Arretrati 

Anno 7° N.26

Cari amici, <Turchia Oggi> - sito indipendente e che va avanti con le proprie forze - non se la passa troppo bene. Se potete, dateci una mano. Intendiamoci, non vi chiediamo denaro. Nemmeno un euro. No, quello che vi chiediamo è che ci stiate vicini adoperandovi in giro e spendendo parole buone nei nostri confronti. In altri termini, trovateci un po' di pubblicità o qualche sponsorizzazione. Altrimenti saremo costretti a chiudere. Per andare avanti, infatti, abbiamo bisogno che qualcuno ci aiuti, quanto basta. Grazie per quello che farete, la direzione.

<TURCHIA OGGI> - A PARTE LA DOCUMENTAZIONE DELL'AMBASCIATA DI ITALIA AD ANKARA E DELL'ICE DI ISTANBUL - SI  AVVALE PER LE NOTIZIE E GLI ARTICOLI RIPORTATI SUL SUO WEB, E NATURALMENTE RELATIVE ALLA TURCHIA, DELLE NEWS GIA' APPARSE  IN ALTRI SITI O GIA' PUBBLICATE SU QUOTIDIANI E RIVISTE. NON FA ALTRO CHE ASSEMBLARLE, NELLA CONVINZIONE CHE SIANO DI MAGGIORE UTILITA' PER QUANTI HANNO UN QUALCHE INTERESSE PER QUESTO PAESE. "TURCHIA OGGI>, AD OGNI MODO, E' SEMPRE A VOSTRA DISPOSIZIONE.

ATTUALITA'

MISSIONE OK

Forze_Armate_turche

 

Il Parlamento turco ha detto sì con 340 voti su 533 all'invio di truppe in Libano che non dovranno però essere finalizzate al disarmo degli Hezbollah,

Il_voto_in_ParlamentoIl Parlamento turco ha approvato a grande maggioranza la mozione del Governo di Ankara favorevole all'invio di forze turche in Libano nell'ambito della forza di pace dell'Onu, Unifil II, nonostante le opposizioni diffuse in vari strati della popolazione turca. Hanno votato a favore 340 deputati su 533 votanti. I contrari sono stati 192, gli astenuti uno. Cinque deputati del partito di maggioranza di radici islamiche, Akp, si sono aggiunti al no compatto dell'opposizione rappresentata quasi totalmente dal partito socialdemocratico, Chp.
Il_premier_Erdogan_e_il_ministro_degli_Esteri_Gul_durante_il_voto_in_ParlamentoLa mozione approvata prevede l'invio per un anno di una forza navale di pattugliamento e di militari per l'addestramento di soldati libanesi. Intervenendo nel dibattito il vice-premier e ministro degli Esteri Abdullah Gul ha affermato che la partecipazione turca "sarà inferiore a 1000 uomini" e non contempla la presenza di unità di combattimento. Lo stesso ministro ha più volte assicurato che la missione turca non potrà essere coinvolta in attività finalizzate al disarmo degli Hezbollah. Il premier Recep Tayyip Erdogan, che si è impegnato a ritirare le truppe turche dall'Unifil se ad esse dovesse essere chiesto di disarmare Hezbollah, ha affermato che la missione è necessaria per ingrandire il prestigio della Turchia in Medio oriente, dove Ankara è decisa a giocare "un ruolo attivo".
Lo stesso Erdogan aveva rivolto un appello agli altri Paesi musulmani a partecipare in gran numero alla forza dell'Onu in Libano per assolvere ad un loro "dovere storico". Alcuni commentatori turchi hanno osservato che la partecipazione turca potrà giovare al processo di adesione della Turchia all'Unione europea. Contemporaneamente al dibattito parlamentare vi sono state nella capitale turca manifestazioni di varie organizzazioni non governative di sinistra che hanno protestato contro la mozione sostenendo che essa in pratica serve gli interessi degli Usa e di Israele. Secondo alcuni sondaggi effettuati da giornali e tv turche almeno un 70-75 per cento della popolazione è contrario all'invio di truppe turche perché teme che esse possano essere coinvolte in scontri con correligionari musulmani.
Gran parte dell'opinione pubblica turca afferma che la Turchia dovrebbe concentrare le proprie forze nella lotta al terrorismo interno curdo del Pkk (Partito dei lavoratori curdi di Abdullah Ocalan), che negli ultimi tempi hanno fortemente intensificato i loro attacchi contro i militari turchi, mentre la sua emanazione Tak (Falchi per la liberazione del Kurdistan) ha commesso vari attentati sanguinosi in località turistiche come Istanbul, Marmaris ed Antalya, al fine di colpire il turismo estero in Turchia.
Nello scorso fine settimana ben otto militari turchi, in gran parte giovani di leva, sono stati uccisi, suscitando un'ondata di esasperazione nel Paese per i continui attacchi del Pkk. Anche il presidente della Repubblica Ahmet Necdet Sezer, si era detto apertamente "contrario" all'invio di truppe turche perché "non è compito della Turchia difendere gli interessi degli altri paesi". I vertici militari turchi hanno espresso dubbi ed hanno sottolineato i rischi della missione, dando l'impressione di non avervi un interesse paragonabile a quello che anch'essi ripongono nella lotta al terrorismo interno del Pkk. (Ansa)
12.09.2006

 

"UNA DECISIONE IMPORTANTE"

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Così si è espresso il nostro capo della Farnesina, Massimo D'Alema, a proposito della scelta del Parlamento turco.

Il ministro degli Esteri Massimo D'Alema ha salutato con favore la scelta della Turchia di partecipare alla missione internazionale nel sud del Libano. E' "una decisione politicamente molto delicata e importante, perché si tratta dell'ingresso in Unifil di un attore regionale strategico e di un paese musulmano moderato", ha spiegato il capo della Farnesina nel corso del suo intervento alle commissioni congiunte Esteri e Difesa della Camera, dove è iniziato l'esame del decreto legge che autorizza la partecipazione italiana a Unifil2. Secondo D'Alema, la scelta "certamente contribuirà a rafforzare i rapporti fra l'UE e la Turchia". (Agi)
12.09.2006

 

 

PROTESTA LA PIAZZA

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Sindacati e associazioni di categoria turchi contro la decisione del Governo di Ankara di partecipare alla missione Unifil2.

I sindacati e le associazioni di categoria turchi sono scesi per le strade di Ankara per protestare contro la decisione del Governo di inviare soldati nel sud del Libano. Momenti di tensione si sono registrati quando la polizia è intervenuta per bloccare cinque attivisti di un'associazione di sinistra, che si erano incatenati ai cancelli di una struttura militare di fronte alla sede del Parlamento: i manifestanti sono stati portati via e arrestati. "Chiediamo alle madri e ai padri e a tutti coloro che non vogliono i soldati facciano ritorno dentro bare di esprimere il loro dissenso nei confronti dell'istanza governativa", si legge nel comunicato diffuso dai promotori della protesta.
(da La Repubblica.it)
12.09.2006

 

LA REPRIMENDA
AD ANKARA
DI BRUXELLES

Bruxelles

Il comitato Affari Esteri del Parlamento UE ha chiesto alla Turchia il riconoscimento del genocidio armeno, maggiori diritti umani e la normalizzazione dei rapporti con Cipro.

Il comitato Affari Esteri del Parlamento UE rimane impegnato saldamente nell'obiettivo delle trattative dell'Unione Europea con la Turchia, ma afferma che è necessario che Ankara faccia importanti riforme per ottenere questo risultato.
E' il contenuto di un rapporto adottato in cui il comitato ha accolto favorevolmente l'inizio dei negoziati di adesione con la Turchia, ma ha espresso rincrescimento per il rallentamento del processo di riforma in quel Paese. Il testo approvato con 53 voti a favore, 6 contro e 8 astensioni, sarà dibattuto dal Parlamento durante la seduta plenaria del 25-28 settembre.
Il rapporto nota "imperfezioni persistenti" in ambiti come la libertà di espressione, i diritti delle minoranze e religiosi, il ruolo dei militari e della polizia, i diritti delle donne, del sindacato e culturali. Il comitato Affari Esteri dell'europarlamento invita anche la Turchia riconoscere il genocidio degli armeni come presupposto per l'adesione.
Gli euro-parlamentari hanno invitato poi a prendere appena possibile provvedimenti concreti per la normalizzazione dei rapporti bilaterali con Cipro. Il 21 settembre 2005 il Consiglio affermava che la prosecuzione delle trattative dipenderà dal fatto che la Turchia apra le sue frontiere a navi e aerei ciprioti e che la situazione sarebbe stata rivista nel 2006.
Inoltre il Comitato UE ha chiesto ad Ankara un abbassamento della soglia del 10% a livello nazionale che sbarra l'accesso dei partiti politici al Parlamento turco.
Su questo punto vi è in questi giorni in discussione davanti alla Corte dei diritti dell'uomo il ricorso di un politico il cui partito è stato appunto escluso dall'assemblea legislativa turca in base al mancato raggiungimento della soglia. Pur avendo ottenuto in una singola circoscrizione quasi il 50% dei voti (la maggioranza relativa), si è visto "soffiare" i tre seggi da altre due formazioni che avevano ottenuto il 14 ed il 9 per cento circa rispettivamente.
Egli si è appellato al Tribunale del Consiglio d'Europa affermando che tale soglia nega il diritto a libere elezioni ed alla rappresentanza dei cittadini sancito dalla Convenzione Europea (Art. 3 del Protocollo 1). Il Tribunale non ha ancora reso noto il suo pronunciamento.
La Turchia - Stato membro del Consiglio d'Europa e quindi tenuto a rispetto della Convenzione europea sui diritti dell'uomo - è stata portata frequentemente davanti al Tribunale dei diritti dell'uomo, dove di recente è stata condannata più volte per limitazione della libertà di espressione e per violazione del giusto processo. (Gabriella Mira Marq/Osservatorio sulla legalità)
12.09.2006

PREOCCUPAZIONE

Secondo il Comitato per la prevenzione della tortura e delle pene (Cpt) del Consiglio d'Europa, le condizioni di detenzioni nelle carceri turche lascerebbero a desiderare.

Nonostante gli incoraggianti miglioramenti registrati in Turchia in seguito all'introduzione nel 2005 del nuovo codice penale e di procedura penale, le condizioni di detenzione nelle carceri rimangono preoccupanti. 
E' quanto emerge dal rapporto del Comitato per la prevenzione della tortura e delle pene (Cpt) del Consiglio d'Europa sulla sua visita in Turchia nel dicembre scorso.
Durante la visita nelle tre regioni di Istanbul, Adana e Van, la delegazione del Cpt ha riesaminato il trattamento delle persone catturate dalle forze dell'ordine (polizia e carabinieri) e ha valutato il funzionamento della tutela giuridica attualmente in vigore contro i maltrattamenti.
''La situazione che emerge non è del tutto rassicurante'', si legge nel rapporto del Cpt, che conferma una generale persistenza di abusi e di un ''uso sproporzionato della forza, sia nelle manifestazioni pubbliche che nel periodo di custodia da parte delle forze dell'ordine, responsabili di maltrattamenti fisici anche di seria natura''.
Affinché i diritti dei detenuti vengano rispettati, il Cpt chiede alle autorità turche di adottare ''tutte le misure necessarie per garantire a tutti l'accesso a un avvocato, come stabilito per legge'', di aumentare ''gli sforzi per migliorare la qualità e la riservatezza delle visite mediche'' e di ''incoraggiare il lavoro di commissioni per la difesa dei diritti umani e tenere sotto controllo in sito il personale delle forze dell'ordine''.
Nonostante non fosse previsto in agenda, il comitato anti-tortura ha affrontato anche il caso del capo dell' organizzazione separatista armata curda Pkk, Abdullah Ocalan, detenuto nel carcere di massima sicurezza nell'isola di Imrali. In particolare, il dialogo con le autorità ha riguardato le difficoltà incontrate da avvocati e famigliari nel raggiungere Ocalan. (Ansa)
12.09.2006

 

UNA QUAESTIO
CHE NON SI RIESCE
A RISOLVERE

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Un dossier pubblicato dal <Think-tank Friends of Europe> mostra come la vicenda cipriota potrebbe da qui a pochi mesi avere ripercussioni importanti sulla marcia della Turchia verso l'UE, che rischia di incepparsi seriamente.

Una_riunione_del_Think-tankMentre la Turchia è scossa da una poderosa raffica di attentati, perpetrati dai terroristi curdi, un'altra tegola si abbatte su Ankara. Si tratta, per la precisione, della possibilità che le trattative per l'ingresso del Paese anatolico nell'UE si inceppino. E' questa la (quasi) convinzione del <Think-tank Friends of Europe>, che in collaborazione con la <Chatman House< e con lo <European Institute of the London School of Ecnomics>, altri prestigiosi centri di pensiero, ha pubblicato un dossier intitolato "Turkey and the EU, four scenarios: from train crash to full steam ahead". L'autrice del dossier, Kirsty Hughes, ha delineato, come indica il titolo della ricerca, quattro possibilità per il futuro europeo di Ankara. Le prime due sono fondate su una visione decisamente ottimista e si soffermano sulle ipotesi che i negoziati proseguano senza intoppi o che registrino alcuni piccoli ostacoli, comunque sia ampiamente superabili. Le seconde due, invece, prevedono rispettivamente un congelamento delle trattative o una rottura clamorosa e l'autrice rimarca più volte come queste due siano le chiavi di lettura più adeguate.
La questione cipriota non tramonta mai

A decretare la scomoda situazione in cui s'è cacciata la Turchia, è l'affare cipriota. Ankara, al momento della firma del protocollo per l'avvio delle trattative con l'UE, aveva garantito che avrebbe aperto i propri porti e i propri scali aerei alle merci dei Paesi europei di nuovo ingresso (Cipro compresa), sulla base del protocollo commerciale siglato dalla Turchia con Bruxelles - un impegno forte in vista dell'avvio delle trattative - e volto a favorire la liberalizzazione dei commerci tra l'area neocomunitaria e l'Anatolia. Il problema è che Ankara non ha rispettato pienamente il protocollo e continua a impedire l'accesso di merci cipriote nelle proprie infrastrutture portuale e aeroportuali. La querelle diplomatica tra Turchia e Cipro si trascina ormai da 32 anni, cioè dal 1974, anno in cui l'esercito turco invase la parte settentrionale dell'isola e creò uno Stato filo-turco, mai riconosciuto dalla comunità internazionale, che considera legittima, ai sensi del diritto internazionale, la sola parte settentrionale dell'isola, abitata dai greco-ciprioti. Parte che nel 2004 è entrata nell'Unione europea insieme a Polonia, Ungheria, Slovenia, Lettonia, Lituania, Estonia, Malta, Repubblica ceca e Slovacchia. Il divieto d'accesso alle merci turche viola il protocollo commerciale e pone la Turchia in una situazione scomoda.
Nel giugno scorso, Cipro aveva minacciato da subito di interrompere le trattative, nel momento in cui l'UE aveva preso in mano il dossier riguardante il capitolo scienza e ricerca, primo dei 35 scogli che Ankara deve superare per coronare il proprio sogno europeista. Il problema è in base alle regole UE, basta un solo voto contrario, un solo "no" da parte di uno Stato membro, per interrompere il negoziato e ripartire dal punto di rottura, in attesa di riprendere le trattative e trovare un compromesso sul capitolo oggetto di discussione. ll rischio è che la prossima volta Cipro potrebbe essere meno malleabile e bloccare veramente la trattativa, andando oltre la semplice minaccia brandita nel giugno scorso. E come fa notare il dossier di <Friends of Europe>, Cipro potrebbe essere seguita da altri Stati europei, Austria su tutti. Il Paese alpino è infatti da sempre ostile all'allargamento dell'UE verso la Turchia e smessi i panni del presidente di turno dell'UE, il Primo Ministro Schuessel potrebbe dare fuoco alle polveri e scatenare la solita offensiva antiturca, utile a intercettare voti in vista delle prossime elezioni autunnali.
Il premier turco Recep Tayyip Erdogan non cede però di un millimetro- Erdogan infatti va ribadendo che "la Turchia non può permettere che Cipro nord venga isolata" e che il Governo turco non estenderà l'efficacia del protocollo alle merci cipriote fino a quando la questione relativa a Cipro nord non verrà chiusa. In altri termini, Erdogan attende che l'UE si adoperi affinché le due parti dell'isola si riunifichino o almeno, inizino a intrattenere rapporti bilaterali. Prima dell'allargamento dell'UE, nel maggio del 2004, era stata l'Onu a promuovere un referendum per la riunificazione, che aveva dato luogo a risultati piuttosto particolari, con la parte turca favorevole all'eliminazione della linea verde (che separe dal 1974 le due zone dell'isola) e la porzione greca - poi "premiata" con l'accesso in Europa - che aveva espresso il proprio "no", facendo fallire impietosamente il cosiddetto Piano Annan.
Quali rimedi?

La situazione è dunque alquanto ingarbugliata, con la Turchia, chiusasi volontariamente nell'angolo, che rifiuta di applicare il protocollo alle merci cipriote, Nicosia che minaccia di fare saltare i negoziati e potrebbe trascinarsi dietro alcune capitali euro-scettiche e Bruxelles che resta a guardare, incapace al momento di favorire la ricerca di un valido compromesso. Una proposta la lancia invece <Friends of Europe>, che avanza l'ipotesi di favorire l'utilizzo del porto di Famagusta (importante infrastruttura di Cipro nord) da parte di entrambe le comunità dell'isola, di riconoscere il turco come lingua ufficiale dell'UE e di conferire ai rappresentanti di Cipro nord lo status di osservatori in seno all'Europarlamento. Ma la parola finale spetta, come al solito, alla politica. E i tavoli sono molto più complessi dei dossier. (Quadranteuropa)
12.09.2006

PAPADOPOULOS ALZA IL TIRO

Conrollo_passaporti_alla_linea_verde_di_Nicosia_in_Cipro

 

Il presidente greco-cipriota ha chiesto all'Unione Europea di fare pressioni sul Governo turco che non vuole fare aprire porti ed aeroporti a navi e aerei di Nicosia.

Tassos_PapadopoulosIl presidente cipriota Tassos Papadopoulos ha chiesto all'Unione Europea di fare pressioni sul Governo turco, reo di non estendere a navi e aerei ciprioti gli accordi doganali raggiunti con l'Unione Europea. Nel luglio 2005, la Turchia ha firmato un accordo che prevede l'estensione ai 10 nuovi membri dell'Unione degli accordi doganali già in vigore con i 15 "vecchi"  membri della UE. Il Parlamento turco non ha però ancora ratificato il trattato, e il Governo di Ankara continua a negare l'entrata di navi e aerei ciprioti sul suo territorio. Cipro è divisa in due dal 1974, quando un fallito golpe mirante all'unificazione con la Grecia scatenò l'invasione della parte settentrionale dell'isola da parte delle forze turche. La zona di occupazione turca si è auto-proclamata repubblica nel 1983, ma è riconosciuta a livello internazionale solamente dalla Turchia, la quale non riconosce invece il legittimo governo cipriota di Nicosia. (Peace Reporter)
12.09.2006

 

 

RIBADITO IL "NO"

Il_premier_turco_Erdogan

Ankara ha confermato che non intende fare ratificare dal Parlamento l'accordo di estensione dell'Unione doganale (apertura dei porti ed aeroporti turchi alle merci greco-cipriote).

Ankara ha confermato che non intende fare ratificare dal Parlamento turco, come chiesto dall'Unione Europea, l'accordo di estensione dell'Unione doganale che la obbligherebbe ad aprire i suoi porti ed aeroporti alle merci greco-cipriote.
"Noi non abbiamo intenzione di presentare quel testo davanti al Parlamento", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri turco Namik Tan.
Ankara non riconosce la repubblica di Cipro, che dal 2004 è membro dell'UE ed è riconosciuta internazionalmente in rappresentanza dell'intera isola divisa, perché riconosce solo la repubblica turca di Cipro Nord, che non ha riconoscimento internazionale. Il premier turco Recep Tayyip Erdogan aveva confermato lo scorso luglio che la Turchia non aprirà i suoi scali alle merci greco-cipriote fino a quando non sarà stato messo fine all'isolamento commerciale di Cipro Nord. (da Ansa):
12.09.2006

 

LA RISPOSTA: "SIAMO COSTERNATI"

Ankara ha respinto come "incompatibili con la credibilità del Parlamento europeo" le conclusioni del rapporto approvato dalla Commissione Affari Esteri.

Ankara ha respinto come ''incompatibili con la credibiltà del Parlamento europeo'' le conclusioni di un rapporto approvato dalla Commissione esteri dell'assise in cui, oltre a denunciare un ''rallentamento del processo di riforme'', si esorta la Turchia ''a riconoscere il genocidio degli armeni'' (del 1915-16), come condizione preventiva ad una eventuale adesione all' Unione Europea.
''Siamo costernati per sforzi miranti a imporre delle pre-condizioni lontane dall'essere obbiettive su questioni che necessitano una seria disciplina accademica'',- afferma un comunicato del ministero degli Esteri turco.
''Alcuni elementi del rapporto, redatti con considerazioni politiche, non sono compatibili con la credibilità del PE'' - continua il comunicato con riferimento alla richiesta di riconoscimento come genocidio del massacro degli armeni negli ultimi anni dell'impero ottomano, che provocò, secondo gli armeni, 1.5 milioni di morti tra i cristiani armeni, ma che, secondo Ankara provocarono poche centinaia di migliaia di vittime equamente divise tra la parte armena e la parte turca. 
Il rapporto approvato dalla commissione Affari Esteri del Parlamento di Strasburgo, che ha natura ''non vincolante'', ma dovrebbe essere approvato in seduta plenaria a fine settembre, rileva 
"deficienze persistenti'' e ''progressi insufficienti'' della Turchia ''in materia di liberta' di espressione, di religione e nei dirittio delle minoranze, di relazione tra i civili ed i militari, di applicazione delle leggi sul terreno, di diritti delle donne, di diritti sindacali, di diritti culturali e di indipendenza del sistema giudiziario''. (da Ansa)
12.09.2006

 

STRATEGIA FALLIMENTARE

 

Marco Cappato, deputato europeo radicale e membro della Segreteria nazionale della <Rosa nel Pugno>, molto duro con  l'UE circa le critiche di quest'ultima alla Turchia.

La Commissione esteri del Parlamento europeo, approvando il rapporto <Eurlings> - pur con delle modifiche rispetto a un testo originale ancor più ostile nei confronti della Turchia - ha dato il suo contributo alla fallimentare strategia dell'Unione Europea, che ha deciso sempre più apertamente far deragliare il processo di adesione.

Al di là delle molte ragioni che esistono per chiedere alla Turchia di riprendere con slancio le riforme, è evidente che l'attuale linea negoziale europea - fatta solo di moniti, critiche e rinvii - è il frutto delle politiche di Stati nazionali impauriti e ripiegati su se stessi. Continuando su questa strada, ben presto l'Unione Europea sarà responsabile della vittoria, anche in Turchia, di sentimenti e risentimenti nazionalistici, anti-europei e anti-occidentali che  iniziano già ora a rafforzarsi.

L'alternativa, che cercheremo di rilanciare anche attraverso l'iniziativa del Satyagraha per la Pace proposto dal Partito Radicale transnazionale, è quella di accelerare il processo di adesione della Turchia presentando alle opinioni pubbliche europee il progetto di una grande Europa federale come risposta ai pericoli del fondamentalismo e della guerra. (Radicali.it)
12.09.2006

LA RASSICURAZIONE

Yasar_Buyukanit

"Noi non supereremo la linea di confine del Parlamento turco", ha detto il nuovo Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate, gen. Yasar Buyukanit.

Turkish Chief of General Staff General Yasar Buyukanit has denied claims that Turkish soldiers were at risk of being placed in combat situations under foreign commanders, and added: "No one can force our soldiers to do something that we do not permit. No one can give orders to us there."
Buyukanit made his first evaluation of the deployment decision after the Turkish Parliament passed a resolution to send troops to Lebanon on Tuesday, and said, "We will not exceed the boundaries that the Turkish Parliament drew." Gen. Buyukanit responded to journalists' questions at Pakistan's Military Day celebrations. When asked if he was comfortable with the parliament's decision, Buyukanit said he could not comment, and added: "Do not ask me this. We are not going, we are sending." (Zaman)
12.09.2006

 

IL MONITO

 

Duro attacco della Turchia alla situazione di caos che regna nei territori curdi dell'Iraq del Nord. La minaccia di un intervento oltre confine.

Duro attacco della Turchia alla situazione di caos che regna nei territori curdi dell'Iraq settentrionale. Il direttore generale per la Sicurezza al Ministero degli Esteri turco Hayati Guven ha detto, citato dall'Ansa, a un incontro di specialisti dell'antiterrorismo promosso dalla Nato "I campi del Pkk (Partito dei lavoratori del Kurdistan) nel nord dell'Iraq devono essere chiusi e i loro capi devono essere arrestati ed estradati in Turchia. I leader del Pkk sono in nord Iraq. Là reclutano e indottrinano i terroristi per mandarli poi in Turchia. Essi godono di una totale libertà di azione per la mancanza di misure efficaci".
Guven ha aggiunto che in assenza di un intervento americano-iracheno contro i campi del Pkk, Ankara potrebbe decidere un'operazione militare oltre il confine. Il funzionario ha quindi indicato in 91 i militari turchi uccisi nel corso del 2006 dai guerriglieri curdi, il cui numero nei campi nel nord dell'Iraq supera i tremila. (Arab Monitor)
12.09.2006

 

 

LA CONDANNA

René_van_der_Linden

"Il terrorismo non ha giustificazione". Lo ha sottolineato il presidente dell'Assemblea del Consiglio d'Europa, René van del Linden, dopo gli ultimi attentati in Turchia.

"Il terrorismo non ha giustificazione". Lo ha sottolineato il presidente dell'Assemblea del Consiglio d'Europa, René van der Linden, commentando l'attentato avvenuto nella regione turca di Van e che ha ucciso due persone, ferendone venti.
Egli ha condannato gli attacchi ed espresso solidarietà' alle vittime della Turchia, Stato membro del Consiglio. "Non c'è ancora chiarezza sull'identità dei perpetrori - ha fatto notare - tuttavia gli autori sono solo criminali mossi dal solo scopo di uccidere persone innocenti".
Van der Linden ha ricordato che il terrorismo "deve essere considerato un crimine contro l'umanità e fermamente rigettato anche ove dichiari fini politici. Occorre combatterlo con tutti i mezzi legali possibili".
Già qualche giorno fa il presidente del "Pace" aveva dovuto esprimere le proprie condoglianza alla Turchia per la serie di esplosioni che hanno ucciso tre persone a ne hanno ferite una cinquantina ad Antalya, Istanbul e Marmaris.
In quella occasione egli rinnovò il suo appello agli Stati membri per la firma e la ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo che consentirebbe un'azione sinergica contro questo micidiale fenomeno. (Gabriella Mira Marq/Bollettino sulla Legalità)
12.09.2006

 

 

"AZIONI INACCETTABILI"

Remzi_Kartal

Una presa di distanza del vice presidente della confederazione del Kurdistan (Kkk), Remzi Kartal, circa gli attentati del Pkk. Intervista ad <Aki-Adnkronos International>.

Gli attentati degli ultimi giorni in Turchia sono azioni ''inaccettabili' che "non contribuiscono" a trovare una soluzione alla questione curda: a esprimere la ''profonda condanna'' dell'azione rivendicata dai Falchi del Kurdistan è stato il vicepresidente e responsabile Esteri della Confederazione del Kurdistan (Kkk) Remzi Kartal, in un'intervista rilasciata ad <Aki-Adn Kronos International> nella sede della Confederazione curda a Bruxelles. Interpellato sugli attentati degli ultimi giorni a Marmaris, Istanbul, Antalya, e Mersin, l'ex membro del Parlamento turco, in esilio da undici anni in Europa, ha sottolineato a chiare lettere che il Kkk "si rammarica profondamente di questi atti". "Condanniamo tali azioni che non contribuiscono a trovare una soluzione per il popolo curdo". (da Adnkronos International)
12.09.2006

 

 

CURDI CONTRO CURDI

Curdi

I quadri moderati pretendono la fine del terrore separatista. Sotto accusa l'ideologia stalinista del Pkk. La nascita di un nuovo partito ed il ruolo del sindaco di Diyarbakir.

Se poco tempo fa un'ala del movimento separatista curdo Pkk aveva proposto alla Turchia una tregua, nei giorni scorsi un'altra ha letteralmente bombardato le basi dell'offerta.
"Falchi della libertà del Kurdistan", questa la sigla che si è attribuita la responsabilità degli attacchi sanguinosi alla località turistica di Marmaris e a Istanbul e in altre parti della Turchia.
"Nulla sarà più come prima in Turchia", hanno minacciato su internet gli autori degli omicidi annunciando altre azioni, "abbiamo promesso di trasformare la Turchia in un inferno". I tre morti di Antalya sono il prezzo che Ankara paga al regime di isolamento carcerario del leader del Pkk Ocalan, questa la prima ipotesi fatta dai media internazionali.
I "falchi" strumenti della lotta interna al Pkk

Murad_Karayilan_i_un_suo_rifugioI "Falchi della libertà" sono apparsi il 1 maggio 2005 quando, ancora completamente sconosciuti, avevano messo in guardia i turisti dal visitare la Turchia. Nel luglio dello stesso anno i loro primi attentati, commessi nelle cittadine turistiche di Cesme e Kusadasi. Per un po' di tempo si è creduto fossero una scheggia impazzita del nazionalismo curdo. Solo lentamente le indagini hanno messo in evidenza che si trattava dell'ala dura del Pkk. Anche altri presunti attentatori, catturati dalla polizia turca martedì scorso mentre preparavano un attacco a Izmir, sono membri del Pkk, mentre altri due sono ricercati ad Antalya.
È probabile che l'ala più radicale del Pkk controlli i "Falchi". Se così fosse, la ragione degli attentati andrebbe cercata in una lotta tra le fazioni del nazionalismo curdo. La nascita di uno Stato autonomo non è l'obiettivo immediato e principale dei "Falchi". In realtà è più probabile che violenza e scontro interno, abbiano a che fare con la paura dei separatisti di perdere i loro retroterra nelle montagne del nord Iraq.
Da questi territori, il numero due del Pkk Murad Karayilan, una decina di giorni fa aveva offerto allo Stato turco una tregua legata ad alcune condizioni. Sarebbe dovuta entrare in vigore il 1 settembre. Ankara ha però ritenuto inaccettabili le condizioni. Il Pkk legava la sua presunta disponibilità a far tacere le armi, alla fine del regime di isolamento cui è sottoposto Ocalan e a un dialogo del governo turco con il Pkk.
Le ragioni dell'offerta curda

Non tutti nel Pkk hanno però appoggiato la proposta del "cessate il fuoco". Quelli che la rifiutano in modo categorico, sono probabilmente coloro che hanno scatenato i "Falchi della libertà". Secondo quanto gli ambienti curdi fanno trapelare, le discussioni su una possibile tregua non sono però cessate. La paura dell'ala vicina a Karayilan è che lo spazio di manovra politico e militare dovuto alle basi disponibili nel nord Iraq, divenga sempre più stretto. La mossa tattica dell'offerta di una tregua servirebbe a far superare al Pkk il prossimo inverno. Le previsioni dei nazionalisti curdi è che tra breve per il movimento diventerà molto più difficile agire politicamente e militarmente partendo dal nord Iraq.
I dirigenti del Pkk sanno che Usa e Turchia vogliono fare sul serio. Il Nord Iraq deve essere sgomberato. Per dedicarsi unicamente a questo compito, Washington ha nominato un alto ufficiale. Sarà l'ex comandante della Nato, il generale Ralston, a coordinare, tra Bagdad e Ankara, le azioni americane e turche contro il Pkk. Sabato scorso inoltre il Primo Ministro iracheno Maliki, ha assicurato i turchi che l'Iraq del Nord non deve essere, e tra poco non lo sarà più, un santuario inviolabile per il Pkk.
L'allarme dei quadri "moderati" del Pkk vicini a Karayilan, è stato alimentato anche dalla nomina del nuovo capo di Stato Maggiore delle Forze Srmate turche. Il generale Buyukanit si è detto favorevole ad un atteggiamento più duro verso i separatisti curdi. Büyükanit che ha preso possesso delle sue nuove funzioni è un vero "falco". Il generale che per anni ha diretto, principalmente contro i curdi, l'attività dell'esercito nella Turchia sud orientale, vuole risolvere definitivamente la questione del militarismo separatista e non fa nessun mistero delle sue intenzioni.
I "Falchi della libertà" rappresentano indubbiamente l'ala più estremista e disposta alla violenza del nazionalismo curdo. Ciò non vuol però dire che il resto dei militanti del Pkk sia disposto a rinunciare alla lotta armata contro Ankara. Finora i "Falchi" nei loro attentati hanno privilegiato obiettivi prevalentemente economici. Soprattutto turistici. Perciò hanno utilizzato cariche esplosive di portata minima, che è stato possibile nascondere, il 16 giugno in un contenitore di rifiuti urbani del quartiere di Istanbul Eminonu, ad Antalya invece stavano in un ciclomotore e a Marmaris in un mini bus. Il Pkk propriamente detto, è invece ritenuto responsabile degli ultimi attentati nell'Anatolia orientale e sud-orientale, che hanno preso di mira i treni.
Alternative alla strategia Pkk
Il_sindaco_di_Diyarbakir,_Osman_BaydemirAnche i quadri moderati curdi pretendono la fine del terrore separatista

Ma la pressione sul Pkk non viene solo dal fronte militare. Anche quello che succede nella sua ala politica preoccupa l'attuale gruppo dirigente separatista. Il sindaco di Diyarbakir, Osman Baydemir, sembra volersi preparare a un panorama politico diverso, ritagliandosi il ruolo di nuovo portavoce dei curdi. Lo scopo è la nascita di un'alternativa alla strategia del Pkk finora basata soprattutto sulla violenza. Ma non basta. Nei mesi scorsi prominenti politici moderati curdi che si fanno chiamare il "Gruppo dei liberi curdi", hanno annunciato l'intenzione di fondare un nuovo partito. La soluzione politica della questione curda sarà il loro compito più importante.
Il loro portavoce è Serafettin Elci, mentre uno dei membri più importanti è Haschim Haschimi. Elci per poco tempo, dopo il colpo di stato militare del 1980, è stato ministro nel governo Ecevit. Hascimi invece per due legislature ha fatto parte del Parlamento di Ankara. Prima per il partito Refah, poi per l'Anap. I due uomini politici sono vicini alle posizioni del leader curdo nord iracheno, Barzani.
Nell'annunciare il progetto del nuovo partito, Elci ha messo sotto accusa l'ideologia stalinista del Pkk e il fatto che il movimento separatista non sia "fonte di speranza" ma "fonte di impotenza" per la battaglia curda di democrazia e libertà. Per Elci le possibilità di successo del movimento terrorista sono pari a zero. Lui e i suoi compagni puntano a fare dello Stato turco una struttura federale e per raggiungere questo obiettivo vogliono innanzitutto rafforzare la struttura comunale del governo locale. I curdi moderati non vogliono più avere nulla a che spartire con la violenza Pkk che colpisce gli innocenti, ha dichiarato Elci. (Amir K.Ayuzj/Quadranteeuropa)
12.09.2006

ARRESTATI DUE PRESUNTI TERRORISTI

Secondo la polizia turca stavano preparando nel Paese della Mezzaluna "attentati di grande effetto".

La polizia turca ha arrestato a Istanbul due sospetti ribelli curdi, che stavano organizzando "attentati di grande effetto". Lo hanno annunciato le autorità del Paese.
Un comunicato della polizia statale antiterrorismo ha spiegato che gli uomini sono responsabili di due esplosioni avvenute quest'anno a Istanbul, una contro un edifico governativo ad agosto e l'altra contro una sede del Partito di Giustizia e Sviluppo ad aprile, in cui sono rimaste ferite otto persone.
I due uomini hanno scagliato granate a mano e colpi di arma da fuoco contro i poliziotti che cercavano di arrestarli nel quartiere Esenyurt della città sul Bosforo: lo ha riferito l'agenzia di stampa <Anatolia>, che ha aggiunto che non ci sono stati feriti. Gli arrestati sarebbero esponenti del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) che avevano ottenuto esplosivi nei campi di addestramento fuori dalla Turchia, presumibilmente nel nord dell'Iraq.
La polizia ha inoltre arrestato altre cinque persone per presunto favoreggiamento ai ribelli e ha rinvenuto un ingente quantitativo di armi ed esplosivi nelle perquisizioni delle loro abitazioni. (Ap)
12.09.2006

SOLDATI FERITI DALLO SCOPPIO DI UNA MINA

E' avvenuto a Bademli nel sud-est anatolico. L'ordigno esploso al passaggio di un veicolo militare.

Due soldati turchi sono rimasti feriti nella zona sudorientale del Paese da una mina terrestre esplosa al passaggio di un veicolo militare. Lo ha annunciato l'agenzia di stampa <Anatolia>.
La deflagrazione è avvenuta a Bademli, un villaggio vicino alla città a maggioranza curda di Diyarbakir. Secondo Anatolia, l'ordigno è stato piazzato dai militanti curdi attivi nell'area. I due soldati sono stati ricoverati in ospedale e non sono stati forniti dettagli sulle loro condizioni.
I militanti del Pkk (partito dei lavoratori del Kurdistan) combattono per l'autonomia del sudest della Turchia dal 1984 e lanciano costantemente attacchi contro obiettivi militari turchi. Il gruppo è ritenuto un'organizzazione terroristica da Ankara, Stati Uniti e Unione Europea. Il ministero degli Esteri turco ha comunicato che novantuno soldati sono stati uccisi negli attentati del Pkk dall'inizio dell'anno, mentre 472 civili hanno perso la vita o sono rimasti feriti. (Ap)
12.09.2006

 

 

COLPITE DUE GUARDIE DEL CORPO DI ERDOGAN

La_manifestazione_contro_il_Pkk

Ad aggredirle, nella città di Sogut, nel nordovest della Turchia, un gruppo di nazionalisti che rimproverano al premier l'incapacità di fronteggiare la violenza del Pkk.

Due guardie del corpo di Recep Tayyip Erdogan sono rimaste ferite nel corso di una manifestazione dei nazionalisti a Sogut, città nel nordovest del Paese dove il Primo Ministro turco aveva pronunciato un discorso.
Uno degli uomini della scorta feriti, Ali Erdogan, è il nipote del premier. E' stato colpito con un pugno al volto da un manifestante che indossava nocche d'ottone.I nazionalisti protestavano per l'incapacità del governo di contrastare gli attacchi dei ribelli curdi. I militanti del Pkk (partito dei lavoratori del Kurdistan) combattono per l'autonomia del sudest della Turchia dal 1984 e lanciano costantemente attacchi contro obiettivi militari turchi. Il gruppo è ritenuto un'organizzazione terroristica da Ankara, Stati Uniti e Unione Europea. Il ministero degli Esteri turco ha comunicato che novantuno soldati sono stati uccisi negli attentati del Pkk dall'inizio dell'anno, mentre 472 civili hanno perso la vita o sono rimasti feriti. (Ap)
12.09.2006

 

LA NOTA DELL'UFFICIO DEL TURISMO

 

La Turchia cerca di rassicurare  quanti vorrebbero fare un viaggio in questo Paese ma hanno paura degli attentati. Prese le misure necessarie.

Una nota sui recenti episodi terroristici, che condanna il terrorismo e vuole rassicurare turisti e operatori: l'ha diramata l'Ufficio Cultura e Turismo della Turchia. "Recentemente la Turchia - afferma la nota - è stata colpita da attentati terroristici nelle città di Marmaris, Antalya ed Istanbul. Ci rammarica essere stati testimoni di questi atti, che dimostrano l'assenza di rispetto per le persone e i Paesi. Il terrorismo è un problema internazionale e il suo scopo è quello di creare terrore e seminare il panico. Siamo più che mai decisi ad assicurare che siano prese le misure necessarie contro questo piccolo gruppo che minaccia, con tali atti, la comunità internazionale. Ci aspettiamo da quest'ultima la stessa determinazione e appoggio. In queste situazioni, come in tutte le altre, noi abbiamo piena fiducia nei turisti che vengono a visitare la Turchia, così come negli operatori che organizzano viaggi nel nostro Paese. (GuidaViaggi)
12.09.2006

.....E QUELLA DELLE AGENZIE VIAGGIO

"Non possiamo negare di avere avuto numeri in calo per la Turchia - ha detto il direttore generale di <Alpitur> , Massimo Broccoli - anche se restiamo in linea con il budget".

Non ha compromesso la stagione l'ondata di attentati che ha colpito negli scorsi giorni alcune mete della Turchia. Dagli uffici dei t.o. arrivano rassicurazioni e le cancellazioni o riprotezioni per chi lo ha previsto (la Farnesina non ha mai emesso sconsigli sul Paese) si contano sulle dita di una mano. Si sono però bloccate le nuove richieste, a conclusione di una stagione tutt'altro che entusiasmante: "Non possiamo negare di avere avuto numeri in calo - spiega il direttore generale di <Alpitour>, Massimo Broccoli - anche se restiamo in linea con il budget; sul Paese avevamo ridotto molto la disponibilità, perché i segnali dal mercato non sembravano incoraggianti già dallo scorso inverno". (TTG Italia)
12.09.2006

NELLA RETE PRESUNTI AFFILIATI AL-QAEDA

Sequestrati nelle loro abitazioni a Bagcilar, uno dei quartieri più poveri di Istanbul, armi e documenti.

La polizia turca ha arrestato ad Istanbul quattro persone che avrebbero legami con al-Qaeda. Secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa <Anadolu>, i sospetti sono sotto custodia con l'accusa di avere pianificato un attacco dinamitardo.
Gli inquirenti hanno reso noto di avere sequestrato nelle case dei quattro Bagcilar, uno dei sobborghi più poveri di Istanbul, documenti con istruzioni per la fabbricazione di bombe, una carabina, una pistola, false carte di identità e materiale organizzativo contenuto in alcuni compact-disc.
Secondo gli agenti, i quattro sospetti erano tra coloro che inneggiarono all'organizzazione terroristica fondata da Osama bin Laden al-Qaeda in occasione di una manifestazione commemorativa di Abu Musab al-Zarqawi, ex numero uno di al-Quada in Iraq, ucciso il 7 giugno scorso vicino a Baquba durante un raid aereo Usa. (da
Agi)
12.09.2006

PAPA 'YA SUIKAST

papayasuikast-yucelkaya

Uscito 10 giorni fa in Turchia un romanzo che descrive l'assassinio di Benedetto XVI nella sua visita ad Ankara, Efeso e Istanbul. Caso inquietante, in un Paese in cui l'accoglienza al Pontefice non sarà certo calorosa. I vescovi gettano acqua sul fuoco.

Ne aveva parlato qualche giorno fa, il vicario apostolico di Istanbul, mons. Louis Pelâtre. In un'intervista all'agenzia francese <I.Media> aveva ammesso la sua amarezza sul mancato rispetto della libertà religiosa nel Paese, indicando come esempio una novità editoriale piuttosto "scottante". "Questa settimana - aveva spiegato il presule - è in uscita un romanzo che racconta dell'assassinio di Benedetto XVI durante la sua visita a Istanbul. Tutto questo è triste". Notizia curiosa a prima vista, che tuttavia, rende bene le contraddizioni di alcuni settori della società turca: quel fronte anti-occidentale che negli ultimi mesi ha fatto della propaganda anticristiana un vero e proprio must.
Il libro si intitola "Papa'ya suikast" (Attentato al papa), con sottotitolo "Chi ucciderà Benedetto XVI a Istanbul?", ed è stato scritto da Yücel Kaya, un autore di gialli alle prime armi, che sta comunque ottenendo un discreto successo, scalando la classifica dei titoli più venduti su internet. Un formato di 13 per 19 cm per 336 pagine, in cui viene raccontata una storia di intrighi e complicità, con tanto di Opus Dei, P2 e servizi segreti. La trama ruota intorno alle vicende del giornalista Oriano Ciroella, membro dell'Opus Dei, che diventa l'esecutore materiale dell'assassinio del papa durante la sua visita a Istanbul. Mandante del delitto, un cardinale piduista ed esponente dell'Opera, che vuole togliere di mezzo Benedetto XVI per prendere il suo posto. In uno scenario simile, entra in gioco anche il Mit, il servizio segreto turco, espressione della destra nazionalista e islamica, contrario alle ipotesi di unione delle Chiese cattolica e ortodossa all'interno del Paese.
Fin qui il soggetto dell'opera che in una situazione normale potrebbe essere liquidata senza problemi come una delle tante spy story alla "Codice da Vinci", così di moda in questi anni. Ad inquietare sono però i riferimenti reali e circostanziati (ruolo dei nazionalisti compreso), in un contesto antireligioso che ha già lasciato sul campo figure come don Andrea Santoro, il missionario romano ucciso a febbraio a Trebisonda e padre Pierre Brunissen, sopravvissuto ad un accoltellamento a Samsun.
Episodi liquidati tutti come gesti di fanatici, quando al contrario il clima di intimidazione è un fatto reale. Interpellati sull'argomento, figure autorevoli come il vicario apostolico dell'Anatolia, mons. Luigi Padovese, e il nunzio, mons. Antonio Lucibello, hanno voluto gettare acqua sul fuoco, chiarendo che la sicurezza del papa è sotto controllo e che "in Turchia c'è un clima assolutamente normale". Eppure, nei mesi scorsi, i toni usati erano diversi. 
Riconoscimento giuridico

"La Turchia - aveva detto mons. Luigi Padovese a Giuseppe Caffulli del <Messaggero di Sant'Antonio> - è uno Stato che si professa laico, ma che negli scorsi decenni ha visto crescere sempre più, per necessità di carattere politico, un fronte islamico vivace. Questo ha determinato la realtà di uno Stato laico e, nel contempo, confessionale. Non sulla carta, ma nei fatti. Uno Stato confessionale di colorazione sunnita, come la maggior parte della popolazione musulmana turca. Evidentemente a discapito delle minoranze non solo cristiane, ma anche musulmane: penso agli aleviti (un ramo degli alatiti sciiti, che costituiscono il 20 per cento della popolazione, considerati dalla maggioranza sunnita una forma eretica di islam - ndr) che patiscono questa situazione di discriminazione. Credo che per quanto riguarda le libertà religiose in Turchia ci sia ancora molto cammino da percorrere. Uno dei primi passi da compiere è il riconoscimento dello status giuridico delle varie confessioni religiose. Noi, ad esempio, come Chiesa cattolica, in Turchia non esistiamo. Le autorità sanno che il mio ruolo è quello di capo della comunità cattolica, ma, di fatto, vengo considerato un privato cittadino. Sono fortemente convinto che il riconoscimento della libertà religiosa e dello status giuridico delle varie confessioni non interferisca con il principio della laicità dello Stato".
Ne è una prova la testimonianza di un sacerdote, inviata a marzo sotto anonimato ad <Asianews>: "Alcuni giornali nazionali continuano a parlare dei missionari e del loro proselitismo, della distribuzioni di soldi e tante altre illazioni senza mai specificare l'identità degli interessati. Si continua così ad insinuare nella testa della gente che qui la Chiesa sta "convertendo" i turchi e crea un pericolo! La Turchia ha oltre 70 milioni di abitanti e tra questi solo un 150.000 sono cristiani: mi chiedo come un Paese, laico e democratico, possa avere paura di qualche conversione mentre viene quanto mai reclamizzato da diversi giornali il passaggio di cristiani all'islam - specialmente per motivi di matrimoni di stranieri con locali - che non sono pochi".
I lupi grigi

E ancora, un'altro spaccato di vita, descritto sempre descritto da <Asianews> : "L'estate scorsa sono stato a Rize, cittadina non distante da Trabzon per preparare un articolo sul Mar Nero, attirato da un titolo di un giornale locale: 'Sulla via del mare è stato avvistato un sacerdote'. Notizia riportata con sgomento come se avessero visto un Ufo nei cieli del Mar Nero. Can Dundar - giornalista del <Milliyet> - così inizia il suo pezzo del 6 febbraio su questo quotidiano nazionale turco, di destra. E prosegue: 'le persone con le quali ho poi parlato mi hanno fatto vedere il luogo dove è stato avvistato il sacerdote dicendo: 'scappato verso la montagna, i giovani gli sono corsi dietro per prenderlo'. Da parte sua il capo religioso di Rize non ha esitato a dichiarare 'sono in aumento i religiosi cristiani che vengono a visitare la nostra città, hanno un intento diverso, contro di loro dobbiamo mantenere la nostra unità nazionale'. E il capo del partito rappresentante i Lupi Grigi (Mhp) ha commentato: 'I sacerdoti che vengono nella nostra regione vogliono rifondare lo Stato cristiano greco-ortodosso che c'era prima, tra i sacerdoti ci sono delle spie che lavorano per i paesi occidentali, stanno rovinando la nostra pace, l'uomo del Mar Nero è un conservatore'. Non erano forse queste dichiarazioni - continua il giornalista di <Milliyet> - segnali del pericolo che si stava avvicinando? E alla fine l'uccisione del sacerdote". Can Dundar così conclude: "Se la Turchia laica chiede al mondo il rispetto di tutte le religioni, è lei per prima che deve proteggere gli appartenenti a tutte le religioni che si trovano nel suo territorio".
"Attentato al papa. Chi ucciderà Benedetto XVI ad Istanbul?" sarà letto in un ambiente simile. "Dobbiamo collocare questo episodio per quello che rappresenta: si tratta di finzione letteraria e come tale dobbiamo prenderla", rassicura a <Il Giornale> il nunzio apostolico in Turchia mons. Antonio Lucibello. Ma sul viaggio del Pontefice cende comunque un'ombra. Se la sicurezza sarà senza dubbio garantita (mons. Padovese ha chiarito che "attentati o aggressioni nei confronti del Papa sono assolutamente da escludere'') , è la dimensione culturale di un incontro la prima vittima. Verrebbe da dire tra il serio e il faceto: speriamo sia l'unica. (Matteo Spiguglia/www.korazym.com)
12.09.2006

 

NESSUN PERICOLO

 

Il nostro ministro dell'Interno, Giuliano Amato, ha voluto rassicurare sul viaggio che il Papa farà in Turchia nel prossimo novembre.

Da parte italiana non vi è alcun segnale di possibile pericolo per il viaggio che il Papa compirà in Turchia . A farlo intendere è stato oggi il ministro dell'Interno, Giuliano Amato accennando della questione ad Assisi dove ha preso la parola nel corso dell'incontro internazionale per la pace organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio. ''Credo che sarà un viaggio sicuro - ha infatti detto Amato - anche perché se il Papa lo farà ci sono gli elementi per parlare di una sua sicura tranquillità''. (Asca)
12.09.2006

DEMOCRAZIA NEL KOSOVO

 

L'appoggio della Turchia al giovane Paese espresso dal premier Recep Tayyip Erdogan a Sali Berisha.

The Turkish and Albanian premiers stressed the need for the establishment of a democratic, multicultural Kosovo in which everyone is represented and lives in peace and harmony.
Prime Minister Recep Tayyip Erdogan and his visiting Albanian counterpart Sali Berisha made the remarks at a joint press conference following their bilateral talks in Ankara.
"We underlined the need for the establishment of a democratic Kosovo which respects European standards and global valuses, in which people enjoy rights and live in peace anf harmony,", Erdogan said.
Stressing that it would be wrong to convict the minority for the majority in Kosovo, Erdogan stated during his talks with Berisha they also underlined the need to protect the righis of the minority in the country. (da The New Anatolian)
12.09.2006

 

SOCIETA'

COME FERMARE
ABUSI
E OMICIDI

Nimet_Cubukçu

Summit sulle donne indetto dal Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan e dal ministro Nimet Cubukçu. Un Paese che si trova ancora nella condizione di dover far fronte ai delitti d'onore.

The Prime Ministry will host a summit on violence against women and "honor killings" today, with representatives of relevant state bodies, unions, nongovernmental organizations and universities in attendance.
State Minister for Womens and Children's Affairs Nimet Çubukçu, who organized this summit, hopes bureaucrats, politicians, union leaders, activists and academics who will debate the problem will come up with a series of initiatives that can be implemented as quickly as possible with immediate results.
Çubukçu had previously said that laws and mechanisms protecting women from violence and punishing abuse were already in place. "We can say that laws punishing those who commit violence against women are in place; however, we can't yet say that the social attitude that shames those who beat women is fully developed," she said. 
Under Turkey's new Penal Code (Tck) approved last year, those found guilty of honor killings now face life sentences. In the past, judges have often shown leniency towards men who killed wives, daughters or sisters for reasons of "honor."
Although welcome, tougher laws barely begin to tackle the deep social and cultural roots of honor killing, the expression of a rigidly patriarchal society that sees women as commodities to be used or cast away as men see fit.
Amnesty International estimates that between a third and half of women in Turkey suffer physical violence in their families.
A discrepancy in educational opportunities, a lower employment rate and the patriarchal society are seen as some of the reasons Turkish women find themselves in their current situation. (Turkish Daily News)
12.09.2006

 

SCUOLA TURCA
APERTA
NELLE FILIPPINE

Scuola_turca_nelle_Filippine

L'iniziativa presa ad opera di uomini di affari. Il primo istituto di questo genere risale al 1994. Alla inaugurazione il ministro locale dell'Educazione, Jesli A. Lapus.

A new Turkish school in the Philippine capital of Manila officially began classes .
The first Turkish school in the Philippines opened in 1994, and such schools continue to flourish, as demonstrated by the opening of the Fountain Santolan School.
Several local and foreign statesmen, journalists, writers, businessmen and teachers joined the school's inauguration ceremony, where Turkish Deputy Speaker Ismail Alptekin expressed his pride in international Turkish schools. He said graduates of these schools would always be a part of Turkey.
Speaking of the need for peace in the world, Alptekin said that Turkey would do its best in to help end the clashes in the Middle East.
Philippines Minister of Education Jesli A. Lapus, speaking at the ceremony, said they were overjoyed with the level of education provided by these institutions and the opportunities for growth they provided for the countries' youth.
As part of the opening celebrations, students gave a performance of Turkish songs and folk dances that were warmly appreciated by audience, in particular by the Turkish delegation. The guests were most moved by the student's perfect rendition of Turkish singer Kirac's song, "Karahisar Castle."
Turkish guests and Philippine authorities took a tour of the school following the performance.
Philippine Minister Lapus compared the 60-student classrooms of local schools to the 16-person classroom system at the Turkish school, underscoring the importance of smaller classes for a higher quality of education. (Abdullah Marasli/Zaman)
12.09.2006

GIAPPONESI
ALLA RICERCA
DEL MOSTRO

Alla_ricerca_del_mostro_di_Van

 

Team, con in testa un giornalista, sul lago Van per catturare le immagini della bestia preistorica che secondo la leggenda vivrebbe in fondo alle acque.

A Japanese journalist and his team that came to Turkey to collect eyewitness testimony about the legendary Van Lake monster completed their investigation with a surprise discovery.
Author-translator Takano Hideyuki, photographer Mori Kiyashi and assistant Suezawa Yasufumi from the Japanese magazine Shosetsu Tendai by Kodansha arrived in Van nearly two weeks ago to investigate the legend of the Van Lake monster.
Hideyuki said when they completed their research and returned to Van, they witnessed a monster-like body swimming in the lake about 300 meters offshore and captured the event on film.
Hideyuki said such a sighting following the completion of their research thrilled his team, and added that they showed the pictures and film to experts at Van Yuzuncu Yil University, but the murky images were not conclusive.
Before departing for Japan, the team announced they would return to the region in the future to conduct further research. (Anadolu News Agency)
12.09.2006

RAMADAM,
CIBI...E
SPECULAZIONI

In_preghiera_per_il_Ramadan

Le avvertenze della Banca Centrale turca ai consumatori in prossimità della festività islamica. Molti alimenti, infatti, potrebbero avere aumenti di prezzo.

La Banca Centrale turca ha avvisato i consumatori di fare attenzione al costo degli alimenti durante il periodo del Ramadam, la festa più importante del calendario islamico che consiste nel digiuno diurno e che inizierà l'ultima settimana di settembre per concludersi l'ultima settimana di ottobre.
Il prezzo di alcuni cibi, secondo l'istituzione, potrebbe aumentare non solo per l'inflazione ma anche a causa di speculazioni proprie del periodo. Il picco degli aumenti dovrebbe verificarsi proprio nelle prime tre settimane di settembre. (Apcom)
12.09.2006

 

CRONACA

CASI DI RABBIA

Ne sono stati riscontrati quattro in altrettanti villaggi (Kozak Camavlu, Yukari Cuma, Zagnos e Kacihamzalar) nella zona di Pergamo (Izmir).

The health bureau of the Bergama region in Izmir quarantined four villages when domestic animals there tested positive for rabies.
Veterinarian Niyazi Savaş said they found rabies in pets in the villages of Kozak Çamavlu, Yukarı Cuma, Zağnos and Hacıhamzalar.
Savaş said they took samples from animals and tested them in Izmir, noting that the disease had spread from wild animals to the domestic ones. He said the necessary injections have been done on domestic animals in the four villages in order to prevent the spread of the disease but noted that it was impossible to do the same for wild animals. (Turkish Daily News)
12.09.2006

 

ALPINISTI ITALIANI MUOIONO SUL MONTE ARARAT

Caterina_Fruttero Franco_Pacifico

 

Si chiamavano Caterina Fruttero e Franco Pacifico.  Al momento dell'incidente si trovavano a 4.200 metri quando sono stati investiti da una bufera di neve

Una_veduta_del_monte_AraratDue alpinisti italiani sono morti nella Turchia orientale durante una discesa dalla vetta del monte Ararat. Le vittime sono Caterina Fruttero e Franco Pacifico, presidente della sezione di Savignano (Cuneo) del Club alpino italiano, che facevano parte di un gruppo di 11 scalatori che si trovavano ad un'altitudine di circa 4.200 metri. 
Aydin Alkan dell'agenzia di viaggi <Sobek>, che aveva organizzato l'escursione, ha detto che la cordata aveva già scalato la vetta del monte a 5.136 metri; stava discendendo quando è stata sorpresa dal maltempo. Il gruppo di alpinisti italiani avrebbe dovuto rimanere unito ma, durante l'ascensione, Caterina Fruttero e il compagno di cordata Franco Pacifico, si sono staccati per unirsi ad un paio di iraniani che, come loro, puntavano verso la vetta del massiccio.
12.09.2006

 

RIENTRATI I TURISTI BLOCCATI IN TURCHIA ED ISRAELE

 

Per il folto gruppo (5.500 di nazionalità francese), le assicurazioni del ministro Leon Bertrand.

Sono tornati quasi tutti a casa i 5.500 turisti francesi bloccati in Turchia e in Israele per una lite tra la loro agenzia di viaggio ed alcune compagnie aeree. Lo ha assicurato il ministro del Turismo francese, Leon Bertrand.
Circa 400 passeggeri erano rimasti bloccati in Turchia per una controversia tra l'agenzia di viaggio <Elegance> e la compagnia aerea turca <Atlas jet>. I Israele, su 1500 turisti bloccati, 200 si trovavano ancora a Tel Aviv alla ricerca di voli alternativi.
I passeggeri che avevano comperato un pacchetto (volo più albergo) sono potuti tornare a a spese delle loro agenzie di viaggio. I voli semplici, non coperti da garanzie, sono stati invece a spese sia dell'agenzia che dei passeggeri. (
Apcom)
12.09.2006

 

NOTIZIARIO D'AMBASCIATA

25 SOCIETA' ITALIANE AD IZMIR

Sono attualmente 25 le società italiane che prenderanno parte alla <Eurasia 2006 Agroexpo-Agriculture, Greenhouse e Stockbreeding Exibition>, che avrà luogo dal 21 al 24 settembre a Smirne. La numerosa presenza italiana - ha tenuto a sottolineare il Console d'Italia, Michele Tommasi - è la manifestazione del grande interesse rivolto alla regione egea da parte dei produttori italiani del settore, con particolare riguardo alla cooperazione nel campo dell'irrigazione, dei prodotti chimici per l'agricoltura e della produzione di olio d'oliva. Secondo il presidente della Camera di Commercio tra Italia e Smirne, Rebii Akbudak, la Fiera rappresenterà senza dubbio un'importante occasione per approfondire eventuali ulteriori possibilità di partnership tra operatori turchi ed italiani, la cui partecipazione ha superato di gran lunga le aspettative degli organizzatori.

AUMENTATO IL DEFICIT COMMERCIALE

In base ai dati messi a disposizione dall'Istituto di Statistica della Turchia (Tuik, nei primi sette mesi di quest'anno il deficit commerciale è aumentato del 29.1%, raggiungendo quota $30.3 miliardi, con un volume totale di esportazioni pari a $46.4 miliardi (+13% rispetto allo stesso periodo del 2005) e di importazioni per $76.8 miliardi (+18.8% rispetto al 2005). La valuta nazionale, che aveva guadagnato terreno nel corso degli ultimi anni ha perso ormai il 15% del suo valore negli ultimi mesi, senza peraltro avere nessun effetto benefico sull'aumento delle esportazioni, come sperato dagli analisti economici.

....MA AUMENTATE ANCHE LE ESPORTAZIONI

Il capo dell' Assemblea degli Esportatori turchi (Tim), Oguz Satici,  nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Gaziantep ha reso noto che le esportazioni della Turchia nel mese di agosto sono aumentate del 27.07% rispetto allo stesso mese del 2005, per la somma totale di circa $7 miliardi. Satici ha inoltre sottolineato quanto sia importante per gli esportatori turchi che le misure volte al contenimento dell'inflazione tengano conto delle loro esigenze, sollecitando il Governo a prendere provvedimenti che non deludano le aspettative della categoria. Il ministro per il Commercio Estero, Kurzat Tuzmen, presente alla conferenza, ha infine aggiunto che per quest'anno il target fissato è tra 82 e 84 miliardi di dollari. 

 

<FERROLI> APRE A DUZCE

Azienda_FerroliL'azienda italiana <Ferroli>, che produce condizionatori e impianti di riscaldamento e presente in Turchia da circa 18 anni, inaugurerà uno stabilimento produttivo a Duzce il prossimo 19 settembre. L'investimento previsto è pari a 30 milioni di euro. Attualmente la Ferroli, che intende esportare circa  il 75% della propria produzione locale, detiene investimenti in 14 paesi e conta di produrre in Turchia a partire dal gennaio 2007 100.000 impianti di riscaldamento combi e 500.000 termosifoni. Nel 2005 il fatturato della <Ferroli> nel Paese è stato pari a 37 milioni di euro, con un incremento del 95% rispetto all'anno precedente.

 

 

VIA CON LE PRIVATIZZAZIONI

A seguito dell'approvazione da parte dell'Autorità per la regolamentazione del settore energetico (Epdk) della privatizzazione di venti reti di distribuzione di energia elettrica del Paese, l'Amministrazione per le Privatizzazioni (Oib) ha avviato la vendita del 100% di tre reti di distribuzione. La privatizzazione, che riguarda la <Baskent Eletrik Dagitim>, la <Sakarya Eletrik Dagitim< e la Istanbul <Anadolu Eletrik Dagitim>, si concluderà il prossimo 15 dicembre e rientra tra le operazioni previste nell'accordo siglato con il Fondo Monetario Internazionale nonché nel programma di liberalizzazione del settore energetico concordato due anni fa con la Banca Mondiale.

INTERESSE PER IL QATAR

Diverse società turche, tra le quali la <Yuksel>, la <Baytur> e la <Gama>, sarebbero interessate alla gara indetta in Qatar dall'Autorità per i Lavori  Pubblici per la costruzione di 450 chilometri di strade urbane e rurali e di 53 svincoli. Il progetto infrastrutturale include due progetti: "Doha Expressway", che intende sviluppare una rete stradale che colleghi il nord al sud del Paese; il "Lusail Expressway", che agevolerà il flusso automobilistico nel centro di Doha. I partecipanti stranieri alle gare non dovranno consorziarsi con imprese nazionali mentre si prevede che il programma si concretizzerà in 13 contratti individuali per un valore totale di $2.2 miliardi.

 

BACHECA
La Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Treviso ha indetto la 55^ edizione del Concorso per la premiazione della Fedeltà al Lavoro e del Progresso Economico, esteso anche ai lavoratori ed imprenditori trevigiani che si siano distinti all'estero per la loro attività almeno ventennale. Il bando per la partecipazione al concorso, che scadrà il prossimo 2 ottobre, e' consultabile sul sito www.tv.camcom.it .

 

INDICATORI MACROECONOMICI
 - Crescita del PNL nel 2005: 7.7%; gen. - marzo 2006: 6.3%
 - Inflazione  annua (prezzi al consumo): 7.72% (2005); 10,26% (agosto 2006)
 - Interscambio con l'Italia nel 2006 (gen - luglio): $ 8.7 miliardi, con esportazioni verso l'Italia pari a  3.9 miliardi di dollari (+ 29.34% rispetto al corrispondente periodo del 2005) ed importazioni dall'Italia pari a 4.8 miliardi di dollari (+14.90 % rispetto al corrispondente periodo del 2005). (Ice Istanbul su dati dell'Istituto Turco di Statistica- Tuik)    

A cura di: Simona De Martino, capo dell'Ufficio economico e commerciale
                Gianmarco Macchia, vice capo
redazione: Tiziana Staffolari, collaboratore economico e commerciale
12.09.2006

 

ECONOMIA

LA <FIAT>
LOW COAST
A BURSA

L%27industria_Fiat_a_Bursa

Le indiscrezioni del <Lingotto> danno per certa la costruzione dell'auto a basso costo, che sarà prodotta in joint venture con l'indiana <Tata Motors>, nelle officine turche gestite assieme al gruppo <Koc>. Nella stessa fabbrica vengono prodotti Doblò e il Ducato. Non si sa però ancora nulla sul modello e sul costo della vettura.

Costerà meno di 5 mila euro e avrà una discreta diffusione soprattutto nei mercati dei Paesi emergenti. Si parla della nuova auto a basso costo (ma ormai si usa dire low-cost) che la <Fiat> produrrà insieme alla <Tata Motors>, la società indiana che già collabora con il gruppo di Torino nella produzione di camion.
La notizia è stata direttamente confermata dall'amministratore delegato di <Fiat>, a Venezia per la celebrazione del centenario della <Lancia>. "Può darsi!, ha risposto Sergio Marchionne ai cronisti che gli chiedevano se il gruppo di Torino farà un'auto low-cost con <Tata. Non solo, ma il manager del <Lingotto> ha spiegato che "i tempi sono abbastanza brevi".
Secondo Marchionne, la Tata "ha già fatto molto lavoro" attorno a questo progetto. "Noi - ha aggiunto - ci metteremo il know how (cioè la conoscenza e l'esperienza) e forse anche dei soldi. Il progetto con Tata va a 360 gradi ed è in continua evoluzione. Sono i nostri partner industriali in India, ma cercheremo anche di sviluppare certi mercati esteri".
<Tata>, in India, produce camion con <Iveco> ma la nuova auto a basso costo, stando alle indiscrezioni, dovrebbe essere costruita in Turchia, nello stabilimento di Bursa che <Fiat> gestisce indiese al gruppo industriale turco <Koc> (nella stessa fabbrica vengono già prodotti il Doblò e il Ducato). Difficile avere indiscrezioni sul nuovo modello e quali saranno gli obiettivi di vendita. Di sicuro l'automobile non sarà destinata soltanto al mercato italiano, anzi si guarderà soprattutto all'estero e ai Paesi emergenti. Un mercato interessante è certamente l'India, ma si punta anche alla Turchia e alla Cina. Del resto, il segmento delle automobili supereconomiche rappresenterà nei prossimi anni un importante business per i costruttori. <Fiat > arriva leggermente in ritardo in questo segmento di mercato dove sono già presenti la <Renault> (con la Logan prodotta in Romania) e i cinesi della <Faw Hongta>.
Dall'Oriente al Sudamerica dove <Fiat> possiede uno stabilimento a Cordoba (Argentina). "L'impegno che stiamo guardando adesso, e che probabilmente finalizzerò nei prossimi 60-90 giorni, riguarda l'utilizzo dello stabilimento in Argentina", ha detto Marchionne, lasciando capire che forse un partner sarà trovato anche per il mercato sudamericano.
Per il resto, <Fiat> non trascura quanto succede in Italia.
C'è l'intenzione di riacquistare da <Mediobanca> la quota del 29% della <Ferrari>, mentre piazzetta Cuccia dovrebbe uscire dal <Lingotto> (ora possiede l'1.8%). "Aspettiamo di trovare l'accordo - ha sottolineato Marchionne - ma si tratta di una partita da chiudere velocemente, entro questo mese di sicuro". Buone prospettive per quanto riguarda l'altra controllata nel settore lusso, la <Maserati>: arriveranno la Quattroporte con il cambio automatico e la nuova coupè e per l'inizio del 2008 la società tornerà a guadagnare. Invece nei prossimi giorni arriveranno la New Ypsilon e, sempre in casa Lancia, nel 2008 anche la nuova Delta Hpe (la Lancia punta a vendere 300 mila auto all'anno entro il 2010 e lo stesso obiettivo è fissato anche per l'Alfa Romeo).
E <Fiat>? A ottobre arriveranno i dati del terzo trimestre 2006, che comunque è in linea con le aspettive. "Cercheremo di non sgarrare", spiega Marchionne. Intanto la Borsa ha applaudito il possibile accordo con Tata e premia il titolo (+1.45%).
(Gigi Furini/Libertàonline)
12.09.2006

 

 

PRESTO ANCHE ISTANBUL AVRA'
LA SUA "SILICON VALLEY" TURCA

Una_Silicon_Valley_anche_in_Turchia

Lo ha annunciato il governatore della metropoli, Muammer Gulerha, in occasione dell'inaugurazione della <CeBit Bilisim Eurasia>. Governo, municipalità, imprese locali e internazionali (vedi <Microsoft> e <Ibm>) - in raccordo con l'Università - pronti a finanziare l'ambizioso progetto.

In occasione dell'inaugurazione della <CeBit Bilisim Eurasia> il Governatore dell'Area Metropolitana di Istanbul (con oltre 15 milioni di abitanti sulle due sponde del Bosforo), Muammer Gulerha, ha annunciato che i programmi per lanciare ad Istanbul una "Silicon Valley" turca sono pronti e che il Governo e la municipalità, in raccordo con le Università, il mondo delle imprese locali e alcune multinazionali (tra cui <Microsoft> e <Ibm>), sono pronti a finanziare - nell'ambito delle prossime Leggi di Bilancio - l'ambizioso programma. Nel corso della giornata anche il vice Primo Ministro Abdullatif Sener ha sottolineato il fatto che entro il 2010 il 51% della popolazione utilizzerà internet e oltre il 48% delle abitazioni sarà connesso alla Rete. Lo stesso vice premier ha confermato il fatto che il governo ha approvato e già reso operativo il piano "2006-2010 Information Society Strategy" che prevede un'intensificazione degli investimenti pubblici e privati nei settori Itc, principalmente nell'area di Istanbul. (Ice Istanbul)
12.09.2006

MIGLIORA L'ECONOMIA

A sostenerlo, a proposito della Turchia, la società <Morgan&Stanley> dopo una verifica degli indicatori.

<Morgan&Stanley> è sicuro. Dopo i mesi di turbolenza sull'economia turca sta tornando il sereno. A dirlo sono gli indicatori economici e le politiche economiche che segnano un'evidente ripresa nel Paese della Mezzaluna.
Secondo la società, adesso che la situazione si è normalizzata, l'obiettivo primario deve essere la lotta all'inflazione nel medio termine e soprattutto riportare il target  annuale almeno sotto il 10%. La <Morgan&Stanley> ha sottolineato che la Banca Centrale turca ha fatto bene ad alzare i tassi di interesse, aggiungendo che l'aumento dei prezzi provocato dai provvedimenti andrà pian piano normalizzandosi. (Apcom)
12.09.2006

 

 

BACINO CARBONIFERO DI AFSIN

Lignite_ad_Afsin

Gara di appalto per la concessione dei diritti di sfruttamento per trenta anni, eventualmente estensibili a 50. L'annuncio del ministro Hilmi Guler.

Il ministro turco dell'Energia Guler ha annunciato la prossima pubblicazione di una gara per la concessione dei diritti di sfruttamento per 30 anni, eventualmente estendibili a 50, del bacino carbonifero di Afsin-Elbistan. Il piano prevede la costruzione di centrali elettriche a carbone, per un valore totale di 5 miliardi di dollari. Descrivendo il progetto come "il più grande nella storia della Repubblica turca", Guler ha sottolineato che l'iniziativa avra' carattere totalmente privato e che la costruzione delle centrali dovrebbe concludersi entro cinque anni a partire dalla data di aggiudicazione. La scadenza per la presentazione delle offerte è stata fissata al 23 gennaio 2007. Il bacino carbonifero in questione detiene circa il 40% delle riserve totali di lignite della Turchia, pari a 8.3 miliardi di tonnellate, sufficienti a produrre 30 miliardi di kilowatt di elettricità. Contestualmente, l' Autorità per la regolamentazione del settore energetico (Epdk) ha approvato la privatizzazione di una ventina reti di distribuzione di energia elettrica Le attuali tariffe elettriche non sono state modificate ma la divisione per fasce di utilizzo è stata ridotta da undici a cinque. Il provvedimento, che mira alla graduale privatizzazione del settore, sarà seguito dalla pubblicazione dei bandi di gara relativi, come previsto dal programma di liberalizzazione avviato dal Governo con il sostegno della Banca Mondiale. (Il Sole24Ore-Radiocor)
12.09.2006

 

<ENEL> PUNTA AL MERCATO DELLA TURCHIA

Il_gruppo_Enel

Partita la gara per la privatizzazione delle prime tre delle 20 società distributrici di energia elettrica.

<Enel> punta sul mercato elettrico turco. Recentemente è partita la gara per la privatizzazione delle prime tre delle 20 società regionali di distribuzione di energia elettrica in cui è stata suddivisa la rete del Paese.
<Enel> ha deciso di partecipare a questo primo round che porterà i privati nel capitale delle società regionali, tra le quali la più interessante è quella che distribuisce energia nella regione di Istanbul.
Le offerte vincolanti dovranno essere presentate entro dicembre. In una recente visita il presidente Piero Gnudi, incontrando le autorità locali, ha confermato l'interesse del gruppo per gli asset elettrici del Paese, particolarmente per quelli nella distribuzione. (Il Sole 24 Ore-Radiocor)
12.09.2006

PETROLIO RUSSO
SU MERCATI
OCCIDENTALI

Il_premier_greco_Costa_Karamanlis

Entro l'anno l'inizio dei lavori per la costruzione dell'oleodotto che collegherà Burgas, sul Mar Nero, ad Alexandropolis in Grecia.

Entro quest'anno avranno inizio i lavori per la costruzione dell'oleodotto che collegherà Burgas, sul Mar Nero, ad Alexandropolis. Tramite l'oleodotto il petrolio russo arriverà' sui mercati occidentali. Lo ha annunciato oggi ad Atene il premier greco Costas Karamanlis al termine di un incontro a tre con il presidente russo Vladimir Putin e quello bulgaro Georgi Parvanov. (Ansa)
12.09.2006

 

SEMPRE PIU' ENERGIE ALTERNATIVE

risorse_energetiche_alternative

Inaugurata nella zona di Bandirma dal Primo Ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, una nuova stazione eolica con venti turbine. La strategia del Governo

Following the Turkish Parliament's approval of a law concerning renewable energy sources, investments in this field have started to increase.
A new wind station with 20 propellers, increasing the amount of wind-generated electricity by 150 percent to 50 megawatts, was inaugurated by Turkish Prime Minister Recep Tayyip Erdogan .
"We should not be considered a country lacking in energy resources because we do not have natural gas and oil," the prime minister said, and highlighted alternative renewable energy resources.
Indicating Turkey's potential in coal, water and wind, Erdogan opened the new plant in the town of Bandirma.
The wind station in Bandirma, is to date, Turkey's largest investment in the field of alternative energy production.
Erdogan called the plant a new stage, "a turning point in Turkey's energy production from wind."
Energy issues have topped the government's agenda for the past few months, as the first oil transferred through the Baku-Tbilisi-Ceyhan Pipeline Project was loaded on to tankers, and with the launch of the Samsun-Ceyhan Project to reduce tanker traffic in Turkeys Bosphorous straits.
The foundations were also laid for the Ilisu Dam Project, which will be the fourth biggest station in electricity production, and the 1440-megawatt Elbistan B Thermal Power Station started electricity production.
Announcing they have increased Turkey's electricity production by 6.5 percent, Erdogan said the world's eyes are now turned to Turkey thanks to these projects.
The prime minister stated they launched a project to transfer Azeri and Iranian natural gas to Europe via Turkey in June, and added 110 billion cubic meters of gas will be transported to Europe via Turkey.
Turkish Energy Minister Hilmi Guler stated Turkey's wind energy potential has the capacity to build 330 more 20-propeller wind stations in and around Bandirma.
Bilgin Energy's boss, Mehmet Vehbi Bilgin, informed reporters that the electricity produced by the wind station will be able to meet the needs of residences in Bandirma, which has a population of 100,000.
The company received 300,000 euros of European Union funding towards the project for contributing to the environment. (Halil Yildirim/Zaman)
12.09.2006

SI RIDUCE SENSIBILMENTE IL DEBITO ESTERO

 

Entro il 2006 il Tesoro turco pagherà 6.7 miliardi di dollari. Già pianificati i pagamenti per il prossimo anno.

Il Tesoro turco ha reso noto che entro il 2006 verranno pagati altri 6.7 miliardi di dollari per risanare il debito estero. Dall'inizio dell'anno ne sono stati stanziati ben 11.2 - E non è finita. L'istituzione ha già anche pianificato i pagamenti per il 2007 che arriveranno ad un totale di 15.7 miliardi di dollari e che saranno suddivisi in 4.1 miliardi di dollari di capitale e 11.6 miliardi di dollari di interesse. (Apcom)
12.09.2006

 

GLI ABITANTI
DI ISTANBUL
PAZZI PER <IKEA>

Pazzi_per_Ikea

Il colosso svedese ha reso noto che solo nel 2005 il negozio di Umraniye è stato visitato da un terzo della popolazione. Apertura di altre filiali.

Gli abitanti di Istanbul pazzi per <Ikea>. Il colosso svedese dell'arredamento ha reso noto che solo nel 2005 il negozio di Umraniye è stato visitato da un terzo della popolazione, il che equivale a dire quasi quattro milioni di persone.
Non solo. Mikael Bartroff, direttore generale per la Turchia, ha previsto un aumento delle vendite del 20% nel 2006, sottolineando però che i turchi spendono ancora meno rispetto agli europei. I risultati fanno comunque ben sperare il colosso svedese. Così tanto che adesso <Ikea> sta pianificando l'apertura di un terzo negozio ad Istanbul, del quarto ad Ankara e di nuove filiali anche ad Adana, Antalya e Bursa. (
Apcom)
12.09.2006

 

INFORMATION TECHNOLOGY

 

Stando a quanto dichiarato dal capo dell'Akp del Parlamento turco, Abdullatif Sener, entro il 2010 raggiungerà un fatturato pari a nove miliardi di dollari.

Abdullatif Sener, uno degli uomini chiave del Governo Erdogan e capo dell'Akp in Parlamento, è convinto che entro il 2010 l'<Information technology> raggiungerà un fatturato pari a nove miliardi dollari. Sener ha sottolineato che in quattro anni il 51% della popolazione turca userà internet, il 48% delle case sarà connesso alla rete e che il prossimo passo sarà l'implementazione di software per la casa. (Apcom)
12.09.2006

 

ECONOMIA

AL VIA MISSIONE DI 18 PMI ITALIANE
PER NUOVE OPPORTUNITA' DI AFFARI

Camera_di_Commercio_di_Milano

A sbarcare in Turchia, questa volta, sono stati i rappresentanti di aziende milanesi e torinesi attive in diversi settori, dalla produzione di rotaie a quella del vino, dalla formazione alla tutela dell'ambiente. Gli incontri con i businessmen proseguiranno il 18 settembre con l'appuntamento al <Turkish Foreign Economic Relation Board> (Deik).

Creare nuove opportunità di affari in Turchia, Paese presieduto da Recep Tayyip Erdogan, e diffondere una cultura d'impresa per promuovere e favorire nuove occasioni di business. Sono gli obiettivi che intendono perseguire le 18 imprese italiane che si sono recate nel Paese mediterraneo . Dal 10 al 12 di questo mese a sbarcare in Turchia sono stati infatti i rappresentanti di aziende milanesi e torinesi, attive in diversi settori: dalla produzione di rotaie a quella di vino, dalla formazione alla tutela dell'ambiente. Secondo la Camera di commercio di Milano sono oltre 3 mila le imprese lombarde e piemontesi che intrattengono rapporti di import-export con la Turchia. "Alcune delle imprese italiane sono interessate a produrre merci in Turchia, altre, invece, vogliono trovare dei partner commerciali ai quali vendere i loro prodotti", ha sottolineato Fatih Aycin, segretario generale della Camera di Commercio italiana in Turchia, aggiungendo che Ankara rappresenta il secondo maggior partner commerciale per l'Italia.
Anche Bruno Ermolli, presidente di <Promos> (l'azienda speciale per le attività internazionali della Camera di commercio di Milano), ha sottolineato l'impegno della Camera di Commercio nel promuovere le relazioni con i Paesi dell'area. "Il Mediterraneo - ha osservato - rappresenta per le nostre imprese un importante orizzonte di sviluppo", ribadisce.
Gli incontri con i businessmen turchi proseguiranno poi il 18 settembre con l'appuntamento al <Turkish Foreign Economic Relation Board> (Deik), che vedrà la partecipazione dei dirigenti di 48 imprese di Trieste, Udine, Gorizia e Pordenone. Il giorno seguente, infine, per concludere il meeting, gli uomini di affari italiani visiteranno le aree industriali delle città di Inegol, Bursa, Istanbul e Kocaeli. (Denaro.it)
12.09.2006

LA CRESCITA
MAGGIORE
DI <MICROSOFT>

Microsoft

La Turchia è il Paese dove si è registrato il fenomeno. L'aumento nel 2005, comparato all'anno precedente, è stato del 27.3% .

Technology giant Microsoft is happy with its growth rate in Turkey. The Turkish market ranks among the five fastest growing countries for Microsoft's business.
Microsoft Turkey held a meeting to evaluate 2005 and introduce their new products with the press and business partners in Antalya, a tourism center.
Microsoft Turkey General Director Caglayan Arkan announced the company achieved much success in the 2006 financial year, from July 1, 2005 to July 1, 2006.
Stating Microsoft Turkey was among the top five countries where the company grew most thanks to its performance in the corporative market, Arkan cited the capacity of Turkey's information market as $4.4 billion in 2005, increasing by 21 percent to $5.3 billion in 2006.
Noting that computer sales rapidly increase in Turkey every year, Arkan gave concrete examples of this phenomenon: "The 4.5 million PCs sold in 2005 jumped to 5.5 million in 2006. We expect this to reach 6.7 million next year. The figure of 13 million Internet subscribers is expected to rise to 19 million in 2006.
Arkan said Turkey was Hotmail's sixth-biggest user, with 10.2 million and MSN's third-biggest user, with 14.4 million.
Stating Turkey's information market realized a noteworthy growth in the previous term, Arkan said, "Expenses for information technology in Turkey increased in 2005 by 27.3 percent compared with 2004 and reached $4.4 billion."
Caglayan Arkan said there were 1.8 million small and medium-sized businesses in Turkey, and 25 percent of these used information technology. Arkan said it was impossible for Turkey to compete globally with this rate.
New products to be offered to the world market by Microsoft in November and in Turkey in January 2007 were promoted to Microsoft's business partners at the meeting.
In the presentation, it was emphasized that Microsoft Office 2007, Windows Vista, Ultra Mobile PC, Windows Live and Exchange Server, with their increased security measures, would make life and working conditions easier. (Ercan Gun/Zaman)
12.09.2006

 

160 MLN DI $
PER LA BANCA TURCA
<MNG>

L'acquisto deciso dalla famiglia libanese Hariri. L'istituto dovrebbe passare nelle mani dei nuovi proprietari entro la fine di quest'anno.

La famiglia libanese Hariri decide di acquistare il 91 per cento della banca turca <Mng> per la cifra di 160 milioni di dollari. La famiglia dell'ex Primo Ministro libanese Rafik Hariri, assassinato in un attentato a Beirut lo scorso anno, possiede il 99 per cento di <BankMed>, una delle più importanti banche libanesi e circa il 15 per cento di <Arab Bank>. Secondo l'agenzia di stampa <Anadolu>, <Arab Bank> acquisirà il 50 per cento di <Mng> mentre <BankMed> controllerà una quota pari al 41 per cento. Il proprietario di <Mng>, Mehmet Nazif Gunal, conserverà una quota del 9 per cento. La banca dovrebbe passare nelle mani dei nuovi proprietari entro la fine di quest'anno. La banca <Mng>, classificata trentareesima in Turchia, nel primo semestre del 2006 registra beni per 280 milioni di euro. La famiglia Hariri controlla anche <Oger>, la cui filiale <Oger Telecom> ha acquistato lo scorso anno circa il 50 per cento di <Turk Telecom>. (Denaro.it)
12.09.2006

 

 

UN VIAGGIO NELLA TERRA DEL COTONE

Coltivazione_di_cotone

La stagione comincia ad aprile quando i campi vengono arati e piantati i semi. Fertilizzazione ed irrigazione, più volte i primavera ed estate, alla base di un buon il raccolto.

Sometimes it is frustrating being a foreigner in Turkey and having strangers stare at you for no reason. Really, I don't understand how it can be all that fascinating to watch an American woman in the check-out line at Migros buy a liter of milk.
On the other hand, I can understand why a strange woman stuck up to her ankles in mud on the edge of your cotton field might attract your attention.
Actually, I had only sunk in to the top of my formerly white Dkny running shoes by the time a young man bounded off his motorcycle and into the cotton field and pointed out that I was standing in the mud -- a fact that I was fully aware of. He then pointed out that there was some dry ground just a few feet to the left -- which was something I hadn't noticed -- and which was information I graciously accepted and quickly made use of. With two voluble squeaks I managed to extract myself from what only a few moments later would have become, I am sure, a far more intractable situation.
Understandably, Ömer Başarır, the young man who turned out to be the owner of not just the motorcycle but the cotton field as well, was curious as to why I was taking photographs of his cotton. When I explained that I was going to use the photographs as sketches for some paintings, he offered to give me a ride up the road to a different field, where the bolls had started to open up and where there was no mud. The field I was in, it turned out, was among the muddiest and least developed of the Başarır's 500 acres of cotton.
Not only was I in the wrong field, I was also about a month too early. On the Söke Plain, where the weather is milder than on the Çukurova, the cotton-growing region in Adana -- Turkey's largest -- the cotton bolls don't really start to ripen until the second week of September. The harvesting begins about a month later, and it continues until sometime in November, depending on the weather. Rain won't do any damage to the mature cotton, but it will delay the harvesting.
According to Ömer, most of the 300,000 acres of cotton planted on the Söke Plain are harvested by hand, although some farmers like Ömer and his brother Ahmet have switched to machine harvesting. Those who haven't employ seasonal workers from the local villages and migrants from Urfa and other provinces in the southeast, most of whom live in tent villages set up along the edges of the cotton fields for the length of the harvesting.
Fattorie modello
Around 30-40 workers are required to clear a 100-acre field, although the number of workers will vary, depending upon how much cotton they can pick. The deftest and most experienced hands can pick around 200 kilos of cotton per day. "Then there are the ones like me," laughs Ömer, who by his own admission can only manage about 10 kilos per day. While he's been working in the cotton fields since he was only 12 years old, he's spent most of his time driving a tractor rather than stooped down among the bolls.
In Söke, the cotton season begins in April, when the fields are broken up and seeds are planted. The young plants are sprayed for pests, fertilized, and irrigated two or three times during the spring and summer. After that, it's mostly just weeding and waiting until the harvest in October.
The harvested cotton is sent to cotton gins where it is cleaned, and from there it goes to factories where it is spun into thread. The raw cotton harvested in Söke is processed in Söke, mostly by privately-owned gin mills, which represent the end of the line for the local cotton economy. After that, the work goes to Aydın or Denizli, where the textile industry is centered.
There is only one thread factory in Söke. It employs about 500 workers, a figure that has increased by about 100 percent each year over the five years it has been in operation, according to Ömer. More plants like this are going to be needed, he says, as more of Söke's cotton farmers mechanize, and workers will start to lose their jobs as a result.
Clearly, Ömer takes the long view when it comes to the economic future of cotton in Söke. Citrus production might be more profitable, he says (tell that to the farmers-turned-contractors of Turgutreis), but it's no good for Söke, because it uses too much water. Until recently, water for irrigation came from the nearby Menderes River. Nowadays, most of it is pumped from the Keman Dam in Denizli. Although the modern irrigation system represents a reliable source of water, it still needs to be monitored to ensure that it is distributed fairly and wisely to all of the farmers on the Söke Plain.
Il festival di Soke

Despite his perceptiveness when it comes to certain aspects of sustainability, I was not about to ask Ömer what he thought about organic farming. In our short conversation, it was clear that he was an unquestionable fan of pesticides, despite the fact that they represent his biggest expense. Keeping away an assortment of beetles and molds and making sure the cotton plants stay low to the ground (if they grow too tall, the leaves block out the sun so the bolls don't grow) costs him between 200-300 YTL per 100 acres. "You can't grow cotton without pesticides," he tells me, sounding like a representative of Dow Chemical, whose advertisers responded to the U.S. ecology movement in the 1970s and '80s by reminding us that "without chemicals, life itself would be impossible." 
For Ömer it seems life anywhere else but on the farm would be impossible. Unlike a large portion of the rural population, bright lights and big cities hold no attraction for him. Despite the proximity of Kuşadası and Didim, two of Söke's neighboring districts that have become overwhelmed by tourism, the plains of Söke are just fine by him: "I went to visit a cousin in Kuşadası. One day. Two days. On the third day, I ran away from the noise."
The Third Annual Söke Cotton Festival closes tonight with a concert by Edip Akbayram at the Söke Stadium. A frequent bus service is available from both Didim and Kusadasi. (Deborah Semel/Turkish Daily News)
12.09.2006

SI LAVORA AL GRANDE MEETING

Si_lavora_al_meeting_di_novembre

La Musiad (Turkish Independent Industrialists and Businessmen's Association) sta dandosi per fare per raccogliere ad Istanbul dal 22 al 26 novembre prossimo Capi di Stato e 1500 uomini di affari provenienti da 50 Paesi. Non mancherà neppure la Camera di Commercio ed Industria islamica nonché l'Oic (Organization Conference of the Islamic).

The Turkish Independent Industrialists and Businessmen's Association (Musiad) is preparing to bring the heads of state and 1,500 businessmen from 50 countries to Istanbul.
Musiad's planned guests include the Islamic Chamber of Commerce and Industry, the Islamic Development Bank (IDB), the Organization of the Islamic Conference (Oic), ministers and chamber heads from Saudi Arabia, Kuwait, the United Arab Emirates, Syria, Egypt, Algeria, Morocco, Iran, Pakistan, Kazakhstan, South Africa, Australia and Singapore.
According to Musiad Chairman Omer Bolat, the organization will help advertise Turkey and contribute at least $2 billion to the real economy through potential commercial and investment deals.
Musiad will simultaneously organize the 10th International Business Forum and Musiad 11th International Fair from Nov. 22-26.
The Oic, the Idb, Turkish Foreign Trade Undersecretary, the Small and Medium Enterprise Development Organization, Istanbul Chamber of Commerce, the Istanbul Metropolitan Municipality and Turkish Airlines are supporting the forum and fair organized by Musiad.
Bolat and Musiad executive board members held a joint press conference to elaborate on the organization.
Scheduled to be inaugurated by Turkish Prime Minister Recep Tayyip Erdogan, the 10th International Business Forum and Musiad 11th International Fair will be simultaneously held Nov. 22-26 at the Cnr Expo Center and Grand Cevahir Hotel respectively.
Bolat said the first leg of the organization included the international collaboration that has representatives from 350 firms, 50 of them foreign. The second leg includes the international business forum attended by prime ministers and ministers from 15 countries.
The 11th International Fair, called "Afro-Eurasia's largest reference fair," by Bolat will host nearly 4,000 foreign and domestic businessmen at the CNR Expo Center Nov. 22-26.
Bolat noted they sent delegations to 22 countries to publicize the fair and added the fair has grown by 60 percent in the last two years. "This is the Turkey's largest collaboration in terms of capacity and business connections volume. It will be held on a 27,000-square meter closed area with the participation of 350 firms, 50 of them foreign. We are expecting over 150,000 visitors."
According to the Musiad chairman, Arab firms in particular were willing to cooperate and establish partnerships with their Turkish counterparts.
Bolat recalled Turkey chose a "partner country" every year ahead of the fair, naming Syria the partner country for 2006.
Syrian Deputy Prime Minister Abdullah Dardari is expected to represent his country with 100 Syrian businessmen.
Damascus Commercial Village will be set up on a 400 square-meter area, and domestic Syrian products and services will be exibited. (Economy News Desk)
12.09.2006

 

LIVELLI RECORD

 

In otto mesi le esportazioni dalla Turchia di auto hanno toccato i 9.9 miliardi di dollari. L'Italia in testa agli acquirenti, seguita a ruota dalla Germania.

L'export di auto dalla Turchia ha toccato livelli record. Nei primi otto mesi del 2006 le esportazioni hanno toccato i 9.9 miliardi di dollari, con una crescita del 15% rispetto all'ano scorso.
L'anno era partito male, con una diminuzione delle esportazioni del 9% in gennaio, facendo poi segnare una serie di risultati positivi nei mesi successivi. In giugno e luglio si è addirittura avuto un incremento rispettivamente del 42% e 22%. Al primo posto nei Paesi che acquistano macchine provenienti dal Paese della Mezzaluna c'è l'Italia, seguita a ruota da Germania, Francia, Gran Bretagna e Spagna. (Apcom)
12.09.2006

BRAND STRANIERI OK

 

Moltiplicati i profitti in Turchia oltre ogni previsione. Gli esempi della profumeria tedesca <Douglas> e del ristorante giapponese <Wagamama>.

Un successo così non se lo aspettavano neanche loro. Invece, da quando hanno aperto i loro punti vendita in centri commerciali di lusso come <Kanyon> e <Cevahir>, i maggiori brand europei hanno visto moltiplicare i loro profitti. Così tanto che alcuni di loro hanno messo l'ampliamento del mercato turco come priorità assoluta dei loro portafogli industriali.
Fra questi, le profumerie tedesche <Douglas> e la famosa catena di ristoranti giapponesi <Wagamama>. Giusto per fare un esempio proprio la filiale turca del <Wagamama> si è trovata ad ospitare ben 40 mila persone in soli due mesi. Semaforo verde anche per <Haagen-Danz>. la celebre azienda produttrice di gelati in soli sei mesi ha visto aumentare i suoi profitti in Turchia oltre ogni rosea aspettativa. Con il risultato che adesso, oltre ad Istanbul, vogliono espandersi anche ad Izmir ed Ankara. (
Apcom)
12.09.2006

 

BENEFICI PER POCHI

 

La riforma della sicurezza sociale in Turchia, oltre a far discutere, ha fatto arricchire le case farmaceutiche.

La riforma della sicurezza sociale, oltre a far discutere, ha fatto anche arricchire le case farmaceutiche. l'Istituzione della sicurezza sociale, infatti, durante il 2005 ha speso in medicine circa 2.6 miliardi di nuove Lire turche (circa 1.2 miliardi di euro). Quest'anno si calcola che arriverà a sborsarne 5, equivalenti a 2.6 miliardi di euro. (Apcom)
12.09.2006

 

SI INTENSIFICANO I RAPPORTI ECONOMICI CON IL KYRGYZSTAN

Il_presidente_del_Kyrgyzstan_in_Turchia

Il presidente dell'ex Repubblica sovietica, Kurmanbek Bakiev, in visita ad Ankara ed Istanbul dove si è incontrato anche con il numero 1 della Tobb, Rifat Hisarciklioglu.

Nell'ambito della visita di stato in Turchia, il presidente del Kyrgyzstan, Kurmanbek Bakiev, ha sottolineato non solo l'ottimo stato delle relazioni politiche fra i due Paesi, ma soprattutto che i rapporti commerciali ed economici si possono ulteriormente intensificare. Bakiev ha posto in evidenza che la Turchia è il quarto partner commerciale del Kyrgyzstan (103 milioni di dollari è stato l'interscambio nel 2005 e 76 nei primi 5 mesi del 2006), ma soprattutto il secondo Paese investitore (350 milioni di dollari) con oltre 200 imprese. Il presidente della <Turkish Union Chambers and Commodity Exchanges> (Tobb), Rifat Hisarciklioglu, ha - dal suo canto - sottolineato l'importanza di un'intensificazione non solo dell'interscambio (il target è di 500 milioni di dollari) ma soprattutto degli investimenti diretti, delle collaborazioni industriali e di una ulteriore partecipazione delle imprese turche ai progetti kyrgysi nel campo dell'energia idroelettrica ed in genere nelle infrastrutture.(Ice  Istanbul)
12.09.2006

 

TURISMO

OPERATORI DEL TURISMO AD ISTANBUL

Tyd

 

La missione, per il 19 ottobre, organizzata dall'Ice in collaborazione con <Federturismo> e <Turkish Tourism Investors Association>.

FederturismoL'Ice, in collaborazione con <Federturismo> e <The Turkish Tourism Investors Association> (Tyd), organizza una missione di operatori italiani del settore turismo, a Istanbul, il 19 ottobre; la missione è finalizzata a incontri bilaterali con imprenditori locali per verificare le opportunità di investimento offerte dalla Turchia nel settore (acquisizione di alberghi, costruzione di centri turistici, termali, wellness, attrezzature sportive). Per partecipare (il termine ultimo è il 30 settembre) e per informazioni, tel. 06/5992.6706, e-mail l.testaguzza@ice.it. (GuidaViaggi.it)
12.09.2006

 

TURISTI AD ANTALYA

 

In otto mesi, nella città mediterranea della Turchia, ne sono arrivati 4.751.000 (per lo più tedeschi, russi, ucraini ed australiani).

The number of tourists visiting Antalya reached 4,751,000 in the first eight months of the year, according to Antalya Culture and Tourism Provincial Directorate data.
Tourists decreased by 8.02 percent between January and August 2006 compared to the same period last year with the war in the Middle East and World Cup given as two reasons for the decline.  
During this period German, Russian, Dutch, Ukrainian and Australian tourists, in that order, topped the list of nationals visiting Antalya, with tourists coming from 160 countries. The number of German tourists stood at 1.402 million, registering a decrease of 333,829 because of the 2006 World Cup held in Berlin, said an official from the directorate. German tourists made up 31.58 percent of the total number of tourists and Dutch tourists 23.83 percent.
Meanwhile, Russian tourists increased 6.31 percent, to 1.8 million. Ukrainian tourists amounted to 198,724, an increase of 45.97 percent. 
In spite of the war in Lebanon, Israeli tourists did not postpone their trips to Antalya and numbered 146,531, an increase of 8.48 percent. (Turkish Daily News)
12.09.2006

 

LA TERRA DEI BEI CAVALLI

Cappadocia._Una_caverna

Così si chiama la Cappadocia visitata da un particolare turista che ha voluto riprendere questa parte dell'Anatolia centrale con una serie di riprese fotografiche. Il sito di Derinkuyu, considerata la più grande città sotterranea tra le dieci finora scoperte. La Valle di Goreme e le 350 chiese tappezzate di affreschi.

CappadociaI_camini_delle_fateSituata nel cuore della Turchia, precisamente nell'Anatolia centrale, la Cappadocia è una regione affascinante sia in superficie che sottoterra. Il nome Cappadocia significa vuol dire "Terra dei bei cavalli" ed è stato dato dai Persi durante la caccia ai cavalli.
La Cappadocia ha vissuto violente eruzioni di vulcani oramai assopiti avvenute 3 milioni di anni fa, i quali avevano sparso su tutta la zona circostante, una polvere vulcanica composta da lava, cenere e fango. Questo tufo, è stato eroso dai venti e dalle piogge, dando vita a un paesaggio surrealistico e spettacolare formato da burroni, labirinti, crepacci e pinnacoli. Qui si trovano i "Camini di fata". I colori di questo paesaggio fiabesco variano dal rosso all'oro, intercalando qua e là sfumature di verde. I "Camini di Fata" si elevano al cielo come delle gigantesche morchelle, nei cui coni sono stati scavati dei vani usati dagli eremiti come abitazioni e rifugi.
Il Parco Nazionale di Göreme mostra ancora oggi abitazioni, cappelle e monasteri scavati in questa roccia friabile. Nella valle di Göreme si possono trovare, oltre 350 chiese tappezzate da affreschi risalenti al periodo bizantino e selgiuchide.
Se pensate che la Cappadocia sia solo una bellissima "skyline" formata da coni e camini significa che dovete scoprire le bellezze della Cappadocia sotterranea. Prima però di inoltrarvi nelle viscere della terra, fermatevi ad assaporare una tazza di te caldo in uno dei caffé incavati nella rocce. Lasciatevi trasportare dalla gentilezza e dalla simpatia degli abitanti della Cappadocia. Chiedete di poter visitare una delle case private nella roccia, scoprite la freschezza delle mura di casa e il sapore delle melanzane e il riso speziato che esce dalle loro cucine.
Il sito di Derinkuyu è la più grande città sotterranea tra le 10 città finora scoperte. Nove piani sovrapposti sotto il livello della terra, 85 metri di profondità tra le viscere della terra: è lì che si rifugiavano gli abitanti della zona per sfuggire alle persecuzioni nemiche.
Scendendo per scale, corridoi e vicoli si scoprono i dettagli di queste "case" giustamente disposte per creare vani che servivano come depositi per il grano, stalle, camere da letto, cucine e chiese.
Colpiscono in particolar modo i perspicaci sistemi di sicurezza e le ingegnose condutture d'aria. Le città furono costruite nel VII secolo, potevano dare alloggio a 20'000 persone e salvare la vita a tutti, senza perdere nemmeno una vita. Eppure tanti misteri restano ancora irrisolti; dove sono finiti i quasi 4000 m2 di terra portata in superficie? Quante città sono ancora da scoprire? (Mirko Plozza/Bluewin Lifestyle)
Le foto sono di Mirko Plozza

12.09.2006


DA BODRUM A KOS: APPENA 6 KM

Kos_island

 

Appena 50 minuti di traghetto dividono la penisola turca dall'isola greca che diede i natali al più famoso medico dell'antichità: Ippocrate.

Andare_a_Kos_da_Bodrum_in_TurchiaL'isola di Kos è posizionata nella parte sud-orientale della Grecia, nel mar Egeo, e dista solo 6 km dalla costa turca. Con appena 50 minuti di traghetto è infatti possibile raggiungere la città di Bodrum, l'antica Alicarnasso. Di forma stretta e allungata in direzione nord-est/sud-ovest, l'isola di Kos si estende per circa 40 km, ha una larghezza massima di 8 km, per una superficie di 287 km². Il suo territorio è prevalentemente pianeggiante nella parte occidentale e collinare nella parte orientale (massima altitudine 846 m) e quindi facilmente percorribile. Kos è denominata anche l'isola di Ippocrate in quanto lì vi nacque nel 460 a.C. colui che formulò nel 430 a.C. il Giuramento che ogni medico presta prima di iniziare la sua professione. Ippocrate è considerato il medico più importante della sua epoca e il padre della medicina. Se si va alla scoperta dell'isola di Kos è d'obbligo la sosta al Platano (in centro Kos) sotto il quale Ippocrate intratteneva i suoi studenti e dove, dicono, veniva pronunciato il famoso giuramento. Molte sono le possibilità per poterla esplorare, dalle proposte guidate dei vari tour operator alla visita "fai da te", affittando una macchina o un motorino.
Molto romantica è la Crociera al tramonto su una tradizionale imbarcazione in legno. Dal porto di Kefalos si naviga verso la minuscola isola di Kastri. Interessante è anche la pesca in mare a bordo di un peschereccio greco, dove si può pescare, nuotare prendere il sole e pranzare in riva al mare. Il tipo di pesca tipica è quella con il filo, facile da praticare anche per gente inesperta.
Per l'importanza dei suoi siti archeologici l'isola di Kos è seconda solo a Rodi. Le innumerevoli testimonianze archeologiche di epoca classica, ellenistica e romana ritrovate durante gli scavi sono sparse per tutta la città di Kos. Oltre al Museo Archeologico, vi si trovano l'antica agora, le rovine del Tempio di Afrodite, il Tempio di Ercole e una basilica cristiana del V secolo. Ma il monumento più spettacolare di Kos è il castello dei Cavalieri, che domina la città. Luogo da segnalare è anche Asclepeion, un tempio dedicato ad Asclepio (che i romani chiamarono Esculapio), le cui imponenti rovine si trovano a pochi km dalla città di Kos, dove furono iniziate le prime pratiche mediche su basi scientifiche (il primo ospedale della storia). Merita anche una visita ad Antimachia con il suo antico mulino. Da consigliare è anche la passeggiata nel villaggio di Zia, caratteristico paese in collina dove alla sera organizzano cene greche con tanto di musica e sirtaki (danza popolare).
Da Kos si possono raggiungere altre piccole isole molto suggestive dal punto di vista naturalistico come Nissyros, famosa per il suo vulcano con il cratere profondo 30 m, con il villaggio di Mandadraki e il monastero di Panagia Spiliani. L'isola di Patmos è meta di pellegrinaggio, al monastero di S. Giovanni e alla sua famosa grotta. Sull'isola di Kalymnos si può visitare un laboratorio di spugne e a Pserimos si può godere di una bella spiaggia per il bagno. Per chi ama la vita di mare le spiagge più belle sono Marcos beach, Limnionas, Paradise beach, Camel beach, Aghios Stefanos, Aghios Fockas, Tingaki, Marmari e Psalidi. Da non perdere sono anche le terme di Hembros, dove una sorgente di acqua termale sgorga dalla roccia ad un'altissima temperatura direttamente sulla spiaggia, a pochi metri dal mare. È stata ricavata sulla riva una piscina naturale con delle rocce nella quale è possibile immergersi. (Paola Mara De Maestri/Tellusfolio.it)

12.09.2006

UN NUOVO CENTRO PER SCIARE

Una_immagine_del_monte_Tahtali

Costruito da una joint venture svizzera si trova sul monte Tahtali ad una altezza di 2.365 mt. La possibilità di raggiungere il Mar Mediterraneo in poco tempo.

A new cable railway still under construction at southern city of Antalya's Kemer town will soon make it possible for tourists to swim in sea and later ski in the same day between February and may.
The cable railway  extends from the coast of Mediterranean to Tahtali Mountain at an altidute of 2365 meters. It will be fully operational as of April 2007.
Antalya's cable railway will be the longest one in Europe.
The cable railway is being built by Fajos, a Turkish-Swiss joint-venture.
The Tahtali Aerial Cableway uniquely combines two classic holiday destinations - the sea and the mountains. Mount Tahtali, at 2.2365m above sea level, is situated in an attractive and rapidly growing tourist area and provides the region with a new dimension.
Southern Turkey is on the one hand shaped by the sea, its landscapes and culture, and on the other by the outstanding services and activities it has to offer. With more than 300 days of sunshine a year, it is undoubtely an attractive holiday destination for guests from Europe the whole year round. And of course, Mount Tahtali is a majior landmark of this booming region that is impossible to overlook.
Mount Tahtali lies at the heart of the Antalya tourist region with several hundred-thousand hotel beds conveniently found in close proximity, approximately a third of which are in 5.star hotel establishments. The possibilities and offers open to guests are boundless: swimming, diving, golf, sailing, sunbathing, culture or the extremely popular excursions. Here, Mount Tahtali offers a brand new experience, with a stupendous view over the whole of southern Turkey and, naturally, the sea.
Diversity is an important factor for any successful tourist destination. And the contrasting expereience the Mount Tahtali Aerial Cableway provides is a masterpiece! Having enyyod sunbathing on sandy beaches in the morning, guest are then able to while away the afrernoons amid the pleasantly cool temperatures of a snowy mountain summit. The aerial cableway brings the mountains and sea closer together - the Tahtali cable car provides Europe with a unique combination that is hard to matcj.
Unique experience await: approach through a nature conservation area, modern base station, ride in a cabin with a capacity of 80, summit station with panorama terrace, 360° view, restaurant, short walks...
The Tahtali Aerial Cableway will start operating in September 2006, by which time the time-consuming work on he supports and ropes will complete and the mountain-top and base station ready for use. The ambitious project will be rounded off when the efficient, modern summit reataurant opens in July of 2007. (da The New Anatolian)
12.09.2006

 

CULTURA

PRONTI PER MEVLANA

Mevlana

 

C'è ancora tempo per le celebrazioni ma è già corsa per accaparrarsi i biglietti. Nessuno vuole mancare alla ricorrenza di Konya.

Moulana_RumiMore than 100,000 people are expected to buy tickets for this year's ceremonies to commemorate Mevlana Jalaladdin Rumi, the father of Sufism.
A senior official from the Konya Culture and Tourism Directorate told the Anatolia news agency that 60,000 prospective ticket buyers had applied to attend the International Commemoration Ceremonies for the 733rd Reunion Anniversary of Mevlana, which will feature 23 sema dance performances this year. The number of ticket seekers was expected to reach at least 100,000 by the end of September.
The ceremonies this year were expanded by a week and will last from Dec. 1-17.
The same official said the Konya Municipality and Selçuk University were working hard to make this year's ceremonies colorful.
The directorate has prepared 10,000 posters announcing the ceremonies in 10 languages. Requests for tickets will be accepted until the end of September.
Meanwhile, hotels in Konya have already accepted reservations, bringing them to approximately 70 percent occupancy three months before the start of the ceremonies.
Unesco decision on Sema ceremonies:

Last November Unesco included the Mevlevi Sema Ceremony, a spiritual and religious tradition of Sufism, on its list of Masterpieces of the Oral and Intangible Heritage of Humanity. Unesco's decision, which highlighted the whirling dervish dances both in Turkey and on the international platform, is expected to increase tourists to Konya as well as promote the Sufi tradition
Experts say the sema indicates "listening, singing beautifully" in Sufism as well as signifying an act of feeling God and a mystical journey of spiritual ascent through mind and love to "Perfection" or "God."
In this journey the whirling dervishes symbolically turn towards the truth, grow through love, abandon the ego and all materialistic values of the world, find the truth and arrive at the "Perfect" then return from this spiritual journey with greater maturity, so as to love and to be of service to the whole of creation without discrimination against beliefs, races, classes and nations. (Turkish Daily News)
12.09.2006

 

 

IL SUFISMO:
SPIRITUALITA'
DELL'ISLAM

Sufismo

Ce ne offre uno spaccato Rossella Fabiani con un articolo apparso su <Icn-News>. Anche se non c'è alcun riferimento va ricordato che Moulana Rumi, considerato da molti il più grande poeta mistico di tutti i tempi, è senz'altro una delle figure più amate di questa corrente religiosa.

"L'uomo è il pellegrino dell'Assoluto", scrive padre Giuseppe Scattolini, in "Spiritualità dell'Islam"", ed. Emi. L'uomo è dunque quell'essere destinato a trascendere se stesso. Prendere sul serio questa aspirazione fondamentale dell'essere umano verso l'Assoluto, volerla verificare nel proprio esistere quotidiano, scommettere su di essa la propria vita: questo significa entrare nella dimensione mistica.
Il termine sufismo o Tasàwwuf indica la forma di ricerca mistica dell'Islam. Storicamente il termine sufi indicava colui che indossava un vestito di lana (in arabo suf), che i primi asceti musulmani avevano scelto come segno distintivo del loro modo di vita. In seguito il termine passò ad indicare il modo di vita in se stesso, indipendentemente dal vestito indossato.
Il sufismo, come ogni esperienza mistica, intende avvicinare l'uomo a Dio e si pone principalmente come esperienza pratica di vita, non come sapere teorico, e per questo motivo è impossibile darne una definizione precisa. Al contrario, è proprio attraverso le sue manifestazioni storiche che il sufismo può essere conosciuto e descritto.
Il sufismo è il cuore stesso della fede islamica, ossia "la testimonianza e la professione dell'unità di Dio" (tawhid) quali sono state tramandate dal Corano e attribuite al profeta dell'Islam, Muhammad, che sono le basi del credo islamico.
Il misticismo è la tendenza dell'anima umana all'unione con l'Assoluto, o piuttosto un bisogno di "allontanamento" dal mondo (il quale solitamente viene chiamato realtà) per raggiungere un più elevato livello di consapevolezza.
La ricerca di questa consapevolezza ed unione con l'infinito è caratterizzata da un progressivo distacco sia dalla conoscenza sensibile sia da quella razionale, fino alla perdita dell' "Io" nel "Tutto".
Etimologia

La parola araba tasawwuf deriverebbe dal termine arabo suf che significa lana. In questo tessuto, infatti, venivano fatte le vesti dei primi mistici musulmani che per questo motivo vennero chiamati sufi.
Un'altra etimologia si rifà al vocabolo suffa, "portico", intendendo il portico che era davanti alla casa-moschea di Maometto a Medina dove si raccoglievano alcuni pii musulmani ospitati volentieri dal Profeta per la loro povertà e il loro atteggiamento pio.
Diffusione e caratteri del sufismo

Il tasawwuf è un fenomeno molto diffuso nell'Islam, anche se poco visibile a causa della grande riservatezza osservata dai praticanti.
Il sufismo è diffuso soprattutto nel mondo sunnita, meno in quello sciita dove sono attive infatti soltanto due confraternite islamiche, la Ni'matullahiyya e la Dhahabiyya, a fronte delle decine di confraternite sunnite tuttora operanti. Ciò dipende essenzialmente dal fatto che, per conoscere Allah e la Sua volontà, lo sciismo può contare sull'opera attiva dei suoi dotti che, se non costituiscono un formale sacerdozio, come il resto dell'Islam, hanno acquistato però un incontestabile profilo di tipo clericale per il fatto che i loro ulema di maggior dottrina, e in particolar modo i marja' al-taqlid, sono ispirati in modo ineffabile dall' "Imam nascosto".
Nell'Islam sunnita, invece, la totale mancanza di sacerdozio e di una classe di tipo clericale che possa assolvere alla funzione intermediatrice fra Dio e le sue creature comporta una ricerca di Dio e della Sua volontà molto più faticosa e difficile.
Per il sufismo è allora normale e doveroso che il musulmano ricerchi personalmente quale sia la volontà di Dio, obbedire alla quale permette di scansare il peccato che, nell'Islam, altro non è se non la disubbidienza alle Sue disposizioni (tant'è vero che muslim, musulmano, significa proprio "chi si assoggetta alla Volontà di Dio").
Momenti significativi della storia del sufismo-Antecendenti semi-mitici

Due le figure semi-mitiche che possono essere considerati degli antecedenti:
Salman al-Farisi, un liberto persiano che venne adottato nella famiglia del Profeta, diventato una figura quasi mitica, simbolo dell'adozione e dell'iniziazione mistica.
Uways al-Qarani, un asceta yemenita che credette nel Profeta senza mai incontrarlo.
Primi esponenti:
Abu Dharr al Ghifari, compagno del Profeta (m. 652), modello di povertà e di castità.
Il movimento ascetico (I-II secolo dell'Islam/VII-VIII secolo dopo Cristo)

La prima manifestazione del sufismo si ha nel movimento ascetico dei primi secoli dell'Islam. Durante questo periodo, nei circoli dei pii musulmani, cominciano ad emergere temi ascetici come la rinuncia al mondo (zuhd), con veglie e preghiere prolungate, digiuni e ritiri. E riguardano la povertà, l'ascesi e, a volte, il celibato. Questo movimento nasce come reazione al lassismo e alla mondanizzazione della comunità islamica, una reazione, dunque, alla vita di lusso e di corruzione delle corti di califfi e di principi musulmani arricchiti dalle recenti conquiste islamiche. Fu una protesta di fedeltà per un ritorno al primitivo messaggio coranico contro la sua mondanizzazione e la sua corruzione operate dall'Islam politico delle conquiste e delle guerre. Dunque si mette in pratica una "fuga dal mondo", sebbene questa fuga non sarà mai una fuga dalle responsabilità nei confronti della comunità. Sempre in questo periodo comincia l'elaborazione delle prime rudimentali forme di interiorizzazione della legge religiosa e del culto.
Il più importante rappresentante di questo movimento ascetico è al-Hasan al-Basri (m.110/728), il grande predicatore di Basra (odierna Bassora in Iraq). Suoi temi preferiti erano: la conversione, la rinuncia al mondo, la scrupolosa osservanza della legge religiosa, l'esame coscienza, la paura del giudizio di Dio e la contrizione continua.
L'inizio della via dell'amore (II-III secolo dell'Islam/VIII-IX dopo Cristo)

Il sufismo ha approfondito in modo particolare il tema dell'amore (hubb) assoluto per Dio. Con il II secolo dell'Islam /VIII secolo dopo Cristo, questo tema prende sempre più posto nella mistica islamica fino a diventare uno dei suoi temi centrali. La più importante rappresentante di questo orientamento è Rabi'a al-Adawiyya di Basra (m. 185/801), un'umile schiava affrancata. Il suo insegnamento, esclusivamente orale, è stato tramandato dai suoi discepoli in prosa e in versi. Il tema dominante del suo insegnamento è l'amore assoluto per Dio, al di là di ogni speranza di ricompensa o di timore di castigo in questa e nell'altra vita, e ad esclusione di ogni altra occupazione della mente (venerazione della Ka'ba, amore del Profeta, amore del prossimo, odio di Satana, sofferenza fisica e morale).
Rabi'a al-Adawiyya è stata la prima tra i mistici ad esprimere l'esperienza dell'amore assoluto ed esclusivo per Dio solo.
Verso la mistica dell'unione III-IV secolo dell'Islam / IX-X secolo dopo Cristo

Dal III/IX secolo molti sufi prendono sempre più coscienza che la via dell'amore per Dio porta all'unione con Dio. Temi e speculazioni sull'unione con Dio, le sue cause e i suoi effetti si sviluppano dunque sempre di più in questo periodo.
Questo tipo di sufismo sarà detto estatico e si caratterizza principalmente per l'amore-desiderio inappagabile che conduce all'estasi dell'unione con l'Amato (che è Dio): all'annientarsi in Dio (fana' bi-Llah). I sufi si immergono in una voluttà estrema di autonegazione e di affermazione di Dio.
L'unità di Dio (tawhid) e la dottrina ash'arita sul libero arbitrio sono portate alle più paradossali conseguenze: soltanto Dio può testimoniare la Sua unità. Non c'è dio all'infuori di Dio, non c'è amato all'infuori di Dio, non c'è agente all'infuori di Dio.
Il sufi cerca di un contatto diretto con Dio al di là di ogni mediazione. Anche l'ascesi rischia di diventare un velo (al-Niffari).
Si assiste a un gusto del paradosso nelle "affermazioni teopatiche" (shathiyyat) come espressione dell'ebrezza estatica che causa, però, l'ostilità dei giuristi più letteralisti.
Si arriva a degli sviluppi estremi come la "mamamatiyya" (una corrente nata nel Khurasan nel IX secolo e che rimane un atteggiamento ricorrente in alcuni sufi di ogni tempo). La "mamamatiyya" presuppone che il sufi attragga su di sé il biasimo altrui, attraverso un comportamento scandaloso, per nascondere alla società la propria perfezione interiore, e al contempo per realizzarsi mediante l'umiliazione, senza rischiare di trarre vanto dalla propria umiltà.
Uno dei più grandi rappresentanti di questa corrente è il sufi e martire al-Husayn ibn Mansur al-Hallaj (m. 309/922 a Bagdhad). Al-Hallaj portò alle estreme conseguenze le esigenze dell'amore da tempo maturate nei circoli sufi: l'amore vero esige che amante e amato diventino una cosa sola. Tanto da far dire al mistico al-Hallaj: "Io sono Colui che amo, e Colui che amo è me".
Il sufismo estatico di al-Hallaj cerca un diretto contatto con il "Tu" divino al di là di tutte le mediazioni, fossero pure le più sacre come il Corano e le pratiche religiose.
Al-Hallaj porta sul piano esistenziale il principio che la teologia sunnita aveva affermato contro i mu'taziliti, quello cioè dell'azione assoluta di Dio con la negazione di ogni vero agire da parte della creatura.
Dopo di lui al-Niffari (m. 965), sufi iracheno morto intorno alla metà del IV/X secolo , cioè quasi cinquanta anni dopo al-Hallaj, porterà alla più alta espressione tale sufismo estatico.
Un altro sufi che si occuperà del "vero tawhid (Unità e Unicità di Dio)", è 'Abd Allah al-Ansari (m. 481/1088), un dotto della più stretta osservanza sunnita, l'hanbalismo.
Tra i principali esponenti di questa corrente del sufismo estatico va ricordato anche Abu YAzid al Bistami (m. 848-9 o 874), un solitario asceta originario del bacino del Caspio.
Il sufismo sunnita e la sistematizzazione di dottrine e pratiche (secc. IV-V/X-XI)

Dopo l'elaborazione mistica di al-Hallaj, il movimento sufi sentì il bisogno di riesaminare la propria esperienza alla luce della tradizione ortodossa islamica, il sunnismo, e di riconciliarsi con essa. E' in questo periodo che cominciano ad apparire i primi manuali sul sufismo, trattati e biografie di tono apologetico per dimostrare l'accordo profondo che esiste fra l'esperienza sufi, ormai da tempo sviluppata nell'Islam, e la legge islamica (shari'a) che regola tutto l'essere umano nel suo credere e nel suo agire. Questa shari'a aveva ricevuto durante il secolo III/IX la sua definitiva codificazione nelle quattro scuole di diritto riconosciute dall'Islam: la hanafita, la malikita, la shafi'ta e la hanbalita.
Inizia dunque la codificazione di dottrine, pratiche e tappe del cammino mistico (articolato in "ahwal" "stati" passeggeri calati dall'alto, e "maqamat", "stazioni", acquisizioni progressive dello spirito di cui il mistico si appropria).
La tendenza del sufismo sunnita è quella di privilegiare la sobrietà, l'autodisciplina e la padronanza di sé rispetto all'ebrezza estatica.
L'amore rimane il vertice del cammino del sufi, ma è amore di prossimità, non di unione. E' basato su un'intima somiglianza (l'uomo creato a immagine di Dio) che innesca una tensione a "imitare Dio nei Suoi attributi"; l'uomo ama Dio realmente, mentre di Dio si può dire che ama l'uomo soltanto metaforicamente, perché Dio non ha bisogno di nulla.
Il più importante rappresentante di questa corrente sunnita è stato il teologo ash'arita Abu Hamid al-Ghazali (m. 505/1111), che per la sua indiscussa ortodossia fu soprannominato la "prova dell'Islam". Con al-Ghazali il sufismo ottiene piena cittadinanza in seno all'ortodossia, salvo essere condannato, più tardi, soltanto dalle correnti letteraliste più estreme (Ibn Taymiyya, m. 1328 e, dal XVIII secolo, il movimento wahhabita).
Al-Ghazali, dunque, volle delimitare l'esperienza sufi nei limiti consentiti dall'ortodossia islamica, condannando tutte le esagerazioni di quei sufi che, come al-Hallaj, parlavano di unione con Dio intesa nel senso più reale del termine. Tuttavia in al-Ghazali esiste una certa ambiguità. Sotto la facciata del rigido ortodosso sunnita, sembra che nascondesse un insegnamento esoterico, mutuato da varie fonti filosofiche (soprattutto neoplatoniche) e religiose (come la filosofia dell'illuminazione, l'iranismo e le correnti gnostiche). In molti passi, infatti, egli continua a ripetere che non è opportuno rendere pubbliche certe verità dei sufi, pena la condanna capitale. E' importante comunque il fatto che al-Ghazali abbia posto l'amore di Dio al sommo del cammino sufi, che a sua volta rappresenta nel suo pensiero l'apice della vita religiosa dell'Islam.
Le tappe mistiche della "Risala" di al-Qushayri

Uno dei più popolari manuali sufi "al Risala al-qushayriyya" (Trattato sul sufismo), scritto da Abu l-Qasim al Qushayri (m. 986/1074) presenta il cammino interiore che deve percorrere un sufi.
Questa opera, considerata un classico fra i trattati del sufismo ortodosso, cioè sunnita, è diventata uno dei manuali fondamentali del sufismo ed è stata adottata come testo di base per la formazione degli adepti sufi.
Lo scrittore al-Qushayri è il primo a dare una descrizione completa del cammino sufi, con la sua terminologia e le sue tappe.
E' il primo a fissare la distinzione fra gli stati ("ahwal") e le stazioni ("maqamat") spirituali. Afferma che gli "stati sono doni di Dio, mentre le stazioni sono guadagni dell'uomo del suo sforzo ascetico".
Il cammino mistico passa attraverso tre momenti fondamentali: la purificazione (via purgativa), l'illuminazione interiore (via illuminativa) e l'unione con Dio (via unitiva).
Il sufismo filosofico

Durante i secoli VI-VII/XII-XIII molte correnti di pensiero filosofico e religioso come il neoplatonismo, lo gnosticismo, l'ermetismo - entrate da tempo a far parte del pensiero islamico - iniziano ad influenzare in modo più chiaro anche il pensiero sufi. Il sufismo comincia ad acquistare il carattere di speculazione filosofica orientata in maniera più o meno esplicita verso un monismo espresso in vari modi.
Il più importate rappresentante di questo sufismo filosofico è stato il sufi andaluso morto a Damasco, Muhyi al-Din Ibn Arabi (m. 638/1240) che per la profondità e la vastità della sua sintesi fu detto "il massimo maestro sufi" (al-shykh al-akbar). Ibn Arabi avrà un'influenza decisiva su buona parte del sufismo successivo, specie nelle sue forme confraternali e nei suoi contributi più originali all'esegesi coranica. Con lui, dunque, il sufismo si sviluppa in una vera e propria speculazione teosofica, assai complessa ed enciclopedica anche se non sistematica, che raccoglie influssi neoplatonici, gnostici ed ermetici.
Sue opere principali sono "al-Futihat al-makkiyya" (Le rivelazioni meccane), "Fusus al-hikam" (Le perle della saggezza) e "Turjuman al-ashwaq" (L'interpretazione dei desideri).
Un aspetto importante della sua visione è l'universalismo dell'amore e della conoscenza degli gnostici. Lo gnostico, secondo Ibn Arabi, è colui che vede in tutto, soprattutto nella molteplicità delle religioni, il fluire delle manifestazioni divine.
Questa visione universalistica ha tuttavia consentito a Ibn Arabi di consigliare al suo amico Kaykaus II, principe di Konya, di adottare le più strette misurie discriminatorie dettate dalla legge islamica contro i non musulmani, i cristiani in particolare, e questo sulla base delle famose "Capitolazioni di Umar", fondamento di tutta la legislazione islamica in questo campo.
Questo tipo di sufismo monista ed universalista ispirò anche alcune dei più grandi poeti sufi, tra cui l'egiziano Umar Ibn al-Farid (m. 32/1235) e il persiano Jalal al-Din Rumi (m. 672/1273), il turco Yunes Emrè (m. 721/1321), e moltissimi altri poeti e scrittori musulmani. Grandissima è stata l'influenza di Ibn Arabi sul sufismo posteriore fino ai nostri giorni tanto che è assai diffusa la tendenza di considerare il sufismo di Ibn Arabi come la sintesi di tutto il sufismo. Si può notare questa tendenza negli scritti del sufi contemporaneo Hossein Nasr, in particolare nel suo libro "Sufismo". Lo stesso vale per molti studiosi occidentali contemporanei che hanno abbracciato il sufismo come stile di vita e di studio, tra questi Réné Guénon, Frithjho Schuon, William Chittick e Michel Chodkiewicz.
Gli ordini Sufi "Turuq" e le confraternite

Soprattutto durante i secoli VI-VII/XII-XIII gli ordini e le vie sufi hanno conosciuto la loro più grande fioritura. Da tempo infatti il sufismo, dopo una prima fase caratterizzata da un forte individualismo, si era organizzato in gruppi di persone che seguivano gli insegnamenti di qualche famoso maestro spirituale.
Molti credenti avevano infatti iniziato a sentire il bisogno di una sicura e sperimentata guida (shaykh) del cammino mistico. E' in questo modo che nascono le "vie" (in arabo tariqa/turuq=via/vie), dette a volte confraternite o ordini sufi, che di solito prendono il nome dei loro fondatori. Le confraternite islamiche (tariqa, pl. turuq) sono dunque un tardo fenomeno del sufismo
Dopo la prima fase individuale, i sufi, infatti, si organizzarono, a partire dal XII secolo, in complesse strutture di discepoli (murid, pl. muridun) che, sotto la guida di un Maestro, (shaykh in arabo, pir in persiano, dede in turco) imparavano a percorre la Via mistica per giungere a una diretta conoscenza (mari'fa) di Dio.
Queste confraternite oltre ad organizzarsi intorno ad un maestro, adottano anche un determinato ordine o regola di vita, ritmato da particolari pratiche spirituali e da un certo tipo di vita comune, anche se i loro membri sono per la più persone sposate, che esercitano una professione o un mestiere. Con il tempo questi ordini sono diventati importanti centri spirituali in tutto il mondo islamico. Molti hanno anche adottato determinate attività commerciali e artigianali e diventarono uno dei mezzi più importanti per la diffusione dell'Islam nelle più lontane regioni dell'Asia e dell'Africa.
Molti ordini sufi assunsero anche un aspetto militante e militare, dando un forte contributo alle conquiste militari islamiche in tutti i continenti.
Le confraternite sufi hanno un ruolo molto importante anche nell'educazione e nella formazione dei credenti e nell'inculturazione dell'Islam nei vari popoli. Attraverso gli ordini sufi l'Islam si è adattato alle differenti culture in cui è penetrato adottandone le caratteristiche locali: africane, cinesi, indonesiane.
Tra le confraternite islamiche si ricordano in particolare la "Qadiriyya", fondata nel XII secolo da Abd al-Qadir al-Jilani (470-559/1077-1166 dopo Cristo) e, nella stessa epoca, la Suhrawardiyya, fondata da Shihab al-Din al-Suhrawardi (1097-1168), così come la Rifa'iyya, fondata da Ahmad al-Rifa'i sempre nel XII secolo. E ancora, la Shadhiliyya fondata da Abu l-Hasan al-Shadhili nel XIII secolo, la Mawlawiyya, in turco Mevleviyyè, fondata a Konya (in Turchia) dal grande poeta persiano Jalal al-Din Rumi (1207-1273), i cui adepti, detti dervisci ("darwis" mendicante), praticano l'estasti mistica attraverso la danza; la Kubrawiyya, fondata nel XII secolo da Najm al-Din Kubrà a Khwarizm, una regione dell'Asia centrale. La Cishtiyya fondata in India da Mu'in al-Din Cishti e la Naqshbandiyya, fondata da Bahà al-Din Naqshbandi, sono invece nate nel XIII secolo.
Contrasti nell'ambito del mondo musulmano

La grande diffusione del sufismo non è tuttavia sempre vista di buon occhio dai musulmani che temono una deriva antinomistica che tradirebbe il dispositivo formale della Legge religiosa in modo arbitrario e peccaminoso. Da qui l'ostilità di alcuni ambienti teologico-giuridici islamici ufficiali. Innanzi tutto di alcune propaggini del neo-hanbalismo che sottovalutano come Ahmad ibn Hanbal (m. 855), il fondatore della scuola giuridico-teologica che da lui prende il nome, fosse tutt'altro che ostile all'ambiente sufi, o che l'hanbalita Ibn Taymiyya - vissuto in età mamelucca e considerato oggi come il massimo ispiratore dei movimenti "fondamentalistici" islamici - fosse anch'egli non sfavorevole a un'equilibrata pratica sufi, e che alcune sue dure prese di posizione contro il sufismo riguardavano essenzialmente chi maggiormente indulgeva a esagerazioni comportamentali (shatahàt) che scandalizzavano e scandalizzano ancor oggi il mondo sunnita ufficiale.
Il cammino sufi

Il sufi nel suo cammino mistico deve passare per tre stadi o tappe fondamentali:
La legge, sharia: è la strada stabilita e rivelata da Dio agli uomini e nessuno quindi può cambiare. La legge è riassunta nei cinque pilastri dell'Islam che il buon musulmano e il sufi in particolare deve osservare scrupolosamente. É il punto di partenza: nessuno può pretendere di essere sufi se non osserva la legge divina (sharia) rivelata da Dio.
La via, "tariqa": è la via, ossia un metodo di vita che il fedele segue per vivere la legge divina secondo le intenzioni più profonde intese da Dio. In questa tappa prevale lo sforzo ascetico in cui il principiante cerca di purificare il proprio cuore per renderlo disponibile all'azione di Dio. E' uno stadio intermedio, ma necessario per arrivare al fine del cammino sufi.
La Verità-Realtà, "haqiqa": è la tappa finale e consiste nella "scoperta" o "rivelazione" (fath) della suprema realtà di Dio.
Questa divisione del cammino sufi in tre stadi o tappe corrisponde ai tre livelli fondamentali dell'essere umano che, secondo l'antropologia sufi, sono: anima (nafs), cuore (qalb), ed intimo segreto, spirito (sirrr, ruh).
Per il sufismo la Realtà-Verità Assoluta (al-haqq) di Dio non può essere definita in base a delle leggi e va ben oltre quanto l'essere umano può pensare, immaginare e sperare. Ma soprattutto l'incontro con Dio comporta un radicale cambiamento dell'essere umano: in qualche modo i suoi limiti di essere creatura umana sono infranti perché il sufi avanza in una realtà illimitata, in un mare di cui non vede le sponde.
Alcune figure di donne sufi

I comuni manuali del sufismo non riservano molto spazio alle donne sufi. Nelle fonti storiche invece si trovano citate molte donne musulmane che hanno praticato un vita di ascesi giungendo ad un alto livello di spiritualità riconosciuto dalle più grandi autorità nell'Islam.
Ibn al-Jawzi (m.597/1200) riporta nella sua raccolta di biografie sui "Le qualità degli eletti", i nomi di più di duecento donne sufi. 'Abd al-Ra'uf al-Munawi (d.1031/1621) nel suo libro "Gli astri splendenti", ne registra trentacinque.
La maggior parte di queste donne sufi appartengono alla prima e alla seconda generazione dell'Islam.
Tra i nomi di donne sufi, ricordiamo quello di Rabi'a al'Adawiyya (m. 185-801). E' il modello della pietà e dell'amore puro per Dio. Questa ex-schiava salì alle più alte vette della santità e fu riconosciuta dalla tradizione sufi come maestra di sufismo. Rabi'a nacque poverissima al punto che fu venduta come schiava. Dopo essere stato testimone dei segni della sua santità, il padrone la lasciò libera. Lei allora si dedicò completamente al servizio di Dio, nella povertà e nell'isolamento più assoluti, diventando un modello di vita ascetica per i suoi contemporanei. Rabi'a al'Adawiyya
è un famoso esempio d celibato, pratica piuttosto avversata dalla legge islamica. Altre donne sufi, invece, erano sposate e, tuttavia, dedite completamente a Dio al punto che riducevano al massimo la pratica matrimoniale.
Amatu-llah, contemporanea di Rabi'a, moglie di sufi famoso - Rabih Qaysi (m. 180/796) - considerava il rapporto con suo marito solo un obbligo legale da adempiere, nulla di più.
Al contrario altre donne sufi cercavano pretesti per evitare un dovere così ingombrante, tra queste ricordiamo il nome di Ra'biya bint Isamil (m. 135/753), Ruqayya al-Mawsiliyya, 'Ubayda bint Abi Kilab, 'Ufayra al-Basriyya e Rayhana al-Majnuna. Un caso interessante è quello di una schiava nera, detta al-Maymuna al Sawda (la Fontana nera) o al-Majnuna al-Aqila (la Pazza saggia) del II/VIII secolo. Nel suo caso, la santità l'ha redenta dal suo stato di umiliazione come nera. I neri infatti sono stati sempre disprezzati nella società araba come degli schiavi.
Un'altra sufi del III/IX secolo Fatima al-Nisaburrya (m. 223/838) è rimasta famosa per avere raggiunto i più elevati gradi spirituali al punto che i grandi sufi suoi contemporanei come Dhu l-Nun al-Misri (m. 245/859) e Tayfur al-Bistami (m. 254/874) andavano a trovarla per parlare con lei dei più alti stati spirituali.
Molte donne sufi divennero famose non solo per la loro santità ma anche per la loro scienza religiosa, e furono riconosciute e rispettate dai grandi dotti del loro tempo. Uno degli esempi più famosi è Fatima bin al-'Abbas (m. 724/1324). I suoi biografi le danno i titoli di shaykha (maestra di vita spirituale), mudarrisa (dottore nei collegi di studio della religione) e faqiha (dottore di legge islamica) ed era solita predicare dall'alto del minbar (il pulpito da cui predica l'imam nella moschea). Venne riconosciuta come un'autorità del suo tempo in fatto di questioni religiose, al punto che anche il grande dottore hanbalita suo contemporaneo, Taqi al-Din Ibn Taymiyya (m. 728/1328), dovette riconoscerne il valore.
I tratti fondamentali delle donne sufi sono: un estremo ascetimo, il celibato, l'amore mistico e l'unione mistica.
Conclusioni

Nella mistica islamica è il sufi ad intuire che al di là delle spiegazioni ufficiali dei teologi, esiste la possibilità della più intima unione con Dio, anzi, che questa deve essere la meta di ogni credente, come dice al-Hallaj (m. 309/922), martire sufi del terzo secolo. Tale unione richiede una trasformazione del sufi, un morire, un annientare se stesso (fana') per essere in modo nuovo in Dio solo (baqa').
E lungo la storia del sufismo, l'affermazione "Non c'è dio se non il Dio (Allah)" si trasforma raggiungendo dimensioni sempre più profonde. Nelle mistiche dell'amore, diventa: "Non c'è amato se non il Dio (Allah)", fino a diventare, nelle mistiche dell'unione: "Non c'è esistente se non il Dio (Allah)"; dal monoteismo puro ed esclusivo al monismo assoluto il passo sembra breve.
Nel sesto e settimo secolo dell'Islam (XII-XIII secolo dopo Cristo), il monismo spirituale sarà al centro delle speculazioni dei sufi.
E' in questo periodo che emerge il grande sufi andaluso (ossia della Spagna araba) Muhyi al- Din Ibn Arabi (m. 638/1240), soprannominato il grande maestro spirituale (al-shaykh al-akbar), il cui insegnamento si diffonderà in quasi tutte le confraternite sufi formatesi nell'ambito dell'Islam a partire soprattutto dal VI/XII.
Insieme al tema dell'unione con Dio emerge un altro tema tipico della speculazione sufi: quello della "Realtà eterna di Muhammad" (al-haqiqa al-muhammadiyya). Questa rappresenta il logos islamico, la prima e la più completa manifestazione di Dio, causa e principio della creazione. Il sufi, mediante l'identificazione con questa "Realtà eterna di Muhammad", viene trasformato nell' "Uomo Perfetto" (al-insan al-kamil), ritornando nello stato in cui era prima della creazione, quando esisteva come puro spirito nello stato della pura unione con Dio.
Questi sono soltanto alcuni dei temi sviluppati nella storia della mistica islamica che passeranno come retaggio spirituale alla moltitudine delle confraternite sufi che animano il vasto mondo islamico.
Le confraternite sono nate per venire incontro al bisogno di molti credenti di una fede più viva e personale. Molti fedeli desideravano avere delle guide spirituali che possedessero una profonda esperienza di vita interiore e che potessero essere dei modelli viventi di fede per la comunità.
Le confraternite furono non soltanto uno dei principali fattori di diffusione dell'Islam fino agli estremi angoli del mondo, ma ebbero anche l'importante funzione di mediazione culturale fra l'Islam ufficiale e le culture locali, per cui l'Islam ha assunto un volto indiano, cinese, africano, ecc. a seconda delle regioni in cui si è diffuso.
Seguendo il cammino dei sufi si giunge al cuore dell'esperienza religiosa islamica.
Il sufi infatti è colui che ha sperimentato nella sua vita che cosa significa incontrarsi con il Dio vivente, così come si è fatto conoscere nella tradizione islamica. Soltanto il sufi può testimoniare della realtà di Dio, e questo non con la ripetizione di formule fatte, ma mediante la propria esperienza concreta.
I sufi hanno sperimentato, nella loro instancabile ricerca, che per accostarasi all'Uno non esiste altra via che l'annullamento (fanà) del proprio io per sussistere (baqà) in Lui solo.
Al centro delle riflessioni dei mistici musulmani sta un famoso hadith che recita: "Colui che conosce se stesso (lett. La sua anima), conosce il suo Signore". Questo hadith è stato il centro e il motore di una ricca speculazione sufi sull'anima umana e i suoi stati.
L'uomo non nasce perfetto, ma deve camminare verso la sua perfezione attraverso tappe e stadi molteplici.
Da qui nasce l'idea del cammino sufi (in arabo "suluk"), delle sue tappe ("manazil maqamat") e dei suoi stati ("ahwal") interiori. Ed è su questa idea che l'Islam ha sviluppato l'idea della "via mistica" ("tariqa"), che si è poi organizzata anche esteriormente a tale scopo, cioè per guidare il sufi verso la meta del suo cammino.
Il fine ultimo del cammino mistico non sono gli stati interiori ma l'incontro, l'unione con l'Assoluto, unico termine ultimo del peregrinare dell'uomo. (Rossella Fabiani/Icn-News)
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Bibliografia:
G. Scattolin, "Esperienze mistiche nell'Islam", Emi, Bologna, vol. I: "L'inizio di un cammino", 1994; vol. II: "Secoli X-XI, le tappe di un cammino", 1996; vol. III: "Al-Niffari e al-Ghazali", 2000.
G. Scattolin, "Spiritualità nell'Islam", Emi, Bologna, 2004.
Annemarie Schimmel, "Sufismo", Introduzione alla mistica islamica, a cura di R. Tottoli.
Hossein Nasr, "Sufismo", Rusconi, Milano 1994. www.fides.org

12.09.2006

OSPITALITA'

THE_REFUGEES

Una rassegna su come il Paese della Mezzaluna ha sempre attuato una politica di apertura nei confronti dei rifugiati.

"Throughout history, millions of human beings of various faiths and nations were forced for a multiplicity of reasons to leave their countries of origin and seek asylum, first in the Ottoman Empire and then in the Republic of Turkey. For some, this country was the first stage in a longer journey, for others it became a homeland. Over the centuries, the Turks embraced without consideration of difference of creed, race or language..."
  "The Turks always opened their homes and hearts to those facing and suffering from violence, torture, oppression, those belittled and humiliated. ... They shared generously their homes, sometimes their scant resources, their daily bread. Those who sought refuge on Turkish soil were sometimes leaders, national heroes, generals, soldiers, scientists, intellectuals, even crowned heads of countries, more often they were the modest, mere citizens. These refugees of different origins and cultures had faith in the Turks and entrusted their most precious possessions to them, their very lives, the lives of their children, of their loved ones. Some later found the means to return home, others went on to other lands, many became Turkish citizens and remained forever on Turkish soil," says the catalogue of an exhibition that opens today at the Ministry of Foreign Affairs Art Gallery.
An important source for historians and researchers:

"They Had Faith in Turkey" features some of the major refugees and groups of refugees to Turkish lands. The exhibition was prepared with the aim of introducing these refugees to the Turkish and international public as well as encouraging research into their lives, identities and the reasons for leaving their homelands.
The exhibition is an important source on refugees and refugee groups that sought shelter in Turkish territory for historians and others who want to learn more about the lives and of fate of those who came to Turkey, including what they did, where they lived and what they produced.
The refugees introduced at the exhibition include Hungarians, Poles, Jews, Germans, Ukrainians, Russians, Abkhazians, Romanians, Tatars, Georgians, Azerbaijanis, Persians, Afghans, Kazakhs, Kyrghiz, Algerians, Tunisians, Greeks and Kurds.
The exhibition will run through Sept. 30 (Turkish Daily New)
12.09.2006

75 MILA PERSONE PER LA MOSTRA DI RODIN

La retrospettiva sul grande scultore francese - allestita nel Sabanci Museum sul Bosforo - ha riscosso un successo oltre le previsioni.

There has been great interest in world-renowned sculptor Auguste Rodin's "Master Sculptor Rodin in Istanbul" exhibition, which was visited by 75,000 people, the Anatolia news agency quoted the Sabah daily as saying.
Approximately 75,000 people visited the exhibition, which was inaugurated on June 12 at Sabanci University's Sakip Sabanci Museum. Rodin's special collection of 203 pieces was brought from Paris thanks to the efforts of Sabanci Holding's chairman of the board Guler Sabanci and Sakip Sabanci Museum curator Nazan Olçer.
Throughout the exhibition, guests from the Musée Rodin in Paris gave conferences on the renowned master.
The "Master Sculptor Rodin in Istanbul" exhibition closed its doors. (The Turkish Daily News)
12.09.2006

 

IL TESORO TRACIO

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Pezzi d'oro di inestimabile valore sono stati rinvenuti in una antica tomba di donna risalente al periodo romano augusteo che si trovavano sotterrate lungo la costa del Mar Nero in Bulgaria. Le ricerche della studiosa Daniela Agre e del suo team di archeologi. Una iscrizione greca che dice: "Fatto da Demetrio".

A 2,200-year-old set of gold jewelry was unearthed from a Thracian burial mound on Bulgaria's Black Sea coast, the archaeologist who led the excavations said .
Daniela Agre said her team in late August found dozens of tiny jewelry pieces in the tomb of a woman, most likely a Thracian priestess, near the resort of Sinemorets, about 500 kilometers (310 miles) southeast of the capital, Sofia. The discovery included two earrings, crafted like miniature chariots, as well as parts of gold necklaces, one decorated with a sculpture of a bull's head. A tiny plaque that appears to be the necklace's fastener bears a Greek inscription, saying, "Made by Demetrius," Agre said, suggesting this could have been the name the nobleman who ordered the jewelry.
The artifacts were unearthed on Aug. 25-27 during urgent recovery works at the Sinemorets mound, which was half destroyed, allegedly by a local hotel owner who thought the pile of earth was an ugly sight for tourists.
Most of the more than 160 finds, including gold and silver accessories and pottery, were badly damaged because the woman's body had been cremated, an unusual practice for this region, Agre said. The Thracians were an ancient people that inhabited the lands of present day Bulgaria and parts of modern Greece, Turkey, Macedonia and Romania between 4,000 B.C. and the 6th century A.D., when they were assimilated by the invading Slavs.
About 10,000 Thracian mounds -- some of them covering monumental stone tombs -- are scattered across Bulgaria. (Turkish Daily News)
12.09.2006

 

 

CINEMA

EURASIA FILM

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Lo show sotto l'egida del 43mo <Antalya Golden Orange Film Festival>. Alla manifestazione - che si svilupperà dal 16 al 23 settembre nel centro rivierasco del Mediterraneo - sarà proiettata, tra le tante pellicole, "The Wind that Shakes the Barley" di Ken Loach che ha vinto quest'anno a Cannes la Palma d'Oro.

A statement from the Antalya Culture and Arts Association said that 75 films will receive their Turkish premieres as part of the International Eurasia Film Festival, which takes place in the city between Sept. 16-23 under the umbrella of the 43rd Antalya Golden Orange Film Festival.
The festival, featuring works selected from showings at such renowned film festivals as Cannes, Berlin, Venice, Toronto and Sundance, will be a delight for cinema fans.
Ken Loach's "The Wind that Shakes the Barley," which won a Golden Palm at the Cannes 2006 Film Festival; Tony Gatlif's "Asia Argento"; Polish director Adam Guzisnki's "The Boy on a Galloping Horse," also shown at the 56th Cannes Film Festival; and "Transylvania," starring Birol Ünal will be featured in the Second Eurasia film festival.
Other showings include "Quniceanera," winner of the Grand Jury and Audience awards at the 2006 Sundance Festival; Ryan Fleck's "Half Nelson," winner of the Special Jury Award at Sundance 2006 and the FIPRESCHI award at the San Francisco Festival in 2006; "Indigenes," winner of the Best Male Actor award at Cannes 2006; Oskar Röhler's "Elementary Particles," nominated for the Golden Bear at the 2006 Berlin Film Festival; FIPRESCHI award winner "Requiem," which also won Sandra Hüller  Best Young Actress at the 2006 Bavarian Film Awards; and György Palfi's "Taxidermia" with the Grand Award, Critics' Award, and Best Supporting Actress and Best Actor awards at the 2006 Hungarian Film Week festival.The Second International Eurasia Film Festival will feature the second showings of a number of films that had their world premieres at major festivals in the United States and Europe. (Turkish Daily News)
12.09.2006

 

SPORT

TUTTO FACILE CONTRO MALTA: 2 A 0

La squadra turca si è aggiudicata la partita, in una gara del gruppo C di qualificazione agli Europei 2008, con reti di Nihat e Metin.

Vittoria della Turchia contro Malta per 2-0 in una gara del gruppo C di qualificazione agli Europei del 2008. Si è giocato a Francoforte e a porte chiuse per la squalifica della Turchia seguita allo spareggio mondiale contro la Svizzera. I gol sono stati messi a segno da Nihat al 56' e da Metin al 77'. (Agr)
12.09.2006

 

LICENZIATO LAZARONI

Al suo posto il club turco Trabzonspor ha ingaggiato Ziha Dogan. I tecnico brasiliano era stato preso nel giugno scorso.

Il club turco Trabzonspor ha licenziato l'allenatore Sebastiao Lazaroni. Lo ha annunciato il presidente del club, Nuri Albayrak, che ha anche affidato la squadra a Ziya Dogan, "che conosce il Trabzonspor molto bene". Il club, che ha vinto solo una delle quattro partite stagionali, aveva ingaggiato Lazaroni (ex c.t. del Brasile e della Giamaica) lo scorso giugno. (Apcom)
12.09.2006

 

LA DIFESA

 

Gli organizzatori del GP di Turchia pronti a dare battaglia in seno alla Fia che ha minacciato di cancellare il circuito turco dal calendario del prossimo anno.

Gli organizzatori del GP di Turchia difendono la loro decisione di aver affidato ad un dirigente della parte turca di Cipro la consegna del trofeo a Felipe Massa, vincitore della prova, malgrado le minacce di sospensione da parte della federazione.
In un comunicato trasmesso all'Afp, Murat Yalcintas, capo della Camera del Commercio di Istanbul, comproprietaria del circuito e organizzatrice del GP, ha sottolineato che la scelta di questo dirigente, Mehmet Ali Talat, non era dettata da considerazioni politiche.
"Anche se per il nostro paese, la questione dei ciprioti turchi rappresenta una causa nazionale, la cerimonia di consegna dei premi non era in alcun caso ispirata da ragioni politiche. Secondo il protocollo, Mehmet Ali Talat, in qualità di maggior rappresentante internazionale, doveva consegnare il trofeo. Per questa ragione è stato invitato a consegnare il premio al vincitore."
Giovedì scorso la Fia ha annunciato che la Turchia rischia di perdere l'organizzazione delle prove del campionato del mondo Turismo (Wtcc), di rally (Wrc) e di F1. La federazione ha convocato a Parigi il consiglio mondiale il 19 settembre per studiare la questione e ha invitato l'autorità sportiva nazionale turca (Tosfed) e gli organizzatori del GP di Turchia 2006 (Mso per spiegarsi.
Secondo la Fia, questa cerimonia del podio a carattere politico "rappresenta un'infrazione agli statuti della Fia, al codice sportivo internazionale e al regolamento sportivo del mondiale di F1."
Il governo cipriota era rimasto indignato di vedere il dirigente della repubblica turca di Cipro del nord (Rtcn), riconosciuta unicamente dalla Turchia, consegnare il trofeo a Felipe Massa davanti a 2,5 miliardi di telespettatori. (Yahoo.it)
12.09.2006

 

GOLF

Movenpick_Golf_Cup

In 130 per gareggiare nei giorni 16 e 17 settembre al Movenpick Hotel di Istanbul.

The Mövenpick Hotel, Istanbul's first boutique business hotel, will hold its fourth annual golf tournament at the Istanbul Golf Club in Maslak on Sept. 16-17, in which 130 golfers will take part.
Women will compete in two categories and men in three. There will also be senior categories for more experienced players. On the evening of the last day, cups will be awarded to the top three ranking participants and the senior category winner at the Mövenpick Hotel's Skyline Club Lounge.  
There will also be runners-up prizes, such as a weekend at the Mövenpick Hotel Istanbul or brunch at the AzzuR restaurant. A draw will be made during a cocktail evening on the last day and one lucky player will win five days' accommodation for two at the Jolie Ville Mövenpick Golf & Resort in Egypt. (Turkish Daily News)
12.09.2006

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