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ATTUALITA'
SINCERO SOSTEGNO

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Emma Bonino, ministro per il Commercio internazionale e per
le Politiche comunitarie, ad Ankara per assicurare la
continuità dell'Italia nell'appoggio al processo europeo
della Turchia. |
Ha
assunto un carattere anche politico, e non solo commerciale, la
visita del ministro per il
Commercio internazionale e le Politiche comunitarie, Emma Bonino,
che è stata ricevuta ad Ankara dal Primo Ministro turco Recep
Tayyip Erdogan, al quale ha assicurato la continuità del nuovo
Governo italiano nel sostegno al processo europeo della Turchia.
''Non a caso ho scelto la Turchia come mia prima visita all'estero.
Ho voluto portare un segnale politico che l'Italia continuerà a
sostenere il processo di adesione della Turchia. E sono contenta
che questo senso della mia visita sia stato colto dalla parte
turca. Ho riscontrato in Erdogan la certezza che il Governo
Prodi continuerà a sostenere la Turchia nel suo processo di
adesione all'Europa'' - ha dichiarato Bonino all'Ansa
dopo il suo incontro con il premier turco, al quale ha
partecipato anche il ministro dell'Economia turco, Ali Babacan,
capo negoziatore con l'UE, oltre che, per parte
italiana,l'ambasciatore d'Italia in Turchia Carlo Marsili.
''Abbiamo affrontato anche la questione cipriota. In materia bisogna
dire che anche l'Europa non si è comportata sempre in maniera
lineare. Per quanto importante sia la questione cipriota,
l'interesse europeo, mediterraneo ed italiano all'accesso della
Turchia all'UE è tale che non si può rischiare che quest'ultimo
processo si areni. Occorre trovare una soluzione, magari
innovativa, ma bisogna trovarla'' - ha continuato Bonino.
''Anche da un punto di vista bilaterale ed economico - commerciale
la Turchia continuerà ad essere un Paese prioritario per
l'Italia. Occorre anzi estendere gli interessi italiani anche ad
aree, finora ritenute secondarie come Kayseri, Gaziantep e Konia.
Una partnership italo-turca è molto promettente per l'apertura
di mercati dei Paesi della regione di cui la Turchia è il
centro'' - ha affermato.
''Occorre intensificare i rapporti italo-turchi in tutti i settori.
Specie quelli in cui l'Italia può dare molto. Penso per esempio
al settore del restauro''.
L'interscambio dell'Italia con la Turchia ha toccato nel 2005 la
cifra record di 13.1 miliardi di dollari (con 2 miliardi di
surplus italiano), il che ha confermato l'Italia al terzo posto
tra i partner commerciali della Turchia. Nel corso dei primi 4
mesi del 2006 le esportazioni italiane sono cresciute di un
7.7%, mentre quelle turche sono cresciute del 12% circa
restringendo il surplus italiano.
L'Italia vede le sue posizioni commerciali in Turchia minacciate
dalle esportazioni della Cina, che ha scavalcato l'Italia tra i
Paese fornitori, dato che ha aumentato le sue esportazioni in
Turchia del 57% nel 2005 e del 55% nel 2004.''Anche i turchi
sentono il problema delle merci che vengono dalla Cina. A tale
sfida occorre dare una sola risposta: far sì che i nostri
prodotti siano più competitivi'', ha affermato il ministro
italiano.
Bonino ha incontrato ad Ankara anche il ministro del Commercio con
l'Estero turco, Kurshat Tuzmen ed il presidente delle Camere di
Commercio turche, Rifat Hisarciklioglu. Nei suoi incontri il
ministro italiano è stato affiancata dal direttore generale del
ministero del Commercio internazionale, Caprioli, e dal
direttore dell'Ice di Ankara, Roberto Luongo.(Ansa)
24.06.2006
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..MA VIENNA FRENA

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Il Cancelliere austriaco, Wolfgang Schuessel, più favorevole
ad una partnership speciale per la Turchia piuttosto che al
suo ingresso nell'UE. |
Il Cancelliere austriaco
Wolfgang Schuessel ha detto che la continuazione del processo di
allargamento dell'UE, in particolare alla Turchia, può porre
problemi di sicurezza, ed ha proposto per questo Paese una
partnership speciale, piuttosto che un ingresso a pieno titolo
nell'Unione.
"L'UE non può importare insicurezza con le nuove adesioni",
afferma Schuessel, il cui Paese ha sino a fine giugno la
presidenza di turno dell'Unione, in un'intervista pubblicata dal
quotidiano austriaco <Kurier>.
Parlando specificamente della Turchia, il Cancelliere ha rilevato:
"Ci sono altre opzioni oltre a quella dell'adesione piena. Sono
convinto che una partnership speciale è una delle possibilità",
ha aggiunto, prima di ammettere che i negoziati in corso con
Ankara sono "difficili". (Ticin@nline)
24.06.2006
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PRIMA I BALCANI

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Così si è espresso il nostro ministro degli Esteri, Massimo
D'Alema, a proposito dell'adesione della Turchia all'UE.
Parole poco confortanti per Ankara. |
"Non
dobbiamo abbandonare l'ambizione di una adesione della Turchia
alla UE, ma il tema dei Balcani occidentali viene prima". Lo ha
detto a Venezia il ministro degli Esteri Massimo D'Alema.
"Non so se il Kosovo debba andare sotto il tema dell'insuccesso;
quantomeno oggi non si uccidono più, quantomeno l'intervento
Nato ha fermato il massacro". "Ma - ha proseguito - è chiaro che
il problema Balcani non ha ancora raggiunto il punto terminale,
bisogna dare a quegli Stati la possibilità di convivere".
Parlando della Serbia, il ministro ha detto che "non può essere
isolata, perché è nel cuore dell'Europa". "La Serbia è un Paese
essenziale per l'equilibrio dei Balcani - ha ribadito - isolarla
è irresponsabile e porterebbe nuovi conflitti". (Ansa)
Poche
parole - quelle del nostro ministro degli Esteri, Massimo
D'Alema - ma sintomatiche. La Turchia non si aspetti dal nuovo
titolare della Farnesina quell'appoggio all'adesione che forse
ad Ankara ancora sperano di avere. E comunque D'Alema - come del
resto l'attuale presidente del Consiglio, Romano Prodi - non ha
mai avuto soverchia simpatia per il Paese della Mezzaluna più
portato a dare solidarietà a quella Serbia che ancora soffre di
nostalgie comuniste. Quindi il Governo Erdogan si metta pure
l'anima in pace. Se infatti "il tema dei Balcani viene prima"
dell'ambizione di una adesione all'UE della Turchia, questa può
attendere fuori della porta di Bruxelles ancora per cent'anni.
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LA SFIDA ENORME

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Così si è espresso il presidente della Commissione europea,
Josè Manuel Barroso, a proposito dell'ingresso di Ankara
nell'UE. |
"L'adesione della Turchia
all'Unione europea è una questione molto più rilevante di altre,
è una sfida enorme". Lo ha detto il presidente della Commissione
europea, José Manuel Barroso, nella conferenza stampa al termine
del Consiglio europeo svoltosi a Bruxelles.
Barroso ha sostenuto che in questo contesto "è necessario tenere
conto dell'opinione dei cittadini degli Stati membri" dell'UE ed
ha aggiunto che "se si vuole avere successo è necessario uno
sforzo da parte dell'UE, ma anche da parte della Turchia". (ApCom)
24.06.2006
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IL SONDAGGIO

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La maggioranza dei cittadini turchi preferirebbe, a
qualsiasi altro candidato, una conferma dell'attuale Capo
dello Stato, Ahmet Necdet Sezer. Il 22.8% contro il 12.8 di
Erdogan. |
Una maggioranza dei
cittadini turchi preferirebbe, a qualsiasi candidato del partito
filo-islamico al Governo di Recep Tayyip Erdogan, una conferma
dell'attuale Capo dello Stato, Ahmet Necdet Sezer, un fermo
difensore della laicità, alle elezioni presidenziali del giugno
2007. Lo indica un sondaggio pubblicato dal quotidiano turco <Vatan>,
ricordando che sarebbe, però, necessaria, a quel fine, una
modifica costituzionale, dato che in Turchia, il Capo dello
Stato è eletto per 7 anni dal Parlamento e non è rieleggibile.
Secondo il sondaggio, il 22.8% delle 1.200 persone interrogate ha
espresso una netta preferenza per il presidente Sezer, ex
presidente della Corte Costituzionale e fermo difensore della
laicità dello Stato, mentre ha riservato all'attuale premier
Erdogan, che proviene da un passato islamista, solo il 12.8% dei
favori.
Erdogan non ha mai smentito le voci che gli attribuiscono l'
aspirazione a farsi eleggere Capo dello Stato dal Parlamento,
dominato per 2/3 dal suo partito di radici islamiche, Akp,
attualmente al Governo, che nelle elezioni del novembre 2002
ottenne il 34.2% dei voti.
Sul Governo Erdogan le opposizioni parlamentari, nonché gli uomini
d'affari turchi ed il mondo laico, stanno esercitando forti
pressioni perché accetti di tenere elezioni anticipate prima
delle elezioni presidenziali del giugno 2007, in maniera da fare
eleggere il nuovo presidente per il prossimo settennato da un
Parlamento rinnovato. Secondo i sondaggi è infatti molto
probabile che in un nuovo Parlamento possano trovare posto anche
altre forze politiche (il Dyp, di centro-destra ed il partito
nazionalista Mhp) oltre alle sole due (il socialdemocratico Chp
e appunto l'Akp di Erdogan) che nel 2002 superarono l'alta
soglia di sbarramento del 10%.
Senonché, Erdogan ha confermato ripetutamente che le elezioni
politiche saranno tenute alla loro scadenza naturale del
novembre 2007 e che il presidente sarà quindi eletto nel giugno
2007 dall'attuale maggioranza parlamentare, dando l' impressione
di confermare la sua candidatura e comunque di non voler
rinunciare ad un presidente dell'Akp. Anche l'altro presunto
candidato dell'Akp - l'attuale presidente del Parlamento, Bulent
Arinc, che si è distinto per critiche all' attuale concezione
della laicità in Turchia - non raccoglie molti favori popolari:
secondo lo stesso sondaggio di <Vatan>, solo l'8.5% vorrebbe
vederlo presidente.
Sia la candidatura di Erdogan, sia quella di Arinc provocano già
oggi forti divisioni e tensioni con il mondo laico turco, anche
perché entrambi hanno mogli che usano coprirsi la testa con il
foulard islamico (turban). La questione del velo ha un forte
valore simbolico in Turchia, anche perché vi vige un divieto a
portare il copricapo femminile islamico negli edifici pubblici
(in primo luogo alla presidenza), oltre che nelle università.
Il mondo laico turco teme che l'Akp ed il suo leader Erdogan, stiano
mirando ad eleggere un candidato vicino alle tendenze islamiche
del partito al Governo, anche se con moglie non ''coperta'' (si
fanno i nomi di alcuni ministri in carica), che potrebbe poi
favorire nel suo futuro settennato, la graduale affermazione di
una presunta ''agenda islamica'' dei dirigenti dell'Akp, tra cui
l'abolizione del divieto del velo femminile ed un'ulteriore
occupazione delle posizioni chiave dello Stato da parte dei
filo-islamici.
Anche per prevenire questo scenario - notava sul giornale <Turkish
Daily News>, il noto editorialista filo-europeista Mehmet Ali
Birand - una parte consistente del mondo laico e degli stessi
media turchi sembra tentata di sollecitare i militari turchi a
fare sentire la propria voce.
Ma questo, come aggiungeva lo stesso editorialista, sarebbe un
rimedio peggiore del male anche perché ''isolerebbe la Turchia,
devasterebbe l'economia e bloccherebbe il suo processo di
adesione all'Unione Europea''. (Ansa)
24.06.2006
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UNITA' DELLA SOCIETA'
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Il Primo Ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, con una
dichiarazione distensiva ha cercato di rassicurare i mercati
e i laici sulle elezioni del Capo dello Stato (2007). |
Il premier turco, Recep
Tayyip Erdogan, ha assicurato che il futuro presidente della
Repubblica turca, che sarà eletto nel giugno del 2007, dovrà
essere una persona "capace di garantire l'unità della società
turca".
"Il nuovo presidente dovrebbe essere una persona di carattere che
abbia la capacità di garantire l'unità e la solidarietà nella
società turca", ha dichiarato Erdogan.
Nei giorni scorsi i massimi dirigenti della <Tusiad> (la
Confindustria turca) avevano ripetutamente chiesto al premier
"una dichiarazione distensiva"sulle elezioni presidenziali
dell'anno prossimo, al fine di rassicurare i mercati.
Questi ultimi temono, infatti, che la Turchia potrebbe
attraversare forti tensioni interne tra Governo ed i laici (tra
cui gli influenti militari) se il partito di radici islamiche
Akp, di cui è espressione il Governo, insistesse per eleggere,
con la sua schiacciante maggioranza di due terzi in Parlamento
(ottenuta, alle elezioni del novembre 2002, con uno scarso
trentacinque per cento dei voti), un proprio candidato, in
specie se con moglie "velata" come lo stesso Erdogan.
"Ci sono alcune persone irrispettose verso il Parlamento che
affermano che questo Parlamento non abbia la capacità di
scegliere il nuovo presidente. Quando arriverà il momento giusto
decideremo sul nome del nostro candidato alla presidenza,
nell'ambito del gruppo parlamentare del partito Akp", ha
affermato Erdogan.
Il premier turco si riferiva ai dirigenti dell'opposizione ed allo
stesso ex presidente Suleyman Demirel, che avevano chiesto a
tale proposito elezioni anticipate prima dell'elezione del nuovo
presidente da parte del Parlamento. (Denaro.it)
24.06.2006
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"I MILITARI APPOGGIANO L'ADESIONE"

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Una
dichiarazione rilasciata dal vice-premier e ministro degli
Esteri turco al giornale liberale <Radikal>. Appoggio anche
per la linea adottata per Cipro. |
''Le Forze Armate turche
hanno dato e continuano a dare un appoggio rilevante
all'obbiettivo della integrazione della Turchia nell'Unione
Europea''. Lo ha dichiarato il vice-premier e ministro degli
Esteri turco, Abdullah Gul, in un'intervista al giornale
liberale <Radikal>.
''Contrariamente ad un'opinione diffusa, la realizzazione delle
riforme sarebbe stata più difficile senza l'appoggio dei
militari'', ha anche affermato Gul, aggiungendo che i militari
''comprendono bene l'avvenire della Turchia e dove stiano i suoi
interessi''.
Ai militari turchi viene solitamente attribuita, in Turchia ed in
Europa, una ''freddezza'' rispetto all'adesione della Turchia
all'UE anche perché quest'ultima ha sollecitato e sollecita
ancora una riduzione dell'influenza dei militari turchi sulla
vita politica e sulle decisioni strategiche della Turchia. Tra
le riforme già adottate in materia c'è stata la trasformazione
del Consiglio di Sicurezza Nazionale (un organo costituzionale,
presieduto dal Capo dello Stato, in cui siedono i massimi capi
militari, il Primo Ministro ed altri ministri strategici) in un
organo ''consultivo'' a maggioranza civile, gestito da un
segretario generale, che è ora un civile.
Gul ha poi sottolineato che i militari turchi appoggiano in
particolare ''la politica del Governo di Ankara su Cipro'', che
consiste nel cercare in ambito Onu una soluzione al problema
dell'isola divisa, dove nella parte turca settentrionale sono
ancora stazionate dall'intervento militare turco del 1974, circa
30 mila soldati turchi.
''Francamente avremmo auspicato che delle istituzioni civili
avessero appoggiato il processo europeo della Turchia nella
stessa misura delle Forze Armate'', ha continuato Gul,
probabilmente riferendosi alle alte Corti di giustizia turche,
con le quali il Governo è spesso entrato in polemica negli
ultimi mesi.
I militari turchi sono stati protagonisti, nel secondo dopoguerra,
di tre interventi diretti (1960, 1971 e 1980) e di avere
provocato nel 1997, con un severo comunicato, la caduta del
primo Governo filo-islamico, presieduto dall'allora leader
islamico radicale Necmettin Erbakan, capo del partito Fazilet,
poi disciolto dalla magistratura nel 2001.
L'attuale partito al Governo, Giustizia e Sviluppo, Akp, è nato
nello stesso 2001, da una scissione della cosiddetta ''ala
riformista'' del partito Fazilet.(Ansa)
24.06.2006
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ACCOGLIENZA FREDDA

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Dubbi e sospetti di Ankara al piano del ministro degli
Esteri greco, Dora Bakoiannis, circa la riunificazione
dell'isola di Cipro. La Turchia punta sul principio della "bi-zonalità". |
Ankara ha riservato
un'accoglienza molto fredda all'annuncio del ministro degli
Esteri greco Dora Bakoiannis di stare preparando un piano
europeo per la riunificazione dell'isola divisa di Cipro. Lo
hanno resoo noto fonti diplomatiche turche e lo hanno osservato
i giornali turchi.
La rete televisiva <Ntv>, citando fonti diplomatiche turche anonime,
ha riferito che il piano stesso suscita ad Ankara ''dubbi e
sospetti'' anche perché rischia di fare archiviare il ''piano
d'azione turco'' che prevede una soluzione del problema cipriota
nell'ambito dell'Onu, basata sul principio della ''bi-zonalita'''.
Altre fonti diplomatiche turche hanno fatto osservare che la stessa
Bakoyannis ha affermato di volere fondare il suo piano sul dato
di fatto che la Repubblica di Cipro è un membro dell'Unione
Europea, il che fa presumere che la Grecia veda una soluzione
del problema nel quadro dei principi e delle istituzioni
dell'UE. Ciò implica - secondo le fonti - che Atene vorrebbe che
fossero applicati a Cipro i principi delle libertà di movimento,
di domicilio e di acquisto di proprietà. Il piano turco si basa,
invece, sul principio della ''bi-zonalita''' che prevede
restrizioni alla possibilità per i greco ciprioti di acquisire
proprietà nel Nord turco dell'isola divisa perché, a giudizio di
Ankara, in mancanza di queste restrizioni, la presenza turca a
Cipro finirebbe presto.
Il giornale <Cumhuriyet> ha sottolineato che il piano greco per
Cipro sembrerebbe ispirato al modello di unificazione della
Germania e cioè dell'incorporazione della Cipro turca nella
Repubblica (greca) di Cipro. Ciò significherebbe - secondo il
giornale - un ritorno alla situazione precedente al 1974, data
in cui, a seguito di violenti scontri tra le due comunità, la
Turchia intervenne militarmente, sancendo la divisione di Cipro
in due parti, una greca al sud ed una turca al Nord. (Ansa)
24.06.2006
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PRONTI ANCHE ALLO STOP
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Il premier turco, Recep Tayyip Erdogan, ha fatto capire
chiaramente che certi diktat (vedi caso Cipro) di Bruxelles
non potranno essere accettati. "La Trnc non può rimanere
isolata in eterno". |
La Turchia è pronta ad
accettare uno stop nelle trattative per l'ingresso nell'Unione
Europea
ma non aprirà i propri porti ed aeroporti alla Repubblica di
Cipro. E' quanto dichiarato dal premier turco Recep Tayyip
Erdogan in un discorso agli industriali riuniti a Istanbul.
''Fin quando la parte turca di Cipro rimarrà isolata - ha detto
Erdogan- non apriremo i nostri porti ed aeroporti. Se i
negoziati con l'UE si fermeranno, lasceremo che accada''.
L'Unione Europea e l'Onu hanno riconosciuto sovranità solo alla
parte di Cipro, quella meridionale, governata dai greci. Nessun
riconoscimento è stato dato alla parte turca. Ora la Repubblica
di Cipro, membro dell'UE dal 2004, minaccia il veto all'ingresso
turco in UE se Istanbul non ne riconoscerà la sovranità.
L'Unione Europea ha avviato in questo mese i negoziati con la
Turchia per il suo ingresso nell'UE. Dei 35 capitoli negoziali
posti sul tavolo delle trattative, il primo affronta proprio il
tema dell'apertura degli scali turchi a Cipro. La mancata
collaborazione di Istanbul, si legge in una dichiarazione di
Bruxelles del 12 giugno, potrebbe ''influenzare negativamente il
negoziato complessivo con l'UE''.
Cipro è divisa in una parte turca e una greca dal 1974, quando
Istanbul invase l'isola in risposta ad un fallito tentativo di
golpe appoggiato dalla giunta militare al Governo in Grecia a
quel tempo.
Nel 2004 l'Onu promosse un referendum per l'unificazione
dell'isola ma la proposta fu bocciata dai greco-ciprioti. (Adnkronos)
24.06.2006
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QUALCUNO PERO' STENDE LA MANO

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L'ex Primo Ministro greco, Kostas Simitis, ha detto
chiaramente che non è possibile premere ulteriormente su
Ankara. |
Former Greek Prime Minister
Kostas Simitis said, "No country has the authority and right to
stop the process once the actual negotiations on Turkey's EU
membership start."
Simitis stated Greece and the Greek Cypriot part missed their
chances and said, "The opinion that they can halt Turkey's
membership process when necessary is not right."
"It is not possible to pressure Turkey any more," the Former Prime
Minister said and noted: "Member countries are not given the
right to obstruct the negotiations during the process. Greece
and Cyprus (Greek Cypriot part) may object or make criticisms
but they cannot halt the negotiations."
In an article in Greece's newspaper Ethnos, Simitis told that the
members have the right to veto only at the beginning and at the
final decision stage.
"Greece has an opportunity of veto for Turkey but it is
theoretical," Simitis pointed out, adding "Turkey can give up
its membership as a result of some dynamics within itself or
because of the attitude of some EU member countries. But, such a
probability will put Greece in to trouble."
'We should be
moderate in Aegean Sea'
In his article, Kostas Simitis maintained Greece should hold
political contacts with countries including the US, Russia and
UK, "before it expands its territorial water at the Aegean Sea
in a selective and moderate way."
The former prime minister stated they have the right to increase
their territorial water at the Aegean Sea to12 miles according
to the international law but urged the right of free circulation
should not be violated while doing so. (Anadolu News Agency/Zaman)
24.06.2006
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IL DIKTAT DI OLLI REHN

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Il Commissario europeo all'Allargamento ha invitato Ankara
ad aprire i suoi porti ed aeroporti alle merci provenienti
da Cipro in modo da evitare "grossi problemi". |
Il Commissario
europeo all'allargamento, Olli Rehn, ha messo in guardia dal far
sorgere ''altri problemi seri in autunno'' se la Turchia
non rispetterà ''gli impegni che ha preso'', aprendo i
suoi porti e aeroporti a Cipro.
Nel suo intervento davanti alla Commissione Affari Esteri del
Parlamento europeo il commissario UE, facendo riferimento alla
relazione che la commissione Ue presentera' ad ottobre sullo
stato di attuazione dei negoziato di adesione, ha ricordato ''le
difficili discussioni'' che si sono registrate in occasione
dell'apertura del capitolo negoziale su scienza e ricerca un
paio di settimane fa. ''Questo dimostra - ha osservato - che
questo tema sarà onnipresente'' nel negoziato.
''Esiste un'alternativa ad un significativo problema - ha aggiunto
Rehn - se le parti a Cipro smettono di lamentarsi di vecchie
ingiustizie e si mettono al lavoro per trovare soluzioni con un
approccio pragmatico''.
Secondo Rehn, anche l'UE potrebbe fare di più per dimostrare
''chiaramente la sua determinazione a porre fine all'isolamento
della comunità turco-cipriota, permettendo scambi commerciali
diretti fra questa comunità e il resto dell'Unione''.''Il pieno
rispetto dei criteri politici è cruciale - ha affermato il
commissario UE - e al tempo stesso la Turchia deve rispettare
gli impegni, in particolare l'attuazione dell' estensione del
protocollo doganale. Questo è essenziale per ristabilire la
fiducia reciproca, che è così necessaria durante il negoziato.
La mancata attuazione influenzerà il progresso complessivo dei
negoziati''. (Ansa)
24.06.2006
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LA RICHIESTA
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Nicosia, attraverso le parole del suo ministro degli Esteri
Georges Lillikas, insiste perché Ankara apra i propri porti
ed aeroporti alle navi e agli aerei greco-ciprioti |
Il neo
ministro degli Esteri cipriota, Georges Lillikas, ha lanciato un
appello alla Turchia per aprire i propri porti ed aeroporti alle
navi e agli aerei ciprioti prima dell'autunno 2006, periodo in
cui sarò nuovamente esaminata la candidatura per l'ingresso
dell'UE della Turchia.
La Turchia "deve rispettare gli obblighi" sul protocollo relativo
all'unione doganale" prima dell'esame previsto in
ottobre-novembre 2006" da parte della Commissione. Lo ha
dichiarato Lillikas ad Atene, al termine di un incontro con
l'omologo greco, Dora Bakoiannis. (da
ApCom)
24.06.2006
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IL LOCALE TURCO PIU' TRANDY PER LADY BUSH

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Si chiama <Do and Co> ed è qui che la moglie del presidente
Usa, durante il soggiorno di questi a Vienna, ha fatto
colazione. Il proprietario è Attila Dogudan. |
Agli
inizi di questa settimana il presidente americano George W. Bush
è stato in visita a Vienna per il vertice Usa-UE in chiusura
della presidenza austriaca dell'UE. L'ultima volta che un
presidente americano aveva messo piede a Vienna era stato 27
anni fa. L'evento è stato considerato quindi storico, e la
macchina organizzativa ha corrisposto alla sua importanza.
Per venti ore nella capitale (arrivo la sera tardi del 20 giugno e
partenza la sera del giorno dopo) era stato mobilitato un
dispositivo di sicurezza che non si ricordava nella capitale
asburgica dai tempi dell' occupazione alleata nel dopoguerra.
Tremila poliziotti austriaci venuti anche da altri Laender,
agenti speciali, tiratori scelti, specialisti di ogni arma,
senza contare i rinforzi in arrivo dagli Usa (circa 800 agenti
americani) hanno presidiato la città da ogni angolo in terra,
sui tetti, e in cielo per garantire l'incolumità dell'uomo più
potente del mondo e della moglie Laura.
Bush e la first lady hanno avuto programmi separati, politico lui,
culturale lei, ma per entrambi la città era stata dichiarata già
dal giorno prima zona off limits per tutti. Centinaia le
persone al seguito, a cominciare dal Segretario di Stato,
Condoleezza Rice, più uno stuolo di consiglieri, addetti,
guardie del corpo: 60 in tutto le auto del corteo presidenziale.
Nel centro storico erano stati istituiti tre settori chiusi, dove
erano stati banditi pedoni, tassisti mentre gli abitanti
potevano circolare solo con dei permessi (1.800). Erano le zone
attorno alla Hofburg, l'ex Corte imperiale dove si è svolto il
vertice Usa-Usa, quella circostante all'albergo dove Bush
alloggiava, l'Hotel Intercontinental al di là del Ring, e anche
la centralissima Piazza Santo Stefano, il cuore di Vienna con la
cattedrale omonima meta permanente di pellegrinaggio di fedeli e
turisti. E' qui che Laura Bush ha fatto colazione il 21 nel
ristorante più trendy della capitale - <Do and Co> - al
settimo piano di un mini grattacielo che si affaccia su Santo
Stefano.
Il proprietario, Attila Dogudan, in gastronomia un marchio di fama
mondiale, è un austriaco di origine turca: forse un messaggio
non casuale per sottolineare le simpatie di Washington per
l'adesione della Turchia all'UE. (da
Ansa)
24.06.2006
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AL BANDO GLI EDITTI
DI MAOMETTO
CONTRO LE DONNE

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La massima autorità turca per gli Affari Religiosi, Ali
Bardakoglu, presidente del Diyanet,, ha dichiarato che certi
"hadit" del profeta non possono che essere apocrifi. |
Il profeta Maometto non può
avere incoraggiato le violenze e le discriminazioni contro le
donne, per cui i detti e gli atti a lui attribuiti in tal senso
dalla tradizione islamica devono essere apocrifi e quindi vanno
eliminati dalle raccolte degli ''hadit''. E' questa la posizione
della massima autorità statal-religiosa turca, la presidenza
turca per gli Affari Religiosi (Diyanet, un quasi-ministero
competente in materia), che ha avviato un'iniziativa di studio
per eliminare dalle raccolte di ''hadit'' quelle parti che,
nella tradizione islamica, legittimerebbero la discriminazione e
l'uso della violenza contro le donne.
''L'Islam dovrebbe prendere le distanze da una visione che approvi
la discriminazione e l'uso della violenza in famiglia, tra cui i
delitti d'onore'', ha dichiarato il presidente del Diyanet, Ali
Bardakoglu, che è anche il Gran Mufti della Turchia.
''Si tratta di una piaga sociale. Alcuni cercano di giustificare le
violenze contro le donne facendo riferimento ad alcuni hadit.
Questo non è giusto. Alcune facoltà di teologia hanno già
verificato che molti hadit non appartengono al nostro Profeta.
E' possibile che il Profeta abbia incoraggiato gli uomini a
picchiare le donne o a fare discriminazione tra uomo e donna?
Certo che no'' - ha affermato Bardakoglu, aggiungendo che ''i
religiosi turchi sono pronti a muoversi insieme alle
organizzazioni femminili per combattere l'uso della violenza
contro le donne''.
Bardakoglu ha poi annunciato la pubblicazione entro il 2006 di
''un testo di riferimento che definirà esattamente la vera
posizione della donna nell'Islam'' ed, entro il 2007, di un
altro testo in 5 volumi che conterrà gli hadit di Maometto
ritenuti autentici dalle autorità religioso-statali turche. Sarà
intitolato ''I Messaggi del Profeta Maometto alla nostra epoca''
e sarà pubblicato nell'Anno 2007''.
Proprio nei giorni scorsi, non è passato, in Commissione diritti
umani del Parlamento, un emendamento, proposto dall'interno
della maggioranza del partito filo-islamico Akp, che avrebbe
dato la possibilità al marito che avesse chiesto perdono alla
moglie da lui picchiata di evitare il carcere (da 2 a 5 anni,
secondo la norma attuale). L'attuale norma punitiva è rimasta in
vigore quando già le organizzazioni femminili si preparavano a
manifestare contro l'emendamento che avrebbe, con tutta
probabilità, mancato di scoraggiare i mariti turchi maneschi. (Ansa)
24.06.2006
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DUE CHIESE,
DUE SORELLE:
COSI' IL PAPA

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Nel rapporto fraterno tra gli apostoli Pietro ed Andrea,
quelli tra Roma e Costantinopoli non possono che
uniformarsi. |
Nel
"rapporto fraterno" tra gli apostoli Pietro e Andrea "la Chiesa
di Roma e la Chiesa di Costantinopoli si sentono tra loro in
modo speciale sorelle". Lo ha ricordato Benedetto XVI, nel corso
della tradizionale udienza del mercoledì incentrata sulla figura
di Andrea, "il primo degli Apostoli ad essere chiamato a seguire
Gesù". E proprio su questa base, ha detto il Papa "la liturgia
della Chiesa bizantina lo onora con l'appellativo di Protóklitos,
primo chiamato". "Ed è certo - ha aggiunto - che anche per il
rapporto fraterno tra Pietro e Andrea la Chiesa di Roma e la
Chiesa di Costantinopoli si sentono tra loro in modo speciale
sorelle. Per sottolineare questo rapporto, il mio predecessore
Papa Paolo VI, nel 1964, restituì le reliquie di sant'Andrea,
fino ad allora custodite nella Basilica Vaticana, al Vescovo
metropolita ortodosso della città di Patrasso in Grecia, dove
secondo la tradizione l'Apostolo fu crocifisso".
Il ricordo della figura dell'apostolo Andrea arriva a pochi giorni
dalla festa di San Pietro e Paolo (29 giugno) per la quale è
attesa a Roma una delegazione del Patriarcato ecumenico di
Costantinopoli che ricambia così quella della delegazione della
Santa Sede a Istanbul per la Festa di S.Andrea del 30 novembre.
Quest'anno, poi, Benedetto si recherà in visita in Turchia in
occasione della festa dell'apostolo, patrono del patriarcato
ecumenico.
L'apostolo Andrea "ci insegna a seguire Gesù con prontezza e a
parlare di lui a coloro che incontriamo". Nella catechesi del
mercoledì Benedetto XVI si è soffermato sulla figura di Andrea,
fratello di Pietro, che "tradizioni molto antiche" considerano
"come annunciatore di Gesù per il mondo greco". "Una tradizione
successiva - ha proseguito il Papa - racconta della morte di
Andrea a Patrasso, ove anch'egli subì il supplizio della
crocifissione. In quel momento supremo, però, in modo analogo al
fratello Pietro, egli chiese di essere posto sopra una croce
diversa da quella di Gesù". Una richiesta che, per il Pontefice,
rivela "una profondissima spiritualità cristiana, che vede nella
Croce non tanto uno strumento di tortura quanto piuttosto il
mezzo incomparabile di una piena assimilazione al Redentore". Da
Andrea "dobbiamo imparare una lezione molto importante: le
nostre croci acquistano valore se considerate e accolte come
parte della croce di Cristo, se raggiunte dal riverbero della
sua luce. Soltanto da quella Croce anche le nostre sofferenze
vengono nobilitate e acquistano il loro vero senso". (ToscanaOggi.online)
24.06.2006
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PELLEGRINAGGIO
DELLA FEDE PER TORNARE
ALLE ORIGINI

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In collaborazione con l'ORP, le Associazioni Cristiane
Lavoratori Italiani si recheranno dal 26 al 2 luglio a
Trabzon e ad Istanbul per ricordare don Andrea Santoro e per
incontrarsi con il patriarca Bartolomeo I. |
Un pellegrinaggio nazionale
in Turchia per tornare alle origini della fede, sulle orme delle
prime comunità cristiane. E' questa l'iniziativa organizzata
dall'Acli, associazioni cristiane lavoratori italiani, dal 26
giugno al 2 luglio,in collaborazione con l'Opera Romana
Pellegrinaggi, per ricordare la figura di don Andrea Santoro, il
prete romano, missionario fidei donum, assassinato il 5 febbraio
scorso a Trabzon, sulle sponde turche del Mar Nero. Estremamente
atteso anche l'incontro, previsto per il primo luglio, con il
Patriarca Ecumenico Bartolomeo I, nella sede del Patriarcato di
Istanbul.
''Abbiamo pensato un cammino - spiega Andrea Olivero presidente
nazionale delle Acli - per ripercorrere i primi passi degli
apostoli Paolo e Giovanni, e riscoprire le orme indelebili delle
prime comunità cristiane, tornando così alle origini della
nostra fede.
Allo stesso tempo, si tratta di una grande opportunità per
proseguire sulla strada del dialogo interreligioso e del cammino
ecumenico, avviato dalla nostra associazione, in vista
dell'appuntamento importante di Sibiu, nel 2007 e, ancor prima,
in comunione spirituale col nostro Papa Benedetto XVI, che sarà
in Turchia il prossimo novembre''.
''Riscoprire in Medio Oriente le radici della fede cristiana -
continua Olivero - era il primo desiderio di don Santoro, che ci
ha lasciato in eredità una missionarietà fatta di ascolto, di
parola, di incontro e soprattutto di preghiera: un ecumenismo
fatto di tanti invisibili incontri quotidiani, di concreti
scambi umani e di fede''.
Il pellegrinaggio rappresenta per le Acli l'occasione unica di un
incontro con la Turchia odierna: un Paese laico, composto in
larghissima maggioranza da persone di religione musulmana e
caratterizzato dalla presenza e testimonianza di piccole
comunità di cristiani cattolici e ortodossi. (Adnkronos)
24.06.2006
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SOCIETA'
PER IL TITANO
LA TURCHIA ORA
E' PIU' VICINA

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La visita ad Ankara del
nuovo ambasciatore di San Marino presso lo Stato della
Mezzaluna, Giorgio Girelli. L'incontro con il presidente
della Repubblica, Ahmet Necdet Sezer. Il programma
operativo. |
E' entrata nel vivo la missione diplomatica di Giorgio Girelli,
ambasciatore ad Ankara della Repubblica di San Marino. Martedì
scorso, dopo un incontro con il capo del cerimoniale del
ministero degli Esteri turco, Hulusi Kilic,
Girelli si è visto con il sottosegretario agli Esteri
Akmet Acet. Il giorno successivo, mercoledì, è seguita la visita
al presidente della Repubblica, Ahmet Necdet Sezer, con il
conseguente scambio di saluti.
Questi contatti sono stati arricchiti da colloqui con esponenti
dei ministeri dell'Economia e della Cultura, nonché, ad
Istanbul, con
il direttore delle relazioni internazionali della <Tusiad>, la
Confindustria turca. La missione dell'ambasciatore Girelli
ha esordito anche con un concreto programma operativo
avendo egli già sottoposto alle autorità turche due schemi di
convenzioni internazionali relative alle doppie imposizioni e
alla tutela e promozione degli investimenti
che la Repubblica di San Marino ha già in atto con numerosi
Stati. Queste misure sono ritenute essenziali dagli ambienti
economici del Titano per avviare rapporti con la Turchia
nell'ambito dei quali potranno avere un ruolo anche realtà
imprenditoriali di territori limitrofi.
24.06.2006
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UNA SCUOLA DELL'OBBLIGO PIU' LUNGA

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La suggerisce la <Tusiad>, per bocca del suo presidente Omer
Sabanci. Il miglioramento economico la sua finalità. |
Turkish Industrialists and
Businessmen's Association (Tusiad) has issued a call for
education reform, proposing that compulsory education should be
extended to 12 years and that the curriculum should be renewed.
Tusiad Chairman Omer Sabanci unveiled its "Sustainable Growth and
Education" report.
Sabanci said that Turkey was well behind other nations in
developing human resources. "Turkey's economy has the potential
to maintain 7 percent growth between 2006-2020, if investments
are boosted in addition to the ties between productivity and
human resources.
Pre-school education should be more widespread and should be
compulsory for children of 6 years of age, the report proposes.
"Compulsory education should be increased to 12 years," it
continues.
Currently, education is compulsory for 8 years. Over the past
decade, Turkey has made substantial gains in school enrollments,
especially among girls in primary schools. These gains followed
the 1997 reforms of basic education, which extended compulsory
primary education from 5 years to 8 years, and launched a major
effort to enforce the requirement and to ensure that adequate
facilities and teachers were available.
The curriculum overhauling process should be maintained and
expanded to all levels of the education system, the Tusiaf
report suggests.
The Tusiad report also called for the reform of higher education,
demanding competitive and creative universities.
Sabanci singled out the discrepancy among the school enrolment
rate between girls and boys, calling on the private and public
sector to maintain their campaigning.
The Turkish education system needs comprehensive reforming from
top to bottom, the World Bank's Education Sector study (Ess) had
said in april. (Cihan News Agency/Zaman)
24.06.2006
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CRONACA
ATTENTATO DI SEMDINLI: MANDATO DI CATTURA PER IL LIBRAIO

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L'accusa è quella di appartenenza al Pkk. Intanto diventa
sempre più fitto il mistero sull'attentato del novembre
scorso. |
E'
stato arrestato, per presunta appartenenza al Pkk, il
proprietario della libreria di Semdinli (Turchia orientale),
dove nel novembre dell'anno scorso avvenne un oscuro attentato
dinamitardo per il quale sono stati condannati nei giorni scorsi
due sottufficiali della gendarmeria e che ha provocato
sanguinosi disordini in varie località turche dell'est, oltre
che sospetti sui vertici militari turchi e l'interesse
dell'Unione europea sul licenziamento del procuratore di Van che
tali sospetti aveva alimentato. Seferi Yilmaz, il proprietario
della libreria - a quanto hanno riferito i media turchi - è
stato arrestato dopo un interrogatorio da parte di un
procuratore e trasportato in manette nella città di Van.
L'accusa è di partecipazione alla organizzazione separatista
armata curda Pkk, ritenuta un organizzazione terroristica sia
dalla Turchia sia dall'UE.
Lunedì scorso per l'attentato di Semdinli, che provocò un morto e
sei feriti, sono stati condannati a 39 anni e 5 mesi ciascuno
due sottufficiali dei servizi di informazione della gendarmeria
di Semdinli su cui si erano appuntati i sospetti degli
inquirenti e della popolazione di una vasta area curdofona
circostante, che inscenò violente manifestazioni, nel corso
delle quali due persone restarono uccise e diverse decine
ferite.
Nel corso delle indagini il procuratore di Van manifestò il
proposito di incriminare per lo stesso attentato il numero due
delle forze armate turche, il generale Yashar Buyukanit,
accusandolo, tra l'altro, di avere mirato, con l'attentato, ad
interrompere il processo europeo della Turchia. Tuttavia, in
seguito alle ferme proteste dei militari ed a contatti che
Sarikaya aveva avuto con esponenti del partito di radici
islamiche al Governo, Akp, lo stesso procuratore fu rimosso e
sospeso dalla magistratura con il sospetto di avere montato il
caso per ragioni politiche.
La condanna in primo grado dei due sottufficiali per l'attentato ha
acuito, tuttavia, i sospetti di una parte della stampa sul
possibile coinvolgimento di altre persone nella vicenda.
L'arresto del proprietario della libreria rende ancora più fitto
il mistero che ancora avvolge l'intera vicenda, che sembra
ancora lontana da un chiarimento definitivo. (Ansa)
24.06.2006
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64 MANIFESTANTI ARRESTATI DALLE FORZE DI SICUREZZA
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E' avvenuto a Tunceli, nella Turchia orientale dove i
dimostranti commemoravano la morte di un gruppo di persone
appartenenti ad una forza comunista fuorilegge. |
Almeno 64 manifestanti, che
commemoravano l'anniversario dell'uccisione di 17 membri di una
formazione comunista fuorilegge a opera delle forze di sicurezza
turche, sono stati arrestati dalla polizia a Tunceli, nella
Turchia orientale. Lo ha reso noto l'agenzia <Anadolu>, citando
responsabili locali.
I disordini sono cominciati quando le forze di sicurezza hanno
impedito a un centinaio di persone di sfilare in corteo e
visitare le tombe delle vittime, adducendo il fatto che la
manifestazione non era autorizzata.
I dimostranti hanno lanciato sassi e altri oggetti contro gli
agenti, in tenuta anti-somossa, che hanno risposto con i
candelotti lacrimogeni e gli idranti.
''I martiri vivranno per sempre, gli assassini dovranno render conto
delle loro azioni'', gridavano i manifestanti.
Il capo locale della sicurezza, Ozman Ozturk, ha detto che 64
persone sono state arrestate per aver ignorato l'ordine di
disperdersi e lanciato sassi contro gli agenti.
Un anno fa 17 membri del Partito comunista maoista - Esercito di
liberazione popolare (gruppo formato nel 2002 e che si batte per
uno ''Stato marxista-leninista-maoista'' in Turchia) -
furono uccisi in uno scontro a fuoco con le forze di sicurezza
nella zona di Tunceli, una regione povera dell'est del Paese
nota soprattutto per essere teatro delle attività separatiste
dei curdi. (Ansa-Afp-Reuters)
24.06.2006
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RIBELLI CURDI FANNO DERAGLIARE UN TRENO
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E' stato fatto esplodere un ordigno al passaggio di un
convoglio nella zona di Mus. Non si lamentano vittime. |
Presunti ribelli curdi hanno
fatto esplodere una bomba che ha provocato il deragliamento di
un treno in Turchia, nella provincia orientale di Mus, senza
fare vittime. Lo ha riferito l'agenzia di stampa <Anatolia>,
secondo cui l'ordigno è esploso al passaggio del treno che
viaggiava da Kale a Kurt: sono deragliate 12 carrozze, otto
delle quali sono risultate gravemente danneggiate. (Adnkronos-Xin)
24.06.2006
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MANETTE AI POLSI DEL SINDACO DI CIZNE
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Il primo cittadino del piccolo centro della provincia di
Sirnak aveva manifestato a favore di Andullah Ocalan. 15
mesi di reclusione. |
Aydn Budak, sindaco della
cittadina curda di Cizre, nella provincia di Sirnak, in Turchia,
è stato arrestato per aver denunciato le condizioni in cui è
tenuto prigioniero Abdullah Ocalan. Budak, in un discorso tenuto
un anno fa, aveva denunciato in particolare lo stretto
isolamento cui il leader del Pkk è sottoposto in carcere. La
sentenza è stata emessa da un tribunale turco: Budak è stato
condannato a 15 mesi di detenzione. (Alice
news)
24.06.2006
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....ED ALTRI 56 RINVIATI A GIUDIZIO
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Tutti quanti, a maggioranza curdofona, avevano esortato il
premier danese Anders Fogh Rasmussen a non chiudere la
catena televisiva curda <Roj Tv>. |
Cinquantasei sindaci di
città dalla Turchia sud-orientali a maggioranza curdofona sono
stati
rinviati a giudizio da un tribunale di Diyarbakir per una loro
lettera in cui esortavano il premier danese, Anders Fogh
Rasmussen, a resistere alle richieste di Ankara di chiudere la
catena televisiva curda, <Roj Tv>, ritenuta vicina al Pkk.
I sindaci sono stati incriminati con l'accusa di ''appoggio
deliberato'' all'organizzazione armata separatista curda Pkk,
ritenuta sia dalla Turchia sia dall'Unione europea un'
organizzazione terrorista.
Nell'atto di accusa contro i sindaci si afferma che la <Roj Tv>
diffonde spesso dichiarazioni propagandistiche del Pkk che
incitano alla violenza e cita regolarmente dirigenti del Pkk.
Tra gli accusati vi è anche il sindaco di Diyarbakir (il centro più
importante della regione curdofona turca), Osman Baydemir.
L'autorità danese di sorveglianza sugli audovisivi ha ritenuto di
non dover chiedere la chiusura della <Roj Tv> perché i suoi
programmi non conterrebbero ''incitazioni all'odio''.
Oltre alla Turchia, anche gli Usa hanno chiesto alla Danimarca di
chiudere le trasmissioni della <Roj Tv>. (Ansa)
24.06.2006
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TENTATIVO PER SALVARE UN TURCO IN IRAQ
|
L'uomo, che si chiama Hasan Eskimutlu, è stato sequestrato
da un gruppo sciita denominato "Battaglione Iman Ali". |
La Turchia ''sta usando
tutti i suoi canali'' per salvare la vita di un cittadino turco
rapito in Iraq da un gruppo che minaccia di ucciderlo se entro
una settimana Ankara non vieterà a tutte le sue società di
trasportare merci per le basi americane in Iraq. Lo ha
affermato il ministro degli Esteri turco Abdullah Gul.
La Tv araba <Al Jazeera> ha trasmesso un video diffuso da un
gruppo denominato ''Battaglione Imam Ali'' che mostrava un turco
di mezza età, Hasan Eskimutlu, seduto contro un muro con la
canna di un fucile puntata alla sua testa.
La Tv <Al Jazeera> ha affermato inoltre che il gruppo, che per la
sua denominazione sembra di orientamento sciita, afferma di
avere rapito il turco ed un suo traduttore a Nord di Baghdad e
minaccia di ucciderlo entro una settimana in mancanza di un
divieto di Ankara alle sue società ad operare in Iraq. (Ansa)
24.06.2006
|
BLOCCATA NAVE DA CROCIERA PER ALLARME BOMBA
|
La telefonata anonima ad un quotidiano aveva fatto scattare
l'allarme. L'unità stava per effettuare un tour di quattro
giorni. |
Una nave da crociera greca
con 1500 passeggeri è stata evacuata per un allarme bomba ma
nessuno ordigno è stato trovato dalla squadra speciale esplosivi
che ha eseguito l'ispezione. L'allarme era arrivato con una
telefonata anonima ad un quotidiano che annunciava la presenza
di una bomba sulla "Sea Diamond", ormeggiata nel porto del
Pireo.
La voce femminile al telefono, come ha riferito la polizia, si è
dichiarata appartenente all'organizzazione "Lotta per la Turchia
Libera" e ha rivendicato l'uso dell'ordigno come protesta per il
veto di Cipro all'ingresso della Turchia nell'Unione Europea.
La nave, sulla quale viaggiavano per lo più turisti stranieri, stava
per iniziare una crociera di 4 giorni nelle isole della Grecia e
della Turchia. (Adnkronos)
24.06.2006
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SINGOLARE PROTESTA DI UN UNIVERSITARIO AD ANKARA
|
Un giovane studente di ingegneria si è messo di impegno per
sbagliare il maggior numero di domande nell'esame di
ammissione. |
Singolare protesta all'
università di Ankara, dove un giovane studente si è applicato ad
un esame di ammissione al pare dei suoi colleghi, ma non per
azzeccare la risposta giusta al maggior numero possibile dei 180
quesiti, ma per sbagliarli, se possibile, tutti.
''Mi sento abbastanza tranquillo, c'è una buona possibilità che il
mio esame terminerà col punteggio zero'', aveva dichiarato
all'agenzia <Anadolu> Sefa Boyar, che è già studente
di ingegneria civile e che aveva inteso protestare con il suo
gesto contro il sistema di selezione all'ammissione, giudicato
eccessivamente severo, vigente negli atenei turchi,
dove statisticamente viene ammesso solo un candidato su quattro.
Il giovane aveva già fatto partecipe la stampa della sua
battaglia il mese scorso.
Boyar aveva spiegato che, contrariamente a quanto si possa pensare,
non è facile dare risposte scientificamente sbagliate a tutti i
quesiti dell'esame: ''Ho dovuto lavorare duro per
essere sicuro di dare risposte errate, perché bisognava prima
conoscere tutte quelle giuste''. Per realizzare il suo
obiettivo, Boyar doveva totalizzare meno di 45 punti, perché il
regolamento d'esame prevede che per ogni quattro risposte
sbagliate viene depennata dal punteggio una risposta buona, che
vale un punto. (Ansa-Afp)
24.06.2006
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MAXISEQUESTRO A TRIESTE DI EROINA (105 KG)
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La droga, proveniente dalla Turchia e suddivisa in 206 pani,
era nascosta in un Tir. La scoperta da parte della Guardia
di Finanza. |
I Mondiali di calcio in
Germania rappresentano un'occasione di enormi guadagni anche per
il mercato della droga: lo dimostrerebbe, secondo quanto detto
dagli investigatori, il maxisequestro di eroina effettuato nel
porto di Trieste dal Gruppo operativo antidroga (Goa) della
Guardia di Finanza del capoluogo giuliano, in collaborazione con
l' Agenzia delle Dogane e il servizio Antifrode di Bolzano.
Il carico scoperto è eccezionale per quantità, una delle più grandi
mai sequestrate allo scalo triestino, il più rilevante eseguito
in Italia dall' inizio dell' anno: 105 chilogrammi, suddivisi in
206 pani. Erano nascosti in un Tir proveniente dalla Turchia e
destinato alla Repubblica di Germania. Il suo valore sul mercato
al dettaglio è stato valutato in oltre sei milioni di euro.
Una quantità così ingente, e un compenso così alto per il
trasportatore, secondo gli investigatori indicano che le
organizzazioni criminali turche e iraniane sembrano essere
attirate da possibili enormi guadagni, derivanti dall' afflusso
di grandi folle in occasione dei Campionati mondiali di calcio.
Anche per prevenire l' eccezionale aumento di traffico di
stupefacenti, sono state aumentate le attività di controllo e
prevenzione, soprattutto sulle principali direttrici dei
traffici di merci da e verso la Germania.
Notevole il compenso promesso all' autista del camion, Erfidan
Necati, 37 anni, anch' egli turco: l' organizzazione di
trafficanti gli avrebbe consegnato 40 mila euro, somma di tutto
rispetto per un semplice ''corriere''. Nei suoi confronti, la
Procura Antimafia di Trieste ha ipotizzato di reato di traffico
internazionale di stupefacenti.
L' eroina era nascosta in alcuni scatoloni, confusi con altri
contenenti pezzi di ricambio per automobili, e proveniva da
Istanbul, verso la Germania. L' autista era in possesso di falsi
sigilli doganali turchi, che gli avrebbero permesso di aprire il
rimorchio per prelevare la droga anche durante il tragitto.
Niente doppifondi nel rimorchio, ma solo una copertura della merce
con carta stagnola, confusa tra gli altri scatoloni: una tecnica
nuova, secondo gli investigatori, in uso tra le organizzazioni
dell' Est europeo e dell' Asia Minore. (Ansa)
24.06.2006 |
ANNEGATI CINQUE MAURITANI DIRETTI IN GRECIA
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Tra le vittime, anche tre bambini. La notizia data dal
vicegovernatore turco della cittadina egea di kusadasi. |
Le autorità della città
balneare turca di Kusadasi (Izmir) hanno rinvenuto i corpi senza
vita di cinque presunti clandestini, tra cui tre bambini,
presumibilmente annegate mentre tentavano di raggiungere la
Grecia. Lo ha riportato l'agenzia di stampa turca <Anatolia>.
Allertata, la polizia ha rinvenuto il corpo di un uomo su una
spiaggia mentre i guardiacoste trovavano altri quattro cadaveri,
tre di bambini ed uno di donna, come ha reso noto il
sottoprefetto di Kusadasi, Ahmet Ali Baris, citato da
<Anatolia>.
!Noi pensiamo che i cinque corpi appartengano a immigrati
mauritani ma non lo possiamo affermare con sicurezza perché
nessuno di loro aveva documenti di identità", ha aggiunto. (ApCom)
24.06.2006
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"NO" ALL'ESPULSIONE
|
Sentenza della Corte europea relativa alla famiglia iraniana
che si era rifugiata nel 2003 in Turchia. |
La Corte europea dei diritti
dell'uomo ha stabilito che la famiglia iraniana scappata in
Turchia, a seguito della pena inflitta alla moglie sulla base
della sharia, ''non dovrà essere espulsa dal Paese perché ciò
violerebbe l'articolo 3 della Convenzione europea''.
Dopo che la donna era stata condannata a 100 colpi di frusta, la
famiglia aveva trovato rifugio in Turchia dove, tuttavia, dal
2003, rischia l'espulsione a seguito del rifiuto della domanda
di asilo presentata dall'alto commissariato delle Nazioni Unite
per i rifugiati (Unhcr).
La Corte di Strasburgo, nella sentenza emessa giovedì scorso, ha
stabilito che alla famiglia deve essere permesso di restare in
Turchia, rifiutando le motivazioni fornite dal Governo di Ankara
, secondo le quali la pena sarebbe stata ora ridotta, per motivi
di salute della donna, ad un colpo simbolico di staffile.
I giudici, in proposito, rilevano che il flagellare un essere umano
è di per sè ''un fatto disumano''. (Ansa)
24.06.2006 |
ECONOMIA
NOTIZIARIO AMBASCIATA D'ITALIA
MOSTRE ITALIANE SU
ILLUMINAZIONE E TECNOLOGIA ITALIANA
In occasione dell'<Italian Festival> sono state inaugurate
dall'Ambasciatore d'Italia in Turchia, Carlo Marsili, due prestigiose mostre
sull'illuminazione e sulla tecnologia italiana, rispettivamente nell'ex
armeria Tophane-i Amire e a palazzo Dolmabahce. Organizzati dall'Ambasciata
d'Italia in stretto coordinamento con l'Istituto Italiano di Cultura di
Istanbul e l'Istituto per il Commercio Estero, questi due eventi, che hanno
riscontrato un notevole successo di pubblico, si inseriscono nel quadro più
ampio delle celebrazioni previste per il 150° anniversario delle relazioni
diplomatiche tra Italia e Turchia.
LUCI DI ARTISTA E DI DESIGN
Nella suggestiva cornice di Tophane-i Amire, alla presenza del vice
Governatore di Istanbul e del Sindaco di Beyoglu, è stata inaugurata una
mostra che vedeva in esposizione cento oggetti per illuminazione, suddivisi
in tre sezioni - luci d'artista, luci di design e luci tecnologiche. Teatro
del secondo evento è stato invece lo splendido Palazzo Dolmabahce, nel quale
erano in mostra i prodotti di punta di alcune prestigiose aziende del nostro
Paese, quali il <Gruppo Fiat> (<Ferrari>, <Maserati> e <Alfa Romeo>), <Finmeccanica>,
<Fincantieri>, <Ducati>, <Pirelli>, <Omicron>, <Elettronica> e <iGuzzini>,
che hanno esposto modelli moderni e d'epoca del settore automobilistico
italiano, esemplari in scala di navi e di un elicottero,
motociclette ed elementi di illuminazione, sintesi perfetta tra la ricca
tradizione del Made in Italy e la
ricerca tecnologica avanzata condotta dalle nostre imprese.
LO SHOW-MODE DI IZMIR
Si è svolto, nella suggestiva cornice dei giardini del nuovo Museo di
Storia ed Arte di Izmir, il ricevimento organizzato dal Consolato
d'Italia per celebrare la Festa della Repubblica. All'evento hanno
partecipato più di 900 invitati, tutte le personalità istituzionali
cittadine, tra cui il Governatore ed il Sindaco della città,
parlamentari, i più importanti esponenti del mondo economico, accademico
e culturale locali, nonché buona parte della collettività italiana. La
serata, presentata nel quadro delle celebrazioni per il 150°
anniversario delle relazioni diplomatiche italo-turche, ha avuto una
forte connotazione promozionale del Made in Italy in due
settori di eccellenza dell'Italia, quello dell'alta moda e della
tecnologia. L'evento di maggiore impatto è stato, senza dubbio, la prima
di alta moda italiana mai organizzata in Turchia con un defilé
della Collezione Primavera-Estate 2006 di Roberto Cavalli i cui i capi
sono appositamente giunti da Milano. Alla sfilata hanno partecipato le
più note modelle turche, compresa la celebre Senay Akay (già
indossatrice della maison Cavalli) la cui presenza ha notevolmente
contribuito a dare all'evento l'eccezionale impatto mediatico che ha
avuto. Sul tema della tecnologia, è stata esposta una <Ferrari F340>,
una <Maserati Quattroporte>, oltre che i modelli sportivi di punta delle
principali case motociclistiche italiane: <Ducati 999 R Xeros>, <Bimota
DB 5 1000>, <Aprilia RSV 1000>, <Moto Guzzi Breva 1100 ABS>, <Cagiva
Raptor 650> oltre la classica Vespa della <Piaggio>. La manifestazione
ha avuto uno straordinario successo di pubblico e di stampa, con decine
di articoli,
pubblicati sui principali quotidiani locali e nazionali (compreso
il quotidiano in lingua inglese <Turkish Daily News> e la maggior parte
dei settimanali turchi.
NESSUN RISCHIO PER LA CRESCITA DEL
MERCATO
Commentando le recenti fluttuazioni del mercato e le inevitabili
ripercussioni sull'economia del Paese, il ministro turco dell'Economia Ali
Babacan ha ribadito che è ancora prematuro parlare di una revisione del
tasso d'inflazione di fine anno. L'economia del Paese - ha continuato il
ministro di Stato - è in buona salute e le fluttuazioni a breve termine del
mercato globale non mettono a serio rischio la crescita nel breve e medio
periodo. I movimenti di capitali in entrata e in uscita, infatti, sono
eventi del tutto normali in un sistema di economie aperte e di
inter-comunicabilità tra i differenti mercati. Se si osserva il fenomeno su
base triennale o addirittura decennale, il flusso di capitali in entrata nel
Paese sarà certamente maggiore di quello in uscita. Una certezza che secondo
Babacan si basa sui buoni
fondamentali dell'economia turca e sulla necessità del Paese di
attrarre quantità sempre più consistenti di capitali internazionali
per favorire la crescita interna.
POLITICHE ADEGUATE SULLA VIA
DELLA RIFORMA
Nel corso dell'incontro realizzato dalla Fondazione per la Ricerca
Economica (Iav) sul tema "Nuovi Orizzonti nella Politica Finanziaria
della Turchia", il ministro delle Finanze turco, Kemal Unakitan, ha
assicurato che saranno attuate dai vari Dicasteri competenti politiche
adeguate affinché i notevoli risultati macro-economici conseguiti finora
siano mantenuti, garantendo così al Paese di proseguire sulla via delle
riforme in un'atmosfera di sicurezza e stabilità. Unakitan ha inoltre
sottolineato che, alla luce del positivo andamento del gettito fiscale
registrato nei primi cinque mesi del 2006, il Governo non intende
introdurre nuove tasse, pur lasciando intendere che un loro aumento su
determinati prodotti, quali alcolici e tabacchi, potrebbe essere non
essere escluso. Unakitan ha infine stigmatizzato l'approccio del
comparto del tessile, reo di aver
contribuito all'aumento del tasso d'inflazione in quanto, a dispetto
della drastica riduzione dell'IVA a favore del settore (dal 18% all'8%),
gli unici a beneficiarne effettivamente sono state le aziende del
settore perché non è stato rilevato un conseguente abbassamento dei
prezzi sul mercato.
NONO PROGRAMMA SETTENNALE
TURCO
Il Primo Ministro turco Recep Tayyp Erdogan Erdogan ha recentemente
indicato i principali obiettivi economici del Nono Programma Settennale
(2006/2013). In primis, al
termine del settennato, il Pnl raggiungerà la cifra di $797 miliardi, il
reddito pro-capite supererà i $10.000, il tasso di inflazione si
attesterà al 3%, la crescita annuale media del Pil sarà del 6.5%, le
esportazioni raggiungeranno quota $214 miliardi e i proventi turistici
supereranno i $36 miliardi.
CRESCITA PRODUZIONE INDUSTRIALE
I recenti
dati pubblicati dall'Istituto
di Statistica della Presidenza del Consiglio della Turchia (Tuik)
mostrano una crescita annua della produzione industriale del Paese pari
al 7.1% nel mese di aprile, con una crescita media nel primo
quadrimestre del 4.4% rispetto al dato del 2005. L'aumento più
significativo si è registrato nel settore minerario (+5.3%) seguito dal
manifatturiero (+4.1%) e da quello dei servizi (+7.1%).
CREDITO PER IL
SETTORE ENERGETICO
La Banca Mondiale ha recentemente approvato la concessione di un credito
pari a $350 milioni volto a finanziare un progetto nel settore
energetico. Beneficiario del credito sarà la <Euas>, Compagnia di Stato
per l'Elettricità, che già produce circa 25.000 MW di energia termale ed
idroelettrica attraverso i propri impianti nel Paese. Il finanziamento
concesso sarà utilizzato per la ristrutturazione della centrale
elettrica di Afşin-Elbistan che attualmente opera al 75% della propria
capacità, con interventi di supporto sia finanziario che operativo.
Obiettivo del progetto è quello di mitigare il rischio di carenza
energetica che la Turchia potrebbe avere entro il 2010 secondo le
previsioni di crescita della domanda di energia elettrica, nonché quello
di sostenere la <Euas> nella fase di ristrutturazione e della successiva
privatizzazione. Il prestito avrà la durata di 15 anni, di cui cinque di
grazia.
SOSTEGNO PER LE PICCOLE E
MEDIE IMPRESE
Una seconda linea di credito del valore di €150 milioni è stata aperta,
sempre dalla Banca Mondiale, a favore di un progetto di sostegno per le
piccole e medie imprese turche (<SMEs>), volto ad aumentarne le
opportunità di accesso al credito e a facilitarne la crescita. Con tale
progetto si auspica di incrementare le vendite e la produttività delle
<SMEs>, così come di sostenere l'attività nelle regioni dell'est, del
sudest e del centro del Paese, dove la concessione del credito è meno
praticata e dove il
gap produttivo è più evidente. Secondo quanto comunicato dalla
Banca Mondiale, due terzi del credito (€100 milioni) saranno gestiti
dalla Banca per lo Sviluppo Industriale in Turchia mentre i restanti €50
milioni verranno utilizzati tramite la <Halkbank>. In occasione della
presentazione alla stampa di tale finanziamento, il direttore della
Banca Mondiale in Turchia, Andrew Vorkink, ha affermato che le piccole e
medie imprese in Turchia svolgono un importante ruolo di propulsore
dell'economia, contribuendo a creare lavoro, a mantenere la stabilità
sociale e ad integrare
il settore produttivo del Paese nell'Unione Europea e nel
contesto dell'economia globale.
7.825
MILIARDI DI $ DALLE VENDITE
L'Amministrazione per le Privatizzazioni della Turchia ha reso noto che
nei primi cinque mesi di quest'anno è stata incassata la somma di $7.825
miliardi, derivanti principalmente dalle vendite delle acciaierie
<Erdemir> e delle raffinerie <Tupras>. Attualmente è in corso di
privatizzazione il Porto di Mersin per un valore stimato di $775
milioni). Entro la fine dell'anno la predetta agenzia conta di
raggiungere introiti per una somma totale pari a $9.5 miliardi.
INDICATORI MACROECONOMICI
-
Crescita del PNL nel 2005: 7.7%
- Inflazione
annua (prezzi al consumo): 7.72% (2005); 8.16%
(gennaio-marzo 2006)
- Interscambio con l'Italia
nel 2006 - gen-apr - (dati ICE): 4,6 miliardi di dollari, con
esportazioni
verso l'Italia
pari a 2.4 miliardi ed
importazioni dall'Italia pari a 2.2 miliardi.
LANCIO DI UN PORTALE
Il Sottosegretariato del Tesoro turco ha informato ufficialmente del
lancio di un portale disegnato per offrire utili informazioni e supporto
agli investitori stranieri che volessero entrare nel mercato turco. Il
portale,
http://www.investinturkey.gov.tr
contiene al suo interno indicatori macroeconomici e link sulla
legislazione relativa agli investimenti nonché informazioni aggiornate
sui principali eventi economici che avranno luogo nel Paese.
Oltre al predetto portale, il Sottosegretariato ha notificato anche
l'apertura del sito web
http://www.ipsupport.gov.tr/index-en.php
disegnato per agevolare le collaborazioni commerciali e le
joint-venture.
A cura di:
Simona De Martino - capo dell'Ufficio Economico e Commerciale
dell'Ambasciata d'Italia in Turchia
Gianmarco Macchia - vice capo dell'Ufficio Economico e Commerciale
Roberto Luongo - direttore dell'Ufficio Ice di Istanbul
Redazione: Tiziana Staffolari - collaboratore economico e finanziario
24.06.2006
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TRASFERIMENTO TECNOLOGICO: PRONTA
LA COOPERAZIONE TRA ITALIA E TURCHIA

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Una delegazione dell'Istituto per la promozione industriale (Ipi),
guidata dal direttore generale Luigi Corbò, si è incontrata ad
Ankara con il ministro dell'Industria locale Ali Coskun per dare
seguito all'accordo del novembre scorso. Ed intanto il gruppo <Alenia>
parte con iniziative nel settore dell'aeronautica. |
La cooperazione italo-turca nel
campo del trasferimento tecnologico fa un ulteriore passo in avanti. Una
delegazione dell'istituto per la promozione industriale (Ipi) guidata
dal direttore generale Luigi Corbò ha incontrato ad Ankara il ministro
dell'Industria turco Ali Coskun per dare seguito all'accordo firmato lo
scorso novembre tra l'Ipi e l'agenzia governativa turca per lo sviluppo
delle pmi, <Kosgeb>.
L'accordo, siglato durante la recente missione istituzionale italiana in
Turchia, ha di fatto l'obiettivo di favorire la cooperazione, nel campo
produttivo e del trasferimento tecnologico, tra distretti, parchi
tecnologici e centri servizi dei due Paesi. La missione sarà anche
l'occasione per l'Ipi di affiancare l'<Alenia> nella presentazione di un
programma di cooperazione nel campo aeronautico in Turchia. L'<Alenia>,
che vanta già consolidate relazioni con la Turchia in qualità di
fornitore di aeromobili, è adesso interessata a sviluppare tali
relazioni in termini di produzione.
Nell'incontro con il <Kosbeg>, in particolare, è stato fatto il punto
sullo svolgimento delle attività previste dal Protocollo di intesa <Ipi-Kosbeg>
per il biennio 2006-2008, tra cui la partecipazione congiunta a progetti
finanziati dall'UE e in Turchia e la promozione di partenariati tra le
regioni italiane e turche.
"La collaborazione italiana con la Turchia ci permetterà di trasferire
tecnologie, macchinari e know how in un mercato molto promettente - ha
concluso Corbò -valorizzando le eccellenze italiane nei settori ad alta
tecnologia e le conoscenze che la Turchia sta sviluppando nell'ambito
del sistema universitario e della ricerca. Il Governo turco si è rivolto
all'Ipi - ha concluso Corbò - proprio perché Istituto specializzato nel
facilitare la crescita e la competitività dei sistemi produttivi, e che
da diversi anni opera a sostegno di oltre 30 Paesi". (Adnkronos)
24.06.2006
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DAL MAR NERO
AL MEDITERRANEO
CON <ENI-CALIK>
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Illustrato ad Istanbul il nuovo oleodotto italo-turco alla
presenza - tra gli altri - di Paolo Scaroni, amministratore
delegato dell'ente petrolifero, e di Ahmet Celik, presidente del
gruppo anatolico. La partecipazione - come si legge in una nota
- sarà paritetica. Si prevede una capacità di trasporto di
1.5 milioni di barili di greggio al giorno. |
 L'<Eni>
realizzerà con <Calik> un oleodotto che collegherà la coste turche del
Mar Nero e del Mediterraneo. Il progetto è stato illustrato a Istanbul
nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato
l'amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, il direttore generale
della divisione <Exploration & Production> di <Eni>, Stefano Cao, il
presidente di <Calik> Group, Ahmet Calik, e l'amministratore Delegato,
Erdal Celik.
L'oleodotto Samsun-Ceyhan - si legge in una nota del gruppo italiano -
verrà realizzato con una partecipazione paritetica di <Eni> e <Calik
Enerji>, sarà lungo 550 km e avrà una capacità massima di trasporto di
1.5milioni di barili di greggio al giorno, equivalenti a circa 70
milioni di tonnellate all'anno. <Enie- Calik> hanno studiato il progetto
sin dal 2003, e nel 2005 hanno deciso di unire gli sforzi, risorse e
know-how per la sua realizzazione. Nel 2006 il Consiglio dei Ministri
turco ha dato il via libera al progetto che, una volta terminato,
consentirà di trasportare il petrolio russo e kazako dal Mar Nero all'hub
commerciale di Cehyan sul Mediterraneo, ''in maniera sicura ed
economica''. Inoltre - spiega ancora l'<Eni> - grazie a questo
oleodotto, ''verrà garantita una maggiore sicurezza nella navigazione
del Bosforo e dei Dardanelli, contribuendo alla protezione dell'ambiente
in un ecosistema così complesso e delicato''.
<Eni> e <Calik> intendono proseguire la loro collaborazione per
realizzare l'opera, anche aprendo la partnership a società terze del
settore interessate al progetto.(Ansa)
24.06.2006
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IL KAZAKHISTAN
SI COLLEGA
AL BAKU-CEYHAN

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Firmato un accordo a Kazaka Almatv tra Nursultan Nazerbaiev e
Ilham Aliev. Secondo le previsioni l'oleodotto, che parte dal
porto di Aktau, trasporterà in un primo tempo, attraverso il Mar
caspio, circa 7.5 tonnellate di petrolio che diventeranno 20
milioni successivamente. L'opposizione dei Paesi limitrofi.
|
Il presidente del
Kazakhstan, Nursultan Nazerbaiev, e quello dell'Azerbaijan, Ilham Aliev,
hanno firmato nella capitale kazaka Almaty un accordo che prevede
l'ingresso del Kazakhstan nell'oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan (Btc), che
collega l'Azerbaijan alla Turchia e il Mediterraneo passando per la
Georgia. Lo ha annunciato l'agenzia <Interfax> kazaka.
''Si tratta di un momento storico per le relazioni bilaterali fra i
nostri Paesi'', ha detto Nazerbaiev al termine della cerimonia della
firma, sottolineando come il suo Paese, grazie al Btc, disponga ora di
tre vie per esportare le sue gigantesche riserve di petrolio,
comprendendo anche quelli che collegano il Kazakhstan alla Russia e alla
Cina.
Il Kazakhstan, ha dichiarato Mikhail Dorfeev, portavoce del monopolista
nazionale degli idrocarburi, Kazmunaigaz, prevede di trasportare in un
primo tempo circa 7.5 milioni annue di tonnellate di petrolio dal suo
porto di Aktau, attraverso il Mar Caspio, fino a Baku, la capitale azera
da cui parte il Btc. In un secondo tempo, prevede Dorfeev, il Paese
potrà immettere sul Btc 20 milioni di tonnellate l'anno, anche se per il
momento gli altri Paesi del Caspio si oppongono ad un progetto kazako di
oleodotto sottomarino che colleghi direttamente Aktau a Baku.
Inaugurato nel maggio del 2005, l'oleodotto Btc è lungo 1.765 chilometri
ed ha una capacità di trasporto di 50 milioni di petrolio l'anno. E' un
progetto appoggiato dagli stati Uniti, perché permette di aggirare il
controllo della vicina Russia, che tuttora controlla la quasi totalità
del flusso di idrocarburi dallo spazio ex sovietico verso
l'Europa. (Ansa-Afp)
24.06.2006
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ESPANSIONE GASDOTTO
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Queste le intenzioni di <Gazprom> per quanto riguarda il <Blue
Stream> lungo la piattaforma del bacino del Mar Nero. |
<Gazprom>
vuole ampliare il gasdotto <Blue Stream> che trasporta il gas dalla
Russia alla Turchia lungo la piattaforma del bacino del Mar Nero. E'
quanto ha affermato il vice ad della compagnia, Alexander Medvedev.
Due le opzioni allo studio dei tecnici: aumentare la portata attuale
della tubatura o far scorrere due altre pipeline ai fianchi di quella
principale.
La maggiore capacità del <Blue Stream> intende soddisfare l'aumentato
fabbisogno di gas dell'Europa meridionale e di Israele. Lo studio di
fattibilità è previsto per la fine dell'anno. (Agi)
24.06.2006
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10 MLD dI EURO
DA PRIVATIZZAZIONE
ENERGIA

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Il primo annuncio delle aste in Turchia sarà entro la prossima
settimana. I gruppi locali ed internazionali che sono
interessati all'operazione di mercato. |
La privatizzazione delle società
che si occupano della distribuzione dell'energia elettrica in Turchia
vale almeno otto miliardi di euro. Lo ha annunciato il capo della
Direzione per le privatizzazione, Metin Kilci, aggiungendo che dalla
prossima settimana saranno disponibili le prime notizie sulle aste a cui
sarebbero interessati grandi gruppi energetici locali e internazionali,
come ha scritto lo <Zaman Online>.
Non c'è da preoccuparsi per le fluttuazioni del mercato delle ultime
settimana. Secondo Kilci, gli investitori stranieri seguono da vicino il
mercato della Mezzaluna e continuano a voler investire nel Paese anche
nel settore energetico. La competizione più agguerrita è attesa per le
21 sezioni di Istanbul. La sola sezione 17, la parte europea della città
del Bosforo, serve 3,5 milioni di clienti e ha svegliato l'appetito dei
maggiori gruppi energetici turchi: <Koc>, <Sabanci>, <Zorlu>, <Caik>,
<Dogane Anadolu>. Il guadagno che deriva da quest'area è di 2.3 miliardi
di Lire turche all'anno, cioè circa 1.1 miliardi di euro. Il prezzo
della rete di distribuzione, cioè dei diritti di 20 anni, si aggirerà
secondo gli esperti intorno ai 3.9 miliardi di euro.
La Direzione per le privatizzazioni metterà all'asta entro la fine
dell'anno sei aree, le altre 15 saranno privatizzate entro il 2007. La
prima delle gare sarà pronta per novembre-dicembre. Alcuni dei requisiti
delle società che parteciperanno sono: aver esperienza nello stesso
settore, il capitale deve essere uguale al capitale netto, e dovrà
impiegare partner turchi per qualsiasi iniziativa. (ApCom)
24.06.2006
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PRIVATIZZAZIONI
COMPLETATE
ENTRO OTTO ANNI
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Consentirà allo Stato turco di ottenere proventi per un
ammontare superiore ai 20 miliardi di dollari. A chi verranno
cedute tutte le partecipazioni. |
Secondo l'organizzazione per la
Pianificazione statale turca (Dpt), il processo di privatizzazione delle
aziende nazionali in Turchia sarà completato nei prossimi 8 anni e
consentirà allo Stato di ottenere proventi per un ammontare superiore ai
20 miliardi di dollari. L'Oib, che è l'Autorità per le Privatizzazioni
dipendente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, cederà tutte le
partecipazioni nei seguenti settori: Distribuzione elettrica; Trasporti
marittimi e aerei; Produzione di carrozze e locomotive ferroviarie;
Zucchero; Tabacco; Tè; Grande distribuzione; Petrolchimica. Nel
contempo, si ridurranno sostanzialmente le partecipazioni statali nei
seguenti comparti: Produzione elettrica; Mercato del gas naturale;
Carbone e altre risorse minerarie. I settori in cui non e' -al momento-
prevista la privatizzazione sono: Cereali (produzione e vendita);
Trasmissione elettrica; Esplorazioni petrolifere; Gestione degli
aeroporti; Servizi postali. Sempre secondo il Dpt , il contributo al
Prodotto Nazionale Lordo dell'attuale sistema delle partecipazioni
statali turche (State Economic Enterprises) passerà dall'attuale 2% allo
0,6% del 2014. (Ice Istanbul)
24.06.2006
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INTERVENTO DELLA BANCA CENTRALE TURCA
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Vendita di dollari per sostenere la Lira turca scivolata ai
minimi storici dal 2003. |
La Banca Centrale della Turchia ha
confermato di essere intervenuta sul mercato per vendere dollari e
sostenere la Lira turca, scivolata ai minimi dal marzo 2003 a
causa dell'ondata di vendite che ha colpito le valute emergenti. (Borse.it)
24.06.2006
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TASSE OUT SU CAPITALI STRANIERI

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Il Governo turco, per bocca del suo ministro delle Finanze Kemal
Unakitan, ha detto che le sopprimerà per contrastare la tendenza
al disinvestimento. |
Il Governo turco ha annunciato che
sopprimerà la tassa sui redditi da capitale investito in Turchia di
stranieri non residenti nel Paese.
''La tassa trattenuta alla fonte (attualmente pari al 15%, ndr) è stata
ridotta a zero per i redditi provenienti da strumenti finanziari in
Turchia di stranieri non residenti'', ha
affermato il ministro delle Finanze Kemal Unakitan nel corso di una
conferenza stampa, precisando che una legge in proposito dovrebbe essere
approvata dal Parlamento prima delle vacanze estive (che cominciano ai
primi di luglio).
Per i cittadini turchi e stranieri residenti in Turchia la stessa tassa
passerà dal 15 al 10 per cento, ha aggiunto lo stesso ministro.
I mercati finanziari turchi hanno mostrato nelle ultime settimane una
tendenza al disinvestimento dalla Turchia da parte i investitori
internazionali che tendono a preferire mercati meno rischiosi. La
riduzione delle tasse sui capitali tende a contrastare evidentemente
quella tendenza.(Ansa)
24.06.2006
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INVESTIMENTI ESTERI
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Il record nel 2005 nei Paesi del Mediterraneo sud-orientale tra
i quali la Turchia dove è stato reso possibile grazie alle
grandi operazioni nel settore delle telecomunicazioni. |
Il 2005 è stato un anno record per
gli investimenti esteri nei Paesi del Mediterraneo sud-orientale, un
fenomeno indice delle opportunità offerte dall'area.
Grazie all'impulso ricevuto dalla crescita di settori come le
telecomunicazioni e l'energia, dall'afflusso di capitali arabi e dalle
nuove condizioni geopolitiche, i progetti realizzati o annunciati sono
raddoppiati rispetto all'anno precedente sia per numero (da 341 a 686) e
sia per valore complessivo (circa 40 miliardi di euro contro i 20 del
2004). A tracciare il bilancio del flusso degli investimenti esteri
diretti (Fdi) verso i Paesi Meda (Algeria, Egitto, Israele, Giordania,
Libano, Marocco, Autorità palestinese, Siria, Tunisia e Turchia) è stata
la rete euro-mediterranea tra le agenzie di promozione degli
investimenti (<Anima>), con base a Marsiglia e di cui fa parte anche
l'Ice, in un rapporto appena pubblicato e redatto in base ai dati
raccolti dall'Osservatorio appositamente costituito. Il documento mette
in evidenza come, rispetto ai due anni precedenti, il 2005 abbia
finalmente fatto registrare una dinamica dei flussi nettamente più
vivace, dinamica della quale hanno beneficiato in primo luogo, e non a
caso, Paesi come la Turchia, Paese presieduto da Recep Tayyip Erdogan e
l'Egitto.
Il primo, spiegano gli esperti di <Anima>, grazie alle prospettive di
adesione all'Unione e sopratutto alle grandi operazioni realizzate nel
campo delle telecomunicazioni. In Egitto quello trainante è stato invece
il settore energetico (24 progetti) seguito da quello bancario (16). Nel
complesso, il Paese dei faraoni nel 2005 ha attratto investimenti pari a
8,9 miliardi di euro contro i 2,5 del 2004; un fenomeno favorito anche
dalle annunciate riforme e dalla creazione di un apposito Ministero. (Denaro.it)
24.06.2006
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FONDI IMMOBILIARI
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All'Italia e alla Turchia il primato dei migliori risultati. La
performance media è stata dell'8.3%. Le linee guida in Europa. |
È un mercato ancora in crescita
quello dei fondi immobiliari italiani secondo il "Rapporto 2006 sui
fondi immobiliari in Italia e all'estero" stilato da <Scenari
Immobiliari>.
Nel nostro Paese si stima che questi prodotti abbiano raggiunto al primo
giugno 2006 un patrimonio di 17 miliardi di euro (15.9 miliardi a fine
2005 e 10.3 miliardi nel 2004). Quest'anno, le attese puntano per i
fondi retail a una raccolta netta di 1,2 miliardi di euro, il
35,3% in più rispetto agli 887 milioni del 2005 e la capitalizzazione è
stimata in crescita a 4.4 miliardi da 3.9.
Nel mondo il settore ha raggiunto un patrimonio di 850 miliardi di euro,
di cui 315 milioni di euro in Europa, mentre di 266 miliardi è il
patrimonio del mercato statunitense, 189 miliardi quello dell'Australia
e 25 dell'Asia.
<Scenari Immobiliari> sottolinea come all'Italia e alla Turchia spetti
il primato dei migliori risultati. Qui la performance media è
stata dell'8.3% (in Italia è riferita ai fondi quotati) contro una
crescita media registrata dai fondi europei del 6.2% (5.1% negli Stati
Uniti).
Sul fronte della strategia seguita negli investimenti, le linee guida in
Europa sono riconducibili alla ricerca della stabilità dei rendimenti,
al costante aumento degli investimenti cross-border e alla
crescente quota di investimenti nel commerciale, pari al 43% del totale.
Nonostante la trasparenza che in Italia si è cercato di dare agli
strumenti retail, è ancora lunga la strada - a detta degli
operatori - per dare al mercato dati omogenei per confrontare i vari
fondi. Un problema che tiene il risparmiatore finale lontano da questo
mercato. Basti pensare che i mille miliardi spesi dagli italiani negli
ultimi cinque anni per comperare casa, ristrutturarla e arredarla, si
confrontano con i 10 miliardi investiti nei fondi quotati. Un problema
più di offerta che di domanda. (Paolo Dezza/Il
Sole 24 Ore)
24.06.2006
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RENDITE FINANZIARIE: TAGLIATE LE ALIQUOTE
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L'imposta in Turchia ridotta dal 15% al 10%. Quella sulle
rendite dei depositi bancari rimane invece al 15%. |
Il ministro delle
finanze turco, Kemal Unakitan, annuncia un provvedimento a favore dei
risparmiatori che investono in Borsa. l'imposta sulle rendite
finanziarie viene ridotta dal 15% al 10%, come scrive l'agenzia <Cihan>.
Unakitan ha dichiarato durante una conferenza stampa che l'aliquota agli
utili derivanti dai bond e dalle azioni acquistati dai risparmiatori
turchi è stata ridotta. Unakitan ha affermato inoltre che l'aliquota
sulle rendite dei depositi bancari rimane invece al 15%. (ApCom)
24.06.2006
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IL 33.98% DI <SEKERBANK> A <TURAM ALEM>
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L'acquisizione da parte del gruppo kazako è l'ultima in ordine
di tempo di una serie di affari che coinvolgono gli istituti di
credito turchi. |
La banca turca <Sekerbank>
ha venduto il 33.98% del suo capitale all'istituto di credito kazaro <Turan
Alem Group> per 280 milioni di dollari, come ha dichiarato la stessa
banca turca in un comunicato stampa, riportato dall'agenzia <Cihan>.
L'acquisizione elle quote di <Sekerbank> è l'ultima in ordine di tempo
di una serie di affari che hanno portato in mano straniera
partecipazioni delle banche turche. Prima la <Banca Nazionale> greca con
il 46% di <Finasbank>, poi <Efg Eurobank> ha acquistato il 70% di <Tekfenbank&g |
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