Arretrati 

Anno 7° N.18

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"UNA CHANCE UNICA"

Il_ministro_dell'Interno_Giuliano_Amato

Per il nuovo ministro dell'Interno, Giuliano Amato, non bisogna lasciarsi sfuggire l'occasione di far entrare AnkKara nell'Unione Europea. A guadagnarci - ha soggiunto l'ex presidente del Consiglio - sarà la Turchia ma anche l'UE".

Quelli tra l'Unione Europea e la Turchia sono negoziati ''aperti'' ed è difficile prevederne 
l'esito, ''ma mi auguro che la conclusione sarà di consentire l'ingresso'' di Ankara nella UE. E' l'auspicio espresso dal ministro dell'Interno Giuliano Amato, intervenuto ad un incontro al Centro Studi Americani sul Medio Oriente e l'esigenza della cooperazione transatlantica.
Secondo Amato lo scenario auspicabile è quello di una vera e propria adesione della Turchia alla grande famiglia europea e non di un semplice rapporto di partenariato: ''Combatterei più per l'ingresso che non per la partnership'', ha detto il ministro.
E anche se, ha aggiunto, da qui a dieci anni ''non so quanto il Paese sarà trasformato nel suo interno'', si tratta comunque di un'occasione da non lasciarsi sfuggire: è una ''chance unica - ha sottolineato Amato - sia per la Turchia che per l'Europa''.
Quest'ultima, è stata la riflessione dell'ex presidente del Consiglio, deve gettarsi alle spalle il criterio della ''capacità di assorbimento'' come pre-condizione per i nuovi Paesi che ne fanno richiesta di aderire alla UE, perché è ''totalmente iniqua: è come se dicessimo loro - ha spiegato - voi siete pronti ma noi no, grazie tante per quello che avete fatto ma non è servito''.
All'incontro era presente tra il pubblico anche l'ambasciatore turco a Roma Sitki Ugur Ziyal, che ha voluto prendere la parola, tra l'altro, per esprimere ''apprezzamento per l'appoggio ricevuto dall'Italia'' in prospettiva europea e per sottolineare gli eccellenti rapporti bilaterali tra Roma e  Ankara. (Ansa)
02.06.2006

LA RASSICURAZIONE

Il_premier_turco_Erdogan

Il Cancelliere tedesco Angela Merkel, nel suo incontro con il Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan, ha affermato di non voler intralciare i negoziati tra Ankara e l'UE.

Il Cancelliere tedesco Angela Merkel ha rassicurato il Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan, in visita in Berlino, affermando di non voler intralciare i negoziati fra Ankara e l'Unione Europea. La Germania seguirà i negoziati di adesione per assicurarsi che tutti i criteri siano riempiti e tutti gli accordi rispettati, ha detto il Cancelliere dopo l'incontro con il leader turco.
Durante la campagna elettorale, la Merkel aveva irritato Ankara proponendo alla Turchia ''una partnership privilegiata'' invece dell'adesione. Tuttavia in ottobre la Germania ha condiviso la decisione europea di aprire i negoziati di adesione, che potrebbero durare più di dieci anni.
I due leader hanno presenziato all'apertura del forum economico tedesco-turco di Berlino, cui hanno partecipato 1400 fra industriali, politici e gruppi sociali. In ottobre, la Merkel sarà in Turchia alla testa di una delegazione economica. La Germania, dove vivono 2.5 milioni d'immigrati turchi, è il primo partner commerciale della Turchia con uno scambio che l'anno scorso ha raggiunto i 21 miliardi di euro.
Intanto dall'Unione Europea giungono segnali di preoccupazione per il rallentamento del processo di riforme in Turchia, essenziale per l'adesione. Recentemente il commissario all'Allargamento, Olli Rehn, aveva detto che per Ankara è imperativo ''stimolare il ritmo delle riforme'' nelle aree dei diritti umani, la libertà religiosa e di espressione''. (Adnkronos)
02.06.2006

LA PROTESTA DEGLI ATTIVISTI

Manifestazione a Vienna dell'organizzazione "Voice for Europe" contro l'ingresso della Turchia nell'Unione Europea.

Nei pressi di Vienna alcuni attivisti dell'organizzazione "Voice for Europe" hanno manifestato contro l'ingresso della Turchia nell'Unione Europea. I promotori dell'iniziativa si sono trovati davanti al luogo dove si è svolta la riunione dei ministri degli Esteri dell'UE, reclamando una definizione chiara dei confini europei. Tra le richieste dell'associazione, anche quella di dare la precedenza a un processo di integrazione prima di procedere all'allargamento dell'Unione. (Agenzia Grt)
02.06.2006


STACCO 1

DIVERGENZE

I_ministri_degli_Etseri_turco_ed_israeliano_rispettivamente_Abdullah_Gul_e_Tzipi_Livni

Il ministro degli Esteri israeliano ha chiesto che la Turchia appoggi una soluzione unilaterale per la Palestina ma Ankara è per la negoziazione.

Il ministro degli Esteri israeliano, signora Tzipi Livni, ha chiesto ad Ankara per la sua prima visita ufficiale all'estero, che la Turchia appoggi una soluzione unilaterale del conflitto israelo-palestinese, ma il suo collega turco Abdullah Gul ha risposto che Ankara ''non vede alternative ad una soluzione negoziata''.
''Spero che la comunità internazionale, e la Turchia, che è un Paese amico dello Stato ebraico e dei palestinesi, sosterrà il piano unilaterale, che è la linea del nuovo Governo israeliano e che è obbligata anche per ragioni di sicurezza'',ha detto il ministro israeliano nel corso della conferenza stampa congiunta con il ministro Gul, tenuta al termine del loro colloquio.
''I passi unilaterali non sono un'ideologia di Israele. Noi crediamo ad una soluzione che preveda due Stati. Ma tutto è diventato più difficile con l'arrivo al potere di Hamas", ha aggiunto Livni.
Il ministro turco Gul ha affermato che la Turchia resta ancorato al piano di pace elaborato dalla comunità internazionale, ''che prevede una soluzione negoziata''. 
''Francamente non si vedono soluzioni al di fuori di questa'', ha affermato Gul.
Il nuovo premier israeliano, Ehud Olmert, ha dichiarato che il suo Governo intende fissare unilateralmente le frontiere orientali del suo Paese, smantellando alcune colonie in Cisgiordania ed annettendone la parte rimanente.
La visita di Livni è la prima visita di alto livello di un esponente israeliano in Turchia dopo che, in febbraio, una delegazione di Hamas fu ricevuta ad Ankara, contro il tentativo di Israele di isolare Hamas fino a che non avesse riconosciuto lo Sstato ebraico. Il ministro israeliano ha definito ''eccellenti'' le relazioni tra i due Paesi, legati, dal 1996, da un trattato di cooperazione strategico-militare.
I due ministri si sono impegnati infine a rafforzare le relazioni economiche tra i due Paesi, felicitandosi che il loro interscambio commerciale sia attualmente di oltre 2.5 miliardi di dollari. (Ansa)
02.06.2006

NUOVO ROUND PER CIPRO NORD

Kofi_Annan

Il Segretario generale delle NU, Kofi Annan, ha rinnovato alle comunità greca e turca l'invito a riprendere i negoziati. La raccomandazione perché la forza delle Nazioni Unite rimanga fino al 15 dicembre.

United Nations Secretary General Kofi Annan has renewed his call for the Turkish Republic of Northern Cyprus and the Greek Cypriot administration to launch a new round of negotiations aimed at reunifying the two states on the island.
Annan's call came in a regular six monthly report on Cyprus to the UN's Security Council, which was to vote on the regular renewal of the mandate of UN peacekeeping forces on the island. The Secretary General also indicated that he would be prepared to mediate in any talks between Turkish Cypriot and Greek Cypriot officials.
"At this juncture, it is important for the parties to resume contacts and to begin to think about how to re-engage in the search for a comprehensive settlement of the Cyprus problem," the statement said.
Annan said that Michael Moller, his special representative, had been involved in efforts to encourage both sides to renew contacts and that the UN Under-Secretary-General for Political Affairs, Ibrahim Gambari, would visit Cyprus, Greece and Turkey shortly to report on the political situation in and around Cyprus.
Gambari would also assess the prospects for a full resumption his involvement in the reunification process. (NtvmSnbc)
02.06.2006

SE LA GRECIA FOSSE D'ACCORDO....

Un_esemplare_di_F-16_come_quelli_della_collisione_sui_cieli_dell'Egeo

 

Una accurata analisi di Evren Deger del <The New Anatolian> a proposito dell'incidente avvenuto la scorsa settimana sul cielo dell'Egeo e che ha visto protagonisti un caccia militare turco ed uno greco.

Il_premier_greco_Kostas_KaramanlisLast Tuesday's dogfight between Turkish and Greek jets, which led to the death of a pilot, could have been prevented had it not been for Athens' last-minute objection to a Turkish-Greek accord to solve the Agean disputes, reliable sources told TNA.
The government of Costas Karamanlis backpedaled from a package accord brokered by diplomats and military circles a few days before the collision of the two country's F-16s. According to the formula, the territorial waters of Greece are to be determined in accordance with the location of the Greek islands. While the Greek territorial waters were to be expanded up to 12 miles on the north of the Aegean Sea, they were to be maintained as six miles on the south. The formula of variable miles from six to 12 aimed at bringing an end to the "casus belli" (cause for war) discussions over the Aegean.
Greece and Turkey have been holding consultative meetings since 2002 with the aim at finding a solution to the Aegean dispute. Although there was no official declaration after the latest meeting on May 19, it was claimed by reliable sources that military and diplomatic circles had agreed to this surprise formula, which was turned down by the Greek Prime Minister Costas Karamanlis at the last minute. Diplomatic circles stated that Karamanlis' rejection of the formula was mainly due to his concern over public resistance.
While Turkey and Nato think that the airspace of a country must correspond to the country's territorial waters, and the line for the country's territorial waters should be drawn from the mainland, Greece maintains that the "territorial waters" of the Aegean islands, most of which belong to Greece, should also be calculated.
Details hindered hotline
The establishment of a hotline or "red phone" between Turkish and Greek aviation centers, which is the second instrument meant to help prevent dogfights over the Aegean, wasn't implemented since it was hindered by details.
Although Ankara and Athens agreed on the establishment of the hotline between the Eskisehir and Larissa aviation centers during the visit of former Greek Foreign Minister Petros Moliviatis to Turkey in April 2005, disagreement over who would monitor the line and answer the phones deadlocked implementation of the agreement.
When the disagreement remained, Turkish Prime Minister Recep Tayyip Erdogan and his Greek counterpart Karamalis declined to publicly announce the opening of the line during their meeting in Thessalonica early this month. But following last week's deadly dogfight, the line is expected to be opened next month.
The hotline, meant to monitor and control the flights over the Aegean, is expected to be a step towards confidence-building between Turkey and Greece, and since both the Eskisehir and Larissa centers are serving Nato activities, there will be a well-developed communication system between the two countries.
Crash probe continues
The investigation of the mistakes made ahead of the collision of Turkish and Greek fighter jets over the Aegean Sea also continues.
The Turkish Air Forces should tell NATO about their flight plans before their training, and these flights are directed in accordance with Nato's "identity friend or foe" codes. Although Greek planes don't intervene in Turkish flights conducted within Nato operations, they engage in Turkish national training flights.
In line with these principles, if Turkish pilot Halil Ibrahim Ozdemir is found guilty of exceeding his orders, he might be punished. Four Turkish pilots who were questioned about the collision stated that the Turkish pilot acted to defend himself in the face of Greek fighter jets' engagement. If the final judgement takes into consideration the statements of Turkish pilots, Ozdemir won't be punished. (Evren Deger/The New Anatolian)
02.06.2006

BREVE CONFRONTO TRA MOTOVEDETTE AL LARGO DI IMIA

Isola_di_Imia

Ancora una volta coinvolte forze greche e turche. Solo che l'episodio non ha provocato un incidente come è avvenuto con i caccia F-16.

Due motovedette, una della guardia costiera greca e una di quella turca, si sono brevemente confrontate nelle acque dell'Egeo antistante l'isoletta di Imia, uno scoglio disabitato nel Dodecanneso che Ankara rivendica territorialmente.
Secondo la versione delle autorità greche riferita dalla Tv statale <Ert>, una motovedetta turca è entrata in acque greche presso l'isola di Imia (Kardak in turco) ed ha cominciato ad inseguite un peschereccio greco. A quel punto è entrata in azione la motovedetta greca che ha raggiunto quella turca intimandogli di lasciare le acque territoriali elleniche.
Dopo circa un'ora di confronto l'imbarcazione turca ha fatto dietro-front allontanandosi.
L' "incontro ravvicinato" ha fatto seguito alla collisione in volo tra un caccia greco e uno turco avvenuta martedì della scorsa settimana e che ha causato la morte del pilota greco. Episodi come confronti in mare o nei cieli dell'Egeo sono all'ordine del giorno e in genere nemmeno vengono registrati dai media.
Ciò che ha attirato l'attenzione su Imia è il fatto che lo stesso isolotto, nel gennaio del 1996, rischiò di innescare una crisi militare tra Atene e Ankara dopo che alcuni sconosciuti vi avevano innalzato una bandiera turca.
La Grecia ha sempre respinto le affermazioni di Ankara secondo cui Imia sarebbe turca affermando che l'isola le fu ceduta nel 1947 dall'Italia, insieme alle altre isole del Dodecanneso, in virtù del trattato di pace di Parigi, e che nessun dubbio fu avanzato all'epoca sulla sovranità greca. (Ansa)

02.06.2006

IN VISTA DELL'INCONTRO DEL 10 GIUGNO

Il ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul, e la sua omonima greca, Dora Bakoyannis, si vedranno ad Ankara.

La Turchia è determinata a lavorare all'instaurazione di relazioni pacifiche con la Grecia nonostante i due incidenti militari avvenuti recentemente tra i due Paesi nel mar Egeo . Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Namik Tan. ''La Turchia vuole la pace, l'amicizia e la stabilità con la Grecia. Riteniamo che loro vogliano più o meno la stessa cosa'', ha detto il portavoce durante una conferenza stampa settimanale. ''Per raggiungere questi obiettivi, dobbiamo stabilire un dialogo'', ha aggiunto. Tan ha spiegato che il 10 giugno a Istanbul ci sarà un incontro tra il ministro degli Esteri turco Abdullah Gul e il suo collega greco Dora Bakoyannis. ''Speriamo che questo incontro contribuisca a migliorare le relazioni bilaterali'', ha insistito Tan. (da Asca-Afp)
02.06.2006


GLI USA SALVARONO
LA TURCHIA E LA GRECIA
DAL COMUNISMO

Il_presidente_Usa_George_Bush

Lo ha detto il presidente George Bush nel corso di una cerimonia all'Accademia militare di West Point. Il riferimento all'immediato 2° conflitto mondiale.

The United States saved Turkey and Greece from communism in the post World War II era in Europe, US President George W. Bush defended.
At the commencement ceremony at the US Military Academy at West Point, Bush compared counter-terrorism to the Cold War period and spoke about Turkey, too.
He said the Soviets, making progress in spreading communism during the years that followed World War II, threatened Turkey and Greece in 1947. The term's President Harry Truman set a doctrine and saved these two countries from communism, Bush said. Truman based US foreign policy on the fight against communism, Bush recalled. And Truman called for military and economic aid to Athens and Ankara in his congressional speech. "With this new doctrine, "Bush elaborated, "and with the aid to back it up, Greece and Turkey were saved from communism, and the Soviet expansion into Southern Europe and the Middle East was stopped."
Truman, reading aloud the message dated 12 March 1947 to be remembered after his name, advised "giving support to free peoples who are resisting attempted subjugation by outside pressures," called for economic aid of $400 million to Turkey and Greece and an aid of $100 million began to be given to Turkey on May 22.
The doctrine, officially declaring the world separated into two blocs after the war and the Soviet-American struggle that continued until 1990, had been the first step of the Cold War. (Anadolu News Agency)
02.06.2006

STACCO2

 

QUINTO PARTNER
DEL CONSORZIO
<EUROFIGHTER>

Eurofighter

L'offerta alla Turchia prospetta una partecipazione di quest'ultima all'assemblaggio e alla manutenzione dei "Typhoon", valutata all'incirca 5 miliardi di dollari. Ankara - a detta dell'amministratore delegato di <Alenia Aeronautica>, Giovanni Bertolone - con la sua industria aeronautica avanzata possiederebbe, infatti, tutti i requisiti.

Un_caccia_EurofighterIl consorzio italo-anglo-tedesco- spagnolo <Eurofighter>, che produce il caccia "Typhoon", ha proposto alla Turchia di divenire il quinto partner dello stesso consorzio, prospettando una partecipazione turca all' assemblaggio e alla manutenzione dei "Typhoon", valutata a circa 5 miliardi di dollari. Lo riferiscono  vari giornali turchi citando da Firenze l'amministratore delegato dell'<Alenia Aeronautica> (che è capo-consorzio per la Turchia), Giovanni Bertolone.
"Il consorzio <Eurofighter> ritiene che la Turchia, con la sua industria aeronautica avanzata, possieda tutti i requisiti per diventare un partner nel gruppo. La nostra proposta è onnicomprensiva ed è attualmente in discussione. La nostra impressione è che il ministero della Difesa turco sia favorevole alla nostra proposta di partecipazione industriale", ha affermato Bertolone, citato dalla stampa turca.
La partecipazione turca implicherebbe - secondo le stesse fonti - l'assemblaggio di 100 caccia "Typhoon" per le forze armate turche oltre ad altri 300 aerei che il gruppo intende vendere ad altri acquirenti, "con i quali la Turchia intrattiene buone relazioni", come il Pakistan e gli Emirati arabi.
La Turchia è già impegnata nel programma prevalentemente anglo-americano del "Joint Strike Fighter" (Jsf), che produce il cacciabombardiere F-35 e non ha ancora scelto se optare per quest'ultimo o per il "Typhoon" o se dotarsi di entrambi. (Ansa).
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The bidding game between the European Eurofighter consortium and the multinational Joint Strike Fighter (Jsf) group entered a new stage over the weekend with Eurofighter -- which builds the Eurofighter Typhoon fighter jet -- proposing a $5 billion industrial participation program to Turkey, a deal that will take effect if Ankara decides to become the group's fifth partner, against the more than $4 billion offer made by the JSF group.
Giovanni Bertolone, chief executive officer for Alenia Aeronautica, said that the proposal involves the final assembly of the entire program beginning with the manufacture of aircraft for Turkey. An Alenia official said that the assembly work would involve about 100 aircraft for the Turkish Air Force plus over 300 aircraft the Eurofighter group hopes to sell to other buyers.
 "This is a comprehensive proposal presently in the process of deep discussions [with the Turkish authorities]," Bertolone told reporters in Florence. "Our impression is that the SSM [Turkey's defense procurement office] are favorable toward this industrial participation proposal."
 He said if Turkey became the group's fifth partner, it would be tasked with promoting the fighter in "countries with which it has friendly relations," like Pakistan and the United Arab Emirates.Meanwhile, U.S. President George W. Bush and British Prime Minister Tony Blair resolved a major dispute over Britain's access to sensitive technology in the JSF program, which earlier had jeopardized London's participation in the world's largest fighter aircraft program. (Turkish Daily News)
02.06.2006

PARTECIPAZIONE ALLA GRANDE
DI <FINMECCANICA> IN TURCHIA

Il_Sottosegretario_alla_Difesa_Giovanni_Lorenzo_Forcieri

Come ha tenuto a sottolineare il Sottosegretario alla Difesa, Giovanni Lorenzo Forcieri, la holding di aerospazio è in gara per la fornitura ad Ankara di caccia militari <Eurofighter>, elicotteri da combattimento <Atak,> aerei da pattugliamento <Atr42>, elicotteri utility per l'esercito e le forze istituzionali, sistemi radio e metropolitana.

''Le scelte fatte su una ricerca di una presenza nel mercato Usa sono state importanti ma in prospettiva bisogna porre attenzione anche verso Eurasia, Pacifico, Cina e India''. Lo ha detto il Sottosegretario alla Difesa Giovanni Lorenzo Forcieri, parlando della strategia adottata da <Finmeccanica>. A proposito delle gare che la holding di aerospazio e difesa sta svolgendo in Turchia e che sono state sostenute dal precedente governo, Forcieri ha assicurato che il nuovo esecutivo darà lo stesso supporto: ''Non credo ci siano motivi per cambiare questa strategia che è di lungo termine''.
Intervenendo ad un convegno organizzato da <Finmeccanica> a Firenze, Forcieri ha affrontato il discorso della partecipazione della Turchia all'Unione Europea ritenendo ''auspicabile una integrazione, magari con una anticipazione rispetto ai tempi stabiliti. E' un grande Paese, capace di assorbire i cambiamenti e che ha fatto della laicità la sua bandiera''.
Tornando a <Finmeccanica>, in Turchia sta partecipando a numerose gare che riguardano prevalentemente i settori aeronautico ed elicotteristico per la fornitura di caccia militari "Eurofighter", elicotteri da combattimento "Atak", aerei da pattugliamento Atr42, elicotteri utility per l'esercito e forze istituzionali. Inoltre la holding partecipa alla selezione per la fornitura di sistemi radio e metropolitana.(Ansa)
02.05.06.

95 ANNI FA

La_prima_aeronautica_turca

Novantacinque anni fa nasceva l'aeronautica turca. Era il 1 giugno del 1911, solo dopo anni dopo che i fratelli Wright si erano alzati in volo. Le azioni militari in cui fu subito impiegata: a Gallipoli, in Palestina, in Iraq, in Arabia e sul fronte del Caucaso. Il pilota Ali Riza.

The Turkish Air Force is celebrating its 95th anniversary, remembering how it developed over the years.
It was the Ottomans who established the first air force on June 1, 1911, only eight years after the Wright brothers flew the first plane. The air force took part in most of the military engagements of World War I, with Turkish pilots fighting in Gallipoli, Palestine, Iraq and Arabia and on the Caucasian front.
Pilot 1st Lt. Ali Rıza was the first Turkish pilot to down an enemy plane. As he was attacking a British ship at Gallipoli, he saw an enemy plane approach and fired at it.
After World War I, Turkey's ally Germany withdrew its pilots and ground staff, leaving Turkey lacking any technical support and spare parts for its planes on the eve of the War of Independence.
The air force of Parliament, which was established on April 23, 1920, began with only a few decrepit planes and no technical staff or spare parts. One of the first things Parliament did was to secure the necessary parts for the planes to ensure that the air force would be capable of confronting those who occupied Turkey.
The airport at Konya became Turkey's first aviation center, with pilots fleeing the allied forces congregating there.
The makeshift aircrews and ground staff did their utmost to keep the few planes the air force had running. Parts from the available planes were put together to build a few working planes. Historical records indicate how much these people sacrificed and how many risks they took to fly the few planes available.
One source says: "In Konya, planes were separated according to type and one was being disassembled to provide spare parts for those planes in better shape. There were no spare parts or technical expertise. The wings and the body of planes were covered with materials that were used to make military greatcoats. Glue and nails were used to keep the pieces in place. The substance used to stretch out the wing and body fabric was not available. The air force staff tried to find alternatives. Potato peels and animal legs were boiled in a huge cauldron, and eggs and starch were added. The mixture would then be cooled and applied to the fabric. The mixture was very useful in dry weather, but when it rained the fabric would affect the speed of the plane and at worst would just give way. On Aug. 29, 1920, a plane that took off to drop some leaflets on Bursa crashed due to rain that loosened the fabric."
In the years between wars, some felt the airplane would be no more than an intelligence-gathering vehicle, but Atatürk believed those who led in aviation would be at an advantage. "Countries that cannot protect their skies can never be certain of their future," he said.
He even encouraged his stepdaughter, Sabiha Gökçen, to become Turkey's first female pilot.
While Turkey's air force had modest beginnings, in the 21st century it has some of the best planes available with some of the best-trained pilots. (Turkish Daily News)
02.06.2006

STACCO3

GLI 82 DI ECEVIT

L'omaggio_dei_turchi_ad_Ecevit

Per il compleanno dell'ex premier turco, ricoverato in ospedale per ictus, centinaia di persone si sono recate da lui per rendergli omaggio. Il taglio della torta e la liberazione di colombe bianche.

L'ex premier turco Bulent Ecevit è ancora in coma nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale militare Gata di Ankara mentre centinaia di persone si sono recate a rendergli visita per celebrare il suo 82/mo compleanno.
82 colombe bianche sono state lasciate libere di volare - ha scritto il principale quotidiano turco <Hurriyet> - mentre un'enorme torta di compleanno è stata tagliata di fronte all'ingresso dell'ospedale dalla moglie di Ecevit, signora Rahsan, che poi ha rivolto un discorso alla folla esprimendo i suoi auguri non solo per la salute del marito ma anche per la Turchia. (ApCom)
02.06.2006

 

NON C'ENTRAVA NULLA: LIBERATO L'EX CAPITANO

Muzaffer_Tekin_al_momento_dell'arresto

Muzaffer Tekin - che era stato arrestato quale sospetto complice nell'attentato al giudice del Consiglio di Stato - è stato scagionato. Dure accuse del quotiniano <Cumhuriyet> al Governo turco.

E' stato liberato, per mancanza di indizi, l'ex capitano dell'esercito turco, Muzaffer Tekin, 
fermato ultimamente in relazione all'uccisione da parte di un avvocato islamo-nazionalista, Alpaslan Aslan, di un giudice del Consiglio di stato ed al ferimento di altri quattro colleghi di quest'ultimo.
Tekin era sospettato di essere il leader di un gruppo che avrebbe organizzato l'attacco al Consiglio di stato e tre attentati dinamitardi commessi dallo stesso Aslan in precedenza al giornale laico di sinistra <Cumhuriyet>. I giornali avevano anche pubblicato delle foto di Tekin che avrebbero dimostrato il coinvolgimento nell'attacco del cosiddetto ''stato profondo'' turco (cioè di un gruppo di potere ultranazionalista segreto e illegale ): una sua foto in compagnia del generale in pensione Veli Kucuk, ex capo delle forze speciali turche ed una in compagnia del famoso mafioso, Ibrahim Sahin. Quest'ultimo fu coinvolto nell' incidente automobilistico di Susurluk del novembre 1996, che mostrò appunto la connivenza tra alcuni politici, militari, servizi segreti e mafia nella lotta illegale all' organizzazione separatista armata curda Pkk.
Il ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul, aveva affermato che quelle foto gettavano ''una luce sull'attentato e ne svelavano ''tutti i legami'', dopo che il premier turco Tayyip Erdogan aveva parlato di ''complotto contro il Governo''.''Tekin era il nome più importante che sembrava dimostrare che dietro l'attacco al Consiglio di Stato ci fosse lo stato profondo e legami simili a quelli del caso Susurluk. La liberazione di Tekin ci fa tornare punto e a capo'' - ha scritto il giornale Vatan. 
''Con la liberazione dell' ex-capitano, gli sforzi del Governo di depistare la gente sono stati bloccati. I dirigenti dell' Akp, incluso il premier Tayyip Erdogan, hanno cercato di fare dimenticare la confessione dell'attentatore di averlo fatto per punire quei giudici di una loro sentenza che estende il divieto di portare il foulard islamico femminile ed hanno cercato di presentare l'attacco come un complotto contro il governo da parte di una banda di traditori'' - ha scritto, invece il quotidiano <Cumhuriyet>, ricordando che il Governo è sotto accusa per i suoi precedenti attacchi verbali ai giudici colpiti proprio per la loro discussa sentenza.
L'ex ministro, Hasan Celal Guzel, ha scritto su <Radikal> che la personalità dell'attentatore mostra il diffondersi in Turchia di una ''nuova ideologia'' estremista che ''combina insieme ultranazionalismo e fondamentalismo islamico''.
Per l'attacco al Consiglio di Stato sono attualmente in prigione tre persone, oltre all'attentatore: tre uomini da lui assoldati per assisterlo sia negli attentati al giornale <Cumhuriyet>, sia nell'attacco ai giudici. Aslan ha sempre sostenuto di avere concepito da solo gli attacchi a motivo della sentenza sul velo islamico e di non avere ricevuto direttive da alcuno. (Ansa)
02.06.2006

ESPLOSIVO IN CASA: FERMATE 5 PERSONE E 2 UFFICIALI

L'operazione, secondo fonti della polizia non ha comunque nulla a che fare con l'assalto al Consiglio di Stato turco.

Sette persone, tra cui due ufficiali in servizio, sono state fermate dalla polizia in una abitazione del quartiere di Eryaman, alla periferia di Ankara. Lo ha annunciato la rete televisiva privata <Cnn-Turk> precisando che nell'appartamento sono stati trovati materiali esplosivi di tipo C-4 ed una pistola.
Secondo la stessa rete televisiva, l'operazione di polizia non si è svolta nell'ambito delle indagini per l'attacco armato di due settimane fa al Consiglio di Stato. (da Ansa)
02.06.2006

A PROCESSO IL SINDACO DI DIYARBAKIR

Il_sindaco_di_Diyarbakir_Osman_Baydemir

Chiesto dal procuratore un anno di prigione per il primo cittadino accusato di avere mandato una autoambulanza municipale a prelevare il corpo di un militante dl Pkk.

La procura di Diyarbakir ha aperto un'inchiesta giudiziaria contro il sindaco della città per avere mandato un'ambulanza municipale a prelevare il corpo di un militante del Pkk, ucciso durante scontri con la polizia. Lo rende noto l'agenzia turca <Anadolu>.
Il procuratore ha chiesto fino ad un anno di prigione per il sindaco di Diyarbakir, Osman Baydemir ed altri tre funzionari municipali per uso improprio di veicolo pubblico, che sarebbe costato circa 16.8 lire turche, e cioé circa 10 euro. Il processo, si basa anche su una circolare del ministero dell'Interno che vieta di usare i veicoli pubblici per i ''terroristi'' e dovrebbe cominciare tra circa un mese.
''Non è nostro compito investigare sull'identità della persona morta. E' un dovere di umanità'' - ha affermato il sindaco aggiungendo: ''Dio non voglia che succeda ancora un caso simile, ma se ci viene presentata nuovamente una richiesta analoga, noi adempieremo alla nostra responsabilità legale, umana e morale''. Baydemir è un dirigente del Partito della Società democratica (Dtp) che favorisce una maggiore autonomia e maggiori diritti culturali per la popolazione curdofona, ma è sospettato dal governo centrale di Ankara di avere segrete ambizioni separatiste e di fiancheggiare i ribelli del Pkk.
L'uomo era rimasto ucciso in uno scontro con le forze dell'ordine il 25 marzo del 2005 in un'area rurale della provincia di Mardin, di dove poi un'ambulanza del comune di Diyarbakir lo aveva trasportato nella città di Gaziantep. Migliaia di persone si radunarono nei pressi della casa e scandirono slogan in favore della liberazione del leader del Pkk, Abdullah Ocalan, che sconta dal 1999 l'ergastolo nella prigione speciale turca di Imrali.
Dopo l'arresto di Ocalan in Kenya, nel febbraio 1999, una tregua unilaterale fu dichiarata dal Pkk che però dal giugno 2004 l' ha sospesa riprendendo le sue azioni armate in Turchia. (Ansa)
02.06.2006

9 MORTI IN CONFLITTI A FUOCO

Si tratta di quattro soldati turchi della sicurezza locale, di tre guardie di villaggio e di due ribelli curdi del Pkk. Gli scontri nel sud-est dell'Anatolia.

Due soldati e due ribelli curdi sono rimasti uccisi in dei combattimenti avvenuti nella zona montagnosa del Cudi, nel sudest della Turchia . Lo hanno annunciato dei responsabili della sicurezza locale. Uno dei soldati e i due ribelli, membri del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk), sono stati uccisi negli scontri, mentre il secondo soldato ha perso la vita per l'esplosione di una mina nella stessa zona. (Asca-Afp)
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Due militari turchi e tre guardie di villaggio sono rimasti uccisi nel corso di un violento scontro a fuoco con i militanti del pkk nella zona montagnosa di Uludere, ai confini con l'Iraq.
02.06.2006

UNA GRADITA SCOPERTA

L'incendio_all'aeroporto_Ataturk

Ritrovati 35 milioni di dollari in preziosi e denaro che miracolosamente non sono andati bruciati nell'incendio del deposito merci dell'aeroporto di Istanbul.

A total of $35 million cash was discovered in he boxes found in the remains of the fire at a cargo depot at Ataturk Airport.
The money will be reportedly be sent to the US and handed over to American Express after a police investigation.
Gold and money kept in boxes of the System Logistics Warehouses at Ataturk Airport have been found undamaged after a fire that erupted in the cargo department of the Airport.
Gold, foreign currency, precious stones and credit cards held in four boxes were opened yesterday, Saturday, before being handed over to the trustee.
The unit checking the baggage to be sent to Russia and the warehouses of Havas, Celebi and System Logistics were in ruins after the fire.
Four boxes belonging to System Logistics were opened before Bakirkoy public prosecutor Omer Guven Sazak and officers from the State Air Navigation Department (DHMI), security, customs, insurance and the companies.
Gold was found in "VO1C" numbered box and foreign currency of more than $35 million was found in "VO1D" numbered box in the box room.
The other two boxes contained precious stones and credit cards.
The valuable boxes and goods were handed over to the trustee.
The foreign currency amounting to $30 million is reported to have been water damaged and four tons of seafood was destroyed by fire.
Fourteen carat gold weighing three kilograms, which melted in the fire, was reported to have been handed over to the public prosecutor office. (Mustafa Gun/Zaman)
02.06.2006

AIUTI PER 100 MILA DOLLARI ALL'INDONESIA

La Croce Rossa turca li ha consegnati - per le mani del suo presidente Ismet Kaytaz - per aiutare la popolazione dell'arcipelago colpito dal terremoto.

The Turkish Red Crescent will donate 100,000 dollars in emergency funds to help relief efforts following the killer earthquake on Indonesia's Java island, a spokesman said Sunday.
"We are planning to set up a mobile clinic. If not, we will use the funds to procure the aid needed and hand it over to local officials," Ismet Kaytaz, the head of the Turkish Red Crescent team in Indonesia, told the NTV news channel.
Turkish relief workers have been stationed in Indonesia since the 2004 Indian Ocean tsunami disaster.
On Saturday, a three-man disaster response team was sent to Java to assess needs on the ground after a quake measuring a 6.2-magnitude on the open-ended Richter scale struck at dawn, killing more than 4,000 people.
The International Federation of Red Cross and Red Crescent Societies have also issued an emergency appeal for nearly 10 million dollars to support the rescue operations. (TurkishPress)
02.06.2006

TURCHIA PONTE PER TECNOLOGIE SENSIBILI

Un_esempio_di_centrale_nucleare

Scoperto un traffico di materiale nucleare inteso ad aggirare il controllo sul trasferimento di sistemi al Medio Oriente e all'Iran in particolare.

Due ditte iraniane basate in Turchia si erano specializzate nell'acquisto di tecnologie nucleari da vari Paesi, tra cui gli Usa e l'Italia, per poi trasferirle in Iran. Lo ha rivelato il quotidiano turco <Cumhuriyet>, aggiungendo che il traffico era inteso ad aggirare i controlli sul trasferimento di tecnologie "sensibili" al Medio Oriente, ed all'Iran in particolare, e coinvolgeva ditte di altri paesi come Ucraina, India, Cina e Canada.
Due alti funzionari delle dogane turche hanno redatto un rapporto in merito in data 12 maggio scorso. 
I funzionari di dogana sono risaliti al traffico dopo avere fermato - secondo quanto ha riferito il giornale - nella dogana di Gulbulak, al confine turco-iraniano, ''due Tir pieni di componenti tecniche comprate presso una ditta italiana da parte di una ditta iraniana (basata in Turchia, ndr) denominata <Step> e destinati alla ditta <Shadi Oil> dell Iran''.
''Dopo un esame tecnico, gli esperti dell'Istituto per l'energia atomica della Turchia hanno accertato che quei pezzi contengono materiali nucleari'' - ha continuato il giornale senza entrare nei particolari.
I due funzionari, Mehmet Eryilmaz e Erdem Akilotu, hanno svolto un'indagine ed hanno accertato l'esistenza di due ditte, la <Step> e la <Multimat>, fondate da quattro cittadini iraniani, Muhammed Javad Javari, Mahin Falsafi, Milad Japari, Mani Safari, che si erano specializzate nella importazione da paesi tecnologicamente avanzati, tra cui gli stessi Usa.
''Le ditte fondate dagli iraniani in Turchia importavano dall'estero dei pezzi che potrebbero servire per costruire armi nucleari per poi riesportarli solo verso l'Iran'' ha scritto lo stesso giornale <Cumhuriyet> sulla base del rapporto delle dogane turche.
''Il rapporto indica altresì che alcuni pezzi comprati all'estero dalle due ditte venivano trasferiti direttamente in Iran senza farli passare per la Turchia'' - ha aggiunto il quotidiano.(Ansa)
02.06.2006

 

STACCO4

GLI ANGELI

Gli_angeli_dell'assistenza

Associazione di donne straniere ad Izmir per aiutare le loro connazionali in Turchia ed assistere i bambini degenti a lungo termine negli ospedali.

A group of foreign women who have, for a variety of reasons, made Izmir their home have decided to form the Izmir International Women's Group. The stated goals of the group are to form a bridge between Turkish and foreign cultures, to pave the way for foreign women living in Izmir to get to know each other, to help area schools meet their educational needs and to help in the education and care of children who are long-term patients in local hospitals.
Cary Cochrane, a British resident of Izmir, is the president of the group, which she mentions also has a sizeable (30 percent) membership of English-speaking Turkish women. Cochrane spoke with the Turkish Daily News about how the group came to be formed.
"There were 11 of us in the beginning, and we had come from all over the world to settle in Izmir, whether for marriage or for work. As a support network for one another, we would have dinner meetings where the problems of living in a foreign country were discussed, as were ideas for helping out the city we were living in. As our numbers grew over time, we had the idea of forming an official group. In January, we formed the group with 78 members."
Cochrane explains that the group's members come together once a month for coffee meetings and for meals to talk about upcoming projects or discuss problems. They also have a monthly magazine which they are putting out, which includes activity listings, food recipes, stories and special reports.
"We put together an aid committee."
Cochrane said that the group, which was formed this past new year, will be working each year on a different volunteer project. "Within the group, we have formed a volunteer aid committee. The committee has decided to work towards setting up activities aimed at helping schools in need this year. In particular, we have decided to focus on the Vasfiye Orhan Akyildiz Center for the Mentally Disabled in Cigli. We will try to contribute, through the activities of our group, to meeting the needs of this school this year. We also have a project that involves sending volunteers to play with and teach English to children who are long-term patients in the pediatric wards of local hospitals. We are still in talks with the Aegean University Medical Faculty on this subject. As for bridge-building between Turkish and foreign cultures, we are hoping to carry out this mission with the help of the Turkish women in our group, who make up 30 percent of the membership."
The official accountant for the Izmir Foreign Women's Group is Dutch member Anneke Tatas. She came to Izmir six years ago and says that she has grown to love Izmir even more thanks to her work for the group. "Before, I was bored because this group didn't exist. There was no one that I could share my problems with. But with the formation, experiencing the feeling of being able to help the country I was living in suddenly became possible, as did forming friendships with other foreign women living here. Turkey has become a second home for me, welcoming me and being supportive on every subject. By forming a group like this in which we will be volunteering our time to help on matters like education and health, we will be able to return the gesture to Turkey."
Group board members Margaret Jones (United States), Maria Blazguez (Spain) and Meryem Oguzberk (Turkey) say that it is time to do things for the city of Izmir, where they have each lived now for the past 12 years. "In the past, we were a group of 11 women carrying out volunteer duties. But we were not gathered under any group title or anything. Under the roof of this group though, we can carry out our projects in a more disciplined manner. We want to work in coordination with Turkish civil society organizations, too. We think that with their support, we can complete even better projects." (Turkish Daily News)
02.06.2006

 

MULTE DIPLOMATICI:
MALE L'ITALIA, BENE
GRECIA E TURCHIA

Contravvenzioni_e_come_evitarle

Il grado di corruzione delle feluche visto da due economisti americani, Ray Fisman e Edward Miguel. La ricerca riportata sul sito <Upper Italy>.

Come si fa a misurare con scientificità il grado di corruzione presente in un Paese, frenandone la competitività e la crescita? Secondo due professori americani si può misurare guardando quante sono le multe ricevute e non pagate dal personale diplomatico presso la sede delle Nazioni Unite di New York. Uno studio che da' l'Italia al 46/mo posto su 146 nel mondo per grado di corruzione, peggio di tutti i paesi europei esclusa la Repubblica Ceca e peggio anche di Liberia, Malawi e Paraguay. La ricerca, riportata dal sito <Upper Italy>, è stata realizzata da due economisti, Ray Fisman della Columbia University e Edward Miguel di Berkeley, che si sono chiesti quale potesse essere un 
criterio oggettivo per misurare il grado di corruzione di un paese. Un indicatore, affermano, e' la tendenza dei diplomatici del Palazzo di vetro di parcheggiare in divieto di sosta, abitudine che non costa nulla vista l'immunità di cui godono.
Secondo i due economisti questo atteggiamento è un classico caso di ''abuso di potere per vantaggi personali'' e genera un ''grado di corruzione basato su un comportamento concreto di pubblici ufficiali operanti tutti nello stesso luogo''. Così hanno preso i registri delle multe e li hanno spulciati per gli anni che vanno dal 1997 al 2005, scoprendo la bellezza di circa 150mila contravvenzioni, per un valore totale di 18 milioni di dollari di mancati pagamenti. L'incrocio con le ricerche sulla corruzione effettuate da altri organismi come la Banca mondiale ha confermato che i Paesi con il più alto numero di multe sono quelli in vetta anche in queste altre graduatorie.
La delegazione diplomatica italiana ha collezionato, senza "conciliarle", 14.6 multe a persona l'anno: una montagna di verbali che portano l'Italia al 46/mo posto, con davanti tra gli altri Paesi europei solo la Repubblica ceca (36/ma con 19 multe l'anno a testa). Ai piani alti della classifica ci sono gli inarrivabili diplomatici del Kuwait con l'incredibile numero di 246 multe l'anno ciascuno non pagate. Al polo opposto un drappello di Paesi virtuosi, dove figurano una ventina di Paesi tra cui i soliti scandinavi, ma anche inattesi come Turchia e Grecia.
In ogni caso, concludono i ricercatori, c'è anche un'altra possibile lettura, certamente più a sfondo psicologico, di questi dati: e cioè che i diplomatici dei Paesi dove è predominante un'opinione pubblica critica nei confronti degli Stati Uniti, Paese che ospita l'Onu, commettono infrazioni con maggiore frequenza.(Ansa)

02.06.2006

STACCO5

IMPRESE GRECHE
E JOINT
VENTURE

Selim_Egeli

 

823 società in cerca di cooperazione con la Turchia per quanto riguarda il tessile, il pret-a-porter, le automobili, i macchinari e la produzione dei motori. La lista della Tobb.

After two major partnership agreements between Turkish and Greek banks, trade between the two countries has gained momentum. Greece now tops the list of international companies offering to do business with Turkish firms. The latest list on the Turkish Union of Chambers and Commodities Exchanges (Tobb) Web site has 823 Greek firms seeking cooperation with Turkish firms in such fields as textiles, ready-wear, automotives, spare parts and machinery production.
Foreign trade volume between Greece and Turkey, which is currently $2 billion, will reach $5 billion in two years, according to Turkish-Greek Business Council head Selim Egeli. He believes commerce with Greece will grow as the years go by: "Industry is not adequately developed in Greece, whereas in Turkey there is a strong industry infrastructure in every region, from Kahramanmaraş to Şanlıurfa. Greece offers significant opportunities for Turkish firms."
Noting that there has been a delay in developing commerce between Greece and Turkey, Egeli said: "Romania's population is twice Greece's but its national income is one-sixth that of Greece. Our foreign trade volume with Romania is around $5 billion. Yet Greece is much closer to us and has more purchasing power. We have been behind in developing relations. But it will get better from now on."
Working with Greek firms seeking cooperation in a wide range of fields, from food to mining, is problem-free because of similarity of cultures, Egeli said. "Textile, ready-wear, automotive, spare parts and machinery production are the main fields in which Greek firms are seeking cooperation. In addition, banking and real estate are other areas of interest. They want to buy land in such cities as Izmir and Bodrum."
"Cash generated by the shipping industry has accumulated in Greece. Freight prices are high in their country. This [shipping] sector has enormous opportunities for Turkish firms. Also, in the Aegean dynamic commerce exists between small [coastal] settlements and the islands, which can be characterized as border trade. There is a demand for ready-made clothes and tourist souvenirs."
Box 1
Joint investment in Turkic republics:

Izmir Chamber of Commerce head Ekrem Demirtaş said it is much easier to do business in Greece now. "In past years, residence and work permits were difficult to obtain, but now they're not. Both governments support cooperation. In the past, Greece wouldn't buy Turkish goods even if they were cheap. Now they look for quality and price. There is great potential in transportation, shipping, joint industry investment and finance. In particular, joint Turkish and Greek firms can invest in the Balkans and the Turkic republics."
For more information:
Foreign Economic Relations Council (Deik)/ www.deik.org.tr / 0212 339 50 00
Izmir Chamber of Commerce (Izto) / www.izto.org.tr / 0232 441 77 77
Turkish Union of Chambers and Commodities Exchanges (TOBB) / www.tobb.org.tr / 0312 413 80 00 (Aysegul Sakarya/Turkish Daily News)
02.06.2006

LO SBARCO DI <DEXIA>

La banca di affari franco-belga ha portato a termine un accordo con <Zorlu Holding> per l'acquisto del 75% di <Denisbank>.

La banca d'affari franco-belga <Dexia> ha portato a termine un accordo con <Zorlu Holding> per l'acquisto del 75% della banca turca <Denizbank>, un'operazione dal valore complessivo di 1.9 miliardi di euro, mentre per la banca turca il valore ammonterebbe a 2.5 miliardi di euro.
Il gruppo bancario presente in Italia con <Dexia Crediop> ha inoltre precisato che per finanziare l'operazione procederà a un aumento di capitale di circa un miliardo di euro. (Miaeconomia.com)
02.06.2006

PRIVATIZZAZONE DI <HALK BANK>

Avverrà entro l'anno. Ad affermarlo il direttore dell'istituto di credito turco, Huseyin Aydin. Superate le difficoltà del passato.

<Halk Bank> (Banca Popolare), si avvia verso la privatizzazione. Huseyin Aydin, direttore generale dell'istituto di credito turco, ha annunciato che il tutto avverrà entrò l'anno.
"Non è stato ancora deciso con quali modalità, se tramite l'offerta di publico acquisto o vendita in blocco". Aydin ha anche voluto sottolineare che dopo la ristrutturazione seguita alla grande crisi economica del 200, ora la banca gode di ottima salute e può essere messa senza problemi sul mercato. Ribadendo che non ci saranno ritardi nella privatizzazione dell'istituto, il direttore generale ha aggiunto: "Il fatto che le Borse europee stiano andando bene è un ulteriore incentivo". (ApCom)
02.06.2006

 

...E  QUELLA DI <TEKEL>

Interessate alla compagnia di Stato turca le inglesi <Bay> e <Imperial Tobacco>. In passato ci aveva provato la <Japon Tobacco International>.

Le inglesi <Bat> e <Imperial Tobacco> mettono gli occhi su <Tekel>, la compagnia di Stato turca per la produzione e la raffinazione del tabacco.
Secondo voci sempre più insistenti, le due società starebbero preparando una proposta per acquistare la compagnia che è in via di privatizzazione. Due anni fa ci aveva provato la <Japon Tobacco International> che aveva offerto oltre i miliardi e mezzo di dollari. (ApCom)
02.06.2006

IL PASSAGGIO

E' quello che prepara la turca <Telsim> alla <Vodafone>. Si attende di ora in ora la sentenza del Consiglio di Stato che dovrebbe essere favorevole.

La <Telsim>, compagnia di telefonia mobile turca, è sempre più vicina alla <Vodafone>. Il Consiglio di Stato turco dovrebbe dare il nulla osta nelle prossime ore.
Successivamente si pronuncerà il Fondo dei depositi assicurativi (Tmsf). Prima dell'acquisizione, <Vodafone> dovrà pagare 4.5 milioni di dollari e successivamente potrà procedere alla transazione. Costo totale dell'operazione: quasi tre miliardi di dollari. (ApCom)
02.06.2006

IL SECONDO SCHIAFFO

La holding turca <Calik Group> è stata multata di 65 mila dollari dall'Authority garante della concorrenza.

La holding turca <Calik Group>, dopo il congelamento dell'acquisto di <Albtelecom>, ha ricevuto un secondo schiaffo dalle Autorità albanesi. Una multa di 65 mila dollari è stata inflitta alla società dall'Authority garante della concorrenza, secondo la quale il gruppo turco non ha rapportato entro i termini previsti, presso la suddetta Autorità, l' acquisto del 62% delle azioni della Banca Commerciale Nazionale. (Ice Tirana)
02.06.2006


EXPORT

Buone notizie per l'economia turca. Un incremento di oltre due miliardi di dollari (9.2%) rispetto al 2005. I dati rilevati nel maggio scorso.

Buone notizie per l'economia turca. Il Paese della Mezzaluna fino al 26 maggio scorso haveva esportato per 30 miliardi e 753 milioni di dollari di merci contro i 28 miliardi e 162 milioni dello stesso periodo del 2005. Un incremento di oltre due miliardi di dollari, pari al 9.2%. (ApCom)
02.06.2006


STACCO6

CATTIVE NOTIZIE SUL TASSO INFLAZIONE

Secondo la Banca Centrale turca, potrebbe essere superiore per quest'anno alle previsioni che erano state preventivate (5%).

Le previsioni sul tasso di inflazione in Turchia potrebbero essere superiori alle stime. Lo ha reso noto la Banca Centrale alla luce dei recenti sviluppi e degli alti e bassi di cui stanno soffrendo i mercati interni.
I vertici dell'istituzione hanno reso noto anche che sarà fatto tutto il possibile per mantenere le stime fatte per il 2007. La Banca Centrale ha deciso nell'ultima riunione di mantenere invariati tassi di interesse nel breve termine. In una dichiarazione ha fatto sapere ha fatto sapere: "Gli obiettivi per l'inflazione sono determinati per il 5% nel 2006 e per il 4% nel 2007 e il 2008. Alla luce degli attuali avvenimenti è possibile che l'obiettivo per il 2006 venga oltrepassato. La Banca Centrale farà tutto il possibile per garantire il rispetto dell'obiettivo per il 2007". Il comunicato ha anche anticipato che "a causa dei tassi di scambio con le valute estere e dell'aumento del prezzo dell'oro e del petrolio, il dato sull'inflazione di maggio non sarà positivo". (ApCom)
02.06.2006

DISOCCUPAZIONE

E' il primo problema in Turchia, come ha tenuto a sottolineare il presidente della Banca Mondiale, Paul Wolfowitz. Entro il 2010 dovranno essere creati 10 milioni di posti di lavoro.

Paul Wolfowitz, presidente della Banca Mondiale e già Segretario alla Difesa americano ha detto che la disoccupazione rappresenta il più grosso problema all'interno dell'economia turca.
Wolfowitz ha anche aggiunto che i tentativi per colmare la mancanza di posti di lavoro devono arrivare per prima cosa nell'agenda  del Governo di Ankara, ancora prima della lotta al terrorismo. Ponendo l'accento sull'importanza di incentivare gli investimenti stranieri Wolfowitz ha aggiunto che entro il 2010 dovranno essere creati 10 milioni di nuovi posti di lavoro nel Paese. (ApCom)
02.06.2006

PREOCCUPA
LA CONDIZIONE
FEMMINILE


In Turchia il 44.3% delle ragazze in età tra i 14 e i 19 anni non è né occupata né si reca a scuola. Un dato preoccupante specie se raffrontato ad altri Paesi.

Secondo un rapporto della Confederazione dei Datori di Lavoro (Tisk), il 44.3% delle ragazze turche in età fra i 14 ed i 19 anni non è né occupata, né si reca a scuola. Per i ragazzi il dato è nettamente inferiore (22.6%). La Tisk fa presente che lo studio, predisposto secondo i parametri dell'Ocse, purtroppo pone la Turchia fra le ultime posizioni in questa speciale classifica. Ad esempio in Messico i dati per le ragazze sono pari al 27.8% e per i ragazzi all' 8.1%, in Grecia al 10.1% per le ragazze e l' 8.6% per i ragazzi. La media Ocse è dell' 8.2% per le ragazze e dell' 8,1% per i ragazzi. La Tisk sottolinea peraltro che il fenomeno negativo è concentrato soprattutto nel sud-est del paese, mentre determinante per il cattivo andamento di questi dati è il ruolo delle famiglie, che non si adoperano abbastanza affinché' il periodo scolastico si allunghi, o perché in alternativa le ragazze - dopo la scuola obbligatoria- si avviino al lavoro. (Ice Istanbul)
02.06.2006

STACCO7

UNA NUOVA VIA DELLA SETA

La_zona_di_Kars_dove_dovrebbe_arrivare_la_ferrovia_in_partenza_da_Akhalkalaki

Il ministro dei Trasporti del Kazakhistan ha lanciato un progetto di ferrovia che si dovrebbe sviluppare lungo l'asse Kars (Turchia)-Akhalkalaki. I Paesi che verranno attraversati.

Fermento nel Caucaso per sviluppare il collegamento ferroviario tra Asia ed Europa lungo l'asse meridionale. Ma sono richiesti notevoli investimenti e l'area è ancora politicamente instabile.
La continua crescita del traffico di merci tra Asia ed Europa sta stimolando la nascita (o la rinascita) di collegamenti ferroviari, che si pongono come alternativa a quelli marittimi. La via terrestre può offrire un viaggio più veloce e può portare i container più vicini al luogo di consegna, evitando i colli di bottiglia formati dai grandi porti intercontinentali. La Russia ha dichiarato di puntare allo sviluppo dei traffici sull'asse settentrionale, utilizzando la Transiberiana. Hanno prontamente replicato alcune Repubbliche caucasiche con un progetto d'integrazione delle loro reti ferroviarie, in modo da formare un'arteria continua da Est ad Ovest.
Il proclama più recente viene dal ministro dei Trasporti del Kazakhistan, la più grande Repubblica creatasi al sud della Russia dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica. Ha, infatti, una superficie di quasi tre milioni di chilometri, pari a circa quella dell'Europa Occidentale. Askar Mamin, questo è il nome del ministro, ha lanciato il progetto di una nuova ferrovia lunga mille chilometri dalla Cina all'Europa, che dovrebbe attraversare il suo Paese lungo le regioni Karaganda, Kyzylorda, Aktyubinsk e Mangistau. Il ministro ha affermato che esiste già un progetto di fattibilità e che il costo dell'opera è stimato in un miliardo e mezzo di dollari, pari a 1.2 miliardi di euro. Il vantaggio principale sarebbe una drastica riduzione dei tempi nel trasporto tra Cina ed Europa: dodici giorni col treno, contro i quaranta della nave.
In realtà, già da tempo si lavora per sviluppare un collegamento terrestre lungo l'asse meridionale. Il progetto più concreto ed economico è quello di una ferrovia che colleghi le reti ferroviarie di Azerbaijan, Georgia e Turchia, che attualmente non hanno una contiguità fisica. La nuova ferrovia si dovrebbe sviluppare lungo l'asse Kars-Akhalkalaki. La prima città è situata in Armenia, nel nord-est della Turchia, mentre la seconda è nel sud della Georgia. In questo modo, si può realizzare in tempi relativamente rapidi un collegamento continuo su rotaia tra Asia ed Europa.
La concretezza di questo progetto è dimostrata dall'interesse di alcune importanti istituzioni internazionali, che lo hanno inserito nei loro programmi. É stato discusso per la prima volta nel 1993, poi è stato introdotto nel Master Plan della rete <Trans-European Railway> (TER), sostenuto dalla Unece, l'agenzia dell'Onu che si occupa dell'economia europea. Nel luglio 2002, i ministri dei Trasporti dei tre Paesi interessati hanno sottoscritto un protocollo d'intesa per la nuova linea e nel febbraio 2005 è stato approntato lo studio di fattibilità. L'Unece ha messo questo progetto tra le priorità del suo programma e prevede di attuarlo entro il 2010. Il costo dell'opera è di 400 milioni di dollari, pari a 317 milioni di euro.
I segmenti già operativi di questa nuova Via della Seta - che in realtà trasporterebbe tutte le merci prodotte in Cina e destinate ai mercati europei, ma anche del Caucaso e della Turchia - sono quelli che traversano il Kazakhistan dalla città di Dostlik (situata vicino al confine con la Cina) e Aktau (vicino al Mar Caspio), che è lungo 3850 chilometri; il tratto Baku-Tbilisi-Akhalkalaki-Kars, lungo 826 chilometri; il tratto Kars-Istanbul, lungo 1933 chilometri.
Per per rendere veramente operativo questo nuovo collegamento tra Asia ed Europa, bisogna sciogliere alcuni importanti nodi. Quello delle infrastrutture, cui si riferiscono i progetti che abbiamo descritto, è solo il primo e, come abbiamo visto, richiede notevoli investimenti. Ma non è il problema maggiore, che rimane quello dell'instabilità politica e della sicurezza delle regioni del Caucaso. Le guerre e le rivolte interne nei Paesi meridionali della ex Unione Sovietica rendono l'invio terrestre di merci ancora un'avventura. Da questo punto di vista, la rotta settentrionale della Transiberiana è più sicura, perché saldamente controllata dalla Russia. L'ostacolo principale al collegamento ferroviario Kars-Akhalkalaki è lo stato di conflitto tra Armenia e Azerbaijan. Finché non sarà risolto, difficilmente i lavori potranno cominciare, anche se l'apertura dei cantieri è prevista per il 2006 o 2007. (TE Trasporto Europa)
02.06.2006

 

AZERBAIJAN-TURCHIA: PROBLEMI 
DI BUON VICINATO E RELAZIONI

TURCHIA_E_AZERBAIJAN

Mentre il primo Paese ha grandi risorse di idrocarburi, quasi tutti estratti in area marittima, il secondo funge da cerniera con l'Europa e di transito per le risorse energetiche, il che permette di evitare il  monopsonio dei trasporti russi. Quest'ultima, inoltre, è affine culturalmente e linguisticamente al suo vicino; diciamo che i loro cittadini possono comunicare come un italiano ed uno spagnolo, e non è poco.

Recep_Tayyip_ErdoganLo scorso maggio il presidente azero Ilham Aliyev ha ricevuto a Baku il premier turco Recep Tayyip Erdoğan con il quale sono stati esaminati i rigogliosi rapporti bilaterali, le questioni energetiche attuali - ivi compreso il completamento dell'oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan, le politiche riguardanti i trasporti e la discreta cooperazione in ambito Organizzazioni Internazionali - in primis nell'Osce, che molto ha da dire in merito al contenzioso con l'Armenia riguardante la regione  controllata dall'esercito armeno che si ricongiunge al Nagorno Karabakh.
Nel marzo del 2006 anche il presidente turco Ahmed Necdet Sezer, la cui scadenza del mandato si approssima, ha compiuto una visita di Stato in Azerbaijan e possiamo ritenere che l'incontro, specialmente il colloquio riservato, abbia avuto un contenuto di tono molto diverso rispetto a quello con il collega Primo Ministro (l'Azerbaijan è una Repubblica presidenziale quindi sia Erdoğan che Sezer sono colleghi del presidente Aliyev).
Anche con Sezer sono stati ribaditi il buon andamento delle relazioni in ambito politico, economico e sociale, ma particolare enfasi è stata posta nel sottolineare che la cooperazione esistente nelle Organizzazioni Internazionali ed il sostegno alla "giusta causa" dell'Azerbaijan saranno perseguiti con continuità. Le stesse argomentazioni sono state poi utilizzate dal laico Sezer di fronte alla Milli Majlis, l'Assemblea Nazionale azera, in presenza delle massime autorità del Paese caucasico.

La questione armena

I problemi dell'area sono noti ma vale la pena di riassumerli in chiave di spettatore esterno perché a tratti la questione turco-armena e quella armeno-azera sembrano incrociarsi in maniera perversa, creando una sindrome da confronto insanabile ed eterno come quello israelo-palestinese.
Assumo come noto che il lettore conosca le basi del contrasto turco-armeno legate ai diversi episodi che, in epoca ottomana ed in epoca jeunes turcs, sono generalmente richiamati sotto il nome di "genocidio degli armeni". Abbiamo già scritto su questo tema e riteniamo che tale questione vada deferita in toto al lavoro di commissioni miste di storici come è costume tra nazioni civili che riconoscono la non responsabilità collettiva di un popolo. Gli armeni, con un'anima cristiana profonda e chiare radici indoeuropee, hanno naturalmente nel corso della loro storia millenaria utilizzato l'arma delle alleanze strategiche e si sono trovati, in vari periodi, a fianco della Russia prima zarista, poi sovietica ed infine di nuovo Russia in funzione antiturca. I contrasti territoriali con i Paesi dell'area non sono mai mancati, basti ricordare quello relativo all'assegnazione di Kars (alla fine acquisita) e Batum (alla fine ceduta) alla fine dell'epopea kemalista. 
Spesso gli armeni sono stati percepiti dai turchi, e non solo da loro, come una quinta colonna russa nello scacchiere caucasico ed hanno a loro volta compiuto gesti efferati nei confronti di indifese popolazioni anatoliche orientali.
D'altra parte la Turchia è affine culturalmente e linguisticamente all'Azerbaijan, diciamo che i loro cittadini possono comunicare come un italiano ed uno spagnolo e non è poco. I turchi sono prevalentemente sunniti, la religiosità della popolazione è crescente o per meglio dire la crescita è enfatizzata, ma lo Stato è laico per Costituzione. L'Azerbaijan è di fede prevalentemente sciita, sono ancora vive le tradizioni preislamiche (festeggiano il Nowrooz, capodanno zoroiastriano come gli iraniani), ma la religiosità e lo zelo religioso sono molto contenuti. Lo Stato è laico per Costituzione ed è un laicismo reale che nelle repubbliche asiatiche ex-sovietiche corrisponde ad un sano pragmatismo e spirito di adattamento ai conformismi di epoca socialismo reale. Gli azeri poi sono poco più di otto milioni ma, oltre confine nell'Azerbaijan iraniano (la regione intorno a Tabriz ed al lago di Urmija) vivono, e conservano le loro tradizioni, oltre trenta milioni di azeri. Non c'è un contenzioso rilevante irano-azero, solo qualche problema sulla gestione delle risorse petrolifere del Caspio, il mantenimento dell'equilibrio ecologico e naturalmente l'amministrazione della risorsa storione!
L'Azerbaijan ha grandi risorse di idrocarburi, quasi tutti estratti in area marittima, mentre la Turchia è paese cerniera con l'Europa e di transito per le risorse energetiche, il che permette di evitare il  monopsonio dei trasporti russi. La Turchia è anche un grande riferimento culturale (i turchi oguzi arretrarono all'incirca nell'odierno Azerbaijan allorquando i turchi osmanli raggiungevano l'Ellesponto) e la penisola anatolica è ricca di natura e di reperti storico-archeologici; lo stesso non si può dire per l'Azerbaijan, anche se un certo fascino conserva ancora la vecchia capitale Ganja, che dovrebbe gemellarsi con Bologna. La "via della seta" ed i pozzi di fuoco citati da Marco Polo appartengono però, insieme alle reminiscenze zoro-astriane sopra citate, alla tradizione azera, più affine in questo contesto all'esperienza iraniana.
Leggendo poi alcune interessanti articoli di Christopher Walker, direttore di studi alla prestigiosa Freedom House di New York, si può avanzare qualche dubbio sulla dialettica Governo - opposizione e sulla condotta delle ultime elezioni politiche in terra azera, anche se questo può risentire di alcune valutazioni unilaterali degli osservatori Usa; de facto l'Amministrazione americana ha stabilito buoni rapporti con il Governo del Presidente Aliyev.
La possibile svolta per il Nagorno Karabach

I problemi qui nascono con l'Armenia e non sono da poco: già leggendo i giornali azeri in lingua inglese ed i bollettini della Comunità armena di Roma si capisce che ci troviamo in una situazione culturale conflittuale perché gli uni parlano dei Principati azeri di Naxçivan e di Yerevan, mentre gli altri richiamano la plurisecolare presenza cristiana ed armena nel Nagorno Karabach.
L'Armenia ha proposto che questa regione (in parte occupata dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica e ricongiunta alla madrepatria con un corridoio che l'armistizio del 1994, sorvegliato da osservatori Onu ed Osce, ha cristallizzato in una pace debole, una sorta di equilibrio insatbile) sia garantita dalla comunità internazionale, superando l'attuale fase di isolamento attraverso un legame sicuro con l'Armenia. Tutto questo potrà avvenire solo se i rapporti con l'Azerbaijan saranno paritari. Nel dicembre 2005 l'Osce ha svolto una serie di incontri con i rappresentanti dei paesi in contesa. Arkadii Ghukasian, Presidente del Nagorno-Karabach, ha dichiarato che sarebbe opportuno che ai negoziati fossero ammessi anche i delegati della repubblica. 
La questione generale vede sullo sfondo le strategie di lungo periodo di Russia e Turchia. Mosca, che ha già visto allontanarsi dalla propria orbita Georgia ed Azerbaijan, difficilmente accetterebbe un indebolimento dell'Armenia (conseguente ad uno status debole del Nagorno Karabakh), perché a quel punto il Caucaso sarebbe consegnato definitivamente a Turchia e Usa. Ankara è consapevole che la UE preme affinché migliorino i rapporti con l'Armenia, riaprendo i confini (cosa che il Governo azero ha già scongiurato di non fare nel 2004, quando durante un viaggio negli Usa alcune affermazioni di Erdoğan lo lasciarono intuire come imminente) e, come chiede a ragione o a torto la maggioranza dei cittadini europei, riconoscendo la propria responsabilità nel genocidio del popolo armeno, sul quale non vogliamo qui andare a speculare. 
Anzi la UE, tramite il Commissario europeo Javier Solana, considera il 2006 un anno di possibile svolta per il Nagorno Karabach, anche perché né in Armenia, né in Azerbaijan sono previste elezioni.
Analisti dell'Oecd hanno persino calcolato che la riapertura del confine introdurrebbe fattori prepotenti di stabilizzazione e di crescita economica per il Nagorno, per l'Armenia e per la stessa Turchia. Dopotutto l'oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan deve affrontare un antieconomico percorso di quasi 2000 chilometri solo perché si tratta di aggirare il territorio dell'Armenia. Si può pensare che il Premier turco sarà di nuovo tentato di affrontare la questione armena, magari insieme a quella di Cipro Nord, e di liberarsi di entrambi i fardelli per compiacere la UE e per concentrare la sua attenzione su altre, più pressanti esigenze del suo Governo.
La Turchia, nella sua storia più recente, ha sempre avuto delle tendenze panturaniche, come lo storico dell'Europa orientale Antonello Biagini sottolinea nei suoi lavori dedicati alla Turchia moderna: un atteggiamento di "rivolgersi ad oriente" che sarebbe rievocato ogniqualvolta le frustrazioni europeistiche di Ankara tornassero ad infiammars.
Una maggiore presenza della Turchia nel Caucaso potrebbe promuovere la pace e la stabilità dell'area, questa è l'opinione del diplomatico azero Elin Suleymanov il quale crede che la Turchia non è il posto dove finisce l'Europa, bensì il luogo dove Europa ed Eurasia si incontrano. 
Tre direttrici di sviluppo

Da questo punto di vista si possono intravedere tre direttrici di sviluppo dei rapporti azero-turchi:  
- in campo economico le linee di trasmissione Baku-Tbilisi-Ceyhan e la Shah-Deniz svolgono un ruolo primario non solo per l'Azerbaijan e la Turchia ma anche per la Georgia. L'impatto sul territorio di queste importanti infrastrutture va ben oltre la sola sfera economica ed inoltre esse potrebbero dare l'abbrivio per ulteriori progetti di integrazione economica di area;
- per quanto riguarda gli aspetti della sicurezza non si può sottostimare il contributo e la capacità operativa della Turchia in quest'area geopolitica. Il Caucaso è regione di storiche incertezze e stratificati contrasti, come anche recentemente hanno dimostrato le incursioni iraniane oltre Astana. La Turchia rappresenta la Nato in questa regione e questa circostanza può risultare determinante nel favorire una progressione verso la stabilità ed il mantenimento dell'indipendenza degli stati minori;
- al riguardo delle relazioni politiche, sociali ed istituzionali viene messo in evidenza il pericolo, particolarmente sentito da parte azera, che il sostegno della Turchia alle cause delle repubbliche turcofone possa, per così dire, non essere più di moda presso strati della elite turca che cederebbero il passo ad elementi più radicali e nazionalisti. Un atteggiamento antiturco potrebbe così diffondersi anche nella società azera. Auspicabile sarebbe invece che, specialmente a livello sociale, fossero moltiplicati ed approfonditi i contatti e la collaborazione tra i due popoli. Stringere relazioni più strette con la UE e nello stesso tempo approfondire le relazioni con Georgia ed Azerbaijan dovrebbe costituire - sempre nella visione del diplomatico azero - due intenti raggiungibili e compatibili, dai quali la Turchia potrebbe trarre adeguati vantaggi comparati. 
Ankara potrebbe insomma non sacrificare sull'altare della riconciliazione con l'Armenia (con la riapertura delle frontiere) i buoni rapporti con Baku, adoperandosi invece perché Erevan si orienti maggiormente al compromesso ed accetti, ritirandosi da qualche posizione occupata nella direttrice verso il Nagorno-Karabach, magari attenendosi ai dettami delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
Inoltre saremmo tentati di concludere che le attenzioni verso la UE di Ankara, unite all'enorme liquidità finanziaria di Baku dovuta ai crescenti proventi petroliferi,  potrebbero convergere verso una soluzione pacifica e duratura nell'area caucasica se tutto questo, ci sentiamo di dirlo, fosse accompagnato da una maggiore disponibilità al compromesso da parte di Erevan. 
Gli amici armeni non ce ne abbiano, ci siamo emozionati mille volte di fronte agli strazianti racconti delle documentate sofferenze del loro popolo ed alle reminiscenze della loro millenaria cultura cristiana, ma proprio da loro, dalla profondità della loro sensibilità, sembrerebbe dover venire un segnale di disponibilità, di riappacificazione e di perdono. (Stefano Barocci/Turchia Oggi)
02.06.2006

 

PROGETTO
PER GASDOTTO
ITALIA-GRECIA

Si_lavora_ai_gasdotti

La nuova infrastruttura - che vedrà impegnate tanto la <Edison> che la società <Depa> - si collegherà alla rete della Turchia consentendo al nostro Paese di importare annualmente, a partire dal 2011, tra gli 8 e i 10 miliardi di metri cubi di gas naturale proveniente da aree del Mar Caspio e del Medio Oriente.  Il gasdotto "Nabucco".

Legambiente nazionale e il Comune di Otranto vedono con favore la costruzione dal gasdotto tra la Grecia e l'Italia progettato da <Edison>, uno dei principali operatori in Italia nel settore dell'energia, insieme a <Depa>, la società di Stato greca operativa nel settore del gas. I lavori di costruzione del metanodotto verranno avviati, dopo le necessarie autorizzazioni, entro il 2008 e si concluderanno nel 2011. La nuova infrastruttura si legherà alla rete della Turchia, consentendo all'Italia di importare annualmente, a partire dal 2011, tra gli 8 e i 10 miliardi di metri cubi di gas naturale proveniente da aree del Mar Caspio e del Medio Oriente, nelle quali si trova oltre il 20% delle riserve mondiali.
Un'opera, grazie alla quale nelle intenzioni dei progettisti, l'Italia sarà in grado di diversificare le fonti di approvvigionamento di gas naturale (attualmente le principali direttrici sono verso Russia e Algeria), aumentando al tempo stesso la sicurezza e la competitività. L'opera avrà una lunghezza di 210 chilometri e verrà realizzata con un investimento di 350 milioni di euro da <Edison> e <Depa>. Oggi i rappresentanti di <Edison> hanno partecipato a Otranto a un incontro organizzato dal Comune e da Legambiente per presentare alla cittadina idruntina il progetto "Poseidon". (Adnkronos)
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''Il progetto del gasdotto "Nabucco" che unirà la Turchia con l'Austria, passando per Bulgaria, Romania ed Ungheria punta a fornire gas naturale all'Europa. Lo ha dichiarato il direttore dell'Autorità dell'energia turca Yusuf Gunay in occasione del workshop sulla regolamentazione per i settori dell'energia elettrica e del gas nel Mediterraneo. 
''Il polo energetico del Mar Caspio mira ad una politica di diversificazione e Nabucco, così come il gasdotto 'Igi', che colleghera' l'Italia con la Grecia, vengono incontro ad una domanda crescente di energia da parte dell'Europa in alternativa al gas russo''. 
Dal 2015, il gasdotto "Nabucco" unirà l'Austria ai giacimenti iraniani e della zona del mar Caspio, passando per la Turchia.(Ansa)

02.06.2006

RISERVE DI GAS SOTTO IL MAR NERO

Mar_Nero

L'annuncio dato da <Toreador Resources Corporation>. Per la prima fuoriuscita occorrono ancora 25 metri di trivellazione. I giacimenti collegati direttamente con la rete delle condutture nazionali turche.

La <Toreador Resources Corporation> ha annunciato che la trivella "Bayhanli-1" e quella "Akkaya-3" hanno trovato due riserve di gas naturale lontano dalla costa, sul fondo del Mar Nero, secondo quanto ha riferito <Turkish Daily News>.
Secondo i dati e le analisi, nel primo caso il gas si trova a 25 metri sotto il letto sabbioso e sono necessari altri 25 metri di trivellazione dopo la prima fuoriuscita. Sempre nel Mar Nero l'altra trivella ha ritrovato gas alla profondità di 23 metri e secondo i primi esperimenti il filone produrrebbe 6.2 milioni di metri cubi al giorno. Per poter vendere il gas già da novembre è stata realizzata una tubatura che collega i giacimenti direttamente con la rete di condutture nazionali. (ApCom)
02.06.2006

ATTIVATE CENTRALI
A GAS
NELLE AREE A RISCHIO

Il_ministro_Hilmi_Guler

La decisione presa dal ministro turco Hilmi Guler in vista della crisi estiva. Un cambiamento di rotta sostanziale. Le regioni interessate.

La Turchia ha bisogno di energia ed il ministro Hilmi Guler parte all'azione. Guler che proprio di recente aveva deciso la riduzione di energia derivata da gas naturale, perché troppo costosa, adesso fa marcia indietro.
Il ministro ha predisposto la creazione di alcune stazioni energetiche che funzioneranno a gas naturale e che saranno localizzate in zone dove la stagione estiva potrebbe determinare un bisogno di energia superiore. Le stazioni entreranno in attività solo nei mesi di luglio e di agosto. L'anno scorso la Turchia ha ricavato il 43.8% dell'energia utilizzata dal gas naturale. una percentuale che il governo vorrebbe diminuire nei prossimi anni. Le regioni in cui entreranno in azione queste centrali sono Istanbul, Bogazici, Ayeda, Bakent, Meram, Trakya e Sakarya. (
ApCom)
02.06.2006

ENERGIA: REGOLAZIONE 
SULL'ESEMPIO
ITALIA-TURCHIA

Energia

Si è dato vita ad un gruppo permanente, con segretariato a Roma, in cui potranno confrontarsi esperienze e procedere all'armonizzazione nelle normative in materia.

Le autorità di regolazione dell'energia del Mediterraneo rafforzano la collaborazione e danno vita a un gruppo di lavoro permanente, con segretariato a Roma, in cui potranno confrontarsi, scambiarsi esperienze, e procedere nella via all'armonizzazione delle normative regolatorie in materia.
Questo il risultato del workshop sulla regolazione per i settori dell'energia elettrica e del gas nel Mediterraneo ("Med Workshop"") che si è svolto a Roma. Il workshop, promosso dall'Autorità italiana per l'energia elettrica e il gas, ha visto la partecipazione di quasi tutti gli stati del Mediterraneo, presenti con le proprie Autorità di regolamentazione, laddove già esistono (in tutti i paesi dell'UE e da poco anche in Turchia, Giordania, Algeria e Egitto) e, per i Paesi dove questi organismi ancora non ci sono, con rappresentanti dei Ministeri competenti. Questo il risultato della riunione "l'attivazione di un working group permanente che consenta ai Regolatori di lavorare insieme - ha spiegato il presidente dell'Autorità italiana, Alessandro Ortis - nello scambio di esperienze, lo scambio di know-how, la riflessione su alcune tematiche regolatorie e per a contribuire a rendere sempre più trasparente, chiaro e armonizzato il quadro regolatorio per l'area". Un obiettivo, quest'ultimo, che oltre a creare un terreno più sicuro per gli investitori, contribuirebbe anche "alla progressiva integrazione dei mercati" dell'area, ha aggiunto Ortis. Inoltre il gruppo di lavoro sarà anche "un luogo dove chiunque potrà trovare assistenza", a partire dalla fase di attivazione dei Regolatori, aggiunge Ortis, ricordando l'esempio Italia-Turchia, che ha visto l'Autorità italiana coinvolta in un gemellaggio finanziato dall'UE che ha portato all'attivazione dell'Autorità turca. Il tutto avverrà in un'ottica di supporto al lavoro di governi nazionali e istituzioni europee: per fornire loro "una maggiore collaborazione per facilitare lo sviluppo di infrastrutture nel Mediterraneo", ha precisato Ortis. (Denaro.it)
02.06.2006

L'AVANZATA DI <LINDE>

Industrie_Linde

Acquisto da parte dell'industria tedesca del gas di <Karbogaz>, una delle più importanti società turche di energia..

German industrial gas company Linde has announced the purchase of its Turkish rival Karbogaz, which realized sales of €27 million in 2005.
"Karbogaz is one of the most significant industrial gas supplier and a regional market leader in the growing carbon dioxide segment," acknowledged Aldo Belloni, the company's head in charge of gases, in a written statement released Monday. (Economy News Desk/Zaman)
02.06.2006

STACCO8

SI INAUGURA L'AEROPORTO DI DALAMAN

Dalaman_Airport

 

La cerimonia, alla presenza del Primo Ministro turco, entro questo mese. lo scalo potrà ospitare fino a 10 milioni di passeggeri. Voli diretti con Londra con la <British Airways>.

Dalaman_AirportVerrà consegnato con otto mesi di anticipo l'aeroporto internazionale di Dalaman, vicino a Fethiye, sulla costa mediterranea della Turchia. L'inaugurazione è prevista entro questo mese e vi parteciperà anche il premier Recep Tayyip Erdogan.
Lo scalo costerà in tutto 150 milioni di dollari e potrà ospitare fino a 10 milioni di passeggeri. Una buona notizia per il turismo turco e per gli altri aeroporti della zona che si trovano a sopportare un traffico in continuo amento. Pronti gli accordi con le compagnie aeree, soprattutto quelle inglesi, la <British Airways> organizzerà voli diretti fra Londra e Dalaman. Il 40% dei turisti che si recano in vacanza nell'area, infatti, è inglese. (ApCom)
02.06.2006

 

RUSH DEI TURISTI

Turisti_ad_Antalya

Ne sono arrivati ad Antalia nei primi mesi di quest'anno più di 1.500.000 .  Il boom comunque rimane quello avvenuto nel 2005.

Tourist arrivals at Antalya Airport from abroad so far this year have surpassed the 1.5 million mark.
According to the data issued by the Antalya Provincial Culture and Tourism Directorate, a total of 615,772 tourists arrived at Antalya Airport from abroad in the 1-28 May period. Total arrivals so far this year have now reached 1,577,827.
The tourist figures for the month of May in 2004 and 2005 were 692,567 and 867,144 respectively.
Tourist arrivals at Antalya Airport from abroad up to 15 May totalled 1,226,797 - a drop of 19 percent on the figure recorded for the same time last year.
Antalya Airport had welcomed a record total of 7,264,896 arrivals from abroad in 2005 - the first year ever the seven-million mark for external arrivals was surpassed. (Cihan News Agency/Zaman)
02.06.2006

STACCO9

PRESENTAZIONE
POLIGLOTTA
SULLA TURCHIA