Arretrati 

Anno 7° N.36

Cari amici, <Turchia Oggi> - sito indipendente e che va avanti con le proprie forze - non se la passa troppo bene. Se potete, dateci una mano. Intendiamoci, non vi chiediamo denaro. Nemmeno un euro. No, quello che vi chiediamo è che ci stiate vicini adoperandovi in giro e spendendo parole buone nei nostri confronti. In altri termini, trovateci un po' di pubblicità o qualche sponsorizzazione. Altrimenti saremo costretti a chiudere. Per andare avanti, infatti, abbiamo bisogno che qualcuno ci aiuti, quanto basta. Grazie per quello che farete, la direzione.

ATTUALITA'

Buon_Natale

BUON NATALE

Buon_Natale2"Buon Natale". Gridiamolo forte, "Buon Natale". Cerchiamo, una volta tanto, di essere - più che coraggiosi - seri. E' mancanza di serietà, infatti, vergognarci delle nostre antiche tradizioni, e solo perché una minoranza - sia essa formata da relativisti, materialisti o più semplicemente da appartenenti a religioni diverse da quella cristiana - non vuole che si mettano più in evidenza i simboli di questa ricorrenza. La guerra al presepe è ormai un dato di fatto, al punto che magazzini e negozi non tengono nemmeno più i pupi da vendere, al punto che il direttore di una elementare del Nord Italia lo ha vietato nel suo istituto perché essendo la scuola formata da scolari a maggioranza musulmana questi ultimi ne sarebbero rimasti turbati. Sì, avete capito bene: turbati. Se andiamo di questo passo, il rischio tra qualche anno sarà di ritrovarci sotto i talebani. E allora dovremmo rifugiarsi nuovamente nelle catacombe perché magari non ci sarà permesso neppure di entrare in chiesa. Ma non è il solo presepe ad essere sotto tiro. Adesso lo è anche l'albero. A causa delle rimostranze di un rabbino, un importante scalo aeroportuale degli Stati Uniti ha dovuto ritirare in fretta e furia tutti gli addobbi natalizi, con i relativi alberi, se la dirigenza non provvedeva subito a montare un uguale allestimento secondo i canoni ebraici. Altrimenti il ricorso in tribunale sarebbe stato automatico. Conclusione, ritiro immediato degli alberi di Natale non potendo soddisfare in breve tempo i desiderata del rabbino.
Che il mondo stia cambiando (in peggio) non si può negare. E' il trionfo della prepotenza e della sopraffazione, della violenza. L'onestà non paga. Ad avere ragione è sempre e comunque chi urla più forte, chi minaccia, chi uccide, chi usa il ricatto di qualunque genere come sistema. Soprattutto chi non rispetta le regole. E questo non solo tra singoli cittadini. Quel che peggio, è che avviene tra Governi. E - a proposito di regole - riflettete sul comportamento disonesto dell'Unione Europea nei confronti della Turchia. Tanto ha fatto, tanto ha detto che è riuscita - con una delle scuse più misere - a mettere ancora una volta Ankara nell'angolo. Cedendo alle lobbies della Grecia e di Cipro, Germania e Francia in testa hanno stoppato i negoziati di adesione con il Paese della Mezzaluna senza rendersi conto delle conseguenze cui andranno incontro in particolare dal punto di vista economico. In fondo la Turchia, se saprà andare avanti sulla strada delle riforme e se sarà legata ancora di più alle linee strategiche di Washington - come ha fatto fino ad ora - può fare anche a meno dell'UE. Semmai è questa che in futuro non potrà fare a meno della Turchia tenendopresente che già adesso il Paese viene chiamato la "Cina dell'Europa". Noi ad ogni modo ci auguriamo che le "teste d'uovo" che guidano la politica di Bruxelles sappiano alla fine ragionare per il meglio. Non si può sbattere la porta ad Ankara (che pure è membro della Nato) unicamente perché il Governo greco-cipriota fa il prepotente minacciando di ricorrere al diritto di veto. Anzi sarebbe ora che questa istituzione venisse cancellata, una volta per tutte, sia all'interno del Consiglio di Sicurezza dell'Onu sia all'interno della stessa UE. Stranamentesolo adesso ci si accorge che la Turchia è musulmana e che ha una popolazione troppo numerosa (tra dieci anni potrebbe arrivare a 100 milioni di abitanti) tale da ribaltare - quando e se sarà - la composizione del Parlamento europeo. Bisognava pensarci prima e rimanere un Club ristretto, magari a "Quindici", magari dopo avere varato la Costituzione. E' troppo tardi per pensarci. I patti vanno rispettati, altrimenti ci si comporta come quel tale - non ricordiamo se fosse Hitler od altri - a detta del quale essendo i trattati semplici pezzi di carta, si possono pure stracciare.
Chiudiamo. Rinnoviamo gli auguri della redazione di "Turchia Oggi" ai nostri affezionati lettori (si dovrebbe dire internauti) sperando che il prossimo anno - specie per alcune regioni martoriate da attentati e massacri - sia migliore di quello che sta per finire. (Turchia Oggi)
22.12.2006

LA FIDUCIA

Le_ambiguità_dell%27UE_sulla_Turchia

Malgrado il rallentamento dei negoziati di adesione, la Turchia - come ha detto il ministro degli Esteri turco Abdullah Gul - proseguirà sulla strada delle riforme.

LIl_ministro_degli_Esteri_turco_Abdullah_Gula Turchia si aspetta che i colloqui per il suo ingresso nell'Unione Europea proseguano prima della fine dell'anno, con l'apertura di alcuni capitoli politici del negoziato. Lo ha detto il ministro degli Esteri Abdullah Gul il quale ha poi aggiunto come Ankara continuerà sulla strada delle riforme pro-europee malgrado la decisione dei 25 di rallentare i suoi negoziati di adesione con l'Unione Europea.
''La Turchia resta vincolata all'obiettivo di un'adesione completa all'UE Non ci sarà un allontanamento da questo obiettivo'', ha dichiarato il ministro nel corso di una conferenza stampa. Gul ha assicurato che malgrado la decisione dell'UE, che secondo lui ''non e' compatibile con l'essenza delle relazioni euro-turche'', l'importanza data alle riforme per allineare Ankara alle norme europee di democrazia e dei diritti umani ''non diminuirà, ma al contrario aumenterà''. Recentemente i Capi di Stato e di Governo dell'UE hanno approvato la sospensione di 8 dei 35 capitoli dei negoziati di adesione all'UE della Turchia, dato che Ankara continua a rifiutare di aprire i suoi porti e aeroporti alla Repubblica di Cipro, contrariamente agli impegni presi prima dell'apertura delle discussioni nell'ottobre 2005. Secondo Gul, l'Unione si è servita della vecchia disputa cipriota come un ''pretesto'' contro il suo Paese. ''L'UE in qualche maniera è in crisi. Diversi membri sono confusi'' sull'opportunità di un allargamento, ha spiegato il ministro turco, che ha accusato i 25 di ''mancare di una visione strategica'' nel rallentare il cammino europeo della Turchia. Gul si è tuttavia detto convinto che questo stato di cose sia momentaneo. ''Si tratta di cose congiunturali, di cose temporanee'', ha affermato, aggiungendo che crede che alla fine gli stati membri comprenderanno l'importanza strategica del suo Paese. (Asca-Afp)
22.12.2006

 

NESSUN CEDIMENTO

Namik_Tan

Ankara - attraverso il portavoce del ministero degli Esteri, Namik Tan - ha fatto sapere che non aderirà alle richieste di Bruxelles su Cipro se prima non le saranno tolte le sanzioni alla Rtcn.

La Turchia non cederà sul suo rifiuto di aprire i suoi porti e aeroporti al traffico greco-cipriota senza ottenere prima di tutto che vengano tolte le sanzioni imposte alla parte turca di Cipro. Lo ha affermato Namik Tan, portavoce del ministero degli Esteri turco. ''Non abbiamo mai avuto come posizione il fare un passo unilaterale'' senza la fine dell'isolamento commerciale della Repubblica turca di Cipro del Nord (Rtcn, riconosciuta unicamente dalla Turchia), ha spiegato Tan nel corso di una conferenza stampa. Lunedì 11 dicembre, i 25 hanno preso la decisione di rallentare i negoziati di adesione della Turchia all'Unione Europea a causa del suo rifiuto di estendere alla Repubblica di Cipro - che non riconosce - l'unione doganale che la lega al blocco europeo. ''Abbiamo difeso con determinazione la nostra posizione, che esclude ogni progresso fino a quando le sanzioni imposte contro la Rtcn non saranno tolte, come aveva promesso l'UE'', ha sottolineato il portavoce. ''Le nostre relazioni con l'UE proseguiranno d'ora in poi su basi giuste e obiettive'', ha precisato Tan, che ha accusato l'UE di aver ''ceduto'' alle pressioni dei greco-ciprioti. (Asca-Afp)
22.12.2006

 

"ATENE HA PAURA"

Secondo il Primo Ministro turco l'Amministrazione di Costas Karamanlis non vuole scontentare l'opposizione ed i mezzi di informazione.

La Grecia ha paura di migliorare le relazioni con la Turchia, perché teme la reazione di opposizione e stampa . A sostenerlo è stato il Primo Ministro della Turchia, Recep Tayyp Erdogan. In un'intervista al quotidiano <Eleftherotypia>, il premier turco afferma che ''la Amministrazione di (Costas) Karamanlis ha paura di adottare delle misure che facciano progredire le relazioni a causa dell'opposizione e dei mezzi di informazione''. Erdogan ha quindi puntato il dito su Cipro, accusando ''i ciprioti greci di esercitare pressione su i media, che a loro volta esercitano pressione sul Governo'' ellenico. (Asca-Afp)
22.12.2006

 

INGRESSO NON PRIMA DEL 2020

Josè_Manuel_Barroso

Questo il pensiero del presidente della Commissione europea, Manuel Durao Barroso, a proposito della Turchia.

La Turchia non entrerà nell'Unione Europea prima del 2020. Ne è convinto il presidente della Commissione europea, Manuel Durao Barroso. In un'intervista al quotidiano tedesco <Die Welt>, il capo dell'esecutivo comunitario ha affermato che "le trattative saranno un processo di dieci o quindici anni, probabilmente addirittura più lungo, e nessuno può prevederne l'esito". (Agr)
22.12.2006

 

L'IPOTESI DEL REFERENDUM

Il portavoce della Commissione europea, Johannes Laitenberger, ha affermato che dovranno essere i cittadini a decidere sulla Turchia.

"In caso di conclusione positiva dei negoziati, c'è la possibilità che l'ingresso della Turchia possa essere oggetto di un referendum in uno o più Stati membri". E' quanto ha precisato Johannes Laitenberger, portavoce sella Commissione europea, in merito ad intervista in cui il presidente della Commissione Josè Manuel Durao Barroso ha dichiarato che "il prossimo allargamento dell'Unione Europea sarà deciso dai cittadini, non dagli alti funzionari o dalla diplomazia". Laitenberger ha sottolineato che "alcuni Stati membri hanno deciso di indire un referendum del genere, e il presidente ha fatto semplicemente riferimento al fatto che questo ingresso" possa essere sottoposto ad un referendum in alcuni Paesi. (Apcom)
22.12.2006

 

LA GIUSTIFICAZIONE DI CHIRAC

Jacques_Chirac

Il presidente francese si è detto favorevole alla sospensione dei negoziati di adesione della Turchia all'Unione Europea.

Il presidente francese Jacques Chirac si è detto favorevole alla sospensione dei negoziati di adesione della Turchia all'Unione Europea, auspicando tuttavia che le discussioni abbiano esito positivo . La Turchia ''non ha potuto o non ha voluto rispettare i suoi impegni'' di aprire i suoi porti e aeroporti al traffico greco-cipriota, ha detto nel corso di una conferenza stampa al termine del vertice europeo. I Capi di Stato e di Governo dei 25 hanno approvato oggi a Bruxelles la decisione dei loro ministri degli Esteri di sospendere 8 dei 35 capitoli tematici dei negoziati di adesione di Ankara all'UE. ''E' normale che, senza condannarla e senza trarre conclusioni estreme, l'Unione Europea prenda dei provvedimenti per incitarla a tornare il più velocemente possibile al rispetto delle regole europee, e in particolare di quelle riguardanti le relazioni commerciali con Cipro'', ha sottolineato Chirac. Il presidente francese ha spiegato di essersi ''sempre pronunciato a favore dei negoziati, sapendo perfettamente che questi negoziati saranno lunghi e difficili'' a causa dell'importanza delle riforme richieste. ''Non so quale sarà il risultato di tutto ciò, ma noi auspichiamo che questi negoziati proseguano fino a un risultato positivo'', ha concluso. (Asca-Afp)
22.12.2006

 

IL DILEMMA NON TROVA UNA SOLUZIONE

Carlo_Altomonte

Quel che pensa della <questione Turchia> il professor Carlo Altomonte, già consulente presso la Commissione economica e monetaria del Parlamento europeo a Bruxelles.

Alla fine, dato che la Turchia ha rifiutato di applicare a Cipro, membro dell'UE, le disposizioni dell'unione dogaale previste dal protocollo di Ankara, il Consiglio d'Europa ha deciso di ratificare la raccomandazione della Commissione e di congelare 8 dei 35 capitoli previsti dai negoziati d'adesione. Un colpo d'arresto che ha riaperto il dibattito sull'opportunità stessa dell'adesione della Turchia e dato il fianco a chi crede che il partenariato sia una forma più appropriata di cooperazione con un paese spesso visto come estraneo culturalmente e geograficamente all'identità europea.
Ne abbiamo parlato con il professor Carlo Altomonte, già consulente presso la Commissione economica e monetaria del Parlamento Europeo (Bruxelles) e la <Division of Transnational Corporations dell'Unctad> (Onu - Ginevra), e attualmente coordinatore del modulo di <European Affairs del Master in International Affairs> dell'Ispi (Milano).
- Professore, i detrattori dell'adesione turca all'Unione Europea avanzano dubbi sull'appartenenza geografica e culturale della Turchia all'Europa. Quanto è fondata questa obiezione?
A norma di trattato non è affatto fondata. L'articolo otto, infatti, dice che ogni Stato europeo può far parte dell'Unione e siccome la Turchia ha una parte europea, tecnicamente può farne parte. Culturalmente bisogna intendersi, perché l'unico criterio per aderire all'UE è quello cosiddetto politico di Copenaghen che dispone che un paese debba essere una democrazia stabile che rispetti i diritti umani e tuteli le minoranze. È l'unico tratto culturale che il trattato richiede e la Turchia, secondo la Commissione europea e per decisione unanime del Consiglio europeo del dicembre dell'anno scorso, soddisfa questo criterio.
- In molti avanzano il problema dell'incompatibilità religiosa della Turchia con l'identità europea.
Quello dell'UE è un trattato laico in cui l'unico valore che viene riconosciuto è la libertà individuale e quindi, s'immagina, anche la libertà di culto. Se il problema sono invece le nostre relazioni col mondo islamico, chi si oppone all'adesione della Turchia su queste basi sappia che da qui a 15 anni agli attuali tassi d'immigrazione ci saranno 40 milioni di cittadini islamici in Europa concentrati nelle grandi città e il 50% avrà meno trent'anni. Il problema delle relazioni col mondo islamico si pone comunque, anche senza la Turchia.
- Queste posizioni non sono la traduzione politica della resistenza degli europei che si è manifestata con il no dei referendum francese e olandese?
Eliminato il problema del paravento culturale del no all'adesione turca che mi sembra più che altro demagogico e strumentale, esiste un problema più generale legato alla volontà dei cittadini europei di allargarsi e condividere la loro area di pace e prosperità con altri Paesi. Penso che l'atteggiamento anti-allargamento come c'è per la Turchia possa esserci per l'Albania, la Bosnia, la Serbia e per tutti i Paesi che prima o poi entreranno a far parte del bacino d'influenza dell'UE. C'è un po' quella che la Commissione ha chiamato "fatica dell'allargamento". Portare l'UE da 15 a 25 a 27 è stato un passo molto ampio che ha portato a numerosi compromessi e all'uso intensivo delle poche risorse a disposizione e in un periodo di magra crescita economica la gente lo percepisce.
- Dopo il no francese in molti, soprattutto Chirac, hanno messo l'accento sul concetto, peraltro ratificato dalla Commissione, di "capacità d'assorbimento" dell'UE e cominciato a parlare di partenariati privilegiati per i candidati all'adesione. Di cosa si tratta esattamente, di un escamotage per bloccare l'allargamento alla Turchia e trovare altre forme di cooperazione?
Se si vuole veramente bene all'Europa e alla Turchia e quindi si vuole che la Turchia entri nell'Unione che noi conosciamo, ci si deve chiedere se l'UE oggi è in grado di esprimere le stesse politiche con la Turchia. La risposta è no, perché non ci sono le risorse per far entrare un paese con 75milioni di abitanti con un pil pro-capite al 40% della media comunitaria. Se noi continuiamo a dirci che il bilancio europeo non può superare l'1.24% del Pil dell'UE, o rinunciamo alla politica regionale per i paesi attualmente membri o la Turchia entra senza politica regionale. A quel punto però entrerebbe in una cosa diversa dall'UE che conosciamo, entrerebbe in un'Unione dove non c'è più la solidarietà territoriale. Entrerebbe in un'area di libero scambio. Per cui finché non riformiamo le nostre istituzione, il bilancio, la Commissione, finché non si fanno tutte queste cose, spazio per la Turchia a politiche invariate non ce n'è. Far entrare la Turchia vorrebbe dire cambiare la natura delle nostre politiche. Giustamente molti non ci stanno.
- Il partenariato privilegiato è una soluzione?

Il partenariato consiste nell'identificare dentro il percorso di adesione i capitoli principali da chiudere subito per iniziare a cooperare su cose serie senza rinviare perché chi vuole bene alla Turchia sa che bloccare l'adesione e rallentarne il processo artificialmente in attesa che l'UE si decida, apre lo spazio a interpretazioni nazionalistiche e demagogiche come è successo in questi giorni. Onde evitare questo si dice: prendiamo alcuni capitoli dell'adesione su cui siamo pronti e che sono strategici - emigrazione, energia, politica estera etc. - chiudiamoli subito nell'ambito di un partenariato privilegiato, e poi usiamoli come mattoni nell'ambito di un futuro negoziato di adesione. In questo passaggio finale Chirac, ad esempio, non ci segue.
- Il partenariato è un'alternativa o una passaggio verso l'adesione?
Il problema è che in malafede molti lo vedono come alternativo per sempre all'adesione, ma chi vuole evitare che l'allargamento ai turchi diventi uno strumento demagogico di politica elettorale all'interno della Turchia e dell'UE dovrebbe dire che si assicurino subito una serie di capitoli fondamentali del negoziato con l'impegno reciproco di portare avanti anche gli altri fino alla fine. Il partenariato lo vedo come un'alternativa di breve periodo, ma qui i miei amici francesi non ci stanno.
- Quali sono, invece, le motivazioni dei partigiani della Turchia, come la Gran Bretagna o la stessa Italia?
Quello che vedono inglesi e italiani nella Turchia è un mercato di 75 milioni di persone che cresce il 7% l'anno in un'area strategica - da lì passano tutti i nuovi oleodotti che arrivano nel Mediterraneo evitando la Russia - in un'area di importante espansione economica e porta d'ingresso privilegiato verso il Medio Oriente, un'area geopolitica di rilevanza fondamentale nel mediterraneo. È ovvio che paesi storicamente interessati alle relazioni commerciali e politiche con il Medio Oriente diciamo Orientale - la Francia ad esempio è più interessata alla costa Sud, al Libano - vedano nella Turchia tutti i benefici dell'adesione. Se ci fossero le condizioni istituzionali e di bilancio per me potrebbe entrare domani tanto sono ovvi i vantaggi economici e politici. Del resto se non ci fossero non ne staremo neanche parlando. (Carlo Altomonte con Luca Sebastiani/CafèEUropa)
22.12.2006

 

NECESSARIO L'INGRESSO

Mesrob_II

Fautore del proseguimento dei negoziati di adesione della Turchia all'Unione Europea il patriarca armeno di Istanbul,Mesrob II.

No ad una Turchia fuori dall'Unione Europea. Lo ha detto chiaramente anche Mesrob II, il patriarca armeno che da Istanbul ha fatto appello ai Paesi membri perché continuino i negoziati di adesione con il Paese della Mezzaluna.
Mesrob II ha anche inviato una lettera a tutti i Capi di Stato e di Governo, teste coronate e ministri degli Esteri dell'Unione. Nella missiva, il patriarca ha sottolineato come l'ingresso della Turchia in Europa sia stato fortemente voluto dal Paese fin dai tempi di Mustafa Kemal Ataturk. Nella lettera si fa preciso riferimento alla piega che hanno assunto i negoziati di adesione e si legge: "L'Europa non deve prendere decisioni riguardo all'interruzione delle trattative che prevedono l'imposizione di posizioni unilaterali, ignorando le richieste dall'altra parte".
la lettera continua sottolineando l'importanza dell'ingresso del Paese nell'Unione Europea e che gli sforzi della Turchia vanno sostenuti. Mesrob II ha voluto anche parlare dei diritti umani e di quelli della minoranze religiose, che avrebbero fatto passi enormi rispetto alla condizione in cui versavano dieci anni fa. (Apcom)
22.12.2006


I FAVOREVOLI

La_Turchia_e_la_porta_sbarrata_dall%27UE

Sono il 54% i turchi - secondo un ultimo sondaggio - che vogliono entrare nell'Unione Europea.

Secondo l'Eurobarometro "autunnale" pubblicato dalla Commissione europea sono più della maggioranza i cittadini turchi che - nonostante le turbolenze nei negoziati con Bruxelles - sono favorevoli all'adesione all'UE. Più precisamente, si tratta del 54%. Un dato incoraggiante rispetto ai sondaggi circolati nelle scorse settimane che davano la popolarità dell'UE crollata al di sotto del 50%. Anche se occorre sottolineare che il dato odierno è basato su interviste condotte tre mesi fa, nel periodo dal 6 settembre al 4 ottobre 2006. (da Apcom)
22.12.2006

 

SEZER "DICHIARA GUERRA"

Ahmet_Necdet_Sezer

Il presidente della Repubblica turca per la prima volta ha parlato di elezioni anticipate nel Paese. L'incontro con il capo del Partito nazionalista, Devlet Bahceli.

Sembra una dichiarazione di guerra e forse la realtà non è poi così lontana. Ahmet Necdet Sezer, presidente della Repubblica turca, ha parlato per la prima volta di elezioni anticipate. "Bisogna votare per il rinnovo dell'Assemblea Nazionale in aprile - ha detto Sezer - perché a maggio c'è l'elezione del Capo dello Stato e questo deve essere scelto da un Parlamento rinnovato". Parole che erano state riportate in prima pagine dal quotidiano <Milliyet> e che in Turchia assumono un significato tutto particolare. Soprattutto se si considera che Sezer le ha pronunciate subito dopoun incontro con Devlet Bahceli, presidente del Mhp, il Partito nazionalista turco, formazione che ha poco a che vedere con il capo dello Stato, uomo di note posizioni laiche, democratiche e kemaliste.
Ma Sezer e Bahceli, per motivi diversi hanno in comune un obiettivo: l'isolamento di Recep Tayyip Erdogan e del suo Akp, prima che riesca ad impadronirsi della più alta carica istituzionale dello Stato, dopo aver fatto suoi i due terzi del Parlamento. Un obiettivo comune che parte da istanze diverse. Da una parte la difesa dei valori laici e democratici, da parte del presidente Sezer.Per il Mhp, che in questo momento è il terzo partito e in ascesa secondo i sondaggi, la possibilità di entrare nell'Assemblea Nazionale e rompere lo strapotere di una destra filo-islamica che - ad una destra nazionalista e laica come quella di Bahceli - piace poco. (da Apcom)
22.12.2006

 

SECCA REPLICA

Il_premier_Erdogan

 

Il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha risposto alle dichiarazioni del Capo delle Stato: "Le elezioni si terranno normalmente a novembre".

Solo poche parole, ma molto secche e rilanciate da tutti giornali. Recep Tayyip Erdogan ha risposto immediatamente alle dichiarazioni rilasciate dal presidente della Repubblica Ahmet Necdet Sezer che invocava l'anticipo del voto per il rinnovo del Parlamento ad aprile, anziché a novembre, per fare eleggere il Capo dello Stato a maggio da una assemblea nuova. "Pensavo che da parte sua vi fosse fedeltà alla Costituzione e alla superiorità della legge", ha detto Erdogan, rivolgendosi direttamente al Capo dello Stato, per poi aggiungere: "Questo Parlamento eleggerà il presidente della Repubblica nei tempi previsti dalla legge e anche le elezioni generali avverranno nei tempi previsti dalla legge". (Apcom)
22.12.2006

 

CONTATTATO
IL GENIO
PUBBLICITARIO

E' Ali Taran i cui servigi - per le elezioni politiche del prossimo anno - vorrebbe accaparrarsi il Primo Ministro turco.

Il premier turco Recep Tayyip Erdogan si prepara alla campagna elettorale e affila le armi. Negli ambienti politici si mormora con insistenza che il Primo Ministro abbia reclutato Ali Taran per la prossima campagna dell'Akp. Stando al calendario elettorale le elezioni si terranno il prossimo 4 novembre.
Taran è considerato il genio della comunicazione turca ed in passato ha già lavorato per altri politici di spicco come Mesut Yilmaz e Tansu Ciller. I bene informati dicono che ci sia stato un primo incontro con i vertici dell'Akp ma che non sia stato ancora firmato il cntratto. (Apcom)
22.12.2006

 

NASCE PARTITO ISLAMICO
DI SINISTRA

I fondatori vengono da esperienze politiche diametralmente diverse. Ala base del programma i valori di giustizia, sviluppo, libertà e solidarietà.

Un altro partito si appresta ad entrare nell'arena politica turca, con un orientamento decisamente particolare. Sarà infatti un partito islamico e di sinistra, capace di fondere le caratteristiche principali di entrambe le componenti. I fondatori vengono da esperienze politiche diametralmente opposte. Da una parte Ertugul Gunday, dirigente del Chp, il principale partito di opposizione nel Paese, e dall'altra Mehmet Bekaroglu, appartenente al Partito Islamico della Felicità (Saadet partisi) lo stesso che aveva promesso un milione di persone in piazza contro il Pontefice.
Parlando con l'agenzia stampa <Anka>, Gunday ha dichiarato che stanno preparando la nascita di questo nuovo movimento da sei mesi e che potrebbero entrare farvi parte personalità dell'estrema destra e dell'estrema sinistra, nonché componenti curde, alevite ed esponenti delle associazioni per i diritti umani. Alla base del partito un programma ispirato ai valori di giustizia, sviluppo, libertà e solidarietà. "I partiti tradizionali come quello al Governo e il Chp hanno stancato - ha detto Gubday - Il popolo turco ha bisogno di formazioni dinamiche, che sappiano promuovere nuovi stimoli e piattaforme di programma innovative". (Apcom)
22.12.2006

 

SOLUZIONE NEGOZIATA

Secondo la Turchia la questione del Kosovo va affrontata nel contesto e con l'aiuto della comunità internazionale.

Il ministro della Difesa zerbo, Zoran Stankovic, recentemente recatosi in visita ufficiale in Turchia, ha affermato che il Governo di Ankara si è espresso a favore di una soluzione negoziata sul problema del futuro del Kosovo, la provincia serba a maggioranza etnica albanese amministrata dall'Onu dal 1999. La Turchia è convinta che la soluzione può essere trovata nel contesto e con l'aiuto della comunità internazionale. (Apcom)
22.12.2006

SOCIETA'

IMMIGRAZIONE

Immigrati

 

La Turchia potrebbe rallentare la sua cooperazione con l'UE nella neutralizzazione dei flussi dei clandestini se alcuni Paesi continueranno a scaricarli sulle sue coste.

Sbarco_di_immigratiLa Turchia potrebbe rallentare la sua cooperazione con l'Unione Europea nella neutralizzazione dei flussi di immigrati clandestini diretti in Europa, se alcuni Paesi come, in particolare, la Grecia, continueranno a scaricare loro clandestini in Turchia e se l'UE non parteciperà alle spese sostenute da Ankara per fermare i clandestini di passaggio sul territorio turco. Lo ha affermato in un'intervista esclusiva all'Ansa il direttore generale della sicurezza e responsabile per l'Immigrazione del ministero dell'Interno turco, Mehmet Terzioglu.
"Non possiamo garantire che in tali condizioni continueremo a fare a lungo da gendarmi alle porte dell'Europa senza alcun corrispettivo e per giunta venendo considerati da alcuni Paesi come un deposito in cui scaricare i loro clandestini", ha affermato l'alto funzionario turco. L'UE, che ha sospeso il negoziato di adesione della Turchia su 8 dei 35 capitoli negoziali, prevede di continuare il negoziato su tutti gli altri, tra cui il capitolo 24 (Giustizia, sicurezza e libertà) che include le questioni dell'emigrazione.
"La Turchia - ha spiegato Terzioglu - attualmente ferma circa 50 mila emigranti clandestini all'anno, il 10% circa del totale che arriva in Europa ogni anno da varie parti del mondo.
E per questo l'UE non spende una lira. Nel frattempo l'UE fa pressioni sulla Turchia per concludere un accordo di riammissione, ma in cambio non ci dà un euro, perché non facciamo parte dell'UE. E per esempio non finanzia un campo di raccolta e assistenza per i clandestini in Turchia".
"Anzi - ha continuato l'alto funzionario turco - alcuni Paesi europei scaricano in Turchia clandestini non turchi che non sono nemmeno passati dalla Turchia. Se si vuole un accordo di riammissione generale, noi vogliamo garanzie che si tratti di un accordo serio e, cioè, che non sia applicato a senso unico, come avviene ora, specie con la Grecia, con la quale, pure, abbiamo un accordo di riammissione sistematicamente violato da Atene. Occorre perciò che l'UE faccia pressioni anche sulla Grecia".
"La maggior parte dei paesi dell'UE mostra di infischiarsene dei nostri sforzi perché essi sono certi del fatto che la nostra collaborazione continuerà e che noi faremo sempre da gendarmi gratuiti alle porte dell'Europa. Noi spendiamo molti soldi per fermare i clandestini. I contribuenti potrebbero chiedere conto al Governo e dire: 'se l'UE si comporta male con noi perché dovremmo loro fare un favore?'. Non possiamo perciò garantire che resisteremo a lungo e che continueremo per sempre a fermare i clandestini", ha aggiunto Terzioglu. (Denaro.it)
22.12.2006

 

LA PROTESTA
FORTE
DEGLI INSEGNANTI


Le rivendicazioni del sindacato di categoria al Governo Erdogan per sollecitare miglioramenti per quanto riguarda sia la parte economica che quella normativa.

Gli insegnanti turchi sono in fermento. Il sindacato ha fatto presente al Governo alcune rivendicazioni riguardanti soprattutto gli stipendi e le difficoltà nelle quali spesso sono costretti a svolgere il loro lavoro.
"Gli insegnati dovrebbero essere un buon esempio per i loro studenti - ha detto il presidente del sindacato Suayip Ozcan - Ai tempi di Ataturk c'era una grande considerazione nei confronti della nostra categoria. Adesso siamo trattati come uscieri. Soprattutto nell'est del Paese ci sono persone che sono letteralmente impossibilitate a svolgere il loro lavoro a causa di minacce e disfunzioni sistema". Il sindacato ha inoltre sottolineato la necessità di investire maggiormente nel settore, sia aumentando gli stipendi, sia migliorando le infrastrutture.
"Il rischio più grave - ha sottolineato Turan Yazgan, direttore della Fondazione per gli studi sul mondo turco - è che la mancanza di aspettative e di interventi nel settore renda il corpo insegnanti sempre meno motivato, con conseguente calo nella qualità del sistema dell'istruzione". (
Apcom)
22.12.2006

 

PENSIONATI CHE ANCORA
LAVORANO

In Turchia su 100 ben 58 - dopo essere andati in quiescenza - si adattano a fare qualche cosa per poter sopravvivere.

In Turchia ogni 100 pensionati 58 continuano a lavorare. Il dato shock è dell'Istituto Nazionale di Statistica. Stando alle tabelle rese note dalla previdenza sociale, attualmente in Turchia ci sarebbero 7 milioni 164.000 pensionati. Di questi, 4 milioni e 14.000 continuerebbero a lavorare, il più delle volte in nero per poter arrivare in modo dignitoso alla fine del mese. Il dato si è aggravato negli ultimi anni. Nel 2001 su 5.977.000 milioni di pensionati a non lavorare erano 3.167.000. nel 2002 su 100 pensionati, lavoravano in 54, nel 2003 si era scesi a 50. Adesso la percentuale è tornata a salire vertiginosamente, colpa probabilmente dell'aumento dell'inflazione e della diminuzione del potere di acquisto. (Apcom)
22.12.2006

 

LAVORATORI
TURCHI: UNA META'
E' INFELICE

Il sondaggio è stato fatto dalla <Kelly Services> su 70 mila dipendenti. Opinione poco buona sui datori di lavoro.

I lavoratori turchi? Degli infelici. A dirlo è uno studio condotto in ventotto Paesi, e tra questi la Turchia, dalla <Kelly Services> su 70 mila persone. Il risultato è stato che i lavoratori del Paese della Mezzaluna sono tra i più infelici in assoluto, con oltre il 50%.
Gli unici che sembrano divertirsi sono quelli che lavorano nel settore viaggi e intrattenimento, dove la percentuale dei felici è del 71%, Brutte notizie per i datori lavoro. Una voce del sondaggio, infatti, riguardava il giudizio dei dipendenti nei confronti dei loro superiori. buono appena un 6.5% . (
Apcom)
22.12.2006

EURASIA E DIALOGO

Eurasia

In un momento in cui il mondo sembra sconvolto dalle guerra, più che encomiabile il lavoro che sta facendo un ristretto numero di turchi in questa regione.

Il_dialogo_dei_turchi_in_AsiaAmid the conflicts and disagreements in many parts of the world, a small number of Turks are working to pave the way for dialogue in the Eurasia region.
Diyalog Avrasya (Dialogue Eurasia), a publication of the Dialogue-Eurasia Platform, has been the voice of common sense in 17 countries, from Moldavia to Mongolia, since its founding in 2000.
A quarterly published in Turkish and Russian, DA adopts an approach to conflict with reconciliation, using the slogan, "Dialogue starts with 'yes.'"
DA representatives recently gathered in Istanbul and discussed the latest developments in the Eurasia region.
The meeting chaired by General Coordinator Cengiz Simsek was attended by Turkmenistan representative Cemil Yildiz, Ukraine representative Gokhan Demir, Kyrgyzstan representative Mustafa Baskurt, St. Petersburg representative Selman Gulan, Tatarstan representative Rasim Husnitdinov, Moldavia representative Mehmet Kaya, Georgia representative Fatih Demir, Kazakhstan representative Ali Celikbas and Russian Federation Coordinator Ali Sami Yildirim.
In his address, Cengiz Simsek stressed that their ideology was knowledge and love, and that convergence, compromise and understanding constituted the backbone of their policy.
DA Georgia representative Fatih Demir noted that the head of their Editorial Board was Giuli Alasania, mother of Georgian President Mikhail Saakasvili.
Demir said that DA was very well known in Georgian politics and bureaucracy. Kyrgyzstan representative Mustafa Baskurt recalled that the journal reached 40 deputies out of 75.
Moldavia representative Mehmet Kaya quoted the President of the Moldavian Parliament, Marian Kuru, who asserted that DA would be known all over the world in the future.
Renowned Kyrgyz writer Cengiz Aytmatov, who also serves on the journal's advisory board, described DA as "the business card of Eurasia."
Garnering an overwhelming interest in the countries where it is published, DA, which has a circulation of 16,000, also brings together Eurasia's famous writers, intellectuals and civil society volunteers.
In addition, opinions and essays of leading politicians frequently appear in the journal.
The journal's advisory board includes Cengiz Aytmatov, Halil Inalcik, Kemal Karpat, Serif Mardin, Ilber Ortayli, Halit Refig and Mete Tuncay.
Leading figures such as Mehmet Altan, Toktamis Ates, Besir Ayvazoglu, and Edibe Sozen serve on the editorial board. (Emre Soncan/Zaman)
22.12.2006

 

PRIMO OSPIZIO
PER ANZIANI TURCHI
A BERLINO

Il_quartiere_Kreuzberg_a_Berlino

L'istituto - inaugurato poco più di una settimana fa - si trova a Kreuzberg, un quartiere che ospita la più densa comunità turca fuori della madrepatria.

La prima casa di riposo per turchi di tutta la Germania ha aperto il 15 dicembre scorso i suoi battenti nel quartiere multietnico berlinese di Kreuzberg. la lunedì poi sono cominciate le accettazioni.
Come ha sottolineato a Berlino il segretario generale della comunità turca, Celal Altun, l'istituzione sarà molto attenta alle esigenze religiose e culturali degli anziani ospiti. Sebbene in Germania vivano 2.4 milioni di turchi e circa 350 mila siano ormai in età pensionabile, finora non c'era nessun ospizio per soli anziani turchi. Solo a Duisburg, in Nordreno-Vestfalia, esiste da dieci anni una istituzione multietnica.
A Berlino invece il nuovo istituto Turk Huzur Evi (Casa turca del benessere), nato da un accordo tra la comunità turca della capitale e le <Cliniche di Marsiglia> (uno dei principali gruppi in Germania per l'assistenza alla terza età), è stata ritagliato alle esigenze dei turchi, arrivati in Germania intorno agli anni '60 del secolo scorso con l'idea di lavorare finché possibile, risparmiare un po' di soldi e tornare per la vecchiaia in patria.
Come per molte altre comunità straniere in Germania, molti sono rimasti invece qui per stare con figli e nipoti anche perché dopo decenni di vita in Paesi del Nord Europa hanno perso la voglia e la capacità di vivere nelle condizioni dei rispettivi Paesi.
Anche se le tradizioni continuano a fare presa sulla comunità, la vita in Germania ha un effetto disgregante sulle famiglie turche: i giovani spesso vanno a vivere in altre zone oppure non è possibile abitare tutti insieme. Molti esponenti della prima generazione però non parlano ancora il tedesco, e quindi potrebbero avere difficoltà a farsi curare. Da qui la necessità di una casa di cura per turchi, come ha spiegato Celal Altun.
L'istituto di Kreuzberg - il quartiere berlinese che ospita la più densa comunità turca fuori del Paese natio - ha 155 posti letto, un'area per le preghiere, e personale che parla turco altre al tedesco. Molta attenzione sarà prestata anche alla divisione tra uomini e donne, secondo la tradizione e la fede musulmana. (Ansa)
22.12.2006

 

<BIANET>,OLTRE LA NOTIZIA

Bianet

Rete di informazione indipendente (www.bianet.org), è una delle più interessanti realtà in Turchia. Un sito internet ma non solo. Il coordinatore del progetto, Ertuğrul Kürkçü.

- Come nasce il progetto?

Le nostre riflessioni sullo stato dei media in Turchia ci hanno portato a <Bianet>. Nel nostro paese il mondo dei media è dominato dai grandi investitori. Esistono solamente tre piccoli giornali di opposizione, Birgün, Evrensel e Gündem, che non riescono a sopravvivere nella logica del mercato, hanno tutti difficoltà finanziarie e sono oberati dai debiti.
All'interno della logica di mercato è difficile far sopravvivere un giornalismo indipendente. Noi abbiamo pensato due cose: mettere in piedi una strategia della comunicazione alternativa al mercato e lottare per questo e presentare un nostro progetto di comunicazione, un agenzia di informazioni. In seguito abbiamo fatto delle indagini sul campo dalle quali è emerso che la cosa di cui si sente maggior bisogno, oltre ad un'agenzia di stampa indipendente, è la creazione di sinergie tra le fonti d'informazione indipendenti che esistono nel paese.
Successivamente abbiamo fatto una riunione ad Ankara coinvolgendo anche le radio private, che a partire dagli anni '80 costituiscono una realtà importante. Dalla riunione sono emersi quattro bisogni fondamentali: una sorta di banca delle notizie nella quale raccogliere il flusso di notizie che provengono da tutte le fonti indipendenti del paese. Secondo, la formazione professionale dei giornalisti. Terzo, e questo vale soprattutto per le radio, il bisogno di avere programmi di qualità, nei quali si parlasse dei problemi della gente. Infine assistenza e consulenza legale.
Abbiamo coinvolto un centinaio di persone, accademici, giornalisti, produttori radio. Ci sostengono nel progetto l'Ordine degli Architetti, quello dei Medici, e poi c'è una piccola fondazione che abbiamo creato. Per quanto riguarda l'aspetto finanziario, perché comunque si trattava di un progetto molto costoso, lo abbiamo risolto con i finanziamenti dell'Unione europea. Finalmente nel 2002 con un'assemblea nazionale a Izmir il progetto ha preso concretamente il via.
La nostra attività prinicipale è rappresentata dal centro di informazioni che si basa su di un largo uso di internet e su lavoro volontario che ci ha portato ad avere un gran numero di corrispondenti locali, di radio e giornali locali. Noi di fatto non facciamo altro che amplificare questa realtà.
- In pratica come funziona il vostro sito?

I corrispondenti locali, della carta stampata o della radio, scrivono e pubblicano le loro notizie autonomamente. Noi le riprendiamo e ci lavoriamo sopra, per capire cosa manca, come è possibile integrarle. La notizia originaria viene così integrata da altre e dall'opinione di esperti che collaborano con noi. In questo modo produciamo una notizia che vada al di là dell'effetto locale.
Ci interessa poi anche vedere in che modo un fatto di portata nazionale si riflette nelle differenti realtà locali. Ad esempio lo sciopero degli insegnanti, seguiamo come si articola nelle diverse realtà locali per arrivare ad un quadro completo e variegato della realtà razionale.
Un altro importante aspetto della nostra relazione con i media locali è rappresentato dalla formazione. Sempre utilizzando i fondi dell'Unione europea, organizziamo seminari di formazione. Fino ad oggi sono stati coinvolti circa 1000 giornalisti.
Abbiamo poi pubblicato cinque libri di base sul lavoro del giornalista e sul mondo della comunicazione. Poi c'è la formazione diretta alla società civile, seminari sul diritto all'informazione o sui diritti umani. Abbiamo collaborato anche con le associazioni che si occupano di diritti umani, della questione femminile o dei diritti dell'infanzia, organizzando seminari che dessero loro delle dritte su come rapportarsi al mondo dell'informazione ed acquisire visibilità.
Tutte queste attività ci hanno permesso di creare un ambiente molto dinamico e vivace. Noi non vendiamo notizie e questo ha creato una relazione fondata sulla fiducia e una sorta di legame morale. Poi ci sono i programmi per la radio. Ne abbiamo prodotti di tre tipi, sui diritti delle donne e dei minori ed i diritti umani in genere. Sono utilizzati soprattutto dalle radio locali che tradizionalmente avevano una programmazione basata su programmi di intrattenimento e chiacchiere. E' stata un'iniziativa che ha rafforzato i nostri legami con la realtà delle radio locali. Infine c'è la consulenza legale. Quando l'avvocato di una radio o di un giornale locale si trova in difficoltà nella causa in cui è impegnato può consultare gli esperti che collaborano con noi. Un nostro redattore poi periodicamente chiama radio e giornali locali informandosi se ci sono problemi e questo con il tempo ha formato legami forti. In totale sono circa 100 le realtà locali che si rivolgono a noi ogni anno per una consulenza legale.

Bianet_2- Voi pubblicate un rapporto trimestrale sullo stato dell'informazione e della libertà di espressione nel paese. Qual è la situazione da questo punto di vista?

Rispetto all'ultimo anno la nostra valutazione è questa: non solamente gli scrittori famosi ma anche molti scrittori sconosciuti si trovano ad avere a che fare con l'articolo 301. Che questo articolo del nuovo codice penale introdotto nel 2005 sarebbe stato una sorta di bomba ad orologeria noi giornalisti lo avevamo detto fin dall'inizio. All'epoca però, nessuno se ne era occupato. Al contrario, tutti avevano accolto il nuovo codice in modo entusiastico. E adesso ne paghiamo le conseguenze.
Nel nostro Paese il ministro della Giustizia può intervenire influenzando le decisioni della magistratura, che non è indipendente nel senso pieno del termine. Ultimamente ad esempio il ministro ha usato questa sua prerogativa per evitare che Orhan Pamuk finisse in carcere. Il problema è che potrebbe utilizzare questa sua prerogativa anche in senso contrario, per far incarcerare qualcuno e questo rappresenta un pericolo.
La magistratura in gran parte sta resistendo alle riforme in corso. Le cose qui vanno così, grazie al nuovo codice, e non so se esistano casi analoghi nel mondo: un comune cittadino sporge denuncia e automaticamente il giudice apre un procedimento. Una volta questa iniziativa era competenza della polizia, adesso chiunque può dare il via ad un'azione giudiziaria. In conclusione nell'ultimo anno si sono fatti passi indietro in tema di libertà d'espressione. I cittadini sporgono denuncia, il giudice apre un procedimento e poi si arriva all'assoluzione. Questo è il meccanismo che vediamo all'opera negli ultimi tempi. La realtà è che non si dovrebbe nemmeno arrivare all'apertura di un procedimento giudiziario.
- I giornalisti continuano a finire in carcere...
Ci sono attualmente quattro persone che aspettano di essere condannate ed attendono la decisione della Corte di Cassazione.
- Rispetto all'articolo 301 il ministro della Giustizia dice che esistono articoli simili in Europa, e si riferisce all'Italia. L'articolo italiano parla di vilipendio al popolo italiano e non all'italianità...
Si, è così e poi se anche articoli simili esistono, non vengono applicati. Il punto è che paura ed auto-censura come meccanismi automatici sono tornati a rimettersi in moto.
Prendiamo il caso recente del Prof. Yayla sul conto del quale è stato aperto un procedimento giudiziario per un suo discorso in cui parlava di Ataturk. Mi sono piaciute le sue parole "il vero problema è che quando sto per dire qualcosa non dovrebbe nemmeno passarmi per la testa la domanda - E se poi mi succede qualcosa? - se lo faccio significa che non è cambiato granché".
Questo è il succo del problema. Certo ci sono stati alcuni miglioramenti negli ultimi tempi ma le persone continuano a pensare "E se poi mi succede qualcosa?" quando si tratta di argomenti tabù come le forze armate, la questione curda oppure la religione. In modo automatico si pongono questa domanda. Per quanto ci riguarda siamo convinti che ci si possa occupare di queste argomenti delicati usando un linguaggio diverso, fino a questo momento noi non abbiamo avuto nessun problema. Cerchiamo di non perdere la misura, magari affrontando la questione da una prospettiva diversa. Certo abbiamo avuto aggressioni e pressioni, magari da parte di altri organi di stampa, che però hanno finito per farci pubblicità.
- Si riformerà l'articolo 301?
Io credo che lo possano fare ma non lo faranno. Per quanto riguarda la libertà di espressione io credo che il problema più importante è rappresentato dalla questione economica. In Turchia i media più popolari si muovono in accordo con il governo e lo stato. Sulla questione armena, ad esempio, la pensano come lo stato.
Perché hanno paura?

No, semplicemente perché hanno interessi comuni. In Turchia lo stato è ancora la principale forza economica, in Turchia il successo economico è ancora molto legato all'appoggio dello Stato, questa è la ragione.
Lo Stato ha ancora una grande forza, se vuole può far fallire qualsiasi iniziativa economica in un giorno oppure decretarne il successo. Quindi avere buone relazioni con lo stato è molto importante per i grandi gruppi dei media. In Turchia non dobbiamo dimenticare che i grandi giornali non sono solamente giornali, sono parte di grandi gruppi economici, delle holding. Difficile quindi pensare ad una dose critica che vada al di là di un certo limite. Nel nostro paese i giornali non sono il luogo dove si producono nuove idee, i media di grande diffusione non svolgono il compito di critica, lo devono fare realtà come la nostra. Come dice Ignacio Ramonet serve ora un quinto potere
- Ramonet era uno degli ospiti del convegno internazionale sui media indipendenti che avete organizzato nelle scorse settimane. Uno degli argomenti più interessanti era la questione del finanziamento...

Sì ed avrei voluto che se ne parlasse di più. Personalmente credo che le possibilità per i media indipendenti di rimanere in piedi utilizzando le risorse di mercato siano molto limitate.
Non credo si possa andare avanti così a lungo, con questa limitatezza di risorse. Il modello di media indipendenti che cerchiamo di diffondere fa riferimento ad una frase di Gramsci: "Ogni persona è un intellettuale". Se le cose stanno così, la prima cosa da fare è garantire ad ogni persona la possibilità di essere anche un comunicatore. I media indipendenti sono volenti o nolenti costretti a cercare di essere strumento di comunicazione al di fuori del mercato.
Attualmente l'opportunità più grande è rappresentata da internet, un solo collegamento telefonico ed un computer ha dato a tutti potenzialmente la possibilità di essere comunicatori, giornalisti. Probabilmente in questo momento non siamo ancora riusciti a sfruttare appieno le possibilità offerte da questo mezzo.
- Quanto è diffuso l'uso di internet in Turchia?
Si sta diffondendo velocemente anche perché lo stato ed il capitale privato hanno deciso di investire ed utilizzare questa risorsa. E poi c'è la diffusione dei computer e della rete nelle scuole, si stanno facendo passi da gigante. Le cifre ufficiali parlano di dieci milioni di persone connesse alla rete, io credo si tratti di stime esagerate, ma come dicevo si tratta di un fenomeno che evolve rapidamente.
Per quanto ci riguarda possiamo vedere che i nostri visitatori - abbiamo in media 30.000 visitatori al giorno - visitano il nostro sito soprattutto nell'orario di lavoro, in questo senso internet è diventato una sorta di strumento di comunicazione proletario. Quindi significa che non è necessario avere una propria connessione. Credo che allo stato attuale esistano le basi per continuare sulla strada dell'uso della rete nella prospettiva di una maggiore libertà dell'informazione. (http://osservatoriobalcani.org/article/articleview/6525/1/51/)
22.12.2006

CRONACA

E' SEMPRE IL CAMMELLO QUELLO CHE CI RIMETTE

Il_povero_cammello_sacrificato

Secondo una strana usanza in Turchia ogni qual volta un vettore della <Turkish Airlines> viene dismesso o messo in servizio si sacrifica un animale.

Strana usanza quella che vige in Turchia, secondo la quale ogni volta che un aereo viene dismesso oppure uno nuovo prende servizio, viene sacrificato un animale. L'ultimo caso si è verificato poco tempo fa quando in occasione del pensionamento di un RJ-100 la <Turkish Airlines> ha eseguito il discutibile rituale.
Violente le proteste da parte di associazioni animaliste e della stampa turca, cui <Avionews> si associa, che hanno lasciato non poco stupiti i vertici del vettore turco che hanno definito il rito come "Una consuetudine stabilita". Ma oramai il dibattito si è spostato sul piano politico con la presentazione da parte di un deputato del partito di opposizione di una interrogazione al ministro dei trasporti, che pone il problema della compatibilità di "Un rito tanto brutale" con l'immagine moderna che la Turchia vuole dare di sé, in vista dell'adesione all'UE. (Avionews)
22.12.2006

 

DOTTORESSE
CON IL TURBAN
SI NEGANO

Konya

Scandalo in Turchia dove in un ospedale di Konya due medici donne si sono rifiutate di curare un giovane malato di orchite per motivi religiosi

E' uno scandalo politico in Turchia il caso di due dottoresse islamiche che si sono rifiutate di curare un ragazzo di 17 anni affetto da orchite. L'opposizione punta l'indice contro il Governo di Recep Tayyip Erdogan e lo accusa di spalleggiare le frange più radicali. "E' un segno della distruzione portata dalle ideologie religiose" ha detto il deputato Attila Kart, del partito di opposizione Chp, laico e socialdemocratico.
La notizia ha avuto una vasta eco sulla stampa locale. Nella Turchia che spera da tempo di essere accolta nell'Unione europea, vicende di questo genere creano scalpore e rinnovano polemiche mai sopite.
Il ragazzo era in condizioni gravi quando si è presentato all'ospedale di Konya. Lamentava forti dolori e chiedeva d'essere curato ma le due dottoresse si sono rifiutate per ragioni religiose di sottoporlo a un test con gli ultrasuoni. Alla fine il giovane malato è stato operato da altri medici che sono stati costretti ad amputargli un testicolo.
"Uno scandalo", denuncia l'opposizione al Governo. "E' chiaro - ha dichiarato Attila Kart - che le dottoresse col turban, (il tradizionale copriacapo islamico turco, ndr) lavorano con la piena connivenza degli amministratori dell'ospedale e delle autorità regionali. Possiamo toccare con mano cosa può avvenire quando lo sfruttamento della religione e le mentalità religiose sono portate avanti dal Governo. Konya è una fotografia della situazione generale in Turchia".
La città di Konya è nota per il suo tradizionalismo islamico e il primario del reparto urologico dell'ospedale Celai Tutuncu si è candidato al Parlamento nelle file del partito islamico Akp. Ma ciò non toglie, denuncia l'opposizione, che episodi di questo genere non debbano accadere. Portare il turban in un ospedale pubblico è vietato come in tutti gli edifici di stato, eppure molte dipendenti pubbliche a Konya ed altrove "possono infischiarsene del divieto - denuncia la stampa progressista - perché si sentono spalleggiate dal Governo filo-islamico di Erdogan":
Il primario di urologia ha dichiarato che sta comunque accertando quale medico si sia rifiutato di prestare le cure al giovane prima di prendere provvedimenti anche se, a parer suo, il caso gli sembra descritto dai media turchi "in bianco e nero". (la.Repubblica.it)
22.12.2006

FABBRICATE IN ITALIA LE MINE USATE DAL PKK

La prova è stata fornita ampiamente in un report preparato dalla sicurezza turca. le granate provengono invece dalla Russia.

It has been revealed that the landmines that killed five Turkish soldiers in a week were made in Italy.
A report prepared by Turkish security units revealed that the landmines planted in the area by the Kurdistan Workers Party (Pkk) were made in Italy, while the grenades were Russian made.
The report labeled "urgent" submitted to judiciary offices also stated the Pkk had decided to engage in armed action since June 1, 2005 in order to prevent a dissolution process.
The majority of the terrorists throughout 17 different camps in northern Iraq, particularly on Kandil Mountain, passed the border illegitimately in groups of seven to 15, the report said.
Every terrorist sent to Turkey's southeastern region is stated to have brought one kilo of C-4 explosive each, and the organization is stated to have bought a RPG-7 rocket launcher, Kannas telescopic rifles, Kalashnikov rifles, G-3 and M-16 rifles, a Bixi machine gun, grenades, mines and wireless devices from Iraq and Armenia in the same year.
The weapons were transferred to the camps in Iraq, the report said. (Emrullah Bayrak/Zaman)
22.12.2006

STRETTA SORVEGLIANZA MA INUTILE

 

Forze di polizia e di sicurezza per proteggere lo scrittore turco Orhan Pamuk da eventuali mali intenzionati.

Lo scrittore Orhan Pamuk, vincitore del Premio Nobel della Letteratura 2006, è rientrato in Turchia sotto stretta sorveglianza delle forze di polizia e di sicurezza per prevenire eventuali incidenti a causa delle controversie politiche che la sua attività di intellettuale ha suscitato. Non si è verificato comunque alcun incidente.
"Sono un po' stanco ma molto felice", ha dichiarato Pamuk ai giornalisti. La polizia, in divisa antisommossa, era stata dispiegata in massa all'aeroporto dopo che un canale televisivo nazionalista aveva invitato ad accogliere lo scrittore con le bandiere turche. "Il Premio Nobel appartiene alla Turchia, a noi tutti, alla cultura e alla letteratura turca", ha aggiunto lo scrittore di "Neve" e "Il libro nero". (
Adnkronos)
22.12.2006

 

ASSOLTA LA SCRITTRICE IPEK CALISHAR

Era stata accusata di avere offeso - in un passo del suo libro "Latife Hanin" - il Padre della Patria Mustafa Kemal Ataturk.

E' stata assolta Ipek Calishar, la scrittrice turca finita alla sbarra in un tribunale di Istanbul con l'accusa di avere offeso il padre fondatore della Turchia, Mustafa Kemal Ataturk. la Calishar, nel suo romanzo incriminato, racconta la storia dell'ex moglie di Ataturk.
In un passo del libro, dal titolo "Latife Hanin", la Calishar scrive che Ataturk - fondatore della Turchia moderna - per sfuggire ad un agguato aveva lasciato il palazzo presidenziale con addosso il solo lenzuolo, quindi somigliante ad una donna. Questo passaggio era stato pubblicato sulle pagine culturali del quotidiano <Hurriyet> e ritenuto oltraggioso da alcuni lettori che avevano accusato sia la scrittrice sia il direttore del quotidiano, Necdet Tatlican. I due rischiavano quattro anni e mezzo di carcere l'uno, ed un anno l'altro.
Il tribunale penale di Bagcilar li ha dichiarati entrambi innocenti perché non ci sono prove sufficienti per stabilire che quanto scritto dalla Calishar corrisponda ad offesa alla memoria di Ataturk.
Prima della lettura della sentenza - quando ancora non sapeva di essere stata assolta - la scrittrice, che era parsa visibilmente provata, aveva dichiarato inaccettabile l'essere stata accusata di avere offeso Ataturk solo per avere raccontato che il Padre della Patria aveva cercato di fuggire coprendosi con un lenzuolo. (Apcom)
22.12.2006

 

L'ART. 301 COLPISCE ANCORA

Questa volta sul banco degli imputati è comparso nei giorni scorsi il giornalista Hrant Dink accusato di offesa alla identità turca.

All'indomani dell'accordo a Bruxelles per una parziale sospensione dei negoziati di adesione con la Turchia, ad Istanbul si è aperto nei giorni scorsi il processo al giornalista armeno Hrant Dink, istruito in base a quell'articolo 301 che l'Europa vorrebbe abolito, o quanto meno emendato. Accusato di offesa alla identità turca per avere parlato del genocidio armeno del 1915, Dink è al terxo processo e rischia quattro anni di carcere. Ma secondo l'avvocato-accusatore Kemal Kerencsiz - lo stesso che aveva trascinato sul banco degli imputati il premio Nobel Orhan Pamuk e la scrittrice Elif Sharaf - la seconda sezione penale del Tribunale di Sisli, opterà per un aggiornamento del caso. (da Apcom)
22.12.2006

 

MORTI E FERITI PER UN UN EDIFICIO CHE CROLLA

L%27esplosione_di_Diyarbakir

E' avvenuto a Diyarbakir nel sud-est anatolico. La disgrazia - come poi è stato accertato - dovuta all'esplosione di una caldaia.

Il_palazzo_crollatoHa provocato tre morti, tra i quali due bambini, e quindici feriti una potente esplosione avvenuta a Diyarbakir, nel sud-est anatolico che ha fatto completamente crollare un edificio di abitazioni di militari nel quartiere Office, danneggiando anche l'edificio attiguo. Lo ha annunciato la rete televisiva turca< Ntv>, aggiungendo che secondo le prime impressioni delle autorità all'origine del disastro potrebbe esserci stata l'esplosione della caldaia dell'impianto centralizzato di riscaldamento.
Circa 40 militari abitano insieme alle loro famiglie nell'edificio. L'esplosione è avvenuta alle 8.30 di mattina (le 7.30 in Italia).
Sul posto sono arrivate squadre di poliziotti, vigili del fuoco e militari. (la Repubblica.it)
22.12.2006

 

BLOCCATA DAL UN CANE ANTIDROGA

"Isel" - un animale in dotazione alla Guardia di Finanza - ha scoperto alla stazione di Rosarno 43 grammi di hascisc nei vestiti di una donna reduce da un viaggio in Turchia.

Una donna M.F., di 26 anni, appena rientrata da un viaggio in Turchia, è stata arrestata dalla Guardia di finanza di Gioia Tauro nella stazione di Rosarno con l'accusa di detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente. M.F., successivamente, ha ottenuto i domiciliari. La donna, appena scesa da un treno Eurostar proveniente da Roma, città di cui è originaria, è stata fermata da una pattuglia di finanzieri insospettiti dalla presenza di un'altra persona che la stava attendendo. All'avvicinarsi dei finanzieri la donna ha subito consegnato loro un pacchetto ricoperto di cellophane contenente pochi grammi di hascisc. A seguito di un controllo più accurato, con l'ausilio di "Isel" un cane antidroga, sono stati trovati altri 43 grammi di hascisc occultati tra gli indumenti indossati dalla donna. Accertamenti sono in corso da parte dei finanzieri per appurare la provenienza della sostanza stupefacente e l'eventuale coinvolgimento di altre persone. (Il Giornale di Calabria)
22.12.2006

 

SEQUESTRATI 856 TV LCD E 170 BOMBOLETTE DI VITAMINE

L'operazione - ad opera della Guardia di Finanza e del Servizio di Vigilanza Antifrode della Dogana - operato nel Punto Franco Nuovo del porto di Trieste.

Nell'ambito dell'attività di analisi e di controllo del flusso di merci che interessano il passaggio di merce all'interno dl Porto di Trieste, in due distinte operazioni i militari della 2° Compagnia della Guardia di Finanza e personale del Servizio di Vigilanza Antifrode della Dogana, hanno sequestrato nel Punto Franco Nuovo 856 televisori Lcd e 170 bombolette spray contenenti vitamine stimolanti per uomo.
I televisori, fabbricati in violazione alle norme poste a tutela dei brevetti industriali, erano a bordo di un autoarticolato proveniente dalla Turchia e diretto in Olanda. Gli accertamenti svolti hanno consentito di accertare la fabbricazione abusiva dei televisori, attraverso l'usurpazione del relativo brevetto industriale, con la conseguente segnalazione alla locale Procura della Repubblica. Il valore commerciale del carico dei televisori ammonta a circa 420 mila euro.
Le 170 bombolette spray erano a bordo di un autoarticolato proveniente anche questo dalla Turchia e diretto in Belgio, abilmente occultate al dine di evadere il pagamento dei diritti doganali. L'itero carico è stato sottoposto a sequestro amministrativo.(Adnkronos)
22.12.2006

UN MILIONE DI EURO, QUANTO BASTA PER LASCIARE IL MARITO

Una donna turca, che aveva vinto la somma alla lotteria, si è vista riconoscere da un tribunale turco il diritto al divorzio e l'affidamento del figlio.

Due anni fa ha vinto circa un milione di euro alla lotteria. E oggi ha vinto un altro terno al lotto, visto che ottenuto il divorzio definitivo da suo marito. Il 31 dicembre Yesim Akyol ha vinto la una fortuna alla lotteria turca e ha pensato di porre fine a quello che per lei era diventato un grosso problema: il rapporto con il marito, persona affetta da problemi di alcool e noto per il suo temperamento molto irascibile. Gesto che il consorte non ha gradito molto, nonostante la mogliettina, prima di lascialo gli avesse comprato una macchina e aperto un'attività. Anzi, l'ha persino accusata di aver concepito il loro figlio con un altro uomo e non con lui. A porre fine a tutto ci ha pensato il tribunale di Bakirköy, a Istanbul, che ha reso esecutivo il divorzio, posto sotto tutela della madre il figlio e obbligato il coniuge a pagare alla sua fortunata moglie circa 280 euro al mese di alimenti. Adesso potrà vivere senza più botte e scenate e con un sacco di soldi. (Apcom)
22.12.2006

 

CITTADINO TURCO ARRESTATO NEL REGGIANO

L'uomo era stata colpito da un mandato di arresto internazionale spiccato dal Tribunale di Denizli per danneggiamento del patrimonio archeologico locale.

I Carabinieri della Stazione di Fabbrico hanno dato esecuzione ad un mandato di arresto internazionale spiccato dal Tribunale di Denizli (Turchia) nei confronti di un cittadino turco per danneggiamento del patrimonio archeologico turco.
Il provvedimento era stato emesso dalla Autorità Giudiziaria Turca il 5 aprile 2006 nei confronti del 24enne Halil Sivgin cittadino turco risultato essere domiciliato nel comune di Rio Saliceto (RE) la cui localizzazione è stata resa possibile grazie all'attività di controllo del territorio posta in essere dai Carabinieri di Fabbrico (RE).
Fermato infatti in Piazza Marconi di Fabbrico nella arda mattinata del 15 detto, dopo le procedure di identificazione i Carabinieri di Fabbrico hanno eseguito l'arresto provvisorio per estradizione ai sensi dell'art. 716 in relazione all'articolo 715 del C.P.P. ottemperando al provvedimento restrittivo in premessa. Provvedimento restrittivo la cui esistenza era stata resa nota ai Carabinieri di Fabbrico (RE) dalla Sezione Catturandi del Servizio Interpool di Roma che, avendo appreso della presenza del ricercato nella bassa reggiana, ha attivato i Carabinieri che, a Fabbrico, alle ore 12,30 del 15 detto al culmine di una mirata attività di ricerca, l'hanno rintracciato traendolo in stato d'arresto.
Secondo quanto emerso l'arrestato in data 09.09.2000 in località Denizli (Turchia) era stato sorpreso mentre scavava in un luogo archeologico nonostante l'espresso divieto agli scavi imposto in quell'area sin dal 14.06.1989.
Una volta rintracciato dai Carabinieri di Fabbrico il sunnominato cittadino turco, dopo le procedure di identificazione, è stato dichiarato in arresto ed associato presso la Casa Circondariale di Reggio Emilia a disposizione della competente Autorità Giudiziaria. (Emilianet)
22.12.2006

NOTIZIARIO DI AMBASCIATA

VISITA UFFICIALE DI CRUCIANELLI AD ANKARA
Famiano_CrucianelliIl Sottosegretario agli Affari Esteri Famiano Crucianelli nel corso di una visita ufficiale di due giorni in Turchia, ha incontrato ad Istanbul qualificati esponenti del mondo imprenditoriale turco in occasione di un evento conviviale organizzato dalla <Tusiad International<. Durante l'evento è stata illustrata al Sottosegretario, da parte del presidente di <Tusiad International>, Aldo Kaslowski, la situazione economica del Paese e le sue prospettive anche alla luce dell'eccellente andamento dell'interscambio commerciale bilaterale, che si chiuderà quest'anno con la cifra record di oltre quindici miliardi di dollari. Molto apprezzate le parole di grande amicizia e di sostegno alla Turchia che il Sottosegretario ha rivolto agli imprenditori.
 

I BENEFICI DELLA NUOVA LINEA RO-RO
Una nuova linea di trasporto Ro-Ro attiva tra i porti di Canakkale e Brindisiè stata ufficialmente avviata ad opera della joint venture italo - turca <Ital Ro Ro - Kiptrans>. Presenti all'inaugurazione - cui hanno partecipato il Console Generale Massimo Rustico, il direttore dell'<Ice>, Roberto Luongo, ed una rappresentante del ministero del Commercio Estero - sia il ministro dei Trasporti Binali Yildirim sia quello del Commercio Estero Kursat Tuzmen che hanno voluto sottolineare nei rispettivi interventi i progressi compiuti negli ultimi tre anni dalla Turchia nel settore dei trasporti e del commercio, nonché i benefici che tale iniziativa porterà in campo economico per il porto di Kepez e più in generale in termini di sviluppo della regione del Mediterraneo. In particolare Yildirim ha voluto rendere noto che parallelamente al neo inaugurato servizio di trasporto via mare inizieranno anche tre collegamenti aerei settimanali tra l'aeroporto di Canakkale e Brindisi, per facilitare il trasporto dei conducenti dei camion.

STRATEGIA COMUNE CONTRO L'INVADENZA ASIATICA

La Camera dell'Industria di Istanbul (Iso) ed il Centro d'Informazione Europeo hanno di recente organizzato una conferenza per discutere il progetto "Cooperazione tra le Piccole e Medie Imprese di Turchia, Spagna e Italia", cui hanno partecipato rappresentanti di 53 aziende turche, 19 italiane e 9 spagnole, impegnate nei settori della gomma, plastica, agricoltura, costruzioni e macchinari per costruzioni. Nel suo discorso di apertura il presidente del Consiglio Esecutivo del Gruppo Kale, Zeynep Bodur Okay, ha sottolineato la necessità per le Pmi di adottare una strategia comune nei confronti della concorrenza asiatica ed in particolare cinese. Da parte sua il Console Generale d'Italia, Massimo Rustico, ha sottolineato che le relazioni bilaterali con la Turchia, consolidate dalla presenza ormai di oltre 500 società, sono in crescente aumento come dimostrato dal volume dell'interscambio che nel 2005 è stato pari a $13.1 miliardi e che quest'anno supererà molto probabilmente i $15 miliardi.

BOOM DELL'ESPORTAZIONE AUTO

Le esportazioni del settore automobilistico turco nei primi undici mesi dell'anno sono aumentate del 20.5% rispetto allo scorso anno, per la somma di $13.3 miliardi. I principali Paesi di esportazione si trovano in Europa con l'Italia al primo posto ($1.918 milioni ed un aumento del 44.2% sul 2005), la Germania ($1.893 milioni ed un aumento del 15.6% sul 2005), la Francia ($1.471 milioni ed un aumento del 37.5% sul 2005), il Regno Unito ($1.102 milioni ed un aumento dell'8.1% sul 2005), la Spagna ($747 milioni ed un aumento del 32% sul 2005) ed infine la Russia ($551 milioni ed un aumento dell'84.6% sul 2005).

 
IL DINAMISMO DEL COMPARTO PLASTICA

Selcuk_Aksey_presidente_della_Pagev_turcaDurante la riunione organizzata dalla Fondazione di Ricerca, Sviluppo ed Educazione dell'Industria Plastica Turca (Pagev) ed il quotidiano <Dunya Gazetesi>, è stata analizzata sia la situazione attuale del settore che le iniziative da intraprendere entro il 2013. La previsione per tale anno è di raggiungere $9 miliardi come valore addizionale, $12.9 miliardi di esportazione e $10.4 miliardi di consumo interno; il settore in parola sino ad oggi ha contribuito all'economia turca per un importo complessivo di $5 miliardi. Il presidente della <Pagev>, Selcuk Aksoy, ha sottolineato che il comparto della plastica è un settore molto dinamico, collocato tra i primi tre posti in Europa con una percentuale di incremento del 15 per cento. Il segretario generale dell'Associazione degli Industriali del settore della plastica (Pagder), Barbaros Demirci, ha da parte sua informato che tra gli obiettivi del 2013 si prevede un contributo marginale all'economia nazionale pari a $22 miliardi di produzione, $9 miliardi di valore addizionale, $3 miliardi di esportazioni dirette e $9 miliardi di esportazioni indirette. Lo stesso ha sottolineato l'urgente necessità di dare avvio agli investimenti necessari per la formazione di 20 mila impiegati intermediari all'anno e la creazione di stabilimenti petrolchimici capaci di aumentare la produzione di dieci volte rispetto a quella attuale.


JOINT VENTURE <SHELL-SOCAR>
La <Turcas>, società turca operante nel campo petrolifero in joint venture con la <Shell> e la <Socar>, la società petrolifera di stato dell'Azerbaijan, hanno costituito una joint venture per la ricerca, la produzione e la commercializzazione nei settori petrolifero e del gas naturale. La neonata joint-venture, inoltre, costruirà a breve una raffineria a Ceyhan (porto sul Mediterraneo sud-orientale del Paese e terminale dell'oleodotto Baku-Tiblisi-Ceyhan), che avrà una capacità tra le 10 e le 20 tonnellate all'anno. La <Turcas> ha concluso recentemente un accordo con la spagnola <Iberdrola> nel campo delle energie rinnovabili e della distribuzione di elettricità.

RIPRESA DEL SETTORE ABBIGLIAMENTO

Dopo un 2005 caratterizzato da una crisi sia produttiva che di esportazioni, il settore dell'abbigliamento segnala in Turchia una ripresa consistente nei primi undici mesi dell'anno in corso. Nel mese di novembre, secondo l<Iktib> (l'Associazione dei Produttori ed Esportatori di abbigliamento e tessuti di Istanbul), l'export e' cresciuto del 26% ($1.1 miliardi) raggiungendo su base annua la somma di $12.4 miliardi (+1% rispetto allo stesso periodo del 2005). Il presidente dell<Iktib>, Suleiman Orakcioglu, ha tenuto a sottolineare che le imprese turche non solo si stanno avvicinando velocemente agli standard qualitativi italiani e francesi, ma che soprattutto la loro presenza in campo internazionale sta ripercorrendo le orme delle imprese italiane negli anni ottanta.

OK DEL SETTORE COSTRUZIONI

Il settore delle costruzioni in Turchia ha registrato nel terzo trimestre dell'anno, rispetto allo stesso periodo del 2005, un aumento del 3.5% dei permessi di costruzione rilasciati dalle municipalità, un aumento del 20.8% della superficie totale edificabile, un incremento del 15.4% delle attività di perforazione ed un aumento del valore degli edifici pari al 44.7%. Conseguentemente il numero degli edifici residenziali è cresciuto del 4.7% da 65.537 a 68.605 unità.

PREZZI AL CONSUMO E ALL'INGROSSO

Nel mese di novembre è stato registrato un aumento percentuale dei prezzi al consumo dell'1.29% ed una diminuzione di quelli all'ingrosso dello 0.29%. I dati resi noti dall'Istituto di Statistica della Turchia (Tuik) mostrano inoltre un tasso annuo dell'inflazione (prezzi al consumo) che si è attestato in novembre al 9.86%, mentre quello dei prezzi all'ingrosso è pari al 11.67%. Per quanto riguarda i primi, l'aumento più consistente relativo al dato mensile è stato quello della categoria abbigliamento e calzature (4.80%), mentre in merito al dato annuale l'incremento maggiore è stato registrato nel settore dei beni e servizi (15.16%). Per ciò che concerne i prezzi all'ingrosso nel mese di novembre il settore agricolo subisce un calo dello 0.09% seguito da quello industriale con 0.34% mentre su base annua l'aumento più significativo si è avuto nei prezzi di elettricità e gas (41.85%). Al riguardo, il ministro Ali Babacan ha commentato che, a dispetto dell'impennata di qualche mese fa, ci sono buone possibilità che il tasso d'inflazione di fine anno resti ad una sola cifra.

INCREMENTO PRODUZIONE INDUSTRIALE

La produzione industriale della Turchia nel trimestre luglio-settembre ha registrato un incremento pari al 5.8% rispetto allo scorso anno. Il dato, reso noto dall'Istituto Nazionale di Statistica, mostra una sensibile diminuzione rispetto al trimestre aprile-giugno in cui si è avuto un aumento del 9.4%, principalmente dovuta ai quattro giorni di festività osservati per il Ramadan ed all'aumento dei tassi d'interesse decisi dalla Banca Centrale. Con riferimento agli incrementi percentuali dei singoli settori industriali, sempre nel trimestre luglio-settembre, quello minerario è cresciuto del 9% (9.5% in quello precedente), l'erogazione di servizi (luce, gas e acqua) è aumentata del 9.3% (9% in quello precedente) mentre il settore manifatturiero è stato quello che ha registrato l'incremento più basso, pari al 5.2% (9.4% in quello precedente).

LE VENTI MIGLIORI SOCIETA'

Il mensile di economia <Capital> ha reso nota la lista delle 20 migliori società in Turchia, elaborata prendendo in esame 1.350 dirigenti di 546 società. La lista comprende: <Koc Holding>, <Turkcell>, <Arcelik>, <Sabanci Holding>, <Vestel>, <Garanti Bankasi>, <Coca-Cola>, <Unilever>, <Eczacibasi>, <Procter&Gamble>, <Ulker>, <Zorlu Holding>, <Dogus Holding>, <Ford Otosan>, <Akbank>, <Anadolu Holding>, <Microsoft>, <Petrol Ofisi>, <Is Bankasi>, <Efes Pilsen/Bosch>.

BANCHE E PENETRAZIONE STRANIERA

A seguito dei recenti investimenti si registra nel settore bancario turco una quota di partecipazione estera superiore a quella dell'Unione Europea, che si attesta attualmente al 16.3%. La penetrazione straniera nel Paese, limitata al 4.3% alla fine del 2004, è salita al 12.4% a fine 2005 per raggiungere il 17.4% nel novembre di quest'anno. Tale percentuale dovrebbe superare il 20.% una volta che saranno completate le privatizzazioni delle banche <Akbank>, <Sekerbank>, <Tekfenbank>, <MNG> e <Alternatifbank>.

<AKBANK>, UN ISTITUTO CHE MERITA
Per la quinta volta la rivista mensile <The Banker> ha nominato la <Akbank> "migliore banca della Turchia" per i profitti conseguiti, per essere leader nel settore e nella concessione di prestiti a piccole e medie imprese.

 

IL PASSAGGIO DI <TELSIM>

TelsimLa <Vodafone>, che nel dicembre 2005 ha rilevato il secondo operatore di telefonia mobile in Turchia <Telsim>, per la somma di $4.55 miliardi al termine di una gara di privatizzazione indetta dal Fondo di Risparmio, Assicurazione e Deposito (Tmsf), ha recentemente annunciato che secondo le previsioni l'unità turca della <Vodafone> sarà in grado di coprire i costi di funzionamento in anticipo di un anno rispetto ai tempi inizialmente stimati. La <Vodafone> sta attualmente procedendo all'ammodernamento del network appartenente alla <Telsim> nelle principali città ed aree turistiche e migliorando il proprio servizio di assistenza clienti.

<PROSIEBENSAT1>: I FAVORITI

Il
principale gruppo di informazione della Turchia, <Dogan Yayin Holding>, sembra essere tra i favoriti nella gara per la privatizzazione della società tedesca di teletrasmissione <ProSiebenSat1>, il cui valore secondo gli analisti del settore sarebbe pari a € 6 miliardi e che non sarà ceduta per meno di €3 miliardi, secondo quanto riportato dal quotidiano Handelsblatt. La ProSiebenSat1> è attualmente di proprietà di un gruppo di investitori vicini al miliardario israelo-americano Haim Saban.

 

INVESTIMENTI NELLA CITTA' DI CANKIRI

La_città_di_CankiriLa città di Cankiri ha registrato nei primi dieci mesi di quest'anno un forte aumento degli investimenti (39 volte superiore a quello dello scorso anno) per la somma totale di circa € 326.000, divenendo pertanto la nona città per volume di investimenti. A seguire, le città che hanno visto incrementare maggiormente le attività di sviluppo sono Edirne e Giresun. Il presidente della Camera di Commercio e Industria di Cankiri, Cengiz Ericekli, ha dichiarato con soddisfazione che tali risultati sono il risultato degli incentivi messi a disposizione dal Governo e che nutre buone aspettative circa lo sviluppo del settore turistico, in particolare per quanto riguarda la realizzazione del centro sciistico di Iilgaz Yildiztepe per cui è stato già manifestato interesse da parte di imprenditori tedeschi.

GARA PER COSTRUZIONE GASDOTTO

La <Botas> (l'ente nazionale turco competente per il trasporto delle Risorse Naturali) lancerà prossimamente una gara per la costruzione del gasdotto Amasya-Tokat-Merfizon-Erzincan, nella Turchia nord-orientale. Le offerte, che dovranno essere presentate il 15 gennaio 2007, saranno aperte lo stesso giorno alle 14.00 presso il quartier generale della <Botas> nella capitale e dovranno essere accompagnate da una cauzione pari al 3% della loro proposta. Gli interessati potranno richiedere maggiori informazioni sulle specifiche tecniche del progetto direttamente alla <Botas> (General Directorate Bilkent Plaza A - II Blok, Bilkent / 06800 Ankara Phone : (90-312) 297 20 00 (pbx) Telefax : (90-312) 266 07 33 - 266 07 34).

CONFERENZA STAMPA SULLA COMUNICAZIONE

La Fondazione dell'Informatica turca (Tbv), il Consiglio nazionale per la Ricerca scientifica e tecnologica (Tubitak) e l'agenzia per lo Sviluppo della Ricerca in campo industriale ed informatico (Tages) organizzeranno la Conferenza Europea sullo sviluppo e la ricerca delle tecnologie di informazione e comunicazione (Ict), che si terrà a Istanbul il 29 e 30 gennaio 2007 presso l'Hotel Ceylan Intercontinental. Tra gli interventi della conferenza sono previsti quelli della Commissione Europea, della Banca Europea di Investimenti, di rappresentanti di grandi società di <Itc> nonché di piattaforme tecnologiche europee. L'evento includerà pannelli interattivi, sessioni di informazione sui progetti in corso finanziati dalla Commissione Europea e costituirà l'occasione per discutere iniziative nel settore presentate dalle piccole e medie imprese. Per gli interessati a partecipare, l'iscrizione può avvenire online attraverso il sito www.ictconference-istanbul.org.

 

INDICATORI MACROECONOMICI
- Crescita del PNL nel 2005: 7.7%; gennaio - aprile 2006: 6.3%
- Inflazione annua (prezzi al consumo): 7.72% (2005); 9.86% (novembre 2006)
- Interscambio con l'Italia nel 2006 (gen - ottobre): $12.5 miliardi, con esportazioni verso l'Italia pari a $5.5 miliardi (+19.9% rispetto al corrispondente periodo del 2005) ed importazioni dall'Italia pari a $7 miliardi (+13.1 % rispetto al corrispondente periodo del 2005). (ICE Istanbul su dati dell'Istituto Turco di Statistica- Tuik)

LA "TIGRE" ECONOMICA DELL'EUROPA

World_Economic_ForumSulla scia dei lusinghieri giudizi sulla Turchia rilasciati in occasione del Forum Economico Mondiale (Wef) tenutosi ad Istanbul, il ministro dell'Economia Ali Babacan ha sottolineato che il Paese può essere considerato a tutti gli effetti la "tigre" economica d'Europa, accanto ad altre economie emergenti, quali quelle del Brasile, della Cina, della Russia e dell'India. Tale posizione è stata raggiunta - ha continuato Babacan - a dispetto del fatto che la Turchia non possiede le ricchezze naturali della Russia e del Brasile né tanto meno le dimensioni dell'India e della Cina. Commenti positivi sono pervenuti anche da numerosi investitori, agenzie di rating internazionali e istituti di credito esteri che hanno elogiato le capacità imprenditoriali della Turchia, ormai presente tramite le proprie aziende in circa 140 Paesi, e la trasformazione positiva di una realtà economica ed imprenditoriale dinamica e in crescita che continua ad attirare capitali internazionali.

CRESCITA ECONOMICA PIU' ELEVATA

L'Organizzazione per lo Sviluppo della Cooperazione Economica (Ocse)nel suo Rapporto Economico semestrale prevede che nel 2007 e nel 2008 la Turchia avrà una crescita economica più elevata rispetto alle previsioni e che tale crescita condurr ad una progressiva riduzione del tasso disoccupazione dal 10.1% di quest'anno al 9.7% nel 2007 per passare al 9.5% nel 2008. Il documento prevede inoltre una crescita del Pnl del 5.5% nel prossimo anno e del 6% nel 2008, mentre l'inflazione, che dovrebbe attestarsi al 9.6% quest'anno , potrebbe ridursi al 7.9% nel 2007 ed al 5.8% l'anno successivo. Il Rapporto commenta infine positivamente la reazione del Paese alle fluttuazioni dei mercati finanziari dello scorso maggio,sottolineandone la veloce ripresa grazie anche alla attuazione di una attenta politica monetaria da parte della Banca Centrale.

CRESCENTE FLUSSO DI INVESTIMENTI

La vitalità dell'economica turca è sottolineata anche dalla <Merrill Lynch>, che attraverso uno dei suoi economisti, M. Simsek, evidenzia il crescente flusso di investimenti dall'estero e il positivo andamento del processo di privatizzazione. Solidi fondamentali che rafforzano ulteriormente una stabilità macro-economica che - continua il rappresentante di <Merrill Lynch> - non dovrebbe subire ripercussioni negative a causa dell'attuale fase di parziale stallo nel processo di avvicinamento all'Europa di un Paese che ha ormai imboccato l'ineluttabile via del mercato.

UNA IMPORTANTE NOMINA

E
' stata di recente istituita ad Istanbul l'Unione delle Confederazioni economiche del Mar Nero e del Mar Caspio (Ubcce). A capo della nuova entità, voluta dall' Associazione degli Industriali e uomini d'affari (Tusiad), è stato nominato Omer Sabanci, presidente della <Tusiad>D. Dell'Unione fanno parte 20 Paesi con lo scopo di incrementare le reciproche opportunità economico-commerciali. La regione, con una popolazione di 470 milioni di abitanti ed il 20% di share della produzione mondiale, presenta enormi potenzialità e riveste un ruolo rilevante nello sviluppo del settore energetico.

AREE DEPRESSE

Secondo uno studio predisposto dall' <UN Development Program> (Undp) in collaborazione con il <Tesev> (Centro di ricerca di Istanbul) e relativo a 21 città dell'Anatolia orientale e sud orientale, quest'area risulta non solo depressa economicamente ma in alcune zone ben al di sotto della soglia della povertà. Lo studio, dal titolo "Social and economic priorities in Eastern and Southeastern Anatolia", dedica particolare attenzione al fenomeno della poverta' ed evidenzia che il 60% della popolazione di quelle regioni ne è afflitta (tale percentuale è peraltro presente anche in città importanti quali: Bingol, Dyarbakir, Erzincan, Erzurum, Kars, Mardin, Sanliurfa, ecc.), denunciando al contempo l'inadeguatezza del sistema scolastico ed educativo. Lo sviluppo socio-economico dell'intera regione, che finora ha sofferto della scarsità di investimenti pubblici e privati in grado di consentire il decollo dell'area, dovrà essere sostenuto dallo Stato che nei prossimi anni dovrà necessariamente impegnarsi a dettarne le linee guida sia per ciò che concerne lo sviluppo delle infrastrutture che risultano carenti sia per gli investimenti che si renderanno necessari in campo socio economico (sanità, istruzione, industrie ed imprese).

CORPORATE GOVERNANCE TRA SOCIETA'

L'Autorità di controllo per i Mercati Finanziari (Spk) ha dato mandato a due società, la norvegese <Core Ratings> e la britannica <Institutional Shareholder Services> (Iss), di elaborare un indice di corporate governance tra le società quotate sul mercato finanziario turco allo scopo di stabilire una graduatoria delle società meno rischiose e fornire un segnale positivo agli investitori esteri. Tale indice costituirebbe pertanto una sorta di termometro dell'affidabilità nel Paese ed al tempo stesso un nuovo modello di interazione tra gli azionisti ed il management. Finora solo la Is Bank, con 9 punti su 10 e la <Dogan Holding>, con 8 punti su 10, sono stati i primi due soggetti ad entrare a far parte di due differenti indici di corporate governance, mentre i Gruppi <Zorlu> e <Anadolu>, la <Sabanci Holding>, la <Turkcell> e la <Turk Ekonomi Bank> sono solo alcune tra le aziende che si stanno impegnando per aderire quanto prima ai principi della corporate governance. Attualmente il Codice di Corporate Governance è sottoposto a revisione da parte del Parlamento, processo che dovrebbe terminare nel prossimo anno nella speranza che le nuove regole forniscano un incentivo alle aziende per migliorare le loro performance manageriali. A tal fine la presenza di una società in una graduatoria di corporate governance costituirebbe un ottimo biglietto da visita nonché contribuirebbe ad un aumento delle quotazioni azionarie, come successo peraltro in Italia a quelle aziende che hanno visto incrementare del 15% il proprio valore azionario a seguito dell'inserimento nell'indice. In Turchia la sua istituzione viene vista anche come uno strumento a disposizione degli azionisti per controllare le modalità con cui l'impresa viene amministrata nonché come strumento regolatore delle attività del mercato finanziario.

15 IMPORTANTI GIACIMENTI

Che la Turchia sia una potenza globale nel campo orafo non è una novità poiché insieme all'Italia e all'India si contende la palma del principale produttore mondiale; non molti sanno tuttavia che il Paese dispone di 15 importanti giacimenti auriferi ancora non utilizzati. Secondo un'analisi apparsa sul quotidiano <Turkish Daily News>, la Turchia dispone di oltre 6.500 tonnellate di riserve di oro. Le aree più importanti dove si trovano i giacimenti sono: Izmir, Aydin, Balikesir, Usak, Khutaya e Manisa (Regione Egea). In alcune zone l'estrazione è già avviata, come ad esempio a Bergama-Ovacik, dove le riserve accertate superano le 40 tonnellate, mentre a Kisladag ed Usak le riserve si stimano intorno alle 140 tonnellate. Sempre secondo l'articolo, con adeguati investimenti la Turchia potrebbe divenire a breve il principale produttore europeo di oro, de facto riducendo in modo consistente il sensibile saldo negativo dovuto ad importazioni annuali di oro per oltre 5.5 miliardi di dollari (la Turchia importa intorno a 300 miliardi di tonnellate di oro all'anno).

PRET-A-PORTER:LE PRINCIPALI MARCHE

Le principali marche di prèt-à-porter della Turchia si stanno espandendo attraverso l'apertura di propri punti vendita sui mercati esteri. Le aziende attive nell'abbigliamento pronto, da anni operanti come partner di produzione di aziende estere, a causa della concorrenza di Paesi quali la Cina, l'India, la Malesia, l'Indonesia e l'Egitto, stanno cercando di rendere popolari i propri marchi attraverso l'apertura di punti vendita all'estero, incominciando in primo luogo dai paesi limitrofi. Si pensa che il numero dei negozi di abbigliamento Made in Turkey superi le 700 unità. Nel settore è consolidata la tendenza ad acquistare una marca straniera già conosciuta sul mercato, avente la propria catena di negozi, piuttosto che creare un nuovo brand. Le marche senza un proprio punto vendita oltre i confini nazionali si stanno adoperando verso l'aperta di propri negozi all'estero. Oltre alle marche di abbigliamento principalmente da uomo come <Damat>, <Tween>, <Sarar>, <Mavi Jeans>, <LTB>, <Colin's>, <Loft>, <LC Waikiki>, <Altinyildiz>, <Roman>, <Red Star>, <Ipekyol>, Collezione> e <Koton>, anche <Ramsey>, <Adil Isik>, <Euro Mode>, <Quick Silver>, <Duffy>, <Sabri Ozel>, <Silk&Cashmir> e <Efor> dispongono di punti vendita all'estero. Le aziende come <Dagi>, <Maisonette>, <Twister>, <YKM>, <Hey Tekstil> stanno progettando l'apertura di negozi al di fuori dei confini nazionali dove vendere esclusivamente il proprio brand. Si prevede che il numero dei punti vendita di firme turche presenti all'estero, insieme a quelli già esistenti, saranno più di mille nel 2010.

ANCORA DIFFUSO IL FENOMENO CORRUZIONE

Un recente rapporto preparato dal <Greco>, un gruppo di Stati in seno al Consiglio d'Europa la cui attività è rivolta alla lotta alla corruzione, di cui la Turchia è membro dal 2004, sottolinea che il fenomeno della corruzione è ancora molto diffuso in tutto il Paese tra le istituzioni pubbliche, inclusa la magistratura. Il Rapporto elogia il Governo per la sua determinazione nella lotta alla corruzione, prendendo atto dell'introduzione della nuova legislatura in materia e dell'istituzione di nuovi organismi volti a promuovere l'accesso alla pubblica informazione e all'applicazione di un codice di comportamento della pubblica amministrazione.

IMPORT-EXPORT

Secondo l'Ufficio Statistico Turco (Tuik) e le elaborazioni predisposte dall'Ufficio Ice di Istanbul, nelperiodo gennaio-ottobre dell'anno in corso, l'import turco è cresciuto del 17.7% rispetto allo stesso periodo del 2005, raggiungendo quota 112.3 miliardi di dollari, mentre l'export è aumentato del 12.5%, toccando la somma di 67.8 miliardi di dollari. Il disavanzo risulta pertanto di 44.5 miliardi di dollari (+26.8% '06/'05). L'Italiaè il terzo partner commerciale con un interscambio di 12.5 miliardi di dollari (+15.7% '06/'05). L'export dell'Italia verso la Turchia è stato pari a 7 miliardi di dollari (+13.1% '06/'05), mentre l'import dalla Turchia è cresciuto del 19,9% raggiungendo quota 5.5 miliardi di dollari. Il saldo e' positivo per l'Italia per 1.5 miliardi di dollari. La quota di mercato dell' Italia - sul totale importato dalla Turchia - è pari al 6,2%. La Germania è il primo partner commerciale della Turchia con un export pari a 12 miliardi di dollari ed un import di 7.8 miliardi di dollari , mentre la Russia e' nel contempo il secondo partner commerciale, ma anche il primo Paese fornitore (13.9 miliardi di $) grazie alle sempre più ampie e costoseforniture energetiche (+34.3% '06/'05 ed il 67% dell'intero fabbisogno energetico turco). Permangono fortissime le importazioni dalla Cina +42.3% (ormai consolidato terzo paese fornitore) , mentre cresce la presenza iraniana (+73% "06/'05), dell'Arabia Saudita (+19.4%) e Francia (+14.4%). Interessante notare l'aumento veramente considerevole dell'interscambio con la Grecia (+50%).

EMENDAMENTO ALLA LEGGE SUL GETTITO FISCALE

In corso di esame al Parlamento turco un emendamento alla legge sul gettito fiscale presentato dal ministero delle Finanze e dal Consiglio per il Fisco. Si tratta di un nuovo strumento di controllo di veridicità delle spese dichiarate dai contribuenti che sarà introdotto dal primo gennaio del 2008. In sostanza , per verificare la corrispondenza tra il reddito e le spese, sarà richiesto al contribuente di compilare una dichiarazione ad hoc riguardante le spese sostenute per cibo, abbigliamento, riscaldamento, viaggi e intrattenimento. La compilazione di tale documento non sarà obbligatoria per tutti e non riguarderà coloro che hanno un elevato livello di vita purché la loro dichiarazione del reddito e delle spese sostenute sia conforme.

INALTERATI I TASSI DI INTERESSE

Il Comitato per la Politica Monetaria della Banca Centrale turca ha deciso di lasciare inalterati i tassi d'interesse per la ricezione dei depositi a breve termine, pari al 17.50%, e per la cessione dei depositi (22.50%). La decisione del Comitato è stata giustificata dal positivo andamento del processo inflazionistico. E' stato tuttavia assicurato che si proseguirà nel cammino dell'attuazione di un'attenta politica monetaria e di un costante monitoraggio del livello generale dei prezzi.

NOMINA

La Banca Mondiale ha annunciato di aver nominato Ulrich Zachau quale suo nuovo Rappresentante in Turchia a seguito della scadenza del mandato triennale di Andrew Vorkink.

ISTITUZIONE DI UNA HEDGE FUND

La prima iniziativa in Turchia di istituire un hedge fund è stata lanciata dalla <Eczacibasi-UBP Portfolio Management>, una partnership tra la <Eczacibasi> e la francese <Union Bancaire Privee>, che nel 2005 è stato il secondo più grande investitore in hedge fund e che attualmente detiene una quota del 3% del mercato globale di tali fondi.

BANCHE E PROFITTI NETTI

Il settore bancario turco continua a crescere. Nei primi nove mesi del 2006 sono stati registrati profitti netti per circa €4.2 miliardi, con un incremento del 107,6% rispetto al 2005. Le attività delle banche sono aumentate del 26.5% per un totale di circa €230 miliardi.

ANCORA ACQUISTI

La greca <Alpha Bank> ha annunciato di aver raggiunto un accordo per l'acquisto del 47% della turca <Alternatif Bank> (Abank) dal <Gruppo Anadolu>, per la somma di €192.15 milioni. La <Alpha Bank>, che con questa operazione entrerà per la prima volta nel settore bancario della Turchia, mira a costituire una rete di oltre 100 filiali nelle principali città del Paese. L'operazione è soggetta all'approvazione da parte delle competenti autorità ed è prevista entro il primo trimestre del 2007

APPROVAZIONE DI GARA

L'Ente nazionale turco competente per il trasporto delle Risorse Naturali (Botas) ha approvato la gara che trasferisce ad altre quattro società, <Enerco>, <Shell>, <Avrasygaz> e <Bosphorus>, i diritti di importazione mettendo così fine al Monopolio della <Botas>. Il provvedimento rientra in quanto disposto dalla Legge sul Mercato del gas naturale in base alla quale la <Botas> dovrà procedere ad un secondo tender per la cessione di altri diritti di importazione in suo possesso e diminuire gradualmente la quota di importazioni fino ad arrivare al 20% del consumo nazionale al massimo entro il 2009.

PRIVATIZZAZIONE <TIM-HELLAS>

Il Consiglio d'Amministrazione della <Turkcell> ha confermato che la società prenderà parte alla gara di privatizzazione dell'operatore GSM greco <Tim-Hellas>. L'operazione rientra nel piano di investimenti regionali avviati dalla <Turkcell>.

DENARO CHE ENTRA

Il ministro delle Finanze Kemal Unakitan ha affermato di recente che il processo di privatizzazioni in atto nel Paese negli ultimi quattro anni ha fatto entrare nelle casse dello Stato la somma di $17.7 miliardi. Nel 2007 l'Amministrazione per le Privatizzazioni prevede di avviare, tra le altre, le gare relative alla vendita dei zuccherifici, delle reti di distribuzione dell'energia elettrica, degli stabilimenti di fosfato di Mardin, del vettore aereo nazionale <Turkish Airlines> e della <Halkbank>.

INDUSTRIA, INVESTIMENTI, DISTRETTI

Uno studio effettuato dal Prof. Mustafa Sonmez sul tema "Geographical Distribution of Investments in Turkey" conferma la forte crescita degli investimenti in Turchia. Si segnala infatti che negli ultimi quattro anni sono stati investiti 104.5 miliardi di Nuove Lire Turche (YTL). Di questo ammontare 58.4 miliardi di YTL sono relativi al comparto industriale (il 55,9% del totale). Nel 2005 gli investimenti totali sono ammontati a 24 miliardi di YTL, mentre nei primi sette mesi di quest'anno hanno già toccato quota 17 miliardi di YTL. Territorialmente si fa presente che il 54.4% del totale degli investimenti si è concentrato in 10 distretti: Istanbul (24.7%), Ankara (6.7%), Antalya (6.3%), Gaziantep (4.5%), Bursa (4.3%), Izmir (4%), Tekirdag (3.9%), Kocaeli (3.2%), Kaharamanmaras (2.6%) e Manisa (1.7%). Se si esaminano solo gli investimenti industriali Istanbul occupa nuovamente il primo posto con il 23.7%, seguita da Gaziantep (7.5%), Tekirdag (5.9%) e Bursa (5.8%)

SANITA', OSPEDALI, INTERESSE EI GRUPPI FINANZIARI
Si trascrive un approfondimento dell'articolo apparso sulle Cronache Economiche nr 44 relativo alle opportunità offerte dallo sviluppo del settore sanitario in Turchia, a cura dell'Ice.

Oltre al settore bancario, turistico, automobilistico ed energetico anche il settore sanitario è destinato a diventare un'area di interesse per gli investitori stranieri.Negli ultimi 15 anni, si è registrata un'entrata complessiva pari a $ 2 miliardi in capitali esteri e nei prossimi cinque anni si prevede un ulteriore incremento nell'afflusso di investimenti a beneficio dei servizi sanitari del Paese. L'interesse degli investitori stranieri è particolarmente forte nel settore in questione grazie agli alti standard dei servizi offerti, al progetto relativo alla costruzione di 200 ospedali da parte di investitori arabi ed ai futuri investimenti che verranno realizzati dagli istituti sanitari locali. La tendenza degli investitori nazionali verso l'apertura di nuovi centri sanitari e la loro collocazione nella regione dell'Anatolia contribuisce senza dubbio ad attirare l'interesse dei gruppi finanziari stranieri; ad esempio la <GE>, partner della <Garanti Bankasi>, ha già costituito un fondo per il settore sanitario turco. Anche altri istituti internazionali di credito forniscono il proprio sostegno finanziario alla sanità turca. Secondo il Coordinatore Generale dell'Ospedale Mesa, Oguz Engiz, gli investitori interessati al settore sanitario turco possono facilmente reperire finanziamenti esteri a lungo termine a tassi d'interesse ragionevoli. Negli ultimi 15 anni, infatti, sono stati promossi in Turchia molti finanziamenti esteri nel settore sanitario da parte di<Us Exim>, della Banca Islamica di Sviluppo, della Banca Europea per gli Investimenti e da diverse banche di origine giapponese e spagnola. Di recente sono stati inoltre utilizzati i finanziamenti provenienti da alcune banche tedesche, dall'<I.F.C.> (International Finance Corporation) e dall'Istituto Sussidiario della Banca Mondiale. Il Direttore dei servizi sanitari dell'ospedale Houston Methodist, Andrew Barrer, afferma che il settore sanitario rispetto ad altri comparti è caratterizzato da margini di profitto assai elevati. In Turchia rappresenta infatti un'area di grande sviluppo in seguito agli accordi stipulati tra gli ospedali privati e il SSK (Istituto per la Sicurezza Sociale). "Lo standard dei servizi del settore sanitario in Turchia - conclude Barrer - è molto più alto rispetto a quello di tanti altri Paesi dell'Europa dell'Est". Il Direttore di Informazione e Pianificazione della <Dubai Healthcare City>, Sarper Tanli, ribadisce infine l'interesse degli investitori arabi verso il settore sanitario turco, che mirano a costruire circa 200 ospedali in Turchia anche in collaborazione con soci locali.
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Redazione: Tiziana Staffolani - Collaboratore Economico e Commerciale

A cura di: Simona De Martino - capo dell'Ufficio economico e commerciale
Gianmarco Macchia - vicecapo dell'Ufficio economico e finanziario
Roberto Luongo - Direttore dell'Ufficio ice di Istanbul
Redazione: Tiziana Staffolari - Collaboratore economico e finanziario
22.12.2006

ECONOMIA

INFLAZIONE AL 4% NEL 2009

Il_governatore_Durmuz_Yilmaz

Ottimismo del governatore della Banca Centrale turca, Durmuz Yilmaz, a detta del quale dovranno essere aumentati gli stipendi del settore pubblico.

Durmus Yilmaz, governatore della Merkez Bankasi, la Banca Centrale turca, è ottimista: nel 2009 l'inflazione scenderà al 4%, nonostante il deludente risultato di quest'anno, vicino alle due cifre. "Fino a questo momento abbiamo lavorato per una maggiore trasparenza e per la stabilità dei prezzi, che saranno i nostri principali obiettivi anche per il 2007".
Il governatore ha anche aggiunto che gli effetti della politica monetaria condotta dall'istituzione, saranno pienamente visibili solo tra un anno e mezzo e che gli stipendi del settore pubblico devono necessariamente essere adeguati all'aumento del costo della vita. Yilmaz ha inoltre affermato che le riunioni della Commissione per le Politiche monetarie continuerà a riunirsi tutti i mesi e che per quanto riguarda i tassi di interesse non ci sono novità all'orizzonte. (Apcom)
22.12.2006

FRENA INVECE IL VICE-PREMIER SENER

A suo dire il tasso di crescita in Turchia per quest'anno si avvicinerà al 6% ma non lo supererà di sicuro.

Il vice-premier turco Abdullatif Sener blocca gli entusiasmi. Parlando con i giornalisti a margine di un incontro fra imprenditori turchi e neozelandesi, Sener ha detto che il tasso di crescita per quest'anno si avvicinerà al 6% ma non lo supererà di certo. "Stiamo crescendo in modo organico e graduale", ha detto Sener. Interrogato sulla situazione del disavanzo delle partite correnti, Sener ha aggiunto che da parte del Governo non ci sono ancora cifre ufficiali. (Apcom)
22.12.2006

LA "SECONDA CASA"
PER GLI UOMINI D'AFFARI
TURCHI

 

Le buone relazioni nel settore economico tra Mosca ed Ankara messe in evidenza dal presidente dell'<Enka Holding>, Sarik Tara.

Relazioni_turco-russeSarik Tara, president of Enka Holding and the Russian and Turkish Business and Friendship Association, has made "unbelievable" investments in Russia in the past 18 years, calling it his "second home."
Russia-Turkey relations need to be enhanced much faster, Tara asserted, noting they should be prioritized over dealings with Germany or the United States.
Tara predicts Russia will surpass even Germany in the next 10 years, "the new generation in Russia is hard-working, unlike Germany, where the population is also decreasing."
The key to success, according to Tara, is for foreign businesses to adapt to Russian policies. "Here, people pull open doors, they don't push. There is no use in trying to change this," Tara said and added that Europeans usually do not achieve their goals in Russia because they come with their own set of rules. He also emphasized the importance of employee insurance and rights in Russia.
Referring to questions about the infamous Russian mafia and bribes, Tara said he has never experienced any problems in that regard.
Enka holding was founded in Istanbul in 1957 and realized its first project in Russia when it agreed to construct the Petrosky Center. It has built 137 projects worth 5.5 million dollars in 18 years in Russia, and has realized an investment of $450,000 dollars with its Turkish partner in the region, the Koc Group.
Turkey has displayed stable and achievable policies in the region, Tara said. He stressed the importance of Turkey as a market for Russia. (Faruk Akkan/Zaman)
22.12.2006

IN ...VENTUNO ALL'ASSALTO DELL'UCRAINA

Uomini_di_affari_turchi_in_Ucraina

 

Invitato dalla Camera di Commercio di Kiev e di Odessa un gruppo di partecipanti della <Ishad Association> turca ha sottoscritto affari economico-finanziari di grande rilevanza.

A group of Turkish businessmen from the Ishad Association visited Ukraine, Turkey's Black Sea neighbor, to discuss foreign trade.
Invited by the Ukrainian Chamber of Commerce, 21 Ishad members met their Ukrainian counterparts in the capital of Kiev and the city of Odessa on the Black Sea coast and held talks to pave way for commercial relations.
Suleyman Kan, a member of the Ishad executive board, said they expected trade volume between the two countries to reach $10 billion by 2010.
Recalling investments in Kiev and Odessa had produced lucrative outcomes, Kan said: "Ukraine is growing rapidly and trying to keep up with change. Such countries are as significant as Germany and might be more significant. The Ukrainian market is large and ambitious. I believe it is one of the five most favorable markets in the world. Transportation can be done easily and swiftly via sea."
Kan added Ishad members had almost made up their minds to invest in the Ukrainian construction sector.
On the first day of three-day business trip, Ishad members paid a visit to the Turkish-Ukrainian Businessmen Association.
During the visit businessmen mainly discussed the issue of setting up companies in Ukraine, general characteristics of the market, investment opportunities and cooperation between associations.
Secretary-General of the Ishad Oguzhan Dirican recalled they had made a trip to Nigeria with a group of businessmen the previous month: "The cooperation between Turkish state agents and NGOs overseas bring forth success. We had chance to review relations with foreign businessmen attending the Tuscon meeting in Turkey. This will be beginning of important cooperative relations between the two countries". (
Yunus Erdoglu/Zaman)
22.12.2006

L'IRAN RIDUCE IL GAS ALLA TURCHIA

Gas_dall%27Iran_alla_Turchia

Il taglio - da 27a 18 milioni di metri cubi (dato della scorsa settimana) - dovuto a problemi tecnici. Delegazione di Teheran quanto prima ad Ankara.

Iran has cut back on its 27 million cubic meters of natural gas that is pumped every day to Turkey.
Iran attributed the reduction to a technical problem, which they claimed stemmed from cold weather at its production facilities.
Reducing the amount of natural gas from 27 to 18 million cubic meters last week, Iran reduced the amount this week to as low as 15 million cubic meters.
As a result, the Turkish Ministry of Energy and Natural Resources has increased the amount of gas it was buying from the Blue Stream pipeline to 32 million cubic meters, normally 27 million cubic meters a day, to avoid any problems. Officials said that they were not in dire straits because of the cuts.
Turkey appealed to international arbitrators stating that the quality of the gas imported from Iran was low and that Iran was not fulfilling its contract responsibilities.
Energy Minister Hilmi Guler said that an Iranian delegation would come to Ankara in the coming days to prepare a 'memorandum of agreement' arranged during Prime Minister Recep Tayyip Erdogan's visit to Tehran the previous week.
Also making an assessment on the pipeline between Greece and Turkey, Minister Guler said: "The pipeline, which has been laid 700 meters below the Maritsa River, has been completed. We will start pumping natural gas to Greece on July 15 2007."
The construction of the Turkey-Greece Natural Gas Pipeline, which was launched as a part of the Southern European Gas Ring project, began on July 3, 2005.
Guler also noted that they would buy natural gas at a lower price benefiting from the Shahdeniz project in Azerbaijan.
The energy minister will also have meetings in Israel today. The meetings are expected to cover the subject of 'multi-line pipelines.'
Feasibility work for the line that will carry natural gas, crude oil, electricity and water is underway.
Elsewhere, it has been stated that 47 million barrels of crude oil have been pumped through the Baku-Tbilisi-Ceyhan (BTC) pipeline, officially opened on July 13 2006. Income from shipping and taxes was stated at nearly $200 million. (Suleyman Kurt/Zaman)
22.12.2006

 

PETROLIO: UN "CORRIDOIO ENERGETICO"

Accordo_Turchia-Israele

 

Ankara e Tel Aviv hanno raggiunto un accordo più allargato per trasportare il greggio da Baku in Israele via Turchia.

Ceyhan_da_dove_partirà_las_conduttura_per_raggiungere_IsraeleLa Turchia ed Israele hanno raggiunto un accordo per costruire una grande conduttura sottomarina tra il porto turco mediterraneo di Ceyhan ed il porto mediterraneo israeliano di Ashkelon, da dove, via terra, sarà poi prolungata fino al porto israeliano sul Mar Rosso di Eilat. Essa si raccorderà sia all'oleodotto-gasdotto Baku (Azerbaigian)-Tblisi(Georgia)-Ceyhan, sia all'oleodotto in costruzione Samsun (Mar Nero)-Ceyhan, sia all'oleodotto Kirkuk (nord Iraq)- Ceyhan, per convogliare petrolio e gas, ma anche acqua, elettricità e cavi a fibre ottiche in Israele e di qui potenzialmente anche in Giordania e in Palestina. La conduttura, definita ''il progetto del secolo'' dal ministro dell'energia turco, Hilmi Guler, che ne ha dato l'annuncio ad Ankara, in sostanza metterà in comunicazione quattro mari: il Mar Caspio ed il Mar Nero con il Mar Rosso, oltre che con il Mediterraneo e, secondo lo stesso ministro turco ''avrà importantissime conseguenze per la stabilità politica e per lo sviluppo economico dell'intera regione mediorientale''. Lo studio di fattibilità sarà completato entro sei mesi, dopo di che comincerà la sua realizzazione, che per parte turca sarà affidata alla società Calik che è stata una delle protagoniste della costruzione dell'oleodotto (ora anche gasdotto) Baku-Tblisi-Ceyhan, di cui la conduttura turco-israeliana è in sostanza un prolungamento fino ad Ashkelon, ma anche un allargamento, dato che conterrà anche un acquedotto (molto importante non solo per Israele, ma anche per Giordania e Palestina), un elettrodotto ed un cavo a fibre ottiche.
Da Ceyhan la conduttura raggiungerà poi il porto israeliano sul Mar Rosso di Eilath di dove il petrolio ed il gas potrebbero prendere su su navi le vie dell'Estremo Oriente, come India e Cina, sempre più affamate di fonti energetiche.
''I negoziati a tre tra Giorgia Azerbaijan e Turchia continuano. Io sono stato in Giorgia per una visita di lavoro e oggi, i dirigenti del nostro ministero sono in Azerbaijan per avere contatti con i dirigenti azzeri.
Nei prossimi giorni, il Presidente della Giorgia verrà in Turchia per una visita ufficiale e nel giro di qualche giorno, tutto sarà più chiaro'' ha affermato Guler precisando che ''continuano i contatti anche con la Russia, e che il progetto è aperto a tutti''.
''La Turchia sta conducendo una efficace diplomazia sull'energia. Questo progetto servirà alla stabilità della regione e mettera in evidenza la importanza strategica e il peso della Turchia nella regione'' ha aggiunto Guler. Verso la metà di febbraio 2007 sarà in visita ad Ankara il premier israeliano Ehud Olmert, che discuterà del progetto con il premier turco Recep Tayyip Erdogan.
''Una particolarità molto importante del progetto è che la conduttura prevede la possibilità di raccordi con derivazioni che in futuro potrebbero raggiungere anche la Siria ed il Libano'' - ha dichiarato all'<Ansa> la portavoce dell'ambasciata israeliana ad Ankara, Sharon Ban li Sar. (Denaro.it)
22.12.2006

 

L'OLEODOTTO BTC STA GIA'
DANDO I FRUTTI

Dal giorno della sua inaugurazione per le sue condotte sono transitati 47 milioni di barili di greggio - 200 milioni di $ di entrate.

Cominciano a farsi sentire i vantaggi per la Turchia derivanti dall'oleodotto Baku-Tblisi-Ceyhan, inaugurato in pompa magna lo scorso 13 luglio. Da quella data per le sue condotte sarebbero già transitati 47 milioni di barili di greggio, con una entrata per il Paese della Mezzaluna di 200 milioni di dollari. L'oleodotto è lungo in tutto 1.776 chilometri in totale, di cui 1076 in Turchia, 260 in Georgia e 440 in Azerbaigian. (Apcom)
22.12.2006

 

PROROGATO COMPLETAMENTO GASDOTTO

Gas_naturale

 

Si tratta di quello turco-greco il cui slittamento è stato fissato per luglio 2007. A quella data verranno trasportati 250 milioni di metri cubi gas naturale.

gasdottoIl gasdotto turco-greco che trasporterà gas naturale dalla Turchia alla Grecia sarà completato nel luglio del 2007 invece che nel dicembre del 2006, come inizialmente previsto. La decisione è stata presa dalle due compagnie petrolifere, la turca <Botas> e la greca <Depa>, in quanto non è stato possibile completare in tempo la costruzione del tratto di Meric. Secondo il quotidiano <Milliyet>, questo è il secondo ritardo di un progetto che la Turchia considera come il più importante passo per trasformare il paese in un corridoio energetico. I lavori per costruire il tratto mancante inizieranno nel gennaio 2007. Entro il Luglio del 2007, circa 250 milioni di metri cubi di gas naturale saranno trasportati dalla Turchia verso la Grecia. Il progetto è stato promosso dal premier turco Recep Tayyip Erdogan. (Turkish Daily News)
22.12.2006

 

<SET> NON GUARDA ALLE BORSE

Lo ha ribadito un portavoce della controllata turca di <Italcementi> (ITAI.MI: Quotazione, Profilo).

Al momento non esiste alcun progetto di quotazione di <Set Group Holding>, controllata turca di <Italcementi> (ITAI.MI: Quotazione, Profilo).
Lo sottolinea un portavoce della controllante a seguito di alcune dichiarazioni rilasciate a <Reuters> dall'Ad della società turca <Adnan Ignebekcili>. "Non esiste al momento alcun progetto o una ipotesi di quotazione di <Set Group>", dice dal quartier generale di <Italcementi> il portavoce.
"Ci stiamo pensando... ma dobbiamo fare alcuni investimenti" aveva invece risposto il manager alla domanda se fosse prevista la quotazione di <Set> già nel 2007.
Le attività principali del gruppo sono nel cemento, con operatività anche in segmenti diversi che includono gli impianti di polverizzazione.
<Italcement>i ha creato <Set Group> nel 1989 aggregando cinque cementifici acquistati dall'azionista pubblico. Sul mercato turco sono presenti anche <Lafarge> (LAFP.PA: Quotazione, Profilo) e <Heidelberg> (HDDG.DE: Quotazione, Profilo). (Reuters)
22.12.2006

NOMINA DEL NUOVO
PRESIDENTE
DELLA <COCA COLA COO>

Muhtar_Kent

 

Si tratta di Muhtar Kent con grandi esperienze alla spalle. Il rilancio della società alla base delle nuove strategie aziendali.

Muhtar Kent, who started his business life 28 years ago at Coca-Cola company as a truck diver and stock man, has been named as the new president and chief operating officer for Coca-Cola, representing over 200 countries.
Appointed as Coca-Cola International President to supervise the company's operations outside of North America nine months ago, Kent was appointed as president and COO by a decision from the board of directors.
Kent will directly supervise all operations of Coca-Cola in the world, including North America, and implement the company's growth strategies.
He will also be directly responsible for units supervising bottling activities, supply chains and relationships with strategic customers.
The biggest factor for Kent's promotion was related to his success in his previous position.
Coca-Cola Board Chairman Neville Isdell pointed out 95 percent of the growth in 2006 came from the markets supervised by Muhtar Kent and said he was a very experienced and successful manager.
Kent holds a Bachelor of Science degree in Economics from Hull University, England and a Masters in Administrative Sciences from London City University.
After performing his military service, Kent went to the United States with $1000 in his pocket. He stayed with his uncle, living in New York for 50 years and looked for job opportunities in the papers.
Following several interviews, Kent started working for Coca-Cola's sales and marketing department.
After one year of training, he became a truck driver and distributor, where he became an expert on how to sell products to customers.
He lived for a while in the Netherlands and Italy where he worked in the brand department.
In 1985, he was appointed as the general manager of Coca-Cola Turkey and Central Asia, department head for Central and Eastern Europe in 1989. From 1989 to 1995, he served as president of the company's East Central Europe Division.
Kent started to serve as managing director for bottling operations in 12 European countries and between 1999-2005, he worked as president and CEO of the Efes Beverage Group.
During that time, in addition to taking Efes Breweries International public on the London Stock Exchange, Kent also served as board member of Coca-Cola Icecek.
Coca-Cola has 409 brands in 15 different categories and operates in over 1,000 plants in 200 countries.
The company offers employment to 30,000 people directly and 300,000 people including bottlers.
Coca-Cola is the world's most valuable brand with $70 billion. (Economy News Desk/Zaman)
22.12.2006

 

AIUTI BEI

Prestito di 850 milioni di dollari all'Azienda ferroviaria di Stato turca (Tcdd) per la costruzione della prima linea ad alta velocità Istanbul-Ankara.

La Banca Europea di Investimenti continua a sostenere lo sviluppo delle infrastrutture turche. L'istituto ha reso noto di avere stanziato un prestito di 850 milioni di dollari all'Azienda ferroviaria di Stato turca (Tcdd) per la costruzione della prima linea ad alta velocità fra Istanbul ed Ankara.
Il corridoio rappresenta il primo passo per collegare la capitale con le altre aree chiave dell'economia nazionale. Suleyman Karaman, direttore della Tcdd ha dichiarato che questo prestito contribuirà a modernizzare una delle linee ferroviarie più utilizzate nel Paese, apportando benefici a viaggiatori locali ma anche ai turisti.
Dal 2004, la Bei ha prestato oltre 3 miliardi di euro alla Turchia. Lo stanziamento maggiore rimane quello per il 2Marmara project", il tunnel ferroviario che correrà sotto il Mar di Marmara, unendo Europa ed Asia e per il quale la Banca Europea di Investimenti ha versato oltre un miliardo di euro. (Apcom)
22.12.2006

ECONOMIA

PARIGI : IL CONFRONTO IZMIR-MILANO
PER LA CANDIDATURA DELL'EXPO 2015

Il_sindaco_di_Izmir_Aziz_Kocaoglu Letizia_Moratti

Tanto il sindaco della città turca, Aziz Kocaoglu, quanto quello del capoluogo lombardo, Letizia Moratti, hanno esposto al Bureau internazionale - davanti ai 98 rappresentanti dei Paesi aventi diritto di voto - i loro programmi. La decisione sarà presa solo nel marzo del 2008. Entrambi i temi molto suggestivi.

Milano_candidata_per_l%27Expo_2015Izmir e Milano: le due città candidate per l'Expo 2015 si sono confrontate martedì pomeriggio al Bureau internazionale davanti ai 98 rappresentanti dei Paesi che hanno diritto di voto e che nel marzo del 2008 decideranno quale delle due città, se la turca Izmir o l'italiana Milano, ospiteranno l'esposizione universale del 2015. Le due città si sono confrontate con due temi impegnativi e di impegno globale. Izmir ha focalizzato la sua attenzione su nuove rotte per un mondo migliore e per una salute per tutti, mentre Milano vuole caratterizzare l'Expo 2015 sul tema del cibo e della nutrizione e il tema è suggestivo: "Nutrire il pianeta, energia per la vita":
Milano, durante la sua presentazione fatta dal sindaco della città Letizia Moratti, ha voluto sottolineare l'aspetto globale dell'Expo e di conseguenza anche del tema scelto che ha due valenze importanti e che riguardano i Paesi in via di sviluppo, cioè i cosiddetti Paesi poveri ed i Paesi sottosviluppati che hanno la responsabilità di fare in modo che le forze delle nazioni si uniscano per lavorare alla soluzione dei problemi relativi al cibo attraverso la cooperazione tra cittadini, Ong, istituzioni pubbliche e private.
Il tema scelto da Milano ha avuto l'appoggio della campagna del millennio promossa dalle Nazioni Unite per sostenere gli obiettivi del millennio che riguardano il radicamento della povertà, la soluzione del problema della fame, nonché quello delle malattie e delle pandemie che attanagliano i Paesi più poveri del mondo. La Moratti concludendo il suo intervento davanti al Bureau ha voluto sottolineare come l'Expo 2015 sia una "grande occasione non solo per Milano, non solo per l'Italia, ma per tutti", volendo così rimarcare l'università e la globalità dell'evento che è vetrina, sì per Milano e l'Italia, ma soprattutto individuazione di soluzione percorribili ai problemi della fame e della nutrizione per il mondo intero. Il ministro per il Commercio Estero, Emma Bonino, presente alla presentazione della candidatura, ha voluto tradurre il tema di Milano in uno slogan, e cioè "nutrizione per tutti e per ciascuno".
Izmir ha focalizzato il tema della sua candidatura sulla salute e ha voluto sottolineare, da questo punto di vista proprio la sua collocazione geo-politica e cioè "un passaggio tra Occidente e Oriente". Il suo sindaco, Aziz Kocaoglu, ha voluto sottolineare come vi siano ancora, sul tema della salute grandi distanze tra il Nord e il Sud del mondo ed Izmir, anche in virtù del fatto che può "veicolare il messaggio di pace e tolleranza, visto che la Turchia è un Paese a maggioranza musulmano e democratico", può operare perché la salute diventi un diritto di tutti e il tema della pace e' adesso connesso. Il filmato che ha presentato la citta' di Smirne si e' concluso con lo slogan "sentiti vivo a Smirne", e ha posto l'accento sul "mosaico di civiltà" che compongono Smirne e la Turchia stessa. La Moratti ha apprezzato il progetto di Izmir, ma, tuttavia, ha sottolineato come il tema italiano comprenda anche quello della salute. "E' una competizione - ha spiegato la Moratti - Abbiamo delle carte da giocare perché il nostro tema è globale e dalla nostra abbiamo l'autorevolezza nel parlare e l'impegno del sistema-Paese". La Moratti, infine, durante il suo intervento di presentazione della candidatura di Milano, ha voluto porre l'accento sull'appoggio dato dai rettori delle Università milanesi alla candidatura per l'Expo, attraverso l'istituzione di borse di studio internazionali sui temi dell'alimentazione e dell'agricoltura. Il sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri con delega per l'Expo, Vittorio Craxi, ha spiegato che questa e' un'occasione importante per Milano per tornare ad essere grande e ad essere una città di serie A.
Alla presentazione a Parigi era presente anche il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, che si è detto estremamente ottimista e che Milano riuscirà "a recuperare i sei mesi di ritardo rispetto a Smirne nella preparazione della candidatura. Sono convinto che il progetto sia interessante e trasversale per molti temi". Penati non si e' nascosto il fatto che la collocazione "geo-politica della Turchia rende temibile il confronto con l'Italia, la Turchia con la sua volontà di entrare in Europa e dopo la recente visita del Papa, e' un Paese su cui sono puntati i riflettori". (Agi)
22.12.2006

 

VENDOLA: "IL CORRIDOIO 8 UN'AUTOSTRADA
NON SOLO DI MERCI MA DI DIRITTI E DI IDEE"

Niki_Vendola

"Se l'Europa dimentica i Balcani e la Turchia - ha sottolineato il presidente della Regione Puglia nel corso di un convegno sui trasporti nel basso Adriatico - dovrà assumersi responsabilità storiche gravi e pesanti". Necessaria una interconnessione tra il sistema ferroviario e quello aereo.

Tra_le_città_mediterranee,_istanbul"l Corridoio 8 deve essere un'autostrada non solo di merci, ma di diritti e di idee. È lo strumento di cui l'area balcanica necessita per rompere le barriere". Lo ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola partecipando ad un convegno sul tema dei trasporti nel basso Adriatico.
Vendola ha parlato, inoltre, della necessità di creare un sistema integrato dei porti nel Mediterraneo, senza il quale "è difficile immaginare un salto di qualità per l'economia dell'intera area".
Ma il sistema portuale, ha aggiunto Vendola, "ha bisogno anche di una interconnessione con il trasporto ferroviario e con quello aereo", ricordando a tale proposito, l'avvio del progetto di realizzazione della linea ferroviaria ad alta capacità Bari-Napoli-Roma e il piano di sviluppo aeroportuale per collegare la Puglia all'intero Mediterraneo, attraverso linee di voli low-cost, attualmente in fase di studio da parte dell'Unione Europea.
Il presidente della Regione Puglia ha poi stigmatizzato un certo atteggiamento da parte di Bruxelles di limitare e di bloccare definitivamente il processo di integrazione dell'Europa. "Se l'Europa dimentica i Balcani e la Turchia - ha concluso Vendola - dovrà assumersi responsabilità storiche gravi e pesanti. Ecco perché il Corridoio 8 è un punto fondamentale per conoscersi e cooperare". (Brindisium.net)
22.12.2006

 

14.208 LE IMPRESE A CAPITALE ESTERO
CHE RISULTANO PRESENTI IN TURCHIA

L%27Ice_di_Istanbul_ha_fornito_i_dati_sui_capitali_esteri_in_Turchia

I dati - forniti dal Sottosegretariato al Tesoro ed elaborati dall'Ufficio Ice di Istanbul - si fermano al 30 settembre di quest'anno. Di queste 2.513 sono state costituite nei primi nove mesi. Quelle italiane sono 516 (il riferimento è al 30 novembre 2006). Il nostro Paese si colloca al sesto posto (6.5% del totale investito).

Secondo i dati forniti dal Sottosegretariato al Tesoro turco, elaborati dall'Ufficio Ice di Istanbul, al 30 settembre 2006 erano presenti in Turchia 14.208 imprese a capitale estero. Nei primi 9 mesi dell'anno in corso, sono state costituite 2.513 nuove imprese, di cui 1.994 aziende costituite localmente ex-novo, 471 sussidiarie di imprese estere e 48 filiali. Se si considerano le 14.208 imprese a capitale estero presenti in Turchia dal 1954 ad oggi, 11.306 sono imprese costituite in loco ex-novo, 2.486 sono sussidiarie e 416 filiali. Delle 14.208 imprese estere, oltre 10.000 sono state costituite nel periodo 1999-2006. La maggior parte delle imprese estere presenti in Turchia (4.803, ovvero il 28.7% del totale) operano nel campo commerciale; seguono a ruota le imprese industriali (2.863; 20.2% del totale), con in testa i settori tessile e chimico. Un alto numero di investimenti esteri ha luogo anche nei settori: -Immobiliare (1.765 imprese; 12.4%); -Trasporti e Comunicazioni (1.221 imprese; 8.6%); -Hotel e Ristoranti (1.103 imprese; 7.8% del totale). Geograficamente l'area che attrae i maggiori investimenti dall'estero è quella di Istanbul (7.946; 56% del totale). Seguono Antalya (1.655 imprese; 11.6% del totale), Ankara (1.010 imprese; 7.1%), Izmir (871; 6.1%), Mugla (788 imprese; 5.5%), Bursa (290 imprese; 2%), Mersin (276 imprese; 1.9%), Aydin (205 imprese; 1.4%), Kocaeli (180 imprese; 1.3%) ed Adana (111 imprese; 0.8% del totale). Nei primi nove mesi dell'anno in corso il totale degli investimenti diretti esteri affluiti in Turchia è ammontato a 12.8 miliardi di dollari (nel 2005 -stesso periodo- il dato era stato di 3.35 miliardi di dollari). Lo stock di investimenti dall'estero supera ora - secondo stime non ufficiali - i 76 miliardi di dollari. Per quanto attiene l'Italia, deve essere segnalato che le imprese presenti con investimenti diretti al 30/9/06 erano 502 (3.5% del totale delle imprese estere presenti in Turchia), cresciute a 516 al 30 novembre 2006. Come numero di aziende l'Italia si colloca al settimo posto, preceduta da Germania (2.435 imprese), Regno Unito (1.226), Paesi Bassi (1.098), Iran (783), Usa (696) e Russia (557). Per quanto attiene il volume degli investimenti diretti italiani, il dato ufficiale di Banca Centrale Turca e Sottosegretariato al Tesoro è fermo al 2005 e segnalava 4.1 miliardi di dollari, con una stima per l'anno in corso di un incremento di oltre 300 milioni di euro. La posizione dell'Italia era al sesto posto (6.5% del totale investito dall'estero in Turchia al 31/12/05, pari a 63.3 miliardi di dollari), preceduta da Paesi Bassi (14 miliardi $), Francia (7.5 miliardi $), Germania (6.6 miliardi $), Regno Unito (5.6 miliardi $) e Stati Uniti (4.6 miliardi di dollari). (Ice Istanbul)
22.12.2006

 

12° EDIZIONE
DELLA <ISTANBUL
PACKAGING>

Istanbul_Packaging

La Fiera - organizzata dalla <Tuyap Fairs and Exibitions Organization inc.> - interessa tutti i settori collegati all'imballaggio, dai costruttori di macchine ai produttori di materiali.

Si è aperta ad Istanbul la Fiera <Istanbul Packaging>, manifestazione specializzata giunta quest'anno alla 12° edizione, che interessa tutti i settori collegati all'imballaggio, dai costruttori di macchine ai produttori di materiali per il confezionamento e l' imballaggio, ai servizi per l'industria dell'imballaggio, alle pubblicazioni e riviste tecniche di settore. La fiera è organizzata dalla <Tuyap Fairs and Exhibitions Organization Inc.>, principale organizzazione fieristica della Turchia, ed è sponsorizzata dall'Associazione turca dei fabbricanti di macchine e materiali per l'imballaggio (Asd). L'Italia è in assoluto il secondo partner commerciale della Turchia; nel settore dell'imballaggio è da sempre in prima posizione come fornitore di macchinari rispetto alla Germania, tradizionale concorrente. Negli ultimi anni le esportazioni italiane di macchine per il confezionamento e l'imballaggio verso la Turchia sono costantemente aumentate. Nel 2006 è stato registrato un incremento delle esportazioni pari al 68.4% rispetto all'anno passato. Esaminando i dati relativi alle importazioni turche, si rileva che l'Italia si conferma ancora primo paese fornitore, seguita da Germania, Francia e Spagna. Nei primi cinque mesi del 2006 le importazioni totali della Turchia hanno subito una flessione del 2.3%, pari a un valore di circa 41 milioni di dollari; il valore delle importazioni dall'Italia è rimasto invece pressoché stabile, mentre hanno subito un netto calo le importazioni dalla Germania, nostro principale concorrente, che si attestano al 27.7%. L'Ice è presente alla manifestazione con un "Sistema Italia", strutturato in una catalogoteca e un <Meeting Point>. Hanno aderito all'iniziativa 13 aziende italiane, sei delle quali sono presenti nel <Meeting Point> con propri rappresentanti.(Ice)
22.12.2006

 

NON CI VOLETE?
BENE, NOI COMPRIAMO
MADE IN USA

Un_F_35

Questo il messaggio della Turchia all'Europa adesso che il Paese della Mezzaluna deve decidere per l'acquisto di un nuovo elicottero da combattimento e di un caccia. Intanto Ankara ha fatto sapere che parteciperà alla fase di produzione del <Jsf F-35> americano. Un gioco che si fa sempre più duro.

Si_discute_sugli_F-35Non ci volete in Europa, non vi vanno le nostre proposte per risolvere la questione cipriota? Ripensateci, ma intanto noi compriamo americano. Questo è il messaggio che la Turchia, con la riunione del comitato che decide gli acquisti della difesa, ha inviato nelle capitali europee, e in particolare a Roma. La riunione presieduta dal Primo Ministro Recepayyip Erdogan, si è infatti conclusa con l'annuncio della partecipazione della Turchia alla fase di produzione del caccia americano <Jsf-F-35>, con l'intenzione di acquistare 100 aerei, nonché con il via libera all'acquisto di 30 caccia Usa <F-16>, che corrispondono a un costo di almeno 1.7 miliardi di dollari.
Quanto alla gara per un nuovo elicottero da combattimento, che vale fino a 2 miliardi di dollari e vede come finalisti <AgustaWestland> con il suo <A-129>, contrapposta ai sudafricani di <Denel> con il <Rooivalk>, si è deciso l'ennesimo rinvio. Rimandata anche una decisione sull'acquisizione del caccia europeo <Eurofighter Typhoon>, la cui campagna di commercializzazione in Turchia è responsabilità di <Alenia Aeronautica>, altra società di <Finmeccanica>. Se va bene se ne riparlerà dopo le elezioni della prossima primavera, molto più probabilmente si slitterà al 2008. Il primo round però è perduto.
La Turchia è uno dei Paesi europei che più spende per la modernizzazione delle sue forze armate, per un controvalore pari a circa 5 miliardi di dollari all'anno, e in molti casi ha scelto il Made in Italy per soddisfare i suoi requisiti. L'Italia è anche il secondo partner commerciale di Ankara dopo la Germania. Ma quando il gioco politico si fa duro, gli acquisti militari diventano una potente arma di pressione. Ne sa qualcosa la Francia, messa all'indice dopo la recente approvazione della controversa legge sul genocidio armeno. E, manco a dirlo, gli Usa, fornitori privilegiati dei generali turchi, sono pronti ad approfittarne, specie ora che l'idea di una divisione dell'Iraq con la creazione di un Kurdistan indipendente appare ormai tramontata. (il Giornale.it)
22.12.2006

 

FIRMATO ACCORDO
TRA ANKARA
ED ASHGABAT

Saparmurat_Niyazov

Riguarda l'esplorazione in Turkmenistan di nuovi giacimenti di gas e di olio. la joint venture riguarda la compagnia <Chalik Energy>.

Turkmen President Saparmurat Niyazov has signed an order allowing a Turkish company to take part in the development of a newly discovered giant oil and gas field, his office said.
The Chalyk Energy company plans to spend $140 million (105 million euros) to drill 12 oil wells up to 3,600 meters (nearly 12,000 feet) deep in the southeastern town of Iolotan, the presidential press service said in a statement.
Niyazov said last month that the Iolotan fields contained an estimated 7 trillion cubic meters of natural gas, adding to the Central Asian state's proven commercial reserves of 2.8 trillion cubic meters.
Last month, Turkmenistan invited the China National Petroleum Corp. to participate in the development of the Iolotan fields. The Cnpc plans to invest $152 million (115 million euros) in tapping the fields.
Turkmenistan possesses the second-biggest gas reserves among all ex-Soviet republics, after Russia, and its resources are playing an increasingly important role in regional geopolitics.
In April, Turkmenistan concluded an agreement to build a gas pipeline to China. Currently Russia's state gas giant Gazprom controls the only transit route for Turkmen gas exports. (Turkish Daily News)
22.12.2006

 

MERCATI PER IL MARMO

Quello italiano - che ha bisogno di nuovi sbocchi - punta principalmente su Turchia, Stati Uniti ed india. Programma e strategie del 2007.

Turchia, Stati Uniti ed India sono alcuni dei principali mercati verso i quali Toscana Promozione nel corso del 2007 dirigerà il proprio programma promozionale per il settore lapideo.Le iniziative a sostegno di ''un comparto che - sottolinea l' Agenzia regionale - ha bisogno di trovare nuovi mercati e nuovi partner commerciali in tutto il mondo'', sono state illustrate dal direttore di Toscana Promozione, Roberto Pucci, nella sede dell' Internazionale marmi e macchine a Carrara. ''La strategia promozionale - è stato spiegato - è orientata verso una promozione che si basa sulla partecipazione a fiere di settore, realizzazione di iniziative di informazione per architetti e operatori nelle loro sedi, ma anche nell'organizzazione di gruppi di operatori e professionisti da selezionare ed ospitare in Toscana in occasione di manifestazioni di particolare importanza. Per centrare gli obiettivi, Toscana Promozione si avvarrà della collaborazione di soggetti istituzionali e di grande esperienza specifica come l' Istituto per il commercio estero (Ice), la stessa Internazionale marmi e macchine e le varie associazioni di imprese. (Ansa-Intertoscana.it)
22.12.2006

 

300 MILIONI DI DOLLARI

 

E' quanto ha raggiunto in quattro anni la <British American Tobacco> con i suoi investimenti in Turchia. Superato il preventivo di 50 milioni di $.

La <British American Tobacco>, azienda leader nel settore della manifattura del tabacco, ha festeggiato il quarto anniversario dell'inizio dei loro investimenti in Turchia. Durante un discorso tenuto ad Ankara il direttore generale Johan Vandermeulen si è detto molto soddisfatto dei risultati ottenuti fino a questo momento dal momento che gli investimenti totali sono arrivati in quattro anni a 300 milioni di dollari, superando di 50 milioni i 250 che erano statti preventivati. Johan Vandermeulen ha anche voluto sottolineare la piena fiducia accordata da <British American Tobacco> all'economia turca che secondo lui non avrebbe alcun segno di cedimento. (Apcom)
22.12.2006

 

NUOVE REGOLE

Il_premier_turco_Erdogan

Le sta per varare il Governo Erdogan al fine di procedere alla privatizzazione di <Halkbank>, operazione ancora bloccata.

Mentre sono ancora tutti sotto shock per la decisione improvvisa del Consiglio di Stato turco di bloccare la privatizzazione di <Halkbank>, da Ankara fanno sapere che presto verranno rese note le nuove regole per procedere alla privatizzazione dell'istituto di credito, operazione che nei piani del Governo Erdogan doveva essere completata entro il 2007 (si parla per la fine di magio). Se le regole subiranno delle modifiche sembra però certo che l'obiettivo dell'operazione, cioè la vendita in blocco unico, rimarrà invariato. (Apcom)
22.12.2006

 

L'AIUTO DI <CISCO>

 

Vi ha dovuto fare riferimenti <Garanti Bank> per cambiare la struttura del suo database e la rete delle infrastrutture.

<Garanti Bank> cambia e chiede aiuto a <Cisco Systems>. Il gruppo bancario turco infatti cambierà la struttura del suo database e la rete di infrastrutture e per fare questo si avvarrà dell'esperienza del colosso californiano. In particolare <Cisco> fornirà a <Garanti> un nuovo centro dati, un nuovo network operativo e un nuovo sistema di sicurezza dei dati.
Stiamo pensando di sviluppare il settore della sicurezza per offrire un servizio ancora più accurato ai nostri utenti", ha detto Eser Unal, capo dei servizi di sicurezza di <Garanti Bank>, che è una delle maggiori banche turche, con 476 filiali e asset per 29.8 miliardi di dollari. (Apcom)
22.12.2006

 

AUMENTA
IL CAPITALE STRANIERO
NELLE BANCHE

Stando alle percentuali rese pubbliche dall'<Istanbul Stock Exchange>, esso ha raggiunto il 26.16% .

Sale la presenza di capitale straniero in Turchia che ha raggiunto il 26.16 stando alle percentuali rese note dall<Istanbul Stock Exchange>. I due istituti dove si registra il picco maggiore sono <Oyakbank> e <Halkbank> con oltre il 35%. Dei 420 miliardi di Lire turche di depositi stranieri attualmente presenti nel Paese della Mezzaluna, circa 120 miliardi appartengono ad investitori stranieri. Questi sono particolarmente concentrati in <Garantibank>, <Finans Benk> e <Yapi Kredi>. La percentuale aumenterà ulteriormente con la privatizzazione di <Halkbank>. (Apcom)
22.12.2006

TURISMO

FAR DENARO
CON IL TURISMO
DELLA CACCIA

Turismo_venatorio_in_Turchia

La Turchia - che ha quasi eliminato quella abusiva (forti multe ai bracconieri) - sta promovendo questo tipo di iniziativa.

Turkey has nearly eliminated the threat of poaching by promoting hunting tourism. With heavy fines imposed on poachers, the state has also launched a number of initiatives to increase hunting awareness.
By permitting the hunting of wild animals about to complete their biological life, the administration has ensured the steady flow of a number tourists into the country. Hunters, ready to spend large sums for 5-10 days ventures, generally leave after spending $10-12,000 per head. It is estimated that because of recent steps, Turkey's revenue from hunting tourism has reached $10 million dollars.
Turkey has only recently realized the importance of hunting tourism, which Romania, the Czech Republic, Slovakia and Hungary have long encouraged.
Poaching has been under state control, reigned in by the introduction of heavy fines. Contributions are also being made by rural administrations to enlarge the number of permitted hunting areas. Nearly 30 wilderness areas were opened in the last three years to hunters, and the private tourism sector was encouraged to carry out the hunting of wild animals in those areas.
Because of this, hunting quotas are often met even before the official opening of the hunting season while heavy fines prevented poaching and contributed to the development of conscientious hunting. In addition, many tracks of wildernessfully put under state protection, resulting in a win-win situation for Turche. (Ali Akcoban/Zaman)
22.12.2006

30 MILIONI DI ARRIVI
ENTRO IL 2010

Turisti_ad_Efeso

 

Il turismo in Turchia dovrebbe superare la crisi che ha subito una flessione nel 2006. Aumento dei posti letti e dei posti di lavoro.

Entro il 2010 la Turchia mira a portare gli arrivi turistici internazionali a 30 milioni, contro i 21.1 milioni del 2005, i posti letto a 1 milione (rispetto ai 650mila del 2005), con un aumento di 1.5 milioni di posti di lavoro. "In questo piano - spiega Nermin Serra Aytun, responsabile Ufficio cultura e informazioni Ambasciata di Turchia - il Governo ha investito molto e aperto ai finanziamenti stranieri". Con la nuova strategia di marketing e comunicazione la Turchia si presenta come una destinazione fruibile 12 mesi l'anno. "Vogliamo - conclude Aytun - destagionalizzare l'offerta e segmentare il prodotto". (TTG Italia)
22.12.2006

 

<VENTAGLIO> APRE IN TURCHIA

Ventaglio

Come ha spiegato nel corso di una conferenza stampa a Milano la direttrice dell'Ufficio del turismo turco, Serra Aytun, si dovrebbe trattare di un villaggio.

<Ventaglio> avrebbe previsto un'apertura in Turchia e dovrebbe trattarsi di un villaggio. Ad annunciarlo in conferenza stampa a Milano, Serra Aytun, responsabile ufficio cultura e informazioni dell'Ambasciata di Turchia. "Puntiamo ad attrarre maggiori investimenti dall'Italia nel nostro Paese - ha dichiarato Aytun -. Con il vostro Paese ci sono peraltro ottimi rapporti, anche sul fronte culturale. Ad oggi, però, sono sicuramente più vivaci gli investimenti tedeschi, con <Tui> che ha dirottato nel nostro Paese un forte flusso di turisti". Aytun ha ricordato, inoltre, che sono in vigore delle leggi favorevoli per gli investitori stranieri, con sgravi fiscali e facilitazioni. Nei mesi di alta stagione, da luglio a settembre, gli arrivi italiani in Turchia sono sempre stati a segno più: rispettivamente +5.8%, +9.25 e +9.4. Secondo il Wttc la Turchia è il Paese che vanta il più alto tasso di crescita al mondo nel settore turistico con un 10.2% medio annuo per i prossimi 10 anni. (Guidaviaggi.it)
22.12.2006

COLORI TURCHI PER IL CIRAGAN PALACE

Retauro_per_il_Ciragan_palace

L'edificio, uno dei più belli dell'Impero ottomano, sarà restaurato per la seconda volta. Conferenza stampa del direttore generale del Kempiski.

Ciragan Palace, arguably the most splendid palace of the Ottoman Empire, will be refurbished for the second time, the first being in 1991.
In a news conference at the palace, Ciragan Palace Kempinsky General Director Henri Blin said they would redesign the historical building's interior tones in harmony with the Bosporus' colors.
The redecorating process will cover only the palace and cost $5 million.
Suites at the hotel and palace will continue hosting guests.
The palace is supposed to be ready by the first week of April 2007.
Palace architect Hande Tozun, who prepared the new interior design, said it would have an eclectic style and incorporate original oriental interior design features from the palace.
Tozun said white will primarily be used on walls for simplicity, the ceilings will be adorned with oriental colors and patterns, and the curtains' color will go from white to blue for a better view of the Bosporus.
Ottoman art expert Professor Nurhan Atasoy, consultant for the project, noted an oriental style would be adopted in the redecorating works and a "Turkish tone" would result with Ottoman patterns.
Fuat Koroglu, banquet director of the palace, said there would be changes in the garden structure as well. The parking lot and front yard would benefit from more grass and the exterior of the hotel would be cleaned within three months. (Economy News Desk/Zaman)
22.12.2006

DA HIKMET LO CHEF
NON SOLO
KEBAP MA MOLTO DI PIU'

Gli_Antichi_Sapori

Aperto a Roma il primo ristorante turco. Noi ve lo consigliamo per la varietà dei piatti, autentici, e soprattutto per la serietà con la quale vengono preparati.

Lo_chef_Hikmet_con_un_amicoVoila! Anche Roma finalmente ha la cucina turca. Se ne sentiva la mancanza anche perché - in mezzo a tanti ristoranti cinesi, indiani, messicani e arabi che pullulano nella capitale - era davvero imperdonabile non poter invitare un amico dicendogli "Questa sera ti porto a mangiare turco". Ebbene a rimediare a questo vuoto è stato Hikmet, da 11 anni chef dell'ambasciata di Turchia. Hikmet ci aveva riflettuto parecchio prima di decidersi al grande passo poi - con il conforto della moglie e di qualche conoscente - ha approfittato del fatto che un locale agli inizi della via Nomentana si era liberato per mettere su anche lui il suo bravo ristorante. Siamo andati a trovarlo e dobbiamo dire che ne siamo usciti soddisfatti.
Un_momento_del_rinfresco_al_ristorante_turcoL%27ambasciatore_turco_Ugur_Ziyal_al_brefing_per_l%27apertura_de_Gli_antichi_SaporiOra per apprezzare questo tipo di cucina, è necessario sapere che la disciplina della tavola è una cosa molto importante per i turchi ai quali ogni cultura - da quella Licia a quella Ittita, da quella greca a quella romana, da quella bizantina a quella ottomana - ha dato il suo contributo. Insomma la cucina è una vera e propria arte. Essa comprende una grande varietà di piatti a cominciare dagli antipasti (meze), alle sfoglie formaggio e carne, ai legumi ripieni di carne o riso (dolma), alle griglie arrosto e alle polpette (kebap e Kofye), alle diverse varietà di riso (pilav), al pesce ed infine alla frutta e ai dolci. Come in tutte le cucine, anche in quella turca esistono degli alimenti onnipresenti quale la melanzana che non può mancare nella preparazione di più di 40 tipi di piatti, lo yogurt, i sottaceti, il formaggio bianco, le olive, la cipolla, le insalate di qualunque tipo, la zucca. Tra i piatti forti si trovano le minestre: c'è quella di yogurt (Yayla çorbasi), quella di lenticchie rosse con il riso (Pirinçli mercimek çorbasi), quella di pomodoro con riso (Pirinçli domates çorbasi) ed anche quella di trippa (Iskembe çorbasi). Una delle pietanze più note è l'insalata di melanzana (Patlican salatasi). Ma non si può certo dimenticare lo yogurt diluito con i cetrioli (Cacik), il pollo alla circassa (Cerkes tavugu), i tortellini riempiti con carne tritata (Manti), il ripieno di spinaci (Ispanakli borek), il pasticcio di struccioli di carne (Talas boregi), le cozze ripiene (Midye dolmasi), la frittata d'agnello alla ankariota (Kuzu Annkara tavasi), i peperoni verdi con ripieno di carne macinata (Etli biber dolmasi). Questi, naturelement, non sono che una minima parte dei piatti turchi alcuni dei quali si possono gustare nel locale di Hikmet sorseggiando dei buoni vini Kavaklidere o Doluca o buttandosi direttamente sul raki dopo averlo preventivamente allungato con acqua. Lui, Hikmet, sarà lì a consigliarvi il menu. Lasciatevi dunque andare al piacere epicureo. Alla fine non potrete che ringraziare il vostro anfitrione. Anche perché i prezzi sono contenuti. (Ve.Inc)
__________________________-
Antichi Sapori della Turchia
via Nomentana,81 (Porta Pia) 00161 Roma
Tel. 06-44251310
22.12.
2006

AMBIENTE

CONTRO LA SPECULAZIONE EDILIZIA

Edificazione_selvaggia_e_deforestazione

Istanbul ha aperto un nuovo fronte in questa guerra per salvare le foreste. L'attacco dei mass media che recentemente non hanno risparmiato critiche.

In Istanbul, the new media-driven buzzword is "Acaristan," the name given by headline writers to a controversial housing development above the Asian shore of the Bosporus. Its owners are alleged to have abused a loophole in forest protection laws, clearing away as many as a million trees to make way for upscale villas and commercial skyscrapers.
"I will not allow the pillaging of forests" was the cry that set off the story in late November. It was part of a parliamentary speech by Forestry Ministry Osman Pepe, who had sent a troop of forest rangers to follow up reports that two forest areas were being devastated. His speech came after the rangers were refused entry by armed guards in the employ of the Acarİstanbul housing estate.
Reports of the late-night speech quickly found their way onto the front pages of two mass-circulation dailies, Hürriyet and Vatan. Another banner headline soon followed in the popular daily Sabah: "The Armed Forces of Acaristan." The media war with a housing development was on.
The daily Milliyet sent a reporter out in a small plane to take photos showing the sheer scale of destruction. "1 million trees felled" screamed the headline on Milliyet's front page.
"We missed the news on the first day, but we moved fast to compensate," Sedat Ergin, the paper's editor in chief, told the Turkish Daily News.
The projects are now being challenged in court by the Chamber of Architects, the Chamber of City Planners and the Metropolitan Chamber of Commerce. A separate lawsuit has been filed by the local forestry directorate, a division of Pepe's ministry. (Turkish Daily News)
22.12.2006

 

IL "NO" ALLA DIGA

La_gola_di_Hasankeyf._Con_la_diga_scomparirà_tutto

Consegnate 37 mila firme alla consigliera svizzera Doris Leuthard per chiedere che il Governo evetico rifiuti la garanzia contro i rischi all'esportazione per la progettata opera di Ilisu nel sud della Turchia. La <Dichiarazione di Berna>. Una costruzione faraonica che potrebbe avere un grosso impatto ambientale.

Alcune organizzazioni non governative svizzere (Ong) hanno consegnato oggi 37'000 firme alla consigliera federale Doris Leuthard chiedendo che il Governo rifiuti la garanzia contro i rischi all'esportazione per la progettata diga di Ilisu, nel sud della Turchia. Il progetto, secondo le Ong, non adempie alle condizioni di sicurezza richieste.
La raccolta delle firme è stata promossa da: <Dichiarazione di Berna, Alliance Sud>, Società per i popoli minacciati e associazione svizzera per la protezione degli uccelli.
La <Dichiarazione di Berna> era intervenuta in passato per denunciare i risvolti, a suo dire problematici, legati alla realizzazione di quest'opera che il Governo turco intende costruire sul fiume Tigri, alla frontiera tra Iraq e Siria.
Nel 2002, pressioni internazionali erano riuscite ad obbligare il Governo di Ankara a rivedere il progetto. L'opera comporta lo spostamento di un numero ben superiore di persone a quello previsto originariamente. (Ticin@nline)
22.12.2006

 

IL TIGRI NON FA PIU' PAURA

 

Una_palude_lungo_il_corso_del_Tigri

Semmai, se le popolazioni che vivono in Iraq devono temere qualche cosa (e molto anche), è perché la diga di Ilisu potrebbe un domani ridurre il flusso dell'acqua.

Lo scorso agosto è suonato il campanello di allarme in casa di Khalifa Shwakat al-Yass al diffondersi della notizia della costruzione di una massiccia diga sul fiume Tigri in Turchia. La paura di perdere la propria fonte di sostentamento non lo ha più abbandonato da allora, visto che la vita di un contadino dipende dalle acque del Tigri.
La famiglia
di Nasser

''Chiediamo al Governo di trovare una soluzione adeguata per proteggere la nostra vita, perché non abbiamo altre fonti di sostentamento, solo questa terra e questo bestiame'', afferma Al-Yass, 50 anni, padre di 15 figli. E aggiunge: ''Non ho altra scelta. Non posso lasciare la mia terra e portare la mia famiglia da un'altra parte. Sarebbe troppo duro per noi''. Il fiume Tigri scorre per 1800 chilometri dall'est della Turchia fino al sud dell'Iraq, dove confluisce nell'Eufrate per sfociare poi nelle acque del Golfo Persico. La diga di Ilisu sarà una delle più grandi della Turchia e si prevede che sarà completata nel 2013. I principali scopi della diga sono la produzione di energia idroelettrica e la creazione di una migliore rete di irrigazione per l'agricoltura locale. Il problema è che in realtà ridurrà di circa il 50 percento la quantità delle acque del Tigri che entrano in Iraq. ''Le acque del Tigri che scorrono sul confine Turco iracheno si aggirano normalmente attorno ai 20,93 miliardi di metri cubi e si ridurranno a 9.7 bilioni all'anno quando la diga sarà completata'', dichiara Ali Nasser, esperto al Ministero per le Risorse idriche. ''Questo priverà di acqua al meno 696mila ettari di terre coltivabili. E, evidentemente, ciò avrà affetti negativi sulla produttività dei campi, la disponibilità di acqua potabile e di elettricità'', aggiunge Nasser.
Nasser teme che questo accentuerà il processo di desertificazione dell'Iraq e costringerà i contadini, le cui vite dipendono dal Tigri, ad abbandonare le loro terre per trasferirsi in città a meno che non venga raggiunto un accordo con il governo turco.

La diplomazia
dell'acqua
Un_contadino_iracheno_in_un_campoLo scorso agosto, il Primo ministro turco Recep Tayyp Erdogan guidò un'eclatante manifestazione a favore del controverso progetto della diga. I sostenitori dichiarano che sarà una fonte vitale di acqua per i territori curdi oppressi del sud est della Turchia, mentre i detrattori dicono che sommergerà il patrimonio archeologico della zona. La costruzione della diga è stata più volta ritardata da gruppi per i diritti umani e la difesa del territorio che hanno fatto pressione alle aziende internazionali perché si ritirassero dal progetto. Sostengono infatti, che la diga sommergerà dozzine di città e distruggerà molti tesori archeologici, compresa la città fortificata medievale di Hasankeyf, che domina il Tigri. Il Governo turco però è ansioso di veder completata la diga. ''Abbiamo perso già abbastanza tempo, non ne abbiamo altro da perdere'', a dichiarato Erdoagn durante la cerimonia, e promette ai sostenitori che la diga trasformerà le rive del Tigri nel 'Mare Ilisu', facendo diventare verdi le terre aride e attirando turismo verso terre ora molto povere. Arif Moussa Mohammed, contadino iracheno di 60 anni, teme la rovina e per questo ha scavato tre pozzi per assicurarsi un quantitativo d'acqua sufficiente per i suoi 250 ettari di terra, situati sulle sponde del Tigri in uno dei villaggi di Mosul, nel nord dell'Iraq, a circa 400 chilometri a nord di Baghdad. Gli rimangono comunque problemi con l'acqua, ma di diversa natura.

Un nuovo nemico
''Il problema che ci troviamo ad affrontare è quello dell'acqua salata, che deriva da qualche sostanza chimica presente nel sottosuolo, e questo è molto dannoso per i nostri olivi che hanno bisogno di acqua fresca", racconta Mohammed. "Ciò aggiunge altri problemi alla nostra vita già disastrata, perché non possiamo usare quest'acqua per le nostre terre o bestiame, nel caso ci sia futura penuria di acqua''. Il ridotto quantitativo di acque nel fiume Tigri avrà un forte impatto non solo sulle terre coltivate dell'Iraq del nord. Abdullah Ramadan, impiegato presso il Marshlands Revival Centre, ha dipinto un quadro a tinte fosche di come diventeranno le zone paludose, recentemente recuperate, in seguito alla costruzione della diga. ''Queste zone rischiano di perdere circa 3 milioni di metri cubi d'acqua all'anno, mettendo a grave rischio la vita stessa del luogo'', afferma Ramadam.
Le favolose paludi irachene sono state al centro di numerose controversie. In seguito alla prima guerra del Golfo nel 1991, l'allora presidente Saddam Hussein avviò un programma per dirottare le acque del Tigri e dell'Eufrate dalle paludi in risposta alla ribellione degli Sciiti. Il piano di Saddam trasformò queste terre in deserto, costringendo circa 300mila abitanti ad andarsene, secondo Ramadan. Di circa 3600 miglia quadrate di paludi presenti nel 1970, nel 2002 l'area si era ridotta del 90 percento arrivando a 300 miglia quadrate.
Nonostante ciò, a partire dall'occupazione dell'Iraq da parte degli Usa nel 2003, gli sforzi fatti per salvare le zone paludose hanno gradualmente recuperato l'area e l'acqua ha preso il posto del deserto. Ramadan dichiara che circa un terzo di quanti erano stati costretti ad abbandonare quelle terre prosciugate oggi è tornato. ''Siamo felici di esserci liberati da Saddam, ma ora abbiamo un nuovo nemico: Ilisu'', conclude Ramadam. (traduzione a cura di Tania Rainini/Irin News)
22.12.2006

 

LA ROCCIA CADUTA DAL CIELO

Spedizione di scienziati si recherà nella città di Odemis, in provincia di Izmir, alla ricerca di un gigantesco meteorite precipitato in Turchia sette secoli fa.

Partendo da un antico diario prenderà presto il via in Turchia la ricerca di un gigantesco meteorite precipitato dallo spazio quasi sette secoli fa. Il professor Mehmet Emiz Ozel, alla guida di una squadra di fisici, astronomi e altri scenziati turchi della Canakkale Onzekiz Mart University, ha infatti annunciato che avvierà a breve un'operazione di scavo nella città di Odemis, situata nella provincia occidentale di Smirne, alla ricerca di un corpo celeste avvistato nel XIV secolo.
La notizia dell'avvistamento del meteorite - che secondo gli studiosi è il primo al mondo di ui si abbia testimonianza - è riportata nel diario di viaggio dello scrittore arabo Abu Abdullah Muhammad Ibn Battuta che nel 1327 partì per una spedizione di 33 anni che lo portò in terre lontane, dalla Spagna alla Cina, dal mali alla Russia. Oltre a fornire testimonianze importanti sul mondo allora conosciuto, Ibn Battuta racconta nel suo libro di un feudatario dell'Anatolia che gli riferì di "un'enorme roccia caduta dal cielo". Secondo il racconto, si trattava di una pietra di colore nero e dal peso equivalente a circa 80 chilogrammi.
Sulla base di queste ed altre indicazioni dell'inconsueto testimone, gli scienziati sperano di rintracciare il leggendario meteorite e di scoprire grazie ad esso nuovi segreti sul cosmo e su eventuali altre forme di vita. (Adnkronos-Aki)
22.12.2006

LA GRANDE RICCHEZZA DEL BORO

Esemplare_di_boro

La Turchia ha superato gli Stati Uniti nella estrazione di questo elemento chimico usato come disossidante in metallurgia.

Turkey's boron production has surpassed that of the United States. Executive Director of Eti Mine Works General Management, Orhan Yilmaz said that Turkey succeeded in outshining the United States in the mining and sale of boron reserves.
Yilmaz said that they met the demands for boron by relying on Turkey's existing capacity. Noting that there was a high demand for their products, Yilmaz stated that they considered new projects to increase the production capacity and diversify the line of production. Further underlining that the modernization process and the construction of new facilities would be completed in three years, Yilmaz noted that the production and sale capacity would increase as a consequence.
The executive director cited that substantial progress was made in 2005 and recalled that the entire capacity of refined boron production was 730,000 tons in 2002.
The total amount of boron export in 2002 was $186 million and $300 million in 2005. Yilmaz estimated that this figure would increase to $360 million in 2006.
He concluded by noting that their goal was to increase boron sales to $600 million by 2010. (Anadolu News Agency/Zaman)
22.12.2006

CULTURA

DUE REALTA': ECONOMIA E CULTURA

Sempre importante il trad-d'union tra Italia e Turchia. Una dichiarazione del vice-presidente della Tusiad Aldo Kaslowski. La "lingua del sì" alla Bogaziçi Universitesi e alla Galatasaray Universitesi.

A gloria di una pura letteratura proverbiale o ad onta di antiche credenze da non sconfessare, dire "turco", si sa, evoca in un momento tutto quel che l'immaginario collettivo considera "inconsueto"; in poche parole, il trionfo della temuta alterità. Eppure, i riflettori del mondo mettono in luce in questi giorni un Paese moderno, ben lontano dal cliché di esotica cornice di favole avventurose cui siamo abituati, e che soprattutto è più vicino all'Italia di quanto si creda. Non solo Prodi mostra di tenere all'amico Erdogan, sospeso alle porte dell'UE: il Belpaese strizza l'occhio alla Mezzaluna, la Turchia piace decisamente agli italiani e per una serie di buoni motivi.
In primo luogo - non c'è da stupirsene - economici: secondo dati diffusi qualche giorno fa dalla Tusiad - la Confindustria turca - e confermati dal presidente dell'Associazione degli imprenditori italiani all'estero Aldo Kaslowski, cresce l'appeal del mercato turco sull'imprenditoria italiana, sempre più interessata ad investire beni e risorse in vista di nuovi spazi d'espansione sul fronte orientale. Sono 500 - afferma Kaslowski - le aziende italiane ad oggi produttive sul suolo turco, mentre 3.97 miliardi di dollari è la cifra investita da 75 marchi italiani da gennaio ad agosto di quest'anno, contro il miliardo e 200 milioni di dollari dell'anno precedente. Un dato imponente, questo, che meglio si comprende se relazionato ai 13.7 miliardi di dollari complessivi che fanno dell'Italia il terzo partner commerciale della Turchia, con una quota sul commercio estero turco pari a 7 punti percentuali.
Piccole
e medie imprese

Come in altre circostanze, anche qui l'incremento non è certo frutto del caso, ma di una comune politica di integrazione e di internazionalizzazione aziendale, seguita in loco da osservatori dello sviluppo economico: in primo luogo, l'Istituto nazionale per il Commercio Estero, l'ente pubblico preposto a promuovere gli scambi commerciali tra l'Italia e l'estero e che ad Istanbul ha un ufficio dedicato proprio alla consulenza alle piccole e medie imprese italiane che vogliono tentare un primo approccio e l'inserimento nel mercato turco. All'imprenditore italiano basta inviare una mail con il profilo della propria azienda, e nel tempo massimo di 15 giorni l'Istituto provvede a fornire guide, liste di nominativi di importatori, agenti, esportatori locali, potenziali partner industriali e commerciali ed informazioni sulla loro affidabilità. Contatta avvocati ed interpreti dal turco, organizza incontri con le ditte locali, seminari e sondaggi: insomma, tutto e anche di più per mettere in moto la grande macchina del commercio internazionale.
Made
in Italy

Accanto all'economia e agli scambi, è la cultura l'altro indicatore dell'avvicinamento tra Italia e Turchia: mentre l'insegnamento dell'italiano in molte scuole superiori e nelle due maggiori università di Istanbul - la Boğaziçi Üniversitesi e la Galatasaray Üniversitesi - fa ben intuire il prestigio di cui gode la "lingua del sì", e cresce esponenzialmente tra glistudenti la richiesta di premi e di soggiorni studio da spendere in Italia, impressiona la varietà di iniziative ed eventi culturali in calendario tutto l'anno nelle principali città turche per promuovere lo scambio culturale tra i due popoli. Dall'arte al cinema, all'architettura, in Turchia il Made in Italy è di casa, e pochi esempi non sono che presi dal mucchio: si studiano i progetti di un grande architetto italiano, Raimondo D'Aronco, che fece della Istanbul dei primi del '900 una singolare capitale dell'Art Nouveau, mentre sempre Istanbul ospita in questi giorni una mostra dedicata a Leonardo da Vinci (Museo Rahmi Koç) ed un'altra, "Venezia Istanbul", sulla Biennale di Venezia. E che dire del festival della musica mediterranea, che sbanca con l'arrivo degli accademici di Santa Cecilia? Il tricolore, a quanto pare, "fa cultura" tra gli amici turchi e piace alle élites intellettuali; dal canto suo, la mezzaluna esercita un fascino cui l'industria italiana non sembra aver voglia di sottrarsi. Come dire, la mano viene tesa, ed eccola afferrata. E, nel frattempo, dire "turco" non suona più tanto male. (Roberta Leone/www.korazym.org)
22.12.2006

 

LA TRUFFA DEL SECOLO (XVII)

Tre_storie_extra_vaganti

E' quella che alcuni nobili francesi e genovesi portarono avanti ai danni dell'Impero ottomano battendo per molti anni il il famoso luigino - moneta richiestissima dalle donne turche - con leghe prive di argento. Un saggio di Carlo M. Cipolla inserito nel libro "Tre storie extra vaganti" edito da <il Mulino Intersezioni>.

Bisogna essere certosini come noi (non lo diciamo per vantarcene) ma solo guardando attentamente tra gli scaffali di una libreria poteva attirare la nostra attenzione un piccolo saggio di Carlo M. Cipolla dal titolo "Tre storie extra vaganti". Di queste, quella che interessa a noi è la seconda perché riguarda la Turchia del XVII secolo e la grande truffa di cui fu vittima l'Impero ottomano. Se vi va di spendere 8.50 euro, vi consigliamo di farvi questo cadeau di Natale. Arricchirà non solo la vostra biblioteca ma anche la vostra scienza conoscitiva, se mai eravate all'oscuro circa il modo con il quale alcuni nobili francesi da una parte e genovesi dall'altra riuscirono a speculare ingegnosamente battendo monete non proprio buone. Ma andiamo con ordine partendo dal luigino.
"I luigini - scrive Cipolla - erano una moneta francese che tra il 1655 ed il 1675 furono protagonisti di una specie di farsa di dimensioni intercontinentali i cui principali attori furono i francesi ed il loro ineffabile 'Re Sole', i nobili liguri titolari di zecche e del diritto di battere moneta in Liguria, i turchi (in particolare, le donne turche) e come personaggi minori avventurieri e faccendieri d'ogni possibile risma, regione e paese".
A quell'epoca la Francia aveva una serie di monete di cui un dodicesimo di scudo si chiamava luigino. Peso; 2.5 grammi, lega 967 millesimi. Tanto era ben fatto questo luigino che nel 1656 scoppiò in Turchia una vera e propria mania per questa monetina che ogni donna della Mezzaluna voleva per farne orecchini, collane, braccialetti e addirittura per adornare i fazzoletti da testa e le gonne. Ora sappiamo bene che in economia il mercato è dettato dalla legge della domanda e dell'offerta. Quanto è più forte la domanda tanto più corrispondente deve essere l'offerta. Successe così che i luigini ad un certo punto diventarono merce rara. Annota in proposito Cipolla: "...vedendo che i luigini venivano accettati in Turchia con tale entusiasmo da rendere la gente cieca in merito alla loro qualità, speculatori francesi pensarono di profittare della dabbenaggine dei turchi e aumentare i loro margini di profitto coniando illegalmente luigini con leghe più basse, cioè a dire luigini che contenevano meno argento e più rame di quanto stabilito dalle disposizioni di zecca". Per fare le cose senza senza rischiare l'accusa di falsa monetazione - aggiunge ancora il nostro saggista - "si rivolsero ad alcuni nobili signori ai quali era rimasto come vestigio puramente nominale dell'antica grandezza il diritto di battere moneta. I primi ad essere contattati furono la principessa di Dombes che aveva una zecca a Trevoux e il principe di Oranges che riaprirono le loro zecche e produssero imitazioni dei luigini che recavano il loro nome. Inizialmente questi luigini non erano, per lega, tanto peggiori di quelli autentici, però in breve prosieguo di tempo la situazione si deteriorò e luigini sempre peggiori uscirono dalle zecche della principessa e del principe. Fu a questo punto che si verificò la massima di Savaray (Jaques Savaray, autore del trattato di materia commerciale e finanziaria intitolato Le parfait négociant, ndr) a proposito dei genovesi: <che se in un punto punto qualsiasi del globo si profilano possibilità di profitto si può star certi di trovarvi un genovese>".
In Turchia i genovesi lavoravano in casa, intanto per i traffici che avevano soprattutto con la città di Smirne e poi perché a Costantinopoli potevano contare su una ricca colonia di emissari risalente all'epoca della costruzione della Torre di Galata. Fu un gioco da ragazzi battere sempre più numerosi luigini con leghe bassissime e spacciarli poi nell'Impero del sultano. Ma batti un giorno, batti un altro, anno dopo anno, alla fine la Turchia fu invasa dalle false monete al punto che la stessa Francia nel 1665 cominciò a preoccuparsi dell'andazzo delinquenziale che aveva preso il commercio dei luigini. Solo un anno dopo il Re di Francia interdiva la lavorazione dei luigini mentre il sultano dava ordini severi per l'eliminazione di quelli scadenti. L'editto di quest'ultimo fu accompagnato poi da spettacoli non proprio edificanti come il taglio delle mani e delle gambe e cose del genere. Senonché l'economia turca era stata contagiata negativamente da tutta quella disordinata massa monetaria e si rischiò il crack. Bisognava arrivare al 1670 perché il Paese potesse risollevarsi da una situazione che - se prolungata nel tempo - avrebbe gettato l'impero nel baratro di una crisi economico-finanziaria senza precedenti.
Ecco, questa è la storia. Noi ve l'abbiamo riassunta sulle notizie che ci ha fornito Cipolla sperando che vi sia piaciuta. (Veronica Incagliati)
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Carlo M. Cipolla - Tre storie extra vaganti
il Mulino Intersezioni pagg. 91 euro 8.50

22.12.2006

 

LE GRANDI CITTA' PORTUALI

Una mostra a Napoli nei cortili del palazzo Reale (si è chiusa il 17 dicembre u.s) ha spaziato da Beirut a Tripoli, da Valencia ad Istanbul fino ad arrivare a Napoli.

Tracce di una storia ingombrante, sguardo cosmopolita per natura, "carte buone" da giocare sul tavolo dell'economia internazionale, contesto sociale lacerato da forti tensioni. Davanti lo stesso elemento: il mare. La grandi città portuali che affacciano sul Mediterraneo finiscono per assomigliarsi un po' tutte, da Marsiglia ad Algeri, da Genova ad Alessandria d'Egitto passando per Beirut, Tripoli, Valencia ed Istanbul, fino ad arrivare a Napoli. Proprio nel capoluogo campano una mostra multimediale le ha passate in rassegna in modo assai originale, confrontandone criticità, risorse e prospettive di sviluppo.
Dal 18 novembre al 17 dicembre nei cortili del Palazzo Reale si è tenuta "Paesaggi urbani del Mediterraneo", collettiva organizzata nell'ambito dell'edizione 2006 degli "Annali dell'architettura e delle città" che unisce fotografia, videoarte, musica e progettistica per descrivere l'anima multiforme delle città che affacciano sul Mare nostrum. Hanno colpito i sensi l'esposizione curata da Marco Casamonti, guidando lo spettatore attraverso un percorso in cui il buio era continuamente squarciato dai bagliori delle istallazioni multimediali. Ogni città era ospitata da uno spazio quadrangolare, le cui pareti sono coperte da gigantografie: da un lato l'immagine satellitare dell'area urbana, dall'altro una foto artistica che ha il compito di esprimere lo spiritus loci. Due video si contrapponevano, poi, trasmettendo rispettivamente un montato di alcune delle più celebri sequenze cinematografiche legate a ciascuna città e una presentazione dei più ambiziosi progetti di riqualificazione urbana. Ovviamente si partiva dalla sezione Napoli, con il contrasto fortissimo tra la città postbellica raccontata dai film neorealisti (Vittorio De Sica e Sofia Loren sono "fantasmi" che ricorrono puntualmente sugli schermi) e l'avveniristico progetto di rilancio dell'area monumentale del porto, a firma dell'architetto francese Michel Euvé. Quando dallo spazio dedicato a Napoli si passava a quello di Algeri sembrava quasi non ci fosse soluzione di continuità tra le immagini, tanto arrivano a somigliarsi i due contesti urbani. Miracolo delle contaminazioni culturali di cui storicamente è stato prodigo il Mediterraneo. Alessandria d'Egitto, fotografata da Pietro Savorelli, con i suoi progetti faraonici sembrava prediligere invece un'architettura più vicina al modello Dubai che a quello delle città portuali del Mare Nostrum. Ancora Savorelli concentrava l'obiettivo su Istanbul, quella che un tempo fu la "seconda Roma", ed oggi magnificamente rappresentata dai film di Fatih Akin, del quale la mostra napoletana citava "La sposa turca", vincitore di un Orso d'oro a Berlino nel 2004. Beirut era analizzata senza pudori di sorta dalla macchina fotografica di Gabriele Basilico che attraversa le macerie di una guerra mai veramente terminata, dagli anni Ottanta a questa parte. Valencia, in ultimo, cambiava volto per ospitare la Coppa America 2007 con nuovi servizi e infrastrutture. Ogni città aveva una sua anima, tutte un retroterra culturale comune.
"La sfida della mostra - spiegava il curatore Marco Casamonti - è riprodurre virtualmente, nel percorso espositivo, il dialogo che esiste tra le città che affacciano sul Mediterraneo. Si tratta di realtà che quasi sempre si assomigliano, nel bene come nel male: la multiculturalità e la naturale propensione ai rapporti internazionali trovano spesso il loro contraltare in contesti sociali difficili. Al di sopra di tutto, svetta la grandissima vitalità di questi centri, testimoniata da ambiziosi progetti di rilancio e riqualificazione oggi in cantiere o comunque al centro di animati dibattiti internazionali". (Francesco Prisco/Il Sole 24 Ore.com)
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"Paesaggi urbani del Mediterraneo", Napoli, Cortili del Palazzo Reale
A cura di Marco Casamonti
Catalogo: Motta
22.12.2006

CENTRO CULTURALE
TURCO
IN PALESTINA

Il_Centro_culturale_turco_in_Palestina

Trasformati a questo uso gli antichi quartieri ottomani. Il restauro ad opera della <Tika> (Turkish Cooperation and Development Agency).

An Ottoman headquarters in Al-Halil, Palestine has recently been transformed in to a cultural center and opened for public use.
The Fevzi Pasa Palace, which was used as Palestine headquarters by the Ottomans, was renovated and turned into a culture center.
The historical building was restored by Turkish Cooperation and Development Agency (Tika). The palace was used by the Ottoman commander Fevzi Pasa during World War I.
The project, a joint initiative by the Tika Jerusalem branch and the Dahriye City Municipality, cost $50,000 dollars.
With the efforts of Dahriye Mayor Sami Isneevir, who completed his college education in Turkey, the palace was restored according to its original architecture.
Speaking to Cihan News Agency at the opening ceremony, Mayor Sami Isnevier called Tika's investment in the region a tribute to the past and thanked Turkey for contributing to this initiative.
Tika Jerusalem Coordinator Hasan Erturk said that the computer facilities inside the building would serve the people in the region. Erturk further said that the conference and meeting halls in the center would facilitate the organization of open meetings and other similar activities.
The Dahriye region is known for the Prophet Jacob, and the city is situated near the Beer Seva desert, a sacred place for both Muslims and Jews.
Hosting a number of remnants of the Ottoman Empire, Dahriye was used by the Ottomans as a fortified headquarters against probable attacks from the desert until 1917. (Mustafa Bag/Zaman)
22.12.2006

 

"ANATOLIA: CASA
DELLA TOLLERANZA
UNIVERSALE"

Il_messaggio_di_Erdogan_per_Mevlana

 

E' così che si chiama una collezione di moda, creata da studentesse della Scuola Vocazionale di Ankara, che sarà allestita il prossimo anno in vari Paesi tra cui l'Italia. L'obiettivo è diffondere la cultura turca nell'anno di Mevlana.

Mevlana_2La Scuola professionale femminile di Ankara presenta una collezione di quaranta abiti intitolata "Anatolia: Casa della Tolleranza Universale", che, attuando interpretazioni moderne degli indumenti del periodo di Seljuk, festeggia nel 2007 l'anno di Mevlana e celebra l'ottavo centenario della nascita del filosofo:
MevlanaLa mostra sarà allestita il prossimo anno in diversi Paesi, fra cui Usa, Germania, Francia ed Italia, per ricordare l'anno di Mevlana, come dichiarato dall'Unesco. Canan Yakin, responsabile del dipartimento del marketing e delle promozioni della Scuola, ha affermato che la stessa, fondata nel 1958, ha finora realizzato numerose collezioni in onore del patrimonio culturale turco in linea con la sua missione di conservazione, sviluppo e divulgazione dell'artigianato tradizionale della Turchia.
"Una delle nostre ultime collezioni è proprio "Anatolia: Casa della Tolleranza Universale" creata sia per celebrare il 2007 come anno di Mevlana, sia per festeggiare la nascita di Mevlana Jelaladdin Rumi, poeta e filosofo turco vissuto nel XIII secolo", ha detto la signora Yakin, che poi ha aggiunto:"La collezione è il risultato di un anno di lavoro dei nostri studenti ed insegnanti. Siamo andati a Konya, città natale di Mevlana, per una ricerca sulle caratteristiche tecniche e stilistiche degli indumenti del periodo di Seljuk. Prendendo spunto da esso, abbiamo disegnato delle collezioni nuove, aggiungendo linee moderne".
"La collezione è stata allestita a Konya, ma sarà presentata anche ad Ankara ed Istanbul".
"Il nostro scopo è raggiungere le generazioni più giovani attraverso la collezione - che può inoltre diventare un importante veicolo per promuovere l'Anatolia quale luogo di tolleranza universale - durante i diversi allestimenti che si terranno all'estero il prossimo anno" ha precisato Canan Yakin, la quale ha anche affermato che l'istituto ha creato una collezione di abbigliamento tipico, caratterizzato dagli stili delle diverse regioni dell'Anatolia ed anche una collezione ispirata alle uniformi di Ataturk e agli abiti che indossava da civile.
Infine la precedente collezione del vestiario tipico del periodo ottomano allestita in Turchia, è stata presentata negli Usa, in Francia, in Germania ed in Inghilterra, riscuotendo sempre grande successo. (Sara Basilici)
22.12.2006

 

COMANA PONTICA

Una_immagine_di_Comana_Pontica_ora_Tokat

 

Di questa città, che si trova sul Mar Nero nella regione del Gumenek Hamamtepe e che si chiama Tokat, i Mitridate avevano fatto il più grande centro a carattere economico-culturale durante il periodo ellenistico. Ora di cerca di valorizzarla, più di quanto sia stato fatto in passato, ai fini soprattutto del turismo.

The ancient city of Komana Pontika, located in the central Black Sea province of Tokat, is set to become a new tourism destination as a result of an archeological project by the Middle East Technical University and the Scientific and Technological Research Council of Turkey (Tubitak.
The city was a major cult center for the Kingdom of the Mithradatids during the Hellenistic period and continued its independence through most of the Roman era. It was believed to be a sanctuary for the Anatolian goddess Ma.
The ancient city of Komana Pontika, located in Tokat's Gümenek Hamamtepe region, was first discovered by 19th century travelers.
Speaking to the Anatolia news agency, project coordinator Burcu Erciyas said the process of surveying the site has been going on for three years and that excavation will be carried out in the next phases of the project, which was launched in 2004 by Middle East Technical University and Tubitak.
"We found various inscriptions and ceramics while surveying the site, and our work also showed some traces of walls, which we are assuming are settlement areas. This was important evidence. The findings of three years of work indicate that the area could be an ancient settlement, which is most likely to be the ancient city of Komana Pontika," she said.
Stating that the planned excavation would most probably uncover an ancient city, Erciyas said: "The city was a center for worship and festivals. It has a temple to the Anatolian goddess Ma. Also, the city once served as a trade center for the surrounding regions and was possibly a banking center for the Mithradatid Kingdom. Thus, we want to obtain detailed information about these issues."
She said all the archeological work was done in cooperation with the Tokat Governorship, the Tokat Municipality and the Culture and Tourism Ministry and that the work was important for the tourism sector in Turkey and in the region. "The location of the archeological site is convenient for tourism, only 10 kilometers northeast of Tokat. It was also home to various civilizations. So the site is attractive tothose who wantto have a sightseeing tour in the Black Sea region as well as for those seekingto carry out research. The excavations will be important in this sense because a huge ancient city is expected to be unearthedas a result of the work." (Turkish Daily News)
22.12.2006

ARTE

IL PITTORE DI CORTE

Abdul_Hamid_II

Salvatore Valeri - che lavorò moltissimo a Costantinopoli presso il sultano Abdul Hamid II che gli aveva affidato l'educazione dei suoi tre figli ed in seguito la direzione della Scuola di Belle Arti - sarà ricordato con una mostra nel 150° della sua nascita. La presentazione di un libro introduttivo.

opera_di_salvatore_valeriUna celebrazione della vita e delle opere del pittore orientalista Salvatore Valeri nella ricorrenza del 150° anniversario della sua nascita a Nettuno.
Ai partecipanti all'evento verrà offerto il libro introduttivo alla mostra che si svolgerà nel 2007 a Nettuno, Roma e Istanbul.
Giovedì 28 dicembre 2006, in occasione del 156° anniversario della nascita dell'artista, celebre pittore orientalista italiano, avrà luogo, alle ore 16.30 presso la sala delle conferenze del Forte Sangallo a Nettuno, la presentazione del libro introduttivo alla mostra che si svolgerà il prossimo anno.
L'iniziativa è stata promossa e organizzata dalle Associazioni Culturali "Na-Balam" e "Dinosaurs", attive da molti anni nel territorio di Anzio e Nettuno.
All'incontro parteciperanno Renata Castrucci, Commissario Prefettizio della città, Mariastella Margozzi, storico dell'arte della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, e Vincenzo Monti, esperto di storia e tradizioni di Nettuno.
Salvatore Valeri, nato a Nettuno nel 1856, studiò presso l'Accademia di San Luca a Roma e fu allievo di Cesare Maccari.
Nel 1880, appena ventiquattrenne, lasciò l'Italia per recarsi a Costantinopoli, meta privilegiata anche di altri artisti italiani della fine dell' Ottocento, quali Leonardo De Mango e Fausto Zonaro.
Il Sultano Abdul Hamid II gli affidò l'educazione artistica dei suoi tre figli e, in seguito, anche la direzione della Scuola di Belle Arti, la prima istituita nell'Impero Ottomano dal 1892, dove insegnerà per molti anni.
Prevalentemente ritrattista, Valeri si rivolse a un pubblico colto e raffinato: diplomatici europei e ufficiali dell'esercito imperiale ottomano ne apprezzarono il talento e lo stesso Sultano lo insignì di numerose onorificenze per i suoi meriti artistici.
La sua opera più famosa dal titolo "Carovana libica" colpì particolarmente l'attenzione di Adolphe Thalasso, celebre critico d'arte del tempo che visitò il suo atelier a Costantinopoli. Il quadro è attualmente esposto a Roma nella sala conferenze dell' Istituto Italiano per l'Africa e l'Oriente.
Nel 1925 Salvatore Valeri rientrò in Italia, stabilendosi a Faenza.
Successivamente tornò a Nettuno, dove morì nel 1946. (Elisa Petitta)
22.12.2006

CINEMA/TEATRO

SPOPOLA IL FILM ANTI-UE

Dorndurman_Gaymak

Grande successo in Turchia e in vari Paesi del mondo della pellicola comica "Dondurmam Gaimak" ("Ice cream, I scream") del regista Yuksel Aksu che solo per poco ha mancato la nomination per l'oscar. Storia di un gelataio che deve competere con le multinazionali e alla fine perde la battaglia.

Sta avendo un grande successo in Turchia ed in vari paesi il film comico "Dondurmam Gaimak" (Gelato alla crema) del turco Yuksel Aksu. La commedia racconta l'esilarante vicenda di un gelataio ambulante, Mastro Ali', in lotta con le grandi multinazionali del gelato, da cui si ritiene perseguitato.
Il film ha mancato per poco la nomination per l'Oscar ma ha vinto due premi al 4/o Festival di Queens negli Usa dove era rititolato "I cream, I scream".
La storia è divertente e la fresca comicità è raggiunta anche con l'uso del dialetto ella città turca mediterranea di Mugla, con l'impiego di attori presi dalla strada e con frequenti ironie popolaresche.
Il gelato artigianale prodotto da Mastro Ali si chiama "Nasip" (Grazia di Dio) ed è "fatto col latte di mucca e non con il latte in polvere e senza coloranti", ma non riesce a venderlo. Mastro Ali non riesce a capacitarsi del fatto che la gente preferisca i gelati industriali al suo gelato genuino e lo prenda in giro.
Allora Mastro Ali decide di comprarsi uno scooter a cui attacca un rimorchio anch'esso fatto in casa nella convinzione che andando casa per casa la gente si accorgerà dell'errore.
Se non che alcuni ragazzini gli rubano la moto per mangiare il gelato ma mastro Ali si convince che sono state le multinazionali come la <Malgida> e la <Manda> che, con un intrigo internazionale, hanno voluto rovinarlo - come denuncia ai gendarmi - rubandogli la moto per eliminare un pericoloso concorrente. Poi ritrova la moto ma un intellettuale locale gli spiega che quando la Turchia sarà entrata nell'Unione Europea, non potrà più fare il suo gelato artigianale perché sarà proibito in quanto poco igienico.
A questo annuncio Mastro Ali perde la pazienza ed il senno e da' in escandescenze distruggendo in una memorabile scena finale, accompagnata da una allegra musichetta, la sua gelateria.
"Ho voluto fare un film sulla estinzione di un artigiano davanti al grande capitale", ha dichiarato il regista, ma è il finale che rende il senso del film, dato che è chiaro che egli attribuisca questa capacità distruttiva delle attività artigiane non solo al grande capitale, ma anche all'Unione Europea, che nella stessa Europa ha provocato critiche analoghe. (Ansa)
22.12.2006

 

IL CONCERTO DI NATALE
Il_concerto_di_Natale_ad_Izmir

E' stato organizzato dal Consolato italiano ad Izmir. Musiche di Handel, Vivaldi, Conti e Francia.

The Italian Consulate in Izmir held its traditional Christmas concertat St. Polikarp Church this year, the Anatolia news agency reported.
The famous Hermes Consentum Musicum Orchestra of Italy, which is made up of 16 musicians, performed works by composers includingHandel, Vivaldi, Bartolomeo Conti and Nazzareno Francia. Mezzosoprano Antonella Piscitelli and violinist Ciovanni Zonna accompanied the orchestra, conducted by Chef Guiseppe Monopoli.
Italian Consul General to Izmir Michele Tommasi said that 10 years ago attendance had been limited toItalian expatriates. "This concert is a tradition now. All music lovers can attend our Christmas concert for free," said Tommasi.
The concert was well attended an appreciative audience from all walks of life in Izmir. (Turkish Daily News)
22.12.2006

 

VENDITA ON LINE

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Riguarda i costumi e gli accessori del film "L'uomo che salvò il mondo". E' uscito lunedì 18 il seguito di questa pellicola dal titolo non troppo originale "Il figlio dell'uomo che salvò il mondo".

Costumes and accessories from the Turkish film "Dünyayı Kurtaran Adamın Oğlu" (The Son of the Man Who Saves the World), which opened in Turkish movie theaters last Friday, was sold in an online auction starting Dec. 18, the Web siteorganizing the sale announced on Saturday.
The new film, a sequel to the 1982 production "Dünyayı Kurtaran Adam" (The Man Who Saves the World) starring famous Turkish action star Cüneyt Arkın, is more comedy than sci-fi.
The auction, titled "Wanted: An Astronaut to Save the World," will run through Dec. 21 at the Web site www.gittigidiyor.com. Among 33 items to be put up for auction is the original "The Man Who Saves The World" costume, worn by Arkın in the first film.
Astronaut suits worn by Gökmen (Burak Hakkı), who was lost during the "first spacewalk in Turkish history," and the costume of Kartal Kaptan (Mehmet Ali Erbil), the son of the man who saves the world (Cüneyt Arkın), are also on the block.
Among other interesting items up for grabsare "Lunatika" space dollars, a seat from the Ulubatlı space ship, the costume of Derin Su -- one of the robots that serve Zaldabar (the bad guy) -- and a space darbuka (drum), one of the instruments used in a wedding scene in the film.
Tolga Kabataş, a partner of gittigidiyor.com, told the Anatolia news agency they were very excited to hold the auction as the films have a special place in Turkish cinema. "For the first time in Turkey the costumes and accessories of a film has been put up for auction," Kabataş said, adding that they expected science-fiction fans who have watched the first film over and over again to show great interest in the auction. (Turkish Daily News)
22.12.2006

 

TURKISH FRIENDS WEEK

Teatro_di_Rifredi

 

Dall'11 al 2 febbraio prossimo Firenze sarà il centro culturale della Turchia grazie all'attivazione del Teatro di Rifredi. Il film "L'ultimo harem" di Angelo Savelli.

The city of Florence will host a colorful event titled "Turkish Friends Week" Jan. 11-Feb. 2, in which a number of cultural activities promoting Turkish culture will take place.
According to a statement released by the Italian Culture Center in Ankara, the event, jointly organized by the Rifredi Theater in Florence and the Turkish Embassy in Rome, will feature theater performances, conferences and shows.
A play titled "Last Harem," directed by Angelo Savelli, will be performed atRifredi Theater as part of the event. The play stars Turkish actress Serra Yılmaz and features references from the "Tales of 1001 Nights" and Turkish author Nazlı Eray's articles on harem life.
Based on Eray's novel, the play "Butterflies in the Mist" will be staged on Jan. 31 in the Rifredi Theater.
The event will also showcase Nobel Prize in Literature winner Orhan Pamuk's latest novel, "Istanbul," on Feb. 2 atRifredi Theater. Actors Serra Yılmaz and Mehmet Günsür will read out some parts of the novel, accompanied by photographs of Istanbul and music by Reed flautist Mercan Dede. (Turkish Daily News)
22.12.2006

 

I FUNERALI DI AHMET ERTEGUN

Centinaia di persone hanno seguito le esequie ad Istanbul del fondatore della casa <Atlantic Records>. Era figlio di un diplomatico turco.

Centinaia di persone, fra cui il ministro degli Esteri turco Abdullah Gul, hanno partecipato ad Istanbul ai funerali di Ahmet Ertegun, fondatore della casa discografica <Atlantic Records> morto a New York la scorsa settimana.
"Nessuno ha fatto, o mai farà, quel che lui ha fatto per la Turchia negli Stati Uniti", ha affermato Gul nel discorso funebre. Ertegun, che aveva 83 anni, è deceduto per le ferite riportate alla testa in una caduta lo scorso 29 novembre nel corso di un concerto dei Rolling Stones.
La <Atlantic Records>, la casa che ha lanciato fra gli altri artisti del calibro di Ray Charles o Aretha Frankin: della scuderia Atlantic (poi fusasi con la Warner) faceva parte il gotha del soul e del jazz statunitense, ma anche stelle del rock come i Led Zeppelin o Crosby, Stills, Nash and Young.
Figlio di un diplomatico turco, Ertegun ha al suo attivo anche una decina di canzoni come autore, tra cui l'hit "Chains of Love" inciso da Big Joe Turner. (Ap)
22.12.2006

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