ATTUALITA'
LA MOZIONE

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Inoltrata
al Parlamento turco la richiesta del Governo di partecipare alla
missione dell'Unifil2, il costituendo contingente
multinazionale da inviare in Libano. |
Il Governo
della Turchia ha inoltrato la richiesta al Parlamento di approvare
la mozione con cui si autorizza la partecipazione di Ankara alla
missione dell'Unifil 2, il costituendo contingente multinazionale
d'interposizione in Libano, e il conseguente invio di truppe in
quel Paese. Lo ha reso noto l'agenzia di stampa <Anadolou>.
(Agr)
03.09.2006
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IL
DETONATORE

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Analisi
della <Pravda.ru> dopo i recenti attentati ad opera dei
terroristici del Pkk che hanno sconvolto la Turchia. Il
rischio di un conflitto allargato. |
Le recenti esplosioni di
Istanbul, Marmaris ed Antalya non vanno interpretate come semplici
atti terroristici legati ai separatisti curdi e alla prosecuzione
dell'infinita lotta per l'autonomia delle terre orientali turche.
Dopo il cessate il fuoco, è possibile che nell'immediato futuro
la delicata situazione attuale nel Medio Oriente passi ad una
nuova ed ancor più attiva fase di confontazione, soprattutto in
seguito all'esame degli errori commessi da ambo le parti.
In caso di allargamento del conflitto, questa regione può
trasformarsi in detonatore della terza guerra mondiale e recitare
nel XXI secolo lo stesso ruolo avuto precedentemente dai Balcani
nel secolo precedente.
La tesi riguardante il terrorismo internazionale non ha più la
magica forza che aveva prima dell'11 settembre e se qualcuno è
intenzionato a spingere l'Occidente nella guerra contro l'Islam,
questo qualcuno sarà costretto a convincere gli europei che
qualsiasi tipo di recessione dalla linea politica intrapresa dagli
Stati Uniti provocherà un quantitativo di vittime difficilmente
immaginabile.
Per cui era evidente che l'intransigenza da parte della Comunità
Europea la si poteva superare solo con il ricordo degli atti
terroristici in Spagna e Gran Bretagna e con la minaccia che
avrebbero potuto ripetersi. Tuttavia va detto che nessun Governo
avrebbe potuto trattenersi in caso di ripetizione di tali
terribili tragedie e ciò sta a significare che, secondo lo
scenario, essi avrebbero dovuto essere scongiurati o in fase di
preparazione o durante la prima fase della loro attuazione, come
è successo a Londra.
Ma l'approccio nei confronti della regione mediorientale è
completamente diverso, dal momento che attualmente la situazione
in quest'area è molto delicata e affinché tutti credano nella
reale ed effettiva difficoltà, bisogna agire in maniera efficace.
E in quest'ottica geopolitica, la Turchia ha un ruolo
fondamentale. Da una parte la Turchia fa parte della Nato, ma
tuttavia non viene fatta entrare nella Comunità Europea e
dall'altra rappresenta la testa di ponte dell'Islam in Europa, un
alleato decisamente caparbio che reagisce con molta cautela nei
confronti dell'avventura americana in Iraq.
E se Washington darà il via alla guerra contro l'Iran e la Siria,
allora la Turchia dovrà essere saldamente dalla parte della
coalizione israelo-americana, diventando in questo caso, alla pari
dello stesso Israele e dell'Iran, non solo territorio d'invasione
ma anche un'affidabile base di rifornimento nonché conferma del
carattere internazionale della lotta contro "l'asse del
male". Le esplosioni in Turchia non cesseranno finché il Governo locale non riconoscerà il collegamento fra il terrore ed
il ruolo che esso giocherà nella futura guerra. L'attacco al
settore più proficuo dell'economia turca - il settore turistico -
pone Ankara in una situazione senza via d'uscita. Gli Stati Uniti
hanno tenuto conto dell'errore commesso durante il periodo di
occupazione dell'Iran, quando la Turchia si rifiutò di prestare
il proprio territorio alle forze d'invasione. (Pravda.ru)
03.09.2006
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ANCORA
BOMBE E MORTI: COLPITA VAN

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Su
terreno un civile ed un poliziotto saltati in aria a causa
dell'esplosione di un ordigno collocato in un parco. |
Ancora
una bomba con un bilancio di morti in Turchia, anche se questa
volta ad essere
colpita non è stata una località turistica, bensì la città di
Van, nella Turchia orientale dove forte è la presenza dei curdi.
Un civile e un poliziotto sono morti nella serata di domenica in
seguito all'esplosione di un ordigno nel parco di Van, città di
300mila abitanti non lontana dal confine con Iran e Iraq, già
teatro in passato di atti di violenza con matrice separatista.
Altre persone, una decina, tra cui un altro poliziotto, sono
rimaste ferite. Lo ha riferito l'agenzia di stampa turca <Anadolu>.
L'attentato è stato subito attribuito dalle autorità locali ai
separatisti curdi che fanno riferimento al Pkk (Partito dei
lavoratori del Kurdistan, fuorilegge), come sempre avviene in
analoghe circostanze. Per ora però non c'è stata alcuna
rivendicazione. L'ordigno era stato nascosto in un cestino
dell'immondizia, in un parco che è frequentato soprattutto la
sera da famiglie di funzionari. Secondo quanto riferito dalla
polizia, l'esplosione è avvenuta intorno alle 2,1 nei pressi di
un
bar all'interno del parco.
L'attentato giunge dopo una serie di attacchi compiuti negli
ultimi giorni soprattutto in località turistiche della Turchia: i
morti erano stati tre (cinque con quelli di questa sera), i feriti
decine. Tutti erano stati rivendicati dal Tak, organizzazione
separatista diretta emanazione del Pkk. Il più sanguinoso
attentato era avvenuto a Antalya, in una zona molto frequentata,
piena di negozi (bilancio di tre morti). In precedenza erano
scoppiate bombe nella località balneare di Marmaris e a Istanbul
(27 feriti). È negli anni '80 che è cominciata la lotta
separatista del Pkk, la cui bandiera è stata raccolta di recente
dal Tak. I morti in vent'anni sono stati almeno 30mila. (Il
Sole24Ore)
03.09.2006
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ATTENTATI:
ADESSO SI DIFFONDE
L'ESASPERAZIONE
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Grande
impressione ha suscitato l'uccisione di otto militari turchi
ad opera dei terroristi del Pkk. Il grido di dolore delle
madri delle vittime. |
Grande
impressione ed in molti casi aperta esasperazione ha suscitato in
Turchia l'uccisione di otto militari turchi, in maggioranza
giovani di leva, nel corso del fine settimana in quattro
differenti attacchi condotto da membri del Partito dei lavoratori
curdi (Pkk).
Diversi genitori, in particolare le madri degli uccisi e dei
feriti - secondo i media turchi - hanno protestato per l'impiego
di giovani di leva ("mai però i figli dei ministri", ha
gridato una madre alla Tv) nell' est della Turchia ed alcuni hanno
chiesto che il governo, invece di inviare soldati in Libano,
distrugga totalmente il Pkk.
In passato i genitori degli uccisi si limitavano a dichiarare
"llah salvi la nostra patria", quasi manifestando
accettazione del 'martirio' dei loro figli in nome della salvezza
della patria. Nei pressi di Sirnak (sud-est), ai confini con la
Siria, sabato, quattro militari, tra cui un ufficiale, sono
rimasti uccisi nell'esplosione di una mina comandata a distanza
vicino ad una caserma della gendarmeria.
Sempre sabato un soldato di pattuglia alla frontiera con l' Iran,
nei pressi di Saray, è stato ucciso da un colpo sparato dal
territorio iraniano - secondo il governatore locale - "da un
militante del Pkk". Nella stessa giornata un soldato in
pattuglia è stato ucciso, con una bomba radiocomandata, a Dicle
nei pressi di Diyarbakir. La notte precedente, due militari sono
stati uccisi e diversi altri feriti, in un attacco ad una caserma
nei pressi di Cugurka, ai confini con l'Iraq. (da liMes)
03.09.2006
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UN
FESTIVAL CHE PROPRIO NON VA

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Nonostante
che il Pkk - responsabile tra l'altro dei recenti attentati
sanguinosi in Turchia - sia considerata una organizzazione
eversiva, la Germania ha permesso una sua manifestazione. |
Although
the Kurdistan Workers Party (Pkk/Kadey) is widely accepted
internationally as a terrorist organization, in Germany the
subsidiary foundations of the terrorist organization continue
their activities.
The terrorist organization PKK plans to turn the 14th Kurdish
Cultural Festival in Germany into a freedom show for terrorist
leader Abdullah Ocalan.
No German security force has so far attempted to intervene in the
festival preparations, which plans to promote such slogans as
"Freedom for Abdullah Ocalan" and "Peace for Free
Kurdistan."
It is reported that Turkey's Foreign Affairs Department warned
Germany that a festival supporting a terrorist organization and
any billboard advertisements related to such an event should not
be permitted in the country.
The subsidiary foundations of the Pkk chose August, which is the
month when the Ppkk increased funds and began its terrorist
attacks for the first time in 1983.
Recently, eight leading members of the Pkk were arrested.
In addition, two people were arrested for being the local leaders
of the Pkk in Baden-Wurttemberg and North Rhine Westphalia states
of Germany.
Last week British authorities prohibited the activities of the Pkk
and its subsidiary foundations; the ban included wearing the
organizations emblem and flying its flags.
Diplomatic sources close to the Turkish Foreign Ministry evaluated
the Pkk's growth in Germany; with racketeering and other
activities reaching a level that enables them to use billboard
advertisements for its promotional purposes.
According to diplomatic sources: "It is impossible for the Pkk
to conduct its activities explicitly in Germany, and we have
informed the German administration that such a festival nor any
related billboard advertisements should be permitted to go ahead.
It is not realistic to think that Germany ignores the activities
of the Pkk. The Pkk has the potential reach of 50,000 people in
Germany. The German authorities do not risk cracking down on this
threat at once, so they tend to ignore some of their less extreme
activities."
Some Kurdish-origin intellectuals and politicians will participate
in the festival and deliver speeches, which will be followed by a
coincert. (Ahmet Ozay/Zaman)
03.09.2006
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ASSASSINO
DI IMAM LINCIATO DALLA FOLLA
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Il
fatto è avvenuto nientemeno che ad Istanbul in un quartiere
dove forte è la presenza integralista. |
In Turchia un uomo ha pugnalato a
morte un imam in pensione, all'esterno di una moschea, in seguito
a una lite. Subito dopo, è stato aggredito e ucciso dalla folla
inferocita dei fedeli. Il fatto è avvenuto a Istanbul, presso la
moschea di Ismailaga, in un quartiere in cui e' forte la presenza
integralista islamica. (Agr)
03.09.2006
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L'EMBARGO

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Lo
ha chiesto Israele alla Turchia. Ciò al fine di impedire il
passaggio di armi dall'Iran agli Hezbollah che
transiterebbero in territorio
anatolico. |
Israele ha chiesto alla
Turchia di imporre un embargo aereo e terrestre che impedisca il
trasferimento di armi dall'Iran agli Hezbollah. Lo ha reso noto, a
fine agosto, il
giornale turco <Radikal> facendo riferimento a fonti israeliane
secondo cui la metà delle armi fornite da Teheran a Hezbollah sarebbero transitate attraverso il territorio turco,
dirette in Siria. Una fonte dell'ambasciata israeliana ad Ankara ha
affermato di non poter confermare le notizie ma ha aggiunto di
ritenerle "verosimili". (Ansa)
03.09.2006
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NOTIZIA SMENTITA

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E'
quella secondo la quale Ankara avrebbe deciso di cancellare
un contratto di 480 milioni di dollari con la <Israel
Aircraft Industries> per l'ammodernamento dei caccia
Phantom. |
La stampa israeliana ha riportato voci
secondo cui, alla luce della situazione libanese, la Turchia avrebbe
deciso di cancellare un contratto da 480 milioni di dollari con la <Israel
Aircraft Industries> (Iai) per l'ammodernamento dei suoi caccia da
combattimento Phantom. Un portavoce dell'ambasciata turca a Tel Aviv ha
smentito la notizia, asserendo l'inesistenza di un tale contratto,
mentre un funzionario della Iai si è rifiutato di commentare. Pare che
Ankara avesse deciso di sottoporre a modifiche fra i 35 ed i 40 F-4
Phantom, ma che in relazione ai costi e all'età delle macchine il
programma sia stato abbandonato già in aprile, dopo i lavori su soli sei
esemplari, e che l'aeronautica turca sia intenzionata ad acquistare
altri F-16 dagli Stati Uniti. Il Phantom è un caccia biposto propulso da
due motori J-79, nato alla fine degli anni '50. Il Phantom II è stato
protagonista, tra l'altro, degli scontri militari tra arabi e israeliani
dal 1969 al 1982 ed è stato impegnato nella lunga guerra tra Iraq e Iran
tra il 1980 e il 1988. Dopo la radiazione dell'ultimo esemplare
americano, nel 1996, circa 800 aerei di questo tipo sono ancora operativi
presso otto forze aeree, e tra queste Israele, che ne ha aggiornati circa
50 allo standard Kurnass-2000 (Phantom 2000) con avionica avanzata. (Avionews)
03.09.2006
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IN CORSA
PER L'OMS

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A
contendersi la carica di direttore della prestigiosa
istituzione tanto il finlandese Pekka Puska che il turco
Tomris Turmen che ha ricoperto cariche importanti
all'interno della medesima organizzazione. |
Il capo dell'Istituto per la
salute pubblica finlandese Pekka Puska è in corsa per l'elezione
a nuovo direttore generale dell'Organizzazione Mondiale per la Sanità . E' quanto affermato
dall'Istituto per la salute pubblica
finlandese. Ma la successione a Lee Jong-Wook non è così
scontata per il pretendente scandinavo. La Turchia, per mezzo del
suo ministro degli Esteri, ha infatti rivendicato il posto più
alto dell'Organizzazione Mondiale per la Sanità per Tomris Turmen,
che ha già ricoperto cariche importanti all'interno
dell'organizzazione medesima. Nel meeting in programma dal 6 all'8
novembre i 34 Stati membri dell'organizzazione dovranno procedere
alla nomina di un nuovo direttore generale a seguito dalla morte
improvvisa del sudcoreano Lee Jong-Wook, per poi procedere
all'elezione del nuovo numero uno dell'Oms. Il limite fissato per
le candidature è entro domani, 5 settembre. Per consuetudine il direttore
generale dell'Oms dovrebbe appartenere, a rotazione, a individui
provenienti da continenti diversi, ma degli ultimi 4 sono stati, 2
sono Stati europei e 2 asiatici. (Asca-Afp)
03.09.2006
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LE
TRE TAPPE

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Nel
suo viaggio apostolico in Turchia Papa Benedetto XVI si
fermerà ad Ankara, Istanbul ed Efeso. In quest'ultima
località il Pontefice pregherà dentro la chiesetta
dedicata alla Vergine Maria. |
Ankara,
Efeso ed Istanbul: il viaggio apostolico del Pontefice in Turchia
comincia a prendere forma, con una novità rispetto a quanto
previsto inizialmente, anche se il programma non è stato
annunciato ancora ufficialmente dalla Santa Sede. Il viaggio durerà
infatti un giorno in più, dal 28 novembre al 1° dicembre e non
più fino al 30 novembre, come annunciato il 9 febbraio dall'ex
direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Joaquín
Navarro-Valls. La conferma è arrivata dal vicario apostolico dell'Anatolia,
mons. Luigi Padovese, che in un'intervista all'agenzia <Apcom> ha
smentito anche le voci sulla possibile presenza del Papa a
Trebisonda, la cittadina sul Mar Nero, dove fu assassinato il
sacerdote italiano, don Andrea Santoro."Il Papa - ha detto
mons. Padovese - si fermerà ad Ankara, dove incontrerà il
presidente turco Ahmet Necdet Sezer, il Primo Mnistro Recep
Tayyip Erdogan e le autorità", incontri durante i quali il
papa dovrebbe ricevere anche il Corpo diplomatico. "Farà poi
una breve tappa ad Efeso - ha aggiunto Padovese - dove c'è un
santuario mariano molto venerato (il Santuario di Meryem Ana Evi,
la Casa della Madre Maria, n.d.r.) e infine a Istanbul, dove
incontrerà il patriarca Bartolomeo, per celebrare insieme la
festa di Sant'Andrea, che si commemora il 30 novembre".
E' stato così confermato lo schema del programma già anticipato dal
cardinale Walter Kasper, lo scorso 23 maggio ad <Avvenire>.
In quell'occasione, il presidente del Pontificio Consiglio per
l'Unità dei Cristiani aveva sottolineato il valore simbolico del
viaggio, che sarà anche un'occasione per "sostenere il
patriarca, i cattolici e tutti gli altri cristiani che a Istanbul
e in Turchia vivono la loro fede in una situazione non
facile". E infatti, mons. Padovese ha anticipato che il Papa
"incontrerà tutte le autorità religiose del Paese",
sebbene sul programma dettagliato faccia sapere di non poter
"fornire ulteriori informazioni per motivi di
sicurezza".
Le incognite del caso
- Su questo capitolo non mancano tuttavia le
indiscrezioni, con
tutte le incognite del caso per un Paese come la Turchia, in
cui le spinte riformiste si scontrano con la componente
anti-cristiana nazionalista, rappresentata tra gli altri, anche
dal partito di azione nazionale, il braccio politico degli ormai
noti "Lupi grigi". Nello specifico, il vicario
apostolico di Anatolia, mons. Luigi Padovese nel mese di luglio aveva
dichiarato all'opera assistenziale cattolico di diritto
pontificio di Königstein, "Aiuto alla Chiesa che soffre",
che l'attentato a un sacerdote, aveva scatenato una
"campagna" contro la visita papale del prossimo
novembre. In molti media turchi, i cristiani vengono presentati
come "nemici del popolo turco", spiegava Padovese, e
alcuni giornali starebbero cercando di deludere già in
anticipo i possibili risultati positivi della visita. Sullo
sfondo, il tema più ampio della libertà religiosa. Basti pensare
che il parlamento europeo di Strasburgo ha chiesto al Governo di
Ankara di riportare all'originale funzione di culto le oltre 200
chiese, cappelle e monasteri greco-ortodossi, cristiano maroniti e
armeno apostolici nel settore nord di Cipro, dal 1974 sotto
controllo di Ankara. Di questi edifici 133 sono stati sconsacrati,
78 trasformati in moschee, 28 in depositi militari e ospedali e 13
in stalle.
Un clima teso, insomma, che si riflette per esempio
anche nel protocollo di Stato che si intende usare per il
viaggio apostolico: nessuna cerimonia di benvenuto all'aeroporto,
ma al palazzo presidenziale e senza discorsi. Ma anche nelle
polemiche che potrebbero scatenare alcune tappe significative del
programma: un'eventuale visita al museo di Santa Sofia ad
Instanbul e un probabile incontro con il patriarca armeno
apostolico Mesrop II. In realtà, un predecessore di
Benedetto XVI, Papa Paolo VI si era già fermato nella più
grande basilica cristiana di Oriente (fino al 1453), usata come
moschea fino al 1935, quando il fondatore della repubblica turca,
Ataturk, diede l'ordine di sconsacrarla. Da allora, il monumento
è al centro di polemiche portate avanti dai nazionalisti che ne
rivendicano la funzione di luogo di culto islamico.
Parole chiare
- Per quanto
riguarda il Patriarcato Armeno Apostolico (che fu visitato da
Paolo VI e Giovanni Paolo II), invece, sono ancora aperte le
ferite del genocidio su base etnica e religiosa del popolo armeno,
di cui la Turchia non ha mai voluto riconoscere le responsabilità.
E in questo senso, la Santa Sede, Papa Benedetto XVI compreso, ha
sempre usato parole molto chiare.
Il viaggio in Turchia comunque dovrebbe avere una forte impronta
religiosa e spirituale. Dopo gli incontri politici con le autorità
civili ad Ankara, Benedetto XVI infatti raggiungerà Efeso, dove
(come confermato da mons. Padovese) dovrebbe celebrare la Santa
Messa davanti al Santuario della Casa della Madre Maria, con
annesso il convento dei frati cappuccini, nella diocesi di Izmir.
Quindi, il trasferimento ad Istanbul, al patriarcato ecumenico di
Costantinopoli per incontri di preghiera e di convivialità. La
mattina del 30, festa di Sant'Andrea, l'appuntamento più atteso
con il Pontefice, che assisterà alla divina liturgia, celebrata dal
patriarca Bartolomeo I. Ad Istanbul, il Papa potrebbe incontrare,
oltre al patriarca armeno apostolico, anche i rappresentanti dei
siro-ortodossi, dei greco-ortodossi, degli ebrei, dei musulmani e
delle chiese evangeliche nel Paese. E nel giorno aggiunto al
programma, prima di ritornare a Roma, celebrerà la Santa Messa
nella cattedrale cattolica dello Spirito Santo per le Comunità
cattoliche della Turchia. (Matteo Spicuglia/www.korazym.org)
03.09.2006
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SI GRIDA
AL MIRACOLO
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Un
enorme incendio ha distrutto 1200 ettari di bosco, ma le
fiamme si sono fermate ad un metro dal santuario della casa
della Madonna ad Efeso. Il racconto di un frate testimone di
quello che la gente già definisce un evento straordinario. |
La gente grida al miracolo,
i religiosi ammettono la "straordinarietà"
dell'evento. Un devastante incendio estivo in Turchia ha
spazzato via 1200 ettari di bosco fermandosi ad un metro dalla
Casa di Maria, vicino Selcuk, santuario a cui si recano pellegrini
da tutto il mondo, cristiani e musulmani. La casa di Meryem Ana è
anche una probabile tappa del prossimo viaggio di Papa Benedetto
XVI in questo Paese a fine novembre. Per questo all'inizio una
parte della stampa ha avanzato ipotesi di incendio doloso, mentre
altri sospettavano un attentato da parte del Pkk dei curdi. La
notizia è stata poi smentita: si è trattato di un incendio
causato probabilmente da gente che stava facendo picnic nel bosco,
il caldo, il secco e il vento hanno fatto il resto così come in
altre zone costiere.
Nell'ultimo scorcio di agosto, a causa del caldo torrido che ha
investito tutta la Turchia e il forte vento secco, lungo le coste
del mar Mediterraneo sono stati segnalati contemporaneamente 23
enormi incendi di boschi, che hanno colpito le zone turistiche più
affollate come Bodrum e Antalya e incenerito 1200 ettari di
boschi. Anche la zona di Izmir non è stata risparmiata e la
"Casa della Madonna" ha rischiato di andare in fiamme.
Interamente immersa nel verde è stata raggiunta dal fuoco che si
propagava dal fondo della collina, bruciando velocemente ogni
cosa.Ma le fiamme, come di incanto, si sono fermate a solo un
metro di distanza da una semplice casa in mattoni. Si tratta di
due vani identificati come il soggiorno e la camera da letto della
Vergine, che qui avrebbe concluso la sua vita terrena. Attualmente
è un santuario, meta di pellegrini sia cristiani che musulmani,
provenienti da tutto il mondo. Tutti subito hanno gridato al
miracolo e la notizia è stata riportata a caratteri cubitali
sulle maggiori testate nazionali.A confermare la straordinarietà
dell'evento è il cappuccino italiano p. Adriano Franchini,
residente a Meryem Ana Evi (la Casa di Maria) e superiore della
Custodia di Turchia. "Sì, abbiamo passato momenti poco
simpatici - racconta - dopo il primo avviso di sgombro mi sono
preoccupato di portare l'auto in una posizione di sicurezza per
poter scappare, ho cercato gli ospiti che avevamo e poi volevo
tornare alla casa per prendere alcune cose, ma non c'è stato
niente da fare; non ci si poteva più avvicinare: vedevamo il fumo
e le fiamme alte e vicine. Temevamo che se il vento cambiava
direzione saremmo rimasti intrappolati; è incredibile la velocità
con la quale si propaga ed avanza il fuoco tra i pini".
"Siamo dovuti scappare in fretta - continua - tra crisi di
pianto e disperate ricerche dei propri cari, ma tutti hanno potuto
mettersi in salvo. Ritrovatici giù a Selcuk (cittadina ai piedi
della collina), le prime notizie che ci arrivavano dagli
elicotteri, finalmente giunti, erano veramente brutte: sta
bruciando tutto. non si salverà niente! Poi un po' di
ottimismo... infine, verso sera la constatazione che l'incendio
era stato veramente devastante in una grande area e tutto attorno
a Meryem Ana ed alle nostre case, ma il santuario e le case erano
intatte!"
Il francescano non parla di miracolo, ma ammette comunque la
straordinarietà dell'accaduto. "Anche nella nostra casa il
fuoco è arrivato da tre lati fino al muretto di confine; un
albero bruciato è caduto sopra il tetto ma le fiamme non hanno
attecchito all'abitazione; anche la palma che è ad un metro
dalla casa è bruciata per le scintille! L'incendio, attorno al
santuario, è arrivato fino alle panche, dove si celebra la messa
all'aperto e lì si è fermato. La gente che vede la devastazione
tutto attorno parla di miracolo. Certo è una scena che ha
dell'incredibile".
Nessuno dei numerosi pellegrini presenti ha riportato ferite e
l'incidente non ha fermato il flusso dei turisti e fedeli, che
attualmente arrivano ancora più numerosi per constatare il
disastro e ammirare il miracolo. (mz/AsiaNews.it)
03.09.2006
|
LA SVOLTA
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Aperta
una chiesa evangelica cristiana ad Istanbul. Inversione
di tendenza rispetto alle tradizionali limitazioni. |
Svolta per la
Turchia in materia di libertà religiosa. E' stata ammessa
l'apertura di una nuova chiesa evangelica cristiana a Istanbul,
con un'inversione di tendenza rispetto alle tradizionali
limitazioni a cui erano soggetti i culti non musulmani. Il
riconoscimento dei diritti delle minoranze religiose costituisce
uno dei nodi cruciali delle trattative in corso tra il Paese
musulmano e l'Unione Europea, in vista dell'ingresso di Ankara. (Agr)
03.09.2006
|
IL
CAMBIO DELLA GUARDIA

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Solenne
cerimonia per passaggio delle consegne tra il gene. Himi
Ozkok e il gen. Yasar Buyukanit che è succeduto al primo
nel comando delle Forze Armate turche. |
Gen. Hilmi Ozkok handed over
his powers as Commander of the Turkish Army in an official
ceremony in Ankara to Gen. Yasar Buyukanit.
Turkish President Ahmet Necdet Sezer, Prime Minister Recep Tayyip
Erdogan, Parliament Speaker Bulent Arinc, and a number of
statesmen attended the formal change-of-command ceremony held at
the Third Army Command Headquarters. Gen. Ozkok meant his farewell
speech to be a collection of important messages, and specifically
drew attention to the power of Turkey. A better realization of
this is necessary to achieve Turkey's goals abroad, said Gen.
Ozkok. "I can't make sense of so much sharp self-denigration,
denigration of our state, our country, and our government."
Gen. Ozkok's speech was followed by a second ceremony where he
was presented with an honorary medal for his outstanding service
to the country, before the shield of rank and authority was
transferred to Gen. Buyukanit.
Gen. Buyukanit, the 25th Chief of General Staff of the Turkish
Army, used his inaugural speech as an occasion to focus on the
dangers facing Turkey. "We've never been faced with so many
threats and with so much risk." Buyukanit said.
President Sezer, accompanied by his wife, Semra, was greeted by
Gen. Ozkok with a military ceremony at the army headquarters.
The ceremony began with a brief history of the life and career of
Gen. Ozkok and a reading of his official retirement note, followed
by a brief history of Gen. Buyukanit and a reading of his official
appointment decree.
"Our vision of the future is clouded by uncertainties, by
chilling battles, and by a fundamental imbalance of power on an
international scale," said Gen. Ozkok.
This new environment requires a constant vigilance against
possible threats, said Gen. Ozkok. "Without taking into
consideration of our own special conditions, to have radical, as
well as irrevocable changes, just because everybody else is doing,
may not benefit the nation. The new security state of affairs
calls for adherence to rational principles, avoiding mistakes that
might stem from sensationalism and avoiding questionable conduct."
Gen. Ozkok spoke of terrorist and religion-based reactionary
activities and emphasized that the contribution by outside
agitators to such activities is a typical threat facing Turkey
today.
Threats to national unity will continue to remain high on the
national agenda, said Gen.Ozkok. "Terrorism and religion-based
reactions are two symptoms of an illness that our enemies are
attempting to capitalize on . Unfortunately, they have plenty of
support from within the country. For that reason alone, the our
nation has to bear enormous responsibilities."
"Turkey occupies a important place in the international arena.
My experience as the Commander of the Turkish Armed Forces in my
international travels has given me a better insight to this. It is
sad that we destructively criticize and disparage ourselves"
and.
'TSK Not Involved IN Domestic Politics'
After his official appointment as the new Commander of the
Turkish armed forces, Gen. Yasar Buyukanit said that recent years
have seen a great deal of discussion about the role the Turkish
army plays in the country.
"The Turkish Armed Forces have nothing to do with domestic
politics, and never must," said Gen. Buyukanit. "I have always
recommended to my colleagues that they carefully study Ottoman
History from 1830 to 1918."
Gen. Buyukanit said that terrorism and religion-based activities
have emerged as the most significant threats to the country.
"There have never been so many threats or so much risk since the
establishment of the Turkish Republic," said Gen. Buyukanit.
Gen. Buyukanit has on occasion spoken about his discontent with
discussions over making a payment in return for exemption from
military service.
The possibility of paying to avoid military service should only be
an option when there is more manpower than necessary, said Gen.
Buyukanit. "As long as I remain in office, there will be no
possibility to make a payment in return for avoiding military
service."
Farewell Message to Soldiers: Don't rely solely on your
commanders; trust in your own skills.
Gen. Ozkok's farewell message focused on the recommendation to
all members of the Turkish Armed Forces that they seek achievement
through complete self-reliance and avoid relying on the help of
others.
"I am resigning as commander of the Turkish Army on August 30,
2006. As I look back upon my past here, I feel content that I was
someone who did his best while serving my office. My fifty-two
years of military service will also come to an end on this day. I
hope that you will all go forward following the principles that
Ataturk himself followed, in a direction first shown by Ataturk
himself, with the full realization of international events, with
full adherence to reason and intelligence, and with a broader
vision of things happening in the world. Don't wait for help
from your commanders to advance in the military; rely on your own
skills and use your own initiative to move forward in your
military careers". (Musa Taspinar-Cigan News Agency/Zaman)
03.09.2006
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LA
VISITA DI OZKOK

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L'ex
Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate turche, che per
limiti di età ha lasciato l'incarico nelle mani del gen.
Yasar Buyukanit, si è incontrato con il ministro degli
Esteri Abdullah Gul. |
Outgoing Chief of General
Staff Gen. Hilmi Özkök paid a farewell visit to
Foreign Minister Abdullah Gül, with whom he met for a second time
later in the day at a meeting of the National Security Council (Mgk)
agenda of which was dominated by foreign policy issues.
Gül greeted Özkök at the gate of the Foreign Ministry
headquarters before the two held a half-hour meeting.
Both during his post as foreign minister and, earlier, during his
post as prime minister, he and Özkök worked tightly and close
together, Gül told reporters following their meeting.
Gül served as prime minister of the former Cabinet from November
2002 to March 2003 before becoming foreign minister of the current
Cabinet led by Prime Minister Recep Tayyip Erdoğan, while Özkök
has served as chief of staff since August 2002 for a four-year
term.
The Foreign Ministry and General Staff institutionally has very
close ties and works together on many issues, Gül noted,
emphasizing the importance of relations between the two
institutions.
Late last month, Land Forces Commander Gen. Yaşar Büyükanıt
was confirmed as the new chief of general staff.
Büyükanıt is expected to adopt a tougher line in European
Union negotiations and the fight against the outlawed Kurdistan
Workers' Party (Pkk).
Many believe that tension between the government and the military
could also increase under blunt-speaking Büyükanıt's
leadership; however, analysts were sanguine about relations
between the military and the Akp, noting that Erdoğan had
hardened his stance on the Pkk and introduced a tough new
anti-terrorism law.
During his four-year leadership, current Chief of General Staff Özkök
agreed to EU-requested reforms that curtailed some of the
military's extensive influence and introduced measures that
increased transparency in the military.
Büyükanıt raised eyebrows this year by praising a soldier
subsequently jailed for a bombing believed to be aimed at stirring
up unrest in southeastern Anatolia. The bombing triggered riots in
the region and a parliamentary inquiry.
A regional prosecutor accused Büyükanıt of organizing an
illegal group to plan the bombing, claims the General Staff
strongly denied. The prosecutor was then sacked from his post in a
move the EU said raised questions about judicial impartiality. (Turkish
Daily News)
03.09.2006 |
CRONACA
LA RICHIESTA
|
Il
presidente della Repubblica turco si è rivolto alla Corte
Costituzionale per fare annullare due articoli della legge
antiterrorismo. |
Il presidente turco
Ahmer Necdet Sezer ha chiesto formalmente alla Corte Costituzionale l'annullamento di 2
articoli della recente legge antiterrorismo. Questi prevedono pene
detentive, da uno a 5 anni, per chi pubblichi comunicati delle
organizzazioni terroristiche o si presti a un'apologia delle azioni
terroriste. Gli stessi articoli erano stati aspramente criticati dalla
stampa perchè contrari alla libertà di stampa e ai principi europei. (Ansa)
03.09.2006
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MANIFESTAZIONE
VIETATA
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40
persone a Frauenfeld intendevano dimostrare contro l'estradizione di
un curdo in Turchia. Un'ora e mezza di negoziati con la polizia. |
La polizia turgoviese è intervenuta
a Frauenfeld per impedire lo svolgimento di una dimostrazione non
autorizzata di circa 40 persone che intendevano manifestare contro
l'estradizione di un curdo verso la Turchia. Non vi sono stati episodi di
violenza e neppure danni: giunti alla stazione di Frauenfeld, i
manifestanti, dopo circa un'ora e mezza di negoziati con i numerosi agenti
inviati ad attenderli, hanno accettato di riprendere il treno per Zurigo,
ha detto all'<Ats> il portavoce della polizia turgoviese Rolf Müller.
La manifestazione avrebbe dovuto svolgersi in un primo tempo a Moutier (JU),
dove il rifugiato era in detenzione in vista dell'espulsione da fine
luglio. Informati del suo trasferimento a Frauenfeld, i dimostranti si
sono passati parola tramite internet.
Secondo il gruppo "Libertà per Erdogan E.", l'uomo si è
rifugiato in Svizzera nove anni fa in quanto in Turchia rischiava una pena
detentiva a vita per le sue attività politiche. (Ticin@nline)
03.09.2006
|
ARRESTO
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Nelle
mani della Polizia di Ancona un cittadino turco destinatario di un
mandato di cattura internazionale. |
La Polizia di Stato di Ancona la
scorsa notte presso lo scalo marittimo ha arrestato Mustapha Kurtay, un
cittadino turco, destinatario di un mandato internazionale di cattura
emesso dall'autorità giudiziaria belga per i reati di sequestro di
persona, minaccia di morte e violenza commessi nel 1997.
Il cittadino turco, sbarcato dalla motonave "Cesme" proveniente dalla
Turchia, deve scontare una pena di tre anni. (ApCom)
03.09.2006
|
SOCIETA'
IL
"NO" ALLA DIGA

|
Una
delegazione svizzera in Turchia per valutare se il Governo di Berna
debba offrire o meno il suo avvallo al controverso progetto di Ilisu
che cancellerebbe completamente l'antica città di Hasankeyf. La sua
costruzione sta provocando numerose proteste internazionali, specie
da parte dei gruppi ambientalisti, a causa dei suoi effetti sul
territorio. |
 Una delegazione svizzera
in
Turchia per valutare se il Governo debba o meno offrire il suo
avallo al controverso progetto della diga di Ilisu.
Le autorità svizzere dovranno valutare aspetti ambientali e
umanitari che frenano la costruzione della mega-diga, alla
quale dovrebbero partecipare anche imprese elvetiche.
Il Segretariato di Stato dell'economia (Seco)
deciderà se sostenere, con la garanzia dei rischi
all'esportazione (Gre) dello Stato, il consorzio di società
svizzere implicate nel progetto (<Alstom Svizzera>, <Officine
idroelettriche della Maggia>, <Stucky> e <Colenco>).
Da anni, la costruzione della diga di Ilisu sta infatti
provocando numerose proteste internazionali a causa dei suoi
effetti sul territorio. Il lago artificiale che ne dovrebbe
scaturire allagherà un'area di 300 km2 ed obbligherà 55.000
persone (in maggioranza curdi) ad abbandonare i loro villaggi
nella provincia sud-orientale dell'Anatolia.
Gruppi ambientalisti temono danni irreparabili per la regione,
mentre altri oppositori ritengono che il progetto susciterà
dei conflitti riguardanti le forniture d'acqua con due Stati
confinanti, l'Iran e la Siria.
"La visita del sito è parte del processo in corso per
valutare il progetto secondo gli standard internazionali e ci
permetterà di discutere alcune questioni con le autorità
turche", dice a <Swissinfo> Eric Scheidegger, portavoce del
Seco.
"Alcuni aspetti suscitano molte preoccupazioni, ma non ci
saranno risposte perentorie perché la situazione è molto
complessa. Si tratterà di ponderare questi problemi con delle
considerazioni economiche".
Il nuovo consorzio
L'attuale consorzio interessato alla costruzione della diga di
Ilisu comprende anche aziende austriache e tedesche. La
decisione del governo elvetico dipenderà anche dalle garanzie
che saranno disposte a fornire Austria e Germania.
Daniel Schafer, responsabile di <Alstom Svizzera>, rileva che la
partecipazione dell'azienda al progetto dipende
dall'ottenimento della Gre.
"Senza questa garanzia si verificheranno dei problemi
finanziari ed il consorzio non sarà in grado di costruire la
diga. In questo caso, le autorità turche cercheranno dei
nuovi partner", ha recentemente dichiarato.
Nel corso della cerimonia di posa della prima pietra, avvenuta
recentemente, la Turchia ha sottolineato la sua
volontà di costruire l'enorme impianto. Le autorità hanno
accantonato circa un miliardo di franchi per aiutare gli
abitanti della città medievale di Hasankeyf e dei suoi
dintorni a insediarsi in nuove aree.
La Dichiarazione di Berna (DB), un'organizzazione non
governativa svizzera, ha tuttavia segnalato che ciò non
basterà a ricostruire la vita di questa gente. Christine
Eberlein, portavoce della DB, ritiene che il Gverno svizzero
non voglia soprattutto rovinare le sue relazioni con la
Turchia.
"La Svizzera non vuole inviare dei segnali sbagliati al Governo turco. Ma, in passato, la Turchia è già stata capace
di dire no alla Svizzera. Non vedo dunque perché ora non si
possa fare altrettanto", dice a <Swissinfo>.
"Le aziende svizzere non si ritireranno perché credono
in questo mega-progetto. Hanno un disperato bisogno di questo
investimento", conclude. (Matthew Allen - Traduzione
di Marzio Pescia/Swissinfo)
____________________
Chiese e moschee, madrase e grotte,
vicoli e negozietti s'inseguono nella cittadella vecchia di 4mila anni.
Hasankeyf, Turchia sud-orientale. Un nome che non tanti conoscono, un
piccolo paese sperduto che racchiude però delle meravigliose
testimonianze archeologiche. In pericolo, per colpa di una diga.
La vittoria del
pragmatismo - Il 5 agosto scorso, dopo le
roventi polemiche che fin dagli anni Novanta vengono scatenate dalla
costruzione di questa infrastruttura, i lavori per l'edificazione della
diga di Ilisu, 45 chilometri dal confine con la Siria, sono partiti. A
nulla sono valsi gli appelli di associazioni ambientaliste in tutto il
mondo: alla fine la diga sul Tigri si farà. E il villaggio di Hasankeyf
potrebbe essere, a breve, solo un ricordo. Sommerso come altri duecento
villaggi a maggioranza curda. Secondo il <Kurdish Human Rights
Project>, i lavori provocheranno l'esodo forzato di non meno di
54mila persone destinate, secondo l'ong curda, a trasferirsi nei
quartieri periferici e malsani di Diyarbakir e di Barman, le
principali città a maggioranza curda in Turchia. L'Associazione dei
Popoli Minacciati ha lanciato un
appello chiedendo al governo tedesco e alle banche teutoniche di non
sostenere le aziende che hanno vinto l'appalto per la costruzione, ma è
difficile che le gru possano essere fermate. Secondo i calcoli del Governo
di Ankara, quando il bacino idrico sarà in funzione entro il 2013,
verranno prodotti 3.8 miliardi di kwh all'anno. Una
bella sorsata di energia per un'economia in crescita come quella turca.
Ma gli oppositori del progetto ritengono che la Turchia si permetta il
lusso di sfollare migliaia di famiglie solo perché queste sono curde e,
in questo senso, avrebbe barattato il basso profilo sulla crisi libanese
in cambio del via libera dell'Unione Europea alla realizzazione
dell'opera pubblica.
Identità
sommersa - La diga di Ilisu è solo un tassello
di un progetto immane, che esiste da anni, ma che l'instabilità della
regione aveva sempre fatto rinviare. Il progetto si chiama Gap, cioè il
Guneydogu Anadolu Projesi, e prevede lo sfruttamento delle acque del Tigri
e dell'Eufrate e la costruzione di 22 dighe, 19 centrali idroelettriche e
centinaia di progetti collaterali. Il progetto riguarda tre stati:
Turchia, Siria e Iraq. Quando il Gap sarà completato, la Turchia avrà il
controllo completo delle acque della Mesopotamia, in quanto si rifiuta di
firmare trattati per regolare la portata dei due fiumi oltre il confine
turco. Ciò crea conflitti con i Paesi vicini interessati. Ma il peso
politico di Iraq e Siria in questo momento della politica internazionale
è quasi nullo. La Turchia va avanti quindi e il premier Recep Tayyip Erdogan assicura
che la diga in particolare e il progetto in generale garantiranno migliaia
di posti di lavoro. Per il momento però, l'unico reale risultato sarà
quello di una marea di sfollati in fuga dalle terre dove sono sempre
vissuti. "Siamo frustrati, siamo rimasti tutta la notte all'aperto
davanti alle porte di Hasankeyf per protestare contro la costruzione della
diga. Nonostante questo hanno iniziato i lavori. Le ruspe distruggeranno i
nostri cuori. La nostra ultima speranza rimane l'opinione pubblica
europea, che forse riuscirà a impedire che le loro ditte prendano parte a
questo terrificante progetto", ha dichiarato Huseyin Agca,
dell'amministrazione del capoluogo provinciale Diyarbakir,
all'Associazione Popoli Minacciati. I curdi e i cristiani assiro-aramei
considerano Hasankeyf parte della propria identità, e anche per questo la
Banca Mondiale si era a suo tempo ritirata dal progetto. Ma questo, di
fronte al progresso, sembra essere un dettaglio di nessun valore. (Christian
Elia/PeaceReport)
03.09.2006
|
LA
TV TURCA VERSO IL DIGITALE

|
Il
trasferimento avverrà all'inizio del 2009. Lo ha precisato il
direttore generale della <Turksat>, Osman Dur. |
Turkey's
cable TV, with nearly 300 radio and television channels broadcasting in
Turkish and other languages, is preparing to go digital.
The transfer will be realized by early 2007 said Osman Dur, General
Director for Turksat, the company that hosts Turkey's digital
broadcasting.
The multi-channel system that includes packages on culture, education,
family, children and documentaries has been tested in the Turkish
provinces of Adana and Konya, Dur said, adding that it will be implemented
in all areas equipped with a suitable cable infrastructure.
Pointing out the digital system will be capable of providing Internet,
fax, video conferencing, voice and television services, Dur also added
stationary phones services will be available if the necessary technical
investments are made.
Speaking to a group of journalists, Dur shared his views on the companies
of Kablo Net and Interaktif, formerly owned by Erol Aksoy of the bankrupt
Iktisat Bank, and now being held by the Savings Deposit Insurance Fund (Tmsf).
Dur said the former owners protested 'These companies are affiliated
with us but their values have fallen since you confiscated their
infrastructure.'
Terming the Tmsf's actions until present as "harassment," Dur spoke
as follows:
"Last Friday, the Tmsf came in towards the end of a business day and we
did not let them in, so later they brought the police and forced entry.
Their raid on the Ankara Provincial Directorship lasted until midnight.
They hacked computer passwords, which doesn't serve a purpose other than
the harassment of customers. Only Turksat could contact subscribers in the
past, but now, Interaktif will also be able to interfere after they obtain
the passwords."
Asserting the Tmsf is trying to accumulate cash using the state's
infrastructure, Dur said "We told them 'You're misusing a friend's
support.' This infrastructure does not belong to Erol Aksoy, it belongs
to the state. I did not seize Erol Aksoy's personal infrastructure, I am
not a thief. (Zaman)
03.09.2006
|
VIETATO AVERE
FIGLI (PRIMA DI 3 ANNI)

|
Il
sindacato turco ha mosso causa alla <Thy> per una clausola
contrattuale nei confronti delle hostess che, a suo dire,
sarebbe vessatoria. |
Il sindacato turco per l'aviazione
civile ha mosso causa alla compagnia di bandiera <Turkish
Airlines> per una clausola contrattuale che impedisce alle hostess di avere
figli prima di tre anni dalla firma del contratto. La compagnia negli
ultimi mesi ha assunto 800 persone per il potenziamento della flotta e che
teme di dover integrare il numero con altri inserimenti, dovuti a
sostituzioni di maternità. Ma quanto avvenuto "è grave - fa notare
Berna Tanyolaç, presidente dell'associazione hostess della <Turkish
Airlines> - all'interno della compagnia mai successa una cosa del
genere". (www.rassegna.it)
03.09.2006
|
CACCIA ALLE
RAGAZZE IN BIKINI

|
La
deriva islamista della Turchia, Paese candidato ad entrare
nell'Unione Europea, all'attacco. Diversi casi segnalati dai giornali. Nei negozi
si vende l'<hasema>, versione balneare dello chador. |
Nella Turchia che aspira a diventare
europea una ragazza in bikini è stata aggredita verbalmente e molestata
da alcuni fondamentalisti sulla spiaggia di Karaburun, vicino a Izmir. A
scatenare la loro ira, secondo il racconto della giovane Ceren, e della
madre Gulden Haiydin, giornalista del quotidiano <Hurriyet>, la
richiesta rivolta ad alcune donne vestite in abiti tradizionali e velate,
di non gettare in spiaggia i pannolini sporchi dei loro bambini. A quel
punto quattro uomini del gruppo, colpiti forse nel loro onore, hanno
replicato accusando Ceren di indecenza e di atteggiamento "contrario
alle norme musulmane". Purtroppo non è l'unico caso. Il giornale
<Cumhuriyet> racconta di un'altra aggressione a una ragazza in due
pezzi, una ballerina del Balletto di Ankara probabilmente troppo
disinvolta per i gusti islamisti. E ancora, racconta <Radikal>,
alcuni uomini appartenenti alla setta islamica ortodossa Rufai per ben due
mesi hanno occupato il lido di Sile, vicino a Istanbul, vietando a tutti
l'accesso alla spiaggia (pubblica) dove le loro pudiche mogli e madri e
sorelle e figlie avevano scelto di bagnarsi. Nel dubbio, i commercianti si
adeguano e cominciano a dividere gli stabilimenti balneari in aree per
donne e per uomini. Nei negozi invece trionfano gli <hasema>, tute
da bagno per donna con tanto di cappuccio che rappresentano la versione
balneare dello chador. La Turchia che ancora crede in Mustafa Kemal 'Ataturk,
fondatore dopo la caduta dell'Impero ottomano di una repubblica laica (e
fortemente militarizzata), si preoccupa di questi segnali e ne incolpa l'Akp,
il partito islamico al Governo dal novembre del 2002, che vinse
promettendo, tra l'altro, agli elettori di abolire il divieto del velo
islamico, in vigore negli edifici pubblici e nelle Università. Certo,
vista da quell'Europa che il premier Recep Tayyip Erdogan si dice
prontissimo a raggiungere, questa lotta fra laici militaristi e islamici
bacchettoni non è incoraggiante. Chissà che ne penserebbero in Costa
Smeralda - o a Saint Tropez - di un <hasema>?. (La
Stampa web)
03.09.2006
|
TEMPI
DURI PER COCA E PEPSI COLA

|
Le
due bevande americane sembra che in alcuni Paesi non siano proprio
gradite. Una dichiarazione di Mustafa Ozbey. |
The
selling of Coca Cola and Pepsi has been prohibited in the Istanbul
Convention & Exhibition Center, which hosts 1.5 million people
annually.
The first Turkish prohibition for Coca Cola and Pepsi, which had been
previously prohibited in Latvia, India and a university in England based
on the claim that they contained some hazardous materials, came from a
civil society in Turkey. Mustafa Ozbey, who changed the name of "My
Showland "to" the Istanbul Convention & Exhibition Center,
prohibited the sales of the popular soft drinks in his show center
stemming from the desire to be a good role model and protect Turks from
pollutants.
Ozbey stressed that the health of Turkish people was at least as important
as the health of a Hindu or Latvian and added there would not be Coca Cola
or Pepsi in any part of the convention center, which begins its next
season in September. Ozbey said all of the canteens and kiosks around the
center belonged to them, and added, "Even if we hire them out, we will
assert our conditions in this frame." Ozbey said the Istanbul Convention
& Exhibition Center was the second biggest convention center in the
world and the biggest in Europe, and added: "About 30-40 percent of our
visitors drink Coca Cola or Pepsi every year and, in fact, we earn a lot
from these sales. Even if we only took advertisements from Coca Cola we
could earn more; however, the health of Turkish people is more important
for us."
Ozbey said great amounts of money leave Turkey due to the cola and
cigarette industry, and added: "None of these kinds of goods will be
available in our convention center until it is proven that they do not
harm people's health."
Al-Azhar University Advises
Against Colas
Leading Egyptian University
al-Azhar advised against drinking Coca Cola and Pepsi, which have been
prohibited in some countries recently. Vice Rector of al-Azhar Abduldaim
Nasir relayed the news issued al-Medina Daily in Saudi Arabia that both of
these colas included materials produced from pork. One of the leading
intellectuals in the Islam world, Professor Abdulhalim Uveys, noted that
Muslim intellectuals had previously released fatwas that the drinks
produced by these trademarks were forbidden according to Islamic food
regulations. Uveys said he also thought in the same way, and added:
"Coca Cola has some alcohol ingredients and Pepsi has some pork
ingredients. Also, the soft drinks produced by these two companies should
not be drunk because, first of all, they harm people, as alcohol and
cigarettes do; and secondly, drinking them can be considered unnecessary
because there are no health benefits. And maybe the most important thing
here is that both of these companies support Israel." (Ibrahim
Asalioglu/Zaman)
03.09.2006 |
NOTIZIARIO AMBASCIATA D'ITALIA

TESTO
DI LEGGE SULL'ENERGIA NUCLEARE
Il ministro turco dell'Energia, Hilmi Guler, ha annunciato che è in
preparazione un testo di legge a sostegno dello sviluppo di attività
connesse alla produzione di energia nucleare nel Paese. La bozza include
in particolare articoli in materia di rilascio di licenze, avvio delle
attività, produzione, vendita e gestione dei rifiuti. Guler, nel
ricordare che la Turchia ha già ricevuto proposte per la costruzione di
14 centrali nucleari da parte di imprese locali che hanno
avviato trattative con aziende leader nel settore energetico a
livello mondiale, ha sottolineato che la scelta finale non sarà fatta
attraverso lo strumento della gara bensì sulla base di considerazioni
tecniche, economiche ed ambientali, unitamente all'esame di criteri di
economicità e di efficacia operativa degli investimenti nonché di
benefici in termini di trasferimento di know-how
per la Turchia.
TURISMO E CALO DI PRESENZE
Secondo l'Ufficio Statistico turco (Tuik), nei primi sette mesi del 2006
il numero dei turisti giunti nel Paese è diminuito del 6.4% rispetto allo
stesso periodo del 2005. Il calo delle presenze turistiche, che l'anno
scorso raggiunsero 21 milioni con 18 miliardi di dollari di proventi,
preoccupa particolarmente le autorità locali che ora guardano con
speranza al terzo quadrimestre dell'anno che segna l'apice delle
entrate del settore. Con riferimento ai primi sette mesi del 2006, la
diminuzione più significativa si è avuta da parte di cittadini dei Paesi
europei (-16.1%), mentre è stato registrato un incremento da parte dei
Paesi Ocse non europei (19.3% nei primi sette mesi e 31.2% solo in luglio)
e da parte di quelli americani (56% nei primi sette mesi e 20% nel solo
mese di luglio).
EXPORT MACCHINARI E
APPARECCHIATURE ELETTRONICHE
Il ministro turco per il Commercio Estero, Kurzat Tuzmen, ha
affermato che dall'1 gennaio al 22 agosto 2006 il 70% delle esportazioni
di macchinari ed apparecchiature elettroniche, per un valore totale di
$6.8 miliardi, è confluito nei mercati dei Paesi industrializzati e che
il volume dell'export in questi due settori è in continuo aumento a
dimostrazione dell'alta qualità della produzione nazionale. Tra i
principali mercati di destinazione figurano il Regno Unito, con un
incremento del 45.15% per $738 milioni, la Germania con $592 milioni, la
Francia con $369 milioni, la Spagna con $311 milioni, l'Italia con $297
milioni, l'Iraq con $295 milioni, l'Olanda con $162 milioni, la Russia
con $138 milioni e la Romania con $104 milioni. Tuzmen ha inoltre aggiunto
che tra i due settori quello che ha registrato le performance
migliori è stato quello dei macchinari e parti di ricambio, che da solo
è cresciuto del 17.8% con vendite per $2 miliardi ed esportazioni dirette
principalmente verso la Germania, gli
Stati Uniti, la Russia, il Regno Unito e l'Italia.
INVESTIMENTI DEL QATAR NELL'EGEO
Il Qatar ha deciso di investire 5 miliardi di dollari in Turchia nella
regione dell'Egeo. Lo ha reso noto il presidente della Camera
dell'Industria della Regione Egea, Taner Taskin, il quale ha aggiunto
che una delegazione di imprenditori turchi si recherà in Qatar nel
prossimo mese di gennaio per discutere le proposte di utilizzo dei
predetti fondi. La decisione del Qatar segue di pochi giorni la visita in
Turchia del Re saudita Abdullah e va ad aggiungersi alle attività di
cooperazione economica e commerciale già in corso tra la Turchia ed i
Paesi del Golfo.
L'ITALIA ALLA "FIERA
AGROEXPO EURASIA 2006"
La Camera di Commercio italiana a Smirne e l'Ente fieristico Orion organizzeranno
congiuntamente la "Fiera Agroexpo Eurasia 2006" che si svolgerà
a Smirne dal 21 al 24 settembre ed alla quale parteciperà una nutrita
delegazione di uomini d'affari italiani che intendono avviare relazioni
commerciali con la Turchia.
SCESO IL TASSO DI DISOCCUPAZIONE
L'Istituto Nazionale di Statistica turco (Tuik) ha reso noto che il
tasso di disoccupazione nel Paese a fine maggio, calcolato sulla base dei
movimenti avvenuti nel trimestre aprile-giugno, è sceso all'8.8%
rispetto al 9.2% dello scorso anno, con una concentrazione dell'11% dei
disoccupati nelle aree urbane e del 5.7% in quelle rurali, mentre il 10.6%
sono uomini ed il 15.1% donne. La stessa fonte rivela che alla fine di
maggio il numero dei disoccupati è sceso di 79.000 unità rispetto allo
stesso mese del 2005, per un totale di 2.215.000 su una popolazione attiva
di 25.075.000. Quanto alla forza lavoro complessiva del Paese, questa è
stimata in 51.561.000, di cui il 18% ha un'età compresa tra i 15 e i 24
anni.
SFRUTTAMENTO
DELLA BIO-ENERGIA
Il presidente dell'Associazione turca delle Camera di Commercio,
dell'Industria e delle
Borse (Tobb), Rifat Hisarciklioglu, e membri del Consiglio Esecutivo si
sono recentemente incontrati con il Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan,
con il ministro delle Finanze Kemal Unakitan e con il ministro
del Commercio Estero Kursat Tuzmen, per discutere di politica industriale,
privatizzazioni, energia e disoccupazione. La riunione, che rientra tra
quelle di routine tra il Governo ed i rappresentanti del settore privato,
è servita a raggiungere un accordo in base al quale la Tobb effettuerà
uno studio sul settore energetico volto a rivedere le politiche in materia
e ad approfondire il ruolo e lo sfruttamento della più economica
bio-energia. Quanto alle politiche industriali, sono state riviste le
priorità e le strategie per il prossimo trimestre con particolare
riferimento al problema della tassazione ed a quello connesso al fenomeno
della disoccupazione.
<TOFAS>:
MENO PROFITTI, PIU' ENTRATE
Nel primo semestre dell'anno i profitti netti della <Tofas> sono
diminuiti del 65.9% ($18.5 milioni), rispetto allo stesso periodo dello
scorso anno, mentre le entrate sono aumentate del 18.4%, raggiungendo
quota $990 milioni, con vendite in Turchia cresciute solo del 4.5% contro
un boom di vendite all'estero cresciuto del 34.8%. Secondo la dirigenza
della <Tofas>, il
calo dei profitti non sarebbe stato causato dalle recenti turbolenze
valutarie del Paese e dall'aumento dei tassi d'interesse, ma dalla
modifica della legge sugli investimenti che ha limitato le agevolazioni
fiscali a tre anni determinando l'aumento delle tasse da versare
nell'anno. In particolare Alfredo Altavilla, amministratore delegato
della <Tofas>, ha affermato che confida su una ripresa del mercato
nel mese di settembre, pur sottolineando che le vendite della <Tofas>
non sono state colpite in modo particolare. Ha annunciato inoltre che nei
prossimi tre anni saranno effettuati investimenti per oltre €800 milioni
di cui €350 milioni entro la fine di quest'anno. Sul fatturato totale
la quota relativa alle esportazioni è passata dal 45.8% al 52.2% e la
<Tofas>, che ha esportato 88.000 autovetture nel 2005, conta di
raggiungere quota 110.000 a fine anno.
IMPORTANZA ECONOMICA DI BURSA
La città di Bursa sta affermando sempre di più la sua importanza
economica a livello internazionale ospitando otto multinazionali, 26
società provenienti da tutto il mondo ed un totale di 168 investitori
esteri. In base ai dati diffusi dalla Camera dell'Industria e Commercio
della città (Btso), tra le
più numerose figurano le società tedesche che mantengono la leadership
con 38 presenze, seguite dalla Francia con 30, dall'Italia con 14, dagli
Stati Uniti con 11, dal Regno Unito e dalla Svizzera con 10, dalla Spagna
con 8, dall'Olanda con 7, dalla Grecia con 5, dalla Russia con 4 e dal
Belgio con 3. Diversa la graduatoria in termini di esportazioni, relativa
però al 2004, che vede la Francia capofila ($1.6 miliardi) seguita
dall'Italia ($884 milioni) e dalla Germania ($784 milioni). Sempre con
riferimento al 2004, la maggior parte delle aziende che hanno avviato
attività economiche a Bursa è di provenienza europea (115, pari al
68.4%), facendo così dell'UE il primo investitore ed impiegando
oltre 27.000 persone per un valore totale delle esportazioni pari a $3.4
miliardi. Nonostante la sua fama legata al comparto tessile, Bursa è
stata associata sin dagli anni 70 anche a quello dell'automobile con i
due grandi investimenti realizzati congiuntamente dalla <Oyak-Renault>
e dalla <Tofas-Fiat>.
"ANTALYA AUTO SHOW"
Si svolgerà ad Antalya dal 15 al 20 settembre 2006 la nuova edizione di
"Antalya Auto Show" nel corso della quale saranno esposte le più recenti
produzioni del settore automobilistico e dei veicoli commerciali sia
leggeri che pesanti.
INDICE DI FIDUCIA DEI CONSUMATORI
Secondo i dati elaborati dalla Banca Centrale e dall'Istituto di
Statistica della Turchia (Tuik), l'indice di fiducia dei consumatori nel
mese di luglio è sceso di 3.87 punti percentuali all'88.60% (92.17% nel
mese di giugno), registrando così il dato più basso nell'ultimo anno.
L'indice si basa su indagini mensili relative alle tendenze dei
consumatori, condotte attraverso un attento monitoraggio delle loro
abitudini di spesa e le aspettative soggettive.
3° ROUND LAVORATORI-GOVERNO
Il terzo round di negoziati collettivi tra i sindacati dei lavoratori ed
il Governo turco sull'aumento dello stipendio minimo si è concluso
senza alcun accordo tra le parti. Il Governo avrebbe infatti proposto
l'aumento del 4% in aggiunta ad alcune somme compensatorie per
bilanciare la perdita di potere d'acquisto derivante dall'aumento
dell'inflazione. Risoluta e risentita la risposta dei rappresentanti dei
lavoratori che giudicano l'offerta offensiva della loro dignità (si
tratterebbe infatti di circa €16) ed hanno minacciato dimostrazioni di
piazza. La richiesta dei sindacati è di aumentare lo stipendio base dalle
attuali YTL 741 (€400 circa) a YTL 1194 (€642 circa). Il Governo si
oppone a tali aumenti in quanto reputa che sarebbero particolarmente
gravosi per le casse dello Stato.
TASSI RICEZIONE E CESSIONE
DEPOSITI
Il
Comitato per la Politica Monetaria della Banca Centrale turca ha lasciato
invariati i tassi per la ricezione e per la cessione dei depositi,
rispettivamente al 17.50% e al 22.50%. Nel comunicato diffuso dopo la
riunione la Banca spiega che a causa dell'aumento delle risorse in
valuta estera e dei lievi miglioramenti registrati rispetto al mese scorso
nella determinazione del tasso d'inflazione a medio termine, il Comitato
non ha ritenuto opportuno procedere ad un ritocco dei tassi ma sottolinea
tuttavia di mantenere un atteggiamento cauto a causa dei rischi derivanti
dall'aumento dei prezzi del petrolio, di altri beni e del clima di
incertezza internazionale.
RATING
POSITIVO
Secondo un analista della agenzia internazionale <Standard & Poors>,
nonostante le recenti fluttuazioni di mercato che hanno causato il forte
deprezzamento della moneta locale ed aumentato il deficit commerciale, la
Turchia riuscirà a risollevarsi ed a mantenere un rating positivo
del credito, grazie ai progressi garantiti dall'attuazione del programma
di riforme economiche al momento in corso. Il rallentamento delle
fluttuazioni aiuterà l'economia turca nel breve periodo - ha aggiunto
- ricordando tuttavia che sarà necessario prendere
seri provvedimenti per limitare il deficit della bilancia commerciale.
INFLAZIONE:
IL SALI-SCENDI
Le ultime previsioni della Banca Centrale turca rispetto all'inflazione
per il 2006 si attestano ad un tasso tra il 9.1% ed il 10.5% (contro un
target ufficiale del 5%), mentre per il 2007 si prevede un tasso tra il 3%
e il 6.5% (contro un target ufficiale del 4%). Secondo un analista della
<Deutsche Bank> quest'anno l'inflazione subirà un aumento nel
mese di settembre, fino a raggiungere il 12%, per poi scendere
gradualmente fino all'11.4% a fine anno per risalire infine nel primo
trimestre del 2007. Tali previsioni sono fatte principalmente sulla base
dei prezzi dell'oro e del petrolio nonché sulle ripercussioni prodotte
dagli avvenimenti politici che avranno luogo nel Paese il prossimo anno
quali l'elezione del nuovo Presidente e le elezioni politiche ma anche
il proseguimento dei negoziati di adesione all'Unione Europea.
PROPRIETA'
IMMOBILIARI E TASSE
Un recente decreto firmato congiuntamente dai ministeri turchi delle
Finanze e dei Lavori Pubblici aumenterà le tasse sulle proprietà
immobiliari del 9.8% a partire dal 2007. Gli aumenti, effettuati in base
ai metri quadrati, riguarderanno in eguale misura sia le abitazioni
residenziali che quelle non-residenziali.
SFRUTTAMENTO DI BACINO CARBONIFERO
Il ministro dell'Energia, Hilmi Guler, ha annunciato la prossima
pubblicazione di una gara per la concessione dei diritti di sfruttamento
per 30 anni, eventualmente estendibili a 50, del bacino carbonifero di
Afsin-Elbistan e la costruzione di centrali elettriche a carbone, per un
valore totale di 5 miliardi di dollari. Descrivendo il progetto come
"il più grande nella storia della Repubblica turca", Guler ha
sottolineato che l'iniziativa avrà carattere totalmente privato e che
la costruzione delle centrali dovrebbe concludersi entro cinque anni a
partire dalla data di aggiudicazione. La scadenza per la presentazione
delle offerte è stata fissata al 23 gennaio 2007. Il bacino carbonifero
in questione detiene circa il 40% delle riserve totali di lignite della
Turchia, pari a 8.3 miliardi di tonnellate, sufficienti a produrre 30 miliardi di kilowatt di elettricità.
ENERGIA
ELETTRICA E PRIVATIZZAZIONI
L'Autorità turca per la regolamentazione del settore energetico (Epdk)
ha approvato la privatizzazione di
venti reti di distribuzione di energia elettrica del Paese. Le attuali
tariffe elettriche non sono state modificate ma la divisione per fasce di
utilizzo è stata ridotta da 11 a 5 (per uso residenziale, industriale,
commerciale, per l'illuminazione generale e per l'irrigazione). Il
provvedimento, che mira alla graduale privatizzazione del settore, sarà
seguito dalla pubblicazione dei bandi di gara relativi, come previsto dal
programma di liberalizzazione avviato dal Governo con il sostegno della
Banca Mondiale.
CONCORSO
La Camera di Commercio,
Industria, Artigianato e Agricoltura di Treviso ha indetto la 55^ edizione
del Concorso per la premiazione della Fedeltà al Lavoro e del Progresso
Economico, esteso anche ai lavoratori ed imprenditori trevigiani che si
siano distinti all'estero per la loro attività almeno ventennale. Il
bando per la partecipazione al concorso, che scadrà il prossimo 2
ottobre, è consultabile sul sito www.tv.camcom.it
.
ACCORDO ANKARA-TEHERAN
La Turchia e l'Iran hanno raggiunto un accordo volto all'esportazione
del gas naturale iraniano
verso l'Europa attraverso i gasdotti turchi. I quotidiani locali,
citando il sito web del Ministero del petrolio iraniano, danno ampio
risalto all'intesa che consentirà di aumentare considerevolmente la
capacità di esportazione iraniana attraverso le infrastrutture presenti
sul territorio turco. Il ministro iraniano, nella sua dichiarazione alla
stampa, ha anche fatto esplicito riferimento all'importanza che riveste
il progetto "Nabucco", il gasdotto lungo 3.300 km che trasporterà
entro il 2011 90 milioni di metri cubi/giorno di gas naturale dall'Azerbaijan
e dall'Iran attraverso Turchia, Bulgaria, Romania e Ungheria sino in
Austria.
ESPORTAZIONI
Le esportazioni
turche nei primi sette mesi e mezzo di quest'anno hanno superato la
somma di $50 miliardi, mentre su base annua il dato è pari a $80
miliardi. Lo ha recentemente rivelato il ministro del Commercio con
l'Estero Kursat Tuzmen, aggiungendo che il valore delle esportazioni dei
prodotti agricoli è stata pari a $5.5 miliardi, mentre quella di prodotti
industriali ha raggiunto l'ammontare di $43.5 miliardi. Tuzmen ha infine
sottolineato quanto le esportazioni abbiano risentito negativamente delle
recenti fluttuazioni della valuta nazionale, aggiungendo che il Governo
cercherà di evitare ulteriori shock e si adopererà per adottare
politiche volte ad incrementare le esportazioni.
SMEs E
FORZA LAVORO
L'Istituto di Previdenza Sociale turco (Ssk) ha reso noto che le piccole
e medie imprese (SMEs) nazionali impiegano attualmente il 90% della forza
lavoro del Paese.
Circa sette milioni di lavoratori sono
iscritti presso l'Istituto; 3.371.000 di questi lavorano presso piccole
aziende con personale inferiore a 30 unità e con al massimo 9 unità
lavorative. Il contenimento del numero dei lavoratori è volto ad
evitare che questi si iscrivano al sindacato (solo quelli che lavorano in
imprese con oltre 10 unità lavorative sono infatti autorizzati) e che
l'azienda paghi l'assicurazione ai lavoratori (solo quelle con oltre
30 unità sono costrette a farlo). Infine 3.546.000 lavoratori sono
impiegati in aziende che occupano tra le 50 e le 1001 unità.
SOCIETA' TURCHE
Il numero delle società turche costituite nel mese di luglio è aumentato
del 12.2% rispetto allo stesso mese del 2005, per un totale di 3.934
società di cui la maggior parte (1125) svolgono attività commerciali.
SETTORE
BANCARIO E MERCATI FINANZIARI
L'
Autorità turca per la supervisione e regolamentazione del settore
bancario (Bddk) ha approvato la fusione tra la <Kocbank> e la <Yapi
Kredi> provvedendo a darne notifica alla Borsa di Istanbul.
L'acquisizione della <Kocbank>, che farà della <Yapi Kredi>
la quinta banca del Paese, è iniziata nel 2005 e si concluderà entro
quest'anno.
__________________
L'Agenzia di rating
internazionale <Fitch> ha elevato il tetto massimo che regola
l'indebitamento del settore privato in valuta estera per alcuni Paesi,
tra cui la Turchia, portandolo al grado di BB. Le
banche turche interessate sono le seguenti: <Akbank>, <Fortis
Bank>, <Kocbank>, <Kuveyt Turk Participation Bank>, <Turk
Economic Bank>, <Garanti Bank>, <Garanti Factoring<, <Garanti
Leasing>, <Turkey World Bank e <Work Leasing and Construction
Credit Bank.>
LA <SANKO> A CEYHAN
La finanziaria <Sanko> sta progettando di costruire una raffineria
ed un impianto petrolchimico nei pressi di Ceyhan, ormai divenuto a tutti
gli effetti uno dei principali hub
del Paese a seguito della recente inaugurazione dell'oleodotto
Baku-Tblisi-Ceyhan. Il suo amministratore delegato, Abdulkadir Konukoglu,
ha affermato che la <Sanko> è pronta a ricevere eventuali offerte
di partnership sia da parte di società turche che estere aggiungendo di
aver già ricevuto un'offerta da parte di una società russa. La <Sanko>
è attualmente impegnata in progetti energetici, tra cui la costruzione di
dighe e centrali idroelettriche in sei province della Turchia con un
investimento di oltre 1 miliardo di dollari Usa.
CENTRO SCIISTICO AD AFYON
Con un investimento di €400 milioni la società belga <Snow
Mountain> costruirà ad Afyon un centro sportivo sciistico coperto sul
modello di quelli già esistenti negli Stati Uniti, a Dubai ed in
Inghilterra. A darne notizia è stato il pesidente del Comitato di
bilancio e pianificazione del Parlamento nonché vice rappresentante ad
Afyon del partito di Governo, Akp, Sait Acba. Il centro, che sarà
costruito ad un'altitudine di 147mt sul livello del mare, comprenderà
un lago artificiale, un hotel di 4.000 posti letto, ville residenziali,
centri commerciali ed attrezzature sportive nonché impianti sciistici. La
località di Afyon è stata scelta dagli investitori anche per la sua
vicinanza al Mar Mediterraneo ed alle sorgenti termali che costituiranno
il valore aggiunto dell'iniziativa rispetto ai centri già esistenti.
PRODUZIONE DI NOCCIOLE
Il Governo turco ha affidato al Tmo (l'Agenzia per i prodotti della
terra, che dipende dal ministero dell'Agricoltura) l'incarico di
acquistare la produzione di nocciole di quest'anno. Il Primo Ministro
Recep Tayyip Erdogan, che ha recentemente presieduto un summit sulla
questione, ha dichiarato che il prezzo di vendita della produzione sarà'
stabilito entro la metà di settembre sulla base dei prezzi di libero
mercato. Per la vendita di nocciole continueranno ad essere usati i punti
vendita e gli esperti della <Fiskobirlik<. Secondo un comunicato
diramato dall'Ufficio del Primo Ministro, al fine di porre fine ai
problemi finora incontrati dai produttori di nocciole nel Paese, saranno
avviate una serie di ricerche e studi volti a gestire la concessione di
licenze per lo stoccaggio della produzione sotto il coordinamento del
Ministero dell'Industria e Commercio.
VENDITA IMMOBILI A STRANIERI
Il ministro delle Finanze turco Kemal Unakitan e quello del Turismo e della
Cultura Atilla Koc avrebbero deciso di utilizzare il modello spagnolo per
regolamentare la vendita di immobili a cittadini stranieri dove, nella
maggior parte dei casi, l'appaltatore gestisce gli immobili venduti o li
affida a gestori esterni. In una recente audizione alla Corte
Costituzionale il ministro Unakitan, presentando degli emendamenti alla
legge sulle Proprietà Immobiliari, ha affermato che ad oggi 62.486
cittadini stranieri hanno acquistato proprietà in Turchia e che di questi
la maggioranza sono britannici, seguiti dai tedeschi, dai greci, dagli
olandesi e dai siriani.
BILANCIA
PAGAMENTI
La Banca Centrale turca ha pubblicato gli ultimi dati macro-economici
concernenti la bilancia dei pagamenti nel primo semestre del 2006 dai
quali risulta un deficit pari a $18.6 miliardi con un incremento del 41.4%
rispetto allo stesso periodo del 2005. Da gennaio a giugno di quest'anno
il deficit della bilancia commerciale e' cresciuto del 35%, attestandosi
a $19.9 miliardi, con
importazioni per $61.7 miliardi ed esportazioni per $41.8 miliardi.
In avanzo invece i servizi, le cui entrate nel primo semestre sono
ammontate a circa $3.6 miliardi, anche
se in leggero calo rispetto allo stesso periodo del 2005 ($3.9 miliardi).
Quanto agli investimenti diretti dall'estero, si sono assestati a
$8.8 miliardi rispetto ai $1.2 miliardi nello
stesso periodo del 2005.
AUMENTI
ENERGIA ELETTRICA
Il Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan ha recentemente annunciato che si
prevedono aumenti del costo dell'energia elettrica per uso domestico a
causa del continuo incremento dei prezzi energetici sul mercato mondiale.
Si tratterebbe del primo aumento delle tariffe energetiche da quando il
partito Akp
è al Governo.
INFLAZIONE
Secondo le ultime previsioni della Banca Centrale turca il tasso d'inflazione
annuo si attesterebbe al 10.59% nel mese di agosto, il cambio della moneta
nazionale contro il dollaro Usa dovrebbe attestarsi a 1.5603 a fine anno e
il deficit di bilancio delle partite correnti raggiungere quota $26.3
miliardi contro le stime iniziali di $25.7 miliardi.
PARCO
DIVERTIMENTI
La <Paramount
Pictures> ha intenzione di costruire nei pressi di Ankara un parco divertimenti sul modello di <Disneyland>
per un importo totale di $1 miliardo ed al riguardo ha già avviato le
trattative con le Autorità municipali. Nelle intenzioni della <Paramount>
il complesso, la cui costruzione inizierebbe nel 2007 per la durata di tre
anni, ospiterà al suo interno anche 20.000 alloggi, ville ed hotel e sarà
costruito nei pressi dell'autostrada Ankara-Eskisheir su una superficie
totale di tre milioni di metri quadrati. Si prevede che il parco
divertimenti attrarrà almeno tre milioni di visitatori l'anno.
INDICATORI
MACROECONOMICI
- Crescita del Pnl nel 2005:
7.7%; gen. - marzo 2006: 6.3%
-
Inflazione annua (prezzi al
consumo): 7.72% (2005); 11,7% (agosto 2006)
-
Interscambio con l'Italia nel 2006 - gen - maggio - (dati Ice): 6.1
miliardi di dollari, con esportazioni
verso
l'Italia pari
a 2.8 miliardi di dollari (+
25,6% rispetto al corrispondente periodo del 2005) ed importazioni
dall'Italia pari a 3.3 miliardi di dollari (+11,6 % rispetto al
corrispondente periodo del 2005).
A cura di : Simona De Martino, capo dell'Ufficio
economico e commerciale dell'Ambasciata d'Italia in Turchia.
Gianmarco Macchia, vice capo dell'Ufficio economico e commerciale
Roberto Luongo, direttore dell'Ufficio Ice di Istanbul
Redazione: Tiziana Staffolari, collaboratore economico e finanziario
03.09.2006
|
ECONOMIA
IN LINEA CON IL
PROGRAMMA CONCORDATO
|
Secondo
l'ultimo rapporto del Fondo Monetario Internazionale
l'andamento dell'economia turca va bene. Entro la fine
dell'anno la crescita dovrebbe raggiungere il target
stabilito del 5%. |
Secondo l'ultimo rapporto
del Fondo Monetario Internazionale, l'andamento dell'economia
turca è essenzialmente in linea con il programma a suo tempo
concordato. Entro la fine dell'anno la crescita economica
dovrebbe raggiungere il target stabilito del 5%, con una forte
componente riconducibile alla domanda interna. Nel corso degli
ultimi dodici mesi - sottolineano gli analisti di Washington -
il deficit delle partite correnti ha tuttavia continuato la
sua corsa, a causa dell'aumento complessivo dei prezzi dei
beni di importazione e del rafforzamento della lira. Un
passivo pari a 23.1 miliardi di dollari nel 2005 e che ha
raggiunto i 16.6 miliardi nei primi cinque mesi del 2006, con
un aumento del 50% rispetto allo stesso periodo dello scorso
anno. Il Fondo rende comunque merito alle Autorità
competenti, che hanno saputo reagire efficacemente alle
recenti fluttuazioni verificatesi sui mercati finanziari,
motivo principale dell'apprezzamento della valuta locale
principalmente nei confronti dell'euro e del dollaro
statunitense, pari a circa il 20%. Ruolo centrale, in tale
frangente, è stato ricoperto dalla Banca centrale, che ha
saputo condurre in questi mesi una prudente politica di rialzo
dei tassi di interesse (tasso d'interesse per la ricezione dei
depositi a breve termine pari al 17.50%), al fine di
raffreddare le recenti pressioni inflazionistiche nel contesto
di un regime di cambio flessibile. Quanto poi al finanziamento
della bilancia delle partite correnti nel corso del 2006, il
Fondo assegna un ruolo determinante all'afflusso di
investimenti esteri diretti, che, a dispetto della recente
volatilità, confluiscono sul mercato locale sostenuti non
solo da significativi ritorni in termini finanziari ma anche
dall'avvio dei negoziati di adesione della Turchia all'UE che
hanno ravvivato l'interesse degli investitori esteri. Il Fondo
sottolinea che i fondamentali economici del Paese dovranno
essere sostenuti da una decisa e virtuosa gestione del
programma di riforme e da un attento controllo della massa
monetaria. (fonte Ambasciata d'Italia ad
Ankara)
03.09.2006
|
FMI:
BOARD APPROVA AUMENTO QUOTE

|
La
riforma riguarda la Turchia, la Cina, la Corea del Sud
ed il Messico. L'annuncio dato dal direttore generale
del Fondo, Rodrigo Rato. |
Il cda dell'Fmi, il
Fondo Monetario Internazionale, ha approvato un piano di
riforma dell'istituzione che attribuisce da subito un peso
maggiore in seno al Fondo alle economie in via di sviluppo più
dinamiche, tra queste Cina, Corea del Sud, Messico e Turchia.
Secondo il piano, che sarà attuato complessivamente nel giro
di due anni, i quattro Paesi vedranno un aumento delle proprie
quote-parte nel bilancio dell'Fmi sulla base delle quali si
determina il contributo dei singoli Paesi membri al bilancio
del Fondo, i suoi diritti di voto e l'accesso ai
finanziamenti. Nel dare l'annuncio, il direttore generale
dell'Fmi, Rodrigo Rato, ha anche lanciato un appello a Pechino
perché si muova con "piu' vigore" nell'applicare il
nuovo regime di cambio dello yuan, nell'interesse della Cina e
di tutto il mondo. (Radiocor)
03.09.2006
|
AZIENDE FRIULANE
IN PARTENZA
PER ISTANBUL

|
Un
workshop e una
missione commerciale dal 17 al 20 settembre nella
metropoli turca per promuovere il territorio e le imprese
della regione quale hub logistico, al servizio dei
traffici.
|
Il prossimo 18 settembre
a Istanbul si svolgerà un workshop fra imprese dei settori
logistica e trasporti organizzato dalla Camera di Commercio
Industria Agricoltura e Artigianato (Cciaa) di Trieste. L'ente
partecipa in qualità di capofila del sistema camerale
regionale per il progetto "Friuli V. Giulia -
Turchia: un ponte per l'Europa ", che dal 17 al 20
settembre è impegnato in una missione istituzionale ed
imprenditoriale nella capitale turca .
I due eventi mirano a promuovere il territorio e le
imprese della Regione quale hub logistico, al servizio
dei traffici da e per la Turchia.
"Visto lo specifico interesse del mercato turco,
la manifestazione focalizzerà in special modo l'offerta di
servizi logistici del sistema trasportistico regionale come
range portuale alto adriatico, rete autostradale e
ferroviaria, centri intermodali, aeroporto - si legge
nella nota stampa -. Questo settore sarà al centro della
presentazione della mattina del 18 settembre cui seguirà un
workshop con incontri one-to-one nel pomeriggio".
L'obiettivo è quello di sollecitare l'attenzione degli
ambienti economici turchi sui vantaggi che il sistema
logistico friulano può offrire, anche grazie ai servizi
offerti dalle locali categorie di operatori specializzati nel
settore. Altri settori produttivi interessati all'iniziativa
sono quelli della meccanica, del legno e del mobile, energìa
e ambiente. (News Italia Press)
03.09.2006
|
BOSELLI:
LAVORARE
INSIEME CONTRO
LA CONCORRENZA

|
Mano
tesa alla Turchia - in un intervento ad Istanbul - del
presidente della Camera nazionale della moda italiana
per rintuzzare, in campo tessile, la competitività
della Cina. |
Turchia e Italia devono
lavorare assieme per non farsi schiacciare dalla concorrenza
asiatica nel settore tessile: questo il senso del discorso di
Mario Boselli, presidente della Camera nazionale della moda
italiana, che è intervenuto ad una conferenza nell'ambito
dell'ottava fiera internazionale degli abiti confezionati
"If Istanbul International ready-made clothing fair".
"Turchia e Italia possono essere complementari tra loro -
spiega Boselli - cooperando in quest'area geografica. La
Turchia può essere un buon fornitore per noi".
"Nelle strade di Istanbul - aggiunge - si vedono persone
molto moderne, che possono costituire un bacino di mercato per
i designer italiani".
"L'Europa - conclude Boselli - sta perdendo il suo
potere competitivo nella produzione di base, a causa della
concorrenza della Cina, dell'India e, in parte, della
Turchia. Voi e noi dobbiamo unire le nostre forze per
competere con i Paesi dell'Est asiatico". (Denaro.it)
03.09.2006
|
<FIAT>
IN CRESCITA
|
La
casa torinese, che in Turchia ha una joint-venture con
il gruppo <Koc> ha superato la <Renault>
nelle vendite grazie alla "Grande Punto". |
Luglio tutto in crescita
per i veicoli <Fiat> in Turchia con la "Grande Punto"
che ha trascinato il mercato del gruppo torinese dominando la
classifica nel suo segmento.
La <Tofas>, joint venture tra il Gruppo <Fiat>
e il gruppo <Koc> lo
scorso luglio in un mercato in calo del 40% rispetto allo
stesso mese dell'anno precedente e del 32% rispetto al passato
giugno, si è mossa infatti in controtendenza, sia nel
segmento delle autovetture sia in quello dei veicoli
commerciali, realizzando una quota del 13.7%, la più alta
realizzata negli ultimi tre anni. Il risultato ha consentito
alla <Tofas> di superare la <Renault> nella classifica dei
costruttori locali e a piazzarsi al secondo posto, alle spalle
di <Ford>.
Considerando il solo segmento dei veicoli commerciali, <Tofas>
ha aumentato la propria fetta di mercato al 19.2 per cento,
quota anche in questo caso record dal luglio 2003. Il
risultato "è stato reso possibile - secondo Alfredo
Altavilla, Amministratore Delegato di <Tofas> - dal successo
della "Grande Punto" in Turchia dove la vettura si conferma
leader del suo segmento, con quasi 7000 unità vendute da
febbraio ad oggi, così come quello del "Doblò" che si conferma
protagonista tra i veicoli commerciali". (Agi)
03.09.2006
|
IN
16 ANNI
PRIVATIZZATE
186 AZIENDE

|
Una
storia da record che la Turchia ha da raccontare. Il
coinvolgimento dello Stato nella trasformazione della
sua economia. |
Privatizzazioni in Turchia,
16 anni e già una storia da record. Dal 1990 ad oggi il
Governo turco ha portato avanti e completato 186
privatizzazioni, le più svariate, ma tutte volte a ridurre il
coinvolgimento dello Stato nelle attività economiche e
sviluppare il mercato dei capitali del Paese della Mezzaluna.
E ancora restano da assegnare parti corpose delle proprietà
statali. Nel porfolio dell'Agenzia per le privatizzazioni (Oib)
per il 2006 e il 2007 figurano altri 12 dossier, dalla
distribuzione dell'elettricità, che dovrebbe essere il piato
ricco, all'acciaio, dal settore bancario compagnie aeree.
Le privatizzazioni turche non solo argomento scritto solo a
partire dagli anni novanta. L'agenda governativa turca ha
visto la presenza di una prima fase di vendita di proprietà
statali già dal 1984, ma l'ammontare delle azioni o
partecipazioni vendute non è significativo rispetto ai 245
miliardi di dollari totalizzati nei successivi 16 anni e in
particolare negli ultimi tre. Nel solo 2003 l'Oib ha
realizzato vendite per 1.2 miliardi di dollari, nel 2005 per
8,209 miliardi di dollari e nel 2006, almeno nella fase
iniziale, ha raggiunto già quota 8,010 miliardi di dollari.
Artefici di questo balzo sono le maggiori privatizzazioni
dell'era Erdogan. Prima fra tutte, la vendita, la vendita del
55% dell'ex monopolista della telefonia fissa, <Turk
Telecom>, che con un'asta plurimiliardaria è stato
assegnato la scorsa estate al consorzio a guida saudita
<Oger Telecom>, in cui è presente anche <Telecom
Italia>. Il gruppo ha vinto con un bid di 6.55
miliardi di dollari e ha rotto di fatto la storia del
monopolio statale della telefonia turca.
L'asta
per la <Tupras>
- Seconda, per valore di investimento < ma con il primato di
polemiche e controversie - è l'asta per la raffineria <Tupras>,
il maggiore stabilimento di raffinazione del greggio di tutta
la Turchia. La gara, vinta con un'offerta da 4.14 miliardi di
dollari, dal consorzio <Koc-Shell>, ha rischiato di
essere annullata, doopo che a febbraio un sindacato dei
lavoratori, <Petrol-Is>, aveva fatto reclamo al
Consiglio di Stato perché riteneva incostituzionale la
vendita. La questione si è chiusa recentemente con la
definitiva assegnazione dl 51% della raffineria a
<Koc-Shell>. La vicenda, che aveva rischiato di minare
la credibilità del meccanismo delle privatizzazioni turche,
ha avuto però un seguito, che ancora non ha visto la parola
"fine", con un'altra asta:quella dell'acciaieria
<Erdemir>.
In questo caso è stato un player turco ad agiudicarsi l'asta,
<Oyak>, il Fondo pensionistico dell'esercito, pagando un
bid da 2.77 miliardi di dollari. In un primo momento la
vittoria era stata criticata per la mancanza di esperienza di
<Oyak> nel settore, fattore che avrebbe provocato il
calo di competitività dell'acciaieria, la 13ma nel mondo, sui
mercati internazionali. Poi c'è stata la ritorsione dei
lavoratori, che seguedo l'esempio di <Tupras>, hanno
fatto ricorso al Consiglio di Stato, chiedendo l'annullamento
della privatizzazione per un vizio di forma nell'approvazione
del trasferimento delle azioni.
Nel 2005 sono state assegnate anche le licenze di gestione di
diversi porti, tra cui Iskenderun, per 80 milioni di dollari a
Psa-Akfen, il porto di ersin alla stessa società per 775
milioni di dollari. Un'altra asta per la gestione del porto di
Izmir è tuttora in corso, con chiusura prevista per il 21 di
questo mese. Sempre quest'anno o il prossimo si prevede di
privatizzare il pon te sul Bosforo, la compagnia di bandiera
<Thy> di cui lo Stato detiene il 49%, l'acciaieria
<Turkiye Semir Celik>, completamente statale, il
monopolista del tabacco e la centrale per la lavorazione del
rame, <Kbi>.
Energia
elettrica
- Inoltre nel 2007 è prevista la privatizzazione delle società
che si occupano della distribuzione dell'energia elettrica in
Turchia. Un affare, secondo gli esperti, da almeno otto
miliardi di dollari. La competizione più agguerrita è attesa
per le 21 sezioni di Istanbul. Il solo distretto 17, la parte
europea della città del Bosforo, serve 3.5 milioni di clienti
e ha svegliato l'appetito dei maggiori gruppi energetici
turchi: <Koc>, <Zorlu>, <Calik>, <Dogane
Anadolu>. Il guadagno che deriva da quest'area è di 2.3
miliardi di Lire turche all'anno, circa 1.1 miliardi di euro.
Il prezzo della rete di distribuzione, cioè dei diritti per
20 anni, si girerà secondo gli esperti in orno ai 3.9
miliardi di euro.
Le privatizzazioni hanno traghettato la Turchia da un Paese
basato sulle importazioni ad un mercato guidato dalle
esportazioni e dall'industria. I due organi preposti alla
gestione delle aste e del portfolio sono la Direzione per le
privatizzazioni (Oik) e l'Agenzia per le privatizzazioni (Oib).
I principi delle privatizzazioni turche, stabiliti nella legge
4046 del 1994, sono la riduzione degli effetti negativi della
disoccupazione, il miglioramento della trasparenza delle
attività di vendita delle proprietà statali, la crescita del
mercato dei capitali, l'inserimento tra le priorità
governative della privatizzazione delle banche statali nonché
assicurare l'interesse pubblico attraverso le golden share.
Nel 16 anni della storia delle aste turche, lo Stato, secondo
i dati ufficiali dell'Agenzia per le privatizzazioni, ha
venduto completamente i suoi asset nel settore del
cemento, della produzione di alimenti per animali, della
distribuzione del greggio. Più del 50% delle compagnie
statali nel settore turistico, dell'acciaio e del tessile sono
state privatizzate. La raffinazione è ancora parzialmente in
mani statali, mentre la vendita delle banche è stata appena
avviata con la <Sumerbank> e <Denizbank> e
continua con la <Etibank> e <Anadolu Bank>. Le
partecipazioni statali in <Tofas> e <Netas> sono
state offerte a investitori strategici attraverso offerte
pubbliche d'acquisto internazionali. (Apcom)
03.09.2006
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OK
AUTORITHY A FUSIONE <YAPI-KOG>
|
L'iter
per l'acquisizione era iniziata nel 2005 e dovrebbe
concludersi entro il mese di ottobre. |
L' Autorità turca per
la supervisione e regolamentazione del settore bancario (Bddk)
ha approvato la fusione tra <Kogbank> e <Yapi Kredi>.
L'iter di acquisizione di <Kogbank>, che farà di <Yapi
Kredi> la quinta banca del Paese, era iniziata nel 2005 e
dovrebbe concludersi entro il mese di ottobre. Il controllo
della nuova banca è collocato nella Kfc (Kog financial
services), una società che fa capo per il 50% al maggior
gruppo imprenditoriale privato turco (la famiglia Kog) e per
il 50% al gruppo <Unicredit>. La banca italiana ha
annunciato il trasferimento della partecipazione nella
controllata austriaca <Creditanstalt-Bank> Austria che
presiede alle consociate operanti in Europa orientale. Fonte:
Ambasciata d'Italia ad Ankara. (Il
Sole 24Ore-Radiocor)
03.09.2006
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TRAFFICO
RECORD

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Picchi
mai raggiunto a luglio lungo la rotta Trieste-Turchia.
Trasportati 15.254 veicoli pesanti, come ha spiegato
Enrico Samer della <Samer Shipping Company>. |
Luglio da record per i
traghetti con la Turchia al porto di Trieste. Il mese ha registrato
infatti i migliori risultati in assoluto
toccando picchi mai raggiunti dal 1987, anno dell'avvio con la
linea del paese della mezzaluna. A luglio - ha spiegato Enrico
Samer, della <Samer Shipping Company> che gestisce nel capoluogo
regionale i traffici con la Turchia e rappresentante
degl'Associazione Agenti Marittimi del Friuli-Venezia Giulia -
sono stati trasportati 15.254 veicoli pesanti, contro i 13.700
del mese precedente. Un notevole balzo in avanti nei traffici
rispetto alla media mensile di 12 mila Tir sinora prodotta
dalla partenze dal Porto Nuovo, che autorizza rosee
prospettive anche per la seconda metà dell'anno. "Se il trend
positivo dovesse continuare - ha detto Enrico Samer - il 2006
potrebbe chiudersi a quota 200 mila mezzi pesanti traghettati
da e verso la Turchia". Il merito secondo Samer va attribuito
al maggior spazio di cui dispongono le navi oggi utilizzate
per coprire il tragitto. Negli ultimi sei mesi a questo
proposito sono entrati a regime quattro nuovi colossi del mare
come la '"Um Trieste" in grado di trasportare 240 camion ad
ogni partenza. L'offerta è destinata a crescere
ulteriormente. Entro la fine del 2007 e l'inizio del 2008
entreranno in funzione altre due nuove navi gemelle, sempre da
240 camion, attualmente in costruzione nei cantieri navali
tedeschi. "Buoni risultati - ha soggiunto ancora Samer - sta dando
anche l'attività crocieristica che fa capo alla Stazione
Marittima di Trieste". Le navi bianche della <Costa>,
società
che quest'anno ha scelto Trieste come home port, dovrebbero
chiudere l'anno a quota 25 mila passeggeri, mentre la <Msc>, che
nel 2007 incrementerà il proprio movimento sul capoluogo
giuliano, ha toccato per il momento i 5 mila turisti. Le
premesse sono comunque buone considerato che la stessa <Costa>
per il 2007 ha già confermato 20 toccate, mentre <Msc> ne
farà
almeno sei. Importati infine per quanto riguarda il porto
commerciale di Trieste i dati relativi al movimento dei
container al Molo Settimo. Il mese di luglio si è chiuso a
quota 21.300 teu vale a dire il 6% in più rispetto allo
stesso mese dello scorso anno e il 2% in più rispetto al
record di 20.300 teu toccato nel luglio del 2004. (Agionline)
03.09.2006
|
SEI
ACCORDI
BILATERALI
ANKARA-RIAD
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Fruttuosa
visita del Re saudita Abdullah (con folta delegazione al
suo seguito) nella capitale turca dove si è incontrato
con il presidente Ahmet Necdet Sezer. |
Il Re saudita Abdullah,
con una folta delegazione al suo seguito, ha effettuato una
visita di Stato in Turchia -
la prima dalla nascita dello Stato saudita - dando
una svolta decisiva alle relazioni economico-commerciali tra i
due Paesi. Il Re saudita ha incontrato ad Ankara il presidente
della Repubblica Ahmet Necdet Sezer ed ha presenziato alla
firma di sei accordi bilaterali: un Memorandum d'Intesa
riguardante le consultazioni politiche tra i rispettivi ministeri
degli Affari Esteri, un Protocollo di Cooperazione riguardante
gli archivi nazionali, un Accordo sulla promozione e
protezione reciproca degli investimenti, un Memorandum tra i
due ministeri delle Finanze per evitare la doppia imposizione,
uno tra i ministri della Sanità sulla cooperazione sanitaria
ed infine un Accordo siglato dai rispettivi ministri dei
Trasporti, che regolarizza il trasporto su strada di merci e
passeggeri. La visita di Stato è proseguita poi a Istanbul
dove il Re Abdullah ed il suo entourage sono stati ricevuti
dal Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan e dove i businessmen
sauditi, guidati dal presidente della Camera di Commercio e
Industria Islamica, Saleh Bin Abdullah, hanno incontrato l'Unione
delle Camera di Commercio, dell'Industria e
delle Borse (Tobb), guidata dal presidente
Hisarciklioglu. Secondo il presidente del Business Council
turco-saudita, Ali Bayramoglu, l'Arabia Saudita sarebbe
interessata a sviluppare progetti nel settore del turismo,
dell'energia, in quello finanziario, petrolchimico e delle
telecomunicazioni. Il Re Adbullah avrebbe anche mostrato
particolare interesse al grande progetto idrico
dell'Anatolia sud-orientale (Gap) ed alla realizzazione di
un grosso complesso sanitario a Istanbul del valore di
$1.3 miliardi.
Attualmente il volume bilaterale di scambi si aggira intorno
ai $3 miliardi ma è previsto che raddoppierà entro il
prossimo anno mentre è stato già annunciato che una folta
delegazione di imprenditori turchi si recherà in Arabia
Saudita dopo la festa religiosa del Ramadan. Attualmente,
secondo dati forniti dal ministero del Tesoro, 126 società a
capitale misto turco-saudita sono operanti in Turchia e tra
queste in almeno 26 la quota maggioritaria è saudita. Nel
corso degli incontri avuti con la controparte turca,
il Re Abdullah ha discusso anche delle opportunità di
investimento nel programma di privatizzazione avviato nel
Paese facendo espresso riferimento ai settori della
distribuzione energetica, all'industria petrochimica (<Petkim>),
al settore bancario (<Halkbank>) e agli zuccherifici. Al
contempo sono stati invitati gli imprenditori turchi ad
investire nel settore energetico e dell'industria alimentare
in Arabia Saudita. (fonte Ambasciata
d'Italia)
03.09.2006
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TAPPETI
TURCHI PER RE ABDULLAH

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Il
monarca saudita non poteva certo, nella sua visita in
Turchia per stringere accordi con Ankara, trascurare il
Gran bazar di Istanbul. |
Saudi
King Abdullah bin Abdulaziz al-Suud, who visited Turkey with a
300-strong delegation, returned home after signing investment
agreements potentially worth billions of dollar for Turkey.
Although King Abdullah was expected to visit the Grand Bazaar
in Istanbul , he changed his plans and conducted his
shopping from his hotel where he was visited by merchants from
the Grand Bazaar who presented their wares to the King. He
scanned catalogues and was shown examples of Turkish wares
before making his purchases. King Abdullah commissioned a silk
rug worth $1.5 million for his palace.
The owner of Imperio Ottomano Rugs, Hakan Evin, said he and
King Abdullah's nephew Fahad Zahed have been close friends
since 2002, when the royal family purchased their first rug
from him. When the King asked the Turkish carpet manufacturers
to weave a unique rug for his Palace, they suggested a silk
rug, and after some intense bargaining, the King agreed to
leave a $100,000 deposit.
Hakan Evin said King Abdullah is a great admirer of Ottoman
and Turkish Culture as his mother was a Turk. Evin said the
$1.5 million rug that King Abdullah ordered is a symbol of
Ottoman power, culture and supremacy and added such carpets
adorned Ottoman palaces between the years 1300 and 1800. (Yahya
Cark/Zaman)
03.09.2006
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CASO
FORMENTI

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I
tv color turchi che hanno invaso il mercato europeo
negli ultimi anni vanno sottoposti ai dazi antidumping
in quanto è stato accertato che i suddetti televisori
sono in realtà originari di Paesi del Sud Est asiatico
già sottoposti a tali misure. Lo afferma il commissario
UE alla Fiscalità ed all'Unione doganale, Laslo Kovacs. |
I
tv color Made in Turchia che hanno invaso il mercato
del Vecchio Continente negli ultimi anni vanno sottoposti ai
dazi antidumping in quanto è stato accertato che i suddetti
televisori sono in realtà originari di Paesi del Sud Est
asiatico già sottoposti a tali misure. E' quanto afferma il
commissario UE alla Fiscalità ed all'Unione doganale, Laslo
Kovacs, rispondendo all'interrogazione dell'euro-parlamentare
campano Andrea Losco.
Una risposta che di fatto avalla in pieno le ragioni della
crociata che il commissario straordinario del gruppo <Formenti
Seleco>, Francesco Fimmanò, sta conducendo contro la
concorrenza sleale praticata dai produttori turchi, ed ormai
conclamata alla luce della presa di posizione di Bruxelles.
"La Commissione - scrive Kovacs nella nota - è al
corrente del problema segnalato ed ha già adottato diverse
iniziative per porvi rimedio. L'inchiesta antidumping
relativa alle importazioni di televisori con origine in
Turchia si è conclusa senza l'imposizione di misure
antidumping, essendosi accertato che i prodotti in questione
non erano originari di tale paese. Tuttavia, un'inchiesta
antidumping parallela, relativa all'importazione di
televisori dalla Cina e da taluni paesi del Sud-Est asiatico
ha portato all'imposizione delle misure antidumping di cui
al regolamento (CE) n. 1531/2002. Il regolamento in parola
impone anche dazi antidumping sui televisori prodotti in
Turchia da taluni fabbricanti turchi, in quanto è stato
accertato che i televisori sono in realtà originari dei Paesi
interessati dall'inchiesta di cui sopra".
Il commissario sottolinea inoltre che "a seguito di
reclami presentati dall'industria europea, l'Ufficio
europeo per la lotta antifrode (Olaf) ha avviato un inchiesta,
giungendo alla conclusione che i dazi antidumping dovuti per i
televisori in questione erano stati evasi sulla base di
erronee dichiarazioni dell'origine". E che in
conseguenza di tali risultanze,"gli Stati membri sono
stati invitati a recuperare i dazi antidumping evasi".
Kovacs ricorda infatti che "in data 17 gennaio 2005 la
direzione generale Fiscalità e Unione doganale della
Commissione ha informato le autorità doganali degli Stati
membri in merito all'interpretazione data dalla Commissione
delle norme sull'origine applicabili al prodotto in
questione sulla base dell'allegato 11 del regolamento (Cee)
n. 2454/93". E che la direzione generale Bilancio ha poi
sollecitato i governi nazionali "ad informare la Commissione
sull'andamento delle procedure di recupero e sulle loro basi
giuridiche".
Il recupero dei dazi doganali non pagati al momento
dell'immissione in libera pratica dei prodotti sarebbe
quindi "già in atto".
Tuttavia il commissario ungherese osserva pure che "in
diversi Stati membri gli importatori hanno presentato appello
contro la decisione delle autorità di recuperare i dazi
antidumping evasi".
I giudizi sono attualmente "pendenti presso le corti
nazionali, alcune delle quali si sono rivolte alla Corte
europea di giustizia per un'interpretazione della
legislazione comunitaria". "In tale sede -
conclude quindi Kovacs - la Commissione avrà la possibilità
di presentare il proprio punto di vista".
03.09.2006 |
ECONOMIA
MANAGER E
OPERATORI TURCHI IN VISITA
ALLA <BARICELLI&CICCARELLI> DI CINGOLI

|
Si
tratta dei gruppi <Panseker> e <Pancar Motor> che hanno
il loro centro nell'area industriale di Kayseri e che
irradiano i loro prodotti sull'intero territorio anatolico.
Apprezzamento dei direttori generali Erol Arslan e Kadir Erkilet per
i sistemi progettuali nonché per le soluzioni tecnologiche ed i
manufatti della società marchigiana. |
Lo scorso agosto dodici
manager ed operatori di gruppi industriali turchi, uniti in modo integrato
per operare nel settore della meccanizzazione in agricoltura, ha fatto
visita alla impresa agro-meccanica <Barigelli&Ciccarelli>
situata a Cingoli nella provincia di Macerata.
Si
tratta dei gruppi <Panseker> e <Pancar Motor> che hanno il
loro centro operativo in Turchia, nell'area industriale di Kayseri, ma
irradiano i loro prodotti sull'intero territorio turco e, nel vivace
quadro di ripresa della collaborazione economica che contraddistingue la
regione caspico-caucasica, anche verso le importanti repubbliche turcofone
adiacenti.
Durante l'incontro i direttori generali Erol Arslan (<Pancar Motor>)
e Kadir Erkilet (<Panseker>) hanno avuto modo di apprezzare i
sistemi progettuali, le soluzioni tecnologiche ed i manufatti del gruppo
industriale cingolano, mettendo radici certe per una collaborazione che
prenderà l'avvio già dalla imminente stagione di raccolta delle
barbabietole. Il gruppo di Cingoli è infatti specializzato nelle macchine
scavabietole, negli irroratori e negli impianti oleari a ciclo continuo,
tutti settori di rilevante importanza per lo sviluppo dell'agricoltura
turca.
Non
oltre sei mesi addietro la stessa impresa è stata visitata dal Decano
della Facoltà di Agraria dell'Università Egea di Smirne, Bülent Okur,
e da altri accademici turchi, durante un tour tecnologico che li ha
portati a conoscere anche la realtà produttiva dell'azienda
lattiero-casearia <Cooperlat> di Jesi e ad incontrare i colleghi
dalla facoltà di Agraria dell'Università Politecnica delle Marche ad
Ancona.Testimonianza di questo interesse duraturo per partner dalla
penisola anatolica è che sempre a Cingoli due anni fa, in occasione di un
convegno tenutosi ad Ancona riguardante la proprietà intellettuale e la
protezione del design industriale, fu organizzato l'incontro conclusivo
tra la delegazione dell'Ufficio turco della proprietà industriale (Tpe)
e l'Ufficio centrale dei brevetti italiano, grazie alla sensibilità ed
all'attenzione della municipalità della romana Cingolum, di cui era
Sindaco l'attuale Consigliere regionale Leonardo Lippi.
Durante
la permanenza nell'area egea di una delegazione marchigiana ospite della
Camera di Commercio ed Industria di Smirne nel 2005, e specialmente
durante i trasferimenti da una città all'altra, gli operatori italiani
hanno potuto constatare come il settore agricolo in Turchia, specialmente
nella zona Egea, si caratterizzi per vivacità e prospettive. Non sono
passate inosservate le ampie zone a frutteto e le tecniche poste in atto
per il miglioramento della qualità, ivi compresa la difesa con metodi
biologici dai parassiti, e della resa per ettaro. Sulla rilevanza del
settore ittico - pesca e trasformazione del pescato, comprese promettenti
tecniche di acquicoltura - lo scrivente ha già riferito su questo
giornale e presso Nautes, rivista dell'Ipsema. A
questo proposito è utile segnalare che diversi operatori turchi hanno
visitato nel mese di luglio imprese del settore ittico sulla costa
Adriatica (Rimini e Pesaro), grazie al particolare interessamento
dell'uomo <Simest> nelle Marche, Carlo Alberto Cometti. (Stefano
Barocci)
03.09.2006
|
FIERA
DEL COMMERCIO
AD ISTANBUL
DEGLI EMIRATI ARABI

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Si
svolgerà dal 13 al 15 settembre e vi prenderanno parte più di
trenta gruppi tra organismi governativi, banche nazionali, aziende
di alimentari e trasporti. |
Più di 30
organizzazioni, tra organismi governativi, banche nazionali, società
immobiliari, aziende di alimentari e trasporti, esporranno i propri
prodotti alla "Fiera del commercio degli Emirati Arabi Uniti in
Turchia", che si svolgerà a Istanbul dal 13 al 15 settembre.
La manifestazione, organizzata dalla Camera di commercio e
dell'industria di Dubai (Dcci), dalla Autorità della zona di libero
scambio di Jebel Ali e dal Tourism and Commerce Marketing, si inserisce
nel clima di forte incremento negli scambi commerciali bilaterali tra Eau
e Turchia, Paese presieduto da Recep Tayyip Erdogan, negli ultimi anni e
di impegno da parte delle autorità dei due Paesi a rafforzare in futuro i
legami economici a beneficio reciproco.
"Questa fiera aiuterà a rafforzare le attuali relazioni tra Eau e
Turchia - dice il direttore per la promozione del commercio della Dcci,
Sultan Lootah - non solo in termini commerciali, ma anche in termini di
stretta connessione sociale e culturale tra i due Paesi".
L'evento, riferisce Mena Report, comprenderà anche una conferenza
specifica dedicata alle opportunità di investimento negli Emirati per le
aziende della Turchia, che è tra i 20 maggiori partner mondiali degli
Emirati con un interscambio commerciale di 200 miliardi di dollari. (da Denaro.it)
03.09.2006
|
GAS IN EUROPA
|
Lo
esporterà l'Iran, maggiore produttore di petrolio al mondo,
attraverso la Turchia. L'annuncio dato dal ministro Kazem Vaziri
Hamaneh. |
L'Iran, il maggiore produttore
di petrolio al mondo, sta per esportare gas naturale in Europa attraverso
la Turchia . L'annuncio è stato dato dal ministro per il Petrolio della Repubblica islamica, Kazem Vaziri Hamaneh, dopo i suoi colloqui avuti ad
Ankara. ''Durante la sua visita - riferisce l'agenzia <Shana> - i progetti
di esportazione dell'Iran attraverso la Turchia sono stati chiariti e
presto verranno portati a termine. E' stato progettato di aumentare la
portata della conduttura iraniana, collegata al condotto turco, ed
esportare gas in Europa insieme alla Turchia''. Hamaneh ha fatto inoltre
sapere di aver raggiunto un accordo con Ankara per utilizzare 5 miliardi
di metri cubi a disposizione nel gasdotto turco per le esportazioni
iraniane. (Asca-Afp)
03.09.2006
|
PETROLIO:
UNO SGUARDO
AD EST

|
La
Turchia, sempre più affamata di risorse energetiche per la sua economia in
continua crescita, non può certo fare a meno di cooperare con
l'Iran. |
With
recent energy issues on Turkey's agenda, a new link is being forged in
the Turkish-Iranian chain of energy cooperation.
In a bid from Iran to bypass Russia and access the European natural gas
market via Turkey, Iran appears ready to allow Turkey to search for oil in
the country in return.
Turkey is also operating oil fields in brother countries Azerbaijan and
Kazakhstan.
Tpao (Turkey's state-owned petroleum company) has the authorization to
search for oil in Syria, Iraq and Libya.
The issue will be addressed with Iran's Oil Minister Kazem Vaziri
Hamaneh, who will is arrived in Turkey to meet with Turkish Energy
Minister Hilmi Guler.
During talks, Tpao, which specializes in international oil
exploration, will ask permission from Iran to rent potential oil fields
and conduct feasibility studies.
Authorities from Tpao communicated their intention to the Iranian
delegation in Turkey.
Iranian authorities will reportedly focus on strengthening their border
compressor stations as well as the transfer of natural gas to Europe via
Turkey.
As tension between Russia and Ukraine continues, the Turkish Ministry of
Energy intensified its contacts with alternative oil-supplier Iran to
prevent future shortages.
These issues discussed again in the Ankara meeting between the two
energy ministers, who previously resorted to arbitration because of prices
and supply cuts.
In addition to the new agreements, Turkey wants to renew current mutual
agreements in order to allow Iran to open to Europe via Turkey.
Another important issue on Ankara's agenda is the Tehran administration
committing to a price discount and guarantee of supply.
Iranian natural gas supplied to Turkey fell by nearly one third in winter
2005.
Issues that eventually resulted in arbitration were initially handled in
the technical delegation talks.
Both parties are working to reach a consensus on the issue and
optimistically plan to announce the results at the conclusion of meeting. (Huseyin Sumer, Ercan Baysal/Zaman)
03.09.2006
|
MISURE
CONTRO
IL CONTRABBANDO
DI COMBUSTIBILE

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Sono
state prese dalla direzione sulla Sicurezza, dalla Guardia costiera
e dall'Ufficio Dogane della Turchia. Un problema che non poteva
essere accantonato. |
The
Turkish Security Directorate, Coast Guard and Customs Bureau have
increased measures against fuel smuggling in Turkey, despite these
increased measures; certain problems cannot be avoided.
While authorities turn over any fuel seized to the Turkish Petroleum
Refineries Corporation (Tupras), the vessels used in the transportation of
smuggled fuel are left to rot at the ports where they are docked.
Turkey's Customs Directorate handles the court decisions regarding the
sale of such vessels and their disposal.
Nevertheless, these vessels may wait years for the conclusion of the
necessary legal processes, all the while polluting the Turkish ports where
they are stalled.
These ships are so numerous that it is becoming increasingly difficult to
find ports to accommodate them.
Seized vessels often decay and sink before their status can be determined.
According to Turkish law, the confiscated vessels have to be sold as soon
as possible; however, due to bureaucratic processes and a back log of
court cases, the government has difficulty in selling off these vessels as
sea worthy.
There are still 34 vessels in Haydarpasa port, eight in Harem and
Kasimpasa ports and four vessels in Kumkapi port, which are waiting to be
sold.
The Turkish government, which also undertakes the maintenance,
preservation and environmental costs of these boats, has suffered millions
in losses due to the delay in their sale.
Istanbul Customs Head Director Selahattin Aldemir complains, "It is a
problem both to seize these illegal vessels and sell them.
Perhaps, the biggest problem in the Marmara Sea is the lack of ports
available to hold illegal vessels."
Istanbul Ports chair Ender Kurt said that for the time being there is not
a problem for the docking of commercial vessels.
"But, a problem may arise when the Ro-Ro voyages begin," he warned.
Izmit Customs Head Director Sukru Keles warned of the same problems, while
Bursa Customs Head Director Tevfik Usta stressed that the same situation
stands for land tankers.
Istanbul Chamber of Maritime Commerce President Metin Kalkavan said,
"The legislation should be radically changed. The smugglers should be
punished, but why do we punish their vessels? It is a major loss to the
economy to allow these vessels to sit rotting in our ports."
Experts indicate that the Customs Directorate remains tied on this issue.
According to Law number 4926 on smuggling, a court decision is required
before the sales of seized vehicles can go ahead.
Customs Director Aldemir stressed that they are faced with a gradually
growing problem as he said, "It takes years to file a lawsuit, to wait
for the conclusion of the case and determine the value of the vehicle at
the end."
Old vessels are used
deliberately
Acknowledging that there is
a high risk of being detected and apprehended, smugglers prefer to employ
old vessels for the transportation of smuggled goods.
Interference from the vessels owners often plays a key role in delaying
their sale.
The vessel owners make secret agreements among themselves and prevent
other parties from participating in tenders.
A total of one million new Turkish liras (YTL) has been obtained from the
sale of seized vessels so far. (Ahmet Domez/Zaman)
03.09.2006
|
NUOVA
RAFFINERIA SUL MAR NERO

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L'annuncio
dato dalla compagnia russa <Lukoil>. Il complesso
sorgerà a Zonguldak. Una capacità complessiva di 8-10
milioni di tonnellate annue. |
La compagnia petrolifera
russa <Lukoil> ha annunciato l'intenzione di costruire una
raffineria in Turchia con una capacità complessiva di 8-10
milioni di tonnellate annue. Ha già avviato le pratiche di
autorizzazione presso l'Agenzia di regolamentazione del
Mercato Energetico (Epdk): La località prescelta è Zonguldak,
sul Mar Nero e la costruzione dovrebbe essere ultimata
nell'arco di cinque anni. Secondo informazioni fornite dal
Presidente di Epdk, Yusuf Gunay, la Turchia ha ricevuto in
luglio richieste di investimenti nel settore energetico per un
importo totale di 9 miliardi di dollari. (fonte Ambasciata
d'Italia ad Ankara)
03.09.2006
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KARS-BAKU: NUOVA
"VIA DELLA SETA"

|
Il
prossimo anno inizieranno i lavori i lavori della ferrovia che
collegherà la Turchia all'Azerbaigian, maggior arteria per il
trasferimento di merci. |
Nel 2007 partiranno i lavori per la costruzione della ferrovia che
collegherà la Turchia all'Azerbaigian e il ministro dei Trasporti
turco, Binali Yildrim, ha già ribattezzato la rotta la nuova "Via
della Seta". La Kars-Tbilisi-Baku diventerà la maggiore arteria per
il trasferimento di merci e persone dall'Occidente all'Oriente, dalla
parte nordest della Turchia, fino all'Azerbaigian e poi successivamente
verso Shanghai o Hong Kong attraverso il Kazakistan, Paese che insieme
alla Cina potrebbe entrare a far parte del progetto, come ha annunciato il
ministro turco.
Una volta completata, la ferrovia trasporterà 20 milioni di tonnellate di
merci all'anno. Il costo del progetto sarà per la Turchia di 250 milioni
di dollari. (Denaro.it)
03.09.2006 |
NOCCIOLE:
MIGLIAIA DI COLTIVATORI
SCESI IN GUERRA CONTRO IL GOVERNO

|
La
motivazione risiede nell'abbassamento del prezzo del frutto che
rappresenta una delle risorse agricole più importanti dell'economia
turca visto che ne detiene l'assoluto monopolio a livello mondiale
(dal 70 all'80% della produzione totale). La riduzione del prezzo,
per Ankara, dovrebbe servire a smaltire l'eccedenza che a qualche
anno caratterizza il settore. |
Il Governo turco nelle ultime settimane
si trova negli ultimi tempi di fronte ad una crisi senza precedenti,
quella provocata dall'ira di migliaia di coltivatori delle nocciole. La
motivazione risiede nell'abbassamento del prezzo di questo frutto, che
rappresenta anche uno dei prodotti agricoli più importanti dell'economia
turca, visto che ne detiene l'assoluto monopolio a livello mondiale (dal
70 all'80% della produzione totale). La revisione verso il basso dei
prezzi, nelle speranze del Governo, dovrebbe servire a smaltire la
sovrapproduzione che da qualche anno caratterizza il settore. A adesso i
coltivatori hanno deciso di passare ai fatti e hanno organizzato la loro
prima manifestazione di protesta, promettendone altre.
Il primo atto della mobilitazione dei produttori di nocciole si è svolta
a Ordu, località del Mar Nero, dove la produzione di nocciola è
particolarmente fiorente da tempo immemore. I partecipanti erano circa 150
mila (100 mila per la polizia) e durante il corteo si sono verificati
anche alcuni scontri con le forze dell'ordine. Un appuntamento, insomma,
che ha fatto non poco rumore, tanto da destare le ire del premier Recep
Tayyip Erdogan che ha fatto silurare il capo locale della polizia
giudicato di essere stato troppo indulgente con i dimostranti.
Non è difficile capire il motivo dell'impennata del premier. I
manifestanti, infatti, hanno bruciato un'immagine di Cuneyd Zapsu,
importante esportatore di nocciole e consigliere molto vicino al Primo
Ministro e considerato il vero artefice dell'abbassamento della quotidiano
del prodotto. (ApCom)
Vedi anche new su Notiziario ambasciata
d'Italia
03.09.2006
|
IMPRESE
STRANIERE
|
Il
numero in Turchia ha raggiunto 11 mila unità. Di queste aziende, oltre 7 mila
provengono dai Paesi dell'Unione Europea. |
Il numero delle
aziende straniere presenti in Turchia ha raggiunto quota 11 mila unità.
Il dato si riferisce a fine giugno 2006 e a renderlo noto è stato il
sottosegretario al Tesoro. Secondo il bollettino la maggior parte degli
investimenti diretti nel Paese della Mezzaluna riguardano i seguenti
settori: manifatturiero, real estate, tessile, chimico e alimentare. Il
dato forse più interessante è che su 11.013 ben 7.156 aziende vengono
dai Paesi facenti parte dell'Unione Europea. (Apcom)
03.09.2006
|
53 MLN NEl
2011 GLI ABBONATI TURCHI ALLA RETE GSM
|
Dieci
in più degli attuali. Ogni giorno vengono inviati 46 milioni di
brevi messaggi di testo. |
L'Autorità turca delle
telecomunicazioni ha reso noto che nel 2011 gli abbonati alla rete GSM
saranno oltre 53 milioni, dieci in più degli attuali. Non solo.
L'investimento nel settore fra il 2000 e il 2005 è stato di oltre 10
miliardi di dollari. Nel 2005 sono stati inviati sms per oltre 16 miliardi
di dollari. Ogni giorno i turchi mandano circa 46 milioni di brevi
messaggi di testo. (ApCom)
03.09.2006 |
GLI
INSOLVENTI DELLA CARTA DI CREDITO
|
In
aumento in Turchia. Allo stato attuale sono 481.261 le persone che
la usano e poi non pagano i debiti contratti. |
Sono 481.261 i
turchi che usano la loro carta di credito e poi non riescono a pagare i
debiti de facto contratti. A dirlo è la Banca Centrale turca,
sottolineando che il numero di persone sulla lista nera nei primi sei mesi
del 2006 equivale a quello di tutto il 2005. Un incremento sorprendente.
In particolare, nei primi sei mesi del 2006 le new entry in questa
poco onorevole classifica sarebbero state 153.196. (Apcom)
03.09.2006 |
QUASI
UN MILIONE GLI ISCRITTI AL COLLOCAMENTO
|
L'aumento
nei primi quattro mesi di quest'anno è stato del 16% rispetto al
2005. Segno che la situazione lavorativa in Turchia non è ancora
buona. |
Il numero di persone che ha scelto
di iscriversi all'Agenzia turca di collocamento (Iskur) ha raggiunto quasi
il milione. Per la precisione sono 926.391:
L'aumento nei primi quattro mesi del 2006 è stato del 15% rispetto ll'anno
precedente. In termini pratici stiamo parlando di 204.122 persone. Di
queste 158.157 sono uomini ed appena 45.965 sono donne. Segno che la
situazione lavorativa nel Paese rimane molto preoccupante. Fra gli
iscritti all'Iskur la maggior parte è gente che cerca il primo
inserimento nel mondo del llavooro. Ma c'è anche chi cerca un imppiego
più redditizio. (Apcom)
03.09.2006 |
ASSICURAZIONI:
AUMENTANO I PREMI PER I NEOPATENTATI
|
Brutte
notizie per i guidatori turchi. Il provvedimento determinato al
fatto che nel 2005 il settore ha perso 107 milioni di euro per
sinistri. |
Brutte notizie per i guidatori
turchi. Il settore delle assicurazioni automobilistiche, che nel 2005 ha
perso 200 milioni di nuove Lire turche circa 107 milioni di euro), ha
pensato bene di correre ai ripari aumentando i premi assicurativi di
alcune categorie. A pagarne lo scotto saranno in primo luogo i
neopatentati, che data la loro inesperienza hanno più probabilità di
fare incidenti. Se la passano comunque molto male anche i proprietari di
macchine dal motore particolarmente potente, che in grazia di queste
prestazioni possono in correre più facilmente in sinistri stradali.
Levent Korkut, presidente delle agenzie assicurative turche ha dichiarato:
"Abbiamo guardato alla situazione in modo realistico. Da adesso in
poi ci baseremo molti di più sulle statistiche per calcolare il prezzo
delle polizze". (Apcom)
03.09.2006 |
TURISMO
STAGIONE
NON COMPROMESSA
PER IL TURISMO
|
Una
lettera del ministro Atilla Koç - deciso a passare all'azione dopo
i recenti attentati a Marmaris, Antalya ed Istanbul - inviata a 32
Paesi per rassicurarli. |
After the recent
bombings of tourist areas in Turkey, the Ministry of Culture and Tourism
decided to take action.
The ministry sent letters to 32 countries, including Germany, The
Netherlands, Russia, and Great Britain, which explained the recent events.
The letter further assured that there is nothing to worry about the
overall state of public safety in Turkey, as current safety measures are
more than adequate.
Calling for a comprehensive, international fight against terrorism, the
ministry also announced that travel reservations thus far have remained
unaffected by recent events.
Following the bombings in Izmir, Adana, Marmaris, and Antalya, the
ministry sent a memo to culture and tourism attaches in 32 countries for
distribution to tour operators, tourism associations, press, and other
relevant units.
The note was also sent to travel agencies in Turkey specializing in tours
coming from abroad.
The Pkk-backed bombings made headlines overseas, including British
newspapers.
Some countries issued travel advisories for their citizens traveling to
Turkey.
Asserting no country has the right to impose full-on travel restrictions
on its citizens, Ozgur Ozarslan, Director General of Promotion for the
Ministry of Culture and Tourism, said that cautions; however, were
expected. Ozarslan, recalling that some countries were cautioning their
citizens to avoid demonstrations and crowds in Turkey, stressed that such
cautions are considered normal.
He also mentioned that in order to prevent any possible damage to the
tourism industry from terrorist events, the ministry prioritized the
acquisition of first hand information about the incidents, or any future
incidents that may occur.
NATO and France condemn attacks as well
Following the U.S. and Council of Europe, NATO and France condemned
the terrorist assaults in Turkey.In a statement about the attacks from the
North Atlantic Council's session on Wednesday, NATO Deputy Secretary
General Alessandro Minuto Rizzo stressed that terrorist events can never
be defended nor justified.
French President Jacques Chirac said that he condemned the recent
terrorist attacks in Turkey "with the highest determination," and sent
a written message to Turkish PM Recep Tayyip Erdogan in which he said that
he was "shaken" by the tragic events in Turkey.
Israel warns: Do not leave hotels
Israel cautioned its citizens in Turkey not to leave their hotels due
to possible terrorist attacks, as they urged the Israelis in the Sinai
Peninsula of Egypt to leave the region immediately.
A statement made by the Israeli anti-terrorism unit strongly recommended
that Israelis in Turkey do not leave their hotels and drew attention to
recently acquired intelligence that referred to a possible terrorist
attack in the Sinai peninsula.(Aslihan Aydin-Anadolu News Agency/Zaman)
03.09.2006
|
L'ENTERTAINMENT
VALE
2.5 MILIARDI DI $

|
Il
fatturato - a detta del presidente dell'Associazione turca dei
manager dei settori turismo, ristoranti, discoteche e club - sarebbe
generato da oltre 17 mila persone ad alto reddito. |
Secondo il presidente dell'Associazione turca dei manager dei settori
turismo, ristoranti, discoteche e club (Turiyd), Erol Kaynar, il fatturato
del comparto entertainment in Turchia vale 2.5 miliardi di dollari. Tale
fatturato - secondo Kaynar- sarebbe generato da oltre 17.000 persone ad
alto reddito, di cui 10.000 residenti ad Istanbul e gli altri 7.000 nel
resto del Paese. "Mentre negli Usa ed in Europa il recarsi fuori per
colazione, pranzo e ballare in discoteca è divenuta un'abitudine ormai
affermatasi negli anni - ha aggiunto Kaynar - in Turchia il fenomeno, pur
in crescita, è ancora limitato solo alle classi più abbienti". Uno
dei limiti che, secondo la sede Ice di Istanbul, ostacola la crescita del
comparto entertainment è il costo ancora molto elevato per l'accesso ai
locali. (TTG Italia)
03.09.2006
|
IL TERZO VOLO
|
Si
è reso operativo, prima del tempo, quello di <MyAir.com> per
Istanbul. Unico vettore low cost designato dall'Enac. |
Da mercoledì 9 agosto si è reso
operativo il terzo volo settimanale di <Myair.com> per Istanbul: il volo,
originariamente schedulato per entrare in programmazione il 20 settembre,
è stato anticipato al 9 agosto per via delle numerose richieste da parte
dei passeggeri di <MyAir.com>, unico vettore low cost designato dall'Enac
(Ente Nazionale Aviazione Civile) ad operare in Turchia, oltre alle due
compagnie di bandiera dei rispettivi paesi. Le tariffe applicate da <MyAir.com> hanno permesso di ampliare il bacino di traffico dei passeggeri
diretti in Turchia, che possono ora usufruire di un totale di 6
collegamenti settimanali per volare ad Istanbul. I voli, in partenza dallo
scalo di Orio al Serio, sono operativi nei giorni di lunedì, mercoledì e
venerdì. (L'Eco di Bergamo)
03.09.2006
|
L'APPRODO
|
Il
marchio di lusso <W Hotels Starwood> aprirà un albergo ad
Istanbul per la fine del prossimo anno. Accordo con la società
<Aksaretler Otel Isletmeciligive Turizm A.S>. |
Il
marchio di lusso <W Hotels di Starwood> approda ora anche in Turchia con
l'apertura, prevista per la fine del 2007, di una struttura a Istanbul. Il
gruppo alberghiero ha siglato un accordo con la società turca <Akaretler
Otel Isletmeciligive Turizm A.S.> che si occuperà della realizzazione
dell'hotel che crescerà sull'attuale Akaretler Row Houses, struttura
creata nel 1870. L'albergo avrà 130 stanze, tra cui suite singole e
doppie, tutte con giardino privato. (TTG Italia)
03.09.2006
|
TURISTI AD EFESO

|
Non
è certo l'aumento del ticket di ingresso - deciso dal ministero
turco della Cultura - a far recedere gli appassionati di opere d'arte
dal vedere le storiche rovine dell'antica città non lontana da
Smirne. Al contrario il numero dei visitatori, con una certa
sorpresa, è raddoppiato. Quel che pensa il presisente della Camera di
Commercio di Selçuk, Cumhur Yelken. |
In spite of an increase in
entrance fees for domestic tourists, which became a matter of protest, the
number of Turkish visitors who want to see the Aegean ancient city of
Ephesus has almost doubled.
The Culture and Tourism Ministry increased ticket prices for Turkish
tourists from YTL 3 to YTL 10 and decreased the ticket prices for
foreign tourists from YTL 15 to YTL 10 as of Jan. 1, 2006 in line with a
new ministry policy to make entrance fees to museums and ruins the
same for domestic and foreign tourist alike.
According to statistics provided by the Ephesus Museum Directorate,
71,991 Turkish tourists visited the ancient city of Ephesus in the first
six months of 2005 while the number reached 128,450 for the same period of
this year, reported the Doğan News Agency.
Selçuk Chamber of Commerce Chairman Cumhur Yelken, on the other hand,
said the statistics were misleading since the number of Turkish tourists
visiting the ancient city also included those who entered the site with a
guest card; the card allows the holder to admit visitors to Ephesus free
of charge.
Yelken said the chamber wrote a letter to the Culture and Tourism Ministry
asking the ministry to repeal its decision, adding: "Imagine a family of
five having to pay YTL 50 to visit the ancient city. It is indeed a lot of
money for a Turkish family. We thus asked the ministry to abolish its
decision to increase the entrance fee to such places. Foreign tourists
from all over the world can see Ephesus in a relatively more advantageous
way whereas Turkish visitors have to pay an amount which remains pretty
high when taking into account the economical conditions of our country."
Ephesus Museum acting director Enis Üçbaylar, on the other hand,
confirmed that the number of Turkish tourists visiting the ancient city
has increased and said the museum didn't utilize any such "guest card."
(Turkish Daily News)
03.09.2006
|
CULTURA
CODEX
PURPUREUS
ROSSANENSIS:
IL CAPOLAVORO

|
Evangeliario
greco del V-VI secolo, composto di 373 pagine e
proveniente da Antiochia in Turchia, potrà essere
riconosciuto dall'Unesco fra i beni eccellenti del
patrimonio artistico mondiale. |
Il Codex Purpureus
Rossanensis, capolavoro di arte miniata bizantina (V-VI
secolo) gioiello del patrimonio artistico calabrese, potrà
essere riconosciuto dall'Unesco fra i beni eccellenti del
patrimonio artistico mondiale.
La candidatura è stata avanzata a Rossano nel corso di un
incontro fra l'arcivescovo della diocesi Monsignor Santo
Marcianò, il direttore del Museo Diocesano Monsignor Luigi
Renzo e una delegazione del Club Unesco della Provincia di
Cosenza guidata dal presidente Enrico Marchianò, avviando così
le fasi istruttorie che porteranno all'inclusione del
rarissimo Codice miniato nel cosiddetto Registro della Memoria
del Mondo.
Per la prima volta un bene culturale calabrese verrebbe così
ad ottenere un riconoscimento da parte dell'Unesco, che
individua in diversi modi le meraviglie del mondo: i siti
Patrimonio dell'Umanità, i monumenti messaggeri della cultura
di pace, il Registro della Memoria.
E' ben strano che finora la Calabria sia assente da tutti gli
elenchi e segnalazioni Unesco a riprova non certo dell'assenza
di eccellenze storico-artistiche, ma della scarsa
contrattualità politico-culturale o dell'inerzia delle
istituzioni culturali calabresi. Non ci sono, ad esempio,
Sibari e Locri, e nemmeno i Bronzi di Riace, la Cattolica di
Stilo, la Cattedrale di Gerace, il Battistero di Santa
Severina; mancano fra i beni naturalistici il Parco del
Pollino con i pini loricati e le fonti del Raganello, Tropea,
la Sila e tante altre perle sulle coste e nell'interno.
Il Codex Purpureus potrebbe rappresentare una svolta nel
quadro della politica Unesco in Calabria e dare l'avvio ad
altri riconoscimenti.
Il Registro della Memoria del Mondo è stato istituito dall'Unesco
nel 1992 per raccogliere i documenti, i manoscritti e i beni
bibliotecari di maggior rilievo internazionale. Il processo
per l'inclusione comincia con una richiesta formale da
inoltrare al prestigioso organismo internazionale che deve
valutare se il bene di cui si tratta ha davvero una importanza
straordinaria per la storia dell'uomo in considerazione anche
della sua rarità, del suo pregio e della sua fattura, se ha
rilevanza sociale ed educativa, se ha il necessario carattere
di rappresentatività di uno specifico periodo storico o
luogo, se si presenta integro nelle sue parti e se è
realizzato in materiali particolari.
Comitato
promotore
- E non si può negare che il Codex purpureus abbia tutti questi
requisiti.
Un comitato promotore di cui faranno parte i rappresentanti
della Diocesi di Rossano, del Club Unesco di Cosenza, della
Soprintendenza, delle istituzioni culturali e degli Enti
locali si farà carico di tutti i necessarie adempimenti
richiesti dalla procedura.
Bisognerà attivare anche le dovute strategie della
comunicazione per far meglio conoscere presso il grosso
pubblico questo capolavoro che già richiama a Rossano
migliaia di visitatori all'anno.
Il Codex Purpureus è un evangeliario greco del V-VI sec.proveniente da Antiochia (oggi Antakya) in Turchia, ed è
composto da 376 pagine con i vangeli di Matteo e Marco. E'
realizzato su pergamena purpurea, particolarmente usata per il
suo pregio presso l'aristocrazia di Bisanzio, ed è scritto in
lettere d'argento e oro (le prime tre righe di ogni vangelo).
Il manoscritto è importante e unico al mondo per le 15 tavole
miniate inserite quasi tutte nella parte iniziale dell'evangeliario
e raffiguranti scene della vita di Gesù. Solo una tavola
raffigura l'evangelista Marco.
A far capire l'eccezionalità del codice rossanese basti
pensare che il noto Codice Sinopense di Parigi è composto di
96 pagine con sole 5 miniature. Il Codex purpureus, di cui si
hanno notizie certe a partire dal 1705, sarebbe stato portato
a Rossano tra l'VIII-IX secolo da monaci melchiti per
sottrarlo alle censure iconoclaste dei bizantini o alle
invasioni arabe del Medioriente. Ma potrebbe anche essere
stato donato alla Cattedrale di Rossano da qualche
aristocratico della corte di Bisanzio trasferito in Calabria.
Infatti Rossano, con i suoi monasteri basiliani e i suoi
romitori, era centro importante di civiltà bizantina in
occidente, con un ruolo eminente sul piano politico e
religioso, tanto da essere considerata la Ravenna del Sud.
Per questo motivo l'evangelario purpureo costituisce il fulcro
di un sistema culturale di riferimento, che con il Pathirion,
la chiesa di San Marco e quella della Panaghia fanno di
Rossano un sito unico nel suo genere da proteggere e
valorizzare.
Intanto bisognerà prima di tutto riconsiderare la
sistemazione e l'esposizione del Codex all'interno del Museo
Diocesano rossanese.
Questo autentico gioiello, infatti, dal oltre mezzo secolo è
custodito in una teca blindata assolutamente inadeguata alla
sua messa in mostra, essendo la visibilità possibile soltanto
da un portello superiore, a mo' di pozzetto, che non lascia
fruire il raro pezzo in tutta la sua complessiva bellezza. Il
direttore del Museo monsignor Renzo, custode appassionato e
studioso del Codex, ha attivato da tempo la Soprintendenza ai
beni artistici, che ha assicurato il suo intervento, ribadito
con forza in questi giorni dal soprintendente Salvatore Abita.
Anche l'assessore alla cultura della Regione Calabria Sandro
Principe, artefice da tempo di una incisiva politica di
promozione culturale in Calabria, ha confermato l'impegno
della Regione nell'azione di rilancio di questa perla
dell'arte calabrese.
All'interno di questa strategia concordata di valorizzazione
del patrimonio artistico regionale, il Codex purpureus
dovrebbe trovare una sua centralità nella grande
mostra-evento sui Capolavori d'arte in Calabria dal Medioevo
al Novecento, che l'Assessorato regionale alla cultura
realizzerà entro la fine del corrente anno in collaborazione
con la Soprintendenza ai beni artistici.
Il Codex può essere l'emblema di un processo di sostegno e
promozione che deve riguardare l'intero patrimonio culturale
calabrese, a partire da una eccellenza storica riconosciuta
per attivarne la conoscenza non solo presso gli specialisti e
gli appassionati, ma anche presso il grosso pubblico, in
regione e in ambito internazionale. (Tonino Sicoli/Il
quotidianonline)
03.09.2006
|
TORNARE
AL COLORE ORIGINALE
DI SANTA SOFIA

|
Ordinato
uno studio dal ministero turco della Cultura. In verità
quello che si vede attualmente - a parte del
deperimento provocato dalle condizioni atmosferiche e
dal tempo - è di un rosso che poco si addice alla ex
struttura bizantina. |
Turkish
Ministry of Culture is carrying out a study to reveal the
exterior original color of Hagia Sophia Museum.
The issue was brought to the agenda of the Turkish parliament
after it was suggested the original color of the Hagia
Sophia's exterior was painted dirty pink which is the color
of all Orthodox churches.
Culture and Tourism Minister Atilla Koc said the ministry is
instructed to study be conducted to discover the original
color of Hagia Sophia, so the museum will be repainted
accordingly.
Allegedly, Hagia Sophia was a dirty pink color when it was
used as a church and painted yellow after it was converted
into a mosque during the Ottoman period, however, in the 1986
restoration, the museum was painted dirty pink following the
guide lines set out by the Orthodox church.
Atilla Koc denied these claims and informed that the ministry
launched a study to discover the original color of the
building.
The district committee of immovable cultural and natural
properties restored Hagia Sophia museum in 1986.
The reason for choosing to paint the exterior of the museum
dirty pink, according to Minister Koc, was simply that "the
exterior color of the museum building had been changed many
times as part of numerous restoration efforts of the
historical building."
Mr. Koc informed the Istanbul Provincial Special
Administration funds have been allocated for the restoration
of the Museum and for the search for its original color. (Habib
Guler/Zaman)
03.09.2006
|
EPIGRAFI
ROMANE E GRECHE
AD AKSEHIR

|
Si
trovano nel distretto di Konya. Vi sta lavorando per
decifrarle l'archeologo francese Thomas Drew Bear. |
French archaeologist
Thomas Drew Bear is in Konya's Akşehir district to
decipher Roman and Greek epigraphs on ancient stone blocks
uncovered in the region.
Speaking to the Anatolia news agency Bear said he came to the
district at the invitation of the Akşehir
Municipality, which wants to conduct detailed research into
the history of the district.
"The process involves taking photos of epigraphs found
in the region, and then we try to decipher them with the help
of graphic symbols," he said of the process he is conducting
in a municipal building.
Noting that every deciphered epigraph revealed information
about the period in which they were inscribed, he
said; "We plan to decipher around 50 epigraphs a week. Some
of our associates are taking photos of other epigraphs to
enable us to read and decipher these. The epigraphs uncovered
in the region will be completely deciphered and provide an
important historical resource about the district as well as
the region,"
"The deciphered epigraphs will be reproduced in books depicting
the area's history." (Turkish
Daily News)
03.09.2006
|
IL
GELSO NERO

|
Dal
poeta latino Ovidio a Shakespeare, ecco la storia di
questa pianta legata ad una leggenda che trova la sua
ispirazione anche nei racconti del filosofo e storico
greco Senofonte. Per il <Turkish Daily News> l'ha
ricostruita il giornalista Ozgen Acar e noi, di
<Turchia Oggi>, vi consigliamo di leggere
attentamente il suo articolo. |
Italian poet Naso
Ovidius didn't probably know that a poem he wrote after a
journey he made to Mesopotamia around 2,000 years ago,
passing through Anatolia, would inspire lines in not one, but
two of Shakespeare's famous plays, "Romeo and Juliet" and
"A Midsummer Night's Dream"!
Inspired by one of the stories of Ksenofon, Greek philosopher
and author, a précis of Ovidius' poem follows:
"O weeping mulberry! The most beautiful girl of the
neighborhood, Thisbe, and its most handsome boy, Pyramus, were
neighbors. They were united in their love even though
separated by a mud brick wall between their houses. Their
families opposed their union. However, there was a hole in the
wall. Pyramus and Thisbe didn't only talk to each other but
they also whispered words of love and sent kisses to each
other through that hole. One night, they planned to elope and
meet under a mulberry tree. Thisbe came first and was startled
suddenly with the roar of a lion while she was waiting for
Pyramus. She then saw a lion which was just returning from a
successful hunt, his jaws and mouth still covered with blood.
Frightened, she dropped her cape and she ran away. The lion
tore the cape, leaving blood stains over it but then he too
left.
"Arriving at their meeting spot, Pyramus saw the torn cape
and the footsteps of the lion. And, thinking that a lion had
eaten his lover, he took the cape in his hand, weeping
inwardly and said: 'You died because of me. I tempted you
forth to a place of such peril, but was not at the meeting
place to guard you.' He leant on the tree.
"'My blood also shall stain you!' he shouted at the
mulberry tree, and drawing his sword, plunged it deep into his
heart. The blood spurting from the wound sank into the earth
and reached the tree's roots. Then the red color traveled
through the trunk to the fruit and turned all the white
mulberries on the tree red.
"By this time, Thisbe, still trembling with fear, yet not
wishing to disappoint her lover, stepped cautiously forth from
where she was hiding. She looked anxiously for her beloved,
eager to tell him of the danger she had escaped. However, when
she came to the tree, she saw the changed color of the
mulberries and recognized her lover lying in a pool of blood,
with her reddened cape in his hand. She understood the truth.
"She screamed and embraced his lifeless form, just as Juliet
embraced Romeo when she awoke, pouring tears into his wounds.
She kissed the cold lips of her beloved just as Juliet did.
'Oh, Pyramus,' she cried, 'What have you done? Answer
me, Pyramus; it is your own Thisbe. Hear me, dearest, and lift
that swooning head!' At Thisbe's name, Pyramus opened his eyes,
looked at her hopelessly and then closed them forever.
"'I too can be brave for once, and my love is as strong as
yours. I will follow you in death, for I have been the cause;
and death, which alone could tear us apart, shall not prevent
me from joining you," said Thisbe and plunged the sword into
her breast. The blood that poured from her body turned the
mulberries a darker color still, a deep purple. "The
sorrowful families of both lovers buried the two bodies in one
tomb and the tree yielded purple berries ever-after, as it
does today.
"The legend is that, the gods, since then, began to grow
black mulberries in Anatolia in order for the tragic story of
Thisbe and Pyramus to be a lesson for those who try to
separate lovers."
This story is still retold around the Aydın Mountains, to
the north of the Aegean province of Aydın, even 2,000
years later, as the hopeless love story of "the sultan's
daughter and the shepherd," embodied in the black mulberry
tree.
Black mulberries
of Cambazlı Village:
The white mulberry is native to China, which is also home to
silk. The mulberry came to Anatolia in the 12th century. The
black mulberry -- Morus Nigra -- on the other hand, is
believed to be native to the area between Iran and Mesopotamia.
The mulberry tree, grown to most extent in the temperate
climates of the northern hemisphere, is deciduous. The best
and most delicious black mulberries are grown in İzmir's
Tire district, most famously in the villages of Cambazlı
and Kahramanmaraş.
Cambazlı is a small village of 85 houses with a fresh
mountain climate, due to its 680-meter elevation. The
supplementary income source of the village population of 400
is not the white mulberry but the black. Try to pay a visit to
the village between June and August. You can then witness the
villagers, regardless of their age and gender, including old
and young, male and female, among the branches of
10-meter-high trees, picking black mulberries.
Black mulberries don't turn purple all at once, they gradually
attain their color at differing rates. They first turn
yellowish pink, then pinkish red and finally reddish purple
when mature. The tree is thus called "yediveren" -- a word
used to define flowers and trees that bloom or bear fruit
several times a year.
The changing colors of the black mulberries in the maturity
process make the situation easier for those who pick the
fruits. One day all the mature fruit are picked, and then a
few days later new ones are ripe. The black mulberries are
thus picked at intervals over a period of two or
two-and-a-half months, giving the villagers a reasonable and
generous time for picking.
The overhanging black mulberries at the lower branches of
trees are gently picked by fingertip, while the
"hanging-stretching" method is applied to pick the
mulberries on the upper branches. One picker climbs into the
tree and hangs a pail over the end of the branch using a rope.
The branch is then bent downwards as much as possible allowing
another picker on the ground to reach it. The black mulberries
are gently picked one by one with diligent movements of wrist,
hand and fingers without harming them, and then they are
poured to the pail.
Vildan and Hüseyin Soylu can speak at length of the
characteristics of black mulberries. The couple sell their
products at the Tire market via the village's cooperative.
"The black mulberries matured earlier [this year] as the
wind blew from the sea this summer," the couple said.
The producers in the village formerly took the mulberries
right to the customers' door in İzmir, for barely more
that YTL 1 per kilogram. However, a system capable of
preserving 100 tons of mulberries and freezing them at minus
40 degrees Celsius was established in the village two years
ago with the efforts of Esat Eryılmaz, the muhtar, or
local authority, of the village, with the help of a YTL
117,000 loan from the İzmir Governorship's Fund for
Promotion of Life Quality in Villages.
The customers now come to the village to buy the black
mulberries for YTL 3 per kilogram, and the price is set by the
producers. The income from the sale of only 70 tons of black
mulberries is YTL 200,000. This income should even reach YTL 1
million in 10 years' time, when newly planted young black
mulberry trees will begin to bear fruit. The village's black
mulberry production will grow from 70 tons to 350 tons.
Hasan Kaya, chairman of the village's black mulberry
cooperative, said their future project was a factory in which
jam and black mulberry products will be produced for foreign
markets. The village also produces 100 tons of walnuts and 250
tons of chestnuts each year.
The knotted wood of the black mulberry tree's branches is much
sought after for use in wooden veneers, and the wood of the
trunk is used in making musical instruments.
Hasan Doğan, who uses all kinds of herbs, wild and
cultured, in the restaurant he opened in Tire after he retired
from the post of biology teacher, is also a black mulberry
specialist. Doğan stresses that a black mulberry gargle
has positive effects on mouth ulcers and throat inflammation
as well as on ulcers of the stomach and intestines.
According to natural remedy books, some organic acids, --
tartaric-citric acids -- found in the black mulberry are good
for health. It is also written that its roots have a laxative
effect and can be used to eliminate intestinal parasites.
"Female and male trees are different in white mulberries,"
says Doğan, adding: "However, black mulberries show
hermaphrodite characteristics. Most of the branches are female
and a few male in a black mulberry tree. The black mulberry
tree is thus self-fertilizing ... unlike the white mulberry
trees. Some villagers, who cut off the male branches, thinking
that they don't produce fruit, are entirely wrong!"
Its colorful juice is used for making the natural dye-stuff,
madder. It is known amongst the villagers that mulberry stains
are removed by cold water, not hot. It is also believed that
the reddish purple stains can be removed from the hands by
rubbing them with the tree's leaves; however, the lovers
Thisbe and Pyramus are further united by each attempt!
-------- BOX ---------
Black mulberry
recipes from Tire:
Hasan Doğan
offered some delicious white and black mulberry recipes for
Turkish Daily News readers:
Mulberry Molasses: Mash the fruit in a large vessel and
boil the juice along with pekmez toprağı (grape
molasses soil - unprocessed soil containing calcite and used
for making molasses) until thick.
Mulberry Fruit "Leather": Spread mulberry molasses (see
above) on a large wooden board or a sheet and let it dry under
the sun.
Black Mulberry Sour: Use immature mulberries. Pound them until
puréed and let this purée dry under the sun for a period of
15 days. This can then be used to flavor salads, giving a
delicious taste different from that of sour pomegranate syrup
(nar ekşisi).
Black Mulberry Syrup: Place the black mulberries in a large
sauce pan. Boil and then sieve the fruit. Return the juice to
the pan and add some sugar, continue to boil and then skim off
the foam. Leave the syrup under the sun for 20 days. The
longer it spends in the sunshine, the more delicious the syrup
will be.
Black Mulberry Jam: Place mulberries and sugar in a saucepan.
Bring to a simmer and cook for 30 minutes. Skim off any foam.
Ladle the jam into clean warm bottles. Store in a cool place.
Black Mulberry Curd Desert: Take 1 kilogram of unsalted
curd cheese, 100 grams of honey, a small amount of milk and
some black mulberry syrup. Mix all of the ingredients together
with a blender. Serve with black mulberry jam and sprinkled
with walnuts.
...And from the
TDN:
Mix black mulberry
juice (which also goes well with rakı), with vodka or gin
and put it in the refrigerator. Pour over ice and add 5-10
drops of lemon juice for a delicious summer drink. You can
also add some orange juice into the mixture: perfect at sunset.
(Ozgen Acar/Turkish Daily News)
03.09.2006 |
CINEMA
TUTTI I SEGRETI
DI ISTANBUL:
CROSSING THE BRIDGE

|
La
città delle contraddizioni (vecchio e nuovo, brutto e bello, caldo
e freddo, ricco e povero, tra Oriente e Occidente), ovvero la vera
storia
di Alexander Hacke, membro della band d'avanguardia tedesca "Einsturzende
Neubauten" che si è avvicinato alla metropoli turca e alla sua
musica mentre produceva la colonna sonora de "La sposa
turca". Il film è in programmazione dal 1 settembre. |
 "Istanbul è la città delle
contraddizioni: vecchio e nuovo, brutto e bello, caldo e freddo, ricco e
povero". Frutto delle più disparate contaminazioni etniche, la città
è esattamente al centro tra l'Oriente e l'Occidente. Ed è proprio qui
che si incontrano i suoni, le voci e i rumori provenienti da tutto il
mondo che attraversano il ponte e riempiono strade, case e negozi.
"Crossing the bridge - The sound of Istanbul", è la storia
(vera) di Alexander Hacke, membro della band d'avanguardia tedesca "Einstürzende
Neubauten", che si è avvicinato a Istanbul e alla sua musica mentre
produceva la colonna sonora del film "La sposa turca",
rimanendone affascinato.
In quell'occasione ha incontrato i membri della band neo - psichedelica 'Baba
Zula' e quando la loro bassista se ne è andata gli è stato chiesto di
prendere il suo posto. Armato del suo inseparabile basso, di uno studio di
registrazione "portatile" in formato valigia e del "microfono
magico" per catturare i suoni, Hacke, amante degli esperimenti, si
tuffa nella diversità musicale di Istanbul. Partendo dai suoni
elettronici, il rock e l'hip-hop e passando per la tradizionale musica
"'arabesca", vuole che le melodie catturate, alcune più dolci
altre decisamente più dure, arrivino fino in Occidente.
Fatih Akin, regista della "Sposa Turca", filma e porta sullo
schermo una realtà in continuo fermento, che vive su milioni di volti e
si diffonde attraverso altrettante voci. Le immagini danno un'anima ai
suoni e i suoni descrivono nitidamente un mondo lontano, affascinante e
ricco di suggestioni.
Il film inizia parafrasando Confucio: "Quando arrivi in un posto e
vuoi comprendere la cultura che prevale, profonda o superficiale che sia,
ascolta la musica che si suona lì. Allora imparerai tutto di quel
posto". É un po' la sensazione che si prova vedendo scorrere i
titoli di coda. (Romaone.it)
03.09.2006
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UN KOLOSSAL
DA 20
MILIONI DI EURO

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Prossimo
ciack di un film che dovrà ricostuire la storia
dell'antica tribù curda dei Brukan. Nel cast ci
saranno, tra gli altri, Sean Connery, Sofia Loren, Tarik
kan nonché musicisti e cantanti folk come Brader e
Muslum Gurdues. |
La notizia ha fatto il
giro del Kurdistan - sui siti web, sui giornali, alle tante
tv locali - con un entusiasmo venato solo da qualche
incredulità. E nella "terra dei curdi" che legalmente non
esiste, piuttosto resta il sogno del più grande popolo al
mondo senza uno Stato per sé, non poteva essere altrimenti.
La storia della gloriosa e antica tribù curda dei Brukan, ha
dichiarato il produttore (ovviamente curdo) Kasim Gultekin,
diventerà un kolossal da 20 milioni di euro, speriamo anche
più. Sarà la più importante pellicola mai prodotta da
questo popolo o sulle sue vicende, drammatiche e
semisconosciute in gran parte del pianeta.
Già questo annuncio è stato salutato, giustamente, come un
evento. Ma è stato soprattutto il cast a suscitare una vera
eccitazione.
Tra le star, ha infatti svelato il produttore, ci saranno Sean
Connery e Sofia Loren, il popolarissimo attore turco Tarik
Akan ( Yol e altri film di Yilmaz Guney), gli altrettanto
famosi - almeno in questa parte del mondo - musicisti e
cantanti folk Brader e Muslum Gurdues, la diva Rojin e
un'altra dozzina di glorie nazionali. Attrici e attori per lo
più d'origine curda, affiancati da ben 3.500 comparse.
Ormai in pre-produzione da due anni, ha detto ancora Gultekin
la cui società si chiama <Brukan Productions> come la tribù,
il film vedrà l'inizio delle riprese in autunno nel Kurdistan
turco, nella zona del Lago Van. E l'anno prossimo, al massimo
nel 2008, "potrà arrivare fino agli schermi di Hollywood.
L'obiettivo - ha aggiunto - è far conoscere al mondo
intero la storia del nostro popolo".
Qualche perplessità è legittima sull'effettiva
partecipazione di Connery e soprattutto della Loren, visti i
cachet miliardari che entrambi chiedono. L'ex James Bond, noto
nazionalista scozzese, potrebbe magari concedersi per una
causa affine alla sua. E Gultekin ha dichiarato al quotidiano
turco <Zaman> di averlo incontrato "più volte" a Istanbul e
già convinto ad accettare il ruolo di protagonista, il capo
tribù Mir Shemdin. A breve, ha assicurato, lui stesso volerà
a Londra per firmare il contratto, mentre le locandine con il
volto barbuto di Sir Sean in versione Brukan stanno già
circolando. Ma la signora Ponti? Da lei, come per altro da
Connery, non è stato ancora possibile trovare conferme.
Anche se le due superstar europee alla fine non ci saranno, è
però importante che un tale film si faccia. Tanto più che il
malumore comincia già a serpeggiare nella Turchia
nazionalista dove si parla di boicottare la pellicola e i suoi
attori. Non sarebbe il primo film, naturalmente, che racconta
di questo popolo o perfino firmato da un regista curdo con
passaporto turco, di uno Stato mediorientale o europeo (la
diaspora è enorme, soprattutto in Germania, Francia e Paesi
scandinavi). Pellicole come "Viaggio verso il sole" di Yesim
Ustaoglu, "Turtles Can Fly" di Barman Godasi, "Kilometre Zero" di Hiner Saleem hanno vinto premi
internazionali, sono stati distribuite in Occidente. Perfino
il celeberrimo regista britannico Ken Loach ha dedicato un suo
lavoro ("Il bacio appassionato") agli immigrati dal Kurdistan.
Ma in realtà, tranne quest'ultima, sono opere da rassegna
cinefila o circolo politico, da "dibattito". E intanto,
dalla Turchia alla Siria, recentemente con più violenza in
Iran, per fortuna non più nell'Iraq post Saddam per altro
devastato da una guerra civile, i curdi continuano ad essere
perseguitati. La loro cultura, la loro musica, perfino la loro
lingua restano tabù o quasi. Le organizzazioni
internazionali, da "Amnesty International" a "Human Rights
Watch",
denunciano regolarmente abusi e sopraffazioni. Spesso l'accusa
è solo quella di aver rivendicato una storia diversa da
quella del Paese in cui vivono.
Come è il caso della grande tribù nomade dei Brukan:
scacciata nel 1609 dagli Ottomani, lasciò le regioni
dell'Anatolia orientale che abitava da sempre per disperdersi
nel Caucaso, dove rimase fino al 1922. E oggi, tornati nel
Kurdistan turco, i Brukan sono oltre mezzo milione. "La loro
è una storia bellissima, che dev'essere conosciuta anche
all'estero. E i capi tribali ne sono convinti, hanno deciso di
partecipare con generosità al budget della pellicola - ha
dichiarato Gultekin -. Hanno messo a disposizione il denaro
della tribù, gli abiti antichi, le comparse e le tende
nomadi. In cambio, hanno voluto un piacere: poter comparire
anche loro, con i vestiti più belli, nel film sui loro
antenati". (Cecilia Zecchinelli/Il
Corriere della Sera)
03.09.2006
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SPETTACOLO
BLUES
BROTHERS

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Chi
può dimenticare il travolgente film di John Landis con John Belushi
e la sua banda? Ancora oggi, a distanza di 26 anni, è un mito e lo
si rivede sempre volentieri in tv. Ebbene, ora è un musical che il
9 settembre approderà ad Istanbul. Chi si trovi da quelle parti non
si lasci sfuggire l'occasione di vedere lo spettacolo che si presenta molto
interessante. |
The
musical stars of 80's cinema, The Blues Brothers, popular throughout the
world for more that 27 years, will take the stage at Parkorman, Saturday,
9 September on the Istanbul-leg of their world tour.
The eight hour concert, will include many well know Turkish groups
supporting the famous Blues Brothers band.
The Blues Brothers, best known for the films, 'The Blues Brothers' and
'Blues Brothers 2000' released by Universal Pictures, won three awards
for their release, 'Briefcase Full of Blues' available through
Atlantic Records.
Further information and bookings can be made through Biletix: www.biletix.com
(Culture&Art/Zaman)
03.09.2006
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SPORT
RISCHIA DI SPARIRE
IL GP
DI TURCHIA

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Inchiesta
della Fia che sta cercando come mai durante la premiazione del 27
agosto sul podio fosse presente Mehmet Ali Talat presentato dallo
speaker come presidente della Trnc. |
Il Gp di Turchia rischia di sparire
dal calendario del Mondiale 2007 di Formula 1 per una cerimonia di
premiazione irregolare. Il 26 agosto del prossimo anno Istanbul dovrebbe
ospitare la 12a gara stagionale. Il tutto è legato all'inchiesta che la
Fia, la federazione internazionale dell'automobilismo, ha aperto dopo la
premiazione del Gp di Turchia di domenica 27 agosto. Alla federazione non
è sfuggita, sul podio, la presenza di Mehmet Ali Talat, presentato dallo
speaker come ''presidente della Repubblica turca di Nord Cipro''. L'isola
di Cipro è divisa dal 1974, anno in cui le truppe turche invasero la
parte settentrionale. La comunità internazionale, però, riconosce solo
il Governo greco-cipriota che ha stigmatizzato l'episodio di due giorni
fa.''Denunceremo questo atto inaccettabile e provocatorio'', ha detto
Christodoulos Pashardis, portavoce del Governo. ''E' stata una sceneggiata
orchestrata da Ankara e Talat è stato l'attore principale''. (Adnkronos)
03.09.2006
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MOTOMONDIALE 2007
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La
Federazione internazionale ha diffuso la bozza provvisoria del
calendario. Il 6 maggio ad Istabul, il 3 giugno al Mugello e
il 2 settembre a San Marino. |
La Federazione motociclistica
internazionale ha diffuso la bozza provvisoria del calendario del
Motomondiale 2007. Le prove saliranno a quota diciotto, con l'inserimento
del Gp di San Marino e della Riviera di Rimini che, in programma a Misano,
raddoppia il numero delle gare iridate in programma in Italia. Tra le
novità più importanti l'eliminazione della triplice trasferta Giappone-
Malesia-Australia, da sempre malvista dai piloti.
Questa la bozza del calendario 2007 del Motomondiale:
17 marzo Gp Qatar (Doha)
25 marzo Gp Spagna (Jerez)
22 aprile Gp Cina (Shanghai)
6 maggio Gp Turchia (Istanbul)
20 maggio Gp Francia (Le Mans)
3 giugno Gp Italia (Mugello)
10 giugno Gp Catalunya (Montmelo')
24 giugno Gp Inghilterra (Donington)
30 giugno Gp Olanda (Assen)
15 luglio Gp Germania (Sachsenring)
22 luglio Gp Usa (Laguna Seca)
19 agosto Gp Rep. Ceca (Brno)
2 settembre Gp San Marino e Riviera di Rimini (Misano)
23 settembre Gp Giappone (Motegi)
7 ottobre Gp Australia (Phillip Island)
14 ottobre Gp Malesia (Sepang)
28 ottobre Gp Portogallo (Estoril)
4 novembre Gp Comunità Valenciana (Valencia) (Quotidiano.net
Motori)
03.09.2006
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