ATTUALITA'
PATTI
CHIARI

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Una
attenta analisi del giornalista Carlo Pelanda de <Il
Foglio> sulla Turchia. Il rischio è quella di perderla
se UE ed anche il Vaticano non le vanno incontro. |
Troppi
politici e analisti europei sottovalutano la rilevanza prospettica
della Turchia nello scenario di contenimento dell'islam. La
sua adesione all'UE, infatti, è considerata dai più
questione che si può rimandare e trattare con linguaggio
nominale: un lungo percorso, dai 10 ai 15 anni, di condizioni che
Ankara dovrà rispettare, ma senza un impegno del tipo:
"Se le rispetti tutte, poi sicuramente entri". Il
linguaggio sostanziale, invece, dice: "Intanto
rispettatele, poi vedremo". Tale ambiguità sta
destabilizzando il sistema turco perché non permette di
ancorarlo a un futuro certo. La Lira è in crisi di
svalutazione non solo per disordine inflazionistico interno -
brillantemente contenuto da un'ottima gestione della Banca Centrale - ma anche perché il mercato ritiene che alla
fine Ankara non sarà mai parte dell'euro-sistema. Nessun problema
immediato: la Turchia sta aumentando le esportazioni e dando
lavoro alla gente grazie alla svalutazione e il Fondo Monetario, su istruzione statunitense, ha appena varato un
prestito di sostegno dal grande valore "fiduciante":
l'inflazione sarà contenuta, l'economia verrà ordinata e la
Turchia resterà un pilastro della Nato e dell'Occidente.
Tuttavia, nei think tank più attenti alla materia si ritiene
che l'America, alla lunga, non ce la farà da sola a tenere
Ankara entro il perimetro occidentale. La Turchia è esposta
a una crescente pressione islamizzante che può essere contrastata
solo con l'inclusione nell'Europa pur progressiva e
condizionata. Il punto è che la Turchia sta diventando il
nuovo campo di battaglia tra jihadisti e occidentali e l'Europa
deve decidere se combattere o mollare, arretrando il fronte.
La decisione è tra delegare alla Turchia una parte della
guerra contro gli arabi-islamici, ripristinando l'antico ruolo
dell'Impero ottomano, in cambio dell'entrata in Europa oppure
darla per persa. A chi non coglie tale criticità va
ricordata una frase di Osama bin Laden nel 2001. Disse che stava
per finire un periodo di 80 anni di umiliazione per l'islam. Fece
preciso riferimento a quando Kemal Ataturk, nel 1924, abolì
il Califfato ottomano. Ed è suo progetto prioritario il
ripristinarlo a partire da Istanbul, trampolino per l'islamizzazione
dell'Europa. Ma i politici europei non decideranno. Pertanto
questa rubrica chiede al Vaticano, centro pensante dell'occidente
insieme agli Usa, di valutare se sia il caso di avviare un
serio, e risolutivo, lobbying pro-Ankara a Bruxelles in cambio
dell'impegno turco di lavorare per l'occidente e di tutelare
i sacerdoti cristiani.
(Carlo Pelanda/Il Foglio)
22.07.2006
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GLI
OBIETTIVI DELLA PRESIDENZA FINLANDESE
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Tra
i vari impegni assunti da Helsinki vi è l'allargamento
dell'Unione europea alla Turchia. L'atteggiamento di Matti
Vanhanen. |
Gli obiettivi che si è
proposto il Governo finlandese per il suo semestre di presidenza
dell'UE, pur tralasciando lo spinoso tema della Costituzione
Europea, risultano essere estremamente delicati per il futuro
delle istituzioni comunitarie e di tutti i Paesi membri.
Tra i vari impegni assunti dalla Finlandia, particolare attenzione
merita quello che probabilmente sarà il tema caldo di questo
autunno: l'allargamento dell'Unione Europea alla Turchia.
Recep Tayyip Erdogan, il premier turco artefice del lungo percorso
di avvicinamento all'UE, troverà, senza dubbio, nella Finlandia
un partner più costruttivo di quanto lo sia stato l'Austria nel
corso del suo semestre di presidenza appena concluso. Già nel
1999, infatti, durante la sua prima presidenza dell'UE, la
Finlandia aprì uno spiraglio alla mermbership di Ankara.
Il Primo Ministro finlandese, Matti Vanhanen, dopo aver confermato
il suo sostegno all'ampio processo d'allargamento conclusosi
nel Maggio 2004, ha dichiarato che l'accesso della Turchia è
nelle mani dello stesso Governo di Ankara, concordando con
l'analisi del Commissario per l'Allargamento Olli Rehn,
secondo cui è necessario che la Turchia apra i propri porti e
aeroporti ai traffici provenienti da Cipro e continui nel suo
cammino riformatore.
La presidenza finlandese, quindi, sembra decisa a contrastare
l'atteggiamento assunto da alcuni Paesi membri pregiudizialmente
contrari ad ulteriori allargamenti dell'Unione: nonostante i
possibili veti di Francia, Grecia, Austria e Cipro all'ingresso
della Turchia, Matti Vanhanen ha infatti ribadito che qualsiasi
Paese europeo che condivida i valori dell'Unione e rispetti i
criteri di Copenaghen deve poter avere la possibilità di
diventare un membro a tutti gli effetti dell'UE. (Francesco
Fusaro/Notizie radicali)
22.07.2006
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I CINQUE
PUNTI

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Grazie
alla mediazione del vice-segretario generale Onu, Ibrahim
Gambari, raggiunto un accordo tra Mehmet Ali Talat e
Tassos Papadopolulos per l'avvio di trattative di pace a
Cipro. |
Il Governo greco ha dato il proprio
imprimatur all'ultimo sforzo delle Nazioni
Unite per far ripartire colloqui tra greco-ciprioti e
turco-ciprioti tesi a riunificare l'isola di Cipro, divisa dal
1974 in seguito ad un'invasione militare turca. Sabato 9 luglio,
nella "zona cuscinetto" di Nicosia sotto controllo Onu, i
leader delle due parti, il presidente greco-cipriota Tassos Papadopoulos
ed il premier turco-cipriota Mehmet Ali Talat, grazie alla
mediazione del vice-segretario generale dell'Onu Ibrahim Gambari,
hanno raggiunto un accordo in cinque punti per riavviare il
processo di pace interrotto due anni fa.
In base a questo accordo, i colloqui avranno inizio a fine luglio
e - dopo un primo periodo di bassa intensità in cui sarà toccata
una serie di problemi preliminari legati al conflitto - dovrebbero
proseguire con la prospettiva di sfociare in trattative di pace
vere e proprie.
L'inizio dei negoziati dovrebbe inoltre contribuire a sbloccare
una serie di intralci intervenuti nel processo di adesione della
Turchia all'UE in quanto Ankara non intende sinora riconoscere
Cipro, dal 2004 membro dell'Unione Europea.
"Ci auguriamo di vedere l'inizio di trattative concrete sulle
questioni politiche in parallelo con le discussioni riguardanti le
misure per rafforzare la fiducia reciproca. Per ora ritengo che
questo avvio sia molto utile", ha detto il Primo Ministro
greco Costas Karamanlis al termine di un incontro con Papadopoulos,
arrivato nei giorni scorsiad Atene per colloqui anche con il
presidente della Repubblica Karolos Papoulias, con il ministro
degli Esteri Dora Bakoyannis e con i leader dei principali partiti
politici del Paese.
Papadopoulos e Talat non si incontravano dall'aprile del 2004,
quando un piano di riunificazione dell'isola proposto dal
segretario generale dell'Onu, Kofi Annan, fu sottoposto a
referendum e approvato dall'etnia turca ma respinto da quella
greca. L'esito del referendum fece sì che entrasse nell'UE solo
la Repubblica di Cipro (la parte greca) e non tutta l'isola.
L'annosa questione della divisione di Cipro rappresenta un serio
ostacolo nelle trattative per l'ingresso della Turchia nell'UE,
avviate lo scorso ottobre, nelle quali è cresciuta la pressione
su Ankara affinché riconosca il governo di Nicosia, (l'unico
riconosciuto a livello internazionale) e apra porti e aeroporti
alle merci e ai passeggeri greco-ciprioti. (Denaro.it)
22.07.2006
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"NO A
CONCESSIONI"

| Così
si è espresso il Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan
a proposito dell'annosa questione relative ai negoziati per
la riunificazione di Cipro. |
Prime Minister Recep Tayyip
Erdoğan reiterated yesterday that the government's priority
was the lifting of sanctions imposed on the Turkish Cypriots,
stressing that Turkey was not prepared to make any concessions in
its dispute over the decades-long divided island.
"Our main priority is the lifting of the unjust restrictions and
isolation of the Turkish Republic of Northern Cyprus (Kktc). No
one should expect concessions from us on this issue," Erdoğan
told reporters in Ankara before his departure for the Kktc where
he will attend the July 20 celebrations in honor of the
anniversary of the 1974 Turkish intervention to stop Greek Cypriot
attacks on Turkish Cypriots.
Erdoğan said the Turkish side did its best for a long-lasting,
fair and comprehensive solution to the Cyprus problem by fully
supporting the U.N. efforts to reunify the island.
"We will pursue our constructive approach towards a
comprehensive settlement based on the political equality of the
two sides," he said. "Turkey is the side which sincerely wants
a solution."
Turkey is under pressure from the European Union to open its ports
and airports to the Greek Cypriot traffic by the end of this year
but Ankara refuses to do so unless the international isolation of
the Kktc is eased.
The Cyprus stalemate has threatened to derail Ankara's EU
accession process, with Brussels warning of suspension of talks if
Ankara does not quickly move to normalize its relations with Greek
Cyprus.
Ankara says the EU demand is unfair because the Turkish Cypriots
voted for a U.N.-backed plan for reunification with Greek Cypriots,
which turned down the plan in a 2004 referendum. Soon after their
rejection of the plan, Greek Cypriots unilaterally joined the EU.
"We fulfilled our responsibilities. The international community
should lift the unfair restrictions [on the Kktc] without delay,"
Erdoğan told a press conference at the Kktc's Ercan Airport.
Erdoğan also said Ankara welcomed a recent U.N. hosted
meeting between Kktc President Mehmet Ali Talat and Greek Cypriot
leader Tassos Papadopoulos.
Earlier this month, Talat and Papadopoulos had a rare meeting and
agreed to work toward the island's reunification for the first
time since the failure of the U.N. blueprint.
The two leaders agreed on a plan that would start two-tier
negotiations -- one tackling everyday issues to build confidence
and the other dealing with more serious political disputes
including territorial and power sharing arrangements in a federal
state.
Peace, freedom
celebrations start in Kktc:
This year's high profile ceremonies mark a change of attitude on
the part of the Justice and Development (Akp) government, which
has been growingly discouraged with the lack of concrete steps
from the West to fulfill promises to ease sanctions imposed on the
Kktc. Erdoğan earlier said Turkey would not open its ports
and airports even if this would mean a halt in entry negotiations
with the EU. The prime minister is scheduled to have talks
with senior Kktc officials including President Mehmet Ali Talat,
Prime Minister Ferdi Sabit Soyer, as well as former Kktc President
Rauf Denktaş as part of his three-day stay in the Kktc.
The peace and freedom celebrations in the Kktc officially
started yesterday with a 21-gun salute and a speech delivered by
Talat.
"We want peace in Cyprus. We want peace at home and in the
world. My people and me as the president of the Kktc want to
create a peace bridge between the Turks and Greeks in the eastern
Mediterranean. We don't want much other than our basic rights and
freedoms just like some other communities," Talat said.
The Kktc president said resolving the Cyprus problem was his
mission.
"The day when we attain fair and long-lasting peace and when we
leave future generations a European and peaceful country where
they can stand on their own feet, Turkey's effective peace
initiative that started 32 years ago will have reached its
goal," he said.
The Turkish military's intervention more than three decades ago
aimed to protect the Turkish Cypriot minority following an
Athens-engineered Greek Cypriot coup in Nicosia that was designed
to unite the island with Greece.
Although the coup eventually failed, Ankara has continued to
deploy some 30,000 troops in the north, on the grounds that there
has not yet been a permanent settlement to reunite the island.
Greek Cypriots mark the intervention a "black anniversary".
(Turkish Daily News)
22.07.2006
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L'ULTIMATUM
DI BARROSO

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Per
il presidente della Commissione europea sarebbero gravi lr conseguenze se Ankara non aprisse porti ed aeroporti a
navi ed aerei greco-ciprioti. |
Ultimatum di Josè Manuel Barroso alla Turchia: i colloqui per l'accordo di
stabilizzazione e associazione all'UE procedono nella giusta direzione, ma la questione di Cipro
è un ostacolo che va
rimosso dai binari.
Il presidente della Commissione europea ha definito "incoraggiante" l'incontro che il leader turco-cipriota Mehmet
Ali Talat ha avuto con il presidente greco- cipriota, Tassos
Papadopulos, il primo in due anni.
"In linea generale, i negoziati sono sul binario giusto" ha detto Barroso, secondo il quale,
però, la mancata applicazione da parte di Ankara del protocollo che prevede l'apertura dei
porti turchi al traffico cipriota "avrebbe gravi conseguenze".
"Ovviamente la soluzione di questa questione renderebbe le cose più semplici per l'avanzamento dei nostri negoziati" ha detto
ancora il presidente della Commissione, "anche se non si tratta di due faccende strettamente legate".
(da Adnkronos)
22.07.2006
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"UN
GESTO NETTO"

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Il
nostro ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, ha ricordato
ad Ankara il rispetto degli impegni in relazione a Cipro e
all'Unione doganale firmata con gli Stati membri dell'UE. |
La
situazione dei negoziati di adesione tra UE e Turchia
"richiede da parte turca un gesto netto e coerente nel senso
del rispetto degli impegni che ha assunto con l'Europa". Lo
ha detto, durante una conferenza stampa a Bruxelles, il ministro
degli Esteri Massimo D'Alema riferendosi al mancato riconoscimento
da parte di Ankara della Repubblica di Cipro.
Da diverse settimane la questione del mancato accesso delle navi e
aerei ciprioti in territorio turco, in violazione dell'unione
doganale firmata dalla Turchia con tutti gli Stati membri UE,
incombe sull'avanzamento dei negoziati tra Ankara e Bruxelles. D'Alema
ha ricordato che il 12 giugno, in occasione dell'apertura (e
contemporanea chiusura) del primo capitolo negoziale sulla
'scienza e ricerca', "noi ci siamo adoperati per evitare che
questa questione potesse diventare la ragione per bloccare il
megoziato". "Sinceramente - ha continuato il vicepremier
- ci sembrava in quel momento un pretesto".
Ma D'Alema ha ammonito che a ottobre, quando la Commissione
europea presenterà il proprio rapporto annuale sui progressi
della Turchia, la questione doganale "si presenterà non come
un pretesto, ma come valutazione oggettiva" e quindi "è
evidente che la Turchia deve mantenere gli impegni che assume
altrimenti tutto diventerà più difficile e c'è il rischio che
lo stesso negoziato subisca una battuta d'arresto".
Il ministro ha comunque ribadito che L'Italia "è da sempre
favorevole al negoziato con la Turchia" perché
"riteniamo che questo abbia un grande valore per l'Europa e
la Turchia, sapendo che si tratta di un processo lungo e
complesso". (ApCom)
22.07.2006
|
DIFFICOLTA'

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Per
il nostro presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,
l'ingresso della Turchia in Europa è problematico. |
Il presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano non vede grossi ostacoli per l'adesione alla
UE di Bulgaria e Romania, anche perché i Balcani sono parte dell'Europa.
Più problematico invece a suo avviso si prospetta l'ingresso nell'Unione
Europea della Turchia.
In dichiarazioni alla <Frankfurter Allgemeine Zeitung>, Napolitano afferma di considerare
l'euro-scetticismo un fenomeno provvisorio, e crede che l'allargamento verso est sia irreversibile.
''Ora tocca alla Bulgaria e alla Romania. E sono del parere che i Paesi dei Balcani
appartengano all'Europa e debbano avere una prospettiva di adesione'', ha detto
Napolitano. ''Più spinosa - ha aggiunto - è la questione dell'ingresso della
Turchia nella UE. Qui la prospettiva è più lunga e più incerta''.(Ansa)
Stupisce assai questo intervento del nostro Capo dello Stato,
assai dubbioso sull'ingresso della Turchia in Europa. Stupisce
soprattutto per due motivi: intanto perché si fa un confronto con
Romania e Bulgaria, Paesi che proprio nei giorni scorsi sono sono
messi sotto osservazione dalla stessa Bruxelles per la scarsa
volontà di adeguamento a quelli che sono in termini economici i
parametri imposti dall'UE (cosa significhi poi essere parte
integrante dell'Europa- come ha osservato Napolitano - non lo
comprendiamo proprio); secondariamente perché non molti mesi
fa, e più precisamente alla fine del novembre scorso, il
precedente presidente della Repubblica italiana Carlo Azeglio
Ciampi, nella sua visita ad Ankara e ad Istanbul, aveva usato
valutazioni completamente diverse da quelle di Napolitano.
22.07.2006
|
UNITA' DI
INTENTI
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Il
segretario di Stato Usa, Condoleeza Rice, ed il ministro
degli Esteri turco, Abdullah Gul, hanno messo a punto un
documento che indica la visione comune sui futuri sviluppi
delle relazioni tra i loro Paesi. |
Il segretario di Stato Usa Condoleezza Rice ed il ministro degli
Esteri turco Abdullah Gul hanno annunciato la messa a punto di un documento che
indica la visione comune sui futuri sviluppi delle relazioni tra Stati Uniti e Turchia.
In una conferenza stampa, al termine di un loro incontro, a Washington, Gul ha affermato che ''questa visione condivisa
permetterà ai nostri Paesi di condurre consultazioni più vicine e frequenti a numerosi livelli; ci
darà una struttura per dialogare; ci consentirà di affrontare con
più efficacia questioni di rilevanza bilaterale, regionale e internazionale''.
La Rice ha sostenuto che ''a volte è importante fare un passo indietro dalle questioni quotidiane per guardare
ai rapporti più generali e ricordare a noi stessi e ai nostri popoli che questi rapporti sono ampi, profondi e
basati su valori e interessi strategici. E questo è proprio ciò che il documento ci permette di fare''.
Il ministro turco ha sottolineato come il testo comune non implichi una linea di azione,
né delle direttive precise, ma
sia più in generale una guida per un processo di dialogo intenso su differenti livelli tra Usa e Turchia.
Gul ha rilevato che Usa e Turchia hanno una lunga tradizione di buoni rapporti, fondata su una comune visione dello sviluppo
democratico e dell'economia di mercato. Per il ministro, ''il documento non
è altro che un modo per definire questa visione comune su carta e condividerla con gli
altri" (Ansa)
22.07.2006
|
...MA
CRESCONO ANCHE SENTIMENTI ANTI-OCCIDENTALI
|
La
questione di Cipro, lo scetticismo esibito da alcuni Stati
dell'UE sulle trattative per l'adesione turca e il sostegno
americano alla politica israeliana mettono in crisi
l'euro-entusiasmo dei turchi, come denuncia il ministro
degli Esteri Abdullah Gul |
In Turchia, all'interno
della classe liberale, stanno diffondendosi pericolosi sentimenti
antieuropei e antiamericani. È questo l'allarme lanciato dal
ministro degli Esteri di Ankara, Abdullah Gul, intervistato dal
<Financial Times>. "Se i giovani, gli studenti e le
persone dinamiche modificano approccio, se i loro sentimenti
cambiano, questo non è positivo", ha spiegato il capo della
diplomazia turca al foglio economico londinese. A determinare il
tutto, secondo Gul, sarebbero lo scetticismo di Bruxelles e degli
Stati membri dell'UE nei confronti dell'accesso turco e la
politica americana in Medio Oriente. L'aperto sostegno di
Washington all'invasione del Libano da parte di Israele può
avere ripercussioni pericolose sulla società civile turca. Allo
stesso modo, i ripensamenti europei sull'allargamento e la
difficoltà riscontrata nel risolvere la questione cipriota (che
ha rischiato di fare saltare, da subito, le trattative per
l'adesione) potrebbero "innervosire" la società
civile turca, una buona fetta della quale è da anni sostenitrice
dell'integrazione europea del Paese.
Gul ha tirato poi un'altra stoccata all'amministrazione
americana, sostenendo che Stati Uniti e Iraq devono intervenire
nel nord del Paese mesopotamico, per evitare che le milizie curde
del sud della Turchia ricevano armi e finanziamenti dal Kurdistan
e per "francobollare" la frontiera. "Questo è
molto pericoloso. Non possiamo tollerarlo e potremmo intervenire,
sfruttando gli strumenti che ci vengono riconosciuti dal diritto
internazionale", ha sottolineato Abdullah Gul. (Quadrante
Europa)
22.07.2006
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PIANO PER
DISTRUGGERE LE BASI DEL PKK

| Lo
ha stilato il comando generale delle Forze militari turche e
prevede l'invio di 50 mila soldati nel Nord dell'Iraq per
combattere i terroristi del Pkk. |
Il comando generale delle forze
militari turche ha stilato un piano che prevede l'invio di 50mila soldati nel nord dell'Iraq per ''distruggere le basi usate dai
guerriglieri del Partito dei lavoratori curdi (Pkk)'', secondo quanto
ha riferito la <Cnn> turca.
Il piano prevede operazioni a breve termine, con incursioni aeree sulle basi del Pkk nell'area montana di Kandil e un intervento
nel lungo periodo con i 50mila soldati che supererebbero di oltre 60
chilometri il confine tra i due Paesi. Nei giorni scorsi 15 militari
turchi sono rimasti uccisi nei violenti scontri contro i militanti del
Pkk, considerato una organizzazione terroristica da Turchia, Stati
Uniti e Unione europea. (Adnkronos)
22.07.2006
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BOTTA E
RISPOSTA

|
Il
premier turco Recep Tayyip Erdogan ha risposto in modo duro
all'ambasciatore Usa che metteva in guardia Ankara da
qualsiasi offensiva contro il Pkk nell'Iraq nel nord. |
"Il terrorismo è
terrorismo, in qualunque angolo del mondo. Non è possibile
accettare determinate cose per un Paese e ritenerle inaccettabili
per un altro. Il Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) non è
solo un problema dell'Iraq del Nord, è anche un problema
europeo e della Turchia"
La Turchia non ci sta
- Il premier turco
Racep Tayyip Erdogan risponde così a Ros Wilson, ambasciatore Usa
in Turchia, il quale aveva dichiarato in un'intervista che
"Washington mette in guardia Ankara dallo svolgere qualsiasi
operazione militare entro i confini iracheni per colpire i ribelli
del Pkk, nel nord dell'Iraq". Il rappresentante degli Usa in
Turchia aveva sottolineato che il suo Paese aveva più volte
ribadito che un'azione militare unilaterale da parte di Ankara non
sarebbe stata accettata. Erdogan ha risposto subito, accusando gli
Stati Uniti di usare due pesi e due misure rispetto alla lotta al
terrorismo nel mondo. Un eventuale attacco da parte
dell'esercito turco in territorio iracheno non sembra all'ordine
del giorno, ma la tensione al confine tra i due Paesi è molto
alta. Il Pkk, nel 1984, ha iniziato la lotta
armata per la secessione di alcune regioni del sud-est, quelle
dove i curdi sono la maggioranza, e il conflitto tra l'esercito
turco e i separatisti curdi ha causato la morte di circa 35mila
persone. A giugno del 2004, il Pkk ha dichiarato la fine della
tregua che durava dall'arresto del suo leader Abdullah Ocalan,
nel 1999. Ma è nell'ultimo anno che il conflitto è tornato ai
livelli di 10 anni fa. Da più di 10 anni Ankara mantiene circa
1.500 militari delle forze speciali al confine con l'Iraq. A
gennaio 2006 il Governo turco ha deciso di aumentare di 40mila
unità il contingente militare nella zona curda, al confine con
l'Iraq, portandolo a 220mila uomini, allarmando l'Iraq che in
questo momento non può permettersi una crisi con i curdi,
l'unica delle tre principali comunità irachene a non essere sul
piede di guerra, come i sunniti e gli sciiti. Il resoconto degli
episodi dell'ultimo mese è indicativo del livello dello scontro.
Gli Usa nel mezzo -
Il 23 giugno le forze di sicurezza turche hanno ucciso otto membri
del Pkk in uno scontro a fuoco nel sudest della Turchia, nella
provincia di Hakkari, vicino al confine con l'Iraq. Il Governo
turco denuncia che vi sono basi di guerriglieri del Pkk nel
Kurdistan iracheno. Il 30 giugno due soldati turchi sono rimasti
uccisi e altri cinque altri feriti in seguito ad un attacco
sferrato da ribelli del Pkk ad una caserma della gendarmeria nella
provincia di Bingol in Turchia orientale. Il 6 luglio un uomo
rimane rimasto ucciso in seguito all'esplosione di un'autobomba a
un posto di guardia della polizia turca in un villaggio della
provincia di Diyarbakir, massimo centro della zona curda. L'11
luglio due poliziotti turchi sono rimasti uccisi nel corso di un
attacco armato nei pressi della città orientale turca di Sirnak,
vicina al confine tra la Turchia e l'Iraq e il 13 luglio 5 soldati
turchi sono morti e altri cinque sono rimasti feriti
dall'esplosione di una mina nella regione orientale di Bitlis.
Il bilancio di una vera e propria guerra. Il Governo turco è
furibondo e sotto la pressione dell'opinione pubblica interna.
Il premier Erdogan minaccia di porre fine alla questione del Pkk
attaccando le basi curde nel Kurdistan iracheno dove, dopo la
caduta di Saddam, i curdi godono di un'autonomia totale. Hoshyar
Zebari, ministro degli eEteri iracheno, il 6 luglio scorso, ha
messo in guardia la Turchia dal compiere qualsiasi incursione
militare nei territori dell'Iraq settentrionale per contrastare i
guerriglieri curdi attestati in quella zona, e alle sue parole
sono seguite le dichiarazioni dell'ambasciatore Wilson. La
reazione di Erdogan è indicativa però di un malessere della
Turchia che, di fronte alla contesa tra due alleati importanti,
solo Washington sembra poter dirimere. Con l'Iraq, il Libano e
la Palestina in fiamme, la diplomazia Usa non ne sentiva il
bisogno. (Christian Elia/Peacereporter)
22.07.2006
|
DEUTSCHE
BANK: ANKARA PERDE LA PAZIENZA

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Analisi
del potente gruppo bancario sulla Turchia che ipotizza un
intervento armato delle Forze militari turche in Iraq. |
In Turkey the government and
the Armed Forces are about to lose patience with the Kurdistan
Workers' Party (Pkk), a terrorist organization based in northern
Iraq, says Deutsche Bank, a German origin international investment
bank.
In an analysis, Deutsche Bank pointed out that terrorist attacks
in recent days topped the agenda of the Turkish Cabinet in its
meeting on Monday, which decided on a probable cross-border
military operation.
Turkey asked the Iraqi government and the United States to
cooperate in its fight against the PKK in northern Iraq, the bank
indicated. "Both the Turkish government and the Armed Forces
...are about to lose patience with the PKK. It is probable that
the operation in northern Iraq will take place following the
annual routine changes at the top of the chain of command in the
Turkish Armed Forces in August. The operation is expected to cover
both domestic and cross-border terrorist targets," the Deutsche
Bank said in its analysis.
Within this framework, the anti-terror fight has resurfaced and
taken the place of the economy in Turkey's new agenda, the German
bank remarked. One example that proves this new situation in
Turkey is that the withholding tax applied to foreign investment
has not yet been removed by the government despite widespread
expectations, Deutsche Bank argued in its analysis. (Turkish
Daily News)
22.07.2006
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LE
CREDENZIALI

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Prima
missione ad Ankara del nuovo ambasciatore di San Marino,
Giorgio Girelli, nella terra della Mezzaluna. L'incontro con
il Capo dello Stato Ahmet Necdet Sezer. |
Si è
conclusa la prima missione in Turchia dell'ambasciatore della
Repubblica di San Marino Giorgio Girelli, il primo nella storia
dei rapporti tra i due Stati dopo la firma del trattato, avvenuta
nel 2005, con il quale i
due Paesi stabilirono di elevare appunto al rango di ambasciate le
rispettive relazioni. Nel corso di una suggestiva cerimonia
Girelli ha infatti presentato le lettere credenziali dei "Capitani
Reggenti della Serenissima Repubblica di San Marino a Sua
Eccellenza Ahmet Necdet Sezer, Presidente della Repubblica di
Turchia". Nel
loro documento i Capitani Reggenti Terenzi e Francini hanno tra
l'altro fatto presente che "le pregevoli doti che
contraddistinguono questo primo ambasciatore sammarinese e la sua
dedizione alla causa del Paese sono per noi sicura garanzia che
Egli, con la cura che porrà nel solerte adempimento della Sua
alta missione, saprà validamente contribuire all'ulteriore
sviluppo della buona armonia e dell'amichevole collaborazione fra
i due Governi e conciliarsi la stima e la considerazione di
Vostra
Eccellenza".
Presentate le lettere, l'ambasciatore Girelli ha rivolto al presidente della Repubblica di Turchia
il seguente indirizzo di saluto:
"Signor
Presidente,
Le rivolgo il deferente saluto della Repubblica di San Marino e
mio personale.
Lo Stato che rappresento si caratterizza da secoli per essere
terra repubblicana di libertà, pace e democrazia. Quella libertà
e quella pace
che nel secondo dopoguerra la Turchia ha concorso in modo
determinante a preservare per l'intero Occidente esponendosi in
prima linea con la coraggiosa partecipazione alle alleanze che le
circostanze richiesero.
Sono particolarmente onorato di essere il primo ambasciatore,
presso la Repubblica di Turchia,
della Repubblica di San Marino, il cui territorio si
affaccia sul mare Adriatico, un tempo chiamato Golfo di Venezia. E
da allora il ruolo di quel mare, come di tutto il Mediterraneo, è
cambiato: da luogo di scontri e di conflitti a sede di pacifici
traffici, di incontro e di comprensione tra i popoli. San Marino,
per il ruolo di
sollecitazione morale
che
può
esercitare,
apprezza e condivide i propositi europeistici della Turchia
, consapevole che essa, quale ponte tra popoli e culture, può
efficacemente
contribuire alla
convivenza
pacifica
e collaborativa tra le genti. E sulla base di questo
spirito auspico, Signor Presidente,
che la collaborazione tra
Turchia e San Marino possa aprirsi e proseguire con proficui
risultati e reciproca soddisfazione".
Il
presidente Sezer, intrattenendo Girelli a cordiale colloquio, ha
risposto con espressioni di apprezzamento, dimostrandosi
particolarmente informato sui tratti salienti della Repubblica del
Titano ( ne conosce alla perfezione, ad esempio, il movimento
turistico) facendo anche riferimento ai comuni interessi con
l'ambasciatore Girelli per le materie giuridiche.
Nel
corso della sua permanenza in Turchia Girelli ha anche avuto
incontri con autorità di governo ed esponenti di enti pubblici e
categorie produttive allo scopo di verificare le potenzialità di
collaborazione culturale ed economica tra i due Paesi.
Ad Ankara, alla Unione delle Camere di Commercio turche, un primo
colloquio si è svolto con
Rifat Hisarciklioglu e Ismail Koksal, rispettivamente presidente e
segretario generale della Unione medesima.
Al ministero per gli Affari Esteri Girelli ha invece avuto
separati incontri con il vice sottosegretario Ahmet Acet e con il
vice sottosegretario Ender Arat. I temi trattati hanno riguardato
le opportunità offerte da San Marino agli operatori stranieri
nonché i pregi culturali e turistici della Repubblica e dei
territori limitrofi. Allo Stato di San Marino è stata pure prospettata l'opportunità di prendere parte al
congresso mondiale delle Camere di commercio che si svolgerà
appunto in Turchia il prossimo anno nonché agli eventi di cultura
e spettacolo che per conto della Unione Europea la Turchia dovrà
organizzare prossimamente.
Sempre nel corso di questi colloqui sono stati affrontati i
contenuti preliminari di due schemi di convenzioni internazionali
tra i due Paesi sottoposti dall'ambasciatore Girelli alle autorità
turche: la prima attiene al divieto delle doppie imposizioni per i
rispettivi operatori e la seconda per la promozione e la reciproca
protezione degli investimenti. L'ambasciatore di San Marino non ha
poi mancato di dare illustrazione dei più recenti provvedimenti
legislativi adottati dalla Repubblica del Titano in materia
fiscale. Tali atti sono ora al vaglio delle cancellerie dei
competenti ministeri della Turchia
Altri contatti di approfondimento il rappresentante di San Marino
ha poi avuto ad Istanbul con esponenti della Tusiad,
l'Associazione nazionale degli industriali della Turchia.
Al suo rientro in Italia l'ambasciatore Girelli ha dichiarato:
"Mio compito primario è ora riferire
sugli esiti di questo primo contatto alle autorità di
governo della repubblica di San Marino ed attendere istruzioni per
i successivi adempimenti. Desidero comunque sottolineare la grande
cortesia ed il particolare riguardo che in ogni circostanza di
questa missione sono stati riservati dalla Turchia a San
Marino".
22.07.2006
|
PRESSIONI
SU ERDOGAN
|
Il
presidente siriano ha telefonato al premier turco perché
questi intervenga su Israele per un cessate il fuoco in
Libano. |
Il presidente siriano Bashar
Assad ha telefonato al premier turco Recep Tayyip Erdogan per
chiedergli di fare pressioni su Israele affinché dichiari un cessate
il fuoco in Libano. Lo riporta la <Cnn> turca. Secondo quanto riferito
dall'emittente, Erdogan ha risposto che la Turchia sta lavorando
perché si arrivi alla dichiarazione di un cessate il fuoco e che
continuerà a farlo.
Erdogan ha ricevuto la telefonata del presidente siriano a Cipro, dove si trova per una visita ufficiale alla parte turca
dell'isola. La Turchia ha buone relazioni con tutte le parti coinvolte
nella crisi, Israele, Libano e palestinesi, e spesso ha agito da
mediatore nel conflitto mediorientale. (Adnkronos)
22.07.2006
|
EVACUAZIONE

|
Centosessanta
turchi, assistiti dalla propria ambasciata, hanno lasciato
precipitosamente il Libano sotto il bombardamento degli
israeliani. |
Turks have been fleeing from
Lebanon -- increasingly under siege from Israeli attacks -- by
buses, rented taxis or private cars, news reports said .
Twenty-four people
mostly including Turks evacuated Lebanon yesterday by bus through
Syria chartered by the Turkish Embassy in Beirut, which is the
second journey arranged by the embassy. The first bus carried 34
people including mostly Turkish businessmen and tourists, who
crossed into Turkey at the Turkish-Syrian border crossing of Yaylıdere
early .
Embassy officials said 160 Turks have returned to Turkey by
two buses chartered by the embassy and by private cars since the
beginning of the Israeli bombardment.
Most of the Turks who returned to Turkey were in Lebanon for
tourism and business reasons, the officials were quoted as saying
by the Anatolia news agency. The same officials also said Turkish
citizens living in Beirut would be able to return to Turkey if
they established contacts with the Turkish Embassy there.
If the number of Turks who wanted to return home is high, we'll
line up ferries, said embassy officials.
A 19-year-old university student, who returned to Turkey over the
weekend by the first bus charted by the Turkish Embassy, said he
did not want to return to Lebanon again.
"There is no peace in the Middle East. People there are always
on alert," Mehmet Ali Çarpar, who was attending Lebanon's
American University, was quoted as saying by Anatolia.
The Turkish Foreign Ministry advised Turks to postpone
travel to Lebanon in light of the conflict, with Foreign Minister
Abdullah Gül saying that his ministry was working to enable the
return of Turkish citizens in the region. Lebanon remained
virtually cut off from the outside world after Israel imposed an
air and sea blockade, launched repeated strikes on its only
international airport and bombed the main highway to Syria.
Erdoğan speaks
tough against Israel:
Prime Minister Recep Tayyip Erdoğan charged that Western
powers were "keeping mum" over mounting bloodshed in the
Middle East, warning that they would "pay the bill" by facing
more terrorist attacks.
"Bombs are exploding, innocent people are being killed, and
infrastructures are being destroyed. ... The powerful continue to
crush the weak, but unfortunately those who hold the power in the
world are keeping mum," Erdoğan was quoted as saying during
a ceremony to launch a housing project in the northeastern city of
Artvin.
"Those who back global peace (only) with words will sooner or
later pay the bill by facing global terrorism. ... This is
provoking terrorism," he said.
Erdoğan complained that violence in the Middle East was also
damaging U.S. efforts to enhance democracy and human rights in the
region, hinting that Ankara might reconsider its role in such
initiatives.
He urged the Group of Eight leaders to push for a ceasefire in the
crisis and harshly criticized Israeli military offensives.
"I appeal to the G8 countries to make a joint decision that
would allow the U.N. Security Council to establish a ceasefire.
... They have to work this out," he said.
The leaders of the G8 nations -- Britain, Canada, France, Germany,
Italy, Japan, Russia and the United States -- gathered in Saint
Petersburg on Saturday for a summit expected to tackle the turmoil.
Israel launched the strikes in retaliation to the capture of two
of its soldiers by the Lebanese Shiite group Hezbollah last week
and another soldier by Palestinian militants in Gaza on June 25.
"If the abduction incident in Palestine is negative, responding
to it with disproportionate force is worse," Erdoğan said.
"Nothing can justify the showering of bombs on innocent
civilians and the merciless destruction of cities."
"The children of Palestine are as precious as those of
Israel," he said, as several people from the crowd he was
addressing shouted "Down with Israel."
Turkey, one of Israel's few Muslim allies, sought to mediate in
the early stages of the crisis when it sent a special envoy to
Syria for talks with President Bashar Assad in a bid to convince
Damascus to use its influence over Hamas to secure the release of
the Israeli soldier.
Lebanon asks for
Turkish mediator for a ceasefire:
Erdoğan spoke by
phone with his Lebanese counterpart, Fuad Saniora, who
requested Turkish mediation for a cease-fire to end the spiraling
violence in the Middle East, an official said.
The prime minister told Saniora Turkey would "make every kind of
contribution" for a cease-fire, Erdoğan's spokesman, Akif
Beki, was quoted as saying by The Associated Press, but gave no
further information.
Palestinian prime
minister slams 'world's silence'
Palestine's Prime
Minister Ismail Haniya said the international community has
descended into "unprecedented silence" over raging turmoil in
the Middle East and Israeli "cruelty" against the Palestinians,
in remarks published in a Turkish daily yesterday.
"The world is in a very strange state of silence. ... It seems
the people do not wish to see this cruelty," he said in an
interview with the mass-circulation daily Sabah. Haniya,
however, said he kept his hopes high that "humankind will one
day hear the voice of its coscience." (Turkish
Daily News)
22.07.2006
|
SPESE
MILITARI
|
La
Turchia è il quinto Paese in Europa ed il quarto nel
Medioriente ad investire di più in questo particolare
settore. |
La
Turchia è il quinto Paese In Europa ed il quarto in Medioriente
che spende di più per gli apparati militari. Il denaro investito
ammonta a circa 10 miliardi di dollari all'ano. Nel MO, lo Stato
che investe maggiori risorse sul militare è l'Iran con una spesa
di 37 miliardi di dollari. (ApCom)
22.07.2006
|
CRONACA
LA RICHIESTA
|
E'
quella fatta dall'Unione Europea alla Turchia per l'abolizione di
un articolo del codice penale sui reati di opinione. |
L'Unione Europea ha chiesto alla
Turchia di abolire un articolo del codice penale che prevede il carcere
per chiunque offenda il senso di appartenenza alla nazione. I
giornalisti turchi protestano da tempo contro questa norma e sono
arrivati a imbavagliarsi per far capire che non possono svolgere come si
deve il proprio mestiere a causa del controverso articolo. (AprileOnline.it)
22.07.2006
|
CONDANNA
CONFERMATA PER UN GIORNALISTA

|
Si
tratta di Hrant Dink ritenuto colpevole anche dalla Cassazione
turca di avere offeso l'identità della nazione. La questione
armena. |
E' stata confermata dalla
corte di Cassazione turca la condanna a sei mesi di reclusione, con la
condizionale, per il giornalista turco di origini armene Hrant Dink,
ritenuto colpevole di avere offeso l'identità turca.
Dink era stato autore di un articolo dedicato ai massacri degli armeni
del 1915-1916 all'epoca degli ultimi Governi ottomani, subito dopo era
stato condannato in primo grado da un Tribunale di Istanbul nell'ottobre
del 2005 per un articolo pubblicato nel febbraio 2004 sulla sua rivista
bilingue turco-armena <Agos>.
All'interno, il noto giornalista faceva appello al popolo armeno di
''volgersi verso il sangue nuovo dell'Armenia indipendente e di
liberarsi così del peso della diaspora armena nel mondo, che si
riconosce nel culto della memoria del passato, tra cui quella che per
gli armeni è stato il primo genocidio del XX secolo, costato 1.5
milioni di morti".
In appello la sentenza di condanna per Dink era stata annullata per vizi
di procedura ma la Cassazione l'ha confermata e Dink resta libero, ma
dovrà scontare la pena a sei mesi, se nei prossimi cinque anni
commetterà un reato analogo.
Dink, infatti, è sotto un altro procedimento giudiziario per
''tentativo di influenzare la giustizia'', un reato che prevede fino a
tre anni di reclusione, per avere commentato negativamente la propria
condanna a sei mesi in base ad un articolo del codice penale, il 301,
che punisce le ''offese alla turchità''.
L'aspetto singolare della condanna di Dink è che il suo articolo mirava
soprattutto a cercare nuove ragioni di amicizia tra turchi ed armeni
''guardando più al futuro che al passato''.
La questione della deportazione e dei massacri degli armeni del 1915-16
è particolarmente sensibile in Turchia, dato che Ankara respinge con
forza la definizione di ''genocidio'' attribuita a quei massacri dagli
armeni e da diversi Parlamenti europei, tra cui quello di Strasburgo, il
quale ha chiesto ad Ankara di riconoscere quei massacri come
"genocidio". (Ansa)
22.07.2006
|
LA DELUSIONE DI
OLLI REHN

|
Il
Commissario UE all'Allargamento ha criticato la sentenza della
cassazione turca che ha condannato un giornalista per reati di
opinione. |
Il commissario all'Allargamento Olli Rehn si
è detto ''deluso'' dalla sentenza della Corte di Cassazione della Turchia che
ha confermato la condanna al carcere per Hrant Dink, il giornalista accusato di aver
insultato la ''turchità '' in base all'articolo 301, lo stesso per cui fu incriminato, e poi prosciolto, il noto scrittore
Orhan Pamuk.
''Questa sentenza limita l'esercizio della libertà di espressione in Turchia'', ha
affermato Rehn in una dichiarazione ufficiale, aggiungendo che ''è tanto
più preoccupante dal momento che ci sono molti altri processi pendenti di questo tipo in Turchia''.
Una simile decisione, ha spiegato il commissario, ''dimostra che la giustizia turca non
è riuscita a creare un precedente nell'interpretazione del nuovo codice penale che sia in linea
con gli standard dell'UE, e crea, invece, ''un caso vincolante che stabilisce la condotta per i processi futuri''.
Ricordando che la libertà di espressione è alla base della democrazia ed è un principio chiave dei criteri di adesione
stabiliti a Copenhagen, Rehn ha invitato le autorità turche a ''emendare l'articolo 301 del nuovo codice penale,
affinché la libertà di espressione sia sempre garantita''.(Ansa)
22.07.2006
|
PROCESSO ALLA
SCRITTRICE ELIF SHAFAK

|
In
uno dei suoi romanzi, "Il bastardo di
Costantinopoli" uscito per la prima volta negli Usa, un
personaggio armeno fa riferimento ai "macellai turchi". |
La scrittrice turca Elif Shafak ha
reso noto che sarà processata a causa delle parole usate dai personaggi
armeni del suo romanzo "Il bastardo di Costantinopoli", un
libro che ha scritto mentre viveva a Tucson, negli Usa.
Nel libro, infatti, un personaggio armeno fa riferimento ai
"macellai turchi". Questa frase sottintende un richiamo al
genocidio armeno, che molti storici e Governi occidentali collocano fra
il 1915 e il 1923, vicenda che il Governo turco ha sempre rifiutato di
riconoscere, dicendo soltanto che molti Armeni morirono di inedia,
malattia e fatica dovuti alle marce forzate in Siria nella rappresaglia
contro la minoranza cristiana per aver collaborato con la Russia durante
la prima guerra mondiale.
La versione ufficiale è poi che i morti siano circa un terzo di quelli
che l'Occidente ritiene siano morti non solo di stenti susseguenti lo
spostamento forzato, ma anche per le violenze le esecuzioni e gli stupri
(oltre un milione). I turchi che accreditino la versione del genocidio
vengono sottoposti ai rigori della legge in base al discusso articolo
301 del codice penale turco.
Il libro di Shafak, è stato pubblicato in Turchia l'8 marzo scorso ed
ha già venduto più di 50.000 copie. (Osservatorio
sulla legalità)
22.07.2006
|
BALLERINE CON IL
VELO PER NON DISPIACERE ARINC
|
Il
presidente del Parlamento turco, che a Tunceli aveva assistito ad
uno spettacolo, ha però negato qualsiasi riferimento religioso al
capo coperto delle donne. |
"La questione è ridicola, è
un nonsense": questo il commento secco del portavoce del Parlamento
turco Bulen Arinc al riesplodere della questione del velo sulla stampa
nazionale.
L'episodio che ha riacceso le polemiche è stato uno spettacolo di danza
folcloristica nella città curda di Tunceli in cui, alla presenza di
Arinc, delle danzatrici si sono esibite con il capo velato. Secondo la
stampa turca, le artiste avrebbero indossato il velo per compiacere il
politico, visto che non lo indossavano nelle esibizioni precedenti al
suo arrivo.
La questione del velo è un argomento particolarmente sensibile in
Turchia, dove la legge vieta di entrare a capo coperto in alcuni luoghi
pubblici, tra cui le università. Secondo recenti sondaggi, però, circa
il 76 per cento della popolazione è contrario a questo bando. "Ho
assistito a spettacoli simili per più di dieci anni, nella gran parte
delle danze folcloristiche le artiste si esibiscono con abiti
tradizionali e a capo velato", ha dichiarato ai giornalisti Arinc,
evitando di rispondere alle domande sul bando del velo, sull'opportunità
di ritirarlo e, più in generale, sulla laicità dello stato turco. (Online.info)
22.07.2006
|
ANCHE I
POLIZIOTTI TURCHI PROTESTANO
| Alla
base di una segnalazione alla Commissione per i Diritti umani
ci sarebbe lo sfruttamento del posto di lavoro. 20 ore di
straordinario alla settimana. |
Anche i poliziotti turchi si
lamentano. Un ufficiale di polizia si è rivolto alla Commissione per i
diritti umani per segnalare la sua situazione, comune a quella di molti
altri colleghi. Alla fonte della sua protesta ci sarebbe lo sfruttamento
sul posto di lavoro.
Stando a quanto detto alla commissione, il povero poliziotto fa 20 ore
di straordinario ogni settimana, per un totale di circa 80 ore mensili.
Tutto gratis. Il poliziotto ha anche sottolineato di aver chiesto più
volte che gli venissero pagati gli straordinari, ma senza risultato. La
Commissione per i diritti umani dal canto suo ha fatto sapere che aprirà
un'inchiesta sull'accaduto, anche per vedere quanti altri poliziotti si
trovano nella stessa situazione dell'ufficiale che ha sporto denuncia. (ApCom)
22.07.2006
|
CONDANNATE A
DIECI MESI

|
La
sentenza nei confronti di 24 donne - accusate di propaganda
separatista a favore del Pkk - emessa dalla Corte criminale di
Diyarbakir. |
Twenty-four women who call
themselves peace mothers were found guilty of voicing separatist
propaganda by the Diyarbakır 4th Criminal Court on Tuesday and each
was sentenced to serve 10 months in prison.
The women, aged between 40 and 75, had chained themselves to each other
to block traffic in Diyarbakır and had called for a general amnesty
and an end to isolation in prisons. They were arrested on Feb. 22 this
year and freed after spending two months in jail.
None of the accused were present at the court on Tuesday. The women's
lawyer Meral Beştaş said the common characteristic of all her
clients was the fact that they were all mothers. "The demonstration
and the slogans were aimed at peace. It was an innocent act and should
be protected under the freedom of expression. If not, the court will be
punishing a call for peace."
The prosecutor called for the women to be found guilty of propagating
slogans of a separatist group.
The court noted that the accused had blocked the traffic and carried a
banner that said: "Mr. Öcalan is our political will." Abdullah Öcalan
is the jailed leader of the outlawed Kurdistan Workers' Party (Pkk).
The court said the women were guilty of spreading separatist propaganda,
and sentenced them to one year imprisonment each. The court said it took
mitigating factors into account to lesson the sentence to 10 months'
imprisonment.
If the Supreme Court of Appeals approves the sentences, the women will
return to jail. (Turkish Daily News)
22.07.2006
|
UN LIBRO PER
RICORDARE DON SANTORO

|
La
storia del sacerdote, ucciso a Trabzon in Turchia, in una
biografia redatta da Valentino Savoldi per le Edizioni Missionarie
Italiane. |
Era il 5 febbraio 2006. Don Andrea
Santoro, parroco della chiesa di Santa Maria a Trabzon, in Turchia,
viene ucciso. Inginocchiato negli ultimi banchi della chiesa, il
missionario "fidei domum" si spegne proprio di fronte al
cristo in croce, per mano di un giovane turco.
Ora la storia del missionario è già un libro, edito da Edizioni
Missionarie Italiane, che ricostruisce la vita e l'opera di don Santoro
e che porta come titolo il nome del parroco italiano.
Questa prima biografia è stata redatta da Valentino Salvoldi: riporta
testimonianze dirette dello stesso autore che ha conosciuto in vita don
Santoro, e quelle di numerosi amici. Il risultato è un ritratto del
missionario sia dal punto di vista umano, sia da quello teologico e
spirituale. Le scelte di vita di don Santoro si intrecciano infatti con
le circostanze della morte: è l'amore per la Chiesa e la predilezione
per i luoghi in cui il cristianesimo è nato a portare il parroco
italiano a Trabzon, ma è proprio in Turchia che le sfide del dialogo
interreligioso con l'islam diventano più difficili. Il religioso era
infatti curatore del progetto interculturale "Finestra per il
Medio Oriente" che si propone tra l'altro di favorire un dialogo
rispettoso tra il patrimonio cristiano e il patrimonio musulmano.
Causa della morte dell'italiano si pensò infatti subito fosse
l'integralismo islamico.
Il sottotitolo del libro è "Una porta sempre aperta":
don Santoro viveva collaborando e dando la propria disponibilità ai
fratelli di ogni credo religioso. E la porta aperta della sua chiesa
alle spalle gli costò la vita.
L'<Emi> ha pubblicato il libro sulla biografia del missionario per
presentarne la figura di tramite tra mondo islamico e realtà cristiana.
Don Santoro aveva 60 anni. Era nato a Latina ed era sacerdote dal 1970.
Da circa 10 anni era in Turchia, prima a Urfa, nel sud, ai confini con
la Siria, da tre anni a Trabzon.
(News Italia
Press)
22.07.2006
|
PROTESTE CONTRO
LA LAPIDAZIONE
|
Organizzazioni
di donne turche riunite in una campagna internazionale per salvare
la vita ad una iraniana condannata a morte con questo barbaro
sistema. |
Organizzazioni di donne turche si
sono unite alla campagna internazionale in favore di Melek Ghorbany,
condannata alla lapidazione in Iran per adulterio.
Esponenti delle organizzazioni si riuniranno davanti al consolato
iraniano di Istanbul per leggere un documento di condanna delle
lapidazioni che - in una nota già diffusa - vengono definite "un
crimine contro l'umanità".
Il cartello di organizzazioni - che si impegnerà affinché l'Iran
abbandoni questa pratica - chiede la liberazione di tutte le persone
condannate alla lapidazione nella Repubblica Islamica, Ghorbany inclusa,
oltre all'abolizione di tutte le altre punizioni previste in quel
paese dalla sharia.
La campagna in favore della Ghorbany è stata lanciata dal suo avvocato
americano, Lily Mazahery, che ha finora raccolto circa 2.000 firme. (Ntc)
22.07.2006
|
SALVI 2 SARDI
RAPITI DA NARCOTRAFFICANTI
|
Erano
stati sequestrati ad Istanbul dalla banda di un narco-trafficante
curdo per un debito non pagato di 280 mila euro. |
Un debito non saldato di 280 mila euro con un
narco-trafficante curdo di nazionalità turca, stava per costare la vita a due giovani sardi, Rinaldo Ibba, di 29
anni, e Daniele Nonnis, di 28, entrambi di Quartu Sant'Elena (Cagliari), che sono stati sequestrati a Istanbul e salvati dopo
17 giorni di prigionia quando stavano per essere uccisi.
Il salvataggio è avvenuto l'11 maggio scorso, grazie a un'indagine congiunta del Gruppo
operativo antidroga (Goa) della Guardia di Finanza di Roma e degli agenti del Commissariato
della Polizia di Stato di Quartu Sant'Elena (Cagliari) che ha consentito alla Direzione centrale dei servizi antidroga
(Dcsa) del ministero dell'Interno di mettere la polizia turca sulle tracce dei rapitori e arrestare il capo dell'organizzazione
criminale curda, Mehmet Can, di Diyarbakir.
La vicenda è' stata resa nota adesso a conclusione di una complessa attività investigativa che
ha permesso di sgominare un'organizzazione internazionale di narcotraffico che aveva la
sua base nel territorio curdo ai confini tra Turchia e Siria e il suo principale centro di smistamento per l'Italia nel
cagliaritano.
Ibba e Nonnis erano andati a Istanbul su incarico del padre del primo, Mariano, di 48 anni, originario di Lanusei, ritenuto
il capo dell'organizzazione sarda, per trattare una ricontrattazione del debito con Can. Come hanno spiegato il
dirigente del Commissariato della Polizia di Stato, vicequestore Gianfranco
Murgia, e il responsabile del Goa di Roma,magg. Stefano Rebechesu, i sardi non avrebbero pagato la cifra
pattuita, a causa del sequestro a Cassolnovo (Pavia) di una partita di quattro chilogrammi e mezzo di eroina,che doveva
essere trasportata in Sardegna da Tiziana De Rosa, collaboratrice di Mariano
Ibba e sposata con Can su incarico del suo capo per facilitare l'ingresso in Italia del curdo. Il
trafficante ha sospettato un raggiro e ha accettato di trattare, facendo scattare
la trappola nella quale sono caduti Ibba e Nonnis.
Arrivati a Istanbul il 25 aprile scorso, i due sono rimasti in mano ai sequestratori fino all'11 maggio, quando la polizia
turca è riuscita a intercettare i rapitori mentre trasferivano gli ostaggi in un'altra prigione, dopo l'incontro con un nuovo
emissario, anch'egli sardo ma residente a Modena, Giovanni Agus, il quale era tenuto sotto controllo grazie ad una microspia
dotata di gps piazzata dagli investigatori italiani.
Il salvataggio dei due ostaggi, ordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Cagliari quando
era apparso chiaro che i sequestratori stavano per ucciderli perche'
Ibba padre non pagava, ha fatto accelerare la conclusione dell'inchiesta,
''congelandola'' agli elementi acquisiti a metà maggio e impedendo lo sviluppo di un filone di indagini che portava
addirittura a Baghdad dove Can si recava ogni settimana per incontrare i suoi principali fornitori.
I finanzieri del Goa di Roma e agenti del Commissariato di Polizia di Quartu hanno eseguito nove ordinanze di custodia
cautelare in carcere, sgominando completamente la banda di Ibba, un ex collaboratore di giustizia che avrebbe organizzato il suo
sodalizio criminale alla fine degli anni '90, proprio durante la permanenza in Emilia, mentre era sottoposto al regime di
protezione perché aveva collaborato a smantellare una rete di narcotrafficanti sardo-calabresi.
Ibba figlio e Nonnis, neanche una settimana dalla loro liberazione in Turchia, erano tornati
già al ''lavoro'' ed erano stati bloccati dagli investigatori della Polizia di Stato
di Quartu al loro ritorno da Roma con cocaina che rappresentava il ''provino'' presentato da un'organizzazione di trafficanti
nigeriani, con i quali Ibba padre, secondo gli inquirenti, aveva allacciato contatti per rilanciare la sua
attività.(Ansa)
22.07.2006.
|
TENTANO DI
VENDERE UN QUADRO DI VAN GOGH
|
Manette
a cinque turchi. L'opera del maestro impressionista all'esame
degli esperti dell'università di Canakkale. |
La polizia turca ha arrestato 5
connazionali per aver tentato di vendere un quadro di Van Gogh - di cui non
è chiara l'autenticità e la provenienza - probabilmente trafugato da un museo
iracheno. Lo ha riportato l'agenzia di stampa turca <Anatolia>.
Gli agenti sono intervenuti allorché alcuni aspiranti acquirenti si erano fatti avanti per
comprare la tela al costo di 500mila dollari. I cinque sospettati sono finiti in manette nella
cittadina occidentale di Canakkale, mentre trasportavano il dipinto.
La polizia ha consegnato il quadro a degli esperti d'arte dell'Università di Canakkale per
determinarne l'autenticità. (Adnkronos)
22.07.2006
|
IL
"DRAMMA" DI UN INGLESE
|
Un
particolare apparecchio costruito in Turchia per un cittadino di
Liverpool sta mettendo il poveretto in seria difficoltà. Lo sfogo
alla <Bbc>. |
Un uomo che si è fatto impiantare
una protesi elettronica al pene, per curare l'impotenza, si ritrova ad avere una erezione ogni volta che il vicino apre col telecomando la porta del garage. "Non
è divertente", si è sfogato l'anonimo interlocutore del Merseyside (la contea di
Liverpool) alla radio della <Bbc>, spiegando che la protesi funziona sulla stessa frequenza del telecomando e che non
è possibile intervenire sull'apparecchio perché l'intervento è stato fatto in Turchia. "Ogni volta che lui apre la porta del
garage io non posso uscire di casa per almeno un'ora, è molto imbarazzante", si
è lamentato il malcapitato. Il tabloid britannico <Sun>, riferendo la
notizia, scrive: "Se sei l'uomo che ha telefonato alla radio, o se lo conosci, chiama al
più presto la nostra redazione". (Agi)
22.07.2006 |
ECONOMIA
AUMENTATI I TASSI
DI 25 PUNTI BASE

|
Decisione
a sorpresa della Banca Centrale turca. La notizia diffusa
dall'agenzia <Iha>. |
La Banca Centrale turca ha aumentato
a sorpresa il costo del denaro. Il consiglio di politica monetaria della
Banca ha infatti votato a favore di un rialzo di 25 punti base al 17.50%
del tasso sui depositi giornalieri. Lo comunica l'agenzia di stampa locale
<Iha>. Anche il tasso sui prestiti è stato alzato di 25 punti base
al 22,50%. La Banca Centrale turca ha aumentato i tassi lo scorso maggio
per la prima volta dal 2001. (Radiocor)
22.07.2006
|
LA CRESCITA NON
SEMPRE PUO' SALVARE
|
Il
Pil che in Turchia nel primo trimestre 2006 ha raggiunto un +6.4%
non è stato sufficiente a compensare la svalutazione della divisa
locale, l'incremento del tasso di disoccupazione e il nuovo record
del deficit delle partite correnti. |
Gli ultimi accadimenti politici e
i ritardi accumulati nel processo di integrazione nell'UE, stanno frenando
l'incipiente sviluppo dell'economia turca. La crescita del Pil (+6.4%) nel
primo trimestre del 2006 non è stata sufficiente a compensare la
svalutazione della divisa locale, l'incremento del tasso di disoccupazione
e il nuovo record del deficit delle partite correnti. I dati che
fotografano la variazione del Pil nel corso dell'ultimo decennio (
superiori al 6% annuo)confermano che il Paese eurasiatico ha fatto molto
per centrare l'obiettivo dello sviluppo economico. Il settore delle
costruzioni ( +25.9%), gli investimenti ( +30.5%) e i consumi privati
(+9%), continuano a svolgere un ruolo fondamentale nel processo di
crescita economica. Tuttavia, questi dati indicano una lieve frenata
rispetto al + 10.2% registrato dal Pil nel quarto trimestre dello scorso
anno e il + 7.6% del 2005. Gli ultimi accadimenti sul fronte politico non
hanno contribuito a mantenere inalterato l'equilibrio economico del paese.
Il governo di Ankara ha dovuto affrontare alcuni focolai di violenza
religiosa che hanno rimesso in dubbio l'ingresso nel club dei venticinque
nel breve termine. L'ultimo report dell'UE sui progressi compiuti dalla
Turchia mette in guardia non solo dalla mancanza di libertà religiosa e
dalla scarsa volontà di riconoscere Cipro come stato indipendente, ma
pone l'accento anche sulla paralisi delle riforme economiche e sugli
scarsi progressi compiuti sul fronte normativo. Il primo sintomo di questa
frenata è arrivato dal mercato dei cambi: dalla fine di aprile la Lira
turca si è svalutata del 22% rispetto al dollaro Usa e all'euro. Gli
analisti spiegano che questa quotazione - la più bassa dall'aprile del
2003 - deve essere imputata in larga parte alla ritirata di capitali
stranieri arrivati in Turchia sulla scia delle negoziazioni con l'UE. La Lira ha risentito anche dall'inattesa crescita dell'inflazione (10%) in
maggio. Per sostenere la divisa locale, la Banca Centrale ha aumentato i
tassi di interesse di ben quattro punti percentuali durante le ultime
settimane. Il provvedimento potrebbe avere conseguenze negative sui
consumi domestici, visto che il 20% della popolazione vive con meno di due
dollari al giorno. Allo stesso modo, la quotazione della divisa locale
potrebbe avere conseguenze negative sul commercio estero (un altro dei
pilastri dell'economia turca). Le previsioni formulate dall'Oedc indicano
che la bilancia delle partite correnti potrebbe toccare livelli record nei
prossimi tre anni. L'anno scorso, il deficit ha toccato il 6.3%. Nel 2006
il deficit potrebbe arrivare al 6,6%. Per il 2007, le previsioni sono al
7%. La UE e gli organismi internazionali hanno sottolineato che - per
poter mantenere inalterati i suoi livelli di crescita - la Turchia
dovrebbe compiere uno sforzo supplementare per preservare la fiducia
internazionale e interna nelle sue istituzioni politiche ed economiche.
Per centrare l'obiettivo, è necessario aumentare la credibilità nelle
politiche macro- economiche, assicurare che l'evoluzione normativa porti
una riduzione dei rischi finanziari, migliorare la competitività delle
imprese e realizzare cambiamenti profondi nel sistema tributario e del
mercato del lavoro. Il governo turco continua ad essere ottimista sia
sull'esito dell'esame di novembre per poter continuare le negoziazioni con
l'UE, sia sulle prospettive del nono Piano di Sviluppo che dovrebbe
trovare applicazione nel periodo 2007- 2013. Il progetto si propone di far
crescere del 65% il reddito pro-capite del Paese, creare 620.000 nuovi
posti di lavoro, ridurre l'inflazione al 3% e ridimensionare il peso del
settore agricolo. Il piano di privatizzazioni ingloba una diminuzione del
valore generato dalle imprese statali dal 9% al 3.3% del Pil. A cura di www.fondionline.it
. (Finanza.com)
22.07.2006
|
L'INFLAZIONE
MIGLIORERA' DA AGOSTO
|
Questa
la sensazione del Fondo Monetario Internazionale a proposito della
ripresa turca e degli obiettivi da raggiungere da parte di Ankara. |
Il Fmi assicura che
la ripresa dell'economia turca e la diminuzione dell'inflazione
inizieranno da agosto, come si apprende da <Zaman Online>.
L'aumento dei prezzi potrebbe influenzare il target del 2006, ma è più
importante raggiungere gli obiettivi di medio termine piuttosto che quelli
sul breve periodo. Il Fondo Monetario Internazionale ha inoltre
sottolineato che la perdita di stabilità su base mensile è poco
rilevante e che il deficit delle partite correnti sarà per la
maggiorparte coperto dagli investimenti esteri diretti in arrivo. (ApCom)
22.07.2006
|
AUMENTO DEI FONDI
|
Il
Fmi potrebbe decidere di aumentare gli investimenti a favore della
Turchia per contribuire alla flessibilizzazione del mercato del
lavoro. |
Il Fondo Monetario Internazionale
potrebbe decidere di aumentare gli investimenti a favore della Turchia.
Fonti all'interno dellistituzione hanno fatto sapere che il Fmi sta
seguendo con grande attenzione la crescita del Paese della Mezzaluna e
sono sempre più propensi a ritenere che la Turchia giocherà un ruolo di
primaria importanza nel futuro panorama mondiale.
I fondi, quando verranno stanziati, contribuiranno alla flessibilizzazione
del mercato del lavoro e l'applicazione della riforma del sistema della
sicurezza sociale che sta incontrando particolari difficoltà nel Paese. (ApCom)
22.07.2006
|
LE IMPRESE ITALIANE FANNO ROTTA
VERSO IL PAESE DELLA MEZZALUNA

|
Il
nostro export si rivolge in particolare alla Turchia con le Regioni Lombardia e Piemonte che risultano essere le
più attive con un valore complessivo che sfiora un
miliardo e mezzo di euro. La missione organizzata da <Promos>,
azienda speciale della Cciaa, dal 10 al 12 settembre prossimi. La
dichiarazione del suo presidente.
|
<Promos>, azienda speciale della
Camera di Commercio Industria Agricoltura e Artigianato (Cciaa) di
Milano per le attività internazionali, in collaborazione con il ministero
delle Attività Produttive - Punto di Contatto Nazionale, organizza una
missione in Turchia, dal 10 al 12 settembre con l'obiettivo di creare
nuovi contatti d'affari e diffondere una cultura d'impresa legata alle
linee Ocse, Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico.
"Il Mediterraneo rappresenta per le nostre imprese un importante
orizzonte di sviluppo - ha dichiarato Bruno Ermolli, presidente di <Promos>, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano per le
attività internazionali - E la Camera di commercio è
particolarmente impegnata nel promuovere le relazioni con i Paesi
dell'area, attraverso una serie di attività che culminano nell'annuale
conferenza del Laboratorio Euro-mediterraneo, giunta quest'anno alla sua
quarta edizione e che si è tenuta a Milano il 17 e 18 luglio scorsi. É infatti
importante promuovere la cooperazione e soprattutto fornire strumenti
concreti per aiutare la competitività delle nostre imprese che operano su
questi mercati. E in tale ottica la missione in Turchia rappresenta una
valida opportunità ".
L'export italiano si rivolge alla Turchia con le Regioni Lombardia e
Piemonte che risultano essere le più attive con un valore
complessivo dell'export che sfiora un miliardo e mezzo di euro. Tra le
regioni si distinguono per il flusso delle esportazioni: la Lombardia con
quasi un terzo e il Piemonte col 15%. I settori più attivi nell'export
sono quelli dei macchinari e del materiale da trasporto, con il 46.2% del
totale. (News Italia Press)
22.07.2006
|
UNO-DUE, ED OPLA'
LA VENDITA

|
Il
40.5% di <Avea> è passato dalla compagnia di Marco Tronchetti Provera a <Turk Telecom>. Nelle casse della società italiana
500 milioni di dollari di cui una parte rimarrà però in Turchia. |
È un uno-due l'ultima operazione
comunicata al mercato da <Telecom>. Si è infatti appena conclusa, secondo i
piani, una parte rilevante dell'accordo turco della compagnia di Marco
Tronchetti Provera. La
vendita del 40.5% di <Avea> a <Turk Telecom> porta nelle casse della società
italiana 500 milioni di dollari e realizza un piano già messo a punto
da un anno che prevedeva, fra le altre cose, un diritto di prelazione di
<Turk Telecom> sulla quota di <Avea> appena passata di mano.
Di questo mezzo miliardo di dollari una metà resterà in Turchia e
arricchirà la quota di <Telecom> in <Oger Telecom>, la holding che
rappresenta quella cordata di gruppi italiani, sauditi e libanesi che è
riuscita a conquistare il 55% di <Turk Telecom> per oltre 6.5 miliardi di
dollari, che lo Stato turco aveva messo sul mercato. Attualmente <Telecom>
ha in <Oger> una quota di "solo" il 13%, che però si rafforzerà con
l'ingresso della compagnia nella borsa di Dubai. L'altra metà dei 500
milioni di dollari incassati dalla compagnia di Tronchetti Provera prenderà
invece la via di Milano e servirà ad alleggerire il debito finanziario
netto dell'ex monopolista nazionale delle Telecomunicazioni. Sicuramente
questi 250 milioni non faranno male alle casse della holding <Olimpia>, che
dovrà a breve liquidare anche le banche. Tuttavia, nonostante le
manovre rapide degli ultimi tempi, da <Pirelli Tyre> agli accordi turchi, un
rapporto "sereno" con un debito che a inizio anno superava i 39
miliardi di euro e che ora sarà di poco inferiore sembra ancora lontano.
E la situazione grafica del titolo rispecchia pienamente questa
condizione: i prezzi stanno tentando di mantenersi aggrappati con le
unghie e con i denti al supporto di area 2.10, quasi sapessero che
scivolando al di sotto di questa quota segnalerebbero la ripresa del trend
ribassista attivo da fine 2006, trend che invece era stato interrotto
dalla fase laterale degli ultimi due mesi circa. Sotto area 2.10 il
grafico parla di un supporto a quota 1,75/78 euro: è quindi possibile che
non sia ancora giunto il momento per comprare il titolo, che solo in caso
di tenuta di area 2,10 e successivo superamento di quota 2.25 invierebbe
un primo timido segnale di ripresa. (FinanzaBlog.it)
22.07.2006
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UNA
NUOVA <TURK TELECOM>
|
Iniziata
la ristrutturazione aziendale, la società turca delle
telecomunicazioni trasferirà quasi interamente la sede operativa da
Ankara ad Istanbul. |
La <Turk
Telecom> inizia la ristrutturazione aziendale e festeggia il
raggiungimento del 13/mo osto nella raduatoria mondiale dei colossi delle
telecomunicazioni. La sede operativa della compagnia, di proprietà del
consorzio a guida saudita <Oger telecom>, di cui fa parte anche
<Telecom Italia>. sarà trasferita quasi tutta internamente ad
Istanbul. Rimarranno ad Ankara solo alcuni centri di comunicazione. Paul
Donay, direttore generale della compagnia, ha spiegato che la nuova
<Turk Telecom> sarà una società con una visione completamente
diversa, con una cura speciale per il settore delle vendite e del
marketing.
<Oger> ha vinto l'asta di privatizzazione del 55% della compagnia,
ex monopolista del settore, con un bid da 6.55 miliardi di dollari.
(ApCom)
22.07.2006
|
30 MILIONI DI
CLIENTI
|
Alla
faccia della crisi, il colosso turco delle telecomunicazioni -
<Turkcell> - continua a battere ogni record. |
Alla faccia della crisi, <Turkcell>
continua a battere ogni record. Il colosso turco delle telecomunicazioni
ha toccato quota 30 milioni di clienti, con un incremento del 3.8%
rispetto al mese precedente. Una bella soddisfazione se si pensa che il
periodo non è proprio dei più rosei. Solo nell'ultimo trimestre si sono
aggiunti oltre un milione di contatti. (ApCom)
22.07.2006
|
LA
BARRIERA DEI 100 MILIARDI DI DOLLARI
|
Questo
l'obiettivo della Turchia per il 2007 a proposito di esportazioni.
Per la fine dell'anno la cifra dovrebbe attestarsi sugli 84 mld di
$. |
"Se riusciremo
a raggiungere l'obiettivo di quest'anno, con le esportazioni a 84 miliardi
di dollari, potremo passare la barriera psicologica dei 100 miliardi di
dollari nel 2007". E' questa la visione ottimistica del
sottosegretario al Commercio Estero della Turchia, Tuncer Kayalar,
riportata da <Zaman Online>.
Nonostante le fluttuazioni di mercato degli ultimi mesi, il rialzo di
tassi d'interesse e l'inflazione a due cifre di giugno, Kayalar è
convinto che le esportazioni potranno contribuire alla ripresa del Paese e
già a fine luglio il tasso d'inflazione scenderà a valori sotto le due
cifre.
L'aumento del valore dell'euro e del dollaro contro la lira turca (che ha
perso quasi il 20% del suo valore in meno di tre mesi), ha permesso un
balzo delle esportazioni del 28.4% a giugno e questo, secondo il
sottosegretario al Commercio Estero, fa ben sperare per l'obiettivo di 84
miliardi di dollari alla fine del 2006. (ApCom)
22.07.2006
|
CRESCE L'IMPORT
|
Saldo
negativo della bilancia commerciale della Turchia nella misura di
21.6 miliardi di dollari (+36.7 per cento '06/'05). |
Secondo l'Ufficio Statistico Turco (Tuik), nei primi 5 mesi dell'anno
in corso, le importazioni della Turchia sono cresciute del 18 per cento
rispetto allo stesso periodo del 2005, raggiungendo quota 53.3 miliardi di
dollari; l'export è invece cresciuto dell'8 per cento toccando la
somma di 31.7 miliardi di dollari. Lo comunica l'Istituto Italiano per
il Commercio Estero. Il saldo della bilancia commerciale è negativo per
21.6 miliardi di dollari (+36.7 per cento '06/'05).
L'Italia rimane il terzo partner commerciale della Turchia, con un
interscambio di 6.1 miliardi di dollari (+18 per cento '06/'05).
L'export dell'Italia verso la Turchia è pari - nei primi cinque mesi
del 2006 - a 3.3 miliardi di dollari (+11.7 per cento rispetto al
corrispondente periodo del 2005), mentre l'import dalla Turchia è
cresciuto del 25.6 per cento raggiungendo quota 2.8 miliardi di dollari.
Germania e Russia sono i principali fornitori e partner commerciali della
Turchia, con incrementi percentuali molto consistenti . Sempre più
rilevante invece l'apporto della Cina, che si consolida come terzo Paese
fornitore (3.7 miliardi di dollari +53.4 per cento '06/'05). (Denaro.it)
22.07.2006
|
LA TURCHIA SARA' A
TRIPOLI

| Per
la prima volta la manifestazione libica, che si svolgerà dall'8 al 12
novembre, ospiterà 52 aziende della Mezzaluna. In programma anche
una visita del ministro Kursad Tuzmen. |
Dall'8 al 12 novembre la Fiera
internazionale di Tripoli ospiterà per la prima volta una manifestazione
fieristica completamente dedicata alla Turchia.
Lo rende noto il consigliere commerciale dell'ambasciata turca a
Tripoli, indicando che la Jamahiriya costituisce uno dei più importanti
obiettivi della strategia di Ankara per l'Africa.
In questo quadro, 52 aziende turche hanno preso parte alla Fiera
internazionale 2006 che si è tenuta in aprile, e in programma c'è
anche l'organizzazione, durante l'estate, di una visita di una
delegazione commerciale turca guidata dal ministro di Stato Kursad Tuzmen,
responsabile per il commercio estero. Oltre 60 sono le imprese di
costruzione turche che operano attualmente in Libia. Nel 2005 la Turchia
ha esportato in Libia per 400 milioni di dollari, ed importato petrolio
per 1.5 miliardi di dollari. La Turchia, secondo il diplomatico, mira a
diventare il più importante partner commerciale del Paese maghrebino,
confortata anche dalla vicinanza geografica. (Denaro.it)
22.07.2006
|
VIA
DELLA SETA
E LA GEOPOLICA
DEL PETROLIO
|
Inaugurato in Turchia l'oleodotto
Baku-Tiblisi-Ceyhan
(BTC), che trasporterà sulle sponde del Mediterraneo l'oro nero
del Mar Caspio. L'alleanza tra Stati e multinazionali per il
sostegno ad una politica energetica. Il ruolo
dell'Italia presente nella partecipazione con un 5%.
Gli altri progetti.
|
 I presidenti di Turchia, Georgia,
Azerbaijan, i rappresentanti istituzionali di 32 paesi, tra i quali
l'Italia (erano presenti il ministro per lo Sviluppo Economico Pierluigi
Bersani ed il nostro ambasciatore ad Ankara Carlo Marsili), 400 giornalisti, un'orchestra sinfonica, 2.500 gendarmi. La
Turchia ha voluto celebrare in grande stile l'inaugurazione ufficiale
del terminale petrolifero di Ceyhan, tappa finale dell'oleodotto
Baku-Tiblisi-Ceyhan (Btc), la "Via della seta del 21° secolo",
destinato a far arrivare ogni anno sulle sponde del Mediterraneo 50
milioni di tonnellate del prezioso petrolio del Mar Caspio - Azeri Light.
Le celebrazioni avevano avuto un prologo ad Istanbul dove il presidente
della Repubbica Ahmet Necdet Sezer aveva offerto una cena a 600 ospiti.
Nella giornata di Ceyhan, la ribalta era riservata ai massimi
rappresentanti dei tre paesi coinvolti nel progetto. Il presidente
georgiano Saakashvili, dopo aver sottolineato come l'oleodotto significa
"la vera indipendenza per la Georgia", ha insistito particolarmente
sull'importanza che l'oleodotto ricopre per i paesi dell'Unione
Europea. Il presidente turco Sezer ha ricordato come il progetto abbia
soprattutto la funzione fondamentale di creare un corridoio energetico tra
Oriente ed Occidente. Il presidente azero Ilham Aliev, figlio dell'ex
padre-padrone dell'Azerbaijan Haydar, alla cui memoria è dedicato il
terminal di Ceyhan, si è soffermato invece sul ruolo avuto dal padre nel
sostenere l'ambizioso progetto.
Accanto ai rappresentanti politici la British Petroleum (Bp) che, per
bocca del suo presidente Lord Browne, ha definito l'oleodotto "un
passo storico dal punto di vista dell'industria petrolifera".
Tra le società che gestiranno l'oleodotto, la <Bp> è infatti quella che
ha la parte del leone, con una partecipazione del 30%. Accanto alla
multinazionale inglese poi la <Socar>, l'industria petrolifera di stato
azera, con il 25%, e a seguire altre nove società, americane, turche,
giapponesi, saudite, la francese <Total> e l'italiana <Eni> che ha nel
progetto una partecipazione del 5%.
Con l'entrata in funzione dell'oleodotto, la città di Baku ed il Mar
Caspio recuperano nel campo dell'industria petrolifera quel ruolo di
primo piano che già avevano in un lontano passato. La storia del petrolio
del Caspio risale almeno alla seconda metà dell'800, quando a Baku
arrivavano investitori da tutto il mondo, tra i quali i Rothschild ed i
Nobel, allettati dalle prospettive offerte dallo sfruttamento dell'oro
nero. Nel corso della seconda guerra mondiale proprio il petrolio di Baku,
tra gli obbiettivi mancati delle armate hitleriane, permise all'Urss di
avere un vantaggio decisivo nella lotta contro l'invasione nazista. In
epoca sovietica invece, a causa della particolare divisione del lavoro tra
le diverse repubbliche, il petrolio del Caspio venne marginalizzato a
vantaggio dei giacimenti siberiani.
La storia dell'oleodotto Btc, lungo 1744 chilometri, dei quali 1074 in
territorio turco, costato 4 miliardi di dollari, affonda la sue radici
agli inizi degli anni '90.
Con la caduta dell'Unione sovietica e la necessità di trovare soluzioni
che permettessero di incrinare il monopolio dei paesi mediorientali nel
campo delle forniture petrolifere, l'attenzione tornò nuovamente a
rivolgersi ai giacimenti del Caspio.
Uno dei padri del Btc fu indubbiamente l'ex presidente della Repubblica
turca Turgut Ozal che nel 1991 mise sul tavolo l'idea trovando un
interlocutore molto interessato nell'allora presidente azero Elcibey.
All'epoca esistevano però almeno due altri progetti alternativi, in
fase di studio, per far arrivare il petrolio del Caspio sui mercati
occidentali. Un oleodotto da Baku al porto georgiano di Supsa ed uno che
collegasse la capitale azera al porto russo di Novorossirsk, sul Mar Nero.
Tra le multinazionali petrolifere interessate, l'inglese <Bp>in
particolare si mostrava scettica sulla economicità della soluzione turca
e preferì inizialmente sostenere la soluzione Supsa. Nel 1999
l'oleodotto Baku-Supsa entrò effettivamente in funzione. Le pressioni
americane, in particolare del presidente Bill Clinton, che avevano come
obbiettivo quello di ridurre l'influenza russa nella regione ed il suo
ruolo nel mercato energetico, si rivelarono però decisive per la
concretizzazione del progetto Btc.
Dopo undici anni di lavori, che hanno visto coinvolte 22.000 persone, il
28 maggio scorso i primi getti di petrolio azero sono arrivati a Ceyhan. A
raccoglierli una petroliera inglese diretta poi alle raffinerie di Savona.
Ai quattro paesi, Turchia, Azerbaijan, Georgia e Turkmenistan,
inizialmente coinvolti nel progetto, nel giugno scorso si è poi aggiunto
anche il Kazakistan. Con la firma del suo presidente Nazarbaiev, il
Kazakistan si impegna a trasportare ogni anno 7.5 milioni di tonnellate
del suo petrolio al porto di Baku. L'obbiettivo è quello di arrivare,
attraverso la costruzione di un oleodotto tra la città kazaka di Aktau e
la capitale azera, a 20 milioni di tonnellate. Con l'ingresso del
Kazakistan cambia anche il nome del progetto, da Btc a Abtc.
L'entrata in funzione dell'oleodotto Baku-Tiblisi-Ceyhan permetterà
alla Turchia di incassare nei prossimi 40 anni 7.5 miliardi di dollari per
i diritti di transito. Il porto di Ceyhan diventa così il principale
terminal energetico d'Europa, la Rotterdam del Mediterraneo, come
l'hanno definita le autorità turche, dal quale passerà 1/8 del
petrolio mondiale. Una società mista formata dalla turca <Petrol Ofisi> e
dall'austriaca <Omv> si è accordata per realizzare a Ceyhan anche una
raffineria.
Coerentemente con la tradizione di multi-lateralità in politica estera,
anche in campo energetico la Turchia non rinuncia a giocare le sue carte
su tavoli diversi. Non solamente quindi l'appoggio ad un progetto dal
carattere fortemente filo-occidentale, come quello Btc, ma anche la
necessità di non scontentare un vicino ingombrante, nonché fornitore di
energia, come la Russia, che certo non ha gradito il ruolo giocato da
Ankara nella sua esclusione dal grande gioco del petrolio del Caspio.
Nelle scorse settimane quella che da mesi era solamente un ipotesi, la
realizzazione di un oleodotto tra il porto turco di Samsun, sul Mar Nero,
e Ceyhan, destinato a far arrivare nel Mediterraneo gas e petrolio dalla
Russia e dal Turkmenistan, ha trovato una conferma. In una conferenza
stampa tenutasi ad Istanbul, il rappresentante della Holding turca <Calik> e
l'amministratore delegato dell'<Eni>, Paolo Scaroni, hanno annunciato
per l'anno prossimo l'inizio dei lavori di costruzione
dell'oleodotto, che dovrebbe essere completato entro il 2010. Per
Scaroni si tratta di un progetto "sicuro e semplice perché coinvolge un
solo Paese". L'oleodotto sarà lungo 550 chilometri, permetterà a
pieno regime di trasportare 70 milioni di tonnellate l'anno ed avrà un
costo di 1.5 miliardi di dollari.
La Turchia, con questi due oleodotti, viene così ad assumere un ruolo
chiave come corridoio energetico nella regione euro-asiatica. A detta di
molti osservatori poi la rilevanza strategica della Turchia dal punto di
vista energetico rispetto ai paesi europei avrà anche un ruolo importante
nel favorire il processo di integrazione nella UE. Inoltre la
realizzazione degli oleodotti per la Turchia ha il non trascurabile merito
di permettere di ridurre drasticamente il traffico di petroliere
attraverso gli stretti del Bosforo e dei Dardanelli, traffico che
rappresenta un costante pericolo dal punto di vista umano ed ambientale
per una delle aree del paese più densamente popolate.
La politica energetica turca poi non si esaurisce con i due oleodotti di
Ceyhan. Sono in una fase avanzata anche i lavori di costruzione del
gasdotto Baku-Erzurum, nella Turchia nord-occidentale. Il suo
completamento permetterà alla Turchia di garantirsi le forniture di gas
azero e turkmeno, riducendo così nel contempo la sua dipendenza dal gas
russo e mettendosi al riparo da possibili crisi nelle forniture come
quella vissuta nell'inverno scorso tra Mosca e Kiev. (Fabio Salomoni/wwww.osservatoriobalcani.org/article/articleview/5934/1/51/)
22.07.2006
|
AL CENTRO DEI
CORRIDOI ENERGETICI
LA COSTRUZIONE DI TRE RAFFINERIE

|
Rafforzeranno
ancor più il ruolo centrale della Turchia nello scacchiere
energetico mondiale. Una di queste dovrebbe sorgere a Ceyhan e
dovrebbe avere una capacità di 10 milioni di tonnellate di
"crudo". Il valore del progetto oscillerà tra uno e due
miliardi di dollari. Le altre iniziative. |
Il giorno successivo
all'inaugurazione dell'oleodotto Baku-Tiblisi-Ceyan - lungo in totale
1.776 km di cui in territorio azero 440 km, 260 km in territorio georgiano
e 1.076 km in Turchia - un progetto costato oltre 4 miliardi di dollari al
consorzio internazionale guidato dalla BP ( 30.1% ) e dall'azera <Socar> (
25% ) a cui partecipa con il 5% anche l'<Eni>, si profilano all'orizzonte
non solo nuove rotte energetiche ( il gasdotto "Nabucco" lungo
3.300 km che porterà, entro il 2011. 30 milioni di m3 di gas naturale
dall'Azerbaijan e dall'Iran attraverso la Turchia, Bulgaria, Romania ed
Ungheria sino in Austria e l'oleodotto Samsun-Ceyan - 554 km - tutto in
territorio turco e che consentirà il by-pass del Bosforo di circa
1.5
milioni di barili al giorno di petrolio provenienti dal Kazakhistan. Il
progetto sarà finalizzato dal consorzio italo-turco <EniI-Calik>e
costerà
oltre 1.5 miliardi di dollari ), ma anche la costruzione di tre raffinerie
petrolifere che ancor più rafforzeranno il ruolo centrale della Turchia
nello scacchiere energetico mondiale. Nello specifico, <Petrol Ofisi> ( ora
controllata dall'austriaca <Omv> ) ha presentato all' Edkp - l'Agenzia
per la regolamentazione del mercato energetico turco - la richiesta di
poter costruire a Ceyhan una raffineria ( oltre allo stoccaggio ecc. )
della capacità di 10 milioni di tonnellate di "crudo" ( il
valore del progetto oscillerà fra uno e due miliardi di dollari). Nel
contempo il gruppo turco <Calik> - come visto in precedenza già coinvolto
con l'<Eni> nell'oleodotto Samsun Ceyan - insieme all'<Indian Oil Corporation>
( Ioc ) è pronto ad avviare un polo di raffinazione e petrolchimico del
valore di oltre 5 miliardi di dollari ( si ricorda in proposito che <Calik>
ed <Ioc> avevano partecipato - senza successo - alla privatizzazione della
<Tupras> ). Infine il gigante russo <Lukoil> ha manifestato l'interesse ad
investire - a breve - circa due miliardi di dollari per una raffineria
nell'area di Zonguldak (Mar Nero).(Ice Istanbul)
22.07.2006
|
PRIVATIZZAZIONE
DELLA DISTRIBUZIONE ENERGETICA
|
L'Oib
ha fatto sapere che non si partirà in Turchia prima del 2007, in
ritardo di un anno rispetto alla tabella di marcia prefissata. |
Rallentano i piani di
privatizzazione della distribuzione dell'energia in Turchia. L'Agenzia per
le privatizzazioni (Oib) ha detto che non si partirà prima del 2007, in
ritardo dio un anno rispetto alla tabella di marcia prefissata.
Le motivazioni del ritardo è che devono ancora essere stilati cinque
regolamenti nei quali verranno fissati dati importanti come i limiti dei
contratti e le tariffe massime da approvare.
Questi verranno compilati dall'Autorità per la regolazione del mercato
energetico (Epdk).
la competizione più agguerrita è attesa per le 21 sezioni di Istanbul.
la sola sezione 17, la parte europea della città del Bosforo, serve 3.5
milioni di clienti e ha svegliato l'appetito dei maggiori gruppi
energetici turchi: <Koc>, <Sabanci>, <Zorlu>,
<Calik>, <Dogane Anadolu>. Il guadagno che deriva da
quest'area è di 2.3 miliardi di lire turche all'anno, cioè circa 1.1
miliardi di euro. Il prezzo della rete di distribuzione, cioè dei diritti
per 20 anni, si aggirerà secondo gli esperti intorno ai 3.9 miliardi di
euro. (ApCom)
22.07.2006
|
STABILIMENTO
<IMER> AD ASKARAY

| Il
gruppo di Poggibonsi, leader europeo nella produzione di macchina
per l'edilizia, punta diritto al mercato turco. Tre milioni di euro
di investimento. |
<Imer Group> di Poggibonsi
(Siena) accelera nello sviluppo dimensionale e nel processo di
internazionalizzazione. Il gruppo toscano, leader europeo nella produzione
di macchine per l'edilizia dopo aver da poco aperto una filiale
commerciale in Libano, ora punta dritto al mercato turco e a quelli
dell'Asia Centrale, creando un nuovo stabilimento produttivo in Turchia
grazie alla società denominata <Imer-L&T>.
Localizzato ad Aksaray, il nuovo stabilimento (che ricopre una superficie
complessiva di 35mila metri quadrati, di cui 8mila metri quadrati coperti
e che sarà operativo a partire da settembre 2006) occuperà, a regime,
circa 70 addetti. L'investimento complessivo dell'operazione è stato pari
a 3 milioni di euro.
''La nostra strategia di sviluppo - spiega Silvano Bencini, presidente di
<Imer Group> - passa da sempre attraverso l'espansione sui mercati
esteri''. L'obiettivo prioritario del nuovo impianto è rappresentato dal
mercato turco, nel quale la società toscana intende accrescere la propria
quota di mercato nel settore delle autobetoniere, e rafforzare
ulteriormente il proprio ruolo di leadership. ''La produzione - aggiunge
il presidente di <Imer Group> - verrà destinata sia al mercato
turco che ai mercati del Medio Oriente e dell'Asia centrale''. Entro tre
anni, il gruppo di Poggibonsi pensa di portare la quota export realizzata
in Turchia dall'attuale 11% al 15%. (Adnkronos)
22.07.2006
|
IN CRESCITA
IL TRAFFICO MARITTIMO
TRIESTE-TURCHIA

|
Quattordici
partenze settimanali dal porto friulano con un volume di 200mila
veicoli pesanti trasportati. L'ammiraglia <Un Trieste>. |
Il traffico marittimo tra Trieste e
la Turchia è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi vent'anni,
fino a raggiungere i volumi attuali, pari a 200mila veicoli pesanti
trasportati nel 2005, grazie a 14 partenze settimanali dal porto di
Trieste (terminal di Riva Traiana) per i principali porti della Turchia
mediterranea e asiatica. Lo ha reso noto la compagnia terminalista, la
<Samer&Co Shipping>, che poi ha organizzato un ricevimento nella Stazione
marittima per 350 persone, in occasione dell'inaugurazione della Sezione
triestina della mostra "I Turchi in Europa" e per festeggiare la
presenza all'ormeggio della nuova nave intitolata alla città, la <Un
Trieste>.
La <Un Trieste> è la nave ammiraglia della flotta turca <Un-Ro Ro> nei
collegamenti tra il capoluogo regionale e la Turchia, intitolata alla città in segno della collaborazione economica e istituzionale con quel
Paese, che si è concretizzata in oltre vent'anni di trasporti lungo
l'autostrada del mare.
Al ricevimento della <Samer&Co Shipping>, che gestisce il progetto di Autostrada del mare ed
è una delle principali terminaliste del porto di Trieste, erano state invitate
autorità italiane e turche. Tra gli altri il vice ambasciatore e primo consigliere della Repubblica di Turchia in
Italia, Kaja Bakkalbasi, il sottosegretario del ministero dei Trasporti di Turchia, Ibrahim Sahin,
il direttore generale del ministero dei Trasporti di Turchia, Huseyin Yilmaz. Ospiti della
serata, accanto al console generale onorario di Turchia, Enrico Samer, il presidente della
<Samer&Co Shipping>, Dario Samer, l'amministratore delegato della
>Un Ro-Ro> Cuneyt Solakoglu, armatore della Un Trieste. (Adnkronos)
22.07.2006
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INVESTIMENTI
STRANIERI
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La
Turchia ne è il paradiso. Vi operano circa 11 mila società. In
testa la Germania, seguita dalla Gran Bretagna e dall'Olanda. |
La Turchia paradiso per gli
investimenti stranieri. A dirlo è il sottosegretario turco al Tesoro in
un report, secondo cui nel Paese della Mezzaluna ci sarebbero quasi
11 mila società straniere, per la precisione 10.769.
Da quando è entrata in vigore la legge 4875 sugli investimenti diretti,
il numero delle aziende che hanno deciso di investire in Turchia è
lievitato esponenzialmente, aumentando dal giugno 2003 al maggio 2005 del
125%. Fra i Paesi europei che puntano maggiormente sulla Turchia al primo
posto si trova la Germania con 2.287 società, seconda la Gran Bretagna
con 1.099 e al terzo l'Olanda con 1.035. (ApCom)
22.07.2006
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CERTIFICAZIONE ISO
AI PRODUTTORI
DEL VINO <DOLUCA>

| Il
nobile nettare veniva prodotto in Anatolia già 6000 anni fa dagli
ittiti ma in seguito fu proibito sotto gli ottomani. L'azienda
produce vino dal 1926 ed è ora alla sua terza generazione. |
Wine, which has a
centuries-old history in Anatolia, is regarded as the drink of
gods. The Hittites, one of the oldest civilizations in Anatolia, used
to wash their dead kings with wine, believing that royalty would be
closer to the gods if they were cleansed with wine. Wall carvings depicting
Hittite kings offering wine to the gods demonstrate the sacred nature of
wine in central Anatolia.
Some sources say the history of wine in Anatolia dates back 6,000 years.
But wine was almost forgotten in Anatolia in the Ottoman Empire era since
its consumption was prohibited. Interest in wine in Turkey has increased
in recent years, and it has become an integral part of celebrations.
At the same time, numerous new wine brands have taken their place in the
market. Among them, Doluca stands out with its three generations of
viniculture experience.
Doluca, one of the oldest wine producers in Turkey, recently received
an Iso certification, making it the first Turkish vintner to be
certified under the Iso Quality Management System.
Doluca thus proved its production quality by receiving the En - Iso
9001:2000 Quality Management System certification from the Tuv Nord Group in
the category of Wine Conception and Production, as a result of
an evaluation process lasting over a year. The certification, held by
nearly 35,000 companies in more than 80 countries, is prestigious on the
international platform. At the same time, this certification of Doluca is
important in terms of the development of the Turkish wine sector and the
point that it has reached.
Don't underrate wine:
"Easily flowing," "leaves
a perfect taste in the mouth," "light," "liquid" -- these
are only a few phrases used to describe fine wine. The attractiveness of
wine starts with its color, which is either red, pink or white. Wine is a
drink that is mystic, full of love and has various tastes. Poet Attila
İlhan said, "Fear the scourge of wine because it is terribly red."
What about its taste? The answer is either sweet or dry. Don't underrate
wine because wines have a different world and a different language.
Doluca has been on a mission to produce high-quality products for Turkish
wine lovers since 1926. Sibel Kutman, the third generation representative
of Doluca wines who is responsible for marketing, spent her life in
vineyards and in the magic world of wine. Born in 1975, Kutman is one of
the heirs of Doluca Wines. A graduate of Wesleyan University's
departments of modern dance and business marketing, Kutman completed her
master's degree in Vine Production and Degustation. She has been
working as marketing director for Doluca since 1998. Kutman highlights the
most important part of drinking wine:
"The coldness of wine is very important. When you bottle wine, it lays
down to sleep. Before drinking white wine, it should be cooled. Red wine
should come into contact with air in order to wake up. This is why it must
be put in a carafe. There are people who like cold red wine, but when the
temperature of red wine is above 18-19 or below 11-12 degrees Celsius, it
loses its distinctive qualities."
Doluca with its different
taste:
Doluca's facility, opened in
1993 and located on 12,000 square meters of land in Mürefte, has the
capacity to produce 14 million liters. It is one of the best
facilities in Europe with oak barrels imported from France, stainless
steel tanks and the latest technology.
Dlc, which is one of Doluca's dry red wines, is produced with a blend of
Diyarbakır's Boğazkere and Denizli's Boğazkere grapes. The
wine is left in 225-liter French oak barrels for four months to age. The
flavor of Dlc Boğazkere is reminiscent of prune, dried fruit and
sour cherry. The Dlc series is made up of DLC Sultaniye-Emir, Dlc Öküzgözü,
DLC Kalecik Karası, Dlc Cabernet Sauvignon-Merlot and DLC Boğazkere.
Safir, Doluca's only natural wine, is produced from the muscatel grapes of
the Aegean region. The taste of golden yellow, aromatic and refreshing
Safir is reminiscent of honeysuckle and lemon. (Turkish
Daily News)
22.07.2006
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ECONOMIA
NOTIZIARIO DI AMBASCIATA
STIMA DELL'INFLAZIONE PER IL 2006
La Banca Centrale turca, in una lettera inviata sia al Fondo Monetario
Internazionale (Fmi) che al Governo, stima che per quest'anno
l'inflazione si attesterà tra il 9.1% e il 10.5%, quasi il doppio
quindi del tasso preventivato del 5%, mentre per l'anno prossimo si
prevede una spinta inflazionistica intorno al 4%.
L'accordo di stand-by con il FmiI richiede
infatti alle istituzioni preposte di fornire spiegazioni se la differenza
tra il tasso preventivato e quello registrato differisce di 4 punti
percentuali. In giugno, infatti, dopo quasi due anni il tasso
d'inflazione ha toccato quota 10.12%,
mentre quello stimato era del 6.5%. Nel documento inviato al Fm e al
Governo la Banca Centrale, a seguito di un'attenta analisi condotta
successivamente ai recenti avvenimenti verificatisi sui mercati
finanziari, prevede nel breve e medio termine un raffreddamento dei prezzi
a causa di una riduzione della domanda interna ed un miglioramento del
deficit commerciale, dovuto soprattutto al deprezzamento della Lira Turca
e ad una maggiore competitività sui mercati dei prodotti nazionali. Sarà
necessario, continua l'Istituto di credito, condurre un'attenta
politica monetaria e mantenere solida l'attuale struttura macro-economica
che poggia su tre pilastri fondamentali: contenimento dell'inflazione,
un regime di cambio fluttuante ed una prudente politica fiscale. Proprio tale gestione virtuosa, conclude la Banca
Centrale, ha consentito
finora all'economia del Paese di resistere agli shock esterni, riducendo
per quanto possibile le turbolenze sui mercati finanziari.
RAPPORTO <REUTERS>,
ANALISTI <CITIGROUP>, ESPERTI <ABN AMRO>
Nell'arco di queste ultime settimane, la stampa locale ha riportato
giudizi e commenti di analisti economici ed esperti finanziari, i quali
seguono con estrema attenzione gli sviluppi dovuti in
primis al continuo deprezzamento della Lira turca. Per la maggior
parte, sebbene la Banca Centrale sia riuscita a limitare le perdite
finanziarie nel corso degli ultimi due mesi, il Governo avrebbe dovuto
preoccuparsi maggiormente di incentivare gli investimenti e spingere la
domanda interna piuttosto che immettere miliardi di
dollari sul mercato con il solo intento di sostenere la valuta nazionale.
Non del tutto ottimistiche, inoltre, le previsioni sul tasso
d'inflazione, che secondo molti sarà inevitabilmente a due cifre.
Discrepanza tra analisti e fonti governative anche per le previsioni
dell'inflazione nel 2007, con i primi che stimano un tasso tra il 6% ed
il 7% ed il secondo che si ferma al 4%. Contribuiscono a tale scenario,
oltre che fattori esterni quali una stretta monetaria generalizzata nei
Paesi sviluppati, anche fattori interni quali la tensione politica e la
prospettiva di elezioni anticipate, come anche gli attriti con l'UE in
seno al negoziato di adesione, in una combinazione che non consente più
agli analisti di poter fare facilmente previsioni a breve termine. Secondo
un rapporto della <Reuters>, inoltre, i provvedimenti messi in atto
dalla Banca Centrale in questi mesi sono riusciti nell'intento di far
recuperare la fiducia nel mercato turco, non evitando tuttavia di
mantenere la moneta nazionale
ai livelli precedenti l'inizio del deprezzamento. Per un analista della
<Citigroup>, infine, la limitata liquidità globale ed il ritiro
crescente dei capitali dai Paesi emergenti continueranno ad influenzare
l'economia del Paese per tutto il 2006. Un cammino difficoltoso, quindi,
che vedrà la Turchia esposta ad ulteriori aumenti dei tassi d'interesse
e del tasso d'inflazione, come previsto da esperti della <Abn Amro>
di Londra.
IN AUMENTO LA PRODUZIONE
INDUSTRIALE
La produzione industriale della Turchia nel mese di maggio ha registrato
un incremento pari al 9% rispetto allo scorso anno. Il dato, reso noto
dall'Istituto Nazionale di
Statistica, mostra che il trend della produzione industriale dall'inizio
del 2006 è aumentato ogni mese, ad eccezione di gennaio. Con riferimento
agli incrementi percentuali dei singoli settori industriali, sempre nel
mese di maggio, quello minerario è aumentato dell'8.3% con una media
del 6.0% nei primi cinque mesi dell'anno, l'erogazione di servizi
(luce, gas e acqua) e' aumentata del 7.7% (7.8% nei primi cinque mesi),
mentre il settore manifatturiero e' stato quello che ha registrato
l'aumento più significativo 9.1% a maggio con una media nei primi
cinque mesi pari al 5.1%.
LOTTA
ALLA CORRUZIONE
Nel programma di lotta alla corruzione fortemente perseguito dal Governo
di Ankara, è stato istituito un Comitato ad
hoc, alle dirette dipendenze
dell'ufficio del Primo Ministro, che riunisce al suo interno rappresentanti
di istituzioni pubbliche. Presentando
l'iniziativa nel corso di una riunione con gli Ambasciatori dei
Paesi dell'UE, il Primo Ministro Recep Tayyip
Erdogan ha sottolineato l'importanza che il Paese annette alla lotta
anti-corruzione, affermando altresì la determinazione di stabilire un
coordinamento tra le istituzioni coinvolte in tale attività. A
dimostrazione di tale impegno, Erdogan ha infine tenuto a sottolineare che
il Parlamento turco ha approvato il 14° Protocollo delle Nazioni
Unite sull'Accordo Anti-Corruzione e l'Accordo Europeo sui Diritti
Umani.
BRETELLA FERROVIARIA SULLA
KONYA-ANKARA
Il ministro dei Trasporti, Binali Yildirim, in una cerimonia tenutasi
presso la stazione centrale di Konya, ha dato ufficialmente inizio ai
lavori di costruzione della bretella ferroviaria di 4.8 km che andrà ad
inserirsi nella linea ad alta velocità che collegherà Konya alla
capitale riducendone così il percorso complessivo di oltre un'ora. Nel
corso dell'evento Yildirim ha inoltre affermato che il Governo e'
determinato a ristrutturare il sistema ferroviario del Paese, con lo scopo
di ristabilire un corretto equilibrio tra le diverse vie di trasporto
nazionali.
BILANCIA
DEI PAGAMENTI
Secondo gli ultimi dati pubblicati dalla Banca Centrale turca, la bilancia
dei pagamenti a maggio del 2006 ha riportato un deficit di $4 milioni, con
un incremento del 73.8% rispetto allo stesso periodo del 2005. Tale
incremento viene attribuito principalmente all'aumento del deficit
commerciale. Nel periodo gennaio - maggio, invece, risultano in
avanzo i servizi, le cui entrate nel periodo in questione sono ammontate a
$2.5 milioni, anche se in
leggero calo rispetto allo stesso periodo del 2005 ($2.8 milioni) mentre
gli investimenti diretti dall'estero si sono assestati a $8 milioni,
principalmente grazie agli investimenti effettuati nel settore della
telefonia mobile con l'acquisto della turca <Telsim> da parte
della <Vodafone> e di quello pari al 34% dei distributori <Petrol
Ofisi> da parte dell'austriaca <Omv>.
ESPORTAZIONE
DI AUTOVETTURE
L'Associazione degli Esportatori di Uludag ha recentemente reso noto che
nel primo semestre del 2006 il 72.3% delle esportazioni di autovetture
dalla Turchia, equivalenti a $5.3 miliardi, e' stato destinato a Paesi
membri dell'Unione Europea (75.8% se si considerano anche la Romania e
la Bulgaria). L'Italia figura tra i più grandi acquirenti, seguita da
Germania, Francia e Inghilterra, con acquisti per un totale di $3.7
miliardi. Nello stesso periodo, le esportazioni di autovetture dalla
Turchia hanno raggiunto un totale di 162 Paesi in cinque continenti e in
13 zone di libero scambio per un valore complessivo delle vendite pari a
$7.4 miliardi.
SEGNALI POSITIVI PER IL
SETTORE EDILE
Il settore edile che nel primo trimestre dell'anno in corso ha contribuito
alla crescita del Pil per oltre il 26% mostra ancora segnali positivi che
avranno senza dubbio una ricaduta positiva su specifici settori
dell'export italiano in Turchia (materiali per edilizia, porte,
finestre, mobili, articoli di illuminazione). Nei primi tre mesi le
municipalità hanno emesso 19.4 milioni di permessi di costruzione, il 3.7%
in più rispetto allo stesso periodo del 2005. E' interessante evidenziare
che la superficie interessata dalle nuove costruzioni segnala un
incremento del 23% rispetto al primo trimestre dello scorso anno per
attestarsi a quota 7.8 milioni di mq. Il valore totale dei progetti
in via di costruzione ammonta a 7.8 miliardi di Lire Turche (circa 3.4
miliardi di Euro).
....MA VA MALE IL TURISMO
Il settore del turismo, una delle principali fonti di entrate in valuta
estera in Turchia, è ancora in rallentamento rispetto alle previsioni a
causa degli effetti negativi (epidemia di febbre aviaria, la polemica
contro le vignette sul Profeta Maometto) che dallo scorso anno si
ripercuotono sull'industria nazionale. La prima conseguenza di tale
stallo è stato l'abbassamento, anche fino al 50%, dei prezzi praticati
da alcune agenzie di viaggio per cercare di rendere più appetibili le
vacanze nel Paese. Tra le assenze quelle più significative riguardano i
turisti tedeschi, anche a causa dei Mondiali di calcio che si sono tenuti
in Germania quest'anno, solo in parte compensate da quelli provenienti
dalla Russia.
PROGETTAZIONE SOFWARE APPLICATIVI
Secondo una notizia apparsa sulla stampa locale, la Fondazione Turca degli
Ingegneri Informatici è in contatto con il ministero della Difesa
statunitense e la Nasa, per sviluppare per conto delle due strutture
particolari e sofisticate tipologie di software. Il presidente della
Fondazione che raggruppa le Software
Houses del Paese, Yilmaz Sonmez, si è dichiarato pronto ad entrare
nell'agone mondiale della progettazione di software applicativi,
soprattutto contendendo agli indiani il primato del Paese a cui gli Stati
Uniti e non solo si stanno rivolgendo per delocalizzare la produzione di
software in differenti settori (difesa, medicina, contabilità ed altri).
Yilmaz ha proseguito definendo il Technopark di Kurtkoy, in prossimità di
Istanbul, la "Software Valley" della Turchia, già oggetto di
particolare interesse della Microsoft. Parallelamente, intervenendo alla
Conferenza Internazionale di Portland sull'Ingegneria e la Tecnologia,
tenutasi in Turchia per la prima volta, il ministro dell'Industria, Ali
Coskun, ha affermato che i centri di sviluppo tecnologico presenti in 22
università nazionali forniscono un notevole contributo al settore
tecnologico e che le esportazioni di prodotti di tecnologia avanzata nel
Paese hanno raggiunto nel 2005 la somma di $40 milioni. L'1%
del Pnl, ha concluso Coskun, viene
stanziato a favore dello sviluppo e della ricerca, una percentuale
destinata ad aumentare fino al 3% entro i prossimi otto anni,
armonizzandosi agli standard europei.
SETTORE BANCARIO
Le attività di securitizzazione e di reperimento di prestito consorziale
da parte delle banche turche sono aumentate dell'80% rispetto allo
scorso anno per un totale di $6.7 miliardi. Il dato è significativo
della fiducia che viene riposta dalle banche straniere nell'economia del
Paese.
_______________________
Il gruppo finanziario
franco-belga, <Deixa>, incrementerà il proprio capitale
azionario di €1.5 miliardi per far fronte all'acquisto della <Denizbank>,
un'operazione del valore totale di $2.44 miliardi.
PRIVATIZZAZIONI
La Corte
Amministrativa ha definitivamente approvato la vendita del 51% delle
azioni della <Tupras> al Consorzio <Koc-Shell>, mettendo fine
a lunghi mesi di lotta condotta dal sindacato dei lavoratori del settore,
<Petrol-Is>, che sin dall'inizio si era opposto all'operazione.
Il Gruppo <Koc> consorziato con la <Shell> nel settembre del
2005 aveva presentato l'offerta più alta, $4.14 miliardi,
aggiudicandosi il tender formalizzato poi all'inizio di quest'anno con
la firma dell'accordo di trasferimento delle azioni tra i vincitori e
l'Amministrazione per le Privatizzazioni.
INDICATORI
MACROECONOMICI
-
Crescita del PNL nel 2005:
7.7%; gen. - marzo 2006: 6.3%
- Inflazione
annua (prezzi al consumo): 7.72% (2005); 10,1% (giugno 2006)
- Interscambio con
l'Italia nel 2006 - gen - maggio - (dati ICE): 6.1 miliardi di
dollari, con esportazioni
verso
l'Italia pari
a 2.8 miliardi di dollari (+
25,6% rispetto al corrispondente periodo del 2005) ed importazioni
dall'Italia pari a 3.3 miliardi di dollari (+11,6 % rispetto al
corrispondente periodo del 2005).
A cura di : Simona De Martino - capo
dell'Ufficio economico e commerciale dell'Ambasciata d'Italia in Turchia
Giancarlo macchia - vice capo dell'Ufficio economico e eommerciale
Roberto Luongo - direttore dell'Ufficio Ice di Istanbul
Redazione: Tiziana Staffolari - collaboratore economico e finanziario
22.07.2006
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UN GRAVE ERRORE
ABBANDONARE
IL SETTORE TESSILE

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Gli
industriali turchi si stanno interrogando sul loro futuro. Quel che
pensa la presidentessa dell'Associazione di Categoria dei produttori
di Abbigliamento, Aynur Bektas. |
Il mondo industriale
turco del tessile-abbigliamento si sta interrogando profondamente sul suo
futuro e la presidentessa Aynur Bektas dell' Associazione di Categoria dei
produttori di Abbigliamento ( Tgsd ) ha dichiarato : "...Se la
Turchia dovesse abbandonare il campo (o ridurre consistentemente il
settore), lascerebbe la "gallina dalle uova d'oro" ad altri Paesi
dell'area ( Russia, Ukraina, Romania e Bulgaria )...". La Bektas ha
proseguito affermando che, prima dello scorso anno, la consapevolezza
degli industriali turchi in merito all'importanza di avere prodotti a più
alto valore aggiunto e con contenuto di design era molto limitata,
mentre oggi tutti o quasi tutti sono non solo consapevoli , ma stanno
"aggressivamente" operando in tal senso. "...Quelle aziende
che stanno operando utilizzando manodopera qualificata, designer ,
acquisendo macchinari ad alta tecnologia e si stanno specializzando in
R&S avranno chance in futuro di emergere sui mercati
internazionali...". Sullo stesso tema è intervenuto il noto
imprenditore Daniel Harari ( Ceo della <Lectra> ) il quale in
un'intervista al quotidiano economico "Referans" ha affermato
che se la Turchia dovesse seguire i suggerimenti di "qualcuno"
di abbandonare il comparto tessile-abbigliamento per il Paese sarebbe un
vero disastro. "...Se l'Italia 20 anni orsono avesse ascoltato gli
stessi suggerimenti ora non sarebbe il leader mondiale che è...La Turchia
non ha nei settori hi-tech lo stesso know-how che possiede nel
comparto tessile. La Turchia lo deve utilizzare al meglio...". Ha
concluso infine affermando che: "...Il vero problema del
tessile-abbigliamento turco è la mancanza di immagine all'estero, tutti
dobbiamo lavorare affinché si affermi nel mondo il Made in Turkey
di qualità...".(Ice Istanbul)
22.07.2006
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ELETTRICITA':
GLI INVESTIMENTI
NECESSARI

|
Il
settore industriale turco, che richiede oggi circa 63 miliardi di
kilowatt, ne avrà bisogno nel 2008 di 72.7 e nel 2013 di 97 con una
crescita media del 5.7% l'anno. |
La domanda di energia elettrica in
Turchia crescerà dagli attuali 159 miliardi di kilowatt a 191 miliardi di
kilowatt nel 2008 e a 260 nel 2013, con una crescita media annua del 6.3
per cento. Lo comunica l'Istituto Italiano per il Commercio Estero citando
un rapporto del Comitato Energia per il Nono Piano di Sviluppo. In
particolare, il settore industriale turco richiede oggi circa 63 miliardi
di kilowatt, ne richiederà 72.7 nel 2008 e 97 nel 2013, con una crescita
media del 5.7 per cento l'anno. La domanda di energia elettrica per l'uso
domestico e servizi passerà, invece, dai circa 60 miliardi di kilowatt
attuali a 78 nel 2008 e a 117 nel 2013. Sempre secondo lo studio, qualora
non subentrassero investimenti nel 2009 il Paese si troverebbe a
fronteggiare un deficit di energia elettrica pari a oltre 3 miliardi di
kilowatt. Gli esperti del comitato hanno anche evidenziato che la Turchia
necessita di investimenti nella produzione di energia elettrica per almeno
20 miliardi di dollari al fine di fronteggiare eventuali carenze future. (Denaro.it)
22.07.2006
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IMPRESE:
PRONTI
I CONTRIBUTI
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Saranno
concessi alle piccole e medie imprese turche dalla Commissione
europea nell'ambito del programma Meda. Finanziamenti per 25 milioni
di euro. |
Nell'ambito del programma <Meda> la
Commissione europea offre finanziamenti a piccole e medie imprese presenti
in Turchia che vogliano rafforzare la propria attività. Possono
partecipare Pmi che abbiano uno stabilimento, o quanto meno una presenza
produttiva, in una delle seguenti province della Turchia: Ar�,
Ardahan, Id�r, Kars, Kayseri, Sivas, Yozgat, Karaman, Konya, Bingöl,
Elazig;, Malatya, Tunceli. I finanziamenti disponibili ammontano a
circa 25 milioni di euro che saranno utilizzati per progetti fra 14mila e
200mila euro dei quali la Commissione Europea coprirà le spese per una
percentuale compresa fra il 33 per cento e il 50 per cento.
Diverse sono le attività che potranno essere finanziate attraverso questi
progetti. Esse vanno dagli investimenti nel campo dell'innovazione
tecnologica (acquisto di macchinari), alla ricerca e sviluppo, fino ad
operazioni di carattere commerciale, comprese quelle di tipo fieristico.
Tutti i settori produttivi sono contemplati da questo programma, ed in
particolare lo sono quelli relativi ai servizi, al turismo e alle
manifatture. Esclusi sono soltanto i seguenti settori: energia,
agricoltura primaria, carbone e acciaio, armi, tabacco, bevande fortemente
alcoliche, gioco d'azzardo, bancario, assicurativo e immobiliare. Per
ulteriori informazioni è possibile visitare il sito: http://ec.europa.eu/comm/europeaid/cgi/frame12.pl.
(l.p/Denaro.it)
22.07.2006
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2.5 MLD DI $ IN
DIVERTIMENTI
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Questa
la somma - secondo il presidente della <Turiyd>, Erol Kaynar -
che spendono i turchi. Un fatturato generato da oltre 17 mila
persone a reddito alto. |
Secondo il presidente
dell'Associazione turca dei manager dei settori turismo, ristoranti,
discoteche e club (Turiyd), Erol Kaynar, il fatturato del comparto
entertainment vale 2.5 miliardi di dollari. Tale fatturato - secondo
Kaynar - sarebbe generato da oltre 17.000 persone ad alto reddito, di cui
10.000 residenti ad Istanbul e gli altri 7.000 nel resto del paese. Il presidente
del <Turiyd> ha anche evidenziato che, mentre negli Usa ed in Europa
il recarsi fuori per colazione, pranzo e ballare in discoteca, è divenuta
un'abitudine ormai affermatasi negli anni, in Turchia il fenomeno, pur in
crescita, è ancora limitato solo alle classi più abbienti. Uno dei
limiti indicati alla crescita del comparto entertainment è il costo
ancora molto elevato per l'accesso ai locali. (Ice
Istanbul)
22.07.2006
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CASO FORMENTI:
CHIAMATA
PER L'UNIONE

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Sollecitato
da un euro-parlamentare della Margherita un intervento in merito
alla concorrenza sleale che sarebbe stata praticata dalle aziende
turche produttrici di tv color.
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Il <caso Formenti> approda al Parlamento di Strasburgo. L'euro-parlamentare
della Margherita, Andrea Losco, si rivolge alla Commissione europea per
sollecitare un intervento in merito alla concorrenza sleale praticata
dalle aziende turche produttrici di tv color. "L'Olaf (organismo
antifrode dell'Unione europea, ndr), investita della questione ai fini
delle sanzioni dal commissario straordinario del gruppo <Formenti-Seleco-Brionvega Spa> - scrive Losco nella sua interrogazione -
si è limitata ad osservare di aver condotto una investigazione interna i
cui risultati sono stati comunicati alle Autorità degli Stati membri".
Eppure - osserva l'euro-parlamentare campano - la prova di un tale
comportamento (il dumping, ndr) è agli atti stessi della Commissione
(Regolamento 1531/2002 del Consiglio 14 agosto 2002), là dove si ricava
che i televisori venivano esportati in Europa in libera pratica
accompagnati da un certificato Atr nel mentre sono risultati non di
origine turca in base ai criteri di cui all'all. 11 al Regolamento di
attuazione del Codice doganale. Con la conseguenza che milioni di
televisori, considerati dalla Commissione non di origine turca ai fini del
dumping, hanno continuato a circolare in libera pratica senza assolvimento
di dazio od oneri equivalenti".
Oggi - osserva Losco - "in Europa il comparto dell'elettronica di
consumo è praticamente scomparso a causa della concorrenza sleale dei
produttori turchi per violazione di normativa pubblicistica". Ciò
nonostante, l'azienda turca <Vestel>, in uno alla francese <Thomson>, nelle
scorse settimane ha chiesto alla Corte di giustizia europea una pronuncia
preliminare circa la prevalenza dei criteri di cui all'art. 24 del
Codice doganale su quelli previsti dall'all. 11 già citato (origine e
valore della componentistica rispetto al valore franco fabbrica del
televisore).
"L'intento - sottolinea l'euro-parlamentare dei Dielle - è
evidentemente quello di evitare le conseguenze della frode doganale e
delle possibili richieste di risarcimento del danno (risulta incardinato
il giudizio promosso della <Formenti Séleco SpA> in Amministrazione
Straordinaria) dopo aver evitato quelle per dumping".
Alla luce delle circostanze esposte, Losco chiede quindi a Bruxelles "se
non ritenga necessario costituirsi nei giudizi promossi dalla <Veste>l e
dalla <Thomson> a tutela del criterio interpretativo utilizzato nel
procedimento per dumping". Ed inoltre rivolge l'invito a fornire
"precise istruzioni all'Olaf ed alle Dogane affinché venga
correttamente applicata la normativa vigente in materia di Unione doganale
con la Turchia, e in particolare le sanzioni per il mancato assolvimento
del dazio/oneri equivalenti a tutela degli interessi finanziari
dell'Unione. (Denaro.it)
22.07.2006
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MARKETING
<CISCO>
|
Il
gruppo leader nella fornitura di apparati di networking per Internet
investirà sul mercato turco 250 milioni di dollari nei prossimi
cinque anni. |
<Cisco>, gruppo leader nella fornitura
di apparati di networking per Internet, investirà in Turchia 250 milioni
di dollari nei prossimi 5 anni. Lo ha detto il chief development officer(Cdo)
del gruppo, Charles H. Giancarlo, sottolineando che <Cisco> sta esplorando
anche la possibilità di realizzare in Turchia uno dei suoi centri di
ricerca e sviluppo. Secondo un articolo pubblicato oggi sul quotidiano
<Hurriyet>,
l'investimento potrebbe anche superare i 250 milioni di dollari, ma a
determinate condizioni, ha osservato Giancarlo.
<Cisco> intende rafforzare le strutture di vendita, assistenza e marketing.
Inoltre, il gruppo tecnologico intende investire nello sviluppo di piccole
e medie imprese in base alle potenzialità di ciascuna di esse. (Denaro.it)
22.07.2006
|
SCUOLE DI BUSINESS
|
A
confronto quelle di Italia, Turchia, Malta, Francia, Tunisia,
Spagna, Italia. Stati Uniti ed Inghilterra a Palermo nei giorni
scorsi. |
Le scuole di business di Turchia, Malta, Italia, Francia, Tunisia, Spagna,
Algeria ma anche di Inghiterra e Stati Uniti si sono incontrate a Palermo il 17
e 18 luglio nel convegno internazionale sul tema "La formazione
manageriale nell'area euromediterranea" organizzato dall'Isida
(Istituto superiore per imprenditori e dirigenti di azienda) in occasione
del 50° anniversario della sua fondazione. L'obiettivo del convegno è
quello di confrontare le differenti strategie e i modelli di training che
servono a formare esperti manager in grado di contribuire allo sviluppo
economico dell'area euro-mediterranea. (Denaro.it)
22.07.2006
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UN LOBSTER DA 11
METRI
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Costruito
in Turchia su commessa della <Med one> presso il cantiere
<Blue Sailors>, sarà presentato alla prossima fiera di Genova
(7-15 ottobre). |
Verrà presentata, alla prossima
Fiera di Genova (7-15 ottobre 2006), in anteprima per il mercato
Italiano il "Sailor 36" by <Med One>, un "Lobster" di 11 metri costruito su
commessa della <Med one> direttamente in Turchia presso il cantiere
<Blue
Sailors> che già da molti anni si è distinto per la realizzazione di
imbarcazioni di prestigio.
L'idea del gruppo <Med One> è di proporre alla propria clientela un
prodotto di altissima qualità, seguendo quelle che sono le indicazioni
del mercato sempre più interessato ad imbarcazioni del tipo "Lobster"
differenziandosi da quelli che sono i marchi già rappresentati e
commercializzati in Italia <Bavaria Motor Boats> - <Formula> -
<Klasea>.
Il SAILOR 36 by Med One si presenta con un design innovativo ed
inconfondibile, le linee d'acqua risultano morbide con i colori della
carena che possono essere scelti in base al gusto dell'armatore ( Brown -
Black - White - Claret Red - Gold e Dark blu) con dei Lay-out interni
curati in ogni particolare sia nella scelta dei materiali usati che nella
predisposizione degli spazi ( una cabina armatoriale, una altra con i
letti a castello ed un bagno con doccia tutto in poco meno di 11 mt. !!! )
un pozzetto che prevede oltre ad una spaziosa e funzionale cucina una
comoda zona relax ed uno spaziosissimo prendisole di poppa.
Il "Sailor 36" by <Med One> sarà commercializzato in Italia a partire da
settembre 2006 e prevede tutta una serie di benefit per coloro che
risulteranno interessati all'imbarcazione: personalizzazione e scelta sia
dei lay-out interni che del decor per gli esterni, possibilità di
ottimizzare le motorizzazioni e le trasmissioni , interessanti formule
finanziarie oltre ad una seria assistenza pre e post-vendita, con la
possibilità recarsi presso il cantiere turco per seguire lo stato dei
lavori.
Descrizione:
o Lunghezza: 10.97 mt.
o Baglio massimo: 3.06 mt.
o Cabine: 2
o Bagni: 1
o Serbatoi carburante: 600 Lit.
o Serbatoi acqua: 200 Lit.
o Motorizzazioni: 2 x Volvo-Penta D/4 260 Duoprop
o Velocità max: 32 nodi
o Velocità di crociera: 28 nodi. (Nautica Online)
22.07.2006
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SOCIETA'
RAPPORTO
SULLE DONNE TURCHE
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Necessario
uno studio per l'applicazione della strategia di
Lisbona. Turchia, un Paese dove il 27% del mondo del
lavoro è costituito dall'elemento femminile. |
''Un rapporto sul numero
di donne turche che raggiungono posizioni di quadro, ricercatori,
ingegneri, alte professionalità nelle aziende e nelle pubbliche
amministrazioni''. E' quanto ha chiesto Corrado Rossitto, presidente
della Ciu (Confederazione italiana di unione delle professioni
intellettuali), in occasione del 21° meeting della Commissione
consultiva del Cese Unione europea-Turchia, di cui la Ciu è membro,
relativo ai negoziati per l'ingresso del Paese nella UE, che si
è svolto nella città turca di Kayseri. Per la Ciu, infatti, lo studio
sulle donne turche è necessario per l'applicazione della Strategia di
Lisbona, in quanto ''fattore rilevante per realizzare l'economia della
conoscenza voluta dall'Unione europea''.
Al centro dell'incontro, il tema dell'inclusione sociale della donna. Secondo i dati illustrati, in Turchia, il 27% del mondo del
lavoro è costituito da donne. Quelle che frequentano
l'università sono il 3.9%, il 10.% accede alla scuola superiore ma ben il
44.% dispone di un titolo corrispondente alla scuola elementare italiana.
Inoltre, una donna turca su cinque è analfabeta. (Adnkronos)
22.07.2006 |
TURISMO
AD ANTALYA SONO
I RUSSI
A FARE DA PADRONI

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La
crisi in Turchia del turismo europeo in parte compensato dall'arrivo
in massa dei vicini di casa. |
The number of holiday makers from
Western Europe to Antalya is in decline and the westerners are
increasingly being replaced by visitors from Russia and Eastern European
countries in the Mediterranean hotels and resorts, data showed.
About 2.5 million foreigners
from all over the world visited Antalya's hotels in the first six months
of the year, according to data from Antalya's Cultural and Tourism
Directorate. The data also points to a visible decline in the number of
tourists from Germany as compared to the same period last year. In the
first six months of 2005, German visitors amounted to 41 percent of the
total foreign visitors to Antalya, while this year it was only 37 percent.
The number of visitors from countries like the Netherlands, Switzerland,
Italy, Denmark, Sweden, France and Britain has also gone down.
Contrary to the trend among the Western Europeans, the number of holiday
makers from Romania has gone up remarkably by 53 percent, rising from
4,729 to 7,271. Ukrainians followed with 44 percent and visitors from
Russia, Belarus, Poland, Lithuania, Hungary and the Czech Republic have
also increased in number.
'Western Europeans pushed
out by Russians'
Müfit Kaptanoğlu, an
executive board member of the Turkish Hoteliers' Federation, said Turkish
hotels and tour operators have reduced prices in panic after the number of
German tourists declined in parallel to an economic recession in Germany.
This decrease in prices, in turn, has drawn other visitors from countries
with weaker economies, thus increasing the diversity in tourist profile in
Antalya.
Kaptanoğlu praised diversity, but warned of drawbacks as well.
"Holiday makers from Western European countries such as Germany, Belgium,
Britain, Switzerland and the Netherlands cannot feel quite comfortable in
areas where other holiday makers from Russia and the countries of the
Commonwealth of Independent States (CIS) concentrate," he told the
Anatolia news agency.
"Western Europeans start fleeing the places where there is a
concentration of tourists from CIS countries," he went on, warning
tourism companies to heed this while drafting a strategy as Western
European and Russian tourists are unlikely to share the same spot.
Kaptanoğlu also said measures should be taken for a balanced
portfolio of tourists.
"Our tourism is getting Eastern because there is a decline in the number
of tourists from Europe. We should stop this decline," he said. (Turkish
Daily News)
22.07.2006
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DA UN CENTESIMO
DI EURO
PER ISTANBUL

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Milano
e la Turchia collegate da voli di linea low cost grazie alla
compagnia aerea <MyAir>. Le partenze da Orio al Serio. |
Da qualche giorno Italia e Turchia
sono collegate da voli di linea low cost. Infatti, la compagnia aerea
<MyAir> ha iniziato i collegamenti tra Milano e Istanbul. "Grazie
all'impegno dell'Enac nei confronti delle autorità aeronautiche
turche - ha dichiarato il presidente di <MyAir.com>, Carlo Bernini - è
stato possibile avviare questa nuova rotta che darà importanti benefici
economici ai passeggeri, consentendo una riduzione tariffaria dei
biglietti aerei". I collegamenti Milano Orio al Serio - Istanbul sono
operati il lunedì e il venerdì alle ore 17.45 con arrivo previsto ad
Istanbul alle ore 21.15 . I voli decolleranno da Istanbul alle ore 22.05
con atterraggio a Orio al Serio alle 23.45. Dal 9 agosto, poi, si
aggiungerà un terzo volo, operativo il mercoledì con gli stessi orari.
Le tariffe partiranno da 1 centesimo euro, tasse e supplementi esclusi. (Siciliatravel.com)
22.07.2006
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150 ANNI DI
FERROVIA

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Le
Turkish State Railways (Tcdd) si stanno preparando a celebrare il
loro secolo e mezzo di vita. Secondo una recente pubblicazione, il periodo
si può dividere in tre fasi: prima della Repubblica, dal 1923 al
1950, dal 1950 ad oggi. La costruzione della prima tratta, ad opera
di una compagnia britannica, fu la Izmir-Aydin. |
The Turkish State Railways (Tcdd) is
preparing to celebrate the 150th anniversary of the introduction of rails
in Turkey this year, with major transformations underway in the current
rail network.
According to a book published by
the TCDD in celebration of the anniversary, Turkish railway history is
divided into three major eras, before the formation of the Turkish
Republic, between 1923 and 1950 and 1950 to current times.
Before the republic:The
construction of the first railway route in Turkey began in 1856. A British
company was awarded a contract to build a 130-kilometer railway between
İzmir and Aydın.
The reason why this
region was chosen as the first to have a railway was due to the high
population concentration in the area and its commercial potential. The
British company thought the region was rich enough to consume British
goods while producing raw materials needed for the industry.
Most of the rails laid were constructed by foreign companies, with the
construction of the Istanbul-Baghdad and Istanbul-Hejaz railways having
major political and economic importance.
After the collapse of the Ottoman Empire and the advent of the Republic of
Turkey, most of the 4,000 kilometers of railway were left within Turkey's
new borders.
The golden era:When the
Republic of Turkey was proclaimed in 1923, Turkey had 2,282 kilometers of
railways owned by foreign companies, 70 kilometers of narrow railways and
1,378 kilometers of state-owned railways.
The new republic saw the railway as a major way to modernize a country
that was devastated by continuous war. The state started building railways
throughout the country in order to make sure Turkey could utilize its own
resources and be economically sustainable.
National resources were mostly used to build the railways, with railway
construction continuing at a fast pace until the start of the Second World
War. Of the 3,578 kilometers of railway constructed between 1923 and 1950,
3,208 kilometers were built before 1940.
The state also nationalized foreign-owned railways, with special attention
being paid on ensuring easy access from central and eastern regions to the
coastal areas.
Roads become priority:After
1950, the state paid more attention to building roads and highways,
instead of railways. Until 1950 roads were seen as complementing the
railway system, but after 1950 roads were seen as the most important
factor in modernization.
After 1960 none of the railway construction targets were met, with annual
railway built between 1950 and 1980 averaging only 30 kilometers.
Major construction projects initiated after 1980 always saw roads as the
main priority. The railways were ignored, with most available money
allocated to highway transportation networks.
In 1950, the total length of Turkish railways was 9,204 kilometers, in
2004 it was 10,984.
Tcdd today:Today, the Tcdd
has three business partnerships and five factories -- Çankırı
Makas, Afyon, Sivas, Ankara and Behiçby Uzunray kaynak factories.
The TCDD also owns seven rail terminals, including Haydarpaşa,
Derince, Bandırma, Samsun, Mersin, İskenderun and İzmir. It
also operates passenger boats in Sirkeci in Istanbul and Lake Van.
The most important priority of the Tcdd today is modernization of the
current railway network in order to allow for fast-train transportation.
The fast train is expected save time and become a faster mode of overall
transport than planes, because most of the train stations are located in
city centers. Fast trains also work on electricity and as a result are
more environmentally friendly than other alternatives.
Ankara-Eskişehir in one
hour, five minutes:The first stage of the Ankara-Istanbul Train Project
began in 2003, with the Ankara-Eşkişehir Fast Train Project
expected to finish by the end of this year.
The project aims to shorten the time it takes to travel between Ankara and
Eskişehir to one hour and five minutes. When the second stage of the
Ankara-Istanbul Train Project is finished, one will be able to travel
between Ankara and Istanbul in three hours.
Fast-trains from Edirne to
Kars:While the Ankara-Istanbul Fast train Project continues, other similar
ones have been launched between Ankara-Sivas, Ankara-Konya and
Ankara-Afyon-İzmir-Bandırma-Bursa-Ayazma-Osmaneli-İnönü.
The tender of the Ankara-Konya Fast Train Project is already awarded and
the project aims to shorten the time it takes to travel between the two
cities to one hour, 10 minutes.
The work on the Sivas-Kars and Kapıkule-Istanbul fast train projects
is continuing.
When all these projects are complete, Ankara-Istanbul will take three
hours, Ankara-Konya one hour, 10 minutes, Ankara-Sivas two hours,
Istanbul-Sivas five hours, Ankara-Afyon one hour, 15 minutes, Ankara-İzmir
three hours, 20 minutes, Ankara-Bursa two hours, 30 minutes.
Meanwhile, the Marmaray Project railway is underway and when completed it
will link Europe and Asia via a railway under the Bosporus.
Rails renewed:
The lack of investment in the
country's railway network since 1950 has necessitated a comprehensive
renewal effort, rather than just building new railways. Some lines have
not been touched for 100 years, the Tcdd says.
The failure to renew rails also made the Tcdd decrease its travel speeds.
That's why the renewal of the existing network is seen as important for
the fast train projects. When completed, speed on normal railway tracks
will be increased from 55 to 100 kilometers per hour.
The TCDD plans to strengthen its capacity, too, with its factories aiming
to manufacture 47 diesel-fueled locomotives, 1,000 freight cars and 30
passenger cars. The TCDD also plans to install air conditioning in 300 of
its existing passenger cars.
The TCDD has the introduced block freight transport method, with the time
it takes to transport goods from Soma to Erzurum decreasing from 15 days
to three days.
It plans to establish satellite villages at important railway junctures,
with the first six planned in İstanbul Halkalı, İzmit Köseköy,
Kayseri Boğazköprü, Samsun Gelemen, Eskişehir and Balıkesir.
The TCDD aims to transform the transportation system in Turkey, with its
three-year objectives including introduction of fast trains all over the
country, metros in urban areas, renewed railways and trailers being
carried all over the country by train. (Turkish
Daily News)
22.07.2006
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KALKAN
E...GLI ELOGI DEL <TIMES>

|
Il
ridente quanto suggestivo centro turistico del Mediterraneo turco
messo in evidenza in un articolo del giornalista Mick Hume. |
The Times
of London, one of Britain's most prestigious papers, reported that the
Kalkan neighborhood of Kas in Antalya was a rather nice holiday
destination for tourists.
Accordingly, tourists were told they could have a "quick shave" by
burning their ear hair with grain alcohol.
Times reporter Mick Hume said in an article regarding his voyage to Turkey
that he rented a villa in Kalkan along with his family and told British
readers about the advantages of a Turkish holiday.
Accessing Kalkan was easier than previous times because the tunnel
returning from the Dalaman Airport shortened the way, Hume said.
In his article, he mentioned that those positive developments did not
please the British, "who believe that they discovered Kalkan first" at
all.
It was also reported despite their lack of English, talking with Turkish
barbers about football was quite an enjoyable experience. (Zaman)
22.07.2006
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PROGETTI DI ESPANSIONE PER <SILENCE HOTELS>
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Come
sta
lavorando il gruppo alberghiero in Turchia e come viene visto il futuro. |
Accelera l'hotellerie
in Turchia, anche grazie ad una catena che ha grandi progetti di
espansione in cantiere. Si tratta di <Silence Hotels>, gruppo che
attualmente conta due hotel e circa 1.800 camere, ma punta ad arrivare,
nel 2010, ad una capacità di 12mila camere. Contemporaneamente,
l'offerta sarà diversificata, con strutture anche di città e resort di
montagna o golf. (Guida Viaggi)
22.07.2006
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PIANDIMELETO:
IN ATTESA
DEL 23° PALIO

|
La
manifestazione ricorda il potere dei Conti Oliva nel piccolo centro
della provincia di Pesaro ed Urbino. A chi rivolgersi per maggiori
informazioni. |
Come
già in altre occasioni, nell'ambito di quegli scambi storico-culturali
grazie ai quali si è finalmente compreso che arte e manifestazioni a
carattere turistico sono un patrimonio di tutti e quindi vanno messe bene
in evidenza, segnaliamo volentieri questa notizia che ci è stata inviata
da una nostra valida collaboratrice. La Turchia non vi ha nulla a che
fare. Ma è ugualmente Interessante.
Piandimeleto comune del
Montefeltro, in provincia di Pesaro e Urbino celebra il 29 ed il 30 Luglio
la ventitreesima edizione del Palio dei Conti Oliva. Il Palio ricorda il
potere dei Conti Oliva a
Piandimenltro e nei territori limitrofi. Correvano gli anni 1377 ca.-
1574, in questo periodo, i Conti Oliva misero la propria residenza
principale a Piandimeleto e, con la costruzione del Palazzo, la loro
divenne una vera e propria corte con: magistrato, scuola,famigli,
cortigiani e servi.
Il Palio, promosso dalla Pro-Loco e patrocinato dal Comune, si
qualifica per essere una fedele rassegna di usi e costumi
medioevali: riaprono cantine ed osterie che propongono liste gastronomiche
d'epoca. I quattro rioni del paese "armano" arcieri che si
affrontano per la conquista del Palio, gli sfidanti e la popolazione
vestono i costumi d'altri tempi. Così, Piandimeleto vive in una magica
atmosfera teatrale dove protagonisti e comparse sono gli stessi abitanti
di ogni età. La rivisitazione storica si conclude in uno spettacolare
incendio del castello dei Conti Oliva che stupisce per il realismo
ottenuto con sofisticate soluzioni tecniche.
IL CARTELLO DEL PALIO
Sabato 29 Luglio
Alle ore 18,00 Inaugurazione delle mostre: dello scultore Roberto Casadei,
allestita nel Museo di Scienze della Terra e del pittore Amerigo
Salvatori, allestita nel Salone d'Onore quest'ultima
dal titolo:"La magia nascosta nell'evidenza".
Apertura del mercato medioevale con l'Associazione storica di Ravenna
"Quelli del Ponte". L'Associazione ripropone, nel modo più
fedele possibile, arti e mestieri del mondo medioevale. Saranno comunque
presenti gli artigiani del Montefeltro e dell'Italia (costruttori di
giocattoli medioevali, calzolai, canestrai, scalpellini, pintori,
ceramisti, vetrai, liutai). Inoltre, non mancheranno le prove di tiro con
archi storici e frecce costruite da abili artigiani.
Alle ore 20,00 Nelle due piazze principali del paese avranno inizio i
seguenti spettacoli itineranti:
Gli Sbandieratori della "Contrada San Luca" di Ferrara, Gli
Armigeri "Pugnalespada" di Rimini, Il gruppo <Associazione
Naturalistica Amici del Falco> di Macerata Marche, il fantastico gruppo
di Mangiafuoco dell'<Associazione Nocturna spettacolo di fuoco> di
Torino, I Ciarlatani giullari di Corte di Rimini ed infine Antonio Toma e
i suoi animali.
Alle ore 21,00 Apertura delle cantine dove si potranno degustare vini
pregiati e le tipiche leccornie di Piandimeleto.
Alle ore 22,00 Corteo Storico, sfileranno per le vie del borgo i
rappresentanti dei 4 rioni: Evangelista, Castello,Torre, San Biagio. Dame
e Cavalieri, paggi e damigelle, giullari e sbandieratori saranno scortati
da 16 arcieri e dagli armigeri del Conte. Ad accompagnare il corteggio sarà
il gruppo storico "Tamburine", composto da 12 ragazze che,
durante la manifestazione, daranno prova della loro abilità suonando a
passo di marcia.
Domenica 30
Luglio
Replica degli spettacoli di
Sabato ma vi saranno, anche, i riti propri delle feste cattoliche
arricchiti da convegni e rievocazioni storiche.
Alle ore 11,00 Santa Messa con benedizione degli stendardi dei quattro
rioni.
Alle ore 16,30 Convegno dal titolo:"Ambiente naturale e umano del
Montefeltro dal XIII al XX secolo" interverrà il dottor Francesco
Vittorio Lombardi.
Alle ore 19,00 Rievocazione storica, tutti gli anni viene ricordato un
episodio della storia dei Conti. Quest'anno verrà rievocato il 1433,
quando il Conte Gian
Francesco Oliva fu ospite
d'onore a Rimini in occasione della visita dell'Imperatore Sigismondo
di Ungheria.
Alle ore 22,00 Contesa del Palio tra gli arcieri dei quattro rioni
Alle ore 24,00 Spettacolo Piro-musicale della <PyroItaly> di Reggio
Emilia.
Sabato e domenica ingresso 4 euro, per informazioni cell. 339 1837970- 329
7752172.
Ufficio
stampa - dottoressa Francesca Brugnettini
329 0525772 -tel e fax 0722 721968- e-mail: gretafaust@libero.it
_________________________
Il Comune di Piandimeleto, in Provincia di Pesaro e Urbino è situato
nel Montefeltro, nella alta vallata del fiume Foglia, a circa 3 km dal
confine con la Toscana e a circa 60 Km dalla riviera Adriatica.
Ha origini
sicuramente Medioevali essendo stata fondata, con ogni probabilità, dai
rettori della Massa Trabaria nel XII° sec. Un importante sviluppo si ebbe
però solo dal XIV° sec. (1377), quando vi si trasferì una delle più
antiche famiglie del Montefeltro : gli Oliva, Conti di Piagnano, che
contemporaneamente controllavano anche i castelli di Campo (ora territorio
di Belforte all'Isauro), Putrella Guidi (ora di Sant'Agata Feltria),
Antico (ora di Maiolo), Santa Sofia (ora di Badia Tedalda).
I Conti di Piagnano,
come nobili di antica nomina, instaurarono forti legami con grandi
famiglie e potenti signorie d'Italia: la Corte di Sigismondo Malatesta,
la Corte papale, la Corte Fiorentina e la Corte Urbinate di Federico da
Montefeltro. La famiglia dei Conti Oliva contribuì alla realizzazione di
molte opere pubbliche, conferendo alla contea un notevole prestigio e
gettando le basi per un moderno sviluppo del territorio. Derivò
probabilmente anche da questo aspetto l'opportunità di imparentarsi con
le famiglie più illustri e potenti d'Italia, quali i Gonzaga di
Novellara, i Trinci di Foligno, i Vitelli di Città di Castello, i
Malatesta di Rimini, i Bentivoglio di Bologna. Lo splendore e la maestosità
raggiunta dai Conti Oliva, sono suggellati dall'imponente Palazzo che
scelsero come residenza, risalente al XV° sec., costruito su un antico
forte a picco sul Foglia.
L'interno del palazzo, su modello del palazzo ducale di Urbino, presenta
il bel salone d'onore, importanti camini rinascimentali, portali e
stemmi scolpiti, numerose decorazioni, soffitti a volte, che rivelano una
dimora nobile e signorile. Con ogni probabilità, il progetto ed i lavori,
furono affidati a Francesco di Simone Ferrucci, artista simbolo del casato
di Urbino. Inoltre egli all'interno del Convento
di Montefiorentino, situato nel Comune di Frontino, realizzò per
il Conte Carlo la cappella di famiglia, dove sono alloggiate le tombe
degli Oliva e l'opera più famosa di Giovanni Santi, padre di Raffaello
Sanzio, "La Sacra Conversazione".
Attualmente il Castello dei Conti Oliva, che fa bella mostra di sé con la
sua maestosa imponenza, dominando l'intero centro storico, ospita
quattro importanti musei:"Il museo di Scienze della Terra", il
"Museo del Lavoro Contadino"; l'"Erbario delle Marche" e la
"Sala Araldica".
Il territorio dell'intero comune, attualmente, è di circa 40 Kmq e ha
una popolazione di 2023 abitanti. Oltre il capoluogo, sono da ricordare
alcune importanti frazioni tra cui S. Sisto, a pochi Km dal Monte di
Carpegna e compreso in gran parte nel Parco regionale del Sasso Simone e
Simoncello, Viano piccolo e caratteristico borgo rurale, Monastero
conosciuto per l'antica Abbazia di Santa Maria del Mutino, Cavoleto
terrazza naturale sulla vallata del Mutino, Petrelle luogo dove l'intero
Montefeltro commemora la Festa della Liberazione, Pirlo un'isola
amministrativa interamente recuperato come agriturismo. E' attualmente
dotato di importanti insediamenti industriali ed artigianali.
22.07.2006 |
CULTURA
L'ARCHITETTO
OTTOMANO

| Inaugurata
presso la chiesa di San Francesco ad Udine, nell'ambito del progetto
"I Turchi in Europa", una mostra su Raimondo D'Aronco tra
i protagonisti dell'Art Nouveau rimasto particolarmente famoso per
le opere costruite sotto il Sultano ad Istanbul. Valga per tutte
l'ex ambasciata d'Italia a Tarabya. |
Come ha
sottolineato il sindaco Cecotti nel corso dell'anteprima
la peculiarità della mostra "D'Aronco architetto ottomano,
progetti per Istanbul 1893-1909" rispetto alle altre esposizioni
programmate nell'ambito del progetto "I Turchi in Europa", è
costituita dal fatto che viene illustrata la presenza di un
friulano in Turchia, cosicché tra le due parti il dialogo non si
svolge in una sola direzione ma vive di scambio reciproco. I materiali
esposti - disegni schizzi e libri - fanno parte
del patrimonio artistico delle istituzioni culturali cittadine, la
Galleria d'Arte Moderna nella quale si conserva l'archivio D'Aronco e la
Biblioteca Civica. Oltre alla valenza promozionale a livello nazionale
la città di Udine e l'intero territorio regionale grazie a questi
preziosi "testimonial" troveranno una importante occasione di
promozione internazionale, poiché a settembre l'esposizione verrà
trasferita a Istanbul. Parafrasando il "sogno americano" (e in
questo caso si dovrebbe parlare di "sogno ottomano") la mostra
racconta conquiste e successi di un giovane di talento, curioso e audace,
che da Godo, frazione di Gemona del Friuli, approda nel 1893 alla corte
del Sultano nella lontana e cosmopolita Istanbul, capitale dell'Impero
ottomano, ovvero nel cuore del secolare antagonista delle potenze europee.
Si tratta di un incontro fortunato per entrambi, poiché se il Sultano può
avvalersi di un professionista di grande qualità creativa, Raimondo D'Aronco
trova a Istanbul quello spazio di libertà che gli permette di prendere il
volo, libero dalle costrizioni e dai vincoli che il contesto culturale
italiano offriva. L'architetto che arriva a Istanbul con l'invito a
partecipare alla selezione
per progettare i padiglioni dell'esposizione nazionale ottomana, è un
giovane le cui qualità sono già state riconosciute in patria, dove è
annoverato tra gli emergenti, ma deve fare i conti con un ambiente chiuso
nei confronti dei giovani e egli scambi a livello internazionale. Se fosse
rimasto in Italia D'Aronco non avrebbe potuto fare quelle esperienze che
consentono alla storiografia di annoverarlo tra i protagonisti dell'Art
Nouveau internazionale, alla quale contribuisce in maniera originale con
le sue riflessioni sull'arte islamico-ottomana. Il suo apporto è tanto più
significativo in quanto si inserisce in un tema che
caratterizza la ricerca architettonica a Vienna, vale a dire la riscoperta dell'arte
popolare come "genius loci" per immettere nuova linfa nelle forme espressive che definiscono l'identità
nazionale in chiave di intrecci di linguaggi e culture. In questo contesto
molto articolato l'opera di D'Aronco si configura come un ponte tra il
dibattito culturale in corso nella Mitteleuropa e l'arte islamica, sulla
scia di un interesse per gli intrecci tra Oriente e Occidente che ha
cultori in Ungheria ma anche a Vienna. La conoscenza della storia e delle
tecniche dell'architettura ottomana matura nel corso di un'attività
professionale che si svolge per una parte consistente nel campo del
restauro, poiché a seguito del sisma del 1894 su incarico del Sultano è
impegnato nella riparazione di molti monumenti della capitale, tra i quali
Santa Sofia e la moschea Mihrimah progettata da Sinan, il Michelangelo
dell'Islam. Agli studi compiuti "dal vivo" D'Aronco associa le
conoscenze apprese dai volumi di arte e architettura islamica e orientale
che acquista per la sua biblioteca, insieme
ai libri inerenti temi occidentali. Questo prezioso materiale, importante
per meglio comprendere l'origine e il contesto dei suoi progetti, è stato
donato per esplicita volontà testamentaria alla Biblioteca Civica di
Udine. Le sue proposte non si limitano agli aspetti decorativi ma
coinvolgono l'organismo spaziale, così le numerose ville costruite sul
Bosforo tra il 1903 e il 1906 per
una selezionata committenza, spesso legata alla corte, oltre a edifici per
la città (fontana tomba e biblioteca sulla salita di Yildiz, sala per
collezioni a biblioteca per Memduh Pacha a Arnavutköy, casa Cemil Bey a
Kireçburnu, piccola moschea a Galata, Ambasciata d'Italia a Tarabya)
consentono di enucleare alcuni dei temi principali della sua ricerca, tesa
verso l'ambizioso traguardo di rinnovamento della cultura architettonica
turca. D'Aronco dimostra che si può recuperare lo spirito della "turcità"
(türkçülük) aprendo un confronto con l'arte europea sul tema
della modernizzazione, che significa l'accettazione delle nuove
tecniche costruttive e dei nuovi materiali senza trascurare la tradizione
alla quale egli si rivolge libero da atteggiamenti nostalgici, anzi con
uno spirito ludico e divertito.
Le sue proposte di innovazione del retaggio culturale del passato sono di
grande attualità e costituiscono una chiave di riflessione stimolante,
dato che nelle società islamiche la ricerca di una modernità rispettosa
della propria storia è argomento scottante e vitale, soprattutto a fronte alla
prepotente "invasione" dei modelli occidentali. Adottando un
metodo basato sul "sincretismo" D'Aronco attua quell'opera di
mediazione che è già stata messa in atto in altre epoche storiche, si
pensi all'ellenismo che a sua volta ispira la cultura e l'arte romana. La
sua risposta in termini espressivi non poteva essere definitiva
e questa "incontentabilità del presente" che Marcello
Piacentini gli riconosceva mette a fuoco da una parte la difficoltà di
fornire una sintesi, e dall'altra ci consegna un artista che come tale -
qualunque sia l'epoca o la collocazione geografica - si trova
costantemente nella dimensione del viaggio. (Diana
Barillari)
_______________
Regione
Autonoma Friuli- Venezia Giulia Direzione centrale relazioni
internazionali, comunitarie e autonomie locali Servizio rapporti
comunitari e integrazione europea Comune di Udine Assessorato alla Cultura
Civici Musei di Udine - Galleria d'Arte Moderna Biblioteca Civica
"Vincenzo Joppi" di Udine Chiesa di San Francesco, Udine 4
luglio- 22 agosto 2006 "D'Aronco architetto ottomano, progetti per
Istanbul 1893-1909"
Progetto scientifico: Diana Barillari con la collaborazione di Marzia Di
Donato Progetto grafico e allestitivo: Ferruccio Montanari con Jessica
Etro e Vanessa Marcuzzi Organizzazione e coordinamento: Donatella Quendolo
(Assessorato alla cultura comune di Udine), Giovanna Bonafé, Samantha
Bevilacqua (Galleria d'arte moderna)
Restauri: Centro Studi e Restauro Gorizia
Allestimento: Teknik srl.
Cornici: Colussa Udine
La
mostra di Udine fa parte del progetto "I Turchi in Europa" ideato da
Gianpaolo Carbonetto e sostenuto dalla regione Friuli Venezia Giulia che
si articola oltre che in diverse mostre - a Palmanova, Pordenone,
Trieste e villa Manin di Passariano (da settembre), in un programma
nutrito di incontri, readings, conferenze.
Chiesa di San
Francesco
Via beato Odorico da Pordenone, Udine
Martedì - venerdì 16.00-20.00
Sabato e domenica 10.00-19.00
22.07.2006
|
"L'ALBERO DEI
GIANNIZZERI"

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Un
nuovo personaggio, Yashim, nato dalla fantasia di Jason Goodwin,
esperto di storia bizantina e turca. Un giallo che ci fa
entrare nella Istanbul imperiale, in un mondo irrimediabilmente
lontano, tra ambasciatori stranieri, dark ladies, assassini
efferati, travestiti, artigiani, sette religiose sufi, soldati. |
Va tanto di moda, soprattutto da
parte di giovani romanzieri, scrivere libri gialli impostando le
trame in epoche non attuali fuori quindi da quelle regole fissate da
Giambattista Vico circa <l'unità di tempo, di luogo e di azione>.
Ecco allora che i nostri eroi, i detective per la precisione, si muovono
con scioltezza nell'antica Grecia o nella Roma imperiale. Alcuni anche tra
gli egizi e nel Rinascimenti. Adesso, poi, pare che il massimo della
novità sia ambientare i personaggi alla Corte dei Sultani, nella vecchia
Istanbul ottomana. Jason Goodwin, studioso di storia bizantina
all'università di Cambridge, è rimasto anche lui soggiogato da questo
nuovo corso, forte oltretutto di una vasta cultura del passato come
testimonia, tra i tanti elaborati, il suo poderoso testo dal titolo "Lords
of the Horizons: A History of the Ottoman Emoire". Ecco allora dare
alle stampe il suo "L'albero dei giannizzeri" dove il
protagonista principale, l'eunuco Yashim (una sorta di Maigret ottomano,
come qualcuno l'ha definito), deve fare luce su una serie di
omicidi misteriosi che scuotono il Palazzo, vale a dire quello di una
giovane circassa dell'harem e di altri quattro relativi ad altrettanti
cadetti della Nuova Guardia del Sultano che da qualche tempo hanno
sostituito i famosi Giannizzeri.
Goodwin si muove bene nei meandri di un mondo dorato quanto crudele e,
conoscendo altrettanto bene la storia ottomana, fa muovere con
disinvoltura il suo detective che certo non si perde d'animo - come si
legge nella prefazione del libro - in mezzo ad "ambasciatori
stranieri, dark ladies, assassini efferati ed efficienti, magnifici
travestiti, artigiani, sette religiose sufi, soldati combattuti tra
l'invidia dell'Occidente e la nostalgia delle vittoriose armate
ottomane". Tutto ciò "mentre la città lentamente
sprofonda tra gli incubi del passato e la paura del futuro...".
C'è un però: come si avverte in tanti altri romanzi di diversi scrittori, tutti sullo stesso
genere, la perfetta narrazione ambientale va a scapito della suspense.
Sempre nella prefazione dell'editore si parla di "giallo
impeccabile". Noi non ne siamo del tutto convinti. Già ad un
quarto delle 380 pagine ci si domanda infatti cosa voglia fare
effettivamente Yashim. Troppo lento è l'incalzare degli avvenimenti e
questo, a nostro avviso, è perché l'autore si compiace troppo nel
dipingere l'ambientazione senza tenere contro che il lettore quando si
butta su un giallo non vuole tanto degli affreschi storici,
ché altrimenti sceglierebbe libro ad hoc, quanto il classico
romanzo d'evasione alla Agatha Christie o alla Ellery Queen. Fin qui il
nostro nostra piccolo dissenso. Per resto, sotto l'ombrellone anche il
nostro Yashim può fare il suo dovere. (Vera. Inca.)
Jason Goodwin - L'albero dei Giannizzeri - Ed: Einaudi Pagine
380 euro
22.07.2006
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CULTURA
AUGUSTE RODIN,
L'ULTIMO
DEGLI SCULTORI

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Il
Sakip Sabanci Museum di Istanbul ha fatto nuovamente centro con
l'allestimento di una retrospettiva sul grande artista francese
vissuto a cavallo tra il XIX e il XX secolo. La mostra resterà
aperta fino al 3 settembre prossimo. Un invito per tutti i turisti a
visitarla, anche se frettolosamente. |
 A distanza di pochi
mesi dal successo della mostra su Picasso, il Sakip Sabanci Muzesi ha
centrato un nuovo obiettivo mettendo in piedi una retrospettiva su
Auguste Rodin. Noi ci auguriamo che gli italiani, e non solo loro, che si
trovino a passare per Istanbul trascurino almeno per una volta i vari
bazar che tanto attirano il turista con le loro cianfusaglie, comunque
sempre allettanti, e facciano un salto sul Bosforo per soffermarsi davanti
ad alcuni dei più bei capolavori dell'artista francese vissuto a cavallo
tra il XIX e il XX secolo, degno erede di Fidia e Michelangelo ai quali si
era ispirato.
Si tratta di 203 opere - tra marmi, bronzi e disegni provenienti per lo
più da Parigi - che gli organizzatori del museo hanno disposto con
perfetta simmetria nelle ampie sale del Sakip Sabanci in un gioco di luci
e di ombre che, sopratutto nelle sculture, offrono al visitatore la
potenza plasmatica di una creatività senza eguali.
La rassegna, che resterà aperta fino al prossimo 3 settembre, è
l'occasione per arricchire lo spirito quel tanto che basta e per dire agli
amici - al ritorno da un viaggio, "Sapete, abbiamo visto anche una
mostra su Rodin e ne siamo rimasti affascinati". Proprio così!
E se è vero che i cultori dell'arte sanno tutto di lui - dalle sue
tecniche, ai suoi caotici insiemi di figure, alle varie allegorie
dell'amore, agli infiniti nudi e ai corpi mozzati, alla plasticità dei
movimenti non alieni da forti impulsi erotici - c'è sempre qualche cosa
di nuovo da apprendere nel trovarsi di fronte ad un'una opera di non
comune sensualità quale, ad esempio, Il bacio.
Rodin, forse l'ultimo dei grandi
scultori anche se alle volte le sue opere, in particolare i bronzi, creano
una sorta di inspiegabile sgomento. Ma basta guardare un suo ritratto, e
gli occhi sprigionanti una carica magnetica quasi demoniaca, per
comprendere appieno quale potenza l'artista trasferisse nelle sue opere.
Nato nel 1840, Rodin dal 1854 al
1857 frequentò la Petite École, dove studiò disegno. Non riuscendo ad
entrare alla École des Beaux-Arts, a partire dal 1858 si mantenne
lavorando come decoratore. Nel 1864 fu accettato nella bottega di
Carrier-Belleuse, scultore, con cui collaborò nella decorazione della
Borsa di Bruxelles fino al 1870. Trasferitosi in sguito a Bruxelles,
l'artista non disdegnò di lavorare assieme al belga Van Rasbourgh nella
produzione di sculture per il Palais des Académies. Nel 1875 partì per
l' Italia. L'obiettivo era studiare Michaelangelo. Rimase colpito dalla
Cappella Sistina, che gli ispirò L'età del bronzo, un'opera
che divenne un succès de scandale: il nudo virile aveva infatti un
modellato tanto innovativo e realistico che l'artista venne accusato di
averlo fuso da un calco dal vivo. L'esecuzione del San Giovanni
Battista, scultura monumentale eseguita nel 1878-80 con la stessa
tecnica, gli valse il riconoscimento di critica e pubblico. Tornato in
Francia, nel 1880 si trasferì a Parigi aprendo il proprio studio al Dépôt
des Marbes, 182 Rue de l'Université, che conserverà fino alla morte.
Sempre nel 1880, lo Stato gli commissionò il portale monumentale del Musée
des Arts Décoratifs. Soprannominato Porta dell'Inferno per il
soggetto dantesco, il progetto impegnò Rodin per più di vent'anni e
comprende più di 200 figure, una grande allegoria dell'amore e della
dannazione. I disegni delle opere sono alla base di alcune delle sue
sculture più famose, eseguite indipendentemente dal progetto. Rodin tenne
la sua prima personale con Monet alla Galerie Georges Petit di Parigi nel
1889, riscuotendo il plauso della critica d'avanguardia. Da quel momento
ricett riconoscimenti e numerose commissioni. La vera fama gli giunse
però grazie alla rassegna organizzata durante l'esposizione
Internazionale di Parigi del 1900: il padiglione Rodin venne in seguito
installato nel parco della sua Villa des Brillants a Meudon, e utilizzato
come studio. La morte colse l'artista a Meudon nel 1917, tre giorni dopo
che se ne era andata l'amata moglie Rose. Moltissime delle sue opere
furono lasciate al Governo francese per la creazione di un Musée. (Veronica
Incagliati)
Master Sculptor
Rodin In Istanbul June 13/Setember 03, 2006 Sakip Sabanci Museum Emirgan
34467 Istanbul T: 0212-2272200 F: 0212-2294914 http://muze.
sabanciuniv.edu
22.07.2006
|
LE MATTONELLE DI
IZNIK DECORANO IL MONDO

|
A
colloquio con il presidente della <Fondazione <Iznik Tiles
Education>, Atil Erdan. Una lunga storia che parte dal 1400. |
Famous İznik tiles, a
traditional Turkish decoration that dates back to the Ottoman period, now
adorns walls on numerous structures in all corners of the world.
İznik Tiles Education Foundation President Atıl Ersan said the
traditional handcraft, which was first made in the 15th century but totally
vanished in the 1800s, was being revived through the efforts of the
foundation and that the pieces they created in their workshops were being
marketed to numerous countries as well as being utilized in decorating
public and private buildings in Turkey.
Ersan told the Anatolia news agency that İznik tiles, which were only
used in decorating mosques and Ottoman palaces, could now be seen almost
everywhere.
"Are you taking the Istanbul metro? Then sit on a bench in a metro
station, raise your head and view the İznik tiles on the walls. If
you are in the Şişli station you'll see fruit trees' if you're
at the Levent station you'll see the Ottoman navy. ... İznik tiles
are in newly-opened restaurants and hotel suites. And they are not only in
Turkey, they are found in all corners of the world," said Ersan.
Ersan said a shopping center in Dubai also featured İznik tiles.
"Each year, thousands of shoppers from Turkey visit Dubai. In the Bur
Juman Shopping Center, the most prestigious among those in Dubai, seeing
İznik tiles on the upper floor is a great delight for a Turk. ... The
red, turquoise and green palm tree depictions on these tiles add fresh
interpretations to the classical İznik tile.
"In short, our foundation continues to adorn the world with this
distinguished art," he said. (Turkish Daily
News)
22.07.2006
|
MUSEI

|
La
vastità ed il tipo di oggetti - dalle monete ai manufatti
antichi, alle sculture e ai disegni - attraggano un numero sempre
maggiore di visitatori mettendo in evidenza il cuore storico della
Turchia, soprattutto dal punto di vista archeologico. Ben 2.815.470
pezzi che non aspettano altro che di essere ammirati. |
The museums of a country are
probably the most distinctive signs of the importance that country
attaches to culture and history. It can also be said the amount of
interest shown in museums depends on how capable they are of
presenting the cultural and archaeological wealth of a country.
However, Turkey's museums recently came to the agenda due to an
unfortunate event -- the theft and replacement by fakes of pieces
from the Karun Treasure on display in Uşak Archaeology Museum.
Turkey possesses a large number of museums housing its centuries-old
cultural heritage.
A total of 2,815,470 pieces are currently on display in 92 museums under
the auspices of the Culture and Tourism Ministry, according to the
ministry's data.
The cultural wealth of Anatolia, host of numerous civilizations throughout
history, is attracting many visitors, especially foreign tourists.
Some 2,815,470 cultural/ancient/historic pieces were viewed last year in
museums by around 18,384,865 visitors, bringing in gross receipts of
around YTL 85,481,628.
Museums in Turkey house 1,658,275 coins; 688,032 archaeological and
290,573 ethnographical artifacts; 118,005 tablets; 24,885 manuscripts; and
23,894 seals and seal stamps.
31 museums reopen after
renovation:
Twenty-five museums out of 31
undergoing renovation were open to visitors last year while Cumhuriyet
Museum General Council Hall, Bolu Museum, İzmir Ödemiş Birgi Çakırağa
Mansion, İzmir Tire Museum, Kütahya Ceramic Museum, Muğla
Marmaris Museum, Samsun Gazi Museum and Sinop Archaeology Museum reopened
for visitors this year following restoration.
A certain day each month was announced as "Public Day" to enable
visitors to visit the museum free of charge on that day in line with a
newly implemented arrangement.
Seventy-eight museums of the Culture and Tourism Ministry possess
electronic security systems whereas 63 of those were in need of revision.
Twelve museums, including Uşak Archeology Museum, which recently came
to the agenda for the theft and replacement by fakes of pieces from
the Karun Treasure on display there, were included in the 2005
investment program while 11 museums are scheduled for the 2006 investment
program, for necessary revision.
Topkapı Palace, housing unique artifacts of the Ottoman period,
remains among the most visited museums in Turkey. According to the Culture
and Tourism Ministry's data, Topkapı Palace attracted 3,122,798
visitors, followed by Hagia Sophia Museum with 2,039,488 visitors,
Konya-Mevlana Museum with 1,390,710, Göreme Open Air Museum with 552,025
and Hacıbektaş Museum with 466,006.
Topkapı Palace, Hagia Sophia Museum, Göreme Open Air Museum, Mevlana
Museum and Bodrum Underwater Archaeology Museum persistently remain among
the top money earners.
The five leading archaeological sites bringing in the highest gross
receipts are Efes, Troy, Bergama, Aspendos and Perge.
Inventory under way:
While the cases in the Uşak
and Kahramanmaraş museums highlighted the importance of inventory, a
comprehensive inventory on displayed pieces is being conducted throughout
Turkey since September. In some museums inventory commissions were
established and the work will continue in 32 museums, employing at least
three specialists.
Museums and cultural assets:
Numerous artifacts unearthed
from all over Anatolia are being displayed in the 92 museums under
the auspices of the Culture and Tourism Ministry.
Some of these museums and the unique artifacts they house are as below:
Adıyaman Museum: It is the largest museum of the southeastern region
in terms of the value of artifacts it houses. Hatchets, incisors belonging
to Paleolithic period, terracotta vases from the Chalcolithic period, some
ornaments from the Bronze Age and Roman period ceramic cases as well as
seals, ornaments, animal figures, mosaics, golden, silver and bronze coins
and some local ethnographical pieces belonging to different periods are on
display at the museum.
Amasya Museum: The museum serves the central Black Sea region as the most
modern and wealthiest museum with around 24,000 artifacts including
archaeological and ethnographic pieces belonging to 11 civilizations,
coins, manuscripts, seals and a mummy. Bronze and terracotta sarcophaguses
and Mehmet Paşa Mosque's door, dating back to the Ottoman period, are
other pieces on display in the museum while six mummies from the İlhanlılar
period are on display in the Sultan I. Mesud Tomb located in the museum's
garden.
Çanakkale Museum: Houses nearly 30,000 artifacts excavated from 200 sites
in and around Çanakkale, including the artifacts unearthed from the
excavations in the ancient city of Troy, which have continued
since 1870 despite some stops. Fossils, Stone Age axes, Beşige Tepe
prehistoric ruins and Troia layer arts, Buckel ceramics, a stone crystal
lion's head, an amulet, idols and bronze arts reflecting ancient period
art of Troia as well as daily and religious life of the civilization are
some of the artifacts on display in the museum.
Çorum Müzesi: The findings of excavations in Alacahöyük, Boğazköy,
Ortaköy, Eskiyapar, Pazarlı, Kuşsaray and Alişar Höyük
form the core of the museum. Coins, ceramics, glass perfume cups and
lachrymatories, figurines and statuettes, offering cups, steles and
jewelry from Hellenistic, Roman and Byzantine periods are exhibited in
typological order in the museum. Bath basins from the Hittite period,
flask shaped cups, vases, fruit stands, moulds, crucibles, cap-shaped
discs and seals from the Hittite and Phrygian periods and painted cups
dating to the Phrygian period are among other artifacts on display in the
museum.
Anatolian Civilizations Museum: An exceptional museum with its unique
collections, the museum features Anatolian archaeological artifacts from
the Paleolithic Age to the present.
Many artifacts from the Paleolithic, Neolithic, Chalcolithic and Old
Bronze ages as well as the Phrygian, Urartian and late Hittites periods
are exhibited in the museum, which was named the "Museum of the Year"
in Switzerland in 1997.
Artifacts including mother goddess sculptures, stamp seals, earthenware
containers, agricultural tools made of bone excavated from the two
important centers of the Neolithic Age, namely Çatalhöyük and Hacılar,
as well as valuable metals, death gifts discovered from royal tombs of
Alacahöyük, ruins from Hasanoğlan, Karaoğlan, Merzifon, Ahlatlıbel,
Bolu, Semahöyük -- dating back to the Old Bronze Age, are among the
significant pieces on display.
Embossed bull figure containers, earthenware artifacts, tablets of
government archives, seals of the kings from the Hittite period and the
collections including Greek, Hellenistic, Roman and Byzantine period
artifacts from the 1st millennium, made of gold, silver, glass, marble,
bronze and coins, can also be seen at the museum.
Ankara Ethnography Museum: Having served as a mausoleum of Atatürk for 15
years until the completion of Anıtkabir, the current mausoleum of
Atatürk, the founder of the Turkish Republic, has a museum housing items
reflecting public culture and tradition in Anatolia. Carpets, weaving
benches from Uşak, Bergama, Kula, Milas, Karaman and Kırşehir
regions; socks from the Sivas region; sweet boilers, hand washing jugs,
trays, coffee trays, meal tables, cups, candle scissors, arrows, bows,
lighting pistols, rifles and a sword from the Ottoman period as well as
Turkish pottery, Kütahya porcelains, religious and sect properties and
Turkish inscriptions are some of the pieces exhibited in the museum.
Antalya Museum: The museum contains 13 display halls and open galleries
and features fossils of geological periods; a chipped gavel, hand axes,
diggers, bone tools found in the Karain cave and stratigraphies from the
pre-Paleolithic period to the Roman period.
Gaziantep Museum: Findings excavated from more than 30 archeological sites
in the region are exhibited in the Gaziantep Museum. Mosaics excavated from
the ancient city of Zeugma possess great archaeological importance
for the museum. In addition to the Zeugma seal collection and mosaics, the
museum houses statues and reliefs unearthed from Belkıs excavations.
Kahramanmaraş Museum: Having four exhibition sections -- Archeology
Hall, Stone Works Hall, Ethnography Hall and Garden and Porch, the museum
contains the findings of Kelibişler Village, Domuztepe and Hopaz
Tumulus excavations as well as some prehistoric artifacts found in the Döngel
cave. Various ceramic works from the Iron Age to the Hellenistic period
are among other items on display in the museum. Some 24,470 movable
cultural assets are recorded in the inventory of the museum; 15,965 of
these are coins.
Topkapı Palace Museum: The construction of the palace was completed
during the time of Fatih Sultan Mehmet (the Conqueror) but it took
its present layout in later centuries.
Being the official residence of the Ottoman sultans, Topkapı Palace
was converted into a museum in 1924 in line with Atatürk's directive. The
palace, which remains among other rare museums in the world as preserving
its historical wealth to date, features unique pieces belonging to the
Ottoman period.
The main sections of the palace are Harem; Palace Attire and Garments;
Imperial Treasury; Books, Maps and Calligraphic Documents in the Topkapı
Museum; Miniatures from the Topkapı Palace; Portraits of the Sultan;
Clocks; The Chambers of the Sacred Relics; Porcelains in the Topkapı
Museum; and Guns and Armory.
The Chambers of the Sacred Relics features the relics of the Prophet
Mohammed. In the central display case the personal holy effects of the
Prophet Mohammed are exhibited, including a letter in a gold case, soil
from his grave, several hairs from his beard, his footprint and some of
his extracted teeth.
The numbers of maces, pendants, daggers, chests, book covers, candelabra,
rings and various decorative articles adorned with such stones as diamonds,
emeralds, rubies and brilliant's belonging to Ottoman period as well as
the 86-carat famous Spoonmaker's Diamond, remaining among the world's 22
most famous diamonds, are exhibited in the Treasury section, while an
illuminated page from a Koran, a map drawn by the 16th Century Turkish
geographer Piri Reis as well as documents related to state and palace
business are on display in the Books, Maps and Calligraphic Documents
section.
Haghia Sophia Museum: Hagia Sophia assumed one of the unique monuments of
world architectural history in terms of its architecture, magnificence,
size and functionality, constitutes a synthesis between east and west with
its exceptional history, including interesting forms of Byzantine
architecture, mosaics of the Christian period as well as additions during
the Ottoman era.
Hagia Sophia served as a church for 916 years and a mosque for 481 years;
it has been functioning as a museum since 1935. Besides the unique
architecture of the building, the oldest mosaics -- gold gilded with
geometrical and floral designs as well as figural mosaics (with images of
Jesus Christ, Virgin Mary, etc.) from the 9th-12th centuries -- attract
thousands of visitors every year.
Tombs of Sultan Selim II, Sultan Mehmet III, Sultan Murat III; the
fountain of Sultan Mahmut I; a primary school; a soup kitchen; a library;
Sultan Abdülmecit's meeting place and the mosque timekeeper's (astronomer's)
room, reflecting the excellent architectural examples of the Ottoman
period, are among the other attractions located in the Hagia Sophia Museum.
Bergama Museum: Bergama Museum opened for visitors in 1936, featuring
archeological findings excavated from Bergama and its surrounding,
belonging to various periods from the early Bronze Age to the Byzantine
period. Among them are Archaic period findings as well as carpets, kilims
of the region (Yuntdağ, Kozak, and Bergama weavings), cloth weaving
samples and some other handmade stuff belonging to other regions of
Anatolia.
Konya Archaeology Museum: The museum exhibits pieces belonging to Old
Bronze, Mid Bronze (Assyrian Trade Colonies), Iron (Phrygian, Urartian),
Classical, Hellenistic, Roman and Byzantine periods, starting from the
Neolithic period.
Malatya Museum: The museum features nearly 15,518 pieces, including
fossils found in the Malatya region, an area possessing rich
archaeological and ethnographic findings, as well as Neolithic,
Calcolithic and Bronze period finds; and Hittite, Urartu, Roman, Byzantine,
Seljuk and Ottoman period pieces.
Manisa Museum: Cult sculptures of Abundance Goddess Kybele and Athena,
Dionysus, Hermes; Roman period sculptures and busts as well as Byzantine
period works including the marble reliefs of the angels Gabriel-Michael
and Mary; a grave fresco with peacock brought from the vaulted grave in
Sardis; various Christian symbols and various types of candles are
exhibited at the museum.
Bodrum Underwater Archaeology Museum: Located in Bodrum Castle, the museum
houses late Roman shipwrecks; amphora, a Turkish bath estimated to date back
to 1890s, coins and jewelry used in the Carian period; and a shipwreck
found in Kaş and Uluburun. In the Carian Princess Hall a
well-preserved interred skeleton surrounded by gold jewelry and ornaments
and estimated to belong to a woman of wealth from the Late
Hellenistic-Early Roman period, as well as some other findings, are
exhibited.
Sinop Museum: A rich icon collection depicting Christ, angels, Mary and
saints and bearing the features of Byzantine artistic style; pieces from
the Prehistoric period; and various coins belonging to the Roman,
Byzantine, Seljuk and Ottoman periods are all among the displayed items.
Şanlıurfa Museum: The Şanlıurfa region has a rich
history, including a wealth of tumulus and old settlements. Harran village,
44 kilometers southeast of Şanlıurfa, is a most popular and
interesting area with its authentic architecture. Many rescue excavations
were conducted in the area. Besides artifacts discovered in the
excavations in the village of Harran, other historical and cultural pieces
found in other old settlements and tumulus are exhibited in separate
displays arrayed in chronological order. Sharp tools along with stone
idols and cups from the Neolithic Age; painted and unpainted ceramic
objects from the Chalcolithic Age; amphora pieces marked with stamp seals,
cup pieces decorated with figurines, animal figurines, metal objects,
jewelry and idols from the Bronze Age are among the museum's
archaeological wealth.
Uşak Museum: The sculptures belonging to the Old Bronze period,
earthenware pots and glass -- pieces remaining from the Hellenistic and
Roman periods, grave steles, vow steles and atonement inscriptions
belonging to the Roman period are among the displayed items in the museum.
The museum also houses the Lydian treasures, called the "Karun
Treasure," which were smuggled to the United States from the
surroundings of Uşak in the second half of the 1960s but were later
brought back to our country in 1993. (Turkish
Daily News)
22.07.2006
|
MUSICA
ROSSINI
OPERA FESTIVAL

|
La
27/ma edizione aprirà i battenti il prossimo 8
agosto. In cartellone opere come "Torvaldo e
Dorlisca", "L'Italiana in Algeri",
"La cambiale di matrimonio", "Adelaide
di Borgogna", "Stabat Mater". Mozart
ricordato con "Die Schuldigkeit des ersten Gebots".
Tra le novità un divertissement di Tito Schipa jr:
"Herr Rossini, signor Wagner".
|
Ancora
una volta il nostro sito web ospita un argomento che non è
legato alla Turchia. Noi ve lo proponiamo perché Rossini è
sempre Rossini e poi, con la sua musica, le turcherie sono di
casa. Vedi "L'Italiana in Algeri".
Non molto tempo fa,
conversando con uno degli organizzatori del Rof, chiedevamo
come mai il Ravenna Festival desse - con l'acquisto di spazi
pubblicitari sui giornali e sui media in genere - più
importanza alla sua manifestazione musicale di quanta faccia
Pesaro con la propria. La risposta - nella sua semplicità,
sconcertante ma anche lineare - fu che il Rof non ha bisogno
di reclamizzarsi dal momento che è talmente conosciuto, sia
in Europa come in altre parti del mondo, al punto di vendere
con largo anticipo per prenotazione l'85% dei biglietti.
Risposta che indubbiamente pecca un po' di presunzione
provinciale ma che comunque la dice lunga su chi lavora dietro
le quinte di questa rassegna, ormai riconosciuta
come una delle più intelligenti e moderne, al pari di
quelle di Salisburgo a Beyreuth. L'edizione di quest'anno - la
27/ma per la precisione e che è stata presentata nel corso di
una conferenza alla Stampa Estera in Roma -
sicuramente darà ragione al nostro interlocutore.
Basta guardare il programma: da un "Torvaldo e Dorliska",
per la prima volta nella versione critica della Fondazione
Rossini, a "L'Italiana in Algeri"; da "La
cambiale di matrimonio"
all'"Adelaide di Borgogna", allo "Stabat Mater".
Senza contare quella chicca, il "Die Schuldigkeit des
ersten Gebots" (L'obbligo del primo comandamento), che fu
il primo lavoro vocale composto da Mozart e che sarà
rappresentato a Pesaro assieme a "La cambiale".
Ancora una volta troveremo direttori di orchestra, cantanti e
registi di grande risonanza. Per questi ultimi valgano i nomi
di Dario Fo, Luigi Squarzina e Mario Martone. Sullo sfondo di
una crisi economica che in Italia si fa sentire più che in
altri Paesi e in un momento in cui i tagli governativi alle
manifestazioni musicali non favoriscono certo programmazioni
di ampio respiro, bisogna dare atto come ancora una volta
Pesaro ed il Rof siano riusciti a superare le mille difficoltà
che sovrintendenti, direttori artistici ed amministratori si
sono trovati davanti. Non ultimo lo spostamento della maggiore
struttura teatrale dal vecchio Palafestival, non più agibile,
all'interno del BSA Palas, più noto come il palazzo del
basket pescarese. Trasformare una costruzione da 11 mila
posti, priva dei minimi requisiti dell'acustica, in due
piccoli recipienti posizionati sul parquet che ricordano il
teatro greco, con cavee che si danno le spalle e perfettamente
adatti per risonanza musicale, è stata una autentica sfida
della quale - come faceva osservare il sovrintendente
Gianfranco Mariotti - il Rof avrebbe fatto volentieri a meno.
Sfida, ad ogni modo, che al momento è stata superata. Sarà
poi il pubblico a decretare, con i loro applausi o fischi
all'occorrenza, quanto questo lavoro sia stato buono e quanto
gli artisti risponderanno alle aspettative. La nuova struttura
- intitolata ad Olympe Pélissier (seconda moglie di Rossini)
e dislocata in periferia - sarà servita da un bus navetta che
consentirà agli spettatori privi di macchina di raggiungere
il teatro senza difficoltà. Semmai a risentirne sarà quel
certo clima di mondanità che per 15 giorni, ogni anno, aveva
fatto del cuore di Pesaro uno struscio degli amanti del bel
canto, tutti in tiro nei loro eleganti abiti da sera perché -
ed e' un fatto - la musica classica va rispettata anche con
l'abbigliamento. E a proposito di quest'ultimo sarà
interessante vedere come vestiranno quei giovanissimi - sempre
che accolgano l'invito e che accorrano in massa - ai quali il
biglietto d'ingresso costerà appena un euro. Una novità
circa la quale non tutti possono trovarsi d'accordo ma che
potrebbe servire per trascinare i ragazzi verso un mondo che
non sia esclusivamente
quello delle discoteche. Ulteriore novità sarà poi un
divertissement di Tito Schipa jr dal titolo "Herr Rossini,
signor Wagner". Reciterà, tra gli altri, Arnaldo Ninchi.
Come sempre, al Rof sarà abbinato il Festival Giovane con
l'Accademia Rossiniana e con "Il viaggio a Reims".
Questo il programma:
"Torvaldo e Dorliska" : 7-10-13-16-21 agosto
(Teatro Rossini)
"La cambiale di matrimonio" / "Die Schuldigkeit
des ersten Gebots" : 8-11-14-18 agosto
(BSA Palas)
"L'italiana in Algeri" :
9-12-15-19 agosto
(BSA Palas)
"Adelaide di Borgogna"
: 17-20
agosto
(BSA Palas)
"Stabat Mater"
:
18 agosto
(BSA Palas) (Veronica
Incagliati)
22.07.2006
|
A
MASSIMO BERTANI
IL FESTIVAL INTERNAZIONALE
DI CESME

|
Il
giovane pratese ha incantato la giuria ed il pubblico
che gremiva l'anfiteatro turco con la sua eccezionale
voce soul. |
Non
solo, il suddetto pratese è stato il vincitore assoluto
dell'evento canoro dal respiro internazionale che si è
concluso qualche giorno fa. Massimo Bertacci, ventotto anni di
Usella, Cantagallo, ha incantato la giuria e il pubblico che
gremiva l'anfiteatro turco con la sua eccezionale voce soul
dall'incredibile estensione. Il timbro e l'agilità della sua
voce insieme al brano scritto per lui da Riccardo Ancillotti,
autore di Umberto Tozzi gli hanno fatto conquistare il primo
premio dal simbolo eloquente: una sobria chiave di violino
dorata. La concorrenza era di livello internazionale, tredici
rappresentanti di altrettanti Paesi del mondo: Germania,
Cecoslovacchia, Estonia, Finlandia, Olanda, Inghilterra,
Israele, Svezia, Kazakistan, Romania, Turchia, Grecia.
Un'esperienza che va al di là dei 4000 dollari di premio.Ed
ora per Massimo Bertacci si aprono nuove frontiere ma sempre
all'estero, con la proposta di partecipazione ad un festival
in Oriente "A voice for Asia". In Italia nel 2004
richiamo l'attenzione della moglie del maestro Muti che lo
invitò al suo <Ravenna festival>. (Toscana
Tv)
22.07.2006
|
IL TURCO BURHAN
OCAL ALLA <CASA DEL JAZZ>

|
L'artista
si esibirà questa sera, sabato 22 luglio, nell'ambito
della tredicesima edizione del "Roma Festival
Jazz". |
Burhan
Ocal, uno dei grandi maestri
della musica turca odierna,
suonerà questa sera, sabato
22 luglio, alla <Casa del Jazz> a Roma alle ore 21:00,
nell'ambito della trentesima edizione del "Roma Jazz
Festival", uno degli eventi musicali più importanti di
Roma e del Jazz in Italia.
Burhan Ocal,
maestro in tutti i tipi di percussioni e strumenti a corda,
nelle sue composizioni integra e fonde con maestria una
moltitudine di generi musicali: dalla musica classica turca al
folk con influenze occidentali e al jazz, superando così i
limiti del tempo e della cultura.
Nella
sua carriera, l'artista turco ha inciso ben 25 album e
suonato concerti in tutto il mondo, dal <Montreal Jazz
Festival> al <Ravinia Festival>, al <Womad
Festival>. Burhan Ocal ha vinto numerosi premi
internazionali, tra cui il "German Record Critics Award",
e si è esibito con importanti artisti internazionali tra i
quali: Maria Joao Prires, Joe Zawinul, Elliot Fisk,
Jamaaladeen Tacuma, Andreas Vollenwaider. (Ufficio
del Turismo turco)
22.07.2006
|
MODA
OCCHIALI
DA SOLE ERMENEGILDO

| Successo
di una collezione organizzata in Turchia da <Sesa Dis
Ticaret Ltd.Sti.>. Raffinatezza ed armonia di uno
stile tutto italiano. |
Ermenegildo Zegna
Sunglasses collection, imported by Sesa Dış Ticaret
Ltd. Şti., is the perfect complement for men of elegant,
contemporary tastes. The mood of the collection reflects the
spirit and style of Ermenegildo Zegna's main collection:
carefully chosen materials, rigorous lines and careful
attention to detail are a mark of style. The spirit of the
collection can be described as vintage-futurist: a concept
that perfectly reflects the historical and vintage roots of
the collection's inspiration, interpreted in a highly personal
modern vein.
Couture line:
Refined glasses in perfect harmony with the established style
of Ermenegildo Zegna's tailored lines. Titanium, an
ultra-light, hypo-allergic material offers excellent
resistance to all types of stress for maximum comfort and
durability. Careful attention to detail is reflected in the
positioning of a rubber detail bearing the designer's logo on
the temple.
Highway line:
An icon of Zegna's upper casual style, the small and exclusive
Highway family now has the addition of an eyewear line.
Elegant stitching on the leather provides a subtle finish
characterizing excellence and true class. The unique design of
the hinge enables a gentle transition from the frame front to
the temple.
Travel line:
The Zegna man chooses eyewear that translates sports style
shapes into designs to suit the sophisticated taste of the
collection. These are the perfect glasses for leisure use:
comfortable and a pleasure to wear.
Nomad line:
A creative interpretation of vintage inspiration, this line
sums up precisely the vintage-futurist concept inspiring
Ermenegildo Zegna's collection. Polarized lenses guarantee
exceptional visual comfort and functionality, while the design
reveals carefully thought-out stylistic details.
A short history of Ermenegildo Zegna Group:
Ermenegildo Zegna opened its first retail store in Paris in
1980. Another store was opened in Milan in 1985. In 2000,
there were 300 Zegna retail locations worldwide.
Currently, the Zegna Group has boutiques in Austria, France,
Germany, Great Britain, Spain, Turkey, Mexico, the United
States and Japan. More recently, stores have also opened in
Canada, China, Argentina, Hong Kong, South Korea, Singapore,
Malaysia, Taiwan, Australia and India.
As of 1999, the Zegna Group had eight manufacturing plants in
Italy, two in Spain, three in Switzerland, one in Mexico and
one in Turkey.
Zegna's range of manufactured products covers fabrics, suits,
neckties, knitwear, shirts, accessories and sportswear. Zegna
clothing is sold in American, European and Asian markets.
Ermenegildo Zegna has a yearly output of over two million
meters of fabric, 350,000 suits, one million pieces of
sportswear and 1.5 million neckties. Zegna employs 4,500
workers worldwide. Forty percent of the company's sales are in
the Americas, 40 percent in Europe and 20 percent in Asia.
About Sesa Group:
Sesa Group, founded in 1989, became Turkish distributor of
Italian De Rigo Group in the same year. The group distributes
the world's leading eyeglasses brands in Turkey. In 2000, Sesa
Group began to open its own retail stores under the name Opmar
Optics. Opmar Optics is the first Concept Eyeglasses Stores in
the sector. Now the group has 11 retail stores in Ankara,
İzmir and Kusadasi. (Turkish
daily News)
22.07.2006 |
SPORT
FUORI DAL MONDIALE
RALLY

|
A
far compagnia alla Turchia anche l'Australia e Cipro. Sono entrate
dentro, invece, Norvegia, Portogallo e Irlanda. |
L'avevamo anticipato già da tempo,
ed ora abbiamo la conferma. Fuori dal Mondiale Rally Australia e Turchia.
Ad esse si aggiunge il Rally di Cipro, che, in fin dei conti, non è una
grande perdita, data la sua conformazione non prettamente rallystica. Roba
da rally-raid...
Dentro Norvegia, Portogallo e Irlanda. Tre gare che hanno già dimostrato
le esponenziali potenzialità logistico-sportive nei mesi scorsi. Se per
la Norvegia e l'Irlanda si tratta di debutti assoluti, per la gara iberica
si tratta di un gradito rientro in Algarve, che, dopo un riassestamento
generale (improntato sulla sicurezza), si prepara in pompa magna ad
accogliere i big del World Rally Championship la prossima primavera.
Dalla pubblicazione del calendario 2007 si evince, inoltre, un'altra bella
notizia. Infatti, è scongiurata l'opzione di vedere un mini campionato
nel 2007 da gennaio a maggio. Il format rimarrà intatto. Nessun'altro
stravolgimento, insomma.
FIA World Rally Championship
Calendario 2007 (16 rounds)
19/01-21/01 - Rallye Automobile Monte-Carlo
09/02-11/02 - Uddeholm Swedish Rally
16/02-18/02 - Rally Norway
09/03-11/03 - Corona Rally Mexico
30/03-01/04 - PT Rally de Portugal
04/05-06/05 - Rally ACA Argentina
18/05-20/05 - Rally d'Italia Sardegna
01/06-03/06 - BP Ultimate Acropolis Rally of Greece
03/08-05/08 - Neste Oil Rally Finland
17/08-19/08 - OMV ADAC Rallye Deutschland
31/08-02/09 - Propecia Rally New Zealand
05/10-07/10 - Rallye de France - Tour de Corse
12/10-14/10 - RallyRACC Catalunya-Costa Daurada
26/10-28/10 - Rally Japan
16/11-18/11 - Rally Ireland
30/11-02/12 - Wales Rally GB (Racingword.it)
22.07.2006
|
A PORTE CHIUSE

|
E'
così che la Nazionale turca disputerà a Francoforte la gara casalinga del Gruppo
C di qualificazione a Uefa Euro 2008 contro Malta. |
Il 6 settembre, la Turchia disputerà
la gara casalinga del Gruppo C di qualificazione a Uefa Euro 2008 contro
Malta, a porte chiuse alla Commerzbank Arena di Francoforte. A causa degli
incidenti dello scorso novembre nello spareggio di ritorno per la Coppa
del Mondo Fifa contro la Svizzera, la Turchia ha ricevuto una sanzione
disciplinare e dovrà giocare i prossimi tre incontri casalinghi a porte
chiuse e in campo neutro. La nazionale disputerà le prossime gare di
qualificazione in casa l'11 ottobre contro la Moldova e il 28 marzo contro
la Norvegia. (Adnkronos)
22.07.2006
|
LA VOLTA DI ZICO
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Il
brasiliano è il nuovo allenatore del Fenerbahçe. Prende il posto
del tedesco Christoph Daum. Contratto per due anni. |
Zico è il nuovo allenatore del
Fenerbahçe. Il brasiliano, che ha chiuso un'esperienza come ct del
Giappone, ha firmato un contratto di 2 anni. Zico prende il posto del
tedesco Christoph Daum nonostante i buoni risultati di quest'ultimo: primo
posto nel 2005 e secondo al termine del campionato 2006. Il campione della
<Selecao> è reduce da una brutta avventura ai Mondiali con la nazionale
nipponica, con la quale ha chiuso il suo girone all'ultimo posto. (Ansa)
22.07.2006
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IL PRONTO RISCATTO
DEGLI AZZURRI

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Dopo
la sconfitta con la Serbia, La Nazionale di basket ha battuto la
Turchia nel torneo di Bormio per 87-71. |
Dopo la prima sconfitta dalla Serbia, gli azzurri tornano alla vittoria battendo 87-71
la Turchia di Boscia Tanjevic, che martedì scorso aveva perso 86-83 in amichevole sempre
contro la Serbia. Dopo l'allenamento mattutino Carlo Recalcati ha messo a riposo
Boscagin, Cavaliero, Cittadini, Di Giuliomaria, Pecile e Spinelli, ma ha recuperato i
''veterani'' Basile, Marconato e Soragna.
Gli azzurri sono partiti bene e con una pressione a tutto campo sono riusciti a chiudere il primo quarto in vantaggio
24-15. All'inizio del secondo quarto mettendo pressione sul portatore di palla gli azzurri hanno ottenuto un break (34-21).
Con un'azione da manuale in contropiede Di Bella ha poi messo la tripla del 39-23. Belinelli, dopo l'ottimo esordio in maglia
azzurra, continua a dimostrare tutto il suo valore e ha chiuso il primo tempo con 13 punti all'attivo. Anche Michelori si mette
a disposizione delle squadra e dalla prestazione che offre è già in buona condizione fisica.
A un minuto e 50'' dalla fine del terzo quarto alla Turchia è stato fischiato fallo tecnico alla panchina, con un Tanjevic
molto polemico nei confronti degli arbitri: l'anno scorso il tecnico turco venne addirittura espulso. Quasi sulla sirena Di
Bella si è inventato un canestro dei suoi con fallo e l'Italia ha finito il terzo periodo 69-54. Un vantaggio che la Turchia
non è più riuscita a rimontare.
''Gli avversari erano diversi, ma dipende tutto dallo stato di forma delle squadre che stiamo affrontando - ha detto
Recalcati - La Serbia oltre ad essere un'ottima squadra è anche più avanti come preparazione. Noi abbiamo stiamo entrando in
condizione, dopo il duro lavoro svolto in questi giorni. I giocatori più esperti hanno dimostrato di essere fondamentali
nel gruppo e non ci dobbiamo strappare i capelli per questa vittoria''. Tra i giocatori che si sono messi in evidenza
c'è Mason Rocca (14 punti e grande difesa): ''Da Mason non mi aspetto niente altro che quello che ho visto questa sera - ha
concluso il ct - ed ha dimostrato di essere sempre pronto, ha fatto quello che volevo proprio come Michelori, che
è con me dal 9 di giugno e sta giocando un'ottima pallacanestro con
continuità. Lo spirito mi sembra quello giusto''.
Italia-Turchia 87-71 (24-15; 48-36; 69-54).
Italia: Giachetti 5, Basile 8, Mancinelli 4, Soragna 4, Marconato 6, Michelori 5, Mordente 4, Garri 2, Gigli, Di Bella
15, Belinelli 20, Rocca 14. All. Recalcati.
Turchia: Atsur 2, Kurtoglu 16, Ermis 6, Arslan 19, Turkoglu 5, Kacaniku 4, Kutluay 7, Solak, Gonlum, Akpinar, Peker 9, Akin
3, Yoldas, Dinc. All. Tanjevic. (Ansa)
22.07.2006
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