Arretrati 

Anno 7° N.24

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ATTUALITA'

"L'ITALIA CI AIUTI"

Il_presidente_turco-cipriota_Mehmet_Ali_Talat_con_il_direttore_di_Turchia_Oggi

 

Nostra intervista a Nicosia con il presidente di Cipro Nord (Trnc), Mehmet Ali Talat che ci ha confermato tra l'altro: "Noi vogliamo, come abbiamo sempre voluto del resto, la riunificazione dell'isola".

Il_presidente_turco-cipriota_Mehmet_Ali_TalatSono ritornato a Cipro Nord dopo moltissimi anni ed è stata per me una sorpresa vedere  questa parte dell'isola completamente trasformata. L'avevo vista per prima volta, nel 1985. A quell'epoca lavoravo per il <Il Mattino> di Napoli. Assieme ad altri colleghi ero andato a Nicosia (Lefkosa) per intervistare l'allora presidente della Repubblica Rauf Denktas, persona gentilissima tra l'altro, che  - ricordo bene - ci aveva messo a disposizione, oltre ad una simpatica guida, un vecchio Mercedes nero con autista per spostarci da una capo all'altro di quel lembo di terra, prima a Girne e a Famagosta e quindi su su fino alla punta della penisola di Karpas là dove è possibile ammirare il Mar Mediterraneo per 180 gradi in tutto il suo splendore. Ricordo ancora che a colpirci era stato il piccolo centro di Girne (Kyrenia): un borgo con quattro case, il porticciolo, i bastioni possenti ed ancora gli asinelli, liberi di girare per le strette viuzze. Nell'aria il profumo intensissimo dei gelsomini, quello stesso che aveva colpito il ministro degli Esteri britannico, sir Antony Eden, quando nel 1941 era volato a Nicosia per incontrare l'omologo turco alla vigilia dell'invasione di Hitler nei Balcani. Era il 1941 e ogni luogo favorevole e ogni tetto di casa era affollato di greci e turchi plaudenti. Fu proprio in quella occasione che Eden si lasciò andare ad una breve riflessione, in seguito riportata nelle sue "Memorie", e cioè che Cipro "non è mai appartenuta alla Grecia, sebbene nove secoli fa facesse parte dell'impero bizantino".
Mehmet_Ali_TalatSi diceva poc'anzi come la Repubblica di Cipro Nord (Rtnc) sia molto cambiata, a cominciare dalla sua capitale. Addio alle vecchie pensioncine, a quelle in particolare che nella zona costiera si affacciavano sul mare, adagiate a malapena sui terrapieni in discesa lungo le minuscole baie; addio alle arterie ad una corsia che si arrampicavano per i monti Besparmak, per buttarsi poi giù a precipizio in una serie di pericolosissimi tornanti; addio ai venditori di pannocchie messe a cuocere in recipienti improvvisati per la curiosità dei pochi turisti; addio alle barchette dei pescatori, addio alle locande da quattro soldi. Ora nei luoghi di villeggiatura alberghi a quattro/cinque stelle, tutti con annesso casinò, fanno bella mostra di se; non c'è angolo di campagna dove non si vedano ville e multiproprietà; moderne autostrade attraversano i passi nello spazio di poco tempo; boutique con le firme più prestigiose si affacciano nei quartieri eleganti; ristoranti di grido offrono il meglio in fatto di carne e di pesce. Una cosa, soprattutto: non si avverte minimamente la presenza dei 30 mila soldati delle Forze Armate turche che stazionano nella Trnc per proteggerla da eventuali, ma ormai impensati, scherzi da parte greca. Certo, sono ormai lontani gli anni '50/60 e lontani pure i primi anni '70. Lontano, per fortuna, il tempo dell'Eoka, che agiva in nome dell'Enosis, e del suo terrorismo. Un problema questo, peraltro, che aveva dovuto affrontare lo stesso Eden ma che non seppe comunque risolvere anche per una inspiegabile intransigenza di Washington che vedeva le cose a modo suo e che in quel momento era più incline a tenersi per amica Atene più che Ankara. Londra, al contrario, considerava "l'alleanza con la Turchia come un elemento fondamentale" in quella parte del mondo. Cronache da dimenticare, si dirà. Ma potrà qualcuno dimenticare le morti provocate dall'Eoka del tenente colonnello Georgos Grivas? Potrà qualcuno dimenticare le ragioni per le quali la nascita, il 16 agosto 1960, della prima Repubblica indipendente di Cipro - potenze garanti Gran Bretagna, Turchia e Grecia - fu messa in discussione tre anni più tardi per le aggressioni e le minacce dei greci tanto che i turco-ciprioti dovettero ritirarsi nei ghetti e negli enclavi per proteggersi? Potrà qualcuno dimenticare che, se nel 1974 ci fu un intervento militare turco nell'isola, ciò fu dovuto al fatto che il colpo di stato voluto dalla Cia per eliminare l'arcivescovo Makarios aveva lo scopo di annettere Cipro alla Grecia? Ed oggi, oggi, chi può dimenticare che il referendum del 2004 per trovare una soluzione alla riunificazione dell'isola è stato vanificato unicamente per il secco "no" della popolazione greco-cipriota? Noi ci auguriamo che quanto prima, sia i leader delle due comunità, Mehmet Ali Talat e Tassos Papadopoulos, sia i ministri degli Esteri turco e greco trovino quello che i latini chiamavano il "modus vivendi". Ci auguriamo in primis che Nicosia, membro dell'UE, non ponga il diritto di veto al prosieguo dei negoziati per l'adesione di Ankara all'Europa. L'Italia in questo senso è pronta a fare la sua parte. Palazzo Chigi da sempre è sensibile al problema cipriota. Una sua soluzione, infatti, può aprire nuovi sbocchi anche per il nostro Paese. Una intervista, concessa a <Turchia Oggi> dal presidente Talat nel suo ufficio di Nicosia, chiarisce molte cose:

 - Signor Presidente, prima ancora di entrare nel merito del "problema Cipro" - visto soprattutto dal punto di vista politico ed in merito alla riunificazione dell'isola - mi permetta restringere per un attimo il discorso ai rapporti tra la Trnc e l'Italia. Con una premessa, che è questa: quando si chiede ad un italiano - anche di buona cultura - cosa sa dire di Cipro la risposta immancabilmente è sempre la stessa, vale a dire che Cipro è una Repubblica con una comunità greca o di etnia greca e che fa parte dell'Unione Europea. Pochissimi infatti sanno che l'isola è divisa in due dal 1974 e che esiste anche una comunità turco-cipriota. Ed allora io Le chiedo: se esiste una così scarsa preparazione storica, non va forse ricercata nel fatto che da sempre il Governo turco-cipriota ha fatto ben poco per far conoscere a noi italiani questa diversa realtà?
"Questo significa che noi non siamo riusciti ad informare l'Italia abbastanza. E' la nostra mancanza. Eppure, l'Italia è un nostro vicino ed anche un Paese le cui genti, dai genovesi ai veneziani, hanno governato l'isola tanti anni prima che vi arrivassero gli Ottomani. Questo significa, altresì, che dobbiamo lavorare di più e dobbiamo farci conoscere di più. Mi auguro che pure Lei, da questo punto di vista, ci possa essere di aiuto. Il nostro scopo non è quello di avere ragione a tutti i costi, quanto informare gli Italiani su quella che è la reale situazione del problema Cipro".

 -
Quali sono stati nel passato  i rapporti politici tra Roma ed il Governo di Rauf Denktas e quali attualmente quelli con il Suo Governo?
"
Per dire la verità non esistono sostanziali differenze nei rapporti fra le due presidenze e l'Italia. Va precisato però che - grazie ad una specifica e mirata campagna d'informazione e di comunicazione da parte del nostro Governo - anche i rapporti con l'Italia hanno acquistato maggior vigore. Specie dopo il referendum il livello d'interesse dei Paesi, ivi compresa l'Italia, è aumentato sensibilmente. Un ulteriore motivo in più per farci conoscere meglio dall'Italia".

 - Parliamo di scambi commerciali. L'Italia - terzo partner con la Turchia - è presente in questo Paese con imprese e società di notevoli importanza. Le chiedo: esiste un interscambio anche tra l'Italia e Cipro Nord? Quali le dimensioni e quante infine le nostre industrie che operano nella Trnc? In rapporto agli investimenti stranieri, l'Italia in quale gradino è collocato?
"
Dal punto di vista commerciale sono numerosi i prodotti che importiamo dall'Italia. Tanto per farle un esempio importiamo frigoriferi, lavastoviglie e cose del genere. Sì, importiamo parecchio dall'Italia. In quanto alle imprese il discorso è diverso.Una volta ce c'erano tante, sia come compagnie sia come aziende. Oggi come oggi invece - anche per ragioni strettamente economico-commerciali - di imprese italiane italiane non ve ne sono. Circa gli investimenti, infine, non saprei proprio cosa dirle".

 - Signor Presidente, Le facevo osservare, poc'anzi, come gli italiani non conoscano Cipro se non identificandola con la Grecia. Capita di osservare ad esempio - nello sfogliare una rivista - che la promozione dell'isola è solo in una direzione. A dimostrazione che il ministero della Cultura greco-cipriota ce la mette tutta per attirare potenziali turisti, durante il periodo estivo ed anche in altri mesi dell'anno. Non ci pare di ricordare invece che lo stesso stia facendo l'equivalente dicastero turco-cipriota eppure e proprio nella Trnc che si trovano i più importanti siti archeologici : vedi Famagosta, Girne, Bellapais, il Castello di Sant'Ilarione, tanto per citarne alcuni. C'è ne può dare una spiegazione?
"I turco-ciprioti da tantissimi anni sono rimasti isolati dal resto del mondo. E così, purtroppo, quale conseguenza di questa situazione, anche l'interesse del mondo pubblicitario nei confronti di Cipro Nord è venuto a mancare. Senza contare che promuovere della pubblicità all'estero costa parecchio. Il fatto stesso di essere una comunità isolata da questo punto di vista ci danneggia molto. Va precisato, ad ogni modo, che dopo il referendum del 2004, anche nella Trnc lo sviluppo economico ha subito una notevole spinta con ripercussioni positive a tutti i livelli. Penso quindi che in futuro saremo più pronti nel fare la pubblicità all'estero".

- Per quanto riguarda il discorso economico, anche avendo un italiano la buona volontà di trascorrere una vacanza in Cipro Nord, il problema di fondo è quello del viaggio aereo. Causa dell'embargo dei greco-ciprioti, non esiste la possibilità di arrivare direttamente nello scalo di Ercan (Nicosia). Ragion per cui un povero turista è obbligato a passare per Istanbul, con conseguente enorme perdita di tempo. Di fatto, partendo da una qualsiasi località europea - dopo un lungo stop all'aeroporto Ataturk -  si arriva ad Ercan attorno alle 22.20 di sera. Senza contare che il biglietto viene a costare molto, ma molto di più. Domanda: cosa sta facendo il Governo Talat per venire a capo di questo problema?
"
E' proprio questo l'isolamento a cui accennano prima. E' proprio questo....Noi stiamo soffrendo dell'isolamento e delle conseguenze che ne derivano. E' un motivo in più perché l'Italia - e con l'Italia anche gli altri Paesi - ci dia una mano e ci faccia finalmente uscire fuori dal cerchio nel quale ci hanno relegato".

 - Va da sé che il discorso si fa ora tutto politico investendo direttamente la Turchia. E' recente l'ostracismo manifestato a Lussemburgo, nei confronti di quest'ultima, dal Governo di Tassos Papadopoulos che sembrava intenzionato addirittura a porre il veto sui negoziati tra Ankara e l'Unione Europea. Se la crisi  è stata scongiurata è perché i ministri degli Esteri sono riusciti a trovare in extremis una formula di compromesso. Ma la partita non è affatto chiusa. Non è un mistero, infatti, che Nicosia cercherà di mettere sempre i bastoni tra le ruote. E questo fino a quando il Governo Erdogan non riconoscerà Cipro Sud e disporrà che navi e aerei ciprioti entrino nei porti e negli aeroporti della Turchia come aveva promesso. Signor presidente, In questa situazione qual'è l'atteggiamento del Suo Governo? Tutto ciò non Le sembra la conseguenza del fatto che nel 2004 Cipro Sud sia stata ammessa nell'Unione Europea senza una precedente soluzione politica dello status dell'isola? Se ne può uscire fuori, ora, con un qualsiasi escamotage? 
"
Come ha dichiarato il Segretario Generale dell'Onu, signor Kofi Annan, noi dobbiamo lavorare perché l'isolamento venga a cadere. La soluzione del problema è in questa direzione. La stessa, ripeto, indicata dal Segretario Generale dell'Onu".

 - Ai primi di luglio, Lei Signor presidente, grazie alla mediazione del Vice Segretario Generale dell'ONU, Ibrahim Gambari, si è incontrato con il presidente greco-cipriota Tassos Papadopolous con il quale ha raggiunto un accordo in 5 punti per riavviare il processo di pace. In base a questo accordo i colloqui avranno inizio a fine luglio, e dovrebbero proseguire con la prospettiva di una trattativa di pace vera e propria. Ha buone speranze?
"Per la verità non ho un idea precisa al riguardo. Ma me lo auguro. Per parte mia farò il mio meglio. In base all'accordo prepareremo un piano e lo presenteremo ai greco-ciprioti. Quindi ci riuniremo per definire i capitoli e le procedure da approvare.  E solo successivamente che avranno inizio le trattative. Trattative che dovrebbero portarci ad una risoluzione definitiva. Noi faremmo quello che ci spetta. Per momento serve a poco essere ottimisti o pessimisti. E' in questa seconda fase, infatti, che usciranno fuori le posizioni delle parti. Noi - come abbiamo dimostrato già attraverso il referendum - desideriamo risolvere la questione di Cipro. Ma vogliamo anche una risoluzione basata sulla parità politica, con due regioni e due parti. Il Piano Annan, del resto, era e rimane un accordo equilibrato, comprensivo dei nostri desiderata. In definitiva, noi vogliamo portare in avanti le trattative nell' ambito del Piano di Annan. E le vogliamo concludere".

 - Nel merito dei rapporti tra Atene ed Ankara, quest'ultima aveva riservato una accoglienza molto fredda alla proposta del ministro degli Esteri greco, Dora Bakoiannis, che sta preparando un piano europeo per la riunificazione dell'isola. Atene vorrebbe che fossero applicati a Cipro i principi delle libertà di movimento, di domicilio e di acquisto di proprietà. Il piano turco si basa, al contrario, sul principio della "bi-zonalità" che prevede restrizioni alla possibilità per i greco-ciprioti di acquistare proprietà nel Nord turco dell'isola perché, a giudizio di Ankara, in mancanza di queste restrizioni, la presenza turca a Cipro finirebbe presto. Può esprimere in merito un suo giudizio?
"Cosa vuole che le dica. E' un fatto che la Grecia, anche se volesse dare suggerimenti non in conformità con Nicosia, è pur sempre condizionata da questa. Atene quindi non deve essere lasciata sola, specie quando si devono fare passi importanti. Qualunque soluzione venga trovata, la comunità internazionale non può essere assente".

  Al di là dei risultati elettorali in Cipro Sud che ultimamente hanno dato la vittoria alla coalizione di Governo che da tre anni sostiene il presidente Papadopoulos, ci si interroga se - a non volere la riunificazione - sia veramente la popolazione greco-cipriota o non piuttosto i partiti che hanno avuto il voto da quest'ultima. Lo ha ribadito pure il suo ministro degli Esteri, Serdar Denktash. In altre parole  - secondo Lei -  se si dovesse riproporre un referendum, i greco-ciprioti direbbero ancora "no" alla riunificazione? Ed i turco-ciproti, a loro volta, voterebbero ancora "si"?
"
Dipende da come potrebbe essere impostato il referendum. Quale piano potrebbe esservi  incluso? Lo stesso od un altro? Bene, se fosse un piano simile a quello di Annan, abbiamo dei dati formulati in base all'<opinion poll survey>. Secondo questi dati - qualora si dovesse indire un referendum, sì anche in questo momento - la comunità turco-cipriota voterebbe come in precedenza".

 - Recentemente da Bruxelles è rimbalzata la notizia che la Commissione Europea voglia aprire un suo ufficio nella Trnc e che abbia anche votato un pacchetto di aiuti economici. E' vero?
"
E' vero. Due giorni dopo il referendum, il Consiglio dell'Europa dell'UE aveva già preso una decisione in tal senso, e cioè di aprire un suo ufficio a Cipro Nord, e questo perché avevamo votato per il "sì". Va detto che i greco-ciprioti hanno fatto di tutto perché questo non si verificasse. Inutilmente, però, giacché alla fine il Consiglio d'Europa ha approvato la decisione iniziale. Ma intanto sono trascorsi due anni, di litigi".

 - Una decisione questa voluta anche dal Commissario all'Allargamento Ollie Ren? 
"No, dal Consiglio d'Europa".

 - Esiste una comunità cattolica a Cipro Nord? E, se esiste, come si comporta il Governo della Trnc nei confronti di questa, e più genericamente nei confronti delle comunità cristiane?
"Secondo la Costituzione della Repubblica di Cipro del 1960 le religioni minoritarie furono poste allora davanti al dilemma se far parte della comunità  turco-cipriota o di quella greco-cipriota. I cattolici, nella fattispecie i Maroniti, scelsero la seconda. Pur essendo i nostri rapporti con questi ultimi ben diversi da quelli che abbiamo con l'altra parte, è pur vero che i Maroniti - per il fatto stesso di vivere con i greco-ciprioti - alla fine si sono sentiti più vicini alla comunità greco-cipriota tanto da avere posizioni alquanto simili. Dopo il 1964 era rimasto un solo villaggio con una comunità cattolica. Una sua delegazione, peraltro, fu ricevuta da me l'anno scorso quando ero primo Ministro. Si trattava di una richiesta di abitazioni che abbiamo loro concesso. C'è anche un altro gruppo di Maroniti che vivono nella zona militare. Qui il problema è un po' più complicato per cui vengono spesso nel mio ufficio per parlare e per discutere dei loro problemi. Il rapporto è sempre cordiale e abbastanza aperto...".

 - "Cipro non è mai appartenuta alla Grecia, sebbene nove secoli fa facesse parte dell'impero bizantino, dal quale fu staccata ad opera di Riccardo I d'Inghilterra nel dodicesimo secolo...". A scrivere queste cose, nelle sue <Memorie>, sir Antony Eden dal 1951 al 1957 dapprima ministro degli Esteri e successivamente Primo Ministro della Corona britannica. Lei, presidente Talat, condivide questa affermazione?
"Posso solo risponderle che i turco-ciprioti sono venuti in questa terra dall'Anatolia mentre i greco-ciprioti non sono venuti dalla Grecia. Senza contare che il periodo degli Ottomani è durato dal 1571, con la fine del dominio veneziano, al 1914 quando l'Inghilterra approfittò della guerra per assumere la sovranità su Cipro. Circa tre secoli e mezzo nel corso dei quali Cipro è diventata un' isola turca. Non è mai stata invrece un'isola greca".

 - Signor presidente vuole aggiungere qualche altra cosa?
"Quando alcuni anni fa l'Onu decise che Cipro Nord dovesse essere isolata, il provvedimento - che non contemplava l'embargo - fu preso perché era convinzione al Palazzo di Vetro che i turco-ciprioti non volessero riunirsi con la parte greco-cipriota. Ma questo non era affatto vero. E' vero al contrario che noi abbiamo sempre voluto la riunificazione dell'isola, come prova il referendum dell'aprile 2004. Ora se ne è accorto pure il Segretario generale Kofi Annan che ha chiesto al Consiglio di Sicurezza di toglierci dall'isolamento. La comunità internazionale e l'Italia devono fare il possibile per aiutarci". (Turchia Oggi)
03.08.2006

 

 

L'INVITO

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Lo ha fatto il ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul, al nostro titolare della Farnesina Massimo D'Alema. Il viaggio ad Ankara previsto per ottobre.

Il ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul, ha invitato in Turchia, per ottobre, il vice-premier Massimo D' Alema. L' invito, secondo quando ha detto lo stesso Gul alla stampa turca, è stato formulato nel corso di un incontro bilaterale che si è svolto recentemente a Roma a conclusione dei lavori del vertice sul Libano.
Il capo della diplomazia turca ha spiegato di essersi trovato d'accordo su molti argomenti con D'Alema, con il quale ha opinioni convergenti sui problemi del Medio Oriente. Nell' incontro, che è stato il primo tra il neo-oministro D'Alema e Gul, si è anche parlato di relazioni bilaterali tra i due Paesi. (Ansa)

03.08.2006

 

 

EUROSCETTICISMO

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Quasi la metà dei cittadini comunitari, austriaci in testa, è contraria all'adesione della Turchia nel Club dei 25. Il dato fornito da <Eurobarometro>.

EurobarometroQuasi la metà degli europei è contraria all'ingresso della Turchia nell'Unione Europea, anche se Ankara dovesse rispettare tutti i criteri richiesti. E' quanto emerge dal sondaggio <Eurobarometro> sull'allargamento diffuso dalla Commissione Europea. Secondo il sondaggio, solo il 39% degli europei è favorevole all'adesione turca, mentre il 48% vi si oppone, contro il 55% registrato nell'ultimo sondaggio, diffuso a dicembre. Queste cifre mostrano quindi un leggero calo dell'opposizione alla Turchia, ma va considerato che la domanda è stata posta in una maniera leggermente differente. In autunno, gli intervistati si erano visti domandare se fossero favorevoli o sfavorevoli all'entrata ''in futuro'' di questo paese nell'UE. La domanda posta nel nuovo sondaggio realizzato da marzo a maggio aggiunge ''una volta che la Turchia si conformerà alle condizioni stabilite dall'UE'. L'opposizione più forte viene sempre dagli austriaci, che sono all'81% contrari all'adesione turca. Dopo di loro vengono i tedeschi e i lussemburghesi (69%), i ciprioti (68%), i greci (67%), i cechi (61%), i belgi, gi slovacchi e i finlandesi (55%) e i francesi (54%). Gli spagnoli sono i meno contrari(23%), davanti ai polacchi e i maltesi (31%) . (Asca-Afp)
03.08.2006

 

 

LA CONDANNA

Il_raid_su_Cana

 

L'ultima strage in Libano, con la morte di decine di piccoli innocenti, ha provocato la dura reazione del premier turco Recep Tayyip Erdogan.

Gli_innocenti_di_CanaIl premier turco Recep Tayyip Erdogan ha condannato l'uccisione di civili in Libano affermando che si tratta di ''una nuova cultura della violenza'' che potrebbe alimentare odio e terrorismo nella regione. ''Non può mai esserci un giustificazione - ha detto Erdogan - per una mentalità che massacra innocenti, distrugge città e giustifica violenza . E' impensabile - ha aggiunto il Primo Ministro turco - rimanere in silenzio di fronte a questo nuova ragione di potere, questa nuova cultura della violenza che contamina il senso di giustizia. Quello che si sta perdendo non è solo la vita di persone innocenti, ma tutti i valori umani che costituiranno la base di una pace mondiale. Ognuno se ne dovrebbe rendere conto prima che sia troppo tardi, perché questa guerra sta alimentando violenza e ulteriore consolidamento del terrorismo''. La Turchia, uno dei pochi Paesi islamici amici di Israele, ha cercato di mediare nelle prime fasi della crisi quando un suo inviato è stato mandato in Siria per convincere Damasco a portare alla liberazione del soldato israeliano rapito dai palestinesi.(Asca-Afp)
03.08.2006

 

LA CONDIZIONE

La Turchia disposta a mettere a disposizione i suoi uomini in Libano per una forza multinazionale solo se ci sarà il "cessate il fuoco".

Se si giungerà a un cessate il fuoco nella guerra tra Israele e Libano e l'Onu deciderà di inviare una forza multinazionale di pace, la Turchia sarà in prima fila. Il Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan ha confermato la disponibilità del suo Paese, che dovrebbe rappresentare il perno della missione se si considera la scarsa propensione di altri importanti Paesi a inviare truppe sul terreno.
Pur sostenendo la necessità di un intervento, Stati Uniti e Regno Unito hanno detto di essere già troppo impegnati in Iraq e Afghanistan. In una telefonata al premier britannico Tony Blair, il presidente francese Jacques Chirac ha comunicato che Parigi non invierà truppe se non ci sarà un accordo fondato su una "soluzione globale del problema", attualmente difficile da prospettare. Il ministro della Difesa tedesco, Franz Josef Jung, ha rilasciato alcune dichiarazioni che sembrano escludere un intervento della Germania. I Paesi arabi moderati alleati degli Stati Uniti (Giordania, Egitto, Arabia Saudita) non possono invece permettersi di partecipare ad un'azione che le loro opinioni pubbliche, tentate dalle sirene delle forze islamiche radicali, potrebbero interpretare come un sostegno a Israele. Oltre alla Turchia, l'unica a aver finora chiaramente espresso la sua disponibilità a inviare truppe è l'Italia, memore del successo della spedizione militare in Libano del 1982.
Il braccio dell'Ue in Medio Oriente

Erdogan ritiene che la partecipazione alla stabilizzazione del Libano meridionale possa favorire la proiezione europea della Turchia. Rafforzando la posizione nel Levante, Ankara avrebbe infatti più possibilità di influire sulle scelte dei governi arabi moderati, trasformandosi in un elemento chiave dell'Unione europea nei suoi rapporti politici e economici con l'intero Medio Oriente. Ma agendo da protagonista regionale, sarebbe facilitato anche un altro compito "europeo" della Turchia: promuovere in quest'area la diffusione di un islam moderato, che veda proprio nell'esperienza turca un esempio da emulare. La decisione di Erdogan non è comunque dettata solo dai possibili positivi sviluppi dei rapporti con Bruxelles.
Ricevere il sostegno degli Usa nella guerra al Pkk

Un impegno militare consentirebbe alla Turchia di guadagnare punti anche nei confronti di Washington, soprattutto in un momento in cui le relazioni tra i due Paesi registrano una forte sintonia sul problema curdo. Secondo quanto riportato da <Asia Times>, nei giorni scorsi il presidente statunitense George W. Bush, avrebbe direttamente telefonato ad Erdogan per assicurargli che "gli Usa lavoreranno con la Turchia per fare fronte alla minaccia terroristica" rappresentata dal Partito del lavoratori curdi (Pkk). Il premier turco sarebbe rimasto estremamente soddisfatto dalle parole provenienti da Washington, che riconoscono "l'urgenza e la necessità" di porre fine alle attività antiturche condotte dal Pkk a partire dai suoi santuari nell'Iraq settentrionale. Secondo la televisione turca, il processo sarebbe a uno stadio molto avanzato. A livello militare, sia ad Ankara che a Baghdad si sarebbero già svolti degli incontri tra militari turchi e statunitensi per definire i passi concreti da compiere con l'obiettivo di contrastare il Pkk.
Attualmente, secondo il Governo turco, sarebbero circa 5.000 i militanti curdi che operano per colpire la Turchia dal nord dell'Iraq. Sempre secondo Ankara, nel solo mese di luglio, il Pkk avrebbe ucciso 25 uomini appartenenti alle forze di sicurezza turche. Finora gli Stati Uniti erano rimasti impassibili di fronte alle richieste di intervento del governo turco. Ora la situazione registra degli importanti sviluppi, ma se la Turchia vuole cogliere a pieno questa occasione, deve essere pronta ad assumersi le sue responsabilità nel Libano meridionale, pur agendo nell'ambito di una forza di intervento multilaterale.
Tutelare l'alleanza energetica con Israele

La propensione di Ankara a intervenire in Libano ha anche un terzo, altrettanto importante, motivo. Il 13 luglio, a Ceyhan, è stata inaugurata la pipeline Baku-Tbilisi-Ceyhan (Btc), che dovrà trasportare greggio dall'Azerbaijan alla Turchia passando per la Georgia. Ma non solo. Il progetto prevede che al Btc sia legata in futuro anche un oleodotto sottomarino lungo 400 km che collegherebbe Ceyhan al porto israeliano di Ashkelon, bypassando così Siria e Libano. Da qui, il greggio prenderebbe poi la via di Eliat, sul Mar Rosso. In questo modo Israele riceverebbe parte del petrolio proveniente dal Caucaso non solo per soddisfare le proprie necessità energetiche, ma anche per esportarlo verso i mercati di India, Cina e Corea del Sud.
Il progetto era stato confermato l'11 maggio dal sindaco di Antalya, Menderes Turel, che al Jerusalem Post ne aveva chiarito i dettagli. Secondo quanto affermato da Turel, all'oleodotto sarebbero anche affiancate altre pipeline per il trasporto di gas naturale e acqua. Israele infatti attribuisce grande importanza anche al reperimento di risorse idriche. In un'area dove queste ultime sono scarse e divise tra più Paesi, il trasporto di acqua dalle fonti upstream di Tigri e Eufrate in Anatolia consentirebbe a Israele di avere un'alternativa al Giordano. Le risorse di questo fiume, divise tra Israele, Libano, Siria, Giordania e - quando esisterà - Stato palestinese, sono uno dei principali motivi di preoccupazione e tensione nell'area mediorientale.
Tutti progetti attorno a cui si stanno consolidando i rapporti tra Turchia e Israele. Adesso il Libano, potrebbe rappresentarne il banco di prova. (Marco
Zaganella/Quadrante Europa)
03.08.2006


AIUTI ALIMENTARI

Derrate turche ai profughi libanesi per 900 tonnellate di rifornimento. Valore, 1.2 milioni di dollari.

La Turchia ha fatto sapere di voler inviare aiuti alimentari ai profughi libanesi per un valore superiore a 1.2 milioni di dollari in Libano e in Siria . Le 900 tonnellate di rifornimenti dovrebbero essere portate con camion e trasportate in Libano a partire dalla prossima settimana, mentre un sesto degli aiuti e' destinato ai profughi libanesi scappati in Siria. (Asca-Afp)
03.08.2006

 

RESPINTI ALLA FRONTIERA

Cinquanta studenti iraniani erano penetrati in Turchia probabilmente per andare a combattere in Libano.

La Turchia ha respinto alla propria frontiera 50 studenti islamici provenienti da Teheran che tentavano di raggiungere il Libano per sostenere attivamente la guerriglia Hezbollah contro Israele. Gli studenti, hanno sostenuto di esser partiti sulla base di un'iniziativa privata non appoggiata dalle autorità iraniane. (Agenzia Grt)
03.08.2006


 

NUOVO CAPO
 DELLE FORZE ARMATE
 TURCHE

Il_generale_turco_Yasar_Buyukanit

 

E' il generale Yashar Buyukanit, intransigente difensore della laicità dello Stato. E' stato nominato ufficialmente dal presidente della Repubblica. 

Il generale Yashar Buyukanit, reputato un intransigente difensore della laicità dello Stato turco, è stato ufficialmente nominato Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate turche con un decreto formato dal presidente della Repubblica, Ahmet Necdet Sezer.
La nomina, che - riferisce l'agenzia turca <Anadolu> - avrà effetto dal 30 agosto, mette fine secondo gli osservatori alle polemiche intorno a presunte manovre degli ambienti islamici vicini al Governo contrari al generale Buyukanit, attuale Capo di Stato Maggiore delle forze di terra, proprio perché ritenuto meno flessibile del ''numero uno'' uscente dei militari turchi, il generale Hilmi Ozkok.
Il generale Buyukanit era stato accusato nel marzo scorso da un procuratore di Van (Turchia orientale) di avere coperto alcuni 007 della gendarmeria, presunti autori di un attentato ad una libreria di Semdinli. Successivamente il procuratore di Van, accusato di avere voluto coinvolgere Buyukanit per impedirne la promozione e su impulso di alcuni esponenti del partito filoislamico Akp al Governo, era' stato radiato dalla magistratura.
I commentatori turchi (e gli stessi ambienti dell'Unione europea che spingono per una riduzione dell'influenza dei militari sulla vita politica della Turchia) si erano divisi sulla vicenda: alcuni la hanno giudicata una conferma della tradizionale impunità per i generali turchi, mentre altri vi hanno visto un tentativo sventato di utilizzare le funzioni di magistrato per fini politici e personali.
I militari turchi, a cui la Costituzione turca conferisce di fatto la funzione di ''guardiani'' dell'unità, della laicità e della democraticità della Turchia, erano stati protagonisti di tre colpi di Stato (nel 1960, nel 1971 e nel 1980) e nel 1997 avevano provocato, con un proclama, la caduta del primo Governo presieduto da un esponente dell'islam politico turco, l'ex premier Necmettin Erbakan, il quale aveva cercato di spostare l'asse politico interno e internazionale della Turchia verso il mondo islamico.(Ansa)
03.08.2006


FIRMATO
IL PROVVEDIMENTO
ANTI-TERRORISMO

Il_Capo_dello_Stato_turco

 

Le riserve del Capo dello Stato turco. Il testo nei mesi scorsi aveva provocato una serie di polemiche, in seguito superate. La nuova legge estende e ridefinisce i reati in materia.

Turkish President Ahmet Necdet Sezer has approved the anti-terror bill, which caused controversy in Turkey in recent months.
According to a statement from the Presidential Press Office on Monday, President Sezer sent law no 5532 concerning amendments to the anti-terror bill to the Prime Ministry in accordance with articles 89 and 104 of the Turkish Constitution.
The statement added that Sezer would apply to the Supreme Court in order to cancel some articles of the law.
The Turkish government's controversial new anti-terror bill had been approved by the Turkish National Assembly on June 29.
The new law, whose preparation was accelerated following the recent resurgence of terror activities across Turkey, extends and redefines terror offenses.
Human trafficking, drug smuggling, obstruction of education, influencing of tenders, prostitution, pollution of the environment and forgery of credit cards could be categorized as terror offenses, according to the new anti-terror bill.
Organizations which have no involvement in arms will not be included under the scope of the new law.
In June, the Turkish Press Council had warned that the bill amending the current anti-terror law could kill editorial independence and lead to deep auto-censorship.
The 6th article of the controversial new anti-terror bill, which had given rise to debate in the country, had been removed from the text of the bill during the Justice Sub-committee stage, ending discussions about whether it could lead to the release of Abdullah Ocalan, the jailed leader of Pkk terrorist organization. (Zaman)
03.08.2006

 

 

VICINI ALL'ACQUISTO
DI 30 NUOVI
CACCIA-BOMBARDIERI

I_nuovi_F-16

 

Si tratta dell'ultima generazione degli F-16 che dovranno andare a rinnovare la squadriglia dell'aviazione turca. Il costo dell'operazione.

Turkey is planning to buy a new squadron of F-16 fighter jets worth at least $1.5 billion as a stop-gap solution until new-generation fighter aircraft join its Air Force in the next decade, procurement and military officials said.
The move is likely to kill an earlier plan with Israel for the upgrade of 48 Vietnam-era F-4E fighters.
"Our plan is to buy 30 new F-16 fighters, and negotiations are continuing," said one procurement official.
Officials said a final agreement might emerge before the end of this year if all technical and financial talks with Lockheed Martin, the aircraft's manufacturer, go smoothly.
Ankara is planning to buy the F-16 Block 52+, one of the F-16 Fighting Falcon family's most advanced fighters.
Greece last year signed a deal to buy 30 F-16 Block 52+ fighters, scheduled for delivery in 2009.
For the $10 billion program to buy nearly 100 new-generation fighters, Turkey's largest defense procurement project in history, Turkish officials are presently holding simultaneous talks with Lockheed Martin, lead-manufacturer of the Joint Strike Fighter, also known as the F-35 Lightning II, and Europe's Eurofighter consortium, maker of the Eurofighter Typhoon.
Turkey has already announced that it could buy the JSF, the Eurofighter or a combination of the two.
Turkey is a partner in the JSF's system development and demonstration phase, and has agreed to pay $175 million, but has not committed to buying the F-35.
Some defense analysts suggest that a Turkish move to buy 30 more F-16s could raise the chances that Turkey would choose the JSF over the Eurofighter. However, procurement officials have declined to comment.
Turkey is due to make a final decision over its new-generation fighter before the yearend.
Presently, Turkey's 217 F-16 jets make up its Air Force's backbone. Those aircraft had been co-manufactured at of Turkey's Tusas Aerospace Industries Inc. (TAI) plant in the late 1980s and 1990s under a contract with Lockheed Martin, and TAI would be likely to have a role for the 30 new F-16s, if a deal is reached.
The plan for new F-16s would put on hold a $480 million effort to upgrade 48 F-4E Phantom fighters, or at least limit the upgrades and perform them all locally, one procurement official said. "The F-4E program already is on hold," the official said. "We've downgraded its priority ranking. If we bought new F-16s, we might minimize its scope."
The current plan called for the upgrades to be performed by TAI. But the bulk of the money would go to Israel Aircraft Industries (IAI) in technology-transfer fees and licenses, according to Turkish officials.
Under a 1997 contract, IAI has been leading a joint-effort to upgrade 54 U.S.-made F-4Es.
The F-4 modernization plan had been designed as a stopgap solution until the acquisition of the JSF or the Eurofighter.
Turkey earlier also looked at the possibility of purchasing used F-16 fighters from the United States, but the U.S. government said it had no used planes to sell.
Some defense analysts said that Greece's decision to buy 30 brand new F-16 Block 52+ fighters might have prompted Turkey to acquire the same aircraft. (Turkish Daily News)
03.08.2006

 

 

CRONACA

CASERMA SALTA IN ARIA PER UNA FUGA DI GAS

E' avvenuto nella provincia di Van. In un primo momento si era pensato ad un attentato dei terroristi del Pkk.

E' stata una fuga di gas a provocare un'esplosione in una caserma turca nella provincia sud-orientale di Van. Sei militari feriti è il bilancio dell'incidente per cui inizialmente si era pensato ad un attentato perché nella zona sono attivi i separatisti curdi del Pkk, il Partito dei lavoratori del Kurdistan che nelle ultime settimane ha intensificato la sua campagna militare contro le Forze Armate turche. (AGI)
03.08.2006 -

 

ATTENTATO AD IZMIR: CINQUE FERITI

La deflagrazione probabilmente provocata da un ordigno a percussione. Nessuna rivendicazione.

Cinque persone sono rimaste ferite, una gravemente , per un'esplosione avvenuta nella notte nella città turca di Izmir. Secondo il capo della polizia locale, Huseyin Capkin, la deflagrazione appare provocata da ''una bomba a percussione''. Nessun gruppo ha rivendicato l'azione. (Adnkronos-Dpa)
03.08.2006

 

 

PRECIPITA AEREO MILITARE, TRE MORTI

Il velivolo, un F-5A di costruzione americana, era appena decollato. Le vittime sono il pilota e due militari che si trovavano a bordo.

Un air force turco, di costruzione americana, si è schiantato subito dopo il decollo, uccidendo il pilota e altri due soldati a bordo, alla base aerea nell'Anatolia centrale, in Turchia. Lo rende noto l'esercito.
Il jet F-5A da combattimento è decollato dalla base di Konya questo pomeriggio è si è schiantato per motivi non chiari, secondo l'esercito, il quale ha precisato che sull'incidente è stata avviata un'inchiesta. (Ap)
03.08.2006

 

 

ASSOLTA LA GIORNALISTA PERIHAN MAGDEN

Perihan_Magden

La donna era finita in Turchia sul banco degli imputata perché accusata di istigazione a non svolgere il servizio militare.

Una scrittrice e giornalista turca, Perihan Magden, è stata assolta dall'accusa di aver istigato le persone a non svolgere il servizio militare. La donna si era schierata pubblicamente a difesa di un obiettore di coscienza che era stato condannato a quattro anni di reclusione in un carcere militare per essersi rifiutato di vestire l'uniforme. Rischiava fino a tre anni di prigione. La Magden aveva scritto che la Turchia avrebbe dovuto prevedere un servizio civile come alternativa a quello militare. Dopo lo schieramento in tal senso anche del procuratore generale, un giudice di Istanbul ha decretato oggi che l'opinione della Magden rientrava nella libertà di expressione e non rappresentava un reato per il codice penale turco. In Turchia, tutti gli uomini sopra i 20 anni sono obbligati a prestare servizio nelle forze armate per 15 mesi, e non è prevista l'obiezione di coscienza. Nella speranza di accelerare il suo avvicinamento all'Unione Europea, la Turchia è sotto forte pressione per modificare, tra le altre cose, il suo sistema giudiziario. (Alice)
03.08.2006

 

 

CHIESTI TRE ANNI DI CARCERE PER ELIF SHAFAK

Elif_Safak

La formulazione da parte del pubblico ministero di un tribunale di Istanbul. La scrittrice deve rispondere del reato di insulto all'unità nazionale.

Il pubblico ministero di un tribunale di Istanbul ha chiesto fino a tre anni di reclusione per la scrittrice turca Elif Shafak per aver ''insultato l'identità nazionale'' in uno dei suoi libri, ambientato al tempo del massacro degli armeni sotto l'impero ottomano. Lo riferisce l'agenzia di stampa <Anadolu>.
Sotto accusa il romanzo ''Baba ve Pic'' (Il padre e il bastardo), scritto inizialmente in inglese e poi tradotto in turco nel marzo di quest'anno. Il racconto segue le peregrinazioni di quattro generazioni di donne tra gli Stati Uniti e la Turchia per raccontare la storia di una famiglia armena e di uno dei suoi figli, abbandonato in Turchia durante il massacro degli armeni del 1915-1917, poi convertitosi all'islam e vissuto come un turco.
Elif Shafak, 35 anni, è accusata del reato previsto dall'articolo 301 del codice penale, di cui l'Unione Europea, con la quale da ottobre la Turchia ha iniziato i negoziati per l'adesione, aveva già chiesto l'abrogazione. Questa imputazione era stata usata in numerosi altri processi contro intellettuali turchi: tra di essi, il giornalista Hrant Dink, condannato a sei mesi di reclusione poi sospesi, e lo scrittore Orhan Pamuk, il cui processo si è risolto in un nulla di fatto.
Il processo contro Elif Shafak è partito dalle accuse di Kemal Kerincsiz, avvocato diventato famoso per la sua continua caccia a intellettuali che esprimono posizioni diverse da quelle ufficiali della Turchia sulla questione degli armeni. 
La Turchia rifiuta la definizione di genocidio che molti Paesi danno del massacro degli armeni, avvenuto in Turchia alla fine dell'impero ottomano, all'inizio del secolo. Gli armeni parlano di un milione e mezzo di morti; Ankara risponde che ci sono stati massacri da entrambe le parti. La data del processo non è stata ancora resa nota. (ANSA-AFP)
03.08.2006

 

CONDANNATE LE MADRI DELLA PACE

Arrestate nel febbraio scorso, 24 donne sono state riconosciute colpevoli di propaganda separatista a favore del Pkk.

Ventiquattro donne turche, autonominatesi madri della pace, sono state riconosciute colpevoli di propaganda separatista e condannate ognuna a 10 mesi di carcere. Erano state arrestate lo scorso 22 febbraio dopo essersi incatenate l'una all'altra e aver bloccato il traffico nella città di Diyarbakir, in Kurdistan, per chiedere un'amnistia generale e la cessazione della detenzione in regime di isolamento. Le donne sono state rilasciate dopo due mesi di prigionia. "La manifestazione e gli slogan erano di pace - ha detto il legale delle donne, Meral Bestas - è stata un'azione innocente che dovrebbe essere tutelata dal diritto alla libertà di espressione. Se non lo dovesse essere, la corte punirà un appello alla pace". Nel dare lettura della sentenza, la corte ha sottolineato il fatto che le donne abbiano bloccato il traffico e abbiano mostrato uno striscione con su scritto "Ocalan esprime la nostra volontà politica". Abdullah Ocalan, sotto custodia in Turchia dal 1999, è il leader del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), dichiarato illegale. La sentenza deve essere però confermata dalla Suprema corte di appello. (Cristina Papa/Il Paesedelledonne online)
03.08.2006

 

SOCIETA'

ERDOGAN FA CAUSA AD UNA RIVISTA SATIRICA

<Leman>, una delle principali testate del genere in Turchia, aveva pubblicato una vignetta in cui si vede il premier succhiare il sangue ad un cittadino come una zecca.

Un affondo satirico fa arrabbiare Recep Tayyip Erdogan. Il premier turco ha citato in giudizio <Leman>, una delle principali riviste satiriche del suo Paese, per aver pubblicato sulla copertina dell'edizione di giugno un disegno in cui viene ritratto con le sembianze di una zecca intenta a succhiare il sangue a un cittadino.
Il primo ministro turco ha chiesto alla rivista di centro-sinistra 25mila lire turche (12.500 euro) come riborso per l'offesa ricevuta, ha reso noto l'emittente privata NTV.
Il titolo della copertina "incriminata" inoltre recitava: "La zecca Reco-Congo fa piangere le madri della Turchia". L'allusione "Reco-Congo" è legata al nome di battesimo del premier (Recep) e alla febbre emorragica di Crimea-Congo, che negli ultimi mesi ha ucciso decine di persone in Turchia. (Ap)
03.08.2006

 

 

VIA I PROVERBI

Via_i_proverbi_contro_le_donne

L'istituto della lingua turca - accogliendo una delle richieste fatte dall'Unione Europea ad Ankara - ha deciso di dare un suo contributo alla causa togliendo dai dizionari tutte quelle frasi, prodotte nei secoli dall'originaria cultura nomade - che incitano alla violenza contro il gentil sesso. Tradizioni da sfatare. Alcuni esempi.

Tra le richieste dell'Unione Europea alla Turchia, se Ankara vuole entrare a far parte del club, c'è la parità tra uomo e donna nella società. Ora l'Istituto della lingua turca, una specie di Accademia della Crusca anatolica, ha deciso di dare il suo contributo alla causa partendo dal linguaggio: dai dizionari verranno tolti tutti quei proverbi, prodotti nei secoli dall'originaria cultura nomade dei turchi, che incitano alla violenza contro il gentil sesso o relegano comunque le donne a un ruolo di secondo piano.
Spariranno così adagi come "a un buon cavallo basta poco cibo, così come a una buona donna basta un paio di mutande", o "la schiena di una donna non va lasciata senza bastonate, e la pancia non va lasciata senza bambini", o ancora "come non è buono il mais raccolto dopo agosto, così non è buona la donna che si alza dopo il marito". Frasi possibili ancora oggi, magari solo per scherzo. Ma l'Istituto della lingua ha deciso di fare pulizia e di eliminare qualunque riferimento machista.
Una società maschilista - Nonostante diverse imprenditrici, giudici e persino un primo ministro donna in passato, la Turchia rimane infatti un Paese dove è l'uomo a essere dominante, specie nelle aree più rurali del Paese. Nell'est e nel sud-est, ai confini con Siria e Iraq e dove buona parte della popolazione è rappresentata da curdi, esiste ancora la tradizione degli "omicidi d'onore" di donne incolpate di aver rovinato il buon nome della famiglia. Spesso basta un'occhiata a uno sconosciuto, un gesto ribelle, o una violenza sessuale subita da un parente.
Suicidi sospetti - Negli ultimi anni, spinta da Bruxelles, Ankara ha inasprito le pene contro i delitti d'onore. Ma la pratica non sembra essere sparita: se sono diminuiti gli omicidi, sono invece saliti i suicidi di quelle che vengono chiamate "le vergini suicide". Ragazze che si uccidono sotto la pressione della propria famiglia, per gli stessi motivi. La strana serie di suicidi o tentati suicidi tra le ragazze ha recentemente spinto l'Onu a mandare nell'est del Paese un suo inviato speciale, nel tentativo di vederci chiaro. (Alessandro Ursic/PeaceReport)
03.08.2006

 

 

SI DICE KEBAB O KEBAP?
POCO IMPORTA
PURCHE' SIA BUONO

kebab

 

Anche in Italia sta prendendo piede l'uso di consumare un pasto (magari al posto della pizza) con questo cibo la cui origine è tradizionalmente turca. Diffidare delle imitazioni.

Negli ultimi anni abbiamo imparato a conoscerlo, magari gustandocelo al posto delle solite ''italianissime'' pizza e piadina durante una passeggiata o dopo una serata in discoteca. Ma, in fondo, quanto ne sappiamo davvero del Kebab? A quanto sembra, veramente poco, in quanto il vero nome del specialità è Kebap e non Kebab. Gli occidentali hanno storpiato il nome, magari irridendo compiaciuti i cartelli dei negozi che riportano la dicitura Kebap, ma non sono certo rimasti indifferenti agli inconsueti sapori di questa pietanza.
Per quanti ancora non lo sapessero, il Kebap esiste in innumerevoli versioni, frutto della fantasia di un popolo che per tradizione fonde culture ed abitudini in un mix unico di occidente e oriente. Il Kebap proviene infatti dalla Turchia, dove è ritenuto un vero e proprio piatto tipico. Diffusissima da noi è però la versione ''da asporto'' o ''da passeggio'' (Dürüm Kebap), del Döner Kebab. Spesso lo vediamo girare (da qui il termine ''Döner'') all'interno di chioschetti, ma assai raramente capita di fermarci e di assaporarlo al tavolo di un ristorante o in una tipica tavola calda (Kebapçi).
Peccato, diremmo noi, perché così facendo ci perdiamo un momento di ''storia della cucina'' in compagnia del piccantissimo Adana Kebap (con peperoncino rosso) o dello speziatissimo Urfa Kebap, magari accompagnati dalle classiche sfoglie di grano e da un contorno fatto di insalata, cipolle e burgur. Certo, possiamo trovare anche l'Urfa Kebap e l'Adana Kebap da incartare e portar via, ma difficilmente potremmo comprenderne realmente l'essenza.
Ma se proprio vi dovesse capitare di fermarvi in un luogo dove il Kebap viene preparato con cura e conoscenza, il consiglio è quello di assaporare l'Iskender Kebap, la ricetta più ''nobile'' del Kebap, condito con salsa con pomodoro, yogurt e burro fuso. Dal montone al capretto, dall'agnello al vitello o manzo, fino alle ricette col pollo (Tavuk Kebap) o le verdure, il Kebap viene proposto in moltissime versioni, pronte a soddisfare i gusti di persone che provengono da ambienti e culture differenti... magari come avviene a Istanbul, affascinante crocevia tra Oriente ed Occidente. (Jugo)
03.08.2006

 

RESIDENZE DA SOGNO:
CE NE E' ANCHE
UNA SUL BOSFORO

Bosforo_1

 

Si tratta della "Toprak Mansion" che si affacia sul Bosforo ed il cui costo si aggira sui 92 milioni di dollari. Al primo posto svetta la residenza inglese "Updown Court". Prezzo: 139 milioni di $.

I prezzi rimangono stellari, ma le residenze di anno in anno appaiono sempre più regali. Come ogni anno la rivista <Forbes> ha presentato la classifica delle dieci case più costose del mondo in vendita, redatta dalla prestigiosa agenzia immobiliare americana <Knight Frank> e pubblicata sulla <International Residential Review>, la Bibbia del mercato immobiliare mondiale. Come sempre non mancano le sorprese e le conferme.
Primato - Al primo posto si conferma la principesca residenza inglese "Updown Court", che anche nel 2005 aveva conquistato il primato: la reggia si trova nel Regno Unito e precisamente a Windlesham nel Surrey e costa la modica cifra di 139 milioni di dollari. Composta da 103 stanze è circondata da un immenso giardino che supera i 50 acri di terra. Non solo la casa è bellissima, ma è dotata di numerosi comfort: ci sono 5 piscine, un campo dove si pratica lo squash, uno per il bowling e infine uno per il tennis. All'interno dell'abitazione è possibile ammirare un pavimento a mosaico e una grande sala cinematografica dotata di 50 posti a sedere. Inoltre nei pressi della casa c'è una pista di decollo e atterraggio per gli elicotteri, numerose scuderie per cavalli, una panic rooms (la stanza nella quale i proprietari possono rifugiarsi e chiamare la polizia in caso di rapina) e un enorme garage dove è possibile parcheggiare fino a otto limousine. Lo sfarzo è presente in ogni angolo e la regalità non è solo una presenza apparente: a pochi passi infatti si trova il Castello di Windsor di proprietà di sua Maestà la Regina Elisabetta II.
Classifica - Al secondo posto tra le case in vendita più costose si attesta la villa "Starwood Estate" che si trova ad Aspen in Colorado e che costa 135 milioni di dollari. Uno dei precedenti proprietari di questa proprietà era il Principe saudita Bandar bin Sultan bin Abdul Aziz che ha lasciato il suo incarico di ambasciatore negli Usa e ha venduto quest'abitazione dotata di 15 stanze da letto, 16 bagni e piscine indoor, campi da tennis e numerosi altri divertimenti. Al terzo posto si attesta "Maison de L'Amitie", una villa che affaccia sulle famose spiagge di Palma Beach. Il costo è di 125 milioni di dollari e come le due precedenti case anche questa presenta numerose attrattive.
Abitazioni - Al quarto posto si trova un'abitazione turca di Istanbul, <Waterfront Estate>, che costa 100 milioni di dollari ed è dotato di 64 stanze. Seguono l'abitazione londinese "Toprak Mansion" (92 milioni di dollari, con piscina indoor e bagno turco), la residenza newyorkese "Three Ponds (una proprietà che supera i 60 acri di terra e costa 75 milioni di dollari), quindi la californiana "The Portabello Estate" (75 milioni di dollari e vista spettacolare su uno dei tratti più belli della costa californiana. Chiudono la top ten "Pierre Penthouse" (70 milioni di dollari),una casa bellissima al centro di New York, mentre al nono posto si fermano a pari merito un'altra residenza californiana "Locksley Hall" e la reggia di stile europeo "Gold Coast Mansion" di San Francisco entrambe di un valore di 65 milioni di dollari.
Costo - Ma la classifica presentata da Forbes è molto dettagliata: la rivista americana infatti si sofferma anche sulle dieci case più costose per ogni continente. Inoltre fa sapere che proprio nei luoghi più remoti, come nelle città africane è possibile acquistare non solo proprietà dove sono presenti favolosa reggie, ma anche giardini immensi nei quali passeggiano indisturbati leoni e elefanti che naturalmente sono addomesticati. Secondo Liam Bailey, direttore dell'agenzia immobiliare Knight Frank i migliori compratori degli ultimi anni sono i magnate russi: "La maggior parte di questi si è stabilita a Londra e ha comprato case favolose". Ma secondo l'esperto il futuro delle bellissime proprietà è in mano ai cinesi. "Noi ci aspettiamo che questa classe di nuovi ricchi arrivi presto in Occidente e compri queste bellissime residenze". (Francesco Tortora/Corriere della Sera.it)
03.08.2006

 

 

ECONOMIA

NOTIZIARIO AMBASCIATA D'ITALIA

DIMINUITA LA CORRUZIONE

Un recente rapporto della Banca Mondiale dal titolo "Lotta alla corruzione nella transizione, chi ha successo e perché ", ha rivelato che tra gli anni 2002 e 2005 il livello di corruzione in Turchia è diminuito. Si tratta del terzo rapporto redatto dalla Banca sull'argomento, che prende in considerazione la Turchia oltre a 26 paesi dell'Europa orientale e centro-asiatica. In questi paesi la causa del successo della lotta alla corruzione viene attribuito alla semplificazione del regime fiscale, al processo di revisione di alcune leggi ed allo snellimento delle procedure burocratiche; la Turchia, in particolare, ha adottato le leggi sul conflitto d'interessi, sui controlli  e le audizioni finanziarie e sulle dichiarazioni. In alcune aree quali il rilascio di licenze a società, la Turchia ha addirittura registrato un tasso di corruzione inferiore rispetto ad alcuni paesi dell'Europa occidentale, a differenza del settore delle gare e delle forniture statali in cui la lotta alla corruzione non ha dato i risultati sperati. 

INFLAZIONE ATTESTATA TRA IL 9.1% E IL 10%

Il Governatore della Banca Centrale turca, Dormus Yilmaz, ha presentato il terzo rapporto sull'inflazione preparato dalla Banca secondo cui, con una probabilità del 70%, il tasso di aumento dei prezzi si attesterà entro fine anno tra il 9.1% ed il 10.5% e che tale percentuale è destinata a diminuire nel secondo trimestre del 2007. Il Governo, che negli ultimi anni è riuscito a far diminuire drasticamente l'aumento dei prezzi con attente e rigide politiche finanziarie, si confronta ora con previsioni inflazionistiche di fine anno raddoppiate rispetto a quelle preventivate in fase di bilancio (5%). Il contenimento del tasso d'inflazione, si ricorda, è uno dei punti cruciali del programma economico di stand-by in essere con il Fondo Monetario Internazionale.  Secondo la Banca Centrale l'aumento dei prezzi del petrolio, gli avvenimenti sui mercati finanziari internazionali continueranno a ripercuotersi sull'aumento dell'inflazione così come le recenti fluttuazioni delle valute che negli ultimi due mesi hanno determinato un aumento di 1.5 punti percentuali su base annua. Nel breve periodo si continuerà a registrare un aumento del tasso d'inflazione ed occorrerà oltre un anno per eliminare gli effetti inflazionistici registrati ultimamente nel Paese.

<TUPRAS> CON IL FATTURATO PIU' ALTO

Le raffinerie <Tupras> hanno registrato nel 2005 il più alto fatturato tra le principali aziende turche e si posizionano al primo posto tra le prime dieci con la somma di €7.1 miliardi, a seguire, la <Ford> con €2.5 miliardi e la <Toyota> con €1.7 miliardi. La lista, elaborata dalla Camera dell'Industria di Istanbul, che elenca le prime 500 aziende in Turchia, vede nella top ten oltre quelle menzionate, anche l'Ente Nazionale per l'Elettricità - <Euas>, con €1.55 miliardi, l'azienda turca di elettrodomestici, <Arcelik>, con €1.5 miliardi, le acciaierie <Erdemir> anch'esse con €1.5 miliardi, la casa automobilistica <Oyak Renault> con €1.4 miliardi, la <Vestel> con €1.2 miliardi, la <Tofas> con €1.1 miliardi e la <Aygaz> con poco più di un miliardo di Euro. 

GARA VINTA DALL'<IVECO>

L'<Iveco> ha vinto la gara per la fornitura alla Municipalità di Istanbul di mezzi antincendio, la commessa è pari a circa €35 milioni e la consegna avverrà il 17 novembre prossimo

L'IMMOBILE E' L'INVESTIMENTO PIU' REDDITIZIO

Sulla base di sondaggi condotti recentemente dall'agenzia immobiliare <Hurryetemlak>, appartenente al gruppo del quotidiano <Hurriyet>, rispettivamente sulle aspettative d'acquisto e sugli strumenti d'investimento, è risultato che il 65.2% dei partecipanti ha deciso di aspettare oltre un anno per poter acquistare la prima casa mentre considera ancora l'immobile come l'investimento più redditizio. Significativo, secondo il direttore della <Hurryetemlak>, Erol Demirtas, il periodo di fluttuazione dei cambi in cui sono stati svolti i sondaggi come dimostra il fatto che la maggioranza della popolazione vede l'acquisto di un immobile più sicuro dell'investimento in Borsa. Secondo un'economista del settore, il criterio più importante nell'acquisto di una casa è l'accesso ai prestiti bancari, a sua volta condizionato dalle oscillazioni dei tassi d'interesse. Attualmente sono alti e non si prevede a breve un ritorno al tasso annuale dell'1% e le banche di fatto non stanno offrendo particolari condizioni per i prestiti immobiliari probabilmente perché i risparmiatori stanno aspettando tempi migliori per acquistare.

IMMATRICOLAZIONE MOTOCICLI

Nel mese di maggio i motocicli immatricolati sono aumentati del 40% rispetto al mese precedente e del 76.1% rispetto allo stesso periodo del 2005 mentre da gennaio a maggio il numero complessivo dei motocicli registrati è stato pari a 543.740 unità.

AUMENTO DELL'ENERGIA ELETTRICA E DEL PREZZO
In Turchia l'energia elettrica per uso industriale ha subito - in questi ultimi anni - un sostanzioso incremento sino a giungere ad essere la terza più costosa in ambito Ocse, dopo Italia e Giappone. In Italia il costo è di 16.10 centesimi di dollaro per kWh, in Giappone di 12.70 centesimi per kWh ed in Turchia il costo è di 10.50 centesimi per kWh (gli Usa con 5.60 centesimi per kWh sono fra i meno costosi insieme ad esempio alla Spagna (5.40) ed alla Francia (4,80)). La Svezia è la più economica -in ambito Ocse- fornendo elettricità ad un costo pari a 3,40 centesimi per kWh. Fuori dall'Ocse l'energia elettrica più economica -sempre per uso industriale- è quella fornita dal Kazakistan (1.80 centesimi per kWh), seguito dal Sud Africa (1.90 centesimi) e da Venezuela e Cina con 3,20 centesimi per kWh. Per quanto attiene il costo dell'elettricità per uso domestico la Turchia è decima (11.70 centesimi per kWh). I Paesi più economici sono il Canada e l' Austria con 6.20 centesimi per kWh. In ambito Ocse la Turchia detiene tuttavia un altro primato tutt'altro che invidiabile, ovvero quello dell'uso illegale dell'elettricità che viene sottratta dalla rete.

PROFITTI DEL SETTORE BANCARIO

I profitti netti del settore bancario in Turchia nei primi cinque mesi di quest'anno sono ammontati a $2.8 miliardi mentre nello stesso periodo a causa delle fluttuazioni di cambio, il settore ha perso oltre $1 miliardo nelle transazioni in valuta estera ed ha guadagnato $3.8 miliardi in quelle in valuta nazionale. I dati, divulgati dall'Agenzia per la Supervisione e la Regolamentazione del settore Bancario (Bddk), mostrano anche che il volume totale delle attività bancarie di investimento e sviluppo è aumentato del 5% a $18.4 miliardi, mentre il volume totale dei depositi in valuta estera e' aumentato del 9.2% a $9.7 miliardi.

PROSPETTIVE DA "STABILI" A "POSITIVE"

Secondo l'agenzia di rating internazionale, <Moody's>, le prospettive a medio termine del settore bancario in Turchia sono passate da "stabili" a "positive". Per gli analisti dell'Agenzia, i più bassi tassi d'interesse insieme alla crescita economica alimentata dalla crescita della domanda dei prestiti, compresi quelli immobiliari, hanno effettivamente contribuito a rendere più forti le performance del settore. Inoltre, il continuo interesse mostrato da parte di investitori stranieri per gli istituti di credito nazionali fa prevedere lo sviluppo nuovi strumenti di credito che saranno introdotti nel corso del prossimo anno.

 

VENDITA DELLA <FINANSBANK> (46%)

Il Consiglio per la Concorrenza ha recentemente approvato la vendita del 46% della <Finansbank>, di tutte le sue società affiliate e delle 100 founding shares  della Finanziaria Fiba in suo possesso, alla  <National Bank of Greece> (Nbg) per l'importo totale di $2.7 miliardi. 

 

BACHECA

La Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Treviso ha indetto la 55^ edizione del Concorso per la premiazione della Fedeltà al Lavoro e del Progresso Economico, esteso anche ai lavoratori ed imprenditori trevigiani che si siano distinti all'estero per la loro attività almeno ventennale. Il bando per la partecipazione al concorso, che scadrà il prossimo 2 ottobre, è consultabile sul sito www.tv.camcom.it .
 
LA <PIAGGIO> PUNTA SUL MERCATO TURCO
PiaggioIl vice-Presidente della <Piaggio>, Matteo Colaninno, ha dichiarato che attualmente l'Italia rappresenta il più grande mercato di motocicli in Europa, pur rilevando che al momento si sta attraversando in Europa una fase di stagnazione nel settore. Per Colaninno è giunto il momento di puntare su altri Paesi e la Turchia potrebbe rivelarsi la nuova speranza europea per il suo alto potenziale di crescita. Attualmente la <Piaggio>, fondata nel 1884 e leader nel settore in Europa, produce in Italia, Spagna, India e Cina, vendendo 1.5 milioni di motocicli ogni anno solamente sul mercato europeo.
 
STORIA DI SUCCESSO DI UNA IMPRENDITRICE DEL MOBILE

Safak_Civici_a_destra_nella_fotoIn un recente articolo apparso sul <Sole 24 Ore> viene riportata la storia di successo di un'imprenditrice di Kayseri, attiva con la sua azienda nel settore delle sedie. Tre anni fa Safak Civici ha vinto la gara per fornire 22.000 sedie al distretto di Manzano del Friuli, a quel tempo duramente provato dalla concorrenza cinese. Da quel momento la businesswoman turca di Kayseri è stata ed è ancora una delle realtà più significative della de-localizzazione economica. L'episodio non è casuale: la città anatolica può essere definita la capitale del mobile turco ma è anche sede di tre aree industriali, con una potente quanto dinamica Camera dell'Industria locale presieduta da Mustafa Bodyak. Da quel giorno di tre anni fa ad oggi, l'azienda della signora Civici e di suo marito ha rifornito il mercato italiano di oltre 400 mila sedie prodotte con know-how e design Made in Italy che garantisce tutt'ora  uno sbocco commerciale costante all'impresa, che conta attualmente 39 dipendenti ed un fatturato di €1.5 milioni l'anno. Ora è giunto il momento di vendere sedie anche in Turchia, afferma la signora Civici, aggiungendo che con 500 mila matrimoni e 100 mila divorzi l'anno il mercato nazionale del mobile è molto promettente.

 

 NUOVO STABILIMENTO <FERROLI> A DUZCE

FerroliL'azienda italiana <Ferroli>, che produce condizionatori e impianti di riscaldamento e presente in Turchia da circa 18 anni, aprirà uno stabilimento produttivo a Duzce, una delle zone che presenta maggiori facilitazioni agli investimenti. La <Ferroli>, che ha scelto la Turchia piuttosto che la Romania per questa operazione, investirà la somma di $35 milioni ed esporterà il 75% della produzione. Attualmente la <Ferroli> detiene investimenti in 14 paesi  e conta di produrre in Turchia a partire da gennaio 2007 100.000 riscaldamenti combi e 500.000 termosifoni. Nel 2005 il fatturato della <Ferroli> in Turchia, dove sono presenti 250 venditori in franchising ed è attiva in tutte le città del Paese che utilizzano gas naturale, è stato pari a $40 milioni. Con il nuovo stabilimento di Duzce si prevede un aumento del fatturato fino a $200 milioni.
 

ECONOMIA A PIU' RAPIDA ESPANSIONE
Secondo un recente rapporto dell'Ocse relativo alla crescita economica dei Paesi membri nel primo trimestre del 2006, l'economia della Turchia è quella che ha registrato la più rapida espansione. Il paese ha realizzato una crescita del 6.4%, seguita a distanza dalla Grecia con il 2.8%, dalla Cecoslovacchia con il 2%, dall'Islanda con l'1.9%, dal Messico con l'1.5%, dagli Stati Uniti con l'1.4%, da Corea del Sud e Slovenia con l'1.2%, dalla Svezia con l'1.1% e dalla Finlandia con l'1%. Nel primo trimestre l'Italia, l'Austria e la Norvegia sono cresciute dello 0.6%. Nei quattro trimestri del 2005 l'economia della Turchia e' cresciuta rispettivamente del 6.6%, 5.5%, 7.7% e 9.5%, mentre quella dell'Italia ha registrato le seguenti percentuali di crescita: -0.4%, 0.6%, 0.3% e crescita zero nell'ultimo trimestre.

I NUOVI MEMBRI DELLA DEIK
Nel corso della recente Assemblea Generale del Consiglio per le Relazioni Economiche Internazionali (Deik), cui ha partecipato anche il Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan, il numero dei membri del Consiglio è stato elevato da 22 a 26. I nuovi membri sono il presidente del <Gruppo Dogus>, Ferit Sahenk, il presidente per le Comunicazioni della Finanziaria <Koc>, Hasan Bengu, il presidente del Consiglio Esecutivo del <Gruppo Kale>, Zeynep Bodur Okyay (presidente anche del <Business Council> italo-turco) ed il presidente dell'Associazione delle Agenzie di viaggio turche (<Tursab>), Basaran Ulusoy. Il Consiglio per le Relazioni Economiche Internazionali aprirà prossimamente alcune sedi negli Stati Uniti, in Giappone, in Cina e in India, al fine di avviare una attività di collaborazione con i consiglieri commerciali che già operano in quei Paesi. 

JOINT VENTURE TRA <AYDIN> e <BERNARDINI>

E' stata di recente inaugurata una joint venture per la produzione di olio d'oliva tra la <Aydın> e l'italiana <Bernardini>. L'investimento è stato pari a $8 milioni e la produzione avrà inizio nel prossimo mese di settembre con una capacità giornaliera di 100 tonnellate al giorno.
 
MIRABILANDIA APRIRA' AD ISTANBUL

MirabilandiaE' prevista ad Istanbul l'inaugurazione del parco giochi Mirabilandia, il più grande dopo Disneyland, nella seconda metà del 2007. La Turchia sarà cosi' il terzo paese straniero ad ospitare la struttura di intrattenimento che è stata voluta dalla <Eko Tekstil> e dalla <Gisad> con il know-how del gruppo Mirabilandia. Il nuovo parco sara' costruito nella parte anatolica di Istanbul e sarà destinato anche ad un pubblico adulto. Al suo interno troveranno peraltro spazio un ospedale, un complesso sportivo, sale cinematografiche e un complesso d appartamenti. Secondo la <Price Water House Coopers>, il volume d'affari del settore dell'intrattenimento in Turchia raggiungerà quest'anno la somma di $3.8 miliardi, con un incremento fino a $5.7 miliardi nel 2010.

VETTORI CIVILI PER VOLI REGIONALI

La <Tusas> e l'industria aeronautica turca (Tai) svilupperanno vettori civili per voli regionali e stanno per concludere i relativi studi di fattibilità. Il modello dell'aereo prescelto per tale progetto sarebbe il <Rrj>, sviluppato congiuntamente dalla russa <Sukhoi> e dall'italiana <Alenia>. Le parti interessate avrebbero rivelato che la scelta e' stata fatta dopo aver preso in considerazione modelli di aerei canadesi, brasiliani, ucraini e cinesi, che però sono stati scartati per motivi di budget e perché non corrispondenti alle caratteristiche tecniche qui richieste. 

AUMENTO DEL TASSO DI INTERESSE

Il Comitato per la Politica Monetaria della Banca Centrale turca ha deciso l'aumento di 0.25 punti del tasso d'interesse per la ricezione dei depositi a breve termine che è ora pari al 17.50% mentre quello per la cessione dei depositi ha raggiunto il 22.50%. La decisione ha sorpreso mercati ed analisti che non si aspettavano un rialzo in questo momento. Il provvedimento è stato comunque accolto positivamente, in quanto tende a rafforzare la credibilità della politica monetaria della Banca e a controllare in modo efficace la massa monetaria. 

 
2.5 MILIARDI DI $ PER L'INTRATTENIMENTO
Secondo il presidente dell'Associazione turca  dei managers dei settori del turismo, della ristorazione, delle discoteche e dei club (<Turiyd>), Erol Kaynar, il fatturato del comparto dell'intrattenimento in Turchia vale al momento $2.5 miliardi. Tale fatturato sarebbe generato da oltre 17.000 persone ad alto reddito, di cui 10.000 residenti ad Istanbul e gli altri 7.000 nel resto del Paese. Il Presidente della <Turiyd> ha anche evidenziato che mentre negli Usa ed in Europa il recarsi fuori per colazione, pranzo ed a ballare in discoteca è divenuta ormai un'abitudine, in Turchia il fenomeno, pur se in crescita, è ancora limitato solo alle classi più abbienti. Uno dei limiti indicati alla crescita del comparto entertainment è il costo ancora molto elevato dell'accesso ai locali.

"VERSO UNA STRATEGIA DI CAPITALI ESTERI PER LA TURCHIA"
Un rapporto recentemente pubblicato dall'Associazione Internazionale degli Investitori (<Yased>), dal titolo "Verso una strategia di capitali esteri per la Turchia", suggerisce la creazione di un ambiente adatto ad attrarre investimenti dall'estero. Le riforme finora intraprese dalla Turchia, prosegue il rapporto,  hanno sicuramente avuto un effetto positivo sul rilancio degli investimenti provenienti dall'estero ma sono inadeguate per attrarre nuovi capitali ed occorre ora una nuova strategia. Nella pubblicazione vengono inoltre elencati i punti che rendono poco competitivo il Paese, quali la mancanza di adeguata formazione e di risorse umane preparate e la scarsità di fondi destinati ad attività di ricerca e sviluppo.

TURISMO: FALLITO L'OBIETTIVO DEI 20 MILIARDI DI $

In base alle recenti rilevazioni dell'Istituto di Statistica Nazionale turco, il numero dei turisti arrivati in Turchia nella prima metà di quest'anno è diminuito dell'8% rispetto al dato del 2005. Gli arrivi nel semestre hanno raggiunto la somma di circa 7.8 milioni (8.5 milioni nello stesso periodo del 2005), mentre nel solo mese di giugno sono scesi dell'1.4% per un totale di circa 2.36 milioni (2.4% nel giugno 2005). Per ciò che concerne la provenienza dei turisti, si è registrato un aumento di quelli statunitensi (+70.5%), mentre quelli europei sono diminuiti nel complesso del 16.1%; tra questi il flusso proveniente dalla Germania è aumentato del 16% nel solo mese di giugno, mentre nello stesso mese si è registrato un incremento pari al 9% degli arrivi dei turisti russi. Nonostante una leggera ripresa rispetto al mese di maggio il settore, che ha risentito degli effetti negativi dell'influenza aviaria che ha colpito il Paese nei primi mesi del 2006 e dei problemi connessi alle "vignette" a sfondo religioso che hanno provocato scalpore soprattutto in Europa, non riuscirà a raggiungere a fine anno la somma di $20 miliardi preventivati in fase di bilancio e necessari per finanziare il deficit delle partite correnti che nel mese di maggio è stato pari a $4 miliardi.

NUOVO STATUTO DELLA TBB

La Gazzetta Ufficiale turca ha pubblicato il nuovo statuto dell'Unione Bancaria turca (Tbb) modificato di recente dall'Autorità per la Supervisione e Regolamentazione del Settore Bancario (Bddk). Con il nuovo testo la rappresentanza delle banche nel consiglio della Tbb viene stabilita in base all'attività svolta dagli istituti di credito e non in base alla loro nazionalità, finora fattore di discriminazione per gli istituti di credito stranieri nel Paese.

ACCORDO TRA <AKBANK> E <PARSIAN INVESTMENT COMPANY>
La <Akbank> ha informato la Borsa di Istanbul di aver siglato un accordo con l'iraniana <Parsian Investment Company> per la vendita dell'intero capitale azionario, 65%, della <Sabanci Bank Pls> in Inghilterra, che la predetta detiene. La firma di tale accordo è avvenuta in conformità a quanto deciso dal Consiglio di Amministrazione della <Akbank> e in base alla stessa intesa la <Universal Trading>, che detiene il 35% della <Sabanci Bank Plc>, venderà la propria quota. Il prezzo di vendita delle azioni non è stato ancora determinato e l'operazione dovrà attendere il nulla osta dell'Autorità per i Servizi Finanziari britannica.

LA CLASSIFICA DELLA BORSA DI ISTANBUL
Secondo uno studio della Federazione Mondiale delle Borse, nonostante le recenti turbolenze che hanno influenzato l'andamento dei mercati finanziari in Turchia, nell'ultimo anno la Borsa di Istanbul è risultata essere la settima in termini di guadagno pur avendo registrato una perdita del 13.1%. Solo la Borsa di Buenos Aires ha subito una perdita simile, seguita da quelle di Bombay (-13.7%) e Bogotà (-18.3%).

ACQUISIZIONE <YAPI KREDI>

L'Amministratore delegato della Finanziaria <Koc>, Kemal Kaya, ha recentemente reso noto che il processo di acquisizione da parte della <Yapi Kredi>, una banca privata fondata nel 1994, di <Kocbank>, avviata nel settembre 2005, si concluderà entro quest'anno facendo così della <Yapi Kredi> la quinta banca per grandezza in Turchia. Un team di venti esperti sta lavorando da tempo al processo di integrazione operativa dei due istituti, occupandosi del ricollocamento e della formazione del personale che lavora nelle filiali esistenti e nei nuovi 30 uffici aperti quest'anno, mentre si prevede che altre 100 filiali saranno inaugurate nei prossimi tre anni. 

 

PRIVATIZZAZIONI
La 13ma Corte del Consiglio di Stato ha sospeso la privatizzazione del 46.12% delle acciaierie <Erdemir>, aggiudicate lo scorso ottobre al Fondo di Solidarietà dell'Esercito (<Oyak>) accogliendo la richiesta a suo tempo presentata dall'Unione delle Camere degli Ingegneri e degli Architetti che si era opposta alla vendita, reclamando che la Commissione sulla Competitività non aveva rispettato la normativa in fase di approvazione dell'operazione. Secondo il presidente della Camera degli Ingegneri Meccanici, Emin Koramaz, la <Erdemir> deve essere ora restituita allo Stato e lanciata una nuova gara. Nel frattempo la Borsa ha sospeso la trattazione dei titoli della <Erdemir> che, si ricorda, era stata venduta all'<Oyak> per la somma di $2.77 miliardi. L'Amministrazione per le Privatizzazioni (<Oib>) potrà ora appellarsi alla decisione della Corte il cui verdetto concerne sostanzialmente l'approvazione della vendita da parte del Consiglio Supremo per le Privatizzazioni (<Oyk>). Per gli analisti del settore l'accaduto, che ha suscitato non poche perplessità sull'attuazione del programma di privatizzazioni in corso nel Paese, non dovrebbe comunque tradursi nella cancellazione della vendita.

 

INDICATORI MACROECONOMICI
 - Crescita del Pnl nel 2005: 7.7%; gen. - marzo 2006: 6.3%
 - Inflazione  annua (prezzi al consumo): 7.72% (2005); 10,1% (giugno 2006)
 - Interscambio con l'Italia nel 2006 - gen - maggio - (dati Ice): 6.1 miliardi di dollari, con esportazioni verso l'Italia pari a  2.8 miliardi di dollari (+ 25,6% rispetto al corrispondente periodo del 2005) ed importazioni dall'Italia pari a 3.3 miliardi di dollari (+11,6 % rispetto al corrispondente periodo del 2005).

A cura di: Simona De Martino, Capo dell'Ufficio Economico e Commerciale dell'Ambasciata d'Italia in Turchia; Gianmarco Macchia, vice-capo dell'Ufficio Economico e Commerciale; Roberto Luongo, direttore dell'Ufficio Ice di Istanbul. Redazione: Tiziana Staffolari, collaboratore economico e finanziario
03.08.2006

 

 

ITALIA-TURCHIA/MEF: CONCLUSIONE FORMALE
DEL PROGETTO COLLABORAZIONE SU APPALTI

Mef

Lo ha reso noto il nostro ministero dell'Economia in un comunicato pubblicato sul sito www.tesoro.it. Il finanziamento da parte dell'Unione Europea con un budget di 1.3 milioni di euro. Il convegno di Ankara sul tema: "Tendenze del public procurement nel processo di integrazione". Consigliere del "gemellaggio" Giancarlo De Stefano.

Si è concluso formalmente il progetto di gemellaggio tra Italia e Turchia dedicato al rafforzamento del sistema turco degli appalti pubblici. Lo fa sapere il ministero dell'Economia in un comunicato pubblicato sul sito www.tesoro.it, dove si annuncia che sarà avviato un progetto analogo di due anni in Bulgaria. Il ministero fa sapere, inoltre, che questi progetti si inquadrano nell'orientamento del Dipartimento del Tesoro a favore delle amministrazioni dei Paesi candidati all'ingresso nella UE.
Il progetto con la Turchia, finanziato dalla UE con un budget di 1.3 milioni di euro, si è concluso non è molto ad Ankara, con un convegno dedicato al tema "Tendenze del public procurement nel processo di integrazione economica e di allargamento dell'Europa".
Nei 18 mesi in cui si è sviluppato il progetto, gli staff tecnici del ministero dell'Economia e delle Finanze - Dipartimento del Tesoro, hanno offerto alla Pubblica amministrazione locale consulenza e supporto necessari per rafforzare il sistema degli appalti pubblici nel Paese; sostenere l'armonizzazione legislativa del settore con la normativa europea; promuovere l'efficienza e la concorrenza nelle gare pubbliche; ridurre potenziali frodi e corruzione; potenziare le attività di formazione e comunicazione.
Il gemellaggio è stato realizzato grazie alla presenza stabile ad Ankara di un "consigliere per il gemellaggio", Giancarlo De Stefano, e la collaborazione di un team di 73 esperti provenienti dal <Mef>, dalla <Consip>, dall'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, e da altre istituzioni italiane ed europee. (ApCom)
03.08.2006

 

 

UNA DIVERSA
CULTURA
DI IMPRESA

La_sede_della_Camera_di_Commercio_di_Torino

Missione inTurchia dal 10 al 12 settembre. Ad organizzarla la Camera di Commercio Industria Agricoltura e Artigianatato (Cciaa) di Torino e <Promos>, Azienda speciale della camera di Commercio di Milano in collaborazione con il ministero delle Attività Produttive-Punto di Contatto Nazionale. Una scheda di adesione.

La Camera di Commercio Industria Agricoltura e Artigianato (Cciaa) di Torino e <Promos>, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Milano in collaborazione con il ministero delle Attività Produttive - Punto di Contatto Nazionale, organizzano una missione istituzionale e imprenditoriale in Turchia con l'obiettivo di diffondere una nuova cultura d'impresa legata alle linea Ocse e creare contatti personalizzati per le imprese.
La missione si terrà dal 10 al 12 settembre 2006 e verrà organizzata con il supporto del Desk Turchia delle due Camere di Commercio, operativo ad Istanbul presso la Camera di commercio italiana. Per quanto riguarda le aziende piemontesi, il focus sarà sul settore ambiente e le agende di incontri provvederanno contatti con aziende turche dei settori indicati nella compilazione della scheda di adesione.
I posti disponibili per aziende partecipanti sono cinque : verrà data priorità di iscrizione in base all'ordine cronologico di ricevimento della scheda di adesione. La Turchia il cui tasso di crescita del Pil nel 2005 è stato del 7.7%, continua ad essere un Pese importante per l'Italia che è il terzo partner commerciale e che si posiziona al sesto posto per investimenti diretti. Le tecnologie ambientali più richieste sono nel campo delle energie alternative, riciclaggio rifiuti, trattamento acque.
La missione prevede la partecipazione ad una conferenza per la diffusione delle linee Ocse a cui farà seguito un'agenda d'incontri bilaterali con imprese locali, in base alle specifiche esigenze segnalate da ciascuna impresa partecipante.
Per coloro che vogliono aderire al progetto inviare la scheda di adesione via e-mail e via fax alla Segreteria Organizzativa di Torino. (News Italia Press)
03.08.2006

 

 

PROGETTO
"TURCHIA CHIAVI
IN MANO"

Confindustria_Marche

Viva soddisfazione delle imprese marchigiane che hanno partecipato al workshop tenutosi recentemente ad Istanbul dedicato ai settori sia dell'edilizia che dell'arredamento e promosso da Confindustria Marche, Regione Marche, Ancona promuove (Cciaa) in collaborazione con l'Istituto del Commercio Estero (Ice).

Paola_Merloni_presidente_di_Confindustria_MarcheE' stata espressa viva soddisfazione dalle imprese marchigiane che hanno partecipato al workshop che si è tenuto ad Istanbul nei giorni scorsi, dedicato ai settori edilizia ed arredamento nell'ambito del Progetto "Turchia chiavi in mano" promosso da Confindustria Marche, Regione Marche, Ancona Promuove azienda speciale della Camera di Commercio Industria Agricoltura e Artigianato (Cciaa) di Ancona, in collaborazione con l'Istituto Nazionale per il Commercio (Ice).
Oltre 200 gli incontri per le 14 imprese marchigiane produttrici di macchinari e tecnologie per l'edilizia, arredamenti commerciali e residenziali (mobili per la casa cucine e arredobagno) hanno, in un continuum di appuntamenti, ricevuto un centinaio di operatori turchi, selezionati da Ice Istanbul sull'intero territorio nazionale, dopo un attento lavoro di individuazione svolto in stretta connessione con Confindustria Marche.
Numerosi gli operatori del settore arredamento, importatori ed anche produttori di mobili con controllo della distribuzione, ancor più numerosi quelli specializzati nel settore dell'edilizia, tra cui importantissimi contractor edili turchi interessati anche alla parte arredo.
"Le aziende marchigiane del settore macchinari per il settore edile e delle tecnologie per le costruzioni e i lavori pubblici hanno potuto toccare con mano quanto siano grandi le prospettive per il comparto dell'edilizia e tutto quanto ad essa connesso ", si legge nella nota stampa della Cciaa.
Il settore edile, che nel primo trimestre dell'anno in corso ha contribuito alla crescita del Pil per oltre il 26%, mostra infatti segnali positivi che si riverbereranno certamente anche nei confronti di alcuni settori cardine dell'export italiano in Turchia (materiali per edilizia, porte, finestre, mobili,articoli di illuminazione,complementi).
Per il settore della meccanica, già lo scorso anno ad Izmir, Ancona Promuove aveva organizzato una serie di incontri mirati e personalizzati tra imprenditori locali e turchi. L'interesse per tale mercato porterà alla realizzazione di nuovi progetti come azioni di incoming destinati a far conoscere il nostro territorio e la realtà industriale agli operatori turchi.
L'export dalla Regione Marche verso la Turchia, complessivamente pari a 142 milioni di euro nel 2005 ha registrato un incremento del 35 % rispetto all'anno precedente, 77 milioni rappresentati dalla meccanica (cresciuta del 21% rispetto all'anno precedente) mentre + 39% è l'incremento del settore mobile. (News Italia Press)
03.08.2006

 

 

ORMAI SEMBRA NOTIZIA PIU' CHE SICURA:
MURDOCH E' SBARCATO ANCHE IN TURCHIA

Rubert_Murdoch   Tgrt

Secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa <Anadolu>, il magnate dei media avrebbe acquistato da <Ihlas Yayin Holding> il controllo della più grande Tv privata del Paese, la <Tgrt>. L'operazione sarebbe stata resa possibile grazie al partner commerciale Achmet Erteguen, co-fondatore della casa discografica <Atlantic Records>.

In questa calda e torrida estate, come non si vedeva da anni, c'è qualcuno che continua a smuovere le acque e agitare queste giornate rese altrimenti piatte dall'afa.
Si tratta dell'inarrestabile Rupert Murdoch, il magnate dei media, pronto a trasformare in oro le opportunità del nuovo mondo delle comunicazioni.
Dopo aver portato a casa il successo di <MySpace>, eccolo lanciato in una nuova avventura, questa volta alla volta della Turchia.
L'agenzia turca <Anatolia> riferisce che il tycoon avrebbe acquisito da <Ihlas Yayin Holding> il controllo della più grande Tv privata turca, la <Tgrt>.
L'acquisizione sarebbe avvenuta congiuntamente a un partner commerciale, il turco Achmet Erteguen, co-fondatore della casa discografica <Atlantic Records>.
La cifra pagata dai due soci, per avere il controllo totale della <Tgrt> con il 56,5% delle quote azionarie, sarebbe di 151 milioni di lire turche (circa 75 milioni di euro). La restante parte delle azioni acquisite saranno piazzate sul mercato degli investitori.
La partnership con un imprenditore turco è indispensabile perché secondo la legge locale i soggetti stranieri non possono detenere oltre il 25% nelle società che operano nel settore media.
Ora l'accordo deve passare il vaglio delle competenti Autorità turche. >Tgr> era stata creata nel 1993 ed è stata una delle prime stazioni Tv private in Turchia. Probabilmente sarà rilanciata con un nuovo nome come canale di intrattenimento diretto a un target di pubblico giovanile e femminile.
Alcune fonti riferiscono che il magnate australiano non intende fermasi alla Turchia. Pare, infatti, che Murdoch stia lavorando intorno al gruppo <Kudelsky>, titolare dei sistemi di codifica <Nagra> e <Seca-Mediaguard>, recentemente alle prese con problemi di pirateria che hanno determinato un brusco calo dei titoli sui mercati borsistici.
In Italia, il tycoon è alle prese con altre voci che riguardano un possibile accordo con il presidente di <Telecom Italia>, Marco Tronchetti Provera.
L'operatore <Telecom> ha confermato trattative in corso con le società di Murdoch sui contenuti.
A riguardo, alcuni giorni fa Tronchetti Provera ha dichiarato: "Penso che troveremo un accordo, noi siamo per gli accordi. Stiamo studiando prodotti per tutte le piattaforme su cui operiamo".
Precedentemente erano circolate indiscrezioni su un possibile interesse di Murdoch a entrare in <Olimpia>.
Questo eventuale matrimonio si farà?
L'ex Ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri, evidenzia gli eventuali ostacoli antitrust e lancia una frecciatina velenosa al Governo: "Come mai nessuno parla degli annunciati accordi tra <Telecom> e Murdoch?".
E spiega: "Si è fatto un gran baccano della presunta posizione dominante di Rai e Mediaset. Si è detto che il Sic, che adesso perfino Calabrò è riuscito a calcolare, non era un buon metodo antitrust nel mondo della televisione e delle telecomunicazioni. E davanti a tali accordi, non si sa ancora di quale dimensione e portata, tra <Telecom> ed il gigante Murdoch, le belle anime della sinistra che sono attente alle norme antitrust quando c'è Mediaset in campo ma non in altri casi, che cosa hanno da dire in proposito?".
Gasparri ritiene però che sia fisiologica la creazione di grandi gruppi nella competizione planetaria. "Contesto il fatto che per alcuni le regole antitrust vanno applicate solo in taluni casi. Sarà bene capire - continua Gasparri - prima di formulare un giudizio definitivo, la portata degli eventuali accordi tra <Telecom Italia> e Murdoch, ma credo - conclude - che sia bene augurarci che nel nostro mercato, oltre a tanti operatori internazionali, continuino ad agire alcuni grandi gruppi italiani nel campo della televisione e delle telecomunicazioni".
Il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, si è voluto soffermare su questa possibile Intesa, soprattutto in riferimento alle affermazioni del presidente dell'<Agcom> che nella Relazione annuale ha parlato di duopolio congiunto fra la Tv privata e la Rai.
Confalonieri ha commentato: "Rai e Mediaset sono delle pulci in confronto a colossi quali Rupert Murdoch e Telecom di cui si parla in questi giorni in vista di una possibile fusione o alleanza". Il presidente ha ricordato come "...l'eventuale Alleanza fra Murdoch e <Telecom> rappresenti un fatturato che si aggira sui 30 miliardi di euro, una cifra ben superiore ai 6 miliardi di Rai e Mediaset insieme".
Secondo Confalonieri il digitale comunque "moltiplica le possibilità ed è quindi di per sé un elemento di pluralismo"". (Raffaella Natale/Key4biz.it-TrendOnline)
03.08.2006

 

 

PROTOCOLLO D'INTESA

E' stato firmato dalla <Seat Pagine Gialle> e da <Dogan Yayin Holding> per verificare le opportunità di sviluppo di una attività congiunta nel settore directory in Turchia.

<Seat Pagine Gialle> e <Dogan Yayin Holding> hanno firmato un protocollo d'intesa per verificare le opportunità di sviluppo di un'attività congiunta nel settore delle directoriy in Turchia.
<Dyh> è il gruppo leader in Turchia nel settore dei media, con attività che spaziano dai quotidiani alle riviste, dalle trasmissioni televisive a quelle radiofoniche, a internet, ai sistemi di telecomunicazione alternativi e alla vendita al dettaglio.
Le due società creeranno un team congiunto con l'obiettivo di analizzare il mercato turco e verificare le opportunità presenti nel settore delle directory. L'analisi di mercato e la predisposizione di un business plan sono previste per il quarto trimestre. In caso di raggiungimento dell'accordo sul business plan, le due società costituiranno una joint venture che sarà finalizzata entro la fine dell'anno. (ApCom)
03.08.2006

 

 

ECONOMIA

LETTERA DI INTENTI

Fondo_Monetario_Internazionale

 

Il Fondo Monetario Internazionale ha approvato nei confronti della Turchia la concessione di un finanziamento per 1.9 miliardi di dollari.

The International Monetary Fund (Imf) has approved $1.9 billion disbursement after discussing the third and fourth loan reviews of Turkey's Imf program.
This enables Turkey to draw $1.9 billion in credit from the Imf.
The Imf committee finished discussing the third and fourth loan reviews at the end of May and appreciated the performance of the program.
The Imf asked Turkey to save YTL 4.5 billion for health expenditures.
The Imf report keeps warning Turkey to strictly follow tight economic and monetary policies and underlines Turkey's ongoing positive economic development.
The Imf executive committee discussed the IMF report and approved the reviews.
Following the meeting, either Imf Managing Director Rodrigo Rato or Imf Deputy Director Anne Krueger is expected to issue a general assessment, particularly on the Turkish economy.
The Turkish Treasury's letter of intent said that additional measures on health expenditures would save YTL 2.1 billion.
Skyrocketing oil prices caused an unexpected increase in the current account deficit but the record capital inflow met the deficit. While the public deficit's proportion to total national income fell under 2.5 percent, public borrowing stocks decreased rapidly.
The program met its targets to a large extent. For instance, the 2005 year-end targets and the March 2006 targets regarding foreign debts and international reserves were achieved.
Annual inflation remained within the inflation targets chosen at the end of March while the figures rose 1.5 points above the upper limit of 8.5 percent at the end of June.
The monetary policy will be further tightened in order to return the economy to its former path, which was compatible with medium-term targets. The surplus-before-interest payment was above the expectations in the first five months of 2006.
The timetable prepared in accordance with the suggestions of the consultant company about the detailed privatization strategies and the incrementally removal of concessions regarding the public deposits will be announced at the end of June.
The Turkish government and Imf signed a three-year stand-by agreement worth $10 billion in 2005. (Zaman)
03.08.2006

 

 

<CEMENTIR> SI ALLARGA ANCORA

Elazig_Cimento

 

La società, guidata da Francesco Caltagirone jr., attraverso la controllata turca <Cimentas> ha sottoscritto un accordo con il <Gruppo Oyak> per acquisire <Elazig Cimento>.

CementirIl Gruppo <Cementir> si rafforza in Turchia. La società, guidata da Francesco Caltagirone jr., attraverso la controllata <Cimentas> ha sottoscritto un accordo con il <Gruppo Oyak> per l'acquisizione della società cementiera turca <Elazig Cimento>.
L'operazione, spiega una nota, comporterà un esborso di 110 milioni di dollari ed il closing della transazione è soggetto al via libera dell'Autorità Antitrust, che dovrebbe esprimere il proprio parere entro settembre.
Elazig è situata nell'Anatolia Orientale con una capacità produttiva di oltre 900.000 tonnellate annue. <Elazig Cimento> al momento dell'acquisizione presenta un debito netto di circa 15 milioni di dollari; nel 2005 ha conseguito ricavi delle vendite ed un margine operativo lordo rispettivamente pari a 52 e 21.5 milioni di dollari; i dipendenti sono circa 200.
<Cementir>, si legge sempre nella nota, con questa acquisizione avrà nel paese quattro stabilimenti per la produzione di cemento con una capacità complessiva di circa 5 milioni di tonnellate annue. Gli stabilimenti sono tutti situati in zone strategiche ad alta capacità di crescita: a Izmir, sul mar Egeo, a Kars, nella parte orientale dell'Anatolia e a Edirne, nella regione di Marmara, la più dinamica e ricca del paese, oltre a quello di Elazig.
<Cementir> ha avviato la propria strategia di internazionalizzazione in Turchia nel 2001 con l'acquisizione della <Cimentas>, società quotata alla Borsa di Istanbul. Con questa operazione l'investimento complessivo nel paese, negli ultimi cinque anni, supera i 500 milioni di dollari, facendo di <Cementir> uno dei primi produttori locali. (laRepubblica.it)
03.08.2006

 

<ABDI IBRAHIM PHARMA>
PARTNER
DI <ROTTAPHARM>

Rottapharm

 

La joint venture tra le società italiana e turca avrà affetti positivi nei settori dell'automedicazione e del benessere(ginecologia, cardiovascolare, dermocosmetica).

Istanbul based Abdi Ibrahim Pharmaceuticals, the largest drug production company in Turkey, has signed a strategic partnership deal with RottaPharm of Italy.
The Turkish company said its new partner has important products ar "self medication" field, and the deal aims to generate synergies for both companies at international markets, and to introduce new products in Turkish "self medication" and "wellness" markets which are not very developed at the moment.
With the deal, Abdi Ibrahim will incluse 11 RottaPharm products at democosmetics, gynecologic, and cardiovasular groups in its portfolio. RottaPharm is already knows in the Turkish market with its product, Dona. Speaking at the signing ceremony Abdi ibrahim chairman said they would strengthen their position in the market through international partbership would provide positive results for both sides.
About RottaPharm
RottaPharms is a multinational pharmaceutical group vased in Italya. The group was founded in 1961 by professor Luigi Rovati, a pharmacology professor at the University of pavia, with the creation of Rotta Research Laboratorium as an independent research laboratory. RottaPharm aims the discovery, the development and the distribution around the world of new original frugs for the treatment of major diseases. To date the intense research acrivity has generated 2,729 new molecoles, 287 patents and 19 compounds, which are at an advanced stage of research. Nine original products are sold worldwide. (The New Anatolian)
03.08.2006

 

<MASTERCARD>
  RFID, 
PARTE IL TEST

Mastercard

 

Circa 25mila possessori di carta in Turchia potranno sperimentare il sistema PayPass, per l'acquisto di beni, senza bisogno di strisciate: basta appoggiare la card su un lettore a radiofrequenza.

Via libera alle carte di credito <MasterCard> dotate di tecnologia Rfid: le schede a radiofrequenza, messe a punto nel 2005, saranno disponibili per circa 25mila utenti turchi.
Il nuovo sistema di pagamento, denominato "Tap N Go", eliminerà la necessità di "strisciare" la scheda su lettori magnetici. Per effettuare un acquisto con le carte Rfid, denominate PayPass, basta infatti utilizzare un omonimo lettore a radiofrequenza prodotto dalla stessa <MasterCard>.
Come il nome del servizio suggerisce, il possessore di PayPass deve soltanto avvicinare o appoggiare (tap) la scheda al lettore: l'addebito è quindi immediato e per spese di entità inferiore ai 25 dollari, si legge sul sito ufficiale, "non dovranno essere firmate né ricevute né scontrini".
Non strisciare la banda magnetica della carta di credito su lettori tradizionali, sostengono gli inventori di PayPass, può evitare truffe e brutte sorprese: pur essendo meno sicura di PayTouch, dispositivo biometrico per pagare con la propria impronta digitale, PayPass sembra offrire una buona sicurezza contro i cosiddetti skimmer, gli apparecchi utilizzati per clonare carte magnetiche.
La sperimentazione di PayPass al di fuori degli Stati Uniti, dove viene utilizzata da almeno sette milioni di persone, è per il momento limitata a Turchia ed Australia. In Turchia, PayPass godrà del pieno supporto da parte di una catena locale di sale cinematografiche, CineBonus. In Australia, PayPass viene utilizzata dai negozi del marchio 7-Eleven.
"PayPass mira soprattutto a semplificare l'acquisto di prodotti e servizi dal costo contenuto", dicono i portavoce di <MasterCard>. Gli esercizi commerciali che potrebbero essere interessati ai lettori PayPass sono infatti "ristoranti, farmacie, stazioni di servizio e parcheggi a pagamento", si legge in una nota ufficiale. (Tommaso Lombardi/Punto Informatico)
03.08.2006

 

"SE NON PAGATE LE TASSE E' MALAFEDE"

Il ministero turco delle Finanze ha messo a punto nuovi sistemi di avviso per richiamare al dovere con e-mail e sms i contribuenti circa scadenze imminenti e morosità. 

Il ministero delle Finanze turco ha messo a punto nuovi sistemi di avviso per richiamare al dovere di pagare le tasse: e-mail e sms sul telefonino avviseranno i contribuenti circa le scadenze imminenti e anche in caso di morosità.
E questo è solo il primo passo. Nei prossimi mesi verrà creato il "Tax comunication center", un numero telefonico che darà tutte le informazioni riguardo le imposte, alla situazione dei contribuenti e a come mettersi apposto davanti al fisco. Osman Arioglu, vicepresidente dell'ufficio riscossione tasse ha dichiarato: "Stiamo sperimentando modelli già esistenti in Olanda e Gran Bretagna. Il Canada è un'altra nazione dalla quale pensiamo di trarre esempio. Sono modi per fare sentire lo Stato più vicino ai contribuenti". Come a dire: se da adesso non pagate le tasse è pura malafede. (La Stampaweb)
03.08.2006

ISTANBUL ED IL MERCATO DEI FALSI

Gran_Bazar_di_Istanbul

 

Il Gran Bazar è il punto di riferimento dove arrivano, prima che in ogni altra parte, i modelli taroccati. Qui si possono trovare borse anche un anno prima che vengano esposte nei negozi di lusso.

La canicola estiva riscalda lo shopping taroccato. Di questi tempi è soprattutto sul bagnasciuga che impazzano le vendite del lusso contraffatto. E' un classico quello del vu' cumprà che, a zig zag tra gli ombrelloni, porta in giro la sua merce, a cui basta dare un colpo d'occhio per capire quali sono i marchi che salgono e scendono nel gradimento.
Prendiamo le borsette, che sono tra i beni di lusso maggiormente contraffatti. Il primo posto, nel podio delle new entry di quest'estate, va al superesclusivo marchio <Balenciaga>, con il modello City, seguito da <Chloè> e <Fend>i che, con la Spy bag segna il suo ritorno in questo mercato.
Questa hit si trova nelle riviere più sofisticate, come la Versilia, popolata da una clientela radical chic dal palato raffinato con il vizio della "caccia" al falso. Sono clienti disposte a spendere anche 200 o 250 euro per un tarocco di qualità i cui originali, d'altronde, superano i 900 euro. Forte dei Marmi è una delle piazze più all'avanguardia nel falso d'autore. A luglio arrivano le novità, che a fine agosto vanno in saldo.
Marchi esclusivi e fuori dall'ordinario come <Balenciaga> non li vendono tutti i vu' cumprà, ma quelli giusti che bisbigliano nelle orecchie delle loro clienti più affezionate i pezzi forti. Smerciano anche false <Chanel>, modelli visti nei negozi lo scorso inverno, in montone naturale o marrone, e persino i trolley di <Hermes>. Per evitare di farseli sequestrare, portano con sé nient'altro che fogli di giornale con la pubblicità del prodotto da mostrare alle potenziali clienti.
Come succede nel lusso vero anche nel falso c'è una segmentazione di mercato. Ci sono modelli brutti, cartonati, che costano solo 30 euro e quelli belli, in piccole serie e pelle di qualità, fatti talmente bene che è difficile anche ad occhi esperti riconoscere il vero dal falso.
Un evergreen del falso rimane <Hermes>. La Birkin o la Kelly, i modelli più famosi dello storico marchio francese, non tramontano mai nelle vendite del contraffatto, così come d'altra parte avviene nel circuito del vero. Non declina mai neanche la classica Chanel trapuntata.
Ma lo zoccolo duro nelle vendite dei vu' comprà e colleghi rimangono anche quest'estate le borse in tela logate di <Gucci> e quelle in plastica stampata di <Louis Vuitton>. Costando poco ed essendo popolari se ne vendono come panini. Ancora una volta, il mercato del falso riflette le stesse dinamiche del mercato del vero dove <Gucci> e <Louis Vuitton> sono i marchi che vendono più borsette.
Ai falsificatori non sfuggono mai gli ultimi modelli di borse: di <Vuitton> c'è sulla piazza quello in jeans, che "cammina da solo" tanto è stato venduto e copiato. Ad essere in calo sulle bancarelle del falso, quest'estate, sono invece <Prada> e <Tod's>.
Battutissime dai vu' cumprà, oltre alle spiagge, sono le città d'arte italiane, visto che molti turisti, pesantemente multati a casa loro, i falsi vengono a comprarseli in Italia, ancora molto tollerante.
La classifica del tarocco non cambia granché a Firenze. La pole position è pressappoco uguale a quella di Forte e più che vedere i vu compra per le strade, ci sono circuiti più ristretti, indirizzi riservati di negozi periferici che aprono la porta solo a chi conoscono o è referenziato.
A Venezia, dove sono soprattutto gli stranieri a comprare borse contraffatte, ci sono dei veri suk a cielo aperto tra le strade principali dove albergano i negozi del lusso. Basti un esempio per capire paradossalmente come funziona: fuori dal negozio <Gucci> c'è il vu'' cumprà che vende borse contraffatte dello stesso marchio. I turisti comprano finte <Chanel> e <Hermes>, ma ad essere stravenduti sono i classici modelli con logo di Gucci e Vuitton.
A Roma le vendite dei falsi non sono così spudoratamente in vista. Non è via Condotti a ospitare i vu' cumprà, ma semmai la più popolare Campo dei Fiori. E se in zone più centrali ci sono borsette più esclusive, all'uscita delle metropolitane più periferiche ci sono prodotti a larghissima diffusione come le cinture di <Gucci>, <Dolce & Gabbana> e <Richmond>. Sulla costiera adriatica, fra Rimini e Riccione, il fenomeno è in frenata. Nelle ultime stagioni c'è maggior controllo e multe salate per chi compra un falso. Mentre a Napoli il giro del borsette taroccate è dietro le quinte. Le clienti del falso si procurano il cellulare di chi smercia e prendono appuntamenti privati. Un fenomeno non solo napoletano, ma più diffuso: dare la caccia al falso è diventato una moda soprattutto per le acquirenti più snob.
A Milano il mercato del falso langue. E' diminuito rispetto a qualche anno fa. Evidentemente i negozianti del quadrilatero del lusso sono stati bravi a fare pressione sulle autorità competenti. Il poco che si vede, solitamente in zona Brera, è molto ordinario. E' una piazza chip con poca offerta.
La madre di tutti i mercati del falso rimane, comunque, Istanbul con il suo Gran Bazar. Lì i modelli taroccati arrivano prima di ogni altra città. Anche un anno prima si possono trovare gli ultimi modelli che fanno tendenza nei negozi del lusso. La Spy Bag di <Fendi> approdata in Italia quest'estate era ad Istanbul già dallo scorso settembre in compagnia delle prime <Balenciaga>, <Chloè>, <Fendi> e <Mulberry>. I modelli più ricercati li fanno in diverse fasce di prezzo, dalla più economica, copiata male, a quella più sofisticata che somiglia in tutto e per tutto all'originale, ma che costerà sei volte meno.
Ma per tutta l'Italia il mercato del falso rimane un primato. Il Paese oltre ad essere primo nell'industria della moda, quella vera, è in testa, a livello europeo, anche nella produzione e consumo di merci contraffatte. Slitta, però, al terzo posto nella classifica mondiale. Arriva dopo Cina e Corea con un giro d'affari di 56 miliardi di cui il 60% nel settore della moda. (Rosa Tessa/Affari&Finanza-laRepubblica.it)
03.08.2006

 

 

TURISMO

ECONOMIA DI UNA REGIONE E SUO IMPATTO

Una_immagine_di_Mardin

Il terrorismo sta colpendo nel sud-est anatolico. Come la vede il Governatore del distretto di Mardin, Mehmet Kiliclar.

The escalating terror activities in southeastern Turkey's have had an adverse impact on the economy of the region.
The southeastern city of Mardin is most severely affected by the recent terror events.
The cradle of many ancient cultures, Mardin was a popular tourist destination prior to the recent events in Diyarbakir and Kiziltepe with just 25,000 visitors, down from 400,000 in 2005, losing a significant portion of the region's income from tourism.
Mardin Governor Mehmet Kiliclar reported that although no terror activities have been reported in Mardin, the whole region is considered to be dangerous.
Therefore, Mardin is also perceived to be under threat. A number of shops in the city have virtully closed t reservations have been canceled Kiliclar said.
He also held the media responsible for loss of tourism revenues.
Tourists are able to wander safely and freely in the city center until late at night Kiliclar said, adding that locals are friendly and hospitable.
Mardin Mayor Metin Pamukcu also informed that group tours to the city were canceled after the recent incidents in the region.
In fact, Mardin is one of the safest cities in the region, Pamukcu claimed. He cautioned the media not to exaggerate the events.
Sanliurfa is another regional city suffering economic losses due to the recent terror events, and there has been a considerable decrease in the number of tourists visiting the "City of Prophets," famous for its Balikli Golu (Fish Lake).
Sanliurfa Trade and Industry Chamber Chairman Ismail Demirkol also complained about damage caused to the local economy.
Demirkol said: "Unfortunately, all cities in the region are assumed to be dangerous for tourists.
Gaziantep Trade and Industry Chamber Chairman Mehmet Aslan said that even though the city of Gaziantep has been least effected by terror events in the region because of its geographical distance from actual attacks, it has seen a 30 percent decrease in the number of tourists in 2006.
Aslan continued: "Terror events effect the region as a whole. Unfortunately Gaziantep has been negatively influenced by the events because of its proximity to the region.
But, thankfully, Gaziantep is the least effected city, however, even minor problems reflect on us." (Nergihan Celen/Zaman)
03.08.2006

IL TURISMO TERMALE LA NUOVA RISORSA

La Turchia si prepara a diventare in questo settore una delle destinazioni vincenti.

La Turchia si prepara a diventare una delle destinazioni vincenti per il turismo termale. Dopo aver lanciato a gennaio il progetto delle città di turismo termale (Ttcp), il ministero per la Cultura e il turismo sta per definire l'elenco delle 21 città che saranno coinvolte nel progetto. "La Turchia ha le più grandi risorse termali dell'Europa - hanno commentato dal Ministero - ed è fra le sette principali nazioni al mondo per la sua ricca offerta in termini di turismo weelness. (TtgItalia)
03.08.2006

VOLI TURKISH

I_record_Thy

La compagnia turca presente sul 70% delle linee internazionali. Sei nuove rotte solo in quest'anno. Il lavoro dei piloti non potrà essere più lungo del consentito.

Turkish Airlines (Thy) General Manager Temel Kotil said the 73-year old national airline, Thy, has broken a number of records this year.
Kotil informed that on average Thy makes 500 flights per day with 70 percent occupancy.
In the recently obtained 24 routes 55 percent occupancy has been reached, Kotil said, adding that Thy has become a "shining star" of the airline industry.
The new routes are all commercial, "There was an increasing business demand for Central Asian flights, and so we added additional flights to some routes. Thy's latest record was six new routes in one year, and now with the new 24 routes we will increase revenue significantly," Thy's general manager said.
Thy did not need additional pilots or crew members. The airline is run in line with international regulations with no concessions made.
"A program purchased from Sweden for $10 million, the cabin crew schedule is prepared in advance and no pilot is allowed to fly no more than 110 hours. We would not allow our pilots to fly longer anyway. We will not compromise flight safety," Kotil said.
Thy currently has 12,000 personnel, the same number as in 2002; while annual passenger traffic has risen from 10 to 18 million.
All departments have mobilized to make Thy one of the world's leading airlines, and success has helped staff' morale immensely, Kotil said. (Mustafa Gun/Zaman)
03.08.2006

EASY-JET DEBUTTA SU ISTANBUL

Il collegamento con voli tri-settimanali dall'aeroporto di Londra. Dal 4 settembre servizio giornaliero.

Con un collegamento tri-settimanale dall'aeroporto di Londra Luton verso Istanbul è iniziato il collegamento con la Turchia operato da <easyJet>, un volo che prosegue nella strada di espansione della compagnia low cost verso destinazioni extra UE (in precedenza erano stati attivati voli verso Croazia e Marocco), che l'azienda considera ad alta potenzialità. A partire dal 4 settembre poi il collegamento con la Turchia diventerà giornaliero. (News Details)
03.08.2006

 

 

CULTURA

LA TURCHIA A VENEZIA

L'edizione 2007 della Biennale d'arte avrà per la prima volta - assieme a quella dell'Africa e dell'India - una esposizione di opere di artisti di questo Paese.

L'edizione 2007 della Biennale d'arte di Venezia porterà in mostra l'arte dell'Africa, dell'India e della Turchia. Lo hanno annunciato a Venezia il presidente Davide Croff e il direttore della rassegna, Robert Storr, che ha sottolineato come la "sua" Biennale sarà impostata in modo da favorire attraverso il dialogo tra artisti e pubblicò la divulgazione dei "contenuti" e non 'l'approccio al mercato'. (Ansa)
03.08.2006

 

A PALMANOVA LO SPIRITO DEI SULTANI

Palmanova

 

Nell'ex caserma Montesanto allestita una mostra storico-artistica e documentaria sui contatti tra Venezia e Costantinopoli.

I_Turchi_a_PalmanovaPer secoli i turchi hanno rappresentato un timore per le regioni costiere del Mediterraneo. Per difendersi dalle loro incursioni si costruivano fortezze e castelli, casematte e polveriere. A ripercorrere quell'epopea, in un momento in cui, dopo l'11 settembre, da un lato la paura dell'Islam è un fantasma che torna ad aggirarsi nell'Occidente, ma dall'altro la Turchia è vicina ad entrare nell'Unione Europea, è una kermesse di mostre dal titolo "I turchi in Europa", disseminata in varie località del Friuli.
Nello spirito dell'illustrazione dei "secolari rapporti, dei conflitti ma anche delle reciproche influenze e contaminazioni, che ci sono stati fra la civiltà europea e il mondo ottomano", di cui scrive il Presidente del Friuli Venezia Giulia Riccardo Illy, il fulcro delle varie manifestazioni (promosse, fino al 22 ottobre, dalla Regione su progetto di Gianpaolo Carbonetto, con il supporto della Fiat) è centrato nella straordinaria città fortezza di Palmanova, oggettivazione stupefacente dell'incontro e fusione dell'arte architettonica militare del '500 e della "città ideale"" rinascimentale. Essa fu fondata nel 1593 come possente antemurale, rimasto poi solo virtuale, contro l'espansione imperiale della Sublime Porta al di là dei Balcani.
Questo spirito è ben evidente nella mostra principale, artistica, storica e documentaria, allestita nell'ex caserma Montesanto, la cui vetrina iniziale contiene un "oggetto" di straordinario fascino, la finissima pergamena, intatta dopo quasi mezzo millenio, dell'Archivio di Stato di Venezia con il testo in china e oro del rescritto del sultano Selim II in data 3 zilkade 980 (7 marzo1573) della pace con Venezia dopo Lepanto e la guerra di Cipro. Dopo un turbante del 1596 del Museo di Innsbruck, che la tradizione vuole del Gran Sultano ma in realtà di un derviscio, si susseguono le piante e le vedute comparate, quelle occidentali di Istanbul e quelle turche di Venezia, i facsimili delle stupende miniature della vita di corte della Sublime Porta del Museo di Topkapi e le immagini originali disegnate e incise dei porti e delle fortificazioni greche e dalmate della secolare contesa fra Venezia e l'Impero ottomano, le ceramiche di Iznik anch'esse partecipi con le loro decorazioni navali.
Un fascino altrettanto grande e imperdibile promana dall'altra sezione ospitata nella Polveriera napoleonica, con gli elegantissimi rilievi a matita e pastelli degli architetti Borelli e Gennaro di Udine di quattro moschee, tre a Istanbul e una a Edirne, del grandissimo architetto di Solimano il Magnifico Sinan, giannizzero cristiano rinnegato, con il modello ligneo del capolavoro, la moschea della Sultana Mihrimah del 1562-65. (Marco Rosci/La Stampaweb)
03.08.2006

 

L'EFESO DEL FUTURO

Archeologi_al_lavoro

Un team di archeologi sta facendo scavi nella antica città di Antandros, nel Balikesir, all'inseguimento della tribù dei Cimmeri, in quella che era stata la terra natia di Conan il Barbaro. Le scoperte fatte dal professor Gurcan Polat in una dichiarazione alla agenzia di stampa <Dogan News Agency>.

A team of archaeologists conducting excavations in the ancient city of Antandros in Balıkesir is chasing the traces of the Cimmerians tribe -- the tribe of the fictional character Conan the Barbarian (also known as Conan the Cimmerian) -- who are thought to have lived in the ancient city for about 100 years.
Associate Professor Gürcan Polat, a lecturer with Ege University and the head of the Antandros excavations, told the Doğan News Agency that they were trying to find evidence of the Cimmerian settlement, the name of which is mentioned in the works of Stefanos Bizantios, a late Roman author.
Polat said evidence found so far showed that the Cimmerians didn't settle in a certain place, adding: "According to Bizantios' works, the tribe lived in Antandros for about 100 years. Yet, this assertion hasn't been proved so far. We want to find evidence of the Cimmerian settlement in our excavations." 
Archaeologists say the ancient city of Antandros holds the potential to become the "Ephesus of the future," particularly due to its architectural features.
Polat said the excavations, which are in their seventh season this year, are continuing at three sites in the ancient city. He added that as yet they have not been able to unveil Roman period official buildings and structures.
"The excavations could gain momentum if more sponsors are found. This year we focused on the restoration of the mosaics and frescos belonging to a previously unearthed Roman villa. Our digs are unveiling the villa's eight rooms that were decorated with mosaics and frescos, as well as its hamam [bath] and toilet area. Our findings indicate that the villa was divided into rooms with walls and was used as a home by more than one family due to economic reasons.
"The excavations at the Antandros necropolis, which was used as a cemetery between the seventh and first centuries B.C., indicated that adults were cremated and then interred, whereas children under the age of six were not cremated but simply buried. Traces of a thick layer of carbon belonging to the first part of the sixth century B.C. found at the third excavation site, on the other hand, may be traces of a battle that erased the Kimmers from the pages of history at the hands of the Lydians," he said.
Noting that the sewer system of the villa was constructed in a very skillful way, Polat said: "The toilet was constructed over the main sewer system, which was laid down along the hillside, suggesting that a number of houses were built at the site. We therefore assume that a big civilization lived in this area."
He also said the work on restoring the mosaics and the Roman period villas -- which were unearthed last year -- will last until Sept. 15 and are being conducted by a team of 27 staff led by Professor Sait Başaran from Istanbul University.
"We anticipate that very valuable artifacts will be unveiled at the excavations at the Antandros necropolis," he added.
The Cimmerians were a warring and nomadic tribe that inhabited the region north of the Caucasus and the Black Sea, in what is now Russia and Ukraine, in the 8th and 7th centuries B.C. The Cimmerians were the tribe of famous fictional barbarian character Conan the Barbarian, played by actor Arnold Schwarzenegger in his films.
They are believed to have lived in Antandros for about 100 years until the Lydians chased them
out. (Turkish Daily News)
03.08.2006

 

"L'ALBERO DEI GIANNIZZERI"

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Un nuovo personaggio, Yashim, nato dalla fantasia di Jason Goodwin, esperto di storia bizantina e turca. Un giallo che ci fa entrare nella Istanbul imperiale, in un mondo irrimediabilmente lontano, tra ambasciatori stranieri, dark ladies, assassini efferati, travestiti, artigiani, sette religiose sufi, soldati.

Va tanto di moda, soprattutto da parte di giovani romanzieri, scrivere libri gialli impostando le trame in epoche non attuali fuori quindi da quelle regole fissate da Giambattista Vico circa <l'unità di tempo, di luogo e di azione>. Ecco allora che i nostri eroi, i detective per la precisione, si muovono con scioltezza nell'antica Grecia o nella Roma imperiale. Alcuni anche tra gli egizi e nel Rinascimenti. Adesso, poi, pare che il massimo della novità sia ambientare i personaggi alla Corte dei Sultani, nella vecchia Istanbul ottomana. Jason Goodwin, studioso di storia bizantina all'università di Cambridge, è rimasto anche lui soggiogato da questo nuovo corso, forte oltretutto di una vasta cultura del passato come testimonia, tra i tanti elaborati, il suo poderoso testo dal titolo "Lords of the Horizons: A History of the Ottoman Emoire". Ecco allora dare alle stampe il suo "L'albero dei giannizzeri" dove il protagonista principale, l'eunuco Yashim (una sorta di Maigret ottomano, come qualcuno l'ha definito), deve fare luce su una serie di omicidi misteriosi che scuotono il Palazzo, vale a dire quello di una giovane circassa dell'harem e di altri quattro relativi ad altrettanti cadetti della Nuova Guardia del Sultano che da qualche tempo hanno sostituito i famosi Giannizzeri.
Goodwin si muove bene nei meandri di un mondo dorato quanto crudele e, conoscendo altrettanto bene la storia ottomana, fa muovere con disinvoltura il suo detective che certo non si perde d'animo - come si legge nella prefazione del libro - in mezzo ad "ambasciatori stranieri, dark ladies, assassini efferati ed efficienti, magnifici travestiti, artigiani, sette religiose sufi, soldati combattuti tra l'invidia dell'Occidente e la nostalgia delle vittoriose armate ottomane". Tutto ciò "mentre la città lentamente sprofonda tra gli incubi del passato e la paura del futuro...". C'è un però: come si avverte in tanti altri romanzi di diversi scrittori, tutti sullo stesso genere, la perfetta narrazione ambientale va a scapito della suspense. Sempre nella prefazione dell'editore si parla di "giallo impeccabile". Noi non ne siamo del tutto convinti. Già ad un quarto delle 380 pagine ci si domanda infatti cosa voglia fare effettivamente Yashim. Troppo lento è l'incalzare degli avvenimenti e questo, a nostro avviso, è perché l'autore si compiace troppo nel dipingere l'ambientazione senza tenere contro che il lettore quando si butta su un giallo non vuole tanto degli affreschi storici, ché altrimenti sceglierebbe libro ad hoc, quanto il classico romanzo d'evasione alla Agatha Christie o alla Ellery Queen. Fin qui il nostro nostra piccolo dissenso. Per resto, sotto l'ombrellone anche il nostro Yashim può fare il suo dovere. (Vera. Inca.)
Jason Goodwin - L'albero dei Giannizzeri - Ed: Einaudi   Pagine 380 euro
03.08.2006

 

AUGUSTE RODIN,
L'ULTIMO
DEGLI SCULTORI

Auguste_Rodine

Il Sakip Sabanci Museum di Istanbul ha fatto nuovamente centro con l'allestimento di una retrospettiva sul grande artista francese vissuto a cavallo tra il XIX e il XX secolo. La mostra resterà aperta fino al 3 settembre prossimo. Un invito per tutti i turisti a visitarla, anche se frettolosamente.

Due_delle_sale_della_mostra_di_RodinRodin_ad_istanbulA distanza di pochi mesi dal successo della mostra su Picasso, il Sakip Sabanci Muzesi ha centrato un  nuovo obiettivo mettendo in piedi una retrospettiva su Auguste Rodin. Noi ci auguriamo che gli italiani, e non solo loro, che si trovino a passare per Istanbul trascurino almeno per una volta i vari bazar che tanto attirano il turista con le loro cianfusaglie, comunque sempre allettanti, e facciano un salto sul Bosforo per soffermarsi davanti ad alcuni dei più bei capolavori dell'artista francese vissuto a cavallo tra il XIX e il XX secolo, degno erede di Fidia e Michelangelo ai quali si era ispirato.
Si tratta di 203 opere - tra marmi, bronzi e disegni provenienti per lo più da Parigi - che gli organizzatori del museo hanno disposto con perfetta simmetria nelle ampie sale del Sakip Sabanci in un gioco di luci e di ombre che, sopratutto nelle sculture, offrono al visitatore la potenza plasmatica di una creatività senza eguali.
La rassegna, che resterà aperta fino al prossimo 3 settembre, è l'occasione per arricchire lo spirito quel tanto che basta e per dire agli amici - al ritorno da un viaggio, "Sapete, abbiamo visto anche una mostra su Rodin e ne siamo rimasti affascinati". Proprio così!
E se è vero che i cultori dell'arte sanno tutto di lui - dalle sue tecniche, ai suoi caotici insiemi di figure, alle varie allegorie dell'amore, agli infiniti nudi e ai corpi mozzati, alla plasticità dei movimenti non alieni da forti impulsi erotici - c'è sempre qualche cosa di nuovo da apprendere nel trovarsi di fronte ad un'una opera di non comune sensualità quale, ad esempio, Il bacio.
Rodin, forse l'ultimo dei grandi scultori anche se alle volte le sue opere, in particolare i bronzi, creano una sorta di inspiegabile sgomento. Ma basta guardare un suo ritratto, e gli occhi sprigionanti una carica magnetica quasi demoniaca, per comprendere appieno quale potenza l'artista trasferisse nelle sue opere.
Nato nel 1840, Rodin
dal 1854 al 1857 frequentò la Petite École, dove studiò disegno. Non riuscendo ad entrare alla École des Beaux-Arts, a partire dal 1858 si mantenne lavorando come decoratore. Nel 1864 fu accettato nella bottega di Carrier-Belleuse, scultore, con cui collaborò nella decorazione della Borsa di Bruxelles fino al 1870. Trasferitosi in sguito a Bruxelles, l'artista non disdegnò di lavorare assieme al belga Van Rasbourgh nella produzione di sculture per il Palais des Académies. Nel 1875 partì per l' Italia. L'obiettivo era studiare Michaelangelo. Rimase colpito dalla Cappella Sistina, che gli ispirò L'età del bronzo, un'opera che divenne un succès de scandale: il nudo virile aveva infatti un modellato tanto innovativo e realistico che l'artista venne accusato di averlo fuso da un calco dal vivo. L'esecuzione del San Giovanni Battista, scultura monumentale eseguita nel 1878-80 con la stessa tecnica, gli valse il riconoscimento di critica e pubblico. Tornato in Francia, nel 1880 si trasferì a Parigi aprendo il proprio studio al Dépôt des Marbes, 182 Rue de l'Université, che conserverà fino alla morte. Sempre nel 1880, lo Stato gli commissionò il portale monumentale del Musée des Arts Décoratifs. Soprannominato Porta dell'Inferno per il soggetto dantesco, il progetto impegnò Rodin per più di vent'anni e comprende più di 200 figure, una grande allegoria dell'amore e della dannazione. I disegni delle opere sono alla base di alcune delle sue sculture più famose, eseguite indipendentemente dal progetto. Rodin tenne la sua prima personale con Monet alla Galerie Georges Petit di Parigi nel 1889, riscuotendo il plauso della critica d'avanguardia. Da quel momento ricett riconoscimenti e numerose commissioni. La vera fama gli giunse però grazie alla rassegna organizzata durante l'esposizione Internazionale di Parigi del 1900: il padiglione Rodin venne in seguito installato nel parco della sua Villa des Brillants a Meudon, e utilizzato come studio. La morte colse l'artista a Meudon nel 1917, tre giorni dopo che se ne era andata l'amata moglie Rose. Moltissime delle sue opere furono lasciate al Governo francese per la creazione  di un Musée. (Veronica Incagliati)
Master Sculptor
Rodin In Istanbul June 13/Setember 03, 2006 Sakip Sabanci Museum Emirgan 34467 Istanbul T: 0212-2272200  F: 0212-2294914  http://muze. sabanciuniv.edu 

03.08.2006

 

L'ARCHITETTO OTTOMANO

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Inaugurata presso la chiesa di San Francesco ad Udine, nell'ambito del progetto "I Turchi in Europa", una mostra su Raimondo D'Aronco tra i protagonisti dell'Art Nouveau rimasto particolarmente famoso per le opere costruite sotto il Sultano ad Istanbul. Valga per tutte l'ex ambasciata d'Italia a Tarabya.

Come ha sottolineato il sindaco Cecotti nel corso dell'anteprima  la peculiarità della mostra "D'Aronco architetto ottomano, progetti per Istanbul 1893-1909" rispetto alle altre esposizioni programmate nell'ambito del progetto "I Turchi in Europa", è costituita dal fatto che viene illustrata la presenza di un  friulano in Turchia, cosicché tra le due parti il dialogo non si svolge in una sola direzione ma vive di scambio reciproco. I materiali esposti - disegni schizzi e libri - fanno parte  del patrimonio artistico delle istituzioni culturali cittadine, la Galleria d'Arte Moderna nella quale si conserva l'archivio D'Aronco e la Biblioteca Civica. Oltre alla valenza promozionale a livello nazionale  la città di Udine e l'intero territorio regionale grazie a questi preziosi "testimonial" troveranno una importante occasione di promozione internazionale, poiché a settembre l'esposizione verrà trasferita a Istanbul. Parafrasando il "sogno americano" (e in questo caso si dovrebbe parlare di "sogno ottomano") la mostra racconta conquiste e successi di un giovane di talento, curioso e audace, che da Godo, frazione di Gemona del Friuli, approda nel 1893 alla corte del Sultano nella lontana e cosmopolita Istanbul, capitale dell'Impero ottomano, ovvero nel cuore del secolare antagonista delle potenze europee. Si tratta di un incontro fortunato per entrambi, poiché se il Sultano può avvalersi di un professionista di grande qualità creativa, Raimondo D'Aronco trova a Istanbul quello spazio di libertà che gli permette di prendere il volo, libero dalle costrizioni e dai vincoli che il contesto culturale italiano offriva. L'architetto che arriva a Istanbul con l'invito a partecipare  alla selezione per progettare i padiglioni dell'esposizione nazionale ottomana, è un giovane le cui qualità sono già state riconosciute in patria, dove è annoverato tra gli emergenti, ma deve fare i conti con un ambiente chiuso nei confronti dei giovani e egli scambi a livello internazionale. Se fosse rimasto in Italia D'Aronco non avrebbe potuto fare quelle esperienze che consentono alla storiografia di annoverarlo tra i protagonisti dell'Art Nouveau internazionale, alla quale contribuisce in maniera originale con le sue riflessioni sull'arte islamico-ottomana. Il suo apporto è tanto più significativo in quanto si inserisce in un tema che  caratterizza la ricerca architettonica a Vienna, vale a dire  la riscoperta  dell'arte popolare come "genius loci" per immettere  nuova linfa nelle forme espressive che definiscono l'identità nazionale in chiave di intrecci di linguaggi e culture. In questo contesto molto articolato l'opera di D'Aronco si configura come un ponte tra il dibattito culturale in corso nella Mitteleuropa e l'arte islamica, sulla scia di un interesse per gli intrecci tra Oriente e Occidente che ha cultori in Ungheria ma anche a Vienna. La conoscenza della storia e delle tecniche dell'architettura ottomana matura nel corso di un'attività professionale che si svolge per una parte consistente nel campo del restauro, poiché a seguito del sisma del 1894 su incarico del Sultano è impegnato nella riparazione di molti monumenti della capitale, tra i quali Santa Sofia e la moschea Mihrimah progettata da Sinan, il Michelangelo dell'Islam. Agli studi compiuti "dal vivo" D'Aronco associa le conoscenze apprese dai volumi di arte e architettura islamica e orientale che acquista per la sua biblioteca,  insieme ai libri inerenti temi occidentali. Questo prezioso materiale, importante per meglio comprendere l'origine e il contesto dei suoi progetti, è stato donato per esplicita volontà testamentaria alla Biblioteca Civica di Udine. Le sue proposte non si limitano agli aspetti decorativi ma coinvolgono l'organismo spaziale, così le numerose ville costruite sul Bosforo tra il 1903 e il 1906  per una selezionata committenza, spesso legata alla corte, oltre a edifici per la città (fontana tomba e biblioteca sulla salita di Yildiz, sala per collezioni a biblioteca per Memduh Pacha a Arnavutköy, casa Cemil Bey a Kireçburnu, piccola moschea a Galata, Ambasciata d'Italia a Tarabya) consentono di enucleare alcuni dei temi principali della sua ricerca, tesa verso l'ambizioso traguardo di rinnovamento della cultura architettonica turca. D'Aronco dimostra che si può recuperare lo spirito della "turcità" (türkçülük) aprendo un confronto con l'arte europea sul tema  della modernizzazione, che significa l'accettazione delle nuove tecniche costruttive e dei nuovi materiali senza trascurare la tradizione alla quale egli si rivolge libero da atteggiamenti nostalgici, anzi con uno spirito ludico e  divertito. Le sue proposte di innovazione del retaggio culturale del passato sono di grande attualità e costituiscono una chiave di riflessione stimolante, dato che nelle società islamiche la ricerca di una modernità rispettosa della propria storia  è argomento scottante e vitale, soprattutto a fronte alla prepotente "invasione" dei modelli occidentali. Adottando un metodo basato sul "sincretismo" D'Aronco attua quell'opera di mediazione che è già stata messa in atto in altre epoche storiche, si pensi all'ellenismo che a sua volta ispira la cultura e l'arte romana. La sua risposta in termini espressivi non poteva essere definitiva  e questa "incontentabilità del presente" che Marcello Piacentini gli riconosceva mette a fuoco da una parte la difficoltà di fornire una sintesi, e dall'altra ci consegna un artista che come tale - qualunque sia l'epoca o la collocazione geografica - si trova costantemente nella dimensione del viaggio. (Diana Barillari)
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Regione Autonoma Friuli- Venezia Giulia Direzione centrale relazioni internazionali, comunitarie e autonomie locali Servizio rapporti comunitari e integrazione europea Comune di Udine Assessorato alla Cultura Civici Musei di Udine - Galleria d'Arte Moderna Biblioteca Civica "Vincenzo Joppi" di Udine Chiesa di San Francesco, Udine 4 luglio- 22 agosto 2006 "D'Aronco architetto ottomano, progetti per Istanbul 1893-1909" 
Progetto scientifico: Diana Barillari con la collaborazione di Marzia Di Donato Progetto grafico e allestitivo: Ferruccio Montanari con Jessica Etro e Vanessa Marcuzzi Organizzazione e coordinamento: Donatella Quendolo (Assessorato alla cultura comune di Udine), Giovanna Bonafé, Samantha Bevilacqua (Galleria d'arte moderna) 
Restauri: Centro Studi e Restauro Gorizia 
Allestimento: Teknik srl. 
Cornici: Colussa Udine       
La mostra di Udine fa parte del progetto "I Turchi in Europa" ideato da Gianpaolo Carbonetto e sostenuto dalla regione Friuli Venezia Giulia che si articola oltre che in diverse mostre - a Palmanova, Pordenone, Trieste e villa Manin di Passariano (da settembre), in un programma nutrito di incontri, readings, conferenze.
Chiesa di San Francesco 
Via beato Odorico da Pordenone, Udine
Martedì - venerdì 16.00-20.00
Sabato e domenica 10.00-19.00
03.08.2006

 

 

I DERVISCI ROTANTI
A CIVITANOVA MARCHE

Dervisci

 

Accompagnati da musiche danze, i ballerini della confraternita dei Mevlana di Istanbul si sono esibiti nell'anfiteatro romano di Urbisaglia.

Il festival internazionale Civitanova Danza - promosso da Comune di Civitanova Marche, Teatri di Civitanova, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Marche, Provincia di Macerata, Amat, Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata e realizzato con il contributo di Banca di Credito Cooperativo di Civitanova Marche, Boccadigabbia, Cesare Paciotti, Eurosuole spa e della Manas spa Shoes made in Italy - si è trasferito all'Anfiteatro Romano di Urbisaglia con il progetto Antiche Danze. Tra storia e rito nell'Anfiteatro Romano di Urbisaglia realizzato in collaborazione con il Comune di Urbisaglia.
Ad esibirsi in un luogo unico come l'Anfiteatro Romano sono stati i Dervisci Roteanti Mevlevi del Tempio di Galata nelle Musiche e danze rituali sufi. Il fascino della storia dell'Anfiteatro ha fatto da cornice ad una danza che vuole farsi strumento di comunicazione con il divino. Le caratteristiche spirituali e meditative della danza dei Dervisci Roteanti della confraternita dei Mevlevi di Istanbul hanno reso ogni loro esibizione una cerimonia indimenticabile. Accompagnati da musiche e canti, i dervisci ruotano vorticosamente su se stessi, vestiti con lunghi abiti bianchi che si discostano dal corpo man mano che i giri si fanno più veloci, in un turbine di tensione che li accompagna al raggiungimento dell'estasi. Un rito che ci raggiunge superando millenni di storia, che raccoglie aspirazioni umane eterne ed immutabili, tanto da rivelarsi ancora oggi così vicino da scaldare il cuore.
La confraternita dei Mevlevi (i Derviches tourneurs dei viaggiatori occidentali) sviluppò dal secolo XII a Konya, una musica colta fondata sul sistema dei makam, modi analoghi ai maqam arabi, ai datsgah iraniani e ai raga indiani. La musica sufi della setta Mevlevi, per le sue caratteristiche spirituali e meditative, aiuta i credenti ad avvicinarsi a Dio. Il rituale prevede una danza rotatoria dove la mano sinistra è abbassata verso la terra mentre la mano destra è girata verso il cielo. Il danzatore diviene così il medium tra la terra ed il cielo. La musica è dominata dal 'nay' (flauto verticale) che ha un ruolo mistico nella musica turca, i 'küdum' (piccoli timpani in cuoio ricoperti di pelle di capra) e gli 'halile' (piatti in rame). Con tali strumenti si esegue la musica del rito mevlevi (ayîn), elemento principale del sema, concerto spirituale preconizzato dal fondatore della confraternita, Mevlänä Djelâleddin el Rûmi ("il nostro maestro Djelâleddin del paese di Rum") e divenuto la base della musica colta turca. Il nome Mevlevi deriva da quello di Mevlana, col il quale era conosciuto presso i Dervisci il grande poeta mistico del 13° sec., Celatettin Rûmi. Egli non diede origine alla danza religiosa presso i Sufi, poiché essa gli preesisteva, ma le diede enorme importanza. Così scriveva: "Molte strade portano a Dio. Io ho scelto quella della danza e della musica". Il canto cerimoniale è basato soprattutto su poemi tratti dal Masnavi o da altri scritti di Rûmi. La trama contiene due concetti dervisci di base: il raggiungimento dell'estasi attraverso la danza e il ruolo potentissimo della danza nell'ottenimento di questo stato. Quando questo stato è raggiunto, la musica dei percussionisti, dei cantanti e dei musicisti si ferma ma i dervisci, nel loro stato di estasi, continuano a roteare nel silenzio. (Si dice che quando un derviscio raggiunge l'estasi, può accadere che i suoi piedi non tocchino terra). La voce di un flauto solitario li riporta lentamente alla realtà. Queste danze, secondo i Dervisci Roteanti, sono il loro modo per allontanare la mente da ogni contatto con le cose terrene e per far si che le loro anime si allontanino dai corpi così da potersi riunire a Dio. In Turchia la tradizione dei Dervisci (una parola persiana che significa "monaco implorante") Sufi rappresenta un alto sviluppo della particolare arte di comunicare con il divino attraverso la danza. L'educazione di un derviscio è particolarmente ardua e consiste in milleuno giorni di penitenza e prevede il digiuno e la meditazione. Per apprendere la loro danza, i Dervisci bloccano due dita del piede al pavimento; in questo modo essi imparano a mantenere regolare e disciplinata la loro rotazione. Mentre rotea il Derviscio appoggia il suo peso sul piede sinistro. Per evitare il capogiro, il derviscio tiene la testa leggermente inclinata verso destra e gli occhi fissi sul palmo della mano sinistra.
Il maestro di cerimonia è stato Hasan Cikar; le musiche e i canti eseguiti da Mete Edman, N. Hakan Ayik, Veli Vural, Yesim Çaglayan, Gül Ayhan, Ercan Yalazan, Kaan Sezerler, Emre Isik, Erdem Özkivanç, Özgür Ayhan, Sunay Kolcu, Cezmi Isik; i dervisci roteanti erano Salih Okten, Murat Yildiz, Tolga Gogus, Cem Oztasa, Sevtap Demirtas, Tuesday Frint, Deniz Evren, A. Digdem Edman, Ekrem Kolcu, Efsun Atay, Ayhan Akcan. (Sprintonline)
03.08.2006

 

 

  IL FRANCOBOLLO CON LA DELEDDA

Grazia_Deledda

Risale al 1935 e faceva parte di una serie dedicata alle donne celebri. Il Governo turco dell'epoca (era ancora vivo Kemal Ataturk) aveva voluto immortalare il volto della grande scrittrice sarda, premio Nobel per la letteratura. Lo si può ammirare nelle nuove sale del museo deleddiano.

Inaugurazione della nuova sistemazione del Museo deleddiano, allestito nella casa della scrittrice premio Nobel per la letteratura. L'Istituto superiore regionale etnografico, che ne è il proprietario e il gestore, aveva chiuso le poche sale espositive alle visite per completarne definitivamente l'arredo.
L'Etnografico, che già aveva curato l'allestimento della rassegna di una parte delle cose e degli oggetti che appartennero al Nobel, ha completato le stanze della casa-museo, rimaste vuote per troppi anni, con tutta una serie di suppellettili.
Tra queste è anche compreso lo studio romano della scrittrice, insieme a molti altri reperti documentali di grande valore storico-biografico.
L'apertura del Museo risale al 1983, presidente dell'Isre Peppino Corrias. Il complesso ha funzionato fino all'inizio di quest'anno, offrendo ai visitatori la possibilità di prendere visione delle poche cose che allora si avevano a disposizione. Una speciale commissione, oltre 23 anni fa, fu incaricata di studiare la formula migliore per celebrare adeguatamente il valore della celebre concittadina, insignita del premio Nobel, indiscutibilmente il più prestigioso, nel 1927 a Stoccolma.
La commissione di studio, di cui facevano parte intellettuali e professori universitari, suggerì di dare vita a un centro studi deleddiano, trasformando nel contempo la casa natale della scrittrice in una casa-museo che ripercorresse le tappe della formazione della scrittrice, consentendo ai visitatori di riscoprirne i luoghi e la memoria.
Grazia Deledda è nata nel 1888 ed è morta a Roma nel 1936. Nella sua lunga attività ha scritto 350 novelle, 30 racconti, 8 fiabe, 15 bozzetti, 50 articoli, una cinquantina di poesie e 35 romanzi. Nel 1935 il suo volto apparve su un francobollo commissionato dal Governo turco, in una serie filatelica dedicata alle donne celebri di tutto il mondo, che comprendeva anche Madame Curie. Quella della Deledda fu anche la prima voce di donna registrata in Italia alla Fonoteca di Stato.
Da ricordare che il soppresso Ente provinciale per il turismo nuorese ha organizzato e gestito, a partire dal 1953 fino agli anni Ottanta, il premio nazionale di narrativa e poi di saggistica, riesumato dall'amministrazione provinciale solo un quinquennio fa. Due le edizioni biennali disputate finora. (Paradisola.it)
03.08.2006

 

CINEMA

"CROSSING THE BRIDGE"

Crossing_the_Bridge

 

Presentato da Fatih Akin, il regista turco-tedesco vincitore dell'Orso d'Oro a Berlino nel 2004, un documentario sul mondo musicale di Istanbul. E' la storia del compositore Alexander Hacke, esponente dell'avanguardia  tedesca. Ripercorre il viaggio che fece in Turchia per scrivere la colonna sonora de "La sposa turca".

Fatih Akin, il regista turco-tedesco vincitore dell'Orso d'Oro a Berlino 2004 con "La sposa turca", ha presentato a Cannes un documentario sul mondo musicale di Istanbul.
Si intitola "Crossing the bridge", ed è la storia del compositore Alexander Hacke, esponente dell'avanguardia musicale tedesca (milita negli Einstuurzende Neubaten), che ripercorre il viaggio che fece in Turchia per scrivere la colonna sonora della "Sposa turca".
Partendo dal paradisgma di Confucio, "quando arrivi in un luogo e vuoi comprenderlo, ascolta la musica che vi si suona", ecco la colonna sonora specchio delle musiche del film. Si parte dal gruppo psychobilly dance music dei Baba Zula fino ad arrivare a due leggende della musica popolare turca, i cantanti Sezen Aksu e Orhan Gencebay.
In mezzo vengono toccate le varie anime della capitale turca, il quartiere beyoglu, dove si trovano i club più alternativi. Ecco quindi Mercan Dede, virtuoso del ney, tradizionale flauto di bambù, rinomata star internazionale che unisce tradizione sufi e ritmi techno, gli Orient Expression, due dj, un virtuoso del saz, tipico strumento a corde, e un sassofonista americano che fondono melodie anatoliche e lounge-jazz. Poi c'è la scena hip hop, con gruppi come Ceza, caratterizzata da testi fortemente politicizzati e una buona presenza femminile. (loSpettacolo.it)
03.08.2006

 

LAUREA
HONORIS CAUSA
AD OZPETEC

Ferzan_Ozpetek

 

A concederla l'Università per stranieri di Perugia. Il regista turco, nazionalizzato italiano, era giunto per la prima volta nel capoluogo umbro a soli diciassette anni.

Degli oltre trecentomila studenti che in ottant'anni hanno affollato le aule di Palazzo Gallenga, storica sede dell'Università per Stranieri di Perugia, molti sono oggi esponenti di prestigio della scena istituzionale, produttiva ed artistica internazionale.
In occasione del primo raduno degli ex Alunni dell'Università per Stranieri di Perugia, che si è tenuto nei giorni scorsi , l'Ateneo ha inteso celebrare la straordinaria valenza umana e culturale di queste trascorse presenze con il conferimento della laurea honoris causa al regista turco Ferzan Ozpetec.
Lasciata la Turchia nel 1976, Ozpetec a soli diciassette anni giunse a Perugia per frequentare i corsi di lingua italiana della Stranieri, prima di intraprendere quegli studi di cinematografia che gli avrebbero consentito di diventare, negli anni successivi, uno tra i più originali ed apprezzati protagonisti della regia cinematografica contemporanea.
La cerimonia di conferimento del titolo di dottore in Comunicazione Sociale e Pubblicitaria al cineasta turco è stata preceduta dai saluti del Rettore dell'Ateneo - Prof.ssa Stefania Giannini - e del Preside della Facoltà di Lingua e Cultura Italiana - Roberto Fedi.
Ad essa sono seguite le testimonianze di alcuni degli ex allievi dell'Ateneo, tra le quali quella del Governatore Generale del Canada, Michaëlle Jean.
Gli ex allievi convenuti alla Stranieri hanno poi dato vita ad alcuni workshop tematici finalizzati alla progettazione di iniziative per lo sviluppo dell'Associazione Ex Alunni.
La manifestazione ha visto tra l'altro una serie di visite guidate al patrimonio artistico e monumentale di Perugia, città che per moltissimi degli ex allievi dell'Ateneo ha costituito la prima destinazione del loro soggiorno italiano.
I circa duecento ex studenti che presenziato a questo primo raduno sono stati ricevuti dal Sindaco Locchi e sono stati ospiti del Comune di Perugia per una colazione a Palazzo dei Priori.
Il primo raduno degli Ex Alunni dell'Università per Stranieri di Perugia si è infine concluso con un concerto eseguito da ex allievi dell'Ateneo, che ha costituito l'evento musicale d'apertura di "Tenera è la notte", rassegna estiva di eventi e spettacoli organizzata dal Comune di Perugia. (Ineurop@)
03.08.2006

 

SPORT

CALCIOPOLI 
TURCA:
L'ESEMPIO ITALIANO

Calciopoli

Ha fatto scuola anche dall'altra parte del Mediterraneo il processo sportivo sullo scandalo delle nostre società. Una delegazione della Federazione di Istanbul verrà infatti in Italia per studiare l'iter processuale.

Fa scuola il processo sportivo sullo scandalo del calcio italiano. Una delegazione della Federcalcio turca raggiungerà infatti l'Italia per studiare l'iter processuale e delle indagini di Calciopoli al fine di riproporlo per la risoluzione di eventuali casi di partite truccate che possano verificarsi nel Paese mediorientale. 
In quanto al caso del Denizlispor, Il Tribunale turco ha deciso di non continuare le indagini sui sospetti di una partita truccata durante il campionato. Il giudice che aveva aperto le indagini il 22 luglio dopo che un quotidiano aveva denunciato che il Denizlispor aveva pagato tre giocatori del Malatyaspor in modo da poter vincere ed evitare la retrocessione, ha sospeso i lavori perché le leggi turche non hanno disposizioni che permettano di sporgere querela.
03.08.2006

 

NIENTE FENERBAHCE

Roberto_Carlos,_Voglio_restare_al_Real

 

Roberto Carlos, il laterale brasiliano vuole restare con il Real Madrid. Marcelinho ha invece firmato con il Trabzonspor. Proviene dall'Hertha di Berlino.

Il_brasiliano_Marcelinho"Voglio restare al Real Madrid, lo dico chiaro e forte": così Roberto Carlos, il laterale brasiliano che ha ancora un anno di contratto.
"Ho avuto con Capello una conversazione sincera, vuole che resti, e da me si attende molto", ha aggiunto il 33enne fuoriclasse brasiliano al centro di voci di mercato che lo danno in partenza per la Turchia (Fenerbahce). Roberto Carlos è a Madrid dal 1996, ha giocato 347 partite nella Liga, realizzando 44 gol. (Ansa)
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Il centrocampista brasiliano Marcelinho ha firmato un contratto di tre anni con il club turco del Trabzonspor. Il giocatore, 31 anni, proviene dall'Hertha di Berlino dove, dal 2001, ha giocato 155 partite realizzando 65 gol. (Ansa)
03.08.2006

 

BASKET: JENKINS HA FIRMATO CON l'EFES PILSEN

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Il play americano ha firmato con la squadra turca per un anno con opzione per il secondo. Nei giorni scorsi la società si era assicurata le prestazioni di Nicholas.

La squadra turca Efes Pilsen, dopo essersi assicurato le prestazioni del miglior marcatore della scorsa Eurolega, l'ex trevigiano Nicholas,  ha annunciato l'acquisto di uno dei migliori giocatori dell'ultima Uleb Cup, Horace Jenkins. Il play americano ha firmato un contratto di un anno con opzione per il secondo.
L'anno scorso, Jenkins, 32 anni, ha giocato con l'Hapoel Gerusalemme, dove, in Uleb Cup ha avuto una media di 20.4 punti, 3.9 rimbalzi e 3.6 assits. Jenkins, è una vecchia conoscenza del nostro campionato, dove ha militato in Legadue con Borgomanero (miglior marcatore della lega con 31 punti a gara), e in Serie A con la Virtus di Roma. (Basket.net.it)
03.08.2006

 

 

ITALIA-TURCHIA APRE IL TRIANGOLARE

Torneo_internazionale_Città_di_Milano

 

Martedì prossimo il primo incontro del Torneo internazionale "Città di Milano". La finale venerdì.

Mancano sempre meno giorni al 1° Torneo Internazionale "Città di Milano", che si giocherà al pala Lido nei giorni 8, 9, 10 e 11 agosto 2006 con in campo le formazioni femminili di Germania, Turchia ed Italia.
Cambia il programma del triangolare. Il primo match della manifestazione, ore 20.30 di Martedì 8 Agosto, sarà Italia - Turchia.
Azzurre quindi subito in campo nella rassegna organizzata dal CR Fipav Lombardia.
Il programma Torneo Internazionale Città di Milano

Giorno Mattina Pomeriggio Sera
Lunedì 7 agosto 12.00
Arrivo Italia e Turchia
16.00 - 18.00
Allenamento Turchia
18.00 - 20.00
Allenamento Italia
Martedì 8 agosto 9.00 - 10.30
Allenamento Italia
10.30 - 12.00
Allenamento Turchia
12.00
Arrivo Germania
17.00 - 19.00
Allenamento Germania
20.30
Partita Italia-Germania
Ingresso gratuito
Mercoledì 9 agosto 9.00 - 10.30
Allenamento Germania
10.30 - 12.00
Allenamento Turchia
17.00 - 19.00
Allenamento Italia
20.30
Partita turchia-Germania

Ingresso gratuito

Giovedì 10 agosto 9.00 - 10.30
Allenamento Italia
10.30 - 12.00
Allenamento Germania
17.00 - 19.00
Allenamento Turchia
20.30
Partita Germania-Italia
Ingresso gratuito
Venerdì 11 agosto 9.00 - 10.30
Allenamento 1° finalista
10.30 - 12.00
Allenamento 2° finalista
17.00 - 19.00
Allenamento 3° squadra
20.30
Finale torneo
Ingresso gratuito
* allenamenti ad ingresso libero nel rispetto del lavoro dei team
Nella sezione Download la Cartella stampa da scaricare in pdf
Informazioni di servizio
Soggiorno delle squadre nazionali e delle delegazioni tecniche
Le tre nazionali, le delegazioni tecniche, officials e arbitri, alloggeranno al Grand Hotel Brun di Via Caldera, 21 a Milano.
Grand Hotel Brun 
Per i tifosi: convenzione particolare tramite CR Lombardia Fipav
Camera doppia uso singola 90 € a notte con prima colazione a buffet
camera doppia 120 € a notte con prima colazione a buffet
Organizzazione Fipav Lombardia
Viale Sarca, 81
20125 MILANO
Tel 02.66105997 02.66105999
Fax 02.66101821
Sito: http://servedbyadbutler.com/adserve/;type=alink;ALID=370;ID=149691 Fipav Lombardia
Recapiti organizzativi: 335/1833802 e 348/5849096
e-mail settore eventi eventi.lombardia@federvolley.it
Volleyball.it è media partner dell'evento del Comitato Regionale Lombardia Fipav
03.08.2006

 

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