PRIMO
PIANO
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A
RILENTO L'ADESIONE ALL'UNIONE EUROPEA
Un'altra
battuta di arresto a Bruxelles per la Turchia e più precisamente
per quanto riguarda il capitolo sulla libera circolazione dei
capitali. I Ventisette hanno chiesto ad Ankara un
piano dettagliato sulle normative comunitarie. Gli incontri. |
Dopo lo stop formale di Bruxelles al processo di adesione della Turchia
all'Unione Europea, le trattative sui singoli capitoli del dossier
Ankara-UE vanno avanti a singhiozzi.
Se Ali Babacan, ministro dell'Economia e capo negoziatore con la UE è in
visita a Bruxelles per riprendere il dialogo su diversi settori, la UE
risponde con un'altra battuta d'arresto, quella che riguarda il capitolo
sulla libera circolazione dei capitali. Nell'ultimo Coreper -
coordinamento degli ambasciatori UE - i Ventisette hanno chiesto ad Ankara
di presentare un piano dettagliato sull'adeguamento alle normative
comunitarie in materia di movimento di capitali e hanno invitato
all'abolizione delle restrizioni sugli investimenti esteri. Nell'occasione
Babacan ha visto il responsabile degli Affari monetari Joaquin
Almunia e quella dell'agricoltura Mariann Fisher Boel.
Nell'incontro con Danuta Hubner, commissaria alle Politiche
regionali, il ministro aveva parlato del riassetto territoriale necessario
per avere accesso ai fondi strutturali. Con Andris Piebalgs, commissario
per l'energia, ha invece affrontato il tema dell'energia. La Turchia,
Paese chiave dal punto di vista energetico per il gas e il petrolio che
transitano sul suo territorio, possiede diverse infrastrutture su cui
l'Europa ha gli occhi puntati, tra cui la Btc (Baku-Tbilisi-Ceyhan) che
porta il petrolio dal Mar Caspio al Mediterraneo e il Nabucco - per ora
solo un progetto - che dovrebbe portare l'oro nero dal Mar Caspio al
centro Europa.
Dopo l'incontro con Babacan, il commissario all'Allargamento Olli Rehn si
è detto "soddisfatto" per la determinazione del capo
negoziatore a mettere in atto il piano di riforme e si è augurato una
maggiore cooperazione nel settore dell'energia. Per quanto riguarda il
processo di adesione, Rehn ha ribadito che condizione necessaria per la
ripresa delle trattative è la revisione dell'articolo 301 del codice
penale, considerato dalla UE eccessivamente restrittivo della libertà
d'espressione. (Denaro.it)
26.02.2007
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Avviata
dalla Repubblica di Cipro la procedura per permessi di
esplorazione e delle licenze dopo la scoperta di giacimenti
nel Mediterraneo orientale, tra la costa sud dell'isola e quelle di
Egitto e Libano. Ciò, nonostante la recente protesta di
Ankara
SFRUTTAMENTO
IDROCARBURI E APPALTI |
La Repubblica di Cipro ha avviato la
procedura di appalto dei permessi di esplorazione e delle licenze di
sfruttamento degli idrocarburi che si trovano in vasti giacimenti
individuati nel Mediterraneo orientale, tra la costa meridionale
dell'isola e le coste di Egitto e Libano.
Alla cerimonia ufficiale della prima tornata di offerte d'appalto, che si
concluderà il 16 luglio, hanno preso parte il ministro cipriota dell'Industria Antoni Michaelides, quello degli esteri George Lillikas e
il ministro egiziano del Petrolio Amin Fahmy oltre ai rappresentanti di
decine di aziende petrolifere interessate.
Secondo i calcoli effettuati dalle compagnie specializzate del campo degli
idrocarburi incaricate dal Governo di Cipro, nel tratto di mare fra la
costa Sud di Cipro, l'Egitto ed il Libano esistono giacimenti sottomarini
con una capacità tra i 6.000 e gli 8.000 milioni di barili di greggio,
per un valore stimato di 400 miliardi di dollari.
L'intenzione di Nicosia di procedere allo sfruttamento dei giacimenti
nelle scorse settimane ha provocato la risentita reazione di Ankara
secondo cui Nicosia non ha diritto di sfruttare quei giacimenti insieme
con Egitto e Libano perché il Governo della Repubblica di Cipro -
greco-cipriota, l'unico riconosciuto a livello internazionale - non
rappresenterebbe tutta l'isola. Cipro è divisa dal 1974 in seguito ad
un'invasione militare della Turchia che ancora ne occupa il 38% dell'area
Nord con circa 40.000 soldati e nella parte sotto occupazione militare nel
1983 venne auto-proclamata una Repubblica turca di Cipro del Nord che è
riconosciuta solo da Ankara.(Ansa)
26.02.2007
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PAPADOPOULOS
AD ATENE PER CIPRO
Il
presidente greco-cipriota si è visto ad Atene con il premier greco
Costas Karamanlis, con il ministro degli esteri Dora Nakoyannis ed
alcuni leader dell'opposizione per dicutere della disputa con Ankara
sulle esplorazioni di riserve offhore nel Mar Mediterraneo. |
Cipro non ha bisogno del consenso
della Grecia, suo tradizionale alleato, per sfruttare i vasti giacimenti
di gas naturale e petrolio individuati nel Mediterraneo orientale, tra la
costa meridionale dell'isola e le coste di Egitto e Libano. E' quanto ha
detto il presidente cipriota Tassos Papadopoulos al termine di un incontro
ad Atene con il premier greco Costas Karamanlis nel corso del quale è
stata discussa la spinosa questione che ha suscitato notevoli proteste ma
anche poco velate minacce da parte del Governo di Ankara. "Io non
ritengo che sia necessario, e sottolineo la parola 'necessario' - ha detto
Papadopoulos - avere il consenso. Le nostre relazioni sono talmente buone
che non abbiamo bisogno di un altro accordo che potrebbe avere altre
ripercussioni". L'intenzione del governo cipriota di procedere allo
sfruttamento dei giacimenti ha provocato nelle ultime settimane la
risentita reazione di Ankara, secondo cui Nicosia non ha diritto di
sfruttare quei giacimenti insieme con Egitto e Libano perché il Governo
della Repubblica di Cipro - l'unico riconosciuto a livello internazionale
- non rappresenterebbe tutta l'isola.
Secondo le relazioni
preliminari effettuate da compagnie specializzate del campo degli
idrocarburi incaricate dal governo di Cipro, nel tratto di mare fra la
costa Sud dell'isola, l'Egitto ed il Libano esistono giacimenti
sottomarini con una capacità tra i 6.000 e gli 8.000 milioni di barili di
greggio, per un valore stimato di 400 miliardi di dollari. Il Governo di
Nicosia ha avviato lo scorso 15 febbraio la procedura di appalto dei
permessi di esplorazione e delle licenze di sfruttamento dei giacimenti
alla cui apertura hanno partecipato, incuranti delle proteste turche, i
rappresentanti di decine di aziende petrolifere internazionali.
Karamanlis, da parte sua, ha dichiarato che Cipro "ha il diritto
sovrano" di fare prospezioni petrolifere ed ha esortato la Turchia a
ricordare gli obblighi che si è assunta nel processo di adesione
all'Unione Europea, processo già parzialmente congelato dall'UE proprio
per l'atteggiamento di Ankara nei confronti di Nicosia. (Denaro.it)
26.02.2007
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LA
PAZIENZA HA SEMPRE UN LIMITE
Quella del Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate turche, gen.
Yasar Buyukanit, si sta esaurendo a proposito dell'appoggio dei
curdi iracheni al Pkk. A frenare sull'acceleratore è però il
ministro degli Esteri Abdullah Gul che cerca ancora la via
diplomatica. |
 Tutto lascia indicare che la
pazienza della Turchia nei confronti dei sogni indipendentisti curdi si
sta rapidamente esaurendo. Il Capo di Stato Maggiore turco, generale Yasar Buyukanit,
in visita recentemente negli Stati Uniti, ha detto, citato dalla <Reuters>: "Ci
sono al momento due gruppi che sostengono il Pkk (gli indipendentisti
curdi della Turchia) nel nord dell'Iraq", con un riferimento evidente
alle maggiori forze politiche curde irachene alleate degli Usa, il
Partito democratico curdo di Massoud Barzani e l'Unione patriottica di
Jalal Talabani. "Il versante iracheno del nostro confine comune è
completamente privo di sorveglianza. L'Iraq ha abbandonato l'intera area
di confine al Pkk. Molti terroristi armati sono sul lato iracheno del
confine", ha aggiunto Buyukanit.
Citato da <Anadolu>, il generale in congedo Edip Baser, incaricato dal
Governo di Ankara per la lotta contro il terrorismo, ha dichiarato "I
terroristi all'interno dei campi del Pkk ricevono ogni tipo di sostegno
logistico e rifornimento dalla regione che è sotto il controllo
dell'amministrazione dell'Iraq settentrionale (cioè il Governo regionale
curdo iracheno presieduto da Massoud Barzani)".
A sua volta il ministro della Giustizia turco Cemil Cicek ha affermato che
"forze esterne, grandi potenze" sono dietro alla crescita del
terrorismo (che è essenzialmente di matrice curda) in Turchia,
forze che sarebbero preoccupate dallo sviluppo e dal ruolo di Ankara a
livello medio orientale. Come riferito dal sito online di <Hurriyet>,
il Capo di Stato Maggiore turco in una cena organizzata all'Ambasciata
turca a Washington, a cui hanno partecipato i rappresentanti della comunità
turca degli Stati Uniti, ha criticato l'inazione della comunità nel
difendere gli interessi della Turchia, facendo un parallelo con le iniziative
della diaspora armena che agisce energicamente per ottenere il
riconoscimento a livello internazionale del cosiddetto genocidio armeno. (Arab
Monitor)
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Il Governo turco ha indicato l'intenzione di avviare colloqui con il
Kurdistan iracheno sulla sicurezza alla frontiera, malgrado l'opposizione
dell'esercito che accusa i gruppi iracheni di sostenere i combattenti
separatisti.
"Dobbiamo intavolare negoziati faccia a faccia per indurli a fare le
cose giuste", ha dichiarato ai giornalisti il ministro degli Esteri
di Ankara, Abdullah Gul. "Dovremmo spiegare loro quali sono i
pericoli". Il capo ella diplomazia turca non ha indicato piani
concreti o possibili date per i colloqui. L'inviato Usa aveva recentemente
incontrato funzionari del Governo e dell'Esercito di Ankara. In
quell'occasione era stato chiesto che le due parti lanciassero negoziati
sulle questioni della sicurezza.
Per parte sua il Primo Ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, ha accusato
gli Stati Uniti di non onorare la promessa di aiutare la Turchia a
contrastare i ribelli separatisti curdi, malgrado la nomina di un inviato
speciale per risolvere la minaccia che i guerriglieri rappresentano per il
Paese. Erdogan ha affermato che non è stata intrapresa alcuna iniziativa
per espellere il Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) dalle sue basi
nel nord del paese o per tagliare gli aiuti finanziari al gruppo ribelle.
Gli Usa, pressati dalla Turchia, ad agosto avevano nominato il generale in
pensione Joseph Ralston, ex comandante supremo della nato, inviato
speciale per contrastare il Pkk. Erdogan ha sottolineato che gli uffici
del Pkk sono ancora operativi lungo la frontiera, malgrado le
rassicurazioni sulla loro chiusura giunte dall'Iraq. E ha aggiunto che non
è stato ripagato il sostegno di Ankara nella lotta al terrorismo. (da
Ap)
26.02.2007
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A
dichiararlo il vicepresidente dell'Iraq Adil Abdul Mahdi in visita
nella capitale turca dove si è visto con il ministro degli Esteri
turco Abdullah Gul. Una frase ambigua in arabo che poi è stata
subito corretta. Il possibile per scongiurare attacchi contro la
Turchia.
"SOSTENIAMO
ANKARA IN UN CONFLITTO CON IL PKK" |
L'Iraq è dalla
parte della Turchia nel conflitto con i ribelli separatisti curdi. Lo ha
assicurato il vice presidente del Paese, Adil Abdul Mahdi, in visita ad
Ankara dove ha incontrato il ministro degli Esteri Abdullah Gul.
La Turchia sta sollecitando l'Iraq ed il suo alleato statunitense ad usare
la mano pesante contro i ribelli del Pkk (Partito dei lavoratori del
Kurdistan) che lanciano attacchi in territorio turco dalle loro basi nel
nord dell'Iraq.
Il gruppo ha ingaggiato una sanguinosa guerra nel sudest della Turchia dal
1984, un conflitto costato la vita ad oltre 37mila persone. Ankara non ha
escluso incursioni militari in territorio iracheno per scovare separatisti
curdi malgrado gli avvertimenti di Washington che teme che una simile
decisione possa portare ad ulteriori tensioni con i gruppi curdi in Iraq,
alleati strategici degli Usa nel Paese.
"Non possiamo combattere contro organizzazioni straniere", ha
dichiarato Abdula Mahdi, uno dei due vice presidenti dell'Iraq, secondo
quanto riferito da un interprete. Ma la dichiarazione di Mahdi in arabo ha
stupito Gul che ha chiesto se ci fosse un errore di traduzione. Il vice
presidente iracheno ha in seguito corretto la sua affermazione: "Per
noi è fuori questione non combattere contro organizzazioni
straniere". Mahdi ha detto che le forze irachene faranno del loro
meglio per scongiurare attacchi contro la Turchia dal territorio iracheno.
(da Ap)
26.02.2007
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SQUADRA
DI TECNICI TURCHI A GERUSALEMME
Dovrà
verificare se gli scavi nel recinto della Moschea al-Aqsa hanno
danneggiato il luogo santo degli arabi. La decisione presa dopo
l'incontro tra i premier Recep Tayyip Erdogan e Ehud Olmert. Ancora
divergenze sulle questioni iraniane. Nessun appoggio contro Teheran. |
 La Turchia negli ultimi anni ha ha
cercato di affermare il suo peso nel Medio Oriente per ristabilire il suo
ruolo di leader, ma anche per tamponare le numerose crisi innescate dagli
Stati Uniti e per favorire le proprie esportazioni nell'area. Se, da un
lato, la visita di Ehud Olmert ad Ankara ha probabilmente mostrato che la
Turchia manca ancora del peso politico sufficiente per poter mediare tra
israeliani e palestinesi - peso che possiedono solo gli Stati Uniti -
Erdogan, mandando una delegazione per verificare eventuali danni alla
Moschea al-Aqsa, ha imposto il Paese come possibile nuovo mediatore. Ad
Ankara, Olmert non ha trovato nessun appoggio contro Teheran. La Turchia si
è riavvicinata all'Iran grazie alle comuni paure sullo status
dell'Iraq settentrionale e per la comune volontà di prevenire un
ulteriore escalation militare. Se a livello politico la diffidenza domina
tra i due Governi, Israele rimane un buon cliente della Turchia. Tel Aviv
ha importato, nel 2006, dalla Turchia beni per 1.2 milioni di dollari (di
poco inferiore alle importazioni dalla Francia) e più di quattrocentomila
turisti israeliani hanno visitato il Paese.
Gli
scavi nel recinto della Moschea al-Aqsa hanno creato tensioni
all'inizio della visita ad Ankara del Primo ministro israeliano Olmert, ma hanno poi aperto la via a positivi sviluppi. Si è deciso,
infatti, che la Turchia invierà una squadra di tecnici nella zona per
stabilire se i lavori a Gerusalemme danneggiano i luoghi sacri. A
presiedere la squadra sarà l'ambasciatore a Tel Aviv, Namik Tan, che
dovrà esaminare i lavori di scavo e preparare un rapporto. L'incontro
tra il Primo Ministro Tayyip Erdogan e Olmert, che era arrivato la sera
prima, sono stati dominati dai lavori di costruzioni di un percorso
all'interno del recinto della Moschea al-Aqsa . I due leader ne hanno
spiegato i dettagli nella conferenza stampa. Erdogan ha specificato che
Olmert gli ha mostrato alcune fotografie ma ha precisato:
"Sono stato
nell'area una sola volta. Una sola volta non basta. Le fotografie non mi
hanno permesso di comprendere chiaramente". Erdogan ha poi chiesto ad
Olmert: "Se mandassimo una squadra tecnica nella regione così che tutti
si rendano conto che non si sta danneggiando la Moschea al-Aqsa?", ed ha
specificato che la sua proposta è stata accettata. Olmert ha poi detto
che "i media esagerano. Non c'è niente da nascondere", ed ha poi
sostenuto che non si vuole danneggiare nulla che sia sensibile per i
musulmani.
Ehud Olmert in visita ufficiale in Turchia era
stato ricevuto secondo il protocollo da Erdogan. I due Primi Ministri, in
un fuori programma, si erano incontrati due ore da soli. Secondo un
diplomatico "si è trattato veramente un incontro privato. Non è
rimasto tempo per l'incontro tra delegazioni". Nell'incontro, oltre
alla questione palestinese, si era discusso dell'acquisizione del
nucleare da parte dell'Iran, degli sviluppi in Libano e Siria. Tayyip
Erdogan ha anche manifestato al suo interlocutore le proprie
preoccupazioni. Il Primo Ministro, prima della visita, parlando
al gruppo parlamentare del suo partito, aveva avvertito: "Adesso che si
è raggiunta un'intesa, non create tensioni. Ogni iniziativa a
Gerusalemme deve avere il sostegno dei musulmani".
Ehud Olmert si è difeso
sostenendo che gli scavi non danneggiano i luoghi sacri, e ha mostrato ad
Erdogan fotografie dell'area interessata dai lavori. Olmert ha inoltre
detto: "Non abbiamo nulla da nascondere. Questi lavori sono importanti
per le centinaia di migliaia di visitatori. Non arrechiamo alcun danno
alla moschea". Il Primo Ministro Erdogan, invece, ha precisato:
"Le
fotografie non mi hanno permesso di comprendere chiaramente. Sono stato
nell'area una sola volta, i luoghi non mi sono abbastanza familiari.
Guardando le fotografie non posso dire nulla, non posso affermare che non
viene fatto alcun danno ai luoghi sacri". Per questo Erdogan ha chiesto
di decidere per una delegazione di tecnici dalla Turchia. Olmert ha
appoggiato la proposta. È stato deciso inoltre che a condurre la
delegazione sarà l'ambasciatore turco a Tel Aviv, Namik Tan, e che
nelle prossime settimane la delegazione si recherà a Gerusalemme per
esaminare gli scavi.
Nell'incontro è stata anche esaminata la nuova situazione che si è
venuta a creare negli ultimi giorni a Mecca, dove Fath e Hamas si sono
accordati nel creare in Palestina un "Governo di riappacificazione".
Erdogan ha affermato che bisogna ristabilire relazioni con il governo per
assicurare la pace nell'area. Erdogan ha poi ricordato che dopo le
elezioni è emersa una nuova entità e che non è possibile costruire
relazioni con la Palestina discutendo solo con il Presidente Mahmud Abbas.
Ehud Olmert, da parte sua, vuole che il nuovo governo, nel quale siederà
anche Hamas, accetti la "Road map" e i principi stabiliti dal
"quartetto" Onu, UE, Usa e Russia. Olmert ha affermato: "Se
Hamas riconoscerà Israele ci siederemo al tavolo". Importati primi
passi saranno il fermare le violenze, creare uno Stato palestinese
indipendente e il riconoscimento tra le parti (Israele e Palestina). Il Governo di Tel Aviv vuole che Hamas lo riconosca apertamente.
Il Primo Ministro Erdogan, infine, ha preannunciato che dopo la formazione
del Governo di riconciliazione inviterà in Turchia Mahmud Abbas e Ismail
Haniye. Il Primo Ministro ha anche detto di "nutrire speranze" per la
pace nell'area. Erdogan ha aggiunto: "Il Governo di riconciliazione
che si formerà è una speranza". Il Primo Ministro israeliano,
dopo aver incontrato il presidente della Repubblica Ahmet Necdet Sezer, si
era anche visto con il ministro degli Esteri Abdullah Gül e con il presidente dell'Unione industriali (Tobb). (tradotto
per Aljazira da Michelangelo Guida)
26.02.2007
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COME
ROVINARE L'IMMAGINE DI UN PAESE
Per il
ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul, è necessario rivedere
l'art. 301 che punisce le "offese alla turchità". Quasi
certamente - come ha fatto intendere il presidente del Parlamento,
Bulent Arinc, se ne riparlerà a dopo le elezioni politiche di
novembre. |
L'articolo 301 del codice penale che
punisce le "offese alla turchità" dovrà essere cambiato perché
danneggia l'immagine all'estero della Turchia e del suo processo di
riforme pro-Europa. Lo ha affermato ancora una volta il ministro
degli Esteri turco Abdullah Gul un una breve intervista televisiva:
"Fuori della Turchia si pensa che qui si getta in galera la gente per
avere aperto la bocca e che ci sono centinaia di giornalisti ed
intellettuali in galera. Ciò è falso. Nessuno in Turchia viene
imprigionato per le sue opinioni" - ha affermato Gul aggiungendo,
tuttavia, che bisogna cambiare quell'articolo "Perché sta gettando
un'ombra sul processo di riforme pro-Europa".
Vari giornalisti e scrittori sono stati incriminati in base a
quell'articolo, tra cui il giornalista turco armeno Hrant Dink ucciso il
19 gennaio scorso e lo scrittore premio Novel Orhan Pamuk che però
su sub ito prosciolto.
Gul ha affermato più volte che quell'articolo deve essere cambiato, ma il
premier Recep Tayyip Erdogan ha demandato alle varie e discordanti
organizzazioni non governative turche il compito di trovare fra loro un
difficile consenso, mentre il presidente del Parlamento, Bulent Arinc, ha
affermato nei giorni scorsi che l'emendamento "non è una priorità"
per l'attuale Assemblea Nazionale, lasciando intendere che se ne potrà
parlare probabilmente dopo le elezioni politiche di novembre.
Un recente sondaggio ha mostrato che la maggioranza dei turchi si oppone a
cambiamenti in quell'articolo come pure sono contrari i nazionalisti ed
anche il maggior partito di opposizione Chp, laico e socialdemocratico. (Ansa)
26.02.2007
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"Se
il Governo turco - ha detto - abrogasse l'articolo 301 del codice
penale, che punisce le offese alla identità turca, potrebbero
nascere nel Paese gruppi paralimitari ultranazionalisti".
"E' auspicabile - ha soggiunto - una modifica dello stesso
articolo".
L'EX
PRESIDENTE DEMIREL DICE NO |
L'ex premier ed ex
presidente turco, Suleyman Demirel, ha dichiarato in una intervista
pubblicata nei giorni scorsi, che se il Governo turco abrogasse l'articolo
301 del codice penale (che punisce le offese all'identità turca)
potrebbero nascere in Turchia "gruppi paramilitari"
ultranazionalisti.
"E' invece consigliabile una modifica dello stesso articolo
accettabile da tutti", ha proseguito Demirel nella sua intervista
concessa al quotidiano <Turkish Daily News>.
Demirel ha criticato poi il premier Recep Tayyip Erdogan per avere ammesso
nei giorni seguenti all'omicidio del giornalista turco-armeno Hrant Dink
che "lo Stato profondo esiste" e cioè quelle bande di
ultranazionalisti, di ex militari, 007 deviati e mafiosi che commettono
crimini finalizzati - a loro dire - alla "salvezza dello Stato".
Demirel ha proseguito poi affermando che se Erdogan è convinto che lo
Stato profondo esiste, deve produrre le prove e o dovrebbe
"sgominare" con i mezzi a sua disposizione. (Ansa)
26.02.2007
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La
svolta di Robert Kotcharian circa la Turchia in Europa. Ankara,
però, dovrebbe sia diventare più tollerante nei confronti delle
minoranze sia riesaminare il suo passato.
FAVOREVOLE
IL PRESIDENTE
ARMENO |
Il presidente armeno Robert
Kotcharian si è espresso in favore dell'ingresso della Turchia
nell'Unione europea, nella speranza che Ankara diventi più tollerante nei
confronti nelle minoranze e sia disposta a riesaminare il suo passato.
"Gli imperi hanno sempre avuto difficoltà a chiedere scusa e
soprattutto quando si tratta di un impero orientale", ha sottolineato
Kotcharian in un'intervista al quotidiano francese <Le Figaro>, ricordando
il genocidio armeno durante la Prima guerra mondiale mai ammesso dalla
Turchia.
L'Armenia, ha poi assicurato, è pronta ad avviare relazioni
diplomatiche con la Turchia e a formare una commissione intergovernativa
"che discuta tutte le questioni, comprese le più delicate", ma
finora Ankara ha respinto ogni apertura. (Agi)
26.02.2007
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<GOOGLE>
ATTACCATO
DA DYP
Il
gruppo giovanile, formazione politica di centro-destra ha promosso
una campagna virtuale contro il motore di ricerca per la questione
armena. |
Ci mancavano solo le
persecuzioni virtuali. Il gruppo giovanile del Dyp, Il Dogru Uol Partisi,
formazione politica di centro-destra, ha promosso una campagna contro il
motore di ricerca <Google>. Il motivo dell'attacco è digitando
"Armenian Genocide" sulla maschera di ricerca del portuale dove
i primi 100 risultati che escono confermano il massacro compiuto nel 1915
dalle truppe ottomane. Il gruppo ha fatto sapere che i siti in questione
sarebbero stati creati dagli armeni per screditare la versione turca e
occupare uno spazio maggiore sulla rete. (Apcom)
26.02.2007
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ERDOGAN
AVVERTE GLI USA SU GENOCIDIO
Il
Primo Ministro turco è intervenuto in persona per far sapere
all'alleato che il popolo della Mezzaluna è stanco delle iniziative
organizzate dalle lobby armene. L'approvazione di una legge ad
hoc potrebbe gettare ombre nelle relazioni strategiche tra
Ankara e Washington. |
Non bastavano le
visite del ministro degli Esteri turco AbduCapollah Gul e del Capo di
Stato Maggiore delle Forze Armate, generale Yasar Buyukanit. Adesso a
mettere in guardia gli Stati Uniti ci si è messo Recep Tayyip Erdogan in
persona. Il premier turco ha inviato un messaggio ai rappresentanti del
Congresso americano. Il motivo è la legge sul genocidio armeno che il
Senato Usa dovrebbe approvare tra breve.
"Non ci aspettiamo decisioni negative da parte del Congresso - ha
detto Erdogan e siamo sicuri che alla fine la mozione non passerà. Ma se
dovesse essere approvata, allora questa decisione potrebbe gettare ombre
pesanti sulle relazioni strategiche fra la Turchia e gli Stati Uniti. Il
popolo turco è esausto di tutte queste iniziative organizzate dalle lobby
che fanno riferimento alla diaspora armena, sembra quasi che si divertano.
Quello che noi affermiamo è che è compito degli storici affermare se si
sia trattato di genocidio o meno. Nessuno ha il diritto di diffamare lo
Stato turco in questa maniera. Non abbiamo avuto mai vissuto con alcuna
macchia durante la nostra storia e non siamo disposti a farlo
adesso". (Apcom)
26.02.2007
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PING-PONG
SULLA MOSTRA
DEL QUIRINALE
Diplomazia
turca e comunità armena - con lettere alla <Stampa> di
Torino> - cercano di far valere le proprie ragioni sui motivi
dell'assenza nelle sala delle Bandiere di specifici pezzi artistici. |
Ping-pong tra la diplomazia turca e
la comunità armena. Dopo le proteste di quest'ultima - con una lettera a
<La Stampa> - che contestava agli organizzatori della mostra
"Turchia 7000 anni di storia" di non avere inserito anche pezzi
della loro civiltà, pronta era stata in data 15 febbraio ultimo scorso la
risposta dell'ambasciatore turco in Italia Ugur Ziyal che di fatto
sottolineava quello che noi di <Turchia Oggi> avevamo scritto nel
nostro ultimo numero; e cioè che di fatto, nel poco spazio della Sala
delle Bandiere in Quirinale, sono stati messi solo gli oggetti più
preziosi. La querelle sembrava a questo punto chiusa. Sembrava
perché la comunità armena ha inviato una ulteriore lettera al quotidiano
di Torino, dai toni piuttosto forti e con riferimenti (invasione di Cipro
da parte dei militari) a dir poco provocatori.
Al di là di chi possa avere ragione, ci viene da riflettere su una cosa:
se tanto un evento culturale come quello del Quirinale spinge le parti a
confrontarsi duramente per far risaltare la validità delle proprie
argomentazioni, figuriamoci se il tema diventa quello del genocidio o del
presunto genocidio. La mostra di Roma era una occasione unica per aprire
una breccia nel muro dell'ostilità. Peccato! Peccato in particolare che
una parte dei due fronti - qualunque siano i motivi che spingono una comunità
ad essere refrattaria a qualsiasi tipo di dialogo - si lasci trascinare da
polemiche a volte artificiose. Se è vero infatti che forse sarebbe stato
meglio intitolare la mostra "Anatolia" dal momento che i turchi
sono arrivati nell'Asia Minore per la prima volta nel 1071 con la vittoria
nella battaglia di Manzikert dei Selgiuchichi contro i Bizantini, è
altrettanto vero che qualunque manifestazione - sia essa culturale o più
semplicemente storica - si rifà alla nazione che porta il nome. Sarebbe a
dir poco assurdo, tanto per fare un esempio, non dire "Spagna 2000 o
3000 anni di storia" solo perché prima c'erano stati i Mori e prima
ancora i Goti e ancor prima i romani.
Riportiamo di seguito le due lettere:
_______________________
Gentile Direttore,
Ho appreso con sorpresa la reazione dimostrata dalla comunità armena di
Roma riferita con un articolo sul sito Internet del Suo giornale il 9
febbraio sotto il titolo "Turchia:settemila anni di storia? E anche il
Quirinale fece arrabbiare gli armeni" .
L'Anatolia che oggi appartiene alla Repubblica di Turchia contiene un
patrimonio culturale unico che dai primi insediamenti in Anatolia risale
fino ai giorni nostri.. Questo patrimonio nato in Anatolia, costituisce un
tesoro per tutta l'umanità, in altre parole tutte le civiltà, inclusa
quella Armena vengono accolte con orgoglio da parte nostra, mantenute,
curate e condivise in diverse occasioni e modalità con persone che
abitano in altri paesi. Inserire in una mostra esemplari di tutte queste
civiltà, addirittura un esempio di ognuna di esse sarebbe impossibile,
come d'altronde ogni persona che riesce a valutare questo argomento in
modo normale, lo confermerebbe. Lascio a Lei valutare quale stato
d'animo oppure punto di vista sano può essere quello che trae un simile
significato da una mostra, e addirittura lancia delle accuse.
Utilizzare questa iniziativa culturale di ridotte dimensioni, organizzata
sotto l'alto patronato della presidenza della Repubblica Italiana nella
quale non sono state inserite neanche le opere della Repubblica di Turchia
e che ha suscitato apprezzamento negli ambienti culturali nonché
interesse della popolazione, per fini propagandistici, capricciosi e fuori
luogo, e per dimostrazioni di ostilità e di intolleranza, oltre ad essere
spiacevole, è anche motivo di pessimismo per il futuro.
Infine si vede che i firmatari della lettera non sono a conoscenza di un
altro fatto. Il restauro di una delle opere armene più importanti che si
trova nel nostro Paese, la storica Chiesa di Akdamar nella provincia di
Van è stato completato da parte del Ministero della Cultura.
Prossimamente ci sarà l'inaugurazione ufficiale a livello
internazionale. Consiglierei ai firmatari della lettera di partecipare
all'inaugurazione e quindi di vedere con i propri occhi che nessuna
cultura in Anatolia viene trascurata. Durante la loro presenza in Turchia
dove andranno per questa occasione, gli proporrei di riservare un po'
del loro tempo per andare a guardare dal colle di "göbekli tepe" i
grattacieli di Ýstanbul.
Cordiali saluti, Ugur Ziyal
________________________________
L'intervento
dell'Ambasciatore turco non può che confermare la bontà delle
osservazioni e precisazioni avanzate dalla Comunità armena di Roma: ossia
che sarebbe stato più corretto, dedicare la Mostra del Quirinale
("Turchia: 7000 anni di storia") all'Anatolia, culla di civiltà,
piuttosto che all'attuale soggetto politico ed amministrativo qual è
appunto la Turchia, che, per inciso, non possiede una storia di 7000 anni.
E,
pur comprendendo le necessità organizzative legate al poco spazio a
disposizione, è fuori discussione che l'assenza di reperti "non
politicamente corretti" abbia privato l'avvenimento culturale di
quello spirito conciliante e propositivo che sarebbe stato auspicabile e
pienamente condivisibile.
Non
può che generare sorriso l'affermazione dell'ambasciatore Ziyal
riguardante il sentimento di "accoglienza turca": ne sanno
qualcosa quelle civiltà, armeni, greci, siriaci e per finire i curdi, che
hanno saggiato il caldo abbraccio dell'Impero ottomano e della
successiva repubblica. Ne sa qualcosa il povero giornalista Hrant Dink
assassinato un mese fa, ne sanno sicuramente qualcosa i vari Pamuk, Shafak,
Akcam....
Se
in tempo così recente come due anni or sono l'Accademia delle Scienze
turca ha imposto di modificare il nome di talune specie animali perché
nella loro accezione scientifica latina ricordavano gli armeni (sic...);
se a Cipro, invasa militarmente nel 1974 dai militari turchi, vi sono
lamentele fondate circa la salvaguardia dei luoghi di culto cristiani; se
- è notizia di questi ultimi giorni - è stato addirittura proposto
di cambiare nome, dopo migliaia di anni, all'antica città armena
di Anì (con reperti archeologici armeni inestimabili abbandonati al
degrado assoluto); se dal 1994 i confini con la Repubblica Armena sono
chiusi unilateralmente da parte Turca; se non vi è un solo museo civico
in tutta la Turchia dove si possano trovare tracce della cultura e della
civiltà armena; se dopo 90 anni la Turchia non vuole fare i conti con la
propria storia, è facilmente immaginabile quale possa essere per
Ankara il concetto di "orgogliosa cura, mantenimento e
condivisione".
E
non è, purtroppo, un caso leggere sul sito di informazioni turistiche
curato proprio dall'ambasciata turca in Italia il seguente
passaggio:
"L'eredità
delle molte culture fanno della Turchia un paradiso di ricchezza storica e
culturale inestimabile. Hattis, Ittiti, Frigi, Urartici, Lici,
Lidi, Ioni, Persiani, Macedoni, Romani, Bizantini, Selgiuchidi e Ottomani
hanno lasciato dei contributi importanti alla storia della Turchia e gli
antichi siti e rovine sparse lungo tutto il Paese sono le prove distinte
di ogni singola civiltà"
E
gli armeni? "fini propagandistici, capricciosi e fuori luogo"?
"la dimostrazione di ostilità e di intolleranza"? O "motivo di
pessimismo per il futuro"? Perché non viene fatta alcuna menzione della
civiltà armena che pure, ancor prima dell'arrivo dei turchi nell'XI
secolo d.C, prosperava in Anatolia?
Quanto
al restauro della chiesa di Akhtamar sul lago di Van (che solo pochi anni
or sono era vergognosamente oggetto di tiro al bersaglio...) spiace
constatare che esso è dovuto soprattutto alla caparbietà dell'Unesco e
della Comunità Europea alle quali il Governo di Ankara si è dovuto
piegare per non lasciare andare in rovina una delle rarissime
testimonianze dell'arte armena scampate alla distruzione ed al
vandalismo.
Siamo
fermamente convinti, che la via per la conciliazione ed il dialogo passi,
in primo luogo, attraverso il rispetto per gli altri:
anche per quelle civiltà e culture che una politica ancora troppo
nazionalista cerca di nascondere dietro lo sky line dei "grattacieli"
visibili dal colle di "Gobekli tepe" e cerca, con ogni mezzo a propria
disposizione, di cancellare anche dai libri di storia.Con
il dovuto rispetto. Consiglio per la comunità armena di Roma
_________________________________
L'Ufficio
Stampa della Presidenza della Repubblica rende noto che la mostra:
''Turchia, 7000 anni di storia'' allestita al Palazzo del Quirinale, a
partire da domani 22 febbraio rimarra' chiusa nel corso delle
consultazioni per la crisi di Governo.
26.02.2007
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L'ARRESTO
DEL KILLER: IL TERZO VIDEO
Nelle
immagini si vedrebbe una serie di poliziotti molto compiacenti che -
dopo l'omicidio del giornalista turco di origini armene Hrant Dink,
avvenuto ad Istanbul un mese fa - si congratulano con l'assassinio Ogun Samast. A darne la notizia i quotidiani <Hurriyet> e <Milliyet>.
|
E' spuntato un terzo video, secondo i
quotidiani turchi <Hurriyet> e <Milliyet,> girato durante l'arresto di Ogun
Samast, l'assassino del giornalista di origini armene Hrant Dink, avvenuto a Istanbul
un mese fa. Nelle immagini si vedrebbe una serie di poliziotti turchi
che, subito dopo l'arresto, si congratulano con Samast per il suo gesto.
Samsat, nel video, mostra fiero una bandiera turca, con la compiacenza
degli agenti e nella stanza dove sono avvenute le riprese, probabilmente
nella stazione della polizia alla fermata degli autobus di Samsun, c'erano
anche Mustafa Ilhan, capo della sicurezza di Samsun, e un magistrato di cui
non è stata ancora resa nota l'identità. (Alice
News)
26.02.2007
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UN
NESSO
TRA I DUE
OMICIDI
Le
autorità giudiziarie turche di Trabzon stanno cercando di appurare
se a tirare le fila degli omicidio di Don Andrea Santoro e del
giornalista Hrant Dink sia stata una stessa organizzazione. |
Ouzan Akdil, il giovane che il 5
febbraio 2006 uccise Don Andrea Santoro è ancora sotto torchio da parte
dell'autorità giudiziaria. Il pubblico ministero di Trebisonda Fatih Genç,
sta cercando di appurare quale sia il nesso fra l'assassinio del prete
italiano e quello del giornalista armeno Hrant Dink, freddato nel centro
di Ýstanbul da Ogun Samast lo scorso 19 gennaio.
Entrambi i killer venivano da Trebisonda e le indagini condotte fino a
questo momento hanno messo in risalto nuovi elementi di collegamento fra i
due fatti di sangue. Una testimonianza di Akdil sarebbe vitale per il
proseguimento dell'inchiesta e Genç lo sa fin troppo bene. Per questo
sembra che, durante uno dei due incontri che si sono svolti di recente,
abbia promesso all'assassino uno sconto sulla pena se collaborerà con la
giustizia. La notizia è riportata in prima pagina dal quotidiano <Milliyet>. Ouzan Akdil lo scorso ottobre è stato condannato a 18 anni di
carcere per omicidio volontario. Alle autorità giudiziarie ha sempre detto
di aver agito da solo. Se si scoprisse che è stato in qualche
modo manovrato da qualcuno, la sua posizione giudiziaria andrebbe rivista.
Ma fino a questo momento sembra che il giovane non abbia fatto il nome di
alcun complice nè chiarito se vi siano dei collegamenti fra il suo gesto
e quello di Ogun Samast. (Apcom)
26.02.2007
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"ANKARA
RICONOSCA LE MINORANZE"
E'
quanto ribadito in una intervista al <Sir> (l'agenzia stampa
promossa dalla Cei) da mons. Luigi Padovese vicario apostolico per
l'Anatolia. "La Turchia è un ponte tra mondo islamico e mondo
occidentale", ha spiegato il prelato. Il sì dei vescovi
all'ingresso del Paese nell'UE. |
"Contro le spinte
nazionalistiche, la Turchia deve proseguire il percorso verso un processo
democratico che ammetta il pluralismo e riconosca le minoranze. Solo così
può dimostrare all'Europa che è pronta all'ingresso nell'Unione".
E' quanto ribadito in un intervista rilasciata al <Sir>, l'agenzia
stampa promossa dalla Cei, da mons. Luigi Padovese, vicario apostolico per
l'Anatolia.
"La Turchia è un ponte tra mondo islamico e mondo occidentale - ha
spiegato - e gli avvenimenti di questi mesi hanno acceso un interesse che
fino a prima non c'era: dall'assassinio di don Andrea Santoro al viaggio
del Papa, dalla richiesta di entrare in Europa fino all'uccisione del
giornalista Hrant Dink.
"Il viaggio del Pontefice - ha sottolineato mons. Padovese - ha
modificato positivamente il modo di vedere la Chiesa del popolo turco. La
campagna denigratoria nei confronti di Benedetto XVI e della Chiesa,
avviata in particolare dopo il discorso di Ratisbona, è stata pesante e
ha influito molto sull'opinione pubblica. Da tempo non si segnalano le
aggressioni denigratorie, prima quotidiane".
Quanto all'ingresso della Turchia nell'UE, "la posizione dei vescovi,
non solo cattolici è di un sì condizionato. I Paesi europei hanno orti
interessi economici ma riteniamo che sia da tenere vivo il raccordo
culturale: la questione della laicità e del riconoscimento delle
minoranze etniche non può ndare in secondo piano". (Adnkronos)
26.02.2007
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SOCIETA'
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NANOTECNOLOGIE:
MOBILITAZIONE DEGLI SCIENZIATI
Nuovo
centro di ricerche in Turchia grazie al patrocinio dell'Università
di Bilkent. L'équipe iniziale è formata da 25 luminari e 40
assistenti molti dei quali provengono dall'estero. |
In Turchia, un nuovo istituto di
ricerca sulle nanotecnologie sta richiamando in patria alcuni scienziati
che si erano trasferiti all'estero per i loro studi.
La costruzione del nuovo edificio di sei piani è patrocinata
dall'Università di Bilkent. L'Organizzazione per la pianificazione
statale turca ha erogato 6.1 Mio EUR a favore del progetto, mentre il
contributo dell'Università di Bilkent è stato pari a 2.3 Mio Eur.
Per contrassegnare il lancio del Centro di ricerca nazionale turco sulle
nanotecnologie (Unam), un gruppo di scienziati dell'Università di Bilkent
ha presentato al Primo Ministro del Paese, Recep Tayyip Erdogan, la
bandiera turca più piccola del mondo. Le righe che la compongono hanno
uno spessore di 100 nm (circa un cinquantamillesimo di un capello umano) e
un'altezza di 2 nm.
L'équipe iniziale del centro è costituita da 25 scienziati e 40
assistenti diversi dei quali provengono dall'estero, come, ad esempio, il
professore aggiunto Mehmet Bayindir, che ha condotto ricerche sulle fibre
laser presso il Massachusetts Institute of Technology (Mit).
Il quotidiano <Today's Zaman> afferma che, al suo rientro in Turchia, il
professor Bayindir è rimasto sorpreso nel constatare l'entità delle
risorse disponibili per la ricerca e ritiene che molti altri giovani
scienziati torneranno in Turchia.
Un altro ricercatore ad avere fatto ritorno in patria è il professore
aggiunto Ömer Ilday, noto nel suo campo per avere sviluppato il <laser
autosimilare> (similariton) presso l'Università di Cornell. Questo laser
permette di tagliare e lavorare qualsiasi materiale, da acciaio, vetro e
ceramica a tessuti vivi, su nanoscala.
Il centro pubblicherà periodicamente inviti a presentare proposte e
incoraggerà la partecipazione internazionale ai progetti che ne
scaturiranno. Il centro, oltre a dedicarsi ad attività di ricerca e
sviluppo, estenderà il proprio ruolo anche all'istruzione degli studenti
di nanoscienze e nanotecnologie.
Si auspica che le tecnologie e le competenze generate dal Centro possano
essere applicate e commercializzate a livello industriale da imprese
start-up. (Veneto Nanotech)
26.02.2007
|
|
Nel
suo secondo rapporto - che aveva come oggetto la Turchia e adottato
con 522 voti a favore, 15 contrari e 53 astensioni -
l'Europarlamento ha condannato i diritti d'onore, la violenza
domestica, le unioni forzate. Dati Unicef e
educazione scolastica.
I DIRITTI
DELLE DONNE SOTTO LA LENTE UE |
 I diritti delle donne in Turchia
sono stati oggetto di analisi da parte dell'Europarlamento, con la
conclusione che il profilo legislativo - a seguito delle recenti modifiche
al codice penale - è in genere "soddisfacente, ma la sua esecuzione
sostanziale rimane carente".
Nel suo secondo rapporto sul ruolo delle donne nella vita sociale,
economica e politica in Turchia - adottato con 522 voti a favore, 15
contrari e 53 astensioni - l'Europarlamento ha ricordato che il rispetto dei
diritti dell'uomo, compresi i diritti delle donne, è una condizione
indispensabile per l'adesione della Turchia alla UE.
Gli europarlamentari condannano i casi di violenza contro le donne,
compresi i delitti d'onore, la violenza domestica, le unione forzate e l
poligamia e parla della lotta a tali abusi come di priorità. Inoltre il
rapporto chiede alla Turchia un impegno nella punizione dei delitti di
genere, con adeguata preparazione in materia per funzionari e polizia.
I membri del Parlamento Europeo deplorano fra l'altro il fatto che nelle
zone della Turchia sud-orientale le ragazze non siano registrate alla
nascita, dato che ciò impedisce la lotta alle unioni forzate e i crimini
d'onore poiché le vittime non hanno identità ufficiale.
Il rapporto punta anche il dito sulla mancanza di dati esatti sulla
situazione delle donne in Turchia e palude all'iniziativa lanciata
all'inizio del 2007 da Ankara di chiedere all'istituto di statistica di
fornire "statistiche di genere" per quanto riguarda vita
sociale, culturale ed economica. L'Unicef valuta che ogni anno fra 600.000
e 800.000 ragazze turche non siano mandate a scuola dalle famiglie, mentre
il tasso di occupazione delle donne nel Paese è molto più basso di
quello medio europeo.
Si chiede quindi un impegno di Ankara per le pari opportunità. Infine gli
europarlamentari notano come la partecipazione politica dalle donne in
Turchia sia troppo bassa, mentre c'è un'esigenza assoluta di modelli
femminili nelle posizioni di potere e decisione. (Osservatorio
sulla legalità)
26.02.2007
|
|
VIOLENZA
IN CASA: LEGATA ALLA MIGRAZIONE
L'<Izmir
Bar> ha rivelato che il 67% delle denunce ricevute nel 2006 sono
state fatte nella città di Smirne da persone venuta da altri
distretti. Le altre percentuali vedono il 5% a Konya, il 4% a Aydin
e Ankara, il 3% a Kars e Agri. Una dichiarazione di Pinar Tatli. |
 The İzmir
Bar revealed that 67 percent of the complaints of domestic violence
received by the the legal association in 2006, were made by individuals
who have emigrated to İzmir from other cities.
According to the information received from the Center for Human Rights Law
and Legal Research of the İzmir Bar, 627 domestic violence victims
submitted complaints to the İzmir Bar during the past year. Of these
cases, 220 were found to be noteworthy and were investigated, the
Anatolian news agency reported.
The bar announced that 33 percent of the victims were born in İzmir
while 67 percent were born in other provinces but have moved to İzmir
with their families or when they got married.
Among the domestic violence victims 5 percent come from Konya, 4 percent
each from Aydın and Ankara, 3 percent each from Kars and Ağrı,
and the rest come from various provinces in Turkey.
It was seen that among the victimized women 64 percent did not work, while
10 percent worked as cleaning women, 6 percent as workers in the textile
industry and 5 percent as accountants. It was stated that nutritional
engineers, bankers and teachers were among the women subjected to domestic
violence.
Some give birth to becoming pregnant:
According to the İzmir Bar Center for Human Rights Law and Legal
Research data, 18 percent of domestic violence victims tried to solve the
problem by communicating with the abuser, 16 percent complained to the
police or public prosecutor and 15 percent asked for help from friends and
family. On the other hand, 5 percent sued for divorce, alimony and
criminal action. Two percent tried to avoid violence by becoming pregnant.
While conducting detailed interviews with the victims, the authorized
personnel at the center assigned lawyers to them and took measures to
protect them according to the Law Pertaining to the Preservation of
Family.
'When they cannot find
work...':
While evaluating the results of
the study, President of the İzmir Bar Women's Commission Pınar
Tatlı said people immigrate to bigger cities with the hope of finding
work. "When they cannot find work, their trouble escalates and turns
into domestic violence. This is why the majority of violence victims are
not born in İzmir."
Saying that most men who use violence are primary school graduates, Tatlı
added, "Not only immigrants from other cities, but also women who have
emigrated from other countries are among the victims of domestic violence.
We see that mostly men who have only graduated from primary schools attack
women. But this is not to say, "Immigrants in İzmir are uneducated."
Domestic violence arises mostly from unemployment."
Stating there are university graduates among both the victims and culprits
of violence, Pınar Tatlı added, "It does not suffice that
individuals get a university education. We teach people about the causes
of violence in our seminars." (Turkish Daily
News)
26.02.2007
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|
Il
direttore dei Servizi Sociali della provincia ha reso noto i dati di
una ricerca. I risultati sono sconfortanti. Giovanissimi che non
hanno le forze o il tempo per proseguire gli studi e che si fermano
alle prime classi elementari. I compensi poi sono irrisori.
DIYARBAKIR
"CAPITALE" DEL LAVORO MINORILE |
Il direttore dei Servizi Sociali della provincia di Diyarbakir in Turchia,
Zulfu Toman, ha reso noti i dati di una ricerca recentemente condotta
sulla situazione del lavoro minorile nella città a maggioranza curda.
I risultati sono sconfortanti. Oltre 3.000 lavorano per strada,
occupandosi di mansioni umili, spesso anche dannose per la salute. Di
questi, il 70% passa per strada circa 4 ore al giorno, il resto ci rimane
dalle 6 alle 10 ore. Spesso i giovanissimi non hanno le forze o il tempo
per proseguire i loro studi che si fermano alle prime classi elementari.
"Il nostro impegno principale - ha dichiarato Toman - è quello di
impedire almeno l'abbandono scolastico. Stiamo cercando di raggiungere le
famiglie di questi ragazzi per convincerli a far continuare loro almeno la
scuola dell'obbligo".
I compensi percepiti per il lavoro sono esigui. il 60% guadagna da 1 a 4
Lire turche al giorno (meno di 3 euro), il 32% da 5 a 9 Lire turche al
giorno (circa euro). Solo il 7.2% sfonda iltetto delle dieci Lire turche
al giorno. (Apcom)
26.02.2007
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|
SCUOLE
PRIVATE: ACCORDO APPROVATO
La
firma a palazzo Cankaya (Ankara) del presidente della Repubblica
turco Ahmet Necdet Sezer. Il testo comunque è stato modificato. Non
possono infatti frequentare questi istituti gli stranieri ma
solo gli appartenenti alle minoranze. L'esempio del seminario di
Heybeliada. |
President
Ahmet Necdet Sezer has approved a bill broadening opportunities for
minority schools, yet the bill -- known as the private schools bill --
doesn't allow foreign students to attend minority schools in Turkey as it
was once proposed by the government.
The parliament was able to pass the bill and sent it to Çankaya Palace
for Sezer's approval in late September only after removing a key passage
that would have allowed foreign students to attend minority schools as the
passage encountered strong resistance from the main opposition Republican
People's Party (CHP), which argued that allowing foreign students to
attend minority schools in Turkey could lead to the reopening of a Greek
Orthodox seminary on an island off Istanbul.
Before passing the bill, the parliament felt the need to suspend debates
for weeks for further consideration -- apparently under the influence of
the opposition's argument that the bill would open the way for the
reopening of the Heybeliada seminary, which was closed to new students in
1971.
Since the bill. which was eventually sent to Çankaya lacked the key
passage -- which was widely considered as part of non-Muslim rights issue
in Turkey -- it's still unclear whether the president, known for his
staunch pro-establishment stance, would also object the passage.
Nevertheless, Sezer, in early October, returned the bill anyway, asserting
that the provision of education was a responsibility of the state. An
article of the bill that said that the education ministry could be able to
purchase services from private institutions was considered by the
president as contradicting the state's main responsibility. That article
was eventually withdrawn from the bill and the bill was once more passed
by the parliament earlier this month before being sent to Sezer.
The approved bill defines minority schools as "pre-schools,
elementary and secondary schools that have been founded by Greek, Armenian
and Jewish minorities; that have been under the assurance of the Lausanne
Treaty of 1923," and specifies that they must be attended by "students
originating from the Turkish Republic."
During those fierce debates on the bill, the government had submitted a
proposal to change its definition of "minority schools." The
proposal, approved by votes from the ruling Justice and Development Party
(AK Party), defined a minority school as a school established by "citizens
of Turkey belonging to non-Muslim minorities" instead of those
established by "Greek, Armenian and Jewish minorities."
Nevertheless, the CHP insisted that changes would mean a revision in the
definition of minorities provided in the Lausanne Treaty, the founding
accord of the Turkish Republic, by extending the definition to include
those groups such as Pontus Greeks and Syriacs. The bill's passage, which
would have allowed foreign students to attend minority schools, was
originally put in the bill at the time upon request by the foreign
ministry, which said this would allow children of foreign families
residing in Turkey to attend minority schools. (Emine
Kart/Zaman)
26.02.2007
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PROGETTO
UNIVERSITA'
TEDESCA
L'intenzione
del "Centro per gli Studi sulla Turchia" - che ha
sede da Essen nell'ovest della Germania - di aprire un ateneo nel
Paese della Mezzaluna. |
La Turchia valuta la creazione della prima Università tedesca del Paese.
La fondazione "Centro per gli Studi sulla Turchia" (Zendrum Fuer
Tuerkeistudien, ZfT) ha annunciato da Essen, nell'ovest della Germania,
dove ha sede, l'intenzione di aprire nel 2008 un ateneo che abbia come
materie base economia, scienze politiche e comunicazione.
Detto ateneo turco-tedesco collaborerà con l'Università di Muenster, nel
Nord-Reno Westfalia. Una delegazione del Zft e del ministero della Cultura
di Duesseldorf, capitale del Land, si recherà per l'occasione nel Paese
anatolico. In programma incontri con il presidente della Repubblica turco
Ahmet Necdet Sezer ed esponenti del ministero dell'Istruzione. La
richiesta di insegnanti bilingue sarà notevole. (Ap)
26.02.2007
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Le
elezioni si avvicinano ed anche Huseyin Celik vi partecipa
assicurando interventi sull'istruzione. Progetti per dieci sedi
universitarie in più.
IL
MINISTRO
PROMETTE
NUOVI ATENEI |
Le elezioni si avvicinano ed anche il ministro dell'Istruzione Huseyin Celik
partecipa alle promesse da campagna elettorale. Celik ha promesso che prima
delle elezioni per il rinnovo del Parlamento che si dovrebbero tenere
teoricamente il 4 novembre prossimo, il Governo esaminerà i progetti per
l'apertura di 10 nuove sedi universitarie. Non solo. Celik ha anche voluto
sbilanciarsi dice ndo che uno dei nuovi atenei sarà dedicato a Targut Ozal,
fondatore del partito di centro destra "Anavatan" ed ex presidente
della Repubblica turca.
Il ministro ha anche aggiunto che considererà l'ipotesi di dedicare un
ateneo al leader storico della sinistra turca Bulent Ecevit, scomparso a
novembre. Celik ha sottolineato che il questo momento ci sono 26 province
turche che non contano nemmeno una università. (Apcom)
26.02.2007
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Il
ritorno alle origini, dalle antiche thermae dei romani ai luoghi di svago e
di salute dei turchi ovvero l'apertura nella capitale italiana in
via di Sant'Ambrogio al Ghetto di "Acquamadre". Un viaggio
nel bagno antico, dal tiepidarium al calidarium, al frigidarium.
Vari massaggi.
HAMMAN E
RISCOPERTA DELL'ACQUA CALDA |
In
fondo è un ritorno alle origini. Una vera e propria riscoperta
dell'acqua calda. Furono i Romani, infatti, a concepire l'acqua come
occasione di relax, di purificazione, di socialità inventando le thermae.
Poi l'abitudine delle abluzioni qui da noi un po' si è persa,
restando confinata alle località termali e perdendo quella valenza di uso
quotidiano. E si è diffusa in Turchia, in seguito ai contatti con le
terre mediorientali dove i Romani avevano esportato la pratica. E oggi a
Istanbul, Ankara e nelle altre città turche l'hammam è quanto di più
vicino alle thermae romane, luogo di svago e di igiene in ogni quartiere.
Da questa triangolazione storica nasce "Acquamadre", il più grande hammam
di Roma, aperto pochi mesi fa in via di Sant'Ambrogio al Ghetto e
inaugurato dopo una prima fase di rodaggio con un aperitivo mondano.
In "Acquamadre" ci sono venti secoli di storia e due culture che si
incontrano tra vapori e fumi. L'hammam "Acquamadre" è concepito per far
sentire i clienti come in un liquido amniotico, in un susseguirsi di
ambienti che descrivono un percorso tutto improntato alla distanza fisica
e psicologica dai grattacapi della quotidianità. Dopo essersi spogliati
nell'apodyterim, si entra nel tepidarium, dove la temperatura è di 36°.
Qui, dopo una doccia calda, ci si stende su panche di marmo riscaldate e
si viene dapprima detersi da acqua calda e quindi cosparsi di un
aromaticissimo sapone all'olio d'oliva. Quindi si ha accesso al
calidarium, il bagno turco vero e proprio, dove la temperatura più alta
(45°) e soprattutto l'umidità al cento per cento dilata i vasi
sanguigni e favorisce la circolazione e la traspirazione, agendo anche
come una sorta di aerosol naturale. È consigliabile fare soste brevi in
questo ambiente, alternandole con riposi nel calidarium e frequenti bevute
di acqua. Il viaggio prosegue con un gommage eseguito da mani esperte, che
libera la pelle dalle impurità, e si conclude con l'immersione nel
frigidarium, una vasca di acqua a 28° con idromassaggio, e, per chi lo
desideri, con massaggi di ogni genere (rilassante, tonificante,
linfodrenante, shiatsu e anche quello golosissimo al cioccolato). Infine,
prima di tornare ai ritmi del tutto diversi della città, una sosta nella
sala relax, dove sarà possibile farsi servire un tè e leggere un
giornale. In tutto il "viaggio" dura un paio d'ore, ed è una perfetta
coccola per il dopo-lavoro, ad annunciare una serata davvero rilassata.
"Acquamadre" è aperto tutti i giorni (tranne il lunedì) dalle 11 alle 21,
il mercoledì, il venerdì e la domenica solo alle donne, il martedì solo
agli uomini (solo dalle 14) e il giovedì e il sabato a tutti. Il primo
martedì del mese i bambini possono entrare con i papà e il primo
mercoledì del mese le bimbe di tutte le età e i maschietti fino a 4 anni
possono entrare con le mamme. Il costo di un hammam è di 40 euro, 10 euro
costa il kit base femminile e 20 quello maschile (entrambi
riutilizzabili), 20 euro il gommage al corpo. I massaggi costano dai 30 ai
60 euro e sono su prenotazione. Su internet www.acquamadre.it.
(Andrea Cuomo/il
Giornale.it)
26.02.2007
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CRONACA
ERGASTOLO
PER 7
DI AL QAEDA
La
sentenza emessa dal Tribunale di Istanbul per il coinvolgimento
della cellula negli attentati del 16 e del 20 novembre di quattro
anni fa.
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Sette presunti membri della cellula
turca di Al Qaeda sono stati condannati all'ergastolo da un tribunale
di Istanbul per il loro coinvolgimento negli attentati del 16 e del 20
novembre del 2003, nei quali rimasero uccise oltre 60 persone. Dei sette
condannati, sei sono di nazionalità turca, mentre uno e' siriano, noto
come Luai al-Saqa, con legami con Osama Bin Laden. Negli attentati di tre
anni fa a Istanbul, vennero presi di mira due sinagoghe, il consolato e la
filiale di una banca britannici. (Adnkronos/Dpa)
26.02.2007
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TRASFERITA
IN FRANCIA CANAN KURTYLMAZ
La
presunta terrorista, che ha 33 anni ed è di nazionalità turca, è
una leader del Pkk, è stata messa a disposizione della magistratura
parigina. L'accusa è quella di "associazione per delinquere in
relazione ad impresa eversiva e finanziamento dell'eversione". |
Canan Kurtyilmaz, la presunta leader
del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk, fuorilegge in Turchia)
arrestata in Belgio il 5 febbraio scorso, è stata trasferita in Francia e
posta sotto inchiesta da un giudice antiterrorismo parigino. Lo si è
appreso da fonti vicine al caso.
Kurtyilmaz, 33 anni, è stata sottoposta a controllo giudiziario dal
giudice delle libertà e della detenzione. La procura di Parigi, che aveva
chiesto un mandato di custodia cautelare, ha presentato appello contro la
scarcerazione.
La donna, di nazionalità turca ma residente in Francia, si trovava in
Belgio quando, il 5 febbraio, è stata lanciata una vasta operazione di
polizia nell'Ile-de-France (regione parigina).
Secondo le fonti, Kurtyilmaz si è allora rifugiata presso un'associazione
curda di Bruxelles, prima di essere fermata dalla polizia belga in virtù
di un mandato di arresto europeo.
La polizia belga l'ha consegnata alle autorità francesi venerdì scorso.
E' stata portata davanti al tribunale di Parigi.
Il magistrato Thierry Fragnoli, uno dei tre giudici istruttori che si
occupano del caso, l'ha posta sotto inchiesta per "associazione per
delinquere in relazione a impresa terroristica e finanziamento del
terrorismo".
Tredici curdi sono stati fermati il 5 febbraio nell'Ile-de-France e altri
due in Bretagna (nordovest) il giorno dopo. Sono stati posti tutti sotto
inchiesta per presunte attività terroristiche il 9 febbraio, e per 14 è
stata ordinata la detenzione provvisoria.
Secondo i risultati dell'inchiesta, Canan Kurtyilmaz è succeduta a Riza
Altun, che fa parte delle persone indagate, alla testa del Pkk europeo. (Swisspolitics.org)
26.02.2007
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UN
SUICIDIO
SOSPETTO:
ARRESTATI
Dilber
Ozer,17 anni, nativa dell'Anatolia dell'est, è stata uccisa con la
complicità di tutta la famiglia del marito. Il referto della
perizia ha incastrato il gruppo. |
Prima hanno cercato di far vedere
che si era suicidata. Ma la perizia balistica li ha incastrati e adesso
sono nei guai. Dilber Özer, 17 anni, di Siirt, nel profondo est del
Paese, è morta uccisa da un colpo di pistola alla
tempia. La famiglia del marito ha detto che la giovane si era suicidata.
Ma alcuni particolari non coincidevano. Dilber era mancina, come tutti i
membri della sua famiglia. Il colpo invece era stato sparato con la mano
destra. La perizia balistica aveva poi evidenziato che la pallottola era
partita da una distanza ben superiore a quella della distanza ravvicinata.
Gli inquirenti, quindi, hanno creduto che la giovane fosse stata ammazzata dal
marito Murat Kýzýlkan e dalla sua famiglia, con i quali era costretta a
vivere dopo il matrimonio.
A questo poi si devono aggiungere i risultati dell'autopsia e i commenti
della madre della giovane. I medici legali hanno infatti scoperto che
Dilber era nata con l'imene lacerato fin dalla nascita e che quindi non
era anatomicamente vergine. Un'eventualità che secondo gli specialisti
può capitare a ben 1 donna su 4. La madre, poi, ha denunciato alla
polizia che dopo il matrimonio, avvenuto 5 mesi fa e con il solo rito
islamico, la figlia andava spesso a farle visita, mostrandole i segni
delle percosse ricevute dal marito, ma raccomandandosi di non dire nulla
al padre e al fratello. Se lo avesse fatto, diceva la giovane, il marito
Murat l'avrebbe sicuramente uccisa. (Apcom)
26.02.2007
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NOTIZIARIO
DI AMBASCIATA

Il presidente del dipartimento turco di ricerca macro-economica per
l'Europa, il Medio Oriente e l'Africa della Banca d'Investimenti
<Merrill Lynch>, Mehmet Simsek, ritiene che eventuali prossime
turbolenze dei mercati finanziari a livello internazionale non avranno
sulla Turchia le stesse ripercussioni riscontrate lo scorso anno,
soprattutto alla luce di una stabilità presente sia a livello politico
che sul piano economico. Sul piano finanziario, inoltre, l'analista
internazionale rileva che al momento i titoli trattati nella Borsa di
Istanbul sono sottovalutati di circa il 25% rispetto ai concorrenti di
altri Paesi emergenti. Infine, in merito agli investimenti stranieri,
viene stimato un afflusso totale di circa $10 miliardi nel solo primo
semestre del 2007.
| VENDITE
PROPRIETA' IMMOBILIARI |
Un Comitato formato da
rappresentanti turchi dei principali ministeri interessati e di varie
associazioni di settore è al lavoro per stabilire i criteri su cui si
baseranno d'ora in poi le vendite di proprietà immobiliari a cittadini
stranieri. Tra le prime indiscrezioni risulta che sarà stabilito per
ciascuna provincia del Paese il numero totale di beni che potranno essere
venduti a cittadini non turchi, quota che non dovrebbe eccedere lo 0.05%
del totale delle proprietà disponibili nell'area; è previsto inoltre
che si prenderanno in considerazione anche criteri quali la posizione
strategica della regione ed il suo retaggio storico e culturale. In base
ai dati resi disponibili dalla Direzione Generale del catasto, a gennaio
2007 le proprietà vendute a cittadini stranieri ammontano a 180
chilometri quadrati, di cui l'88% (pari a 63.484 unità immobiliari)
sono concentrate in 10 province del Paese. Il primo posto spetta alla
località mediterranea di Antalya (14.610 unità), seguita da Istanbul
(10.696 unità), Mugla, cittadina dell'Egeo (8.251 unità) e Smirne
(4.572 unità). Tra gli acquirenti i tedeschi sono quelli che hanno finora
dimostrato l'interesse maggiore, possedendo un quarto del totale delle
proprietà (15.278 unità), seguiti dai britannici (12.749 unità) e dai
greci (12.183 unità, anche se 11.166 di queste appartengono a cittadini
greci di origine turca).
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Rilasciando un'intervista ad un
settimanale locale, la nuova presidente della Tusiad turca, Arzuhan Dogan
Yalcindag, ha tracciato il ruolo che a suo avviso la Turchia dovrà
svolgere nei prossimi anni. L'obiettivo più importante è che il Paese
divenga sempre più forte ed autorevole, che si imponga nei campi
dell'industria ed in quello tecnologico, che incrementi il reddito
pro-capite e che diminuisca il proprio debito. Secondo la Yalcindag,
l'Unione Europea permetterà l'ingresso della Turchia anche se
dovessero sorgere problemi in merito alla questione armena o alla tutela
delle minoranze, a patto che Ankara riesca a dimostrare affidabilità, e
non solo in campo economico. Secondo il presidente della Tusiad, inoltre,
uno dei limiti della Turchia odierna consiste nella scarsa partecipazione
femminile alla vita politica del Paese (attualmente appena il 4% dei
parlamentari è di sesso femminile), L'introduzione delle "quote
rosa" in occasione delle prossime elezioni politiche - ha concluso la
Yalcindag - rappresenterebbe senza dubbio un notevole passo avanti.
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| TESTO
DI LEGGE SULL'IPOTECA |
In via di conclusione nel Parlamento
turco il dibattito sul nuovo testo di legge sull'ipoteca che, una volta
approvata, dovrebbe garantire un afflusso nelle casse dello Stato di circa
$3 miliardi in capitali stranieri. In base a quanto affermato da analisti
del settore, per il funzionamento efficace del sistema ipotecario nel
Paese saranno necessari almeno $80 miliardi entro il 2015, di cui $20
miliardi molto probabilmente di origine estera. Per gli stessi, anche se
approvata in tempi brevi, la nuova legge non sarà completamente effettiva
prima del 2008.
A seguito del crescente interesse
verso il consumo di pasta (incremento pro-capite da 4.5 kg a 6 kg negli
ultimi due anni), aumenta il numero di ristoranti italiani in franchising
nel Paese. Uno di questi, Pastarito, che ha inaugurato il suo primo locale
a Smirne nell'ottobre 2006, si sta accingendo ad aprirne altri a
Istanbul, Antalya, Mersin e Bursa. Secondo quanto riportato dalla stampa
locale, Pastarito inizierà a rilasciare licenze di franchising
alla fine di quest'anno.
L'Istituto Nazionale di Statistica
turco (Tuik) ha reso noto che il tasso di disoccupazione nel Paese a fine
novembre si è attestato al 9.6%, con una concentrazione dell'11.7% dei
disoccupati nelle aree urbane e del 6.5% in quelle rurali. Nello stesso
periodo e con riferimento al 2005, il numero dei disoccupati è sceso di
196.000 unità, raggiungendo quota 2 milioni 415 mila, mentre quello degli
impiegati è aumentato di 713.000 unità per un totale di 22 milioni e 641
mila persone. I dati annuali sulla disoccupazione mostrano inoltre che i
disoccupati di sesso maschile rappresentano il 70.3%, il 54.4% non è
diplomato ed il 78.7% (pari a
circa 1.9 milioni) ha già lavorato in passato.
| IDROCARBURI
E TEST DI LEGGE |
Il Parlamento turco si appresta a rivedere alcuni articoli del testo di
legge riguardante gli idrocarburi, su cui il presidente della Repubblica
Ahmet Necdet Sezer ha recentemente posto il veto; parallelamente si è
acceso il dibattito tra i rappresentanti del settore ed alcuni esperti in
materia. La questione principale sollevata dal presidente della Repubblica
è la salvaguardia degli interessi nazionali; secondo Soner Aksoy, a capo
della Commissione Parlamentare dell'energia, tuttavia, la salvaguardia
degli interessi della nazione, pur se non esplicitamente menzionata nel
nuovo testo di legge, rientra già tra i doveri delle istituzioni
pubbliche. Di diverso parere uno tra i maggiori esperti di politiche
energetiche, Necdet Pamir, secondo cui tra le nuove disposizioni previste
dalla legge la quota di partecipazione del Governo, che scenderebbe
dall'attuale 12.5% ad un tasso variabile previsto tra il 12% e l'1%,
costituirebbe un fattore di forte rischio in alcuni investimenti congiunti
di esplorazione in aree geografiche 'sensibili' come la Repubblica di
Cipro Nord o nell'area di Kirkuk, situata in territorio iracheno, al
confine con la Turchia. L'abbassamento della quota di Governo inoltre,
secondo Pamir, avrebbe ripercussioni finanziarie sugli introiti derivanti
dalla produzione petrolifera. Inoltre il periodo di validità delle
licenze, che in base al nuovo testo sarebbe pari a 30 anni con possibilità
di due estensioni decennali, rispetto agli attuali 20 anni con simile
proroga ventennale, è secondo l'esperto, eccessivamente elevato.
L'Ente
di Pianificazione Nazionale turco ha recentemente elaborato un rapporto
secondo cui la Turchia sarà tra le prime cinque economie emergenti nel
biennio 2007-2008 con una crescita rispettivamente del 6.4%
(9.5% per l'Estonia, 8.9% per la Lettonia, 7,2% per la Slovacchia
e 7% per la Lituania) e del 6,3% (8.4% per l'Estonia, 8% per la
Lettonia, 6,5% per la Lituania), laddove per l'intera Unione Europea si
prevede una crescita media del 2.4% per l'intero biennio. Quanto ai
criteri di Maastricht, la Turchia risulta essere ancora lontana dal
raggiungimento degli obiettivi in materia di contenimento
dell'inflazione, di interessi a lungo termine e di debito complessivo.
| PESSIMISMO
TRA GLI INDUSTRIALI |
Un recente sondaggio condotto dalla Camera dell'Industria di Istanbul (Iso)
ha rivelato il crescente pessimismo tra gli industriali sia per quanto
riguarda la crescita della produzione del settore, sia in merito alla
creazione di nuovi posti di lavoro nel corso del primo semestre del 2007.
Secondo i risultati del sondaggio, cui hanno partecipato 433 società, il
14.8% delle industrie nazionali si aspetta un declino del tasso di
produttività del settore industriale rispetto alla performance registrata
nel 2006. Commentando i risultati Tanil Kucuk, Presidente dell'Iso, ha
affermato che l'importazione di beni di consumo intermediari da parte
delle industrie manifatturiere provocherà un aumento del tasso di
disoccupazione nel Paese; nello stesso momento le industrie nazionali
continuerebbero ad effettuare investimenti all'estero contribuendo così
a creare nuove opportunità di lavoro in altri Paesi.
Per il
settimo mese consecutivo il Comitato per la Politica Monetaria della Banca
Centrale Turca ha lasciato invariati il tasso d'interesse per la
ricezione dei depositi a breve termine al 17.50% e quello per la cessione
dei depositi al 22.50%.
|
La Borsa
di Istanbul, nonostante le performance
negative registrate nel 2006 anche a seguito delle turbolenze dei mercati
finanziari con perdite dell'1.7%, ha iniziato il 2007 recuperando e
superando la predetta percentuale fino a conseguire un'aumento dell'11.55%
dall'inizio dell'anno, assicurandosi così l'ottavo posto nella
lista delle migliori Borse del mondo. Tra le ragioni di tale incremento vi
sarebbe il costante interesse degli investitori verso mercati emergenti
quali appunto la Turchia, nonché le affermazioni rilasciate dal Ministro
delle Finanze Kemal Unakitan, circa un tranquillo svolgimento delle
prossime elezioni nel Paese, volte a rassicurare gli investitori
stranieri. Sta di fatto che nel solo mese di gennaio le trattazioni hanno
raggiunto la quota record mai avuta sin d'ora, pari a ben $2
miliardi.
|
L'Amministrazione
per le Privatizzazioni (Oib) ha annunciato che non appena concluse le
procedure di approvazione da parte del Consiglio per la Concorrenza e
di quello per il Mercato di Capitali procederà ad annunciare la
privatizzazione in blocco del 51% della società petrolchimica statale
<Petkim>. Il presidente di <Petrol-Is>, il sindacato dei
lavoratori del settore, Mustafa Oztaskin, nel dichiararsi contrario alla
vendita, ha sottolineato che la <Petkim> rappresenta l'unico
stabilimento petrolchimico in Turchia, facendo fronte al 30% della domanda
interna; in tali condizioni il Governo non dovrebbe liberarsi dello
stabilimento bensì averne già costruiti altri due per compensare il gap
del 70% nelle forniture. Oztaskin ha quindi annunciato che il suo
sindacato monitorerà attentamente il processo di privatizzazione,
denunciandone eventuali illegalità rilevate.
| LA
VISITA DELL'AMBASCIATORE |
L'ambasciatore
d'Italia ad Ankara Carlo Marsili si è recato in visita nei giorni scorsi ad
Eskisehir, cittè turca di circa 750.000 abitanti situata
nell'Anatolia centrale - a circa 200 chilometri da Ankara -
in occasione di un evento celebrativo dell'acquisizione al
99%, da parte dell'italiana <Candy>, di un'importante industria
locale nel settore degli elettrodomestici (con particolare riferimento
al comparto cottura): la <Susler-Doruk>. L'evento, patrocinato da Aldo
e Silvano Fumagalli, rispettivamente Presidente ed Amministratore
Delegato di <Candy> - con la partecipazione di tutte le
Autorità
locali - ha messo in luce l'attività del gruppo, che negli ultimi
anni ha effettuato investimenti di rilievo sia in Russia, con
l'acquisizione di <Vesta Vyatka> nel settembre 2005, sia in Cina,
rilevando la <Jinling> nel luglio 2006. Nelle parole del presidente Aldo
Fumagalli, "l'acquisizione permette al gruppo di completare la
struttura industriale e l'offerta nel comparto cottura con una gamma
di prodotti particolarmente adatti a mercati in fase di forte sviluppo
come Russia ed Est Europa: tra questi la Turchia è tra quelli a
crescita più elevata". La nuova base produttiva in Turchia,
pertanto, si aggiunge ai siti industriali di cui <Candy> dispone in
Italia, nel resto d'Europa ed in Cina, diventando lo strumento per
lanciare i marchi Hoover e Candy in Turchia, e potrebbe costituire un
punto di partenza per ulteriori investimenti del gruppo in questo
Paese. Si tratta pertanto di una operazione molto importante, che ci
permette di espandere la nostra presenza industriale verso nuove aree
del Paese, così come per i recenti investimenti di <Ferroli< a Duzce
ed <Imer Group> ad Aksaray. |
La <Fiat Auto> ha annunciato di aver ottenuto nel 2006 profitti per
291 milioni di Euro. Si tratta della prima volta negli ultimi sei anni che
la società conclude l'anno registrando un utile. Le attività globali
del Gruppo <Fiat> hanno invece avuto utili pari a 1.251 miliardi di Euro.
Il
Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan è intervenuto in Georgia alla cerimonia per la
firma dell'Accordo del progetto ferroviario Baku-Tblisi-Kars (Btk), che
sarà realizzato con una spesa di $420 milioni, di cui $220 messi a
disposizione dalla Turchia mentre i restanti saranno erogati in forma di
prestito alla Georgia dall'Azerbaijan, con un tasso annuale dell'1% ed
una durata di 25 anni. Commentando l'iniziativa nel corso della
conferenza stampa, Erdogan ha affermato con particolare enfasi che con
tale infrastruttura ferroviaria e con il completamento del progetto "Marmaray,"
che prevede la costruzione di un tunnel ferroviario sottomarino
nel Bosforo, sarà possibile trasportare merci dalla Cina e dal bacino
del Mar Caspio fino alla più remota parte dell'Europa.
Bulgaria,
Grecia e Russia hanno finalizzato un accordo per la costruzione di un
oleodotto che trasporterà petrolio dal porto bulgaro di Burgas sul Mar
Nero ad Alexandroupolis nella Grecia nord orientale, evitando così il vulnerabile stretto del Bosforo. Il costo del progetto, in
ambito al quale sarà costruito un oleodotto lungo 280 km, è stato
stimato in circa $1.3 miliardi. Alla Russia dovrebbe spettare la quota del
51% mentre il restante 49% sarà suddiviso tra la Bulgaria e la Grecia.
L'oleodotto dovrebbe divenire operativo entro il 2010 e trasportare
inizialmente 700.000 barili al giorno con la prospettiva di raggiungere
oltre 1 milione di barili al giorno.
| DUE
LETTERE DI INTENTI PER F35 |
La
Turchia ha ufficialmente aderito alla fase di sviluppo del velivolo F35 Joint Strike Fighters (Jsf) con la firma di due Lettere di Intenti tra il
Sottosegretariato alle Industrie della Difesa e la <Lockeed Martin
Aeronautics> e tra le industrie aerospaziali della Turchia, <Tai>, e la
<Northrop Grumman ISS>, società responsabile del design e della produzione
della parte centrale della fusoliera del velivolo militare. La cerimonia
si è svolta il 6 febbraio ad Ankara alla presenza del ministro della
Difesa Vecdi Gonul, del Sottosegretario alla Difesa Murad Bayar,
dell'Ambasciatore degli Stati Uniti in Turchia R. Wilson e di
rappresentanti delle società coinvolte nel programma ventennale di
cooperazione strategica tra la Turchia e gli Stati Uniti. L'accordo in
questione, del valore di $3 miliardi, preceduto a gennaio dalla firma di
un "Memordandum of Understanding" tra il ministro Gonul ed il sottosegretario alla Difesa statunitense, prevede la costruzione da parte
della <Tai> di 400 parti centrali di fusoliere con inizio delle
consegne a partire dal 2012. Gonul, nel presenziare
all'evento, ha voluto sottolineare che la firma dell'accordo in questione
rappresenta un prestigioso riconoscimento alle industrie aeronautiche
della Turchia impegnate a conseguire rilevanza tecnologica ed economica a
livello internazionale. Da parte sua, l'ambasciatore Usa Wilson ha
aggiunto che tale iniziativa rappresenta un passo importante nella
cooperazione tra la Turchia, gli Stati Uniti e gli altri partner
del programma - Regno Unito, l'Italia, l'Olanda, il Canada, l'Australia,
la Danimarca e la Norvegia - che vedranno rinnovare le rispettive flotte
tra il 2012 ed il 2027 con l'inclusione del caccia di ultima generazione
F-35, di cui almeno 100 spetteranno alla Turchia.
| AUMENTO
DELLA COMPETITIVITA' GLOBALE |
L'"American
Business Forum in Turkey" (Abft), la Camera di Commercio statunitense nel
Paese, ha annunciato che tra le priorità dell'Associazione nel 2007
vi saranno quelle di aumentare la competitività globale della Turchia e
di incrementare le relazioni commerciali tra i due Paesi, pur rilevando
che queste ultime già nel corso degli ultimi cinque anni hanno
registrato un notevole incremento. Tra le principali attività che
l'Associazione svolgerà nel corso dell'anno, oltre alle predette,
vi sono inoltre quelle di migliorare la cooperazione tra le associazioni
commerciali dei due paesi e quelle internazionali, fornire assistenza in
specifici settori industriali e garantire un continuo ed ampio sostegno
all'intensificazione ed all'accelerazione del processo di
armonizzazione agli standard europei.
| IL
VETO DEL PRESIDENTE SEZER |
Il presidente della Repubblica turco
Ahmet Necdet Sezer Sezer ha posto il veto su alcuni articoli della nuova legge
riguardante gli idrocarburi che a suo avviso non sono compatibili con gli
interessi nazionali. Secondo il Presidente della Turchia, il testo
non specifica le percentuali
di petrolio e gas naturale che saranno destinate al consumo interno e quelle invece destinate all'esportazione. Nel testo
proposto vengono altresì rimosse alcune restrizioni poste in essere per
gli investitori esteri che partecipano a produzioni di interesse
strategico e che costituiscono un rischio per la sicurezza
nazionale. Sezer ritiene infine necessario che una parte della
produzione venga immagazzinata
per far fronte ai bisogni del Paese in caso di crisi energetiche
internazionali.
| TERZA
TRA LE SOCIETA' DI APPALTO |
Nel
2006 la classifica delle più grandi società di appalto vede la
Turchia al terzo posto, dopo gli Stati Uniti e la Cina, con 20 società (14
nel 2005). La <Engineering News Record> ha stimato che le società turche hanno completato finora 3.600 progetti per un
valore complessivo di $85 miliardi, di cui 324 progetti per un valore
complessivo di $12.7 miliardi sono stati aggiudicati nel solo 2006.
| PIU'
FLESSIBILITA' NEL MERCATO DEL LAVORO |
Gli
industriali turchi chiedono più flessibilità nel mercato del lavoro e un'adeguata riforma della legge sulla sicurezza sociale e del regime
fiscale. Lo ha affermato Umil Izmen, vice-Segretario Generale della
<Tusiad>, la locale Associazione degli Industriali e uomini d'affari,
secondo cui la Turchia ha l'obbligo di mantenere un alto tasso di
crescita economica ed assicurare contestualmente la creazione di nuovi
posti di lavoro per far fronte alla crescente domanda ed alle
aspettative della sua giovane popolazione. Secondo Izmen, il debito
pubblico ancora molto elevato, gli onerosi tassi d'interesse (17.50%
per la ricezione dei depositi a breve termine e 22.50% per la cessione
dei depositi) ed il preoccupante deficit delle partite correnti
limitano il Governo nelle spese destinate agli investimenti a scapito
soprattutto delle fasce di popolazione che si affacciano giornalmente
sul mercato del lavoro.
Il ministero dell'Agricoltura turco ha annunciato che l'Unione Europea, in ambito
al programma "Ipard", lo strumento di Assistenza Pre-Adesione nel settore
dello Sviluppo Rurale, ha disposto la concessione di una linea di credito
pari a 300 milioni di Euro che saranno erogati nel triennio 2007-2010.
| CONTENIMENTO
DEFICIT DI BILANCIO |
In
occasione di una conferenza stampa il Primo Ministro turco Recep
Tayyip Erdogan ha evidenziato i successi ottenuti nel periodo di amministrazione del suo
Governo, citando principalmente il contenimento del deficit di bilancio (2,9 miliardi di dollari) come il
più basso degli
ultimi 30 anni e il surplus primario nel 2006 pari a $31.3 miliardi. La differenza tra il
previsto deficit di $10 miliardi ed il risultato conseguito di $ 2.9
miliardi, ha proseguito il Primo Ministro, non dovrà comunque far
diminuire il livello di attenzione del Governo, ribadendo inoltre che
proprio l'attenta politica fiscale adottata ha consentito di
raggiungere tali eccellenti risultati passando da un rapporto deficit/Pil del 14.6% nel 2002 allo
0.7% del 2006, il più basso
dal 1976. Nel corso della conferenza Erdogan, che era accompagnato dal
ministro per l'Economia Ali Babacan e da quello delle Finanze Kemal Unakitan,
ha anche voluto porre in evidenza gli ottimi risultati ottenuti nel
campo delle infrastrutture con oltre 7.000 km di autostrade completati
e della distribuzione dell'acqua potabile presente ora in
altri 11.000 centri abitati. L'obiettivo più ambizioso sarà però
quello di raggiungere un Pil pro capite di $10.000 entro il 2013
(contro gli attuali $ 5.000) ed accrescere ancor più e sin dall'anno
in corso il volume degli investimenti esteri nel Paese.
L'inflazione
nel mese di gennaio in Turchia è cresciuta dell'1%, facendo salire al
9.93% il tasso annuale di aumento dei prezzi al consumo; l'incremento maggiore
è stato registrato su base mensile per gli alimentari e
gli alcolici, mentre quello più alto su base annua per alimentari e bevande non-alcoliche.
Quanto ai prezzi alla produzione, questi sono diminuiti dello 0.55%
rispetto al mese precedente, per un tasso annuale del 9.37%. In questo caso
l'aumento mensile più significativo si è avuto nella produzione di
gas naturale e prodotti petroliferi mentre su base annua l'industria
metallica di base è cresciuta del 29.17%, seguita dalla produzione di
gas naturale e prodotti petroliferi (27.22%).
La produzione industriale nel corso del 2006
è
aumentata del 6%; in particolare il settore minerario ha registrato un
aumento del 4.3% rispetto al 2005, quello manifatturiero del 5,8% e
quello delle utenze (elettricità, gas ed acqua) dell'8.8%.
| INVESTIMENTI
ESTERI DIRETTI |
Secondo
i dati ufficiali forniti dal ministero del Tesoro turco, nei primi 11 mesi
del 2006 gli investimenti
esteri diretti in Turchia sono ammontati ad un totale di $18.1
miliardi, 83.3% dei quali provenienti da Paesi dell'Unione Europea,
rispetto al 46.1% del 2005. A novembre 2006 sono state costituite
3.087 compagnie multinazionali, di cui 2.496 totalmente possedute da
investitori esteri e 591 a partecipazione straniera. Ai Paesi
dell'Unione Europea che partecipano in 1.928 delle 3.087 società
multinazionali predette, seguono quelli del vicino e Medio Oriente con
partecipazioni in 403 società ed altri Paesi extra UE con 355 società. Sono inoltre ammontate ad un totale di 14.782 le società costituite con partner stranieri,
di cui 8.084 appartenenti a Paesi dell'UE; tra questi la Germania
risulta essere la prima in classifica, con 2.588 società, seguita
dal Regno Unito con 1.390 e dall'Olanda con 1.175. Quanto alla
distribuzione geografica nel Paese delle 14.782 società, la
provincia di Istanbul ha la meglio con un totale di 8.210 sedi,
seguita da Antalya (1.736), da Ankara (1.029) e da Smirne (907).
Nel
2007 Il programma di privatizzazioni in
Turchia sarà probabilmente limitato alle sole vendite del 25% della
<Halkbank> ed a quella della proprietà delle Autostrade, <Zincirlikuyu>.
Oltre alla recente sospensione della privatizzazione delle reti di
distribuzione dell'energia elettrica, saranno inoltre rimandate a
seguito delle elezioni politiche di novembre, quelle della <Tekel
Cigarette>, della <Turkish Airlines> e delle Lotterie di Stato
<Milly Piyango>, in programmazione ormai da quattro anni e mai effettuate.
Il
Governo ha ufficialmente annunciato il lancio dell'offerta pubblica
per la privatizzazione del 25% della <Halkbank> confermando così il suo
intento a proseguire la
politica di dismissione dei beni dello Stato. Si rileva tuttavia che
non sarà rispettato il termine stabilito con il Fondo Monetario
Internazionale di concludere l'intero processo di vendita entro maggio
2007.
I partecipanti alla gara in questione
dovranno appartenere al settore bancario e possedere asset per
almeno $24 miliardi; tra questi al momento figurano le turche
Garanti ed Akbank oltre
alle straniere <Hsbc>, <Fortisbank>, <Banco Bilbao>,
<Vizcaya
Argentaria>, <Banque Populari> e National Bank of
Kuwait>.
|
L'<Eni Corporate University>, come per gli anni passati, ha
bandito un concorso per l'ammissione al Master in Management ed Economia
dell'Energia e dell'Ambiente (Medea) della scuola Enrico Mattei.
Informazioni sui corsi e sulle modalità di partecipazione potranno essere
reperiti al sito www.enicorporateuniversity.it/scuolamattei
attraverso il quale e' inoltre possibile compilare le domande di
ammissione entro il 31 marzo 2007.
| INDICATORI
MACROECONOMICI |
- Crescita del Pnl nel 2005:
7.7%; gennaio - aprile 2006: 6.3%
- Inflazione
annua (prezzi al consumo): 7,72% (2005); 9.86% (2006)
- Interscambio con
l'Italia nel 2006: $15.3 miliardi (+16.8 rispetto al 2005), con
esportazioni verso
l'Italia pari
a $6.7 miliardi (+20%
rispetto al 2005) ed importazioni dall'Italia pari a $8.6 miliardi (+13.3% rispetto al 2005). (Ice Istanbul su dati dell'Istituto
Turco di Statistica- Tuik).
______________________
A cura di: Simona De
Martino - Capo dell'Ufficio economico e commerciale dell'Ambasciata
d'Italia in Turchia
Gianmarco Machia - Vice capo dell'Ufficio economico e commerciale
Roberto Luongo - Direttore dell'Ufficio Ice di istanbul
Redazione: Tiziana Staffolani - Collaboratore economico e finanziario
26.02.2007 |
|
|
ECONOMIA
|
LE
ELEZIONI SPAVENTANO L'ECONOMIA
Un'analisi
del quotidiano "Turkish Daily News> sembra
confermare questi timori. Anche la Camera di Commercio
di Istanbul preoccupata. Un ulteriore grido di allarme
viene poi dalla Tusiad, la Confindustria turca.
Banchieri ed istituzioni spaventati ma forse c'è molta
esagerazione. |
Le elezioni preoccupano il mondo economico. Eccome. Nei mesi
scorsi fra le realtà economiche più importanti del Paese
mettevano in guardia sull'eventualità che il doppio turno
elettorale potesse avere effetti negativi sulla crescita del
Paese. Oggi un'analisi del quotidiano in lingua inglese
<Turkish Daily News> sembra confermare ulteriormente
questi timori, ormai diffusi. Huseiyn Ozkaya, manager di <Usbc>
in Turchia e direttore del corporate banking ha detto:
"Sono tutti molto preoccupati per questa situazione di
incertezza, la gente sta diventando prudente, cerca di non
fare nuovi investimenti e si limita allo stretto necessario: così si rischia di fermare il ciclo produttivo".
Un rallentamento che secondo Ozkaya potrebbe durare fino
all'inizio del 2008. Pessimista anche la camera di Commercio
di Istanbul che, per quanto riguarda gli investimenti,
ha parlato di "previsioni inferiori al previsto" e
definendo la crescita economica turca nel 2006
"mediocre" se si considera che il Paese della
Mezzaluna è una delle economie emergenti a cui mercati e
investitori stranieri guardano con maggior favore. La Camera
di Commercio della megalopoli sul Bosforo ha infatti reso noto
che nel terzo quadrimestre dell'anno passato l'economia turca
è cresciuta appena del 3%. Pochino, se lo si rapporta al dato
russo ed indiano che nello stesso periodo ha fatto segnare
rispettivamente il 9.2% e il 4.7%:
Un grido di allarme arriva dalla Tusiad, la Confindustria
turca. Unmit Izmen, membro della presidenza dell'istituzione,
ha dichiarato che nel 2007, fino alle elezioni, "possiamo
solo aspettarci una sospensione di tutte le decisioni
riguardanti la produzione e gli investimenti". Con un
conseguente problema anche in termini di creazione di posti di
lavoro, ha aggiunto.
Le motivazioni di questa incertezza sono sempre le stesse.
Tutti ricordano fin troppo bene la caduta dei mercati turchi
dalla metà di aprile a giugno dello scorso anno, con la Lira
turca che in pochi giorni aveva perso il 25% del suo valore e
la decisione della Banca Centrale di alzare, dopo ben 5 anni,
i tassi di interesse. una misura necessaria, seguita da
polemiche politiche sull'elezione del nuovo governatore
proprio della Merkez Bankasi che hanno vista andare in scena
l'ennesimo scontro tra il premier Recep Taiiyp Erdogan ed il
presidente della Repubblica Ahmet Necdet Sezer. Settimane da
lacrime e sangue per il mondo economico turco che dovevano
servire e insegnare come i mercati della Mezzaluna, più di
altri, risentano del caos politico.
Adesso, a quasi un anno di distanza, la storia si ripete. Da
una parte banchieri e istituzioni sono spaventati all'idea di
quello che potrà succedere ad aprile, quando il Parlamento
sarà chiamato ad eleggere un nuovo Capo dello Stato e quando
soprattutto potrebbero riemergere nuove tensioni tra islamici
più o meno moderati e sostenitori della laicità dello Stato.
Sonni poco tranquilli anche per il voto politico di novembre.
L'ipotesi che il Paese non sia piùguidato da un partito
unico come l'Akp ma da una coalizione apre nuovi interrogativi
sulla stabilità dell'esecutivo e quella dei mercati. (Apcom)
26.02.2007
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Nel
corso di un convegno ad Istanbul, il presidente della
Tobb-Unione turca delle Camere di Commercio, Rifat
Hisarciklioglu, ha evidenziato ancora una volta gli
eccellenti risultati (circa 20 miliardi di dollari nel
2006) aggiungendo però che non sono sufficienti.
INVESTIMENTI
ESTERI IN CRESCITA |
In
occasione del Convegno organizzato a Istanbul dalla
Associazione degli Investitori esteri Yased, l'autorevole presidente
della Tobb-Unione turca delle Camere di Commercio, Rifat
Hisarciklioglu, ha evidenziato ancora una volta gli eccellenti
risultati ottenuti dall'economia turca negli ultimi anni sul
fronte della raggiunta stabilità macro - economica e
dell'attrazione degli investimenti dall'estero - circa 20
miliardi di dollari nel 2006 - e ha però stigmatizzato il
fatto che il Paese ha bisogno di un flusso di investimenti
dall'estero ancor maggiore, e soprattutto prolungato nel
tempo, per compiere un vero salto di qualità. "La
Turchia deve disporre di un efficiente sistema giudiziario per
rassicurare gli investitori esteri e soprattutto dotarsi di
una politica industriale che privilegi l'innovazione e i
settori a maggior redditività prospettica", ha
dichiarato, evidenziando che alcuni settori -come per esempio
quelli connessi alla produzione di energia idroelettrica,
solare, nucleare ed eolica- rappresentano delle concrete
opportunità per gli imprenditori esteri interessati al
mercato turco. Altri interventi nel corso del convegno hanno
posto in risalto i fondamentali investimenti che saranno
necessari in alcuni settori come i la protezione ambientale -
si valutano in 35/40 miliardi di euro gli investimenti
necessari per mettere a norma la Turchia - e le privatizzazioni
delle aziende municipalizzate per acqua, elettricità, gas,
trasporti urbani, raccolta e gestione dei rifiuti. (Ice
Istanbul)26.02.2007
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La
delegazione del Fondo Monetario - che potrebbe approdare
in Turchia nei primi giorni del prossimo mese - deve
ancora compiere 4 degli otto esami sullo stato di salute
dell'economia del Paese dopo il mega prestito da dieci
milioni di dollari concesso negli anni passati.
BABACAN
ANNUNCIA UNA VISITA DEL FMI |
La delegazione del Fondo Monetario Internazionale potrebbe
approdare in Turchia il mese prossimo. A dirlo è stato lo
stesso ministro dell'Economia Ali Babacan, precisando che le
date devono ancora essere confermate.
Il Fmi deve ancora compiere 4 degli otto esami sullo stato di
salute dell'economia turca in seguito al mega prestito da 10
miliardi di dollari operato in favore del Paese della
Mezzaluna. Quella di marzo, in particolare, sarà la quinta
ispezione. "Procederemo al quinto esame e poi fisseremo
il calendario per sesto, il settimo e l'ottavo", ha detto
Babacan ai giornalisti, aggiungendo che la Turchia si sta
avviando a conquistare sempre più credibilità dal punto di
vista internazionale. (Apcom)
26.02.2007
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IL
PARADISO
DEGLI INGLESI:
LA TURCHIA
Sono
oltre 13 mila i figli di Albione che hanno acquistato
una seconda casa nel Paese della Mezzaluna. Prescelta la
costa egea per clima, spiagge e costo vita. |
La Turchia è diventata il
"paradiso degli inglesi": sono
oltre 13mila quelli che hanno acquistato una seconda casa nel
Paese della Mezzaluna. Ad attrarre maggiormente sono le località della
costa egea, dove il clima mite, le spiagge e
un costo della vita ben lontano dagli standard di oltre Manica
fungono da vera e propria calamita. La domanda continua a
crescere, al momento ci sarebbero circa 600mila richieste in
coda, così come i permessi di edificazione. Il valore dei
terreni continua a salire e le case messe attualmente in
vendita costano il 25% rispetto a due anni fa, nelle località
di villeggiatura più rinomate anche del 40 per cento. Ma ci
sono ancora alcune aree, come quella di Didim, dove, secondo
gli esperti, si possono fare buoni affari sia per l'acquisto
di terreno sia per quello di una proprietà immobiliare. A
Bodrum sono invece in arrivo due campi da golf. (Il
Sole24Ore.com)
26.02.2007
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TUTTI
AMANO I MERCATI TURCHI AD ECCEZIONE
.........ad
eccezione dei turchi. Come ha spiegato l'analista della
<Citigroup>, Ilker Domaç, questo può dipendere
dal fatto che gli stranieri confrontano la realtà
anatolica con quella degli altri Paesi e ne traggono le
dovute conseguenze. Investitori condizionati
dalle elezioni. |
 Citigroup analyst İlker Domaç
this week titled his Turkey outlook report "Sailing
global tailwinds under the shadow of political clouds."
The tailwinds phrase
refers to increasing global appetite for emerging market risk,
and every reader in Turkey must already know that the clouds
refer to elections -- first the presidential one in April/May
and whether Prime Minister Recep Erdogan will seek the
presidency; secondly, the general elections in November and
whether they will lead to a continuation of single-party rule.
The strong global appetite for Turkish assets makes itself
most evident in the growth in Turkish bonds held by foreigners
-- YTL 41 billion ($29.3 billion) as of the end of January.
The strong global appetite for Turkish assets makes itself
most evident in the growth in Turkish bonds held by foreigners
-- YTL 41 billion ($29.3 billion) as of the end of January.
This represents an increase of approximately 86 percent in
comparison to June 2006.
Turkish T-bills offer the highest interest rate across the
emerging markets, backed by broadly positive macro
fundamentals. These are clearly the reasons behind this growth,
according to Deutsche Bank economist Tevfik Aksoy.
He pointed out the contrast between the foreign appetite and
local retail investors, who continued to decrease their
exposure to bonds, with holdings declining to YTL 22 billion
from YTL 27 billion at the end of June. Similarly, local
mutual funds have been selling bonds as well, with total
exposure limited to YTL 9.4 billion, which was as high as YTL
16 billion six months ago, reported Aksoy.
So what do these differing perspectives mean? Do they
represent some sort of maturity mismatch in sentiment?
Morgan Stanley economist Serhan Çevik has been saying for
months now that Turkey's newfound macroeconomic stability
has made the economy much more resilient to external shocks,
but local investors don't seem to believe it.
Citigroup's Domaç noted in his report that the high cost of
borrowing here and the political uncertainty, coupled with the
ongoing economic slowdown, have rendered locals pessimistic,
while foreign investors, who benchmark Turkey against
comparable countries, are more optimistic.
Ankara did not help foreign or local investor confidence in
January by backpedaling on several privatization projects: the
government in quick succession decided to delay selling off
the electricity distribution regions, re-jigged the block sale
of Halkbank to a 25 percent initial public offering and
delayed the sale of Tekel's tobacco business. It seemed as
if all the political uncertainty was based on reality, and
that T.S. Eliot's thoughts would apply to Turkey: "An
election is coming. Universal peace is declared and the foxes
have a sincere interest in prolonging the lives of the poultry."
Then the Justice and Development Party (AK Party) surprised
again by moving to reassure investors of its determination on
privatization, announcing that petrochemicals firm Petkim
would be sold off by year-end, and that some ports and harbors
would even be privatized before elections. A skeptic might say
this is a way to resolve the Cyprus issue, for a private
company could open its port to Greek Cypriot vessels, thus
taking the burden off the government. In another sign of
foreign interest in the Turkish market, Boyner Holding signed
an agreement to sell 30 percent of its listed retail chain
Boyner Magazacilik and 50 percent of its Beymen stores to
Citigroup Venture Capital for a total of $193 million.
Did Boyner need the money, simply thinking it's a good time
to cash in on their long development story, or were they
prompted by fear of political and economic uncertainty? Even
Deutsche Bank's Aksoy acknowledges that the "presence of a
crowded trade and heavy positioning in the market raises the
vulnerability to an abrupt change in global risk perception."
So who's right and who's wrong? Do the Turks know
something special, or have they been over-primed for crisis
during generations of fiscal mismanagement? Scientists say
that we hold on to many behaviors, such as the ability to
grasp tight to our mother's fur, or to dash higher up a tree
than a tiger can, long after they have lost their survival
value. So maybe the Turkish investors are merely gun-shy.
I don't know the answer, but if it's any hope to our
readers, it is possible to find the solution to a
long-standing conundrum, even a political one, and sometimes
from the most unexpected source.
As an example, this clear statement of Bush's policy on Iraq
recently came to me from the 19th century writer Mark Twain:
"If you build a fire for a man, you keep him warm for a day,
but if you set a man on fire you keep him warm for the rest of
his life." (Michael Kuser/Zaman)
26.02.2007
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GRAN
BAZAR:
IN RIVOLTA
I VENDITORI
L'allarme
dei commercianti: non si vende più. "prima o poi -
affermano - trasformeremo questo luogo in un museo con
il biglietto di ingresso". Mancano i turisti. |
I commercianti del Gran Bazar di Istanbul lanciano l'allarme:
se i turisti stranieri non riprendono a comprare come una
volta, il mercato coperto per antonomasia rischia di
trasformarsi in un museo.
Molti credono che il loro errore sia stato quello di puntare
più sulla clientela straniera che su quella locale, che pure
esiste ed è ancora attiva soprattutto per quanto riguarda
settori come l'oreficeria. e adesso si ritrovano con migliaia
di persone che ogni giorno entrano fra le secolari mura del
Gran Bazar ma non comprano nulla.
"Se continua così - dicono i negozianti - ci
trasformiamo in un museo, facciamo pagare il biglietto di
ingresso e non se ne parla più".
Le categorie commerciali più colpite dal fenomeno sono i
gioiellieri, seguiti a ruota dai venditori di tappeti e dai
venditori di pelli che però espongono anche merce dai prezzi
proibitivi. (Apcom)
26.02.2007
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PROGETTO
<RESIST> CON WORKSHOP
Si
terrà ad Istanbul nei giorni 7 e 8 marzo. Obiettivo,
comprendere i processi che contribuiscono ad accrescere
i ad attenuare le disuguaglianze. |
Il 7 e 8 marzo a
Istanbul (Turchia) si terrà un workshop organizzato dal
progetto "ResIST" (Researching Inequalities through Science and
Technology).
Obiettivo del progetto è comprendere i processi attraverso
cui la scienza e la tecnologia (S&T) contribuiscono ad
accrescere o ad attenuare le disuguaglianze.
Nel corso dell'iniziativa, i partner del progetto auspicano di
riunire le principali parti interessate in Europa nel settore
dell'elaborazione delle politiche in materia di scienza e
tecnologia. (Cordis Notiziario)
26.02.2007
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ACCORDO
RAGGIUNTO CON GLI STATES
PER ZONA DI PRODUZIONE CONGIUNTA
La
sigla ad Istanbul tra il vice sottogretario per gli
Affari Economici del dipartimento di Stato americano,
Dan Sullivan, ed il presidente della <Tobb>, Rifat
Hisarciklioglu. Un progetto denominato "Common
Production Area". Quali sono gli oggetti che
interessano il mercato Usa. |
 In occasione di una
visita ufficiale in Turchia, il vice Sottosegretario per gli
Affari Economici al Dipartimento di Stato Usa Dan Sullivan si
è accordato con il presidente della <Tobb>, Rifat
Hisarciklioglu,
per un nuovo progetto di collaborazione economica denominato "Common Production
Area". Tale progetto prevede
che in una area geografica della Turchia - ancora non definita,
anche se qualcuno ritiene che possa essere l'Anatolia - sarà
costituita una zona di produzione dove -anche su input
statunitense - si produrranno articoli e materiali che saranno
venduti sul mercato americano in esenzione doganale e senza
limiti di quota. I prodotti che gli analisti locali ritengono
potrebbero maggiormente interessare gli operatori americani
sono: la gioielleria (gli Usa importano già ora in esenzione
doganale dalla Turchia oltre un miliardo di dollari di
oreficeria e gioielleria), l'abbigliamento e i mobili, anche
se alcuni ritengono invece candidabili anche i prodotti
elettronici. Attualmente l'interscambio turco-statunitense
sfiora gli 11 miliardi di dollari, con un saldo attivo per gli
Usa di circa 900 milioni (nel 2006 gli Usa sono risultati il
sesto paese fornitore). L'accordo - una volta definito fra i
tecnici statunitensi e turchi - sarà sottoposto
all'approvazione del Congresso Usa e del Parlamento di Ankara.
(Denaro.it)
26.02.2007
|
|
Il
problema riguarda le forniture di generatori, per un
importo di 115 milioni di Franchi svizzeri, alla
centrale idroelettrica di Yusufeli in Turchia. Il
Consiglio federale elvetico ha dato il suo accordo di
principio dopo essersi assicurato che le condizioni
siano soddisfatte.
ASSICURAZIONE
SUI RISCHI ESPORTAZIONI |
Il
14 febbraio 2007, il Consiglio federale elvetico ha preso un impegno di
massima di accordare ad <Alstom Svizzera> l'assicurazione contro
i rischi delle esportazioni per forniture di generatori per un
importo di 115 milioni di franchi. Questi generatori sono
necessari per la costruzione della centrale idroelettrica di
Yusufeli, in Turchia. Tale impegno è vincolato a condizioni
concernenti le misure complementari in materia di ambiente e
di insediamenti. Il Consiglio federale deciderà in merito
alla concessione dell'assicurazione definitiva quando queste
misure saranno state soddisfatte.
Il Consiglio federale
ha dato il suo accordo di principio dopo essersi assicurato
che le condizioni ambientali sono pienamente soddisfatte,
come previsto dagli usi internazionali vigenti. Per quanto
attiene alle direttive obbligatoriamente applicabili della
Banca mondiale, le misure in questione hanno già
soddisfatto in buona parte i criteri previsti. Queste ultime
sono integrate da altre misure accompagnatorie che devono
essere adempiute dall'esportatore prima che venga accordata
l'assicurazione definitiva. Si applicano in tal modo le
convenzioni dell'Ocse riguardanti l'ambiente e i crediti
all'esportazione, che si basano sulle direttive della Banca
mondiale. L'assicurazione svizzera contro i rischi delle
esportazioni <Asre> ha coordinato strettamente i suoi lavori
preliminari con gli assicuratori statali francesi di credito
all'esportazione, che hanno pure partecipato al progetto.Il
Consiglio federale, nella sua decisione, ha tenuto conto
anche degli effetti positivi del progetto e delle forniture
sulla piazza economica svizzera e sull'approvvigionamento
elettrico della Turchia. Per far fronte al rapido aumento
della domanda di elettricità, la Turchia sta costruendo a
pieno ritmo nuove centrali idroelettriche. (www.news.admin)
26.02.2007
|
|
MAR
NERO:
TROVATO
ALTRO GAS
Il
ritrovamento è avvenuto a sud di Akcakoca al largo
delle coste turche. Il giacimento, di cui si ignorano le
proposrsioni, si trova vicino ad un altro scperto
recentemente. |
Trovato altro gas naturale nel Mar Nero. A dare la notizia è
stato la <Static Energy Corporation> e soprattutto la
<Tpao> (Compagnia nazionale petrolifera turca).
Il ritrovamento è avvenuto a sud di Akcakoca, al largo delle
coste turche. Il giacimento, di cui si ignorano ancora le
proporzioni, si trova vicino ad un altro scoperto poche
settimane prima, sempre al largo della stessa località e più
a nord rispetto a quelli di Ayazli, Dogu Ayazli e Akaya.
il presidente della <Static>, Kevin Watts, ha
dichiarato: "Siamo molto felici dei risultati conseguiti
fino a questo momento, speriamo di poter passare al più
presto alla seconda fase del piano e di poter dire
successivamente quanto gas naturale si trovi nel mar
Nero". (Apcom)
26.02.2007
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BRUXELLES
PREPARA LE CONTROMOSSE
L'Unione
Europa sta tentando di opporsi al tentativo della Russia
di attizzare conflitti nel Caucaso meridionale e
riprendere il monopolio del trasporto di petrolio e gas
del Caspio verso l'Europa. Un avvertimento che viene dal
team di Javier Solana. Una bozza di documento. |
L'UE
studia contromosse da opporre a un possibile tentativo della
Russia di attizzare conflitti nel Caucaso meridionale e
riprendere il monopolio del trasporto di petrolio e gas del
Caspio verso l'Europa. L'esplosione di conflitti, sia pure
locali e a bassa intensità, in regioni della Georgia e
dell'Azerbaigian potrebbe bloccare il grande oleodotto Btc e
il gasdotto costruiti tra Baku e la Turchia, aggirando la rete
delle condotte russe. Rete che la Russia eredita dall'Urss e
che assicura fino a tempi recenti a Mosca il controllo totale
del flusso degli idrocarburi dai ricchi giacimenti dell'area
del Caspio. L'avvertimento viene dal team di Javier Solana, l'alto
rappresentante per la politica Estera e di Sicurezza dell'UE:
in termini che vengono descritti come molto circostanziati, si
legge in una bozza di documento interno che gli esperti del
Consiglio dei ministri dell'UE preparano per una prossima
riunione dei ministri degli Esteri dei Ventisette. Toccherà a
Solana, soprattutto al Governo di Berlino in quanto presidente
di turno dell'UE, prospettare ai partner dell'Unione le
iniziative da sviluppare lungo un percorso che, lo si ammette
senza difficoltà negli uffici di Bruxelles, richiederà
comunque attenti dosaggi per sostenere insieme con gli Stati
Uniti la marcia di avvicinamento di Tblisi e Baku verso i
Paesi occidentali e, al tempo stesso, evitare contraccolpi da
parte della Russia.
Campanelli d'allarme non mancano
nell'ultimo anno (l'uso che il Cremlino fa degli idrocarburi
come clava di politica estera, le interruzioni dei flussi
attraverso la Bielorussia quest'anno e l'Ucraina un anno
prima), ma le preoccupazioni di Bruxelles aumentano di colpo
il 10 febbraio scorso, data del discorso di Monaco di Baviera
in cui il presidente, Vladimir Putin, rivendica bruscamente un
trattamento da grande potenza, minacciando tra l'altro di
denunciare il trattato degli anni '80 per l'eliminazione degli
euromissili. L'attacco di Putin è rivolto agli Stati Uniti,
ma l'avvertimento vale per tutti e più che mai per chi
dipende dal petrolio e gas russi. Nella regione tra il Caspio
e il Mar Nero abbondano conflitti ormai di vecchia data, per
ora congelati ma, che potrebbero essere riattivati dalla
Russia senza difficoltà e salvando in qualche misura le
apparenze: pronti a riesplodere sono in Georgia i conflitti
nelle regioni secessioniste dell'Abkhazia e dell'Ossezia del
Sud, sostenute da Mosca e in Azerbaigian nel Nagorno-Karabach
occupato dalle forze armene. L'oleodotto a grande capacità
Baku-Tbilisi-Ceyhan corre lungo 1.800 chilometri dalla costa
azera sul Mar Caspio fino al terminal turco di Ceyhan, sul
Mediterraneo. Passa di poco a Nord del Nagorno-Karabach prima
di attraversare la Georgia, a Sud della provincia dell'Ossezia
meridionale. Lungo un tracciato in gran parte analogo, ma
ancora più vicino al Nagorno-Karabach, si snoda il gasdotto
suo gemello, da Baku fino a Erzerum, in Turchia.
Un'occhiata
alla carta geografica dà conto della vulnerabilità, in caso
di conflitti, delle due condotte che sono costruite da
consorzi occidentali e sono viste da Mosca come un affronto al
ruolo che il Cremlino si sforza di recuperare nello spazio
ex-sovietico. Affronto tanto meno tollerato, in quanto il Btc
e il gasdotto hanno vocazione a collegarsi con l'altra sponda
del Caspio, per pompare gli idrocarburi dei grandi giacimenti
di due ex-repubbliche sovietiche, il Kazakistan e il
Turkmenistan. Tra la Georgia che conta sulla protezione degli
Stati Uniti e aspira a entrare nella Nato agganciandosi al
tempo stesso all'UE e l'Azerbaigian che tende ad affrancarsi
dai legami ex-sovietici, si stabilisce in questi mesi
un'intesa assai mal vista dalla Russia: un altro tassello del
nuovo Grande Gioco che si sviluppa tra Mosca e Washington per
il controllo strategico-petrolifero dal Caspio all'Asia
centrale e che ricorda il Great Game accanitamente giocato in
quelle regioni per quasi un secolo fino ai primi del '900 tra
la Russia e un impero britannico deciso a proteggere gli
accessi all'India, gemma della corona, dalle mire
espansionistiche degli zar. (Denaro.it)
26.02.2007
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Secondo
i piani della commissione generale Ypk, il 2° aeroporto
di istanbul -già in servizio dal 2001 - dovrebbe
accogliere 10 mln di passeggeri ogni anno.
I
PROGETTI
PER LO SCALO
S. GOKCEN |
Grandi progetti per il Sabiha Gokcen, già aeroporto militare
ed ora secondo scalo di Istanbul. La Commissione generale per
la Pianificazione terriroriale (Ypk) ha approvato un progetto
presentato dal Sottosegretario alla difesa per far diventare
l'aeroporto un un grande scalo internazionale.
Secondo i piani, il Sabiha Gokcen sarà in grado di accogliere
10 milioni di passeggeri ogni anno, un bel salto rispetto ai
3.5 attuali. L'aeroporto, che si trova nella parte asiatica
della megalopoli, era entrato in servizio nel 2001,
rilevandosi subito una alternativa strategica all'Ataturk
Havalimani, nella parte europea, e maggior scalo a livello
nazionale. (Apcom)
26.02.2007
|
|
TAGLIO
DELL'IVA SUGLI ALIMENTARI
Il
ministro dell'Agricoltura turco, Mehdi Eker, ha
sottolineato che si tratta di un provvedimento deciso
per rispettare le aspettative del settore. La decisione
è stata presa dallo stesso Primo Ministro Recep Tayyip
Erdogan per allentare la pressione fiscale. |
Il ministro dell'Agricoltura turco, Mehdi Eker, ha annunciato
il taglio della Vat, l'Iva turca, su alcuni prodotti
alimentari.
Il ministro ha sottolineato che si tratta di un provvedimento
che era stato annunciato durante la campagna elettorale e che
è stato deciso per rispettare le aspettative del settore.
nell'annunciare il provvedimento, Eker ha sottolineato che
l'iniziativa è partita dallo stesso premier Recep Tayyip
Erdogan che ha ordinato al ministero delle Finanze uno studio
di settore per vedere su quali classi di prodotti era
possibile allentare la pressione fiscale. A privilegiare di
queste riduzioni saranno in primo luogo i produttori di latte.
(Apcom)
26.02.2007
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|
Ci
si è resi conto, infatti, che una famiglia che guadagna
1000 nuove Lire turche al mese non può permettersi di
pagare rate per 30-40 anni come prevede la normativa.
Una situazione del genere è possibile solo in Paesi che
hanno tassi di interesse sui 6-8%.
CONTINUA
IL DIBATTITO SULLA LEGGE MUTUI |
Meno male che doveva essere una cosa veloce. Il dibattito
sulla nuova legge turca, relativa alle ipoteche, continua e -
dopo le perplessità del ministro dell'Economia Ali Babacan -
adesso ad insinuare nuovi dubbi ci si mettono anche gli
specialisti del settore.
Sono in molti a pensare infatti che chi percepisce uno
stipendio inferiore a 1000 nuove Lire turche (e in Turchia
sono in tanti) non potrà permettersi di pagare le rate di un
mutuo che dura 30-40 anni, come prevedere la nuova normativa.
Il direttore generale di <Vakifibank>, Onder Halisdemir,
ha dichiarato al quotidiano <Referans> che una rata
mensile per un mutuo da 200 mila Lire turche con i nuovi tassi
potrebbe salire fino a 3900 nuove Lire turche.
"Non è ammissibile che una persona paghi un mutuo più
alto di un affitto - ha detto Halisdemir - e a risentirne
sarà soprattutto la domanda che scenderà
vertiginosamente". Salih Abamor, specialista del settore,
ha commentato che i mutui trentennali possono essere sostenuti
solo da Paesi che hanno tassi di interessa annuale tra il 6 e
l'8% e che la Turchia non arriverà a questa soglia prima del
2010. Una situazione che può avvantaggiare investitori
stranieri e appartenenti ai ceti medi. (Apcom)
26.02.2007
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IMPRENDITORI:
AUMENTA
IL NUMERO
La
causa va ricercata nelle condizioni economiche della
Turchia in costante miglioramento e nel mito del
self-made che hanno contagiato anche questo Paese. |
Aumentano gli imprenditori turchi. Le condizioni economiche in
costante miglioramento ed il mito del self-made hanno
contagiato anche il Paese della Mezzaluna. E a parlare sono i
numeri: a gennaio 2007 il numero di imprenditori era di 5.567
contro i 4.568 del 2006, facendo segnare un bel 20% di
incremento. A dirlo è il Tuik, l'Istituto di Statistica
turco.
Per quanto riguarda i nuovi arrivati, nel 93.4% dei casi si
tratta di compagnie a responsabilità limitata, nel 4.6% sono joint
venture e nel 2% cooperative. In questo momento, sempre
fra le nuove arrivate, i tre settori che attirano il maggior
numero di investitori sono il commercio al dettaglio, il
manifatturiero e il Real estate. (Apcom)
26.02.2007 |
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ECONOMIA
|
LA
LOMBARDIA GUARDA AL PAESE DELLA MEZZALUNA
Un
export di quasi un miliardo e mezzo di euro, il 29.5 per cento del
totale nazionale. La regione italiana che guida la corsa
invierà a marzo (dal 2 al 7) una missione di piccole e medie
imprese organizzata da <Promos> che promuove la nascita di un
network mediterraneo. |
Un terzo dell'export italiano verso l'area mediterranea parte per la sola
Turchia (esattamente il 33.9 per cento), per un valore che nei primi nove
mesi del 2006 raggiunge quasi i 5 miliardi di euro. Di questo volume di
vendite quasi un terzo viene generato in Lombardia, da dove a inizio marzo
partirà una missione di piccole e medie imprese organizzata da <Promos>,
che promuove la nascita di un network mediterraneo rivolto anche al
comparto dell'artigianato. Secondo dati della Camera di commercio di
Milano, la crescita dell'export italiano verso il Paese a cavallo tra
Europa e Asia in un anno è stata pari al 10.6 per cento . La Lombardia
guida la corsa delle regioni italiane al mercato turco con un export di
quasi un miliardo e mezzo di euro, il 29.5 per cento del totale nazionale,
+3.1 per cento rispetto al 2005. Seguono Piemonte con quasi 777 milioni di
euro (il 15.7 per cento delle esportazioni italiane verso la Turchia, +15.7 per cento ), Veneto con 633 milioni di euro
(12.8 per cento del
totale nazionale, +14 per cento ). In forte crescita anche l'Emilia
Romagna, +26.4 per cento in un anno, che con oltre mezzo miliardo di euro
rappresenta il 12.1 per cento dell'export nazionale. Ma tra i maggiori
esportatori nel Mediterraneo - afferma lo studio - è il Piemonte quello
che sceglie di più la Turchia: vi destina infatti oltre la metà del
proprio export totale verso l'area mediterranea.
Nel 2006 sono di gran lunga i macchinari e il materiale da trasporto i
prodotti italiani più richiesti sul mercato turco (46.4 per cento del
totale delle esportazioni italiane) per un valore che nei primi nove mesi
del 2006 supera i due miliardi di euro.
Anche alla luce di questi dati, la Camera di Commercio milanese e <Promos>,
la sua azienda speciale per le attività internazionali, organizzano una
missione istituzionale e imprenditoriale a Istanbul e Ankara dal 2 al 7
marzo prossimi, in collaborazione con altre Camere di commercio e le
associazioni artigianali lombarde, con Regione Lombardia e Unioncamere
Lombardia. L'iniziativa è rivolta alle imprese artigiane e alle piccole e
medie imprese con l'organizzazione di incontri d'affari con aziende
locali. Il settore interessato è il meccanico ed elettromeccanico.
Il programma prevede, a Istanbul, una presenza presso la Fiera della
subfornitura <Subconist> e, successivamente, l'organizzazione di incontri
operativi presso il distretto meccanico di Ostim ad Ankara.
L'iniziativa rientra nel progetto Medart 2006, che si propone di
promuovere la presenza commerciale e la cooperazione economica di aziende
artigianali lombarde nei Paesi del Mediterraneo. Il progetto prevede
inoltre la costituzione di un network mediterraneo tra imprese. "Si
tratta - spiega la Camera di Commercio milanese - di un servizio di
informazione e di primo contatto a cui le aziende possono aderire
gratuitamente e che permetterà loro di ricevere assistenza gratuita da
parte degli uffici locali e accesso scontato ai servizi specialistici. Sarà
inoltre possibile entrare in contatto e comunicare elettronicamente e in
maniera gratuita con aziende e controparti dei Paesi partner aderenti al
progetto, cioé Tunisia, Marocco, Egitto e ora Turchia". (Denaro.it)
26.02.2007
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CORSA
TRA I COMMERCIANTI DI MEZZO MONDO
PER ACCAPARRARSI I NEGOZI DELLA TURCHIA
Secondo
la stima della società immobiliare londinese <Cushman and
Wakefield> - citata dal quotidiano <Wall Street Journal>
- saràdi circa 3.4 miliardi di euro il giro di affari che
coinvolgerà il mercato immobiliare di questo Paese nell'anno in
corso. L'aumento al dettaglio. |
E' corsa tra i commercianti di mezzo
mondo ad accaparrarsi i negozi della Turchia, considerata la vicina
europea con la crescita economica più rapida. E' quanto affermato dal
<Wall Street Journal>.
Secondo la stima della società immobiliare londinese <Cushman and
Wakefield> - citata dal quotidiano - sarà di circa 3-4 miliardi di euro il
giro d'affari che coinvolgerà il mercato immobiliare turco nel 2007,
dedicato, per l'80%, alla compravendita di esercizi commerciali. Cifra che
rappresenta un investimento nel settore quadruplicato rispetto allo scorso
anno.
"Quello del commercio è un settore dominante in Turchia perché gli
stipendi stanno salendo e le persone vogliono fare acquisti come gli altri
europei", ha detto Feroze Bundhum, direttore della società
immobiliare di Istanbul <Richard Ellis>. Il gigante dell'arredamento svedese
<Ikea>, il francese <Carrefour> e la catena di supermercati inglese
<Tesco> si
sono già assicurati un posto ad Ankara e dintorni. L'aumento del settore
del commercio al dettaglio è "enorme", secondo quanto afferma
il responsabile di <Cushman and Wakefield<, spiegando che solo nella zona di
Istanbul sorgeranno 45 centri commerciali nei prossimi 5 anni. Un altro
progetto faraonico è l'Istanbul Forum, finanziato dalla tedesca <Multi
Corp> e dalla <Turkmall Market Yatirim>, che dovrebbe sorgere nel 2008. Il
progetto darà vita al più grande centro commerciale turco, 150mila metri
quadrati di negozi, cinema e ristoranti. (Denaro.it)
26.02.2007
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ELETTRODOMESTICI
BIANCHI IN SALITA
I
dati - relativi al Paese della Mezzaluna - forniti dall'Istituto di
Statistica turco (Tuik). Ben 39.395.800 pezzi prodotti nel 2006, il
2.9 per cento in più rispetto all'anno precedente. In testa la
produzione dei frigoriferi seguita da quella delle cucine a gas,
lavatrici e lavastoviglie. |
In base ai dati
statistici forniti dal Tuik-Ente Statistico Turco, nel 2006 la produzione
di elettrodomestici bianchi è cresciuta - rispetto al 2005 - del 2.9%
attestandosi a 39.395.800 unità. Si riconferma così il ruolo di leader
mondiale della Turchia nel campo. Nello specifico, la produzione di
frigoriferi è stata di 6.223.500 unità (+22% '06/'05); le cucine a gas
6.787.600 (+15.8%), le lavatrici 5.410.200 (+22%), le lavastoviglie
1.192.300 (+52%). Sempre nel campo degli elettrodomestici, gli
aspirapolvere prodotti sono stati 1.486.600 (+23%), mentre le televisioni
hanno fatto registrare un calo da circa 21 milioni di unità del 2005 a 18
milioni (-14.3%) nel 2006. (Ice Istanbul)
26.02.2007
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Il
quarto trimestre 2006 - che ha evidenziato una netta crescita - ha
visto ricavi per 278.8 milioni di euro (+26.3%) ed un utile
operativo a 43.4 milioni (+ 95.6%).
<CEMENTIR>
SEMPRE
ALLA RIBALTA |
<Cementir> alla ribalta tra i titoli
minori di piazza Affari. L'azione è schizzata infatti del 6.95% a quota 8.52
euro, dopo un nuovo massimo storico a quota 8.75 euro (0.75% il
capitale transitato), grazie ai conti boom del gruppo che ha chiuso
il 2006 con un utile ante imposte di 168.9 milioni, in crescita del 47%
rispetto al 2005. In rialzo Mol (+34%), Ebit (+52%) e ricavi (+23% a 1.05
mld).
Anche il quarto trimestre 2006 ha evidenziato una netta crescita: ricavi
per 278.8 milioni (+26.3%) e un utile operativo a 43.4 milioni
(+95.6%). Buono anche il dato sul debito sceso a 437 milioni di euro
dai 480 milioni di euro attesi. Su queste basi, <Cementir>
ha anticipato di due anni gli obiettivi del piano 2006-2008 e ha previsto
per il 2007 ulteriori miglioramenti sia a livello di ricavi sia a livello
di margini.
D'altra parte, avvertono gli analisti, la società ha sempre dato
indicazioni prudenti: basta pensare che il target di <Ebitda> 2008 è di 250
milioni di euro e nel 2006 ha fatto 247 milioni di euro. "I
buoni risultati e le buone prospettive per il 2007, soprattutto legate
alla Turchia e alle prospettive del Nord Europa, ci portano a rivedere le
nostre stime al rialzo: +12%-15% nel 2007-2008", affermano a
Intermonte.
"Pertanto questo ci porta a rivedere il nostro target price
sull'azione da 8 a 11 euro e a mantenere la nostra raccomandazione
positiva di buy", precisano alla sim, "in quanto crediamo
che <Cementir>
sia un'interessante storia di crescita e abbia valutazioni attraenti visto
che tratta a un P/E 2007 di 9,7". Anche <Euromobiliare sim> ha
incrementato il target price di <Cementir>,
ma a 8 euro dopo i conti 2006 giudicati "nettamente migliori"
delle attese.
La sorpresa a livello di fatturato ed <Ebitda>, secondo gli analisti di
quest'altra sim, deriva dall'ottimo andamento registrato in tutti i
mercati favoriti anche dalle particolari condizioni climatiche nel quarto
trimestre. A livello di pre-tasse, la sorpresa è stata poi amplificata da
un effetto positivo derivante dalla rivalutazione della lira turca.
In attesa comunque del 1 marzo, quando <Cementir>
presenterà un update del piano industriale, <Euromobiliare> mantiene un
rating di hold (tenere in portafoglio) sul titolo. Più ottimista <Cheuvreux> che, dopo aver alzato il target price a
9.5 da 8.7 euro, ha
ribadito outperform (farà meglio del mercato). (Milano
Finanza)
26.02.2007
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2°
EDIZIONE DELLA <EXPO GATEWAY TO IRAQ>
Si
svolgerà dal 23 al 27 maggio nella ridente cittadina del sud est
anatolico. E stata organizzata dalla <Forum Fairs &
Promotions> turca ed è rappresentata ufficialmente in Italia
dalla <Cfh Associates Srl> società specializzata bella
promozione delle fiere ed eventi. |
Avrà
luogo dal 23 al 27 Maggio 2007 la seconda edizione di <Expo Gateway to
Iraq>, fiera campionaria generale che ha avuto un successo incredibile già
alla sua prima edizione.
Organizzata dalla <Forum Fairs & Promotions> turca a Gaziantep, centro
situato a ridosso del confine con l'Iraq e la Syria e luogo ideale per
la manifestazione, la fiera è rappresentata ufficialmente in Italia dalla
<Cfh Associates Srl>, società specializzata nella promozione di
fiere ed
eventi nei Paesi emergenti.
Organizzata in collaborazione con l'<Iraqi Ministry of commerce>, la
<Ganziatep chamber of Industry>, la fiera ha avuto anche il supporto della
<Dtm> (State Planning Organization), il <Tobb> (Turkish Union of Chambers and
Stock Exchanges), la anziatep Chamber of Commerce>, il Comune di Ganziatep,
il <South Eastern Exporters' Union>, la <Ganziatep Industrial
Zone>,
organizzazioni ed associazioni.
La manifestazione ha visto lo scorso anno una
numerosa partecipazione: sono
stati infatti 1023 gli espositori, 291 dei quali provenienti da 35 Paesi,
con una massiccia presenza italiana di ben 40 espositori. I visitatori
invece erano oltre 65000, 7000 stranieri.
Le
categorie dei prodotti esposti comprendono: tessuti e abbigliamento;
macchinari ed accessori; prodotti agricoli; prodotti alimentari e
tecnologie relative: materiali, prodotti e tecnologie per l'edilizia;
beni di consumo, compresi mobili, accessori di arredamento, tessili per la
casa, elettrodomestici, articoli casalinghi e da regalo; automazione e
trasporti; prodotti sanitari, per la pulizia e la cura della persona in
generale; tecnologie elettriche ed elettroniche; IT e telecomunicazione.
"L'Iraq uno dei maggiori
produttori di petrolio al mondo sta cercando di rimettersi in sesto dopo
la lunga guerra. Il Paese ha necessità di qualsiasi cosa che possa
servire alla sua ricostruzione globale e la Turchia, essendo legata sia a
livello economico che culturale all'Iraq, è il Paese che ha più
possibilità di molti altri per aiutare l'Iraq nella sua ricostruzione e
soprattutto per riuscire ad entrare in questo mercato emergente": ha
affermato Giovanna Coni, Managing Director della <Cfh Associates> di Milano.
"Ganziatep, con una superficie di 6216 km2, occupa l'1 per cento del
territorio turco ed è la più grande città della Turchia sudorientale e
rappresenta la sesta più grande città a livello nazionale. E' il punto
di incontro tra la regione mediterranea e l'Anatolia sud-orientale.
Ganziatep svolge un ruolo fondamentale nell'economia turca con la sua
infrastruttura industriale e commerciale; la città è il ponte fra
regioni importanti grazie alla relativa posizione geografica in una zona
commerciale strategica. Il numero di grandi imprese industriali stabilite
a Gaziantep rappresenta il 4% dell'industria turca in generale, mentre
le piccole e medie imprese rappresentano il 6%", ha soggiunto Giovanna Coni.
"La sua posizione geografica rappresenta uno dei maggiori vantaggi,
confinando con Siria ed Iraq, due mercati estremamente importanti per le
imprese italiane. La presenza di una rete stradale al confine con l'Iraq
e l'aeroporto internazionale fanno della città una meta d'obbligo per
chi volesse penetrare questo Paese indirettamente, non dimenticando che
questa è una zona a libero scambio.
La fiera avrà luogo nell'ambito del nuovissimo centro espositivo, il
<Gaziantep Middle East Fairground>, che ricopre un'area coperta di 40.000
metri quadrati ed un esterna di oltre 15.000. Il centro è munito di
numerosi servizi ed è attrezzato con moderne apparecchiature che sono a
livello internazionale", ha concluso il portavoce della <Cfh Associates>.
Per ulteriori informazioni sulla
manifestazione contattare la <Cfh Associates> allo 02 83 58 060 o inviare
una mail a info@cfhassociates.com.
(Cvh Associates SrL)
26.02.2007
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La
denuncia per la difficile situazione viene dalla Smes che si è
rivolta all'Unione delle camere di commercio e delle Borse delle
merci. Rifat Hisarcilioglu, numero uno della tobb: "71 permessi
diversi e 349 firme necessari per aprire una attività di piccole
proporzioni".
TROPPA
BUROCRAZIA UCCIDE LE PMI |
La burocrazia turca uccide i piccoli e medi imprenditori. E' la denuncia
della Smes che si è rivolta alla Tobb (l'Unione delle Camere di Commercio
e delle Borse delle merci) per denunciare la loro difficile situazione.
"Le aziende ormai devono avere una grande pazienza per aprire le loro
attività e avviarla", ha dichiarato il presidente della Tobb, Rifat
Hisarcylioglu - Uno studio condotto dalla Smes ha evidenziato che occorrono
71 permessi diversi e 349 firme per aprire una attività di piccole
dimensioni.
Una situazione che non si può più tollerare. Per questo motivo il numero
uno della Tobb ha fatto sapere che verrà organizzata una conferenza nel
corso della quale si discuterà su come alleggerire la burocrazia ma anche
su come informare le piccole e medie imprese che spesso hanno diritto ad
incentivi ed agevolazioni anche burocratiche ma che non lo sanno. (Apcom)
26.02.2007
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RICHIESTA
DI SCARPE A MANO
"Yemeni",
le tradizionali calzature prodotte nella città di Safranbolu,
adoperate dai soldati ottomani, sono diventate tra gli oggetti più
ricercati dei turisti giapponesi. |
Yemeni,
traditional animal-skin shoes crafted in the Black Sea town of Safranbolu
and once a staple of Ottoman footwear, have gained the attention of
Japanese tourists.
These shoes, which were used by soldiers during the reign of the Ottoman
Empire and then made in Safranbolu during the years of Turkey's War of
Liberation to meet the needs of the army, are now being sold as tourist
items. Japanese visitors to Safranbolu, a city that hosts well-preserved
Ottoman-era wooden houses, have taken an interest in the trade of
67-year-old Mustafa Öncül.
Öncül, one of the few surviving masters of this trade, keeps his art
alive through tourists purchasing his work and taking pictures in his
workshop. Öncül said sales have dropped so much that there is virtually
no interest in his work within Turkey. The shoes, which used to be created
with each part being skillfully crafted by a different craftsman and used
in homes as decorative pieces and slippers, are now facing a much
different fate.
"During the months in which tourists frequent Safranbolu, I am able
to sell 10-15 pairs of yemeni. If it weren't for the tourists, I would
have to close my store down. Due to shrinking sales, we are unable to find
apprentices; this means our trade is dying. We would like the Ministry of
Culture and Tourism to give more support to skilled trades. I make the
base of the shoe with ox skin and the upper portion with the skin of other
livestock. My most frequent customers are the Japanese."
Japanese tourist Aya Tanimura said they would use the shoes they purchased
to decorate their homes as they took pictures in Öncü's store. Officials
from the city's culture and tourism directorate said that 17,638 Japanese
tourists have visited Safranbolu over the past two years, more visitors
than from any other country. (Zaman)
26.02.2007
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L'EXPORT
PER LA CINA
VOLA
A
renderlo noto il sottosegretario turco al Commercio Estero, Kursad
Tuzmen: "Decollate dal settempre scorso le relazioni economiche
con il Celeste Impero". |
Volano le esportazioni turche verso il Celeste Impero. A renderlo noto è
stato il Sottosegretario al Commercio Estero, Kursad Tuzmen, che
all'agenzia <Anadolu> ha detto: "Da settembre le relazioni
economiche con la Cina sono decollate, lievitando al 52% nel mese di
novembre, 86% in dicembre e 70% in gennaio con una media del 68%".
Tuzmen ha aggiunto che gran parte del merito va alla visita tenuta da lui
e da una delegazione di uomini di affari turchi in Cina all'inizio di
settembre. "Avevamo detto che la nostra strategia verso l'Estremo
Oriente sarebbe stata ponderata e vincente - ha concluso Tuzmen - Abbiamo
seminato bene ed adesso iniziamo a raccogliere i frutti". (Apcom)
26.02.2007
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Nuove
forme di collaborazione economica tra la Turchia ed il Paese arabo.
205 incontri cui hanno preso parte i delegati di 107 aziende dell'auna
e dell'altra parte.
ACCORDO
COMMERCIALE
COL BAHREIN |
Nuove forme di collaborazione fra Turchia e Bahrein. Al secondo forum per
la cooperazione economica tra i due Stati sono state firmate ben 73
lettere di impegno per scambi con un valore intorno ai 38 milioni di
dollari.
Per la precisione 27 aziende turche e 80 del Bahrein hanno dato vita a ben
205 incontri commerciali. Le società turche che hanno partecipato
all'incontro, si occupavano sopratutto di produzione di acciaio e
alluminio, nonché ella fornitura di prodotti per sistemi di sicurezza,
information technology. (Apcom)
26.02.2007
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<CITIBANK>
ANNUNCIA NUOVI INVESTIMENTI
Ulteriori
filiali del grande istituto di credito nasceranno in Turchia, in
primis ad Antalya sulla costa mediterranea. "Dovevamo servire
sei città - ha dichiarato un alto funzionario - Siamo arrivati a
quota tredici. I nostri impiegati sono duemila. raccogliamo i frutti
di un buon lavoro". |
<Citibank> punta sulla Turchia, con ancora più determinazione di
prima. Imren Tuyl, responsabile per gli investimenti nel Paese della
Mezzaluna, ha detto esplicitamente all'agenzia di stampa <Anadolu>
che nel 2007 nasceranno nuove filiali, prima fra tutte ad Antalya. Tuyl ha
spiegato che il 2006 è stato un anno molto importante per <Citibank>
che ha investito in Turchia oltre il doppio rispetto a quello che aveva
preventivato. "Dovevamo servire sei città, siamo arrivati a quota
13. I nostri impiegati sono già oltre 2000. Siamo stati la prima banca
straniera ad operare in Turchia ed adesso raccogliamo i frutti del nostro
lavoro". (Apcom)
26.02.2007
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INTERSCAMBIO
PER DIECI
MILIARDI DI $
Nuove
prospettive nel commercio tra Iran e Turchia. L'incontro
Tuzmen-Mottaki si è risolto in una duplice dichiarazione di
intenti. |
Nuove prospettive nel commercio fra Iran e Turchia. L'incontro
Tuzmen-Mottaki, l'uno ministro del Commercio Estero turco l'altro ministro
egli Esteri iraniano, si è risolto con una duplice dichiarazione di
intenti.
Da una parte Tuzmen ha chiesto a Mottaki di abbassare le tasse, dall'altra
Mottaki ha garantito che l'interscambio commerciale con il Paese della
Mezzaluna potrebbe presto arrivare a 10 miliardi di dollari. Nel 2006
l'interscambio commerciale è aumentato del 52% rispetto al 2005,
piazzandosi al quarto posto fra i partner commerciali di Ankara per quanto
riguarda il deficit del commercio estero. L'anno passato aveva registrato
esportazioni per 1.1 miliardi di dollari ed importazioni per 5.6 miliardi
di dollari. (Apcom)
26.02.2007
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AMBIENTE/TURISMO
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CIPRO NORD:
HOTEL
SUPER LUSSO
Si
tratta di un'opera faraonica voluta dall'imprenditore e giovane boss
del turismo turco Nurak Kaya. Il complsso è una replica del tempio
di Artemide. 2500 posti. |
Apre a Cipro Nord uno degli alberghi
più grandi e lussuosi del mediterraneo. A costruirlo è stato Burak Kaya,
giovane boss del turismo turco. L'albergo, di categoria extralusso, è la
replica del tempio di Artemide, che si trovava sulla costa egea turca e di
cui oggi rimangono solo poche rovine.
Il complesso è costato 80 milioni di euro ed ha oltre 2500 posti letto.
Per la prossima estate sono attesi almeno 40 mila turisti, soprattutto da
Israele perché - ha detto Kaya - £non sono soliti prestare attenzione a
tutti i problemi che riguardano la nostra isola".
Parlando con il quotidiano <Sabah>, Kaya ha detto di sperare che il
suo rimanga per lungo tempo il più grande albergo dell'isola.
"Abbiamo fatto accordi e progetti, adesso vogliamo istituire una
linea diretta fra Israele e la repubblica turca di Cipro Nord", ha
sottolineato Kaya. (Apcom)
26.02.2007
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IL
RICHIAMO
INVERNALE:
PALANDOKEN
Oggi
come oggi le montagne di Erzurum sono la meta preferita dei turisti
che amano la montagna, in particolare di russi e croati. Le
attrettive in vista delle Universiadi 2011. |
Palandöken, a
popular destination
for Russian and local tourists near Turkey's eastern mountainous city of
Erzurum, is now in the spotlight for European tourists after earning the
right to host the Winter Universiade 2011.
French tourists have already made reservations to see the region. Hotel
Dedeman Palandöken General Manager Mehmet Varol said, "We have so far
carried out promotional work largely in Russia
and Ukraine. But after winning the right to host the Winter Universiade
2011, a group of French tourists made reservations for March." He
expects hotels will begin receiving reservations for this event in the
next year.
Dedeman Holding Executive Board Chairman Murat Dedeman notes that thanks
to the winter games, Palandöken Ski Center will receive interest from all
European countries, adding that Palandöken has already become one of a
few ski centers preferred by Russian and Ukrainian tourists. "We have
two hotels with a total capacity of 600 beds. We are waiting for the
completion of a master plan to increase our investments."
Dedeman opened to friends and
acquaintances:
Murat Dedeman, who has been
interested in skiing for many years, is the first private sector investor
in Palandöken. He bought the 16-room building of the Special Provincial
Administration thinking he could at least "host friends and
acquaintances if nobody comes," and began investing in turning the
building into a hotel.
Dedeman has invested $30 million in Palandöken. He says they can increase
the amount of investments thanks to the winter games, adding that there
are things that should be done by the state for infrastructure development.
"We are morally satisfied with the investments that we have made in the
region over the last 12 years but we haven't been as successful
commercially as we would have liked. I hope our investments will return to
us from now on."
Dedeman Hotels & Resorts International Sales and Marketing Director
Sarhan Keyder said Palandöken competes against destinations like
Bulgaria, Romania,
Slovakia and Poland. Noting that in winter tourism it is not possible to
compete only in the domestic market, Keyder said, "That's why we are
carrying out work in foreign markets. We have grown in the Russian and
Ukrainian market. Everybody knows Palandöken in those two markets. There
is also a little demand coming from the Iranian market. Nearly 3 million
tourists visited Palandöken this winter. The total number of tourists who
came to Erzurum last year was 15,000-20,000."
New land to be allocated:
Erzurum Culture and Tourism
Provincial Director Fikret Öztürk said more land will be allocated in
Palandöken, adding, "There are five regions available for winter tourism
investment in Palandöken. They are Gez Plateau, Erzurum Boğazı
(the place where current investment is), Konaklı, the Ülker Alan
region and the Yağmurcuk Ski Center. The plans in three regions,
Erzurum Boğazı, Gez and Konaklı, have been finished. Prior
permission has been required for eight allocations in the Konaklı
region but investments will be made later. The Ülker Alan region was
designated for only ski facilities."
2011 master plan is ready:
Nearly 10,000 tourists are
expected to come to Palandöken for the games. A total 200 million euros
will be invested by 2011. There are three five-star hotels in the region
with 2,600 rooms. Can Dikmen is constructing a new five-star hotel with a
capacity of 500 beds. Bed capacity will reach 5,000 in the region by 2011.
Also a dormitory with a 2,500 person capacity will be constructed for
3,000 students expected for the games. (Turkish
Daily News)
26.02.2007
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jLA
MISSIONE DEL <GAL DAUNOFANTINO>
Nella
prima decade di febbraio un suo rappresentante ha preso parte ad una
trasferta per lavoro in Turchia assieme a delegati della Regione
Puglia e a quelli dei Gal "Luoghi del Mito" e "terre
del Primitivo". La visita alla città di Izmir e a siti di
importanza artistico-culturale. |
 Nella prima decade di febbraio, il
<Gal DaunOfantino>, con un suo rappresentante, ha preso parte ad una
missione di lavoro in terra di Turchia, assieme a delegati della Regione Puglia e
a quelli dei Gal "Luoghi del Mito" e "Terre del Primitivo". La visita rientra nel
progetto di cooperazione transnazionale Leader Med, che vede il <Gal
DaunOfantino> protagonista. Obiettivo finale di questo progetto è duplice:
da una parte mira alla stesura di un documento, redatto in modo
partecipato dai partner (Regione Puglia, 9 Gal pugliesi, Turchia , Siria,
Libano e Malta) che racchiuda e formalizzi le linee guida dello Sviluppo
Rurale all'interno del bacino del Mediterraneo e dall'altra alla
creazione di itinerari turistici capaci di promuovere in maniera integrata
i territori dei vari partner. I giorni trascorsi nella provincia di Izmir,
terza città più importante della penisola anatolica con i suoi 3.5
milioni di abitanti, hanno dato la possibilità di visitare siti
produttivi e d'interesse storico-culturale che saranno tappe dell'itinerario
che partendo dalla Turchia e passando per i territori dei Gal della
provincia di Taranto, taglierà il traguardo nel comprensorio DaunOfantino.
Nel corso dei colloqui e degli spostamenti in auto, si è constatata l´esistenza
di punti di contatto tra i territori bagnati dall'Egeo e quelli adagiati
sulle rive dell'Adriatico. Fra questi, oltre alla onnipresente macchia
mediterraneo, ricca di colori e profumi inconfondibili, spiccano gli scavi
dell'antica città di Efeso, porto strategico dell'Impero Romano come
quello dell'antica Siponto e i tratti di costa della penisola del
Karaburun morfologicamente simile al tratto rivierasco del comprensorio
DaunOfantino. Dopo questa missione, i partner pugliesi sono pronti a
stilare il percorso che comprenderà tappe culturali, presidi di
artigianato tipico e soste gustose a cavallo dei territori interessati che
si auspica produca effetti positivi per le comunità rurali che sperano di
diversificare ed incrementare il proprio reddito con la promozione
integrata e strategica del proprio comprensorio. (Teleradioerre)
26.02.2007
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<VENTAGLIO>:
MONOGRAFICO
TURCHIA
Lancio
di un catalogo di 68 pagine. Una destinazione che si vende bene.
Voli con <Livingston> e <Turkish>, Un cinque stelle
sulla costa turchese con trattamento super. |
<Ventaglio
investe sulla Turchia e lo fa con il lancio di un catalogo monografico di
68 pagine, come anticipato a questa agenzia da Renato Scaffidi, direttore
prodotto <Ventaglio>, Utat, Caleidoscopio. "Crediamo molto nella
destinazione - ha sottolineato Scaffidi -, riteniamo che sia l'anno
buono per la Turchia, c'è interesse da parte del mercato. E' una
detinazione che si vende bene. I voli sono da diverse città: Milano,
Bologna, Roma, Verona, Napoli e Bari con <Livingston> e <Turkish>". In
catalogo ci sarà anche la novità del <Ventaglio International Amara Club
Marine> "un 5 stelle sulla costa turchese, con trattamento di super
all inclusive, dove abbiamo 150 camere su un totale di 390", ha aggiunto
Scaffidi. Altra novità sulla destinazione è rappresentata dalla <Ventaboat>, una goletta per crociere di 8 giorni e 7 notti, con pensione
completa. Sono proposti anche soggiorni mare, alberghi classici di
categoria 4 e 5 stelle, tour, caicchi, fly&drive, per un programma
completo sulla destinazazione. (GuidaViaggi.it)
26.02.2007
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|
I
lavori verranno a costare 300 milioni di dollari. La condotta
sottomarina partirà da Dragon Creek passando per Anamur e Karaçam.
Porterà all'incirca nell'isola 75 milioni di metri cubi di acqua
parte della quale potrebbe anche essere venduta alla parte greca.
NEL
2012 ACQUA PER CIPRO NORD |
In 2008 investments
will begin pouring in for the "Cyprus Peace Project" that began ten
years ago with the mission of providing water to northern Cyprus.
The engineering studies have
been finalized for the project, which is expected to be completed in 2012
at a cost of about $300 million. The deceased founder of Alarko Holding,
Üzeyir Garih, came up with the idea for this project back in 1995.
The project will redirect water from Dragon Creek, in the
Mediterranean region, to northern Cyprus via pipelines that will run
between the Anamur and Karaçam capes.
Some 75 million cubic meters of water per year are expected to be
transported via the project, said Oktay Varlıer, the Alsim Alarko
vice chairman of the board. "In 2010 we'll begin to transport water and
thus organic agriculture can begin on the island. The sale of that water
to Greeks may be considered in the future," he said.
During The Turkish Tourism Investors
Association's (TYD) Cyprus trip, Varlıer told members of the press
that the cabinet had approved the project in 1998, but it had not been put
into action until more recently.
Two dams for project:
The underwater pipes will be
produced at the Seka factory in Anamur, said Varlıer, adding that a
dam will also be founded in Anamur.
"Some 27 kilometers of pipes will be installed from the dam to the sea
where there will be a balance tank. Then, through the pipes, the water
will be carried to the Güzelyurt district of Cyprus. The water will be
distributed to all of northern Cyprus via another dam which will be
founded in Geçitköy," he explained.
The General Directorate of the State Waterworks Authority (DSI) owns the
project while Alarko is just the contractor, said Varlıer, adding
that the consortium also includes companies based in the United States,
Denmark and Norway.
This will be the first implementation of such a project in the world, said
Varlıer. "In the future we may consider transmitting water from
the Göksu River to Israel. The same method can even be used to supply
water for the Greek islands," he said.
Cyprus's annual water need is 120 million cubic meters, but only 30
million cubic meters of healthy water are produced, said Varlıer.
"A cubic meter of the refined water costs 67 cents and because of this
project the price will drop to 35 to 40 cents."
Two projects never finalized:
Another project had been
developed previously to carry water from Manavgat to northern Cyprus with
tankers. DSI had built a $150 million facility for the project, but the
project was eliminated due to its high cost.
The Mediterranean Water Distribution Company founded in Turkey by the Norway
based Nordic Water Supply had also developed a water transport project in
1997. The project anticipated the transportation of water with giant
balloons. Unfortunately, the balloons exploded from the salty water,
rendering the project ineffective.
Tourism investments
materialize:
Tourism investment has
increased recently to many parts of the northern third of the island.
Alarko Holding will invest nearly $150 million to construct a holiday
resort, consisting of private residences and hotels
on about 450,000 square meters of land in Karpaz.
Construction began in five out of 12 locations in Bafa. Holdings such as
Mustafa Göçen, Kaya, Limak and Koçoglu began to invest there.
There is a 14,000 bed capacity on the island, said TYD President Oktay
Varlıer, adding that after the completion of the new investments,
7500 more beds will be added. (Sevgi Sayar/Turkish
Daily News)
26.02.2007
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CULTURA
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IN
EDICOLA IL MENSILE "ISTANBUL CITY"
Si
tratta del primo numero che viene stampato in inglese e in turco. La
rivista - ricca di foto - parlerà del passato, del presente e del
futuro della metropoli trattando un po' tutti gli argomenti. Un
paragone con il magazine <Skylife>. Come andare sul sito-web. |
The Istanbul-based Diskus Publishing
house, mostly known for the monthly Skylife magazine
they publish for Turkish Airlines, launched a new publication called
"Istanbul City" in January.
Istanbul City is published in both Turkish and English, like its predecessor
Skylife, and will be published on a monthly basis for the residents and
visitors of Istanbul. Istanbul City aims
to become a classic for people passionate about the city.
The magazine's
publishers want to provide in-depth exploration of Istanbul
from different viewpoints for their readers and the magazine is generously
illustrated with photographs.
In a written statement the publishers
wrote, "The magazine is for those who want to learn about the city's
past, the present and its future, from its traditional structure to
historical places, from cultural activities to street-life, from its
present day architecture to future projects, presenting it all in a
comprehensive dossier and thus becoming an indispensable source of
information."
The magazine, in its second issue, brings different Istanbul topics
to its readers. Bağdat Caddesi is this month's prominent topic, and
"The Street," as Istanbul residents call it, is considered more
from a historical, cultural and sociological viewpoint than as a mere
location. Another topic this month is the economic history of
Istanbul, found under the magazine's heading "Money has always loved
Istanbul." Also, the magazine presents a different tour guide in
every issue and in February's issue the people of Istanbul are invited on
a stroll among the city's Byzantine buildings.
"The Hammam," "A Legendary Hill Bâbıâli,"
"Arif Aşçı's Istanbul," "Far Below Istanbul's
Waters" and "The City's Oldest Inhabitants" are some of the
other themes that will be explored in this month's issue.
The last pages of the magazine carry an extensive guide for the city's
guests, enhanced with maps and also includes brief information about
museums and other sites, as well as telephone numbers of hotels, restaurants,
shopping centers, cultural institutions and hospitals. In addition, there
are suggestions for sightseeing
trips lasting three hours, one day and one week for people who want to
sightsee in Istanbul.
The magazine is sold in bookstores
and newsstands and more information is available on their Web site, www.istanbulsehir.com
(Turkish Daily News)
26.02.2007
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Presentato
presso il Centro Russia Ecumenica "Con te sorride il mio
cuore" (Edizioni Lavoro) scritto dal turco Kemal Yalcin. Il
libro nasce dall'innamoramento nel 1992 in Germania dell'autore per
la sua insegnante, meline, di origine armena. Il recupero della
memoria.
UN
LIBRO PER NON DIMENTICARE |
E' stato presentato al Centro Russia Ecumenica un libro sugli armeni
nascosti in Turchia di Kemal Yalcin dal titolo "Con te sorride il mio
cuore" (Edizioni Lavoro). Il libro nasce dall'innamoramento nel 1992
in Germania dell'autore turco per la sua insegnante nei corsi di
aggiornamento di turco, Meline, di origine armena. Kemal Yalcin avvicina
testimoni del (presunto, ndr) genocidio delle autorità turche ai danni
degli armeni. Alcuni nel villagio di Alkale vedono il registratore e
scappano. invece un altro, Baba Yasuf, non solo si fa fotografare ma gli
dice: "Accendi il registratore, io ricordo e non so se tra alcuni
anni sarò ancora in vita".
Questo recupero della memoria, secondo Pier Paolo Baretta, segretario
aggiunto della Cisl intervenuto al Centro Russia Ecumenica "non è
animato dall'odio, ma è un contributo alla pacificazione e alla speranza.
Robert Attarian, portavoce della comunità armena di Roma, ha affermato:
"Solo dieci anni orsono un libro di questo genere sarebbe stato
impubblicabile in Italia. E' un segno che un piccolo passo in avanti è
stato compiuto sul versante ella visibilità della questione armena".
la scrittrice di origine armena Antonia Arslan da molto anni residente nel
Veneto ha osservato che in questo libro si trovano le tracce di un
"cristianesimo catacombale". In Turchia ancora oggi esistono
numerosi cristiani di origine armena che "privi di sacerdoti e di
testi liturgici" si alzano la notte per recitare una serie di
preghiere, trasmesse in via oorale, nel corso dei secolo dai loro avi. (Ansa)
26.02.2007 |
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ARTE
|
IL
FASCINO
DELLA DEA
ARTEMIDE
La
grande attrattiva del museo di Selcuk (Smirne) che ospita due statue
della dea della caccia e dove vi si recano ogni anno 1.5 mln di turisti. |
Among the most
popular artifacts in the Ephesus Archaeological Museum, which receives
150,000 visitors a year, are the statues of Zeus' daughter Artemis, often
called the "Goddess Wild Nature."
The museum, located in the Aegean town of Selçuk, is home to 50,000
historical artifacts and has designated a room just for Artemis. The
statues of "Big Artemis," from the first century B.C., and
"Beautiful Artemis," from the second century, face each other in
the room.
Enis Üçbaylar, manager of the museum, said that 1.5 million local and
foreign tourists come to the ancient city every year. "We opened up a
temporary gladiator section in 2002 but ended up extending the exhibit's
run due to its overwhelming popularity," he said.
Üçbaylar added that the Ephesus Archeological Museum, which holds
artifacts from neighboring towns belonging to the Hellenistic, Roman,
Byzantine, Seljuk and Ottomans eras, was one of Turkey's most important
museums, particularly since it hosts cultural activities and can
accommodate visitors. He noted that the number of artifacts in the museum
had increased due to recent excavations and donations from the community.
The museum is split into sections featuring hillside homes, residential
remains, cemetery artifacts, Artemis, coins and the Treasury, with each
section's central garden adorned with architectural works and sculptures.
Artemis in Greek mythology was the daughter of Zeus and Leto and the twin
sister of Apollo. Artemis was worshipped almost everywhere in Greece. She
is the goddess of the hunt and the wild. Her best-known cults were in her
birthplace, the island of Delos. Artemis is usally pictured in statues or
paintings with deer, bow and arrows, near a forest and various animals in
nature. In Ionia the "Lady of Ephesus," a goddess whom the Hellenes
identified with Artemis, was a principal deity. The Temple of Artemis at
Ephesus, located in the western part of Turkey, one of the Seven Wonders
of the World, was probably the best-known center of her worship apart from
Delos. In the Acts of the Apostles, the Ephesian metalsmiths who felt
threatened by Paul's preaching of the new faith jealously riot in her
defense, shouting "Great is Artemis of the Ephesians!"
Young Athenian girls between the ages of five and ten were sent to the
sanctuary of Artemis at Brauron to serve the goddess for one year. During
this time the girls were known as arktoi, or little she-bears. A myth
explaining this servitude relates that a bear had formed the habit of
regularly visiting the town of Brauron, and the people there fed it, so
that over time the bear became tame. A young girl teased the bear, and, in
some versions of the myth it killed her, while in others it clawed her
eyes out. Either way, the girl's brothers killed the bear, and Artemis was
enraged. She demanded that young girls "act the bear" at her
sanctuary in atonement for the bear's death. (Zaman)
26.02.2007
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PRESTO
URLA AVRA' UN MUSEO SOTTOMARINO
Alla
scoperta dei tesori nascosti. Lo scopo dei lavori archeologici,
guidati dal prof. Hayat Erkanal preside della facoltà universitaria
di Ankara, è quello di riportare alla luce le antiche vestigia del
porto e di un insediamento risalente ad epoca molto antica.
Conferenza stampa. |
Professor Hayal
Erkanal who is managing ancient Limantepe excavation in Urla said that
they have made big improvement underwater excavation and would open a
museum where artifacts discovered from this underwater excavation.
Talking in a meeting attended by Urla Mayor Selçuk Karaosmanoğlu,
Erkanal said that most of ancient remains layed underwater: "We reached
very important findings during this underwater excavation. We have
capacity top en a museum where all these artifacts we discovered from the
sea to would be exhibited."
Erkanal said that due to a protocol signed by Urla Municipality and Ankara
University, the building that would be turned to museum was surrendered to
the university. He added that they believed that the museum would be
completed in a short time like two years.
Mayor Karaosmanoğlu also said that they paid attention to the
archeological excavations and they were ready to give all necessary
support about excavations. (Turkish Daily News)
_____________________________
The partially
submerged Liman Tepe, a major Early Bronze Age harbor town located in
İzmir's Urla district, possesses the world's oldest breakwater, said
archaeologist Professor Hayat Erkanal during a press conference.
Breakwaters, an important part of modern nautical life worldwide, are
constructed on or near coastal areas as a defense from incoming
waters that protects ships as well as land from harsh weather and high
tides.
Erkanal, who is also the president of Ankara University's Underwater
Archaeological Research Center, has been the head of this excavation site
since 1992 and presented information about the excavations at a press
conference together with Urla Mayor Selçuk Karaosmanoğlu. Erkanal
said their excavations continued both on land and underwater and their aim
was to explore the hidden parts of the settlement buried
underwater. "Excavations indicated that Liman Tepe had interaction with
different cultures and was a corridor for numerous cultures due to its
geographical situation as well as its port, an important spot for overseas
trade and multilateral cultural interaction at the time. The whole harbor
complex is buried underwater today and our
aim is to uncover the complete port complex and
settlement hidden underwater."
Liman Tepe is a major prehistoric settlement that was inhabited from
the Neolithic Age until the end of the late Bronze Age, continuing into
the Classical Age. Professor Güven Bakır and Erkanal carried out the
first archaeological digs at the site in 1979, and a team led by Erkanal
under the auspices of Ankara University's Archaeology department is
conducting the current excavations.
Erkanal further noted that their underwater work indicates that Liman
Tepe has the world's oldest breakwater, which was built to block the
strong north winds and as a natural part of the city wall. He said their
work also included geological research aimed to reveal the physical
changes of the sea level and ground as well as the region hosting the
Liman Tepe settlement throughout history.
Excavation site to open for
visitors:
"Our excavations in the
settlement focus on Early Bronze Age remains. The settlement
was surrounded by a monumental city wall and consisted of two cities:
downtown and an Acropolis, which included a palace-like structure
representing political, economic and religious power," he noted.
According to Erkanal, the most significant finding from last year's
excavations was part of an anchor, which is made of wood and metal, and
indicates evidence of marine activities.
He added that they had previously unearthed a sunken ship found during
excavations and is now ready to go on display at the Underwater
Archaeology Museum to be opened in Urla. "We want to list all the
underwater treasures of the area in an inventory and also to open the
excavation site to the public."
Urla, a district of İzmir, is located on the road to Çeşme
from İzmir and lies 38 kilometers west of İzmir. The district
used to be an important cultural center in ancient times and was
originally the site of the Ionian city of Klazomenai, with probably the
most ancient and regularly used port in the world. The excavated artifacts
and sculptures
are currently exhibited in the Louvre, Athens National Museum
and İzmir Archaeology Museum. (Turkish
Daily News)
26.02.2007
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La
commemorazione al museo Eczacibasi del pittore turco vissuto nel
secolo scorso (1903-1967) grazie ad una retrospettiva della sua opera a
40 anni dalla morte.
TRIBUTO
PER FIKRET
MUELLA |
The Eczacıbaşı
Virtual Museum commemorates Fikret Muallâ Saygı, one of the eminent
Turkish painters of the 20th century, with an exhibition commemorating the
40th anniversary of his death.
Fikret Muallâ (1903-1967) is a 20th century avant-garde painter of
Turkish descent. His work reflects influences from Expressionism and
Fauvism, with subject matter focusing on Paris street life, social
gatherings such as cafés and circuses. Born in Istanbul, he lived and
worked in Paris for most of his life and is considered to be one of the
representatives of Turkish painting in the 20th century, along with Abidin
Dino.
The current exhibition, entitled "A Selection of Fikret Muallâ
Paintings from the Eczacıbaşı Collection," features works
produced by the artist in different techniques and combinations of color.
Haşim Nur Gürel, curator and founder of the Eczacıbaşı
Virtual Museum, noted, "Fikret Muallâ's paintings
prove how 'expression' comes before 'theme' and how real life and
narration on the canvas can totally be opposite for a 'unique' painter.
The secret of the painter, who depicts changing everyday life and human
beings in a 'simple' but 'delightful' and 'contemporary' way, lies
in the use of harmonious colors reflecting his psychology at that
moment." He further noted that it is possible to get some clues about
the talent of his paintings just by examining and observing the
interaction among the specks of his colors reflected in different strokes
and sizes.
"His creations reflect an artist's observations of real life in
interesting and creative compositions can be seen as a testimony of his
mood in that moment. The most important thing, on the other hand, is his
ingenuity in making all his paintings quite attractive and charming to
whatever topic he dealt with.... It is of course an inevitable consequence
of his need to support himself - selling his paintings - but its is
also a sign of his 'hunger for love' that was embedded in his soul to
the last breath of his life...," said Haşim Nur Gürel.
The exhibition, which displays 45 digital images in the "Collections"
section of the museum, can be viewed on the Web site http://www.sanalmuze.org
(Turkish Daily News)
26.02.2007
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Una
storia che ha ben 11.500 anni. Luogo di civiltà e di cultura,
atmosfera di spiritualità e misticismo. Secondo una leggenda
potrebbero avere vissuto Adamo ed Eva. Qui nacque il profeta
Abramo.La famosa fontana delle carpe conosciuta come Halil-ur Rahman
Golu.
SANLIURFA,
LA CITTA' DI PROFETI E MUSEI |
 Şanlıurfa,
also referred to as Urfa, has a history that extends back 11,500 years.
While it has hosted some of the world's oldest civilizations, its
cultural, spiritual and mystical atmosphere remains very much alive,
attracting a large number of visitors.
Göbekli Tepe (potbellied hill), believed to be the location where the
first two humans, Adam and Eve met, is located in Şanlıurfa. Göbekli
Tepe is 18 kilometers from the city center. The legendary Balıklı
Göl (pool of sacred fish) marks the spot that the Prophet Abraham was
thrown into the fire by Nimrod, a Mesopotamian king known for his
ruthlessness. Islamic teachings tell the story of Abraham; the fire of
Nimrod was, through divine intervention, turned into water, and the
burning coals were transformed into fish. Today, the water is known as the
Halil-ur Rahman Gölü (friend of the most beneficent lake) or Balıklı
Göl.
1 million
visitors per year
Balıklı Göl is the city's central attractions bringing
approximately 1 million tourists each year. Visitors pray while immersing
themselves in every historical detail of the ancient site. Some tourists
chose to snap photos while on their visit while others record their travel
with a video camera.
Visitors are allowed to feed, but not consume the fish in the lake as they
are believed to be sacred. To the southwest of the lake is a mosque that
used to be the Virgin Mary Church, built in the 13th century during the
reign of the Ayyubids, a Muslim dynasty of Kurdish origin. The cave known
to be the location of the Prophet Abraham's birth is 500 meters from Balıklı
Göl, next to the Mevlid Halil Mosque. Near Balıklı Göl is the
Kazar Bazaar and the Customs Inn. One can find copper, spice and
traditional foods of Urfa at these sites.
Most people including tourists and local residents complain about the
pollution of the lake that causes many of the fish in it to die. Two years
ago, upon discovery that many fish were dying, the lake was quarantined
for 10 days. No one was allowed near the fish during the quarantine as an
"oxygen cleaning system" was implemented. The lake contains thermal
spring waters therefore food and garbage thrown into the lake clog the
filtration system, causing pollution and killing the fish. For this reason,
the lake is cleaned thoroughly every year.
Holy to
all three monotheistic religions
Balıklı Göl has a special allure for its visitors as it holds
religious significance for all three monotheistic religions. According to
the governor of Şanlıurfa, the lake attracts visitors both in
the summer and winter season and there are many sites around the lake that
can be visited such as the town known as the "land of the prophets,"
the cave where the Prophet Ayoob suffered from illnesses , the mausoleums
of St. Elyasa and Rahime Hatun, the Roman city of Şuayb , the holy
stone Prophet Ayoob rubbed his back on, the Great Harran mosque, Ömeriye
Mosque, Der-Yakup Church, Deyri-Mesih Church, the Şanlıurfa
Castle, historical inns, Turkish baths, bazaars and much more. Most
foreign tourists visiting Urfa are Iranian and Syrian. Iranians heading to
Hajj (pilgrimage in Mecca) or to the tomb of Ali's daughter, Zeynep,
make a stop at Balıklı Göl.
Bediuzzaman
died in Şanlıurfa
The grave of Bediuzzaman Said-Nursi, referred to as the Islamic scholar of
the century and the author of many religious books called Risale-i Nur, is
located in Şanlıurfa. The great scholar died on March 23, 1960
in Şanlıurfa's İpek Palace Hotel and was buried close to
Balıklı Göl.
The great scholar's body was removed by the militia administration to an
unknown location 111 days following his burial ceremony; however, most
people still visit the site today and pray for the great scholar.
Şanlıurfa
home of 'isot' Spice
Isot, a kind of chili pepper, can be found in Şanlıurfa, where
the spice is used in just about every dish. Research conducted in England
by Nottingham University proves that isot contains great health benefits,
especially in fighting cancer cells. After the research was published,
Şanlıurfa's spice gained newfound prominence; according to the
regional agriculture administration, isot production in the city increases
with each passing year. In 2005, 124,000 tons, and in 2006, 130,000 tons
of isot were produced in the city. Şanlıurfa mainly exports isot
to foreign countries such as Germany, Austria and Holland that have large
Turkish minority populations.
In Şanlıurfa, the daily consumption of isot during the summer is
around 70 tons. Regional Farming Director Mehmet Altun said that many
doctors ask for "Harran" isot (Harran a district of Urfa) for the
treatment of cancer. A recent study by the Ministry of Health Cancer
Research Center supports the research of Nottingham University and says
that regions with high levels of isot consumption have lesser cancer
victims.
There are 97 archaeological sites located in Şanlıurfa's
center, district and villages. Of these, 92 sites are in mounds on the
Harran Plain. The first archeological study of the central mound was
conducted in 1951 by Turkish and British excavation groups. Another group
headed by Dr. Nurettin Yardımcı continued archeological works in
1983. Ruins belonging to 3 B.C. to A.D.13 have been found in the central
Harran mound. The most important remains are inscribed tiles from the
period of Nabonid, the last king of Babylon. The tiles, inspired by
Nabonid and the Temple of Sin, are from the Harran. Excavations works are
still underway and any artifacts that are found are placed in an exhibit
at the Şanlıurfa Museum.
Harran
Castle
Harran Castle is located southeast of the city, near the city walls. The
castle used by different kings at different times is partially erect today.
The castle was restored by the Fatimid Caliphate in 1059. The date the
castle was first constructed is unknown. A mosque is located northeast of
the Harran mound. It was built by King Mervan the 11th between A.D 744 and
750. In some books it is referred to the as the Cami-el Firdevs (mosque of
the highest heaven) or the Cuma Cami. (Friday mosque) The mosque is
Anatolia's most ancient, most grand and most decorated mosque.
Sheikh
Hayat-El Harran mausoleum and mosque
Sheikh Hayat-El Harrani was a Muslim scholar who lived in the 12th century.
After he died in Harran in 1185 he was buried outside of the city walls.
His grave is visited by many people. It is also believed that the Prophet
Abraham's father, Tarah, is also buried in the same location.
Han-el
Babur Caravansary
At a distance of 20 km to Harran, a caravansary -- an inn with a large
courtyard -- from the Ayyubid period and is located in the village of Göktaş.
There are inscriptions on the caravansary that indicate it was built by
Husammeddin Ali between A.D.1128-1129. With its wide yard, it is a typical
caravansary of the Seljuk era. Rooms for winter and summer caravans
surround the yard. On the northwestern edge of the yard there is a domed
building that assumed to be a Turkish bath, however, it's difficult to
decipher as most parts of the structure are in ruins.
Ruins in
city of Şuayb
The city of Şuayb is located 45 kilometers from Harran and 35
kilometers from Han-el Barur Caravansary. Roads have been paved so that
bus transportation is available to both locations. Numerous structures
were constructed from shear stone blocks over hundreds of rock mausoleums.
Only some wall sections and the foundation ruins of the structures managed
to withstand the destruction that came with time, standing until today.
Dispersed over a wide area, there are scattered ruins of a city-wall. A
cave located among the ruins of the city of Şuayb is believed to be
the Prophet Şuayb's refuge location.
Ruins of
Soğmatar
This ancient city, 60 kilometers from Harran and 15 from Şuayb city
has paved roads. The city has remains that include walls and forts,
presumed to be dating back to the second century. Soğmatar was once a
center of Sabiism, an ancient belief system, and Marilaha, a god which
derived from the Sin culture of Harran. The most important remains from
the ancient city are the open-air temple where people both worshipped and
made sacrifices for different planets.
St. Eyyüp
Nebi Village and St. Eyyüp Mausoleum
The Eyyüp Nebi village, located 12 kilometers from the Viranşehir
district, is an important tourist attraction. The mausoleums of St. Eyyüp,
St. Elyasa and Rahime Hatun are located in this village. Şanlıurfa's
governorship launched restorative works in 1992 to protect and maintain
the ruined mausoleums. The recent restorative efforts are being headed by
the Ankara Metropolitan Municipality.
Aynel Arus
Aynel Arus, meaning "wedding spring," is a natural thermal spring
located 50 kilometers south of Urfa and 20 southwest of Harran in Akçakale.
The lake flows between Syria and Turkey and resembles an oasis. It is
believed that Prophet Abraham and his wife Sara were married at this
spring while traveling to Aleppo in Syria. For this reason, the lake is
referred to as the "wedding spring," and is also referred to as "Ayn
Halil-ur Rahman," which means the "friend of the most beneficent
spring."
_______________________________________
Harran homes: The homes in Harran are unique
and alluring in that they have been constructed from tiles found among the
ancient remains from Harran. These homes are cool in the summer and warm
in the winter. It is believed that chickens lay more eggs, animals are
better tamed and foods stay fresh for much longer in these homes. (H.
Ibrahim Gaffar/Zaman)
26.02.2007
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SPETTACOLI/CINEMA
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CONTRO-BORAT
A DIFESA DELl'IMMAGINE
L'insolita
iniziativa con cui l'ex giornalista turco Mahir Cagri intende farsi
giustizia da solo affidando un suo film autobiografico con la
propria
versione dei fatti al produttore di "Ali". Tra 8-9 settimane -
a suo dire - si dovrebbe cominciare a girare. Straordinario
tempismo. |
Un contro-Borat a difesa della sua
immagine. Questa l'insolita iniziativa con cui Mahir Cagri minaccia di
farsi giustizia da sé. L'ex giornalista turco, alla ribalta delle
cronache per aver accusato Sacha Baron Cohen di plagio, annuncia a <Rolling
Stones> di voler affidare a un film autobiografico la sua versione dei
fatti: "Me lo hanno chiesto da Hollywood - si legge nel numero da
ieri in edicola -. Sono andato dal produttore di "Ali", il film
con Will Smith, e gli ho chiesto se secondo lui potevo portare la mia
storia al cinema. Lui ha detto che sarei stato un ottimo attore e che
dovevo assolutamente farlo. Fra 8 o 9 settimane dovrei iniziare a
girare".
Quello che Cagri rimprovera all'ex Ali G è di aver ispirato l'improbabile
inviato della tv kazaka, nei nostri cinema dal 2 marzo, al suo
cliccatissimo sito web www.ikissyou.org: "Ha ripreso intere
espressioni - accusa, alludendo allo smozzicato inglese di Borat -. Ma poi
anche il ping pong, i vestiti: è tutto mio". Una punta di veleno
emerge poi dalla constatazione dello straordinario tempismo di Baron Cohen:
"Guarda caso, prima che il mio sito diventasse famoso, per 'Borat' e
l''Ali G. Show' non aveva mai usato espressioni come 'I Kiss You', 'I like
sex', 'I invite you'. Poi le ha adottate improvvisamente". (Adnkronos/cinematrografo.it)
26.02.2007
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SOSPESA
"LA VALLE
DEI LUPI"
A
spingere i dirigenti della emittente turca <Show Yv> sono
state migliaia di proteste pervenute da parte dei cittadini per le
forti sequenze di violenza oltre ogni limite. |
L'emittente televisiva turca <Show
Tv> ha sospeso la messa in onda della puntata de "La
Valle dei Lupi", uno dei serial televisivi di maggior successo di
questa stagione ed è probabile che la fiction non torni più sugli
schermi. A spingere i dirigenti della tv a bloccare la messa in onda della
produzione sono state la migliaia di proteste pervenute da parte dei
cittadini. "La Valle dei Lupi" (Kurtlar Vadisi in
turco) ha infatti un tasso altissimo di violenza e, soprattutto, contenuti
marcatamente nazionalistici e anti-curdi. La fiction è trasmessa sugli
schermi turchi fin dal 2005 e ha sempre ottenuto un grandissimo successo
in termini di audience, ma è sempre stata oggetto di molte critiche a
causa dei suoi contenuti, idonei a suscitare odio per gli stranieri e le
minoranze del paese. L'ultima serie, il cui sottotitolo è "Il
terrore" (quello del 2005 era "Iraq") e che ha la trama di
una spy story, avrebbe però superato ogni limite, tanto da spingere
migliaia di telespettatori a protestare con il Rtuk (Consiglio supremo per
la radio e la televisione), l'organo responsabile del controllo sui
contenuti radiotelevisivi. L'istituto non ha il potere di bloccare un
programma, a meno che non abbia un contenuto evidentemente contrario alla
legge, ma ha deciso di fare pressione sui dirigenti di Show TV, che nei
giorni scorsi si erano detti contrari al blocco della fiction.
"Proporre al pubblico contenuti così marcatamente nazionalistici
attraverso un popolare programma televisivo di successo rischia di creare
reazioni indesiderate tra i più giovani - ha spiegato alla stampa turca
Saban Sevic, un dirigente del Rtuk -. L'omicidio di Hrant Dink
(giornalista di origini armene ucciso a gennaio da un giovane
nazionalista, ndr) è il risultato di operazioni come questa".
All'ultimo momento, la puntata di è stata soppressa, ma da <Show
Tv> annunciano che solo nei prossimi giorni decideranno se è il caso di
non mandare più in onda le restanti puntate della serie. (Adnkronos
International)
26.02.2007
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SATURNO
CONTRO: PARLA OZPETEK
Intervista
di <primissima@primissima.it>
al regista turco nazionalizzato italiano. Un film corale che
che narra dell'incontro di due generazioni: i trentenni e i
quarantenni. Tredici personaggi in una società in piena crisi di
ideologia. Tra gli interpreti anche Ambra. |
 Giunto ormai al suo sesto film,
Ferzan Ozpetek ritorna con Saturno contro, film corale, che narra
dell'incontro di due generazioni: i trentenni ed i quarantenni. Tredici
personaggi che, in una società in piena crisi delle ideologie ed
esaltazione della realizzazione economica del singolo, si trovano a fare i
conti, alla soglia della maturità, con la necessità di riscoprire il
senso del gruppo.
- Saturno contro è un film che mette in scena la vita di alcuni
trentenni e quarantenni, due generazioni che, secondo lei, hanno punti in
comune nella società odierna?
Sì queste due generazioni hanno punti in comune. In particolare nel
film ci sono tre personaggi che hanno intorno ai trentanni, gli altri sono
sui quaranta. Diciamo che l'età di cui si occupa il film sono i quarantenni. Io quando ne ho compiuti trenta mi sentivo un vecchio, è
stato un po' difficile come passaggio. In realtà poi mi sono accorto, ora
che di anni ne ho 48, che invece ero un ragazzino e che quello che si
dice: che a quarantanni un uomo rinasce, per me è stato vero, e ho voluto
raccontarlo. E' vero perché a quarantanni hai uno sguardo diverso sulle
cose, le riesci ad apprezzare maggiormente e personalmente sono diventato
più sentimentale, ancora di più rispetto al passato.
- Quanto è importante per lei l'amicizia e il concetto diciamo di
'famiglia allargata' per far fronte e per condividere la vita con le
persone alle quali vogliamo bene?
E' fondamentale perché è la mia vita. Io confondo molto l'amicizia con
l'amore e questo è, da un lato meraviglioso, e dall'altro problematico. I
miei grandi amori sono diventati i miei grandi amici. Quello che racconto
nel film è che per me una grande amicizia, fra due uomini, due donne, o
uomini e donne, è anche una grande storia d'amore. Sento un grande amore
per i miei amici, ovviamente, in mezzo non c'è il sesso perché quello
complica le cose e diventa un altro tipo di conoscenza. Nella vita e nel
film io metto l'amicizia sopra l'amore. Perché l'amore fa parte
dell'amicizia. Volevo soffermarmi anche in Saturno contro su quel momento
magico che scatta, magari quando si esce con qualcuno che non si conosce
ancora bene, e si sente una forte attrazione. E da lì in poi c'è tutto
uno sviluppo di emozioni e sentimenti.
 - Il cast è impressionante. Si ritorna al film corale come Le fate
ignoranti. Come ha scelto gli attori e come è andata con loro?
Io non ho mai fatto provini nella mia vita. E' un modo di lavorare che mi
ha portato anche a dubitare di me stesso perché le scelte le faccio in
base alle sensazioni che provo con una determinata persona. Quindi ci sono
attori come Margherita Buy o Stefano Accorsi che conosco da esperienze
precedenti e che amo e che desidero riavere con me mentre altri sono stati
scelti proprio in maniera piuttosto inconsueta. Perché ci siamo
incontrati e ci siamo piaciuti reciprocamente. Ho avuto un rapporto con i
miei attori che è stato emozionante e il film riflette in pieno questa
cascata di emozioni dalle quali siamo stati travolti, sia io che loro.
Anche perché Saturno contro parla di emozioni, di sentimenti. Sono molto
orgoglioso di essere riuscito ad ottenere questo rapporto con i miei
attori, da quello che ha lavora quattro giorni a quello che è stato sul
set un mese. Ma io sono fatto così, mi innamoro realmente durante le
riprese di loro, e il film ha funzionato perché si sono sentiti tutti
amati. Questo me lo hanno confermato gli attori e i risultati ottenuti. |
- In particolare vediamo nel cast Ambra Angiolini, Luca Argentero,
Filippo Timi, che provengono da ambienti extra-cinematografici anche se
oramai Timi e Argentero sono due attori anche di cinema a tutti gli
effetti - ma questo per chiederle se le piace anche volgere lo sguardo
oltre il panorama degli attori di cinema?
Ambra Angiolini l'ho conosciuta a Lecce dove mi premiarono con il
Valentino d'oro. Lei presentava la serata e io l'ho guardata, l'ho
osservata tutta sera e mi sono detto: 'E' meravigliosa, mi piace. Devo
fare qualcosa con lei, devo lavorare con lei'. Le parlavo e mi piaceva
moltissimo come si comportava, come si muoveva. Sono tornato a Roma, nel
frattempo sono passati circa sei mesi, e parlando con Gianni Romoli,
mentre scrivevamo la sceneggiatura, ho detto a Gianni: 'C'è la parte
di Roberta che la vorrei dare a Ambra, la vedo perfetta per lei'.
Romoli era scettico perché lei non è un'attrice quindi aveva qualche
dubbio ma l'ho convinto che l'avrebbe fatta benissimo e così è andata.
Il personaggio, ad esempio, dell'infermiera che è interpretato da Milena
Vukotic, io pensavo a lei già mentre scrivevo la sceneggiatura. E' in
quella fase che visualizzo già l'interprete adatto per la parte. E devo
dire che funziona perché "Saturno contro" potrà anche non piacere ma non
si potrà dire che non è ben recitato. Ho avuto la fortuna di avere
veramente un gruppo di grandi attori. E parlo veramente di tutti. Da
Michelangelo Tommaso che fa una parte minore rispetto agli altri a Filippo
Timi straordinario, a Favino che è meraviglioso... Dico la verità sono
molto soddisfatto di come è venuto il film e di quello che ho instaurato
con questa famiglia di interpreti. |
- Quali sono gli interrogativi esistenziali che la interessano
maggiormente? Su cosa riflettono i suoi personaggi? Cosa li mette in crisi
o gli dona gioia?
Sono tanti gli interrogati e le situazioni portate sullo schermo da
questi tredici personaggi. Posso dire, per riassumere, che in generale
sono persone realizzate sul lavoro che sono giunte ad un punto della loro
esistenza dove si chiedono: Ma tutto questo che senso ha? Che cosa ho
fatto fino ad ora? Chi sono le persone che ho intorno e che mi sono
rimaste vicine?
- Cosa significa avere "Saturno contro"?
Non si parla tanto di astrologia nel film ma "Saturno contro" è uno
stato d'animo. In astrologia ogni 27 anni ti capita nel tuo segno di avere
il pianeta di "Saturno contro". Questo crea per un paio di anni una
situazione dove si pesano le cose, si calcola, non c'è più quella patina
di leggerezza della vita, si iniziano a tagliare i rami secchi, ti mette,
insomma, continuamente alla prova. Ti obbliga a guardarti dentro. Questo
non significa che non si vola più, però lo si fa con un'altra coscienza.
Senza più frivolezza. Con più maturità. E i personaggi del film è come
se avessero tutti Saturno contro nel periodo della loro vita che
racconto.
- E' un film più malinconico del tempo che è andato, o più di presa
di coscienza di cosa si è ottenuto e fatto all'incirca a metà del cammin
di nostra vita?
C'è malinconia ma emerge anche una grande forza che è data proprio dallo
stare insieme. Quello che li salva è la loro unione, il condividere con
gli altri la loro situazione, che non vuole dire evitare la solitudine ma
una qualità della solitudine che ti fa vivere in maniera molto diversa.
Io vedo sempre molto ostilità intorno a me ma più vedo ostilità e più
cresce l'amore, l'affetto per il gruppo di persone che frequento, con il
quale condivido la mia esistenza. Al di fuori della sessualità sia
chiaro, non è il gruppo di omosessuali che fa gruppo a se, non sto
parlando di quello, come invece, hanno affermato alcuni giornali. Non è
così, sono i miei amici, al di fuori anche del lavoro. E nel film io
racconto questo. E' come ne Il grande freddo, dove questo gruppo di amici
si riuniva per la scomparsa di uno di loro e fuori faceva molto freddo
mentre la casa, l'interno, era caldo e accogliente.
- Leggo che il tema della separazione è al centro del film. E'
difficile per lei separarsi? E cosa rappresenta quando avviene, un
fallimento?
Ma diciamo che io non riesco tanto a concepire la separazione. Parlo di
rapporti che sono durati dieci, venti anni, ma come si fa a separarsi? a
non vedersi mai più? quando con quella persona hai diviso emozioni,
drammi, gioia, sesso. Quando finisce l'attrazione e magari entra in gioco
un'altra persona, ma perché si deve cancellare l'altro? Io questo non
l'ho mai capito. Capisco che è molto difficile riuscire a rimanere uniti
in queste situazioni e che deve essere bilaterale la voglia di
confrontarsi ma penso che così dovrebbe andare. Io provengo da una
famiglia allargata. Mia madre, il suo ex-marito che è poi mio padre,
quello attuale, la ex-moglie, ci ritroviamo tutti alla stessa tavola.
- La colonna sonora l'ha curata Neffa? Che cosa ci racconta di questa
collaborazione decisamente interessante?
Neffa mi ha conquistato perché è uno che si fa guidare dai sentimenti,
dalle emozioni, proprio come me. Il suo grande difetto e pregio al
contempo è di non essere mai troppo professionista ma amatoriale, che è
come mi sento io. In tutto questo ha fatto una canzone per il film che
trovo bellissima e anche il tema musicale mi piace molto. Anche se nel
film non c'è tantissima musica perché mi sono accorto che quando la
inserivo non ero soddisfatto di come riusciva la scena. C'è molta meno
musica, rispetto ai miei film precedenti, in Saturno contro. (primissima@primissima.it)
26.02.2007
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