra il ministro Gonul ed il sottosegretario alla Difesa statunitense, prevede la costruzione da parte della <Tai> di 400 parti centrali di fusoliere con inizio delle consegne a partire dal 2012. Gonul, nel presenziare all'evento, ha voluto sottolineare che la firma dell'accordo in questione rappresenta un prestigioso riconoscimento alle industrie aeronautiche della Turchia impegnate a conseguire rilevanza tecnologica ed economica a livello internazionale. Da parte sua, l'ambasciatore Usa Wilson ha aggiunto che tale iniziativa rappresenta un passo importante nella cooperazione tra la Turchia, gli Stati Uniti e gli altri partner  del programma - Regno Unito, l'Italia, l'Olanda, il Canada, l'Australia, la Danimarca e la Norvegia - che vedranno rinnovare le rispettive flotte tra il 2012 ed il 2027 con l'inclusione del caccia di ultima generazione F-35, di cui almeno 100 spetteranno alla Turchia.

AUMENTO DELLA COMPETITIVITA' GLOBALE

L'"American Business Forum in Turkey" (Abft), la Camera di Commercio statunitense nel Paese, ha annunciato che tra le priorità dell'Associazione nel 2007 vi saranno quelle di aumentare la competitività globale della Turchia e di incrementare le relazioni commerciali tra i due Paesi, pur rilevando che queste ultime già nel corso degli ultimi cinque anni hanno registrato un notevole incremento. Tra le principali attività che l'Associazione svolgerà nel corso dell'anno, oltre alle predette, vi sono inoltre quelle di migliorare la cooperazione tra le associazioni commerciali dei due paesi e quelle internazionali, fornire assistenza in specifici settori industriali e garantire un continuo ed ampio sostegno all'intensificazione ed all'accelerazione del processo di armonizzazione agli standard europei.

IL VETO DEL PRESIDENTE SEZER

Il presidente della Repubblica turco Ahmet Necdet Sezer Sezer ha posto il veto su alcuni articoli della nuova legge riguardante gli idrocarburi che a suo avviso non sono compatibili con gli  interessi nazionali. Secondo il Presidente della Turchia, il testo non  specifica le percentuali di petrolio e gas naturale che saranno destinate al consumo interno e quelle invece destinate all'esportazione. Nel testo proposto vengono altresì rimosse alcune restrizioni poste in essere per gli investitori esteri che partecipano a produzioni di interesse strategico e che costituiscono un rischio per la sicurezza  nazionale. Sezer ritiene infine necessario che una parte della produzione venga  immagazzinata per far fronte ai bisogni del Paese in caso di crisi energetiche  internazionali.  

 

TERZA TRA LE SOCIETA' DI APPALTO

Nel 2006 la classifica delle più grandi società di appalto vede la Turchia al terzo posto, dopo gli Stati Uniti e la Cina, con 20 società (14 nel 2005). La <Engineering News Record> ha stimato che le società turche hanno completato finora 3.600 progetti  per un valore complessivo di $85 miliardi, di cui 324 progetti per un valore complessivo di $12.7 miliardi sono stati aggiudicati nel solo 2006.  

PIU' FLESSIBILITA' NEL MERCATO DEL LAVORO

Gli industriali turchi chiedono più flessibilità nel mercato del lavoro e  un'adeguata riforma della legge sulla sicurezza sociale e del regime fiscale. Lo ha affermato Umil Izmen, vice-Segretario Generale della <Tusiad>, la locale Associazione degli Industriali e uomini d'affari, secondo cui la Turchia ha l'obbligo di mantenere un alto tasso di crescita economica ed assicurare contestualmente la creazione di nuovi posti di lavoro per far fronte alla crescente domanda ed alle aspettative della sua giovane popolazione. Secondo Izmen, il debito pubblico ancora molto elevato, gli onerosi tassi d'interesse (17.50% per la ricezione dei depositi a breve termine e 22.50% per la cessione dei depositi) ed il preoccupante deficit delle partite correnti limitano il Governo nelle spese destinate agli investimenti a scapito soprattutto delle fasce di popolazione che si affacciano giornalmente sul mercato del lavoro.


LINEA DI CREDITO

Il ministero dell'Agricoltura turco ha annunciato che l'Unione Europea, in ambito
al programma "Ipard", lo strumento di Assistenza Pre-Adesione nel settore dello Sviluppo Rurale, ha disposto la concessione di una linea di credito pari a 300 milioni di Euro che saranno erogati nel triennio 2007-2010.
  
 

CONTENIMENTO DEFICIT DI BILANCIO

In occasione di una conferenza stampa il Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan ha evidenziato i successi ottenuti nel periodo di amministrazione del suo Governo, citando principalmente il contenimento del deficit di bilancio (2,9 miliardi di  dollari) come il più basso degli ultimi 30 anni e il surplus primario nel 2006 pari a $31.3 miliardi. La differenza tra il previsto deficit di $10 miliardi ed il risultato conseguito di $ 2.9 miliardi, ha proseguito il Primo Ministro, non dovrà comunque far diminuire il livello di attenzione del Governo, ribadendo inoltre che proprio l'attenta politica fiscale adottata ha consentito di raggiungere tali eccellenti risultati passando da un rapporto deficit/Pil del 14.6% nel 2002 allo 0.7% del 2006, il più basso dal 1976. Nel corso della conferenza Erdogan, che era accompagnato dal ministro per l'Economia Ali Babacan e da quello delle Finanze Kemal Unakitan, ha anche voluto porre in evidenza gli ottimi risultati ottenuti nel campo delle infrastrutture con oltre 7.000 km di autostrade completati e della distribuzione dell'acqua potabile  presente ora in altri 11.000 centri abitati. L'obiettivo più ambizioso sarà però quello di raggiungere un Pil pro capite di $10.000 entro il 2013 (contro gli attuali $ 5.000) ed accrescere ancor più e sin dall'anno in corso il volume degli investimenti esteri nel Paese.

 

CRESCIUTA L'INFLAZIONE

L'inflazione nel mese di gennaio in Turchia è cresciuta dell'1%, facendo salire al 9.93% il tasso annuale di aumento dei prezzi al consumo; l'incremento maggiore è stato registrato su base mensile per gli alimentari e gli alcolici, mentre quello più alto su base annua per alimentari e bevande non-alcoliche. 
Quanto ai prezzi alla produzione, questi sono diminuiti dello 0.55% rispetto al mese precedente, per un tasso annuale del 9.37%. In questo caso l'aumento mensile più significativo si è avuto nella produzione di gas naturale e prodotti petroliferi mentre su base annua l'industria metallica di base è cresciuta del 29.17%, seguita dalla produzione di gas naturale e prodotti petroliferi (27.22%).  

PRODUZIONE INDUSTRIALE +

La produzione industriale nel corso del 2006 è aumentata del 6%; in particolare il settore minerario ha registrato un aumento del 4.3% rispetto al 2005, quello manifatturiero del 5,8% e quello delle utenze (elettricità, gas ed acqua) dell'8.8%.  
 

INVESTIMENTI ESTERI DIRETTI

Secondo i dati ufficiali forniti dal ministero del Tesoro turco, nei primi 11 mesi del 2006 gli  investimenti esteri diretti in Turchia sono ammontati ad un totale di $18.1 miliardi, 83.3% dei quali provenienti da Paesi dell'Unione Europea, rispetto al 46.1% del 2005. A novembre 2006 sono state costituite 3.087 compagnie multinazionali, di cui 2.496 totalmente possedute da investitori esteri e 591 a partecipazione straniera. Ai Paesi dell'Unione Europea che partecipano in 1.928 delle 3.087 società multinazionali predette, seguono quelli del vicino e Medio Oriente con partecipazioni in 403 società ed altri Paesi extra UE con 355 società. Sono inoltre ammontate ad un totale di  14.782 le società costituite con partner stranieri, di cui 8.084 appartenenti a Paesi dell'UE; tra questi la Germania risulta essere la prima in classifica, con 2.588 società, seguita dal Regno Unito con 1.390 e dall'Olanda con 1.175. Quanto alla distribuzione geografica nel Paese delle 14.782 società, la provincia di Istanbul ha la meglio con un totale di 8.210 sedi, seguita da Antalya (1.736), da Ankara (1.029) e da Smirne (907).  

PRIVATIZZAZIONI

Nel 2007 Il programma di privatizzazioni in Turchia sarà probabilmente limitato alle sole vendite del 25% della <Halkbank> ed a quella della proprietà delle Autostrade, <Zincirlikuyu>. Oltre alla recente sospensione della privatizzazione delle reti di distribuzione dell'energia elettrica, saranno inoltre rimandate a seguito delle elezioni politiche di novembre, quelle della <Tekel Cigarette>, della <Turkish Airlines> e delle Lotterie di Stato <Milly Piyango>, in programmazione ormai da quattro anni e mai effettuate.  
 

OFFERTA PUBBLICA
La_sede_dell%27HalkbankIl Governo ha ufficialmente annunciato il lancio dell'offerta pubblica per la privatizzazione del 25% della <Halkbank> confermando così il suo intento a  proseguire la politica di dismissione dei beni dello Stato. Si rileva tuttavia che non sarà rispettato il termine stabilito con il Fondo Monetario Internazionale di concludere l'intero processo di vendita entro maggio 2007.
I partecipanti alla gara in  questione dovranno appartenere al settore bancario e possedere asset per  almeno $24 miliardi; tra questi al momento figurano le turche Garanti ed  Akbank oltre alle straniere <Hsbc>, <Fortisbank>, <Banco Bilbao>, <Vizcaya  Argentaria>, <Banque Populari> e National Bank of Kuwait>. 
 
BANDO DI CONCORSO
L'<Eni Corporate University>, come per gli anni passati, ha bandito un concorso per l'ammissione al Master in Management ed Economia dell'Energia e dell'Ambiente (Medea) della scuola Enrico Mattei. Informazioni sui corsi e sulle modalità di partecipazione potranno essere reperiti al sito www.enicorporateuniversity.it/scuolamattei attraverso il quale e' inoltre possibile compilare le domande di ammissione entro il 31 marzo 2007. 


INDICATORI MACROECONOMICI

 - Crescita del Pnl nel 2005: 7.7%; gennaio - aprile 2006: 6.3%
 - Inflazione  annua (prezzi al consumo): 7,72% (2005); 9.86% (2006)
 - Interscambio con l'Italia nel 2006: $15.3 miliardi (+16.8 rispetto al 2005), con esportazioni verso l'Italia pari a  $6.7 miliardi (+20% rispetto al 2005) ed importazioni dall'Italia pari a $8.6 miliardi (+13.3% rispetto al 2005). (Ice Istanbul su dati dell'Istituto Turco di Statistica- Tuik).

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A cura di: Simona De Martino - Capo dell'Ufficio economico e commerciale dell'Ambasciata d'Italia in Turchia
                Gianmarco Machia - Vice capo dell'Ufficio economico e commerciale
                Roberto Luongo - Direttore dell'Ufficio Ice di istanbul
Redazione: Tiziana Staffolani - Collaboratore economico e finanziario

26.02.2007


ECONOMIA

LE ELEZIONI SPAVENTANO L'ECONOMIA

Un'analisi del quotidiano "Turkish Daily News> sembra confermare questi timori. Anche la Camera di Commercio di Istanbul preoccupata. Un ulteriore grido di allarme viene poi dalla Tusiad, la Confindustria turca. Banchieri ed istituzioni spaventati ma forse c'è molta esagerazione.

L%27analisi_del_Turkish_Daily_NewsLe elezioni preoccupano il mondo economico. Eccome. Nei mesi scorsi fra le realtà economiche più importanti del Paese mettevano in guardia sull'eventualità che il doppio turno elettorale potesse avere effetti negativi sulla crescita del Paese. Oggi un'analisi del quotidiano in lingua inglese <Turkish Daily News> sembra confermare ulteriormente questi timori, ormai diffusi. Huseiyn Ozkaya, manager di <Usbc> in Turchia e direttore del corporate banking ha detto: "Sono tutti molto preoccupati per questa situazione di incertezza, la gente sta diventando prudente, cerca di non fare nuovi investimenti e si limita allo stretto necessario: così si rischia di fermare il ciclo produttivo".
Un rallentamento che secondo Ozkaya potrebbe durare fino all'inizio del 2008. Pessimista anche la camera di Commercio di Istanbul  che, per quanto riguarda gli investimenti, ha parlato di "previsioni inferiori al previsto" e definendo la crescita economica turca nel 2006 "mediocre" se si considera che il Paese della Mezzaluna è una delle economie emergenti a cui mercati e investitori stranieri guardano con maggior favore. La Camera di Commercio della megalopoli sul Bosforo ha infatti reso noto che nel terzo quadrimestre dell'anno passato l'economia turca è cresciuta appena del 3%. Pochino, se lo si rapporta al dato russo ed indiano che nello stesso periodo ha fatto segnare rispettivamente il 9.2% e il 4.7%:
Un grido di allarme arriva dalla Tusiad, la Confindustria turca. Unmit Izmen, membro della presidenza dell'istituzione, ha dichiarato che nel 2007, fino alle elezioni, "possiamo solo aspettarci una sospensione di tutte le decisioni riguardanti la produzione e gli investimenti". Con un conseguente problema anche in termini di creazione di posti di lavoro, ha aggiunto.
Le motivazioni di questa incertezza sono sempre le stesse. Tutti ricordano fin troppo bene la caduta dei mercati turchi dalla metà di aprile a giugno dello scorso anno, con la Lira turca che in pochi giorni aveva perso il 25% del suo valore e la decisione della Banca Centrale di alzare, dopo ben 5 anni, i tassi di interesse. una misura necessaria, seguita da polemiche politiche sull'elezione del nuovo governatore proprio della Merkez Bankasi che hanno vista andare in scena l'ennesimo scontro tra il premier Recep Taiiyp Erdogan ed il presidente della Repubblica Ahmet Necdet Sezer. Settimane da lacrime e sangue per il mondo economico turco che dovevano servire e insegnare come i mercati della Mezzaluna, più di altri, risentano del caos politico.
Adesso, a quasi un anno di distanza, la storia si ripete. Da una parte banchieri e istituzioni sono spaventati all'idea di quello che potrà succedere ad aprile, quando il Parlamento sarà chiamato ad eleggere un nuovo Capo dello Stato e quando soprattutto potrebbero riemergere nuove tensioni tra islamici più o meno moderati e sostenitori della laicità dello Stato. Sonni poco tranquilli anche per il voto politico di novembre. L'ipotesi che il Paese non sia piùguidato da un partito unico come l'Akp ma da una coalizione apre nuovi interrogativi sulla stabilità dell'esecutivo e quella dei mercati. (Apcom)

26.02.2007

Nel corso di un convegno ad Istanbul, il presidente della Tobb-Unione turca delle Camere di Commercio, Rifat Hisarciklioglu, ha evidenziato ancora una volta gli eccellenti risultati (circa 20 miliardi di dollari nel 2006) aggiungendo però che non sono sufficienti.

INVESTIMENTI ESTERI IN CRESCITA

TobbIn occasione del Convegno organizzato a Istanbul dalla Associazione degli Investitori esteri Yased, l'autorevole presidente della Tobb-Unione turca delle Camere di Commercio, Rifat Hisarciklioglu, ha evidenziato ancora una volta gli eccellenti risultati ottenuti dall'economia turca negli ultimi anni sul fronte della raggiunta stabilità macro - economica e dell'attrazione degli investimenti dall'estero - circa 20 miliardi di dollari nel 2006 - e ha però stigmatizzato il fatto che il Paese ha bisogno di un flusso di investimenti dall'estero ancor maggiore, e soprattutto prolungato nel tempo, per compiere un vero salto di qualità. "La Turchia deve disporre di un efficiente sistema giudiziario per rassicurare gli investitori esteri e soprattutto dotarsi di una politica industriale che privilegi l'innovazione e i settori a maggior redditività prospettica", ha dichiarato, evidenziando che alcuni settori -come per esempio quelli connessi alla produzione di energia idroelettrica, solare, nucleare ed eolica- rappresentano delle concrete opportunità per gli imprenditori esteri interessati al mercato turco. Altri interventi nel corso del convegno hanno posto in risalto i fondamentali investimenti che saranno necessari in alcuni settori come i la protezione ambientale - si valutano in 35/40 miliardi di euro gli investimenti necessari per mettere a norma la Turchia - e le privatizzazioni delle aziende municipalizzate per acqua, elettricità, gas, trasporti urbani, raccolta e gestione dei rifiuti. (Ice Istanbul)26.02.2007

 

La delegazione del Fondo Monetario - che potrebbe approdare in Turchia nei primi giorni del prossimo mese - deve ancora compiere 4 degli otto esami sullo stato di salute dell'economia del Paese dopo il mega prestito da dieci milioni di dollari concesso negli anni passati.

BABACAN ANNUNCIA UNA VISITA DEL FMI

Il_ministro_Ali_babacanLa delegazione del Fondo Monetario Internazionale potrebbe approdare in Turchia il mese prossimo. A dirlo è stato lo stesso ministro dell'Economia Ali Babacan, precisando che le date devono ancora essere confermate.
Il Fmi deve ancora compiere 4 degli otto esami sullo stato di salute dell'economia turca in seguito al mega prestito da 10 miliardi di dollari operato in favore del Paese della Mezzaluna. Quella di marzo, in particolare, sarà la quinta ispezione. "Procederemo al quinto esame e poi fisseremo il calendario per sesto, il settimo e l'ottavo", ha detto Babacan ai giornalisti, aggiungendo che la Turchia si sta avviando a conquistare sempre più credibilità dal punto di vista internazionale. (
Apcom)
26.02.2007

 

IL PARADISO
DEGLI INGLESI:
LA TURCHIA

Sono oltre 13 mila i figli di Albione che hanno acquistato una seconda casa nel Paese della Mezzaluna. Prescelta la costa egea per clima, spiagge e costo vita.

Didim,_il_paradiso_degli_inglesiLa Turchia è diventata il "paradiso degli inglesi": sono oltre 13mila quelli che hanno acquistato una seconda casa nel Paese della Mezzaluna. Ad attrarre maggiormente sono le località della costa egea, dove il clima mite, le spiagge e un costo della vita ben lontano dagli standard di oltre Manica fungono da vera e propria calamita. La domanda continua a crescere, al momento ci sarebbero circa 600mila richieste in coda, così come i permessi di edificazione. Il valore dei terreni continua a salire e le case messe attualmente in vendita costano il 25% rispetto a due anni fa, nelle località di villeggiatura più rinomate anche del 40 per cento. Ma ci sono ancora alcune aree, come quella di Didim, dove, secondo gli esperti, si possono fare buoni affari sia per l'acquisto di terreno sia per quello di una proprietà immobiliare. A Bodrum sono invece in arrivo due campi da golf. (Il Sole24Ore.com)
26.02.2007


TUTTI AMANO I MERCATI TURCHI AD ECCEZIONE

.........ad eccezione dei turchi. Come ha spiegato l'analista della <Citigroup>, Ilker Domaç, questo può dipendere dal fatto che gli stranieri confrontano la realtà anatolica con quella degli altri Paesi e ne traggono le dovute conseguenze. Investitori  condizionati dalle elezioni.

CitigroupMercati_Turchi_DollariCitigroup analyst İlker Domaç this week titled his Turkey outlook report "Sailing global tailwinds under the shadow of political clouds."
The tailwinds phrase refers to increasing global appetite for emerging market risk, and every reader in Turkey must already know that the clouds refer to elections -- first the presidential one in April/May and whether Prime Minister Recep Erdogan will seek the presidency; secondly, the general elections in November and whether they will lead to a continuation of single-party rule. The strong global appetite for Turkish assets makes itself most evident in the growth in Turkish bonds held by foreigners -- YTL 41 billion ($29.3 billion) as of the end of January. 
The strong global appetite for Turkish assets makes itself most evident in the growth in Turkish bonds held by foreigners -- YTL 41 billion ($29.3 billion) as of the end of January. This represents an increase of approximately 86 percent in comparison to June 2006.
Turkish T-bills offer the highest interest rate across the emerging markets, backed by broadly positive macro fundamentals. These are clearly the reasons behind this growth, according to Deutsche Bank economist Tevfik Aksoy.
He pointed out the contrast between the foreign appetite and local retail investors, who continued to decrease their exposure to bonds, with holdings declining to YTL 22 billion from YTL 27 billion at the end of June. Similarly, local mutual funds have been selling bonds as well, with total exposure limited to YTL 9.4 billion, which was as high as YTL 16 billion six months ago, reported Aksoy.
So what do these differing perspectives mean? Do they represent some sort of maturity mismatch in sentiment?
Morgan Stanley economist Serhan Çevik has been saying for months now that Turkey's newfound macroeconomic stability has made the economy much more resilient to external shocks, but local investors don't seem to believe it.
Citigroup's Domaç noted in his report that the high cost of borrowing here and the political uncertainty, coupled with the ongoing economic slowdown, have rendered locals pessimistic, while foreign investors, who benchmark Turkey against comparable countries, are more optimistic.
Ankara did not help foreign or local investor confidence in January by backpedaling on several privatization projects: the government in quick succession decided to delay selling off the electricity distribution regions, re-jigged the block sale of Halkbank to a 25 percent initial public offering and delayed the sale of Tekel's tobacco business. It seemed as if all the political uncertainty was based on reality, and that T.S. Eliot's thoughts would apply to Turkey: "An election is coming. Universal peace is declared and the foxes have a sincere interest in prolonging the lives of the poultry."
Then the Justice and Development Party (AK Party) surprised again by moving to reassure investors of its determination on privatization, announcing that petrochemicals firm Petkim would be sold off by year-end, and that some ports and harbors would even be privatized before elections. A skeptic might say this is a way to resolve the Cyprus issue, for a private company could open its port to Greek Cypriot vessels, thus taking the burden off the government. In another sign of foreign interest in the Turkish market, Boyner Holding signed an agreement to sell 30 percent of its listed retail chain Boyner Magazacilik and 50 percent of its Beymen stores to Citigroup Venture Capital for a total of $193 million.
Did Boyner need the money, simply thinking it's a good time to cash in on their long development story, or were they prompted by fear of political and economic uncertainty? Even Deutsche Bank's Aksoy acknowledges that the "presence of a crowded trade and heavy positioning in the market raises the vulnerability to an abrupt change in global risk perception."
So who's right and who's wrong? Do the Turks know something special, or have they been over-primed for crisis during generations of fiscal mismanagement? Scientists say that we hold on to many behaviors, such as the ability to grasp tight to our mother's fur, or to dash higher up a tree than a tiger can, long after they have lost their survival value. So maybe the Turkish investors are merely gun-shy.
I don't know the answer, but if it's any hope to our readers, it is possible to find the solution to a long-standing conundrum, even a political one, and sometimes from the most unexpected source.
As an example, this clear statement of Bush's policy on Iraq recently came to me from the 19th century writer Mark Twain: "If you build a fire for a man, you keep him warm for a day, but if you set a man on fire you keep him warm for the rest of his life." (Michael Kuser/Zaman)
26.02.2007


GRAN BAZAR:
IN RIVOLTA
I VENDITORI

L'allarme dei commercianti: non si vende più. "prima o poi - affermano - trasformeremo questo luogo in un museo con il biglietto di ingresso". Mancano i turisti.

Gran_BazarI commercianti del Gran Bazar di Istanbul lanciano l'allarme: se i turisti stranieri non riprendono a comprare come una volta, il mercato coperto per antonomasia rischia di trasformarsi in un museo.
Molti credono che il loro errore sia stato quello di puntare più sulla clientela straniera che su quella locale, che pure esiste ed è ancora attiva soprattutto per quanto riguarda settori come l'oreficeria. e adesso si ritrovano con migliaia di persone che ogni giorno entrano fra le secolari mura del Gran Bazar ma non comprano nulla.
"Se continua così - dicono i negozianti - ci trasformiamo in un museo, facciamo pagare il biglietto di ingresso e non se ne parla più".
Le categorie commerciali più colpite dal fenomeno sono i gioiellieri, seguiti a ruota dai venditori di tappeti e dai venditori di pelli che però espongono anche merce dai prezzi proibitivi. (Apcom)
26.02.2007

 

 

PROGETTO
<RESIST> CON WORKSHOP

Si terrà ad Istanbul nei giorni 7 e 8 marzo. Obiettivo, comprendere i processi che contribuiscono ad accrescere i ad attenuare le disuguaglianze.

Progetto_ResISTIl 7 e 8 marzo a Istanbul (Turchia) si terrà un workshop organizzato dal progetto "ResIST" (Researching Inequalities through Science and Technology).
Obiettivo del progetto è comprendere i processi attraverso cui la scienza e la tecnologia (S&T) contribuiscono ad accrescere o ad attenuare le disuguaglianze.
Nel corso dell'iniziativa, i partner del progetto auspicano di riunire le principali parti interessate in Europa nel settore dell'elaborazione delle politiche in materia di scienza e tecnologia. (Cordis Notiziario)
26.02.2007


ACCORDO RAGGIUNTO CON GLI STATES
 PER ZONA DI PRODUZIONE CONGIUNTA

La sigla ad Istanbul tra il vice sottogretario per gli Affari Economici del dipartimento di Stato americano, Dan Sullivan, ed il presidente della <Tobb>, Rifat Hisarciklioglu. Un progetto denominato "Common Production Area". Quali sono gli oggetti che interessano il mercato Usa.

Dan_SullivanGioielleria_turcaIn occasione di una visita ufficiale in Turchia, il vice Sottosegretario per gli Affari Economici al Dipartimento di Stato Usa Dan Sullivan si è accordato con il presidente della <Tobb>, Rifat Hisarciklioglu, per un nuovo progetto di collaborazione economica denominato "Common Production Area". Tale progetto prevede che in una area geografica della Turchia - ancora non definita, anche se qualcuno ritiene che possa essere l'Anatolia - sarà costituita una zona di produzione dove -anche su input statunitense - si produrranno articoli e materiali che saranno venduti sul mercato americano in esenzione doganale e senza limiti di quota. I prodotti che gli analisti locali ritengono potrebbero maggiormente interessare gli operatori americani sono: la gioielleria (gli Usa importano già ora in esenzione doganale dalla Turchia oltre un miliardo di dollari di oreficeria e gioielleria), l'abbigliamento e i mobili, anche se alcuni ritengono invece candidabili anche i prodotti elettronici. Attualmente l'interscambio turco-statunitense sfiora gli 11 miliardi di dollari, con un saldo attivo per gli Usa di circa 900 milioni (nel 2006 gli Usa sono risultati il sesto paese fornitore). L'accordo - una volta definito fra i tecnici statunitensi e turchi - sarà sottoposto all'approvazione del Congresso Usa e del Parlamento di Ankara. (Denaro.it)
26.02.2007


Il problema riguarda le forniture di generatori, per un importo di 115 milioni di Franchi svizzeri, alla centrale idroelettrica di Yusufeli in Turchia. Il Consiglio federale elvetico ha dato il suo accordo di principio dopo essersi assicurato che le condizioni  siano soddisfatte.

ASSICURAZIONE SUI RISCHI ESPORTAZIONI

YusufeliIl 14 febbraio 2007, il Consiglio federale elvetico ha preso un impegno di massima di accordare ad <Alstom Svizzera> l'assicurazione contro i rischi delle esportazioni per forniture di generatori per un importo di 115 milioni di franchi. Questi generatori sono necessari per la costruzione della centrale idroelettrica di Yusufeli, in Turchia. Tale impegno è vincolato a condizioni concernenti le misure complementari in materia di ambiente e di insediamenti. Il Consiglio federale deciderà in merito alla concessione dell'assicurazione definitiva quando queste misure saranno state soddisfatte.
Il Consiglio federale ha dato il suo accordo di principio dopo essersi assicurato che le condizioni ambientali sono pienamente soddisfatte, come previsto dagli usi internazionali vigenti. Per quanto attiene alle direttive obbligatoriamente applicabili della Banca mondiale, le misure in questione hanno già soddisfatto in buona parte i criteri previsti. Queste ultime sono integrate da altre misure accompagnatorie che devono essere adempiute dall'esportatore prima che venga accordata l'assicurazione definitiva. Si applicano in tal modo le convenzioni dell'Ocse riguardanti l'ambiente e i crediti all'esportazione, che si basano sulle direttive della Banca mondiale. L'assicurazione svizzera contro i rischi delle esportazioni <Asre> ha coordinato strettamente i suoi lavori preliminari con gli assicuratori statali francesi di credito all'esportazione, che hanno pure partecipato al progetto.Il Consiglio federale, nella sua decisione, ha tenuto conto anche degli effetti positivi del progetto e delle forniture sulla piazza economica svizzera e sull'approvvigionamento elettrico della Turchia. Per far fronte al rapido aumento della domanda di elettricità, la Turchia sta costruendo a pieno ritmo nuove centrali idroelettriche. (www.news.admin)
26.02.2007


 

MAR NERO:
TROVATO
ALTRO GAS

Il ritrovamento è avvenuto a sud di Akcakoca al largo delle coste turche. Il giacimento, di cui si ignorano le proposrsioni, si trova vicino ad un altro scperto recentemente.

Trovato altro gas naturale nel Mar Nero. A dare la notizia è stato la <Static Energy Corporation> e soprattutto la <Tpao> (Compagnia nazionale petrolifera turca).
Il ritrovamento è avvenuto a sud di Akcakoca, al largo delle coste turche. Il giacimento, di cui si ignorano ancora le proporzioni, si trova vicino ad un altro scoperto poche settimane prima, sempre al largo della stessa località e più a nord rispetto a quelli di Ayazli, Dogu Ayazli e Akaya.
il presidente della <Static>, Kevin Watts, ha dichiarato: "Siamo molto felici dei risultati conseguiti fino a questo momento, speriamo di poter passare al più presto alla seconda fase del piano e di poter dire successivamente quanto gas naturale si trovi nel mar Nero". (Apcom)
26.02.2007

 

 

BRUXELLES PREPARA LE CONTROMOSSE

L'Unione Europa sta tentando di opporsi al tentativo della Russia di attizzare conflitti nel Caucaso meridionale e riprendere il monopolio del trasporto di petrolio e gas del Caspio verso l'Europa. Un avvertimento che viene dal team di Javier Solana. Una bozza di documento.

Javier_SolanaL'UE studia contromosse da opporre a un possibile tentativo della Russia di attizzare conflitti nel Caucaso meridionale e riprendere il monopolio del trasporto di petrolio e gas del Caspio verso l'Europa. L'esplosione di conflitti, sia pure locali e a bassa intensità, in regioni della Georgia e dell'Azerbaigian potrebbe bloccare il grande oleodotto Btc e il gasdotto costruiti tra Baku e la Turchia, aggirando la rete delle condotte russe. Rete che la Russia eredita dall'Urss e che assicura fino a tempi recenti a Mosca il controllo totale del flusso degli idrocarburi dai ricchi giacimenti dell'area del Caspio. L'avvertimento viene dal team di Javier Solana, l'alto rappresentante per la politica Estera e di Sicurezza dell'UE: in termini che vengono descritti come molto circostanziati, si legge in una bozza di documento interno che gli esperti del Consiglio dei ministri dell'UE preparano per una prossima riunione dei ministri degli Esteri dei Ventisette. Toccherà a Solana, soprattutto al Governo di Berlino in quanto presidente di turno dell'UE, prospettare ai partner dell'Unione le iniziative da sviluppare lungo un percorso che, lo si ammette senza difficoltà negli uffici di Bruxelles, richiederà comunque attenti dosaggi per sostenere insieme con gli Stati Uniti la marcia di avvicinamento di Tblisi e Baku verso i Paesi occidentali e, al tempo stesso, evitare contraccolpi da parte della Russia.
Campanelli d'allarme non mancano nell'ultimo anno (l'uso che il Cremlino fa degli idrocarburi come clava di politica estera, le interruzioni dei flussi attraverso la Bielorussia quest'anno e l'Ucraina un anno prima), ma le preoccupazioni di Bruxelles aumentano di colpo il 10 febbraio scorso, data del discorso di Monaco di Baviera in cui il presidente, Vladimir Putin, rivendica bruscamente un trattamento da grande potenza, minacciando tra l'altro di denunciare il trattato degli anni '80 per l'eliminazione degli euromissili. L'attacco di Putin è rivolto agli Stati Uniti, ma l'avvertimento vale per tutti e più che mai per chi dipende dal petrolio e gas russi. Nella regione tra il Caspio e il Mar Nero abbondano conflitti ormai di vecchia data, per ora congelati ma, che potrebbero essere riattivati dalla Russia senza difficoltà e salvando in qualche misura le apparenze: pronti a riesplodere sono in Georgia i conflitti nelle regioni secessioniste dell'Abkhazia e dell'Ossezia del Sud, sostenute da Mosca e in Azerbaigian nel Nagorno-Karabach occupato dalle forze armene. L'oleodotto a grande capacità Baku-Tbilisi-Ceyhan corre lungo 1.800 chilometri dalla costa azera sul Mar Caspio fino al terminal turco di Ceyhan, sul Mediterraneo. Passa di poco a Nord del Nagorno-Karabach prima di attraversare la Georgia, a Sud della provincia dell'Ossezia meridionale. Lungo un tracciato in gran parte analogo, ma ancora più vicino al Nagorno-Karabach, si snoda il gasdotto suo gemello, da Baku fino a Erzerum, in Turchia.
Un'occhiata alla carta geografica dà conto della vulnerabilità, in caso di conflitti, delle due condotte che sono costruite da consorzi occidentali e sono viste da Mosca come un affronto al ruolo che il Cremlino si sforza di recuperare nello spazio ex-sovietico. Affronto tanto meno tollerato, in quanto il Btc e il gasdotto hanno vocazione a collegarsi con l'altra sponda del Caspio, per pompare gli idrocarburi dei grandi giacimenti di due ex-repubbliche sovietiche, il Kazakistan e il Turkmenistan. Tra la Georgia che conta sulla protezione degli Stati Uniti e aspira a entrare nella Nato agganciandosi al tempo stesso all'UE e l'Azerbaigian che tende ad affrancarsi dai legami ex-sovietici, si stabilisce in questi mesi un'intesa assai mal vista dalla Russia: un altro tassello del nuovo Grande Gioco che si sviluppa tra Mosca e Washington per il controllo strategico-petrolifero dal Caspio all'Asia centrale e che ricorda il Great Game accanitamente giocato in quelle regioni per quasi un secolo fino ai primi del '900 tra la Russia e un impero britannico deciso a proteggere gli accessi all'India, gemma della corona, dalle mire espansionistiche degli zar. (
Denaro.it)
26.02.2007


 

Secondo i piani della commissione generale Ypk, il 2° aeroporto di istanbul -già in servizio dal 2001 - dovrebbe accogliere 10 mln di passeggeri ogni anno.

 I PROGETTI
PER LO SCALO
S. GOKCEN

Lo_scalo_di_sabiha_GokcenGrandi progetti per il Sabiha Gokcen, già aeroporto militare ed ora secondo scalo di Istanbul. La Commissione generale per la Pianificazione terriroriale (Ypk) ha approvato un progetto presentato dal Sottosegretario alla difesa per far diventare l'aeroporto un un grande scalo internazionale.
Secondo i piani, il Sabiha Gokcen sarà in grado di accogliere 10 milioni di passeggeri ogni anno, un bel salto rispetto ai 3.5 attuali. L'aeroporto, che si trova nella parte asiatica della megalopoli, era entrato in servizio nel 2001, rilevandosi subito una alternativa strategica all'Ataturk Havalimani, nella parte europea, e maggior scalo a livello nazionale. (Apcom)
26.02.2007

TAGLIO DELL'IVA SUGLI ALIMENTARI

Il ministro dell'Agricoltura turco, Mehdi Eker, ha sottolineato che si tratta di un provvedimento deciso per rispettare le aspettative del settore. La decisione è stata presa dallo stesso Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan per allentare la pressione fiscale.

Il ministro dell'Agricoltura turco, Mehdi Eker, ha annunciato il taglio della Vat, l'Iva turca, su alcuni prodotti alimentari.
Il ministro ha sottolineato che si tratta di un provvedimento che era stato annunciato durante la campagna elettorale e che è stato deciso per rispettare le aspettative del settore. nell'annunciare il provvedimento, Eker ha sottolineato che l'iniziativa è partita dallo stesso premier Recep Tayyip Erdogan che ha ordinato al ministero delle Finanze uno studio di settore per vedere su quali classi di prodotti era possibile allentare la pressione fiscale. A privilegiare di queste riduzioni saranno in primo luogo i produttori di latte. (Apcom)
26.02.2007


Ci si è resi conto, infatti, che una famiglia che guadagna 1000 nuove Lire turche al mese non può permettersi di pagare rate per 30-40 anni come prevede la normativa. Una situazione del genere è possibile solo in Paesi che hanno tassi di interesse sui 6-8%.

CONTINUA IL DIBATTITO SULLA LEGGE MUTUI

Meno male che doveva essere una cosa veloce. Il dibattito sulla nuova legge turca, relativa alle ipoteche, continua e - dopo le perplessità del ministro dell'Economia Ali Babacan - adesso ad insinuare nuovi dubbi ci si mettono anche gli specialisti del settore.
Sono in molti a pensare infatti che chi percepisce uno stipendio inferiore a 1000 nuove Lire turche (e in Turchia sono in tanti) non potrà permettersi di pagare le rate di un mutuo che dura 30-40 anni, come prevedere la nuova normativa. Il direttore generale di <Vakifibank>, Onder Halisdemir, ha dichiarato al quotidiano <Referans> che una rata mensile per un mutuo da 200 mila Lire turche con i nuovi tassi potrebbe salire fino a 3900 nuove Lire turche.
"Non è ammissibile che una persona paghi un mutuo più alto di un affitto - ha detto Halisdemir - e a risentirne sarà soprattutto la domanda che scenderà vertiginosamente". Salih Abamor, specialista del settore, ha commentato che i mutui trentennali possono essere sostenuti solo da Paesi che hanno tassi di interessa annuale tra il 6 e l'8% e che la Turchia non arriverà a questa soglia prima del 2010. Una situazione  che può avvantaggiare investitori stranieri e appartenenti ai ceti medi. (Apcom)
26.02.2007



 

IMPRENDITORI:
AUMENTA
IL NUMERO

La causa va ricercata nelle condizioni economiche della Turchia in costante miglioramento e nel mito del self-made che hanno contagiato anche questo Paese.

Aumentano gli imprenditori turchi. Le condizioni economiche in costante miglioramento ed il mito del self-made hanno contagiato anche il Paese della Mezzaluna. E a parlare sono i numeri: a gennaio 2007 il numero di imprenditori era di 5.567 contro i 4.568 del 2006, facendo segnare un bel 20% di incremento. A dirlo è il Tuik, l'Istituto di Statistica turco.
Per quanto riguarda i nuovi arrivati, nel 93.4% dei casi si tratta di compagnie a responsabilità limitata, nel 4.6% sono joint venture e nel 2% cooperative. In questo momento, sempre fra le nuove arrivate, i tre settori che attirano il maggior numero di investitori sono il commercio al dettaglio, il manifatturiero e il Real estate. (Apcom)
26.02.2007

 

 

ECONOMIA

LA LOMBARDIA GUARDA AL PAESE DELLA MEZZALUNA

Un export di quasi un miliardo e mezzo di euro, il 29.5 per cento del totale nazionale. La regione italiana che guida la corsa  invierà a marzo (dal 2 al 7) una missione di piccole e medie imprese organizzata da <Promos> che promuove la nascita di un network mediterraneo.

La_Lombardia_guarda_alla_TurchiaUn terzo dell'export italiano verso l'area mediterranea parte per la sola Turchia (esattamente il 33.9 per cento), per un valore che nei primi nove mesi del 2006 raggiunge quasi i 5 miliardi di euro. Di questo volume di vendite quasi un terzo viene generato in Lombardia, da dove a inizio marzo partirà una missione di piccole e medie imprese organizzata da <Promos>, che promuove la nascita di un network mediterraneo rivolto anche al comparto dell'artigianato. Secondo dati della Camera di commercio di Milano, la crescita dell'export italiano verso il Paese a cavallo tra Europa e Asia in un anno è stata pari al 10.6 per cento . La Lombardia guida la corsa delle regioni italiane al mercato turco con un export di quasi un miliardo e mezzo di euro, il 29.5 per cento del totale nazionale, +3.1 per cento rispetto al 2005. Seguono Piemonte con quasi 777 milioni di euro (il 15.7 per cento delle esportazioni italiane verso la Turchia, +15.7 per cento ), Veneto con 633 milioni di euro (12.8 per cento del totale nazionale, +14 per cento ). In forte crescita anche l'Emilia Romagna, +26.4 per cento in un anno, che con oltre mezzo miliardo di euro rappresenta il 12.1 per cento dell'export nazionale. Ma tra i maggiori esportatori nel Mediterraneo - afferma lo studio - è il Piemonte quello che sceglie di più la Turchia: vi destina infatti oltre la metà del proprio export totale verso l'area mediterranea.
Nel 2006 sono di gran lunga i macchinari e il materiale da trasporto i prodotti italiani più richiesti sul mercato turco (46.4 per cento del totale delle esportazioni italiane) per un valore che nei primi nove mesi del 2006 supera i due miliardi di euro.
Anche alla luce di questi dati, la Camera di Commercio milanese e <Promos>, la sua azienda speciale per le attività internazionali, organizzano una missione istituzionale e imprenditoriale a Istanbul e Ankara dal 2 al 7 marzo prossimi, in collaborazione con altre Camere di commercio e le associazioni artigianali lombarde, con Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia. L'iniziativa è rivolta alle imprese artigiane e alle piccole e medie imprese con l'organizzazione di incontri d'affari con aziende locali. Il settore interessato è il meccanico ed elettromeccanico.
Il programma prevede, a Istanbul, una presenza presso la Fiera della subfornitura <Subconist> e, successivamente, l'organizzazione di incontri operativi presso il distretto meccanico di Ostim ad Ankara.
L'iniziativa rientra nel progetto Medart 2006, che si propone di promuovere la presenza commerciale e la cooperazione economica di aziende artigianali lombarde nei Paesi del Mediterraneo. Il progetto prevede inoltre la costituzione di un network mediterraneo tra imprese. "Si tratta - spiega la Camera di Commercio milanese - di un servizio di informazione e di primo contatto a cui le aziende possono aderire gratuitamente e che permetterà loro di ricevere assistenza gratuita da parte degli uffici locali e accesso scontato ai servizi specialistici. Sarà inoltre possibile entrare in contatto e comunicare elettronicamente e in maniera gratuita con aziende e controparti dei Paesi partner aderenti al progetto, cioé Tunisia, Marocco, Egitto e ora Turchia". (Denaro.it)

26.02.2007

 

CORSA TRA I COMMERCIANTI DI MEZZO MONDO
PER ACCAPARRARSI I NEGOZI DELLA TURCHIA

Secondo la stima della società immobiliare londinese <Cushman and Wakefield> - citata dal quotidiano <Wall Street Journal> -  saràdi circa 3.4 miliardi di euro il giro di affari che coinvolgerà il mercato immobiliare di questo Paese nell'anno in corso. L'aumento al dettaglio.

Cushman_and_WakefieldE' corsa tra i commercianti di mezzo mondo ad accaparrarsi i negozi della Turchia, considerata la vicina europea con la crescita economica più rapida. E' quanto affermato  dal <Wall Street Journal>.
Secondo la stima della società immobiliare londinese <Cushman and Wakefield> - citata dal quotidiano - sarà di circa 3-4 miliardi di euro il giro d'affari che coinvolgerà il mercato immobiliare turco nel 2007, dedicato, per l'80%, alla compravendita di esercizi commerciali. Cifra che rappresenta un investimento nel settore quadruplicato rispetto allo scorso anno.
"Quello del commercio è un settore dominante in Turchia perché gli stipendi stanno salendo e le persone vogliono fare acquisti come gli altri europei", ha detto Feroze Bundhum, direttore della società immobiliare di Istanbul <Richard Ellis>. Il gigante dell'arredamento svedese <Ikea>, il francese <Carrefour> e la catena di supermercati inglese <Tesco> si sono già assicurati un posto ad Ankara e dintorni. L'aumento del settore del commercio al dettaglio è "enorme", secondo quanto afferma il responsabile di <Cushman and Wakefield<, spiegando che solo nella zona di Istanbul sorgeranno 45 centri commerciali nei prossimi 5 anni. Un altro progetto faraonico è l'Istanbul Forum, finanziato dalla tedesca <Multi Corp> e dalla <Turkmall Market Yatirim>, che dovrebbe sorgere nel 2008. Il progetto darà vita al più grande centro commerciale turco, 150mila metri quadrati di negozi, cinema e ristoranti. (Denaro.it)
26.02.2007


ELETTRODOMESTICI BIANCHI IN SALITA

I dati - relativi al Paese della Mezzaluna - forniti dall'Istituto di Statistica turco (Tuik). Ben 39.395.800 pezzi prodotti nel 2006, il 2.9 per cento in più rispetto all'anno precedente. In testa la produzione dei frigoriferi seguita da quella delle cucine a gas, lavatrici e lavastoviglie.

Elettrodomestici_bianchiIn base ai dati statistici forniti dal Tuik-Ente Statistico Turco, nel 2006 la produzione di elettrodomestici bianchi è cresciuta - rispetto al 2005 - del 2.9% attestandosi a 39.395.800 unità. Si riconferma così il ruolo di leader mondiale della Turchia nel campo. Nello specifico, la produzione di frigoriferi è stata di 6.223.500 unità (+22% '06/'05); le cucine a gas 6.787.600 (+15.8%), le lavatrici 5.410.200 (+22%), le lavastoviglie 1.192.300 (+52%). Sempre nel campo degli elettrodomestici, gli aspirapolvere prodotti sono stati 1.486.600 (+23%), mentre le televisioni hanno fatto registrare un calo da circa 21 milioni di unità del 2005 a 18 milioni (-14.3%) nel 2006. (Ice Istanbul)
26.02.2007



Il quarto trimestre 2006 - che ha evidenziato una netta crescita - ha visto ricavi per 278.8 milioni di euro (+26.3%) ed un utile operativo a 43.4 milioni (+ 95.6%).

<CEMENTIR>
SEMPRE
ALLA RIBALTA

Cementir_Cimentas<Cementir> alla ribalta tra i titoli minori di piazza Affari. L'azione è schizzata infatti del 6.95% a quota 8.52 euro, dopo un nuovo massimo storico a quota 8.75 euro (0.75% il capitale transitato), grazie ai conti boom del gruppo che ha chiuso il 2006 con un utile ante imposte di 168.9 milioni, in crescita del 47% rispetto al 2005. In rialzo Mol (+34%), Ebit (+52%) e ricavi (+23% a 1.05 mld).
Anche il quarto trimestre 2006 ha evidenziato una netta crescita: ricavi per 278.8 milioni (+26.3%) e un utile operativo a 43.4 milioni (+95.6%). Buono anche il dato sul debito sceso a 437 milioni di euro dai 480 milioni di euro attesi. Su queste basi, <Cementir> ha anticipato di due anni gli obiettivi del piano 2006-2008 e ha previsto per il 2007 ulteriori miglioramenti sia a livello di ricavi sia a livello di margini.
D'altra parte, avvertono gli analisti, la società ha sempre dato indicazioni prudenti: basta pensare che il target di <Ebitda> 2008 è di 250 milioni di euro e nel 2006 ha fatto 247 milioni di euro. "I buoni risultati e le buone prospettive per il 2007, soprattutto legate alla Turchia e alle prospettive del Nord Europa, ci portano a rivedere le nostre stime al rialzo: +12%-15% nel 2007-2008", affermano a Intermonte.
"Pertanto questo ci porta a rivedere il nostro target price sull'azione da 8 a 11 euro e a mantenere la nostra raccomandazione positiva di buy", precisano alla sim, "in quanto crediamo che <Cementir> sia un'interessante storia di crescita e abbia valutazioni attraenti visto che tratta a un P/E 2007 di 9,7". Anche <Euromobiliare sim> ha incrementato il target price di <Cementir>, ma a 8 euro dopo i conti 2006 giudicati "nettamente migliori" delle attese.
La sorpresa a livello di fatturato ed <Ebitda>, secondo gli analisti di quest'altra sim, deriva dall'ottimo andamento registrato in tutti i mercati favoriti anche dalle particolari condizioni climatiche nel quarto trimestre. A livello di pre-tasse, la sorpresa è stata poi amplificata da un effetto positivo derivante dalla rivalutazione della lira turca.
In attesa comunque del 1 marzo, quando <Cementir> presenterà un update del piano industriale, <Euromobiliare> mantiene un rating di hold (tenere in portafoglio) sul titolo. Più ottimista <Cheuvreux> che, dopo aver alzato il target price a 9.5 da 8.7 euro, ha ribadito outperform (farà meglio del mercato). (Milano Finanza)
26.02.2007


2° EDIZIONE DELLA <EXPO GATEWAY TO IRAQ>

Si svolgerà dal 23 al 27 maggio nella ridente cittadina del sud est anatolico. E stata organizzata dalla <Forum Fairs & Promotions> turca ed è rappresentata ufficialmente in Italia dalla <Cfh Associates Srl> società specializzata bella promozione delle fiere ed eventi.

GaziantepAvrà luogo dal 23 al 27 Maggio 2007 la seconda edizione di <Expo Gateway to Iraq>, fiera campionaria generale che ha avuto un successo incredibile già alla sua prima edizione.
Organizzata dalla <Forum Fairs & Promotions> turca a Gaziantep, centro situato a ridosso del confine con l'Iraq e la Syria e luogo ideale per la manifestazione, la fiera è rappresentata ufficialmente in Italia dalla <Cfh Associates Srl>, società specializzata nella promozione di fiere ed eventi nei Paesi emergenti.
Organizzata in collaborazione con l'<Iraqi Ministry of commerce>, la <Ganziatep chamber of Industry>, la fiera ha avuto anche il supporto della <Dtm> (State Planning Organization), il <Tobb> (Turkish Union of Chambers and Stock Exchanges), la anziatep Chamber of Commerce>, il Comune di Ganziatep, il <South Eastern Exporters' Union>, la <Ganziatep Industrial Zone>, organizzazioni ed associazioni.
La manifestazione ha visto lo scorso anno una numerosa partecipazione:  sono stati infatti  1023 gli espositori, 291 dei quali provenienti da 35 Paesi, con una massiccia presenza italiana di ben 40 espositori. I visitatori invece erano oltre 65000, 7000 stranieri.
Le categorie dei prodotti esposti comprendono: tessuti e abbigliamento; macchinari ed accessori; prodotti a
gricoli; prodotti alimentari e tecnologie relative: materiali, prodotti e tecnologie per l'edilizia; beni di consumo, compresi mobili, accessori di arredamento, tessili per la casa, elettrodomestici, articoli casalinghi e da regalo; automazione e trasporti; prodotti sanitari, per la pulizia e la cura della persona in generale; tecnologie elettriche ed elettroniche; IT e telecomunicazione.
"L'Iraq uno dei maggiori produttori di petrolio al mondo sta cercando di rimettersi in sesto dopo la lunga guerra. Il Paese ha necessità di qualsiasi cosa che possa servire alla sua ricostruzione globale e la Turchia, essendo legata sia a livello economico che culturale all'Iraq, è il Paese che ha più possibilità di molti altri per aiutare l'Iraq nella sua ricostruzione e soprattutto per riuscire ad entrare in questo mercato emergente": ha affermato Giovanna Coni, Managing Director della <Cfh Associates> di Milano.
"Ganziatep, con una superficie di 6216 km2, occupa l'1 per cento del territorio turco ed è la più grande città della Turchia sudorientale e rappresenta la sesta più grande città a livello nazionale. E' il punto di incontro tra la regione mediterranea e l'Anatolia sud-orientale.
Ganziatep svolge un ruolo fondamentale nell'economia turca con la sua infrastruttura industriale e commerciale; la città è il ponte fra regioni importanti grazie alla relativa posizione geografica in una zona commerciale strategica. Il numero di grandi imprese industriali stabilite a Gaziantep rappresenta il 4% dell'industria turca in generale, mentre le piccole e medie imprese rappresentano il 6%", ha soggiunto Giovanna Coni.
"La sua posizione geografica rappresenta uno dei maggiori vantaggi, confinando con Siria ed Iraq, due mercati estremamente importanti per le imprese italiane. La presenza di una rete stradale al confine con l'Iraq e l'aeroporto internazionale fanno della città una meta d'obbligo per chi volesse penetrare questo Paese indirettamente, non dimenticando che questa è una zona a libero scambio. La fiera avrà luogo nell'ambito del nuovissimo centro espositivo, il <Gaziantep Middle East Fairground>, che ricopre un'area coperta di 40.000 metri quadrati ed un esterna di oltre 15.000. Il centro è munito di numerosi servizi ed è attrezzato con moderne apparecchiature che sono a livello internazionale", ha concluso il portavoce della <Cfh Associates>.
Per ulteriori informazioni sulla manifestazione contattare la <Cfh Associates> allo 02 83 58 060 o inviare una mail a info@cfhassociates.com. (Cvh Associates SrL)
26.02.2007  


 

La denuncia per la difficile situazione viene dalla Smes che si è rivolta all'Unione delle camere di commercio e delle Borse delle merci. Rifat Hisarcilioglu, numero uno della tobb: "71 permessi diversi e 349 firme necessari per aprire una attività di piccole proporzioni".

TROPPA BUROCRAZIA UCCIDE LE PMI

La burocrazia turca uccide i piccoli e medi imprenditori. E' la denuncia della Smes che si è rivolta alla Tobb (l'Unione delle Camere di Commercio e delle Borse delle merci) per denunciare la loro difficile situazione.
"Le aziende ormai devono avere una grande pazienza per aprire le loro attività e avviarla", ha dichiarato il presidente della Tobb, Rifat Hisarcylioglu - Uno studio condotto dalla Smes ha evidenziato che occorrono 71 permessi diversi e 349 firme per aprire una attività di piccole dimensioni.
Una situazione che non si può più tollerare. Per questo motivo il numero uno della Tobb ha fatto sapere che verrà organizzata una conferenza nel corso della quale si discuterà su come alleggerire la burocrazia ma anche su come informare le piccole e medie imprese che spesso hanno diritto ad incentivi ed agevolazioni anche burocratiche ma che non lo sanno. (Apcom)
26.02.2007
   


 


RICHIESTA
DI SCARPE A MANO

"Yemeni", le tradizionali calzature prodotte nella città di Safranbolu, adoperate dai soldati ottomani, sono diventate tra gli oggetti più ricercati dei turisti giapponesi.

Scarpe_turche_per_turisti_giapponesiYemeni, traditional animal-skin shoes crafted in the Black Sea town of Safranbolu and once a staple of Ottoman footwear, have gained the attention of Japanese tourists.
These shoes, which were used by soldiers during the reign of the Ottoman Empire and then made in Safranbolu during the years of Turkey's War of Liberation to meet the needs of the army, are now being sold as tourist items. Japanese visitors to Safranbolu, a city that hosts well-preserved Ottoman-era wooden houses, have taken an interest in the trade of 67-year-old Mustafa Öncül.
Öncül, one of the few surviving masters of this trade, keeps his art alive through tourists purchasing his work and taking pictures in his workshop. Öncül said sales have dropped so much that there is virtually no interest in his work within Turkey. The shoes, which used to be created with each part being skillfully crafted by a different craftsman and used in homes as decorative pieces and slippers, are now facing a much different fate.
"During the months in which tourists frequent Safranbolu, I am able to sell 10-15 pairs of yemeni. If it weren't for the tourists, I would have to close my store down. Due to shrinking sales, we are unable to find apprentices; this means our trade is dying. We would like the Ministry of Culture and Tourism to give more support to skilled trades. I make the base of the shoe with ox skin and the upper portion with the skin of other livestock. My most frequent customers are the Japanese."
Japanese tourist Aya Tanimura said they would use the shoes they purchased to decorate their homes as they took pictures in Öncü's store. Officials from the city's culture and tourism directorate said that 17,638 Japanese tourists have visited Safranbolu over the past two years, more visitors than from any other country. (Zaman)
26.02.2007


 

L'EXPORT
PER LA CINA
VOLA

A renderlo noto il sottosegretario turco al Commercio Estero, Kursad Tuzmen: "Decollate dal settempre scorso le relazioni economiche con il Celeste Impero".

Volano le esportazioni turche verso il Celeste Impero. A renderlo noto è stato il Sottosegretario al Commercio Estero, Kursad Tuzmen, che all'agenzia <Anadolu> ha detto: "Da settembre le relazioni economiche con la Cina sono decollate, lievitando al 52% nel mese di novembre, 86% in dicembre e 70% in gennaio con una media del 68%".
Tuzmen ha aggiunto che gran parte del merito va alla visita tenuta da lui e da una delegazione di uomini di affari turchi in Cina all'inizio di settembre. "Avevamo detto che la nostra strategia verso l'Estremo Oriente sarebbe stata ponderata e vincente - ha concluso Tuzmen - Abbiamo seminato bene ed adesso iniziamo a raccogliere i frutti". (Apcom)
26.02.2007



 

Nuove forme di collaborazione economica tra la Turchia ed il Paese arabo. 205 incontri cui hanno preso parte i delegati di 107 aziende dell'auna e dell'altra parte.

ACCORDO
COMMERCIALE
COL BAHREIN

Nuove forme di collaborazione fra Turchia e Bahrein. Al secondo forum per la cooperazione economica tra i due Stati sono state firmate ben 73 lettere di impegno per scambi con un valore intorno ai 38 milioni di dollari.
Per la precisione 27 aziende turche e 80 del Bahrein hanno dato vita a ben 205 incontri commerciali. Le società turche che hanno partecipato all'incontro, si occupavano sopratutto di produzione di acciaio e alluminio, nonché ella fornitura di prodotti per sistemi di sicurezza, information technology. (
Apcom)
26.02.2007


<CITIBANK> ANNUNCIA NUOVI INVESTIMENTI

Ulteriori filiali del grande istituto di credito nasceranno in Turchia, in primis ad Antalya sulla costa mediterranea. "Dovevamo servire sei città - ha dichiarato un alto funzionario - Siamo arrivati a quota tredici. I nostri impiegati sono duemila. raccogliamo i frutti di un buon lavoro".

<Citibank> punta sulla Turchia, con ancora più determinazione di prima. Imren Tuyl, responsabile per gli investimenti nel Paese della Mezzaluna, ha detto esplicitamente all'agenzia di stampa <Anadolu> che nel 2007 nasceranno nuove filiali, prima fra tutte ad Antalya. Tuyl ha spiegato che il 2006 è stato un anno molto importante per <Citibank> che ha investito in Turchia oltre il doppio rispetto a quello che aveva preventivato. "Dovevamo servire sei città, siamo arrivati a quota 13. I nostri impiegati sono già oltre 2000. Siamo stati la prima banca straniera ad operare in Turchia ed adesso raccogliamo i frutti del nostro lavoro". (Apcom)
26.02.2007


INTERSCAMBIO
PER DIECI
MILIARDI DI $

Nuove prospettive nel commercio tra Iran e Turchia. L'incontro Tuzmen-Mottaki si è risolto in una duplice dichiarazione di intenti.

Il_ministro_Gul_assieme_a_MottakiNuove prospettive nel commercio fra Iran e Turchia. L'incontro Tuzmen-Mottaki, l'uno ministro del Commercio Estero turco l'altro ministro egli Esteri iraniano, si è risolto con una duplice dichiarazione di intenti.
Da una parte Tuzmen ha chiesto a Mottaki di abbassare le tasse, dall'altra Mottaki ha garantito che l'interscambio commerciale con il Paese della Mezzaluna potrebbe presto arrivare a 10 miliardi di dollari. Nel 2006 l'interscambio commerciale è aumentato del 52% rispetto al 2005, piazzandosi al quarto posto fra i partner commerciali di Ankara per quanto riguarda il deficit del commercio estero. L'anno passato aveva registrato esportazioni per 1.1 miliardi di dollari ed importazioni per 5.6 miliardi di dollari. (Apcom)
26.02.2007


 

AMBIENTE/TURISMO

CIPRO NORD:
HOTEL
SUPER LUSSO

Si tratta di un'opera faraonica voluta dall'imprenditore e giovane boss del turismo turco Nurak Kaya. Il complsso è una replica del tempio di Artemide. 2500 posti.

Apre a Cipro Nord uno degli alberghi più grandi e lussuosi del mediterraneo. A costruirlo è stato Burak Kaya, giovane boss del turismo turco. L'albergo, di categoria extralusso, è la replica del tempio di Artemide, che si trovava sulla costa egea turca e di cui oggi rimangono solo poche rovine.
Il complesso è costato 80 milioni di euro ed ha oltre 2500 posti letto. Per la prossima estate sono attesi almeno 40 mila turisti, soprattutto da Israele perché - ha detto Kaya - £non sono soliti prestare attenzione a tutti i problemi che riguardano la nostra isola".
Parlando con il quotidiano <Sabah>, Kaya ha detto di sperare che il suo rimanga per lungo tempo il più grande albergo dell'isola. "Abbiamo fatto accordi e progetti, adesso vogliamo istituire una linea diretta fra Israele e la repubblica turca di Cipro Nord", ha sottolineato Kaya. (Apcom)
26.02.2007
 

 

IL RICHIAMO
INVERNALE:
 PALANDOKEN

Oggi come oggi le montagne di Erzurum sono la meta preferita dei turisti che amano la montagna, in particolare di russi e croati. Le attrettive in vista delle Universiadi 2011.

PalandokenPalandöken, a popular destination for Russian and local tourists near Turkey's eastern mountainous city of Erzurum, is now in the spotlight for European tourists after earning the right to host the Winter Universiade 2011.
French tourists have already made reservations to see the region. Hotel Dedeman Palandöken General Manager Mehmet Varol said, "We have so far carried out promotional work largely in Russia and Ukraine. But after winning the right to host the Winter Universiade 2011, a group of French tourists made reservations for March." He expects hotels will begin receiving reservations for this event in the next year.
Dedeman Holding Executive Board Chairman Murat Dedeman notes that thanks to the winter games, Palandöken Ski Center will receive interest from all European countries, adding that Palandöken has already become one of a few ski centers preferred by Russian and Ukrainian tourists. "We have two hotels with a total capacity of 600 beds. We are waiting for the completion of a master plan to increase our investments."
Dedeman opened to friends and acquaintances:

Murat Dedeman, who has been interested in skiing for many years, is the first private sector investor in Palandöken. He bought the 16-room building of the Special Provincial Administration thinking he could at least "host friends and acquaintances if nobody comes," and began investing in turning the building into a hotel. Dedeman has invested $30 million in Palandöken. He says they can increase the amount of investments thanks to the winter games, adding that there are things that should be done by the state for infrastructure development. "We are morally satisfied with the investments that we have made in the region over the last 12 years but we haven't been as successful commercially as we would have liked. I hope our investments will return to us from now on."
Dedeman Hotels & Resorts International Sales and Marketing Director Sarhan Keyder said Palandöken competes against destinations like Bulgaria, Romania, Slovakia and Poland. Noting that in winter tourism it is not possible to compete only in the domestic market, Keyder said, "That's why we are carrying out work in foreign markets. We have grown in the Russian and Ukrainian market. Everybody knows Palandöken in those two markets. There is also a little demand coming from the Iranian market. Nearly 3 million tourists visited Palandöken this winter. The total number of tourists who came to Erzurum last year was 15,000-20,000."
New land to be allocated:

Erzurum Culture and Tourism Provincial Director Fikret Öztürk said more land will be allocated in Palandöken, adding, "There are five regions available for winter tourism investment in Palandöken. They are Gez Plateau, Erzurum Boğazı (the place where current investment is), Konaklı, the Ülker Alan region and the Yağmurcuk Ski Center. The plans in three regions, Erzurum Boğazı, Gez and Konaklı, have been finished. Prior permission has been required for eight allocations in the Konaklı region but investments will be made later. The Ülker Alan region was designated for only ski facilities."
2011 master plan is ready:

Nearly 10,000 tourists are expected to come to Palandöken for the games. A total 200 million euros will be invested by 2011. There are three five-star hotels in the region with 2,600 rooms. Can Dikmen is constructing a new five-star hotel with a capacity of 500 beds. Bed capacity will reach 5,000 in the region by 2011. Also a dormitory with a 2,500 person capacity will be constructed for 3,000 students expected for the games. (Turkish Daily News)
26.02.2007


 



jLA MISSIONE DEL <GAL DAUNOFANTINO>

Nella prima decade di febbraio un suo rappresentante ha preso parte ad una trasferta per lavoro in Turchia assieme a delegati della Regione Puglia e a quelli dei Gal "Luoghi del Mito" e "terre del Primitivo". La visita alla città di Izmir e a siti di importanza artistico-culturale.

Gal_Daunofantino_2Gal_DaunofantinoNella prima decade di febbraio, il <Gal DaunOfantino>, con un suo rappresentante, ha preso parte ad una missione di lavoro in terra di Turchia, assieme a delegati della Regione Puglia e a quelli dei Gal "Luoghi del Mito" e "Terre del Primitivo". La visita rientra nel progetto di cooperazione transnazionale Leader Med, che vede il <Gal DaunOfantino> protagonista. Obiettivo finale di questo progetto è duplice: da una parte mira alla stesura di un documento, redatto in modo partecipato dai partner (Regione Puglia, 9 Gal pugliesi, Turchia , Siria, Libano e Malta) che racchiuda e formalizzi le linee guida dello Sviluppo Rurale all'interno del bacino del Mediterraneo e dall'altra alla creazione di itinerari turistici capaci di promuovere in maniera integrata i territori dei vari partner. I giorni trascorsi nella provincia di Izmir, terza città più importante della penisola anatolica con i suoi 3.5 milioni di abitanti, hanno dato la possibilità di visitare siti produttivi e d'interesse storico-culturale che saranno tappe dell'itinerario che partendo dalla Turchia e passando per i territori dei Gal della provincia di Taranto, taglierà il traguardo nel comprensorio DaunOfantino. Nel corso dei colloqui e degli spostamenti in auto, si è constatata l´esistenza di punti di contatto tra i territori bagnati dall'Egeo e quelli adagiati sulle rive dell'Adriatico. Fra questi, oltre alla onnipresente macchia mediterraneo, ricca di colori e profumi inconfondibili, spiccano gli scavi dell'antica città di Efeso, porto strategico dell'Impero Romano come quello dell'antica Siponto e i tratti di costa della penisola del Karaburun morfologicamente simile al tratto rivierasco del comprensorio DaunOfantino. Dopo questa missione, i partner pugliesi sono pronti a stilare il percorso che comprenderà tappe culturali, presidi di artigianato tipico e soste gustose a cavallo dei territori interessati che si auspica produca effetti positivi per le comunità rurali che sperano di diversificare ed incrementare il proprio reddito con la promozione integrata e strategica del proprio comprensorio. (Teleradioerre)
26.02.2007



 

 <VENTAGLIO>:
MONOGRAFICO
 TURCHIA

Lancio di un catalogo di 68 pagine. Una destinazione che si vende bene. Voli con <Livingston> e <Turkish>, Un cinque stelle sulla costa turchese con trattamento super.

Ventaglio<Ventaglio investe sulla Turchia e lo fa con il lancio di un catalogo monografico di 68 pagine, come anticipato a questa agenzia da Renato Scaffidi, direttore prodotto <Ventaglio>, Utat, Caleidoscopio. "Crediamo molto nella destinazione - ha sottolineato Scaffidi -, riteniamo che sia l'anno buono per la Turchia, c'è interesse da parte del mercato. E' una detinazione che si vende bene. I voli sono da diverse città: Milano, Bologna, Roma, Verona, Napoli e Bari con <Livingston> e <Turkish>". In catalogo ci sarà anche la novità del <Ventaglio International Amara Club Marine> "un 5 stelle sulla costa turchese, con trattamento di super all inclusive, dove abbiamo 150 camere su un totale di 390", ha aggiunto Scaffidi. Altra novità sulla destinazione è rappresentata dalla <Ventaboat>, una goletta per crociere di 8 giorni e 7 notti, con pensione completa. Sono proposti anche soggiorni mare, alberghi classici di categoria 4 e 5 stelle, tour, caicchi, fly&drive, per un programma completo sulla destinazazione. (GuidaViaggi.it)
26.02.2007

 

I lavori verranno a costare 300 milioni di dollari. La condotta sottomarina partirà da Dragon Creek passando per Anamur e Karaçam. Porterà all'incirca nell'isola 75 milioni di metri cubi di acqua parte della quale potrebbe anche essere venduta alla parte greca.

NEL 2012 ACQUA PER CIPRO NORD

acqua_gocciaIn 2008 investments will begin pouring in for the "Cyprus Peace Project" that began ten years ago with the mission of providing water to northern Cyprus.
The engineering studies have been finalized for the project, which is expected to be completed in 2012 at a cost of about $300 million. The deceased founder of Alarko Holding, Üzeyir Garih, came up with the idea for this project back in 1995.
The project will redirect water from Dragon Creek, in the Mediterranean region, to northern Cyprus via pipelines that will run between the Anamur and Karaçam capes.
Some 75 million cubic meters of water per year are expected to be transported via the project, said Oktay Varlıer, the Alsim Alarko vice chairman of the board. "In 2010 we'll begin to transport water and thus organic agriculture can begin on the island. The sale of that water to Greeks may be considered in the future," he said.
During The Turkish Tourism Investors Association's (TYD) Cyprus trip, Varlıer told members of the press that the cabinet had approved the project in 1998, but it had not been put into action until more recently.
Two dams for project:

The underwater pipes will be produced at the Seka factory in Anamur, said Varlıer, adding that a dam will also be founded in Anamur.
"Some 27 kilometers of pipes will be installed from the dam to the sea where there will be a balance tank. Then, through the pipes, the water will be carried to the Güzelyurt district of Cyprus. The water will be distributed to all of northern Cyprus via another dam which will be founded in Geçitköy," he explained.
The General Directorate of the State Waterworks Authority (DSI) owns the project while Alarko is just the contractor, said Varlıer, adding that the consortium also includes companies based in the United States, Denmark and Norway.
This will be the first implementation of such a project in the world, said Varlıer. "In the future we may consider transmitting water from the Göksu River to Israel. The same method can even be used to supply water for the Greek islands," he said. 
Cyprus's annual water need is 120 million cubic meters, but only 30 million cubic meters of healthy water are produced, said Varlıer. "A cubic meter of the refined water costs 67 cents and because of this project the price will drop to 35 to 40 cents."
Two projects never finalized:
Another project had been developed previously to carry water from Manavgat to northern Cyprus with tankers. DSI had built a $150 million facility for the project, but the project was eliminated due to its high cost.
The Mediterranean Water Distribution Company founded in Turkey by the Norway based Nordic Water Supply had also developed a water transport project in 1997. The project anticipated the transportation of water with giant balloons. Unfortunately, the balloons exploded from the salty water, rendering the project ineffective.
Tourism investments materialize:
Tourism investment has increased recently to many parts of the northern third of the island. Alarko Holding will invest nearly $150 million to construct a holiday resort, consisting of private residences and hotels on about 450,000 square meters of land in Karpaz.
Construction began in five out of 12 locations in Bafa. Holdings such as Mustafa Göçen, Kaya, Limak and Koçoglu began to invest there.
There is a 14,000 bed capacity on the island, said TYD President Oktay Varlıer, adding that after the completion of the new investments, 7500 more beds will be added. (Sevgi Sayar/Turkish Daily News)
26.02.2007
 

 

 

CULTURA

IN EDICOLA IL MENSILE "ISTANBUL CITY"

Si tratta del primo numero che viene stampato in inglese e in turco. La rivista - ricca di foto - parlerà del passato, del presente e del futuro della metropoli trattando un po' tutti gli argomenti. Un paragone con il magazine <Skylife>. Come andare sul sito-web.

Istanbul_City_(Santa_Sofia)The Istanbul-based Diskus Publishing house, mostly known for the monthly Skylife magazine they publish for Turkish Airlines, launched a new publication called "Istanbul City" in January.
Istanbul City is published in both Turkish and English, like its predecessor Skylife, and will be published on a monthly basis for the residents and visitors of Istanbul. Istanbul City aims to become a classic for people passionate about the city. 
The magazine's publishers want to provide in-depth exploration of Istanbul from different viewpoints for their readers and the magazine is generously illustrated with photographs. 
In a written statement the publishers wrote, "The magazine is for those who want to learn about the city's past, the present and its future, from its traditional structure to historical places, from cultural activities to street-life, from its present day architecture to future projects, presenting it all in a comprehensive dossier and thus becoming an indispensable source of information." 
The magazine, in its second issue, brings different Istanbul topics to its readers. Bağdat Caddesi is this month's prominent topic, and "The Street," as Istanbul residents call it, is considered more from a historical, cultural and sociological viewpoint than as a mere location. Another topic this month is the economic history of Istanbul, found under the magazine's heading "Money has always loved Istanbul." Also, the magazine presents a different tour guide in every issue and in February's issue the people of Istanbul are invited on a stroll among the city's Byzantine buildings.
"The Hammam," "A Legendary Hill Bâbıâli," "Arif Aşçı's Istanbul," "Far Below Istanbul's Waters" and "The City's Oldest Inhabitants" are some of the other themes that will be explored in this month's issue. 
The last pages of the magazine carry an extensive guide for the city's guests, enhanced with maps and also includes brief information about museums and other sites, as well as telephone numbers of hotels, restaurants, shopping centers, cultural institutions and hospitals. In addition, there are suggestions for sightseeing trips lasting three hours, one day and one week for people who want to sightsee in Istanbul. 
The magazine is sold in bookstores and newsstands and more information is available on their Web site, www.istanbulsehir.com (Turkish Daily News)
26.02.2007

 

Presentato presso il Centro Russia  Ecumenica "Con te sorride il mio cuore" (Edizioni Lavoro) scritto dal turco Kemal Yalcin. Il libro nasce dall'innamoramento nel 1992 in Germania dell'autore per la sua insegnante, meline, di origine armena. Il recupero della memoria.

UN LIBRO PER NON DIMENTICARE

Centro_Russia_ecumenicaE' stato presentato al Centro Russia Ecumenica un libro sugli armeni nascosti in Turchia di Kemal Yalcin dal titolo "Con te sorride il mio cuore" (Edizioni Lavoro). Il libro nasce dall'innamoramento nel 1992 in Germania dell'autore turco per la sua insegnante nei corsi di aggiornamento di turco, Meline, di origine armena. Kemal Yalcin avvicina testimoni del (presunto, ndr) genocidio delle autorità turche ai danni degli armeni. Alcuni nel villagio di Alkale vedono il registratore e scappano. invece un altro, Baba Yasuf, non solo si fa fotografare ma gli dice: "Accendi il registratore, io ricordo e non so se tra alcuni anni sarò ancora in vita".
Questo recupero della memoria, secondo Pier Paolo Baretta, segretario aggiunto della Cisl intervenuto al Centro Russia Ecumenica "non è animato dall'odio, ma è un contributo alla pacificazione e alla speranza.
Robert Attarian, portavoce della comunità armena di Roma, ha affermato: "Solo dieci anni orsono un libro di questo genere sarebbe stato impubblicabile in Italia. E' un segno che un piccolo passo in avanti è stato compiuto sul versante ella visibilità della questione armena".
la scrittrice di origine armena Antonia Arslan da molto anni residente nel Veneto ha osservato che in questo libro si trovano le tracce di un "cristianesimo catacombale". In Turchia ancora oggi esistono numerosi cristiani di origine armena che "privi di sacerdoti e di testi liturgici" si alzano la notte per recitare una serie di preghiere, trasmesse in via oorale, nel corso dei secolo dai loro avi. (Ansa)
26.02.2007

 

 

ARTE

IL FASCINO
DELLA DEA
ARTEMIDE

La grande attrattiva del museo di Selcuk (Smirne) che ospita due statue della dea della caccia e dove vi si recano ogni anno 1.5 mln di turisti.

ArtemideAmong the most popular artifacts in the Ephesus Archaeological Museum, which receives 150,000 visitors a year, are the statues of Zeus' daughter Artemis, often called the "Goddess Wild Nature."
The museum, located in the Aegean town of Selçuk, is home to 50,000 historical artifacts and has designated a room just for Artemis. The statues of "Big Artemis," from the first century B.C., and "Beautiful Artemis," from the second century, face each other in the room.
Enis Üçbaylar, manager of the museum, said that 1.5 million local and foreign tourists come to the ancient city every year. "We opened up a temporary gladiator section in 2002 but ended up extending the exhibit's run due to its overwhelming popularity," he said.
Üçbaylar added that the Ephesus Archeological Museum, which holds artifacts from neighboring towns belonging to the Hellenistic, Roman, Byzantine, Seljuk and Ottomans eras, was one of Turkey's most important museums, particularly since it hosts cultural activities and can accommodate visitors. He noted that the number of artifacts in the museum had increased due to recent excavations and donations from the community. The museum is split into sections featuring hillside homes, residential remains, cemetery artifacts, Artemis, coins and the Treasury, with each section's central garden adorned with architectural works and sculptures.
Artemis in Greek mythology was the daughter of Zeus and Leto and the twin sister of Apollo. Artemis was worshipped almost everywhere in Greece. She is the goddess of the hunt and the wild. Her best-known cults were in her birthplace, the island of Delos. Artemis is usally pictured in statues or paintings with deer, bow and arrows, near a forest and various animals in nature. In Ionia the "Lady of Ephesus," a goddess whom the Hellenes identified with Artemis, was a principal deity. The Temple of Artemis at Ephesus, located in the western part of Turkey, one of the Seven Wonders of the World, was probably the best-known center of her worship apart from Delos. In the Acts of the Apostles, the Ephesian metalsmiths who felt threatened by Paul's preaching of the new faith jealously riot in her defense, shouting "Great is Artemis of the Ephesians!"
Young Athenian girls between the ages of five and ten were sent to the sanctuary of Artemis at Brauron to serve the goddess for one year. During this time the girls were known as arktoi, or little she-bears. A myth explaining this servitude relates that a bear had formed the habit of regularly visiting the town of Brauron, and the people there fed it, so that over time the bear became tame. A young girl teased the bear, and, in some versions of the myth it killed her, while in others it clawed her eyes out. Either way, the girl's brothers killed the bear, and Artemis was enraged. She demanded that young girls "act the bear" at her sanctuary in atonement for the bear's death. (Zaman)
26.02.2007



PRESTO URLA AVRA' UN MUSEO SOTTOMARINO

Alla scoperta dei tesori nascosti. Lo scopo dei lavori archeologici, guidati dal prof. Hayat Erkanal preside della facoltà universitaria di Ankara, è quello di riportare alla luce le antiche vestigia del porto e di un insediamento risalente ad epoca molto antica. Conferenza stampa.

Scavi_ad_UrlaProfessor Hayal Erkanal who is managing ancient Limantepe excavation in Urla said that they have made big improvement underwater excavation and would open a museum where artifacts discovered from this underwater excavation.
Talking in a meeting attended by Urla Mayor Selçuk Karaosmanoğlu, Erkanal said that most of ancient remains layed underwater: "We reached very important findings during this underwater excavation. We have capacity top en a museum where all these artifacts we discovered from the sea to would be exhibited."
Erkanal said that due to a protocol signed by Urla Municipality and Ankara University, the building that would be turned to museum was surrendered to the university. He added that they believed that the museum would be completed in a short time like two years.
Mayor Karaosmanoğlu also said that they paid attention to the archeological excavations and they were ready to give all necessary support about excavations. (Turkish Daily News)
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The partially submerged Liman Tepe, a major Early Bronze Age harbor town located in İzmir's Urla district, possesses the world's oldest breakwater, said archaeologist Professor Hayat Erkanal during a press conference. Breakwaters, an important part of modern nautical life worldwide, are constructed on or near coastal areas as a defense from incoming waters that protects ships as well as land from harsh weather and high tides.
Erkanal, who is also the president of Ankara University's Underwater Archaeological Research Center, has been the head of this excavation site since 1992 and presented information about the excavations at a press conference together with Urla Mayor Selçuk Karaosmanoğlu. Erkanal said their excavations continued both on land and underwater and their aim was to explore the hidden parts of the settlement buried underwater. "Excavations indicated that Liman Tepe had interaction with different cultures and was a corridor for numerous cultures due to its geographical situation as well as its port, an important spot for overseas trade and multilateral cultural interaction at the time. The whole harbor complex is buried underwater today and our aim is to uncover the complete port complex and settlement hidden underwater."
Liman Tepe is a major prehistoric settlement that was inhabited from the Neolithic Age until the end of the late Bronze Age, continuing into the Classical Age. Professor Güven Bakır and Erkanal carried out the first archaeological digs at the site in 1979, and a team led by Erkanal under the auspices of Ankara University's Archaeology department is conducting the current excavations.
Erkanal further noted that their underwater work indicates that Liman Tepe has the world's oldest breakwater, which was built to block the strong north winds and as a natural part of the city wall. He said their work also included geological research aimed to reveal the physical changes of the sea level and ground as well as the region hosting the Liman Tepe settlement throughout history.  
Excavation site to open for visitors:
"Our excavations in the settlement focus on Early Bronze Age remains. The settlement was surrounded by a monumental city wall and consisted of two cities: downtown and an Acropolis, which included a palace-like structure representing political, economic and religious power," he noted.
According to Erkanal, the most significant finding from last year's excavations was part of an anchor, which is made of wood and metal, and indicates evidence of marine activities.   
He added that they had previously unearthed a sunken ship found during excavations and is now ready to go on display at the Underwater Archaeology Museum to be opened in Urla. "We want to list all the underwater treasures of the area in an inventory and also to open the excavation site to the public."  
Urla, a district of İzmir, is located on the road to Çeşme from İzmir and lies 38 kilometers west of İzmir. The district used to be an important cultural center in ancient times and was originally the site of the Ionian city of Klazomenai, with probably the most ancient and regularly used port in the world. The excavated artifacts and sculptures are currently exhibited in the Louvre, Athens National Museum and İzmir Archaeology Museum. (Turkish Daily News)
26.02.2007



 

La commemorazione al museo Eczacibasi del pittore turco vissuto nel secolo scorso (1903-1967) grazie ad una retrospettiva della sua opera a 40 anni dalla morte. 

TRIBUTO
PER FIKRET
MUELLA

Il_tributo_a_Fikret_MuallaThe Eczacıbaşı Virtual Museum commemorates Fikret Muallâ Saygı, one of the eminent Turkish painters of the 20th century, with an exhibition commemorating the 40th anniversary of his death.
Fikret Muallâ (1903-1967) is a 20th century avant-garde painter of Turkish descent. His work reflects influences from Expressionism and Fauvism, with subject matter focusing on Paris street life, social gatherings such as cafés and circuses. Born in Istanbul, he lived and worked in Paris for most of his life and is considered to be one of the representatives of Turkish painting in the 20th century, along with Abidin Dino.
The current exhibition, entitled "A Selection of Fikret Muallâ Paintings from the Eczacıbaşı Collection," features works produced by the artist in different techniques and combinations of color.
Haşim Nur Gürel, curator and founder of the Eczacıbaşı Virtual Museum, noted, "Fikret Muallâ's paintings prove how 'expression' comes before 'theme' and how real life and narration on the canvas can totally be opposite for a 'unique' painter. The secret of the painter, who depicts changing everyday life and human beings in a 'simple' but 'delightful' and 'contemporary' way, lies in the use of harmonious colors reflecting his psychology at that moment." He further noted that it is possible to get some clues about the talent of his paintings just by examining and observing the interaction among the specks of his colors reflected in different strokes and sizes.
"His creations reflect an artist's observations of real life in interesting and creative compositions can be seen as a testimony of his mood in that moment. The most important thing, on the other hand, is his ingenuity in making all his paintings quite attractive and charming to whatever topic he dealt with.... It is of course an inevitable consequence of his need to support himself - selling his paintings - but its is also a sign of his 'hunger for love' that was embedded in his soul to the last breath of his life...," said Haşim Nur Gürel.
The exhibition, which displays 45 digital images in the "Collections" section of the museum, can be viewed on the Web site http://www.sanalmuze.org (Turkish Daily News)
26.02.2007
 

Una storia che ha ben 11.500 anni. Luogo di civiltà e di cultura, atmosfera di spiritualità e misticismo. Secondo una leggenda  potrebbero avere vissuto Adamo ed Eva. Qui nacque il profeta Abramo.La famosa fontana delle carpe conosciuta come Halil-ur Rahman Golu.

SANLIURFA, LA CITTA' DI PROFETI E MUSEI

HarranSanliurfaŞanlıurfa, also referred to as Urfa, has a history that extends back 11,500 years. While it has hosted some of the world's oldest civilizations, its cultural, spiritual and mystical atmosphere remains very much alive, attracting a large number of visitors.
Göbekli Tepe (potbellied hill), believed to be the location where the first two humans, Adam and Eve met, is located in Şanlıurfa. Göbekli Tepe is 18 kilometers from the city center. The legendary Balıklı Göl (pool of sacred fish) marks the spot that the Prophet Abraham was thrown into the fire by Nimrod, a Mesopotamian king known for his ruthlessness. Islamic teachings tell the story of Abraham; the fire of Nimrod was, through divine intervention, turned into water, and the burning coals were transformed into fish. Today, the water is known as the Halil-ur Rahman Gölü (friend of the most beneficent lake) or Balıklı Göl.
1 million visitors per year
Balıklı Göl is the city's central attractions bringing approximately 1 million tourists each year. Visitors pray while immersing themselves in every historical detail of the ancient site. Some tourists chose to snap photos while on their visit while others record their travel with a video camera.
Visitors are allowed to feed, but not consume the fish in the lake as they are believed to be sacred. To the southwest of the lake is a mosque that used to be the Virgin Mary Church, built in the 13th century during the reign of the Ayyubids, a Muslim dynasty of Kurdish origin. The cave known to be the location of the Prophet Abraham's birth is 500 meters from Balıklı Göl, next to the Mevlid Halil Mosque. Near Balıklı Göl is the Kazar Bazaar and the Customs Inn. One can find copper, spice and traditional foods of Urfa at these sites.
Most people including tourists and local residents complain about the pollution of the lake that causes many of the fish in it to die. Two years ago, upon discovery that many fish were dying, the lake was quarantined for 10 days. No one was allowed near the fish during the quarantine as an "oxygen cleaning system" was implemented. The lake contains thermal spring waters therefore food and garbage thrown into the lake clog the filtration system, causing pollution and killing the fish. For this reason, the lake is cleaned thoroughly every year.
Holy to all three monotheistic religions
Balıklı Göl has a special allure for its visitors as it holds religious significance for all three monotheistic religions. According to the governor of Şanlıurfa, the lake attracts visitors both in the summer and winter season and there are many sites around the lake that can be visited such as the town known as the "land of the prophets," the cave where the Prophet Ayoob suffered from illnesses , the mausoleums of St. Elyasa and Rahime Hatun, the Roman city of Şuayb , the holy stone Prophet Ayoob rubbed his back on, the Great Harran mosque, Ömeriye Mosque, Der-Yakup Church, Deyri-Mesih Church, the Şanlıurfa Castle, historical inns, Turkish baths, bazaars and much more. Most foreign tourists visiting Urfa are Iranian and Syrian. Iranians heading to Hajj (pilgrimage in Mecca) or to the tomb of Ali's daughter, Zeynep, make a stop at Balıklı Göl.
Bediuzzaman died in Şanlıurfa
The grave of Bediuzzaman Said-Nursi, referred to as the Islamic scholar of the century and the author of many religious books called Risale-i Nur, is located in Şanlıurfa. The great scholar died on March 23, 1960 in Şanlıurfa's İpek Palace Hotel and was buried close to Balıklı Göl.
The great scholar's body was removed by the militia administration to an unknown location 111 days following his burial ceremony; however, most people still visit the site today and pray for the great scholar.
Şanlıurfa home of 'isot' Spice
Isot, a kind of chili pepper, can be found in Şanlıurfa, where the spice is used in just about every dish. Research conducted in England by Nottingham University proves that isot contains great health benefits, especially in fighting cancer cells. After the research was published, Şanlıurfa's spice gained newfound prominence; according to the regional agriculture administration, isot production in the city increases with each passing year. In 2005, 124,000 tons, and in 2006, 130,000 tons of isot were produced in the city. Şanlıurfa mainly exports isot to foreign countries such as Germany, Austria and Holland that have large Turkish minority populations.
In Şanlıurfa, the daily consumption of isot during the summer is around 70 tons. Regional Farming Director Mehmet Altun said that many doctors ask for "Harran" isot (Harran a district of Urfa) for the treatment of cancer. A recent study by the Ministry of Health Cancer Research Center supports the research of Nottingham University and says that regions with high levels of isot consumption have lesser cancer victims.
There are 97 archaeological sites located in Şanlıurfa's center, district and villages. Of these, 92 sites are in mounds on the Harran Plain. The first archeological study of the central mound was conducted in 1951 by Turkish and British excavation groups. Another group headed by Dr. Nurettin Yardımcı continued archeological works in 1983. Ruins belonging to 3 B.C. to A.D.13 have been found in the central Harran mound. The most important remains are inscribed tiles from the period of Nabonid, the last king of Babylon. The tiles, inspired by Nabonid and the Temple of Sin, are from the Harran. Excavations works are still underway and any artifacts that are found are placed in an exhibit at the Şanlıurfa Museum.
Harran Castle
Harran Castle is located southeast of the city, near the city walls. The castle used by different kings at different times is partially erect today. The castle was restored by the Fatimid Caliphate in 1059. The date the castle was first constructed is unknown. A mosque is located northeast of the Harran mound. It was built by King Mervan the 11th between A.D 744 and 750. In some books it is referred to the as the Cami-el Firdevs (mosque of the highest heaven) or the Cuma Cami. (Friday mosque) The mosque is Anatolia's most ancient, most grand and most decorated mosque.
Sheikh Hayat-El Harran mausoleum and mosque
Sheikh Hayat-El Harrani was a Muslim scholar who lived in the 12th century. After he died in Harran in 1185 he was buried outside of the city walls. His grave is visited by many people. It is also believed that the Prophet Abraham's father, Tarah, is also buried in the same location.
Han-el Babur Caravansary
At a distance of 20 km to Harran, a caravansary -- an inn with a large courtyard -- from the Ayyubid period and is located in the village of Göktaş. There are inscriptions on the caravansary that indicate it was built by Husammeddin Ali between A.D.1128-1129. With its wide yard, it is a typical caravansary of the Seljuk era. Rooms for winter and summer caravans surround the yard. On the northwestern edge of the yard there is a domed building that assumed to be a Turkish bath, however, it's difficult to decipher as most parts of the structure are in ruins.
Ruins in city of Şuayb
The city of Şuayb is located 45 kilometers from Harran and 35 kilometers from Han-el Barur Caravansary. Roads have been paved so that bus transportation is available to both locations. Numerous structures were constructed from shear stone blocks over hundreds of rock mausoleums. Only some wall sections and the foundation ruins of the structures managed to withstand the destruction that came with time, standing until today. Dispersed over a wide area, there are scattered ruins of a city-wall. A cave located among the ruins of the city of Şuayb is believed to be the Prophet Şuayb's refuge location.
Ruins of Soğmatar
This ancient city, 60 kilometers from Harran and 15 from Şuayb city has paved roads. The city has remains that include walls and forts, presumed to be dating back to the second century. Soğmatar was once a center of Sabiism, an ancient belief system, and Marilaha, a god which derived from the Sin culture of Harran. The most important remains from the ancient city are the open-air temple where people both worshipped and made sacrifices for different planets.
St. Eyyüp Nebi Village and St. Eyyüp Mausoleum
The Eyyüp Nebi village, located 12 kilometers from the Viranşehir district, is an important tourist attraction. The mausoleums of St. Eyyüp, St. Elyasa and Rahime Hatun are located in this village. Şanlıurfa's governorship launched restorative works in 1992 to protect and maintain the ruined mausoleums. The recent restorative efforts are being headed by the Ankara Metropolitan Municipality.
Aynel Arus
Aynel Arus, meaning "wedding spring," is a natural thermal spring located 50 kilometers south of Urfa and 20 southwest of Harran in Akçakale. The lake flows between Syria and Turkey and resembles an oasis. It is believed that Prophet Abraham and his wife Sara were married at this spring while traveling to Aleppo in Syria. For this reason, the lake is referred to as the "wedding spring," and is also referred to as "Ayn Halil-ur Rahman," which means the "friend of the most beneficent spring."
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Harran homes: The homes in Harran are unique and alluring in that they have been constructed from tiles found among the ancient remains from Harran. These homes are cool in the summer and warm in the winter. It is believed that chickens lay more eggs, animals are better tamed and foods stay fresh for much longer in these homes. (H. Ibrahim Gaffar/Zaman)
26.02.2007

 

 

SPETTACOLI/CINEMA

CONTRO-BORAT A DIFESA DELl'IMMAGINE

L'insolita iniziativa con cui l'ex giornalista turco Mahir Cagri intende farsi giustizia da solo affidando un suo film autobiografico con la propria versione dei fatti al produttore di "Ali". Tra 8-9 settimane - a suo dire - si dovrebbe cominciare a girare. Straordinario tempismo.

Mahir_Cagti_il_contro_BoratUn contro-Borat a difesa della sua immagine. Questa l'insolita iniziativa con cui Mahir Cagri minaccia di farsi giustizia da sé. L'ex giornalista turco, alla ribalta delle cronache per aver accusato Sacha Baron Cohen di plagio, annuncia a <Rolling Stones> di voler affidare a un film autobiografico la sua versione dei fatti: "Me lo hanno chiesto da Hollywood - si legge nel numero da ieri in edicola -. Sono andato dal produttore di "Ali", il film con Will Smith, e gli ho chiesto se secondo lui potevo portare la mia storia al cinema. Lui ha detto che sarei stato un ottimo attore e che dovevo assolutamente farlo. Fra 8 o 9 settimane dovrei iniziare a girare".
Quello che Cagri rimprovera all'ex Ali G è di aver ispirato l'improbabile inviato della tv kazaka, nei nostri cinema dal 2 marzo, al suo cliccatissimo sito web www.ikissyou.org: "Ha ripreso intere espressioni - accusa, alludendo allo smozzicato inglese di Borat -. Ma poi anche il ping pong, i vestiti: è tutto mio". Una punta di veleno emerge poi dalla constatazione dello straordinario tempismo di Baron Cohen: "Guarda caso, prima che il mio sito diventasse famoso, per 'Borat' e l''Ali G. Show' non aveva mai usato espressioni come 'I Kiss You', 'I like sex', 'I invite you'. Poi le ha adottate improvvisamente". (Adnkronos/cinematrografo.it)
26.02.2007

 

 

SOSPESA
"LA VALLE
DEI LUPI"

A spingere i dirigenti della emittente turca <Show Yv> sono state migliaia di proteste pervenute da parte dei cittadini per le forti sequenze di violenza oltre ogni limite.

La_valle_dei_lupiL'emittente televisiva turca <Show Tv> ha sospeso la messa in onda della puntata  de "La Valle dei Lupi", uno dei serial televisivi di maggior successo di questa stagione ed è probabile che la fiction non torni più sugli schermi. A spingere i dirigenti della tv a bloccare la messa in onda della produzione sono state la migliaia di proteste pervenute da parte dei cittadini. "La Valle dei Lupi" (Kurtlar Vadisi in turco) ha infatti un tasso altissimo di violenza e, soprattutto, contenuti marcatamente nazionalistici e anti-curdi. La fiction è trasmessa sugli schermi turchi fin dal 2005 e ha sempre ottenuto un grandissimo successo in termini di audience, ma è sempre stata oggetto di molte critiche a causa dei suoi contenuti, idonei a suscitare odio per gli stranieri e le minoranze del paese. L'ultima serie, il cui sottotitolo è "Il terrore" (quello del 2005 era "Iraq") e che ha la trama di una spy story, avrebbe però superato ogni limite, tanto da spingere migliaia di telespettatori a protestare con il Rtuk (Consiglio supremo per la radio e la televisione), l'organo responsabile del controllo sui contenuti radiotelevisivi. L'istituto non ha il potere di bloccare un programma, a meno che non abbia un contenuto evidentemente contrario alla legge, ma ha deciso di fare pressione sui dirigenti di Show TV, che nei giorni scorsi si erano detti contrari al blocco della fiction. "Proporre al pubblico contenuti così marcatamente nazionalistici attraverso un popolare programma televisivo di successo rischia di creare reazioni indesiderate tra i più giovani - ha spiegato alla stampa turca Saban Sevic, un dirigente del Rtuk -. L'omicidio di Hrant Dink (giornalista di origini armene ucciso a gennaio da un giovane nazionalista, ndr) è il risultato di operazioni come questa". All'ultimo momento, la puntata di è stata soppressa, ma da <Show Tv> annunciano che solo nei prossimi giorni decideranno se è il caso di non mandare più in onda le restanti puntate della serie. (Adnkronos International)
26.02.2007



SATURNO CONTRO: PARLA OZPETEK 

Intervista di <primissima@primissima.it> al regista  turco nazionalizzato italiano. Un film corale che che narra dell'incontro di due generazioni: i trentenni e i quarantenni. Tredici personaggi in una società in piena crisi di ideologia. Tra gli interpreti anche Ambra.

Foto_di_gruppo_in_Saturno_controSaturno_controGiunto ormai al suo sesto film, Ferzan Ozpetek ritorna con Saturno contro, film corale, che narra dell'incontro di due generazioni: i trentenni ed i quarantenni. Tredici personaggi che, in una società in piena crisi delle ideologie ed esaltazione della realizzazione economica del singolo, si trovano a fare i conti, alla soglia della maturità, con la necessità di riscoprire il senso del gruppo.

- Saturno contro è un film che mette in scena la vita di alcuni trentenni e quarantenni, due generazioni che, secondo lei, hanno punti in comune nella società odierna?

Sì queste due generazioni hanno punti in comune. In particolare nel film ci sono tre personaggi che hanno intorno ai trentanni, gli altri sono sui quaranta. Diciamo che l'età di cui si occupa il film sono i quarantenni. Io quando ne ho compiuti trenta mi sentivo un vecchio, è stato un po' difficile come passaggio. In realtà poi mi sono accorto, ora che di anni ne ho 48, che invece ero un ragazzino e che quello che si dice: che a quarantanni un uomo rinasce, per me è stato vero, e ho voluto raccontarlo. E' vero perché a quarantanni hai uno sguardo diverso sulle cose, le riesci ad apprezzare maggiormente e personalmente sono diventato più sentimentale, ancora di più rispetto al passato.

- Quanto è importante per lei l'amicizia e il concetto diciamo di 'famiglia allargata' per far fronte e per condividere la vita con le persone alle quali vogliamo bene?

E' fondamentale perché è la mia vita. Io confondo molto l'amicizia con l'amore e questo è, da un lato meraviglioso, e dall'altro problematico. I miei grandi amori sono diventati i miei grandi amici. Quello che racconto nel film è che per me una grande amicizia, fra due uomini, due donne, o uomini e donne, è anche una grande storia d'amore. Sento un grande amore per i miei amici, ovviamente, in mezzo non c'è il sesso perché quello complica le cose e diventa un altro tipo di conoscenza. Nella vita e nel film io metto l'amicizia sopra l'amore. Perché l'amore fa parte dell'amicizia. Volevo soffermarmi anche in Saturno contro su quel momento magico che scatta, magari quando si esce con qualcuno che non si conosce ancora bene, e si sente una forte attrazione. E da lì in poi c'è tutto uno sviluppo di emozioni e sentimenti.

Stefano_Accorsi_in_Saturno_controPier_Francesco_favino_e_Margherita_Buy_in_Saturno_contro- Il cast è impressionante. Si ritorna al film corale come Le fate ignoranti. Come ha scelto gli attori e come è andata con loro?

Io non ho mai fatto provini nella mia vita. E' un modo di lavorare che mi ha portato anche a dubitare di me stesso perché le scelte le faccio in base alle sensazioni che provo con una determinata persona. Quindi ci sono attori come Margherita Buy o Stefano Accorsi che conosco da esperienze precedenti e che amo e che desidero riavere con me mentre altri sono stati scelti proprio in maniera piuttosto inconsueta. Perché ci siamo incontrati e ci siamo piaciuti reciprocamente. Ho avuto un rapporto con i miei attori che è stato emozionante e il film riflette in pieno questa cascata di emozioni dalle quali siamo stati travolti, sia io che loro. Anche perché Saturno contro parla di emozioni, di sentimenti. Sono molto orgoglioso di essere riuscito ad ottenere questo rapporto con i miei attori, da quello che ha lavora quattro giorni a quello che è stato sul set un mese. Ma io sono fatto così, mi innamoro realmente durante le riprese di loro, e il film ha funzionato perché si sono sentiti tutti amati. Questo me lo hanno confermato gli attori e i risultati ottenuti. 
Ambra_Angiolini_in_Saturno_contro- In particolare vediamo nel cast Ambra Angiolini, Luca Argentero, Filippo Timi, che provengono da ambienti extra-cinematografici anche se oramai Timi e Argentero sono due attori anche di cinema a tutti gli effetti - ma questo per chiederle se le piace anche volgere lo sguardo oltre il panorama degli attori di cinema?

Ambra Angiolini l'ho conosciuta a Lecce dove mi premiarono con il Valentino d'oro. Lei presentava la serata e io l'ho guardata, l'ho osservata tutta sera e mi sono detto: 'E' meravigliosa, mi piace. Devo fare qualcosa con lei, devo lavorare con lei'. Le parlavo e mi piaceva moltissimo come si comportava, come si muoveva. Sono tornato a Roma, nel frattempo sono passati circa sei mesi, e parlando con Gianni Romoli, mentre scrivevamo la sceneggiatura, ho detto a Gianni: 'C'è la parte di Roberta che la vorrei dare a Ambra, la vedo perfetta per lei'. Romoli era scettico perché lei non è un'attrice quindi aveva qualche dubbio ma l'ho convinto che l'avrebbe fatta benissimo e così è andata. Il personaggio, ad esempio, dell'infermiera che è interpretato da Milena Vukotic, io pensavo a lei già mentre scrivevo la sceneggiatura. E' in quella fase che visualizzo già l'interprete adatto per la parte. E devo dire che funziona perché "Saturno contro" potrà anche non piacere ma non si potrà dire che non è ben recitato. Ho avuto la fortuna di avere veramente un gruppo di grandi attori. E parlo veramente di tutti. Da Michelangelo Tommaso che fa una parte minore rispetto agli altri a Filippo Timi straordinario, a Favino che è meraviglioso... Dico la verità sono molto soddisfatto di come è venuto il film e di quello che ho instaurato con questa famiglia di interpreti.

- Quali sono gli interrogativi esistenziali che la interessano maggiormente? Su cosa riflettono i suoi personaggi? Cosa li mette in crisi o gli dona gioia?

Sono tanti gli interrogati e le situazioni portate sullo schermo da questi tredici personaggi. Posso dire, per riassumere, che in generale sono persone realizzate sul lavoro che sono giunte ad un punto della loro esistenza dove si chiedono: Ma tutto questo che senso ha? Che cosa ho fatto fino ad ora? Chi sono le persone che ho intorno e che mi sono rimaste vicine?

- Cosa significa avere "Saturno contro"?

Non si parla tanto di astrologia nel film ma "Saturno contro" è uno stato d'animo. In astrologia ogni 27 anni ti capita nel tuo segno di avere il pianeta di "Saturno contro". Questo crea per un paio di anni una situazione dove si pesano le cose, si calcola, non c'è più quella patina di leggerezza della vita, si iniziano a tagliare i rami secchi, ti mette, insomma, continuamente alla prova. Ti obbliga a guardarti dentro. Questo non significa che non si vola più, però lo si fa con un'altra coscienza. Senza più frivolezza. Con più maturità. E i personaggi del film è come se avessero tutti Saturno contro nel periodo della loro vita che racconto.

- E' un film più malinconico del tempo che è andato, o più di presa di coscienza di cosa si è ottenuto e fatto all'incirca a metà del cammin di nostra vita?

C'è malinconia ma emerge anche una grande forza che è data proprio dallo stare insieme. Quello che li salva è la loro unione, il condividere con gli altri la loro situazione, che non vuole dire evitare la solitudine ma una qualità della solitudine che ti fa vivere in maniera molto diversa. Io vedo sempre molto ostilità intorno a me ma più vedo ostilità e più cresce l'amore, l'affetto per il gruppo di persone che frequento, con il quale condivido la mia esistenza. Al di fuori della sessualità sia chiaro, non è il gruppo di omosessuali che fa gruppo a se, non sto parlando di quello, come invece, hanno affermato alcuni giornali. Non è così, sono i miei amici, al di fuori anche del lavoro. E nel film io racconto questo. E' come ne Il grande freddo, dove questo gruppo di amici si riuniva per la scomparsa di uno di loro e fuori faceva molto freddo mentre la casa, l'interno, era caldo e accogliente.

- Leggo che il tema della separazione è al centro del film. E' difficile per lei separarsi? E cosa rappresenta quando avviene, un fallimento?

Ma diciamo che io non riesco tanto a concepire la separazione. Parlo di rapporti che sono durati dieci, venti anni, ma come si fa a separarsi? a non vedersi mai più? quando con quella persona hai diviso emozioni, drammi, gioia, sesso. Quando finisce l'attrazione e magari entra in gioco un'altra persona, ma perché si deve cancellare l'altro? Io questo non l'ho mai capito. Capisco che è molto difficile riuscire a rimanere uniti in queste situazioni e che deve essere bilaterale la voglia di confrontarsi ma penso che così dovrebbe andare. Io provengo da una famiglia allargata. Mia madre, il suo ex-marito che è poi mio padre, quello attuale, la ex-moglie, ci ritroviamo tutti alla stessa tavola.

- La colonna sonora l'ha curata Neffa? Che cosa ci racconta di questa collaborazione decisamente interessante?

Neffa mi ha conquistato perché è uno che si fa guidare dai sentimenti, dalle emozioni, proprio come me. Il suo grande difetto e pregio al contempo è di non essere mai troppo professionista ma amatoriale, che è come mi sento io. In tutto questo ha fatto una canzone per il film che trovo bellissima e anche il tema musicale mi piace molto. Anche se nel film non c'è tantissima musica perché mi sono accorto che quando la inserivo non ero soddisfatto di come riusciva la scena. C'è molta meno musica, rispetto ai miei film precedenti, in Saturno contro. (primissima@primissima.it)
26.02.2007

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