Arretrati 

Anno 7° N.23

Cari amici, <Turchia Oggi> - sito indipendente e che va avanti con le proprie forze - non se la passa troppo bene. Se potete, dateci una mano. Intendiamoci, non vi chiediamo denaro. Nemmeno un euro. No, quello che vi chiediamo è che ci stiate vicini adoperandovi in giro e spendendo parole buone nei nostri confronti. In altri termini, trovateci un po' di pubblicità o qualche sponsorizzazione. Altrimenti saremo costretti a chiudere. Per andare avanti, infatti, abbiamo bisogno che qualcuno ci aiuti, quanto basta. Grazie per quello che farete, la direzione.

ATTUALITA'

PATTI CHIARI

Carlo_Pelanda

 

Una attenta analisi del giornalista Carlo Pelanda de <Il Foglio> sulla Turchia. Il rischio è quella di perderla se UE ed anche il Vaticano non le vanno incontro.

Il_FOGLIOTroppi politici e analisti europei sottovalutano la rilevanza prospettica della Turchia nello scenario di contenimento dell'islam. La sua adesione all'UE, infatti, è considerata dai più questione che si può rimandare e trattare con linguaggio nominale: un lungo percorso, dai 10 ai 15 anni, di condizioni che Ankara dovrà rispettare, ma senza un impegno del tipo: "Se le rispetti tutte, poi sicuramente entri". Il linguaggio sostanziale, invece, dice: "Intanto rispettatele, poi vedremo". Tale ambiguità sta destabilizzando il sistema turco perché non permette di ancorarlo a un futuro certo. La Lira è in crisi di svalutazione non solo per disordine inflazionistico interno - brillantemente contenuto da un'ottima gestione della Banca Centrale - ma anche perché il mercato ritiene che alla fine Ankara non sarà mai parte dell'euro-sistema. Nessun problema immediato: la Turchia sta aumentando le esportazioni e dando lavoro alla gente grazie alla svalutazione e il Fondo Monetario, su istruzione statunitense, ha appena varato un prestito di sostegno dal grande valore "fiduciante": l'inflazione sarà contenuta, l'economia verrà ordinata e la Turchia resterà un pilastro della Nato e dell'Occidente. Tuttavia, nei think tank più attenti alla materia si ritiene che l'America, alla lunga, non ce la farà da sola a tenere Ankara entro il perimetro occidentale. La Turchia è esposta a una crescente pressione islamizzante che può essere contrastata solo con l'inclusione nell'Europa pur progressiva e condizionata. Il punto è che la Turchia sta diventando il nuovo campo di battaglia tra jihadisti e occidentali e l'Europa deve decidere se combattere o mollare, arretrando il fronte. La decisione è tra delegare alla Turchia una parte della guerra contro gli arabi-islamici, ripristinando l'antico ruolo dell'Impero ottomano, in cambio dell'entrata in Europa oppure darla per persa. A chi non coglie tale criticità va ricordata una frase di Osama bin Laden nel 2001. Disse che stava per finire un periodo di 80 anni di umiliazione per l'islam. Fece preciso riferimento a quando Kemal Ataturk, nel 1924, abolì il Califfato ottomano. Ed è suo progetto prioritario il ripristinarlo a partire da Istanbul, trampolino per l'islamizzazione dell'Europa. Ma i politici europei non decideranno. Pertanto questa rubrica chiede al Vaticano, centro pensante dell'occidente insieme agli Usa, di valutare se sia il caso di avviare un serio, e risolutivo, lobbying pro-Ankara a Bruxelles in cambio dell'impegno turco di lavorare per l'occidente e di tutelare i sacerdoti cristiani. (Carlo Pelanda/Il Foglio)
22.07.2006

GLI OBIETTIVI DELLA PRESIDENZA FINLANDESE

Tra i vari impegni assunti da Helsinki vi è l'allargamento dell'Unione europea alla Turchia. L'atteggiamento di Matti Vanhanen.

Gli obiettivi che si è proposto il Governo finlandese per il suo semestre di presidenza dell'UE, pur tralasciando lo spinoso tema della Costituzione Europea, risultano essere estremamente delicati per il futuro delle istituzioni comunitarie e di tutti i Paesi membri.
Tra i vari impegni assunti dalla Finlandia, particolare attenzione merita quello che probabilmente sarà il tema caldo di questo autunno: l'allargamento dell'Unione Europea alla Turchia.
Recep Tayyip Erdogan, il premier turco artefice del lungo percorso di avvicinamento all'UE, troverà, senza dubbio, nella Finlandia un partner più costruttivo di quanto lo sia stato l'Austria nel corso del suo semestre di presidenza appena concluso. Già nel 1999, infatti, durante la sua prima presidenza dell'UE, la Finlandia aprì uno spiraglio alla mermbership di Ankara.
Il Primo Ministro finlandese, Matti Vanhanen, dopo aver confermato il suo sostegno all'ampio processo d'allargamento conclusosi nel Maggio 2004, ha dichiarato che l'accesso della Turchia è nelle mani dello stesso Governo di Ankara, concordando con l'analisi del Commissario per l'Allargamento Olli Rehn, secondo cui è necessario che la Turchia apra i propri porti e aeroporti ai traffici provenienti da Cipro e continui nel suo cammino riformatore.
La presidenza finlandese, quindi, sembra decisa a contrastare l'atteggiamento assunto da alcuni Paesi membri pregiudizialmente contrari ad ulteriori allargamenti dell'Unione: nonostante i possibili veti di Francia, Grecia, Austria e Cipro all'ingresso della Turchia, Matti Vanhanen ha infatti ribadito che qualsiasi Paese europeo che condivida i valori dell'Unione e rispetti i criteri di Copenaghen deve poter avere la possibilità di diventare un membro a tutti gli effetti dell'UE. (Francesco Fusaro/Notizie radicali)
22.07.2006

 

I CINQUE PUNTI

Il_premier_turco_Erdogan_mentre_stringe_la_mano_al_presidente_turco-cipriota_Talat

 

Grazie alla mediazione del vice-segretario generale Onu, Ibrahim Gambari, raggiunto un accordo tra Mehmet Ali Talat e Tassos Papadopolulos per l'avvio di trattative di pace a Cipro.

Ibrahim_GambariIl Governo greco ha dato il proprio imprimatur all'ultimo sforzo delle Nazioni Unite per far ripartire colloqui tra greco-ciprioti e turco-ciprioti tesi a riunificare l'isola di Cipro, divisa dal 1974 in seguito ad un'invasione militare turca. Sabato 9 luglio, nella "zona cuscinetto" di Nicosia sotto controllo Onu, i leader delle due parti, il presidente greco-cipriota Tassos Papadopoulos ed il premier turco-cipriota Mehmet Ali Talat, grazie alla mediazione del vice-segretario generale dell'Onu Ibrahim Gambari, hanno raggiunto un accordo in cinque punti per riavviare il processo di pace interrotto due anni fa.
In base a questo accordo, i colloqui avranno inizio a fine luglio e - dopo un primo periodo di bassa intensità in cui sarà toccata una serie di problemi preliminari legati al conflitto - dovrebbero proseguire con la prospettiva di sfociare in trattative di pace vere e proprie.
L'inizio dei negoziati dovrebbe inoltre contribuire a sbloccare una serie di intralci intervenuti nel processo di adesione della Turchia all'UE in quanto Ankara non intende sinora riconoscere Cipro, dal 2004 membro dell'Unione Europea.
"Ci auguriamo di vedere l'inizio di trattative concrete sulle questioni politiche in parallelo con le discussioni riguardanti le misure per rafforzare la fiducia reciproca. Per ora ritengo che questo avvio sia molto utile", ha detto il Primo Ministro greco Costas Karamanlis al termine di un incontro con Papadopoulos, arrivato nei giorni scorsiad Atene per colloqui anche con il presidente della Repubblica Karolos Papoulias, con il ministro degli Esteri Dora Bakoyannis e con i leader dei principali partiti politici del Paese.
Papadopoulos e Talat non si incontravano dall'aprile del 2004, quando un piano di riunificazione dell'isola proposto dal segretario generale dell'Onu, Kofi Annan, fu sottoposto a referendum e approvato dall'etnia turca ma respinto da quella greca. L'esito del referendum fece sì che entrasse nell'UE solo la Repubblica di Cipro (la parte greca) e non tutta l'isola.
L'annosa questione della divisione di Cipro rappresenta un serio ostacolo nelle trattative per l'ingresso della Turchia nell'UE, avviate lo scorso ottobre, nelle quali è cresciuta la pressione su Ankara affinché riconosca il governo di Nicosia, (l'unico riconosciuto a livello internazionale) e apra porti e aeroporti alle merci e ai passeggeri greco-ciprioti. (Denaro.it)
22.07.2006

 

"NO A CONCESSIONI"

Il_premier_Erdogan

 

Così si è espresso il Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan a proposito dell'annosa questione relative ai negoziati per la riunificazione di Cipro.

Prime Minister Recep Tayyip Erdoğan reiterated yesterday that the government's priority was the lifting of sanctions imposed on the Turkish Cypriots, stressing that Turkey was not prepared to make any concessions in its dispute over the decades-long divided island.
"Our main priority is the lifting of the unjust restrictions and isolation of the Turkish Republic of Northern Cyprus (Kktc). No one should expect concessions from us on this issue," Erdoğan told reporters in Ankara before his departure for the Kktc where he will attend the July 20 celebrations in honor of the anniversary of the 1974 Turkish intervention to stop Greek Cypriot attacks on Turkish Cypriots.
Erdoğan said the Turkish side did its best for a long-lasting, fair and comprehensive solution to the Cyprus problem by fully supporting the U.N. efforts to reunify the island.
"We will pursue our constructive approach towards a comprehensive settlement based on the political equality of the two sides," he said. "Turkey is the side which sincerely wants a solution."
Turkey is under pressure from the European Union to open its ports and airports to the Greek Cypriot traffic by the end of this year but Ankara refuses to do so unless the international isolation of the Kktc is eased.
The Cyprus stalemate has threatened to derail Ankara's EU accession process, with Brussels warning of suspension of talks if Ankara does not quickly move to normalize its relations with Greek Cyprus.
Ankara says the EU demand is unfair because the Turkish Cypriots voted for a U.N.-backed plan for reunification with Greek Cypriots, which turned down the plan in a 2004 referendum. Soon after their rejection of the plan, Greek Cypriots unilaterally joined the EU. 
"We fulfilled our responsibilities. The international community should lift the unfair restrictions [on the Kktc] without delay," Erdoğan told a press conference at the Kktc's Ercan Airport.
Erdoğan also said Ankara welcomed a recent U.N. hosted meeting between Kktc President Mehmet Ali Talat and Greek Cypriot leader Tassos Papadopoulos.
Earlier this month, Talat and Papadopoulos had a rare meeting and agreed to work toward the island's reunification for the first time since the failure of the U.N. blueprint.
The two leaders agreed on a plan that would start two-tier negotiations -- one tackling everyday issues to build confidence and the other dealing with more serious political disputes including territorial and power sharing arrangements in a federal state.
Peace, freedom celebrations start in Kktc:

This year's high profile ceremonies mark a change of attitude on the part of the Justice and Development (Akp) government, which has been growingly discouraged with the lack of concrete steps from the West to fulfill promises to ease sanctions imposed on the Kktc. Erdoğan earlier said Turkey would not open its ports and airports even if this would mean a halt in entry negotiations with the EU.  The prime minister is scheduled to have talks with senior Kktc officials including President Mehmet Ali Talat, Prime Minister Ferdi Sabit Soyer, as well as former Kktc President Rauf Denktaş as part of his three-day stay in the Kktc.  The peace and freedom celebrations in the Kktc officially started yesterday with a 21-gun salute and a speech delivered by Talat.  
"We want peace in Cyprus. We want peace at home and in the world. My people and me as the president of the Kktc want to create a peace bridge between the Turks and Greeks in the eastern Mediterranean. We don't want much other than our basic rights and freedoms just like some other communities," Talat said. 
The Kktc president said resolving the Cyprus problem was his mission.
"The day when we attain fair and long-lasting peace and when we leave future generations a European and peaceful country where they can stand on their own feet, Turkey's effective peace initiative that started 32 years ago will have reached its goal," he said. 
The Turkish military's intervention more than three decades ago aimed to protect the Turkish Cypriot minority following an Athens-engineered Greek Cypriot coup in Nicosia that was designed to unite the island with Greece.
Although the coup eventually failed, Ankara has continued to deploy some 30,000 troops in the north, on the grounds that there has not yet been a permanent settlement to reunite the island. Greek Cypriots mark the intervention a "black anniversary". (Turkish Daily News)
22.07.2006

 

L'ULTIMATUM DI BARROSO

Josè_Manuel_Barroso

 

Per il presidente della Commissione europea sarebbero gravi lr conseguenze se Ankara non aprisse porti ed aeroporti a navi ed aerei greco-ciprioti.

Ultimatum di Josè Manuel Barroso alla Turchia: i colloqui per l'accordo di stabilizzazione e associazione all'UE procedono nella giusta direzione, ma la questione di Cipro è un ostacolo che va rimosso dai binari.
Il presidente della Commissione europea ha definito "incoraggiante" l'incontro che il leader turco-cipriota Mehmet Ali Talat ha avuto con il presidente greco- cipriota, Tassos Papadopulos, il primo in due anni.
"In linea generale, i negoziati sono sul binario giusto" ha detto Barroso, secondo il quale, però, la mancata applicazione da parte di Ankara del protocollo che prevede l'apertura dei porti turchi al traffico cipriota "avrebbe gravi conseguenze".
"Ovviamente la soluzione di questa questione renderebbe le cose più semplici per l'avanzamento dei nostri negoziati" ha detto ancora il presidente della Commissione, "anche se non si tratta di due faccende strettamente legate". (da Adnkronos)
22.07.2006

 

"UN GESTO NETTO"

Massimo_D%27Alema

Il nostro ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, ha ricordato ad Ankara il rispetto degli impegni in relazione a Cipro e all'Unione doganale firmata con gli Stati membri dell'UE.

La situazione dei negoziati di adesione tra UE e Turchia "richiede da parte turca un gesto netto e coerente nel senso del rispetto degli impegni che ha assunto con l'Europa". Lo ha detto, durante una conferenza stampa a Bruxelles, il ministro degli Esteri Massimo D'Alema riferendosi al mancato riconoscimento da parte di Ankara della Repubblica di Cipro.
Da diverse settimane la questione del mancato accesso delle navi e aerei ciprioti in territorio turco, in violazione dell'unione doganale firmata dalla Turchia con tutti gli Stati membri UE, incombe sull'avanzamento dei negoziati tra Ankara e Bruxelles. D'Alema ha ricordato che il 12 giugno, in occasione dell'apertura (e contemporanea chiusura) del primo capitolo negoziale sulla 'scienza e ricerca', "noi ci siamo adoperati per evitare che questa questione potesse diventare la ragione per bloccare il megoziato". "Sinceramente - ha continuato il vicepremier - ci sembrava in quel momento un pretesto".
Ma D'Alema ha ammonito che a ottobre, quando la Commissione europea presenterà il proprio rapporto annuale sui progressi della Turchia, la questione doganale "si presenterà non come un pretesto, ma come valutazione oggettiva" e quindi "è evidente che la Turchia deve mantenere gli impegni che assume altrimenti tutto diventerà più difficile e c'è il rischio che lo stesso negoziato subisca una battuta d'arresto".
Il ministro ha comunque ribadito che L'Italia "è da sempre favorevole al negoziato con la Turchia" perché "riteniamo che questo abbia un grande valore per l'Europa e la Turchia, sapendo che si tratta di un processo lungo e complesso". (
ApCom)
22.07.2006

DIFFICOLTA'

Giorgio_Napolitano

 

Per il nostro presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, l'ingresso della Turchia in Europa è problematico.

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano  non vede grossi ostacoli per l'adesione alla UE di Bulgaria e Romania, anche perché i Balcani sono parte dell'Europa. Più problematico invece a suo avviso si prospetta l'ingresso nell'Unione Europea della Turchia.
In dichiarazioni alla <Frankfurter Allgemeine Zeitung>, Napolitano afferma di considerare l'euro-scetticismo un fenomeno provvisorio, e crede che l'allargamento verso est sia irreversibile.
''Ora tocca alla Bulgaria e alla Romania. E sono del parere che i Paesi dei Balcani appartengano all'Europa e debbano avere una prospettiva di adesione'', ha detto Napolitano. ''Più spinosa - ha aggiunto - è la questione dell'ingresso della Turchia nella UE. Qui la prospettiva è più lunga e più incerta''.(Ansa)
Stupisce assai questo intervento del nostro Capo dello Stato, assai dubbioso sull'ingresso della Turchia in Europa. Stupisce soprattutto per due motivi: intanto perché si fa un confronto con Romania e Bulgaria, Paesi che proprio nei giorni scorsi sono sono messi sotto osservazione dalla stessa Bruxelles per la scarsa volontà di adeguamento a quelli che sono in termini economici i parametri imposti dall'UE (cosa significhi poi essere parte integrante dell'Europa- come ha osservato Napolitano - non lo comprendiamo proprio); secondariamente perché non molti mesi fa, e più precisamente alla fine del novembre scorso, il precedente presidente della Repubblica italiana Carlo Azeglio Ciampi, nella sua visita ad Ankara e ad Istanbul, aveva usato valutazioni completamente diverse da quelle di Napolitano.
22.07.2006

 

UNITA' DI INTENTI

Il segretario di Stato Usa, Condoleeza Rice, ed il ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul, hanno messo a punto un documento che indica la visione comune sui futuri sviluppi delle relazioni tra i loro Paesi.

Il segretario di Stato Usa Condoleezza Rice ed il ministro degli Esteri turco Abdullah Gul hanno annunciato la messa a punto di un documento che indica la visione comune sui futuri sviluppi delle relazioni tra Stati Uniti e Turchia.
In una conferenza stampa, al termine di un loro incontro, a Washington, Gul ha affermato che ''questa visione condivisa permetterà ai nostri Paesi di condurre consultazioni più vicine e frequenti a numerosi livelli; ci darà una struttura per dialogare; ci consentirà di affrontare con più efficacia questioni di rilevanza bilaterale, regionale e internazionale''.
La Rice ha sostenuto che ''a volte è importante fare un passo indietro dalle questioni quotidiane per guardare ai rapporti più generali e ricordare a noi stessi e ai nostri popoli che questi rapporti sono ampi, profondi e basati su valori e interessi strategici. E questo è proprio ciò che il documento ci permette di fare''.
Il ministro turco ha sottolineato come il testo comune non implichi una linea di azione, né delle direttive precise, ma sia più in generale una guida per un processo di dialogo intenso su differenti livelli tra Usa e Turchia.
Gul ha rilevato che Usa e Turchia hanno una lunga tradizione di buoni rapporti, fondata su una comune visione dello sviluppo democratico e dell'economia di mercato. Per il ministro, ''il documento non è altro che un modo per definire questa visione comune su carta e condividerla con gli altri" (Ansa)
22.07.2006

 

 

...MA CRESCONO ANCHE SENTIMENTI ANTI-OCCIDENTALI

 

La questione di Cipro, lo scetticismo esibito da alcuni Stati dell'UE sulle trattative per l'adesione turca e il sostegno americano alla politica israeliana mettono in crisi l'euro-entusiasmo dei turchi, come denuncia il ministro degli Esteri Abdullah Gul

In Turchia, all'interno della classe liberale, stanno diffondendosi pericolosi sentimenti antieuropei e antiamericani. È questo l'allarme lanciato dal ministro degli Esteri di Ankara, Abdullah Gul, intervistato dal <Financial Times>. "Se i giovani, gli studenti e le persone dinamiche modificano approccio, se i loro sentimenti cambiano, questo non è positivo", ha spiegato il capo della diplomazia turca al foglio economico londinese. A determinare il tutto, secondo Gul, sarebbero lo scetticismo di Bruxelles e degli Stati membri dell'UE nei confronti dell'accesso turco e la politica americana in Medio Oriente. L'aperto sostegno di Washington all'invasione del Libano da parte di Israele può avere ripercussioni pericolose sulla società civile turca. Allo stesso modo, i ripensamenti europei sull'allargamento e la difficoltà riscontrata nel risolvere la questione cipriota (che ha rischiato di fare saltare, da subito, le trattative per l'adesione) potrebbero "innervosire" la società civile turca, una buona fetta della quale è da anni sostenitrice dell'integrazione europea del Paese.
Gul ha tirato poi un'altra stoccata all'amministrazione americana, sostenendo che Stati Uniti e Iraq devono intervenire nel nord del Paese mesopotamico, per evitare che le milizie curde del sud della Turchia ricevano armi e finanziamenti dal Kurdistan e per "francobollare" la frontiera. "Questo è molto pericoloso. Non possiamo tollerarlo e potremmo intervenire, sfruttando gli strumenti che ci vengono riconosciuti dal diritto internazionale", ha sottolineato Abdullah Gul. (Quadrante Europa)
22.07.2006


 

PIANO PER DISTRUGGERE LE BASI DEL PKK

Guerriglieri_curdi

Lo ha stilato il comando generale delle Forze militari turche e prevede l'invio di 50 mila soldati nel Nord dell'Iraq per combattere i terroristi del Pkk.

Il comando generale delle forze militari turche ha stilato un piano che prevede l'invio di 50mila soldati nel nord dell'Iraq per ''distruggere le basi usate dai guerriglieri del Partito dei lavoratori curdi (Pkk)'', secondo quanto ha riferito la <Cnn> turca.
Il piano prevede operazioni a breve termine, con incursioni aeree sulle basi del Pkk nell'area montana di Kandil e un intervento nel lungo periodo con i 50mila soldati che supererebbero di oltre 60 chilometri il confine tra i due Paesi. Nei giorni scorsi 15 militari turchi sono rimasti uccisi nei violenti scontri contro i militanti del Pkk, considerato una organizzazione terroristica da Turchia, Stati  Uniti e Unione europea. (Adnkronos)
22.07.2006

 

BOTTA E RISPOSTA
Abdullah_Ocalan

 

Il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha risposto in modo duro all'ambasciatore Usa che metteva in guardia Ankara da qualsiasi offensiva contro il Pkk nell'Iraq nel nord.

Il_premier_turco_Erdogan"Il terrorismo è terrorismo, in qualunque angolo del mondo. Non è possibile accettare determinate cose per un Paese e ritenerle inaccettabili per un altro. Il Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) non è solo un problema dell'Iraq del Nord, è anche un problema europeo e della Turchia"
La Turchia non ci sta - Il premier turco Racep Tayyip Erdogan risponde così a Ros Wilson, ambasciatore Usa in Turchia, il quale aveva dichiarato in un'intervista che "Washington mette in guardia Ankara dallo svolgere qualsiasi operazione militare entro i confini iracheni per colpire i ribelli del Pkk, nel nord dell'Iraq". Il rappresentante degli Usa in Turchia aveva sottolineato che il suo Paese aveva più volte ribadito che un'azione militare unilaterale da parte di Ankara non sarebbe stata accettata. Erdogan ha risposto subito, accusando gli Stati Uniti di usare due pesi e due misure rispetto alla lotta al terrorismo nel mondo. Un eventuale attacco da parte dell'esercito turco in territorio iracheno non sembra all'ordine del giorno, ma la tensione al confine tra i due Paesi è molto alta. Il Pkk, nel 1984, ha iniziato la lotta armata per la secessione di alcune regioni del sud-est, quelle dove i curdi sono la maggioranza, e il conflitto tra l'esercito turco e i separatisti curdi ha causato la morte di circa 35mila persone. A giugno del 2004, il Pkk ha dichiarato la fine della tregua che durava dall'arresto del suo leader Abdullah Ocalan, nel 1999. Ma è nell'ultimo anno che il conflitto è tornato ai livelli di 10 anni fa. Da più di 10 anni Ankara mantiene circa 1.500 militari delle forze speciali al confine con l'Iraq. A gennaio 2006 il Governo turco ha deciso di aumentare di 40mila unità il contingente militare nella zona curda, al confine con l'Iraq, portandolo a 220mila uomini, allarmando l'Iraq che in questo momento non può permettersi una crisi con i curdi, l'unica delle tre principali comunità irachene a non essere sul piede di guerra, come i sunniti e gli sciiti. Il resoconto degli episodi dell'ultimo mese è indicativo del livello dello scontro.
Gli Usa nel mezzo - Il 23 giugno le forze di sicurezza turche hanno ucciso otto membri del Pkk in uno scontro a fuoco nel sudest della Turchia, nella provincia di Hakkari, vicino al confine con l'Iraq. Il Governo turco denuncia che vi sono basi di guerriglieri del Pkk nel Kurdistan iracheno. Il 30 giugno due soldati turchi sono rimasti uccisi e altri cinque altri feriti in seguito ad un attacco sferrato da ribelli del Pkk ad una caserma della gendarmeria nella provincia di Bingol in Turchia orientale. Il 6 luglio un uomo rimane rimasto ucciso in seguito all'esplosione di un'autobomba a un posto di guardia della polizia turca in un villaggio della provincia di Diyarbakir, massimo centro della zona curda. L'11 luglio due poliziotti turchi sono rimasti uccisi nel corso di un attacco armato nei pressi della città orientale turca di Sirnak, vicina al confine tra la Turchia e l'Iraq e il 13 luglio 5 soldati turchi sono morti e altri cinque sono rimasti feriti dall'esplosione di una mina nella regione orientale di Bitlis.
Il bilancio di una vera e propria guerra. Il Governo turco è furibondo e sotto la pressione dell'opinione pubblica interna. Il premier Erdogan minaccia di porre fine alla questione del Pkk attaccando le basi curde nel Kurdistan iracheno dove, dopo la caduta di Saddam, i curdi godono di un'autonomia totale. Hoshyar Zebari, ministro degli eEteri iracheno, il 6 luglio scorso, ha messo in guardia la Turchia dal compiere qualsiasi incursione militare nei territori dell'Iraq settentrionale per contrastare i guerriglieri curdi attestati in quella zona, e alle sue parole sono seguite le dichiarazioni dell'ambasciatore Wilson. La reazione di Erdogan è indicativa però di un malessere della Turchia che, di fronte alla contesa tra due alleati importanti, solo Washington sembra poter dirimere. Con l'Iraq, il Libano e la Palestina in fiamme, la diplomazia Usa non ne sentiva il bisogno. (Christian Elia/Peacereporter)
22.07.2006

DEUTSCHE BANK: ANKARA PERDE LA PAZIENZA

Deutshe_Bank

 

Analisi del potente gruppo bancario sulla Turchia che ipotizza un intervento armato delle Forze militari turche in Iraq.

In Turkey the government and the Armed Forces are about to lose patience with the Kurdistan Workers' Party (Pkk), a terrorist organization based in northern Iraq, says Deutsche Bank, a German origin international investment bank.
In an analysis, Deutsche Bank pointed out that terrorist attacks in recent days topped the agenda of the Turkish Cabinet in its meeting on Monday, which decided on a probable cross-border military operation.
Turkey asked the Iraqi government and the United States to cooperate in its fight against the PKK in northern Iraq, the bank indicated. "Both the Turkish government and the Armed Forces ...are about to lose patience with the PKK. It is probable that the operation in northern Iraq will take place following the annual routine changes at the top of the chain of command in the Turkish Armed Forces in August. The operation is expected to cover both domestic and cross-border terrorist targets," the Deutsche Bank said in its analysis.
Within this framework, the anti-terror fight has resurfaced and taken the place of the economy in Turkey's new agenda, the German bank remarked. One example that proves this new situation in Turkey is that the withholding tax applied to foreign investment has not yet been removed by the government despite widespread expectations, Deutsche Bank argued in its analysis. (Turkish Daily News)
22.07.2006

 

LE CREDENZIALI

Dscf6729   Dscf6732

 

Prima missione ad Ankara del nuovo ambasciatore di San Marino, Giorgio Girelli, nella terra della Mezzaluna. L'incontro con il Capo dello Stato Ahmet Necdet Sezer.

Dscf6727Si è conclusa la prima missione in Turchia dell'ambasciatore della Repubblica di San Marino Giorgio Girelli, il primo nella storia dei rapporti tra i due Stati dopo la firma del trattato, avvenuta nel 2005, con il quale  i due Paesi stabilirono di elevare appunto al rango di ambasciate le rispettive relazioni. Nel corso di una suggestiva cerimonia Girelli ha infatti presentato le lettere credenziali dei "Capitani Reggenti della Serenissima Repubblica di San Marino a Sua Eccellenza Ahmet Necdet Sezer, Presidente della Repubblica di Turchia".  Nel loro documento i Capitani Reggenti Terenzi e Francini hanno tra l'altro fatto presente che "le pregevoli doti che contraddistinguono questo primo ambasciatore sammarinese e la sua dedizione alla causa del Paese sono per noi sicura garanzia che Egli, con la cura che porrà nel solerte adempimento della Sua alta missione, saprà validamente contribuire all'ulteriore sviluppo della buona armonia e dell'amichevole collaborazione fra i due Governi e conciliarsi la stima e la considerazione di Dscf6735Vostra Eccellenza".
Presentate le lettere, l'ambasciatore Girelli ha rivolto al presidente della Repubblica di Turchia  il seguente indirizzo di saluto:
"Signor Presidente,
Le rivolgo il deferente saluto della Repubblica di San Marino e mio personale.
Lo Stato che rappresento si caratterizza da secoli per essere terra repubblicana di libertà, pace e democrazia. Quella libertà e quella pace  che nel secondo dopoguerra la Turchia ha concorso in modo determinante a preservare per l'intero Occidente esponendosi in prima linea con la coraggiosa partecipazione alle alleanze che le circostanze richiesero.
Sono particolarmente onorato di essere il primo ambasciatore, presso la Repubblica di Turchia,  della Repubblica di San Marino, il cui territorio si affaccia sul mare Adriatico, un tempo chiamato Golfo di Venezia. E da allora il ruolo di quel mare, come di tutto il Mediterraneo, è cambiato: da luogo di scontri e di conflitti a sede di pacifici traffici, di incontro e di comprensione tra i popoli. San Marino, per il ruolo di  sollecitazione morale  che  può  esercitare,  apprezza e condivide i propositi europeistici della Turchia , consapevole che essa, quale ponte tra popoli e culture, può efficacemente  contribuire alla  convivenza  pacifica  e collaborativa tra le genti. E sulla base di questo spirito auspico, Signor Presidente,
che la collaborazione tra Turchia e San Marino possa aprirsi e proseguire con proficui risultati e reciproca soddisfazione".
Il presidente Sezer, intrattenendo Girelli a cordiale colloquio, ha risposto con espressioni di apprezzamento, dimostrandosi particolarmente informato sui tratti salienti della Repubblica del Titano ( ne conosce alla perfezione, ad esempio, il movimento turistico) facendo anche riferimento ai comuni interessi con l'ambasciatore Girelli per le materie giuridiche.
Nel corso della sua permanenza in Turchia Girelli ha anche avuto incontri con autorità di governo ed esponenti di enti pubblici e categorie produttive allo scopo di verificare le potenzialità di collaborazione  culturale ed economica tra i due Paesi.
Ad Ankara, alla Unione delle Camere di Commercio turche, un primo colloquio si è svolto  con Rifat Hisarciklioglu e Ismail Koksal, rispettivamente presidente e segretario generale della Unione medesima. 
Al ministero per gli Affari Esteri Girelli ha invece avuto separati incontri con il vice sottosegretario Ahmet Acet e con il vice sottosegretario Ender Arat. I temi trattati hanno riguardato le opportunità offerte da San Marino agli operatori stranieri nonché i pregi culturali e turistici della Repubblica e dei territori limitrofi. Allo Stato di San Marino è  stata pure prospettata l'opportunità di prendere parte al congresso mondiale delle Camere di commercio che si svolgerà appunto in Turchia il prossimo anno nonché agli eventi di cultura e spettacolo che per conto della Unione Europea la Turchia dovrà organizzare prossimamente. 
Sempre nel corso di questi colloqui sono stati affrontati i contenuti preliminari di due schemi di convenzioni internazionali tra i due Paesi sottoposti dall'ambasciatore Girelli alle autorità turche: la prima attiene al divieto delle doppie imposizioni per i rispettivi operatori e la seconda per la promozione e la reciproca protezione degli investimenti. L'ambasciatore di San Marino non ha poi mancato di dare illustrazione dei più recenti provvedimenti legislativi adottati dalla Repubblica del Titano in materia fiscale. Tali atti sono ora al vaglio delle cancellerie dei competenti ministeri della Turchia 
Altri contatti di approfondimento il rappresentante di San Marino ha poi avuto ad Istanbul con esponenti della Tusiad, l'Associazione nazionale degli industriali della Turchia.
Al suo rientro in Italia l'ambasciatore Girelli ha dichiarato: "Mio compito primario è ora riferire  sugli esiti di questo primo contatto alle autorità di governo della repubblica di San Marino ed attendere istruzioni per i successivi adempimenti. Desidero comunque sottolineare la grande cortesia ed il particolare riguardo che in ogni circostanza di questa missione sono stati riservati dalla Turchia a San Marino".
22.07.2006

PRESSIONI SU ERDOGAN

 

Il presidente siriano ha telefonato al premier turco perché questi intervenga su Israele per un cessate il fuoco in Libano.

Il presidente siriano Bashar  Assad ha telefonato al premier turco Recep Tayyip Erdogan per 
chiedergli di fare pressioni su Israele affinché dichiari un cessate  il fuoco in Libano. Lo riporta la <Cnn> turca. Secondo quanto riferito  dall'emittente, Erdogan ha risposto che la Turchia sta lavorando  perché si arrivi alla dichiarazione di un cessate il fuoco e che continuerà a farlo.
Erdogan ha ricevuto la telefonata del presidente siriano a  Cipro, dove si trova per una visita ufficiale alla parte turca  dell'isola. La Turchia ha buone relazioni con tutte le parti coinvolte nella crisi, Israele, Libano e palestinesi, e spesso ha agito da  mediatore nel conflitto mediorientale. (Adnkronos)
22.07.2006

                                              

EVACUAZIONE

Turchi_evacuati_dal_Libano

 

Centosessanta turchi, assistiti dalla propria ambasciata, hanno lasciato precipitosamente il Libano sotto il bombardamento degli israeliani.

Turks have been fleeing from Lebanon -- increasingly under siege from Israeli attacks -- by buses, rented taxis or private cars, news reports said .
Twenty-four people mostly including Turks evacuated Lebanon yesterday by bus through Syria chartered by the Turkish Embassy in Beirut, which is the second journey arranged by the embassy. The first bus carried 34 people including mostly Turkish businessmen and tourists, who crossed into Turkey at the Turkish-Syrian border crossing of Yaylıdere early .
Embassy officials said  160 Turks have returned to Turkey by two buses chartered by the embassy and by private cars since the beginning of the Israeli bombardment. 
Most of the Turks who returned to Turkey were in Lebanon for tourism and business reasons, the officials were quoted as saying by the Anatolia news agency. The same officials also said Turkish citizens living in Beirut would be able to return to Turkey if they established contacts with the Turkish Embassy there. 
If the number of Turks who wanted to return home is high, we'll line up ferries, said embassy officials.
A 19-year-old university student, who returned to Turkey over the weekend by the first bus charted by the Turkish Embassy, said he did not want to return to Lebanon again.
"There is no peace in the Middle East. People there are always on alert," Mehmet Ali Çarpar, who was attending Lebanon's American University, was quoted as saying by Anatolia. 
The Turkish Foreign Ministry advised Turks to postpone travel to Lebanon in light of the conflict, with Foreign Minister Abdullah Gül saying that his ministry was working to enable the return of Turkish citizens in the region. Lebanon remained virtually cut off from the outside world after Israel imposed an air and sea blockade, launched repeated strikes on its only international airport and bombed the main highway to Syria.
Erdoğan speaks tough against Israel:

Prime Minister Recep Tayyip Erdoğan charged that Western powers were "keeping mum" over mounting bloodshed in the Middle East, warning that they would "pay the bill" by facing more terrorist attacks.
"Bombs are exploding, innocent people are being killed, and infrastructures are being destroyed. ... The powerful continue to crush the weak, but unfortunately those who hold the power in the world are keeping mum," Erdoğan was quoted as saying during a ceremony to launch a housing project in the northeastern city of Artvin.
"Those who back global peace (only) with words will sooner or later pay the bill by facing global terrorism. ... This is provoking terrorism," he said.
Erdoğan complained that violence in the Middle East was also damaging U.S. efforts to enhance democracy and human rights in the region, hinting that Ankara might reconsider its role in such initiatives.
He urged the Group of Eight leaders to push for a ceasefire in the crisis and harshly criticized Israeli military offensives.
"I appeal to the G8 countries to make a joint decision that would allow the U.N. Security Council to establish a ceasefire. ... They have to work this out," he said.
The leaders of the G8 nations -- Britain, Canada, France, Germany, Italy, Japan, Russia and the United States -- gathered in Saint Petersburg on Saturday for a summit expected to tackle the turmoil.
Israel launched the strikes in retaliation to the capture of two of its soldiers by the Lebanese Shiite group Hezbollah last week and another soldier by Palestinian militants in Gaza on June 25.
"If the abduction incident in Palestine is negative, responding to it with disproportionate force is worse," Erdoğan said. "Nothing can justify the showering of bombs on innocent civilians and the merciless destruction of cities."
"The children of Palestine are as precious as those of Israel," he said, as several people from the crowd he was addressing shouted "Down with Israel."
Turkey, one of Israel's few Muslim allies, sought to mediate in the early stages of the crisis when it sent a special envoy to Syria for talks with President Bashar Assad in a bid to convince Damascus to use its influence over Hamas to secure the release of the Israeli soldier.
Lebanon asks for Turkish mediator for a ceasefire:

Erdoğan spoke by phone with his Lebanese counterpart, Fuad Saniora, who requested Turkish mediation for a cease-fire to end the spiraling violence in the Middle East, an official said.
The prime minister told Saniora Turkey would "make every kind of contribution" for a cease-fire, Erdoğan's spokesman, Akif Beki, was quoted as saying by The Associated Press, but gave no further information.
Palestinian prime minister slams 'world's silence'

Palestine's Prime Minister Ismail Haniya said the international community has descended into "unprecedented silence" over raging turmoil in the Middle East and Israeli "cruelty" against the Palestinians, in remarks published in a Turkish daily yesterday.   "The world is in a very strange state of silence. ... It seems the people do not wish to see this cruelty," he said in an interview with the mass-circulation daily Sabah.  Haniya, however, said he kept his hopes high that "humankind will one day hear the voice of its coscience." (Turkish Daily News)
22.07.2006

SPESE MILITARI

 

La Turchia è il quinto Paese in Europa ed il quarto nel Medioriente ad investire di più in questo particolare settore.

La Turchia è il quinto Paese In Europa ed il quarto in Medioriente che spende di più per gli apparati militari. Il denaro investito ammonta a circa 10 miliardi di dollari all'ano. Nel MO, lo Stato che investe maggiori risorse sul militare è l'Iran con una spesa di 37 miliardi di dollari. (ApCom)
22.07.2006

 

CRONACA

LA RICHIESTA

E' quella fatta dall'Unione Europea alla Turchia per l'abolizione di un articolo del codice penale sui reati di opinione.

L'Unione Europea ha chiesto alla Turchia di abolire un articolo del codice penale che prevede il carcere per chiunque offenda il senso di appartenenza alla nazione. I giornalisti turchi protestano da tempo contro questa norma e sono arrivati a imbavagliarsi per far capire che non possono svolgere come si deve il proprio mestiere a causa del controverso articolo. (AprileOnline.it)
22.07.2006

 

 

CONDANNA CONFERMATA PER UN GIORNALISTA

Il_giornalista_turco_Hrant_Dink

Si tratta di Hrant Dink ritenuto colpevole anche dalla Cassazione turca di avere offeso l'identità della nazione. La questione armena.

E' stata confermata dalla corte di Cassazione turca la condanna a sei mesi di reclusione, con la condizionale, per il giornalista turco di origini armene Hrant Dink, ritenuto colpevole di avere offeso l'identità turca.
Dink era stato autore di un articolo dedicato ai massacri degli armeni del 1915-1916 all'epoca degli ultimi Governi ottomani, subito dopo era stato condannato in primo grado da un Tribunale di Istanbul nell'ottobre del 2005 per un articolo pubblicato nel febbraio 2004 sulla sua rivista bilingue turco-armena <Agos>.
All'interno, il noto giornalista faceva appello al popolo armeno di ''volgersi verso il sangue nuovo dell'Armenia indipendente e di liberarsi così del peso della diaspora armena nel mondo, che si riconosce nel culto della memoria del passato, tra cui quella che per gli armeni è stato il primo genocidio del XX secolo, costato 1.5 milioni di morti".
In appello la sentenza di condanna per Dink era stata annullata per vizi di procedura ma la Cassazione l'ha confermata e Dink resta libero, ma dovrà scontare la pena a sei mesi, se nei prossimi cinque anni commetterà un reato analogo.
Dink, infatti, è sotto un altro procedimento giudiziario per ''tentativo di influenzare la giustizia'', un reato che prevede fino a tre anni di reclusione, per avere commentato negativamente la propria condanna a sei mesi in base ad un articolo del codice penale, il 301, che punisce le ''offese alla turchità''.
L'aspetto singolare della condanna di Dink è che il suo articolo mirava soprattutto a cercare nuove ragioni di amicizia tra turchi ed armeni ''guardando più al futuro che al passato''.
La questione della deportazione e dei massacri degli armeni del 1915-16 è particolarmente sensibile in Turchia, dato che Ankara respinge con forza la definizione di ''genocidio'' attribuita a quei massacri dagli armeni e da diversi Parlamenti europei, tra cui quello di Strasburgo, il quale ha chiesto ad Ankara di riconoscere quei massacri come "genocidio". (Ansa)
22.07.2006

LA DELUSIONE DI OLLI REHN

Il_Commissario_UE_Olli_Rehn

Il Commissario UE all'Allargamento ha criticato la sentenza della cassazione turca che ha condannato un giornalista per reati di opinione.

Il commissario all'Allargamento Olli Rehn si è detto ''deluso'' dalla sentenza della Corte di Cassazione della Turchia che ha confermato la condanna al carcere per Hrant Dink, il giornalista accusato di aver insultato la ''turchità '' in base all'articolo 301, lo stesso per cui fu incriminato, e poi prosciolto, il noto scrittore Orhan Pamuk.
''Questa sentenza limita l'esercizio della libertà di espressione in Turchia'', ha affermato Rehn in una dichiarazione ufficiale, aggiungendo che ''è tanto più preoccupante dal momento che ci sono molti altri processi pendenti di questo tipo in Turchia''.
Una simile decisione, ha spiegato il commissario, ''dimostra che la giustizia turca non è riuscita a creare un precedente nell'interpretazione del nuovo codice penale che sia in linea 
con gli standard dell'UE, e crea, invece, ''un caso vincolante che stabilisce la condotta per i processi futuri''.
Ricordando che la libertà di espressione è alla base della democrazia ed è un principio chiave dei criteri di adesione stabiliti a Copenhagen, Rehn ha invitato le autorità turche a ''emendare l'articolo 301 del nuovo codice penale, affinché la libertà di espressione sia sempre garantita''.(Ansa)
22.07.2006

 

PROCESSO ALLA SCRITTRICE ELIF SHAFAK

La_scrittrice_Elif_Shafak

In uno dei suoi romanzi, "Il bastardo di Costantinopoli" uscito per la prima volta negli Usa, un personaggio armeno fa riferimento ai "macellai turchi".

La scrittrice turca Elif Shafak ha reso noto che sarà processata a causa delle parole usate dai personaggi armeni del suo romanzo "Il bastardo di Costantinopoli", un libro che ha scritto mentre viveva a Tucson, negli Usa.
Nel libro, infatti, un personaggio armeno fa riferimento ai "macellai turchi". Questa frase sottintende un richiamo al genocidio armeno, che molti storici e Governi occidentali collocano fra il 1915 e il 1923, vicenda che il Governo turco ha sempre rifiutato di riconoscere, dicendo soltanto che molti Armeni morirono di inedia, malattia e fatica dovuti alle marce forzate in Siria nella rappresaglia contro la minoranza cristiana per aver collaborato con la Russia durante la prima guerra mondiale.
La versione ufficiale è poi che i morti siano circa un terzo di quelli che l'Occidente ritiene siano morti non solo di stenti susseguenti lo spostamento forzato, ma anche per le violenze le esecuzioni e gli stupri (oltre un milione). I turchi che accreditino la versione del genocidio vengono sottoposti ai rigori della legge in base al discusso articolo 301 del codice penale turco.
Il libro di Shafak, è stato pubblicato in Turchia l'8 marzo scorso ed ha già venduto più di 50.000 copie. (Osservatorio sulla legalità)
22.07.2006

 

BALLERINE CON IL VELO PER NON DISPIACERE ARINC

Il presidente del Parlamento turco, che a Tunceli aveva assistito ad uno spettacolo, ha però negato qualsiasi riferimento religioso al capo coperto delle donne.

"La questione è ridicola, è un nonsense": questo il commento secco del portavoce del Parlamento turco Bulen Arinc al riesplodere della questione del velo sulla stampa nazionale.
L'episodio che ha riacceso le polemiche è stato uno spettacolo di danza folcloristica nella città curda di Tunceli in cui, alla presenza di Arinc, delle danzatrici si sono esibite con il capo velato. Secondo la stampa turca, le artiste avrebbero indossato il velo per compiacere il politico, visto che non lo indossavano nelle esibizioni precedenti al suo arrivo.
La questione del velo è un argomento particolarmente sensibile in Turchia, dove la legge vieta di entrare a capo coperto in alcuni luoghi pubblici, tra cui le università. Secondo recenti sondaggi, però, circa il 76 per cento della popolazione è contrario a questo bando. "Ho assistito a spettacoli simili per più di dieci anni, nella gran parte delle danze folcloristiche le artiste si esibiscono con abiti tradizionali e a capo velato", ha dichiarato ai giornalisti Arinc, evitando di rispondere alle domande sul bando del velo, sull'opportunità di ritirarlo e, più in generale, sulla laicità dello stato turco. (Online.info)
22.07.2006

 

ANCHE I POLIZIOTTI TURCHI PROTESTANO

Alla base di una segnalazione alla Commissione per i Diritti umani ci sarebbe lo sfruttamento del posto di lavoro. 20 ore di straordinario alla settimana.

Anche i poliziotti turchi si lamentano. Un ufficiale di polizia si è rivolto alla Commissione per i diritti umani per segnalare la sua situazione, comune a quella di molti altri colleghi. Alla fonte della sua protesta ci sarebbe lo sfruttamento sul posto di lavoro.
Stando a quanto detto alla commissione, il povero poliziotto fa 20 ore di straordinario ogni settimana, per un totale di circa 80 ore mensili. Tutto gratis. Il poliziotto ha anche sottolineato di aver chiesto più volte che gli venissero pagati gli straordinari, ma senza risultato. La Commissione per i diritti umani dal canto suo ha fatto sapere che aprirà un'inchiesta sull'accaduto, anche per vedere quanti altri poliziotti si trovano nella stessa situazione dell'ufficiale che ha sporto denuncia. (ApCom)
22.07.2006

 

CONDANNATE A DIECI MESI

Le_madri_della_pace

La sentenza nei confronti di 24 donne - accusate di propaganda separatista a favore del Pkk - emessa dalla Corte criminale di Diyarbakir.

Twenty-four women who call themselves peace mothers were found guilty of voicing separatist propaganda by the Diyarbakır 4th Criminal Court on Tuesday and each was sentenced to serve 10 months in prison.
The women, aged between 40 and 75, had chained themselves to each other to block traffic in Diyarbakır and had called for a general amnesty and an end to isolation in prisons. They were arrested on Feb. 22 this year and freed after spending two months in jail.
None of the accused were present at the court on Tuesday. The women's lawyer Meral Beştaş said the common characteristic of all her clients was the fact that they were all mothers. "The demonstration and the slogans were aimed at peace. It was an innocent act and should be protected under the freedom of expression. If not, the court will be punishing a call for peace."
The prosecutor called for the women to be found guilty of propagating slogans of a separatist group.
The court noted that the accused had blocked the traffic and carried a banner that said: "Mr. Öcalan is our political will." Abdullah Öcalan is the jailed leader of the outlawed Kurdistan Workers' Party (Pkk).
The court said the women were guilty of spreading separatist propaganda, and sentenced them to one year imprisonment each. The court said it took mitigating factors into account to lesson the sentence to 10 months' imprisonment.
If the Supreme Court of Appeals approves the sentences, the women will return to jail. (Turkish Daily News)
22.07.2006

 

 

UN LIBRO PER RICORDARE DON SANTORO

Un_libro_per_ricordare_don_Santoro

La storia del sacerdote, ucciso a Trabzon in Turchia, in una biografia redatta da Valentino Savoldi per le Edizioni Missionarie Italiane.

Era il 5 febbraio 2006. Don Andrea Santoro, parroco della chiesa di Santa Maria a Trabzon, in Turchia, viene ucciso. Inginocchiato negli ultimi banchi della chiesa, il missionario "fidei domum" si spegne proprio di fronte al cristo in croce, per mano di un giovane turco.
Ora la storia del missionario è già un libro, edito da Edizioni Missionarie Italiane, che ricostruisce la vita e l'opera di don Santoro e che porta come titolo il nome del parroco italiano.
Questa prima biografia è stata redatta da Valentino Salvoldi: riporta testimonianze dirette dello stesso autore che ha conosciuto in vita don Santoro, e quelle di numerosi amici. Il risultato è un ritratto del missionario sia dal punto di vista umano, sia da quello teologico e spirituale. Le scelte di vita di don Santoro si intrecciano infatti con le circostanze della morte: è l'amore per la Chiesa e la predilezione per i luoghi in cui il cristianesimo è nato a portare il parroco italiano a Trabzon, ma è proprio in Turchia che le sfide del dialogo interreligioso con l'islam diventano più difficili. Il religioso era infatti curatore del progetto interculturale "Finestra per il Medio Oriente" che si propone tra l'altro di favorire un dialogo rispettoso tra il patrimonio cristiano e il patrimonio musulmano.
Causa della morte dell'italiano si pensò infatti subito fosse l'integralismo islamico.
Il sottotitolo del libro è "Una porta sempre aperta": don Santoro viveva collaborando e dando la propria disponibilità ai fratelli di ogni credo religioso. E la porta aperta della sua chiesa alle spalle gli costò la vita.
L'<Emi> ha pubblicato il libro sulla biografia del missionario per presentarne la figura di tramite tra mondo islamico e realtà cristiana.
Don Santoro aveva 60 anni. Era nato a Latina ed era sacerdote dal 1970. Da circa 10 anni era in Turchia, prima a Urfa, nel sud, ai confini con la Siria, da tre anni a
Trabzon. (News Italia Press)
22.07.2006

 

PROTESTE CONTRO LA LAPIDAZIONE

Organizzazioni di donne turche riunite in una campagna internazionale per salvare la vita ad una iraniana condannata a morte con questo barbaro sistema.

Organizzazioni di donne turche si sono unite alla campagna internazionale in favore di Melek Ghorbany, condannata alla lapidazione in Iran per adulterio.
Esponenti delle organizzazioni si riuniranno davanti al consolato iraniano di Istanbul per leggere un documento di condanna delle lapidazioni che - in una nota già diffusa - vengono definite "un crimine contro l'umanità".
Il cartello di organizzazioni - che si impegnerà affinché l'Iran abbandoni questa pratica - chiede la liberazione di tutte le persone condannate alla lapidazione nella Repubblica Islamica, Ghorbany inclusa, oltre all'abolizione di tutte le altre punizioni previste in quel paese dalla sharia.
La campagna in favore della Ghorbany è stata lanciata dal suo avvocato americano, Lily Mazahery, che ha finora raccolto circa 2.000 firme. (Ntc)
22.07.2006

SALVI 2 SARDI RAPITI DA NARCOTRAFFICANTI

 

Erano stati sequestrati ad Istanbul dalla banda di un narco-trafficante curdo per un debito non pagato di 280 mila euro.

Un debito non saldato di 280 mila euro con un narco-trafficante curdo di nazionalità turca, stava per costare la vita a due giovani sardi, Rinaldo Ibba, di 29 anni, e Daniele Nonnis, di 28, entrambi di Quartu Sant'Elena (Cagliari), che sono stati sequestrati a Istanbul e salvati dopo 17 giorni di prigionia quando stavano per essere uccisi.
Il salvataggio è avvenuto l'11 maggio scorso, grazie a un'indagine congiunta del Gruppo operativo antidroga (Goa) della Guardia di Finanza di Roma e degli agenti del Commissariato della Polizia di Stato di Quartu Sant'Elena (Cagliari) che ha consentito alla Direzione centrale dei servizi antidroga (Dcsa) del ministero dell'Interno di mettere la polizia turca sulle tracce dei rapitori e arrestare il capo dell'organizzazione criminale curda, Mehmet Can, di Diyarbakir.
La vicenda è' stata resa nota adesso a conclusione di una complessa attività investigativa che ha permesso di sgominare un'organizzazione internazionale di narcotraffico che aveva la sua base nel territorio curdo ai confini tra Turchia e Siria e il suo principale centro di smistamento per l'Italia nel cagliaritano.
Ibba e Nonnis erano andati a Istanbul su incarico del padre del primo, Mariano, di 48 anni, originario di Lanusei, ritenuto il capo dell'organizzazione sarda, per trattare una ricontrattazione del debito con Can. Come hanno spiegato il dirigente del Commissariato della Polizia di Stato, vicequestore Gianfranco Murgia, e il responsabile del Goa di Roma,magg. Stefano Rebechesu, i sardi non avrebbero pagato la cifra pattuita, a causa del sequestro a Cassolnovo (Pavia) di una partita di quattro chilogrammi e mezzo di eroina,che doveva essere trasportata in Sardegna da Tiziana De Rosa, collaboratrice di Mariano Ibba e sposata con Can su incarico del suo capo per facilitare l'ingresso in Italia del curdo. Il trafficante ha sospettato un raggiro e ha accettato di trattare, facendo scattare la trappola nella quale sono caduti Ibba e Nonnis.
Arrivati a Istanbul il 25 aprile scorso, i due sono rimasti in mano ai sequestratori fino all'11 maggio, quando la polizia turca è riuscita a intercettare i rapitori mentre trasferivano gli ostaggi in un'altra prigione, dopo l'incontro con un nuovo emissario, anch'egli sardo ma residente a Modena, Giovanni Agus, il quale era tenuto sotto controllo grazie ad una microspia dotata di gps piazzata dagli investigatori italiani.
Il salvataggio dei due ostaggi, ordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Cagliari quando era apparso chiaro che i sequestratori stavano per ucciderli perche'  Ibba padre non pagava, ha fatto accelerare la conclusione dell'inchiesta, ''congelandola'' agli elementi acquisiti a metà maggio e impedendo lo sviluppo di un filone di indagini che portava addirittura a Baghdad dove Can si recava ogni settimana per incontrare i suoi principali fornitori.
I finanzieri del Goa di Roma e agenti del Commissariato di Polizia di Quartu hanno eseguito nove ordinanze di custodia cautelare in carcere, sgominando completamente la banda di Ibba, un ex collaboratore di giustizia che avrebbe organizzato il suo sodalizio criminale alla fine degli anni '90, proprio durante la permanenza in Emilia, mentre era sottoposto al regime di protezione perché aveva collaborato a smantellare una rete di narcotrafficanti sardo-calabresi. Ibba figlio e Nonnis, neanche una settimana dalla loro liberazione in Turchia, erano tornati già al ''lavoro'' ed erano stati bloccati dagli investigatori della Polizia di Stato di Quartu al loro ritorno da Roma con cocaina che rappresentava il ''provino'' presentato da un'organizzazione di trafficanti nigeriani, con i quali Ibba padre, secondo gli inquirenti, aveva allacciato contatti per rilanciare la sua attività.(Ansa)
22.07.2006.

TENTANO DI VENDERE UN QUADRO DI VAN GOGH

 

Manette a cinque turchi. L'opera del maestro impressionista all'esame degli esperti dell'università di Canakkale.

La polizia turca ha arrestato 5 connazionali per aver tentato di vendere un quadro di Van Gogh - di cui non è chiara l'autenticità e la provenienza - probabilmente trafugato da un museo iracheno. Lo ha riportato l'agenzia di stampa turca <Anatolia>.
Gli agenti sono intervenuti allorché alcuni aspiranti acquirenti si erano fatti avanti per comprare la tela al costo di 500mila dollari. I cinque sospettati sono finiti in manette nella cittadina occidentale di Canakkale, mentre trasportavano il dipinto. 
La polizia ha consegnato il quadro a degli esperti d'arte dell'Università di Canakkale per determinarne l'autenticità. (Adnkronos)
22.07.2006

 

IL "DRAMMA" DI UN INGLESE

Un particolare apparecchio costruito in Turchia per un cittadino di Liverpool sta mettendo il poveretto in seria difficoltà. Lo sfogo alla <Bbc>.

Un uomo che si è fatto impiantare una protesi elettronica al pene, per curare l'impotenza, si ritrova ad avere una erezione ogni volta che il vicino apre col telecomando la porta del garage. "Non è divertente", si è sfogato l'anonimo interlocutore del Merseyside (la contea di Liverpool) alla radio della <Bbc>, spiegando che la protesi funziona sulla stessa frequenza del telecomando e che non è possibile intervenire sull'apparecchio perché l'intervento è stato fatto in Turchia. "Ogni volta che lui apre la porta del garage io non posso uscire di casa per almeno un'ora, è molto imbarazzante", si è lamentato il malcapitato. Il tabloid britannico <Sun>, riferendo la notizia, scrive: "Se sei l'uomo che ha telefonato alla radio, o se lo conosci, chiama al più presto la nostra redazione". (Agi)
22.07.2006 

 

ECONOMIA

AUMENTATI I TASSI DI 25 PUNTI BASE

Svalutata_la_moneta_turca

 

Decisione a sorpresa della Banca Centrale turca. La notizia diffusa dall'agenzia <Iha>.

La Banca Centrale turca ha aumentato a sorpresa il costo del denaro. Il consiglio di politica monetaria della Banca ha infatti votato a favore di un rialzo di 25 punti base al 17.50% del tasso sui depositi giornalieri. Lo comunica l'agenzia di stampa locale <Iha>. Anche il tasso sui prestiti è stato alzato di 25 punti base al 22,50%. La Banca Centrale turca ha aumentato i tassi lo scorso maggio per la prima volta dal 2001. (Radiocor)
22.07.2006

 

LA CRESCITA NON SEMPRE PUO' SALVARE

 

 

Il Pil che in Turchia nel primo trimestre 2006 ha raggiunto un +6.4% non è stato sufficiente a compensare la svalutazione della divisa locale, l'incremento del tasso di disoccupazione e il nuovo record del deficit delle partite correnti.

Gli ultimi accadimenti politici e i ritardi accumulati nel processo di integrazione nell'UE, stanno frenando l'incipiente sviluppo dell'economia turca. La crescita del Pil (+6.4%) nel primo trimestre del 2006 non è stata sufficiente a compensare la svalutazione della divisa locale, l'incremento del tasso di disoccupazione e il nuovo record del deficit delle partite correnti. I dati che fotografano la variazione del Pil nel corso dell'ultimo decennio ( superiori al 6% annuo)confermano che il Paese eurasiatico ha fatto molto per centrare l'obiettivo dello sviluppo economico. Il settore delle costruzioni ( +25.9%), gli investimenti ( +30.5%) e i consumi privati (+9%), continuano a svolgere un ruolo fondamentale nel processo di crescita economica. Tuttavia, questi dati indicano una lieve frenata rispetto al + 10.2% registrato dal Pil nel quarto trimestre dello scorso anno e il + 7.6% del 2005. Gli ultimi accadimenti sul fronte politico non hanno contribuito a mantenere inalterato l'equilibrio economico del paese. Il governo di Ankara ha dovuto affrontare alcuni focolai di violenza religiosa che hanno rimesso in dubbio l'ingresso nel club dei venticinque nel breve termine. L'ultimo report dell'UE sui progressi compiuti dalla Turchia mette in guardia non solo dalla mancanza di libertà religiosa e dalla scarsa volontà di riconoscere Cipro come stato indipendente, ma pone l'accento anche sulla paralisi delle riforme economiche e sugli scarsi progressi compiuti sul fronte normativo. Il primo sintomo di questa frenata è arrivato dal mercato dei cambi: dalla fine di aprile la Lira turca si è svalutata del 22% rispetto al dollaro Usa e all'euro. Gli analisti spiegano che questa quotazione - la più bassa dall'aprile del 2003 - deve essere imputata in larga parte alla ritirata di capitali stranieri arrivati in Turchia sulla scia delle negoziazioni con l'UE. La Lira ha risentito anche dall'inattesa crescita dell'inflazione (10%) in maggio. Per sostenere la divisa locale, la Banca Centrale ha aumentato i tassi di interesse di ben quattro punti percentuali durante le ultime settimane. Il provvedimento potrebbe avere conseguenze negative sui consumi domestici, visto che il 20% della popolazione vive con meno di due dollari al giorno. Allo stesso modo, la quotazione della divisa locale potrebbe avere conseguenze negative sul commercio estero (un altro dei pilastri dell'economia turca). Le previsioni formulate dall'Oedc indicano che la bilancia delle partite correnti potrebbe toccare livelli record nei prossimi tre anni. L'anno scorso, il deficit ha toccato il 6.3%. Nel 2006 il deficit potrebbe arrivare al 6,6%. Per il 2007, le previsioni sono al 7%. La UE e gli organismi internazionali hanno sottolineato che - per poter mantenere inalterati i suoi livelli di crescita - la Turchia dovrebbe compiere uno sforzo supplementare per preservare la fiducia internazionale e interna nelle sue istituzioni politiche ed economiche. Per centrare l'obiettivo, è necessario aumentare la credibilità nelle politiche macro- economiche, assicurare che l'evoluzione normativa porti una riduzione dei rischi finanziari, migliorare la competitività delle imprese e realizzare cambiamenti profondi nel sistema tributario e del mercato del lavoro. Il governo turco continua ad essere ottimista sia sull'esito dell'esame di novembre per poter continuare le negoziazioni con l'UE, sia sulle prospettive del nono Piano di Sviluppo che dovrebbe trovare applicazione nel periodo 2007- 2013. Il progetto si propone di far crescere del 65% il reddito pro-capite del Paese, creare 620.000 nuovi posti di lavoro, ridurre l'inflazione al 3% e ridimensionare il peso del settore agricolo. Il piano di privatizzazioni ingloba una diminuzione del valore generato dalle imprese statali dal 9% al 3.3% del Pil. A cura di www.fondionline.it . (Finanza.com)
22.07.2006

 

L'INFLAZIONE MIGLIORERA' DA AGOSTO

 

Questa la sensazione del Fondo Monetario Internazionale a proposito della ripresa turca e degli obiettivi da raggiungere da parte di Ankara.

Il Fmi assicura che la ripresa dell'economia turca e la diminuzione dell'inflazione inizieranno da agosto, come si apprende da <Zaman Online>.
L'aumento dei prezzi potrebbe influenzare il target del 2006, ma è più importante raggiungere gli obiettivi di medio termine piuttosto che quelli sul breve periodo. Il Fondo Monetario Internazionale ha inoltre sottolineato che la perdita di stabilità su base mensile è poco rilevante e che il deficit delle partite correnti sarà per la maggiorparte coperto dagli investimenti esteri diretti in arrivo. (
ApCom)
22.07.2006

AUMENTO DEI FONDI

Il Fmi potrebbe decidere di aumentare gli investimenti a favore della Turchia per contribuire alla flessibilizzazione del mercato del lavoro.

Il Fondo Monetario Internazionale potrebbe decidere di aumentare gli investimenti a favore della Turchia. Fonti all'interno dellistituzione hanno fatto sapere che il Fmi sta seguendo con grande attenzione la crescita del Paese della Mezzaluna e sono sempre più propensi a ritenere che la Turchia giocherà un ruolo di primaria importanza nel futuro panorama mondiale.
I fondi, quando verranno stanziati, contribuiranno alla flessibilizzazione del mercato del lavoro e l'applicazione della riforma del sistema della sicurezza sociale che sta incontrando particolari difficoltà nel Paese. (ApCom)
22.07.2006

 

LE IMPRESE  ITALIANE FANNO ROTTA
VERSO IL PAESE DELLA MEZZALUNA

CCIAA

Il nostro export si rivolge in particolare alla Turchia con le Regioni Lombardia e Piemonte che risultano essere le più attive con un valore complessivo che sfiora un miliardo e mezzo di euro. La missione organizzata da <Promos>, azienda speciale della Cciaa, dal 10 al 12 settembre prossimi. La dichiarazione del suo presidente.

<Promos>, azienda speciale della Camera di Commercio Industria Agricoltura e Artigianato (Cciaa) di Milano per le attività internazionali, in collaborazione con il ministero delle Attività Produttive - Punto di Contatto Nazionale, organizza una missione in Turchia, dal 10 al 12 settembre con l'obiettivo di creare nuovi contatti d'affari e diffondere una cultura d'impresa legata alle linee Ocse, Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico.
"Il Mediterraneo rappresenta per le nostre imprese un importante orizzonte di sviluppo - ha dichiarato Bruno Ermolli, presidente di <Promos>, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano per le attività internazionali - E la Camera di commercio è particolarmente impegnata nel promuovere le relazioni con i Paesi dell'area, attraverso una serie di attività che culminano nell'annuale conferenza del Laboratorio Euro-mediterraneo, giunta quest'anno alla sua quarta edizione e che si è tenuta a Milano il 17 e 18 luglio scorsi. É infatti importante promuovere la cooperazione e soprattutto fornire strumenti concreti per aiutare la competitività delle nostre imprese che operano su questi mercati. E in tale ottica la missione in Turchia rappresenta una valida opportunità ".
L'export italiano si rivolge alla Turchia con le Regioni  Lombardia e Piemonte che risultano essere le più attive con un valore complessivo dell'export che sfiora un miliardo e mezzo di euro. Tra le regioni si distinguono per il flusso delle esportazioni: la Lombardia con quasi un terzo e il Piemonte col 15%. I settori più attivi nell'export sono quelli dei macchinari e del materiale da trasporto, con il 46.2% del totale. (News Italia Press)
22.07.2006

 

UNO-DUE, ED OPLA' LA VENDITA

Avea

 

Il 40.5% di <Avea> è passato dalla compagnia di Marco Tronchetti Provera a <Turk Telecom>. Nelle casse della società italiana 500 milioni di dollari di cui una parte rimarrà però in Turchia.

Marco_Tronchetti_ProveraÈ un uno-due l'ultima operazione comunicata al mercato da <Telecom>. Si è infatti appena conclusa, secondo i piani, una parte rilevante dell'accordo turco della compagnia di Marco Tronchetti Provera. La vendita del 40.5% di <Avea> a <Turk Telecom> porta nelle casse della società italiana 500 milioni di dollari e realizza un piano già messo a punto da un anno che prevedeva, fra le altre cose, un diritto di prelazione di <Turk Telecom> sulla quota di <Avea> appena passata di mano.
Di questo mezzo miliardo di dollari una metà resterà in Turchia e arricchirà la quota di <Telecom> in <Oger Telecom>, la holding che rappresenta quella cordata di gruppi italiani, sauditi e libanesi che è riuscita a conquistare il 55% di <Turk Telecom> per oltre 6.5 miliardi di dollari, che lo Stato turco aveva messo sul mercato. Attualmente <Telecom> ha in <Oger> una quota di "solo" il 13%, che però si rafforzerà con l'ingresso della compagnia nella borsa di Dubai. L'altra metà dei 500 milioni di dollari incassati dalla compagnia di Tronchetti Provera prenderà invece la via di Milano e servirà ad alleggerire il debito finanziario netto dell'ex monopolista nazionale delle Telecomunicazioni. Sicuramente questi 250 milioni non faranno male alle casse della holding <Olimpia>, che dovrà a breve liquidare anche le banche. Tuttavia, nonostante le manovre rapide degli ultimi tempi, da <Pirelli Tyre> agli accordi turchi, un rapporto "sereno" con un debito che a inizio anno superava i 39 miliardi di euro e che ora sarà di poco inferiore sembra ancora lontano.
E la situazione grafica del titolo rispecchia pienamente questa condizione: i prezzi stanno tentando di mantenersi aggrappati con le unghie e con i denti al supporto di area 2.10, quasi sapessero che scivolando al di sotto di questa quota segnalerebbero la ripresa del trend ribassista attivo da fine 2006, trend che invece era stato interrotto dalla fase laterale degli ultimi due mesi circa. Sotto area 2.10 il grafico parla di un supporto a quota 1,75/78 euro: è quindi possibile che non sia ancora giunto il momento per comprare il titolo, che solo in caso di tenuta di area 2,10 e successivo superamento di quota 2.25 invierebbe un primo timido segnale di ripresa. (FinanzaBlog.it)
22.07.2006

 

UNA NUOVA <TURK TELECOM>

Iniziata la ristrutturazione aziendale, la società turca delle telecomunicazioni trasferirà quasi interamente la sede operativa da Ankara ad Istanbul.

La <Turk Telecom> inizia la ristrutturazione aziendale e festeggia il raggiungimento del 13/mo osto nella raduatoria mondiale dei colossi delle telecomunicazioni. La sede operativa della compagnia, di proprietà del consorzio a guida saudita <Oger telecom>, di cui fa parte anche <Telecom Italia>. sarà trasferita quasi tutta internamente ad Istanbul. Rimarranno ad Ankara solo alcuni centri di comunicazione. Paul Donay, direttore generale della compagnia, ha spiegato che la nuova <Turk Telecom> sarà una società con una visione completamente diversa, con una cura speciale per il settore delle vendite e del marketing.
<Oger> ha vinto l'asta di privatizzazione del 55% della compagnia, ex monopolista del settore, con un bid da 6.55 miliardi di dollari. (
ApCom)
22.07.2006

 

30 MILIONI DI CLIENTI

Alla faccia della crisi, il colosso turco delle telecomunicazioni - <Turkcell> - continua a battere ogni record.

Alla faccia della  crisi, <Turkcell> continua a battere ogni record. Il colosso turco delle telecomunicazioni ha toccato quota 30 milioni di clienti, con un incremento del 3.8% rispetto al mese precedente. Una bella soddisfazione se si pensa che il periodo non è proprio dei più rosei. Solo nell'ultimo trimestre si sono aggiunti oltre un milione di contatti. (ApCom)
22.07.2006

 

LA BARRIERA DEI 100 MILIARDI DI DOLLARI

Questo l'obiettivo della Turchia per il 2007 a proposito di esportazioni. Per la fine dell'anno la cifra dovrebbe attestarsi sugli 84 mld di $.

"Se riusciremo a raggiungere l'obiettivo di quest'anno, con le esportazioni a 84 miliardi di dollari, potremo passare la barriera psicologica dei 100 miliardi di dollari nel 2007". E' questa la visione ottimistica del sottosegretario al Commercio Estero della Turchia, Tuncer Kayalar, riportata da <Zaman Online>.
Nonostante le fluttuazioni di mercato degli ultimi mesi, il rialzo di tassi d'interesse e l'inflazione a due cifre di giugno, Kayalar è convinto che le esportazioni potranno contribuire alla ripresa del Paese e già a fine luglio il tasso d'inflazione scenderà a valori sotto le due cifre.
L'aumento del valore dell'euro e del dollaro contro la lira turca (che ha perso quasi il 20% del suo valore in meno di tre mesi), ha permesso un balzo delle esportazioni del 28.4% a giugno e questo, secondo il sottosegretario al Commercio Estero, fa ben sperare per l'obiettivo di 84 miliardi di dollari alla fine del 2006.  (
ApCom)
22.07.2006

CRESCE L'IMPORT

 

Saldo negativo della bilancia commerciale della Turchia nella misura di 21.6 miliardi di dollari (+36.7 per cento '06/'05).

Secondo l'Ufficio Statistico Turco (Tuik), nei primi 5 mesi dell'anno in corso, le importazioni della Turchia sono cresciute del 18 per cento rispetto allo stesso periodo del 2005, raggiungendo quota 53.3 miliardi di dollari; l'export è invece cresciuto dell'8 per cento toccando la somma di 31.7 miliardi di dollari. Lo comunica l'Istituto Italiano per il Commercio Estero. Il saldo della bilancia commerciale è negativo per 21.6 miliardi di dollari (+36.7 per cento '06/'05).
L'Italia rimane il terzo partner commerciale della Turchia, con un interscambio di 6.1 miliardi di dollari (+18 per cento '06/'05). L'export dell'Italia verso la Turchia è pari - nei primi cinque mesi del 2006 - a 3.3 miliardi di dollari (+11.7 per cento rispetto al corrispondente periodo del 2005), mentre l'import dalla Turchia è cresciuto del 25.6 per cento raggiungendo quota 2.8 miliardi di dollari. Germania e Russia sono i principali fornitori e partner commerciali della Turchia, con incrementi percentuali molto consistenti . Sempre più rilevante invece l'apporto della Cina, che si consolida come terzo Paese fornitore (3.7 miliardi di dollari +53.4 per cento '06/'05). (Denaro.it)
22.07.2006

 

LA TURCHIA SARA' A TRIPOLI

Fiera_di_Tripoli

 

Per la prima volta la manifestazione libica, che si svolgerà dall'8 al 12 novembre, ospiterà 52 aziende della Mezzaluna. In programma anche una visita del ministro Kursad Tuzmen.

Dall'8 al 12 novembre la Fiera internazionale di Tripoli ospiterà per la prima volta una manifestazione fieristica completamente dedicata alla Turchia.
Lo rende noto il consigliere commerciale dell'ambasciata turca a Tripoli, indicando che la Jamahiriya costituisce uno dei più importanti obiettivi della strategia di Ankara per l'Africa.
In questo quadro, 52 aziende turche hanno preso parte alla Fiera internazionale 2006 che si è tenuta in aprile, e in programma c'è anche l'organizzazione, durante l'estate, di una visita di una delegazione commerciale turca guidata dal ministro di Stato Kursad Tuzmen, responsabile per il commercio estero. Oltre 60 sono le imprese di costruzione turche che operano attualmente in Libia. Nel 2005 la Turchia ha esportato in Libia per 400 milioni di dollari, ed importato petrolio per 1.5 miliardi di dollari. La Turchia, secondo il diplomatico, mira a diventare il più importante partner commerciale del Paese maghrebino, confortata anche dalla vicinanza geografica. (Denaro.it)
22.07.2006


VIA DELLA SETA
E LA GEOPOLICA
DEL PETROLIO

Inaugurazione_del_Baku-Ceyhan 

Inaugurato in Turchia l'oleodotto Baku-Tiblisi-Ceyhan (BTC), che trasporterà sulle sponde del Mediterraneo l'oro nero del Mar Caspio. L'alleanza tra Stati e multinazionali per il sostegno ad una politica energetica. Il ruolo dell'Italia presente nella partecipazione con un 5%. Gli altri progetti.

Baku-Ceyhan-pipelineIl_taglio_del_nastro_per_il_Baku-CeyhanI presidenti di Turchia, Georgia, Azerbaijan, i rappresentanti istituzionali di 32 paesi, tra i quali l'Italia (erano presenti il ministro per lo Sviluppo Economico Pierluigi Bersani ed il nostro ambasciatore ad Ankara Carlo Marsili), 400 giornalisti, un'orchestra sinfonica, 2.500 gendarmi. La Turchia ha voluto celebrare in grande stile l'inaugurazione ufficiale del terminale petrolifero di Ceyhan, tappa finale dell'oleodotto Baku-Tiblisi-Ceyhan (Btc), la "Via della seta del 21° secolo", destinato a far arrivare ogni anno sulle sponde del Mediterraneo 50 milioni di tonnellate del prezioso petrolio del Mar Caspio - Azeri Light. Le celebrazioni avevano avuto un prologo ad Istanbul dove il presidente della Repubbica Ahmet Necdet Sezer aveva offerto una cena a 600 ospiti.
Nella giornata di Ceyhan, la ribalta era riservata ai massimi rappresentanti dei tre paesi coinvolti nel progetto. Il presidente georgiano Saakashvili, dopo aver sottolineato come l'oleodotto significa "la vera indipendenza per la Georgia", ha insistito particolarmente sull'importanza che l'oleodotto ricopre per i paesi dell'Unione Europea. Il presidente turco Sezer ha ricordato come il progetto abbia soprattutto la funzione fondamentale di creare un corridoio energetico tra Oriente ed Occidente. Il presidente azero Ilham Aliev, figlio dell'ex padre-padrone dell'Azerbaijan Haydar, alla cui memoria è dedicato il terminal di Ceyhan, si è soffermato invece sul ruolo avuto dal padre nel sostenere l'ambizioso progetto.
Accanto ai rappresentanti politici la British Petroleum (Bp) che, per bocca del suo presidente Lord Browne, ha definito l'oleodotto "un passo storico dal punto di vista dell'industria petrolifera".
Tra le società che gestiranno l'oleodotto, la <Bp> è infatti quella che ha la parte del leone, con una partecipazione del 30%. Accanto alla multinazionale inglese poi la <Socar>, l'industria petrolifera di stato azera, con il 25%, e a seguire altre nove società, americane, turche, giapponesi, saudite, la francese <Total> e l'italiana <Eni> che ha nel progetto una partecipazione del 5%.
Con l'entrata in funzione dell'oleodotto, la città di Baku ed il Mar Caspio recuperano nel campo dell'industria petrolifera quel ruolo di primo piano che già avevano in un lontano passato. La storia del petrolio del Caspio risale almeno alla seconda metà dell'800, quando a Baku arrivavano investitori da tutto il mondo, tra i quali i Rothschild ed i Nobel, allettati dalle prospettive offerte dallo sfruttamento dell'oro nero. Nel corso della seconda guerra mondiale proprio il petrolio di Baku, tra gli obbiettivi mancati delle armate hitleriane, permise all'Urss di avere un vantaggio decisivo nella lotta contro l'invasione nazista. In epoca sovietica invece, a causa della particolare divisione del lavoro tra le diverse repubbliche, il petrolio del Caspio venne marginalizzato a vantaggio dei giacimenti siberiani.
La storia dell'oleodotto Btc, lungo 1744 chilometri, dei quali 1074 in territorio turco, costato 4 miliardi di dollari, affonda la sue radici agli inizi degli anni '90.
Con la caduta dell'Unione sovietica e la necessità di trovare soluzioni che permettessero di incrinare il monopolio dei paesi mediorientali nel campo delle forniture petrolifere, l'attenzione tornò nuovamente a rivolgersi ai giacimenti del Caspio.
Uno dei padri del Btc fu indubbiamente l'ex presidente della Repubblica turca Turgut Ozal che nel 1991 mise sul tavolo l'idea trovando un interlocutore molto interessato nell'allora presidente azero Elcibey. All'epoca esistevano però almeno due altri progetti alternativi, in fase di studio, per far arrivare il petrolio del Caspio sui mercati occidentali. Un oleodotto da Baku al porto georgiano di Supsa ed uno che collegasse la capitale azera al porto russo di Novorossirsk, sul Mar Nero. Tra le multinazionali petrolifere interessate, l'inglese <Bp>in particolare si mostrava scettica sulla economicità della soluzione turca e preferì inizialmente sostenere la soluzione Supsa. Nel 1999 l'oleodotto Baku-Supsa entrò effettivamente in funzione. Le pressioni americane, in particolare del presidente Bill Clinton, che avevano come obbiettivo quello di ridurre l'influenza russa nella regione ed il suo ruolo nel mercato energetico, si rivelarono però decisive per la concretizzazione del progetto Btc.
Dopo undici anni di lavori, che hanno visto coinvolte 22.000 persone, il 28 maggio scorso i primi getti di petrolio azero sono arrivati a Ceyhan. A raccoglierli una petroliera inglese diretta poi alle raffinerie di Savona.
Ai quattro paesi, Turchia, Azerbaijan, Georgia e Turkmenistan, inizialmente coinvolti nel progetto, nel giugno scorso si è poi aggiunto anche il Kazakistan. Con la firma del suo presidente Nazarbaiev, il Kazakistan si impegna a trasportare ogni anno 7.5 milioni di tonnellate del suo petrolio al porto di Baku. L'obbiettivo è quello di arrivare, attraverso la costruzione di un oleodotto tra la città kazaka di Aktau e la capitale azera, a 20 milioni di tonnellate. Con l'ingresso del Kazakistan cambia anche il nome del progetto, da Btc a Abtc.
Petrol_OfisiL'entrata in funzione dell'oleodotto Baku-Tiblisi-Ceyhan permetterà alla Turchia di incassare nei prossimi 40 anni 7.5 miliardi di dollari per i diritti di transito. Il porto di Ceyhan diventa così il principale terminal energetico d'Europa, la Rotterdam del Mediterraneo, come l'hanno definita le autorità turche, dal quale passerà 1/8 del petrolio mondiale. Una società mista formata dalla turca <Petrol Ofisi> e dall'austriaca <Omv> si è accordata per realizzare a Ceyhan anche una raffineria.
Coerentemente con la tradizione di multi-lateralità in politica estera, anche in campo energetico la Turchia non rinuncia a giocare le sue carte su tavoli diversi. Non solamente quindi l'appoggio ad un progetto dal carattere fortemente filo-occidentale, come quello Btc, ma anche la necessità di non scontentare un vicino ingombrante, nonché fornitore di energia, come la Russia, che certo non ha gradito il ruolo giocato da Ankara nella sua esclusione dal grande gioco del petrolio del Caspio.
Nelle scorse settimane quella che da mesi era solamente un ipotesi, la realizzazione di un oleodotto tra il porto turco di Samsun, sul Mar Nero, e Ceyhan, destinato a far arrivare nel Mediterraneo gas e petrolio dalla Russia e dal Turkmenistan, ha trovato una conferma. In una conferenza stampa tenutasi ad Istanbul, il rappresentante della Holding turca <Calik> e l'amministratore delegato dell'<Eni>, Paolo Scaroni, hanno annunciato per l'anno prossimo l'inizio dei lavori di costruzione dell'oleodotto, che dovrebbe essere completato entro il 2010. Per Scaroni si tratta di un progetto "sicuro e semplice perché coinvolge un solo Paese". L'oleodotto sarà lungo 550 chilometri, permetterà a pieno regime di trasportare 70 milioni di tonnellate l'anno ed avrà un costo di 1.5 miliardi di dollari.
La Turchia, con questi due oleodotti, viene così ad assumere un ruolo chiave come corridoio energetico nella regione euro-asiatica. A detta di molti osservatori poi la rilevanza strategica della Turchia dal punto di vista energetico rispetto ai paesi europei avrà anche un ruolo importante nel favorire il processo di integrazione nella UE. Inoltre la realizzazione degli oleodotti per la Turchia ha il non trascurabile merito di permettere di ridurre drasticamente il traffico di petroliere attraverso gli stretti del Bosforo e dei Dardanelli, traffico che rappresenta un costante pericolo dal punto di vista umano ed ambientale per una delle aree del paese più densamente popolate.


La politica energetica turca poi non si esaurisce con i due oleodotti di Ceyhan. Sono in una fase avanzata anche i lavori di costruzione del gasdotto Baku-Erzurum, nella Turchia nord-occidentale. Il suo completamento permetterà alla Turchia di garantirsi le forniture di gas azero e turkmeno, riducendo così nel contempo la sua dipendenza dal gas russo e mettendosi al riparo da possibili crisi nelle forniture come quella vissuta nell'inverno scorso tra Mosca e Kiev. (Fabio Salomoni/wwww.osservatoriobalcani.org/article/articleview/5934/1/51/)
22.07.2006

 

 

AL CENTRO DEI CORRIDOI ENERGETICI
LA COSTRUZIONE DI TRE  RAFFINERIE

Gli_impianti_di_Ceyhan

Rafforzeranno ancor più il ruolo centrale della Turchia nello scacchiere energetico mondiale. Una di queste dovrebbe sorgere a Ceyhan e dovrebbe avere una capacità di 10 milioni di tonnellate di "crudo". Il valore del progetto oscillerà tra uno e due miliardi di dollari. Le altre iniziative.

Pozzo_petrolifero_di_CeyhanIl giorno successivo all'inaugurazione dell'oleodotto Baku-Tiblisi-Ceyan - lungo in totale 1.776 km di cui in territorio azero 440 km, 260 km in territorio georgiano e 1.076 km in Turchia - un progetto costato oltre 4 miliardi di dollari al consorzio internazionale guidato dalla BP ( 30.1% ) e dall'azera <Socar> ( 25% ) a cui partecipa con il 5% anche l'<Eni>, si profilano all'orizzonte non solo nuove rotte energetiche ( il gasdotto "Nabucco" lungo 3.300 km che porterà, entro il 2011. 30 milioni di m3 di gas naturale dall'Azerbaijan e dall'Iran attraverso la Turchia, Bulgaria, Romania ed Ungheria sino in Austria e l'oleodotto Samsun-Ceyan - 554 km - tutto in territorio turco e che consentirà il by-pass del Bosforo di circa 1.5 milioni di barili al giorno di petrolio provenienti dal Kazakhistan. Il progetto sarà finalizzato dal consorzio italo-turco <EniI-Calik>e costerà oltre 1.5 miliardi di dollari ), ma anche la costruzione di tre raffinerie petrolifere che ancor più rafforzeranno il ruolo centrale della Turchia nello scacchiere energetico mondiale. Nello specifico, <Petrol Ofisi> ( ora controllata dall'austriaca <Omv> ) ha presentato all' Edkp - l'Agenzia per la regolamentazione del mercato energetico turco - la richiesta di poter costruire a Ceyhan una raffineria ( oltre allo stoccaggio ecc. ) della capacità di 10 milioni di tonnellate di "crudo" ( il valore del progetto oscillerà fra uno e due miliardi di dollari). Nel contempo il gruppo turco <Calik> - come visto in precedenza già coinvolto con l'<Eni> nell'oleodotto Samsun Ceyan - insieme all'<Indian Oil Corporation> ( Ioc ) è pronto ad avviare un polo di raffinazione e petrolchimico del valore di oltre 5 miliardi di dollari ( si ricorda in proposito che <Calik> ed <Ioc> avevano partecipato - senza successo - alla privatizzazione della <Tupras> ). Infine il gigante russo <Lukoil> ha manifestato l'interesse ad investire - a breve - circa due miliardi di dollari per una raffineria nell'area di Zonguldak (Mar Nero).(Ice Istanbul)
22.07.2006

 

PRIVATIZZAZIONE DELLA DISTRIBUZIONE ENERGETICA

L'Oib ha fatto sapere che non si partirà in Turchia prima del 2007, in ritardo di un anno rispetto alla tabella di marcia prefissata.

Rallentano i piani di privatizzazione della distribuzione dell'energia in Turchia. L'Agenzia per le privatizzazioni (Oib) ha detto che non si partirà prima del 2007, in ritardo dio un anno rispetto alla tabella di marcia prefissata.
Le motivazioni del ritardo è che devono ancora essere stilati cinque regolamenti nei quali verranno fissati dati importanti come i limiti dei contratti e le tariffe massime da approvare.
Questi verranno compilati dall'Autorità per la regolazione del mercato energetico (Epdk). 
la competizione più agguerrita è attesa per le 21 sezioni di Istanbul. la sola sezione 17, la parte europea della città del Bosforo, serve 3.5 milioni di clienti e ha svegliato l'appetito dei maggiori gruppi energetici turchi: <Koc>, <Sabanci>, <Zorlu>, <Calik>, <Dogane Anadolu>. Il guadagno che deriva da quest'area è di 2.3 miliardi di lire turche all'anno, cioè circa 1.1 miliardi di euro. Il prezzo della rete di distribuzione, cioè dei diritti per 20 anni, si aggirerà secondo gli esperti intorno ai 3.9 miliardi di euro. (ApCom)
22.07.2006

 

STABILIMENTO <IMER> AD ASKARAY

Imer

 

Il gruppo di Poggibonsi, leader europeo nella produzione di macchina per l'edilizia, punta diritto al mercato turco. Tre milioni di euro di investimento.

<Imer Group> di Poggibonsi (Siena) accelera nello sviluppo dimensionale e nel processo di internazionalizzazione. Il gruppo toscano, leader europeo nella produzione di macchine per l'edilizia dopo aver da poco aperto una filiale commerciale in Libano, ora punta dritto al mercato turco e a quelli dell'Asia Centrale, creando un nuovo stabilimento produttivo in Turchia grazie alla società denominata <Imer-L&T>.
Localizzato ad Aksaray, il nuovo stabilimento (che ricopre una superficie complessiva di 35mila metri quadrati, di cui 8mila metri quadrati coperti e che sarà operativo a partire da settembre 2006) occuperà, a regime, circa 70 addetti. L'investimento complessivo dell'operazione è stato pari a 3 milioni di euro.
''La nostra strategia di sviluppo - spiega Silvano Bencini, presidente di <Imer Group> - passa da sempre attraverso l'espansione sui mercati esteri''. L'obiettivo prioritario del nuovo impianto è rappresentato dal mercato turco, nel quale la società toscana intende accrescere la propria quota di mercato nel settore delle autobetoniere, e rafforzare ulteriormente il proprio ruolo di leadership. ''La produzione - aggiunge il presidente di <Imer Group> - verrà destinata sia al mercato turco che ai mercati del Medio Oriente e dell'Asia centrale''. Entro tre anni, il gruppo di Poggibonsi pensa di portare la quota export realizzata in Turchia dall'attuale 11% al 15%. (Adnkronos)
22.07.2006

 

IN CRESCITA
IL TRAFFICO MARITTIMO
TRIESTE-TURCHIA

Il_porto_di_Trieste

 

Quattordici partenze settimanali dal porto friulano con un volume di 200mila veicoli pesanti trasportati. L'ammiraglia <Un Trieste>.

Il traffico marittimo tra Trieste e la Turchia è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi vent'anni, fino a raggiungere i volumi attuali, pari a 200mila veicoli pesanti trasportati nel 2005, grazie a 14 partenze settimanali dal porto di Trieste (terminal di Riva Traiana) per i principali porti della Turchia mediterranea e asiatica. Lo ha reso noto la compagnia terminalista, la <Samer&Co Shipping>, che poi ha organizzato  un ricevimento nella Stazione marittima per 350 persone, in occasione dell'inaugurazione della Sezione triestina della mostra "I Turchi in Europa" e per festeggiare la presenza all'ormeggio della nuova nave intitolata alla città, la <Un Trieste>.
La <Un Trieste> è la nave ammiraglia della flotta turca <Un-Ro Ro> nei collegamenti tra il capoluogo regionale e la Turchia, intitolata alla città in segno della collaborazione economica e istituzionale con quel Paese, che si è concretizzata in oltre vent'anni di trasporti lungo l'autostrada del mare. 
Al ricevimento della <Samer&Co Shipping>, che gestisce il progetto di Autostrada del mare ed è una delle principali terminaliste del porto di Trieste, erano state invitate autorità italiane e turche. Tra gli altri il vice  ambasciatore e primo consigliere della Repubblica di Turchia in  Italia, Kaja Bakkalbasi, il sottosegretario del ministero dei Trasporti di Turchia, Ibrahim Sahin, il direttore generale del  ministero dei Trasporti di Turchia, Huseyin Yilmaz. Ospiti della  serata, accanto al console generale onorario di Turchia, Enrico Samer, il presidente della <Samer&Co Shipping>, Dario Samer, l'amministratore  delegato della >Un Ro-Ro> Cuneyt Solakoglu, armatore della Un Trieste. (Adnkronos)
22.07.2006

 

INVESTIMENTI STRANIERI

La Turchia ne è il paradiso. Vi operano circa 11 mila società. In testa la Germania, seguita dalla Gran Bretagna e dall'Olanda.

La Turchia paradiso per gli investimenti stranieri. A dirlo è il sottosegretario turco al Tesoro in un report, secondo cui nel Paese della Mezzaluna ci sarebbero quasi 11 mila società straniere, per la precisione 10.769.
Da quando è entrata in vigore la legge 4875 sugli investimenti diretti, il numero delle aziende che hanno deciso di investire in Turchia è lievitato esponenzialmente, aumentando dal giugno 2003 al maggio 2005 del 125%. Fra i Paesi europei che puntano maggiormente sulla Turchia al primo posto si trova la Germania con 2.287 società, seconda la Gran Bretagna con 1.099 e al terzo l'Olanda con 1.035. (ApCom)
22.07.2006

 

CERTIFICAZIONE ISO
AI PRODUTTORI
DEL VINO <DOLUCA>

Vini_Doluca

 

Il nobile nettare veniva prodotto in Anatolia già 6000 anni fa dagli ittiti ma in seguito fu proibito sotto gli ottomani. L'azienda produce vino dal 1926 ed è ora alla sua terza generazione.

Wine, which has a centuries-old history in Anatolia, is regarded as the drink of gods. The Hittites, one of the oldest civilizations in Anatolia, used to wash their dead kings with wine, believing that royalty would be closer to the gods if they were cleansed with wine. Wall carvings depicting Hittite kings offering wine to the gods demonstrate the sacred nature of wine in central Anatolia.
Some sources say the history of wine in Anatolia dates back 6,000 years. But wine was almost forgotten in Anatolia in the Ottoman Empire era since its consumption was prohibited. Interest in wine in Turkey has increased in recent years, and it has become an integral part of celebrations. At the same time, numerous new wine brands have taken their place in the market. Among them, Doluca stands out with its three generations of viniculture experience.
Doluca, one of the oldest wine producers in Turkey, recently received an Iso certification, making it the first Turkish vintner to be certified under the Iso Quality Management System.
Doluca thus proved its production quality by receiving the En - Iso 9001:2000 Quality Management System certification from the Tuv Nord Group in the category of Wine Conception and Production, as a result of an evaluation process lasting over a year. The certification, held by nearly 35,000 companies in more than 80 countries, is prestigious on the international platform. At the same time, this certification of Doluca is important in terms of the development of the Turkish wine sector and the point that it has reached.
Don't underrate wine:

"Easily flowing," "leaves a perfect taste in the mouth," "light," "liquid" -- these are only a few phrases used to describe fine wine. The attractiveness of wine starts with its color, which is either red, pink or white. Wine is a drink that is mystic, full of love and has various tastes. Poet Attila İlhan said, "Fear the scourge of wine because it is terribly red." What about its taste? The answer is either sweet or dry. Don't underrate wine because wines have a different world and a different language.
Doluca has been on a mission to produce high-quality products for Turkish wine lovers since 1926. Sibel Kutman, the third generation representative of Doluca wines who is responsible for marketing, spent her life in vineyards and in the magic world of wine. Born in 1975, Kutman is one of the heirs of Doluca Wines. A graduate of Wesleyan University's departments of modern dance and business marketing, Kutman completed her master's degree in Vine Production and Degustation. She has been working as marketing director for Doluca since 1998. Kutman highlights the most important part of drinking wine:
"The coldness of wine is very important. When you bottle wine, it lays down to sleep. Before drinking white wine, it should be cooled. Red wine should come into contact with air in order to wake up. This is why it must be put in a carafe. There are people who like cold red wine, but when the temperature of red wine is above 18-19 or below 11-12 degrees Celsius, it loses its distinctive qualities."
Doluca with its different taste:

Doluca's facility, opened in 1993 and located on 12,000 square meters of land in Mürefte, has the capacity to produce 14 million liters. It is one of the best facilities in Europe with oak barrels imported from France, stainless steel tanks and the latest technology.
Dlc, which is one of Doluca's dry red wines, is produced with a blend of Diyarbakır's Boğazkere and Denizli's Boğazkere grapes. The wine is left in 225-liter French oak barrels for four months to age. The flavor of Dlc Boğazkere is reminiscent of prune, dried fruit and sour cherry. The Dlc series is made up of DLC Sultaniye-Emir, Dlc Öküzgözü, DLC Kalecik Karası, Dlc Cabernet Sauvignon-Merlot and DLC Boğazkere.
Safir, Doluca's only natural wine, is produced from the muscatel grapes of the Aegean region. The taste of golden yellow, aromatic and refreshing Safir is reminiscent of honeysuckle and lemon. (Turkish Daily News)
22.07.2006

 

ECONOMIA

NOTIZIARIO DI AMBASCIATA

STIMA DELL'INFLAZIONE PER IL 2006

La Banca Centrale turca, in una lettera inviata sia al Fondo Monetario Internazionale (Fmi) che al Governo, stima che per quest'anno l'inflazione si attesterà tra il 9.1% e il 10.5%, quasi il doppio quindi del tasso preventivato del 5%, mentre per l'anno prossimo si prevede  una spinta inflazionistica intorno al 4%.  L'accordo di stand-by con il FmiI richiede infatti alle istituzioni preposte di fornire spiegazioni se la differenza tra il tasso preventivato e quello registrato differisce di 4 punti percentuali. In giugno, infatti, dopo quasi due anni il tasso d'inflazione ha toccato quota  10.12%, mentre quello stimato era del 6.5%. Nel documento inviato al Fm e al Governo la Banca Centrale, a seguito di un'attenta analisi condotta successivamente ai recenti avvenimenti verificatisi sui mercati finanziari, prevede nel breve e medio termine un raffreddamento dei prezzi a causa di una riduzione della domanda interna ed un miglioramento del deficit commerciale, dovuto soprattutto al deprezzamento della Lira Turca e ad una maggiore competitività sui mercati dei prodotti nazionali. Sarà necessario, continua l'Istituto di credito, condurre un'attenta politica monetaria e mantenere solida l'attuale struttura macro-economica che poggia su tre pilastri fondamentali: contenimento dell'inflazione, un regime di cambio fluttuante ed una prudente politica fiscale.  Proprio tale gestione virtuosa, conclude la Banca Centrale,  ha consentito finora all'economia del Paese di resistere agli shock esterni, riducendo per quanto possibile le turbolenze sui mercati finanziari.

RAPPORTO <REUTERS>, ANALISTI <CITIGROUP>, ESPERTI <ABN AMRO>

Nell'arco di queste ultime settimane, la stampa locale ha riportato giudizi e commenti di analisti economici ed esperti finanziari, i quali seguono con estrema attenzione gli sviluppi dovuti in primis al continuo deprezzamento della Lira turca. Per la maggior parte, sebbene la Banca Centrale sia riuscita a limitare le perdite finanziarie nel corso degli ultimi due mesi, il Governo avrebbe dovuto preoccuparsi maggiormente di incentivare gli investimenti e spingere la domanda interna piuttosto che immettere miliardi di dollari sul mercato con il solo intento di sostenere la valuta nazionale. Non del tutto ottimistiche, inoltre, le previsioni sul tasso d'inflazione, che secondo molti sarà inevitabilmente a due cifre. Discrepanza tra analisti e fonti governative anche per le previsioni dell'inflazione nel 2007, con i primi che stimano un tasso tra il 6% ed il 7% ed il secondo che si ferma al 4%. Contribuiscono a tale scenario, oltre che fattori esterni quali una stretta monetaria generalizzata nei Paesi sviluppati, anche fattori interni quali la tensione politica e la prospettiva di elezioni anticipate, come anche gli attriti con l'UE in seno al negoziato di adesione, in una combinazione che non consente più agli analisti di poter fare facilmente previsioni a breve termine. Secondo un rapporto della <Reuters>, inoltre, i provvedimenti messi in atto dalla Banca Centrale in questi mesi sono riusciti nell'intento di far recuperare la fiducia nel mercato turco, non evitando tuttavia di mantenere la  moneta nazionale ai livelli precedenti l'inizio del deprezzamento. Per un analista della <Citigroup>, infine, la limitata liquidità globale ed il ritiro crescente dei capitali dai Paesi emergenti continueranno ad influenzare l'economia del Paese per tutto il 2006. Un cammino difficoltoso, quindi, che vedrà la Turchia esposta ad ulteriori aumenti dei tassi d'interesse e del tasso d'inflazione, come previsto da esperti della <Abn Amro> di Londra.

IN AUMENTO LA PRODUZIONE INDUSTRIALE

La produzione industriale della Turchia nel mese di maggio ha registrato un incremento pari al 9% rispetto allo scorso anno. Il dato, reso noto dall'Istituto Nazionale di Statistica, mostra che il trend della produzione industriale dall'inizio del 2006 è aumentato ogni mese, ad eccezione di gennaio. Con riferimento agli incrementi percentuali dei singoli settori industriali, sempre nel mese di maggio, quello minerario è aumentato dell'8.3% con una media del 6.0% nei primi cinque mesi dell'anno, l'erogazione di servizi (luce, gas e acqua) e' aumentata del 7.7% (7.8% nei primi cinque mesi), mentre il settore manifatturiero e' stato quello che ha registrato l'aumento più significativo 9.1% a maggio con una media nei primi cinque mesi pari al 5.1%.

LOTTA ALLA CORRUZIONE

Nel programma di lotta alla corruzione fortemente perseguito dal Governo di Ankara, è stato istituito un Comitato ad hoc, alle dirette dipendenze dell'ufficio del Primo Ministro, che riunisce al suo interno rappresentanti di istituzioni pubbliche. Presentando l'iniziativa nel corso di una riunione con gli Ambasciatori dei Paesi dell'UE, il Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan ha sottolineato l'importanza che il Paese annette alla lotta anti-corruzione, affermando altresì la determinazione di stabilire un coordinamento tra le istituzioni coinvolte in tale attività. A dimostrazione di tale impegno, Erdogan ha infine tenuto a sottolineare che il Parlamento turco ha approvato il 14° Protocollo delle Nazioni Unite sull'Accordo Anti-Corruzione e l'Accordo Europeo sui Diritti Umani. 

BRETELLA FERROVIARIA SULLA KONYA-ANKARA

Il ministro dei Trasporti, Binali Yildirim, in una cerimonia tenutasi presso la stazione centrale di Konya, ha dato ufficialmente inizio ai lavori di costruzione della bretella ferroviaria di 4.8 km che andrà ad inserirsi nella linea ad alta velocità che collegherà Konya alla capitale riducendone così il percorso complessivo di oltre un'ora. Nel corso dell'evento Yildirim ha inoltre affermato che il Governo e' determinato a ristrutturare il sistema ferroviario del Paese, con lo scopo di ristabilire un corretto equilibrio tra le diverse vie di trasporto nazionali.

 

BILANCIA DEI PAGAMENTI

Secondo gli ultimi dati pubblicati dalla Banca Centrale turca, la bilancia dei pagamenti a maggio del 2006 ha riportato un deficit di $4 milioni, con un incremento del 73.8% rispetto allo stesso periodo del 2005. Tale incremento viene attribuito principalmente all'aumento del deficit commerciale. Nel periodo gennaio - maggio, invece, risultano i
n avanzo i servizi, le cui entrate nel periodo in questione sono ammontate a $2.5 milioni,  anche se in leggero calo rispetto allo stesso periodo del 2005 ($2.8 milioni) mentre gli investimenti diretti dall'estero si sono assestati a $8 milioni, principalmente grazie agli investimenti effettuati nel settore della telefonia mobile con l'acquisto della turca <Telsim> da parte della <Vodafone> e di quello pari al 34% dei distributori <Petrol Ofisi> da parte dell'austriaca <Omv>. 

ESPORTAZIONE DI AUTOVETTURE

L'Associazione degli Esportatori di Uludag ha recentemente reso noto che nel primo semestre del 2006 il 72.3% delle esportazioni di autovetture dalla Turchia, equivalenti a $5.3 miliardi, e' stato destinato a Paesi membri dell'Unione Europea (75.8% se si considerano anche la Romania e la Bulgaria). L'Italia figura tra i più grandi acquirenti, seguita da Germania, Francia e Inghilterra, con acquisti per un totale di $3.7 miliardi. Nello stesso periodo, le esportazioni di autovetture dalla Turchia hanno raggiunto un totale di 162 Paesi in cinque continenti e in 13 zone di libero scambio per un valore complessivo delle vendite pari a $7.4 miliardi.

SEGNALI POSITIVI PER IL SETTORE EDILE

Il settore edile che nel primo trimestre dell'anno in corso ha contribuito alla crescita del Pil per oltre il 26% mostra ancora segnali positivi che avranno senza dubbio una ricaduta positiva su specifici settori dell'export italiano  in Turchia (materiali per edilizia, porte, finestre, mobili, articoli di illuminazione). Nei primi tre mesi le municipalità hanno emesso 19.4 milioni di permessi di costruzione, il 3.7% in più rispetto allo stesso periodo del 2005. E' interessante evidenziare che la superficie interessata dalle nuove costruzioni segnala un incremento del 23% rispetto al primo trimestre dello scorso anno per attestarsi a quota  7.8 milioni di mq. Il valore totale dei progetti in via di costruzione ammonta a 7.8 miliardi di Lire Turche (circa 3.4 miliardi di Euro).

....MA VA MALE IL TURISMO

Il settore del turismo, una delle principali fonti di entrate in valuta estera in Turchia, è ancora in rallentamento rispetto alle previsioni a causa degli effetti negativi (epidemia di febbre aviaria, la polemica contro le vignette sul Profeta Maometto) che dallo scorso anno si ripercuotono sull'industria nazionale. La prima conseguenza di tale stallo è stato l'abbassamento, anche fino al 50%, dei prezzi praticati da alcune agenzie di viaggio per cercare di rendere più appetibili le vacanze nel Paese. Tra le assenze quelle più significative riguardano i turisti tedeschi, anche a causa dei Mondiali di calcio che si sono tenuti in Germania quest'anno, solo in parte compensate da quelli provenienti dalla Russia.

PROGETTAZIONE SOFWARE APPLICATIVI

Secondo una notizia apparsa sulla stampa locale, la Fondazione Turca degli Ingegneri Informatici è in contatto con il ministero della Difesa statunitense e la Nasa, per sviluppare per conto delle due strutture particolari e sofisticate tipologie di software. Il presidente della Fondazione che raggruppa le Software Houses del Paese, Yilmaz Sonmez, si è dichiarato pronto ad entrare nell'agone mondiale della progettazione di software applicativi, soprattutto contendendo agli indiani il primato del Paese a cui gli Stati Uniti e non solo si stanno rivolgendo per delocalizzare la produzione di software in differenti settori (difesa, medicina, contabilità ed altri). Yilmaz ha proseguito definendo il Technopark di Kurtkoy, in prossimità di Istanbul, la "Software Valley" della Turchia, già oggetto di particolare interesse della Microsoft. Parallelamente, intervenendo alla Conferenza Internazionale di Portland sull'Ingegneria e la Tecnologia, tenutasi in Turchia per la prima volta, il ministro dell'Industria, Ali Coskun, ha affermato che i centri di sviluppo tecnologico presenti in 22 università nazionali forniscono un notevole contributo al settore tecnologico e che le esportazioni di prodotti di tecnologia avanzata nel Paese hanno raggiunto nel 2005 la somma di $40 milioni. L'1% del Pnl, ha concluso Coskun, viene stanziato a favore dello sviluppo e della ricerca, una percentuale destinata ad aumentare fino al 3% entro i prossimi otto anni, armonizzandosi agli standard europei.

 

SETTORE BANCARIO

Le attività di securitizzazione e di reperimento di prestito consorziale da parte delle banche turche sono aumentate dell'80% rispetto allo scorso anno per un totale di $6.7 miliardi. Il dato è significativo della fiducia che viene riposta dalle banche straniere nell'economia del Paese.
_______________________
Il gruppo finanziario franco-belga, <Deixa>, incrementerà il proprio capitale azionario di €1.5 miliardi per far fronte all'acquisto della <Denizbank>, un'operazione del valore totale di $2.44 miliardi. 

 

PRIVATIZZAZIONI
La Corte Amministrativa ha definitivamente approvato la vendita del 51% delle azioni della <Tupras> al Consorzio <Koc-Shell>, mettendo fine a lunghi mesi di lotta condotta dal sindacato dei lavoratori del settore, <Petrol-Is>, che sin dall'inizio si era opposto all'operazione. Il Gruppo <Koc> consorziato con la <Shell> nel settembre del 2005 aveva presentato l'offerta più alta, $4.14 miliardi, aggiudicandosi il tender formalizzato poi all'inizio di quest'anno con la firma dell'accordo di trasferimento delle azioni tra i vincitori e l'Amministrazione per le Privatizzazioni. 

 

INDICATORI MACROECONOMICI
 - Crescita del PNL nel 2005: 7.7%; gen. - marzo 2006: 6.3%
 - Inflazione  annua (prezzi al consumo): 7.72% (2005); 10,1% (giugno 2006)
 - Interscambio con l'Italia nel 2006 - gen - maggio - (dati ICE): 6.1 miliardi di dollari, con esportazioni verso l'Italia pari a  2.8 miliardi di dollari (+ 25,6% rispetto al corrispondente periodo del 2005) ed importazioni dall'Italia pari a 3.3 miliardi di dollari (+11,6 % rispetto al corrispondente periodo del 2005).

A cura di : Simona De Martino - capo dell'Ufficio economico e commerciale dell'Ambasciata d'Italia in Turchia
                 Giancarlo macchia - vice capo dell'Ufficio economico e eommerciale
                 Roberto Luongo - direttore dell'Ufficio Ice di Istanbul
Redazione: Tiziana Staffolari - collaboratore economico e finanziario
22.07.2006

 

 

UN GRAVE ERRORE
ABBANDONARE
IL SETTORE TESSILE

La_presidente_della_Tgsd_Aynur_Bektas

 

Gli industriali turchi si stanno interrogando sul loro futuro. Quel che pensa la presidentessa dell'Associazione di Categoria dei produttori di Abbigliamento, Aynur Bektas.

Il mondo industriale turco del tessile-abbigliamento si sta interrogando profondamente sul suo futuro e la presidentessa Aynur Bektas dell' Associazione di Categoria dei produttori di Abbigliamento ( Tgsd ) ha dichiarato : "...Se la Turchia dovesse abbandonare il campo (o ridurre consistentemente il settore), lascerebbe la "gallina dalle uova d'oro" ad altri Paesi dell'area ( Russia, Ukraina, Romania e Bulgaria )...". La Bektas ha proseguito affermando che, prima dello scorso anno, la consapevolezza degli industriali turchi in merito all'importanza di avere prodotti a più alto valore aggiunto e con contenuto di design era molto limitata, mentre oggi tutti o quasi tutti sono non solo consapevoli , ma stanno "aggressivamente" operando in tal senso. "...Quelle aziende che stanno operando utilizzando manodopera qualificata, designer , acquisendo macchinari ad alta tecnologia e si stanno specializzando in R&S avranno chance in futuro di emergere sui mercati internazionali...". Sullo stesso tema è intervenuto il noto imprenditore Daniel Harari ( Ceo della <Lectra> ) il quale in un'intervista al quotidiano economico "Referans" ha affermato che se la Turchia dovesse seguire i suggerimenti di "qualcuno" di abbandonare il comparto tessile-abbigliamento per il Paese sarebbe un vero disastro. "...Se l'Italia 20 anni orsono avesse ascoltato gli stessi suggerimenti ora non sarebbe il leader mondiale che è...La Turchia non ha nei settori hi-tech lo stesso know-how che possiede nel comparto tessile. La Turchia lo deve utilizzare al meglio...". Ha concluso infine affermando che: "...Il vero problema del tessile-abbigliamento turco è la mancanza di immagine all'estero, tutti dobbiamo lavorare affinché si affermi nel mondo il Made in Turkey di qualità...".(Ice Istanbul)
22.07.2006

 

ELETTRICITA':
GLI INVESTIMENTI
NECESSARI

Energia_elettrica

 

Il settore industriale turco, che richiede oggi circa 63 miliardi di kilowatt, ne avrà bisogno nel 2008 di 72.7 e nel 2013 di 97 con una crescita media del 5.7% l'anno.

La domanda di energia elettrica in Turchia crescerà dagli attuali 159 miliardi di kilowatt a 191 miliardi di kilowatt nel 2008 e a 260 nel 2013, con una crescita media annua del 6.3 per cento. Lo comunica l'Istituto Italiano per il Commercio Estero citando un rapporto del Comitato Energia per il Nono Piano di Sviluppo. In particolare, il settore industriale turco richiede oggi circa 63 miliardi di kilowatt, ne richiederà 72.7 nel 2008 e 97 nel 2013, con una crescita media del 5.7 per cento l'anno. La domanda di energia elettrica per l'uso domestico e servizi passerà, invece, dai circa 60 miliardi di kilowatt attuali a 78 nel 2008 e a 117 nel 2013. Sempre secondo lo studio, qualora non subentrassero investimenti nel 2009 il Paese si troverebbe a fronteggiare un deficit di energia elettrica pari a oltre 3 miliardi di kilowatt. Gli esperti del comitato hanno anche evidenziato che la Turchia necessita di investimenti nella produzione di energia elettrica per almeno 20 miliardi di dollari al fine di fronteggiare eventuali carenze future. (Denaro.it)
22.07.2006

 

 

IMPRESE:
PRONTI
I CONTRIBUTI

Saranno concessi alle piccole e medie imprese turche dalla Commissione europea nell'ambito del programma Meda. Finanziamenti per 25 milioni di euro.

Nell'ambito del programma <Meda> la Commissione europea offre finanziamenti a piccole e medie imprese presenti in Turchia che vogliano rafforzare la propria attività. Possono partecipare Pmi che abbiano uno stabilimento, o quanto meno una presenza produttiva, in una delle seguenti province della Turchia: Ar&#0;, Ardahan, Id&#0;r, Kars, Kayseri, Sivas, Yozgat, Karaman, Konya, Bingöl, Elazig;, Malatya, Tunceli. I finanziamenti disponibili ammontano a circa 25 milioni di euro che saranno utilizzati per progetti fra 14mila e 200mila euro dei quali la Commissione Europea coprirà le spese per una percentuale compresa fra il 33 per cento e il 50 per cento.
Diverse sono le attività che potranno essere finanziate attraverso questi progetti. Esse vanno dagli investimenti nel campo dell'innovazione tecnologica (acquisto di macchinari), alla ricerca e sviluppo, fino ad operazioni di carattere commerciale, comprese quelle di tipo fieristico. Tutti i settori produttivi sono contemplati da questo programma, ed in particolare lo sono quelli relativi ai servizi, al turismo e alle manifatture. Esclusi sono soltanto i seguenti settori: energia, agricoltura primaria, carbone e acciaio, armi, tabacco, bevande fortemente alcoliche, gioco d'azzardo, bancario, assicurativo e immobiliare. Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito: http://ec.europa.eu/comm/europeaid/cgi/frame12.pl. (l.p/Denaro.it)
22.07.2006

 

2.5 MLD DI $ IN DIVERTIMENTI

Questa la somma - secondo il presidente della <Turiyd>, Erol Kaynar - che spendono i turchi. Un fatturato generato da oltre 17 mila persone a reddito alto.

Secondo il presidente dell'Associazione turca dei manager dei settori turismo, ristoranti, discoteche e club (Turiyd), Erol Kaynar, il fatturato del comparto entertainment vale 2.5 miliardi di dollari. Tale fatturato - secondo Kaynar - sarebbe generato da oltre 17.000 persone ad alto reddito, di cui 10.000 residenti ad Istanbul e gli altri 7.000 nel resto del paese. Il presidente del <Turiyd> ha anche evidenziato che, mentre negli Usa ed in Europa il recarsi fuori per colazione, pranzo e ballare in discoteca, è divenuta un'abitudine ormai affermatasi negli anni, in Turchia il fenomeno, pur in crescita, è ancora limitato solo alle classi più abbienti. Uno dei limiti indicati alla crescita del comparto entertainment è il costo ancora molto elevato per l'accesso ai locali. (Ice Istanbul)
22.07.2006

 

CASO FORMENTI:
CHIAMATA
PER L'UNIONE

Olaf

 

Sollecitato da un euro-parlamentare della Margherita un intervento in merito alla concorrenza sleale che sarebbe stata praticata dalle aziende turche produttrici di tv color.

Il <caso Formenti> approda al Parlamento di Strasburgo. L'euro-parlamentare della Margherita, Andrea Losco, si rivolge alla Commissione europea per sollecitare un intervento in merito alla concorrenza sleale praticata dalle aziende turche produttrici di tv color. "L'Olaf (organismo antifrode dell'Unione europea, ndr), investita della questione ai fini delle sanzioni dal commissario straordinario del gruppo <Formenti-Seleco-Brionvega Spa> - scrive Losco nella sua interrogazione - si è limitata ad osservare di aver condotto una investigazione interna i cui risultati sono stati comunicati alle Autorità degli Stati membri". Eppure - osserva l'euro-parlamentare campano - la prova di un tale comportamento (il dumping, ndr) è agli atti stessi della Commissione (Regolamento 1531/2002 del Consiglio 14 agosto 2002), là dove si ricava che i televisori venivano esportati in Europa in libera pratica accompagnati da un certificato Atr nel mentre sono risultati non di origine turca in base ai criteri di cui all'all. 11 al Regolamento di attuazione del Codice doganale. Con la conseguenza che milioni di televisori, considerati dalla Commissione non di origine turca ai fini del dumping, hanno continuato a circolare in libera pratica senza assolvimento di dazio od oneri equivalenti".
Oggi - osserva Losco - "in Europa il comparto dell'elettronica di consumo è praticamente scomparso a causa della concorrenza sleale dei produttori turchi per violazione di normativa pubblicistica". Ciò nonostante, l'azienda turca <Vestel>, in uno alla francese <Thomson>, nelle scorse settimane ha chiesto alla Corte di giustizia europea una pronuncia preliminare circa la prevalenza dei criteri di cui all'art. 24 del Codice doganale su quelli previsti dall'all. 11 già citato (origine e valore della componentistica rispetto al valore franco fabbrica del televisore).
"L'intento - sottolinea l'euro-parlamentare dei Dielle - è evidentemente quello di evitare le conseguenze della frode doganale e delle possibili richieste di risarcimento del danno (risulta incardinato il giudizio promosso della <Formenti Séleco SpA> in Amministrazione Straordinaria) dopo aver evitato quelle per dumping".
Alla luce delle circostanze esposte, Losco chiede quindi a Bruxelles "se non ritenga necessario costituirsi nei giudizi promossi dalla <Veste>l e dalla <Thomson> a tutela del criterio interpretativo utilizzato nel procedimento per dumping". Ed inoltre rivolge l'invito a fornire "precise istruzioni all'Olaf ed alle Dogane affinché venga correttamente applicata la normativa vigente in materia di Unione doganale con la Turchia, e in particolare le sanzioni per il mancato assolvimento del dazio/oneri equivalenti a tutela degli interessi finanziari dell'Unione. (Denaro.it)
22.07.2006

 

 

MARKETING <CISCO>

Il gruppo leader nella fornitura di apparati di networking per Internet investirà sul mercato turco 250 milioni di dollari nei prossimi cinque anni.

<Cisco>, gruppo leader nella fornitura di apparati di networking per Internet, investirà in Turchia 250 milioni di dollari nei prossimi 5 anni. Lo ha detto il chief development officer(Cdo) del gruppo, Charles H. Giancarlo, sottolineando che <Cisco> sta esplorando anche la possibilità di realizzare in Turchia uno dei suoi centri di ricerca e sviluppo. Secondo un articolo pubblicato oggi sul quotidiano <Hurriyet>, l'investimento potrebbe anche superare i 250 milioni di dollari, ma a determinate condizioni, ha osservato Giancarlo.
<Cisco> intende rafforzare le strutture di vendita, assistenza e marketing. Inoltre, il gruppo tecnologico intende investire nello sviluppo di piccole e medie imprese in base alle potenzialità di ciascuna di esse. (Denaro.it)
22.07.2006

 

 

SCUOLE DI BUSINESS 

A confronto quelle di Italia, Turchia, Malta, Francia, Tunisia, Spagna, Italia. Stati Uniti ed Inghilterra a Palermo nei giorni scorsi.

Le scuole di business di Turchia, Malta, Italia, Francia, Tunisia, Spagna, Algeria ma anche di Inghiterra e Stati Uniti si sono incontrate a Palermo il 17 e 18 luglio nel convegno internazionale sul tema "La formazione manageriale nell'area euromediterranea" organizzato dall'Isida (Istituto superiore per imprenditori e dirigenti di azienda) in occasione del 50° anniversario della sua fondazione. L'obiettivo del convegno è quello di confrontare le differenti strategie e i modelli di training che servono a formare esperti manager in grado di contribuire allo sviluppo economico dell'area euro-mediterranea. (Denaro.it)
22.07.2006

 

 

UN LOBSTER DA 11 METRI

Costruito in Turchia su commessa della <Med one> presso il cantiere <Blue Sailors>, sarà presentato alla prossima fiera di Genova (7-15 ottobre).

Verrà presentata, alla prossima Fiera di Genova (7-15 ottobre 2006), in anteprima per il mercato Italiano il "Sailor 36" by <Med One>, un "Lobster" di 11 metri costruito su commessa della <Med one> direttamente in Turchia presso il cantiere <Blue Sailors> che già da molti anni si è distinto per la realizzazione di imbarcazioni di prestigio.
L'idea del gruppo <Med One> è di proporre alla propria clientela un prodotto di altissima qualità, seguendo quelle che sono le indicazioni del mercato sempre più interessato ad imbarcazioni del tipo "Lobster" differenziandosi da quelli che sono i marchi già rappresentati e commercializzati in Italia <Bavaria Motor Boats> - <Formula> - <Klasea>.
Il SAILOR 36 by Med One si presenta con un design innovativo ed inconfondibile, le linee d'acqua risultano morbide con i colori della carena che possono essere scelti in base al gusto dell'armatore ( Brown - Black - White - Claret Red - Gold e Dark blu) con dei Lay-out interni curati in ogni particolare sia nella scelta dei materiali usati che nella predisposizione degli spazi ( una cabina armatoriale, una altra con i letti a castello ed un bagno con doccia tutto in poco meno di 11 mt. !!! ) un pozzetto che prevede oltre ad una spaziosa e funzionale cucina una comoda zona relax ed uno spaziosissimo prendisole di poppa.
Il "Sailor 36" by <Med One> sarà commercializzato in Italia a partire da settembre 2006 e prevede tutta una serie di benefit per coloro che risulteranno interessati all'imbarcazione: personalizzazione e scelta sia dei lay-out interni che del decor per gli esterni, possibilità di ottimizzare le motorizzazioni e le trasmissioni , interessanti formule finanziarie oltre ad una seria assistenza pre e post-vendita, con la possibilità recarsi presso il cantiere turco per seguire lo stato dei lavori.
Descrizione:
o Lunghezza: 10.97 mt.
o Baglio massimo: 3.06 mt.
o Cabine: 2
o Bagni: 1
o Serbatoi carburante: 600 Lit.
o Serbatoi acqua: 200 Lit.
o Motorizzazioni: 2 x Volvo-Penta D/4 260 Duoprop
o Velocità max: 32 nodi
o Velocità di crociera: 28 nodi. (Nautica Online)
22.07.2006

 

SOCIETA'

RAPPORTO SULLE DONNE TURCHE

Necessario uno studio per l'applicazione della strategia di Lisbona. Turchia, un Paese dove il 27% del mondo del lavoro è costituito dall'elemento femminile.

''Un rapporto sul numero di donne turche che raggiungono posizioni di quadro, ricercatori, ingegneri, alte professionalità nelle aziende e nelle pubbliche amministrazioni''. E' quanto ha chiesto Corrado Rossitto, presidente della Ciu (Confederazione italiana di unione delle professioni intellettuali), in occasione del 21° meeting della Commissione consultiva del Cese Unione europea-Turchia, di cui la Ciu è membro, relativo ai negoziati per l'ingresso del Paese nella UE, che si è svolto nella città turca di Kayseri. Per la Ciu, infatti, lo studio sulle donne turche è necessario per l'applicazione della Strategia di Lisbona, in quanto ''fattore rilevante per realizzare l'economia della conoscenza voluta dall'Unione europea''.
Al centro dell'incontro, il tema dell'inclusione sociale della donna. Secondo i dati illustrati, in Turchia, il 27% del mondo del lavoro è costituito da donne. Quelle che frequentano l'università sono il 3.9%, il 10.% accede alla scuola superiore ma ben il 44.% dispone di un titolo corrispondente alla scuola elementare italiana. 
Inoltre, una donna turca su cinque è analfabeta. (Adnkronos)
22.07.2006

 

TURISMO

AD ANTALYA SONO
I RUSSI
A FARE DA PADRONI

Russi_ad_Antalya

 

La crisi in Turchia del turismo europeo in parte compensato dall'arrivo in massa dei vicini di casa.

The number of holiday makers from Western Europe to Antalya is in decline and the westerners are increasingly being replaced by visitors from Russia and Eastern European countries in the Mediterranean hotels and resorts, data showed.
About 2.5 million foreigners from all over the world visited Antalya's hotels in the first six months of the year, according to data from Antalya's Cultural and Tourism Directorate. The data also points to a visible decline in the number of tourists from Germany as compared to the same period last year. In the first six months of 2005, German visitors amounted to 41 percent of the total foreign visitors to Antalya, while this year it was only 37 percent. The number of visitors from countries like the Netherlands, Switzerland, Italy, Denmark, Sweden, France and Britain has also gone down.
Contrary to the trend among the Western Europeans, the number of holiday makers from Romania has gone up remarkably by 53 percent, rising from 4,729 to 7,271. Ukrainians followed with 44 percent and visitors from Russia, Belarus, Poland, Lithuania, Hungary and the Czech Republic have also increased in number.
'Western Europeans pushed out by Russians'

Müfit Kaptanoğlu, an executive board member of the Turkish Hoteliers' Federation, said Turkish hotels and tour operators have reduced prices in panic after the number of German tourists declined in parallel to an economic recession in Germany.
This decrease in prices, in turn, has drawn other visitors from countries with weaker economies, thus increasing the diversity in tourist profile in Antalya.
Kaptanoğlu praised diversity, but warned of drawbacks as well.
"Holiday makers from Western European countries such as Germany, Belgium, Britain, Switzerland and the Netherlands cannot feel quite comfortable in areas where other holiday makers from Russia and the countries of the Commonwealth of Independent States (CIS) concentrate," he told the Anatolia news agency.
"Western Europeans start fleeing the places where there is a concentration of tourists from CIS countries," he went on, warning tourism companies to heed this while drafting a strategy as Western European and Russian tourists are unlikely to share the same spot.
Kaptanoğlu also said measures should be taken for a balanced portfolio of tourists.
"Our tourism is getting Eastern because there is a decline in the number of tourists from Europe. We should stop this decline," he said. (Turkish Daily News)
22.07.2006

 

 

 

DA UN CENTESIMO
DI EURO
PER ISTANBUL

MyAir_Airlines

 

Milano e la Turchia collegate da voli di linea low cost grazie alla compagnia aerea <MyAir>. Le partenze da Orio al Serio.

Da qualche giorno Italia e Turchia sono collegate da voli di linea low cost. Infatti, la compagnia aerea <MyAir> ha iniziato i collegamenti tra Milano e Istanbul. "Grazie all'impegno dell'Enac nei confronti delle autorità aeronautiche turche - ha dichiarato il presidente di <MyAir.com>, Carlo Bernini - è stato possibile avviare questa nuova rotta che darà importanti benefici economici ai passeggeri, consentendo una riduzione tariffaria dei biglietti aerei". I collegamenti Milano Orio al Serio - Istanbul sono operati il lunedì e il venerdì alle ore 17.45 con arrivo previsto ad Istanbul alle ore 21.15 . I voli decolleranno da Istanbul alle ore 22.05 con atterraggio a Orio al Serio alle 23.45. Dal 9 agosto, poi, si aggiungerà un terzo volo, operativo il mercoledì con gli stessi orari. Le tariffe partiranno da 1 centesimo euro, tasse e supplementi esclusi. (Siciliatravel.com)
22.07.2006

 

 

150 ANNI DI FERROVIA
150_anni_in_treno

Le Turkish State Railways (Tcdd) si stanno preparando a celebrare il loro secolo e mezzo di vita. Secondo una recente pubblicazione, il periodo si può dividere in tre fasi: prima della Repubblica, dal 1923 al 1950, dal 1950 ad oggi. La costruzione della prima tratta, ad opera di una compagnia britannica, fu la Izmir-Aydin.

The Turkish State Railways (Tcdd) is preparing to celebrate the 150th anniversary of the introduction of rails in Turkey this year, with major transformations underway in the current rail network.
According to a book published by the TCDD in celebration of the anniversary, Turkish railway history is divided into three major eras, before the formation of the Turkish Republic, between 1923 and 1950 and 1950 to current times.
Before the republic:The construction of the first railway route in Turkey began in 1856. A British company was awarded a contract to build a 130-kilometer railway between İzmir and Aydın.

The reason why this region was chosen as the first to have a railway was due to the high population concentration in the area and its commercial potential. The British company thought the region was rich enough to consume British goods while producing raw materials needed for the industry.
Most of the rails laid were constructed by foreign companies, with the construction of the Istanbul-Baghdad and Istanbul-Hejaz railways having major political and economic importance.
After the collapse of the Ottoman Empire and the advent of the Republic of Turkey, most of the 4,000 kilometers of railway were left within Turkey's new borders.
The golden era:When the Republic of Turkey was proclaimed in 1923, Turkey had 2,282 kilometers of railways owned by foreign companies, 70 kilometers of narrow railways and 1,378 kilometers of state-owned railways.

The new republic saw the railway as a major way to modernize a country that was devastated by continuous war. The state started building railways throughout the country in order to make sure Turkey could utilize its own resources and be economically sustainable.
National resources were mostly used to build the railways, with railway construction continuing at a fast pace until the start of the Second World War. Of the 3,578 kilometers of railway constructed between 1923 and 1950, 3,208 kilometers were built before 1940.
The state also nationalized foreign-owned railways, with special attention being paid on ensuring easy access from central and eastern regions to the coastal areas.
Roads become priority:After 1950, the state paid more attention to building roads and highways, instead of railways. Until 1950 roads were seen as complementing the railway system, but after 1950 roads were seen as the most important factor in modernization.

After 1960 none of the railway construction targets were met, with annual railway built between 1950 and 1980 averaging only 30 kilometers.
Major construction projects initiated after 1980 always saw roads as the main priority. The railways were ignored, with most available money allocated to highway transportation networks.
In 1950, the total length of Turkish railways was 9,204 kilometers, in 2004 it was 10,984.
Tcdd today:Today, the Tcdd has three business partnerships and five factories -- Çankırı Makas, Afyon, Sivas, Ankara and Behiçby Uzunray kaynak factories.

The TCDD also owns seven rail terminals, including Haydarpaşa, Derince, Bandırma, Samsun, Mersin, İskenderun and İzmir. It also operates passenger boats in Sirkeci in Istanbul and Lake Van.
The most important priority of the Tcdd today is modernization of the current railway network in order to allow for fast-train transportation.
The fast train is expected save time and become a faster mode of overall transport than planes, because most of the train stations are located in city centers. Fast trains also work on electricity and as a result are more environmentally friendly than other alternatives.
Ankara-Eskişehir in one hour, five minutes:The first stage of the Ankara-Istanbul Train Project began in 2003, with the Ankara-Eşkişehir Fast Train Project expected to finish by the end of this year.

The project aims to shorten the time it takes to travel between Ankara and Eskişehir to one hour and five minutes. When the second stage of the Ankara-Istanbul Train Project is finished, one will be able to travel between Ankara and Istanbul in three hours.
Fast-trains from Edirne to Kars:While the Ankara-Istanbul Fast train Project continues, other similar ones have been launched between Ankara-Sivas, Ankara-Konya and Ankara-Afyon-İzmir-Bandırma-Bursa-Ayazma-Osmaneli-İnönü.

The tender of the Ankara-Konya Fast Train Project is already awarded and the project aims to shorten the time it takes to travel between the two cities to one hour, 10 minutes.
The work on the Sivas-Kars and Kapıkule-Istanbul fast train projects is continuing.
When all these projects are complete, Ankara-Istanbul will take three hours, Ankara-Konya one hour, 10 minutes, Ankara-Sivas two hours, Istanbul-Sivas five hours, Ankara-Afyon one hour, 15 minutes, Ankara-İzmir three hours, 20 minutes, Ankara-Bursa two hours, 30 minutes.
Meanwhile, the Marmaray Project railway is underway and when completed it will link Europe and Asia via a railway under the Bosporus.
Rails renewed:

The lack of investment in the country's railway network since 1950 has necessitated a comprehensive renewal effort, rather than just building new railways. Some lines have not been touched for 100 years, the Tcdd says.
The failure to renew rails also made the Tcdd decrease its travel speeds. That's why the renewal of the existing network is seen as important for the fast train projects. When completed, speed on normal railway tracks will be increased from 55 to 100 kilometers per hour.
The TCDD plans to strengthen its capacity, too, with its factories aiming to manufacture 47 diesel-fueled locomotives, 1,000 freight cars and 30 passenger cars. The TCDD also plans to install air conditioning in 300 of its existing passenger cars.
The TCDD has the introduced block freight transport method, with the time it takes to transport goods from Soma to Erzurum decreasing from 15 days to three days.
It plans to establish satellite villages at important railway junctures, with the first six planned in İstanbul Halkalı, İzmit Köseköy, Kayseri Boğazköprü, Samsun Gelemen, Eskişehir and Balıkesir.
The TCDD aims to transform the transportation system in Turkey, with its three-year objectives including introduction of fast trains all over the country, metros in urban areas, renewed railways and trailers being carried all over the country by train. (Turkish Daily News)
22.07.2006

 

 

KALKAN E...GLI ELOGI DEL <TIMES>

Una_immagine_di_Kalcan

Il ridente quanto suggestivo centro turistico del Mediterraneo turco messo in evidenza in un articolo del giornalista Mick Hume.

The Times of London, one of Britain's most prestigious papers, reported that the Kalkan neighborhood of Kas in Antalya was a rather nice holiday destination for tourists.
Accordingly, tourists were told they could have a "quick shave" by burning their ear hair with grain alcohol.
Times reporter Mick Hume said in an article regarding his voyage to Turkey that he rented a villa in Kalkan along with his family and told British readers about the advantages of a Turkish holiday.
Accessing Kalkan was easier than previous times because the tunnel returning from the Dalaman Airport shortened the way, Hume said.
In his article, he mentioned that those positive developments did not please the British, "who believe that they discovered Kalkan first" at all.
It was also reported despite their lack of English, talking with Turkish barbers about football was quite an enjoyable experience. (Zaman)
22.07.2006



PROGETTI DI ESPANSIONE PER <SILENCE HOTELS>

 

Come sta lavorando il gruppo alberghiero in Turchia e come viene visto il futuro.

Accelera l'hotellerie in Turchia, anche grazie ad una catena che ha grandi progetti di espansione in cantiere. Si tratta di <Silence Hotels>, gruppo che attualmente conta due hotel e circa 1.800 camere, ma punta ad arrivare, nel 2010, ad una capacità di 12mila camere. Contemporaneamente, l'offerta sarà diversificata, con strutture anche di città e resort di montagna o golf. (Guida Viaggi)
22.07.2006

 

 

PIANDIMELETO: IN ATTESA
DEL 23° PALIO

Suggestiva_visione_del_Castello_dei_Conti_Oliva_19385

La manifestazione ricorda il potere dei Conti Oliva nel piccolo centro della provincia di Pesaro ed Urbino. A chi rivolgersi per maggiori informazioni.

Come già in altre occasioni, nell'ambito di quegli scambi storico-culturali grazie ai quali si è finalmente compreso che arte e manifestazioni a carattere turistico sono un patrimonio di tutti e quindi vanno messe bene in evidenza, segnaliamo volentieri questa notizia che ci è stata inviata da una nostra valida collaboratrice. La Turchia non vi ha nulla a che fare. Ma è ugualmente Interessante.
Piandimeleto comune del Montefeltro, in provincia di Pesaro e Urbino celebra il 29 ed il 30 Luglio la ventitreesima edizione del Palio dei Conti Oliva. Il Palio ricorda il potere dei Conti Oliva  a Piandimenltro e nei territori limitrofi. Correvano gli anni 1377 ca.- 1574, in questo periodo, i Conti Oliva misero la propria residenza principale a Piandimeleto e, con la costruzione del Palazzo, la loro divenne una vera e propria corte con: magistrato, scuola,famigli, cortigiani e servi.
Il Palio, promosso dalla Pro-Loco e patrocinato dal Comune, si  qualifica per essere una fedele rassegna di usi e costumi medioevali: riaprono cantine ed osterie che propongono liste gastronomiche d'epoca. I quattro rioni del paese "armano" arcieri che si affrontano per la conquista del Palio, gli sfidanti e la popolazione vestono i costumi d'altri tempi. Così, Piandimeleto vive in una magica atmosfera teatrale dove protagonisti e comparse sono gli stessi abitanti di ogni età. La rivisitazione storica si conclude in uno spettacolare incendio del castello dei Conti Oliva che stupisce per il realismo ottenuto con sofisticate soluzioni tecniche.
IL CARTELLO DEL PALIO

Sabato 29 Luglio

Alle ore 18,00 Inaugurazione delle mostre: dello scultore Roberto Casadei, allestita nel Museo di Scienze della Terra e del pittore Amerigo Salvatori, allestita nel Salone d'Onore quest'ultima  dal titolo:"La magia nascosta nell'evidenza". 
Apertura del mercato medioevale con l'Associazione storica di Ravenna "Quelli del Ponte". L'Associazione ripropone, nel modo più fedele possibile, arti e mestieri del mondo medioevale. Saranno comunque presenti gli artigiani del Montefeltro e dell'Italia (costruttori di giocattoli medioevali, calzolai, canestrai, scalpellini, pintori, ceramisti, vetrai, liutai). Inoltre, non mancheranno le prove di tiro con archi storici e frecce costruite da abili artigiani.
Alle ore 20,00 Nelle due piazze principali del paese avranno inizio i seguenti spettacoli  itineranti:
Gli Sbandieratori della "Contrada San Luca" di Ferrara, Gli Armigeri "Pugnalespada" di Rimini, Il gruppo <Associazione Naturalistica Amici del Falco> di Macerata Marche, il fantastico gruppo di Mangiafuoco dell'<Associazione Nocturna spettacolo di fuoco> di Torino, I Ciarlatani giullari di Corte di Rimini ed infine Antonio Toma e i suoi animali.
Alle ore 21,00 Apertura delle cantine dove si potranno degustare vini pregiati e le tipiche leccornie di Piandimeleto.
Alle ore 22,00 Corteo Storico, sfileranno per le vie del borgo i rappresentanti dei 4 rioni: Evangelista, Castello,Torre, San Biagio. Dame e Cavalieri, paggi e damigelle, giullari e sbandieratori saranno scortati da 16 arcieri e dagli armigeri del Conte. Ad accompagnare il corteggio sarà il gruppo storico "Tamburine", composto da 12 ragazze che, durante la manifestazione, daranno prova della loro abilità suonando a passo di marcia.
Domenica 30 Luglio
Replica degli spettacoli di Sabato ma vi saranno, anche, i riti propri delle feste cattoliche arricchiti da convegni e rievocazioni storiche.
Alle ore 11,00 Santa Messa con benedizione degli stendardi dei quattro rioni.
Alle ore 16,30 Convegno dal titolo:"Ambiente naturale e umano del Montefeltro dal XIII al XX secolo" interverrà il dottor Francesco Vittorio Lombardi.
Alle ore 19,00 Rievocazione storica, tutti gli anni viene ricordato un episodio della storia dei Conti. Quest'anno verrà rievocato il 1433, quando  il Conte Gian Francesco Oliva fu  ospite d'onore a Rimini in occasione della visita dell'Imperatore Sigismondo di Ungheria.
Alle ore 22,00 Contesa del Palio tra gli arcieri dei quattro rioni
Alle ore 24,00 Spettacolo Piro-musicale della <PyroItaly> di Reggio Emilia.
Sabato e domenica ingresso 4 euro, per informazioni cell. 339 1837970- 329 7752172.
Ufficio stampa - dottoressa Francesca Brugnettini
329 0525772 -tel e fax 0722 721968- e-mail: gretafaust@libero.it
_________________________
Il Comune di Piandimeleto, in Provincia di Pesaro e Urbino è situato nel Montefeltro, nella alta vallata del fiume Foglia, a circa 3 km dal confine con la Toscana e a circa 60 Km dalla riviera Adriatica.
Ha origini sicuramente Medioevali essendo stata fondata, con ogni probabilità, dai rettori della Massa Trabaria nel XII° sec. Un importante sviluppo si ebbe però solo dal XIV° sec. (1377), quando vi si trasferì una delle più antiche famiglie del Montefeltro : gli Oliva, Conti di Piagnano, che contemporaneamente controllavano anche i castelli di Campo (ora territorio di Belforte all'Isauro), Putrella Guidi (ora di Sant'Agata Feltria), Antico (ora di Maiolo), Santa Sofia (ora di Badia Tedalda). 
I Conti di Piagnano, come nobili di antica nomina, instaurarono forti legami con grandi famiglie e potenti signorie d'Italia: la Corte di Sigismondo Malatesta, la Corte papale, la Corte Fiorentina e la Corte Urbinate di Federico da Montefeltro. La famiglia dei Conti Oliva contribuì alla realizzazione di molte opere pubbliche, conferendo alla contea un notevole prestigio e gettando le basi per un moderno sviluppo del territorio. Derivò probabilmente anche da questo aspetto l'opportunità di imparentarsi con le famiglie più illustri e potenti d'Italia, quali i Gonzaga di Novellara, i Trinci di Foligno, i Vitelli di Città di Castello, i Malatesta di Rimini, i Bentivoglio di Bologna. Lo splendore e la maestosità raggiunta dai Conti Oliva, sono suggellati dall'imponente Palazzo che scelsero come residenza, risalente al XV° sec., costruito su un antico forte a picco sul Foglia.
L'interno del palazzo, su modello del palazzo ducale di Urbino, presenta il bel salone d'onore, importanti camini rinascimentali, portali e stemmi scolpiti, numerose decorazioni, soffitti a volte, che rivelano una dimora nobile e signorile. Con ogni probabilità, il progetto ed i lavori, furono affidati a Francesco di Simone Ferrucci, artista simbolo del casato di Urbino. Inoltre egli all'interno del Convento  di Montefiorentino, situato nel Comune di Frontino, realizzò per il Conte Carlo la cappella di famiglia, dove sono alloggiate le tombe degli Oliva e l'opera più famosa di Giovanni Santi, padre di Raffaello Sanzio, "La Sacra Conversazione".
Attualmente il Castello dei Conti Oliva, che fa bella mostra di sé con la sua maestosa imponenza, dominando l'intero centro storico, ospita quattro importanti musei:"Il museo di Scienze della Terra", il "Museo del Lavoro Contadino"; l'"Erbario delle Marche" e la "Sala Araldica".
Il territorio dell'intero comune, attualmente, è di circa 40 Kmq e ha una popolazione di 2023 abitanti. Oltre il capoluogo, sono da ricordare alcune importanti frazioni tra cui S. Sisto, a pochi Km dal Monte di Carpegna e compreso in gran parte nel Parco regionale del Sasso Simone e Simoncello, Viano piccolo e caratteristico borgo rurale, Monastero conosciuto per l'antica Abbazia di Santa Maria del Mutino, Cavoleto terrazza naturale sulla vallata del Mutino, Petrelle luogo dove l'intero Montefeltro commemora la Festa della Liberazione, Pirlo un'isola amministrativa interamente recuperato come agriturismo. E' attualmente dotato di importanti insediamenti industriali ed artigianali.

22.07.2006

 

 

CULTURA

L'ARCHITETTO OTTOMANO

Ambasciata_d'Italia_sul_Bosforo

Inaugurata presso la chiesa di San Francesco ad Udine, nell'ambito del progetto "I Turchi in Europa", una mostra su Raimondo D'Aronco tra i protagonisti dell'Art Nouveau rimasto particolarmente famoso per le opere costruite sotto il Sultano ad Istanbul. Valga per tutte l'ex ambasciata d'Italia a Tarabya.

Come ha sottolineato il sindaco Cecotti nel corso dell'anteprima  la peculiarità della mostra "D'Aronco architetto ottomano, progetti per Istanbul 1893-1909" rispetto alle altre esposizioni programmate nell'ambito del progetto "I Turchi in Europa", è costituita dal fatto che viene illustrata la presenza di un  friulano in Turchia, cosicché tra le due parti il dialogo non si svolge in una sola direzione ma vive di scambio reciproco. I materiali esposti - disegni schizzi e libri - fanno parte  del patrimonio artistico delle istituzioni culturali cittadine, la Galleria d'Arte Moderna nella quale si conserva l'archivio D'Aronco e la Biblioteca Civica. Oltre alla valenza promozionale a livello nazionale  la città di Udine e l'intero territorio regionale grazie a questi preziosi "testimonial" troveranno una importante occasione di promozione internazionale, poiché a settembre l'esposizione verrà trasferita a Istanbul. Parafrasando il "sogno americano" (e in questo caso si dovrebbe parlare di "sogno ottomano") la mostra racconta conquiste e successi di un giovane di talento, curioso e audace, che da Godo, frazione di Gemona del Friuli, approda nel 1893 alla corte del Sultano nella lontana e cosmopolita Istanbul, capitale dell'Impero ottomano, ovvero nel cuore del secolare antagonista delle potenze europee. Si tratta di un incontro fortunato per entrambi, poiché se il Sultano può avvalersi di un professionista di grande qualità creativa, Raimondo D'Aronco trova a Istanbul quello spazio di libertà che gli permette di prendere il volo, libero dalle costrizioni e dai vincoli che il contesto culturale italiano offriva. L'architetto che arriva a Istanbul con l'invito a partecipare  alla selezione per progettare i padiglioni dell'esposizione nazionale ottomana, è un giovane le cui qualità sono già state riconosciute in patria, dove è annoverato tra gli emergenti, ma deve fare i conti con un ambiente chiuso nei confronti dei giovani e egli scambi a livello internazionale. Se fosse rimasto in Italia D'Aronco non avrebbe potuto fare quelle esperienze che consentono alla storiografia di annoverarlo tra i protagonisti dell'Art Nouveau internazionale, alla quale contribuisce in maniera originale con le sue riflessioni sull'arte islamico-ottomana. Il suo apporto è tanto più significativo in quanto si inserisce in un tema che  caratterizza la ricerca architettonica a Vienna, vale a dire  la riscoperta  dell'arte popolare come "genius loci" per immettere  nuova linfa nelle forme espressive che definiscono l'identità nazionale in chiave di intrecci di linguaggi e culture. In questo contesto molto articolato l'opera di D'Aronco si configura come un ponte tra il dibattito culturale in corso nella Mitteleuropa e l'arte islamica, sulla scia di un interesse per gli intrecci tra Oriente e Occidente che ha cultori in Ungheria ma anche a Vienna. La conoscenza della storia e delle tecniche dell'architettura ottomana matura nel corso di un'attività professionale che si svolge per una parte consistente nel campo del restauro, poiché a seguito del sisma del 1894 su incarico del Sultano è impegnato nella riparazione di molti monumenti della capitale, tra i quali Santa Sofia e la moschea Mihrimah progettata da Sinan, il Michelangelo dell'Islam. Agli studi compiuti "dal vivo" D'Aronco associa le conoscenze apprese dai volumi di arte e architettura islamica e orientale che acquista per la sua biblioteca,  insieme ai libri inerenti temi occidentali. Questo prezioso materiale, importante per meglio comprendere l'origine e il contesto dei suoi progetti, è stato donato per esplicita volontà testamentaria alla Biblioteca Civica di Udine. Le sue proposte non si limitano agli aspetti decorativi ma coinvolgono l'organismo spaziale, così le numerose ville costruite sul Bosforo tra il 1903 e il 1906  per una selezionata committenza, spesso legata alla corte, oltre a edifici per la città (fontana tomba e biblioteca sulla salita di Yildiz, sala per collezioni a biblioteca per Memduh Pacha a Arnavutköy, casa Cemil Bey a Kireçburnu, piccola moschea a Galata, Ambasciata d'Italia a Tarabya) consentono di enucleare alcuni dei temi principali della sua ricerca, tesa verso l'ambizioso traguardo di rinnovamento della cultura architettonica turca. D'Aronco dimostra che si può recuperare lo spirito della "turcità" (türkçülük) aprendo un confronto con l'arte europea sul tema  della modernizzazione, che significa l'accettazione delle nuove tecniche costruttive e dei nuovi materiali senza trascurare la tradizione alla quale egli si rivolge libero da atteggiamenti nostalgici, anzi con uno spirito ludico e  divertito. Le sue proposte di innovazione del retaggio culturale del passato sono di grande attualità e costituiscono una chiave di riflessione stimolante, dato che nelle società islamiche la ricerca di una modernità rispettosa della propria storia  è argomento scottante e vitale, soprattutto a fronte alla prepotente "invasione" dei modelli occidentali. Adottando un metodo basato sul "sincretismo" D'Aronco attua quell'opera di mediazione che è già stata messa in atto in altre epoche storiche, si pensi all'ellenismo che a sua volta ispira la cultura e l'arte romana. La sua risposta in termini espressivi non poteva essere definitiva  e questa "incontentabilità del presente" che Marcello Piacentini gli riconosceva mette a fuoco da una parte la difficoltà di fornire una sintesi, e dall'altra ci consegna un artista che come tale - qualunque sia l'epoca o la collocazione geografica - si trova costantemente nella dimensione del viaggio. (Diana Barillari)
_______________
Regione Autonoma Friuli- Venezia Giulia Direzione centrale relazioni internazionali, comunitarie e autonomie locali Servizio rapporti comunitari e integrazione europea Comune di Udine Assessorato alla Cultura Civici Musei di Udine - Galleria d'Arte Moderna Biblioteca Civica "Vincenzo Joppi" di Udine Chiesa di San Francesco, Udine 4 luglio- 22 agosto 2006 "D'Aronco architetto ottomano, progetti per Istanbul 1893-1909" 
Progetto scientifico: Diana Barillari con la collaborazione di Marzia Di Donato Progetto grafico e allestitivo: Ferruccio Montanari con Jessica Etro e Vanessa Marcuzzi Organizzazione e coordinamento: Donatella Quendolo (Assessorato alla cultura comune di Udine), Giovanna Bonafé, Samantha Bevilacqua (Galleria d'arte moderna) 
Restauri: Centro Studi e Restauro Gorizia 
Allestimento: Teknik srl. 
Cornici: Colussa Udine       
La mostra di Udine fa parte del progetto "I Turchi in Europa" ideato da Gianpaolo Carbonetto e sostenuto dalla regione Friuli Venezia Giulia che si articola oltre che in diverse mostre - a Palmanova, Pordenone, Trieste e villa Manin di Passariano (da settembre), in un programma nutrito di incontri, readings, conferenze.
Chiesa di San Francesco 
Via beato Odorico da Pordenone, Udine
Martedì - venerdì 16.00-20.00
Sabato e domenica 10.00-19.00
22.07.2006

 

"L'ALBERO DEI GIANNIZZERI"

L%27Albero_dei_Giannizzeri

Un nuovo personaggio, Yashim, nato dalla fantasia di Jason Goodwin, esperto di storia bizantina e turca. Un giallo che ci fa entrare nella Istanbul imperiale, in un mondo irrimediabilmente lontano, tra ambasciatori stranieri, dark ladies, assassini efferati, travestiti, artigiani, sette religiose sufi, soldati.

Va tanto di moda, soprattutto da parte di giovani romanzieri, scrivere libri gialli impostando le trame in epoche non attuali fuori quindi da quelle regole fissate da Giambattista Vico circa <l'unità di tempo, di luogo e di azione>. Ecco allora che i nostri eroi, i detective per la precisione, si muovono con scioltezza nell'antica Grecia o nella Roma imperiale. Alcuni anche tra gli egizi e nel Rinascimenti. Adesso, poi, pare che il massimo della novità sia ambientare i personaggi alla Corte dei Sultani, nella vecchia Istanbul ottomana. Jason Goodwin, studioso di storia bizantina all'università di Cambridge, è rimasto anche lui soggiogato da questo nuovo corso, forte oltretutto di una vasta cultura del passato come testimonia, tra i tanti elaborati, il suo poderoso testo dal titolo "Lords of the Horizons: A History of the Ottoman Emoire". Ecco allora dare alle stampe il suo "L'albero dei giannizzeri" dove il protagonista principale, l'eunuco Yashim (una sorta di Maigret ottomano, come qualcuno l'ha definito), deve fare luce su una serie di omicidi misteriosi che scuotono il Palazzo, vale a dire quello di una giovane circassa dell'harem e di altri quattro relativi ad altrettanti cadetti della Nuova Guardia del Sultano che da qualche tempo hanno sostituito i famosi Giannizzeri.
Goodwin si muove bene nei meandri di un mondo dorato quanto crudele e, conoscendo altrettanto bene la storia ottomana, fa muovere con disinvoltura il suo detective che certo non si perde d'animo - come si legge nella prefazione del libro - in mezzo ad "ambasciatori stranieri, dark ladies, assassini efferati ed efficienti, magnifici travestiti, artigiani, sette religiose sufi, soldati combattuti tra l'invidia dell'Occidente e la nostalgia delle vittoriose armate ottomane". Tutto ciò "mentre la città lentamente sprofonda tra gli incubi del passato e la paura del futuro...". C'è un però: come si avverte in tanti altri romanzi di diversi scrittori, tutti sullo stesso genere, la perfetta narrazione ambientale va a scapito della suspense. Sempre nella prefazione dell'editore si parla di "giallo impeccabile". Noi non ne siamo del tutto convinti. Già ad un quarto delle 380 pagine ci si domanda infatti cosa voglia fare effettivamente Yashim. Troppo lento è l'incalzare degli avvenimenti e questo, a nostro avviso, è perché l'autore si compiace troppo nel dipingere l'ambientazione senza tenere contro che il lettore quando si butta su un giallo non vuole tanto degli affreschi storici, ché altrimenti sceglierebbe libro ad hoc, quanto il classico romanzo d'evasione alla Agatha Christie o alla Ellery Queen. Fin qui il nostro nostra piccolo dissenso. Per resto, sotto l'ombrellone anche il nostro Yashim può fare il suo dovere. (Vera. Inca.)
Jason Goodwin - L'albero dei Giannizzeri - Ed: Einaudi   Pagine 380 euro
22.07.2006

 

CULTURA

AUGUSTE RODIN,
L'ULTIMO
DEGLI SCULTORI

Auguste_Rodine

Il Sakip Sabanci Museum di Istanbul ha fatto nuovamente centro con l'allestimento di una retrospettiva sul grande artista francese vissuto a cavallo tra il XIX e il XX secolo. La mostra resterà aperta fino al 3 settembre prossimo. Un invito per tutti i turisti a visitarla, anche se frettolosamente.

Due_delle_sale_della_mostra_di_RodinRodin_ad_istanbulA distanza di pochi mesi dal successo della mostra su Picasso, il Sakip Sabanci Muzesi ha centrato un  nuovo obiettivo mettendo in piedi una retrospettiva su Auguste Rodin. Noi ci auguriamo che gli italiani, e non solo loro, che si trovino a passare per Istanbul trascurino almeno per una volta i vari bazar che tanto attirano il turista con le loro cianfusaglie, comunque sempre allettanti, e facciano un salto sul Bosforo per soffermarsi davanti ad alcuni dei più bei capolavori dell'artista francese vissuto a cavallo tra il XIX e il XX secolo, degno erede di Fidia e Michelangelo ai quali si era ispirato.
Si tratta di 203 opere - tra marmi, bronzi e disegni provenienti per lo più da Parigi - che gli organizzatori del museo hanno disposto con perfetta simmetria nelle ampie sale del Sakip Sabanci in un gioco di luci e di ombre che, sopratutto nelle sculture, offrono al visitatore la potenza plasmatica di una creatività senza eguali.
La rassegna, che resterà aperta fino al prossimo 3 settembre, è l'occasione per arricchire lo spirito quel tanto che basta e per dire agli amici - al ritorno da un viaggio, "Sapete, abbiamo visto anche una mostra su Rodin e ne siamo rimasti affascinati". Proprio così!
E se è vero che i cultori dell'arte sanno tutto di lui - dalle sue tecniche, ai suoi caotici insiemi di figure, alle varie allegorie dell'amore, agli infiniti nudi e ai corpi mozzati, alla plasticità dei movimenti non alieni da forti impulsi erotici - c'è sempre qualche cosa di nuovo da apprendere nel trovarsi di fronte ad un'una opera di non comune sensualità quale, ad esempio, Il bacio.
Rodin, forse l'ultimo dei grandi scultori anche se alle volte le sue opere, in particolare i bronzi, creano una sorta di inspiegabile sgomento. Ma basta guardare un suo ritratto, e gli occhi sprigionanti una carica magnetica quasi demoniaca, per comprendere appieno quale potenza l'artista trasferisse nelle sue opere.
Nato nel 1840, Rodin
dal 1854 al 1857 frequentò la Petite École, dove studiò disegno. Non riuscendo ad entrare alla École des Beaux-Arts, a partire dal 1858 si mantenne lavorando come decoratore. Nel 1864 fu accettato nella bottega di Carrier-Belleuse, scultore, con cui collaborò nella decorazione della Borsa di Bruxelles fino al 1870. Trasferitosi in sguito a Bruxelles, l'artista non disdegnò di lavorare assieme al belga Van Rasbourgh nella produzione di sculture per il Palais des Académies. Nel 1875 partì per l' Italia. L'obiettivo era studiare Michaelangelo. Rimase colpito dalla Cappella Sistina, che gli ispirò L'età del bronzo, un'opera che divenne un succès de scandale: il nudo virile aveva infatti un modellato tanto innovativo e realistico che l'artista venne accusato di averlo fuso da un calco dal vivo. L'esecuzione del San Giovanni Battista, scultura monumentale eseguita nel 1878-80 con la stessa tecnica, gli valse il riconoscimento di critica e pubblico. Tornato in Francia, nel 1880 si trasferì a Parigi aprendo il proprio studio al Dépôt des Marbes, 182 Rue de l'Université, che conserverà fino alla morte. Sempre nel 1880, lo Stato gli commissionò il portale monumentale del Musée des Arts Décoratifs. Soprannominato Porta dell'Inferno per il soggetto dantesco, il progetto impegnò Rodin per più di vent'anni e comprende più di 200 figure, una grande allegoria dell'amore e della dannazione. I disegni delle opere sono alla base di alcune delle sue sculture più famose, eseguite indipendentemente dal progetto. Rodin tenne la sua prima personale con Monet alla Galerie Georges Petit di Parigi nel 1889, riscuotendo il plauso della critica d'avanguardia. Da quel momento ricett riconoscimenti e numerose commissioni. La vera fama gli giunse però grazie alla rassegna organizzata durante l'esposizione Internazionale di Parigi del 1900: il padiglione Rodin venne in seguito installato nel parco della sua Villa des Brillants a Meudon, e utilizzato come studio. La morte colse l'artista a Meudon nel 1917, tre giorni dopo che se ne era andata l'amata moglie Rose. Moltissime delle sue opere furono lasciate al Governo francese per la creazione  di un Musée. (Veronica Incagliati)
Master Sculptor
Rodin In Istanbul June 13/Setember 03, 2006 Sakip Sabanci Museum Emirgan 34467 Istanbul T: 0212-2272200  F: 0212-2294914  http://muze. sabanciuniv.edu 

22.07.2006

LE MATTONELLE DI IZNIK DECORANO IL MONDO

Le_mattonelle_di_Iznik

 

A colloquio con il presidente della <Fondazione <Iznik Tiles Education>, Atil Erdan. Una lunga storia che parte dal 1400.

Famous İznik tiles, a traditional Turkish decoration that dates back to the Ottoman period, now adorns walls on numerous structures in all corners of the world.
İznik Tiles Education Foundation President Atıl Ersan said the traditional handcraft, which was first made in the 15th century but totally vanished in the 1800s, was being revived through the efforts of the foundation and that the pieces they created in their workshops were being marketed to numerous countries as well as being utilized in decorating public and private buildings in Turkey.
Ersan told the Anatolia news agency that İznik tiles, which were only used in decorating mosques and Ottoman palaces, could now be seen almost everywhere.
"Are you taking the Istanbul metro? Then sit on a bench in a metro station, raise your head and view the İznik tiles on the walls. If you are in the Şişli station you'll see fruit trees' if you're at the Levent station you'll see the Ottoman navy. ... İznik tiles are in newly-opened restaurants and hotel suites. And they are not only in Turkey, they are found in all corners of the world," said Ersan.
Ersan said a shopping center in Dubai also featured İznik tiles.
"Each year, thousands of shoppers from Turkey visit Dubai. In the Bur Juman Shopping Center, the most prestigious among those in Dubai, seeing İznik tiles on the upper floor is a great delight for a Turk. ... The red, turquoise and green palm tree depictions on these tiles add fresh interpretations to the classical İznik tile.
"In short, our foundation continues to adorn the world with this distinguished art," he said. (Turkish Daily News)
22.07.2006

 

MUSEI

UN_esempio_di_museo_turco

La vastità ed il tipo di oggetti  - dalle monete ai manufatti antichi, alle sculture e ai disegni - attraggano un numero sempre maggiore di visitatori mettendo in evidenza il cuore storico della Turchia, soprattutto dal punto di vista archeologico. Ben 2.815.470 pezzi che non aspettano altro che di essere ammirati.

The museums of a country are probably the most distinctive signs of the importance that country attaches to culture and history. It can also be said the amount of interest shown in museums depends on how capable they are of presenting the cultural and archaeological wealth of a country. 
However, Turkey's museums recently came to the agenda due to an unfortunate event -- the theft and replacement by fakes of pieces from the Karun Treasure on display in Uşak Archaeology Museum. Turkey possesses a large number of museums housing its centuries-old cultural heritage.
A total of 2,815,470 pieces are currently on display in 92 museums under the auspices of the Culture and Tourism Ministry, according to the ministry's data.
The cultural wealth of Anatolia, host of numerous civilizations throughout history, is attracting many visitors, especially foreign tourists.
Some 2,815,470 cultural/ancient/historic pieces were viewed last year in museums by around 18,384,865 visitors, bringing in gross receipts of around YTL 85,481,628.
Museums in Turkey house 1,658,275 coins; 688,032 archaeological and 290,573 ethnographical artifacts; 118,005 tablets; 24,885 manuscripts; and 23,894 seals and seal stamps.
31 museums reopen after renovation:

Twenty-five museums out of 31 undergoing renovation were open to visitors last year while Cumhuriyet Museum General Council Hall, Bolu Museum, İzmir Ödemiş Birgi Çakırağa Mansion, İzmir Tire Museum, Kütahya Ceramic Museum, Muğla Marmaris Museum, Samsun Gazi Museum and Sinop Archaeology Museum reopened for visitors this year following restoration.
A certain day each month was announced as "Public Day" to enable visitors to visit the museum free of charge on that day in line with a newly implemented arrangement.
Seventy-eight museums of the Culture and Tourism Ministry possess electronic security systems whereas 63 of those were in need of revision.
Twelve museums, including Uşak Archeology Museum, which recently came to the agenda for the theft and replacement by fakes of pieces from the Karun Treasure on display there, were included in the 2005 investment program while 11 museums are scheduled for the 2006 investment program, for necessary revision.
Topkapı Palace, housing unique artifacts of the Ottoman period, remains among the most visited museums in Turkey. According to the Culture and Tourism Ministry's data, Topkapı Palace attracted 3,122,798 visitors, followed by Hagia Sophia Museum with 2,039,488 visitors, Konya-Mevlana Museum with 1,390,710, Göreme Open Air Museum with 552,025 and Hacıbektaş Museum with 466,006.
Topkapı Palace, Hagia Sophia Museum, Göreme Open Air Museum, Mevlana Museum and Bodrum Underwater Archaeology Museum persistently remain among the top money earners.
The five leading archaeological sites bringing in the highest gross receipts are Efes, Troy, Bergama, Aspendos and Perge.
Inventory under way:

While the cases in the Uşak and Kahramanmaraş museums highlighted the importance of inventory, a comprehensive inventory on displayed pieces is being conducted throughout Turkey since September. In some museums inventory commissions were established and the work will continue in 32 museums, employing at least three specialists.
Museums and cultural assets:

Numerous artifacts unearthed from all over Anatolia are being displayed in the 92 museums under the auspices of the Culture and Tourism Ministry.
Some of these museums and the unique artifacts they house are as below:
Adıyaman Museum: It is the largest museum of the southeastern region in terms of the value of artifacts it houses. Hatchets, incisors belonging to Paleolithic period, terracotta vases from the Chalcolithic period, some ornaments from the Bronze Age and Roman period ceramic cases as well as seals, ornaments, animal figures, mosaics, golden, silver and bronze coins and some local ethnographical pieces belonging to different periods are on display at the museum.
Amasya Museum: The museum serves the central Black Sea region as the most modern and wealthiest museum with around 24,000 artifacts including archaeological and ethnographic pieces belonging to 11 civilizations, coins, manuscripts, seals and a mummy. Bronze and terracotta sarcophaguses and Mehmet Paşa Mosque's door, dating back to the Ottoman period, are other pieces on display in the museum while six mummies from the İlhanlılar period are on display in the Sultan I. Mesud Tomb located in the museum's garden.
Çanakkale Museum: Houses nearly 30,000 artifacts excavated from 200 sites in and around Çanakkale, including the artifacts unearthed from the excavations in the ancient city of Troy, which have continued since 1870 despite some stops. Fossils, Stone Age axes, Beşige Tepe prehistoric ruins and Troia layer arts, Buckel ceramics, a stone crystal lion's head, an amulet, idols and bronze arts reflecting ancient period art of Troia as well as daily and religious life of the civilization are some of the artifacts on display in the museum.
Çorum Müzesi: The findings of excavations in Alacahöyük, Boğazköy, Ortaköy, Eskiyapar, Pazarlı, Kuşsaray and Alişar Höyük form the core of the museum. Coins, ceramics, glass perfume cups and lachrymatories, figurines and statuettes, offering cups, steles and jewelry from Hellenistic, Roman and Byzantine periods are exhibited in typological order in the museum. Bath basins from the Hittite period, flask shaped cups, vases, fruit stands, moulds, crucibles, cap-shaped discs and seals from the Hittite and Phrygian periods and painted cups dating to the Phrygian period are among other artifacts on display in the museum.
Anatolian Civilizations Museum: An exceptional museum with its unique collections, the museum features Anatolian archaeological artifacts from the Paleolithic Age to the present.
Many artifacts from the Paleolithic, Neolithic, Chalcolithic and Old Bronze ages as well as the Phrygian, Urartian and late Hittites periods are exhibited in the museum, which was named the "Museum of the Year" in Switzerland in 1997.
Artifacts including mother goddess sculptures, stamp seals, earthenware containers, agricultural tools made of bone excavated from the two important centers of the Neolithic Age, namely Çatalhöyük and Hacılar, as well as valuable metals, death gifts discovered from royal tombs of Alacahöyük, ruins from Hasanoğlan, Karaoğlan, Merzifon, Ahlatlıbel, Bolu, Semahöyük -- dating back to the Old Bronze Age, are among the significant pieces on display.
Embossed bull figure containers, earthenware artifacts, tablets of government archives, seals of the kings from the Hittite period and the collections including Greek, Hellenistic, Roman and Byzantine period artifacts from the 1st millennium, made of gold, silver, glass, marble, bronze and coins, can also be seen at the museum.
Ankara Ethnography Museum: Having served as a mausoleum of Atatürk for 15 years until the completion of Anıtkabir, the current mausoleum of Atatürk, the founder of the Turkish Republic, has a museum housing items reflecting public culture and tradition in Anatolia. Carpets, weaving benches from Uşak, Bergama, Kula, Milas, Karaman and Kırşehir regions; socks from the Sivas region; sweet boilers, hand washing jugs, trays, coffee trays, meal tables, cups, candle scissors, arrows, bows, lighting pistols, rifles and a sword from the Ottoman period as well as Turkish pottery, Kütahya porcelains, religious and sect properties and Turkish inscriptions are some of the pieces exhibited in the museum.
Antalya Museum: The museum contains 13 display halls and open galleries and features fossils of geological periods; a chipped gavel, hand axes, diggers, bone tools found in the Karain cave and stratigraphies from the pre-Paleolithic period to the Roman period.
Gaziantep Museum: Findings excavated from more than 30 archeological sites in the region are exhibited in the Gaziantep Museum. Mosaics excavated from the ancient city of Zeugma possess great archaeological importance for the museum. In addition to the Zeugma seal collection and mosaics, the museum houses statues and reliefs unearthed from Belkıs excavations.
Kahramanmaraş Museum: Having four exhibition sections -- Archeology Hall, Stone Works Hall, Ethnography Hall and Garden and Porch, the museum contains the findings of Kelibişler Village, Domuztepe and Hopaz Tumulus excavations as well as some prehistoric artifacts found in the Döngel cave. Various ceramic works from the Iron Age to the Hellenistic period are among other items on display in the museum. Some 24,470 movable cultural assets are recorded in the inventory of the museum; 15,965 of these are coins.
Topkapı Palace Museum: The construction of the palace was completed during the time of Fatih Sultan Mehmet (the Conqueror) but it took its present layout in later centuries.
Being the official residence of the Ottoman sultans, Topkapı Palace was converted into a museum in 1924 in line with Atatürk's directive. The palace, which remains among other rare museums in the world as preserving its historical wealth to date, features unique pieces belonging to the Ottoman period.
The main sections of the palace are Harem; Palace Attire and Garments; Imperial Treasury; Books, Maps and Calligraphic Documents in the Topkapı Museum; Miniatures from the Topkapı Palace; Portraits of the Sultan; Clocks; The Chambers of the Sacred Relics; Porcelains in the Topkapı Museum; and Guns and Armory.
The Chambers of the Sacred Relics features the relics of the Prophet Mohammed. In the central display case the personal holy effects of the Prophet Mohammed are exhibited, including a letter in a gold case, soil from his grave, several hairs from his beard, his footprint and some of his extracted teeth.
The numbers of maces, pendants, daggers, chests, book covers, candelabra, rings and various decorative articles adorned with such stones as diamonds, emeralds, rubies and brilliant's belonging to Ottoman period as well as the 86-carat famous Spoonmaker's Diamond, remaining among the world's 22 most famous diamonds, are exhibited in the Treasury section, while an illuminated page from a Koran, a map drawn by the 16th Century Turkish geographer Piri Reis as well as documents related to state and palace business are on display in the Books, Maps and Calligraphic Documents section.
Haghia Sophia Museum: Hagia Sophia assumed one of the unique monuments of world architectural history in terms of its architecture, magnificence, size and functionality, constitutes a synthesis between east and west with its exceptional history, including interesting forms of Byzantine architecture, mosaics of the Christian period as well as additions during the Ottoman era.
Hagia Sophia served as a church for 916 years and a mosque for 481 years; it has been functioning as a museum since 1935. Besides the unique architecture of the building, the oldest mosaics -- gold gilded with geometrical and floral designs as well as figural mosaics (with images of Jesus Christ, Virgin Mary, etc.) from the 9th-12th centuries -- attract thousands of visitors every year.
Tombs of Sultan Selim II, Sultan Mehmet III, Sultan Murat III; the fountain of Sultan Mahmut I; a primary school; a soup kitchen; a library; Sultan Abdülmecit's meeting place and the mosque timekeeper's (astronomer's) room, reflecting the excellent architectural examples of the Ottoman period, are among the other attractions located in the Hagia Sophia Museum.
Bergama Museum: Bergama Museum opened for visitors in 1936, featuring archeological findings excavated from Bergama and its surrounding, belonging to various periods from the early Bronze Age to the Byzantine period. Among them are Archaic period findings as well as carpets, kilims of the region (Yuntdağ, Kozak, and Bergama weavings), cloth weaving samples and some other handmade stuff belonging to other regions of Anatolia.
Konya Archaeology Museum: The museum exhibits pieces belonging to Old Bronze, Mid Bronze (Assyrian Trade Colonies), Iron (Phrygian, Urartian), Classical, Hellenistic, Roman and Byzantine periods, starting from the Neolithic period.
Malatya Museum: The museum features nearly 15,518 pieces, including fossils found in the Malatya region, an area possessing rich archaeological and ethnographic findings, as well as Neolithic, Calcolithic and Bronze period finds; and Hittite, Urartu, Roman, Byzantine, Seljuk and Ottoman period pieces.
Manisa Museum: Cult sculptures of Abundance Goddess Kybele and Athena, Dionysus, Hermes; Roman period sculptures and busts as well as Byzantine period works including the marble reliefs of the angels Gabriel-Michael and Mary; a grave fresco with peacock brought from the vaulted grave in Sardis; various Christian symbols and various types of candles are exhibited at the museum.
Bodrum Underwater Archaeology Museum: Located in Bodrum Castle, the museum houses late Roman shipwrecks; amphora, a Turkish bath estimated to date back to 1890s, coins and jewelry used in the Carian period; and a shipwreck found in Kaş and Uluburun. In the Carian Princess Hall a well-preserved interred skeleton surrounded by gold jewelry and ornaments and estimated to belong to a woman of wealth from the Late Hellenistic-Early Roman period, as well as some other findings, are exhibited.
Sinop Museum: A rich icon collection depicting Christ, angels, Mary and saints and bearing the features of Byzantine artistic style; pieces from the Prehistoric period; and various coins belonging to the Roman, Byzantine, Seljuk and Ottoman periods are all among the displayed items.
Şanlıurfa Museum: The Şanlıurfa region has a rich history, including a wealth of tumulus and old settlements. Harran village, 44 kilometers southeast of Şanlıurfa, is a most popular and interesting area with its authentic architecture. Many rescue excavations were conducted in the area. Besides artifacts discovered in the excavations in the village of Harran, other historical and cultural pieces found in other old settlements and tumulus are exhibited in separate displays arrayed in chronological order. Sharp tools along with stone idols and cups from the Neolithic Age; painted and unpainted ceramic objects from the Chalcolithic Age; amphora pieces marked with stamp seals, cup pieces decorated with figurines, animal figurines, metal objects, jewelry and idols from the Bronze Age are among the museum's archaeological wealth.
Uşak Museum: The sculptures belonging to the Old Bronze period, earthenware pots and glass -- pieces remaining from the Hellenistic and Roman periods, grave steles, vow steles and atonement inscriptions belonging to the Roman period are among the displayed items in the museum.
The museum also houses the Lydian treasures, called the "Karun Treasure," which were smuggled to the United States from the surroundings of Uşak in the second half of the 1960s but were later brought back to our country in 1993. (Turkish Daily News)
22.07.2006

 

MUSICA

ROSSINI OPERA FESTIVAL

Rossini_Opera_Festival

La 27/ma edizione aprirà i battenti il prossimo 8 agosto. In cartellone opere come "Torvaldo e Dorlisca", "L'Italiana in Algeri", "La cambiale di matrimonio", "Adelaide di Borgogna", "Stabat Mater". Mozart ricordato con "Die Schuldigkeit des ersten Gebots". Tra le novità un divertissement di Tito Schipa jr: "Herr Rossini, signor Wagner".

Ancora una volta il nostro sito web ospita un argomento che non è legato alla Turchia. Noi ve lo proponiamo perché Rossini è sempre Rossini e poi, con la sua musica, le turcherie sono di casa. Vedi "L'Italiana in Algeri".
Non molto tempo fa, conversando con uno degli organizzatori del Rof, chiedevamo come mai il Ravenna Festival desse - con l'acquisto di spazi pubblicitari sui giornali e sui media in genere - più importanza alla sua manifestazione musicale di quanta faccia Pesaro con la propria. La risposta - nella sua semplicità, sconcertante ma anche lineare - fu che il Rof non ha bisogno di reclamizzarsi dal momento che è talmente conosciuto, sia in Europa come in altre parti del mondo, al punto di vendere con largo anticipo per prenotazione l'85% dei biglietti. Risposta che indubbiamente pecca un po' di presunzione provinciale ma che comunque la dice lunga su chi lavora dietro le quinte di questa rassegna, ormai riconosciuta  come una delle più intelligenti e moderne, al pari di quelle di Salisburgo a Beyreuth. L'edizione di quest'anno - la 27/ma per la precisione e che è stata presentata nel corso di una conferenza alla Stampa Estera in Roma -  sicuramente darà ragione al nostro interlocutore. Basta guardare il programma: da un "Torvaldo e Dorliska", per la prima volta nella versione critica della Fondazione Rossini, a "L'Italiana in Algeri"; da "La cambiale di  matrimonio" all'"Adelaide di Borgogna", allo "Stabat Mater". Senza contare quella chicca, il "Die Schuldigkeit des ersten Gebots" (L'obbligo del primo comandamento), che fu il primo lavoro vocale composto da Mozart e che sarà rappresentato a Pesaro assieme a "La cambiale". Ancora una volta troveremo direttori di orchestra, cantanti e registi di grande risonanza. Per questi ultimi valgano i nomi di Dario Fo, Luigi Squarzina e Mario Martone. Sullo sfondo di una crisi economica che in Italia si fa sentire più che in altri Paesi e in un momento in cui i tagli governativi alle manifestazioni musicali non favoriscono certo programmazioni di ampio respiro, bisogna dare atto come ancora una volta Pesaro ed il Rof siano riusciti a superare le mille difficoltà che sovrintendenti, direttori artistici ed amministratori si sono trovati davanti. Non ultimo lo spostamento della maggiore struttura teatrale dal vecchio Palafestival, non più agibile, all'interno del BSA Palas, più noto come il palazzo del basket pescarese. Trasformare una costruzione da 11 mila posti, priva dei minimi requisiti dell'acustica, in due piccoli recipienti posizionati sul parquet che ricordano il teatro greco, con cavee che si danno le spalle e perfettamente adatti per risonanza musicale, è stata una autentica sfida della quale - come faceva osservare il sovrintendente Gianfranco Mariotti - il Rof avrebbe fatto volentieri a meno. Sfida, ad ogni modo, che al momento è stata superata. Sarà poi il pubblico a decretare, con i loro applausi o fischi all'occorrenza, quanto questo lavoro sia stato buono e quanto gli artisti risponderanno alle aspettative. La nuova struttura - intitolata ad Olympe Pélissier (seconda moglie di Rossini) e dislocata in periferia - sarà servita da un bus navetta che consentirà agli spettatori privi di macchina di raggiungere il teatro senza difficoltà. Semmai a risentirne sarà quel certo clima di mondanità che per 15 giorni, ogni anno, aveva fatto del cuore di Pesaro uno struscio degli amanti del bel canto, tutti in tiro nei loro eleganti abiti da sera perché - ed e' un fatto - la musica classica va rispettata anche con l'abbigliamento. E a proposito di quest'ultimo sarà interessante vedere come vestiranno quei giovanissimi - sempre che accolgano l'invito e che accorrano in massa - ai quali il biglietto d'ingresso costerà appena un euro. Una novità circa la quale non tutti possono trovarsi d'accordo ma che potrebbe servire per trascinare i ragazzi verso un mondo che non sia  esclusivamente quello delle discoteche. Ulteriore novità sarà poi un divertissement di Tito Schipa jr dal titolo "Herr Rossini, signor Wagner". Reciterà, tra gli altri, Arnaldo Ninchi. Come sempre, al Rof sarà abbinato il Festival Giovane con l'Accademia Rossiniana e con "Il viaggio a Reims".
Questo il programma:

"Torvaldo e Dorliska" : 7-10-13-16-21 agosto  (Teatro Rossini)
"La cambiale di matrimonio" / "Die Schuldigkeit des ersten Gebots" : 8-11-14-18 agosto        (BSA Palas)
"L'italiana in Algeri" :  9-12-15-19  agosto        (BSA Palas)
"Adelaide di Borgogna"  :    17-20 agosto         (BSA Palas)
"Stabat Mater"   :     18 agosto           (BSA Palas) (Veronica Incagliati)
22.07.2006

 

A MASSIMO BERTANI
IL FESTIVAL INTERNAZIONALE
DI CESME

Massimo_Bertacci

 

Il giovane pratese ha incantato la giuria ed il pubblico che gremiva l'anfiteatro turco con la sua eccezionale voce soul.

Non solo, il suddetto pratese è stato il vincitore assoluto dell'evento canoro dal respiro internazionale che si è concluso qualche giorno fa. Massimo Bertacci, ventotto anni di Usella, Cantagallo, ha incantato la giuria e il pubblico che gremiva l'anfiteatro turco con la sua eccezionale voce soul dall'incredibile estensione. Il timbro e l'agilità della sua voce insieme al brano scritto per lui da Riccardo Ancillotti, autore di Umberto Tozzi gli hanno fatto conquistare il primo premio dal simbolo eloquente: una sobria chiave di violino dorata. La concorrenza era di livello internazionale, tredici rappresentanti di altrettanti Paesi del mondo: Germania, Cecoslovacchia, Estonia, Finlandia, Olanda, Inghilterra, Israele, Svezia, Kazakistan, Romania, Turchia, Grecia. Un'esperienza che va al di là dei 4000 dollari di premio.Ed ora per Massimo Bertacci si aprono nuove frontiere ma sempre all'estero, con la proposta di partecipazione ad un festival in Oriente "A voice for Asia". In Italia nel 2004 richiamo l'attenzione della moglie del maestro Muti che lo invitò al suo <Ravenna festival>. (Toscana Tv)
22.07.2006

IL TURCO BURHAN OCAL ALLA <CASA DEL JAZZ>

Burhan_Ocal

L'artista si esibirà questa sera, sabato 22 luglio, nell'ambito della tredicesima edizione del "Roma Festival Jazz".

Burhan Ocal, uno dei grandi maestri della musica turca odierna, suonerà questa sera, sabato
22 luglio, alla <Casa del Jazz> a Roma alle ore 21:00, nell'ambito della trentesima edizione del "Roma Jazz Festival", uno degli eventi musicali più importanti di Roma e del Jazz in Italia.
Burhan Ocal, maestro in tutti i tipi di percussioni e strumenti a corda, nelle sue composizioni integra e fonde con maestria una moltitudine di generi musicali: dalla musica classica turca al folk con influenze occidentali e al jazz, superando così i limiti del tempo e della cultura.
Nella sua carriera, l'artista turco ha inciso ben 25 album e suonato concerti in tutto il mondo, dal <Montreal Jazz Festival> al <Ravinia Festival>, al <Womad Festival>. Burhan Ocal ha vinto numerosi premi internazionali, tra cui il "German Record Critics Award", e si è esibito con importanti artisti internazionali tra i quali: Maria Joao Prires, Joe Zawinul, Elliot Fisk, Jamaaladeen Tacuma, Andreas Vollenwaider. (Ufficio del Turismo turco)
22.07.2006

MODA

OCCHIALI DA SOLE ERMENEGILDO

Lo_stile_Ermenegildo_Zegna

 

Successo di una collezione organizzata in Turchia da <Sesa Dis Ticaret Ltd.Sti.>. Raffinatezza ed armonia di uno stile tutto italiano.

Ermenegildo Zegna Sunglasses collection, imported by Sesa Dış Ticaret Ltd. Şti., is the perfect complement for men of elegant, contemporary tastes. The mood of the collection reflects the spirit and style of Ermenegildo Zegna's main collection: carefully chosen materials, rigorous lines and careful attention to detail are a mark of style. The spirit of the collection can be described as vintage-futurist: a concept that perfectly reflects the historical and vintage roots of the collection's inspiration, interpreted in a highly personal modern vein.
Couture line:

Refined glasses in perfect harmony with the established style of Ermenegildo Zegna's tailored lines. Titanium, an ultra-light, hypo-allergic material offers excellent resistance to all types of stress for maximum comfort and durability. Careful attention to detail is reflected in the positioning of a rubber detail bearing the designer's logo on the temple.
Highway line:

An icon of Zegna's upper casual style, the small and exclusive Highway family now has the addition of an eyewear line. Elegant stitching on the leather provides a subtle finish characterizing excellence and true class. The unique design of the hinge enables a gentle transition from the frame front to the temple.
Travel line:

The Zegna man chooses eyewear that translates sports style shapes into designs to suit the sophisticated taste of the collection. These are the perfect glasses for leisure use: comfortable and a pleasure to wear.
Nomad line:

A creative interpretation of vintage inspiration, this line sums up precisely the vintage-futurist concept inspiring Ermenegildo Zegna's collection. Polarized lenses guarantee exceptional visual comfort and functionality, while the design reveals carefully thought-out stylistic details.
A short history of Ermenegildo Zegna Group:

Ermenegildo Zegna opened its first retail store in Paris in 1980. Another store was opened in Milan in 1985. In 2000, there were 300 Zegna retail locations worldwide.
Currently, the Zegna Group has boutiques in Austria, France, Germany, Great Britain, Spain, Turkey, Mexico, the United States and Japan. More recently, stores have also opened in Canada, China, Argentina, Hong Kong, South Korea, Singapore, Malaysia, Taiwan, Australia and India.
As of 1999, the Zegna Group had eight manufacturing plants in Italy, two in Spain, three in Switzerland, one in Mexico and one in Turkey.
Zegna's range of manufactured products covers fabrics, suits, neckties, knitwear, shirts, accessories and sportswear. Zegna clothing is sold in American, European and Asian markets.
Ermenegildo Zegna has a yearly output of over two million meters of fabric, 350,000 suits, one million pieces of sportswear and 1.5 million neckties. Zegna employs 4,500 workers worldwide. Forty percent of the company's sales are in the Americas, 40 percent in Europe and 20 percent in Asia.
About Sesa Group:

Sesa Group, founded in 1989, became Turkish distributor of Italian De Rigo Group in the same year. The group distributes the world's leading eyeglasses brands in Turkey. In 2000, Sesa Group began to open its own retail stores under the name Opmar Optics. Opmar Optics is the first Concept Eyeglasses Stores in the sector. Now the group has 11 retail stores in Ankara, İzmir and Kusadasi. (Turkish daily News)
22.07.2006

SPORT

FUORI DAL MONDIALE RALLY

Niente_più_rally_per_la_Turchia

A far compagnia alla Turchia anche l'Australia e Cipro. Sono entrate dentro, invece, Norvegia, Portogallo e Irlanda.

L'avevamo anticipato già da tempo, ed ora abbiamo la conferma. Fuori dal Mondiale Rally Australia e Turchia. Ad esse si aggiunge il Rally di Cipro, che, in fin dei conti, non è una grande perdita, data la sua conformazione non prettamente rallystica. Roba da rally-raid...
Dentro Norvegia, Portogallo e Irlanda. Tre gare che hanno già dimostrato le esponenziali potenzialità logistico-sportive nei mesi scorsi. Se per la Norvegia e l'Irlanda si tratta di debutti assoluti, per la gara iberica si tratta di un gradito rientro in Algarve, che, dopo un riassestamento generale (improntato sulla sicurezza), si prepara in pompa magna ad accogliere i big del World Rally Championship la prossima primavera.
Dalla pubblicazione del calendario 2007 si evince, inoltre, un'altra bella notizia. Infatti, è scongiurata l'opzione di vedere un mini campionato nel 2007 da gennaio a maggio. Il format rimarrà intatto. Nessun'altro stravolgimento, insomma.
FIA World Rally Championship
Calendario 2007 (16 rounds)
19/01-21/01 - Rallye Automobile Monte-Carlo
09/02-11/02 - Uddeholm Swedish Rally
16/02-18/02 - Rally Norway
09/03-11/03 - Corona Rally Mexico
30/03-01/04 - PT Rally de Portugal
04/05-06/05 - Rally ACA Argentina
18/05-20/05 - Rally d'Italia Sardegna
01/06-03/06 - BP Ultimate Acropolis Rally of Greece
03/08-05/08 - Neste Oil Rally Finland
17/08-19/08 - OMV ADAC Rallye Deutschland
31/08-02/09 - Propecia Rally New Zealand
05/10-07/10 - Rallye de France - Tour de Corse
12/10-14/10 - RallyRACC Catalunya-Costa Daurada
26/10-28/10 - Rally Japan
16/11-18/11 - Rally Ireland
30/11-02/12 - Wales Rally GB (Racingword.it)
22.07.2006

 

 

A PORTE CHIUSE

LO_stadio_dove_giocherà_la_Turchia_contro_Malta

 

E' così che la Nazionale turca disputerà a Francoforte la gara casalinga del Gruppo C di qualificazione a Uefa Euro 2008 contro Malta.

Turchia_a_porte_chiuse_per_l%27UefaIl 6 settembre, la Turchia disputerà la gara casalinga del Gruppo C di qualificazione a Uefa Euro 2008 contro Malta, a porte chiuse alla Commerzbank Arena di Francoforte. A causa degli incidenti dello scorso novembre nello spareggio di ritorno per la Coppa del Mondo Fifa contro la Svizzera, la Turchia ha ricevuto una sanzione disciplinare e dovrà giocare i prossimi tre incontri casalinghi a porte chiuse e in campo neutro. La nazionale disputerà le prossime gare di qualificazione in casa l'11 ottobre contro la Moldova e il 28 marzo contro la Norvegia. (Adnkronos)
22.07.2006

LA VOLTA DI ZICO

 

Il brasiliano è il nuovo allenatore del Fenerbahçe. Prende il posto del tedesco Christoph Daum. Contratto per due anni.

Zico è il nuovo allenatore del Fenerbahçe. Il brasiliano, che ha chiuso un'esperienza come ct del Giappone, ha firmato un contratto di 2 anni. Zico prende il posto del tedesco Christoph Daum nonostante i buoni risultati di quest'ultimo: primo posto nel 2005 e secondo al termine del campionato 2006. Il campione della <Selecao> è reduce da una brutta avventura ai Mondiali con la nazionale nipponica, con la quale ha chiuso il suo girone all'ultimo posto. (Ansa)
22.07.2006

 

IL PRONTO RISCATTO DEGLI AZZURRI

La_vittoria_dell%27Italia_sulla_Turchia

 

Dopo la sconfitta con la Serbia, La Nazionale di basket ha battuto la Turchia nel torneo di Bormio per 87-71.

Carlo_RecalcatiDopo la prima sconfitta dalla Serbia, gli azzurri tornano alla vittoria battendo 87-71 la Turchia di Boscia Tanjevic, che martedì scorso aveva perso 86-83 in amichevole sempre contro la Serbia. Dopo l'allenamento mattutino Carlo Recalcati ha messo a riposo Boscagin, Cavaliero, Cittadini, Di Giuliomaria, Pecile e Spinelli, ma ha recuperato i ''veterani'' Basile, Marconato e Soragna.
Gli azzurri sono partiti bene e con una pressione a tutto campo sono riusciti a chiudere il primo quarto in vantaggio 24-15. All'inizio del secondo quarto mettendo pressione sul portatore di palla gli azzurri hanno ottenuto un break (34-21). 
Con un'azione da manuale in contropiede Di Bella ha poi messo la tripla del 39-23. Belinelli, dopo l'ottimo esordio in maglia azzurra, continua a dimostrare tutto il suo valore e ha chiuso il primo tempo con 13 punti all'attivo. Anche Michelori si mette a disposizione delle squadra e dalla prestazione che offre è già in buona condizione fisica.
A un minuto e 50'' dalla fine del terzo quarto alla Turchia è stato fischiato fallo tecnico alla panchina, con un Tanjevic molto polemico nei confronti degli arbitri: l'anno scorso il tecnico turco venne addirittura espulso. Quasi sulla sirena Di Bella si è inventato un canestro dei suoi con fallo e l'Italia ha finito il terzo periodo 69-54. Un vantaggio che la Turchia non è più riuscita a rimontare.
''Gli avversari erano diversi, ma dipende tutto dallo stato di forma delle squadre che stiamo affrontando - ha detto Recalcati - La Serbia oltre ad essere un'ottima squadra è anche più avanti come preparazione. Noi abbiamo stiamo entrando in condizione, dopo il duro lavoro svolto in questi giorni. I giocatori più esperti hanno dimostrato di essere fondamentali nel gruppo e non ci dobbiamo strappare i capelli per questa vittoria''. Tra i giocatori che si sono messi in evidenza c'è Mason Rocca (14 punti e grande difesa): ''Da Mason non mi aspetto niente altro che quello che ho visto questa sera - ha concluso il ct - ed ha dimostrato di essere sempre pronto, ha fatto quello che volevo proprio come Michelori, che è con me dal 9 di giugno e sta giocando un'ottima pallacanestro con continuità. Lo spirito mi sembra quello giusto''.
Italia-Turchia 87-71 (24-15; 48-36; 69-54).
Italia: Giachetti 5, Basile 8, Mancinelli 4, Soragna 4, Marconato 6, Michelori 5, Mordente 4, Garri 2, Gigli, Di Bella 15, Belinelli 20, Rocca 14. All. Recalcati.
Turchia: Atsur 2, Kurtoglu 16, Ermis 6, Arslan 19, Turkoglu 5, Kacaniku 4, Kutluay 7, Solak, Gonlum, Akpinar, Peker 9, Akin 3, Yoldas, Dinc. All. Tanjevic. (Ansa)
22.07.2006

 

HOME ARRETRATI

ISTANBUL CAFE'