Arretrati 

Anno 7° N.17

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PAROLE CHIARE

Il_giudice_colpito_a_morte

 

Il ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul ha dichiarato che combattere crimini come l'assassinio del giudice Ozbilgin è al primo posto nell'agenda nel Governo Erdogan.

Erdogan_ai_microfoni_subito_dopo_l'attentatoLa Turchia non torna indietro. Parola di Abdullah Gul. Il ministro degli Esteri turco, durante il congresso dell'Akp ad Amasya si è trattenuto a lungo con i giornalisti, parlando del futuro del Paese e facendo quella che a tutti è parsa una dichiarazione programmatica. "Non c'è motivo di pensare - ha detto Gul - che la Turchia possa fare passi indietro rispetto ai progressi che l'hanno condotta alla sua forma democratica".
"In questi anni abbiamo operato una vera e propria rivoluzione silenziosa - ha continuato - Tutti i problemi saranno risolti osservando le regole della democrazia, specie quella di una democrazia così giovane come la Turchia moderna. Il Paese adesso sta attraversando un momento di grande cambiamento e crescita soprattutto dal punto di vista economico. Il popolo turco può cominciare a pensare in modo più positivo al suo futuro".
Gul non ha nascosto la sua preoccupazione per tutti gli eventi che stanno interessando la Turchia e l'ondata reazionaria che recentemente ha portato all'assassinio di Mustav Yucel Ozbilgin, giudice del Danistay, il Consiglio di Stato.
"Combattere queste manifestazioni è al primo posto nella nostra agenda, la polizia, l'Intelligence e le Forze di Sicurezza sono competenti e portano avanti ogni giorno il loro compito di mantenimento dell'ordine pubblico". Parole chiare che sembrano voler fare dimenticare i fischi ricevuti da tutti i membri dell'Akp ai funerali del giudice ucciso e che Erdogan ha evitato solo perché non ha voluto parteciparvi. (ApCom)
26.05.2006

LA DATA NON SI CAMBIA

Le_precisazioni_del_premier_turco_Erdogan

"Non ci saranno elezioni anticipate e si voterà, come previsto nel novembre 2007 per il rinnovo del Parlamento turco. Lo hanno ribadito il premier Erdogan ed ministro Gul.

Non ci saranno elezioni anticipate e si voterà, come previsto, nel novembre del 2007. Il Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan ed il suo ministro degli Esteri, Abdullah Gul, hanno ribadito fermamente le date per le consultazioni elettorali per il rinnovo del Parlamento di Ankara rispondendo così alle richieste delle sue dimissioni legate alle accuse di avere propiziato l'attacco armato della scorsa settimana da parte di un avvocato legato ad un gruppo di estremisti islamo-nazionalisti che ha ucciso un giudice del Consiglio di Stato ferendone altri quattro.
"Coloro che vogliono che il Governo del partito Akp decida di anticipare la data delle elezioni legislative si sbagliano", ha detto Erdogan in un discorso al gruppo parlamentare del suo partito
Dal canto suo - rispondendo ad alcuni rumors della stampa locale che avevano parlato di possibili elezioni anticipate - il ministro degli Esteri, Gul ha dichiarato che questo tipo di ipotesi e indiscrezioni sono delle azioni superficiali che puntano a distogliere l'attenzione dai successi raggiunti dal patito dei governo GIustizia e Sviluppo (Akp). "L'opposizione del Chp (Partito Repubblicano del popolo), ha aggiunto Gul, svelando la sua visione sugli artefici della campagna - sta ponendo dei problemi inesistenti in agenda per bloccare i progressi fatti dall'Akp".
Gul ha assicurato che le elezioni parlamentari si svolgeranno a novembre del 2007, mentre qualche mese prima, a maggio, sarà eletto il nuovo presidente turco. Il Chp e la sinistra turca stanno tentando di evitare che il nuovo Capo dello Stato venga eletto dalla maggioranza dell'islam moderato rappresentato dall'Akp, il partito del premier Recep Tayyip Erdogan. (da ApCom-Ansa)
26.05.2006

 

TRE ARRESTI PER L'ASSASSINIO DEL GIUDICE

 

Tra questi un ex ufficiale dell'esercito turco  che era stato espulso per "indisciplina" (estremismo islamico). Il premier Erdogan in polemica con il Capo dello Stato Maggiore delle Forze Armate, gen. Hilmi Ozkok.

Muzaffer_TekinTre persone sono state dichiarate in arresto dalla polizia turca come complici dell'avvocato estremista Alpasan Asla già arrestato in precedenza come autore dell'assalto armato che mercoledì 17 maggio al Consiglio di Stato di Ankara, nel corso del quale un giudice è rimasto ucciso ed altri tre sono rimasti feriti. Lo ha riferiro la stampa turca.
Uno degli arrestati, Mazaffer Tekin, un ex ufficiale espulso dalle Forze Armate turche per "indisciplina" (estremismo islamico) era stato condotto  con una ferita di arma da fuoco al petto, in un ospedale di Istanbul, da due uomini non ancora identificati ma attualmente ricercati dalla polizia.
Questi ultimi prima di fuggire avevano affermato in ospedale che Tekin aveva tentato di suicidarsi per sfuggire ad un probabile interrogatorio. Anche la polizia ha diffuso come "probabile" questa ipotesi. Tekin, considerato il capo del gruppo che aveva organizzato sia l'attacco al Consiglio di Stato, sia i tre recenti attentati contro il quotidiano di sinistra <Cumhuriyet>, sembra un estremista di opinioni ultranazionalista anche perché la polizia ha ritrovato in casa sua opuscoli e libretti che fanno pensare all'organizzazione estremista islamo-nazionalista detta "Coalizione della Mela rossa".
Manifestazione_contro_l'intolleranza_islamica_ad_AnkaraIl_gen._Himi_OzkokNel frattempo il premier turco Recep tayyip Erdogan ha criticato senza nominarlo il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate turche, generale Hilmi Ozkok, che aveva elogiato senza riserve la manifestazione spontanea anti-Governo di decine di migliaia di persone al Mausoleo di Ataturk ad Ankara, in occasione dei funerali del giudice ucciso. Ozkok aveva anzi invitato a mantenere alta la mobilitazione in difesa della Costituzione laica della Turchia.
"Le persone che hanno responsabilità di un tale incarico, devono sapere molto bene cosa suggerire e come suggerire. Le parole hanno delle conseguenze" - ha dichiarato Erdogan in riferimento alle parole del numero uno dei militari turchi. (Ansa)
26.05.2006

IL VELO ISLAMICO

Il_velo_islamico

L'uccisione da parte di un fanatico religioso del giudice Ozbilgin, accusato di aver vietato ad una donna l'uso del "turban" a scuola evidenzia quanto sia divenuta scottante la questione del velo, che divide i difensori della laicità dello Stato dai "religiosi".

L'uccisione da parte di un fanatico religioso del giudice turco Yucel Ozbilgin, "colpevole" di aver negato ad una donna di indossare il velo islamico durante il lavoro a scuola, ha evidenziato quanto sia divenuta scottante nella "laica" Turchia la questione del velo.
Vietato del tutto nei primi decenni della Repubblica turca, il velo è stato gradatamente riammesso nel corso degli ultimi anni e ora lo si può vedere indossato in tutti i modi e in tutti i colori a seconda dell'età, della moda, della propria tradizione familiare. Per regolare e contenere questa esplosione religiosa "popolare" femminile, dal 1997 l'uso del velo islamico è proibito nelle scuole, inclusa l'Università, e negli edifici di Stato, dato che il turban (questo velo che copre i capelli e si attorciglia attorno al collo) venne considerato un simbolo politico antilaico oltre che antiliberale perché - sostenne la parte laica del Paese - simboleggia la segregazione e la sottomissione della donna nelle società musulmane.
I dirigenti del partito islamico Akp, attualmente al Governo in Turchia con il premier Erdogan, avevano promesso ai loro elettori l'abolizione di questo divieto, considerato una violazione delle libertà di culto e di espressione. Ma per i "kemalisti" turchi questo divieto continua ad essere un baluardo del carattere laico della Repubblica turca voluto dallo stesso padre della patria Kemal Ataturk per salvaguardarne la laicità. Inoltre i laici sostengono che normalmente le donne subiscono sin da bambine forti pressioni (fino al ricatto morale e religioso) familiari e sociali a portare il velo e ad accettare un ruolo sottomesso e segregato nella società per cui - secondo essi - non si può parlare in alcun modo di "libertà" o di "libera scelta".
Sta di fatto che tutto ciò crea tensioni, spaccando la società civile a discapito delle donne.
Alle ragazze che cercano di entrare nelle università con il velo è proibito l'accesso e così in questi anni oltre diecimila studentesse, per le quali il velo non è solo un "pezzo" d'abbigliamento ma parte della loro identità, hanno lasciato gli studi universitari o hanno ripiegato  sulle scuole coraniche. Nel 2004 solo nelle 350 scuole coraniche di Istanbul, su ventimila iscritti, sedicimila erano donne e ragazze musulmane praticanti. Scelta obbligata che può rivelarsi controproducente per un cammino di modernizzazione anticonfessionale.
Così, benché lo stesso presidente della Repubblica turca, Ahmet Necdet Sezer, ancora nei primi mesi del 2006 abbia posto il veto sulla proposta di legge sull'abrogazione del divieto di velo, si è visto però costretto a concedere l'amnistia a migliaia di donne espulse dalle università perché indossavano il velo islamico vietato dal sistema scolastico laico vigente nel Paese.
Il mistero della pistola "Glock"

E' in questo quadro che mercoledì 17 maggio è stata assassinato da un suo collega un avvocato turco, perché, il 23 aprile, difendendo la laicità dello Stato, si era dichiarato contrario all'uso del velo per una donna musulmana insegnante e direttrice di una scuola materna. Yucel Ozbilgin è stato colpito al cervello con un colpo di pistola, mentre svolgeva il suo lavoro di giudice, insieme ad altri cinque suoi colleghi - di cui due donne - anch'essi gravemente feriti durante la sparatoria avvenuta nel tribunale di Istanbul. A sparare, l'avvocato Alparslan Arslan, che, facendo fuoco con ben undici colpi di proiettili, ha urlato: "Allahu Ekber. Allah è grande. Il furore di Dio sia contro di voi. Noi siamo i suoi messaggeri e soldati". Questo giovane avvocato, non ancora trentenne, già nel 2001 era stato pedinato dalla polizia per i suoi modi aggressivi di comportarsi e per il suo fanatismo religioso.
Colpisce il fatto che sia riuscito ad entrare armato nell'aula del tribunale, passando inosservato. Appena catturato mentre tentava la fuga, gli è stata trovata in mano una pistola "Glock" definita "pistola fantasma" perché capace di sfuggire ai metal detector. E' della stessa marca e fattura di quella usata per ammazzare don Andrea Santoro. 
Più di ventimila persona hanno partecipato ai funerali di Ozbilgin, presente anche il presidente della Repubblica  turca, Ahmet Necdet Sezer, che ha condannato il gesto e si è detto sconcertato per questo attacco rivolto non solo ad un avvocato - fatto di per sé già estremamente grave, - ma certamente anche alla Costituzione turca e alla laicità dello Stato. Anche il Primo Ministro Erdogan, che non è andato ai funerali, ha espresso la sua disapprovazione per tale gesto e,  di fronte al sospetto che questa azione sia stata da lui velatamente approvato, ha dichiarato che si sbaglia chi vuole legare questo assassinio alla "questione del velo". (Mavi Zambak/Asianews.it)
26.05.2006

UN GIORNALE ISLAMICO AVEVA INDICATO LA VITTIMA

Il_quotidiano_Vakit

 

Secondo il sito Internet <Cnn-Turk>, il quotidiano <Vakit> aveva pubblicato la foto del magistrato ucciso e di altri suoi colleghi  indicando gli obiettivi a potenziali attentatori.

Il giornale fondamentalista ialamico <Vakit> aveva pubblicato già il 13 maggio scorso sia la foto e il nome del giudice del Consiglio di Stato Yucel Ozbilgin ucciso dall'avvocato integralista Aslan Alpaslan sia quelle di altri tre magistrati rimasti feriti. Il quotidiano tra l'altro aveva additato il gruppo dei togati alla pubblica esecrazione per avere esteso il divieto per le insegnanti di portare il velo islamico anche nei pressi dell'edificio scolastico. Lo ha ricordato il sito Internet della rete televisiva <Cnn-Turk> ripubblicando la pagina del giornale estremista in cui le foto dei giudici venivano preceduto dal titolo "Ecco i membri (del Consiglio di Stato) che hanno chiuso la strada della scuola alla maestra con il velo".
Secondo lo stesso sito della <Cnn-Turk>, il quotidiano aveva così "indicato gli obiettivi" a potenziali attentatori. (da Ansa)
26.05.2006

AGGIORNATO IL PROCESSO AL KILLER DI DON SANTORO

Don_Andrea_Santoro

Dopo la prima udienza, il processo riprenderà il 16 giugno. L'assassino del sacerdote rischia una pena da 18 a 28 anni di carcere. La difesa cerca di accreditare la tesi dell'infermità mentale.

Si è aperto ed immediatamente aggiornato presso il Tribunale penale di Trabzon (Trebisonda) in Turchia il processo contro Ouzhan Akdil, 16 anni, il ragazzo che lo scorso 5 febbraio aveva ucciso il missionario italiano Don Andrea Santoro e che adesso deve rispondere dell'accusa di omicidio volontario. La prima udienza è durata oltre tre ore e si è svolta a porte chiuse. Il killer, in carcere dallo scorso 16 febbraio, era arrivato su un blindato della polizia ed è entrato dall'ingresso secondario del tribunale. Nell'aula insieme all'assassino anche il padre, Hikmet Akdil, e il giovane avvocato Maya Usta, di soli 22 anni e che esercita la professione da 5 mesi. Fuori la madre di Ouzhan Akdil, che milita nell'Akp, lo stesso partito del premier Erdogan. La donna ha atteso in corridoio insieme con i suoi altri due figli, che sono stati chiamati come testimoni insieme con Emirhan Demir e Sanet Uslu, amici del killer. Il processo è stato poi rinviato al prossimo 14 giugno. Ouzhan Akdil rischia da 18 a 28 anni di carcere. Esclusa la pena dell'ergastolo, data la minore età dell'imputato. Rimane ancora parzialmente incerto il movente dell'omicidio, anche se sembra sempre di più il gesto isolato di un fanatico. Ouzhan Akdil ha infatti confessato di aver compiuto l'omicidio, dichiarando di essere stato sconvolto dall'ondata di violenza seguita alla pubblicazione delle vignette contro il profeta Maometto. Ma le ombre sull'accaduto sono molte, anche a distanza di tre mesi. Gli inquirenti continuano a tenere aperta anche l'ipotesi della vendetta mafiosa, secondo la quale il vero mandante dell'assassinio di Don Santoro sarebbe la malavita legata al traffico della prostituzione, attività particolarmente fiorente a Trebisonda e che Don Santoro cercava di contrastare da oltre due anni. Rimane anche incerto se Ouzhan Akdil abbia agito da solo e di sua spontanea volontà oppure se sia stato spinto a compiere l'omicidio da qualche estremista nazionalista. come affermato nei giorni immediatamente successivi all'omicidio. Di certo, per il momento si sa solo che il delitto è stato compiuto "Glock" con una pistola calibro 9 di proprietà del fratello. Gli avvocati di Ouzhan Akdil non hanno rilasciato dichiarazioni. Secondo fonti di stampa potrebbero decidere di richiedere la temporanea infermità mentale e cercare di far ottenere al killer il minimo della pena. (Age)
26.05.2006

LA DOLOROSA SITUAZIONE DEI CRISTIANI

Il_ministro_degli_esteri_del_Vaticano_Giovanni_Lajolo

Molti di questi costretti ad abbandonare la propria patria - Turchia inclusa - perché non sufficientemente protetti. 

L'intera Chiesa Cattolica deve mobilitarsi con iniziative diplomatiche e economiche a favore dei cristiani in Paesi a maggioranza islamica, dove la difficile situazione "sta inducendo migliaia di cristiani a lasciare la loro patria ove non sono più "adeguatamente protetti nei loro diritti fondamentali". Lo ha affermato il ministro degli Esteri della Santa Sede, Giovanni Lajolo, che ha illustrato l'impegno della Santa Sede in questo ambito all'Assemblea del Pontificio Consiglio per la Pastorale dei Migranti. "E' particolarmente dolorosa - ha denunciato - la situazione dei cristiani in Terra Santa; ma anche in Turchia e negli altri Paesi del Medio Oriente la loro presenza si è ridotta considerevolmente. Molti dei cristiani che vi si trovano sono stranieri soggiornanti in via temporanea. E' triste constatare oggi anche l'esodo dei cristiani dall'Iraq, ove la presenza cristiana e' minoritaria ma ben radicata". Mons. Lajolo ha sottolineato anche che "è impossibile citare in proposito dati precisi, atteso che in quei Paesi, compreso Israele, non vi sono censimenti". (Agi)
26.05.2006

ALLARGARE L'UE ALLA TURCHIA

Il_presidente_del_Senato_Franco_Marini

"Bisogna riprendere il cammino dell'Europa", ha detto il presidente del Senato italiano Franco Marini.

"Bisogna far riprendere il cammino dell'Europa", un'Europa "che potrebbe arrivare anche alla Turchia" in modo che si possano "sfruttare tutte le potenzialità di quest'area allargata" verso il Medio Oriente "per giocare un ruolo più forte nello scacchiere mondiale". E' questo il pensiero del presidente del Senato Franco Marini che ha affrontato l'argomento intervenendo all'inaugurazione di una mostra su De Gasperi.
Marini ha ricordato la figura dello statista, alla presenza della figlia e del senatore a vita Giulio Andreotti. "Oggi - ha detto facendo implicito riferimento a Berlusconi - si rivendica la continuità con la sua storia, anche con qualche imprudenza. Ma questo è il segno che la sua grandezza oggi è unanimamente riconosciuta".
Il presidente del Senato ha sottolineato come De Gasperi avesse in sé "due caratteristiche che difficilmente si ritrovano contemporaneamente nei politici di oggi": la prima era "una capacità di visione strategica delle grandi questioni" e l'altra "il coraggio di una forte capacità di realizzazione, perché è stato un uomo delle riforme".
In questa sua capacità di visione strategica, ha spiegato Marini, De Gasperi "aveva capito prima di tutti la necessità di avere un forte polo europeo dentro l'alleanza atlantica, aveva capito, per dirla come si farebbe adesso, che l'unilateralismo si portava dietro grandi rischi".
Marini ha poi sottolineato che dopo i referendum di Olanda e Francia "c'è stata una battuta d'arresto dell'Europa politica che è necessario far ripartire anche per le strategie di rilancio economico". Il presidente del Senato si è dunque soffermato sulla questione dell'allargamento dell'UE che, ha ammesso, ha determinato un rallentamento: "ma - ha aggiunto - bisogna far riprendere il cammino" anche perché "questo rallentamento è bilanciato dalla costruzione di un'Europa più completa che può ambire a un ruolo strategico". (ApCom)

26.05.2006

SOLUZIONE LONTANA

Tassos_Papadopoulos

Adesso che nella parte greca di Cipro ha vinto la coalizione di Governo che sostiene Tassos Papadopoulos (il partito di centro Diko), la riunificazione dell'isola diventa sempre più difficile.

La coalizione di Governo che da tre anni sostiene il presidente cipriota Tassos Papadopoulos e la sua politica contraria al piano Onu per la riunificazione di Cipro ha vinto le elezioni parlamentari che sin dai primi exit poll avevano visto, come nelle precedenti del 2001, quasi alla pari il partito Akel (comunista, che sostiene Papadopoulos) e il Disy (di centro-destra all'opposizione).
Quando però lo scrutinio dei voti si è avvicinato al 50% è apparso chiaro che, pur restando quasi testa a testa, Akel e Disy stavano perdendo punti rispetto alle passate elezioni a svantaggio del Diko (di centro, guidato dal Capo dello Stato) e del socialista Edek, anch'esso all'interno della coalizione di Governo. Alla fine dei conteggi, l'Akel ha ottenuto il 31.2% delle preferenze (-3,4% rispetto al 2001); il Disy il 30.3% (-3.5%), il Dyko il 17,9% (+3%) e l'Edek l'8.9% (+2.4%).
La consultazione, come ci si aspettava da più parti, è stata quindi un vero e proprio esame per la politica portata avanti da Papadopoulos e cominciata con il sonoro "no" con cui due anni fa (in un referendum condotto anche nella parte Nord dell'isola occupata) la maggior parte dei greco-ciprioti bocciò il piano proposto dal segretario generale dell'Onu Kofi Annan per riunificare l'isola divisa dal 1974 in seguito ad una invasione militare turca. I turco-ciprioti, invece, votarono a maggioranza per il piano Annan.
Il voto dei greco-ciprioti va quindi a premiare e incoraggiare la strategia di Papadopoulos che tende ad ottenere dalla Turchia il massimo delle concessioni a favore del Governo di Cipro facendo leva sui negoziati di adesione all'Unione Europea avviati da Ankara lo scorso ottobre. Ed arrivando anche al punto di minacciare di porre il proprio veto al prosieguo dei colloqui qualora la Turchia non adempia all'impegno che si è assunta con l'UE di aprire entro la fine dell'anno porti e aeroporti al traffico proveniente dalla Repubblica di Cipro. Solo quest'ultima, infatti, dal maggio 2004 fa parte dell'UE ed è anche l'unica entità riconosciuta a livello internazionale. Nella parte Nord dell'isola sotto occupazione militare nel 1983, l'allora leader turco-cipriota Rauf Denktash proclamò la  Repubblica Turca di Cipro del Nord (Rtcn) che è riconosciuta soltanto da Ankara.
Al contrario del Dyko, i partiti che nel referendum dell'aprile 2004 - e in particolare il Disy - si batterono a favore del "si" al piano Annan hanno subito una netta erosione nelle fila del loro elettorato che, va ricordato, a Cipro è stato in questa occasione di poco più di 500.000 persone. Il calo dei voti per l'Akel, secondo fonti politiche locali, sarebbe invece da attribuire al desiderio di numerosi simpatizzanti del partito di ''punirlo'' perché delusi dalla sua posizione iniziale a favore del "si" al referendum per il piano Annan, modificata all'ultimo momento.
Ma, stando all'opinione di vari osservatori politici indipendenti e diplomatici europei qui a Nicosia, la caparbia politica di chiusura nei confronti della Turchia che Papadopoulos continuerà a portare avanti, soprattutto adesso che ha avuto un'indubbia manifestazione di sostegno dai propri connazionali, sul lungo termine non condurrà ad alcun risultato positivo per la riunificazione di quest'isola. (Fulvio Morroni/Ansa)
26.05.2006

NEGOZIATI:
"ANKARA RISPETTI
GLI ACCORDI"

Il_ministro_Ali_Babacan  Olli_Rehn 

Continuano a rimanere ampie le divergenze tra la Commissione europea e la Turchia sulla questione di Cipro. Botta e risposta tra Olli Rehn e Ali Babacan.

Continuano a rimanere ampie le divergenze tra la Commissione europea e la Turchia sulla questione di Cipro, mentre si stringono i tempi per l'apertura del primo capitolo dei negoziati per l'eventuale adesione di Ankara all'UE. "C'é un chiaro collegamento tra l'apertura dei negoziati e l'attuazione degli accordi che la Turchia ha sottoscritto con l'UE", ha detto a Bruxelles il commissario UE per l'allargamento Olli Rehn, riferendosi in particolare all'applicazione del protocollo di Ankara che obbliga la Turchia ad aprire i suoi porti e aeroporti alle merci provenienti da Cipro.
"C'é una differenza di interpretazione su come applicare il protocollo. Il nostro approccio è diverso da quello della Commissione", ha risposto davanti alla stampa il ministro turco Ali Babacan, che guida i negoziati con l'UE nel lungo processo verso l'adesione. Secondo la posizione di Ankara è infatti necessario che Cipro rompa l'isolamento economico nei confronti della comunità turco-cipriota dell'isola, prima di potere usufruire dei vantaggi di un'unione doganale con la Turchia. Un isolamento che avrebbe potuto essere superato già due anni fa se i ciprioti avessero votato in favore del referendum sulla riunificazione dell'isola promosso dall'Onu, e che invece é stato bocciato dalla maggioranza greco-cipriota, come ricorda ieri Babacan.
Di fronte a questo stallo diplomatico, Rehn nella conferenza congiunta con Babacan, ha ricordato che è sempre più necessario per la Turchia agire "con urgenza", in modo da riuscire ad aprire i primi negoziati (sul capitolo sulla ricerca) a giugno.
Da ottobre, quando il processo è stato avviato, si è proceduto esclusivamente a verificare il grado di preparazione della Turchia in "circa metà" dei 35 capitoli di cui si compone l'ampio pacchetto negoziale.
Oltre alla questione di Cipro, Rehn ha ricordato l'urgenza per la Turchia di portare avanti le riforme legislative per garantire effettivamente la libertà di espressione, i diritti fondamentali, la libertà religiosa. "Ci aspettiamo inoltre - ha aggiunto Rehn - un ampio piano di azione per lo sviluppo economico del Sud Est del Paese", dove si concentra la minoranza curda. (Denaro.it)
26.05.2006

 

"ACCETTEREMO
IL VERDETTO
DEGLI STORICI"

Ali_Babacan

Lo ha affermato nel corso di un convegno  il capo negoziatore turco all'UE, Ali Babacan, a proposito del "genocidio" degli armeni.

Sul "genocidio" degli armeni la Turchia "è pronta ad accettare i risultati delle ricerche e a fare i conti con la storia ma la questione è in sospeso in quanto non ci sono ancora prove tangibili da parte degli scienziati". Lo ha detto il ministro dell'Economia turco e capo negoziatore di Ankara per l'adesione della Turchia all'UE, Ali Babacan, a margine di un convegno a Bruxelles sull' Allargamento.
La questione armena è un nervo scoperto per Ankara. Gli armeni affermano che nel 1915-16 l'impero ottomano sterminò 1,5 milioni di loro concittadini che morirono di stenti durante la deportazione dall'Anatolia o uccisi da bande armate organizzate.
Rispondendo a una domanda sulla questione, Babacan ha sottolineato che la Turchia "è pronta ad accettare i risultati delle ricerche e a fare i conti con la storia ma la questione è in sospeso in quanto non ci sono prove tangibili da parte degli scienziati". Per questo, ha aggiunto, "non possiamo fare dichiarazioni a riguardo". Un comitato scientifico indipendente composto da ricercatori e storici sta cercando di far luce sul presunto massacro, specie dopo l'apertura da parte delle autorità turche degli archivi storici del Paese.
In questo contesto, il capo negoziatore presso i Venticinque ha assicurato che il governo Erdogan "vorrebbe che la situazione con l'Armenia si sbloccasse ma - ha aggiunto - non sta al Parlamento (turco, ndr.) dare un giudizio, sono gli storici a doverlo fare".
La Turchia ha sempre negato il genocidio, invece confermato da un gran numero di storici, da foto e testimonianze. Proprio questo negazionismo è uno dei tanti punti neri che dovranno essere chiariti prima dell'adesione di Ankara all'UE, prevista non prima del 2015. (fonte Aki/Nuova agenzia Radicali)
26.05.2006

"GENOCIDIO" DEGLI ARMENI E PRIGIONE

450_mila_turchi_in_Francia_potrebbero_andare_in_prigione

450 mila turchi che vivono in Francia potrebbero vedersi spalancare le porte del carcere se negassero gli eccidi.

The bill, punishing those who deny the Armenian genocide due for discussion in the French Parliament on Thursday, is worrying the 450,000 Turks living in France.
If the bill is enacted, tens of thousands of Turkish expatriates will become potential offenders.
Turkish-French citizens say the denial bill cannot be enforced say, "Will you put in prison tens of thousands deniers of the genocide?"
Turkish expatriates have been reacting against the Socialist Party (PS), which prepared the bill, and organized protests on May 18 before the French Assembly.
They will send their message to the French parliamentarians by chaining themselves and taping their mouths.
Turkish-origin head of the PS's Strasbourg-Neuhof town regional office Saban Kiper, protests his party's attempt and said, "I find it really unnecessary." Kiper has been conducting negotiations for three weeks with the party's regional office and headquarters, as well as evoking Turkish-French citizens to protest the bill.
"Tens of thousands of Turkish-French citizens like me want to be proud of this country. However, how can you feel proud of it; it calls your ancestors murderers," said Kiper, PS's only Turkish origin regional branch president.
Saban, also a member of the French Joint Culture Youth Council, says tens of thousands of Turks in France may be imprisoned, if the bill is enacted.
Cojep President Ali Gedikoglu said they protested the motion with the slogan, "Don't restrict freedoms, don't keep the truth in the dark," and thousands of Turks sent letters of protest to the French authorities.
Gedikoglu announced they will protest outside the French Parliament while the motion is being discussed on May 18; sending their message to parliamentarians by chaining themselves to the gates and tapping their mouths shut.
The Cojep president indicated they were able to make contact with leading figures from the Socialist Party and may possibly meet with party leader Francois Hollande.
Paris Anatolia Cultural Center Chairman Dr. Demir Onger thinks the motion is "a result of the effective lobbying activities the Armenian Diaspora in France has been conducing for 80 years," and says, "This attempt is a shame for France that pretends to be the champion of freedom of expression."
"France, which refers the past to the historians when the issue is its own history, passes a law on the history of another country and displays a paradoxical attitude," cardiologist Dr. Onger defends, accusing France of "playing with the fire."
Demir Onger noted they established the "Union for Freedom of Expression" in order to protest the motion and sent thousands of protest letters to the French authorities.
Onger criticized Turkey's ineffective lobbying, describing it as "a vertical lobbying" conducted by top level bureaucrats or company bosses. Onger stated the Armenians follow a policy from the bottom up and said Turkey must initiate activities in an effort to persuade the French people in the long term.
Yuksel Bilici, an expatriate graduate student on "Turks' political participation in France" living in the capital Paris, termed the proposal as an "election present" for the Armenian Diaspora asking, "Will they put 500,000 Turks in Jail?".
Suleyman Toppeker, an official translator, said, "If 15,000 people sign a petition claiming 'We do not believe in the genocide', they will be immediately jailed".
Marc Semo, an expert on Turkey from the leftist French paper, Liberation, advocating that the draft, which will cause problems over freedoms, concerns France a great deal and emphasizes the difficulty in the implementation of such a law.
There is no political integrity in France prior to the election due in 2007, Semo revealed, and added French President Jacques Chirac, favoring Turkey, will not be able to do anything because the law could be acceded in parliament on May 18.
The notice of motion leads to some concerns among expatriates, while several Turkish foundations and institutions in France have noticeably remained silent.
Some other foundations referring to Zaman's view avoided sharing their assessments on the issue. Few pay attention to the case except for a number of foundations in France, where nearly 450,000 Turkish people reside. (Ali Ihsan Aydin/Zaman)
26.05.2006

 

L'ONU INDAGA SULLE VIOLENZE ALLE DONNE

ONU

 

Missione in Turchia del relatore speciale della Commissione delle Nazioni Unite sui Diritti dell'uomo, Yakin Ertuk. Si concluderà a fine mese.

Yakin_ErtukYakin Ertürk, il relatore speciale della Commissione delle Nazioni Unite sui diritti dell'uomo sulla violenza contro le donne e le relative cause e conseguenze, sta conducendo una missione esplorativa in Turchia che si concluderà il 31 maggio.
Yakin Ertürk, docente di sociologia all'Università tecnica del Medio Oriente ad Ankara, in Turchia, è stata nominata relatore speciale nel 2003.
La relatrice speciale ha programmato visite ad Ankara, Batman, Van e Sanliurfa per raccogliere informazioni di prima mano sulla violenza contro le donne nel Paese. Uno specifico punto della missione riguarda lo studio sui suicidi delle donne e delle ragazze.
Durante la visita, ha incontrato ed incontrerà i rappresentanti del Governo, le organizzazioni non governative, i funzionari delle Nazioni Unite e le famiglie delle vittime. Alla fine del viaggio la signora Ertürk preveda di presentare un rapporto che conterrà risultati e raccomandazioni al nuovo Consiglio dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite.
Le conclusioni del lavoro della relatrice Onu potrebbero interessare per alcuni versi anche l'Unione Europea, in vista dell'adesione di Ankara. (Bollettino Osservatorio sulla legalità)
26.05.2006

IN AUMENTO LE PENSIONI PRIVATE

Dall'anno scorso in Turchia hanno segnato un incremento del 21%. Il giro di affari è passato da 1 a 1.5 miliardi di nuove Lire turche.

In Turchia sale la voglia di pensione privata. Il Centro di supervisione delle pensioni private ha reso noto che, rispetto all'anno scorso quasi 150 mila persone hanno scelto forme di previdenza alternative, passando da 673 mila a 815 mila, con un incremento del 21%.
Secondo le stime rese note dalle 11 maggiori compagnie del Paese dall'anno scorso il giro di affari è passato da 1.5 miliardi di nuove Lire turche, cioè da 530 a 794 milioni di euro. Il 40% delle polizze è stato stipulato dai giovani con età compresa fra i 25 e i 34 anni. (ApCom)
26.05.2006

SICUREZZA
SOCIALE: APPROVATA
LA RIFORMA

Il_Capo_dello_Stato_turco_Sezer

Il presidente della Repubblica turca, Ahmet Necdet Sezer, ha controfirmato il disegno di legge. Rimane aperta la questione dell'età pensionabile.

Il presidente della Repubblica turca, Ahmet Necdet Sezer, ha approvato la nuova riforma della sicurezza sociale che aveva ottenuto il via libera dal Parlamento tre settimane fa e che era stata appoggiata con forza dal Fondo Monetario internazionale.
La legge si pone l'obiettivo di conglobare in un'unica struttura, l'istituzione per la sicurezza sociale, tutti i vari enti che si occupavano della previdenza pubblica fino a questo momento. Il passaggio avverrà in re anni, le persone che lavoravano all'interno delle vecchie strutture verranno riassorbite in quella nuova. La nuova legge è stata duramente contestata dall'opposizione in sede di dibattito parlamentare ed anche il Capo dello Stato, Ahmet Necdet Sezer. aveva contestato l'innalzamento dell'età pensionabile, ponendo il veto su questa parte della riforma. Questo è infatti l'unico nodo che rimane da sciogliere: l'innalzamento a 65 dell'età per il ritiro dal lavoro. E su questo il presidente della Repubblica sembra non voler scendere a compromessi. (ApCom)
26.05.2006

AUTORIZZAZIONE PER STUDIO
CON CELLULE
EMBRIOMALI STAMINALI

Staminali_embrionali

E' venuta dal ministero della Salute turco che deciderà quali medici potranno condurre questo tipo di ricerca.

Il ministero della Salute turco ha introdotto una nuova regolamentazione concernente la precedente messa al bando della ricerca con le cellule staminali embrionali. Il ministero autorizzerà la ricerca sulla clonazione terapeutica e sulle cellule staminali fetali per la cura di alcune malattie.
Prima, una commissione etico-scientifica esaminerà lo stato della ricerca sulle cellule staminali, anche per creare linee guida che regolamentino questo tipo di ricerca. Come spiega Bekir Keskinkilic, del ministero della Salute, è il ministero stesso che "deciderà quali medici potranno condurre questo tipo di ricerca. Comunque, l'autorizzazione della commissione etica sarà necessaria ad un medico che si vuole cimentare in questa area di studio". (Cellule Staminali)

26.05.2006

 

SEI TURCHI RINCHIUSI A GUANTANAMO

Turchi_rinchiusi_a_Guantanamo

 

Rientrano in una lista di 759 persone accusate dal Dipartimento della Difesa Usa di terrorismo. I nomi dei prigionieri.

The US Department of Defense (Pentagon) issued a list of 759 foreign terrorism suspects held at the Guantanamo Bay prison camp "at any phase" since January 2002.
Four Turkish names are on the list, in addition to Murat Kurnaz, currently known to be detained in Guantanamo, and Salih Uyar delivered to Turkey.
The list includes: Yuksel Celikgogus, Mahmut Nuri Mert, Ibrahim Sen and Turkis- origin Belgium citizen Mesut Sen.
The Pentagon first announced the names of 558 detainees on April 19 following a lawsuit filed by the Associated Press on the grounds of the Freedom of Information Act.
The US Department of Defense had previously kept the names of other detainees secret. The comprehensive list announced Tuesday includes "new" 201 detainees at Guantanamo.
While the most of the detainees who are citizens of Western countries such as Britain have been repatriated, no detailed information was provided about the condition those previously kept at Guantanamo; according to the list.
That the names of some top executive Al-Qaeda administrators thought to be detained by the US are not included on the list raised the question "where are those people being kept?"
Claims that the US Central Intelligence Agency (CIA) kept the detainees at private probation houses across Europe remain on the agenda; on the other hand, it is uncertain whether or not the top executive al-Qaeda members were ever brought to Guantanamo.
The CIA claims that Guantanamo has a secret detention center inside, while the Washington administration rejects the claim.
Reportedly, 480 detainees are still being kept at the base, from which 275 people have been released. Only10 people have filed a case in the four years since Guantanamo was established. (Cihan News Agency-Anadolu News Agency/Zaman)
26.05.2006

QUATTRO BAMBINI UCCISI DA UNA BOMBA

Erzincan_dove_sono_morti_i_4_bambini

L'esplosione è avvenuta ad Erzincan, nella parte orientale della Turchia. Le vittime stavano giocando dentro un capanno.

Tragico bilancio dell'ennesimo attentato in Turchia: quattro bambini sono morti  rimasto  nell'esplosione di una bomba a Erzincan, nella parte orientale del Paese. Secondo quanto riferito all'agenzia di stampa <Anadolu> dal governatore della città, Ali Gungor, l'esplosione è avvenuta in un capanno di legno utilizzato come deposito nei pressi di un edificio comunale e nei pressi del quale stavano giocando le quattro vittime. (Adnkronos-Dpa)

26.05.2006

L'AVVERTIMENTO DI OCALAN: "INTENSIFICHEREMO LA LOTTA"

Le minacce dal carcere del leader separatista del Pkk. Numerosi morti nelle ultime settimane.

Il leader separatista curdo,Ocalan, ha minacciato dal carcere di "intensificare" la lotta armata del Partito dei lavoratori del Kurdistan. Se l'esercito turco continuerà a dare la caccia ai ribelli del Pkk,considerato gruppo terroristico, esso "si rafforzerà" di numero, i combattimenti si intensificheranno. "Lanciamo un avvertimento", ha detto Ocalan. Secondo l'agenzia <Firat.in> nelle ultime settimane i combattimenti tra ribelli del Pkk e forze turche si sono intensificati. Numerosi i morti. (Ansa)
26.05.2006

ESPLODE MINA: UCCISO UN MILITARE, FERITO UN ALTRO

L'attentato ad opera dei terroristi del Pkk è avvenuto nel sud est anatolico e più precisamente nelle zone di Lice (Diyarbakir) e Baskale (Van).

Un militare turco è rimasto ucciso ed un altro ferito nella Turchia sud-orientale per effetto di due separate esplosioni di mine attribuite al gruppo separatista armato curdo Pkk. lo ha reso noto l'agenzia turca <Anadolu> precidsando che le due esplosioni sono avvenute a Lice nei pressi di Diyarbakir e a Baskale nella provincia estremo-orientale di Van.
Il Pkk, classificato come organizzazione terrorista sia dalla Turchia sia dall'Unione Europea e dagli Usa, ha intensificato negli ultimi mesi le sue azioni armate contro l'esercito turco soprattutto nel sud-est anatolico a prevalenza curdofona.
La Turchia ha, a sua volta, intensificato le operazioni di ricerca dei terroristi del Pkk nella stessa regione ed ha ammassato migliaia di militari ai confini con l'Iraq al fine di prevenire le infiltrazioni in Turchia di militanti del Pkk che vivono in alcuni campi sulle montagne nord-irachene. (
Ansa)
26.05.2006

DENUNCIATO BOMBARDAMENTO TURCO

Secondo il Sottosegretario del Governo regionale del Kurdistan irakeno, proiettili di artiglieria avrebbero raggiunto il villaggio di Kafer Shur. Ankara però smentisce.

Il Governo del Kurdistan, regione autonoma dell'Iraq, ha accusato le Forze Armate turche di avere bombardato un villaggio turco vicino alla frontiera, cosa che ankara ha smentito parlando di "totale invenzione".
Secondo i curdi, colpi di artiglieria dell'esercito turco avrebbero raggiunto il villaggio di Kafer Salih, sottosegretario nel governo regionale del Kurdistan irakeno. "Tre proiettili d'artiglieria sono caduti sul villaggio, vi sono stati danni materiali ma nessuno è stato ferito", ha specificato, precisando che "è la seconda volta in una settimana che villaggi vengono bombardati nel nord" dell'Iraq.
Riferiremo ciò al Governo di Baghdad affinché possano prendere contatto con il Governo turco e chiedere una spiegazione", ha proseguito Salih.
Ad Ankara un responsabile governativo, interrogato in merito alle accuse curde, ha dichiarato alla <Reuters>: "Non è vero... tutte le misure sono dalla nostra parte del confIne". (Ansa-Afp-Reuters)
26.05.2006

TURCOMANNI PENALIZZATI PERCHE' PRIVI DI MILIZIE

Intervista dell'<Aki-Adnkronos International" al rappresentante a Parigi della comunità, Nihad Bayatli.

"Non sarà il nuovo Governo iracheno, specchio dei giochi di potere dei singoli partiti e del ruolo ormai decisivo che svolgono le varie milizie in Iraq, a riportare la stabilità e la sicurezza nel Paese". Ne è convinto Nihad Bayatli, rappresentante dei turcomanni iracheni in Francia, che in un colloquio con <Aki-Adnkronos International> boccia l'esecutivo insediatosi a Baghdad dopo mesi di estenuanti trattative. Il nuovo Governo, sottolinea Bayatli, "non rappresenta tutte le comunità irachene, ma solo chi dispone di proprie milizie". Non a caso, osserva l'esponente turcomanno, "l'80% dei ministri in carica controlla gruppi di uomini armati" ed è proprio in base a questa logica, secondo Bayatli, che sarebbero state assegnate le varie poltrone (tre ministeri-chiave - Difesa, Interno e Sicurezza Nazionale - sono ancora vacanti ma ieri (24 maggio, ndr) il premier Nuri al-Maliki ha fatto sapere che le nomine verranno annunciate entro sabato).
La scarsa rappresentatività del nuovo esecutivo iracheno, osserva Bayatli, è dimostrata dal fatto che ai turcomanni è andato un solo dicastero (Giovani e Sport) malgrado questi rappresentino il terzo gruppo etnico del Paese (Bayatli parla di una comunità di 2,5-3 milioni di persone). "In teoria avrebbero dovuto assegnarci almeno due ministeri e un vice-premierato - lamenta l'esponente - ma purtroppo non avendo milizie, il nostro peso a Baghdad è limitato e non ci considerano come la forza che in realtà siamo".
Il fatto di non poter contare su un proprio 'miniesercito' ha avuto ripercussioni negative anche in occasione delle elezioni dello scorso dicembre, denuncia Bayatli. "Noi crediamo nella democrazia, crediamo che sia possibile costruire un nuovo Iraq e per questo siamo andati a votare in massa alle recenti consultazioni. Ma ci è stato impedito di far sentire la nostra voce, hanno sabotato le urne, hanno fatto sparire le schede". L'esponente cita l'esempio di Arbil, in Kurdistan, dove vivono "oltre 300 mila turcomanni". "I nostri elettori avrebbero dovuto essere almeno 100 mila in quest'area - fa notare Bayatli - invece dallo spoglio ufficiale delle schede risulta che solo 4 mila turcomanni si sarebbero recati alle urne".
La situazione è particolarmente tesa nella città petrolifera di Kirkuk, "arabizzata"' da Saddam Hussein durante gli anni del suo regime ma che tutte e tre le principali etnie irachene - arabi, curdi e turcomanni - rivendicano. "La storia parla da sé - commenta Bayatli - noi abbiamo sempre rappresentato la maggioranza nella zona. Prima di Saddam, il 60% della popolazione di Kirkuk era turcomanna, il 20% curda e solo il 10% araba, tant'è che ancora oggi tutti parlano la nostra lingua. Ma gli equilibri sono cambiati dalla caduta del regime di Saddam. In questi tre anni 500 mila curdi sono tornati a Kirkuk da altre parti dell'Iraq e dall'estero e hanno iniziato a costruire case, appoggiati in questo da americani e israeliani. Noi siamo andati al consolato statunitense a protestare, ma la loro riposta è stata semplicemente: "fate venire anche voi 500 mila turcomanni". E' un'ipotesi assurda, ecco perché tutti sono arrabbiati a Kirkuk".
Il dialogo con i curdi in realtà, continua, ma c'è lo stallo della consultazione che questi vorrebbero indire entro il 2007 per decidere se Kirkuk, dove viene prodotto il 20% del petrolio iracheno, diventerà una provincia del Kurdistan o se invece farà parte dell'Iraq, come chiedono i turcomanni. Le divisioni riguardano soprattutto il diritto di voto a quanti si sono stabiliti nell'area da poco. "Noi chiediamo due cose, chiediamo all'Onu di venire a fare un censimento che attesti una volta per tutte la nostra presenza storica a Kirkuk e chiediamo che i curdi 'trapiantati' vengano esclusi dal voto".
Per quanto riguarda invece il rapporto privilegiato con Ankara, Bayatli difende il legame della comunità turcomanna con la Turchia dicendosi sorpreso dalle critiche mosse dalle altre comunità irachene. "E' vero, riceviamo sostegno da un Paese straniero, ma chi non lo fa? Gli Stati Uniti aiutano da 14 anni i curdi, l'Iran fa altrettanto con gli arabi sciiti e Siria e Arabia Saudita con i sunniti. Non vedo cosa ci sia di così sorprendente da scatenare polemiche sul ruolo che Ankara intenderebbe ritagliarsi in Iraq". Per Bayatli le priorità, ora, sono altre, a cominciare dal nodo della sicurezza.
"Noi chiediamo l'unità, chiediamo il disarmo delle milizie e un governo davvero rappresentativo e chiediamo anche agli Stati Uniti di rimanere in Iraq ma soltanto fino a quando non ci sarà un governo abbastanza forte da prendere in mano la situazione". Solo così "la gente potrà tornare a dormire sonni tranquilli. O governiamo tutti - conclude Bayatli - o nessuno riuscirà a governare l'Iraq". (Adnkronos-Aki)

26.05.2006

 

ESPULSI TURCHI
PER MINACCE
A MUSULMANA

La_zona_di_San_Gallo_in_Svizzera

Il provvedimento, nei confronti di due persone, preso dalle autorità elvetiche. Si tratta del marito di una giovane sposa e del padre di questa.

Due cittadini turchi, colpevoli di aver minacciato di morte una giovane musulmana, residente in Svizzera, sono stati espulsi dalle autorità elvetiche. Lo hanno comunicato fonti giudiziarie di San Gallo, nel nord della Svizzera.
I due espulsi sono il marito della giovane donna e il padre di quest'ultima, che l'ha costretta al matrimonio.
Il decreto di espulsione per il padre, 46 anni, artefice di queste nozze combinate, prevede anche che l'interessato non possa tornare in Svizzera, dove viveva legalmente con la famiglia, prima di dieci anni. Il marito della ragazza, già condannato per violenza in Turchia, dovrà restare fuori dal Paese elvetico per i prossimi 5 anni.
La giovane donna era stata costretta dal padre a sposarsi lo scorso anno in Turchia, prima del trasferimento in Svizzera.
Qualche settimana fa il marito della ragazza, ottenuto il permesso di soggiorno dalle autorità elvetiche, ha potuto raggiungere la moglie a San Gallo.
Ma la ragazza si è rifiutata di andare a vivere con lo sposo.
Di fronte alla presa di posizione della donna, marito e padre hanno minacciata di morte la giovane musulmana che si è rivolta all'autorità giudiziaria.
Il tribunale di San Gallo per evitare un "crimine d'onore" considerato "in alcuni ambienti islamici fondamentalisti come l'unica possibilità per lavare l'affronto del rifiuto di un matrimonio", ha deciso di agire radicalmente ed espellere i due uomini. (
ApCom)
26.05.2006

ECEVIT IN CONDIZIONI STABILI MA GRAVI

Bulent_Ecevit

L'ex premier socialista turco era stato colpito la scorsa settimana da una forma di ictus. Si trova ricoverato in un ospedale militare.

L'ex premier turco Bulent Ecevit continua ad essere in condizioni gravi ma stabili, dopo l'emorragia cerebrale che lo ha colpito la scorsa settimana. Ecevit ha subito un'operazione di oltre sei ore e poi è entrato in coma indotto.
"I segnali vitali di Ecevit" sono stabili, ma le sue condizioni generali restano gravi", si affermava in un bollettino medico dell'ospedale militare "Gata" presso il quale è ricoverato l'esponente socialista turco. (ApCom)
26.05.2006

 

PERSONE DISPERSE A CAUSA DI PIOGGE TORRENZIALI

La sciagura è avvenuta nella provincia di Kars. Colpito il villaggio di Yukari Karaguney. Un uomo estratto vivo dal fango.

Le piogge torrenziali hanno provocato una frana nell'est della Turchia che ha sommerso otto abitazioni sul pendio di una collina: quattro persone, tra cui tre bambini, risultano disperse.La frana ha colpito il villaggio di Yukari Karaguney nella provincia di Kars, ha spiegato il governatore Mehmet Ufuk Erdem. Un uomo è stato estratto vivo dal fango, ma i soccorritori stanno ancora cercando una ragazza di 24 anni e tre bambini di 5, 7 e 8 anni. (Ap)
26.05.2006

SCONTRO TRA DUE CAMION: 40 MORTI

La sciagura è avvenuta vicino a Osmaniye, nel sud anatolico. Uno dei mezzi trasportava clandestini afghani.

E' di quaranta morti, soprattutto clandestini afgani, e sette feriti il bilancio di un incidente stradale vicino Osmaniye, nel sud della Turchia. Lo ha detto il governatore della provincia meridionale, Zubeyir Kemelek, alla rete <Ntv> . Lo scontro e' avvenuto tra due camion. (Asca-Afp)
26.05.2006


COLLISIONE
 IN VOLO
TRA DUE CACCIA

Battaglia_aerea

 

E' avvenuta sul Mar Egeo a 35 miglia a sud di Rodi. Coinvolti un velivolo militare turco ed uno greco. Deceduto il pilota di quest'ultimo. I rispettivi ministri degli Esteri hanno cercato subito di smussare le tensioni.

Il_pilota_turcoGrecia e Turchia sono di nuovo ai ferri corti per la collisione in volo tra due caccia militari sopra il Mar Egeo. Ufficialmente i due Governi hanno assicurato che quanto accaduto non avrà ripercussioni sui rapporti tra i due Paesi, da qualche tempo più amichevoli, ma Atene ed Ankara si sono subito accusate l'un l'altra di avere provocato l'incidente.
I due f-16 si sono scontrati alle 12:48 ora locale di martedì scorso (le 11.48 in Italia) a 35 miglia a sud di Rodi, vicino alla più piccola Karpathos, l'isola più meridionale del Dodecanneso. Il pilota turco è riuscito ad azionare il seggiolino eiettabile e si è salvato. Intercettato da un elicottero greco a 100 miglia dalla costa turca, si è rifiutato di salire e ha preferito imbarcarsi su un cargo battente bandiera panamense. Da lì è stato prelevato da un elicottero militare turco e riportato in patria.
Sulla dinamica di quanto accaduto - che ha visto la morte del pilota greco -  le versioni divergono. Secondo il ministero della Difesa di Atene, i due caccia erano impegnati i un'azione che tecnicamente si chiama di combattimento aereo simulato. In pratica i due F-16 si rincorrevano nei cieli dell'Egeo e giocavano alla guerra.
"Gli aerei si sono scontrati durante manovre di intercettazione sopra Karpathos", ha dichiarato un funzionario del ministero. Il ministero della Difesa di Atene ha riferito che quotidianamente l'aviazione militare intercetta aerei turchi che invadono lo spazio aereo greco.
Opposta la versione della Turchia. "Aerei dell'Aviazione greca hanno intercettato aerei dell'Aviazione turca, in quotidiano volo di addestramento nello spazio aereo dell'Egeo e del mediterraneo, 35 miglia a sud dell'isola di Rodi", ha reso noto lo Stato Maggiore di Ankara. "E' in corso un'indagine sull'incidente", si legge ancora nel comunicato.
Manovre di intercettazione

Il sindaco di Karpathos, Michalis Ioannidis, ha riferito alla televisione greca che nell'isola è stata sentita un'esplosione ma nessuno ha visto sia accaduto in cielo.
L'Aviazione e la marina greche hanno subito organizzato una missione in soccorso dei piloti. Si è levato in volo un elicottero <Super Puma> mentre dall'isola di Kasos è salpata una fregata.
Grecia e Turchia, nemiche storiche, sono state sull'orlo della guerra l'ultima volta dieci anni fa per uno sperduto sperone disabitato nell'Egeo, dopo il conflitto per Cipro nel 1974. La guerra fu evitata grazie alla mediazione degli Stati Uniti che temevano un conflitto armato tra due membri della Nato.
Negli ultimi anni i rapporti erano alquanto migliorati. I due Governi si erano dati infatti reciproco sostegno nel 1999, quando entrambi i Paesi furono colpiti da terremoti. Atene, poi, appoggia il tentativo della Turchia di entrare nell'Unione Europea. Ma non si può parlare di pacificazione e non c'è ancora un'intesa sulla sovranità territoriale. la Grecia pretende il rispetto di no spazio aereo di 10 miglia attorno alle sue coste mentre la Turchia riconosce solo 6 miglia, stesso limite previsto per le acque territoriali.
Il ministro degli Esteri turco Abdullah Gul ha chiamato la sua omologa greca Dora Bakoyanni. "I due ministri hanno espresso il loro rincrescimento per l'incidente e hanno concordato sul fatto che non debba interferire negli sforzi dei due Paesi di migliorare le proprie relazioni", si legge in una nota ufficiale del ministero degli esteri greco.
Ulteriore segnale di dialogo, la Turchia ha fatto sapere che il Capo delle Forze Armate, gen. Hilmi Ozkok, si è messo in contatto con la controparte greca per tentare di appurare quanto accaduto. (Agi-Reuters-Afp)
26.05.2006

"TESTARDAGGINE INUTILE"

Una_ricostruzione_dello_scontro_tra_i_due_aerei

 

Secondo la stampa turca la collisione tra gli F-16 avrebbe potuto essere evitata solo se fosse stata attivata una linea "rossa". "Non vogliamo scontri tra i due vicini e i due alleati".

La_collisioneLa stampa turca ha deplorato l'''inutile testardaggine'' di Ankara e Atene, che non hanno attivato una linea speciale che avrebbe potuto impedire la collisione tra gli F-16 dei due Paesi sopra il Mar Egeo. I giornali turchi hanno comunque accolto con favore il fatto che alla fine la ragione abbia prevalso e che l'incidente non abbia provocato eccessive tensioni tra i due Paesi, entrambi membri della Nato ma in contrasto su diverse questioni. ''Corpo a corpo nell'aria, ragione in terra'' ha titolato l'<Hurriyet>, precisando che i ministri degli Esteri dei due Paesi si erano parlati al telefono poco dopo l'incidente per impedire uno scontro diplomatico. L'editorialista del quotidiano ha spiegato che il dramma avrebbe potuto essere evitato se i due vicini avessero attivato una linea ''rossa'' tra i loro ministeri della Difesa, al fine di evitare delle crisi nel Mar Egeo e coordinare i loro mezzi. ''Non comprendiamo, si tratta di mancanza di volontà o di sincerità?'', si è chiesto il giornalista, che ha affermato come il pilota greco sia morto per niente. Il <Milliyet> ha scritto che il ''buon senso'' delle due parti ha allentato la tensione. ''Prima la collisione, poi il silenzio'', ha titolato il quotidiano. Per la stampa turca l'incidente non ha costituito una sorpresa, perché le manovre di intimidazione - voli a distanza ridotta, inseguimenti - sono all'ordine del giorno al di sopra del Mar Egeo. ''Non vogliamo scontri tra due vicini e due alleati. Ci auguriamo che l'Egeo sia trasformato in un mare di pace e amicizia'', ha sottolineato un editoriale del quotidiano in inglese <The New Anatolian>. Il cronista ha fatto appello alla ragione dei ''moderati'' dei due Paesi per impedire che i legami bilaterali siano ''inquinati'' da questo incidente. (Asca-Afp)
26.05.2006

LA VOCE GROSSA

Il_premier_greco_Costas_Karamanlis

 

Il Primo Ministro greco Costas Karamanlis ha minacciato la Turchia di ritorsioni per l'incidente sul Mar Egeo che ha visto due caccia scontrasi in volo.

La collisione tra gli F-16 di Grecia e Turchia sarà ''presa in considerazione'' nel contesto della candidatura di Ankara all'entrata nell'UE. Lo ha detto il Primo Ministro greco Costas Caramanlis. ''L'incidente deve essere un segnale alla Turchia affinché abbandoni tattiche che non concordano con le sue prospettive europee'', ha detto Caramanlis durante una conferenza stampa al termine del vertice ministeriale dell'Ocse. ''Tutto ciò sarà preso in considerazione nel quadro delle prospettive europee della Turchia'', ha aggiunto. (Asca-Afp)
26.05.2006

 

TRUFFA PER 3.7 MILIONI DI EURO

A capo della banda - che operava in Germania ed in Svizzera promettendo lucrosi investimenti - un turco di 34 anni.

Una rete di truffatori si è appropriata indebitamente di 3,7 milioni di euro (5,6 milioni di franchi svizzeri) in Germania e Svizzera promettendo lucrosi investimenti, in realtà mai realizzati. Gli inquirenti hanno perquisito negli scorsi giorni le abitazioni e gli uffici dei sospetti a San Gallo, Berlino, Schwerin e Amburgo, ha riferito la polizia della città anseatica.
A capo della banda c'era un turco di 34 annni, arrestato in un Internet café a Berlino in possesso di documenti italiani falsi. Con i suoi complici, ha imbrogliato dapprima almeno 94 investitori in Germania fra il marzo del 2004 e il febbraio del 2005, proponendo operazioni a termine particolarmente interessanti.
Nell'agosto del 2005 il "cervello" era riuscito a sfuggire a un tentativo di cattura, da parte della divisione anticriminalità economica di Amburgo, e in seguito si era trasferito a San Gallo, dove aveva fondato la società <Pro Novo>, che proponeva prodotti finanziari a rendimento fisso.
La banda aveva continuato a "lavorare" ed i soldi raccolti, senza essere invertiti come promesso, erano stati trasferiti in Turchia, tramite passaggi su conti in Svizzera e in Germania. (Ticin@nline)
26.05.2006

INCENDIO
ALL'AEROPORTO
ATATURK

L'incendio_all'aeroporto_di_Istanbul

 

Danni ingentissimi nella sezione merci dello scalo internazionale di Istanbul. Tre i feriti. Non ancora chiare le cause che hanno alimentato le fiamme. La rivendicazione di un gruppo militante curdo.

L'incendioE' stato domato dopo circa tre ore di sforzi il grosso incendio che si è sviluppato nel pomeriggio di mercoledì scorso nella sezione merci dell'aeroporto Ataturk di Istanbul provocando una densa nuvola di fumo sulla metropoli turca sul Bosforo e scatenando il panico tra i passeggeri, il personale dell' aeroporto ed i parenti dei turisti in volo verso la città.
Tre persone sono state ricoverate in ospedale con sintomi di intossicazione da fumo. Casi più leggeri di intossicazione sono stati riportati da varie persone che si trovavano nell'aeroporto o nelle sue vicinanze a causa della intensa colonna di fumo e fiamme, le cui immagini i media turchi e quelli di tutto il mondo hanno trasmesso in diretta.
L'incendio è stato domato con molta fatica dopo circa tre ore dai numerosi vigili del fuoco accorsi subito sul posto che si sono avvalsi anche di aerei anti-incendio i quali hanno riversato continuamente enormi quantità di acqua sul focolaio.
''Non c'è stata perdita di vite umane, ma vi sono danni economici molto grossi'' - ha affermato il governatore di Istanbul, Muammer Guler, che ha precisato che il fuoco si era sprigionato dapprima in un deposito e si era poi esteso all' intera sezione cargo dell'aeroporto che - secondo lo stesso governatore - conteneva materiali chimici, alcuni dei quali ''infiammabili ed esplosivi''.
Il traffico aereo, inizialmente sospeso, è stato poi riattivato, quando era apparso chiaro che i vigili del fuoco erano riusciti ad arginare il fuoco impedendo che si estendesse al terminal passeggeri, già evacuato per precauzione quando si temeva che il vento avrebbe fatto estendere il fuoco all'area passeggeri.
Una nota di <Firat News Agency>

Un_particolare_dell'incendio_allo_scalo_AtaturkLe autorità turche, compreso il governatore di Istanbul, hanno attribuito le cause dell'incendio ad un ''guasto nell' impianto elettrico'', ma, secondo le Tv private turche, tale spiegazione appare quanto meno prematura e le reali cause dell'incendio ''non sono state ancora accertate''. Si aspetta il responso dell'inchiesta delle autorità aeroportuali e di quella della magistratura.
Le stesse Tv turche e gli osservatori hanno ricordato che un serio incendio semidistrusse, il 14 novembre dell'anno scorso, anche l'aeroporto Esenboga di Ankara. La causa dell'incendio fu allora attribuita ad ''una friggitrice lasciata nella notte con olio bollente'' in una caffetteria dello stesso aeroporto. A molti commentatori turchi ed osservatori stranieri quella spiegazione sembrò inadeguata, ma l'episodio non è stato mai chiarito del tutto.
In Turchia agiscono diverse forze - dal Tak (una formazione estremista curda che le autorità ritengono una sigla paravento del Pkk) al Dhkp-C (una formazione di estrema sinistra) - che in passato hanno effettuato attentati nelle grandi città, tra cui Istanbul ed hanno mirato a colpire il traffico turistico, che in Turchia rappresenta una risorsa strategica ed una fetta importante (18 miliardi di dollari l'anno scorso) del reddito nazionale. (Ansa)
____________________________
La paternità dell'incendio è stata rivendicata da un gruppo militante curdo. Lo ha reso noto l'agenzia stampa filocurda <Firat News Agency>. (Agr)
26.05.2006

 

TENSIONI DELLA POLITICA INTERNA
CROLLATA LA BORSA DI ISTANBUL 

Borsa_di_Istanbul

Lunedì scorso il livello più basso dall'inizio dell'anno. Una perdita di circa l'8.3 per cento. L'indice Imkb100 dei cento titoli guida dell'economia turca sceso nella stessa giornata di ben 3.292,62 punti attestandosi sul livello di 36.351,06 punti. L'analisi di un esperto di <Global Securities>.

Il_ribasso_della_Borsa_ad_IstanbulLa Borsa di Istanbul ha toccato lunedì scorso il suo livello più basso dagli inizi dell'anno perdendo circa l'8.3%. Il crollo viene attribuito dagli analisti soprattutto alle tensioni interne, oltre che alla congiuntura internazionale.
L'indice Imkb100 dei 100 titoli guida dell'economia turca è sceso di ben 3.292,62 punti, attestandosi sul livello di 36.351,06 punti.
"La tendenza alle vendite prosegue sui mercati internazionali. Ma la ragione per cui essa è più forte in Turchia sono le tensioni nella politica interna", ha affermato all'agenzia turca <Anadolu> l'analista di <Global Securities>, Arzu Odabasi, Il riferimento evidente è alle polemiche seguite all'assalto armato di un avvocato estremista nazionalista e fondamentalista islamico, probabile membro di un gruppo islamo-nazionalista, che ha ucciso un giudice del Consiglio di Stato e ne ha feriti altri quattro a causa di una loro sentenza che limitava l'uso del copricapo islamico femminile. Il Capo dello Stato, il numero uno dei militari, il leader dell'opposizione e le alte magistrature hanno concordemente accusato il Governo, ed in particolare il premier Recep Tayyip Erdogan, di avere propiziato l'assalto amato con i suoi attacchi verbali delle scorse settimane ai giudici poi colpiti.
Già nella settimana precedente la Lira turca aveva subito oscillazioni notevoli facendo registrare un deprezzamento del 15% sul dollaro e sull'euro, poi in parte recuperato.
Nel mese di aprile l'inflazione aveva avuto una impennata dell'1.34%, facendo lievitare l'inflazione attesa a fine dell'anno a circa l'8.83%, ben oltre l'obiettivo del Governo del 5%. (Ansa)
26.05.2006

NOTIZIARIO DELL'AMBASCIATA D'ITALIA

UNA MANOVRA CHE NON E' PROPRIO UNA PASSEGGIATA

Lorenzo_GiorgianniCome previsto, la delegazione del Fondo Monetario Internazionale, giunta in Turchia la scorsa settimana, è arrivata ad Ankara per incontri ufficiali con alcuni rappresentanti delle istituzioni. Le due delegazioni guidate rispettivamente dal Responsabile del Desk Turchia del Fmi, Lorenzo Giorgianni, e dal ministro di Stato Ali Babacan,  hanno affrontato i consueti temi economici, con particolare riferimento alla crescita economica del Paese, all'afflusso di capitali esteri destinati ad investimenti diretti, al deficit della bilancia dei pagamenti ed al contenimento del tasso d'inflazione. Sono stati inoltre discussi gli argomenti più direttamente collegati all'accordo di stand-by con il Fondo, in particolare lo stato di avanzamento del processo di privatizzazione, la ristrutturazione del sistema fiscale e la riforma della legge sulla sicurezza sociale. Alla riunione ha partecipato anche il rappresentante in Turchia della Banca Mondiale, Andrew Vorkink.
Ora anche se la prima tranche del prestito è cosa fatta, il Fmi non rinuncia a correggere il tiro della politica economica turca. Giorgianni ha voluto dare un paio di suggerimenti al ministro Babacan ed al suo staff.
Intanto - ha sottolineato Giorgianni - occorre rendere più severa la politica fiscale e fare molta attenzione allo sviluppo di quella monetaria. Suggerimenti che arrivano assieme ad una brutta notizia: nei prossimo mesi il Paese della Mezzaluna dovrà tagliare 4.4 miliardi di nuove Lire turche delle spese. Che tradotto in termini di moneta comunitaria sono circa 2.3 miliardi di euro.
Una manovra che non è proprio una passeggiata e che ha costretto Babacan a dichiarare che bisognerà riflettere seriamente sulle previsioni fatte sul disavanzo delle partite correnti. Non solo. Il Fmi ha anche chiesto alla banca centrale una maggiore cautela per quanto riguarda le decisioni sui tassi di interesse.

IL DEBITO TURCO NEI CONFRONTI DEL FONDO

Il ministro di Stato turco Ali Babacan, nel corso di una riunione con gli organi di stampa tenutasi presso il ministero del Tesoro sul tema degli investimenti in Turchia, ha reso noto che il debito del Paese nei confronti del Fondo Monetario Internazionale è sceso a $11.8 miliardi dai $23.5 iniziali e che l'attuale accordo di stand-by terminerà nel 2008. Babacan ha aggiunto che il Governo intende collaborare con il Fondo e con la Banca Mondiale anche per cercare di ottenere tassi di interesse più bassi di almeno 3-4 punti sui crediti concessi alla Turchia.

SCESO (SECONDO IL GOVERNO) IL LIVELLO DELLA POVERTA'

Il vice Premier turco, Abdullatif Sener, ha affermato che il numero delle persone che vivono al di sotto della soglia di povertà è in costante diminuzione. Secondo le ultime rilevazioni statistiche relative al 2004, si tratterebbe infatti di 17.9 milioni (19.5 milioni nel 2003) ovvero il 25.6% della popolazione, con un decremento rispetto a due anni fa di circa il 10%. Secondo Sener tale diminuzione è stata possibile grazie all'impegno profuso dal Governo per il raggiungimento di uno sviluppo sostenibile ed un livello di stabilità macro-economica necessari a consentire il benessere dei cittadini. Tra le misure citate da Sener, il recente aumento del salario minimo e la riforma del sistema di sicurezza sociale, che garantirà un adeguato tetto assistenziale per tutti.
 
L'INTERESSE DI 8 SOCIETA'

Il_ministro_Hilmi_GulerIl ministro dell'Energia, Hilmi Guler, in una recente intervista ad un quotidiano locale, ha informato che almeno otto società private hanno manifestato il proprio interesse a costruire le centrali nucleari nel Paese. Le varie aziende nazionali interessate al progetto hanno in particolare avanzato una specifica richiesta di partecipazione al suddetto programma da parte del settore pubblico. Si tratta ora - ha continuato Guler - di determinare in quale misura ciò sarà possibile, ipotizzando l'applicazione del modello PPP (Public Private Partnership) che prevede un investimento congiunto dei settori pubblico e privato o di altri modelli che potranno essere determinati nel corso di riunioni future. Per quanto riguarda la località prescelta per la costruzione della prima centrale nucleare, Sinop, Guler ha affermato che uno studio dettagliato è stato appena completato e che sarà molto importante scegliere la tecnologia più adeguata. Il Ministro, pur sottolineando la preferenza del Governo per il sito di Sinop, ha tenuto a precisare che se una società avesse intenzione di avviare la costruzione di una centrale nucleare, potrebbe farlo nella località di Mersin Akkuyu, in quanto le relative licenze risultano già disponibili.

DIRETTIVE PER GLI ESPORTATORI ORTOFRUTTICOLI

Il ministro dell'Agricoltura turco, Mehmet Mehdi Eker, ha dichiarato che d'ora in poi gli esportatori ortofrutticoli turchi dovranno presentare dei certificati sanitari attestanti l'assenza di residui chimici sul prodotto e che se questi supereranno il limite consentito, saranno costretti a pagare una penale. 

DEFICIT NELLA BILANCIA DEI PAGAMENTI

Secondo gli ultimi dati pubblicati dalla Banca Centrale turca, la bilancia dei pagamenti nel primo trimestre del 2006 ha riportato un deficit di $3,058 milioni, con un incremento del  24.1% rispetto allo stesso periodo del 2005. Da gennaio a marzo di quest'anno il deficit commerciale è cresciuto del 39.6%, attestandosi a circa $8,704 milioni. In avanzo invece i servizi, le cui entrate nel primo trimestre sono ammontate a $1,151 milioni,  anche se in leggero calo rispetto allo stesso periodo del 2005 (- $1,195). Quanto alle due principali voci della parte in conto capitale della bilancia dei pagamenti, gli investimenti diretti dall'estero e gli investimenti di portafoglio, i primi si sono assestati a $1,057 milioni  nel 2006, con un aumento del 43.6% rispetto al 2005 (+ $736.000), mentre i secondi hanno raggiunto la somma di $ 3,578 milioni, rispetto ai $3,796 del 2005. 

CRESCITA DELLA PRODUZIONE INDUSTRIALE

I recenti dati pubblicati dall'Istituto di Statistica della Presidenza del Consiglio della Turchia (Tuik) mostrano una crescita della produzione industriale del Paese pari all'8.9% nel mese di marzo (3.4% nello stesso mese del 2005) con una crescita media nel primo trimestre del 3.1%. L'aumento più significativo si è registrato nel settore minerario (+10.7%) seguito dal manifatturiero (+9%) e da quello dei servizi (+7.5%).

TURKEY-AFRICA FOREIGN TRADE BRIDGE

Nei giorni scorsi ad Istanbul si è tenuto il convegno "Turkey-Africa Foreign Trade Bridge", organizzato dalla "Tukson" (The Turkish Confederation of Businessmen and Industrialists), cui hanno partecipato oltre ai Ministri degli Esteri di numerosi Paesi africani, alcune centinaia di imprese del continente ed oltre 2.000 aziende locali. Scopo del forum è stato quello di rafforzare i legami economici e commerciali con il Continente africano. In base agli ultimi dati, il volume dell'interscambio con l'Africa e' cresciuto dai $5.4 miliardi del 2003 ai $9.6 miliardi del 2005 (+77.7%), con le esportazioni turche passate da $2.1 miliardi nel 2003 a $3.6 miliardi nel 2005, mentre le importazioni sono giunte a quota $6 miliardi nel 2005, contro i $3.3 miliardi del 2003 (con un saldo negativo nel 2005 per la Turchia di $2.4 miliardi). I principali Paesi partner in quell'area risultano essere il Sud Africa, la Libia, la Nigeria e il Marocco. Negli ultimi anni, inoltre, le imprese turche si sono aggiudicate importanti progetti infrastrutturali soprattutto in Algeria e Libia per un valore superiore ad un miliardo di dollari. Numerosi ministri africani presenti al Forum hanno rilasciato dichiarazioni relative alle possibilità di collaborazione con le imprese locali:  Nigeria: l'interesse maggiore è nella collaborazione nei  settori agricolo, dello sfruttamento di miniere d'oro, di carbone, di fosfato ed altri 380 minerali. Il Paese è altresì interessato ad importare macchinari ed impianti. - Guinea: l'interesse principale si concentra in campo energetico (carbone ed idroelettrico) ed aurifero. Le imprese turche possono fornire prodotti agro-alimentari, materiali edili e prodotti tessili. - Rep. Centrp-africana: le opportunità maggiori sono connesse all'uranio ed al turismo dove si attendono investimenti consistenti dall'estero - Togo: gli investimenti esteri più attesi sono nei seguenti settori: agricoltura, farmaceutici, cantieristica, giocattoli e fosfato. - Gabon: si auspicano collaborazioni industriali dall'estero principalmente nel settore del legname e prodotti derivati.

PREOCCUPAZIONI

La comunità d'affari francese in Turchia ha espresso preoccupazione circa le possibili ripercussioni economiche e commerciali se dovesse passare in Parlamento la legge che vieta in Francia la negazione del "genocidio" a danno della popolazione armena nel secolo scorso. Lo stesso Erdogan ha avuto un colloquio con i maggiori imprenditori francesi ad Ankara, cui ha manifestato le proprie preoccupazioni sugli effetti negativi sia sul piano politico che delle relazioni commerciali bilaterali. La Francia è attualmente il quinto partner economico della Turchia, dopo Germania, Russia, Italia e Cina, con un volume di scambi che nel 2005 ha totalizzato €8.2 miliardi (€4.7 miliardi di importazioni  dalla Francia e €3.5 miliardi di esportazioni).

IL FRONTE DEGLI INVESTIMENTI ESTERI

Il ministro turco dell'Economia Ali Babacan ha affermato che l'ottimo risultato registrato dalla Turchia nel 2005 sul fronte degli investimenti esteri (circa $10 miliardi) quest'anno sarà certamente migliorato. Nel primo trimestre dell'anno in corso, gli investimenti provenienti dall'estero hanno già raggiunto quota un miliardo di dollari cui vanno aggiunte le rilevanti somme (diversi miliardi di dollari) previste dalla vendita di <Telsim> e <Turk Telekom>, ambedue nel settore della telefonia. Il ministro di Stato ha inoltre ricordato che i settori maggiormente dinamici e con le più forti potenzialità sono i seguenti quello bancario, chimico, immobiliare, vetrario, ceramico, del cemento e delle telecomunicazioni

PRODUZIONE A BURSA DI MODELLO MINICARGO

La <Tofas> ed il <Gruppo Psa> (Peugeot e Citroen) in partnership dal 2005 per la produzione di veicoli commerciali leggeri, hanno recentemente concordato di produrre negli stabilimenti della <Tofas> a Bursa il modello Minicargo. La produzione inizierà nella seconda metà del 2007 e rappresenta una delle priorità dell'accordo che durerà  fino al 2017. 
 
BEN VISTO L'INGRESSO Di <VODAFON>

VodafonI vertici dell'<Avea>, il terzo gestore di telefonia mobile in Turchia, sono soddisfatti della recente acquisizione delle azioni <Telsim> da parte della <Vodafon> e ritengono che con l'entrata di quest'ultima nel Paese il settore delle telecomunicazioni in Turchia crescerà e si espanderà sensibilmente. Secondo l'<Avea> l'interesse di un tale operatore straniero è sintomatico delle potenzialità offerte dal Paese anche nei servizi di terza generazione.

 

VIA LIBERA

Via libera del presidente della Repubblica turco, Ahmet Necdet Sezer, al decreto approvato dal Consiglio dei Ministri che concede la licenza al consorzio italo - turco <Eni-Calik> per la costruzione dell'oleodotto Samsun-Ceyhan.

COMMERCIO ORTOFRUTTICOLO ITALIANO

Il 29 maggio p.v. si svolgerà presso l'Hotel Hilton di Izmir un seminario organizzato dalla <Mediterranean Fruit Company (Mfc)>, un consorzio italiano formato da 25 aziende del settore. Il rappresentante in Turchia della Mfc, Selcuk Ozmen, nel presentare l'iniziativa alla stampa locale, ha sottolineato quanto sia importante il ruolo svolto dal Consorzio nel commercio ortofrutticolo tra l'Italia ed i Paesi del Mediterraneo.

IN AUMENTO IL NUMERO DELLE SOCIETA'

Secondo i dati più recenti forniti dall'Istituto di Statistica della Presidenza del Consiglio della Turchia (Tuik), il numero delle società turche costituite nel primo quadrimestre dell'anno è aumentato del 17.2%  rispetto allo scorso anno, per un totale di 19.623 unità.

LUSINGHIERI I RISULTATI <TOFAS/FIAT>

Secondo quanto riportato dall
'amministratore delegato della <Tofas>, Alfredo Altavilla alla stampa locale, i risultati finanziari relativi al primo quadrimestre del 2006 sono stati lusinghieri con un aumento del 114.7% (YTL 25,8 milioni) rispetto allo stesso periodo del 2005. La produzione di autovetture è incrementata infatti del 4.6% per un totale di 37.451 unità, di cui il 79% è costituita dal popolare modello Doblo. Le vendite sono a loro volta aumentate del 12.2% (71% per la Doblo, 11% per l'Albea e il 7% per la Grande Punto) mentre la quota di mercato della <Tofas> nel primo quadrimestre è salita al 12.1%. Altavilla, commentando tali risultati, ha reso noto che entro giugno sarà rafforzato l'organico con l'assunzione di circa 400 persone, saranno effettuati entro il 2007 investimenti per  550 milioni di euro e che infine si darà avvio alla produzione di altri due modelli <Fiat>, il Mini cargo e il D200. 

 

INVESTIMENTI NEL SETTORE BANCARIO

Alpha_BankL'Istituto di credito ellenico, <Alpha Bank>, sta valutando la possibilità di attuare un investimento nel settore bancario turco. Si tratterebbe del secondo investimento del genere dopo l' accordo siglato ad Atene tra la <National Bank of Greece> (Nbc) e la <Finansbank> lo scorso aprile. La <Alpha Bank>, che ha registrato un incremento dei profitti del 50% nel primo quadrimestre del 2006, è già da tempo impegnata ad espandere le sue filiali estere ed è già presente nella regione dei Balcani, dove ha acquisito alcune importanti banche locali.
Si trascrivono qui di seguito i principali investimenti nel settore bancario turco effettuati a partire dal 2001:

    1. nel settembre 2001 la <Hsb> acquisisce la <Demirbank> al prezzo di $350 milioni;
    2. nel dicembre 2001 la greca <NovaBank> acquista dal Fondo per i Risparmi e le Assicurazioni (Tmsf) la <Sitebank> che nel marzo 2003 diventa <BankEuropa>;
    3. nel febbraio 2005 avviene la prima fusione tra istituti di credito; si tratta in particolare della francese <Bnp Paribas> e della turca <Teb Turk Ekonomi Bankasi>. Il 50% delle azioni della <Teb Financial Investment Co.>, che possedeva l'84.25% della <Teb>, fu trasferito alla <Bnp Paribas> per la somma di $216.8 milioni;
    4. nel luglio 2005 la <Dis Bank> (Turk Dis Ticaret Bankasi) è stata acquistata dal Gruppo Finanziario belga-olandese <Fortis>, dal Gruppo <Dogan> per la somma di €880 milioni, pari all'89.34% del totale azionario. Il nome dell'istituto è poi cambiato in <Fortis>;
    5. in agosto 2005 la <Dogus Holding> e la <General Electric Consumer Finance> (Gecf) hanno siglato un accordo concernente la vendita del 25.5% delle azioni della <Garanti Bankasi> per la somma di $1.555,5 milioni;
    6. il Gruppo <Unicredito> è partner al 50% di <Koc Holding> in <Koc Finans>, che  a sua volta ha acquisito il 57.4% detenuto dal Gruppo <Cukurova> e dal Fondo di Assicurazione dei Depositi in <Yapi Kredi>; 
    7. nel giugno 2005 la Banca IMI del Gruppo <Sanpaolo Imi> e la <Global Security Services>, società turca leader nella trattazione di titoli hanno siglato un accordo per l'acquisizione da parte di <Banca Imi> del 20% della <Global>, con un'opzione di acquisto per un'ulteriore quota del 30% nei prossimi due anni a partire dalla data dell'investimento iniziale;
    8. alla fine del 2005 la più grande banca israeliana, la <Bank Hapoalim>, ha acquisito il 58% della <Bank C Kredi ve Kalkinma> (C Bank) per l'ammontare di $113 milioni;
    9. il 4 aprile 2006 con un accordo siglato ad Atene tra la <National Bank of Greece> (Nbg) e la <Finansbank> sono state ufficialmente vendute il 46% delle azioni di quest'ultima ed il 100% di quelle appartenenti al fondatore della <Finansbank>, al prezzo di €2,291 milioni, con un trasferimento alla <Nbg> di tutte le società affiliate;
    10. La <Sekerbank> è invece alla ricerca di un partner da quando il negoziato con l'olandese <Rabobank>  è stato abbandonato nel febbraio 2006. Tra le banche interessate ad acquisire il 52% della Sekerbank figurebbero la <Standard Bank>, la <Banca Imi>, la <Societe Generale>, la <Banque Populaire Atlantique> e la <Dubai Sheikh El Maktum>. Anche la <Akbank> sarebbe alla ricerca di un partner straniero; a tale proposito sarebbero stati avviati contatti con la <Hsbc> e con la <Citibank>. Infine, la <Denizbank> sta al momento prendendo in considerazione offerte presentate dalla <Societe Generale>, da <Banca Intesa>, dalla <Deixa Bank> e dalla <Standard Bank>.

AUMENTO QUOTE DI CAPITALE

Secondo l'Autorità di supervisione del settore bancario (Bddk), 15 banche, di cui 6 locali e 9 straniere, dovranno aumentare le proprie quote di capitale versato entro i prossimi cinque mesi. Tra gli istituti di credito stranieri figurano la <Banca di Roma>, che dovrà versare $25 milioni in contanti, la <Deutsche Bank<, la <JP Morgan>, la <Abn Amro>, la <Societè Generale>, la <Taib Investment Bank>, la <WestLB>, la <Bank Mellat< e la <Habib Bank>.

 

PRIVATIZZAZIONI
Sarà lanciata nei prossimi giorni l'offerta pubblica della quota addizionale del 25% della <Turkish Airlines> (Thy). La percentuale in vendita potrebbe raggiungere quota 49.82%. Il prezzo di ciascun titolo dovrebbe essere tra YTL 6.30 e YTL 7.25 a seconda dell'interesse che la vendita susciterà tra gli investitori stranieri. La società statunitense <Caib> è stata selezionata per effettuare il controllo delle richieste di acquisto provenienti dall'estero.

INDICATORI MACROECONOMICI
- Crescita del PNL nel 2005: 7.7%
- Inflazione  annua (prezzi al consumo): 7.72% (2005); 8.16% (gennaio-marzo 2006)
- Interscambio con l'Italia nel 2006 - gen-mar - (dati Ice): 3,4 miliardi di dollari, con esportazioni pari a  1,8 miliardi ed importazioni pari a 1,6 miliardi.

A cura di: Simona De Martino - Capo dell'ufficio Economico e Commerciale dell'Ambasciata d'Italia in Turchia
Gianmarco Macchia - vice Capo dell'Ufficio Economico e Commerciale
Roberto Luongo - Direttore dell'Ufficio Ice di Istanbul
Redazione: Tiziana Staffolani - Collaboratore Economico e Finanziario

26.05.2006

 

NUCLEARE:
LA PRIMA VOLTA
DELLA TURCHIA

La_freccia_indica_dove_dovrebbe_essere_costruita_la_centrale

Il piano del Governo Erdogan - che prevede la costruzione di una centrale nucleare nei pressi di Sinop sul Mare Nero - non è piaciuto del tutto agli abitanti del posto che temono gravi conseguenze ambientali. I più preoccupati sono i pescatori e gli operatori del turismo. Manifestazioni di protesta.

Una_immagine_di_SinopLa cittadina di Sinop, abbarbicata su di una penisola affacciata sul Mar Nero, finora era nota n Turchia per due ragioni: la sua fortezza, trasformata in carcere in epoca ottomana, che ha ospitato fino al recente passato illustri detenuti politici, e la base Nato che, durante il periodo della guerra fredda, ha ospitato antenne e ripetitori destinati ad intercettare le comunicazioni della vicina Unione Sovietica. Chiuso il carcere e smantellata la base Nato agli inizi del 2000, la cittadina era tornata alla routine tipica di una qualsiasi cittadina di provincia turca.
Da alcune settimane, però, Sinop è tornata a far parlare di sè sulle pagine dei giornali e nei notiziari televisivi. La ragione: essere stata prescelta come il luogo dove sorgerà la prima centrale nucleare turca. Mentre le celebrazioni per il ventennale del disastro di Cernobyl stanno riaccendendo il dibattito sulle conseguenze che le radiazioni hanno prodotto in Turchia, soprattutto nella regione del Mar Nero, dove da più parti si segnala la presenza di un numero di malati di cancro superiore alla media nazionale, il presidente Recep Tayyip Erdogan aveva annunciato alla fine di aprile che sarà proprio a Sinop che si inaugurerà il nuovo corso della politica energetica turca.
Di nucleare, e della necessità di costruire centrali nucleari per fronteggiare il bisogno energetico del Paese, il Governo dell'Akp (Partito della Giustizia e dello Sviluppo) aveva in realtà già parlato nel 2004: "Nei prossimi anni la Turchia potrebbe trovarsi in difficoltà in tema di forniture energetiche" conseguenze dannose per la loro salute..
"Il modello irlandese"
Dai primi mesi del 2006 il governo ha mostrato la volontà di accelerare i tempi per la concretizzazione del suo programma nucleare. La crescita del prezzo del petrolio sui mercati internazionali, le difficoltà nell'approvvigionamento di metano con l'Iran e soprattutto la recente crisi tra Ucraina e Russia, dalla quale la Turchia acquista il 60% del metano che consuma, sono gli elementi che hanno contribuito a determinare la decisione del governo. In un vertice internazionale ad Istanbul il ministro dell'Energia, Hilmi Guler, ha affermato senza mezzi termini che "anche se usassimo tutte le nostre risorse naturali avremmo comunque bisogno dell'energia nucleare".
Il piano del Governo prevede l'entrata in funzione per il 2012 di tre centrali nucleari, dotate di reattori della potenza di 5.000 MW. La realizzazione del progetto seguirà quello che Guler ha chiamato "il modello irlandese", una compartecipazione cioè del settore pubblico e di quello privato. Nel frattempo l'Istituto per l'Energia Atomica ha individuato sette località in possesso dei requisiti necessari per ospitare una centrale nucleare. Dopo molte settimane di incertezza, ed una ridda di voci contraddittorie, è arrivato finalmente l'annuncio del presidente Erdogan che ha reso noto come la scelta della località destinata a ospitare la prima centrale nucleare è caduta sul sito di Inceburun, a pochi chilometri da Sinop.
La storia del nucleare in Turchia ha in realtà radici molto più profonde. Risale infatti al 1960 la realizzazione, con scopi di ricerca, del primo reattore nucleare della potenza di 1 MW. Alla fine degli anni '60 il primo progetto americano-spagnolo per una centrale di 400 MW. Si torna a parlare di nucleare nel 1974 quando viene anche individuato il sito adeguato, a Mersin sulla costa del mediterraneo sud-orientale, ma anche in questo caso non si conclude nulla. Dopo nuove voci finite in un nulla di fatto negli anni '80 con il Governo Ozal, nel 1998 il progetto di una centrale nucleare arriva fino allo stadio dell'apertura di una gara d'appalto alla quale partecipano tre consorzi internazionali, in uno dei quali vi era anche l'italiana Ansaldo. Nel 2000 però il primo ministro Ecevit decide di rinunciare al progetto perchè considerato antieconomico.
Ora, il Governo Erdogan ripropone l'opzione del nucleare mostrando di essere determinato ad andare fino in fondo. Scontato il consenso proveniente dagli ambienti imprenditoriali - la Confindustria (Tusiad) ha dichiarato che la Turchia è comunque in ritardo in tema di energia nucleare - la decisione del governo ha mobilitato un vasto fronte di oppositori in tutto il paese.
Malati di cancro
Attivisti_di_GreenpeaceL'Ordine dei Medici ricorda i dati emersi da una ricerca condotta sugli abitanti della cittadina di Hopa, nel Mar Nero orientale: "I casi di malati di cancro nella città sono superiori alla media nazionale. Anche se è difficile al momento stabilire una relazione diretta con l'incidente di Cernobyl, è necessario fare delle ricerche più approfondite". Il professor Uyar, della Università di Marmara, fa balenare un altro pericolo: "Quello per cui in Turchia finiranno centrali nucleari che sono state rifiutate da altri Paesi europei".
Hilal Atici, responsabile di Greenpeace-Turchia, pone delle domande ancora più radicali: "Preferiamo un'energia pericolosa ed inquinante, ripetendo così gli errori compiuti nel passato da altri paesi che ora stanno ritornando sui loro passi, oppure vogliamo scegliere fonti di energia rinnovabili e sicure?". Nel caso la Turchia scegliesse la prima soluzione, Atici avverte che il Paese si troverà da solo a far fronte a delle tragedie "ed allora non ci sarà spazio per il pentimento".
Per il momento quelli ad essere maggiormente preoccupati sono proprio gli abitanti di Sinop. Non è la prima volta che Sinop viene associata a progetti nucleari. "Tra il 1981 ed il 1986 - ricorda Hayrettin Bozkurt, presidente degli "Amici dell'Ambiente" - vennero fatti degli studi di fattibilità. Rimase irrisolto però il problema delle scorie". Per il presidente della cooperativa ittica cittadina, Ali Bayram, "questa regione è stata indicata come la più adatta per la centrale ma non esiste una Valutazione di Impatto Ambientale (Ced)". Sono proprio i pescatori - la pesca rappresenta una delle voci più importanti della depressa economia cittadina - ad esprimere le maggiori preoccupazioni per il futuro della loro attività: "Nella zona dove faranno la centrale si concentra il 50% del nostro pesce, questo significa che il nostro lavoro è finito".
La città mostra di non essere intenzionata a subire passivamente le scelte di Ankara e tra gli abitanti si respira aria di grande mobilitazione. Tra i primi risultati di questo fermento la costituzione del "Coordinamento contro Sinop Nucleare", affiancato anche da un sito internet. Delle numerose iniziative di mobilitazione in programma, la prima si è svolta lo scorso 29 aprile. Diecimila persone, attivisti di Sinop ma anche rappresentanti delle più diverse realtà della società civile turca, dal Fronte-Antinucleare alle organizzazioni sindacali, sono confluiti nella città per dire no a "Sinop nucleare". Accolti da striscioni quali "La centrale porterà tragedie e non lavoro a Sinop", "Il nucleare finisce, il vento no", appesi ai balconi oppure esposti da cento barche di pescatori, i manifestanti, dopo essere sfilati per le vie della città, sono confluiti nella piazza Mumcu. A attenderli sul palco gruppi musicali ed gli organizzatori della manifestazione. Hale Oguz, portavoce del Coordinamento cittadino, non ha usato mezzi termini: "Non permetteremo che si costruiscano centrali nucleari a Sinop e nel resto della Turchia". Hilal Atici, di Greenpeace, non nasconde la sua soddisfazione per l'esito della manifestazione e fa previsioni per il futuro: "Il ministro dell'Energia non è cosciente dei guai che si tirato addosso".
Dal canto suo, il ministro Guler per il momento ha liquidato sbrigativamente la protesta: "Quelli non sono la gente di Sinop... Un investimento di questa portata permetterà di garantire lo sviluppo dell'industria, del turismo e dell'economia della città". (Fabio Salomoni/Osservatoriobalcani.org/artiche/articleview/5694/1/51/)
26.05.2006

 

LA RUSSIA PRONTA
A COSTRUIRE
CENTRALI NUCLEARI

Centrali_nucleari_costruite_da_Atomstroiexport

 

In primo piano la società <Atomstroiexport> che ha puntato tutta la sua attenzione sulla Turchia dopo aver costruito in Iran, Cina, India e Bulgaria.

La russa <Atomstroiexport>, controllata al 53% da <Gazprombank>, è pronta a prendere parte alla costruzione di centrali nucleari in Turchia. Lo riporta l'agenzia di stampa <Interfax>, citando quanto reso noto dalla compagnia durante il sesto incontro di gruppo di lavoro russo-turco per l'energia, tenutosi a Mosca.
<Atomstroiexport> sta costruendo centrali nucleari in Iran, India, Cina e modernizzando l'impianto bulgaro di Kozlodui. Ma sta anche sondando da tempo nuovi mercati, prevedendo ordini per la costruzione di centrali nucleari all'estero sino a 25 miliardi di dollari.
Quanto ad Ankara, il Paese al momento non possiede alcuna centrale nucleare ma ne sta pianificando tre (sei reattori) entro il 2014 per diversificare le fonti energetiche. Già dato come possibile l'appoggio a ditte appaltatrici russe, statunitense e giapponesi. In short-list per ospitare le centrali atomiche, sono le città di Sinop, Adana, Tekirdag, Edirne e Konya. I lavori per il primo impianto dovrebbero iniziare nel 2007. L potenza sarà di 5000 megawatt. (
ApCom)
26.05.2006

IL GREGGIO AZERO
A CEYHAN
IL 13 LUGLIO

Natik_Aliyev

 

Già lunedì prossimo però  - secondo quanto affermato dal ministro dell'Energia dell'Azerbaijan, Natik Aliyev - il petrolio sarà caricato nel terminal del Mediterraneo.

Il greggio azero, che viene trasportato dall'oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan, raggiungerà la fine del suo percorso in Turchia il 13 luglio, un anno dopo la scadenza prevista dal piano originario degli azionisti del progetto, come scrive il <Turkish Daily News>. Già alla fine di maggio però, il greggio azero sarà caricato nel terminal del Mediterraneo secondo quanto ha aggiunto il ministro dell'Energia dell'Azerbaijan, Natik Aliyev.
Stando alle ultime stime, il petrolio della Btc raggiungerà il terminal sul Mediterraneo il 29 maggio (lunedì prossimo, ndr). La cerimonia che si terrà a luglio è però per molti una piccola "farsa". Il petrolio azero infatti verrà trasportato via cargo dal porto di Supsa sul Mar Nero a Ceyhan e non attraverso le condutture dell'oleodotto. oltre a questi problemi tecnici, i continui ritardi dei lavori e l'aumento dei prezzi dell'acciaio hanno causato un innalzamento dei costi iniziali del 30%.
L'oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan collega l'Azerbaijan con la Geogia e la Turchia. Una volta entrato pienamente a regime, l'oleodotto (1.768 chilometri) - finanziato con 3.9 miliardi di dollari di un consorzio guidato da <Bp> - libererà l'Azerbaijan dalla dipendenza della Russia per esportare le proprie risorse naturali e consoliderà i propri rapporti con l'Occidente. Inoltre sarà un'ulteriore approvvigionamento di rirorse energetiche per i Paesi del sud Europa e farà di Ceyhan un centro di smistamento sempre più importante. Oltre a <Bp> fanno parte del consorzio <Socar>, <Chevron>, <Statoli>, <Tpao>, <Itochu>, <Amerada Hess>, <Eni>, <ConocoPhilips>, <Inpex> e <Total>. (
ApCom)
26.05.2006

NUOVA RAFFINERIA SUL MAR NERO

Accordo tra la Turchia e il Kazakhistan per la costruzione di un impianto. Il petrolio sarà trasportato da Novorossiks. Perforrazioni turche nel Nord Iraq.

La Turchia e il Kazakhistan si sono accordati per costruire sulle coste turche del Mar Nero una raffineria che processi il petrolio kazako proveniente dal porto russo di Novorossisk. Il presidente kazako Nazarbajev ha dichiarato in merito: "Un importante accordo è stato raggiunto per gli investitori kazaki. Costruiremo sulla costa turca del Mar Nero una raffineria in maniera da poter trasportare il nostro petrolio da Novorossisk, processarlo e venderlo in Turchia, così evitando gli stretti del Bosforo e dei Dardanelli. Ove noi incrementassimo la fornitura a Novorossisk a 1.4 milioni di barili al giorno, vi sarebbero 6/700 mila barili al giorno difficilmente trasportabili attraverso gli stretti turchi"; il presidente kazako ha anche fatto presente che fra Kazakhistan e Russia sono previsti anche ulteriori investimenti nel settore petrolifero e del gas naturale. E' invece interessante evidenziare che due imprese di medie dimensioni - la canadese <Addax Petroleum> e la turca <Genel Enerji>, hanno avviato delle perforazioni esplorative nel nord dell'Irak (zona curda) con contratti venticinquennali, i cui proventi saranno così suddivisi: 15% alle imprese e 85% al Governo irakeno. (Ice Istanbul)
26.05.2006

LE ASTE
PER LA DISTRIBUZIONE
DELL'ELETTRICITA'

Elettricità_in_Turchia

Si scaldano in Turchia  i motori ai blocchi di partenza delle gare di appalto. La competizione più agguerrita è attesa per le 21 sezioni di Istanbul.

Si scaldano i motori ai blocchi di partenza delle gare di appalto per le reti di distribuzione dell'elettricità in Turchia. Dopo l'approvazione della legge che permette di privatizzare le reti. e che adesso dovrà essere promulgata dal presidente turco Ahmet Necdet Sezer, molte delle società locali ed altrettante straniere stanno affilando le unghie per uno degli affari più remunerativi della storia delle privatizzazioni turche.
La competizione più agguerrita è attesa per le 21 sezioni di Istanbul. La sola sezione 17, la parte europea della città del Bosforo, serve 3.5 milioni di clienti e ha svegliato l'appetito dei maggiori gruppi energetici turchi: <Koc>, <Sabanci>, <Zorlu>, <Calik>, <Dogane Anadolu>. Il guadagno che deriva da quest'area è di 2.3 miliardi di Lire turche all'anno, cioè circa 1.1 miliardi di euro. Il prezzo della rete di distribuzione, cioè dei diritti per 20 anni. si aggirerà secondo gli esperti intorno ai 3.9 miliardi di euro. L'affare sarà portato in alto nelle cifre anche dalla partecipazione, attesa e sperata, delle grandi firme internazionali. Si parla delle tedesche <O.On>, <Siemens> e <Rewe>, della statunitense <Aes> e della spagnola <Endesa>.
La Direzione per le privatizzazioni metterà all'asta entro la fine dell'anno sei aree, le altre 15 saranno privatizzate entro il 2007. La prima delle gare sarà pronta per novembre-dicembre. Alcuni dei requisiti delle società che parteciperanno sono: aver esperienza nello stesso settore, il capitale deve essere uguale al capitale netto, e dovrà impiegare partner turchi per qualsiasi iniziativa. (ApCom)
_________________
Companies accelerated their preparations following the approval of the bill that allows the private sector to distribute electricity.
Fierce competition for Istanbul is anticipated to take place within the 21 divided electricity distribution network areas.
The European side of Istanbul named the 17th area is an appealing market for energy companies with more than 3.5 million subscribers.
Koc, Sabanci, Zorlu, Calik, Boydak, Park, Ak Enerji, Dogus, Anandolu and Dogan Groups will compete in the bid to win the right to distribute electricity to the area earning around YTL 2.3 billion annually despite 15 percent of electricity being illegally tapped.
The price is expected to rise above $5 billion with the participation of German Energy giants E. ON, Rwe and Siemens, Iberdrola and Endesa from Spain, Enel from Italy, and Aes from US and Citygroup from Malaysia.
The legal amendment suggesting the privatization of Turkish Electricity Distribution Corp. (Tedas) has been sent to Turkish President Sezer.
The Turkish Privatization Administration (Oib) plans to invite tenders for the electricity supply to six areas by the end of the year, if the arrangement is vetoed. The Oib will call on the private sector to bid for six distribution areas including the European side (Bedas), Anatolian Side (Avedas), Sakarya, Baskent, Meram and Dicle areas.
The bidding process of the other 14 areas is expected to be completed by 2007, and the distribution contracts will be given for a period of 20 years.
The condition of "experience in distribution area" laid down in the law means that investors must employ Turkish partners under all circumstances.
Partnership with Foreigners Mandatory
Another important issue that is binding is "the experience of the distribution area" and the condition that "capital be equal to equity capital".
Therefore, Turkish investors will need to establish partnership with foreigners under all conditions, authorities say.
The Turkish companies that do not receive consultancy services or do not sign a management agreement with foreign companies will not be able to join the bidding.
All local companies wishing to join the bidding will be required to establish a consortium with foreigners in order to gain "sufficiency."
Following the law's approval by the president, the Energy Market Arrangement Board must determine and announce the electricity tariffs so that the tender process can begin; in the meantime, the Board will also publish the investment monitoring regulations.
Companies will make commitments based on the rate of loss and infrastructure according to the predictions of the regulations, and whether the written commitments are fulfilled in time or not will be reviewed.
Afterwards, the Privatization Board will place an advertisement announcing the tender.
Companies hoping to participate in the tender are expected to fulfill these requirements within two months.
The first tenders, whose preparation terms are predicted as six months, will try to be readied by November-December.
Companies to compete in the tenders are assertive
Local groups

Koc Holding
Sabanci Holding
Zorlu Holding
Calik Holding
Boydak Holding
Park Holding
Ak Energy
Dogus-Anadolu-Dogan Group
Foreign companies

E.ON (Germany)
Rwe (Germany)
Siemens (Germany)
İberdrola (Spain)
Endesa (Spain)
Enel (Italy)
AES (Usa)
Citygroup (Malasya). (Fatih Atik, Ercan Baysal/Zaman)

26.05.2006

EXPORT DELLA CAMPANIA VERSO LA TURCHIA:
ALCUNI DATI CHE DEVONO FARE RIFLETTERE

La_Campania_guarda_alla_Turchia

Se è vero infatti che le esportazioni di alimentari e bevande sono aumentate sensibilmente (la stessa cosa dicasi per i macchinari, abbigliamento e tessili), è altrettanto vero che a spingere verso il basso sono stati i componenti per auto, apparecchiature elettroniche e calzature.

L'export della Campania verso i Paesi dell'Area del Mediterraneo aumenta, dal 2000 al 2005, del 19.8 per cento, passando da 173 milioni di euro nel 2000 a 207 milioni del 2005; al contrario, l'export la Turchia perde nello stesso periodo, il 14.5 per cento, passando da 103 milioni di euro a 88 milioni del 2005. Rispetto al principale mercato per l'export regionale, la Comunità Europea, l'export regionale va quindi meglio verso l'Area del Mediterraneo, ma peggio verso la Turchia. Il dato deve far riflettere le aziende della Campania, se è vero che la Turchia gioca un ruolo considerevole nello scenario dell'intera Area, tanto che l'export verso la sponda sud del Mediterraneo è composto per il 27.5 per cento - più di un quarto del valore - proprio dalla Turchia. Fatto invece pari a 100 il valore dell'export del 2005 nell'Area al netto della Turchia, è la Tunisia il principale sbocco, mentre Tunisia, Israele, Egitto e Marocco assommano il 78 per cento dell'export totale.
In particolare, l'export di abbigliamento della Campania verso l'Area del Mediterraneo passa da 20.5 milioni di euro del 2000 a 20.8 mila euro del 2005. I dati sono abbastanza costanti nei cinque anni, ad eccezione del calo a 17 milioni registrato nel 2004. Nello stesso periodo, l'export verso la Turchia passa da 1 milione 246 mila euro del 2000 a 2 milioni 663 mila euro del 2005, con oscillazioni nei cinque anni maggiori dell'intera Area. Altrettanto interessante è l'export di prodotti tessili: nel 2005, la Campania vende nell'Area merce per quasi 28 milioni, con un buon risultato sia nel 2002 che nel 2003. Nello stesso periodo, la Turchia oscilla molto di più, ma su valori che variano tra 1 milione 716 mila euro del 2000 e il milione e 881 mila euro del 2005, con picchi sia nel 2002 (2.2 milioni di euro), sia nel 2004 (3.2 milioni di euro).
Per quanto riguarda l'aerospaziale, la Turchia pesa molto sull'export campano nell'intera Area, soprattutto nei valori relativi al 2001, quando gli 80 milioni di euro di export verso la Turchia fanno salire a 83.6 milioni il valore verso l'intera Area del Mediterraneo.
La Turchia sembra inoltre aumentare la propria quota di importazioni di alimentari e bevande dalla Campania rispetto agli altri Paesi: passa infatti da poco più di un milione in valore del 2000 a 5 milioni 112 mila euro del 2005, arrivando a rappresentare un terzo del totale: l'export verso l'Area del Mediterraneo passa infatti da 8.2 milioni di euro del 2000 a 15.5 milioni del 2005.
Bene anche l'export di macchinari campani che, tra il 2000 e il 2004, si mantiene costante in Turchia su valori che variano fra 230 mila euro e 132 mila euro, per poi impennarsi improvvisamente nel 2005, quando l'export raggiunge 914 mila euro. La Turchia trascina invece verso il basso i valori dell'export regionale di parti e componenti per automobili verso l'Area del Mediterraneo: se ad Istanbul il valore dell'export passa da 5,. milioni di euro in valore del 2000 a 2.1 del 2005, quello dell'intera Area passa da 6.7 milioni a 4.9 milioni di euro, con il calo cominciato nel 2001 e non ancora recuperato.
Decisamente minore l'apporto della Turchia all'export campano di calzature nell'Area del Mediterraneo: infatti, se le calzature della Campania vendono nell'intera Area quasi 16 milioni di euro del 2000, per arrivare a 18 milioni del 2005 (con un calo sostenuto nel 2003 e nel 2004), nello stesso periodo i dati della Turchia non superano mai i 2 milioni di euro. A differenza delle calzature, l'apporto del Paese ottomano all'export campano di cuoio nell'Area del Mediterraneo è decisivo: infatti, il cuoio campano vende nell'intera Area più di 50 milioni di euro del 2000, per arrivare a 58 milioni del 2005, con un aumento costante fino ai 76,6 milioni di euro nel 2002; analogamente, il cuoio campano vende in Turchia più di 30 milioni di euro del 2000, per arrivare a 34,6 milioni del 2005, con un aumento costante fino ai 57.6 milioni di euro nel 2002.
Infine, l'export di apparecchiature elettroniche in Turchia determina la maggior parte dell'andamento negativo del settore nell'Area Mediterranea: Istanbul passa infatti da quasi 9 milioni di euro in valore del 2000 a poco più di 90 mila euro del 2005 mentre le lampade e gli apparecchi per l'illuminazione della Campania vendono in Turchia nel 2000 merce per circa 31 mila euro, per salire nel 2005 a 51 mila euro. (Denaro.it)
26.05.2006

LA TURCHIA SPINGE IL RISULTATO DI <BENETTON>

Benetton

Primo trimestre con ricavi in crescita dell'8.6% a 416 milioni di euro, con vendite nel settore abbigliamento per 389 milioni di euro (+9.5%).

<Benetton> ha chiuso il primo trimestre con ricavi in crescita dell'8.6% a 416 milioni di euro, con vendite nel settore abbigliamento per 389 milioni di euro (+9.5%), favorite dal contributo offerto dalla partnership realizzata in Turchia nel maggio 2005, pari a 12 milioni di euro, oltre che dai negozi in gestione diretta. Il risultato operativo del gruppo guidato da Luciano Benetton (nella foto) è sceso da 37 a 35 milioni di euro, scendendo dal 9.8 all'8.4% dei ricavi, mentre l'utile netto è sceso da 27 a 24 milioni di euro, riducendo così la propria influenza sui ricavi dal 7 al 5.8%. Per quanto riguarda l'intero esercizio, il gruppo di Ponzano Veneto (Treviso), prevede un incremento dei ricavi consolidati "almeno pari a quello registrato nel 2005", un risultato operativo nell'ordine del 9.5-10% dei ricavi consolidati e un utile attorno al 6.5% dei ricavi stessi. Autostrade. Intanto sul fronte della fusione della società autostradale con il gruppo spagnolo <Abertis>, la società controllata dalla Edizione Holding (la finanziaria dei Benetton) ha inoltrato all'<Anas> "la restante documentazione, anch'essa di natura strettamente riservata, in merito al progetto di fusione con <Abertis>, a cui si faceva riferimento nella lettera di accompagnamento dei documenti inviati il 12 maggio scorso".  (Il Tempo.it)
26.05.2006

CONVEGNO A MUGLA: 
SUL TESSILE
SI E' PARLATO DI CRISI

Crisi_del_tessile

 

Il presidente del Sindacato dei lavoratori del settore ha dichiarato che il Governo turco deve intervenire al più presto.

Convegno_sulla_crisi_del_settore_tessileNel corso di un seminario tenutosi a Mugla, dal titolo: "La crisi del comparto tessile. Possibili soluzioni", il Presidente dell'Associazione dei datori di lavoro del Comparto Tessile Halit Narin ha enfatizzato il fatto che le profonde difficoltà attraversate dal settore -soprattutto a causa delle incontrollate importazioni dalla Cina- non possono essere assolutamente messe in disparte. "Ci sono persone che stanno guadagnando milioni di dollari importando prodotti dall'estero, peraltro non pagando una Lira di tasse... noi tutti sappiamo chi sono e che essi non contribuiscono alla ricchezza di questo Paese" ha dichiarato Narin, sottolineando peraltro che l'abbigliamento in Turchia è ancora un bisogno soddisfatto, dalla gran parte della popolazione, in maniera secondaria rispetto all'alimentazione o altre esigenze. Il presidente Narin ha anche criticato il settore bancario locale sottolineando l'alta onerosità dei crediti (soprattutto quelli personali e delle carte di credito), che provocherebbe la disaffezione dei clienti verso l'attuale sistema bancario turco. Il ministro delle Finanze Kemal Unakitan - presente al seminario - ha però difeso il sistema bancario locale ed ha larvatamente ribaltato le critiche sugli industriali locali, definiti dai banchieri "troppo lamentosi". (Ice Istanbul)
26.05.2006

...Ma ANCHE MOMENTO FAVOREVOLE

Il recente deprezzamento della Lira turca ha fatto aumentare le esportazioni del tessile con una lievitazione del 15% in dieci giorni.

The current depreciation of the Turkish Lira (Try) against foreign currencies has caused an increase of the textile exports at a level of 15% within 10 days. The Chairman of the Turkish Union of Ready Made Clothing Exporters Jak Eskinazi stated that textile exports have risen by 15% within the last 10 days.
"The increase of our exports is due to the change in Euro/Dollar parity in the international markets and also the result of the raise of the exchange rates in Turkey. These developments have positively affected our exports" said Eskinazi. Whereas the Chairman of the Union of Textile Industrialists of the Aegean Sabri Unluturk said that the exchange rate increase has not yet , but, will affect future exports agreements. According to Unluturk "the increase of the exchange rate of Euro provides advantages to the Turkish exporters in general and the textile exporters in particular. The situation might augment our competition opportunities". (Report.gr.)
26.05.2006

 


SI RAFFORZA
LA COOPERAZIONE
CON L'ALGERIA

Cooperazione_turco-algerina

 

Visita di due giorni nella capitale maghrebina del premier turco Recep Tayyip Erdogan che si è incontrato con il presidente Abdelaziz Bouteflika.

La firma di un accordo di amicizia e cooperazione tra la Turchia e l'Algeria è stato il momento più importante della visita di due giorni ad Algeri del premier turco Recep Tayyip Erdogan, giunto nella capitale maghrebina su invito del presidente Abdelaziz Bouteflika.
Una visita, secondo l'ambasciatore turco ad Algeri Ercumend Ahmet Enc, destinata a rafforzare i già solidi e ricchi legami tra i due Paesi, "mai interrotti malgrado le vicissitudini della storia".
La visita di Erdogan è la prima da quando è stato nominato premier e la seconda a tale livello dopo quella nel 1985 di Turgut Ozal.
Nel febbraio 2005, in occasione della visita di Bouteflika ad Ankara, erano stati firmati diversi accordi tra cui quello tra le società petrolifere Sonatrach e Batos, e si era parlato della necessità di creare una zona di libero scambio. "La Turchia - dice l'ambasciatore - auspica la creazione di una zona di libero scambio in tempi brevi perché dopo l'entrata in vigore dell'associazione con l'UE una parte delle esportazioni turche è stata danneggiata dai diritti di dogana preferenziali per i membri dell'UE". L'Algeria, aggiunge, non compra più direttamente dalla Turchia ma per il tramite di un Paese terzo, e bisogna regolarizzare tale situazione.
Nel corso degli ultimi cinque anni la Turchia ha investito in Algeria 600 milioni di dollari. Attualmente sono 33 i progetti di investimento, nei settori della siderurgia, della meccanica, delle infrastrutture, della chimica, plastica, tessile, servizi e trasporti. (Denaro.it)
26.05.2006

AL VIA PROGETTO
ENERGETICO
TURCHIA-ISRAELE

Il_sindaco_di_Antalya_Menderes_Turel

Trattative tra Tel Aviv ed Ankara per un piano che prevede il trasporto di acqua, elettricità, metano e petrolio verso il Paese di Simon Perez.

Secondo quanto riferito da Menderes Turel, sindaco di Antalya (Turchia), fra Turchia e Israele sono in corso trattative per la realizzazione di un progetto multi-milionario per il trasporto di acqua, elettricità, metano e petrolio verso Israele; piano che prevede anche l'ulteriore trasporto del petrolio da Israele verso l'Estremo Oriente.
La proposta è stata confermata da alti funzionari del Ministero per le Infrastrutture Israeliano.
"Stiamo valutando un progetto energetico globale che potrebbe offrire un contributo importante alla pace nella regione", ha dichiarato Turel in un'intervista al <Jerusalem Post>.
Turel, che si trovava a Gerusalemme per partecipare a un convegno internazionale di sindaci, ha riferito che il grandioso progetto, che ha ricevuto l'approvazione provvisoria sia della Turchia che di Israele, riprende la proposta epocale, avanzata nel 2004, per l'esportazione di acqua in Israele tramite grandi navi cisterna, bocciata a suo tempo per gli eccessivi costi di realizzazione.
La nuova proposta turco-israeliana prevede invece il trasporto di acqua, elettricità, gas naturale e petrolio in Israele tramite quattro tubazioni sottomarine.
"La premessa è che la Turchia sta divenendo uno dei principali poli energetici della regione", afferma Gabby Levy, direttore della divisione relazioni internazionali del Ministero delle Infrastrutture.
L'acqua sarebbe destinata sia a Israele che ai territori palestinesi e alla Giordania, che soffrono della carenza cronica di acqua.
Il gas naturale e l'elettricità verrebbero destinati all'utilizzo in Israele; Israele spera infatti che, entro la fine del decennio, il 40% del proprio fabbisogno energetico verrà coperto dal gas naturale, continua Levy.
Il futuro dei mercati emergenti
La proposta prevede che il petrolio inviato in Israele dalla Turchia venga poi trasferito con navi cisterna nell'Estremo Oriente, in Paesi come India, Cina e Corea del Sud.
"Il futuro dei mercati emergenti dell'energia è in Oriente", afferma il sindaco di Antalya.
Trasportare il petrolio turco nell'Estremo Oriente via Israele è considerato un percorso più conveniente rispetto al trasporto via terra.
Il progetto, che probabilmente riceverà finanziamenti dall'estero, è attualmente oggetto di uno studio di fattibilità sponsorizzato dalla Banca Europea per gli Investimenti con sede a Lussemburgo.
La proposta giunge nel momento in cui sono in corso i negoziati per il futuro ingresso (in data imprecisata) della Turchia nell'Unione Europea e in un periodo di forte sviluppo dei rapporti fra Israele e Turchia.
Secondo i funzionari turchi, negli ultimi quindici anni tra i due paesi sono stati firmati quasi 100 accordi bilaterali minori, nel campo della vendita di armi, del turismo e dell'agricoltura.
Nell'ultimo decennio la Turchia è diventata la meta preferita dei turisti israeliani, con 380.000 presenze nel 2005, di cui quasi la metà ad Antalya, ha dichiarato il sindaco nell'intervista.
"Antalya è la casa degli israeliani in Turchia" ha concluso scherzosamente. (Jerusalem Post/Israele.net)
26.05.2006

 

 

UN RUOLO PIU' IMPORTANTE

Ali_Coskun

 

A detta del del ministro dell'Industria turco, Ali Coskun, Ankara deve aumentare i suoi rapporti di cooperazione in Eurasia sia sul piano economico-commerciale che in quello storico-culturale.

Industry and Trade Minister Ali Coşkun has said Turkey is determined to cooperate in the Eurasian region and wants to play a major role in the area.
He was speaking at the 5th Meeting of Turkish-Eurasian Heads of Business Councils and Ambassadors, organized by the Foreign Economic Relations Council (Deik).
The times we are going through is a period of global restructuring, according to Çoşkun. This structure is a "global market" where ruthless competition takes place, he said. 
Çoşkun said trade boundaries between countries were being eliminated and that the world is becoming one market. "In this structuring, Turkey has pursued commercial and economic cooperation with countries sharing the same geography, history and culture."
Turkey has left behind its troubled times and, with the policies of the past four years, the economy is on the right track, Çoşkun said.  These positive developments have taken Turkey to the negotiating table with the European Union, with preliminary screenings completed on 17 out of 35 EU negotiation chapters, he said. 
Turkey's predicted EU membership for around 2020 is counting down in the wake of the developments, according to Coşkun, adding that all necessary preliminary criteria will be met by 2007.
Turkey's determination:  

Underlining the significance of Turkey's location, Coşkun said: "Eurasia must re-evaluate its own economic potential. Turkey wants to play a significant role in this vast geography. There are 17 billion tons of oil and 2 million tons of natural gas. The region has to take this into consideration. Political will is needed for that."
Coşkun said countries should be cooperating where businesspeople are able to form bridges between countries.
Asked a question about recent fluctuations in the market, Coşkun said these developments were normal in a free market economy and that there was no need to intervene in the markets. (Turkish Daily News)
26.05.2006

TURKCELL: NUOVO COMITATO ESECUTIVO

Turkcell

 

La società turca ha posto fine alla situazione di stallo che si era venuta a creare per una questione di azioni (non si trovava l'accordo).

Turkey's biggest mobile phone operator Turkcell approved its executive board at its annual general meeting.
The meeting had been postponed, as shareholders could not decide who would represent majority owner Turkcell Holding on the board of Turkcell İletişim, the listed company.
Controversy arose on the appointment of an independent member. Ali Bahçuvan, chairman of the Stock Exchange Investors' Association (Boryad), ran for the post but was rejected.
"The executive board of Turkcell İletişim has been determined, in line with Çukurova-Altimo's wish," Bahçuvan said.
Turkish group Çukurova will be represented by its chairman Mehmet Emin Karamehmet and Bülent Ergin, Swedish-Finnish operator TeliaSonera by its chief executive Anders Igel and Erdal Durukan and private equity firm Altimo by Oleg Malis and Alexei Khudiyakov.
A seventh member, Colin Williams, was picked as the independent director despite objections from TeliaSonera.
TeliaSonera said Williams was not independent and offered Bahçuvan for the seven-member executive board.
Bahçuvan said they would consider whether to file suit before a 90-day deadline expires. Bahçuvan also said that Turkcell general manager Muzaffer Akpınar was expected to quit and he did not have any information about candidates for the position.
TeliaSonera has a 37 percent stake in Turkcell and its efforts to hold a majority were hampered by Russia's Altimo, which obtained a 13.22 percent stake through a $3.3 billion finance package to debt-laden Cukurova. (Turkish Daily News)
26.05.2006

2° FORUM AD ISTANBUL DELL'OECD

Istanbul

 

Si terrà dal 27 al 30 giugno del prossimo anno. Segue quello novembre 2004 a Palermo. Il tema degli argomenti: statistica, conoscienza e politica. Un sito  a cui rivolgersi per saperne di più.

The Oecd's second World Forum on Statistics, Knowledge and Policy to be held in İstanbul on 27-30 June 2007, will bring together experts from governments, academia, business, civil society, the arts and the media. It will explore how to improve the development and dissemination of social, economic and environmental indicators. Under the spotlight too will be how statistics are used and abused.
The overall project, Measuring the Progress of Societies, emerged from the first World Forum on Statistics, Knowledge and Policy held in Palermo, Italy in November 2004. This ground-breaking conference signalled the central role that key indicators should play in underpinning democracy and effective government policy-making.
A series of international workshops leading up to Istanbul World Forum next year will focus on specific issues such as measuring well-being and designing economic, social and environmental indicators.
Further information about the İstanbul World Forum on Statistics, Knowledge and Policy and the Measuring the Progress of Societies project, is available on the Oecd website at http://www.oecd.org/oecdworldforum or from the Oecd. (The New Anatolian)
26.05.2006

INVESTITORI STRANIERI

Stop in Turchia all'evasione fiscale da parte di questi ultimi. Presto una normativa più rigida e maggiori controlli sulle banche ed istituzioni.

Stop all'evasione fiscale degli investitori stranieri. Occorre una normativa più rigida e controlli da parte di banche ed istituzioni. E' quello che ha detto il ministro dell'Economia turco Ali Babacan a margine dell'incontro con l'Associazione banche turche. Babacan ha sottolineato che occorre una nuova normativa per le tasse sugli investitori stranieri, sottolineando anche che la prima categoria da tenere sotto controllo sono gli investitori turchi che si presentano come investitori stranieri. (ApCom)
26.05.2006

COMMERCIO PAESI ARABI

Il primo obiettivo della Turchia è quello di diventare la porta del Medio Oriente e quella di ingresso tra il mondo arabo e l'Europa.


Il primo obiettivo del premier turco Recep Tayyip Erdogan è quello di far diventare la Turchia la porta del Medio Oriente e la porta di ingresso tra il mondo arabo e l'Europa. Sarà per questo che gli scambi commerciali fra la Turchia e i Paesi arabi continuano ad aumentare in modo esponenziale.
Solo quelli con gli Emirati Arabi Uniti, nel 2006, sfioreranno la cifra di sei miliardi di dollari. La prospettiva dell'ingresso in Unione Europea, con tutte le facilitazioni doganali e gli accordi commerciali privilegiati che ne conseguono, stanno rendendo il Paese della Mezzaluna sempre più appetibile per i Paesi del Golfo. Gli scambi commerciali riguardano tutti i settori con un occhio di riguardo al settore delle macchine e materiali da costruzione. (ApCom)
26.05.2006

LE OPERAIE CON IL VELO IN FABBRICA
 PER UN INTIMO PIU' SEXY

Il_velo_in_fabbrica_per_un_intimo_più_sexy

 

Un più che interessante articolo di Marco Ansaldo del quotidiano <La Repubblica> su una delle maggiori risorse economiche della Turchia che è il secondo esportatore al mondo - dopo la Cina - di guièpiere, reggicalze, push.up e bikini leopardati. Il quartiere di Yeni Bosna (Nuova Bosnia) alla periferia di Istanbul.

Deha_orhan_produttore_turco_di_intimo_femminileIl sultano Abdul Hamid II, che regnò nell'ultimo periodo di un Impero ottomano in bancarotta, aveva un debole per le mutande francesi. La versione in seta di questo "meraviglioso capo lungo oltre il ginocchio", con l'inconfondibile simbolo imperiale stampato sulla fascia elasticizzata, ha il posto d'onore sulla parete dell'ufficio di Deha Orhan, produttore turco di intimo femminile che sta sbancando i mercati mondiali.
Il signor Orhan ha conquistato le mutande del sultano a un'asta pubblica. Se lo può permettere, e poi nel suo caso si tratta di un ferro del mestiere. Anche se si resta sbalorditi quando il trentatreenne general manager della Ten apre l'armadio a scomparsa accanto alla sua spettacolosa scrivania davvero imperiale, lunga almeno quattro metri, e dice: "Le faccio vedere la mia collezione", mostrando, uno allineato all'altro, gli ultimi modelli di sottovesti colorate, capaci di insaporire le serate di qualsiasi coppia.
Un giro di affari 4 mln di euro
La Turchia, Paese islamico moderato, è il secondo esportatore al mondo di intimo e costumi da bagno dopo la Cina. E molte celebri modelle, tra cui Claudia Schiffer, Cindy Crawford, Tyra Banks e Heidi Klum, hanno posato nei primi anni della loro carriera indossando i capi di Zeki Triko, azienda turca di indumenti da bagno.
Un mercato che ha qui un giro d'affari di quasi quattro milioni di euro e dà lavoro a un milione di persone. Operaie perlopiù. E velate. Che ogni mattina, sotto il turban, assemblano senza imbarazzo guepière, reggicalze, push-up e bikini leopardati per le mogli degli infedeli occidentali. "Per le loro fidanzate, soprattutto", precisa il giovane Orhan con un sorriso compiaciuto.
Sotto il suo ufficio, nel seminterrato dove colossali telai di ghisa tendono i fili immacolati, le lavoranti appaiono concentrate nell'unire coppe di reggiseni. Ci troviamo immersi nel quartiere di Yeni Bosna, Nuova Bosnia, periferia di Istanbul, zona ad alta concentrazione religiosa, popolazione in maggior parte seguace del partito musulmano moderato al potere. Proprio di fronte alla fabbrica di intimo si erge la solida struttura dell'<Ihlas>, la grande holding mediatica - giornali, emittenti, agenzia di stampa - di orientamento schiettamente islamico.
Alla <Ten> sono impiegate circa ottocento persone, più della metà donne, molte velate. Con indosso i loro foulard colorati percorrono silenziose i locali interni, sciamando indifferenti fra corsetteria e atelier. Nello show-room annesso all'ufficio del general manager sono esibiti in bella mostra pizzi rossi trasparenti e calze fumé autoreggenti. Il catalogo 2006, con i disegni sulle diverse proporzioni del seno e le immagini patinate di modelle in carne e ossa vestite in guepière, sembra far concorrenza a <Playboy>. A volte è Orhan stesso, appassionato fotografo, a scattare. La parola che ricorre di più, conversando con lui in inglese, è bumps, termine gergale che tradurremo con "tette": "Dipende dalla grandezza delle bumps"; "le ragazzine hanno le bumps", eccetera.
"Non c'è nessuna contraddizione", afferma l'addetta alle relazioni pubbliche Arzu Karakadilar, "non ci sono differenze per chi indossa questo tipo di abbigliamento, si tratti di persone velate oppure no. Nessuno, marito a parte, può sapere che cosa porta sotto gli abiti la donna coperta dal copricapo. La lingerie è la stessa, con il velo o senza velo. Non ci sono capi speciali o diversi. Anzi, secondo i nostri tabulati, una città come Konya (considerata la più religiosa della Turchia e storica patria dei dervisci rotanti, ndr) è ai primi posti negli acquisti di prodotti così particolari". Internet ha portato la sua rivoluzione anche qui. "Da quando siamo presenti sul web", aggiunge orgoglioso Orhan, "le vendite vanno benissimo. Un successo accresciuto soprattutto grazie agli uomini. La nostra clientela maschile è infatti solo il cinque per cento nei negozi. Ma diventa il sessanta se parliamo di ordinazioni via Internet".
Una strategia chiara
Il mercato appare in forte espansione. L'azienda di Istanbul, già produttrice del marchio <LoliTen> per le teenager dai quindici ai vent'anni ("preferito però dalle trentacinquenni", aggiunge Orhan, "che vogliono apparire più colorate e sexy"), è ora pronta a lanciare il prodotto più maturo <Ten Extreme> e ha negozi ovunque. Quattro nella sola metropoli sul Bosforo e altri dieci sparsi in tutto il Paese, confini di Iran e Siria compresi, a Kars come ad Adana, a Erzurum e fino a Diyarbakir. Vende inoltre a 2.500 boutique locali e sta preparando il grande sbarco in Europa, dove intende aprire nuovi punti vendita. Prima in Russia ed Egitto, poi in Grecia e infine a Parigi. Per la fine dell'anno <Ten> arriverà anche in Italia, dove si è accordata per l'apertura di due centri a Milano.
"La nostra strategia è chiara", dice il suo combattivo leader, "la Turchia è un pesce piccolo rispetto alle grandi aziende americane e dobbiamo difenderci. I colossi degli Stati Uniti vengono qui a comprarsi pezzi di imprese nazionali. Che cosa bisogna fare? Come reagire? Attaccando all'estero. E questo è il momento giusto per farlo. Non faccio i miei piani programmandoli sull'ipotetico ingresso di Ankara nell'Unione Europea, perché non sarà questione di poco tempo. Però punto a fare di <Ten> un marchio davvero internazionale".
Le signore con il velo possono in ogni caso contare anche su altre aziende capaci di garantire gusti, diciamo così, più contenuti e costruire un mix appropriato fra le esigenze della femminilità e il comportamento religiosamente corretto. Il marchio Hasema, ad esempio, manifattura di stile rigorosamente islamico nata a Istanbul nel 1993, è diventato il nome più noto tra i musulmani devoti di tutto il mondo. Per gli uomini ci sono solidi costumi da bagno a mezza gamba capaci, secondo il fondatore di Hasema, Mehmet Sahin, "di non sottolineare la parte privata". Per le donne gli stilisti turchi hanno invece ideato costumi a corpo intero tipo Spiderman, con apposito cappuccio a ricoprire i capelli.
L'intimo ardito non sembra comunque contraddire la consuetudine del velo. Alla <Ten> ricordano ancora con soddisfazione quando l'attuale ministro dell'Economia, Ali Babacan, che al suo incarico ha recentemente aggiunto quello di negoziatore per l'ingresso in Europa e la cui moglie indossa il turban come quella del Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan, lavorava da loro come agente distributore. Fosse vissuto oggi, il sultano Abdul Hamid avrebbe sicuramente scelto sotto i suoi abiti dei comodi boxer turchi, assicura Deha Orhan, "perché sono proprio buoni, se non i migliori". (Marco Ansaldo/la Repubblica.it)

26.05.2006

 

SPECIALE SALA VIP
PER CLIENTI <THY>
IN STILE OTTOMANO

L'aeroporto_Ataturk_dove_sorgerà_la_sala_Vip

Stile Dolmabahçe palace è stata costruita nell'aeroporto internazionale Ataturk di Istanbul e si estende su una superficie di 1.386mq.

Essere trattati da nababbi e godere del trattamento dovuto ad un sultano. E' questa la filosofia e l'architettura della nuova "sala di attesa", ma forse il termine è riduttivo, creata dalla compagnia di bandiera turca <Turkish Airlines> per i clienti più importanti, i cosiddetti Cip (Commercially import person).
Ideata sulla falsa riga dell'ultima residenza degli Ottomani, il Dolmabahçe Palace, ma creta utilizzando anche linee moderne e funzionali, la lounge all'aeroporto Ataturk di Istanbul sarà il capriccio dei nuovi ricchi, di coloro che in attesa del volo potranno permettersi un passaggio all'hamman (il bagno turco), dopo avere effettuato il check-in, consegnato i bagagli e aver trovato l'imbarco del proprio volo tutto rigorosamente senza code. La sala esclusiva è tata inaugurata nei giorni scorsi e per realizzarla sono stati impiegati sei mesi e mezzo.
Al centro delle sale dai motivi ottomani e nello stesso tempo minimalisti, si snodano stanze per il relax, piccole aree per incontri ristretti, reti internet senza fili. infine oltre al piacere del corpo anche allo spirito è lasciato uno spazio. La lounge prevede una 2stanza per la preghiera" adattabile alle diverse religioni. la sala, o sarebbe meglio chiamarla il palazzo d'attesa, copre una superficie di 1.386 metri quadrati. (ApCom)
26.05.2006

NUOVO VOLO SU ISTANBUL

Dal 7 luglio prossimo collegamento dall'aeroporto Orio al Serio (Bergamo) con la città turca tramite la compagnia <MyAir.com>.

Via libera dall'Enac a <MyAir.com> per operare in Turchia. E' quanto si legge in una nota secondo cui la compagnia effettuerà a partire dal 7 luglio i voli dallo scalo di Orio al Serio il lunedì e il venerdì.
A partire poi dal 20 settembre, si aggiungerà un terzo volo, operativo nel giorno di mercoledì. L'estensione di diritti di traffico ad una nuova compagnia aerea - spiega un comunicato - permetterà di intensificare i collegamenti sia commerciali sia turistici tra i due Paesi, introducendo anche nel mercato turco le tariffe concorrenziali offerte da <MyAir> sulle rotte operate in Italia e in Europa. "La crescente domanda del mercato ci ha spinto a focalizzare il nostro impegno su questa nuova rotta, sulla quale prevediamo di trasportare oltre 50 mila passeggeri all'anno", ha dichiarato Paolo Sgaramella direttore commerciale di <MyAir.com>. (Ansa)
26.05.2006

AUMENTANO I PREZZI DEI VOLI INTERNI

La crisi dei mercati che ha caratterizzato ultimamente la Turchia ha già dato i suoi primi effetti negativi.

La crisi dei mercati che ha caratterizzato recentemente la Turchia ha già dato i suoi primi effetti negativi. Dopo che la lira turca aveva perso il 15% del suo valore sul dollaro. le maggiori compagnie aeree del paese faticano a contenere mi prezzi dei biglietti di fascia bassa sui voli interni.
In pochi giorni i biglietti meno costosi sono passati da un minimo di 85 ad un massimo di 98 nuove Lire turche, equivalenti a 46 e 51 euro. Se continuerà così, la differenza con i biglietti di fascia piena diventerà irrisoria. L'aumento, ha spiegato Mehmet Hasanpepi, direttore generale di <Fly Air> è stato determinato dal fatto che i prezzi degli aeromobili e soprattutto della benzina, sono espressi in dollari. Hasanpepi, ha anche dichiarato che la lievitazione dei prezzi è anche la conseguenza della crisi del turismo che attraversa il settore. (ApCom)
26.05.2006

<KOREAN AIR> LANCIA UN SERVIZIO TRISETTIMANALE

Korean_Air

Collegamenti tra Seul ed Istanbul lunedì, mercoledì e sabato.

Korean Air President and Chief Operating Officer Jong Hee Lee hosted a reception at the Conrad Hotel in Istanbul on Monday to mark the launch of his airline's service between Seoul and Istanbul.
The airline has scheduled three flights a week, departing Istanbul on Monday, Wednesday and Saturday, each returning from Seoul the following day. The service begans on May 21.
"Korean Air began seriously considering entering the Turkish market about a year ago, and it took the efforts of many people to make it a reality," Lee said in an exclusive interview with the Turkish Daily News. "Turkey is one of the world-famous places and is especially interesting for millions of Christians in Korea who want to come and see the historic sites of ancient times. It's a famous destination for the 10 million Christians in South Korea."
Korean Air ranks as one of the largest cargo carriers in the world, and indeed was number one in 2004 and maybe also in 2005 in terms of tons carried per kilometer, according to Lee. Another noteworthy success for the airline came last month when the top two aircraft manufacturers in the world, Airbus and Boeing, recognized Korean Air as having achieved the world-best level in its aircraft operations, running, on schedule, three aircraft types among the six aircraft types that the company currently runs. The other three aircraft types that Korean Air operates ranked second and third.
Old ties:

People in South Korea always remember the assistance Turkey gave as a member of the United Nations allied force fighting for the country's independence during the Korean War in the early 1950s, said Lee.
"Our people appreciate the Turkish effort in the war, that people lost their lives for our freedom," he said. "In fact we should make repayment, and that's why we are willing to help the widows or those whose fathers died, some of whom are buried in Pusan."
Organizers of Monday night's event took care to invite three surviving Turkish veterans of the war, whom South Korean Ambassador Chung Yeop Kim greeted with handshakes and warm laughter.
When the Turkish Brigade in late November 1950 fought Chinese troops outside the town of Kunuri, near the Yalu River, holding their own and preventing an encirclement of U.N. forces, accolades poured in from around the world. Brig. Gen. Tahzin Yazici commanded the brigade, and Col. Celal Dora was assistant brigade commander.
"We owe the escape of thousands of United Nations troops out of certain encirclement to the heroism of the Turkish soldiers. The Turkish soldiers in Korea have added a new and unforgettable page of honor to the customs and legends of heroism of the Turkish nation." - Emanuel Shinwell, U.K. Minister of Defense.
"The heroic soldiers of a heroic nation, you have saved the Eighth Army and the IX Army Corps from encirclement and the 2nd Division from destruction. I came here today to thank you on behalf of the United Nations Army." - General Walton H. Walker, Commander, Eighth Army.
"The Turks are the hero of heroes. There is no impossibility for the Turkish Brigade." - Gen. Douglas MacArthur, United Nations Forces commander in chief.
Steady hand:

Korean Air has appointed Ali Kibar as its general sales agent in Turkey. Kibar has been the honorary consul of South Korea in Istanbul since 1999 and also is chairman of automaker Hyundai Assan.
"Ali is famous in Korea," said Lee. "He is chairman of the Turkish-Korean Association and honorary consul, and he is the one who helped us open this route, helped us get the help of Turkish transportation officials." Transport Minister Binali Yildirim could not attend the reception this week but sent a congratulatory message.
Passenger traffic has sustained three flights a week by Turkish Airlines (THY), so now that Korean Air is starting up its own service it was only natural that they cooperate with THY, said Lee.
"We split the schedule so that our flights do not conflict with each other, and also we will cooperate with THY in code-sharing," said Lee. "Korean Air will run one cargo flight per week, and we will cooperate on that, too, with space-sharing, so if we need extra space we can use THY flights and vice versa. It's a real win-win arrangement."
Several Korean parliamentarians flew to Istanbul for this special occasion, and the party also drew a strong showing from Turkey's civil aviation community, including dozens of airline and travel agency representatives. According to statistics cited in the presentations, Turkey now has 16 airlines providing passenger service to foreign destinations. (Turkish Daily News)
26.05.2006

"LA TURCHIA PIU' BELLA" EDIZIONE 2006

Presentato da <Turbanitalia> un catalogo di 100 pagine. Tre le sezioni: Istanbul, Tour e mare. Decine di proposte. Gli omaggi ai clienti.

<Turbanitalia> ha presentato agli adv l'edizione 2006 del catalogo "La Turchia più bella", di 100 pagine. Sono tre le sezioni: Istanbul, da vivere individualmente à la carte oppure con l'ausilio di pacchetti organizzati e dove scegliere fra 43 hotels; Tour, una ventina di itinerari, per far apprezzare le località più note e quelle sconosciute dell'est. Dalla Cappadocia all'Egeo; Mare, una sezione sulle crociere in caicco ed una dedicata ai soggiorni balneari stanziali. Imbarcazioni in esclusiva, itinerari adatti anche alla clientela repeater, con possibilità di noleggio privato. Decine di proposte per vacanze al mare, sia sulla costa mediterranea che su quella egea. Fra queste l'esclusiva ottenuta per il mercato italiano del <Club Voyage Sorgun Select> a Side; resort 5* con formula tutto incluso plus, particolarmente adatto ai nuclei famigliari.
Tutti i clienti che acquisteranno un pacchetto riceveranno in omaggio una scheda telefonica prepagata con 55 minuti di conversazione verso l'Italia; una scheda per camera, valida sia verso telefoni fissi che verso cellulari. Ai clienti in viaggio di nozze è riservato invece un diverso omaggio: un tappeto kilim, da scegliere personalmente sul posto. (GuidaViaggi.it)
26.05.2006

I VOLTI DELL'ANATOLIA

 

Campagna pubblicitaria per enfatizzare il posizionamento dato dalla Turchia come meta mediterranea per eccellenza: il meglio del turismo classico unito al massimo della cultura.

La campagna nasce per enfatizzare il posizionamento dato alla Turchia come meta mediterranea per eccellenza: il meglio per il turismo classico unito al massimo della cultura. I soggetti stampa sono sei, ognuno dei quali ha il compito di mostrare i diversi volti della Turchia. Le affissioni prevedono due soggetti pianificati su Milano e Roma. Il 30" televisivo è già on air su Sky (Cinema 1,2,3, canali Fox, Discovery Channel e Marco Polo). E' inoltre online una campagna banner multi-soggetto che durerà un mese.
Per Wunderman hanno lavorato i creativi Elena Daffara, Carla Leveratto e Lucia Maccà sotto la direzione creativa di Roberto Sgarella. Il coordinamento è a cura di Daniele Di Veroli. La produzione è di Natale Spagnolo. (Pubblicità Italia)
26.05.2006

LA CRISI DI ANTALYA

Il maggior centro turistico del mediterraneo in Turchia registra ancora un calo di turisti - 19 per cento.

Antalya, maggiore centro turistico del mediterraneo in Turchia, registra ancora un calo degli arrivi nei primi quattro mesi del 2006 rispetto allo stesso periodo dello scorso ano: -19%, come rivela l'agenzia <Cihan>.
Il dato è meno preoccupante di quello del primo trimestre che aveva registrato un crollo del 30% ma rimane allarmante per gli operatori del settore e per il deficit delle partite correnti della Turchia che potrebbe essere mitigato in gran parte con le entrate del turismo. (ApCom)
26.05.2006

I COSTI PIU' BASSI

In quanto a destinazione balneare li ha certamente la Turchia, intendendo tutto ciò che non è incluso in un pacchetto di viaggio.

E' la Turchia la destinazione balneare con i costi più bassi, intendendo tutto ciò che non è incluso in un pacchetto di viaggio, dal parcheggio ai giochi per bambini al noleggio di attrezzature. E' la conclusione cui giunge la tedesca <Adac>, che ha monitorato quaranta destinazioni balneari in otto Paesi europei. La Turchia è seguita da Germania, Croazia, Spagna e Grecia. Fanalini di coda sono Portogallo, Italia e Francia. (GuidaViaggi.it)
26.05.2006

CURA DI BELLEZZA

Chiude lo Sheraton di Cesme ma solo temporaneamente. Riaprirà dopo sei mesi di lavori  completamente rinnovato.

L'hotel Sheraton di Cesme a settembre chiude. Ma solo temporaneamente. Riaprirà dopo sei mesi e completamente rinnovato. Soprattutto nella filosofia. Il complesso infatti ospiterà un nuovissimo centro congressi in grado di contenere 1.500 persone. Il direttore della struttura, Iskender Dilek, ha dichiarato: "Il nostro obiettivo è sviluppare la potenzialità dell'area e rendere Cesme così attraente da farla competere con Antalya.
Anche per questo motivo il ministero del Turismo sta creando nella zona 14 campi da golf. E le sorprese potrebbero non essere finite. Corre voce infatti che la <Sheraton> stia cercando una location ad Istanbul. (ApCom)

26.05.2006

 

 

IL RITORNO DELLE SPOGLIE

S._Maria_novella_dove_si_trovano_le_spoglie_del_Patriarca_Giuseppe

 

Esaudita dal Papa Benedetto XVI e dal sindaco di Firenze la richiesta di Bartolomeo I di Costantinopoli di riavere quelle del Patriarca Giuseppe che dal 1439 sono sepolte nella basilica di Santa Maria Novella. La speranza che questo gesto "possa costituire un ulteriore passo nel segno della concordia e della pace tra i popoli".

Il_Patriarca_BartolomeoTorneranno in Turchia le spoglie del Patriarca Giuseppe, sepolto dal 1439 nella basilica di Santa Maria Novella a Firenze, così come richiesto dal Patriarcato di Costantinopoli. Il sindaco Leonardo Domenici e il cardinale Ennio Antonelli, Arcivescovo di Firenze, lo hanno annunciato al Patriarca Bartolomeo I ricevendolo al suo arrivo a Firenze, dove si è trattenuto alcuni giorni. Il Patriarcato aveva fatto richiesta al Papa Benedetto XVI lo scorso 14 marzo, di poter riportare in patria le spoglie di Giuseppe. La Segreteria di Stato della Santa Sede ha dato il nulla osta e ha chiesto all'Arcidiocesi di Firenze di interessare le autorità cittadine, visto che il complesso di Santa Maria Novella è di proprietà comunale.
Il sindaco Domenici ha attivato gli uffici per gli adempimenti burocratici ed ora il Comune, la Diocesi di Firenze e il Patriarcato di Costantinopoli, insieme alle autorità turche, dovranno concordare le formalità necessarie per il rimpatrio delle spoglie. Il Patriarca Giuseppe è una figura molto cara alla Chiesa Ortodossa. Arrivato a Firenze nel 1439 insieme all'Imperatore Giovanni Paleologo, per partecipare al Concilio che doveva riportare l'unione tra le Chiese di Oriente e di Occidente, morì durante i lavori e fu sepolto in Santa Maria Novella, nel cui convento si tenevano le assemblee.
Nell'annunciare la loro disponibilità al Patriarca Bartolomeo I, Domenici e Antonelli hanno espresso la speranza che questo gesto ''possa costituire un ulteriore passo nel segno della concordia e della pace tra i popoli, anche in vista della visita di Papa Benedetto XVI in Turchia, annunciata per il prossimo novembre''. (Adnkronos)
26.05.2006

PROTEGGERE GLI ANIMALI

Animal_protection

Varata in Turchia una legge sulla sterilizzazione. Le bestie, una volta registrate negli appositi uffici, non potranno più essere abbandonate.

New regulations governing the protection of animals officially went into force 
According to the regulations, no one below the age of 16 will be allowed to own a pet and bans will be imposed on the purchase of dangerous dogs.
The norm will be the sterilization of pets, with owners who want their pets to reproduce being asked to register the newborns. All pets will have to be registered at municipalities, the records of which will not be used for commercial purposes.
Animals, once registered, cannot be set free, the regulations say, with transfer of ownership allowed.
Pet sellers will have to undergo training courses and will be obligated to implant microchips on pets.
The municipalities will also be required to set up teams of experienced personnel to collect stray animals and ensure that all precautions are taken during such collection. The stray animals will be sterilized and registered before being released.
The municipalities will set up notice boards at temporary animal shelters to find the owners of stray animals. Animals that are not claimed after 10 days will be sterilized and then released.
Municipalities will not be allowed to release animals in any area other than those under their jurisdiction.
The use of animals in advertisements and movies will be under direct supervision of experts and cannot feature any instances of cruelty to animals. (Turkish Daily News)
26.05.2006

ALL'IRFI UN CORSO DI LINGUA TURCA PER DONNE

E' stato organizzato in collaborazione con l'Istituto italiano per l'Africa e l'Oriente (Isiao). Una borsa di studio messa a disposizione dall'Ambasciata di Turchia a Roma.

Partirà a breve a Roma un corso di lingua turca per sole donne gestito dall'Istituto romano per la formazione imprenditoriale (Irfi) della Camera di commercio di Roma e finanziato dal Fondo sociale europeo attraverso la Provincia di Roma. Il corso, come spiega ad <Aki Adnkronos International> il direttore generale dell'<Irfi> Piero Pagnotta, è stato organizzato "in collaborazione con l'Istituto italiano per l'Africa e l'Oriente (Isiao), che è il nostro partner per le iniziative sul Medio Oriente". Oltre alle motivazioni 'commerciali' (nel 2005 l'Italia è stata il terzo partner di Ankara per interscambio, con una crescita di oltre il 9 per cento sull'anno prima) Pagnotta ricorda anche che "a Roma non esistono corsi di lingua turca, ad eccezione di quelli che si tengono nelle università".
"Le lezioni saranno focalizzate sugli elementi base della lingua turca e il 30% delle ore (390 in tutto, ndr) è riservato allo studio della storia della Turchia", sottolinea Pagnotta, augurandosi che una forte risposta al bando. Dopo aver superato le selezioni iniziali, al corso per operatori di lingua e cultura turca potranno partecipare solo 16 donne, che al termine delle 390 ore di lezione saranno in grado di sostenere conversazioni semplici in lingua turca e leggere testi.
Soddisfazione per l'apertura del corso è stata espressa, ha confermato il direttore dell'Irfi, dall'ambasciatore turco in Italia Ugur Ziyal, che si è impegnato ad assegnare una borsa di studio in Turchia all'allieva migliore del corso. (Adnkronos-Aki)
26.05.2006

ISTIKLAL CADDESI
SEMPRE PIU' CUORE
DI ISTANBUL

Istiklal_Caddesi

La strada che parte da Taksim per finire a Tunel sta diventando una delle zone dove conviene investire. Un piccolo negozio può costare anche 400 mila euro.

E' il cuore incontrastato della Istanbul dal gusto più occidentale, quella dei palazzi liberty e dei locali alla moda. E sta diventando una delle zone dove conviene investire. L'Istiklal Caddesi, infatti, è ormai un importante asse commerciale dove ogni fine settimana si riversano due milioni e mezzo di visitatori e soprattutto di giovani.
Tutte le maggiori firme turche hanno una vetrina sulla strada, una volta occupata solo da antiquari e da caffè stile bohemién, Dopo <Collezione>, <Koton> e <Seventy Hill>, anche <Vakko> si è guadagnato il suo posto al sole. E che posto, visto che il suo store occupa un palazzo intero. Negli ultimi tempi sono comparsi anche alcuni brand stranieri, soprattutto quelli di abbigliamento sportivo come la <Nike> e la <Puma>, mentre le grandi case dell'alta moda italiana continuano a preferire i patinato e lussuoso quartiere di Nsantasi.
Un'occupazione progressiva alla quale si è adeguato anche il real estate, per la gioia dei proprietari di immobili. Che si tratti di acquisto o di semplice affitto i prezzi sono alle stelle. In questo momento per acquistare un negozio di piccole dimensioni e con una minuscola vetrina sono necessari non meno di 400 mila euro. Ma gli addetti ai lavori assicurano che sono soldi spesi bene e che le rendite compensano pienamente l'investimento. (ApCom)
26.05.2006

DA HIKMET, LO CHEF
NON SOLO
KEBAP MA MOLTO DI PIU'

Gli_Antichi_Sapori

 

Aperto a Roma il primo ristorante turco. Noi ve lo consigliamo per la varietà dei piatti, autentici,  e soprattutto per la serietà con la quale vengono preparati.

Voila! Anche Roma finalmente ha la cucina turca. Se ne sentiva la mancanza anche perché - in mezzo a tanti ristoranti cinesi, indiani, messicani e arabi che pullulano nella capitale - era davvero imperdonabile non poter invitare un amico dicendogli "Questa sera ti porto a mangiare turco". Ebbene a rimediare a questo vuoto è stato Hikmet, da 11 anni chef dell'ambasciata di Turchia. Hikmet ci aveva riflettuto parecchio prima di decidersi al grande passo poi - con il conforto della moglie e di qualche conoscente - ha approfittato del fatto che un locale agli inizi della via Nomentana si era liberato per mettere su anche lui il suo bravo ristorante. Siamo andati a trovarlo e dobbiamo dire che ne siamo usciti soddisfatti.
Un_momento_del_rinfresco_al_ristorante_turcoL'ambasciatore_turco_Ugur_Ziyal_al_brefing_per_l'apertura_de_Gli_antichi_SaporiOra per apprezzare questo tipo di cucina, è necessario sapere che la disciplina della tavola è una cosa molto importante per i turchi ai quali ogni cultura - da quella Licia a quella Ittita, da quella greca a quella romana, da quella bizantina a quella ottomana - ha dato il suo contributo. Insomma la cucina è una vera e propria arte. Essa comprende una grande varietà di piatti a cominciare dagli antipasti (meze), alle sfoglie formaggio e carne, ai legumi ripieni di carne o riso (dolma), alle griglie arrosto e alle polpette (kebap e Kofye), alle diverse varietà di riso (pilav), al pesce ed infine alla frutta e ai dolci. Come in tutte le cucine, anche in quella turca esistono degli alimenti onnipresenti quale la melanzana che non può mancare nella preparazione di più di 40 tipi di piatti, lo yogurt, i sottaceti,  il formaggio bianco, le olive, la cipolla, le insalate di qualunque tipo, la zucca. Tra i piatti forti si trovano le minestre: c'è quella di yogurt (Yayla çorbasi), quella di lenticchie rosse con il riso (Pirinçli mercimek çorbasi), quella di pomodoro con riso (Pirinçli domates çorbasi) ed anche quella di trippa (Iskembe çorbasi). Una delle pietanze più note è l'insalata di melanzana (Patlican salatasi). Ma non si può certo dimenticare lo yogurt diluito con i cetrioli (Cacik), il pollo alla circassa (Cerkes tavugu), i tortellini riempiti con carne tritata (Manti), il ripieno di spinaci (Ispanakli borek), il pasticcio di struccioli di carne (Talas boregi), le cozze ripiene (Midye dolmasi), la frittata d'agnello alla ankariota (Kuzu Annkara tavasi), i peperoni verdi con ripieno di carne macinata (Etli biber dolmasi). Questi, naturelement, non sono che una minima parte dei piatti turchi alcuni dei quali si possono gustare nel locale di Hikmet sorseggiando dei buoni vini Kavaklidere o Doluca o buttandosi direttamente sul raki dopo averlo preventivamente allungato con acqua. Lui, Hikmet, sarà lì a consigliarvi il menu. Lasciatevi dunque andare al piacere epicureo. Alla fine non potrete che ringraziare il vostro anfitrione. Anche perché i prezzi sono contenuti. (Ve.Inc)
Antichi Sapori della Turchia
via Nomentana,81 (Porta Pia) 00161 Roma
Tel. 06-44251310

26.05.2006

FOTOGRAFIE

Foto_di_Ataturk

L'ex presidente della Repubblica turca, Suleyman Demirel, alla inaugurazione di una rassegna che ha ospitato dapprima ad Ankara e poi a Samsun le migliori immagini del "Padre della Patria>, Kemal Ataturk a 125 anni dalla nascita di quest'ultimo. La mostra passerà ad Izmir.

The Turkish Tradesmen and Artisans' Confederation (Tesk) is taking part in celebrations marking the 125th anniversary of the birthday of Mustafa Kemal Atatürk, the founder of the Turkish Republic, with a photography exhibition that opened on Monday in Ankara.
The exhibition, titled "From Invasion to Victory, from Victory to Republic," also marks the 87th anniversary of Atatürk's arrival in Samsun, on May 19, 1919, which is the accepted start of Turkey's War of Independence.
The exhibition features numerous pictures of Atatürk is photographed during the early years of the republic. It is a mobile display, on a trailer, that will later travel to numerous provinces of Turkey. 
Ninth President Süleyman Demirel, speaking at the opening ceremony, said the Turkish Republic was founded with great sacrifice and amidst all kind of hardship and added that the exhibit was proof of Turkish artisans and tradesmen's loyalty to Atatürk.
TESK Chairman Derviş Günday, also speaking at the opening event, said that Turkey was undergoing a tough period with threats and pressure from both within Turkey and abroad, stressing that Turkey "should more than ever nowadays be fully aware of Atatürk's principles."
The exhibition trailer will end its tour in İzmir on Sept. 9. (Turkish Daily News)
26.05.2006

IL FESTIVAL DI ASPENDOS

Festival_di_Aspendos

La 13/ma manifestazione internazionale dell'Opera e del Balletto si aprirà il 10 giugno prossimo. Nel programma è inclusa, tra l'altro, l'esibizione del noto "British Royal Ballet" che fu fondato nel 1931 da madame Ninette de Valois.

Un_momento_della_conferenza_del_Festival_di_AspendosThe 13th Aspendos International Opera and Ballet Festival will be taking place between June 10 and July 22 at the Aspendos Theater in Antalya.
Organized by the Directorate General of the State Opera and Ballet, the festival will this year feature 13 performances by 11 local and foreign groups including the world-renowned Royal Ballet from Britain, the Berlin Opera from Germany and the Zurich Ballet from Switzerland. 
A press conference was held yesterday with the participation of State Opera and Ballet General Director Meriç Sümen Kanan, Deputy Director Şadi Erdoğan, Chief Director Gürçil Çeliktaş and Chief Choreographer Lale Balkan.
Speaking at the conference, Sümen said the festival was an important event both for the State Opera and Ballet and for Turkey in terms of culture and art. Sümen added that the festival would host important participants from both the world and Turkey. 
She said the event will kick off on June 10 with G. Verdi's opera "Aida," a magnificent piece that will greatly suit the festival venue, the Aspendos theater.
 "The festival will host outstanding performers this year such as the Royal Ballet, who will perform 'Manon' by J. Massenet. The Ankara State and Opera Ballet Orchestra will accompany the ballet, and it will be the first time the production has been put on for Turkish audiences," Sümen said.
The Royal Ballet, which was established in 1931 by Dame Ninette de Valois, one of the founders of the Turkish national ballet, is considered to be the most important representative of British ballet schools. 
Sümen also said among the event's other foreign participants are the famous Berlin Opera, who will perform Mozart's "The Magic Flute" as well as the Zurich Ballet, who will perform Bach's "Cello Suites-Winds in the Void." 
Coming projects:
Sümen said following the Aspendos festival, the Bodrum International Ballet Festival and the Marmaris National Ballet Days will take place and that the Ankara, Istanbul, İzmir and Mersin opera and ballets would go on a world tour in the summer season. 
Noting that the Istanbul and İzmir opera and ballet companies had performed in Pakistan's capital of Islamabad on May 15, Sümen said the Istanbul and Ankara State Opera and Ballet would go on a three-day tour to England this month at the invitation of the Royal Ballet as part of activities held to commemorate Dame Ninette de Valois.  "We will showcase the development that Turkish ballet has gone through since the 1960s in our performances in England," Sümen said. Mersin State Opera and Ballet will perform in the Turkish Republic of Northern Cyprus (KKTC) on June 15, he added.
Festival program:
This year's festival program will feature Verdi's opera "Aida" by the Ankara State Opera and Ballet on June 10-12; Minkus' ballet "La Bayadére" by the Ankara State Opera and Ballet on June 17; Verdi's opera "IL Trovatore" by the Mersin State Opera and Ballet on June 20; Bach's ballet "Cello Suites-Winds in the Void" by the Zurich Ballet on June 24; A. Borodin, R. Korsakov and M. Mussorgsky's ballet "Zhivago" by the İzmir State Opera and Ballet on June 27; Mozart's opera "The Magic Flute" by the Berlin Opera on July 1-3; Işıközlü's ballet "Emrah and Selvihan" by the Istanbul State Opera and Ballet on July 8; Verdi's opera "Othello" by the Istanbul State Opera and Ballet on July 11; Massenet's ballet "Manon" by the Royal Ballet on July 15; and Bizet's opera "Carmen" on July 18; and "Orff's "Carmina Burana" on July 22, both by the Antalya State Opera and Ballet.
This year's event, in which nearly 450 foreign and 1,550 local artists will be taking part, is expected to attract an audience of around 50,000 people. Ticket prices are YTL 10 for Turkish performances and YTL 25 for international performances. (Turkish Daily News)
26.05.2006

IL VENTO DI ISTANBUL

Istanbul_a_Damasco

Un particolare evento organizzato a Damasco dalla municipalità della metropoli turca, dal ministero della Cultura e del Turismo, dal governatore della capitale siriana e dall'ambasciata turca in questa città. Manifestazioni di vario genere, conferenze, folklore e danza.

Istanbul and Damascus, which are fed by the same centuries old cultural roots, share the same mission and colors. There is no reason not to feel like you are wandering in Istanbul's Grand Bazaar while on the streets of Damascus. The people of Damascus accepted Istanbul as their capital city for centuries.
"Istanbul Days in Damascus," an event organized by the Istanbul Metropolitan Municipality, Culture and Tourism Ministry, Damascus Governorship and Turkish Embassy to Damascus, tries to join two old friends: Istanbul and Damascus.
Istanbul will be introduced to Syrians with concerts by famous Turkish singers, conferences, photography and handiwork exhibitions, movie sessions and examples from Turkish cuisine.
Istanbul and Damascus are Sister Cities

Istanbul Metropolitan Municipality Mayor Kadir Topbas traveled to Damascus with a group of singers and academicians in the frame of "Istanbul Days in Damascus" activities and met with Syrian President Bessar Esad, Syrian Prime Minister Muhammad Naci Otri and Damascus Governor Dr. Bisr el Saban.
Esad voiced his delight at hosting the Istanbul Culture Days in Damascus. Studies to establish a "Sister City Protocol" between Istanbul and Damascus began after Topbas met with Otri.
The "Istanbul Players" gave a concert on the first day of the activities. A conference was conducted at Damascus University after the opening of "Modern Turkish Art Exhibition." After which guests visited the "Hedjaz Railway with Photos" and "Traditional Turkish Clothes and Handiworks" exhibitions while listening to the concert of a band of musicians playing janissary (Ottoman military) music. The Syrian people saw Turkish movies and the activities will continue with concerts. Esad is also expected to participate in Ahmet Ozhan's Turkish Sufi Music concert tomorrow.
Syrians are both thrilled and fascinated by the festivities, Ahmad Asfar, a Syrian citizen, said, "I have never been to Istanbul, but today I will have the chance to see it in Damascus," and communication student Ulan Rifai said: "I clearly see with these activities that our neighbor Turkey and Syria have very close cultures. I hope I will visit Istanbul as soon as possible." (Zaman)
26.05.2006

ZIYA AZAZI, DERVISC IN PROGRESS

Un danzatore moderno che si esibirà sabato 2 giugno alle h. 22.30 presso il teatro Espace di Torino (via Mantova, 38).

Un danzatore moderno che si ispira alla danza dei dervisci per creare uno spettacolo radicato nella cultura del suo paese ma trasformata in un'affascinante espressione del suo universo personale. Il passato incontra il presente, in una sintesi felice di comportamenti fisici e misticismo.
Ziya Azazi è nato nel 1969 a Antakya, in Turchia e nel 1986 si è trasferito a Istanbul, dove ha preso un diploma come ingegnere minerario, ma la sua passione, da sempre, è stata la danza, che ha imparato da completo autodidatta. Già nel 1990 viene ingaggiato dallo State Theater di Istanbul come ballerino, ed ha la possibilità di muovere i primi passi anche nel mondo della coreografia. Dal 1994 vive a Vienna, e negli ultimi anni si è aggiudicato alcuni dei più prestigiosi premi internazionali nel mondo della danza. (SuperEva-Guide)

26.05.2006

 

 

RED BULL AIR

Red_bull_air....

 

La tappa di Istanbul, il 29 giugno prossimo. Sarà la quinta di una competizione di nove.

Last year Istanbul successfully hosted the international Formula 1 Grand Prix and will how host a new international race.
This year's international event will take place, not on ground, but in the air.
The fifth leg of the Red Bull Air Race World Series will be held on July 29 in Istanbul.
General Manager of Red Bull Turkey Aykut Ferah also attended the meeting held to promote the event.
"We want to realize Turkey and the Middle East's largest organization," Ferah said.
We will organize the fifth leg of the nine-leg race in cooperation with the Istanbul Metropolitan Municipality and prepare a special flight track in Halic; we want to encourage Turkish pilots to join the race next year, Ferah said.
Eleven pilots will compete in the race, with pilot finishing the two-lap race in the shortest time taking first place. In the competition pilots must fly between 18-meter towers and perform acrobatics. (Sezai Kalayci, Mesut Yildirim/Zaman)
26.05.2006

LA 1° DONNA
TURCA A SCALARE
L'EVEREST

Prima_donna_turca_per_scalare_l'Everest

Si chiama Elif Mavis e faceva parte di un team di 11 persone che erano partite dalla Turchia nel marzo scorso per la spedizione. Del gruppo solo quattro hanno raggiunto la cima.

The Petrol Ofisi Everest Turkey team reached the summit of Mt. Everest, with Elif Maviş becoming the first Turkish woman to climb the world's highest peak. The team placed Turkish and Petrol Ofisi flags on the summit.
The 11-member team left Turkey on March 27; only four of them were able to make it to the summit.
The team had been preparing at a camp set up at 5,200 meters for over a month. The other three who reached the summit were Haldun Ülkenli, Serkan Girgin and Soner Büyükatalay.
The first to reach the summit was Mavis. (Turkish Daily News)
26.05.2006

 

LA <GRANDE PUNTO>
VINCE
IL RALLY DI TURCHIA

La_Grande_Punto

 

Ad imporsi all'Istanbul Park - il circuito che ospita il Gran Premio di Formula 1 e di MotoGP - Giandomenico Basso e Mitia Dotta.

Dopo due tappe e 21 prove speciali, la <Fiat Grande Punto> ufficiale di Giandomenico Basso e Mitia Dotta si è imposta nel Rally di Turchia, che si è concluso all'Istanbul Park, il circuito che ospita il Gran Premio di Formula 1 e di MotoGP.
La <Grande Punto> di Basso e Dotta ha concluso il secondo appuntamento del Campionato Europeo Rally con 2'59"4 di vantaggio sulla <Fiat Punto Super 1600> di Volkan Isik (pilota ufficiale della filiale Fiat turca) e con 3'22"5 sulla <Subaru Impreza> di Ercan Kazaz. Con questo incredibile risultato, <Grande Punto> si conferma in vetta alla classifica del Campionato Europeo con entrambi i suoi piloti ufficiali.
Basso, vincendo il Rally di Turchia, ha raggiunto infatti il compagno di squadra Paolo Andreucci, che si era imposto nel recente Rally 1000 Miglia, prima gara della serie continentale. Andreucci, inoltre, guida la classifica piloti del Campionato Italiano.
La <Grande Punto> è già una vettura da record: nella sua prima stagione agonistica, ha conquistato, infatti, quattro vittorie in cinque gare disputate. Non solo: <Grande Punto>, con il Rally di Turchia, ha vinto alla sua prima apparizione in una corsa oltre i confini dell'Italia. Nonostante sia il suo primo anno di competizioni, la <Grande Punto> sta dimostrando un elevato livello di prestazioni assolute e caratteristiche di affidabilità che nelle corse su strada come i rally sono gli elementi fondamentali per rendere vincente una vettura.
Sulle velocissime strade asfaltate turche, nell'entroterra delle città di Sile (sulla costa del Mar Nero) e di Izmit (50 km a est di Istanbul) la <Grande Punto> di Basso e Dotta si è aggiudicata 12 delle 21 prove speciali disputate, 10 delle quali nella prima frazione di gara. Nel corso della seconda giornata, il vantaggio accumulato ha poi permesso una condotta di gara più prudente. Gli avversari non sono certo mancati: primi fra tutti i forti piloti nazionali come Isik e Kazaz, poi il polacco Solowow ed il bulgaro Iliev. Poi le vetture a quattro ruote motrici turbo (la <Grande Punto> ha motore aspirato secondo le specifiche del regolamento Super 2000) come <Subaru> e <Mitsubishi>.
"E' stata una gara fantastica," ha esultato Giandomenico Basso al traguardo, "abbiamo vinto su strade che non avevamo mai visto prima, perché rispetto alla scorsa stagione le prove speciali erano tutte diverse. Sono soddisfatto per i punti preziosi che abbiamo incamerato, sono soddisfatto per la <Grande Punto>, che è stata veloce e perfetta, sono soddisfatto perché siamo in testa al campionato. Siamo soddisfatti, poi, per aver portato la <Grande Punto> al successo nel suo primo rally fuori dall'Italia. Mitia Dotta ed io ne siamo veramente orgogliosi: in tutta la mia carriera di pilota ho corso solo con vetture Fiat e questa vittoria è grandiosa."
Classifica finale Rally di Turchia :
1. Basso-Dotta (Fiat Grande Punto) in 2h.12'10"9
2. Isik-Karacar (Fiat Punto S1600) + 2'59"4
3. Kazaz-Kurbanzade (Subaru Impreza) + 3'22"5
4. Dinc-Gur (Subaru Impreza) + 3'46"0
5. Iliev-Yanakiev (Mitsubishi Lancer) + 3'59"7
Classifica Piloti Campionato Europeo Rally (dopo due prove)

1. Andreucci e Basso (Fiat Grande Punto), 10 punti
3. Isik (Fiat Punto S1600) e Cantamessa (Subaru), 8 punti
5. Kazaz (Subaru) e Sottile (Mitsubishi), 6 punti (Yahoo! Sport)
26.05.2006

GALATASARAY CAMPIONE

La squadra turca ha battuto nell'ultima giornata il Kayserispor per 3 a 0. Decisivo il pareggio del Fenerbahçe.

Il Galatasaray si è laureato campione di Turchia all'ultima giornata battendo per 3-0 in casa il Kayserispor. Decisivo il pareggio a sorpresa del Fenerbahçe, che era appaiato al comando della classifica e in caso di vittoria avrebbe conquistato il terzo campionato consecutivo ma fermato sull'1-1 sul campo del Denizlispor. (Agr)
26.05.2006

IL RICORSO

La_Turchia_in_azione

E' quello fatto dalla Federcalcio turca avverso il verdetto della Fifa che l'ha condannata a far giocare la sua Nazionale per sei volte in campo neutro.

La Turchia, eliminata dalla Svizzera nella corsa ai Mondiali di Germania 2006, ha fatto ricorso. La Federcalcio turca ha infatti deciso di appellarsi al tribunale arbitrale dello sport contro il verdetto della Fifa relativo agli incidenti del 16 novembre 2005 avvenuti al termine del match con gli elvetici.
La Turchia dovrà infatti giocare le prossime sei gare in campo neutro e a porte chiuse. (datasport.it)
26.05.2006

VOLLEY FEMMINILE


In Turchia si è chiuso anche questo campionato. Classifica finale.

Si è chiuso anche il campionato femminile in Turchia (ricordiamo la vittoria nel torneo maschile Arkas Sports Club Izmir di Gaston Giani e Riley Salmon).
Nell'ultima giornata del secondo concentramento la sorprendente sconfitta del Besiktas contro il Toki ha consegnato il titolo all'Eczacibasi Istanbul di Nancy Metcalf che ha poi ceduto per 3-0 nella partita conclusiva con il Gunes Vakifbank Istanbul.
Classifica finale (valgono le 6 partite dei 2 concentramenti, assegnazione dei punti come in Italia, tra parentesi i punti che le squadre portavano in dote in base alla classifica dopo la seconda fase)
Eczacibasi 12 (1)
Vakifbank 11.5 (1.5)
Besiktas 9.5 (0.5)
E.Toki 6 (0) (Volleyb@all.it)
26.05.2006

I° ISTANBUL CUP

Team_Ideal_Bikes

Protagonista della giornata Oprea Ovidiu, vincitore assoluto.

Si è svolta nella capitale turca Istanbul la 1^ Istanbul Cup, gara internazionale che ha visto al via gli atleti romeni del team italiano Ideal Bikes.
Protagonista assoluto della giornata è stato il forte Tudor Oprea Ovidiu, vincitore assoluto con il tempo di 1.58.56. Seconda posizione, staccato di poco meno di 4 minuti, il turco Bilal Akgul, mentre in terza e quarta posizione si sono piazzati altri due atleti del sodalizio italiano, gli Under 23 Marius Petrache e Lucian Logigan.
CLASSIFICA 1^ ISTANBUL CUP
01 Rom19760910 Oprea Ovidiu Tudor Rom 001:58:56
02 Tur19821013 Akgul Bilal TUR  002:02:38
03 Rom19870723 Petrache Marius Rom  002:09:18
04 Rom19871201 Logigan Lucian Rom 
05 Tur19750331 Guler Mustafa Tur 
06 Tur19840804 Korkmaz Halil Tur 
07 Tur19870205 Marmara Ugur Tur 
08 Tur19831027 Sevinc Mehmet Tur 
09 Tur19781215 Kurt Mehmet Tur 
10 Tur19801026 Calici Serkan Tur (Max Alloi/Solobike.it)
26.05.2006

 

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