Arretrati 

Anno 7° N.29

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ATTUALITA'

FRONTE COMUNE

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Rinnovato impegno della Casa Bianca, da parte del presidente George W. Bush, contro il terrorismo del Pkk. L'incontro con il premier turco Recep Tayyip Erdogan.

Erdogan_a_WashingtonUn rinnovato impegno a fare fronte comune nella lotta contro il terrorismo è arrivato dal presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, e dal Primo Ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, ricevuto alla Casa Bianca. L'incontro è avvenuto all'indomani del cessate-il-fuoco unilaterale dichiarato dalla guerriglia del Pkk, il Partito dei lavoratori del Kurdistan, da ventidue anni in guerra contro il governo di Ankara.
"Abbiamo parlato della nostra determinazione a combattere il terrorismo e l'estremismo", ha detto Bush dopo il colloquio che si è protratto di un'ora sul previsto. Il capo della Casa Bianca ha anche rinnovato l'impegno a sostenere gli sforzi della Turchia per entrare nell'Unione Europea.
Alla vigilia della missione a Washington, il giornali turchi avevano scritto che il Primo Ministro avrebbe sollecitato l'amministrazione americana a iniziative concrete per stroncare la guerriglia curda che ha le sue basi nel nord dell'Iraq. Un tema che è stato confermato dal portavoce della Casa Bianca, Tony Snow. (Agi)

13.10.2006

 

TREGUA:
IL CAPO DEI MILITARI
LA RESPINGE

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"Il nostro atteggiamento - ha dichiarato il numero uno delle Forze Armate turche, gen. Yashar Buyukanit a proposito dell'offerta del Pkk - non cambia di un pollice

Il "numero uno" dei militari turchi, generale Yashar Buyukanit, ha respinto la tregua unilaterale annunciata dal Pkk (Partito dei lavoratori turchi) ed ha ribadito che le Forze Armate turche "continueranno la loro lotta fino a quando non resti più un solo terrorista armato".
"Il nostro atteggiamento non cambia di un pollice. Non esiste altra soluzione", ha affermato il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate turche chiedendo ai ribelli del Pkk di rinunciare "incondizionatamente" ad ogni forma di lotta armate e ad arrendersi alla giustizia turca.
Buyukanit ha ricordato le violazioni delle precedenti tregue proclamate da parte dello stesso Pkk ricordando in particolare che nel 1993 alcuni membri del Pkk uccisero a Bingol nella Turchia sud orientale 33 soldati turchi disarmati che rientravano dalla licenza.
L'ultima tregua è durata dal 1999 (all'indomani della cattura di Ocalan in Kenya) fino al giugno 2004 quando sono riprese le azioni armate costate nel solo 2006 la morte di 90 soldati e 100 ribelli. (da
Ansa)
13.10.2006

 

"LE CONDIZIONI SONO NOSTRE"

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Il premier turco Recep Taiyyp Erdogan esige dai separatisti curdi del Pkk che depongano le armi se si vuole il "cessate il fuoco".

Il Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan esige dai separatisti curdi del Pkk che depongano le armi, seguendo l'appello del loro leader in prigione Abdullah Öcalan. In diverse interviste diffuse nelle ultime ore dalle televisioni turche, il capo del Governo ha tuttavia rifiutato il termine "cessate il fuoco" utilizzato da Öcalan.
"È possibile concludere un cessate il fuoco tra Stati, ma per un'organizzazione terroristica si tratta di un termine inappropriato". Il Pkk "deve deporre le armi", ha dichiarato Erdogan. La guerriglia del Partito curdo dei lavoratori contro l'esercito di Ankara ha causato oltre 30.000 morti dal 1984 nella Turchia orientale.
Öcalan aveva ordinato ai suoi uomini il cessate il fuoco dalla prigione speciale turca di Imrali dove sconta dal 1999 l'ergastolo per "tradimento e separatismo". "Fino a che non saremo minacciati di distruzione totale, il Pkk non dovrebbe assolutamente usare le sue armi" è stato il messaggio del leader curdo, trasmesso dai suoi avvocati all'agenzia filo-Pkk Firat, che lo ha diffuso dal suo sito internet.
I commentatori si aspettano che il Pkk ubbidisca. Öcalan conseva infatti una forte influenza sui combattenti e sui loro capi militari. (Ticin@nline)
13.10.2006

 

MISSILI CON GITTATA FINO IN TURCHIA

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Ne sarebbero entrati in possesso di recente gli hezbollah. L'informativa viene dai servizi segreti tedeschi. Tonnellate di armamenti in libano in mano alle milizie sciite.

Gli hezbollah sarebbero entrati di recente in possesso di missili con una gittata di circa mille chilometri, in grado cioè di colpire obiettivi situati anche sull'isola di Creta e in Turchia. Secondo il settimanale "Focus", che cita un rapporto top secret del "Bundesnachrichtendienst" (Bnd), i servizi segreti tedeschi, la milizia libanese avrebbe ricevuto i razzi di produzione iraniana via terra, attraverso la Siria. Hezbollah avrebbe ricevuto anche tonnellate di armamenti, tra cui mortai, munizioni e fucili. Secondo il Bnd, la milizia sciita libanese dispone attualmente di un arsenale ancora piu' consistente di quanto lo fosse prima del conflitto con Israele. <Focus> riporta una dichiarazione di un alto funzionario del Bnd, secondo il quale il pattugliamento delle coste libanesi da parte della Marina tedesca, tesa ad impedire il rifornimento di armi a Hezbollah, è "un puro show", in quanto "Hezbollah scoppia di rinnovata forza". (Agi) -
13.10.2006

 

LE MINACCE DI AL QAEDA

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Le hanno riportate nei giorni scorsi i giornali turchi. Sono rivolte anche contro le istituzioni che riceveranno Benedetto XVI a fine novembre. Ancora polemiche sul discorso di Ratisbona.

Sulla stampa turca dei giorni scorsi è comparso un messaggio di Al Qaeda nel quale si minacciavano tutti coloro che riceveranno il Papa in Turchia, istituzioni comprese. E' quanto ha riferito all'< Adnkronos> mons. Luigi Padovese, vicario apostolico in Anatolia, sottolineando che comunque ''la visita del Papa in Turchia avrà il suo sviluppo naturale''. Anzi, ha aggiunto, ''nei prossimi giorni vi sarà un'altra riunione della Conferenza episcopale turca per fare il punto sull'organizzazione del viaggio''.
Sul quotidiano <Hurriyet>, uno dei più diffusi del Paese, ha spiegato Padovese, ''ho visto che venivano riportate le minacce di Al Qaeda contro tutti coloro che incontreranno il Papa comprese le autorità dello Stato''. Su un altro giornale il <Turkish Daily News> invece un articolo di commento ''affermava che il Pontefice sapeva bene ciò che diceva nel suo discorso di Ratisbona - ha spiegato ancora mons.Padovese - e che anzi lo aveva pronunciato come forma di provocazione contro l'ingresso della Turchia nell'UE''.
Il giornale inoltre faceva riferimento alla posizione espressa da Ratzinger quando era ancora cardinale che si era dichiarato contrario all'allargamento alla Turchia dell'Unione Europea. Questo è il clima difficile nel quale procedono i preparativi del viaggio del Papa che si svolgerà dal 28 novembre al 1° dicembre. (Adnkronos)
13.10.2006

 

UN PROBLEMA "DELICATO"

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Pur non essendoci i presupposti di qualche pericolo per l'incolumità del Papa durante la sua prossima visita in Turchia, occorre non abbassare la guardia. Lo ha affermato il nostro ministro dell'Interno.

Amato ammette che la sicurezza del Papa in Turchia è un problema "delicato", ma nega un aggravamento dopo il recente dirottamento aereo della <Turkish Airlines>. Il ministro dell'Interno, nell'informativa al Senato sul gesto di un pirata isolato, ha detto che "in relazione alla visita del Papa in Turchia, con delicati problemi di sicurezza, è difficile vedere in questo episodio qualcosa che aggrava i problemi di sicurezza. L'episodio ha messo in evidenza una buona efficienza del nostro sistema di prevenzione e sicurezza". (Ansa)
13.10.2006

 

"PERICOLO PER LA VITA DEL PONTEFICE"

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Lo sostiene Yucel Kaya, autore del romanzo bestseller "Papa'ya Suikast" (Attentato al Papa). "Non credo però - ha dichiarato - per opera del popolo o del Governo turco".

L%27aereo_Turkish_dirottatoLa vita del Papa "è in pericolo" perché "ha molti nemici in giro per il mondo", ma non per l'imminente viaggio in Turchia. Anche se non esclude in assoluto "un attentato" a Benedetto XVI durante la sua visita nel Paese anatolico, Yucel Kaya, autore del libro "Papa'ya suikast" (Attentato al Papa) - Chi ucciderà Benedetto XVI a Istanbul. Lo scrittore turco, interpellato da <Apcom> ad Istanbul, è convinto: "Non credo che gli succeda nulla in Turchia, ma se anche dovesse esserci un attentato, non sarà certo per opera del popolo o del Governo turco. Gli italiani e la gente che lavora in Vaticano sono le trappole del Papa. Per questo ho scritto il libro, per proteggere i turchi e la Turchia. In questo mi sento un profeta". E sull'aereo dirottato ieri a Brindisi, un boeing della <Turkish Airline>s, Kaya lancia la sua ipotesi: "Credo sia un dirottamento legato a gente che lavora in Vaticano".
"Se il Papa viene in Turchia potrebbe essere vittima di un attentato, ma non è sicuro. Ciò che è sicuro - spiega l'autore del discusso libro - che non avverrà per mano di turchi. Voglio proteggere il mio popolo, perché se succede qualcosa al Papa tutti penserebbero che sono stati i turchi". La trama del libro infatti presenta un complotto ordito da un cardinale dell'Opus Dei che vorrebbe uccidere Benedetto XVI per prendere il suo posto.
- Come è nata l'idea di scrivere un libro su un attentato al Papa in Turchia?
"Prima ho cercato tutte le informazioni relative al Papa e ho trovato notizie anche su possibili attentati - spiega lo scrittore - poi ho messo insieme tutte le informazioni raccolte e ho scritto il libro. Non so nulla però di cosa succederà durante il viaggio. Dalle informazioni raccolte ritengo che sia possibile un attentato, ma ripeto, non per opera del popolo turco".
- Cosa pensa del Papa?
"Penso e so - risponde - che ha troppi nemici in giro per il mondo, ma non in Turchia. So anche che il Papa non vuole che i turchi entrino nell'Unione Europea".
- Dunque, Benedetto XVI non è in pericolo in Turchia?
"Ripeto, non gli succederà nulla. Stanno facendo tutto per proteggerlo, ma ha troppi nemici nel mondo e credo che la sua vita sia in pericolo".
- Si trova d'accordo con Alì Agca, l'attentatore turco che nel 1981 a san Pietro tentò di uccidere Giovanni Paolo II, quando invita il Pontefice a non andare in Turchia perché la sua vita è in pericolo?
"Sì, Agca ha ragione", ribatte Kaya.
L'autore, musulmano ma "non estremista", confida di non voler regalare il libro al Papa, né di volerlo incontrare personalmente.
"L'ho scritto solo perché voglio proteggere la Turchia e i turchi".
- E il libro potrebbe ispirare atti, seppur isolati, di fanatici?
"Non credo. Il tipo di persone che possono mettere in pratica un attentato - osserva - non legge il mio libro, non è intellettuale, non credo che si possa dire: 'Ok ammaziamo il Papa' per aver letto il mio libro".
- Come ha reagito la Chiesa cattolica e ortodossa all'uscita del libro?
"Non abbiamo mai avuto reazioni negative. Volevano solo sapere di cosa tratta il libro - spiega - mi hanno chiesto informazioni sulla mia vita, ma nessuno mi ha attaccato o cose del genere".
E sulle vendite, Kaya taglia corto: "Il libro sta vendendo, ma non è un best-seller".
Infine, sull'intervento così discusso del Papa a Ratisbona sull'Islam, l'autore osserva: "Credo che non sia stato giusto il suo discorso, così come lo crede tutto il popolo turco. Gli daremo il benvenuto qui in Turchia. Ma non è stata la cosa giusta da dire in quella occasione".
Il libro racconta una storia di intrighi e complicità, con protagonisti l'Opus Dei, la P2 e i servizi segreti. La trama ruota intorno alle vicende del giornalista Oriano Ciroella, membro dell'Opus Dei, che diventa l'esecutore materiale dell'assassinio di Benedetto XVI durante la sua visita a Istanbul. Mandante del delitto, un cardinale piduista ed esponente dell'Opera, che vuole togliere di mezzo il Papa per prendere il suo posto. Nella trama c'è anche il Mit, il servizio segreto turco, espressione della destra nazionalista e islamica, contrario alle ipotesi di unione delle chiese cattolica e ortodossa all'interno del Paese. (Apcom)
13.10.2006

 

LA PREOCCUPAZIONE C'E'

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Lo testimonia una dichiarazione del card. Oscar Andreas Roidriguez Maradiaga, arcivescovo in Honduras. "Il Pontefice deve comunque andare in Turchia", ha detto.

''Siamo molto preoccupati per il viaggio del Santo Padre in Turchia, la Chiesa dell'America Latina sta pregando intensamente . Io credo che Benedetto XVI ci debba comunque andare perché' non possiamo essere vittime del terrore, della paura''. Lo ha dichiarato il cardinale Oscar Andreas Roidriguez Maradiaga, arcivescovo di Tegucicalpa in Honduras, a margine di un incontro al Centro papa Luciani in provincia di Belluno. ''Il Papa stesso ha ripetuto le parole di Giovanni Paolo II: non abbiate paura. E quando abbiamo fede, non temiamo neppure il martirio'' ha aggiunto il porporato. Secondo Maradiaga, Benedetto XVI ''deve andare'' in Turchia per ''gettare ponti''. ''Questo è il compito di un Pontefice'', ha insistito il cardinale, affermando subito dopo che tra i cristiani del Sud America '', che sono molto devoti a papa Ratzinger, si è molto sofferto in questi giorni per la strumentalizzazione del suo intervento a Ratisbona, rispetto al quale è stata evidente l'orchestrazione di alcuni media''. Ritornando alla visita in Turchia, Maradiaga si è detto convinto che ''si deve assolutamente fare'' e che ''tutti dobbiamo pregare''. Anche perché - ha precisato - ''è una visita molto attesa anche dai nostri fratelli Ortodossi, perché anche loro sono in difficoltà a causa del fondamentalismo musulmano''. (Asca)
13.10.2006

 

LA TRAPPOLA

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L'incontro ad Istanbul del Pontefice Benedetto XVI con il patriarca armeno apostolico di Costantinopoli Mesrop II potrebbe irritare il Governo Erdogan.

Benedetto XVI "riapre" la questione armena a difesa della libertà delle minoranze religiose. Le feluche pontificie rassicurano le autorità turche e lavorano febbrilmente per scongiurare i rischi di un nuovo incidente diplomatico con un Paese a maggioranza musulmana. "Il viaggio in Turchia è una grande opportunità per stemperare le tensioni attraverso il confronto", gettano acqua sul fuoco Oltretevere, mentre dall'episcopato turco arrivano segnali di preoccupazione alla luce delle gravi incomprensioni e della bufera seguita ai riferimenti papali all'Islam in Baviera.
Il pomeriggio del 30 novembre, a Istanbul il Papa incontrerà il patriarca armeno apostolico Mesrop II. "E' un passo importante verso l'unità dei cristiani e non va assolutamente interpretato come un atto ostile verso il Governo di Ankara", ha spiegato l'arcivescovo di Curia Francesco Gioia, in prima linea nel dialogo interreligioso. Sono ancora aperte, però, le ferite del genocidio su base etnica e religiosa del popolo armeno, di cui la Turchia non ha mai voluto riconoscere le responsabilità. La Segreteria di Stato cerca di prevenire e attenuare i possibili contraccolpi. Alla terza loggia del Palazzo Apostolico si evidenzia come il Parlamento europeo abbia appena deciso di eliminare il riconoscimento del genocidio armeno dalla lista delle pre-condizioni per l'adesione di Ankara all'Unione Europea (come era invece previsto nella prima versione del testo), pur sottolineando come sia "indispensabile" che la Turchia affronti la questione. "L'invito al Pontefice è una decisione coraggiosa del Gverno turco e ne va apprezzato l'intento costruttivo - ha precisato Gioia - Oltre al patriarca armeno apostolico, Benedetto XVI incontrerà in Turchia pure le guide spirituali delle altre minoranze: l'arcivescovo siro-ortodosso, i rappresentanti delle chiese evangeliche, il patriarca greco-ortodosso".
Una realtà pesantissima - Una scelta "forte, che alzerà il velo su una realtà pesantissima", tanto da fare di Joseph Ratzinger il portavoce delle istanze di tutti i cristiani, ha sottolineato il teologo don Gianni Baget Bozzo. "Anche se non farà esplicita menzione dello sterminio di un milione e mezzo di armeni compiuto nel 1915 dai Giovani Turchi - ha sostenuto Baget Bozzo - incontrando a Istanbul il patriarca Mesrop II, il Santo Padre accende i riflettori sul mancato rispetto della libertà religiosa e sui diritti negati ai fedeli". Tanto più che Benedetto XVI ha sempre usato parole molto chiare di condanna del genocidio. "L'abbraccio al patriarca sarà testimonianza di verità verso il sacrificio e la sofferenza della comunità armena - ha affermato il ciellino Luigi Amicone, direttore del settimanale teo-con <Tempi> - Come già per il discorso di Ratisbona su Maometto, il Pontefice dimostra di non avere paura delle strumentalizzazioni politiche che prenderanno di mira anche questo suo storico gesto". Il pensiero del Papa, ha osservato il cardinale Pio Laghi, sarà rivolto alle sofferenze che il popolo armeno ha patito in nome della fede cristiana "negli anni della terribile persecuzione che resta nella storia col nome tristemente significativo di 'Metz Yeghern', il grande male".
Un incontro, quindi, che è al contempo "un segno di gratitudine e un intervento concreto" per gli armeni e gli altri cristiani che in terra d'Islam "continuano a testimoniare anche oggi la loro fedeltà al Vangelo". Il genocidio, rimarcano in Curia, rappresenta una delle pagine più oscure e dimenticate del secolo scorso. Joseph Ratzinger intende rileggerla non per condannare la Turchia ma per rendere omaggio a quanti sotto l'Impero Ottomano sacrificarono la propria vita alla fede in Cristo e per rivendicare i diritti negati ai credenti di oggi. A ispirarlo è il ricordo della denuncia di Leone XIII del silenzio generale di fronte alla tragedia armena e il grido di dolore di Benedetto XV per la "miserrima Armeniorum gens". Una vicinanza e una solidarietà che saranno linee-guida nell'incontro di Istanbul. "Ma il suo gesto ha anche un significato 'interno', in quanto serve a sollecitare un impegno maggiore per ricostituire l'unità tra i cristiani", ha chiarito Laghi. (Giacomo Galeazzi/La Stampa.web)
13.10.2006

 

RASSICURAZIONI MA...

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Nel corso della sua visita ad Ankara, il Commissario UE all'Allargamento Olli Rehn ha criticato il ritmo delle riforme in Turchia. La questione Cipro.

Visita ad Ankara del Commissario europeo per l'Allargamento, Olli Rehn, per rassicurare la Turchia dopo che Bruxelles ha criticato il ritmo delle riforme in vista dell'ingresso nell'UE e ha chiesto di aprire entro la fine dell'anno porti e aeroporti ai collegamenti diretti con Cipro. "Possiamo davvero evitare uno scontro fra treni se ne abbiamo la volontà", ha affermato Rehn in una conferenza stampa senza precisare quali sarebbero le conseguenze di un simile "scontro" sull'andamento dei negoziati di adesione avviati esattamente un anno fa.
Rehn ha tra l'altro sollecitato l'abolizione dell'articolo 301 del codice penale turco che permette di perseguire scrittori e giornalisti curdi o semplicemente dissidenti per aver insultato l'identità nazionale turca. "Non posso neppure immaginare uno Stato membro dell'Ue che non rispetti un principio europeo fondamentale come la liberta di espressione", ha spiegato il commissario in un discorso. Opporsi all'abolizione di quell'articolo come fa il ministro della Giustizia, Cemil Cicek, ha osservato Rehn, "di fatto significa opporsi a una condizione chiave per l'ingresso nell'UE". (da Agi)
13.10.2006

 

....E COMUNQUE CRITICHE A FRANCIA E GERMANIA

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Il Commissario UE all'Allargamento contro le posizioni di quanti vorrebbero per la Turchia una semplice "partnership privilegiata".

Il Commissario UE all'Allargamento, Olli Rehn, ha criticato i politici europei, come il candidato presidenziale francese Nicolas Sarkozy, e in passato il Cancelliere tedesco Angela Markel, che hanno suggerito una "partnership privilegiata" al posto della piena adesione della Turchia nell'UE.
"Molti politici europei hanno appoggiato l'idea di una 'partnership privilegiata' per la Turchia invece della piena adesione. Questo avviene nonostante il fatto che l'UE e i suoi leader abbiano deciso all'unanimità di aprire i negoziati" di adesione, ha osservato Rehn.
"Continuare a parlare di una 'partnership privilegiata', non fa che minare la credibilità dell'UE", ha ammonito il Commissario aggiungendo che l'insistenza sull'argomento "riduce l'incentivo politico per le riforme e provoca reazioni politiche" in Turchia. (da
Apcom)
13.10.2006

 

IL PIANO FINLANDIA

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Riguarda la fine dell'isolamento commerciale di Cipro Nord da parte dell'UE, l'apertura del porto di Famagosta e una politica più duttile da parte di Ankara.

Il Commissario UE all'Allargamento, Olli Rehn, ha invitato tutti gli Stati membri dell'UE a sostenere il piano della presidenza di turno finlandese per porre fine all'isolamento commerciale di Cipro Nord, sostenendo che "potrebbe essere l'ultima occasione per un po' di tempo" per evitare una crisi nei rapporti tra UE e Turchia.
Al momento, ha spiegato il Commissario durante un incontro con alcuni giornalisti a Bruxelles a cui era presente la <Agence France Presse>, "nessuna delle parti ha respinto il piano finlandese che è un segnale abbastanza incoraggiante sulla possibilità di successo". Il piano - ufficialmente ancora segreto - dovrebbe consistere nella apertura del porto turco-cipriota di Famagosta sotto la supervisione dell'UE e dell'Onu. Una soluzione che permetterebbe alla Turchia di poter porre fine all'embargo contro la Repubblica di Cipro, che viola l'accordo di unione doganale siglato con l'UE.
Rehn si è limitato a dire che la proposta di Helsinki "aiuterà a sbloccare l'attuale impasse riguardante le questioni commerciali, creando consizioni speciali per il commercio tra Cipro Nord e l'UE". Il Commissario ha aggiunto che la Finlandia proporrà "una certa formula che include misure di accompagnamento" per facilitare l'approvazione del piano da parte UE. (da
Apcom)
13.10.2006

 

IMPORTANZA PRIMARIA

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Nessun commento ufficiale circa l'incontro a Londra tra i premier inglese e turco ma un portavoce di Downing Street ha parlato positivamente sulla Turchia nell'UE.

During talks with Prime Minister Recep Tayyip Erdoğan at 10 Downing Street, which he is set to leave within a year, Britain's "lame duck" leader Tony Blair expressed his support for Turkey's European Union entry.
"Turkish membership in the EU is firmly in the EU's interest, to help with the fight against terrorism, human trafficking, organized crime and drugs," a spokesman for Blair's office said.
The two prime ministers didn't personally give statements to the media, yet posed for photojournalists after almost one-and-a-half hours of talks.
Blair, Turkey's staunch supporter within the EU from the beginning, most recently expressed his view in an address to trade union activists in Brighton. With a strongly worded statement late last month, he then warned that denying EU membership to Turkey would be "seismic," with ramifications aroundthe world.
This summer, Britain's new Foreign Secretary Margaret Beckett pledged London's backing to keep Turkey's accession negotiations with the EU on track despite a rift between Ankara and Brussels over Cyprus.
"Certainly I can assure you that there is great goodwill towards those negotiations, and I know not just from the United Kingdom, that there are many in the EU who will do everything they can to keep those negotiations on track," Beckett said.
Her remarks came during her first visit to the U.S. capital as Britain's top diplomat in July. At the decision of Blair, she replaced Jack Straw in May. "It's always possible in any accession negotiations that great difficulties could arise," she said referring to the row over the EU's demand that Turkey open its ports and airports to Greek Cypriot traffic this year. (Turkish Daily News)
13.10.2006

 

D'ALEMA: "SOSTENIAMO LA TURCHIA"

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"Si tratta di una scelta strategica per il nostro Paese - ha affermato il nostro ministro degli Esteri - Non ci appartiene una visione chiusa dell'Europa".

Il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, ha ribadito "il convinto sostegno ell'Italia all'ingresso della Turchia nell'UE", "una scelta strategica operata nella convinzione che non si debba avere "una visione chiusa dell'Europa". Aprendo alla Farnesina la seconda sessione plenaria del Tavolo permanente di collaborazione con la Turchia, D'Alema non si è nascosto che "lo scenario per i negoziati di adesione è problematico" perché l'atteggiamento tra gli Stati membri "non è uniforme" e tra gli stessi turchi serpeggia un certo "scetticismo".
Ma l'Italia, ha assicurato D'Alema, resta convinta che portare un importante Paese musulmano nell'UE rappresenti "una grande opportunità". "Non ci appartiene una visione dell'Europa su base etnica o confessionale - ha assicurato il ministro degli Esteri - perché l'UE ha una dimensione plurale e ha fondamento nella libertà e nella democrazia che sono valori laici". Quindi "anche se l'ingresso di Ankara altererà il rapporto numerico tra cristiani e musulmani" nell'Unione, resterà la garanzia della "laicità dello Stato" e anzi sarà questa l'occasione per dimostrare che "Islam e modernità, religiosità e secolarismo possono trovare una sintesi armoniosa". Del resto l'importanza della Turchia, una bastione della Nato alle porte del medio Oriente, è dimostrata dall'impegno elle truppe di Ankara nella missione Unifil in Libano.
Per quanto gli ostacoli nel negoziato di adesione all'UE, D'Alema ha assicurato che l'Italia sarà "interlocutore attento" a incoraggiare l'attuazione di riforme in materia di libertà di espressione e di rispetto delle minoranze e ha garantito "il pieno sostegno dell'Italia" alla proposta di "ragionevole compromesso" avanzata dalla presidenza di turno finlandese dell'UE sulla questione di Cipro, che prevede il rispetto da parte di Ankara della libera circolazione delle merci con l'isola e in cambio l'Unione metterebbe fine all'isolamento della parte Nord.
(da Agi)
13.10.2006

 

STRADA ANCORA LUNGA

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Lo ha sottolineato il Cancelliere tedesco Angela Merkel a proposito dell'ingresso della Turchia nell'UE.

In visita in Turchia, il Cancelliere tedesco Angela Merkel ha giudicato ancora "lunga" la strada dei negoziati di adesione di Ankara all'Unione Europea e ha ribadito, in un'intervista rilasciata alla televisione pubblica tedesca <Ard>, che il suo partito, la Cdu (partito cristiano democratico), continua a preferire l'ipotesi di un "partenariato privilegiato" con Ankara.
Il premier turco Recep Tayyip Erdogan aveva invitato l'Europa ad accordare alla Turchia "lo stesso interesse e sostegno" riservato ad altri paesi dell'Est europeo, di recente entrati a far parte dell'UE. (La Stampa.web)
13.10.2006

 

RIDEFINIRE LE FRONTIERE,
MA FUORI LA TURCHIA

Lo ha detto, in una intervista rilasciata al quotidiano inglese <Sunday Telegraph>, il ministro dell'Interno francese Nicolas Sarkozy.

Per Nicolas Sarkozy, uno dei favoriti alle presidenziali francesi del 2007, l'Unione Europea deve riformare in fretta le sue istituzioni e definire chiaramente le sue frontiere, lasciandone fuori la Turchia.
Con un intervento pubblicato sul <Sunday Telegraph>, il ministro degli Interni francese ritiene che sia indispensabile stabilire un nuovo quadro geografico e politico dell'allargamento dell'UE, per riuscire ad "ottenere il sostegno dei cittadini per il progetto europeo". Il leader dell'Ump valuta che le energie che guidano il movimento europeista sono ormai "agli sgoccioli".
Sarkozy propone la firma di un mini-trattato che modichi quelli di Nizza e di Amsterdam, da ratificare nel 2008, prima delle elezioni euro-parlamentari del 2009. In questo dovranno essere previsti l'introduzione del voto a maggioranza qualificata nel Consiglio europeo per numerose materie, il potere del parlamento di eleggere il presidente della Commissione e la creazione di un ministro europeo degli Esteri.
Sarkozy giudica poi "illogico, ingiusto e intollerabile" l'attuale sistema di finanziamenti dell'Unione europea. Infine, il probabile candidato Ump alla poltrona di Capo di stato francese, si dichiara favorevole alla formula dei "partenariati privilegiati" con alcuni Paesi, in primo luogo "il nostro vicino e amico, la Turchia".
"Ci sono delle valide ragioni - scrive Sarkozy - per rafforzare i nostri legami con la Turchia, senza tuttavia doverle proporre di divenire stato membro a pieno titolo". (La Stampa.web)
13.10.2006


ORA E' SCONTRO APERTO

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La Camera dei Deputati in Francia ha approvato la proposta di legge avanzata dai socialisti che rende un crimine il rifiuto del genocidio armeno ad opera dei turchi ottomani. La reazione di Ankara.

Ignorando le proteste arrivate dalla Turchia, la Camera dei deputati francese ha approvato giovedì mattina una proposta di legge che rende un crimine il rifiuto del genocidio armeno avvenuto per mano dei turchi ottomani, decisione che per il ministero turco degli Esteri comprometterà seriamente le relazioni tra Parigi e Ankara.
La proposta deve essere ratificata dal Senato e dal presidente Jacques Chirac prima di diventare legge, ma la Turchia ha già fatto sapere che il voto ha inferto un duro colpo alle relazioni fra i due alleati Nato.
"Le relazioni franco-turche, che si sono sviluppate per secoli.. . hanno ricevuto un duro colpo oggi come risultato della falsa e irresponsabile presa di posizione dei politici francesi che non vedono le conseguenze politiche delle loro azioni", ha dichiarato il ministero degli Esteri in una nota, dove non si precisa se la Turchia adotterà misure di ritorsione contro la Francia, uno dei membri fondatori dell'UE.
Gli uomini d'affari francesi temono una reazione molto dura da parte della Turchia all'approvazione della legge, che non dovrebbe però avere delle conseguenze negative sull'ingresso di Ankara nell'Unione Europea.
Una portavoce della Commissione Europea ha infatti fatto notare che i criteri presi in considerazione nei colloqui per decidere l'ingresso della Turchia all'Unione Europea non comprendono il riconoscimento del genocidio di armeni.
La Commissione Europea ha espresso il timore che l'approvazione della mozione sul genocidio armeno "nuocerà al dialogo sulla questione", secondo quanto riferito dalla portavoce.
La Turchia respinge fermamente le accuse di genocidio sistematico di circa 1.5 milioni di armeni nel 1915, durante la disgregazione dell'impero ottomano nella prima guerra mondiale, sostenendo che le morti dei cristiani armeni sono avvenute nel corso di in un conflitto partigiano con i musulmani turchi in cui entrambe le fazioni hanno perso molti uomini.
Tuttavia la comunità armena in Francia, composta da 500.000 persone, una delle più grandi comunità in Europa, ha fatto pressioni per l'approvazione della proposta di legge ed ha ottenuto l'appoggio di diversi partiti in parlamento.
La mozione è stata approvata con 106 voti a favore e 19 contrari.
NEGARE GENOCIDIO ARMENO COME NEGARE OLOCAUSTO
La Francia ha approvato una proposta di legge nel 2001 che riconosce ufficialmente il genocidio e la nuova mozione, avanzata dal partito Socialista all'opposizione, stabilisce che chiunque neghi il massacro debba essere punito con un anno di carcere e 45.000 euro di ammenda -- esattamente la stessa multa e punizione prevista per chi dovesse negare il genocidio degli ebrei per mano dei nazisti nella seconda guerra mondiale.
Il Governo francese non appoggia la mozione, ma l'Unione per un Movimento Popolare (Ump), il partito in carica, ha concesso ai suoi deputati la possibilità di decidere liberamente, un fatto che lascia prevedere che il voto passerà.
"Immaginate per un secondo se la Germania oggi si rifiutasse di ammettere l'Olocausto. E' assolutamente inaccettabile", ha detto alla radio <Rtl> il deputato dell'Ump Patrick Devedjian, che è di origini armene.
La sua approvazione alla Camera manda ora un segnale molto forte ad Ankara sulla riluttanza da parte francese di accettare la Turchia come un Paese pronto per entrare nell'UE e mette in crisi le relazioni fra Parigi ed Ankara. (
Reuters)
__________________________
Due parole appena, riproponendoci nel prossimo numero di essere più esaurienti. Qui non si tratta di prendere posizione se il genocidio armeno da parte degli ottomani del Sultano sia stato veramente compiuto o meno. E poi non è nostro compito intrometterci in questioni circa le quali sappiamo in realtà poco o nulla. Quello che desta preoccupazione è che un gruppo di parlamentari - magari senza alcuna cognizione in materia - si sia voluto sostituire agli storici votando addirittura una legge secondo la quale il solo negare il genocidio sia un delitto. Se il metro è questo, non c'è nazione che si salvi: a cominciare dalla stessa Francia per i crimini commessi in Algeria, la Spagna per l'annientamento degli indios, gli Stati uniti per quello dei pellirosse, l'Australia per lo sterminio degli aborigeni. Ma già il discorso ci sta portando lontano. La storia, ad ogni modo, devono farla quelli del mestiere con le carte in mano; non i politici. E non si venga a parlare della Shoah. Quando arrivarono gli americani nei campi di sterminio nazisti, i resti dei cadaveri erano ancora lì. Caldi. Non c'era proprio bisogno di prove!
La verità, a nostro avviso, è un'altra. Ancora una volta Parigi - come già era avvenuto qualche anno fa - cerca di mettere i bastoni tra le ruote alla Turchia. E' chiaro che i francesi non vogliono Ankara dentro l'Unione Europea. Il motivo lo sanno loro, o meglio lo conosciamo anche noi: tranquillizzare l'uomo della strada - terrorizzato da una sempre più numerosa popolazione islamica in terra gallica - promettendogli che i musulmani nella loro entità nazionale non varcheranno mai la soglia del vecchio Continente. Ed ecco allora rimescolare nel calderone, oggi con la questione armena, domani chissà con che cosa. E' un rischio grosso, però. Tenere fuori della porta la Turchia - quando si sono fatte entrare Romania e Bulgaria in merito alle quali è meglio tralasciare - potrebbe irrigidire senza ritorno il Paese della Mezzaluna sospinto sempre più ad Oriente. E' questo che si vuole?

13.10.2006

 

UN "DURO COLPO" AI RAPPORTI TRA DUE PAESI

Abdullah_Gul

Molto critico il ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul, appena appresa la notizia del voto francese.

La Francia ha assestato un ''duro colpo'' ai suoi rapporti diplomatici con la Turchia. Lo ha affermato il ministro degli Esteri turco Abdullah Gul dopo aver appreso dell'approvazione da parte di un ramo del Parlamento francese di un progetto di legge che punisce con il carcere chi nega il genocidio armeno commesso durante la prima guerra mondiale . ''Le relazioni franco-turche, sviluppate meticolosamente nel corso dei secoli - ha detto Gul - hanno subito un duro colpo per via delle iniziative irresponsabili di alcuni politici francesi di corte vedute, basate su accuse infondate. Con questa proposta di legge, la Francia sta sfortunatamente perdendo il suo status privilegiato con il popolo turco''. (Asca-Afp)
13.10.2006

 

UN VOTO CHE DANNEGGERA' GLI SFORZI DI RICONCILIAZIONE

La_Turchia_insorge_contro_il_voto_francese

Il rammarico della Commissione europea per l'approvazione della proposta di legge sul genocidio armeno.

La Commissione europea si è detta dispiaciuta per l'approvazione in prima lettura da parte di un ramo del parlamento francese d una proposta di legge che rende passibile di prigione la negazione del genocidio armeno, spiegando che ''impedirà il dialogo per la riconciliazione'' tra Turchia e Armenia. ''Questa legge non è ancora entrata in vigore, ma il Commissario Olli Rehn all'Allargamento ha detto chiaramente in questi ultimi giorni che, se dovesse essere adottata, impedirà il dialogo necessario per la riconciliazione su questa questione'', ha dichiarato Krisztina Nagy, portavoce dello stesso. ''E' molto importante vedere che in Turchia c'è un'apertura per condurre questo dibattito'', ha aggiunto Nagy . (Asca-Afp)
13.10.2006

 

VERGOGNOSA LA NUOVA LEGGE

Bulent_Arinc

Per il presidente del Parlamento turco, Bulent Arinc, la decisione francese è un "atteggiamento ostile".

La decisione francese nei confronti della questione armena riflette un ''atteggiamento ostile''. La Turchia ha commentato così un disegno di legge approvato da un ramo del Parlamento francese che rende passibile di carcere la negazione del genocidio armeno compiuto durante la prima guerra mondiale. ''E' una decisione vergognosa. Si tratta - ha commentato il presidente del Parlamento turco Bulent Arinc - di un atteggiamento ostile nei confronti della nazione turca. E' inaccettabile''. (Asca-Afp)
13.10.2006

 

L'INVITO DI CHIRAC

Jacques_Chirac_2

Il presidente francese da Erevan ha chiesto al Governo turco di riconoscere il genocidio armeno.

La Turchia riconosca il genocidio contro il popolo armeno durante la prima guerra mondiale prima di entrare nell'Unione Europea. E' la richiesta rivolta ad Ankara da Jacques Chirac che, a conclusione della sua visita nella capitale armena di Erevan, ha detto che ''ogni Paese cresce riconoscendo i suoi drammi e gli errori del passato''. ''La Turchia dovrebbe riconoscere il genocidio in Armenia per entrare nella UE - ha detto il presidente francese ripetendo la domanda di un giornalista durante la conferenza stampa congiunta con il presidente armeno Robert Kocharian - onestamente penso di sì''. (Adnkronoss-Dpa)
13.10.2006

 

VALORI PER ENTRARE NELL'UNIONE

Segolene_Royal

Anche la candidata socialista all'Eliseo, Segolene Royal, prende posizione sulla questione armena.

La probabile candidata socialista alle elezioni presidenziali del 2007, Segolene Royal, ha dichiarato che la Turchia deve riconoscere il genocidio del popolo armeno se vuole entrare nella Comunità Europea.
"Non si deve cedere su un certo numero di valori", ha detto Royal, secondo la quale bisogna "aiutare i Paesi a progredire".
"Non siamo obligati a farlo in modo brutale, provocatorio, per dare una lezione", ha aggiunto la presidente della regione Pouitou-Charentes, ricordando le difficoltà che la Francia ha avuto a riconoscere alcune parti della sua storia come la retata del Vel d'Hiv del luglio 1942, nella quale la polizia arrestò circa 13 mila ebrei parigini, la maggior parte dei quali è morta ad Auschwitz.
"Non bisogna né chiudere gli occhi né maltrattare un Paese", ha detto Royal, la quale ha sottolineato che "non è facile per alcuni Paesi riconoscere dei soprusi, degli episodi contrari alla dignità umana". (Ansa)
13.10.2006

 

IL GOVERNO DI PARIGI IN IMBARAZZO

Le_Monde

Sul caso Armenia l'Esecutivo comunque minimizza la portata della legge e punta ad un insabbiamento del testo durante la navetta con il Senato.

E' una legge sul genocidio armeno: ma quella approvata dall'Assemblea Nazionale francese (doprà ancora ripassare al Senato e poi tornare alla Camera) sembra soprattutto una faccenda mata per movimentare le acque della politica interna francese e per imbarazzare il governo conservatore. Eppure non sarà facile per la diplomazia di oltralpe placare l'irritazione della Turchia: il voto da parte dei deputati della legge che introduce sanzioni penali per chiunque neghi il genocidio degli armeni.
"le relazioni franco-turche, che si sono sviluppate nel corso dei secoli, sono state danneggiate oggi (giovedì 12, ndr) dalle affermazioni false e responsabili di personalità politiche francesi che non vedono le conseguenze politiche dei loro atti", è stato sottolineato ad Ankara subito dopo il voto. "Liberté, Egalité, Stupidité". Questo è stato il primo titolo dell'edizione on-line dell'autorevole quotidiano <Hurriyet>, che insieme a molti altri ha seguito il voto dell'Assemblea Nazionale minuto per minuto. Il Governo francese, imbarazzato da una legge della quale non sentiva la necessità e che, dal punto di vista diplomatico, rafforza presso Ankara il sentimento che la Francia sia il principale avversario della sua adesione all'Unione europea, ha dichiarato di non sostenere il provvedimento.
L'Esecutivo, fortemente imbarazzato, minimizza la portata della legge e punta ad un insabbiamento del testo durante la navetta con il Senato.
"L'iniziativa socialista solleva un doppio problema", ha osservato <Le Monde>. "Scrivere la storia non è compito della legge", aveva sostenuto il presidente della Repubblica Jacques chirac a proposito di un'altra legge, approvata a febbraio, e che parlava del "ruolo positivo" della colonizzazione francese. "La storia è affare degli storici", ha rimarcato il quotidiano, e questo testo "renderà più gravi le violazioni della libertà di espressione" in Francia. L'altro problema, ha proseguito <Le Monde>, riguarda le relazioni con Ankara: "Giornalisti e universitari turchi, che sono riusciti a rompere il tabù del genocidio nel loro paese, ritengono che la legge fornirà degli strumenti ai nazionalisti, pronti ad esigere dal governo di Ankara, che lo ha già fatto, delle rappresaglie economiche". (da
Apcom)
13.10.2006

 

ESULTANO GLI ARMENI:
"UNO STORICO
PASSO AVANTI"

Il_voto_sulla_questione_armena

L'emozione del presidente della Federazione euro-armena, Hilda Tchoboian.

"Salutiamo con emozione questo storico passo avanti con il quale, ancora una volta, la Francia indica la strada del progresso, dell'umanesimo e della dignità. L'idra negazionista è un tumore della libertà di espressione e una minaccia per l'ordine pubblico he è bene sradicare". Così Hilda Tchoboian, presidente della federazione euroarmena, ha commentato in una nota il voto dell'Assemblea nazionale francese sulla legge che criminalizza il diniego del genocidio armeno 1915.17.
Riferendosi ai provvedimenti assunti dalle autorità contro forze politiche negazioniste in Belgio, Olanda e Germania, la federazione euro-armena auspica "un approccio paneuropeo alla questione", attraverso l'introduzione di "una legislazione penale europea tesa a mettere un freno alle varie forme di negazionismo esistenti in Europa. E' veramente l'ora", ha concluso Tchoboian". (
Apcom)
13.10.2006

 

GLI INSULTI AD ATATURK

Un quotidiano di Sidney ha pubblicato una immagine che mostra il ministro delle Finanze australiano vestito come il Padre della Patria turco. L'accusa è quella di avere riabilitato  Mustafa, colpevole secondo i media locali di genocidio armeno. Per Peter Costello, il presidente turco era stato invece un modello positivo.

An Australian newspaper published a cartoon showing Australian Finance Minister Peter Costello pulling Ataturk's body from his grave.
In the cartoon, Ataturk was holding a paper that read "Armenian genocide."
A caption under the cartoon read, "He [Castello] raiseth up Ataturk."
In the article accompanying the cartoon, the writer asserted Turkey abolished most of the restrictions imposed by Ataturk.
Dennis Altman, writer of the article, indicated it was ironic of Costello to have praised Turkey last week.
The article claimed Ataturk saw religion as a barrier against progress; therefore, he attempted to prevent religion from holding a public role in modern Turkey.
It was further asserted that Ataturk tried to impose his opinions in a way that could shock both secular and pious Australians.
During a speech last week, Costello pointed to secular Turkey, founded by Ataturk, who commanded Turkish forces in Gallipoli, as a model of leadership for the Islamic world. (Anka/Zaman)
13.10.2006

 

LA MINACCIA REAZIONARIA

Il_presidente_Sezer_contro_la_minaccia_islamica

 

Così l'ha definita il Capo dello Stato turco, Ahmet Necdet Sezer, a proposito del pericolo strisciante del fondamentalismo islamico nel Paese.

Turchia_alle_prese_con_la_minaccia_islamicaIl presidente della Repubblica turca, Ahmet Necdet Sezer, energico difensore della laicità dello Stato ha approfittato del suo discorso all'apertura dei Parlamenti di Ankara per mettere in guardia contro la "minaccia reazionaria", termine solitamente usato per indicare il fondamentalismo islamico.
"Una delle minacce che pesano sulla sicurezza interna del nostro Paese dalla fondazione della Repubblica e la cui influenza continua a crescere è il pericolo reazionario" i cui obiettivi, ha sottolineato Sezer, "non sono cambiati" e consistono nel "rovesciare i valori dello Stato".
"E' evidente che la moltiplicazione degli sforzi per svuotare, mettendola in discussione, la sostanza del concetto di laicità...per infiltrarsi nella funzione pubblica, per far passare la religione dalla sfera individuale e quella dello Stato...hanno aumentato le tensioni sociali", ha aggiunto Sezer, il cui settennato, non rinnovabile, scade il prossimo aprile". (Ansa)
13.10.2006

 

L'AVVERTIMENTO

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa turco, gen. Yasar Buyukanit, ha messo in guardia contro la minaccia "reazionaria" dell'estremismo islamico.

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa turco ha avvertito che la Turchia si trova a fronteggiare una minaccia "reazionaria" dell'estremismo islamico.
A mettere in guardia contro tale minaccia è stato il generale Yasar Buyukanit, dopo che negli ultimi giorni avvertimenti analoghi sono arrivati da altri militari turchi di primo piano.
Si tratta di chiari segnali di una crescente tensione tra il Governo turco legato all'Islam e la potente gerarchia militare.
Buyukanit ha aggiunto che le Forze Armate turche sostengono la volontà del Paese di entrare nell'Unione Europea, ma ha precisato che hanno il diritto di difendersi dalle critiche dell'UE.
Rappresentanti dell'Unione hanno criticato l'abitudine dei militari di esprimersi pubblicamente su questioni politiche. (Reuters)
13.10.2006

 

I MERCATI TENGONO

In Turchia - dove tutto sembra essere messo in discussione - restano l'unico punto certo.

In un momento in cui tutto in Turchia sembra essere messo improvvisamente in discussione, la Borsa di Istanbul ed i mercati finanziari sembrano restare l'unico punto certo. Chi aspettava un crollo dopo le dichiarazioni del presidente della Repubblica Ahmet Necdet Sezer e del Capo di Stato Maggiore, generale Yasar Buyukanit, si sbagliava. Borsa e mercati stanno tenendo. (da Apcom)
13.10.2006

 

NESSUN PERICOLO

 

Il Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan ha contestato le prese di posizione del Capo dello Stato e dei vertici militari sulla minaccia fondamentalista.

Il premier turco, Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato in aperta polemica con il Capo dello Stato e con i vertici militari che "in Turchia non esiste la minaccia del fondamentalismo religioso".
"In Turchia tale minaccia non esiste e il Governo sta prendendo provvedimenti contro l'estremismo", ha dichiarato il Primo Ministro, citato dalla <Cnn> turca. (da
Ansa)
13.10.2006

 

"CI VORREBBE
UN NUOVO
KEMAL MUSTAFA"

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A dirlo Ertugul Osman, pronipote dell'ultimo sultano turco Abdulhamid II. Il principe - che ha 87 anni - ha parlato senza peli sulla lingua del proprio Paese.

Se ci fosse ancora il sultanato, anche solo costituzionale, lui sarebbe sul trono occupato da Solimano il Magnifico. Potrebbe risiedere nel palazzo di Dolmabahçe, sul Bosforo, e guarderebbe al Topkapi come la sua ex-dimora. Ertugul Osman, 87 anni, è il diretto discendente della potente dinastia ottomana, che per cinque secoli guidò uno degli imperi più grandiosi della storia. Pronipote dell'ultimo sultano, Abdulhamid II, Ertugul Osman è un uomo dalle idee progressiste e illuminate. Così tanto che, intervistato dalla stampa sulla crisi politica che sta attraversando il paese, ha dichiarato senza peli sulla lingua che la Turchia è stata molto fortunata ad avere uno statista come Ataturk e che ne dovrebbe nascere un altro anche oggi.
Parlando ella "necessità per la Turchia di guardare verso Ovest", l'erede dell'Impero ottomano ha detto che il suo popolo non può assolutamente permettersi di fare passi indietro. Incalzato dai giornalisti, Ertugul Osman ha però gettato anche acqua sul fuoco. Parlando della "naturale vocazione della Turchia alla moderazione", il principe ha sottolineato che anche ai tempi dei suoi avi, quando nel Paese era in vigore la legge islamica della Svaria, la società turca è sempre stata lontana dal raggiungere le interpretazioni radicali proprie dei paesi arabi. (Apcom)
13.10.2006

 

LA CHIESA CHIEDE DI "LIBERARE" LA SCUOLA DEL PATRIARCATO

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Fondata in Turchia nel 1842, la scuola è di fatto chiusa dal 1971, in quanto la possono frequentare solo giovani turchi di religione ortodossa, che sono sempre troppo pochi. Il Patriarcato spera che la visita di Benedetto XVI aiuti ad ottenere il rispetto della libertà di religione e dei diritti delle minoranze.

Quest'anno è stato rifatto l'impianto elettrico, dopo che l'anno scorso erano state sostituite le vecchie finestre di legno con quelle di alluminio; le pareti sono di un bel rosa antico e bianco; i banchi sono scrittoi: alti, di legno nero, sagomati, con il piano che si solleva e la sedia di legno intarsiato. Vuoti. Non ci sono alunni. Nessuno.
Fondata nel 1842, la Scuola teologica del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli sorge in cima ad un'isoletta del mar di Marmara, Halki, ad un'ora e mezzo di navigazione da Istanbul, ricca di boschi e di villette per vacanze. Sull'isola non possono circolare automobili o altri mezzi a motore, così per muoversi, ed anche per salire alla scuola, che la domina, si deve prendere una delle colorate carrozzelle con due cavalli che fanno da taxi.
Doroteos, il sacerdote ortodosso che ne è il responsabile, racconta ai visitatori che la Scuola è stata fondata sul luogo di precedenti insediamenti sacri: ci sono ruderi del IX secolo. Distrutta o danneggiata dai terremoti che qui non sono rari, l'attuale edificio è completamente antisismico ed. ha la forma di una "p" greca, in onore di San Paolo. Ha funzionato durante l'Impero ottomano ed ha continuato a svolgere il suo compito di formazione sotto la Repubblica turca....Fino al 1971.
Da allora, di fatto, è chiusa. La potrebbero frequentare solo studenti turchi di religione ortodossa, ma in tutta la Turchia, la comunità ortodossa, che all'epoca della fondazione della scuola contava quasi 200mila fedeli, oggi ne ha alcune migliaia, meno di 5mila. A Haliki, i cristiani erano 180, ora sono 25. Così, non si riesce mai ad avere abbastanza studenti turchi di religione ortodossa che vogliano frequentare questa scuola. "Abbiamo chiesto - dice Doroteos - l'iscrizione per 5 studenti, ma hanno detto che sarebbe costato troppo e li hanno mandati in altre scuole". "La soluzione naturalmente c'è: basterebbe consentire la frequenza a studenti ortodossi stranieri". Ma per loro, il Governo impone un visto che scade dopo tre mesi. Persino la proprietà della scuola, della quale il Patriarcato ha i titoli, non è sicura.
Una atmosfera surreale - Lo stesso Governo, però, ha nominato, secondo la legge, un vicedirettore, anzi una vicedirettrice. Si chiama Perla. Il cognome non lo dice; si limita a spiegare che il suo lavoro attuale è spedire la posta al Ministero dell'istruzione. Alla domanda "che rapporti avete con lei?", uno dei pochi ortodossi presenti risponde "umani".
L'atmosfera è surreale. Tutto è pulito, ordinato e vuoto: il refettorio, l'aula magna con i ritratti dei rettori alle pareti di stoffa rossa e un'icona della Madonna su una sedia al centro, la biblioteca. "Ci sono 60mila volumi di 33 diverse materie - spiega Doroteos - ed anche libri antichi. Alcuni studenti vengono anche dagli Stati Uniti o dall'Australia, per preparare le tesi di laurea. Naturalmente possono stare qui per non più di tre mesi".
E c'è anche un piccolo appartamento per le eventuali visite del patriarca ecumenico. L'attuale, Bartolomeo I, qui ha studiato prima e insegnato poi e continua a venire in visita, "anche una volta al mese". Ci vengono anche metropoliti e religiosi, per motivi di studio. Attualmente c'è un metropolita
Al Patriarcato ecumenico sostengono che la chiusura della Scuola costituisce una violazione dell'articolo 40 del Trattato di Losanna, col quale la Turchia si è impegnata a garantire i diritti delle minoranze, e dell'articolo 24 della Costituzione turca, che garantisce la libertà di religione e di educazione. Garanzie che sono previste anche dall'articolo 9 della Convenzione Europea sui diritti dell'uomo, che la Turchia ha firmato. Ora, però, sembra che l'Europa si sia mossa: è di pochi giorni una risoluzione del Parlamento europeo che chiede ad Ankara di consentire al Patriarcato di far funzionare "il seminario" di Haliki.
Da parte sua, Bartolomeo I non nasconde di sperare che la visita di Benedetto XVI in Turchia, a novembre, sia di aiuto anche alla libertà di religione e ai diritti delle minoranze. Cattoliche e ortodosse. (Franco Pisano/AsiaNews.it)
13.10.2006

 

INCONTRO EUROPEO PER LA SOLIDARIETA' A CUBA

Riuniti ad Istanbul i rappresentanti delle organizzazioni di 23 Paesi. Un comunicato stampa dell'ambasciata del Governo avaniano.

Con la partecipazione di numerosi delegati provenienti da 23 Paesi europei si è concluso a Istanbul l'Incontro Europeo delle Organizzazioni di Solidarietà con Cuba, informa un comunicato-stampa dell'ambasciata di Cuba in quella nazione.
Alla riunione era presente una delegazione della Maggiore delle Antille guidata da Sergio Corrieri, presidente dell'Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli (Icap).
La fonte precisa che la dichiarazione finale, firmata dai partecipanti all'incontro, ratifica la volontà di quel movimento europeo di continuare a lavorare per la solidarietà e l'amicizia con il popolo cubano e la sua Rivoluzione.
Riflette anche le posizioni delle organizzazioni che esigono dai governi del cosiddetto Vecchio Continente di condannare la politica inumana e aggressiva contro Cuba, riassunta recentemente nel cosiddetto piano Bush, così come far pressione su Washington affinché il terrorista internazionale Luis Posada Carriles venga estradato in Venezuela.
Esige anche l'immediata liberazione di Gerardo Hernández, René González, Ramón Labañino, Antonio Guerrero e Fernando González, i cinque patrioti cubani tenuti ingiustamente prigionieri nelle carceri statunitensi per aver combattuto il terrorismo.
La nota dell'ambasciata cubana precisa che si esige anche la sospensione della cosiddetta posizione comune dell'Unione Europea e l'esercizio di una politica più giusta e indipendente per quanto riguarda Cuba, che rappresenti i veri sentimenti d'amicizia e rispetto esistenti tra i popoli europei e cubano.
Nel corso dell'evento è stato deciso di continuare ad appoggiare Cuba nel suo impegno di portare avanti una società esempio dell'esercizio dei diritti umani, che comprendono il diritto alla sanità pubblica e all'educazione gratuita, negata a molti popoli del mondo.
La dichiarazione finale riassume la convinzione di tutti i partecipanti che l'Isola continuerà ad avanzare nel suo sviluppo integrale e nell'applicazione del programma dell'Alternativa Bolivariana per le Americhe (Alba) in America Latina, dimostrando che un altro mondo migliore è possibile, afferma la fonte (Gramma International)
13.10.2006

SOCIETA'

ERDOGAN OTTIMISTA: "VINCERO' LE ELEZIONI"

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Il premier turco più che mai convinto di riportare lo stesso successo ottenuto nel 2002.

C'è aria di ottimismo in casa dell'Akp, il partito di orientamento islamico moderato a cui fa capo in Turchia anche il premier Recep Tayyip Erdogan. Ad un anno dalle elezioni, la formazione politica pensa che bisserà il successo ottenuto nelle consultazioni del 2002.
Fra i più positivi c'è proprio Erdogan che ha dichiarato: "In questi quattro anni abbiamo lavorato per cambiare il paese, in molti non si sono resi conto della portata della nostra azione politica, ma adesso cominciamo a raccogliere i primi frutti. Continueremo anche nella prossima legislatura. Se l'opposizione presenterà proposte costruttive, saremo lieti di accettarle". Un discorso simile a chi pensa di avere già vinto le elezioni:
Erdogan ne ha approfittato non solo per fotografare lo stato di salute del suo partito, ma anche per togliersi qualche sassolio dalle scarpe: "Qualcuno - ha continuato il premier - ha detto che ad Ankara non ci sono mai. Non è vero. Semplicemente, o sono all'estero per qualche impegno importante, o giro per il Paese per vedere quali siano le sue reali esigenze. Alla fine della legislatura non ci sarà provincia turca che potrà dire di non avermi mai visto". (da Apcom)
13.10.2006

 

UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE

Recep_Erdogan

Secondo la <Ntv> turca sarà in vigore per le prossime elezioni del 2007. Sarà appoggiata dall'opposizione solo se sarà modificato il testo sull'immunità parlamentare.

Il premier Recep Tayyip Erdogan lavora per cambiare la legge elettorale. Ad annunciarlo è la <Ntv>, attendibile emittente privata, secondo la quale il pacchetto di riforma sarebbe già in fase di redazione e potrebbe incontrare anche l'appoggio di buona parte dell'opposizione. Due gli aspetti più importanti. Il primo riguarda la modalità di elezione, per la quale su 550 parlamentari 100 dovranno essere eletti sulla base di collegi nazionali e non più nelle singole province. Il secondo, invece, diminuisce l'età minima per essere eletti da 30 a 25 anni. La nuova legge dovrebbe essere già operativa per le prossime elezioni politiche, nel 2007. La riforma, per poter passare ha bisogno di 367 voti a favore. L'<Akp> da solo, il partito del premier, ne ha a disposizione solo 355, quindi ha bisogno dell'opposizione. Appoggio che è sicuro ma non scontato. Il Chp, infatti, principale partito di centrosinistra, ha fatto sapere che voterà il pacchetto solo se il Governo modificherà la legge sull'immunità parlamentare.
Intanto i <Simit Sarayi>, i fast food che vendono cibi derivati dalla tradizione gastronomica turca, si trovano a fare i conti con la concorrenza di <Mc Donald's>, che continua ad aprire numerosi punti vendita. Un'espansione che il proprietario prende come un gesto di sfida. E che non è disposto a perdere. "McDonald's ha 34mila punti vendita? Bene, noi arriveremo a 34.001" ha annunciato Haluk Okutur, uno dei proprietari del marchio. Il piano è aprire nuovi punti di ristorazione, che arriveranno a quota 100 in tutta la Turchia nel 2007. Il simit (una specie di ciambella di pane ricoperta di semi di sesamo) è il piatto forte del negozio, dove però si possono trovare anche deliziosi tipi di borek (pasta sfoglia ripiena) nonch‚ pide turche e l'immancabile tea del mar Nero. Haluk Okutur ha sottolineato anche la maggiore convenienza del fast food turco, dicendo che se un hamburger menù costa 8 lire turche, per un caldo simit ne bastano al massimo due. La guerra è iniziata. E la Simit Sarai ha già investito 10 milioni di dollari. (Denaro.it)
13.10.2006

 

AL VOTO TRA UN ANNO

Il_Parlamento_turco

 

I cittadini turchi - come ha spiegato il presidente del Parlamento Bulent Arinc - saranno chiamati alle urne nel mese di ottobre.

Ormai è come se fosse iniziata la campagna elettorale. Il presidente della Grande Assemblea nazionale (il Parlamento turco) ha fatto sapere che nel mese di ottobre del 2007 i cittadini saranno chiamati al voto per decidere la composizione del nuovo Parlamento. "La data delle consultazioni - ha fatto sapere Bulent Arinc - potrà essere il 15, il 21 o il 28 ottobre".
Gli elettori decideranno chi guiderà la quinta legislatura del paese a partire dal 1982, anno in cui furono indette libere elezioni dopo il terzo golpe militare del 1980. Arinc ha approfittato anche per sottolineare che l'esecutivo guidato da Recep Tayyip Erdogan rimarrà in carica fino a fine legislatura e che no sono previste elezioni anticipate. (Apcom)
13.10.2006

ASSOCIAZIONE ITALIA-TURCHIA

Nominato il nuovo presidente nella persona del Cavaliere del Lavoro, Giorgio Zappa, direttore generale di <Finmeccanica>.

Il Cavaliere del lavoro Giorgio Zappa, direttore generale di <Finmeccanica>, è stato nominato presidente dell'Associazione di Amicizia Italia-Turchia, organizzazione che riunisce personalità del mondo della cultura e dell'economia dei due Paesi. Nel corso della cerimonia, tenutasi presso l'Ambasciata turca in Italia, oltre alla nomina di Zappa - che succede a Franco nobili - sono stati anche nominati i presidenti onorari dell'Associazione, l'ambasciatore turco in Italia Ugur Ziyal e l'ambasciatore italiano in Turchia Carlo Marsili.
Tra le varie iniziative in corso da parte dell'associazione vi è l'organizzazione degli eventi collegati alla celebrazione dei 150 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Turchia. (
Agi) 13.10.2006

 

SARANNO DUE
I TUNNEL
SOTTO IL BOSFORO

Marmaray_project

 

Dopo che saranno ultimati i lavori del "Marmaray project>, si darà il via ad una nuova impresa dedicata esclusivamente ai veicoli.

Once Istanbul finishes its Marmaray project, which will put a subway system underneath the Bosphorus, a second tube tunnel will be built for vehicles.The project, hoped to ease the ancient city of 15 million's traffic burden, will be based on the build-operate-transfer model and realized with no guarantee from the Treasury.
The Ministry of Transport's General Directorate of Railways, Ports, and Airports Construction (Dlh) applied to the High Planning Council for the construction of the second tunnel.
The Council's approval is needed for the construction of the tunnel, expected to cost $370 million.
The new tube channel differs from Marmaray because it only allows passage of vehicles.
It will be designed differently than the first Marmaray tunnel.
In contrast to the first tunnel, which was constructed using the sinking technique, the second tunnel will be designed by tunnel diggers, or "moles".
The new tube channel will be constructed on a two-tier system with traffic flowing in opposite directions.
The project was approved also by the Parliamentary Commission on Public Works and Settlement March 2006.
The construction of the first tunnel of the Marmaray project continues.
The 76 km railway line will have stops at the Istanbul neighborhoods of Gebze, Sogutlucesme, Uskudar, Sirkeci, Yenikapı and Halkali.
The hourly capacity of the current suburban line in a single destination will rise from 10,000 person-capacity to 75,000.
The tunnels' construction started in 2004 and is operated by Japan's Taisei-Kumagai Gumi and Turkish companies Gama and Nurol.
The project is expected to cost a total of $3.16 billion, including a $2.6 billion foreign loan.
Approximately $250 million was spent for the project by the end of 2005 and $265 million has been allocated for 2006.
The project is anticipated to be completed by 2009. (Anadolu News Agency/Zaman)
13.10.2006

 

COLLABORAZIONE

Livia_Turco

Come ha spiegato il ministro della Salute Livia Turco, "il settore socio-sanitario darà parte importante nei futuri rapporti" Italia-Turchia.

"Il settore socio-sanitario sarà parte importante nei futuri rapporti" tra Italia e Turchia. Ne è convinta il ministro della Saluta Livia Turco che alla Farnesina martedì scorso aveva aperto con il ministro degli Eteri Massimo D'Alema e quello del Commercio internazionale Emma Bonino la seconda sessione plenaria del Tavolo permanente sulla Turchia.
La Turco ha sottolineato come questa collaborazione "rafforzi le possibilità di godimento dei diritti umani e delle libertà fondamentali" tra le quali c'è quella alla salute.
"La stretta collaborazione che intendiamo stabilire con la Turchia - ha aggiunto il ministro (che all'inizio del prossimo anno, forse già a gennaio si recherà in visita ad Ankara, ndr) - va nella direzione di una progressiva integrazione dei servizi sanitari turchi negli standard europei" ed in questo l'Italia viene ritenuta dalle autorità turche "un partner privilegiato".
Turco ha infine annunciato una sua visita ad Ankara per l'inizio del prossimo anno innanzitutto "per incoraggiare e sostenere la Turchia a svolgere un ruolo fondamentale per l'integrazione delle politiche sanitarie dei Paesi del Mediterraneo". (Ansa)
13.10.2006

SUCCESSO ITALIANO
AL CONGRESSO
DI ONCOLOGIA:

Lotta_al_cancro

IL Congresso scientifico di Istanbul ed il commento del prof. Francesco Cognetti: ''L'aggiunta della terapia ormonale alla radioterapia in pazienti con cancro della prostata localmente avanzato abbassa significativamente il tasso di recidiva". Poche le informazioni sul tumore alla mammella.

Francesco_Cognetti_2Un lavoro selezionato come il più importante del congresso, altre sette presentazioni scientifiche, numerosi poster: il Regina Elena di Roma è l'Istituto che ha portato il maggior contributo scientifico al congresso della Società Europea di Oncologia (Esmo) in corso ad Istanbul fino al 3 ottobre.
''Si tratta di un indubbio riconoscimento per noi - ha commentato il prof. Francesco Cognetti, direttore scientifico dell'Ire - perché abbiamo presentato una serie di lavori che sono stati riconosciuti ed apprezzati dalla comunità scientifica internazionale presente in questo congresso che coinvolge oltre 7000 esperti provenienti da Europa, Usa e Giappone''.
''In particolare - ha aggiunto Cognetti - il gruppo che ho istitutito sulle metanalisi degli studi comparativi pubblicati in letteratura su varie tematiche o quesiti ancora non risolti nel trattamento di alcuni tumori come quello della prostata, vescica, polmone, pancreas e mammella ha realizzato studi di grande rilievo a livello mondiale. Nello specifico si dimostra, per esempio, che l'aggiunta della terapia ormonale alla radioterapia in pazienti con cancro della prostata localmente avanzato abbassa significativamente il tasso di recidiva e sembra migliorare anche la sopravvivenza di questi malati. Questo lavoro che viene presentato dal dott. Paolo Carlini è stato il primo selezionato per la sessione plenaria''.
In un altro studio di metanalisi, emerge l'effetto positivo sulla riduzione delle recidive e sulla sopravvivenza della chemioterapia effettuata dopo intervento chirurgico nei pazienti operati per carcinoma della vescica. Questa ipotesi è in corso per altro di verifica con uno studio nazionale coordinato dal Regina Elena che vede la partecipazione di circa 100 centri in tutta Italia.
''Un successo che ci inorgoglisce - ha concluso Cognetti - perché conferma l'ottimo stato della ricerca all'Istituto e il contributo estremamente positivo svolto dai giovani che abbiamo inviato negli anni scorsi in prestigiosi centri di ricerca a livello internazionale". (Adnkronos/IGN Cronaca)
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Informazioni poco esaurienti - I risultati di uno studio recente svolto su donne europee con tumore della mammella allo stadio iniziale e presentato per la prima volta al Congresso dell'Esmo (European Society for Medical Oncology), indica che il fabbisogno di informazioni delle pazienti non viene soddisfatto e che vi è un livello inammissibilmente basso di coinvolgimento delle pazienti in decisioni su terapie che potrebbero potenzialmente prolungare la loro vita . L'indagine ha rivelato che sono particolarmente meno informate le donne più anziane, quelle meno istruite e quelle senza accesso a Internet.
"La nostra indagine dimostra che le informazioni fornite alle pazienti relativamente alla terapia endocrina adiuvante non sono certo ottimali", ha affermato uno dei membri del comitato direttivo del Gaea, Yvonne Wengström, presidente dell'Eons (European Oncology Nursing Society) del Karolinska Institute, Stoccolma, Svezia. "Nonostante il personale sanitario sia una fonte di informazione molto affidabile per le pazienti, l'indagine ha dimostrato che le pazienti non hanno ricevuto informazioni esaurienti sulla logica della cura e sulle sue potenziali conseguenze. In effetti, a molte pazienti non sono state neppure offerte delle scelte sulle terapie disponibili. Le pazienti che hanno partecipato all'indagine hanno espresso il desiderio di voler ricevere più informazioni sulla cura e in modo particolare sugli effetti collaterali."
L'indagine, che fa parte dell'iniziativa Gaea, ha coinvolto 547 donne in menopausa con tumore della mammella allo stadio iniziale provenienti da nove Paesi europei. L'indagine si prefiggeva di conoscere il livello di conoscenza e di comprensione delle donne relativamente alla terapia endocrina adiuvante (ormonale) e al rischio di recidiva, al coinvolgimento delle pazienti nella presa di decisioni sulla cura e al loro fabbisogno di informazioni e supporto. La terapia endocrina adiuvante viene somministrata dopo l'intervento chirurgico per il tumore al seno onde ridurre il rischio di recidiva e viene di solito seguita per almeno cinque anni. Si hanno a disposizione tipi diversi di terapie, ognuna delle quali presenta un diverso profilo di rischio-beneficio per la paziente. Le pazienti devono conoscere lo scopo della cura endocrina adiuvante e il rapporto di rischio-beneficio in modo da poter effettuare una scelta informata.
Terapia endocrina - "Come medici, non stiamo chiaramente soddisfacendo le esigenze delle pazienti dato che non le coinvolgiamo nella decisione di iniziare la terapia endocrina adiuvante e non stiamo dando loro le informazioni di cui hanno bisogno per prendere tali decisioni", ha affermato il Dott. Alberto Costa, direttore dell'Esp, Scuola Europea di Oncologia , Milano, Italia e membro del comitato direttivo di Gaea. "Questa non è una prassi medica efficace. Sulla base di questi risultati, Eso metterà a punto delle iniziative mirate ad aiutare i medici a perfezionare la loro capacità di comunicazione e a diventare più efficaci nel soddisfare le esigenze delle pazienti."
Solo il 22% delle pazienti è stato molto o completamente coinvolto nella decisione di iniziare la terapia endocrina adiuvante e tra queste il minor coinvolgimento si è evidenziato tra le donne di età superiore ai sessant'anni. Molte donne che hanno partecipato all'indagine si ritengono insoddisfatte per lo scarso livello di coinvolgimento nella presa di decisioni sulla cura da seguire.
Non sorprende che le donne che erano state coinvolte più attivamente nella decisione di iniziare la terapia ormonale erano anche quelle che avevano ricevuto maggiori informazioni sugli effetti collaterali e sulla durata della cura rispetto alle donne che non erano state coinvolte affatto. Le pazienti attivamente coinvolte avevano anche ricevuto più informazioni sui vantaggi dell'assunzione a lungo termine della terapia adiuvante e sul rischio che il tumore al seno si ripresentasse.
"Le esperienze precedenti ci hanno dimostrato che le pazienti attive e ben informate ottengono risultati migliori dal trattamento", ha precisato Ingrid Kössler, presidente di <Europa Donna, la coalizione europea per la lotta contro il tumore alla mammella>. "Questi risultati mettono in luce che relativamente alla conoscenza le pazienti con tumore alla mammella che hanno un più elevato livello culturale comunicano meglio e quindi è necessario dedicare maggiori sforzi per risolvere questa situazione e soddisfare i fabbisogni di donne più anziane e meno istruite."
Per ulteriori informazioni sull'Iniziativa Gaea, visitare l'indirizzo www.gaeainitiative.eu.
Note - Informazioni sull'Iniziativa Gaea e sul sondaggio delle pazienti.
L'Iniziativa Gaea è frutto di una collaborazione tra Eso, Eons e Novartis Oncology. L'indagine, che fa parte dell'iniziativa, è stata strutturata in modo da comprendere il livello di conoscenza delle donne in menopausa relativamente al rischio di recidiva del tumore iniziale alla mammella in fase iniziale, alla terapia ormonale adiuvante, il loro atteggiamento nei suoi confronti e infine identificare i bisogni delle pazienti relativamente all'informazione e al supporto e come poterle soddisfare nel modo migliore. Europa Donna, la coalizione europea per la lotta contro il tumore della
mammella, nell'ambito dell'iniziativa Gaea ha svolto il ruolo di coordinatore ponendo molta attenzione alla salvaguardia delle pazienti.
L'indagine delle pazienti Gaea è stata eseguita tra pazienti con tumore al seno in menopausa che seguivano una terapia endocrina adiuvante in nove Paesi europei: Austria (n=34); Francia (n=92); Germania (n=82); Ungheria (n=34); Italia (n=90); Spagna (n=71); Svezia (n=36); Svizzera (n=12) e Regno Unito (96). Sono stati analizzati in tutto 547 questionari. Le donne potevano prendere parte all'indagine se avevano ricevuto diagnosi di tumore della mammella allo stadio iniziale (definito come localizzato al tessuto mammario e/o ai linfonodi circostanti), erano in menopausa e stavano attualmente
ricevendo una terapia ormonale adiuvante da almeno un anno. per maggiori informazioni: Matthew Kent, Phone: +44-(0)-7899-876-685, Email: matthew.kent@toniclc.com, Website: www.gaeainitiative.eu (ImmediaPress)
13.10.2006

 

CODICE CIVILE
E LEGAMI
TRA DUE PAESI

Atatuk

Il consigliere federale elvetico Christoph Blocher - intervenendo alle celebrazioni per gli 80 di questo ordinamento - si è detto orgoglioso, e al tempo stesso pieno di umiltà, per il fatto che il sistema svizzero fosse stato preso a modello da Kemal Ataturk.

Il_consigliere_elvetico_Christoph_BlocherIl consigliere federale Christoph Blocher, intervenendo alle celebrazioni per gli 80 anni del Codice civile turco, si è detto fiero che la Svizzera abbia contribuito a ricreare un sistema giuridico, offrendo da modello il proprio Codice. "Questo ci riempie contemporaneamente di orgoglio e di umiltà e costituisce un forte legame tra i nostri due Paesi", ha affermato Blocher davanti a 200 personalità riunite all'università di Ankara.
A scuola "eravamo fieri che la grande Turchia avesse ripreso - dalla piccola Svizzera - il Codice civile", ha esordito Blocher. "Quando, negli anni Quaranta del secolo scorso, questo fatto riempiva d'orgoglio il mio cuore di ragazzino, non m'immaginavo neppure lontanamente che avrei avuto l'onore di presenziare a questi festeggiamenti".
Il consigliere federale ha poi raccontato un episodio personale che in passato lo vide confrontato con la Turchia. "Quando in qualità di giovane collaboratore giuridico presso l'impresa - di cui sarei diventato proprietario in seguito - mi trovai a dover trattare la domanda di un imprenditore turco concernente la costruzione di un impianto industriale in Turchia, chiesi al presidente fondatore della nostra ditta se dovevamo eseguire il mandato nella lontana Turchia, un Paese a noi estraneo. Altri Paesi, altri costumi, mi dissi all'epoca. La risposta del presidente fu perentoria: "I Turchi sono persone rette, hanno pur ripreso il nostro Codice civile. E quindi saranno anche buoni soci in affari!".
"Abbiamo concluso l'affare - ha proseguito Blocher - e da lì si è creata un'ottima collaborazione che perdura da parecchi anni e che è stata sempre caratterizzata da una reciproca fiducia". Non è quindi un caso - ha rilevato - che un grande numero di noti professori di diritto svizzero siano presenti al simposio per gli 80 anni del Codice civile. "Questi miei connazionali sono la testimonianza vivente non soltanto dei contatti a livello professionale instauratisi dopo il 1923, ma e soprattutto sono la dimostrazione di relazioni d'amicizia".
I trattati di Losanna e Montreaux - Il capo del Dipartimento federale di Giustizia e Polizia ha quindi ripercorso gli ultimi 80 anni, menzionando le occasioni e gli episodi che hanno legato in qualche modo Svizzera e Turchia. Ha ricordato che a Ginevra si stampavano un tempo circa 22 quotidiani d'opposizione ottomana; che nel 1923 venne concluso il "Trattato di pace di Losanna", considerato ancora oggi il vero e proprio atto di nascita della Repubblica turca; ha menzionato i "Trattati di Montreux" del 1936, grazie ai quali la Turchia raggiunse la piena sovranità sui Dardanelli, il Mar di Marmara e il Bosforo; ha ricordato che a Zurigo nel 1960 ebbero luogo i negoziati relativi ai "Trattati di Cipro", e che nel 1988 Davos fu la sede per il ravvicinamento turco-greco e che sul "Bürgenstock" nel 2004 ebbe luogo l'ultima tornata dei colloqui su Cipro.
Non è tutto. Blocher ha menzionato "altri campi in cui i rapporti tra la Svizzera e la Turchia - improntati a reciproco rispetto e benevolenza - si sono sviluppati in maniera variata". Oltre alla ripresa del codice civile nel 1926, ha menzionato la <Migros turca>, la cui fondazione avvenne nel 1954 in seguito alla visita di Gottfried Duttweiler, padre della <Migros>; ha detto che fino al 1970 gli atenei preferiti dagli studenti turchi erano Ginevra, Losanna, Friburgo e Neuchâtel.
"Rendo omaggio al coraggio dei vostri padri fondatori, che hanno saputo fondere il progresso con l'eredità del passato in una sintesi vitale e orientata verso il futuro", ha concluso Blocher. (Ticin@nline)
13.10.2006

META' DELLE RAGAZZE
NON LAVORA
E NON STUDIA

Ragazze_in_Turchia

Una indagine dell'Ocse sul Paese della Mezzaluna fa emergere un problema finora sottovalutato.

Un'indagine dell'Ocse sulle ragazze turche fa emergere un problema finora sottovalutato nel Paese della Mezzaluna, ancora combattuto fra la volontà laica di rinnovo e progresso e le tensioni integraliste di ritorno al passato. Secondo l'Ocse il 44% delle giovani tra i 15 e i 19 anni non studia e non lavora, vivendo in balia della famiglia patriarcale che le obbliga alle proprie scelte. Gli episodi di segregazione sono comuni tanto nell'arretrata zona orientale del Paese quanto in città apparentemente moderne e cosmopolite come Istanbul. (Agr)
13.10.2006

CRONACA

18 ANNI INFLITTI ALL'ASSASSINO DI DON SANTORO

 

La sentenza emessa da un tribunale di Ankara dove era comparso il giovane omicida. Il crimine era stato compiuto a Trabzon nel febbraio scorso.

Diciotto anni di carcere. E' la condanna inflitta al ragazzo di 16 anni, responsabile dell'omicidio di don Andrea Santoro. Il sacerdote italiano di 61 anni, fu ucciso nel febbraio scorso, mentre era in preghiera nella chiesa di Santa Maria, a Trebisonda, in Turchia. Lo riporta l'agenzia stampa Anatolia.
L'accusa aveva chiesto il carcere a vita per il sospetto, identificato solo tramite le sue iniziali O.A. Ma essendo minorenne, il massimo della pena sarebbe stato 26 anni e otto mesi per l'omicidio, più un capo di accusa per possesso di arma senza licenza e uno per aver messo in pericolo l'ordine pubblico. Il tribunale lo ha ritenuto colpevole di tutti e tre le accuse, ma gli ha dato meno della condanna massima.
L'omicidio del sacerdote, coinciso con la rabbia nel mondo islamico per la pubblicazione delle vignette del profeta Maometto nella stampa occidentale, aveva provocato le sdegno di molti in Turchia, Paese che sta cercando di entrare nell'Unione Europea e che si è sempre vantato per la sua tolleranza religiosa, e nel nostro Paese, dove la Chiesa aveva annunciato durante i funerali di don Santoro che intende proclamarlo santo e martire.
(la Repubblica.it)
13.10.2006

 

"ORA GARANTISCANO LA LIBERTA' RELIGIOSA"

Maddalena_Santoro

Pur non entrando nel merito della condanna a 18 anni dell'assassinio di suo fratello don Andrea, Maddalena Santoro insiste sulla libertà di fede, garanzia per tutti.

"Non voglio entrare nel merito della condanna a 18 anni e 10 mesi che ieri il tribunale di Trebisonda ha inflitto a Ouzhan Akdil, giudicato colpevole dell'uccisione di mio fratello, don Andrea Santoro. Piuttosto intendo, insieme alla mia famiglia, ribadire la fiducia nelle istituzioni turche auspicando però che la condanna possa aprire una fase di cambiamento nel Paese, una fase che porti la Turchia a rivolgersi più decisamente verso il dialogo con tutti e nel contempo a garantire pubblicamente i diritti negati a tutte le minoranze religiose presenti nel Paese". Reagisce così, Maddalena Santoro, sorella di don Andrea, alla notizia della condanna di colui che è stato giudicato colpevole, per omicidio premeditato, dell'uccisione del fratello. "Un segno tangibile della volontà di cambiamento della Turchia - continua Maddalena - dovrebbe essere ora una dichiarazione pubblica circa la volontà di garantire la libertà religiosa in tutto il Paese. Noi chiediamo soltanto questo. Con Ouzhan Akdil, in questi mesi, non abbiamo avuto nessun contatto. Soltanto, ripetiamo quanto già dichiarò nostra madre poco dopo l'assassinio: 'Perdono chi ha ucciso mio figlio'".
La presenza cristiana - "Un esempio e un modello di fede nel dialogo, una via in cui bisogna credere da seguire senza stancarsi mai", erano le parole con le quali Maddalena Santoro aveva definito suo fratello qualche mese fa, in occasione dell'uscita di un libro che pubblicava alcune lettere scritte da don Andrea. "Ciascun cristiano - aveva spiegato Maddalena - è la carne di Cristo in mezzo alla gente. Andrea voleva vivere le beatitudini fino in fondo. Questa spinta profonda e questo radicamento in Cristo gli hanno dato la forza di andare avanti, fino al martirio". Don Andrea - aveva detto Maddalena - è stato ucciso "perché la sua era una presenza che emergeva. Una presenza cristiana in un paese islamico. Chi non vuole i cristiani in Turchia non poteva non notare l'opera che quest'uomo stava portando avanti, con un atteggiamento mite, nel segno della pace e del dialogo. Il Potere uccide sempre chi può turbare la sua stabilità. Lui diceva: "Io voglio bene a questa gente, e cerco di farmi volere bene. Non si imponeva, cercava di entrare nel cuore della gente più che nelle istituzioni. Era un uomo di pace, stava in mezzo alla gente come Cristo". Quanto alla reciprocità di trattamento che i cristiani dovrebbero avere nei paesi islamici, Maddalena aveva spiegato: "Io credo che i cristiani europei dovrebbero chiedere ai Paesi islamici il riconoscimento della libertà di espressione religiosa. La libertà di fede deve essere una garanzia per tutti". (Paolo Rodari/Il Tempo.it)
13.10.2006

 

IN EUROPA ARTICOLI SIMILI AL 301

Deniz_Baykal

Per Deniz Baycal, capo del Chp principale antagonista del premier turco, la revisione della legge non è motivo sufficiente per tenere fuori Ankara dall'UE.

Adesso ci si è messa anche l'opposizione a difenderlo. Deniz Baykal, capo del Chp, partito di centro-sinistra e principale antagonista del premier Recep Tayyip Erdogan, ha detto che in alcuni Paesi europei ci sono articoli simili al 301 del nuovo codice penale, che punisce l'offesa all'identità nazionale e che è diventato la spada di Damocle di numerosi scrittori e giornalisti. Non solo. ha anche sottolineato che la revisione della legge non è motivo sufficiente per mettere in discussione o frenare l'ingresso della Turchia in unione Europea. (da Apcom)
13.10.2006

 

INCRIMINATI PER UN LIBRO: PROCESSO AGGIORNATO

Sul banco degli imputati, a dicembre, torneranno il direttore dell'<Hurriyet> Necdet Tatlican e la scrittrice Ipek Hanim autrice di un libro sulla vita della moglie di Ataturk.

Aperto e subito aggiornato ad Istanbul il processo contro Ipek Çalislar, l'autrice del libro <Latife Hanim>, e Necdet Tatlican, direttore del quotidiano <Hurriyet>. I due rischiano rispettivamente quattro anni e mezzo e un anno e mezzo di prigione. La seconda corte penale di Bagcilar ha rinviato il dibattimento al prossimo 19 dicembre. Sia la Çalislar sia Tatlican erano assenti dall'aula. La prima è stata incriminata per alcuni passaggi del suo libro, che racconta la vita di Latife Ussakli, che fu sposata per due anni con il Padre della Patria, Mustafa Kemal Atatürk.
Secondo l'accusa, nel libro è raccontato un episodio che oltraggerebbe l'immagine del grande statista. La Çalislar, infatti, racconta che per sfuggire a un attentato, Atatürk fuggì dal palazzo di Dolmabahce, sul Bosforo, vestito da donna e avvolto da uno dei quei veli che cercava di combattere con la sua azione riformatrice. Tatlican è stato incriminato per aver permesso la pubblicazione di alcune pagine del romanzo sul supplemento libri di <Hurriyet>. Alla prima udienza erano assenti entrambi gli imputati. Il giudice ha ordinato che il 19 dicembre la scrittrice si presenti in aula. (Apcom)
13.10.2006

 

DELITTO D'ONORE: ERGASTOLO A OMICIDA DELLA SORELLA

Il carcere a vita inflitto dal Tribunale di Gaziantep - nel sud est anatolico - ad un giovane di 22 anni.

Ergastolo per Selahattin Sezgin, il giovane turco che aveva che aveva ucciso sua sorella per lavare l'onore della famiglia dopo che la ragazza era rimasta incinta senza essere sposata. il verdetto, pronunciato dal tribunale di Gaziantep, sud-est della Turchia, è stato reso noto dall'agenzia di stampa <Anadolu>.
La Corte di Gaziantep ha definito l'omicidio un crimine d'onore e ha deciso la condanna a vota per il giovane Sezgin, 22 anni, che aveva ammesso di aver ucciso la sorella in un impeto d'ira.
Secondo i media turchi, la giovanissima Meryem, 16 anni, fu assassinata nel luglio scorso con due colpi d'arma da fuoco al petto e al capo.
Il padre, sospettato di aver deciso la morte della giovane, è stato prosciolto.
Negli ultimi anni il Governo turco e le associazioni per la difesa dei diritti umani hanno intensificato i loro sforzi per sradicare la pratica dei crimini d'onore ma i sondaggi mostrano che sono ancora largamente tollerati soprattutto nel sud-est anatolico dove la popolazione è a maggioranza curda e dove più soventemente vengono commessi.
Il alcuni casi la famiglia si riunisce in consiglio e designa un membro del clan cui viene affidato l'incarico di giustiziare la donna accusata di aver leso l'onore del gruppo, solitamente per avere avuto una relazione sessuale prematrimoniale.
In seguito alle pressioni dell'Unione Europea la Turchia ha inasprito le pene per chi commette delitti d'onore. (Ansa-Afp)
13.10.2006

 

UNA TURCA MAMMA A 64 ANNI

A darne notizia il quotidiano <Urriyet>. Il bambino, al momento della nascita, pesava 2,735 chili:

Mamma a 64 anni: a dare notizia del record è il quotidiano <Hurriyet" secondo cui Memnune Tiryaki, è diventata la donna più vecchia della Turchia ad aver dato alla luce un figlio. La donna, che cercava di avere un bambino da 35 anni, è stata sottoposta ad un trattamento di fecondazione in vitro in un laboratorio di Cipro. Il bambino, al momento della nascita, pesava 2.735 chili. Resta imbattuto il record di mamma più vecchia del mondo della rumena Adriana illescu che ha partorito nel gennaio 205 a 66 anni. (Adnkronos-Dpa)
13.10.2006

 

SEQUESTRATI A TRIESTE 30.000 PAIA DI CALZINI CONTRAFFATTI

Con il marchio Made in Germany erano a bordo di un tir proveniente dalla Turchia e distribuiti in 250 cartoni.

Nel corso di una operazione di Polizia doganale, i militari della 2° Compagnia della Guardia di Finanza di Trieste e personale dell'Agenzia delle Dogane hanno sequestrato presso il Punto Franco Nuovo del Porto di Trieste oltre 30. 000 paia di calzini con il marchio Made in Germany contraffatto. Secondo la Guardia di Finanza, il sequestro testimonia che il traffico internazionale di capi contraffatti è in costante aumento. Solo qualche giorno fa, infatti, era stato sequestrato un altro grosso carico di merce contraffatta. I calzini erano a bordo di un tir proveniente dalla Turchia e diretto in Germania, distribuiti in 250 cartoni. (Adnkronos)
13.10.2006

 

IL PARADISO DELLA MERCE FALSA

 

La Turchia sta diventando il Paese dei record anche se alle volte non tutti sono positivi. Venti milioni di dollari perduti ogni anno per colpa delle contraffazioni.

La Turchia sta diventando il Paese dei record. Peccato che a volte non tutti siano positivi. La Camera di commercio di Ankara (Ato) ha infatti consegnato una indagine nella quale si mette in evidenza come il Paese della Mezzaluna sia il paradiso dei marchi contraffatti e come questa particolarità faccia perdere 20 milioni di dollari all'anno.
Per prodotti contraffatti non si intendono solo le creazioni degli stilisti più famosi a livello planetario, ma anche altri tipi di merce come tabacco, alcolici, pezzi di ricambio per cellulari, tea e persino zucchero. Si calcola, ad esempio, che l'importazione di parti di ricambio illegali di cellulari si avvicini ai 30 milioni di pezzi ogni anno. Il presidente della CdC di Ankara, Sinan Aygun, per dare un'idea del volume raggiunto dal commercio illegale, ha detto che è come se nel Paese entrassero 200mila carri invisibili pieni zeppi di merce. (
Apcom)
13.10.2006

NOTIZIARIO AMBASCIATA D'ITALIA

QUINTA VERIFICA DEL FMI

Una delegazione del Fondo Monetario Internazionale è arrivata in Turchia per procedere alla quinta verifica dell'Accordo di stand-by di $10 miliardi in essere con il Paese. Nei prossimi giorni sono previste consultazioni con il Governo e con rappresentanti del settore privato volte a verificare lo stato dei parametri macro-economici, l'andamento delle riforme previste in ambito all'accordo, le aspettative e gli obiettivi di fine anno. La delegazione, attualmente a Istanbul, sara' nella capitale a partire dall'11 ottobre.

AZIENDE TURCHE ALLA 41° EDIZIONE "MARMOMACC"

L%27edizione_2005_del_MarmomaccSessantatre aziende specializzate nella lavorazione del marmo e provenienti dalla regione dell'Egeo hanno preso parte alla 41ma edizione della Fiera Internazionale "Marmomacc", che ha avuto luogo a Verona dal 4 al 7 ottobre. Le lavorazioni del marmo e della pietra naturale costituiscono già da tempo una delle produzioni con alti indici di esportazione e già in competizione con la produzione italiana. La delegazione che si è recata a Verona comprendeva, oltre a uomini d'affari e produttori, anche rappresentanti governativi e parlamentari a dimostrazione del forte interesse a sviluppare ulteriormente la produzione, la tecnologia locale e l'export.

 

PRET-A-PORTER AD IZMIR CON IMPRENDITORI ITALIANI

Una delegazione di imprenditori italiani del settore delle confezioni pret a porter si recherà in visita nella regione dell'Egeo su invito dell'Associazione degli Industriali del settore dell'Abbigliamento (Egsd). Il presidente dell'Associazione, Nedim Orun, nel commentare la novità dell'iniziativa, che mira a presentare le aziende turche del settore in loco piuttosto che attraverso Fiere specializzate, ha aggiunto che la Turchia rappresenta la sede ideale, geograficamente più conveniente rispetto alla Cina che, sebbene abbia costi minori, è molto più distante dall'Italia. L'Associazione conta altresì di sfruttare tale occasione per sviluppare il proprio know-how ed avere accesso a nuovi mercati.

COLLABORAZIONE TRA SETTORE PUBBLICO E PRIVATO

L'Ente turco di Pianificazione Nazionale ha completato uno studio sulla collaborazione tra il settore pubblico e quello privato, dando così avvio a nuove forme di cooperazione. Le questioni riguardanti il potenziamento di infrastrutture nel settore del turismo, dei trasporti, giustizia e sicurezza saranno risolte attraverso il nuovo strumento legislativo. Infine, le gare di appalto nei settori di collaborazione tra pubblico e privato saranno compatibili con le leggi attualmente in vigore nell'Unione Europea.

AUMENTO DEI PREZZI

L' Istituto di Statistica della Turchia (Tuik) ha reso noto che nel mese di settembre si è verificato un nuovo aumento dei prezzi al consumo, cresciuti dell'1.29% rispetto al mese precedente, con un tasso d'inflazione su base annua all'11.19%. Il livello dei prezzi all'ingrosso su base annua è pari al 10.55% annuo, con una diminuzione dello 0.23% a settembre rispetto al mese precedente. Con una inflazione ormai in aumento da aprile, gli analisti economici vedono ormai lontano il raggiungimento del target di fine anno di un tasso inflazionistico ad una cifra; di parere contrario il ministro Ali Babacan, secondo il quale, con un'economia in crescita, potrebbe essere ancora possibile raggiungere tale obiettivo.

COMPETITIVITA' GLOBALE

Secondo alcuni attenti analisti ed operatori di settore, i progressi economici della Turchia superano in efficacia quelli delle riforme politiche in atto. Negli ultimi anni la Turchia ha brillantemente superato una crisi economica e registrato una crescita media annua dell'8%, riportato il tasso d'inflazione a due cifre, proceduto alla privatizzazione di beni dello Stato di considerevole importanza, tra cui la <Turk Telekom>, rinnovato il sistema di sicurezza sociale e ridotto sensibilmente il deficit di bilancio sino a prevedere un surplus nel 2009. La Turchia si è inoltre collocata nella graduatoria sulla competitività globale e in materia di corruzione prima della Romania e della Bulgaria, Paesi attualmente candidati che entreranno a far parte dell'Unione Europea il prossimo anno. I buoni risultati sul piano economico hanno attratto e continuano ad attirare investimenti esteri che si prevede saranno a fine 2006 pari a $20 miliardi contro i $9.5 miliardi previsti per la Romania ed i $10 miliardi per la Polonia. In effetti la struttura economica della Turchia basata già da molti anni sull'industria, a differenza di altri Paesi dell'ex blocco sovietico, rende più semplice avvalersi di una fitta rete di infrastrutture già operative in loco. Anche la recente crisi finanziaria che ha coinvolto il Paese ha testimoniato di una efficace reazione da parte delle autorità governative e delle principali istituzioni preposte al controllo dei fondamentali dell'economica. Il tasso di disoccupazione e il deficit della bilancia dei pagamenti restano le principali preoccupazioni, oltre a evidenti anomalie nella legislazione sul lavoro, nel settore dell'educazione e nell'eccessivo peso della burocrazia.

EXPORT AUTO: E' L'ITALIA LA PRIMA META

Secondo l' Associazione degli Esportatori di Uludag (Uib), nei primi nove mesi dell'anno in corso l'export di autoveicoli dalla Turchia è cresciuto del 16.6% rispetto allo stesso periodo del 2005, raggiungendo quota $10.6 miliardi. Il primo Paese destinatario delle esportazioni turche è l'Italia, con $1.57 miliardi (14.8% del totale dell'export locale del settore ed un incremento rispetto allo stesso periodo del 2006 del 46.3%), seguito dalla Germania con $1.5 miliardi (14,2%), dalla Francia con $1,2 miliardi (11,5%), dal Regno Unito con $908 milioni (8.6%) e dalla Spagna con $602 milioni (5.7%). Notevoli incrementi percentuali si sono verificati nelle esportazioni verso la Russia (50%) e la Romania (27%). E' peraltro interessante evidenziare alcuni dati sulla produzione ed export della Turchia nel settore autoveicoli. Nel 2005 la produzione totale di autoveicoli è stata di 914.359 unità, di cui 453.663 automobili (47% del totale); nei primi otto mesi del 2006, la produzione di autoveicoli ha toccato quota 660.371 unità, di cui 347.446 automobili. Nel 2005 l'export complessivo di automobili e' stato di 319.849 unità per un valore di $4 miliardi, mentre nei primi otto mesi dell'anno in corso sono state esportate 265.450 unità (+29% rispetto allo stesso periodo del 2005).

BUONE NOTIZIE DA <MORGAN STANLEY>

Morgan_Stanley
La banca internazionale di investimenti, <Morgan Stanley>, ha recentemente stimato che il declino dei prezzi del petrolio sotto la soglia di $60 al barile contribuirà a diminuire sia il costo energetico nonché il deficit della bilancia dei pagamenti della Turchia. Secondo la <Morgan Stanley> ad un abbassamento medio di $10 corrisponderà un risparmio di $4.2 miliardi in spese energetiche ed un abbassamento di $3.5 miliardi del deficit per la Turchia.

 

LA CORSA DI<ENEL> PER LE RETI ELETTRICHE

Il 4 ottobre scorso è scaduto il termine per la presentazione delle domande di partecipazione alla privatizzazione di venti reti di distribuzione elettrica di tre regioni. Tra le principali aziende straniere che hanno manifestato il proprio interesse figurano l'italiana <Enel>, la tedesca <Eon>, la statunitense <Aes>, oltre ai grandi Gruppi turchi <Dogan>, <Sabanci>, <Dogus>, <Zorl>, la <Global Holding> ed altri. Tra le richieste incluse nella domanda di partecipazione, l'Amministrazione per le Privatizzazioni ha incluso quella di effettuare un investimento pari a €1.3 miliardi entro il 2010 da parte dell'azienda vincitrice.

INVESTIMENTI PER L'ENERGIA

Il ministro dell'Energia, Hilmi Guler, ha affermato che il settore energetico del Paese necessiterà di investimenti pari ad un totale di $128 miliardi entro il 2020. Auspicando la massima partecipazione del settore privato al programma di sviluppo energetico del Paese, che prevede la privatizzazione delle reti di distribuzione e la costruzione delle centrali nucleari, Guler ha assicurato che il suo Dicastero ha preso le misure necessarie per evitare futuri tagli nella distribuzione di energia elettrica, concentrandosi sul suo potenziamento e sull'ammodernamento delle sedi di produzione. In risposta ad una domanda esplicita sulla sicurezza delle fonti energetiche, con riferimento a quella nucleare, Guler ha assicurato che il problema dei rifiuti nucleari non è fonte di preoccupazione e che sarà trattato adeguatamente dalle società costruttrici. Il ministro, nel rendere noto che la Germania e la Turchia hanno raggiunto un accordo di massima sull'energia rinnovabile, ha affermato che entro il 2020 la domanda energetica complessiva aumenterà di due volte e mezzo.

CRESCIUTO L'IMPORT

Secondo l'Ufficio Statistico Turco (Tuik) e le elaborazioni dell'Ufficio Ice di Istanbul, nei primo otto mesi del 2006, l'import turco è cresciuto del 18.5% raggiungendo quota $88.9 miliardi, mentre le esportazioni sono cresciute del 14%, toccando la somma di $53,3 miliardi. Il saldonegativo della bilancia commerciale èpertanto pari a $35.6 miliardi (+25.8% rispetto allo stesso periodo del 2005). L'Italia è il terzo partner commerciale della Turchia con un interscambio di $10.1 miliardi (+23% rispetto ai primi 98 mesi del 2005). Le importazioni turche dall'Italia sono di $5.7 miliardi (+14.3% rispetto allo stesso periodo del 2005), mentre le esportazioni turche verso l'Italia sono pari a $4.4 miliardi (+30.4% rispetto ai primi 8 mesi del 2005), con un saldo positivo per l'Italia di $1.3 miliardi (-18.9% rispetto allo stesso periodo del 2005). La quota di mercato dell'Italia sulle importazioni complessive della Turchia è pari al 6.4% (6.5% nello stesso periodo del 2005). La classifica dei principali Paesi fornitori nei primi otto mesi del 2006 conferma il sorpasso della Russia (US$ 11 miliardi) ai danni della Germania (US$ 9.6 miliardi), soprattutto grazie all'esportazione di gas naturale, e della Cina (US$ 6.1 miliardi) sull'Italia (US$ 5.6 miliardi) al terzo posto. Quanto ai mercati di sbocco, nei primi otto mesi del 2006 la Germania si conferma al primo posto (US$ 6.1 miliardi), seguita dall'Italia (US$ 4.3miliardi) e dal Regno Unito (US$ 4.2miliardi).

L'ESORTAZIONE DELLA KRUEGER

Anne Krueger, fino all'agosto scorso vice direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, intervenuta in occasione delle recenti riunioni annuali del Fondo e della Banca Mondiale, ha affermato che la Turchia deve continuare il processo di riforme che finora ha dato risultati lusinghieri, aiutando il Paese a superare gli effetti delle recenti fluttuazioni valutarie. Il regime di cambio fluttuante adottato con successo nel Paese - ha continuato la Krueger - ha contribuito a ridurre sia il debito che l'inflazione ed appare essere al momento quello più idoneo.

IL TASSO DI CRESCITA

Secondo il Rapporto sull'Economia mondiale divulgato di recente dal Fondo Monetario Internazionale, la Turchia dovrebbe conseguire a fine anno un tasso di crescita del 5% ed un tasso d'inflazione pari al 10.5%, con una previsione di riduzione al 7.2% nel 2007. Con riferimento al reddito, la stessa fonte segnala, entro la fine del 2007, il raggiungimento di un reddito medio annuo pro-capite pari a $8.839, con un incremento del 29.9% rispetto agli ultimi quattro anni ($ 6.807 nel 2003).

 

I° PUNTO VENDITA AD ISTANBUL DI <POLTRONA FRAU>

Poltrona_FrauIl noto marchio italiano <Poltrona Frau> ha inaugurato il suo primo punto vendita in Turchia, ad Istanbul. Partecipando all'apertura, Matteo Montezemolo, amministratore delegato della Charme Investment e Membro del Consiglio di Amministrazione di <"Poltrona Frau>, ha sottolineato l'esclusività dei prodotti <Poltrona Frau>, disegnati da famosi designer come ad esempio Philippe Starck e la cui produzione, destinata ad una clientela di lusso, è esclusivamente fatta a mano da artigiani professionisti. La <Poltrona Frau>, che produce anche le tappezzerie per <Ferrari>, <Maserati> e <Lancia>, ha negozi nelle principali città italiane e 50 showroom all'estero.

 

SEMPRE PIU' VELOCE INTERNET CON ADSL

Il Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan Erdogan ha ufficialmente dato avvio alla campagna per l'utilizzo della connessione Internet ad alta velocità e per l'uso del computer in ogni abitazione. Da molti considerata come un'opportunità rivoluzionaria che espanderà l'uso dell'informatica e di internet, l'iniziativa è stata lanciata dal provider di Internet, <Turk Telekom>, e dalle società <Microsoft<, <Intel>, <Vetsel> e <Casper>. Nell'ambito di tale promozione saranno offerti diversi pacchetti di vendita di PC e connessione ad Internet e Adsl, volti a soddisfare le esigenze dei consumatori. Nel suo discorso inaugurale, il primo Ministro ha sottolineato le possibilità offerte dall'uso dell'informatica, ricordando che per essere competitivi nell'attuale contesto globale occorre sviluppare e formare le risorse umane di cui la Turchia è ricca. Il Primo Ministro ha anche fornito alcune cifre sull'utilizzo di Internet nel Paese che mostrano chiaramente gli sviluppi registrati negli ultimi anni, sottolineando in particolare che negli ultimi anni il numero complessivo di utenti internet ha raggiunto quota 16 milioni.

LA PARTECIPAZIONE DEL PRIVATO AL NUCLEARE

Secondo il ministro turco per l'Energia Hilmi Guler la partecipazione del settore privato nella costruzione di centrali nucleari nel Paese dovrebbe oscillare tra il 20% ed il 30%. La legge che regolamenterà la costruzione delle centrali nucleari e' al momento in fase di definizione e sarà discussa prima in Commissione e successivamente in Parlamento. Nel frattempo il Governo ha già avviato contatti con possibili investitori.

 

LA BANCA CENTRALE SARA' TRASFERITA

Ali_BabacanA conferma delle notizie apparse qualche tempo fa sui principali quotidiani nazionali, il ministro turco per l'Economia Ali Babacan ha ufficializzato lo spostamento degli uffici della Banca Centrale e della <Ziraat Bankasi> da Ankara ad Istanbul entro il 2009, anno in cui la città ospiterà le riunioni annuali della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale.

 

IL RISCHIO CINA PER LE CALZATURE

Il Presidente dell'Associazione dei Produttori di Calzature dell'Egeo (Egeysad) Ali Nihat Bicer ha nuovamente posto in evidenza il rischio che corre l'industria calzaturiera locale a causa del forte flusso di importazioni provenienti dalla Cina. Nel corso del 2005, nonostante i contingentamenti e l'applicazione di alte tasse all'import poste in essere dalle autorità locali, la Cina ha incrementato il suo export di oltre il 106%, per un valore complessivo delle esportazioni nel settore in questione pari a 222 milioni di dollari.
Le calzature cinesi sono per la quasi totalità calzature in plastica che coprono circa il 65% dell'import totale della Turchia.

 

INVESTIMENTI <CISCO SYSTEM> PER 275 MILIONI DI $

Cisco_SystemL'amministratore delegato della società di software <Cisco System>, John Chambers, ha dichiarato che l'azienda intende investire in Turchia $275 milioni nell'arco dei prossimi cinque anni, garantendo che saranno sviluppati progetti di investimento in campo tecnologico volti a contribuire allo sviluppo sociale del Paese. La <Cisco>, che ha intenzione di aprire un centro per lo sviluppo e la ricerca tecnologica in Turchia, ha inoltre siglato un Memorandum d'Intesa con il ministero dell'Educazione, al fine di creare 200 centri per il Programma Accademico di Networking. Ciò a conferma della visione che ha la <Cisco> in merito alla Turchia, un mercato emergente e terreno fertile per investimenti di sviluppo tecnologico che potrebbero contribuire enormemente allo sviluppo economico e competitivo del Paese.

 

ADEGUAMENTO PER I PUBBLICI DIPENDENTI

La trattativa tra Governo e sindacati per l'adeguamento dello stipendio minimo dei dipendenti pubblici si è conclusa con un accordo per un incremento del 12.2% a partire dal gennaio 2007 che porterà quindi il minimo salariale dalle attuali 748 nuove lire turche alle 814 nuove lire turche, che aumenteranno a 847 nuove lire turche a partire dal luglio 2007.

PER TUZMEN CI VUOLE UN CAMBIO STABILE

Il ministro del Commercio Estero Kurzat Tuzmen, di ritorno dal recente viaggio in Cina dove si è' recato con una nutrita delegazione imprenditoriale, ha commentato che il Governo di Ankara dovrebbe seguire l'esempio della Cina ed adottare la stessa politica di regime dei cambi per sostenere l'attività degli esportatori turchi, che negli ultimi tempi hanno subito perdite rilevanti a causa delle fluttuazioni verificatesi sui mercati valutari. Tuzmen ha affermato che gli esportatori hanno bisogno di un tasso di cambio Nuova Lira Turca (YTL)/Dollaro Usa superiore a 1.5 YTL ma soprattutto di un cambio stabile. Ha sottolineato infine che con una corretta politica di cambi sarebbe possibile ridurre sia il deficit commerciale che quello delle partite correnti.

PARTITE CORRENTI

Il presidente della influente Assemblea degli Esportatori Turchi (Tim), Oguz Satici, ha recentemente affermato che se il deficit delle partite correnti della bilancia dei pagamenti dovesse continuare a crescere con questa velocità, le fluttuazioni valutarie verificatesi nei mesi estivi potranno crescere sino ad assumere dimensioni enormi. Un deficit delle partite correnti di oltre $25 miliardi, abbinato ad un deficit commerciale particolarmente esteso, pone la Turchia al primo posto al mondo fra i Paesi emergenti. E' chiaro - ha continuato O. Satici - che la politica praticata dalle autorità monetarie consistente in alti tassi di interesse e bassi tassi di cambio, non ha generato risultati particolarmente positivi.

INALTERATI TASSO DI INTERESSE E TASSO CESSIONE DEPOSITI

Il Comitato per le Politiche Monetarie della Banca Centrale turca, in occasione della sua ultima riunione, ha deciso di lasciare intatti il tasso d'interesse per la ricezione dei depositi a breve termine (17.50%) e quello per la cessione dei depositi (22.50%). A determinare tale decisione sono stati il rallentamento della domanda interna e la diminuzione dei prezzi di alcuni beni, oltre che gli effetti delle misure adottate dalla Banca Centrale, che si sono riflessi positivamente sull'andamento del tasso d'inflazione che sembrerebbe così avvicinarsi al target stabilito per fine 2007. Il Comitato ha comunque sottolineato che qualora ve ne fosse la necessità la Banca Centrale interverrà con misure adeguate volte al contenimento del tasso d'inflazione.

IN AUMENTO IL VOLUME DEI CAPITALI STRANIERI

Secondo il Sottosegretariato turco del Tesoro, il volume di capitali esteri entrati nel Paese nei primi sette mesi del 2006 è ammontato a $9.1 miliardi (+285.8% rispetto allo stesso periodo del 2005, con un valore pari a $2.4 miliardi). La stessa fonte rende noto che il numero di imprese a capitale straniero ha raggiunto, a fine luglio, le 13.599 unità e che la maggior parte di queste operano nel settore dell'ingrosso e della distribuzione (4.666), seguiti dal settore manifatturiero, principalmente tessile, chimico, di alimentari e bevande (2.774), da quello immobiliare (1.633), dei trasporti e comunicazioni (1.163) ed infine da quello alberghiero e della ristorazione (2.061). Il totale cumulativo del flusso di capitali esteri in Turchia raggiunge così a fine luglio 2006 la quota di $19 miliardi, di cui $17 sono stati realizzati dal 2003 ad oggi. Secondo la stessa fonte le imprese italiane che hanno effettuato investimenti diretti in Turchia sono aumentate di 64 unità da gennaio a luglio 2006 per un totale di 482 imprese.

INVESTIMENTI ESTERI

Sempre in merito al flusso di investimenti provenienti dall'estero, il Presidente della Zona Industriale Organizzata di Manisa, Bulent Kozmas, ha riferito nel corso di una riunione dal titolo "Gruppo di Lavoro sulla Legislazione per la Promozione degli Investimenti e degli Investimenti Esteri Diretti" che la Zona Industriale di Manisa conta di attirare investimenti esteri per la somma totale di $10 miliardi nei prossimi cinque anni e che con l'integrazione della quarta e quinta regione all'interno della Zona Industriale, si potranno impiegare circa 40.000 unità lavorative. Manisa è già nota agli investitori stranieri per aver ottenuto ben due volte a livello di stampa internazionale un riconoscimento quale "migliore località in Europa in termini di efficienza dei costi".

INTERESSE PER <HALKBANK>

Le società finanziarie <Fortis> e <Bbva> (insieme alla <Bank of Kuwait> ed alla turca <Garanti>) sarebbero al momento interessate alla privatizzazione della <Halkbank>, che dovrebbe avere inizio in ottobre. Rappresentanti della <Halkbank> e dell'Amministrazione per le Privatizzazioni hanno avuto recenti contatti con possibili acquirenti stranieri ma finora nessun dettaglio è trapelato sull'operazione. Negli ambienti interessati circolano indiscrezioni circa una possibile vendita in blocco della <Halkbank>, un patrimonio valutato in $22 miliardi ed oltre 500 filiali nel paese, che rappresenta una delle ultime opportunità per gli investitori stranieri di accedere al mercato turco. In programma nei prossimi mesi la privatizzazione della <Oyakbank>, della <Ziraat Bankasi> e della <Akbank>.

INDICATORI MACROECONOMICI
- Crescita del PNL nel 2005: 7.7%; gen. - marzo 2006: 6.3%
- Inflazione annua (prezzi al consumo): 7.72% (2005); 10,59% (agosto 2006)
- Interscambio con l'Italia nel 2006 (gen - agosto): oltre $10.1 miliardi, con esportazioni verso l'Italia pari a 4.4 miliardi di dollari (+ 30.37% rispetto al corrispondente periodo del 2005) ed le importazioni turche dall'Italia pari a 5.7 miliardi di dollari (+14.34 % rispetto al corrispondente periodo del 2005). (ICE Istanbul su dati dell'Istituto Turco di Statistica- Tuik)
_______________________
A cura di: Simona De Martino, capo dell'Ufficio economico e commerciale dell'Ambasciata d'Italia in Turchia
Gianmarco Macchia, vice capo dell'Ufficio economico e commerciale
Roberto Luongo, direttore dell'Ufficio Ice di Istanbul
Redazione: Tiziana Staffolari, collaboratore economico e finanziario
13.10.2006

ECONOMIA

L'EXPORT BATTE L'IMPORT

I dati (53.3 mld di $ contro i 18.5 mld di $) dei primi otto mesi di quest'anno in Turchia secondo l'Ufficio di Statistica. Italia sempre terzo partner commerciale con Ankara.

Alti_e_bassi_dell%27economia_turcaSecondo l'Ufficio Statistico Turco (Tuik) e le elaborazioni dell'ufficio Ice di Istanbul, nei primo otto mesi dell'anno in corso l'import turco è cresciuto del 18.5% raggiungendo quota 88. miliardi di dollari Usa, mentre le esportazioni sono cresciute del 14% toccando la somma di 53.3 miliardi di dollari. Il saldo della bilancia commerciale è pertanto negativo per 35.6 miliardi di dollari (+25.8% '06/'05). L'Italia è il terzo partner commerciale della Turchia con un interscambio di 10. miliardi di dollari (+23% '06/'05). L'export dell'Italia verso la Turchia è di 5.7 miliardi di dollari (+16.3% '06/'05), mentre le esportazioni turche verso l'Italia sono pari a 4,4 miliardi di dollari (+33.3% '06/'05) . Il saldo è positivo per l'Italia per 1,3 miliardi di dollari (-18.9% '06/'05). La quota di mercato dell'Italia - sul totale importato dalla Turchia - è pari al 6.4% (6,5% nello stesso periodo del 2005). Germania e Russia sono i principali partner commerciali della Turchia, con la Russia che ha scavalcato la Germania nella graduatoria dei Paesi fornitori soprattutto in considerazione delle sempre più ampie forniture di gas naturale. Sempre in crescita risultano le esportazioni cinesi ( 6.1 miliardi di dollari, +47.6%, terzo Paese fornitore) e francesi (4.5 miliardi di dollari, +17.5%, quinto Paese fornitore). Ottime le performance esportative di Iran, Spagna, Arabia Saudita e Grecia.(Ice Istanbul)
13.10.2006

 

3.65 MILIONI DI DOLLARI DI INVESTIMENTI

Made_in_Italy

Tanti sono quelli che le imprese italiane hanno messo nel mercato turco. La parola d'ordine del ministro Emma Bonino.

Sono due le parole d'ordine del ministro per il Commercio internazionale Emma Bonino, consolidamento e potenziamento. Parlando al secondo tavolo permanente sulla Turchia il ministro ha annunciato che l'interscambio tra i due Paesi supererà i 15 miliardi di dollari entro la fine di quest'anno.
"Il livello dell'interscambio è già buono. Nel 2005 ci siamo fermati a 13 miliardi di dollari a metà del 2006 a 7,4 miliardi di dollari e tutto fa pensare che per la fine del 2006 supereremo i 15 miliardi di dollari". Ma per il ministro Bonino bisogna guardare avanti e "accelerare la crescita degli investimenti esteri diretti, avviare il programma di promozione del Made in Italy, che inizierà a breve e creare una strategia d'insieme per utilizzare l'intero potenziale delle diverse regioni della Turchia. Dobbiamo insieme ad Ankara far conoscere alle nostre imprese le altre zone industriali al di là di Ankara e Istanbul, per poter usufruire degli incentivi statali promossi dal governo turco".
Gli investimenti delle imprese italiane in Turchia sono al momento pari a 3.65 milioni di dollari e si va dal "settore bancario all'assicurativo con <Unicredit> e <Generali>, poi <Fiat>, <Pirelli< e una forte presenza nel tessile e nelle infrastrutture". Il ministro Bonino ha poi annunciato che a novembre partirà il collegamento diretto via mare tra Brindisi e la città turca di Canakkale. (Apcom)
13.10.2006

 

" VOGLIAMO CHE L'ITALIA SIA IL NUMERO UNO"

L%27ambasciatore_turco_Ugur_Ziyal

Lo ha affermato Ugur Ziyal, ambasciatore turco in Italia, al Tavolo permanente sulla Trchia cui hanno preso parte i ministri D'Alema, Turco e Bonino.

Massimo_D%27Alema_in_una_foto_Ansa"La crescita in ambito economico e commerciale è gratificante. Per quanto riguarda i nostri scambi commerciali quest'anno parliamo di aumenti significativi pari al 25% e 12%". Lo ha annunciato l'ambasciatore turco in Italia Ugur Ziyal al Tavolo permanente sulla Turchia, al quale hanno partecipato il ministro degli Esteri Massimo D'Alema, il ministro della Sanità Livia Turco ed il ministro per il Commercio internazionale Emma Bonino.
"Mi sono impegnato affinché l'Italia diventi il numero uno e credo che questa platea possa condividere con me questo compito - ha affermato Ziyal. "Il flusso degli investimenti italiani è in aumento e se nei primi sette mesi del 2005 37 aziende italiane avevano scelto di investire in Turchia, nello stesso periodo del 2006 il numero è salito a 64". L'ambasciatore ha toccato anche il tema dell'energia sottolineando come che "la sicurezza energetica sia non solo fonte di preoccupazione un po' per tutti ma anche un'area di collaborazione per i nostri due Paesi. Il trasporto di gas naturale attraverso <Blue Stream>, l'interesse dell'Eni per la costruzione degli oleodotti tra Samsun e Ceyhan, la costruzione di un terminal marittimo e strutture per il deposito di petrolio, sono ottimi esempi che dimostrano il nostro potenziale in questo settore". (ApCom)
13.10.2006

 

ESPORTAZIONI:
LE CINQUE CITTA'
PIU' IMPORTANTI

In testa con largo margine c'è Istanbul (29.4 miliardi di dollari), seguita da Bursa (4.6 miliardi), Izmir (3.8 miliardi), Kocaeli (3.1 miliardi) ed Ankara (2.2 miliardi).

Secondo un comunicato diffuso dal Sottosegretariato al Commercio Estero Turco ( Igme - Promotion Center of Turkey ), il 75% del totale dell'export turco proviene da cinque città. Ad oggi, 56 città contribuiscono all'export nazionale ( 73 miliardi di dollari Usa nel 2005 e 53 miliardi di dollari nei primi 8 mesi del 2006 ), ma Istanbul con 29.4 miliardi ( 55% del totale ) è nettamente al primo posto in questa speciale graduatoria ( dati riferiti al periodo gen-ago 2006 ), seguita da Bursa ( 4.6 miliardi ), Izmir ( 3.8 miliardi ), Kocaeli ( 3.1 miliardi ) ed Ankara ( 2.2 miliardi ). Ciò conferma il ruolo centrale svolto dall'area di Marmara e dell'Egeo nell'economia locale. Fra le aree più interessanti, oltre ad alcune regioni dell'Anatolia, vi sono le città di Kilis ( vicino Gaziantep nel sud-est ), Kirsheir ( Anatolia centrale non lontano da Kayseri ) e Zonguldak ( Mar Nero a 300 Km da Istanbul ).(Ice Istanbul)
13.10.2006

 

<UNICREDIT>: FUSIONE REGISTRATA

Unicredit

Completata con successo l'operazione che, con <Kocbank As>, ha portato alla creazione di <Yapi ve Kredi Bankasi As>. A buon fine la tratta ferroviaria Ankara-Eskisehir.

Il gruppo bancario <UniCredit> ha annunciato che la fusione di <Koçbank As> (<Koçbank>) in <Yapi ve Kredi Bankasi As> (<Yapi Kredi>) è stata completata con successo a seguito della registrazione presso la Camera di commercio di Istanbul. In precedenza la fusione era stata approvata dalle assemblee degli azionisti delle due banche e dalle autorità competenti. <Koç Financial Services Aa> (<Kfs>) - joint venture paritetica fra <UniCredit> e il <Gruppo Koç> - detiene l'80.27 per cento della banca risultante dalla fusione, mentre il rimanente 19.73 per cento è detenuto da azionisti di minoranza. Le azioni di <Yapi Kredi> continueranno a essere quotate presso l'<Istanbul Stock Exchange> con il ticker Ykbnk.is. A seguito della fusione, l'obiettivo di <Yapi Kredi> è quello di diventare la banca leader nel mercato turco in termini di crescita e creazione di valore e di ottenere una posizione di eccellenza nelle principali linee di business. Con una capitalizzazione di mercato di circa ?68 miliardi (al 29 settembre 2006), che lo posiziona tra i primi gruppi finanziari in Europa, <UniCredit> vanta una presenza in 20 Paesi nel mondo con oltre 28 milioni di clienti e 7mila sportelli, 134mila dipendenti e un totale attivo di circa 804 miliardi al 30 giugno 2006.
Nel frattempo, alla fine di ottobre, con il completamento del tratto ferroviario Ankara-Eskisehir, inizieranno i collegamenti della linea ad alta velocità che unirà la capitale a Istanbul. Lo hanno annunciato le Ferrovie di Stato della Turchia, in occasione delle celebrazione del centocinquantesimo anniversario della loro fondazione. Il progetto, avviato ben trent'anni fa, era stato interrotto per mancanza di fondi e negli ultimi tre anni è stato riattivato grazie a un investimento di circa 3 miliardi di euro. (Denaro.it)
13.10.2006

 

<IS BANKASI> PUNTA ALLA CRESCITA

 

Ersin Ozince, dirertore generale dell'Istituto di credito turco, guarda avanti. Il paragone con la Banca Nazionale Greca.

Ersin Ozince, direttore generale di <Is Bankasi> guarda avanti. Parlando delle prospettive di crescita dell'istituto di credito, ha fatto presente come le dimensioni delle banche turche siano troppe ridotte rispetto a quelle delle "colleghe" europee. "La leadership di <Is Bank> nel settore bancario si deve ancora consolidare - ha detto Ozince - Di recente ho letto che la <Banca Nazionale Greca> è più grande di <Is Bankasi> e <Akbank>. Questo dovrebbe suggerire a tutti che bisogna ancora crescere". (Apcom)
13.10.2006

 

"NO" LE BANCHE AGLI STRANIERI

 

Appello del presidente dell'Agenzia per la regolazione degli istituti di credito turchi.

Se non è un episodio di nazionalismo alternativo poco di manca. Tevfik Bilgin, presidente dell'Agenzia per la regolazione delle banche, ha rivolto un accorato appello ai direttori dei principali istituti di credito del Paese perché non svendano le banche turche agli stranieri.
Bilgin ha spiegato che i cittadini turchi hanno pagato a caro prezzo il risanamento seguito alla crisi economica del 2001 e che adesso si meritano banche forti, ma soprattutto controllate da connazionali che sappiano valorizzare al meglio i loro risparmi. Anche perché gli stessi correntisti potrebbero essere contrariati nel vedere le loro banche vendute agli stranieri. Bilgin ha anche aggiunto che si augura nuovi investimenti nella costruzione di università e nel settore energetico. (
Apcom)
13.10.2006


GLI OCCHI DI <CITIGROUP> SULLA TURCHIA

 

A detta del suo direttore generale, Charles Prince, il gruppo vuole acquistare banche fuori degli Stati Uniti.

<Citigroup> sta pensando di acquistare banche fuori dagli Stati Uniti. A dirlo è lo stesso direttore esecutivo del gruppo, Charles Prince. L'obiettivo è quello di incrementare la presenza di <Citigroup> all'estero, facendola passare dall'attuale 45% al 60%. Fra i mercati maggiormente sotto monitoraggio ci sono Taiwan, l'America centrale, la Cina ed anche la Turchia. Prince ha fatto sapere che verranno dati maggiori dettagli entro la fine dell'anno. (Apcom)
13.10.2006

 

ASSOCIAZIONE DEGLI ESPORTATORI SOTTO TIRO

Lorenzo_Giorgianni

 

Critiche da parte del Fondo Monetario Internazionale per bocca del capo delegazione Lorenzo Giorgianni.

La bozza ufficiale di spese per il 2007 verrà presentata al Parlamento turco il prossimo 17 ottobre. Ma c'è già chi si lamenta.
Il Fondo Monetario Internazionale ha detto apertamente che la disciplina finanziaria e una riforma in suo favore sono prioritari e ha criticato il fatto che nel documento di pianificazione economica del 2007 non ci siano i fondi per metterlo in pratica. Per questo motivo c'è stata una riunione in extremis del Consiglio dei Ministri per mettere mano alla bozza e apportare gli aggiustamenti minimi, necessari per non suscitare del tutto il disappunto della delegazione del Fondo, guidata da Lorenzo Giorgianni. "per noi - ha detto quest'ultimo - la disciplina finanziaria è fondamentale". Una brutta stoccata all'Associazione degli esportatori turchi che si era detta ottimista ed aveva previsto soddisfazione da parte del Fmi per le riforme apportate. anche se mancano quelle finanziarie.(da
Apcom)
13.10.2006

 

GUIDARE L'EUROPA

Omer_Sabanci_2

 

"Se riusciremo a crescere - ha detto il presidente della <Tusiad> turca, Omer Sabanci - sarà l'UE a cercare lavoro da noi".

In occasione del primo anniversario dell'inizio dei negoziati per l'ingresso della Turchia in Unione Europea ha preso la parola anche lui. Omer sabanci, presidente della Tusiad (la Confindustria turca), ha voluto parlare del futuro del suo Paese.
"Se riusciremo a crescere non saremo noi ad andare in Europa a cercare lavoro, ma l'Europa a venire in Turchia. Abbiamo un grande potenziale, saremmo felici di poterlo mettere in comune con l'Europa, che però prima deve sistemare le sue questioni interne!", ha sostenuto Sabanci. (
Apcom)
13.10.2006

 

PIL AL 20° POSTO NEL MONDO

Continua l'ascesa della Turchia che il prossimo anno supererà Polonia, Austria, Danimarca, Grecia, Irlanda, Finlandia e Portogallo.

Continua l'ascesa della Turchia nell'economia mondiale. Stando alle stime effettuate dal Fondo Monetario internazionale, nel 2007 il Paese della Mezzaluna arriverà a produrre un prodotto interno lordo pari a 400 miliardi di dollari, piazzandosi al ventesimo posto della classifica a livello mondiale. un risultato di tutto rispetto, se si considera che dal 2003 c'è stato un aumento del 66.4% e che in quell'anno il prodotto interno lordo era stato appena di 240 miliardi di dollari. Fra il 2004 e il 2006 è aumentato costantemente, passando da 320 miliardi di dollari nel 2004 a 262 nel 2005 e a 378 nel 2006. E così la Turchia l'anno prossimo si troverà a superare numerosi Paesi europei come Polonia, Danimarca, Grecia, Irlanda, Finlandia e Portogallo. (Apcom)
13.10.2006

 

VOLA LA PRODUZIONE INDUSTRIALE

 

L'incremento nel mese di agosto in Turchia - secondo i dati Tuik - è stato del 4.8% rispetto all'anno precedente.

Aumenta la produzione industriale turca nel mese di agosto. Secondo quanto reso noto da Tuik, l'Istituto di Statistica turco, l'incremento è stato del 4.8% rispetto all'anno precedente. In particolare aumenta del 6.8% il settore delle materie minerarie, del 4% quello manifatturiero e del 9.8% quello degli utilities. Il dato di agosto conferma il momento positivo per la produzione industriale turca che in luglio aveva fatto segnare una crescita del )%. Il ricordo di gennaio, quando la produzione industriale era scesa del 6%, sembra ormai lontano. (Apcom)
13.10.2006

 

IN AUMENTO LE PROPRIETA' STRANIERE

 

Si concentrano soprattutto ad Istanbul e Antalya. Gli investimenti riguardano per lo più immobili ma anche terreni coltivabili.

Aumentano le proprietà straniere in Turchia. Secondo una ricerca resa nota dalla Camera di Commercio di Alanya, a luglio 2006 erano arrivate a 62.500, con un incremento del 10% nei soli primi sei mesi di quest'anno.
Le proprietà si concentrano in particolare ad Istanbul ed Antalya. A guidare la classifica dei "conquistatori" ci sono gli inglesi, seguiti a molta distanza da irlandesi, tedeschi, olandesi, norvegesi e, a sorpresa, greci. Gli investimenti riguardano soprattutto immobili ma anche terreni coltivabili. I primi raggiungono una superficie di 285 milioni di metri quadrati, mentre i secondi quasi 80 mila chilometri quadrati. (
Apcom)
13.10.2006

 

TARIFFE SPECIALI

 

La <Turk Telecom> le applicherà ai reduci di guerra e alle famiglie di militari che hanno perso la vita durante i conflitti. Presto sconti anche per gli anziani.

La <Turk Telecom> inaugura una nuova politica delle tariffe. Dopo l'acquisizione da parte della potente famiglia libanese Hariri, la compagnia per la telefonia fissa turca ha deciso di applicare sconti speciali ai reduci di guerra e alle famiglie militari che hanno perso la vita durante i conflitti, cadendo per servire la loro patria.
Queste persone non pagheranno più una tariffa fissa, e la loro bolletta si dimezzerà di circa il 50%. Presto gli sconti verranno estesi anche ai cittadini più anziani. (
Apcom)
13.10.2006

 

2007: ANNO D'ORO PER LA <TURKISH>

Turkish_Airlines

 

La soddisfazione del direttore generale della compagnia di bandiera turca, Temel Kotil, il cui obiettivo è portare il numero attuale dei passeggeri da 18 a 20 milioni.

Il 2007 sarà un anno d'oro per le compagnie aeree. A dirlo è il direttore generale di <Turkish Airlines>, Temel Kotil, che ha annunciato uno dei grandi obiettivi della compagnia di bandiera turca: portare il numero annuale dei passeggeri da 18 a 20 milioni.
"Il 2007 - ha detto Kotil - sarà un anno di sfide. Noi crediamo che non ci sia nulla che ci possa far pensare il contrario o far maturare pensieri negativi. E non è solo la nostra opinione. Altri grandi operatori dell'aviazione civile la pensano allo stesso modo. Ci aspettiamo un aumento di due milioni di passeggeri sui voli esteri". (
Apcom)
13.10.2006

 

<ENI>: DOPO IL TRAPORTO DEL GREGGIO
PUNTIAMO ANCHE ALLA RAFFINAZIONE

Impianti_Eni

 

Leonardo Maugeri, responsabile del settore <Sviluppo e Strategie> internazionali della società petrolifera italiana, ha ribadito come questa stia valutando la possibilità di investire ulteriormente sulla Turchia. "E' necessario - ha poi aggiunto - che non si perda l'occasione di far entrare Ankara in Europa".

<Eni> sta valutando la possibilità di investire nel campo della raffinazione in Turchia. L'interesse dell'azienda italiana per questo settore era già stato manifestato i occasione dell'asta di privatizzazione della raffineria <Tupras>, vinta poi dal consorzio <Koc-Shell>, ma Leonardo Maugeri, responsabile del settore <Sviluppo e Strategie> internazionali di <Eni>, ha ribadito che la compagnia sta "esaminando delle opzioni per entrare nel settore".
In occasione della seconda sessione del Tavolo permanente sulla Turchia alla Farnesina, Maugeri ha fatto il punto della presenza di <Eni> in Turchia e dei prossimi obiettivi.
"La Turchia è uno snodo fondamentale per i flussi del greggio del gas dall'Est verso l'Europa. Nel Paese della Mezzaluna transitano e arrivano forniture dall'Iran, dall'Iraq, dalla Russia, dal Caucaso e dall'Azerbaigian - ha spiegato il responsabile dell'<Eni> - E' un territorio strategico geopoliticamente per quei paesi che vogliono liberarsi del controllo russo per l'esportazione del greggio, e dal punto di vista di Mosca per mantenere il controllo sulle esportazioni di petrolio e di gas".
<Eni>, come ha ricordato Maugeri, "ha partecipato alla realizzazione del gasdotto <Blue Stream>, realizzato con tecnologie e capacità italiane e che ha ancora il record di posa in profondità marina; inoltre abbiamo partecipato alla costruzione dell'oleodotto <Btc> e abbiamo giù firmato l'accordo per la realizzazione dell'oleodotto Samsun-Ceyhan che libererà il Bosforo dal traffico di petroliere", facendo scaricare il greggio sul Mar Nero per poi farlo transitare, attraverso le condutture, verso il Mar Mediterraneo e direttamente nei mercati europei". Per fare tutto ciò, ha ribadito Maugeri, è necessario che "non si perda l'occasione di far entrare la Turchia in Europa, perché si tratta di una questione delicatissima". (
Apcom)
13.10.2006

 

BLOCCATO
L'AUMENTO DEL COSTO
DELL'ENERGIA

 

Lo <Botas>, una delle maggiori società di distribuzione in Turchia, aveva chiesto al ministro Hilmi Guler un innalzamento dell'8%. Ma questi ha rifiutato.

Il ministro turco dell'Energia, Hilmi Guler, ha stoppato la <Botas>, una delle maggiori società di distribuzione energetica della Turchia, che dal primo ottobre voleva far scattare un aumento del costo dell'elettricità dell'8%. In un primo incontro con i vertici dell'azienda, Guler ha respinto seccamente la proposta, adducendo come motivazione il fatto che potrebbe avere un effetto negativo sul piano per recuperare il target annuale dell'inflazione. Il consiglio di amministrazione di z<Botas> aveva sottoposto questa proposta all'attenzione del ministro per cercare di colmare, con le entrate dovute dall'aumento, il deficit della società e non chiudere l'anno in passivo. (Apcom)
13.10.2006

ECONOMIA

I PORTI DI BRINDISI E DI CANAKKALE
COLLEGATI DA UNA NUOVA LINEA

Canakkale

Si chiama <Italroro Srl>. Le prime navi dovrebbero partire entro ottobre. La società nasce da un progetto avviato dalla Confederazione nazionale dell'artigianato Puglia con il sostegno del Governo e delle imprese turche. Finora sono stati investiti 15 milioni di euro da privati. Acquistati i primi re traghetti di tipo ro.ro.

Il_porto_di_brindisiUna nuova compagnia marittima con sede a Bari collegherà il porto di Brindisi alla Turchia. Si chiama <Italroro Srl> e le prime navi dovrebbero partire entro ottobre. La società nasce da un progetto avviato dalla Confederazione nazionale dell'artigianato Puglia con il sostegno del Governo e delle imprese turche. Finora sono stati investiti 15 milioni di euro da privati, tutti pugliesi. Sono stati acquistati i primi tre traghetti di tipo ro-ro, mentre le autorità turche hanno messo a disposizione il porto strategico di Canakkale. Con il prossimo ingresso nella società delle imprese turche si garantiranno circa 30mila transiti all'anno. Rimangono da appianare alcuni intoppi amministrativi riguardo le autorizzazioni di transito: allo scopo è stato convocato, ieri e oggi, un incontro tecnico tra i ministeri dei Trasporti italiano e turco.
Intanto, l'Italia si conferma il terzo partner commerciale della Turchia nei primi otto mesi di quest'anno con un interscambio in crescita del 23 per cento. Secondo i dati resi noti dall'ufficio Ice di Istanbul sulla base delle stime fornite dall'ufficio statistico turco, le esportazioni italiane verso il Paese sono cresciute, nel periodo in considerazione, di oltre il 16 per cento per un controvalore pari a 5.7 miliardi di euro. In forte aumento anche le importazioni dalla Turchia, che hanno superato i 4 miliardi di dollari con un'impennata del 33.3 per cento. La quota di mercato detenuta dall'Italia è pari al 6.4 per cento, alle spalle di Germania e Russia che si confermano anche quest'anno i principali partner commerciali della Turchia.
Nel frattempo, Il Fondo monetario internazionale ha reso noto che a metà della settimana prossima visiterà la Turchia. Il motivo del viaggio è il quinto punto della situazione sull'assetto economico del Paese, in relazione al prestito di 10 miliardi di dollari, operato dal Fmi a favore del Paese della Mezzaluna. In particolare la delegazione del Fondo, guidata dal responsabile per la Turchia, Lorenzo Giorgianni, si focalizzerà sulla pianificazione economica per il 2007, l'inflazione e il disavanzo delle partite correnti. Il Fondo monetario internazionale, lo scorso luglio, ha approvato la terza e la quarta tranche del prestito, dichiarandosi soddisfatto delle riforme operate dal governo per la sicurezza sociale.
Entro la fine del 2006 è prevista un'altra visita, alla quale seguiranno tre incontri nel 2007 e uno nel 2008. (Denaro.it)
13.10.2006

 

PER LE PMI
UNA NUOVA LINEA
DI CREDITO

Strategia_delle_Pmi_italiane

 

Grazia ad un accordo di <Simest> con Ceb gli investimenti nei Paesi balcanici e nella Turchia comporteranno un finanziamento di 150 milioni di euro.

Le Pmi italiane che investono nei paesi del Sud est europeo (Paesi balcanici e Turchia), hanno a disposizione una nuova linea di credito a condizioni più competitive di quelle del mercato locale. La <Simest> infatti, la finanziaria pubblico-privata che promuove lo sviluppo delle imprese italiane all'estero, ha firmato un accordo con la Ceb, la Banca del Consiglio d'Europa, che mette così a disposizione delle imprese italiane, che realizzano investimenti in questa area, (supportati da <Simest>), una linea di finanziamento a medio termine per 150 milioni di euro. Gli interventi, secondo quanto informa una nota, potranno essere erogati sia tramite il sistema bancario italiano che direttamente da <Simest>.
La linea di credito è destinata allo sviluppo di progetti di investimento delle Pmi italiane in queste aree di grande interesse per il nostro sistema produttivo, dove ci sono ancora importanti margini di crescita. <Simest>, dalla sua costituzione ad oggi, ha deliberato 358 progetti nell'area dei Balcani e in Turchia, che hanno generato investimenti complessivi per più di 7 miliardi di euro. Dal 2004, anno di operatività dei Fondi di Venture Capital, gestiti da <Simest>, le aziende che hanno usufruito dei Fondi relativi a queste aree sono state 64.
La Finanziaria ha anche accompagnato alcuni dei principali Istituti di Credito italiani nell'acquisizione di 8 banche locali, favorendo così la presenza del sistema bancario italiano che costituisce un supporto importante alle Pmi che decidono di investire in questi mercati. (Adnkronos)
13.10.2006

UNA OCCASIONE
PER L'ITALIA
DA NON PERDERE

Occasioni_per_investire_ad_Istanbul

La Municipalità dell'Area Metropolitana di Istanbul pronta a privatizzare alcune importanti società ad essa appartenenti. Il nostro Paese però si deve muovere subito.

La Municipalità dell'Area Metropolitana di Istanbul è pronta a privatizzare alcune importanti società ad essa appartenenti. Nello specifico, il sindaco Kadir Topbas ha messo "sul piatto" tre importanti aziende municipalizzate: - la <Igdas> (Società distributrice di oltre 4 miliardi di gas naturale all'anno); - la <Ido> (Società di trasporto marittimo che effettua soprattutto la movimentazione giornaliera dei passeggeri fra le due sponde del Bosforo); - la <Kiptas> (Società di costruzioni per l'edilizia principalmente popolare). Topbas ha evidenziato che è in valutazione non solo la vendita di queste tre società, ma anche la privatizzazione del trasporto pubblico (Iett)con la concessione a terzi delle tratte urbane e dell' <Iski> (Società che gestisce il settore acqua potabile, il sistema fognario ed il trattamento delle acque reflue). "...Noi vogliamo che al processo di privatizzazione partecipino le imprese straniere..." ha dichiarato il Sindaco sottolineando il fatto che sono ad oggi 21 le imprese controllate dalla Municipalità di Istanbul. La Municipalità ha anche confermato alla stampa locale che singoli advisors verranno scelti per ogni programma di privatizzazione.(Ice Istanbul)
13.10.2006

 

EXPORT RECORD

I dati del Sottosegretariato turco al Commercio Estero. Esportazioni per 62.5 miliardi di dollari fino al 6 ottobre scorso.

L'export turco vola. Il Sottosegretariato al Commercio Estero ha reso noti i dati sulle esportazioni fino al 6 ottobre scorso. Il risultato è un ricavo di 62.5 miliardi di dollari, contro i 54.2 nello stesso periodo dello scorso anno. Che tradotto in una percentuale significa un incremento del 15.4%. Una serie di risultati positivo che fanno ben sperare per il dato sull'export di fine anno. (Apcom)
13.10.2006

 

PARTITE CORRENTI

La "ricetta" turca per combatterne il deficit - identificata dal ministro Tuzmen e dal responsabile del desk turco della <Standard & Poor's> - sta in più export e più capitali.

Quasi in contemporanea, il ministro turco per il Commercio Estero Kursad Tuzmen e il responsabile del desk Turchia della <Standard & Poor's> Farouk Soussa hanno identificato la "ricetta" per contrastare il crescente sbilancio delle partite correnti della Bilancia dei Pagamenti turca. L'analista Soussa ha chiaramente evidenziato che la sostenibilità del deficit sarà possibile sino a quando la Turchia riuscirà ad attrarre in maniera consistente -come sta facendo ora, con 10 miliardi di dollari tra gennaio e agosto di Ide attratti e la previsione di raggiungere quota 12/13 mld entro fine anno- capitali ed investimenti diretti dall'estero. Soussa ha anche sottolineato l'importanza della stabilità politica e macro-economica del paese come primo fattore che contribuisce all'attrazione dei capitali dall'estero. Il Ministro Tuzmen ha posto in evidenza il fatto che la Turchia si deve dotare di una politica di promozione dell'export ancor più aggressiva allo scopo di fronteggiare su questo versante il deficit delle partite correnti della bilancia dei pagamenti. "Bisogna assolutamente incrementare le nostre esportazioni e garantire nuove facilitazioni agli esportatori nazionali", ha concluso Tuzmen. (Ice Istanbul)
13.10.2006


GLI SCONTI DELLA <THY>

 

La compagnia di bandiera turca rilancia, con un 25% in meno sul biglietto, le offerte fatte dagli altri vettori che volano sui cieli dell'Anatolia.

<Turkish Ailines> rilancia le offerte fatte dagli altri vettori che volano sui cieli della Turchia. La compagnia di bandierà, infatti, applicherà uno sconto del 25% sui biglietti a studenti fino a 25 anni, anxiani sopra i 65 anni di età e bambini fra i 3 e i 12 anni. L'offerta sarà valida almeno per tutto l'autunno e riguarderà sia i voli nazionali che internazionali. (Apcom)
13.10.2006

 

L'IMPRENDITRICE
CON 25
MILIONI DI $

Umit_Boyner_da_una_foto_di_IO_DONNA

 

Umit Boyner, turca, 43 anni, li ha avuti dalla <Tusiad> perché in dieci anni convinca l'Europa che il Paese della Mezzaluna non è quello dei proverbi.

"Come dirigo la marcia turca verso l'Europa". Questo il titolo di un interessante articolo scritto da Raffaele Oriani (corredato da foto di Stanton Winter) apparso sul settimanale <Io Donna>, magazine del <Corriere della Sera>. E' un ritratto di Umit Boyner, 43 anni, cinque figli, bella, bionda, elegante, che è alla testa di una delle più grandi holding della Turchia. Una donna alla quale la Tusiad (la Confindustria turca) ha messo in mano venticinque milioni di dollari e dieci anni di tempo per convincere l'Europa che il Paese della Mezzaluna nonè quello dei proverbi. Scrive Oriani: "Umit Boyner sembra la persona giusta per conciliare gli opposti: musulmana convinta, di lei hanno scritto che è più facile vederla con un foulard di Hermès piuttosto che sotto un velo islamico. E' una manager di successo, fattura 700 milioni di dollari all'anno...". Non è poco, aggiungiamo noi. Al giornalista che le chiedeva come investe il corposo budget che ha disposizione, la risposta è stata chiara: "Quest'anno abbiamo speso un milione e mezzo di euro, soprattutto in eventi e inviti a isitarci. Il clou comunque è la 'settimana turca' che dal 3 ottobre porta a Berlino, Parigi e Bruxelles imprenditori e artisti del nostro Paese". Peccato che tra queste mete non ci sia l'Italia.
___________________________
L'articolo è uscito sabato 30 settembre
13.10.2006

UNA GRANDE TOP MANAGER

Guler_Sabanci

Si tratta di Guler Sabanci che il <Financial Times> ha messo al nono posto tra le donne più potenti di Europa. Una holding che controlla 65 società e 45 mila dipendenti.

Guler Sabanci sempre più in alto. Il ceo della <Sabanci Holding> è finita al nono posto nella classifica delle donne manager più potenti d'Europa, stilata ogni anno dal <Financial Times>.
Il quotidiano britannico ha riservato particolari parole di elogio alla Sabanci, definendola non solo potente e innovatrice, ma anche estremamente umile. Sottolineando i progressi compiuti dalla holding di famiglia sotto la sua guida, il <Financial times> ha anche aggiunto che Guler Sabanci è la prima donna in Turchia ad avere guidato una azienda così grande.
Partita 28 anni fa con una ditta in provincia di Izmir che produceva solo pneumatici, oggi la <Sabanci Holding> controlla 65 società, conta 45 mila dipendenti e un bilancio consolidato nel 2005 che ammontava a 10.6 miliardi di dollari. (Apcom)
13.10.2006

 

ESENBOGA TIRATO A LUCIDO

Lo_scalo_Esemboga

Lo scalo aeroportuale ad est di Istanbul, dopo i lavori intrapresi, avrà una ricezione passeggeri di gran lunga a quella odierna.

Esenboga Airport's new domestic and international terminal is opened yesterday on Oct. 13 in a ceremony headed by Prime Minister Recep Tayyip Erdogan, reported the Anatolia news agency. The new terminal was constructed as a build-operate-transfer project by the Tepe-Akfen-Anatolia (Tav) partnership. The new facilities will enable Esenboga to handle 10 million passengers a year over the current 2 million. (Reporter.gr)
13.10.2006

 

IN AUMENTO I VEICOLI

 

Le registrazioni a luglio hanno visto un + 7.1 per cento. In testa Istanbul, seguita da Izmir e da Antalya. Prime sempre le <Renault>.

L'Istituto statistico turco (Tuik) ha reso noto che in luglio si è registrato un notevole incremento di registrazioni di autoveicoli che hanno fatto segnare un +7.1%.
La provincia dove questo dato è stato maggiormente apprezzato è quella di Istanbul, con un 23.8, seguita da Izmir con il 5.8% e Antalya con il 5.2% . le marche di autovetture che hanno riscosso maggior successo fra i turchi sono la <Renault> con il 16.8%, seguita dalla <Tofas-Fiat> con il 10.4%, <Ford> con il 9.9% e <Opel> con l'8.9% . (
Apcom)
13.10.2006

 

...MA ANCHE L'INFLAZIONE

Brutte notizie per la Turchia. L'indice dei prezzi al consumo ha subito un incremento dell'1.29% a settembre rispetto al mese precedente.

Brutte notizie per l'inflazione turca. L'istituto di statistica (Tuik) ha reso noto che nello scorso mese di settembre l'indice dei prezzi al consumo ha subito un incremento dell'1.29% rispetto al mese precedente e del 10.55% rispetto allo stesso periodo del 2005.
Nei primi nove mesi dell'anno i prezzi sono saliti del 6.65% per i consumatori e dell'11.54% per i produttori. L'inflazione in Turchia sta salendo in modo preoccupante da aprile. Riportarla sotto i livelli di norma rappresenta una delle chiavi per la stabilità economica del paese, come ha sottolineato più volte lo stesso Fondo Monetario Internazionale. (
Apcom)
13.10.2006

 

L'ACCIAIO GREZZO VA FORTE

 

Nei primi otto mesi di quest'anno c'è stato un incremento in Turchia dell'11% rispetto al 2005. 15 milioni di tonnellate prodotte fino a questo momento.

Aumenta la produzione dell'acciaio grezzo in Turchia. Secondo i dati resi noti dall'Associazione produttori di ferro e acciaio, è stato registrato un incremento dell'11% nei primi sei mesi del 2006 rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.
La quantità di acciaio grezzo totale prodotta fino a questo momento è di circa 15 milioni di tonnellate. Il dato si fa particolarmente interessante nel mese di luglio, quando l'incremento rispetto all'anno precedente ha toccato la punta di 64.4%. In questo momento la Turchia è l'11mo produttore di acciaio su scala mondiale.
"Il nostro settore - ha fatto sapere l'Associazione produttori di ferro e acciaio - non si aspetta alcun tipo di intervento da parte del Governo. La nostra unica richiesta è che ci vengano applicati gli standard europei, soprattutto per quanto riguarda il consumo energetico che dovrebbe essere calcolato in base alla reale grandezza della società e che per noi oggi risulta una delle voci di spesa più importanti". (
Apcom)
13.10.2006

 

IN AUMENTO I DEPOSITI DI VALUTA STRANIERA

 

4.5 miliardi di dollari in più nei conti correnti privati turchi. I risparmiatori infatti temono una crisi economica nel 2007.

Aumentano i depositi di valuta straniera nei conti correnti privati turchi. I mesi di maggio e giugno, contrassegnati da una forte instabilità dei mercati, hanno convinto molti risparmiatori ad acquistare valuta straniera e depositarla in vista di una ipotetica crisi economica nel 2007.
Un nuovo tipo di investimento, nato dallo spavento seguito all'ultimo periodo di incertezza finanziaria, che è lievitato in maniera esponenziale, aumentando di 4.5 miliardi di dollari in appena tre mesi e mezzo. Stando ai dati resi noti dalla Banca Centrale turca alla fine di maggio il totale dei depositi in valuta straniera era valutato in 57 miliardi e 303 milioni di dollari. (
Apcom)
13.10.2006

 

CRESCE IL MERCATO PUBBLICITARIO

In Turchia vale 1.1 miliardi di euro nel 2005 mentre nel corrente anno si è già assistito ad una crescita di oltre il 21% nei primi nove mesi.

La Sezione turca della <International Advertising Association> (Iaa), ha comunicato nel suo report annuale che il mercato pubblicitario turco è in continua espansione, soprattutto grazie al favorevole andamento dell'economia locale. La crescita del Pil e il forte flusso di investimenti dall'estero consentono, soprattutto alle imprese estere, di accrescere la presenza sul mercato locale e diffondere sempre più i propri prodotti fra la popolazione. Il mercato pubblicitario turco valeva circa 1.1 miliardi di euro nel 2005, mentre nel corrente anno si è già assistito a una crescita di oltre il 21% nei primi nove mesi dell'anno in corso e il totale dovrebbe raggiungere quota 1.4 miliardi di euro a fine anno. Per il 2007 ci si attende un'ulteriore crescita degli investimenti, che dovrebbero raggiungere la cifra di oltre 1.7 miliardi di euro (+21% '07/'06). I settori particolarmente promossi risultano essere: -bancario e finanziario; -telecomunicazioni; -immobiliare ; -trasporti aerei ; -beni di consumo (oltre 8.400 nuovi prodotti immessi sul mercato negli ultimi 4 anni). (Ice Istanbul)
13.10.2006

 

IMPIANTO DI <ROHM AND HAAS> A GEBZE

Lettera di intenti firmata con il gruppo <Polisan>. Struttura da 40 mila tonnellate.

<Rohm and Haas> ha firmato una lettera d'intenti con il gruppo <Polisan> per avviare a Gebze, in Turchia, un nuovo impianto da 40mila tonnellate annue destinato alla produzione di modificanti all'impatto acrilici e coadiuvanti di trasformazione per la locale industria delle materie plastiche.
Il progetto consentirà al gruppo statunitense di soddisfare la crescente domanda di additivi proveniente dall'industria trasformatrice turca e dei paesi limitrofi. "Con il nuovo impianto potremo fornire nuovi prodotti più efficienti sotto il profilo delle prestazioni e dei costi", ha dichiarato Patrice Barthelmes, vice president & Global Business Director della divisione Plastics Additives.
Con <Polisan> è già attiva una partnership per la produzione di emulsioni destinate al settore delle vernici. (Polimerica)
13.10.2006

 

STABILIMENTO <CORNAGLIA> IN TURCHIA

 

Joint venture del gruppo torinesi con partner turchi per la produzione di sistemi di aspirazione per veicoli commerciali.

Apre un nuovo stabilimento in Turchia e punta a raddoppiare nel giro di tre anni il fatturato della nuova unità produttiva acquistata nell'entroterra di Sestri Levante. Si tratta del gruppo <Cornaglia> di Torino che punta a joint venture con partner turchi per la produzione di sistemi di aspirazione destinati a 300 mila veicoli commerciali chela <Fiat> produrrà nel paese anatolico.
13.10.2006

AMBIENTE

DOPO 18 ANNI
RIMOSSI I RIFIUTI
DEL MAR NERO

I_rifiuti_tossici_del_Mar_Nero

Il disastro ecologico, dovuto alla trascuratezza di compagnie italiane, risale infatti all'agosto del 1988 quando furono gettati in mare centinaia e centinaia di bidoni tossici. Quello che è stato fatto in questi anni per superare le pastoie burocratiche. L'aiuto della Tcmb (Turkish Cement Manufacturers' Association).

An environmental disaster created by toxic waste barrels that washed ashore 18 years ago in the Black Sea region of Turkey has finally been stopped. The poisonous barrels will be sent abroad with the help of the Turkish Cement Manufacturers' Association (Tcmb).
The toxic barrels, left by Italian companies in the Black Sea in 1988, created an environmental disaster in the region that lasted for 18 years. One hundred thirty-four of the barrels were being kept at a depot in Sinop, and another 238 waited in Samsun to be sent back to the place they belong.
Tcmb President Adnan Ignebalikci said they wanted to solve the environmental problems in the Black Sea by the 50th anniversary of their founding, and added they had allocated 400,000 euros for this purpose.
The barrels will be sent abroad with the help of the Tcmb. The barrels will be transported with specially equipped trucks after completing the necessary negotiations with the Environmental Ministry, after which they will be sent to a European country to be eliminated at a disposal facility.
This development was well received in the region. Hale Oguz, an environmentalist from Sinop, noted they were happy about the development and Greenpeace official Tuna Turkmen emphasized that there was need for an extensive environmental clean-up in the region after the barrels were sent.
In August 1988, 3,372 toxic barrels were left in the Black Sea, constituting one of the first environmental disasters Turkey faced. The barrels were stored in Sinop and Samsun pending investigation, which revealed that the barrels belonged to Italy.
Negotiations with the country regarding the barrels issue were fruitless. Though the Italians made a final offer for Turkey's disposing of the barrels, the Turkish Environment Ministry, however, objected to this as Basel II norms restrict the trade of hazardous wastes.
The Turkish ministry insisted that Italy should take the barrels back. The timing of the Tcmb's offer came to the pleasure of many because the Tcmb took action to send the barrels abroad for disposal on its 50th anniversary.
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Adnan Ignebekcili, Tcmb, said that he had talks with officials from the Environment and Forest Ministry, adding: "The Black Sea has become a dumping ground. Toxic barrels coming from abroad were a threat to people living in the region. It was necessary to get rid of the waste matter as it was a huge threat to underground water sources. Officials from the association worked out how much it would cost to send the effluent back abroad. The association will receive 400,000 euros. This association is not only serving as a professional institution, it intends its projects to bring up the issue of environment. And in the end, the Tcmb decided to resolve the long-running problem of toxic barrels for good."
As hopes for the removal of toxic waste from the Black Sea rose, the people in the region, along with civil society institutions, were delighted to reap the fruits of their efforts and send the waste back abroad.
As trucks start moving to facilities to remove the waste, Black Sea coasts will for the first time in 18 years be relieved of the trouble. But, the toxic barrels will leave a mark behind that will be very difficult to erase.
Oguz said that the waste has poisoned many people, some of whom are facing an increased risk of developing cancer, and emphasized the need to send the toxic barrels back to Italy to display Turkey's resolution that it was not a dumping ground.
"Since the waste matter stored in Sinop and Samsun was liquid, it was either evaporating or seeping into the soil. Talks at the government level yielded nothing, which is why this success cannot be attributed to Turkey. It would be a success if the waste waswaste was returned to the country from where it came. Success by returning the waste substance to Italy would have set an example, and prevented similar incidents from occurring. All in all, this is a step towards a brighter future in the region," said Oguz.
Toxic Barrels will be Destroyed in Europe
There is a joint operation between the Environmental Ministry and the Tcmb that aims for a future major environmental project.
The project will attempt to return the toxic barrels from Turkey back to their original places using a particular process.
Officials from the Environment and Forest Ministry prioritized the bureaucratic as well as overseas affairs in this regard, and they are seeking to make a contract with officials of a licensed disposal facility abroad.
Specially-equipped teams will begin loading the toxic barrels onto trucks. (Anadolu News Agency/Zaman)
13.10.2006

NUOVO SISTEMA DI MONITORAGGIO DEL SUOLO

 

Che cosa è il programma "Terrafirma" dell'Esa nato in seguito ai disastri provocati dal terremoto del 1999 ad Izmit in Turchia.

Ogni anno eventi sismici, frane o smottamenti producono in Europa danni per miliardi di euro, colpendo soprattutto strade, viadotti e altre infrastrutture, ma mettendo a rischio più spesso di quanto non si pensi anche la stabilità di singoli edifici.
Per 15 anni il sistema satellitare di monitoraggio del territorio <Synthetic Aperture Radar Interferometry> (InSar) è stato in grado di fornire, per aree specifiche, informazioni sulle deformazioni del suolo con una precisione nell'ordine dei centimetri. A esso negli ultimi cinque anni si è affiancato il sistema <Persistent Scatterer Interferometry> (Psi) che permette di tenere sotto controllo ampie aree per rilevare e monitorare con maggiore accuratezza quelle più sensibili.
Sfruttando proprio il sistema Psi ora il programma di "Terrafirma" dell'Esa fornisce un sistema di informazioni sui rischi legati ai movimenti del terreno in relazione a fenomeni di subsidenza, sollevamento del suolo, smottamenti e frane, attività sismica.
Il progetto è nato anche in seguito ai disastri provocati dal terremoto del 1999 ad Izmit, in Turchia, in cui furono coinvolti diversi edifici che erano stati costruiti su un terreno non sufficientemente stabile, stimolando nuovi studi per la definizione del rischio sismico in aree urbane. Attualmente sono sotto attenta osservazione le aree di Istanbul e di Lisbona, ma i responsabili di "Terrafirma" ritengono che i dati da loro forniti dovrebbero essere utilizzati da tutti i responsabili del territorio europei, soprattutto nella programmazione di nuovi insediamenti.
Anche l'Italia è coinvolta nel progetto, soprattutto per quanto riguarda un altro tipo di fragilità ambientale, quello relativo a frane e smottamenti. Nella sua fase di avvio "Terrafirma" ha monitorato la cittadina di Cutigliano, nell'Appennino toscano, mappando oltre 200 punti sensibili e tracciando, anche con l'aiuto di carte geo-morfologiche e ulteriori riprese aeree, una accurata analisi dei rischi del territorio. (Le Scienze)
13.10.2006

TURISMO

UN HOTEL EXTRA-LUSSO
VICINO
AL DOLMABAHCE

Alwaleed_Bin_Talal

Alwaleed Bin Talal, nipote del Re saudita Abdullah, determinato ad investire in Turchia in particolare nel settore alberghiero.

Il suo nome è Alwaleed Bin Talad e a chi non lo conosce dice poco. Ma questo giovane principe, oltre ad essere il nipote del Re saudita Abdullah, è anche uno degli uomini più ricchi del pianeta.
E adesso è anche uno dei più determinati ad investire in Turchia. La sua fortuna è calcolata intorno ai 20 miliardi di dollari. Bin Talal è già partner del prestigiosissimo Hotel Four season di Istanbul che sorge nel quartiere di Sultanahmet a due passi dalla basilica di santa Sofia. Ma sembra non bastare. E così dopo la fine del Ramadam, Bin Talal arriverà ad Istanbul.
Sembra che questa voglia di investimento sia fortemente sostenuta dall'illustre (e miliardario) zio al quale non sono certo sfuggite le possibilità di investimento che offre il Paese della Mezzaluna. i primi due progetti su cui il principe si concentrerà sono lo studio per un hotel categoria extra-lusso vicino al palazzo di Dolmabahçe sul Bosforo e il progetto per aprire un Four Season a Bodrum. (
Apcom)
13.10.2006

 

METE LONTANE...
E VICINE:
L'INCANTEVOLE BELEK

Campo_di_buche_a_Belek

 

Incantevole regione turistica racchiusa tra le catene del Tauro e il Mediterraneo dove giocare golf è ormai una regola. Due tra i club più esclusivi.

Belek, incantevole regione turistica racchiusa tra il bianco delle cime del Tauro e il blu del Mar Mediterraneo. L'area è stata sviluppata in prospettiva di un turismo durevole e sostenibile, tutte le strutture ricettive e ricreative sono state quindi progettate nel rispetto dell'ambiente naturale e delle popolazioni locali.
Le attrazioni naturali sono molto variegate: dal paesaggio selvaggio e affascinante del Parco Nazionale del Koprulu Canyon alle spiagge di sabbia fine, dove le tartarughe Caretta Caretta si rifugiano per deporre le uova.
Una_immagine_di_AspedosPergePoco distanti da Belek, Aspendos e Perge con i loro siti greco-romani ben preservati fanno riscoprire ai visitatori le tracce delle antiche civiltà che nei secoli hanno popolato la regione.
Il golf
Negli ultimi dieci anni Belek ha fatto del golf la sua attrazione principale.
Nell'area sono sorti 5 prestigiosi golf club, tra i quali emergono l'Antalya Golf Club ed il National Golf Club, che offrono un'ampia scelta di campi per i golfisti più abili e per quelli meno sperti.
I percorsi, tutti progettati da importanti architetti, si snodano attraverso la foresta di pini ed eucaliptus e i laghetti naturali, seguendo l'armoniosa varietà del paesaggio.
Il National Golf Club, gestito da un management internazionale, vanta anche Park Cafe, Clubhouse e numerose facilities per gli accompagnatori dei giocatori. Sono disponibili lezioni individuali e collettive, nonché pacchetti. Il campo (par 72, 6232 metri) è strutturato in diverse aree adatte alla differente preparazione dei golfisti: dal campo pratica per principianti, all'Executive course a 9 buche, fino al Championship course a 18 buche.
Le buche
01, par 5, mt 531 02, par 3 , mt 141
03, par 4, mt 376 04, par 5, mt 512
05, par 3, mt 150 06, par 4, mt 326
07, par 4, mt 392 08, par 4, mt 353
09, par 4, mt 382 (out, par 36, mt 3163)
10, par 4, mt 335 11, par 3, mt 148
12, par 5, mt 452 13, par 4, mt 373
14, par 4, mt 423 15, par 5, mt 476
16, par 3, mt 166 17, par 4, mt 359
18, par 4, mt 337 (in, par 36, mt 3069)
Dove dormire
Le strutture ricettive sono di altissimo livello, nella regione si concentrano trentadue hotel e villaggi a 4 o 5 stelle dotati dei migliori comfort: lussuosi centri benessere, piscine al coperto ed allo scoperto e attrezzature sportive di ogni genere.
Un efficientissimo servizio di navette collega gli hotel ai campi da golf e al centro di Belek, dove, tra una partita e l'altra, ci si può abbandonare al turbinio di aromi e colori del mercato: la vera essenza della Turchia.
Centro Turismo di Belek. (Elisa Raco/1Golf.it)
13.10.2006

CULTURA

PAMUK PREMIO NOBEL

Lo_scrittore_Orhan_Pamuk

Allo scrittore turco - famoso per i suoi romanzi come "Il mio nome è rosso", "Istanbul", "Neve", Il Castello bianco", "La casa del silenzio" e "Il libro nero"" - il massimo riconoscimento per la letteratura da parte dell'Accademia svedese. Un assegno ci circa un milione di euro, una medaglia d'oro e un diploma.

Un_romanzo_di_PamukLo scrittore turco Orhan Pamuk ha vinto il Nobel per la letteratura. "Nella ricerca dell'anima malinconica della sua città natia" ha scritto l'Accademia di Svezia nella motivazione, "Pamuk ha scoperto nuovi simboli per definire gli scontri e i legami tra le culture". Nato nel 1952 in una famiglia borghese benestante di alterne fortune - il padre fu il primo dirigente della sezione turca dell<'Ibm> - viene educato al liceo americano "Robert College" di Istanbul. Sotto pressioni della famiglia, si iscrive alla facoltà di architettura del Politecnico di Istanbul, per poi abbandonarla dopo tre anni per dedicarsi alla letteratura. Si laurea in giornalismo dell'Università di Istanbul nel 1977. Nel 1982 sposa Aylin Turegen, dalla quale divorzierà nel 2001 dopo la nascita dell'unica figlia, Ruya. E' "studioso ospite" alla Columbia University in New York dal 1985 al 1988. Dopo la breve parentesi americana, torna definitivamente a Istanbul, dove rifiuta il titolo di "artista di Stato", del Governo turco. Venne incriminato nel 2005 per alcune dichiarazioni fatte a una rivista svizzera sul genocidio degli armeni, ma le accuse furono ritirate il 22 gennaio 2006 perché in base al nuovo codice penale il fatto non costituisce reato sotto il nuovo codice penale. Nonostante il grande successo riscosso in patria, una significativa parte dell'opinione pubblica turca si e' schierata contro Pamuk: un sottoprefetto di Isparta ha ordinato la distruzione dei suoi romanzi nelle librerie e biblioteche mentre una tv locale ha proposto di ritrovare una studentessa che aveva ammesso di possederne uno.(Agi)
13.10.2006 -

SULLA TURCHIA E L'EUROPA

Rosselli

L'ultima fatica di Alberto Rosselli sul dibattito relativo all'ingresso del Paese della Mezzaluna nell'UE, sui rapporti conflittuali tra Ankara e Bruxelles, sulle battute di arresto che frenano il cammino degli eredi di Ataturk verso l'integrazione con il vecchio continente. Edizioni Solfanelli (www.edizionisolfanelli,it)

Il Gruppo editoriale <Tabula Fati> ci ha fatto pervenire una novità di Alberto Rosselli dal titolo "Sulla Turchia e l'Europa" con presentazione di marco Cimmino. Non costa molto: 10 euro, vale a dire cappuccino, cornetto e pacchetto di sigarette. Per un giorno se ne potrebbe fare a meno e avventurarsi invece nella lettura di questo testo - nemmeno tanto lungo (160 pagine) per capire qualche cosa di più sul Paese della Mezzaluna che vuole entrare a tutti i costi nell'UE, sui rapporti conflittuali di Ankara con Bruxelles, sulle battute di arresto che frenano il cammino degli eredi di Ataturk verso l'integrazione.
In questo breve saggio - come si legge nell'introduzione al libro - si ripercorre in sintesi la storia dell'Impero ottomano e della Turchia. Ma non solo. Vengono riportate le opinioni e riflessioni (spesso radicalmente contrastanti) di studiosi e giornalisti esperti di questioni politiche, geo-politiche nonché economico-religiose circa il delicato tema dei rapporti tra Turchia ed Europa.
Alberto Rosselli, genovese, giornalista, collaboratore di diverse testate, ha al suo attivo saggi come "Quèbec 1759. Il conflitto anglo-americano in Nord America 1756-1763". "Il tramonto della mezzaluna. L'Impero ottomano nella prima guerra mondiale", "la resistenza antisovietica e anticomunista in Europa orientale 1944-1956", "l'ultima colonia: La guerra coloniale in Africa orientale tedesca 1914-1918".
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Alberto Rosselli: "Sulla Turchia e l'Europa"
Edizioni Solfanelli
Collana: Il calamo e la Ferula
pag. 160
prezzo 10 euro
13.10.2006

 

LA RIVINCITA SCIENTIFICA

Solimano_il_Magnifico

Quando il mondo islamico venne conquistato dal boom degli orologi. Il Re di Francia ne inviò uno a Solimano il Magnifico. Era stato costruito a Lione ed era formato da una fontana che nel giro di dodici ore aspirava tutta l'acqua immessa nel circuito. La storia delle bande musicali e dei Maestri che migrarono in Turchia.

L'Occidente si prende la rivincita nel campo scientifico. Nei secoli precedenti ed in particolare in quelli bui dell'Europa il sapere arabo aveva trasmesso molto nel campo matematico, come nozioni e teoremi, tutti derivanti dal pensiero greco antico. Quindi si può affermare che l'arabismo ha funzionato solo da vettore nel mondo matematico-fisico e non da creatore. La grande creazione scientifica è essenzialmente opera del mondo cristiano ed in particolare la vera rivoluzione tecnologica ha una sede esclusiva, a cavallo di due secoli (1800-1900): l'Europa. Al giorno d'oggi, gli scienziati di alcuni Paesi asiatici offrono importanti contributi al movimento scientifico mondiale, ma fuori della loro patria. Tra gli strumenti più caratteristici ci piace citare l'orologio, ideato proprio per misurare il tempo. Gli antichi Greci usavano due strumenti per misurare il tempo: la meridiana e l'orologio ad acqua. La prima, secondo Erodoto, era stata inventata dai Babilonesi, l'orologio ad acqua dagli Egizi e la meridiana funzionava solo di giorno, mentre l'orologio ad acqua anche di notte. Ma l'orologio meccanico fu prodotto in Europa nel XIV secolo. Il Re di Francia inviò nel 1547 a Solimano il Magnifico un grande orologio costruito a Lione nel quale c'era una fontana che nel giro di dodici ore aspirava tutta l'acqua immessa nel circuito. Nei secoli successivi la tecnica si perfezionò in modo tale da costruire orologi individuali e pubblici di grande precisione.
L'influsso occidentale - Il mondo islamico venne conquistato dal boom degli orologi. L'influenza occidentale ha modificato anche la misura, la percezione e l'uso dello spazio. Tale aspetti vennero influenzati dall'introduzione di due strumenti: gli occhiali da vista ed i cannocchiali. Il modo occidentale di percepire e misurare il tempo e lo spazio ebbe un effetto anche sull'arte e sulla musica. La tecnica della prospettiva rendeva possibile un grado di realismo e di precisione irraggiungibile con l'arte stilizzata e formale della Ka'ba a La Mecca. Tra la fine del XVIII ed i primi del XIX secolo l'influsso occidentale diviene più chiaro tanto nella costruzione degli edifici che nella decorazione degli interni. Come la percezione e la misura del tempo influirono sulle arti visive, così la percezione e la misura del tempo influirono sulla musica. Permane ancora oggi il rifiuto delle armonie occidentali. Una caratteristica peculiare della musica occidentale è la polifonia attraverso l'armonia ed il contrappunto. La più semplice forma è il coro in cui l'armonia deriva dalle confluenze vocali diverse in una sequenza prestabilita. Poi viene lo strumento a tastiera e per ultimo il complesso strumentale, dal duo, al trio fino alla grande orchestra. La polifonia richiede una sincronizzazione perfetta. Essa è sconosciuta nella mentalità araba! Tempo, spazio ed armonia sono concetti che in Medio Oriente sono subìti e male accettati. Lo dimostra l'abitudine a non rispettare l'orario e a non vivere l'armonia della musica occidentale, fatte poche eccezioni. Le nenie, di derivazione beduina, altro non sono che disfonie che volevano vincere lo spaventoso vuoto del deserto.
Giuseppe Donizetti - Nel mondo musicale se c'è stato un progresso tra gli Arabi è l'introduzione delle trombe nelle fanfare militari. Maestri di bande militari e civili dell'Europa migrarono in Turchia per istruire i complessi militari tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo. È significativo segnalare che nella seconda metà del XVIII secolo l'ambasciatore del Regno Sardo a Istanbul ricevette la richiesta dal Governo turco di procurargli un maestro di banda per istruire la nuova banda militare. Dopo pochi mesi giunse a ricoprire l'importante incarico Giuseppe Doninzetti, fratello del compositore Gaetano. Il maestro formò la banda militare dall'altisonante nome Masiki-i-humayun-i-Osmani. Il cambiamento culturale del mondo islamico verso l'occidentalizzazione partì, anche per la musica, dall'ambiente militare. Il maestro ebbe l'onore di essere nominato ufficiale dell'esercito turco ed ebbe una rapida promozione a generale (Miraly) e alla fine il Sultano lo proclamò Pascià. Questo fu un episodio isolato nel marasma delle differenze culturali del mondo islamico, che rimaneva però unito nell'ostacolare la modernizzazione in ogni campo, fedele al precetto coranico di "lottare contro gli infedeli". A questo proposito ci piace citare alcuni passi coranici nei quali esiste l'indicazione della lotta: "Preparate contro di loro forze e cavalli quanto potete per terrorizzare il nemico di Dio e vostro e altri ancora che voi non conoscete" (VII-60).
La traduzione de "Il Principe" - Inoltre ugualmente nel Corano si legge: "Combatteteli dunque e Iddio li castigherà per mano vostra e li coprirà di obbrobrio e vi assisterà a trionfo contro di loro e guarirà il petto dei credenti" (IX-14). Anche per la musica, come per altre specialità culturali si è trattato di tentativi sporadici. Ad esempio la musica colta occidentale è penetrata in Giappone, Cina e India, ma non in medio oriente, laddove la tradizione araba ha portato l'obbrobrio dei Talebani e dei Terroristi "sine materia". L'occidentalizzazione proseguì nelle arti e per oggetti di uso pratico, come monete e francobolli e gli abiti maschili. Per quelli femminili riserve permangono ancora oggi. Il veicolo più importante di influsso culturale è la parola. La lingua e la traduzione hanno stentato a penetrare in un mondo chiuso all'esterno e pervaso da una analfabetizzazione globale, che ancora oggi è il principale ostacolo ad una diffusione culturale. L'Islam medioevale era una società con una visione storica e produsse una letteratura ristretta a carattere più tribale che nazionale. Solo nel XIX secolo si ebbe un incremento delle traduzioni dalla lingue europee in turco, in Turchia ed Egitto; in arabo, in Egitto e Siria; in persiano, in Persia ed India. Una traduzione de "Il Principe" di Machiavelli in arabo fu ultimata nel 1825, ad opera di un prete cristiano per ordine del Pascià. Lo sviluppo della stampa ebbe in Iran un notevole incremento fin dal XII secolo, utilizzando matrici di legno. Nel 1594 a Istanbul venne stampato un Pentateuco ebraico-persiano in caratteri ebraici, destinato alla comunità israelita ivi residente. Le prime stamperie in Persia furono aperte prima dai frati carmelitani e poi dagli armeni.
Le minoranze non mussulmane ebbero un ruolo importante nell'adozione e diffusione della stampa nel mondo arabo. Alcune parole latine trasmigrarono nel linguaggio turco, come Senato e Senatòr, retaggio dell'influenza della Repubblica veneta. Nel corso dei XIX secolo vi fu un incremento delle traduzioni, specie dal francese, grazie all'influsso economico-culturale svolto dalla Francia in Libano e Siria. In altre aree geografiche fu l'inglese a prevalere e questa influenza si è consolidata ai nostri tempi. L'influsso della pittura ed architettura europea (non della scultura che era ed è esclusa per false motivazioni coraniche), la decorazione degli interni e anche la pittura furono accettate e divennero dominanti nell'VIII secolo. La musica fu accettata solo per la marce militari. È inspiegabile questo contrasto tra l'accettazione delle arti visive ed il rifiuto globale dell'armonia melodico-musicale. Il mondo islamico è divenuto, nei secoli che ci hanno preceduto, povero, debole ed ignorante. Di fronte all'esplosione tecnologica esso ha assorbito l'informatica e 1e tecnologie militari, per lo più per fini legati al terrorismo. In ciò è stato assecondato dall'influenza sovietica, prima, e da quella russo-cinese di oggi. Culturalmente il medio oriente è sulla china di un declino che sembra inarrestabile, mentre l'occidente prosegue nel suo cammino in ascesa. L'Islam come religione politica e razziale è la palla al piede che sembra inarrestabile di ogni velleità medio-orientale, anche perché è molto poco umana. Ci sentiamo di concordare con quanto scriveva Alexis de Tocqueville: "Ho studiato il Corano a fondo ed ho lasciato quello studio con la convinzione che ci siano poche religioni al mondo così mortali per l'uomo come quella di Maometto. Per quello che vedo, le sue tendenze politiche sono da temere. Io le considero come una forma di decadenza piuttosto che un progresso in rapporto con il paganesimo".
Superiorità culturale - I pochi modernisti dell'area islamica timidamente avvertono l'incongruenza di posizioni antiprogressiste. Essi imputano al fanatismo, o meglio alle autorità religiose, l'enorme responsabilità antistorica di soffocare il progresso tecnico-scientifico e la ragionevolezza culturale. La libertà, interpretata nel senso dell'indipendenza, ha rafforzato le tendenze isolazionistiche ed antistoriche ed ha promosso ovunque oligarchie politiche deleterie per le masse. Una spirale di odio e rancore tarpa le ali anche a quelle minoranze che cercano di ragionare in termini razionali. Il cosiddetto partito di Allah ha partorito gli Hezbollah ed i Talebani che hanno riproposto solo dolori e morte, oppressione delle donne e dei più deboli in nome di un odio antisemita e anti-occidentale. Le moschee sono rimaste quelle che erano all'origine: non luoghi di preghiera ma scuole di odio. Lì si forgiano i nuovi terroristi in nome di un Dio che è implacabile contro i suoi nemici, cioè contro tutti coloro che non sono mussulmani. "Se i popoli del Medio Oriente continueranno sulla strada attuale (come scrive Bernard Lewis nel suo "Il suicidio dell'Islam"), l'attentatore suicida potrebbe diventare una metafora del suo destino e non ci sarebbe via d'uscita nella spirale discendente di odio e rancore, rabbia e autocommiserazione, povertà e oppressione. L'Europa viene così rivalutata nella sua superiorità culturale e non saranno certo i petroldollari che guariranno la grave malattia che mina le coscienze medio-orientali". (Adriano Monti/L'Opinione.it)
13.10.2006

 

D'ARONCO ARCHITETTO

D_Aronco_Catalogo_mostra

Successo oltre le previsione della mostra dedicata all'artista di Gemona. Promossa dall'Istituto Italiano di Cultura di Istanbul, dalla Regione Autonoma del Friuli-Venezia Giulia e dalla Fondazione <Suna e Inan Kiraç>, sotto il patrocinio del Consolato generale d'Italia, è stata curata dalla prof.ssa Diana Barillari.

D_Aronco_Casa_BotterD_Aronco_Fontana_Laleli_a_GalataDomenica 17 settembre è stata inaugurata con grande successo ad Istanbul la mostra "D'Aronco architetto ottomano: progetti per Istanbul 1893-1909". Curata dalla professoressa Diana Barillari, della Facoltà di Ingegneria di Trieste ed autrice di volumi sull'argomento, tra cui l'importante opera scritta con il prof. Ezio Godoli, "Istanbul 1900", la mostra è stata promossa dall'Istituto Italiano di Cultura di Istanbul, dalla Regione Autonoma Friuli - Venezia Giulia e dalla Fondazione <Suna e İnan Kıraç>, sotto il patrocinio del Consolato Generale d'Italia a Istanbul. In precedenza la stessa mostra era già stata esposta con grande successo a Udine, presso la Chiesa di San Francesco, nell'ambito del progetto culturale "I Turchi in Europa".
L'esposizione di Istanbul comprende parecchi disegni ed acquarelli originali appartenenti alla collezione di archivi di architettura della Galleria d'Arte Moderna di Udine ed include anche alcuni preziosi volumi 'a tema' appartenuti allo stesso D'Aronco ed oggi custoditi presso la Biblioteca Civica di Udine.
Con questa mostra si è inaugurato inoltre un percorso culturale dedicato alla città di Istanbul ed allo sviluppo del suo tessuto urbano, in cui hanno operato molti architetti italiani che meritano ancora di trovare una giusta collocazione nel contesto storiografico internazionale. Non a caso, il luogo scelto per la mostra è l'Istituto di Ricerche di Istanbul (İstanbul Araştırmaları Enstitüsü), emanazione del Pera Museum, di proprietà della Fondazione Suna e İnan Kıraç, situato nel cuore di Beyoğlu. Il prestigioso edificio, restaurato di recente proprio per ospitare la fondazione, che si trova sulla stessa strada e ad un centinaio di metri dal menzionato museo, è stato realizzato nei primissimi anni del '900 da un altro architetto italiano, Guglielmo Semprini, attivo nella capitale ottomana al servizio di ricche famiglie levantine.
D_Aronco_Villa_TarabyaPèera_di_D%27Aronco_ad_IstanbulIl Centro ricerche - L'Istituto di Ricerche di Istanbul è stato creato al fine di integrare l'attività del museo con un centro di documentazione e ricerche specializzato in aree tematiche di studio, comprendente raccolte di libri divisi in almeno tre gruppi principali: una sezione interamente dedicata ad Atatürk ed alla Turchia contemporanea, una dedicata al periodo ottomano ed un'altra infine che raccoglie i testi legati alla cultura e all'arte bizantina.
La sede prestigiosa e la scelta di affidare proprio alla mostra su D'Aronco la nascita di questo nuovo importante centro di ricerca è significativa della qualità e del valore delle collezioni di proprietà del Comune di Udine, peraltro ben note agli studiosi turchi.
Ma quale ruolo ebbe Raimondo D'Aronco nel contesto internazionale e cosmopolita che si viveva a cavallo dei due secoli?
Il giovane architetto friulano fu inizialmente chiamato a lavorare per il Sultano ottomano e riuscì in breve tempo a farsi un nome nel campo dell'architettura, tanto da ricevere diverse committenze da persone importanti di corte e della società istanbuliota dell'epoca, soprattutto con la costruzione di importanti edifici pubblici in città e di residenze private lungo il Bosforo. Merito di tale successo fu determinato dalle sue capacità di integrare nella progettazione la nuova architettura che si andava diffondendo a livello europeo, l'Art Nouveau, in cui gli Ottomani vedevano un'ottima opportunità per mostrarsi agli occhi delle potenze occidentali, con la libertà d'azione che una differente cultura architettonica - quella islamica - gli offriva.
In questo senso fu capace di concepire progetti in cui il gusto per il Liberty ed il floreale, per il vetro ed il ferro, si univano con la tradizione costruttiva turca del legno e della pietra, dando vita a veri capolavori dell'architettura fin de siècle.
D'Aronco visse e lavorò ad Istanbul dal 1893 al 1909 ma in Italia è ricordato quasi esclusivamente per il padiglione che realizzò a Torino per l'esposizione universale del 1902. A giusto titolo, però, il suo nome compare tra quei protagonisti della storia dell'architettura turca moderna.
Le tre sezioni - L'esposizione illustra precisamente quella testimonianza, i progetti e le realizzazioni risalenti all'attività svolta durante la permanenza nella cosmopolita capitale dell'Impero ottomano ed in questo osservatorio privilegiato, fatto di contaminazioni e mescolanze di genti, etnie, culture ed idee, D'Aronco partecipò in prima linea, arricchendolo di influssi tratti dall'arte islamico -ottomana e dalla cultura mittel-europea. Le sue proposte progettuali non si limitano agli aspetti decorativi, ma coinvolgono l'organismo spaziale, in una ricerca che tende complessivamente verso l'ambizioso traguardo di modernizzazione della cultura abitativa turca, sorretta dalla conoscenza delle tradizioni e delle tecniche dell'architettura ottomana, come attestano i numerosi volumi di arte e architettura islamica e orientale presenti nella sua biblioteca.
La mostra si articola in tre sezioni: i restauri ed i progetti (comprendenti 23 pannelli e 24 disegni originali) e i libri. I disegni di D'Aronco possono essere considerati come opere di pittura, in particolare le splendide prospettive acquerellate, che mostrano una grande sensibilità, soprattutto nel raffigurare il clima e la luce di Istanbul, con gli azzurri dei cieli o i blu del Bosforo. La galleria dei dipinti è accompagnata da pannelli che riproducono altri disegni, foto d'archivio ed attuali, accompagnati da una sintetica nota esplicativa che serve da didascalia.
Nel periodo di apertura della mostra, si ricorda che si svolgeranno una serie di conferenze, volte ad approfondire il tema dell'esposizione e più in generale la pluralità di relazioni culturali e artistiche tra Turchia e Italia. (Arch. Luca Orlandi, Ph.D., Università Yeditepe, Istanbul)
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Meşrutiyet Caddesi, Tepebaşı, Istanbul
La mostra rimarrá aperta sino al 15 novembre 2006
13.10.2006

 

 

GLI ITALIANI DI ISTANBUL

Italiani_di_Istanbul

Si terrà dal 18 al 20 ottobre presso il Teatro della Casa d'Italia il convegno sulla Società Italiana di Mutuo Soccorso. A cominciare dal nostro ambasciatore ad Ankara Carlo Marsili e al Console generale ad Istanbul Massimo Rustico saranno presenti ai lavori le più alte autorità in campo storico-culturale.

Gli Italiani di Istanbul e la Società Operaia Italiana di Mutuo Soccorso, nucleo rappresentativo della Comunità. Dalle riforme ottocentesche (Tanzimat) alla Repubblica Turca (1839-1923)
Tanzimat reformlarından Türkiye Cumhuriyeti'ne kadar İstanbullu
İtalyanlar ve Cemaatin temsilci birimi Soçieta Operaya İtalyana
Yardım Derneği (1839-1923)

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mercoledì 18 ottobre

􀂘 09.30 Interventi introduttivi
Carlo Marsili Ambasciatore d'Italia in Turchia
Massimo Rustico Console Generale d'Italia a Istanbul
Attilio De Gasperis Direttore Istituto Italiano di Cultura di Istanbul
Alessandro Guerrera Vice Presidente Società Operaia Italiana di Mutuo Soccorso
Valeria Jacobellis Dirigente Scolastico Liceo Italiano IMI di Istanbul
Mesut Önen Presidente Associazione di Amicizia Italo-Turca di Istanbul
􀂘 10.00 Roberta Ferrazza Vice Direttore Istituto Italiano di Cultura di Istanbul
Presentazione del Convegno
􀂘 10.30 Alessandro Pannuti Università di Parigi III
Presentazione del libro "La comunità italiana di Istanbul nel XX secolo: ambiente e persone"
􀁝 Pausa Caffé 􀁜

I sessione
Moderatore: Roberta Ferrazza

􀂘 11.30 Alessandro Baltazzi Presidente Associazione di Amicizia Italo-Turca di Izmir
Italiani in Turchia: vecchia e nuova identità
􀂘 11.50 İlber Ortaylı
Direttore Museo Topkapı
Gli italiani ad Istanbul nel XIX secolo
􀂘 12.10 Anita Garibaldi Presidente Associazione Nazionale Giuseppe Garibaldi
Garibaldi, l'emigrazione italiana e le politiche sociali
􀁝 Colazione 􀁜
􀂘 14:00 Visita alla Società Operaia Italiana di Mutuo Soccorso di Istanbul

I sessione
Moderatore: Roberta Ferrazza

􀂘 15.00 Sergio La Salvia Università degli Studi Roma III
Italiani a Costantinopoli nell'età del Risorgimento (1834-1870): tra politica e società civile
􀂘 15.20 Roberta Ferrazza Vice Direttore Istituto Italiano di Cultura
La Società Operaia, luogo della memoria della Comunità Italiana di Istanbul
􀂘 15.40 Andrea Visone Direttore Archivio storico-diplomatico del Ministero degli Affari Esteri
Fonti per la storia dei rapporti italo-turchi,conservati presso l'Archivio storico-diplomatico
􀁝 Pausa Caffè 􀁜
􀂘 16.30 Maddalena Tirabassi Centro "Altreitalie" sulle Migrazioni Italiane, Fondazione G. Agnelli - Torino
I nuovi studi sulle comunità italiane nel mondo
􀂘 16.50 Valeria Jacobellis Dirigente Scolastico Liceo Italiano IMI di Istanbul
L'istruzione della collettività italiana di Istanbul tra passato e presente
􀂘 17.10 Angelo Iacovella Università degli studi di Napoli "L'Orientale"
Socialità operaia e socialità massonica in Turchia
􀂘 20:30 Proiezione del film "La cena delle beffe" di Alessandro Blasetti
interpretato da Osvaldo Valenti: un istanbuliota nella storia del Cinema Italiano
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giovedì 19 ottobre

I sessione
Moderatore: Roberta Ferrazza

􀂘 09.30 ll Han Özay Università di Istanbul
L'Ordinamento amministrativo e costituzionale dell'Impero Ottomano: è un Paese che segue la Shari'a
°°é un'amministrazione laica?
􀂘 09.50 Nora Şeni Università di Parigi VIII
Dinastie italo-levantine a Istanbul nel XIX secolo
􀁝 Pausa Caffè 􀁜
􀂘 10.30 Arus Yumul Università Bilgi - Istanbul
La visibilità dei Levantini nell'ambito pubblico nel XIX secolo ad Istanbul, gli effetti delle loro forme di socialità nell'ambito pubblico, estranee agli Ottomani
􀂘 10.50 Roberto Giachino Sandri Istituto Piemontese Studi Giuridici ed Economici (IPSEG)
La Legazione Sarda presso la Sublime Porta fino al 1848
􀁝 Colazione 􀁜

II sessione
Moderatore: Alessandro Pannuti

􀂘 14.00 Rinaldo Marmara Università di Montpellier III
Ordini religiosi monastici a Istanbul nel XIX e XX secolo
􀂘 14.20 Giacomo Saban già Università degli Studi di Roma " La Sapienza"
La componente ebraica nell'ambito della Comunità italiana: la Comunità di "Los Francos"
􀁝 Pausa Caffè 􀁜
􀂘 15.00 Giuseppe Cossuto Istituto per l'Oriente di Roma
Alcune conseguenze della Guerra di Crimea e dello Hatt-ı Hümayun del 1856 sulla popolazione levantina dell'Impero ottomano, con particolare riferimento a quella istanbuliota
􀂘 15.20 Emine Türk Direttore Unione di Amicizia Italia-Turchia - Roma
Il contributo degli esuli italiani alle riforme turche e la Società Operaia Italiana di Mutuo Soccorso
􀂘 19:00 Inaugurazione della rassegna "Cinema e Cibo", promossa nell'ambito della "Settimana della Lingua
Italiana nel Mondo", con la proiezione del film "Ricette d'Amore" di Sandra Nettelbeck, seguirá rinfresco Istanbul Modern Museum
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venerdì 20 ottobre

II sessione
Moderatore: Alessandro Pannuti

􀂘 09.30 Alessandro Pannuti Università di Parigi III
Levantinità e mitologia
􀂘 09.50 Oğuz Karakartal Università Internazionale di Cipro - Cipro del Nord
Gli Italiani di Istanbul nella letteratura turca tra il XIX e l'inizio del XX secolo (1839 - 1922)
􀁝 Pausa Caffè 􀁜
􀂘 10.30 Luca Orlandi Università Yeditepe - Istanbul
Alcune note, impressioni e memorie di viaggiatori italiani nella Costantinopoli del XIX e XX secolo
􀂘 10.50 Sinan Kuneralp Casa Editrice ISIS
Il diplomatico ottomano istanbuliota di origine italiana Rüstem Paşa (1810 - 1895)
􀁝 Colazione 􀁜
􀂘 14:00 Visita alla mostra "D'Aronco architetto ottomano: Progetti per Istanbul 1893-1909"
Istituto di Ricerche su Istanbul

II sessione
Moderatore: Roberta Ferrazza

􀂘 15.00 Ayşegül Baykan Politecnico Yıldız - Istanbul
Diplomatici, uomini di cultura, agenti. L'agenda delle relazioni estere italiane tra il 1923 e il 1936
􀂘 15.20 Paolo Girardelli Università Boğaziçi - Istanbul
Una città nella città. La Società Operaia e le architetture della comunità italiana di Istanbul
􀁝 Pausa Caffè 􀁜
􀂘 16.00 Zeynep İnankur Università Mimar Sinan - Istanbul
Istanbul e i pittori italiani orientalisti
􀂘 16.20 Emre Aracı Musicologo
I musicisti italiani del Palazzo Ottomano da Donizetti a Guatelli
􀂘 16.40 Attilio De Gasperis Direttore Istituto Italiano di Cultura Istanbul
Conclusione dei lavori: valutazioni e prospettive

ORGANIZZAZIONE / ORGANİZASYON
Roberta Ferrazza
Responsabile scientifico e coordinatrice del convegno
Bilimsel sorumlu ve kongre koordinatörü
addetto.iicistanbul@esteri.it roberta.ferrazza@esteri.it
Giovanna Grollo
Segretaria del convegno
Kongre sekreteri
info.iicistanbul@esteri.it
Si ringrazia il Circolo Roma per la cortese collaborazione nell'organizzazione dell'evento
Organizasyonda emeği geçen Roma Kulübü'ne teşekkürlerimizi sunarız
Le lingue utilizzate durante il convegno saranno italiano e turco con traduzione simultanea in cuffia
Kongre türkçe ve italyanca olup kulaklıkla simültane çeviri yapılacaktır
13.10.2006

 

DAL LOUVRE
AD IZMIR: MERAVIGLIE
DA NON PERDERE

Dal_Louvre_ad_Izmir

 

Fino al 30 novembre la possibilità di poter ammirare una collezione di opere ell'epoca classica proveniente dal più grande museo di Parigi e dalla Libreria Nazionale Francese.

Izmir will host a collection from the Louvre Museum of Paris and the French National Library until Nov. 30. The exhibition, which will open today at the Izmir French Cultural Center and the Museum of the Chamber of Commerce, encompasses 50 statues along with 18 rare coins.
Though archeological studies date Izmir back 8500 years, the city does not show its age.
Unfortunately, one could visit all of Izmir's museums in just a few hours and wonder, "Is this all that remains from 8500 years of history?"
The answer is so obvious actually. Only a little part of what remains can be visited; the majority remains buried or lies outside the country.
Some relics are even accidentally discovered while digging new foundations or the underground metro.
A small piece of what is abroad is finally visiting its country of origin with an exhibition entitled "Smyrna/Izmir; A Portrait of a Town in the Light of French Collections."
Artifacts sold by collectors to the Louvre will be exhibited at the Izmir Chamber of Commerce. Documents from the French National Library, such as maps, illustrations and photographs, ranging from the years 1500-1900 will meet art lovers at the French Cultural Center beginning today.
As part of the "Antique Smyrna" exhibition, 50 statues and 18 coins were brought to the Izmir Chamber of Commerce. A good number of artifacts - including the statue of Asclepios, the head of Athena, the statue of Artemis and the basilica remnants discovered in Agora - present first hand information about the city which was founded on the outskirts of Kadifekale around the year 300 BC. According to legend, Smyrna was founded by Antigonos and Lysimakos at the behest of Alexander the Great.
The "Modern Smyrna" part of the exhibition at the French Cultural Center will feature the rediscovery of the city after its troublesome period following the collapse of the Byzantine Empire until its conquest by the Ottomans.
The city's rejuvenation can be seen through numerous documents - antique books, maps, plans, engravings, travelers' diaries, botanical surveys, sketches and drawings - depicting the city's topographical and historical development; a great many of which have so far never been seen in public.
Though much of what will be exhibited comes from the French National Library, some pieces have come from the libraries of Lyon and Nancy. (Julide Karahan/Zaman)
13.10.2006

 

L'ANNO DI MEVLANA

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La riunione degli accademici a Manisa in vista delle celebrazioni in onore del grande Rumi, massimo poeta dell'Islam, nato il 30 settembre del 1207. La dottrina Mevlevi era basata sulla musica e sulla danza. L'importanza data al valore dell'amore e dell'estasi, la rese superiore alle altre scuole.

Activities have already started since the year 2007 was announced by Unesco as the "International Year of Mevlana."
At the "Mevlana, Mesnevi (Mathnawi), Mevlevihanes" symposium jointly organized by the Manisa Municipality and Mevlana Research Culture and Art Foundation, 37 academicians and writers specializing in Mevleva gathered, presenting their papers.
The western Turkish city of Manisa remembered Mevlana during the symposium by opening with a whirling dervish performance on Saturday at the Municipality Culture Site. Mevlana Research Culture and Art Foundation Chief, Nazli Kuey, in his opening speech said Mevlana, who was born on 30th September 1207, is 799 years old now, adding, "It is a binding duty to remember and have a broad understanding of this esteemed man."
The symposium began after the opening speech from Faik Ozdengil of Konya's Selcuk University. Mentioning that Mevlana's works and thoughts have become a life-style around the world, he continued by adding that mankind also benefits from Mevlana by his "life skills coaching."
Assistant Professor Yilmaz Soyyer from Isparta Suleyman Demirel University pointed out that preserving traditional knowledge is quite difficult today, and he emphasized one should revise the written works to understand better understand Mevlana and his message.
Professor Muammer Cengil from Ankara Gazi University declared that Mevlana as "an Islamic philosopher, always took the Quran and Prophet Mohammed as his guides," and he pointed to the lack of discrimination between rich and poor in his works, stressing that humankind could unite to end conflicts. (Muharrem Gokcen/Zaman)
13.10.2006

LA SORPRENDENTE SCOPERTA DI KAYSERI
Scavi_a_Kayseri

Nel corso degli scavi archeologici che si conducono da 59 anni sono venute alla luce un paio di macine manuali risalenti a 4000 anni fa. Venivano usate per fare la farina.

This year's excavations in Kayseri's Kültepe district, conducted annually for the last 59 years, uncovered a couple of small, 4,000-year-old hand mills, reported the Anatolia news agency.
Archaeologist and head of the excavation team Fikri Kulakoğlu said the people in the area used to have handmills in their houses to produce flour.
He said they discovered some vase-shaped storage pots with taps as well as severalmillstones, adding, "However, we unearthed a couple of fully intact mills in the ancient houses for the fist time in this year's dig."
Noting that the discovery of the mills had attracted interest in the area, he said: "This year we found a couple of small, intact mills with two millstones and two tapped vase-shaped storage vesselsdating back to 2000 B.C. It is really quite satisfying to find the mills in a whole condition. People once made their own flour and bread at home using these implements. We tested it by making flourand found it is bothsimple and healthy."
He also said the excavations scheduled for this year had been successfully completed and that they had turnedthe 219 artifactsthey had uncovered overto the Kayseri Archaeology Museum. (Turkish Daily News)
13.10.2006

 

PRIMA BIENNALE INTERNAZIONALE DI FOTOGRAFIA

Foto_Epson

 

E' stata organizzata ad Istanbul dal <Goethe-Institut<, in collaborazione con la <Epson Deutschland GmbH>, Gli scatti tratti dall'<Epson Photo 2005>.

The Goethe-Institut Istanbul, in cooperation with Epson Deutschland GmbH, is exhibiting selected photographs from the Epson Art Photo Award 2005 competition as partof the First International Istanbul Photography Biennale.
The exhibition will run until Oct. 31.
Although a newcomer, the Epson Art Photo Award is one of the most prestigious photographic art awards in Europe, launched last year in cooperation with the Art Cologne fair. The award is open only to classes and teams at universities andacademies and other classes teaching photographic art and design. Awards go to the best photography class, the best individual artist and to 25 exceptional individual works. Over 170 classes and teams participated, representing 70 photographic academies and universities in 21 countries with over 7,500 photos.
First prize was awarded to a class from the design department at Dortmund Polytechnic College. The experienced competition jury comprised gallery owner Daniel Buchholz, photographer Andreas Gursky, journalist Holger Liebs of Süddeutsche Zeitung andArt Academy den Haag DirectorIngrid Rollema as well as Museum of Modern Art in Munich CuratorThomas Weski. (Turkish Daily News)
13.10.2006

CINEMA

"CLIMATES" CANDIDATO AGLI OSCAR

Nuri_Bilge_Ceylan

L'opera del regista turco Nuri Bilge Ceylan era già risultato vincitrice al Festival cinematografico di Cannes. Dovrà vedersela con "Volver" di Pedro Almadovar e "The Queen" di Stephen Frears.

Nuri Bilge Ceylan's "Climates," which won an international film critics' prize earlier this year at the Cannes Film Festival, is a candidate for the Hollywood World Award , which will be given to the best foreign film on Oct. 23 in Beverly Hills.
Pedro Almadovar's "Volver" and Stephen Frears's "The Queen" are other nominees for the prize, which will be awarded at the Screen International and the Hollywood Film Festival.
"Climates", which will also show at the New York and Chicago Film Festivals, won awards for best director, best supporting actress, best editing and best sound design and mixing at the Antalya Golden Orange Film Festival. (Culture and Art/Zaman)
13.10.2006

 

NOMINATION
PER "MIO PADRE
E MIO FIGLIO"

Babam_ve_Oglum

Il film turco (titolo originale "Babam ve Oglum") scelto per il <World Soundtrack Discovery Award 2006>. Un importante riconoscimento.

The widely acclaimed movie "Babam ve Oğlum" (My Father and My Son) has been nominated for the World Soundtrack Discovery Award 2006 by the World Soundtrack Academy in the sixth year of its annual awards.
Representatives of the movie'smaker, Avşar Films, told the Anatolia news agency that the movie's soundtrack, by Greek composerEvanthia Reboutsika, had been nominated for the award, which will be announced at the academy's awards ceremonyin Ghent on Oct. 14.
"Babam ve Oğlum" was a box office hit in Turkey.
Considered important recognition for emerging composers and a good indicator for the Oscar forbest original score for a motion picture, the awards are aimed at organizing and overseeing the educational, cultural and professional aspects of the art of film music, including the preservation of the history of the soundtrack and its worldwide promotion.
The other nominees for the World Soundtrack Discovery Award 2006include: Olivier Florio's "Les Brigades du Tigre"; Douglas Pipes' "Monster House"; Nick Cave and Warren Ellis' "The Proposition"; and Nigel Clarke and Michael Csanyi-Wills' "The Thief Lord."
Reboutsika accepted the task of writing the score forthe film without even reading the entireGreek translation of the script. "The relations and dialogues between the father and son in the film reminded me of my own life," she explained.
Directed by Çağan Irmak, "Babam ve Oğlum" features Fikret Kuşkan in the role of Sadık, the son, Çetin Tekindor as father Hüseyin andEge Tanman as grandson Deniz as well as the actors Hümeyra, Şerif Sezer, Özge Özberk, Binnur Kaya and Yetkin Dikinciler.
"Babam ve Oğlum" is about a man (Sadık) rejected by his father (Hüseyin) -- a farmer in the Aegean region -- during the politically messy 1970s for not fulfilling his father's expectations oftaking over the family farm andinstead becoming a journalist. During the military coup of Sept. 12, 1980 Sadık's wife dies while giving birth to their child, Deniz. Some eight years later, Sadık returns home with his son and encounters his past, while Deniz helps melt the ice between his father and his grandfather. (Turkish Daily News)
13.10.2006

SPORT

AL CONTRATTACCO

Felipe_Massa

La decisione da parte degli organizzatori del Gran Premio di F1 di Istanbul di ricorrere in appello contro la multa di 5 milioni di dollari inflitta dalla Fia.

Gli organizzatori del Gran Premio di Formula Uno della Turchia non ci stanno, e vanno al contrattacco. Ormai la vicenda è nota, e pare non avere fine: gli organizzatori della prova in terra turca hanno infatti deciso di appellarsi contro la multa record di cinque milioni di dollari inflitta loro dalla Fia e relativa alla controversa vicenda legata alla premiazione avvenuta in occasione della prova di Formula Uno dello scorso 27 agosto.
La Federazione Internazionale dell'Automobile (Fia) ha affermato in un comunicato che l'appello contro la multa si terrà a Parigi, in Francia, presso la Corte d'Appello internazionale il prossimo 7 novembre, e che la decisione è attesa per il giorno successivo. Il caos è cominciato quando il leader turco-cipriota Mehmet Ali Talat è salito sul palco per premiare il vincitore del Gran Premio di Turchia, il brasiliano della <Ferrari>, Felipe Massa; una scena vista da milioni di telespettatori, che hanno potuto inquadrare il signor Talat quale presidente della Repubblica turca di Cipro del Nord (Rntc).
La Rntc è stata proclamata nel 1983, nove anni dopo l'invasione delle truppe turche, avvenuta nel 1974. Non è mai stata riconosciuta dalla comunità internazionale. Il processo di riunificazione dell'isola è a un punto morto dal referendum del 2004, su un piano proposto dall'Onu, rigettato dai greco-ciprioti e massicciamente approvato dai turco-ciprioti.
Il Consiglio Mondiale della Fia ha riconosciuto colpevoli gli organizzatori del GP della Turchia di aver infranto lo statuto della stessa, in quanto il gesto di Talat è stato evidenziato quale atto politico. Nonostante tutto, il Gran Premio della Turchia è stato confermato nel calendario del Campionato del Mondo di Formula Uno anche per il 2007. (Datasport.it)
13.10.2006

 

TURCHIA BATTE MOLDAVIA PER 5-0

L'incontro era per la qualificazione all'Europeo 2008. Quattro reti di Hakan Sukur ed una di Tunkay.

La Turchia ha battuto 5-0 (3-0) la Moldavia in un incontro di qualificazione all'Europeo 2008. Mattatore dell'incontro Hakan Sukur, autore di quattro reti (una su rigore), tre delle quali nel primo tempo. Per la Turchia in gol Tuncay al 23' del secondo tempo. (Ansa)
13.10.2006

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