Arretrati 

Anno 8° N.3

 

PRIMO PIANO

POCHI LO VOGLIONO CAPO DELLO STATO

Va male per il premier Recep Tayyip Erdogan che non ha nascosto la sua intenzione di volersi candidare per la corsa alla carica di nuovo presidente della Repubblica. Sondaggio vede i <Lupi grigi> al 14% alle prossime elezioni.

Manifestazione_di_sostegno_ad_erdogan_E.Recep_Tayyip_Erdogan,_pochi_lo_voglionoVa male per Recep Tayyip Erdogan. Per la seconda volta in poche settimane un sondaggio mostra che la maggior parte della popolazione turca non lo  vuole come presidente della Repubblica. La ricerca è stata condotta dalla Selcuk University di Konya su un campione di oltre 7.000 persone diviso in 43 città.
Stando ai risultati, il 56% si dichiara sfavorevole alla nomina di Erdogan a Capo dello Stato, il 39% a favore. Nella classifica dei partiti l'Akp tiene ancora la prima posizione ma con un vistoso calo e scivola al 31%. Il principale partito di opposizione, il Chp si attesta al 15.5% mentre bisogna segnalare un preoccupante aumento del Mhpi, il Partito nazionalisti dei <Lupi grigi>, che si attesta al 14%, quindi ben superiore alla soglia del 10% necessaria per essere ammessi alla Tbmm, il Parlamento turco.
Un_gruppo_di_Lupi_grigiIl 35% del campione si è detto favorevole ad elezioni politiche anticipate al voto presidenziale, il 40% sfavorevole. Fra questi il 17% appoggerebbe la candidatura di Erdogan, il 16% vorrebbe presidente della Repubblica l'attuale capo dell'Assemblea Nazionale Bulent Arinc, il 6% è per la riconferma di Sezer, mentre il 6% preferirebbe il ministro degli Esteri Abdullah Gul.
Alla domanda su chi dovrebbe essere il prossimo Primo Ministro, nel caso in cui Erdogan venisse eletto presidente, le preferenze sono tutte catalizzate su Gul che raccoglie un buon 52%. ma il sondaggio ha riservato un altro dato negativo, in parte inaspettato. Il campione si è rivelato ultra conservatore per quanto riguarda l'articolo 301 del nuovo codice penale. Nonostante i numerosi processi, la fuga del premio Nobel Irhan Pamuk e l'assassinio del giornalista di origine armena Hrant Dink, solo il 39% crede che debba essere abolito, il 55% crede che debba rimanere al suo posto. il resto non ha una opinione in proposito. (Apcom)
14.02.2007

 

....E NON LO VUOLE NEPPURE BULENT ARINC 

Colpo di scena a tre mesi dalle elezioni in Turchia per l'elezione del nuovo Capo dello Stato che vede in corsa anche Recep Tayyip Erdogan. Il responsabile dell'Assemblea Nazionale lo preferirebbe premier per altri 5 anni.

Bulent_ArincColpo di scena a tre mesi dalle elezioni per il nuovo presidente della Repubblica turco, previste per la fine di aprile. Contro la candidatura del premier Recep Tayyip Erdogan ci si è messo anche uno dei suoi uomini più fedeli. Bulent Arinc, presidente del Parlamento, ha dichiarato infatti di ritenere meglio che Erdogan resti premier piuttosto che diventare Capo dello Stato.
"Credo sia meglio che Erdogan rimanga Primo Ministro per altri cinque anni", ha dichiarato Arinc, aggiungendo che "il suo carisma serve all'Akp (Giustizia e Sviluppo) per i prossimi appuntamenti elettorali".
Arinc ha anche aggiunto che, se Erdogan dovesse diventare presidente della Repubblica, allora Gul potrebbe essere eletto nuovo capo dell'Akp.
Nonostante il carisma, per il momento in Turchia l'eventualità di un Erdogan Capo dello Stato non è stata accolta da molti come una buona notizia. Già nei mesi scorsi Omer e Guler Sabanci avevano indirettamente fatto sapere di non essere favorevoli alla candidatura del Pimo Ministro a prossimo inquilino del Kok.
In dicembre l'attuale presidente della Repubblica Ahmet Necdet Sezer aveva chiesto le elezioni anticipate per fare in modo che il nuovo Capo dello Stato possa essere eletto "con una maggioranza nuova". Cioè non con un Parlamento completamente in mano all'Akp, il partito di Erdogan. (
Apcom)
14.02.2007

 

Il premier israeliano da oggi in Turchia per 2 giorni.  Gli incontri con Erdogan e con Gul.

LA VISITA
 DI EHUD OLMERT
AD ANKARA

 

Il premier israeliano, Ehud Olmert, sarà in Turchia per due giorni a partire da oggi 14 febbraio. Olmert incontrerà il premier turco, Recep Tayyip Erdogan, e il ministro degli Esteri, Abdullah Gul. In agenda i rapporti bilaterali, la situazione fra Israele, Siria e Libano, e le prospettive di dialogo con i palestinesi. (Agr)
14.02.2007

 

La questione dei giacimenti sottomarini al largo di Cipro ulteriore motivo di duro scontro tra Ankara e Nicosia. Il rischio che la situazione precipiti anche per la presenza di navi da guerra turche. Le compagnie però indifferenti.

TENSIONI NEL MEDITERRANEO PER IL PETROLIO

Yazar_BuyukanitUna ridda di voci non confermate ma nemmeno smentite circa asseriti movimenti di navi da guerra turche al largo dell'isola di Cipro continua a fare da poco rassicurante sfondo alla guerra di parole che Ankara ha sferrato contro Nicosia già da due settimane, quando il Governo della Repubblica di Cipro ha annunciato che lancerà offerte di appalto a livello internazionale per l'esplorazione e lo sfruttamento di giacimenti di greggio e di gas naturale di recente individuati tra la costa Sud di quest'isola mediterranea e le coste di Egitto e Libano. Ankara sostiene che il Governo della Repubblica di Cipro - greco-cipriota, l'unico riconosciuto a livello internazionale - non rappresenta tutta l'isola, ragion per cui considera nulli gli accordi firmati da Nicosia con il Cairo e Beirut per lo sfruttamento dei giacimenti.
Cipro è divisa dal 1974 in seguito ad un'invasione militare della Turchia che ancora ne occupa il 38 per cento dell'area Nord con circa 40.000 soldati e nella parte sotto occupazione militare nel 1983 venne auto-proclamata una "Repubblica turca di Cipro del Nord" che è riconosciuta solo da Ankara. Paradossalmente la Turchia, che ha avviato negoziati di adesione all'Unione Europea, mantiene una forza d'occupazione militare in un Paese che fa parte dell'UE da ormai tre anni.
Dettaglio che anche a Brussels sembra sia considerato irrilevante. Recentemente il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate turche, generale Tashar Buyukanit, si era affrettato a smentire l'invio di navi da guerra turche al largo di Cipro oltre a quelle che di solito pattugliano la zona di mare attorno all'isola dopo che la rete turca <Ntv> aveva dato la notizia mettendo in relazione la presenza di unità turche al largo dell'isola con il monito lanciato due giorni prima da Ankara a tutti i Paesi del Mediterraneo orientale a non concludere accordi con la Repubblica di Cipro per la ricerca di greggio in mare come hanno fatto L'Egitto, due anni or sono, ed il Libano, poche settimane fa.
La smentita del gen. Buyukanit, naturalmente, non aveva convinto nessuno.
Secondo quanto scritto dal diffuso quotidiano ateniese <To Vima> (La Tribuna), se i calcoli ufficiali delle compagnie specializzate del campo degli idrocarburi sono esatti, nel tratto di mare fra la costa Sud di Cipro, l'Egitto ed il Libano esistono giacimenti sottomarini con una capacità tra i 6.000 e gli 8.000 milioni di barili di greggio, per un valore stimato di 400 miliardi di dollari. L'unico problema è costituito dal fatto che, trovandosi i giacimenti in profondità, ogni perforazione di un pozzo potrebbe costare tra i 20 e i 50 milioni di dollari. Nonostante ciò, oltre 40 compagnie petrolifere - tra cui la <Shell> - hanno già manifestato il loro interesse per il nuovo eldorado.
Sinora le compagnie petrolifere non sembrano impressionate più di tanto dalle minacciose rivendicazioni di Ankara, già definite da Nicosia "provocazioni risibili" e "inaccettabili. Diplomatici occidentali ad Atene ritengono comunque che se il Governo turco crede di poter indurre con le minacce Nicosia a fare marcia indietro (come in passato fece con Atene sempre per una questione di giacimenti sottomarini), probabilmente non tiene nella dovuta considerazione il fatto che adesso la Repubblica di Cipro è a tutti gli effetti un Paese membro dell'UE e che un'azione militare contro di essa significherebbe per la Turchia la fine dei negoziati per l'adesione all'UE. (Denaro.it)
14.02.2007

 
Il presidente della Repubblica Lech Kacynski - recatosi recentemente in visita ad Ankara - si è espresso a favore dell'ingresso della Turchia nell'Unione Europea. "Se fosse dentro - ha dichiarato - l'UE ne uscirebbe rafforzata".

L'APPOGGIO DELLA POLONIA SULL'ADESIONE

Lech_KaczynskiIl presidente della Polonia ha offerto un forte appoggio alla candidatura per l'entrata nella UE della Turchia, dicendo che il grande Paese musulmano contribuirebbe ad arricchire ulteriormente il club delle 27 nazioni.
"Se la Turchia diventasse membro della UE, la UE ne uscirebbe rafforzata economicamente ... anche da un punto di vista militare, la UE risulterebbe rinforzata", ha detto il presidente Lech Kaczynski ai giornalisti all'inizio di una visita ufficiale di due giorni al Paese musulmano.
Coi suoi 73 milioni di abitanti, la Turchia offre un vasto mercato in rapido sviluppo per i commerci europei.
Ankara possiede anche il secondo esercito della Nato per dimensione, dopo gli Stati Uniti.
"Al momento, noi (i favorevoli all'ingresso della Turchia) siamo una minoranza, ma sono sicuro che nel prossimo futuro dimostreremo di avere ragione", ha aggiunto Kaczynski.
Alcuni governi dei Paesi membri della UE, tra cui la Francia, la Germania e l'Austria, si sono detti dubbiosi sulla candidatura della Turchia.
Molte nazioni europee considerano la Turchia troppo grande, povera e culturalmente diversa per poter entrare nell'Unione.
La Gran Bretagna, l'Italia e la Spagna, invece, sono gli sponsor più convinti di Ankara.
Le dimostrazioni di supporto di Italia e Polonia arrivano a circa un mese dalla sospensione di otto dei 35 "capitoli" in cui sono divisi i negoziati sulla candidatura della Turchia, a causa del rifiuto di Ankara di di aprire i suoi porti e i suoi aeroporti all'ingresso di navi e aerei provenienti da un Paese già divenuto membro della UE, Cipro. (Reuters)
14.02.2007

Il Commissario UE all'Allargamento ha criticato il ministro dell'Interno francese Nicolas Sarkozy per la sua opposizione ad Ankara dentro l'Unione. "La migliore posizione deve essere e comunque quella dell'equilibrio".

DURA PRESA DI POSIZIONE DI OLLI REHN

Massimo_D%27AlemaOlli_RehnIl Commissario per l'Allargamento dell'Unione Europea Olli Rehn ha criticato il ministro dell'Interno e candidato alle presidenziali francesi Nicholas Sarkozy per la sua manifesta opposizione all'ingresso della Turchia in Europa.
A Rehn, che recentemente si trovava a Roma per un incontro con il ministro degli Esteri Massimo D'Alema, i giornalisti avevano chiesto come un'eventuale vittoria di Sarkozy alle prossime elezioni presidenziali potrebbe influenzare il processo di allargamento della UE, soprattutto nei confronti della Turchia.
"Posso solo dire che la costante messa in discussione della possibilità di accesso della Turchia sta erodendo la credibilità della UE in Turchia, riducendo la capacità di Ankara di andare avanti con le riforme", ha detto Rehn. "Secondo me, la miglior posizione che può avere la UE nei confronti della Turchia è di essere equilibrata e salda. Equilibrata, mantenendo il nostro impegno riguardo alle prospettive di accesso nel caso in cui la Turchia dovesse soddisfare tutte le condizioni poste, e salda, sottolineando la rigorosa condizionamento (del suo ingresso) ai nostri obiettivi", ha aggiunto il Commissario.
Da quando ha acquisito lo status di Paese candidato nel 1999, la Turchia ha riformato molte leggi per migliorare il rispetto dei diritti umani e cambiare il suo sistema giuridico ed economico . Alcuni critici, però, dicono che l'implementazione delle riforme è stata fino ad ora insoddisfacente.
Sarkozy aveva recentemente ribadito la sua ferma opposizione all'ingresso della Turchia in Europa, dicendo che i negoziati fra la UE e Ankara dovrebbero portare solo ad una alleanza strategica.
Alla Turchia membro della UE si oppongono anche la Germania e l'Austria, insieme ad una buona parte di cittadini francesi che dicono che l'ingresso di Ankara creerebbe gravi pressioni sul sistema economico del blocco dei 27 paesi, oltre a mettere in evidenza marcate differenze culturali (Reuters)
14.02.2007

 

NESSUN RICONOSCIMENTO SE SMEMBRATO

La precisazione, a proposito dell'Iraq e del suo territorio, è arrivata a Davos (Svizzera) dal ministro degli Esteri turco Abdullah Gul.

Abdullah_GulParlando al Forum economico mondiale, il capo della diplomazia turca Abdullah Gul ha affermato che "se l'Iraq verrà diviso, ci sarà un'autentica guerra civile nel Paese e tutti i Paesi confinanti verranno coinvolti ..., se questo succede, sarà un'altra epoca buia della storia irachena".
Gul ha poi messo in chiaro "se ci sarà una divisione, noi non riconosceremo nessun nuovo Governo che dovesse essere formato nella regione, abbiamo tutti un unico obiettivo: tenere l'Iraq unito". Una precisazione importante indirizzata ai curdi dell'Iraq settentrionale.   
Gul ha anche detto che la Turchia si aspetta che gli Stati Uniti si occupino della questione dei guerriglieri del Pkk con base nel nord dell'Iraq, aggiungendo che se gli Usa lo vogliono e lo possono fare, bene, altrimenti sarà la Turchia ad affrontare la questione. (Arab Monitor)
14.02.2007

 

I CINQUE PUNTI DELL'ACCORDO SULL'IRAQ

Interessano la stabilità del Paese sono stati fissati nel vertice di Ankara tra il ministro egli Esteri siriano Walid al-Muallim ed il premier turco Recep  Erdogan. Prossima una conferenza a Damasco con i rappresentanti di 7 nazioni. 


Sarebbero cinque i punti dell'accordo sull'Iraq raggiunto da Siria e Turchia nel corso della visita del ministro degli Esteri di Damasco, Walid al-Muallim, ad Ankara. Lo ha riferito il quotidiano panarabo <al Hayat> citando fonti coperte da anonimato.

Il giornale ha spiegato che - durante l'incontro tra Muallim, il premier turco Recep Tayyip Erdogan e il ministro degli Esteri Abdullah Gul - "le due parti hanno definito un piano d'azione per l'Iraq fondato su cinque punti: proteggere l'unità del Paese, salvaguardare la sua sovranità ed indipendenza, respingere ogni scenario di guerra civile, sostenere il Governo iraniano in vista della conferenza dei Paesi confinanti, impiegare ogni sforzo per arrivare allo smantellamento delle milizie che operano in Iraq e al ritiro delle forze militari straniere". Alla conferenza da tenere a Baghdad entro marzo - oltre a Siria, Turchia, Iran, Giordania, Kuwait e Arabia Saudita - dovrebbero partecipare anche egitto e rappresentanti della Lega Araba. (Ansa)
14.02.2007

 

Il fondatore del Pkk ha chiesto che il suo partito non sia più iscritto nella lista nera delle organizzazioni terroristiche. 

IL RICORSO DI OSMAN OCALAN ALL'UE

Abdullah_OcalanIl Tribunale di primo grado dell'UE dovrà riesaminare il ricorso presentato dal fondatore del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), Osman Ocalan, contro l'iscrizione del partito, dal 2002, nella lista delle organizzazioni terroriste dell'Unione Europea. La decisione è stata presa dalla Corte europea di giustizia del Lussemburgo. Con un'ordinanza del 15 febbraio 2005, il Tribunale UE aveva dichiarato il ricorso non ricevibile perché "il Pkk non esisterebbe più". Uno stesso provvedimento era stato preso nei confronti del ricorso presentato anche dal Congresso nazionale del Kurdistan (Knk). Ma i ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza davanti alla Corte che  ha annullato il provvedimento dichiarando "parzialmente ricevibile il ricorso proposto".
Secondo la Corte, infatti, Ocalan "agisce validamente per conto del Pkk e può conferire agli avvocati il mandato di rappresentarlo". Quindi, il Tribunale deve pronunciarsi in merito al ricorso presentato da quest'ultimo. Già nel 1993 il Pkk aveva stabilito che una soluzione del conflitto in Turchia non doveva essere perseguita con la violenza e aveva rinunciato a chiedere un proprio Stato, richiesta sostituita dall'aspirazione di "poter esprimere liberamente la propria identità come curdi" all'interno dei confini della Turchia. Nel '98, poi, venne deciso che l'idea di liberazione nazionale attraverso il conflitto armato era stata "storicamente superata" e sostituita dai metodi dell'azione civile. E, infine, il 10 aprile 2002 l'ottavo congresso del Pkk sciolse il partito e riorganizzò il suo lavoro adoperando metodi pacifici e democratici sotto il nome di "Congresso per la Libertà e la Democrazia del Kurdistan". Nonostante ciò, il 3 maggio 2002 l'UE incluse il nome del Pkk nella lista delle organizzazioni terroristiche.
La Corte non ha accolto, invece, il ricorso proposto da Serif Vanly per conto del Congresso nazionale del Kurdistan. In questo caso la Corte «ritiene che il Tribunale abbia agito correttamente in quanto non ricevibile» perché il Knk "non possiede i requisiti per presentare un ricorso di annullamento". Nel dicembre scorso la Corte di giustizia europea del Lussemburgo aveva annullato anche la decisione del Consiglio UE di bloccare i fondi dei Mujahedin del Popolo, principale forza di opposizione iraniana, sempre nel quadro della lotta contro il terrorismo. (L'Unità)
14.02.2007

 

CI VUOLE UN'ALLEANZA STRATEGICA

Questo quanto ha chiesto l'ex leader del Pkk Abdullah Ocalan, tuttora in carcere, al Governo di  Ankara se si vuole porre fine ad anni di conflitti nel sud-est anatolico che hanno causato migliaia di vittime su entrambi i fronti.

Se vuole porre fine ai conflitti che da 22 anni insanguinano la Turchia, Ankara conceda l'autonomia regionale al Kurdistan turco . E' quanto suggerisce il leader ribelle curdo Abdullah Ocalan, a detta del quale ''per la Turchia è di vitale importanza avere un'alleanza strategica con i curdi''. ''Ciò significa - scrive Ocalan in una nota - che la Turchia dovrebbe fare pace con i curdi che vivono nei loro territori e riconoscere loro l'autonomia''. Dal carcere dell'isola di Imrali, il leader del partito dei lavoratori curdo (Pkk) avverte che i curdi reclamano soltanto una reale autonomia, ma potrebbero spingere per l'indipendenza se Turchia, Iran e Siria insisteranno nella loro politica di oppressione: ''Lasciate che i curdi abbiano un Governo e un Parlamento regionali, altrimenti la Turchia si trasformerà in un altro Iraq''. (Asca-Afp)
14.02.2007

 

Il no del tribunale federale elvetico. L'uomo è accusato di aver partecipato all'uccisione di un poliziotto. Il caso di tredici arrestati.

MILITANTE CURDO NON SARA' ESTRADATO

 

Il Tribunale federale ha accettato il ricorso e ordinato la scarcerazione di un esule curdo, accusato dalle autorità turche di aver partecipato all'uccisione di un poliziotto.
La detenzione e le minacce di estradizione verso la Turchia avevano sollevato, l'anno scorso, una vasta campagna di sostegno nei suoi confronti.
Arrestato nel febbraio dell'anno scorso e detenuto nel canton Turgovia, il profugo curdo Erdogan E. sarà scarcerato e potrà restare in Svizzera. Il Tribunale federale ha annullato l'estradizione verso la Turchia decisa l'anno scorso dall'Ufficio federale di giustizia (Ufg).
Giunto in Svizzera nel 1996 all'età di 17 anni, Erdogan E. è accusato dalla Turchia di aver partecipato all'uccisione di un poliziotto, reato che avrebbe commesso all'età di 15-16 anni in un contesto di guerra civile tra le forze armate turche e i militanti curdi.
Le autorità di Ankara avevano chiesto l'estradizione del giovane nell'aprile 2003, ma l'Ufg ha predisposto il suo arresto soltanto nel gennaio 2006. Nell'agosto successivo, ha ordinato la sua estradizione.
Nell'accettare il ricorso del curdo, il TF ha spiegato in un comunicato di aver tenuto conto della durata particolarmente lunga della procedura, nonchè dei "difetti e delle contraddizioni" figuranti nella domanda d'estradizione, che non dimostrerebbe in modo sufficientemente plausibile il coinvolgimento del giovane.
La Corte ha pure preso in considerazione l'età di Erdogan E., minorenne quando avrebbe commesso il reato rimproveratogli da Ankara, dell'epoca e delle condizioni in cui era stato ammesso provvisoriamente in Svizzera nel 1999.
"In simili circostanze, accettare la sua estradizione sarebbe contrario alla Convenzione europea d'estradizione", nota la prima Corte di diritto pubblico.
La scarcerazione di Erdogan E. era stata fra l'altro combattuta da una petizione consegnata alla Cancelleria federale lo scorso ottobre. Fra i 3600 firmatari figuravano 14 consiglieri nazionali. La comunità curda residente in Svizzera aveva inoltre inscenato manifestazioni e altre azioni di solidarietà nei confronti del giovane esule.
Sarà invece estradato verso la Turchia il cittadino turco M.E., che Ankara accusa di aver partecipato, in quanto leader del Pkk, a numerosi attentati commessi fra l'aprile 1990 e l'agosto 2001 e che hanno provocato numerose vittime civili.
La Turchia lo sospetta in particolare di essere il protagonista dell'uccisione di un "capo di villaggio", commesso nell'aprile 1994.
Il TF ha respinto l'argomento del ricorrente, secondo cui si sarebbe trattato di un atto "puramente politico", e autorizzato la sua estradizione.
L'esecuzione sarà tuttavia condizionata alla presentazione, da parte della Turchia, di sufficienti garanzie di rispetto dei diritti umani. (Swissinfo)
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I_presunti_terroristi_arrestatiAnkara "sta già preparando i documenti" per chiedere l'estradizione in Turchia di 13 sospetti alti dirigenti del Pkk, arrestati in Belgio e Francia nei giorni scorsi, "sulla base di informazioni fornite dalla Cia americana". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri turco Abdullah Gul aggiungendo che gli arresti sono stati un chiaro segnale positivo di Washington ad Ankara, dato che sono avvenuti - come ha osservato lo stesso Gul - proprio mentre incontrava Dick Cheney e Condoleezza Rice nella capitale Usa.
Tra gli arrestati vi sono Riza Altun e nedim Seven, considerati i due "tesorieri" del Pkk organizzazione considerata terroristica dagli Usa ed anche dall'UE. I 13 erano compresi in una lista di 16 dirigenti del Pkk, consegnata dalla Turchia agli Stati Uniti. Secondo i giornali turchi "solo grazie agli Usa" si sono avuti - dopo anni di pressioni turco-americane e di "vane promesse e misure cosmetiche da parte degli europei", risultati positivi in Europa nella lotta al Pkk, il quale ora "avrà difficoltà nei finanziamenti e nel reclutamento di nuovi membri". (da Ansa)
14.02.2007

 

INDIZI DI UNA MATRICE COMUNE

L'assassinio del giornalista di origine armena, Hrant Dink, e quello di don Andrea Santoro pianificati a tavolino dagli ultra nazionalisti dei <Lupi grigi>. In una foto Erhan Tuncel ritratto assieme al leader del Bbp, Yazin Yazicioglu.

Don_Andrea_SantoroHrant_DinkSono emersi nuovi indizi che sembrano dimostrare una matrice comune tra l'omicidio del giornalista turco-armeno Hrant Dink del 19 gennaio scorso ad Istanbul, e quello del sacerdote cattolico don Andrea Santoro, avvenuto un anno fa a Trabzon , la stessa città in cui vivevano tutti gli arrestati per il delitto Dink.
Uno di questi ultimi, Yasin Hayal, hainfatti affermato alla polizia (secondo quanto hanno riportato i giornali <Sabah> e <Radikal>) che il "cervello" dell'assassinio di Dink, lo studente universitario Erhan Tuncel (anch'egli arrestato) lo spinse nel 2002 ad attaccare il prete della chiesa di Maria di Trabzon. Il giornale <Radical> ha precisato poi che nel 2002 Yasin Hayal in effetti "picchiò" una persona nella chiesa di Santa Maria con il manico di un'ascia, ma Hayal non fu né fermato né punito per quel rato.
Hayal ha anche affermato di avere conosciuto Tuncel come capo dei "Focolari di Alperen" di Trabzon, l'organizzazione giovanile degli ultra "Lupi grigi" del partito islamo-nazionalista Bbp (della Grande unione). da parenti del capo del partito Bbp di Trabzon, Yasar Cihan, Hayal ha anche affermato di avere ricevuto una somma di danaro mentre scontava in carcere la pena di 11 mesi per il suo attentato del 2004 al <MacDonald's> di Trabzob, per il quale egli avrebbe usato "una bomba preparata da Tuncel".
Sarebbe stato quest'ultimo, secondo Hayal, ad organizzare l'omicidio di Dink e a convincere il minorenne Ogun Samast ad eseguire il delitto, come è poi avvenuto.
Nei giorni scorsi i giornali turchi hanno pubblicato foto di Tuncel in compagnia del leader del Bbp, Yazon Yazicioglu, un ultra "Lupo grigio" già fatto condannare dai militari turchi dopo il loro colpo di Stato del 1980 a sette anni e mezzo per delitti commessi negli scontri con i giovani di estrema sinistra alla fine degli anni settanta.
Don Andrea Santoro fu ucciso il 5 febbraio 2006 con due colpi di pistola mentre pregava nella chiesa di Santa Maria a Trabzon di cui era parroco da tre anni. (Ansa)
14.02.2007

 

IL NOBEL 
PAMUK RIPARATO NEGLI USA

La notizia è stata data dal direttore del quotidiano <Sabah>. "Preoccupato per le minacce, è partito in segreto per gli Usa". 

Il_Nobel_PamukOran Pamuk, Nobel per la letteratura nel 2006, avrebbe deciso di lasciare definitivamente la Turchia, suo Paese natale, per stabilirsi negli Stati Uniti, dove già da qualche mese insegna presso la Columbia University a New York. A esser certo che l'ennesimo viaggio dello scrittore negli Usa sia un trasferimento è Fatih Altaly, direttore del quotidiano turco <Sabah>. "E' scappato, per lungo tempo, portando con sé i suoi beni" afferma aggiungendo di essere venuto a conoscenza della notizia già ieri, ma di non averla pubblicata "per evitare che all'aeroporto di Istanbul vi fossero proteste" contro Pamuk. "Valutate voi - scrive Altaly rivolgendosi ai lettori - il danno che questa decisione arreca all'immagine della Turchia".
Uno dei più importanti scrittori turchi, perseguitato per le sue prese di posizione sui massacri di armeni e curdi (alcune sue dichiarazioni gli costarono, nel 2005, un'incriminazione e un processo, poi sospeso e annullato), Pamuk fu il primo intellettuale del mondo musulmano a condannare la fatwa iraniana contro Salman Rushdie. Fra i suoi romanzi, sono stati tradotti in italiano "Roccalba", "La casa del silenzio", "Il libro nero", "La nuova vita", "Il mio nome è rosso".
Altaly riferisce che lo scrittore "era molto preoccupato per gli ultimi avvenimenti in Turchia, e aveva deciso di andarsene definitivamente", soprattutto dopo l'omicidio, lo scorso 19 gennaio, di Hrant Dink, giornalista e scrittore di origini armene. Da allora, Pamuk era stato oggetto di ripetute minacce, tanto da cancellare una serie di conferenze previste in questo periodo in Germania e in Belgio.
Uno degli autori dell'omicidio di Dink, catturato dalla polizia, durante il trasferimento dal tribunale in prigione aveva urlato, davanti alle telecamere: "Pamuk, ora attento a te. Sii intelligente". Le forze di sicurezza turche hanno preso sul serio la minaccia e, da allora, hanno messo sotto scorta il premio Nobel e altri diciassette fra scrittori e giornalisti turchi, noti per non essere allineati con le opinioni dei nazionalisti turchi.
"Avevo anche saputo che Pamuk aveva ritirato dal suo conto 400 mila dollari - continua Altaly - e che partiva dalla Turchia con l'intenzione di non ritornarci per un lungo periodo. E abbiamo accertato l'esistenza di una prenotazione a suo nome su un aereo delle 12.30". Il direttore di <Sabah> spiega che, appreso della presunta decisione dello scrittore, si è trovato di fronte a una scelta, "combattuto fra il dovere giornalistico e le considerazioni umane". Per questo avrebbe deciso di non pubblicare la notizia, che avrebbe potuto mettere a rischio la partenza dello stesso Pamuk. (la Repubblica.it)
14.02.2007

 

NON C'E' PACE NEMMENO... PER LORO

In Turchia - secondo l'articolo 2 della Legge sulla stampa - può essere messo sotto accusa anche chi traduce articoli o testi considerati "illegali". La vibrata protesta di Hasan Anamiur, che è presidente dell'organizzazione traduttori.

Hasan_AnamurIn Turchia non c'è più pace nemmeno per i traduttori, secondo l'articolo 2 della Legge sulla Stampa può essere messo sotto processo chi traduce articoli considerati "illegali"; la legge, come del resto anche il celebre articolo 301 del Codice Penale, che punisce l'offesa all'identità turca, rimane molto generico e non spiega nel dettaglio cosa si intenda per articoli illegali.
Quindi ci sono decine di traduttori che rischiano di finire alla sbarra solo per aver fatto il loro lavoro. Per questo organizzazioni di autori e traduttori hanno parlato con il quotidiano <Referans,> pubblicizzando la loro protesta, che ha preso il via a novembre e che si intitola: "Un traduttore non può essere punito per il lavoro che fa".
Hasan Anamur, che di mestiere fa il traduttore e che è anche il presidente dell'Organizzazione dei Traduttori turchi ha sottolineato come l'articolo 2 del Codice della Stampa possa anche essere utilizzato come forma di censura preventiva. Anamur ha ricordato anche che l'attitudine a censurare i traduttori era propria anche del recente passato della Turchia. Per questo motivo, nel 1999, era stata creata l'Organizzazione dei Traduttori. Il suo obiettivo era quello di creare una nuova sinergia con l'Unione Editori e proteggere la categoria.
Anamur ha anche sottolineato che alcune case editrici afferenti alla destra islamica e alla destra radicale turca hanno tradotto circa un centinaio di libri, senza che nessuno, nemmeno il ministero per l'Educazione, gli dicesse nulla. In questo momento i traduttori hanno chiesto l'intervento del ministro della Giustizia. Se Cemil Cicek non prenderà i provvedimenti dovuti si appelleranno direttamente alla Corte Europea per i diritti umani.
"Nessuno deve dimenticare - ha detto Anamur - che il nostro primo dovere è quello di trasferire informazioni. Il primo problema da affrontare è quello dell'incompatibilità fra il codice della stampa e quello che riguarda il codice delle opinioni e delle produzioni letterarie". La protesta dei traduttori è supportata anche dall'Unione degli Autori turca e dall'Unione professionale dei traduttori di libri. (Apcom)
14.02.2007

 

Strumento per facilitare il dialogo tra culture e religioni, sarà inaugurato nel maggio prossimo e sarà dedicato a don Andrea Santoro ucciso nel febbraio 2006. La Giunta regionale del Lazio finanzia il progetto con 250 mila euro.

CENTRO INTERCULTURALE AD ISKENDERUN

Una sala convegni multimediale con traduzione simultanea, schermo per proiezioni e collegamento a Internet, "uno strumento per facilitare il dialogo tra le culture e le religioni, in un Paese, la Turchia, che rappresenta il Mediterraneo con tutte le sue ricchezze e le sue contraddizioni". La struttura, rende noto un comunicato, sorgerà per iniziativa della Regione Lazio a Iskenderun, sede del vicariato apostolico dell'Anatolia: lì, e precisamente a Trazbon, dove fu ucciso il 5 febbraio 2006 da un giovane fanatico, don Andrea Santoro svolgeva la sua attività pastorale.
"L'inaugurazione della sala è prevista per metà maggio - si legge nella nota - mentre a breve inizieranno i lavori per la creazione di una biblioteca che sia in grado di ospitare i testi delle tre grandi religioni monoteiste, che saranno consultabili sia in lingua turca sia in inglese. La lista dei volumi era per la gran parte già stata compilata da don Santoro prima della sua uccisione, e oggi al suo completamento stanno lavorando rappresentanti delle tre religioni".
"Il progetto nasce perché si possano superare le distanze e le incomprensioni tra le diverse culture che si sviluppano nel bacino del Mediterraneo, per fare anche delle differenze un patrimonio e una ricchezza comune a tutte le popolazioni", prosegue il comunicato, che ricorda come "poco prima di morire, il 25 gennaio 2006, don Andrea Santoro aveva indirizzato una lettera al presidente Marrazzo, in cui chiedeva l'interessamento della Regione Lazio per questa iniziativa": "Il centro - scriveva il sacerdote - potrebbe contribuire ad avvicinare mondi distanti, a colmare vuoti culturali". A coordinare la realizzazione del centro è Maddalena Santoro, sorella del sacerdote scomparso, partita nei giorni scorsi per la Turchia insieme al cardinale Camillo Ruini per prendere parte alla commemorazione che si è tenuta a Trabzon. (Apcom)
14.02.2007

 

ESPERIENZA DI DIALOGO E DI INCONTRO

Giovedì 15 febbraio presso la Parrocchia di San Saturnino Martire nella piazza omonima a Roma sarà ricordato don Andrea Santoro nel primo anniversario della sua morte avvenuta nel febbraio 2006 a Trabzon, l'antica Trebisonda.

Benedetto_XVILa_porta_accantoDomani giovedì 15 febbraio, alle ore 18.30 presso la Parrocchia di San Saturnino Martire (Piazza San Saturnino, Roma), il Centro Comunicazione e Cultura Paoline e l’Associazione Finestra per il Medioriente, in collaborazione col Circolo Ozanam, organizzano un incontro nel ricordo di don Andrea Santoro, nel primo anniversario della morte, per illustrare la difficile situazione dei cattolici in Turchia e l’impegno di dialogo fortemente voluto e promosso da Papa Benedetto XVI. L’incontro prevede la presentazione del "Diario di viaggio nella Turchia di Bartolomeo I e del piccolo gregge cristiano", scritto dal giornalista Aldo Maria Valli, riportato nel libro "La porta accanto" (Paoline Editoriale Libri). Verrà quindi illustrata l’esperienza di dialogo e di incontro tra il Medio Oriente e il mondo occidentale dell’<Associazione Finestra per il Medioriente>, voluta da don Andrea per favorire la conoscenza reciproca e lo scambio di doni spirituali tra ebrei, cristiani e musulmani, attraverso un dialogo sincero e rispettoso e la testimonianza della ricchezza spirituale racchiusa nelle sue Lettere dalla Turchia. Parteciperanno alla tavola rotonda: Aldo Maria Valli, giornalista <Rai TG3>, che ha seguito Giovanni Paolo II in più di 30 viaggi internazionali e Benedetto XVI nel suo viaggio in Turchia; Giulia Pezone, vicepresidente dell’Associazione <Finestra per il Medioriente> e collaboratrice diretta di don Andrea Santoro. Per ulteriori informazioni: Centro Comunicazione e Cultura Paoline, Tel. 06.49.40.484. e-mail: teresa.braccio@tiscali.it (S.L.)
14.02.2007

 

Intervista con padre Claudio Santangelo, missionario vincenziano in Turchia tornato a Roma per un anno di studi e soprattutto per approfondire la conoscenza dell'Islam e le modalità di inculturazione cristiana in ambiente islamica. 

GUARDA AD OCCIDENTE..MA REMA AD ORIENTE

Missionari_vincenzianiLa Turchia è un Paese dai mille volti. Oltre ad essere il ponte geografico tra Oriente e Occidente, è un intreccio di laicità e società religiosa. Di recente è stata lo scenario di grandi progressi nel dialogo tra cristianesimo e islam e di dialogo interreligioso tra cattolici ed ortodossi, ma è stata anche la scena di crimini contro la libertà di religione e di pensiero.
Per dare uno sguardo da vicino alle diverse realtà della piattaforma turca, abbiamo intervistato padre Claudio Santangelo, missionario vincenziano in Turchia. Tornato a Roma per un anno di studi, frequenta l’Istituto di Studi su Religioni e Culture presso la Pontificia Università Gregoriana, per approfondire la conoscenza dell’islam e le modalità di inculturazione cristiana in ambiente islamico.
 - Come è la realtà dei missionari vincenziani in Turchia?
"La nostra congregazione, il cui nome ufficiale è Congregazione della Missione (CM = Congregatio Missionis), ha due case a Istanbul appartenenti rispettivamente alle province dell’Austria e di Parigi. Entrambe sono state fondate verso la fine del diciannovesimo secolo per contribuire all'istruzione e all’educazione degli europei e all’aiuto dei poveri a Istanbul.
La missione era nata come un convitto, ma negli ultimi decenni, calata la presenza cristiana a Istanbul, il convitto è stato trasformato in scuola superiore. La percentuale degli studenti musulmani nella nostra scuola è del 95%".
 - Lo scenario turco suscita molta curiosità per il fatto che lo Stato è laico, ma la grande maggioranza dei cittadini è di religione musulmana. Come si prospetta questa realtà per un occidentale che vive in Turchia?
"In Turchia vige una laicità stretta nelle costituzioni e nelle istituzioni. Nel 1924 il Padre della Patria, Mustafa Kemal Atatürk, ha adottato il modello di laicità francese. E nella vita sociale ha assunto tanti paradigmi occidentali per modernizzare la Turchia. Così, in Turchia, è vietato per qualsiasi pubblica impiegata portare il velo; il calendario è quello gregoriano; il giorno festivo è la domenica e non il venerdì. I musulmani che frequentano la moschea prendono regolarmente permessi.
La Turchia, però, ha diversi volti. Istanbul è molto particolare perché è piena di microcosmi. Nello spostamento in città si passa da un quartiere dove le donne mettono il velo a un’altra in cui tutto è occidentale. Un giorno ho visto una ragazza che portava il velo e aveva il piercing. Nel nostro immaginario, il velo è tradizionalismo, il piercing è modernismo all'oltranza. E queste due realtà coesistono in Turchia".
 - Dove si colloca Turchia nel risveglio generale dell’estremismo islamico?
"Nell’ultimo decennio c'è stato un risveglio religioso musulmano anche in Turchia. Si scorge una maggiore presenza e visibilità dell'elemento religioso nella vita sociale e pubblica.
La generazione di mezza età è generalmente rimasta molto fedele ad Atatürk, quindi è musulmana ma non particolarmente praticante. Per i giovani, questo risveglio religioso dipende molto dalla fascia sociale. I ricchi guardano molto all'Occidente, ne assumono lo stile di vita e si interessano poco della religione, mentre chi viene da realtà rurali spesso povere ha nella moschea l’unico punto di riferimento.
Qualcuno ha detto che la Turchia è una barca il cui equipaggio guarda a Occidente ma rema verso Oriente".
 - Come vive la popolazione turca i negoziati ufficiali per l’ingresso della Turchia nell’Unione Europea?
"Fino all'anno scorso, secondo i sondaggi, i favorevoli erano 70%. Ma il numero è calato drasticamente, e adesso sono poco più della metà. Tante persone hanno paura di perdere la propria identità. L’opinione pubblica in merito varia molto a partire dalla situazione geopolitica circostante, come la guerra di Israele contro il Libano dell’estate scorsa. In quel periodo c’erano immensi manifesti su alcuni edifici con foto della distruzione in Libano che dicevano così: “Israele ha bruciato il Libano e il mondo è stato a guardare”. Queste guerre sono percepite da tante persone come guerra dell’Occidente cristiano contro l’islam perché, in genere, nella mens islamica lo Stato e la religione coincidono.
Come noi in Occidente temiamo l'invasione turca e di perdere la nostra identità europea, così tanti di loro temono che l’Occidente fagociti la loro identità turca e musulmana.
Si aggiunga il fatto che i mass-media sono molto parziali e che alcuni mezzi di comunicazione nutrono nell’immaginario della gente una paura dell’Occidente che vuole fagocitare i Turchi e sopprimere la loro identità. Quando fu ucciso don Andrea Santoro, alcuni giornali (come Vakit), considerando inconcepibile che sia stato ucciso senza ragione, hanno scritto che il sacerdote faceva proselitismo con i musulmani pagando la gente per venire in Chiesa"
 - Come è stata la reazione locale turca all’uccisione di don Andrea Santoro e del giornalista Hrant Dink?
"Le due uccisioni avvenute nella stessa area di Trabzon sono state di diverso peso per la Turchia. Don Andrea Santoro, infatti, era straniero e sconosciuto, e la sua uccisione non ha avuto la stessa risonanza di quella di Dink e non ci sono state manifestazioni.
L’uccisione del fondatore e direttore del giornale <Agos>, invece, è stata percepita come un attacco alla libertà religiosa, e l'opinione pubblica è rimasta scandalizzata a questo assassinio a sangue freddo e sono state fatte tante manifestazioni di indignazione.
Come cristiani, dopo questi attacchi abbiamo vissuto la paura che la situazione precipitasse e si perdesse la stabilità che si vive in Turchia"
 - Dopo lo storico incontro del Papa Benedetto XVI e il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I ad Al Fanar, cosa spetta ai cristiani fare nel cammino verso il ristabilimento della piena unità tra i cristiani?
"Era necessario che il Papa andasse in Turchia per far vedere l’orientamento che la Chiesa prende nel cammino verso l’unità. Ad Al-Fanar sono stati ribaditi elementi importanti per il cammino verso l’unità. I cambiamenti e i passi, però, non devono rimanere ai vertici ma devono penetrare nella profondità del vissuto delle diverse confessioni cristiane.
‘Vincenzianamente’ parlerei di gesti di concreta carità, questi sarebbero il segno dell’ecumenismo vissuto. Impegnarsi insieme, come comunità ecclesiali, per costruire una casa di carità interconfessionale.
L’enciclica del Papa Giovanni Paolo II Ut unum sint parlava dell’ecumenismo della carità che sarebbe segno visibile per i non cristiani.
L’ecumenismo, inoltre, consiste anche nella mutua condivisione delle ricchezze delle diverse tradizioni. L'anno scorso, come sacerdoti cattolici, abbiamo avuto un giorno di ritiro sulla quaresima predicato da un sacerdote del rito armeno apostolico. È stata una grande ricchezza per noi scoprire il senso della quaresima come lo esprime la liturgia, che, per le Chiese d’Oriente è il fondamento su cui costruisce la fede (Lex orandi statuit legem credendi).
Non possiamo andare avanti per stereotipi, è necessario che ci conosciamo da vicino come cristiani, e il fatto che la presenza cristiana sia così ridotta è uno stimolo per lavorare insieme".
 - Come concepisce il suo essere missionario in Turchia?
"Il senso della mia missione in Turchia è di essere un semplice segno per rendere più presente Cristo. Un motto di San Vincenzo de’ Paoli, nostro fondatore è: "Fare tutto ciò che Gesù Cristo ha fatto: infiammare il mondo". Non è mio dovere convertire la gente, ma di essere presente della presenza di amore ed ascolto di Cristo ed essere pronto a dare ragione della speranza che è in me (1 Pt 3, 15). Quando celebriamo l'Eucaristia, sento che Gesù è presente pure lì.
Anche i Turchi hanno diritto di conoscere il vero volto di Gesù Cristo. L'esperienza fa vedere che oltre a persone indifferenti alla religione, ci sono persone molto interessate a conoscere. È capitato che un invito a pranzo sia passato insieme a parlare di fede e di religione e delle questioni di fondo della vita secondo la prospettiva cristiana.
Io appartengo a una congregazione missionaria il cui carisma è di evangelizzare i poveri, di farci prossimi ai poveri. I poveri sono di diversi tipi: poveri sono quelli che mancano di qualcosa, i senza tetto, gli afflitti da diversi tipi di malattia o dipendenze, ma sono anche i senza diritti, le minoranze, le persone abbandonate nella solitudine. Siamo chiamati ad amare i poveri, di un amore affettivo ed effettivo. Un amore di sentimento, cioè di vicinanza umana ma anche di concretezza, dove l’amore è promozione reale. La nostra missione è di vedere il povero nella sua completezza. In Turchia, ci sono poveri che cercano Dio, il senso della vita, della morte, del dolore, e hanno bisogno di ascolto, di presenza e di testimonianza, e noi come cristiani siamo lì per ascoltare nella gratuità e per testimoniare". (Zenit)
14.02.2007

 

CONVERTITI  AL CRISTIANESIMO RISCHIANO 

Si tratta di una famiglia turca, discendente nientemeno che da Maometto, che vive in Germania e che per paura di ritorsioni ha chiesto asilo politico e la protezione del Governo tedesco. I "traditori", una coppia e la loro figlia.

In Turchia di storie strane se ne sentono spesso, ma questa ha tutti i numeri per sbaragliare la concorrenza. la notizia è riportata dal quotidiano <Sabah>. la famiglia D. (per motivi di sicurezza è stata scritta solo la prima iniziale), che da dieci anni vive in Germania, si è convertita al Cristianesimo e ha chiesto asilo politico.
Questo perché il nucleo familiare, che originario di Elazig, nell'est della Turchia, si è dichiarato discendente diretto nientemeno che del profeta Maometto. Temendo che una famiglia con natali così illustri in Turchia rischiasse grosso, i suoi componenti hanno fatto appello allo Stato tedesco chiedendo asilo politico, "altrimenti i Turchi ci uccideranno per la nostra nuova fede".
I "traditori" dell'islam sono una coppia e la loro figlia. parlando con  alcuni giornalisti hanno detto che i primi a vendicarsi per il loro gesto potrebbero essere proprio i loro parenti rimasti in Turchia. "Non accetteranno mai il nostro gesto - hanno detto - per loro il fatto che noi ci siamo convertiti al Cristianesimo è na vergogna. Abbiamo ricevuto già minacce di morte a distanza". La famiglia afferma di discendere direttamente da Fatma, la figlia di Mometto, e da suo marito Ali, genero e cugino del Profeta. (Apcom)
14.02.2007

 

"IMPORTANTE" IL VIAGGIO DEL PONTEFICE

La Chiesa ortodossa auspica che la visita di Benedetto XVI a fine novembre in Turchia contribuisca ad un "dialogo sincero" tra cristiani; "buone le intenzioni espresse nella Dichiarazione comune firmata dal Papa e da Bartolomeo I.

Il_viaggio_del_PonteficeIl Patriarcato di Mosca definisce "importante" il recente viaggio di Benedetto XVI in Turchia, e si augura che possa contribuire a promuovere un dialogo sincero tra le due Chiese sorelle. Secondo l’arciprete Vsevolod Chaplin, a capo del Dipartimento del Patriarcato di Mosca per le relazioni esterne della Chiesa, "la visita del Papa in Turchia (28 novembre – 1 dicembre), è indiscutibilmente importante per una comprensione reciproca tra cristiani e musulmani, per lo sviluppo dei rapporti della Turchia con l’Europa e per il dialogo tra cattolici e ortodossi". In un’intervista alla stampa russa, Chaplin nota poi che nonostante le azioni di alcuni estremisti, la maggioranza dei musulmani turchi e dei loro leader spirituali ha guardato con favore alla visita del Papa.
Egli si è poi soffermato sul valore dell’incontro tra Benedetto XVI e Bartolomeo I, Patriarca ecumenico di Costantinopoli, "una delle Chiese ortodosse più esigue, ma anche una delle più famose e storicamente importanti". Riguardo alla Dichiarazione comune, firmata il 30 novembre dai due leader religiosi, l’arciprete Chaplin ha dichiarato che il documento contiene "molti pensieri corretti sullo sviluppo del dialogo e della collaborazione tra cristiani ortodossi e cattolici". "Spero – ha concluso – che queste intenzioni siano definite in modo specifico nel quadro del processo di relazioni tra il Vaticano e le singole Chiese ortodosse locali". (AsiaNews.it)
14.02.2007

 

E' stato siglato dal ministro algerino della Giustizia Tayeb Balaiz e dal suo omologo turco Cemil Cicek. Scambio di informazioni.

ACCORDO DI COOPERAZIONE GIUDIZIARIA

L'Algeria e la Turchia hanno siglato ad Algeri un accordo di cooperazione giudiziaria che prevede lo scambio di informazioni e di esperienze tra i due Paesi. L'accordo, firmato dal ministro algerino della Giustizia Tayeb Belaiz e dal suo omologo turco Cemil Cicek, è il secondo concluso tra Ankara e Algeri dopo quello relativo agli affari civili e al diritto commerciale. Nei prossimi giorni è prevista anche la firma di altri protocolli di cooperazione in materia penale e per l'estradizione. L'Algeria ha già siglato 53 convezioni internazionali in materia giudiziaria e, secondo il ministro Belaiz, dovrebbe concluderne altri 43. (Denaro.it)
14.02.2007

 

 

SOCIETA'

E' stato firmato dal nostro ambasciatore Carlo Marsili e dal direttore generale degli Affari consolari del ministero Esteri turco, Derya Kanbay. 

VISTI:
MEMORANDUM
DI INTESA

Carlo_MarsiliProcedure più semplici per gli italiani che vogliono entrare in Turchia per un soggiorno breve. L'ambasciatore italiano Carlo Marsilli e il direttore generale degli Affari consolari del ministero degli Esteri turco, Derya Kanbay, hanno firmato ad Ankara un memorandum di intesa sul rilascio dei visti, destinato a snellire l'iter burocratico per l'ingresso degli italiani in Turchia e dei turchi in Italia. In particolare, sarà eliminato del tutto l'obbligo del visto per gli italiani che si recano in Turchia per turismo per un periodo inferiore ai 90 giorni. Già oggi l'iter burocratico imposto ai nostri connazionali si limita all'apposizione di un timbro sul passaporto presso lo scalo di arrivo e al pagamento di una tassa di dieci euro. Con la firma del nuovo memorandum, il visto di breve durata per l'ingresso degli italiani in Turchia viene eliminato del tutto, come già avvenuto per i cittadini di altri Paesi europei come la Francia e la Germania.
Anche per i cittadini turchi che entrano in Italia sono previste alcune agevolazioni, soprattutto per i viaggi con finalità di affari o turismo. La normativa Schengen, che regola la circolazione dei cittadini in Europa, impedisce la completa eliminazione dell'onere del visto per chi proviene da un Paese non sottoscrittore. (Aki)
14.02.2007

 

RIFORMA SULLA SICUREZZA SOCIALE

La legge entrerà in vigore dal prossimo luglio però ci saranno alcune sorprese giacché alcune parti del testo potrebbero essere cancellate. La precisazione è venuta direttamente dal ministro dell'Economia Ali Babacan.

A luglio entrerà in vigore la legge sulla Riforma della Sicurezza Sociale che in Turchia ha fatto molto discutere. Soprattutto il presidente della Repubblica Ahmet Necdet Sezer e la Corte costituzionale ma che dall'altra parte dovrebbe fare felice il Fondo Monetario Internazionale che ha prestato ad Ankara qualcosa come 10 miliardi di dollari e che ha premuto più volte sul Parlamento perché venisse approvata.
Adesso ci sono sorprese. Il ministro dell'Economia Ali Babacan ha fatto sapere che alcune parti della riforma potrebbero essere cancellate. "Gli studi tecnici sono ancora in corso - ha detto Babacan ai giornalisti - ma alcune parti potrebbero essere soppresse se vedessimo di non essere in grado di metterle in pratica". Uno dei principi cardine della legge è quella di unificare tre diverse istituzioni che si occupano di sicurezza sociale in uno solo e per la precisione quello dei lavoratori dipendenti, dei liberi professionisti ed impiegati statali. Tra gli altri provvedimenti c'è anche l'innalzamento dell'età della pensione: dal 2048 ci si potrà ritirare dal lavoro a 65 anni. (
Apcom)
14.02.2007

 

La strana richiesta è stata fatta da Binasi Iktem, presidente della sezione di Istanbul del partito di opposizione Chp. A suo dire queste "campagne", come quella per il raki, sono deleterie perché offendono il Padre della Patria. 

ATATURK : VIA L'IMMAGINE  DALLA PUBBLICITA' 

Una_marca_di_rakiSarà il clima della campagna elettorale, sarà che su certi argomenti in Turchia non si scherza, ma stavolta il Chp, principale partito di opposizione, ne ha tirata fuori una da fare invidia ad un esponente del Mhp, il partito nazionalista.
Binasi Iktem, presidente della sezione di Istanbul, ha denunciato i titolari di due tipi di raki (il popolare liquore turco a base di anice) e  chiesto la cancellazione di questi ultimi. Il motivo? L'<Ata> e il <Sari Zeybek>, questi i nomi dei marchi incriminati, utilizzavano l'immagine di Ataturk durante le loro campagne pubblicitarie. Un'offesa al padre della patria che Binasi Iktem non poteva tollerare e ha chiesto all'autorità giudiziaria di procedere. In realtà le due aziende non potevano trovare un testimonial più adatto.
"Queste campagne pubblicitarie - ha detto il dirigente del Chp - sono deleterie perché danno una cattiva immagine di Ataturk e nel contempo invogliano al consumo di bevande alcoliche. E' una campagna contro la personalità spirituale di un leader  e contro i valori della nazione". Come prove inconfutabili della sua tesi ha portato alcune immagini delle campagne pubblicitarie durante le quali, secondo lui, il padre della patria sarebbe stato diffamato. Brutti tempi per chi vuole bere in Turchia. Le tasse sulla produzione ed il consumo di alcolici continuano ad aumentare e con loro anche gli episodi di intolleranza. Uno per tutti quello del sindaco di uskudar, nella parte asiatica di istanbul, che l'anno scorso ha proibito il consumo di bevande alcoliche per strada perché "offendeva la tradizione religiosa turca". (da Apcom)
14.02.2007

 
La decisione - che è stata presa dalla tredicesima sezione del Consiglio di Stato turco - vale anche per le sigarette. Gli acquirenti informatici però dovranno registrare una serie di dati personali e in ogni modo non essere minorenni.

INTERNET: SI' ALLA VENDITA DI ALCOOL 

In una Turchia che negli ultimi tempi si è fatta notare più che altro per il suo aspetto più conservatore è caduto un ultimo tabù. La tredicesima sezione del Consiglio di Stato ha infatti autorizzato l'acquisto di alcool e sigarette su Internet, cosa che fino a ieri era severamente vietata perché con il commercio elettronico l'acquirente non veniva direttamente messo a conoscenza dei rischi per la salute che comporta l'assunzione di alcool e il fumare sigarette.
Come giustificazione, il Consiglio di Stato ha detto che la vendita a distanza non toglie nulla alla campagna informativa operata per dissuadere le persone dall'utilizzare queste sostanze. Il Consiglio di Stato ha anche stabilito che chi vorrà acquistare sigarette e alcool via Internet dovrà registrare una serie di dati personali e dimostrare soprattutto di non essere minorenne. (Apcom)
14.02.2007

 

RECORD DI LAVORATORI POCO ISTRUITI

Brutte notizie per la Turchia dove il grado di istruzione è ai livelli più bassi tra i Paesi dell'Ocse. I ragazzi di 15 anni in possesso una cultura di ceto medio sono appena il 3% contro il 20%, ad esempio, dell'Olanda e del  Belgio.

Brutte notizie per la Turchia. Oltre al problema della disoccupazione che affligge il Paese in maniera pressoché cronica, adesso c'è anche quello della qualità dei lavoratori. Secondo una ricerca condotta dall'Organizzazione per la Cooperazione economica e lo Sviluppo (Ocse), ha condotto uno studio sul grado di istruzione dei lavoratori nel Paesi membri dell'organizzazione.
La Turchia occupa il gradino più basso. I suoi lavoratori vanno a scuola meno rispetto a quelli degli altri Paesi. Per esempio, negli altri Stati oltre il 70% dei bambini va già agli asili all'età di 3-4 anni. In Turchia sono solo il 2.6%. Mediamente, fra i Pesi dell'Ocse, i ragazzi di 15 anni sono già in possesso di una cultura di medio livello. la percentuale è ancora più apprezzabile in Paesi come Olanda e Belgio dove tocca il 20% degli studenti. in Turchia siamo fermi al 3%.
Gli studenti nel Paese della Mezzaluna a 15 anni possono dire di avere un grado di istruzione solo elementare. Brutte notizie anche per gli studi superiori e universitari. Sono pochi e di livello non paragonabili agli altri Paesi Ocse. A guidare la classifica dei "bravi ed istruiti" c'è la Svizzera dove le persone impiegate con un alto grado di istruzione sono il 91%, seguita dalla Norvegia con l'87%, Danimarca con il 79%, Giappone e Olanda con il 75%. L'Italia si trova a metà classifica. Al Paese della Mezzaluna tocca anche il poco onorevole primato della maggior sproporzione fra uomini e donne istruiti ed impiegati. i primi sono il 78%, le seconde appena il 26%. (Apcom)
14.02.2007

 

COME TORNARE VERGINI E SALVARE L'ONORE

I portali di medicina e bellezza turchi sono tempestati dalle domande da parte di aspiranti pazienti. Confessioni di un pentito.

La_verginità_perdutaIn Turchia si torna vergini per non morire. Oppure per salvare il proprio onore e quello della propria famiglia. La chiamano Kizlik zari dikimi, letteralmente "cucitura della membrana della verginità". In Italia si chiama imenoplastica: consiste nella suturazione dei residui dell'imene. Lo scopo è quello di provocare una perdita di sangue al momento del primo rapporto sessuale dopo l'intervento. In Turchia, negli ospedali statali non viene eseguita, in compenso negli studi privati di alcuni ginecologi e chirurghi estetici, per quanto ai confini della legalità, è la norma. Tutti sanno che esiste, ma nessuno ne parla. Nessuna struttura pubblicizza apertamente questo servizio, ma chi vuole (o deve) fare questa operazione sa benissimo a chi si può rivolgere.
I portali di medicina e bellezza turchi sono tempestati dalle domande da parte di aspiranti pazienti. I medici rispondono a tutto, ma sottolineano sempre che presso la loro struttura la Kizlik zari dikimi non viene praticata. I quesiti più frequenti sono: quanto costa, quanto dura, quanto è dolorosa. Qualcuna, per eccesso di prudenza o di paura, chiede anche se l'operazione sia sicura al 100%, cioè se il futuro marito si possa accorgere che si tratta di una verginità artificiale. Venire scoperte è pressoché impossibile, perché solo un chirurgo o medico legale sono in grado di capire che l'imene è stato suturato. I costi variano da 500 a 2000 euro e l'intervento è indolore.
Y.C. è un pentito. Fino a quattro anni fa faceva il "medico delle vergini" anche lui, poi ha cambiato idea e ha smesso di praticare l'imenoplastica. Oggi è un affermato ginecologo, con uno studio in uno dei quartieri più esclusivi di Istanbul. Al <Giornale> ha raccontato la sua esperienza, umana e professionale e di come la sua vita sia cambiata. Tutto tranne una cosa: quanto ci ha guadagnato.
 - Dottor Y.C. lei fino a quattro anni fa faceva tornare vergini anche chi aveva avuto più di un partner. Poi ha cambiato idea e adesso dice di voler dimenticare questa parte della sua vita. Ma allora prima perché praticava la Kizlik zari dikimi?
"Lo facevo perché pensavo di aiutarle. La verginità in Turchia è un
valore ancora molto importante, e spesso la si deve mantenere fino al matrimonio".
 - Quindi molte donne venivano da lei perché avevano paura di essere uccise o escluse dalla società?
"Sì. La stragrande maggioranza veniva qui perché non era più vergine e stava per sposarsi con un uomo che la pensava ancora illibata. E ovviamente non poteva dirgli la verità. Ma c'era anche una minoranza di donne che aveva perso la verginità e affrontava questa cosa con un senso di colpa".
 - Lei per quanto tempo ha fatto il «medico delle vergini»?
"Quasi sette anni".
 - Quante donne ha operato in tutto questo tempo?
"Non lo ricordo di preciso, comunque moltissime. E sono parecchie quelle che cercano ancora di farla".
 - Che tipo di ragazze si rivolgevano al suo studio?
"Le mie pazienti erano piuttosto varie. C'erano persone provenienti da ambienti umili, certo, ma anche numerose ragazze benestanti, figlie di avvocati e professionisti, appartenenti all'alta società".
 - Venivano a farsi operare da sole?
"Il più delle volte sì. Ma spesso erano accompagnate dai genitori. Talvolta anche in compagnia del futuro sposo".
 - Quanto durava l'operazione e quando era meglio farla?
"L'operazione dura da 10 minuti a mezz'ora, dipende dalla donna. Per la tempistica da una settimana a tre giorni prima del primo rapporto".
 - Che cosa le ha fatto cambiare idea?
"La mia fede religiosa".
 - Non crede che anche questa ricerca ossessiva della verginità artificiale parta proprio da una motivazione religiosa?
"È più una pressione sociale e culturale".
 - Mi vuole dire che la religione non ha nessun peso?
"Il problema sta nello stile di vita di noi turchi. La maggior parte ritiene che la vita religiosa e sessuale di una donna debbano ancora andare di pari passo, quando invece dovrebbe vivere la propria sessualità liberamente. È la società che deve cambiare".
 - Secondo lei che cosa dovrebbero fare le donne turche?
"Cercare la propria identità e imparare a camminare con le loro gambe".
 - A volte temo che non sia così semplice. Per esempio che cosa pensa quando legge di delitti di onore e violenze varie ai danni di persone che hanno avuto rapporti prima del matrimonio?
"Non riesco nemmeno a leggerli da tanto mi addolorano. Ma mi lasci dire una cosa: se una donna accetta di fare la Kizlik zari dikimi ha perso in partenza e vuol dire che non è sicura della sua identità. E soprattutto metterà al mondo figlie che cresceranno nello stesso modo. Spesso la verginità diventa uno strumento di controllo da parte del sesso maschile".
 - Le è capitato, dopo aver cambiato la sua opinione, di dover respingere le richieste di qualche paziente?
"Sì e non è stato facile. Ma ero forte delle mie idee". (Marta Ottaviani/Il Giornale.it)
14.02.2007

 

DELITTO D'ONORE: ISTANBUL 
E' LA CAPITALE

I dati sulla megalopoli turca forniti dal Dipartimento per la Sicurezza. Le donne uccise nel 2006. La violenza in famiglia.

 

Altro che est del Paese. La vera "capitale" del delitto di onore turca è la moderna a cosmopolita Istanbul. I dati sono stati resi noti dal Dipartimento per la Sicurezza della megalopoli sul Bosforo, su richiesta della Commissione parlamentare che da qualche mese si occupa specificamente di questo problema. Li ha pubblicati il quotidiano <Milliyet>.
In particolare solo nel 2006 le donne uccise a Istanbul per motivi riguardanti l'onore sono state 25. Il dato è in costante ascesa dal 2000, quando le vittime erano state "solo" 18.
A queste vanno aggiunte le donne che subiscono violenza all'interno delle mura domestiche e non sporgono denuncia. (Apcom)
14.02.2007

 

I PIU' COOL IN TUTTO IL MONDO

Secondo <Wallpaper, Italia e Turchia  meritano l'oscar dello chic. L'una per un edificio pubblico (Renzo Piano) e per la collezione invernale (Prada), l'altra per la miglior città dell'anno (Istanbul) e miglior ristorante (Muzede Changa).

Sono l'Italia e la Turchia i Paesi più cool. Il verdetto, forse un po' a sorpresa, arriva dalla bibbia del life style: la rivista <Wallpaper>, da sempre icona di riferimento degli appassionati della qualità della vita.
L'osannato mensile ha recentemente assegnato i dieci <Wallpaper Design Awards> per il 2007, una sorta di oscar dello chic, il meglio del cibo, dello stile, dell'architettura nell'anno passato. E l'Italia, pari merito con la Turchia, si porta a casa ben due riconoscimenti: quello per il miglior edificio pubblico e per la più riuscita collezione invernale, rispettivamente a Renzo Piano e alla maison <Prada>. La scelta della stilista Miuccia, spiegano dalla giuria, non è così scontata come si potrebbe pensare. Il merito della signora è di avere stupito ancora una volta. Ha infatti ideato uno stile da "guerriera urbana" che vive in perenne movimento ma è anche sofisticata. Insomma, il meglio per la donna d'oggi. La virtù di Piano, invece, sta nell'aver saputo ampliare la biblioteca e il museo Morgan di New York. La moderna costruzione, con tanto di sala lettura, auditorium e corte interna, ha rispettato perfettamente il contesto storico.
La migliore città dell'anno, invece, è Istanbul. La capitale turca sta vivendo una sorta di seconda giovinezza che la vede regina dell'arte, con gallerie contemporanee e musei, ma anche dello shopping e della vita notturna. E la stessa Istanbul, non a caso, si è meritata un secondo riconoscimento, quello per il miglior ristorante. Si tratta del Muzede Changa, una sorta di cubo di vetro arredato in stile '60 e '70, ideato dall'architetto Aysen Savas e capitanato dal talentuoso chef Peter Gordon.
"Eccitante e inquietante al tempo stesso" è la singolare definizione con cui la giuria ha motivato la premiazione di <Google Earth>, quella sorta di zoom che consente di spiare spiagge, vie e città e migliorare il rapporto delle persone con quell'illustre sconosciuto che è il pianeta Terra. Ancora ad una donna, l'olandese Hella Jongerius, va l'oscar per il design. Nata come progettista per pochi si è imposta per la sua capacità di raffigurare i volumi ed è amatissima da aziende come <Vitra> e <Ikea>. Un premio atipico, quello per il più geniale apparecchio per uso domestico, è andato invece agli altoparlanti di ceramica di due giovani laureati dell'università di Stoccolma: Mats Broberg e Johan Ridderstrale. Forse a dimostrazione del fatto che, per entrare nella ristretta cerchia dei premiati, non bisogna essere dei nomi arcinoti. La migliore casa privata è invece quella progettata dall'inglese John Pawson per il guru creativo Fabien Baron. Per soddisfare i capricci dell'art director (curatore di mostri sacri come <Vogue> e il calendario <Pirelli>) è nata una dimora armonicamente inserita nel paesaggio naturale. Sempre parlando di costruzioni il riconoscimento per l'albergo ideale va all'Home di Buenos Aires: 17 camere, ciascuna diversa dall'altra, tutte dotate delle migliori tecnologie. E, infine, l'onore per aver inventato i migliori cosmetici spetta al francese Serge Lutens che ha saputo combinare il fascino antico con formule tecniche e confezioni di design.
Questi i dieci verdetti, senza appello. Anche se i giurati, dalle pagine internet del giornale, lasciano un democratico spiraglio: "Forse la vostra opinione è diversa, in tal caso segnalateci nel sito cosa ne pensate". (Irene Maria Scalise - La Repubblica.it)
14.02.2007

 

 

CRONACA

CONFERMATO IL VIRUS DEI POLLI

Secondo quanto rilevato dal ministero dell'Agricoltura turco. Trovati morti 170 volatici  nel villaggio di Bogaskoy, provincia di Batman. A detta degli organismi preposti alla salute al momento non c'è comunque da allarmarsi.

Virus_dei_polliDopo la conferma della presenza di focolai di influenza aviaria nella parte sud-orientale del Paese, le autorità' della Turchia hanno deciso di mettere in quarantena 4 villaggi della provincia di Diyarbakir . Si tratta del villaggio di Akcay e altri piccoli centri urbani della provincia. Mustafa Kayhan, responsabile del dipartimento agricoltura della regione, fa sapere che la decisione è stata presa a titolo precauzionale, in quanto ''si sospetta ci sia influenza aviaria'' anche in quest'area. Dopo i casi di virus H5N1 confermati nella provincia di Batman, si teme ora il contagio nella provincia limitrofa di Diyarbakir. La quarantena dei 4 villaggi di Diyarbakir si aggiunge a quella già decretata a Bogazkoy, centro dove era esploso il focolaio di aviaria. Il ministro della Salute intanto rassicura, facendo sapere che 3 persone ricoverate perché ritenute affette dal virus sono risultate negative ai test, e ''al momento in ospedale non c'e' alcun caso sospetto di contagio da influenza aviaria''. (Asca-Afp)
14.02.2007

 

IL REGALO DI DODICI PAIA DI.....PEDALINI 

Insolito cadeau dell'Associazione dei produttori di calze della Turchia al presidente della Banca Mondiale, Paul Wolfowitz, che era stato fotografato "impietosamente" davanti alla moschea di Edirne con un capo bucato.

12_paia_di_calzePaul_WolfowitzL'Associazione dei produttori di calze della Turchia ha inviato 12 paia di calzini, naturalmente nuovi di zecca, al presidente della Banca Mondiale Paul Wolfowitz che era stato immortalato dall'impietoso obiettivo dei fotografi con ai piedi un paio di calze bucate, mentre si toglieva le scarpe durante una visita nella moschea di Edirne. La <Confindustria> delle calze turca ha immediatamente raccolto l'assist, opportunità per farsi pubblicità gratis con la divertente gaffe in cui era scivolato il capo della Banca Mondiale. (Adnkronos)
14.02.2007

 

FACEVA SEMPRE E SOLO LA PASTA: UCCISA

Donna massacrata dal marito a colpi di martello. Il fatto è avvenuto nei pressi di Trabzon. Il cadavere scoperto dai vicini.

"Da un mese cucinava soltanto e sempre pasta. Ormai era insopportabile e io l'ho uccisa''. E' stata la confessione resa alla polizia a Trabzon (l'antica Trebisonda), nella regione nord-orientale della Turchia, da un uomo di 53 anni. La donna è stata massacrata a colpi di martello.
Secondo l'agenzia di stampa turca <Anatolia>, il cadavere della donna è stato scoperto dai vicini di casa che hanno dato l'allarme, chiamando la polizia. L'omicida è stato arrestato alcune ore dopo. (Adnkronos/Ign)
14.02.2007

 

VAN: ERGASTOLO PER TUTTA LA FAMIGLIA

La pena del carcere a vita è stata chiesta dal pubblico ministero della città turca (sud-est anatolico) per tutti i componenti che avevano deciso di uccidere una loro congiunta che era rimasta incinta prima del matrimonio.

Potrebbero pagare molto caro tutto il male che hanno fatto. Il pubblico ministero di Van ha chiesto l'ergastolo per tutti i componenti della famiglia Erdas, in totale 5 persone: padre, madre, fratello e due zii. Nel mese di ottobre la famiglia Erdas si era riunita e aveva dichiarato la condanna a morte della giovane Naile Erdas, di 15 anni. La sua colpa era quella di essere rimasta incinta prima del matrimonio, forse in seguito a una violenza sessuale. Madre, padre e zii si erano riuniti per decidere come punirla e avevano deciso di ucciderla. La sentenza era stata eseguita dal fratello maggiore di Naile, che l'aveva freddata in mezzo alla strada. Ora sono tutti in prigione e ne usciranno solo per la sentenza. Un altro zio, che aveva cercato di salvarla, in questo momento è sotto la protezione della polizia.
14.02.2007

 

MAXI SEQUESTRO DI EROINA A DUNKERQUE

La droga - 365 chili nascosti dentro un camion  - immatricolato in Turchia. Fermato il conducente. 110 chili di polvere bianca trovati nel porto di Trieste. Arrestate 25 persone in una operazione denominata "Many Problems".

L%27eroina_sequestrataMaxi sequestro di eroina da parte della polizia di frontiera francese: 365 chili. Erano in un camion immatricolato in Turchia, in attesa nel porto di Dunkerque per andare in Gran Bretagna. Il conducente del camion, un turco di 54 anni, è in stato di fermo. (Agr)
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Oltre 110 kg di eroina, del valore di oltre 60 milioni di euro, sono stati sequestrati dalla GdF nel Punto Franco Nuovo del porto di Trieste. La droga era nascosta nel doppio fondo della cabina di guida di un autoarticolato appena sbarcato da un traghetto proveniente dalla Turchia e - secondo i primi accertamenti - era destinata al mercato tedesco. L'autista - un cittadino turco - è stato arrestato e il Tir è stato sequestrato. (Ansa)
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Sono in tutto 25 le persone, molte delle quali di origine sarda, coinvolte in questa operazione chiamata "Many Problems", divisa in due tranche. L'inchiesta della Guardia di Finanza si era conclusa l'estate scorsa fermandosi in Sardegna con 10 indagati sottoposti a misure cautelare con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico, anche internazionale, di sostanze stupefacenti. Tra questi M.I., la moglie R.F. e il loro figlio R., tutti quartesi, ritenuti a capo dell'organizzazione criminale.
Sulla scia dell'inchiesta internazionale delle Fiamme Gialle romane si sono attivati gli uomini del commissariato di Quartu Sant'Elena, diretti da Gianfranco Murgia, che con l'operazione "Many Problems II" hanno portato a termine l'indagine scoprendo chi agiva tra l'Emilia Romagna e la Sardegna e ricostruendone nel dettaglio il modus operandi e l'organigramma. Così oggi sono finiti in manette, in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare in carcere, anche A.L., F.L., G.L., S.M., P.C., A.A., F.T., G.R., A.C. e A.I. Obbligo di dimora, poi, per G.D.(moglie di F.L.) e per M.E.,
originaria di Benin City.
Secondo la ricostruzione della polizia, la droga giungeva in Sardegna all'interno di bombole del gas confezionate dai fratelli G. e A. A., sardi residenti in Emilia Romagna. Giunte nell'isola attraverso un ditta di import-export creata ad hoc da A.A., le bombole venivano prese in consegna da M.P. che le trasportava in un container sulla strada statale 554, la circonvallazione di Cagliari. Lì le stesse bombole venivano smantellate e la droga, una volta tagliata, smerciata al minuto da una fitta rete di spacciatori guidata da M. e R.I. Di piazzare la droga a Cagliari e a Quartu si sarebbero poi occupati, a seconda appunto della città, gli arrestati. M. e R.I. sono inoltre indagati per porto e detenzione illegale di arma alterata e clandestina e ricettazione della stessa. La polizia di Quartu, infatti, nel container ha ritrovato anche un fucile a canne mozze con il quale P.C. (anche lui indagato per lo stesso reato) avrebbe pagato provvisoriamente una piccola partita di droga. (Sardegna Oggi)
14.02.2007

 

 

NOTIZIARIO DI AMBASCIATA

Ambasciata_d%27Italia_ad_Ankara

GASDOTTO ITALIA-GRECIA, VIA TURCHIA

L'Italia e la Grecia hanno recentemente siglato un accordo volto alla costruzione di un gasdotto di interconnessione  tra i due Paesi (Igi). Una volta concluso, tale tratto si collegherà operativamente a quello greco – turco i cui lavori dovrebbero concludersi entro il 2007. I diritti di sfruttamento del gasdotto avranno la durata di 25 anni, l’8% della produzione andrà all’italiana Edison mentre la Depa avrà il controllo del 20%. L’intero gasdotto, una volta operativo, assicurerà il trasporto verso l’Europa del gas naturale proveniente dai ricchi bacini del Caspio e dell’Asia Centrale nel quadro della più ampia iniziativa nota come "Southern Europe Gas Ring". Con tale progetto si allenta ulteriormente la dipendenza europea dalle forniture di gas proveniente dalla Russia dando al tempo stesso la possibilità alla Grecia di competere con la predetta in qualità di Paese esportatore, in quanto solo il 10% della quota della Depa sarà utilizzata per uso domestico.

VERTENZA RISOLTA
Si è conclusa in tempi brevi e con uno scambio di lettere ufficiali la crisi petrolifera tra l’Iraq e la Turchia sorta allorché l’Ente Petrolifero di Stato iracheno (Somo) aveva annunciato di aver trasferito alle autorità curde del nord Iraq la competenza del rinnovo dei contratti di esportazione di prodotti petroliferi. Tale decisione aveva suscitato la forte reazione delle autorità turche. Un colloquio telefonico chiarificatore tra il ministro dell’Energia iracheno Kerim Vahid ed il ministro per il Commerico Estero Tuzmen ha preceduto la lettera con cui la <Somo> ha informato che la procedura per il rilascio del rinnovo dei permessi di esportazione avrebbe seguito la vecchia procedura.
FINANZIAMENTO INFRASTRUTTURE MUNICIPALITA'
Si è svolto ad Istanbul  il quarto Congresso organizzato dalla Fondazione Finanziaria Europea i cui lavori hanno interessato il tema del "Finanziamento delle infrastrutture delle Municipalità e delle Autorità locali”. Nel corso dell’evento, cui hanno preso parte oltre 400 rappresentanti delle municipalità, del settore finanziario e di quello privato di oltre 26 Paesi (area del Mediterraneo, Russia, Commonwealth e Caucaso), è stato possibile organizzare incontri con funzionari delle istituzioni finanziarie e bancarie internazionali ed intessere così proficui contatti e scambi di idee su futuri progetti di cooperazione. L’appuntamento ha rivestito inoltre particolare importanza per la Turchia che necessita di incrementare gli investimenti ed i finanziamenti nel settore delle infrastrutture pubbliche.
AUMENTATO IL NUMERO DELLE SOCIETA'
Il numero delle società turche costituite nel corso del 2006 è aumentato del’11.2% rispetto al 2005, per un totale di 52.699 società (47.401 nel 2005), di cui la maggior parte svolgono attività nei settori della componentistica di automobili, assistenza e riparazione di motocicli ed apparecchiature domestiche, manifatturiero, delle costruzioni e nel comparto immobiliare.
Lo scorso anno la Turchia ha esportato 247.186 tonnellate di nocciole verso 91 paesi di cui il 91% è stato assorbito da Paesi europei, per la somma totale di circa $1.5 miliardi. Tra questi l’Italia, che per il secondo anno consecutivo ha superato la Germania nella classifica dei paesi importatori, risulta essere il principale acquirente con 71.175 tonnellate di nocciole seguita dalla Germania (60.065), dalla Francia (20.207) e dal Belgio (12.543).
 
UNA STORIA DI SUCCESSO
In occasione della prima  visita ufficiale in Turchia il Presidente della Banca Mondiale Paul Wolfowitz ha dichiarato che il Paese può considerarsi una storia di successo per gli ottimi risultati conseguiti negli ultimi anni. Wolfowitz ha chiaramente evidenziato non solo i traguardi raggiunti dalle autorità turche nella lotta all'inflazione, per la stabilizzazione macro-economica, nelle riforme strutturali, negli
investimenti diretti esteri, ma anche alcuni aspetti negativi, quali  il disavanzo cronico nelle partite correnti della bilancia dei pagamenti e la ancora elevata disoccupazione giovanile e femminile, ostacoli che limitano ancora lo sviluppo socio-economico del Paese. Il Presidente della prestigiosa Istituzione Internazionale, che finora ha concesso crediti alla Turchia per oltre $18.5 miliardi volti a finanziare importanti progetti strutturali e settoriali, non ha mancato poi di ricordarne la posizione geo-strategica che la rende particolarmente importante anche in prospettiva della sua adesione all’Unione Europea. Wolfowitz ha infine concluso sottolineando la necessità che la Turchia continui a creare nuove oppurtunita’ di lavoro qualificato, specialmente per la popolazione femminile e a tale riguardo ha affermato che il settore privato svolgerà un ruolo sempre piu’ importante ai fini del raggiungimento di questo obiettivo.

IL GRANDE FUTURO DI IZMIR
Secondo il Presidente della Camera di Commercio della regione dell’Egeo. Tamer Taskin, nel corso dei prossimi quattro anni la città di Izmir subirà dei grandi cambiamenti grazie alle potenzialità offerte sia dalla città che dalla zona dell’Egeo che continueranno ad attirare il flusso degli investimenti provenienti dall’estero. Taskin ha quindi aggiunto che le attività promosse dalla Camera di Commercio mirano a sostenere ed a promuovere l’immagine della Turchia come un paese economicamente conveniente, principalmente per gli investitori europei. Nel concludere,  Taskin ha evidenziato come la struttura finanziaria del Paese non è più fragile come in passato; oltre 20 istituti di credito esteri operano ormai con successo nel settore bancario delle Turchia suggerendo che forse ora i settori che attireranno i capitali esteri saranno quelli dei servizi ed assicurativo.
GEMELLAGGIO AMMINISTRATIVO

Filippo_BubbicoIl Sottosegretario al ministero dello Sviluppo Economico, Filippo Bubbico, ha preso parte ad Ankara alla Conferenza di chiusura ufficiale del gemellaggio comunitario Strengthening the Institutional and Administrative Capacity of State Planning Organization in Regional Development", che ha visto coinvolti il Dipartimento di Sviluppo e Coesione territoriale del Ministero dello Sviluppo Economico e l’amministrazione turca per la pianificazione statale (Spo). Alla Conferenza hanno partecipato il Segretario generale dell’Eusg (Segretariato Generale per l’Unione Europea), ambasciatore Oguz Demiralp, il vice Sottosegretario di Spo, Lutfi Elvan, ed una rappresentante della locale delegazione della Commissione Europea. Per la parte italiana, oltre all’ambasciatore Carlo Marsili, erano presenti alcuni responsabili del ministero dello Sviluppo Economico nonché alcuni rappresentanti della Regione Emilia Romagna e Puglia. Il gemellaggio amministrativo, che ha avuto la durata di 18 mesi con un budget complessivo di €800.000, ha garantito il  rafforzamento di meccanismi integrati per lo sviluppo delle politiche regionali ed il miglioramento della capacità istituzionale per la gestione ed il coordinamento di tali politiche, anche agevolando la creazione di strutture per lo sviluppo regionale (Agenzie di sviluppo) ed incentivando il coordinamento tra Stato e realtà locali e quello interministeriale per una più efficace programmazione.

L'IMPORTANZA DI <TOFAS> A BURSA 

Stabilimenti_TofasGli stabilimenti produttivi della <Tofas> a Bursa stanno assumendo sempre più rilevanza a livello internazionale con la ridefinizione delle strategie di mercato effettuate dalla <Fiat>, che hanno affidato alla <Tofas> la produzione, vendita ed assistenza post-vendita delle autovetture destinate all’Europa dell’Est, all’Asia centrale, al Medio Oriente ed al Nordafrica. La notizia è stata data dall’amministratore delegato della <Tofas>, Ali Pandir, secondo cui gli stabilimenti, che dalla loro fondazione hanno prodotto 2.5 milioni di autoveicoli, con l’aggiunta quest’anno dei modelli Linea e Mini Cargo, incrementeranno ulteriormente la loro attività produttiva. A tale riguardo – ha tenuto a sottolineare l’ad -  saranno creati almeno 2000 nuovi posti di lavoro, facendo così salire a 5500 il numero totale del personale. Panir ha quindi aggiunto che a partire dal 2006 e fino al 2008 saranno effettuati nuovi investimenti per la somma totale di $1 miliardo che interessano sia la produzione che la modernizzazione degli impianti. La <Tofas> potrà pertanto raggiungere una capacità annua totale di 400.000 unità con un tasso di esportazione dell’80%. Pandir ha concluso che per fine 2007 si aspetta un incremento della quota di mercato pari al 10%, anche se ad inizio anno sarà possibile una flessione delle vendite che dovrebbero tuttavia risalire nel secondo semestre.

 

CENTRALI NUCLEARI

Il Parlamento turco ha approvato la normativa che regola lo sviluppo di attività connesse alla costruzione di centrali nucleari ed alla produzione di energia nucleare nel Paese. Il ministro dell’Energia Hilmi Guler, rispondendo alle domande della competente Commissione parlamentare, ha affermato che la produzione di energia nucleare in Turchia non deve essere considerata come un’opzione bensì come una necessità e che, se prodotta con i più moderni strumenti tecnologici, non vi saranno pericoli per l’ambiente. La Turchia ha già ricevuto proposte per la costruzione di 14 centrali nucleari da parte di imprese locali che hanno avviato trattative con aziende leader nel settore energetico a livello mondiale ma, secondo quanto annunciato a suo tempo dal ministro Guler, la scelta del consorzio cui affidare i lavori non sarà fatta attraverso lo strumento della gara bensì sulla base di considerazioni tecniche, economiche ed ambientali, unitamente all’esame di criteri di economicità e di efficacia operativa degli investimenti nonché di benefici in termini di trasferimento di know-how per la Turchia.

154 LE OPERAZIONI DI FUSIONE

Secondo un rapporto della <Ernest & Young Turchia>, nel 2006 le operazioni di fusione ed acquisizione effettuate sono state 154 per un valore che ha superato i $18 miliardi, di cui il 90% provenienti da investitori stranieri. La principale operazione ha riguardato l'acquisizione da parte della <National Bank of Greece> dell'80% della <Finansbank> ($4 mld); altri principali affari hanno riguardato soprattutto l’acquisto di partecipazioni in istituti di credito ed assicurazioni, mentre nel settore petrolifero l’unica operazione di rilievo è stata quella dell’austriaca <Omv> che ha acquisito il 34% di <Petrol Ofis> ($1 mld). Per quanto attiene l'anno in corso, la <E&Y> prevede un lieve rallentamento del processo di privatizzazione in atto dovuto essenzialmente alle imminenti elezioni presidenziali ed a quelle politiche di novembre con operazioni di fusione ed acquisizione che a fine anno totalizzeranno complessivamente tra i $10 ed i $12 miliardi. I settori maggiormente interessati nel corso del 2007 continueranno ad essere quello bancario ed assicurativo, seguiti da quello energetico e della distribuzione al dettaglio. Un altro aspetto di rilievo evidenziato dal rapporto e' quello riferito all'aumento del flusso di investimenti provenienti dai Paesi del Golfo. Anche secondo l'Istituto per la Finanza Internazionale (Iif) le attività di  fusione ed acquisizione continueranno ad assicurare l'afflusso di capitali  esteri in Turchia. Tuttavia l'interesse degli investitori nei confronti dei mercati  emergenti dovrebbe risentire di una modesta riduzione nel corso dell’anno passando dai  $501.8 miliardi del 2006 a $468.7. L'Istituto prevede inoltre una certa instabilità politica a causa dei prossimi  eventi elettorali,  specialmente se l'attuale Primo Ministro Erdogan deciderà di candidarsi alle presidenziali. Nonostante  le preoccupazioni sulle prossime elezioni in Turchia ed il costante aumento del deficit delle partite correnti, la performance fiscale del Paese è ritenuta ampiamente soddisfacente  ed i risultati conseguiti vengono definiti notevoli. Il momentum è particolarmente attraente per gli investitori stranieri, specialmente nel  settore finanziario e ciò non potrà che contribuire a rendere la Turchia  più competitiva e produttiva. Infine, soffermandosi sulla crescita economica, l'Istituto ritiene che il rallentamento della spesa interna, causata dall'aumento dei tassi d'interesse, farà scendere il tasso di crescita economica dal 5.8% del 2006 al 5.5% del 2007.

<THY>, COMPAGNIA CON PIU' CRESCITA

Secondo l’Associazione delle Linee Aeree Europee la <Turkish Airlines> è la compagnia aerea che ha mostrato la crescita più elevata nel corso dell’anno precedente. Nei primi undici mesi del 2006 la compagnia di bandiera turca avrebbe infatti trasportato il 24,7% di passeggeri in più rispetto allo stesso periodo del 2005 per un totale di 1.31 milioni di persone. La <Turkish Airline> avrebbe inoltre incrementato il traffico aereo del 25.5% e la sua capacità del 24.6%. La crescita media delle compagnie aeree nazionali europee nello stesso periodo è stata pari al 5.3% per quanto riguarda il traffico aereo, del 5.1% per ciò che concerne la capacità e del 4.5% per quanto riguarda la copertura dei posti.

 

DEBITO GOVERNATIVO

Fonti ufficiali hanno reso noto che il debito del Governo a dicembre 2006 è ammontato a €183.2 miliardi, di cui €49.6 in debito estero, pari al 27.1% del totale del debito e circa €133.6 circa in debito interno, pari al 66.9% del totale del debito.

EXPORT DI CONFEZIONI

Secondo uno studio predisposto dall'Associazione degli Esportatori di
Abbigliamento di Istanbul (Ihkib), nel 2006 le esportazioni turche di confezioni sono cresciute del 2.1% rispetto al 2005. Secondo il presidente Suleiman Orakcioglu all’inizio dello scorso anno era stata prevista una diminuzione dell'export a due cifre, mentre il settore ha saputo reagire alla forte ed in alcuni casi determinata concorrenza cinese, con grande capacità e vivacità imprenditoriale. Il totale dell'export è stato pari a  $13.9 miliardi con una concentrazione verso l'UE (76.3%) e con un incremento del 3.3% rispetto al dato del 2005. Il flusso si è diretto in particolare verso alcuni Paesi leader a livello mondiale quali l'Italia (+14.5%, raggiungendo così quota 658 milioni di dollari), la Spagna (+35.9%), la Grecia (+14.4%) ed il  Regno Unito (+4.4%). Negativo invece il valore riferito al mercato statunitense con un decremento del 20.3% (1.2 miliardi di dollari). Secondo Orakcioglu il target dell’export per la Turchia, Paese che entro il 2010 dovrebbe rientrare tra quelli che dettano la moda a livello mondiale,  non dovrà non essere inferiore ai 15 miliardi nel 2007.

RUOLO STRATEGICO DEGLI APPALTATORI

Nel corso di una conferenza stampa tenutasi ad Ankara, il ministro di Stato per il Commercio Estero Kursad Tuzmen, insieme al presidente dell'Associazione degli Appaltatori Turchi, Erdal Eren, ha ribadito il ruolo strategico che questi rivestono non solo in ambito all'economia turca, ma soprattutto come strumento della politica estera del Paese in molte aree del mondo. Ci sono  attualmente cinque appaltatori turchi nella classifica dei primi 100 nel mondo - ha dichiarato il ministro, sottolineando che nel 2006 325 progetti sono stati avviati da imprese turche in 25 paesi per un ammontare complessivo di $12.7 miliardi. Tra i Paesi che finora hanno maggiormente intrattenuto rapporti d’affari con le imprese locali figurano la Russia, il Qatar, il Kazakhstan, la Libia, l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi, l’Algeria, l’Albania, il Turkmenistan e lo Yemen.

AUMENTO CAPACITA' INDUSTRIALE

La capacità industriale nel mese di dicembre è aumentate dell’1.1% rispetto allo stesso mese del 2005, diminuendo invece dell’1% rispetto a novembre 2006. Le cause del mancato raggiungimento della piena capacità risiederebbero nella limitata domanda interna (47.2%) ed in quella estera (20.2%), nella presenza di problemi finanziari (4.2%), scarsità di materiali grezzi nazionali (5%) ed importati (2.4%) nonché in questioni legate alla rigidità del mercato del  lavoro (2.1%).

LETTERA APERTA DEL GOVERNATORE

Il Governatore turco della Banca Centrale ha inviato una lettera aperta al Governo
in cui si pone attenzione alla necessità di continuare ad attuare nel corso del 2007 una stretta politica monetaria in grado di contenere la pressione inflazionistica. Nel documento si sottolinea inoltre che il surplus primario del budget statale ha svolto finora un ruolo significativo nel mantenimento dei prezzi al consumo. Il Governatore cita inoltre la continuazione del processo di riforme iniziato e quello dell'armonizzazione ed integrazione all'Unione Europea come fattori di importanza decisiva. Secondo Yilmaz il mantenimento dei tassi d'interesse nei primi tre trimestri del 2007 farà gradualmente scendere il tasso d'inflazione tra il 3.6% ed il 6.6% con un’ulteriore diminuzione entro fine 2008, anno in cui è previsto una pressione inflazionistica tra l'1.6% ed il 5.2%. Altri fattori di rischio che la Banca considera quale principali imputati di una crescita dell'inflazione potrebbero essere l'aumento del costo dei servizi a seguito dei recenti aggiustamenti salariali, l'incertezza sull’entità della spesa pubblica e le possibili fluttuazioni del  mercato globale che rendono il rischio inflazionistico più reale.

CONCESSIONE DIRITTI DI SFRUTTAMENTO

La Società di Stato per l’Energia Elettrica (Euas) ha annunciato lo slittamento a fine marzo della scadenza dei termini di presentazione delle offerte degli interessati a partecipare alla gara per la concessione dei diritti di sfruttamento per 30 anni, eventualmente estendibili a 50, del bacino carbonifero di Afsin-Elbistan e la costruzione di centrali elettriche a carbone. Il progetto, del valore di $4 miliardi, era stato a suo tempo presentato alla stampa dal ministro per l’Energia Guler, come "il più grande nella storia della Repubblica turca". Il bacino carbonifero in questione detiene circa il 40% delle riserve totali di lignite della Turchia, pari a 8.3 miliardi di tonnellate, sufficienti a produrre  30 miliardi di kilowatt di elettricità.

INDICATORI MACROECONOMICI
 - Crescita del Pnl nel 2005: 7.7%; gennaio – aprile 2006: 6.3%
 - Inflazione  annua (prezzi al consumo): 7.72% (2005); 9.86% (2006)
 - Interscambio con l’Italia nel 2006: $15.3 miliardi (+16.8 rispetto al 2005), con esportazioni verso l’Italia pari a  $6.7 miliardi (+20% rispetto al 2005) ed importazioni dall’Italia pari a $8.6 miliardi (+13.3% rispetto al 2005). (Ice Istanbul su dati dell’Istituto Turco di Statistica- Tuik)


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A cura di: Simona De Martino - Capo dell'Ufficio economico e commerciale dell'ambasciata d'Italia in Turchia
                Gianmarco Macchia - vice capo dell'Ufficio economico e commerciale
                Roberto Luongo - direttore dell'Ufficio Ice di Istanbul

14.02.2007  

 

 

 

ECONOMIA

TEXBRIDGE: TURCHIA LOVES ITALIA

Partirà il 14 febbraio prossimo la prima edizione. Ponte tessile fra Turchia e Italia è stato realizzato da <Itkib> per far incontrare gli espositori tessili turchi e le aziende italiane interessate a produrre a casa loro. La 4° potenza.

Claudio_CottoneTexbridgeUna fiera tutta nuova sbarcherà, nel giorno degli innamorati, presso l’Hotel Marriot di Milano. E' "Texbridge, exhibition/event" realizzato da <Itkib>, l’associazione degli espositori tessili turchi per incontrare le aziende italiane interessate a produrre in Turchia. 40 le aziende turche tra le più qualificate e rappresentative del settore tessile abbigliamento che presenzieranno questa prima italiana, evento semestrale già sperimentato da anni a Londra e New York con successo. "In seguito alle exhibition di New York e Londra – ha spiegato Claudio Cottone, consulente di marketing internazionale e rappresentante in Italia di <Itkib> - sono già centinaia le aziende che hanno sviluppato una partnership con aziende tessili turche e contiamo di avere un notevole successo anche in Italia". Del resto dagli Anni Ottanta ad oggi, l’export turco nel settore abbigliamento è cresciuto notevolmente, passando dal 13% (87% per il tessile) al 71% (29% per il tessile) del totale, tanto da rappresentare il 10% del prodotto interno lordo, pari al 17.5% della produzione totale. Il settore, che occupa il 20% della forza lavoro del Paese, comprende 7500 aziende operanti nel tessile e 11.000 nell’abbigliamento. Risultati che eleggono la Turchia a quarta potenza mondiale del settore abbigliamento, dietro a Cina, Hong Kong e Italia, dodicesima in quello tessile. La fiera si pone dunque non solo come vetrina, ma come vera e propria piazza d’affari in cui le aziende turche coinvolte potranno ricevere i compratori di tessuti e i produttori d’abbigliamento interessati sia all’acquisto di stoffe e materiali destinati al confezionamento, sia a delocalizzare la propria produzione in Paesi con un costo manodopera più competitivo. L’evento, che durerà fino al 16 febbraio, avrà cadenza semestrale come già avviene all’estero. E mentre ci si chiede se sarà amore a prima vista, già è dato sapere che le date italiane cadranno a metà febbraio e a metà settembre. (www.modaonline.it)
14.02.2007

 

UNA DONNA A CAPO DELLA TUSIAD

Al vertice della Confindustria turca è stata eletta Arzuhan Dogan Yalcindag. Il numero uno uscente avrebbe preferito sua cugina Guler.

Arzuhan_Dogan_YalcindagCe l'ha fatta. Sotto gli occhi commossi di papà Aydin Dogan, Arzuhan Dogan Yalcindag è il nuovo numero uno della Tusiad, la Confindustria turca. Per la prima volta nella sua storia, la più alta carica è rappresentata da una donna.
la neo eletta ha tenuto un discorso di apertura improntato sulla necessità di crescita per la Turchia e sulla necessità di una maggiore emancipazione femminile. "La Turchia - ha detto la Dogan Yalcindag - deve continuare a crescere, sebbene abbia superato bene gli anni della crisi economica. io credo che ce la possiamo fare anche se le polemiche derivanti dalle due tornate elettorali sono un rischio".
Buon lavoro dal numero uno uscente, Imer Sabanci che forse avrebbe visto meglio sua cugina Guler alla guida della Tusiad in un momento tanto delicato e al quale va riconosciuto il merito di aver guidato l'istituzione con grande coraggio e indipendenza dal Governo, con il quale, più di una volta, ci sono stati contrasti. (
Apcom)
14.02.2007

 

PER UNA TURCHIA PIU' FORTE ED AUTOREVOLE

In una intervista ad un settimanale locale la neo-presidentessa della Tusiad, Arzuhan Dogan Yalcindag, ha tracciato inequivocabilmente il ruolo che il Paese dovrà svolgere nei prossimi anni. Il riferimento all'Unione Europea.

In un'intervista a un settimanale locale, la neo presidentessa della Tusiad (Associazione degli Industriali e Imprenditori della Turchia omologa della nostra Confindustria), Arzuhan Dogan Yalcindag, ha tracciato inequivocabilmente il ruolo che la Turchia dovrà svolgere nei prossimi anni : "La cosa più importante per noi è che la Turchia divenga un Paese sempre più forte e autorevole, che sappia eccellere nell'industria e in campo tecnologico, che incrementi il reddito pro-capite e diminuisca il suo debito internazionale, piuttosto che voler divenire membro a pieno titolo dell'UE tout court. Se riusciremo ad essere forti ed autorevoli -soprattutto, ma non solo, in campo economico- l'UE ci accetterà anche se dovessero sorgere problemi in merito alla questione armena o alla tutela delle minoranze", ha dichiarato la presidente della Tusiad, sottolineando peraltro che uno dei limiti della Turchia odierna è la poca partecipazione delle donne alla vita politica del paese ("Su questo tema la Turchia è in forte ritardo"): solo il 4% dei Parlamentari è donna e la presidente Yalcindag vorrebbe che fosse predisposta nelle prossime elezioni politiche generali di novembre 2007 una quota fissa a "sandwich", vale a dire una donna per ogni uomo in lista. "Se ciò dovesse accadere, la Turchia farebbe un grande passo in avanti, come è avvenuto recentemente in Giappone". Yalcindag ha anche riaffermato l'indipendenza e autonomia della Tusiad nei confronti della politica e dei partiti in particolare. (Ice Istanbul)
14.02.2007

 

INVESTIMENTI: L'AVVALLO DI PRODI

Accordo di collaborazione economica tra l'istituto del Commercio Estero (Ice) e Tispa per l'agevolazione delle aziende italiane in Turchia. Prossimo in primavera un seminario di incontri per stringere legami più forti.

IceL'Ice e l'Agenzia governativa turca che supporta e si occupa dell'attrazione degli investimenti
esteri nel Paese, (Tispa - Turkish Investment Support and Promotion Agency), hanno firmato un accordo di collaborazione per l'attrazione degli investimenti italiani in Turchia. La firma è avvenuta in occasione della visita ufficiale del presidente del Consiglio Prodi ad Ankara ed Istanbul.
Grazie a questo accordo, le aziende italiane potranno avvalersi della collaborazione dei due Enti governativi il cui contributo sarà quello di agevolare gli investimenti italiani in Turchia.
''L'intesa rappresenta un concreto passo in avanti nella collaborazione economica tra i due Paesi - ha commentato il presidente dell'Ice, Umberto Vattani - ed in collaborazione con l'Ambasciata d'Italia in Turchia stiamo già organizzando per la prossima primavera, un seminario di incontri tra aziende italiane e turche per rafforzarne ulteriormente i legami e stringerne di nuovi. Anche in questo caso sarà determinante l'aiuto che verrà fornito da Tispa e dal Governo turco''. (Asca)
14.02.2007

 

AI MINIMI STORICI IL DEFICIT DI BILANCIO

I dati per quanto riguarda la Turchia resi noti nel corso di una conferenza stampa dal Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan. Il differenziale tra il deficit previsto, che era di 10 miliardi di dollari, ed il risultato ottenuto di 2.9 mld.

In una recente conferenza stampa il Primo Ministro turco Recep Tayyp Erdogan ha evidenziato i successi ottenuti nel periodo di amministrazione del suo Governo (quest'anno -si ricorda- si tengono a novembre le elezioni politiche generali), partendo soprattutto dal contenimento del deficit di bilancio a 2.9 miliardi di dollari, il più basso degli ultimi 30 anni, e dal surplus primario di 31.3 miliardi di dollari nel 2006. "Il differenziale fra il deficit previsto, che era di 10 miliardi di dollari, ed il risultato ottenuto di 2.9 mld. $ ci rende orgogliosi, ma non deve farci abbassare la guardia per il prossimo futuro" ha precisato Erdogan, sostenuto dal ministro per l'Economia Ali Babacan e dal ministro delle Finanze Kemal Unakitan. "L'attenta politica fiscale del Governo ha consentito di raggiungere questi eccellenti risultati e così si è passati da un rapporto Deficit/PIL del 14.6% nel 2002 allo 0.7% del 2006: il più basso dal 1976" ha ribadito il Primo Ministro. Nel corso della conferenza Erdogan e gli altri 2 membri del Governo hanno anche voluto porre in evidenza gli ottimi risultati ottenuti nel campo delle infrastrutture (+7.000 km di autostrade), dell'acqua potabile (presente ora in nuovi 11.000 centri abitati), oltre a 10.000 nuove classi scolastiche costruite in tutto il paese, e soprattutto nelle aree più disagiate. L'obiettivo più ambizioso sarà però quello di raggiungere un Pil pro capite di 10.000 dollari entro l'anno 2013 (quando attualmente è della metà) ed accrescere ancor più, sin dall'anno in corso, il volume degli investimenti esteri nel Paese. (Ice Istanbul)
14.02.2007

 

BANCA CENTRALE POSITIVA SULL'INFLAZIONE

Il governatore turco, Durmus Yilmaz, si sbilancia e fa l'ottimista ora che il prezzo del petrolio è sceso. L'obiettivo dell'inflazione.

Durmus_YilmazLa Banca Centrale turca si sbilancia e fa l'ottimista: adesso che il prezzo del petrolio si è sgonfiato, per la Turchia sarà più facile risolvere il problema dell'inflazione. "La nostra priorità principale - ha detto il governatore Durmus Yilmaz - rimane quella della politica monetaria con strategie studiate nel medio termine per portare l'inflazione al 4%. Yilmaz ha anche aggiunto che se l'obiettivo non dovesse venire raggiunto ci sono comunque buone probabilità che il tasso di di inflazione per il 2007 alla fine dell'anno non vada oltre il 5.1%. Durante il 2008 poi l'inflazione dovrebbe attestarsi sul 3.4%. (Apcom)
14.02.2007

 

APPREZZAMENTI DA DAVOS E BANCA MONDIALE

La Turchia vivrà anche nel 2007 un anno di intensa crescita economica anche se sarà necessaria una forte disciplina monetaria ed una rigida politica settoriale in particolare in un processo che è di continua modernizzazione.

Il direttore del Desk Turchia della Banca Mondiale Ulrich Zachau ha dichiarato recentemente che la Turchia vivrà anche nel 2007 un anno di intensa crescita economica -anche se sarà necessaria una forte disciplina monetaria ed una rigida politica fiscale, allo scopo di ridurre al massimo l'inflazione. "La Turchia ha raggiunto una crescita economica più che eccellente, ma come tutti i paesi emergenti necessita di riforme strutturali e soprattutto un processo di continua modernizzazione", ha detto Zachau evidenziando però che le prossime elezioni politiche e presidenziali certamente avranno dei riflessi non totalmente positivi sul processo in atto di privatizzazione: "In un Paese come la Turchia, dove la stabilità finanziaria è da considerarsi fondamentale per gli investitori esteri, è possibile che ci siano delle turbolenze".
Segnali positivi sulla Turchia peraltro provengono anche da Davos, sede del World Economic Forum. Nella cittadina svizzera la multinazionale della consulenza aziendale <PriceWaterhouse Coopers> ha presentato uno studio, "The 10th Annual Global CEO Survey", da cui risulta che la Turchia, insieme a Indonesia, Messico, Vietnam e Corea del Sud, è in cima alla graduatoria dei Paesi potenziali target di investimento estero da parte di oltre 1.100 CEO delle principali imprese mondiali.
In occasione della prima visita ufficiale in Turchia il presidente del Gruppo Banca Mondiale, Paul Wolfowitz, ha reiteratamente dichiarato che la Turchia può considerarsi una storia di successo per gli ottimi risultati conseguiti negli ultimi anni, e che altri paesi in transizione debbono guardare ad essa come un esempio da ripercorrere e riprodurre. Wolfowitz ha chiaramente evidenziato non solo gli ottimi risultati conseguiti dalle autorità turche nella lotta all'inflazione, per la stabilizzazione macro-economica, nelle riforme strutturali e negli investimenti diretti esteri, ma anche alcuni aspetti negativi come il disavanzo cronico nelle partite correnti della bilancia dei pagamenti, la disoccupazione giovanile e femminile ancora elevata e la disciplina fiscale vigente, che limitano ancora lo sviluppo socio-economico del paese. Il presidente della Banca Mondiale ha anche sottolineato le ampie capacità del settore privato locale, che considera fra i più effervescenti al mondo, e ribadito il suo parere favorevole affinché la Turchia entri a far parte dell'UE dicendosi "convinto che la partecipazione della Turchia alla UE non sia solo un beneficio per la Turchia, ma anche per l'Europa tutta". (Denaro.it)
14.02.2007

 

<JP MORGAN> POSITIVA

Per il presidente Andrew Crockett il disavanzo turco è ancora sostenibile. Il Paese della Mezzaluna una delle prospettive più interessanti. Naturalmente ci vuole un maggior impegno per poter reggere i confronti alla distanza.

Andrew_CrockettIl presidente della <Jp Morgan>, Andrew Crockett, è ottimista: il disavanzo turco è ancora sostenibile e per abbatterlo bisogna rendere il mercato locale ancora più appetibile.
"La Turchia è una delle prospettive più interessanti - ha detto - il Governo si deve impegnare nelle riforme per rendere ancora più interessante l'investimento da queste parti. Si tratta del metodo migliore anche per ridurre il disavanzo delle partite correnti. Appena si assottiglia quello scende anche l'inflazione. La Turchia deve imparare a sfruttare il fatto che al momento è l'economia che sta crescendo maggiormente in Europa". (Apcom)
14.02.2007

 

La strategia di Alessandro Profumo, amministratore delegato del gruppo <Unicredit>, per quanto riguarda gli investimenti in Turchia dove l'istituto bancario è entrato in partnership con una famiglia di imprenditori locali.

ADESSO GUARDIAMO A NUOVE OPPORTUNITA'

Alessandro_ProfumoIl gruppo <Unicredit> sta cercando nuove opportunità di investimento in Turchia. Lo ha detto l'amministratore delegato, Alessandro Profumo, nel corso di una conferenza alla Scuola superiore di amministrazione del ministero dell'Interno.
In Turchia, ha spiegato Profumo, il gruppo <Unicredit> è entrato "volutamente" in partnership con una famiglia turca di imprenditori, nonostante i dubbi sugli investimenti al 50%. Questa scelta si è rivelata "il miglior investimento che potessimo fare. Ora siamo la prima o terza banca turca, a seconda di come la si guardi, e stiamo guardando a ulteriori opportunità di crescita".
L'Europa, ha continuato l'ad di <Unicredit>, "resta il nostro mercato di riferimento. Puntiamo a crescere e rafforzarci in Ucraina e Russia, e ovviamente guardiamo anche ai Paesi in cui già siamo, in particolare la Germania e un po' meno l'Italia. Scartiamo invece - ha precisato - gli Stati Uniti per l'attività di banca commerciale, perché non capiamo cosa possiamo fare meglio di un istituto di credito americano". (Apcom)
14.02.2007

 

Asset per un valore di almeno 24 miliardi di dollari. Per metterci le mani sopra occorre avere però, oltre al criterio finanziario, anche quello tecnico più importante. Gli istituti di credito che possono partecipare alla corsa.

MOLTO RICCHI PER ACQUISTARE <HALKBANK>

HalkbankChi deciderà di comprare <Halkbank> dovrà essere molto ricco, così ricco da possedere asset per un valore di almeno 24 miliardi di dollari. Una cifra che molte banche straniere si possono permettere, al contrario molti istituti di credito turchi se la sognano. I due criteri principali, finanziario e tecnico, sono tati resi noti dal Board per le privatizzazioni turco (Oib).
Quello finanziario riguarda la soglia di ricchezza. Quello tencico vuole che l'acquirente operi già nel settore bancario. E se alcuni analisti dicono che difficilmente una banca di piccole dimensioni avrebbe pensare di comprare un colosso come <Halkbank>, altri pensano che porre un limite finanziario così alto significhi automaticamente mettere fuori gioco in partenza una parte della concorrenza.
In questo momenti, a conti fatti, ci sono sei banche in Turchia che possono partecipare al tender: <Akbank>, <Yapi Kredi-Koc>, <Garanti>, <Isbank>, <Ziraat Bank> e <Vakiflar Bank>. L'Oib ha comunicato che la privatizzazione avverrà per blocchi e che il processo durerà sei mesi. Il calendario verrà reso noto nelle prossime settimane. (Apcom)
14.02.2007

 

AUTOSTRADE, IL VANTO DELL'ITALIA

Inaugurata che non è molto dal presidente del Consiglio italiano Romano Prodi e dal premier turco Recep Tayyip Erdogan un tratto di 25 chilometri di arteria che è stata costruita dalla società <Astaldi> lungo l'asse Istanbul-Ankara.

 

Romano_ProdiIn Turchia martedì 23 gennaio alla presenza del Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan e del presidente del Consiglio italiano Romano Prodi è stata inaugurata e aperta al traffico la carreggiata destra dell’ultimo lotto dell’Autostrada Anatolica tra Istanbul e Ankara di circa 25 km che l’<Astaldi>I sta completando e che sarà definitivamente consegnata all’Ente Appaltante entro l’anno per la completa apertura anche della seconda carreggiata.

Numerosissime le autorità presenti alla cerimonia, dall’ambasciatore italiano Carlo Marsili, al ministro dei Trasporti turco Bakani Faruk Ozak, al direttore generale delle Autostrade Cahit Turhan, alle maestranze italiane e turche che hanno duramente lavorato in questi anni tra mille difficoltà, ma che hanno visto finalmente concretizzarsi il frutto di tanti sacrifici.

La difficoltà maggiore ancora oggi evidente è quella di trovare le giuste risorse economiche e finanziarie per il completamento del lavoro da parte del governo turco.

Quest’ultimo lotto, nella parte più difficile si snoda parzialmente in un’angusta e stretta valle per circa 8 km, comprende opere di rilevanza unica, il tunnel di Bolu in doppia canna da tre corsie per senso di marcia di m. 2.980 di lunghezza  con lavori di scavo ultimati nel secondo semestre del 2005, in terreni geologicamente instabili e attraversanti un ramo secondario della faglia anatolica.

Altri 3 Viadotti sono stati ultimati in questa valle di Asarsuyu per un totale di m. 2.370, sempre in doppia carreggiata e con travi c.a.p. tradizionali e in acciaio corten.  

Le opere di questa valle sono progettate con particolare cura per l’inserimento ambientale, incanalando il fiume Asarsuyu e proteggendone gli argini con gabbioni, in alcuni tratti è previsto il tombamento del fiume stesso in appositi box-culvert di sezione 8x10 m, situati nella zona di riporto tra i viadotti precedenti.

Attualmente le condizioni ambientali non consentono di lavorare per la stesa degli asfalti e sono quindi da completare le pavimentazioni lungo alcuni tratti e all’interno della seconda canna della galleria, ma si stanno ultimando tutte le opere necessarie alla sicurezza, ventilazione, antincendio, video-controllo, ecc.

Inoltre sono terminati nel luglio dello scorso anno i lavori sui viadotti, tra cui la riparazione del Viadotto 1 della lunghezza di m. 2.313, in doppia carreggiata di m. 17,50 di larghezza, danneggiato dal tremendo terremoto del 1999, con pile di altezza media di circa 40 m.  Tali lavori hanno permesso di adattare le strutture ai nuovi parametri sismici incrementati dall’Ente Appaltante proprio in seguito agli eventi sismici manifestatisi nella zona nel 1999. 

L’intenso traffico che si svolgerà su quest’arteria nevralgica di collegamento tra le città di Istanbul ed Ankara, consentirà con questa tratta di percorrere e superare il passo di Bolu con soli 10 minuti, invece dei circa 30-45 minuti previsti passando per la strada statale, sempre intasata e ricolma di mezzi pesanti, unico collegamento possibile sino ad oggi.      

Il ringraziamento per la felice conclusione di quest’opera va a tutti coloro che a vario titolo hanno contribuito alla realizzazione di quest’importante struttura, dai progettisti ai fornitori, dai sub-appaltatori alle maestranze che nel corso dei vari anni si sono susseguite, sino a vederla realizzata ed ora pronta a svolgere il suo importante ruolo di collegamento. (Nicola Mancini)
______________________

Dati dell’opera:

Client. Ministry of Public Works and Settlement
General Directorate Highways
Engineer: Yuksel Proje As - Ankara (Tr)
Main Contractor: Astaldi Spa - Roma

14.02.2007

 

NIENTE AUMENTI
PER I PEDAGGI
AUTOSTRADALI

Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo di Ankara dopo il ricorso presentato da un deputato del Chp. Un mese di tempo.

No all'aumento di pedaggi autostradali e di ponti che attraversano il Bosforo. Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo di Ankara. I pedaggi erano aumentati del 33% per quanto riguarda i ponti e del 22% per le autostrade. i rincari sono stati bloccati dopo che il deputato del Partito del popolo Repubblicano (Chp), Mehmet Sevingen, si era rivolto alla decima sezione del tribunale amministrativo. Il provvedimento era entrato in vigore lo scorso primo settembre. Adesso i gestori hanno un mese di tempo per cambiare nuovamente i prezzi. (Apcom)
14.02.2007

 

<TUKCELL> PUNTA SULL'ARABIA

Il colosso turco delle telecomunicazioni sta partecipando ad una gara di appalto per entrare in partnership con i sauditi.

Turkcell<Turkell> mira all'Arabia Saudita: il colosso turco delle telecomunicazioni sta partecipando ad una gara di appalto per entrare in partnership con il principe saudita Alwaleed bin Talal. Si parla di un affare da 4 miliardi di dollari, scrivono le principali testate turche. Per rendersi più competitiva, <Turkcell> ha anche creato un consorzio con una compagnia locale della quale però non è stato fatto il nome. (Apcom)
14.02.2007

 

GUARDIA COSTIERA TURCA: TECNOLOGIA
DI <FINCANTIERI> PER 4 PATTUGLIATORI

Un contratto da 110 milioni di euro. Le unità - che saranno costruite a Tuzla vicino Istanbul dal cantiere <Rmk Marine>, saranno consegnate per la fine del 2011. Il progetto deriva dai "Sirio" ed "Orione" della Marina  italiana. 

FincantieriUn_altro_esempio_di_pattugliatoreLa Guardia Costiera turca ha scelto il progetto <Fincantieri> per quattro pattugliatori che saranno costruiti a Tuzla, vicino Istanbul, dal cantiere <Rmk Marine>. La consegna delle navi è prevista per la fine del 2011. Il contratto aggiudicato dal sottosegretariato per le industrie della difesa vale per <Fincantieri> circa 110 milioni di euro, che comprendono sia la fornitura del progetto, di componenti navali, del trasferimento di tecnologia e know-how sia attività di supporto logistico e addestramento degli equipaggi e del personale del cantiere.
"Siamo particolarmente soddisfatti perché questa affermazione ci ripaga dei notevoli sforzi che stiamo producendo per ritornare protagonisti sui mercati internazionali con le nostre produzioni militari", ha commentato l’amministratore delegato Giuseppe Bono, ma "anche perché essa ci apre ottime prospettive di crescita in un’area geografica emergente e in forte sviluppo".
Nell’annunciare la propria affermazione - la prima nelle varie gare che l’industria italiana della difesa sta affrontando in Turchia - <Fincantieri> ha sottolineato l’agguerrita concorrenza internazionale, sempre in alleanza con cantieri turchi."Oltre alla disponibilità al trasferimento di tecnologia e al pieno supporto per la costruzione in loco", osserva <Fincantieri>, la vittoria rispecchia anche la maturità di un prodotto già in servizio con soddisfazione in Italia.

Il progetto deriva infatti dai pattugliatori "Sirio" (P409) e "Orione" (P410) della Marina Militare italiana, realizzati a Riva Trigoso ed entrati in servizio circa quattro anni fa. Le navi - che sono lunghe 88,4 metri ed hanno un dislocamento di 1.700 tonnellate ed un’ autonomia di 3.000 miglia marittime alla velocità di crociera 15 nodi - sono concepite per pattugliamento d’altura, ricerca e soccorso di persone a mare, presidio delle acque territoriali e operazioni antinquinamento. La costruzione sarà effettuata secondo il regolamento "Rina-Mil" e sotto la diretta sorveglianza del Registro Italiano Navale (Dedalonews)
14.02.2007

 

CRESCIUTO L'EXPORT CAMPANO (33%)
VERSO IL PAESE DELLA MEZZALUNA

Per quanto riguarda  i principali gruppi merceologici, il cuoio rappresenta da solo il 35% del totale con più di 26 milioni di euro. Continua l'aumento della carne e dei prodotti a base di carne. I settori che stanno perdendo.

Cresciuto_l%27export_della_CampaniaCresce del 3.3 per cento l’export della Campania verso la Turchia: a settembre del 2006, il valore delle esportazioni regionali verso Istanbul raggiunge infatti quota 74.8 milioni di euro contro 72.3 milioni di settembre 2006. Il dato è in crescita anche maggiore rispetto al valore dell’export a settembre 2005, pari a 64.2 milioni di euro. Per quanto riguarda i principali gruppi merceologici, il cuoio rappresenta, da solo, il 35 per cento del totale con più di 26 milioni di euro: il cuoio campano è praticamente stabile su base annua sui mercati turchi, dal momento che perde appena 0.3 punti percentuali rispetto a settembre 2004. Perdono, invece, quasi la metà del loro valore (meno 44 per cento) gli apparecchi per uso domestico che, con 6.9 milioni di euro, rappresentano il 9 per cento del totale. Continua la crescita della carne e dei prodotti a base di carne: l’export regionale del settore tocca i 4.5 milioni di euro (il 6 per cento del totale) e vede un aumento del 241 per cento rispetto a settembre 2004. Pasta da carta, carta e cartone perdono quote percentuali rispetto a settembre 2004: a settembre 2006, infatti, l’export regionale supera di poco i tre milioni di euro (il 4 per cento del totale), con una perdita del 42.9 per cento. Altro caso di forte aumento delle esportazioni regionali verso la Turchia è rappresentato dalla voce che raggruppa le altre macchine di impiego generale non diversamente classificate che, con il 4 per cento del totale e 2.8 milioni di euro, cresce del 2412 per cento rispetto ai 111 mila euro di settembre 2004. Nella parte alta della classifica dell’export regionale risultano, infine, le valvole, tubi e componenti elettroniche varie che, con 2.5 milioni di euro in valore (il 3 per cento del totale), rimangono stabili (più 0.2 per cento) rispetto ai dati di settembre 2004.
In termini di performance, oltre ai dati relativi alle prime sei voci dell’export appena descritti, vanno bene i gruppi merceologici relativi ai motori elettrici, agli apparecchi per l’illuminazione, all’ottica e alla fotografia, il gruppo dei tessuti a maglia e gli indumenti in pelle. Di segno negativo, invece, l’andamento relativo ai legnami lavorati, alla siderurgia, ai tessili confezionati, al comparto relativo alle macchine da ufficio e ai computer, agli apparecchi radiofonici e televisivi e, ancora, agli autoveicoli.
In generale, guardando ai dati di dicembre 2005 (l’ultimo anno completo diffuso dall’Istat), l’export della Campania verso la Turchia, sebbene in leggero calo rispetto al 2004 (meno 7.6 per cento) vale a fine anno più di 88 milioni di euro. Anche a dicembre 2005, il cuoio è il primo settore in termini di fatturato ed rappresenta il 37 per cento del totale, grazie ai suoi quasi 33 milioni di euro di fatturato: i primi nove mesi del 2006 segnano quindi un arresto del calo, pari a 27 punti percentuali, registrato tra dicembre 2003 e dicembre 2005. Sul medio periodo, analizzando le differenze tra i dati dell’export del 2000 e quelli del 2005, l’export della Campania verso i Paesi dell’Area del Mediterraneo aumenta, dal 2000 al 2005, del 19.8 per cento, passando da 173 milioni di euro nel 2000 a 207 milioni del 2005; al contrario, l’export la Turchia perde nello stesso periodo, il 14.5 per cento, passando da 103 milioni di euro a 88 milioni del 2005. (Enrico Russo/Denaro.it)
14.02.2007

 

.....PER NON PARLARE DI QUELLO TURCO 

I dati dell'Associazione esportatori parlano infatti di un aumento del 19.18% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. 

I dati preliminari resi noti dal presidente dell'Associazione degli Esportatori turchi Oguz Satici indicano che le esportazioni della Turchia nel mese di dicembre 2006 hanno raggiunto 8.7 miliardi di dollari (con una crescita del 19.18 per cento rispetto allo stesso mese del 2005) facendo così aumentare l'export annuale del 16.77 per cento per la somma record complessiva di 85.7 miliardi di dollari. A determinare tale incremento, secondo quanto riferito da Satici, sono state in particolar modo le esportazioni del settore industriale (+21 per cento, pari a 7.5 miliardi di dollari nel solo mese di dicembre) che a fine 2006 hanno totalizzato la somma complessiva di 73.9 miliardi di dollari (+17.89 per cento rispetto al 2005. (Denaro.it)
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Secondo i dati sull'interscambio predisposti dall'ufficio statistico turco Tuik ed elaborati dall'Ufficio Ice di Istanbul, nel 2006 l'import turco è cresciuto del 17.4% rispetto al 2005 raggiungendo quota 137 miliardi di dollari, mentre l'export è aumentato del 15.9% , toccando la somma di 85.1 miliardi di dollari. Il disavanzo risulta pari a 51.9 miliardi di dollari (+19.9% '06/'05). L'Italia rimane il terzo partner commerciale con un interscambio di 15.3 miliardi di dollari (+16.8% '06/'05) con esportazioni pari a 8,6 miliardi di dollari (+13.3%) e importazioni corrispondenti a 6.7 miliardi di dollari (+20%). Il saldo è positivo per l'Italia per 1.9 miliardi di dollari. La quota di mercato dell'Italia - sul totale importato dalla Turchia dal mondo - è del 6.3%. La Germania resta il primo partner commerciale della Turchia, con un interscambio che ha raggiunto i 24.2 miliardi di dollari e un attivo nella bilancia commerciale bilaterale pari a 4.9 miliardi di dollari. La Russia invece si consolida come secondo partner commerciale, ma soprattutto è divenuta in pianta stabile il primo paese fornitore, con 17.5 miliardi di dollari quasi totalmente ottenuti dalla vendita di gas naturale (oltre 20 miliardi di m3, pari al 70% circa delle forniture energetiche del Paese). La Cina anche per il 2006 si è confermata terzo paese fornitore, con un export pari a 9.6 miliardi di dollari (+38,8%), mentre la Francia - che pure era stata soggetta nell'ultima fase dell'anno scorso a forme varie di boicottaggio - ha visto crescere il suo export del 12.1% ed è 5° Paese fornitore. In crescita consistente le esportazioni di Iran (+62%), Arabia Saudita (+18%) e Grecia (+42%). (Ice Istanbul)
14.02.2007

 

MISSIONE DELLE GRIFFES MADE IN NAPLES

Progetto Fashion store in Turchia dove sono stati individuati quasi nove milioni di potenziali clienti per la moda italiana di medio-alto livello. Le conclusioni del convegno sull'internazionalizzazione del <Sistema Italia>. 

Moda_griffes"In Turchia abbiamo individuato quasi nove milioni di potenziali clienti per la moda italiana di medio-alto livello: una quota che fa del Paese uno degli obiettivi più importanti per le nostre Pmi del settore". A parlare è Sergio Cifalinò, dirigente del ministero del commercio estero che ha curato il progetto <Moda-Turchia> presentato nel corso del convegno sull'internazionalizzazione del <Sistema Italia> conclusosi  a Napoli. "I risultati delle ricerche di mercato sono molto incoraggianti", ha detto ad <Ansamed> "e per questo il prossimo passo sarà la creazione di uno showroom permanente delle aziende italiane che creeremo a Istanbul o Ankara".
Il progetto sta quindi per sbocciare, nonostante le resistenze iniziali degli imprenditori che non consideravano la Turchia un obiettivo prioritario: "Il ministero ha individuato alcune aziende di regioni del sud, soprattutto di Campania e Puglia, ma anche imprese del distretto della corsetteria della Basilicata, per un progetto pilota di internazionalizzazione. Subito dopo abbiamo individuato il mercato turco come possibile sbocco e infatti le ricerche di mercato ci hanno confermato la possibilità di export, convincendo anche gli imprenditori".
Un export che sarà però di qualità, visto che sull'abbigliamento di livello medio-basso la concorrenza cinese é inavvicinabile. "Sui 52 milioni di turchi sono circa 9 milioni i potenziali clienti delle nostre aziende", ha spiegato Cifalinò, precisando come dallo studio di prefattibilità è emerso che tra i prodotti che godono di maggiore appeal ci sono gli abiti da sposa, l'abbigliamento per bambini, i gioielli, le cravatte e le camicie. Uno show room dovrebbe quindi aprire presto in Turchia, diventando un modello che il ministero vorrebbe utilizzare anche per promuovere il primo sbarco delle Pmi della moda in altri Paesi. (Denaro.it)
14.02.2007

 

CHICCO-ARTSANA ONLINE  IN TURCHIA

L'incarico di realizzare e gestire il sito è stato affidato a <Drake>, software house milanese. Il progetto prevede la creazione di un catalogo prodotti completo, comprensivo anche di un motore di ricerca. Schede tecniche.

ChiccoChicco_ArtsanaLa filiale turca di <Chicco> (gruppo Artsana), brand italiano leader nei baby products investe on line. L’incarico di realizzare e gestire il sito turco è stato affidato a <Drake>, software house milanese che segue già la comunicazione on line di <Chicco Italia> e delle altre filiali internazionali.
Il progetto prevede la creazione di un catalogo prodotti completo, comprensivo di un motore di ricerca per trovare il prodotto di interesse, oltre a dettagliate schede tecniche.
Inoltre, comprende la pubblicazione dei cataloghi on line delle varie collezioni grazie al tool sviluppato da <Drake> per tutta la piattaforma "catalogosfoglio" che permette la navigazione facilitata dei formati Pdf.
Le mamme potranno quindi vedere, comodamente sedute a casa propria, i prodotti dedicati a loro e ai propri figli, e trovare, grazie allo store locator, il negozio più vicino in cui aquistarli. (Data Manager)
14.02.2007

 

La somma (100 milioni di dollari) garantita dalla Sace, la società di Assicurazione delle aziende italiane nel mondo. I fondi raccolti.

PRESTITO <DEUTSCHE-BANK>
A <YADI KREDI>

La <Deutsche Bank> di Londra ha annunciato la firma di un prestito da 100 milioni di dollari alla banca turca <Yapi & Kredi Bankasi>. Il prestito è garantito dalla <Sace>, la società di assicurazione delle aziende italiane nel mondo, nell'ambito del suo programma di internazionalizzazione in cui rientra la <Yapi Kredi>, di cui il <Gruppo Unicredit> possiede una quota significativa. Il prestito, si legge in un comunicato, sarà usato per sviluppare ulteriormente le relazioni tra Italia e Turchia e i fondi raccolti saranno usati per migliorare gli scambi commerciali tra i due paesi o per finanziare società turche di proprietà italiana o aziende italiane che intendono investire all'estero. (Denaro.it)
14.02.2007

 

KOLLATZ-AHNEN E LA CENTRALE NUCLEARE

Il vicepresidente per la Turchia della Banca Europea degli Investimenti - mentre ha dichiarato che l'istituzione aprirà due sue rappresentanze ad Istanbul ed Ankara - ha dato notizia che sarà la Bei a costruire il primo impianto. 

La Banca Europea degli Investimenti sbarca ufficialmente in Turchia. Il vice presidente Matthias Kollatz-Ahnen, responsabile per il Paese della Mezzaluna, ha annunciato che entro il 2007 saranno aperte due rappresentanze, una ad Istanbul e l'altra nella capitale Ankara. I due uffici sono motivati dal fatto che la capitale amministrativa del Paese non coincide con quella economica. Sottolineando che la Bei è già abbondantemente presente sul suolo turco con investimenti per oltre 2 miliardi di euro, <Kollatz-Ahnen> ha anticipato che l'istituzione parteciperà ad altri progetti, come la costruzione della prima centrale nucleare. (Apcom)
14.02.2007

 

La Banca Europea (Bei) parteciperà a progetti nelle città di Konya, Samsun e Kayseri. Il primo riguarda le sorgenti. 

NUOVI INVESTIMENTI DELL'UE

Nuovi investimenti europei in Turchia. La Banca Europea di Investimenti (Bei) parteciperà a progetti nelle città di Konya, samsun e Kayseri.
A Konya finanzierà il progetto "Scada", che mira a gestire la portata di 150 sorgenti d'acqua sotterranee tramite sistemi di pompaggio e convogliarle in un unico centro. Il progetto costerà 1.8 milioni di euro e metà sarà pagato dalla Bei. Samsun, città europea sul Mar Nero, riceverà 50 milioni di euro fra il 2007 e il 2013 per adeguarsi alle normative di Bruxelles circa i piani di sviluppo regionali. Lo stanziamento della somma è vincolato dall'accettazione del progetto. Meno impegnativo il progetto Kayseri dove la Camera di Commercio ha preparato un piano per un più corretto utilizzo delle risorse energetiche. (Apcom)
14.02.2007

 

AUMENTANO I PREZZI
AD ISTANBUL

L'inflazione corre più del previsto, qualcosa come il 10% rispetto allo scorso anno. I dati forniti dalla Camera di Commercio.

L'inflazione in Turchia corre, ma ad Istanbul galoppa. la megalopoli sul Bosforo è la località dove i prezzi sono saliti maggiormente, oltre il 10% rispetto allo scorso anno. Solo nel mese di gennaio l'aumento è stato dello 0.82%. A renderlo noto è la Camera di Commercio di Istanbul. In dicembre l'aumento era stato dell'1.1%. (Apcom)
14.02.2007

 

VEICOLO IBRIDO SOLARE

E' ormai una realtà marciante su strada. La realizzazione - resa possibile grazie al Progetto Leonardo "Energy Conversion Systems and Their Environmental Impact" vede in primo piano le università di Salerno ed Istanbul.

Il veicolo ibrido solare è una realtà e lo si può vedere scorazzare tra le aiuole del campus universitario dell’Università di Salerno a Fisciano, dove, in questi giorni, si tengono dimostrazioni del funzionamento del primo veicolo dotato di un motore elettrico funzionante ad energia solare in aggiunta al tradizionale motore a combustione interna.
La realizzazione di questo veicolo è stata resa possibile dal Progetto Leonardo "Energy Conversion Systems and Their Environmental Impact", finanziato dalla UE. "Non si tratta solo di un progetto di ricerca, ma anche di divulgazione", sottolinea Gianfranco Rizzo, ordinario di Macchine e sistemi energetici al dipartimento di Ingegneria meccanica (Dimec) dell’Ateneo salernitano e coordinatore dell’iniziativa "e questo lo rende particolarmente interessante: oltre alla ricerca scientifica che ci ha consentito di arrivare alla realizzazione del prototipo attraverso l’assemblaggio di pannelli solari, generatori e altri semi-lavorati applicati al veicolo, un Porter Glass Van, donatoci dall’Aci Salerno, abbiamo curato attentamente anche la comunicazione in modo che i contenuti della ricerca stessa potessero arrivare ed essere compresi anche da un pubblico di giovani".
Proficuo partenariato - E sono proprio allievi delle scuole superiori quelli che hanno collaborato, insieme ai loro docenti, al progetto di cui è promotore l’Istituto Superiore Alfano I di Salerno, con le classi dell’indirizzo Scientifico Sperimentale. Si è sviluppato così un proficuo partenariato tra università, scuola, imprese ed istituti di ricerca.
Infatti partecipano al progetto anche il Parco Scientifico e Tecnologico di Salerno, Benevento e delle aree interne, l’Aci, l’Ente Regionale Formazione e Addestramento Professionale di Napoli, la <Elettro Sannio Ricerca srl> di Pietrelcina (in provincia di Benevento), la <Auto-Consulting> di Fasano (in provincia di Brindisi), la <Lombardini> (che ha fornito il motore ausiliario di tipo tradizionale) la <Budapest University of Technology and Economics> di Budaperst in Angheria, la <Université de Haute Alsace di Cedex> in Francia, la <Dunarea De Jos University> di Galati in Romania e la <Istanbul Technical University>  in Turchia. "La realizzazione del prototipo si pone come importante momento di sensibilizzazione dell’opinione pubblica verso un tema, come quello del risparmio energetico e del rispetto ambientale, che spesso è affrontato con argomentazioni semplicistiche oppure demagogiche", sottolinea Rizzo. Il coordinatore del progetto si riferisce in particolar modo alla grande pubblicità che è stata fatta per i veicoli alimentati ad idrogeno "che tuttavia potranno essere messi in circolazione solo tra una ventina d’anni e che ormai rientrano nell’immaginario dell’uomo comune perché, grazie ad una grande azione di lobby, le grandi aziende, interessate alla vendita di questa nuova fonte energetica, sono riuscite a sensibilizzare la gente verso l’impatto ecologico positivo che l’idrogeno potrebbe avere sull’ambiente". Questo spiega perché "per far decollare questo progetto abbiamo cercato di parlare in maniera chiara innanzitutto ai giovani, più sensibili a queste temi: il veicolo ibrido solare si muove grazie all’energia ricavata dal sole, la più grande fonte di energia esistente e per di più gratuita".
Il messaggio educativo e progettuale veicolato attraverso la realizzazione di questo primo veicolo è dunque di puntare su questa fonte energetica, che probabilmente fino ad ora non è stata sufficientemente pubblicizzata per la mancanza di volontà delle grandi multinazionali che non possono sfruttarla.
Evidenti vantaggi - Si potrebbe però obiettare anche che l’autonomia dei veicoli elettrici e la potenza dei motori sono scarse, "ma in realtà - ribatte Rizzo - la presenza di un motore tradizionale a combustione interna garantisce l’autonomia del veicolo anche in assenza di radiazione solare o a batterie scariche mentre per quanto riguarda la potenza del motore, le statistiche dimostrano che un’ampia parte degli automobilisti utilizza la propria auto per brevi spostamenti nei circuiti urbani e dunque la potenza disponibile per un veicolo ibrido solare sarebbe più che sufficiente". Oltre a ciò si devono sottolineare gli ormai evidenti vantaggi dell’uso di veicoli ibridi solari. Innanzitutto lo sfruttamento di una fonte di energia rinnovabile e gratuita quale quella solare che può essere favorita dalla continua diminuzione del prezzo dei pannelli foto-voltaici e dal loro miglioramento tecnico per passare alla riduzione dell’emissione di gas nocivi e di anidride carbonica che contribuiscono all’effetto-serra ed al riscaldamento del pianeta, senza dimenticare il risparmio di altri fonte energetiche, quali il petrolio, che stanno diventando sempre più costose e sono destinate ad esaurirsi.
Sperimentazioni - Il progetto Leonardo finirà a settembre 2007. Per il 14 dello stesso mese è previsto il secondo Workshop Internazionale sui Veicoli Ibridi Solari che si terrà presso l’Università degli Studi di Salerno. La continuità della ricerca è garantita dal progetto <Prin-Programmi> di Ricerca Scientifica di rilevante interesse nazionale del ministero dell’Università e della Ricerca, che ha approvato un piano di ricerca biennale su "Integrazione dei sistemi foto-voltaici in autoveicoli convenzionali ed ibridi". In queste settimane si succedono le presentazioni dei veicolo "e intanto andiamo avanti con i nostri studi e con il nostro lavoro con l’entusiasmo che ci ha mosso fino ad ora grazie al Prin", sottolinea Rizzo. Per ora il veicolo marcia con l’energia elettrica prodotta dai pannelli. Fra due mesi inizieranno le sperimentazioni in configurazione ibrida vera e propria, col motore a benzina utilizzato come generatore elettrico.
E sarà possibile vedere e toccare con mano questo veicolo anche in esposizioni. "Siamo in contatto con <EnergyMed> - spiega Rizzo - , una mostra-convegno sulle fonti rinnovabili e l’efficienza energetica nei Paesi del Mediterraneo che si terrà a Napoli dall’8 al 10 marzo, e contiamo di presentare il nostro veicolo anche in questa sede". Nel frattempo l’innovativo automezzo sarà visibile presso l’Istituto Superiore Alfano I di Salerno, che, come già accennato, ha lavorato a questo progetto”.
"E’ un’occasione per far toccare con mano ai nostri alunni, che fino ad ora hanno lavorato al progetto virtualmente, via web, il prodotto concreto di tante ore di studio", è il commento del Preside dell’Istituto Alfano I, Antonio Lepre, entusiasta dell’esperienza che ha coinvolto alunni e i docenti "convolti in una serie di attività molto gratificanti". (Denaro.it)
14.02.2007

 

<OMRON> APRE PRESSO L'UNIVERSITA' DI ISTANBUL

Inaugurato un <Automation Competence Center>. Oltre a permettere ai visitatori di creare delle soluzioni basate sulle apparecchiature di controllo,il laboratorio svolgerà un ruolo di rilievo nella formazione degli studenti.

All'inizio del 2006 <Omron> aveva già inaugurato un <Automation Competence Center> a Copenhagen, Danimarca, e prevede di aprirne altri in Europa. Il laboratorio aperto in Turchia consentirà ai clienti, e ai visitatori in generale, di prendere visione e di sperimentare personalmente le soluzioni applicative, nonché di comprenderne appieno le complessità e i vantaggi, ma soprattutto offrirà agli studenti delle facoltà tecniche e ingegneristiche l'opportunità di acquisire esperienza sul campo prima di accedere al mondo del lavoro.
"Per venti giorni al mese la struttura sarà a disposizione dei professori e degli studenti dell'università locale”, afferma Dogan Ugur, general manager di <Omron Electronics> in Turchia.
"Uno dei principi aziendali di <Omron> – ha proseguito Ugur - è l'impegno sociale, e la formazione degli studenti è un tema molto sentito, poiché spesso i ragazzi lasciano l'università senza alcuna esperienza pratica. Il nuovo laboratorio Acl rappresenta un passo concreto per cambiare questa situazione."
Tre sono gli elementi chiave del laboratorio: un ambiente con diverse stazioni di produzione dove è possibile testare i prodotti direttamente sulle macchine; un'area con esempi di applicazioni avanzate e dimostrazioni di tecnologie nuove e in fase di sviluppo; ed infine un'area di laboratorio in cui i prodotti possono essere testati e utilizzati per creare nuove soluzioni.
Le tecnologie future che saranno presentate ai visitatori includono nano-automazione, laser ad alta risoluzione, sistemi di visione artificiale completamente integrati alle linee produttive, sistemi motion control aperti e flessibili, controllo dell'uniformità della temperatura (Gtg), controllo di processo avanzato, Lcia (Low Cost Intelligent Automation) e sistemi di sicurezza integrati. (go-fluid news)
14.02.2007

 

 L'OFFERTA DI UN PORTO CROATO

E' stata manifestata durante un summit dal ministro dell'Industria e del Commercio di Zagabria, Branko Vukelic, al ministro dell'Economia turco Ali Coskun. Tra i settori interessati, energia, turismo, trasporti, cantieri.

Il ministro dell'Industria e del Commercio turco Ali Coskun ha incontrato giovedì 25 gennaio il ministro dell'Economia croato. La notizia è riportata da <Setimes.com>.
Il ministro croato, Branko Vukelic, ha offerto alla Turchia l´uso del porto di Fiume per le esportazioni di merci turche in Europa. Vukelic si è recato in Turchia a capo di una delegazione d'affari, con il compito di incentivare la cooperazione bilaterale tra i due Paesi.
Le discussioni con Coskun e con altri operatori del settore affari hanno focalizzato sulle opportunità di collaborazione nei settori dell'energia, del turismo, dei trasporti, dei cantieri navali e nel ramo militare. (Portalino)
14.02.2007

 

SI PARTE CON L'OPERAZIONE  "TURQUALITY"

Verranno creati dieci prodotti, rigorosamente Made in Turkey, che faranno da "ambasciatori" al Paese della Mezzaluna.

Il ministro del Commercio Estero turco, Kursad Tuzmen, non se ne fa scappare una. Dopo aver stretto accordi commerciali con mezzo mondo, adesso ha lanciato l'operazione "Turquality" che consiste nella creazione e promozione di 10 prodotti "doc" e rigorosamente Made in Turkey che faranno da veri e propri "ambasciatori" al Paese della Mezzaluna.
"Stiamo lavorando per stilare la lista di questi 10 prodotti nel più breve tempo possibile - ha detto Tuzmen - ma non è facile scegliere quali prodotti possano meglio rappresentare la Turchia all'estero. Viviamo in un mondo dove la specializzazione è estremamente importante, quindi sicuramente daremo la precedenza a quelli che hann perseguito attività di perfezionamenti sulla loro attività". Non solo. La <Koc> e <Sabanci University> hano anche messo a punto seminari per formare manager in rado di valorizzare i brand turchi all'estero. (Apcom)
14.02.2007

BAKU-TBILISI-KARS:
UNA NUOVA
"VIA DELLA SETA"

Il progetto dovrebbe costare all'incirca 420 milioni di dollari. L'inizio dei lavori è previsto per il secondo trimestre di quest'anno. 

KarsGeorgia, Azerbaigian e Turchia hanno formato a Tbilisi un accordo per la ostruzione di una ferrovia Baku-Tbilisi-Kars intesa a rafforzare la cooperazione regionale tra i tre Paesi.
La linea Balu-Tbilisi-Kars "è un progetto di prospettiva che pone le basi per un successo ed p una garanzia seria di sviluppo a lungo termine di ciascuno di noi", ha dichiarato il presidente georgiano Mikhail Saakashvili nel corso di una cerimonia per la firma dell'accordo.
Saakashvili ha plaudito alla "creazione di una versione rinnovata, contemporanea, della Via della seta".
Il progetto dovrebbe costare circa 420 milioni di dollari. l'inizio dei lavori è previsto per il secondo trimestre di quest'anno.
Il Primo Ministro turco Recep tayyip Erdohan ha ricordato che la cooperazione tra i tre Paesi è cominciata con "il progetto di oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan". Dal canto suo il presidente azero Ilham Aliev ha sottolineato che il progetto rafforzerà la "sicurezza" e la "stabilità" nella regione. (Ansa-Afp)
14.02.2007

 

FRANCHISE-NET
PRESTO ONLINE
ANCHE IN TURCHIA

Il famoso portale - conosciuto ovunque -  continua la espansione. A disposizione diversi esperti del settore. Le formalità necessarie.

www.franchise-net.com, l famoso portale specializzato nel campo del franchising e dell’imprenditoria, continua la sua espansione! Online in Germania da ormai oltre dieci anni, è oggi la comunità internet del settore più importante ed utilizzata in Europa.
Presente nei più importanti Paesi europei, franchise-net, a febbraio 2007, sarà online anche in Turchia. www.franchise-net.com.tr sostiene lo sviluppo del settore presentando, a coloro che vogliono mettersi in proprio, idee imprenditoriali di successo.
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Iniziate ora la Vostra espansione!
Contatti:
www.franchise-net.com.tr (online da febbraio 2007)
Sig. Halil Yelek
yelek@franchise-net.com.tr (Franchise-net.it)
14.02.2007

 

 

ECONOMIA

Il marchio italiano - uno dei più noti e blasonati del ready-to-wear - ha trovato casa ad Izmir. La maison pronta ad investire ancora di più nel Paese della Mezzaluna stringendo un rapporto di partnership con la <Suntekstil>. 

STRATEGIA DELLA GRIFFE <PRADA>

Matras_deriPradaAnche <Prada> decisa a sbarcare in Turchia. Uno dei più noti e blasonati del ready-to-wear italiano ha trovato casa a Izmir. La conferma è arrivata dalle autorità diplomatiche: il console ad Izmir Michele Tommasi ha detto che la maison si sta preparando a investire nel Paese della Mezzaluna. In particolare, sembra che <Prada> stia per stringere un rapporto di partnership con la <Suntekstil>. Alcuni rappresentanti del noto marchio italiano avrebbero fatto visita infatti a Istanbul alla Orjin Deri, la società che in Turchia produce pelle per <Armani< e <Hugo Boss>. A confermarlo è stato il suo direttore Lemi Tolunay, che ha detto: "La produzione di pelle in Cina è economica, ma la qualità non regge mimamente con quella turca. Senza contare che ormai il nostro Paese è diventato un vero e proprio punto di riferimento per le aziende italiane. Probabilmente <Prada> è stata incoraggiata anche da questo".
In realtà <Prada> non è proprio nuova alla realtà turca. Se infatti per la produzione di abiti e del tessile sta iniziando solo adesso a bussare alle porte della costa egea, per quanto riguarda la pelle è già entrata in affari con i produttori locali. L'anno scorso la griffe ha firmato un accordo per far produrre 35.000 borse dalla turca <Matras Deri>, che si è già occupata di griffe del calibro di <Burberry>. (Apcom)
14.02.2007

 

<FINMECCANICA> ADESSO GIOCA AL RIALZO

Secondo <JpMorgan>, cinque sono le tappe importanti per l'industria italiana nel primo trimestre di quest'anno. Tra queste, vendere elicotteri militari di attacco <HH-47 CSaR-R> alla Turchia (50% di possibilità di vincita).

Cercasi_elicottero_pesante_per_la_TurchiaFinmeccanicaSecondo <JpMorgan> cinque sono le tappe importanti di <Finmeccanica> nel primo semestre di quest'anno: tre potenziali commesse - quella per il <Canadian Fixed- Wing Search & Rescue> (l'aereo da ricerca e soccorso per il governo canadese) che l'industria ha l'80% di possibilità di vincere; quella per l'<Us Joint Cargo Aircraft> (60% di possibilità di vincita sempre stando al fondo finanziario), e quella per gli elicotteri d'attacco di cui la Turchia ha bisogno (possibilità di vincita 50%)- oltre all'esito dell'appello riguardante la commessa degli elicotteri militari <HH-47 CSaR-X> , e alla pubblicazione dei risultati del 2006 attesa per il 28 marzo prossimo.
Gli analisti della <JpMorgan> hanno dunque rivisto al rialzo il Tp dell'industria italiana, portandolo da 22 a 24 Euro e confermando l'overweight per il titolo. (Avionews)
14.02.2007

 

UFFICIALMENTE E' ORA IL SESTO PAESE

La Turchia ha firmato l'accordo per il programma di sviluppo del nuovo caccia "Joint Strike Fighter". Il velivolo al centro di un costoso programma Usa. Il legame con Gran Bretagna, Stati Uniti, Canada, Paesi Bassi ed Australia.

Programma_JsfLa Turchia è ufficialmente il sesto dei nove Paesi a firmare l'accordo per il programma di sviluppo del nuovo caccia Joint Strike Fighter (Jsf), che permette di passare alla fase di produzione industriale.
La Turchia si è così unita a Usa, Canada, Paesi Bassi, Australia e Gran Bretagna, Paesi che hanno già sottoscritto il protocollo d'intesa che segna l'avvio della nuova fase del progetto. Mancano ora l'Italia, la Danimarca e la Norvegia, che secondo il Pentagono firmeranno nell'immediato futuro.
L'F-35 Lightning II, come è stato ribattezzato, è al centro del più costoso programma del Pentagono: 275 miliardi di dollari, che però mira a realizzare aerei a basso costo da vendere in migliaia di esemplari alle aviazioni militari di tutto il mondo.
Scheda Tecnica - Joitn Strike Fighter F-35
Dimensioni: altezza: 5.28 m, lunghezza: 15.37 m, apertura alare: 10.65 m; Pesi: vuoto: 10.033 kg, massimo T/O: 227.216 kg, carico utile: 18.424 kg; Prestazioni: velocità: 1,8 Mach, gamma: 1000 km, quota massima operativa: 15.000 m. (Avionews)
14.02.2007

 

"Mi aspetto che la Turchia possa fare presto parte dell'UE", ha detto il presidente Alberto Drudi. Le relazioni commerciali aumentate del 69.9%. "Si tratta della più alta crescita in valore assoluto", ha dichiarato il dirigente.

L'AUSPICIO DELLA C.D.C DI PESARO

"Mi aspetto che la Turchia possa presto fare parte dell'Unione Europea". Lo ha detto il presidente della Camera di Commercio di Pesaro-Urbino, Alberto Drudi, condizionando l'ingresso "al rispetto completo delle leggi e delle norme dell'UE".
Si tratta di un nodo politico istituzionale - ha aggiunto Drudi - che va sciolto dalla presidenza dell'Unione Europea insieme al Governo turco".
Il presidente dell'ente camerale ha fatto anche notare che "la provincia di Pesaro-Urbino ha da tempo relazioni stabili con la Turchia e che le esportazioni delle imprese locali sono passate da 15.7 a 27 milioni di euro, con un incremento del 69.9 per cento. "Si tratta della più alta crescita in valore assoluto - ha concluso - registrate nei primi nove mesi del 2006 tra i mercati di sbocco esteri delle imprese pesaresi". (Agi)
14.02.2007

 

FORUM DEGLI INVESTITORI ESTERI

Si terrà ad Istanbul nei giorni 21 e 22 febbraio e quest'anno sarà dedicato alla Turchia.  Una occasione ghiotta. Saranno presenti tra gli altri il premier Recep Tayyip Erdogan nonché i ministri delle Finanze e dell'Industria. 

Ali_BabacanSi terrà il 21 e il 22 febbraio ad Istanbul il Forum internazionale degli investitori che viene organizzato tutti gli anni dalla rivista <Finance World> e che quest'anno sarà dedicato alla Turchia e alle opportunità per gli investitori stranieri.
Un'occasione ghiotta per il Paese della Mezzaluna. Al Forum parteciperanno il premier Recep Tayyip Erdogan, il ministro delle finanze Ali Babacan e quello dell'Industria Ali Coskun. Per le istituzioni economiche parteciperà il nuovo presidente della Confindustria turca Arzuhan Dogan Yalcindag. Al meeting saranno presenti anche i presidenti della <Eurohypo> e della <Areal Bank> nonché il vicepresidente di <Oracle>, Alfonso di Lanni. (Apcom)
14.02.2007

 

<EDISON>: STRATEGIA NUOVA

Come l'amministratore delegato Umberto Quadrino intende aumentare la dipendenza dai fornitori abituali di gas grazie alla Turchia.

Umberto_Quadrino"Per garantire la sicurezza del nostro sistema energetico è necessario diversificare le fonti di approvvigionamento, aprendo nuove vie del gas con Paesi che oggi ancora non esportano in Europa, come il Qatar o l'Azerbaijan". Ad affermarlo, nel corso della sua audizione in Commissione Attività produttive alla Camera, è stato l'amministratore delegato di <Edison>, Umberto Quadrino. Proprio in Azerbaijan, Edison ha in corso una trattativa che, ha sottolineato il manager, "speriamo di chiudere nel 2007", mentre con il Qatar il gruppo esporterà "6.4 miliardi di metri cubi dal 2008, quando sarà completato il rigassificatore di Rovigo". L'Italia, ha spiegato Quadrino nel corso dell'audizione, "ha fatto già da anni la scelta, per certi versi obbligata data l'assenza del nucleare e il ridotto ricorso al carbone, di utilizzare il gas per la produzione di energia elettrica. In Italia - ha osservato il manager - le centrali a gas a elevata efficienza stanno sostituendo definitivamente le inquinanti centrali a olio combustibile, con benefici economici e ambientali e, grazie a investimenti epocali, l'Italia è uscita in pochi anni da una situazione di rischio di blackout come quella del 2002-2003". Purtroppo, ha aggiunto Quadrino, "le infrastrutture che portano il gas in Italia non si sono sviluppate con altrettanta rapidità: a fronte di un aumento della domanda che nel 2015 supererà i 100 miliardi di metri cubi, nessuna nuova infrastruttura di importazione entrerà in funzione prima del 2008, quando saranno avviati il rigassificatore <Edison> di Rovigo e i potenziamenti dei gasdotti <Transmed> e <Tag>". Nel corso dello stesso periodo, tuttavia, ha sottolineato ancora Quadrino, "aumenterà la dipendenza dai fornitori tradizionali con potenziali criticità legate, ad esempio, alla disponibilità effettiva di gas russo da esportare in Europa e agli ingenti investimenti necessari per sviluppare i giacimenti della Russia". <Edison>, ha proseguito il manager, "è l'unico operatore italiano che sta sviluppando progetti di rilevanza europea che promuovono effettivamente la diversificazione delle fonti, come il rigassificatore di Rovigo che consentirà l'importazione di gas dal Qatar, o il gasdotto <Igi> che collegherà l'Italia alla Grecia, alla Turchia e ai giacimenti dell'area del Caspio". Al fine di favorire un effettivo processo di diversificazione delle fonti e di incremento della sicurezza del sistema, ha precisato infine, "le istituzioni devono proseguire lungo il percorso già intrapreso con la cabina di regia, identificando le infrastrutture prioritarie anche in ottica europea e fornendo a queste un forte sostegno a tutti livelli". (Denaro.it)
14. 02.2007

 

SI' ALLA PRIVATIZZAZIONE DEGLI ZUCCHERIFICI

Il Consiglio di Stato turco (13ma camera) ha approvato il tender per le aziende <Eregli>, <Bor> e <Ilgin>. La decisione aveva già ricevuto il parere favorevole dell'alto board, <Oyk>. Contrari al processo invece i sindacati.

Il Consiglio di Stato turco (Danistay) ha autorizzato la privatizzazione dei tre zuccherifici statali: <Eregli>, <Bor> e <Ilgin>. Lo ha deciso la 13ma camera, la stessa che a novembre bloccò la privatizzazione di <Halkbank> e che invece ha annunciato il calendario ufficiale per le tre aziende, dicendo che ognuna ha un valore di 100 milioni di dollari. La decisione aveva in precedenza ricevuto parere favorevole dall'<Oyk>, l'alto board per le le privatizzazioni turco.
I sindacati avevano cercato di fermare il processo, ma adesso, con la decisione del Consiglio di Stato, è inarrestabile. La Danistay ha motivato la decisione nel seguente modo: "Esaminati i piani di privatizzazione delle aziende, sono stati giudicati appropriati e volti a razionalizzare il lavoro, diminuire i costi e aumentare l'efficienza degli impianti, creando realtà che possano reggere la concorrenza con quelle dell'Unione Europea". (Apcom)
14.02.2007

 

Questo quando la Turchia rimane fortemente dipendente dal punto di vista energetico. Le città più ricche: Izmir, Denizli, Aydin, Bursa, Balykesir, Afyon, Manisa, Kutahya, Canakkale, Sakarya, Bolu, Yozgat ed Erzurum.

GEOTERMICA: SFRUTTATO IL 4% DELLE RISERVE

GeotermicaCon le sue risorse di energia geotermica ogni anno la Turchia può produrre l'equivalente di 9.3 miliardi di petrolio e di 30 milioni di metri cubi di gas naturale. Invece il Paese ne sfrutta appena il 4% e rimane fortemente dipendente dal punto di vista energetico.
L'allarme è stato lanciato da Orhan Mertodlu, prsidente dell'associazione geotermica turca e vicepresidente dell'Associazione geotermica internazionale, che ha fatto presente come un maggior sfruttamento delle potenzialità nazionali farebbe bene non solo all'ambiente ma anche alle finanze turche, considerato che per il 2006 per l'energia sono stati spesi 30 miliardi di euro. Le città che potrebbero sfruttare magiormente queste riserve sono: Izmir, Denizli, Aydin, Bursa, Balykesir, Afyon, Manisa, Kutahya, Canakkale, Sakarya, Bolu, Yozhgat ed Erzurum. In questo momento solo a Sakarya la maggioranza della popolazione utilizza l'energia geotermica per tutte le operazioni quotidiane. (
Apcom)
14.02.2007

 

REAL ESTATE

Aumentano gli investimenti stranieri in Turchia ma questa volta in modo diverso dal solito. In che modo? Acquistando immobili.

Aumentano gli investimenti stranieri nel real estate turco, ma questa volta in modo diverso dal solito. Non si tratta più di persone che investono del capitale per acquistare un immobile nel paese della Mezzaluna bensì di investitori stranieri che stanno raggiungendo accordi con società di costruzioni turche.
La quota di azioni è arrivata a quasi 450 milioni di dollari. Fra questi posiamo individuare tre grandi investitori. L'olandese <Corio> ha comprato il 48.12% della <Akmerkes>. L'americana <Rudolph Ypounes> ha comprato insieme alla <Yeil Inaat> il 30.69% della <Ihlas Gyo> mentre la <Dogus> insieme con la <General Eletric Real Estate Europe> si è accaparrata quasi il 51% della <Garanti Gyo>. (
Apcom)
14.02.2007

 

Accordo tra Ankara e Tel Aviv per la costruzione di una rete di oleodotti e di gasdotti per il trasporto del prodotto.

GAS AZERO
DALLA TURCHIA
IN ISRAELE

Il Governo turco e quello israeliano si sono accordati per costruire una rete di oleodotti e gasdotti per il trasporto di petrolio e gas naturale dalla Turchia verso Israele. L'annuncio è stato dato dal ministro dell'Energia dell' Azerbaijan, secondo quanto riferisce il sito ondine <reporter.gr>, che a sua volta cita l'agenzia di stampa nazionale dell'ex repubblica sovietica <Trend News Agency>. In base al progetto, il gasdotto, già in uso per il trasporto di gas naturale dalla Russia alla Turchia, verrà prolungato verso Israele affinché lo stato ebraico possa ricevere rifornimenti di gas, ha spiegato il ministro. (Denaro.it)
14.02.2007

 

<CANDY> SI ALLARGA: NUOVO ACQUISTO

Dopo Russia e Cina, l'industria italiana (al 100% della famiglia Fumagalli) ha acquisito il 99% della turca <Doruk-Susle> (40 milioni di euro di fatturato) mentre un simbolico 1% è restato in mano al fondatore Metin Susler. L'operazione.

Il_gruppo_CandySilvano_Fumagalli<Candy> (100% famiglia Fumagalli) conferma la sua dinamicità all’estero annunciando la terza acquisizione nell’arco di 15 mesi. Dopo Russia e Cina, questa volta l’operazione ha per oggetto un’azienda turca di elettrodomestici, specializzata nella cottura. Si tratta della <Doruk-Susler> (<Candy> ha acquistato il 99%, mentre un simbolico 1% resta in mano al fondatore Metin Susler), 40 milioni di euro di fatturato, con una solida esportazione in 34 Paesi dell’area balcanica, in Russia e repubbliche confinanti, nelle zone del Maghreb.
"Questa operazione - ha spiegato ieri il presidente e amministratore delegato di <Candy>, Aldo Fumagalli - ci permette di completare la nostra struttura industriale e l’offerta nel comparto della cottura" e di avere accesso in un Paese, come la Turchia, "tra quelli con una crescita più elevata e che si prevede diventerà, rapidamente, il quarto maggior mercato in Europa", superando anche l’Italia. L’operazione ha anche una forte valenza commerciale: "Sul mercato turco è difficile entrare se non attraverso un partner locale - spiega Fumagalli - e la <Doruk-Susler> ci permetterà, attraverso la sua rete commerciale, di veicolare anche gli altri nostri prodotti. Contiamo, nel giro di tre-quattro anni, di raddoppiare il fatturato da 40 a 80 milioni".
L’esborso che ha comportato l’acquisizione non è stato indicato con precisione, ma l’ordine di grandezza "è circa la metà del fatturato, sulla media dei parametri di settore" ha detto l’amministratore delegato di <Candy elettrodomestici>, Silvano Fumagalli. Il gruppo <Candy> ha chiuso il 2006 con ricavi per 1.054 milioni (più 3,5% sul 2005, l’80% ottenuto fuori dall’Italia) mentre il risultato è atteso positivo, in linea con quello degli ultimi anni (il margine lordo sarà nell’ordine dei 50 milioni).
Quanto ai volumi produttivi, questi sono cresciuti del 9.6% a quota 6.7 milioni di unità - per il 2007 ne sono previste 7 milioni - mentre gli investimenti in ricerca e sviluppo sono ammontati a 37 milioni di euro, contro i 32 milioni di euro dell'anno precedente (Il Giornale.it)
14.02.2007

 

INVESTIMENTO
DEL GRUPPO
IBERICO <LAR>

Stanziati 60 milioni di euro per l'acquisto di suoli edificabili in Turchia. Già aperto un ufficio ad Istanbul. Acquisto di terreni.

Il gruppo immobiliare iberico <Lar> ha stanziato un investimento di 60 milioni di euro nel 2007 per l'acquisto di suoli edificabili in Turchia. Ne danno notizia fonti del gruppo riferite dai media. L'obiettivo è promuovere grossi investimenti immobiliari nel Paese euro-asiatico, per questo Lar> ha aperto un ufficio a Istanbul che ha cominciato a trattare l'acquisto dei terreni. Secondo la direttrice generale della compagnia spagnola, Chus de Miguel, la Turchia possiede "tutte le qualità per sviluppare con successo i nostri progetti di promozione immobiliare". (Denaro.it)
14.02.2007

 

BLOCCATA LA PRIVATIZZAZIONE <TEKEL>

Il Governo turco ci ha ripensato all'ultimo quando già le trattative con la <British American Tobacco> - che aveva offerto un miliardo di dollari - sembravano essere andate in porto. La 7ma compagnia a livello mondiale.

Il Governo turco ci ripensa. Per la terza volta ha ritirato la <Tekel>, l'azienda nazionale del tabacco, dall'arena delle privatizzazioni. Non è stata fornita alcuna spiegazione ma molti pensano che l'Esecutivo abbia preferito posticipare la vendita dell'ultimo gioiello di famiglia dopo quella del colosso <Halkbank>.
L'affare <Tekel> si sarebbe dovuto concludere questo mese. la <British American Tobacco> (Bat) aveva offerto un miliardo di dollari e ormai sembrava tutto a posto. poi la sorpresa. Non è la prima volta che lo Stato turco decide di togliere <Tekel> dal mercato, anche davanti ad un'offerta particolarmente ghiotta. nel 2003 la <Japan Tobacco> aveva offerto 1.15 miliardi di dollari ma l'affare non era andato in porto perché la cifra era stata considerata troppo bassa. La <Tekel> è la settima compagnia a livello mondiale per produzione e raffinazione del tabacco, in un mercato, quello turco, che conta 100 miliardi di "bionde" fumate ogni giorno. (Apcom)
14.02.2007

 

Egitto e Turchia si sono accordati per la prossima creazione di una Zona specializzata che dovrebbe riuscire a competere con la produzione dell'ex Celeste Impero. U investimento per due mld di dollari su 2 milioni di mq.

BATTERE INSIEME LA CINA

Egitto e Turchia si sono accordati per la prossima creazione di una Zona industriale specializzata che dovrebbe riuscire a competere con la produzione cinese, che rappresenta ormai una minaccia anche per l'economia medio orientale.
La Zona industriale, che prevede un investimento di 2 miliardi dollari, sorgerà su 2 milioni di metri quadrati nella Città del 6 ottobre.
I lavori cominceranno a marzo, hanno annunciato il ministro per il Commercio e l'Industria egiziano Rachid Mohammed Rachid e il ministro per il Commercio Estero turco Kursat Tuzmen in una conferenza stampa al Cairo.
Tuzmen, in visita in Egitto a capo di una delegazione composta di parlamentari e 170 imprenditori turchi, ha detto che "la firma dell'accordo di libero scambio, nel dicembre del 2005, ha aperto a nuovi orizzonti le relazioni bilaterali.
Gli investimenti turchi in Egitto ammontano a 100 milioni di dollari".
Tuzmen ha aggiunto che questo accordo "permetterà la competizione con il mercato asiatico, sopratutto cinese, per quanto riguarda la qualità e il prezzo".
Rachid ha affermato che "l'accordo non è in contraddizione con quello in atto con l'Unione Europea, nell'ambito del processo di Barcellona, in base al quale il Mediterraneo dovrebbe divenire zona di libero scambio entro il 2010".
La zona industriale ospiterà 140 fabbriche, la produzione - prodotti chimici, tessili e componenti per auto - sarà destinata all'esportazione soprattutto verso Paesi arabi, Unione europea, Stati Uniti.
L'interscambio bilaterale ha raggiunto la cifra di 1.1 miliardi di dollari nel 2006, con una crescita del 30 per cento. L'obiettivo fissato dei due Paesi è di 5 miliardi nei prossimi tre anni.Va inoltre aggiunto che l'accordo di libero scambio tra l'Egitto e la Turchia entrerà in vigore entro il prossimo febbraio e porterà alla progressiva eliminazione dei dazi doganali sull'import-export tra i due Paesi. Il ministro turco Kursat Tuzmen ha dal canto suo reso noto che la rete di gas egiziana sarà collegata a quella turca attraverso la Giordania.
Tuzmen ha sollecitato l'aumento dei colleghamenti terrestri, marittimi e aerei tra i due Paesi. Tuzmen ha si è anche impegnato a fare tutto il possibile per incentivare gli investimenti turchi in Egitto. (Denaro.it)
14.02.2007

 

IL SURRISCALDAMENTO NUOCE AL TESSILE

Non bastava la concorrenza cinese a turbare i sonni dei produttori turchi. I cambiamenti climatici rimangono i primi indiziati.

Non bastava la concorrenza cinese a turbare i sonni dei produttori tessili turchi. Adesso bisogna mettere in conto anche il surriscaldamento globale. i cambiamenti climatici sono i primo indiziati per la stagione "magra" registrata dagli operatori del tessile. Troppo caldo, quindi le vendite dei capi pesanti è in drastico calo. Ad annunciarlo è stato niente meno che Aynur Bekta, presidente dell'Associazione dei produttori tessili turchi. "Tutti i nostri iscritti - ha detto hanno osservato una perdita media del 30% a causa del clima particolarmente mite. Purtroppo il nostro settore non era preparato ad affrontare anche un'eventualità del genere. i produttori non possono fronteggiare una questione del genere da soli, bisogna che il Governo intervenga e studi soluzioni concrete insieme a loro".
E i produttori tessili non sono gli unici a lamentarsi. Flessioni sono state riscontrate anche dall'Associazione produttori di cibo e beveraggi. Le condizioni climatiche hanno infatti avuto effetti negativi su molti raccolti e i prezzi potrebbero presto lievitare anche del 10%. (Apcom)
14.02.2007

 

IL PAESE CHE PESCA DI PIU'

Rispetto a tutti gli Stati dell'UE messi insieme, in testa si vede la Turchia che nel 2004 aveva un tonnellaggio superiore a tutta la produzione europea messa insieme. Il Mediterraneo considerata la terza regione più ricca.

Pescato_turcoLa Turchia è il Paese che pesca di più rispetto a tutti gli Stati dell'UE messi insieme e il Mediterraneo è la terza regione europea più pescosa dopo l'Atlantico nord-orientale e quello centro-orientale. Lo affermano i dati dell'ultimo <Eurostat> che fa il punto sulla produzione ittica dell'Europa a 25.
la pesca della Turchia è oscillata tra le 440mila e le 610mila tonnellate all'anno dal 1993 al 2004. nel 2004 sono state 504mila, più di quelle di tutta l'Europa che, complessivamente ne ha pescate 480mila. E se per i 25 la produzione ittica è calata del 28% dal 1993, per la Turchia si è invece mantenuta stabile.
Secondo i dati dell'<Eurostat>, inoltre, l'83% del pesce europeo viene catturato nel Mediterraneo occidentale. Solo la grecia, Cipro e la Francia pescano nelle acque orientali. E nessuno degli Stati membri va più in là delle proprie coste, cioè nessuno accede al Mar nero. (
Ansa)
14.02.2007

 

LA RABBIA DI UN PRODUTTORE DI VINO

Bapman, direttore della <Kavaklydere Wines>, il più noto produttore in questo settore, se la prende soprattutto con lo Stato turco. 

"Eravamo l'ultima realtà turca da penalizzare, invece lo hanno fatto". Ali Bapman, direttore della <Kavaklydere Wines>, il più noto produttore di vini turco, proprietario dei marchi <Kavaklidere> e <Doluca>, è furioso. L'azienda infatti è stata accusata di avere infranto la legge della concorrenza e per questo dovrà pagare una multa molto salata. "Abbiamo sempre pagato tutte le nostre tasse, abbiamo pagato senza battere ciglio anche la tassa speciale che hanno applicato alle bevande alcoliche, adesso cercano di ostacolarci ancora". Secondo Bapman, la multa sarebbe arrivata per avere cercato di ostacolare troppo il mercato interno. (Apcom)
14.02.2007

 

L'ITALIA PRIMO IMPORTATORE DI NOCCIOLE

Il Bel Paese avrebbe fatto ricorso alla Turchia acquistando nel 206 ben 71,175 tonnellate del prezioso frutto. Segue la Germania con 60,000 e la Francia con 20,000. Le esportazioni turche sono aumentate del diciotto per cento.

Meno male che c'è la Turchia a portare sulle tavole degli italiani le nocciole. A dirlo è l'Associazione produttori di nocciole del Mar nero secondo i quali nel 2006 i Bel paese avrebbe importato ben 71,175 tonnellate di nocciole spendendo oltre 400 milioni di dollari.
Segue a ruota la Germania con 60,000 tonnellate e la Francia con 20,000 tonnellate. All'ultimo posto della classifica va il Kyrgizstan interne sulla produzione, è stato un anno molto positivo per il commercio delle nocciole turche. Le esportazioni sono aumentate del 18% e dal 84 sono saliti a 91 i Paesi che hanno chiesto le nocciole turche nel 2006. In totale il commercio di nocciole per il 2006 ha fruttato alla Turchia 1.5 miliardi di dollari. (Apcom)
14.02.2007

 

ANKARA-AVANA: RELAZIONI INCREMENTATE

Mai come in questo momento Turchia e Cuba hanno raggiunto una identica identità di vedute nei rapporti economico commerciali tra i due Paesi. Un documento inviato al ministro della Giustizia da Pérez Navarro.

Lasciamo inalterata la forma di questo documento che è essenzialmente diplomatico.
L’eccellentissimo signor Cemil Cicek, ministro turco della Giustizia, membro del Parlamento e della direzione del Partito di Governo Akp, che presiede la delegazione del suo Paese alla VII Sessione della Commissione Mista per la Collaborazione Economica, Industriale e Commerciale tra Turchia e Cuba, ha assicurato che esiste la volontà politica di andare verso il rafforzamento della cooperazione in diverse sfere.
Questa collaborazione è andata diversificandosi negli ultimi anni: esistono accordi in diversi campi, tra i quali la cultura, lo sport e l’agricoltura e si stanno negoziando nuovi accordi relativi ai trasporti, all’energia e all’industria.
Il ministro Cicek ha spiegato che durante l’ultimo quinquennio l’economia turca è cresciuta del 41% (7.5% nel 2006) ed ha assicurato di seguire molto da vicino lo sviluppo che il nostro paese sta conseguendo, apprezzato nelle due visite compiute nell’Isola.
Dopo aver valutato le potenzialità delle due nazioni per quanto riguarda l’incremento degli scambi economici e commerciali, ha sottolineato che Cuba è una porta molto importante per l’ampliamento delle relazioni con l’America del Sud.
La delegazione della Repubblica di Turchia è composta inoltre dall’eccellentissimo signor Yuksel Akca, vicedirettore generale della Sottosegreteria del Commercio Estero e da rappresentanti di diverse istituzioni ufficiali di questo Paese. L’agenda della visita comprende incontri con alti dirigenti cubani.
Il commercio bilaterale tra le Repubbliche di Turchia e quella di Cuba nel 2006 ha raggiunto 11.9 milioni di dollari, con un incremento dell’83% rispetto all’anno precedente, ha reso noto mercoledì la ministra per gli Investimenti Stranieri e la Collaborazione Economica, Martha Lomas Morales, intervenendo nella giornata iniziale dell’incontro. (Lourdez Pérez Navarro/Digital traduzione Granma International).)
14.02.2007

 

 

 

AMBIENTE/TURISMO

 

SICCITA' FRA TRE ANNI

Turchia a rischio secondo uno studio dell'University College London. I primi problemi potrebbero interessare Istanbul già con il 2008.

La Turchia fra tre anni potrebbe trovarsi a secco. La notizia viene da Londra, dove la University College London ha redatto uno studio che si basa sull'osservazione delle precipitazioni degli ultimi mesi e di sistemi satellitari.
I risultati sono preoccupanti. Fra tre anni la costa mediterranea in prossimità di Izmir, ma soprattutto la regione di Istanbul avranno seri problemi nell'approvvigionamento di acqua. Semaforo giallo anche per l'Anatolia centrale e per la parte ovest del Mar Nero. Tranquilla la situazione per l'est del paese. I primi problemi ad Istanbul potrebbero vedersi già nel corso dei prossimi mesi. (Apcom)
14.02.2007

 

<EL AL> RINUNCIA
AD ISTANBUL
E  A LARNACA

Il riassetto dei voli - che partirà dal 1 marzo prossimo - dovuto alle spese di gestione che non hanno un adeguato ritorno.

La compagnia aerea israeliana <El Al> ha annunciato che da marzo rinuncerà ai collegamenti diretti con Cipro e la turchia, nel quadro del suo programma di riorganizzazione.
In una nota <El al> ha precisato che intende "interrompere i suoi collegamenti regolari con Istanbul e Larnaca dal 1 marzo". Le due destinazioni - con tre voli settimanali ciascuna - sono state ritenute dalla compagnia israeliana, privatizzata dal 2003, non sufficientemente redditizie a causa tra l'altro di "importanti costi di sicurezza". l'interruzione dei voli su queste due destinazioni - ha precisato la nota - "rientra nel processo di riorganizzazione di <El Al> che mira a consentirle di concentrarsi sulle destinazioni che beneficiano di una importante domanda". (Ansa)
14.02.2007

 

LA "FUGA" DA BRINDISI

Sembra che i servizio Ro.ro dalla Turchia, organizzato dalla <Ital Ro-ro>, venga spostato a Bari. Qualcuno però getta acqua sul fuoco. "Inutile - si dice - fasciarsi la testa prima del tempo". Non resta allora che aspettare.

Ro_roE' una notizia non ufficiale ma purtroppo è risultata attendibile da alcuni fatti fin troppo evidenti. Parliamo della "fuga" da Brindisi del servizio Ro-ro dalla Turchia organizzato dalla <Ital Ro-ro>, che tanto scalpore aveva fatto nei mesi scorsi e che era stato salutato come un toccasana per il nostro porto. Purtroppo dobbiamo registrare un altro colpo a vuoto,anche se nell’ultimo comitato il responsabile dell’azienda in questione ha dichiarato che non è ancora sicuro che Brindisi verrà sostituta da Bari. Un fatto è certo e cioè che nella nostra città il servizio in questione avrebbe trovato difficoltà di mercato che porterebbero direttamente a Bari, come, purtroppo, è avvenuto anche per gli armatori del traffico passeggeri. Ci sono anche coloro che ritengono che tutto sia stato pilotato da Giannini che, da sponsor di quella iniziativa, si sarebbe preso una specie di rivincita nei confronti di coloro che lo hanno mandato via. Ma queste sembrano solo cattiverie prive di riscontri concreti. Un fatto invece sembra sicuro e cioè che si sono serie probabilità che il traffico in questione sia dirottato a Bari.Ed i nostri amministratori che fanno? Assolutamente nulla,tutto sta passando nel silenzio più totale con la conseguenza che si rischia di perdere lavoro ed occasioni senza neppure combattere. Il segretario dell’Autorità portuale Aprea getta acqua sul fuoco ed afferma che non ci dobbiamo fasciare la testa prima di sapere la notizia ufficiale.Il problema resta per intero e non va sottovalutato ,oltre che per gli innegabili ritorni economici anche per l’immagine del nostro porto che esce da questa storia ,ancora una volta, sconfitto inesorabilmente.Ed oggi abbiamo ascoltato l’amministratore delegato della agenzia il dott. Stea, che ha di fatto confermato che il pater turco chiede con forza lo spostamento a Bari per ragioni di mercato. (Puglia Tv)
14.02.2007

 

 UN PADIGLIONE PER RICREARE L'OCCHIO

Anche la Turchia, come sempre del resto, sarà presente alla Bit 2007- Polo fieristico di Rho, a Milano. La manifestazione turistica si aprirà il 22 febbraio prossimo per chiudersi il 25. sarà presente la signora Serra Aytun.

La Turchia è un Paese dai molteplici aspetti, con un fiorente settore turistico, in continua evoluzione e competitivo a livello internazionale.  Oltre agli obiettivi di eccellenza della qualità dei servizi, l’attenta valutazione della sostenibilità è una componente primaria degli attuali piani di sviluppo del settore turistico. Grazie alla sua posizione geografica, la Turchia è un ponte tra Oriente e Occidente con alle spalle un importante retaggio storico e culturale. La conservazione delle risorse naturali,  culturali e delle tradizioni millenarie delle diverse regioni è pertanto una  parte essenziale e imprescindibile dello sviluppo in quanto rappresenta un patrimonio esclusivo e insostituibile.     
Le grandi potenzialità del settore turistico della Turchia sono legate alle splendide  coste del Mar  Mediterraneo, dell’Egeo e del Mar Nero, differenti fra loro, ma allo stesso modo suggestive, alle terme con 240 sorgenti e 1300 stazioni termali, al turismo religioso con numerosi edifici sacri di diverse religioni, alle efficienti strutture per congressi, allo sport (nautica, sci e golf in particolare) ed infine al turismo culturale con siti archeologici e monumenti risalenti ad epoche remote e a un’enorme quantità di scavi archeologici  ancora da scoprire, soprattutto in Anatolia.
Un importante riconoscimento della cultura turca è rappresentato dalla decisione dell’UNESCO di celebrare nel 2007 partendo da Konya  e poi in tutto il mondo, l’800° anniversario della nascita del poeta e mistico turco Mevlana Celaleddin Rumi (1207–1273). Questo eminente filosofo si stabilì a Konya, città dell’Anatolia,  nel 1225 e vi rimase fino alla sua morte predicando la tolleranza, il rispetto, la carità e l’accoglienza. Tali principi sono raccolti nelle sue opere, racconti filosofici e raccolte di poesie. In Turchia la commemorazione di Mevlana si ripete ormai da oltre 700 anni e si celebra attraverso il rituale della danza dei Dervisci, seguaci di Rumi. 
La Turchia parteciperà nel corso del 2007 ad importanti  appuntamenti fieristici tra cui la Borsa Mediterranea del Turismo di Napoli e Globe 2007 di Roma nel marzo prossimo.
Secondo il <World Travel and Tourism Council>, la Turchia sarà il Paese con il più alto tasso di crescita turistica nei prossimi dieci anni, con la previsione di un conseguente raddoppio dei posti di lavoro nel settore. Per quanto riguarda invece i risultati dell’estate 2006, gli arrivi italiani sono stati particolarmente soddisfacenti con una punta massima, nel mese di agosto di 83.091 visitatori ed un aumento del 9.25% rispetto  all’anno precedente, percentuale di crescita che si è mantenuta anche per il mese di settembre. Naturalmente la vicinanza geografica della Turchia all’Italia la rende una meta raggiungibile anche più volte durante l’arco dell’anno per gli amanti del golf, degli sport nautici, dell’archeologia e molto altro. 
La Signora Nermin Serra Aytun, responsabile dell’ Ufficio Cultura e Informazioni dell’Ambasciata di Turchia, sarà presente allo stand con numerosi rappresentanti dell’industria turistica turca:

Associazioni

 

 

Cesme Hoteliers Unity (Cestob)

 

 

Historical & Boutique Hoteliers Association

Sinop - Ufficio Cultura e Informazioni

 

South Aegean Hotels Association (Getob)

Touristic Hotels & Iinvestors Association (Turob)

Turkish Hotels Federation (Turofed)

 

Turkish Travel Agencies (Tursab)

 

 

 

 

Compagnie aeree

 

 

Turkish Airlines Inc. (rappresentanza uffici di Milano e Roma)

 

 

 

Hotel - Villaggi

 

 

Club Hotel Sera

 

 

 

Club Voyage

 

 

 

 

Eresin Hotels Istanbul

 

 

 

Holiday Inn Istanbul City

 

 

 

Rixos Hotel Tekirova

 

 

 

Ventaclub Amara Marine - Beldibi/Antalya

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tour operators

 

 

Entour Tour Operator

 

 

Fiorino Tour

 

 

 

 

Gemini Tourism

 

 

Insieme Tours

 

 

 

 

Intra Tours DMC & Inair Aviation Turkey

Karavan Tourism – Travel – Incentives

 

Lite Tur

 

 

 

 

Marvel Tour

 

 

 

 

Prontotour

 

 

 

 

Re-Tur

 

 

 

 

 

Tum-Tour Yacht Charter Ltd

 

 

 

 

Turbanitalia

 

 

 

 

  

Per informazioni contattare:
AMBASCIATA DI TURCHIA – UFFICIO CULTURA E INFORMAZIONI
Piazza della Repubblica, 56  - 00185 Roma
Tel. 06 4871190 – 06 4871393 – Fax 06 4882425
E-mail turchia@turchia.it – Web site : www.turchia.it

14.02.2007

 

ISTANBUL – EMITT 2007

La megalopoli turca ospitetà l'<East Mediterranean Travel&Tourism Exhibition> dal 15 al 18 febbraio. Cinque i padiglioni espositivi, 55 i Paesi partecipanti. Espositori dell'est e dell'Ovest. Le opportunità per il turismo.

EmittIstanbul ospiterà dal 15 al 18 Febbraio 2007 la Fiera turistica <Emitt>, giunta ormai con successo alla sua 11^ edizione.
La Fiera Internazionale dei Viaggi e Turismo dell’Est Mediterraneo continua ad offrire agli espositori dell’Est e dell’Ovest ottimi vantaggi ed infinite opportunità per il mercato turistico internazionale. 
2000 partecipanti da 55 Paesi; 5 padiglioni espositivi.
In questo grande mercato turistico internazionale, ideale per gli incontri e gli affari, si svolgerà <Emitt> presso la sede Tuyap-Beylikduzu.
I maggiori enti organizzatori della manifestazione: <Ekin< (Ente Organizzazione Fiere); <Tufored< (Federazione Hotel della Turchia); <Tyd< (Associazione Nazionale Turca Investitori del Turismo), <Tuyap> (Ente Organizzazione Fiere). 
Per maggiori informazioni e per i formulari di partecipazione visitare il sito internet:
www.emittistanbul.com
14.02.2007

 

Il Paese della Mezzaluna  - attraverso il ministero della Cultura e la <Turkish Airlines> - ha firmato contratti di partnership con Pechino per prezzi speciali per voli, alberghi e tour organizzati all'insegna del numero otto.

TURISTI CINESI CERCASI

Il Paese della Mezzaluna cerca di attirare turisti dal Celeste Impero. Il ministero della Cultura e del Turismo turco e la <Turkish Airlines> hanno annunciato di aver firmato contratti di partnership con l'Ufficio turistico di Pechino, fissando prezzi speciali per voli, alberghi, tour organizzati, soprattutto nelle zone di izmir e nella cappadocia.
Il ministero della Cultura e del Turismo ha fatto sapere che l'operazione non è diretta ad un ricavo economico ma in modo particolare ad uno scambio culturale tra i due Paesi.
Per invogliare i cinesi a recarsi in Turchia, gli esperti della comunicazione le hanno studiate tutte, anche il ricorso alla scaramanzia. Tutta la campagna, infatti, parte dal numero 8. otto giorni di soggiorno; 8,888 yuan (circa 900 euro) il costo del soggiorno all incluse. Il numero otto in Cina è un numero che rappresenta fortuna e prosperità. Sperando che porti un po' di azzurro anche nelle casse del ministero turco che deve lasciarsi alle spalle un 2006 difficile. (Apcom)
14.02.2007

 

Questa l'impressione che, per la Turchia, ha dato in una intervista al quotidiano economico <Referans> il vicepresidente dl <World Travel&Tourism Council>. Male comunque il 2006. Scambi culturali e altro ancora. 

TURISMO: QUEST'ANNO SARA' D'ORO

Il 2007 sarà l'anno d'oro dl turismo turco. Lo sostiene il quotidiano economico <Referans> che ha intervistato il vicepresidente del <World Travel&Tourism Council>, Goffrey Lipman. "Il 2006 - ha commentato Lipman - è stato un anno piuttosto infausto per la Turchia, con la coincidenza di attentati terroristici e calamità naturali: ma questo Paese ha un grande potenziale e credo che il 2007 sarà l'anno migliore per valorizzarlo".
Dall'analisi dei flussi turistici a livello mondiale è emerso che questi continueranno a  crescere fino al 2015, dopo questa data è prevista una normalizzazione del fenomeno. Secondo Lipman l'aspetto su cui la Turchia dovrebbe puntare maggiormente è la coesistenza di culture differenti e delle relative espressioni artistiche. intanto il ministero del Turismo turco ha fatto sapere che per quest'anno sono attesi 26 milioni di visitatori. Attentati e calamità naturali permettendo. (Apcom)
____________________
Secondo l'Ufficio Statistico Turco (Tuik), nel 2006 i turisti esteri in visita in Turchia sono stati pari a 19.819.833 e dunque -6.2% rispetto al 2005, quando sono stati 21.124.886. La Turchia resta comunque una meta turistica importante. Esaminando più in dettaglio i dati statistici, emerge con chiarezza che il calo dello scorso anno è dovuto essenzialmente ad alcune turbolenze politiche interne e internazionali, oltre alla crisi dovuta all'influenza aviaria che ha colpito il paese nei primi mesi del 2005. Il calo maggiore è derivato principalmente dai paesi Ocse ed UE in particolare (-13%), mentre in controtendenza (+10%) risultano essere la Russia e tutti i paesi dell'ex blocco dell'Unione Sovietica (Ucraina, Azerbaijan e Georgia) oltre all'Iran. Il maggior numero di turisti proviene da: Germania, Russia, Bulgaria, Regno Unito, Francia, Iran, Paesi Bassi, Azerbaijan, Georgia e Grecia. Per fronteggiare il consistente calo di turisti, le autorità governative centrali e alcune Amministrazioni di località turistiche -soprattutto sul versante Mediterraneo- stanno programmando numerose campagne promozionali all'estero con budget molto sostanziosi; i principali mercati di riferimento saranno Usa, Giappone, Germania, Regno Unito e Russia. (Ice Istanbul)
14.02.2007

 

 

CULTURA

Firmato un accordo di amicizia e cooperazione tra le due città nell'ambito della scienza, della tutela ambientale, del turismo e dello sport, nonché della vita sociale e della cultura. Un accordo peraltro che ha basi storiche. 

GENOVA GUARDA AD ISTANBUL

GenovaUn nuovo accordo internazionale per la città di Genova. L'assessore alla promozione Anna Castellano, in rappresentanza del sindaco Giuseppe Pericu, e l'assessore del comune di Beyoglu (Istanbul), Arif Koklu), hanno firmato nella metropoli turca un accordo di amicizia e cooperazione tra i due centri urbani.
L'obiettivo dei due Comuni è quello si sviluppare ulteriori contatti, facilitando la reciproca collaborazione, e di portare avanti progetti nei settori della scienza, della tutela ambientale, del turismo e dello sport, della vita sociale e della cultura.
"Nel 2010 Istanbul sarà capitale europea della Cultura e Beyoglu è uno dei suoi comuni più ricchi di storia e cultura - ha spiegato la Castellano dopo la firma dell'accordo - Genova metterà la sua esperienza, maturata nel 2004, al servizio dell'intera città".
L'accordo ha basi storiche e si fonda anche sugli antichi legami culturali ed economici tra le due città, testimoniati dal fatto che Galata, l'antico nome di Beyoglu, fu una elle colonie genovesi d'oltremare al tempo della Repubblica di Genova.
"Le testimonianze della presenza genovese e italiana a galata-Beyoglu, fra cui l'antica torre che domina tutta Istanbul, sono ancora molto forti - ha concluso la castellano - e l'accordo si basa anche su questi rapporti. Le prime iniziative, con incontri e convegni, saranno organizzate a Genova già a fine marzo". (Ansa)
14.02.2007

 

LA CONFERMA SULL'ORIGINE DEGLI ETRUSCHI

Studio dell'Università di Pavia sul Dna mitocondriale degli abitanti di tre cittadine (Murlo, Volterra e Valle del Cosentino) nel territorio che una volta era l'Etruria. Accertato che questo popolo aveva origine nella Lidia.

EtruschiL%27origine_degli_EtruschiLa questione dell'origine degli Etruschi divide da tempo storici e archeologi, ma la parola definitiva sull'argomento l'hanno messa i genetisti. Grazie a uno studio dell'Università di Pavia sul Dna mitocondriale degli abitanti di tre città nel territorio che una volta era l'Etruria, è stato possibile stabilire che l'origine della popolazione è mediorientale, probabilmente l'antica Lidia, una regione dell'Asia minore corrispondente all'odierna Turchia occidentale, come già ipotizzato dallo storico greco Erodoto.
Il Dna studiato, cioè quello dei mitocondri, è presente in tutte le cellule, ed è resistente alle mutazioni perché si trasmette solo per via materna. I ricercatori, che hanno pubblicato lo studio sulla rivista <The American Journal of Human Genetics>, hanno analizzato il Dna mitocondriale di 322 soggetti non imparentati provenienti da tre diverse località appartenenti all'antica Etruria: Murlo, un paese piuttosto isolato nella provincia di Siena, Volterra e la Valle del Casentino. Confrontando il Dna dei toscani con quello di oltre 15.000 soggetti provenienti da altre 55 popolazioni dell'Eurasia occidentale, i genetisti hanno trovato un'elevata frequenza di linee mitocondriali tipicamente mediorientali, soprattutto nella popolazione di Murlo, con valori che arrivano al 17%.
Risultati simili sono stati trovati da uno studio parallelo condotto all'università di Piacenza, effettuato però sui bovini: anche le razze chianina e maremmana sembrano avere un'origine mediorientale molto recente. (Ansa)
14.02.2007

 

ARTE

 

IL QUIRINALE FA ARRABBIARE GLI ARMENI

Contestato con una lettera che la mostra "Turchia 7000 anni di storia" nella  abbia trascurato di inserire pezzi che abbiano un riferimento con la storia e la civiltà di questo popolo. La risposta del curatore Louis Godart.

Turchia_7000_anni_di_storiaSiete stati alla mostra "Turchia 7000 anni di storia"? No? Se vi trovate a Roma nelle prossime settimane fate ancora in tempo, è aperta fino al 31 marzo nelle due Sale delle Bandiere del Palazzo del Quirinale. Troverete gioielli, terracotte, sculture, statuette, quanto di meglio la Turchia poteva inviare dai suoi musei per illustrare i suoi sette millenni di storia.
Se ci andrete però conviene sapere anche qualcos'altro che non troverete né nella mostra né nel catalogo. La comunità armena di Roma dopo aver visto i pezzi esposti ha preso carta e penna e ha mandato una lettera al presidente della Repubblica per precisare alcune cose.
Settemila anni di storia ma "la storia di chi?" chiedono gli armeni nella lettera, visto che "il popolo turco" giunse nella regione "solo alla fine dell'undicesimo secolo" e "il moderno Stato turco" rifiuta di essere considerato l'erede dell'impero ottomano. E visto che né nei pezzi esposti, né nel catalogo, né nelle cartine si trova alcun riferimento agli armeni (ma nemmeno ai greci o ai curdi) che vivevano in zona "molto prima dell'arrivo dei turchi". Di qui l'accusa a chi ha curato la mostra di aver compiuto "errori" ed "omissioni", e la richiesta di spiegazioni.
La risposta arriva qualche giorno dopo sotto forma di un'altra lettera firmata da Louis Godart, curatore della mostra ma anche Consigliere per la conservazione del patrimonio artistico del Quirinale. Nessuna omissione né errore, sostiene,la scelta "è stata condizionata unicamente dallo spazio ristretto a nostra disposizione". Godart non aggiunge scuse ma una promessa che delle scuse sembra avere lo stesso suono: dalla primavera la mostra sarà a Napoli, e sarà integrata con i pezzi armeni.
Tutto bene quel che finisce bene, allora? Sì e no per la comunità armena che ha inviato una seconda lettera (il testo lo troverete insieme con quello delle altre lettere sul sito della comunità).
E per voi? Hanno fatto bene o no gli armeni a protestare e costringere il Quirinale a integrare la mostra? (Flavia Amabile/Lastampa.it)
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Ci siano permesse due righe, solo due righe per non tediare i lettori. La protesta della comunità armena motivata dal fatto che alla mostra "Turchia 7000 anni di storia" non ci siano pezzi che ci riportano alla loro cultura, ci pare pretestuosa, artificiosa ed immotivata. Se il curatore della rassegna, Louis Godart, avesse dovuto mettere tutto quello che riguarda la millenaria storia dell'Asia Minore non sarebbe bastato l'intero palazzo del Quirinale. Sono stati scelti appena 42 pezzi, i più significativi, come ebbe a dire lo stesso Godart nel corso di conferenza stampa. Già troppi per essere esposti nella Sala delle Bandiere. A Napoli, ad ogni modo, ci sarà una integrazione. Con questo, pensiamo che il discorso possa essere chiudere.
14.02.2007

 

ARMENI DI TURCHIA

Il restauro della chiesa di Santa Croce nell'isola di Akdamar e la proposta di Hrant Dink per "restaurare anche le nostre anime spossate". La posizione delle minoranze in Turchia nella voce del giornalista ucciso ad Istanbul.

La_chiesa_di_Santa_croce_nell%27isola_di_AkdamadarFiori_sul_luogo_dell%27attentatoRicordiamoci della notizia: la cerimonia di inaugurazione dei restauri della chiesa armena dell'isola di Akdamar è stata rinviata per la terza volta. La scorsa settimana, in un comunicato, la prefettura di Van ha fatto sapere che la riapertura della chiesa e dell'isola al turismo avverrà l'11 aprile prossimo. La cerimonia d'inaugurazione sarà organizzata dalla prefettura di Van e dal ministero della Cultura.
Dieci anni fa mi ero rivolto alle autorità di Van. “Per attirare il turismo invece di cercare di inventarvi il mostro del lago occupatevi delle opere d'arte che vi stanno davanti al naso - sostenevo. Che bisogno c'è di perdere tempo con stupidaggini simili? Van è un tesoro dal punto di vista artistico. Perché non pensate da persone serie di mettervi a un tavolo per dire: E se facessimo restauri in questa regione? - E anche se poi arrivassero degli armeni, che vengano, che possano vedere i luoghi dove hanno vissuto i loro antenati, che male ci sarebbe?”
E avevo anche detto: "Se c'è bisogno di aiuto noi siamo pronti. Gli armeni di Turchia e della diaspora sono pronti a venire come volontari, siamo ai vostri ordini, sappiatelo! Venite, restauriamo non solamente la chiesa ma anche le nostre anime spossate".
Finalmente dopo una lunga attesa i restauri di Akdamar sono stati completati. Noi avremmo voluto che armeni e turchi lavorassero insieme ma purtroppo non è andata così.
In ogni caso siamo profondamente debitori a Cahit Zeydanli per il suo meticoloso lavoro, si è consultato con esperti provenienti dall'Armenia ed anche con l'architetto Zakarya Mildanoglu, armeno di Turchia. Hanno fatto del loro meglio ed hanno realizzato qualcosa di splendido.
Loro hanno fatto grandi cose ma poi politici e burocrati si sono immischiati nella faccenda e l'inaugurazione non si è potuta realizzare.
L%27isola_AkdamarUna prima volta l'inaugurazione prevista per il 4 novembre 2006 è stata rimandata a causa del maltempo e poi si è rinviato tutto ad aprile, il 24, come ha precisato il ministro della Cultura Atilla Koc. Le reazioni non si sono fatte attendere. Il patriarca armeno Mutafyan ha fatto sapere che nel caso in cui l'inaugurazione sarà il 24 aprile nessun armeno potrà partecipare.
La scorsa settimana la questione è arrivata fino in parlamento. Il deputato del CHP [Cumhurriyet Halk Partisi, Partito Repubblicano del Popolo, ndt] Erdal Karademir ha chiesto se la scelta del 24 aprile, anniversario del genocidio armeno, fosse un riflesso della politica del partito Akp [Adalet ve Kalkinma Partisi, Partito della Giustizia e dello Sviluppo, ndt].
La stampa nazionalista dal canto suo ha presentato in prima pagina l'avvenimento come "L'inaugurazione della vendetta a Van".
Si è riusciti a a trasformare qualcosa di positivo in un errore, una vera farsa, un disastro.
Il governo sulla questione armena non ha ancora assunto una posizione ed una strategia netta. La sua preoccupazione non è risolvere il problema ma guadagnare punti come un lottatore impegnato in un'arena, come e cosa fare solo in funzione delle conseguenze che avrà sull'avversario, tutto qui.
Non sono per niente credibili.
Invitano gli storici armeni alla discussione ma non si fanno scrupoli nel processare qualcuno che sulla questione del genocidio sostiene posizioni diverse da quelle ufficiali.
Restaurano la chiesa armena per attirare turisti nell'Anatolia Orientale, ma non vedono nessun problema nel preoccuparsi di come ricavarne dei vantaggi politici
E adesso, attenzione!
C'è la possibilità che dopo il cambio di data a seguito delle proteste del patriarca tutta la storia si trasformi in una tragedia, perché è venuto fuori che la data del 11 aprile non è altro che il 24.
Cioè l'11 aprile del 1915 corrisponde al 24 aprile dell'attuale calendario. Del resto la data del 24 aprile è entrata nella storia armena solo successivamente, e fa riferimento al nuovo calendario.
La vera data in cui sono stati arrestati intellettuali e notabili armeni è l'11 aprile 1915. Adesso c'è un problema: "Dopo aver cambiato già una volta la data, modificheranno anche l'appuntamento del 11 aprile?"
Se volete possiamo formulare la domanda in questo modo: “Siete sicuri? E' la vostra ultima decisione?". (Hrant Dink per <Bingul>, ripubblicato da <Milliyet> il 19 gennaio-traduzione di Fabio Slomoni/http://osservatoriobalcani.org/article/articleview/6691/1/51)
14.02.2007

 

 

SPETTACOLI

TAVIANI DI SANGUE E POLEMICHE

Presentato al Festival di Berlino l'ultima opera dei due fratelli "La masseria delle allodole2 tratto dal romanzo di Antonia Arslan. La recenzione di Lietta Tornabuoni, giornalista de <La Stampa> di Torino. Immagini belle ed atroci.

Taviani non avevano mai fatto un film forte, sanguinoso e straziante come "La masseria delle allodole", ispirato al romanzo di Antonia Arslan (Rizzoli) sulla storia di una famiglia nel massacro degli armeni da parte dei turchi nel 1915, che evoca tanti eccidi contemporanei.
Un getto di sangue scarlatto su una porta bianca: è la premonizione. La testa del padrone di casa, mozzata con un colpo di sciabola, cade nel grembo della moglie. Un medico castrato con la spada urla di dolore. Un bambino nascosto sotto un tavolo tirato fuori per un piede, e infilzato. Un amore impossibile tra un ufficiale turco e una ragazza armena. Donne che vengono prese con la violenza, o che si offrono per fame. Una mamma partorisce un maschio, le concedono di essere lei a ucciderlo: lo mette sulle spalle in un sacchetto, chiama un’amica, le due donne si stringono dorso a dorso, premono sino a soffocarlo. Tre bambini con le facce scure degli scampati, nelle vesti nere del lutto, sulla prua d’una nave bianca arrivano a Venezia tra le nebbie mattutine.
Le immagini bellissime e atroci di Paolo e Vittorio Taviani trasformano un fatto storico appreso magari da romanzi (anche "I quaranta giorni di Mussa Dagh" di Werfel) o da film ("Ararat" di Atom Egoyan) in qualcosa di vivo e coinvolgente, in un’emozione personale. La persecuzione degli armeni da parte dell’esercito turco, iniziata nel 1894, con la prima guerra mondiale divenne uno sterminio organizzato: 1.900.000 morti, pochi sopravvissuti dispersi nell’esilio. Nel 1915, al sospetto di amicizia con i russi confinanti si unì un altro movente politico-militare: il partito dei Giovani Turchi scelse l’eliminazione degli armeni per acquisire popolarità e qualificarsi leader della Grande Turchia. I maschi armeni (uomini, bambini, neonati) vennero uccisi tutti. Le femmine (donne, bambine) vennero deportate nel deserto, e lì lasciate morire. I beni, le case, i patrimoni vennero sequestrati. Alla fine della prima guerra mondiale, dopo le prime condanne, i processi per i crimini contro il popolo armeno vennero sospesi. Non ripresero mai più, e da allora la Turchia ha sempre negato ogni propria responsabilità nell’eccidio.
"La masseria delle allodole" è molto, molto interessante, ricco di meravigliose immagini, recitato da un cast internazionale (i più bravi sono André Dussollier e Mohamed Bakri). E segnato dall’inconfondibile grandioso stile dei Taviani, inasprito dal senso di rivolta verso la persecuzione degli armeni e verso gli assassinii di massa dei giorni nostri. (Lietta Tornabuoni/La Stampa.it)
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Non abbiamo visto il film "La masseria delle allodole" (ci ripromettiamo di visionarlo appena uscirà nelle sale cinematografiche) per cui dobbiamo attenerci a quello che scrive la collega de <La Stampa>, Lietta Tornabuoni, giornalista professionalmente seria ed attenta. Però, senza nulla togliere alle qualità della pellicola che di certo sarà "straziante" oltre che bella, ci pare che queste opere non facciano altro che rinfocolare odii e vendette. Gli avvenimenti della storia non si possono cancellare ma è un fatto che, soprattutto i registi, provino piacere a buttare in faccia agli spettatori gli orrori delle guerre. Noi non vogliamo entrare nel merito se i massacri degli armeni da parte degli ottomani si debbano considerare genocidio o meno. Questo è un compito che spetta agli storici sulla base dei documenti che si trovano negli archivi di mezza Europa. Fermiamoci alla parola massacro. E allora ci renderemo conto che il raccapriccio per la morte di migliaia di armeni è lo stesso raccapriccio per la morte dei turchi ad opera degli armeni, è il raccapriccio per le atrocità compiute da serbi nel Kososo ed in Bosnia, è il raccapriccio per il sadismo con il quale i soldati americani hanno infierito sulla popolazione del Vietnam, è il raccapriccio - ed anche il disgusto - per il modo con il quale nel terzo millennio altri soldati americani si sono divertiti a torturare ed ad uccidere uomini e donne in Iraq. E allora? Allora, cerchiamo una buona volta di esprimere parole di riconciliazione. Solo così avremo la certezza che l'odio tra le genti verrà meno. 
14.02.2007

 

SILENZIO IN SALA PER IL FILM

Né applausi né fischi alla prima proiezione per la stampa de "La masseria delle allodole" dei Taviani. Parla Ahmet Boyacioglu.

Né applausi né fischi alla prima proiezione per la stampa dei "La masseria delle allodole" dei fratelli Taviani, il film sul genocidio degli armeni che passa ufficialmente nella sezione <Berlinale Special>.
Nessuno dei giornalisti turchi presenti alla proiezione è sembrato scandalizzato dall'argomento trattato dal film, anche se più di uno ha fatto rilievi sull'impostazione storica della "Masseria delle allodole". A tutti è sembrato un "film didascalico", tutto dalla parte dei turchi ed in particolare - secondo il giudizio di Ahmet Boyacioglu, rappresentante turco di <Euroimages>, che assegna i fondi al cinema europeo - la pellicola dei Taviani "è solo un film che porta odio". E' proprio per questo che Boyacioglu si è opposto all'interno di <Euroimages> al finanziamento del5% del budget della "Masseria delle allodole" e la sua posizione è all'origine dell'articolo di <Der Spiegel> che nei giorni scorsi aveva fatto temere a qualcuno per la sicurezza al Festival.
"I fatti si riferiscono al 1915 - ha detto Boyacioglu - quando c'era una guerra: nel film si parla continuamente di Turchia ma in realtà esisteva l'Impero ottomano in disfacimento, in cui ognuna delle varie realtà cercava di conquistare uno spazio. Gli armeni si erano alleati con i russi ed i turchi hann agito di conseguenza. vhia ha cominciato prima? Il vero orrore, e lo ammettiamo, è quello di aver tentato di deportare tutta la popolazione armena ma, anche secondo la risoluzione dell'Onu del 1948, tecnicamente non si può parlare di genocidio. Le stesse cifre sono poi sbagliate e non tengono conto che fra gli armeni deportati c'erano anche 5 milioni di musulmani".
Delusa dal film, ma solo per ragioni estetiche, è anche la giornalista televisiva <Btv> di itanbul, Fulya Canzen: "Quello che viene raccontato è storia - ha detto la Canzen - ma sono gli storici e non i registi a dover dimostrare che è avvenuto un genocidio". "In ogni caso - ha concluso - i turchi non hanno nulla da temere da questo film". (
Ansa)
14.02.2007

 

Migliaia di cittadini turchi hanno chiesto all'Autorità turca per i mass media di bloccare la proiezione dello sceneggiato "La Valle dei lupi" che potrebbe essere inteso come una propaganda allo sciovinismo nazionaista.

NO AL "RAMBO" TURCO

Le_vicende_del_rambo_turcoMigliaia di cittadini hanno chiesto all'Autorità turca per i mass media di bloccare la proiezione dello sceneggiato "La Valle dei lupi". La serie tv, giunta alla seconda stagione, e' ritenuta promotrice di miti violenti e ultranazionalisti. Le vicende hanno per protagonista un "rambo turco" che usa metodi violenti per contrastare i "nemici della Turchia" e sono molto seguite dai giovani, che spesso imitano il loro idolo nella vita reale. (Ansa)
14.02.2007

 

FAZIL SAY, PIANISTA E COMPOSITORE

Intervista di Alberto Bosco all'artista turco che ora vive ad Istanbul. "Nel mio stile Stravinskij, Bartòk, tradizione turca e jazz". Lo scrittore Nazim Hikmet preso come punto di riferimento. L'esilio a Dusseldorf, Berlino e N.Y. 

Fazil_Say_2Fazil_SayFazil Say è a Istanbul, la città in cui ha scelto di stabilirsi con moglie e figlia dopo i tanti anni passati in Occidente. Rispetto ad Ankara, la sua città natale, Istanbul è certamente meno sofisticata, ma più calda e ricca di contrasti. In questa commistione Say si sente a casa sua, lui che è diventato famoso per aver unito tradizione europea, folclore turco e improvvisazioni jazz in uno stile personalissimo. Averlo trovato a casa, disponibile per un´intervista, è un´occasione da non lasciarsi sfuggire, vista la proverbiale riservatezza dei turchi e la sua agenda, così fitta di concerti da chiedersi come faccia a trovare anche il tempo per comporre. Ma Fazil è in Turchia anche perché ha appena partecipato a un omaggio per i cinquant'anni di carriera di Ahmet Say, suo padre, scrittore e intellettuale, conosciuto nel suo paese per l´impegno e le posizioni socialiste. Proprio da qui è partita la nostra conversazione.
 - Fazil Say, che parte ha avuto suo padre nella scelta della sua carriera?
"È stato un grande padre, mi ha sostenuto e incoraggiato, sempre. Grazie alle sue amicizie con numerosi musicisti il mio talento è stato riconosciuto subito e coltivato di conseguenza. Deve sapere che mio padre, oltre a scrivere romanzi, ha scritto anche di musica a un livello specialistico, pubblicando enciclopedie e testi di musicologia".
- Ecco, in Europa facciamo fatica a immaginarci la vita musicale in Turchia. Pensiamo che non ci sia tutto quell'apparato di istituzioni, critica e pubblico che dall'Ottocento si è formato da noi. Ci può descrivere com'è la situazione della musica classica nel suo Paese?
"Diciamo che solo l´uno per cento della gente in Turchia ascolta musica classica, il resto ha accesso solo alla musica pop o a quella del folclore locale, dove questo ancora esiste. È innanzi tutto un problema di ricchezza. La nostra economia non va bene e l´Europa non ci vuole; le cose non cambieranno così dal nulla. Per creare le condizioni per lo sviluppo di una cultura musicale, come quella classica in Europa, ci vogliono soldi. E questi, nel mio paese, non ci sono".
- E come vive lei il suo ruolo di musicista?
"Io cerco di rivolgermi a più gente possibile. I miei concerti nelle regioni orientali della penisola, zone dove non si sa nemmeno che cosa significhi "musica classica", sono stati rivelatori. Con l´approccio giusto si può coinvolgere un pubblico di non esperti. Io ho sempre riscontrato enorme interesse nella gente per le mie musiche come per quelle del repertorio".
- Lei è uno dei più interessanti pianisti-compositori in circolazione ed è in grado come pochi altri di passare di registro in registro, sciogliendo le barriere che separano stili e culture musicali diverse. Crede che questo sia l´unico modo per far sopravvivere la musica del passato a cui noi teniamo ancora così tanto?
"Non so. Quello che so è che a seconda delle occasioni e del pubblico davanti al quale mi devo esibire io devo cambiare. Devo adattarmi al tipo di situazione, perché si realizzi lo scopo di ogni concerto, cioè comunicare qualcosa a qualcuno. Per esempio, quando dovetti scrivere un grande Oratorio, eseguito tra l´altro anche nell'antico anfiteatro di Aspendo, sapevo che avrei dovuto rivolgermi a ottomila persone all'aperto e l´ho fatto con un linguaggio ben diverso da quello che avrei utilizzato nelle mie composizioni per il pubblico dei concerti jazz o classici: con una musica più immediata".
- Sta parlando dell'Oratorio dedicato a Nazim Hikmet. Che significato ha avuto per lei scrivere un´opera ispirata a questo poeta così importante per la cultura turca del Novecento?
"Hikmet è per me un riferimento. Il più grande poeta turco del secolo scorso e uno degli uomini più coraggiosi e integri, amante della vita e in grado di abbandonarsi alla gioia più disarmante. La sua vita fu però tragica: per le sue posizioni marxiste fu imprigionato più volte e passò circa diciassette anni in prigione, sulla base di accuse pretestuose. Anche una volta uscito di prigione (nel 1950 e solo grazie alle spinte di un comitato internazionale a cui presero parte personaggi come Picasso e Sartre), continuò tuttavia a essere perseguitato e a temere per la propria vita; tanto che morì in esilio nel 1963. Pensi che in Turchia, fino al 1965, era proibito stampare i suoi libri. L´Oratorio mi è stato commissionato dal Ministero della Cultura ed è stato eseguito per la prima volta nel 2001 ad Ankara, davanti al Presidente della Repubblica. Si è trasformato in un avvenimento, anche di grande significato politico".
 - A proposito di esilio, lei ha passato buona parte della vita fuori dalla Turchia. Che cosa ha significato per lei questa esperienza?
"Il mio esilio era dovuto a ben altre ragioni rispetto a quelle di Hikmet! Ho studiato a Düsseldorf e poi a Berlino prima di trasferirmi a New York. In tutto ho passato quattordici anni a raccogliere gli stimoli più diversi e a completare la mia formazione. Era per me normale fare ritorno un giorno. Sono molto legato alla mia terra".
- Nelle sue composizioni usa infatti spesso melodie tradizionali e il colore dei suoi pezzi ha, per l´orecchio euro-centrico, un che di esotico. Come risolve il problema di adattare un materiale popolare a degli strumenti e a delle forme musicali di una tradizione diversa, cioè quella classica?
"Certo, molto della mia musica c´entra poco con il linguaggio delle avanguardie, quello della cosiddetta musica contemporanea. È difficile trasportare musica nata all´aria aperta o per occasioni diverse nel mondo artificiale e astratto del concerto classico. Il mio stile ha sicuramente un debito nei confronti di Stravinskij e dell'ultimo Bartók. Quanto poi agli influssi della musica turca, beh, quelli sono evidenti. In alcuni pezzi uso direttamente gli strumenti della tradizione, in altri cerco di imitarne il timbro o i tratti caratteristici utilizzando tecniche particolari sugli strumenti europei. Per esempio, in Black Earth imito il suono del saz, uno strumento a corde pizzicate, suonando il pianoforte con una mano sulla cordiera. Poi c'è anche il jazz, che permette fusioni più avventurose: anni fa, con il flautista ney Kudsi Erguner, facemmo furore suonando in quartetto nei festival jazz".
- Adesso che parla di Erguner, uno dei più autorevoli eredi della tradizione musicale dei Sufi, vorrei chiederle quanto influisce questa tradizione spirituale nella sua musica, in cui c´è spesso un senso dionisiaco di pienezza che travalica gli argini.
"Il flauto ney è lo strumento principale nelle danze mistiche dei dervisci rotanti. La musica di quest´ordine religioso fondato dal grande poeta Rumi è interessantissima, così come lo sono i loro testi poetici. A me piace molto, ma come mi piace del resto tutta la musica del folclore turco. Non posso dire che abbia un'influenza diretta, però".
- Un'ultima domanda sui pezzi che suonerà a Torino: ce li descrive in poche parole?
"Per la Rai suonerò Silk Road, un concerto per pianoforte e orchestra da camera scritto una dozzina d´anni fa. È una delle mie opere più apprezzate e descrive un viaggio immaginario nel folclore di quattro paesi (Tibet, India, Mesopotamia e Turchia), come ai tempi delle carovane della seta. Il Patara Quartet, che suoneremo per l'Unione Musicale, è invece un lavoro da camera ricavato dal mio ultimo balletto commissionato dalla città di Vienna per commemorare l'anniversario mozartiano. Oltre a me, in scena ci saranno un soprano, un flautista ney e percussioni turche". (Alberto Bosco/Sistema Musica)
14.02.2007

 

 STALLONE NEL MIRINO DEGLI ULTRANAZIONALISTI

L'autore americano che si trovava in Turchia per lanciare il film "Rocky Balboa" attaccato per l'ipotesi di una pellicola sui massacri armeni.

Silvester_StalloneSylvester Stallone, alla fine di gennaio in Turchia per lanciare <Rocky Balboa>, il nuovo capitolo della saga sul pugile italo-americano, è finito nel mirino di alcune organizzazioni locali, che hanno avviato un'accesa compagna contro l'attore. All'origine delle proteste, l'ipotesi - espressa da Stallone in una recente intervista - di dedicarsi in un prossimo futuro a una pellicola dedicata al genocidio degli armeni. La trama del film dovrebbe ispirarsi al controverso romanzo "I quaranta giorni di Musa Dagh", in cui lo scrittore austriaco Franz Werfel racconta il massacro commesso dagli ottomani ai danni degli armeni nel 1915 e mai riconosciuto dai turchi. Stallone è rimasto colpito dalla storia perché "rappresenta la vicenda epica della completa distruzione di una civiltà". Ma la sua iniziativa non è piaciuta agli attivisti turchi dell'Associazione contro il Riconoscimento del Genocidio degli Armeni, che hanno deciso di dissuadere l'attore inviandogli numerose lettere di accusa e minaccia. "Il libro è pieno di bugie, visto che si fonda sulle testimonianze rese all'autore da nazionalisti ed estremisti armeni", ha dichiarato alla stampa turca il presidente dell'associazione Savas Egilmez. "Abbiamo già inviato al produttore i documenti su come si sono svolti realmente i fatti di quegli anni - ha proseguito - Confidiamo nel fatto che decida di non produrre più la pellicola". "E' una vera patata bollente - si è limitato per il momento a commentare Stallone - I turchi hanno ignorato l'argomento per 85 anni".
Anche i registi italiani Paolo e Vittorio Taviani hanno appena finito di girare un film sulla questione armena, intitolato "La masseria delle allodole" e ispirato all'omonimo romanzo della scrittrice armena Antonia Arslan. Presunte pressioni del governo turco per bloccare l'uscita del film, prodotto grazie a finanziamenti europei, hanno spinto lo scorso anno un gruppo di eurodeputati a richiedere l'intervento delle istituzioni comunitarie.
Il genocidio degli armeni è una questione particolarmente sensibile per la Turchia, Paese in cui numerosi giornalisti e intellettuali - tra cui il Nobel 2006 per la letteratura Orhan Pamuk - sono stati processati per averlo ammesso. Lo scorso ottobre, l'approvazione da parte dell'Assemblea nazionale francese di una legge che fissa sanzioni penali per chi nega il genocidio ha innescato una crisi diplomatica tra Ankara e Parigi. A breve il testo giungerà al Senato francese per l'approvazione definitiva. (Aki)
14.02.2007

 

 

SPORT

 

            2011: UNIVERSIADI INVERNALI

Si svolgeranno ad Erzurum, città che si trova in Anatolia. Battuta la città slovena di Maribor. La decisione presa dalla Federazione Internazionale riunitosi a Torino. L'edizione estiva si darà al contrario a Shenzhen in Cina.

UniversiadiSaranno Erzurum (Turchia) e Shenzhen (Cina) a ospitare le Universiadi 2011. Lo ha deciso la Federazione Internazionale Sport Universitari. L'organismo si era riunito a Torino. Erzurum, che ospiterà l'edizione invernale, ha battuto la città slovena di Maribor. Quella di Shenzhen, che invece ospiterà l' edizione estiva, ha sconfitto Poznan (Polonia), Kazan (Russia), Kaohsiung (Taipei) e Murcia (Spagna). (Ansa)
14.02.2007

 

SBK:
SALTA LA TAPPA
DEL 7 LUGLIO

Diramato il calendario definitivo del Mondiale superbike. Niente corsa ad Istanbul. Tutto stabilito in proiezione del 2008.

 

Mondiale_SuperbikeE' stata diramata la versione definitiva del calendario del Mondiale Superbike, che scatterà da Losail il prossimo 24 febbraio. L'ultima novità sta nel numero di Gran Premi che si disputeranno, 13, alla luce della cancellazione della data del 7 luglio, l'unica ancora in bilico fino ad oggi.
L'appuntamento annullato si sarebbe dovuto disputare in Turchia, nel faraonico impianto di Istanbul, che sarebbe stato il primo, nella stessa stagione, a ospitare contemporaneamente Formula 1, Motomondiale, Sbk e Wtcc, le quattro discipline iridate su pista delle competizioni motoristiche.
A quanto pare l'accordo tra la Fg Sport e gli organizzatori del tracciato turco sarebbe sfumato per mancanza di tempo, ma la volontà è quella di arrivare a un'intesa in vista del 2008. (Racingworld.it)
14.02.2007

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