ATTUALITA'

BUON NATALE
"Buon
Natale". Gridiamolo forte, "Buon Natale". Cerchiamo, una
volta tanto, di essere - più che coraggiosi - seri. E' mancanza di
serietà, infatti, vergognarci delle nostre antiche tradizioni, e solo
perché una minoranza - sia essa formata da relativisti, materialisti o
più semplicemente da appartenenti a religioni diverse da quella cristiana
- non vuole che si mettano più in evidenza i simboli di questa
ricorrenza. La guerra al presepe è ormai un dato di fatto, al punto che
magazzini e negozi non tengono nemmeno più i pupi da vendere, al punto
che il direttore di una elementare del Nord Italia lo ha vietato nel suo
istituto perché essendo la scuola formata da scolari a maggioranza
musulmana questi ultimi ne sarebbero rimasti turbati. Sì, avete capito
bene: turbati. Se andiamo di questo passo, il rischio tra qualche anno
sarà di ritrovarci sotto i talebani. E allora dovremmo rifugiarsi
nuovamente nelle catacombe perché magari non ci sarà permesso neppure di
entrare in chiesa. Ma non è il solo presepe ad essere sotto tiro. Adesso
lo è anche l'albero. A causa delle rimostranze di un rabbino, un
importante scalo aeroportuale degli Stati Uniti ha dovuto ritirare in
fretta e furia tutti gli addobbi natalizi, con i relativi alberi, se la
dirigenza non provvedeva subito a montare un uguale allestimento secondo i
canoni ebraici. Altrimenti il ricorso in tribunale sarebbe stato
automatico. Conclusione, ritiro immediato degli alberi di Natale non
potendo soddisfare in breve tempo i desiderata del rabbino.
Che il mondo stia cambiando (in peggio) non si può negare. E' il trionfo
della prepotenza e della sopraffazione, della violenza. L'onestà non
paga. Ad avere ragione è sempre e comunque chi urla più forte, chi
minaccia, chi uccide, chi usa il ricatto di qualunque genere come sistema.
Soprattutto chi non rispetta le regole. E questo non solo tra singoli
cittadini. Quel che peggio, è che avviene tra Governi. E - a proposito di
regole - riflettete sul comportamento disonesto dell'Unione Europea nei
confronti della Turchia. Tanto ha fatto, tanto ha detto che è riuscita -
con una delle scuse più misere - a mettere ancora una volta Ankara
nell'angolo. Cedendo alle lobbies della Grecia e di Cipro, Germania e
Francia in testa hanno stoppato i negoziati di adesione con il Paese della
Mezzaluna senza rendersi conto delle conseguenze cui andranno incontro in
particolare dal punto di vista economico. In fondo la Turchia, se saprà
andare avanti sulla strada delle riforme e se sarà legata ancora di più
alle linee strategiche di Washington - come ha fatto fino ad ora - può
fare anche a meno dell'UE. Semmai è questa che in futuro non potrà fare
a meno della Turchia tenendopresente che già adesso il Paese viene
chiamato la "Cina dell'Europa". Noi ad ogni modo ci auguriamo
che le "teste d'uovo" che guidano la politica di Bruxelles
sappiano alla fine ragionare per il meglio. Non si può sbattere la porta
ad Ankara (che pure è membro della Nato) unicamente perché il Governo
greco-cipriota fa il prepotente minacciando di ricorrere al diritto
di veto. Anzi sarebbe ora che questa istituzione venisse cancellata, una
volta per tutte, sia all'interno del Consiglio di Sicurezza dell'Onu
sia all'interno della stessa UE. Stranamentesolo adesso ci si
accorge che la Turchia è musulmana e che ha una popolazione troppo
numerosa (tra dieci anni potrebbe arrivare a 100 milioni di abitanti) tale
da ribaltare - quando e se sarà - la composizione del Parlamento europeo.
Bisognava pensarci prima e rimanere un Club ristretto, magari a
"Quindici", magari dopo avere varato la Costituzione. E' troppo
tardi per pensarci. I patti vanno rispettati, altrimenti ci si comporta
come quel tale - non ricordiamo se fosse Hitler od altri - a detta
del quale essendo i trattati semplici pezzi di carta, si possono pure stracciare.
Chiudiamo. Rinnoviamo gli auguri della redazione di "Turchia
Oggi" ai nostri affezionati lettori (si dovrebbe dire internauti) sperando che il prossimo anno -
specie per alcune regioni martoriate da attentati e massacri - sia
migliore di quello che sta per finire. (Turchia
Oggi)
22.12.2006
|
LA FIDUCIA

|
Malgrado
il rallentamento dei negoziati di adesione, la Turchia - come ha
detto il ministro degli Esteri turco Abdullah Gul - proseguirà
sulla strada delle riforme. |
L a Turchia si aspetta che i colloqui
per il suo ingresso nell'Unione Europea proseguano prima della fine
dell'anno, con l'apertura di alcuni capitoli politici del negoziato. Lo ha
detto il ministro degli Esteri Abdullah Gul il quale ha poi aggiunto
come Ankara continuerà sulla strada delle riforme pro-europee malgrado la
decisione dei 25 di rallentare i suoi negoziati di adesione con l'Unione
Europea.
''La Turchia resta vincolata all'obiettivo di un'adesione completa all'UE
Non ci sarà un allontanamento da questo obiettivo'', ha dichiarato il
ministro nel corso di una conferenza stampa. Gul ha assicurato che
malgrado la decisione dell'UE, che secondo lui ''non e' compatibile con
l'essenza delle relazioni euro-turche'', l'importanza data alle riforme
per allineare Ankara alle norme europee di democrazia e dei diritti umani
''non diminuirà, ma al contrario aumenterà''. Recentemente i Capi di
Stato e di Governo dell'UE hanno approvato la sospensione di 8 dei 35
capitoli dei negoziati di adesione all'UE della Turchia, dato che Ankara
continua a rifiutare di aprire i suoi porti e aeroporti alla Repubblica di
Cipro, contrariamente agli impegni presi prima dell'apertura delle
discussioni nell'ottobre 2005. Secondo Gul, l'Unione si è servita della
vecchia disputa cipriota come un ''pretesto'' contro il suo Paese. ''L'UE
in qualche maniera è in crisi. Diversi membri sono confusi''
sull'opportunità di un allargamento, ha spiegato il ministro turco, che
ha accusato i 25 di ''mancare di una visione strategica'' nel rallentare
il cammino europeo della Turchia. Gul si è tuttavia detto convinto che
questo stato di cose sia momentaneo. ''Si tratta di cose congiunturali, di
cose temporanee'', ha affermato, aggiungendo che crede che alla fine gli
stati membri comprenderanno l'importanza strategica del suo Paese. (Asca-Afp)
22.12.2006
|
NESSUN CEDIMENTO

|
Ankara
- attraverso il portavoce del ministero degli Esteri, Namik Tan - ha
fatto sapere che non aderirà alle richieste di Bruxelles su Cipro se prima
non le saranno tolte le sanzioni alla Rtcn. |
La Turchia non cederà sul suo
rifiuto di aprire i suoi porti e aeroporti al traffico greco-cipriota
senza ottenere prima di tutto che vengano tolte le sanzioni imposte alla
parte turca di Cipro. Lo ha affermato Namik Tan, portavoce del ministero
degli Esteri turco. ''Non abbiamo mai avuto come posizione il fare un
passo unilaterale'' senza la fine dell'isolamento commerciale della
Repubblica turca di Cipro del Nord (Rtcn, riconosciuta unicamente dalla
Turchia), ha spiegato Tan nel corso di una conferenza stampa. Lunedì 11
dicembre, i
25 hanno preso la decisione di rallentare i negoziati di adesione della
Turchia all'Unione Europea a causa del suo rifiuto di estendere alla
Repubblica di Cipro - che non riconosce - l'unione doganale che la lega al
blocco europeo. ''Abbiamo difeso con determinazione la nostra posizione,
che esclude ogni progresso fino a quando le sanzioni imposte contro la
Rtcn non saranno tolte, come aveva promesso l'UE'', ha sottolineato il
portavoce. ''Le nostre relazioni con l'UE proseguiranno d'ora in poi su
basi giuste e obiettive'', ha precisato Tan, che ha accusato l'UE di aver
''ceduto'' alle pressioni dei greco-ciprioti. (Asca-Afp)
22.12.2006
|
"ATENE HA
PAURA"
|
Secondo
il Primo Ministro turco l'Amministrazione di Costas Karamanlis non
vuole scontentare l'opposizione ed i mezzi di informazione. |
La Grecia ha paura di migliorare le
relazioni con la Turchia, perché teme la reazione di opposizione e stampa
. A sostenerlo è stato il Primo Ministro della Turchia, Recep Tayyp
Erdogan. In un'intervista al quotidiano <Eleftherotypia>, il premier
turco afferma che ''la Amministrazione di (Costas) Karamanlis ha paura di
adottare delle misure che facciano progredire le relazioni a causa
dell'opposizione e dei mezzi di informazione''. Erdogan ha quindi puntato
il dito su Cipro, accusando ''i ciprioti greci di esercitare pressione su
i media, che a loro volta esercitano pressione sul Governo'' ellenico. (Asca-Afp)
22.12.2006
|
INGRESSO NON PRIMA
DEL 2020

|
Questo
il pensiero del presidente della Commissione europea, Manuel Durao
Barroso, a proposito della Turchia. |
La Turchia non entrerà nell'Unione
Europea prima del 2020. Ne è convinto il presidente della Commissione
europea, Manuel Durao Barroso. In un'intervista al quotidiano tedesco <Die
Welt>, il capo dell'esecutivo comunitario ha affermato che "le trattative
saranno un processo di dieci o quindici anni, probabilmente addirittura più lungo, e nessuno
può prevederne l'esito". (Agr)
22.12.2006
|
L'IPOTESI
DEL REFERENDUM
|
Il
portavoce della Commissione europea, Johannes Laitenberger, ha
affermato che dovranno essere i cittadini a decidere sulla Turchia. |
"In caso di
conclusione positiva dei negoziati, c'è la possibilità che l'ingresso
della Turchia possa essere oggetto di un referendum in uno o più Stati
membri". E' quanto ha precisato Johannes Laitenberger, portavoce
sella Commissione europea, in merito ad intervista in cui il presidente
della Commissione Josè Manuel Durao Barroso ha dichiarato che "il
prossimo allargamento dell'Unione Europea sarà deciso dai cittadini, non
dagli alti funzionari o dalla diplomazia". Laitenberger ha
sottolineato che "alcuni Stati membri hanno deciso di indire un
referendum del genere, e il presidente ha fatto semplicemente riferimento
al fatto che questo ingresso" possa essere sottoposto ad un
referendum in alcuni Paesi. (Apcom)
22.12.2006
|
LA GIUSTIFICAZIONE
DI CHIRAC

|
Il
presidente francese si è detto favorevole alla sospensione dei
negoziati di adesione della Turchia all'Unione Europea. |
Il presidente francese Jacques
Chirac si è detto favorevole alla sospensione dei negoziati di adesione
della Turchia all'Unione Europea, auspicando tuttavia che le discussioni
abbiano esito positivo . La Turchia ''non ha potuto o non ha voluto
rispettare i suoi impegni'' di aprire i suoi porti e aeroporti al traffico
greco-cipriota, ha detto nel corso di una conferenza stampa al termine del
vertice europeo. I Capi di Stato e di Governo dei 25 hanno approvato oggi
a Bruxelles la decisione dei loro ministri degli Esteri di sospendere 8
dei 35 capitoli tematici dei negoziati di adesione di Ankara all'UE. ''E'
normale che, senza condannarla e senza trarre conclusioni estreme,
l'Unione Europea prenda dei provvedimenti per incitarla a tornare il più
velocemente possibile al rispetto delle regole europee, e in particolare
di quelle riguardanti le relazioni commerciali con Cipro'', ha
sottolineato Chirac. Il presidente francese ha spiegato di essersi
''sempre pronunciato a favore dei negoziati, sapendo perfettamente che
questi negoziati saranno lunghi e difficili'' a causa dell'importanza
delle riforme richieste. ''Non so quale sarà il risultato di tutto ciò,
ma noi auspichiamo che questi negoziati proseguano fino a un risultato
positivo'', ha concluso. (Asca-Afp)
22.12.2006
|
IL DILEMMA NON
TROVA UNA SOLUZIONE

|
Quel
che pensa della <questione Turchia> il professor Carlo
Altomonte, già consulente presso la Commissione economica e
monetaria del Parlamento europeo a Bruxelles. |
Alla fine, dato che la Turchia ha
rifiutato di applicare a Cipro, membro dell'UE, le disposizioni
dell'unione dogaale previste dal protocollo di Ankara, il Consiglio
d'Europa ha deciso di ratificare la raccomandazione della Commissione e
di congelare 8 dei 35 capitoli previsti dai negoziati d'adesione. Un
colpo d'arresto che ha riaperto il dibattito sull'opportunità stessa
dell'adesione della Turchia e dato il fianco a chi crede che il
partenariato sia una forma più appropriata di cooperazione con un paese
spesso visto come estraneo culturalmente e geograficamente all'identità
europea.
Ne abbiamo parlato con il professor Carlo Altomonte, già consulente
presso la Commissione economica e monetaria del Parlamento Europeo
(Bruxelles) e la <Division of Transnational Corporations dell'Unctad> (Onu
- Ginevra), e attualmente coordinatore del modulo di <European Affairs
del Master in International Affairs> dell'Ispi (Milano).
- Professore, i detrattori
dell'adesione turca all'Unione Europea avanzano dubbi
sull'appartenenza geografica e culturale della Turchia all'Europa.
Quanto è fondata questa obiezione?
A norma di trattato non è affatto fondata. L'articolo otto,
infatti, dice che ogni Stato europeo può far parte dell'Unione e
siccome la Turchia ha una parte europea, tecnicamente può farne parte.
Culturalmente bisogna intendersi, perché l'unico criterio per aderire
all'UE è quello cosiddetto politico di Copenaghen che dispone che un
paese debba essere una democrazia stabile che rispetti i diritti umani e
tuteli le minoranze. È l'unico tratto culturale che il trattato
richiede e la Turchia, secondo la Commissione europea e per decisione
unanime del Consiglio europeo del dicembre dell'anno scorso, soddisfa
questo criterio.
- In molti avanzano il problema
dell'incompatibilità religiosa della Turchia con l'identità europea.
Quello dell'UE è un trattato laico in cui l'unico valore che
viene riconosciuto è la libertà individuale e quindi, s'immagina,
anche la libertà di culto. Se il problema sono invece le nostre relazioni
col mondo islamico, chi si oppone all'adesione della Turchia su queste
basi sappia che da qui a 15 anni agli attuali tassi d'immigrazione ci
saranno 40 milioni di cittadini islamici in Europa concentrati nelle
grandi città e il 50% avrà meno trent'anni. Il problema delle
relazioni col mondo islamico si pone comunque, anche senza la Turchia.
- Queste posizioni non sono la
traduzione politica della resistenza degli europei che si è manifestata
con il no dei referendum francese e olandese?
Eliminato il problema del paravento culturale del no
all'adesione turca che mi sembra più che altro demagogico e
strumentale, esiste un problema più generale legato alla volontà dei
cittadini europei di allargarsi e condividere la loro area di pace e
prosperità con altri Paesi. Penso che l'atteggiamento anti-allargamento
come c'è per la Turchia possa esserci per l'Albania, la Bosnia, la
Serbia e per tutti i Paesi che prima o poi entreranno a far parte del
bacino d'influenza dell'UE. C'è un po' quella che la Commissione
ha chiamato "fatica dell'allargamento". Portare l'UE da 15 a 25 a
27 è stato un passo molto ampio che ha portato a numerosi compromessi e
all'uso intensivo delle poche risorse a disposizione e in un periodo di
magra crescita economica la gente lo percepisce.
- Dopo il no francese in molti,
soprattutto Chirac, hanno messo l'accento sul concetto, peraltro
ratificato dalla Commissione, di "capacità d'assorbimento" dell'UE
e cominciato a parlare di partenariati privilegiati per i candidati
all'adesione. Di cosa si tratta esattamente, di un escamotage per
bloccare l'allargamento alla Turchia e trovare altre forme di
cooperazione?
Se si vuole veramente bene all'Europa e alla Turchia e quindi
si vuole che la Turchia entri nell'Unione che noi conosciamo, ci si deve
chiedere se l'UE oggi è in grado di esprimere le stesse politiche con
la Turchia. La risposta è no, perché non ci sono le risorse per far
entrare un paese con 75milioni di abitanti con un pil pro-capite al 40%
della media comunitaria. Se noi continuiamo a dirci che il bilancio
europeo non può superare l'1.24% del Pil dell'UE, o rinunciamo alla
politica regionale per i paesi attualmente membri o la Turchia entra senza
politica regionale. A quel punto però entrerebbe in una cosa diversa
dall'UE che conosciamo, entrerebbe in un'Unione dove non c'è più
la solidarietà territoriale. Entrerebbe in un'area di libero scambio.
Per cui finché non riformiamo le nostre istituzione, il bilancio, la
Commissione, finché non si fanno tutte queste cose, spazio per la Turchia
a politiche invariate non ce n'è. Far entrare la Turchia vorrebbe dire
cambiare la natura delle nostre politiche. Giustamente molti non ci
stanno.
- Il partenariato privilegiato
è una soluzione?
Il partenariato
consiste nell'identificare dentro il percorso di adesione i capitoli
principali da chiudere subito per iniziare a cooperare su cose serie senza
rinviare perché chi vuole bene alla Turchia sa che bloccare l'adesione
e rallentarne il processo artificialmente in attesa che l'UE si decida,
apre lo spazio a interpretazioni nazionalistiche e demagogiche come è
successo in questi giorni. Onde evitare questo si dice: prendiamo alcuni
capitoli dell'adesione su cui siamo pronti e che sono strategici -
emigrazione, energia, politica estera etc. - chiudiamoli subito
nell'ambito di un partenariato privilegiato, e poi usiamoli come mattoni
nell'ambito di un futuro negoziato di adesione. In questo passaggio
finale Chirac, ad esempio, non ci segue.
- Il partenariato è
un'alternativa o una passaggio verso l'adesione?
Il problema è che in malafede molti lo vedono come alternativo
per sempre all'adesione, ma chi vuole evitare che l'allargamento ai
turchi diventi uno strumento demagogico di politica elettorale
all'interno della Turchia e dell'UE dovrebbe dire che si assicurino
subito una serie di capitoli fondamentali del negoziato con l'impegno
reciproco di portare avanti anche gli altri fino alla fine. Il
partenariato lo vedo come un'alternativa di breve periodo, ma qui i miei
amici francesi non ci stanno.
- Quali sono, invece, le
motivazioni dei partigiani della Turchia, come la Gran Bretagna o la
stessa Italia?
Quello che vedono inglesi e italiani nella Turchia è un mercato
di 75 milioni di persone che cresce il 7% l'anno in un'area strategica
- da lì passano tutti i nuovi oleodotti che arrivano nel Mediterraneo
evitando la Russia - in un'area di importante espansione economica e
porta d'ingresso privilegiato verso il Medio Oriente, un'area
geopolitica di rilevanza fondamentale nel mediterraneo. È ovvio che paesi
storicamente interessati alle relazioni commerciali e politiche con il
Medio Oriente diciamo Orientale - la Francia ad esempio è più
interessata alla costa Sud, al Libano - vedano nella Turchia tutti i benefici dell'adesione. Se ci fossero le condizioni istituzionali e di
bilancio per me potrebbe entrare domani tanto sono ovvi i vantaggi
economici e politici. Del resto se non ci fossero non ne staremo neanche
parlando. (Carlo Altomonte con Luca Sebastiani/CafèEUropa)
22.12.2006
|
NECESSARIO
L'INGRESSO

|
Fautore
del proseguimento dei negoziati di adesione della Turchia all'Unione
Europea il patriarca armeno di Istanbul,Mesrob II. |
No ad una Turchia fuori dall'Unione
Europea. Lo ha detto chiaramente anche Mesrob II, il patriarca armeno che
da Istanbul ha fatto appello ai Paesi membri perché continuino i
negoziati di adesione con il Paese della Mezzaluna.
Mesrob II ha anche inviato una lettera a tutti i Capi di Stato e di
Governo, teste coronate e ministri degli Esteri dell'Unione. Nella
missiva, il patriarca ha sottolineato come l'ingresso della Turchia in
Europa sia stato fortemente voluto dal Paese fin dai tempi di Mustafa
Kemal Ataturk. Nella lettera si fa preciso riferimento alla piega che
hanno assunto i negoziati di adesione e si legge: "L'Europa non deve
prendere decisioni riguardo all'interruzione delle trattative che
prevedono l'imposizione di posizioni unilaterali, ignorando le richieste
dall'altra parte".
la lettera continua sottolineando l'importanza dell'ingresso del Paese
nell'Unione Europea e che gli sforzi della Turchia vanno sostenuti. Mesrob
II ha voluto anche parlare dei diritti umani e di quelli della minoranze
religiose, che avrebbero fatto passi enormi rispetto alla condizione in
cui versavano dieci anni fa. (Apcom)
22.12.2006
|
I
FAVOREVOLI

|
Sono
il 54% i turchi - secondo un ultimo sondaggio - che vogliono entrare
nell'Unione Europea. |
Secondo l'Eurobarometro
"autunnale" pubblicato dalla Commissione europea sono più della
maggioranza i cittadini turchi che - nonostante le turbolenze nei
negoziati con Bruxelles - sono favorevoli all'adesione all'UE. Più
precisamente, si tratta del 54%. Un dato incoraggiante rispetto ai
sondaggi circolati nelle scorse settimane che davano la popolarità
dell'UE crollata al di sotto del 50%. Anche se occorre sottolineare che il
dato odierno è basato su interviste condotte tre mesi fa, nel periodo dal
6 settembre al 4 ottobre 2006. (da Apcom)
22.12.2006
|
SEZER
"DICHIARA GUERRA"

|
Il
presidente della Repubblica turca per la prima volta ha parlato di
elezioni anticipate nel Paese. L'incontro con il capo del Partito
nazionalista, Devlet Bahceli. |
Sembra una dichiarazione di guerra e
forse la realtà non è poi così lontana. Ahmet Necdet Sezer, presidente
della Repubblica turca, ha parlato per la prima volta di elezioni
anticipate. "Bisogna votare per il rinnovo dell'Assemblea Nazionale in aprile -
ha detto Sezer - perché a maggio c'è l'elezione del Capo dello Stato e
questo deve essere scelto da un Parlamento rinnovato". Parole che
erano state riportate in prima pagine dal quotidiano <Milliyet> e
che in Turchia assumono un significato tutto particolare. Soprattutto se
si considera che Sezer le ha pronunciate subito dopoun incontro con
Devlet Bahceli, presidente del Mhp, il Partito nazionalista turco,
formazione che ha poco a che vedere con il capo dello Stato, uomo di note
posizioni laiche, democratiche e kemaliste.
Ma Sezer e Bahceli, per motivi diversi hanno in comune un obiettivo:
l'isolamento di Recep Tayyip Erdogan e del suo Akp, prima che riesca ad
impadronirsi della più alta carica istituzionale dello Stato, dopo aver
fatto suoi i due terzi del Parlamento. Un obiettivo comune che parte da
istanze diverse. Da una parte la difesa dei valori laici e democratici, da
parte del presidente Sezer.Per il Mhp, che in questo momento è il terzo
partito e in ascesa secondo i sondaggi, la possibilità di entrare
nell'Assemblea Nazionale e rompere lo strapotere di una destra
filo-islamica che - ad una destra nazionalista e laica come quella di
Bahceli - piace poco. (da Apcom)
22.12.2006 |
SECCA
REPLICA

|
Il
premier turco Recep Tayyip Erdogan ha risposto alle
dichiarazioni del Capo delle Stato: "Le elezioni si terranno
normalmente a novembre". |
Solo poche parole, ma molto secche e
rilanciate da tutti giornali. Recep Tayyip Erdogan ha risposto
immediatamente alle dichiarazioni rilasciate dal presidente della
Repubblica Ahmet Necdet Sezer che invocava l'anticipo del voto per il
rinnovo del Parlamento ad aprile, anziché a novembre, per fare eleggere
il Capo dello Stato a maggio da una assemblea nuova. "Pensavo che da
parte sua vi fosse fedeltà alla Costituzione e alla superiorità della
legge", ha detto Erdogan, rivolgendosi direttamente al Capo dello
Stato, per poi aggiungere: "Questo Parlamento eleggerà il presidente
della Repubblica nei tempi previsti dalla legge e anche le elezioni
generali avverranno nei tempi previsti dalla legge". (Apcom)
22.12.2006
|
CONTATTATO
IL GENIO
PUBBLICITARIO
|
E'
Ali Taran i cui servigi - per le elezioni politiche del prossimo
anno - vorrebbe accaparrarsi il Primo Ministro turco. |
Il premier turco Recep Tayyip
Erdogan si prepara alla campagna elettorale e affila le armi. Negli
ambienti politici si mormora con insistenza che il Primo Ministro abbia
reclutato Ali Taran per la prossima campagna dell'Akp. Stando al
calendario elettorale le elezioni si terranno il prossimo 4 novembre.
Taran è considerato il genio della comunicazione turca ed in passato ha
già lavorato per altri politici di spicco come Mesut Yilmaz e Tansu
Ciller. I bene informati dicono che ci sia stato un primo incontro con i
vertici dell'Akp ma che non sia stato ancora firmato il cntratto. (Apcom)
22.12.2006 |
NASCE
PARTITO ISLAMICO
DI SINISTRA
|
I
fondatori vengono da esperienze politiche diametralmente diverse.
Ala base del programma i valori di giustizia, sviluppo, libertà e
solidarietà. |
Un altro partito si appresta ad
entrare nell'arena politica turca, con un orientamento decisamente
particolare. Sarà infatti un partito islamico e di sinistra, capace di
fondere le caratteristiche principali di entrambe le componenti. I
fondatori vengono da esperienze politiche diametralmente opposte. Da una
parte Ertugul Gunday, dirigente del Chp, il principale partito di
opposizione nel Paese, e dall'altra Mehmet Bekaroglu, appartenente al
Partito Islamico della Felicità (Saadet partisi) lo stesso che aveva
promesso un milione di persone in piazza contro il Pontefice.
Parlando con l'agenzia stampa <Anka>, Gunday ha dichiarato che
stanno preparando la nascita di questo nuovo movimento da sei mesi e che
potrebbero entrare farvi parte personalità dell'estrema destra e
dell'estrema sinistra, nonché componenti curde, alevite ed esponenti
delle associazioni per i diritti umani. Alla base del partito un programma
ispirato ai valori di giustizia, sviluppo, libertà e solidarietà.
"I partiti tradizionali come quello al Governo e il Chp hanno
stancato - ha detto Gubday - Il popolo turco ha bisogno di formazioni
dinamiche, che sappiano promuovere nuovi stimoli e piattaforme di
programma innovative". (Apcom)
22.12.2006 |
SOLUZIONE
NEGOZIATA
|
Secondo
la Turchia la questione del Kosovo va affrontata nel contesto e con
l'aiuto della comunità internazionale. |
Il ministro della Difesa zerbo,
Zoran Stankovic, recentemente recatosi in visita ufficiale in Turchia, ha
affermato che il Governo di Ankara si è espresso a favore di una
soluzione negoziata sul problema del futuro del Kosovo, la provincia serba
a maggioranza etnica albanese amministrata dall'Onu dal 1999. La Turchia
è convinta che la soluzione può essere trovata nel contesto e con
l'aiuto della comunità internazionale. (Apcom)
22.12.2006 |
SOCIETA'
IMMIGRAZIONE

|
La
Turchia potrebbe rallentare la sua cooperazione con l'UE nella
neutralizzazione dei flussi dei clandestini se alcuni Paesi
continueranno a scaricarli sulle sue coste. |
La Turchia potrebbe rallentare la
sua cooperazione con l'Unione Europea nella neutralizzazione dei flussi di
immigrati clandestini diretti in Europa, se alcuni Paesi come, in
particolare, la Grecia, continueranno a scaricare loro clandestini in
Turchia e se l'UE non parteciperà alle spese sostenute da Ankara per
fermare i clandestini di passaggio sul territorio turco. Lo ha affermato
in un'intervista esclusiva all'Ansa il direttore generale della sicurezza
e responsabile per l'Immigrazione del ministero dell'Interno turco, Mehmet
Terzioglu.
"Non possiamo garantire che in tali condizioni continueremo a fare a
lungo da gendarmi alle porte dell'Europa senza alcun corrispettivo e per
giunta venendo considerati da alcuni Paesi come un deposito in cui
scaricare i loro clandestini", ha affermato l'alto funzionario turco.
L'UE, che ha sospeso il negoziato di adesione della Turchia su 8 dei
35 capitoli negoziali, prevede di continuare il negoziato su tutti gli
altri, tra cui il capitolo 24 (Giustizia, sicurezza e libertà) che
include le questioni dell'emigrazione.
"La Turchia - ha spiegato Terzioglu - attualmente ferma circa 50 mila
emigranti clandestini all'anno, il 10% circa del totale che arriva in
Europa ogni anno da varie parti del mondo.
E per questo l'UE non spende una lira. Nel frattempo l'UE fa pressioni
sulla Turchia per concludere un accordo di riammissione, ma in cambio non
ci dà un euro, perché non facciamo parte dell'UE. E per esempio non
finanzia un campo di raccolta e assistenza per i clandestini in Turchia".
"Anzi - ha continuato l'alto funzionario turco - alcuni Paesi europei
scaricano in Turchia clandestini non turchi che non sono nemmeno passati
dalla Turchia. Se si vuole un accordo di riammissione generale, noi
vogliamo garanzie che si tratti di un accordo serio e, cioè, che non sia
applicato a senso unico, come avviene ora, specie con la Grecia, con la
quale, pure, abbiamo un accordo di riammissione sistematicamente violato
da Atene. Occorre perciò che l'UE faccia pressioni anche sulla
Grecia".
"La maggior parte dei paesi dell'UE mostra di infischiarsene dei
nostri sforzi perché essi sono certi del fatto che la nostra
collaborazione continuerà e che noi faremo sempre da gendarmi gratuiti
alle porte dell'Europa. Noi spendiamo molti soldi per fermare i
clandestini. I contribuenti potrebbero chiedere conto al Governo e dire:
'se l'UE si comporta male con noi perché dovremmo loro fare un favore?'.
Non possiamo perciò garantire che resisteremo a lungo e che continueremo
per sempre a fermare i clandestini", ha aggiunto Terzioglu. (Denaro.it)
22.12.2006
|
LA
PROTESTA
FORTE
DEGLI INSEGNANTI
|
Le
rivendicazioni del sindacato di categoria al Governo Erdogan per
sollecitare miglioramenti per quanto riguarda sia la parte economica che
quella normativa. |
Gli insegnanti
turchi sono in fermento. Il sindacato ha fatto presente al Governo alcune
rivendicazioni riguardanti soprattutto gli stipendi e le difficoltà nelle
quali spesso sono costretti a svolgere il loro lavoro.
"Gli insegnati dovrebbero essere un buon esempio per i loro studenti
- ha detto il presidente del sindacato Suayip Ozcan - Ai tempi di Ataturk
c'era una grande considerazione nei confronti della nostra categoria.
Adesso siamo trattati come uscieri. Soprattutto nell'est del Paese ci sono
persone che sono letteralmente impossibilitate a svolgere il loro lavoro a
causa di minacce e disfunzioni sistema". Il sindacato ha
inoltre sottolineato la necessità di investire maggiormente nel settore,
sia aumentando gli stipendi, sia migliorando le infrastrutture.
"Il rischio più grave - ha sottolineato Turan Yazgan, direttore
della Fondazione per gli studi sul mondo turco - è che la mancanza di
aspettative e di interventi nel settore renda il corpo insegnanti sempre
meno motivato, con conseguente calo nella qualità del sistema
dell'istruzione". (Apcom)
22.12.2006
|
PENSIONATI CHE
ANCORA
LAVORANO
|
In
Turchia su 100 ben 58 - dopo essere andati in quiescenza - si
adattano a fare qualche cosa per poter sopravvivere. |
In Turchia ogni 100 pensionati 58
continuano a lavorare. Il dato shock è dell'Istituto Nazionale di
Statistica. Stando alle tabelle rese note dalla previdenza sociale,
attualmente in Turchia ci sarebbero 7 milioni 164.000 pensionati. Di
questi, 4 milioni e 14.000 continuerebbero a lavorare, il più delle volte
in nero per poter arrivare in modo dignitoso alla fine del mese. Il dato
si è aggravato negli ultimi anni. Nel 2001 su 5.977.000 milioni di
pensionati a non lavorare erano 3.167.000. nel 2002 su 100 pensionati,
lavoravano in 54, nel 2003 si era scesi a 50. Adesso la percentuale è
tornata a salire vertiginosamente, colpa probabilmente dell'aumento
dell'inflazione e della diminuzione del potere di acquisto. (Apcom)
22.12.2006
|
LAVORATORI
TURCHI: UNA META'
E' INFELICE
|
Il
sondaggio è stato fatto dalla <Kelly Services> su 70 mila
dipendenti. Opinione poco buona sui datori di lavoro. |
I lavoratori turchi?
Degli infelici. A dirlo è uno studio condotto in ventotto Paesi, e tra
questi la Turchia, dalla <Kelly Services> su 70 mila persone. Il
risultato è stato che i lavoratori del Paese della Mezzaluna sono tra i
più infelici in assoluto, con oltre il 50%.
Gli unici che sembrano divertirsi sono quelli che lavorano nel settore
viaggi e intrattenimento, dove la percentuale dei felici è del 71%,
Brutte notizie per i datori lavoro. Una voce del sondaggio, infatti,
riguardava il giudizio dei dipendenti nei confronti dei loro superiori.
buono appena un 6.5% . (Apcom)
22.12.2006
|
EURASIA
E DIALOGO

|
In
un momento in cui il mondo sembra sconvolto dalle guerra, più che
encomiabile il lavoro che sta facendo un ristretto numero di turchi
in questa regione. |
Amid the
conflicts and disagreements in many parts of the world, a small number of
Turks are working to pave the way for dialogue in the Eurasia region.
Diyalog Avrasya (Dialogue Eurasia), a publication of the Dialogue-Eurasia
Platform, has been the voice of common sense in 17 countries, from
Moldavia to Mongolia, since its founding in 2000.
A quarterly published in Turkish and Russian, DA adopts an approach to
conflict with reconciliation, using the slogan, "Dialogue starts with
'yes.'"
DA representatives recently gathered in Istanbul and discussed the latest
developments in the Eurasia region.
The meeting chaired by General Coordinator Cengiz Simsek was attended by
Turkmenistan representative Cemil Yildiz, Ukraine representative Gokhan
Demir, Kyrgyzstan representative Mustafa Baskurt, St. Petersburg
representative Selman Gulan, Tatarstan representative Rasim Husnitdinov,
Moldavia representative Mehmet Kaya, Georgia representative Fatih Demir,
Kazakhstan representative Ali Celikbas and Russian Federation Coordinator
Ali Sami Yildirim.
In his address, Cengiz Simsek stressed that their ideology was knowledge
and love, and that convergence, compromise and understanding constituted
the backbone of their policy.
DA Georgia representative Fatih Demir noted that the head of their
Editorial Board was Giuli Alasania, mother of Georgian President Mikhail
Saakasvili.
Demir said that DA was very well known in Georgian politics and
bureaucracy. Kyrgyzstan representative Mustafa Baskurt recalled that the
journal reached 40 deputies out of 75.
Moldavia representative Mehmet Kaya quoted the President of the Moldavian
Parliament, Marian Kuru, who asserted that DA would be known all over the
world in the future.
Renowned Kyrgyz writer Cengiz Aytmatov, who also serves on the journal's
advisory board, described DA as "the business card of Eurasia."
Garnering an overwhelming interest in the countries where it is published,
DA, which has a circulation of 16,000, also brings together Eurasia's
famous writers, intellectuals and civil society volunteers.
In addition, opinions and essays of leading politicians frequently appear
in the journal.
The journal's advisory board includes Cengiz Aytmatov, Halil Inalcik,
Kemal Karpat, Serif Mardin, Ilber Ortayli, Halit Refig and Mete Tuncay.
Leading figures such as Mehmet Altan, Toktamis Ates, Besir Ayvazoglu, and
Edibe Sozen serve on the editorial board. (Emre Soncan/Zaman)
22.12.2006
|
PRIMO OSPIZIO
PER ANZIANI TURCHI
A BERLINO

|
L'istituto
- inaugurato poco più di una settimana fa - si trova a
Kreuzberg, un quartiere che ospita la più densa comunità turca
fuori della madrepatria. |
La prima casa di riposo
per turchi di tutta la Germania ha aperto il 15 dicembre scorso i suoi
battenti nel quartiere multietnico berlinese di Kreuzberg. la lunedì poi
sono cominciate le accettazioni.
Come ha sottolineato a Berlino il segretario generale della comunità
turca, Celal Altun, l'istituzione sarà molto attenta alle esigenze
religiose e culturali degli anziani ospiti. Sebbene in Germania vivano 2.4
milioni di turchi e circa 350 mila siano ormai in età pensionabile,
finora non c'era nessun ospizio per soli anziani turchi. Solo a Duisburg,
in Nordreno-Vestfalia, esiste da dieci anni una istituzione multietnica.
A Berlino invece il nuovo istituto Turk Huzur Evi (Casa turca del
benessere), nato da un accordo tra la comunità turca della capitale e le
<Cliniche di Marsiglia> (uno dei principali gruppi in Germania per
l'assistenza alla terza età), è stata ritagliato alle esigenze dei
turchi, arrivati in Germania intorno agli anni '60 del secolo scorso con
l'idea di lavorare finché possibile, risparmiare un po' di soldi e
tornare per la vecchiaia in patria.
Come per molte altre comunità straniere in Germania, molti sono rimasti
invece qui per stare con figli e nipoti anche perché dopo decenni di vita
in Paesi del Nord Europa hanno perso la voglia e la capacità di vivere
nelle condizioni dei rispettivi Paesi.
Anche se le tradizioni continuano a fare presa sulla comunità, la vita in
Germania ha un effetto disgregante sulle famiglie turche: i giovani spesso
vanno a vivere in altre zone oppure non è possibile abitare tutti
insieme. Molti esponenti della prima generazione però non parlano ancora
il tedesco, e quindi potrebbero avere difficoltà a farsi curare. Da qui
la necessità di una casa di cura per turchi, come ha spiegato Celal Altun.
L'istituto di Kreuzberg - il quartiere berlinese che ospita la più densa
comunità turca fuori del Paese natio - ha 155 posti letto, un'area per le
preghiere, e personale che parla turco altre al tedesco. Molta attenzione
sarà prestata anche alla divisione tra uomini e donne, secondo la
tradizione e la fede musulmana. (Ansa)
22.12.2006
|
<BIANET>,OLTRE LA NOTIZIA

|
Rete di informazione
indipendente (www.bianet.org),
è una delle più interessanti realtà in Turchia. Un sito internet ma non solo.
Il coordinatore del progetto, Ertuğrul Kürkçü.
|
-
Come nasce il
progetto?
Le nostre riflessioni sullo stato dei media in Turchia ci hanno portato a
<Bianet>. Nel nostro paese il mondo dei media è dominato dai grandi
investitori. Esistono solamente tre piccoli giornali di opposizione, Birgün,
Evrensel e Gündem, che non riescono a sopravvivere nella logica del
mercato, hanno tutti difficoltà finanziarie e sono oberati dai debiti.
All'interno della logica di mercato è difficile far sopravvivere un
giornalismo indipendente. Noi abbiamo pensato due cose: mettere in piedi
una strategia della comunicazione alternativa al mercato e lottare per
questo e presentare un nostro progetto di comunicazione, un agenzia di
informazioni. In seguito abbiamo fatto delle indagini sul campo dalle
quali è emerso che la cosa di cui si sente maggior bisogno, oltre ad
un'agenzia di stampa indipendente, è la creazione di sinergie tra le
fonti d'informazione indipendenti che esistono nel paese.
Successivamente abbiamo fatto una riunione ad Ankara coinvolgendo anche le
radio private, che a partire dagli anni '80 costituiscono una realtà
importante. Dalla riunione sono emersi quattro bisogni fondamentali: una
sorta di banca delle notizie nella quale raccogliere il flusso di notizie
che provengono da tutte le fonti indipendenti del paese. Secondo, la
formazione professionale dei giornalisti. Terzo, e questo vale soprattutto
per le radio, il bisogno di avere programmi di qualità, nei quali si
parlasse dei problemi della gente. Infine assistenza e consulenza legale.
Abbiamo coinvolto un centinaio di persone, accademici, giornalisti,
produttori radio. Ci sostengono nel progetto l'Ordine degli Architetti,
quello dei Medici, e poi c'è una piccola fondazione che abbiamo creato.
Per quanto riguarda l'aspetto finanziario, perché comunque si trattava
di un progetto molto costoso, lo abbiamo risolto con i finanziamenti
dell'Unione europea. Finalmente nel 2002 con un'assemblea nazionale a
Izmir il progetto ha preso concretamente il via.
La nostra attività prinicipale è rappresentata dal centro di informazioni
che si basa su di un largo uso di internet e su lavoro volontario che ci
ha portato ad avere un gran numero di corrispondenti locali, di radio e
giornali locali. Noi di fatto non facciamo altro che amplificare questa
realtà.
- In pratica
come funziona il
vostro sito?
I corrispondenti locali, della carta stampata o della radio, scrivono e
pubblicano le loro notizie autonomamente. Noi le riprendiamo e ci
lavoriamo sopra, per capire cosa manca, come è possibile integrarle. La
notizia originaria viene così integrata da altre e dall'opinione di
esperti che collaborano con noi. In questo modo produciamo una notizia che
vada al di là dell'effetto locale.
Ci interessa poi anche vedere in che modo un fatto di portata nazionale si
riflette nelle differenti realtà locali. Ad esempio lo sciopero degli
insegnanti, seguiamo come si articola nelle diverse realtà locali per
arrivare ad un quadro completo e variegato della realtà razionale.
Un altro importante aspetto della nostra relazione con i media locali è
rappresentato dalla formazione. Sempre utilizzando i fondi dell'Unione
europea, organizziamo seminari di formazione. Fino ad oggi sono stati
coinvolti circa 1000 giornalisti.
Abbiamo poi pubblicato cinque libri di base sul lavoro del giornalista e
sul mondo della comunicazione. Poi c'è la formazione diretta alla
società civile, seminari sul diritto all'informazione o sui diritti
umani. Abbiamo collaborato anche con le associazioni che si occupano di
diritti umani, della questione femminile o dei diritti dell'infanzia,
organizzando seminari che dessero loro delle dritte su come rapportarsi al
mondo dell'informazione ed acquisire visibilità.
Tutte queste attività ci hanno permesso di creare un ambiente molto
dinamico e vivace. Noi non vendiamo notizie e questo ha creato una
relazione fondata sulla fiducia e una sorta di legame morale. Poi ci sono
i programmi per la radio. Ne abbiamo prodotti di tre tipi, sui diritti
delle donne e dei minori ed i diritti umani in genere. Sono utilizzati
soprattutto dalle radio locali che tradizionalmente avevano una
programmazione basata su programmi di intrattenimento e chiacchiere. E'
stata un'iniziativa che ha rafforzato i nostri legami con la realtà
delle radio locali. Infine c'è la consulenza legale. Quando
l'avvocato di una radio o di un giornale locale si trova in difficoltà
nella causa in cui è impegnato può consultare gli esperti che
collaborano con noi. Un nostro redattore poi periodicamente chiama radio e
giornali locali informandosi se ci sono problemi e questo con il tempo ha
formato legami forti. In totale sono circa 100 le realtà locali che si
rivolgono a noi ogni anno per una consulenza legale.
- Voi pubblicate un
rapporto trimestrale sullo stato dell'informazione e della libertà di
espressione nel paese. Qual è la situazione da questo punto di vista?
Rispetto all'ultimo anno la nostra valutazione è questa: non solamente
gli scrittori famosi ma anche molti scrittori sconosciuti si trovano ad
avere a che fare con l'articolo 301. Che questo articolo del
nuovo codice penale introdotto nel 2005 sarebbe stato una sorta di bomba
ad orologeria noi giornalisti lo avevamo detto fin dall'inizio.
All'epoca però, nessuno se ne era occupato. Al contrario, tutti avevano
accolto il nuovo codice in modo entusiastico. E adesso ne paghiamo le
conseguenze.
Nel nostro Paese il ministro della Giustizia può intervenire influenzando
le decisioni della magistratura, che non è indipendente nel senso pieno
del termine. Ultimamente ad esempio il ministro ha usato questa sua
prerogativa per evitare che Orhan Pamuk finisse in carcere. Il problema è
che potrebbe utilizzare questa sua prerogativa anche in senso contrario,
per far incarcerare qualcuno e questo rappresenta un pericolo.
La magistratura in gran parte sta resistendo alle riforme in corso. Le
cose qui vanno così, grazie al nuovo codice, e non so se esistano casi
analoghi nel mondo: un comune cittadino sporge denuncia e automaticamente
il giudice apre un procedimento. Una volta questa iniziativa era
competenza della polizia, adesso chiunque può dare il via ad un'azione
giudiziaria. In conclusione nell'ultimo anno si sono fatti passi
indietro in tema di libertà d'espressione. I cittadini sporgono
denuncia, il giudice apre un procedimento e poi si arriva
all'assoluzione. Questo è il meccanismo che vediamo all'opera negli
ultimi tempi. La realtà è che non si dovrebbe nemmeno arrivare
all'apertura di un procedimento giudiziario.
- I giornalisti continuano a
finire in carcere...
Ci sono attualmente quattro persone che aspettano di essere condannate ed
attendono la decisione della Corte di Cassazione.
- Rispetto all'articolo 301
il ministro della Giustizia dice che esistono articoli simili in Europa, e
si riferisce all'Italia. L'articolo italiano parla di vilipendio al
popolo italiano e non all'italianità...
Si, è così e poi se anche articoli simili esistono, non vengono
applicati. Il punto è che paura ed auto-censura come meccanismi automatici
sono tornati a rimettersi in moto.
Prendiamo il caso recente del Prof. Yayla sul conto del quale è stato
aperto un procedimento giudiziario per un suo discorso in cui parlava di
Ataturk. Mi sono piaciute le sue parole "il vero problema è che quando
sto per dire qualcosa non dovrebbe nemmeno passarmi per la testa la
domanda - E se poi mi succede qualcosa? - se lo faccio significa che non
è cambiato granché".
Questo è il succo del problema. Certo ci sono stati alcuni miglioramenti
negli ultimi tempi ma le persone continuano a pensare "E se poi mi
succede qualcosa?" quando si tratta di argomenti tabù come le forze
armate, la questione curda oppure la religione. In modo automatico si
pongono questa domanda. Per quanto ci riguarda siamo convinti che ci si
possa occupare di queste argomenti delicati usando un linguaggio diverso,
fino a questo momento noi non abbiamo avuto nessun problema. Cerchiamo di
non perdere la misura, magari affrontando la questione da una prospettiva
diversa. Certo abbiamo avuto aggressioni e pressioni, magari da parte di
altri organi di stampa, che però hanno finito per farci pubblicità.
- Si riformerà l'articolo
301?
Io credo che lo possano fare ma non lo faranno. Per quanto riguarda la
libertà di espressione io credo che il problema più importante è
rappresentato dalla questione economica. In Turchia i media più popolari
si muovono in accordo con il governo e lo stato. Sulla questione armena,
ad esempio, la pensano come lo stato.
Perché hanno paura?
No, semplicemente perché hanno interessi comuni. In Turchia lo stato è
ancora la principale forza economica, in Turchia il successo economico è
ancora molto legato all'appoggio dello Stato, questa è la ragione.
Lo Stato ha ancora una grande forza, se vuole può far fallire qualsiasi
iniziativa economica in un giorno oppure decretarne il successo. Quindi
avere buone relazioni con lo stato è molto importante per i grandi gruppi
dei media. In Turchia non dobbiamo dimenticare che i grandi giornali non
sono solamente giornali, sono parte di grandi gruppi economici, delle
holding. Difficile quindi pensare ad una dose critica che vada al di là
di un certo limite. Nel nostro paese i giornali non sono il luogo dove si
producono nuove idee, i media di grande diffusione non svolgono il compito
di critica, lo devono fare realtà come la nostra. Come dice Ignacio
Ramonet serve ora un quinto potere
-
Ramonet era
uno degli ospiti del convegno internazionale sui media indipendenti che
avete organizzato nelle scorse settimane. Uno degli argomenti più
interessanti era la questione del finanziamento...
Sì ed avrei voluto che se ne parlasse di più. Personalmente credo che le
possibilità per i media indipendenti di rimanere in piedi utilizzando le
risorse di mercato siano molto limitate.
Non credo si possa andare avanti così a lungo, con questa limitatezza di
risorse. Il modello di media indipendenti che cerchiamo di diffondere fa
riferimento ad una frase di Gramsci: "Ogni persona è un
intellettuale". Se le cose stanno così, la prima cosa da fare è
garantire ad ogni persona la possibilità di essere anche un comunicatore.
I media indipendenti sono volenti o nolenti costretti a cercare di essere
strumento di comunicazione al di fuori del mercato.
Attualmente l'opportunità più grande è rappresentata da internet, un
solo collegamento telefonico ed un computer ha dato a tutti potenzialmente
la possibilità di essere comunicatori, giornalisti. Probabilmente in
questo momento non siamo ancora riusciti a sfruttare appieno le possibilità
offerte da questo mezzo.
- Quanto è diffuso l'uso di
internet in Turchia?
Si sta diffondendo velocemente anche perché lo stato ed il capitale
privato hanno deciso di investire ed utilizzare questa risorsa. E poi c'è
la diffusione dei computer e della rete nelle scuole, si stanno facendo
passi da gigante. Le cifre ufficiali parlano di dieci milioni di persone
connesse alla rete, io credo si tratti di stime esagerate, ma come dicevo
si tratta di un fenomeno che evolve rapidamente.
Per quanto ci riguarda possiamo vedere che i nostri visitatori - abbiamo
in media 30.000 visitatori al giorno - visitano il nostro sito soprattutto
nell'orario di lavoro, in questo senso internet è diventato una sorta
di strumento di comunicazione proletario. Quindi significa che non è
necessario avere una propria connessione. Credo che allo stato attuale
esistano le basi per continuare sulla strada dell'uso della rete nella
prospettiva di una maggiore libertà dell'informazione. (http://osservatoriobalcani.org/article/articleview/6525/1/51/)
22.12.2006
|
CRONACA
E' SEMPRE IL
CAMMELLO QUELLO CHE CI RIMETTE

|
Secondo
una strana usanza in Turchia ogni qual volta un vettore della
<Turkish Airlines> viene dismesso o messo in servizio si
sacrifica un animale. |
Strana usanza quella che vige in
Turchia, secondo la quale ogni volta che un aereo viene dismesso oppure
uno nuovo prende servizio, viene sacrificato un animale. L'ultimo caso si
è verificato poco tempo fa quando in occasione del pensionamento di un
RJ-100 la <Turkish Airlines> ha eseguito il discutibile rituale.
Violente le proteste da parte di associazioni animaliste e della stampa
turca, cui <Avionews> si associa, che hanno lasciato non poco
stupiti i vertici del vettore turco che hanno definito il rito come
"Una consuetudine stabilita". Ma oramai il dibattito si è
spostato sul piano politico con la presentazione da parte di un deputato
del partito di opposizione di una interrogazione al ministro dei
trasporti, che pone il problema della compatibilità di "Un rito
tanto brutale" con l'immagine moderna che la Turchia vuole dare di sé,
in vista dell'adesione all'UE. (Avionews)
22.12.2006
|
DOTTORESSE
CON IL TURBAN
SI NEGANO

|
Scandalo
in Turchia dove in un ospedale di Konya due medici donne si sono
rifiutate di curare un giovane malato di orchite per motivi
religiosi |
E' uno scandalo politico in Turchia
il caso di due dottoresse islamiche che si sono rifiutate di curare un
ragazzo di 17 anni affetto da orchite. L'opposizione punta l'indice contro
il Governo di Recep Tayyip Erdogan e lo accusa di spalleggiare le frange
più radicali. "E' un segno della distruzione portata dalle ideologie
religiose" ha detto il deputato Attila Kart, del partito di
opposizione Chp, laico e socialdemocratico.
La notizia ha avuto una vasta eco sulla stampa locale. Nella Turchia che
spera da tempo di essere accolta nell'Unione europea, vicende di questo
genere creano scalpore e rinnovano polemiche mai sopite.
Il ragazzo era in condizioni gravi quando si è presentato all'ospedale di
Konya. Lamentava forti dolori e chiedeva d'essere curato ma le due
dottoresse si sono rifiutate per ragioni religiose di sottoporlo a un test
con gli ultrasuoni. Alla fine il giovane malato è stato operato da altri
medici che sono stati costretti ad amputargli un testicolo.
"Uno scandalo", denuncia l'opposizione al Governo. "E'
chiaro - ha dichiarato Attila Kart - che le dottoresse col turban, (il
tradizionale copriacapo islamico turco, ndr) lavorano con la
piena connivenza degli amministratori dell'ospedale e delle autorità
regionali. Possiamo toccare con mano cosa può avvenire quando lo
sfruttamento della religione e le mentalità religiose sono portate avanti
dal Governo. Konya è una fotografia della situazione generale in
Turchia".
La città di Konya è nota per il suo tradizionalismo islamico e il
primario del reparto urologico dell'ospedale Celai Tutuncu si è candidato
al Parlamento nelle file del partito islamico Akp. Ma ciò non toglie,
denuncia l'opposizione, che episodi di questo genere non debbano accadere.
Portare il turban in un ospedale pubblico è vietato come in tutti gli
edifici di stato, eppure molte dipendenti pubbliche a Konya ed altrove
"possono infischiarsene del divieto - denuncia la stampa progressista
- perché si sentono spalleggiate dal Governo filo-islamico di Erdogan":
Il primario di urologia ha dichiarato che sta comunque accertando quale
medico si sia rifiutato di prestare le cure al giovane prima di prendere
provvedimenti anche se, a parer suo, il caso gli sembra descritto dai
media turchi "in bianco e nero". (la.Repubblica.it)
22.12.2006
|
FABBRICATE
IN ITALIA LE MINE USATE DAL PKK

|
La
prova è stata fornita ampiamente in un report preparato
dalla sicurezza turca. le granate provengono invece dalla Russia. |
It has
been revealed that the landmines that killed five Turkish soldiers in a
week were made in Italy.
A report prepared by Turkish security units revealed that the landmines
planted in the area by the Kurdistan Workers Party (Pkk) were made in
Italy, while the grenades were Russian made.
The report labeled "urgent" submitted to judiciary offices also stated
the Pkk had decided to engage in armed action since June 1, 2005 in order
to prevent a dissolution process.
The majority of the terrorists throughout 17 different camps in northern
Iraq, particularly on Kandil Mountain, passed the border illegitimately in
groups of seven to 15, the report said.
Every terrorist sent to Turkey's southeastern region is stated to have
brought one kilo of C-4 explosive each, and the organization is stated to
have bought a RPG-7 rocket launcher, Kannas telescopic rifles, Kalashnikov
rifles, G-3 and M-16 rifles, a Bixi machine gun, grenades, mines and
wireless devices from Iraq and Armenia in the same year.
The weapons were transferred to the camps in Iraq, the report said. (Emrullah
Bayrak/Zaman)
22.12.2006
|
STRETTA
SORVEGLIANZA MA INUTILE
|
Forze
di polizia e di sicurezza per proteggere lo scrittore turco Orhan
Pamuk da eventuali mali intenzionati. |
Lo
scrittore Orhan Pamuk, vincitore del Premio Nobel della Letteratura 2006,
è rientrato in Turchia sotto stretta sorveglianza delle forze di polizia e
di sicurezza per prevenire eventuali incidenti a causa delle controversie
politiche che la sua attività di intellettuale ha suscitato. Non si è
verificato comunque alcun incidente.
"Sono un po' stanco ma molto felice", ha dichiarato Pamuk ai
giornalisti. La polizia, in divisa antisommossa, era stata dispiegata in
massa all'aeroporto dopo che un canale televisivo nazionalista aveva
invitato ad accogliere lo scrittore con le bandiere turche. "Il
Premio Nobel appartiene alla Turchia, a noi tutti, alla cultura e alla
letteratura turca", ha aggiunto lo scrittore di "Neve" e
"Il libro nero". (Adnkronos)
22.12.2006
|
ASSOLTA LA
SCRITTRICE IPEK CALISHAR
|
Era
stata accusata di avere offeso - in un passo del suo libro "Latife
Hanin" - il Padre della Patria Mustafa Kemal Ataturk. |
E' stata assolta Ipek Calishar, la
scrittrice turca finita alla sbarra in un tribunale di Istanbul con
l'accusa di avere offeso il padre fondatore della Turchia, Mustafa Kemal
Ataturk. la Calishar, nel suo romanzo incriminato, racconta la storia
dell'ex moglie di Ataturk.
In un passo del libro, dal titolo "Latife Hanin", la Calishar
scrive che Ataturk - fondatore della Turchia moderna - per sfuggire ad un
agguato aveva lasciato il palazzo presidenziale con addosso il solo
lenzuolo, quindi somigliante ad una donna. Questo passaggio era stato
pubblicato sulle pagine culturali del quotidiano <Hurriyet> e
ritenuto oltraggioso da alcuni lettori che avevano accusato sia la
scrittrice sia il direttore del quotidiano, Necdet Tatlican. I due
rischiavano quattro anni e mezzo di carcere l'uno, ed un anno l'altro.
Il tribunale penale di Bagcilar li ha dichiarati entrambi innocenti
perché non ci sono prove sufficienti per stabilire che quanto scritto
dalla Calishar corrisponda ad offesa alla memoria di Ataturk.
Prima della lettura della sentenza - quando ancora non sapeva di essere
stata assolta - la scrittrice, che era parsa visibilmente provata, aveva
dichiarato inaccettabile l'essere stata accusata di avere offeso Ataturk
solo per avere raccontato che il Padre della Patria aveva cercato di
fuggire coprendosi con un lenzuolo. (Apcom)
22.12.2006
|
L'ART. 301
COLPISCE ANCORA
|
Questa
volta sul banco degli imputati è comparso nei giorni scorsi il
giornalista Hrant Dink accusato di offesa alla identità turca. |
All'indomani dell'accordo a
Bruxelles per una parziale sospensione dei negoziati di adesione con la
Turchia, ad Istanbul si è aperto nei giorni scorsi il processo al
giornalista armeno Hrant Dink, istruito in base a quell'articolo 301 che
l'Europa vorrebbe abolito, o quanto meno emendato. Accusato di offesa alla
identità turca per avere parlato del genocidio armeno del 1915, Dink è
al terxo processo e rischia quattro anni di carcere. Ma secondo
l'avvocato-accusatore Kemal Kerencsiz - lo stesso che aveva trascinato sul
banco degli imputati il premio Nobel Orhan Pamuk e la scrittrice Elif
Sharaf - la seconda sezione penale del Tribunale di Sisli, opterà per un
aggiornamento del caso. (da Apcom)
22.12.2006
|
MORTI E FERITI PER
UN UN EDIFICIO CHE CROLLA

|
E'
avvenuto a Diyarbakir nel sud-est anatolico. La disgrazia - come poi
è stato accertato - dovuta all'esplosione di una caldaia. |
Ha provocato tre morti, tra i
quali due bambini, e quindici feriti una potente esplosione avvenuta a Diyarbakir, nel
sud-est anatolico che ha fatto completamente crollare un
edificio di abitazioni di militari nel quartiere Office, danneggiando
anche l'edificio attiguo. Lo ha annunciato la rete televisiva turca<
Ntv>,
aggiungendo che secondo le prime impressioni delle autorità all'origine
del disastro potrebbe esserci stata l'esplosione della caldaia
dell'impianto centralizzato di riscaldamento.
Circa 40 militari abitano insieme alle loro famiglie nell'edificio.
L'esplosione è avvenuta alle 8.30 di mattina (le 7.30 in Italia).
Sul posto sono arrivate squadre di poliziotti, vigili del fuoco e militari. (la
Repubblica.it)
22.12.2006
|
BLOCCATA DAL UN
CANE ANTIDROGA
|
"Isel"
- un animale in dotazione alla Guardia di Finanza - ha
scoperto alla stazione di Rosarno 43 grammi di hascisc nei vestiti
di una donna reduce da un viaggio in Turchia. |
Una donna M.F., di 26 anni, appena
rientrata da un viaggio in Turchia, è stata arrestata dalla Guardia di
finanza di Gioia Tauro nella stazione di Rosarno con l'accusa di
detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente. M.F.,
successivamente, ha ottenuto i domiciliari. La donna, appena scesa da un
treno Eurostar proveniente da Roma, città di cui è originaria, è stata
fermata da una pattuglia di finanzieri insospettiti dalla presenza di
un'altra persona che la stava attendendo. All'avvicinarsi dei
finanzieri la donna ha subito consegnato loro un pacchetto ricoperto di
cellophane contenente pochi grammi di hascisc. A seguito di un controllo
più accurato, con l'ausilio di "Isel" un cane antidroga, sono stati
trovati altri 43 grammi di hascisc occultati tra gli indumenti indossati
dalla donna. Accertamenti sono in corso da parte dei finanzieri per
appurare la provenienza della sostanza stupefacente e l'eventuale
coinvolgimento di altre persone. (Il Giornale di
Calabria)
22.12.2006
|
SEQUESTRATI 856 TV
LCD E 170 BOMBOLETTE DI VITAMINE
|
L'operazione
- ad opera della Guardia di Finanza e del Servizio di Vigilanza
Antifrode della Dogana - operato nel Punto Franco Nuovo del porto di
Trieste. |
Nell'ambito dell'attività di
analisi e di controllo del flusso di merci che interessano il passaggio di
merce all'interno dl Porto di Trieste, in due distinte operazioni i
militari della 2° Compagnia della Guardia di Finanza e personale del
Servizio di Vigilanza Antifrode della Dogana, hanno sequestrato nel Punto
Franco Nuovo 856 televisori Lcd e 170 bombolette spray contenenti vitamine
stimolanti per uomo.
I televisori, fabbricati in violazione alle norme poste a tutela dei
brevetti industriali, erano a bordo di un autoarticolato proveniente dalla
Turchia e diretto in Olanda. Gli accertamenti svolti hanno consentito di
accertare la fabbricazione abusiva dei televisori, attraverso
l'usurpazione del relativo brevetto industriale, con la conseguente
segnalazione alla locale Procura della Repubblica. Il valore commerciale
del carico dei televisori ammonta a circa 420 mila euro.
Le 170 bombolette spray erano a bordo di un autoarticolato proveniente
anche questo dalla Turchia e diretto in Belgio, abilmente occultate al
dine di evadere il pagamento dei diritti doganali. L'itero carico è stato
sottoposto a sequestro amministrativo.(Adnkronos)
22.12.2006
|
UN MILIONE DI
EURO, QUANTO BASTA PER LASCIARE IL MARITO
|
Una
donna turca, che aveva vinto la somma alla lotteria, si è vista
riconoscere da un tribunale turco il diritto al divorzio e
l'affidamento del figlio. |
Due anni fa ha vinto circa un
milione di euro alla lotteria. E oggi ha vinto un altro terno al lotto,
visto che ottenuto il divorzio definitivo da suo marito. Il 31 dicembre
Yesim Akyol ha vinto la una fortuna alla lotteria turca e ha pensato di
porre fine a quello che per lei era diventato un grosso problema: il
rapporto con il marito, persona affetta da problemi di alcool e noto per
il suo temperamento molto irascibile. Gesto che il consorte non ha gradito
molto, nonostante la mogliettina, prima di lascialo gli avesse comprato
una macchina e aperto un'attività. Anzi, l'ha persino accusata di aver
concepito il loro figlio con un altro uomo e non con lui. A porre fine a
tutto ci ha pensato il tribunale di Bakirköy, a Istanbul, che ha reso
esecutivo il divorzio, posto sotto tutela della madre il figlio e
obbligato il coniuge a pagare alla sua fortunata moglie circa 280 euro al
mese di alimenti. Adesso potrà vivere senza più botte e scenate e con un
sacco di soldi. (Apcom)
22.12.2006
|
CITTADINO TURCO
ARRESTATO NEL REGGIANO
|
L'uomo
era stata colpito da un mandato di arresto internazionale spiccato
dal Tribunale di Denizli per danneggiamento del patrimonio
archeologico locale. |
I Carabinieri della Stazione di
Fabbrico hanno dato esecuzione ad un mandato di arresto internazionale
spiccato dal Tribunale di Denizli (Turchia) nei confronti di un cittadino
turco per danneggiamento del patrimonio archeologico turco.
Il provvedimento era stato emesso dalla Autorità Giudiziaria Turca il 5
aprile 2006 nei confronti del 24enne Halil Sivgin cittadino turco
risultato essere domiciliato nel comune di Rio Saliceto (RE) la cui
localizzazione è stata resa possibile grazie all'attività di controllo
del territorio posta in essere dai Carabinieri di Fabbrico (RE).
Fermato infatti in Piazza Marconi di Fabbrico nella arda mattinata del 15
detto, dopo le procedure di identificazione i Carabinieri di Fabbrico
hanno eseguito l'arresto provvisorio per estradizione ai sensi
dell'art. 716 in relazione all'articolo 715 del C.P.P. ottemperando al
provvedimento restrittivo in premessa. Provvedimento restrittivo la cui esistenza
era stata resa nota ai
Carabinieri di Fabbrico (RE) dalla Sezione Catturandi del Servizio
Interpool di Roma che, avendo appreso della presenza del ricercato nella
bassa reggiana, ha attivato i Carabinieri che, a Fabbrico, alle ore 12,30
del 15 detto al culmine di una mirata attività di ricerca, l'hanno
rintracciato traendolo in stato d'arresto.
Secondo quanto emerso l'arrestato in data 09.09.2000 in località
Denizli (Turchia) era stato sorpreso mentre scavava in un luogo archeologico
nonostante l'espresso divieto agli scavi imposto in quell'area sin dal
14.06.1989.
Una volta rintracciato dai Carabinieri di Fabbrico il sunnominato
cittadino turco, dopo le procedure di identificazione, è stato dichiarato
in arresto ed associato presso la Casa Circondariale di Reggio Emilia a
disposizione della competente Autorità Giudiziaria. (Emilianet)
22.12.2006
|
NOTIZIARIO DI AMBASCIATA
VISITA UFFICIALE DI CRUCIANELLI AD
ANKARA
Il
Sottosegretario agli Affari Esteri Famiano Crucianelli nel corso di
una visita ufficiale di due giorni in Turchia, ha incontrato ad
Istanbul qualificati esponenti del mondo imprenditoriale turco in
occasione di un evento conviviale organizzato dalla <Tusiad
International<. Durante l'evento è stata illustrata al
Sottosegretario, da parte del presidente di <Tusiad International>,
Aldo Kaslowski, la situazione economica del Paese e le sue
prospettive anche alla luce dell'eccellente andamento
dell'interscambio commerciale bilaterale, che si chiuderà
quest'anno con la cifra record di oltre quindici miliardi di
dollari. Molto apprezzate le parole di grande amicizia e di sostegno
alla Turchia che il Sottosegretario ha rivolto agli imprenditori.
|
I
BENEFICI DELLA NUOVA LINEA RO-RO
Una nuova linea di trasporto
Ro-Ro attiva tra i porti di Canakkale e Brindisiè stata
ufficialmente avviata ad opera della joint
venture italo - turca <Ital Ro Ro - Kiptrans>. Presenti
all'inaugurazione - cui hanno partecipato il Console Generale Massimo
Rustico, il direttore dell'<Ice>, Roberto Luongo, ed una rappresentante del
ministero del Commercio Estero - sia il ministro dei Trasporti Binali Yildirim
sia quello del Commercio Estero Kursat Tuzmen che hanno voluto sottolineare nei
rispettivi interventi i progressi compiuti negli ultimi tre anni dalla
Turchia nel settore dei trasporti e del commercio, nonché i benefici
che tale iniziativa porterà in campo economico per il porto di Kepez e più in generale in termini di sviluppo della regione del Mediterraneo.
In particolare Yildirim ha voluto rendere noto che parallelamente al neo
inaugurato servizio di trasporto via mare inizieranno anche tre
collegamenti aerei settimanali tra l'aeroporto di Canakkale e Brindisi,
per facilitare il trasporto dei conducenti dei camion.
STRATEGIA
COMUNE CONTRO L'INVADENZA ASIATICA
La Camera dell'Industria di Istanbul (Iso) ed il Centro
d'Informazione Europeo hanno di recente organizzato una conferenza
per discutere il progetto "Cooperazione
tra le Piccole e Medie Imprese di Turchia, Spagna e Italia", cui
hanno partecipato rappresentanti di
53 aziende turche, 19 italiane e 9 spagnole, impegnate nei
settori della gomma, plastica, agricoltura, costruzioni e macchinari
per costruzioni. Nel suo discorso di apertura il presidente del
Consiglio Esecutivo del Gruppo Kale, Zeynep Bodur Okay, ha
sottolineato la necessità per le Pmi di adottare una strategia
comune nei confronti della concorrenza asiatica ed in particolare
cinese. Da parte sua il Console Generale d'Italia, Massimo Rustico, ha
sottolineato che le relazioni bilaterali con la Turchia, consolidate
dalla presenza ormai di oltre 500 società, sono in crescente
aumento come dimostrato dal volume dell'interscambio che nel 2005 è stato pari a $13.1 miliardi e che quest'anno supererà molto
probabilmente i $15 miliardi.
BOOM DELL'ESPORTAZIONE AUTO
Le
esportazioni del settore automobilistico turco nei primi undici mesi
dell'anno sono aumentate del 20.5% rispetto allo scorso anno, per la
somma di $13.3 miliardi. I principali Paesi di esportazione si trovano
in Europa con l'Italia al primo posto ($1.918 milioni ed un aumento
del 44.2% sul 2005), la Germania ($1.893 milioni ed un aumento del 15.6% sul 2005), la Francia ($1.471 milioni ed un aumento del
37.5%
sul 2005), il Regno Unito ($1.102 milioni ed un aumento dell'8.1%
sul 2005), la Spagna ($747 milioni ed un aumento del 32% sul 2005) ed
infine la Russia ($551 milioni ed un aumento dell'84.6% sul 2005).
| IL
DINAMISMO DEL COMPARTO PLASTICA
Durante la riunione organizzata dalla Fondazione di Ricerca,
Sviluppo ed Educazione dell'Industria Plastica Turca (Pagev) ed il
quotidiano <Dunya Gazetesi>, è stata analizzata sia la situazione attuale
del settore che le iniziative da intraprendere entro il 2013. La
previsione per tale anno è di raggiungere $9 miliardi come valore
addizionale, $12.9 miliardi di esportazione e $10.4 miliardi di consumo
interno; il settore in parola sino ad oggi ha contribuito all'economia
turca per un importo complessivo di $5 miliardi. Il presidente della <Pagev>,
Selcuk Aksoy, ha sottolineato che il comparto della plastica è un
settore molto dinamico, collocato tra i primi tre posti in Europa con una
percentuale di incremento del 15 per cento. Il segretario generale
dell'Associazione degli Industriali del settore della plastica (Pagder),
Barbaros Demirci, ha da parte sua informato che tra gli obiettivi del 2013
si prevede un contributo marginale all'economia nazionale pari a $22
miliardi di produzione, $9 miliardi di valore addizionale, $3 miliardi di
esportazioni dirette e $9 miliardi di esportazioni indirette. Lo stesso ha
sottolineato l'urgente necessità di dare avvio agli investimenti
necessari per la formazione di 20 mila impiegati intermediari all'anno e
la creazione di stabilimenti petrolchimici capaci di aumentare la
produzione di dieci volte rispetto a quella attuale. |
JOINT VENTURE
<SHELL-SOCAR>
La <Turcas>, società turca operante nel campo petrolifero in
joint venture
con la <Shell> e la <Socar>, la società petrolifera di stato dell'Azerbaijan,
hanno costituito una joint venture per la ricerca, la produzione e la
commercializzazione nei settori petrolifero e del gas naturale. La
neonata joint-venture, inoltre, costruirà a breve una raffineria a
Ceyhan (porto sul Mediterraneo sud-orientale del Paese e terminale
dell'oleodotto Baku-Tiblisi-Ceyhan), che avrà una capacità tra le
10 e le 20 tonnellate all'anno. La <Turcas> ha concluso recentemente
un accordo con la spagnola <Iberdrola> nel campo delle energie
rinnovabili e della distribuzione di elettricità.
RIPRESA DEL SETTORE ABBIGLIAMENTO
Dopo
un 2005 caratterizzato da una crisi sia produttiva che di
esportazioni, il settore dell'abbigliamento segnala in Turchia una ripresa
consistente nei primi undici mesi dell'anno in corso. Nel mese di
novembre, secondo l<Iktib> (l'Associazione dei Produttori ed
Esportatori di abbigliamento e tessuti di Istanbul), l'export e'
cresciuto del 26% ($1.1 miliardi) raggiungendo su base annua la somma
di $12.4 miliardi (+1% rispetto allo stesso periodo del 2005). Il presidente
dell<Iktib>, Suleiman Orakcioglu, ha tenuto a sottolineare
che le imprese turche non solo si stanno avvicinando velocemente agli standard qualitativi italiani e francesi, ma che soprattutto la loro
presenza in campo internazionale sta ripercorrendo le orme delle
imprese italiane negli anni ottanta.
OK DEL SETTORE COSTRUZIONI
Il
settore delle costruzioni in Turchia ha registrato nel terzo trimestre
dell'anno, rispetto allo stesso periodo del 2005, un aumento del 3.5% dei permessi di costruzione rilasciati dalle
municipalità, un
aumento del 20.8% della superficie totale edificabile, un incremento
del 15.4% delle attività di perforazione ed un aumento del valore
degli edifici pari al 44.7%. Conseguentemente il numero degli edifici
residenziali è cresciuto del 4.7% da 65.537 a 68.605 unità.
PREZZI AL CONSUMO E
ALL'INGROSSO
Nel
mese di novembre è stato registrato un aumento percentuale dei
prezzi al consumo dell'1.29% ed una diminuzione di quelli
all'ingrosso dello 0.29%. I dati resi noti dall'Istituto di
Statistica della Turchia (Tuik) mostrano inoltre un tasso annuo
dell'inflazione (prezzi al consumo) che si è attestato in
novembre al 9.86%, mentre quello dei prezzi all'ingrosso è pari
al 11.67%. Per quanto riguarda i
primi, l'aumento più consistente relativo al dato mensile è
stato quello della categoria abbigliamento e calzature (4.80%), mentre
in merito al dato annuale l'incremento maggiore è stato
registrato nel settore dei beni e servizi (15.16%).
Per ciò che concerne i prezzi all'ingrosso nel mese di
novembre il settore agricolo subisce un calo dello 0.09% seguito da
quello industriale con 0.34% mentre su base annua l'aumento più
significativo si è avuto nei prezzi di elettricità e gas (41.85%). Al riguardo, il
ministro Ali Babacan ha commentato che, a
dispetto dell'impennata di qualche mese fa, ci sono buone possibilità che il tasso d'inflazione di fine anno resti ad una
sola cifra.
INCREMENTO PRODUZIONE INDUSTRIALE
La
produzione industriale della Turchia nel trimestre luglio-settembre ha
registrato un incremento pari al 5.8% rispetto allo scorso anno. Il
dato, reso noto dall'Istituto Nazionale di Statistica, mostra una
sensibile diminuzione rispetto al trimestre aprile-giugno in cui si è avuto un aumento del 9.4%, principalmente dovuta ai quattro
giorni di festività osservati per il Ramadan ed all'aumento dei
tassi d'interesse decisi dalla Banca Centrale. Con riferimento agli
incrementi percentuali dei singoli settori industriali, sempre nel
trimestre luglio-settembre, quello minerario è cresciuto del 9% (9.5% in quello precedente), l'erogazione di servizi (luce, gas e
acqua) è aumentata del 9.3% (9% in quello precedente) mentre il
settore manifatturiero è stato quello che ha registrato
l'incremento più basso, pari al 5.2% (9.4% in quello precedente).
LE
VENTI MIGLIORI SOCIETA'
Il mensile di economia <Capital> ha reso nota la lista delle 20 migliori
società in Turchia,
elaborata prendendo in esame 1.350 dirigenti di 546 società. La
lista comprende: <Koc Holding>, <Turkcell>, <Arcelik>,
<Sabanci Holding>, <Vestel>, <Garanti Bankasi>, <Coca-Cola>,
<Unilever>, <Eczacibasi>, <Procter&Gamble>, <Ulker>,
<Zorlu Holding>, <Dogus Holding>, <Ford Otosan>, <Akbank>,
<Anadolu Holding>, <Microsoft>, <Petrol Ofisi>, <Is Bankasi>,
<Efes Pilsen/Bosch>.BANCHE
E PENETRAZIONE STRANIERA
A seguito dei recenti investimenti si registra nel settore bancario
turco una quota di partecipazione estera superiore a quella
dell'Unione Europea, che si attesta attualmente al 16.3%. La
penetrazione straniera nel Paese, limitata al 4.3% alla fine del 2004,
è salita al 12.4% a fine 2005 per raggiungere il 17.4% nel novembre
di quest'anno. Tale percentuale dovrebbe superare il 20.% una volta
che saranno completate le privatizzazioni delle banche <Akbank>,
<Sekerbank>, <Tekfenbank>, <MNG> e <Alternatifbank>.
<AKBANK>,
UN ISTITUTO CHE MERITA
Per la quinta volta la rivista mensile
<The Banker> ha nominato la <Akbank> "migliore banca della Turchia" per i profitti conseguiti, per
essere leader nel settore
e nella concessione di prestiti a piccole e medie imprese.
|
IL
PASSAGGIO DI <TELSIM>
La
<Vodafone>, che nel dicembre 2005 ha rilevato il secondo
operatore di telefonia mobile in Turchia <Telsim>, per la somma di $4.55
miliardi al termine di una gara di privatizzazione indetta dal Fondo
di Risparmio, Assicurazione e Deposito (Tmsf), ha recentemente
annunciato che secondo le previsioni l'unità turca della <Vodafone>
sarà in grado di coprire i costi di funzionamento in anticipo di un
anno rispetto ai tempi inizialmente stimati. La <Vodafone> sta
attualmente procedendo all'ammodernamento del network appartenente
alla <Telsim> nelle principali città ed aree turistiche e migliorando
il proprio servizio di assistenza clienti. |
<PROSIEBENSAT1>:
I FAVORITI
Il
principale gruppo di informazione della Turchia, <Dogan Yayin Holding>, sembra essere tra i favoriti nella gara per la
privatizzazione della società tedesca di teletrasmissione
<ProSiebenSat1>,
il cui valore secondo gli analisti del settore sarebbe pari a € 6
miliardi e che non sarà ceduta per meno di €3 miliardi, secondo
quanto riportato dal quotidiano Handelsblatt. La ProSiebenSat1> è attualmente di
proprietà di un gruppo di investitori vicini al
miliardario israelo-americano Haim Saban.
| INVESTIMENTI NELLA CITTA' DI
CANKIRI
La città di Cankiri ha registrato nei primi dieci mesi di quest'anno
un forte aumento degli investimenti (39 volte superiore a quello dello
scorso anno) per la somma totale di circa € 326.000, divenendo
pertanto la nona città per volume di investimenti. A seguire, le città che hanno visto incrementare maggiormente
le attività di sviluppo sono Edirne e Giresun. Il presidente della
Camera di Commercio e Industria di Cankiri, Cengiz Ericekli, ha
dichiarato con soddisfazione che tali risultati sono il risultato
degli incentivi messi a disposizione dal Governo e che nutre buone
aspettative circa lo sviluppo del settore turistico, in particolare
per quanto riguarda la realizzazione del centro sciistico di Iilgaz
Yildiztepe per cui è stato già manifestato interesse da parte di
imprenditori tedeschi. |
GARA
PER COSTRUZIONE GASDOTTO
La <Botas> (l'ente nazionale
turco competente per il trasporto delle Risorse Naturali) lancerà
prossimamente una gara per la costruzione del gasdotto Amasya-Tokat-Merfizon-Erzincan,
nella Turchia nord-orientale. Le offerte, che dovranno essere
presentate il 15 gennaio 2007, saranno aperte lo stesso giorno alle
14.00 presso il quartier generale della <Botas> nella capitale e
dovranno essere accompagnate da una cauzione pari al 3% della loro
proposta. Gli interessati potranno richiedere maggiori informazioni
sulle specifiche tecniche del progetto direttamente alla <Botas> (General Directorate Bilkent Plaza A - II Blok, Bilkent /
06800 Ankara Phone : (90-312) 297 20 00 (pbx) Telefax : (90-312) 266
07 33 - 266 07 34).
CONFERENZA
STAMPA SULLA COMUNICAZIONE
La Fondazione dell'Informatica turca (Tbv), il Consiglio nazionale
per la Ricerca scientifica e tecnologica (Tubitak) e l'agenzia per
lo Sviluppo della Ricerca in campo industriale ed informatico (Tages)
organizzeranno la Conferenza Europea sullo sviluppo e la ricerca delle
tecnologie di informazione e comunicazione (Ict), che si terrà a
Istanbul il 29 e 30 gennaio 2007 presso l'Hotel Ceylan
Intercontinental. Tra gli interventi della conferenza sono previsti
quelli della Commissione Europea, della Banca Europea di Investimenti,
di rappresentanti di grandi società di <Itc> nonché di piattaforme
tecnologiche europee. L'evento includerà pannelli interattivi,
sessioni di informazione sui progetti in corso finanziati dalla
Commissione Europea e costituirà l'occasione per discutere
iniziative nel settore presentate dalle piccole e medie imprese. Per
gli interessati a partecipare, l'iscrizione può avvenire online
attraverso il sito www.ictconference-istanbul.org.
INDICATORI
MACROECONOMICI
- Crescita
del PNL nel 2005: 7.7%; gennaio - aprile 2006: 6.3%
- Inflazione annua
(prezzi al consumo): 7.72%
(2005); 9.86% (novembre 2006)
- Interscambio con l'Italia nel 2006 (gen - ottobre): $12.5
miliardi, con esportazioni verso l'Italia
pari a
$5.5 miliardi (+19.9% rispetto al corrispondente periodo del
2005) ed importazioni dall'Italia pari a $7 miliardi (+13.1 %
rispetto al corrispondente periodo del 2005). (ICE
Istanbul su dati dell'Istituto Turco di Statistica- Tuik)
|
LA "TIGRE"
ECONOMICA DELL'EUROPA
Sulla scia dei lusinghieri giudizi sulla Turchia
rilasciati in occasione del Forum Economico Mondiale (Wef) tenutosi ad
Istanbul, il ministro dell'Economia Ali Babacan ha
sottolineato che il Paese può essere considerato a tutti gli effetti la
"tigre" economica d'Europa, accanto ad altre economie emergenti,
quali quelle del Brasile, della Cina, della Russia e dell'India. Tale
posizione è stata raggiunta - ha continuato Babacan - a dispetto
del fatto che la Turchia non
possiede le ricchezze naturali della
Russia e del Brasile né tanto meno le dimensioni dell'India e della
Cina. Commenti positivi sono pervenuti anche da numerosi investitori, agenzie di rating internazionali e istituti di credito
esteri che hanno elogiato le capacità imprenditoriali della Turchia,
ormai presente tramite le proprie aziende in circa 140 Paesi, e la
trasformazione positiva di una realtà economica ed imprenditoriale
dinamica e in crescita che continua ad attirare capitali internazionali.
|
CRESCITA ECONOMICA PIU'
ELEVATA
L'Organizzazione per lo Sviluppo della Cooperazione
Economica (Ocse)nel suo
Rapporto Economico semestrale prevede che nel 2007 e nel 2008 la Turchia
avrà una crescita economica più elevata rispetto alle previsioni e
che tale crescita condurr ad una progressiva riduzione del tasso
disoccupazione dal 10.1% di quest'anno al 9.7% nel 2007 per passare al 9.5% nel 2008. Il documento prevede inoltre una crescita del
Pnl del 5.5%
nel prossimo anno e del 6% nel 2008,
mentre
l'inflazione, che dovrebbe attestarsi al 9.6% quest'anno , potrebbe
ridursi al 7.9% nel 2007 ed al 5.8% l'anno successivo. Il Rapporto
commenta infine positivamente la reazione del Paese alle fluttuazioni dei
mercati finanziari dello scorso maggio,sottolineandone la veloce ripresa grazie anche alla attuazione di
una attenta politica monetaria da parte della Banca Centrale.
CRESCENTE FLUSSO DI
INVESTIMENTI
La vitalità dell'economica turca è sottolineata anche dalla <Merrill
Lynch>, che attraverso uno dei suoi economisti, M. Simsek, evidenzia il
crescente flusso di
investimenti dall'estero e il positivo andamento del processo di
privatizzazione. Solidi fondamentali che rafforzano ulteriormente
una stabilità macro-economica che - continua il rappresentante di <Merrill Lynch> - non dovrebbe subire ripercussioni negative a causa dell'attuale fase di parziale stallo nel processo di
avvicinamento all'Europa di un Paese che ha ormai imboccato
l'ineluttabile via del mercato.
UNA IMPORTANTE NOMINA
E' stata di recente istituita ad Istanbul l'Unione
delle Confederazioni economiche del Mar Nero e del Mar Caspio (Ubcce). A
capo della nuova entità, voluta dall' Associazione degli Industriali
e uomini d'affari (Tusiad), è stato nominato Omer Sabanci, presidente
della <Tusiad>D. Dell'Unione fanno parte 20 Paesi con lo scopo di
incrementare le reciproche opportunità economico-commerciali. La
regione, con una popolazione di 470 milioni di abitanti ed il 20% di share
della produzione mondiale, presenta enormi potenzialità e riveste un
ruolo rilevante nello sviluppo del settore energetico.
AREE DEPRESSE
Secondo
uno studio predisposto dall' <UN Development Program> (Undp) in
collaborazione con il <Tesev> (Centro di ricerca di Istanbul) e relativo a
21 città dell'Anatolia orientale e sud orientale, quest'area risulta non
solo depressa economicamente ma in alcune zone ben al di sotto della
soglia della povertà. Lo studio, dal titolo "Social and economic
priorities in Eastern and Southeastern Anatolia", dedica particolare
attenzione al fenomeno della poverta' ed evidenzia che il 60% della
popolazione di quelle regioni ne è afflitta (tale percentuale è peraltro
presente anche in città importanti quali: Bingol, Dyarbakir,
Erzincan, Erzurum, Kars, Mardin, Sanliurfa, ecc.), denunciando al contempo
l'inadeguatezza del sistema scolastico ed educativo. Lo sviluppo
socio-economico dell'intera regione, che finora ha sofferto della scarsità di investimenti pubblici e privati in grado di consentire il
decollo dell'area, dovrà essere sostenuto dallo Stato che nei
prossimi anni dovrà necessariamente impegnarsi a dettarne le linee guida
sia per ciò che concerne lo sviluppo delle infrastrutture che risultano
carenti sia per gli investimenti che si renderanno necessari in campo
socio economico (sanità, istruzione, industrie ed imprese).
CORPORATE
GOVERNANCE TRA SOCIETA'
L'Autorità di controllo per i Mercati Finanziari (Spk)
ha dato mandato a due società, la norvegese <Core Ratings> e la
britannica <Institutional Shareholder Services> (Iss), di elaborare un
indice di corporate governance
tra le società quotate sul mercato finanziario turco allo scopo di
stabilire una graduatoria delle società meno rischiose e fornire un
segnale positivo agli investitori esteri. Tale indice costituirebbe
pertanto una sorta di termometro
dell'affidabilità nel Paese ed al tempo stesso un nuovo modello di
interazione tra gli azionisti ed il management. Finora solo la Is Bank,
con 9 punti su 10 e la <Dogan Holding>, con 8 punti su 10, sono stati i
primi due soggetti ad entrare a far parte di due differenti indici di corporate
governance, mentre i Gruppi <Zorlu> e <Anadolu>, la <Sabanci
Holding>, la <Turkcell> e la
<Turk Ekonomi
Bank> sono solo alcune tra le aziende che si stanno impegnando per aderire
quanto prima ai principi della corporate
governance. Attualmente il Codice di Corporate Governance è
sottoposto a revisione da parte del Parlamento, processo che dovrebbe
terminare nel prossimo anno nella speranza che le nuove regole forniscano
un incentivo alle aziende per migliorare le loro performance manageriali.
A tal fine la presenza di una società in una graduatoria di corporate
governance costituirebbe un ottimo biglietto da visita nonché
contribuirebbe ad un aumento delle quotazioni azionarie, come successo
peraltro in Italia a quelle aziende che hanno visto incrementare del 15%
il proprio valore azionario a seguito dell'inserimento nell'indice. In
Turchia la sua istituzione viene vista anche come uno strumento a
disposizione degli azionisti per controllare le modalità con cui l'impresa viene amministrata nonché come strumento
regolatore delle attività del mercato finanziario.
15 IMPORTANTI GIACIMENTI
Che
la Turchia sia una potenza globale nel campo orafo non è una novità
poiché insieme all'Italia e all'India si contende la palma del
principale produttore mondiale; non molti sanno tuttavia che il Paese dispone di
15 importanti giacimenti auriferi ancora non utilizzati. Secondo
un'analisi apparsa sul quotidiano <Turkish Daily News>, la Turchia
dispone di oltre 6.500 tonnellate di riserve di oro. Le aree più
importanti dove si trovano i giacimenti sono: Izmir, Aydin, Balikesir,
Usak, Khutaya e Manisa (Regione Egea). In alcune zone l'estrazione è
già avviata, come ad esempio a Bergama-Ovacik, dove le riserve
accertate superano le 40 tonnellate, mentre a Kisladag ed Usak le
riserve si stimano intorno alle 140 tonnellate. Sempre secondo
l'articolo, con adeguati investimenti la Turchia potrebbe divenire
a breve il principale produttore europeo di oro, de
facto riducendo in modo consistente il sensibile saldo negativo
dovuto ad importazioni annuali di oro per oltre 5.5 miliardi di dollari (la
Turchia importa intorno a 300 miliardi di tonnellate di oro all'anno).
PRET-A-PORTER:LE PRINCIPALI
MARCHE
Le
principali marche di prèt-à-porter della Turchia si stanno
espandendo attraverso l'apertura di propri punti vendita sui mercati
esteri. Le aziende attive nell'abbigliamento pronto, da anni
operanti come partner di produzione di aziende estere, a causa della
concorrenza di Paesi quali la Cina, l'India, la Malesia,
l'Indonesia e l'Egitto, stanno cercando di rendere popolari i
propri marchi attraverso l'apertura di punti vendita all'estero,
incominciando in primo luogo dai paesi limitrofi. Si pensa che il
numero dei negozi di abbigliamento Made in Turkey superi le 700
unità. Nel settore è consolidata la tendenza ad acquistare una marca
straniera già conosciuta sul mercato, avente la propria catena di
negozi, piuttosto che creare un nuovo brand. Le marche senza un
proprio punto vendita oltre i confini nazionali si stanno adoperando
verso l'aperta di propri negozi all'estero. Oltre alle marche di
abbigliamento principalmente da uomo come <Damat>, <Tween>,
<Sarar>, <Mavi Jeans>, <LTB>, <Colin's>, <Loft>,
<LC Waikiki>, <Altinyildiz>, <Roman>, <Red Star>,
<Ipekyol>, Collezione> e <Koton>, anche <Ramsey>,
<Adil Isik>, <Euro Mode>, <Quick Silver>, <Duffy>,
<Sabri Ozel>, <Silk&Cashmir> e <Efor> dispongono di punti
vendita all'estero. Le aziende come <Dagi>, <Maisonette>,
<Twister>, <YKM>, <Hey Tekstil> stanno progettando l'apertura di negozi al di fuori dei
confini nazionali dove vendere esclusivamente il proprio brand. Si
prevede che il numero dei punti vendita di firme turche presenti
all'estero, insieme a quelli già esistenti, saranno più di
mille nel 2010.
ANCORA DIFFUSO IL FENOMENO
CORRUZIONE
Un
recente rapporto preparato dal <Greco>, un gruppo di Stati in seno al
Consiglio d'Europa la cui attività è rivolta alla lotta alla
corruzione, di cui la Turchia è membro dal 2004, sottolinea che il
fenomeno della corruzione è ancora molto diffuso in tutto il Paese
tra le istituzioni pubbliche, inclusa la magistratura. Il Rapporto
elogia il Governo per la sua determinazione nella lotta alla
corruzione, prendendo atto dell'introduzione della nuova legislatura
in materia e dell'istituzione di nuovi organismi volti a promuovere
l'accesso alla pubblica informazione e all'applicazione di un
codice di comportamento della pubblica amministrazione.
IMPORT-EXPORT
Secondo l'Ufficio Statistico Turco (Tuik)
e le elaborazioni predisposte dall'Ufficio Ice di Istanbul, nelperiodo
gennaio-ottobre dell'anno in corso, l'import turco è cresciuto del 17.7% rispetto allo stesso periodo del 2005, raggiungendo quota
112.3
miliardi di dollari, mentre l'export è aumentato del 12.5%, toccando
la somma di 67.8 miliardi di dollari. Il disavanzo risulta pertanto di
44.5 miliardi di dollari (+26.8% '06/'05). L'Italiaè il terzo
partner commerciale con un interscambio di 12.5 miliardi di dollari
(+15.7% '06/'05). L'export dell'Italia verso la Turchia è stato pari
a 7 miliardi di dollari (+13.1% '06/'05), mentre l'import dalla
Turchia è cresciuto del 19,9% raggiungendo quota 5.5 miliardi di
dollari. Il saldo e' positivo per l'Italia per 1.5 miliardi di
dollari. La quota di mercato dell' Italia - sul totale importato dalla
Turchia - è pari al 6,2%. La Germania è il primo partner commerciale
della Turchia con un export pari a 12 miliardi di dollari ed un import
di 7.8 miliardi di dollari , mentre la Russia e' nel contempo il
secondo partner commerciale, ma anche il primo Paese fornitore (13.9
miliardi di $) grazie alle sempre più ampie e costoseforniture
energetiche (+34.3% '06/'05 ed il 67% dell'intero fabbisogno
energetico turco). Permangono fortissime le importazioni dalla Cina
+42.3% (ormai consolidato terzo paese fornitore) , mentre cresce
la presenza iraniana (+73% "06/'05), dell'Arabia Saudita (+19.4%)
e Francia (+14.4%). Interessante notare l'aumento veramente
considerevole dell'interscambio con la Grecia (+50%).
EMENDAMENTO ALLA LEGGE SUL
GETTITO FISCALE
In corso di esame al Parlamento
turco un emendamento alla legge sul gettito
fiscale presentato dal ministero delle Finanze e dal Consiglio per il
Fisco. Si tratta di un nuovo strumento di controllo di veridicità
delle spese dichiarate dai contribuenti che sarà introdotto dal
primo gennaio del 2008. In sostanza , per verificare la corrispondenza
tra il reddito e le spese, sarà richiesto al contribuente di
compilare una dichiarazione ad
hoc riguardante le spese sostenute per cibo, abbigliamento,
riscaldamento, viaggi e intrattenimento. La compilazione di tale
documento non sarà obbligatoria per tutti e non riguarderà
coloro che hanno un elevato livello di vita purché la loro
dichiarazione del reddito e delle spese sostenute sia conforme.
INALTERATI I TASSI DI
INTERESSE
Il
Comitato per la Politica Monetaria della Banca Centrale turca ha deciso di
lasciare inalterati i tassi d'interesse per la ricezione dei
depositi a breve termine, pari al 17.50%, e per la cessione dei
depositi (22.50%). La decisione del Comitato è stata giustificata
dal positivo andamento del processo inflazionistico. E' stato
tuttavia assicurato che si proseguirà nel cammino dell'attuazione
di un'attenta politica monetaria e di un costante monitoraggio del
livello generale dei prezzi.
NOMINA
La Banca Mondiale ha annunciato di aver nominato Ulrich Zachau quale
suo nuovo Rappresentante in Turchia a seguito della scadenza del
mandato triennale di Andrew Vorkink.
ISTITUZIONE DI UNA HEDGE FUND
La prima iniziativa in Turchia di istituire un hedge fund è stata lanciata dalla <Eczacibasi-UBP Portfolio
Management>, una partnership tra la <Eczacibasi> e la francese
<Union
Bancaire Privee>, che nel 2005 è stato il secondo più grande
investitore in hedge fund e che attualmente detiene una quota del 3%
del mercato globale di tali fondi.
BANCHE E PROFITTI NETTI
Il settore bancario turco continua a crescere. Nei primi nove mesi del
2006 sono stati registrati profitti netti per circa €4.2 miliardi,
con un incremento del 107,6% rispetto al 2005. Le attività delle
banche sono aumentate del 26.5% per un totale di circa €230
miliardi.
ANCORA ACQUISTI
La
greca <Alpha Bank> ha annunciato di aver raggiunto un accordo per
l'acquisto del 47% della turca <Alternatif Bank> (Abank) dal
<Gruppo Anadolu>, per la somma di €192.15 milioni. La <Alpha Bank>, che con
questa operazione entrerà per la prima volta nel settore bancario
della Turchia, mira a costituire una rete di oltre 100 filiali nelle
principali città del Paese. L'operazione è soggetta
all'approvazione da parte delle competenti autorità ed è
prevista entro il primo trimestre del 2007
APPROVAZIONE DI GARA
L'Ente
nazionale turco competente per il trasporto delle Risorse Naturali (Botas)
ha approvato la gara che trasferisce ad altre quattro società, <Enerco>,
<Shell>, <Avrasygaz> e <Bosphorus>, i
diritti di importazione mettendo così fine al Monopolio della <Botas>.
Il provvedimento rientra in quanto disposto dalla Legge sul Mercato
del gas naturale in base alla quale la <Botas> dovrà procedere ad un
secondo tender per la cessione di altri diritti di importazione in suo
possesso e diminuire gradualmente la quota di importazioni fino ad
arrivare al 20% del consumo nazionale al massimo entro il 2009.
PRIVATIZZAZIONE
<TIM-HELLAS>
Il
Consiglio d'Amministrazione della <Turkcell> ha confermato che la
società prenderà parte alla gara di privatizzazione
dell'operatore GSM greco <Tim-Hellas>. L'operazione rientra nel
piano di investimenti regionali avviati dalla <Turkcell>.
DENARO CHE ENTRA
Il ministro delle Finanze Kemal Unakitan ha affermato di recente che il
processo di privatizzazioni in atto nel Paese negli ultimi quattro
anni ha fatto entrare nelle casse dello Stato la somma di $17.7
miliardi. Nel 2007 l'Amministrazione per le Privatizzazioni prevede
di avviare, tra le altre, le gare relative alla vendita dei
zuccherifici, delle reti di distribuzione dell'energia elettrica,
degli stabilimenti di fosfato di Mardin, del vettore aereo nazionale
<Turkish Airlines> e della <Halkbank>.
INDUSTRIA, INVESTIMENTI,
DISTRETTI
Uno
studio effettuato dal Prof. Mustafa Sonmez sul tema "Geographical Distribution of Investments in Turkey"
conferma la forte crescita degli investimenti in Turchia. Si segnala
infatti che negli ultimi quattro anni sono stati investiti 104.5 miliardi di Nuove Lire Turche (YTL). Di questo ammontare
58.4
miliardi di YTL sono relativi al comparto industriale (il 55,9% del
totale). Nel 2005 gli investimenti totali sono ammontati a 24 miliardi di YTL, mentre nei primi sette mesi di quest'anno hanno
già toccato quota 17 miliardi di YTL. Territorialmente si fa presente che
il 54.4% del totale degli investimenti si è concentrato in 10
distretti: Istanbul (24.7%), Ankara
(6.7%), Antalya (6.3%), Gaziantep (4.5%), Bursa (4.3%), Izmir (4%), Tekirdag
(3.9%), Kocaeli (3.2%), Kaharamanmaras (2.6%) e Manisa (1.7%). Se si esaminano solo gli investimenti
industriali Istanbul occupa nuovamente il primo posto con il 23.7%,
seguita da Gaziantep (7.5%), Tekirdag (5.9%) e Bursa (5.8%)
SANITA',
OSPEDALI, INTERESSE EI GRUPPI FINANZIARI
Si trascrive un approfondimento dell'articolo apparso sulle Cronache
Economiche nr 44 relativo alle opportunità offerte dallo sviluppo del
settore sanitario in Turchia, a cura dell'Ice.
Oltre
al settore bancario, turistico, automobilistico ed energetico anche il
settore sanitario è destinato a diventare un'area di interesse
per gli investitori stranieri.Negli
ultimi 15 anni, si è registrata un'entrata complessiva pari a $ 2
miliardi in capitali esteri e nei prossimi cinque anni si prevede un
ulteriore incremento nell'afflusso di investimenti a beneficio dei
servizi sanitari del Paese. L'interesse degli investitori stranieri
è particolarmente forte nel settore in questione grazie agli alti
standard dei servizi offerti, al progetto relativo alla costruzione di
200 ospedali da parte di investitori arabi ed ai futuri investimenti
che verranno realizzati dagli istituti sanitari locali. La tendenza
degli investitori nazionali verso l'apertura di nuovi centri
sanitari e la loro collocazione nella regione dell'Anatolia
contribuisce senza dubbio ad attirare l'interesse dei gruppi
finanziari stranieri; ad esempio la <GE>, partner della <Garanti Bankasi>,
ha già costituito un fondo per il settore sanitario turco. Anche
altri istituti internazionali di credito forniscono il proprio
sostegno finanziario alla sanità turca. Secondo il Coordinatore
Generale dell'Ospedale Mesa, Oguz Engiz, gli investitori interessati
al settore sanitario turco possono facilmente reperire finanziamenti
esteri a lungo termine a tassi d'interesse ragionevoli. Negli ultimi
15 anni, infatti, sono stati promossi in Turchia molti finanziamenti
esteri nel settore sanitario da parte di<Us Exim>, della Banca Islamica di Sviluppo, della Banca Europea
per gli Investimenti e da diverse banche di origine giapponese e
spagnola. Di recente sono stati inoltre utilizzati i finanziamenti
provenienti da alcune banche
tedesche, dall'<I.F.C.> (International Finance Corporation) e
dall'Istituto Sussidiario della Banca Mondiale. Il Direttore dei
servizi sanitari dell'ospedale Houston Methodist, Andrew Barrer,
afferma che il settore sanitario rispetto ad altri comparti è
caratterizzato da margini di profitto assai elevati. In Turchia
rappresenta infatti un'area di grande sviluppo in seguito agli
accordi stipulati tra gli ospedali privati e il SSK (Istituto per la
Sicurezza Sociale). "Lo standard dei servizi del settore sanitario
in Turchia - conclude Barrer - è
molto più alto rispetto a quello di tanti altri Paesi dell'Europa
dell'Est". Il Direttore di Informazione e Pianificazione della
<Dubai Healthcare City>, Sarper Tanli, ribadisce infine l'interesse
degli investitori arabi verso il settore sanitario turco, che mirano a
costruire circa 200 ospedali in Turchia anche in collaborazione con
soci locali.
_______________
Redazione: Tiziana
Staffolani - Collaboratore Economico e Commerciale
A cura di: Simona De
Martino - capo dell'Ufficio economico e commerciale
Gianmarco Macchia - vicecapo dell'Ufficio economico e finanziario
Roberto Luongo - Direttore dell'Ufficio ice di Istanbul
Redazione: Tiziana Staffolari - Collaboratore economico e
finanziario
22.12.2006 |
ECONOMIA
INFLAZIONE AL 4%
NEL 2009

|
Ottimismo
del governatore della Banca Centrale turca, Durmuz Yilmaz, a detta
del quale dovranno essere aumentati gli stipendi del settore
pubblico. |
Durmus Yilmaz, governatore della
Merkez Bankasi, la Banca Centrale turca, è ottimista: nel 2009
l'inflazione scenderà al 4%, nonostante il deludente risultato di
quest'anno, vicino alle due cifre. "Fino a questo momento abbiamo
lavorato per una maggiore trasparenza e per la stabilità dei prezzi, che
saranno i nostri principali obiettivi anche per il 2007".
Il governatore ha anche aggiunto che gli effetti della politica monetaria
condotta dall'istituzione, saranno pienamente visibili solo tra un anno e
mezzo e che gli stipendi del settore pubblico devono necessariamente
essere adeguati all'aumento del costo della vita. Yilmaz ha inoltre
affermato che le riunioni della Commissione per le Politiche monetarie
continuerà a riunirsi tutti i mesi e che per quanto riguarda i tassi di
interesse non ci sono novità all'orizzonte. (Apcom)
22.12.2006
|
FRENA INVECE IL
VICE-PREMIER SENER
|
A
suo dire il tasso di crescita in Turchia per quest'anno si
avvicinerà al 6% ma non lo supererà di sicuro. |
Il vice-premier turco Abdullatif
Sener blocca gli entusiasmi. Parlando con i giornalisti a margine di un
incontro fra imprenditori turchi e neozelandesi, Sener ha detto che il
tasso di crescita per quest'anno si avvicinerà al 6% ma non lo supererà
di certo. "Stiamo crescendo in modo organico e graduale", ha
detto Sener. Interrogato sulla situazione del disavanzo delle partite
correnti, Sener ha aggiunto che da parte del Governo non ci sono ancora
cifre ufficiali. (Apcom)
22.12.2006
|
LA
"SECONDA CASA"
PER GLI UOMINI D'AFFARI
TURCHI
|
Le
buone relazioni nel settore economico tra Mosca ed Ankara messe in
evidenza dal presidente dell'<Enka Holding>, Sarik Tara. |
Sarik
Tara, president of Enka Holding and the Russian and Turkish Business and
Friendship Association, has made "unbelievable" investments in Russia
in the past 18 years, calling it his "second home."
Russia-Turkey relations need to be enhanced much faster, Tara asserted,
noting they should be prioritized over dealings with Germany or the United
States.
Tara predicts Russia will surpass even Germany in the next 10 years,
"the new generation in Russia is hard-working, unlike Germany, where the
population is also decreasing."
The key to success, according to Tara, is for foreign businesses to adapt
to Russian policies. "Here, people pull open doors, they don't push.
There is no use in trying to change this," Tara said and added that
Europeans usually do not achieve their goals in Russia because they come
with their own set of rules. He also emphasized the importance of employee
insurance and rights in Russia.
Referring to questions about the infamous Russian mafia and bribes, Tara
said he has never experienced any problems in that regard.
Enka holding was founded in Istanbul in 1957 and realized its first
project in Russia when it agreed to construct the Petrosky Center. It has
built 137 projects worth 5.5 million dollars in 18 years in Russia, and
has realized an investment of $450,000 dollars with its Turkish partner in
the region, the Koc Group.
Turkey has displayed stable and achievable policies in the region, Tara
said. He stressed the importance of Turkey as a market for Russia. (Faruk
Akkan/Zaman)
22.12.2006
|
IN
...VENTUNO ALL'ASSALTO DELL'UCRAINA

|
Invitato
dalla Camera di Commercio di Kiev e di Odessa un gruppo di
partecipanti della <Ishad Association> turca ha sottoscritto
affari economico-finanziari di grande rilevanza. |
A group of
Turkish businessmen from the Ishad Association visited Ukraine, Turkey's
Black Sea neighbor, to discuss foreign trade.
Invited by the Ukrainian Chamber of Commerce, 21 Ishad members met their
Ukrainian counterparts in the capital of Kiev and the city of Odessa on
the Black Sea coast and held talks to pave way for commercial relations.
Suleyman Kan, a member of the Ishad executive board, said they expected
trade volume between the two countries to reach $10 billion by 2010.
Recalling investments in Kiev and Odessa had produced lucrative outcomes,
Kan said: "Ukraine is growing rapidly and trying to keep up with change.
Such countries are as significant as Germany and might be more significant.
The Ukrainian market is large and ambitious. I believe it is one of the
five most favorable markets in the world. Transportation can be done
easily and swiftly via sea."
Kan added Ishad members had almost made up their minds to invest in the
Ukrainian construction sector.
On the first day of three-day business trip, Ishad members paid a visit to
the Turkish-Ukrainian Businessmen Association.
During the visit businessmen mainly discussed the issue of setting up
companies in Ukraine, general characteristics of the market, investment
opportunities and cooperation between associations.
Secretary-General of the Ishad Oguzhan Dirican recalled they had made a
trip to Nigeria with a group of businessmen the previous month: "The
cooperation between Turkish state agents and NGOs overseas bring forth
success. We had chance to review relations with foreign businessmen
attending the Tuscon meeting in Turkey. This will be beginning of
important cooperative relations between the two countries". (Yunus
Erdoglu/Zaman)
22.12.2006
|
L'IRAN
RIDUCE IL GAS ALLA TURCHIA

|
Il
taglio - da 27a 18 milioni di metri cubi (dato della scorsa
settimana) - dovuto a problemi tecnici. Delegazione di Teheran
quanto prima ad Ankara. |
Iran has
cut back on its 27 million cubic meters of natural gas that is pumped
every day to Turkey.
Iran attributed the reduction to a technical problem, which they claimed
stemmed from cold weather at its production facilities.
Reducing the amount of natural gas from 27 to 18 million cubic meters last
week, Iran reduced the amount this week to as low as 15 million cubic
meters.
As a result, the Turkish Ministry of Energy and Natural Resources has
increased the amount of gas it was buying from the Blue Stream pipeline to
32 million cubic meters, normally 27 million cubic meters a day, to avoid
any problems. Officials said that they were not in dire straits because of
the cuts.
Turkey appealed to international arbitrators stating that the quality of
the gas imported from Iran was low and that Iran was not fulfilling its
contract responsibilities.
Energy Minister Hilmi Guler said that an Iranian delegation would come to
Ankara in the coming days to prepare a 'memorandum of agreement'
arranged during Prime Minister Recep Tayyip Erdogan's visit to Tehran
the previous week.
Also making an assessment on the pipeline between Greece and Turkey,
Minister Guler said: "The pipeline, which has been laid 700 meters below
the Maritsa River, has been completed. We will start pumping natural gas
to Greece on July 15 2007."
The construction of the Turkey-Greece Natural Gas Pipeline, which was
launched as a part of the Southern European Gas Ring project, began on
July 3, 2005.
Guler also noted that they would buy natural gas at a lower price
benefiting from the Shahdeniz project in Azerbaijan.
The energy minister will also have meetings in Israel today. The meetings
are expected to cover the subject of 'multi-line pipelines.'
Feasibility work for the line that will carry natural gas, crude oil,
electricity and water is underway.
Elsewhere, it has been stated that 47 million barrels of crude oil have
been pumped through the Baku-Tbilisi-Ceyhan (BTC) pipeline, officially
opened on July 13 2006. Income from shipping and taxes was stated at
nearly $200 million. (Suleyman Kurt/Zaman)
22.12.2006
|
PETROLIO: UN
"CORRIDOIO ENERGETICO"

|
Ankara
e Tel Aviv hanno raggiunto un accordo più allargato per trasportare
il greggio da Baku in Israele via Turchia. |
La Turchia ed Israele hanno
raggiunto un accordo per costruire una grande conduttura sottomarina tra
il porto turco mediterraneo di Ceyhan ed il porto mediterraneo israeliano
di Ashkelon, da dove, via terra, sarà poi prolungata fino al porto
israeliano sul Mar Rosso di Eilat. Essa si raccorderà sia
all'oleodotto-gasdotto Baku (Azerbaigian)-Tblisi(Georgia)-Ceyhan, sia
all'oleodotto in costruzione Samsun (Mar Nero)-Ceyhan, sia all'oleodotto
Kirkuk (nord Iraq)- Ceyhan, per convogliare petrolio e gas, ma anche
acqua, elettricità e cavi a fibre ottiche in Israele e di qui
potenzialmente anche in Giordania e in Palestina. La conduttura, definita
''il progetto del secolo'' dal ministro dell'energia turco, Hilmi Guler,
che ne ha dato l'annuncio ad Ankara, in sostanza metterà in comunicazione
quattro mari: il Mar Caspio ed il Mar Nero con il Mar Rosso, oltre che con
il Mediterraneo e, secondo lo stesso ministro turco ''avrà
importantissime conseguenze per la stabilità politica e per lo sviluppo
economico dell'intera regione mediorientale''. Lo studio di fattibilità
sarà completato entro sei mesi, dopo di che comincerà la sua
realizzazione, che per parte turca sarà affidata alla società Calik che
è stata una delle protagoniste della costruzione dell'oleodotto (ora
anche gasdotto) Baku-Tblisi-Ceyhan, di cui la conduttura turco-israeliana
è in sostanza un prolungamento fino ad Ashkelon, ma anche un
allargamento, dato che conterrà anche un acquedotto (molto importante non
solo per Israele, ma anche per Giordania e Palestina), un elettrodotto ed
un cavo a fibre ottiche.
Da Ceyhan la conduttura raggiungerà poi il porto israeliano sul Mar Rosso
di Eilath di dove il petrolio ed il gas potrebbero prendere su su navi le
vie dell'Estremo Oriente, come India e Cina, sempre più affamate di fonti
energetiche.
''I negoziati a tre tra Giorgia Azerbaijan e Turchia continuano. Io sono
stato in Giorgia per una visita di lavoro e oggi, i dirigenti del nostro
ministero sono in Azerbaijan per avere contatti con i dirigenti azzeri.
Nei prossimi giorni, il Presidente della Giorgia verrà in Turchia per una
visita ufficiale e nel giro di qualche giorno, tutto sarà più chiaro''
ha affermato Guler precisando che ''continuano i contatti anche con la
Russia, e che il progetto è aperto a tutti''.
''La Turchia sta conducendo una efficace diplomazia sull'energia. Questo
progetto servirà alla stabilità della regione e mettera in evidenza la
importanza strategica e il peso della Turchia nella regione'' ha aggiunto
Guler. Verso la metà di febbraio 2007 sarà in visita ad Ankara il
premier israeliano Ehud Olmert, che discuterà del progetto con il premier
turco Recep Tayyip Erdogan.
''Una particolarità molto importante del progetto è che la conduttura
prevede la possibilità di raccordi con derivazioni che in futuro
potrebbero raggiungere anche la Siria ed il Libano'' - ha dichiarato all'<Ansa>
la portavoce dell'ambasciata israeliana ad Ankara, Sharon Ban li Sar. (Denaro.it)
22.12.2006
|
L'OLEODOTTO BTC
STA GIA'
DANDO I FRUTTI
|
Dal
giorno della sua inaugurazione per le sue condotte sono transitati
47 milioni di barili di greggio - 200 milioni di $ di entrate. |
Cominciano a farsi sentire i
vantaggi per la Turchia derivanti dall'oleodotto Baku-Tblisi-Ceyhan,
inaugurato in pompa magna lo scorso 13 luglio. Da quella data per le sue
condotte sarebbero già transitati 47 milioni di barili di greggio, con
una entrata per il Paese della Mezzaluna di 200 milioni di dollari.
L'oleodotto è lungo in tutto 1.776 chilometri in totale, di cui 1076 in
Turchia, 260 in Georgia e 440 in Azerbaigian. (Apcom)
22.12.2006
|
PROROGATO
COMPLETAMENTO GASDOTTO

| Si
tratta di quello turco-greco il cui slittamento è stato fissato per
luglio 2007. A quella data verranno trasportati 250 milioni di metri
cubi gas naturale. |
Il gasdotto turco-greco che
trasporterà gas naturale dalla Turchia alla Grecia sarà completato nel luglio del 2007 invece che nel
dicembre del 2006, come inizialmente
previsto. La decisione è stata presa dalle due compagnie petrolifere, la
turca <Botas> e la greca <Depa>, in quanto non è stato possibile completare
in tempo la costruzione del tratto di Meric. Secondo il quotidiano <Milliyet>, questo è il secondo ritardo di un progetto che la Turchia
considera come il più importante passo per trasformare il paese in un
corridoio energetico. I lavori per costruire il tratto mancante
inizieranno nel gennaio 2007. Entro il Luglio del 2007, circa 250 milioni
di metri cubi di gas naturale saranno trasportati dalla Turchia verso la
Grecia. Il progetto è stato promosso dal premier turco Recep Tayyip
Erdogan. (Turkish
Daily News)
22.12.2006
|
<SET> NON
GUARDA ALLE BORSE
|
Lo
ha ribadito un portavoce della controllata turca di
<Italcementi> (ITAI.MI: Quotazione, Profilo). |
Al momento non esiste alcun progetto
di quotazione di <Set Group Holding>, controllata turca di <Italcementi>
(ITAI.MI: Quotazione,
Profilo).
Lo sottolinea un portavoce della controllante a seguito di alcune
dichiarazioni rilasciate a <Reuters> dall'Ad della società turca
<Adnan Ignebekcili>. "Non esiste al momento alcun progetto o
una ipotesi di quotazione di <Set Group>", dice dal quartier
generale di <Italcementi> il portavoce.
"Ci stiamo pensando... ma dobbiamo fare alcuni investimenti"
aveva invece risposto il manager alla domanda se fosse prevista la
quotazione di <Set> già nel 2007.
Le attività principali del gruppo sono nel cemento, con operatività
anche in segmenti diversi che includono gli impianti di polverizzazione.
<Italcement>i ha creato <Set Group> nel 1989 aggregando cinque
cementifici acquistati dall'azionista pubblico. Sul mercato turco sono
presenti anche <Lafarge> (LAFP.PA: Quotazione,
Profilo)
e <Heidelberg> (HDDG.DE: Quotazione,
Profilo).
(Reuters)
22.12.2006
|
NOMINA
DEL NUOVO
PRESIDENTE
DELLA <COCA COLA COO>

|
Si
tratta di Muhtar Kent con grandi esperienze alla spalle. Il rilancio
della società alla base delle nuove strategie aziendali. |
Muhtar
Kent, who started his business life 28 years ago at Coca-Cola company as a
truck diver and stock man, has been named as the new president and chief
operating officer for Coca-Cola, representing over 200 countries.
Appointed as Coca-Cola International President to supervise the company's
operations outside of North America nine months ago, Kent was appointed as
president and COO by a decision from the board of directors.
Kent will directly supervise all operations of Coca-Cola in the world,
including North America, and implement the company's growth strategies.
He will also be directly responsible for units supervising bottling
activities, supply chains and relationships with strategic customers.
The biggest factor for Kent's promotion was related to his success in
his previous position.
Coca-Cola Board Chairman Neville Isdell pointed out 95 percent of the
growth in 2006 came from the markets supervised by Muhtar Kent and said he
was a very experienced and successful manager.
Kent holds a Bachelor of Science degree in Economics from Hull University,
England and a Masters in Administrative Sciences from London City
University.
After performing his military service, Kent went to the United States with
$1000 in his pocket. He stayed with his uncle, living in New York for 50
years and looked for job opportunities in the papers.
Following several interviews, Kent started working for Coca-Cola's sales
and marketing department.
After one year of training, he became a truck driver and distributor,
where he became an expert on how to sell products to customers.
He lived for a while in the Netherlands and Italy where he worked in the
brand department.
In 1985, he was appointed as the general manager of Coca-Cola Turkey and
Central Asia, department head for Central and Eastern Europe in 1989. From
1989 to 1995, he served as president of the company's East Central
Europe Division.
Kent started to serve as managing director for bottling operations in 12
European countries and between 1999-2005, he worked as president and CEO
of the Efes Beverage Group.
During that time, in addition to taking Efes Breweries International
public on the London Stock Exchange, Kent also served as board member of
Coca-Cola Icecek.
Coca-Cola has 409 brands in 15 different categories and operates in over
1,000 plants in 200 countries.
The company offers employment to 30,000 people directly and 300,000 people
including bottlers.
Coca-Cola is the world's most valuable brand with $70 billion. (Economy
News Desk/Zaman)
22.12.2006
|
AIUTI BEI
|
Prestito
di 850 milioni di dollari all'Azienda ferroviaria di Stato turca (Tcdd) per la
costruzione della prima linea ad alta velocità Istanbul-Ankara. |
La Banca Europea di Investimenti
continua a sostenere lo sviluppo delle infrastrutture turche. L'istituto
ha reso noto di avere stanziato un prestito di 850 milioni di dollari
all'Azienda ferroviaria di Stato turca (Tcdd) per la costruzione della
prima linea ad alta velocità fra Istanbul ed Ankara.
Il corridoio rappresenta il primo passo per collegare la capitale con le
altre aree chiave dell'economia nazionale. Suleyman Karaman, direttore
della Tcdd ha dichiarato che questo prestito contribuirà a modernizzare
una delle linee ferroviarie più utilizzate nel Paese, apportando benefici
a viaggiatori locali ma anche ai turisti.
Dal 2004, la Bei ha prestato oltre 3 miliardi di euro alla Turchia. Lo
stanziamento maggiore rimane quello per il 2Marmara project", il
tunnel ferroviario che correrà sotto il Mar di Marmara, unendo Europa ed
Asia e per il quale la Banca Europea di Investimenti ha versato oltre un
miliardo di euro. (Apcom)
22.12.2006
|
ECONOMIA
PARIGI : IL
CONFRONTO IZMIR-MILANO
PER LA CANDIDATURA DELL'EXPO 2015

|
Tanto
il sindaco della città turca, Aziz Kocaoglu, quanto quello del
capoluogo lombardo, Letizia Moratti, hanno esposto al Bureau
internazionale - davanti ai 98 rappresentanti dei Paesi aventi
diritto di voto - i loro programmi. La decisione sarà presa solo
nel marzo del 2008. Entrambi i temi molto suggestivi. |
Izmir e Milano: le due
città candidate per l'Expo 2015 si sono confrontate martedì pomeriggio
al Bureau internazionale davanti ai 98 rappresentanti dei Paesi che hanno
diritto di voto e che nel marzo del 2008 decideranno quale delle due
città, se la turca Izmir o l'italiana Milano, ospiteranno l'esposizione
universale del 2015. Le due città si sono confrontate con due temi
impegnativi e di impegno globale. Izmir ha focalizzato la sua attenzione
su nuove rotte per un mondo migliore e per una salute per tutti, mentre
Milano vuole caratterizzare l'Expo 2015 sul tema del cibo e della
nutrizione e il tema è suggestivo: "Nutrire il pianeta, energia per
la vita":
Milano, durante la sua presentazione fatta dal sindaco della città
Letizia Moratti, ha voluto sottolineare l'aspetto globale dell'Expo e di
conseguenza anche del tema scelto che ha due valenze importanti e che
riguardano i Paesi in via di sviluppo, cioè i cosiddetti Paesi poveri ed
i Paesi sottosviluppati che hanno la responsabilità di fare in modo che
le forze delle nazioni si uniscano per lavorare alla soluzione dei
problemi relativi al cibo attraverso la cooperazione tra cittadini, Ong,
istituzioni pubbliche e private.
Il tema scelto da Milano ha avuto l'appoggio della campagna del millennio
promossa dalle Nazioni Unite per sostenere gli obiettivi del millennio che
riguardano il radicamento della povertà, la soluzione del problema della
fame, nonché quello delle malattie e delle pandemie che attanagliano i
Paesi più poveri del mondo. La Moratti concludendo il suo intervento
davanti al Bureau ha voluto sottolineare come l'Expo 2015 sia una
"grande occasione non solo per Milano, non solo per l'Italia, ma per
tutti", volendo così rimarcare l'università e la globalità
dell'evento che è vetrina, sì per Milano e l'Italia, ma soprattutto
individuazione di soluzione percorribili ai problemi della fame e della
nutrizione per il mondo intero. Il ministro per il Commercio Estero, Emma
Bonino, presente alla presentazione della candidatura, ha voluto tradurre
il tema di Milano in uno slogan, e cioè "nutrizione per tutti e per
ciascuno".
Izmir
ha focalizzato il tema della sua candidatura sulla salute e ha voluto
sottolineare, da questo punto di vista proprio la sua collocazione geo-politica
e cioè "un passaggio tra Occidente e Oriente". Il suo sindaco,
Aziz Kocaoglu, ha voluto sottolineare come vi siano ancora, sul tema della
salute grandi distanze tra il Nord e il Sud del mondo ed Izmir, anche in
virtù del fatto che può "veicolare il messaggio di pace e
tolleranza, visto che la Turchia è un Paese a maggioranza musulmano e
democratico", può operare perché la salute diventi un diritto di
tutti e il tema della pace e' adesso connesso. Il filmato che ha
presentato la citta' di Smirne si e' concluso con lo slogan "sentiti
vivo a Smirne", e ha posto l'accento sul "mosaico di civiltà"
che compongono Smirne e la Turchia stessa. La Moratti ha apprezzato il
progetto di Izmir, ma, tuttavia, ha sottolineato come il tema italiano
comprenda anche quello della salute. "E' una competizione - ha
spiegato la Moratti - Abbiamo delle carte da giocare perché il nostro
tema è globale e dalla nostra abbiamo l'autorevolezza nel parlare e
l'impegno del sistema-Paese". La Moratti, infine, durante il suo
intervento di presentazione della candidatura di Milano, ha voluto porre
l'accento sull'appoggio dato dai rettori delle Università milanesi alla
candidatura per l'Expo, attraverso l'istituzione di borse di studio
internazionali sui temi dell'alimentazione e dell'agricoltura. Il
sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri con delega per l'Expo,
Vittorio Craxi, ha spiegato che questa e' un'occasione importante per
Milano per tornare ad essere grande e ad essere una città di serie A.
Alla presentazione a Parigi era presente anche il presidente della
Provincia di Milano, Filippo Penati, che si è detto estremamente
ottimista e che Milano riuscirà "a recuperare i sei mesi di ritardo
rispetto a Smirne nella preparazione della candidatura. Sono convinto che
il progetto sia interessante e trasversale per molti temi". Penati
non si e' nascosto il fatto che la collocazione "geo-politica della
Turchia rende temibile il confronto con l'Italia, la Turchia con la sua
volontà di entrare in Europa e dopo la recente visita del Papa, e' un
Paese su cui sono puntati i riflettori". (Agi)
22.12.2006
|
VENDOLA: "IL
CORRIDOIO 8 UN'AUTOSTRADA
NON SOLO DI MERCI MA DI DIRITTI E DI IDEE"

|
"Se
l'Europa dimentica i Balcani e la Turchia - ha sottolineato il
presidente della Regione Puglia nel corso di un convegno sui
trasporti nel basso Adriatico - dovrà assumersi responsabilità
storiche gravi e pesanti". Necessaria una
interconnessione tra il sistema ferroviario e quello aereo. |
"l Corridoio 8 deve essere
un'autostrada non solo di merci, ma di diritti e di idee. È lo
strumento di cui l'area balcanica necessita per rompere le barriere".
Lo ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola
partecipando ad un convegno sul tema dei trasporti nel basso Adriatico.
Vendola ha parlato, inoltre, della necessità di creare un sistema
integrato dei porti nel Mediterraneo, senza il quale "è difficile
immaginare un salto di qualità per l'economia dell'intera area".
Ma il sistema portuale, ha aggiunto Vendola, "ha bisogno anche di una
interconnessione con il trasporto ferroviario e con quello aereo",
ricordando a tale proposito, l'avvio del progetto di realizzazione della
linea ferroviaria ad alta capacità Bari-Napoli-Roma e il piano di
sviluppo aeroportuale per collegare la Puglia all'intero Mediterraneo,
attraverso linee di voli low-cost, attualmente in fase di studio da parte
dell'Unione Europea.
Il presidente della Regione Puglia ha poi stigmatizzato un certo
atteggiamento da parte di Bruxelles di limitare e di bloccare
definitivamente il processo di integrazione dell'Europa. "Se
l'Europa dimentica i Balcani e la Turchia - ha concluso Vendola -
dovrà assumersi responsabilità storiche gravi e pesanti. Ecco perché il
Corridoio 8 è un punto fondamentale per conoscersi e cooperare". (Brindisium.net)
22.12.2006
|
14.208 LE IMPRESE
A CAPITALE ESTERO
CHE RISULTANO PRESENTI IN TURCHIA

| I
dati - forniti dal Sottosegretariato al Tesoro ed elaborati
dall'Ufficio Ice di Istanbul - si fermano al 30 settembre di
quest'anno. Di queste 2.513 sono state costituite nei primi nove
mesi. Quelle italiane sono 516 (il riferimento è al 30 novembre
2006). Il nostro Paese si colloca al sesto posto (6.5% del totale
investito). |
Secondo i dati forniti dal
Sottosegretariato al Tesoro turco, elaborati dall'Ufficio Ice di Istanbul,
al 30 settembre 2006 erano presenti in Turchia 14.208 imprese a capitale
estero. Nei primi 9 mesi dell'anno in corso, sono state costituite 2.513
nuove imprese, di cui 1.994 aziende costituite localmente ex-novo, 471
sussidiarie di imprese estere e 48 filiali. Se si considerano le 14.208
imprese a capitale estero presenti in Turchia dal 1954 ad oggi, 11.306
sono imprese costituite in loco ex-novo, 2.486 sono sussidiarie e 416
filiali. Delle 14.208 imprese estere, oltre 10.000 sono state costituite
nel periodo 1999-2006. La maggior parte delle imprese estere presenti in
Turchia (4.803, ovvero il 28.7% del totale) operano nel campo commerciale;
seguono a ruota le imprese industriali (2.863; 20.2% del totale), con in
testa i settori tessile e chimico. Un alto numero di investimenti esteri
ha luogo anche nei settori: -Immobiliare (1.765 imprese; 12.4%);
-Trasporti e Comunicazioni (1.221 imprese; 8.6%); -Hotel e Ristoranti
(1.103 imprese; 7.8% del totale). Geograficamente l'area che attrae i
maggiori investimenti dall'estero è quella di Istanbul (7.946; 56% del
totale). Seguono Antalya (1.655 imprese; 11.6% del totale), Ankara (1.010
imprese; 7.1%), Izmir (871; 6.1%), Mugla (788 imprese; 5.5%), Bursa (290
imprese; 2%), Mersin (276 imprese; 1.9%), Aydin (205 imprese; 1.4%),
Kocaeli (180 imprese; 1.3%) ed Adana (111 imprese; 0.8% del totale). Nei
primi nove mesi dell'anno in corso il totale degli investimenti diretti
esteri affluiti in Turchia è ammontato a 12.8 miliardi di dollari (nel
2005 -stesso periodo- il dato era stato di 3.35 miliardi di dollari). Lo
stock di investimenti dall'estero supera ora - secondo stime non ufficiali
-
i 76 miliardi di dollari. Per quanto attiene l'Italia, deve essere
segnalato che le imprese presenti con investimenti diretti al 30/9/06
erano 502 (3.5% del totale delle imprese estere presenti in Turchia),
cresciute a 516 al 30 novembre 2006. Come numero di aziende l'Italia si
colloca al settimo posto, preceduta da Germania (2.435 imprese), Regno
Unito (1.226), Paesi Bassi (1.098), Iran (783), Usa (696) e Russia (557).
Per quanto attiene il volume degli investimenti diretti italiani, il dato
ufficiale di Banca Centrale Turca e Sottosegretariato al Tesoro è fermo
al 2005 e segnalava 4.1 miliardi di dollari, con una stima per l'anno in
corso di un incremento di oltre 300 milioni di euro. La posizione
dell'Italia era al sesto posto (6.5% del totale investito dall'estero in
Turchia al 31/12/05, pari a 63.3 miliardi di dollari), preceduta da Paesi
Bassi (14 miliardi $), Francia (7.5 miliardi $), Germania (6.6 miliardi
$), Regno Unito (5.6 miliardi $) e Stati Uniti (4.6 miliardi di dollari).
(Ice Istanbul)
22.12.2006
|
12° EDIZIONE
DELLA <ISTANBUL
PACKAGING>

|
La
Fiera - organizzata dalla <Tuyap Fairs and Exibitions
Organization inc.> - interessa tutti i settori collegati
all'imballaggio, dai costruttori di macchine ai produttori di
materiali. |
Si è aperta ad Istanbul la
Fiera <Istanbul Packaging>, manifestazione specializzata giunta quest'anno
alla 12° edizione, che interessa tutti i settori collegati
all'imballaggio, dai costruttori di macchine ai produttori di materiali
per il confezionamento e l' imballaggio, ai servizi per l'industria
dell'imballaggio, alle pubblicazioni e riviste tecniche di settore. La
fiera è organizzata dalla <Tuyap Fairs and Exhibitions Organization
Inc.>,
principale organizzazione fieristica della Turchia, ed è sponsorizzata
dall'Associazione turca dei fabbricanti di macchine e materiali per
l'imballaggio (Asd). L'Italia è in assoluto il secondo partner
commerciale della Turchia; nel settore dell'imballaggio è da sempre in
prima posizione come fornitore di macchinari rispetto alla Germania,
tradizionale concorrente. Negli ultimi anni le esportazioni italiane di
macchine per il confezionamento e l'imballaggio verso la Turchia sono
costantemente aumentate. Nel 2006 è stato registrato un incremento delle
esportazioni pari al 68.4% rispetto all'anno passato. Esaminando i dati
relativi alle importazioni turche, si rileva che l'Italia si conferma
ancora primo paese fornitore, seguita da Germania, Francia e Spagna. Nei
primi cinque mesi del 2006 le importazioni totali della Turchia hanno
subito una flessione del 2.3%, pari a un valore di circa 41 milioni di
dollari; il valore delle importazioni dall'Italia è rimasto invece
pressoché stabile, mentre hanno subito un netto calo le importazioni
dalla Germania, nostro principale concorrente, che si attestano al 27.7%.
L'Ice è presente alla manifestazione con un "Sistema Italia",
strutturato in una catalogoteca e un <Meeting Point>. Hanno
aderito all'iniziativa 13 aziende italiane, sei delle quali sono presenti
nel <Meeting Point> con propri rappresentanti.(Ice)
22.12.2006
|
NON CI
VOLETE?
BENE, NOI COMPRIAMO
MADE IN USA

|
Questo
il messaggio della Turchia all'Europa adesso che il Paese della
Mezzaluna deve decidere per l'acquisto di un nuovo elicottero da
combattimento e di un caccia. Intanto Ankara ha fatto sapere che
parteciperà alla fase di produzione del <Jsf F-35> americano.
Un gioco che si fa sempre più duro. |
Non ci volete in Europa,
non vi vanno le nostre proposte per risolvere la questione cipriota?
Ripensateci, ma intanto noi compriamo americano. Questo è il messaggio
che la Turchia, con la riunione del comitato che decide gli acquisti della
difesa, ha inviato nelle capitali europee, e in particolare a Roma. La
riunione presieduta dal Primo Ministro Recepayyip Erdogan, si è infatti
conclusa con l'annuncio della partecipazione della Turchia alla fase di
produzione del caccia americano <Jsf-F-35>, con l'intenzione di acquistare
100 aerei, nonché con il via libera all'acquisto di 30 caccia Usa <F-16>,
che corrispondono a un costo di almeno 1.7 miliardi di dollari.
Quanto alla gara per un nuovo elicottero da combattimento, che vale fino a
2 miliardi di dollari e vede come finalisti <AgustaWestland> con il suo
<A-129>, contrapposta ai sudafricani di <Denel> con il <Rooivalk>, si è deciso
l'ennesimo rinvio. Rimandata anche una decisione sull'acquisizione del
caccia europeo <Eurofighter Typhoon>, la cui campagna di commercializzazione
in Turchia è responsabilità di <Alenia Aeronautica>, altra società di
<Finmeccanica>. Se va bene se ne riparlerà dopo le elezioni della prossima
primavera, molto più probabilmente si slitterà al 2008. Il primo round
però è perduto.
La Turchia è uno dei Paesi europei che più spende per la modernizzazione
delle sue forze armate, per un controvalore pari a circa 5 miliardi di
dollari all'anno, e in molti casi ha scelto il Made in Italy per
soddisfare i suoi requisiti. L'Italia è anche il secondo partner
commerciale di Ankara dopo la Germania. Ma quando il gioco politico si fa
duro, gli acquisti militari diventano una potente arma di pressione. Ne sa
qualcosa la Francia, messa all'indice dopo la recente approvazione della
controversa legge sul genocidio armeno. E, manco a dirlo, gli Usa,
fornitori privilegiati dei generali turchi, sono pronti ad approfittarne,
specie ora che l'idea di una divisione dell'Iraq con la creazione di un
Kurdistan indipendente appare ormai tramontata. (il
Giornale.it)
22.12.2006
|
FIRMATO ACCORDO
TRA ANKARA
ED ASHGABAT

|
Riguarda
l'esplorazione in Turkmenistan di nuovi giacimenti di gas e di olio.
la joint venture riguarda la compagnia <Chalik Energy>. |
Turkmen President Saparmurat Niyazov
has signed an order allowing a Turkish company to take part in the
development of a newly discovered giant oil and gas field, his office said.
The Chalyk Energy company plans
to spend $140 million (105 million euros) to drill 12 oil wells up to
3,600 meters (nearly 12,000 feet) deep in the southeastern town of Iolotan,
the presidential press service said in a statement.
Niyazov said last month that the Iolotan fields contained an estimated 7
trillion cubic meters of natural gas, adding to the Central Asian state's
proven commercial reserves of 2.8 trillion cubic meters.
Last month, Turkmenistan invited the China National Petroleum Corp. to
participate in the development of the Iolotan fields. The Cnpc plans to
invest $152 million (115 million euros) in tapping the fields.
Turkmenistan possesses the second-biggest gas reserves among all ex-Soviet
republics, after Russia, and its resources are playing an increasingly
important role in regional geopolitics.
In April, Turkmenistan concluded an agreement to build a gas pipeline to
China. Currently Russia's state gas giant Gazprom controls the only
transit route for Turkmen gas exports. (Turkish
Daily News)
22.12.2006
|
MERCATI PER IL
MARMO
| Quello
italiano - che ha bisogno di nuovi sbocchi - punta principalmente
su Turchia,
Stati Uniti ed india. Programma e strategie del 2007. |
Turchia, Stati
Uniti ed India sono alcuni dei principali mercati verso i quali Toscana
Promozione nel corso del 2007 dirigerà il proprio programma
promozionale per il settore lapideo.Le iniziative a sostegno di
''un comparto che - sottolinea l' Agenzia regionale - ha bisogno di
trovare nuovi mercati e nuovi partner commerciali in tutto il mondo'',
sono state illustrate dal direttore di Toscana Promozione, Roberto
Pucci, nella sede dell' Internazionale marmi e macchine a Carrara. ''La
strategia promozionale - è stato spiegato - è orientata verso una
promozione che si basa sulla partecipazione a fiere di settore,
realizzazione di iniziative di informazione per architetti e operatori
nelle loro sedi, ma anche nell'organizzazione di gruppi di operatori e
professionisti da selezionare ed ospitare in Toscana in occasione di
manifestazioni di particolare importanza. Per centrare gli obiettivi,
Toscana Promozione si avvarrà della collaborazione di soggetti
istituzionali e di grande esperienza specifica come l' Istituto per il
commercio estero (Ice), la stessa Internazionale marmi e macchine e le
varie associazioni di imprese. (Ansa-Intertoscana.it)
22.12.2006
|
300
MILIONI DI DOLLARI
|
E'
quanto ha raggiunto in quattro anni la <British American
Tobacco> con i suoi investimenti in Turchia. Superato il
preventivo di 50 milioni di $. |
La <British American Tobacco>,
azienda leader nel settore della manifattura del tabacco, ha festeggiato
il quarto anniversario dell'inizio dei loro investimenti in Turchia.
Durante un discorso tenuto ad Ankara il direttore generale Johan
Vandermeulen si è detto molto soddisfatto dei risultati ottenuti fino a
questo momento dal momento che gli investimenti totali sono arrivati in
quattro anni a 300 milioni di dollari, superando di 50 milioni i 250 che
erano statti preventivati. Johan Vandermeulen ha anche voluto sottolineare
la piena fiducia accordata da <British American Tobacco>
all'economia turca che secondo lui non avrebbe alcun segno di cedimento. (Apcom)
22.12.2006 |
NUOVE
REGOLE

|
Le
sta per varare il Governo Erdogan al fine di procedere alla
privatizzazione di <Halkbank>, operazione ancora bloccata. |
Mentre sono ancora tutti sotto shock
per la decisione improvvisa del Consiglio di Stato turco di bloccare la
privatizzazione di <Halkbank>, da Ankara fanno sapere che presto
verranno rese note le nuove regole per procedere alla privatizzazione
dell'istituto di credito, operazione che nei piani del Governo Erdogan
doveva essere completata entro il 2007 (si parla per la fine di magio). Se
le regole subiranno delle modifiche sembra però certo che l'obiettivo
dell'operazione, cioè la vendita in blocco unico, rimarrà invariato. (Apcom)
22.12.2006
|
L'AIUTO DI <CISCO>
|
Vi
ha dovuto fare riferimenti <Garanti Bank> per cambiare la
struttura del suo database e la rete delle infrastrutture. |
<Garanti Bank> cambia e chiede
aiuto a <Cisco Systems>. Il gruppo bancario turco infatti cambierà
la struttura del suo database e la rete di infrastrutture e per fare
questo si avvarrà dell'esperienza del colosso californiano. In
particolare <Cisco> fornirà a <Garanti> un nuovo centro dati,
un nuovo network operativo e un nuovo sistema di sicurezza dei dati.
Stiamo pensando di sviluppare il settore della sicurezza per offrire un
servizio ancora più accurato ai nostri utenti", ha detto Eser Unal,
capo dei servizi di sicurezza di <Garanti Bank>, che è una delle
maggiori banche turche, con 476 filiali e asset per 29.8 miliardi
di dollari. (Apcom)
22.12.2006
|
AUMENTA
IL CAPITALE STRANIERO
NELLE BANCHE
|
Stando
alle percentuali rese pubbliche dall'<Istanbul Stock Exchange>,
esso ha raggiunto il 26.16% . |
Sale la presenza di capitale
straniero in Turchia che ha raggiunto il 26.16 stando alle percentuali
rese note dall<Istanbul Stock Exchange>. I due istituti dove si
registra il picco maggiore sono <Oyakbank> e <Halkbank> con
oltre il 35%. Dei 420 miliardi di Lire turche di depositi stranieri
attualmente presenti nel Paese della Mezzaluna, circa 120 miliardi
appartengono ad investitori stranieri. Questi sono particolarmente
concentrati in <Garantibank>, <Finans Benk> e <Yapi
Kredi>. La percentuale aumenterà ulteriormente con la privatizzazione
di <Halkbank>. (Apcom)
22.12.2006
|
TURISMO
FAR
DENARO
CON IL TURISMO
DELLA CACCIA

| La
Turchia - che ha quasi eliminato quella abusiva (forti multe ai
bracconieri) - sta promovendo questo tipo di iniziativa. |
Turkey has
nearly eliminated the threat of poaching by promoting hunting tourism.
With heavy fines imposed on poachers, the state has also launched a number
of initiatives to increase hunting awareness.
By permitting the hunting of wild animals about to complete their
biological life, the administration has ensured the steady flow of a
number tourists into the country. Hunters, ready to spend large sums for
5-10 days ventures, generally leave after spending $10-12,000 per head. It
is estimated that because of recent steps, Turkey's revenue from hunting
tourism has reached $10 million dollars.
Turkey has only recently realized the importance of hunting tourism, which
Romania, the Czech Republic, Slovakia and Hungary have long encouraged.
Poaching has been under state control, reigned in by the introduction of
heavy fines. Contributions are also being made by rural administrations to
enlarge the number of permitted hunting areas. Nearly 30 wilderness areas
were opened in the last three years to hunters, and the private tourism
sector was encouraged to carry out the hunting of wild animals in those
areas.
Because of this, hunting quotas are often met even before the official
opening of the hunting season while heavy fines prevented poaching and
contributed to the development of conscientious hunting. In addition, many
tracks of wildernessfully put under state protection, resulting in a
win-win situation for Turche. (Ali Akcoban/Zaman)
22.12.2006
|
30
MILIONI DI ARRIVI
ENTRO IL 2010

| Il
turismo in Turchia dovrebbe superare la crisi che ha subito una
flessione nel 2006. Aumento dei posti letti e dei posti di lavoro. |
Entro
il 2010 la Turchia mira a portare gli arrivi turistici internazionali a 30
milioni, contro i 21.1 milioni del 2005, i posti letto a 1 milione
(rispetto ai 650mila del 2005), con un aumento di 1.5 milioni di posti di
lavoro. "In questo piano - spiega Nermin Serra Aytun, responsabile
Ufficio cultura e informazioni Ambasciata di Turchia - il Governo ha
investito molto e aperto ai finanziamenti stranieri". Con la nuova
strategia di marketing e comunicazione la Turchia si presenta come una
destinazione fruibile 12 mesi l'anno. "Vogliamo - conclude Aytun -
destagionalizzare l'offerta e segmentare il prodotto". (TTG
Italia)
22.12.2006
|
<VENTAGLIO>
APRE IN TURCHIA

|
Come
ha spiegato nel corso di una conferenza stampa a Milano la
direttrice dell'Ufficio del turismo turco, Serra Aytun, si dovrebbe
trattare di un villaggio. |
<Ventaglio>
avrebbe previsto un'apertura in Turchia e dovrebbe trattarsi di un
villaggio. Ad annunciarlo in conferenza stampa a Milano, Serra Aytun,
responsabile ufficio cultura e informazioni dell'Ambasciata di Turchia.
"Puntiamo ad attrarre maggiori investimenti dall'Italia nel nostro
Paese - ha dichiarato Aytun -. Con il vostro Paese ci sono peraltro ottimi
rapporti, anche sul fronte culturale. Ad oggi, però, sono sicuramente più
vivaci gli investimenti tedeschi, con <Tui> che ha dirottato nel
nostro Paese un forte flusso di turisti". Aytun ha ricordato,
inoltre, che sono in vigore delle leggi favorevoli per gli investitori
stranieri, con sgravi fiscali e facilitazioni. Nei mesi di alta stagione,
da luglio a settembre, gli arrivi italiani in Turchia sono sempre stati a
segno più: rispettivamente +5.8%, +9.25 e +9.4. Secondo il Wttc la
Turchia è il Paese che vanta il più alto tasso di crescita al mondo nel
settore turistico con un 10.2% medio annuo per i prossimi 10 anni. (Guidaviaggi.it)
22.12.2006
|
COLORI
TURCHI PER IL CIRAGAN PALACE

|
L'edificio,
uno dei più belli dell'Impero ottomano, sarà restaurato per la
seconda volta. Conferenza stampa del direttore generale del Kempiski. |
Ciragan
Palace, arguably the most splendid palace of the Ottoman Empire, will be
refurbished for the second time, the first being in 1991.
In a news conference at the palace, Ciragan Palace Kempinsky General
Director Henri Blin said they would redesign the historical building's
interior tones in harmony with the Bosporus' colors.
The redecorating process will cover only the palace and cost $5 million.
Suites at the hotel and palace will continue hosting guests.
The palace is supposed to be ready by the first week of April 2007.
Palace architect Hande Tozun, who prepared the new interior design, said
it would have an eclectic style and incorporate original oriental interior
design features from the palace.
Tozun said white will primarily be used on walls for simplicity, the
ceilings will be adorned with oriental colors and patterns, and the
curtains' color will go from white to blue for a better view of the
Bosporus.
Ottoman art expert Professor Nurhan Atasoy, consultant for the project,
noted an oriental style would be adopted in the redecorating works and a
"Turkish tone" would result with Ottoman patterns.
Fuat Koroglu, banquet director of the palace, said there would be changes
in the garden structure as well. The parking lot and front yard would
benefit from more grass and the exterior of the hotel would be cleaned
within three months. (Economy News Desk/Zaman)
22.12.2006
|
DA
HIKMET LO CHEF
NON SOLO
KEBAP MA MOLTO DI PIU'

|
Aperto
a Roma il primo ristorante turco. Noi ve lo consigliamo per la
varietà dei piatti, autentici, e soprattutto per la serietà
con la quale vengono preparati.
|
Voila!
Anche Roma finalmente ha la cucina turca. Se ne sentiva la mancanza anche
perché - in mezzo a tanti ristoranti cinesi, indiani, messicani e arabi
che pullulano nella capitale - era davvero imperdonabile non poter
invitare un amico dicendogli "Questa sera ti porto a mangiare
turco". Ebbene a rimediare a questo vuoto è stato Hikmet, da 11 anni
chef dell'ambasciata di Turchia. Hikmet ci aveva riflettuto parecchio
prima di decidersi al grande passo poi - con il conforto della moglie e di
qualche conoscente - ha approfittato del fatto che un locale agli inizi
della via Nomentana si era liberato per mettere su anche lui il suo bravo
ristorante. Siamo andati a trovarlo e dobbiamo dire che ne siamo usciti
soddisfatti.
 Ora
per apprezzare questo tipo di cucina, è necessario sapere che la
disciplina della tavola è una cosa molto importante per i turchi ai quali
ogni cultura - da quella Licia a quella Ittita, da quella greca a quella
romana, da quella bizantina a quella ottomana - ha dato il suo contributo.
Insomma la cucina è una vera e propria arte. Essa comprende una grande
varietà di piatti a cominciare dagli antipasti (meze), alle sfoglie
formaggio e carne, ai legumi ripieni di carne o riso (dolma), alle griglie
arrosto e alle polpette (kebap e Kofye), alle diverse varietà di riso (pilav),
al pesce ed infine alla frutta e ai dolci. Come in tutte le cucine, anche
in quella turca esistono degli alimenti onnipresenti quale la melanzana
che non può mancare nella preparazione di più di 40 tipi di piatti, lo
yogurt, i sottaceti, il formaggio bianco, le olive, la cipolla, le
insalate di qualunque tipo, la zucca. Tra i piatti forti si trovano le
minestre: c'è quella di yogurt (Yayla çorbasi), quella di lenticchie
rosse con il riso (Pirinçli mercimek çorbasi), quella di pomodoro con
riso (Pirinçli domates çorbasi) ed anche quella di trippa (Iskembe çorbasi).
Una delle pietanze più note è l'insalata di melanzana (Patlican
salatasi). Ma non si può certo dimenticare lo yogurt diluito con i
cetrioli (Cacik), il pollo alla circassa (Cerkes tavugu), i tortellini
riempiti con carne tritata (Manti), il ripieno di spinaci (Ispanakli borek),
il pasticcio di struccioli di carne (Talas boregi), le cozze ripiene (Midye
dolmasi), la frittata d'agnello alla ankariota (Kuzu Annkara tavasi), i
peperoni verdi con ripieno di carne macinata (Etli biber dolmasi). Questi,
naturelement, non sono che una minima parte dei piatti turchi
alcuni dei quali si possono gustare nel locale di Hikmet sorseggiando dei
buoni vini Kavaklidere o Doluca o buttandosi direttamente sul raki dopo
averlo preventivamente allungato con acqua. Lui, Hikmet, sarà lì a
consigliarvi il menu. Lasciatevi dunque andare al piacere epicureo. Alla
fine non potrete che ringraziare il vostro anfitrione. Anche perché i
prezzi sono contenuti. (Ve.Inc)
__________________________-
Antichi Sapori della
Turchia
via Nomentana,81 (Porta Pia) 00161 Roma
Tel. 06-44251310
22.12.2006
|
AMBIENTE
CONTRO LA
SPECULAZIONE EDILIZIA

|
Istanbul
ha aperto un nuovo fronte in questa guerra per salvare le foreste.
L'attacco dei mass media che recentemente non hanno risparmiato
critiche. |
In Istanbul, the new media-driven
buzzword is "Acaristan," the name given by headline writers to a
controversial housing development above the Asian shore of the Bosporus.
Its owners are alleged to have abused a loophole in forest protection laws,
clearing away as many as a million trees to make way for upscale villas
and commercial skyscrapers.
"I will not allow the pillaging of forests" was the cry that set off
the story in late November. It was part of a parliamentary speech by
Forestry Ministry Osman Pepe, who had sent a troop of forest rangers to
follow up reports that two forest areas were being devastated. His speech
came after the rangers were refused entry by armed guards in the employ of
the Acarİstanbul housing estate.
Reports of the late-night speech quickly found their way onto the front
pages of two mass-circulation dailies, Hürriyet and Vatan. Another banner
headline soon followed in the popular daily Sabah: "The Armed Forces of
Acaristan." The media war with a housing development was on.
The daily Milliyet sent a reporter out in a small plane to take photos
showing the sheer scale of destruction. "1 million trees felled"
screamed the headline on Milliyet's front page.
"We missed the news on the first day, but we moved fast to
compensate," Sedat Ergin, the paper's editor in chief, told the Turkish
Daily News.
The projects are now being challenged in court by the Chamber of
Architects, the Chamber of City Planners and the Metropolitan Chamber of
Commerce. A separate lawsuit has been filed by the local forestry
directorate, a division of Pepe's ministry. (Turkish
Daily News)
22.12.2006
|
IL "NO"
ALLA DIGA

| Consegnate
37 mila firme alla consigliera svizzera Doris Leuthard per chiedere
che il Governo evetico rifiuti la garanzia contro i rischi
all'esportazione per la progettata opera di Ilisu nel sud della
Turchia. La <Dichiarazione di Berna>. Una costruzione
faraonica che potrebbe avere un grosso impatto ambientale. |
Alcune organizzazioni non
governative svizzere (Ong) hanno consegnato oggi 37'000 firme alla
consigliera federale Doris Leuthard chiedendo che il Governo rifiuti la
garanzia contro i rischi all'esportazione per la progettata diga di Ilisu,
nel sud della Turchia. Il progetto, secondo le Ong, non adempie alle
condizioni di sicurezza richieste.
La raccolta delle firme è stata promossa da: <Dichiarazione di Berna,
Alliance Sud>, Società per i popoli minacciati e associazione svizzera
per la protezione degli uccelli.
La <Dichiarazione di Berna> era intervenuta in passato per denunciare i
risvolti, a suo dire problematici, legati alla realizzazione di quest'opera
che il Governo turco intende costruire sul fiume Tigri, alla frontiera tra
Iraq e Siria.
Nel 2002, pressioni internazionali erano riuscite ad obbligare il Governo
di Ankara a rivedere il progetto. L'opera comporta lo spostamento di un
numero ben superiore di persone a quello previsto originariamente. (Ticin@nline)
22.12.2006
|
IL TIGRI NON FA
PIU' PAURA

|
Semmai,
se le popolazioni che vivono in Iraq devono temere qualche cosa (e
molto anche), è perché la diga di Ilisu potrebbe un domani ridurre
il flusso dell'acqua. |
Lo scorso agosto è suonato il
campanello di allarme in casa di Khalifa Shwakat al-Yass al diffondersi
della notizia della costruzione di una massiccia diga sul fiume Tigri in
Turchia. La paura di perdere la propria fonte di sostentamento non lo ha
più abbandonato da allora, visto che la vita di un contadino dipende
dalle acque del Tigri.
La famiglia
di Nasser
''Chiediamo al Governo di trovare
una soluzione adeguata per proteggere la nostra vita, perché non abbiamo
altre fonti di sostentamento, solo questa terra e questo bestiame'',
afferma Al-Yass, 50 anni, padre di 15 figli. E aggiunge: ''Non ho altra
scelta. Non posso lasciare la mia terra e portare la mia famiglia da
un'altra parte. Sarebbe troppo duro per noi''. Il fiume Tigri scorre per
1800 chilometri dall'est della Turchia fino al sud dell'Iraq, dove
confluisce nell'Eufrate per sfociare poi nelle acque del Golfo Persico.
La diga di Ilisu sarà una delle più grandi della Turchia e si prevede
che sarà completata nel 2013. I principali scopi della diga sono la
produzione di energia idroelettrica e la creazione di una migliore rete di
irrigazione per l'agricoltura locale. Il problema è che in realtà
ridurrà di circa il 50 percento la quantità delle acque del Tigri che
entrano in Iraq. ''Le acque del Tigri che scorrono sul confine Turco
iracheno si aggirano normalmente attorno ai 20,93 miliardi di metri cubi e
si ridurranno a 9.7 bilioni all'anno quando la diga sarà completata'',
dichiara Ali Nasser, esperto al Ministero per le Risorse idriche. ''Questo
priverà di acqua al meno 696mila ettari di terre coltivabili. E,
evidentemente, ciò avrà affetti negativi sulla produttività dei campi,
la disponibilità di acqua potabile e di elettricità'', aggiunge Nasser.
Nasser teme che questo accentuerà il processo di desertificazione
dell'Iraq e costringerà i contadini, le cui vite dipendono dal Tigri,
ad abbandonare le loro terre per trasferirsi in città a meno che non
venga raggiunto un accordo con il governo turco.
La diplomazia
dell'acqua
Lo scorso agosto, il Primo
ministro turco Recep Tayyp Erdogan guidò un'eclatante manifestazione a
favore del controverso progetto della diga. I sostenitori dichiarano che
sarà una fonte vitale di acqua per i territori curdi oppressi del sud est
della Turchia, mentre i detrattori dicono che sommergerà il patrimonio
archeologico della zona. La costruzione della diga è stata più volta
ritardata da gruppi per i diritti umani e la difesa del territorio che
hanno fatto pressione alle aziende internazionali perché si ritirassero
dal progetto. Sostengono infatti, che la diga sommergerà dozzine di città
e distruggerà molti tesori archeologici, compresa la città fortificata
medievale di Hasankeyf, che domina il Tigri. Il Governo turco però è
ansioso di veder completata la diga. ''Abbiamo perso già abbastanza
tempo, non ne abbiamo altro da perdere'', a dichiarato Erdoagn durante la
cerimonia, e promette ai sostenitori che la diga trasformerà le rive del
Tigri nel 'Mare Ilisu', facendo diventare verdi le terre aride e attirando
turismo verso terre ora molto povere. Arif Moussa Mohammed, contadino
iracheno di 60 anni, teme la rovina e per questo ha scavato tre pozzi per
assicurarsi un quantitativo d'acqua sufficiente per i suoi 250
ettari di terra, situati sulle sponde del Tigri in uno dei villaggi di
Mosul, nel nord dell'Iraq, a circa 400 chilometri a nord di Baghdad. Gli
rimangono comunque problemi con l'acqua, ma di diversa natura. |
Un nuovo nemico
''Il problema che ci troviamo ad
affrontare è quello dell'acqua salata, che deriva da qualche sostanza
chimica presente nel sottosuolo, e questo è molto dannoso per i nostri
olivi che hanno bisogno di acqua fresca", racconta Mohammed. "Ciò
aggiunge altri problemi alla nostra vita già disastrata, perché non
possiamo usare quest'acqua per le nostre terre o bestiame, nel caso ci
sia futura penuria di acqua''. Il ridotto quantitativo di acque nel fiume
Tigri avrà un forte impatto non solo sulle terre coltivate dell'Iraq
del nord. Abdullah Ramadan, impiegato presso il Marshlands Revival
Centre, ha dipinto un quadro a tinte fosche di come diventeranno le
zone paludose, recentemente recuperate, in seguito alla costruzione della
diga. ''Queste zone rischiano di perdere circa 3 milioni di metri cubi
d'acqua all'anno, mettendo a grave rischio la vita stessa del luogo'',
afferma Ramadam.
Le favolose paludi irachene sono state al centro di numerose controversie.
In seguito alla prima guerra del Golfo nel 1991, l'allora presidente
Saddam Hussein avviò un programma per dirottare le acque del Tigri e
dell'Eufrate dalle paludi in risposta alla ribellione degli Sciiti. Il
piano di Saddam trasformò queste terre in deserto, costringendo circa
300mila abitanti ad andarsene, secondo Ramadan. Di circa 3600 miglia
quadrate di paludi presenti nel 1970, nel 2002 l'area si era ridotta del
90 percento arrivando a 300 miglia quadrate.
Nonostante ciò, a partire dall'occupazione dell'Iraq da parte degli
Usa nel 2003, gli sforzi fatti per salvare le zone paludose hanno
gradualmente recuperato l'area e l'acqua ha preso il posto del
deserto. Ramadan dichiara che circa un terzo di quanti erano stati
costretti ad abbandonare quelle terre prosciugate oggi è tornato. ''Siamo
felici di esserci liberati da Saddam, ma ora abbiamo un nuovo nemico:
Ilisu'', conclude Ramadam. (traduzione a cura di Tania Rainini/Irin
News)
22.12.2006
|
LA ROCCIA CADUTA
DAL CIELO

|
Spedizione
di scienziati si recherà nella città di Odemis, in provincia di
Izmir, alla ricerca di un gigantesco meteorite precipitato in
Turchia sette secoli fa. |
Partendo da un antico diario
prenderà presto il via in Turchia la ricerca di un gigantesco meteorite
precipitato dallo spazio quasi sette secoli fa. Il professor Mehmet Emiz
Ozel, alla guida di una squadra di fisici, astronomi e altri scenziati
turchi della Canakkale Onzekiz Mart University, ha infatti annunciato che
avvierà a breve un'operazione di scavo nella città di Odemis, situata
nella provincia occidentale di Smirne, alla ricerca di un corpo celeste
avvistato nel XIV secolo.
La notizia dell'avvistamento del meteorite - che secondo gli studiosi è
il primo al mondo di ui si abbia testimonianza - è riportata nel diario
di viaggio dello scrittore arabo Abu Abdullah Muhammad Ibn Battuta che nel
1327 partì per una spedizione di 33 anni che lo portò in terre lontane,
dalla Spagna alla Cina, dal mali alla Russia. Oltre a fornire
testimonianze importanti sul mondo allora conosciuto, Ibn Battuta racconta
nel suo libro di un feudatario dell'Anatolia che gli riferì di
"un'enorme roccia caduta dal cielo". Secondo il racconto, si
trattava di una pietra di colore nero e dal peso equivalente a circa 80
chilogrammi.
Sulla base di queste ed altre indicazioni dell'inconsueto testimone, gli
scienziati sperano di rintracciare il leggendario meteorite e di scoprire
grazie ad esso nuovi segreti sul cosmo e su eventuali altre forme di vita.
(Adnkronos-Aki)
22.12.2006
|
LA
GRANDE RICCHEZZA DEL BORO

|
La
Turchia ha superato gli Stati Uniti nella estrazione di questo
elemento chimico usato come disossidante in metallurgia. |
Turkey's
boron production has surpassed that of the United States. Executive
Director of Eti Mine Works General Management, Orhan Yilmaz said that
Turkey succeeded in outshining the United States in the mining and sale of
boron reserves.
Yilmaz said that they met the demands for boron by relying on Turkey's
existing capacity. Noting that there was a high demand for their products,
Yilmaz stated that they considered new projects to increase the production
capacity and diversify the line of production. Further underlining that
the modernization process and the construction of new facilities would be
completed in three years, Yilmaz noted that the production and sale
capacity would increase as a consequence.
The executive director cited that substantial progress was made in 2005
and recalled that the entire capacity of refined boron production was
730,000 tons in 2002.
The total amount of boron export in 2002 was $186 million and $300 million
in 2005. Yilmaz estimated that this figure would increase to $360 million
in 2006.
He concluded by noting that their goal was to increase boron sales to $600
million by 2010. (Anadolu News Agency/Zaman)
22.12.2006
|
CULTURA
DUE REALTA': ECONOMIA E
CULTURA
|
Sempre
importante il trad-d'union tra Italia e Turchia. Una
dichiarazione del vice-presidente della Tusiad Aldo Kaslowski.
La "lingua del sì" alla Bogaziçi Universitesi e alla
Galatasaray Universitesi. |
A gloria di una pura letteratura
proverbiale o ad onta di antiche credenze da non sconfessare, dire "turco", si sa, evoca in un momento tutto quel che l'immaginario
collettivo considera "inconsueto"; in poche parole, il trionfo della
temuta alterità. Eppure, i riflettori del mondo mettono in luce in questi
giorni un Paese moderno, ben lontano dal cliché di esotica cornice di
favole avventurose cui siamo abituati, e che soprattutto è più vicino
all'Italia di quanto si creda. Non solo Prodi mostra di tenere
all'amico Erdogan, sospeso alle porte dell'UE: il Belpaese strizza
l'occhio alla Mezzaluna, la Turchia piace decisamente agli italiani e
per una serie di buoni motivi.
In primo luogo - non c'è da stupirsene - economici: secondo dati
diffusi qualche giorno fa dalla Tusiad - la Confindustria turca - e
confermati dal presidente dell'Associazione degli imprenditori italiani
all'estero Aldo Kaslowski, cresce l'appeal del mercato turco
sull'imprenditoria italiana, sempre più interessata ad investire beni e
risorse in vista di nuovi spazi d'espansione sul fronte orientale. Sono
500 - afferma Kaslowski - le aziende italiane ad oggi produttive sul
suolo turco, mentre 3.97 miliardi di dollari è la cifra investita da 75
marchi italiani da gennaio ad agosto di quest'anno, contro il miliardo e
200 milioni di dollari dell'anno precedente. Un dato imponente, questo,
che meglio si comprende se relazionato ai 13.7 miliardi di dollari
complessivi che fanno dell'Italia il terzo partner commerciale della
Turchia, con una quota sul commercio estero turco pari a 7 punti
percentuali.
Piccole
e medie imprese
Come in altre circostanze, anche qui l'incremento non è certo frutto
del caso, ma di una comune politica di integrazione e di
internazionalizzazione aziendale, seguita in loco da osservatori dello
sviluppo economico: in primo luogo, l'Istituto nazionale per il
Commercio Estero, l'ente pubblico preposto a promuovere gli scambi
commerciali tra l'Italia e l'estero e che ad Istanbul ha un ufficio
dedicato proprio alla consulenza alle piccole e medie imprese italiane che
vogliono tentare un primo approccio e l'inserimento nel mercato turco.
All'imprenditore italiano basta inviare una mail con il profilo della
propria azienda, e nel tempo massimo di 15 giorni l'Istituto provvede a
fornire guide, liste di nominativi di importatori, agenti, esportatori
locali, potenziali partner industriali e commerciali ed informazioni sulla
loro affidabilità. Contatta avvocati ed interpreti dal turco, organizza
incontri con le ditte locali, seminari e sondaggi: insomma, tutto e anche
di più per mettere in moto la grande macchina del commercio
internazionale.
Made
in Italy
Accanto all'economia e agli scambi, è la cultura l'altro indicatore
dell'avvicinamento tra Italia e Turchia: mentre l'insegnamento
dell'italiano in molte scuole superiori e nelle due maggiori università
di Istanbul - la Boğaziçi Üniversitesi e la Galatasaray Üniversitesi
- fa ben intuire il prestigio di cui gode la "lingua del sì", e
cresce esponenzialmente tra glistudenti la richiesta di premi e di
soggiorni studio da spendere in Italia, impressiona la varietà di
iniziative ed eventi culturali in calendario tutto l'anno nelle
principali città turche per promuovere lo scambio culturale tra i due
popoli. Dall'arte al cinema, all'architettura, in Turchia il Made
in Italy è di casa, e pochi esempi non sono che presi dal mucchio: si
studiano i progetti di un grande architetto italiano, Raimondo D'Aronco,
che fece della Istanbul dei primi del '900 una singolare capitale
dell'Art Nouveau, mentre sempre Istanbul ospita in questi giorni una
mostra dedicata a Leonardo da Vinci (Museo Rahmi Koç) ed un'altra, "Venezia Istanbul", sulla Biennale di Venezia. E che dire del festival
della musica mediterranea, che sbanca con l'arrivo degli accademici di
Santa Cecilia? Il tricolore, a quanto pare, "fa cultura" tra gli amici
turchi e piace alle élites intellettuali; dal canto suo, la mezzaluna
esercita un fascino cui l'industria italiana non sembra aver voglia di
sottrarsi. Come dire, la mano viene tesa, ed eccola afferrata. E, nel
frattempo, dire "turco" non suona più tanto male. (Roberta
Leone/www.korazym.org)
22.12.2006
|
LA TRUFFA DEL
SECOLO (XVII)

|
E'
quella che alcuni nobili francesi e genovesi portarono avanti ai
danni dell'Impero ottomano battendo per molti anni il il famoso
luigino - moneta richiestissima dalle donne turche - con leghe prive
di argento. Un saggio di Carlo M. Cipolla inserito nel libro
"Tre storie extra vaganti" edito da <il Mulino
Intersezioni>. |
Bisogna essere certosini come noi
(non lo diciamo per vantarcene) ma solo guardando attentamente tra gli
scaffali di una libreria poteva attirare la nostra attenzione un piccolo
saggio di Carlo M. Cipolla dal titolo "Tre storie extra
vaganti". Di queste, quella che interessa a noi è la seconda perché
riguarda la Turchia del XVII secolo e la grande truffa di cui fu vittima
l'Impero ottomano. Se vi va di spendere 8.50 euro, vi consigliamo di farvi
questo cadeau di Natale. Arricchirà non solo la vostra biblioteca ma
anche la vostra scienza conoscitiva, se mai eravate all'oscuro circa il
modo con il quale alcuni nobili francesi da una parte e genovesi
dall'altra riuscirono a speculare ingegnosamente battendo monete non proprio buone.
Ma andiamo con ordine partendo dal luigino.
"I luigini - scrive Cipolla - erano una moneta francese che tra il
1655 ed il 1675 furono protagonisti di una specie di farsa di dimensioni
intercontinentali i cui principali attori furono i francesi ed il loro
ineffabile 'Re Sole', i nobili liguri titolari di zecche e del diritto di
battere moneta in Liguria, i turchi (in particolare, le donne turche) e
come personaggi minori avventurieri e faccendieri d'ogni possibile risma,
regione e paese".
A quell'epoca la Francia aveva una serie di monete di cui un dodicesimo di
scudo si chiamava luigino. Peso; 2.5 grammi, lega 967 millesimi. Tanto era
ben fatto questo luigino che nel 1656 scoppiò in Turchia una vera e
propria mania per questa monetina che ogni donna della Mezzaluna voleva
per farne orecchini, collane, braccialetti e addirittura per adornare i
fazzoletti da testa e le gonne. Ora sappiamo bene che in economia il
mercato è dettato dalla legge della domanda e dell'offerta. Quanto è
più forte la domanda tanto più corrispondente deve essere l'offerta.
Successe così che i luigini ad un certo punto diventarono merce rara.
Annota in proposito Cipolla: "...vedendo che i luigini venivano
accettati in Turchia con tale entusiasmo da rendere la gente cieca in
merito alla loro qualità, speculatori francesi pensarono di profittare
della dabbenaggine dei turchi e aumentare i loro margini di profitto
coniando illegalmente luigini con leghe più basse, cioè a dire luigini
che contenevano meno argento e più rame di quanto stabilito dalle
disposizioni di zecca". Per fare le cose senza senza rischiare
l'accusa di falsa monetazione - aggiunge ancora il nostro saggista -
"si rivolsero ad alcuni nobili signori ai quali era rimasto come
vestigio puramente nominale dell'antica grandezza il diritto di battere
moneta. I primi ad essere contattati furono la principessa di Dombes che
aveva una zecca a Trevoux e il principe di Oranges che riaprirono le loro
zecche e produssero imitazioni dei luigini che recavano il loro nome.
Inizialmente questi luigini non erano, per lega, tanto peggiori di quelli
autentici, però in breve prosieguo di tempo la situazione si deteriorò e
luigini sempre peggiori uscirono dalle zecche della principessa e del
principe. Fu a questo punto che si verificò la massima di Savaray (Jaques
Savaray, autore del trattato di materia commerciale e finanziaria
intitolato Le parfait négociant, ndr) a proposito dei
genovesi: <che se in un punto punto qualsiasi del globo si profilano
possibilità di profitto si può star certi di trovarvi un genovese>".
In Turchia i genovesi lavoravano in casa, intanto per i traffici che
avevano soprattutto con la città di Smirne e poi perché a Costantinopoli
potevano contare su una ricca colonia di emissari risalente all'epoca
della costruzione della Torre di Galata. Fu un gioco da ragazzi battere
sempre più numerosi luigini con leghe bassissime e spacciarli poi
nell'Impero del sultano. Ma batti un giorno, batti un altro, anno dopo
anno, alla fine la Turchia fu invasa dalle false monete al punto che la
stessa Francia nel 1665 cominciò a preoccuparsi dell'andazzo
delinquenziale che aveva preso il commercio dei luigini. Solo un anno
dopo il Re di Francia interdiva la lavorazione dei luigini mentre il sultano
dava ordini severi per l'eliminazione di quelli scadenti. L'editto di
quest'ultimo fu accompagnato poi da spettacoli non proprio edificanti come
il taglio delle mani e delle gambe e cose del genere. Senonché
l'economia turca era stata contagiata negativamente da tutta quella
disordinata massa monetaria e si rischiò il crack. Bisognava arrivare al 1670
perché il Paese potesse risollevarsi da una situazione che - se
prolungata nel tempo - avrebbe gettato l'impero nel baratro di una crisi
economico-finanziaria senza precedenti.
Ecco, questa è la storia. Noi ve l'abbiamo riassunta sulle notizie che ci
ha fornito Cipolla sperando che vi sia piaciuta. (Veronica
Incagliati)
_______________________
Carlo M. Cipolla - Tre storie extra vaganti
il Mulino Intersezioni pagg. 91 euro 8.50
22.12.2006
|
LE GRANDI CITTA'
PORTUALI
|
Una
mostra a Napoli nei cortili del palazzo Reale (si è chiusa il 17
dicembre u.s) ha spaziato da Beirut a Tripoli, da Valencia ad
Istanbul fino ad arrivare a Napoli. |
Tracce di una storia ingombrante,
sguardo cosmopolita per natura, "carte buone" da giocare sul tavolo
dell'economia internazionale, contesto sociale lacerato da forti
tensioni. Davanti lo stesso elemento: il mare. La grandi città portuali
che affacciano sul Mediterraneo finiscono per assomigliarsi un po'
tutte, da Marsiglia ad Algeri, da Genova ad Alessandria d'Egitto
passando per Beirut, Tripoli, Valencia ed Istanbul, fino ad arrivare a
Napoli. Proprio nel capoluogo campano una mostra multimediale le ha passate in
rassegna in modo assai originale, confrontandone criticità, risorse e
prospettive di sviluppo.
Dal 18 novembre al 17 dicembre nei cortili del Palazzo Reale si è tenuta
"Paesaggi urbani del Mediterraneo", collettiva organizzata
nell'ambito dell'edizione 2006 degli "Annali dell'architettura e
delle città" che unisce fotografia, videoarte, musica e progettistica
per descrivere l'anima multiforme delle città che affacciano sul Mare
nostrum. Hanno colpito i sensi l'esposizione curata da Marco Casamonti,
guidando lo spettatore attraverso un percorso in cui il buio era
continuamente squarciato dai bagliori delle istallazioni multimediali.
Ogni città era ospitata da uno spazio quadrangolare, le cui pareti sono
coperte da gigantografie: da un lato l'immagine satellitare dell'area
urbana, dall'altro una foto artistica che ha il compito di esprimere lo
spiritus loci. Due video si contrapponevano, poi, trasmettendo
rispettivamente un montato di alcune delle più celebri sequenze
cinematografiche legate a ciascuna città e una presentazione dei più
ambiziosi progetti di riqualificazione urbana. Ovviamente si partiva dalla
sezione Napoli, con il contrasto fortissimo tra la città postbellica
raccontata dai film neorealisti (Vittorio De Sica e Sofia Loren sono
"fantasmi" che ricorrono puntualmente sugli schermi) e
l'avveniristico progetto di rilancio dell'area monumentale del porto,
a firma dell'architetto francese Michel Euvé. Quando dallo spazio
dedicato a Napoli si passava a quello di Algeri sembrava quasi non ci
fosse
soluzione di continuità tra le immagini, tanto arrivano a somigliarsi i
due contesti urbani. Miracolo delle contaminazioni culturali di cui
storicamente è stato prodigo il Mediterraneo. Alessandria d'Egitto,
fotografata da Pietro Savorelli, con i suoi progetti faraonici sembrava
prediligere invece un'architettura più vicina al modello Dubai che a
quello delle città portuali del Mare Nostrum. Ancora Savorelli concentrava
l'obiettivo su Istanbul, quella che un tempo fu la "seconda Roma", ed
oggi magnificamente rappresentata dai film di Fatih Akin, del quale la
mostra napoletana citava "La sposa turca", vincitore di un Orso d'oro
a Berlino nel 2004. Beirut era analizzata senza pudori di sorta dalla
macchina fotografica di Gabriele Basilico che attraversa le macerie di una
guerra mai veramente terminata, dagli anni Ottanta a questa parte.
Valencia, in ultimo, cambiava volto per ospitare la Coppa America 2007 con
nuovi servizi e infrastrutture. Ogni città aveva una sua anima, tutte un
retroterra culturale comune.
"La sfida della mostra - spiegava il curatore Marco Casamonti - è
riprodurre virtualmente, nel percorso espositivo, il dialogo che esiste
tra le città che affacciano sul Mediterraneo. Si tratta di realtà che
quasi sempre si assomigliano, nel bene come nel male: la multiculturalità
e la naturale propensione ai rapporti internazionali trovano spesso il
loro contraltare in contesti sociali difficili. Al di sopra di tutto,
svetta la grandissima vitalità di questi centri, testimoniata da
ambiziosi progetti di rilancio e riqualificazione oggi in cantiere o
comunque al centro di animati dibattiti internazionali". (Francesco
Prisco/Il Sole 24 Ore.com)
____________________________
"Paesaggi urbani del Mediterraneo", Napoli, Cortili del Palazzo
Reale
A cura di Marco Casamonti
Catalogo: Motta
22.12.2006
|
CENTRO
CULTURALE
TURCO
IN PALESTINA

|
Trasformati
a questo uso gli antichi quartieri ottomani. Il restauro ad opera
della <Tika> (Turkish Cooperation and Development Agency). |
An Ottoman
headquarters in Al-Halil, Palestine has recently been transformed in to a
cultural center and opened for public use.
The Fevzi Pasa Palace, which was used as Palestine headquarters by the
Ottomans, was renovated and turned into a culture center.
The historical building was restored by Turkish Cooperation and
Development Agency (Tika). The palace was used by the Ottoman commander
Fevzi Pasa during World War I.
The project, a joint initiative by the Tika Jerusalem branch and the
Dahriye City Municipality, cost $50,000 dollars.
With the efforts of Dahriye Mayor Sami Isneevir, who completed his college
education in Turkey, the palace was restored according to its original
architecture.
Speaking to Cihan News Agency at the opening ceremony, Mayor Sami Isnevier
called Tika's investment in the region a tribute to the past and thanked
Turkey for contributing to this initiative.
Tika Jerusalem Coordinator Hasan Erturk said that the computer facilities
inside the building would serve the people in the region. Erturk further
said that the conference and meeting halls in the center would facilitate
the organization of open meetings and other similar activities.
The Dahriye region is known for the Prophet Jacob, and the city is
situated near the Beer Seva desert, a sacred place for both Muslims and
Jews.
Hosting a number of remnants of the Ottoman Empire, Dahriye was used by
the Ottomans as a fortified headquarters against probable attacks from the
desert until 1917. (Mustafa Bag/Zaman)
22.12.2006
|
"ANATOLIA:
CASA
DELLA TOLLERANZA
UNIVERSALE"

|
E'
così che si chiama una collezione di moda, creata da studentesse
della Scuola Vocazionale di Ankara, che sarà allestita il
prossimo anno in vari Paesi tra cui l'Italia. L'obiettivo è
diffondere la cultura turca nell'anno di Mevlana. |
La
Scuola professionale femminile di Ankara presenta una collezione di
quaranta abiti intitolata "Anatolia: Casa della Tolleranza
Universale", che, attuando interpretazioni moderne degli indumenti
del periodo di Seljuk, festeggia nel 2007 l'anno di Mevlana e celebra
l'ottavo centenario della nascita del filosofo:
La mostra sarà allestita il prossimo anno in diversi Paesi, fra cui Usa,
Germania, Francia ed Italia, per ricordare l'anno di Mevlana, come
dichiarato dall'Unesco. Canan Yakin, responsabile del dipartimento del
marketing e delle promozioni della Scuola, ha affermato che la stessa,
fondata nel 1958, ha finora realizzato numerose collezioni in onore del
patrimonio culturale turco in linea con la sua missione di conservazione,
sviluppo e divulgazione dell'artigianato tradizionale della Turchia.
"Una delle nostre ultime collezioni è proprio "Anatolia: Casa
della Tolleranza Universale" creata sia per celebrare il 2007 come
anno di Mevlana, sia per festeggiare la nascita di Mevlana Jelaladdin Rumi,
poeta e filosofo turco vissuto nel XIII secolo", ha detto la signora
Yakin, che poi ha aggiunto:"La collezione è il risultato di un anno
di lavoro dei nostri studenti ed insegnanti. Siamo andati a Konya, città
natale di Mevlana, per una ricerca sulle caratteristiche tecniche e
stilistiche degli indumenti del periodo di Seljuk. Prendendo spunto da
esso, abbiamo disegnato delle collezioni nuove, aggiungendo linee
moderne".
"La collezione è stata allestita a Konya, ma sarà presentata anche
ad Ankara ed Istanbul".
"Il nostro scopo è raggiungere le generazioni più giovani
attraverso la collezione - che può inoltre diventare un importante
veicolo per promuovere l'Anatolia quale luogo di tolleranza universale -
durante i diversi allestimenti che si terranno all'estero il prossimo
anno" ha precisato Canan Yakin, la quale ha anche affermato che
l'istituto ha creato una collezione di abbigliamento tipico,
caratterizzato dagli stili delle diverse regioni dell'Anatolia ed anche
una collezione ispirata alle uniformi di Ataturk e agli abiti che
indossava da civile.
Infine la precedente collezione del vestiario tipico del periodo ottomano
allestita in Turchia, è stata presentata negli Usa, in Francia, in
Germania ed in Inghilterra, riscuotendo sempre grande successo. (Sara
Basilici)
22.12.2006
|
COMANA PONTICA

|
Di
questa città, che si trova sul Mar Nero nella regione del Gumenek
Hamamtepe e che si chiama Tokat, i Mitridate avevano fatto il più
grande centro a carattere economico-culturale durante il periodo
ellenistico. Ora di cerca di valorizzarla, più di quanto sia stato
fatto in passato, ai fini soprattutto del turismo. |
The ancient city of Komana Pontika,
located in the central Black Sea province of Tokat, is set to become a new
tourism destination as a result of an archeological project by the Middle
East Technical University and the Scientific and Technological Research
Council of Turkey (Tubitak.
The city was a major cult center for the Kingdom of the Mithradatids
during the Hellenistic period and continued its independence through most
of the Roman era. It was believed to be a sanctuary for the Anatolian
goddess Ma.
The ancient city of Komana Pontika, located in Tokat's Gümenek Hamamtepe
region, was first discovered by 19th century travelers.
Speaking to the Anatolia news agency, project coordinator Burcu Erciyas
said the process of surveying the site has been going on for three years
and that excavation will be carried out in the next phases of the project,
which was launched in 2004 by Middle East Technical University and Tubitak.
"We found various inscriptions and ceramics while surveying the site,
and our work also showed some traces of walls, which we are assuming are
settlement areas. This was important evidence. The findings of three years
of work indicate that the area could be an ancient settlement, which is
most likely to be the ancient city of Komana Pontika," she said.
Stating that the planned excavation would most probably uncover an ancient
city, Erciyas said: "The city was a center for worship and festivals. It
has a temple to the Anatolian goddess Ma. Also, the city once served as a
trade center for the surrounding regions and was possibly a banking center
for the Mithradatid Kingdom. Thus, we want to obtain detailed information
about these issues."
She said all the archeological work was done in cooperation with the Tokat
Governorship, the Tokat Municipality and the Culture and Tourism Ministry
and that the work was important for the tourism sector in Turkey and in
the region. "The location of the archeological site is convenient for
tourism, only 10 kilometers northeast of Tokat. It was also home to
various civilizations. So the site is attractive tothose who wantto
have a sightseeing tour in the Black Sea region as well as for those
seekingto carry out research. The excavations will be important in
this sense because a huge ancient city is expected to be unearthedas
a result of the work." (Turkish Daily News)
22.12.2006
|
ARTE
IL
PITTORE DI CORTE

|
Salvatore
Valeri - che lavorò moltissimo a Costantinopoli presso il sultano
Abdul Hamid II che gli aveva affidato l'educazione dei suoi
tre figli ed in seguito la direzione della Scuola di Belle Arti -
sarà ricordato con una mostra nel 150° della sua nascita. La
presentazione di un libro introduttivo. |
Una
celebrazione della vita e delle opere del pittore orientalista Salvatore
Valeri nella ricorrenza del 150° anniversario della sua nascita a
Nettuno.
Ai partecipanti all'evento verrà offerto il libro introduttivo alla
mostra che si svolgerà nel 2007
a Nettuno, Roma e Istanbul.
Giovedì 28 dicembre 2006, in occasione del 156° anniversario
della nascita dell'artista, celebre pittore orientalista italiano,
avrà luogo, alle ore 16.30 presso la sala delle conferenze del Forte
Sangallo a Nettuno, la presentazione del libro introduttivo alla mostra
che si svolgerà il prossimo anno.
L'iniziativa è stata promossa e organizzata dalle Associazioni
Culturali "Na-Balam" e "Dinosaurs", attive da molti anni nel territorio di
Anzio e Nettuno.
All'incontro parteciperanno Renata Castrucci, Commissario
Prefettizio della città, Mariastella Margozzi, storico dell'arte
della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, e Vincenzo
Monti, esperto di storia e tradizioni di Nettuno.
Salvatore Valeri, nato a Nettuno nel 1856, studiò presso l'Accademia di
San Luca a Roma e fu allievo di Cesare Maccari.
Nel 1880, appena ventiquattrenne, lasciò l'Italia per recarsi a
Costantinopoli, meta privilegiata anche di altri artisti italiani della
fine dell' Ottocento, quali Leonardo De Mango e Fausto Zonaro.
Il Sultano Abdul Hamid II gli affidò l'educazione artistica dei suoi
tre figli e, in seguito, anche la direzione della Scuola di Belle Arti, la
prima istituita nell'Impero Ottomano dal 1892, dove insegnerà per molti
anni.
Prevalentemente ritrattista, Valeri si rivolse a un pubblico colto e
raffinato: diplomatici europei e ufficiali dell'esercito imperiale
ottomano ne apprezzarono il talento e lo stesso Sultano lo insignì di
numerose onorificenze per i suoi meriti artistici.
La sua opera più famosa dal titolo "Carovana libica" colpì
particolarmente l'attenzione di Adolphe Thalasso, celebre critico d'arte
del tempo che visitò il suo atelier a Costantinopoli. Il quadro è
attualmente esposto a Roma nella sala conferenze dell' Istituto Italiano
per l'Africa e l'Oriente.
Nel 1925 Salvatore Valeri rientrò in Italia, stabilendosi a Faenza.
Successivamente tornò a Nettuno, dove morì nel 1946. (Elisa
Petitta)
22.12.2006 |
CINEMA/TEATRO
SPOPOLA IL FILM
ANTI-UE

|
Grande
successo in Turchia e in vari Paesi del mondo della pellicola comica
"Dondurmam Gaimak" ("Ice cream, I scream") del
regista Yuksel Aksu che solo per poco ha mancato la nomination per
l'oscar. Storia di un gelataio che deve competere con le
multinazionali e alla fine perde la battaglia. |
Sta avendo un grande successo in
Turchia ed in vari paesi il film comico "Dondurmam Gaimak" (Gelato alla
crema) del turco Yuksel Aksu. La commedia racconta l'esilarante vicenda di
un gelataio ambulante, Mastro Ali', in lotta con le grandi multinazionali
del gelato, da cui si ritiene perseguitato.
Il film ha mancato per poco la nomination per l'Oscar ma ha vinto due
premi al 4/o Festival di Queens negli Usa dove era rititolato "I
cream, I scream".
La storia è divertente e la fresca comicità è raggiunta anche con l'uso
del dialetto ella città turca mediterranea di Mugla, con l'impiego di
attori presi dalla strada e con frequenti ironie popolaresche.
Il gelato artigianale prodotto da Mastro Ali si chiama "Nasip"
(Grazia di Dio) ed è "fatto col latte di mucca e non con il latte in
polvere e senza coloranti", ma non riesce a venderlo. Mastro Ali non
riesce a capacitarsi del fatto che la gente preferisca i gelati
industriali al suo gelato genuino e lo prenda in giro.
Allora Mastro Ali decide di comprarsi uno scooter a cui attacca un
rimorchio anch'esso fatto in casa nella convinzione che andando casa per
casa la gente si accorgerà dell'errore.
Se non che alcuni ragazzini gli rubano la moto per mangiare il gelato ma
mastro Ali si convince che sono state le multinazionali come la
<Malgida> e la <Manda> che, con un intrigo internazionale,
hanno voluto rovinarlo - come denuncia ai gendarmi - rubandogli la moto
per eliminare un pericoloso concorrente. Poi ritrova la moto ma un
intellettuale locale gli spiega che quando la Turchia sarà entrata
nell'Unione Europea, non potrà più fare il suo gelato artigianale
perché sarà proibito in quanto poco igienico.
A questo annuncio Mastro Ali perde la pazienza ed il senno e da' in
escandescenze distruggendo in una memorabile scena finale, accompagnata da
una allegra musichetta, la sua gelateria.
"Ho voluto fare un film sulla estinzione di un artigiano davanti al
grande capitale", ha dichiarato il regista, ma è il finale che rende
il senso del film, dato che è chiaro che egli attribuisca questa
capacità distruttiva delle attività artigiane non solo al grande
capitale, ma anche all'Unione Europea, che nella stessa Europa ha
provocato critiche analoghe. (Ansa)
22.12.2006
|
IL CONCERTO DI
NATALE

|
E'
stato organizzato dal Consolato italiano ad Izmir. Musiche di Handel,
Vivaldi, Conti e Francia. |
The Italian Consulate in Izmir held
its traditional Christmas concertat St. Polikarp Church this year,
the Anatolia news agency reported.
The famous Hermes Consentum Musicum Orchestra of Italy, which is made up
of 16 musicians, performed works by composers includingHandel,
Vivaldi, Bartolomeo Conti and Nazzareno Francia. Mezzosoprano Antonella
Piscitelli and violinist Ciovanni Zonna accompanied the orchestra,
conducted by Chef Guiseppe Monopoli.
Italian Consul General to Izmir Michele Tommasi said that 10 years ago
attendance had been limited toItalian expatriates. "This concert
is a tradition now. All music lovers can attend our Christmas concert for
free," said Tommasi.
The concert was well attended an appreciative audience from all walks of
life in Izmir. (Turkish Daily News)
22.12.2006
|
VENDITA ON LINE

|
Riguarda i costumi e gli accessori del film "L'uomo che salvò il
mondo". E' uscito lunedì 18 il seguito di questa pellicola dal
titolo non troppo originale "Il figlio dell'uomo che salvò il
mondo". |
Costumes and accessories from the
Turkish film "Dünyayı Kurtaran Adamın Oğlu" (The Son
of the Man Who Saves the World), which opened in Turkish movie theaters
last Friday, was sold in an online auction starting Dec. 18, the Web
siteorganizing the sale announced on Saturday.
The new film, a sequel to the 1982 production "Dünyayı Kurtaran
Adam" (The Man Who Saves the World) starring famous Turkish action star
Cüneyt Arkın, is more comedy than sci-fi.
The auction, titled "Wanted: An Astronaut to Save the World," will run
through Dec. 21 at the Web site www.gittigidiyor.com. Among 33 items to be
put up for auction is the original "The Man Who Saves The World"
costume, worn by Arkın in the first film.
Astronaut suits worn by Gökmen (Burak Hakkı), who was lost during
the "first spacewalk in Turkish history," and the costume of Kartal
Kaptan (Mehmet Ali Erbil), the son of the man who saves the world (Cüneyt
Arkın), are also on the block.
Among other interesting items up for grabsare "Lunatika" space
dollars, a seat from the Ulubatlı space ship, the costume of Derin Su
-- one of the robots that serve Zaldabar (the bad guy) -- and a space
darbuka (drum), one of the instruments used in a wedding scene in the
film.
Tolga Kabataş, a partner of gittigidiyor.com, told the Anatolia news
agency they were very excited to hold the auction as the films have a
special place in Turkish cinema. "For the first time in Turkey the
costumes and accessories of a film has been put up for auction," Kabataş
said, adding that they expected science-fiction fans who have watched the
first film over and over again to show great interest in the auction. (Turkish
Daily News)
22.12.2006
|
TURKISH FRIENDS
WEEK

|
Dall'11
al 2 febbraio prossimo Firenze sarà il centro culturale della
Turchia grazie all'attivazione del Teatro di Rifredi. Il film "L'ultimo harem" di Angelo Savelli. |
The city of Florence will host a
colorful event titled "Turkish Friends Week" Jan. 11-Feb. 2, in which
a number of cultural activities promoting Turkish culture will take place.
According to a statement
released by the Italian Culture Center in Ankara, the event, jointly
organized by the Rifredi Theater in Florence and the Turkish Embassy in
Rome, will feature theater performances, conferences and shows.
A play titled "Last Harem," directed by Angelo Savelli, will be
performed atRifredi Theater as part of the event. The play stars
Turkish actress Serra Yılmaz and features references from the
"Tales of 1001 Nights" and Turkish author Nazlı Eray's articles
on harem life.
Based on Eray's novel, the play "Butterflies in the Mist" will be
staged on Jan. 31 in the Rifredi Theater.
The event will also showcase Nobel Prize in Literature winner Orhan Pamuk's
latest novel, "Istanbul," on Feb. 2 atRifredi Theater. Actors
Serra Yılmaz and Mehmet Günsür will read out some parts of the
novel, accompanied by photographs of Istanbul and music by Reed flautist
Mercan Dede. (Turkish Daily News)
22.12.2006
|
I FUNERALI DI
AHMET ERTEGUN
|
Centinaia
di persone hanno seguito le esequie ad Istanbul del fondatore della
casa <Atlantic Records>. Era figlio di un diplomatico turco. |
Centinaia di persone, fra cui il
ministro degli Esteri turco Abdullah Gul, hanno partecipato ad Istanbul ai
funerali di Ahmet Ertegun, fondatore della casa discografica <Atlantic
Records> morto a New York la scorsa settimana.
"Nessuno ha fatto, o mai farà, quel che lui ha fatto per la Turchia
negli Stati Uniti", ha affermato Gul nel discorso funebre. Ertegun,
che aveva 83 anni, è deceduto per le ferite riportate alla testa in una
caduta lo scorso 29 novembre nel corso di un concerto dei Rolling Stones.
La <Atlantic Records>, la casa che ha lanciato fra gli altri artisti
del calibro di Ray Charles o Aretha Frankin: della scuderia Atlantic (poi
fusasi con la Warner) faceva parte il gotha del soul e del jazz
statunitense, ma anche stelle del rock come i Led Zeppelin o Crosby,
Stills, Nash and Young.
Figlio di un diplomatico turco, Ertegun ha al suo attivo anche una decina
di canzoni come autore, tra cui l'hit "Chains of Love" inciso da
Big Joe Turner. (Ap)
22.12.2006
|
|