SALE LA
FEBBRE

| Si
riaccende il dibattito su chi sarà il successore, il prossimo
anno, di Ahmet Necdet Sezer alla carica di presidente della
Repubblica in Turchia. Polemiche tra Governo e opposizione. |
Manca ancora un anno, ma è
come se si dovesse votare dopodomani. Dopo le indiscrezioni sulla
rosa dei nomi per la presidenza, pubblicata quattro giorni fa dal
quotidiano <Tercuman>, in Turchia si riaccende il dibattito su
chi sarà il successore di ahmet Necdet Sezer. E questa volta
interviene anche l'opposizione. il leader del Chp, il principale
oppositore del governo Erdogan, Deniz Baykal, ha definito
"inaccettabili" le ipotetiche candidature dell'attuale
premier e presidente del Parlamento Bulent Arinc.
"Spero che nessuno dei due divenga presidente della Repubblica
- ha detto Baykal - anche se hanno il diritto di esserlo".
Nell'occhio del ciclone, in particolare, l'ipotesi di Erdogan. Il
suo orientamento conservatore e il velo islamico che sua moglie
Emine indossa con tanta disinvoltura, non ne fanno certo il migliore
garante della laicità dello Stato. A giocare a sfavore del premier
anche una recente (e aspra) polemica con l'ex presidente della
Repubblica Suleyman Demirel, che lo ha accusato senza troppi mezzi
termini, di coltivare posizioni troppo reazionarie e di voler
cambiare il corso democratico della Turchia.
 La risposta di Erdogan non si è fatta attendere ma non è stata
delle più diplomatiche, considerato che ha invitato Demirel ad
andare a vivere in Arabia Saudita per capire la differenza fra gli
Stati arabi e il Paese della Mezzaluna.
Sta di fatto che la candidatura del premier suscita mediamente
quanto meno scetticismo. più morbida la posizione nei confronti del
ministro di Stato Abdullatif Sener, apprezzato da Baykal per le sue
posizioni moderate, ma che ha dichiarato di non volere correre per
palazzo Cankaya. C'è poi un'altra ipotsi, della quale nessuna
parla, ma che sarebbe la più probabile (e forse anche auspicabile).
Sezer prima di lasciare il posto, potrebbe indicare, con l'aiuto
dell'establishment militare, il nome per un suo possibile
successore. Candidatura che l'Esecutivo sarebbe quasi costretto ad
accettare, pena l'esplosione di una pesante crisi istituzionale.
l'equilibrio politico della Turchia è sul filo di lana. Se anche la
presidenza della Repubblica cadesse in mano conservatrici, allora la
Turchia potrebbe cambiare faccia: E non è detto che il nuovo
assetto possa piacere. soprattutto all'Europa. (ApCom)
13.05.2006
UN VIAGGIO
IMPORTANTE

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Così
si è espresso il presidente della Commissione UE, Manuel Barroso
- dopo l'incontro con il Pontefice - a proposito della missione
che Benedetto XVI farà in Turchia il prossimo novembre per la
festa di Sant'Andrea. |
Il Presidente della
Commissione UE, Manuel Barroso ha fatto ritorno a Bruxelles con una certezza: Benedetto XVI
è un Papa fortemente ''europeista'' tanto quanto lo era Papa Wojtyla che sin dall'inizio del
pontificato ha incoraggiato il processo di integrazione tra Est e Ovest. ''La Chiesa cattolica ha sempre appoggiato l'Europa e
anche la sua integrazione e così anche Benedetto XVI'', ha commentato
Barroso. Oggi tra i Paesi candidati che bussano alla porta di Bruxelles
c'è la Turchia, terra che Benedetto XVI visiterà il 30 novembre prossimo, festa di Sant'Andrea.
''Sarà un viaggio molto importante che contribuira' ad avvicinare la
Turchia all'Europa'' ha aggiunto, uscendo dal Vaticano dopo venti minuti di colloquio col
Pontefice.
Venti minuti sono un tempo piuttosto lungo per il protocollo d'Oltretevere a testimonianza della rilevanza attribuita
all'incontro. Il presidente Barroso e Papa Ratzinger hanno parlato a tu per tu nella biblioteca privata, senza interprete e
in francese. Barroso si è soffermato soprattutto sullo stato attuale
dell'UE e sulle sfide che l'attendono. Convergenza di vedute sul ruolo che l'Europa ''nonostante le ombre presenti''
può giocare in campo internazionale, nella lotta contro il terrorismo e contro la fame nel mondo, facendo leva sulla
cooperazione.
Il portavoce Vaticano Joaquin Navarro Valls ha poi sintetizzato che la Chiesa guarda ''con fiducia al
processo di integrazione e al consolidamento delle istituzioni
europee''. Una breve dichiarazione nella quale aggiungeva: ''Ci si
è soffermati in particolare sui presupposti ideali e sugli impegni di
solidarietà, necessari affinché tale processo possa pervenire a traguardi stabili, come pure sul contributo che i
cristiani possono offrire''. Papa Ratzinger davanti ad un'Europa dimentica delle sue radici religiose non ha mai nascosto
preoccupazione. Solo due giorni prima in un messaggio inviato a Vienna dove era in corso un summit tra ortodossi e cattolici
aveva ammonito: l'Europa potrà scrivere ''una nuova pagina della sua
storia'' solo se ''conserverà e valorizzerà appieno il patrimonio valoriale trasmesso dagli antenati''.
Ciò che causa timore è il vento laicista che soffia e che spinge molti
Stati a relegare la religione in ambito privato, escludendo la Chiesa
dall'avere rilevanza nella vita pubblica.
Vita, famiglia e matrimonio sono i tre ''valori non negoziabili'' sui quali il Papa insiste per frenare il varo di
leggi contro la vita, o a favore dell'eutanasia, o ancora delle coppie gay. Proprio per questo Benedetto XVI, lo scorso 30
novembre, aveva fornito una serie di indicazioni ai politici cattolici
di tutta Europa ricevendoli in udienza. Quel giorno tra i parlamentari del PPE doveva esserci anche il Presidente Manuel
Barroso che però - costretto da impegni istituzionali - aveva
disertato l'appuntamento papale. (Ansa)
13.05.2006
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INCOMPRENSIONI
SUPERATE
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Dovrebbe
essere un ricordo l'ostilità del Governo di Ankara nei confronti
di Papa Benedetto XVI che - quando era ancora cardinale - nel 2004 aveva
rilasciato una intervista dove si diceva contrario all'ingresso
della Turchia nell'UE. |
Il
viaggio del Papa a
Istanbul, il prossimo novembre, avvicinerà la Turchia alla UE. E' il presidente della Commissione
Europea Josè Manuel Barroso a dare per superate quasi tutte le incomprensioni tra il Papa e
la Turchia, che risalgono a quando Benedetto XVI era soltanto il cardinale Joseph Ratzinger e che hanno fatto
sì che per mesi le autorità di Ankara si siano opposte a un viaggio del Papa.
Tutto cominciò nell'agosto del 2004, con una intervista al <Figaro> in cui l'allora cardinale Ratzinger diceva ''no''
all'ingresso della Turchia nell'UE, affermando che ''nella storia la Turchia ha sempre rappresentato un continente diverso,
in contrasto con l'Europa'' e che ''sarebbe un errore rendere uguali i due
continenti,significherebbe una perdita di ricchezza, la scomparsa della cultura, in favore dei benefici in
campo economico''. Le dichiarazioni del cardinale furono accolte male in Turchia e quando il 19 aprile 2005 questi fu eletto
Papa, nessuno tra i politici e i media nascose la preoccupazione, anche se diplomaticamente il premier Tayyip
Erdogan invitò ad aspettare le ''dichiarazioni che farà il nuovo Papa''.
Un ulteriore intoppo si ebbe quando il Governo di Ankara si oppose alla visita di Benedetto XVI, che il
Patriarca Bartolomeo I aveva invitato per la festa di Sant'Andrea, lo scorso 30
novembre, facendo rimarcare che senza invito delle autorità civili il Papa non poteva essere accolto. Benedetto XVI non
replicò, ma il giorno della visita mancata, 30 novembre 2005,
in un messaggio a Bartolomeo, disse esplicitamente che avrebbe voluto essere presente personalmente all'incontro tra la
delegazione di Costantinopoli e quella cattolica.
Nel frattempo le autorità turche nicchiavano: nel settembre 2005 il presidente Ahmet Necdet Sezer
invitò il Papa a visitare il Papa nel 2006, ma senza precisare la data. Soltanto il 9
febbraio scorso, poco dopo l'uccisione in Turchia del sacerdote italiano Andrea Santoro, il presidente Sezer
riformulò l'invito al Papa e questa volta indicò la data del 30 novembre. Il
portavoce Vaticano si affrettò a comunicare che Benedetto XVI accoglieva l'invito.
(Ansa)
13.05.2006
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GIORNATE DEL
TURISMO DELLA FEDE

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A
Kusadasi si sono riuniti i rappresentanti delle varie confessioni alla presenza dl
ministro della Cultura Atilla Koç, del ministro degli Esteri Abdullah Gul
e del presidente dell'Ufficio Affari religiosi ali Bardakçioglu. |
La Turchia è una
terra di antichissime tradizioni e profonde radici religiose, per la
fede cristiana, islamica, ebraica: per questo i pellegrini sono i
benvenuti, e potranno scoprire un immenso patrimonio di spiritualità
e cultura. Lo affermano i leader religiosi turchi che dal 12 fino a
domenica 14 maggio sono riuniti a Kusadasi per celebrare le "Giornate del
turismo della fede", nate per promuovere e sostenere gli
itinerari turistici e spirituali all'interno della nazione turca.
L'evento che viene celebrato nel corso di una grande convention che si
tiene nell'Auditorium dell'Anatolia, alla presenza della
maggiori personalità religiose di fede cristiana, musulmana ed
ebraica, e delle alte autorità civili come Atilla Koç, ministro
della Cultura e del Turismo, Abdullah Gül, ministro degli Esteri, e
Ali Bardakçıoğlu, presidente dell'Ufficio per gli
Affari religiosi.
Si prevede, durante l'incontro, un ricordo unanime e commosso del
sacerdote cattolico don Andrea Santoro, ucciso il 5 febbraio scorso
a Trebisonda: i leader religiosi e civili affermano che il
sacrificio di don Santoro darà frutti di riconciliazione e di pace
in territorio turco e auspicano che turisti e pellegrini,
dall'Oriente e dall'Occidente, non si lascino scoraggiare
dall'episodio ma entrino e sperimentino lo spirito di dialogo che
caratterizzava il ministero pastorale di don Santoro.
Fra i leader religiosi che hanno partecipato alla Giornata, hanno
confermato la loro presenza il Patriarca armeno Mesrob II, il Gran
Rabbino Isak Haleva, il Patriarca greco ortodosso Bartolomeo e il
vicario del Patriarca siro-cattolico Yusuf Sağ, oltre che
alcuni eminenti leader musulmani. Si prevede l'afflusso di molti
fedeli delle tre religioni, per un evento che intende essere una
testimonianza di armonia interreligiosa e interculturale in Turchia.
Il
meeting è stato organizzato dall'Associazione delle Agenzie
di
Turismo Turche in collaborazione con la presidenza degli Affari
Religiosi.
(PA/Agenzia Fides)
13.05.2006
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PREDICA INTERROTTA PER
PROTESTA

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E'
avvenuto a Pergamo dove il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I è stato
preso di mira da ultranazionalista che hanno fatto uso di autoparlanti. I
manifestanti condannati dal sindaco Rasit Urper. |
A sermon delivered by Fener Greek
Orthodox Patriarch Bartolomeos at the basilica in Bergama in honor of St.
John was interrupted on Monday by protests carried out by
ultranationalists outside the church.
The group used loudspeakers to play Ottoman marches while the sermon continued
inside. Bergama Mayor Raşit Ürper of the ruling Justice and Development
Party (Akp), who listened to the homily, was condemned by the protestors.
Additional police were sent from İzmir to ensure safety.
Children welcomed Bartolomeos to the basilica, where he was briefed by
officials on the history of the region. When asked about the protests, he said:
"They are just voicing their opinions. Our purpose here is to honor our saints."
Among those present were Greek New Democracy Party deputy Yannis Yalenis,
Mantamados Mayor Stefanos Apostolov and 200 Greeks who came from Greek islands
just off Turkey.
The sermon was presented by Bartolomeos first in Greek and then in Turkish. He
thanked the municipality of Bergama, the Bergama local administrator's office
and the İzmir Chamber of Commerce for making the sermon possible.
"Some friends outside shouted, 'Love it or leave it,' during the sermon. Who
told them we don't love this land we live in? There is no longer a Christian
community here, but there are thousands of us who are buried. It is our right to
pray for them. We do not and cannot have any political purpose. We are all
children of this land. I went to Cappadocia recently. The people there welcomed
me. The reason they did so was not due to commercial concerns. The development
of religious tourism in Turkey benefits the country. What we want is for the
taboos to be gone and for our children to live in peace," Bartolomeos said.
Afterwards, the patriarch distributed eggs painted red to those who
attended sermon. (Turkish Daily News)
13.05.2006
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"L'UE
CAMBIERA'"
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Il
ministro degli Esteri turco Abdullah Gul convinto che l'adesione
di Ankara - quando sarà - non farà che bene al vecchio
continente. |
La Turchia
trasformerà l'Unione Europea al momento della sua adesione in una fonte
di ispirazione globale. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri turco
Abdullah Gul, aggiungendo però che il suo Paese non è stato trattato
lealmente nei negoziati.
La Turchia, secondo Gul, continuerà le riforme definite
"storiche" che portano verso l'UE, cioè verso quello che è
"un processo di civilizzazione". Gul ad ogni modo spera che i
negoziati vengano condotti "in uno spirito positivo e sulla base
dei princìpi che sono stati applicati agli altri Paesi candidati".
I sondaggi rivelano che la maggioranza dei cittadini europei sono
contrari all'ingresso della Turchia nell'UE. Il Paese della Mezzaluna ha
iniziato i negoziati a ottobre del 2005. (Ap)
13.05.2006
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"LA
PORTA DELL'EUROPA"

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Convegno
organizzato a Venezia sulla Turchia da
<Ipalmo-Koine>. Intervento del presidente della
Commissione Trasporti del Parlamento UE, Paolo Costa
(Dl-Margherita). |
Partecipando al convegno
organizzato a Venezia da <Ipalmo - Koine> ''Turchia: la porta
d'Europa'', l'onorevole Paolo Costa (Dl-Margherita), Presidente
della Commissione Trasporti del Parlamento europeo, ha ricordato
che ''dallo scorso dicembre si sono aperti i negoziati per l'adesione della Turchia all'Unione Europea. Un fatto che ha
chiuso una lunga fase di polemiche ed ha invece creato lo spazio
necessario e sufficiente per lavorare in maniera concordata e proficua sui termini e le condizioni del negoziato di
adesione''.
''Fondamentale in questo senso - ha sottolineato Costa - evidenziare alcuni criteri irrinunciabili per l'adesione. A
cominciare dal più ovvio e, al tempo stesso, fondamentale: il
rispetto dei criteri di Copenhagen, ovvero il rispetto della democrazia, dei diritti umani, dei diritti delle minoranze - non
si può non pensare a una soluzione della questione armena - e
l'apertura ad un'economia di mercato''.
''E' necessario poi che la Turchia - ha soggiunto Costa - si impegni nella democratizzazione dell'Islam, soprattutto nelle
sue forme radicali''. Secondo Costa, ''da un punto di vista strettamente europeo bisogna invece concentrare le energie su
alcune riflessioni che devono accompagnare i negoziati di adesione. Un allargamento
così imponente deve garantire comunque la sostenibilità istituzionale dell'Unione; e
ciò dipenderà dalla capacità di riprendere il percorso costituzionale, sebbene l'orizzonte temporale per giungere a una
soluzione condivisa si colloca non prima del 2009. In secondo luogo l'Europa
dovrà confrontarsi - diventando soggetto unico e autorevole a livello internazionale - con il mutato scenario
mondiale che registra l'accelerazione della globalizzazione della geografia economica mondiale e l'emergere di nuovi attori:
Cina, India, Indonesia e Brasile''.
''In questo senso - ha proseguito Costa - l'adesione della Turchia all'Unione Europea diventa strategica almeno sotto due
profili. Da un punto di vista economico la Turchia rappresenta
l'accesso ai mercati orientali, considerata la prossimità geografica al canale di Suez e alle vie di comunicazione
settentrionali cha partono dal Baltico e giungono fino all'Estremo
Oriente. Sotto un profilo strettamente energetico,
il Paese si configura come accesso privilegiato per l'Unione europea alle risorse naturali dei giacimenti caucasici,
bypassando il passaggio su territorio sovietico; un particolare
non certo trascurabile a fronte della totale dipendenza, emersa
pochi mesi fa, degli Stati europei dal "rubinetto del gas"
russo''.
''Esiste quindi una stretta interdipendenza economica, politica e sociale con l'Europa - ha sottolineato il Presidente
della Commissione Trasporti del parlamento Europeo -. Le rivoluzioni economiche, politiche e energetiche imposte dalla
progressiva globalizzazione non sono tuttavia ancora finite e questo
influirà di sicuro nel procedere dei negoziati''. (Ansa)
13.05.2006
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PER
SABANCI UN DANNO LE POLEMICHE
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Criticato
il dibattito che puntualmente si accende sul velo
islamico. "Ci dobbiamo occupare dello sviluppo
economico", ha detto il presidente degli
industriali turchi. |
Omer Sabanci, presidente
dell'Unione industriali turchi (Tusiad), ha richiamato tutto
il mondo politico turco all'ordine, sottolineando come le
polemiche interne possano nuocere all'immagine del paese.
Sabanci, in particolare, ha criticato il dibattito che si
scatena puntualmente sulla questione del velo islamico. Nel
Paese ci sono altri problemi molto più urgenti da risolvere -
ha detto Sabanci - Possibile che il dibattito sul Turban sia
così prioritario? La Turchia sta perdendo tempo su questioni
di abbigliamento. Ci dobbiamo occupare delle politiche
europee, dello sviluppo economico, ella disoccupazione e dei
piani di investimento. (ApCom)
13.05.2006 |
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UNA FORTE LA
TENSIONE

|
E'
quasi strappo, sulla questione del "genocidio" degli
armeni", tra Ankara e Parigi. La preoccupazione degli
investitori francesi in Turchia che hanno indirizzato una lettera
al presidente Jacques Chirac chiedendogli di intervenire. Crisi
aperta con il Canadà. |
E' crisi aperta,
sulla questione del "genocidio" degli armeni (1915-17), tra
Turchia e Francia, dove il 18 maggio il Parlamento esaminerà una
proposta di legge presentata da alcuni membri del partito socialista che
prevede un anno di prigione e una ammenda di 45 mila euro per chi nega
tale genocidio, che sarebbe stato orchestrato dall'Impero ottomano.
La reazione del Governo, da sempre molto sensibile alla questione, non
si è fatta attendere: prima l'annuncio che l'ambasciatore in Francia
sarebbe stato richiamato per consultazioni, poi la convocazione dei
principali investitori francesi in Turchia per spiegare che, se la legge
dovesse venire approvata, potrebbero nascere forti tensioni tra i due
Paesi.
I vertici in Turchia di <Renault>, <Citroen>, <Peugeot>,
<Sodexo>, <Maiz>, <Carrefour>, <Danone> e <Lafarge>
- secondo quanto hanno scritto in prima pagina i principali giornali
turchi - sono stati convocati dal Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan
che ha direttamente sottolineato come l'approvazione della legge
potrebbe danneggiare le relazioni tra la Francia e il Paese a cavallo
tra Europa ed Asia che ha chiesto l'adesione all'Unione Europea.
Erdogan - secondo i quotidiani locali - ha sottolineato che gli archivi
turchi con la documentazione sull'Impero ottomano sono aperti per le
consultazioni degli storici. Gli investitori francesi, tramite la loro
Camera di Commercio in Turchia, hanno già indirizzato una lettera al
presidente Jacques Chirac chiedendogli di intervenire per evitare
l'adozione della proposta di legge in questione. Un provvedimento,
secondo la lettera della Camera di Commercio (alla quale sono affiliate
439 imprese), che "sarebbe percepito dall'insieme della nazione
turca come un atto inaccettabile ed ostile" e che potrebbe
"creare un pregiudizio irreparabile" alle relazioni tra i due
Paesi. (da Ansa-Ansamed)
______________________
Continua la crisi
diplomatica tra il Canada e la Turchia sulla questione del
riconoscimento del genocidio degli armeni. Ankara, con una mossa a
sorpresa, ha deciso di richiamare il proprio ambasciatore. Aydemir
Erman è tornato in Turchia - hanno confermato le autorità di
Ankara - per un vertice con il Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan:
entro pochi giorni il Governo presenterà un reclamo ufficiale a
Ottawa. (Corriere.com)
13.05.2006
|
IL MESSAGGIO

|
Il
Primo Ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, ha chiesto alla
Francia di bloccare la proposta di legge che vorrebbe punire
chi nega il genocidio armeno. |
Il Primo
Ministro turco Recep Tayyip Erdogan ha chiesto alla Francia di
bloccare la proposta di legge che mira a perseguire chiunque neghi
l'esistenza del genocidio armeno e ha messo in guardia contro
eventuali conseguenze sulle relazioni bilaterali.
"I legami tra la Turchia e la Francia non sono relazioni
banali. Risalgono al 19/o secolo e le imprese francesi sono
attualmente in prima fila tra gli investitori in Turchia", ha
detto Erdogan alla stampa prima della sua partenza per Vienna per
assistere al summit UE-America Latina nel corso del quale il
programma prevedeva l'incontro con alcuni dirigenti francesi proprio
per discutere del problema.
"Penso che il Parlamento francese non inietterà il cosiddetto
genocidio armeno come un virus trai nostri due paesi, uniti dal
legami molto importanti. Credo che debba prevalere il buon
senso", ha aggiunto il Primo Ministro. (Ansa-Afp)
13.05.2006
|
MAGGIORE UNITA'
CONTRO
IL TERRORISMO

|
Il
premier turco a Diyarbakir, davanti a 20 mila persone convenute ad un
congresso dell'Akp, ha sottolineato che la città non dovrà mai essere
ricordata per fatti eversivi e per la violenza. |
Prime Minister Recep Tayyip Erdoğan,
speaking in the southeastern province of Diyarbakır, called for unity
against the terrorist campaign of the outlawed Kurdistan Workers' Party (Pkk)
and said his government would not let Diyarbakır be remembered for
terrorism and violence.
Erdoğan, addressing some 20,000 people at a congress of his Justice and
Development Party (AKP), was greeted by Diyarbakır Mayor Osman
Baydemir, a leading member of the pro-Kurdish Democratic Society Party (Dtp),
which Erdoğan refuses to meet with unless it calls the PKK a terrorist
group.
There was no conversation between Erdoğan and Baydemir other than a brief
greeting.
Erdoğan called for unity against terrorism and vowed not to tolerate
"ethnic, regional or religious discrimination." "By uniting,
we will close the door on terrorism and work as hard as we can to ensure that
this country grows a little freer, more democratic, richer and happier every
day," he said. "Some people hope to gain advantages out of
violence and fighting. They want Diyarbakır to be remembered for violence.
We, all together, say 'no' to this. We and you will not let this happen,"
he went on to say. "Let's unite our hearts against those damaging our
ties of brotherhood. Our political motto is 'more democracy and development.'
Peace and unity come before everything else." He warned of
negative consequences if there is no unity. "If we cannot win together,
we will lose together. Diyarbakır's problems are Turkey's problems and
Turkey's problems are Diyarbakır's. They cannot be independent of each
other," he said.
Erdoğan also slammed the Pkk for exploiting children for its purposes.
"Those who attempted to use children here have again targeted children in
Hakkari. They bombed the children," he said, referring to a PKK attack
targeting schoolchildren. (Turkish Daily News)
13.05.2006
|
MONITO DI TALABANI AL
PKK

|
E'
stato intimato loro di non servirsi delle province settentrionali
dell'Iraq per sferrare attacchi contro la Turchia. Il timore che questa
possa fare azioni di rappresaglia nel Kurdistan iracheno. |
Le autorità del
Kurdistan iracheno hanno lanciato un monito ai guerriglieri indipendentisti del
Pkk, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan già guidato da Abdullah Ocalan,
intimando loro di non pensare nemmeno a servirsi delle province più
settentrionali dell'Iraq, dominate appunto dalla minoranza curda, per sferrare
offensive contro Turchia e Iran, i due Paesi confinanti dove analogamente è
insediata una forte comunità di etnia curda. I ribelli sono anzi stati
sollecitati a lasciare la zone curdo-irachene nelle quali hanno installato
proprie basi. "Quelli del Pkk sono nella nostra terra, e noi vogliamo che
ne rispettino le leggi e che non se ne servano per compiere attacchi anti-turchi
o anti-iraniani", ha avvertito Imad Ahmed, vice premier del Governo autonomo
della provincia di Sulaimaniyah, nel Kurdistan del nord. "Vogliamo che se
ne vadano dal nostro Paese, ma in pace, non in guerra. Se invece desiderano
restare", ha aggiunto, "facciano ricorso alla politica, e non alle
armi". Ahmed appartiene all'Upk, l'Unione Patriottica del Kurdistan il cui
leader è Jalal Talabani, attuale presidente della Repubblica iracheno. Ocalan
si trova in un carcere della Turchia, dove sta scontando in isolamento assoluto
la condanna all'ergastolo inflittagli per terrorismo. (Agi)
13.05.2006
|
RESPINTO IL
RICORSO DI OCALAN
|
Il
Tribunale turco ha detto "no" ad un nuovo processo per il leader
dl Pkk condannato all'ergastolo e rinchiuso nel carcere di Imrali. |
Un tribunale turco ha
respinto la richiesta di riprocessare Abdullah Ocalan. La decisione
è stata presa da una Corte di Ankara, nonostante il Tribunale
europeo per i Diritti Umani avesse presentato un'istanza di un nuovo
processo per il leader del Pkk. Ocalan è l'unico detenuto di un
carcere sull'isola di Imrali nel Mar di Marmara, dalla sua cattura
avvenuta in Kenya nel 1999. (Adnkronos/Dpa)
13.05.2006
|
IL PROGETTO
"MAR NERO"
ABBANDONATO

|
Gli
Stati Uniti avrebbero voluto espandere la loro sfera di influenza
antiterrorismo trovandosi però in disaccordo con la Turchia. La recente
visita ad Ankara della Rice. |
Facing firm opposition
from Ankara, Washington has suspended a proposal to expand into the Black Sea
the area of responsibility of a NATO-led counterterrorism force operating in the
Mediterranean, officials said, according to Turkish Daily News.
Nato's Operation Active Endeavor was created in late 2001 in
the wake of the Sept. 11 terrorist attacks in the United States. It so far has
monitored thousands of commercial ships, boarding suspicious ones, to deter
criminal and potential terrorist activity that also may involve transportation
of weapons of mass destruction. The effort involves the navies of Britain,
Germany, Greece, Italy, the Netherlands, Spain, Turkey and the United States.
The U.S. move
greatly relieved Turkey, which had feared the erosion of a 70-year-old
international agreement giving Ankara control of passage through the Turkish
straits. "It's not on our agenda," said one U.S. administration official
when asked by the Turkish Daily News if Washington was continuing to push for
the operation of Nato's Active Endeavor force in the Black Sea.
"The Americans have told us that they are now convinced by our arguments and
concerns" over the 1936 Montreux Convention, which provided Turkey with
control of the Bosporus and Dardanelles between the Mediterranean and the Black
Sea, one senior Turkish official told the TDN.
"This pleasing development was discussed when [U.S. Secretary of State
Condoleezza] Rice visited Ankara in late April," said the Turkish official.
"Washington's move to drop its earlier position removes this burden and has
already led to an improvement in our relationship with the United States." (Reporter.gr.)
13.05.2006
|
DIRITTI
DEI CURDI: PROSCIOLTI DUE PROFESSORI
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Baskin
Oran e Ibrahim Karboglu - accusati di avere "offeso
l'identità turca" - rischiavano fino a cinque anni
di reclusione. |
Una Corte
di giustizia turca ha prosciolto due professori, Baskin Oran e
Ibrahim Karboglu, dall'accusa di avere "offeso
l'identità turca" in un rapporto da loro stilato per il
Governo, in cui si chiedeva un allargamento dei diritti delle
minoranze in Turchia. Lo ha reso noto l'agenzia
a<Anadolu>.
la Corte ha anche prosciolto i due docenti dall'accusa di
avere "insultato la turchità", la Repubblica e gli
organi dello Stato", con la motivazione che il ministero
della Giustizia ha rifiutato la necessaria autorizzazione a
processarli. I due
studiosi rischiavano una pena fino a cinque anni reclusione.
(da Ansa-Reuters)
13.05.2006
|
BOMBE
CONTRO LA SEDE DEL <CUMHURIYET>
|
Gli
attentatori - che sono stati ripresi dalle telecamere
gridavano "Alla akbar" (Allah è grande). |
Tre attentatori hanno
fatto esplodere una bomba a mano fuori dalla sede del <Cumhuriyet>
(Repubblica), quotidiano kemalista e bastione del laicismo, a
Istanbul, in Turchia. Lo rende noto la polizia, ore dopo che
gli agenti avevano fatto detonare un altro ordigno lanciato
contro l'edificio. Non si hanno notizie di vittime.
Gli attentatori gridavano "Allah akbar" (Allah è
grande) prima di lanciare la bomba. Lo ha raccontato il
giornalista Mehmet Farac said, precisando che i tre potrebbero
essere legati a gruppi islamici.
Il capo della polizia, Celalettin Cerrah, ha affermato che le
telecamere di sicurezza hanno ripreso il terezettp. Il
personale di sicurezza del quotidiano li ha inseguiti lungo la
strada, ma gli uomini si sono dileguati nelle strade affollate
mischiandosi alla folla, ha aggiunto Cerrah. L'ordigno è
stato lanciato nel parcheggio del Cumhuriyet, danneggiando tre
auto, ha dichiarato il giornalista Hikmet Cetinkaya. Si tratta
del terzo attacco al quotidiano in una settimana, secondo
l'agenzia turca <Anatolia>. (Ap)
13.05.2006
|
DUE
FERITI IN UNA ESPLOSIONE AD ISTANBUL
|
Si
sta cercando di verificare, da parte della
polizia, se si
sia trattato di un attentato. Finora non ci sono state
rivendicazioni di sorta. |
Una esplosione avvenuta
nel quartiere di Beyoglu a Istanbul ha provocato il ferimento
di due persone. Sono in corso indagini per appurare le cause
della deflagrazione. (Adnkronos)
13.05.2006 |
|
INDAGATO IL
MINISTRO DELLE FINANZE KURSAD TUZMEN

|
Il
Governo Erdogan costretto ancora una volta a difendere u suoi uomini.
L'accusa addebitatagli è quella di presunta corruzione. |
Il Governo Erdogan deve difendere ancora
una volta uno dei suoi ministri. Dopo il ministro delle Finanze Kemal Unakitan,
accusato di favoreggiamento e abuso di potere, adesso il ministro del Commercio
Kursad Tuzmen è indagato per un caso di presunta corruzione.
Tuzmen avrebbe dato, dietro "rimborso", a quattro compagnie turche il
permesso di importare il greggio dall'Iraq con un accordo segreto con il
ministero del Petrolio iracheno nel 2000, quando Tuzmen era sottosegretario al
Commercio Estero. Attraverso questi permessi speciali, le quattro aziende turche
avrebbero guadagnato più di 100 milioni di euro dall'affare con Saddam Hussein.
Tuzmen ha negato le accuse e ha dichiarato che l'accordo non era segreto ma
stilato di concerto con il Governo di Ankara. (Ap.Com)
13.05.2006
|
SEMBRA
DIMINUIRE
IL NUMERO DEI POVERI
MA E' ANCHE VERO...

|
Questo,
almeno, quanto ha asserito il ministro di Stato Abdullatif Sener che ha
portato alcune cifre in risposta ad una interrogazione dell'opposizione. |
The number of people living below the
poverty line has been declining in Turkey, Deputy Prime Minister Abdüllatif
Şener said.
Some 17.991 million people are living below the poverty line, according to 2004
figures, Şener said in response to a formal question from an opposition
deputy, Dursun Akdemir of the Motherland Party. This represents a slight decline,
from 26.9 percent in 2002 to 25.6 percent in 2004.
Citing figures provided by Turkish Statistics Institution (Tuik), Şener
said the number of people living below the poverty line in 2003 was nearly
19.5 million.
Şener said the government would put emphasis on sustainable development,
macroeconomic stability and growth in order to maintain overall welfare for
society as it deals with poverty. But smaller-scale measures to regulate work
life, health services, education and social security are also being taken to
reduce poverty.
Thus, he said, the government has taken steps to improve the financial
condition of disadvantaged workers and has raised the minimum wage, which
millions of people in Turkey subsist on.
The social security system has also undergone a transformation as
Parliament approved a reform package to unite three public social security
institutions under one roof and introduce a common health insurance system
covering all.
In education, the government is encouraging contributions from private sector
and nongovernmental organizations to boost educational services for all segments
of society. (Turkish Daily News)
13.05.2006
PER BABACAN
INFLAZIONE
ATTORNO AL 5%

|
Il
ministro dell'Economia turco ha tra l'altro tenuto a precisare che la
fluttuazione di breve termine non creerà quest'anno alcun problema. Come
il Governo ha ridotto il debito con il Fmi a 11.8 milioni di euro. |
Turkish Economy Minister
Ali Babacan said he believed Turkey would achieve its 2006 inflation target of
five percent and said short-term inflation fluctuations were not a cause for
concern. Babacan reiterated that Ankara had reached no decision on the early
repayment of International Monetary Fund (IMF) debts, saying that the stand-by
accord with the Fund would continue until May 2008 as scheduled.
"Nobody should worry about possible fluctuations in
inflation for a month or two ... I think we will achieve the year-end five
percent (CPI) inflation target," he told a news conference.
Last week April inflation came in sharply higher than expected, reducing
expectations of a near-term interest rate cut. The consumer price index (CPI)
rose 1.34 percent month-on-month for an annual rise of 8.83 percent.
The figures prompted economists to cast doubt on prospects for the country
reaching its year-end inflation goal and the central bank has also said there
are risks to the target.
Under loan accords with the IMF, the latest of which is worth some $10 billion,
Turkey has succeeded in bringing annual inflation down to single digits from
triple-digit inflation in the late-1990s while sustaining strong economic growth.
Babacan said Turkey had lowered its debts to the IMF to $11.8 billion as of
Friday, from $23.5 billion when the government came to power in 2002.
"The decision on the early payment of debts (to the IMF) will be taken
entirely on an economic basis. It will never be a political decision,"
Babacan said. (Reporter.gr.)
13.05.2006
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UNA
NUOVA
STRATEGIA INDUSTRIALE TURCA
ALLA BASE DELLE DIRETTIVE DI R. ERDOGAN

|
La
bozza prevede un programma di azione che da questo 2006 si dipani fino al
2013, un anno prima del termine dei negoziati di adesione all'Unione
Europea. Il tema centrale dello studio è quello di costruire un modello
di sviluppo basato sulla produzione di beni e servizi a più alto valore
aggiunto, e soprattutto a tecnologia avanzata. |
La politica
industriale della Turchia è in fase evolutiva. La <Turkish
Economics and Politics Research Foundation> (Tepav
http://www.tepav.org.tr/
),insieme alla influente <Turkish Union of Chambers and
Commodities Exchanges (Tobb)> e alla <State Planning Organization>
(Dpt), ha tracciato un primo draft relativo alla nuova politica
industriale del Paese sulla base delle direttive ricevute dal Primo
Ministro Recep Tayyip Erdogan. La bozza prevede un programma di azione che da
quest' anno si dipani sino al 2013, un anno prima del termine dei
negoziati di adesione. Il tema centrale dello studio è quello di
costruire un modello di sviluppo basato sulla produzione di beni e
servizi a più alto valore aggiunto, e soprattutto a tecnologia
avanzata. L'attuale modello basato ancora su "bassi costi della
manodopera, in genere costi contenuti e settori tradizionali"
non è più percorribile dalla Turchia soprattutto perché la
concorrenza cinese e indiana insidia sempre più il sistema
industriale locale sul mercato interno e sul fronte esportativo. Lo
studio evidenzia inoltre in maniera molto chiara che i settori
tradizionali e veri cardini dell'economia del Paese (tessile,
abbigliamento, calzature, gioielleria, ecc.) debbono assolutamente
convertirsi alla "brandizzazione", utilizzando tecnologie
sempre più avanzate per ottenere prodotti di design a maggior
valore aggiunto. Anche gli investimenti pubblici e i proventi delle
privatizzazioni debbono essere utilizzati per riconvertire al più
presto il sistema industriale: "I proventi delle
privatizzazioni devono essere impiegati per ridurre le imposte e
fornire supporto alle imprese che intendono fondersi per creare
massa critica e presentarsi sui mercati mondiali con maggiore forza
e spessore imprenditoriale. Inoltre, uno sforzo massiccio deve
essere assolutamente compiuto a favore di una ristrutturazione delle
Zone Industriali Organizzate, "forzando" sempre più verso
l' estero le imprese che operano nei settori a minore intensità
tecnologica". Un altro aspetto molto importante dello studio è
quello relativo all' allocazione di maggiori fondi per la ricerca
scientifica e le applicazioni tecnologiche nei settori più
innovativi. Lo studio prevede infine che il ruolo del Dtp si
rafforzi come vero e proprio centro motore della pianificazione
strategica del sistema industriale turco, seppur raccordato
operativamente con tutte le associazioni imprenditoriali e dei
lavoratori. (Per approfondimenti, si veda: http://www.tepav.org.tr/eng/admin/dosyabul/upload/StructuralTransformationoftheTurkishEconomyTheNewAgendaforAdjustmentRiskManagementandCompetitiveness
(Ice Istanbul)
13.05.2006
|
ISTITUITA
UNA SCALA DI RATING
|
Una
graduatoria nazionale per la Turchia come la vede
<Standard & Poor's>. L'agenzia assegna al
Governo di Ankara un rating Traa+, il secondo
miglior livello. |
<Standard
& Poor's> istituisce una graduatoria nazionale di rating
per la Turchia, in quanto prevede un aumento delle emissioni
obbligazionarie da parte delle imprese turche, in presenza di
un'economia in espansione e costi di indebitamento in calo. I
rating specifici per la Turchia consentiranno di misurare con
maggiore precisione la solvibilità delle società turche, annuncia
S&P in un comunicato. L'agenzia assegna al Governo turco un
rating Traa+, il secondo migliore livello nella graduatoria. S&P
classifica la Turchia con BB-, tre gradini sotto il livello dei
titoli con rating idoneo all'investimento, in base al proprio
sistema di valutazione internazionale. (Denaro.it)
13.05.2006
|
PRODUZIONE
IN AUMENTO

|
Industria
ok con una crescita dell'8.9% a marzo rispetto allo
stesso mese dell'anno scorso. Boom per <Information
Tecnhology>. Il manifatturiero tiene. |
La
produzione industriale in Turchia a marzo è aumentata
dell'8.9% rispetto allo stesso mese del 2005, secondo quanto
si apprende dall'agenzia <Cihan>. L'incremento
su base trimestrale è del 3.1% rispetto allo stesso trimestre
del 2005. A febbraio la produzione industriale era cresciuta
del 5%. Il settore che ha realizzato il maggior incremento è
quello delle apparecchiature di <Information Tecnhology>
in salita dell'117%. Cresce anche il minerario con 10-7%, in
discesa però rispetto al 26.9% del 2005, il manifatturiero
registra un amento del 9% e l'elettricità il gas e l'acqua
del 7.5%. (ApCom)
13.05.2006
|
IN FUNZIONE DAL 2008
L'OLEODOTTO
BAKU-TBILISI-CEYHAN

|
A
dirlo il presidente azero, Ilham Aliev, in una conferenza stampa dedicata
al vertice dell'Organizzazione per la cooperazione economica tenutasi a
Baku. |
Entrerà in piena
operatività fin dal 2008 l'oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan, che attraverso Georgia
e Turchia porterà il petrolio azero del Mar Caspio in Occidente. Lo ha annunciato
il presidente azero Ilham Aliev in una conferenza stampa dedicata al vertice dell'Organizzazione
per la cooperazione economica tenutasi a Bakù, al quale hanno partecipato i presidenti di Iran e Afghanistan e i premier di
Turchia, Pakistan, Kazakhstan, Tagikistan e Kirghizistan.
L'oleodotto è un progetto particolarmente sponsorizzato dagli Stati Uniti, che vedono con favore l'idea di
bypassare il territorio russo e spezzare così un monopolio dei trasporti
energetici ereditato dall'Unione Sovietica.
Le compagnie petrolifere americane, molto impegnate sul fronte delle riserve del Mar
Caspio, si sono dette pronte a
investire oltre 600 milioni di dollari per costruire in Azerbaigian un grande complesso petrolchimico in grado di
lavorare anche il metano delle grandi riserve centro-asiatiche, ha annunciato il ministro azero per lo sviluppo economico Heidar
Babaev. (Ansa)
13.05.2006
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<GAZPROM>
PER IL GASDOTTO TURCHIA-ISRAELE
|
L'offerta
della costruzione della pipeline offerta al gruppo russo
da Tel Aviv. Le proposte portate a Mosca da Elie Ronen. |
Israele ha offerto a <Gazprom> di prendere parte alla
costruzione del gasdotto che dalla Turchia raggiungerà lo
Stato ebraico, in cambio di prezzi fissati per cinque-sette
anni per le forniture di oro blu russo: queste le
"proposte specifiche" portate da Elie Ronen, a capo
della delegazione mandata in missione a Mosca da Tel Aviv. Sul
piatto, una conduttura da 1.000 chilometri, con una capacità
di 2.5 miliardi di metri cubi all'anno. Tuttavia secondo
quanto scrive la gazzetta <Kommersant>, resta un punto
critico: chi sarà principale appaltatore del progetto.
"Delle forniture a Israele - ricorda il quotidiano russo
- per la costruzione di <Blue Stream 2> (la seconda
linea, parallela a <Blue stream>, che collegherà
Turchia, Grecia e Israele) per la prima volta si era parlato
nel 2005 durante gli incontri trilaterali tra i Capi di Stato
e di Governo di Russia, Turchia e Italia". (da ApCom)
13.05.2006
|
COLLABORAZIONE
PIU' STRETTA
ANKARA-TEL AVIV
|
Firmato
un nuovo accordo commerciale. La notizia data dal
presidente della Federazione delle Camere di Commercio
di Israele, Uriel Lynn. |
Israele
e Turchia hanno dato vita ad un nuovo accordo commerciale. Lo
ha reso noto Uriel Lynn, presidente della Federazione delle
Camere di Commercio di Israele. L'accordo, in particolare,
prevede una collaborazione molto stretta con le regioni della
costa egea ed è stato firmato proprio in occasione della
visita di alcuni uomini di affari turchi a Tel Aviv.
I rapporti fra Turchia e Israele sono particolarmente positivi
già da alcuni anni. Basti pensare che dal 2002 al 2005 il
volume degli scambi commerciali è aumentato del 79% arrivando
nel 2005 a 2.1 miliardi di dollari. Le esportazioni verso il
Paese della Mezzaluna sono aumentate del 13% e le importazioni
dalla Turchia sono arrivate al 22%. Lynn ha anche aggiunto che
al momento 152 compagnie israeliane stanno investendo decine
di milioni dollari in Turchia. il prossimo passo potrebbe
essere quello di avviare una forte cooperazione anche
nell'ambito dell'acqua e dell'energia. (ApCom)
13.05.2006
|
ILLY:
IMPORTANZA
DELL'ENTRATA
DI ANKARA NELL'UE

|
Il
presidente del Friuli Venezia Giulia lo ha ribadito nel
corso dell'incontro tra imprenditori regionali e giovani
imprenditori turchi svoltosi presso
l'<Assindustria> di Trieste. |
L'importanza
per il sistema economico italiano e regionale dell'entrata della Turchia
nell'Unione Europea e l'esigenza di sempre più strette relazioni commerciali e
imprenditoriali tra le due aree è stata ribadita dal presidente del Friuli
Venezia Giulia, Riccardo Illy, in occasione della seconda giornata di incontro
tra imprenditori regionali e giovani imprenditori turchi, svoltasi nella sede di
<Assindustria> di Trieste.
L'incontro, "Italy e Turkey-joung business in progress", promosso da
<Confindustria> nazionale nell'ambito del 2Comitato Yes" (Uoung
entrepreneurs) for Europe", organizzato con la collaborazione dei
presidenti dei giovani imprenditori della Federazione del Friuli Venezia Giulia
e dell'<Assindustria> di Trieste, Marini Pittini e Michela Cattaruzza.
"Una cooperazione - ha affermato Illy - comunque non solo di stampo
produttivo, ma che va allargata anche ai settori della ricerca d'eccellenza e
della cultura universitaria". Durante i lavori è stato posto posto anche
l'accento sul modello dei distretti industriali, un sistema ancora valido per
l'Italia ma che va rinnovato. Ma il modello è stato rilevato, è valido per la
Turchia e il Friuli Venezia Giulia è pronto a collaborare affinché possa
essere introdotto in quel Paese". (Adnkronos)
13.05.2006
|
23.000
CAMION
IN DUE MESI DA E PER
LA TURCHIA

|
Il
transito attraverso il porto di Trieste in soli due
mesi, su navy ferry, per un totale di quasi 639 mila
tonnellate di merci. Il dato citato dal presidente dell'<Assindustria>,
Corrado Antonini. |
Nei
mesi di gennaio e febbraio 2006, oltre 23.000 camion su navy
ferry sono transitati da e per la Turchia attraverso il porto
di Trieste, per un totale di quasi 639 mila tonnellate di
merci. Il dato è stato citato dal presidente
dell'Associazione industriali di Trieste, Corrado Antonini, in
occasione di un incontro con la delegazione composta da una
trentina di giovani imprenditori turchi che operano nei
settori dell'edilizia industriale, della conslenza in materia
di risorse umane e finanziaria, della logistica e trasporti,
dell'arredamento e dell'imballaggio industriale.
2òa Turchia è ormai divenuto un partner strategico per
l'Italia e per il Friuli Venezia Giulia, con 10.5 miliardi di
dollari di interscambio commerciale tra i due Paesi nel 2005
(+20% rispetto al 2004) e la presenza di circa 800 imprese
italiane in Turchia - ha affermato Antonini - Trieste e la
regione, con i suoi traffici in espansione, rappresentano per
la Turchia una porta d'accesso all'Europa e un punto di
riferimento nel cammino intrapreso per l'adesione all'Unione
Europea. Proprio al fine di un allargamento comunitario - ha
concluso i presidente Antolini - sono importanti le occasioni
di incontri bilaterali tra imprenditori, he permettono un
consolidamento dei rapporti tra realtà economiche turche e
italiane che porti l'Italia ad essere il primo partner
commerciale della Turchia". (Adnkronos)
13.05.2006
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IL <GRUPPO
SABANCI> VUOLE RAFFORZARE
LA RETE DI ELETTRICITA' IN TUTTO IL PAESE

|
Lo
ha annunciato la presidentessa della società turca, signora Guler,
la quale ha aggiunto come sia sua intenzione dare il via per la
costruzione di tre nuove centrali. Investimenti per almeno 2.5 miliardi di
euro nei prossimi cinque anni per quanto riguarda il settore energetico.
Finora il fabbisogno coperto dallo Stato |
Il <gruppo Sabanci>
punta a costruire tre nuove centrali elettriche e rafforzare la rete di
distribuzione di elettricità in Turchia. Lo ha detto la presidentessa del gruppo,
Guler Sabanci, in un'intervista al <Financial Times>. "La Turchia è entrata
in una nuova era e vedo davanti a noi enormi opportunità", ha dichiarato Sabanci, che
guida una delle principali compagnie turche, attiva prevalentemente nel settore
bancario. Sabanci, che ha più che raddoppiato i suoi profitti negli ultimi tre
anni (guadagnando nel 2005 circa 1.8 miliardi di euro), punta a investire almeno
2.5 miliardi di euro nei prossimi cinque anni nel settore energetico turco, dove
peraltro é già attiva gestendo 4 centrali per la produzione di energia
elettrica. "Siamo responsabili al momento per la fornitura del 2 per cento
dell'elettricità prodotta in Turchia, ma nei prossimi cinque anni potremmo
arrivare fino al 10 per cento", ha aggiunto Sabanci, sottolineando che intende
cogliere l'opportunità data dalle recenti aperture del Governo turco alle
privatizzazioni: in ogni caso, finora la gran parte del fabbisogno elettrico
turco è coperto da attività gestite dallo Stato. (Denaro.it)
13.05.2006
|
ANTALYA/RIMINI:
SOTTOSCRITTO ACCORDO
BILATERALE TRA LE CAMERE DI COMMERCIO

|
Obiettivo,
la promozione della cooperazione. La provincia romagnola era rappresentata
dal presidente Manlio Maggioli, dal suo segretario generale Maurizio
Temeroli nonché da Marina Garoia responsabile del settore internazionale;
quella turca dal presidente Kemal Ozgen. Tra i termini del protocollo di
intesa anche lo scambio di informazioni di mercato e la maggiore
assistenza possibile.. |
La Camera di Commercio ed
Industria di Antalya (Turchia) e la Camera di Commercio di Rimini, presso la
sede della Camera di Commercio di Rimini, hanno sottoscritto un
accordo bilaterale per la promozione della cooperazione e lo sviluppo dinamico
di commercio e relazioni economiche tra la Regione di Antalya (Turchia) e la
provincia di Rimini.
L'accordo di cooperazione è stato sancito ufficialmente da Kemal Özgen, presidente della Camera di Commercio ed Industria di Antalya e da Manlio
Maggioli, presidente dalla Camera di Commercio di Rimini.
I delegati turchi arrivati in Camera di Commercio sono stati accolti da Maggioli, dal segretario generale Maurizio Temeroli e da
Marina Garoia, responsabile per l'Internazionalizzazione della Camera di
Commercio di Rimini.
Dopo i saluti di rito, i delegati, che per la prima volta si trovavano a Rimini,
hanno potuto conoscere la realtà del nostro territorio attraverso le parole del
segretario generale e del Presidente, che a loro volta hanno potuto scoprire le
caratteristiche di Antalya, una piccola metropoli settima città per importanza della
Turchia che vanta due milioni di abitanti, e con un turismo che conta due milioni di
arrivi all'anno. Sviluppatasi in quest'ultimo a partire dal 1985, Antalya è anche
la prima città produttrice di ortofrutta fresca della Turchia.
"L'incontro è stato molto importante - ha detto Maggioli - perché
abbiamo appurato il grande desiderio di collaborare, di stabilire rapporti, tra
loro e le aziende della nostra provincia. Il territorio di Antalya infatti sta
tentando di transitare dal turismo fatto di grandi complessi per gruppi
organizzati, ad un turismo simile al nostro, più attento alle esigenze
individuali".
ESTRATTO DAL PROTOCOLLO DI INTESA:
Le due Camere si accorderanno, fra le altre cose, per:
- scambiarsi regolarmente informazioni di mercato per supportare il commercio
esistente e i legami economici, proponendosi di analizzare ed incoraggiare le
possibilità di crescita del commercio e della cooperazione economica tra i loro
iscritti;
- collaborare con la maggiore assistenza possibile per favorire contatti di
affari ed incoraggiare l'afflusso di investimenti e tecnologia;
- mantenersi aggiornate su pubblicazioni rilevanti relative a leggi e
regolamenti sul commercio estero e sugli investimenti;
- partecipare ad esposizioni incluse le esposizioni specializzate, fiere
tecnologiche e commerciali, seminari, simposium, conferenze ed altri simili
eventi che verranno realizzati nei rispettivi paesi, finalizzati all'espansione
del commercio tra i loro iscxcritti. (RomagnaOggi.it)
13.05.2006
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NOTIZIARIO
DELL'AMBASCIATA D'ITALIA
| LA
VISITA DELL'AMBASCIATORE MARSILI A KONYA
L'ambasciatore d'Italia si è recato in
visita nella città centro-anatolica di Konya, al fine di
esplorare le opportunità d'affari offerte agli imprenditori
italiani. Accompaganto dal capo dell'Ufficio Commerciale
dell'Ambasciata e dal direttore dell'Ufficio Ice di Istanbul, l'ambasciatore ha avuto incontri con il
sindaco ed il governatore, nonché con i presidenti delle Camere di Commercio e
dell'Industria e con il direttore della principale zona
industriale organizzata della città'. Prima provincia turca per
estensione (con quasi 40.000 Km2 di superficie) e quarta per
numero di abitanti (più di 2 milioni), Konya vanta uno sviluppo
notevole nei settori dei macchinari industriali (in particolare
agricoli) e della componentistica (soprattutto con riferimento
all'indotto automobilistico). Numerose le opportunità di
investimento che sono state illustrate nel corso della visita,
come si evince dalla lista di progetti che si pubblica nella
sezione "Bacheca" e che potrebbero interessare imprese
italiane.
|
RISERVE VALUTARIE SUPERIORI A 60
MILIARDI DI $
Il vice Primo Ministro turco Abdullatif Sener ha recentemente affermato che il
Paese dispone attualmente di riserve valutarie superiori a $60
miliardi, una cifra che permetterebbe alla Turchia di ripagare il
debito contratto con il Fondo Monetario Internazionale prima della
scadenza dei termini. Secondo alcuni analisti economici, tuttavia,
un pagamento in anticipo del debito con il Fondo e la conseguente
conclusione del programma non gioverebbe alla Turchia, la cui
economia è ancora minacciata da un alto debito delle partite
correnti e dal continuo aumento dei prezzi del petrolio, anche a
causa della delicata situazione in Iran. Sener ha poi aggiunto che
nel corso degli ultimi anni sono stati attratti investimenti
esteri per un ammontare pari a $20 miliardi, di cui la meta'
solo nel 2005. Ciò anche grazie alla presenza di un consistente
numero di piccole e medie imprese, che rivestono il ruolo
fondamentale di trainare la Turchia verso il mondo della
competizione globale, attraverso un'attenta selezione delle
aziende estere più dinamiche nonché di nuovi mercati
internazionali.
DELEGAZIONE
DEL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE
E'
giunta in Turchia la delegazione del Fondo
Monetario Internazionale che ha il compito di svolgere la
terza revisione relativa al nuovo Programma di assistenza stand-by.
La visita ha avuto inizio ad Istanbul, dove la delegazione si è
incontrata con i rappresentanti del settore bancario privato e con
quelli dei sindacati dei lavoratori dello stesso settore. La
missione, della durata di 15 giorni, si è poi trasferita ad
Ankara per colloqui
riguardanti gli ultimi sviluppi macro-economici del Paese, lo stato
di avanzamento delle riforme strutturali e di quelle riguardanti
la finanza pubblica.
SERVIZI
DI DISTRIBUZIONE DELL'ELETTRICITA'
E'
attualmente in corso in Parlamento la discussione del testo di
legge relativo alla privatizzazione dei servizi di distribuzione
dell'elettricità. Tra le compagnie straniere interessate alla
privatizzazione figura l'italiana <Enel>, le tedesche <Eon< e
<Rwe>,
la spagnola <Iberdrola>, la statunitense <Ues>, la russa
<Cez>, oltre a
numerosi Gruppi nazionali tra cui <Koc<, <Dogan>, <Anadolu>,
<Zorlu>, <Oyak>
e <Sabanci>.
ANCHE
<AGUSTA> IN CORSA PER LA VENDITA DI ELICOTTERI
Il
quotidiano <Hurriyet> ha pubblicato la lista di compagnie straniere
che partecipano alla gara per l'acquisto di elicotteri
d'attacco indetta dal ministero della Difesa. Tra queste
figurano l'italiana <Agusta> con il modello "Agusta 129
Ntl", la
russa <Kamov> con il modello 52, il consorzio franco-tedesco
<Eurocopter> con il modello "Tiger" e la sudafricana <Denel> con il
modello <Rooivalk>.
SECONDO
CONGRESSO ECONOMICO TURCO-TEDESCO
Il
secondo congresso economico turco-tedesco avrà luogo in
Germania il 26-28 maggio prossimi. L'evento, che lo scorso anno
si è tenuto a Istanbul, vedrà la presenza di circa 1.200
uomini d'affari dei due Paesi. Per l'edizione di quest'anno
700 imprenditori turchi, di cui 600 provenienti dal settore delle
PMI, si recheranno in Germania per prendere parte ai lavori.
Prevista anche la presenza del Primo Ministro turco Erdogan e del
Cancelliere tedesco Angela Merkel. L'organizzazione del
congresso è stata seguita congiuntamente dalla Camera di
Commercio turco-tedesca, dall'associazione delle Camere di
Commercio tedesche, dal ministero dell'Economia tedesco e
dall'
Associazione
turca delle Camere di Commercio, dell'Industria e
delle Borse (Tobb). L'interscambio tra i due Paesi nel
2005 è stato pari a $22 miliardi, con una previsione di aumento
nei prossimi 4-5 anni fino a $50 miliardi.
AUMENTO DEI PREZZI AL CONSUMO
L'Istituto
di Statistica della Presidenza del Consiglio della Turchia (Tuik),
ha pubblicato i dati recenti sull'aumento dei prezzi al consumo
dai quali risulta che in aprile l'inflazione, su base annua, si
è attestata all'8.83%. Nel solo mese di aprile i prezzi in
questione hanno mostrato un aumento pari all'1.34%,
principalmente nei settori dell'abbigliamento/calzaturiero. Il
dato eccede le aspettative di contenimento programmate per
quest'anno ma, secondo quanto affermato dal vice Primo Ministro
Abdullatif Sener, "non preoccupa eccessivamente il Governo" che
è
riuscito con successo a ridurre il tasso d'inflazione, grazie
all'attenta politica economica nel corso degli ultimi anni
(7.72% del 2005), con l'obiettivo di raggiungere il 5% entro la
fine del 2006.
I DATI DELLA DISOCCUPAZIONE
Lo
stesso Istituto di
Statistica (Tuik) ha reso noti i dati sulla disoccupazione in base
ai quali nel mese di gennaio la percentuale si è attestata
all'11.8% (+ 0.3% rispetto al dato del 2005), con un numero dei
disoccupati in leggero aumento (19 mila unità) per un totale di
20.8 milioni. Nel periodo in questione il tasso di disoccupazione
nelle aree urbane si è attestato al 13.7% (-
0.1% rispetto al dato del 2005), mentre ha raggiunto
l'8.9% nelle aree rurali (+0.7% rispetto al dato del 2005).
Secondo la Tuik il 18.7% della forza lavoro totale del Paese e'
attualmente composta da giovani tra i 15 e i 24 anni.
AVVIATA LA PRODUZIONE DEL MODELLO
"IVECO EUROCARGO"
La società <Otoyol Sanayi A.S.>, che produce veicoli <Iveco> in
Turchia, ha avviato la produzione del modello "Iveco Eurocargo",
attualmente il più venduto in Europa, mentre entro la fine del
2006 avrà inizio quella del modello "Daily". Obiettivo
dell'azienda infatti è quello di aumentare sensibilmente la
propria share di mercato nel settore dei "middle class truck".
10° POSTO NEL "GLOBAL
RETAIL DEVELOPMENT INDEX"
Secondo
un recentissimo studio della società di consulenza statunitense
<A.T. Kearney>, relativo al commercio al dettaglio nei trenta
mercati in maggior crescita al mondo, la Turchia risulta al decimo
posto nel "Global Retail Development Index" (Grdi),
preceduta da India, Russia, Vietnam, Ucraina, Cina, Cile,
Lettonia, Slovenia e Croazia e davanti a Paesi quali la Corea del
Sud, gli Emirati Arabi Uniti, l'Arabia Saudita, il Messico,
l'Egitto, la Romania, la Bulgaria ed il Brasile. Lo studio
evidenzia come la Turchia risulta molto attraente per gli
investitori internazionali nell'ambito del settore retail,
in considerazione di un reddito pro-capite in continua crescita,
un'ampia popolazione (70 milioni di abitanti circa) e di un
costante aumento delle vendite al dettaglio. Il Gdri è basato
essenzialmente su quattro categorie: rischio Paese, attrazione
e saturazione del mercato e richieste di accesso sui singoli
mercati da parte di operatori esteri o locali. Si profilano
pertanto proficue opportunità per gli operatori italiani che non
solo ad Istanbul, ma anche ad Izmir, Ankara, Kayseri e Gaziantep
potrebbero sensibilmente migliorare la propria presenza su questo
complesso, ma allo stesso tempo lucrativo mercato.
<BANCA
INTESA> INTERESSATA A <DENIZBANK>
<Banca Intesa> sarebbe uno dei quattro Istituti di credito esteri
interessati all'acquisizione delle azioni di maggioranza della <Denizbank> appartenente al
<Gruppo Zorlu> che al momento ne detiene il
75%. L'acquisto della <Denizbank>, che ha un valore di mercato di
$2.8
miliardi, dovrebbe concludersi entro il prossimo mese di giugno. Oltre
a <Banca Intesa> anche la <Societe Generale>, la <Standard Chartered> e la
<Deixa> stanno conducendo trattative per l'eventuale acquisizione.
Oltre alla <Denizbank> anche la <Sekerbank>, la <Halkbank>, la
<Tekfenbank> e
la <Akbank> risultano attualmente sul mercato ed oggetto di interesse da
parte di numerosi investitori stranieri,
mentre la <Oyakbank> sta valutando possibili partnership fino al
50% di share.
INDICATORI
MACROECONOMICI
- Crescita
del PNL nel 2005: 7.7%
- Inflazione
annua (prezzi al consumo): 7.72% (2005); 8.16%
(gennaio-marzo 2006)
- Interscambio
con l'Italia nel 2006 - gen-mar - (dati ICE): 3,46 miliardi di
dollari, con esportazioni
pari
a 1,79 miliardi ed
importazioni pari a 1,63 miliardi. OPPORTUNITIES
FOR JOINT VENTURE INVESTMENTS IN KONYA / TURKEY
PROJECTS
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KONYA
COMPANIES SEEKING FOREIGN PARTNERS FOR INVESTMENT
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Reference
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TR705/42SFP506001
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Structure
of partnership
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Joint
venture
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Type
of project
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Squeeze
casting investment for manufacturing aluminium parts
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Investment
place
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Konya
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Estimated
annual turnover of project
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4,500,000
€ (Approximately)
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Estimated
value of project
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1,000,000
€
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Distribution
of finance
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50%
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Asset
procurement
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Land,
building
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Service
procurement
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Network,
logistic, management, marketing, row-material
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Cooperation
subject
|
Business
cooperation, Technological assistance, market accession,
management and marketing consultancy
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Export
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Yes
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Information
about product
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Technological
new casting system
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Contact
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Click
here to contact.
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Reference
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TR705/42SFP506002
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Structure
of partnership
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Joint
venture
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Type
of project
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Grease
and all kind of lubricant production
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Investment
place
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Konya
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Estimated
annual turnover of project
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Estimated
value of project
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1,500,000
€
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Distribution
of finance
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Asset
procurement
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17.400
square meters land (4.400 blocked area) and/or 157.500 square
meters land able to construction
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Service
procurement
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Procurement
of foreign credit and joint venture
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Cooperation
subject
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Technological
assistance, equipment procurement
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Export
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Information
about product
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Grease
and all other lubricants. Package will be 1,3,5 and 20 kgs.
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Contact
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Reference
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TR705/42SFP506003
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Structure
of partnership
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Joint
venture
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Type
of project
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Increasing
production capacity and export rate of existing company by
restructuring
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Investment
place
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Konya
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Estimated
annual turnover of project
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500,000
€
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Estimated
value of project
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1,750,000
€
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Distribution
of finance
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Asset
procurement
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Service
procurement
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Cooperation
subject
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Joint
venture, common production and market accession
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Export
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Yes
(Iran, Syria, Saudi Arabia, Yemen, Israel, Egypt, Germany,
Belgium, Austria)
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Information
about product
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Mechanic
and hydraulic metal cutting and drilling machines
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Contact
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Reference
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TR705/42SFP506004
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