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PRIMO
PIANO
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POCHI
LO VOGLIONO CAPO DELLO STATO
Va
male per il premier Recep Tayyip Erdogan che non ha nascosto
la sua intenzione di volersi candidare per la corsa alla carica di
nuovo presidente della Repubblica. Sondaggio vede i <Lupi
grigi> al 14% alle prossime elezioni. |
 Va male per Recep Tayyip
Erdogan. Per la seconda volta in poche settimane un sondaggio mostra
che la maggior parte della popolazione turca non lo vuole come
presidente della Repubblica. La ricerca è stata condotta dalla
Selcuk University di Konya su un campione di oltre 7.000 persone
diviso in 43 città.
Stando ai risultati, il 56% si dichiara sfavorevole alla nomina di
Erdogan a Capo dello Stato, il 39% a favore. Nella classifica dei
partiti l'Akp tiene ancora la prima posizione ma con un vistoso calo
e scivola al 31%. Il principale partito di opposizione, il Chp si
attesta al 15.5% mentre bisogna segnalare un preoccupante aumento
del Mhpi, il Partito nazionalisti dei <Lupi grigi>, che si
attesta al 14%, quindi ben superiore alla soglia del 10% necessaria
per essere ammessi alla Tbmm, il Parlamento turco.
Il 35% del campione si è detto favorevole ad elezioni politiche
anticipate al voto presidenziale, il 40% sfavorevole. Fra questi il
17% appoggerebbe la candidatura di Erdogan, il 16% vorrebbe
presidente della Repubblica l'attuale capo dell'Assemblea Nazionale
Bulent Arinc, il 6% è per la riconferma di Sezer, mentre il 6%
preferirebbe il ministro degli Esteri Abdullah Gul.
Alla domanda su chi dovrebbe essere il prossimo Primo Ministro, nel
caso in cui Erdogan venisse eletto presidente, le preferenze sono
tutte catalizzate su Gul che raccoglie un buon 52%. ma il sondaggio
ha riservato un altro dato negativo, in parte inaspettato. Il
campione si è rivelato ultra conservatore per quanto riguarda
l'articolo 301 del nuovo codice penale. Nonostante i numerosi
processi, la fuga del premio Nobel Irhan Pamuk e l'assassinio del
giornalista di origine armena Hrant Dink, solo il 39% crede che
debba essere abolito, il 55% crede che debba rimanere al suo posto.
il resto non ha una opinione in proposito. (Apcom)
14.02.2007
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....E NON LO VUOLE
NEPPURE BULENT ARINC
Colpo di scena
a tre mesi dalle elezioni in Turchia per l'elezione del nuovo Capo
dello Stato che vede in corsa anche Recep Tayyip Erdogan. Il
responsabile dell'Assemblea Nazionale lo preferirebbe premier per
altri 5 anni. |
Colpo di
scena a tre mesi dalle elezioni per il nuovo presidente della
Repubblica turco, previste per la fine di aprile. Contro la
candidatura del premier Recep Tayyip Erdogan ci si è messo anche
uno dei suoi uomini più fedeli. Bulent Arinc, presidente del
Parlamento, ha dichiarato infatti di ritenere meglio che Erdogan
resti premier piuttosto che diventare Capo dello Stato.
"Credo sia meglio che Erdogan rimanga Primo Ministro per altri
cinque anni", ha dichiarato Arinc, aggiungendo che "il suo
carisma serve all'Akp (Giustizia e Sviluppo) per i prossimi
appuntamenti elettorali".
Arinc ha anche aggiunto che, se Erdogan dovesse diventare presidente
della Repubblica, allora Gul potrebbe essere eletto nuovo capo dell'Akp.
Nonostante il carisma, per il momento in Turchia l'eventualità di
un Erdogan Capo dello Stato non è stata accolta da molti come una
buona notizia. Già nei mesi scorsi Omer e Guler Sabanci avevano
indirettamente fatto sapere di non essere favorevoli alla
candidatura del Pimo Ministro a prossimo inquilino del Kok.
In dicembre l'attuale presidente della Repubblica Ahmet Necdet Sezer
aveva chiesto le elezioni anticipate per fare in modo che il nuovo
Capo dello Stato possa essere eletto "con una maggioranza
nuova". Cioè non con un Parlamento completamente in mano all'Akp,
il partito di Erdogan. (Apcom)
14.02.2007 |
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Il
premier israeliano da oggi in Turchia per 2 giorni. Gli
incontri con Erdogan e con Gul.
LA
VISITA DI EHUD OLMERT AD ANKARA
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Il premier israeliano,
Ehud Olmert, sarà in Turchia per due giorni a partire da oggi 14
febbraio.
Olmert incontrerà il premier turco, Recep Tayyip Erdogan, e il
ministro degli Esteri, Abdullah Gul. In agenda i rapporti
bilaterali, la situazione fra Israele, Siria e Libano, e le
prospettive di dialogo con i palestinesi. (Agr)
14.02.2007
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La
questione dei giacimenti sottomarini al largo di Cipro
ulteriore motivo di duro scontro tra Ankara e Nicosia. Il
rischio che la situazione precipiti anche per la presenza di
navi da guerra turche. Le compagnie però indifferenti.
TENSIONI
NEL MEDITERRANEO PER IL PETROLIO |
Una ridda di voci non
confermate ma nemmeno smentite circa asseriti movimenti di navi da
guerra turche al largo dell'isola di Cipro continua a fare da poco
rassicurante sfondo alla guerra di parole che Ankara ha sferrato
contro Nicosia già da due settimane, quando il Governo della
Repubblica di Cipro ha annunciato che lancerà offerte di appalto a
livello internazionale per l'esplorazione e lo sfruttamento di
giacimenti di greggio e di gas naturale di recente individuati tra
la costa Sud di quest'isola mediterranea e le coste di Egitto e
Libano. Ankara sostiene che il Governo della Repubblica di Cipro -
greco-cipriota, l'unico riconosciuto a livello internazionale - non
rappresenta tutta l'isola, ragion per cui considera nulli gli
accordi firmati da Nicosia con il Cairo e Beirut per lo sfruttamento
dei giacimenti.
Cipro è divisa dal 1974 in seguito ad un'invasione militare della
Turchia che ancora ne occupa il 38 per cento dell'area Nord con
circa 40.000 soldati e nella parte sotto occupazione militare nel
1983 venne auto-proclamata una "Repubblica turca di Cipro del
Nord" che è riconosciuta solo da Ankara. Paradossalmente la
Turchia, che ha avviato negoziati di adesione all'Unione Europea,
mantiene una forza d'occupazione militare in un Paese che fa parte
dell'UE da ormai tre anni.
Dettaglio che anche a Brussels sembra sia considerato irrilevante.
Recentemente il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate turche,
generale Tashar Buyukanit, si era affrettato a smentire l'invio di
navi da guerra turche al largo di Cipro oltre a quelle che di solito
pattugliano la zona di mare attorno all'isola dopo che la rete turca
<Ntv> aveva dato la notizia mettendo in relazione la presenza
di unità turche al largo dell'isola con il monito lanciato due
giorni prima da Ankara a tutti i Paesi del Mediterraneo orientale a
non concludere accordi con la Repubblica di Cipro per la ricerca di
greggio in mare come hanno fatto L'Egitto, due anni or sono, ed il
Libano, poche settimane fa.
La smentita del gen. Buyukanit, naturalmente, non aveva convinto
nessuno.
Secondo quanto scritto dal diffuso quotidiano ateniese <To Vima>
(La Tribuna), se i calcoli ufficiali delle compagnie specializzate
del campo degli idrocarburi sono esatti, nel tratto di mare fra la
costa Sud di Cipro, l'Egitto ed il Libano esistono giacimenti
sottomarini con una capacità tra i 6.000 e gli 8.000 milioni di
barili di greggio, per un valore stimato di 400 miliardi di dollari.
L'unico problema è costituito dal fatto che, trovandosi i
giacimenti in profondità, ogni perforazione di un pozzo potrebbe
costare tra i 20 e i 50 milioni di dollari. Nonostante ciò, oltre
40 compagnie petrolifere - tra cui la <Shell> - hanno già
manifestato il loro interesse per il nuovo eldorado.
Sinora le compagnie petrolifere non sembrano impressionate più di
tanto dalle minacciose rivendicazioni di Ankara, già definite da
Nicosia "provocazioni risibili" e "inaccettabili.
Diplomatici occidentali ad Atene ritengono comunque che se il Governo turco crede di poter indurre con le minacce Nicosia a fare
marcia indietro (come in passato fece con Atene sempre per una
questione di giacimenti sottomarini), probabilmente non tiene nella
dovuta considerazione il fatto che adesso la Repubblica di Cipro è
a tutti gli effetti un Paese membro dell'UE e che un'azione militare
contro di essa significherebbe per la Turchia la fine dei negoziati
per l'adesione all'UE. (Denaro.it)
14.02.2007
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Il
presidente della Repubblica Lech Kacynski - recatosi recentemente in visita ad
Ankara - si è espresso a favore dell'ingresso della Turchia
nell'Unione Europea. "Se fosse dentro - ha dichiarato - l'UE ne
uscirebbe rafforzata".
L'APPOGGIO
DELLA POLONIA SULL'ADESIONE |
Il presidente
della Polonia ha offerto un forte appoggio alla candidatura per
l'entrata nella UE della Turchia, dicendo che il grande Paese
musulmano contribuirebbe ad arricchire ulteriormente il club delle
27 nazioni.
"Se la Turchia diventasse membro della UE, la UE ne uscirebbe
rafforzata economicamente ... anche da un punto di vista militare,
la UE risulterebbe rinforzata", ha detto il presidente Lech
Kaczynski ai giornalisti all'inizio di una visita ufficiale di due
giorni al Paese musulmano.
Coi suoi 73 milioni di abitanti, la Turchia offre un vasto mercato
in rapido sviluppo per i commerci europei.
Ankara possiede anche il secondo esercito della Nato per dimensione,
dopo gli Stati Uniti.
"Al momento, noi (i favorevoli all'ingresso della Turchia)
siamo una minoranza, ma sono sicuro che nel prossimo futuro
dimostreremo di avere ragione", ha aggiunto Kaczynski.
Alcuni governi dei Paesi membri della UE, tra cui la Francia, la
Germania e l'Austria, si sono detti dubbiosi sulla candidatura della
Turchia.
Molte nazioni europee considerano la Turchia troppo grande, povera e
culturalmente diversa per poter entrare nell'Unione.
La Gran Bretagna, l'Italia e la Spagna, invece, sono gli sponsor più
convinti di Ankara.
Le dimostrazioni di supporto di Italia e Polonia arrivano a circa un
mese dalla sospensione di otto dei 35 "capitoli" in cui
sono divisi i negoziati sulla candidatura della Turchia, a causa del
rifiuto di Ankara di di aprire i suoi porti e i suoi aeroporti
all'ingresso di navi e aerei provenienti da un Paese già divenuto
membro della UE, Cipro. (Reuters)
14.02.2007
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Il Commissario
UE all'Allargamento ha criticato il ministro dell'Interno
francese Nicolas Sarkozy per la sua opposizione ad Ankara
dentro l'Unione. "La migliore posizione deve essere e
comunque quella dell'equilibrio".
DURA PRESA DI POSIZIONE DI OLLI REHN |
 Il
Commissario per l'Allargamento dell'Unione Europea Olli Rehn ha
criticato il ministro dell'Interno e candidato alle presidenziali
francesi Nicholas Sarkozy per la sua manifesta opposizione
all'ingresso della Turchia in Europa.
A Rehn, che recentemente si trovava a Roma per un incontro con il ministro degli Esteri
Massimo D'Alema, i giornalisti avevano chiesto come un'eventuale
vittoria di Sarkozy alle prossime elezioni presidenziali potrebbe
influenzare il processo di allargamento della UE, soprattutto nei
confronti della Turchia.
"Posso solo dire che la costante messa in discussione della
possibilità di accesso della Turchia sta erodendo la credibilità
della UE in Turchia, riducendo la capacità di Ankara di andare avanti
con le riforme", ha detto Rehn. "Secondo me, la miglior
posizione che può avere la UE nei confronti della Turchia è di
essere equilibrata e salda. Equilibrata, mantenendo il nostro impegno
riguardo alle prospettive di accesso nel caso in cui la Turchia
dovesse soddisfare tutte le condizioni poste, e salda, sottolineando
la rigorosa condizionamento (del suo ingresso) ai nostri
obiettivi", ha aggiunto il Commissario.
Da quando ha acquisito lo status di Paese candidato nel 1999, la
Turchia ha riformato molte leggi per migliorare il rispetto dei
diritti umani e cambiare il suo sistema giuridico ed economico .
Alcuni critici, però, dicono che l'implementazione delle riforme è
stata fino ad ora insoddisfacente.
Sarkozy aveva recentemente ribadito la sua ferma opposizione all'ingresso
della Turchia in Europa, dicendo che i negoziati fra la UE e Ankara
dovrebbero portare solo ad una alleanza strategica.
Alla Turchia membro della UE si oppongono anche la Germania e
l'Austria, insieme ad una buona parte di cittadini francesi che dicono
che l'ingresso di Ankara creerebbe gravi pressioni sul sistema
economico del blocco dei 27 paesi, oltre a mettere in evidenza marcate
differenze culturali (Reuters)
14.02.2007
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NESSUN
RICONOSCIMENTO SE SMEMBRATO
La
precisazione, a proposito dell'Iraq e del suo territorio, è arrivata a Davos (Svizzera)
dal ministro degli Esteri turco Abdullah Gul. |
Parlando al Forum economico
mondiale, il capo della diplomazia turca Abdullah Gul ha affermato che
"se l'Iraq verrà diviso, ci sarà un'autentica guerra civile
nel Paese e tutti i Paesi confinanti verranno coinvolti ..., se
questo succede, sarà un'altra epoca buia della storia
irachena".
Gul ha poi messo in chiaro "se ci sarà una divisione, noi
non riconosceremo nessun nuovo Governo che dovesse essere formato
nella regione, abbiamo tutti un unico obiettivo: tenere l'Iraq
unito". Una precisazione importante indirizzata ai curdi
dell'Iraq settentrionale.
Gul ha anche detto che la Turchia si aspetta che gli Stati Uniti si
occupino della questione dei guerriglieri del Pkk con base nel nord
dell'Iraq, aggiungendo che se gli Usa lo vogliono e lo possono
fare, bene, altrimenti sarà la Turchia ad affrontare la questione. (Arab
Monitor)
14.02.2007
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I
CINQUE PUNTI DELL'ACCORDO SULL'IRAQ
Interessano
la stabilità del Paese sono stati fissati nel vertice di Ankara
tra il ministro egli Esteri siriano Walid al-Muallim ed il premier
turco Recep Erdogan. Prossima una conferenza a Damasco con i
rappresentanti di 7 nazioni. |
Sarebbero
cinque i punti dell'accordo sull'Iraq raggiunto da Siria e Turchia nel
corso della visita del ministro degli Esteri di Damasco, Walid al-Muallim,
ad Ankara. Lo ha riferito il quotidiano panarabo <al Hayat> citando
fonti coperte da anonimato.
Il
giornale ha spiegato che - durante l'incontro tra Muallim, il premier
turco Recep Tayyip Erdogan e il ministro degli Esteri Abdullah Gul -
"le due parti hanno definito un piano d'azione per l'Iraq fondato su
cinque punti: proteggere l'unità del Paese, salvaguardare la sua
sovranità ed indipendenza, respingere ogni scenario di guerra civile,
sostenere il Governo iraniano in vista della conferenza dei Paesi
confinanti, impiegare ogni sforzo per arrivare allo smantellamento delle
milizie che operano in Iraq e al ritiro delle forze militari
straniere". Alla conferenza da tenere a Baghdad entro marzo - oltre a
Siria, Turchia, Iran, Giordania, Kuwait e Arabia Saudita - dovrebbero
partecipare anche egitto e rappresentanti della Lega Araba. (Ansa)
14.02.2007
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Il
fondatore del Pkk ha chiesto che il suo partito non sia più
iscritto nella lista nera delle organizzazioni terroristiche.
IL
RICORSO
DI OSMAN OCALAN ALL'UE |
Il Tribunale di primo grado
dell'UE dovrà riesaminare il ricorso
presentato dal fondatore del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk),
Osman Ocalan, contro l'iscrizione del partito, dal 2002, nella lista
delle organizzazioni terroriste dell'Unione Europea. La decisione è
stata presa dalla Corte europea di giustizia del Lussemburgo. Con
un'ordinanza del 15 febbraio 2005, il Tribunale UE aveva dichiarato
il ricorso non ricevibile perché "il Pkk non esisterebbe più".
Uno stesso provvedimento era stato preso nei confronti del ricorso
presentato anche dal Congresso nazionale del Kurdistan (Knk). Ma i
ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza davanti alla Corte che ha annullato il provvedimento dichiarando
"parzialmente
ricevibile il ricorso proposto".
Secondo la Corte, infatti, Ocalan "agisce validamente per conto del
Pkk e può conferire agli avvocati il mandato di rappresentarlo".
Quindi, il Tribunale deve pronunciarsi in merito al ricorso
presentato da quest'ultimo. Già nel 1993 il Pkk aveva stabilito che
una soluzione del conflitto in Turchia non doveva essere perseguita
con la violenza e aveva rinunciato a chiedere un proprio Stato,
richiesta sostituita dall'aspirazione di "poter esprimere
liberamente la propria identità come curdi" all'interno dei
confini della Turchia. Nel '98, poi, venne deciso che l'idea di
liberazione nazionale attraverso il conflitto armato era stata
"storicamente superata" e sostituita dai metodi
dell'azione civile. E, infine, il 10 aprile 2002 l'ottavo congresso
del Pkk sciolse il partito e riorganizzò il suo lavoro adoperando
metodi pacifici e democratici sotto il nome di "Congresso per
la Libertà e la Democrazia del Kurdistan". Nonostante ciò, il
3 maggio 2002 l'UE incluse il nome del Pkk nella lista delle
organizzazioni terroristiche.
La Corte non ha accolto, invece, il ricorso proposto da Serif Vanly
per conto del Congresso nazionale del Kurdistan. In questo caso la
Corte «ritiene che il Tribunale abbia agito correttamente in quanto
non ricevibile» perché il Knk "non possiede i requisiti per
presentare un ricorso di annullamento". Nel dicembre scorso la
Corte di giustizia europea del Lussemburgo aveva annullato anche la
decisione del Consiglio UE di bloccare i fondi dei Mujahedin del
Popolo, principale forza di opposizione iraniana, sempre nel quadro
della lotta contro il terrorismo. (L'Unità)
14.02.2007
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CI
VUOLE UN'ALLEANZA STRATEGICA
Questo quanto
ha chiesto l'ex leader del Pkk Abdullah Ocalan, tuttora in carcere,
al Governo di Ankara se si vuole porre fine ad anni
di conflitti nel sud-est anatolico che hanno causato migliaia di
vittime su entrambi i fronti. |
Se vuole
porre fine ai conflitti che da 22 anni insanguinano la Turchia, Ankara
conceda l'autonomia regionale al Kurdistan turco . E' quanto
suggerisce il leader ribelle curdo Abdullah Ocalan, a detta del quale
''per la Turchia è di vitale importanza avere un'alleanza strategica
con i curdi''. ''Ciò significa - scrive Ocalan in una nota - che la
Turchia dovrebbe fare pace con i curdi che vivono nei loro territori e
riconoscere loro l'autonomia''. Dal carcere dell'isola di Imrali, il
leader del partito dei lavoratori curdo (Pkk) avverte che i curdi
reclamano soltanto una reale autonomia, ma potrebbero spingere per
l'indipendenza se Turchia, Iran e Siria insisteranno nella loro
politica di oppressione: ''Lasciate che i curdi abbiano un Governo e
un Parlamento regionali, altrimenti la Turchia si trasformerà in un
altro Iraq''. (Asca-Afp)
14.02.2007 |
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Il
no del tribunale federale elvetico. L'uomo è accusato di aver partecipato all'uccisione di un poliziotto. Il caso di
tredici arrestati.
MILITANTE
CURDO NON SARA' ESTRADATO
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Il
Tribunale federale ha accettato il ricorso e ordinato la
scarcerazione di un esule curdo, accusato dalle autorità turche di
aver partecipato all'uccisione di un poliziotto.
La detenzione e le minacce di estradizione verso la Turchia avevano
sollevato, l'anno scorso, una vasta campagna di sostegno nei suoi
confronti.
Arrestato nel febbraio dell'anno scorso e detenuto nel canton
Turgovia, il profugo curdo Erdogan E. sarà scarcerato e potrà
restare in Svizzera. Il Tribunale federale ha annullato
l'estradizione verso la Turchia decisa l'anno scorso dall'Ufficio
federale di giustizia (Ufg).
Giunto in Svizzera nel 1996 all'età di 17 anni, Erdogan E. è
accusato dalla Turchia di aver partecipato all'uccisione di un
poliziotto, reato che avrebbe commesso all'età di 15-16 anni in un
contesto di guerra civile tra le forze armate turche e i militanti
curdi.
Le autorità di Ankara avevano chiesto l'estradizione del giovane
nell'aprile 2003, ma l'Ufg ha predisposto il suo arresto soltanto
nel gennaio 2006. Nell'agosto successivo, ha ordinato la sua
estradizione.
Nell'accettare il ricorso del curdo, il TF ha spiegato in un
comunicato di aver tenuto conto della durata particolarmente lunga
della procedura, nonchè dei "difetti e delle
contraddizioni" figuranti nella domanda d'estradizione, che non
dimostrerebbe in modo sufficientemente plausibile il coinvolgimento
del giovane.
La Corte ha pure preso in considerazione l'età di Erdogan E.,
minorenne quando avrebbe commesso il reato rimproveratogli da
Ankara, dell'epoca e delle condizioni in cui era stato ammesso
provvisoriamente in Svizzera nel 1999.
"In simili circostanze, accettare la sua estradizione sarebbe
contrario alla Convenzione europea d'estradizione", nota la
prima Corte di diritto pubblico.
La scarcerazione di Erdogan E. era stata fra l'altro combattuta da
una petizione consegnata alla Cancelleria federale lo scorso
ottobre. Fra i 3600 firmatari figuravano 14 consiglieri nazionali.
La comunità curda residente in Svizzera aveva inoltre inscenato
manifestazioni e altre azioni di solidarietà nei confronti del
giovane esule.
Sarà invece estradato verso la Turchia il cittadino turco M.E., che
Ankara accusa di aver partecipato, in quanto leader del Pkk, a
numerosi attentati commessi fra l'aprile 1990 e l'agosto 2001 e che
hanno provocato numerose vittime civili.
La Turchia lo sospetta in particolare di essere il protagonista
dell'uccisione di un "capo di villaggio", commesso
nell'aprile 1994.
Il TF ha respinto l'argomento del ricorrente, secondo cui si sarebbe
trattato di un atto "puramente politico", e autorizzato la
sua estradizione.
L'esecuzione sarà tuttavia condizionata alla presentazione, da
parte della Turchia, di sufficienti garanzie di rispetto dei diritti
umani. (Swissinfo)
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Ankara "sta già
preparando i documenti" per chiedere l'estradizione in Turchia
di 13 sospetti alti dirigenti del Pkk, arrestati in Belgio e Francia
nei giorni scorsi, "sulla base di informazioni fornite dalla
Cia americana". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri turco
Abdullah Gul aggiungendo che gli arresti sono stati un chiaro
segnale positivo di Washington ad Ankara, dato che sono avvenuti -
come ha osservato lo stesso Gul - proprio mentre incontrava Dick
Cheney e Condoleezza Rice nella capitale Usa.
Tra gli arrestati vi sono Riza Altun e nedim Seven, considerati i
due "tesorieri" del Pkk organizzazione considerata
terroristica dagli Usa ed anche dall'UE. I 13 erano compresi in una
lista di 16 dirigenti del Pkk, consegnata dalla Turchia agli Stati
Uniti. Secondo i giornali turchi "solo grazie agli Usa" si
sono avuti - dopo anni di pressioni turco-americane e di "vane
promesse e misure cosmetiche da parte degli europei", risultati
positivi in Europa nella lotta al Pkk, il quale ora "avrà
difficoltà nei finanziamenti e nel reclutamento di nuovi
membri". (da Ansa)
14.02.2007
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INDIZI DI UNA MATRICE COMUNE
L'assassinio del giornalista di origine armena, Hrant Dink, e quello
di don Andrea Santoro pianificati a tavolino dagli ultra
nazionalisti dei <Lupi grigi>. In una foto Erhan Tuncel ritratto
assieme al leader del Bbp, Yazin Yazicioglu. |
 Sono
emersi nuovi indizi che sembrano dimostrare una matrice comune tra
l'omicidio del giornalista turco-armeno Hrant Dink del 19 gennaio scorso
ad Istanbul, e quello del sacerdote cattolico don Andrea Santoro,
avvenuto un anno fa a Trabzon , la stessa città in cui vivevano tutti
gli arrestati per il delitto Dink.
Uno di questi ultimi, Yasin Hayal, hainfatti affermato alla polizia
(secondo quanto hanno riportato i giornali <Sabah> e <Radikal>) che il
"cervello" dell'assassinio di Dink, lo studente universitario Erhan
Tuncel (anch'egli arrestato) lo spinse nel 2002 ad attaccare il prete
della chiesa di Maria di Trabzon. Il giornale <Radical> ha precisato poi
che nel 2002 Yasin Hayal in effetti "picchiò" una persona nella chiesa
di Santa Maria con il manico di un'ascia, ma Hayal non fu né fermato né
punito per quel rato.
Hayal ha anche affermato di avere conosciuto Tuncel come capo dei
"Focolari di Alperen" di Trabzon, l'organizzazione giovanile degli ultra
"Lupi grigi" del partito islamo-nazionalista Bbp (della Grande unione).
da parenti del capo del partito Bbp di Trabzon, Yasar Cihan, Hayal ha
anche affermato di avere ricevuto una somma di danaro mentre scontava in
carcere la pena di 11 mesi per il suo attentato del 2004 al <MacDonald's>
di Trabzob, per il quale egli avrebbe usato "una bomba preparata da
Tuncel".
Sarebbe stato quest'ultimo, secondo Hayal, ad organizzare l'omicidio di
Dink e a convincere il minorenne Ogun Samast ad eseguire il delitto,
come è poi avvenuto.
Nei giorni scorsi i giornali turchi hanno pubblicato foto di Tuncel in
compagnia del leader del Bbp, Yazon Yazicioglu, un ultra "Lupo grigio"
già fatto condannare dai militari turchi dopo il loro colpo di Stato del
1980 a sette anni e mezzo per delitti commessi negli scontri con i
giovani di estrema sinistra alla fine degli anni settanta.
Don Andrea Santoro fu ucciso il 5 febbraio 2006 con due colpi di pistola
mentre pregava nella chiesa di Santa Maria a Trabzon di cui era parroco
da tre anni. (Ansa)
14.02.2007
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IL
NOBEL
PAMUK
RIPARATO NEGLI USA
La
notizia è stata data dal direttore del quotidiano <Sabah>.
"Preoccupato per le minacce, è partito in segreto per gli
Usa". |
Oran Pamuk, Nobel per la letteratura nel 2006, avrebbe deciso di lasciare
definitivamente la Turchia, suo Paese natale, per stabilirsi negli Stati
Uniti, dove già da qualche mese insegna presso la Columbia University a
New York. A esser certo che l'ennesimo viaggio dello scrittore negli Usa
sia un trasferimento è Fatih Altaly, direttore del quotidiano turco <Sabah>.
"E' scappato, per lungo tempo, portando con sé i suoi beni"
afferma aggiungendo di essere venuto a conoscenza della notizia già ieri,
ma di non averla pubblicata "per evitare che all'aeroporto di
Istanbul vi fossero proteste" contro Pamuk. "Valutate voi -
scrive Altaly rivolgendosi ai lettori - il danno che questa decisione
arreca all'immagine della Turchia".
Uno dei più importanti scrittori turchi, perseguitato per le sue prese di
posizione sui massacri di armeni e curdi (alcune sue dichiarazioni gli
costarono, nel 2005, un'incriminazione e un processo, poi sospeso e
annullato), Pamuk fu il primo intellettuale del mondo musulmano a
condannare la fatwa iraniana contro Salman Rushdie. Fra i suoi romanzi,
sono stati tradotti in italiano "Roccalba", "La casa del
silenzio", "Il libro nero", "La nuova vita",
"Il mio nome è rosso".
Altaly riferisce che lo scrittore "era molto preoccupato per gli
ultimi avvenimenti in Turchia, e aveva deciso di andarsene
definitivamente", soprattutto dopo l'omicidio, lo scorso 19 gennaio,
di Hrant Dink, giornalista e scrittore di origini armene. Da allora, Pamuk
era stato oggetto di ripetute minacce, tanto da cancellare una serie di
conferenze previste in questo periodo in Germania e in Belgio.
Uno degli autori dell'omicidio di Dink, catturato dalla polizia, durante
il trasferimento dal tribunale in prigione aveva urlato, davanti alle
telecamere: "Pamuk, ora attento a te. Sii intelligente". Le
forze di sicurezza turche hanno preso sul serio la minaccia e, da allora,
hanno messo sotto scorta il premio Nobel e altri diciassette fra scrittori
e giornalisti turchi, noti per non essere allineati con le opinioni dei
nazionalisti turchi.
"Avevo anche saputo che Pamuk aveva ritirato dal suo conto 400 mila
dollari - continua Altaly - e che partiva dalla Turchia con l'intenzione
di non ritornarci per un lungo periodo. E abbiamo accertato l'esistenza di
una prenotazione a suo nome su un aereo delle 12.30". Il direttore di
<Sabah> spiega che, appreso della presunta decisione dello
scrittore, si è trovato di fronte a una scelta, "combattuto fra il
dovere giornalistico e le considerazioni umane". Per questo avrebbe
deciso di non pubblicare la notizia, che avrebbe potuto mettere a rischio
la partenza dello stesso Pamuk. (la Repubblica.it)
14.02.2007
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NON
C'E' PACE NEMMENO... PER LORO
In
Turchia - secondo l'articolo 2 della Legge sulla stampa - può
essere messo sotto accusa anche chi traduce articoli o testi
considerati "illegali". La vibrata protesta di Hasan
Anamiur, che è presidente dell'organizzazione traduttori. |
In
Turchia non c'è più pace nemmeno per i traduttori, secondo
l'articolo 2 della Legge sulla Stampa può essere messo sotto
processo chi traduce articoli considerati "illegali"; la
legge, come del resto anche il celebre articolo 301 del Codice Penale,
che punisce l'offesa all'identità turca, rimane molto generico e non
spiega nel dettaglio cosa si intenda per articoli illegali.
Quindi ci sono decine di traduttori che rischiano di finire alla
sbarra solo per aver fatto il loro lavoro. Per questo organizzazioni
di autori e traduttori hanno parlato con il quotidiano <Referans,>
pubblicizzando la loro protesta, che ha preso il via a novembre e che
si intitola: "Un traduttore non può essere punito per il lavoro
che fa".
Hasan Anamur, che di mestiere fa il traduttore e che è anche
il presidente dell'Organizzazione dei Traduttori turchi ha
sottolineato come l'articolo 2 del Codice della Stampa possa anche
essere utilizzato come forma di censura preventiva. Anamur ha
ricordato anche che l'attitudine a censurare i traduttori era propria
anche del recente passato della Turchia. Per questo motivo, nel 1999,
era stata creata l'Organizzazione dei Traduttori. Il suo obiettivo era
quello di creare una nuova sinergia con l'Unione Editori e proteggere
la categoria.
Anamur ha anche sottolineato che alcune case editrici afferenti alla
destra islamica e alla destra radicale turca hanno tradotto circa un
centinaio di libri, senza che nessuno, nemmeno il ministero per
l'Educazione, gli dicesse nulla. In questo momento i traduttori hanno
chiesto l'intervento del ministro della Giustizia. Se Cemil Cicek
non prenderà i provvedimenti dovuti si appelleranno direttamente alla
Corte Europea per i diritti umani.
"Nessuno deve dimenticare - ha detto Anamur - che il nostro primo
dovere è quello di trasferire informazioni. Il primo problema da
affrontare è quello dell'incompatibilità fra il codice della stampa
e quello che riguarda il codice delle opinioni e delle
produzioni letterarie". La protesta dei traduttori è supportata
anche dall'Unione degli Autori turca e dall'Unione professionale dei
traduttori di libri. (Apcom)
14.02.2007
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Strumento
per facilitare il dialogo tra culture e religioni, sarà inaugurato
nel maggio prossimo e sarà dedicato a don Andrea Santoro ucciso nel
febbraio 2006. La Giunta regionale del Lazio finanzia il progetto
con 250 mila euro.
CENTRO
INTERCULTURALE AD ISKENDERUN |
Una sala convegni multimediale con
traduzione simultanea, schermo per proiezioni e collegamento a Internet,
"uno strumento per facilitare il dialogo tra le culture e le
religioni, in un Paese, la Turchia, che rappresenta il Mediterraneo con
tutte le sue ricchezze e le sue contraddizioni". La struttura, rende
noto un comunicato, sorgerà per iniziativa della Regione Lazio a
Iskenderun, sede del vicariato apostolico dell'Anatolia: lì, e
precisamente a Trazbon, dove fu ucciso il 5 febbraio 2006 da un giovane
fanatico, don Andrea Santoro svolgeva la sua attività pastorale.
"L'inaugurazione della sala è prevista per metà maggio - si legge
nella nota - mentre a breve inizieranno i lavori per la creazione di una
biblioteca che sia in grado di ospitare i testi delle tre grandi religioni
monoteiste, che saranno consultabili sia in lingua turca sia in inglese.
La lista dei volumi era per la gran parte già stata compilata da don
Santoro prima della sua uccisione, e oggi al suo completamento stanno
lavorando rappresentanti delle tre religioni".
"Il progetto nasce perché si possano superare le distanze e le
incomprensioni tra le diverse culture che si sviluppano nel bacino del
Mediterraneo, per fare anche delle differenze un patrimonio e una
ricchezza comune a tutte le popolazioni", prosegue il comunicato, che
ricorda come "poco prima di morire, il 25 gennaio 2006, don Andrea
Santoro aveva indirizzato una lettera al presidente Marrazzo, in cui
chiedeva l'interessamento della Regione Lazio per questa iniziativa":
"Il centro - scriveva il sacerdote - potrebbe contribuire ad
avvicinare mondi distanti, a colmare vuoti culturali". A coordinare
la realizzazione del centro è Maddalena Santoro, sorella del sacerdote
scomparso, partita nei giorni scorsi per la Turchia insieme al cardinale
Camillo Ruini per prendere parte alla commemorazione che si è tenuta a
Trabzon. (Apcom)
14.02.2007
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ESPERIENZA
DI DIALOGO E DI INCONTRO
Giovedì
15 febbraio presso la Parrocchia di San Saturnino Martire nella
piazza omonima a Roma sarà ricordato don Andrea Santoro nel primo
anniversario della sua morte avvenuta nel febbraio 2006 a Trabzon,
l'antica Trebisonda. |
 Domani giovedì 15 febbraio, alle ore 18.30
presso la Parrocchia di San Saturnino Martire (Piazza San Saturnino,
Roma), il Centro Comunicazione e Cultura Paoline e l’Associazione
Finestra per il Medioriente, in collaborazione col Circolo Ozanam,
organizzano un incontro nel ricordo di don Andrea Santoro, nel primo
anniversario della morte, per illustrare la difficile situazione dei
cattolici in Turchia e l’impegno di dialogo fortemente voluto e
promosso da Papa Benedetto XVI. L’incontro prevede la
presentazione del "Diario di viaggio nella Turchia di Bartolomeo I
e del piccolo gregge cristiano", scritto dal giornalista Aldo
Maria Valli, riportato nel libro "La porta accanto" (Paoline
Editoriale Libri). Verrà quindi illustrata l’esperienza di
dialogo e di incontro tra il Medio Oriente e il mondo occidentale
dell’<Associazione Finestra per il Medioriente>, voluta da don
Andrea per favorire la conoscenza reciproca e lo scambio di doni
spirituali tra ebrei, cristiani e musulmani, attraverso un dialogo
sincero e rispettoso e la testimonianza della ricchezza spirituale
racchiusa nelle sue Lettere dalla Turchia. Parteciperanno alla
tavola rotonda: Aldo Maria Valli, giornalista <Rai TG3>, che ha
seguito Giovanni Paolo II in più di 30 viaggi internazionali e
Benedetto XVI nel suo viaggio in Turchia; Giulia Pezone, vicepresidente dell’Associazione
<Finestra per il Medioriente>
e collaboratrice diretta di don Andrea Santoro. Per ulteriori
informazioni: Centro Comunicazione e Cultura Paoline, Tel.
06.49.40.484. e-mail: teresa.braccio@tiscali.it (S.L.)
14.02.2007
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Intervista
con padre Claudio Santangelo, missionario vincenziano in
Turchia tornato a Roma per un anno di studi e soprattutto per approfondire la
conoscenza dell'Islam e le modalità di inculturazione
cristiana in ambiente islamica.
GUARDA AD
OCCIDENTE..MA REMA AD ORIENTE
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La Turchia è un
Paese dai mille volti. Oltre ad essere il ponte geografico tra
Oriente e Occidente, è un intreccio di laicità e società
religiosa. Di recente è stata lo scenario di grandi progressi nel
dialogo tra cristianesimo e islam e di dialogo interreligioso tra
cattolici ed ortodossi, ma è stata anche la scena di crimini contro
la libertà di religione e di pensiero.
Per dare uno sguardo da vicino alle diverse realtà della
piattaforma turca, abbiamo intervistato padre Claudio Santangelo,
missionario vincenziano in Turchia. Tornato a Roma per un anno di
studi, frequenta l’Istituto di Studi su Religioni e Culture presso
la Pontificia Università Gregoriana, per approfondire la conoscenza
dell’islam e le modalità di inculturazione cristiana in ambiente
islamico.
- Come è la realtà dei missionari vincenziani in Turchia?
"La nostra congregazione, il cui nome ufficiale è
Congregazione della Missione (CM = Congregatio Missionis),
ha due case a Istanbul appartenenti rispettivamente alle province
dell’Austria e di Parigi. Entrambe sono state fondate verso la
fine del diciannovesimo secolo per contribuire all'istruzione e
all’educazione degli europei e all’aiuto dei poveri a Istanbul.
La missione era nata come un convitto, ma negli ultimi decenni,
calata la presenza cristiana a Istanbul, il convitto è stato
trasformato in scuola superiore. La percentuale degli studenti
musulmani nella nostra scuola è del 95%".
- Lo scenario turco suscita molta curiosità per il fatto che
lo Stato è laico, ma la grande maggioranza dei cittadini è di
religione musulmana. Come si prospetta questa realtà per un
occidentale che vive in Turchia?
"In Turchia vige una laicità stretta nelle costituzioni e
nelle istituzioni. Nel 1924 il Padre della Patria, Mustafa Kemal
Atatürk, ha adottato il modello di laicità francese. E nella vita
sociale ha assunto tanti paradigmi occidentali per modernizzare la
Turchia. Così, in Turchia, è vietato per qualsiasi pubblica
impiegata portare il velo; il calendario è quello gregoriano; il
giorno festivo è la domenica e non il venerdì. I musulmani che
frequentano la moschea prendono regolarmente permessi.
La Turchia, però, ha diversi volti. Istanbul è molto particolare
perché è piena di microcosmi. Nello spostamento in città si passa
da un quartiere dove le donne mettono il velo a un’altra in cui
tutto è occidentale. Un giorno ho visto una ragazza che portava il
velo e aveva il piercing. Nel nostro immaginario, il velo è
tradizionalismo, il piercing è modernismo all'oltranza. E
queste due realtà coesistono in Turchia".
- Dove si colloca Turchia nel risveglio generale
dell’estremismo islamico?
"Nell’ultimo decennio c'è stato un risveglio religioso
musulmano anche in Turchia. Si scorge una maggiore presenza e
visibilità dell'elemento religioso nella vita sociale e pubblica.
La generazione di mezza età è generalmente rimasta molto fedele ad
Atatürk, quindi è musulmana ma non particolarmente praticante. Per
i giovani, questo risveglio religioso dipende molto dalla fascia
sociale. I ricchi guardano molto all'Occidente, ne assumono lo stile
di vita e si interessano poco della religione, mentre chi viene da
realtà rurali spesso povere ha nella moschea l’unico punto di
riferimento.
Qualcuno ha detto che la Turchia è una barca il cui equipaggio
guarda a Occidente ma rema verso Oriente".
- Come vive la popolazione turca i negoziati ufficiali per
l’ingresso della Turchia nell’Unione Europea?
"Fino all'anno scorso, secondo i sondaggi, i favorevoli
erano 70%. Ma il numero è calato drasticamente, e adesso sono poco
più della metà. Tante persone hanno paura di perdere la propria
identità. L’opinione pubblica in merito varia molto a partire
dalla situazione geopolitica circostante, come la guerra di Israele
contro il Libano dell’estate scorsa. In quel periodo c’erano
immensi manifesti su alcuni edifici con foto della distruzione in
Libano che dicevano così: “Israele ha bruciato il Libano e il
mondo è stato a guardare”. Queste guerre sono percepite da tante
persone come guerra dell’Occidente cristiano contro l’islam
perché, in genere, nella mens islamica lo Stato e la religione
coincidono.
Come noi in Occidente temiamo l'invasione turca e di perdere la
nostra identità europea, così tanti di loro temono che
l’Occidente fagociti la loro identità turca e musulmana.
Si aggiunga il fatto che i mass-media sono molto parziali e che
alcuni mezzi di comunicazione nutrono nell’immaginario della gente
una paura dell’Occidente che vuole fagocitare i Turchi e
sopprimere la loro identità. Quando fu ucciso don Andrea Santoro,
alcuni giornali (come Vakit), considerando inconcepibile che sia
stato ucciso senza ragione, hanno scritto che il sacerdote faceva
proselitismo con i musulmani pagando la gente per venire in Chiesa"
- Come è stata la reazione locale turca all’uccisione di
don Andrea Santoro e del giornalista Hrant Dink?
"Le due uccisioni avvenute nella stessa area di Trabzon sono
state di diverso peso per la Turchia. Don Andrea Santoro, infatti,
era straniero e sconosciuto, e la sua uccisione non ha avuto la
stessa risonanza di quella di Dink e non ci sono state
manifestazioni.
L’uccisione del fondatore e direttore del giornale <Agos>, invece,
è stata percepita come un attacco alla libertà religiosa, e
l'opinione pubblica è rimasta scandalizzata a questo assassinio a
sangue freddo e sono state fatte tante manifestazioni di
indignazione.
Come cristiani, dopo questi attacchi abbiamo vissuto la paura che la
situazione precipitasse e si perdesse la stabilità che si vive in
Turchia"
- Dopo lo storico incontro del Papa Benedetto XVI e il
Patriarca Ecumenico Bartolomeo I ad Al Fanar, cosa spetta ai
cristiani fare nel cammino verso il ristabilimento della piena unità
tra i cristiani?
"Era necessario che il Papa andasse in Turchia per far
vedere l’orientamento che la Chiesa prende nel cammino verso
l’unità. Ad Al-Fanar sono stati ribaditi elementi importanti per
il cammino verso l’unità. I cambiamenti e i passi, però, non
devono rimanere ai vertici ma devono penetrare nella profondità del
vissuto delle diverse confessioni cristiane.
‘Vincenzianamente’ parlerei di gesti di concreta carità, questi
sarebbero il segno dell’ecumenismo vissuto. Impegnarsi insieme,
come comunità ecclesiali, per costruire una casa di carità
interconfessionale.
L’enciclica del Papa Giovanni Paolo II Ut unum sint parlava
dell’ecumenismo della carità che sarebbe segno visibile per i non
cristiani.
L’ecumenismo, inoltre, consiste anche nella mutua condivisione
delle ricchezze delle diverse tradizioni. L'anno scorso, come
sacerdoti cattolici, abbiamo avuto un giorno di ritiro sulla
quaresima predicato da un sacerdote del rito armeno apostolico. È
stata una grande ricchezza per noi scoprire il senso della quaresima
come lo esprime la liturgia, che, per le Chiese d’Oriente è il
fondamento su cui costruisce la fede (Lex orandi statuit legem
credendi).
Non possiamo andare avanti per stereotipi, è necessario che ci
conosciamo da vicino come cristiani, e il fatto che la presenza
cristiana sia così ridotta è uno stimolo per lavorare insieme".
- Come concepisce il suo essere missionario in Turchia?
"Il senso della mia missione in Turchia è di essere un
semplice segno per rendere più presente Cristo. Un motto di San
Vincenzo de’ Paoli, nostro fondatore è: "Fare tutto ciò che
Gesù Cristo ha fatto: infiammare il mondo". Non è mio dovere
convertire la gente, ma di essere presente della presenza di amore
ed ascolto di Cristo ed essere pronto a dare ragione della speranza
che è in me (1 Pt 3, 15). Quando celebriamo l'Eucaristia, sento che
Gesù è presente pure lì.
Anche i Turchi hanno diritto di conoscere il vero volto di Gesù
Cristo. L'esperienza fa vedere che oltre a persone indifferenti alla
religione, ci sono persone molto interessate a conoscere. È
capitato che un invito a pranzo sia passato insieme a parlare di
fede e di religione e delle questioni di fondo della vita secondo la
prospettiva cristiana.
Io appartengo a una congregazione missionaria il cui carisma è di
evangelizzare i poveri, di farci prossimi ai poveri. I poveri sono
di diversi tipi: poveri sono quelli che mancano di qualcosa, i senza
tetto, gli afflitti da diversi tipi di malattia o dipendenze, ma
sono anche i senza diritti, le minoranze, le persone abbandonate
nella solitudine. Siamo chiamati ad amare i poveri, di un amore
affettivo ed effettivo. Un amore di sentimento, cioè di vicinanza
umana ma anche di concretezza, dove l’amore è promozione reale.
La nostra missione è di vedere il povero nella sua completezza. In
Turchia, ci sono poveri che cercano Dio, il senso della vita, della
morte, del dolore, e hanno bisogno di ascolto, di presenza e di
testimonianza, e noi come cristiani siamo lì per ascoltare nella
gratuità e per testimoniare". (Zenit)
14.02.2007
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CONVERTITI
AL CRISTIANESIMO RISCHIANO
Si
tratta di una famiglia turca, discendente nientemeno che da Maometto, che vive in
Germania e che per paura di ritorsioni ha chiesto asilo politico
e la protezione del Governo tedesco. I "traditori", una coppia e la loro figlia. |
In Turchia di storie strane se ne
sentono spesso, ma questa ha tutti i numeri per sbaragliare la
concorrenza. la notizia è riportata dal quotidiano <Sabah>. la
famiglia D. (per motivi di sicurezza è stata scritta solo la prima
iniziale), che da dieci anni vive in Germania, si è convertita al
Cristianesimo e ha chiesto asilo politico.
Questo perché il nucleo familiare, che originario di Elazig, nell'est
della Turchia, si è dichiarato discendente diretto nientemeno che del
profeta Maometto. Temendo che una famiglia con natali così illustri in
Turchia rischiasse grosso, i suoi componenti hanno fatto appello allo
Stato tedesco chiedendo asilo politico, "altrimenti i Turchi ci
uccideranno per la nostra nuova fede".
I "traditori" dell'islam sono una coppia e la loro figlia.
parlando con alcuni giornalisti hanno detto che i primi a vendicarsi
per il loro gesto potrebbero essere proprio i loro parenti rimasti in
Turchia. "Non accetteranno mai il nostro gesto - hanno detto - per
loro il fatto che noi ci siamo convertiti al Cristianesimo è na vergogna.
Abbiamo ricevuto già minacce di morte a distanza". La famiglia
afferma di discendere direttamente da Fatma, la figlia di Mometto, e da
suo marito Ali, genero e cugino del Profeta. (Apcom)
14.02.2007
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"IMPORTANTE"
IL VIAGGIO DEL PONTEFICE
La Chiesa
ortodossa auspica che la visita di Benedetto XVI a fine novembre in
Turchia contribuisca ad un "dialogo sincero" tra
cristiani; "buone le intenzioni espresse nella Dichiarazione
comune firmata dal Papa e da Bartolomeo I. |
Il Patriarcato di Mosca
definisce "importante" il recente viaggio di Benedetto XVI
in Turchia, e si augura che possa contribuire a promuovere un
dialogo sincero tra le due Chiese sorelle. Secondo l’arciprete
Vsevolod Chaplin, a capo del Dipartimento del Patriarcato di Mosca
per le relazioni esterne della Chiesa, "la visita del Papa in
Turchia (28 novembre – 1 dicembre), è indiscutibilmente
importante per una comprensione reciproca tra cristiani e musulmani,
per lo sviluppo dei rapporti della Turchia con l’Europa e per il
dialogo tra cattolici e ortodossi". In un’intervista alla
stampa russa, Chaplin nota poi che nonostante le azioni di alcuni
estremisti, la maggioranza dei musulmani turchi e dei loro leader
spirituali ha guardato con favore alla visita del Papa.
Egli si è poi soffermato sul valore dell’incontro tra Benedetto
XVI e Bartolomeo I, Patriarca ecumenico di Costantinopoli, "una
delle Chiese ortodosse più esigue, ma anche una delle più famose e
storicamente importanti". Riguardo alla Dichiarazione comune,
firmata il 30 novembre dai due leader religiosi, l’arciprete
Chaplin ha dichiarato che il documento contiene "molti pensieri
corretti sullo sviluppo del dialogo e della collaborazione tra
cristiani ortodossi e cattolici". "Spero – ha concluso
– che queste intenzioni siano definite in modo specifico nel
quadro del processo di relazioni tra il Vaticano e le singole Chiese
ortodosse locali". (AsiaNews.it)
14.02.2007
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E'
stato siglato dal ministro algerino della Giustizia Tayeb Balaiz e
dal suo omologo turco Cemil Cicek. Scambio di
informazioni.
ACCORDO
DI COOPERAZIONE GIUDIZIARIA |
L'Algeria
e la Turchia
hanno siglato ad Algeri un accordo di cooperazione giudiziaria che
prevede lo scambio di informazioni e di esperienze tra i due Paesi.
L'accordo, firmato dal ministro algerino della Giustizia Tayeb Belaiz
e dal suo omologo turco Cemil Cicek, è il secondo concluso tra Ankara
e Algeri dopo quello relativo agli affari civili e al diritto
commerciale. Nei prossimi giorni è prevista anche la firma di altri
protocolli di cooperazione in materia penale e per l'estradizione.
L'Algeria ha già siglato 53 convezioni internazionali in materia
giudiziaria e, secondo il ministro Belaiz, dovrebbe concluderne altri
43. (Denaro.it)
14.02.2007
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SOCIETA'
|
E'
stato firmato dal nostro ambasciatore Carlo Marsili e dal
direttore generale degli Affari consolari del ministero Esteri
turco, Derya Kanbay.
VISTI:
MEMORANDUM
DI INTESA |
Procedure più semplici per gli italiani che vogliono entrare in
Turchia per un soggiorno breve. L'ambasciatore italiano Carlo Marsilli
e il direttore generale degli Affari consolari del ministero degli
Esteri turco, Derya Kanbay, hanno firmato ad Ankara un memorandum
di intesa sul rilascio dei visti, destinato a snellire l'iter
burocratico per l'ingresso degli italiani in Turchia e dei turchi in
Italia. In particolare, sarà eliminato del tutto l'obbligo del visto
per gli italiani che si recano in Turchia per turismo per un periodo
inferiore ai 90 giorni. Già oggi l'iter burocratico imposto ai nostri
connazionali si limita all'apposizione di un timbro sul passaporto
presso lo scalo di arrivo e al pagamento di una tassa di dieci euro.
Con la firma del nuovo memorandum, il visto di breve durata per
l'ingresso degli italiani in Turchia viene eliminato del tutto, come
già avvenuto per i cittadini di altri Paesi europei come la Francia e
la Germania.
Anche per i cittadini turchi che entrano in Italia sono previste
alcune agevolazioni, soprattutto per i viaggi con finalità di affari
o turismo. La normativa Schengen, che regola la circolazione dei
cittadini in Europa, impedisce la completa eliminazione dell'onere del
visto per chi proviene da un Paese non sottoscrittore. (Aki)
14.02.2007
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RIFORMA
SULLA SICUREZZA SOCIALE
La
legge entrerà in vigore dal prossimo luglio però ci saranno alcune
sorprese giacché alcune parti del testo potrebbero essere
cancellate. La precisazione è venuta direttamente dal ministro
dell'Economia Ali Babacan. |
A
luglio entrerà in vigore la legge sulla Riforma della Sicurezza Sociale
che in Turchia ha fatto molto discutere. Soprattutto il presidente della
Repubblica Ahmet Necdet Sezer e la Corte costituzionale ma che dall'altra
parte dovrebbe fare felice il Fondo Monetario Internazionale che ha
prestato ad Ankara qualcosa come 10 miliardi di dollari e che ha premuto
più volte sul Parlamento perché venisse approvata.
Adesso ci sono sorprese. Il ministro dell'Economia Ali Babacan ha fatto
sapere che alcune parti della riforma potrebbero essere cancellate.
"Gli studi tecnici sono ancora in corso - ha detto Babacan ai
giornalisti - ma alcune parti potrebbero essere soppresse se vedessimo di
non essere in grado di metterle in pratica". Uno dei principi cardine
della legge è quella di unificare tre diverse istituzioni che si occupano
di sicurezza sociale in uno solo e per la precisione quello dei lavoratori
dipendenti, dei liberi professionisti ed impiegati statali. Tra gli altri
provvedimenti c'è anche l'innalzamento dell'età della pensione: dal 2048
ci si potrà ritirare dal lavoro a 65 anni. (Apcom)
14.02.2007
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La
strana richiesta è stata fatta da Binasi Iktem, presidente della
sezione di Istanbul del partito di opposizione Chp. A suo dire
queste "campagne", come quella per il raki, sono deleterie
perché offendono il Padre della Patria.
ATATURK
: VIA L'IMMAGINE DALLA PUBBLICITA' |
Sarà il clima della campagna
elettorale, sarà che su certi argomenti in Turchia non si scherza, ma
stavolta il Chp, principale partito di opposizione, ne ha tirata fuori una
da fare invidia ad un esponente del Mhp, il partito nazionalista.
Binasi Iktem, presidente della sezione di Istanbul, ha denunciato i
titolari di due tipi di raki (il popolare liquore turco a base di anice)
e chiesto la cancellazione di questi ultimi. Il motivo? L'<Ata>
e il <Sari Zeybek>, questi i nomi dei marchi incriminati,
utilizzavano l'immagine di Ataturk durante le loro campagne pubblicitarie.
Un'offesa al padre della patria che Binasi Iktem non poteva tollerare e ha
chiesto all'autorità giudiziaria di procedere. In realtà le due aziende
non potevano trovare un testimonial più adatto.
"Queste campagne pubblicitarie - ha detto il dirigente del Chp - sono
deleterie perché danno una cattiva immagine di Ataturk e nel contempo
invogliano al consumo di bevande alcoliche. E' una campagna contro la
personalità spirituale di un leader e contro i valori della
nazione". Come prove inconfutabili della sua tesi ha portato alcune
immagini delle campagne pubblicitarie durante le quali, secondo lui, il
padre della patria sarebbe stato diffamato. Brutti tempi per chi vuole
bere in Turchia. Le tasse sulla produzione ed il consumo di alcolici
continuano ad aumentare e con loro anche gli episodi di intolleranza. Uno
per tutti quello del sindaco di uskudar, nella parte asiatica di istanbul,
che l'anno scorso ha proibito il consumo di bevande alcoliche per strada
perché "offendeva la tradizione religiosa turca". (da Apcom)
14.02.2007
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La
decisione - che è stata presa dalla tredicesima sezione del Consiglio di Stato
turco - vale
anche per le sigarette. Gli acquirenti informatici però dovranno
registrare una serie di dati personali e in ogni modo non essere minorenni.
INTERNET:
SI' ALLA VENDITA DI ALCOOL |
In una Turchia che negli ultimi
tempi si è fatta notare più che altro per il suo aspetto più
conservatore è caduto un ultimo tabù. La tredicesima sezione del
Consiglio di Stato ha infatti autorizzato l'acquisto di alcool e sigarette
su Internet, cosa che fino a ieri era severamente vietata perché con il
commercio elettronico l'acquirente non veniva direttamente messo a
conoscenza dei rischi per la salute che comporta l'assunzione di alcool e
il fumare sigarette.
Come giustificazione, il Consiglio di Stato ha detto che la vendita a
distanza non toglie nulla alla campagna informativa operata per dissuadere
le persone dall'utilizzare queste sostanze. Il Consiglio di Stato ha anche
stabilito che chi vorrà acquistare sigarette e alcool via Internet dovrà
registrare una serie di dati personali e dimostrare soprattutto di non
essere minorenne. (Apcom)
14.02.2007
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RECORD
DI LAVORATORI POCO ISTRUITI
Brutte
notizie per la Turchia dove il grado di istruzione è ai livelli
più bassi tra i Paesi dell'Ocse. I ragazzi di 15 anni in possesso
una cultura di ceto medio sono appena il 3% contro il 20%, ad
esempio, dell'Olanda e del Belgio. |
Brutte notizie per
la Turchia. Oltre al problema della disoccupazione che affligge il Paese
in maniera pressoché cronica, adesso c'è anche quello della qualità dei
lavoratori. Secondo una ricerca condotta dall'Organizzazione per la
Cooperazione economica e lo Sviluppo (Ocse), ha condotto uno studio sul
grado di istruzione dei lavoratori nel Paesi membri dell'organizzazione.
La Turchia occupa il gradino più basso. I suoi lavoratori vanno a scuola
meno rispetto a quelli degli altri Paesi. Per esempio, negli altri Stati
oltre il 70% dei bambini va già agli asili all'età di 3-4 anni. In
Turchia sono solo il 2.6%. Mediamente, fra i Pesi dell'Ocse, i ragazzi di
15 anni sono già in possesso di una cultura di medio livello. la
percentuale è ancora più apprezzabile in Paesi come Olanda e Belgio dove
tocca il 20% degli studenti. in Turchia siamo fermi al 3%.
Gli studenti nel Paese della Mezzaluna a 15 anni possono dire di avere un
grado di istruzione solo elementare. Brutte notizie anche per gli studi
superiori e universitari. Sono pochi e di livello non paragonabili agli
altri Paesi Ocse. A guidare la classifica dei "bravi ed
istruiti" c'è la Svizzera dove le persone impiegate con un alto
grado di istruzione sono il 91%, seguita dalla Norvegia con l'87%,
Danimarca con il 79%, Giappone e Olanda con il 75%. L'Italia si trova a
metà classifica. Al Paese della Mezzaluna tocca anche il poco onorevole
primato della maggior sproporzione fra uomini e donne istruiti ed
impiegati. i primi sono il 78%, le seconde appena il 26%. (Apcom)
14.02.2007
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COME TORNARE
VERGINI E SALVARE L'ONORE
I
portali di medicina e bellezza turchi sono tempestati dalle domande
da parte di aspiranti pazienti. Confessioni di un pentito. |
In
Turchia si torna vergini per non morire. Oppure per salvare il proprio
onore e quello della propria famiglia. La chiamano Kizlik zari dikimi,
letteralmente "cucitura della membrana della verginità". In Italia
si chiama imenoplastica: consiste nella suturazione dei residui
dell'imene. Lo scopo è quello di provocare una perdita di sangue al
momento del primo rapporto sessuale dopo l'intervento. In Turchia,
negli ospedali statali non viene eseguita, in compenso negli studi
privati di alcuni ginecologi e chirurghi estetici, per quanto ai
confini della legalità, è la norma. Tutti sanno che esiste, ma
nessuno ne parla. Nessuna struttura pubblicizza apertamente questo
servizio, ma chi vuole (o deve) fare questa operazione sa benissimo a
chi si può rivolgere.
I portali di medicina e bellezza turchi sono tempestati dalle domande
da parte di aspiranti pazienti. I medici rispondono a tutto, ma
sottolineano sempre che presso la loro struttura la Kizlik zari dikimi
non viene praticata. I quesiti più frequenti sono: quanto costa,
quanto dura, quanto è dolorosa. Qualcuna, per eccesso di prudenza o
di paura, chiede anche se l'operazione sia sicura al 100%, cioè se il
futuro marito si possa accorgere che si tratta di una verginità
artificiale. Venire scoperte è pressoché impossibile, perché solo
un chirurgo o medico legale sono in grado di capire che l'imene è
stato suturato. I costi variano da 500 a 2000 euro e l'intervento è
indolore.
Y.C. è un pentito. Fino a quattro anni fa faceva il "medico delle
vergini" anche lui, poi ha cambiato idea e ha smesso di praticare
l'imenoplastica.
Oggi è un affermato ginecologo, con uno studio in uno dei quartieri
più esclusivi di Istanbul. Al <Giornale> ha raccontato la sua
esperienza, umana e professionale e di come la sua vita sia cambiata.
Tutto tranne una cosa: quanto ci ha guadagnato.
- Dottor Y.C. lei fino a quattro anni fa faceva tornare vergini anche
chi aveva avuto più di un partner. Poi ha cambiato idea e adesso dice
di voler dimenticare questa parte della sua vita. Ma allora prima
perché praticava la Kizlik zari dikimi?
"Lo facevo perché pensavo di aiutarle. La verginità in Turchia è
un valore ancora
molto importante, e spesso la si deve mantenere fino al matrimonio".
- Quindi molte donne venivano da lei perché avevano paura di essere
uccise o escluse dalla società?
"Sì. La stragrande maggioranza veniva qui perché non era più
vergine e stava per sposarsi con un uomo che la pensava ancora
illibata. E ovviamente non poteva dirgli la verità. Ma c'era anche
una minoranza di donne che aveva perso la verginità e affrontava
questa cosa con un senso di colpa".
- Lei per quanto tempo ha fatto il «medico delle vergini»?
"Quasi sette anni".
- Quante donne ha operato in tutto questo tempo?
"Non lo ricordo di preciso, comunque moltissime. E sono parecchie
quelle che cercano ancora di farla".
- Che tipo di ragazze si rivolgevano al suo studio?
"Le mie pazienti erano piuttosto varie. C'erano persone provenienti
da ambienti umili, certo, ma anche numerose ragazze benestanti, figlie
di avvocati e professionisti, appartenenti all'alta società".
- Venivano a farsi operare da sole?
"Il più delle volte sì. Ma spesso erano accompagnate dai genitori.
Talvolta anche in compagnia del futuro sposo".
- Quanto durava l'operazione e quando era meglio farla?
"L'operazione dura da 10 minuti a mezz'ora, dipende dalla donna. Per
la tempistica da una settimana a tre giorni prima del primo rapporto".
- Che cosa le ha fatto cambiare idea?
"La mia fede religiosa".
- Non crede che anche questa ricerca ossessiva della verginità
artificiale parta proprio da una motivazione religiosa?
"È più una pressione sociale e culturale".
- Mi vuole dire che la religione non ha nessun peso?
"Il problema sta nello stile di vita di noi turchi. La maggior parte
ritiene che la vita religiosa e sessuale di una donna debbano ancora
andare di pari passo, quando invece dovrebbe vivere la propria
sessualità liberamente. È la società che deve cambiare".
- Secondo lei che cosa dovrebbero fare le donne turche?
"Cercare la propria identità e imparare a camminare con le loro
gambe".
- A volte temo che non sia così semplice. Per esempio che cosa pensa
quando legge di delitti di onore e violenze varie ai danni di persone
che hanno avuto rapporti prima del matrimonio?
"Non riesco nemmeno a leggerli da tanto mi addolorano. Ma mi lasci
dire una cosa: se una donna accetta di fare la Kizlik zari dikimi ha
perso in partenza e vuol dire che non è sicura della sua identità. E
soprattutto metterà al mondo figlie che cresceranno nello stesso
modo. Spesso la verginità diventa uno strumento di controllo da parte
del sesso maschile".
- Le è capitato, dopo aver cambiato la sua opinione, di dover
respingere le richieste di qualche paziente?
"Sì e non è stato facile. Ma ero forte delle mie idee". (Marta
Ottaviani/Il Giornale.it)
14.02.2007
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DELITTO
D'ONORE: ISTANBUL
E' LA CAPITALE
I
dati sulla megalopoli turca forniti dal Dipartimento per la
Sicurezza. Le donne uccise nel 2006. La violenza in
famiglia.
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Altro che est del Paese. La vera "capitale" del delitto
di onore turca è la moderna a cosmopolita Istanbul. I dati sono stati
resi noti dal Dipartimento per la Sicurezza della megalopoli sul
Bosforo, su richiesta della Commissione parlamentare che da qualche
mese si occupa specificamente di questo problema. Li ha pubblicati il
quotidiano <Milliyet>.
In particolare solo nel 2006 le donne uccise a Istanbul per motivi
riguardanti l'onore sono state 25. Il dato è in costante ascesa dal
2000, quando le vittime erano state "solo" 18.
A queste vanno aggiunte le donne che subiscono violenza all'interno
delle mura domestiche e non sporgono denuncia. (Apcom)
14.02.2007
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|
I
PIU' COOL IN TUTTO IL MONDO
Secondo
<Wallpaper, Italia e Turchia meritano l'oscar dello chic.
L'una per un edificio pubblico (Renzo Piano) e per la collezione
invernale (Prada), l'altra per la miglior città
dell'anno (Istanbul) e miglior ristorante (Muzede Changa). |
Sono l'Italia e la Turchia i Paesi
più cool. Il verdetto, forse un po' a sorpresa, arriva dalla
bibbia del life style: la rivista <Wallpaper>, da sempre icona di
riferimento degli appassionati della qualità della vita.
L'osannato mensile ha recentemente assegnato i dieci <Wallpaper Design
Awards> per il 2007, una sorta di oscar dello chic, il meglio del cibo,
dello stile, dell'architettura nell'anno passato. E l'Italia, pari merito
con la Turchia, si porta a casa ben due riconoscimenti: quello per il
miglior edificio pubblico e per la più riuscita collezione invernale,
rispettivamente a Renzo Piano e alla maison <Prada>. La scelta della
stilista Miuccia, spiegano dalla giuria, non è così scontata come si
potrebbe pensare. Il merito della signora è di avere stupito ancora una
volta. Ha infatti ideato uno stile da "guerriera urbana" che
vive in perenne movimento ma è anche sofisticata. Insomma, il meglio per
la donna d'oggi. La virtù di Piano, invece, sta nell'aver saputo ampliare
la biblioteca e il museo Morgan di New York. La moderna costruzione, con
tanto di sala lettura, auditorium e corte interna, ha rispettato
perfettamente il contesto storico.
La migliore città dell'anno, invece, è Istanbul. La capitale turca sta
vivendo una sorta di seconda giovinezza che la vede regina dell'arte, con
gallerie contemporanee e musei, ma anche dello shopping e della vita
notturna. E la stessa Istanbul, non a caso, si è meritata un secondo
riconoscimento, quello per il miglior ristorante. Si tratta del Muzede
Changa, una sorta di cubo di vetro arredato in stile '60 e '70, ideato
dall'architetto Aysen Savas e capitanato dal talentuoso chef Peter Gordon.
"Eccitante e inquietante al tempo stesso" è la singolare
definizione con cui la giuria ha motivato la premiazione di <Google
Earth>,
quella sorta di zoom che consente di spiare spiagge, vie e città e
migliorare il rapporto delle persone con quell'illustre sconosciuto che è
il pianeta Terra. Ancora ad una donna, l'olandese Hella Jongerius, va
l'oscar per il design. Nata come progettista per pochi si è imposta per
la sua capacità di raffigurare i volumi ed è amatissima da aziende come
<Vitra> e <Ikea>. Un premio atipico, quello per il più
geniale apparecchio per uso domestico, è andato invece agli altoparlanti
di ceramica di due giovani laureati dell'università di Stoccolma: Mats
Broberg e Johan Ridderstrale. Forse a dimostrazione del fatto che, per
entrare nella ristretta cerchia dei premiati, non bisogna essere dei nomi
arcinoti. La migliore casa privata è invece quella progettata
dall'inglese John Pawson per il guru creativo Fabien Baron. Per soddisfare
i capricci dell'art director (curatore di mostri sacri come <Vogue>
e il calendario <Pirelli>) è nata una dimora armonicamente inserita
nel paesaggio naturale. Sempre parlando di costruzioni il riconoscimento
per l'albergo ideale va all'Home di Buenos Aires: 17 camere, ciascuna
diversa dall'altra, tutte dotate delle migliori tecnologie. E, infine,
l'onore per aver inventato i migliori cosmetici spetta al francese Serge
Lutens che ha saputo combinare il fascino antico con formule tecniche e
confezioni di design.
Questi i dieci verdetti, senza appello. Anche se i giurati, dalle pagine
internet del giornale, lasciano un democratico spiraglio: "Forse la
vostra opinione è diversa, in tal caso segnalateci nel sito cosa ne
pensate". (Irene Maria Scalise - La Repubblica.it)
14.02.2007
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CRONACA
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CONFERMATO
IL VIRUS DEI POLLI
Secondo
quanto rilevato dal ministero dell'Agricoltura turco. Trovati morti 170
volatici nel villaggio di Bogaskoy, provincia di Batman. A
detta degli organismi preposti alla salute al momento non c'è
comunque da allarmarsi. |
Dopo la conferma della presenza di
focolai di influenza aviaria nella parte sud-orientale del Paese, le
autorità' della Turchia hanno deciso di mettere in quarantena 4 villaggi
della provincia di Diyarbakir . Si tratta del villaggio di Akcay e altri
piccoli centri urbani della provincia. Mustafa Kayhan, responsabile del
dipartimento agricoltura della regione, fa sapere che la decisione è
stata presa a titolo precauzionale, in quanto ''si sospetta ci sia
influenza aviaria'' anche in quest'area. Dopo i casi di virus H5N1
confermati nella provincia di Batman, si teme ora il contagio nella
provincia limitrofa di Diyarbakir. La quarantena dei 4 villaggi di
Diyarbakir si aggiunge a quella già decretata a Bogazkoy, centro dove era
esploso il focolaio di aviaria. Il ministro della Salute intanto
rassicura, facendo sapere che 3 persone ricoverate perché ritenute
affette dal virus sono risultate negative ai test, e ''al momento in
ospedale non c'e' alcun caso sospetto di contagio da influenza aviaria''.
(Asca-Afp)
14.02.2007
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IL
REGALO DI DODICI
PAIA DI.....PEDALINI
Insolito
cadeau dell'Associazione dei produttori di calze della Turchia al
presidente della Banca Mondiale, Paul Wolfowitz, che era stato
fotografato "impietosamente" davanti alla moschea di Edirne con un capo bucato. |
 L'Associazione dei
produttori di calze della Turchia ha inviato 12 paia di calzini,
naturalmente nuovi di zecca, al presidente della Banca Mondiale Paul
Wolfowitz che era stato immortalato dall'impietoso obiettivo dei fotografi
con ai piedi un paio di calze bucate, mentre si toglieva le scarpe durante
una visita nella moschea di Edirne. La <Confindustria> delle calze
turca ha immediatamente raccolto l'assist, opportunità per farsi
pubblicità gratis con la divertente gaffe in cui era scivolato il capo
della Banca Mondiale. (Adnkronos)
14.02.2007
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FACEVA
SEMPRE E SOLO LA PASTA: UCCISA
Donna
massacrata dal marito a colpi di martello. Il fatto è avvenuto nei pressi
di Trabzon. Il cadavere scoperto dai vicini. |
"Da un
mese cucinava soltanto e sempre pasta. Ormai era insopportabile e io
l'ho uccisa''. E' stata la confessione resa alla polizia a Trabzon
(l'antica Trebisonda), nella regione nord-orientale della Turchia, da
un uomo di 53 anni. La donna è stata massacrata a colpi di martello.
Secondo l'agenzia di stampa turca <Anatolia>, il cadavere della donna
è stato scoperto dai vicini di casa che hanno dato l'allarme,
chiamando la polizia. L'omicida è stato arrestato alcune ore dopo. (Adnkronos/Ign)
14.02.2007
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VAN:
ERGASTOLO PER TUTTA LA FAMIGLIA
La
pena del carcere a vita è stata chiesta dal pubblico ministero della città
turca (sud-est anatolico) per tutti i componenti che avevano deciso di uccidere una loro
congiunta che era rimasta incinta prima del matrimonio. |
Potrebbero pagare molto caro tutto il male che hanno fatto. Il
pubblico ministero di Van ha chiesto l'ergastolo per tutti i
componenti della famiglia Erdas, in totale 5 persone: padre, madre,
fratello e due zii. Nel mese di ottobre la famiglia Erdas si era
riunita e aveva dichiarato la condanna a morte della giovane Naile
Erdas, di 15 anni. La sua colpa era quella di essere rimasta incinta
prima del matrimonio, forse in seguito a una violenza sessuale. Madre,
padre e zii si erano riuniti per decidere come punirla e avevano
deciso di ucciderla. La sentenza era stata eseguita dal fratello
maggiore di Naile, che l'aveva freddata in mezzo alla strada. Ora sono
tutti in prigione e ne usciranno solo per la sentenza. Un altro zio,
che aveva cercato di salvarla, in questo momento è sotto la
protezione della polizia.
14.02.2007
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MAXI
SEQUESTRO DI EROINA A DUNKERQUE
La
droga - 365 chili nascosti dentro un camion - immatricolato in
Turchia. Fermato il conducente. 110 chili di polvere bianca trovati
nel porto di Trieste. Arrestate 25 persone in una operazione denominata "Many
Problems". |
Maxi
sequestro di eroina da parte della polizia di frontiera francese: 365
chili. Erano in un camion immatricolato in Turchia, in attesa nel
porto di Dunkerque per andare in Gran Bretagna. Il conducente del
camion, un turco di 54 anni, è in stato di fermo. (Agr)
_______________
Oltre 110 kg di eroina, del valore
di oltre 60 milioni di euro, sono stati sequestrati dalla GdF nel Punto
Franco Nuovo del porto di Trieste. La droga era nascosta nel doppio fondo
della cabina di guida di un autoarticolato appena sbarcato da un traghetto
proveniente dalla Turchia e - secondo i primi accertamenti - era destinata
al mercato tedesco. L'autista - un cittadino turco - è stato arrestato e
il Tir è stato sequestrato. (Ansa)
_______________
Sono in tutto 25 le persone, molte
delle quali di origine sarda, coinvolte in questa operazione chiamata
"Many Problems", divisa in due tranche. L'inchiesta della
Guardia di Finanza si era conclusa l'estate scorsa fermandosi in Sardegna
con 10 indagati sottoposti a misure cautelare con l'accusa di associazione
a delinquere finalizzata al traffico, anche internazionale, di sostanze
stupefacenti. Tra questi M.I., la moglie R.F. e il loro figlio R., tutti
quartesi, ritenuti a capo dell'organizzazione criminale.
Sulla scia dell'inchiesta internazionale delle Fiamme Gialle romane si
sono attivati gli uomini del commissariato di Quartu Sant'Elena, diretti
da Gianfranco Murgia, che con l'operazione "Many Problems II"
hanno portato a termine l'indagine scoprendo chi agiva tra l'Emilia
Romagna e la Sardegna e ricostruendone nel dettaglio il modus operandi e
l'organigramma. Così oggi sono finiti in manette, in esecuzione di
ordinanze di custodia cautelare in carcere, anche A.L., F.L., G.L., S.M.,
P.C., A.A., F.T., G.R., A.C. e A.I. Obbligo di dimora, poi, per
G.D.(moglie di F.L.) e per M.E.,
originaria di Benin City.
Secondo la ricostruzione della polizia, la droga giungeva in Sardegna
all'interno di bombole del gas confezionate dai fratelli G. e A. A., sardi
residenti in Emilia Romagna. Giunte nell'isola attraverso un ditta di
import-export creata ad hoc da A.A., le bombole venivano prese in consegna
da M.P. che le trasportava in un container sulla strada statale 554, la
circonvallazione di Cagliari. Lì le stesse bombole venivano smantellate e
la droga, una volta tagliata, smerciata al minuto da una fitta rete di
spacciatori guidata da M. e R.I. Di piazzare la droga a Cagliari e a
Quartu si sarebbero poi occupati, a seconda appunto della città, gli
arrestati. M. e R.I. sono inoltre indagati per porto e detenzione illegale
di arma alterata e clandestina e ricettazione della stessa. La polizia di
Quartu, infatti, nel container ha ritrovato anche un fucile a canne mozze
con il quale P.C. (anche lui indagato per lo stesso reato) avrebbe pagato
provvisoriamente una piccola partita di droga. (Sardegna
Oggi)
14.02.2007
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NOTIZIARIO
DI AMBASCIATA

| GASDOTTO
ITALIA-GRECIA, VIA TURCHIA |
L'Italia e la Grecia
hanno recentemente siglato un accordo volto alla costruzione di un
gasdotto di interconnessione tra
i due Paesi (Igi). Una volta concluso, tale tratto si collegherà
operativamente a quello greco – turco i cui lavori dovrebbero
concludersi entro il 2007. I diritti di sfruttamento del gasdotto avranno
la durata di 25 anni, l’8% della produzione andrà all’italiana Edison
mentre la Depa avrà il controllo del 20%. L’intero gasdotto, una volta
operativo, assicurerà il trasporto verso l’Europa del gas naturale
proveniente dai ricchi bacini del Caspio e dell’Asia Centrale nel quadro
della più ampia iniziativa nota come "Southern Europe Gas Ring".
Con tale progetto si allenta ulteriormente la dipendenza europea dalle
forniture di gas proveniente dalla Russia dando al tempo stesso la
possibilità alla Grecia di competere con la predetta in qualità di Paese
esportatore, in quanto solo il 10% della quota della Depa sarà utilizzata
per uso domestico.
Si è conclusa in tempi brevi e con uno
scambio di lettere ufficiali la crisi petrolifera tra l’Iraq e la
Turchia sorta allorché l’Ente Petrolifero di Stato iracheno (Somo)
aveva annunciato di aver trasferito alle autorità curde del nord Iraq la
competenza del rinnovo dei contratti di esportazione di prodotti
petroliferi. Tale decisione aveva suscitato la forte reazione delle
autorità turche. Un colloquio telefonico chiarificatore tra il ministro
dell’Energia iracheno Kerim Vahid ed il ministro per il Commerico Estero
Tuzmen ha preceduto la lettera con cui la <Somo> ha informato che la
procedura per il rilascio del rinnovo dei permessi di esportazione avrebbe
seguito la vecchia procedura.
| FINANZIAMENTO
INFRASTRUTTURE MUNICIPALITA' |
Si è svolto ad Istanbul il
quarto Congresso organizzato dalla Fondazione Finanziaria Europea i cui
lavori hanno interessato il tema del "Finanziamento delle
infrastrutture delle Municipalità e delle Autorità locali”. Nel corso
dell’evento, cui hanno preso parte oltre 400 rappresentanti delle
municipalità, del settore finanziario e di quello privato di oltre 26 Paesi
(area del Mediterraneo, Russia, Commonwealth e Caucaso), è stato
possibile
organizzare incontri con funzionari delle istituzioni finanziarie e
bancarie internazionali ed intessere così proficui contatti e scambi di
idee su futuri progetti di cooperazione. L’appuntamento ha rivestito
inoltre particolare importanza per la Turchia che necessita di
incrementare gli investimenti ed i finanziamenti nel settore delle
infrastrutture pubbliche.
| AUMENTATO
IL NUMERO DELLE SOCIETA' |
Il numero delle società turche
costituite nel corso del 2006 è aumentato del’11.2% rispetto al 2005,
per un totale di 52.699 società (47.401 nel 2005), di cui la maggior
parte svolgono attività nei settori della componentistica di automobili,
assistenza e riparazione di motocicli ed apparecchiature domestiche,
manifatturiero, delle costruzioni e nel comparto immobiliare.
Lo scorso anno la Turchia ha esportato 247.186 tonnellate di
nocciole verso 91 paesi di cui il 91% è stato assorbito da Paesi europei,
per la somma totale di circa $1.5 miliardi. Tra questi l’Italia, che per
il secondo anno consecutivo ha superato la Germania nella classifica dei
paesi importatori, risulta essere il principale acquirente con 71.175
tonnellate di nocciole seguita dalla Germania (60.065), dalla Francia
(20.207) e dal Belgio (12.543).
In occasione della prima visita
ufficiale in Turchia il Presidente della Banca Mondiale Paul Wolfowitz ha
dichiarato che il Paese può considerarsi una storia di successo per
gli ottimi risultati conseguiti negli ultimi anni.
Wolfowitz ha chiaramente evidenziato non solo i traguardi raggiunti
dalle autorità turche nella lotta all'inflazione, per la stabilizzazione
macro-economica, nelle riforme strutturali, negli
investimenti diretti esteri, ma anche alcuni aspetti negativi, quali
il disavanzo cronico nelle partite correnti della bilancia dei
pagamenti e la ancora elevata disoccupazione giovanile e femminile,
ostacoli che limitano ancora lo sviluppo socio-economico del Paese. Il
Presidente della prestigiosa Istituzione Internazionale, che finora ha
concesso crediti alla Turchia per oltre $18.5 miliardi volti a finanziare
importanti progetti strutturali e settoriali, non ha mancato poi di
ricordarne la posizione geo-strategica che la rende particolarmente
importante anche in prospettiva della sua adesione all’Unione Europea.
Wolfowitz ha infine concluso sottolineando la necessità che la Turchia
continui a creare nuove oppurtunita’ di lavoro qualificato, specialmente
per la popolazione femminile e a tale riguardo ha affermato che il settore
privato svolgerà un ruolo sempre piu’ importante ai fini del raggiungimento
di questo obiettivo.
| IL
GRANDE FUTURO DI IZMIR |
Secondo il Presidente della
Camera di Commercio della regione dell’Egeo. Tamer Taskin, nel corso dei
prossimi quattro anni la città di Izmir subirà dei grandi cambiamenti
grazie alle potenzialità offerte sia dalla città che dalla zona
dell’Egeo che continueranno ad attirare il flusso degli investimenti
provenienti dall’estero. Taskin ha quindi aggiunto che le attività
promosse dalla Camera di Commercio mirano a sostenere ed a promuovere
l’immagine della Turchia come un paese economicamente conveniente,
principalmente per gli investitori europei. Nel concludere, Taskin ha evidenziato come la struttura finanziaria del
Paese non è più fragile come in passato; oltre 20 istituti di credito
esteri operano ormai con successo nel settore bancario delle Turchia
suggerendo che forse ora i settori che attireranno i capitali esteri
saranno quelli dei servizi ed assicurativo.
| GEMELLAGGIO
AMMINISTRATIVO |
Il Sottosegretario al ministero
dello Sviluppo Economico, Filippo Bubbico, ha preso parte ad Ankara alla
Conferenza di chiusura ufficiale del gemellaggio comunitario Strengthening the Institutional and Administrative Capacity of State
Planning Organization in Regional Development",
che ha visto coinvolti il Dipartimento di Sviluppo e Coesione
territoriale del Ministero dello Sviluppo Economico e l’amministrazione
turca per la pianificazione statale (Spo). Alla Conferenza hanno
partecipato il Segretario generale dell’Eusg (Segretariato Generale per
l’Unione Europea), ambasciatore Oguz Demiralp, il vice Sottosegretario
di Spo, Lutfi Elvan, ed una rappresentante della locale delegazione della
Commissione Europea. Per la parte italiana, oltre all’ambasciatore Carlo
Marsili, erano presenti alcuni responsabili del ministero dello Sviluppo
Economico nonché alcuni rappresentanti della Regione Emilia Romagna e
Puglia. Il gemellaggio amministrativo, che ha avuto la durata di 18 mesi
con un budget complessivo di €800.000, ha garantito il
rafforzamento di meccanismi integrati per lo sviluppo delle
politiche regionali ed il miglioramento della capacità istituzionale per
la gestione ed il coordinamento di tali politiche, anche agevolando la
creazione di strutture per lo sviluppo regionale (Agenzie di sviluppo) ed
incentivando il coordinamento tra Stato e realtà locali e quello
interministeriale per una più efficace programmazione.
|
| L'IMPORTANZA
DI <TOFAS> A BURSA |
Gli stabilimenti produttivi della
<Tofas> a Bursa stanno assumendo sempre più rilevanza a livello
internazionale con la ridefinizione delle strategie di mercato effettuate
dalla <Fiat>, che hanno affidato alla <Tofas> la produzione,
vendita ed assistenza post-vendita delle autovetture destinate
all’Europa dell’Est, all’Asia centrale, al Medio Oriente ed al
Nordafrica. La notizia è stata data dall’amministratore delegato della
<Tofas>, Ali Pandir, secondo cui gli stabilimenti, che dalla loro
fondazione hanno prodotto 2.5 milioni di autoveicoli, con l’aggiunta
quest’anno dei modelli Linea e Mini Cargo, incrementeranno ulteriormente
la loro attività produttiva. A tale riguardo – ha tenuto a sottolineare
l’ad - saranno creati
almeno 2000 nuovi posti di lavoro, facendo così salire a 5500 il numero
totale del personale. Panir ha quindi aggiunto che a partire dal 2006 e
fino al 2008 saranno effettuati nuovi investimenti per la somma totale di
$1 miliardo che interessano sia la produzione che la modernizzazione degli
impianti. La <Tofas> potrà pertanto raggiungere una capacità annua
totale di 400.000 unità con un tasso di esportazione dell’80%. Pandir
ha concluso che per fine 2007 si aspetta un incremento della quota di
mercato pari al 10%, anche se ad inizio anno sarà possibile una flessione
delle vendite che dovrebbero tuttavia risalire nel secondo semestre.
|
Il Parlamento turco ha approvato la
normativa che regola lo sviluppo di attività connesse alla costruzione di
centrali nucleari ed alla produzione di energia nucleare nel Paese. Il ministro
dell’Energia Hilmi Guler, rispondendo alle domande della competente
Commissione parlamentare, ha affermato che la produzione di energia
nucleare in Turchia non deve essere considerata come un’opzione bensì
come una necessità e che, se prodotta con i più moderni strumenti
tecnologici, non vi saranno pericoli per l’ambiente. La Turchia ha già
ricevuto proposte per la costruzione di 14 centrali nucleari da parte di
imprese locali che hanno avviato trattative con aziende leader nel settore
energetico a livello mondiale ma, secondo quanto annunciato a suo tempo
dal ministro Guler, la scelta del consorzio cui affidare i lavori non sarà
fatta attraverso lo strumento della gara bensì sulla base di
considerazioni tecniche, economiche ed ambientali, unitamente all’esame
di criteri di economicità e di efficacia operativa degli investimenti
nonché di benefici in termini di trasferimento di know-how
per la Turchia.
| 154
LE OPERAZIONI DI FUSIONE |
Secondo un rapporto della <Ernest
& Young Turchia>, nel 2006 le operazioni di fusione ed acquisizione
effettuate sono state 154 per un valore che ha superato i $18
miliardi, di cui il 90% provenienti da investitori stranieri. La
principale operazione ha riguardato l'acquisizione da parte della <National
Bank of Greece> dell'80% della <Finansbank> ($4 mld); altri
principali affari hanno riguardato soprattutto l’acquisto di
partecipazioni in istituti di credito ed assicurazioni, mentre nel settore
petrolifero l’unica operazione di rilievo è stata quella
dell’austriaca <Omv> che ha acquisito il 34% di <Petrol
Ofis> ($1 mld). Per quanto attiene l'anno in corso, la <E&Y> prevede
un lieve rallentamento del processo di privatizzazione in atto dovuto
essenzialmente alle imminenti elezioni presidenziali ed a quelle politiche
di novembre con operazioni di fusione ed acquisizione che a fine anno
totalizzeranno complessivamente tra i $10 ed i $12 miliardi. I settori
maggiormente interessati nel corso del 2007 continueranno ad essere quello
bancario ed assicurativo, seguiti da quello energetico e della
distribuzione al dettaglio. Un altro aspetto di rilievo evidenziato dal
rapporto e' quello riferito all'aumento del flusso di investimenti
provenienti dai Paesi del Golfo. Anche secondo l'Istituto per la Finanza
Internazionale (Iif) le attività di
fusione ed acquisizione continueranno ad assicurare l'afflusso di
capitali esteri in Turchia. Tuttavia l'interesse degli investitori nei
confronti dei mercati emergenti
dovrebbe risentire di una modesta riduzione nel corso dell’anno passando
dai $501.8 miliardi del 2006
a $468.7. L'Istituto prevede inoltre una certa instabilità politica a
causa dei prossimi eventi
elettorali, specialmente se l'attuale Primo Ministro Erdogan deciderà
di candidarsi alle presidenziali. Nonostante
le preoccupazioni sulle prossime elezioni in Turchia ed il costante
aumento del deficit delle partite correnti, la performance fiscale del
Paese è ritenuta ampiamente soddisfacente
ed i risultati conseguiti vengono definiti notevoli. Il momentum
è particolarmente attraente per gli investitori stranieri, specialmente
nel settore finanziario e ciò
non potrà che contribuire a rendere la Turchia
più competitiva e produttiva. Infine, soffermandosi sulla crescita
economica, l'Istituto ritiene che il rallentamento della spesa interna,
causata dall'aumento dei tassi d'interesse, farà scendere il tasso di
crescita economica dal 5.8% del 2006 al 5.5% del 2007.
| <THY>,
COMPAGNIA CON PIU' CRESCITA |
Secondo l’Associazione delle Linee
Aeree Europee la <Turkish Airlines> è la compagnia aerea che ha
mostrato la crescita più elevata nel corso dell’anno precedente. Nei
primi undici mesi del 2006 la compagnia di bandiera turca avrebbe infatti
trasportato il 24,7% di passeggeri in più rispetto allo stesso periodo
del 2005 per un totale di 1.31 milioni di persone. La <Turkish Airline>
avrebbe inoltre incrementato il traffico aereo del 25.5% e la sua capacità
del 24.6%. La crescita media delle compagnie aeree nazionali europee nello
stesso periodo è stata pari al 5.3% per quanto riguarda il traffico
aereo, del 5.1% per ciò che concerne la capacità e del 4.5% per quanto
riguarda la copertura dei posti.
Fonti
ufficiali hanno reso noto che il debito del Governo a dicembre 2006 è
ammontato a €183.2 miliardi, di cui €49.6 in debito estero, pari al 27.1%
del totale del debito e circa €133.6 circa in debito interno, pari al 66.9% del totale del debito.
Secondo
uno studio predisposto dall'Associazione degli Esportatori di
Abbigliamento di Istanbul (Ihkib), nel 2006 le esportazioni turche di
confezioni sono cresciute del 2.1% rispetto al 2005. Secondo il presidente
Suleiman Orakcioglu all’inizio dello scorso anno era stata prevista una
diminuzione dell'export a due cifre, mentre il settore ha saputo reagire
alla forte ed in alcuni casi determinata concorrenza cinese, con grande
capacità e vivacità imprenditoriale. Il totale dell'export è stato pari
a $13.9 miliardi con una
concentrazione verso l'UE (76.3%) e con un incremento del 3.3% rispetto al
dato del 2005. Il flusso si è diretto in particolare verso alcuni Paesi
leader a livello mondiale quali l'Italia (+14.5%, raggiungendo così quota
658 milioni di dollari), la Spagna (+35.9%), la Grecia (+14.4%) ed il
Regno Unito (+4.4%). Negativo invece il valore riferito al mercato
statunitense con un decremento del 20.3% (1.2 miliardi di dollari).
Secondo Orakcioglu il target dell’export per la Turchia, Paese che entro
il 2010 dovrebbe rientrare tra quelli che dettano la moda a livello
mondiale, non dovrà non
essere inferiore ai 15 miliardi nel 2007.
| RUOLO
STRATEGICO DEGLI APPALTATORI |
Nel corso
di una conferenza stampa tenutasi ad Ankara, il ministro di Stato per il
Commercio Estero Kursad Tuzmen, insieme al presidente dell'Associazione
degli Appaltatori Turchi, Erdal Eren, ha ribadito il ruolo strategico che
questi rivestono non solo in ambito all'economia turca, ma soprattutto
come strumento della politica estera del Paese in molte aree del mondo. Ci
sono attualmente cinque appaltatori turchi nella classifica dei
primi 100 nel mondo - ha dichiarato il ministro, sottolineando che nel
2006 325 progetti sono stati avviati da imprese turche in 25 paesi per un
ammontare complessivo di $12.7 miliardi. Tra i Paesi che finora hanno
maggiormente intrattenuto rapporti d’affari con le imprese locali
figurano la Russia, il Qatar, il Kazakhstan, la Libia, l’Arabia Saudita,
gli Emirati Arabi, l’Algeria, l’Albania, il Turkmenistan e lo Yemen.
| AUMENTO
CAPACITA' INDUSTRIALE |
La
capacità industriale nel mese di dicembre è aumentate dell’1.1%
rispetto allo stesso mese del 2005, diminuendo invece dell’1% rispetto a
novembre 2006. Le cause del mancato raggiungimento della piena capacità
risiederebbero nella limitata domanda interna (47.2%) ed in quella estera
(20.2%), nella presenza di problemi finanziari (4.2%), scarsità di
materiali grezzi nazionali (5%) ed importati (2.4%) nonché in questioni
legate alla rigidità del mercato del
lavoro (2.1%).
| LETTERA
APERTA DEL GOVERNATORE |
Il
Governatore turco della Banca Centrale ha inviato una lettera aperta al
Governo
in cui si pone attenzione alla necessità di continuare ad attuare nel
corso del 2007 una stretta politica monetaria in grado di contenere la
pressione inflazionistica. Nel documento si sottolinea inoltre che il
surplus primario del budget statale ha svolto finora un ruolo
significativo nel mantenimento dei prezzi al consumo. Il Governatore cita
inoltre la continuazione del processo di riforme iniziato e quello
dell'armonizzazione ed integrazione all'Unione Europea come fattori di
importanza decisiva. Secondo Yilmaz il mantenimento dei tassi d'interesse
nei primi tre trimestri del 2007 farà gradualmente scendere il tasso
d'inflazione tra il 3.6% ed il 6.6% con un’ulteriore diminuzione entro
fine 2008, anno in cui è previsto una pressione inflazionistica tra l'1.6%
ed il 5.2%. Altri fattori di rischio che la Banca considera quale
principali imputati di una crescita dell'inflazione potrebbero essere
l'aumento del costo dei servizi a seguito dei recenti aggiustamenti
salariali, l'incertezza sull’entità della spesa pubblica e le possibili
fluttuazioni del mercato globale che rendono il rischio inflazionistico più
reale.
| CONCESSIONE
DIRITTI DI SFRUTTAMENTO |
La
Società di Stato per l’Energia Elettrica (Euas) ha annunciato lo
slittamento a fine marzo della scadenza dei termini di presentazione delle
offerte degli interessati a partecipare alla gara per la concessione dei
diritti di sfruttamento per 30 anni, eventualmente estendibili a 50, del
bacino carbonifero di Afsin-Elbistan e la costruzione di centrali
elettriche a carbone. Il progetto, del valore di $4 miliardi, era stato a
suo tempo presentato alla stampa dal ministro per l’Energia Guler, come
"il più grande nella storia della Repubblica turca". Il bacino
carbonifero in questione detiene circa il 40% delle riserve totali di
lignite della Turchia, pari a 8.3 miliardi di tonnellate, sufficienti a
produrre 30 miliardi di
kilowatt di elettricità.
| INDICATORI
MACROECONOMICI |
- Crescita del Pnl nel 2005:
7.7%; gennaio – aprile 2006: 6.3%
- Inflazione
annua (prezzi al consumo): 7.72% (2005); 9.86% (2006)
- Interscambio con
l’Italia nel 2006: $15.3 miliardi (+16.8 rispetto al 2005), con
esportazioni verso
l’Italia pari
a $6.7 miliardi (+20%
rispetto al 2005) ed importazioni dall’Italia pari a $8.6 miliardi (+13.3% rispetto al 2005). (Ice Istanbul su dati dell’Istituto
Turco di Statistica- Tuik)
__________________________
A cura di: Simona De
Martino - Capo dell'Ufficio economico e commerciale dell'ambasciata
d'Italia in Turchia
Gianmarco Macchia - vice capo dell'Ufficio economico e commerciale
Roberto Luongo - direttore dell'Ufficio Ice di Istanbul
14.02.2007
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ECONOMIA
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TEXBRIDGE:
TURCHIA LOVES ITALIA
Partirà
il 14 febbraio prossimo la prima edizione. Ponte
tessile fra Turchia e Italia è stato realizzato da <Itkib> per far incontrare gli
espositori tessili turchi e le aziende italiane interessate a
produrre a casa loro.
La 4° potenza. |
 Una fiera tutta nuova
sbarcherà, nel giorno degli innamorati, presso l’Hotel Marriot di
Milano. E' "Texbridge, exhibition/event" realizzato da <Itkib>,
l’associazione degli espositori tessili turchi per incontrare le aziende
italiane interessate a produrre in Turchia. 40 le aziende turche tra le più
qualificate e rappresentative del settore tessile abbigliamento che
presenzieranno questa prima italiana, evento semestrale già sperimentato
da anni a Londra e New York con successo. "In seguito alle exhibition
di New York e Londra – ha spiegato Claudio Cottone, consulente di
marketing internazionale e rappresentante in Italia di <Itkib> -
sono già centinaia le aziende che hanno sviluppato una partnership con
aziende tessili turche e contiamo di avere un notevole successo anche in
Italia". Del resto dagli Anni Ottanta ad oggi, l’export turco nel
settore abbigliamento è cresciuto notevolmente, passando dal 13% (87% per
il tessile) al 71% (29% per il tessile) del totale, tanto da rappresentare
il 10% del prodotto interno lordo, pari al 17.5% della produzione totale.
Il settore, che occupa il 20% della forza lavoro del Paese, comprende 7500
aziende operanti nel tessile e 11.000 nell’abbigliamento. Risultati che
eleggono la Turchia a quarta potenza mondiale del settore abbigliamento,
dietro a Cina, Hong Kong e Italia, dodicesima in quello tessile. La fiera
si pone dunque non solo come vetrina, ma come vera e propria piazza
d’affari in cui le aziende turche coinvolte potranno ricevere i
compratori di tessuti e i produttori d’abbigliamento interessati sia
all’acquisto di stoffe e materiali destinati al confezionamento, sia a
delocalizzare la propria produzione in Paesi con un costo manodopera più
competitivo. L’evento, che durerà fino al 16 febbraio, avrà cadenza
semestrale come già avviene all’estero. E mentre ci si chiede se sarà
amore a prima vista, già è dato sapere che le date italiane cadranno a
metà febbraio e a metà settembre. (www.modaonline.it)
14.02.2007
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UNA DONNA A
CAPO DELLA TUSIAD
Al vertice
della Confindustria turca è stata eletta Arzuhan Dogan Yalcindag.
Il numero uno uscente avrebbe preferito sua cugina
Guler. |
Ce l'ha
fatta. Sotto gli occhi commossi di papà Aydin Dogan, Arzuhan Dogan
Yalcindag è il nuovo numero uno della Tusiad, la Confindustria turca. Per
la prima volta nella sua storia, la più alta carica è rappresentata da
una donna.
la neo eletta ha tenuto un discorso di apertura improntato sulla
necessità di crescita per la Turchia e sulla necessità di una maggiore
emancipazione femminile. "La Turchia - ha detto la Dogan Yalcindag -
deve continuare a crescere, sebbene abbia superato bene gli anni della
crisi economica. io credo che ce la possiamo fare anche se le polemiche
derivanti dalle due tornate elettorali sono un rischio".
Buon lavoro dal numero uno uscente, Imer Sabanci che forse avrebbe visto
meglio sua cugina Guler alla guida della Tusiad in un momento tanto
delicato e al quale va riconosciuto il merito di aver guidato
l'istituzione con grande coraggio e indipendenza dal Governo, con il
quale, più di una volta, ci sono stati contrasti. (Apcom)
14.02.2007
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PER
UNA TURCHIA PIU' FORTE ED AUTOREVOLE
In
una intervista ad un settimanale locale la neo-presidentessa della
Tusiad, Arzuhan Dogan Yalcindag, ha tracciato inequivocabilmente il
ruolo che il Paese dovrà svolgere nei prossimi anni. Il riferimento
all'Unione Europea. |
In un'intervista a un
settimanale locale, la neo presidentessa della Tusiad (Associazione degli
Industriali e Imprenditori della Turchia omologa della nostra
Confindustria), Arzuhan Dogan Yalcindag, ha tracciato inequivocabilmente
il ruolo che la Turchia dovrà svolgere nei prossimi anni : "La cosa
più importante per noi è che la Turchia divenga un Paese sempre più
forte e autorevole, che sappia eccellere nell'industria e in campo
tecnologico, che incrementi il reddito pro-capite e diminuisca il suo
debito internazionale, piuttosto che voler divenire membro a pieno titolo
dell'UE tout court. Se riusciremo ad essere forti ed autorevoli
-soprattutto, ma non solo, in campo economico- l'UE ci accetterà anche se
dovessero sorgere problemi in merito alla questione armena o alla tutela
delle minoranze", ha dichiarato la presidente della Tusiad,
sottolineando peraltro che uno dei limiti della Turchia odierna è la poca
partecipazione delle donne alla vita politica del paese ("Su questo
tema la Turchia è in forte ritardo"): solo il 4% dei Parlamentari è
donna e la presidente Yalcindag vorrebbe che fosse predisposta nelle
prossime elezioni politiche generali di novembre 2007 una quota fissa a
"sandwich", vale a dire una donna per ogni uomo in lista.
"Se ciò dovesse accadere, la Turchia farebbe un grande passo in
avanti, come è avvenuto recentemente in Giappone". Yalcindag ha
anche riaffermato l'indipendenza e autonomia della Tusiad nei confronti
della politica e dei partiti in particolare. (Ice
Istanbul)
14.02.2007
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INVESTIMENTI:
L'AVVALLO DI PRODI
Accordo di
collaborazione economica tra l'istituto del Commercio Estero (Ice) e Tispa per l'agevolazione delle
aziende italiane in Turchia. Prossimo in primavera un seminario di
incontri per stringere legami più forti. |
L'Ice e l'Agenzia
governativa turca che supporta e si occupa dell'attrazione degli
investimenti
esteri nel Paese, (Tispa - Turkish Investment Support and Promotion Agency),
hanno firmato un accordo di collaborazione per l'attrazione degli
investimenti italiani in Turchia. La firma è avvenuta in occasione della
visita ufficiale del presidente del Consiglio Prodi ad Ankara ed Istanbul.
Grazie a questo accordo, le aziende italiane potranno avvalersi della
collaborazione dei due Enti governativi il cui contributo sarà quello di
agevolare gli investimenti italiani in Turchia.
''L'intesa rappresenta un concreto passo in avanti nella collaborazione
economica tra i due Paesi - ha commentato il presidente dell'Ice, Umberto
Vattani - ed in collaborazione con l'Ambasciata d'Italia in Turchia stiamo
già organizzando per la prossima primavera, un seminario di incontri tra
aziende italiane e turche per rafforzarne ulteriormente i legami e
stringerne di nuovi. Anche in questo caso sarà determinante l'aiuto che
verrà fornito da Tispa e dal Governo turco''. (Asca)
14.02.2007
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AI
MINIMI STORICI IL DEFICIT DI BILANCIO
I
dati per quanto riguarda la Turchia resi noti nel corso di una
conferenza stampa dal Primo Ministro
Recep Tayyip Erdogan. Il differenziale tra il deficit previsto, che
era di 10 miliardi di dollari, ed il risultato ottenuto di 2.9 mld. |
In una recente
conferenza stampa il Primo Ministro turco Recep Tayyp Erdogan ha
evidenziato i successi ottenuti nel periodo di amministrazione del suo Governo
(quest'anno -si ricorda- si tengono a novembre le elezioni politiche
generali), partendo soprattutto dal contenimento del deficit di bilancio a
2.9 miliardi di dollari, il più basso degli ultimi 30 anni, e dal surplus
primario di 31.3 miliardi di dollari nel 2006. "Il differenziale fra
il deficit previsto, che era di 10 miliardi di dollari, ed il risultato
ottenuto di 2.9 mld. $ ci rende orgogliosi, ma non deve farci abbassare la
guardia per il prossimo futuro" ha precisato Erdogan, sostenuto dal ministro
per l'Economia Ali Babacan e dal ministro delle Finanze Kemal Unakitan.
"L'attenta politica fiscale del Governo ha consentito di raggiungere
questi eccellenti risultati e così si è passati da un rapporto
Deficit/PIL del 14.6% nel 2002 allo 0.7% del 2006: il più basso dal
1976" ha ribadito il Primo Ministro. Nel corso della conferenza
Erdogan e gli altri 2 membri del Governo hanno anche voluto porre in
evidenza gli ottimi risultati ottenuti nel campo delle infrastrutture
(+7.000 km di autostrade), dell'acqua potabile (presente ora in nuovi
11.000 centri abitati), oltre a 10.000 nuove classi scolastiche costruite
in tutto il paese, e soprattutto nelle aree più disagiate. L'obiettivo più
ambizioso sarà però quello di raggiungere un Pil pro capite di 10.000
dollari entro l'anno 2013 (quando attualmente è della metà) ed
accrescere ancor più, sin dall'anno in corso, il volume degli
investimenti esteri nel Paese. (Ice Istanbul)
14.02.2007
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BANCA
CENTRALE POSITIVA SULL'INFLAZIONE
Il
governatore turco, Durmus Yilmaz, si sbilancia e fa l'ottimista ora
che il prezzo del petrolio è sceso. L'obiettivo dell'inflazione. |
La Banca Centrale turca
si sbilancia e fa l'ottimista: adesso che il prezzo del petrolio si è
sgonfiato, per la Turchia sarà più facile risolvere il problema
dell'inflazione. "La nostra priorità principale - ha detto il
governatore Durmus Yilmaz - rimane quella della politica monetaria con
strategie studiate nel medio termine per portare l'inflazione al 4%.
Yilmaz ha anche aggiunto che se l'obiettivo non dovesse venire raggiunto
ci sono comunque buone probabilità che il tasso di di inflazione per il
2007 alla fine dell'anno non vada oltre il 5.1%. Durante il 2008 poi
l'inflazione dovrebbe attestarsi sul 3.4%. (Apcom)
14.02.2007
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APPREZZAMENTI
DA DAVOS E BANCA MONDIALE
La Turchia
vivrà anche nel 2007 un anno di intensa crescita economica anche se
sarà necessaria una forte disciplina monetaria ed una rigida
politica settoriale in particolare in un processo che è di continua
modernizzazione. |
Il direttore del Desk
Turchia della Banca Mondiale Ulrich Zachau ha dichiarato recentemente che
la Turchia vivrà anche nel 2007 un anno di intensa crescita economica
-anche se sarà necessaria una forte disciplina monetaria ed una rigida
politica fiscale, allo scopo di ridurre al massimo l'inflazione. "La
Turchia ha raggiunto una crescita economica più che eccellente, ma come
tutti i paesi emergenti necessita di riforme strutturali e soprattutto un
processo di continua modernizzazione", ha detto Zachau evidenziando
però che le prossime elezioni politiche e presidenziali certamente
avranno dei riflessi non totalmente positivi sul processo in atto di
privatizzazione: "In un Paese come la Turchia, dove la stabilità
finanziaria è da considerarsi fondamentale per gli investitori esteri, è
possibile che ci siano delle turbolenze".
Segnali positivi sulla Turchia peraltro provengono anche da Davos, sede
del World Economic Forum. Nella cittadina svizzera la multinazionale della
consulenza aziendale <PriceWaterhouse Coopers> ha presentato uno
studio, "The 10th Annual Global CEO Survey", da cui risulta che
la Turchia, insieme a Indonesia, Messico, Vietnam e Corea del Sud, è in
cima alla graduatoria dei Paesi potenziali target di investimento estero
da parte di oltre 1.100 CEO delle principali imprese mondiali.
In occasione della prima visita ufficiale in Turchia il presidente del
Gruppo Banca Mondiale, Paul Wolfowitz, ha reiteratamente dichiarato che la
Turchia può considerarsi una storia di successo per gli ottimi risultati
conseguiti negli ultimi anni, e che altri paesi in transizione debbono
guardare ad essa come un esempio da ripercorrere e riprodurre. Wolfowitz
ha chiaramente evidenziato non solo gli ottimi risultati conseguiti dalle
autorità turche nella lotta all'inflazione, per la stabilizzazione macro-economica,
nelle riforme strutturali e negli investimenti diretti esteri, ma anche
alcuni aspetti negativi come il disavanzo cronico nelle partite correnti
della bilancia dei pagamenti, la disoccupazione giovanile e femminile
ancora elevata e la disciplina fiscale vigente, che limitano ancora lo
sviluppo socio-economico del paese. Il presidente della Banca Mondiale ha
anche sottolineato le ampie capacità del settore privato locale, che
considera fra i più effervescenti al mondo, e ribadito il suo parere
favorevole affinché la Turchia entri a far parte dell'UE dicendosi
"convinto che la partecipazione della Turchia alla UE non sia solo un
beneficio per la Turchia, ma anche per l'Europa tutta". (Denaro.it)
14.02.2007
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<JP
MORGAN> POSITIVA
Per
il presidente Andrew Crockett il disavanzo turco è ancora
sostenibile. Il Paese della Mezzaluna una delle prospettive più
interessanti. Naturalmente ci vuole un maggior impegno per poter
reggere i confronti alla distanza. |
Il presidente della
<Jp Morgan>, Andrew Crockett, è ottimista: il disavanzo turco è
ancora sostenibile e per abbatterlo bisogna rendere il mercato locale
ancora più appetibile.
"La Turchia è una delle prospettive più interessanti - ha detto -
il Governo si deve impegnare nelle riforme per rendere ancora più
interessante l'investimento da queste parti. Si tratta del metodo migliore
anche per ridurre il disavanzo delle partite correnti. Appena si
assottiglia quello scende anche l'inflazione. La Turchia deve imparare a
sfruttare il fatto che al momento è l'economia che sta crescendo
maggiormente in Europa". (Apcom)
14.02.2007
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La strategia
di Alessandro Profumo, amministratore delegato del gruppo <Unicredit>,
per quanto riguarda gli investimenti in Turchia dove l'istituto
bancario è entrato in partnership con una
famiglia di imprenditori locali.
ADESSO
GUARDIAMO
A NUOVE OPPORTUNITA' |
Il gruppo <Unicredit> sta
cercando nuove opportunità di investimento in Turchia. Lo ha detto
l'amministratore delegato, Alessandro Profumo, nel corso di una conferenza
alla Scuola superiore di amministrazione del ministero dell'Interno.
In Turchia, ha spiegato Profumo, il gruppo <Unicredit> è entrato
"volutamente" in partnership con una famiglia turca di
imprenditori, nonostante i dubbi sugli investimenti al 50%. Questa scelta
si è rivelata "il miglior investimento che potessimo fare. Ora siamo
la prima o terza banca turca, a seconda di come la si guardi, e stiamo
guardando a ulteriori opportunità di crescita".
L'Europa, ha continuato l'ad di <Unicredit>, "resta il nostro
mercato di riferimento. Puntiamo a crescere e rafforzarci in Ucraina e
Russia, e ovviamente guardiamo anche ai Paesi in cui già siamo, in
particolare la Germania e un po' meno l'Italia. Scartiamo invece - ha
precisato - gli Stati Uniti per l'attività di banca commerciale, perché
non capiamo cosa possiamo fare meglio di un istituto di credito
americano". (Apcom)
14.02.2007
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Asset
per un valore di almeno 24 miliardi di dollari. Per metterci le mani
sopra occorre avere però, oltre al criterio finanziario, anche
quello tecnico più importante. Gli istituti di credito che possono partecipare alla
corsa.
MOLTO
RICCHI PER ACQUISTARE <HALKBANK> |
Chi deciderà di
comprare <Halkbank> dovrà essere molto ricco, così ricco da
possedere asset per un valore di almeno 24 miliardi di dollari. Una
cifra che molte banche straniere si possono permettere, al contrario molti
istituti di credito turchi se la sognano. I due criteri principali,
finanziario e tecnico, sono tati resi noti dal Board per le
privatizzazioni turco (Oib).
Quello finanziario riguarda la soglia di ricchezza. Quello tencico vuole
che l'acquirente operi già nel settore bancario. E se alcuni analisti
dicono che difficilmente una banca di piccole dimensioni avrebbe pensare
di comprare un colosso come <Halkbank>, altri pensano che porre un
limite finanziario così alto significhi automaticamente mettere fuori
gioco in partenza una parte della concorrenza.
In questo momenti, a conti fatti, ci sono sei banche in Turchia che possono
partecipare al tender: <Akbank>, <Yapi Kredi-Koc>, <Garanti>,
<Isbank>, <Ziraat Bank> e <Vakiflar Bank>. L'Oib ha
comunicato che la privatizzazione avverrà per blocchi e che il processo
durerà sei mesi. Il calendario verrà reso noto nelle prossime settimane.
(Apcom)
14.02.2007
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AUTOSTRADE,
IL VANTO DELL'ITALIA
Inaugurata
che non è molto dal presidente del Consiglio italiano Romano Prodi e dal premier
turco Recep Tayyip Erdogan un tratto di 25 chilometri di arteria che
è stata costruita dalla società <Astaldi> lungo l'asse
Istanbul-Ankara. |
In
Turchia martedì 23 gennaio alla presenza del Primo Ministro turco Recep
Tayyip Erdogan e del presidente del Consiglio italiano Romano Prodi è
stata inaugurata e aperta al traffico la carreggiata destra dell’ultimo
lotto dell’Autostrada Anatolica tra Istanbul e Ankara di circa 25 km che
l’<Astaldi>I sta completando e che sarà definitivamente
consegnata all’Ente Appaltante entro l’anno per la completa apertura
anche della seconda carreggiata.
Numerosissime
le autorità presenti alla cerimonia, dall’ambasciatore italiano Carlo
Marsili, al ministro dei Trasporti turco Bakani Faruk Ozak, al direttore generale
delle Autostrade Cahit Turhan, alle maestranze italiane e turche che hanno
duramente lavorato in questi anni tra mille difficoltà, ma che hanno
visto finalmente concretizzarsi il frutto di tanti sacrifici.
La
difficoltà maggiore ancora oggi evidente è quella di trovare le giuste
risorse economiche e finanziarie per il completamento del lavoro da parte
del governo turco.
Quest’ultimo
lotto, nella parte più difficile si snoda parzialmente in un’angusta e
stretta valle per circa 8 km, comprende opere di rilevanza unica, il tunnel di Bolu in doppia canna da tre corsie per senso di marcia
di m. 2.980 di lunghezza con
lavori di scavo ultimati nel secondo semestre del 2005, in terreni
geologicamente instabili e attraversanti un ramo secondario della faglia
anatolica.
Altri
3 Viadotti sono stati ultimati in questa valle di Asarsuyu per un totale
di m. 2.370, sempre in doppia carreggiata e con travi c.a.p. tradizionali
e in acciaio corten.
Le
opere di questa valle sono progettate con particolare cura per
l’inserimento ambientale, incanalando il fiume Asarsuyu e proteggendone
gli argini con gabbioni, in alcuni tratti è previsto il tombamento del
fiume stesso in appositi box-culvert di sezione 8x10 m, situati
nella zona di riporto tra i viadotti precedenti.
Attualmente
le condizioni ambientali non consentono di lavorare per la stesa degli
asfalti e sono quindi da completare le pavimentazioni lungo alcuni tratti
e all’interno della seconda canna della galleria, ma si stanno ultimando
tutte le opere necessarie alla sicurezza, ventilazione, antincendio,
video-controllo, ecc.
Inoltre
sono terminati nel luglio dello scorso anno i lavori sui viadotti, tra cui
la riparazione del Viadotto 1 della lunghezza di m. 2.313, in doppia
carreggiata di m. 17,50 di larghezza, danneggiato dal tremendo terremoto
del 1999, con pile di altezza media di circa 40 m. Tali
lavori hanno permesso di adattare le strutture ai nuovi parametri sismici
incrementati dall’Ente Appaltante proprio in seguito agli eventi sismici
manifestatisi nella zona nel 1999.
L’intenso
traffico che si svolgerà su quest’arteria nevralgica di collegamento
tra le città di Istanbul ed Ankara, consentirà con questa tratta di
percorrere e superare il passo di Bolu con soli 10 minuti, invece dei
circa 30-45 minuti previsti passando per la strada statale, sempre
intasata e ricolma di mezzi pesanti, unico collegamento possibile sino ad
oggi.
Il
ringraziamento per la felice conclusione di quest’opera va a tutti
coloro che a vario titolo hanno contribuito alla realizzazione di
quest’importante struttura, dai progettisti ai fornitori, dai
sub-appaltatori alle maestranze che nel corso dei vari anni si sono
susseguite, sino a vederla realizzata ed ora pronta a svolgere il suo
importante ruolo di collegamento. (Nicola
Mancini)
______________________
Dati dell’opera:
Client. Ministry of Public Works and Settlement
General Directorate Highways
Engineer: Yuksel Proje As - Ankara (Tr)
Main Contractor: Astaldi Spa - Roma
14.02.2007
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NIENTE
AUMENTI
PER I PEDAGGI
AUTOSTRADALI
Lo ha
stabilito il Tribunale amministrativo di Ankara dopo il ricorso
presentato da un deputato del Chp. Un mese di tempo. |
No all'aumento di
pedaggi autostradali e di ponti che attraversano il Bosforo. Lo ha
stabilito il Tribunale amministrativo di Ankara. I pedaggi erano aumentati
del 33% per quanto riguarda i ponti e del 22% per le autostrade. i rincari
sono stati bloccati dopo che il deputato del Partito del popolo
Repubblicano (Chp), Mehmet Sevingen, si era rivolto alla decima sezione
del tribunale amministrativo. Il provvedimento era entrato in vigore lo
scorso primo settembre. Adesso i gestori hanno un mese di tempo per
cambiare nuovamente i prezzi. (Apcom)
14.02.2007
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<TUKCELL>
PUNTA SULL'ARABIA
Il colosso
turco delle telecomunicazioni sta partecipando ad una gara di
appalto per entrare in partnership con i sauditi. |
<Turkell> mira
all'Arabia Saudita: il colosso turco delle telecomunicazioni sta
partecipando ad una gara di appalto per entrare in partnership con il
principe saudita Alwaleed bin Talal. Si parla di un affare da 4 miliardi
di dollari, scrivono le principali testate turche. Per rendersi più
competitiva, <Turkcell> ha anche creato un consorzio con una
compagnia locale della quale però non è stato fatto il nome. (Apcom)
14.02.2007
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GUARDIA COSTIERA
TURCA: TECNOLOGIA
DI <FINCANTIERI> PER 4 PATTUGLIATORI
Un
contratto da 110 milioni di euro. Le unità - che saranno costruite
a Tuzla vicino Istanbul dal cantiere <Rmk Marine>, saranno
consegnate per la fine del 2011. Il progetto deriva dai
"Sirio" ed "Orione" della Marina italiana. |
 La Guardia Costiera
turca ha scelto il progetto <Fincantieri> per quattro pattugliatori
che saranno costruiti a Tuzla, vicino Istanbul, dal cantiere <Rmk
Marine>. La consegna delle navi è prevista per la fine del 2011. Il
contratto aggiudicato dal sottosegretariato per le industrie della difesa
vale per <Fincantieri> circa 110 milioni di euro,
che comprendono sia la fornitura del progetto, di componenti navali, del
trasferimento di tecnologia e know-how sia attività di supporto
logistico e addestramento degli equipaggi e del personale del cantiere.
"Siamo particolarmente soddisfatti perché questa affermazione ci
ripaga dei notevoli sforzi che stiamo producendo per ritornare
protagonisti sui mercati internazionali con le nostre produzioni militari",
ha commentato l’amministratore delegato Giuseppe Bono, ma "anche
perché essa ci apre ottime prospettive di crescita in un’area
geografica emergente e in forte sviluppo".
Nell’annunciare la propria affermazione - la prima nelle varie gare che
l’industria italiana della difesa sta affrontando in Turchia - <Fincantieri>
ha sottolineato l’agguerrita concorrenza internazionale, sempre in
alleanza con cantieri turchi."Oltre alla disponibilità al
trasferimento di tecnologia e al pieno supporto per la costruzione in loco",
osserva <Fincantieri>, la vittoria rispecchia anche la maturità di
un prodotto già in servizio con soddisfazione in Italia.
Il progetto deriva infatti dai
pattugliatori "Sirio" (P409) e "Orione" (P410) della
Marina Militare italiana, realizzati a Riva Trigoso ed entrati in servizio
circa quattro anni fa. Le navi - che sono lunghe 88,4 metri ed hanno un
dislocamento di 1.700 tonnellate ed un’ autonomia di 3.000 miglia
marittime alla velocità di crociera 15 nodi - sono concepite per
pattugliamento d’altura, ricerca e soccorso di persone a mare, presidio
delle acque territoriali e operazioni antinquinamento. La costruzione
sarà effettuata secondo il regolamento "Rina-Mil" e sotto la
diretta sorveglianza del Registro Italiano Navale (Dedalonews)
14.02.2007
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CRESCIUTO L'EXPORT CAMPANO (33%)
VERSO IL PAESE DELLA MEZZALUNA
Per
quanto riguarda i principali gruppi merceologici, il cuoio
rappresenta da solo il 35% del totale con più di 26 milioni di
euro. Continua l'aumento della carne e dei prodotti a base di carne.
I settori che stanno perdendo.
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Cresce del 3.3 per cento l’export
della Campania verso la Turchia: a settembre del 2006, il valore delle
esportazioni regionali verso Istanbul raggiunge infatti quota 74.8 milioni
di euro contro 72.3 milioni di settembre 2006. Il dato è in crescita
anche maggiore rispetto al valore dell’export a settembre 2005, pari a
64.2 milioni di euro. Per quanto riguarda i principali gruppi
merceologici, il cuoio rappresenta, da solo, il 35 per cento del totale
con più di 26 milioni di euro: il cuoio campano è praticamente stabile
su base annua sui mercati turchi, dal momento che perde appena 0.3 punti
percentuali rispetto a settembre 2004. Perdono, invece, quasi la metà del
loro valore (meno 44 per cento) gli apparecchi per uso domestico che, con
6.9 milioni di euro, rappresentano il 9 per cento del totale. Continua la
crescita della carne e dei prodotti a base di carne: l’export regionale
del settore tocca i 4.5 milioni di euro (il 6 per cento del totale) e vede
un aumento del 241 per cento rispetto a settembre 2004. Pasta da carta,
carta e cartone perdono quote percentuali rispetto a settembre 2004: a
settembre 2006, infatti, l’export regionale supera di poco i tre milioni
di euro (il 4 per cento del totale), con una perdita del 42.9 per cento.
Altro caso di forte aumento delle esportazioni regionali verso la Turchia
è rappresentato dalla voce che raggruppa le altre macchine di impiego
generale non diversamente classificate che, con il 4 per cento del totale
e 2.8 milioni di euro, cresce del 2412 per cento rispetto ai 111 mila euro
di settembre 2004. Nella parte alta della classifica dell’export
regionale risultano, infine, le valvole, tubi e componenti elettroniche
varie che, con 2.5 milioni di euro in valore (il 3 per cento del totale),
rimangono stabili (più 0.2 per cento) rispetto ai dati di settembre 2004.
In termini di performance, oltre ai dati relativi alle prime sei
voci dell’export appena descritti, vanno bene i gruppi merceologici
relativi ai motori elettrici, agli apparecchi per l’illuminazione,
all’ottica e alla fotografia, il gruppo dei tessuti a maglia e gli
indumenti in pelle. Di segno negativo, invece, l’andamento relativo ai
legnami lavorati, alla siderurgia, ai tessili confezionati, al comparto
relativo alle macchine da ufficio e ai computer, agli apparecchi
radiofonici e televisivi e, ancora, agli autoveicoli.
In generale, guardando ai dati di dicembre 2005 (l’ultimo anno completo
diffuso dall’Istat), l’export della Campania verso la Turchia, sebbene
in leggero calo rispetto al 2004 (meno 7.6 per cento) vale a fine anno più
di 88 milioni di euro. Anche a dicembre 2005, il cuoio è il primo settore
in termini di fatturato ed rappresenta il 37 per cento del totale, grazie
ai suoi quasi 33 milioni di euro di fatturato: i primi nove mesi del 2006
segnano quindi un arresto del calo, pari a 27 punti percentuali,
registrato tra dicembre 2003 e dicembre 2005. Sul medio periodo,
analizzando le differenze tra i dati dell’export del 2000 e quelli del
2005, l’export della Campania verso i Paesi dell’Area del Mediterraneo
aumenta, dal 2000 al 2005, del 19.8 per cento, passando da 173 milioni di
euro nel 2000 a 207 milioni del 2005; al contrario, l’export la Turchia
perde nello stesso periodo, il 14.5 per cento, passando da 103 milioni di
euro a 88 milioni del 2005. (Enrico Russo/Denaro.it)
14.02.2007
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.....PER NON PARLARE
DI QUELLO TURCO
I
dati dell'Associazione esportatori parlano infatti di un aumento del 19.18%
rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. |
I dati preliminari resi noti dal presidente
dell'Associazione degli Esportatori turchi Oguz Satici indicano che le
esportazioni della Turchia nel mese di dicembre 2006 hanno raggiunto 8.7
miliardi di dollari (con una crescita del 19.18 per cento rispetto allo
stesso mese del 2005) facendo così aumentare l'export annuale del 16.77
per cento per la somma record complessiva di 85.7 miliardi di dollari. A
determinare tale incremento, secondo quanto riferito da Satici, sono state
in particolar modo le esportazioni del settore industriale (+21 per cento,
pari a 7.5 miliardi di dollari nel solo mese di dicembre) che a fine 2006
hanno totalizzato la somma complessiva di 73.9 miliardi di dollari (+17.89
per cento rispetto al 2005. (Denaro.it)
_____________________
Secondo i dati
sull'interscambio predisposti dall'ufficio statistico turco Tuik ed
elaborati dall'Ufficio Ice di Istanbul, nel 2006 l'import turco è
cresciuto del 17.4% rispetto al 2005 raggiungendo quota 137 miliardi di
dollari, mentre l'export è aumentato del 15.9% , toccando la somma di 85.1 miliardi di dollari. Il disavanzo risulta pari a
51.9 miliardi di
dollari (+19.9% '06/'05). L'Italia rimane il terzo partner commerciale con
un interscambio di 15.3 miliardi di dollari (+16.8% '06/'05) con
esportazioni pari a 8,6 miliardi di dollari (+13.3%) e importazioni
corrispondenti a 6.7 miliardi di dollari (+20%). Il saldo è positivo per
l'Italia per 1.9 miliardi di dollari. La quota di mercato dell'Italia -
sul
totale importato dalla Turchia dal mondo - è del 6.3%. La Germania resta
il primo partner commerciale della Turchia, con un interscambio che ha
raggiunto i 24.2 miliardi di dollari e un attivo nella bilancia
commerciale bilaterale pari a 4.9 miliardi di dollari. La Russia invece si
consolida come secondo partner commerciale, ma soprattutto è divenuta in
pianta stabile il primo paese fornitore, con 17.5 miliardi di dollari
quasi totalmente ottenuti dalla vendita di gas naturale (oltre 20 miliardi
di m3, pari al 70% circa delle forniture energetiche del Paese). La Cina
anche per il 2006 si è confermata terzo paese fornitore, con un export
pari a 9.6 miliardi di dollari (+38,8%), mentre la Francia - che pure era
stata soggetta nell'ultima fase dell'anno scorso a forme varie di
boicottaggio - ha visto crescere il suo export del 12.1% ed è 5° Paese
fornitore. In crescita consistente le esportazioni di Iran (+62%), Arabia
Saudita (+18%) e Grecia (+42%). (Ice Istanbul)
14.02.2007
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MISSIONE
DELLE GRIFFES MADE IN NAPLES
Progetto
Fashion store in Turchia dove sono stati individuati quasi nove
milioni di potenziali clienti per la moda italiana di medio-alto
livello. Le conclusioni del convegno sull'internazionalizzazione del
<Sistema Italia>. |
"In Turchia abbiamo individuato
quasi nove milioni di potenziali clienti per la moda italiana di
medio-alto livello: una quota che fa del Paese uno degli obiettivi più
importanti per le nostre Pmi del settore". A parlare è Sergio
Cifalinò, dirigente del ministero del commercio estero che ha curato il
progetto <Moda-Turchia> presentato nel corso del convegno
sull'internazionalizzazione del <Sistema Italia> conclusosi a
Napoli. "I risultati delle ricerche di mercato sono molto
incoraggianti", ha detto ad <Ansamed> "e per questo il
prossimo passo sarà la creazione di uno showroom permanente delle aziende
italiane che creeremo a Istanbul o Ankara".
Il progetto sta quindi per sbocciare, nonostante le resistenze iniziali
degli imprenditori che non consideravano la Turchia un obiettivo
prioritario: "Il ministero ha individuato alcune aziende di regioni
del sud, soprattutto di Campania e Puglia, ma anche imprese del distretto
della corsetteria della Basilicata, per un progetto pilota di
internazionalizzazione. Subito dopo abbiamo individuato il mercato turco
come possibile sbocco e infatti le ricerche di mercato ci hanno confermato
la possibilità di export, convincendo anche gli imprenditori".
Un export che sarà però di qualità, visto che sull'abbigliamento di
livello medio-basso la concorrenza cinese é inavvicinabile. "Sui 52
milioni di turchi sono circa 9 milioni i potenziali clienti delle nostre
aziende", ha spiegato Cifalinò, precisando come dallo studio di
prefattibilità è emerso che tra i prodotti che godono di maggiore appeal
ci sono gli abiti da sposa, l'abbigliamento per bambini, i gioielli, le
cravatte e le camicie. Uno show room dovrebbe quindi aprire presto in
Turchia, diventando un modello che il ministero vorrebbe utilizzare anche
per promuovere il primo sbarco delle Pmi della moda in altri Paesi. (Denaro.it)
14.02.2007
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CHICCO-ARTSANA
ONLINE IN TURCHIA
L'incarico
di realizzare e gestire il sito è stato affidato a <Drake>,
software house milanese. Il progetto prevede la creazione di un
catalogo prodotti completo, comprensivo anche di un motore di ricerca.
Schede tecniche. |
 La filiale turca di <Chicco>
(gruppo Artsana), brand italiano leader nei baby products investe on line.
L’incarico di realizzare e gestire il sito turco è stato affidato a
<Drake>, software house milanese che segue già la comunicazione on
line di <Chicco Italia> e delle altre filiali internazionali.
Il progetto prevede la creazione di un catalogo prodotti completo,
comprensivo di un motore di ricerca per trovare il prodotto di interesse,
oltre a dettagliate schede tecniche.
Inoltre, comprende la pubblicazione dei cataloghi on line delle varie
collezioni grazie al tool sviluppato da <Drake> per tutta la
piattaforma "catalogosfoglio" che permette la navigazione
facilitata dei formati Pdf.
Le mamme potranno quindi vedere, comodamente sedute a casa propria, i
prodotti dedicati a loro e ai propri figli, e trovare, grazie allo store
locator, il negozio più vicino in cui aquistarli. (Data
Manager)
14.02.2007
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La
somma (100 milioni di dollari) garantita dalla Sace, la società di
Assicurazione delle aziende italiane nel mondo. I fondi raccolti.
PRESTITO
<DEUTSCHE-BANK>
A <YADI KREDI>
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La <Deutsche Bank> di Londra
ha annunciato la firma di un prestito da 100 milioni di dollari alla banca
turca <Yapi & Kredi Bankasi>. Il prestito è garantito dalla
<Sace>, la società di assicurazione delle aziende italiane nel
mondo, nell'ambito del suo programma di internazionalizzazione in cui
rientra la <Yapi Kredi>, di cui il <Gruppo Unicredit> possiede
una quota significativa. Il prestito, si legge in un comunicato, sarà
usato per sviluppare ulteriormente le relazioni tra Italia e Turchia e i
fondi raccolti saranno usati per migliorare gli scambi commerciali tra i
due paesi o per finanziare società turche di proprietà italiana o
aziende italiane che intendono investire all'estero. (Denaro.it)
14.02.2007
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KOLLATZ-AHNEN
E LA CENTRALE NUCLEARE
Il
vicepresidente per la Turchia della Banca Europea degli Investimenti
- mentre ha dichiarato che l'istituzione aprirà due sue
rappresentanze ad Istanbul ed Ankara - ha dato notizia che sarà la
Bei a costruire il primo impianto. |
La Banca Europea degli Investimenti
sbarca ufficialmente in Turchia. Il vice presidente Matthias Kollatz-Ahnen,
responsabile per il Paese della Mezzaluna, ha annunciato che entro il 2007
saranno aperte due rappresentanze, una ad Istanbul e l'altra nella
capitale Ankara. I due uffici sono motivati dal fatto che la capitale
amministrativa del Paese non coincide con quella economica. Sottolineando
che la Bei è già abbondantemente presente sul suolo turco con
investimenti per oltre 2 miliardi di euro, <Kollatz-Ahnen> ha
anticipato che l'istituzione parteciperà ad altri progetti, come la
costruzione della prima centrale nucleare. (Apcom)
14.02.2007
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La Banca
Europea (Bei) parteciperà a progetti nelle città di Konya, Samsun
e Kayseri. Il primo riguarda le sorgenti.
NUOVI
INVESTIMENTI DELL'UE |
Nuovi investimenti europei in
Turchia. La Banca Europea di Investimenti (Bei) parteciperà a progetti
nelle città di Konya, samsun e Kayseri.
A Konya finanzierà il progetto "Scada", che mira a gestire la
portata di 150 sorgenti d'acqua sotterranee tramite sistemi di pompaggio e
convogliarle in un unico centro. Il progetto costerà 1.8 milioni di euro
e metà sarà pagato dalla Bei. Samsun, città europea sul Mar Nero,
riceverà 50 milioni di euro fra il 2007 e il 2013 per adeguarsi alle
normative di Bruxelles circa i piani di sviluppo regionali. Lo
stanziamento della somma è vincolato dall'accettazione del progetto. Meno
impegnativo il progetto Kayseri dove la Camera di Commercio ha preparato
un piano per un più corretto utilizzo delle risorse energetiche. (Apcom)
14.02.2007 |
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AUMENTANO
I PREZZI
AD ISTANBUL
L'inflazione
corre più del previsto, qualcosa come il 10% rispetto allo scorso anno. I dati
forniti dalla Camera di
Commercio. |
L'inflazione in
Turchia corre, ma ad Istanbul galoppa. la megalopoli sul Bosforo è la
località dove i prezzi sono saliti maggiormente, oltre il 10% rispetto
allo scorso anno. Solo nel mese di gennaio l'aumento è stato dello 0.82%.
A renderlo noto è la Camera di Commercio di Istanbul. In dicembre
l'aumento era stato dell'1.1%. (Apcom)
14.02.2007
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VEICOLO IBRIDO
SOLARE
E' ormai una realtà marciante su strada. La
realizzazione - resa possibile grazie al Progetto Leonardo "Energy
Conversion Systems and Their Environmental Impact" vede in
primo piano le università di Salerno ed Istanbul. |
Il veicolo ibrido
solare è una realtà e lo si può vedere scorazzare tra le aiuole del
campus universitario dell’Università di Salerno a Fisciano, dove, in
questi giorni, si tengono dimostrazioni del funzionamento del primo
veicolo dotato di un motore elettrico funzionante ad energia solare in
aggiunta al tradizionale motore a combustione interna.
La realizzazione di questo veicolo è stata resa possibile dal Progetto
Leonardo "Energy Conversion Systems and Their Environmental Impact",
finanziato dalla UE. "Non si tratta solo di un progetto di ricerca,
ma anche di divulgazione", sottolinea Gianfranco Rizzo, ordinario di
Macchine e sistemi energetici al dipartimento di Ingegneria meccanica (Dimec)
dell’Ateneo salernitano e coordinatore dell’iniziativa "e questo
lo rende particolarmente interessante: oltre alla ricerca scientifica che
ci ha consentito di arrivare alla realizzazione del prototipo attraverso
l’assemblaggio di pannelli solari, generatori e altri semi-lavorati
applicati al veicolo, un Porter Glass Van, donatoci dall’Aci Salerno,
abbiamo curato attentamente anche la comunicazione in modo che i contenuti
della ricerca stessa potessero arrivare ed essere compresi anche da un
pubblico di giovani".
Proficuo partenariato
- E sono proprio allievi delle scuole superiori quelli che hanno
collaborato, insieme ai loro docenti, al progetto di cui è promotore
l’Istituto Superiore Alfano I di Salerno, con le classi dell’indirizzo
Scientifico Sperimentale. Si è sviluppato così un proficuo partenariato
tra università, scuola, imprese ed istituti di ricerca.
Infatti partecipano al progetto anche il Parco Scientifico e Tecnologico
di Salerno, Benevento e delle aree interne, l’Aci, l’Ente Regionale
Formazione e Addestramento Professionale di Napoli, la <Elettro Sannio
Ricerca srl> di Pietrelcina (in provincia di Benevento), la <Auto-Consulting>
di Fasano (in provincia di Brindisi), la <Lombardini> (che ha
fornito il motore ausiliario di tipo tradizionale) la <Budapest
University of Technology and Economics> di Budaperst in Angheria, la
<Université de Haute Alsace di Cedex> in Francia, la <Dunarea De
Jos University> di Galati in Romania e la <Istanbul Technical
University> in Turchia. "La realizzazione del
prototipo si pone come importante momento di sensibilizzazione
dell’opinione pubblica verso un tema, come quello del risparmio
energetico e del rispetto ambientale, che spesso è affrontato con
argomentazioni semplicistiche oppure demagogiche", sottolinea Rizzo.
Il coordinatore del progetto si riferisce in particolar modo alla grande
pubblicità che è stata fatta per i veicoli alimentati ad idrogeno "che
tuttavia potranno essere messi in circolazione solo tra una ventina
d’anni e che ormai rientrano nell’immaginario dell’uomo comune perché,
grazie ad una grande azione di lobby, le grandi aziende, interessate alla
vendita di questa nuova fonte energetica, sono riuscite a sensibilizzare
la gente verso l’impatto ecologico positivo che l’idrogeno potrebbe
avere sull’ambiente". Questo spiega perché "per far decollare
questo progetto abbiamo cercato di parlare in maniera chiara innanzitutto
ai giovani, più sensibili a queste temi: il veicolo ibrido solare si
muove grazie all’energia ricavata dal sole, la più grande fonte di
energia esistente e per di più gratuita".
Il messaggio educativo e progettuale veicolato attraverso la realizzazione
di questo primo veicolo è dunque di puntare su questa fonte energetica,
che probabilmente fino ad ora non è stata sufficientemente pubblicizzata
per la mancanza di volontà delle grandi multinazionali che non possono
sfruttarla.
Evidenti vantaggi
- Si potrebbe però obiettare anche che l’autonomia dei veicoli elettrici
e la potenza dei motori sono scarse, "ma in realtà - ribatte Rizzo -
la presenza di un motore tradizionale a combustione interna garantisce
l’autonomia del veicolo anche in assenza di radiazione solare o a
batterie scariche mentre per quanto riguarda la potenza del motore, le
statistiche dimostrano che un’ampia parte degli automobilisti utilizza
la propria auto per brevi spostamenti nei circuiti urbani e dunque la
potenza disponibile per un veicolo ibrido solare sarebbe più che
sufficiente". Oltre a ciò si devono sottolineare gli ormai evidenti
vantaggi dell’uso di veicoli ibridi solari. Innanzitutto lo sfruttamento
di una fonte di energia rinnovabile e gratuita quale quella solare che può
essere favorita dalla continua diminuzione del prezzo dei pannelli foto-voltaici
e dal loro miglioramento tecnico per passare alla riduzione
dell’emissione di gas nocivi e di anidride carbonica che contribuiscono
all’effetto-serra ed al riscaldamento del pianeta, senza dimenticare il
risparmio di altri fonte energetiche, quali il petrolio, che stanno
diventando sempre più costose e sono destinate ad esaurirsi.
Sperimentazioni -
Il progetto Leonardo finirà a settembre 2007. Per il 14 dello stesso mese
è previsto il secondo Workshop Internazionale sui Veicoli Ibridi Solari
che si terrà presso l’Università degli Studi di Salerno. La continuità
della ricerca è garantita dal progetto <Prin-Programmi> di Ricerca
Scientifica di rilevante interesse nazionale del ministero
dell’Università e della Ricerca, che ha approvato un piano di ricerca
biennale su "Integrazione dei sistemi foto-voltaici in autoveicoli
convenzionali ed ibridi". In queste settimane si succedono le
presentazioni dei veicolo "e intanto andiamo avanti con i nostri
studi e con il nostro lavoro con l’entusiasmo che ci ha mosso fino ad
ora grazie al Prin", sottolinea Rizzo. Per ora il veicolo marcia con
l’energia elettrica prodotta dai pannelli. Fra due mesi inizieranno le
sperimentazioni in configurazione ibrida vera e propria, col motore a
benzina utilizzato come generatore elettrico.
E sarà possibile vedere e toccare con mano questo veicolo anche in
esposizioni. "Siamo in contatto con <EnergyMed> - spiega Rizzo
- , una mostra-convegno sulle fonti rinnovabili e l’efficienza
energetica nei Paesi del Mediterraneo che si terrà a Napoli dall’8 al
10 marzo, e contiamo di presentare il nostro veicolo anche in questa sede".
Nel frattempo l’innovativo automezzo sarà visibile presso l’Istituto
Superiore Alfano I di Salerno, che, come già accennato, ha lavorato a
questo progetto”.
"E’ un’occasione per far toccare con mano ai nostri alunni, che
fino ad ora hanno lavorato al progetto virtualmente, via web, il prodotto
concreto di tante ore di studio", è il commento del Preside
dell’Istituto Alfano I, Antonio Lepre, entusiasta dell’esperienza che
ha coinvolto alunni e i docenti "convolti in una serie di attività
molto gratificanti". (Denaro.it)
14.02.2007
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<OMRON>
APRE PRESSO L'UNIVERSITA' DI ISTANBUL
Inaugurato
un <Automation Competence Center>. Oltre a permettere ai
visitatori di creare delle soluzioni basate sulle apparecchiature di
controllo,il laboratorio svolgerà un ruolo di rilievo nella
formazione degli studenti. |
All'inizio del 2006
<Omron> aveva già inaugurato un <Automation Competence Center>
a Copenhagen, Danimarca, e prevede di aprirne altri in Europa. Il
laboratorio aperto in Turchia consentirà ai clienti, e ai visitatori in
generale, di prendere visione e di sperimentare personalmente le soluzioni
applicative, nonché di comprenderne appieno le complessità e i vantaggi,
ma soprattutto offrirà agli studenti delle facoltà tecniche e
ingegneristiche l'opportunità di acquisire esperienza sul campo prima di
accedere al mondo del lavoro.
"Per venti giorni al mese la struttura sarà a disposizione dei
professori e degli studenti dell'università locale”, afferma Dogan Ugur,
general manager di <Omron Electronics> in Turchia.
"Uno dei principi aziendali di <Omron> – ha proseguito Ugur -
è l'impegno sociale, e la formazione degli studenti è un tema molto
sentito, poiché spesso i ragazzi lasciano l'università senza alcuna
esperienza pratica. Il nuovo laboratorio Acl rappresenta un passo concreto
per cambiare questa situazione."
Tre sono gli elementi chiave del laboratorio: un ambiente con diverse
stazioni di produzione dove è possibile testare i prodotti direttamente
sulle macchine; un'area con esempi di applicazioni avanzate e
dimostrazioni di tecnologie nuove e in fase di sviluppo; ed infine un'area
di laboratorio in cui i prodotti possono essere testati e utilizzati per
creare nuove soluzioni.
Le tecnologie future che saranno presentate ai visitatori includono
nano-automazione, laser ad alta risoluzione, sistemi di visione
artificiale completamente integrati alle linee produttive, sistemi motion
control aperti e flessibili, controllo dell'uniformità della
temperatura (Gtg), controllo di processo avanzato, Lcia (Low Cost
Intelligent Automation) e sistemi di sicurezza integrati. (go-fluid
news)
14.02.2007
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L'OFFERTA
DI UN PORTO CROATO
E'
stata manifestata durante un summit dal ministro dell'Industria e del Commercio di
Zagabria, Branko Vukelic, al ministro dell'Economia turco Ali Coskun.
Tra i settori interessati, energia, turismo, trasporti, cantieri. |
Il
ministro dell'Industria e del Commercio turco Ali Coskun ha incontrato
giovedì 25 gennaio il ministro dell'Economia croato. La notizia è
riportata da <Setimes.com>.
Il ministro croato, Branko Vukelic, ha offerto alla Turchia l´uso
del porto di Fiume per le esportazioni di merci turche in Europa. Vukelic
si è recato in Turchia a capo di una delegazione d'affari, con il compito
di incentivare la cooperazione bilaterale tra i due Paesi.
Le discussioni con Coskun e con altri operatori del settore affari hanno
focalizzato sulle opportunità di collaborazione nei settori dell'energia,
del turismo, dei trasporti, dei cantieri navali e nel ramo militare. (Portalino)
14.02.2007
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SI
PARTE CON L'OPERAZIONE
"TURQUALITY"
Verranno
creati dieci prodotti, rigorosamente Made in Turkey, che faranno da "ambasciatori" al Paese della Mezzaluna. |
Il ministro del Commercio Estero
turco, Kursad Tuzmen, non se ne fa scappare una. Dopo aver stretto accordi
commerciali con mezzo mondo, adesso ha lanciato l'operazione "Turquality"
che consiste nella creazione e promozione di 10 prodotti "doc" e
rigorosamente Made in Turkey che faranno da veri e propri
"ambasciatori" al Paese della Mezzaluna.
"Stiamo lavorando per stilare la lista di questi 10 prodotti nel più
breve tempo possibile - ha detto Tuzmen - ma non è facile scegliere quali
prodotti possano meglio rappresentare la Turchia all'estero. Viviamo in un
mondo dove la specializzazione è estremamente importante, quindi
sicuramente daremo la precedenza a quelli che hann perseguito attività di
perfezionamenti sulla loro attività". Non solo. La <Koc> e
<Sabanci University> hano anche messo a punto seminari per formare
manager in rado di valorizzare i brand turchi all'estero. (Apcom)
14.02.2007
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BAKU-TBILISI-KARS:
UNA NUOVA
"VIA DELLA SETA"
Il progetto
dovrebbe costare all'incirca 420 milioni di dollari. L'inizio dei lavori
è previsto per il secondo trimestre di quest'anno. |
Georgia, Azerbaigian
e Turchia hanno formato a Tbilisi un accordo per la ostruzione di una
ferrovia Baku-Tbilisi-Kars intesa a rafforzare la cooperazione regionale
tra i tre Paesi.
La linea Balu-Tbilisi-Kars "è un progetto di prospettiva che pone le
basi per un successo ed p una garanzia seria di sviluppo a lungo termine
di ciascuno di noi", ha dichiarato il presidente georgiano Mikhail
Saakashvili nel corso di una cerimonia per la firma dell'accordo.
Saakashvili ha plaudito alla "creazione di una versione rinnovata,
contemporanea, della Via della seta".
Il progetto dovrebbe costare circa 420 milioni di dollari. l'inizio dei
lavori è previsto per il secondo trimestre di quest'anno.
Il Primo Ministro turco Recep tayyip Erdohan ha ricordato che la
cooperazione tra i tre Paesi è cominciata con "il progetto di
oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan". Dal canto suo il presidente azero
Ilham Aliev ha sottolineato che il progetto rafforzerà la
"sicurezza" e la "stabilità" nella regione. (Ansa-Afp)
14.02.2007
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FRANCHISE-NET
PRESTO ONLINE
ANCHE IN TURCHIA
Il
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Sig. Halil Yelek
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(Franchise-net.it)
14.02.2007
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ECONOMIA
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Il
marchio italiano - uno dei più noti e blasonati del ready-to-wear -
ha trovato casa ad Izmir. La maison pronta ad investire ancora di
più nel Paese della Mezzaluna stringendo un rapporto di partnership
con la <Suntekstil>.
STRATEGIA DELLA
GRIFFE <PRADA>
|
 Anche <Prada> decisa a sbarcare in Turchia. Uno dei più noti e
blasonati del ready-to-wear italiano ha trovato casa a Izmir. La
conferma è arrivata dalle autorità diplomatiche: il console ad Izmir
Michele Tommasi ha detto che la maison si sta preparando a investire
nel Paese della Mezzaluna. In particolare, sembra che <Prada> stia per
stringere un rapporto di partnership con la <Suntekstil>. Alcuni rappresentanti del noto marchio italiano
avrebbero fatto
visita infatti a Istanbul alla Orjin Deri, la società che in Turchia produce
pelle per <Armani< e <Hugo Boss>. A confermarlo è stato il suo direttore
Lemi Tolunay, che ha detto: "La produzione di pelle in Cina è
economica, ma la qualità non regge mimamente con quella turca. Senza
contare che ormai il nostro Paese è diventato un vero e proprio punto
di riferimento per le aziende italiane. Probabilmente <Prada> è stata
incoraggiata anche da questo".
In realtà <Prada> non è proprio nuova alla realtà turca. Se infatti
per la produzione di abiti e del tessile sta iniziando solo adesso a
bussare alle porte della costa egea, per quanto riguarda la pelle è
già entrata in affari con i produttori locali. L'anno scorso la
griffe ha firmato un accordo per far produrre 35.000 borse dalla turca
<Matras Deri>, che si è già occupata di griffe del calibro di <Burberry>.
(Apcom)
14.02.2007
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<FINMECCANICA>
ADESSO GIOCA AL RIALZO
Secondo
<JpMorgan>, cinque sono le tappe importanti per l'industria
italiana nel primo trimestre di quest'anno. Tra queste, vendere elicotteri
militari di attacco <HH-47 CSaR-R> alla Turchia (50%
di possibilità di vincita). |
 Secondo <JpMorgan> cinque sono le tappe importanti di
<Finmeccanica> nel primo
semestre di quest'anno: tre potenziali commesse - quella per il <Canadian Fixed- Wing Search & Rescue> (l'aereo da ricerca e
soccorso per il governo canadese) che l'industria ha l'80% di
possibilità di vincere; quella per l'<Us Joint Cargo Aircraft> (60% di
possibilità di vincita sempre stando al fondo finanziario), e quella
per gli elicotteri d'attacco di cui la Turchia ha bisogno (possibilità
di vincita 50%)- oltre all'esito dell'appello riguardante la commessa
degli elicotteri militari <HH-47 CSaR-X> , e alla pubblicazione dei
risultati del 2006 attesa per il 28 marzo prossimo.
Gli analisti della <JpMorgan> hanno dunque rivisto al rialzo il Tp
dell'industria italiana, portandolo da 22 a 24 Euro e confermando
l'overweight per il titolo. (Avionews)
14.02.2007
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UFFICIALMENTE E'
ORA IL SESTO PAESE
La
Turchia ha firmato l'accordo per il programma di sviluppo del nuovo
caccia "Joint Strike Fighter". Il velivolo al centro di un
costoso programma Usa. Il legame con Gran Bretagna, Stati Uniti,
Canada, Paesi Bassi ed Australia. |
La Turchia è
ufficialmente il sesto dei nove Paesi a firmare l'accordo per il programma
di sviluppo del nuovo caccia Joint Strike Fighter (Jsf), che permette di
passare alla fase di produzione industriale.
La Turchia si è così unita a Usa, Canada, Paesi Bassi, Australia e Gran
Bretagna, Paesi che hanno già sottoscritto il protocollo d'intesa che
segna l'avvio della nuova fase del progetto. Mancano ora l'Italia, la
Danimarca e la Norvegia, che secondo il Pentagono firmeranno
nell'immediato futuro.
L'F-35 Lightning II, come è stato ribattezzato, è al centro del più
costoso programma del Pentagono: 275 miliardi di dollari, che però mira a
realizzare aerei a basso costo da vendere in migliaia di esemplari alle
aviazioni militari di tutto il mondo.
Scheda Tecnica - Joitn Strike Fighter F-35
Dimensioni: altezza: 5.28 m, lunghezza: 15.37 m, apertura alare: 10.65 m;
Pesi: vuoto: 10.033 kg, massimo T/O: 227.216 kg, carico utile: 18.424 kg;
Prestazioni: velocità: 1,8 Mach, gamma: 1000 km, quota massima operativa:
15.000 m. (Avionews)
14.02.2007
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"Mi
aspetto che la Turchia possa fare presto parte dell'UE", ha
detto il presidente Alberto Drudi. Le relazioni commerciali
aumentate del 69.9%. "Si tratta della più alta crescita in
valore assoluto", ha dichiarato il dirigente.
L'AUSPICIO DELLA
C.D.C DI PESARO
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"Mi
aspetto che la Turchia possa presto fare parte dell'Unione Europea". Lo ha detto il presidente della Camera di Commercio di
Pesaro-Urbino, Alberto Drudi, condizionando l'ingresso "al
rispetto completo delle leggi e delle norme dell'UE".
Si tratta di un nodo politico istituzionale - ha aggiunto Drudi
- che va sciolto dalla presidenza dell'Unione Europea insieme al Governo turco".
Il presidente dell'ente camerale ha fatto anche notare che
"la provincia di Pesaro-Urbino ha da tempo relazioni stabili con
la Turchia e che le esportazioni delle imprese locali sono passate da
15.7 a 27 milioni di euro, con un incremento del 69.9 per cento.
"Si tratta della più alta crescita in valore assoluto - ha
concluso - registrate nei primi nove mesi del 2006 tra i mercati di
sbocco esteri delle imprese pesaresi". (Agi)
14.02.2007
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FORUM
DEGLI INVESTITORI ESTERI
Si terrà ad
Istanbul nei giorni 21 e 22 febbraio e quest'anno sarà dedicato
alla Turchia. Una occasione ghiotta. Saranno presenti tra gli
altri il premier Recep Tayyip Erdogan nonché i ministri delle
Finanze e dell'Industria. |
Si terrà il 21 e il
22 febbraio ad Istanbul il Forum internazionale degli investitori che
viene organizzato tutti gli anni dalla rivista <Finance World> e che
quest'anno sarà dedicato alla Turchia e alle opportunità per gli
investitori stranieri.
Un'occasione ghiotta per il Paese della Mezzaluna. Al Forum parteciperanno
il premier Recep Tayyip Erdogan, il ministro delle finanze Ali Babacan e
quello dell'Industria Ali Coskun. Per le istituzioni economiche
parteciperà il nuovo presidente della Confindustria turca Arzuhan Dogan
Yalcindag. Al meeting saranno presenti anche i presidenti della <Eurohypo>
e della <Areal Bank> nonché il vicepresidente di <Oracle>,
Alfonso di Lanni. (Apcom)
14.02.2007
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<EDISON>:
STRATEGIA NUOVA
Come
l'amministratore delegato Umberto Quadrino intende aumentare la
dipendenza dai fornitori abituali di gas grazie alla
Turchia. |
"Per garantire la sicurezza del
nostro sistema energetico è necessario diversificare le fonti di
approvvigionamento, aprendo nuove vie del gas con Paesi che oggi ancora
non esportano in Europa, come il Qatar o l'Azerbaijan". Ad
affermarlo, nel corso della sua audizione in Commissione Attività
produttive alla Camera, è stato l'amministratore delegato di <Edison>,
Umberto Quadrino. Proprio in Azerbaijan, Edison ha in corso una trattativa
che, ha sottolineato il manager, "speriamo di chiudere nel
2007", mentre con il Qatar il gruppo esporterà "6.4 miliardi di
metri cubi dal 2008, quando sarà completato il rigassificatore di
Rovigo". L'Italia, ha spiegato Quadrino nel corso dell'audizione,
"ha fatto già da anni la scelta, per certi versi obbligata data
l'assenza del nucleare e il ridotto ricorso al carbone, di utilizzare il
gas per la produzione di energia elettrica. In Italia - ha osservato il
manager - le centrali a gas a elevata efficienza stanno sostituendo
definitivamente le inquinanti centrali a olio combustibile, con benefici
economici e ambientali e, grazie a investimenti epocali, l'Italia è
uscita in pochi anni da una situazione di rischio di blackout come quella
del 2002-2003". Purtroppo, ha aggiunto Quadrino, "le
infrastrutture che portano il gas in Italia non si sono sviluppate con
altrettanta rapidità: a fronte di un aumento della domanda che nel 2015
supererà i 100 miliardi di metri cubi, nessuna nuova infrastruttura di
importazione entrerà in funzione prima del 2008, quando saranno avviati
il rigassificatore <Edison> di Rovigo e i potenziamenti dei gasdotti
<Transmed> e <Tag>". Nel corso dello stesso periodo,
tuttavia, ha sottolineato ancora Quadrino, "aumenterà la dipendenza
dai fornitori tradizionali con potenziali criticità legate, ad esempio,
alla disponibilità effettiva di gas russo da esportare in Europa e agli
ingenti investimenti necessari per sviluppare i giacimenti della
Russia". <Edison>, ha proseguito il manager, "è l'unico
operatore italiano che sta sviluppando progetti di rilevanza europea che
promuovono effettivamente la diversificazione delle fonti, come il
rigassificatore di Rovigo che consentirà l'importazione di gas dal Qatar,
o il gasdotto <Igi> che collegherà l'Italia alla Grecia, alla
Turchia e ai giacimenti dell'area del Caspio". Al fine di favorire un
effettivo processo di diversificazione delle fonti e di incremento della
sicurezza del sistema, ha precisato infine, "le istituzioni devono
proseguire lungo il percorso già intrapreso con la cabina di regia,
identificando le infrastrutture prioritarie anche in ottica europea e
fornendo a queste un forte sostegno a tutti livelli". (Denaro.it)
14. 02.2007 |
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SI'
ALLA PRIVATIZZAZIONE DEGLI ZUCCHERIFICI
Il
Consiglio di Stato turco (13ma camera) ha approvato il tender per le
aziende <Eregli>, <Bor> e <Ilgin>. La decisione
aveva già ricevuto il parere favorevole dell'alto board, <Oyk>. Contrari
al processo invece i sindacati. |
Il Consiglio di Stato turco (Danistay)
ha autorizzato la privatizzazione dei tre zuccherifici statali: <Eregli>,
<Bor> e <Ilgin>. Lo ha deciso la 13ma camera, la stessa che a
novembre bloccò la privatizzazione di <Halkbank> e che invece ha
annunciato il calendario ufficiale per le tre aziende, dicendo che ognuna
ha un valore di 100 milioni di dollari. La decisione aveva in precedenza
ricevuto parere favorevole dall'<Oyk>, l'alto board per le le
privatizzazioni turco.
I sindacati avevano cercato di fermare il processo, ma adesso, con la
decisione del Consiglio di Stato, è inarrestabile. La Danistay ha
motivato la decisione nel seguente modo: "Esaminati i piani di
privatizzazione delle aziende, sono stati giudicati appropriati e volti a
razionalizzare il lavoro, diminuire i costi e aumentare l'efficienza degli
impianti, creando realtà che possano reggere la concorrenza con quelle
dell'Unione Europea". (Apcom)
14.02.2007
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Questo quando
la Turchia rimane fortemente dipendente dal punto di vista
energetico. Le città più ricche: Izmir, Denizli, Aydin, Bursa,
Balykesir, Afyon, Manisa, Kutahya, Canakkale, Sakarya, Bolu, Yozgat
ed Erzurum.
GEOTERMICA:
SFRUTTATO IL 4% DELLE RISERVE |
Con le sue risorse
di energia geotermica ogni anno la Turchia può produrre l'equivalente di
9.3 miliardi di petrolio e di 30 milioni di metri cubi di gas naturale.
Invece il Paese ne sfrutta appena il 4% e rimane fortemente dipendente dal
punto di vista energetico.
L'allarme è
stato lanciato da Orhan Mertodlu, prsidente dell'associazione geotermica
turca e vicepresidente dell'Associazione geotermica internazionale, che ha
fatto presente come un maggior sfruttamento delle potenzialità nazionali
farebbe bene non solo all'ambiente ma anche alle finanze turche,
considerato che per il 2006 per l'energia sono stati spesi 30 miliardi di
euro. Le città che potrebbero sfruttare magiormente queste riserve sono:
Izmir, Denizli, Aydin, Bursa, Balykesir, Afyon, Manisa, Kutahya, Canakkale,
Sakarya, Bolu, Yozhgat ed Erzurum. In questo momento solo a Sakarya la
maggioranza della popolazione utilizza l'energia geotermica per tutte le
operazioni quotidiane. (Apcom)
14.02.2007
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REAL
ESTATE
Aumentano
gli investimenti stranieri in Turchia ma questa volta in modo
diverso dal solito. In che modo? Acquistando immobili. |
Aumentano gli
investimenti stranieri nel real estate turco, ma questa volta in modo
diverso dal solito. Non si tratta più di persone che investono del
capitale per acquistare un immobile nel paese della Mezzaluna bensì di
investitori stranieri che stanno raggiungendo accordi con società di
costruzioni turche.
La quota di azioni è arrivata a quasi 450 milioni di dollari. Fra questi
posiamo individuare tre grandi investitori. L'olandese <Corio> ha
comprato il 48.12% della <Akmerkes>. L'americana <Rudolph
Ypounes> ha comprato insieme alla <Yeil Inaat> il 30.69% della
<Ihlas Gyo> mentre la <Dogus> insieme con la <General
Eletric Real Estate Europe> si è accaparrata quasi il 51% della
<Garanti Gyo>. (Apcom)
14.02.2007
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Accordo
tra Ankara e Tel Aviv per la costruzione di una rete di oleodotti e
di gasdotti per il trasporto del prodotto.
GAS AZERO
DALLA TURCHIA
IN ISRAELE
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Il Governo turco e quello israeliano
si sono accordati per costruire una rete di oleodotti e gasdotti per il
trasporto di petrolio e gas naturale dalla Turchia verso Israele.
L'annuncio è stato dato dal ministro dell'Energia dell' Azerbaijan,
secondo quanto riferisce il sito ondine <reporter.gr>, che a sua
volta cita l'agenzia di stampa nazionale dell'ex repubblica sovietica <Trend
News Agency>. In base al progetto, il gasdotto, già in uso per il
trasporto di gas naturale dalla Russia alla Turchia, verrà prolungato
verso Israele affinché lo stato ebraico possa ricevere rifornimenti di
gas, ha spiegato il ministro. (Denaro.it)
14.02.2007
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<CANDY>
SI ALLARGA: NUOVO ACQUISTO
Dopo Russia e
Cina, l'industria italiana (al 100% della famiglia Fumagalli) ha
acquisito il 99% della turca <Doruk-Susle> (40 milioni di euro
di fatturato) mentre un simbolico 1% è restato in mano al fondatore
Metin Susler. L'operazione. |
 <Candy> (100% famiglia
Fumagalli) conferma la sua dinamicità all’estero annunciando la terza
acquisizione nell’arco di 15 mesi. Dopo Russia e Cina, questa volta
l’operazione ha per oggetto un’azienda turca di elettrodomestici,
specializzata nella cottura. Si tratta della <Doruk-Susler> (<Candy>
ha acquistato il 99%, mentre un simbolico 1% resta in mano al fondatore
Metin Susler), 40 milioni di euro di fatturato, con una solida
esportazione in 34 Paesi dell’area balcanica, in Russia e repubbliche
confinanti, nelle zone del Maghreb.
"Questa operazione - ha spiegato ieri il presidente e amministratore
delegato di <Candy>, Aldo Fumagalli - ci permette di completare la
nostra struttura industriale e l’offerta nel comparto della cottura"
e di avere accesso in un Paese, come la Turchia, "tra quelli con una
crescita più elevata e che si prevede diventerà, rapidamente, il quarto
maggior mercato in Europa", superando anche l’Italia.
L’operazione ha anche una forte valenza commerciale: "Sul mercato
turco è difficile entrare se non attraverso un partner locale - spiega Fumagalli - e la <Doruk-Susler> ci permetterà, attraverso la sua
rete commerciale, di veicolare anche gli altri nostri prodotti. Contiamo,
nel giro di tre-quattro anni, di raddoppiare il fatturato da 40 a 80
milioni".
L’esborso che ha comportato l’acquisizione non è stato indicato con
precisione, ma l’ordine di grandezza "è circa la metà del
fatturato, sulla media dei parametri di settore" ha detto
l’amministratore delegato di <Candy elettrodomestici>, Silvano
Fumagalli. Il gruppo <Candy> ha chiuso il 2006 con ricavi per 1.054
milioni (più 3,5% sul 2005, l’80% ottenuto fuori dall’Italia) mentre
il risultato è atteso positivo, in linea con quello degli ultimi anni (il
margine lordo sarà nell’ordine dei 50 milioni).
Quanto ai volumi produttivi, questi sono cresciuti del 9.6% a quota 6.7
milioni di unità - per il 2007 ne sono previste 7 milioni - mentre gli
investimenti in ricerca e sviluppo sono ammontati a 37 milioni di euro,
contro i 32 milioni di euro dell'anno precedente (Il
Giornale.it)
14.02.2007
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INVESTIMENTO
DEL GRUPPO
IBERICO <LAR>
Stanziati
60 milioni di euro per l'acquisto di suoli edificabili in Turchia.
Già aperto un ufficio ad Istanbul. Acquisto di terreni. |
Il gruppo immobiliare iberico <Lar>
ha stanziato un investimento di 60 milioni di euro nel 2007 per l'acquisto
di suoli edificabili in Turchia. Ne danno notizia fonti del gruppo
riferite dai media. L'obiettivo è promuovere grossi investimenti
immobiliari nel Paese euro-asiatico, per questo Lar> ha aperto un
ufficio a Istanbul che ha cominciato a trattare l'acquisto dei terreni.
Secondo la direttrice generale della compagnia spagnola, Chus de Miguel,
la Turchia possiede "tutte le qualità per sviluppare con successo i
nostri progetti di promozione immobiliare". (Denaro.it)
14.02.2007
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BLOCCATA LA
PRIVATIZZAZIONE <TEKEL>
Il Governo
turco ci ha ripensato all'ultimo quando già le trattative con la
<British American Tobacco> - che aveva offerto un miliardo di
dollari - sembravano essere andate in porto. La 7ma compagnia a
livello mondiale. |
Il Governo turco ci ripensa. Per la
terza volta ha ritirato la <Tekel>, l'azienda nazionale del tabacco,
dall'arena delle privatizzazioni. Non è stata fornita alcuna spiegazione
ma molti pensano che l'Esecutivo abbia preferito posticipare la vendita
dell'ultimo gioiello di famiglia dopo quella del colosso <Halkbank>.
L'affare <Tekel> si sarebbe dovuto concludere questo mese. la
<British American Tobacco> (Bat) aveva offerto un miliardo di
dollari e ormai sembrava tutto a posto. poi la sorpresa. Non è la prima
volta che lo Stato turco decide di togliere <Tekel> dal mercato,
anche davanti ad un'offerta particolarmente ghiotta. nel 2003 la <Japan
Tobacco> aveva offerto 1.15 miliardi di dollari ma l'affare non era
andato in porto perché la cifra era stata considerata troppo bassa. La
<Tekel> è la settima compagnia a livello mondiale per produzione e
raffinazione del tabacco, in un mercato, quello turco, che conta 100
miliardi di "bionde" fumate ogni giorno. (Apcom)
14.02.2007
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Egitto
e Turchia si sono accordati per la prossima creazione di una Zona
specializzata che dovrebbe riuscire a competere con la produzione
dell'ex Celeste Impero. U investimento per due mld di dollari su 2
milioni di mq.
BATTERE INSIEME LA
CINA
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Egitto e Turchia
si sono accordati per la prossima creazione di una Zona industriale
specializzata che dovrebbe riuscire a competere con la produzione
cinese, che rappresenta ormai una minaccia anche per l'economia medio
orientale.
La Zona industriale, che prevede un investimento di 2 miliardi
dollari, sorgerà su 2 milioni di metri quadrati nella Città del 6
ottobre.
I lavori cominceranno a marzo, hanno annunciato il ministro per il
Commercio e l'Industria egiziano Rachid Mohammed Rachid e il ministro
per il Commercio Estero turco Kursat Tuzmen in una conferenza stampa al Cairo.
Tuzmen, in visita in Egitto a capo di una delegazione composta di
parlamentari e 170 imprenditori turchi, ha detto che "la firma
dell'accordo di libero scambio, nel dicembre del 2005, ha aperto a
nuovi orizzonti le relazioni bilaterali.
Gli investimenti turchi in Egitto ammontano a 100 milioni di
dollari".
Tuzmen ha aggiunto che questo accordo "permetterà la
competizione con il mercato asiatico, sopratutto cinese, per quanto
riguarda la qualità e il prezzo".
Rachid ha affermato che "l'accordo non è in contraddizione con
quello in atto con l'Unione Europea, nell'ambito del processo di
Barcellona, in base al quale il Mediterraneo dovrebbe divenire zona di
libero scambio entro il 2010".
La zona industriale ospiterà 140 fabbriche, la produzione - prodotti
chimici, tessili e componenti per auto - sarà destinata
all'esportazione soprattutto verso Paesi arabi, Unione europea, Stati
Uniti.
L'interscambio bilaterale ha raggiunto la cifra di 1.1 miliardi di
dollari nel 2006, con una crescita del 30 per cento. L'obiettivo
fissato dei due Paesi è di 5 miliardi nei prossimi tre anni.Va
inoltre aggiunto che l'accordo di libero scambio tra l'Egitto e la
Turchia
entrerà in vigore entro il prossimo febbraio e porterà alla
progressiva eliminazione dei dazi doganali sull'import-export tra i
due Paesi. Il ministro turco Kursat Tuzmen ha dal canto suo reso noto
che la rete di gas egiziana sarà collegata a quella turca attraverso
la Giordania.
Tuzmen ha sollecitato l'aumento dei colleghamenti terrestri, marittimi
e aerei tra i due Paesi. Tuzmen ha si è anche impegnato a fare tutto
il possibile per incentivare gli investimenti turchi in Egitto. (Denaro.it)
14.02.2007
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IL
SURRISCALDAMENTO NUOCE AL TESSILE
Non
bastava la concorrenza cinese a turbare i sonni dei produttori
turchi. I cambiamenti climatici rimangono i primi indiziati. |
Non bastava la concorrenza cinese a
turbare i sonni dei produttori tessili turchi. Adesso bisogna mettere in
conto anche il surriscaldamento globale. i cambiamenti climatici sono i
primo indiziati per la stagione "magra" registrata dagli
operatori del tessile. Troppo caldo, quindi le vendite dei capi pesanti è
in drastico calo. Ad annunciarlo è stato niente meno che Aynur Bekta,
presidente dell'Associazione dei produttori tessili turchi. "Tutti i
nostri iscritti - ha detto hanno osservato una perdita media del 30% a
causa del clima particolarmente mite. Purtroppo il nostro settore non era
preparato ad affrontare anche un'eventualità del genere. i produttori non
possono fronteggiare una questione del genere da soli, bisogna che il
Governo intervenga e studi soluzioni concrete insieme a loro".
E i produttori tessili non sono gli unici a lamentarsi. Flessioni sono
state riscontrate anche dall'Associazione produttori di cibo e beveraggi.
Le condizioni climatiche hanno infatti avuto effetti negativi su molti
raccolti e i prezzi potrebbero presto lievitare anche del 10%. (Apcom)
14.02.2007 |
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IL PAESE CHE
PESCA DI PIU'
Rispetto a
tutti gli Stati dell'UE messi insieme, in testa si vede la Turchia
che nel 2004 aveva un tonnellaggio superiore a tutta la produzione
europea messa insieme. Il Mediterraneo considerata la terza regione più
ricca. |
La Turchia è il
Paese che pesca di più rispetto a tutti gli Stati dell'UE messi insieme e
il Mediterraneo è la terza regione europea più pescosa dopo l'Atlantico
nord-orientale e quello centro-orientale. Lo affermano i dati dell'ultimo
<Eurostat> che fa il punto sulla produzione ittica dell'Europa a 25.
la pesca della Turchia è oscillata tra le 440mila e le 610mila tonnellate
all'anno dal 1993 al 2004. nel 2004 sono state 504mila, più di quelle di
tutta l'Europa che, complessivamente ne ha pescate 480mila. E se per i 25
la produzione ittica è calata del 28% dal 1993, per la Turchia si è
invece mantenuta stabile.
Secondo i dati dell'<Eurostat>, inoltre, l'83% del pesce europeo
viene catturato nel Mediterraneo occidentale. Solo la grecia, Cipro e la
Francia pescano nelle acque orientali. E nessuno degli Stati membri va
più in là delle proprie coste, cioè nessuno accede al Mar nero. (Ansa)
14.02.2007
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LA
RABBIA DI UN PRODUTTORE DI VINO
Bapman,
direttore della <Kavaklydere Wines>, il più noto produttore
in questo settore, se la prende soprattutto con lo Stato turco. |
"Eravamo
l'ultima realtà turca da penalizzare, invece lo hanno fatto". Ali
Bapman, direttore della <Kavaklydere Wines>, il più noto produttore
di vini turco, proprietario dei marchi <Kavaklidere> e <Doluca>,
è furioso. L'azienda infatti è stata accusata di avere infranto la legge
della concorrenza e per questo dovrà pagare una multa molto salata.
"Abbiamo sempre pagato tutte le nostre tasse, abbiamo pagato senza
battere ciglio anche la tassa speciale che hanno applicato alle bevande
alcoliche, adesso cercano di ostacolarci ancora". Secondo Bapman, la
multa sarebbe arrivata per avere cercato di ostacolare troppo il mercato
interno. (Apcom)
14.02.2007
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L'ITALIA
PRIMO IMPORTATORE DI NOCCIOLE
Il
Bel Paese avrebbe fatto ricorso alla Turchia acquistando nel 206 ben
71,175 tonnellate del prezioso frutto. Segue la Germania con 60,000
e la Francia con 20,000. Le esportazioni turche sono aumentate del
diciotto per cento. |
Meno male che c'è la Turchia a
portare sulle tavole degli italiani le nocciole. A dirlo è l'Associazione
produttori di nocciole del Mar nero secondo i quali nel 2006 i Bel paese
avrebbe importato ben 71,175 tonnellate di nocciole spendendo oltre 400
milioni di dollari.
Segue a ruota la Germania con 60,000 tonnellate e la Francia con 20,000
tonnellate. All'ultimo posto della classifica va il Kyrgizstan interne
sulla produzione, è stato un anno molto positivo per il commercio delle
nocciole turche. Le esportazioni sono aumentate del 18% e dal 84 sono
saliti a 91 i Paesi che hanno chiesto le nocciole turche nel 2006. In
totale il commercio di nocciole per il 2006 ha fruttato alla Turchia 1.5
miliardi di dollari. (Apcom)
14.02.2007
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ANKARA-AVANA:
RELAZIONI INCREMENTATE
Mai come in
questo momento Turchia e Cuba hanno raggiunto una identica
identità di vedute nei rapporti economico commerciali tra i due
Paesi. Un documento inviato al ministro della Giustizia da Pérez
Navarro. |
Lasciamo
inalterata la forma di questo documento che è essenzialmente diplomatico.
L’eccellentissimo signor Cemil Cicek, ministro turco della Giustizia,
membro del Parlamento e della direzione del Partito di Governo Akp, che
presiede la delegazione del suo Paese alla VII Sessione della Commissione
Mista per la Collaborazione Economica, Industriale e Commerciale tra
Turchia e Cuba, ha assicurato che esiste la volontà politica di andare
verso il rafforzamento della cooperazione in diverse sfere.
Questa collaborazione è andata diversificandosi negli ultimi anni:
esistono accordi in diversi campi, tra i quali la cultura, lo sport e
l’agricoltura e si stanno negoziando nuovi accordi relativi ai
trasporti, all’energia e all’industria.
Il ministro Cicek ha spiegato che durante l’ultimo quinquennio
l’economia turca è cresciuta del 41% (7.5% nel 2006) ed ha assicurato
di seguire molto da vicino lo sviluppo che il nostro paese sta
conseguendo, apprezzato nelle due visite compiute nell’Isola.
Dopo aver valutato le potenzialità delle due nazioni per quanto riguarda
l’incremento degli scambi economici e commerciali, ha sottolineato che
Cuba è una porta molto importante per l’ampliamento delle relazioni con
l’America del Sud.
La delegazione della Repubblica di Turchia è composta inoltre
dall’eccellentissimo signor Yuksel Akca, vicedirettore generale della
Sottosegreteria del Commercio Estero e da rappresentanti di diverse
istituzioni ufficiali di questo Paese. L’agenda della visita comprende
incontri con alti dirigenti cubani.
Il commercio bilaterale tra le Repubbliche di Turchia e quella di Cuba nel
2006 ha raggiunto 11.9 milioni di dollari, con un incremento dell’83%
rispetto all’anno precedente, ha reso noto mercoledì la ministra per
gli Investimenti Stranieri e la Collaborazione Economica, Martha Lomas
Morales, intervenendo nella giornata iniziale dell’incontro. (Lourdez
Pérez Navarro/Digital traduzione
Granma International).)
14.02.2007
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AMBIENTE/TURISMO
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SICCITA'
FRA TRE ANNI
Turchia
a rischio secondo uno studio dell'University College London. I primi
problemi potrebbero interessare Istanbul già con il 2008.
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La Turchia fra tre anni potrebbe
trovarsi a secco. La notizia viene da Londra, dove la University College
London ha redatto uno studio che si basa sull'osservazione delle
precipitazioni degli ultimi mesi e di sistemi satellitari.
I risultati sono preoccupanti. Fra tre anni la costa mediterranea in
prossimità di Izmir, ma soprattutto la regione di Istanbul avranno seri
problemi nell'approvvigionamento di acqua. Semaforo giallo anche per
l'Anatolia centrale e per la parte ovest del Mar Nero. Tranquilla la
situazione per l'est del paese. I primi problemi ad Istanbul potrebbero
vedersi già nel corso dei prossimi mesi. (Apcom)
14.02.2007 |
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<EL AL>
RINUNCIA
AD ISTANBUL
E A LARNACA
Il
riassetto dei voli - che partirà dal 1 marzo prossimo - dovuto alle
spese di gestione che non hanno un adeguato ritorno. |
La compagnia aerea
israeliana <El Al> ha annunciato che da marzo rinuncerà ai
collegamenti diretti con Cipro e la turchia, nel quadro del suo programma
di riorganizzazione.
In una nota <El al> ha precisato che intende "interrompere i
suoi collegamenti regolari con Istanbul e Larnaca dal 1 marzo". Le
due destinazioni - con tre voli settimanali ciascuna - sono state ritenute
dalla compagnia israeliana, privatizzata dal 2003, non sufficientemente
redditizie a causa tra l'altro di "importanti costi di
sicurezza". l'interruzione dei voli su queste due destinazioni - ha
precisato la nota - "rientra nel processo di riorganizzazione di
<El Al> che mira a consentirle di concentrarsi sulle destinazioni
che beneficiano di una importante domanda". (Ansa)
14.02.2007
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LA
"FUGA" DA BRINDISI
Sembra che i
servizio Ro.ro dalla Turchia, organizzato dalla <Ital Ro-ro>,
venga spostato a Bari. Qualcuno però getta acqua sul fuoco.
"Inutile - si dice - fasciarsi la testa prima del tempo".
Non resta allora che aspettare. |
E'
una notizia non ufficiale ma purtroppo è risultata attendibile da alcuni
fatti fin troppo evidenti. Parliamo della "fuga" da Brindisi del
servizio Ro-ro dalla Turchia organizzato dalla <Ital Ro-ro>, che
tanto scalpore aveva fatto nei mesi scorsi e che era stato salutato come
un toccasana per il nostro porto. Purtroppo dobbiamo registrare un altro
colpo a vuoto,anche se nell’ultimo comitato il responsabile
dell’azienda in questione ha dichiarato che non è ancora sicuro che
Brindisi verrà sostituta da Bari. Un fatto è certo e cioè che nella
nostra città il servizio in questione avrebbe trovato difficoltà di
mercato che porterebbero direttamente a Bari, come, purtroppo, è avvenuto
anche per gli armatori del traffico passeggeri. Ci sono anche coloro che
ritengono che tutto sia stato pilotato da Giannini che, da sponsor di
quella iniziativa, si sarebbe preso una specie di rivincita nei confronti
di coloro che lo hanno mandato via. Ma queste sembrano solo cattiverie
prive di riscontri concreti. Un fatto invece sembra sicuro e cioè che si
sono serie probabilità che il traffico in questione sia dirottato a
Bari.Ed i nostri amministratori che fanno? Assolutamente nulla,tutto sta
passando nel silenzio più totale con la conseguenza che si rischia di
perdere lavoro ed occasioni senza neppure combattere. Il segretario
dell’Autorità portuale Aprea getta acqua sul fuoco ed afferma che non
ci dobbiamo fasciare la testa prima di sapere la notizia ufficiale.Il
problema resta per intero e non va sottovalutato ,oltre che per gli
innegabili ritorni economici anche per l’immagine del nostro porto che
esce da questa storia ,ancora una volta, sconfitto inesorabilmente.Ed oggi
abbiamo ascoltato l’amministratore delegato della agenzia il dott. Stea,
che ha di fatto confermato che il pater turco chiede con forza lo
spostamento a Bari per ragioni di mercato. (Puglia
Tv)
14.02.2007
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|
UN
PADIGLIONE PER RICREARE L'OCCHIO
Anche
la Turchia, come sempre del resto, sarà presente alla Bit 2007-
Polo fieristico di Rho, a Milano. La manifestazione turistica si
aprirà il 22 febbraio prossimo per chiudersi il 25. sarà presente
la signora Serra Aytun. |
La Turchia è un Paese dai
molteplici aspetti, con un fiorente settore turistico, in continua
evoluzione e competitivo a livello internazionale. Oltre
agli obiettivi di eccellenza della qualità dei servizi, l’attenta
valutazione della sostenibilità è una componente primaria degli attuali
piani di sviluppo del settore turistico. Grazie alla sua posizione
geografica, la Turchia è un ponte tra Oriente e Occidente con alle spalle
un importante retaggio storico e culturale. La conservazione delle risorse
naturali, culturali e delle
tradizioni millenarie delle diverse regioni è pertanto una parte
essenziale e imprescindibile dello sviluppo in quanto rappresenta un
patrimonio esclusivo e insostituibile.
Le grandi potenzialità del settore turistico della Turchia sono legate
alle splendide coste del Mar Mediterraneo,
dell’Egeo e del Mar Nero, differenti fra loro, ma allo stesso modo
suggestive, alle terme con 240 sorgenti e 1300 stazioni termali, al
turismo religioso con numerosi edifici sacri di diverse religioni, alle
efficienti strutture per congressi, allo sport (nautica, sci e golf in
particolare) ed infine al turismo culturale con siti archeologici e
monumenti risalenti ad epoche remote e a un’enorme quantità di scavi
archeologici ancora da
scoprire, soprattutto in Anatolia.
Un importante riconoscimento
della cultura turca è rappresentato dalla decisione dell’UNESCO di
celebrare nel 2007 partendo da Konya
e poi in tutto il mondo, l’800° anniversario della nascita del
poeta e mistico turco Mevlana
Celaleddin Rumi (1207–1273).
Questo eminente filosofo si stabilì a Konya, città dell’Anatolia, nel
1225 e vi rimase fino alla sua morte predicando la tolleranza, il
rispetto, la carità e l’accoglienza. Tali principi sono raccolti nelle
sue opere, racconti filosofici e raccolte di poesie. In Turchia la
commemorazione di Mevlana si ripete ormai da oltre 700 anni e si celebra
attraverso il rituale della danza dei Dervisci, seguaci di Rumi.
La
Turchia parteciperà nel corso del 2007 ad importanti appuntamenti fieristici tra cui la Borsa Mediterranea del
Turismo di Napoli e Globe 2007 di Roma nel marzo prossimo.
Secondo il <World Travel and Tourism Council>, la Turchia sarà
il Paese con il più alto tasso di crescita turistica nei prossimi dieci
anni, con la previsione di un conseguente raddoppio dei posti di lavoro
nel settore. Per quanto riguarda invece i risultati dell’estate 2006,
gli arrivi italiani sono stati particolarmente soddisfacenti con una punta
massima, nel mese di agosto di 83.091 visitatori ed un aumento del 9.25%
rispetto all’anno
precedente, percentuale di crescita che si è mantenuta anche per il mese
di settembre. Naturalmente la vicinanza geografica della Turchia
all’Italia la rende una meta raggiungibile anche più volte durante
l’arco dell’anno per gli amanti del golf, degli sport nautici,
dell’archeologia e molto altro.
La Signora Nermin Serra Aytun, responsabile dell’ Ufficio Cultura e
Informazioni dell’Ambasciata di Turchia, sarà presente allo stand con
numerosi rappresentanti dell’industria turistica turca:
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Associazioni
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Cesme
Hoteliers Unity (Cestob)
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Historical
& Boutique Hoteliers Association
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Sinop
- Ufficio Cultura e Informazioni
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South
Aegean Hotels Association (Getob)
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Touristic
Hotels & Iinvestors Association (Turob)
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Turkish
Hotels Federation (Turofed)
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Turkish
Travel Agencies (Tursab)
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Compagnie aeree
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Turkish
Airlines Inc. (rappresentanza uffici di Milano e Roma)
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Hotel - Villaggi
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Club
Hotel Sera
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Club
Voyage
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Eresin
Hotels Istanbul
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Holiday
Inn Istanbul City
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Rixos
Hotel Tekirova
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Ventaclub
Amara Marine - Beldibi/Antalya
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Tour operators
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Entour
Tour Operator
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Fiorino
Tour
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Gemini
Tourism
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Insieme
Tours
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Intra
Tours DMC & Inair Aviation Turkey
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Karavan
Tourism – Travel – Incentives
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Lite
Tur
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Marvel
Tour
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Prontotour
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Re-Tur
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Tum-Tour
Yacht Charter Ltd
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Turbanitalia
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Per
informazioni contattare:
AMBASCIATA
DI TURCHIA – UFFICIO CULTURA E INFORMAZIONI
Piazza
della Repubblica, 56 -
00185 Roma
Tel.
06 4871190 – 06 4871393 – Fax 06 4882425
E-mail
turchia@turchia.it – Web site
: www.turchia.it
14.02.2007
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ISTANBUL
– EMITT 2007
La
megalopoli turca ospitetà l'<East Mediterranean Travel&Tourism
Exhibition> dal 15 al 18 febbraio. Cinque i padiglioni espositivi, 55
i Paesi partecipanti. Espositori dell'est e dell'Ovest. Le
opportunità per il turismo. |
Istanbul ospiterà dal 15 al 18 Febbraio 2007 la Fiera turistica
<Emitt>, giunta
ormai con successo alla sua 11^ edizione.
La
Fiera Internazionale dei Viaggi e Turismo dell’Est Mediterraneo continua
ad offrire agli espositori dell’Est e dell’Ovest ottimi vantaggi ed
infinite opportunità per il mercato turistico internazionale.
2000
partecipanti da 55 Paesi; 5 padiglioni espositivi.
In
questo grande mercato turistico internazionale, ideale per gli incontri e
gli affari, si svolgerà <Emitt> presso la sede Tuyap-Beylikduzu.
I
maggiori enti organizzatori della manifestazione: <Ekin< (Ente
Organizzazione Fiere); <Tufored< (Federazione Hotel della Turchia);
<Tyd<
(Associazione Nazionale Turca Investitori del Turismo), <Tuyap> (Ente
Organizzazione Fiere).
Per
maggiori informazioni e per i formulari di partecipazione visitare il sito
internet:
www.emittistanbul.com
14.02.2007
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Il
Paese della Mezzaluna - attraverso il ministero della Cultura
e la <Turkish Airlines> - ha firmato contratti di partnership
con Pechino per prezzi speciali per voli, alberghi e tour
organizzati all'insegna del numero otto.
TURISTI
CINESI CERCASI |
Il Paese della Mezzaluna cerca di
attirare turisti dal Celeste Impero. Il ministero della Cultura e del
Turismo turco e la <Turkish Airlines> hanno annunciato di aver
firmato contratti di partnership con l'Ufficio turistico di Pechino,
fissando prezzi speciali per voli, alberghi, tour organizzati, soprattutto
nelle zone di izmir e nella cappadocia.
Il ministero della Cultura e del Turismo ha fatto sapere che l'operazione
non è diretta ad un ricavo economico ma in modo particolare ad uno
scambio culturale tra i due Paesi.
Per invogliare i cinesi a recarsi in Turchia, gli esperti della
comunicazione le hanno studiate tutte, anche il ricorso alla scaramanzia.
Tutta la campagna, infatti, parte dal numero 8. otto giorni di soggiorno;
8,888 yuan (circa 900 euro) il costo del soggiorno all incluse. Il
numero otto in Cina è un numero che rappresenta fortuna e prosperità.
Sperando che porti un po' di azzurro anche nelle casse del ministero turco
che deve lasciarsi alle spalle un 2006 difficile. (Apcom)
14.02.2007
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Questa
l'impressione che, per la Turchia, ha dato in una intervista al
quotidiano economico <Referans> il vicepresidente dl <World
Travel&Tourism Council>. Male comunque il 2006. Scambi
culturali e altro ancora.
TURISMO: QUEST'ANNO
SARA' D'ORO
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Il 2007 sarà l'anno d'oro dl
turismo turco. Lo sostiene il quotidiano economico <Referans> che
ha intervistato il vicepresidente del <World Travel&Tourism
Council>, Goffrey Lipman. "Il 2006 - ha commentato Lipman - è
stato un anno piuttosto infausto per la Turchia, con la coincidenza di
attentati terroristici e calamità naturali: ma questo Paese ha un grande
potenziale e credo che il 2007 sarà l'anno migliore per
valorizzarlo".
Dall'analisi dei flussi turistici a livello mondiale è emerso che questi
continueranno a crescere fino al 2015, dopo questa data è prevista
una normalizzazione del fenomeno. Secondo Lipman l'aspetto su cui la
Turchia dovrebbe puntare maggiormente è la coesistenza di culture
differenti e delle relative espressioni artistiche. intanto il ministero
del Turismo turco ha fatto sapere che per quest'anno sono attesi 26
milioni di visitatori. Attentati e calamità naturali permettendo. (Apcom)
____________________
Secondo l'Ufficio Statistico Turco (Tuik),
nel 2006 i turisti esteri in visita in Turchia sono stati pari a
19.819.833 e dunque -6.2% rispetto al 2005, quando sono stati 21.124.886.
La Turchia resta comunque una meta turistica importante. Esaminando più
in dettaglio i dati statistici, emerge con chiarezza che il calo dello
scorso anno è dovuto essenzialmente ad alcune turbolenze politiche
interne e internazionali, oltre alla crisi dovuta all'influenza aviaria
che ha colpito il paese nei primi mesi del 2005. Il calo maggiore è
derivato principalmente dai paesi Ocse ed UE in particolare (-13%), mentre
in controtendenza (+10%) risultano essere la Russia e tutti i paesi
dell'ex blocco dell'Unione Sovietica (Ucraina, Azerbaijan e Georgia) oltre
all'Iran. Il maggior numero di turisti proviene da: Germania, Russia,
Bulgaria, Regno Unito, Francia, Iran, Paesi Bassi, Azerbaijan, Georgia e
Grecia. Per fronteggiare il consistente calo di turisti, le autorità
governative centrali e alcune Amministrazioni di località turistiche
-soprattutto sul versante Mediterraneo- stanno programmando numerose
campagne promozionali all'estero con budget molto sostanziosi; i
principali mercati di riferimento saranno Usa, Giappone, Germania, Regno
Unito e Russia. (Ice Istanbul)
14.02.2007
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CULTURA
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Firmato
un accordo di amicizia e cooperazione tra le due città nell'ambito
della scienza, della tutela ambientale, del turismo e dello sport,
nonché della vita sociale e della cultura. Un accordo peraltro che
ha basi storiche.
GENOVA
GUARDA AD ISTANBUL |
Un nuovo accordo internazionale per
la città di Genova. L'assessore alla promozione Anna Castellano, in
rappresentanza del sindaco Giuseppe Pericu, e l'assessore del comune di
Beyoglu (Istanbul), Arif Koklu), hanno firmato nella metropoli turca un
accordo di amicizia e cooperazione tra i due centri urbani.
L'obiettivo dei due Comuni è quello si sviluppare ulteriori contatti,
facilitando la reciproca collaborazione, e di portare avanti progetti nei
settori della scienza, della tutela ambientale, del turismo e dello sport,
della vita sociale e della cultura.
"Nel 2010 Istanbul sarà capitale europea della Cultura e Beyoglu è
uno dei suoi comuni più ricchi di storia e cultura - ha spiegato la
Castellano dopo la firma dell'accordo - Genova metterà la sua esperienza,
maturata nel 2004, al servizio dell'intera città".
L'accordo ha basi storiche e si fonda anche sugli antichi legami culturali
ed economici tra le due città, testimoniati dal fatto che Galata,
l'antico nome di Beyoglu, fu una elle colonie genovesi d'oltremare al
tempo della Repubblica di Genova.
"Le testimonianze della presenza genovese e italiana a galata-Beyoglu,
fra cui l'antica torre che domina tutta Istanbul, sono ancora molto forti
- ha concluso la castellano - e l'accordo si basa anche su questi
rapporti. Le prime iniziative, con incontri e convegni, saranno
organizzate a Genova già a fine marzo". (Ansa)
14.02.2007
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LA
CONFERMA SULL'ORIGINE DEGLI ETRUSCHI
Studio dell'Università di Pavia sul Dna mitocondriale degli
abitanti di tre cittadine (Murlo, Volterra e Valle del Cosentino)
nel territorio che una volta era l'Etruria. Accertato
che questo popolo aveva origine nella Lidia. |
 La questione dell'origine degli
Etruschi divide da tempo storici e archeologi, ma la parola definitiva
sull'argomento l'hanno messa i genetisti. Grazie a uno studio dell'Università
di Pavia sul Dna mitocondriale degli abitanti di tre città nel territorio
che una volta era l'Etruria, è stato possibile stabilire che l'origine
della popolazione è mediorientale, probabilmente l'antica Lidia, una
regione dell'Asia minore corrispondente all'odierna Turchia occidentale,
come già ipotizzato dallo storico greco Erodoto.
Il Dna studiato, cioè quello dei mitocondri, è presente in tutte le
cellule, ed è resistente alle mutazioni perché si trasmette solo per via
materna. I ricercatori, che hanno pubblicato lo studio sulla rivista <The
American Journal of Human Genetics>, hanno analizzato il Dna
mitocondriale di 322 soggetti non imparentati provenienti da tre diverse
località appartenenti all'antica Etruria: Murlo, un paese piuttosto
isolato nella provincia di Siena, Volterra e la Valle del Casentino.
Confrontando il Dna dei toscani con quello di oltre 15.000 soggetti
provenienti da altre 55 popolazioni dell'Eurasia occidentale, i genetisti
hanno trovato un'elevata frequenza di linee mitocondriali tipicamente
mediorientali, soprattutto nella popolazione di Murlo, con valori che
arrivano al 17%.
Risultati simili sono stati trovati da uno studio parallelo condotto
all'università di Piacenza, effettuato però sui bovini: anche le razze
chianina e maremmana sembrano avere un'origine mediorientale molto
recente. (Ansa)
14.02.2007 |
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ARTE
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IL
QUIRINALE FA ARRABBIARE GLI ARMENI
Contestato
con una lettera che la mostra "Turchia 7000 anni di storia" nella
abbia trascurato di
inserire pezzi che abbiano un riferimento con la storia e la
civiltà di questo popolo. La risposta del curatore Louis Godart. |
Siete stati alla mostra
"Turchia 7000 anni di storia"? No? Se vi trovate a Roma nelle
prossime settimane fate ancora in tempo, è aperta fino al 31 marzo nelle
due Sale delle Bandiere del Palazzo del Quirinale. Troverete gioielli,
terracotte, sculture, statuette, quanto di meglio la Turchia poteva
inviare dai suoi musei per illustrare i suoi sette millenni di storia.
Se ci andrete però conviene sapere anche qualcos'altro che non troverete
né nella mostra né nel catalogo. La comunità armena di Roma dopo aver
visto i pezzi esposti ha preso carta e penna e ha mandato una lettera al
presidente della Repubblica per precisare alcune cose.
Settemila anni di storia ma "la storia di chi?" chiedono gli
armeni nella lettera, visto che "il popolo turco" giunse nella
regione "solo alla fine dell'undicesimo secolo" e "il
moderno Stato turco" rifiuta di essere considerato l'erede
dell'impero ottomano. E visto che né nei pezzi esposti, né nel catalogo,
né nelle cartine si trova alcun riferimento agli armeni (ma nemmeno ai
greci o ai curdi) che vivevano in zona "molto prima dell'arrivo dei
turchi". Di qui l'accusa a chi ha curato la mostra di aver compiuto
"errori" ed "omissioni", e la richiesta di
spiegazioni.
La risposta arriva qualche giorno dopo sotto forma di un'altra lettera
firmata da Louis Godart, curatore della mostra ma anche Consigliere per la
conservazione del patrimonio artistico del Quirinale. Nessuna omissione né
errore, sostiene,la scelta "è stata condizionata unicamente dallo
spazio ristretto a nostra disposizione". Godart non aggiunge scuse ma
una promessa che delle scuse sembra avere lo stesso suono: dalla primavera
la mostra sarà a Napoli, e sarà integrata con i pezzi armeni.
Tutto bene quel che finisce bene, allora? Sì e no per la comunità armena
che ha inviato una seconda lettera (il testo lo troverete insieme con
quello delle altre lettere sul sito della comunità).
E per voi? Hanno fatto bene o no gli armeni a protestare e costringere il
Quirinale a integrare la mostra? (Flavia Amabile/Lastampa.it)
_________________________
Ci siano permesse due righe, solo due righe per non
tediare i lettori. La protesta della comunità armena motivata dal fatto
che alla mostra "Turchia 7000 anni di storia" non ci siano pezzi
che ci riportano alla loro cultura, ci pare pretestuosa, artificiosa ed
immotivata. Se il curatore della rassegna, Louis Godart, avesse dovuto
mettere tutto quello che riguarda la millenaria storia dell'Asia Minore
non sarebbe bastato l'intero palazzo del Quirinale. Sono stati scelti
appena 42 pezzi, i più significativi, come ebbe a dire lo stesso Godart
nel corso di conferenza stampa. Già troppi per essere esposti nella Sala
delle Bandiere. A Napoli, ad ogni modo, ci sarà una integrazione. Con
questo, pensiamo che il discorso possa essere chiudere.
14.02.2007
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ARMENI
DI TURCHIA
Il
restauro della chiesa di Santa Croce nell'isola di Akdamar e la
proposta di Hrant Dink per "restaurare anche le nostre anime
spossate". La posizione delle minoranze in Turchia nella voce
del giornalista ucciso ad Istanbul. |
 Ricordiamoci della notizia: la
cerimonia di inaugurazione dei restauri della chiesa armena dell'isola di
Akdamar è stata rinviata per la terza volta. La scorsa settimana, in un
comunicato, la prefettura di Van ha fatto sapere che la riapertura della
chiesa e dell'isola al turismo avverrà l'11 aprile prossimo. La cerimonia
d'inaugurazione sarà organizzata dalla prefettura di Van e dal ministero
della Cultura.
Dieci anni fa mi ero rivolto alle autorità di Van. “Per attirare il
turismo invece di cercare di inventarvi il mostro del lago occupatevi
delle opere d'arte che vi stanno davanti al naso - sostenevo. Che bisogno
c'è di perdere tempo con stupidaggini simili? Van è un tesoro dal punto
di vista artistico. Perché non pensate da persone serie di mettervi a un
tavolo per dire: E se facessimo restauri in questa regione? - E anche se
poi arrivassero degli armeni, che vengano, che possano vedere i luoghi
dove hanno vissuto i loro antenati, che male ci sarebbe?”
E avevo anche detto: "Se c'è bisogno di aiuto noi siamo pronti. Gli
armeni di Turchia e della diaspora sono pronti a venire come volontari,
siamo ai vostri ordini, sappiatelo! Venite, restauriamo non solamente la
chiesa ma anche le nostre anime spossate".
Finalmente dopo una lunga attesa i restauri di Akdamar sono stati
completati. Noi avremmo voluto che armeni e turchi lavorassero insieme ma
purtroppo non è andata così.
In ogni caso siamo profondamente debitori a Cahit Zeydanli per il suo
meticoloso lavoro, si è consultato con esperti provenienti dall'Armenia
ed anche con l'architetto Zakarya Mildanoglu, armeno di Turchia. Hanno
fatto del loro meglio ed hanno realizzato qualcosa di splendido.
Loro hanno fatto grandi cose ma poi politici e burocrati si sono
immischiati nella faccenda e l'inaugurazione non si è potuta realizzare.
Una prima volta l'inaugurazione prevista per il 4 novembre 2006 è stata
rimandata a causa del maltempo e poi si è rinviato tutto ad aprile, il
24, come ha precisato il ministro della Cultura Atilla Koc. Le reazioni
non si sono fatte attendere. Il patriarca armeno Mutafyan ha fatto sapere
che nel caso in cui l'inaugurazione sarà il 24 aprile nessun armeno potrà
partecipare.
La scorsa settimana la questione è arrivata fino in parlamento. Il
deputato del CHP [Cumhurriyet Halk Partisi, Partito Repubblicano del
Popolo, ndt] Erdal Karademir ha chiesto se la scelta del 24 aprile,
anniversario del genocidio armeno, fosse un riflesso della politica del
partito Akp [Adalet ve Kalkinma Partisi, Partito della Giustizia e dello
Sviluppo, ndt].
La stampa nazionalista dal canto suo ha presentato in prima pagina
l'avvenimento come "L'inaugurazione della vendetta a Van".
Si è riusciti a a trasformare qualcosa di positivo in un errore, una vera
farsa, un disastro.
Il governo sulla questione armena non ha ancora assunto una posizione ed
una strategia netta. La sua preoccupazione non è risolvere il problema ma
guadagnare punti come un lottatore impegnato in un'arena, come e cosa fare
solo in funzione delle conseguenze che avrà sull'avversario, tutto qui.
Non sono per niente credibili.
Invitano gli storici armeni alla discussione ma non si fanno scrupoli nel
processare qualcuno che sulla questione del genocidio sostiene posizioni
diverse da quelle ufficiali.
Restaurano la chiesa armena per attirare turisti nell'Anatolia Orientale,
ma non vedono nessun problema nel preoccuparsi di come ricavarne dei
vantaggi politici
E adesso, attenzione!
C'è la possibilità che dopo il cambio di data a seguito delle proteste
del patriarca tutta la storia si trasformi in una tragedia, perché è
venuto fuori che la data del 11 aprile non è altro che il 24.
Cioè l'11 aprile del 1915 corrisponde al 24 aprile dell'attuale
calendario. Del resto la data del 24 aprile è entrata nella storia armena
solo successivamente, e fa riferimento al nuovo calendario.
La vera data in cui sono stati arrestati intellettuali e notabili armeni
è l'11 aprile 1915. Adesso c'è un problema: "Dopo aver cambiato già
una volta la data, modificheranno anche l'appuntamento del 11 aprile?"
Se volete possiamo formulare la domanda in questo modo: “Siete sicuri?
E' la vostra ultima decisione?". (Hrant Dink per <Bingul>,
ripubblicato da <Milliyet> il 19 gennaio-traduzione di Fabio Slomoni/http://osservatoriobalcani.org/article/articleview/6691/1/51)
14.02.2007
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SPETTACOLI
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TAVIANI
DI SANGUE E POLEMICHE
Presentato
al Festival di Berlino l'ultima opera dei due fratelli "La
masseria delle allodole2 tratto dal romanzo di Antonia Arslan. La
recenzione di Lietta Tornabuoni, giornalista de <La Stampa> di
Torino. Immagini belle ed atroci. |
Taviani non avevano mai
fatto un film forte, sanguinoso e straziante come "La masseria delle
allodole", ispirato al romanzo di Antonia Arslan (Rizzoli) sulla
storia di una famiglia nel massacro degli armeni da parte dei turchi nel
1915, che evoca tanti eccidi contemporanei.
Un getto di sangue scarlatto su una porta bianca: è la premonizione. La
testa del padrone di casa, mozzata con un colpo di sciabola, cade nel
grembo della moglie. Un medico castrato con la spada urla di dolore. Un
bambino nascosto sotto un tavolo tirato fuori per un piede, e infilzato.
Un amore impossibile tra un ufficiale turco e una ragazza armena. Donne
che vengono prese con la violenza, o che si offrono per fame. Una mamma
partorisce un maschio, le concedono di essere lei a ucciderlo: lo mette
sulle spalle in un sacchetto, chiama un’amica, le due donne si stringono
dorso a dorso, premono sino a soffocarlo. Tre bambini con le facce scure
degli scampati, nelle vesti nere del lutto, sulla prua d’una nave bianca
arrivano a Venezia tra le nebbie mattutine.
Le immagini bellissime e atroci di Paolo e Vittorio Taviani trasformano un
fatto storico appreso magari da romanzi (anche "I quaranta
giorni di Mussa Dagh" di Werfel) o da film ("Ararat" di
Atom Egoyan) in qualcosa di vivo e coinvolgente, in un’emozione
personale. La persecuzione degli armeni da parte dell’esercito turco,
iniziata nel 1894, con la prima guerra mondiale divenne uno sterminio
organizzato: 1.900.000 morti, pochi sopravvissuti dispersi nell’esilio.
Nel 1915, al sospetto di amicizia con i russi confinanti si unì un altro
movente politico-militare: il partito dei Giovani Turchi scelse
l’eliminazione degli armeni per acquisire popolarità e qualificarsi
leader della Grande Turchia. I maschi armeni (uomini, bambini, neonati)
vennero uccisi tutti. Le femmine (donne, bambine) vennero deportate nel
deserto, e lì lasciate morire. I beni, le case, i patrimoni vennero
sequestrati. Alla fine della prima guerra mondiale, dopo le prime
condanne, i processi per i crimini contro il popolo armeno vennero
sospesi. Non ripresero mai più, e da allora la Turchia ha sempre negato
ogni propria responsabilità nell’eccidio.
"La masseria delle allodole" è molto, molto interessante, ricco
di meravigliose immagini, recitato da un cast internazionale (i più bravi
sono André Dussollier e Mohamed Bakri). E segnato dall’inconfondibile
grandioso stile dei Taviani, inasprito dal senso di rivolta verso la
persecuzione degli armeni e verso gli assassinii di massa dei giorni
nostri. (Lietta Tornabuoni/La
Stampa.it)
_________________________-
Non abbiamo visto il film "La masseria delle
allodole" (ci ripromettiamo di visionarlo appena uscirà nelle sale
cinematografiche) per cui dobbiamo attenerci a quello che scrive la
collega de <La Stampa>, Lietta Tornabuoni, giornalista
professionalmente seria ed attenta. Però, senza nulla togliere alle
qualità della pellicola che di certo sarà "straziante" oltre
che bella, ci pare che queste opere non facciano altro che rinfocolare
odii e vendette. Gli avvenimenti della storia non si possono cancellare ma
è un fatto che, soprattutto i registi, provino piacere a buttare in
faccia agli spettatori gli orrori delle guerre. Noi non vogliamo entrare
nel merito se i massacri degli armeni da parte degli ottomani si debbano
considerare genocidio o meno. Questo è un compito che spetta agli storici
sulla base dei documenti che si trovano negli archivi di mezza Europa.
Fermiamoci alla parola massacro. E allora ci renderemo conto che il
raccapriccio per la morte di migliaia di armeni è lo stesso raccapriccio
per la morte dei turchi ad opera degli armeni, è il raccapriccio per le
atrocità compiute da serbi nel Kososo ed in Bosnia, è il raccapriccio
per il sadismo con il quale i soldati americani hanno infierito sulla
popolazione del Vietnam, è il raccapriccio - ed anche il disgusto - per
il modo con il quale nel terzo millennio altri soldati americani si sono
divertiti a torturare ed ad uccidere uomini e donne in Iraq. E allora?
Allora, cerchiamo una buona volta di esprimere parole di riconciliazione.
Solo così avremo la certezza che l'odio tra le genti verrà meno.
14.02.2007
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SILENZIO
IN SALA PER IL FILM
Né
applausi né fischi alla prima proiezione per la stampa de "La
masseria delle allodole" dei Taviani. Parla Ahmet Boyacioglu. |
Né
applausi né fischi alla prima proiezione per la stampa dei "La
masseria delle allodole" dei fratelli Taviani, il film sul genocidio
degli armeni che passa ufficialmente nella sezione <Berlinale
Special>.
Nessuno
dei giornalisti turchi presenti alla proiezione è sembrato scandalizzato
dall'argomento trattato dal film, anche se più di uno ha fatto rilievi
sull'impostazione storica della "Masseria delle allodole". A
tutti è sembrato un "film didascalico", tutto dalla parte dei
turchi ed in particolare - secondo il giudizio di Ahmet Boyacioglu,
rappresentante turco di <Euroimages>, che assegna i fondi al cinema
europeo - la pellicola dei Taviani "è solo un film che porta
odio". E' proprio per questo che Boyacioglu si è opposto all'interno
di <Euroimages> al finanziamento del5% del budget della
"Masseria delle allodole" e la sua posizione è all'origine
dell'articolo di <Der Spiegel> che nei giorni scorsi aveva fatto
temere a qualcuno per la sicurezza al Festival.
"I fatti si riferiscono al 1915 - ha detto Boyacioglu - quando c'era
una guerra: nel film si parla continuamente di Turchia ma in realtà
esisteva l'Impero ottomano in disfacimento, in cui ognuna delle varie
realtà cercava di conquistare uno spazio. Gli armeni si erano alleati con
i russi ed i turchi hann agito di conseguenza. vhia ha cominciato prima?
Il vero orrore, e lo ammettiamo, è quello di aver tentato di deportare
tutta la popolazione armena ma, anche secondo la risoluzione dell'Onu del
1948, tecnicamente non si può parlare di genocidio. Le stesse cifre sono
poi sbagliate e non tengono conto che fra gli armeni deportati c'erano
anche 5 milioni di musulmani".
Delusa dal film, ma solo per ragioni estetiche, è anche la giornalista
televisiva <Btv> di itanbul, Fulya Canzen: "Quello che viene
raccontato è storia - ha detto la Canzen - ma sono gli storici e non i
registi a dover dimostrare che è avvenuto un genocidio". "In
ogni caso - ha concluso - i turchi non hanno nulla da temere da questo
film". (Ansa)
14.02.2007
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Migliaia
di cittadini turchi hanno chiesto all'Autorità turca per i mass
media di bloccare la proiezione dello sceneggiato "La Valle dei
lupi" che potrebbe essere inteso come una propaganda allo
sciovinismo nazionaista.
NO
AL "RAMBO" TURCO |
Migliaia di cittadini hanno chiesto
all'Autorità turca per i mass media di bloccare la proiezione dello
sceneggiato "La Valle dei lupi". La serie tv, giunta alla
seconda stagione, e' ritenuta promotrice di miti violenti e
ultranazionalisti. Le vicende hanno per protagonista un "rambo turco"
che usa metodi violenti per contrastare i "nemici della Turchia"
e sono molto seguite dai giovani, che spesso imitano il loro idolo nella
vita reale. (Ansa)
14.02.2007
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FAZIL SAY, PIANISTA E
COMPOSITORE
Intervista
di Alberto Bosco all'artista turco che ora vive ad Istanbul.
"Nel mio stile Stravinskij, Bartòk, tradizione turca e
jazz". Lo scrittore Nazim Hikmet preso come punto di riferimento. L'esilio a
Dusseldorf, Berlino e N.Y. |
 Fazil Say è a Istanbul, la città
in cui ha scelto di stabilirsi con moglie e figlia dopo i tanti anni
passati in Occidente. Rispetto ad Ankara, la sua città natale, Istanbul
è certamente meno sofisticata, ma più calda e ricca di contrasti. In
questa commistione Say si sente a casa sua, lui che è diventato famoso
per aver unito tradizione europea, folclore turco e improvvisazioni jazz
in uno stile personalissimo. Averlo trovato a casa, disponibile per un´intervista,
è un´occasione da non lasciarsi sfuggire, vista la proverbiale
riservatezza dei turchi e la sua agenda, così fitta di concerti da
chiedersi come faccia a trovare anche il tempo per comporre. Ma Fazil è
in Turchia anche perché ha appena partecipato a un omaggio per i cinquant'anni
di carriera di Ahmet Say, suo padre, scrittore e intellettuale, conosciuto
nel suo paese per l´impegno e le posizioni socialiste. Proprio da qui è
partita la nostra conversazione.
- Fazil Say, che
parte ha avuto suo padre nella scelta della sua carriera?
"È stato un grande padre, mi ha sostenuto e incoraggiato, sempre.
Grazie alle sue amicizie con numerosi musicisti il mio talento è stato
riconosciuto subito e coltivato di conseguenza. Deve sapere che mio padre,
oltre a scrivere romanzi, ha scritto anche di musica a un livello
specialistico, pubblicando enciclopedie e testi di musicologia".
- Ecco, in Europa facciamo fatica a immaginarci la vita musicale in
Turchia. Pensiamo che non ci sia tutto quell'apparato di istituzioni,
critica e pubblico che dall'Ottocento si è formato da noi. Ci può
descrivere com'è la situazione della musica classica nel suo Paese?
"Diciamo che solo l´uno per cento della gente in Turchia ascolta
musica classica, il resto ha accesso solo alla musica pop o a quella del
folclore locale, dove questo ancora esiste. È innanzi tutto un problema
di ricchezza. La nostra economia non va bene e l´Europa non ci vuole; le
cose non cambieranno così dal nulla. Per creare le condizioni per lo
sviluppo di una cultura musicale, come quella classica in Europa, ci
vogliono soldi. E questi, nel mio paese, non ci sono".
- E come vive lei il
suo ruolo di musicista?
"Io cerco di rivolgermi a più gente possibile. I miei concerti nelle
regioni orientali della penisola, zone dove non si sa nemmeno che cosa
significhi "musica classica", sono stati rivelatori. Con l´approccio
giusto si può coinvolgere un pubblico di non esperti. Io ho sempre
riscontrato enorme interesse nella gente per le mie musiche come per
quelle del repertorio".
- Lei è uno dei più
interessanti pianisti-compositori in circolazione ed è in grado come
pochi altri di passare di registro in registro, sciogliendo le barriere
che separano stili e culture musicali diverse. Crede che questo sia l´unico
modo per far sopravvivere la musica del passato a cui noi teniamo ancora
così tanto?
"Non so. Quello che so è che a seconda delle occasioni e del
pubblico davanti al quale mi devo esibire io devo cambiare. Devo adattarmi
al tipo di situazione, perché si realizzi lo scopo di ogni concerto, cioè
comunicare qualcosa a qualcuno. Per esempio, quando dovetti scrivere un
grande Oratorio, eseguito tra l´altro anche nell'antico anfiteatro di
Aspendo, sapevo che avrei dovuto rivolgermi a ottomila persone all'aperto
e l´ho fatto con un linguaggio ben diverso da quello che avrei utilizzato
nelle mie composizioni per il pubblico dei concerti jazz o classici: con
una musica più immediata".
- Sta parlando dell'Oratorio
dedicato a Nazim Hikmet. Che significato ha avuto per lei scrivere un´opera
ispirata a questo poeta così importante per la cultura turca del
Novecento?
"Hikmet è per me un riferimento. Il più grande poeta turco del
secolo scorso e uno degli uomini più coraggiosi e integri, amante della
vita e in grado di abbandonarsi alla gioia più disarmante. La sua vita fu
però tragica: per le sue posizioni marxiste fu imprigionato più volte e
passò circa diciassette anni in prigione, sulla base di accuse
pretestuose. Anche una volta uscito di prigione (nel 1950 e solo grazie
alle spinte di un comitato internazionale a cui presero parte personaggi
come Picasso e Sartre), continuò tuttavia a essere perseguitato e a
temere per la propria vita; tanto che morì in esilio nel 1963. Pensi che
in Turchia, fino al 1965, era proibito stampare i suoi libri. L´Oratorio
mi è stato commissionato dal Ministero della Cultura ed è stato eseguito
per la prima volta nel 2001 ad Ankara, davanti al Presidente della
Repubblica. Si è trasformato in un avvenimento, anche di grande
significato politico".
- A proposito di
esilio, lei ha passato buona parte della vita fuori dalla Turchia. Che
cosa ha significato per lei questa esperienza?
"Il mio esilio era dovuto a ben altre ragioni rispetto a quelle di
Hikmet! Ho studiato a Düsseldorf e poi a Berlino prima di trasferirmi a
New York. In tutto ho passato quattordici anni a raccogliere gli stimoli
più diversi e a completare la mia formazione. Era per me normale fare
ritorno un giorno. Sono molto legato alla mia terra".
- Nelle sue
composizioni usa infatti spesso melodie tradizionali e il colore dei suoi
pezzi ha, per l´orecchio euro-centrico, un che di esotico. Come risolve
il problema di adattare un materiale popolare a degli strumenti e a delle
forme musicali di una tradizione diversa, cioè quella classica?
"Certo, molto della mia musica c´entra poco con il linguaggio delle
avanguardie, quello della cosiddetta musica contemporanea. È difficile
trasportare musica nata all´aria aperta o per occasioni diverse nel mondo
artificiale e astratto del concerto classico. Il mio stile ha sicuramente
un debito nei confronti di Stravinskij e dell'ultimo Bartók. Quanto poi
agli influssi della musica turca, beh, quelli sono evidenti. In alcuni
pezzi uso direttamente gli strumenti della tradizione, in altri cerco di
imitarne il timbro o i tratti caratteristici utilizzando tecniche
particolari sugli strumenti europei. Per esempio, in Black Earth imito il
suono del saz, uno strumento a corde pizzicate, suonando il pianoforte con
una mano sulla cordiera. Poi c'è anche il jazz, che permette fusioni più
avventurose: anni fa, con il flautista ney Kudsi Erguner, facemmo furore
suonando in quartetto nei festival jazz".
- Adesso che parla di
Erguner, uno dei più autorevoli eredi della tradizione musicale dei Sufi,
vorrei chiederle quanto influisce questa tradizione spirituale nella sua
musica, in cui c´è spesso un senso dionisiaco di pienezza che travalica
gli argini.
"Il flauto ney è lo strumento principale nelle danze mistiche dei
dervisci rotanti. La musica di quest´ordine religioso fondato dal grande
poeta Rumi è interessantissima, così come lo sono i loro testi poetici.
A me piace molto, ma come mi piace del resto tutta la musica del folclore
turco. Non posso dire che abbia un'influenza diretta, però".
- Un'ultima domanda
sui pezzi che suonerà a Torino: ce li descrive in poche parole?
"Per la Rai suonerò Silk Road, un concerto per pianoforte e
orchestra da camera scritto una dozzina d´anni fa. È una delle mie opere
più apprezzate e descrive un viaggio immaginario nel folclore di quattro
paesi (Tibet, India, Mesopotamia e Turchia), come ai tempi delle carovane
della seta. Il Patara Quartet, che suoneremo per l'Unione Musicale, è
invece un lavoro da camera ricavato dal mio ultimo balletto commissionato
dalla città di Vienna per commemorare l'anniversario mozartiano. Oltre a
me, in scena ci saranno un soprano, un flautista ney e percussioni
turche". (Alberto Bosco/Sistema
Musica)
14.02.2007
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STALLONE
NEL MIRINO DEGLI ULTRANAZIONALISTI
L'autore
americano che si trovava in Turchia per lanciare il film "Rocky
Balboa" attaccato per l'ipotesi
di una pellicola sui massacri armeni. |
Sylvester Stallone, alla fine di
gennaio in Turchia per lanciare
<Rocky Balboa>, il nuovo capitolo della saga sul pugile
italo-americano, è
finito nel mirino di alcune organizzazioni locali, che hanno avviato
un'accesa compagna contro l'attore. All'origine delle proteste,
l'ipotesi - espressa da Stallone in una recente intervista - di
dedicarsi in un prossimo futuro a una pellicola dedicata al genocidio
degli armeni. La trama del film dovrebbe ispirarsi al controverso
romanzo "I quaranta giorni di Musa Dagh", in cui lo scrittore
austriaco Franz Werfel racconta il massacro commesso dagli ottomani ai
danni degli armeni nel 1915 e mai riconosciuto dai turchi. Stallone è
rimasto colpito dalla storia perché "rappresenta la vicenda
epica della completa distruzione di una civiltà". Ma la sua
iniziativa non è piaciuta agli attivisti turchi dell'Associazione
contro il Riconoscimento del Genocidio degli Armeni, che hanno deciso
di dissuadere l'attore inviandogli numerose lettere di accusa e
minaccia. "Il libro è pieno di bugie, visto che si fonda sulle
testimonianze rese all'autore da nazionalisti ed estremisti
armeni", ha dichiarato alla stampa turca il presidente
dell'associazione Savas Egilmez. "Abbiamo già inviato al
produttore i documenti su come si sono svolti realmente i fatti di
quegli anni - ha proseguito - Confidiamo nel fatto che decida di non
produrre più la pellicola". "E' una vera patata bollente -
si è limitato per il momento a commentare Stallone - I turchi hanno
ignorato l'argomento per 85 anni".
Anche i registi italiani Paolo e Vittorio Taviani hanno appena finito
di girare un film sulla questione armena, intitolato "La masseria
delle allodole" e ispirato all'omonimo romanzo della scrittrice armena
Antonia Arslan. Presunte pressioni del governo turco per bloccare
l'uscita del film, prodotto grazie a finanziamenti europei, hanno
spinto lo scorso anno un gruppo di eurodeputati a richiedere
l'intervento delle istituzioni comunitarie.
Il genocidio degli armeni è una questione particolarmente sensibile
per la Turchia, Paese in cui numerosi giornalisti e intellettuali -
tra cui il Nobel 2006 per la letteratura Orhan Pamuk - sono stati
processati per averlo ammesso. Lo scorso ottobre, l'approvazione da
parte dell'Assemblea nazionale francese di una legge che fissa
sanzioni penali per chi nega il genocidio ha innescato una crisi
diplomatica tra Ankara e Parigi. A breve il testo giungerà al Senato
francese per l'approvazione definitiva. (Aki)
14.02.2007 |
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SPORT
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2011:
UNIVERSIADI
INVERNALI
Si
svolgeranno ad Erzurum, città che si trova in Anatolia. Battuta la
città slovena di Maribor. La decisione presa dalla Federazione
Internazionale riunitosi a Torino. L'edizione estiva si darà al
contrario a Shenzhen in Cina. |
Saranno Erzurum
(Turchia) e Shenzhen (Cina) a ospitare le Universiadi 2011. Lo ha
deciso la Federazione Internazionale Sport Universitari. L'organismo
si era riunito a Torino. Erzurum, che ospiterà l'edizione invernale, ha battuto la
città slovena di Maribor. Quella di Shenzhen, che invece ospiterà l'
edizione estiva, ha sconfitto Poznan (Polonia), Kazan (Russia),
Kaohsiung (Taipei) e Murcia (Spagna). (Ansa)
14.02.2007 |
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SBK:
SALTA LA TAPPA
DEL 7 LUGLIO
Diramato
il calendario definitivo del Mondiale superbike. Niente corsa ad
Istanbul. Tutto stabilito in proiezione del 2008.
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E' stata diramata la versione
definitiva del calendario del Mondiale Superbike, che scatterà da Losail
il prossimo 24 febbraio. L'ultima novità sta nel numero di Gran Premi che
si disputeranno, 13, alla luce della cancellazione della data del 7
luglio, l'unica ancora in bilico fino ad oggi.
L'appuntamento annullato si sarebbe dovuto disputare in Turchia, nel
faraonico impianto di Istanbul, che sarebbe stato il primo, nella stessa
stagione, a ospitare contemporaneamente Formula 1, Motomondiale, Sbk e Wtcc,
le quattro discipline iridate su pista delle competizioni motoristiche.
A quanto pare l'accordo tra la Fg Sport e gli organizzatori del tracciato
turco sarebbe sfumato per mancanza di tempo, ma la volontà è quella di
arrivare a un'intesa in vista del 2008. (Racingworld.it)
14.02.2007 |
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