PAROLE CHIARE

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Il
ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul ha dichiarato
che combattere crimini come l'assassinio del
giudice Ozbilgin è al primo posto nell'agenda nel
Governo Erdogan. |
La
Turchia non torna indietro. Parola di Abdullah Gul. Il
ministro degli Esteri turco, durante il congresso dell'Akp ad
Amasya si è trattenuto a lungo con i giornalisti, parlando del
futuro del Paese e facendo quella che a tutti è parsa una
dichiarazione programmatica. "Non c'è motivo di pensare
- ha detto Gul - che la Turchia possa fare passi indietro
rispetto ai progressi che l'hanno condotta alla sua forma
democratica".
"In questi anni abbiamo operato una vera e propria
rivoluzione silenziosa - ha continuato - Tutti i problemi
saranno risolti osservando le regole della democrazia, specie
quella di una democrazia così giovane come la Turchia
moderna. Il Paese adesso sta attraversando un momento di
grande cambiamento e crescita soprattutto dal punto di vista
economico. Il popolo turco può cominciare a pensare in modo
più positivo al suo futuro".
Gul non ha nascosto la sua preoccupazione per tutti gli eventi
che stanno interessando la Turchia e l'ondata reazionaria che
recentemente ha portato all'assassinio di Mustav Yucel
Ozbilgin, giudice del Danistay, il Consiglio di Stato.
"Combattere queste manifestazioni è al primo posto nella
nostra agenda, la polizia, l'Intelligence e le Forze di
Sicurezza sono competenti e portano avanti ogni giorno il loro
compito di mantenimento dell'ordine pubblico". Parole
chiare che sembrano voler fare dimenticare i fischi ricevuti
da tutti i membri dell'Akp ai funerali del giudice ucciso e
che Erdogan ha evitato solo perché non ha voluto
parteciparvi. (ApCom)
26.05.2006
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LA DATA NON SI
CAMBIA

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"Non
ci saranno elezioni anticipate e si voterà, come previsto nel
novembre 2007 per il rinnovo del Parlamento turco. Lo hanno
ribadito il premier Erdogan ed ministro Gul. |
Non ci
saranno elezioni anticipate e si voterà, come previsto, nel
novembre del 2007. Il Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan ed
il suo ministro degli Esteri, Abdullah Gul, hanno
ribadito fermamente le date per le consultazioni elettorali per il
rinnovo del Parlamento di Ankara rispondendo così alle richieste
delle sue dimissioni legate alle accuse di avere propiziato l'attacco
armato della scorsa settimana da parte di un avvocato legato ad un
gruppo di estremisti islamo-nazionalisti che ha ucciso un giudice del
Consiglio di Stato ferendone altri quattro.
"Coloro che vogliono che il Governo del partito Akp decida di
anticipare la data delle elezioni legislative si sbagliano", ha
detto Erdogan in un discorso al gruppo parlamentare del suo partito
Dal canto suo - rispondendo ad alcuni rumors della stampa locale che avevano
parlato di possibili elezioni anticipate - il ministro degli Esteri, Gul ha dichiarato che questo
tipo di ipotesi e indiscrezioni sono delle azioni superficiali che
puntano a distogliere l'attenzione dai successi raggiunti dal patito dei
governo GIustizia e Sviluppo (Akp). "L'opposizione del Chp (Partito
Repubblicano del popolo), ha aggiunto Gul, svelando la sua visione sugli
artefici della campagna - sta ponendo dei problemi inesistenti in agenda
per bloccare i progressi fatti dall'Akp".
Gul ha assicurato che le elezioni parlamentari si svolgeranno a novembre
del 2007, mentre qualche mese prima, a maggio, sarà eletto il nuovo
presidente turco. Il Chp e la sinistra turca stanno tentando di evitare
che il nuovo Capo dello Stato venga eletto dalla maggioranza dell'islam
moderato rappresentato dall'Akp, il partito del premier Recep Tayyip
Erdogan. (da ApCom-Ansa)
26.05.2006
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TRE ARRESTI PER
L'ASSASSINIO DEL GIUDICE

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Tra
questi un ex ufficiale dell'esercito turco che era
stato espulso per "indisciplina" (estremismo
islamico). Il premier Erdogan in polemica con il Capo
dello Stato Maggiore delle Forze Armate, gen. Hilmi
Ozkok. |
Tre
persone sono state dichiarate in arresto dalla polizia turca
come complici dell'avvocato estremista Alpasan Asla già
arrestato in precedenza come autore dell'assalto armato che
mercoledì 17 maggio al Consiglio di Stato di Ankara, nel
corso del quale un giudice è rimasto ucciso ed altri tre sono
rimasti feriti. Lo ha riferiro la stampa turca.
Uno degli arrestati, Mazaffer Tekin, un ex ufficiale espulso
dalle Forze Armate turche per "indisciplina"
(estremismo islamico) era stato condotto con una ferita
di arma da fuoco al petto, in un ospedale di Istanbul, da due
uomini non ancora identificati ma attualmente ricercati dalla
polizia.
Questi ultimi prima di fuggire avevano affermato in ospedale
che Tekin aveva tentato di suicidarsi per sfuggire ad un
probabile interrogatorio. Anche la polizia ha diffuso come
"probabile" questa ipotesi. Tekin, considerato il
capo del gruppo che aveva organizzato sia l'attacco al
Consiglio di Stato, sia i tre recenti attentati contro il
quotidiano di sinistra <Cumhuriyet>, sembra un
estremista di opinioni ultranazionalista anche perché la
polizia ha ritrovato in casa sua opuscoli e libretti che fanno
pensare all'organizzazione estremista islamo-nazionalista
detta "Coalizione della Mela rossa".
 Nel frattempo il premier turco Recep tayyip Erdogan ha
criticato senza nominarlo il Capo di Stato Maggiore delle
Forze Armate turche, generale Hilmi Ozkok, che aveva elogiato
senza riserve la manifestazione spontanea anti-Governo di
decine di migliaia di persone al Mausoleo di Ataturk ad
Ankara, in occasione dei funerali del giudice ucciso. Ozkok
aveva anzi invitato a mantenere alta la mobilitazione in
difesa della Costituzione laica della Turchia.
"Le persone che hanno responsabilità di un tale
incarico, devono sapere molto bene cosa suggerire e come
suggerire. Le parole hanno delle conseguenze" - ha
dichiarato Erdogan in riferimento alle parole del numero uno
dei militari turchi. (Ansa)
26.05.2006
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IL VELO
ISLAMICO

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L'uccisione
da parte di un fanatico religioso del giudice Ozbilgin, accusato
di aver vietato ad una donna l'uso del "turban" a scuola
evidenzia quanto sia divenuta scottante la questione del velo, che
divide i difensori della laicità dello Stato dai "religiosi".
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L'uccisione da parte di un fanatico religioso del giudice turco
Yucel Ozbilgin, "colpevole" di aver negato ad una donna di indossare
il velo islamico durante il lavoro a scuola, ha evidenziato quanto sia
divenuta scottante nella "laica" Turchia la questione del velo.
Vietato del tutto nei primi decenni della Repubblica turca, il velo
è stato gradatamente riammesso nel corso degli ultimi anni e ora lo si
può vedere indossato in tutti i modi e in tutti i colori a seconda
dell'età, della moda, della propria tradizione familiare. Per
regolare e contenere questa esplosione religiosa "popolare"
femminile, dal 1997 l'uso del velo islamico è proibito nelle scuole,
inclusa l'Università, e negli edifici di Stato, dato che il turban (questo
velo che copre i capelli e si attorciglia attorno al collo) venne
considerato un simbolo politico antilaico oltre che antiliberale perché
- sostenne la parte laica del Paese - simboleggia la segregazione e la
sottomissione della donna nelle società musulmane.
I dirigenti del partito islamico Akp, attualmente al Governo in
Turchia con il premier Erdogan, avevano promesso ai loro elettori
l'abolizione di questo divieto, considerato una violazione delle
libertà di culto e di espressione. Ma per i "kemalisti" turchi
questo divieto continua ad essere un baluardo del carattere laico della
Repubblica turca voluto dallo stesso padre della patria Kemal Ataturk
per salvaguardarne la laicità. Inoltre i laici sostengono che
normalmente le donne subiscono sin da bambine forti pressioni (fino al
ricatto morale e religioso) familiari e sociali a portare il velo e ad
accettare un ruolo sottomesso e segregato nella società per cui -
secondo essi - non si può parlare in alcun modo di "libertà"
o di "libera scelta".
Sta di fatto che tutto ciò crea tensioni, spaccando la società
civile a discapito delle donne.
Alle ragazze che cercano di entrare nelle università con il velo è
proibito l'accesso e così in questi anni oltre diecimila studentesse,
per le quali il velo non è solo un "pezzo" d'abbigliamento ma
parte della loro identità, hanno lasciato gli studi universitari o
hanno ripiegato sulle scuole coraniche. Nel 2004 solo nelle 350
scuole coraniche di Istanbul, su ventimila iscritti, sedicimila erano
donne e ragazze musulmane praticanti. Scelta obbligata che può
rivelarsi controproducente per un cammino di modernizzazione
anticonfessionale.
Così, benché lo stesso presidente della Repubblica turca, Ahmet
Necdet Sezer, ancora nei primi mesi del 2006 abbia posto il veto sulla
proposta di legge sull'abrogazione del divieto di velo, si è visto
però costretto a concedere l'amnistia a migliaia di donne espulse dalle
università perché indossavano il velo islamico vietato dal sistema
scolastico laico vigente nel Paese.
Il mistero della pistola
"Glock"
E' in questo quadro che mercoledì 17 maggio è stata assassinato
da un suo collega un avvocato turco, perché, il 23 aprile, difendendo
la laicità dello Stato, si era dichiarato contrario all'uso del velo
per una donna musulmana insegnante e direttrice di una scuola materna.
Yucel Ozbilgin è stato colpito al cervello con un colpo di pistola,
mentre svolgeva il suo lavoro di giudice, insieme ad altri cinque suoi
colleghi - di cui due donne - anch'essi gravemente feriti durante
la sparatoria avvenuta nel tribunale di Istanbul. A sparare,
l'avvocato Alparslan Arslan, che, facendo fuoco con ben undici colpi
di proiettili, ha urlato: "Allahu Ekber. Allah è grande. Il furore di
Dio sia contro di voi. Noi siamo i suoi messaggeri e soldati". Questo
giovane avvocato, non ancora trentenne, già nel 2001 era stato pedinato
dalla polizia per i suoi modi aggressivi di comportarsi e per il suo
fanatismo religioso.
Colpisce il fatto che sia riuscito ad entrare armato nell'aula del
tribunale, passando inosservato. Appena catturato mentre tentava la
fuga, gli è stata trovata in mano una pistola "Glock" definita
"pistola fantasma" perché capace di sfuggire ai metal detector.
E' della stessa marca e fattura di quella usata per ammazzare don
Andrea Santoro.
Più di ventimila persona hanno partecipato ai funerali di Ozbilgin,
presente anche il presidente della Repubblica turca, Ahmet Necdet
Sezer, che ha
condannato il gesto e si è detto sconcertato per questo attacco rivolto
non solo ad un avvocato - fatto di per sé già estremamente grave, -
ma certamente anche alla Costituzione turca e alla laicità dello Stato.
Anche il Primo Ministro Erdogan, che non è andato ai funerali, ha
espresso la sua disapprovazione per tale gesto e, di fronte al
sospetto che questa azione sia stata da lui velatamente approvato, ha
dichiarato che si sbaglia chi vuole legare questo assassinio alla "questione del velo".
(Mavi Zambak/Asianews.it)
26.05.2006
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UN GIORNALE
ISLAMICO AVEVA INDICATO LA VITTIMA

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Secondo
il sito Internet <Cnn-Turk>, il quotidiano
<Vakit> aveva pubblicato la foto del magistrato
ucciso e di altri suoi colleghi indicando gli
obiettivi a potenziali attentatori. |
Il
giornale fondamentalista ialamico <Vakit> aveva
pubblicato già il 13 maggio scorso sia la foto e il nome del
giudice del Consiglio di Stato Yucel Ozbilgin ucciso
dall'avvocato integralista Aslan Alpaslan sia quelle di altri
tre magistrati rimasti feriti. Il quotidiano tra l'altro aveva
additato il gruppo dei togati alla pubblica esecrazione per
avere esteso il divieto per le insegnanti di portare il velo
islamico anche nei pressi dell'edificio scolastico. Lo ha
ricordato il sito Internet della rete televisiva
<Cnn-Turk> ripubblicando la pagina del giornale
estremista in cui le foto dei giudici venivano preceduto dal
titolo "Ecco i membri (del Consiglio di Stato) che hanno
chiuso la strada della scuola alla maestra con il velo".
Secondo lo stesso sito della <Cnn-Turk>, il quotidiano
aveva così "indicato gli obiettivi" a potenziali
attentatori. (da Ansa)
26.05.2006
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AGGIORNATO
IL PROCESSO AL KILLER DI DON SANTORO

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Dopo
la prima udienza, il processo riprenderà il 16 giugno. L'assassino
del sacerdote rischia una pena da 18 a 28 anni di carcere. La difesa
cerca di accreditare la tesi dell'infermità mentale. |
Si è
aperto ed immediatamente aggiornato presso il Tribunale penale di Trabzon (Trebisonda) in Turchia il
processo contro Ouzhan Akdil, 16 anni, il ragazzo che lo scorso 5 febbraio aveva
ucciso il missionario italiano Don Andrea Santoro e che adesso deve rispondere
dell'accusa di omicidio volontario. La prima udienza è durata oltre tre ore e
si è svolta a porte chiuse. Il killer,
in carcere dallo scorso 16 febbraio, era arrivato su un blindato della polizia ed
è entrato dall'ingresso secondario del tribunale. Nell'aula insieme
all'assassino anche il padre, Hikmet Akdil, e il giovane avvocato Maya Usta, di
soli 22 anni e che esercita la professione da 5 mesi. Fuori la madre di Ouzhan
Akdil, che milita nell'Akp, lo stesso partito del premier Erdogan. La donna ha
atteso in corridoio insieme con i suoi altri due figli, che sono stati chiamati
come testimoni insieme con Emirhan Demir e Sanet Uslu, amici del killer. Il
processo è stato poi rinviato al prossimo 14 giugno. Ouzhan Akdil rischia da 18 a 28
anni di carcere. Esclusa la pena dell'ergastolo, data la minore età
dell'imputato. Rimane ancora parzialmente incerto il movente dell'omicidio,
anche se sembra sempre di più il gesto isolato di un fanatico. Ouzhan Akdil ha
infatti confessato di aver compiuto l'omicidio, dichiarando di essere stato
sconvolto dall'ondata di violenza seguita alla pubblicazione delle vignette
contro il profeta Maometto. Ma le ombre sull'accaduto sono molte, anche a
distanza di tre mesi. Gli inquirenti continuano a tenere aperta anche l'ipotesi
della vendetta mafiosa, secondo la quale il vero mandante dell'assassinio di Don
Santoro sarebbe la malavita legata al traffico della prostituzione, attività
particolarmente fiorente a Trebisonda e che Don Santoro cercava di contrastare
da oltre due anni. Rimane anche incerto se Ouzhan Akdil abbia agito da solo e di
sua spontanea volontà oppure se sia stato spinto a compiere l'omicidio da
qualche estremista nazionalista. come affermato nei giorni immediatamente successivi all'omicidio. Di certo, per il momento si sa solo che il delitto è
stato compiuto "Glock" con una pistola calibro 9 di proprietà del fratello. Gli
avvocati di Ouzhan Akdil non hanno rilasciato dichiarazioni. Secondo fonti di
stampa potrebbero decidere di richiedere la temporanea infermità mentale e
cercare di far ottenere al killer il minimo della pena. (Age)
26.05.2006
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LA DOLOROSA
SITUAZIONE DEI CRISTIANI

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Molti
di questi costretti ad abbandonare la propria patria - Turchia
inclusa - perché non sufficientemente protetti. |
L'intera
Chiesa Cattolica deve mobilitarsi con iniziative diplomatiche e
economiche a favore dei cristiani in Paesi a maggioranza islamica,
dove la difficile situazione "sta inducendo migliaia di cristiani a
lasciare la loro patria ove non sono più "adeguatamente protetti nei
loro diritti fondamentali". Lo ha affermato il ministro degli Esteri
della Santa Sede, Giovanni Lajolo, che ha illustrato l'impegno della
Santa Sede in questo ambito all'Assemblea del Pontificio Consiglio
per la Pastorale dei Migranti. "E' particolarmente dolorosa - ha
denunciato - la situazione dei cristiani in Terra Santa; ma anche in
Turchia e negli altri Paesi del Medio Oriente la loro presenza si è
ridotta considerevolmente. Molti dei cristiani che vi si trovano
sono stranieri soggiornanti in via temporanea. E' triste constatare
oggi anche l'esodo dei cristiani dall'Iraq, ove la presenza
cristiana e' minoritaria ma ben radicata". Mons. Lajolo ha
sottolineato anche che "è impossibile citare in proposito dati
precisi, atteso che in quei Paesi, compreso Israele, non vi sono
censimenti". (Agi)
26.05.2006
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ALLARGARE
L'UE ALLA TURCHIA

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"Bisogna
riprendere il cammino dell'Europa", ha detto il presidente
del Senato italiano Franco Marini. |
"Bisogna far riprendere il
cammino dell'Europa", un'Europa "che potrebbe arrivare anche
alla Turchia" in modo che si possano "sfruttare tutte le
potenzialità di quest'area allargata" verso il Medio Oriente
"per giocare un ruolo più forte nello scacchiere mondiale".
E' questo il pensiero del presidente del Senato Franco Marini che ha
affrontato l'argomento intervenendo all'inaugurazione di una mostra su
De Gasperi.
Marini ha ricordato la figura dello statista, alla presenza della figlia
e del senatore a vita Giulio Andreotti. "Oggi - ha detto facendo
implicito riferimento a Berlusconi - si rivendica la continuità con la
sua storia, anche con qualche imprudenza. Ma questo è il segno che la
sua grandezza oggi è unanimamente riconosciuta".
Il presidente del Senato ha sottolineato come De Gasperi avesse in sé
"due caratteristiche che difficilmente si ritrovano contemporaneamente
nei politici di oggi": la prima era "una capacità di visione
strategica delle grandi questioni" e l'altra "il coraggio di
una forte capacità di realizzazione, perché è stato un uomo delle
riforme".
In questa sua capacità di visione strategica, ha spiegato Marini, De
Gasperi "aveva capito prima di tutti la necessità di avere un
forte polo europeo dentro l'alleanza atlantica, aveva capito, per dirla
come si farebbe adesso, che l'unilateralismo si portava dietro grandi
rischi".
Marini ha poi sottolineato che dopo i referendum di Olanda e Francia
"c'è stata una battuta d'arresto dell'Europa politica che è
necessario far ripartire anche per le strategie di rilancio
economico". Il presidente del Senato si è dunque soffermato sulla
questione dell'allargamento dell'UE che, ha ammesso, ha determinato un
rallentamento: "ma - ha aggiunto - bisogna far riprendere il
cammino" anche perché "questo rallentamento è bilanciato
dalla costruzione di un'Europa più completa che può ambire a un ruolo
strategico". (ApCom)
26.05.2006
SOLUZIONE
LONTANA

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Adesso
che nella parte greca di Cipro ha vinto la coalizione di
Governo che sostiene Tassos Papadopoulos (il partito di
centro Diko), la riunificazione dell'isola diventa sempre
più difficile. |
La coalizione di
Governo che da tre anni sostiene il presidente cipriota Tassos Papadopoulos e
la sua politica contraria al piano Onu per la riunificazione di
Cipro ha vinto le elezioni parlamentari che sin dai primi exit poll avevano visto, come nelle
precedenti del 2001, quasi alla pari il partito Akel (comunista, che sostiene
Papadopoulos) e il Disy (di centro-destra all'opposizione).
Quando però lo scrutinio dei voti si è avvicinato al 50% è apparso chiaro che, pur restando quasi testa a testa, Akel e
Disy stavano perdendo punti rispetto alle passate elezioni a svantaggio del Diko (di centro, guidato dal
Capo dello Stato) e del socialista Edek, anch'esso all'interno della coalizione di
Governo. Alla fine dei conteggi, l'Akel ha ottenuto il 31.2% delle preferenze (-3,4% rispetto al 2001); il Disy il
30.3% (-3.5%), il Dyko il 17,9% (+3%) e l'Edek l'8.9% (+2.4%).
La consultazione, come ci si aspettava da più parti, è stata quindi un vero e proprio esame per la politica portata
avanti da Papadopoulos e cominciata con il sonoro "no" con cui
due anni fa (in un referendum condotto anche nella parte Nord dell'isola occupata) la maggior parte dei greco-ciprioti
bocciò il piano proposto dal segretario generale dell'Onu Kofi Annan
per riunificare l'isola divisa dal 1974 in seguito ad una invasione militare turca. I turco-ciprioti, invece, votarono a
maggioranza per il piano Annan.
Il voto dei greco-ciprioti va quindi a premiare e incoraggiare la strategia di Papadopoulos che tende ad ottenere
dalla Turchia il massimo delle concessioni a favore del Governo
di Cipro facendo leva sui negoziati di adesione all'Unione Europea avviati da Ankara lo scorso ottobre. Ed arrivando anche
al punto di minacciare di porre il proprio veto al prosieguo dei
colloqui qualora la Turchia non adempia all'impegno che si è assunta con
l'UE di aprire entro la fine dell'anno porti e aeroporti al traffico proveniente dalla Repubblica di Cipro.
Solo quest'ultima, infatti, dal maggio 2004 fa parte dell'UE ed
è anche l'unica entità riconosciuta a livello internazionale. Nella parte Nord dell'isola sotto occupazione
militare nel 1983, l'allora leader turco-cipriota Rauf Denktash
proclamò la Repubblica Turca di Cipro del Nord (Rtcn) che
è riconosciuta soltanto da Ankara.
Al contrario del Dyko, i partiti che nel referendum dell'aprile 2004 - e in particolare il Disy - si batterono a
favore del "si" al piano Annan hanno subito una netta erosione
nelle fila del loro elettorato che, va ricordato, a Cipro è stato in questa occasione di poco
più di 500.000 persone. Il calo dei voti per l'Akel, secondo fonti politiche locali,
sarebbe invece da attribuire al desiderio di numerosi simpatizzanti del partito di ''punirlo''
perché delusi dalla sua posizione iniziale a favore del
"si" al referendum per il piano Annan, modificata all'ultimo momento.
Ma, stando all'opinione di vari osservatori politici indipendenti e diplomatici europei qui a Nicosia, la caparbia
politica di chiusura nei confronti della Turchia che Papadopoulos
continuerà a portare avanti, soprattutto adesso che ha avuto un'indubbia manifestazione di sostegno dai propri
connazionali, sul lungo termine non condurrà ad alcun risultato
positivo per la riunificazione di quest'isola. (Fulvio
Morroni/Ansa)
26.05.2006
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NEGOZIATI:
"ANKARA RISPETTI
GLI ACCORDI"
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Continuano
a rimanere ampie le divergenze tra la Commissione europea e la
Turchia sulla questione di Cipro. Botta e risposta tra Olli Rehn e
Ali Babacan. |
Continuano a
rimanere ampie le divergenze tra la Commissione europea e la Turchia sulla
questione di Cipro, mentre si stringono i tempi per l'apertura del primo
capitolo dei negoziati per l'eventuale adesione di Ankara all'UE.
"C'é un chiaro collegamento tra l'apertura dei negoziati e
l'attuazione degli accordi che la Turchia ha sottoscritto con l'UE",
ha detto a Bruxelles il commissario UE per l'allargamento Olli Rehn,
riferendosi in particolare all'applicazione del protocollo di Ankara che
obbliga la Turchia ad aprire i suoi porti e aeroporti alle merci
provenienti da Cipro.
"C'é una differenza di interpretazione su come applicare il
protocollo. Il nostro approccio è diverso da quello della Commissione",
ha risposto davanti alla stampa il ministro turco Ali Babacan, che guida i
negoziati con l'UE nel lungo processo verso l'adesione. Secondo la
posizione di Ankara è infatti necessario che Cipro rompa l'isolamento
economico nei confronti della comunità turco-cipriota dell'isola, prima
di potere usufruire dei vantaggi di un'unione doganale con la Turchia.
Un isolamento che avrebbe potuto essere superato già due anni fa se i
ciprioti avessero votato in favore del referendum sulla riunificazione
dell'isola promosso dall'Onu, e che invece é stato bocciato dalla
maggioranza greco-cipriota, come ricorda ieri Babacan.
Di fronte a questo stallo diplomatico, Rehn nella conferenza congiunta con
Babacan, ha ricordato che è sempre più necessario per la Turchia agire
"con urgenza", in modo da riuscire ad aprire i primi negoziati
(sul capitolo sulla ricerca) a giugno.
Da ottobre, quando il processo è stato avviato, si è proceduto
esclusivamente a verificare il grado di preparazione della Turchia in
"circa metà" dei 35 capitoli di cui si compone l'ampio
pacchetto negoziale.
Oltre alla questione di Cipro, Rehn ha ricordato l'urgenza per la
Turchia di portare avanti le riforme legislative per garantire
effettivamente la libertà di espressione, i diritti fondamentali, la
libertà religiosa. "Ci aspettiamo inoltre - ha aggiunto Rehn - un
ampio piano di azione per lo sviluppo economico del Sud Est del Paese",
dove si concentra la minoranza curda. (Denaro.it)
26.05.2006
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"ACCETTEREMO
IL VERDETTO
DEGLI STORICI"

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Lo
ha affermato nel corso di un convegno il capo negoziatore turco
all'UE, Ali Babacan, a proposito del "genocidio" degli armeni. |
Sul "genocidio" degli armeni
la Turchia "è pronta ad accettare i risultati delle ricerche e a fare i
conti con la storia ma la questione è in sospeso in quanto non ci sono ancora
prove tangibili da parte degli scienziati". Lo ha detto il ministro dell'Economia turco e capo negoziatore di Ankara per l'adesione della Turchia
all'UE, Ali Babacan, a margine di un convegno a Bruxelles sull' Allargamento.
La questione armena è un nervo scoperto per Ankara. Gli armeni affermano che
nel 1915-16 l'impero ottomano sterminò 1,5 milioni di loro concittadini che
morirono di stenti durante la deportazione dall'Anatolia o uccisi da bande
armate organizzate.
Rispondendo a una domanda sulla questione, Babacan ha sottolineato che la
Turchia "è pronta ad accettare i risultati delle ricerche e a fare i conti
con la storia ma la questione è in sospeso in quanto non ci sono prove
tangibili da parte degli scienziati". Per questo, ha aggiunto, "non
possiamo fare dichiarazioni a riguardo". Un comitato scientifico
indipendente composto da ricercatori e storici sta cercando di far luce sul
presunto massacro, specie dopo l'apertura da parte delle autorità turche degli
archivi storici del Paese.
In questo contesto, il capo negoziatore presso i Venticinque ha assicurato che
il governo Erdogan "vorrebbe che la situazione con l'Armenia si sbloccasse
ma - ha aggiunto - non sta al Parlamento (turco, ndr.) dare un giudizio, sono
gli storici a doverlo fare".
La Turchia ha sempre negato il genocidio, invece confermato da un gran numero di
storici, da foto e testimonianze. Proprio questo negazionismo è uno dei tanti
punti neri che dovranno essere chiariti prima dell'adesione di Ankara all'UE,
prevista non prima del 2015. (fonte Aki/Nuova
agenzia Radicali)
26.05.2006
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"GENOCIDIO" DEGLI
ARMENI E PRIGIONE

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450
mila turchi che vivono in Francia potrebbero vedersi spalancare le porte
del carcere se negassero gli eccidi. |
The bill,
punishing those who deny the Armenian genocide due for discussion in the French
Parliament on Thursday, is worrying the 450,000 Turks living in France.
If the bill is enacted, tens of thousands of Turkish expatriates will become
potential offenders.
Turkish-French citizens say the denial bill cannot be enforced say, "Will you
put in prison tens of thousands deniers of the genocide?"
Turkish expatriates have been reacting against the Socialist Party (PS), which
prepared the bill, and organized protests on May 18 before the French
Assembly.
They will send their message to the French parliamentarians by chaining
themselves and taping their mouths.
Turkish-origin head of the PS's Strasbourg-Neuhof town regional office Saban
Kiper, protests his party's attempt and said, "I find it really unnecessary."
Kiper has been conducting negotiations for three weeks with the party's regional
office and headquarters, as well as evoking Turkish-French citizens to protest
the bill.
"Tens of thousands of Turkish-French citizens like me want to be proud of this
country. However, how can you feel proud of it; it calls your ancestors
murderers," said Kiper, PS's only Turkish origin regional branch president.
Saban, also a member of the French Joint Culture Youth Council, says tens of
thousands of Turks in France may be imprisoned, if the bill is enacted.
Cojep President Ali Gedikoglu said they protested the motion with the slogan,
"Don't restrict freedoms, don't keep the truth in the dark," and
thousands of Turks sent letters of protest to the French authorities.
Gedikoglu announced they will protest outside the French Parliament while the
motion is being discussed on May 18; sending their message to parliamentarians
by chaining themselves to the gates and tapping their mouths shut.
The Cojep president indicated they were able to make contact with leading
figures from the Socialist Party and may possibly meet with party leader
Francois Hollande.
Paris Anatolia Cultural Center Chairman Dr. Demir Onger thinks the motion is
"a result of the effective lobbying activities the Armenian Diaspora in France
has been conducing for 80 years," and says, "This attempt is a shame for
France that pretends to be the champion of freedom of expression."
"France, which refers the past to the historians when the issue is its own
history, passes a law on the history of another country and displays a
paradoxical attitude," cardiologist Dr. Onger defends, accusing France of
"playing with the fire."
Demir Onger noted they established the "Union for Freedom of Expression" in
order to protest the motion and sent thousands of protest letters to the French
authorities.
Onger criticized Turkey's ineffective lobbying, describing it as "a vertical
lobbying" conducted by top level bureaucrats or company bosses. Onger stated
the Armenians follow a policy from the bottom up and said Turkey must initiate
activities in an effort to persuade the French people in the long term.
Yuksel Bilici, an expatriate graduate student on "Turks' political
participation in France" living in the capital Paris, termed the proposal as
an "election present" for the Armenian Diaspora asking, "Will they put
500,000 Turks in Jail?".
Suleyman Toppeker, an official translator, said, "If 15,000 people sign a
petition claiming 'We do not believe in the genocide', they will be
immediately jailed".
Marc Semo, an expert on Turkey from the leftist French paper, Liberation,
advocating that the draft, which will cause problems over freedoms, concerns
France a great deal and emphasizes the difficulty in the implementation of such
a law.
There is no political integrity in France prior to the election due in 2007,
Semo revealed, and added French President Jacques Chirac, favoring Turkey, will
not be able to do anything because the law could be acceded in parliament on May
18.
The notice of motion leads to some concerns among expatriates, while several
Turkish foundations and institutions in France have noticeably remained silent.
Some other foundations referring to Zaman's view avoided sharing their
assessments on the issue. Few pay attention to the case except for a number of
foundations in France, where nearly 450,000 Turkish people reside. (Ali Ihsan
Aydin/Zaman)
26.05.2006
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L'ONU INDAGA
SULLE VIOLENZE ALLE DONNE

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Missione
in Turchia del relatore speciale della Commissione delle Nazioni Unite sui
Diritti dell'uomo, Yakin Ertuk. Si concluderà a fine mese. |
Yakin Ertürk, il relatore speciale della
Commissione delle Nazioni Unite sui diritti dell'uomo sulla violenza contro le
donne e le relative cause e conseguenze, sta conducendo una missione esplorativa
in Turchia che si concluderà il 31 maggio.
Yakin Ertürk, docente di sociologia all'Università tecnica del Medio Oriente
ad Ankara, in Turchia, è stata nominata relatore speciale nel 2003.
La relatrice speciale ha programmato visite ad Ankara, Batman, Van e Sanliurfa
per raccogliere informazioni di prima mano sulla violenza contro le donne nel
Paese. Uno specifico punto della missione riguarda lo studio sui suicidi delle
donne e delle ragazze.
Durante la visita, ha incontrato ed incontrerà i rappresentanti del Governo, le
organizzazioni non governative, i funzionari delle Nazioni Unite e le famiglie
delle vittime. Alla fine del viaggio la signora Ertürk preveda di presentare un
rapporto che conterrà risultati e raccomandazioni al nuovo Consiglio dei
diritti dell'uomo delle Nazioni Unite.
Le conclusioni del lavoro della relatrice Onu potrebbero interessare per alcuni
versi anche l'Unione Europea, in vista dell'adesione di Ankara. (Bollettino
Osservatorio sulla legalità)
26.05.2006
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IN AUMENTO LE PENSIONI
PRIVATE
|
Dall'anno
scorso in Turchia hanno segnato un incremento del 21%. Il giro di affari
è passato da 1 a 1.5 miliardi di nuove Lire turche. |
In Turchia sale la voglia
di pensione privata. Il Centro di supervisione delle pensioni private ha reso
noto che, rispetto all'anno scorso quasi 150 mila persone hanno scelto forme di
previdenza alternative, passando da 673 mila a 815 mila, con un incremento del
21%.
Secondo le stime rese note dalle 11 maggiori compagnie del Paese dall'anno
scorso il giro di affari è passato da 1.5 miliardi di nuove Lire turche, cioè
da 530 a 794 milioni di euro. Il 40% delle polizze è stato stipulato dai
giovani con età compresa fra i 25 e i 34 anni. (ApCom)
26.05.2006
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SICUREZZA
SOCIALE: APPROVATA
LA RIFORMA

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Il
presidente della Repubblica turca, Ahmet Necdet Sezer, ha controfirmato il
disegno di legge. Rimane aperta la questione dell'età pensionabile. |
Il presidente della
Repubblica turca, Ahmet Necdet Sezer, ha approvato la nuova riforma della
sicurezza sociale che aveva ottenuto il via libera dal Parlamento tre settimane
fa e che era stata appoggiata con forza dal Fondo Monetario internazionale.
La legge si pone l'obiettivo di conglobare in un'unica struttura, l'istituzione
per la sicurezza sociale, tutti i vari enti che si occupavano della previdenza
pubblica fino a questo momento. Il passaggio avverrà in re anni, le persone che
lavoravano all'interno delle vecchie strutture verranno riassorbite in quella
nuova. La nuova legge è stata duramente contestata dall'opposizione in sede di
dibattito parlamentare ed anche il Capo dello Stato, Ahmet Necdet Sezer. aveva contestato
l'innalzamento dell'età pensionabile, ponendo il veto su questa parte della
riforma. Questo è infatti l'unico nodo che rimane da sciogliere: l'innalzamento
a 65 dell'età per il ritiro dal lavoro. E su questo il presidente della
Repubblica sembra non voler scendere a compromessi. (ApCom)
26.05.2006
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AUTORIZZAZIONE
PER STUDIO
CON CELLULE
EMBRIOMALI STAMINALI

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E'
venuta dal ministero della Salute turco che deciderà quali medici
potranno condurre questo tipo di ricerca. |
Il
ministero della Salute turco ha introdotto una nuova regolamentazione
concernente la precedente messa al bando della ricerca con le
cellule staminali embrionali. Il ministero autorizzerà la ricerca
sulla clonazione terapeutica e sulle cellule staminali fetali per la
cura di alcune malattie.
Prima, una commissione etico-scientifica esaminerà lo stato della
ricerca sulle cellule staminali, anche per creare linee guida che
regolamentino questo tipo di ricerca. Come spiega Bekir
Keskinkilic, del ministero della Salute, è il ministero stesso
che "deciderà quali medici potranno condurre questo tipo di
ricerca. Comunque, l'autorizzazione della commissione etica sarà
necessaria ad un medico che si vuole cimentare in questa area di
studio". (Cellule Staminali)
26.05.2006
|
SEI
TURCHI RINCHIUSI A GUANTANAMO

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Rientrano
in una lista di 759 persone accusate dal Dipartimento della Difesa Usa di
terrorismo. I nomi dei prigionieri. |
The US
Department of Defense (Pentagon) issued a list of 759 foreign terrorism suspects
held at the Guantanamo Bay prison camp "at any phase" since January 2002.
Four Turkish names are on the list, in addition to Murat Kurnaz, currently known
to be detained in Guantanamo, and Salih Uyar delivered to Turkey.
The list includes: Yuksel Celikgogus, Mahmut Nuri Mert, Ibrahim Sen and Turkis-
origin Belgium citizen Mesut Sen.
The Pentagon first announced the names of 558 detainees on April 19 following a
lawsuit filed by the Associated Press on the grounds of the Freedom of
Information Act.
The US Department of Defense had previously kept the names of other detainees
secret. The comprehensive list announced Tuesday includes "new" 201
detainees at Guantanamo.
While the most of the detainees who are citizens of Western countries such as
Britain have been repatriated, no detailed information was provided about the
condition those previously kept at Guantanamo; according to the list.
That the names of some top executive Al-Qaeda administrators thought to be
detained by the US are not included on the list raised the question "where are
those people being kept?"
Claims that the US Central Intelligence Agency (CIA) kept the detainees at
private probation houses across Europe remain on the agenda; on the other hand,
it is uncertain whether or not the top executive al-Qaeda members were ever
brought to Guantanamo.
The CIA claims that Guantanamo has a secret detention center inside, while the
Washington administration rejects the claim.
Reportedly, 480 detainees are still being kept at the base, from which 275
people have been released. Only10 people have filed a case in the four years
since Guantanamo was established. (Cihan News Agency-Anadolu News Agency/Zaman)
26.05.2006
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QUATTRO
BAMBINI UCCISI DA UNA BOMBA

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L'esplosione
è avvenuta ad Erzincan, nella parte orientale della Turchia. Le vittime
stavano giocando dentro un capanno. |
Tragico
bilancio dell'ennesimo attentato in Turchia: quattro bambini sono morti
rimasto nell'esplosione di una bomba a Erzincan, nella parte orientale del Paese. Secondo quanto riferito
all'agenzia di stampa <Anadolu> dal governatore della città, Ali
Gungor, l'esplosione è avvenuta in un capanno di legno utilizzato
come deposito nei pressi di un edificio comunale e nei pressi del
quale stavano giocando le quattro vittime. (Adnkronos-Dpa)
26.05.2006
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L'AVVERTIMENTO
DI OCALAN: "INTENSIFICHEREMO LA LOTTA"
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Le
minacce dal carcere del leader separatista del Pkk. Numerosi morti nelle
ultime settimane. |
Il
leader separatista curdo,Ocalan, ha minacciato dal carcere di "intensificare" la lotta armata del Partito dei lavoratori del
Kurdistan. Se l'esercito turco continuerà a dare la caccia ai
ribelli del Pkk,considerato gruppo terroristico, esso "si
rafforzerà" di
numero, i combattimenti si intensificheranno. "Lanciamo un
avvertimento", ha detto Ocalan. Secondo l'agenzia <Firat.in>
nelle ultime
settimane i combattimenti tra ribelli del Pkk e forze turche si sono
intensificati. Numerosi i morti. (Ansa)
26.05.2006
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ESPLODE
MINA: UCCISO UN MILITARE, FERITO UN ALTRO
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L'attentato
ad opera dei terroristi del Pkk è avvenuto nel sud est anatolico e più
precisamente nelle zone di Lice (Diyarbakir) e Baskale (Van). |
Un
militare turco è rimasto ucciso ed un altro ferito nella Turchia sud-orientale
per effetto di due separate esplosioni di mine attribuite al gruppo separatista
armato curdo Pkk. lo ha reso noto l'agenzia turca <Anadolu> precidsando
che le due esplosioni sono avvenute a Lice nei pressi di Diyarbakir e a Baskale
nella provincia estremo-orientale di Van.
Il Pkk, classificato come organizzazione terrorista sia dalla Turchia sia
dall'Unione Europea e dagli Usa, ha intensificato negli ultimi mesi le sue
azioni armate contro l'esercito turco soprattutto nel sud-est anatolico a
prevalenza curdofona.
La Turchia ha, a sua volta, intensificato le operazioni di ricerca dei terroristi
del Pkk nella stessa regione ed ha ammassato migliaia di militari ai confini con
l'Iraq al fine di prevenire le infiltrazioni in Turchia di militanti del Pkk che
vivono in alcuni campi sulle montagne nord-irachene. (Ansa)
26.05.2006
|
DENUNCIATO
BOMBARDAMENTO TURCO
|
Secondo
il Sottosegretario del Governo regionale del Kurdistan irakeno, proiettili
di artiglieria avrebbero raggiunto il villaggio di Kafer Shur. Ankara
però smentisce. |
Il Governo del Kurdistan,
regione autonoma dell'Iraq, ha accusato le Forze Armate turche di avere
bombardato un villaggio turco vicino alla frontiera, cosa che ankara ha smentito
parlando di "totale invenzione".
Secondo i curdi, colpi di artiglieria dell'esercito turco avrebbero raggiunto il
villaggio di Kafer Salih, sottosegretario nel governo regionale del Kurdistan
irakeno. "Tre proiettili d'artiglieria sono caduti sul villaggio, vi sono
stati danni materiali ma nessuno è stato ferito", ha specificato,
precisando che "è la seconda volta in una settimana che villaggi vengono
bombardati nel nord" dell'Iraq.
Riferiremo ciò al Governo di Baghdad affinché possano prendere contatto con il
Governo turco e chiedere una spiegazione", ha proseguito Salih.
Ad Ankara un responsabile governativo, interrogato in merito alle accuse curde,
ha dichiarato alla <Reuters>: "Non è vero... tutte le misure sono
dalla nostra parte del confIne". (Ansa-Afp-Reuters)
26.05.2006
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TURCOMANNI
PENALIZZATI PERCHE' PRIVI DI MILIZIE
|
Intervista
dell'<Aki-Adnkronos International" al
rappresentante a Parigi della comunità, Nihad Bayatli. |
"Non sarà il nuovo
Governo iracheno, specchio dei giochi di potere dei singoli
partiti e del ruolo ormai decisivo che svolgono le varie
milizie in Iraq, a riportare la stabilità e la sicurezza nel
Paese". Ne è convinto Nihad Bayatli, rappresentante dei
turcomanni iracheni in Francia, che in un colloquio con <Aki-Adnkronos
International> boccia l'esecutivo insediatosi a Baghdad
dopo mesi di estenuanti trattative. Il nuovo Governo,
sottolinea Bayatli, "non rappresenta tutte le comunità
irachene, ma solo chi dispone di proprie milizie". Non a
caso, osserva l'esponente turcomanno, "l'80% dei ministri
in carica controlla gruppi di uomini armati" ed è
proprio in base a questa logica, secondo Bayatli, che
sarebbero state assegnate le varie poltrone (tre
ministeri-chiave - Difesa, Interno e Sicurezza Nazionale -
sono ancora vacanti ma ieri (24 maggio, ndr) il premier Nuri
al-Maliki ha fatto sapere che le nomine verranno annunciate
entro sabato).
La scarsa rappresentatività del nuovo esecutivo iracheno,
osserva Bayatli, è dimostrata dal fatto che ai turcomanni è
andato un solo dicastero (Giovani e Sport) malgrado questi
rappresentino il terzo gruppo etnico del Paese (Bayatli parla
di una comunità di 2,5-3 milioni di persone). "In teoria
avrebbero dovuto assegnarci almeno due ministeri e un
vice-premierato - lamenta l'esponente - ma purtroppo non
avendo milizie, il nostro peso a Baghdad è limitato e non ci
considerano come la forza che in realtà siamo".
Il fatto di non poter contare su un proprio 'miniesercito' ha
avuto ripercussioni negative anche in occasione delle elezioni
dello scorso dicembre, denuncia Bayatli. "Noi crediamo
nella democrazia, crediamo che sia possibile costruire un
nuovo Iraq e per questo siamo andati a votare in massa alle
recenti consultazioni. Ma ci è stato impedito di far sentire
la nostra voce, hanno sabotato le urne, hanno fatto sparire le
schede". L'esponente cita l'esempio di Arbil, in
Kurdistan, dove vivono "oltre 300 mila turcomanni".
"I nostri elettori avrebbero dovuto essere almeno 100
mila in quest'area - fa notare Bayatli - invece dallo spoglio
ufficiale delle schede risulta che solo 4 mila turcomanni si
sarebbero recati alle urne".
La situazione è particolarmente tesa nella città petrolifera
di Kirkuk, "arabizzata"' da Saddam Hussein durante
gli anni del suo regime ma che tutte e tre le principali etnie
irachene - arabi, curdi e turcomanni - rivendicano. "La
storia parla da sé - commenta Bayatli - noi abbiamo sempre
rappresentato la maggioranza nella zona. Prima di Saddam, il
60% della popolazione di Kirkuk era turcomanna, il 20% curda e
solo il 10% araba, tant'è che ancora oggi tutti parlano la
nostra lingua. Ma gli equilibri sono cambiati dalla caduta del
regime di Saddam. In questi tre anni 500 mila curdi sono
tornati a Kirkuk da altre parti dell'Iraq e dall'estero e
hanno iniziato a costruire case, appoggiati in questo da
americani e israeliani. Noi siamo andati al consolato
statunitense a protestare, ma la loro riposta è stata
semplicemente: "fate venire anche voi 500 mila turcomanni".
E' un'ipotesi assurda, ecco perché tutti sono arrabbiati a
Kirkuk".
Il dialogo con i curdi in realtà, continua, ma c'è lo stallo
della consultazione che questi vorrebbero indire entro il 2007
per decidere se Kirkuk, dove viene prodotto il 20% del
petrolio iracheno, diventerà una provincia del Kurdistan o se
invece farà parte dell'Iraq, come chiedono i turcomanni. Le
divisioni riguardano soprattutto il diritto di voto a quanti
si sono stabiliti nell'area da poco. "Noi chiediamo due
cose, chiediamo all'Onu di venire a fare un censimento che
attesti una volta per tutte la nostra presenza storica a
Kirkuk e chiediamo che i curdi 'trapiantati' vengano esclusi
dal voto".
Per quanto riguarda invece il rapporto privilegiato con
Ankara, Bayatli difende il legame della comunità turcomanna
con la Turchia dicendosi sorpreso dalle critiche mosse dalle
altre comunità irachene. "E' vero, riceviamo sostegno da
un Paese straniero, ma chi non lo fa? Gli Stati Uniti aiutano
da 14 anni i curdi, l'Iran fa altrettanto con gli arabi sciiti
e Siria e Arabia Saudita con i sunniti. Non vedo cosa ci sia
di così sorprendente da scatenare polemiche sul ruolo che
Ankara intenderebbe ritagliarsi in Iraq". Per Bayatli le
priorità, ora, sono altre, a cominciare dal nodo della
sicurezza.
"Noi chiediamo l'unità, chiediamo il disarmo delle
milizie e un governo davvero rappresentativo e chiediamo anche
agli Stati Uniti di rimanere in Iraq ma soltanto fino a quando
non ci sarà un governo abbastanza forte da prendere in mano
la situazione". Solo così "la gente potrà tornare
a dormire sonni tranquilli. O governiamo tutti - conclude
Bayatli - o nessuno riuscirà a governare l'Iraq". (Adnkronos-Aki)
26.05.2006
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ESPULSI TURCHI
PER MINACCE
A MUSULMANA

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Il
provvedimento, nei confronti di due persone, preso dalle autorità
elvetiche. Si tratta del marito di una giovane sposa e del padre di questa. |
Due
cittadini turchi, colpevoli di aver minacciato di morte una giovane musulmana,
residente in Svizzera, sono stati espulsi dalle autorità elvetiche. Lo hanno
comunicato fonti giudiziarie di San Gallo, nel nord della Svizzera.
I due espulsi sono il marito della giovane donna e il padre di quest'ultima, che
l'ha costretta al matrimonio.
Il decreto di espulsione per il padre, 46 anni, artefice di queste nozze
combinate, prevede anche che l'interessato non possa tornare in Svizzera, dove
viveva legalmente con la famiglia, prima di dieci anni. Il marito della ragazza,
già condannato per violenza in Turchia, dovrà restare fuori dal Paese elvetico
per i prossimi 5 anni.
La giovane donna era stata costretta dal padre a sposarsi lo scorso anno in
Turchia, prima del trasferimento in Svizzera.
Qualche settimana fa il marito della ragazza, ottenuto il permesso di soggiorno
dalle autorità elvetiche, ha potuto raggiungere la moglie a San Gallo.
Ma la ragazza si è rifiutata di andare a vivere con lo sposo.
Di fronte alla presa di posizione della donna, marito e padre hanno minacciata
di morte la giovane musulmana che si è rivolta all'autorità giudiziaria.
Il tribunale di San Gallo per evitare un "crimine d'onore" considerato
"in alcuni ambienti islamici fondamentalisti come l'unica possibilità per
lavare l'affronto del rifiuto di un matrimonio", ha deciso di agire
radicalmente ed espellere i due uomini. (ApCom)
26.05.2006
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ECEVIT IN CONDIZIONI
STABILI MA GRAVI

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L'ex
premier socialista turco era stato colpito la scorsa settimana da una
forma di ictus. Si trova ricoverato in un ospedale militare. |
L'ex premier turco Bulent Ecevit continua
ad essere in condizioni gravi ma stabili, dopo l'emorragia cerebrale che lo ha
colpito la scorsa settimana. Ecevit ha subito un'operazione di oltre sei ore e
poi è entrato in coma indotto.
"I segnali vitali di Ecevit" sono stabili, ma le sue condizioni
generali restano gravi", si affermava in un bollettino medico dell'ospedale
militare "Gata" presso il quale è ricoverato l'esponente socialista
turco. (ApCom)
26.05.2006
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PERSONE DISPERSE A CAUSA
DI PIOGGE TORRENZIALI
|
La
sciagura è avvenuta nella provincia di Kars. Colpito il villaggio di
Yukari Karaguney. Un uomo estratto vivo dal fango. |
Le piogge torrenziali hanno provocato una
frana nell'est della Turchia che ha sommerso otto abitazioni sul pendio di una
collina: quattro persone, tra cui tre bambini, risultano disperse.La frana ha
colpito il villaggio di Yukari Karaguney nella provincia di Kars, ha spiegato il
governatore Mehmet Ufuk Erdem. Un uomo è stato estratto vivo dal fango, ma i
soccorritori stanno ancora cercando una ragazza di 24 anni e tre bambini di 5, 7
e 8 anni. (Ap)
26.05.2006
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SCONTRO TRA DUE CAMION:
40 MORTI
|
La
sciagura è avvenuta vicino a Osmaniye, nel sud anatolico. Uno dei mezzi
trasportava clandestini afghani. |
E' di quaranta morti, soprattutto
clandestini afgani, e sette feriti il bilancio di un incidente stradale vicino
Osmaniye, nel sud della Turchia. Lo ha detto il governatore della provincia
meridionale, Zubeyir Kemelek, alla rete <Ntv> . Lo scontro e' avvenuto tra
due camion. (Asca-Afp)
26.05.2006
|
COLLISIONE
IN VOLO
TRA DUE CACCIA

|
E'
avvenuta sul Mar Egeo a 35 miglia a sud di Rodi. Coinvolti un velivolo militare turco ed
uno greco. Deceduto il pilota di quest'ultimo. I rispettivi ministri degli Esteri hanno cercato subito di
smussare le tensioni. |
Grecia e Turchia sono di nuovo ai ferri
corti per la collisione in volo tra due caccia militari sopra il Mar Egeo.
Ufficialmente i due Governi hanno assicurato che quanto accaduto non avrà
ripercussioni sui rapporti tra i due Paesi, da qualche tempo più amichevoli, ma
Atene ed Ankara si sono subito accusate l'un l'altra di avere provocato
l'incidente.
I due f-16 si sono scontrati alle 12:48 ora locale di martedì scorso (le 11.48
in Italia) a 35 miglia a sud di Rodi, vicino alla più piccola Karpathos,
l'isola più meridionale del Dodecanneso. Il pilota turco è riuscito ad
azionare il seggiolino eiettabile e si è salvato. Intercettato da un elicottero
greco a 100 miglia dalla costa turca, si è rifiutato di salire e ha preferito
imbarcarsi su un cargo battente bandiera panamense. Da lì è stato prelevato da
un elicottero militare turco e riportato in patria.
Sulla dinamica di quanto accaduto - che ha visto la morte del pilota greco
- le versioni divergono. Secondo il ministero
della Difesa di Atene, i due caccia erano impegnati i un'azione che tecnicamente
si chiama di combattimento aereo simulato. In pratica i due F-16 si rincorrevano
nei cieli dell'Egeo e giocavano alla guerra.
"Gli aerei si sono scontrati durante manovre di intercettazione sopra
Karpathos", ha dichiarato un funzionario del ministero. Il ministero della
Difesa di Atene ha riferito che quotidianamente l'aviazione militare intercetta
aerei turchi che invadono lo spazio aereo greco.
Opposta la versione della Turchia. "Aerei dell'Aviazione greca hanno
intercettato aerei dell'Aviazione turca, in quotidiano volo di addestramento
nello spazio aereo dell'Egeo e del mediterraneo, 35 miglia a sud dell'isola di
Rodi", ha reso noto lo Stato Maggiore di Ankara. "E' in corso
un'indagine sull'incidente", si legge ancora nel comunicato.
Manovre di intercettazione
Il sindaco di Karpathos, Michalis Ioannidis, ha riferito alla televisione greca
che nell'isola è stata sentita un'esplosione ma nessuno ha visto sia accaduto
in cielo.
L'Aviazione e la marina greche hanno subito organizzato una missione in soccorso
dei piloti. Si è levato in volo un elicottero <Super Puma> mentre
dall'isola di Kasos è salpata una fregata.
Grecia e Turchia, nemiche storiche, sono state sull'orlo della guerra l'ultima
volta dieci anni fa per uno sperduto sperone disabitato nell'Egeo, dopo il
conflitto per Cipro nel 1974. La guerra fu evitata grazie alla mediazione degli
Stati Uniti che temevano un conflitto armato tra due membri della Nato.
Negli ultimi anni i rapporti erano alquanto migliorati. I due Governi si erano dati
infatti reciproco sostegno nel 1999, quando entrambi i Paesi furono colpiti da
terremoti. Atene, poi, appoggia il tentativo della Turchia di entrare
nell'Unione Europea. Ma non si può parlare di pacificazione e non c'è ancora
un'intesa sulla sovranità territoriale. la Grecia pretende il rispetto di no
spazio aereo di 10 miglia attorno alle sue coste mentre la Turchia riconosce
solo 6 miglia, stesso limite previsto per le acque territoriali.
Il ministro degli Esteri turco Abdullah Gul ha chiamato la sua omologa greca
Dora Bakoyanni. "I due ministri hanno espresso il loro rincrescimento per
l'incidente e hanno concordato sul fatto che non debba interferire negli sforzi
dei due Paesi di migliorare le proprie relazioni", si legge in una nota
ufficiale del ministero degli esteri greco.
Ulteriore segnale di dialogo, la Turchia ha fatto sapere che il Capo delle Forze
Armate, gen. Hilmi Ozkok, si è messo in contatto con la controparte greca per
tentare di appurare quanto accaduto. (Agi-Reuters-Afp)
26.05.2006
|
"TESTARDAGGINE
INUTILE"

|
Secondo
la stampa turca la collisione tra gli F-16 avrebbe
potuto essere evitata solo se fosse stata attivata una
linea "rossa". "Non vogliamo scontri tra
i due vicini e i due alleati". |
La stampa turca ha
deplorato l'''inutile testardaggine'' di Ankara e Atene, che
non hanno attivato una linea speciale che avrebbe potuto
impedire la collisione tra gli F-16 dei due Paesi sopra il Mar
Egeo. I giornali turchi hanno comunque accolto con favore il
fatto che alla fine la ragione abbia prevalso e che
l'incidente non abbia provocato eccessive tensioni tra i due Paesi,
entrambi membri della Nato ma in contrasto su diverse
questioni. ''Corpo a corpo nell'aria, ragione in terra'' ha
titolato l'<Hurriyet>, precisando che i ministri degli
Esteri dei due Paesi si erano parlati al telefono poco dopo
l'incidente per impedire uno scontro diplomatico.
L'editorialista del quotidiano ha spiegato che il dramma
avrebbe potuto essere evitato se i due vicini avessero
attivato una linea ''rossa'' tra i loro ministeri della
Difesa, al fine di evitare delle crisi nel Mar Egeo e
coordinare i loro mezzi. ''Non comprendiamo, si tratta di
mancanza di volontà o di sincerità?'', si è chiesto il
giornalista, che ha affermato come il pilota greco sia morto
per niente. Il <Milliyet> ha scritto che il ''buon
senso'' delle due parti ha allentato la tensione. ''Prima la
collisione, poi il silenzio'', ha titolato il quotidiano. Per
la stampa turca l'incidente non ha costituito una sorpresa,
perché le manovre di intimidazione - voli a distanza ridotta,
inseguimenti - sono all'ordine del giorno al di sopra del Mar
Egeo. ''Non vogliamo scontri tra due vicini e due alleati. Ci
auguriamo che l'Egeo sia trasformato in un mare di pace e
amicizia'', ha sottolineato un editoriale del quotidiano in
inglese <The New Anatolian>. Il cronista ha fatto
appello alla ragione dei ''moderati'' dei due Paesi per
impedire che i legami bilaterali siano ''inquinati'' da
questo incidente. (Asca-Afp)
26.05.2006
|
LA
VOCE GROSSA

|
Il
Primo Ministro greco Costas Karamanlis ha minacciato la
Turchia di ritorsioni per l'incidente sul Mar Egeo che
ha visto due caccia scontrasi in volo. |
La collisione tra gli
F-16 di Grecia e Turchia sarà ''presa in considerazione'' nel
contesto della candidatura di Ankara all'entrata nell'UE. Lo
ha detto il Primo Ministro greco Costas Caramanlis.
''L'incidente deve essere un segnale alla Turchia affinché
abbandoni tattiche che non concordano con le sue prospettive
europee'', ha detto Caramanlis durante una conferenza stampa
al termine del vertice ministeriale dell'Ocse. ''Tutto ciò
sarà preso in considerazione nel quadro delle prospettive
europee della Turchia'', ha aggiunto. (Asca-Afp)
26.05.2006
|
TRUFFA
PER 3.7 MILIONI DI EURO
|
A
capo della banda - che operava in Germania ed in
Svizzera promettendo lucrosi investimenti - un turco di
34 anni. |
Una rete di truffatori
si è appropriata indebitamente di 3,7 milioni di euro (5,6
milioni di franchi svizzeri) in Germania e Svizzera
promettendo lucrosi investimenti, in realtà mai realizzati.
Gli inquirenti hanno perquisito negli scorsi giorni le
abitazioni e gli uffici dei sospetti a San Gallo, Berlino,
Schwerin e Amburgo, ha riferito la polizia della città
anseatica.
A capo della banda c'era un turco di 34 annni, arrestato in un
Internet café a Berlino in possesso di
documenti italiani falsi. Con i suoi complici, ha imbrogliato
dapprima almeno 94 investitori in Germania fra il marzo del
2004 e il febbraio del 2005, proponendo operazioni a termine
particolarmente interessanti.
Nell'agosto del 2005 il "cervello" era riuscito a
sfuggire a un tentativo di cattura, da parte della divisione
anticriminalità economica di Amburgo, e in seguito si era
trasferito a San Gallo, dove aveva fondato la società <Pro
Novo>, che proponeva prodotti finanziari a rendimento
fisso.
La banda aveva continuato a "lavorare" ed i soldi
raccolti, senza essere invertiti come promesso, erano stati
trasferiti in Turchia, tramite passaggi su conti in Svizzera e
in Germania. (Ticin@nline)
26.05.2006
|
INCENDIO
ALL'AEROPORTO
ATATURK

|
Danni
ingentissimi nella sezione merci dello scalo
internazionale di Istanbul. Tre i feriti. Non ancora chiare le cause
che hanno alimentato le fiamme. La rivendicazione di un
gruppo militante curdo. |
E' stato domato dopo circa tre ore
di sforzi il grosso incendio che si è sviluppato nel pomeriggio
di mercoledì scorso nella sezione merci dell'aeroporto Ataturk di
Istanbul provocando una densa nuvola di fumo sulla metropoli turca sul Bosforo e scatenando il panico tra i passeggeri, il
personale dell' aeroporto ed i parenti dei turisti in volo verso
la città.
Tre persone sono state ricoverate in ospedale con sintomi di intossicazione da fumo. Casi
più leggeri di intossicazione sono stati riportati da varie persone che si trovavano nell'aeroporto
o nelle sue vicinanze a causa della intensa colonna di fumo e fiamme, le cui immagini i media turchi e quelli di tutto il
mondo hanno trasmesso in diretta.
L'incendio è stato domato con molta fatica dopo circa tre ore dai numerosi vigili del fuoco accorsi subito sul posto che
si sono avvalsi anche di aerei anti-incendio i quali hanno riversato continuamente enormi
quantità di acqua sul focolaio.
''Non c'è stata perdita di vite umane, ma vi sono danni economici molto grossi'' - ha affermato il governatore di
Istanbul, Muammer Guler, che ha precisato che il fuoco si era sprigionato dapprima in un deposito e si
era poi esteso all' intera sezione cargo dell'aeroporto che -
secondo lo stesso governatore - conteneva materiali chimici, alcuni dei quali
''infiammabili ed esplosivi''.
Il traffico aereo, inizialmente sospeso, è stato poi riattivato, quando era apparso chiaro che i vigili del fuoco
erano riusciti ad arginare il fuoco impedendo che si estendesse
al terminal passeggeri, già evacuato per precauzione quando si
temeva che il vento avrebbe fatto estendere il fuoco all'area passeggeri.
Una nota di
<Firat News Agency>
Le autorità turche, compreso il governatore di Istanbul, hanno attribuito le cause dell'incendio ad un ''guasto nell'
impianto elettrico'', ma, secondo le Tv private turche, tale spiegazione appare quanto meno prematura e le reali cause
dell'incendio ''non sono state ancora accertate''. Si aspetta il
responso dell'inchiesta delle autorità aeroportuali e di quella
della magistratura.
Le stesse Tv turche e gli osservatori hanno ricordato che un serio incendio semidistrusse, il 14 novembre dell'anno scorso,
anche l'aeroporto Esenboga di Ankara. La causa dell'incendio fu
allora attribuita ad ''una friggitrice lasciata nella notte con
olio bollente'' in una caffetteria dello stesso aeroporto. A molti commentatori turchi ed osservatori stranieri quella
spiegazione sembrò inadeguata, ma l'episodio non è stato mai
chiarito del tutto.
In Turchia agiscono diverse forze - dal Tak (una formazione estremista curda che le
autorità ritengono una sigla paravento del Pkk) al Dhkp-C (una formazione di estrema sinistra) - che in
passato hanno effettuato attentati nelle grandi città, tra cui
Istanbul ed hanno mirato a colpire il traffico turistico, che in
Turchia rappresenta una risorsa strategica ed una fetta importante (18 miliardi di dollari l'anno scorso) del reddito
nazionale. (Ansa)
____________________________
La paternità dell'incendio è stata rivendicata da un gruppo
militante curdo. Lo ha reso noto l'agenzia stampa filocurda
<Firat News Agency>. (Agr)
26.05.2006
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TENSIONI DELLA POLITICA INTERNA
CROLLATA LA BORSA DI ISTANBUL

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Lunedì
scorso il livello più basso dall'inizio dell'anno. Una perdita di circa
l'8.3 per cento. L'indice Imkb100 dei cento titoli guida dell'economia
turca sceso nella stessa giornata di ben 3.292,62 punti attestandosi sul
livello di 36.351,06 punti. L'analisi di un esperto di <Global
Securities>. |
La Borsa di Istanbul ha
toccato lunedì scorso il suo livello più basso dagli inizi dell'anno perdendo
circa l'8.3%. Il crollo viene attribuito dagli analisti soprattutto alle
tensioni interne, oltre che alla congiuntura internazionale.
L'indice Imkb100 dei 100 titoli guida dell'economia turca è sceso di ben
3.292,62 punti, attestandosi sul livello di 36.351,06 punti.
"La tendenza alle vendite prosegue sui mercati internazionali. Ma la
ragione per cui essa è più forte in Turchia sono le tensioni nella politica
interna", ha affermato all'agenzia turca <Anadolu> l'analista di
<Global Securities>, Arzu Odabasi, Il riferimento evidente è alle
polemiche seguite all'assalto armato di un avvocato estremista nazionalista e
fondamentalista islamico, probabile membro di un gruppo islamo-nazionalista, che
ha ucciso un giudice del Consiglio di Stato e ne ha feriti altri quattro a causa
di una loro sentenza che limitava l'uso del copricapo islamico femminile. Il
Capo dello Stato, il numero uno dei militari, il leader dell'opposizione e le
alte magistrature hanno concordemente accusato il Governo, ed in particolare il
premier Recep Tayyip Erdogan, di avere propiziato l'assalto amato con i suoi
attacchi verbali delle scorse settimane ai giudici poi colpiti.
Già nella settimana precedente la Lira turca aveva subito oscillazioni notevoli
facendo registrare un deprezzamento del 15% sul dollaro e sull'euro, poi in
parte recuperato.
Nel mese di aprile l'inflazione aveva avuto una impennata dell'1.34%, facendo
lievitare l'inflazione attesa a fine dell'anno a circa l'8.83%, ben oltre
l'obiettivo del Governo del 5%. (Ansa)
26.05.2006
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NOTIZIARIO
DELL'AMBASCIATA D'ITALIA
| UNA MANOVRA CHE NON E' PROPRIO
UNA PASSEGGIATA
Come
previsto, la delegazione del Fondo Monetario Internazionale, giunta in Turchia la scorsa settimana,
è arrivata ad Ankara
per incontri ufficiali con alcuni rappresentanti delle istituzioni. Le
due delegazioni guidate rispettivamente dal Responsabile del Desk
Turchia del Fmi, Lorenzo Giorgianni, e dal ministro di Stato Ali
Babacan, hanno affrontato
i consueti temi economici, con particolare riferimento alla crescita
economica del Paese, all'afflusso di capitali esteri destinati ad
investimenti diretti, al deficit della bilancia dei pagamenti ed al
contenimento del tasso d'inflazione. Sono stati inoltre discussi gli
argomenti più direttamente collegati all'accordo di stand-by con
il Fondo, in particolare lo stato di avanzamento del processo di
privatizzazione, la ristrutturazione del sistema fiscale e la riforma
della legge sulla sicurezza sociale. Alla riunione ha partecipato
anche il rappresentante in Turchia della Banca Mondiale, Andrew
Vorkink.
Ora anche se la prima tranche del prestito è cosa fatta, il Fmi non
rinuncia a correggere il tiro della politica economica turca. Giorgianni
ha voluto dare un paio di suggerimenti al ministro Babacan ed al suo
staff.
Intanto - ha sottolineato Giorgianni - occorre rendere più severa la
politica fiscale e fare molta attenzione allo sviluppo di quella
monetaria. Suggerimenti che arrivano assieme ad una brutta notizia: nei
prossimo mesi il Paese della Mezzaluna dovrà tagliare 4.4 miliardi di
nuove Lire turche delle spese. Che tradotto in termini di moneta
comunitaria sono circa 2.3 miliardi di euro.
Una manovra che non è proprio una passeggiata e che ha costretto Babacan
a dichiarare che bisognerà riflettere seriamente sulle previsioni fatte
sul disavanzo delle partite correnti. Non solo. Il Fmi ha anche chiesto
alla banca centrale una maggiore cautela per quanto riguarda le decisioni
sui tassi di interesse. |
IL
DEBITO TURCO NEI CONFRONTI DEL FONDO
Il ministro di Stato turco Ali Babacan, nel corso di una riunione con gli
organi di stampa tenutasi presso il ministero del Tesoro sul tema
degli investimenti in Turchia, ha reso noto che il debito del Paese
nei confronti del Fondo Monetario Internazionale è sceso a $11.8
miliardi dai $23.5 iniziali e che l'attuale accordo di stand-by terminerà nel 2008. Babacan ha aggiunto che il Governo intende
collaborare con il Fondo e con la Banca Mondiale anche per cercare di
ottenere tassi di interesse più bassi di almeno 3-4 punti sui
crediti concessi alla Turchia.
SCESO
(SECONDO IL GOVERNO) IL LIVELLO DELLA POVERTA'
Il vice Premier turco, Abdullatif Sener, ha affermato che il numero delle
persone che vivono al di sotto della soglia di povertà è in
costante diminuzione. Secondo le ultime rilevazioni statistiche
relative al 2004, si tratterebbe infatti di 17.9 milioni (19.5 milioni
nel 2003) ovvero il 25.6% della popolazione, con un decremento
rispetto a due anni fa di circa il 10%. Secondo Sener tale diminuzione
è stata possibile grazie all'impegno profuso dal Governo per il
raggiungimento di uno sviluppo sostenibile ed un livello di stabilità
macro-economica necessari a consentire il benessere dei
cittadini. Tra le misure citate da Sener, il recente aumento del
salario minimo e la riforma del sistema di sicurezza sociale, che
garantirà un adeguato tetto assistenziale per tutti.
| L'INTERESSE
DI 8 SOCIETA'
Il ministro dell'Energia, Hilmi Guler, in una recente intervista ad un
quotidiano locale, ha informato che almeno otto società private
hanno manifestato il proprio interesse a costruire le centrali
nucleari nel Paese. Le varie aziende nazionali interessate al
progetto hanno in particolare avanzato una specifica richiesta di
partecipazione al suddetto programma da parte del settore pubblico. Si
tratta ora - ha continuato Guler - di determinare in quale misura ciò
sarà possibile, ipotizzando l'applicazione del modello PPP
(Public Private Partnership) che prevede un investimento congiunto dei
settori pubblico e privato o di altri modelli che potranno essere
determinati nel corso di riunioni future. Per quanto riguarda la
località prescelta per la costruzione della prima centrale
nucleare, Sinop, Guler ha affermato che uno studio dettagliato è
stato appena completato e che sarà molto importante scegliere la
tecnologia più adeguata. Il Ministro, pur sottolineando la
preferenza del Governo per il sito di Sinop, ha tenuto a precisare che
se una società avesse intenzione di avviare la costruzione di una
centrale nucleare, potrebbe farlo nella località di Mersin Akkuyu,
in quanto le relative licenze risultano già disponibili.
|
DIRETTIVE
PER GLI ESPORTATORI ORTOFRUTTICOLI
Il ministro dell'Agricoltura turco, Mehmet Mehdi Eker, ha dichiarato che d'ora in poi gli
esportatori ortofrutticoli turchi dovranno presentare dei certificati
sanitari attestanti l'assenza di residui chimici sul prodotto e che
se questi supereranno il limite consentito, saranno costretti a pagare
una penale.
DEFICIT
NELLA BILANCIA DEI PAGAMENTI
Secondo
gli ultimi dati pubblicati dalla Banca Centrale turca, la bilancia dei
pagamenti nel primo trimestre del 2006 ha riportato un deficit di
$3,058 milioni, con un incremento del 24.1% rispetto allo stesso periodo del 2005. Da gennaio
a marzo di quest'anno il deficit commerciale è cresciuto del
39.6%, attestandosi a circa $8,704 milioni. In avanzo invece i
servizi, le cui entrate nel primo trimestre sono ammontate a $1,151
milioni, anche se in
leggero calo rispetto allo stesso periodo del 2005 (- $1,195). Quanto
alle due principali voci della parte in conto capitale della bilancia
dei pagamenti, gli investimenti diretti dall'estero e gli
investimenti di portafoglio, i primi si sono assestati a $1,057
milioni nel 2006, con un
aumento del 43.6% rispetto al 2005 (+ $736.000), mentre i secondi
hanno raggiunto la somma di $ 3,578 milioni, rispetto ai $3,796 del
2005.
CRESCITA
DELLA PRODUZIONE INDUSTRIALE
I
recenti dati pubblicati dall'Istituto
di Statistica della Presidenza del Consiglio della Turchia (Tuik)
mostrano una crescita della produzione industriale del Paese pari
all'8.9% nel mese di marzo (3.4% nello stesso mese del 2005) con una
crescita media nel primo trimestre del 3.1%. L'aumento più
significativo si è registrato nel settore minerario (+10.7%)
seguito dal manifatturiero (+9%) e da quello dei servizi (+7.5%).
TURKEY-AFRICA FOREIGN TRADE
BRIDGE
Nei
giorni scorsi ad Istanbul si è tenuto il convegno "Turkey-Africa
Foreign Trade Bridge", organizzato dalla "Tukson" (The Turkish
Confederation of Businessmen and Industrialists), cui hanno
partecipato oltre ai Ministri degli Esteri di numerosi Paesi africani,
alcune centinaia di imprese del continente ed oltre 2.000 aziende
locali. Scopo del forum è stato quello di rafforzare i legami
economici e commerciali con il Continente africano. In base agli
ultimi dati, il volume dell'interscambio con l'Africa e' cresciuto
dai $5.4 miliardi del 2003 ai $9.6 miliardi del 2005 (+77.7%), con le
esportazioni turche passate da $2.1 miliardi nel 2003 a $3.6 miliardi
nel 2005, mentre le importazioni sono giunte a quota $6 miliardi nel
2005, contro i $3.3 miliardi del 2003 (con un saldo negativo nel 2005
per la Turchia di $2.4 miliardi). I principali Paesi partner in
quell'area risultano essere il Sud Africa, la Libia, la Nigeria e il
Marocco. Negli ultimi anni, inoltre, le imprese turche si sono
aggiudicate importanti progetti infrastrutturali soprattutto in
Algeria e Libia per un valore superiore ad un miliardo di dollari.
Numerosi ministri africani presenti al Forum hanno rilasciato
dichiarazioni relative alle possibilità di collaborazione con le
imprese locali: Nigeria: l'interesse maggiore è nella collaborazione nei
settori agricolo, dello sfruttamento di miniere d'oro, di carbone,
di fosfato ed altri 380 minerali. Il Paese è altresì interessato
ad importare macchinari ed impianti. - Guinea:
l'interesse principale si concentra in campo energetico (carbone ed
idroelettrico) ed aurifero. Le imprese turche possono fornire prodotti
agro-alimentari, materiali edili e prodotti tessili. - Rep.
Centrp-africana: le opportunità maggiori sono connesse all'uranio
ed al turismo dove si attendono investimenti consistenti dall'estero -
Togo: gli investimenti
esteri più attesi sono nei seguenti settori: agricoltura,
farmaceutici, cantieristica, giocattoli e fosfato. - Gabon:
si auspicano collaborazioni industriali dall'estero principalmente nel
settore del legname e prodotti derivati.
PREOCCUPAZIONI
La comunità d'affari francese in Turchia ha espresso preoccupazione
circa le possibili ripercussioni economiche e commerciali se dovesse
passare in Parlamento la legge che vieta in Francia la negazione del
"genocidio" a danno della popolazione armena nel secolo scorso. Lo
stesso Erdogan ha avuto un colloquio con i maggiori imprenditori
francesi ad Ankara, cui ha manifestato le proprie preoccupazioni sugli
effetti negativi sia sul piano politico che delle relazioni
commerciali bilaterali. La Francia è attualmente il quinto partner
economico della Turchia, dopo Germania, Russia, Italia e Cina, con un
volume di scambi che nel 2005 ha totalizzato €8.2 miliardi (€4.7
miliardi di importazioni dalla Francia e €3.5 miliardi di esportazioni).
IL FRONTE DEGLI INVESTIMENTI
ESTERI
Il ministro turco dell'Economia Ali Babacan ha affermato che l'ottimo risultato
registrato dalla Turchia nel 2005 sul fronte degli investimenti esteri
(circa $10 miliardi) quest'anno sarà certamente migliorato. Nel primo
trimestre dell'anno in corso, gli investimenti provenienti dall'estero
hanno già raggiunto quota un miliardo di dollari cui vanno aggiunte
le rilevanti somme (diversi miliardi di dollari) previste dalla
vendita di <Telsim> e <Turk Telekom>, ambedue nel settore della telefonia.
Il ministro di Stato ha inoltre ricordato che i settori maggiormente
dinamici e con le più forti potenzialità sono i seguenti quello
bancario, chimico, immobiliare, vetrario, ceramico, del cemento e
delle telecomunicazioni
PRODUZIONE A BURSA DI MODELLO
MINICARGO
La <Tofas> ed il <Gruppo Psa> (Peugeot e Citroen) in partnership dal 2005 per
la produzione di veicoli commerciali leggeri, hanno recentemente
concordato di produrre negli stabilimenti della <Tofas> a Bursa il
modello Minicargo. La produzione inizierà nella seconda metà del
2007 e rappresenta una delle priorità dell'accordo che durerà
fino al 2017.
| BEN VISTO L'INGRESSO Di
<VODAFON>
I
vertici dell'<Avea>, il terzo gestore di telefonia mobile in
Turchia,
sono soddisfatti della recente acquisizione delle azioni <Telsim> da
parte della <Vodafon> e ritengono che con l'entrata di quest'ultima
nel Paese il settore delle telecomunicazioni in Turchia crescerà e
si espanderà sensibilmente. Secondo l'<Avea> l'interesse di un
tale operatore straniero è sintomatico delle potenzialità
offerte dal Paese anche nei servizi di terza generazione.
|
VIA LIBERA
Via libera del presidente della Repubblica turco, Ahmet Necdet Sezer, al
decreto approvato dal Consiglio dei Ministri che concede la licenza al
consorzio italo - turco <Eni-Calik> per la costruzione
dell'oleodotto Samsun-Ceyhan.
COMMERCIO ORTOFRUTTICOLO ITALIANO
Il 29 maggio p.v. si svolgerà presso l'Hotel Hilton di Izmir un
seminario organizzato dalla <Mediterranean Fruit Company (Mfc)>, un
consorzio italiano formato da 25 aziende del settore. Il rappresentante in
Turchia della Mfc, Selcuk Ozmen, nel presentare l'iniziativa alla stampa
locale, ha sottolineato quanto sia importante il ruolo svolto dal
Consorzio nel commercio ortofrutticolo tra l'Italia ed i Paesi del
Mediterraneo.
IN AUMENTO IL
NUMERO DELLE SOCIETA'
Secondo i dati più recenti forniti dall'Istituto di Statistica della
Presidenza del Consiglio della Turchia (Tuik), il numero delle società
turche costituite nel primo quadrimestre dell'anno è aumentato del 17.2% rispetto allo scorso anno, per un totale di 19.623 unità.
LUSINGHIERI
I RISULTATI <TOFAS/FIAT>
Secondo quanto riportato dall'amministratore
delegato della <Tofas>, Alfredo
Altavilla alla stampa locale, i risultati finanziari relativi al primo
quadrimestre del 2006 sono stati lusinghieri con un aumento del 114.7% (YTL
25,8 milioni) rispetto allo stesso periodo del 2005. La produzione di
autovetture è incrementata infatti del 4.6% per un totale di 37.451 unità,
di cui il 79% è costituita dal popolare modello Doblo. Le vendite sono a
loro volta aumentate del 12.2% (71% per la Doblo, 11% per l'Albea e il
7% per la Grande Punto) mentre la quota di mercato della <Tofas> nel
primo quadrimestre è salita al 12.1%. Altavilla, commentando tali
risultati, ha reso noto che entro giugno sarà rafforzato l'organico con
l'assunzione di circa 400 persone, saranno effettuati entro il 2007
investimenti per 550 milioni
di euro e che infine si darà avvio alla produzione di altri due modelli
<Fiat>, il Mini cargo e il D200.
INVESTIMENTI NEL SETTORE BANCARIO
L'Istituto
di credito ellenico, <Alpha Bank>, sta valutando la possibilità di attuare
un investimento nel settore bancario turco. Si tratterebbe del secondo
investimento del genere dopo l' accordo siglato ad Atene tra la <National
Bank of Greece> (Nbc) e la <Finansbank> lo scorso aprile. La <Alpha Bank>,
che ha registrato un incremento dei profitti del 50% nel primo quadrimestre
del 2006, è già da tempo impegnata ad espandere le sue filiali estere ed è
già presente nella regione dei Balcani, dove ha acquisito alcune importanti
banche locali.
Si trascrivono qui di seguito i principali investimenti nel settore
bancario turco effettuati a partire dal 2001:
- nel
settembre 2001 la <Hsb> acquisisce la <Demirbank> al
prezzo di $350 milioni;
- nel
dicembre 2001 la greca <NovaBank> acquista dal Fondo per i
Risparmi e le Assicurazioni (Tmsf) la <Sitebank> che nel marzo
2003 diventa <BankEuropa>;
- nel
febbraio 2005 avviene la prima fusione tra istituti di credito; si
tratta in particolare della francese <Bnp Paribas> e della
turca <Teb Turk Ekonomi Bankasi>. Il 50% delle azioni della
<Teb Financial Investment Co.>, che possedeva l'84.25% della
<Teb>, fu trasferito alla <Bnp Paribas> per la somma di
$216.8 milioni;
- nel
luglio 2005 la <Dis Bank> (Turk Dis Ticaret Bankasi) è stata
acquistata dal Gruppo Finanziario belga-olandese <Fortis>, dal
Gruppo <Dogan> per la somma di €880 milioni, pari
all'89.34% del totale azionario. Il nome dell'istituto è poi
cambiato in <Fortis>;
- in
agosto 2005 la <Dogus Holding> e la <General Electric
Consumer Finance> (Gecf) hanno siglato un accordo concernente la
vendita del 25.5% delle azioni della <Garanti Bankasi> per la
somma di $1.555,5 milioni;
- il
Gruppo <Unicredito> è partner al 50% di <Koc Holding>
in <Koc Finans>, che a
sua volta ha acquisito il 57.4% detenuto dal Gruppo <Cukurova>
e dal Fondo di Assicurazione dei Depositi in <Yapi Kredi>;
- nel
giugno 2005 la Banca IMI del Gruppo <Sanpaolo Imi> e la
<Global Security Services>, società turca leader nella
trattazione di titoli hanno siglato un accordo per l'acquisizione
da parte di <Banca Imi> del 20% della <Global>, con
un'opzione di acquisto per un'ulteriore quota del 30% nei
prossimi due anni a partire dalla data dell'investimento iniziale;
- alla
fine del 2005 la più grande banca israeliana, la <Bank Hapoalim>,
ha acquisito il 58% della <Bank C Kredi ve Kalkinma> (C Bank)
per l'ammontare di $113 milioni;
- il
4 aprile 2006 con un accordo siglato ad Atene tra la <National
Bank of Greece> (Nbg) e la <Finansbank>
sono state ufficialmente vendute il 46% delle azioni di
quest'ultima ed il 100% di quelle appartenenti al fondatore della
<Finansbank>, al prezzo di €2,291 milioni, con un
trasferimento alla <Nbg> di tutte le società affiliate;
- La
<Sekerbank> è invece alla ricerca di un partner da quando il
negoziato con l'olandese <Rabobank> è stato
abbandonato nel febbraio 2006. Tra le banche interessate ad
acquisire il 52% della Sekerbank figurebbero la <Standard Bank>,
la <Banca Imi>, la <Societe Generale>, la <Banque
Populaire Atlantique> e la <Dubai Sheikh El Maktum>. Anche
la <Akbank> sarebbe alla ricerca di un partner straniero; a
tale proposito sarebbero stati avviati contatti con la <Hsbc>
e con la <Citibank>. Infine, la <Denizbank> sta al
momento prendendo in considerazione offerte presentate dalla <Societe
Generale>, da <Banca Intesa>, dalla <Deixa Bank> e
dalla <Standard Bank>.
AUMENTO
QUOTE DI CAPITALE
Secondo l'Autorità di supervisione del settore bancario (Bddk), 15
banche, di cui 6 locali e 9 straniere, dovranno aumentare le proprie quote
di capitale versato entro i prossimi cinque mesi. Tra gli istituti di
credito stranieri figurano la <Banca di Roma>, che dovrà versare
$25 milioni in contanti, la <Deutsche Bank<, la <JP Morgan>,
la <Abn Amro>, la <Societè Generale>, la <Taib Investment
Bank>, la <WestLB>, la <Bank Mellat< e la <Habib Bank>.
PRIVATIZZAZIONI
Sarà lanciata nei
prossimi giorni l'offerta pubblica della quota addizionale del 25% della
<Turkish Airlines> (Thy). La percentuale in vendita potrebbe raggiungere
quota 49.82%. Il prezzo di ciascun titolo dovrebbe essere tra YTL 6.30 e
YTL 7.25 a seconda dell'interesse che la vendita susciterà tra gli
investitori stranieri. La società statunitense <Caib> è stata selezionata
per effettuare il controllo delle richieste di acquisto provenienti
dall'estero.
INDICATORI
MACROECONOMICI
- Crescita del PNL nel 2005:
7.7%
- Inflazione
annua (prezzi al consumo): 7.72% (2005); 8.16%
(gennaio-marzo 2006)
- Interscambio con l'Italia
nel 2006 - gen-mar - (dati Ice): 3,4 miliardi di dollari, con
esportazioni pari
a 1,8 miliardi ed
importazioni pari a 1,6 miliardi.
A
cura di: Simona De Martino - Capo dell'ufficio Economico e Commerciale
dell'Ambasciata d'Italia in Turchia
Gianmarco Macchia - vice Capo dell'Ufficio Economico e Commerciale
Roberto Luongo - Direttore dell'Ufficio Ice di Istanbul
Redazione: Tiziana Staffolani - Collaboratore Economico e Finanziario
26.05.2006
NUCLEARE:
LA PRIMA VOLTA
DELLA TURCHIA

| Il
piano del Governo Erdogan - che prevede la costruzione di una centrale
nucleare nei pressi di Sinop sul Mare Nero - non è piaciuto del tutto
agli abitanti del posto che temono gravi conseguenze ambientali. I più
preoccupati sono i pescatori e gli operatori del turismo. Manifestazioni
di protesta. |
La cittadina di Sinop,
abbarbicata su di una penisola affacciata sul Mar Nero, finora era nota n
Turchia per due ragioni: la sua fortezza, trasformata in carcere in epoca
ottomana, che ha ospitato fino al recente passato illustri detenuti politici, e
la base Nato che, durante il periodo della guerra fredda, ha ospitato antenne e
ripetitori destinati ad intercettare le comunicazioni della vicina Unione
Sovietica. Chiuso il carcere e smantellata la base Nato agli inizi del 2000, la
cittadina era tornata alla routine tipica di una qualsiasi cittadina di
provincia turca.
Da alcune settimane, però, Sinop è tornata a far parlare di sè sulle pagine
dei giornali e nei notiziari televisivi. La ragione: essere stata prescelta come
il luogo dove sorgerà la prima centrale nucleare turca. Mentre le celebrazioni
per il ventennale del disastro di Cernobyl stanno riaccendendo il dibattito
sulle conseguenze che le radiazioni hanno prodotto in Turchia, soprattutto nella
regione del Mar Nero, dove da più parti si segnala la presenza di un numero di
malati di cancro superiore alla media nazionale, il presidente Recep Tayyip
Erdogan aveva
annunciato alla fine di aprile che sarà proprio a Sinop che si inaugurerà il
nuovo corso della politica energetica turca.
Di nucleare, e della necessità di costruire centrali nucleari per fronteggiare
il bisogno energetico del Paese, il Governo dell'Akp (Partito della Giustizia
e dello Sviluppo) aveva in realtà già parlato nel 2004: "Nei prossimi anni
la Turchia potrebbe trovarsi in difficoltà in tema di forniture energetiche"
conseguenze dannose per la loro salute..
"Il modello irlandese"
Dai primi mesi del 2006 il governo ha mostrato la volontà di accelerare i tempi
per la concretizzazione del suo programma nucleare. La crescita del prezzo del
petrolio sui mercati internazionali, le difficoltà nell'approvvigionamento di
metano con l'Iran e soprattutto la recente crisi tra Ucraina e Russia, dalla
quale la Turchia acquista il 60% del metano che consuma, sono gli elementi che
hanno contribuito a determinare la decisione del governo. In un vertice
internazionale ad Istanbul il ministro dell'Energia, Hilmi Guler, ha affermato
senza mezzi termini che "anche se usassimo tutte le nostre risorse naturali
avremmo comunque bisogno dell'energia nucleare".
Il piano del Governo prevede l'entrata in funzione per il 2012 di tre centrali
nucleari, dotate di reattori della potenza di 5.000 MW. La realizzazione del
progetto seguirà quello che Guler ha chiamato "il modello irlandese", una
compartecipazione cioè del settore pubblico e di quello privato. Nel frattempo
l'Istituto per l'Energia Atomica ha individuato sette località in possesso
dei requisiti necessari per ospitare una centrale nucleare. Dopo molte settimane
di incertezza, ed una ridda di voci contraddittorie, è arrivato finalmente
l'annuncio del presidente Erdogan che ha reso noto come la scelta della
località destinata a ospitare la prima centrale nucleare è caduta sul sito di
Inceburun, a pochi chilometri da Sinop.
La storia del nucleare in Turchia ha in realtà radici molto più profonde.
Risale infatti al 1960 la realizzazione, con scopi di ricerca, del primo
reattore nucleare della potenza di 1 MW. Alla fine degli anni '60 il primo
progetto americano-spagnolo per una centrale di 400 MW. Si torna a parlare di
nucleare nel 1974 quando viene anche individuato il sito adeguato, a Mersin
sulla costa del mediterraneo sud-orientale, ma anche in questo caso non si
conclude nulla. Dopo nuove voci finite in un nulla di fatto negli anni '80 con
il Governo Ozal, nel 1998 il progetto di una centrale nucleare arriva fino allo
stadio dell'apertura di una gara d'appalto alla quale partecipano tre
consorzi internazionali, in uno dei quali vi era anche l'italiana Ansaldo. Nel
2000 però il primo ministro Ecevit decide di rinunciare al progetto perchè
considerato antieconomico.
Ora, il Governo Erdogan ripropone l'opzione del nucleare mostrando di essere
determinato ad andare fino in fondo. Scontato il consenso proveniente dagli
ambienti imprenditoriali - la Confindustria (Tusiad) ha dichiarato che la
Turchia è comunque in ritardo in tema di energia nucleare - la decisione del
governo ha mobilitato un vasto fronte di oppositori in tutto il paese.
Malati di cancro
L'Ordine dei Medici ricorda i dati emersi da una ricerca condotta sugli
abitanti della cittadina di Hopa, nel Mar Nero orientale: "I casi di malati di
cancro nella città sono superiori alla media nazionale. Anche se è difficile
al momento stabilire una relazione diretta con l'incidente di Cernobyl, è
necessario fare delle ricerche più approfondite". Il professor Uyar, della
Università di Marmara, fa balenare un altro pericolo: "Quello per cui in
Turchia finiranno centrali nucleari che sono state rifiutate da altri Paesi
europei".
Hilal Atici, responsabile di Greenpeace-Turchia, pone delle domande ancora più
radicali: "Preferiamo un'energia pericolosa ed inquinante, ripetendo così
gli errori compiuti nel passato da altri paesi che ora stanno ritornando sui
loro passi, oppure vogliamo scegliere fonti di energia rinnovabili e sicure?".
Nel caso la Turchia scegliesse la prima soluzione, Atici avverte che il Paese si
troverà da solo a far fronte a delle tragedie "ed allora non ci sarà spazio
per il pentimento".
Per il momento quelli ad essere maggiormente preoccupati sono proprio gli
abitanti di Sinop. Non è la prima volta che Sinop viene associata a progetti
nucleari. "Tra il 1981 ed il 1986 - ricorda Hayrettin Bozkurt, presidente
degli "Amici dell'Ambiente" - vennero fatti degli studi di fattibilità.
Rimase irrisolto però il problema delle scorie". Per il presidente della
cooperativa ittica cittadina, Ali Bayram, "questa regione è stata indicata
come la più adatta per la centrale ma non esiste una Valutazione di Impatto
Ambientale (Ced)". Sono proprio i pescatori - la pesca rappresenta una delle
voci più importanti della depressa economia cittadina - ad esprimere le
maggiori preoccupazioni per il futuro della loro attività: "Nella zona dove
faranno la centrale si concentra il 50% del nostro pesce, questo significa che
il nostro lavoro è finito".
La città mostra di non essere intenzionata a subire passivamente le scelte di
Ankara e tra gli abitanti si respira aria di grande mobilitazione. Tra i primi
risultati di questo fermento la costituzione del "Coordinamento contro Sinop
Nucleare", affiancato anche da un sito internet. Delle numerose iniziative di
mobilitazione in programma, la prima si è svolta lo scorso 29 aprile. Diecimila
persone, attivisti di Sinop ma anche rappresentanti delle più diverse realtà
della società civile turca, dal Fronte-Antinucleare alle organizzazioni
sindacali, sono confluiti nella città per dire no a "Sinop nucleare".
Accolti da striscioni quali "La centrale porterà tragedie e non lavoro a
Sinop", "Il nucleare finisce, il vento no", appesi ai balconi oppure
esposti da cento barche di pescatori, i manifestanti, dopo essere sfilati per le
vie della città, sono confluiti nella piazza Mumcu. A attenderli sul palco
gruppi musicali ed gli organizzatori della manifestazione. Hale Oguz, portavoce
del Coordinamento cittadino, non ha usato mezzi termini: "Non permetteremo che
si costruiscano centrali nucleari a Sinop e nel resto della Turchia". Hilal
Atici, di Greenpeace, non nasconde la sua soddisfazione per l'esito della
manifestazione e fa previsioni per il futuro: "Il ministro dell'Energia non
è cosciente dei guai che si tirato addosso".
Dal canto suo, il ministro Guler per il momento ha liquidato sbrigativamente la
protesta: "Quelli non sono la gente di Sinop... Un investimento di questa
portata permetterà di garantire lo sviluppo dell'industria, del turismo e
dell'economia della città". (Fabio Salomoni/Osservatoriobalcani.org/artiche/articleview/5694/1/51/)
26.05.2006
|
LA
RUSSIA PRONTA
A COSTRUIRE
CENTRALI NUCLEARI

|
In
primo piano la società <Atomstroiexport> che ha puntato tutta la
sua attenzione sulla Turchia dopo aver costruito in Iran, Cina, India e
Bulgaria. |
La russa
<Atomstroiexport>, controllata al 53% da <Gazprombank>, è pronta a
prendere parte alla costruzione di centrali nucleari in Turchia. Lo riporta
l'agenzia di stampa <Interfax>, citando quanto reso noto dalla compagnia
durante il sesto incontro di gruppo di lavoro russo-turco per l'energia,
tenutosi a Mosca.
<Atomstroiexport> sta costruendo centrali nucleari in Iran, India, Cina e
modernizzando l'impianto bulgaro di Kozlodui. Ma sta anche sondando da tempo
nuovi mercati, prevedendo ordini per la costruzione di centrali nucleari
all'estero sino a 25 miliardi di dollari.
Quanto ad Ankara, il Paese al momento non possiede alcuna centrale nucleare ma
ne sta pianificando tre (sei reattori) entro il 2014 per diversificare le fonti
energetiche. Già dato come possibile l'appoggio a ditte appaltatrici russe,
statunitense e giapponesi. In short-list per ospitare le centrali atomiche, sono
le città di Sinop, Adana, Tekirdag, Edirne e Konya. I lavori per il primo
impianto dovrebbero iniziare nel 2007. L potenza sarà di 5000 megawatt. (ApCom)
26.05.2006
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IL
GREGGIO AZERO
A CEYHAN
IL 13 LUGLIO

|
Già
lunedì prossimo però - secondo quanto affermato
dal ministro dell'Energia dell'Azerbaijan, Natik Aliyev
- il petrolio sarà caricato nel terminal del
Mediterraneo. |
Il
greggio azero, che viene trasportato dall'oleodotto
Baku-Tbilisi-Ceyhan, raggiungerà la fine del suo percorso in
Turchia il 13 luglio, un anno dopo la scadenza prevista dal
piano originario degli azionisti del progetto, come scrive il
<Turkish Daily News>. Già alla fine di maggio però, il
greggio azero sarà caricato nel terminal del Mediterraneo
secondo quanto ha aggiunto il ministro dell'Energia dell'Azerbaijan,
Natik Aliyev.
Stando alle ultime stime, il petrolio della Btc raggiungerà
il terminal sul Mediterraneo il 29 maggio (lunedì prossimo,
ndr). La cerimonia che si terrà a luglio è però per molti
una piccola "farsa". Il petrolio azero infatti
verrà trasportato via cargo dal porto di Supsa sul Mar Nero a
Ceyhan e non attraverso le condutture dell'oleodotto. oltre a
questi problemi tecnici, i continui ritardi dei lavori e
l'aumento dei prezzi dell'acciaio hanno causato un
innalzamento dei costi iniziali del 30%.
L'oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan collega l'Azerbaijan con la
Geogia e la Turchia. Una volta entrato pienamente a regime,
l'oleodotto (1.768 chilometri) - finanziato con 3.9 miliardi
di dollari di un consorzio guidato da <Bp> - libererà
l'Azerbaijan dalla dipendenza della Russia per esportare le
proprie risorse naturali e consoliderà i propri rapporti con
l'Occidente. Inoltre sarà un'ulteriore approvvigionamento di
rirorse energetiche per i Paesi del sud Europa e farà di
Ceyhan un centro di smistamento sempre più importante. Oltre
a <Bp> fanno parte del consorzio <Socar>, <Chevron>,
<Statoli>, <Tpao>, <Itochu>, <Amerada
Hess>, <Eni>, <ConocoPhilips>, <Inpex> e
<Total>. (ApCom)
26.05.2006
|
NUOVA
RAFFINERIA SUL MAR NERO
|
Accordo
tra la Turchia e il Kazakhistan per la costruzione di un
impianto. Il petrolio sarà trasportato da Novorossiks.
Perforrazioni turche nel Nord Iraq. |
La Turchia e il
Kazakhistan si sono accordati per costruire sulle coste turche del
Mar Nero una raffineria che processi il petrolio kazako proveniente
dal porto russo di Novorossisk. Il presidente kazako Nazarbajev ha
dichiarato in merito: "Un importante accordo è stato raggiunto
per gli investitori kazaki. Costruiremo sulla costa turca del Mar
Nero una raffineria in maniera da poter trasportare il nostro
petrolio da Novorossisk, processarlo e venderlo in Turchia, così
evitando gli stretti del Bosforo e dei Dardanelli. Ove noi
incrementassimo la fornitura a Novorossisk a 1.4 milioni di barili
al giorno, vi sarebbero 6/700 mila barili al giorno difficilmente
trasportabili attraverso gli stretti turchi"; il presidente
kazako ha anche fatto presente che fra Kazakhistan e Russia sono
previsti anche ulteriori investimenti nel settore petrolifero e del
gas naturale. E' invece interessante evidenziare che due imprese di
medie dimensioni - la canadese <Addax Petroleum> e la turca
<Genel Enerji>, hanno avviato delle perforazioni esplorative
nel nord dell'Irak (zona curda) con contratti venticinquennali, i
cui proventi saranno così suddivisi: 15% alle imprese e 85% al Governo
irakeno. (Ice Istanbul)
26.05.2006
|
LE ASTE
PER LA DISTRIBUZIONE
DELL'ELETTRICITA'

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Si
scaldano in Turchia i motori ai blocchi di partenza delle gare di
appalto. La competizione più agguerrita è attesa per le 21 sezioni di
Istanbul. |
Si scaldano i motori ai
blocchi di partenza delle gare di appalto per le reti di distribuzione
dell'elettricità in Turchia. Dopo l'approvazione della legge che permette di
privatizzare le reti. e che adesso dovrà essere promulgata dal presidente turco
Ahmet Necdet Sezer, molte delle società locali ed altrettante straniere stanno
affilando le unghie per uno degli affari più remunerativi della storia delle
privatizzazioni turche.
La competizione più agguerrita è attesa per le 21 sezioni di Istanbul. La sola
sezione 17, la parte europea della città del Bosforo, serve 3.5 milioni di
clienti e ha svegliato l'appetito dei maggiori gruppi energetici turchi: <Koc>,
<Sabanci>, <Zorlu>, <Calik>, <Dogane Anadolu>. Il
guadagno che deriva da quest'area è di 2.3 miliardi di Lire turche all'anno,
cioè circa 1.1 miliardi di euro. Il prezzo della rete di distribuzione, cioè
dei diritti per 20 anni. si aggirerà secondo gli esperti intorno ai 3.9
miliardi di euro. L'affare sarà portato in alto nelle cifre anche dalla
partecipazione, attesa e sperata, delle grandi firme internazionali. Si parla
delle tedesche <O.On>, <Siemens> e <Rewe>, della statunitense
<Aes> e della spagnola <Endesa>.
La Direzione per le privatizzazioni metterà all'asta entro la fine dell'anno
sei aree, le altre 15 saranno privatizzate entro il 2007. La prima delle gare
sarà pronta per novembre-dicembre. Alcuni dei requisiti delle società che
parteciperanno sono: aver esperienza nello stesso settore, il capitale deve
essere uguale al capitale netto, e dovrà impiegare partner turchi per qualsiasi
iniziativa. (ApCom)
_________________
Companies
accelerated their preparations following the approval of the bill that allows
the private sector to distribute electricity.
Fierce competition for Istanbul is anticipated to take place within the 21
divided electricity distribution network areas.
The European side of Istanbul named the 17th area is an appealing market for
energy companies with more than 3.5 million subscribers.
Koc, Sabanci, Zorlu, Calik, Boydak, Park, Ak Enerji, Dogus, Anandolu and Dogan
Groups will compete in the bid to win the right to distribute electricity to the
area earning around YTL 2.3 billion annually despite 15 percent of electricity
being illegally tapped.
The price is expected to rise above $5 billion with the participation of German
Energy giants E. ON, Rwe and Siemens, Iberdrola and Endesa from Spain, Enel from
Italy, and Aes from US and Citygroup from Malaysia.
The legal amendment suggesting the privatization of Turkish Electricity
Distribution Corp. (Tedas) has been sent to Turkish President Sezer.
The Turkish Privatization Administration (Oib) plans to invite tenders for the
electricity supply to six areas by the end of the year, if the arrangement is
vetoed. The Oib will call on the private sector to bid for six distribution
areas including the European side (Bedas), Anatolian Side (Avedas), Sakarya,
Baskent, Meram and Dicle areas.
The bidding process of the other 14 areas is expected to be completed by 2007,
and the distribution contracts will be given for a period of 20 years.
The condition of "experience in distribution area" laid down in the law
means that investors must employ Turkish partners under all circumstances.
Partnership with Foreigners Mandatory
Another important issue that is binding is "the experience of the
distribution area" and the condition that "capital be equal to equity
capital".
Therefore, Turkish investors will need to establish partnership with foreigners
under all conditions, authorities say.
The Turkish companies that do not receive consultancy services or do not sign a
management agreement with foreign companies will not be able to join the bidding.
All local companies wishing to join the bidding will be required to establish a
consortium with foreigners in order to gain "sufficiency."
Following the law's approval by the president, the Energy Market Arrangement
Board must determine and announce the electricity tariffs so that the tender
process can begin; in the meantime, the Board will also publish the investment
monitoring regulations.
Companies will make commitments based on the rate of loss and infrastructure
according to the predictions of the regulations, and whether the written
commitments are fulfilled in time or not will be reviewed.
Afterwards, the Privatization Board will place an advertisement announcing the
tender.
Companies hoping to participate in the tender are expected to fulfill these
requirements within two months.
The first tenders, whose preparation terms are predicted as six months, will try
to be readied by November-December.
Companies to compete in the tenders
are assertive
Local groups
Koc Holding
Sabanci Holding
Zorlu Holding
Calik Holding
Boydak Holding
Park Holding
Ak Energy
Dogus-Anadolu-Dogan Group
Foreign companies
E.ON (Germany)
Rwe (Germany)
Siemens (Germany)
İberdrola (Spain)
Endesa (Spain)
Enel (Italy)
AES (Usa)
Citygroup (Malasya). (Fatih Atik, Ercan Baysal/Zaman)
26.05.2006
|
EXPORT DELLA
CAMPANIA VERSO LA TURCHIA:
ALCUNI DATI CHE DEVONO FARE RIFLETTERE

|
Se
è vero infatti che le esportazioni di alimentari e bevande sono aumentate
sensibilmente (la stessa cosa dicasi per i macchinari, abbigliamento e
tessili), è altrettanto vero che a spingere verso il basso sono stati i
componenti per auto, apparecchiature elettroniche e calzature. |
L'export
della Campania verso i Paesi dell'Area del Mediterraneo aumenta,
dal 2000 al 2005, del 19.8 per cento, passando da 173 milioni di
euro nel 2000 a 207 milioni del 2005; al contrario, l'export la
Turchia
perde nello stesso periodo, il 14.5 per cento, passando da 103
milioni di euro a 88 milioni del 2005. Rispetto al principale
mercato per l'export regionale, la Comunità Europea, l'export
regionale va quindi meglio verso l'Area del Mediterraneo, ma
peggio verso la Turchia.
Il dato deve far riflettere le aziende della Campania, se è vero
che la Turchia
gioca un ruolo considerevole nello scenario dell'intera Area,
tanto che l'export verso la sponda sud del Mediterraneo è
composto per il 27.5 per cento - più di un quarto del valore -
proprio dalla Turchia.
Fatto invece pari a 100 il valore dell'export del 2005 nell'Area
al netto della Turchia,
è la Tunisia il principale sbocco, mentre Tunisia, Israele, Egitto
e Marocco assommano il 78 per cento dell'export totale.
In particolare, l'export di abbigliamento della Campania verso
l'Area del Mediterraneo passa da 20.5 milioni di euro del 2000 a
20.8 mila euro del 2005. I dati sono abbastanza costanti nei cinque
anni, ad eccezione del calo a 17 milioni registrato nel 2004. Nello
stesso periodo, l'export verso la Turchia
passa da 1 milione 246 mila euro del 2000 a 2 milioni 663 mila euro
del 2005, con oscillazioni nei cinque anni maggiori dell'intera
Area. Altrettanto interessante è l'export di prodotti tessili:
nel 2005, la Campania vende nell'Area merce per quasi 28 milioni,
con un buon risultato sia nel 2002 che nel 2003. Nello stesso
periodo, la Turchia
oscilla molto di più, ma su valori che variano tra 1 milione 716
mila euro del 2000 e il milione e 881 mila euro del 2005, con picchi
sia nel 2002 (2.2 milioni di euro), sia nel 2004 (3.2 milioni di
euro).
Per quanto riguarda l'aerospaziale, la Turchia
pesa molto sull'export campano nell'intera Area, soprattutto nei
valori relativi al 2001, quando gli 80 milioni di euro di export
verso la Turchia
fanno salire a 83.6 milioni il valore verso l'intera Area del
Mediterraneo.
La Turchia
sembra inoltre aumentare la propria quota di importazioni di
alimentari e bevande dalla Campania rispetto agli altri Paesi: passa
infatti da poco più di un milione in valore del 2000 a 5 milioni
112 mila euro del 2005, arrivando a rappresentare un terzo del
totale: l'export verso l'Area del Mediterraneo passa infatti da
8.2 milioni di euro del 2000 a 15.5 milioni del 2005.
Bene anche l'export di macchinari campani che, tra il 2000 e il
2004, si mantiene costante in Turchia
su valori che variano fra 230 mila euro e 132 mila euro, per poi
impennarsi improvvisamente nel 2005, quando l'export raggiunge 914
mila euro. La Turchia
trascina invece verso il basso i valori dell'export regionale di
parti e componenti per automobili verso l'Area del Mediterraneo:
se ad Istanbul il valore dell'export passa da 5,. milioni di euro
in valore del 2000 a 2.1 del 2005, quello dell'intera Area passa
da 6.7 milioni a 4.9 milioni di euro, con il calo cominciato nel
2001 e non ancora recuperato.
Decisamente minore l'apporto della Turchia
all'export campano di calzature nell'Area del Mediterraneo:
infatti, se le calzature della Campania vendono nell'intera Area
quasi 16 milioni di euro del 2000, per arrivare a 18 milioni del
2005 (con un calo sostenuto nel 2003 e nel 2004), nello stesso
periodo i dati della Turchia
non superano mai i 2 milioni di euro. A differenza delle calzature,
l'apporto del Paese ottomano all'export campano di cuoio
nell'Area del Mediterraneo è decisivo: infatti, il cuoio campano
vende nell'intera Area più di 50 milioni di euro del 2000, per
arrivare a 58 milioni del 2005, con un aumento costante fino ai 76,6
milioni di euro nel 2002; analogamente, il cuoio campano vende in
Turchia
più di 30 milioni di euro del 2000, per arrivare a 34,6 milioni del
2005, con un aumento costante fino ai 57.6 milioni di euro nel 2002.
Infine, l'export di apparecchiature elettroniche in Turchia
determina la maggior parte dell'andamento negativo del settore
nell'Area Mediterranea: Istanbul passa infatti da quasi 9 milioni
di euro in valore del 2000 a poco più di 90 mila euro del 2005
mentre le lampade e gli apparecchi per l'illuminazione della
Campania vendono in Turchia
nel 2000 merce per circa 31 mila euro, per salire nel 2005 a 51 mila
euro. (Denaro.it)
26.05.2006
|
LA TURCHIA
SPINGE IL RISULTATO DI <BENETTON>

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Primo
trimestre con ricavi in crescita dell'8.6% a 416 milioni di
euro, con vendite nel settore abbigliamento per 389 milioni di
euro (+9.5%).
|
<Benetton>
ha chiuso il primo trimestre con ricavi in crescita dell'8.6% a 416
milioni di euro, con vendite nel settore abbigliamento per 389
milioni di euro (+9.5%), favorite dal contributo offerto dalla
partnership realizzata in Turchia nel maggio 2005, pari a 12 milioni
di euro, oltre che dai negozi in gestione diretta. Il risultato
operativo del gruppo guidato da Luciano Benetton (nella foto) è
sceso da 37 a 35 milioni di euro, scendendo dal 9.8 all'8.4% dei
ricavi, mentre l'utile netto è sceso da 27 a 24 milioni di euro,
riducendo così la propria influenza sui ricavi dal 7 al 5.8%. Per
quanto riguarda l'intero esercizio, il gruppo di Ponzano Veneto
(Treviso), prevede un incremento dei ricavi consolidati "almeno
pari a quello registrato nel 2005", un risultato operativo
nell'ordine del 9.5-10% dei ricavi consolidati e un utile attorno al
6.5% dei ricavi stessi. Autostrade. Intanto sul fronte della fusione
della società autostradale con il gruppo spagnolo <Abertis>, la
società controllata dalla Edizione Holding (la finanziaria dei
Benetton) ha inoltrato all'<Anas> "la restante
documentazione, anch'essa di natura strettamente riservata, in
merito al progetto di fusione con <Abertis>, a cui si faceva
riferimento nella lettera di accompagnamento dei documenti inviati
il 12 maggio scorso". (Il Tempo.it)
26.05.2006
|
CONVEGNO A MUGLA:
SUL TESSILE
SI E' PARLATO DI CRISI

|
Il
presidente del Sindacato dei lavoratori del settore ha dichiarato che il
Governo turco deve intervenire al più presto. |
Nel corso di un seminario
tenutosi a Mugla, dal titolo: "La crisi del comparto tessile. Possibili
soluzioni", il Presidente dell'Associazione dei datori di lavoro del
Comparto Tessile Halit Narin ha enfatizzato il fatto che le profonde difficoltà
attraversate dal settore -soprattutto a causa delle incontrollate importazioni
dalla Cina- non possono essere assolutamente messe in disparte. "Ci sono
persone che stanno guadagnando milioni di dollari importando prodotti
dall'estero, peraltro non pagando una Lira di tasse... noi tutti sappiamo chi
sono e che essi non contribuiscono alla ricchezza di questo Paese" ha
dichiarato Narin, sottolineando peraltro che l'abbigliamento in Turchia è
ancora un bisogno soddisfatto, dalla gran parte della popolazione, in maniera
secondaria rispetto all'alimentazione o altre esigenze. Il presidente Narin ha
anche criticato il settore bancario locale sottolineando l'alta onerosità dei
crediti (soprattutto quelli personali e delle carte di credito), che
provocherebbe la disaffezione dei clienti verso l'attuale sistema bancario
turco. Il ministro delle Finanze Kemal Unakitan - presente al seminario - ha però
difeso il sistema bancario locale ed ha larvatamente ribaltato le critiche sugli
industriali locali, definiti dai banchieri "troppo lamentosi". (Ice
Istanbul)
26.05.2006
|
...Ma ANCHE MOMENTO
FAVOREVOLE
|
Il
recente deprezzamento della Lira turca ha fatto aumentare le esportazioni
del tessile con una lievitazione del 15% in dieci giorni. |
The current depreciation
of the Turkish Lira (Try) against foreign currencies has caused an increase of
the textile exports at a level of 15% within 10 days. The Chairman of the
Turkish Union of Ready Made Clothing Exporters Jak Eskinazi stated that textile
exports have risen by 15% within the last 10 days.
"The increase of our exports is due to the change in
Euro/Dollar parity in the international markets and also the result of the raise
of the exchange rates in Turkey. These developments have positively affected our
exports" said Eskinazi. Whereas the Chairman of the Union of Textile
Industrialists of the Aegean Sabri Unluturk said that the exchange rate increase
has not yet , but, will affect future exports agreements. According to Unluturk
"the increase of the exchange rate of Euro provides advantages to the
Turkish exporters in general and the textile exporters in particular. The
situation might augment our competition opportunities". (Report.gr.)
26.05.2006
|
SI RAFFORZA
LA COOPERAZIONE
CON L'ALGERIA

|
Visita
di due giorni nella capitale maghrebina del premier turco Recep Tayyip
Erdogan che si è incontrato con il presidente Abdelaziz Bouteflika. |
La firma di un accordo di
amicizia e cooperazione tra la Turchia e l'Algeria è stato il momento più
importante della visita di due giorni ad Algeri del premier turco Recep Tayyip
Erdogan, giunto nella capitale maghrebina su invito del presidente Abdelaziz
Bouteflika.
Una visita, secondo l'ambasciatore turco ad Algeri Ercumend Ahmet Enc,
destinata a rafforzare i già solidi e ricchi legami tra i due Paesi, "mai
interrotti malgrado le vicissitudini della storia".
La visita di Erdogan è la prima da quando è stato nominato premier e la
seconda a tale livello dopo quella nel 1985 di Turgut Ozal.
Nel febbraio 2005, in occasione della visita di Bouteflika ad Ankara, erano
stati firmati diversi accordi tra cui quello tra le società petrolifere
Sonatrach e Batos, e si era parlato della necessità di creare una zona di
libero scambio. "La Turchia - dice l'ambasciatore - auspica la creazione di
una zona di libero scambio in tempi brevi perché dopo l'entrata in vigore
dell'associazione con l'UE una parte delle esportazioni turche è stata
danneggiata dai diritti di dogana preferenziali per i membri dell'UE".
L'Algeria, aggiunge, non compra più direttamente dalla Turchia ma per il
tramite di un Paese terzo, e bisogna regolarizzare tale situazione.
Nel corso degli ultimi cinque anni la Turchia ha investito in Algeria 600
milioni di dollari. Attualmente sono 33 i progetti di investimento, nei settori
della siderurgia, della meccanica, delle infrastrutture, della chimica,
plastica, tessile, servizi e trasporti. (Denaro.it)
26.05.2006
|
AL VIA PROGETTO
ENERGETICO
TURCHIA-ISRAELE

|
Trattative tra
Tel Aviv ed Ankara per un piano che prevede il trasporto di acqua,
elettricità, metano e petrolio verso il Paese di Simon Perez. |
Secondo quanto riferito da
Menderes Turel, sindaco di Antalya (Turchia), fra Turchia e Israele sono in
corso trattative per la realizzazione di un progetto multi-milionario per il
trasporto di acqua, elettricità, metano e petrolio verso Israele; piano che
prevede anche l'ulteriore trasporto del petrolio da Israele verso l'Estremo
Oriente.
La proposta è stata confermata da alti funzionari del Ministero per le
Infrastrutture Israeliano.
"Stiamo valutando un progetto energetico globale che potrebbe offrire un
contributo importante alla pace nella regione", ha dichiarato Turel in
un'intervista al <Jerusalem Post>.
Turel, che si trovava a Gerusalemme per partecipare a un convegno internazionale
di sindaci, ha riferito che il grandioso progetto, che ha ricevuto
l'approvazione provvisoria sia della Turchia che di Israele, riprende la
proposta epocale, avanzata nel 2004, per l'esportazione di acqua in Israele
tramite grandi navi cisterna, bocciata a suo tempo per gli eccessivi costi di
realizzazione.
La nuova proposta turco-israeliana prevede invece il trasporto di acqua,
elettricità, gas naturale e petrolio in Israele tramite quattro tubazioni
sottomarine.
"La premessa è che la Turchia sta divenendo uno dei principali poli
energetici della regione", afferma Gabby Levy, direttore della divisione
relazioni internazionali del Ministero delle Infrastrutture.
L'acqua sarebbe destinata sia a Israele che ai territori palestinesi e alla
Giordania, che soffrono della carenza cronica di acqua.
Il gas naturale e l'elettricità verrebbero destinati all'utilizzo in
Israele; Israele spera infatti che, entro la fine del decennio, il 40% del
proprio fabbisogno energetico verrà coperto dal gas naturale, continua Levy.
Il futuro dei mercati emergenti
La proposta prevede che il petrolio inviato in Israele dalla Turchia venga poi
trasferito con navi cisterna nell'Estremo Oriente, in Paesi come India, Cina e
Corea del Sud.
"Il futuro dei mercati emergenti dell'energia è in Oriente",
afferma il sindaco di Antalya.
Trasportare il petrolio turco nell'Estremo Oriente via Israele è considerato
un percorso più conveniente rispetto al trasporto via terra.
Il progetto, che probabilmente riceverà finanziamenti dall'estero, è
attualmente oggetto di uno studio di fattibilità sponsorizzato dalla Banca
Europea per gli Investimenti con sede a Lussemburgo.
La proposta giunge nel momento in cui sono in corso i negoziati per il futuro
ingresso (in data imprecisata) della Turchia nell'Unione Europea e in un
periodo di forte sviluppo dei rapporti fra Israele e Turchia.
Secondo i funzionari turchi, negli ultimi quindici anni tra i due paesi sono
stati firmati quasi 100 accordi bilaterali minori, nel campo della vendita di
armi, del turismo e dell'agricoltura.
Nell'ultimo decennio la Turchia è diventata la meta preferita dei turisti
israeliani, con 380.000 presenze nel 2005, di cui quasi la metà ad Antalya, ha
dichiarato il sindaco nell'intervista.
"Antalya è la casa degli israeliani in Turchia" ha concluso
scherzosamente. (Jerusalem Post/Israele.net)
26.05.2006
|
UN RUOLO
PIU' IMPORTANTE

| A
detta del del ministro dell'Industria turco, Ali Coskun, Ankara deve
aumentare i suoi rapporti di cooperazione in Eurasia sia sul piano
economico-commerciale che in quello storico-culturale. |
Industry and Trade Minister Ali Coşkun
has said Turkey is determined to cooperate in the Eurasian region
and wants to play a major role in the area.
He was speaking at the 5th Meeting of Turkish-Eurasian Heads of Business
Councils and Ambassadors, organized by the Foreign Economic Relations Council (Deik).
The times we are going through is a period of global restructuring, according to
Çoşkun. This structure is a "global market" where ruthless
competition takes place, he said.
Çoşkun said trade boundaries between countries were being eliminated and
that the world is becoming one market. "In this structuring, Turkey has
pursued commercial and economic cooperation with countries sharing the same
geography, history and culture."
Turkey has left behind its troubled times and, with the policies of the past
four years, the economy is on the right track, Çoşkun said. These
positive developments have taken Turkey to the negotiating table with the
European Union, with preliminary screenings completed on 17 out of 35 EU
negotiation chapters, he said.
Turkey's predicted EU membership for around 2020 is counting down in the wake of
the developments, according to Coşkun, adding that all necessary
preliminary criteria will be met by 2007.
Turkey's determination:
Underlining the significance of Turkey's location, Coşkun said: "Eurasia
must re-evaluate its own economic potential. Turkey wants to play a significant
role in this vast geography. There are 17 billion tons of oil and 2 million tons
of natural gas. The region has to take this into consideration. Political will
is needed for that."
Coşkun said countries should be cooperating where businesspeople are able
to form bridges between countries.
Asked a question about recent fluctuations in the market, Coşkun said these
developments were normal in a free market economy and that there was no need to
intervene in the markets. (Turkish Daily News)
26.05.2006
|
TURKCELL:
NUOVO COMITATO ESECUTIVO

|
La
società turca ha posto fine alla situazione di stallo
che si era venuta a creare per una questione di azioni
(non si trovava l'accordo). |
Turkey's biggest mobile
phone operator Turkcell approved its executive board at its
annual general meeting.
The meeting had been
postponed, as shareholders could not decide who would
represent majority owner Turkcell Holding on the board of
Turkcell İletişim, the listed company.
Controversy arose on the appointment of an independent member.
Ali Bahçuvan, chairman of the Stock Exchange Investors'
Association (Boryad), ran for the post but was rejected.
"The executive board of Turkcell İletişim has
been determined, in line with Çukurova-Altimo's wish,"
Bahçuvan said.
Turkish group Çukurova will be represented by its chairman
Mehmet Emin Karamehmet and Bülent Ergin, Swedish-Finnish
operator TeliaSonera by its chief executive Anders Igel and
Erdal Durukan and private equity firm Altimo by Oleg Malis and
Alexei Khudiyakov.
A seventh member, Colin Williams, was picked as the
independent director despite objections from TeliaSonera.
TeliaSonera said Williams was not independent and offered Bahçuvan
for the seven-member executive board.
Bahçuvan said they would consider whether to file suit before
a 90-day deadline expires. Bahçuvan also said that
Turkcell general manager Muzaffer Akpınar was expected to
quit and he did not have any information about candidates for
the position.
TeliaSonera has a 37 percent stake in Turkcell and its efforts
to hold a majority were hampered by Russia's Altimo, which
obtained a 13.22 percent stake through a $3.3 billion finance
package to debt-laden Cukurova. (Turkish
Daily News)
26.05.2006
|
2° FORUM AD ISTANBUL
DELL'OECD

|
Si
terrà dal 27 al 30 giugno del prossimo anno. Segue
quello novembre 2004 a Palermo. Il tema degli argomenti:
statistica, conoscienza e politica. Un sito a cui
rivolgersi per saperne di più. |
The Oecd's second
World Forum on Statistics, Knowledge and Policy to be held in
İstanbul on 27-30 June 2007, will bring together experts
from governments, academia, business, civil society, the arts
and the media. It will explore how to improve the development
and dissemination of social, economic and environmental
indicators. Under the spotlight too will be how statistics are
used and abused.
The overall project, Measuring the Progress of Societies,
emerged from the first World Forum on Statistics, Knowledge
and Policy held in Palermo, Italy in November 2004. This
ground-breaking conference signalled the central role that key
indicators should play in underpinning democracy and effective
government policy-making.
A series of international workshops leading up to Istanbul
World Forum next year will focus on specific issues such as
measuring well-being and designing economic, social and
environmental indicators.
Further information about the İstanbul World Forum on
Statistics, Knowledge and Policy and the Measuring the
Progress of Societies project, is available on the Oecd
website at http://www.oecd.org/oecdworldforum or from the Oecd.
(The New Anatolian)
26.05.2006
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INVESTITORI
STRANIERI
|
Stop
in Turchia all'evasione fiscale da parte di questi
ultimi. Presto una normativa più rigida e maggiori
controlli sulle banche ed istituzioni. |
Stop
all'evasione fiscale degli investitori stranieri. Occorre una
normativa più rigida e controlli da parte di banche ed
istituzioni. E' quello che ha detto il ministro dell'Economia
turco Ali Babacan a margine dell'incontro con l'Associazione
banche turche. Babacan ha sottolineato che occorre una nuova
normativa per le tasse sugli investitori stranieri,
sottolineando anche che la prima categoria da tenere sotto
controllo sono gli investitori turchi che si presentano come
investitori stranieri. (ApCom)
26.05.2006
|
COMMERCIO PAESI
ARABI
|
Il
primo obiettivo della Turchia è quello di diventare la
porta del Medio Oriente e quella di ingresso tra il
mondo arabo e l'Europa. |
Il primo obiettivo del
premier turco Recep Tayyip Erdogan è quello di far diventare la
Turchia la porta del Medio Oriente e la porta di ingresso tra il
mondo arabo e l'Europa. Sarà per questo che gli scambi commerciali
fra la Turchia e i Paesi arabi continuano ad aumentare in modo
esponenziale.
Solo quelli con gli Emirati Arabi Uniti, nel 2006, sfioreranno la
cifra di sei miliardi di dollari. La prospettiva dell'ingresso in
Unione Europea, con tutte le facilitazioni doganali e gli accordi
commerciali privilegiati che ne conseguono, stanno rendendo il Paese
della Mezzaluna sempre più appetibile per i Paesi del Golfo. Gli
scambi commerciali riguardano tutti i settori con un occhio di
riguardo al settore delle macchine e materiali da costruzione. (ApCom)
26.05.2006
|
LE OPERAIE
CON IL VELO IN FABBRICA
PER UN INTIMO PIU' SEXY

|
Un
più che interessante articolo di Marco Ansaldo del quotidiano <La
Repubblica> su una delle maggiori risorse economiche della Turchia che
è il secondo esportatore al mondo - dopo la Cina - di guièpiere,
reggicalze, push.up e bikini leopardati. Il quartiere di Yeni Bosna (Nuova
Bosnia) alla periferia di Istanbul.
|
Il
sultano Abdul Hamid II, che regnò nell'ultimo periodo di un Impero
ottomano in bancarotta, aveva un debole per le mutande francesi. La
versione in seta di questo "meraviglioso capo lungo oltre il
ginocchio", con l'inconfondibile simbolo imperiale stampato
sulla fascia elasticizzata, ha il posto d'onore sulla parete
dell'ufficio di Deha Orhan, produttore turco di intimo femminile che
sta sbancando i mercati mondiali.
Il signor Orhan ha conquistato le mutande del sultano a un'asta
pubblica. Se lo può permettere, e poi nel suo caso si tratta di un
ferro del mestiere. Anche se si resta sbalorditi quando il
trentatreenne general manager della Ten apre l'armadio a scomparsa
accanto alla sua spettacolosa scrivania davvero imperiale, lunga
almeno quattro metri, e dice: "Le faccio vedere la mia
collezione", mostrando, uno allineato all'altro, gli ultimi
modelli di sottovesti colorate, capaci di insaporire le serate di
qualsiasi coppia.
Un giro di affari 4 mln
di euro
La Turchia, Paese islamico moderato, è il secondo esportatore al
mondo di intimo e costumi da bagno dopo la Cina. E molte celebri
modelle, tra cui Claudia Schiffer, Cindy Crawford, Tyra Banks e
Heidi Klum, hanno posato nei primi anni della loro carriera
indossando i capi di Zeki Triko, azienda turca di indumenti da
bagno.
Un mercato che ha qui un giro d'affari di quasi quattro milioni di
euro e dà lavoro a un milione di persone. Operaie perlopiù. E
velate. Che ogni mattina, sotto il turban, assemblano senza
imbarazzo guepière, reggicalze, push-up e bikini leopardati per le
mogli degli infedeli occidentali. "Per le loro fidanzate,
soprattutto", precisa il giovane Orhan con un sorriso
compiaciuto.
Sotto il suo ufficio, nel seminterrato dove colossali telai di ghisa
tendono i fili immacolati, le lavoranti appaiono concentrate
nell'unire coppe di reggiseni. Ci troviamo immersi nel quartiere di
Yeni Bosna, Nuova Bosnia, periferia di Istanbul, zona ad alta
concentrazione religiosa, popolazione in maggior parte seguace del
partito musulmano moderato al potere. Proprio di fronte alla
fabbrica di intimo si erge la solida struttura dell'<Ihlas>, la grande
holding mediatica - giornali, emittenti, agenzia di stampa - di
orientamento schiettamente islamico.
Alla <Ten> sono impiegate circa ottocento persone, più della metà
donne, molte velate. Con indosso i loro foulard colorati percorrono
silenziose i locali interni, sciamando indifferenti fra corsetteria
e atelier. Nello show-room annesso all'ufficio del general manager
sono esibiti in bella mostra pizzi rossi trasparenti e calze fumé
autoreggenti. Il catalogo 2006, con i disegni sulle diverse
proporzioni del seno e le immagini patinate di modelle in carne e
ossa vestite in guepière, sembra far concorrenza a <Playboy>. A volte
è Orhan stesso, appassionato fotografo, a scattare. La parola che
ricorre di più, conversando con lui in inglese, è bumps, termine
gergale che tradurremo con "tette": "Dipende dalla
grandezza delle bumps"; "le ragazzine hanno le bumps",
eccetera.
"Non c'è nessuna contraddizione", afferma l'addetta alle
relazioni pubbliche Arzu Karakadilar, "non ci sono differenze
per chi indossa questo tipo di abbigliamento, si tratti di persone
velate oppure no. Nessuno, marito a parte, può sapere che cosa
porta sotto gli abiti la donna coperta dal copricapo. La lingerie è
la stessa, con il velo o senza velo. Non ci sono capi speciali o
diversi. Anzi, secondo i nostri tabulati, una città come Konya
(considerata la più religiosa della Turchia e storica patria dei
dervisci rotanti, ndr) è ai primi posti negli acquisti di prodotti
così particolari". Internet ha portato la sua rivoluzione
anche qui. "Da quando siamo presenti sul web", aggiunge
orgoglioso Orhan, "le vendite vanno benissimo. Un successo
accresciuto soprattutto grazie agli uomini. La nostra clientela
maschile è infatti solo il cinque per cento nei negozi. Ma diventa
il sessanta se parliamo di ordinazioni via Internet".
Una strategia chiara
Il mercato appare in forte espansione. L'azienda di Istanbul, già
produttrice del marchio <LoliTen> per le teenager dai quindici ai
vent'anni ("preferito però dalle trentacinquenni",
aggiunge Orhan, "che vogliono apparire più colorate e
sexy"), è ora pronta a lanciare il prodotto più maturo <Ten
Extreme> e ha negozi ovunque. Quattro nella sola metropoli sul
Bosforo e altri dieci sparsi in tutto il Paese, confini di Iran e
Siria compresi, a Kars come ad Adana, a Erzurum e fino a Diyarbakir.
Vende inoltre a 2.500 boutique locali e sta preparando il grande
sbarco in Europa, dove intende aprire nuovi punti vendita. Prima in
Russia ed Egitto, poi in Grecia e infine a Parigi. Per la fine
dell'anno <Ten> arriverà anche in Italia, dove si è accordata per
l'apertura di due centri a Milano.
"La nostra strategia è chiara", dice il suo combattivo
leader, "la Turchia è un pesce piccolo rispetto alle grandi
aziende americane e dobbiamo difenderci. I colossi degli Stati Uniti
vengono qui a comprarsi pezzi di imprese nazionali. Che cosa bisogna
fare? Come reagire? Attaccando all'estero. E questo è il momento
giusto per farlo. Non faccio i miei piani programmandoli
sull'ipotetico ingresso di Ankara nell'Unione Europea, perché non
sarà questione di poco tempo. Però punto a fare di <Ten> un marchio
davvero internazionale".
Le signore con il velo possono in ogni caso contare anche su altre
aziende capaci di garantire gusti, diciamo così, più contenuti e
costruire un mix appropriato fra le esigenze della femminilità e il
comportamento religiosamente corretto. Il marchio Hasema, ad
esempio, manifattura di stile rigorosamente islamico nata a Istanbul
nel 1993, è diventato il nome più noto tra i musulmani devoti di
tutto il mondo. Per gli uomini ci sono solidi costumi da bagno a
mezza gamba capaci, secondo il fondatore di Hasema, Mehmet Sahin,
"di non sottolineare la parte privata". Per le donne gli
stilisti turchi hanno invece ideato costumi a corpo intero tipo
Spiderman, con apposito cappuccio a ricoprire i capelli.
L'intimo ardito non sembra comunque contraddire la consuetudine del
velo. Alla <Ten> ricordano ancora con soddisfazione quando l'attuale
ministro dell'Economia, Ali Babacan, che al suo incarico ha
recentemente aggiunto quello di negoziatore per l'ingresso in Europa
e la cui moglie indossa il turban come quella del Primo Ministro
Recep Tayyip Erdogan, lavorava da loro come agente distributore. Fosse
vissuto oggi, il sultano Abdul Hamid avrebbe sicuramente scelto
sotto i suoi abiti dei comodi boxer turchi, assicura Deha Orhan,
"perché sono proprio buoni, se non i migliori". (Marco
Ansaldo/la Repubblica.it)
26.05.2006
|
SPECIALE
SALA VIP
PER CLIENTI <THY>
IN STILE OTTOMANO

|
Stile
Dolmabahçe palace è stata costruita nell'aeroporto internazionale
Ataturk di Istanbul e si estende su una superficie di 1.386mq. |
Essere trattati da nababbi
e godere del trattamento dovuto ad un sultano. E' questa la filosofia e
l'architettura della nuova "sala di attesa", ma forse il termine è
riduttivo, creata dalla compagnia di bandiera turca <Turkish Airlines> per
i clienti più importanti, i cosiddetti Cip (Commercially import person).
Ideata sulla falsa riga dell'ultima residenza degli Ottomani, il Dolmabahçe
Palace, ma creta utilizzando anche linee moderne e funzionali, la lounge all'aeroporto
Ataturk di Istanbul sarà il capriccio dei nuovi ricchi, di coloro che in attesa
del volo potranno permettersi un passaggio all'hamman (il bagno turco), dopo
avere effettuato il check-in, consegnato i bagagli e aver trovato l'imbarco del
proprio volo tutto rigorosamente senza code. La sala esclusiva è tata
inaugurata nei giorni scorsi e per realizzarla sono stati impiegati sei mesi e
mezzo.
Al centro delle sale dai motivi ottomani e nello stesso tempo minimalisti, si
snodano stanze per il relax, piccole aree per incontri ristretti, reti internet
senza fili. infine oltre al piacere del corpo anche allo spirito è lasciato uno
spazio. La lounge prevede una 2stanza per la preghiera" adattabile
alle diverse religioni. la sala, o sarebbe meglio chiamarla il palazzo d'attesa,
copre una superficie di 1.386 metri quadrati. (ApCom)
26.05.2006
|
NUOVO VOLO SU ISTANBUL
|
Dal
7 luglio prossimo collegamento dall'aeroporto Orio al Serio (Bergamo) con
la città turca tramite la compagnia <MyAir.com>. |
Via libera dall'Enac a <MyAir.com>
per operare in Turchia. E' quanto si legge in una nota secondo cui la compagnia
effettuerà a partire dal 7 luglio i voli dallo scalo di Orio al Serio il
lunedì e il venerdì.
A partire poi dal 20 settembre, si aggiungerà un terzo volo, operativo nel
giorno di mercoledì. L'estensione di diritti di traffico ad una nuova compagnia
aerea - spiega un comunicato - permetterà di intensificare i collegamenti sia
commerciali sia turistici tra i due Paesi, introducendo anche nel mercato turco
le tariffe concorrenziali offerte da <MyAir> sulle rotte operate in Italia
e in Europa. "La crescente domanda del mercato ci ha spinto a focalizzare
il nostro impegno su questa nuova rotta, sulla quale prevediamo di trasportare
oltre 50 mila passeggeri all'anno", ha dichiarato Paolo Sgaramella
direttore commerciale di <MyAir.com>. (Ansa)
26.05.2006 |
AUMENTANO
I PREZZI DEI VOLI INTERNI
|
La
crisi dei mercati che ha caratterizzato ultimamente la Turchia ha già
dato i suoi primi effetti negativi. |
La crisi dei mercati che ha caratterizzato
recentemente la Turchia ha già dato i suoi primi effetti negativi. Dopo che la
lira turca aveva perso il 15% del suo valore sul dollaro. le maggiori compagnie
aeree del paese faticano a contenere mi prezzi dei biglietti di fascia bassa sui
voli interni.
In pochi giorni i biglietti meno costosi sono passati da un minimo di 85 ad un
massimo di 98 nuove Lire turche, equivalenti a 46 e 51 euro. Se continuerà
così, la differenza con i biglietti di fascia piena diventerà irrisoria.
L'aumento, ha spiegato Mehmet Hasanpepi, direttore generale di <Fly Air>
è stato determinato dal fatto che i prezzi degli aeromobili e soprattutto della
benzina, sono espressi in dollari. Hasanpepi, ha anche dichiarato che la
lievitazione dei prezzi è anche la conseguenza della crisi del turismo che
attraversa il settore. (ApCom)
26.05.2006
|
<KOREAN AIR>
LANCIA UN SERVIZIO TRISETTIMANALE

|
Collegamenti
tra Seul ed Istanbul lunedì, mercoledì e sabato. |
Korean Air President and Chief Operating
Officer Jong Hee Lee hosted a reception at the Conrad Hotel in Istanbul on
Monday to mark the launch of his airline's service between Seoul and Istanbul.
The airline has scheduled three
flights a week, departing Istanbul on Monday, Wednesday and Saturday, each
returning from Seoul the following day. The service begans on May 21.
"Korean Air began seriously considering entering the Turkish market about a
year ago, and it took the efforts of many people to make it a reality," Lee
said in an exclusive interview with the Turkish Daily News. "Turkey is one of
the world-famous places and is especially interesting for millions of Christians
in Korea who want to come and see the historic sites of ancient times. It's a
famous destination for the 10 million Christians in South Korea."
Korean Air ranks as one of the largest cargo carriers in the world, and indeed
was number one in 2004 and maybe also in 2005 in terms of tons carried per kilometer,
according to Lee. Another noteworthy success for the airline came last month
when the top two aircraft manufacturers in the world, Airbus and Boeing,
recognized Korean Air as having achieved the world-best level in its aircraft
operations, running, on schedule, three aircraft types among the six aircraft
types that the company currently runs. The other three aircraft types that
Korean Air operates ranked second and third.
Old ties:
People in South Korea always remember
the assistance Turkey gave as a member of the United Nations allied force
fighting for the country's independence during the Korean War in the early
1950s, said Lee.
"Our people appreciate the Turkish effort in the war, that people lost their
lives for our freedom," he said. "In fact we should make repayment, and
that's why we are willing to help the widows or those whose fathers died, some
of whom are buried in Pusan."
Organizers of Monday night's event took care to invite three surviving Turkish
veterans of the war, whom South Korean Ambassador Chung Yeop Kim greeted with
handshakes and warm laughter.
When the Turkish Brigade in late November 1950 fought Chinese troops outside the
town of Kunuri, near the Yalu River, holding their own and preventing an
encirclement of U.N. forces, accolades poured in from around the world. Brig.
Gen. Tahzin Yazici commanded the brigade, and Col. Celal Dora was assistant
brigade commander.
"We owe the escape of thousands of United Nations troops out of certain
encirclement to the heroism of the Turkish soldiers. The Turkish soldiers in
Korea have added a new and unforgettable page of honor to the customs and
legends of heroism of the Turkish nation." - Emanuel Shinwell, U.K.
Minister of Defense.
"The heroic soldiers of a heroic nation, you have saved the Eighth Army and
the IX Army Corps from encirclement and the 2nd Division from destruction. I
came here today to thank you on behalf of the United Nations Army." -
General Walton H. Walker, Commander, Eighth Army.
"The Turks are the hero of heroes. There is no impossibility for the
Turkish Brigade." - Gen. Douglas MacArthur, United Nations Forces commander
in chief.
Steady
hand:
Korean Air has appointed Ali Kibar as
its general sales agent in Turkey. Kibar has been the honorary consul of South
Korea in Istanbul since 1999 and also is chairman of automaker Hyundai Assan.
"Ali is famous in Korea," said Lee. "He is chairman of the Turkish-Korean
Association and honorary consul, and he is the one who helped us open this
route, helped us get the help of Turkish transportation officials." Transport
Minister Binali Yildirim could not attend the reception this week but sent a
congratulatory message.
Passenger traffic has sustained three flights a week by Turkish Airlines (THY),
so now that Korean Air is starting up its own service it was only natural that
they cooperate with THY, said Lee.
"We split the schedule so that our flights do not conflict with each other,
and also we will cooperate with THY in code-sharing," said Lee. "Korean Air
will run one cargo flight per week, and we will cooperate on that, too, with
space-sharing, so if we need extra space we can use THY flights and vice versa.
It's a real win-win arrangement."
Several Korean parliamentarians flew to Istanbul for this special occasion, and
the party also drew a strong showing from Turkey's civil aviation community,
including dozens of airline and travel agency representatives. According to
statistics cited in the presentations, Turkey now has 16 airlines providing
passenger service to foreign destinations. (Turkish
Daily News)
26.05.2006
|
"LA TURCHIA PIU'
BELLA" EDIZIONE 2006
|
Presentato
da <Turbanitalia> un catalogo di 100 pagine. Tre
le sezioni: Istanbul, Tour e mare. Decine di proposte.
Gli omaggi ai clienti. |
<Turbanitalia>
ha presentato agli adv l'edizione 2006 del catalogo "La Turchia più
bella", di 100 pagine. Sono tre le sezioni: Istanbul, da vivere
individualmente à la carte oppure con l'ausilio di pacchetti organizzati e dove
scegliere fra 43 hotels; Tour, una ventina di itinerari, per far apprezzare le
località più note e quelle sconosciute dell'est. Dalla Cappadocia all'Egeo;
Mare, una sezione sulle crociere in caicco ed una dedicata ai soggiorni balneari
stanziali. Imbarcazioni in esclusiva, itinerari adatti anche alla clientela repeater,
con possibilità di noleggio privato. Decine di proposte per vacanze al mare,
sia sulla costa mediterranea che su quella egea. Fra queste l'esclusiva ottenuta
per il mercato italiano del <Club Voyage Sorgun Select> a Side; resort 5*
con formula tutto incluso plus, particolarmente adatto ai nuclei famigliari.
Tutti i clienti che acquisteranno un pacchetto riceveranno in omaggio una scheda
telefonica prepagata con 55 minuti di conversazione verso l'Italia; una scheda
per camera, valida sia verso telefoni fissi che verso cellulari. Ai clienti in
viaggio di nozze è riservato invece un diverso omaggio: un tappeto kilim, da
scegliere personalmente sul posto. (GuidaViaggi.it)
26.05.2006
|
I
VOLTI DELL'ANATOLIA
|
Campagna
pubblicitaria per enfatizzare il posizionamento dato dalla Turchia come
meta mediterranea per eccellenza: il meglio del turismo classico unito al
massimo della cultura. |
La
campagna nasce per enfatizzare il posizionamento dato alla Turchia come meta
mediterranea per eccellenza: il meglio per il turismo classico unito al massimo
della cultura. I soggetti stampa sono sei, ognuno dei quali ha il compito di
mostrare i diversi volti della Turchia. Le affissioni prevedono due soggetti
pianificati su Milano e Roma. Il 30" televisivo è già on air su Sky (Cinema
1,2,3, canali Fox, Discovery Channel e Marco Polo). E' inoltre online una
campagna banner multi-soggetto che durerà un mese.
Per Wunderman hanno lavorato i creativi Elena Daffara, Carla Leveratto e Lucia
Maccà sotto la direzione creativa di Roberto Sgarella. Il coordinamento è a
cura di Daniele Di Veroli. La produzione è di Natale Spagnolo. (Pubblicità
Italia)
26.05.2006
|
LA
CRISI DI ANTALYA
|
Il
maggior centro turistico del mediterraneo in Turchia
registra ancora un calo di turisti - 19 per cento. |
Antalya, maggiore centro
turistico del mediterraneo in Turchia, registra ancora un calo
degli arrivi nei primi quattro mesi del 2006 rispetto allo
stesso periodo dello scorso ano: -19%, come rivela l'agenzia
<Cihan>.
Il dato è meno preoccupante di quello del primo trimestre che
aveva registrato un crollo del 30% ma rimane allarmante per
gli operatori del settore e per il deficit delle partite
correnti della Turchia che potrebbe essere mitigato in gran
parte con le entrate del turismo. (ApCom)
26.05.2006
|
I COSTI PIU' BASSI
|
In
quanto a destinazione balneare li ha certamente la Turchia, intendendo
tutto ciò che non è incluso in un pacchetto di viaggio. |
E'
la Turchia la destinazione balneare con i costi più bassi, intendendo tutto ciò
che non è incluso in un pacchetto di viaggio, dal parcheggio ai giochi per
bambini al noleggio di attrezzature. E' la conclusione cui giunge la tedesca
<Adac>, che ha monitorato quaranta destinazioni balneari in otto Paesi europei. La
Turchia è seguita da Germania, Croazia, Spagna e Grecia. Fanalini di coda sono
Portogallo, Italia e Francia. (GuidaViaggi.it)
26.05.2006
|
CURA DI
BELLEZZA
|
Chiude
lo Sheraton di Cesme ma solo temporaneamente. Riaprirà
dopo sei mesi di lavori completamente
rinnovato. |
L'hotel
Sheraton di Cesme a settembre chiude. Ma solo temporaneamente.
Riaprirà dopo sei mesi e completamente rinnovato. Soprattutto nella
filosofia. Il complesso infatti ospiterà un nuovissimo centro
congressi in grado di contenere 1.500 persone. Il direttore della
struttura, Iskender Dilek, ha dichiarato: "Il nostro obiettivo
è sviluppare la potenzialità dell'area e rendere Cesme così
attraente da farla competere con Antalya.
Anche per questo motivo il ministero del Turismo sta creando nella
zona 14 campi da golf. E le sorprese potrebbero non essere finite.
Corre voce infatti che la <Sheraton> stia cercando una
location ad Istanbul. (ApCom)
26.05.2006
|
IL RITORNO
DELLE SPOGLIE

|
Esaudita
dal Papa Benedetto XVI e dal sindaco di Firenze la richiesta di
Bartolomeo I di Costantinopoli di riavere quelle del Patriarca
Giuseppe che dal 1439 sono sepolte nella basilica di Santa Maria
Novella. La speranza che questo gesto "possa costituire un
ulteriore passo nel segno della concordia e della pace tra i
popoli". |
Torneranno
in Turchia le spoglie del Patriarca Giuseppe, sepolto dal 1439 nella
basilica di Santa Maria Novella a Firenze, così come richiesto dal
Patriarcato di Costantinopoli. Il sindaco Leonardo Domenici e il
cardinale Ennio Antonelli, Arcivescovo di Firenze, lo hanno
annunciato al Patriarca Bartolomeo I ricevendolo al suo arrivo
a Firenze, dove si è trattenuto alcuni giorni. Il Patriarcato aveva fatto
richiesta al Papa Benedetto XVI lo scorso 14 marzo, di poter
riportare in patria le spoglie di Giuseppe. La Segreteria di Stato
della Santa Sede ha dato il nulla osta e ha chiesto all'Arcidiocesi
di Firenze di interessare le autorità cittadine, visto che il
complesso di Santa Maria Novella è di proprietà comunale.
Il sindaco Domenici ha attivato gli uffici per gli adempimenti
burocratici ed ora il Comune, la Diocesi di Firenze e il Patriarcato
di Costantinopoli, insieme alle autorità turche, dovranno
concordare le formalità necessarie per il rimpatrio delle spoglie.
Il Patriarca Giuseppe è una figura molto cara alla Chiesa
Ortodossa. Arrivato a Firenze nel 1439 insieme all'Imperatore
Giovanni Paleologo, per partecipare al Concilio che doveva riportare
l'unione tra le Chiese di Oriente e di Occidente, morì durante i
lavori e fu sepolto in Santa Maria Novella, nel cui convento si
tenevano le assemblee.
Nell'annunciare la loro disponibilità al Patriarca Bartolomeo I,
Domenici e Antonelli hanno espresso la speranza che questo gesto
''possa costituire un ulteriore passo nel segno della concordia e
della pace tra i popoli, anche in vista della visita di Papa
Benedetto XVI in Turchia, annunciata per il prossimo novembre''. (Adnkronos)
26.05.2006
|
PROTEGGERE
GLI ANIMALI

|
Varata
in Turchia una legge sulla sterilizzazione. Le bestie, una volta
registrate negli appositi uffici, non potranno più essere abbandonate. |
New regulations governing the
protection of animals officially went into force
According to the regulations, no one below the age of 16 will be allowed to own
a pet and bans will be imposed on the purchase of dangerous dogs.
The norm will be the sterilization of pets, with owners who want their pets to
reproduce being asked to register the newborns. All pets will have to be
registered at municipalities, the records of which will not be used for
commercial purposes.
Animals, once registered, cannot be set free, the regulations say, with transfer
of ownership allowed.
Pet sellers will have to undergo training courses and will be
obligated to implant microchips on pets.
The municipalities will also be required to set up teams of experienced
personnel to collect stray animals and ensure that all precautions are taken
during such collection. The stray animals will be sterilized and registered before
being released.
The municipalities will set up notice boards at temporary animal shelters to
find the owners of stray animals. Animals that are not claimed after 10 days
will be sterilized and then released.
Municipalities will not be allowed to release animals in any area other
than those under their jurisdiction.
The use of animals in advertisements and movies will be under direct supervision
of experts and cannot feature any instances of cruelty to animals. (Turkish
Daily News)
26.05.2006
|
ALL'IRFI
UN CORSO DI LINGUA TURCA PER DONNE
|
E'
stato organizzato in collaborazione con l'Istituto
italiano per l'Africa e l'Oriente (Isiao). Una borsa di
studio messa a disposizione dall'Ambasciata di Turchia a
Roma. |
Partirà a breve a Roma
un corso di lingua turca per sole donne gestito dall'Istituto
romano per la formazione imprenditoriale (Irfi) della Camera
di commercio di Roma e finanziato dal Fondo sociale europeo
attraverso la Provincia di Roma. Il corso, come spiega ad <Aki
Adnkronos International> il direttore generale dell'<Irfi>
Piero Pagnotta, è stato organizzato "in collaborazione
con l'Istituto italiano per l'Africa e l'Oriente (Isiao), che
è il nostro partner per le iniziative sul Medio
Oriente". Oltre alle motivazioni 'commerciali' (nel 2005
l'Italia è stata il terzo partner di Ankara per interscambio,
con una crescita di oltre il 9 per cento sull'anno prima)
Pagnotta ricorda anche che "a Roma non esistono corsi di
lingua turca, ad eccezione di quelli che si tengono nelle
università".
"Le lezioni saranno focalizzate sugli elementi base della
lingua turca e il 30% delle ore (390 in tutto, ndr) è
riservato allo studio della storia della Turchia",
sottolinea Pagnotta, augurandosi che una forte risposta al
bando. Dopo aver superato le selezioni iniziali, al corso per
operatori di lingua e cultura turca potranno partecipare solo
16 donne, che al termine delle 390 ore di lezione saranno in
grado di sostenere conversazioni semplici in lingua turca e
leggere testi.
Soddisfazione per l'apertura del corso è stata espressa, ha
confermato il direttore dell'Irfi, dall'ambasciatore turco in
Italia Ugur Ziyal, che si è impegnato ad assegnare una borsa
di studio in Turchia all'allieva migliore del corso. (Adnkronos-Aki)
26.05.2006
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ISTIKLAL CADDESI
SEMPRE PIU' CUORE
DI ISTANBUL

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La
strada che parte da Taksim per finire a Tunel sta diventando una delle
zone dove conviene investire. Un piccolo negozio può costare anche 400
mila euro. |
E' il cuore incontrastato
della Istanbul dal gusto più occidentale, quella dei palazzi liberty e dei
locali alla moda. E sta diventando una delle zone dove conviene investire. L'Istiklal
Caddesi, infatti, è ormai un importante asse commerciale dove ogni fine
settimana si riversano due milioni e mezzo di visitatori e soprattutto di
giovani.
Tutte le maggiori firme turche hanno una vetrina sulla strada, una volta
occupata solo da antiquari e da caffè stile bohemién, Dopo <Collezione>,
<Koton> e <Seventy Hill>, anche <Vakko> si è guadagnato il
suo posto al sole. E che posto, visto che il suo store occupa un palazzo intero.
Negli ultimi tempi sono comparsi anche alcuni brand stranieri,
soprattutto quelli di abbigliamento sportivo come la <Nike> e la <Puma>,
mentre le grandi case dell'alta moda italiana continuano a preferire i patinato
e lussuoso quartiere di Nsantasi.
Un'occupazione progressiva alla quale si è adeguato anche il real estate, per
la gioia dei proprietari di immobili. Che si tratti di acquisto o di semplice
affitto i prezzi sono alle stelle. In questo momento per acquistare un negozio
di piccole dimensioni e con una minuscola vetrina sono necessari non meno di 400
mila euro. Ma gli addetti ai lavori assicurano che sono soldi spesi bene e che
le rendite compensano pienamente l'investimento. (ApCom)
26.05.2006
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DA
HIKMET, LO CHEF
NON SOLO
KEBAP MA MOLTO DI PIU'

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Aperto
a Roma il primo ristorante turco. Noi ve lo consigliamo
per la varietà dei piatti, autentici, e
soprattutto per la serietà con la quale vengono
preparati. |
Voila!
Anche Roma finalmente ha la cucina turca. Se ne sentiva la
mancanza anche perché - in mezzo a tanti ristoranti cinesi,
indiani, messicani e arabi che pullulano nella capitale - era
davvero imperdonabile non poter invitare un amico dicendogli
"Questa sera ti porto a mangiare turco". Ebbene a
rimediare a questo vuoto è stato Hikmet, da 11 anni chef
dell'ambasciata di Turchia. Hikmet ci aveva riflettuto
parecchio prima di decidersi al grande passo poi - con il
conforto della moglie e di qualche conoscente - ha
approfittato del fatto che un locale agli inizi della via
Nomentana si era liberato per mettere su anche lui il suo
bravo ristorante. Siamo andati a trovarlo e dobbiamo dire che
ne siamo usciti soddisfatti.
 Ora per apprezzare questo tipo di cucina, è necessario sapere
che la disciplina della tavola è una cosa molto importante
per i turchi ai quali ogni cultura - da quella Licia a quella
Ittita, da quella greca a quella romana, da quella bizantina a
quella ottomana - ha dato il suo contributo. Insomma la cucina
è una vera e propria arte. Essa comprende una grande varietà
di piatti a cominciare dagli antipasti (meze), alle sfoglie formaggio e
carne, ai legumi ripieni di carne o
riso (dolma), alle griglie arrosto e alle polpette (kebap e
Kofye), alle diverse varietà di riso (pilav), al pesce ed
infine alla frutta e ai dolci. Come in tutte le cucine, anche
in quella turca esistono degli alimenti onnipresenti quale la
melanzana che non può mancare nella preparazione di più di
40 tipi di piatti, lo yogurt, i sottaceti, il formaggio
bianco, le olive, la cipolla, le insalate di qualunque tipo,
la zucca. Tra i piatti forti si trovano le minestre: c'è
quella di yogurt (Yayla çorbasi), quella di lenticchie rosse
con il riso (Pirinçli mercimek çorbasi), quella di pomodoro
con riso (Pirinçli domates çorbasi) ed anche quella di
trippa (Iskembe çorbasi). Una delle pietanze più note è
l'insalata di melanzana (Patlican salatasi). Ma non si può
certo dimenticare lo yogurt diluito con i cetrioli (Cacik), il
pollo alla circassa (Cerkes tavugu), i tortellini riempiti con
carne tritata (Manti), il ripieno di spinaci (Ispanakli borek),
il pasticcio di struccioli di carne (Talas boregi), le cozze
ripiene (Midye dolmasi), la frittata d'agnello alla ankariota
(Kuzu Annkara tavasi), i peperoni verdi con ripieno di carne
macinata (Etli biber dolmasi). Questi, naturelement,
non sono che una minima
parte dei piatti turchi alcuni dei quali si possono gustare
nel locale di Hikmet sorseggiando dei buoni vini Kavaklidere o
Doluca o buttandosi direttamente sul raki dopo averlo
preventivamente allungato con acqua. Lui, Hikmet, sarà lì a
consigliarvi il menu. Lasciatevi dunque andare al piacere
epicureo. Alla fine non potrete che ringraziare il vostro
anfitrione. Anche perché i prezzi sono contenuti. (Ve.Inc)
Antichi
Sapori della Turchia
via Nomentana,81 (Porta Pia) 00161 Roma
Tel. 06-44251310
26.05.2006
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FOTOGRAFIE

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L'ex
presidente della Repubblica turca, Suleyman Demirel, alla inaugurazione di
una rassegna che ha ospitato dapprima ad Ankara e poi a Samsun le migliori
immagini del "Padre della Patria>, Kemal Ataturk a 125 anni dalla
nascita di quest'ultimo. La mostra passerà ad Izmir. |
The Turkish Tradesmen and Artisans'
Confederation (Tesk) is taking part in celebrations marking the 125th
anniversary of the birthday of Mustafa Kemal Atatürk, the founder of
the Turkish Republic, with a photography exhibition that opened on Monday in
Ankara.
The exhibition, titled "From Invasion to Victory, from Victory to Republic,"
also marks the 87th anniversary of Atatürk's arrival in Samsun, on May 19,
1919, which is the accepted start of Turkey's War of Independence.
The exhibition features numerous pictures of Atatürk is photographed
during the early years of the republic. It is a mobile display, on a trailer,
that will later travel to numerous provinces of Turkey.
Ninth President Süleyman Demirel, speaking at the opening ceremony, said
the Turkish Republic was founded with great sacrifice and amidst all kind of
hardship and added that the exhibit was proof of Turkish artisans and tradesmen's
loyalty to Atatürk.
TESK Chairman Derviş Günday, also speaking at the opening event, said that
Turkey was undergoing a tough period with threats and pressure from both within
Turkey and abroad, stressing that Turkey "should more than ever nowadays be
fully aware of Atatürk's principles."
The exhibition trailer will end its tour in İzmir on Sept. 9. (Turkish
Daily News)
26.05.2006
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IL FESTIVAL DI
ASPENDOS

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La
13/ma manifestazione internazionale dell'Opera e del Balletto si aprirà
il 10 giugno prossimo. Nel programma è inclusa, tra l'altro, l'esibizione
del noto "British Royal Ballet" che fu fondato nel 1931 da
madame Ninette de Valois. |
The 13th Aspendos International Opera and
Ballet Festival will be taking place between June 10 and July 22 at the Aspendos
Theater in Antalya.
Organized by the Directorate General of the State Opera and Ballet, the festival
will this year feature 13 performances by 11 local and foreign groups including
the world-renowned Royal Ballet from Britain, the Berlin Opera from Germany
and the Zurich Ballet from Switzerland.
A press conference was held yesterday with the participation of State Opera and
Ballet General Director Meriç Sümen Kanan, Deputy Director Şadi Erdoğan,
Chief Director Gürçil Çeliktaş and Chief Choreographer Lale Balkan.
Speaking at the conference, Sümen said the festival was an important event both
for the State Opera and Ballet and for Turkey in terms of culture and art. Sümen
added that the festival would host important participants from both the world
and Turkey.
She said the event will kick off on June 10 with G. Verdi's opera "Aida," a
magnificent piece that will greatly suit the festival venue, the Aspendos
theater.
"The festival will host outstanding performers this year such as the
Royal Ballet, who will perform 'Manon' by J. Massenet. The Ankara State and
Opera Ballet Orchestra will accompany the ballet, and it will be the first time
the production has been put on for Turkish audiences," Sümen said.
The Royal Ballet, which was established in 1931 by Dame Ninette de Valois, one
of the founders of the Turkish national ballet, is considered to be the
most important representative of British ballet schools.
Sümen also said among the event's other foreign participants are the famous
Berlin Opera, who will perform Mozart's "The Magic Flute" as well as the
Zurich Ballet, who will perform Bach's "Cello Suites-Winds in the Void."
Coming projects:
Sümen said following the Aspendos festival, the Bodrum International Ballet
Festival and the Marmaris National Ballet Days will take place and that the
Ankara, Istanbul, İzmir and Mersin opera and ballets would go on a world
tour in the summer season.
Noting that the Istanbul and İzmir opera and ballet companies had
performed in Pakistan's capital of Islamabad on May 15, Sümen said the
Istanbul and Ankara State Opera and Ballet would go on a three-day tour to
England this month at the invitation of the Royal Ballet as part of activities
held to commemorate Dame Ninette de Valois. "We will showcase the
development that Turkish ballet has gone through since the 1960s in our
performances in England," Sümen said. Mersin State Opera and Ballet will
perform in the Turkish Republic of Northern Cyprus (KKTC) on June 15, he added.
Festival program:
This year's festival program will feature Verdi's opera "Aida" by the Ankara
State Opera and Ballet on June 10-12; Minkus' ballet "La Bayadére" by the
Ankara State Opera and Ballet on June 17; Verdi's opera "IL Trovatore" by
the Mersin State Opera and Ballet on June 20; Bach's ballet "Cello
Suites-Winds in the Void" by the Zurich Ballet on June 24; A. Borodin, R.
Korsakov and M. Mussorgsky's ballet "Zhivago" by the İzmir State Opera
and Ballet on June 27; Mozart's opera "The Magic Flute" by the Berlin Opera
on July 1-3; Işıközlü's ballet "Emrah and Selvihan" by the
Istanbul State Opera and Ballet on July 8; Verdi's opera "Othello" by the
Istanbul State Opera and Ballet on July 11; Massenet's ballet "Manon" by the
Royal Ballet on July 15; and Bizet's opera "Carmen" on July 18; and
"Orff's "Carmina Burana" on July 22, both by the Antalya State Opera and
Ballet.
This year's event, in which nearly 450 foreign and 1,550 local artists will be
taking part, is expected to attract an audience of around 50,000 people. Ticket
prices are YTL 10 for Turkish performances and YTL 25 for international
performances. (Turkish Daily News)
26.05.2006
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IL VENTO DI
ISTANBUL

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Un
particolare evento organizzato a Damasco dalla municipalità della metropoli turca,
dal ministero della Cultura e del Turismo, dal governatore della capitale
siriana e dall'ambasciata turca in questa città. Manifestazioni di vario
genere, conferenze, folklore e danza. |
Istanbul and
Damascus, which are fed by the same centuries old cultural roots, share the same
mission and colors. There is no reason not to feel like you are wandering in
Istanbul's Grand Bazaar while on the streets of Damascus. The people of
Damascus accepted Istanbul as their capital city for centuries.
"Istanbul Days in Damascus," an event organized by the Istanbul Metropolitan
Municipality, Culture and Tourism Ministry, Damascus Governorship and Turkish
Embassy to Damascus, tries to join two old friends: Istanbul and Damascus.
Istanbul will be introduced to Syrians with concerts by famous Turkish singers,
conferences, photography and handiwork exhibitions, movie sessions and examples
from Turkish cuisine.
Istanbul and Damascus are Sister
Cities
Istanbul Metropolitan Municipality Mayor Kadir Topbas traveled to Damascus with
a group of singers and academicians in the frame of "Istanbul Days in Damascus"
activities and met with Syrian President Bessar Esad, Syrian Prime Minister
Muhammad Naci Otri and Damascus Governor Dr. Bisr el Saban.
Esad voiced his delight at hosting the Istanbul Culture Days in Damascus.
Studies to establish a "Sister City Protocol" between Istanbul and Damascus
began after Topbas met with Otri.
The "Istanbul Players" gave a concert on the first day of the activities. A
conference was conducted at Damascus University after the opening of "Modern
Turkish Art Exhibition." After which guests visited the "Hedjaz Railway with
Photos" and "Traditional Turkish Clothes and Handiworks" exhibitions while
listening to the concert of a band of musicians playing janissary (Ottoman
military) music. The Syrian people saw Turkish movies and the activities will
continue with concerts. Esad is also expected to participate in Ahmet Ozhan's
Turkish Sufi Music concert tomorrow.
Syrians are both thrilled and fascinated by the festivities, Ahmad Asfar, a
Syrian citizen, said, "I have never been to Istanbul, but today I will have
the chance to see it in Damascus," and communication student Ulan Rifai said:
"I clearly see with these activities that our neighbor Turkey and Syria have
very close cultures. I hope I will visit Istanbul as soon as possible." (Zaman)
26.05.2006
|
ZIYA
AZAZI, DERVISC IN PROGRESS
|
Un
danzatore moderno che si esibirà sabato 2 giugno alle h. 22.30 presso il
teatro Espace di Torino (via Mantova, 38). |
Un
danzatore moderno che si ispira alla danza dei dervisci per creare uno
spettacolo radicato nella cultura del suo paese ma trasformata in
un'affascinante espressione del suo universo personale. Il passato incontra il
presente, in una sintesi felice di comportamenti fisici e misticismo.
Ziya Azazi è nato nel 1969 a Antakya, in Turchia e nel 1986 si è trasferito a
Istanbul, dove ha preso un diploma come ingegnere minerario, ma la sua passione,
da sempre, è stata la danza, che ha imparato da completo autodidatta. Già nel
1990 viene ingaggiato dallo State Theater di Istanbul come ballerino, ed ha la
possibilità di muovere i primi passi anche nel mondo della coreografia. Dal
1994 vive a Vienna, e negli ultimi anni si è aggiudicato alcuni dei più
prestigiosi premi internazionali nel mondo della danza. (SuperEva-Guide)
26.05.2006
|
RED BULL AIR

|
La
tappa di Istanbul, il 29 giugno prossimo. Sarà la quinta di una
competizione di nove. |
Last year
Istanbul successfully hosted the international Formula 1 Grand Prix and will how
host a new international race.
This year's international event will take place, not on ground, but in the
air.
The fifth leg of the Red Bull Air Race World Series will be held on July 29 in
Istanbul.
General Manager of Red Bull Turkey Aykut Ferah also attended the meeting held to
promote the event.
"We want to realize Turkey and the Middle East's largest organization,"
Ferah said.
We will organize the fifth leg of the nine-leg race in cooperation with the
Istanbul Metropolitan Municipality and prepare a special flight track in Halic;
we want to encourage Turkish pilots to join the race next year, Ferah said.
Eleven pilots will compete in the race, with pilot finishing the two-lap race in
the shortest time taking first place. In the competition pilots must fly between
18-meter towers and perform acrobatics. (Sezai Kalayci, Mesut Yildirim/Zaman)
26.05.2006
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LA 1° DONNA
TURCA A SCALARE
L'EVEREST

| Si
chiama Elif Mavis e faceva parte di un team di 11 persone che erano
partite dalla Turchia nel marzo scorso per la spedizione. Del gruppo solo
quattro hanno raggiunto la cima. |
The Petrol Ofisi Everest Turkey team
reached the summit of Mt. Everest, with Elif Maviş becoming the first
Turkish woman to climb the world's highest peak. The team placed Turkish and
Petrol Ofisi flags on the summit.
The 11-member team left Turkey on March 27; only four of them were able to make
it to the summit.
The team had been preparing at a camp set up at 5,200 meters for over a
month. The other three who reached the summit were Haldun Ülkenli, Serkan
Girgin and Soner Büyükatalay.
The first to reach the summit was Mavis. (Turkish Daily
News)
26.05.2006
|
LA <GRANDE
PUNTO>
VINCE
IL RALLY DI TURCHIA

|
Ad
imporsi all'Istanbul Park - il circuito che ospita il Gran Premio di
Formula 1 e di MotoGP - Giandomenico Basso e Mitia Dotta. |
Dopo due tappe e 21 prove speciali, la
<Fiat Grande Punto> ufficiale di Giandomenico Basso e Mitia Dotta si è imposta
nel Rally di Turchia, che si è concluso all'Istanbul Park,
il circuito che ospita il Gran Premio di Formula 1 e di MotoGP.
La <Grande Punto> di Basso e Dotta ha concluso il secondo appuntamento del
Campionato Europeo Rally con 2'59"4 di vantaggio sulla <Fiat Punto Super
1600> di Volkan Isik (pilota ufficiale della filiale Fiat turca) e con
3'22"5 sulla <Subaru Impreza> di Ercan Kazaz. Con questo incredibile
risultato, <Grande Punto> si conferma in vetta alla classifica del Campionato
Europeo con entrambi i suoi piloti ufficiali.
Basso, vincendo il Rally di Turchia, ha raggiunto infatti il compagno di squadra
Paolo Andreucci, che si era imposto nel recente Rally 1000 Miglia, prima gara
della serie continentale. Andreucci, inoltre, guida la classifica piloti del
Campionato Italiano.
La <Grande Punto> è già una vettura da record: nella sua prima stagione
agonistica, ha conquistato, infatti, quattro vittorie in cinque gare disputate.
Non solo: <Grande Punto>, con il Rally di Turchia, ha vinto alla sua prima
apparizione in una corsa oltre i confini dell'Italia. Nonostante sia il suo
primo anno di competizioni, la <Grande Punto> sta dimostrando un elevato livello
di prestazioni assolute e caratteristiche di affidabilità che nelle corse su
strada come i rally sono gli elementi fondamentali per rendere vincente una
vettura.
Sulle velocissime strade asfaltate turche, nell'entroterra delle città di Sile
(sulla costa del Mar Nero) e di Izmit (50 km a est di Istanbul) la <Grande Punto>
di Basso e Dotta si è aggiudicata 12 delle 21 prove speciali disputate, 10
delle quali nella prima frazione di gara. Nel corso della seconda giornata, il
vantaggio accumulato ha poi permesso una condotta di gara più prudente. Gli
avversari non sono certo mancati: primi fra tutti i forti piloti nazionali come
Isik e Kazaz, poi il polacco Solowow ed il bulgaro Iliev. Poi le vetture a
quattro ruote motrici turbo (la <Grande Punto> ha motore aspirato secondo le
specifiche del regolamento Super 2000) come <Subaru> e
<Mitsubishi>.
"E' stata una gara fantastica," ha esultato Giandomenico Basso al
traguardo, "abbiamo vinto su strade che non avevamo mai visto prima, perché
rispetto alla scorsa stagione le prove speciali erano tutte diverse. Sono
soddisfatto per i punti preziosi che abbiamo incamerato, sono soddisfatto per la
<Grande Punto>, che è stata veloce e perfetta, sono soddisfatto perché siamo in
testa al campionato. Siamo soddisfatti, poi, per aver portato la <Grande Punto> al
successo nel suo primo rally fuori dall'Italia. Mitia Dotta ed io ne siamo
veramente orgogliosi: in tutta la mia carriera di pilota ho corso solo con
vetture Fiat e questa vittoria è grandiosa."
Classifica finale Rally di
Turchia :
1. Basso-Dotta (Fiat Grande Punto) in
2h.12'10"9
2. Isik-Karacar (Fiat Punto S1600) + 2'59"4
3. Kazaz-Kurbanzade (Subaru Impreza) + 3'22"5
4. Dinc-Gur (Subaru Impreza) + 3'46"0
5. Iliev-Yanakiev (Mitsubishi Lancer) + 3'59"7
Classifica Piloti Campionato
Europeo Rally (dopo due prove)
1. Andreucci e Basso (Fiat Grande Punto), 10 punti
3. Isik (Fiat Punto S1600) e Cantamessa (Subaru), 8 punti
5. Kazaz (Subaru) e Sottile (Mitsubishi), 6 punti (Yahoo!
Sport)
26.05.2006
|
GALATASARAY
CAMPIONE
|
La
squadra turca ha battuto nell'ultima giornata il Kayserispor per 3 a 0.
Decisivo il pareggio del Fenerbahçe. |
Il
Galatasaray si è laureato campione di Turchia all'ultima giornata
battendo per 3-0 in casa il Kayserispor. Decisivo il pareggio a
sorpresa del Fenerbahçe, che era appaiato al comando della
classifica e in caso di vittoria avrebbe conquistato il terzo
campionato consecutivo ma fermato sull'1-1 sul campo del Denizlispor.
(Agr)
26.05.2006
|
IL RICORSO

| E'
quello fatto dalla Federcalcio turca avverso il verdetto della Fifa che
l'ha condannata a far giocare la sua Nazionale per sei volte in campo
neutro. |
La
Turchia, eliminata dalla Svizzera nella corsa ai Mondiali di
Germania 2006, ha fatto ricorso. La Federcalcio turca ha infatti deciso di
appellarsi al tribunale arbitrale dello sport contro il verdetto
della Fifa relativo agli incidenti del 16 novembre 2005 avvenuti al
termine del match con gli elvetici.
La Turchia dovrà infatti giocare le prossime sei gare in campo
neutro e a porte chiuse. (datasport.it)
26.05.2006
|
VOLLEY FEMMINILE
|
In
Turchia si è chiuso anche questo campionato. Classifica finale. |
Si è chiuso anche il campionato
femminile in Turchia (ricordiamo la vittoria nel torneo
maschile Arkas Sports Club Izmir di Gaston Giani e Riley Salmon).
Nell'ultima giornata del secondo concentramento la sorprendente sconfitta del Besiktas
contro il Toki ha consegnato il titolo all'Eczacibasi
Istanbul di Nancy Metcalf che ha poi ceduto per 3-0
nella partita conclusiva con il Gunes Vakifbank Istanbul.
Classifica finale (valgono le 6 partite dei 2 concentramenti,
assegnazione dei punti come in Italia, tra parentesi i punti che le squadre
portavano in dote in base alla classifica dopo la seconda fase)
Eczacibasi 12 (1)
Vakifbank 11.5 (1.5)
Besiktas 9.5 (0.5)
E.Toki 6 (0) (Volleyb@all.it)
26.05.2006
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I°
ISTANBUL CUP

|
Protagonista
della giornata Oprea Ovidiu, vincitore assoluto. |
Si è svolta
nella capitale turca Istanbul la 1^ Istanbul Cup, gara internazionale che
ha visto al via gli atleti romeni del team italiano Ideal Bikes.
Protagonista assoluto della giornata è stato il forte Tudor Oprea Ovidiu,
vincitore assoluto con il tempo di 1.58.56. Seconda posizione, staccato di poco
meno di 4 minuti, il turco Bilal Akgul, mentre in terza e quarta posizione si
sono piazzati altri due atleti del sodalizio italiano, gli Under 23 Marius
Petrache e Lucian Logigan.
CLASSIFICA 1^ ISTANBUL CUP
01 Rom19760910 Oprea Ovidiu Tudor Rom 001:58:56
02 Tur19821013 Akgul Bilal TUR 002:02:38
03 Rom19870723 Petrache Marius Rom 002:09:18
04 Rom19871201 Logigan Lucian Rom
05 Tur19750331 Guler Mustafa Tur
06 Tur19840804 Korkmaz Halil Tur
07 Tur19870205 Marmara Ugur Tur
08 Tur19831027 Sevinc Mehmet Tur
09 Tur19781215 Kurt Mehmet Tur
10 Tur19801026 Calici Serkan Tur (Max Alloi/Solobike.it)
26.05.2006
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