ATTUALITA'
FRONTE COMUNE

|
Rinnovato impegno della Casa Bianca, da parte del presidente
George W. Bush, contro il terrorismo del Pkk. L'incontro con
il premier turco Recep Tayyip Erdogan. |
Un
rinnovato impegno a fare fronte comune nella lotta contro il
terrorismo è arrivato dal presidente degli Stati Uniti, George W.
Bush, e dal Primo Ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, ricevuto
alla Casa Bianca. L'incontro è avvenuto all'indomani del
cessate-il-fuoco unilaterale dichiarato dalla guerriglia del Pkk, il
Partito dei lavoratori del Kurdistan, da ventidue anni in guerra
contro il governo di Ankara.
"Abbiamo parlato della nostra determinazione a combattere il
terrorismo e l'estremismo", ha detto Bush dopo il colloquio che si è
protratto di un'ora sul previsto. Il capo della Casa Bianca ha anche
rinnovato l'impegno a sostenere gli sforzi della Turchia per entrare
nell'Unione Europea.
Alla vigilia della missione a Washington, il giornali turchi avevano
scritto che il Primo Ministro avrebbe sollecitato l'amministrazione
americana a iniziative concrete per stroncare la guerriglia curda
che ha le sue basi nel nord dell'Iraq. Un tema che è stato
confermato dal portavoce della Casa Bianca, Tony Snow. (Agi)
13.10.2006
|
TREGUA:
IL CAPO DEI MILITARI
LA RESPINGE

|
"Il nostro atteggiamento - ha dichiarato il numero uno delle
Forze Armate turche, gen. Yashar Buyukanit a proposito
dell'offerta del Pkk - non cambia di un pollice |
Il "numero
uno" dei militari turchi, generale Yashar Buyukanit, ha respinto la
tregua unilaterale annunciata dal Pkk (Partito dei lavoratori
turchi) ed ha ribadito che le Forze Armate turche "continueranno la
loro lotta fino a quando non resti più un solo terrorista armato".
"Il nostro atteggiamento non cambia di un pollice. Non esiste altra
soluzione", ha affermato il Capo di Stato Maggiore delle Forze
Armate turche chiedendo ai ribelli del Pkk di rinunciare
"incondizionatamente" ad ogni forma di lotta armate e ad arrendersi
alla giustizia turca.
Buyukanit ha ricordato le violazioni delle precedenti tregue
proclamate da parte dello stesso Pkk ricordando in particolare che
nel 1993 alcuni membri del Pkk uccisero a Bingol nella Turchia sud
orientale 33 soldati turchi disarmati che rientravano dalla licenza.
L'ultima tregua è durata dal 1999 (all'indomani della cattura di
Ocalan in Kenya) fino al giugno 2004 quando sono riprese le azioni
armate costate nel solo 2006 la morte di 90 soldati e 100 ribelli.
(da
Ansa)
13.10.2006
|
"LE CONDIZIONI SONO NOSTRE"

|
Il premier turco Recep Taiyyp Erdogan esige dai separatisti
curdi del Pkk che depongano le armi se si vuole il "cessate
il fuoco". |
Il Primo Ministro turco Recep
Tayyip Erdogan esige dai separatisti curdi del Pkk che depongano le
armi, seguendo l'appello del loro leader in prigione Abdullah Öcalan.
In diverse interviste diffuse nelle ultime ore dalle televisioni
turche, il capo del Governo ha tuttavia rifiutato il termine
"cessate il fuoco" utilizzato da Öcalan.
"È possibile concludere un cessate il fuoco tra Stati, ma per
un'organizzazione terroristica si tratta di un termine
inappropriato". Il Pkk "deve deporre le armi", ha dichiarato Erdogan.
La guerriglia del Partito curdo dei lavoratori contro l'esercito di
Ankara ha causato oltre 30.000 morti dal 1984 nella Turchia
orientale.
Öcalan aveva ordinato ai suoi uomini il cessate il fuoco dalla
prigione speciale turca di Imrali dove sconta dal 1999 l'ergastolo
per "tradimento e separatismo". "Fino a che non saremo minacciati di
distruzione totale, il Pkk non dovrebbe assolutamente usare le sue
armi" è stato il messaggio del leader curdo, trasmesso dai suoi
avvocati all'agenzia filo-Pkk Firat, che lo ha diffuso dal suo sito
internet.
I commentatori si aspettano che il Pkk ubbidisca. Öcalan conseva
infatti una forte influenza sui combattenti e sui loro capi
militari. (Ticin@nline)
13.10.2006
|
MISSILI CON GITTATA FINO IN TURCHIA

|
Ne sarebbero entrati in possesso di recente gli hezbollah.
L'informativa viene dai servizi segreti tedeschi. Tonnellate
di armamenti in libano in mano alle milizie sciite. |
Gli hezbollah sarebbero
entrati di recente in possesso di missili con una gittata di circa
mille chilometri, in grado cioè di colpire obiettivi situati anche
sull'isola di Creta e in Turchia. Secondo il settimanale "Focus",
che cita un rapporto top secret del "Bundesnachrichtendienst" (Bnd),
i servizi segreti tedeschi, la milizia libanese avrebbe ricevuto i
razzi di produzione iraniana via terra, attraverso la Siria.
Hezbollah avrebbe ricevuto anche tonnellate di armamenti, tra cui
mortai, munizioni e fucili. Secondo il Bnd, la milizia sciita
libanese dispone attualmente di un arsenale ancora piu' consistente
di quanto lo fosse prima del conflitto con Israele. <Focus> riporta
una dichiarazione di un alto funzionario del Bnd, secondo il quale
il pattugliamento delle coste libanesi da parte della Marina
tedesca, tesa ad impedire il rifornimento di armi a Hezbollah, è "un
puro show", in quanto "Hezbollah scoppia di rinnovata forza". (Agi)
-
13.10.2006
|
LE MINACCE DI AL QAEDA

|
Le hanno riportate nei giorni scorsi i giornali turchi. Sono
rivolte anche contro le istituzioni che riceveranno
Benedetto XVI a fine novembre. Ancora polemiche sul discorso
di Ratisbona. |
Sulla stampa turca dei giorni
scorsi è comparso un messaggio di Al Qaeda nel quale si minacciavano
tutti coloro che riceveranno il Papa in Turchia, istituzioni
comprese. E' quanto ha riferito all'< Adnkronos>
mons. Luigi Padovese, vicario apostolico in Anatolia,
sottolineando che comunque ''la visita del Papa in Turchia avrà il
suo sviluppo naturale''. Anzi, ha aggiunto, ''nei prossimi giorni vi
sarà un'altra riunione della Conferenza episcopale turca per fare il
punto sull'organizzazione del viaggio''.
Sul quotidiano <Hurriyet>, uno dei più diffusi del Paese, ha
spiegato Padovese, ''ho visto che venivano riportate le
minacce di Al Qaeda contro tutti coloro che incontreranno il Papa
comprese le autorità dello Stato''. Su un altro giornale il <Turkish
Daily News> invece un articolo di commento ''affermava che il
Pontefice sapeva bene ciò che diceva nel suo discorso di Ratisbona -
ha spiegato ancora mons.Padovese - e che anzi lo aveva pronunciato
come forma di provocazione contro l'ingresso della Turchia
nell'UE''.
Il giornale inoltre faceva riferimento alla posizione espressa da
Ratzinger quando era ancora cardinale che si era dichiarato
contrario all'allargamento alla Turchia dell'Unione Europea. Questo
è il clima difficile nel quale procedono i preparativi del viaggio
del Papa che si svolgerà dal 28 novembre al 1° dicembre. (Adnkronos)
13.10.2006
|
UN PROBLEMA "DELICATO"

|
Pur non essendoci i presupposti di qualche pericolo per
l'incolumità del Papa durante la sua prossima visita in
Turchia, occorre non abbassare la guardia. Lo ha affermato
il nostro ministro dell'Interno. |
Amato ammette che la sicurezza
del Papa in Turchia è un problema "delicato", ma nega un
aggravamento dopo il recente dirottamento aereo della <Turkish
Airlines>. Il ministro dell'Interno, nell'informativa al Senato sul
gesto di un pirata isolato, ha detto che "in relazione alla visita
del Papa in Turchia, con delicati problemi di sicurezza, è difficile
vedere in questo episodio qualcosa che aggrava i problemi di
sicurezza. L'episodio ha messo in evidenza una buona efficienza del
nostro sistema di prevenzione e sicurezza". (Ansa)
13.10.2006
|
"PERICOLO PER LA VITA DEL PONTEFICE"

|
Lo sostiene Yucel Kaya, autore del romanzo bestseller "Papa'ya
Suikast" (Attentato al Papa). "Non credo però - ha
dichiarato - per opera del popolo o del Governo turco". |
La
vita del Papa "è in pericolo" perché "ha molti nemici in giro per il
mondo", ma non per l'imminente viaggio in Turchia. Anche se non
esclude in assoluto "un attentato" a Benedetto XVI durante la sua
visita nel Paese anatolico, Yucel Kaya, autore del libro "Papa'ya
suikast" (Attentato al Papa) - Chi ucciderà Benedetto XVI a
Istanbul. Lo scrittore turco, interpellato da <Apcom> ad Istanbul, è
convinto: "Non credo che gli succeda nulla in Turchia, ma se anche
dovesse esserci un attentato, non sarà certo per opera del popolo o
del Governo turco. Gli italiani e la gente che lavora in Vaticano
sono le trappole del Papa. Per questo ho scritto il libro, per
proteggere i turchi e la Turchia. In questo mi sento un profeta". E
sull'aereo dirottato ieri a Brindisi, un boeing della <Turkish
Airline>s, Kaya lancia la sua ipotesi: "Credo sia un dirottamento
legato a gente che lavora in Vaticano".
"Se il Papa viene in Turchia potrebbe essere vittima di un
attentato, ma non è sicuro. Ciò che è sicuro - spiega l'autore del
discusso libro - che non avverrà per mano di turchi. Voglio
proteggere il mio popolo, perché se succede qualcosa al Papa tutti
penserebbero che sono stati i turchi". La trama del libro infatti
presenta un complotto ordito da un cardinale dell'Opus Dei che
vorrebbe uccidere Benedetto XVI per prendere il suo posto.
- Come è nata l'idea di scrivere un libro su un attentato al
Papa in Turchia?
"Prima ho cercato tutte le informazioni relative al Papa e ho
trovato notizie anche su possibili attentati - spiega lo scrittore -
poi ho messo insieme tutte le informazioni raccolte e ho scritto il
libro. Non so nulla però di cosa succederà durante il viaggio. Dalle
informazioni raccolte ritengo che sia possibile un attentato, ma
ripeto, non per opera del popolo turco".
- Cosa pensa del Papa?
"Penso e so - risponde - che ha troppi nemici in giro per il mondo,
ma non in Turchia. So anche che il Papa non vuole che i turchi
entrino nell'Unione Europea".
- Dunque, Benedetto XVI non è in pericolo in Turchia?
"Ripeto, non gli succederà nulla. Stanno facendo tutto per
proteggerlo, ma ha troppi nemici nel mondo e credo che la sua vita
sia in pericolo".
- Si trova d'accordo con Alì Agca, l'attentatore turco che nel
1981 a san Pietro tentò di uccidere Giovanni Paolo II, quando invita
il Pontefice a non andare in Turchia perché la sua vita è in
pericolo?
"Sì, Agca ha ragione", ribatte Kaya.
L'autore, musulmano ma "non estremista", confida di non voler
regalare il libro al Papa, né di volerlo incontrare personalmente.
"L'ho scritto solo perché voglio proteggere la Turchia e i turchi".
- E il libro potrebbe ispirare atti, seppur isolati, di fanatici?
"Non credo. Il tipo di persone che possono mettere in pratica un
attentato - osserva - non legge il mio libro, non è intellettuale,
non credo che si possa dire: 'Ok ammaziamo il Papa' per aver letto
il mio libro".
- Come ha reagito la Chiesa cattolica e ortodossa all'uscita del
libro?
"Non abbiamo mai avuto reazioni negative. Volevano solo sapere di
cosa tratta il libro - spiega - mi hanno chiesto informazioni sulla
mia vita, ma nessuno mi ha attaccato o cose del genere".
E sulle vendite, Kaya taglia corto: "Il libro sta vendendo, ma non è
un best-seller".
Infine, sull'intervento così discusso del Papa a Ratisbona
sull'Islam, l'autore osserva: "Credo che non sia stato giusto il suo
discorso, così come lo crede tutto il popolo turco. Gli daremo il
benvenuto qui in Turchia. Ma non è stata la cosa giusta da dire in
quella occasione".
Il libro racconta una storia di intrighi e complicità, con
protagonisti l'Opus Dei, la P2 e i servizi segreti. La trama ruota
intorno alle vicende del giornalista Oriano Ciroella, membro dell'Opus
Dei, che diventa l'esecutore materiale dell'assassinio di Benedetto
XVI durante la sua visita a Istanbul. Mandante del delitto, un
cardinale piduista ed esponente dell'Opera, che vuole togliere di
mezzo il Papa per prendere il suo posto. Nella trama c'è anche il
Mit, il servizio segreto turco, espressione della destra
nazionalista e islamica, contrario alle ipotesi di unione delle
chiese cattolica e ortodossa all'interno del Paese. (Apcom)
13.10.2006
|
LA PREOCCUPAZIONE C'E'

|
Lo testimonia una dichiarazione del card. Oscar Andreas
Roidriguez Maradiaga, arcivescovo in Honduras. "Il Pontefice
deve comunque andare in Turchia", ha detto. |
''Siamo molto preoccupati per
il viaggio del Santo Padre in Turchia, la Chiesa dell'America Latina
sta pregando intensamente . Io credo che Benedetto XVI ci debba
comunque andare perché' non possiamo essere vittime del terrore,
della paura''. Lo ha dichiarato il cardinale Oscar Andreas
Roidriguez Maradiaga, arcivescovo di Tegucicalpa in Honduras, a
margine di un incontro al Centro papa Luciani in provincia di
Belluno. ''Il Papa stesso ha ripetuto le parole di Giovanni Paolo II:
non abbiate paura. E quando abbiamo fede, non temiamo neppure il
martirio'' ha aggiunto il porporato. Secondo Maradiaga, Benedetto
XVI ''deve andare'' in Turchia per ''gettare ponti''. ''Questo è il
compito di un Pontefice'', ha insistito il cardinale, affermando
subito dopo che tra i cristiani del Sud America '', che sono molto
devoti a papa Ratzinger, si è molto sofferto in questi giorni per la
strumentalizzazione del suo intervento a Ratisbona, rispetto al
quale è stata evidente l'orchestrazione di alcuni media''.
Ritornando alla visita in Turchia, Maradiaga si è detto convinto che
''si deve assolutamente fare'' e che ''tutti dobbiamo pregare''.
Anche perché - ha precisato - ''è una visita molto attesa anche dai
nostri fratelli Ortodossi, perché anche loro sono in difficoltà a
causa del fondamentalismo musulmano''. (Asca)
13.10.2006
|
LA TRAPPOLA

|
L'incontro ad Istanbul del Pontefice Benedetto XVI con il
patriarca armeno apostolico di Costantinopoli Mesrop II
potrebbe irritare il Governo Erdogan. |
Benedetto XVI "riapre" la
questione armena a difesa della libertà delle minoranze religiose.
Le feluche pontificie rassicurano le autorità turche e lavorano
febbrilmente per scongiurare i rischi di un nuovo incidente
diplomatico con un Paese a maggioranza musulmana. "Il viaggio in
Turchia è una grande opportunità per stemperare le tensioni
attraverso il confronto", gettano acqua sul fuoco Oltretevere,
mentre dall'episcopato turco arrivano segnali di preoccupazione alla
luce delle gravi incomprensioni e della bufera seguita ai
riferimenti papali all'Islam in Baviera.
Il pomeriggio del 30 novembre, a Istanbul il Papa incontrerà il
patriarca armeno apostolico Mesrop II. "E' un passo importante verso
l'unità dei cristiani e non va assolutamente interpretato come un
atto ostile verso il Governo di Ankara", ha spiegato l'arcivescovo
di Curia Francesco Gioia, in prima linea nel dialogo interreligioso.
Sono ancora aperte, però, le ferite del genocidio su base etnica e
religiosa del popolo armeno, di cui la Turchia non ha mai voluto
riconoscere le responsabilità. La Segreteria di Stato cerca di
prevenire e attenuare i possibili contraccolpi. Alla terza loggia
del Palazzo Apostolico si evidenzia come il Parlamento europeo abbia
appena deciso di eliminare il riconoscimento del genocidio armeno
dalla lista delle pre-condizioni per l'adesione di Ankara all'Unione
Europea (come era invece previsto nella prima versione del testo),
pur sottolineando come sia "indispensabile" che la Turchia affronti
la questione. "L'invito al Pontefice è una decisione coraggiosa del
Gverno turco e ne va apprezzato l'intento costruttivo - ha precisato
Gioia - Oltre al patriarca armeno apostolico, Benedetto XVI
incontrerà in Turchia pure le guide spirituali delle altre
minoranze: l'arcivescovo siro-ortodosso, i rappresentanti delle
chiese evangeliche, il patriarca greco-ortodosso".
Una realtà pesantissima
- Una scelta "forte, che alzerà il velo su una realtà pesantissima",
tanto da fare di Joseph Ratzinger il portavoce delle istanze di
tutti i cristiani, ha sottolineato il teologo don Gianni Baget
Bozzo. "Anche se non farà esplicita menzione dello sterminio di un
milione e mezzo di armeni compiuto nel 1915 dai Giovani Turchi - ha
sostenuto Baget Bozzo - incontrando a Istanbul il patriarca Mesrop
II, il Santo Padre accende i riflettori sul mancato rispetto della
libertà religiosa e sui diritti negati ai fedeli". Tanto più che
Benedetto XVI ha sempre usato parole molto chiare di condanna del
genocidio. "L'abbraccio al patriarca sarà testimonianza di verità
verso il sacrificio e la sofferenza della comunità armena - ha
affermato il ciellino Luigi Amicone, direttore del settimanale
teo-con <Tempi> - Come già per il discorso di Ratisbona su Maometto,
il Pontefice dimostra di non avere paura delle strumentalizzazioni
politiche che prenderanno di mira anche questo suo storico gesto".
Il pensiero del Papa, ha osservato il cardinale Pio Laghi, sarà
rivolto alle sofferenze che il popolo armeno ha patito in nome della
fede cristiana "negli anni della terribile persecuzione che resta
nella storia col nome tristemente significativo di 'Metz Yeghern',
il grande male".
Un incontro, quindi, che è al contempo "un segno di gratitudine e un
intervento concreto" per gli armeni e gli altri cristiani che in
terra d'Islam "continuano a testimoniare anche oggi la loro fedeltà
al Vangelo". Il genocidio, rimarcano in Curia, rappresenta una delle
pagine più oscure e dimenticate del secolo scorso. Joseph Ratzinger
intende rileggerla non per condannare la Turchia ma per rendere
omaggio a quanti sotto l'Impero Ottomano sacrificarono la propria
vita alla fede in Cristo e per rivendicare i diritti negati ai
credenti di oggi. A ispirarlo è il ricordo della denuncia di Leone
XIII del silenzio generale di fronte alla tragedia armena e il grido
di dolore di Benedetto XV per la "miserrima Armeniorum gens". Una
vicinanza e una solidarietà che saranno linee-guida nell'incontro di
Istanbul. "Ma il suo gesto ha anche un significato 'interno', in
quanto serve a sollecitare un impegno maggiore per ricostituire
l'unità tra i cristiani", ha chiarito Laghi. (Giacomo Galeazzi/La
Stampa.web)
13.10.2006
|
RASSICURAZIONI MA...

|
Nel corso della sua visita ad Ankara, il Commissario UE
all'Allargamento Olli Rehn ha criticato il ritmo delle
riforme in Turchia. La questione Cipro. |
Visita ad Ankara del
Commissario europeo per l'Allargamento, Olli Rehn, per rassicurare
la Turchia dopo che Bruxelles ha criticato il ritmo delle riforme in
vista dell'ingresso nell'UE e ha chiesto di aprire entro la fine
dell'anno porti e aeroporti ai collegamenti diretti con Cipro.
"Possiamo davvero evitare uno scontro fra treni se ne abbiamo la
volontà", ha affermato Rehn in una conferenza stampa senza precisare
quali sarebbero le conseguenze di un simile "scontro" sull'andamento
dei negoziati di adesione avviati esattamente un anno fa.
Rehn ha tra l'altro sollecitato l'abolizione dell'articolo 301 del
codice penale turco che permette di perseguire scrittori e
giornalisti curdi o semplicemente dissidenti per aver insultato
l'identità nazionale turca. "Non posso neppure immaginare uno Stato
membro dell'Ue che non rispetti un principio europeo fondamentale
come la liberta di espressione", ha spiegato il commissario in un
discorso. Opporsi all'abolizione di quell'articolo come fa il
ministro della Giustizia, Cemil Cicek, ha osservato Rehn, "di fatto
significa opporsi a una condizione chiave per l'ingresso nell'UE".
(da Agi)
13.10.2006
|
....E COMUNQUE CRITICHE A FRANCIA E GERMANIA

|
Il Commissario UE all'Allargamento contro le posizioni di
quanti vorrebbero per la Turchia una semplice "partnership
privilegiata". |
Il Commissario
UE all'Allargamento, Olli Rehn, ha criticato i politici europei,
come il candidato presidenziale francese Nicolas Sarkozy, e in
passato il Cancelliere tedesco Angela Markel, che hanno suggerito
una "partnership privilegiata" al posto della piena adesione della
Turchia nell'UE.
"Molti politici europei hanno appoggiato l'idea di una 'partnership
privilegiata' per la Turchia invece della piena adesione. Questo
avviene nonostante il fatto che l'UE e i suoi leader abbiano deciso
all'unanimità di aprire i negoziati" di adesione, ha osservato Rehn.
"Continuare a parlare di una 'partnership privilegiata', non fa che
minare la credibilità dell'UE", ha ammonito il Commissario
aggiungendo che l'insistenza sull'argomento "riduce l'incentivo
politico per le riforme e provoca reazioni politiche" in Turchia.
(da
Apcom)
13.10.2006
|
IL PIANO FINLANDIA

|
Riguarda la fine dell'isolamento commerciale di Cipro Nord
da parte dell'UE, l'apertura del porto di Famagosta e una
politica più duttile da parte di Ankara. |
Il Commissario
UE all'Allargamento, Olli Rehn, ha invitato tutti gli Stati membri
dell'UE a sostenere il piano della presidenza di turno finlandese
per porre fine all'isolamento commerciale di Cipro Nord, sostenendo
che "potrebbe essere l'ultima occasione per un po' di tempo" per
evitare una crisi nei rapporti tra UE e Turchia.
Al momento, ha spiegato il Commissario durante un incontro con
alcuni giornalisti a Bruxelles a cui era presente la <Agence France
Presse>, "nessuna delle parti ha respinto il piano finlandese che è
un segnale abbastanza incoraggiante sulla possibilità di successo".
Il piano - ufficialmente ancora segreto - dovrebbe consistere nella
apertura del porto turco-cipriota di Famagosta sotto la supervisione
dell'UE e dell'Onu. Una soluzione che permetterebbe alla Turchia di
poter porre fine all'embargo contro la Repubblica di Cipro, che
viola l'accordo di unione doganale siglato con l'UE.
Rehn si è limitato a dire che la proposta di Helsinki "aiuterà a
sbloccare l'attuale impasse riguardante le questioni
commerciali, creando consizioni speciali per il commercio tra Cipro
Nord e l'UE". Il Commissario ha aggiunto che la Finlandia proporrà
"una certa formula che include misure di accompagnamento" per
facilitare l'approvazione del piano da parte UE. (da
Apcom)
13.10.2006
|
IMPORTANZA PRIMARIA

|
Nessun commento ufficiale circa l'incontro a Londra tra i
premier inglese e turco ma un portavoce di Downing Street ha
parlato positivamente sulla Turchia nell'UE. |
During talks with Prime
Minister Recep Tayyip Erdoğan at 10 Downing Street, which he is set
to leave within a year, Britain's "lame duck" leader Tony Blair
expressed his support for Turkey's European Union entry.
"Turkish membership in the EU is firmly in the EU's interest, to
help with the fight against terrorism, human trafficking, organized
crime and drugs," a spokesman for Blair's office said.
The two prime ministers didn't personally give statements to the
media, yet posed for photojournalists after almost one-and-a-half
hours of talks.
Blair, Turkey's staunch supporter within the EU from the beginning,
most recently expressed his view in an address to trade union
activists in Brighton. With a strongly worded statement late last
month, he then warned that denying EU membership to Turkey would be
"seismic," with ramifications aroundthe world.
This summer, Britain's new Foreign Secretary Margaret Beckett
pledged London's backing to keep Turkey's accession negotiations
with the EU on track despite a rift between Ankara and Brussels over
Cyprus.
"Certainly I can assure you that there is great goodwill towards
those negotiations, and I know not just from the United Kingdom,
that there are many in the EU who will do everything they can to
keep those negotiations on track," Beckett said.
Her remarks came during her first visit to the U.S. capital as
Britain's top diplomat in July. At the decision of Blair, she
replaced Jack Straw in May. "It's always possible in any accession
negotiations that great difficulties could arise," she said
referring to the row over the EU's demand that Turkey open its ports
and airports to Greek Cypriot traffic this year. (Turkish
Daily News)
13.10.2006
|
D'ALEMA: "SOSTENIAMO LA TURCHIA"

|
"Si tratta di una scelta strategica per il nostro Paese - ha
affermato il nostro ministro degli Esteri - Non ci
appartiene una visione chiusa dell'Europa". |
Il ministro degli Esteri,
Massimo D'Alema, ha ribadito "il convinto sostegno ell'Italia
all'ingresso della Turchia nell'UE", "una scelta strategica operata
nella convinzione che non si debba avere "una visione chiusa
dell'Europa". Aprendo alla Farnesina la seconda sessione plenaria
del Tavolo permanente di collaborazione con la Turchia, D'Alema non
si è nascosto che "lo scenario per i negoziati di adesione è
problematico" perché l'atteggiamento tra gli Stati membri "non è
uniforme" e tra gli stessi turchi serpeggia un certo "scetticismo".
Ma l'Italia, ha assicurato D'Alema, resta convinta che portare un
importante Paese musulmano nell'UE rappresenti "una grande
opportunità". "Non ci appartiene una visione dell'Europa su base
etnica o confessionale - ha assicurato il ministro degli Esteri -
perché l'UE ha una dimensione plurale e ha fondamento nella libertà
e nella democrazia che sono valori laici". Quindi "anche se
l'ingresso di Ankara altererà il rapporto numerico tra cristiani e
musulmani" nell'Unione, resterà la garanzia della "laicità dello
Stato" e anzi sarà questa l'occasione per dimostrare che "Islam e
modernità, religiosità e secolarismo possono trovare una sintesi
armoniosa". Del resto l'importanza della Turchia, una bastione della
Nato alle porte del medio Oriente, è dimostrata dall'impegno elle
truppe di Ankara nella missione Unifil in Libano.
Per quanto gli ostacoli nel negoziato di adesione all'UE, D'Alema ha
assicurato che l'Italia sarà "interlocutore attento" a incoraggiare
l'attuazione di riforme in materia di libertà di espressione e di
rispetto delle minoranze e ha garantito "il pieno sostegno
dell'Italia" alla proposta di "ragionevole compromesso" avanzata
dalla presidenza di turno finlandese dell'UE sulla questione di
Cipro, che prevede il rispetto da parte di Ankara della libera
circolazione delle merci con l'isola e in cambio l'Unione metterebbe
fine all'isolamento della parte Nord.
(da Agi)
13.10.2006
|
STRADA ANCORA LUNGA

|
Lo ha sottolineato il Cancelliere tedesco Angela Merkel a
proposito dell'ingresso della Turchia nell'UE. |
In visita in Turchia, il
Cancelliere tedesco Angela Merkel ha giudicato ancora "lunga" la
strada dei negoziati di adesione di Ankara all'Unione Europea e ha
ribadito, in un'intervista rilasciata alla televisione pubblica
tedesca <Ard>, che il suo partito, la Cdu (partito cristiano
democratico), continua a preferire l'ipotesi di un "partenariato
privilegiato" con Ankara.
Il premier turco Recep Tayyip Erdogan aveva invitato l'Europa ad
accordare alla Turchia "lo stesso interesse e sostegno" riservato ad
altri paesi dell'Est europeo, di recente entrati a far parte
dell'UE. (La Stampa.web)
13.10.2006
|
RIDEFINIRE LE FRONTIERE,
MA FUORI LA TURCHIA
|
Lo ha detto, in una intervista rilasciata al quotidiano
inglese <Sunday Telegraph>, il ministro dell'Interno
francese Nicolas Sarkozy. |
Per Nicolas
Sarkozy, uno dei favoriti alle presidenziali francesi del 2007,
l'Unione Europea deve riformare in fretta le sue istituzioni e
definire chiaramente le sue frontiere, lasciandone fuori la Turchia.
Con un intervento pubblicato sul <Sunday Telegraph>, il ministro
degli Interni francese ritiene che sia indispensabile stabilire un
nuovo quadro geografico e politico dell'allargamento dell'UE, per
riuscire ad "ottenere il sostegno dei cittadini per il progetto
europeo". Il leader dell'Ump valuta che le energie che guidano il
movimento europeista sono ormai "agli sgoccioli".
Sarkozy propone la firma di un mini-trattato che modichi quelli di
Nizza e di Amsterdam, da ratificare nel 2008, prima delle elezioni
euro-parlamentari del 2009. In questo dovranno essere previsti
l'introduzione del voto a maggioranza qualificata nel Consiglio
europeo per numerose materie, il potere del parlamento di eleggere
il presidente della Commissione e la creazione di un ministro
europeo degli Esteri.
Sarkozy giudica poi "illogico, ingiusto e intollerabile" l'attuale
sistema di finanziamenti dell'Unione europea. Infine, il probabile
candidato Ump alla poltrona di Capo di stato francese, si dichiara
favorevole alla formula dei "partenariati privilegiati" con alcuni
Paesi, in primo luogo "il nostro vicino e amico, la Turchia".
"Ci sono delle valide ragioni - scrive Sarkozy - per rafforzare i
nostri legami con la Turchia, senza tuttavia doverle proporre di
divenire stato membro a pieno titolo". (La
Stampa.web)
13.10.2006
|
ORA E' SCONTRO APERTO

|
La Camera dei Deputati in Francia ha approvato la proposta
di legge avanzata dai socialisti che rende un crimine il
rifiuto del genocidio armeno ad opera dei turchi ottomani.
La reazione di Ankara. |
Ignorando le proteste arrivate dalla Turchia, la Camera dei deputati
francese ha approvato giovedì mattina una proposta di legge che
rende un crimine il rifiuto del genocidio armeno avvenuto per mano
dei turchi ottomani, decisione che per il ministero turco degli
Esteri comprometterà seriamente le relazioni tra Parigi e Ankara.
La proposta deve essere ratificata dal Senato e dal presidente
Jacques Chirac prima di diventare legge, ma la Turchia ha già fatto
sapere che il voto ha inferto un duro colpo alle relazioni fra i due
alleati Nato.
"Le relazioni franco-turche, che si sono sviluppate per secoli.. .
hanno ricevuto un duro colpo oggi come risultato della falsa e
irresponsabile presa di posizione dei politici francesi che non
vedono le conseguenze politiche delle loro azioni", ha dichiarato il
ministero degli Esteri in una nota, dove non si precisa se la
Turchia adotterà misure di ritorsione contro la Francia, uno dei
membri fondatori dell'UE.
Gli uomini d'affari francesi temono una reazione molto dura da parte
della Turchia all'approvazione della legge, che non dovrebbe però
avere delle conseguenze negative sull'ingresso di Ankara nell'Unione
Europea.
Una portavoce della Commissione Europea ha infatti fatto notare che
i criteri presi in considerazione nei colloqui per decidere
l'ingresso della Turchia all'Unione Europea non comprendono il
riconoscimento del genocidio di armeni.
La Commissione Europea ha espresso il timore che l'approvazione
della mozione sul genocidio armeno "nuocerà al dialogo sulla
questione", secondo quanto riferito dalla portavoce.
La Turchia respinge fermamente le accuse di genocidio sistematico di
circa 1.5 milioni di armeni nel 1915, durante la disgregazione
dell'impero ottomano nella prima guerra mondiale, sostenendo che le
morti dei cristiani armeni sono avvenute nel corso di in un
conflitto partigiano con i musulmani turchi in cui entrambe le
fazioni hanno perso molti uomini.
Tuttavia la comunità armena in Francia, composta da 500.000 persone,
una delle più grandi comunità in Europa, ha fatto pressioni per
l'approvazione della proposta di legge ed ha ottenuto l'appoggio di
diversi partiti in parlamento.
La mozione è stata approvata con 106 voti a favore e 19 contrari.
NEGARE GENOCIDIO ARMENO COME NEGARE OLOCAUSTO
La Francia ha approvato una proposta di legge nel 2001 che riconosce
ufficialmente il genocidio e la nuova mozione, avanzata dal partito
Socialista all'opposizione, stabilisce che chiunque neghi il
massacro debba essere punito con un anno di carcere e 45.000 euro di
ammenda -- esattamente la stessa multa e punizione prevista per chi
dovesse negare il genocidio degli ebrei per mano dei nazisti nella
seconda guerra mondiale.
Il Governo francese non appoggia la mozione, ma l'Unione per un
Movimento Popolare (Ump), il partito in carica, ha concesso ai suoi
deputati la possibilità di decidere liberamente, un fatto che lascia
prevedere che il voto passerà.
"Immaginate per un secondo se la Germania oggi si rifiutasse di
ammettere l'Olocausto. E' assolutamente inaccettabile", ha detto
alla radio <Rtl> il deputato dell'Ump Patrick Devedjian, che è di
origini armene.
La sua approvazione alla Camera manda ora un segnale molto forte ad
Ankara sulla riluttanza da parte francese di accettare la Turchia
come un Paese pronto per entrare nell'UE e mette in crisi le
relazioni fra Parigi ed Ankara. (Reuters)
__________________________
Due parole appena, riproponendoci nel
prossimo numero di essere più esaurienti. Qui non si tratta di
prendere posizione se il genocidio armeno da parte degli ottomani
del Sultano sia stato veramente compiuto o meno. E poi non è nostro
compito intrometterci in questioni circa le quali sappiamo in realtà
poco o nulla. Quello che desta preoccupazione è che un gruppo di
parlamentari - magari senza alcuna cognizione in materia - si sia
voluto sostituire agli storici votando addirittura una legge secondo
la quale il solo negare il genocidio sia un delitto. Se il metro è
questo, non c'è nazione che si salvi: a cominciare dalla stessa
Francia per i crimini commessi in Algeria, la Spagna per
l'annientamento degli indios, gli Stati uniti per quello dei
pellirosse, l'Australia per lo sterminio degli aborigeni. Ma già il
discorso ci sta portando lontano. La storia, ad ogni modo, devono
farla quelli del mestiere con le carte in mano; non i politici. E
non si venga a parlare della Shoah. Quando arrivarono gli americani
nei campi di sterminio nazisti, i resti dei cadaveri erano ancora
lì. Caldi. Non c'era proprio bisogno di prove!
La verità, a nostro avviso, è un'altra. Ancora una volta Parigi -
come già era avvenuto qualche anno fa - cerca di mettere i bastoni
tra le ruote alla Turchia. E' chiaro che i francesi non vogliono
Ankara dentro l'Unione Europea. Il motivo lo sanno loro, o meglio lo
conosciamo anche noi: tranquillizzare l'uomo della strada -
terrorizzato da una sempre più numerosa popolazione islamica in
terra gallica - promettendogli che i musulmani nella loro entità
nazionale non varcheranno mai la soglia del vecchio Continente. Ed
ecco allora rimescolare nel calderone, oggi con la questione armena,
domani chissà con che cosa. E' un rischio grosso, però. Tenere fuori
della porta la Turchia - quando si sono fatte entrare Romania e
Bulgaria in merito alle quali è meglio tralasciare - potrebbe
irrigidire senza ritorno il Paese della Mezzaluna sospinto sempre
più ad Oriente. E' questo che si vuole?
13.10.2006
|
UN "DURO COLPO" AI RAPPORTI TRA DUE PAESI

|
Molto critico il ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul,
appena appresa la notizia del voto francese. |
La Francia ha assestato un
''duro colpo'' ai suoi rapporti diplomatici con la Turchia. Lo ha
affermato il ministro degli Esteri turco Abdullah Gul dopo aver
appreso dell'approvazione da parte di un ramo del Parlamento
francese di un progetto di legge che punisce con il carcere chi nega
il genocidio armeno commesso durante la prima guerra mondiale . ''Le
relazioni franco-turche, sviluppate meticolosamente nel corso dei
secoli - ha detto Gul - hanno subito un duro colpo per via delle
iniziative irresponsabili di alcuni politici francesi di corte
vedute, basate su accuse infondate. Con questa proposta di legge, la
Francia sta sfortunatamente perdendo il suo status privilegiato con
il popolo turco''. (Asca-Afp)
13.10.2006
|
UN VOTO CHE DANNEGGERA' GLI SFORZI DI RICONCILIAZIONE

|
Il rammarico della Commissione europea per l'approvazione
della proposta di legge sul genocidio armeno. |
La Commissione europea si è
detta dispiaciuta per l'approvazione in prima lettura da parte di un
ramo del parlamento francese d una proposta di legge che rende
passibile di prigione la negazione del genocidio armeno, spiegando
che ''impedirà il dialogo per la riconciliazione'' tra Turchia e
Armenia. ''Questa legge non è ancora entrata in vigore, ma il
Commissario Olli Rehn all'Allargamento ha detto chiaramente in
questi ultimi giorni che, se dovesse essere adottata, impedirà il
dialogo necessario per la riconciliazione su questa questione'', ha
dichiarato Krisztina Nagy, portavoce dello stesso. ''E' molto
importante vedere che in Turchia c'è un'apertura per condurre questo
dibattito'', ha aggiunto Nagy . (Asca-Afp)
13.10.2006
|
VERGOGNOSA LA NUOVA LEGGE

|
Per il presidente del Parlamento turco, Bulent Arinc, la
decisione francese è un "atteggiamento ostile". |
La decisione francese nei
confronti della questione armena riflette un ''atteggiamento ostile''.
La Turchia ha commentato così un disegno di legge approvato da un
ramo del Parlamento francese che rende passibile di carcere la
negazione del genocidio armeno compiuto durante la prima guerra
mondiale. ''E' una decisione vergognosa. Si tratta - ha commentato
il presidente del Parlamento turco Bulent Arinc - di un
atteggiamento ostile nei confronti della nazione turca. E'
inaccettabile''. (Asca-Afp)
13.10.2006
|
L'INVITO DI CHIRAC

|
Il presidente francese da Erevan ha chiesto al Governo turco
di riconoscere il genocidio armeno. |
La Turchia riconosca il
genocidio contro il popolo armeno durante la prima guerra mondiale
prima di entrare nell'Unione Europea. E' la richiesta rivolta ad
Ankara da Jacques Chirac che, a conclusione della sua visita nella
capitale armena di Erevan, ha detto che ''ogni Paese cresce
riconoscendo i suoi drammi e gli errori del passato''. ''La Turchia
dovrebbe riconoscere il genocidio in Armenia per entrare nella UE -
ha detto il presidente francese ripetendo la domanda di un
giornalista durante la conferenza stampa congiunta con il presidente
armeno Robert Kocharian - onestamente penso di sì''. (Adnkronoss-Dpa)
13.10.2006
|
VALORI PER ENTRARE NELL'UNIONE

|
Anche la candidata socialista all'Eliseo, Segolene Royal,
prende posizione sulla questione armena. |
La probabile candidata
socialista alle elezioni presidenziali del 2007, Segolene Royal, ha
dichiarato che la Turchia deve riconoscere il genocidio del popolo
armeno se vuole entrare nella Comunità Europea.
"Non si deve cedere su un certo numero di valori", ha detto Royal,
secondo la quale bisogna "aiutare i Paesi a progredire".
"Non siamo obligati a farlo in modo brutale, provocatorio, per dare
una lezione", ha aggiunto la presidente della regione
Pouitou-Charentes, ricordando le difficoltà che la Francia ha avuto
a riconoscere alcune parti della sua storia come la retata del Vel
d'Hiv del luglio 1942, nella quale la polizia arrestò circa 13 mila
ebrei parigini, la maggior parte dei quali è morta ad Auschwitz.
"Non bisogna né chiudere gli occhi né maltrattare un Paese", ha
detto Royal, la quale ha sottolineato che "non è facile per alcuni
Paesi riconoscere dei soprusi, degli episodi contrari alla dignità
umana". (Ansa)
13.10.2006
|
IL GOVERNO DI PARIGI IN IMBARAZZO

|
Sul caso Armenia l'Esecutivo comunque minimizza la portata
della legge e punta ad un insabbiamento del testo durante la
navetta con il Senato. |
E' una legge
sul genocidio armeno: ma quella approvata dall'Assemblea Nazionale
francese (doprà ancora ripassare al Senato e poi tornare alla
Camera) sembra soprattutto una faccenda mata per movimentare le
acque della politica interna francese e per imbarazzare il governo
conservatore. Eppure non sarà facile per la diplomazia di oltralpe
placare l'irritazione della Turchia: il voto da parte dei deputati
della legge che introduce sanzioni penali per chiunque neghi il
genocidio degli armeni.
"le relazioni franco-turche, che si sono sviluppate nel corso dei
secoli, sono state danneggiate oggi (giovedì 12, ndr) dalle
affermazioni false e responsabili di personalità politiche francesi
che non vedono le conseguenze politiche dei loro atti", è stato
sottolineato ad Ankara subito dopo il voto. "Liberté, Egalité,
Stupidité". Questo è stato il primo titolo dell'edizione on-line
dell'autorevole quotidiano <Hurriyet>, che insieme a molti altri ha
seguito il voto dell'Assemblea Nazionale minuto per minuto. Il
Governo francese, imbarazzato da una legge della quale non sentiva
la necessità e che, dal punto di vista diplomatico, rafforza presso
Ankara il sentimento che la Francia sia il principale avversario
della sua adesione all'Unione europea, ha dichiarato di non
sostenere il provvedimento.
L'Esecutivo, fortemente imbarazzato, minimizza la portata della
legge e punta ad un insabbiamento del testo durante la navetta con
il Senato.
"L'iniziativa socialista solleva un doppio problema", ha osservato
<Le Monde>. "Scrivere la storia non è compito della legge", aveva
sostenuto il presidente della Repubblica Jacques chirac a proposito
di un'altra legge, approvata a febbraio, e che parlava del "ruolo
positivo" della colonizzazione francese. "La storia è affare degli
storici", ha rimarcato il quotidiano, e questo testo "renderà più
gravi le violazioni della libertà di espressione" in Francia.
L'altro problema, ha proseguito <Le Monde>, riguarda le relazioni
con Ankara: "Giornalisti e universitari turchi, che sono riusciti a
rompere il tabù del genocidio nel loro paese, ritengono che la legge
fornirà degli strumenti ai nazionalisti, pronti ad esigere dal
governo di Ankara, che lo ha già fatto, delle rappresaglie
economiche". (da
Apcom)
13.10.2006
|
ESULTANO GLI ARMENI:
"UNO STORICO
PASSO AVANTI"

|
L'emozione del presidente della Federazione euro-armena,
Hilda Tchoboian. |
"Salutiamo con
emozione questo storico passo avanti con il quale, ancora una volta,
la Francia indica la strada del progresso, dell'umanesimo e della
dignità. L'idra negazionista è un tumore della libertà di
espressione e una minaccia per l'ordine pubblico he è bene
sradicare". Così Hilda Tchoboian, presidente della federazione
euroarmena, ha commentato in una nota il voto dell'Assemblea
nazionale francese sulla legge che criminalizza il diniego del
genocidio armeno 1915.17.
Riferendosi ai provvedimenti assunti dalle autorità contro forze
politiche negazioniste in Belgio, Olanda e Germania, la federazione
euro-armena auspica "un approccio paneuropeo alla questione",
attraverso l'introduzione di "una legislazione penale europea tesa a
mettere un freno alle varie forme di negazionismo esistenti in
Europa. E' veramente l'ora", ha concluso Tchoboian". (Apcom)
13.10.2006
|
GLI INSULTI AD ATATURK
|
Un quotidiano di Sidney ha pubblicato una immagine che
mostra il ministro delle Finanze australiano vestito come il
Padre della Patria turco. L'accusa è quella di avere
riabilitato Mustafa, colpevole secondo i media locali
di genocidio armeno. Per Peter Costello, il presidente turco
era stato invece un modello positivo. |
An Australian newspaper
published a cartoon showing Australian Finance Minister Peter
Costello pulling Ataturk's body from his grave.
In the cartoon, Ataturk was holding a paper that read "Armenian
genocide."
A caption under the cartoon read, "He [Castello] raiseth up Ataturk."
In the article accompanying the cartoon, the writer asserted Turkey
abolished most of the restrictions imposed by Ataturk.
Dennis Altman, writer of the article, indicated it was ironic of
Costello to have praised Turkey last week.
The article claimed Ataturk saw religion as a barrier against
progress; therefore, he attempted to prevent religion from holding a
public role in modern Turkey.
It was further asserted that Ataturk tried to impose his opinions in
a way that could shock both secular and pious Australians.
During a speech last week, Costello pointed to secular Turkey,
founded by Ataturk, who commanded Turkish forces in Gallipoli, as a
model of leadership for the Islamic world. (Anka/Zaman)
13.10.2006
|
LA MINACCIA REAZIONARIA

|
Così l'ha definita il Capo dello Stato turco, Ahmet Necdet
Sezer, a proposito del pericolo strisciante del
fondamentalismo islamico nel Paese. |
Il
presidente della Repubblica turca, Ahmet Necdet Sezer, energico
difensore della laicità dello Stato ha approfittato del suo discorso
all'apertura dei Parlamenti di Ankara per mettere in guardia contro
la "minaccia reazionaria", termine solitamente usato per indicare il
fondamentalismo islamico.
"Una delle minacce che pesano sulla sicurezza interna del nostro
Paese dalla fondazione della Repubblica e la cui influenza continua
a crescere è il pericolo reazionario" i cui obiettivi, ha
sottolineato Sezer, "non sono cambiati" e consistono nel "rovesciare
i valori dello Stato".
"E' evidente che la moltiplicazione degli sforzi per svuotare,
mettendola in discussione, la sostanza del concetto di laicità...per
infiltrarsi nella funzione pubblica, per far passare la religione
dalla sfera individuale e quella dello Stato...hanno aumentato le
tensioni sociali", ha aggiunto Sezer, il cui settennato, non
rinnovabile, scade il prossimo aprile". (Ansa)
13.10.2006
|
L'AVVERTIMENTO
|
Il Capo di Stato Maggiore della Difesa turco, gen. Yasar
Buyukanit, ha messo in guardia contro la minaccia
"reazionaria" dell'estremismo islamico. |
Il Capo di Stato Maggiore
della Difesa turco ha avvertito che la Turchia si trova a
fronteggiare una minaccia "reazionaria" dell'estremismo islamico.
A mettere in guardia contro tale minaccia è stato il generale Yasar
Buyukanit, dopo che negli ultimi giorni avvertimenti analoghi sono
arrivati da altri militari turchi di primo piano.
Si tratta di chiari segnali di una crescente tensione tra il Governo
turco legato all'Islam e la potente gerarchia militare.
Buyukanit ha aggiunto che le Forze Armate turche sostengono la
volontà del Paese di entrare nell'Unione Europea, ma ha precisato
che hanno il diritto di difendersi dalle critiche dell'UE.
Rappresentanti dell'Unione hanno criticato l'abitudine dei militari
di esprimersi pubblicamente su questioni politiche. (Reuters)
13.10.2006
|
I MERCATI TENGONO
|
In
Turchia - dove tutto sembra essere messo in discussione -
restano l'unico punto certo. |
In un momento
in cui tutto in Turchia sembra essere messo improvvisamente in
discussione, la Borsa di Istanbul ed i mercati finanziari sembrano
restare l'unico punto certo. Chi aspettava un crollo dopo le
dichiarazioni del presidente della Repubblica Ahmet Necdet Sezer e
del Capo di Stato Maggiore, generale Yasar Buyukanit, si sbagliava.
Borsa e mercati stanno tenendo. (da
Apcom)
13.10.2006
|
NESSUN PERICOLO
|
Il Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan ha contestato
le prese di posizione del Capo dello Stato e dei vertici
militari sulla minaccia fondamentalista. |
Il premier
turco, Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato in aperta polemica con il
Capo dello Stato e con i vertici militari che "in Turchia non esiste
la minaccia del fondamentalismo religioso".
"In Turchia tale minaccia non esiste e il Governo sta prendendo
provvedimenti contro l'estremismo", ha dichiarato il Primo Ministro,
citato dalla <Cnn> turca. (da
Ansa)
13.10.2006
|
"CI VORREBBE
UN NUOVO
KEMAL MUSTAFA"

|
A dirlo Ertugul Osman, pronipote dell'ultimo sultano turco
Abdulhamid II. Il principe - che ha 87 anni - ha parlato
senza peli sulla lingua del proprio Paese. |
Se ci fosse ancora il
sultanato, anche solo costituzionale, lui sarebbe sul trono occupato
da Solimano il Magnifico. Potrebbe risiedere nel palazzo di
Dolmabahçe, sul Bosforo, e guarderebbe al Topkapi come la sua
ex-dimora. Ertugul Osman, 87 anni, è il diretto discendente della
potente dinastia ottomana, che per cinque secoli guidò uno degli
imperi più grandiosi della storia. Pronipote dell'ultimo sultano,
Abdulhamid II, Ertugul Osman è un uomo dalle idee progressiste e
illuminate. Così tanto che, intervistato dalla stampa sulla crisi
politica che sta attraversando il paese, ha dichiarato senza peli
sulla lingua che la Turchia è stata molto fortunata ad avere uno
statista come Ataturk e che ne dovrebbe nascere un altro anche oggi.
Parlando ella "necessità per la Turchia di guardare verso Ovest",
l'erede dell'Impero ottomano ha detto che il suo popolo non può
assolutamente permettersi di fare passi indietro. Incalzato dai
giornalisti, Ertugul Osman ha però gettato anche acqua sul fuoco.
Parlando della "naturale vocazione della Turchia alla moderazione",
il principe ha sottolineato che anche ai tempi dei suoi avi, quando
nel Paese era in vigore la legge islamica della Svaria, la società
turca è sempre stata lontana dal raggiungere le interpretazioni
radicali proprie dei paesi arabi. (Apcom)
13.10.2006
|
LA CHIESA CHIEDE DI "LIBERARE" LA SCUOLA DEL PATRIARCATO

|
Fondata in Turchia nel 1842, la scuola è di fatto chiusa dal
1971, in quanto la possono frequentare solo giovani turchi di
religione ortodossa, che sono sempre troppo pochi. Il
Patriarcato spera che la visita di Benedetto XVI aiuti ad
ottenere il rispetto della libertà di religione e dei diritti
delle minoranze. |
Quest'anno è stato rifatto
l'impianto elettrico, dopo che l'anno scorso erano state sostituite
le vecchie finestre di legno con quelle di alluminio; le pareti sono
di un bel rosa antico e bianco; i banchi sono scrittoi: alti, di
legno nero, sagomati, con il piano che si solleva e la sedia di
legno intarsiato. Vuoti. Non ci sono alunni. Nessuno.
Fondata nel 1842, la Scuola teologica del Patriarcato ecumenico di
Costantinopoli sorge in cima ad un'isoletta del mar di Marmara,
Halki, ad un'ora e mezzo di navigazione da Istanbul, ricca di boschi
e di villette per vacanze. Sull'isola non possono circolare
automobili o altri mezzi a motore, così per muoversi, ed anche per
salire alla scuola, che la domina, si deve prendere una delle
colorate carrozzelle con due cavalli che fanno da taxi.
Doroteos, il sacerdote ortodosso che ne è il responsabile, racconta
ai visitatori che la Scuola è stata fondata sul luogo di precedenti
insediamenti sacri: ci sono ruderi del IX secolo. Distrutta o
danneggiata dai terremoti che qui non sono rari, l'attuale edificio
è completamente antisismico ed. ha la forma di una "p" greca, in
onore di San Paolo. Ha funzionato durante l'Impero ottomano ed ha
continuato a svolgere il suo compito di formazione sotto la
Repubblica turca....Fino al 1971.
Da allora, di fatto, è chiusa. La potrebbero frequentare solo
studenti turchi di religione ortodossa, ma in tutta la Turchia, la
comunità ortodossa, che all'epoca della fondazione della scuola
contava quasi 200mila fedeli, oggi ne ha alcune migliaia, meno di
5mila. A Haliki, i cristiani erano 180, ora sono 25. Così, non si
riesce mai ad avere abbastanza studenti turchi di religione
ortodossa che vogliano frequentare questa scuola. "Abbiamo chiesto -
dice Doroteos - l'iscrizione per 5 studenti, ma hanno detto che
sarebbe costato troppo e li hanno mandati in altre scuole". "La
soluzione naturalmente c'è: basterebbe consentire la frequenza a
studenti ortodossi stranieri". Ma per loro, il Governo impone un
visto che scade dopo tre mesi. Persino la proprietà della scuola,
della quale il Patriarcato ha i titoli, non è sicura.
Una atmosfera surreale
- Lo stesso Governo, però, ha nominato, secondo la legge, un
vicedirettore, anzi una vicedirettrice. Si chiama Perla. Il cognome
non lo dice; si limita a spiegare che il suo lavoro attuale è
spedire la posta al Ministero dell'istruzione. Alla domanda "che
rapporti avete con lei?", uno dei pochi ortodossi presenti risponde
"umani".
L'atmosfera è surreale. Tutto è pulito, ordinato e vuoto: il
refettorio, l'aula magna con i ritratti dei rettori alle pareti di
stoffa rossa e un'icona della Madonna su una sedia al centro, la
biblioteca. "Ci sono 60mila volumi di 33 diverse materie - spiega
Doroteos - ed anche libri antichi. Alcuni studenti vengono anche
dagli Stati Uniti o dall'Australia, per preparare le tesi di laurea.
Naturalmente possono stare qui per non più di tre mesi".
E c'è anche un piccolo appartamento per le eventuali visite del
patriarca ecumenico. L'attuale, Bartolomeo I, qui ha studiato prima
e insegnato poi e continua a venire in visita, "anche una volta al
mese". Ci vengono anche metropoliti e religiosi, per motivi di
studio. Attualmente c'è un metropolita
Al Patriarcato ecumenico sostengono che la chiusura della Scuola
costituisce una violazione dell'articolo 40 del Trattato di Losanna,
col quale la Turchia si è impegnata a garantire i diritti delle
minoranze, e dell'articolo 24 della Costituzione turca, che
garantisce la libertà di religione e di educazione. Garanzie che
sono previste anche dall'articolo 9 della Convenzione Europea sui
diritti dell'uomo, che la Turchia ha firmato. Ora, però, sembra che
l'Europa si sia mossa: è di pochi giorni una risoluzione del
Parlamento europeo che chiede ad Ankara di consentire al Patriarcato
di far funzionare "il seminario" di Haliki.
Da parte sua, Bartolomeo I non nasconde di sperare che la visita di
Benedetto XVI in Turchia, a novembre, sia di aiuto anche alla
libertà di religione e ai diritti delle minoranze. Cattoliche e
ortodosse. (Franco Pisano/AsiaNews.it)
13.10.2006
|
INCONTRO EUROPEO PER LA SOLIDARIETA' A CUBA
|
Riuniti ad Istanbul i rappresentanti delle organizzazioni di
23 Paesi. Un comunicato stampa dell'ambasciata del Governo
avaniano. |
Con la
partecipazione di numerosi delegati provenienti da 23 Paesi europei
si è concluso a Istanbul l'Incontro Europeo delle Organizzazioni di
Solidarietà con Cuba, informa un comunicato-stampa dell'ambasciata
di Cuba in quella nazione.
Alla riunione era presente una delegazione della Maggiore delle
Antille guidata da Sergio Corrieri, presidente dell'Istituto Cubano
di Amicizia con i Popoli (Icap).
La fonte precisa che la dichiarazione finale, firmata dai
partecipanti all'incontro, ratifica la volontà di quel movimento
europeo di continuare a lavorare per la solidarietà e l'amicizia con
il popolo cubano e la sua Rivoluzione.
Riflette anche le posizioni delle organizzazioni che esigono dai
governi del cosiddetto Vecchio Continente di condannare la politica
inumana e aggressiva contro Cuba, riassunta recentemente nel
cosiddetto piano Bush, così come far pressione su Washington
affinché il terrorista internazionale Luis Posada Carriles venga
estradato in Venezuela.
Esige anche l'immediata liberazione di Gerardo Hernández, René
González, Ramón Labañino, Antonio Guerrero e Fernando González, i
cinque patrioti cubani tenuti ingiustamente prigionieri nelle
carceri statunitensi per aver combattuto il terrorismo.
La nota dell'ambasciata cubana precisa che si esige anche la
sospensione della cosiddetta posizione comune dell'Unione Europea e
l'esercizio di una politica più giusta e indipendente per quanto
riguarda Cuba, che rappresenti i veri sentimenti d'amicizia e
rispetto esistenti tra i popoli europei e cubano.
Nel corso dell'evento è stato deciso di continuare ad appoggiare
Cuba nel suo impegno di portare avanti una società esempio
dell'esercizio dei diritti umani, che comprendono il diritto alla
sanità pubblica e all'educazione gratuita, negata a molti popoli del
mondo.
La dichiarazione finale riassume la convinzione di tutti i
partecipanti che l'Isola continuerà ad avanzare nel suo sviluppo
integrale e nell'applicazione del programma dell'Alternativa
Bolivariana per le Americhe (Alba) in America Latina, dimostrando
che un altro mondo migliore è possibile, afferma la fonte (Gramma
International)
13.10.2006
|
SOCIETA'
ERDOGAN OTTIMISTA: "VINCERO' LE ELEZIONI"

|
Il premier turco più che mai convinto di riportare lo
stesso successo ottenuto nel 2002. |
C'è aria di ottimismo in casa
dell'Akp, il partito di orientamento islamico moderato a cui fa capo
in Turchia anche il premier Recep Tayyip Erdogan. Ad un anno dalle
elezioni, la formazione politica pensa che bisserà il successo
ottenuto nelle consultazioni del 2002.
Fra i più positivi c'è proprio Erdogan che ha dichiarato: "In questi
quattro anni abbiamo lavorato per cambiare il paese, in molti non si
sono resi conto della portata della nostra azione politica, ma
adesso cominciamo a raccogliere i primi frutti. Continueremo anche
nella prossima legislatura. Se l'opposizione presenterà proposte
costruttive, saremo lieti di accettarle". Un discorso simile a chi
pensa di avere già vinto le elezioni:
Erdogan ne ha approfittato non solo per fotografare lo stato di
salute del suo partito, ma anche per togliersi qualche sassolio
dalle scarpe: "Qualcuno - ha continuato il premier - ha detto che ad
Ankara non ci sono mai. Non è vero. Semplicemente, o sono all'estero
per qualche impegno importante, o giro per il Paese per vedere quali
siano le sue reali esigenze. Alla fine della legislatura non ci sarà
provincia turca che potrà dire di non avermi mai visto". (da
Apcom)
13.10.2006
|
UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE

|
Secondo la <Ntv> turca sarà in vigore per le prossime
elezioni del 2007. Sarà appoggiata dall'opposizione solo
se sarà modificato il testo sull'immunità parlamentare. |
Il premier Recep Tayyip
Erdogan lavora per cambiare la legge elettorale. Ad annunciarlo è la
<Ntv>, attendibile emittente privata, secondo la quale il pacchetto
di riforma sarebbe già in fase di redazione e potrebbe incontrare
anche l'appoggio di buona parte dell'opposizione. Due gli aspetti
più importanti. Il primo riguarda la modalità di elezione, per la
quale su 550 parlamentari 100 dovranno essere eletti sulla base di
collegi nazionali e non più nelle singole province. Il secondo,
invece, diminuisce l'età minima per essere eletti da 30 a 25 anni.
La nuova legge dovrebbe essere già operativa per le prossime
elezioni politiche, nel 2007. La riforma, per poter passare ha
bisogno di 367 voti a favore. L'<Akp> da solo, il partito del
premier, ne ha a disposizione solo 355, quindi ha bisogno
dell'opposizione. Appoggio che è sicuro ma non scontato. Il Chp,
infatti, principale partito di centrosinistra, ha fatto sapere che
voterà il pacchetto solo se il Governo modificherà la legge
sull'immunità parlamentare.
Intanto i <Simit Sarayi>, i fast food che vendono cibi derivati
dalla tradizione gastronomica turca, si trovano a fare i conti con
la concorrenza di <Mc Donald's>, che continua ad aprire numerosi
punti vendita. Un'espansione che il proprietario prende come un
gesto di sfida. E che non è disposto a perdere. "McDonald's ha
34mila punti vendita? Bene, noi arriveremo a 34.001" ha annunciato
Haluk Okutur, uno dei proprietari del marchio. Il piano è aprire
nuovi punti di ristorazione, che arriveranno a quota 100 in tutta la
Turchia nel 2007. Il simit (una specie di ciambella di pane
ricoperta di semi di sesamo) è il piatto forte del negozio, dove
però si possono trovare anche deliziosi tipi di borek (pasta sfoglia
ripiena) nonch‚ pide turche e l'immancabile tea del mar Nero. Haluk
Okutur ha sottolineato anche la maggiore convenienza del fast food
turco, dicendo che se un hamburger menù costa 8 lire turche, per un
caldo simit ne bastano al massimo due. La guerra è iniziata. E la
Simit Sarai ha già investito 10 milioni di dollari. (Denaro.it)
13.10.2006
|
AL VOTO TRA UN ANNO

|
I cittadini turchi - come ha spiegato il presidente del
Parlamento Bulent Arinc - saranno chiamati alle urne nel
mese di ottobre. |
Ormai è come se fosse
iniziata la campagna elettorale. Il presidente della Grande
Assemblea nazionale (il Parlamento turco) ha fatto sapere che
nel mese di ottobre del 2007 i cittadini saranno chiamati al
voto per decidere la composizione del nuovo Parlamento. "La data
delle consultazioni - ha fatto sapere Bulent Arinc - potrà
essere il 15, il 21 o il 28 ottobre".
Gli elettori decideranno chi guiderà la quinta legislatura del
paese a partire dal 1982, anno in cui furono indette libere
elezioni dopo il terzo golpe militare del 1980. Arinc ha
approfittato anche per sottolineare che l'esecutivo guidato da
Recep Tayyip Erdogan rimarrà in carica fino a fine legislatura e
che no sono previste elezioni anticipate. (Apcom)
13.10.2006
|
ASSOCIAZIONE ITALIA-TURCHIA
|
Nominato il nuovo presidente nella persona del Cavaliere
del Lavoro, Giorgio Zappa, direttore generale di <Finmeccanica>. |
Il
Cavaliere del lavoro Giorgio Zappa, direttore generale di <Finmeccanica>,
è stato nominato presidente dell'Associazione di Amicizia
Italia-Turchia, organizzazione che riunisce personalità del
mondo della cultura e dell'economia dei due Paesi. Nel corso
della cerimonia, tenutasi presso l'Ambasciata turca in Italia,
oltre alla nomina di Zappa - che succede a Franco nobili - sono
stati anche nominati i presidenti onorari dell'Associazione,
l'ambasciatore turco in Italia Ugur Ziyal e l'ambasciatore
italiano in Turchia Carlo Marsili.
Tra le varie iniziative in corso da parte dell'associazione vi è
l'organizzazione degli eventi collegati alla celebrazione dei
150 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Turchia. (Agi)
13.10.2006
|
SARANNO DUE
I TUNNEL
SOTTO IL BOSFORO

|
Dopo che saranno ultimati i lavori del "Marmaray
project>, si darà il via ad una nuova impresa dedicata
esclusivamente ai veicoli. |
Once Istanbul finishes its Marmaray project, which will put a
subway system underneath the Bosphorus, a second tube tunnel
will be built for vehicles.The project, hoped to ease the
ancient city of 15 million's traffic burden, will be based on
the build-operate-transfer model and realized with no guarantee
from the Treasury.
The Ministry of Transport's General Directorate of Railways,
Ports, and Airports Construction (Dlh) applied to the High
Planning Council for the construction of the second tunnel.
The Council's approval is needed for the construction of the
tunnel, expected to cost $370 million.
The new tube channel differs from Marmaray because it only
allows passage of vehicles.
It will be designed differently than the first Marmaray tunnel.
In contrast to the first tunnel, which was constructed using the
sinking technique, the second tunnel will be designed by tunnel
diggers, or "moles".
The new tube channel will be constructed on a two-tier system
with traffic flowing in opposite directions.
The project was approved also by the Parliamentary Commission on
Public Works and Settlement March 2006.
The construction of the first tunnel of the Marmaray project
continues.
The 76 km railway line will have stops at the Istanbul
neighborhoods of Gebze, Sogutlucesme, Uskudar, Sirkeci, Yenikapı
and Halkali.
The hourly capacity of the current suburban line in a single
destination will rise from 10,000 person-capacity to 75,000.
The tunnels' construction started in 2004 and is operated by
Japan's Taisei-Kumagai Gumi and Turkish companies Gama and Nurol.
The project is expected to cost a total of $3.16 billion,
including a $2.6 billion foreign loan.
Approximately $250 million was spent for the project by the end
of 2005 and $265 million has been allocated for 2006.
The project is anticipated to be completed by 2009. (Anadolu
News Agency/Zaman)
13.10.2006
|
COLLABORAZIONE

|
Come ha spiegato il ministro della Salute Livia Turco,
"il settore socio-sanitario darà parte importante nei
futuri rapporti" Italia-Turchia. |
"Il settore
socio-sanitario sarà parte importante nei futuri rapporti" tra
Italia e Turchia. Ne è convinta il ministro della Saluta Livia
Turco che alla Farnesina martedì scorso aveva aperto con il
ministro degli Eteri Massimo D'Alema e quello del Commercio
internazionale Emma Bonino la seconda sessione plenaria del
Tavolo permanente sulla Turchia.
La Turco ha sottolineato come questa collaborazione "rafforzi le
possibilità di godimento dei diritti umani e delle libertà
fondamentali" tra le quali c'è quella alla salute.
"La stretta collaborazione che intendiamo stabilire con la
Turchia - ha aggiunto il ministro (che all'inizio del prossimo
anno, forse già a gennaio si recherà in visita ad Ankara, ndr)
- va nella direzione di una progressiva integrazione dei servizi
sanitari turchi negli standard europei" ed in questo l'Italia
viene ritenuta dalle autorità turche "un partner privilegiato".
Turco ha infine annunciato una sua visita ad Ankara per l'inizio
del prossimo anno innanzitutto "per incoraggiare e sostenere la
Turchia a svolgere un ruolo fondamentale per l'integrazione
delle politiche sanitarie dei Paesi del Mediterraneo". (Ansa)
13.10.2006
|
SUCCESSO ITALIANO
AL CONGRESSO
DI ONCOLOGIA:

|
IL Congresso scientifico di Istanbul ed il commento del
prof. Francesco Cognetti: ''L'aggiunta della terapia
ormonale alla radioterapia in pazienti con cancro della
prostata localmente avanzato abbassa significativamente
il tasso di recidiva". Poche le informazioni sul tumore
alla mammella.
|
Un
lavoro selezionato come
il più importante del
congresso, altre sette presentazioni scientifiche,
numerosi poster: il
Regina Elena di Roma è l'Istituto che ha portato il maggior
contributo scientifico al congresso della Società Europea di
Oncologia (Esmo) in corso ad Istanbul fino al 3 ottobre.
''Si tratta di un indubbio riconoscimento per noi - ha
commentato il prof.
Francesco Cognetti, direttore scientifico dell'Ire -
perché abbiamo presentato una serie di lavori che sono stati
riconosciuti ed apprezzati dalla comunità scientifica
internazionale presente in questo congresso che coinvolge oltre
7000 esperti provenienti da Europa, Usa e Giappone''.
''In particolare - ha aggiunto Cognetti - il gruppo che ho
istitutito sulle metanalisi degli studi comparativi pubblicati
in letteratura su varie tematiche o quesiti ancora non risolti
nel trattamento di alcuni tumori come quello della prostata,
vescica, polmone, pancreas e mammella ha realizzato studi di
grande rilievo a livello mondiale. Nello specifico si dimostra,
per esempio, che
l'aggiunta della terapia ormonale alla radioterapia in pazienti
con cancro della prostata localmente avanzato abbassa
significativamente il tasso di recidiva e sembra migliorare
anche la sopravvivenza di questi malati. Questo lavoro
che viene presentato dal dott.
Paolo Carlini
è stato il primo selezionato per la sessione plenaria''.
In un altro studio di metanalisi, emerge l'effetto positivo
sulla riduzione delle recidive e sulla sopravvivenza della
chemioterapia effettuata dopo intervento chirurgico nei pazienti
operati per carcinoma della vescica. Questa ipotesi è in corso
per altro di verifica con uno studio nazionale coordinato dal
Regina Elena che vede la partecipazione di circa 100 centri in
tutta Italia.
''Un successo che ci
inorgoglisce - ha concluso Cognetti - perché conferma
l'ottimo stato della ricerca all'Istituto e il contributo
estremamente positivo svolto dai giovani che abbiamo inviato
negli anni scorsi in prestigiosi centri di ricerca a livello
internazionale". (Adnkronos/IGN
Cronaca)
____________________________
Informazioni poco
esaurienti - I
risultati di uno studio recente svolto su donne europee con
tumore della mammella allo stadio iniziale e presentato per la
prima volta al Congresso dell'Esmo (European Society for Medical
Oncology), indica che il fabbisogno di informazioni delle
pazienti non viene soddisfatto e che vi è un livello
inammissibilmente basso di coinvolgimento delle pazienti in
decisioni su terapie che potrebbero potenzialmente prolungare la
loro vita . L'indagine ha rivelato che sono particolarmente meno
informate le donne più anziane, quelle meno istruite e quelle
senza accesso a Internet.
"La nostra indagine dimostra che le informazioni fornite alle
pazienti relativamente alla terapia endocrina adiuvante non sono
certo ottimali", ha affermato uno dei membri del comitato
direttivo del Gaea, Yvonne Wengström, presidente dell'Eons (European
Oncology Nursing Society) del Karolinska Institute, Stoccolma,
Svezia. "Nonostante il personale sanitario sia una fonte di
informazione molto affidabile per le pazienti, l'indagine ha
dimostrato che le pazienti non hanno ricevuto informazioni
esaurienti sulla logica della cura e sulle sue potenziali
conseguenze. In effetti, a molte pazienti non sono state neppure
offerte delle scelte sulle terapie disponibili. Le pazienti che
hanno partecipato all'indagine hanno espresso il desiderio di
voler ricevere più informazioni sulla cura e in modo particolare
sugli effetti collaterali."
L'indagine, che fa parte dell'iniziativa Gaea, ha coinvolto 547
donne in menopausa con tumore della mammella allo stadio
iniziale provenienti da nove Paesi europei. L'indagine si
prefiggeva di conoscere il livello di conoscenza e di
comprensione delle donne relativamente alla terapia endocrina
adiuvante (ormonale) e al rischio di recidiva, al coinvolgimento
delle pazienti nella presa di decisioni sulla cura e al loro
fabbisogno di informazioni e supporto. La terapia endocrina
adiuvante viene somministrata dopo l'intervento chirurgico per
il tumore al seno onde ridurre il rischio di recidiva e viene di
solito seguita per almeno cinque anni. Si hanno a disposizione
tipi diversi di terapie, ognuna delle quali presenta un diverso
profilo di rischio-beneficio per la paziente. Le pazienti devono
conoscere lo scopo della cura endocrina adiuvante e il rapporto
di rischio-beneficio in modo da poter effettuare una scelta
informata.
Terapia endocrina
- "Come medici, non stiamo chiaramente soddisfacendo le esigenze
delle pazienti dato che non le coinvolgiamo nella decisione di
iniziare la terapia endocrina adiuvante e non stiamo dando loro
le informazioni di cui hanno bisogno per prendere tali
decisioni", ha affermato il Dott. Alberto Costa, direttore dell'Esp,
Scuola Europea di Oncologia , Milano, Italia e membro del
comitato direttivo di Gaea. "Questa non è una prassi medica
efficace. Sulla base di questi risultati, Eso metterà a punto
delle iniziative mirate ad aiutare i medici a perfezionare la
loro capacità di comunicazione e a diventare più efficaci nel
soddisfare le esigenze delle pazienti."
Solo il 22% delle pazienti è stato molto o completamente
coinvolto nella decisione di iniziare la terapia endocrina
adiuvante e tra queste il minor coinvolgimento si è evidenziato
tra le donne di età superiore ai sessant'anni. Molte donne che
hanno partecipato all'indagine si ritengono insoddisfatte per lo
scarso livello di coinvolgimento nella presa di decisioni sulla
cura da seguire.
Non sorprende che le donne che erano state coinvolte più
attivamente nella decisione di iniziare la terapia ormonale
erano anche quelle che avevano ricevuto maggiori informazioni
sugli effetti collaterali e sulla durata della cura rispetto
alle donne che non erano state coinvolte affatto. Le pazienti
attivamente coinvolte avevano anche ricevuto più informazioni
sui vantaggi dell'assunzione a lungo termine della terapia
adiuvante e sul rischio che il tumore al seno si ripresentasse.
"Le esperienze precedenti ci hanno dimostrato che le pazienti
attive e ben informate ottengono risultati migliori dal
trattamento", ha precisato Ingrid Kössler, presidente di <Europa
Donna, la coalizione europea per la lotta contro il tumore alla
mammella>. "Questi risultati mettono in luce che relativamente
alla conoscenza le pazienti con tumore alla mammella che hanno
un più elevato livello culturale comunicano meglio e quindi è
necessario dedicare maggiori sforzi per risolvere questa
situazione e soddisfare i fabbisogni di donne più anziane e meno
istruite."
Per ulteriori informazioni sull'Iniziativa Gaea, visitare
l'indirizzo
www.gaeainitiative.eu.
Note -
Informazioni sull'Iniziativa Gaea e sul sondaggio delle
pazienti.
L'Iniziativa Gaea è frutto di una collaborazione tra Eso, Eons e
Novartis Oncology. L'indagine, che fa parte dell'iniziativa, è
stata strutturata in modo da comprendere il livello di
conoscenza delle donne in menopausa relativamente al rischio di
recidiva del tumore iniziale alla mammella in fase iniziale,
alla terapia ormonale adiuvante, il loro atteggiamento nei suoi
confronti e infine identificare i bisogni delle pazienti
relativamente all'informazione e al supporto e come poterle
soddisfare nel modo migliore. Europa Donna, la coalizione
europea per la lotta contro il tumore della
mammella, nell'ambito dell'iniziativa Gaea ha svolto il ruolo di
coordinatore ponendo molta attenzione alla salvaguardia delle
pazienti.
L'indagine delle pazienti Gaea è stata eseguita tra pazienti con
tumore al seno in menopausa che seguivano una terapia endocrina
adiuvante in nove Paesi europei: Austria (n=34); Francia (n=92);
Germania (n=82); Ungheria (n=34); Italia (n=90); Spagna (n=71);
Svezia (n=36); Svizzera (n=12) e Regno Unito (96). Sono stati
analizzati in tutto 547 questionari. Le donne potevano prendere
parte all'indagine se avevano ricevuto diagnosi di tumore della
mammella allo stadio iniziale (definito come localizzato al
tessuto mammario e/o ai linfonodi circostanti), erano in
menopausa e stavano attualmente
ricevendo una terapia ormonale adiuvante da almeno un anno. per
maggiori informazioni: Matthew Kent, Phone:
+44-(0)-7899-876-685, Email: matthew.kent@toniclc.com, Website:
www.gaeainitiative.eu
(ImmediaPress)
13.10.2006
|
CODICE CIVILE
E LEGAMI
TRA DUE PAESI

|
Il consigliere federale elvetico Christoph Blocher -
intervenendo alle celebrazioni per gli 80 di questo
ordinamento - si è detto orgoglioso, e al tempo stesso pieno
di umiltà, per il fatto che il sistema svizzero fosse stato
preso a modello da Kemal Ataturk. |
Il
consigliere federale Christoph Blocher, intervenendo alle
celebrazioni per gli 80 anni del Codice civile turco, si è detto
fiero che la Svizzera abbia contribuito a ricreare un sistema
giuridico, offrendo da modello il proprio Codice. "Questo ci
riempie contemporaneamente di orgoglio e di umiltà e costituisce
un forte legame tra i nostri due Paesi", ha affermato Blocher
davanti a 200 personalità riunite all'università di Ankara.
A scuola "eravamo fieri che la grande Turchia avesse ripreso -
dalla piccola Svizzera - il Codice civile", ha esordito Blocher.
"Quando, negli anni Quaranta del secolo scorso, questo fatto
riempiva d'orgoglio il mio cuore di ragazzino, non m'immaginavo
neppure lontanamente che avrei avuto l'onore di presenziare a
questi festeggiamenti".
Il consigliere federale ha poi raccontato un episodio personale
che in passato lo vide confrontato con la Turchia. "Quando in
qualità di giovane collaboratore giuridico presso l'impresa - di
cui sarei diventato proprietario in seguito - mi trovai a dover
trattare la domanda di un imprenditore turco concernente la
costruzione di un impianto industriale in Turchia, chiesi al
presidente fondatore della nostra ditta se dovevamo eseguire il
mandato nella lontana Turchia, un Paese a noi estraneo. Altri
Paesi, altri costumi, mi dissi all'epoca. La risposta del
presidente fu perentoria: "I Turchi sono persone rette, hanno
pur ripreso il nostro Codice civile. E quindi saranno anche
buoni soci in affari!".
"Abbiamo concluso l'affare - ha proseguito Blocher - e da lì si
è creata un'ottima collaborazione che perdura da parecchi anni e
che è stata sempre caratterizzata da una reciproca fiducia". Non
è quindi un caso - ha rilevato - che un grande numero di noti
professori di diritto svizzero siano presenti al simposio per
gli 80 anni del Codice civile. "Questi miei connazionali sono la
testimonianza vivente non soltanto dei contatti a livello
professionale instauratisi dopo il 1923, ma e soprattutto sono
la dimostrazione di relazioni d'amicizia".
I trattati di
Losanna e Montreaux
- Il capo del Dipartimento federale di Giustizia e Polizia ha
quindi ripercorso gli ultimi 80 anni, menzionando le occasioni e
gli episodi che hanno legato in qualche modo Svizzera e Turchia.
Ha ricordato che a Ginevra si stampavano un tempo circa 22
quotidiani d'opposizione ottomana; che nel 1923 venne concluso
il "Trattato di pace di Losanna", considerato ancora oggi il
vero e proprio atto di nascita della Repubblica turca; ha
menzionato i "Trattati di Montreux" del 1936, grazie ai quali la
Turchia raggiunse la piena sovranità sui Dardanelli, il Mar di
Marmara e il Bosforo; ha ricordato che a Zurigo nel 1960 ebbero
luogo i negoziati relativi ai "Trattati di Cipro", e che nel
1988 Davos fu la sede per il ravvicinamento turco-greco e che
sul "Bürgenstock" nel 2004 ebbe luogo l'ultima tornata dei
colloqui su Cipro.
Non è tutto. Blocher ha menzionato "altri campi in cui i
rapporti tra la Svizzera e la Turchia - improntati a reciproco
rispetto e benevolenza - si sono sviluppati in maniera variata".
Oltre alla ripresa del codice civile nel 1926, ha menzionato la
<Migros turca>, la cui fondazione avvenne nel 1954 in seguito
alla visita di Gottfried Duttweiler, padre della <Migros>; ha
detto che fino al 1970 gli atenei preferiti dagli studenti
turchi erano Ginevra, Losanna, Friburgo e Neuchâtel.
"Rendo omaggio al coraggio dei vostri padri fondatori, che hanno
saputo fondere il progresso con l'eredità del passato in una
sintesi vitale e orientata verso il futuro", ha concluso Blocher.
(Ticin@nline)
13.10.2006
|
META' DELLE RAGAZZE
NON LAVORA
E NON STUDIA

|
Una indagine dell'Ocse sul Paese della Mezzaluna fa emergere
un problema finora sottovalutato. |
Un'indagine dell'Ocse sulle
ragazze turche fa emergere un problema finora sottovalutato nel
Paese della Mezzaluna, ancora combattuto fra la volontà laica di
rinnovo e progresso e le tensioni integraliste di ritorno al
passato. Secondo l'Ocse il 44% delle giovani tra i 15 e i 19 anni
non studia e non lavora, vivendo in balia della famiglia patriarcale
che le obbliga alle proprie scelte. Gli episodi di segregazione sono
comuni tanto nell'arretrata zona orientale del Paese quanto in città
apparentemente moderne e cosmopolite come Istanbul. (Agr)
13.10.2006 |
CRONACA
18 ANNI INFLITTI ALL'ASSASSINO DI DON SANTORO
|
La sentenza emessa da un tribunale di Ankara dove era comparso il
giovane omicida. Il crimine era stato compiuto a Trabzon nel
febbraio scorso. |
Diciotto anni di carcere. E' la
condanna inflitta al ragazzo di 16 anni, responsabile dell'omicidio di
don Andrea Santoro. Il sacerdote italiano di 61 anni, fu
ucciso nel febbraio scorso, mentre era in preghiera nella
chiesa di Santa Maria, a Trebisonda, in Turchia. Lo riporta l'agenzia
stampa Anatolia.
L'accusa aveva chiesto il carcere a vita per il sospetto, identificato
solo tramite le sue iniziali O.A. Ma essendo minorenne, il massimo della
pena sarebbe stato 26 anni e otto mesi per l'omicidio, più un capo di
accusa per possesso di arma senza licenza e uno per aver messo in
pericolo l'ordine pubblico. Il tribunale lo ha ritenuto colpevole di
tutti e tre le accuse, ma gli ha dato meno della condanna massima.
L'omicidio del sacerdote, coinciso con la rabbia nel mondo islamico per la
pubblicazione delle vignette del profeta Maometto nella stampa
occidentale, aveva provocato le sdegno di molti in Turchia, Paese che
sta cercando di entrare nell'Unione Europea e che si è sempre vantato
per la sua tolleranza religiosa, e nel nostro Paese, dove la Chiesa
aveva annunciato durante i funerali di don Santoro che intende
proclamarlo santo e martire. (la
Repubblica.it)
13.10.2006
|
"ORA GARANTISCANO LA LIBERTA' RELIGIOSA"

|
Pur non entrando nel merito della condanna a 18 anni dell'assassinio
di suo fratello don Andrea, Maddalena Santoro insiste sulla libertà
di fede, garanzia per tutti. |
"Non voglio entrare nel merito della
condanna a 18 anni e 10 mesi che ieri il tribunale di Trebisonda ha
inflitto a Ouzhan Akdil, giudicato colpevole dell'uccisione di mio
fratello, don Andrea Santoro. Piuttosto intendo, insieme alla mia
famiglia, ribadire la fiducia nelle istituzioni turche auspicando però
che la condanna possa aprire una fase di cambiamento nel Paese, una fase
che porti la Turchia a rivolgersi più decisamente verso il dialogo con
tutti e nel contempo a garantire pubblicamente i diritti negati a tutte
le minoranze religiose presenti nel Paese". Reagisce così, Maddalena
Santoro, sorella di don Andrea, alla notizia della condanna di colui che
è stato giudicato colpevole, per omicidio premeditato, dell'uccisione
del fratello. "Un segno tangibile della volontà di cambiamento della
Turchia - continua Maddalena - dovrebbe essere ora una dichiarazione
pubblica circa la volontà di garantire la libertà religiosa in tutto il
Paese. Noi chiediamo soltanto questo. Con Ouzhan Akdil, in questi mesi,
non abbiamo avuto nessun contatto. Soltanto, ripetiamo quanto già
dichiarò nostra madre poco dopo l'assassinio: 'Perdono chi ha ucciso mio
figlio'".
La presenza cristiana
- "Un esempio e un modello di fede nel
dialogo, una via in cui bisogna credere da seguire senza stancarsi mai",
erano le parole con le quali Maddalena Santoro aveva definito suo
fratello qualche mese fa, in occasione dell'uscita di un libro che
pubblicava alcune lettere scritte da don Andrea. "Ciascun cristiano -
aveva spiegato Maddalena - è la carne di Cristo in mezzo alla gente.
Andrea voleva vivere le beatitudini fino in fondo. Questa spinta
profonda e questo radicamento in Cristo gli hanno dato la forza di
andare avanti, fino al martirio". Don Andrea - aveva detto Maddalena - è
stato ucciso "perché la sua era una presenza che emergeva. Una presenza
cristiana in un paese islamico. Chi non vuole i cristiani in Turchia non
poteva non notare l'opera che quest'uomo stava portando avanti, con un
atteggiamento mite, nel segno della pace e del dialogo. Il Potere uccide
sempre chi può turbare la sua stabilità. Lui diceva: "Io voglio bene a
questa gente, e cerco di farmi volere bene. Non si imponeva, cercava di
entrare nel cuore della gente più che nelle istituzioni. Era un uomo di
pace, stava in mezzo alla gente come Cristo". Quanto alla reciprocità di
trattamento che i cristiani dovrebbero avere nei paesi islamici,
Maddalena aveva spiegato: "Io credo che i cristiani europei dovrebbero
chiedere ai Paesi islamici il riconoscimento della libertà di
espressione religiosa. La libertà di fede deve essere una garanzia per
tutti". (Paolo Rodari/Il Tempo.it)
13.10.2006
|
IN EUROPA ARTICOLI SIMILI AL 301

|
Per Deniz Baycal, capo del Chp principale antagonista del premier
turco, la revisione della legge non è motivo sufficiente per tenere
fuori Ankara dall'UE. |
Adesso ci si è messa anche
l'opposizione a difenderlo. Deniz Baykal, capo del Chp, partito di
centro-sinistra e principale antagonista del premier Recep Tayyip
Erdogan, ha detto che in alcuni Paesi europei ci sono articoli simili al
301 del nuovo codice penale, che punisce l'offesa all'identità nazionale
e che è diventato la spada di Damocle di numerosi scrittori e
giornalisti. Non solo. ha anche sottolineato che la revisione della
legge non è motivo sufficiente per mettere in discussione o frenare
l'ingresso della Turchia in unione Europea. (da
Apcom)
13.10.2006
|
INCRIMINATI PER UN LIBRO: PROCESSO AGGIORNATO
|
Sul banco degli imputati, a dicembre, torneranno il direttore dell'<Hurriyet>
Necdet Tatlican e la scrittrice Ipek Hanim autrice di un libro sulla
vita della moglie di Ataturk. |
Aperto e subito aggiornato ad
Istanbul il processo contro Ipek Çalislar, l'autrice del libro <Latife
Hanim>, e Necdet Tatlican, direttore del quotidiano <Hurriyet>. I due
rischiano rispettivamente quattro anni e mezzo e un anno e mezzo di
prigione. La seconda corte penale di Bagcilar ha rinviato il
dibattimento al prossimo 19 dicembre. Sia la Çalislar sia Tatlican erano
assenti dall'aula. La prima è stata incriminata per alcuni passaggi del
suo libro, che racconta la vita di Latife Ussakli, che fu sposata per
due anni con il Padre della Patria, Mustafa Kemal Atatürk.
Secondo l'accusa, nel libro è raccontato un episodio che oltraggerebbe
l'immagine del grande statista. La Çalislar, infatti, racconta che per
sfuggire a un attentato, Atatürk fuggì dal palazzo di Dolmabahce, sul
Bosforo, vestito da donna e avvolto da uno dei quei veli che cercava di
combattere con la sua azione riformatrice. Tatlican è stato incriminato
per aver permesso la pubblicazione di alcune pagine del romanzo sul
supplemento libri di <Hurriyet>. Alla prima udienza erano assenti
entrambi gli imputati. Il giudice ha ordinato che il 19 dicembre la
scrittrice si presenti in aula. (Apcom)
13.10.2006
|
DELITTO D'ONORE: ERGASTOLO A OMICIDA DELLA SORELLA
|
Il carcere a vita inflitto dal Tribunale di Gaziantep - nel sud est
anatolico - ad un giovane di 22 anni. |
Ergastolo per Selahattin Sezgin, il
giovane turco che aveva che aveva ucciso sua sorella per lavare l'onore
della famiglia dopo che la ragazza era rimasta incinta senza essere
sposata. il verdetto, pronunciato dal tribunale di Gaziantep, sud-est
della Turchia, è stato reso noto dall'agenzia di stampa <Anadolu>.
La Corte di Gaziantep ha definito l'omicidio un crimine d'onore e ha
deciso la condanna a vota per il giovane Sezgin, 22 anni, che aveva
ammesso di aver ucciso la sorella in un impeto d'ira.
Secondo i media turchi, la giovanissima Meryem, 16 anni, fu assassinata
nel luglio scorso con due colpi d'arma da fuoco al petto e al capo.
Il padre, sospettato di aver deciso la morte della giovane, è stato
prosciolto.
Negli ultimi anni il Governo turco e le associazioni per la difesa dei
diritti umani hanno intensificato i loro sforzi per sradicare la pratica
dei crimini d'onore ma i sondaggi mostrano che sono ancora largamente
tollerati soprattutto nel sud-est anatolico dove la popolazione è a
maggioranza curda e dove più soventemente vengono commessi.
Il alcuni casi la famiglia si riunisce in consiglio e designa un membro
del clan cui viene affidato l'incarico di giustiziare la donna accusata
di aver leso l'onore del gruppo, solitamente per avere avuto una
relazione sessuale prematrimoniale.
In seguito alle pressioni dell'Unione Europea la Turchia ha inasprito le
pene per chi commette delitti d'onore. (Ansa-Afp)
13.10.2006
|
UNA TURCA MAMMA A 64 ANNI
|
A darne notizia il quotidiano <Urriyet>. Il bambino, al momento
della nascita, pesava 2,735 chili: |
Mamma a 64 anni: a
dare notizia del record è il quotidiano <Hurriyet" secondo cui Memnune
Tiryaki, è diventata la donna più vecchia della Turchia ad aver dato
alla luce un figlio. La donna, che cercava di avere un bambino da 35
anni, è stata sottoposta ad un trattamento di fecondazione in vitro in
un laboratorio di Cipro. Il bambino, al momento della nascita, pesava
2.735 chili. Resta imbattuto il record di mamma più vecchia del mondo
della rumena Adriana illescu che ha partorito nel gennaio 205 a 66 anni.
(Adnkronos-Dpa)
13.10.2006
|
SEQUESTRATI A TRIESTE 30.000 PAIA DI CALZINI CONTRAFFATTI
|
Con il marchio Made in Germany erano a bordo di un tir
proveniente dalla Turchia e distribuiti in 250 cartoni. |
Nel corso di una operazione di
Polizia doganale, i militari della 2° Compagnia della Guardia di Finanza
di Trieste e personale dell'Agenzia delle Dogane hanno sequestrato
presso il Punto Franco Nuovo del Porto di Trieste oltre 30. 000 paia di
calzini con il marchio Made in Germany contraffatto.
Secondo la Guardia di Finanza, il sequestro testimonia che il traffico
internazionale di capi contraffatti è in costante aumento. Solo qualche
giorno fa, infatti, era stato sequestrato un altro grosso carico di
merce contraffatta. I calzini erano a bordo di un tir proveniente dalla
Turchia e diretto in Germania, distribuiti in 250 cartoni. (Adnkronos)
13.10.2006
|
IL PARADISO DELLA MERCE FALSA
|
La Turchia sta diventando il Paese dei record anche se alle volte
non tutti sono positivi. Venti milioni di dollari perduti ogni anno
per colpa delle contraffazioni. |
La Turchia sta
diventando il Paese dei record. Peccato che a volte non tutti siano
positivi. La Camera di commercio di Ankara (Ato) ha infatti consegnato
una indagine nella quale si mette in evidenza come il Paese della
Mezzaluna sia il paradiso dei marchi contraffatti e come questa
particolarità faccia perdere 20 milioni di dollari all'anno.
Per prodotti contraffatti non si intendono solo le creazioni degli
stilisti più famosi a livello planetario, ma anche altri tipi di merce
come tabacco, alcolici, pezzi di ricambio per cellulari, tea e persino
zucchero. Si calcola, ad esempio, che l'importazione di parti di
ricambio illegali di cellulari si avvicini ai 30 milioni di pezzi ogni
anno. Il presidente della CdC di Ankara, Sinan Aygun, per dare un'idea
del volume raggiunto dal commercio illegale, ha detto che è come se nel
Paese entrassero 200mila carri invisibili pieni zeppi di merce. (Apcom)
13.10.2006 |
NOTIZIARIO AMBASCIATA
D'ITALIA
QUINTA VERIFICA DEL FMI
Una delegazione del Fondo Monetario Internazionale è arrivata in Turchia
per procedere alla quinta verifica dell'Accordo di stand-by di $10 miliardi in essere con il Paese. Nei prossimi giorni
sono previste consultazioni con il Governo e con rappresentanti del settore
privato volte a verificare lo stato dei parametri macro-economici,
l'andamento delle riforme previste in ambito all'accordo, le aspettative e
gli obiettivi di fine anno. La delegazione, attualmente a Istanbul, sara'
nella capitale a partire dall'11 ottobre.
|
AZIENDE TURCHE ALLA 41° EDIZIONE "MARMOMACC"
Sessantatre
aziende specializzate nella lavorazione del marmo e provenienti
dalla regione dell'Egeo hanno preso parte alla 41ma edizione della
Fiera Internazionale "Marmomacc", che ha avuto luogo a Verona dal 4
al 7 ottobre. Le lavorazioni del marmo e della pietra naturale
costituiscono già da tempo una delle produzioni con alti indici di
esportazione e già in competizione con la produzione italiana. La
delegazione che si è recata a Verona comprendeva, oltre a uomini
d'affari e produttori, anche rappresentanti governativi e
parlamentari a dimostrazione del forte interesse a sviluppare
ulteriormente la produzione, la tecnologia locale e l'export. |
PRET-A-PORTER AD IZMIR CON IMPRENDITORI ITALIANI
Una delegazione di
imprenditori italiani del settore delle confezioni pret a porter
si recherà in visita nella regione dell'Egeo su invito dell'Associazione
degli Industriali del settore dell'Abbigliamento (Egsd). Il presidente
dell'Associazione, Nedim Orun, nel commentare la novità dell'iniziativa, che
mira a presentare le aziende turche del settore in loco piuttosto che
attraverso Fiere specializzate, ha aggiunto che la Turchia rappresenta la
sede ideale, geograficamente più conveniente rispetto alla Cina che, sebbene
abbia costi minori, è molto più distante dall'Italia. L'Associazione conta
altresì di sfruttare tale occasione per sviluppare il proprio
know-how
ed avere accesso a nuovi mercati.
COLLABORAZIONE TRA SETTORE PUBBLICO E PRIVATO
L'Ente
turco di Pianificazione Nazionale ha completato uno studio sulla
collaborazione tra il settore pubblico e quello privato, dando così avvio a
nuove forme di cooperazione. Le questioni riguardanti il potenziamento di
infrastrutture nel settore del turismo, dei trasporti, giustizia e sicurezza
saranno risolte attraverso il nuovo strumento legislativo. Infine, le gare
di appalto nei settori di collaborazione tra pubblico e privato saranno
compatibili con le leggi attualmente in vigore nell'Unione Europea.
AUMENTO DEI PREZZI
L' Istituto di Statistica della Turchia (Tuik) ha reso noto che nel mese
di settembre si è verificato un nuovo aumento dei prezzi al consumo,
cresciuti dell'1.29% rispetto al mese precedente, con un tasso d'inflazione
su base annua all'11.19%. Il livello dei prezzi all'ingrosso su base annua è
pari al 10.55% annuo, con una diminuzione dello 0.23% a settembre rispetto
al mese precedente. Con una inflazione ormai in aumento da aprile, gli
analisti economici vedono ormai lontano il raggiungimento del target di fine
anno di un tasso inflazionistico ad una cifra; di parere contrario il
ministro Ali Babacan, secondo il quale, con un'economia in crescita,
potrebbe essere ancora possibile raggiungere tale obiettivo.
COMPETITIVITA' GLOBALE
Secondo alcuni attenti analisti ed operatori di settore, i progressi
economici della Turchia superano in efficacia quelli delle riforme politiche
in atto. Negli ultimi anni la Turchia ha brillantemente superato una crisi
economica e registrato una crescita media annua dell'8%, riportato il tasso
d'inflazione a due cifre, proceduto alla privatizzazione di beni dello Stato
di considerevole importanza, tra cui la <Turk Telekom>, rinnovato il sistema
di sicurezza sociale e ridotto sensibilmente il deficit di bilancio sino a
prevedere un surplus nel 2009. La Turchia si è inoltre collocata nella
graduatoria sulla competitività globale e in materia di corruzione prima
della Romania e della Bulgaria, Paesi attualmente candidati che entreranno a
far parte dell'Unione Europea il prossimo anno. I buoni risultati sul piano
economico hanno attratto e continuano ad attirare investimenti esteri che si
prevede saranno a fine 2006 pari a $20 miliardi contro i $9.5 miliardi
previsti per la Romania ed i $10 miliardi per la Polonia. In effetti la
struttura economica della Turchia basata già da molti anni sull'industria, a
differenza di altri Paesi dell'ex blocco sovietico, rende più semplice
avvalersi di una fitta rete di infrastrutture già operative in loco. Anche
la recente crisi finanziaria che ha coinvolto il Paese ha testimoniato di
una efficace reazione da parte delle autorità governative e delle principali
istituzioni preposte al controllo dei fondamentali dell'economica. Il tasso
di disoccupazione e il deficit della bilancia dei pagamenti restano le
principali preoccupazioni, oltre a evidenti anomalie nella legislazione sul
lavoro, nel settore dell'educazione e nell'eccessivo peso della burocrazia.
EXPORT AUTO: E' L'ITALIA LA PRIMA META
Secondo l' Associazione
degli Esportatori di Uludag (Uib), nei primi nove mesi dell'anno in corso l'export
di autoveicoli dalla Turchia è cresciuto del 16.6% rispetto allo stesso
periodo del 2005, raggiungendo quota $10.6 miliardi. Il primo Paese
destinatario delle esportazioni turche è l'Italia, con $1.57 miliardi (14.8%
del totale dell'export
locale del settore ed un incremento rispetto allo stesso periodo del 2006
del 46.3%), seguito dalla Germania con $1.5 miliardi (14,2%), dalla Francia
con $1,2 miliardi (11,5%), dal Regno Unito con $908 milioni (8.6%) e dalla
Spagna con $602 milioni (5.7%). Notevoli incrementi percentuali si sono
verificati nelle esportazioni verso la Russia (50%) e la Romania (27%). E'
peraltro interessante evidenziare alcuni dati sulla produzione ed
export della Turchia nel settore autoveicoli. Nel 2005 la produzione
totale di autoveicoli è stata di 914.359 unità, di cui 453.663 automobili
(47% del totale); nei primi otto mesi del 2006, la produzione di autoveicoli
ha toccato quota 660.371 unità, di cui 347.446 automobili. Nel 2005 l'export
complessivo di automobili e' stato di 319.849 unità per un valore di $4
miliardi, mentre nei primi otto mesi dell'anno in corso sono state esportate
265.450 unità (+29% rispetto allo stesso periodo del 2005).
|
BUONE NOTIZIE DA <MORGAN STANLEY>
La
banca internazionale di investimenti, <Morgan Stanley>, ha
recentemente stimato che il declino dei prezzi del petrolio sotto la
soglia di $60 al barile contribuirà a diminuire sia il costo
energetico nonché il deficit della bilancia dei pagamenti della
Turchia. Secondo la <Morgan Stanley> ad un abbassamento medio di $10
corrisponderà un risparmio di $4.2 miliardi in spese energetiche ed
un abbassamento di $3.5 miliardi del deficit per la Turchia. |
LA CORSA DI<ENEL> PER LE RETI ELETTRICHE
Il 4 ottobre scorso è scaduto il termine per la presentazione delle domande
di partecipazione alla privatizzazione di venti reti di distribuzione
elettrica di tre regioni. Tra le principali aziende straniere che hanno
manifestato il proprio interesse figurano l'italiana <Enel>, la tedesca <Eon>,
la statunitense <Aes>, oltre ai grandi Gruppi turchi <Dogan>, <Sabanci>, <Dogus>,
<Zorl>, la <Global Holding> ed altri.
Tra le richieste incluse nella domanda di partecipazione, l'Amministrazione
per le Privatizzazioni ha incluso quella di effettuare un investimento pari
a €1.3 miliardi entro il 2010 da parte dell'azienda vincitrice.
INVESTIMENTI PER L'ENERGIA
Il ministro dell'Energia, Hilmi Guler, ha affermato che il settore
energetico del Paese necessiterà di investimenti pari ad un totale di $128
miliardi entro il 2020. Auspicando la massima partecipazione del settore
privato al programma di sviluppo energetico del Paese, che prevede la
privatizzazione delle reti di distribuzione e la costruzione delle centrali
nucleari, Guler ha assicurato che il suo Dicastero ha preso le misure
necessarie per evitare futuri tagli nella distribuzione di energia
elettrica, concentrandosi
sul suo potenziamento e sull'ammodernamento delle sedi di
produzione. In risposta ad una domanda esplicita sulla sicurezza delle fonti
energetiche, con riferimento a quella nucleare, Guler ha assicurato che il
problema dei rifiuti nucleari non è fonte di preoccupazione e che sarà
trattato adeguatamente dalle società costruttrici. Il ministro, nel rendere
noto che la Germania e la Turchia hanno raggiunto un accordo di massima
sull'energia rinnovabile, ha affermato che entro il 2020 la domanda
energetica complessiva aumenterà di due volte e mezzo.
CRESCIUTO L'IMPORT
Secondo l'Ufficio Statistico Turco (Tuik) e le elaborazioni dell'Ufficio
Ice di Istanbul, nei primo otto mesi del 2006, l'import turco è cresciuto
del 18.5% raggiungendo quota $88.9 miliardi, mentre le esportazioni sono
cresciute del 14%, toccando la somma di $53,3 miliardi. Il saldonegativo
della bilancia commerciale èpertanto pari a $35.6 miliardi (+25.8% rispetto
allo stesso periodo del 2005). L'Italia è il terzo partner commerciale della
Turchia con un interscambio di $10.1 miliardi (+23% rispetto ai primi 98
mesi del 2005). Le importazioni turche dall'Italia sono di $5.7 miliardi
(+14.3% rispetto allo stesso periodo del 2005), mentre le esportazioni
turche verso l'Italia sono pari a $4.4 miliardi (+30.4% rispetto ai primi 8
mesi del 2005), con un saldo positivo per l'Italia di $1.3 miliardi (-18.9%
rispetto allo stesso periodo del 2005).
La quota di mercato dell'Italia sulle importazioni
complessive della Turchia è pari
al 6.4% (6.5% nello stesso periodo del 2005).
La classifica dei principali Paesi fornitori nei primi otto mesi
del 2006 conferma il sorpasso della Russia (US$ 11 miliardi) ai danni della
Germania (US$ 9.6 miliardi), soprattutto grazie all'esportazione di gas
naturale, e della Cina (US$ 6.1 miliardi) sull'Italia (US$ 5.6 miliardi) al
terzo posto. Quanto ai mercati di sbocco, nei primi otto mesi del 2006 la
Germania si conferma al primo posto (US$ 6.1 miliardi), seguita dall'Italia
(US$ 4.3miliardi) e dal Regno Unito (US$ 4.2miliardi).
L'ESORTAZIONE DELLA KRUEGER
Anne Krueger, fino all'agosto scorso vice direttore generale del Fondo
Monetario Internazionale, intervenuta in occasione delle recenti riunioni
annuali del Fondo e della Banca Mondiale, ha affermato che la Turchia deve
continuare il processo di riforme che finora ha dato risultati lusinghieri,
aiutando il Paese a superare gli effetti delle recenti fluttuazioni
valutarie. Il regime di cambio fluttuante adottato con successo nel Paese -
ha continuato la Krueger - ha
contribuito a ridurre sia il debito che l'inflazione ed appare essere al
momento quello più idoneo.
IL TASSO DI CRESCITA
Secondo il Rapporto sull'Economia mondiale divulgato di recente dal Fondo
Monetario Internazionale, la Turchia dovrebbe conseguire a fine anno un
tasso di crescita del 5% ed un tasso d'inflazione pari al 10.5%, con una
previsione di riduzione al 7.2% nel 2007. Con riferimento al reddito, la
stessa fonte segnala, entro la fine del 2007, il raggiungimento di un
reddito medio annuo pro-capite pari a $8.839, con un incremento del 29.9%
rispetto agli ultimi quattro anni ($ 6.807 nel 2003).
|
I° PUNTO VENDITA AD ISTANBUL DI
<POLTRONA FRAU>
Il
noto marchio italiano <Poltrona Frau> ha inaugurato il suo primo
punto vendita in Turchia, ad Istanbul. Partecipando all'apertura,
Matteo Montezemolo, amministratore delegato della Charme Investment
e Membro del Consiglio di Amministrazione di <"Poltrona Frau>, ha
sottolineato l'esclusività dei prodotti <Poltrona Frau>, disegnati
da famosi designer come ad esempio Philippe Starck e la cui
produzione, destinata ad una clientela di lusso, è esclusivamente
fatta a mano da artigiani professionisti. La <Poltrona Frau>, che
produce anche le tappezzerie per <Ferrari>, <Maserati> e <Lancia>,
ha negozi nelle principali città italiane e 50
showroom
all'estero.
|
SEMPRE PIU' VELOCE INTERNET CON
ADSL
Il Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan Erdogan ha ufficialmente dato
avvio alla campagna per l'utilizzo della connessione Internet ad alta
velocità e per l'uso del computer in ogni abitazione. Da molti considerata
come un'opportunità rivoluzionaria che espanderà l'uso dell'informatica e di
internet, l'iniziativa è stata lanciata dal provider di Internet, <Turk
Telekom>, e dalle società <Microsoft<, <Intel>, <Vetsel> e <Casper>.
Nell'ambito di tale promozione saranno offerti
diversi pacchetti di vendita di PC e connessione ad Internet e Adsl, volti a
soddisfare le esigenze dei consumatori. Nel suo discorso inaugurale, il
primo Ministro ha sottolineato le possibilità offerte dall'uso
dell'informatica, ricordando che per essere competitivi nell'attuale
contesto globale occorre sviluppare e formare le risorse umane di cui la
Turchia è ricca. Il Primo Ministro ha anche fornito alcune cifre
sull'utilizzo di Internet nel Paese che mostrano chiaramente gli sviluppi
registrati negli ultimi anni, sottolineando in particolare che negli ultimi
anni il numero complessivo di utenti
internet ha raggiunto quota 16 milioni.
LA PARTECIPAZIONE DEL PRIVATO AL
NUCLEARE
Secondo il ministro turco per l'Energia Hilmi Guler la partecipazione del
settore privato nella costruzione di centrali nucleari nel Paese dovrebbe
oscillare tra il 20% ed il 30%. La legge che regolamenterà la costruzione
delle centrali nucleari e' al momento in fase di definizione e sarà discussa
prima in Commissione e successivamente in Parlamento. Nel frattempo il
Governo ha già avviato contatti con possibili investitori.
|
LA BANCA CENTRALE SARA'
TRASFERITA
A
conferma delle notizie apparse qualche tempo fa sui principali
quotidiani nazionali, il ministro turco per l'Economia Ali Babacan ha
ufficializzato lo spostamento degli uffici della Banca Centrale e della
<Ziraat Bankasi> da Ankara ad Istanbul entro il 2009, anno in cui la
città ospiterà le riunioni annuali della Banca Mondiale e del Fondo
Monetario Internazionale.
|
IL
RISCHIO CINA PER LE CALZATURE
Il Presidente dell'Associazione dei Produttori di Calzature dell'Egeo (Egeysad)
Ali Nihat Bicer ha nuovamente posto in evidenza il rischio che corre
l'industria calzaturiera locale a causa del forte flusso di importazioni
provenienti dalla Cina. Nel corso del 2005, nonostante i contingentamenti e
l'applicazione di alte tasse all'import poste in essere dalle autorità
locali, la Cina ha incrementato il suo export di oltre il 106%, per un
valore complessivo delle esportazioni nel settore in questione pari a 222
milioni di dollari.
Le calzature cinesi sono per la
quasi totalità calzature in plastica che coprono circa il 65% dell'import
totale della Turchia.
|
INVESTIMENTI <CISCO SYSTEM> PER
275 MILIONI DI $
L'amministratore
delegato della società di software <Cisco System>, John Chambers, ha
dichiarato che l'azienda intende investire in Turchia $275 milioni
nell'arco dei prossimi cinque anni, garantendo che saranno
sviluppati progetti di investimento in campo tecnologico volti a
contribuire allo sviluppo sociale del Paese. La <Cisco>, che ha
intenzione di aprire un centro per lo sviluppo e la ricerca
tecnologica in Turchia, ha inoltre siglato un Memorandum d'Intesa
con il ministero dell'Educazione, al fine di creare 200 centri per
il Programma Accademico di Networking. Ciò a conferma della visione
che ha la <Cisco> in merito alla Turchia, un mercato emergente e
terreno fertile per investimenti di sviluppo tecnologico che
potrebbero contribuire enormemente allo sviluppo economico e
competitivo del Paese.
|
ADEGUAMENTO PER I PUBBLICI DIPENDENTI
La trattativa tra Governo e sindacati per l'adeguamento dello stipendio
minimo dei dipendenti pubblici si è conclusa con un accordo per un
incremento del 12.2% a partire dal gennaio 2007 che porterà quindi il minimo
salariale dalle attuali 748 nuove lire turche
alle 814 nuove lire turche, che aumenteranno a 847 nuove lire
turche a partire dal luglio 2007.
PER
TUZMEN CI VUOLE UN CAMBIO STABILE
Il ministro del Commercio Estero Kurzat Tuzmen, di ritorno dal recente
viaggio in Cina dove si è' recato con una nutrita delegazione
imprenditoriale, ha commentato che il Governo di Ankara dovrebbe seguire
l'esempio della Cina ed adottare la stessa politica di regime dei cambi per
sostenere l'attività degli esportatori turchi, che negli ultimi tempi hanno
subito perdite rilevanti a causa delle fluttuazioni verificatesi sui mercati
valutari. Tuzmen ha affermato che gli esportatori hanno bisogno di un tasso
di cambio Nuova Lira Turca (YTL)/Dollaro Usa superiore a 1.5 YTL ma
soprattutto di un cambio stabile. Ha sottolineato infine che con una
corretta politica di cambi sarebbe possibile ridurre sia il deficit
commerciale che quello delle partite correnti.
PARTITE CORRENTI
Il presidente della influente Assemblea degli Esportatori Turchi (Tim),
Oguz Satici, ha recentemente affermato che se il deficit delle partite
correnti della bilancia dei pagamenti dovesse continuare a crescere con
questa velocità, le fluttuazioni valutarie verificatesi nei mesi estivi
potranno crescere sino ad assumere dimensioni enormi. Un deficit delle
partite correnti di oltre $25 miliardi, abbinato ad un deficit commerciale
particolarmente esteso, pone la Turchia al primo posto al mondo fra i Paesi
emergenti. E' chiaro - ha continuato O. Satici - che la politica praticata
dalle autorità monetarie consistente in alti tassi di interesse e bassi
tassi di cambio, non ha generato risultati particolarmente positivi.
INALTERATI TASSO DI INTERESSE
E TASSO CESSIONE DEPOSITI
Il Comitato per le Politiche Monetarie
della Banca Centrale turca, in occasione della sua ultima riunione, ha
deciso di lasciare intatti il tasso d'interesse per la ricezione dei
depositi a breve termine (17.50%) e quello per la cessione dei depositi
(22.50%). A determinare tale decisione sono stati il rallentamento della
domanda interna e la diminuzione dei prezzi di alcuni beni, oltre che gli
effetti delle misure adottate dalla Banca Centrale, che si sono riflessi
positivamente sull'andamento del tasso d'inflazione che sembrerebbe così
avvicinarsi al target stabilito per fine 2007. Il Comitato ha comunque
sottolineato che qualora ve ne fosse la necessità la Banca Centrale
interverrà con misure adeguate volte al contenimento del tasso d'inflazione.
IN AUMENTO IL VOLUME DEI CAPITALI
STRANIERI
Secondo il Sottosegretariato turco del Tesoro, il volume di capitali
esteri entrati nel Paese nei primi sette mesi del 2006 è ammontato a $9.1
miliardi (+285.8% rispetto allo stesso periodo del 2005, con un valore pari
a $2.4 miliardi). La stessa fonte rende noto che il numero di imprese a
capitale straniero ha raggiunto, a fine luglio, le 13.599 unità e che la
maggior parte di queste operano nel settore dell'ingrosso e della
distribuzione (4.666), seguiti dal settore manifatturiero, principalmente
tessile, chimico, di alimentari e bevande (2.774), da quello immobiliare
(1.633), dei trasporti e comunicazioni (1.163) ed infine da quello
alberghiero e della ristorazione (2.061). Il totale cumulativo del flusso di
capitali esteri in Turchia raggiunge così a fine luglio 2006 la quota di $19
miliardi, di cui $17 sono stati realizzati dal 2003 ad oggi. Secondo la
stessa fonte le imprese italiane che hanno effettuato investimenti diretti
in Turchia sono aumentate di 64 unità da gennaio a luglio 2006 per un totale
di 482 imprese.
INVESTIMENTI ESTERI
Sempre in merito al flusso di investimenti provenienti dall'estero, il
Presidente della Zona Industriale Organizzata di Manisa, Bulent Kozmas, ha
riferito nel corso di una riunione dal titolo "Gruppo di Lavoro sulla
Legislazione per la Promozione degli Investimenti e degli Investimenti
Esteri Diretti" che la Zona
Industriale di Manisa conta di attirare investimenti esteri per la somma
totale di $10 miliardi nei prossimi cinque anni e che con l'integrazione
della quarta e quinta regione all'interno della Zona Industriale, si
potranno impiegare circa 40.000 unità lavorative. Manisa è già nota agli
investitori stranieri per aver ottenuto ben due volte a livello di stampa
internazionale un riconoscimento quale "migliore località in Europa in
termini di efficienza dei costi".
INTERESSE PER <HALKBANK>
Le società finanziarie <Fortis> e
<Bbva> (insieme alla <Bank of Kuwait> ed alla turca <Garanti>) sarebbero al
momento interessate alla privatizzazione della <Halkbank>, che dovrebbe
avere inizio in ottobre. Rappresentanti della <Halkbank> e
dell'Amministrazione per le Privatizzazioni hanno avuto recenti contatti con
possibili acquirenti stranieri ma finora nessun dettaglio è trapelato
sull'operazione. Negli ambienti interessati circolano indiscrezioni circa
una possibile vendita in blocco della <Halkbank>, un patrimonio valutato in
$22 miliardi ed oltre 500 filiali nel paese, che rappresenta una delle
ultime opportunità per gli investitori stranieri di accedere al mercato
turco. In programma nei prossimi mesi la privatizzazione della <Oyakbank>,
della <Ziraat Bankasi> e della <Akbank>.
INDICATORI MACROECONOMICI
- Crescita del PNL nel 2005: 7.7%; gen. - marzo 2006: 6.3%
- Inflazione annua (prezzi al
consumo): 7.72% (2005); 10,59% (agosto 2006)
- Interscambio con l'Italia nel 2006 (gen - agosto): oltre $10.1
miliardi, con esportazioni
verso l'Italia
pari a 4.4 miliardi di dollari (+
30.37% rispetto al corrispondente periodo del 2005) ed le importazioni
turche dall'Italia pari a 5.7 miliardi di dollari (+14.34 % rispetto al
corrispondente periodo del 2005). (ICE Istanbul su dati
dell'Istituto Turco di Statistica- Tuik)
_______________________
A cura di: Simona De Martino, capo dell'Ufficio
economico e commerciale dell'Ambasciata d'Italia in Turchia
Gianmarco Macchia, vice capo dell'Ufficio economico e commerciale
Roberto Luongo, direttore dell'Ufficio Ice di Istanbul
Redazione: Tiziana Staffolari, collaboratore economico e finanziario
13.10.2006 |
ECONOMIA
L'EXPORT BATTE L'IMPORT
|
I dati (53.3 mld di $ contro i 18.5 mld di $) dei primi otto mesi di
quest'anno in Turchia secondo l'Ufficio di Statistica. Italia sempre
terzo partner commerciale con Ankara. |
Secondo
l'Ufficio Statistico Turco (Tuik) e le elaborazioni dell'ufficio Ice di
Istanbul, nei primo otto mesi dell'anno in corso l'import turco è
cresciuto del 18.5% raggiungendo quota 88. miliardi di dollari Usa,
mentre le esportazioni sono cresciute del 14% toccando la somma di 53.3
miliardi di dollari. Il saldo della bilancia commerciale è pertanto
negativo per 35.6 miliardi di dollari (+25.8% '06/'05). L'Italia è il
terzo partner commerciale della Turchia con un interscambio di 10.
miliardi di dollari (+23% '06/'05). L'export dell'Italia verso la
Turchia è di 5.7 miliardi di dollari (+16.3% '06/'05), mentre le
esportazioni turche verso l'Italia sono pari a 4,4 miliardi di dollari
(+33.3% '06/'05) . Il saldo è positivo per l'Italia per 1,3 miliardi di
dollari (-18.9% '06/'05). La quota di mercato dell'Italia - sul totale
importato dalla Turchia - è pari al 6.4% (6,5% nello stesso periodo del
2005). Germania e Russia sono i principali partner commerciali della
Turchia, con la Russia che ha scavalcato la Germania nella graduatoria
dei Paesi fornitori soprattutto in considerazione delle sempre più ampie
forniture di gas naturale. Sempre in crescita risultano le esportazioni
cinesi ( 6.1 miliardi di dollari, +47.6%, terzo Paese fornitore) e
francesi (4.5 miliardi di dollari, +17.5%, quinto Paese fornitore).
Ottime le
performance esportative di Iran, Spagna, Arabia Saudita e Grecia.(Ice
Istanbul)
13.10.2006
|
3.65 MILIONI DI DOLLARI DI INVESTIMENTI

|
Tanti sono quelli che le imprese italiane hanno messo nel mercato
turco. La parola d'ordine del ministro Emma Bonino. |
Sono due le parole d'ordine del
ministro per il Commercio internazionale Emma Bonino, consolidamento e
potenziamento. Parlando al secondo tavolo permanente sulla Turchia il
ministro ha annunciato che l'interscambio tra i due Paesi supererà i 15
miliardi di dollari entro la fine di quest'anno.
"Il livello dell'interscambio è già buono. Nel 2005 ci siamo fermati a 13
miliardi di dollari a metà del 2006 a 7,4 miliardi di dollari e tutto fa
pensare che per la fine del 2006 supereremo i 15 miliardi di dollari".
Ma per il ministro Bonino bisogna guardare avanti e "accelerare la
crescita degli investimenti esteri diretti, avviare il programma di
promozione del Made in Italy, che inizierà a breve e
creare una strategia d'insieme per utilizzare l'intero potenziale delle
diverse regioni della Turchia. Dobbiamo insieme ad Ankara far conoscere
alle nostre imprese le altre zone industriali al di là di Ankara e
Istanbul, per poter usufruire degli incentivi statali promossi dal
governo turco".
Gli investimenti delle imprese italiane in Turchia sono al momento pari a
3.65 milioni di dollari e si va dal "settore bancario all'assicurativo
con <Unicredit> e <Generali>, poi <Fiat>, <Pirelli< e una forte presenza
nel tessile e nelle infrastrutture". Il ministro Bonino ha poi
annunciato che a novembre partirà il collegamento diretto via mare tra
Brindisi e la città turca di Canakkale. (Apcom)
13.10.2006
|
" VOGLIAMO CHE L'ITALIA SIA IL NUMERO UNO"

|
Lo ha affermato Ugur Ziyal, ambasciatore turco in Italia, al Tavolo
permanente sulla Trchia cui hanno preso parte i ministri D'Alema,
Turco e Bonino. |
"La
crescita in ambito economico e commerciale è gratificante. Per quanto
riguarda i nostri scambi commerciali quest'anno parliamo di aumenti
significativi pari al 25% e 12%". Lo ha annunciato l'ambasciatore turco
in Italia Ugur Ziyal al Tavolo permanente sulla Turchia, al quale hanno
partecipato il ministro degli Esteri Massimo D'Alema, il ministro della
Sanità Livia Turco ed il ministro per il Commercio internazionale Emma
Bonino.
"Mi sono impegnato affinché l'Italia diventi il numero uno e credo che
questa platea possa condividere con me questo compito - ha affermato
Ziyal. "Il flusso degli investimenti italiani è in aumento e se nei
primi sette mesi del 2005 37 aziende italiane avevano scelto di
investire in Turchia, nello stesso periodo del 2006 il numero è salito a
64". L'ambasciatore ha toccato anche il tema dell'energia sottolineando
come che "la sicurezza energetica sia non solo fonte di preoccupazione
un po' per tutti ma anche un'area di collaborazione per i nostri due
Paesi. Il trasporto di gas naturale attraverso <Blue Stream>,
l'interesse dell'Eni per la costruzione degli oleodotti tra Samsun e
Ceyhan, la costruzione di un terminal marittimo e strutture per il
deposito di petrolio, sono ottimi esempi che dimostrano il nostro
potenziale in questo settore". (ApCom)
13.10.2006
|
ESPORTAZIONI:
LE CINQUE CITTA'
PIU' IMPORTANTI
|
In testa con largo margine c'è Istanbul (29.4 miliardi di dollari),
seguita da Bursa (4.6 miliardi), Izmir (3.8 miliardi), Kocaeli (3.1
miliardi) ed Ankara (2.2 miliardi). |
Secondo un comunicato diffuso dal
Sottosegretariato al Commercio Estero Turco ( Igme - Promotion Center of
Turkey ), il 75% del totale dell'export turco proviene da cinque città.
Ad oggi, 56 città contribuiscono all'export nazionale ( 73 miliardi di
dollari Usa nel 2005 e 53 miliardi di dollari nei primi 8 mesi del 2006
), ma Istanbul con 29.4 miliardi ( 55% del totale ) è nettamente al
primo posto in questa speciale graduatoria ( dati riferiti al periodo
gen-ago 2006 ), seguita da Bursa ( 4.6 miliardi ), Izmir ( 3.8 miliardi
), Kocaeli ( 3.1 miliardi ) ed Ankara ( 2.2 miliardi ). Ciò conferma il
ruolo centrale svolto dall'area di Marmara e dell'Egeo nell'economia
locale. Fra le aree più interessanti, oltre ad alcune regioni
dell'Anatolia, vi sono le città di Kilis ( vicino Gaziantep nel sud-est
), Kirsheir ( Anatolia centrale non lontano da Kayseri ) e Zonguldak (
Mar Nero a 300 Km da Istanbul ).(Ice Istanbul)
13.10.2006
|
<UNICREDIT>: FUSIONE REGISTRATA

|
Completata con successo l'operazione che, con <Kocbank As>, ha
portato alla creazione di <Yapi ve Kredi Bankasi As>. A buon fine la
tratta ferroviaria Ankara-Eskisehir. |
Il gruppo bancario <UniCredit> ha
annunciato che la fusione di <Koçbank As> (<Koçbank>) in <Yapi ve Kredi
Bankasi As> (<Yapi Kredi>) è stata completata con successo a seguito
della registrazione presso la Camera di commercio di Istanbul. In
precedenza la fusione era stata approvata dalle assemblee degli
azionisti delle due banche e dalle autorità competenti. <Koç Financial
Services Aa> (<Kfs>) - joint venture paritetica fra <UniCredit>
e il <Gruppo Koç> - detiene l'80.27 per cento della banca risultante
dalla fusione, mentre il rimanente 19.73 per cento è detenuto da
azionisti di minoranza. Le azioni di <Yapi Kredi> continueranno a essere
quotate presso l'<Istanbul Stock Exchange> con il ticker Ykbnk.is. A
seguito della fusione, l'obiettivo di <Yapi Kredi> è quello di diventare
la banca leader nel mercato turco in termini di crescita e creazione di
valore e di ottenere una posizione di eccellenza nelle principali linee
di business. Con una capitalizzazione di mercato di circa ?68 miliardi
(al 29 settembre 2006), che lo posiziona tra i primi gruppi finanziari
in Europa, <UniCredit> vanta una presenza in 20 Paesi nel mondo con
oltre 28 milioni di clienti e 7mila sportelli, 134mila dipendenti e un
totale attivo di circa 804 miliardi al 30 giugno 2006.
Nel frattempo, alla fine di ottobre, con il completamento del tratto
ferroviario Ankara-Eskisehir, inizieranno i collegamenti della linea ad
alta velocità che unirà la capitale a Istanbul. Lo hanno annunciato le
Ferrovie di Stato della Turchia, in occasione delle celebrazione del
centocinquantesimo anniversario della loro fondazione. Il progetto,
avviato ben trent'anni fa, era stato interrotto per mancanza di fondi e
negli ultimi tre anni è stato riattivato grazie a un investimento di
circa 3 miliardi di euro. (Denaro.it)
13.10.2006
|
<IS BANKASI> PUNTA ALLA CRESCITA
|
Ersin Ozince, dirertore generale dell'Istituto di credito turco,
guarda avanti. Il paragone con la Banca Nazionale Greca. |
Ersin Ozince,
direttore generale di <Is Bankasi> guarda avanti. Parlando delle
prospettive di crescita dell'istituto di credito, ha fatto presente come
le dimensioni delle banche turche siano troppe ridotte rispetto a quelle
delle "colleghe" europee. "La leadership di <Is Bank> nel settore
bancario si deve ancora consolidare - ha detto Ozince - Di recente ho
letto che la <Banca Nazionale Greca> è più grande di <Is Bankasi> e
<Akbank>. Questo dovrebbe suggerire a tutti che bisogna ancora
crescere". (Apcom)
13.10.2006 |
"NO" LE BANCHE AGLI STRANIERI
|
Appello
del presidente dell'Agenzia per la regolazione degli istituti di
credito turchi. |
Se non
è un episodio di nazionalismo alternativo poco di manca. Tevfik Bilgin,
presidente dell'Agenzia per la regolazione delle banche, ha rivolto un
accorato appello ai direttori dei principali istituti di credito del
Paese perché non svendano le banche turche agli stranieri.
Bilgin ha spiegato che i cittadini turchi hanno pagato a caro prezzo il
risanamento seguito alla crisi economica del 2001 e che adesso si
meritano banche forti, ma soprattutto controllate da connazionali che
sappiano valorizzare al meglio i loro risparmi. Anche perché gli stessi
correntisti potrebbero essere contrariati nel vedere le loro banche
vendute agli stranieri. Bilgin ha anche aggiunto che si augura nuovi
investimenti nella costruzione di università e nel settore energetico. (Apcom)
13.10.2006
|
GLI OCCHI DI <CITIGROUP> SULLA TURCHIA
|
A detta del suo direttore generale, Charles Prince, il gruppo vuole
acquistare banche fuori degli Stati Uniti. |
<Citigroup> sta
pensando di acquistare banche fuori dagli Stati Uniti. A dirlo è lo
stesso direttore esecutivo del gruppo, Charles Prince. L'obiettivo è
quello di incrementare la presenza di <Citigroup> all'estero, facendola
passare dall'attuale 45% al 60%. Fra i mercati maggiormente sotto
monitoraggio ci sono Taiwan, l'America centrale, la Cina ed anche la
Turchia. Prince ha fatto sapere che verranno dati maggiori dettagli
entro la fine dell'anno. (Apcom)
13.10.2006 |
ASSOCIAZIONE DEGLI ESPORTATORI SOTTO TIRO

|
Critiche da parte del Fondo Monetario Internazionale per bocca del
capo delegazione Lorenzo Giorgianni. |
La bozza ufficiale
di spese per il 2007 verrà presentata al Parlamento turco il prossimo 17
ottobre. Ma c'è già chi si lamenta.
Il Fondo Monetario Internazionale ha detto apertamente che la disciplina
finanziaria e una riforma in suo favore sono prioritari e ha criticato
il fatto che nel documento di pianificazione economica del 2007 non ci
siano i fondi per metterlo in pratica. Per questo motivo c'è stata una
riunione in extremis del Consiglio dei Ministri per mettere mano alla
bozza e apportare gli aggiustamenti minimi, necessari per non suscitare
del tutto il disappunto della delegazione del Fondo, guidata da Lorenzo
Giorgianni. "per noi - ha detto quest'ultimo - la disciplina finanziaria
è fondamentale". Una brutta stoccata all'Associazione degli esportatori
turchi che si era detta ottimista ed aveva previsto soddisfazione da
parte del Fmi per le riforme apportate. anche se mancano quelle
finanziarie.(da
Apcom)
13.10.2006
|
GUIDARE L'EUROPA

|
"Se riusciremo a crescere - ha detto il presidente della <Tusiad>
turca, Omer Sabanci - sarà l'UE a cercare lavoro da noi". |
In occasione del
primo anniversario dell'inizio dei negoziati per l'ingresso della
Turchia in Unione Europea ha preso la parola anche lui. Omer sabanci,
presidente della Tusiad (la Confindustria turca), ha voluto parlare del
futuro del suo Paese.
"Se riusciremo a crescere non saremo noi ad andare in Europa a cercare
lavoro, ma l'Europa a venire in Turchia. Abbiamo un grande potenziale,
saremmo felici di poterlo mettere in comune con l'Europa, che però prima
deve sistemare le sue questioni interne!", ha sostenuto Sabanci. (Apcom)
13.10.2006 |
PIL AL 20° POSTO NEL MONDO
|
Continua l'ascesa della Turchia che il prossimo anno supererà
Polonia, Austria, Danimarca, Grecia, Irlanda, Finlandia e
Portogallo. |
Continua l'ascesa
della Turchia nell'economia mondiale. Stando alle stime effettuate dal
Fondo Monetario internazionale, nel 2007 il Paese della Mezzaluna
arriverà a produrre un prodotto interno lordo pari a 400 miliardi di
dollari, piazzandosi al ventesimo posto della classifica a livello
mondiale. un risultato di tutto rispetto, se si considera che dal 2003
c'è stato un aumento del 66.4% e che in quell'anno il prodotto interno
lordo era stato appena di 240 miliardi di dollari. Fra il 2004 e il 2006
è aumentato costantemente, passando da 320 miliardi di dollari nel 2004
a 262 nel 2005 e a 378 nel 2006. E così la Turchia l'anno prossimo si
troverà a superare numerosi Paesi europei come Polonia, Danimarca,
Grecia, Irlanda, Finlandia e Portogallo. (Apcom)
13.10.2006
|
VOLA LA PRODUZIONE INDUSTRIALE
|
L'incremento nel mese di agosto in Turchia - secondo i dati Tuik - è
stato del 4.8% rispetto all'anno precedente. |
Aumenta la
produzione industriale turca nel mese di agosto. Secondo quanto reso
noto da Tuik, l'Istituto di Statistica turco, l'incremento è stato del
4.8% rispetto all'anno precedente. In particolare aumenta del 6.8% il
settore delle materie minerarie, del 4% quello manifatturiero e del 9.8%
quello degli utilities. Il dato di agosto conferma il momento positivo
per la produzione industriale turca che in luglio aveva fatto segnare
una crescita del )%. Il ricordo di gennaio, quando la produzione
industriale era scesa del 6%, sembra ormai lontano. (Apcom)
13.10.2006 |
IN AUMENTO LE PROPRIETA' STRANIERE
|
Si concentrano soprattutto ad Istanbul e Antalya. Gli investimenti
riguardano per lo più immobili ma anche terreni coltivabili. |
Aumentano le
proprietà straniere in Turchia. Secondo una ricerca resa nota dalla
Camera di Commercio di Alanya, a luglio 2006 erano arrivate a 62.500,
con un incremento del 10% nei soli primi sei mesi di quest'anno.
Le proprietà si concentrano in particolare ad Istanbul ed Antalya. A
guidare la classifica dei "conquistatori" ci sono gli inglesi, seguiti a
molta distanza da irlandesi, tedeschi, olandesi, norvegesi e, a
sorpresa, greci. Gli investimenti riguardano soprattutto immobili ma
anche terreni coltivabili. I primi raggiungono una superficie di 285
milioni di metri quadrati, mentre i secondi quasi 80 mila chilometri
quadrati. (Apcom)
13.10.2006 |
TARIFFE SPECIALI
|
La <Turk Telecom> le applicherà ai reduci di guerra e alle famiglie
di militari che hanno perso la vita durante i conflitti. Presto
sconti anche per gli anziani. |
La <Turk Telecom>
inaugura una nuova politica delle tariffe. Dopo l'acquisizione da parte
della potente famiglia libanese Hariri, la compagnia per la telefonia
fissa turca ha deciso di applicare sconti speciali ai reduci di guerra e
alle famiglie militari che hanno perso la vita durante i conflitti,
cadendo per servire la loro patria.
Queste persone non pagheranno più una tariffa fissa, e la loro bolletta si
dimezzerà di circa il 50%. Presto gli sconti verranno estesi anche ai
cittadini più anziani. (Apcom)
13.10.2006 |
2007: ANNO D'ORO PER LA <TURKISH>

|
La soddisfazione del direttore generale della compagnia di bandiera
turca, Temel Kotil, il cui obiettivo è portare il numero attuale dei
passeggeri da 18 a 20 milioni. |
Il 2007 sarà un anno
d'oro per le compagnie aeree. A dirlo è il direttore generale di <Turkish
Airlines>, Temel Kotil, che ha annunciato uno dei grandi obiettivi della
compagnia di bandiera turca: portare il numero annuale dei passeggeri da
18 a 20 milioni.
"Il 2007 - ha detto Kotil - sarà un anno di sfide. Noi crediamo che non ci
sia nulla che ci possa far pensare il contrario o far maturare pensieri
negativi. E non è solo la nostra opinione. Altri grandi operatori
dell'aviazione civile la pensano allo stesso modo. Ci aspettiamo un
aumento di due milioni di passeggeri sui voli esteri". (Apcom)
13.10.2006 |
<ENI>: DOPO IL TRAPORTO DEL GREGGIO
PUNTIAMO ANCHE ALLA RAFFINAZIONE

|
Leonardo Maugeri, responsabile del settore <Sviluppo e Strategie>
internazionali della società petrolifera italiana, ha ribadito come
questa stia valutando la possibilità di investire ulteriormente
sulla Turchia. "E' necessario - ha poi aggiunto - che non si perda
l'occasione di far entrare Ankara in Europa". |
<Eni> sta valutando
la possibilità di investire nel campo della raffinazione in Turchia.
L'interesse dell'azienda italiana per questo settore era già stato
manifestato i occasione dell'asta di privatizzazione della raffineria <Tupras>,
vinta poi dal consorzio <Koc-Shell>, ma Leonardo Maugeri, responsabile
del settore <Sviluppo e Strategie> internazionali di <Eni>, ha ribadito
che la compagnia sta "esaminando delle opzioni per entrare nel settore".
In occasione della seconda sessione del Tavolo permanente sulla Turchia
alla Farnesina, Maugeri ha fatto il punto della presenza di <Eni> in
Turchia e dei prossimi obiettivi.
"La Turchia è uno snodo fondamentale per i flussi del greggio del gas
dall'Est verso l'Europa. Nel Paese della Mezzaluna transitano e arrivano
forniture dall'Iran, dall'Iraq, dalla Russia, dal Caucaso e
dall'Azerbaigian - ha spiegato il responsabile dell'<Eni> - E' un
territorio strategico geopoliticamente per quei paesi che vogliono
liberarsi del controllo russo per l'esportazione del greggio, e dal
punto di vista di Mosca per mantenere il controllo sulle esportazioni di
petrolio e di gas".
<Eni>, come ha ricordato Maugeri, "ha partecipato alla realizzazione del
gasdotto <Blue Stream>, realizzato con tecnologie e capacità italiane e
che ha ancora il record di posa in profondità marina; inoltre abbiamo
partecipato alla costruzione dell'oleodotto <Btc> e abbiamo giù firmato
l'accordo per la realizzazione dell'oleodotto Samsun-Ceyhan che libererà
il Bosforo dal traffico di petroliere", facendo scaricare il greggio sul
Mar Nero per poi farlo transitare, attraverso le condutture, verso il
Mar Mediterraneo e direttamente nei mercati europei". Per fare tutto
ciò, ha ribadito Maugeri, è necessario che "non si perda l'occasione di
far entrare la Turchia in Europa, perché si tratta di una questione
delicatissima". (Apcom)
13.10.2006 |
BLOCCATO
L'AUMENTO DEL COSTO
DELL'ENERGIA
|
Lo <Botas>, una delle maggiori società di distribuzione in Turchia,
aveva chiesto al ministro Hilmi Guler un innalzamento dell'8%. Ma
questi ha rifiutato. |
Il ministro turco
dell'Energia, Hilmi Guler, ha stoppato la <Botas>, una delle maggiori
società di distribuzione energetica della Turchia, che dal primo ottobre
voleva far scattare un aumento del costo dell'elettricità dell'8%. In un
primo incontro con i vertici dell'azienda, Guler ha respinto seccamente
la proposta, adducendo come motivazione il fatto che potrebbe avere un
effetto negativo sul piano per recuperare il target
annuale dell'inflazione. Il consiglio di amministrazione di z<Botas> aveva
sottoposto questa proposta all'attenzione del ministro per cercare di
colmare, con le entrate dovute dall'aumento, il deficit della società e
non chiudere l'anno in passivo. (Apcom)
13.10.2006 |
ECONOMIA
I PORTI DI BRINDISI E DI CANAKKALE
COLLEGATI DA UNA NUOVA LINEA

|
Si chiama <Italroro Srl>. Le prime navi dovrebbero partire entro
ottobre. La società nasce da un progetto avviato dalla
Confederazione nazionale dell'artigianato Puglia con il sostegno del
Governo e delle imprese turche. Finora sono stati investiti 15
milioni di euro da privati. Acquistati i primi re traghetti di tipo
ro.ro. |
Una
nuova compagnia marittima con sede a Bari collegherà il porto di
Brindisi alla Turchia. Si chiama <Italroro Srl> e le prime navi
dovrebbero partire entro ottobre. La società nasce da un progetto
avviato dalla Confederazione nazionale dell'artigianato Puglia con il
sostegno del Governo e delle imprese turche. Finora sono stati investiti
15 milioni di euro da privati, tutti pugliesi. Sono stati acquistati i
primi tre traghetti di tipo ro-ro, mentre le autorità turche hanno messo
a disposizione il porto strategico di Canakkale. Con il prossimo
ingresso nella società delle imprese turche si garantiranno circa 30mila
transiti all'anno. Rimangono da appianare alcuni intoppi amministrativi
riguardo le autorizzazioni di transito: allo scopo è stato convocato,
ieri e oggi, un incontro tecnico tra i ministeri dei Trasporti italiano
e turco.
Intanto, l'Italia si conferma il terzo partner commerciale della Turchia
nei primi otto mesi di quest'anno con un interscambio in crescita del 23
per cento. Secondo i dati resi noti dall'ufficio Ice di Istanbul sulla
base delle stime fornite dall'ufficio statistico turco, le esportazioni
italiane verso il Paese sono cresciute, nel periodo in considerazione,
di oltre il 16 per cento per un controvalore pari a 5.7 miliardi di
euro. In forte aumento anche le importazioni dalla Turchia, che hanno
superato i 4 miliardi di dollari con un'impennata del 33.3 per cento. La
quota di mercato detenuta dall'Italia è pari al 6.4 per cento, alle
spalle di Germania e Russia che si confermano anche quest'anno i
principali partner commerciali della Turchia.
Nel frattempo, Il Fondo monetario internazionale ha reso noto che a metà
della settimana prossima visiterà la Turchia. Il motivo del viaggio è il
quinto punto della situazione sull'assetto economico del Paese, in
relazione al prestito di 10 miliardi di dollari, operato dal Fmi a
favore del Paese della Mezzaluna. In particolare la delegazione del
Fondo, guidata dal responsabile per la Turchia, Lorenzo Giorgianni, si
focalizzerà sulla pianificazione economica per il 2007, l'inflazione e
il disavanzo delle partite correnti. Il Fondo monetario internazionale,
lo scorso luglio, ha approvato la terza e la quarta tranche del
prestito, dichiarandosi soddisfatto delle riforme operate dal governo
per la sicurezza sociale.
Entro la fine del 2006 è prevista un'altra visita, alla quale seguiranno
tre incontri nel 2007 e uno nel 2008. (Denaro.it)
13.10.2006
|
PER LE PMI
UNA NUOVA LINEA
DI CREDITO

|
Grazia ad un accordo di <Simest> con Ceb gli investimenti nei Paesi
balcanici e nella Turchia comporteranno un finanziamento di 150
milioni di euro. |
Le Pmi italiane che investono nei
paesi del Sud est europeo (Paesi balcanici e Turchia), hanno a
disposizione una nuova linea di credito a condizioni più competitive di
quelle del mercato locale. La <Simest> infatti, la finanziaria
pubblico-privata che promuove lo sviluppo delle imprese italiane
all'estero, ha firmato un accordo con la Ceb, la Banca del Consiglio
d'Europa, che mette così a disposizione delle imprese italiane, che
realizzano investimenti in questa area, (supportati da <Simest>), una
linea di finanziamento a medio termine per 150 milioni di euro. Gli
interventi, secondo quanto informa una nota, potranno essere erogati sia
tramite il sistema bancario italiano che direttamente da <Simest>.
La linea di credito è destinata allo sviluppo di progetti di investimento
delle Pmi italiane in queste aree di grande interesse per il nostro
sistema produttivo, dove ci sono ancora importanti margini di crescita.
<Simest>, dalla sua costituzione ad oggi, ha deliberato 358 progetti
nell'area dei Balcani e in Turchia, che hanno generato investimenti
complessivi per più di 7 miliardi di euro. Dal 2004, anno di operatività
dei Fondi di Venture Capital, gestiti da <Simest>, le aziende che hanno
usufruito dei Fondi relativi a queste aree sono state 64.
La Finanziaria ha anche accompagnato alcuni dei principali Istituti di
Credito italiani nell'acquisizione di 8 banche locali, favorendo così la
presenza del sistema bancario italiano che costituisce un supporto
importante alle Pmi che decidono di investire in questi mercati. (Adnkronos)
13.10.2006
|
UNA OCCASIONE
PER L'ITALIA
DA NON PERDERE

|
La Municipalità dell'Area Metropolitana di Istanbul pronta a
privatizzare alcune importanti società ad essa appartenenti. Il
nostro Paese però si deve muovere subito. |
La Municipalità dell'Area
Metropolitana di Istanbul è pronta a privatizzare alcune importanti
società ad essa appartenenti. Nello specifico, il sindaco Kadir Topbas
ha messo "sul piatto" tre importanti aziende municipalizzate: - la <Igdas>
(Società distributrice di oltre 4 miliardi di gas naturale all'anno); -
la <Ido> (Società di trasporto marittimo che effettua soprattutto la
movimentazione giornaliera dei passeggeri fra le due sponde del
Bosforo); - la <Kiptas> (Società di costruzioni per l'edilizia
principalmente popolare). Topbas ha evidenziato che è in valutazione non
solo la vendita di queste tre società, ma anche la privatizzazione del
trasporto pubblico (Iett)con la concessione a terzi delle tratte urbane
e dell' <Iski> (Società che gestisce il settore acqua potabile, il
sistema fognario ed il trattamento delle acque reflue). "...Noi vogliamo
che al processo di privatizzazione partecipino le imprese straniere..."
ha dichiarato il Sindaco sottolineando il fatto che sono ad oggi 21 le
imprese controllate dalla Municipalità di Istanbul. La Municipalità ha
anche confermato alla stampa locale che singoli advisors
verranno scelti per ogni programma di privatizzazione.(Ice
Istanbul)
13.10.2006
|
EXPORT RECORD
|
I dati del Sottosegretariato turco al Commercio Estero. Esportazioni
per 62.5 miliardi di dollari fino al 6 ottobre scorso. |
L'export turco vola.
Il Sottosegretariato al Commercio Estero ha reso noti i dati sulle
esportazioni fino al 6 ottobre scorso. Il risultato è un ricavo di 62.5
miliardi di dollari, contro i 54.2 nello stesso periodo dello scorso
anno. Che tradotto in una percentuale significa un incremento del 15.4%.
Una serie di risultati positivo che fanno ben sperare per il dato
sull'export di fine anno. (Apcom)
13.10.2006
|
PARTITE CORRENTI
|
La "ricetta" turca per combatterne il deficit - identificata dal
ministro Tuzmen e dal responsabile del desk turco della <Standard &
Poor's> - sta in più export e più capitali. |
Quasi in contemporanea, il ministro
turco per il Commercio Estero Kursad Tuzmen e il responsabile del desk
Turchia della <Standard & Poor's> Farouk Soussa hanno identificato la
"ricetta" per contrastare il crescente sbilancio delle partite correnti
della Bilancia dei Pagamenti turca. L'analista Soussa ha chiaramente
evidenziato che la sostenibilità del deficit sarà possibile sino a
quando la Turchia riuscirà ad attrarre in maniera consistente -come sta
facendo ora, con 10 miliardi di dollari tra gennaio e agosto di Ide
attratti e la previsione di raggiungere quota 12/13 mld entro fine anno-
capitali ed investimenti diretti dall'estero. Soussa ha anche
sottolineato l'importanza della stabilità politica e macro-economica del
paese come primo fattore che contribuisce all'attrazione dei capitali
dall'estero. Il Ministro Tuzmen ha posto in evidenza il fatto che la
Turchia si deve dotare di una politica di promozione dell'export ancor
più aggressiva allo scopo di fronteggiare su questo versante il deficit
delle partite correnti della bilancia dei pagamenti. "Bisogna
assolutamente incrementare le nostre esportazioni e garantire nuove
facilitazioni agli esportatori nazionali", ha concluso Tuzmen. (Ice
Istanbul)
13.10.2006
|
GLI SCONTI DELLA <THY>
|
La compagnia di bandiera turca rilancia, con un 25% in meno sul
biglietto, le offerte fatte dagli altri vettori che volano sui cieli
dell'Anatolia. |
<Turkish
Ailines> rilancia le offerte fatte dagli altri vettori che volano sui
cieli della Turchia. La compagnia di bandierà, infatti, applicherà uno
sconto del 25% sui biglietti a studenti fino a 25 anni, anxiani sopra i
65 anni di età e bambini fra i 3 e i 12 anni. L'offerta sarà valida
almeno per tutto l'autunno e riguarderà sia i voli nazionali che
internazionali. (Apcom)
13.10.2006 |
L'IMPRENDITRICE
CON 25
MILIONI DI $

|
Umit Boyner, turca, 43 anni, li ha avuti dalla <Tusiad> perché in
dieci anni convinca l'Europa che il Paese della Mezzaluna non è
quello dei proverbi. |
"Come dirigo la marcia turca verso l'Europa". Questo il titolo di un
interessante articolo scritto da Raffaele Oriani (corredato da foto di
Stanton Winter) apparso sul settimanale <Io Donna>, magazine del
<Corriere della Sera>. E' un ritratto di Umit Boyner, 43 anni, cinque
figli, bella, bionda, elegante, che è alla testa di una delle più grandi
holding della Turchia. Una donna alla quale la Tusiad (la Confindustria
turca) ha messo in mano venticinque milioni di dollari e dieci anni di
tempo per convincere l'Europa che il Paese della Mezzaluna nonè quello
dei proverbi. Scrive Oriani: "Umit Boyner sembra la persona giusta per
conciliare gli opposti: musulmana convinta, di lei hanno scritto che è
più facile vederla con un foulard di Hermès piuttosto che sotto un velo
islamico. E' una manager di successo, fattura 700 milioni di dollari
all'anno...". Non è poco, aggiungiamo noi. Al giornalista che le
chiedeva come investe il corposo budget che ha disposizione, la
risposta è stata chiara: "Quest'anno abbiamo speso un milione e mezzo di
euro, soprattutto in eventi e inviti a isitarci. Il clou comunque è la
'settimana turca' che dal 3 ottobre porta a Berlino, Parigi e Bruxelles
imprenditori e artisti del nostro Paese". Peccato che tra queste mete
non ci sia l'Italia.
___________________________
L'articolo è
uscito sabato 30 settembre
13.10.2006 |
UNA GRANDE TOP MANAGER

|
Si tratta di Guler Sabanci che il <Financial Times> ha messo al nono
posto tra le donne più potenti di Europa. Una holding che controlla
65 società e 45 mila dipendenti. |
Guler Sabanci sempre più in alto. Il
ceo della <Sabanci Holding> è finita al nono posto nella classifica
delle donne manager più potenti d'Europa, stilata ogni anno dal <Financial
Times>.
Il quotidiano britannico ha riservato particolari parole di elogio alla
Sabanci, definendola non solo potente e innovatrice, ma anche
estremamente umile. Sottolineando i progressi compiuti dalla holding di
famiglia sotto la sua guida, il <Financial times> ha anche aggiunto che
Guler Sabanci è la prima donna in Turchia ad avere guidato una azienda
così grande.
Partita 28 anni fa con una ditta in provincia di Izmir che produceva solo
pneumatici, oggi la <Sabanci Holding> controlla 65 società, conta 45
mila dipendenti e un bilancio consolidato nel 2005 che ammontava a 10.6
miliardi di dollari. (Apcom)
13.10.2006
|
ESENBOGA TIRATO A LUCIDO

|
Lo scalo aeroportuale ad est di Istanbul, dopo i lavori intrapresi,
avrà una ricezione passeggeri di gran lunga a quella odierna. |
Esenboga Airport's new domestic and
international terminal is opened yesterday on Oct. 13 in a ceremony
headed by Prime Minister Recep Tayyip Erdogan, reported the Anatolia
news agency. The new terminal was constructed as a
build-operate-transfer project by the Tepe-Akfen-Anatolia (Tav)
partnership. The new facilities will enable Esenboga to handle 10
million passengers a year over the current 2 million. (Reporter.gr)
13.10.2006
|
IN AUMENTO I VEICOLI
|
Le registrazioni a luglio hanno visto un + 7.1 per cento. In testa
Istanbul, seguita da Izmir e da Antalya. Prime sempre le <Renault>. |
L'Istituto
statistico turco (Tuik) ha reso noto che in luglio si è registrato un
notevole incremento di registrazioni di autoveicoli che hanno fatto
segnare un +7.1%.
La provincia dove questo dato è stato maggiormente apprezzato è quella di
Istanbul, con un 23.8, seguita da Izmir con il 5.8% e Antalya con il
5.2% . le marche di autovetture che hanno riscosso maggior successo fra
i turchi sono la <Renault> con il 16.8%, seguita dalla <Tofas-Fiat> con
il 10.4%, <Ford> con il 9.9% e <Opel> con l'8.9% . (Apcom)
13.10.2006 |
...MA ANCHE L'INFLAZIONE
|
Brutte notizie per la Turchia. L'indice dei prezzi al consumo ha
subito un incremento dell'1.29% a settembre rispetto al mese
precedente. |
Brutte notizie per
l'inflazione turca. L'istituto di statistica (Tuik) ha reso noto che
nello scorso mese di settembre l'indice dei prezzi al consumo ha subito
un incremento dell'1.29% rispetto al mese precedente e del 10.55%
rispetto allo stesso periodo del 2005.
Nei primi nove mesi dell'anno i prezzi sono saliti del 6.65% per i
consumatori e dell'11.54% per i produttori. L'inflazione in Turchia sta
salendo in modo preoccupante da aprile. Riportarla sotto i livelli di
norma rappresenta una delle chiavi per la stabilità economica del paese,
come ha sottolineato più volte lo stesso Fondo Monetario Internazionale.
(Apcom)
13.10.2006
|
L'ACCIAIO GREZZO VA FORTE
|
Nei primi otto mesi di quest'anno c'è stato un incremento in Turchia
dell'11% rispetto al 2005. 15 milioni di tonnellate prodotte fino a
questo momento. |
Aumenta la
produzione dell'acciaio grezzo in Turchia. Secondo i dati resi noti
dall'Associazione produttori di ferro e acciaio, è stato registrato un
incremento dell'11% nei primi sei mesi del 2006 rispetto allo stesso
periodo dell'anno scorso.
La quantità di acciaio grezzo totale prodotta fino a questo momento è di
circa 15 milioni di tonnellate. Il dato si fa particolarmente
interessante nel mese di luglio, quando l'incremento rispetto all'anno
precedente ha toccato la punta di 64.4%. In questo momento la Turchia è
l'11mo produttore di acciaio su scala mondiale.
"Il nostro settore - ha fatto sapere l'Associazione produttori di ferro e
acciaio - non si aspetta alcun tipo di intervento da parte del Governo.
La nostra unica richiesta è che ci vengano applicati gli standard
europei, soprattutto per quanto riguarda il consumo energetico che
dovrebbe essere calcolato in base alla reale grandezza della società e
che per noi oggi risulta una delle voci di spesa più importanti". (Apcom)
13.10.2006
|
IN AUMENTO I DEPOSITI DI VALUTA STRANIERA
|
4.5 miliardi di dollari in più nei conti correnti privati turchi. I
risparmiatori infatti temono una crisi economica nel 2007. |
Aumentano i depositi
di valuta straniera nei conti correnti privati turchi. I mesi di maggio
e giugno, contrassegnati da una forte instabilità dei mercati, hanno
convinto molti risparmiatori ad acquistare valuta straniera e
depositarla in vista di una ipotetica crisi economica nel 2007.
Un nuovo tipo di investimento, nato dallo spavento seguito all'ultimo
periodo di incertezza finanziaria, che è lievitato in maniera
esponenziale, aumentando di 4.5 miliardi di dollari in appena tre mesi e
mezzo. Stando ai dati resi noti dalla Banca Centrale turca alla fine di
maggio il totale dei depositi in valuta straniera era valutato in 57
miliardi e 303 milioni di dollari. (Apcom)
13.10.2006
|
CRESCE IL MERCATO PUBBLICITARIO
|
In Turchia vale 1.1 miliardi di euro nel 2005 mentre nel corrente
anno si è già assistito ad una crescita di oltre il 21% nei primi
nove mesi. |
La Sezione turca della
<International Advertising Association> (Iaa), ha comunicato nel suo
report
annuale che il mercato pubblicitario turco è in continua espansione,
soprattutto grazie al favorevole andamento dell'economia locale. La
crescita del Pil e il forte flusso di investimenti dall'estero
consentono, soprattutto alle imprese estere, di accrescere la presenza
sul mercato locale e diffondere sempre più i propri prodotti fra la
popolazione. Il mercato pubblicitario turco valeva circa 1.1 miliardi di
euro nel 2005, mentre nel corrente anno si è già assistito a una
crescita di oltre il 21% nei primi nove mesi dell'anno in corso e il
totale dovrebbe raggiungere quota 1.4 miliardi di euro a fine anno. Per
il 2007 ci si attende un'ulteriore crescita degli investimenti, che
dovrebbero raggiungere la cifra di oltre 1.7 miliardi di euro (+21%
'07/'06). I settori particolarmente promossi risultano essere: -bancario
e finanziario; -telecomunicazioni; -immobiliare ; -trasporti aerei ;
-beni di consumo (oltre 8.400 nuovi prodotti immessi sul mercato negli
ultimi 4 anni). (Ice Istanbul)
13.10.2006 |
IMPIANTO DI <ROHM AND HAAS> A GEBZE
|
Lettera di intenti firmata con il gruppo <Polisan>. Struttura da 40
mila tonnellate. |
<Rohm and Haas> ha firmato una
lettera d'intenti con il gruppo <Polisan> per avviare a Gebze, in
Turchia, un nuovo impianto da 40mila tonnellate annue destinato alla
produzione di modificanti all'impatto acrilici e coadiuvanti di
trasformazione per la locale industria delle materie plastiche.
Il progetto consentirà al gruppo statunitense di soddisfare la crescente
domanda di additivi proveniente dall'industria trasformatrice turca e
dei paesi limitrofi. "Con il nuovo impianto potremo fornire nuovi
prodotti più efficienti sotto il profilo delle prestazioni e dei costi",
ha dichiarato Patrice Barthelmes, vice president & Global Business
Director della divisione Plastics Additives.
Con <Polisan> è già attiva una partnership per la produzione di emulsioni
destinate al settore delle vernici. (Polimerica)
13.10.2006 |
STABILIMENTO <CORNAGLIA> IN TURCHIA
|
Joint venture del gruppo torinesi con partner turchi per la
produzione di sistemi di aspirazione per veicoli commerciali. |
Apre un nuovo
stabilimento in Turchia e punta a raddoppiare nel giro di tre anni il
fatturato della nuova unità produttiva acquistata nell'entroterra di
Sestri Levante. Si tratta del gruppo <Cornaglia> di Torino che punta a
joint venture con partner turchi per la produzione di sistemi di
aspirazione destinati a 300 mila veicoli commerciali chela <Fiat>
produrrà nel paese anatolico.
13.10.2006 |
AMBIENTE
DOPO 18 ANNI
RIMOSSI I RIFIUTI
DEL MAR NERO

|
Il disastro ecologico, dovuto alla trascuratezza di compagnie
italiane, risale infatti all'agosto del 1988 quando furono gettati
in mare centinaia e centinaia di bidoni tossici. Quello che è stato
fatto in questi anni per superare le pastoie burocratiche. L'aiuto
della Tcmb (Turkish Cement Manufacturers' Association). |
An
environmental disaster created by toxic waste barrels that washed ashore
18 years ago in the Black Sea region of Turkey has finally been stopped.
The poisonous barrels will be sent abroad with the help of the Turkish
Cement Manufacturers' Association (Tcmb).
The toxic barrels, left by Italian companies in the Black Sea in 1988,
created an environmental disaster in the region that lasted for 18 years.
One hundred thirty-four of the barrels were being kept at a depot in
Sinop, and another 238 waited in Samsun to be sent back to the place
they belong.
Tcmb President Adnan Ignebalikci said they wanted to solve the
environmental problems in the Black Sea by the 50th anniversary of their
founding, and added they had allocated 400,000 euros for this purpose.
The barrels will be sent abroad with the help of the Tcmb. The barrels
will be transported with specially equipped trucks after completing the
necessary negotiations with the Environmental Ministry, after which they
will be sent to a European country to be eliminated at a disposal
facility.
This development was well received in the region. Hale Oguz, an
environmentalist from Sinop, noted they were happy about the development
and Greenpeace official Tuna Turkmen emphasized that there was need for
an extensive environmental clean-up in the region after the barrels were
sent.
In August 1988, 3,372 toxic barrels were left in the Black Sea,
constituting one of the first environmental disasters Turkey faced. The
barrels were stored in Sinop and Samsun pending investigation, which
revealed that the barrels belonged to Italy.
Negotiations with the country regarding the barrels issue were fruitless.
Though the Italians made a final offer for Turkey's disposing of the
barrels, the Turkish Environment Ministry, however, objected to this as
Basel II norms restrict the trade of hazardous wastes.
The Turkish ministry insisted that Italy should take the barrels back. The
timing of the Tcmb's offer came to the pleasure of many because the Tcmb
took action to send the barrels abroad for disposal on its 50th
anniversary.
-----
Adnan Ignebekcili, Tcmb, said that he had talks with officials from the
Environment and Forest Ministry, adding: "The Black Sea has become a
dumping ground. Toxic barrels coming from abroad were a threat to people
living in the region. It was necessary to get rid of the waste matter as
it was a huge threat to underground water sources. Officials from the
association worked out how much it would cost to send the effluent back
abroad. The association will receive 400,000 euros. This association is
not only serving as a professional institution, it intends its projects
to bring up the issue of environment. And in the end, the Tcmb decided
to resolve the long-running problem of toxic barrels for good."
As hopes for the removal of toxic waste from the Black Sea rose, the
people in the region, along with civil society institutions, were
delighted to reap the fruits of their efforts and send the waste back
abroad.
As trucks start moving to facilities to remove the waste, Black Sea coasts
will for the first time in 18 years be relieved of the trouble. But, the
toxic barrels will leave a mark behind that will be very difficult to
erase.
Oguz said that the waste has poisoned many people, some of whom are facing
an increased risk of developing cancer, and emphasized the need to send
the toxic barrels back to Italy to display Turkey's resolution that it
was not a dumping ground.
"Since the waste matter stored in Sinop and Samsun was liquid, it was
either evaporating or seeping into the soil. Talks at the government
level yielded nothing, which is why this success cannot be attributed to
Turkey. It would be a success if the waste waswaste was returned to the
country from where it came. Success by returning the waste substance to
Italy would have set an example, and prevented similar incidents from
occurring. All in all, this is a step towards a brighter future in the
region," said Oguz.
Toxic Barrels will be Destroyed in Europe
There is a joint operation between the Environmental Ministry and the Tcmb
that aims for a future major environmental project.
The project will attempt to return the toxic barrels from Turkey back to
their original places using a particular process.
Officials from the Environment and Forest Ministry prioritized the
bureaucratic as well as overseas affairs in this regard, and they are
seeking to make a contract with officials of a licensed disposal
facility abroad.
Specially-equipped teams will begin loading the toxic barrels onto trucks.
(Anadolu News Agency/Zaman)
13.10.2006
|
NUOVO SISTEMA DI MONITORAGGIO DEL SUOLO
|
Che cosa è il programma "Terrafirma" dell'Esa nato in seguito ai
disastri provocati dal terremoto del 1999 ad Izmit in Turchia. |
Ogni anno eventi sismici, frane o smottamenti producono in Europa danni
per miliardi di euro, colpendo soprattutto strade, viadotti e altre
infrastrutture, ma mettendo a rischio più spesso di quanto non si pensi
anche la stabilità di singoli edifici.
Per 15 anni il sistema satellitare di monitoraggio del territorio
<Synthetic Aperture Radar Interferometry> (InSar) è stato in grado di
fornire, per aree specifiche, informazioni sulle deformazioni del suolo
con una precisione nell'ordine dei centimetri. A esso negli ultimi
cinque anni si è affiancato il sistema <Persistent Scatterer
Interferometry> (Psi) che permette di tenere sotto controllo ampie aree
per rilevare e monitorare con maggiore accuratezza quelle più sensibili.
Sfruttando proprio il sistema Psi ora il programma di "Terrafirma" dell'Esa
fornisce un sistema di informazioni sui rischi legati ai movimenti del
terreno in relazione a fenomeni di subsidenza, sollevamento del suolo,
smottamenti e frane, attività sismica.
Il progetto è nato anche in seguito ai disastri provocati dal terremoto
del 1999 ad Izmit, in Turchia, in cui furono coinvolti diversi edifici
che erano stati costruiti su un terreno non sufficientemente stabile,
stimolando nuovi studi per la definizione del rischio sismico in aree
urbane. Attualmente sono sotto attenta osservazione le aree di Istanbul
e di Lisbona, ma i responsabili di "Terrafirma" ritengono che i dati da
loro forniti dovrebbero essere utilizzati da tutti i responsabili del
territorio europei, soprattutto nella programmazione di nuovi
insediamenti.
Anche l'Italia è coinvolta nel progetto, soprattutto per quanto riguarda
un altro tipo di fragilità ambientale, quello relativo a frane e
smottamenti. Nella sua fase di avvio "Terrafirma" ha monitorato la
cittadina di Cutigliano, nell'Appennino toscano, mappando oltre 200
punti sensibili e tracciando, anche con l'aiuto di carte
geo-morfologiche e ulteriori riprese aeree, una accurata analisi dei
rischi del territorio. (Le Scienze)
13.10.2006
|
TURISMO
UN HOTEL
EXTRA-LUSSO
VICINO
AL DOLMABAHCE

|
Alwaleed Bin Talal, nipote del Re saudita Abdullah, determinato ad
investire in Turchia in particolare nel settore alberghiero. |
Il suo nome è
Alwaleed Bin Talad e a chi non lo conosce dice poco. Ma questo giovane
principe, oltre ad essere il nipote del Re saudita Abdullah, è anche uno
degli uomini più ricchi del pianeta.
E adesso è anche uno dei più determinati ad investire in Turchia. La sua
fortuna è calcolata intorno ai 20 miliardi di dollari. Bin Talal è già
partner del prestigiosissimo Hotel Four season di Istanbul che sorge nel
quartiere di Sultanahmet a due passi dalla basilica di santa Sofia. Ma
sembra non bastare. E così dopo la fine del Ramadam, Bin Talal arriverà
ad Istanbul.
Sembra che questa voglia di investimento sia fortemente sostenuta
dall'illustre (e miliardario) zio al quale non sono certo sfuggite le
possibilità di investimento che offre il Paese della Mezzaluna. i primi
due progetti su cui il principe si concentrerà sono lo studio per un
hotel categoria extra-lusso vicino al palazzo di Dolmabahçe sul Bosforo
e il progetto per aprire un Four Season a Bodrum. (Apcom)
13.10.2006
|
METE LONTANE...
E VICINE:
L'INCANTEVOLE BELEK

|
Incantevole regione turistica racchiusa tra le catene
del Tauro e il Mediterraneo dove giocare golf è ormai
una regola. Due tra i club più esclusivi. |
Belek, incantevole regione
turistica racchiusa tra il bianco delle cime del Tauro e il blu
del Mar Mediterraneo. L'area è stata sviluppata in prospettiva
di un turismo durevole e sostenibile, tutte le strutture
ricettive e ricreative sono state quindi progettate nel rispetto
dell'ambiente naturale e delle popolazioni locali.
Le attrazioni naturali sono molto variegate: dal paesaggio
selvaggio e affascinante del Parco Nazionale del Koprulu Canyon
alle spiagge di sabbia fine, dove le tartarughe Caretta Caretta
si rifugiano per deporre le uova.
 Poco
distanti da Belek, Aspendos e Perge con i loro siti greco-romani
ben preservati fanno riscoprire ai visitatori le tracce delle
antiche civiltà che nei secoli hanno popolato la regione.
Il golf
Negli ultimi dieci anni Belek ha fatto del golf la sua
attrazione principale.
Nell'area sono sorti 5 prestigiosi golf club, tra i quali
emergono l'Antalya Golf Club ed il National Golf Club, che
offrono un'ampia scelta di campi per i golfisti più abili e per
quelli meno sperti.
I percorsi, tutti progettati da importanti architetti, si
snodano attraverso la foresta di pini ed eucaliptus e i laghetti
naturali, seguendo l'armoniosa varietà del paesaggio.
Il National Golf Club, gestito da un management internazionale,
vanta anche Park Cafe, Clubhouse e numerose facilities
per gli accompagnatori dei giocatori. Sono disponibili lezioni
individuali e collettive, nonché pacchetti. Il campo (par 72,
6232 metri) è strutturato in diverse aree adatte alla differente
preparazione dei golfisti: dal campo pratica per principianti,
all'Executive course a 9 buche, fino al Championship course a 18
buche.
Le buche
01, par 5, mt 531 02, par 3 , mt 141
03, par 4, mt 376 04, par 5, mt 512
05, par 3, mt 150 06, par 4, mt 326
07, par 4, mt 392 08, par 4, mt 353
09, par 4, mt 382 (out, par 36, mt 3163)
10, par 4, mt 335 11, par 3, mt 148
12, par 5, mt 452 13, par 4, mt 373
14, par 4, mt 423 15, par 5, mt 476
16, par 3, mt 166 17, par 4, mt 359
18, par 4, mt 337 (in, par 36, mt 3069)
Dove dormire
Le strutture ricettive sono di altissimo livello, nella regione
si concentrano trentadue hotel e villaggi a 4 o 5 stelle dotati
dei migliori comfort: lussuosi centri benessere, piscine al
coperto ed allo scoperto e attrezzature sportive di ogni genere.
Un efficientissimo servizio di navette collega gli hotel ai
campi da golf e al centro di Belek, dove, tra una partita e
l'altra, ci si può abbandonare al turbinio di aromi e colori del
mercato: la vera essenza della Turchia.
Centro Turismo di Belek. (Elisa Raco/1Golf.it)
13.10.2006
|
CULTURA
PAMUK PREMIO NOBEL

|
Allo scrittore turco - famoso per i suoi romanzi come "Il mio nome è
rosso", "Istanbul", "Neve", Il Castello bianco", "La casa del
silenzio" e "Il libro nero"" - il massimo riconoscimento per la
letteratura da parte dell'Accademia svedese. Un assegno ci circa un
milione di euro, una medaglia d'oro e un diploma. |
Lo
scrittore turco Orhan Pamuk ha vinto il Nobel per la letteratura. "Nella
ricerca dell'anima malinconica della sua città natia" ha scritto
l'Accademia di Svezia nella motivazione, "Pamuk ha scoperto nuovi
simboli per definire gli scontri e i legami tra le culture". Nato nel
1952 in una famiglia borghese benestante di alterne fortune - il padre
fu il primo dirigente della sezione turca dell<'Ibm> - viene educato al
liceo americano "Robert College" di Istanbul. Sotto pressioni della
famiglia, si iscrive alla facoltà di architettura del Politecnico di
Istanbul, per poi abbandonarla dopo tre anni per dedicarsi alla
letteratura. Si laurea in giornalismo dell'Università di Istanbul nel
1977. Nel 1982 sposa Aylin Turegen, dalla quale divorzierà nel 2001 dopo
la nascita dell'unica figlia, Ruya. E' "studioso ospite" alla Columbia
University in New York dal 1985 al 1988. Dopo la breve parentesi
americana, torna definitivamente a Istanbul, dove rifiuta il titolo di
"artista di Stato", del Governo turco. Venne incriminato nel 2005 per
alcune dichiarazioni fatte a una rivista svizzera sul genocidio degli
armeni, ma le accuse furono ritirate il 22 gennaio 2006 perché in base
al nuovo codice penale il fatto non costituisce reato sotto il nuovo
codice penale. Nonostante il grande successo riscosso in patria, una
significativa parte dell'opinione pubblica turca si e' schierata contro
Pamuk: un sottoprefetto di Isparta ha ordinato la distruzione dei suoi
romanzi nelle librerie e biblioteche mentre una tv locale ha proposto di
ritrovare una studentessa che aveva ammesso di possederne uno.(Agi)
13.10.2006 -
|
SULLA TURCHIA E L'EUROPA

|
L'ultima fatica di Alberto Rosselli sul dibattito relativo
all'ingresso del Paese della Mezzaluna nell'UE, sui rapporti
conflittuali tra Ankara e Bruxelles, sulle battute di arresto che
frenano il cammino degli eredi di Ataturk verso l'integrazione con
il vecchio continente. Edizioni Solfanelli (www.edizionisolfanelli,it) |
Il Gruppo editoriale <Tabula Fati>
ci ha fatto pervenire una novità di Alberto Rosselli dal titolo "Sulla
Turchia e l'Europa" con presentazione di marco Cimmino. Non costa molto:
10 euro, vale a dire cappuccino, cornetto e pacchetto di sigarette. Per
un giorno se ne potrebbe fare a meno e avventurarsi invece nella lettura
di questo testo - nemmeno tanto lungo (160 pagine) per capire qualche
cosa di più sul Paese della Mezzaluna che vuole entrare a tutti i costi
nell'UE, sui rapporti conflittuali di Ankara con Bruxelles, sulle
battute di arresto che frenano il cammino degli eredi di Ataturk verso
l'integrazione.
In questo breve saggio - come si legge nell'introduzione al libro - si
ripercorre in sintesi la storia dell'Impero ottomano e della Turchia. Ma
non solo. Vengono riportate le opinioni e riflessioni (spesso
radicalmente contrastanti) di studiosi e giornalisti esperti di
questioni politiche, geo-politiche nonché economico-religiose circa il
delicato tema dei rapporti tra Turchia ed Europa.
Alberto Rosselli, genovese, giornalista, collaboratore di diverse testate,
ha al suo attivo saggi come "Quèbec 1759. Il conflitto anglo-americano
in Nord America 1756-1763". "Il tramonto della mezzaluna. L'Impero
ottomano nella prima guerra mondiale", "la resistenza antisovietica e
anticomunista in Europa orientale 1944-1956", "l'ultima colonia: La
guerra coloniale in Africa orientale tedesca 1914-1918".
_______________________
Alberto Rosselli: "Sulla Turchia e l'Europa"
Edizioni Solfanelli
Collana: Il calamo e la Ferula
pag. 160
prezzo 10 euro
13.10.2006
|
LA RIVINCITA SCIENTIFICA

|
Quando il mondo islamico venne conquistato dal boom degli orologi.
Il Re di Francia ne inviò uno a Solimano il Magnifico. Era stato
costruito a Lione ed era formato da una fontana che nel giro di
dodici ore aspirava tutta l'acqua immessa nel circuito. La storia
delle bande musicali e dei Maestri che migrarono in Turchia. |
L'Occidente si prende la rivincita nel campo scientifico. Nei secoli
precedenti ed in particolare in quelli bui dell'Europa il sapere arabo
aveva trasmesso molto nel campo matematico, come nozioni e teoremi,
tutti derivanti dal pensiero greco antico. Quindi si può affermare che
l'arabismo ha funzionato solo da vettore nel mondo matematico-fisico e
non da creatore. La grande creazione scientifica è essenzialmente opera
del mondo cristiano ed in particolare la vera rivoluzione tecnologica ha
una sede esclusiva, a cavallo di due secoli (1800-1900): l'Europa. Al
giorno d'oggi, gli scienziati di alcuni Paesi asiatici offrono
importanti contributi al movimento scientifico mondiale, ma fuori della
loro patria. Tra gli strumenti più caratteristici ci piace citare
l'orologio, ideato proprio per misurare il tempo. Gli antichi Greci
usavano due strumenti per misurare il tempo: la meridiana e l'orologio
ad acqua. La prima, secondo Erodoto, era stata inventata dai Babilonesi,
l'orologio ad acqua dagli Egizi e la meridiana funzionava solo di
giorno, mentre l'orologio ad acqua anche di notte. Ma l'orologio
meccanico fu prodotto in Europa nel XIV secolo. Il Re di Francia inviò
nel 1547 a Solimano il Magnifico un grande orologio costruito a Lione
nel quale c'era una fontana che nel giro di dodici ore aspirava tutta
l'acqua immessa nel circuito. Nei secoli successivi la tecnica si
perfezionò in modo tale da costruire orologi individuali e pubblici di
grande precisione.
L'influsso occidentale
- Il mondo islamico venne conquistato dal boom degli orologi. L'influenza
occidentale ha modificato anche la misura, la percezione e l'uso dello
spazio. Tale aspetti vennero influenzati dall'introduzione di due
strumenti: gli occhiali da vista ed i cannocchiali. Il modo occidentale
di percepire e misurare il tempo e lo spazio ebbe un effetto anche
sull'arte e sulla musica. La tecnica della prospettiva rendeva possibile
un grado di realismo e di precisione irraggiungibile con l'arte
stilizzata e formale della Ka'ba a La Mecca. Tra la fine del XVIII ed i
primi del XIX secolo l'influsso occidentale diviene più chiaro tanto
nella costruzione degli edifici che nella decorazione degli interni.
Come la percezione e la misura del tempo influirono sulle arti visive,
così la percezione e la misura del tempo influirono sulla musica.
Permane ancora oggi il rifiuto delle armonie occidentali. Una
caratteristica peculiare della musica occidentale è la polifonia
attraverso l'armonia ed il contrappunto. La più semplice forma è il coro
in cui l'armonia deriva dalle confluenze vocali diverse in una sequenza
prestabilita. Poi viene lo strumento a tastiera e per ultimo il
complesso strumentale, dal duo, al trio fino alla grande orchestra. La
polifonia richiede una sincronizzazione perfetta. Essa è sconosciuta
nella mentalità araba! Tempo, spazio ed armonia sono concetti che in
Medio Oriente sono subìti e male accettati. Lo dimostra l'abitudine a
non rispettare l'orario e a non vivere l'armonia della musica
occidentale, fatte poche eccezioni. Le nenie, di derivazione beduina,
altro non sono che disfonie che volevano vincere lo spaventoso vuoto del
deserto.
Giuseppe Donizetti
- Nel mondo musicale se c'è stato un progresso tra gli Arabi è
l'introduzione delle trombe nelle fanfare militari. Maestri di bande
militari e civili dell'Europa migrarono in Turchia per istruire i
complessi militari tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo. È
significativo segnalare che nella seconda metà del XVIII secolo
l'ambasciatore del Regno Sardo a Istanbul ricevette la richiesta dal
Governo turco di procurargli un maestro di banda per istruire la nuova
banda militare. Dopo pochi mesi giunse a ricoprire l'importante incarico
Giuseppe Doninzetti, fratello del compositore Gaetano. Il maestro formò
la banda militare dall'altisonante nome Masiki-i-humayun-i-Osmani. Il
cambiamento culturale del mondo islamico verso l'occidentalizzazione
partì, anche per la musica, dall'ambiente militare. Il maestro ebbe
l'onore di essere nominato ufficiale dell'esercito turco ed ebbe una
rapida promozione a generale (Miraly) e alla fine il Sultano lo proclamò
Pascià. Questo fu un episodio isolato nel marasma delle differenze
culturali del mondo islamico, che rimaneva però unito nell'ostacolare la
modernizzazione in ogni campo, fedele al precetto coranico di "lottare
contro gli infedeli". A questo proposito ci piace citare alcuni passi
coranici nei quali esiste l'indicazione della lotta: "Preparate contro
di loro forze e cavalli quanto potete per terrorizzare il nemico di Dio
e vostro e altri ancora che voi non conoscete" (VII-60).
La traduzione de "Il
Principe" - Inoltre
ugualmente nel Corano si legge: "Combatteteli dunque e Iddio li
castigherà per mano vostra e li coprirà di obbrobrio e vi assisterà a
trionfo contro di loro e guarirà il petto dei credenti" (IX-14). Anche
per la musica, come per altre specialità culturali si è trattato di
tentativi sporadici. Ad esempio la musica colta occidentale è penetrata
in Giappone, Cina e India, ma non in medio oriente, laddove la
tradizione araba ha portato l'obbrobrio dei Talebani e dei Terroristi "sine
materia". L'occidentalizzazione proseguì nelle arti e per oggetti di uso
pratico, come monete e francobolli e gli abiti maschili. Per quelli
femminili riserve permangono ancora oggi. Il veicolo più importante di
influsso culturale è la parola. La lingua e la traduzione hanno stentato
a penetrare in un mondo chiuso all'esterno e pervaso da una
analfabetizzazione globale, che ancora oggi è il principale ostacolo ad
una diffusione culturale. L'Islam medioevale era una società con una
visione storica e produsse una letteratura ristretta a carattere più
tribale che nazionale. Solo nel XIX secolo si ebbe un incremento delle
traduzioni dalla lingue europee in turco, in Turchia ed Egitto; in
arabo, in Egitto e Siria; in persiano, in Persia ed India. Una
traduzione de "Il Principe" di Machiavelli in arabo fu ultimata nel
1825, ad opera di un prete cristiano per ordine del Pascià. Lo sviluppo
della stampa ebbe in Iran un notevole incremento fin dal XII secolo,
utilizzando matrici di legno. Nel 1594 a Istanbul venne stampato un
Pentateuco ebraico-persiano in caratteri ebraici, destinato alla
comunità israelita ivi residente. Le prime stamperie in Persia furono
aperte prima dai frati carmelitani e poi dagli armeni.
Le minoranze non mussulmane ebbero un ruolo importante nell'adozione
e diffusione della stampa nel mondo arabo. Alcune parole latine
trasmigrarono nel linguaggio turco, come Senato e Senatòr, retaggio
dell'influenza della Repubblica veneta. Nel corso dei XIX secolo vi fu
un incremento delle traduzioni, specie dal francese, grazie all'influsso
economico-culturale svolto dalla Francia in Libano e Siria. In altre
aree geografiche fu l'inglese a prevalere e questa influenza si è
consolidata ai nostri tempi. L'influsso della pittura ed architettura
europea (non della scultura che era ed è esclusa per false motivazioni
coraniche), la decorazione degli interni e anche la pittura furono
accettate e divennero dominanti nell'VIII secolo. La musica fu accettata
solo per la marce militari. È inspiegabile questo contrasto tra
l'accettazione delle arti visive ed il rifiuto globale dell'armonia
melodico-musicale. Il mondo islamico è divenuto, nei secoli che ci hanno
preceduto, povero, debole ed ignorante. Di fronte all'esplosione
tecnologica esso ha assorbito l'informatica e 1e tecnologie militari,
per lo più per fini legati al terrorismo. In ciò è stato assecondato
dall'influenza sovietica, prima, e da quella russo-cinese di oggi.
Culturalmente il medio oriente è sulla china di un declino che sembra
inarrestabile, mentre l'occidente prosegue nel suo cammino in ascesa.
L'Islam come religione politica e razziale è la palla al piede che
sembra inarrestabile di ogni velleità medio-orientale, anche perché è
molto poco umana. Ci sentiamo di concordare con quanto scriveva Alexis
de Tocqueville: "Ho studiato il Corano a fondo ed ho lasciato quello
studio con la convinzione che ci siano poche religioni al mondo così
mortali per l'uomo come quella di Maometto. Per quello che vedo, le sue
tendenze politiche sono da temere. Io le considero come una forma di
decadenza piuttosto che un progresso in rapporto con il paganesimo".
Superiorità culturale
- I pochi modernisti dell'area islamica timidamente avvertono
l'incongruenza di posizioni antiprogressiste. Essi imputano al
fanatismo, o meglio alle autorità religiose, l'enorme responsabilità
antistorica di soffocare il progresso tecnico-scientifico e la
ragionevolezza culturale. La libertà, interpretata nel senso
dell'indipendenza, ha rafforzato le tendenze isolazionistiche ed
antistoriche ed ha promosso ovunque oligarchie politiche deleterie per
le masse. Una spirale di odio e rancore tarpa le ali anche a quelle
minoranze che cercano di ragionare in termini razionali. Il cosiddetto
partito di Allah ha partorito gli Hezbollah ed i Talebani che hanno
riproposto solo dolori e morte, oppressione delle donne e dei più deboli
in nome di un odio antisemita e anti-occidentale. Le moschee sono
rimaste quelle che erano all'origine: non luoghi di preghiera ma scuole
di odio. Lì si forgiano i nuovi terroristi in nome di un Dio che è
implacabile contro i suoi nemici, cioè contro tutti coloro che non sono
mussulmani. "Se i popoli del Medio Oriente continueranno sulla strada
attuale (come scrive Bernard Lewis nel suo "Il suicidio dell'Islam"),
l'attentatore suicida potrebbe diventare una metafora del suo destino e
non ci sarebbe via d'uscita nella spirale discendente di odio e rancore,
rabbia e autocommiserazione, povertà e oppressione. L'Europa viene così
rivalutata nella sua superiorità culturale e non saranno certo i
petroldollari che guariranno la grave malattia che mina le coscienze
medio-orientali". (Adriano Monti/L'Opinione.it)
13.10.2006
|
D'ARONCO ARCHITETTO

|
Successo oltre le previsione della mostra dedicata all'artista di
Gemona. Promossa dall'Istituto Italiano di Cultura di Istanbul,
dalla Regione Autonoma del Friuli-Venezia Giulia e dalla Fondazione
<Suna e Inan Kiraç>, sotto il patrocinio del Consolato generale
d'Italia, è stata curata dalla prof.ssa Diana Barillari.
|
 Domenica
17 settembre è stata inaugurata con grande successo ad Istanbul la
mostra "D'Aronco architetto ottomano: progetti per Istanbul 1893-1909".
Curata dalla professoressa Diana Barillari,
della Facoltà di Ingegneria di Trieste ed autrice di volumi
sull'argomento, tra cui l'importante opera scritta con il prof. Ezio
Godoli, "Istanbul 1900",
la mostra è stata promossa dall'Istituto Italiano di Cultura di
Istanbul, dalla Regione Autonoma Friuli - Venezia Giulia e dalla
Fondazione <Suna e İnan Kıraç>, sotto il patrocinio del Consolato
Generale d'Italia a Istanbul. In precedenza la stessa mostra era già
stata esposta con grande successo a Udine, presso la Chiesa di San
Francesco, nell'ambito del progetto culturale "I Turchi in Europa".
L'esposizione di Istanbul comprende parecchi disegni ed acquarelli originali
appartenenti alla collezione di archivi di architettura della Galleria
d'Arte Moderna di Udine ed include anche alcuni preziosi volumi 'a tema'
appartenuti allo stesso D'Aronco ed oggi custoditi presso la Biblioteca
Civica di Udine.
Con questa mostra si è inaugurato inoltre un percorso culturale dedicato
alla città di Istanbul ed allo sviluppo del suo tessuto urbano, in cui
hanno operato molti architetti italiani che meritano ancora di trovare
una giusta collocazione nel contesto storiografico internazionale. Non a
caso, il luogo scelto per la mostra è l'Istituto di Ricerche di Istanbul
(İstanbul Araştırmaları Enstitüsü), emanazione del Pera Museum, di
proprietà della Fondazione Suna e İnan Kıraç, situato nel cuore di
Beyoğlu. Il prestigioso edificio, restaurato di recente proprio per
ospitare la fondazione, che si trova sulla stessa strada e ad un
centinaio di metri dal menzionato museo, è stato realizzato nei
primissimi anni del '900 da un altro architetto italiano, Guglielmo
Semprini, attivo nella capitale ottomana al servizio di ricche famiglie
levantine.
 Il
Centro ricerche
- L'Istituto di Ricerche di Istanbul è stato creato al fine di integrare
l'attività del museo con un centro di documentazione e ricerche
specializzato in aree tematiche di studio, comprendente raccolte di
libri divisi in almeno tre gruppi principali: una sezione interamente
dedicata ad Atatürk ed alla Turchia contemporanea, una dedicata al
periodo ottomano ed un'altra infine che raccoglie i testi legati alla
cultura e all'arte bizantina.
La sede prestigiosa e la scelta di affidare proprio alla mostra su D'Aronco
la nascita di questo nuovo importante centro di ricerca è significativa
della qualità e del valore delle collezioni di proprietà del Comune di
Udine, peraltro ben note agli studiosi turchi.
Ma quale ruolo ebbe Raimondo D'Aronco nel contesto internazionale e
cosmopolita che si viveva a cavallo dei due secoli?
Il giovane architetto friulano fu inizialmente chiamato a lavorare per
il Sultano ottomano e riuscì in breve tempo a farsi un nome nel campo
dell'architettura, tanto da ricevere diverse committenze da persone
importanti di corte e della società istanbuliota dell'epoca, soprattutto
con la costruzione di importanti edifici pubblici in città e di
residenze private lungo il Bosforo. Merito di tale successo fu
determinato dalle sue capacità di integrare nella progettazione la nuova
architettura che si andava diffondendo a livello europeo, l'Art
Nouveau, in cui gli Ottomani vedevano un'ottima opportunità per
mostrarsi agli occhi delle potenze occidentali, con la libertà d'azione
che una differente cultura architettonica - quella islamica - gli
offriva.
In questo senso fu capace di concepire progetti in cui il gusto per il
Liberty ed il floreale, per il vetro ed il ferro, si univano con la
tradizione costruttiva turca del legno e della pietra, dando vita a veri
capolavori dell'architettura fin
de
siècle.
D'Aronco visse e lavorò ad Istanbul dal 1893 al 1909 ma in Italia è
ricordato quasi esclusivamente per il padiglione che realizzò a Torino
per l'esposizione universale del 1902. A giusto titolo, però, il suo
nome compare tra quei protagonisti della storia dell'architettura turca
moderna.
Le tre sezioni
- L'esposizione illustra precisamente quella testimonianza, i progetti e
le realizzazioni risalenti all'attività svolta durante la permanenza
nella cosmopolita capitale dell'Impero ottomano ed in questo
osservatorio privilegiato, fatto di contaminazioni e mescolanze di
genti, etnie, culture ed idee, D'Aronco partecipò in prima linea,
arricchendolo di influssi tratti dall'arte islamico -ottomana e dalla
cultura mittel-europea. Le sue proposte progettuali non si limitano agli
aspetti decorativi, ma coinvolgono l'organismo spaziale, in una ricerca
che tende complessivamente verso l'ambizioso traguardo di
modernizzazione della cultura abitativa turca, sorretta dalla conoscenza
delle tradizioni e delle tecniche dell'architettura ottomana, come
attestano i numerosi volumi di arte e architettura islamica e orientale
presenti nella sua biblioteca.
La mostra si articola in tre sezioni: i restauri ed i progetti
(comprendenti 23 pannelli e 24 disegni originali) e i libri. I disegni
di D'Aronco possono essere considerati come opere di pittura, in
particolare le splendide prospettive acquerellate, che mostrano una
grande sensibilità, soprattutto nel raffigurare il clima e la luce di
Istanbul, con gli azzurri dei cieli o i blu del Bosforo. La galleria dei
dipinti è accompagnata da pannelli che riproducono altri disegni, foto
d'archivio ed attuali, accompagnati da una sintetica nota esplicativa
che serve da didascalia.
Nel periodo di apertura della mostra, si ricorda che si svolgeranno una
serie di conferenze, volte ad approfondire il tema dell'esposizione e
più in generale la pluralità di relazioni culturali e artistiche tra
Turchia e Italia. (Arch. Luca Orlandi, Ph.D.,
Università Yeditepe, Istanbul)
___________________
Meşrutiyet
Caddesi, Tepebaşı, Istanbul
La mostra rimarrá aperta sino al 15 novembre 2006
13.10.2006
|
GLI ITALIANI DI ISTANBUL

|
Si terrà dal 18 al 20 ottobre presso il Teatro della Casa d'Italia
il convegno sulla Società Italiana di Mutuo Soccorso. A cominciare
dal nostro ambasciatore ad Ankara Carlo Marsili e al Console
generale ad Istanbul Massimo Rustico saranno presenti ai lavori le
più alte autorità in campo storico-culturale. |
Gli Italiani di Istanbul e la Società Operaia Italiana di Mutuo
Soccorso,
nucleo rappresentativo della Comunità. Dalle riforme ottocentesche
(Tanzimat) alla Repubblica Turca (1839-1923)
Tanzimat reformlarından Türkiye Cumhuriyeti'ne kadar İstanbullu
İtalyanlar ve Cemaatin temsilci birimi Soçieta Operaya İtalyana
Yardım Derneği (1839-1923)
_______________________________________
mercoledì 18 ottobre
09.30
Interventi introduttivi
Carlo Marsili
Ambasciatore d'Italia in Turchia
Massimo
Rustico
Console Generale d'Italia a Istanbul
Attilio De
Gasperis
Direttore Istituto Italiano di Cultura di Istanbul
Alessandro
Guerrera
Vice Presidente Società Operaia Italiana di Mutuo Soccorso
Valeria
Jacobellis
Dirigente Scolastico Liceo Italiano IMI di Istanbul
Mesut Önen
Presidente Associazione di Amicizia Italo-Turca di Istanbul
10.00 Roberta Ferrazza
Vice Direttore Istituto Italiano di Cultura di Istanbul
Presentazione
del Convegno
10.30 Alessandro Pannuti
Università di Parigi III
Presentazione
del libro "La comunità italiana di Istanbul nel XX secolo: ambiente e
persone"
Pausa Caffé
|
I sessione
Moderatore:
Roberta Ferrazza |
11.30 Alessandro Baltazzi
Presidente Associazione di Amicizia Italo-Turca di Izmir
Italiani in
Turchia: vecchia e nuova identità
11.50 İlber Ortaylı
Direttore Museo Topkapı
Gli italiani
ad Istanbul nel XIX secolo
12.10 Anita Garibaldi
Presidente Associazione Nazionale Giuseppe Garibaldi
Garibaldi,
l'emigrazione italiana e le politiche sociali
Colazione
14:00
Visita alla Società Operaia Italiana di Mutuo Soccorso di Istanbul
|
I sessione
Moderatore:
Roberta Ferrazza |
15.00 Sergio La Salvia
Università degli Studi Roma III
Italiani a
Costantinopoli nell'età del Risorgimento (1834-1870): tra politica e
società civile
15.20 Roberta Ferrazza
Vice Direttore Istituto Italiano di Cultura
La Società
Operaia, luogo della memoria della Comunità Italiana di Istanbul
15.40 Andrea Visone
Direttore Archivio storico-diplomatico del Ministero degli Affari Esteri
Fonti per la
storia dei rapporti italo-turchi,conservati presso l'Archivio
storico-diplomatico
Pausa Caffè
16.30 Maddalena Tirabassi
Centro "Altreitalie" sulle Migrazioni Italiane, Fondazione G. Agnelli -
Torino
I nuovi studi
sulle comunità italiane nel mondo
16.50 Valeria Jacobellis
Dirigente Scolastico Liceo Italiano IMI di Istanbul
L'istruzione della collettività italiana di Istanbul tra passato e
presente
17.10 Angelo Iacovella
Università degli studi di Napoli "L'Orientale"
Socialità
operaia e socialità massonica in Turchia
20:30 Proiezione del film "La cena delle beffe" di Alessandro Blasetti
interpretato da Osvaldo Valenti: un istanbuliota nella storia del Cinema
Italiano
_____________________________________
giovedì 19 ottobre
|
I sessione
Moderatore:
Roberta Ferrazza |
09.30 ll Han Özay
Università di Istanbul
L'Ordinamento
amministrativo e costituzionale dell'Impero Ottomano: è un Paese che
segue la Shari'a
°°é un'amministrazione laica?
09.50 Nora Şeni
Università di Parigi VIII
Dinastie
italo-levantine a Istanbul nel XIX secolo
Pausa Caffè
10.30 Arus Yumul
Università Bilgi - Istanbul
La visibilità
dei Levantini nell'ambito pubblico nel XIX secolo ad Istanbul, gli
effetti delle loro forme di socialità nell'ambito pubblico, estranee
agli Ottomani
10.50 Roberto Giachino Sandri
Istituto Piemontese Studi Giuridici ed Economici (IPSEG)
La Legazione
Sarda presso la Sublime Porta fino al 1848
Colazione
|
II sessione
Moderatore:
Alessandro Pannuti |
14.00 Rinaldo Marmara
Università di Montpellier III
Ordini
religiosi monastici a Istanbul nel XIX e XX secolo
14.20 Giacomo Saban
già
Università degli Studi di Roma " La Sapienza"
La componente
ebraica nell'ambito della Comunità italiana: la Comunità di "Los
Francos"
Pausa Caffè
15.00 Giuseppe Cossuto
Istituto per l'Oriente di Roma
Alcune
conseguenze della Guerra di Crimea e dello Hatt-ı Hümayun del 1856 sulla
popolazione levantina dell'Impero ottomano, con particolare riferimento
a quella istanbuliota
15.20 Emine Türk
Direttore Unione di Amicizia Italia-Turchia - Roma
Il contributo
degli esuli italiani alle riforme turche e la Società Operaia Italiana
di Mutuo Soccorso
19:00 Inaugurazione della rassegna "Cinema e Cibo", promossa
nell'ambito della "Settimana della Lingua
Italiana nel Mondo", con la proiezione del film "Ricette d'Amore" di
Sandra Nettelbeck, seguirá rinfresco
Istanbul Modern Museum
______________________________________
venerdì 20 ottobre
|
II sessione
Moderatore:
Alessandro Pannuti |
09.30 Alessandro Pannuti
Università di Parigi III
Levantinità e
mitologia
09.50 Oğuz Karakartal
Università Internazionale di Cipro - Cipro del Nord
Gli Italiani
di Istanbul nella letteratura turca tra il XIX e l'inizio del XX secolo
(1839 - 1922)
Pausa Caffè
10.30 Luca Orlandi
Università Yeditepe - Istanbul
Alcune note,
impressioni e memorie di viaggiatori italiani nella Costantinopoli del
XIX e XX secolo
10.50 Sinan Kuneralp
Casa Editrice ISIS
Il
diplomatico ottomano istanbuliota di origine italiana Rüstem Paşa (1810
- 1895)
Colazione
14:00 Visita alla mostra "D'Aronco architetto ottomano: Progetti per
Istanbul 1893-1909"
Istituto di Ricerche su Istanbul
|
II sessione
Moderatore:
Roberta Ferrazza |
15.00 Ayşegül Baykan
Politecnico Yıldız - Istanbul
Diplomatici,
uomini di cultura, agenti. L'agenda delle relazioni estere italiane tra
il 1923 e il 1936
15.20 Paolo Girardelli
Università Boğaziçi - Istanbul
Una città
nella città. La Società Operaia e le architetture della comunità
italiana di Istanbul
Pausa Caffè
16.00 Zeynep İnankur
Università Mimar Sinan - Istanbul
Istanbul e i
pittori italiani orientalisti
16.20 Emre Aracı
Musicologo
I musicisti
italiani del Palazzo Ottomano da Donizetti a Guatelli
16.40 Attilio De Gasperis
Direttore Istituto Italiano di Cultura Istanbul
Conclusione
dei lavori: valutazioni e prospettive
ORGANIZZAZIONE /
ORGANİZASYON
Roberta Ferrazza
Responsabile scientifico e coordinatrice del convegno
Bilimsel sorumlu ve kongre koordinatörü
addetto.iicistanbul@esteri.it
roberta.ferrazza@esteri.it
Giovanna
Grollo
Segretaria del convegno
Kongre
sekreteri
info.iicistanbul@esteri.it
Si ringrazia il
Circolo Roma per la cortese collaborazione nell'organizzazione
dell'evento
Organizasyonda emeği geçen Roma Kulübü'ne teşekkürlerimizi sunarız
Le lingue utilizzate durante il convegno saranno italiano e turco con
traduzione simultanea in cuffia
Kongre türkçe ve italyanca olup kulaklıkla simültane çeviri yapılacaktır
13.10.2006
|
DAL LOUVRE
AD IZMIR: MERAVIGLIE
DA NON PERDERE

|
Fino al 30 novembre la possibilità di poter ammirare una collezione
di opere ell'epoca classica proveniente dal più grande museo di
Parigi e dalla Libreria Nazionale Francese. |
Izmir will
host a collection from the Louvre Museum of Paris and the French
National Library until Nov. 30. The exhibition, which will open today at
the Izmir French Cultural Center and the Museum of the Chamber of
Commerce, encompasses 50 statues along with 18 rare coins.
Though archeological studies date Izmir back 8500 years, the city does not
show its age.
Unfortunately, one could visit all of Izmir's museums in just a few hours
and wonder, "Is this all that remains from 8500 years of history?"
The answer is so obvious actually. Only a little part of what remains can
be visited; the majority remains buried or lies outside the country.
Some relics are even accidentally discovered while digging new foundations
or the underground metro.
A small piece of what is abroad is finally visiting its country of origin
with an exhibition entitled "Smyrna/Izmir; A Portrait of a Town in the
Light of French Collections."
Artifacts sold by collectors to the Louvre will be exhibited at the Izmir
Chamber of Commerce. Documents from the French National Library, such as
maps, illustrations and photographs, ranging from the years 1500-1900
will meet art lovers at the French Cultural Center beginning today.
As part of the "Antique Smyrna" exhibition, 50 statues and 18 coins were
brought to the Izmir Chamber of Commerce. A good number of artifacts -
including the statue of Asclepios, the head of Athena, the statue of
Artemis and the basilica remnants discovered in Agora - present first
hand information about the city which was founded on the outskirts of
Kadifekale around the year 300 BC. According to legend, Smyrna was
founded by Antigonos and Lysimakos at the behest of Alexander the Great.
The "Modern Smyrna" part of the exhibition at the French Cultural Center
will feature the rediscovery of the city after its troublesome period
following the collapse of the Byzantine Empire until its conquest by the
Ottomans.
The city's rejuvenation can be seen through numerous documents - antique
books, maps, plans, engravings, travelers' diaries, botanical surveys,
sketches and drawings - depicting the city's topographical and
historical development; a great many of which have so far never been
seen in public.
Though much of what will be exhibited comes from the French National
Library, some pieces have come from the libraries of Lyon and Nancy. (Julide
Karahan/Zaman)
13.10.2006
|
L'ANNO DI MEVLANA

|
La riunione degli accademici a Manisa in vista delle celebrazioni in
onore del grande Rumi, massimo poeta dell'Islam, nato il 30
settembre del 1207. La dottrina Mevlevi era basata sulla musica e
sulla danza. L'importanza data al valore dell'amore e dell'estasi,
la rese superiore alle altre scuole. |
Activities
have already started since the year 2007 was announced by Unesco as the
"International Year of Mevlana."
At the "Mevlana, Mesnevi (Mathnawi), Mevlevihanes" symposium jointly
organized by the Manisa Municipality and Mevlana Research Culture and
Art Foundation, 37 academicians and writers specializing in Mevleva
gathered, presenting their papers.
The western Turkish city of Manisa remembered Mevlana during the symposium
by opening with a whirling dervish performance on Saturday at the
Municipality Culture Site. Mevlana Research Culture and Art Foundation
Chief, Nazli Kuey, in his opening speech said Mevlana, who was born on
30th September 1207, is 799 years old now, adding, "It is a binding duty
to remember and have a broad understanding of this esteemed man."
The symposium began after the opening speech from Faik Ozdengil of Konya's
Selcuk University. Mentioning that Mevlana's works and thoughts have
become a life-style around the world, he continued by adding that
mankind also benefits from Mevlana by his "life skills coaching."
Assistant Professor Yilmaz Soyyer from Isparta Suleyman Demirel University
pointed out that preserving traditional knowledge is quite difficult
today, and he emphasized one should revise the written works to
understand better understand Mevlana and his message.
Professor Muammer Cengil from Ankara Gazi University declared that Mevlana
as "an Islamic philosopher, always took the Quran and Prophet Mohammed
as his guides," and he pointed to the lack of discrimination between
rich and poor in his works, stressing that humankind could unite to end
conflicts. (Muharrem Gokcen/Zaman)
13.10.2006
|
LA SORPRENDENTE SCOPERTA DI KAYSERI

|
Nel corso degli scavi archeologici che si conducono da 59 anni sono
venute alla luce un paio di macine manuali risalenti a 4000 anni fa.
Venivano usate per fare la farina. |
This year's excavations in Kayseri's
Kültepe district, conducted annually for the last 59 years, uncovered a
couple of small, 4,000-year-old hand mills, reported the Anatolia news
agency.
Archaeologist and head of the excavation team Fikri Kulakoğlu said the
people in the area used to have handmills in their houses to produce
flour.
He said they discovered some vase-shaped storage pots with taps as well as
severalmillstones, adding, "However, we unearthed a couple of fully
intact mills in the ancient houses for the fist time in this year's dig."
Noting that the discovery of the mills had attracted interest in the area,
he said: "This year we found a couple of small, intact mills with two
millstones and two tapped vase-shaped storage vesselsdating back to 2000
B.C. It is really quite satisfying to find the mills in a whole
condition. People once made their own flour and bread at home using
these implements. We tested it by making flourand found it is bothsimple
and healthy."
He also said the excavations scheduled for this year had been successfully
completed and that they had turnedthe 219 artifactsthey had uncovered
overto the Kayseri Archaeology Museum. (Turkish
Daily News)
13.10.2006
|
PRIMA BIENNALE INTERNAZIONALE DI FOTOGRAFIA

|
E' stata organizzata ad Istanbul dal <Goethe-Institut<, in
collaborazione con la <Epson Deutschland GmbH>, Gli scatti tratti
dall'<Epson Photo 2005>. |
The Goethe-Institut Istanbul, in
cooperation with Epson Deutschland GmbH, is exhibiting selected
photographs from the Epson Art Photo Award 2005 competition as partof
the First International Istanbul Photography Biennale.
The exhibition will run until Oct. 31.
Although a newcomer, the Epson Art Photo Award is one of the most
prestigious photographic art awards in Europe, launched last year in
cooperation with the Art Cologne fair. The award is open only to classes
and teams at universities andacademies and other classes teaching
photographic art and design. Awards go to the best photography class,
the best individual artist and to 25 exceptional individual works. Over
170 classes and teams participated, representing 70 photographic
academies and universities in 21 countries with over 7,500 photos.
First prize was awarded to a class from the design department at Dortmund
Polytechnic College. The experienced competition jury comprised gallery
owner Daniel Buchholz, photographer Andreas Gursky, journalist Holger
Liebs of Süddeutsche Zeitung andArt Academy den Haag DirectorIngrid
Rollema as well as Museum of Modern Art in Munich CuratorThomas Weski. (Turkish
Daily News)
13.10.2006
|
CINEMA
"CLIMATES" CANDIDATO AGLI OSCAR

|
L'opera del regista turco Nuri Bilge Ceylan era già risultato
vincitrice al Festival cinematografico di Cannes. Dovrà vedersela
con "Volver" di Pedro Almadovar e "The Queen" di Stephen Frears. |
Nuri Bilge
Ceylan's "Climates," which won an international film critics' prize
earlier this year at the Cannes Film Festival, is a candidate for the
Hollywood World Award , which will be given to the best foreign film on
Oct. 23 in Beverly Hills.
Pedro Almadovar's "Volver" and Stephen Frears's "The Queen" are other
nominees for the prize, which will be awarded at the Screen
International and the Hollywood Film Festival.
"Climates", which will also show at the New York and Chicago Film
Festivals, won awards for best director, best supporting actress, best
editing and best sound design and mixing at the Antalya Golden Orange
Film Festival. (Culture and Art/Zaman)
13.10.2006
|
NOMINATION
PER "MIO PADRE
E MIO FIGLIO"

|
Il film turco (titolo originale "Babam ve Oglum") scelto per il
<World Soundtrack Discovery Award 2006>. Un importante
riconoscimento. |
The widely acclaimed movie "Babam ve
Oğlum" (My Father and My Son) has been nominated for the World
Soundtrack Discovery Award 2006 by the World Soundtrack Academy in the
sixth year of its annual awards.
Representatives of the movie'smaker, Avşar Films, told the Anatolia news
agency that the movie's soundtrack, by Greek composerEvanthia Reboutsika,
had been nominated for the award, which will be announced at the
academy's awards ceremonyin Ghent on Oct. 14.
"Babam ve Oğlum" was a box office hit in Turkey.
Considered important recognition for emerging composers and a good
indicator for the Oscar forbest original score for a motion picture, the
awards are aimed at organizing and overseeing the educational, cultural
and professional aspects of the art of film music, including the
preservation of the history of the soundtrack and its worldwide
promotion.
The other nominees for the World Soundtrack Discovery Award 2006include:
Olivier Florio's "Les Brigades du Tigre"; Douglas Pipes' "Monster
House"; Nick Cave and Warren Ellis' "The Proposition"; and Nigel Clarke
and Michael Csanyi-Wills' "The Thief Lord."
Reboutsika accepted the task of writing the score forthe film without even
reading the entireGreek translation of the script. "The relations and
dialogues between the father and son in the film reminded me of my own
life," she explained.
Directed by Çağan Irmak, "Babam ve Oğlum" features Fikret Kuşkan in the
role of Sadık, the son, Çetin Tekindor as father Hüseyin andEge Tanman
as grandson Deniz as well as the actors Hümeyra, Şerif Sezer, Özge
Özberk, Binnur Kaya and Yetkin Dikinciler.
"Babam ve Oğlum" is about a man (Sadık) rejected by his father (Hüseyin)
-- a farmer in the Aegean region -- during the politically messy 1970s
for not fulfilling his father's expectations oftaking over the family
farm andinstead becoming a journalist. During the military coup of Sept.
12, 1980 Sadık's wife dies while giving birth to their child, Deniz.
Some eight years later, Sadık returns home with his son and encounters
his past, while Deniz helps melt the ice between his father and his
grandfather. (Turkish Daily News)
13.10.2006
|
|
SPORT
AL CONTRATTACCO

|
La decisione da parte degli organizzatori del Gran Premio di F1 di
Istanbul di ricorrere in appello contro la multa di 5 milioni di
dollari inflitta dalla Fia. |
Gli organizzatori del Gran Premio di
Formula Uno della Turchia non ci stanno, e vanno al contrattacco. Ormai
la vicenda è nota, e pare non avere fine: gli organizzatori della prova
in terra turca hanno infatti deciso di appellarsi contro la multa record
di cinque milioni di dollari inflitta loro dalla Fia e relativa alla
controversa vicenda legata alla premiazione avvenuta in occasione della
prova di Formula Uno dello scorso 27 agosto.
La Federazione Internazionale dell'Automobile (Fia) ha affermato in un
comunicato che l'appello contro la multa si terrà a Parigi, in Francia,
presso la Corte d'Appello internazionale il prossimo 7 novembre, e che
la decisione è attesa per il giorno successivo. Il caos è cominciato
quando il leader turco-cipriota Mehmet Ali Talat è salito sul palco per
premiare il vincitore del Gran Premio di Turchia, il brasiliano della <Ferrari>,
Felipe Massa; una scena vista da milioni di telespettatori, che hanno
potuto inquadrare il signor Talat quale presidente della Repubblica
turca di Cipro del Nord (Rntc).
La Rntc è stata proclamata nel 1983, nove anni dopo l'invasione delle
truppe turche, avvenuta nel 1974. Non è mai stata riconosciuta dalla
comunità internazionale. Il processo di riunificazione dell'isola è a un
punto morto dal referendum del 2004, su un piano proposto dall'Onu,
rigettato dai greco-ciprioti e massicciamente approvato dai
turco-ciprioti.
Il Consiglio Mondiale della Fia ha riconosciuto colpevoli gli
organizzatori del GP della Turchia di aver infranto lo statuto della
stessa, in quanto il gesto di Talat è stato evidenziato quale atto
politico. Nonostante tutto, il Gran Premio della Turchia è stato
confermato nel calendario del Campionato del Mondo di Formula Uno anche
per il 2007. (Datasport.it)
13.10.2006
|
TURCHIA BATTE MOLDAVIA PER 5-0

|
L'incontro era per la qualificazione all'Europeo 2008. Quattro reti
di Hakan Sukur ed una di Tunkay. |
La Turchia ha
battuto 5-0 (3-0) la Moldavia in un incontro di qualificazione
all'Europeo 2008. Mattatore dell'incontro Hakan Sukur, autore di quattro
reti (una su rigore), tre delle quali nel primo tempo. Per la Turchia in
gol Tuncay al 23' del secondo tempo. (Ansa)
13.10.2006
|
|