ATTUALITA'
LA MOZIONE

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Inoltrata
al Parlamento turco la richiesta del Governo di partecipare alla
missione dell'Unifil2, il costituendo contingente
multinazionale da inviare in Libano. |
Il Governo
della Turchia ha inoltrato la richiesta al Parlamento di approvare
la mozione con cui si autorizza la partecipazione di Ankara alla
missione dell'Unifil 2, il costituendo contingente multinazionale
d'interposizione in Libano, e il conseguente invio di truppe in
quel Paese. Lo ha reso noto l'agenzia di stampa <Anadolou>.
(Agr)
03.09.2006
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IL
DETONATORE

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Analisi
della <Pravda.ru> dopo i recenti attentati ad opera dei
terroristici del Pkk che hanno sconvolto la Turchia. Il
rischio di un conflitto allargato. |
Le recenti esplosioni di
Istanbul, Marmaris ed Antalya non vanno interpretate come semplici
atti terroristici legati ai separatisti curdi e alla prosecuzione
dell'infinita lotta per l'autonomia delle terre orientali turche.
Dopo il cessate il fuoco, è possibile che nell'immediato futuro
la delicata situazione attuale nel Medio Oriente passi ad una
nuova ed ancor più attiva fase di confontazione, soprattutto in
seguito all'esame degli errori commessi da ambo le parti.
In caso di allargamento del conflitto, questa regione può
trasformarsi in detonatore della terza guerra mondiale e recitare
nel XXI secolo lo stesso ruolo avuto precedentemente dai Balcani
nel secolo precedente.
La tesi riguardante il terrorismo internazionale non ha più la
magica forza che aveva prima dell'11 settembre e se qualcuno è
intenzionato a spingere l'Occidente nella guerra contro l'Islam,
questo qualcuno sarà costretto a convincere gli europei che
qualsiasi tipo di recessione dalla linea politica intrapresa dagli
Stati Uniti provocherà un quantitativo di vittime difficilmente
immaginabile.
Per cui era evidente che l'intransigenza da parte della Comunità
Europea la si poteva superare solo con il ricordo degli atti
terroristici in Spagna e Gran Bretagna e con la minaccia che
avrebbero potuto ripetersi. Tuttavia va detto che nessun Governo
avrebbe potuto trattenersi in caso di ripetizione di tali
terribili tragedie e ciò sta a significare che, secondo lo
scenario, essi avrebbero dovuto essere scongiurati o in fase di
preparazione o durante la prima fase della loro attuazione, come
è successo a Londra.
Ma l'approccio nei confronti della regione mediorientale è
completamente diverso, dal momento che attualmente la situazione
in quest'area è molto delicata e affinché tutti credano nella
reale ed effettiva difficoltà, bisogna agire in maniera efficace.
E in quest'ottica geopolitica, la Turchia ha un ruolo
fondamentale. Da una parte la Turchia fa parte della Nato, ma
tuttavia non viene fatta entrare nella Comunità Europea e
dall'altra rappresenta la testa di ponte dell'Islam in Europa, un
alleato decisamente caparbio che reagisce con molta cautela nei
confronti dell'avventura americana in Iraq.
E se Washington darà il via alla guerra contro l'Iran e la Siria,
allora la Turchia dovrà essere saldamente dalla parte della
coalizione israelo-americana, diventando in questo caso, alla pari
dello stesso Israele e dell'Iran, non solo territorio d'invasione
ma anche un'affidabile base di rifornimento nonché conferma del
carattere internazionale della lotta contro "l'asse del
male". Le esplosioni in Turchia non cesseranno finché il Governo locale non riconoscerà il collegamento fra il terrore ed
il ruolo che esso giocherà nella futura guerra. L'attacco al
settore più proficuo dell'economia turca - il settore turistico -
pone Ankara in una situazione senza via d'uscita. Gli Stati Uniti
hanno tenuto conto dell'errore commesso durante il periodo di
occupazione dell'Iran, quando la Turchia si rifiutò di prestare
il proprio territorio alle forze d'invasione. (Pravda.ru)
03.09.2006
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ANCORA
BOMBE E MORTI: COLPITA VAN

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Su
terreno un civile ed un poliziotto saltati in aria a causa
dell'esplosione di un ordigno collocato in un parco. |
Ancora
una bomba con un bilancio di morti in Turchia, anche se questa
volta ad essere
colpita non è stata una località turistica, bensì la città di
Van, nella Turchia orientale dove forte è la presenza dei curdi.
Un civile e un poliziotto sono morti nella serata di domenica in
seguito all'esplosione di un ordigno nel parco di Van, città di
300mila abitanti non lontana dal confine con Iran e Iraq, già
teatro in passato di atti di violenza con matrice separatista.
Altre persone, una decina, tra cui un altro poliziotto, sono
rimaste ferite. Lo ha riferito l'agenzia di stampa turca <Anadolu>.
L'attentato è stato subito attribuito dalle autorità locali ai
separatisti curdi che fanno riferimento al Pkk (Partito dei
lavoratori del Kurdistan, fuorilegge), come sempre avviene in
analoghe circostanze. Per ora però non c'è stata alcuna
rivendicazione. L'ordigno era stato nascosto in un cestino
dell'immondizia, in un parco che è frequentato soprattutto la
sera da famiglie di funzionari. Secondo quanto riferito dalla
polizia, l'esplosione è avvenuta intorno alle 2,1 nei pressi di
un
bar all'interno del parco.
L'attentato giunge dopo una serie di attacchi compiuti negli
ultimi giorni soprattutto in località turistiche della Turchia: i
morti erano stati tre (cinque con quelli di questa sera), i feriti
decine. Tutti erano stati rivendicati dal Tak, organizzazione
separatista diretta emanazione del Pkk. Il più sanguinoso
attentato era avvenuto a Antalya, in una zona molto frequentata,
piena di negozi (bilancio di tre morti). In precedenza erano
scoppiate bombe nella località balneare di Marmaris e a Istanbul
(27 feriti). È negli anni '80 che è cominciata la lotta
separatista del Pkk, la cui bandiera è stata raccolta di recente
dal Tak. I morti in vent'anni sono stati almeno 30mila. (Il
Sole24Ore)
03.09.2006
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ATTENTATI:
ADESSO SI DIFFONDE
L'ESASPERAZIONE
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Grande
impressione ha suscitato l'uccisione di otto militari turchi
ad opera dei terroristi del Pkk. Il grido di dolore delle
madri delle vittime. |
Grande
impressione ed in molti casi aperta esasperazione ha suscitato in
Turchia l'uccisione di otto militari turchi, in maggioranza
giovani di leva, nel corso del fine settimana in quattro
differenti attacchi condotto da membri del Partito dei lavoratori
curdi (Pkk).
Diversi genitori, in particolare le madri degli uccisi e dei
feriti - secondo i media turchi - hanno protestato per l'impiego
di giovani di leva ("mai però i figli dei ministri", ha
gridato una madre alla Tv) nell' est della Turchia ed alcuni hanno
chiesto che il governo, invece di inviare soldati in Libano,
distrugga totalmente il Pkk.
In passato i genitori degli uccisi si limitavano a dichiarare
"llah salvi la nostra patria", quasi manifestando
accettazione del 'martirio' dei loro figli in nome della salvezza
della patria. Nei pressi di Sirnak (sud-est), ai confini con la
Siria, sabato, quattro militari, tra cui un ufficiale, sono
rimasti uccisi nell'esplosione di una mina comandata a distanza
vicino ad una caserma della gendarmeria.
Sempre sabato un soldato di pattuglia alla frontiera con l' Iran,
nei pressi di Saray, è stato ucciso da un colpo sparato dal
territorio iraniano - secondo il governatore locale - "da un
militante del Pkk". Nella stessa giornata un soldato in
pattuglia è stato ucciso, con una bomba radiocomandata, a Dicle
nei pressi di Diyarbakir. La notte precedente, due militari sono
stati uccisi e diversi altri feriti, in un attacco ad una caserma
nei pressi di Cugurka, ai confini con l'Iraq. (da liMes)
03.09.2006
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UN
FESTIVAL CHE PROPRIO NON VA

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Nonostante
che il Pkk - responsabile tra l'altro dei recenti attentati
sanguinosi in Turchia - sia considerata una organizzazione
eversiva, la Germania ha permesso una sua manifestazione. |
Although
the Kurdistan Workers Party (Pkk/Kadey) is widely accepted
internationally as a terrorist organization, in Germany the
subsidiary foundations of the terrorist organization continue
their activities.
The terrorist organization PKK plans to turn the 14th Kurdish
Cultural Festival in Germany into a freedom show for terrorist
leader Abdullah Ocalan.
No German security force has so far attempted to intervene in the
festival preparations, which plans to promote such slogans as
"Freedom for Abdullah Ocalan" and "Peace for Free
Kurdistan."
It is reported that Turkey's Foreign Affairs Department warned
Germany that a festival supporting a terrorist organization and
any billboard advertisements related to such an event should not
be permitted in the country.
The subsidiary foundations of the Pkk chose August, which is the
month when the Ppkk increased funds and began its terrorist
attacks for the first time in 1983.
Recently, eight leading members of the Pkk were arrested.
In addition, two people were arrested for being the local leaders
of the Pkk in Baden-Wurttemberg and North Rhine Westphalia states
of Germany.
Last week British authorities prohibited the activities of the Pkk
and its subsidiary foundations; the ban included wearing the
organizations emblem and flying its flags.
Diplomatic sources close to the Turkish Foreign Ministry evaluated
the Pkk's growth in Germany; with racketeering and other
activities reaching a level that enables them to use billboard
advertisements for its promotional purposes.
According to diplomatic sources: "It is impossible for the Pkk
to conduct its activities explicitly in Germany, and we have
informed the German administration that such a festival nor any
related billboard advertisements should be permitted to go ahead.
It is not realistic to think that Germany ignores the activities
of the Pkk. The Pkk has the potential reach of 50,000 people in
Germany. The German authorities do not risk cracking down on this
threat at once, so they tend to ignore some of their less extreme
activities."
Some Kurdish-origin intellectuals and politicians will participate
in the festival and deliver speeches, which will be followed by a
coincert. (Ahmet Ozay/Zaman)
03.09.2006
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ASSASSINO
DI IMAM LINCIATO DALLA FOLLA
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Il
fatto è avvenuto nientemeno che ad Istanbul in un quartiere
dove forte è la presenza integralista. |
In Turchia un uomo ha pugnalato a
morte un imam in pensione, all'esterno di una moschea, in seguito
a una lite. Subito dopo, è stato aggredito e ucciso dalla folla
inferocita dei fedeli. Il fatto è avvenuto a Istanbul, presso la
moschea di Ismailaga, in un quartiere in cui e' forte la presenza
integralista islamica. (Agr)
03.09.2006
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L'EMBARGO

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Lo
ha chiesto Israele alla Turchia. Ciò al fine di impedire il
passaggio di armi dall'Iran agli Hezbollah che
transiterebbero in territorio
anatolico. |
Israele ha chiesto alla
Turchia di imporre un embargo aereo e terrestre che impedisca il
trasferimento di armi dall'Iran agli Hezbollah. Lo ha reso noto, a
fine agosto, il
giornale turco <Radikal> facendo riferimento a fonti israeliane
secondo cui la metà delle armi fornite da Teheran a Hezbollah sarebbero transitate attraverso il territorio turco,
dirette in Siria. Una fonte dell'ambasciata israeliana ad Ankara ha
affermato di non poter confermare le notizie ma ha aggiunto di
ritenerle "verosimili". (Ansa)
03.09.2006
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NOTIZIA SMENTITA

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E'
quella secondo la quale Ankara avrebbe deciso di cancellare
un contratto di 480 milioni di dollari con la <Israel
Aircraft Industries> per l'ammodernamento dei caccia
Phantom. |
La stampa israeliana ha riportato voci
secondo cui, alla luce della situazione libanese, la Turchia avrebbe
deciso di cancellare un contratto da 480 milioni di dollari con la <Israel
Aircraft Industries> (Iai) per l'ammodernamento dei suoi caccia da
combattimento Phantom. Un portavoce dell'ambasciata turca a Tel Aviv ha
smentito la notizia, asserendo l'inesistenza di un tale contratto,
mentre un funzionario della Iai si è rifiutato di commentare. Pare che
Ankara avesse deciso di sottoporre a modifiche fra i 35 ed i 40 F-4
Phantom, ma che in relazione ai costi e all'età delle macchine il
programma sia stato abbandonato già in aprile, dopo i lavori su soli sei
esemplari, e che l'aeronautica turca sia intenzionata ad acquistare
altri F-16 dagli Stati Uniti. Il Phantom è un caccia biposto propulso da
due motori J-79, nato alla fine degli anni '50. Il Phantom II è stato
protagonista, tra l'altro, degli scontri militari tra arabi e israeliani
dal 1969 al 1982 ed è stato impegnato nella lunga guerra tra Iraq e Iran
tra il 1980 e il 1988. Dopo la radiazione dell'ultimo esemplare
americano, nel 1996, circa 800 aerei di questo tipo sono ancora operativi
presso otto forze aeree, e tra queste Israele, che ne ha aggiornati circa
50 allo standard Kurnass-2000 (Phantom 2000) con avionica avanzata. (Avionews)
03.09.2006
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IN CORSA
PER L'OMS

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A
contendersi la carica di direttore della prestigiosa
istituzione tanto il finlandese Pekka Puska che il turco
Tomris Turmen che ha ricoperto cariche importanti
all'interno della medesima organizzazione. |
Il capo dell'Istituto per la
salute pubblica finlandese Pekka Puska è in corsa per l'elezione
a nuovo direttore generale dell'Organizzazione Mondiale per la Sanità . E' quanto affermato
dall'Istituto per la salute pubblica
finlandese. Ma la successione a Lee Jong-Wook non è così
scontata per il pretendente scandinavo. La Turchia, per mezzo del
suo ministro degli Esteri, ha infatti rivendicato il posto più
alto dell'Organizzazione Mondiale per la Sanità per Tomris Turmen,
che ha già ricoperto cariche importanti all'interno
dell'organizzazione medesima. Nel meeting in programma dal 6 all'8
novembre i 34 Stati membri dell'organizzazione dovranno procedere
alla nomina di un nuovo direttore generale a seguito dalla morte
improvvisa del sudcoreano Lee Jong-Wook, per poi procedere
all'elezione del nuovo numero uno dell'Oms. Il limite fissato per
le candidature è entro domani, 5 settembre. Per consuetudine il direttore
generale dell'Oms dovrebbe appartenere, a rotazione, a individui
provenienti da continenti diversi, ma degli ultimi 4 sono stati, 2
sono Stati europei e 2 asiatici. (Asca-Afp)
03.09.2006
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LE
TRE TAPPE

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Nel
suo viaggio apostolico in Turchia Papa Benedetto XVI si
fermerà ad Ankara, Istanbul ed Efeso. In quest'ultima
località il Pontefice pregherà dentro la chiesetta
dedicata alla Vergine Maria. |
Ankara,
Efeso ed Istanbul: il viaggio apostolico del Pontefice in Turchia
comincia a prendere forma, con una novità rispetto a quanto
previsto inizialmente, anche se il programma non è stato
annunciato ancora ufficialmente dalla Santa Sede. Il viaggio durerà
infatti un giorno in più, dal 28 novembre al 1° dicembre e non
più fino al 30 novembre, come annunciato il 9 febbraio dall'ex
direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Joaquín
Navarro-Valls. La conferma è arrivata dal vicario apostolico dell'Anatolia,
mons. Luigi Padovese, che in un'intervista all'agenzia <Apcom> ha
smentito anche le voci sulla possibile presenza del Papa a
Trebisonda, la cittadina sul Mar Nero, dove fu assassinato il
sacerdote italiano, don Andrea Santoro."Il Papa - ha detto
mons. Padovese - si fermerà ad Ankara, dove incontrerà il
presidente turco Ahmet Necdet Sezer, il Primo Mnistro Recep
Tayyip Erdogan e le autorità", incontri durante i quali il
papa dovrebbe ricevere anche il Corpo diplomatico. "Farà poi
una breve tappa ad Efeso - ha aggiunto Padovese - dove c'è un
santuario mariano molto venerato (il Santuario di Meryem Ana Evi,
la Casa della Madre Maria, n.d.r.) e infine a Istanbul, dove
incontrerà il patriarca Bartolomeo, per celebrare insieme la
festa di Sant'Andrea, che si commemora il 30 novembre".
E' stato così confermato lo schema del programma già anticipato dal
cardinale Walter Kasper, lo scorso 23 maggio ad <Avvenire>.
In quell'occasione, il presidente del Pontificio Consiglio per
l'Unità dei Cristiani aveva sottolineato il valore simbolico del
viaggio, che sarà anche un'occasione per "sostenere il
patriarca, i cattolici e tutti gli altri cristiani che a Istanbul
e in Turchia vivono la loro fede in una situazione non
facile". E infatti, mons. Padovese ha anticipato che il Papa
"incontrerà tutte le autorità religiose del Paese",
sebbene sul programma dettagliato faccia sapere di non poter
"fornire ulteriori informazioni per motivi di
sicurezza".
Le incognite del caso
- Su questo capitolo non mancano tuttavia le
indiscrezioni, con
tutte le incognite del caso per un Paese come la Turchia, in
cui le spinte riformiste si scontrano con la componente
anti-cristiana nazionalista, rappresentata tra gli altri, anche
dal partito di azione nazionale, il braccio politico degli ormai
noti "Lupi grigi". Nello specifico, il vicario
apostolico di Anatolia, mons. Luigi Padovese nel mese di luglio aveva
dichiarato all'opera assistenziale cattolico di diritto
pontificio di Königstein, "Aiuto alla Chiesa che soffre",
che l'attentato a un sacerdote, aveva scatenato una
"campagna" contro la visita papale del prossimo
novembre. In molti media turchi, i cristiani vengono presentati
come "nemici del popolo turco", spiegava Padovese, e
alcuni giornali starebbero cercando di deludere già in
anticipo i possibili risultati positivi della visita. Sullo
sfondo, il tema più ampio della libertà religiosa. Basti pensare
che il parlamento europeo di Strasburgo ha chiesto al Governo di
Ankara di riportare all'originale funzione di culto le oltre 200
chiese, cappelle e monasteri greco-ortodossi, cristiano maroniti e
armeno apostolici nel settore nord di Cipro, dal 1974 sotto
controllo di Ankara. Di questi edifici 133 sono stati sconsacrati,
78 trasformati in moschee, 28 in depositi militari e ospedali e 13
in stalle.
Un clima teso, insomma, che si riflette per esempio
anche nel protocollo di Stato che si intende usare per il
viaggio apostolico: nessuna cerimonia di benvenuto all'aeroporto,
ma al palazzo presidenziale e senza discorsi. Ma anche nelle
polemiche che potrebbero scatenare alcune tappe significative del
programma: un'eventuale visita al museo di Santa Sofia ad
Instanbul e un probabile incontro con il patriarca armeno
apostolico Mesrop II. In realtà, un predecessore di
Benedetto XVI, Papa Paolo VI si era già fermato nella più
grande basilica cristiana di Oriente (fino al 1453), usata come
moschea fino al 1935, quando il fondatore della repubblica turca,
Ataturk, diede l'ordine di sconsacrarla. Da allora, il monumento
è al centro di polemiche portate avanti dai nazionalisti che ne
rivendicano la funzione di luogo di culto islamico.
Parole chiare
- Per quanto
riguarda il Patriarcato Armeno Apostolico (che fu visitato da
Paolo VI e Giovanni Paolo II), invece, sono ancora aperte le
ferite del genocidio su base etnica e religiosa del popolo armeno,
di cui la Turchia non ha mai voluto riconoscere le responsabilità.
E in questo senso, la Santa Sede, Papa Benedetto XVI compreso, ha
sempre usato parole molto chiare.
Il viaggio in Turchia comunque dovrebbe avere una forte impronta
religiosa e spirituale. Dopo gli incontri politici con le autorità
civili ad Ankara, Benedetto XVI infatti raggiungerà Efeso, dove
(come confermato da mons. Padovese) dovrebbe celebrare la Santa
Messa davanti al Santuario della Casa della Madre Maria, con
annesso il convento dei frati cappuccini, nella diocesi di Izmir.
Quindi, il trasferimento ad Istanbul, al patriarcato ecumenico di
Costantinopoli per incontri di preghiera e di convivialità. La
mattina del 30, festa di Sant'Andrea, l'appuntamento più atteso
con il Pontefice, che assisterà alla divina liturgia, celebrata dal
patriarca Bartolomeo I. Ad Istanbul, il Papa potrebbe incontrare,
oltre al patriarca armeno apostolico, anche i rappresentanti dei
siro-ortodossi, dei greco-ortodossi, degli ebrei, dei musulmani e
delle chiese evangeliche nel Paese. E nel giorno aggiunto al
programma, prima di ritornare a Roma, celebrerà la Santa Messa
nella cattedrale cattolica dello Spirito Santo per le Comunità
cattoliche della Turchia. (Matteo Spicuglia/www.korazym.org)
03.09.2006
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SI GRIDA
AL MIRACOLO
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Un
enorme incendio ha distrutto 1200 ettari di bosco, ma le
fiamme si sono fermate ad un metro dal santuario della casa
della Madonna ad Efeso. Il racconto di un frate testimone di
quello che la gente già definisce un evento straordinario. |
La gente grida al miracolo,
i religiosi ammettono la "straordinarietà"
dell'evento. Un devastante incendio estivo in Turchia ha
spazzato via 1200 ettari di bosco fermandosi ad un metro dalla
Casa di Maria, vicino Selcuk, santuario a cui si recano pellegrini
da tutto il mondo, cristiani e musulmani. La casa di Meryem Ana è
anche una probabile tappa del prossimo viaggio di Papa Benedetto
XVI in questo Paese a fine novembre. Per questo all'inizio una
parte della stampa ha avanzato ipotesi di incendio doloso, mentre
altri sospettavano un attentato da parte del Pkk dei curdi. La
notizia è stata poi smentita: si è trattato di un incendio
causato probabilmente da gente che stava facendo picnic nel bosco,
il caldo, il secco e il vento hanno fatto il resto così come in
altre zone costiere.
Nell'ultimo scorcio di agosto, a causa del caldo torrido che ha
investito tutta la Turchia e il forte vento secco, lungo le coste
del mar Mediterraneo sono stati segnalati contemporaneamente 23
enormi incendi di boschi, che hanno colpito le zone turistiche più
affollate come Bodrum e Antalya e incenerito 1200 ettari di
boschi. Anche la zona di Izmir non è stata risparmiata e la
"Casa della Madonna" ha rischiato di andare in fiamme.
Interamente immersa nel verde è stata raggiunta dal fuoco che si
propagava dal fondo della collina, bruciando velocemente ogni
cosa.Ma le fiamme, come di incanto, si sono fermate a solo un
metro di distanza da una semplice casa in mattoni. Si tratta di
due vani identificati come il soggiorno e la camera da letto della
Vergine, che qui avrebbe concluso la sua vita terrena. Attualmente
è un santuario, meta di pellegrini sia cristiani che musulmani,
provenienti da tutto il mondo. Tutti subito hanno gridato al
miracolo e la notizia è stata riportata a caratteri cubitali
sulle maggiori testate nazionali.A confermare la straordinarietà
dell'evento è il cappuccino italiano p. Adriano Franchini,
residente a Meryem Ana Evi (la Casa di Maria) e superiore della
Custodia di Turchia. "Sì, abbiamo passato momenti poco
simpatici - racconta - dopo il primo avviso di sgombro mi sono
preoccupato di portare l'auto in una posizione di sicurezza per
poter scappare, ho cercato gli ospiti che avevamo e poi volevo
tornare alla casa per prendere alcune cose, ma non c'è stato
niente da fare; non ci si poteva più avvicinare: vedevamo il fumo
e le fiamme alte e vicine. Temevamo che se il vento cambiava
direzione saremmo rimasti intrappolati; è incredibile la velocità
con la quale si propaga ed avanza il fuoco tra i pini".
"Siamo dovuti scappare in fretta - continua - tra crisi di
pianto e disperate ricerche dei propri cari, ma tutti hanno potuto
mettersi in salvo. Ritrovatici giù a Selcuk (cittadina ai piedi
della collina), le prime notizie che ci arrivavano dagli
elicotteri, finalmente giunti, erano veramente brutte: sta
bruciando tutto. non si salverà niente! Poi un po' di
ottimismo... infine, verso sera la constatazione che l'incendio
era stato veramente devastante in una grande area e tutto attorno
a Meryem Ana ed alle nostre case, ma il santuario e le case erano
intatte!"
Il francescano non parla di miracolo, ma ammette comunque la
straordinarietà dell'accaduto. "Anche nella nostra casa il
fuoco è arrivato da tre lati fino al muretto di confine; un
albero bruciato è caduto sopra il tetto ma le fiamme non hanno
attecchito all'abitazione; anche la palma che è ad un metro
dalla casa è bruciata per le scintille! L'incendio, attorno al
santuario, è arrivato fino alle panche, dove si celebra la messa
all'aperto e lì si è fermato. La gente che vede la devastazione
tutto attorno parla di miracolo. Certo è una scena che ha
dell'incredibile".
Nessuno dei numerosi pellegrini presenti ha riportato ferite e
l'incidente non ha fermato il flusso dei turisti e fedeli, che
attualmente arrivano ancora più numerosi per constatare il
disastro e ammirare il miracolo. (mz/AsiaNews.it)
03.09.2006
|
LA SVOLTA
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Aperta
una chiesa evangelica cristiana ad Istanbul. Inversione
di tendenza rispetto alle tradizionali limitazioni. |
Svolta per la
Turchia in materia di libertà religiosa. E' stata ammessa
l'apertura di una nuova chiesa evangelica cristiana a Istanbul,
con un'inversione di tendenza rispetto alle tradizionali
limitazioni a cui erano soggetti i culti non musulmani. Il
riconoscimento dei diritti delle minoranze religiose costituisce
uno dei nodi cruciali delle trattative in corso tra il Paese
musulmano e l'Unione Europea, in vista dell'ingresso di Ankara. (Agr)
03.09.2006
|
IL
CAMBIO DELLA GUARDIA

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Solenne
cerimonia per passaggio delle consegne tra il gene. Himi
Ozkok e il gen. Yasar Buyukanit che è succeduto al primo
nel comando delle Forze Armate turche. |
Gen. Hilmi Ozkok handed over
his powers as Commander of the Turkish Army in an official
ceremony in Ankara to Gen. Yasar Buyukanit.
Turkish President Ahmet Necdet Sezer, Prime Minister Recep Tayyip
Erdogan, Parliament Speaker Bulent Arinc, and a number of
statesmen attended the formal change-of-command ceremony held at
the Third Army Command Headquarters. Gen. Ozkok meant his farewell
speech to be a collection of important messages, and specifically
drew attention to the power of Turkey. A better realization of
this is necessary to achieve Turkey's goals abroad, said Gen.
Ozkok. "I can't make sense of so much sharp self-denigration,
denigration of our state, our country, and our government."
Gen. Ozkok's speech was followed by a second ceremony where he
was presented with an honorary medal for his outstanding service
to the country, before the shield of rank and authority was
transferred to Gen. Buyukanit.
Gen. Buyukanit, the 25th Chief of General Staff of the Turkish
Army, used his inaugural speech as an occasion to focus on the
dangers facing Turkey. "We've never been faced with so many
threats and with so much risk." Buyukanit said.
President Sezer, accompanied by his wife, Semra, was greeted by
Gen. Ozkok with a military ceremony at the army headquarters.
The ceremony began with a brief history of the life and career of
Gen. Ozkok and a reading of his official retirement note, followed
by a brief history of Gen. Buyukanit and a reading of his official
appointment decree.
"Our vision of the future is clouded by uncertainties, by
chilling battles, and by a fundamental imbalance of power on an
international scale," said Gen. Ozkok.
This new environment requires a constant vigilance against
possible threats, said Gen. Ozkok. "Without taking into
consideration of our own special conditions, to have radical, as
well as irrevocable changes, just because everybody else is doing,
may not benefit the nation. The new security state of affairs
calls for adherence to rational principles, avoiding mistakes that
might stem from sensationalism and avoiding questionable conduct."
Gen. Ozkok spoke of terrorist and religion-based reactionary
activities and emphasized that the contribution by outside
agitators to such activities is a typical threat facing Turkey
today.
Threats to national unity will continue to remain high on the
national agenda, said Gen.Ozkok. "Terrorism and religion-based
reactions are two symptoms of an illness that our enemies are
attempting to capitalize on . Unfortunately, they have plenty of
support from within the country. For that reason alone, the our
nation has to bear enormous responsibilities."
"Turkey occupies a important place in the international arena.
My experience as the Commander of the Turkish Armed Forces in my
international travels has given me a better insight to this. It is
sad that we destructively criticize and disparage ourselves"
and.
'TSK Not Involved IN Domestic Politics'
After his official appointment as the new Commander of the
Turkish armed forces, Gen. Yasar Buyukanit said that recent years
have seen a great deal of discussion about the role the Turkish
army plays in the country.
"The Turkish Armed Forces have nothing to do with domestic
politics, and never must," said Gen. Buyukanit. "I have always
recommended to my colleagues that they carefully study Ottoman
History from 1830 to 1918."
Gen. Buyukanit said that terrorism and religion-based activities
have emerged as the most significant threats to the country.
"There have never been so many threats or so much risk since the
establishment of the Turkish Republic," said Gen. Buyukanit.
Gen. Buyukanit has on occasion spoken about his discontent with
discussions over making a payment in return for exemption from
military service.
The possibility of paying to avoid military service should only be
an option when there is more manpower than necessary, said Gen.
Buyukanit. "As long as I remain in office, there will be no
possibility to make a payment in return for avoiding military
service."
Farewell Message to Soldiers: Don't rely solely on your
commanders; trust in your own skills.
Gen. Ozkok's farewell message focused on the recommendation to
all members of the Turkish Armed Forces that they seek achievement
through complete self-reliance and avoid relying on the help of
others.
"I am resigning as commander of the Turkish Army on August 30,
2006. As I look back upon my past here, I feel content that I was
someone who did his best while serving my office. My fifty-two
years of military service will also come to an end on this day. I
hope that you will all go forward following the principles that
Ataturk himself followed, in a direction first shown by Ataturk
himself, with the full realization of international events, with
full adherence to reason and intelligence, and with a broader
vision of things happening in the world. Don't wait for help
from your commanders to advance in the military; rely on your own
skills and use your own initiative to move forward in your
military careers". (Musa Taspinar-Cigan News Agency/Zaman)
03.09.2006
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LA
VISITA DI OZKOK

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L'ex
Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate turche, che per
limiti di età ha lasciato l'incarico nelle mani del gen.
Yasar Buyukanit, si è incontrato con il ministro degli
Esteri Abdullah Gul. |
Outgoing Chief of General
Staff Gen. Hilmi Özkök paid a farewell visit to
Foreign Minister Abdullah Gül, with whom he met for a second time
later in the day at a meeting of the National Security Council (Mgk)
agenda of which was dominated by foreign policy issues.
Gül greeted Özkök at the gate of the Foreign Ministry
headquarters before the two held a half-hour meeting.
Both during his post as foreign minister and, earlier, during his
post as prime minister, he and Özkök worked tightly and close
together, Gül told reporters following their meeting.
Gül served as prime minister of the former Cabinet from November
2002 to March 2003 before becoming foreign minister of the current
Cabinet led by Prime Minister Recep Tayyip Erdoğan, while Özkök
has served as chief of staff since August 2002 for a four-year
term.
The Foreign Ministry and General Staff institutionally has very
close ties and works together on many issues, Gül noted,
emphasizing the importance of relations between the two
institutions.
Late last month, Land Forces Commander Gen. Yaşar Büyükanıt
was confirmed as the new chief of general staff.
Büyükanıt is expected to adopt a tougher line in European
Union negotiations and the fight against the outlawed Kurdistan
Workers' Party (Pkk).
Many believe that tension between the government and the military
could also increase under blunt-speaking Büyükanıt's
leadership; however, analysts were sanguine about relations
between the military and the Akp, noting that Erdoğan had
hardened his stance on the Pkk and introduced a tough new
anti-terrorism law.
During his four-year leadership, current Chief of General Staff Özkök
agreed to EU-requested reforms that curtailed some of the
military's extensive influence and introduced measures that
increased transparency in the military.
Büyükanıt raised eyebrows this year by praising a soldier
subsequently jailed for a bombing believed to be aimed at stirring
up unrest in southeastern Anatolia. The bombing triggered riots in
the region and a parliamentary inquiry.
A regional prosecutor accused Büyükanıt of organizing an
illegal group to plan the bombing, claims the General Staff
strongly denied. The prosecutor was then sacked from his post in a
move the EU said raised questions about judicial impartiality. (Turkish
Daily News)
03.09.2006 |
CRONACA
LA RICHIESTA
|
Il
presidente della Repubblica turco si è rivolto alla Corte
Costituzionale per fare annullare due articoli della legge
antiterrorismo. |
Il presidente turco
Ahmer Necdet Sezer ha chiesto formalmente alla Corte Costituzionale l'annullamento di 2
articoli della recente legge antiterrorismo. Questi prevedono pene
detentive, da uno a 5 anni, per chi pubblichi comunicati delle
organizzazioni terroristiche o si presti a un'apologia delle azioni
terroriste. Gli stessi articoli erano stati aspramente criticati dalla
stampa perchè contrari alla libertà di stampa e ai principi europei. (Ansa)
03.09.2006
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MANIFESTAZIONE
VIETATA
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40
persone a Frauenfeld intendevano dimostrare contro l'estradizione di
un curdo in Turchia. Un'ora e mezza di negoziati con la polizia. |
La polizia turgoviese è intervenuta
a Frauenfeld per impedire lo svolgimento di una dimostrazione non
autorizzata di circa 40 persone che intendevano manifestare contro
l'estradizione di un curdo verso la Turchia. Non vi sono stati episodi di
violenza e neppure danni: giunti alla stazione di Frauenfeld, i
manifestanti, dopo circa un'ora e mezza di negoziati con i numerosi agenti
inviati ad attenderli, hanno accettato di riprendere il treno per Zurigo,
ha detto all'<Ats> il portavoce della polizia turgoviese Rolf Müller.
La manifestazione avrebbe dovuto svolgersi in un primo tempo a Moutier (JU),
dove il rifugiato era in detenzione in vista dell'espulsione da fine
luglio. Informati del suo trasferimento a Frauenfeld, i dimostranti si
sono passati parola tramite internet.
Secondo il gruppo "Libertà per Erdogan E.", l'uomo si è
rifugiato in Svizzera nove anni fa in quanto in Turchia rischiava una pena
detentiva a vita per le sue attività politiche. (Ticin@nline)
03.09.2006
|
ARRESTO
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Nelle
mani della Polizia di Ancona un cittadino turco destinatario di un
mandato di cattura internazionale. |
La Polizia di Stato di Ancona la
scorsa notte presso lo scalo marittimo ha arrestato Mustapha Kurtay, un
cittadino turco, destinatario di un mandato internazionale di cattura
emesso dall'autorità giudiziaria belga per i reati di sequestro di
persona, minaccia di morte e violenza commessi nel 1997.
Il cittadino turco, sbarcato dalla motonave "Cesme" proveniente dalla
Turchia, deve scontare una pena di tre anni. (ApCom)
03.09.2006
|
SOCIETA'
IL
"NO" ALLA DIGA

|
Una
delegazione svizzera in Turchia per valutare se il Governo di Berna
debba offrire o meno il suo avvallo al controverso progetto di Ilisu
che cancellerebbe completamente l'antica città di Hasankeyf. La sua
costruzione sta provocando numerose proteste internazionali, specie
da parte dei gruppi ambientalisti, a causa dei suoi effetti sul
territorio. |
 Una delegazione svizzera
in
Turchia per valutare se il Governo debba o meno offrire il suo
avallo al controverso progetto della diga di Ilisu.
Le autorità svizzere dovranno valutare aspetti ambientali e
umanitari che frenano la costruzione della mega-diga, alla
quale dovrebbero partecipare anche imprese elvetiche.
Il Segretariato di Stato dell'economia (Seco)
deciderà se sostenere, con la garanzia dei rischi
all'esportazione (Gre) dello Stato, il consorzio di società
svizzere implicate nel progetto (<Alstom Svizzera>, <Officine
idroelettriche della Maggia>, <Stucky> e <Colenco>).
Da anni, la costruzione della diga di Ilisu sta infatti
provocando numerose proteste internazionali a causa dei suoi
effetti sul territorio. Il lago artificiale che ne dovrebbe
scaturire allagherà un'area di 300 km2 ed obbligherà 55.000
persone (in maggioranza curdi) ad abbandonare i loro villaggi
nella provincia sud-orientale dell'Anatolia.
Gruppi ambientalisti temono danni irreparabili per la regione,
mentre altri oppositori ritengono che il progetto susciterà
dei conflitti riguardanti le forniture d'acqua con due Stati
confinanti, l'Iran e la Siria.
"La visita del sito è parte del processo in corso per
valutare il progetto secondo gli standard internazionali e ci
permetterà di discutere alcune questioni con le autorità
turche", dice a <Swissinfo> Eric Scheidegger, portavoce del
Seco.
"Alcuni aspetti suscitano molte preoccupazioni, ma non ci
saranno risposte perentorie perché la situazione è molto
complessa. Si tratterà di ponderare questi problemi con delle
considerazioni economiche".
Il nuovo consorzio
L'attuale consorzio interessato alla costruzione della diga di
Ilisu comprende anche aziende austriache e tedesche. La
decisione del governo elvetico dipenderà anche dalle garanzie
che saranno disposte a fornire Austria e Germania.
Daniel Schafer, responsabile di <Alstom Svizzera>, rileva che la
partecipazione dell'azienda al progetto dipende
dall'ottenimento della Gre.
"Senza questa garanzia si verificheranno dei problemi
finanziari ed il consorzio non sarà in grado di costruire la
diga. In questo caso, le autorità turche cercheranno dei
nuovi partner", ha recentemente dichiarato.
Nel corso della cerimonia di posa della prima pietra, avvenuta
recentemente, la Turchia ha sottolineato la sua
volontà di costruire l'enorme impianto. Le autorità hanno
accantonato circa un miliardo di franchi per aiutare gli
abitanti della città medievale di Hasankeyf e dei suoi
dintorni a insediarsi in nuove aree.
La Dichiarazione di Berna (DB), un'organizzazione non
governativa svizzera, ha tuttavia segnalato che ciò non
basterà a ricostruire la vita di questa gente. Christine
Eberlein, portavoce della DB, ritiene che il Gverno svizzero
non voglia soprattutto rovinare le sue relazioni con la
Turchia.
"La Svizzera non vuole inviare dei segnali sbagliati al Governo turco. Ma, in passato, la Turchia è già stata capace
di dire no alla Svizzera. Non vedo dunque perché ora non si
possa fare altrettanto", dice a <Swissinfo>.
"Le aziende svizzere non si ritireranno perché credono
in questo mega-progetto. Hanno un disperato bisogno di questo
investimento", conclude. (Matthew Allen - Traduzione
di Marzio Pescia/Swissinfo)
____________________
Chiese e moschee, madrase e grotte,
vicoli e negozietti s'inseguono nella cittadella vecchia di 4mila anni.
Hasankeyf, Turchia sud-orientale. Un nome che non tanti conoscono, un
piccolo paese sperduto che racchiude però delle meravigliose
testimonianze archeologiche. In pericolo, per colpa di una diga.
La vittoria del
pragmatismo - Il 5 agosto scorso, dopo le
roventi polemiche che fin dagli anni Novanta vengono scatenate dalla
costruzione di questa infrastruttura, i lavori per l'edificazione della
diga di Ilisu, 45 chilometri dal confine con la Siria, sono partiti. A
nulla sono valsi gli appelli di associazioni ambientaliste in tutto il
mondo: alla fine la diga sul Tigri si farà. E il villaggio di Hasankeyf
potrebbe essere, a breve, solo un ricordo. Sommerso come altri duecento
villaggi a maggioranza curda. Secondo il <Kurdish Human Rights
Project>, i lavori provocheranno l'esodo forzato di non meno di
54mila persone destinate, secondo l'ong curda, a trasferirsi nei
quartieri periferici e malsani di Diyarbakir e di Barman, le
principali città a maggioranza curda in Turchia. L'Associazione dei
Popoli Minacciati ha lanciato un
appello chiedendo al governo tedesco e alle banche teutoniche di non
sostenere le aziende che hanno vinto l'appalto per la costruzione, ma è
difficile che le gru possano essere fermate. Secondo i calcoli del Governo
di Ankara, quando il bacino idrico sarà in funzione entro il 2013,
verranno prodotti 3.8 miliardi di kwh all'anno. Una
bella sorsata di energia per un'economia in crescita come quella turca.
Ma gli oppositori del progetto ritengono che la Turchia si permetta il
lusso di sfollare migliaia di famiglie solo perché queste sono curde e,
in questo senso, avrebbe barattato il basso profilo sulla crisi libanese
in cambio del via libera dell'Unione Europea alla realizzazione
dell'opera pubblica.
Identità
sommersa - La diga di Ilisu è solo un tassello
di un progetto immane, che esiste da anni, ma che l'instabilità della
regione aveva sempre fatto rinviare. Il progetto si chiama Gap, cioè il
Guneydogu Anadolu Projesi, e prevede lo sfruttamento delle acque del Tigri
e dell'Eufrate e la costruzione di 22 dighe, 19 centrali idroelettriche e
centinaia di progetti collaterali. Il progetto riguarda tre stati:
Turchia, Siria e Iraq. Quando il Gap sarà completato, la Turchia avrà il
controllo completo delle acque della Mesopotamia, in quanto si rifiuta di
firmare trattati per regolare la portata dei due fiumi oltre il confine
turco. Ciò crea conflitti con i Paesi vicini interessati. Ma il peso
politico di Iraq e Siria in questo momento della politica internazionale
è quasi nullo. La Turchia va avanti quindi e il premier Recep Tayyip Erdogan assicura
che la diga in particolare e il progetto in generale garantiranno migliaia
di posti di lavoro. Per il momento però, l'unico reale risultato sarà
quello di una marea di sfollati in fuga dalle terre dove sono sempre
vissuti. "Siamo frustrati, siamo rimasti tutta la notte all'aperto
davanti alle porte di Hasankeyf per protestare contro la costruzione della
diga. Nonostante questo hanno iniziato i lavori. Le ruspe distruggeranno i
nostri cuori. La nostra ultima speranza rimane l'opinione pubblica
europea, che forse riuscirà a impedire che le loro ditte prendano parte a
questo terrificante progetto", ha dichiarato Huseyin Agca,
dell'amministrazione del capoluogo provinciale Diyarbakir,
all'Associazione Popoli Minacciati. I curdi e i cristiani assiro-aramei
considerano Hasankeyf parte della propria identità, e anche per questo la
Banca Mondiale si era a suo tempo ritirata dal progetto. Ma questo, di
fronte al progresso, sembra essere un dettaglio di nessun valore. (Christian
Elia/PeaceReport)
03.09.2006
|
LA
TV TURCA VERSO IL DIGITALE

|
Il
trasferimento avverrà all'inizio del 2009. Lo ha precisato il
direttore generale della <Turksat>, Osman Dur. |
Turkey's
cable TV, with nearly 300 radio and television channels broadcasting in
Turkish and other languages, is preparing to go digital.
The transfer will be realized by early 2007 said Osman Dur, General
Director for Turksat, the company that hosts Turkey's digital
broadcasting.
The multi-channel system that includes packages on culture, education,
family, children and documentaries has been tested in the Turkish
provinces of Adana and Konya, Dur said, adding that it will be implemented
in all areas equipped with a suitable cable infrastructure.
Pointing out the digital system will be capable of providing Internet,
fax, video conferencing, voice and television services, Dur also added
stationary phones services will be available if the necessary technical
investments are made.
Speaking to a group of journalists, Dur shared his views on the companies
of Kablo Net and Interaktif, formerly owned by Erol Aksoy of the bankrupt
Iktisat Bank, and now being held by the Savings Deposit Insurance Fund (Tmsf).
Dur said the former owners protested 'These companies are affiliated
with us but their values have fallen since you confiscated their
infrastructure.'
Terming the Tmsf's actions until present as "harassment," Dur spoke
as follows:
"Last Friday, the Tmsf came in towards the end of a business day and we
did not let them in, so later they brought the police and forced entry.
Their raid on the Ankara Provincial Directorship lasted until midnight.
They hacked computer passwords, which doesn't serve a purpose other than
the harassment of customers. Only Turksat could contact subscribers in the
past, but now, Interaktif will also be able to interfere after they obtain
the passwords."
Asserting the Tmsf is trying to accumulate cash using the state's
infrastructure, Dur said "We told them 'You're misusing a friend's
support.' This infrastructure does not belong to Erol Aksoy, it belongs
to the state. I did not seize Erol Aksoy's personal infrastructure, I am
not a thief. (Zaman)
03.09.2006
|
VIETATO AVERE
FIGLI (PRIMA DI 3 ANNI)

|
Il
sindacato turco ha mosso causa alla <Thy> per una clausola
contrattuale nei confronti delle hostess che, a suo dire,
sarebbe vessatoria. |
Il sindacato turco per l'aviazione
civile ha mosso causa alla compagnia di bandiera <Turkish
Airlines> per una clausola contrattuale che impedisce alle hostess di avere
figli prima di tre anni dalla firma del contratto. La compagnia negli
ultimi mesi ha assunto 800 persone per il potenziamento della flotta e che
teme di dover integrare il numero con altri inserimenti, dovuti a
sostituzioni di maternità. Ma quanto avvenuto "è grave - fa notare
Berna Tanyolaç, presidente dell'associazione hostess della <Turkish
Airlines> - all'interno della compagnia mai successa una cosa del
genere". (www.rassegna.it)
03.09.2006
|
CACCIA ALLE
RAGAZZE IN BIKINI

|
La
deriva islamista della Turchia, Paese candidato ad entrare
nell'Unione Europea, all'attacco. Diversi casi segnalati dai giornali. Nei negozi
si vende l'<hasema>, versione balneare dello chador. |
Nella Turchia che aspira a diventare
europea una ragazza in bikini è stata aggredita verbalmente e molestata
da alcuni fondamentalisti sulla spiaggia di Karaburun, vicino a Izmir. A
scatenare la loro ira, secondo il racconto della giovane Ceren, e della
madre Gulden Haiydin, giornalista del quotidiano <Hurriyet>, la
richiesta rivolta ad alcune donne vestite in abiti tradizionali e velate,
di non gettare in spiaggia i pannolini sporchi dei loro bambini. A quel
punto quattro uomini del gruppo, colpiti forse nel loro onore, hanno
replicato accusando Ceren di indecenza e di atteggiamento "contrario
alle norme musulmane". Purtroppo non è l'unico caso. Il giornale
<Cumhuriyet> racconta di un'altra aggressione a una ragazza in due
pezzi, una ballerina del Balletto di Ankara probabilmente troppo
disinvolta per i gusti islamisti. E ancora, racconta <Radikal>,
alcuni uomini appartenenti alla setta islamica ortodossa Rufai per ben due
mesi hanno occupato il lido di Sile, vicino a Istanbul, vietando a tutti
l'accesso alla spiaggia (pubblica) dove le loro pudiche mogli e madri e
sorelle e figlie avevano scelto di bagnarsi. Nel dubbio, i commercianti si
adeguano e cominciano a dividere gli stabilimenti balneari in aree per
donne e per uomini. Nei negozi invece trionfano gli <hasema>, tute
da bagno per donna con tanto di cappuccio che rappresentano la versione
balneare dello chador. La Turchia che ancora crede in Mustafa Kemal 'Ataturk,
fondatore dopo la caduta dell'Impero ottomano di una repubblica laica (e
fortemente militarizzata), si preoccupa di questi segnali e ne incolpa l'Akp,
il partito islamico al Governo dal novembre del 2002, che vinse
promettendo, tra l'altro, agli elettori di abolire il divieto del velo
islamico, in vigore negli edifici pubblici e nelle Università. Certo,
vista da quell'Europa che il premier Recep Tayyip Erdogan si dice
prontissimo a raggiungere, questa lotta fra laici militaristi e islamici
bacchettoni non è incoraggiante. Chissà che ne penserebbero in Costa
Smeralda - o a Saint Tropez - di un <hasema>?. (La
Stampa web)
03.09.2006
|
TEMPI
DURI PER COCA E PEPSI COLA

|
Le
due bevande americane sembra che in alcuni Paesi non siano proprio
gradite. Una dichiarazione di Mustafa Ozbey. |
The
selling of Coca Cola and Pepsi has been prohibited in the Istanbul
Convention & Exhibition Center, which hosts 1.5 million people
annually.
The first Turkish prohibition for Coca Cola and Pepsi, which had been
previously prohibited in Latvia, India and a university in England based
on the claim that they contained some hazardous materials, came from a
civil society in Turkey. Mustafa Ozbey, who changed the name of "My
Showland "to" the Istanbul Convention & Exhibition Center,
prohibited the sales of the popular soft drinks in his show center
stemming from the desire to be a good role model and protect Turks from
pollutants.
Ozbey stressed that the health of Turkish people was at least as important
as the health of a Hindu or Latvian and added there would not be Coca Cola
or Pepsi in any part of the convention center, which begins its next
season in September. Ozbey said all of the canteens and kiosks around the
center belonged to them, and added, "Even if we hire them out, we will
assert our conditions in this frame." Ozbey said the Istanbul Convention
& Exhibition Center was the second biggest convention center in the
world and the biggest in Europe, and added: "About 30-40 percent of our
visitors drink Coca Cola or Pepsi every year and, in fact, we earn a lot
from these sales. Even if we only took advertisements from Coca Cola we
could earn more; however, the health of Turkish people is more important
for us."
Ozbey said great amounts of money leave Turkey due to the cola and
cigarette industry, and added: "None of these kinds of goods will be
available in our convention center until it is proven that they do not
harm people's health."
Al-Azhar University Advises
Against Colas
Leading Egyptian University
al-Azhar advised against drinking Coca Cola and Pepsi, which have been
prohibited in some countries recently. Vice Rector of al-Azhar Abduldaim
Nasir relayed the news issued al-Medina Daily in Saudi Arabia that both of
these colas included materials produced from pork. One of the leading
intellectuals in the Islam world, Professor Abdulhalim Uveys, noted that
Muslim intellectuals had previously released fatwas that the drinks
produced by these trademarks were forbidden according to Islamic food
regulations. Uveys said he also thought in the same way, and added:
"Coca Cola has some alcohol ingredients and Pepsi has some pork
ingredients. Also, the soft drinks produced by these two companies should
not be drunk because, first of all, they harm people, as alcohol and
cigarettes do; and secondly, drinking them can be considered unnecessary
because there are no health benefits. And maybe the most important thing
here is that both of these companies support Israel." (Ibrahim
Asalioglu/Zaman)
03.09.2006 |
NOTIZIARIO AMBASCIATA D'ITALIA

TESTO
DI LEGGE SULL'ENERGIA NUCLEARE
Il ministro turco dell'Energia, Hilmi Guler, ha annunciato che è in
preparazione un testo di legge a sostegno dello sviluppo di attività
connesse alla produzione di energia nucleare nel Paese. La bozza include
in particolare articoli in materia di rilascio di licenze, avvio delle
attività, produzione, vendita e gestione dei rifiuti. Guler, nel
ricordare che la Turchia ha già ricevuto proposte per la costruzione di
14 centrali nucleari da parte di imprese locali che hanno
avviato trattative con aziende leader nel settore energetico a
livello mondiale, ha sottolineato che la scelta finale non sarà fatta
attraverso lo strumento della gara bensì sulla base di considerazioni
tecniche, economiche ed ambientali, unitamente all'esame di criteri di
economicità e di efficacia operativa degli investimenti nonché di
benefici in termini di trasferimento di know-how
per la Turchia.
TURISMO E CALO DI PRESENZE
Secondo l'Ufficio Statistico turco (Tuik), nei primi sette mesi del 2006
il numero dei turisti giunti nel Paese è diminuito del 6.4% rispetto allo
stesso periodo del 2005. Il calo delle presenze turistiche, che l'anno
scorso raggiunsero 21 milioni con 18 miliardi di dollari di proventi,
preoccupa particolarmente le autorità locali che ora guardano con
speranza al terzo quadrimestre dell'anno che segna l'apice delle
entrate del settore. Con riferimento ai primi sette mesi del 2006, la
diminuzione più significativa si è avuta da parte di cittadini dei Paesi
europei (-16.1%), mentre è stato registrato un incremento da parte dei
Paesi Ocse non europei (19.3% nei primi sette mesi e 31.2% solo in luglio)
e da parte di quelli americani (56% nei primi sette mesi e 20% nel solo
mese di luglio).
EXPORT MACCHINARI E
APPARECCHIATURE ELETTRONICHE
Il ministro turco per il Commercio Estero, Kurzat Tuzmen, ha
affermato che dall'1 gennaio al 22 agosto 2006 il 70% delle esportazioni
di macchinari ed apparecchiature elettroniche, per un valore totale di
$6.8 miliardi, è confluito nei mercati dei Paesi industrializzati e che
il volume dell'export in questi due settori è in continuo aumento a
dimostrazione dell'alta qualità della produzione nazionale. Tra i
principali mercati di destinazione figurano il Regno Unito, con un
incremento del 45.15% per $738 milioni, la Germania con $592 milioni, la
Francia con $369 milioni, la Spagna con $311 milioni, l'Italia con $297
milioni, l'Iraq con $295 milioni, l'Olanda con $162 milioni, la Russia
con $138 milioni e la Romania con $104 milioni. Tuzmen ha inoltre aggiunto
che tra i due settori quello che ha registrato le performance
migliori è stato quello dei macchinari e parti di ricambio, che da solo
è cresciuto del 17.8% con vendite per $2 miliardi ed esportazioni dirette
principalmente verso la Germania, gli
Stati Uniti, la Russia, il Regno Unito e l'Italia.
INVESTIMENTI DEL QATAR NELL'EGEO
Il Qatar ha deciso di investire 5 miliardi di dollari in Turchia nella
regione dell'Egeo. Lo ha reso noto il presidente della Camera
dell'Industria della Regione Egea, Taner Taskin, il quale ha aggiunto
che una delegazione di imprenditori turchi si recherà in Qatar nel
prossimo mese di gennaio per discutere le proposte di utilizzo dei
predetti fondi. La decisione del Qatar segue di pochi giorni la visita in
Turchia del Re saudita Abdullah e va ad aggiungersi alle attività di
cooperazione economica e commerciale già in corso tra la Turchia ed i
Paesi del Golfo.
L'ITALIA ALLA "FIERA
AGROEXPO EURASIA 2006"
La Camera di Commercio italiana a Smirne e l'Ente fieristico Orion organizzeranno
congiuntamente la "Fiera Agroexpo Eurasia 2006" che si svolgerà
a Smirne dal 21 al 24 settembre ed alla quale parteciperà una nutrita
delegazione di uomini d'affari italiani che intendono avviare relazioni
commerciali con la Turchia.
SCESO IL TASSO DI DISOCCUPAZIONE
L'Istituto Nazionale di Statistica turco (Tuik) ha reso noto che il
tasso di disoccupazione nel Paese a fine maggio, calcolato sulla base dei
movimenti avvenuti nel trimestre aprile-giugno, è sceso all'8.8%
rispetto al 9.2% dello scorso anno, con una concentrazione dell'11% dei
disoccupati nelle aree urbane e del 5.7% in quelle rurali, mentre il 10.6%
sono uomini ed il 15.1% donne. La stessa fonte rivela che alla fine di
maggio il numero dei disoccupati è sceso di 79.000 unità rispetto allo
stesso mese del 2005, per un totale di 2.215.000 su una popolazione attiva
di 25.075.000. Quanto alla forza lavoro complessiva del Paese, questa è
stimata in 51.561.000, di cui il 18% ha un'età compresa tra i 15 e i 24
anni.
SFRUTTAMENTO
DELLA BIO-ENERGIA
Il presidente dell'Associazione turca delle Camera di Commercio,
dell'Industria e delle
Borse (Tobb), Rifat Hisarciklioglu, e membri del Consiglio Esecutivo si
sono recentemente incontrati con il Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan,
con il ministro delle Finanze Kemal Unakitan e con il ministro
del Commercio Estero Kursat Tuzmen, per discutere di politica industriale,
privatizzazioni, energia e disoccupazione. La riunione, che rientra tra
quelle di routine tra il Governo ed i rappresentanti del settore privato,
è servita a raggiungere un accordo in base al quale la Tobb effettuerà
uno studio sul settore energetico volto a rivedere le politiche in materia
e ad approfondire il ruolo e lo sfruttamento della più economica
bio-energia. Quanto alle politiche industriali, sono state riviste le
priorità e le strategie per il prossimo trimestre con particolare
riferimento al problema della tassazione ed a quello connesso al fenomeno
della disoccupazione.
<TOFAS>:
MENO PROFITTI, PIU' ENTRATE
Nel primo semestre dell'anno i profitti netti della <Tofas> sono
diminuiti del 65.9% ($18.5 milioni), rispetto allo stesso periodo dello
scorso anno, mentre le entrate sono aumentate del 18.4%, raggiungendo
quota $990 milioni, con vendite in Turchia cresciute solo del 4.5% contro
un boom di vendite all'estero cresciuto del 34.8%. Secondo la dirigenza
della <Tofas>, il
calo dei profitti non sarebbe stato causato dalle recenti turbolenze
valutarie del Paese e dall'aumento dei tassi d'interesse, ma dalla
modifica della legge sugli investimenti che ha limitato le agevolazioni
fiscali a tre anni determinando l'aumento delle tasse da versare
nell'anno. In particolare Alfredo Altavilla, amministratore delegato
della <Tofas>, ha affermato che confida su una ripresa del mercato
nel mese di settembre, pur sottolineando che le vendite della <Tofas>
non sono state colpite in modo particolare. Ha annunciato inoltre che nei
prossimi tre anni saranno effettuati investimenti per oltre €800 milioni
di cui €350 milioni entro la fine di quest'anno. Sul fatturato totale
la quota relativa alle esportazioni è passata dal 45.8% al 52.2% e la
<Tofas>, che ha esportato 88.000 autovetture nel 2005, conta di
raggiungere quota 110.000 a fine anno.
IMPORTANZA ECONOMICA DI BURSA
La città di Bursa sta affermando sempre di più la sua importanza
economica a livello internazionale ospitando otto multinazionali, 26
società provenienti da tutto il mondo ed un totale di 168 investitori
esteri. In base ai dati diffusi dalla Camera dell'Industria e Commercio
della città (Btso), tra le
più numerose figurano le società tedesche che mantengono la leadership
con 38 presenze, seguite dalla Francia con 30, dall'Italia con 14, dagli
Stati Uniti con 11, dal Regno Unito e dalla Svizzera con 10, dalla Spagna
con 8, dall'Olanda con 7, dalla Grecia con 5, dalla Russia con 4 e dal
Belgio con 3. Diversa la graduatoria in termini di esportazioni, relativa
però al 2004, che vede la Francia capofila ($1.6 miliardi) seguita
dall'Italia ($884 milioni) e dalla Germania ($784 milioni). Sempre con
riferimento al 2004, la maggior parte delle aziende che hanno avviato
attività economiche a Bursa è di provenienza europea (115, pari al
68.4%), facendo così dell'UE il primo investitore ed impiegando
oltre 27.000 persone per un valore totale delle esportazioni pari a $3.4
miliardi. Nonostante la sua fama legata al comparto tessile, Bursa è
stata associata sin dagli anni 70 anche a quello dell'automobile con i
due grandi investimenti realizzati congiuntamente dalla <Oyak-Renault>
e dalla <Tofas-Fiat>.
"ANTALYA AUTO SHOW"
Si svolgerà ad Antalya dal 15 al 20 settembre 2006 la nuova edizione di
"Antalya Auto Show" nel corso della quale saranno esposte le più recenti
produzioni del settore automobilistico e dei veicoli commerciali sia
leggeri che pesanti.
INDICE DI FIDUCIA DEI CONSUMATORI
Secondo i dati elaborati dalla Banca Centrale e dall'Istituto di
Statistica della Turchia (Tuik), l'indice di fiducia dei consumatori nel
mese di luglio è sceso di 3.87 punti percentuali all'88.60% (92.17% nel
mese di giugno), registrando così il dato più basso nell'ultimo anno.
L'indice si basa su indagini mensili relative alle tendenze dei
consumatori, condotte attraverso un attento monitoraggio delle loro
abitudini di spesa e le aspettative soggettive.
3° ROUND LAVORATORI-GOVERNO
Il terzo round di negoziati collettivi tra i sindacati dei lavoratori ed
il Governo turco sull'aumento dello stipendio minimo si è concluso
senza alcun accordo tra le parti. Il Governo avrebbe infatti proposto
l'aumento del 4% in aggiunta ad alcune somme compensatorie per
bilanciare la perdita di potere d'acquisto derivante dall'aumento
dell'inflazione. Risoluta e risentita la risposta dei rappresentanti dei
lavoratori che giudicano l'offerta offensiva della loro dignità (si
tratterebbe infatti di circa €16) ed hanno minacciato dimostrazioni di
piazza. La richiesta dei sindacati è di aumentare lo stipendio base dalle
attuali YTL 741 (€400 circa) a YTL 1194 (€642 circa). Il Governo si
oppone a tali aumenti in quanto reputa che sarebbero particolarmente
gravosi per le casse dello Stato.
TASSI RICEZIONE E CESSIONE
DEPOSITI
Il
Comitato per la Politica Monetaria della Banca Centrale turca ha lasciato
invariati i tassi per la ricezione e per la cessione dei depositi,
rispettivamente al 17.50% e al 22.50%. Nel comunicato diffuso dopo la
riunione la Banca spiega che a causa dell'aumento delle risorse in
valuta estera e dei lievi miglioramenti registrati rispetto al mese scorso
nella determinazione del tasso d'inflazione a medio termine, il Comitato
non ha ritenuto opportuno procedere ad un ritocco dei tassi ma sottolinea
tuttavia di mantenere un atteggiamento cauto a causa dei rischi derivanti
dall'aumento dei prezzi del petrolio, di altri beni e del clima di
incertezza internazionale.
RATING
POSITIVO
Secondo un analista della agenzia internazionale <Standard & Poors>,
nonostante le recenti fluttuazioni di mercato che hanno causato il forte
deprezzamento della moneta locale ed aumentato il deficit commerciale, la
Turchia riuscirà a risollevarsi ed a mantenere un rating positivo
del credito, grazie ai progressi garantiti dall'attuazione del programma
di riforme economiche al momento in corso. Il rallentamento delle
fluttuazioni aiuterà l'economia turca nel breve periodo - ha aggiunto
- ricordando tuttavia che sarà necessario prendere
seri provvedimenti per limitare il deficit della bilancia commerciale.
INFLAZIONE:
IL SALI-SCENDI
Le ultime previsioni della Banca Centrale turca rispetto all'inflazione
per il 2006 si attestano ad un tasso tra il 9.1% ed il 10.5% (contro un
target ufficiale del 5%), mentre per il 2007 si prevede un tasso tra il 3%
e il 6.5% (contro un target ufficiale del 4%). Secondo un analista della
<Deutsche Bank> quest'anno l'inflazione subirà un aumento nel
mese di settembre, fino a raggiungere il 12%, per poi scendere
gradualmente fino all'11.4% a fine anno per risalire infine nel primo
trimestre del 2007. Tali previsioni sono fatte principalmente sulla base
dei prezzi dell'oro e del petrolio nonché sulle ripercussioni prodotte
dagli avvenimenti politici che avranno luogo nel Paese il prossimo anno
quali l'elezione del nuovo Presidente e le elezioni politiche ma anche
il proseguimento dei negoziati di adesione all'Unione Europea.
PROPRIETA'
IMMOBILIARI E TASSE
Un recente decreto firmato congiuntamente dai ministeri turchi delle
Finanze e dei Lavori Pubblici aumenterà le tasse sulle proprietà
immobiliari del 9.8% a partire dal 2007. Gli aumenti, effettuati in base
ai metri quadrati, riguarderanno in eguale misura sia le abitazioni
residenziali che quelle non-residenziali.
SFRUTTAMENTO DI BACINO CARBONIFERO
Il ministro dell'Energia, Hilmi Guler, ha annunciato la prossima
pubblicazione di una gara per la concessione dei diritti di sfruttamento
per 30 anni, eventualmente estendibili a 50, del bacino carbonifero di
Afsin-Elbistan e la costruzione di centrali elettriche a carbone, per un
valore totale di 5 miliardi di dollari. Descrivendo il progetto come
"il più grande nella storia della Repubblica turca", Guler ha
sottolineato che l'iniziativa avrà carattere totalmente privato e che
la costruzione delle centrali dovrebbe concludersi entro cinque anni a
partire dalla data di aggiudicazione. La scadenza per la presentazione
delle offerte è stata fissata al 23 gennaio 2007. Il bacino carbonifero
in questione detiene circa il 40% delle riserve totali di lignite della
Turchia, pari a 8.3 miliardi di tonnellate, sufficienti a produrre 30 miliardi di kilowatt di elettricità.
ENERGIA
ELETTRICA E PRIVATIZZAZIONI
L'Autorità turca per la regolamentazione del settore energetico (Epdk)
ha approvato la privatizzazione di
venti reti di distribuzione di energia elettrica del Paese. Le attuali
tariffe elettriche non sono state modificate ma la divisione per fasce di
utilizzo è stata ridotta da 11 a 5 (per uso residenziale, industriale,
commerciale, per l'illuminazione generale e per l'irrigazione). Il
provvedimento, che mira alla graduale privatizzazione del settore, sarà
seguito dalla pubblicazione dei bandi di gara relativi, come previsto dal
programma di liberalizzazione avviato dal Governo con il sostegno della
Banca Mondiale.
CONCORSO
La Camera di Commercio,
Industria, Artigianato e Agricoltura di Treviso ha indetto la 55^ edizione
del Concorso per la premiazione della Fedeltà al Lavoro e del Progresso
Economico, esteso anche ai lavoratori ed imprenditori trevigiani che si
siano distinti all'estero per la loro attività almeno ventennale. Il
bando per la partecipazione al concorso, che scadrà il prossimo 2
ottobre, è consultabile sul sito www.tv.camcom.it
.
ACCORDO ANKARA-TEHERAN
La Turchia e l'Iran hanno raggiunto un accordo volto all'esportazione
del gas naturale iraniano
verso l'Europa attraverso i gasdotti turchi. I quotidiani locali,
citando il sito web del Ministero del petrolio iraniano, danno ampio
risalto all'intesa che consentirà di aumentare considerevolmente la
capacità di esportazione iraniana attraverso le infrastrutture presenti
sul territorio turco. Il ministro iraniano, nella sua dichiarazione alla
stampa, ha anche fatto esplicito riferimento all'importanza che riveste
il progetto "Nabucco", il gasdotto lungo 3.300 km che trasporterà
entro il 2011 90 milioni di metri cubi/giorno di gas naturale dall'Azerbaijan
e dall'Iran attraverso Turchia, Bulgaria, Romania e Ungheria sino in
Austria.
ESPORTAZIONI
Le esportazioni
turche nei primi sette mesi e mezzo di quest'anno hanno superato la
somma di $50 miliardi, mentre su base annua il dato è pari a $80
miliardi. Lo ha recentemente rivelato il ministro del Commercio con
l'Estero Kursat Tuzmen, aggiungendo che il valore delle esportazioni dei
prodotti agricoli è stata pari a $5.5 miliardi, mentre quella di prodotti
industriali ha raggiunto l'ammontare di $43.5 miliardi. Tuzmen ha infine
sottolineato quanto le esportazioni abbiano risentito negativamente delle
recenti fluttuazioni della valuta nazionale, aggiungendo che il Governo
cercherà di evitare ulteriori shock e si adopererà per adottare
politiche volte ad incrementare le esportazioni.
SMEs E
FORZA LAVORO
L'Istituto di Previdenza Sociale turco (Ssk) ha reso noto che le piccole
e medie imprese (SMEs) nazionali impiegano attualmente il 90% della forza
lavoro del Paese.
Circa sette milioni di lavoratori sono
iscritti presso l'Istituto; 3.371.000 di questi lavorano presso piccole
aziende con personale inferiore a 30 unità e con al massimo 9 unità
lavorative. Il contenimento del numero dei lavoratori è volto ad
evitare che questi si iscrivano al sindacato (solo quelli che lavorano in
imprese con oltre 10 unità lavorative sono infatti autorizzati) e che
l'azienda paghi l'assicurazione ai lavoratori (solo quelle con oltre
30 unità sono costrette a farlo). Infine 3.546.000 lavoratori sono
impiegati in aziende che occupano tra le 50 e le 1001 unità.
SOCIETA' TURCHE
Il numero delle società turche costituite nel mese di luglio è aumentato
del 12.2% rispetto allo stesso mese del 2005, per un totale di 3.934
società di cui la maggior parte (1125) svolgono attività commerciali.
SETTORE
BANCARIO E MERCATI FINANZIARI
L'
Autorità turca per la supervisione e regolamentazione del settore
bancario (Bddk) ha approvato la fusione tra la <Kocbank> e la <Yapi
Kredi> provvedendo a darne notifica alla Borsa di Istanbul.
L'acquisizione della <Kocbank>, che farà della <Yapi Kredi>
la quinta banca del Paese, è iniziata nel 2005 e si concluderà entro
quest'anno.
__________________
L'Agenzia di rating
internazionale <Fitch> ha elevato il tetto massimo che regola
l'indebitamento del settore privato in valuta estera per alcuni Paesi,
tra cui la Turchia, portandolo al grado di BB. Le
banche turche interessate sono le seguenti: <Akbank>, <Fortis
Bank>, <Kocbank>, <Kuveyt Turk Participation Bank>, <Turk
Economic Bank>, <Garanti Bank>, <Garanti Factoring<, <Garanti
Leasing>, <Turkey World Bank e <Work Leasing and Construction
Credit Bank.>
LA <SANKO> A CEYHAN
La finanziaria <Sanko> sta progettando di costruire una raffineria
ed un impianto petrolchimico nei pressi di Ceyhan, ormai divenuto a tutti
gli effetti uno dei principali hub
del Paese a seguito della recente inaugurazione dell'oleodotto
Baku-Tblisi-Ceyhan. Il suo amministratore delegato, Abdulkadir Konukoglu,
ha affermato che la <Sanko> è pronta a ricevere eventuali offerte
di partnership sia da parte di società turche che estere aggiungendo di
aver già ricevuto un'offerta da parte di una società russa. La <Sanko>
è attualmente impegnata in progetti energetici, tra cui la costruzione di
dighe e centrali idroelettriche in sei province della Turchia con un
investimento di oltre 1 miliardo di dollari Usa.
CENTRO SCIISTICO AD AFYON
Con un investimento di €400 milioni la società belga <Snow
Mountain> costruirà ad Afyon un centro sportivo sciistico coperto sul
modello di quelli già esistenti negli Stati Uniti, a Dubai ed in
Inghilterra. A darne notizia è stato il pesidente del Comitato di
bilancio e pianificazione del Parlamento nonché vice rappresentante ad
Afyon del partito di Governo, Akp, Sait Acba. Il centro, che sarà
costruito ad un'altitudine di 147mt sul livello del mare, comprenderà
un lago artificiale, un hotel di 4.000 posti letto, ville residenziali,
centri commerciali ed attrezzature sportive nonché impianti sciistici. La
località di Afyon è stata scelta dagli investitori anche per la sua
vicinanza al Mar Mediterraneo ed alle sorgenti termali che costituiranno
il valore aggiunto dell'iniziativa rispetto ai centri già esistenti.
PRODUZIONE DI NOCCIOLE
Il Governo turco ha affidato al Tmo (l'Agenzia per i prodotti della
terra, che dipende dal ministero dell'Agricoltura) l'incarico di
acquistare la produzione di nocciole di quest'anno. Il Primo Ministro
Recep Tayyip Erdogan, che ha recentemente presieduto un summit sulla
questione, ha dichiarato che il prezzo di vendita della produzione sarà'
stabilito entro la metà di settembre sulla base dei prezzi di libero
mercato. Per la vendita di nocciole continueranno ad essere usati i punti
vendita e gli esperti della <Fiskobirlik<. Secondo un comunicato
diramato dall'Ufficio del Primo Ministro, al fine di porre fine ai
problemi finora incontrati dai produttori di nocciole nel Paese, saranno
avviate una serie di ricerche e studi volti a gestire la concessione di
licenze per lo stoccaggio della produzione sotto il coordinamento del
Ministero dell'Industria e Commercio.
VENDITA IMMOBILI A STRANIERI
Il ministro delle Finanze turco Kemal Unakitan e quello del Turismo e della
Cultura Atilla Koc avrebbero deciso di utilizzare il modello spagnolo per
regolamentare la vendita di immobili a cittadini stranieri dove, nella
maggior parte dei casi, l'appaltatore gestisce gli immobili venduti o li
affida a gestori esterni. In una recente audizione alla Corte
Costituzionale il ministro Unakitan, presentando degli emendamenti alla
legge sulle Proprietà Immobiliari, ha affermato che ad oggi 62.486
cittadini stranieri hanno acquistato proprietà in Turchia e che di questi
la maggioranza sono britannici, seguiti dai tedeschi, dai greci, dagli
olandesi e dai siriani.
BILANCIA
PAGAMENTI
La Banca Centrale turca ha pubblicato gli ultimi dati macro-economici
concernenti la bilancia dei pagamenti nel primo semestre del 2006 dai
quali risulta un deficit pari a $18.6 miliardi con un incremento del 41.4%
rispetto allo stesso periodo del 2005. Da gennaio a giugno di quest'anno
il deficit della bilancia commerciale e' cresciuto del 35%, attestandosi
a $19.9 miliardi, con
importazioni per $61.7 miliardi ed esportazioni per $41.8 miliardi.
In avanzo invece i servizi, le cui entrate nel primo semestre sono
ammontate a circa $3.6 miliardi, anche
se in leggero calo rispetto allo stesso periodo del 2005 ($3.9 miliardi).
Quanto agli investimenti diretti dall'estero, si sono assestati a
$8.8 miliardi rispetto ai $1.2 miliardi nello
stesso periodo del 2005.
AUMENTI
ENERGIA ELETTRICA
Il Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan ha recentemente annunciato che si
prevedono aumenti del costo dell'energia elettrica per uso domestico a
causa del continuo incremento dei prezzi energetici sul mercato mondiale.
Si tratterebbe del primo aumento delle tariffe energetiche da quando il
partito Akp
è al Governo.
INFLAZIONE
Secondo le ultime previsioni della Banca Centrale turca il tasso d'inflazione
annuo si attesterebbe al 10.59% nel mese di agosto, il cambio della moneta
nazionale contro il dollaro Usa dovrebbe attestarsi a 1.5603 a fine anno e
il deficit di bilancio delle partite correnti raggiungere quota $26.3
miliardi contro le stime iniziali di $25.7 miliardi.
PARCO
DIVERTIMENTI
La <Paramount
Pictures> ha intenzione di costruire nei pressi di Ankara un parco divertimenti sul modello di <Disneyland>
per un importo totale di $1 miliardo ed al riguardo ha già avviato le
trattative con le Autorità municipali. Nelle intenzioni della <Paramount>
il complesso, la cui costruzione inizierebbe nel 2007 per la durata di tre
anni, ospiterà al suo interno anche 20.000 alloggi, ville ed hotel e sarà
costruito nei pressi dell'autostrada Ankara-Eskisheir su una superficie
totale di tre milioni di metri quadrati. Si prevede che il parco
divertimenti attrarrà almeno tre milioni di visitatori l'anno.
INDICATORI
MACROECONOMICI
- Crescita del Pnl nel 2005:
7.7%; gen. - marzo 2006: 6.3%
-
Inflazione annua (prezzi al
consumo): 7.72% (2005); 11,7% (agosto 2006)
-
Interscambio con l'Italia nel 2006 - gen - maggio - (dati Ice): 6.1
miliardi di dollari, con esportazioni
verso
l'Italia pari
a 2.8 miliardi di dollari (+
25,6% rispetto al corrispondente periodo del 2005) ed importazioni
dall'Italia pari a 3.3 miliardi di dollari (+11,6 % rispetto al
corrispondente periodo del 2005).
A cura di : Simona De Martino, capo dell'Ufficio
economico e commerciale dell'Ambasciata d'Italia in Turchia.
Gianmarco Macchia, vice capo dell'Ufficio economico e commerciale
Roberto Luongo, direttore dell'Ufficio Ice di Istanbul
Redazione: Tiziana Staffolari, collaboratore economico e finanziario
03.09.2006
|
ECONOMIA
IN LINEA CON IL
PROGRAMMA CONCORDATO
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Secondo
l'ultimo rapporto del Fondo Monetario Internazionale
l'andamento dell'economia turca va bene. Entro la fine
dell'anno la crescita dovrebbe raggiungere il target
stabilito del 5%. |
Secondo l'ultimo rapporto
del Fondo Monetario Internazionale, l'andamento dell'economia
turca è essenzialmente in linea con il programma a suo tempo
concordato. Entro la fine dell'anno la crescita economica
dovrebbe raggiungere il target stabilito del 5%, con una forte
componente riconducibile alla domanda interna. Nel corso degli
ultimi dodici mesi - sottolineano gli analisti di Washington -
il deficit delle partite correnti ha tuttavia continuato la
sua corsa, a causa dell'aumento complessivo dei prezzi dei
beni di importazione e del rafforzamento della lira. Un
passivo pari a 23.1 miliardi di dollari nel 2005 e che ha
raggiunto i 16.6 miliardi nei primi cinque mesi del 2006, con
un aumento del 50% rispetto allo stesso periodo dello scorso
anno. Il Fondo rende comunque merito alle Autorità
competenti, che hanno saputo reagire efficacemente alle
recenti fluttuazioni verificatesi sui mercati finanziari,
motivo principale dell'apprezzamento della valuta locale
principalmente nei confronti dell'euro e del dollaro
statunitense, pari a circa il 20%. Ruolo centrale, in tale
frangente, è stato ricoperto dalla Banca centrale, che ha
saputo condurre in questi mesi una prudente politica di rialzo
dei tassi di interesse (tasso d'interesse per la ricezione dei
depositi a breve termine pari al 17.50%), al fine di
raffreddare le recenti pressioni inflazionistiche nel contesto
di un regime di cambio flessibile. Quanto poi al finanziamento
della bilancia delle partite correnti nel corso del 2006, il
Fondo assegna un ruolo determinante all'afflusso di
investimenti esteri diretti, che, a dispetto della recente
volatilità, confluiscono sul mercato locale sostenuti non
solo da significativi ritorni in termini finanziari ma anche
dall'avvio dei negoziati di adesione della Turchia all'UE che
hanno ravvivato l'interesse degli investitori esteri. Il Fondo
sottolinea che i fondamentali economici del Paese dovranno
essere sostenuti da una decisa e virtuosa gestione del
programma di riforme e da un attento controllo della massa
monetaria. (fonte Ambasciata d'Italia ad
Ankara)
03.09.2006
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FMI:
BOARD APPROVA AUMENTO QUOTE

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La
riforma riguarda la Turchia, la Cina, la Corea del Sud
ed il Messico. L'annuncio dato dal direttore generale
del Fondo, Rodrigo Rato. |
Il cda dell'Fmi, il
Fondo Monetario Internazionale, ha approvato un piano di
riforma dell'istituzione che attribuisce da subito un peso
maggiore in seno al Fondo alle economie in via di sviluppo più
dinamiche, tra queste Cina, Corea del Sud, Messico e Turchia.
Secondo il piano, che sarà attuato complessivamente nel giro
di due anni, i quattro Paesi vedranno un aumento delle proprie
quote-parte nel bilancio dell'Fmi sulla base delle quali si
determina il contributo dei singoli Paesi membri al bilancio
del Fondo, i suoi diritti di voto e l'accesso ai
finanziamenti. Nel dare l'annuncio, il direttore generale
dell'Fmi, Rodrigo Rato, ha anche lanciato un appello a Pechino
perché si muova con "piu' vigore" nell'applicare il
nuovo regime di cambio dello yuan, nell'interesse della Cina e
di tutto il mondo. (Radiocor)
03.09.2006
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AZIENDE FRIULANE
IN PARTENZA
PER ISTANBUL

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Un
workshop e una
missione commerciale dal 17 al 20 settembre nella
metropoli turca per promuovere il territorio e le imprese
della regione quale hub logistico, al servizio dei
traffici.
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Il prossimo 18 settembre
a Istanbul si svolgerà un workshop fra imprese dei settori
logistica e trasporti organizzato dalla Camera di Commercio
Industria Agricoltura e Artigianato (Cciaa) di Trieste. L'ente
partecipa in qualità di capofila del sistema camerale
regionale per il progetto "Friuli V. Giulia -
Turchia: un ponte per l'Europa ", che dal 17 al 20
settembre è impegnato in una missione istituzionale ed
imprenditoriale nella capitale turca .
I due eventi mirano a promuovere il territorio e le
imprese della Regione quale hub logistico, al servizio
dei traffici da e per la Turchia.
"Visto lo specifico interesse del mercato turco,
la manifestazione focalizzerà in special modo l'offerta di
servizi logistici del sistema trasportistico regionale come
range portuale alto adriatico, rete autostradale e
ferroviaria, centri intermodali, aeroporto - si legge
nella nota stampa -. Questo settore sarà al centro della
presentazione della mattina del 18 settembre cui seguirà un
workshop con incontri one-to-one nel pomeriggio".
L'obiettivo è quello di sollecitare l'attenzione degli
ambienti economici turchi sui vantaggi che il sistema
logistico friulano può offrire, anche grazie ai servizi
offerti dalle locali categorie di operatori specializzati nel
settore. Altri settori produttivi interessati all'iniziativa
sono quelli della meccanica, del legno e del mobile, energìa
e ambiente. (News Italia Press)
03.09.2006
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