ATTUALITA'
"L'ITALIA
CI AIUTI"

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Nostra
intervista a Nicosia con il presidente di Cipro Nord (Trnc),
Mehmet Ali Talat che ci ha confermato tra l'altro: "Noi
vogliamo, come abbiamo sempre voluto del resto, la
riunificazione dell'isola". |
Sono ritornato a Cipro Nord
dopo moltissimi anni ed è stata per me una sorpresa vedere
questa parte dell'isola completamente trasformata. L'avevo vista
per prima volta, nel 1985. A quell'epoca lavoravo per il <Il
Mattino> di Napoli. Assieme ad altri colleghi ero andato a
Nicosia (Lefkosa) per intervistare l'allora presidente della
Repubblica Rauf Denktas, persona gentilissima tra l'altro,
che - ricordo bene - ci aveva messo a disposizione, oltre ad
una simpatica guida, un vecchio Mercedes nero con autista per
spostarci da una capo all'altro di quel lembo di terra, prima a
Girne e a Famagosta e quindi su su fino alla punta della penisola
di Karpas là dove è possibile ammirare il Mar Mediterraneo per
180 gradi in tutto il suo splendore. Ricordo ancora che a colpirci
era stato il piccolo centro di Girne (Kyrenia): un borgo con
quattro case, il porticciolo, i bastioni possenti ed ancora gli
asinelli, liberi di girare per le strette viuzze. Nell'aria il
profumo intensissimo dei gelsomini, quello stesso che aveva
colpito il ministro degli Esteri britannico, sir Antony Eden,
quando nel 1941 era volato a Nicosia per incontrare l'omologo
turco alla vigilia dell'invasione di Hitler nei Balcani. Era il
1941 e ogni luogo favorevole e ogni tetto di casa era affollato di
greci e turchi plaudenti. Fu proprio in quella occasione che Eden
si lasciò andare ad una breve riflessione, in seguito riportata
nelle sue "Memorie", e cioè che Cipro "non è mai
appartenuta alla Grecia, sebbene nove secoli fa facesse parte
dell'impero bizantino".
Si diceva poc'anzi come la Repubblica di Cipro Nord (Rtnc) sia
molto cambiata, a cominciare dalla sua capitale. Addio alle
vecchie pensioncine, a quelle in particolare che nella zona
costiera si affacciavano sul mare, adagiate a malapena sui
terrapieni in discesa lungo le minuscole baie; addio alle arterie
ad una corsia che si arrampicavano per i monti Besparmak, per
buttarsi poi giù a precipizio in una serie di pericolosissimi
tornanti; addio ai venditori di pannocchie messe a cuocere in
recipienti improvvisati per la curiosità dei pochi turisti; addio
alle barchette dei pescatori, addio alle locande da quattro soldi.
Ora nei luoghi di villeggiatura alberghi a quattro/cinque stelle, tutti
con annesso casinò, fanno bella mostra di se; non c'è angolo di
campagna dove non si vedano ville e multiproprietà; moderne
autostrade attraversano i passi nello spazio di poco tempo;
boutique con le firme più prestigiose si affacciano nei quartieri
eleganti; ristoranti di grido offrono il meglio in fatto di carne
e di pesce. Una cosa, soprattutto: non si avverte minimamente la
presenza dei 30 mila soldati delle Forze Armate turche che
stazionano nella Trnc per proteggerla da eventuali, ma ormai
impensati, scherzi da parte greca. Certo, sono ormai lontani gli
anni '50/60 e lontani pure i primi anni '70. Lontano, per fortuna,
il tempo dell'Eoka, che agiva in nome dell'Enosis, e del suo
terrorismo. Un problema questo, peraltro, che aveva dovuto
affrontare lo stesso Eden ma che non seppe comunque risolvere
anche per una inspiegabile intransigenza di Washington che vedeva
le cose a modo suo e che in quel momento era più incline a
tenersi per amica Atene più che Ankara. Londra, al contrario,
considerava "l'alleanza con la Turchia come un elemento
fondamentale" in quella parte del mondo. Cronache da
dimenticare, si dirà. Ma potrà qualcuno dimenticare le morti
provocate dall'Eoka del tenente colonnello Georgos Grivas? Potrà
qualcuno dimenticare le ragioni per le quali la nascita, il 16
agosto 1960, della prima Repubblica indipendente di Cipro -
potenze garanti Gran Bretagna, Turchia e Grecia - fu messa in
discussione tre anni più tardi per le aggressioni e le minacce
dei greci tanto che i turco-ciprioti dovettero ritirarsi nei
ghetti e negli enclavi per proteggersi? Potrà qualcuno
dimenticare che, se nel 1974 ci fu un intervento militare turco
nell'isola, ciò fu dovuto al fatto che il colpo di stato voluto
dalla Cia per eliminare l'arcivescovo Makarios aveva lo scopo di
annettere Cipro alla Grecia? Ed oggi, oggi, chi può dimenticare
che il referendum del 2004 per trovare una soluzione alla
riunificazione dell'isola è stato vanificato unicamente per il
secco "no" della popolazione greco-cipriota? Noi ci
auguriamo che quanto prima, sia i leader delle due comunità,
Mehmet Ali Talat e Tassos Papadopoulos, sia i ministri degli
Esteri turco e greco trovino quello che i latini chiamavano il
"modus vivendi". Ci auguriamo in primis che
Nicosia, membro dell'UE, non ponga il diritto di veto al prosieguo
dei negoziati per l'adesione di Ankara all'Europa. L'Italia in
questo senso è pronta a fare la sua parte. Palazzo Chigi da
sempre è sensibile al problema cipriota. Una sua soluzione,
infatti, può aprire nuovi sbocchi anche per il nostro Paese. Una
intervista, concessa a <Turchia Oggi> dal presidente Talat
nel suo ufficio di Nicosia, chiarisce molte cose:
-
Signor Presidente, prima ancora di entrare nel merito del "problema
Cipro" - visto soprattutto dal punto di vista politico ed
in merito alla riunificazione dell'isola - mi permetta
restringere per un attimo il discorso ai rapporti tra la Trnc e
l'Italia. Con una premessa, che è questa: quando si chiede ad
un italiano - anche di buona cultura - cosa sa dire di Cipro la
risposta immancabilmente è sempre la stessa, vale a dire che
Cipro è una Repubblica con una comunità greca o di etnia greca e
che fa parte dell'Unione Europea. Pochissimi infatti sanno che
l'isola è divisa in due dal 1974 e che esiste anche una comunità
turco-cipriota. Ed allora io Le chiedo: se esiste una così scarsa
preparazione storica, non va forse ricercata nel fatto che da
sempre il Governo turco-cipriota ha fatto ben poco per far
conoscere a noi italiani questa diversa realtà?
"Questo
significa che noi non siamo riusciti ad informare l'Italia
abbastanza. E' la nostra
mancanza. Eppure, l'Italia è un nostro vicino ed anche un Paese
le cui genti, dai genovesi ai veneziani, hanno governato l'isola
tanti anni prima che vi arrivassero gli Ottomani. Questo significa,
altresì, che dobbiamo lavorare di più e dobbiamo farci conoscere
di più. Mi auguro che pure Lei, da questo punto di vista, ci
possa essere di aiuto. Il nostro scopo non è quello di avere
ragione a tutti i costi, quanto informare gli Italiani su quella
che è la reale situazione del problema Cipro".
-
Quali sono stati nel passato
i rapporti politici tra Roma ed il Governo di
Rauf Denktas e quali attualmente quelli con il Suo Governo?
"Per
dire la verità non esistono sostanziali differenze nei rapporti
fra le due presidenze e l'Italia. Va precisato però che - grazie
ad una specifica e mirata campagna d'informazione e di
comunicazione da parte del nostro Governo - anche i rapporti con
l'Italia hanno acquistato maggior vigore. Specie dopo il
referendum il livello d'interesse dei Paesi, ivi compresa
l'Italia, è aumentato sensibilmente. Un ulteriore motivo in più per
farci conoscere meglio dall'Italia".
-
Parliamo di scambi commerciali. L'Italia - terzo partner con
la Turchia - è presente in questo Paese con imprese e società
di notevoli importanza. Le chiedo: esiste un interscambio anche
tra l'Italia e Cipro Nord? Quali le dimensioni e quante infine
le nostre industrie che operano nella Trnc? In rapporto agli
investimenti stranieri, l'Italia in quale gradino è collocato?
"Dal punto di
vista commerciale sono numerosi i prodotti che importiamo
dall'Italia. Tanto per farle un esempio importiamo frigoriferi,
lavastoviglie e cose del genere. Sì, importiamo parecchio
dall'Italia. In quanto alle imprese il discorso è diverso.Una
volta ce c'erano tante, sia come compagnie sia come aziende.
Oggi come oggi invece - anche per ragioni strettamente
economico-commerciali - di imprese italiane italiane non ve ne
sono. Circa gli investimenti, infine, non saprei proprio cosa
dirle".
-
Signor Presidente, Le facevo osservare, poc'anzi, come gli
italiani non conoscano Cipro se non identificandola con la Grecia.
Capita di osservare ad esempio - nello sfogliare una rivista -
che la promozione dell'isola è solo in una direzione. A
dimostrazione che il ministero della Cultura greco-cipriota ce la
mette tutta per attirare potenziali turisti, durante il periodo
estivo ed anche in altri mesi dell'anno. Non
ci pare di ricordare invece che lo stesso stia facendo
l'equivalente dicastero turco-cipriota eppure e proprio nella Trnc
che si trovano i più importanti siti archeologici : vedi
Famagosta, Girne, Bellapais, il Castello di Sant'Ilarione, tanto
per citarne alcuni. C'è ne può dare una spiegazione?
"I turco-ciprioti da tantissimi anni sono
rimasti isolati dal resto del mondo. E così, purtroppo, quale
conseguenza di questa situazione, anche l'interesse del mondo
pubblicitario nei confronti di Cipro Nord è venuto a mancare.
Senza contare che promuovere della pubblicità all'estero costa
parecchio. Il fatto stesso di essere una comunità isolata da
questo punto di vista ci danneggia molto. Va precisato, ad ogni
modo, che dopo il referendum del 2004, anche nella Trnc lo
sviluppo economico ha subito una notevole spinta con ripercussioni
positive a tutti i livelli. Penso quindi che in futuro saremo più
pronti nel fare la pubblicità all'estero".
-
Per quanto riguarda il discorso economico, anche avendo un
italiano la buona volontà di trascorrere una vacanza in Cipro
Nord, il problema di fondo è quello del viaggio aereo. Causa
dell'embargo dei greco-ciprioti, non esiste la possibilità di
arrivare direttamente nello scalo di Ercan (Nicosia). Ragion per
cui un povero turista è obbligato a passare per Istanbul, con
conseguente enorme perdita di tempo. Di fatto, partendo da una
qualsiasi località europea - dopo un lungo stop all'aeroporto
Ataturk - si arriva
ad Ercan attorno alle 22.20 di sera. Senza contare che il
biglietto viene a costare molto, ma molto di più. Domanda: cosa
sta facendo il Governo Talat per venire a capo di questo problema?
"E'
proprio questo l'isolamento a cui accennano prima. E' proprio
questo....Noi stiamo soffrendo dell'isolamento e delle conseguenze
che ne derivano. E' un motivo in più perché l'Italia - e con
l'Italia anche gli altri Paesi - ci dia una mano e ci faccia
finalmente uscire fuori dal cerchio nel quale ci hanno
relegato".
-
Va da sé che il discorso si fa ora tutto politico investendo
direttamente la Turchia. E' recente l'ostracismo manifestato a
Lussemburgo, nei confronti di quest'ultima, dal Governo di
Tassos Papadopoulos che sembrava intenzionato addirittura a porre
il veto sui negoziati tra Ankara e l'Unione Europea. Se la crisi
è stata scongiurata è perché i ministri degli Esteri
sono riusciti a trovare in extremis una formula di compromesso. Ma
la partita non è affatto chiusa. Non è un mistero, infatti, che
Nicosia cercherà di mettere sempre i bastoni tra le ruote. E
questo fino a quando il Governo Erdogan non riconoscerà Cipro Sud
e disporrà che navi e aerei ciprioti entrino nei porti e negli
aeroporti della Turchia come aveva promesso. Signor presidente, In
questa situazione qual'è l'atteggiamento del Suo Governo?
Tutto ciò non Le sembra la conseguenza del fatto che nel 2004
Cipro Sud sia stata ammessa nell'Unione Europea senza una
precedente soluzione politica dello status dell'isola? Se
ne può uscire fuori, ora, con un qualsiasi escamotage?
" Come ha
dichiarato il Segretario Generale dell'Onu, signor Kofi Annan,
noi dobbiamo lavorare perché l'isolamento venga a cadere. La
soluzione del problema è in questa direzione. La stessa, ripeto,
indicata dal Segretario Generale dell'Onu".
-
Ai primi di luglio, Lei
Signor presidente, grazie alla mediazione del Vice Segretario
Generale dell'ONU, Ibrahim Gambari, si è incontrato con il presidente
greco-cipriota Tassos Papadopolous con il quale ha raggiunto un
accordo in 5 punti per riavviare il processo di pace. In base a
questo accordo i colloqui avranno inizio a fine luglio, e
dovrebbero proseguire con la prospettiva di una trattativa di pace
vera e propria. Ha buone speranze?
"Per
la verità non ho un idea
precisa al riguardo. Ma me lo auguro. Per parte mia farò il mio
meglio. In base all'accordo prepareremo un piano e lo presenteremo
ai greco-ciprioti. Quindi ci riuniremo per definire i capitoli e
le procedure da approvare. E
solo successivamente che avranno inizio le trattative.
Trattative che dovrebbero portarci ad una risoluzione definitiva.
Noi faremmo quello che ci spetta. Per momento serve a poco essere
ottimisti o pessimisti. E' in questa seconda fase, infatti, che
usciranno fuori le posizioni delle parti. Noi - come abbiamo
dimostrato già attraverso il referendum - desideriamo risolvere
la questione di Cipro. Ma vogliamo anche una risoluzione basata
sulla parità politica, con due regioni e due parti. Il Piano
Annan, del resto, era e rimane un accordo equilibrato, comprensivo
dei nostri desiderata. In definitiva, noi vogliamo portare
in avanti le trattative nell' ambito del Piano di Annan. E le
vogliamo concludere".
-
Nel merito dei rapporti tra Atene ed Ankara, quest'ultima aveva
riservato una accoglienza molto fredda alla proposta del ministro
degli Esteri greco, Dora Bakoiannis, che sta preparando un piano
europeo per la riunificazione dell'isola. Atene vorrebbe che
fossero applicati a Cipro i principi delle libertà di movimento,
di domicilio e di acquisto di proprietà. Il piano turco si basa,
al contrario, sul principio della "bi-zonalità" che
prevede restrizioni alla possibilità per i greco-ciprioti di
acquistare proprietà nel Nord turco dell'isola perché, a
giudizio di Ankara, in mancanza di queste restrizioni, la presenza
turca a Cipro finirebbe presto. Può esprimere in merito un suo
giudizio?
"Cosa vuole che le dica. E' un fatto che la Grecia, anche
se volesse dare suggerimenti non in conformità con Nicosia, è
pur sempre condizionata da questa. Atene quindi non deve essere
lasciata sola, specie quando si devono fare passi importanti.
Qualunque soluzione venga trovata, la comunità internazionale non
può essere assente".
-
Al di là dei risultati elettorali in Cipro Sud che
ultimamente hanno dato la vittoria alla coalizione di Governo che
da tre anni sostiene il presidente Papadopoulos, ci si interroga
se - a non volere la riunificazione - sia veramente la
popolazione greco-cipriota o non piuttosto i partiti che hanno
avuto il voto da quest'ultima. Lo ha ribadito pure il suo
ministro degli Esteri, Serdar Denktash. In altre parole -
secondo Lei - se si dovesse riproporre un referendum, i
greco-ciprioti direbbero ancora "no" alla
riunificazione? Ed i turco-ciproti, a loro volta, voterebbero
ancora "si"?
"Dipende
da come potrebbe essere impostato il referendum. Quale piano
potrebbe esservi incluso? Lo stesso od un altro? Bene, se
fosse un piano simile a
quello di Annan, abbiamo dei dati formulati in base all'<opinion
poll survey>. Secondo questi dati - qualora si dovesse indire un
referendum, sì anche in questo momento - la comunità turco-cipriota
voterebbe come in precedenza".
-
Recentemente da Bruxelles è rimbalzata la notizia che la
Commissione Europea voglia aprire un suo ufficio nella Trnc e che
abbia anche votato un pacchetto di aiuti economici. E' vero?
"E' vero. Due
giorni dopo il referendum, il Consiglio dell'Europa dell'UE
aveva già preso una decisione in tal senso, e cioè di aprire un
suo ufficio a Cipro Nord, e questo perché avevamo votato per il
"sì". Va detto che i greco-ciprioti hanno fatto di
tutto perché questo non si verificasse. Inutilmente, però,
giacché alla fine il Consiglio d'Europa ha approvato la decisione
iniziale. Ma intanto sono trascorsi due anni, di litigi".
- Una decisione questa voluta anche dal Commissario all'Allargamento
Ollie Ren?
"No, dal Consiglio d'Europa".
-
Esiste una comunità cattolica a Cipro Nord? E, se esiste, come si
comporta il Governo della Trnc nei confronti di questa, e più
genericamente nei confronti delle comunità cristiane?
"Secondo
la Costituzione della Repubblica di Cipro del 1960 le religioni
minoritarie furono poste allora davanti al dilemma se far parte
della comunità turco-cipriota o di quella greco-cipriota. I
cattolici, nella fattispecie i Maroniti, scelsero la seconda.
Pur essendo i nostri rapporti con questi ultimi ben diversi da
quelli che abbiamo con l'altra parte, è pur vero
che i Maroniti - per il fatto stesso di vivere con i
greco-ciprioti - alla fine si sono sentiti più vicini alla
comunità greco-cipriota tanto da avere posizioni alquanto simili.
Dopo il 1964 era rimasto un solo villaggio con una comunità
cattolica. Una sua delegazione, peraltro, fu ricevuta da me l'anno
scorso quando ero primo Ministro. Si trattava di una richiesta di
abitazioni che abbiamo loro concesso. C'è anche un altro gruppo
di Maroniti che vivono nella zona militare. Qui il problema è un
po' più complicato per cui vengono spesso nel mio ufficio per
parlare e per discutere dei loro problemi. Il rapporto è sempre
cordiale e abbastanza aperto...".
-
"Cipro non è mai appartenuta alla Grecia, sebbene nove
secoli fa facesse parte dell'impero bizantino, dal quale fu
staccata ad opera di Riccardo I d'Inghilterra nel dodicesimo
secolo...". A scrivere queste cose, nelle sue <Memorie>,
sir Antony Eden dal 1951 al 1957 dapprima ministro degli Esteri e
successivamente Primo Ministro della Corona britannica. Lei,
presidente Talat, condivide questa affermazione?
"Posso
solo risponderle che i
turco-ciprioti sono venuti in questa terra dall'Anatolia mentre
i greco-ciprioti non sono venuti dalla Grecia. Senza contare che
il periodo degli Ottomani è durato dal 1571, con la fine del
dominio veneziano, al 1914 quando l'Inghilterra approfittò della
guerra per assumere la sovranità su Cipro. Circa tre secoli e
mezzo nel corso dei quali Cipro è diventata un' isola turca. Non
è mai stata invrece un'isola greca".
-
Signor presidente
vuole aggiungere qualche altra cosa?
"Quando
alcuni anni fa l'Onu decise che Cipro Nord dovesse essere isolata,
il provvedimento - che non contemplava l'embargo - fu preso
perché era convinzione al Palazzo di Vetro che i turco-ciprioti
non volessero riunirsi con la parte greco-cipriota. Ma questo non
era affatto vero. E' vero al contrario che noi abbiamo sempre
voluto la riunificazione dell'isola, come prova il referendum
dell'aprile 2004. Ora se ne è accorto pure il Segretario generale
Kofi Annan che ha chiesto al Consiglio di Sicurezza di toglierci
dall'isolamento. La comunità internazionale e l'Italia devono
fare il possibile per aiutarci". (Turchia
Oggi)
03.08.2006
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L'INVITO

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Lo
ha fatto il ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul, al
nostro titolare della Farnesina Massimo D'Alema. Il viaggio
ad Ankara previsto per ottobre. |
Il ministro degli Esteri turco,
Abdullah Gul, ha invitato in Turchia, per ottobre, il vice-premier Massimo D' Alema. L' invito, secondo quando ha detto
lo stesso Gul alla stampa turca, è stato formulato nel corso di un incontro bilaterale che si
è svolto recentemente a Roma a conclusione dei lavori
del vertice sul Libano.
Il capo della diplomazia turca ha spiegato di essersi trovato d'accordo su molti argomenti con D'Alema, con il quale ha
opinioni convergenti sui problemi del Medio Oriente. Nell' incontro, che
è stato il primo tra il neo-oministro D'Alema e
Gul, si è anche parlato di relazioni bilaterali tra i due Paesi.
(Ansa)
03.08.2006
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EUROSCETTICISMO

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Quasi
la metà dei cittadini comunitari, austriaci in testa, è
contraria all'adesione della Turchia nel Club dei 25. Il
dato fornito da <Eurobarometro>. |
Quasi
la metà degli europei è contraria all'ingresso della Turchia
nell'Unione Europea, anche se Ankara dovesse rispettare tutti i
criteri richiesti. E' quanto emerge dal sondaggio <Eurobarometro>
sull'allargamento diffuso dalla Commissione Europea. Secondo
il sondaggio, solo il 39% degli europei è favorevole all'adesione
turca, mentre il 48% vi si oppone, contro il 55% registrato
nell'ultimo sondaggio, diffuso a dicembre. Queste cifre mostrano
quindi un leggero calo dell'opposizione alla Turchia, ma va
considerato che la domanda è stata posta in una maniera
leggermente differente. In autunno, gli intervistati si erano
visti domandare se fossero favorevoli o sfavorevoli all'entrata
''in futuro'' di questo paese nell'UE. La domanda posta nel nuovo
sondaggio realizzato da marzo a maggio aggiunge ''una volta che la
Turchia si conformerà alle condizioni stabilite dall'UE'.
L'opposizione più forte viene sempre dagli austriaci, che sono
all'81% contrari all'adesione turca. Dopo di loro vengono i
tedeschi e i lussemburghesi (69%), i ciprioti (68%), i greci
(67%), i cechi (61%), i belgi, gi slovacchi e i finlandesi (55%) e
i francesi (54%). Gli spagnoli sono i meno contrari(23%), davanti
ai polacchi e i maltesi (31%) . (Asca-Afp)
03.08.2006
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LA
CONDANNA

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L'ultima
strage in Libano, con la morte di decine di piccoli
innocenti, ha provocato la dura reazione del premier turco
Recep Tayyip Erdogan. |
Il
premier turco Recep Tayyip Erdogan ha condannato l'uccisione di
civili in Libano affermando che si tratta di ''una nuova cultura
della violenza'' che potrebbe alimentare odio e terrorismo nella
regione. ''Non può mai esserci un giustificazione - ha detto
Erdogan - per una mentalità che massacra innocenti, distrugge
città e giustifica violenza . E' impensabile - ha aggiunto il Primo
Ministro turco - rimanere in silenzio di fronte a questo
nuova ragione di potere, questa nuova cultura della violenza che
contamina il senso di giustizia. Quello che si sta perdendo non è
solo la vita di persone innocenti, ma tutti i valori umani che
costituiranno la base di una pace mondiale. Ognuno se ne dovrebbe
rendere conto prima che sia troppo tardi, perché questa guerra
sta alimentando violenza e ulteriore consolidamento del
terrorismo''. La Turchia, uno dei pochi Paesi islamici amici di
Israele, ha cercato di mediare nelle prime fasi della crisi quando
un suo inviato è stato mandato in Siria per convincere Damasco a
portare alla liberazione del soldato israeliano rapito dai
palestinesi.(Asca-Afp)
03.08.2006
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LA
CONDIZIONE
| La
Turchia disposta a mettere a disposizione i suoi uomini in
Libano per una forza multinazionale solo se ci sarà il
"cessate
il fuoco". |
Se
si giungerà a un cessate il fuoco nella guerra tra Israele e
Libano e l'Onu deciderà di inviare una forza multinazionale di
pace, la Turchia sarà in prima fila. Il Primo Ministro Recep
Tayyip Erdogan ha confermato la disponibilità del suo Paese, che
dovrebbe rappresentare il perno della missione se si considera la
scarsa propensione di altri importanti Paesi a inviare truppe sul
terreno.
Pur sostenendo la necessità di un intervento, Stati Uniti e Regno
Unito hanno detto di essere già troppo impegnati in Iraq e
Afghanistan. In una telefonata al premier britannico Tony Blair,
il presidente francese Jacques Chirac ha comunicato che Parigi non
invierà truppe se non ci sarà un accordo fondato su una
"soluzione globale del problema", attualmente difficile
da prospettare. Il ministro della Difesa tedesco, Franz Josef Jung,
ha rilasciato alcune dichiarazioni che sembrano escludere un
intervento della Germania. I Paesi arabi moderati alleati degli
Stati Uniti (Giordania, Egitto, Arabia Saudita) non possono invece
permettersi di partecipare ad un'azione che le loro opinioni
pubbliche, tentate dalle sirene delle forze islamiche radicali,
potrebbero interpretare come un sostegno a Israele. Oltre alla
Turchia, l'unica a aver finora chiaramente espresso la sua
disponibilità a inviare truppe è l'Italia, memore del successo
della spedizione militare in Libano del 1982.
Il braccio dell'Ue in
Medio Oriente
Erdogan ritiene che la partecipazione alla stabilizzazione del
Libano meridionale possa favorire la proiezione europea della
Turchia. Rafforzando la posizione nel Levante, Ankara avrebbe
infatti più possibilità di influire sulle scelte dei governi
arabi moderati, trasformandosi in un elemento chiave dell'Unione
europea nei suoi rapporti politici e economici con l'intero Medio
Oriente. Ma agendo da protagonista regionale, sarebbe facilitato
anche un altro compito "europeo" della Turchia:
promuovere in quest'area la diffusione di un islam moderato, che
veda proprio nell'esperienza turca un esempio da emulare. La
decisione di Erdogan non è comunque dettata solo dai possibili
positivi sviluppi dei rapporti con Bruxelles.
Ricevere il sostegno degli Usa nella guerra al Pkk
Un impegno militare consentirebbe alla Turchia di guadagnare punti
anche nei confronti di Washington, soprattutto in un momento in
cui le relazioni tra i due Paesi registrano una forte sintonia sul
problema curdo. Secondo quanto riportato da <Asia
Times>,
nei giorni scorsi il presidente statunitense George W.
Bush, avrebbe direttamente telefonato ad Erdogan per assicurargli
che "gli Usa lavoreranno con la Turchia per fare fronte alla
minaccia terroristica" rappresentata dal Partito del
lavoratori curdi (Pkk). Il premier turco sarebbe rimasto
estremamente soddisfatto dalle parole provenienti da Washington,
che riconoscono "l'urgenza e la necessità" di porre
fine alle attività antiturche condotte dal Pkk a partire dai suoi
santuari nell'Iraq settentrionale. Secondo la televisione turca,
il processo sarebbe a uno stadio molto avanzato. A livello
militare, sia ad Ankara che a Baghdad si sarebbero già svolti
degli incontri tra militari turchi e statunitensi per definire i
passi concreti da compiere con l'obiettivo di contrastare il Pkk.
Attualmente, secondo il Governo turco, sarebbero circa 5.000 i
militanti curdi che operano per colpire la Turchia dal nord
dell'Iraq. Sempre secondo Ankara, nel solo mese di luglio, il Pkk
avrebbe ucciso 25 uomini appartenenti alle forze di sicurezza
turche. Finora gli Stati Uniti erano rimasti impassibili di fronte
alle richieste di intervento del governo turco. Ora la situazione
registra degli importanti sviluppi, ma se la Turchia vuole
cogliere a pieno questa occasione, deve essere pronta ad assumersi
le sue responsabilità nel Libano meridionale, pur agendo
nell'ambito di una forza di intervento multilaterale.
Tutelare l'alleanza energetica con Israele
La propensione di Ankara a intervenire in Libano ha anche un
terzo, altrettanto importante, motivo. Il 13 luglio, a Ceyhan, è
stata inaugurata la pipeline
Baku-Tbilisi-Ceyhan (Btc), che dovrà trasportare greggio
dall'Azerbaijan alla Turchia passando per la Georgia. Ma non solo.
Il progetto prevede che al Btc sia legata in futuro anche un
oleodotto sottomarino lungo 400 km che collegherebbe Ceyhan al
porto israeliano di Ashkelon, bypassando così Siria e Libano. Da
qui, il greggio prenderebbe poi la via di Eliat, sul Mar Rosso. In
questo modo Israele riceverebbe parte del petrolio proveniente dal
Caucaso non solo per soddisfare le proprie necessità energetiche,
ma anche per esportarlo verso i mercati di India, Cina e Corea del
Sud.
Il progetto era stato confermato l'11 maggio dal sindaco di Antalya,
Menderes Turel, che al Jerusalem
Post ne aveva chiarito i dettagli. Secondo quanto affermato
da Turel, all'oleodotto sarebbero anche affiancate altre pipeline
per il trasporto di gas naturale e acqua. Israele infatti
attribuisce grande importanza anche al reperimento di risorse
idriche. In un'area dove queste ultime sono scarse e divise tra più
Paesi, il trasporto di acqua dalle fonti upstream di Tigri e
Eufrate in Anatolia consentirebbe a Israele di avere
un'alternativa al Giordano. Le risorse di questo fiume, divise tra
Israele, Libano, Siria, Giordania e - quando esisterà - Stato
palestinese, sono uno dei principali motivi di preoccupazione e
tensione nell'area mediorientale.
Tutti progetti attorno a cui si stanno consolidando i rapporti tra
Turchia e Israele. Adesso il Libano, potrebbe rappresentarne il
banco di prova. (Marco Zaganella/Quadrante
Europa)
03.08.2006
|
AIUTI
ALIMENTARI
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Derrate
turche ai profughi libanesi per 900 tonnellate di
rifornimento. Valore, 1.2 milioni di dollari. |
La
Turchia ha fatto sapere di voler inviare aiuti alimentari ai
profughi libanesi per un valore superiore a 1.2 milioni di dollari
in Libano e in Siria . Le 900 tonnellate di rifornimenti
dovrebbero essere portate con camion e trasportate in Libano a
partire dalla prossima settimana, mentre un sesto degli aiuti e'
destinato ai profughi libanesi scappati in Siria. (Asca-Afp)
03.08.2006
|
RESPINTI
ALLA FRONTIERA
|
Cinquanta
studenti iraniani erano penetrati in Turchia probabilmente
per andare a combattere in Libano. |
La
Turchia ha respinto alla propria frontiera 50 studenti islamici
provenienti da Teheran che tentavano di raggiungere il Libano per
sostenere attivamente la guerriglia Hezbollah contro Israele. Gli
studenti, hanno sostenuto di esser partiti sulla base di
un'iniziativa privata non appoggiata dalle autorità iraniane. (Agenzia
Grt)
03.08.2006
|
NUOVO CAPO
DELLE FORZE ARMATE
TURCHE

|
E'
il generale Yashar Buyukanit, intransigente difensore della
laicità dello Stato. E' stato nominato ufficialmente dal presidente
della Repubblica. |
Il generale Yashar
Buyukanit, reputato un intransigente difensore della laicità dello
Stato turco, è stato ufficialmente nominato Capo di Stato Maggiore delle Forze
Armate turche con un decreto formato dal presidente della Repubblica, Ahmet Necdet Sezer.
La nomina, che - riferisce l'agenzia turca <Anadolu> - avrà effetto dal 30 agosto, mette fine
secondo gli osservatori
alle polemiche intorno a presunte manovre degli ambienti islamici vicini al
Governo contrari al generale
Buyukanit, attuale Capo di Stato Maggiore delle forze di terra, proprio
perché ritenuto meno flessibile del ''numero uno'' uscente dei militari turchi, il generale Hilmi Ozkok.
Il generale Buyukanit era stato accusato nel marzo scorso da un procuratore di Van (Turchia orientale) di avere coperto
alcuni 007 della gendarmeria, presunti autori di un attentato ad una libreria di Semdinli. Successivamente il procuratore di Van, accusato di avere voluto coinvolgere Buyukanit per impedirne la
promozione e su impulso di alcuni esponenti del partito filoislamico Akp al
Governo, era' stato radiato dalla
magistratura.
I commentatori turchi (e gli stessi ambienti dell'Unione europea che spingono per una riduzione dell'influenza dei
militari sulla vita politica della Turchia) si erano divisi sulla vicenda: alcuni la hanno giudicata una conferma della
tradizionale impunità per i generali turchi, mentre altri vi hanno visto un tentativo sventato di utilizzare le funzioni di
magistrato per fini politici e personali.
I militari turchi, a cui la Costituzione turca conferisce di fatto la funzione di ''guardiani''
dell'unità, della laicità e
della democraticità della Turchia, erano stati protagonisti di tre colpi di
Stato (nel 1960, nel 1971 e nel 1980) e nel 1997 avevano provocato, con un proclama, la caduta del primo
Governo presieduto da un esponente dell'islam politico turco, l'ex
premier Necmettin Erbakan, il quale aveva cercato di spostare l'asse politico interno e internazionale della Turchia verso il
mondo islamico.(Ansa)
03.08.2006
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FIRMATO
IL PROVVEDIMENTO
ANTI-TERRORISMO

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Le
riserve del Capo dello Stato turco. Il testo nei mesi scorsi aveva provocato una serie di
polemiche, in seguito superate. La nuova legge estende e ridefinisce i reati in
materia. |
Turkish
President Ahmet Necdet Sezer has approved the anti-terror bill,
which caused controversy in Turkey in recent months.
According to a statement from the Presidential Press Office on
Monday, President Sezer sent law no 5532 concerning amendments to
the anti-terror bill to the Prime Ministry in accordance with
articles 89 and 104 of the Turkish Constitution.
The statement added that Sezer would apply to the Supreme Court in
order to cancel some articles of the law.
The Turkish government's controversial new anti-terror bill had
been approved by the Turkish National Assembly on June 29.
The new law, whose preparation was accelerated following the
recent resurgence of terror activities across Turkey, extends and
redefines terror offenses.
Human trafficking, drug smuggling, obstruction of education,
influencing of tenders, prostitution, pollution of the environment
and forgery of credit cards could be categorized as terror
offenses, according to the new anti-terror bill.
Organizations which have no involvement in arms will not be
included under the scope of the new law.
In June, the Turkish Press Council had warned that the bill
amending the current anti-terror law could kill editorial
independence and lead to deep auto-censorship.
The 6th article of the controversial new anti-terror bill, which
had given rise to debate in the country, had been removed from the
text of the bill during the Justice Sub-committee stage, ending
discussions about whether it could lead to the release of Abdullah
Ocalan, the jailed leader of Pkk terrorist organization. (Zaman)
03.08.2006
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VICINI
ALL'ACQUISTO
DI 30 NUOVI
CACCIA-BOMBARDIERI

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Si
tratta dell'ultima generazione degli F-16 che dovranno
andare a rinnovare la squadriglia dell'aviazione turca. Il
costo dell'operazione. |
Turkey is planning to buy a
new squadron of F-16 fighter jets worth at least $1.5 billion as a
stop-gap solution until new-generation fighter aircraft join its
Air Force in the next decade, procurement and military officials
said.
The move is likely to
kill an earlier plan with Israel for the upgrade of 48 Vietnam-era
F-4E fighters.
"Our plan is to buy 30 new F-16 fighters, and negotiations
are continuing," said one procurement official.
Officials said a final agreement might emerge before the end of
this year if all technical and financial talks with Lockheed
Martin, the aircraft's manufacturer, go smoothly.
Ankara is planning to buy the F-16 Block 52+, one of the F-16
Fighting Falcon family's most advanced fighters.
Greece last year signed a deal to buy 30 F-16 Block 52+ fighters,
scheduled for delivery in 2009.
For the $10 billion program to buy nearly 100 new-generation
fighters, Turkey's largest defense procurement project in history,
Turkish officials are presently holding simultaneous talks with
Lockheed Martin, lead-manufacturer of the Joint Strike Fighter,
also known as the F-35 Lightning II, and Europe's Eurofighter
consortium, maker of the Eurofighter Typhoon.
Turkey has already announced that it could buy the JSF, the
Eurofighter or a combination of the two.
Turkey is a partner in the JSF's system development and
demonstration phase, and has agreed to pay $175 million, but
has not committed to buying the F-35.
Some defense analysts suggest that a Turkish move to buy 30 more
F-16s could raise the chances that Turkey would choose the JSF
over the Eurofighter. However, procurement officials have declined
to comment.
Turkey is due to make a final decision over its new-generation
fighter before the yearend.
Presently, Turkey's 217 F-16 jets make up its Air Force's backbone.
Those aircraft had been co-manufactured at of Turkey's Tusas
Aerospace Industries Inc. (TAI) plant in the late 1980s and 1990s
under a contract with Lockheed Martin, and TAI would be likely to
have a role for the 30 new F-16s, if a deal is reached.
The plan for new F-16s would put on hold a $480 million effort to
upgrade 48 F-4E Phantom fighters, or at least limit the upgrades
and perform them all locally, one procurement official said.
"The F-4E program already is on hold," the official said.
"We've downgraded its priority ranking. If we bought new F-16s,
we might minimize its scope."
The current plan called for the upgrades to be performed by TAI.
But the bulk of the money would go to Israel Aircraft Industries (IAI)
in technology-transfer fees and licenses, according to Turkish
officials.
Under a 1997 contract, IAI has been leading a joint-effort to
upgrade 54 U.S.-made F-4Es.
The F-4 modernization plan had been designed as a stopgap solution
until the acquisition of the JSF or the Eurofighter.
Turkey earlier also looked at the possibility of purchasing used
F-16 fighters from the United States, but the U.S. government said
it had no used planes to sell.
Some defense analysts said that Greece's decision to buy 30 brand
new F-16 Block 52+ fighters might have prompted Turkey to acquire
the same aircraft. (Turkish Daily News)
03.08.2006
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CRONACA
CASERMA
SALTA IN ARIA PER UNA FUGA DI GAS
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E'
avvenuto nella provincia di Van. In un primo momento si era
pensato ad un attentato dei terroristi del Pkk. |
E' stata una fuga di gas a
provocare un'esplosione in una caserma turca nella provincia
sud-orientale di Van. Sei militari feriti è il bilancio
dell'incidente per cui inizialmente si era pensato ad un attentato
perché nella zona sono attivi i separatisti curdi del Pkk, il
Partito dei lavoratori del Kurdistan che nelle ultime settimane ha
intensificato la sua campagna militare contro le Forze Armate
turche. (AGI)
03.08.2006 -
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ATTENTATO
AD IZMIR: CINQUE FERITI
|
La
deflagrazione probabilmente provocata da un ordigno a
percussione. Nessuna rivendicazione. |
Cinque persone sono rimaste
ferite, una gravemente , per un'esplosione avvenuta nella notte
nella città turca di Izmir. Secondo il capo della polizia
locale, Huseyin Capkin, la deflagrazione appare provocata da ''una
bomba a percussione''. Nessun gruppo ha rivendicato l'azione. (Adnkronos-Dpa)
03.08.2006
|
PRECIPITA
AEREO MILITARE, TRE MORTI
|
Il
velivolo, un F-5A di costruzione americana, era appena
decollato. Le vittime sono il pilota e due militari che si
trovavano a bordo. |
Un air force turco, di
costruzione americana, si è schiantato subito dopo il decollo, uccidendo il pilota e altri due soldati a bordo, alla base
aerea nell'Anatolia centrale, in Turchia. Lo rende noto
l'esercito.
Il jet F-5A da combattimento è decollato dalla base di Konya
questo pomeriggio è si è schiantato per motivi non chiari,
secondo l'esercito, il quale ha precisato che sull'incidente è
stata avviata un'inchiesta. (Ap)
03.08.2006
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ASSOLTA LA
GIORNALISTA PERIHAN MAGDEN

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La
donna era finita in Turchia sul banco degli imputata perché
accusata di istigazione a non svolgere il servizio militare. |
Una scrittrice e giornalista
turca, Perihan Magden, è stata assolta dall'accusa di aver
istigato le persone a non svolgere il servizio militare. La donna
si era schierata pubblicamente a difesa di un obiettore di
coscienza che era stato condannato a quattro anni di reclusione in
un carcere militare per essersi rifiutato di vestire l'uniforme.
Rischiava fino a tre anni di prigione. La Magden aveva scritto che
la Turchia avrebbe dovuto prevedere un servizio civile come
alternativa a quello militare. Dopo lo schieramento in tal senso
anche del procuratore generale, un giudice di Istanbul ha
decretato oggi che l'opinione della Magden rientrava nella libertà
di expressione e non rappresentava un reato per il codice penale
turco. In Turchia, tutti gli uomini sopra i 20 anni sono obbligati
a prestare servizio nelle forze armate per 15 mesi, e non è
prevista l'obiezione di coscienza. Nella speranza di accelerare il
suo avvicinamento all'Unione Europea, la Turchia è sotto forte
pressione per modificare, tra le altre cose, il suo sistema
giudiziario. (Alice)
03.08.2006
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CHIESTI
TRE ANNI DI CARCERE PER ELIF SHAFAK

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La
formulazione da parte del pubblico ministero di un tribunale
di Istanbul. La scrittrice deve rispondere del reato di
insulto all'unità nazionale. |
Il pubblico ministero di un tribunale di Istanbul ha chiesto fino a tre anni di reclusione
per la scrittrice turca Elif Shafak per aver ''insultato l'identità nazionale'' in uno dei suoi libri, ambientato al
tempo del massacro degli armeni sotto l'impero ottomano. Lo riferisce l'agenzia di stampa
<Anadolu>.
Sotto accusa il romanzo ''Baba ve Pic'' (Il padre e il bastardo), scritto inizialmente in inglese e poi tradotto in
turco nel marzo di quest'anno. Il racconto segue le peregrinazioni di quattro generazioni di donne tra gli Stati
Uniti e la Turchia per raccontare la storia di una famiglia armena e di uno dei suoi figli, abbandonato in Turchia durante il massacro degli armeni del 1915-1917, poi convertitosi
all'islam e vissuto come un turco.
Elif Shafak, 35 anni, è accusata del reato previsto dall'articolo 301 del codice penale, di cui l'Unione
Europea,
con la quale da ottobre la Turchia ha iniziato i negoziati per l'adesione,
aveva già chiesto l'abrogazione. Questa imputazione era stata usata in numerosi altri
processi contro intellettuali turchi: tra di essi, il giornalista Hrant Dink, condannato a sei
mesi di reclusione poi sospesi, e lo scrittore Orhan Pamuk, il cui processo si
è risolto in un nulla di fatto.
Il processo contro Elif Shafak è partito dalle accuse di Kemal Kerincsiz, avvocato diventato famoso per la sua continua
caccia a intellettuali che esprimono posizioni diverse da quelle ufficiali della Turchia sulla questione degli armeni.
La Turchia rifiuta la definizione di genocidio che molti Paesi danno del massacro degli armeni, avvenuto in Turchia alla
fine dell'impero ottomano, all'inizio del secolo. Gli armeni parlano di un milione e mezzo di morti; Ankara risponde che ci sono stati massacri da
entrambe le parti. La data del processo non è stata ancora resa nota.
(ANSA-AFP)
03.08.2006
|
CONDANNATE
LE MADRI DELLA PACE
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Arrestate
nel febbraio scorso, 24 donne sono state riconosciute
colpevoli di propaganda separatista a favore del Pkk. |
Ventiquattro donne turche,
autonominatesi madri della pace, sono state riconosciute colpevoli
di propaganda separatista e condannate ognuna a 10 mesi di
carcere. Erano state arrestate lo scorso 22 febbraio dopo essersi
incatenate l'una all'altra e aver bloccato il traffico nella
città di Diyarbakir, in Kurdistan, per chiedere un'amnistia
generale e la cessazione della detenzione in regime di isolamento.
Le donne sono state rilasciate dopo due mesi di prigionia. "La
manifestazione e gli slogan erano di pace - ha detto il legale
delle donne, Meral Bestas - è stata un'azione innocente che
dovrebbe essere tutelata dal diritto alla libertà di espressione.
Se non lo dovesse essere, la corte punirà un appello alla
pace". Nel dare lettura della sentenza, la corte ha sottolineato
il fatto che le donne abbiano bloccato il traffico e abbiano
mostrato uno striscione con su scritto "Ocalan esprime la nostra
volontà politica". Abdullah Ocalan, sotto custodia in Turchia
dal 1999, è il leader del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk),
dichiarato illegale. La sentenza deve essere però confermata
dalla Suprema corte di appello. (Cristina Papa/Il
Paesedelledonne online)
03.08.2006 |
SOCIETA'
ERDOGAN FA CAUSA
AD UNA RIVISTA SATIRICA
|
<Leman>,
una delle principali testate del genere in Turchia, aveva pubblicato
una vignetta in cui si vede il premier succhiare il sangue ad un
cittadino come una zecca. |
Un affondo satirico fa arrabbiare
Recep Tayyip Erdogan. Il premier turco ha citato in giudizio <Leman>,
una delle principali riviste satiriche del suo Paese, per aver pubblicato
sulla copertina dell'edizione di giugno un disegno in cui viene ritratto
con le sembianze di una zecca intenta a succhiare il sangue a un
cittadino.
Il primo ministro turco ha chiesto alla rivista di centro-sinistra 25mila
lire turche (12.500 euro) come riborso per l'offesa ricevuta, ha reso noto
l'emittente privata NTV.
Il titolo della copertina "incriminata" inoltre recitava:
"La zecca Reco-Congo fa piangere le madri della Turchia".
L'allusione "Reco-Congo" è legata al nome di battesimo del
premier (Recep) e alla febbre emorragica di Crimea-Congo, che negli ultimi
mesi ha ucciso decine di persone in Turchia. (Ap)
03.08.2006
|
VIA I PROVERBI

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L'istituto
della lingua turca - accogliendo una delle richieste fatte
dall'Unione Europea ad Ankara - ha deciso di dare un suo contributo
alla causa togliendo dai dizionari tutte quelle frasi, prodotte nei
secoli dall'originaria cultura nomade - che incitano alla violenza
contro il gentil sesso. Tradizioni da sfatare. Alcuni esempi. |
Tra le richieste dell'Unione Europea alla Turchia, se Ankara vuole entrare a far parte del club, c'è
la parità tra uomo e donna nella società. Ora l'Istituto della lingua
turca, una specie di Accademia della Crusca anatolica, ha deciso di dare
il suo contributo alla causa partendo dal linguaggio: dai dizionari
verranno tolti tutti quei proverbi, prodotti nei secoli dall'originaria
cultura nomade dei turchi, che incitano alla violenza contro il gentil
sesso o relegano comunque le donne a un ruolo di secondo piano.
Spariranno così adagi come "a un buon cavallo basta poco cibo, così come a una buona donna basta
un paio di mutande", o "la schiena di una donna non va lasciata senza
bastonate, e la pancia non va lasciata senza bambini", o ancora
"come
non è buono il mais raccolto dopo agosto, così non è buona la donna che
si alza dopo il marito". Frasi possibili ancora oggi, magari solo per
scherzo. Ma l'Istituto della lingua ha deciso di fare pulizia e di
eliminare qualunque riferimento machista.
Una società maschilista - Nonostante diverse
imprenditrici, giudici e persino un primo ministro donna in passato, la
Turchia rimane infatti un Paese dove è l'uomo a essere dominante,
specie nelle aree più rurali del Paese. Nell'est e nel sud-est, ai
confini con Siria e Iraq e dove buona parte della popolazione è
rappresentata da curdi, esiste ancora la tradizione degli "omicidi
d'onore" di donne incolpate di aver rovinato il buon nome della
famiglia. Spesso basta un'occhiata a uno sconosciuto, un gesto ribelle,
o una violenza sessuale subita da un parente.
Suicidi sospetti - Negli ultimi anni, spinta da Bruxelles,
Ankara ha inasprito le pene contro i delitti d'onore. Ma la pratica non
sembra essere sparita: se sono diminuiti gli omicidi, sono invece saliti i
suicidi di quelle che vengono chiamate "le vergini suicide". Ragazze
che si uccidono sotto la pressione della propria famiglia, per gli stessi
motivi. La strana serie di suicidi o tentati suicidi tra le ragazze ha
recentemente spinto l'Onu a mandare nell'est del Paese un suo inviato
speciale, nel tentativo di vederci chiaro. (Alessandro Ursic/PeaceReport)
03.08.2006
|
SI
DICE KEBAB O KEBAP?
POCO IMPORTA
PURCHE' SIA BUONO

| Anche
in Italia sta prendendo piede l'uso di consumare un pasto (magari
al posto della pizza) con questo cibo la cui origine è
tradizionalmente turca. Diffidare delle imitazioni. |
Negli ultimi anni
abbiamo imparato a conoscerlo, magari gustandocelo al posto delle solite
''italianissime'' pizza e piadina durante una passeggiata o dopo una
serata in discoteca. Ma, in fondo, quanto ne sappiamo davvero del Kebab? A
quanto sembra, veramente poco, in quanto il vero nome del specialità è
Kebap e non Kebab. Gli occidentali hanno storpiato il nome, magari
irridendo compiaciuti i cartelli dei negozi che riportano la dicitura
Kebap, ma non sono certo rimasti indifferenti agli inconsueti sapori di
questa pietanza.
Per quanti ancora non lo sapessero, il Kebap esiste in innumerevoli
versioni, frutto della fantasia di un popolo che per tradizione fonde
culture ed abitudini in un mix unico di occidente e oriente. Il Kebap
proviene infatti dalla Turchia, dove è ritenuto un vero e proprio piatto
tipico. Diffusissima da noi è però la versione ''da asporto'' o ''da
passeggio'' (Dürüm Kebap), del Döner Kebab. Spesso lo vediamo girare
(da qui il termine ''Döner'') all'interno di chioschetti, ma assai
raramente capita di fermarci e di assaporarlo al tavolo di un ristorante o
in una tipica tavola calda (Kebapçi).
Peccato, diremmo noi, perché così facendo ci perdiamo un momento di
''storia della cucina'' in compagnia del piccantissimo Adana Kebap (con
peperoncino rosso) o dello speziatissimo Urfa Kebap, magari accompagnati
dalle classiche sfoglie di grano e da un contorno fatto di insalata,
cipolle e burgur. Certo, possiamo trovare anche l'Urfa Kebap e l'Adana
Kebap da incartare e portar via, ma difficilmente potremmo comprenderne
realmente l'essenza.
Ma se proprio vi dovesse capitare di fermarvi in un luogo dove il Kebap
viene preparato con cura e conoscenza, il consiglio è quello di
assaporare l'Iskender Kebap, la ricetta più ''nobile'' del Kebap, condito
con salsa con pomodoro, yogurt e burro fuso. Dal montone al capretto,
dall'agnello al vitello o manzo, fino alle ricette col pollo (Tavuk Kebap)
o le verdure, il Kebap viene proposto in moltissime versioni, pronte a
soddisfare i gusti di persone che provengono da ambienti e culture
differenti... magari come avviene a Istanbul, affascinante crocevia tra Oriente ed
Occidente. (Jugo)
03.08.2006
|
RESIDENZE DA
SOGNO:
CE NE E' ANCHE
UNA SUL BOSFORO

|
Si
tratta della "Toprak Mansion" che si affacia sul Bosforo
ed il cui costo si aggira sui 92 milioni di dollari. Al primo posto
svetta la residenza inglese "Updown Court". Prezzo: 139
milioni di $. |
I prezzi rimangono stellari, ma le
residenze di anno in anno appaiono sempre più regali. Come ogni anno la
rivista <Forbes>
ha presentato la classifica delle dieci case più costose del mondo in
vendita, redatta dalla prestigiosa agenzia immobiliare americana <Knight
Frank> e pubblicata sulla <International Residential Review>, la Bibbia
del mercato immobiliare mondiale. Come sempre non mancano le sorprese e le
conferme.
Primato - Al
primo posto si conferma la principesca residenza inglese "Updown
Court",
che anche nel 2005 aveva conquistato il primato: la reggia si trova nel
Regno Unito e precisamente a Windlesham nel Surrey e costa la modica cifra
di 139 milioni di dollari. Composta da 103 stanze è circondata da un
immenso giardino che supera i 50 acri di terra. Non solo la casa è
bellissima, ma è dotata di numerosi comfort: ci sono 5 piscine, un campo
dove si pratica lo squash, uno per il bowling e infine uno per il tennis.
All'interno dell'abitazione è possibile ammirare un pavimento a mosaico e
una grande sala cinematografica dotata di 50 posti a sedere. Inoltre nei
pressi della casa c'è una pista di decollo e atterraggio per gli
elicotteri, numerose scuderie per cavalli, una panic rooms (la stanza
nella quale i proprietari possono rifugiarsi e chiamare la polizia in caso
di rapina) e un enorme garage dove è possibile parcheggiare fino a otto
limousine. Lo sfarzo è presente in ogni angolo e la regalità non è solo
una presenza apparente: a pochi passi infatti si trova il Castello di
Windsor di proprietà di sua Maestà la Regina Elisabetta II.
Classifica
-
Al secondo posto tra le case in vendita più costose si attesta la villa
"Starwood Estate" che si trova ad Aspen in Colorado e che costa 135
milioni di dollari. Uno dei precedenti proprietari di questa proprietà
era il Principe saudita Bandar bin Sultan bin Abdul Aziz che ha lasciato
il suo incarico di ambasciatore negli Usa e ha venduto quest'abitazione
dotata di 15 stanze da letto, 16 bagni e piscine indoor, campi da tennis e
numerosi altri divertimenti. Al terzo posto si attesta "Maison de L'Amitie",
una villa che affaccia sulle famose spiagge di Palma Beach. Il costo è di
125 milioni di dollari e come le due precedenti case anche questa presenta
numerose attrattive.
Abitazioni -
Al quarto posto si trova un'abitazione turca di Istanbul, <Waterfront
Estate>, che costa 100 milioni di dollari ed è dotato di 64 stanze.
Seguono l'abitazione londinese "Toprak Mansion" (92 milioni di dollari,
con piscina indoor e bagno turco), la residenza newyorkese "Three
Ponds (una proprietà che supera i 60 acri di terra e costa 75 milioni di
dollari), quindi la californiana "The Portabello Estate" (75 milioni di
dollari e vista spettacolare su uno dei tratti più belli della costa
californiana. Chiudono la top ten "Pierre Penthouse" (70 milioni di
dollari),una casa bellissima al centro di New York, mentre al nono posto
si fermano a pari merito un'altra residenza californiana "Locksley
Hall"
e la reggia di stile europeo "Gold Coast Mansion" di San Francisco
entrambe di un valore di 65 milioni di dollari.
Costo - Ma
la classifica presentata da Forbes è molto dettagliata: la rivista
americana infatti si sofferma anche sulle dieci case più costose per ogni
continente. Inoltre fa sapere che proprio nei luoghi più remoti, come
nelle città africane è possibile acquistare non solo proprietà dove
sono presenti favolosa reggie, ma anche giardini immensi nei quali
passeggiano indisturbati leoni e elefanti che naturalmente sono
addomesticati. Secondo Liam Bailey, direttore dell'agenzia immobiliare
Knight Frank i migliori compratori degli ultimi anni sono i magnate russi:
"La maggior parte di questi si è stabilita a Londra e ha comprato case
favolose". Ma secondo l'esperto il futuro delle bellissime proprietà è
in mano ai cinesi. "Noi ci aspettiamo che questa classe di nuovi ricchi
arrivi presto in Occidente e compri queste bellissime residenze". (Francesco
Tortora/Corriere della Sera.it)
03.08.2006
|
ECONOMIA
NOTIZIARIO AMBASCIATA
D'ITALIA
DIMINUITA LA CORRUZIONE
Un recente rapporto della Banca Mondiale dal titolo "Lotta alla
corruzione nella transizione, chi ha successo e perché ", ha
rivelato che tra gli anni 2002 e 2005 il livello di corruzione in
Turchia è diminuito. Si tratta del terzo rapporto redatto dalla Banca
sull'argomento, che prende in considerazione la Turchia oltre a 26
paesi dell'Europa orientale e centro-asiatica. In questi paesi la
causa del successo della lotta alla corruzione viene attribuito alla
semplificazione del regime fiscale, al processo di revisione di alcune
leggi ed allo snellimento delle procedure burocratiche; la Turchia, in
particolare, ha adottato le leggi sul conflitto d'interessi, sui
controlli e le audizioni
finanziarie e sulle dichiarazioni. In alcune aree quali il rilascio di
licenze a società, la Turchia ha addirittura registrato un tasso di
corruzione inferiore rispetto ad alcuni paesi dell'Europa
occidentale, a differenza del settore delle gare e delle forniture
statali in cui la lotta alla corruzione non ha dato i risultati
sperati.
INFLAZIONE ATTESTATA TRA IL 9.1%
E IL 10%
Il Governatore della Banca Centrale turca, Dormus Yilmaz, ha
presentato il terzo rapporto sull'inflazione preparato dalla Banca
secondo cui, con una probabilità del 70%, il tasso di aumento dei
prezzi si attesterà entro fine anno tra il 9.1% ed il 10.5% e che
tale percentuale è destinata a diminuire nel secondo trimestre del
2007. Il Governo, che negli ultimi anni è riuscito a far diminuire
drasticamente l'aumento dei prezzi con attente e rigide politiche
finanziarie, si confronta ora con previsioni inflazionistiche di fine
anno raddoppiate rispetto a quelle preventivate in fase di bilancio
(5%). Il contenimento del tasso d'inflazione, si ricorda, è uno dei
punti cruciali del programma economico di stand-by in essere
con il Fondo Monetario Internazionale.
Secondo la Banca Centrale l'aumento dei prezzi del petrolio,
gli avvenimenti sui mercati finanziari internazionali continueranno a
ripercuotersi sull'aumento dell'inflazione così come le recenti
fluttuazioni delle valute che negli ultimi due mesi hanno determinato
un aumento di 1.5 punti percentuali su base annua. Nel breve periodo
si continuerà a registrare un aumento del tasso d'inflazione ed
occorrerà oltre un anno per eliminare gli effetti inflazionistici
registrati ultimamente nel Paese.
<TUPRAS> CON IL
FATTURATO PIU' ALTO
Le raffinerie <Tupras> hanno registrato nel 2005 il più alto
fatturato tra le principali aziende turche e si posizionano al primo
posto tra le prime dieci con la somma di €7.1 miliardi, a seguire,
la <Ford> con €2.5 miliardi e la <Toyota> con €1.7
miliardi. La lista, elaborata dalla Camera dell'Industria di
Istanbul, che elenca le prime 500 aziende in Turchia, vede nella top
ten oltre quelle menzionate, anche l'Ente Nazionale per
l'Elettricità - <Euas>, con €1.55 miliardi, l'azienda
turca di elettrodomestici, <Arcelik>, con €1.5 miliardi, le
acciaierie <Erdemir> anch'esse con €1.5 miliardi, la casa
automobilistica <Oyak Renault> con €1.4 miliardi, la <Vestel>
con €1.2 miliardi, la <Tofas> con €1.1 miliardi e la <Aygaz>
con poco più di un miliardo di Euro.
GARA VINTA DALL'<IVECO>
L'<Iveco> ha vinto la gara per la fornitura alla Municipalità
di Istanbul di mezzi antincendio, la commessa è pari a circa €35
milioni e la consegna avverrà il 17 novembre prossimo
L'IMMOBILE
E' L'INVESTIMENTO PIU' REDDITIZIO
Sulla base di sondaggi condotti recentemente dall'agenzia
immobiliare <Hurryetemlak>, appartenente al gruppo del
quotidiano <Hurriyet>, rispettivamente sulle aspettative
d'acquisto e sugli strumenti d'investimento, è risultato che il
65.2% dei partecipanti ha deciso di aspettare oltre un anno per poter
acquistare la prima casa mentre considera ancora l'immobile come
l'investimento più redditizio. Significativo, secondo il direttore
della <Hurryetemlak>, Erol Demirtas, il periodo di fluttuazione
dei cambi in cui sono stati svolti i sondaggi come dimostra il fatto
che la maggioranza della popolazione vede l'acquisto di un immobile
più sicuro dell'investimento in Borsa. Secondo un'economista del
settore, il criterio più importante nell'acquisto di una casa è
l'accesso ai prestiti bancari, a sua volta condizionato dalle
oscillazioni dei tassi d'interesse. Attualmente sono alti e non si
prevede a breve un ritorno al tasso annuale dell'1% e le banche di
fatto non stanno offrendo particolari condizioni per i prestiti
immobiliari probabilmente perché i risparmiatori stanno aspettando
tempi migliori per acquistare.
IMMATRICOLAZIONE
MOTOCICLI
Nel
mese di maggio i motocicli immatricolati sono aumentati del 40%
rispetto al mese precedente e del 76.1% rispetto allo stesso periodo
del 2005 mentre da gennaio a maggio il numero complessivo dei
motocicli registrati è stato pari a 543.740 unità.
AUMENTO DELL'ENERGIA
ELETTRICA E DEL PREZZO
In
Turchia l'energia elettrica per uso industriale ha subito - in questi
ultimi anni - un sostanzioso incremento sino a giungere ad essere la
terza più costosa in ambito Ocse, dopo Italia e Giappone. In Italia
il costo è di 16.10 centesimi di dollaro per kWh, in Giappone di 12.70
centesimi per kWh ed in Turchia il costo è di 10.50 centesimi per kWh
(gli Usa con 5.60 centesimi per kWh sono fra i meno costosi insieme ad
esempio alla Spagna (5.40) ed alla Francia (4,80)). La Svezia è la più
economica -in ambito Ocse- fornendo elettricità ad un costo pari a
3,40 centesimi per kWh. Fuori dall'Ocse l'energia elettrica più
economica -sempre per uso industriale- è quella fornita dal
Kazakistan (1.80 centesimi per kWh), seguito dal Sud Africa (1.90
centesimi) e da Venezuela e Cina con 3,20 centesimi per kWh. Per
quanto attiene il costo dell'elettricità per uso domestico la Turchia
è decima (11.70 centesimi per kWh). I Paesi più economici sono il
Canada e l' Austria con 6.20 centesimi per kWh. In ambito Ocse la
Turchia detiene tuttavia un altro primato tutt'altro che
invidiabile, ovvero quello dell'uso illegale dell'elettricità che
viene sottratta dalla rete.
PROFITTI DEL SETTORE BANCARIO
I profitti netti del settore bancario in Turchia nei primi cinque mesi
di quest'anno sono ammontati a $2.8 miliardi mentre nello stesso
periodo a causa delle fluttuazioni di cambio, il settore ha perso
oltre $1 miliardo nelle transazioni in valuta estera ed ha guadagnato
$3.8 miliardi in quelle in valuta nazionale. I dati, divulgati
dall'Agenzia per la Supervisione e la Regolamentazione del settore
Bancario (Bddk), mostrano anche che il volume totale delle attività
bancarie di investimento e sviluppo è aumentato del 5% a $18.4
miliardi, mentre il volume totale dei depositi in valuta estera e'
aumentato del 9.2% a $9.7 miliardi.
PROSPETTIVE DA
"STABILI" A "POSITIVE"
Secondo l'agenzia di rating internazionale, <Moody's>,
le prospettive a medio termine del settore bancario in Turchia sono
passate da "stabili" a "positive". Per gli
analisti dell'Agenzia, i più bassi tassi d'interesse insieme alla
crescita economica alimentata dalla crescita della domanda dei
prestiti, compresi quelli immobiliari, hanno effettivamente
contribuito a rendere più forti le performance
del settore. Inoltre, il continuo interesse mostrato da parte di
investitori stranieri per gli istituti di credito nazionali fa
prevedere lo sviluppo nuovi strumenti di credito che saranno
introdotti nel corso del prossimo anno.
VENDITA DELLA <FINANSBANK>
(46%)
Il Consiglio per la Concorrenza ha recentemente approvato la vendita
del 46% della <Finansbank>, di tutte le sue società affiliate e
delle 100 founding shares
della Finanziaria Fiba in suo possesso, alla
<National Bank of
Greece> (Nbg) per l'importo totale di $2.7 miliardi.
BACHECA
La Camera di Commercio, Industria,
Artigianato e Agricoltura di Treviso ha indetto la 55^ edizione del
Concorso per la premiazione della Fedeltà al Lavoro e del Progresso
Economico, esteso anche ai lavoratori ed imprenditori trevigiani che
si siano distinti all'estero per la loro attività almeno
ventennale. Il bando per la partecipazione al concorso, che scadrà il
prossimo 2 ottobre, è consultabile sul sito www.tv.camcom.it
.
LA
<PIAGGIO> PUNTA SUL MERCATO TURCO
Il
vice-Presidente della <Piaggio>, Matteo Colaninno, ha dichiarato che
attualmente l'Italia rappresenta il più grande mercato di
motocicli in Europa, pur rilevando che al momento si sta
attraversando in Europa una fase di stagnazione nel settore. Per
Colaninno è giunto il momento di puntare su altri Paesi e la
Turchia potrebbe rivelarsi la nuova speranza europea per il suo
alto potenziale di crescita. Attualmente la <Piaggio>, fondata nel
1884 e leader nel settore in Europa, produce in Italia, Spagna,
India e Cina, vendendo 1.5 milioni di motocicli ogni anno
solamente sul mercato europeo.
|
| STORIA DI SUCCESSO DI UNA
IMPRENDITRICE DEL MOBILE
In
un recente articolo apparso sul <Sole 24 Ore> viene riportata la storia di
successo di un'imprenditrice di Kayseri, attiva con la sua
azienda nel settore delle sedie. Tre anni fa Safak Civici ha vinto
la gara per fornire 22.000 sedie al distretto di Manzano del
Friuli, a quel tempo duramente provato dalla concorrenza cinese.
Da quel momento la businesswoman turca di Kayseri è stata ed è ancora una delle
realtà più significative della de-localizzazione economica. L'episodio non
è casuale: la città anatolica può essere definita la capitale del mobile
turco ma è anche sede di tre aree industriali, con una potente
quanto dinamica Camera dell'Industria locale presieduta da
Mustafa Bodyak. Da quel giorno di tre anni fa ad oggi, l'azienda
della signora Civici e di suo marito ha rifornito il mercato
italiano di oltre 400 mila sedie prodotte con know-how e design Made
in Italy che garantisce tutt'ora
uno sbocco commerciale costante all'impresa, che conta
attualmente 39 dipendenti ed un fatturato di €1.5 milioni
l'anno. Ora è giunto il momento di vendere sedie anche in
Turchia, afferma la signora Civici, aggiungendo che con 500 mila
matrimoni e 100 mila divorzi l'anno il mercato nazionale del
mobile è molto promettente.
|
NUOVO
STABILIMENTO <FERROLI> A DUZCE
L'azienda
italiana <Ferroli>, che produce condizionatori e impianti di
riscaldamento e presente in Turchia da circa 18 anni, aprirà
uno stabilimento produttivo a Duzce, una delle zone che presenta
maggiori facilitazioni agli investimenti. La <Ferroli>, che ha
scelto la Turchia piuttosto che la Romania per questa operazione,
investirà la somma di $35 milioni ed esporterà il 75% della
produzione. Attualmente la <Ferroli> detiene investimenti in 14
paesi e conta di
produrre in Turchia a partire da gennaio 2007 100.000
riscaldamenti combi e 500.000 termosifoni. Nel 2005 il fatturato
della <Ferroli> in Turchia, dove sono presenti 250 venditori in franchising ed è attiva in tutte le città del Paese che
utilizzano gas naturale, è stato pari a $40 milioni. Con il
nuovo stabilimento di Duzce si prevede un aumento del fatturato
fino a $200 milioni.
|
ECONOMIA
A PIU' RAPIDA ESPANSIONE
Secondo
un recente rapporto dell'Ocse relativo alla crescita economica
dei Paesi membri nel primo trimestre del 2006, l'economia della
Turchia è quella che ha registrato la più rapida espansione.
Il paese ha realizzato una crescita del 6.4%, seguita a distanza
dalla Grecia con il 2.8%, dalla Cecoslovacchia con il 2%,
dall'Islanda con l'1.9%, dal Messico con l'1.5%, dagli Stati
Uniti con l'1.4%, da Corea del Sud e Slovenia con l'1.2%,
dalla Svezia con l'1.1% e dalla Finlandia con l'1%. Nel primo
trimestre l'Italia, l'Austria e la Norvegia sono cresciute
dello 0.6%. Nei quattro trimestri del 2005 l'economia della
Turchia e' cresciuta rispettivamente del 6.6%, 5.5%, 7.7%
e 9.5%, mentre quella dell'Italia ha registrato le seguenti
percentuali di crescita: -0.4%, 0.6%, 0.3% e crescita zero
nell'ultimo trimestre.
I
NUOVI MEMBRI DELLA DEIK
Nel
corso della recente Assemblea
Generale del Consiglio per
le Relazioni Economiche Internazionali
(Deik), cui ha partecipato anche il Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan, il
numero dei membri del Consiglio è stato elevato da 22 a 26. I
nuovi membri sono il presidente del <Gruppo Dogus>, Ferit Sahenk, il
presidente per le Comunicazioni della Finanziaria <Koc>, Hasan Bengu,
il presidente del Consiglio Esecutivo del <Gruppo Kale>, Zeynep
Bodur Okyay (presidente anche del <Business Council> italo-turco) ed
il presidente dell'Associazione delle Agenzie di viaggio turche
(<Tursab>), Basaran Ulusoy. Il Consiglio
per le Relazioni Economiche Internazionali aprirà prossimamente
alcune sedi negli Stati Uniti, in Giappone, in Cina e in India, al
fine di avviare una attività di collaborazione con i
consiglieri commerciali che già operano in quei Paesi.
JOINT
VENTURE TRA <AYDIN> e <BERNARDINI>
E'
stata di recente inaugurata una joint
venture per la produzione di olio d'oliva tra la <Aydın>
e l'italiana <Bernardini>. L'investimento è stato pari
a $8 milioni e la produzione avrà inizio nel prossimo mese di
settembre con una capacità giornaliera di 100 tonnellate al
giorno.
| MIRABILANDIA
APRIRA' AD ISTANBUL
E'
prevista ad Istanbul l'inaugurazione del parco giochi
Mirabilandia, il più grande dopo Disneyland, nella seconda metà del 2007. La Turchia
sarà cosi' il terzo paese
straniero ad ospitare la struttura di intrattenimento che è
stata voluta dalla <Eko Tekstil> e dalla <Gisad> con il know-how
del gruppo Mirabilandia. Il nuovo parco sara' costruito nella
parte anatolica di Istanbul e sarà destinato anche ad un
pubblico adulto. Al suo interno troveranno peraltro spazio un
ospedale, un complesso sportivo, sale cinematografiche e un
complesso d appartamenti. Secondo la <Price Water House Coopers>, il
volume d'affari del settore dell'intrattenimento in Turchia
raggiungerà quest'anno la somma di $3.8 miliardi, con un
incremento fino a $5.7 miliardi nel 2010.
|
VETTORI
CIVILI PER VOLI REGIONALI
La <Tusas> e l'industria aeronautica turca (Tai) svilupperanno
vettori civili per voli regionali e stanno per concludere i
relativi studi di fattibilità. Il modello dell'aereo
prescelto per tale progetto sarebbe il <Rrj>, sviluppato
congiuntamente dalla russa <Sukhoi> e dall'italiana <Alenia>. Le
parti interessate avrebbero rivelato che la scelta e' stata
fatta dopo aver preso in considerazione modelli di aerei canadesi,
brasiliani, ucraini e cinesi, che però sono stati scartati per
motivi di budget e perché non corrispondenti alle caratteristiche
tecniche qui richieste.
AUMENTO DEL TASSO DI
INTERESSE
Il
Comitato per la Politica Monetaria della Banca Centrale turca ha deciso
l'aumento di 0.25 punti del tasso d'interesse per la ricezione
dei depositi a breve termine che è ora pari al 17.50% mentre
quello per la cessione dei depositi ha raggiunto il 22.50%. La
decisione ha sorpreso mercati ed analisti che non si aspettavano
un rialzo in questo momento. Il provvedimento è stato comunque
accolto positivamente, in quanto tende a rafforzare la credibilità della politica monetaria della Banca e a
controllare in modo efficace la massa monetaria.
2.5 MILIARDI DI $ PER
L'INTRATTENIMENTO
Secondo il
presidente dell'Associazione turca dei managers
dei settori del turismo, della ristorazione, delle discoteche e
dei club (<Turiyd>), Erol Kaynar, il fatturato del comparto
dell'intrattenimento in Turchia vale al momento $2.5 miliardi. Tale
fatturato sarebbe generato da oltre 17.000 persone ad alto reddito, di
cui 10.000 residenti ad Istanbul e gli altri 7.000 nel resto del
Paese. Il Presidente della <Turiyd> ha anche evidenziato che mentre
negli Usa ed in Europa il recarsi fuori per colazione, pranzo ed a
ballare in discoteca è divenuta ormai un'abitudine, in Turchia il
fenomeno, pur se in crescita, è ancora limitato solo alle classi più
abbienti. Uno dei limiti indicati alla crescita del comparto entertainment
è il costo ancora molto elevato dell'accesso ai locali.
"VERSO UNA STRATEGIA
DI CAPITALI ESTERI PER LA TURCHIA"
Un rapporto recentemente pubblicato dall'Associazione
Internazionale degli Investitori (<Yased>), dal titolo "Verso una
strategia di capitali esteri per la Turchia", suggerisce la
creazione di un ambiente adatto ad attrarre investimenti
dall'estero. Le riforme finora intraprese dalla Turchia, prosegue il
rapporto, hanno
sicuramente avuto un effetto positivo sul rilancio degli investimenti
provenienti dall'estero ma sono inadeguate per attrarre nuovi
capitali ed occorre ora una nuova strategia. Nella pubblicazione
vengono inoltre elencati i punti che rendono poco competitivo il
Paese, quali la mancanza di adeguata formazione e di risorse umane
preparate e la scarsità di fondi destinati ad attività di
ricerca e sviluppo.
TURISMO: FALLITO L'OBIETTIVO
DEI 20 MILIARDI DI $
In base alle
recenti rilevazioni dell'Istituto di Statistica Nazionale turco, il
numero dei turisti arrivati in Turchia nella prima metà di
quest'anno è diminuito dell'8% rispetto al dato del 2005.
Gli arrivi nel semestre hanno raggiunto la somma di circa 7.8
milioni (8.5 milioni nello stesso periodo del 2005), mentre nel
solo mese di giugno sono scesi dell'1.4% per un totale di circa
2.36 milioni (2.4% nel giugno 2005). Per ciò che concerne la
provenienza dei turisti, si è registrato un aumento di quelli
statunitensi (+70.5%), mentre
quelli europei sono diminuiti nel complesso del 16.1%; tra questi
il flusso proveniente dalla Germania è aumentato del 16% nel
solo mese di giugno, mentre nello stesso mese si è registrato
un incremento pari al 9% degli arrivi dei turisti russi.
Nonostante una leggera ripresa rispetto al mese di maggio il
settore, che ha risentito degli effetti negativi dell'influenza
aviaria che ha colpito il Paese nei primi mesi del 2006 e dei
problemi connessi alle "vignette" a sfondo religioso che
hanno provocato scalpore soprattutto in Europa, non riuscirà a
raggiungere a fine anno la somma di $20 miliardi preventivati in
fase di bilancio e necessari per finanziare il deficit delle
partite correnti che nel mese di maggio è stato pari a $4
miliardi.
NUOVO STATUTO DELLA TBB
La
Gazzetta Ufficiale turca ha pubblicato il nuovo statuto dell'Unione
Bancaria turca (Tbb) modificato
di recente dall'Autorità
per la Supervisione e Regolamentazione del Settore Bancario (Bddk).
Con il nuovo testo la rappresentanza delle banche nel consiglio
della Tbb viene stabilita in base all'attività svolta dagli
istituti di credito e non in base alla loro nazionalità, finora
fattore di discriminazione per gli istituti di credito stranieri
nel Paese.
ACCORDO
TRA <AKBANK> E <PARSIAN INVESTMENT COMPANY>
La
<Akbank> ha informato la Borsa di Istanbul di aver siglato un
accordo con l'iraniana <Parsian Investment Company> per la vendita
dell'intero capitale azionario, 65%, della <Sabanci Bank Pls> in
Inghilterra, che la predetta detiene. La firma di tale accordo è avvenuta in
conformità a quanto deciso dal Consiglio di
Amministrazione della <Akbank> e in base alla stessa intesa la
<Universal Trading>, che detiene il 35% della <Sabanci Bank
Plc>, venderà la propria quota. Il prezzo di vendita delle azioni non
è stato ancora determinato e l'operazione dovrà attendere il
nulla osta dell'Autorità per i Servizi Finanziari britannica.
LA CLASSIFICA DELLA BORSA DI
ISTANBUL
Secondo
uno studio della Federazione Mondiale delle Borse, nonostante le
recenti turbolenze che hanno influenzato l'andamento dei mercati
finanziari in Turchia, nell'ultimo anno la Borsa di Istanbul è risultata essere la settima in termini di guadagno pur avendo
registrato una perdita del 13.1%. Solo la Borsa di Buenos Aires ha
subito una perdita simile, seguita da quelle di Bombay (-13.7%) e
Bogotà (-18.3%).
ACQUISIZIONE <YAPI
KREDI>
L'Amministratore
delegato della Finanziaria <Koc>, Kemal Kaya, ha recentemente reso
noto che il processo di acquisizione da parte della <Yapi Kredi>,
una banca privata fondata nel 1994, di <Kocbank>, avviata nel
settembre 2005, si concluderà entro quest'anno facendo così della
<Yapi Kredi> la quinta banca per grandezza in Turchia.
Un team di venti esperti sta lavorando da tempo al processo di
integrazione operativa dei due istituti, occupandosi del
ricollocamento e della formazione del personale che lavora nelle
filiali esistenti e nei nuovi 30 uffici aperti quest'anno,
mentre si prevede che altre 100 filiali saranno inaugurate nei
prossimi tre anni.
PRIVATIZZAZIONI
La
13ma Corte del Consiglio di Stato ha sospeso la privatizzazione
del 46.12% delle acciaierie <Erdemir>, aggiudicate lo
scorso ottobre al Fondo
di Solidarietà dell'Esercito (<Oyak>) accogliendo la richiesta
a suo tempo presentata dall'Unione delle Camere degli Ingegneri
e degli Architetti che si era opposta alla vendita, reclamando che
la Commissione sulla Competitività non aveva rispettato la
normativa in fase di approvazione dell'operazione. Secondo il presidente della Camera degli Ingegneri Meccanici, Emin Koramaz,
la <Erdemir> deve essere ora restituita allo Stato e lanciata una
nuova gara. Nel frattempo la Borsa ha sospeso la trattazione dei
titoli della <Erdemir> che, si ricorda, era stata venduta all'<Oyak>
per la somma di $2.77 miliardi. L'Amministrazione per le
Privatizzazioni (<Oib>) potrà ora appellarsi alla decisione della
Corte il cui verdetto concerne sostanzialmente l'approvazione
della vendita da parte del Consiglio Supremo per le
Privatizzazioni (<Oyk>). Per gli analisti del settore l'accaduto,
che ha suscitato non poche perplessità sull'attuazione del
programma di privatizzazioni in corso nel Paese, non dovrebbe
comunque tradursi nella cancellazione della vendita.
INDICATORI
MACROECONOMICI
- Crescita del Pnl
nel 2005: 7.7%; gen. - marzo 2006: 6.3%
- Inflazione
annua (prezzi al consumo): 7.72% (2005); 10,1% (giugno
2006)
- Interscambio con
l'Italia nel 2006 - gen - maggio - (dati Ice): 6.1 miliardi di
dollari, con esportazioni
verso
l'Italia pari
a 2.8 miliardi di dollari
(+ 25,6% rispetto al corrispondente periodo del 2005) ed importazioni
dall'Italia pari a 3.3 miliardi di dollari (+11,6 % rispetto al
corrispondente periodo del 2005).
A
cura di: Simona De Martino, Capo dell'Ufficio Economico e Commerciale
dell'Ambasciata d'Italia in Turchia; Gianmarco Macchia, vice-capo
dell'Ufficio Economico e Commerciale; Roberto Luongo, direttore
dell'Ufficio Ice di Istanbul. Redazione: Tiziana Staffolari,
collaboratore economico e finanziario
03.08.2006
|
ITALIA-TURCHIA/MEF:
CONCLUSIONE FORMALE
DEL PROGETTO COLLABORAZIONE SU APPALTI

|
Lo
ha reso noto il nostro ministero dell'Economia in un comunicato
pubblicato sul sito www.tesoro.it.
Il finanziamento da parte dell'Unione Europea con un budget di 1.3
milioni di euro. Il convegno di Ankara sul tema: "Tendenze
del public procurement nel processo di integrazione".
Consigliere del "gemellaggio" Giancarlo De Stefano. |
Si è concluso formalmente il
progetto di gemellaggio tra Italia e Turchia dedicato al rafforzamento
del sistema turco degli appalti pubblici. Lo fa sapere il ministero
dell'Economia in un comunicato pubblicato sul sito www.tesoro.it, dove
si annuncia che sarà avviato un progetto analogo di due anni in
Bulgaria. Il ministero fa sapere, inoltre, che questi progetti si
inquadrano nell'orientamento del Dipartimento del Tesoro a favore
delle amministrazioni dei Paesi candidati all'ingresso nella UE.
Il progetto con la Turchia, finanziato dalla UE con un budget di 1.3
milioni di euro, si è concluso non è molto ad Ankara, con un
convegno dedicato al tema "Tendenze del public procurement nel
processo di integrazione economica e di allargamento
dell'Europa".
Nei 18 mesi in cui si è sviluppato il progetto, gli staff tecnici del
ministero dell'Economia e delle Finanze - Dipartimento del Tesoro,
hanno offerto alla Pubblica amministrazione locale consulenza e
supporto necessari per rafforzare il sistema degli appalti pubblici
nel Paese; sostenere l'armonizzazione legislativa del settore con la
normativa europea; promuovere l'efficienza e la concorrenza nelle gare
pubbliche; ridurre potenziali frodi e corruzione; potenziare le
attività di formazione e comunicazione.
Il gemellaggio è stato realizzato grazie alla presenza stabile ad
Ankara di un "consigliere per il gemellaggio", Giancarlo De
Stefano, e la collaborazione di un team di 73 esperti provenienti dal
<Mef>, dalla <Consip>, dall'Autorità per la vigilanza sui contratti
pubblici, e da altre istituzioni italiane ed europee. (ApCom)
03.08.2006
|
UNA DIVERSA
CULTURA
DI IMPRESA

|
Missione
inTurchia dal 10 al 12 settembre. Ad organizzarla la Camera di
Commercio Industria Agricoltura e Artigianatato (Cciaa) di
Torino e <Promos>, Azienda speciale della camera di
Commercio di Milano in collaborazione con il ministero delle
Attività Produttive-Punto di Contatto Nazionale. Una scheda di
adesione. |
La Camera di Commercio Industria
Agricoltura e Artigianato (Cciaa) di Torino e <Promos>, Azienda
Speciale della Camera di Commercio di Milano in collaborazione con il
ministero delle Attività Produttive - Punto di Contatto Nazionale,
organizzano una missione istituzionale e imprenditoriale in Turchia
con l'obiettivo di diffondere una nuova cultura d'impresa legata alle
linea Ocse e creare contatti personalizzati per le imprese.
La missione si terrà dal 10 al 12 settembre 2006 e verrà organizzata
con il supporto del Desk Turchia delle due Camere di Commercio,
operativo ad Istanbul presso la Camera di commercio italiana. Per
quanto riguarda le aziende piemontesi, il focus sarà sul settore
ambiente e le agende di incontri provvederanno contatti con aziende
turche dei settori indicati nella compilazione della scheda di
adesione.
I posti disponibili per aziende partecipanti sono cinque : verrà data
priorità di iscrizione in base all'ordine cronologico di ricevimento
della scheda di adesione. La Turchia il cui tasso di crescita del Pil
nel 2005 è stato del 7.7%, continua ad essere un Pese importante per
l'Italia che è il terzo partner commerciale e che si posiziona al
sesto posto per investimenti diretti. Le tecnologie ambientali più
richieste sono nel campo delle energie alternative, riciclaggio
rifiuti, trattamento acque.
La missione prevede la partecipazione ad una conferenza per la
diffusione delle linee Ocse a cui farà seguito un'agenda d'incontri
bilaterali con imprese locali, in base alle specifiche esigenze
segnalate da ciascuna impresa partecipante.
Per coloro che vogliono aderire al progetto inviare la scheda di
adesione via e-mail e via fax alla Segreteria Organizzativa di Torino.
(News Italia Press)
03.08.2006
|
PROGETTO
"TURCHIA CHIAVI
IN MANO"

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Viva
soddisfazione delle imprese marchigiane che hanno partecipato al
workshop tenutosi recentemente ad Istanbul dedicato ai settori
sia dell'edilizia che dell'arredamento e promosso da
Confindustria Marche, Regione Marche, Ancona promuove (Cciaa) in
collaborazione con l'Istituto del Commercio Estero (Ice). |
E' stata espressa viva
soddisfazione dalle imprese marchigiane che hanno partecipato al
workshop che si è tenuto ad Istanbul nei giorni scorsi, dedicato ai
settori edilizia ed arredamento nell'ambito del Progetto "Turchia
chiavi in mano" promosso da Confindustria Marche, Regione
Marche, Ancona Promuove azienda speciale della Camera di Commercio
Industria Agricoltura e Artigianato (Cciaa) di Ancona, in
collaborazione con l'Istituto Nazionale per il Commercio (Ice).
Oltre 200 gli incontri per le 14 imprese marchigiane produttrici
di macchinari e tecnologie per l'edilizia, arredamenti commerciali e
residenziali (mobili per la casa cucine e arredobagno) hanno, in un
continuum di appuntamenti, ricevuto un centinaio di operatori turchi,
selezionati da Ice Istanbul sull'intero territorio nazionale, dopo un
attento lavoro di individuazione svolto in stretta connessione con
Confindustria Marche.
Numerosi gli operatori del settore arredamento, importatori ed anche
produttori di mobili con controllo della distribuzione, ancor più
numerosi quelli specializzati nel settore dell'edilizia, tra cui
importantissimi contractor edili turchi interessati anche alla parte
arredo.
"Le aziende marchigiane del settore macchinari per il settore
edile e delle tecnologie per le costruzioni e i lavori pubblici hanno
potuto toccare con mano quanto siano grandi le prospettive per il
comparto dell'edilizia e tutto quanto ad essa connesso ", si
legge nella nota stampa della Cciaa.
Il settore edile, che nel primo trimestre dell'anno in corso ha
contribuito alla crescita del Pil per oltre il 26%, mostra infatti
segnali positivi che si riverbereranno certamente anche nei confronti
di alcuni settori cardine dell'export italiano in Turchia (materiali
per edilizia, porte, finestre, mobili,articoli di
illuminazione,complementi).
Per il settore della meccanica, già lo scorso anno ad Izmir, Ancona
Promuove aveva organizzato una serie di incontri mirati e
personalizzati tra imprenditori locali e turchi. L'interesse per tale
mercato porterà alla realizzazione di nuovi progetti come azioni di
incoming destinati a far conoscere il nostro territorio e la realtà
industriale agli operatori turchi.
L'export dalla Regione Marche verso la Turchia, complessivamente pari
a 142 milioni di euro nel 2005 ha registrato un incremento del 35 %
rispetto all'anno precedente, 77 milioni rappresentati dalla meccanica
(cresciuta del 21% rispetto all'anno precedente) mentre + 39% è
l'incremento del settore mobile. (News Italia
Press)
03.08.2006
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ORMAI SEMBRA
NOTIZIA PIU' CHE SICURA:
MURDOCH E' SBARCATO ANCHE IN TURCHIA

|
Secondo
quanto riferisce l'agenzia di stampa <Anadolu>, il magnate
dei media avrebbe acquistato da <Ihlas Yayin Holding> il
controllo della più grande Tv privata del Paese, la <Tgrt>.
L'operazione sarebbe stata resa possibile grazie al partner
commerciale Achmet Erteguen, co-fondatore della casa
discografica <Atlantic Records>. |
In questa calda e torrida
estate, come non si vedeva da anni, c'è qualcuno che continua a
smuovere le acque e agitare queste giornate rese altrimenti piatte
dall'afa.
Si tratta dell'inarrestabile Rupert Murdoch, il magnate dei media,
pronto a trasformare in oro le opportunità del nuovo mondo delle
comunicazioni.
Dopo aver portato a casa il successo di <MySpace>, eccolo lanciato in
una nuova avventura, questa volta alla volta della Turchia.
L'agenzia turca <Anatolia> riferisce che il tycoon avrebbe acquisito
da <Ihlas Yayin Holding> il controllo della più grande Tv privata
turca, la <Tgrt>.
L'acquisizione sarebbe avvenuta congiuntamente a un partner
commerciale, il turco Achmet Erteguen, co-fondatore della casa
discografica <Atlantic Records>.
La cifra pagata dai due soci, per avere il controllo totale della <Tgrt>
con il 56,5% delle quote azionarie, sarebbe di 151 milioni di lire
turche (circa 75 milioni di euro). La restante parte delle azioni
acquisite saranno piazzate sul mercato degli investitori.
La partnership con un imprenditore turco è indispensabile perché
secondo la legge locale i soggetti stranieri non possono detenere
oltre il 25% nelle società che operano nel settore media.
Ora l'accordo deve passare il vaglio delle competenti Autorità
turche. >Tgr> era stata creata nel 1993 ed è stata una delle prime
stazioni Tv private in Turchia. Probabilmente sarà rilanciata con un
nuovo nome come canale di intrattenimento diretto a un target di
pubblico giovanile e femminile.
Alcune fonti riferiscono che il magnate australiano non intende
fermasi alla Turchia. Pare, infatti, che Murdoch stia lavorando
intorno al gruppo <Kudelsky>, titolare dei sistemi di codifica
<Nagra> e <Seca-Mediaguard>, recentemente alle prese con problemi di pirateria che
hanno determinato un brusco calo dei titoli sui mercati borsistici.
In Italia, il tycoon è alle prese con altre voci che riguardano un
possibile accordo con il presidente di <Telecom Italia>, Marco
Tronchetti Provera.
L'operatore <Telecom> ha confermato trattative in corso con le società
di Murdoch sui contenuti.
A riguardo, alcuni giorni fa Tronchetti Provera ha dichiarato:
"Penso che troveremo un accordo, noi siamo per gli accordi. Stiamo
studiando prodotti per tutte le piattaforme su cui operiamo".
Precedentemente erano circolate indiscrezioni su un possibile
interesse di Murdoch a entrare in <Olimpia>.
Questo eventuale matrimonio si farà?
L'ex Ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri, evidenzia gli
eventuali ostacoli antitrust e lancia una frecciatina velenosa al Governo:
"Come mai nessuno parla degli annunciati accordi tra <Telecom> e Murdoch?".
E spiega: "Si è fatto un gran baccano della presunta posizione
dominante di Rai e Mediaset. Si è detto che il Sic, che adesso
perfino Calabrò è riuscito a calcolare, non era un buon metodo
antitrust nel mondo della televisione e delle telecomunicazioni. E
davanti a tali accordi, non si sa ancora di quale dimensione e
portata, tra <Telecom> ed il gigante Murdoch, le belle anime della
sinistra che sono attente alle norme antitrust quando c'è Mediaset
in campo ma non in altri casi, che cosa hanno da dire in
proposito?".
Gasparri ritiene però che sia fisiologica la creazione di grandi
gruppi nella competizione planetaria. "Contesto il fatto che per
alcuni le regole antitrust vanno applicate solo in taluni casi. Sarà
bene capire - continua Gasparri - prima di formulare un giudizio
definitivo, la portata degli eventuali accordi tra <Telecom Italia>
e
Murdoch, ma credo - conclude - che sia bene augurarci che nel nostro
mercato, oltre a tanti operatori internazionali, continuino ad agire
alcuni grandi gruppi italiani nel campo della televisione e delle
telecomunicazioni".
Il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, si è voluto
soffermare su questa possibile Intesa, soprattutto in riferimento alle
affermazioni del presidente dell'<Agcom> che nella Relazione annuale
ha parlato di duopolio congiunto fra la Tv privata e la Rai.
Confalonieri ha commentato: "Rai e Mediaset sono delle pulci in
confronto a colossi quali Rupert Murdoch e Telecom di cui si parla in
questi giorni in vista di una possibile fusione o alleanza". Il
presidente ha ricordato come "...l'eventuale Alleanza fra Murdoch e
<Telecom> rappresenti un fatturato che si aggira sui 30 miliardi di
euro, una cifra ben superiore ai 6 miliardi di Rai e Mediaset
insieme".
Secondo Confalonieri il digitale comunque "moltiplica le possibilità
ed è quindi di per sé un elemento di pluralismo"". (Raffaella
Natale/Key4biz.it-TrendOnline)
03.08.2006
|
PROTOCOLLO
D'INTESA
|
E'
stato firmato dalla <Seat Pagine Gialle> e da <Dogan
Yayin Holding> per verificare le opportunità di sviluppo di
una attività congiunta nel settore directory in Turchia. |
<Seat Pagine Gialle> e
<Dogan Yayin
Holding> hanno firmato un protocollo d'intesa per verificare le
opportunità di sviluppo di un'attività congiunta nel settore delle directoriy in Turchia.
<Dyh> è il gruppo leader in Turchia nel settore dei media, con attività
che spaziano dai quotidiani alle riviste, dalle trasmissioni
televisive a quelle radiofoniche, a internet, ai sistemi di
telecomunicazione alternativi e alla vendita al dettaglio.
Le due società creeranno un team congiunto con l'obiettivo di
analizzare il mercato turco e verificare le opportunità presenti nel
settore delle directory. L'analisi di mercato e la predisposizione
di un business plan sono previste per il quarto trimestre. In caso di
raggiungimento dell'accordo sul business plan, le due società
costituiranno una joint venture che sarà finalizzata entro la fine
dell'anno. (ApCom)
03.08.2006
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ECONOMIA
LETTERA
DI INTENTI

|
Il
Fondo Monetario Internazionale ha approvato nei confronti della
Turchia la concessione di un finanziamento per 1.9 miliardi di
dollari. |
The
International Monetary Fund (Imf) has approved $1.9 billion disbursement
after discussing the third and fourth loan reviews of Turkey's Imf
program.
This enables Turkey to draw $1.9 billion in credit from the Imf.
The Imf committee finished discussing the third and fourth loan reviews at
the end of May and appreciated the performance of the program.
The Imf asked Turkey to save YTL 4.5 billion for health expenditures.
The Imf report keeps warning Turkey to strictly follow tight economic and
monetary policies and underlines Turkey's ongoing positive economic
development.
The Imf executive committee discussed the IMF report and approved the
reviews.
Following the meeting, either Imf Managing Director Rodrigo Rato or Imf
Deputy Director Anne Krueger is expected to issue a general assessment,
particularly on the Turkish economy.
The Turkish Treasury's letter of intent said that additional measures on
health expenditures would save YTL 2.1 billion.
Skyrocketing oil prices caused an unexpected increase in the current
account deficit but the record capital inflow met the deficit. While the
public deficit's proportion to total national income fell under 2.5
percent, public borrowing stocks decreased rapidly.
The program met its targets to a large extent. For instance, the 2005
year-end targets and the March 2006 targets regarding foreign debts and
international reserves were achieved.
Annual inflation remained within the inflation targets chosen at the end
of March while the figures rose 1.5 points above the upper limit of 8.5
percent at the end of June.
The monetary policy will be further tightened in order to return the
economy to its former path, which was compatible with medium-term targets.
The surplus-before-interest payment was above the expectations in the
first five months of 2006.
The timetable prepared in accordance with the suggestions of the
consultant company about the detailed privatization strategies and the
incrementally removal of concessions regarding the public deposits will be
announced at the end of June.
The Turkish government and Imf signed a three-year stand-by agreement
worth $10 billion in 2005. (Zaman)
03.08.2006
|
<CEMENTIR>
SI ALLARGA ANCORA

|
La
società, guidata da Francesco Caltagirone jr., attraverso la
controllata turca <Cimentas> ha sottoscritto un accordo con il
<Gruppo Oyak> per acquisire <Elazig Cimento>. |
Il Gruppo <Cementir> si rafforza in
Turchia. La società, guidata da Francesco Caltagirone jr., attraverso la
controllata <Cimentas> ha sottoscritto un accordo con il <Gruppo Oyak> per
l'acquisizione della società cementiera turca <Elazig Cimento>.
L'operazione, spiega una nota, comporterà un esborso di 110 milioni di
dollari ed il closing della transazione è soggetto al via libera
dell'Autorità Antitrust, che dovrebbe esprimere il proprio parere entro
settembre.
Elazig è situata nell'Anatolia Orientale con una capacità produttiva di
oltre 900.000 tonnellate annue. <Elazig Cimento> al momento
dell'acquisizione presenta un debito netto di circa 15 milioni di dollari;
nel 2005 ha conseguito ricavi delle vendite ed un margine operativo lordo
rispettivamente pari a 52 e 21.5 milioni di dollari; i dipendenti sono
circa 200.
<Cementir>, si legge sempre nella nota, con questa acquisizione avrà nel
paese quattro stabilimenti per la produzione di cemento con una capacità
complessiva di circa 5 milioni di tonnellate annue. Gli stabilimenti sono
tutti situati in zone strategiche ad alta capacità di crescita: a Izmir,
sul mar Egeo, a Kars, nella parte orientale dell'Anatolia e a Edirne,
nella regione di Marmara, la più dinamica e ricca del paese, oltre a
quello di Elazig.
<Cementir> ha avviato la propria strategia di internazionalizzazione in
Turchia nel 2001 con l'acquisizione della <Cimentas>, società quotata alla
Borsa di Istanbul. Con questa operazione l'investimento complessivo nel
paese, negli ultimi cinque anni, supera i 500 milioni di dollari, facendo
di <Cementir> uno dei primi produttori locali. (laRepubblica.it)
03.08.2006
|
<ABDI IBRAHIM
PHARMA>
PARTNER
DI <ROTTAPHARM>

|
La
joint venture tra le società italiana e turca avrà affetti
positivi nei settori dell'automedicazione e del
benessere(ginecologia, cardiovascolare, dermocosmetica). |
Istanbul based Abdi Ibrahim
Pharmaceuticals, the largest drug production company in Turkey, has signed
a strategic partnership deal with RottaPharm of Italy.
The Turkish company said its new partner has important products ar
"self medication" field, and the deal aims to generate synergies
for both companies at international markets, and to introduce new products
in Turkish "self medication" and "wellness" markets
which are not very developed at the moment.
With the deal, Abdi Ibrahim will incluse 11 RottaPharm products at
democosmetics, gynecologic, and cardiovasular groups in its portfolio.
RottaPharm is already knows in the Turkish market with its product, Dona.
Speaking at the signing ceremony Abdi ibrahim chairman said they would
strengthen their position in the market through international partbership
would provide positive results for both sides.
About RottaPharm
RottaPharms is a multinational pharmaceutical group vased in Italya. The
group was founded in 1961 by professor Luigi Rovati, a pharmacology
professor at the University of pavia, with the creation of Rotta Research
Laboratorium as an independent research laboratory. RottaPharm aims the
discovery, the development and the distribution around the world of new
original frugs for the treatment of major diseases. To date the intense
research acrivity has generated 2,729 new molecoles, 287 patents and 19
compounds, which are at an advanced stage of research. Nine original
products are sold worldwide. (The New Anatolian)
03.08.2006
|
<MASTERCARD>
RFID,
PARTE IL TEST

|
Circa 25mila
possessori di carta in Turchia potranno
sperimentare il sistema PayPass, per l'acquisto di beni, senza
bisogno di strisciate: basta appoggiare la card su un lettore a
radiofrequenza.
|
Via libera alle carte di credito
<MasterCard>
dotate di tecnologia Rfid:
le schede a radiofrequenza, messe
a punto nel 2005, saranno disponibili per circa 25mila utenti turchi.
Il nuovo sistema di pagamento, denominato "Tap
N Go", eliminerà la necessità di "strisciare" la scheda su
lettori magnetici. Per effettuare un acquisto con le carte Rfid,
denominate PayPass, basta infatti utilizzare un omonimo lettore a
radiofrequenza prodotto dalla stessa <MasterCard>.
Come il nome del servizio suggerisce, il possessore di PayPass deve
soltanto avvicinare o appoggiare (tap) la scheda al lettore:
l'addebito è quindi immediato e per spese di entità inferiore ai 25
dollari, si legge sul sito ufficiale, "non dovranno essere firmate né
ricevute né scontrini".
Non strisciare la banda magnetica della carta di credito su lettori
tradizionali, sostengono gli inventori di PayPass, può evitare truffe e
brutte sorprese: pur essendo meno sicura di PayTouch,
dispositivo biometrico per pagare con la propria impronta digitale,
PayPass sembra offrire una buona sicurezza contro i cosiddetti skimmer,
gli apparecchi utilizzati per clonare carte magnetiche.
La sperimentazione di PayPass al di fuori degli Stati Uniti, dove viene
utilizzata da almeno sette milioni di persone, è per il momento limitata
a Turchia ed Australia. In Turchia, PayPass godrà del pieno supporto da
parte di una catena locale di sale cinematografiche, CineBonus. In
Australia, PayPass viene utilizzata dai negozi del marchio 7-Eleven.
"PayPass mira soprattutto a semplificare l'acquisto di prodotti e
servizi dal costo contenuto", dicono i portavoce di <MasterCard>. Gli
esercizi commerciali che potrebbero essere interessati ai lettori PayPass
sono infatti "ristoranti, farmacie, stazioni di servizio e parcheggi
a pagamento", si legge in una nota ufficiale. (Tommaso Lombardi/Punto
Informatico)
03.08.2006
|
"SE NON
PAGATE LE TASSE E' MALAFEDE"
|
Il
ministero turco delle Finanze ha messo a punto nuovi sistemi di avviso per
richiamare al dovere con e-mail e sms i contribuenti circa scadenze
imminenti e morosità. |
Il ministero delle Finanze turco ha
messo a punto nuovi sistemi di avviso per richiamare al dovere di pagare
le tasse: e-mail e sms sul telefonino avviseranno i contribuenti circa le
scadenze imminenti e anche in caso di morosità.
E questo è solo il primo passo. Nei prossimi mesi verrà creato il "Tax
comunication center", un numero telefonico che darà tutte le informazioni
riguardo le imposte, alla situazione dei contribuenti e a come mettersi
apposto davanti al fisco. Osman Arioglu, vicepresidente dell'ufficio
riscossione tasse ha dichiarato: "Stiamo sperimentando modelli già
esistenti in Olanda e Gran Bretagna. Il Canada è un'altra nazione dalla
quale pensiamo di trarre esempio. Sono modi per fare sentire lo Stato più
vicino ai contribuenti". Come a dire: se da adesso non pagate le tasse è
pura malafede. (La Stampaweb)
03.08.2006
|
ISTANBUL ED IL MERCATO
DEI FALSI

| Il
Gran Bazar è il punto di riferimento dove arrivano, prima che in
ogni altra parte, i modelli taroccati. Qui si possono trovare borse
anche un anno prima che vengano esposte nei negozi di lusso. |
La canicola estiva riscalda lo
shopping taroccato. Di questi tempi è soprattutto sul bagnasciuga che
impazzano le vendite del lusso contraffatto. E' un classico quello del
vu' cumprà che, a zig zag tra gli ombrelloni, porta in giro la sua
merce, a cui basta dare un colpo d'occhio per capire quali sono i marchi
che salgono e scendono nel gradimento.
Prendiamo le borsette, che sono tra i beni di lusso maggiormente
contraffatti. Il primo posto, nel podio delle new entry di quest'estate,
va al superesclusivo marchio <Balenciaga>, con il modello City, seguito da
<Chloè> e <Fend>i che, con la Spy bag segna il suo ritorno in questo mercato.
Questa hit si trova nelle riviere più sofisticate, come la Versilia,
popolata da una clientela radical chic dal palato raffinato con il vizio
della "caccia" al falso. Sono clienti disposte a spendere anche 200 o
250 euro per un tarocco di qualità i cui originali, d'altronde,
superano i 900 euro. Forte dei Marmi è una delle piazze più
all'avanguardia nel falso d'autore. A luglio arrivano le novità, che
a fine agosto vanno in saldo.
Marchi esclusivi e fuori dall'ordinario come <Balenciaga> non li vendono
tutti i vu' cumprà, ma quelli giusti che bisbigliano nelle orecchie
delle loro clienti più affezionate i pezzi forti. Smerciano anche false
<Chanel>, modelli visti nei negozi lo scorso inverno, in montone naturale o
marrone, e persino i trolley di <Hermes>. Per evitare di farseli
sequestrare, portano con sé nient'altro che fogli di giornale con la
pubblicità del prodotto da mostrare alle potenziali clienti.
Come succede nel lusso vero anche nel falso c'è una segmentazione di
mercato. Ci sono modelli brutti, cartonati, che costano solo 30 euro e
quelli belli, in piccole serie e pelle di qualità, fatti talmente bene
che è difficile anche ad occhi esperti riconoscere il vero dal falso.
Un evergreen del falso rimane <Hermes>. La Birkin o la Kelly, i modelli più
famosi dello storico marchio francese, non tramontano mai nelle vendite
del contraffatto, così come d'altra parte avviene nel circuito del
vero. Non declina mai neanche la classica Chanel trapuntata.
Ma lo zoccolo duro nelle vendite dei vu' comprà e colleghi rimangono
anche quest'estate le borse in tela logate di <Gucci> e quelle in plastica
stampata di <Louis Vuitton>. Costando poco ed essendo popolari se ne vendono
come panini. Ancora una volta, il mercato del falso riflette le stesse
dinamiche del mercato del vero dove <Gucci> e <Louis Vuitton> sono i marchi
che vendono più borsette.
Ai falsificatori non sfuggono mai gli ultimi modelli di borse: di <Vuitton>
c'è sulla piazza quello in jeans, che "cammina da solo" tanto
è stato venduto e copiato. Ad essere in calo sulle bancarelle del falso,
quest'estate, sono invece <Prada> e <Tod's>.
Battutissime dai vu' cumprà, oltre alle spiagge, sono le città
d'arte italiane, visto che molti turisti, pesantemente multati a casa
loro, i falsi vengono a comprarseli in Italia, ancora molto tollerante.
La classifica del tarocco non cambia granché a Firenze. La pole position
è pressappoco uguale a quella di Forte e più che vedere i vu compra per
le strade, ci sono circuiti più ristretti, indirizzi riservati di negozi
periferici che aprono la porta solo a chi conoscono o è referenziato.
A Venezia, dove sono soprattutto gli stranieri a comprare borse
contraffatte, ci sono dei veri suk a cielo aperto tra le strade principali
dove albergano i negozi del lusso. Basti un esempio per capire
paradossalmente come funziona: fuori dal negozio <Gucci> c'è il vu''
cumprà che vende borse contraffatte dello stesso marchio. I turisti
comprano finte <Chanel> e <Hermes>, ma ad essere stravenduti sono i classici
modelli con logo di Gucci e Vuitton.
A Roma le vendite dei falsi non sono così spudoratamente in vista. Non è
via Condotti a ospitare i vu' cumprà, ma semmai la più popolare Campo
dei Fiori. E se in zone più centrali ci sono borsette più esclusive,
all'uscita delle metropolitane più periferiche ci sono prodotti a
larghissima diffusione come le cinture di <Gucci>, <Dolce & Gabbana> e
<Richmond>. Sulla costiera adriatica, fra Rimini e Riccione, il fenomeno è
in frenata. Nelle ultime stagioni c'è maggior controllo e multe salate
per chi compra un falso. Mentre a Napoli il giro del borsette taroccate è
dietro le quinte. Le clienti del falso si procurano il cellulare di chi
smercia e prendono appuntamenti privati. Un fenomeno non solo napoletano,
ma più diffuso: dare la caccia al falso è diventato una moda soprattutto
per le acquirenti più snob.
A Milano il mercato del falso langue. E' diminuito rispetto a qualche
anno fa. Evidentemente i negozianti del quadrilatero del lusso sono stati
bravi a fare pressione sulle autorità competenti. Il poco che si vede,
solitamente in zona Brera, è molto ordinario. E' una piazza chip con
poca offerta.
La madre di tutti i mercati del falso rimane, comunque, Istanbul con il
suo Gran Bazar. Lì i modelli taroccati arrivano prima di ogni altra città.
Anche un anno prima si possono trovare gli ultimi modelli che fanno
tendenza nei negozi del lusso. La Spy Bag di <Fendi> approdata in Italia
quest'estate era ad Istanbul già dallo scorso settembre in compagnia
delle prime <Balenciaga>, <Chloè>, <Fendi> e <Mulberry>. I modelli più ricercati
li fanno in diverse fasce di prezzo, dalla più economica, copiata male, a
quella più sofisticata che somiglia in tutto e per tutto all'originale,
ma che costerà sei volte meno.
Ma per tutta l'Italia il mercato del falso rimane un primato. Il Paese
oltre ad essere primo nell'industria della moda, quella vera, è in
testa, a livello europeo, anche nella produzione e consumo di merci
contraffatte. Slitta, però, al terzo posto nella classifica mondiale.
Arriva dopo Cina e Corea con un giro d'affari di 56 miliardi di cui il
60% nel settore della moda. (Rosa Tessa/Affari&Finanza-laRepubblica.it)
03.08.2006
|
TURISMO
ECONOMIA
DI UNA REGIONE E SUO IMPATTO

|
Il
terrorismo sta colpendo nel sud-est anatolico. Come la vede il Governatore del distretto di Mardin, Mehmet Kiliclar. |
The
escalating terror activities in southeastern Turkey's have had an
adverse impact on the economy of the region.
The southeastern city of Mardin is most severely affected by the recent
terror events.
The cradle of many ancient cultures, Mardin was a popular tourist
destination prior to the recent events in Diyarbakir and Kiziltepe with
just 25,000 visitors, down from 400,000 in 2005, losing a significant
portion of the region's income from tourism.
Mardin Governor Mehmet Kiliclar reported that although no terror
activities have been reported in Mardin, the whole region is considered to
be dangerous.
Therefore, Mardin is also perceived to be under threat. A number of shops
in the city have virtully closed t reservations have been canceled
Kiliclar said.
He also held the media responsible for loss of tourism revenues.
Tourists are able to wander safely and freely in the city center until
late at night Kiliclar said, adding that locals are friendly and
hospitable.
Mardin Mayor Metin Pamukcu also informed that group tours to the city were
canceled after the recent incidents in the region.
In fact, Mardin is one of the safest cities in the region, Pamukcu claimed.
He cautioned the media not to exaggerate the events.
Sanliurfa is another regional city suffering economic losses due to the
recent terror events, and there has been a considerable decrease in the
number of tourists visiting the "City of Prophets," famous for its
Balikli Golu (Fish Lake).
Sanliurfa Trade and Industry Chamber Chairman Ismail Demirkol also
complained about damage caused to the local economy.
Demirkol said: "Unfortunately, all cities in the region are assumed to
be dangerous for tourists.
Gaziantep Trade and Industry Chamber Chairman Mehmet Aslan said that even
though the city of Gaziantep has been least effected by terror events in
the region because of its geographical distance from actual attacks, it
has seen a 30 percent decrease in the number of tourists in 2006.
Aslan continued: "Terror events effect the region as a whole.
Unfortunately Gaziantep has been negatively influenced by the events
because of its proximity to the region.
But, thankfully, Gaziantep is the least effected city, however, even minor
problems reflect on us." (Nergihan Celen/Zaman)
03.08.2006
|
IL
TURISMO TERMALE LA NUOVA RISORSA
|
La
Turchia si prepara a diventare in questo settore una delle
destinazioni vincenti. |
La
Turchia si prepara a diventare una delle destinazioni vincenti per il
turismo termale. Dopo aver lanciato a gennaio il progetto delle città di
turismo termale (Ttcp), il ministero per la Cultura e il turismo sta per
definire l'elenco delle 21 città che saranno coinvolte nel progetto.
"La Turchia ha le più grandi risorse termali dell'Europa - hanno
commentato dal Ministero - ed è fra le sette principali nazioni al mondo
per la sua ricca offerta in termini di turismo weelness. (TtgItalia)
03.08.2006
|
VOLI
TURKISH

|
La
compagnia turca presente sul 70% delle linee internazionali. Sei nuove rotte solo in quest'anno. Il lavoro dei piloti non potrà
essere più lungo del consentito. |
Turkish
Airlines (Thy) General Manager Temel Kotil said the 73-year old national
airline, Thy, has broken a number of records this year.
Kotil informed that on average Thy makes 500 flights per day with 70
percent occupancy.
In the recently obtained 24 routes 55 percent occupancy has been reached,
Kotil said, adding that Thy has become a "shining star" of the airline
industry.
The new routes are all commercial, "There was an increasing business
demand for Central Asian flights, and so we added additional flights to
some routes. Thy's latest record was six new routes in one year, and now
with the new 24 routes we will increase revenue significantly," Thy's
general manager said.
Thy did not need additional pilots or crew members. The airline is run in
line with international regulations with no concessions made.
"A program purchased from Sweden for $10 million, the cabin crew
schedule is prepared in advance and no pilot is allowed to fly no more
than 110 hours. We would not allow our pilots to fly longer anyway. We
will not compromise flight safety," Kotil said.
Thy currently has 12,000 personnel, the same number as in 2002; while
annual passenger traffic has risen from 10 to 18 million.
All departments have mobilized to make Thy one of the world's leading
airlines, and success has helped staff' morale immensely, Kotil said. (Mustafa
Gun/Zaman)
03.08.2006
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EASY-JET
DEBUTTA SU ISTANBUL
|
Il
collegamento con voli tri-settimanali dall'aeroporto di Londra. Dal
4 settembre servizio giornaliero. |
Con
un collegamento tri-settimanale dall'aeroporto di Londra Luton verso
Istanbul è iniziato il collegamento con la Turchia operato da <easyJet>,
un volo che prosegue nella strada di espansione della compagnia low cost
verso destinazioni extra UE (in precedenza erano stati attivati voli verso
Croazia e Marocco), che l'azienda considera ad alta potenzialità. A
partire dal 4 settembre poi il collegamento con la Turchia diventerà
giornaliero. (News Details)
03.08.2006
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CULTURA
LA TURCHIA A
VENEZIA
|
L'edizione
2007 della Biennale d'arte avrà per la prima volta - assieme a
quella dell'Africa e dell'India - una esposizione di opere di
artisti di questo Paese. |
L'edizione 2007 della Biennale
d'arte di Venezia porterà in mostra l'arte dell'Africa, dell'India e
della Turchia. Lo hanno annunciato a Venezia il presidente Davide Croff e
il direttore della rassegna, Robert Storr, che ha sottolineato come la
"sua" Biennale sarà impostata in modo da favorire attraverso il dialogo
tra artisti e pubblicò la divulgazione dei "contenuti" e non 'l'approccio
al mercato'. (Ansa)
03.08.2006
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A PALMANOVA LO
SPIRITO DEI SULTANI

|
Nell'ex
caserma Montesanto allestita una mostra storico-artistica e
documentaria sui contatti tra Venezia e Costantinopoli. |
Per secoli i turchi hanno
rappresentato un timore per le regioni costiere del Mediterraneo. Per
difendersi dalle loro incursioni si costruivano fortezze e castelli,
casematte e polveriere. A ripercorrere quell'epopea, in un momento in
cui, dopo l'11 settembre, da un lato la paura dell'Islam è un
fantasma che torna ad aggirarsi nell'Occidente, ma dall'altro la
Turchia è vicina ad entrare nell'Unione Europea, è una kermesse di
mostre dal titolo "I turchi in Europa", disseminata in varie località
del Friuli.
Nello spirito dell'illustrazione dei "secolari rapporti, dei conflitti ma
anche delle reciproche influenze e contaminazioni, che ci sono stati fra
la civiltà europea e il mondo ottomano", di cui scrive il Presidente del
Friuli Venezia Giulia Riccardo Illy, il fulcro delle varie manifestazioni
(promosse, fino al 22 ottobre, dalla Regione su progetto di Gianpaolo
Carbonetto, con il supporto della Fiat) è centrato nella straordinaria
città fortezza di Palmanova, oggettivazione stupefacente dell'incontro e
fusione dell'arte architettonica militare del '500 e della "città
ideale""
rinascimentale. Essa fu fondata nel 1593 come possente antemurale, rimasto
poi solo virtuale, contro l'espansione imperiale della Sublime Porta al di
là dei Balcani.
Questo spirito è ben evidente nella mostra principale, artistica, storica
e documentaria, allestita nell'ex caserma Montesanto, la cui vetrina
iniziale contiene un "oggetto" di straordinario fascino, la finissima
pergamena, intatta dopo quasi mezzo millenio, dell'Archivio di Stato di
Venezia con il testo in china e oro del rescritto del sultano Selim II in
data 3 zilkade 980 (7 marzo1573) della pace con Venezia dopo Lepanto e la
guerra di Cipro. Dopo un turbante del 1596 del Museo di Innsbruck, che la
tradizione vuole del Gran Sultano ma in realtà di un derviscio, si
susseguono le piante e le vedute comparate, quelle occidentali di Istanbul
e quelle turche di Venezia, i facsimili delle stupende miniature della
vita di corte della Sublime Porta del Museo di Topkapi e le immagini
originali disegnate e incise dei porti e delle fortificazioni greche e
dalmate della secolare contesa fra Venezia e l'Impero ottomano, le
ceramiche di Iznik anch'esse partecipi con le loro decorazioni navali.
Un fascino altrettanto grande e imperdibile promana dall'altra sezione
ospitata nella Polveriera napoleonica, con gli elegantissimi rilievi a
matita e pastelli degli architetti Borelli e Gennaro di Udine di quattro
moschee, tre a Istanbul e una a Edirne, del grandissimo architetto di
Solimano il Magnifico Sinan, giannizzero cristiano rinnegato, con il
modello ligneo del capolavoro, la moschea della Sultana Mihrimah del 1562-65.
(Marco Rosci/La Stampaweb)
03.08.2006
|
L'EFESO DEL FUTURO

|
Un
team di archeologi sta facendo scavi nella antica città di
Antandros, nel Balikesir, all'inseguimento della tribù dei Cimmeri,
in quella che era stata la terra natia di Conan il Barbaro. Le
scoperte fatte dal professor Gurcan Polat in una dichiarazione alla
agenzia di stampa <Dogan News Agency>. |
A team of archaeologists conducting
excavations in the ancient city of Antandros in Balıkesir is chasing
the traces of the Cimmerians tribe -- the tribe of the fictional character
Conan the Barbarian (also known as Conan the Cimmerian) -- who are
thought to have lived in the ancient city for about 100 years.
Associate Professor Gürcan Polat, a lecturer with Ege University and the
head of the Antandros excavations, told the Doğan News Agency that
they were trying to find evidence of the Cimmerian settlement, the name of
which is mentioned in the works of Stefanos Bizantios, a late Roman
author.
Polat said evidence found so far showed that the Cimmerians didn't
settle in a certain place, adding: "According to Bizantios' works, the
tribe lived in Antandros for about 100 years. Yet, this assertion hasn't
been proved so far. We want to find evidence of the Cimmerian settlement
in our excavations."
Archaeologists say the ancient city of Antandros holds the potential
to become the "Ephesus of the future," particularly due to its
architectural features.
Polat said the excavations, which are in their seventh season this
year, are continuing at three sites in the ancient city. He added
that as yet they have not been able to unveil Roman period official
buildings and structures.
"The excavations could gain momentum if more sponsors are found. This
year we focused on the restoration of the mosaics and frescos belonging to
a previously unearthed Roman villa. Our digs are unveiling the villa's
eight rooms that were decorated with mosaics and frescos, as well as its
hamam [bath] and toilet area. Our findings indicate that the villa was
divided into rooms with walls and was used as a home by more than one
family due to economic reasons.
"The excavations at the Antandros necropolis, which was used as a
cemetery between the seventh and first centuries B.C., indicated
that adults were cremated and then interred, whereas children under the
age of six were not cremated but simply buried. Traces of a thick
layer of carbon belonging to the first part of the sixth century B.C.
found at the third excavation site, on the other hand, may be traces of a
battle that erased the Kimmers from the pages of history at the hands of
the Lydians," he said.
Noting that the sewer system of the villa was constructed in a very
skillful way, Polat said: "The toilet was constructed over the main
sewer system, which was laid down along the hillside, suggesting that a
number of houses were built at the site. We therefore assume that a big
civilization lived in this area."
He also said the work on restoring the mosaics and the Roman period villas
-- which were unearthed last year -- will last until Sept. 15 and are
being conducted by a team of 27 staff led by Professor Sait Başaran
from Istanbul University.
"We anticipate that very valuable artifacts will be unveiled at the
excavations at the Antandros necropolis," he added.
The Cimmerians were a warring and nomadic tribe that inhabited the
region north of the Caucasus and the Black Sea, in what is now Russia and
Ukraine, in the 8th and 7th centuries B.C. The Cimmerians were the
tribe of famous fictional barbarian character Conan the Barbarian, played
by actor Arnold Schwarzenegger in his films.
They are believed to have lived in Antandros for about 100 years until the
Lydians chased them out. (Turkish
Daily News)
03.08.2006
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"L'ALBERO
DEI GIANNIZZERI"

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Un
nuovo personaggio, Yashim, nato dalla fantasia di Jason Goodwin,
esperto di storia bizantina e turca. Un giallo che ci fa
entrare nella Istanbul imperiale, in un mondo irrimediabilmente
lontano, tra ambasciatori stranieri, dark ladies, assassini
efferati, travestiti, artigiani, sette religiose sufi, soldati.
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Va tanto di moda, soprattutto da
parte di giovani romanzieri, scrivere libri gialli impostando le
trame in epoche non attuali fuori quindi da quelle regole fissate da
Giambattista Vico circa <l'unità di tempo, di luogo e di azione>.
Ecco allora che i nostri eroi, i detective per la precisione, si muovono
con scioltezza nell'antica Grecia o nella Roma imperiale. Alcuni anche tra
gli egizi e nel Rinascimenti. Adesso, poi, pare che il massimo della novità
sia ambientare i personaggi alla Corte dei Sultani, nella vecchia Istanbul
ottomana. Jason Goodwin, studioso di storia bizantina all'università di
Cambridge, è rimasto anche lui soggiogato da questo nuovo corso, forte
oltretutto di una vasta cultura del passato come testimonia, tra i tanti
elaborati, il suo poderoso testo dal titolo "Lords of the Horizons: A
History of the Ottoman Emoire". Ecco allora dare alle stampe il suo
"L'albero dei giannizzeri" dove il protagonista principale,
l'eunuco Yashim (una sorta di Maigret ottomano, come qualcuno l'ha
definito), deve fare luce su una serie di omicidi misteriosi che scuotono
il Palazzo, vale a dire quello di una giovane circassa dell'harem e di
altri quattro relativi ad altrettanti cadetti della Nuova Guardia del
Sultano che da qualche tempo hanno sostituito i famosi Giannizzeri.
Goodwin si muove bene nei meandri di un mondo dorato quanto crudele e,
conoscendo altrettanto bene la storia ottomana, fa muovere con
disinvoltura il suo detective che certo non si perde d'animo - come si
legge nella prefazione del libro - in mezzo ad "ambasciatori
stranieri, dark ladies, assassini efferati ed efficienti, magnifici
travestiti, artigiani, sette religiose sufi, soldati combattuti tra
l'invidia dell'Occidente e la nostalgia delle vittoriose armate
ottomane". Tutto ciò "mentre la città lentamente
sprofonda tra gli incubi del passato e la paura del futuro...".
C'è un però: come si avverte in tanti altri romanzi di diversi
scrittori, tutti sullo stesso genere, la perfetta narrazione ambientale va
a scapito della suspense. Sempre nella prefazione dell'editore si
parla di "giallo impeccabile". Noi non ne siamo del tutto
convinti. Già ad un quarto delle 380 pagine ci si domanda infatti cosa
voglia fare effettivamente Yashim. Troppo lento è l'incalzare degli
avvenimenti e questo, a nostro avviso, è perché l'autore si compiace
troppo nel dipingere l'ambientazione senza tenere contro che il lettore
quando si butta su un giallo non vuole tanto degli affreschi
storici, ché altrimenti sceglierebbe libro ad hoc, quanto il
classico romanzo d'evasione alla Agatha Christie o alla Ellery Queen. Fin
qui il nostro nostra piccolo dissenso. Per resto, sotto l'ombrellone anche
il nostro Yashim può fare il suo dovere. (Vera.
Inca.)
Jason Goodwin - L'albero dei Giannizzeri - Ed: Einaudi Pagine
380 euro
03.08.2006
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AUGUSTE
RODIN,
L'ULTIMO
DEGLI SCULTORI

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Il
Sakip Sabanci Museum di Istanbul ha fatto nuovamente centro con
l'allestimento di una retrospettiva sul grande artista francese
vissuto a cavallo tra il XIX e il XX secolo. La mostra resterà
aperta fino al 3 settembre prossimo. Un invito per tutti i turisti
a visitarla, anche se frettolosamente.
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 A
distanza di pochi mesi dal successo della mostra su Picasso, il Sakip
Sabanci Muzesi ha centrato un nuovo obiettivo mettendo in piedi una
retrospettiva su Auguste Rodin. Noi ci auguriamo che gli italiani, e non
solo loro, che si trovino a passare per Istanbul trascurino almeno per una
volta i vari bazar che tanto attirano il turista con le loro cianfusaglie,
comunque sempre allettanti, e facciano un salto sul Bosforo per
soffermarsi davanti ad alcuni dei più bei capolavori dell'artista
francese vissuto a cavallo tra il XIX e il XX secolo, degno erede di Fidia
e Michelangelo ai quali si era ispirato.
Si tratta di 203 opere - tra marmi, bronzi e disegni provenienti per lo più
da Parigi - che gli organizzatori del museo hanno disposto con perfetta
simmetria nelle ampie sale del Sakip Sabanci in un gioco di luci e di
ombre che, sopratutto nelle sculture, offrono al visitatore la potenza
plasmatica di una creatività senza eguali.
La rassegna, che resterà aperta fino al prossimo 3 settembre, è
l'occasione per arricchire lo spirito quel tanto che basta e per dire agli
amici - al ritorno da un viaggio, "Sapete, abbiamo visto anche una
mostra su Rodin e ne siamo rimasti affascinati". Proprio così!
E se è vero che i cultori dell'arte sanno tutto di lui - dalle sue
tecniche, ai suoi caotici insiemi di figure, alle varie allegorie
dell'amore, agli infiniti nudi e ai corpi mozzati, alla plasticità dei
movimenti non alieni da forti impulsi erotici - c'è sempre qualche cosa
di nuovo da apprendere nel trovarsi di fronte ad un'una opera di non
comune sensualità quale, ad esempio, Il bacio.
Rodin, forse l'ultimo dei grandi scultori anche se alle volte le sue
opere, in particolare i bronzi, creano una sorta di inspiegabile sgomento.
Ma basta guardare un suo ritratto, e gli occhi sprigionanti una carica
magnetica quasi demoniaca, per comprendere appieno quale potenza l'artista
trasferisse nelle sue opere.
Nato nel 1840, Rodin dal 1854 al
1857 frequentò la Petite École, dove studiò disegno. Non riuscendo ad
entrare alla École des Beaux-Arts, a partire dal 1858 si mantenne
lavorando come decoratore. Nel 1864 fu accettato nella bottega di
Carrier-Belleuse, scultore, con cui collaborò nella decorazione della
Borsa di Bruxelles fino al 1870. Trasferitosi in sguito a Bruxelles,
l'artista non disdegnò di lavorare assieme al belga Van Rasbourgh nella
produzione di sculture per il Palais des Académies. Nel 1875 partì per
l' Italia. L'obiettivo era studiare Michaelangelo. Rimase colpito dalla
Cappella Sistina, che gli ispirò L'età del bronzo, un'opera che
divenne un succès de scandale: il nudo virile aveva infatti un
modellato tanto innovativo e realistico che l'artista venne accusato di
averlo fuso da un calco dal vivo. L'esecuzione del San Giovanni
Battista, scultura monumentale eseguita nel 1878-80 con la stessa
tecnica, gli valse il riconoscimento di critica e pubblico. Tornato in
Francia, nel 1880 si trasferì a Parigi aprendo il proprio studio al Dépôt
des Marbes, 182 Rue de l'Université, che conserverà fino alla morte.
Sempre nel 1880, lo Stato gli commissionò il portale monumentale del Musée
des Arts Décoratifs. Soprannominato Porta dell'Inferno per il
soggetto dantesco, il progetto impegnò Rodin per più di vent'anni e
comprende più di 200 figure, una grande allegoria dell'amore e della
dannazione. I disegni delle opere sono alla base di alcune delle sue
sculture più famose, eseguite indipendentemente dal progetto. Rodin tenne
la sua prima personale con Monet alla Galerie Georges Petit di Parigi nel
1889, riscuotendo il plauso della critica d'avanguardia. Da quel momento
ricett riconoscimenti e numerose commissioni. La vera fama gli giunse però
grazie alla rassegna organizzata durante l'esposizione Internazionale di
Parigi del 1900: il padiglione Rodin venne in seguito installato nel parco
della sua Villa des Brillants a Meudon, e utilizzato come studio. La morte
colse l'artista a Meudon nel 1917, tre giorni dopo che se ne era andata
l'amata moglie Rose. Moltissime delle sue opere furono lasciate al Governo
francese per la creazione di un Musée. (Veronica
Incagliati)
Master Sculptor
Rodin In Istanbul June 13/Setember 03, 2006 Sakip Sabanci Museum Emirgan
34467 Istanbul T: 0212-2272200 F: 0212-2294914 http://muze.
sabanciuniv.edu
03.08.2006
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L'ARCHITETTO
OTTOMANO

| Inaugurata
presso la chiesa di San Francesco ad Udine, nell'ambito del
progetto "I Turchi in Europa", una mostra su Raimondo D'Aronco
tra i protagonisti dell'Art Nouveau rimasto
particolarmente famoso per le opere costruite sotto il Sultano ad
Istanbul. Valga per tutte l'ex ambasciata d'Italia a Tarabya. |
Come ha
sottolineato il sindaco Cecotti nel corso dell'anteprima
la peculiarità della mostra "D'Aronco architetto ottomano,
progetti per Istanbul 1893-1909" rispetto alle altre esposizioni
programmate nell'ambito del progetto "I Turchi in Europa", è
costituita dal fatto che viene illustrata la presenza di un
friulano in Turchia, cosicché tra le due parti il dialogo non si
svolge in una sola direzione ma vive di scambio reciproco. I materiali
esposti - disegni schizzi e libri - fanno parte
del patrimonio artistico delle istituzioni culturali cittadine, la
Galleria d'Arte Moderna nella quale si conserva l'archivio D'Aronco e la
Biblioteca Civica. Oltre alla valenza promozionale a livello nazionale
la città di Udine e l'intero territorio regionale grazie a questi
preziosi "testimonial" troveranno una importante occasione di
promozione internazionale, poiché a settembre l'esposizione verrà
trasferita a Istanbul. Parafrasando il "sogno americano" (e in
questo caso si dovrebbe parlare di "sogno ottomano") la mostra
racconta conquiste e successi di un giovane di talento, curioso e audace,
che da Godo, frazione di Gemona del Friuli, approda nel 1893 alla corte
del Sultano nella lontana e cosmopolita Istanbul, capitale dell'Impero
ottomano, ovvero nel cuore del secolare antagonista delle potenze europee.
Si tratta di un incontro fortunato per entrambi, poiché se il Sultano
può avvalersi di un professionista di grande qualità creativa, Raimondo
D'Aronco trova a Istanbul quello spazio di libertà che gli permette di
prendere il volo, libero dalle costrizioni e dai vincoli che il contesto
culturale italiano offriva. L'architetto che arriva a Istanbul con
l'invito a partecipare alla
selezione per progettare i padiglioni dell'esposizione nazionale ottomana,
è un giovane le cui qualità sono già state riconosciute in patria, dove
è annoverato tra gli emergenti, ma deve fare i conti con un ambiente
chiuso nei confronti dei giovani e egli scambi a livello internazionale.
Se fosse rimasto in Italia D'Aronco non avrebbe potuto fare quelle
esperienze che consentono alla storiografia di annoverarlo tra i
protagonisti dell'Art Nouveau internazionale, alla quale
contribuisce in maniera originale con le sue riflessioni sull'arte
islamico-ottomana. Il suo apporto è tanto più significativo in quanto si
inserisce in un tema che caratterizza
la ricerca architettonica a Vienna, vale a dire
la riscoperta dell'arte
popolare come "genius loci" per immettere
nuova linfa nelle forme espressive che definiscono l'identità
nazionale in chiave di intrecci di linguaggi e culture. In questo contesto
molto articolato l'opera di D'Aronco si configura come un ponte tra il
dibattito culturale in corso nella Mitteleuropa e l'arte islamica, sulla
scia di un interesse per gli intrecci tra Oriente e Occidente che ha
cultori in Ungheria ma anche a Vienna. La conoscenza della storia e delle
tecniche dell'architettura ottomana matura nel corso di un'attività
professionale che si svolge per una parte consistente nel campo del
restauro, poiché a seguito del sisma del 1894 su incarico del Sultano è
impegnato nella riparazione di molti monumenti della capitale, tra i quali
Santa Sofia e la moschea Mihrimah progettata da Sinan, il Michelangelo
dell'Islam. Agli studi compiuti "dal vivo" D'Aronco associa le
conoscenze apprese dai volumi di arte e architettura islamica e orientale
che acquista per la sua biblioteca, insieme
ai libri inerenti temi occidentali. Questo prezioso materiale, importante
per meglio comprendere l'origine e il contesto dei suoi progetti, è stato
donato per esplicita volontà testamentaria alla Biblioteca Civica di
Udine. Le sue proposte non si limitano agli aspetti decorativi ma
coinvolgono l'organismo spaziale, così le numerose ville costruite sul
Bosforo tra il 1903 e il 1906 per
una selezionata committenza, spesso legata alla corte, oltre a edifici per
la città (fontana tomba e biblioteca sulla salita di Yildiz, sala per
collezioni a biblioteca per Memduh Pacha a Arnavutköy, casa Cemil Bey a
Kireçburnu, piccola moschea a Galata, Ambasciata d'Italia a Tarabya)
consentono di enucleare alcuni dei temi principali della sua ricerca, tesa
verso l'ambizioso traguardo di rinnovamento della cultura architettonica
turca. D'Aronco dimostra che si può recuperare lo spirito della "turcità"
(türkçülük) aprendo un confronto con l'arte europea sul tema
della modernizzazione, che significa l'accettazione delle nuove
tecniche costruttive e dei nuovi materiali senza trascurare la tradizione
alla quale egli si rivolge libero da atteggiamenti nostalgici, anzi con
uno spirito ludico e divertito.
Le sue proposte di innovazione del retaggio culturale del passato sono di
grande attualità e costituiscono una chiave di riflessione stimolante,
dato che nelle società islamiche la ricerca di una modernità rispettosa
della propria storia è
argomento scottante e vitale, soprattutto a fronte alla prepotente
"invasione" dei modelli occidentali. Adottando un metodo basato
sul "sincretismo" D'Aronco attua quell'opera di mediazione che
è già stata messa in atto in altre epoche storiche, si pensi
all'ellenismo che a sua volta ispira la cultura e l'arte romana. La sua
risposta in termini espressivi non poteva essere definitiva
e questa "incontentabilità del presente" che Marcello
Piacentini gli riconosceva mette a fuoco da una parte la difficoltà di
fornire una sintesi, e dall'altra ci consegna un artista che come tale -
qualunque sia l'epoca o la collocazione geografica - si trova
costantemente nella dimensione del viaggio. (Diana
Barillari)
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Regione
Autonoma Friuli- Venezia Giulia Direzione centrale relazioni
internazionali, comunitarie e autonomie locali Servizio rapporti
comunitari e integrazione europea Comune di Udine Assessorato alla Cultura
Civici Musei di Udine - Galleria d'Arte Moderna Biblioteca Civica
"Vincenzo Joppi" di Udine Chiesa di San Francesco, Udine 4
luglio- 22 agosto 2006 "D'Aronco architetto ottomano, progetti per
Istanbul 1893-1909"
Progetto scientifico: Diana Barillari con la collaborazione di Marzia Di
Donato Progetto grafico e allestitivo: Ferruccio Montanari con Jessica
Etro e Vanessa Marcuzzi Organizzazione e coordinamento: Donatella Quendolo
(Assessorato alla cultura comune di Udine), Giovanna Bonafé, Samantha
Bevilacqua (Galleria d'arte moderna)
Restauri: Centro Studi e Restauro Gorizia
Allestimento: Teknik srl.
Cornici: Colussa Udine
La mostra di Udine fa parte del progetto "I Turchi in
Europa" ideato da Gianpaolo Carbonetto e sostenuto dalla regione
Friuli Venezia Giulia che si articola oltre che in diverse mostre - a
Palmanova, Pordenone, Trieste e villa Manin di Passariano (da settembre),
in un programma nutrito di incontri, readings, conferenze.
Chiesa di San
Francesco
Via beato Odorico da Pordenone, Udine
Martedì - venerdì 16.00-20.00
Sabato e domenica 10.00-19.00
03.08.2006
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I DERVISCI ROTANTI
A CIVITANOVA MARCHE

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Accompagnati
da musiche danze, i ballerini della confraternita dei Mevlana di
Istanbul si sono esibiti nell'anfiteatro romano di Urbisaglia. |
Il festival internazionale
Civitanova Danza - promosso da Comune di Civitanova Marche, Teatri di
Civitanova, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Marche,
Provincia di Macerata, Amat, Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia
di Macerata e realizzato con il contributo di Banca di Credito Cooperativo
di Civitanova Marche, Boccadigabbia, Cesare Paciotti, Eurosuole spa e
della Manas spa Shoes made in Italy - si è trasferito
all'Anfiteatro Romano di Urbisaglia con il progetto Antiche Danze. Tra
storia e rito nell'Anfiteatro Romano di Urbisaglia realizzato in
collaborazione con il Comune di Urbisaglia.
Ad esibirsi in un luogo unico come l'Anfiteatro Romano sono stati i
Dervisci Roteanti Mevlevi del Tempio di Galata nelle Musiche e danze
rituali sufi. Il fascino della storia dell'Anfiteatro ha fatto da cornice
ad una danza che vuole farsi strumento di comunicazione con il divino. Le
caratteristiche spirituali e meditative della danza dei Dervisci Roteanti
della confraternita dei Mevlevi di Istanbul hanno reso ogni loro esibizione
una cerimonia indimenticabile. Accompagnati da musiche e canti, i dervisci
ruotano vorticosamente su se stessi, vestiti con lunghi abiti bianchi che
si discostano dal corpo man mano che i giri si fanno più veloci, in un
turbine di tensione che li accompagna al raggiungimento dell'estasi. Un
rito che ci raggiunge superando millenni di storia, che raccoglie
aspirazioni umane eterne ed immutabili, tanto da rivelarsi ancora oggi così
vicino da scaldare il cuore.
La confraternita dei Mevlevi (i Derviches tourneurs dei viaggiatori
occidentali) sviluppò dal secolo XII a Konya, una musica colta fondata
sul sistema dei makam, modi analoghi ai maqam arabi, ai datsgah iraniani e
ai raga indiani. La musica sufi della setta Mevlevi, per le sue
caratteristiche spirituali e meditative, aiuta i credenti ad avvicinarsi a
Dio. Il rituale prevede una danza rotatoria dove la mano sinistra è
abbassata verso la terra mentre la mano destra è girata verso il cielo.
Il danzatore diviene così il medium tra la terra ed il cielo. La musica
è dominata dal 'nay' (flauto verticale) che ha un ruolo mistico nella
musica turca, i 'küdum' (piccoli timpani in cuoio ricoperti di pelle
di capra) e gli 'halile' (piatti in rame). Con tali strumenti si
esegue la musica del rito mevlevi (ayîn), elemento principale del sema,
concerto spirituale preconizzato dal fondatore della confraternita, Mevlänä
Djelâleddin el Rûmi ("il nostro maestro Djelâleddin del paese di Rum")
e divenuto la base della musica colta turca. Il nome Mevlevi deriva da
quello di Mevlana, col il quale era conosciuto presso i Dervisci il grande
poeta mistico del 13° sec., Celatettin Rûmi. Egli non diede origine alla
danza religiosa presso i Sufi, poiché essa gli preesisteva, ma le diede
enorme importanza. Così scriveva: "Molte strade portano a Dio. Io ho
scelto quella della danza e della musica". Il canto cerimoniale è basato
soprattutto su poemi tratti dal Masnavi o da altri scritti di Rûmi. La
trama contiene due concetti dervisci di base: il raggiungimento
dell'estasi attraverso la danza e il ruolo potentissimo della danza
nell'ottenimento di questo stato. Quando questo stato è raggiunto, la
musica dei percussionisti, dei cantanti e dei musicisti si ferma ma i
dervisci, nel loro stato di estasi, continuano a roteare nel silenzio. (Si
dice che quando un derviscio raggiunge l'estasi, può accadere che i suoi
piedi non tocchino terra). La voce di un flauto solitario li riporta
lentamente alla realtà. Queste danze, secondo i Dervisci Roteanti, sono
il loro modo per allontanare la mente da ogni contatto con le cose terrene
e per far si che le loro anime si allontanino dai corpi così da potersi
riunire a Dio. In Turchia la tradizione dei Dervisci (una parola persiana
che significa "monaco implorante") Sufi rappresenta un alto
sviluppo della particolare arte di comunicare con il divino attraverso la
danza. L'educazione di un derviscio è particolarmente ardua e consiste in
milleuno giorni di penitenza e prevede il digiuno e la meditazione. Per
apprendere la loro danza, i Dervisci bloccano due dita del piede al
pavimento; in questo modo essi imparano a mantenere regolare e
disciplinata la loro rotazione. Mentre rotea il Derviscio appoggia il suo
peso sul piede sinistro. Per evitare il capogiro, il derviscio tiene la
testa leggermente inclinata verso destra e gli occhi fissi sul palmo della
mano sinistra.
Il maestro di cerimonia è stato Hasan Cikar; le musiche e i canti eseguiti da
Mete Edman, N. Hakan Ayik, Veli Vural, Yesim Çaglayan, Gül Ayhan, Ercan
Yalazan, Kaan Sezerler, Emre Isik, Erdem Özkivanç, Özgür Ayhan, Sunay
Kolcu, Cezmi Isik; i dervisci roteanti erano Salih Okten, Murat Yildiz,
Tolga Gogus, Cem Oztasa, Sevtap Demirtas, Tuesday Frint, Deniz Evren, A.
Digdem Edman, Ekrem Kolcu, Efsun Atay, Ayhan Akcan. (Sprintonline)
03.08.2006
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IL
FRANCOBOLLO CON LA DELEDDA

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Risale
al 1935 e faceva parte di una serie dedicata alle donne celebri. Il
Governo turco dell'epoca (era ancora vivo Kemal Ataturk) aveva
voluto immortalare il volto della grande scrittrice sarda, premio
Nobel per la letteratura. Lo si può ammirare nelle nuove sale del
museo deleddiano. |
Inaugurazione della nuova sistemazione del Museo deleddiano, allestito nella
casa della scrittrice premio Nobel per la letteratura. L'Istituto
superiore regionale etnografico, che ne è il proprietario e il gestore,
aveva chiuso le poche sale espositive alle visite per completarne
definitivamente l'arredo.
L'Etnografico, che già aveva curato l'allestimento della rassegna di
una parte delle cose e degli oggetti che appartennero al Nobel, ha
completato le stanze della casa-museo, rimaste vuote per troppi anni, con
tutta una serie di suppellettili.
Tra queste è anche compreso lo studio romano della scrittrice, insieme a
molti altri reperti documentali di grande valore storico-biografico.
L'apertura del Museo risale al 1983, presidente dell'Isre Peppino
Corrias. Il complesso ha funzionato fino all'inizio di quest'anno,
offrendo ai visitatori la possibilità di prendere visione delle poche
cose che allora si avevano a disposizione. Una speciale commissione, oltre
23 anni fa, fu incaricata di studiare la formula migliore per celebrare
adeguatamente il valore della celebre concittadina, insignita del premio
Nobel, indiscutibilmente il più prestigioso, nel 1927 a Stoccolma.
La commissione di studio, di cui facevano parte intellettuali e professori
universitari, suggerì di dare vita a un centro studi deleddiano,
trasformando nel contempo la casa natale della scrittrice in una
casa-museo che ripercorresse le tappe della formazione della scrittrice,
consentendo ai visitatori di riscoprirne i luoghi e la memoria.
Grazia Deledda è nata nel 1888 ed è morta a Roma nel 1936. Nella sua
lunga attività ha scritto 350 novelle, 30 racconti, 8 fiabe, 15 bozzetti,
50 articoli, una cinquantina di poesie e 35 romanzi. Nel 1935 il suo volto
apparve su un francobollo commissionato dal Governo turco, in una serie
filatelica dedicata alle donne celebri di tutto il mondo, che comprendeva
anche Madame Curie. Quella della Deledda fu anche la prima voce di donna
registrata in Italia alla Fonoteca di Stato.
Da ricordare che il soppresso Ente provinciale per il turismo nuorese ha
organizzato e gestito, a partire dal 1953 fino agli anni Ottanta, il
premio nazionale di narrativa e poi di saggistica, riesumato
dall'amministrazione provinciale solo un quinquennio fa. Due le edizioni
biennali disputate finora. (Paradisola.it)
03.08.2006
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CINEMA
"CROSSING THE
BRIDGE"

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Presentato
da Fatih Akin, il regista turco-tedesco vincitore dell'Orso d'Oro a
Berlino nel 2004, un documentario sul mondo musicale di
Istanbul. E' la storia del compositore Alexander Hacke, esponente
dell'avanguardia tedesca. Ripercorre il viaggio che fece in
Turchia per scrivere la colonna sonora de "La sposa
turca". |
Fatih Akin, il regista turco-tedesco
vincitore dell'Orso d'Oro a Berlino 2004 con "La sposa
turca", ha presentato a Cannes un documentario sul mondo musicale di
Istanbul.
Si intitola "Crossing the bridge", ed è la storia del
compositore Alexander Hacke, esponente dell'avanguardia musicale tedesca
(milita negli Einstuurzende Neubaten), che ripercorre il viaggio che fece
in Turchia per scrivere la colonna sonora della "Sposa turca".
Partendo dal paradisgma di Confucio, "quando arrivi in un luogo e vuoi
comprenderlo, ascolta la musica che vi si suona", ecco la colonna sonora
specchio delle musiche del film. Si parte dal gruppo psychobilly dance
music dei Baba Zula fino ad arrivare a due leggende della musica popolare
turca, i cantanti Sezen Aksu e Orhan Gencebay.
In mezzo vengono toccate le varie anime della capitale turca, il quartiere
beyoglu, dove si trovano i club più alternativi. Ecco quindi Mercan Dede,
virtuoso del ney, tradizionale flauto di bambù, rinomata star
internazionale che unisce tradizione sufi e ritmi techno, gli Orient
Expression, due dj, un virtuoso del saz, tipico strumento a corde, e un
sassofonista americano che fondono melodie anatoliche e lounge-jazz. Poi
c'è la scena hip hop, con gruppi come Ceza, caratterizzata da testi
fortemente politicizzati e una buona presenza femminile. (loSpettacolo.it)
03.08.2006
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LAUREA
HONORIS CAUSA
AD OZPETEC

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A
concederla l'Università per stranieri di Perugia. Il regista turco,
nazionalizzato italiano, era giunto per la prima volta nel capoluogo
umbro a soli diciassette anni. |
Degli oltre trecentomila studenti che
in ottant'anni hanno affollato le aule di Palazzo Gallenga, storica sede
dell'Università per Stranieri di Perugia, molti sono oggi esponenti di
prestigio della scena istituzionale, produttiva ed artistica
internazionale.
In occasione del primo raduno degli ex Alunni dell'Università per
Stranieri di Perugia, che si è tenuto nei giorni scorsi ,
l'Ateneo ha inteso celebrare la straordinaria valenza umana e culturale di
queste trascorse presenze con il conferimento della laurea honoris
causa al regista turco Ferzan Ozpetec.
Lasciata la Turchia nel 1976, Ozpetec a soli diciassette anni giunse a
Perugia per frequentare i corsi di lingua italiana della Stranieri, prima
di intraprendere quegli studi di cinematografia che gli avrebbero
consentito di diventare, negli anni successivi, uno tra i più originali
ed apprezzati protagonisti della regia cinematografica contemporanea.
La cerimonia di conferimento del titolo di dottore in Comunicazione
Sociale e Pubblicitaria al cineasta turco è stata preceduta dai saluti del
Rettore dell'Ateneo - Prof.ssa Stefania Giannini - e del Preside della
Facoltà di Lingua e Cultura Italiana - Roberto Fedi.
Ad essa sono seguite le testimonianze di alcuni degli ex allievi
dell'Ateneo, tra le quali quella del Governatore Generale del Canada,
Michaëlle Jean.
Gli ex allievi convenuti alla Stranieri hanno poi dato vita ad
alcuni workshop tematici finalizzati alla progettazione di iniziative per
lo sviluppo dell'Associazione Ex Alunni.
La manifestazione ha visto tra l'altro una serie di visite guidate al
patrimonio artistico e monumentale di Perugia, città che per moltissimi
degli ex allievi dell'Ateneo ha costituito la prima destinazione del
loro soggiorno italiano.
I circa duecento ex studenti che presenziato a questo
primo raduno sono stati ricevuti dal Sindaco Locchi e sono stati ospiti del Comune di Perugia per una colazione a Palazzo dei
Priori.
Il primo raduno degli Ex Alunni dell'Università per Stranieri di
Perugia si è infine concluso con un concerto eseguito da ex allievi
dell'Ateneo, che ha costituito l'evento musicale d'apertura di "Tenera
è la notte", rassegna estiva di eventi e spettacoli organizzata dal
Comune di Perugia. (Ineurop@)
03.08.2006
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SPORT
CALCIOPOLI
TURCA:
L'ESEMPIO ITALIANO

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Ha
fatto scuola anche dall'altra parte del Mediterraneo il processo
sportivo sullo scandalo delle nostre società. Una delegazione della
Federazione di Istanbul verrà infatti in Italia per studiare l'iter
processuale. |
Fa scuola il processo sportivo sullo
scandalo del calcio italiano. Una delegazione della Federcalcio turca
raggiungerà infatti l'Italia per studiare l'iter processuale e delle
indagini di Calciopoli al fine di riproporlo per la risoluzione di
eventuali casi di partite truccate che possano verificarsi nel Paese mediorientale.
In quanto al caso del Denizlispor, Il
Tribunale turco ha deciso di non continuare le indagini sui sospetti di
una partita truccata durante il campionato. Il giudice che aveva aperto le
indagini il 22 luglio dopo che un quotidiano aveva denunciato che il
Denizlispor aveva pagato tre giocatori del Malatyaspor in modo da poter
vincere ed evitare la retrocessione, ha sospeso i lavori perché le leggi
turche non hanno disposizioni che permettano di sporgere querela.
03.08.2006
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NIENTE FENERBAHCE

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Roberto
Carlos, il laterale brasiliano vuole restare con il Real Madrid.
Marcelinho ha invece firmato con il Trabzonspor. Proviene dall'Hertha
di Berlino. |
"Voglio restare al Real
Madrid, lo dico chiaro e forte": così Roberto Carlos, il
laterale brasiliano che ha ancora un anno di contratto.
"Ho avuto con Capello una conversazione sincera, vuole che resti, e
da me si attende molto", ha aggiunto il 33enne fuoriclasse brasiliano
al centro di voci di mercato che lo danno in partenza per la Turchia (Fenerbahce).
Roberto Carlos è a Madrid dal 1996, ha giocato 347 partite nella Liga,
realizzando 44 gol. (Ansa)
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Il centrocampista brasiliano Marcelinho ha firmato un contratto di tre
anni con il club turco del Trabzonspor. Il giocatore, 31 anni, proviene
dall'Hertha di Berlino dove, dal 2001, ha giocato 155 partite realizzando
65 gol. (Ansa)
03.08.2006
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BASKET: JENKINS HA
FIRMATO CON l'EFES PILSEN

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Il
play americano ha firmato con la squadra turca per un anno con
opzione per il secondo. Nei giorni scorsi la società si era
assicurata le prestazioni di Nicholas. |
La squadra turca Efes Pilsen, dopo essersi
assicurato le prestazioni del miglior marcatore della scorsa Eurolega,
l'ex trevigiano Nicholas, ha annunciato l'acquisto di uno
dei migliori giocatori dell'ultima Uleb Cup, Horace Jenkins. Il play
americano ha firmato un contratto di un anno con opzione per il secondo.
L'anno scorso, Jenkins, 32 anni, ha giocato con l'Hapoel Gerusalemme,
dove, in Uleb Cup ha avuto una media di 20.4 punti, 3.9 rimbalzi e 3.6
assits. Jenkins, è una vecchia conoscenza del nostro campionato, dove ha
militato in Legadue con Borgomanero (miglior marcatore della lega con 31
punti a gara), e in Serie A con la Virtus di Roma. (Basket.net.it)
03.08.2006
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ITALIA-TURCHIA
APRE IL TRIANGOLARE

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Martedì
prossimo il primo incontro del Torneo internazionale "Città di
Milano". La finale venerdì. |
Mancano sempre meno giorni al 1°
Torneo Internazionale "Città di Milano", che si giocherà al
pala Lido nei giorni 8, 9, 10 e 11 agosto 2006 con in campo le formazioni
femminili di Germania, Turchia ed Italia.
Cambia il programma del triangolare. Il primo match della manifestazione,
ore 20.30 di Martedì 8 Agosto, sarà Italia - Turchia.
Azzurre quindi subito in campo nella rassegna organizzata dal CR Fipav
Lombardia.
Il programma Torneo Internazionale Città di Milano
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| Giorno |
Mattina |
Pomeriggio |
Sera |
| Lunedì 7 agosto |
12.00
Arrivo Italia e Turchia |
16.00 - 18.00
Allenamento Turchia |
18.00 - 20.00
Allenamento Italia |
| Martedì 8
agosto |
9.00 - 10.30
Allenamento Italia
10.30 - 12.00
Allenamento Turchia
12.00
Arrivo Germania |
17.00 - 19.00
Allenamento Germania |
20.30
Partita Italia-Germania
Ingresso gratuito |
| Mercoledì
9 agosto |
9.00 - 10.30
Allenamento Germania
10.30 - 12.00
Allenamento Turchia |
17.00 - 19.00
Allenamento Italia |
20.30
Partita turchia-Germania
Ingresso gratuito |
| Giovedì
10 agosto |
9.00 - 10.30
Allenamento Italia
10.30 - 12.00
Allenamento Germania |
17.00 - 19.00
Allenamento Turchia |
20.30
Partita Germania-Italia
Ingresso gratuito |
| Venerdì
11 agosto |
9.00 - 10.30
Allenamento 1° finalista
10.30 - 12.00
Allenamento 2° finalista |
17.00 - 19.00
Allenamento 3° squadra |
20.30
Finale torneo
Ingresso gratuito |
* allenamenti ad
ingresso libero nel rispetto del lavoro dei team
Nella sezione Download la Cartella stampa da scaricare in
pdf
Informazioni
di servizio
Soggiorno delle squadre nazionali e delle delegazioni
tecniche
Le tre nazionali, le delegazioni tecniche, officials e
arbitri, alloggeranno al Grand Hotel Brun di Via Caldera, 21
a Milano.
Grand
Hotel Brun
Per i tifosi: convenzione particolare tramite CR
Lombardia Fipav
Camera doppia uso singola 90 € a notte con prima colazione
a buffet
camera doppia 120 € a notte con prima colazione a buffet
Organizzazione Fipav Lombardia
Viale Sarca, 81
20125 MILANO
Tel 02.66105997 02.66105999
Fax 02.66101821
Sito:
Fipav
Lombardia
Recapiti organizzativi: 335/1833802 e 348/5849096
e-mail settore eventi eventi.lombardia@federvolley.it
Volleyball.it
è media partner dell'evento del Comitato Regionale
Lombardia Fipav
03.08.2006
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