Arretrati 

Anno 7° N.15

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PRESIDENTE DONNA

Il_nuovo_presidente_del_Consiglio_di_Stato_turco_signora_Sumru_Cartoglu

La più alta carica giuridico-amministrativa della Turchia affidata a Sumru Cortoglu, una signora di 63 anni. Un Paese dove i diritti femminili sono rispettati, nonostante sembri il contrario.

Una donna è stata eletta presidente del Consiglio di Stato turco, la più alta istanza giuridico amministrativa del Paese. Sumru Cortoglu, 63 anni, è la seconda donna alla testa dei principali istituti giuridici del Paese dopo la nomina, l'anno scorso, di Tulay Tugcu prima donna a presiedere la Corte Costituzionale. La Turchia, con una popolazione a maggioranza musulmana, è stata incoraggiata dall'UE a rafforzare i diritti delle donne nel processo negoziale dell'ottobre scorso per un'eventuale adesione all'UE.
le donne turche sono state introdotte alla vita pubblica negli ani Trenta da Mustafa Kemal Ataturk, fondatore della Turchia moderna. Il diritto di voto alle donne risale al 1934, molto prima di numerosi Paesi europei, anche se nelle zone rurali le donne sono sovente sottomesse alle tradizioni patriarcali.
Tansu ciller è stata la prima donna in Turchia, dal 1933 al 1996, a diventare Primo Ministro.
L'attuale governo vicino a posizione religiose, ha una sola( donna ministro e il Parlamento ne conta solo una ventina su 550.Ansa)
04.05.2006

 

UN LEGAME FORTE

Il_premier_turco_Erdogan

 

Berlusconi "è un grande amico" - ha detto il presidente della C.d.C di Istanbul - ma le relazioni Turchia/Italia continueranno con il Governo Prodi.

Il_presidente_della_Camera_di_Commercio_di_Istanbul_Murat_YalcintasSilvio Berlusconi ''è un grande amico'', ma le relazioni tra Turchia e Italia continueranno anche con il futuro Governo di Romano Prodi, perché si tratta di ''un legame forte'' che rimane a prescindere anche dai Governi: è l'opinione del presidente della Camera di Commercio di Istanbul, Murat Yalcintas, a capo di un'organizzazione che rappresenta 350.000 imprenditori turchi e copre il 43% delle esportazioni complessive della Turchia, metà delle quali sono dirette verso l'UE.
''Lo stretto rapporto tra Turchia e Italia non è soltanto tra Berlusconi e Recep Tayyip Erdogan. Continuerà quindi con Prodi, ma anche dopo Prodi e dopo Erdogan'', ha detto Yalcintas a margine di un incontro con la stampa internazionale organizzato a Bruxelles.
L'interscambio commerciale tra Italia e Turchia è secondo solo a quello con la Germania con circa 6 miliardi di euro all'anno di esportazioni italiane a fronte di 4 miliardi di importazioni. In Turchia sono inoltre attivi numerosi gruppi italiani dalla <Telecom> a <Unicredit>, da <Fiat> alle aziende che operano nel settore strategico delle infrastrutture (<Italcementi>, <Trevi>, <Ansaldo>).
Durante l'incontro a Bruxelles Yalcintas ha sottolineato l'importante ruolo che la Turchia potrebbe giocare diventando pieno membro dell'Unione Europea, offrendo un enorme mercato di consumatori alle aziende europee e bilanciando il calo demografico del blocco: ''la Turchia è un'opportunità d'oro per l'Europa'', ha detto ai giornalisti.
Con una popolazione europea in calo, l'ingresso della Turchia è per Yalcintas tanto più importante in quanto dei circa 70 milioni di turchi, oltre due terzi sono sotto i 35 anni. 
Sottolineando dunque che la comunità economica turca punta chiaramente a vedere la Turchia nell'UE Yalcintas ha tuttavia aggiunto che se i negoziati attualmente in corso dovessero concludersi negativamente, ''lo accetteremo e non sarà la fine del mondo''.
I negoziati per l'adesione della Turchia all'UE sono cominciati nell'ottobre scorso per una durata prevista di almeno dieci anni. I 25 membri dell'UE dovranno unanimemente aprire e chiudere trattative su 35 diversi capitoli. Finora è stato portato a termine solo il primo capitolo su scienza e ricerca. (Ansa)
04.05.2006

NON FORZIAMO I TEMPI

Ulku_Adatepe

Intervista del quotidiano <Il Giornale> alla figlia di Mustafa Kemal Ataturk, Ulku Adatepe. La signora, 73 anni, convinta che è presto per un ingresso ella Turchia nell'UE.

"E' ancora troppo presto. Vi vorrà molto tempo, molto più di quello previsto dagli accordi internazionali perché la Turchia non è pronta per l'Europa e viceversa". Ulku Adatepe, la figlia 73enne del fondatore della Turchia moderna, Mustafa Kemal Ataturk, risponde così in una lunga intervista al <Giornale>, la prima concessa ad un cronista italiano, alla domanda se il suo Paese sia pronto per l'Unione Europea.
"Cercare di forzare la situazione non ha senso - dice - Adesso assistiamo ad una Turchia che vuole entrare a tutti i costi, facendo anche concessioni che non tengono conto dei valori del popolo turco. E a un'Europa che è molto interessata al suo potenziale strategico ed economico", riflette la figlia di Ataturk che avverte. "Ci sono dei problemi da risolvere".
"In questo momento - spiega - ci sono due Turchie. molte persone credono che tutto sia come Istanbul. Ma non è vero. Bisogna intervenire sull'Est del Paese dove c'è ancora tanto analfabetismo, dove i bambini non vanno a scuola e vengono avviati al lavoro nero, dove le donne spesso non sono libere. si sta venendo a creare un dislivello sociale preoccupante". Adesso ci sono pochi ricchi e milioni di poveri".
Rimasta orfana quando aveva 15 anni, insieme a tre fratelli e due sorelle, la figlia di Ataturk sottolinea al <Giornale> che "lo Stato turco vive ancora delle riforme operate da lui fra il 1923 e il 1938" e racconta che "quando morì lasciò scritto nel testamento che nessuno dei suoi figli avrebbe dovuto fare politica. ovviamente ci spiegò le motivazioni di quella decisione. Disse che la politica spesso è un ambiente sporco".
Riguardo alle elezioni del prossimo ano, rinnovo del parlamento e presidenziali, la Adatepe aggiunge che "il Governo uscente ha condotto un'ottima politica in campo estero, ma ha fatto ben poco per risolvere i problemi interni del paese, a cominciare dalla condizione delle donne per continuare con la questione curda e la grande povertà che affligge la maggior parte della Turchia. E comunque sono molto più preoccupata per l'elezione del presidente della Repubblica. Francamente non voglio vedere Erdogan prendere il posto di Sezer".
A proposito delle recenti affermazioni del Capo dello Stato sulla democrazia in pericolo, la figlia di Ataturk conclude: "Il rischio esiste ed è inutile nasconderlo. La Turchia attraversa un momento molto particolare perché vi sono al suo interno molte spinte estremiste. Ma sono ottimista e credo che saranno i giovani a salvarla, gli stessi su cui mio padre ha investito tanto. Saranno loro ad impedire che gli integralisti prendano il sopravvento". (Adnkronos)
04.05.2006

INSIEME

Condolezza_Rice_assieme_al_premier_turco_Erdogan

 

Il Segretario di Stato Usa, Condoleeza Rice, nei giorni scorsi in visita ad Ankara, ha rinnovato la promessa degli Stati Uniti di combattere il Pkk.

Il Segretario di Stato americano, Condoleeza Rice, motivi per visitare la Turchia ne aveva molti. Ma per l'Esecutivo di Ankara uno dei più importanti era la risoluzione della cosiddetta "questione curda", che è diventato il problema più urgente nell'agenda del premier Recep Tayyip Erdogan.
La Rice era arrivata nella capitale turca dopo una breve quanto contestata visita in Grecia. Ed anche in Turchia non ha certo ricevuto una accoglienza calorosa da parte della popolazione e della stampa. Ma le numerose questioni politiche hanno ben presto calamitato l'attenzione sulle dichiarazioni del Segretario di Stato Usa, soprattutto su quelle riguardanti la questione curda. "Turchia, Irak e Stati Uniti - ha detto la Rice - collaboreranno insieme per annullare le azioni militari del Pkk". Il problema è che adesso isolare il Pkk potrebbe non bastare a contenere l'ondata di odio scoppiata il 26 marzo scorso e che per sette giorni ha letteralmente messo a ferro e fuoco la regione di Diyarbakir, nell'est del Paese.
In una settimana di proteste hanno perso la vita 16 persone, 10 negli scontri con la polizia, quattro negli attentati ad Istanbul. Nessuno se lo aspettava, tanto meno Erdogan, ma il problema curdo è scoppiato un'altra volta, improvvisamente, in tutta la sua violenza. Ed anche la sua complessità. Il Pkk, il partito dei lavoratori del Kurdistan, fondato da Abdullah Ocalan e dichiarato illegale da Turchia, Europa e Stati Uniti, vuole la creazione di un Kurdistan indipendente e spesso in passato non ha esitato a ricorrere all'uso ella forza per imporre le proprie idee. Poi ci sono i Tak, I falchi per la liberazione del Kurdistan, braccio armato del Pkk, che negli ultimi tempi si sono resi protagonisti degli attentati più sanguinosi e che hanno anche rivendicato le bombe ad Istanbul tra la fine di marzo e l'inizio di aprile.
Sono stati proprio loro a dichiarare che le loro azioni terroristiche diventeranno sempre più violente, perché il problema dei curdi possa assumere una evidenza internazionale. Un problema di soluzione quanto mai difficile anche per le diverse anime che compongono il movimento curdo. Un una conferenza stampa che si è tenuta ad Istanbul tre mesi fa, le correnti più moderate come quella capeggiata dall'ex deputato Leyla Zana, sono state messe in minoranza.
C'è poi la reazione del Governo turco, colto di sorpresa da questa escalation di violenza, che gli ha procurato non pochi problemi con l'Unione Europea. Erdogan ha deciso di potenziare la presenza militare nelle zone ad est del Paese, in particolare quelle vicine ai confini con l'Iran e la Siria, per ridurre al minimo il passaggio di potenziali terroristi sul suolo turco. Una mossa che a molti è sembrata l'anticamera di una operazione a tappeto sull'intero territorio per sgominare tutti i nuclei dell'organizzazione separatista. Una guerriglia, questa, che potrebbe costare decine di vittime fra i civili.
Il Pkk ha iniziato le sue operazioni militari nel 1984. Da quella data si calcola che abbiano perso la vita fra le 37 mila e le 40 mila persone. Il cessate il fuoco proclamato dall'organizzazione nel 2004 ed i toni ottimistici utilizzati da Erdogan durante la sua visita a Diyarbakir nei mesi scorsi sembrano lontani anni luce. (ApCom)
04.05.2006

SOLO SEMPLICI MISURE

Operazioni_contro_il_Pkk_in_Turchia

Così ha risposto il portavoce del ministero degli Esteri turco all'ambasciatore iracheno ad Ankara che gli chiedeva spiegazioni circa il rafforzamento delle truppe turche al confine.

L'ambasciatore iracheno ad Ankara si è recato nei giorni scorsi al ministero degli Esteri turco per chiedere spiegazioni su un recente dispiegamento di truppe alla frontiera irachena nel quadro della lotta contro i ribelli curdi. Lo ha detto un diplomatico turco.
"Ci ha consegnato una nota ufficiale che chiede informazioni sulla natura delle misure prese alla frontiera", ha detto all'<Afp> il diplomatico che ha chiesto l'anonimato.
Secondo il diplomatico la nota non contiene proteste contro supposte operazioni condotte da commando turchi oltre la frontiera irachena, smentendo così indicazioni dei media turchi. "Non ci sono operazioni di questo tipo e la nota non contiene una tale protesta", ha detto.
La televisione turca <Ntv> aveva affermato che il presidente iracheno Jalal Talabani si era detto preoccupato per un dispiegamento di truppe turche e iraniane ai confini settentrionali dell'Iraq e aveva dichiarato che Baghdad non avrebbe consentito interferenze straniere.
Sempre secondo la <Ntv>, la nota irachena consegnata al ministero degli Esteri includeva una protesta contro operazioni di "scarsa intensità" condotte da commando turchi contro il Pkk in territorio iracheno.
Il portavoce del ministero degli Esteri ha sottolineato come l'ambasciatore iracheno sia stato informato circa il rafforzamento delle truppe turche alla frontiera che altro non sarebbero se non misure prese ogni anno allo scioglimento delle nevi al fine di bloccare l'infiltrazione dei ribelli. (Ansa-Afp-Reuters)
04.05.2006

IL MODELLO

Pkk_model_Asala

Ormai è certo: il Pkk si adegua agli schemi dell'organizzazione eversiva armena "Asala", responsabile negli anni passati dell'assassinio di 34 diplomatici turchi.

The terror network, Pkk (Kurdish Workers' Party), took the Armenian terror network, Asala, that martyred 34 Turkish diplomats as an example for its operations. Turkish National Intelligence Organization (Mit) uncovered a plot of the terror network against 131 foreign representatives of Turkey.
Armenian terror network Asala (The Armenian Secret Army for the Liberation of Armenia) firstly martyred Turkey's Ambassador to Vienna Danis Tunaligil in 1975. The same organization martyred 34 Turkish diplomats by 1984. Upon the action realized against Ankara Esenboga Airport on 7 August 1982, Turkey had started wide scale operations against Asala with the instruction of the term's President, Kenan Evren.
Many terror experts say Aasala changed dimension and continues its activities within PKK.
Several Armenians were caught in the operations against the terror network.
The terror network Pkk driven into a corner in Turkey with the spring operation code named, "Suleyman Soydan 137," launched by Turkish Armed Forces by reinforcing troops in the region of 2nd Division now aims at Turkey's representatives abroad. In its action plan abroad, the organization will use the methods of terror network Asala.
The intelligence units say that the terror network plans various actions on the ground that it will seek revenge for 15 people who died in the incidents in 13 provinces, mainly in Diyarbakir.
Mit revealed the divisive organization is preparing for actions aiming at Turkey's 131 foreign representatives in this frame. The Turkish Foreign Ministry taking action upon Mit's warning warned Turkey's 131 diplomatic representatives abroad against probable actions. In this frame, top level security measures have been taken for Turkey's foreign representatives.
In the operations against the organization within the last five years, hundreds of kilos of plastic explosives (C-3, C-4 and A-4) have been seized by the police (Sedat Gunec/Zaman)
04.05.2006

11 BIMBI E SEI ADULTI FERITI DA UNA BOMBA  

 

L'attentato - compiuto probabilmente da militanti del Pkk - è avvenuto ad Hakkari, nel sud-est anatolico.

Una bomba è esplosa accanto ad un minibus con a bordo figli di soldati di rientro da scuola nel sudest della Turchia, ferendo 17 persone, compreso 11 bimbi.
Lo hanno riferito il capo della sicurezza locale.
La bomba, ad Hakkari, nel sudest a prevalenza curdo, rientra nell'escalation di violenza nella regione, dove i soldati hanno intensificato le operazioni contro i guerriglieri del gruppo Kurdistan Workers' Party (Pkk).
Yasar Agdere, capo della sicurezza di Hakkari, ha detto che nessuno dei feriti  - compresi cinque soldati e un passante - è in gravi condizioni.
"Le indagini continuano, ancora non sappiamo di che tipo di bomba si tratta", ha detto ai giornalisti. (Reuters)
04.05.2006

OLTRE OTTANTA ARRESTI IN MANIFESTAZIONI

Gli_incidenti_del_1_maggio_in_Turchia

Trentaquattro di questi sono stati fatti il 1 maggio ad Istanbul dopo alcuni incidenti con la polizia.

Almeno 85 persone sono state arrestate in Turchia in seguito ad incidenti avvenuti nel corso delle manifestazioni del 1 maggio. A Istanbul, 34 persone sono finite in manette per aver cercato di organizzare un corteo in una zona interdetta alle manifestazioni, secondo quanto ha dichiarato il governatore della città, Muammar Guler.
La polizia è intervenuta in forze con gas lacrimogeni e manganelli per allontanare i dimostranti dalla piazza Taksim, sulla riva occidentale del Bosforo. Secondo la rete televisiva <Ntv> vi sono stati diversi feriti. (Ticin@nline)
04.05.2006


CONDANNE PESANTI PER I SOSTENITORI DI OCALAN

 

Le ha inflitte un Tribunale di Diyarbakir a tre studenti colpevoli di appartenenza al Pkk.

Un Tribunale di Diyarbakir, città della Turchia orientale a maggioranza curda, ha condannato tre studenti a più di sei anni di carcere per avere raccolto delle firme in favore del capo ribelle curdo Abdullah Ocalan.
I giudici hanno respinto le argomentazioni degli accusati, che sostenevano di avere usato il loro diritto di libertà di espressione, considerandoli invece colpevoli di appartenenza al Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk, separatista), del quale Ocalan è il capo.
In un primo momento la Corte aveva emesso un verdetto di condanna a sette anni e mezzo di prigione per ciascuno degli accusati, ma poi ha ridotto la sentenza a a sei anni e tre mesi per la loro buona condotta durante il processo. (Ansa-Afp)
04.05.2006

SEPARATISTI CURDI MINACCIANO L'IRAN

Sarebbe la ritorsione perché alcuni avamposti del Pkk sarebbero stati bombardati dall'esercito iraniano.

Alcuni membri del Pkk, il partito separatista curdo attivo nel nord-est della Turchia, minacciano di esportare la guerriglia in Iran. Secondo il Pkk, alcuni degli avamposti dell'organizzazione sarebbero stati bombardati dagli iraniani lo scorso 20 aprile: dieci persone sarebbero morte, e altrettante rimaste ferite. "Non c'è un accordo tra la Turchia e l'Iran per attaccare le nostre posizioni", ha affermato uno dei leader del gruppo. (Agr)
04.05.2006

RIPRESO L'INVIO DI PRODOTTI PETROLIFERI A BAGHDAD

Tre mesi fa la Turchia aveva sospeso le spedizioni a causa del mancato pagamento dei debiti (1 miliardo di dollari).

La Turchia ha ripreso l'invio di prodotti petroliferi in Iraq, tre mesi dopo avere sospeso le spedizioni a causa del mancato pagamento dei debiti. Lo ha annunciato Kursad Tuzmen, ministro del Commercio Estero di Ankara.
Le spedizioni di prodotti petroliferi "sono riprese", ha affermato Tuzmen. Il Governo di Baghdad, ha spiegato, ha pagato la prima tranche delle tre rate complessive in cui è stato frazionato il debito.
Ankara aveva sospeso le spedizioni il 21 gennaio, quando l'esposizione del Governo di Baghdad aveva raggiunto il miliardo di dollari. La Turchia è il maggior fornitore di prodotti petroliferi raffinati all'Iraq. (Ap)
04.05.2006

IL "CANALE" TURCO

Secondo il quotidiano palestinese <al-Quds> - sulla base di informazioni ricevute da fonti diplomatiche Usa - Ankara si adopererebbe per un dialogo tra gli Usa ed Hamas.

Un "canale di comunicazione segreto fra Hamas e il Governo degli Stati Uniti potrebbe essere in fase di allestimento grazie ai buoni uffici della Turchia. Lo ha scritto il quotidiano palestinese <al-Quds> sulla base di informazioni ricevute da fonti diplomatiche a Washington.
Secondo il giornale potrebbe non essere casuale il fatto che il Segretario di Stato Usa, Condoleeza Rice abbia visitato Ankara poche ore dopo che in quella capitale aveva fatto tappa il presidente dell'Anp palestinese, Abu Mazen. Il quotidiano ha ricordato inoltre che, dopo la vittoria elettorale del 25 gennaio, il dirigente di Hamas Khaled Meshaal è stato prontamente ricevuto dai dirigenti turchi. Da parte sua il ministro degli Esteri di Ramallah, Mahmud a-Zahar, un dirigente di hamas, ha incontrato a Doha (Qatar) il deputato arabo-israeliano Azmi Bishara.
A detta del sito <Palestine-info>, vicino ad Hamas, i due hanno discusso le ripercussioni "dell'assedio israelo-americano al popolo palestinese". (Ansa)
04.05.2006

I PREPARATIVI
ENTRANO NEL VIVO

Papa_Benedetto_XVI

L'organizzatore dei viaggi del Pontefice Benedetto XVI, Alberto Gasparri, in Turchia per la visita di novembre del Santo Padre. Sullo sfondo, l'ecumenismo e il dialogo con l'Islam in chiave culturale

Con la primavera, inizia la stagione dei viaggi all'estero di Benedetto XVI. Mentre cresce l'attesa per il pellegrinaggio in terra polacca dal 25 al 28 maggio, dietro le quinte cominciano a prendere forma anche gli altri impegni internazionali: a Valencia, in occasione dell'Incontro mondiale delle Famiglie, evento già pianificato in ogni dettaglio, e in Turchia, dove il Papa arriverà il 28 novembre.
Da quanto <Korazym.org> apprende, l'organizzatore dei viaggi papali, Alberto Gasbarri, il 2 maggio era a Istanbul per i primi sopralluoghi in preparazione alla visita del Pontefice. Si è trattato di impegni tecnici di routine per Gasbarri, che nelle scorse settimane aveva già visitato Valencia e la Baviera. La tappa in Turchia è stata comunque significativa perché legata all'organizzazione di un viaggio delicato sotto molti punti di vista. In primo luogo emerge il carattere ecumenico della presenza di Benedetto XVI, invitato dal Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I per prendere parte alle celebrazioni della festa di Sant'Andrea. Un aspetto significativo, specie dopo le "scaramucce" diplomatiche che erano state alla base del rinvio della visita dal 2005 al 2006, come <Korazym> aveva già riferito.
Il viaggio in Turchia assume importanza anche per i riflessi che potrà avere sul fronte del dialogo con l'Islam, nella democrazia più avanzata tra i Paesi musulmani, dove tuttavia l'omicidio di don Andrea Santoro è segno di un clima diffuso di intolleranza. Vicende su cui il Papa presumibilmente avrà modo di tornare, specie in un momento in cui fonti di stampa hanno spiegato il nuovo corso voluto dal pontefice circa lo stile di dialogo con l'Islam: un rapporto basato meno sui contenuti religiosi e teologici e più sulla cultura, sui diritti umani, sul rifiuto della violenza. Sarebbero questi, a detta di <Repubblica> e <Asianews>, i risultati di un seminario svoltosi a porte chiuse a Castel Gandolfo l'1 e il 2 settembre scorsi, alla presenza di circa 35 esperti internazionali. "Benedetto XVI è forse fra le poche personalità ad aver capito profondamente l'ambiguità in cui si dibatte l'Islam contemporaneo e la sua fatica nel trovare un posto nella società moderna", ha detto ad <Asianews> padre Samir Khalil Samir, del Pontificio Istituto Orientale, uno dei partecipanti all'incontro. "Nello stesso tempo - ha spiegato - egli sta proponendo all'Islam una via per costruire la convivenza mondiale e con le religioni basata non sul dialogo religioso, ma culturale e di civiltà, basato sulla razionalità e su una visione dell'uomo e della natura umana che viene prima di qualunque ideologia o religione". Questo puntare al dialogo culturale spiegherebbe, ad esempio, la scelta del Pontefice di assorbire il Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso dentro al più grande Pontificio Consiglio per la Cultura.
Nel caso della Turchia, il confronto culturale potrebbe passare dalla richiesta di un pieno riconoscimento della libertà religiosa, aspetto che secondo la Santa Sede rappresenta, tra le altre cose, la vera pregiudiziale circa l'ingresso del Paese nell'Unione Europea. I nodi ancora da risolvere sono stati dibattuti di recente in un articolo di padre Giovanni Sale, pubblicato su <La Civiltà Cattolica>, rivista vicinissima alla Santa Sede e alla Segreteria di Stato. Se da una parte vengono evidenziati i tratti positivi dell'Islam moderato del Governo Erdogan, al tempo stesso non si fanno sconti sulla violazione di diritti fondamentali. "Uno degli aspetti più controversi riguarda il tema della tutela delle minoranze religiose - si legge - in particolare dei cristiani che vivono nel paese, circa 150.000, i quali si sentono e sono discriminati sul piano dei diritti e spesso minacciati dal fanatismo dei fondamentalisti. Anche se la Turchia riconosce la libertà religiosa come uno dei fondamenti dello stato laico, di fatto l'esercizio di tale libertà risulta, per le minoranze religiose non musulmane, sottoposto a restrizioni e condizionamenti".
In questo contesto, "la Chiesa cattolica, in quanto confessione non riconosciuta dallo stato, è sottoposta a limitazioni, soprattutto in ordine all'esercizio del ministero pastorale, e quindi fatta oggetto di discriminazioni. Le strutture cattoliche - diocesi, parrocchie, istituti religiosi - non godono di riconoscimento giuridico, per cui il personale religioso non è annoverato tra i ministri del culto, mentre quello di nazionalità non turca deve sottomettersi a un regime particolare per ottenere il permesso di soggiorno". Seguono con una chiarezza disarmante, le richieste della Santa Sede: la Chiesa cattolica, "non chiede al Governo turco nessun privilegio particolare, ma semplicemente il riconoscimento dei suoi diritti, per esercitare il proprio ministero a vantaggio dei cattolici turchi". "A tale proposito - continua l'articolo - ricordiamo le parole che Giovanni Paolo II indirizzò al nuovo ambasciatore della Turchia il 7 dicembre 2001: "In Turchia, i cattolici sono una piccola minoranza. Essi non vedono contraddizione tra l'essere cattolici e l'essere turchi, e attendono [...] di vedere riconosciuto lo stato giuridico della Chiesa. Essi confidano che nella loro patria continueranno a trovare quel rispetto per le minoranze che costituisce 'la pietra angolare dell'armonia sociale e l'indicatore della maturità civile raggiunta da un paese e dalle sue istituzioni'. La Turchia può servire anche da ponte, mostrando chiaramente che le sue legittime preoccupazioni per l'unità nazionale non sono in conflitto con il rispetto dei diritti degli individui e delle minoranze". Parole illuminate che ancora oggi conservano tutta la loro attualità e tutto il loro valore. (Mattia Bianchi/www.korazym.org)
04.05.2006

 

UN CLIMA
DI COLLABORAZIONE
E AMICIZIA

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Messaggio di padre Rubén Tierrablanca Ofm, che guida la Fraternità francescana internazionale presente ad Istanbul. I diversi segno di "una vita nuova".

"La gioia pasquale ha inondato di luce tutta la storia dell'umanità. E' questa la certezza che si proclama ovunque si trovano i cristiani. Nella nostra situazione di minoranza cristiana in Turchia, questa gioia ha un sapore particolare: i frutti della risurrezione si manifestano con discrezione, ma nel cammino della nostra Chiesa locale e nella ricerca del dialogo ecumenico e interreligioso, hanno una importanza rilevante e alimentano la nostra speranza di una vita migliore, nuova in Cristo risorto": lo ha scritto in un messaggio p. Rubén Tierrablanca Ofm, che guida la Fraternità francescana internazionale presente a Istanbul in Turchia.
Il frate racconta i "diversi segni di vita nuova" che sono frutto della Pasqua 2006, segnata da un clima di collaborazione e di amicizia sul piano dei rapporti ecumenici e interreligiosi. A partire dal rapporto con le autorità civili: "Il presidente del nostro municipio di Beyoğlu - racconta - ha inviato alle comunità cristiane (cattoliche, ortodosse, armene, siriache e protestanti) delle uova in un vasetto di ceramica cinese per tutti i fedeli che frequentano le nostre chiese e per augurarci Buona Pasqua. Egli è di religione musulmana, ma nutre grande stima della religione cristiana e dei cristiani del suo territorio".
Inoltre, continua p. Ruben, la festività ha contribuito anche ad avvicinare la comunità cattolica e quella ebraica:
"Avendo celebrato quest'anno contemporaneamente la Pasqua ebrei e cristiani (la Chiesa ortodossa l'ha celebrata il 23 aprile), il Gran Rabbino d'Istanbul, Izak Haleva ha accolto i diversi rappresentanti religiosi nella sua residenza per il mutuo augurio di buona Pasqua. Ai fratelli maggiori abbiamo espresso l'augurio Pesah Same'ach!".
Buoni frutti anche sul piano ecumenico: "All'indomani della Pasqua (Lunedì dell'Angelo), Mesrob II, il Patriarca della Chiesa Armena apostolica ha invitato tutti gli altri rappresentanti cristiani nel giardino della sua residenza. Accanto al Patriarca Mesrob II, padrone di casa, si trovavano Bartolomeo I, Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Izak Haleva, Gran Rabbino d'Istanbul; Antonio Lucibello, Nunzio apostolico in Turchia; Louis Pelâtre, nostro Vescovo latino; François Yakan, Vicario dei Caldei cattolici; Yusuf Sağ, Vescovo dei Siriani cattolici. Più tardi è arrivato il Metropolita della Chiesa Siriaca ortodossa, Yusuf Çetin ed altri rappresentanti della Chiesa protestante. Con altri accompagnatori e fedeli armeni siamo stati testimoni di questo significativo incontro".
P. Ruben nota: "Questa esperienza di vita nuova è in contrasto con l'inclinazione dei mass-media turchi che mettono in risalto le nostre difficoltà, oppure ridicolizzano i simboli cristiani dicendo, per esempio, che per i bambini cristiani la Pasqua è gettarsi uova addosso. Cerchiamo di testimoniare che Pasqua è molto di più".
Il francescano conclude: "La costruzione della pace e della fratellanza nel mondo e tra i credenti è e sarà sempre un impegno quotidiano, che noi cristiani vogliamo annunciare nella verità del Risorto. Cristo è veramente risorto". (Agenzia Fides)
04.05.2006

LA CITTA' DI RIFERIMENTO

L'attività dei missionari cristiani ad Istanbul è di gran lunga maggiore a qualsiasi altra parte della Turchia. Vi sono 126 di differenti culti, alle quali si appoggiano 4 periodici, 1 Caffè, 36 associazioni, 17 quotidiani, 12 siti Internet, 1 museo, 1 hotel, 6 stazioni radio, sei compagnie e 44 fondazioni.

There's more missionary activity in Istanbul than anywhere else in the country and the number of Jehovah's Witnesses is on the rise, according to a recent Ankara Chamber of Trade and Commerce (Ato) report.
There are 126 churches for Turkish Christians of different nominations in Istanbul, as well as four periodicals, one cafe, 36 associations, 17 newspapers, 12 Internet sites, one museum, one hotel, six radio stations, six companies, 44 foundations and two publishing houses. In relatively well-off neighborhoods in Istanbul, missionaries use movie theaters, theaters, cafes and other entertainment venues for activities such as screening Christian movies. The two publishing houses distribute books, leaflets, audio cassettes, CDs and VCDs to promote and propagate Christianity nationwide.
There are around 6.5 million Jehovah's Witnesses in 235 countries (and on islands) around the world, with around 2,000 in Turkey, Arto Zagikyan of the Jehovah's Witness told the Anka News Agency. Stating that Jehovah's Witnesses aren't involved in corruption, smuggling or politics, Zagikyan said that they're only interested in spiritual matters.
He explained that they have numerous houses of worship, called "Kingdom Halls," in various areas of Istanbul and stated that their goal is to promote their faith to others through the books and leaflets they distribute.
A report recently released by Ato indicates that Turkey has become a key target country for missionaries, accusing such activities of threatening the unitary structure of the state by provoking ethnic and religious differences. Asserting that missionaries are people who call themselves "messiahs" and come from places as diverse as South Korea, the U.S., the UK, New Zealand, Austria, Germany, Sweden and Romania, the report adds that they are mostly coordinated from Adana, Edirne, Istanbul, Ankara, Izmir, Trabzon, Antalya, Hatay, Bursa and Samsun.
Stating there are an overall some 50,000 Christian communities in Turkey, the report added that outside Istanbul Christians have over 300 places of worship, numerous bookstores, one library, six periodicals, dozens of foundations, numerous printing houses, five radio stations, several monasteries, two cafes, one gathering place, six commercial companies, one hotel, one translation office, seven newspapers, two museums, and dozens of associations dedicated to missionary activity. Underlining that in 2003 alone there were 190 instances of missionary activity, the report said that the Bahais were responsible for 27 of them, adding that the Bahais concentrate on Sivas and Erzincan, while Christians tend to focus on Nevsehir, Adiyaman, Adana, Bursa, Diyarbakir and Mersin. The report listed the various groups in Turkey involved in missionary activity as the Jehovah's Witnesses, Bahais, Protestants, Catholics, Orthodox and Syrian Orthodox.
Ato gave the following information about the different missionary groups:
Jehovah's Witnesses: Their headquarters are in New York. Traveling preachers spread oral propaganda. Members distribute books, magazines and leaflets and hold seminars and meetings. While their activities are predominantly based in Istanbul, there are also Kingdom Halls in Ankara, Izmir, Eskisehir, Antalya, Hatay, Aydin, Kusadasi and Mersin. Their activities are coordinated by the Holy Book Courses Association set up in Istanbul in 1974.
Bahais: They concentrate their efforts on Sivas, Erzincan, Hatay, Adana, Gaziantep, Sanliurfa, Birecik, Mersin, Edirne and Istanbul.
Protestants: Their headquarters are in Schormdorf, Germany. In Ankara there's the Turkish Protestant Churches Union as well as 19 other Protestant churches established in 2000.
Catholics: Organized by the Vatican.
Orthodox: They've been attempting to create an Orthodox separatist movement in the Eastern Black Sea region since the 1980s.
Syrian Orthodox: They're based in Mardin and predominantly seek recognition of their right to practice their religion and develop their culture.
For the most part missionaries based in Ankara are either Protestant or Jehovah's Witnesses, the report said. It went on to say that the activities of the Protestant community are organized by the 10 Protestant churches linked to Kurtulus church in Balgat, adding that they distribute books and leaflets to the public in Ankara. (The New Anatolian)
04.05.2006

PACE: QUALE
STRADA
PERCORRERE

Il_patriarca_armeno_Mesrob_Mutafyan

L'intervento del patriarca armeno Mesrob Mutafyan II al convegno "Le relazioni turco-armene: l'arte di vivere insieme nella società ottomana", svoltosi nell'Università Erciyes di Kayseri. 

Non credo che la ragione principale del ritrovarci qui in questa occasione, come figli della repubblica, sia quella di coprire di elogi l'Impero ottomano. Possiamo però dire che l'analisi del sistema che ha permesso nella società ottomana la convivenza tra identità diverse è molto importante. In un mondo che diventa sempre più piccolo, persone di popoli, lingue e religioni diverse si trovano a dovere convivere le une accanto alle altre, in un mosaico culturale. In questa prospettiva ritengo che non sia inutile prendere in considerazione l'esperienza ottomana.
Vorrei condividere con voi alcune riflessioni su quella che alcune persone e la stampa nazionale definiscono la "questione armena". E' un fatto universalmente noto che il modo in cui guardiamo alla storia costituisce una questione morale, lo è anche il modo in cui raccontiamo la storia alle generazioni di oggi. Mostrare la verità richiede libertà e rappresenta una questione di coraggio. Faremmo molta fatica a discutere di alcune verità con le nuove generazioni se cercassimo di costringere queste verità dentro schemi prestabiliti, se diventassimo schiavi di una determinata ideologia, se assumessimo una prospettiva nazionalista, razzista e militaresca. La possibilità di avere uno sguardo di verità verso la storia dipende dalla capacità che avremo di liberarci da valutazioni soggettive e da pregiudizi consolidati.
Non è possibile sostenere, idealizzando in questo modo la storia, che nelle relazioni armeno-ottomane gli armeni non abbiamo incontrato problemi.
Sappiamo anche però che turchi e armeni si sono incontrati la prima volta almeno 1300 anni fa.
Se poi veramente lo storico Yegise avesse scritto nel 5° secolo l'opera che racconta della guerra armeno-persiana, allora questa significherebbe che la data del primo incontro turco-armeno risale a 1500 anni fa. In un periodo così lungo rispetto alle relazioni politiche e militari quelle fondate sulla guerra e sulla violenza sono relativamente poche.
L'onda nazionalista scatenata dalla rivoluzione francese, come in molti altri paesi, ha fatto sentire la sua influenza anche sulle diverse popolazioni che componevano l'impero ottomano. Soprattutto verso la fine del 19° secolo le relazioni hanno cominciato a farsi sempre più tese. La responsabilità va individuata nello stato ottomano, negli stati russo, francese, americano ed inglese, nei partiti politici armeni, nel patriarcato armeno di Istanbul. Anche se non si tratta di responsabilità dello stesso peso, sarebbe immorale per ciascuna delle parti in causa cercare di chiamarsi fuori e rifiutare la propria parte di responsabilità, addossandola completamente sugli altri.
Si dovrebbe abbandonare la letteratura fatta........
I turchi e gli armeni dovrebbero ormai abbandonare la letteratura fatta di frasi del tipo: "Noi volevano molto bene a loro". Invece di usare espressioni nostalgiche fatte di: "Ah, il mio droghiere era armeno", oppure: "Ah, il mio vicino era turco!" sarebbe meglio dare impulso a lavori scientifici e storici che comprendano esempi concreti delle modalità con cui turchi e armeni vivevano insieme.
Invece di sprecare tempo e soldi per pubblicare libri che contengono solo variazioni di tesi arcinote che turchi e armeni hanno imparato a memoria, sarebbe molto meglio tradurre in turco ed in inglese ed offrirle all'attenzione degli studiosi alcune opere in armeno che potrebbero fornire un contributo importante per lo studio della storia delle relazioni turco-armene.
Piuttosto che di nuovi commenti c'è un gran bisogno di fonti primarie. Ad esempio, i rapporti del parlamento armeno, dal 1863 fino al sultano Abdulhamnid, rappresentano uno dei buchi neri della storia del nostro paese. Si dovrebbero tradurre e pubblicare con il testo a fronte. Dovremmo poter leggere in turco anche gli scritti del patriarca Nerses II (1874-1884), di Madteos III (1894-1896 e 1908-1909), le memorie in tre volumi di Magakya I (1896-1908) e quelle di Zave I (1913-1915 e 1919-1922). Invece di pubblicazioni che trattano della chiesa e della cultura armene in una forma lontana da ogni approccio scientifico, gli studenti universitari turchi dovrebbero poter leggere la storia della chiesa armena del patriarca Magakya. E' necessario poi che l'accademia possa avere accesso agli archivi del patriarcato che tra il 1916 ed il 1918 sono stati trasferiti a Gerusalemme. Senza perdere altro tempo poi si deve cominciare l'insegnamento della lingua ottomana, armena e turca nelle università della Turchia e dell'Armenia. Questo creerebbe le premesse per ricerche comuni tra accademici turchi e armeni.
Per poter uscire dal vicolo cieco attuale, l'unica strada per potere garantire il dialogo è il rispetto reciproco. E' difficile, se non impossibile, arrivare a qualsiasi risultato offendendosi reciprocamente. E' quindi molto importante che gruppi provenienti da Armenia e Turchia e composti da accademici, giovani, artisti e giornalisti si possano incontrare e conoscere.
Si deve poi mostrare rispetto per la storia degli altri. Alcuni storici armeni si devono liberare della tendenza a vedere i turchi come nomadi barbari senza cultura provenienti dall'Asia Centrale e allo stesso modo alcuni storici turchi devono fare lo stesso rispetto al loro approccio che tende a trasformare anche gli indiani americani in tribù turche che hanno superato lo stretto di Bering oppure che ripete affermazioni del tipo: "Gli armeni non hanno mai fondato uno stato, non lo hanno saputo fare". Sia i turchi che gli armeni sono popoli che hanno saputo ottenere nella storia importanti successi in campo politico e culturale.
Nei musei delle civiltà anatoliche l'approccio che nega l'esistenza dei regni armeni può tutt'al più riuscire a convincere i propri cittadini, visto che non è possibile ignorare negli archivi e nelle biblioteche i documenti che testimoniano dei trattati che i regni armeni hanno siglato con gli stati occidentali. Al contrario, mostrando rispetto reciproco per la storia altrui e lodando, quando è necessario, i successi storici dell'altro sarà invece possibile creare dell'empatia reciproca.
Persone che appartengono alla stessa area geografica
Turchi ed armeni devono poi mostrare lo stesso rispetto per i simboli religiosi e nazionali. Si deve essere molto attenti ad evitare che in manifestazioni politiche fanatici li insultino, calpestino e brucino. Al contrario bisogna dare vita ad iniziative che contribuiscano ad accrescere l'amicizia.
Altrimenti non si fanno progressi se non quelli che portano a spargere i semi dell'inimicizia.
Turchi ed armeni sono persone che appartengono alla stessa area geografica, riunite da Dio. Questa è una realtà che né ora né mai sarà possibile modificare. In altri termini turchi ed e armeni sono costretti ad imparare a convivere. Senza tenere conto di questa realtà, gli strateghi che cercano di accecare le giovani generazioni commettono un peccato. Dovrebbero essere le celebri parole di Ataturk ad imporsi: "Pace in patria, pace nel mondo". Le persone possono essere amiche o nemiche. La fratellanza e l'amicizia non sono preferibili?
Altrimenti un nazionalismo fanatico che ritiene il proprio paese e la propria razza superiore, la propria lingua la migliore, non andrebbe oltre uno sterile narcisismo collettivo, in grado di produrre solamente un narcisismo simmetrico nell'altro. Negare l'altro oppure vederlo come straniero o potenziale nemico non solo serve a creare il caos nel paese ma nello stesso tempo crea inquietudine e preoccupazione rispetto a quale sarà, tra i diversi gruppi sociali, la prossima vittima.
Credo anche che la frase ripetuta spesso: "Turchi e curdi sono gli autentici fondatori" rappresenti una forma di discriminazione. Se i nostri fratelli turchi e curdi sono gli unici elementi originari di queste terre, nei migliori dei casi questo significa sottovalutare gli armeni e la loro tradizione scritta che risale al 6° A.C. ed ancora di più sottovalutare chi come siriaci e ebrei vanta una presenza ancora più lontana nel tempo. Oggi nel nostro Paese su di una popolazione totale di 70 milioni gli armeni sono ridotti a 70.000.
Secondo le informazioni fornite da alcune istituzioni statali le persone di origine armene provenienti dall'estero che sono venute a vivere nel nostro paese sarebbero 30.000. Stando così le cose, è necessario trovare una soluzione a tutti quei problemi, in materia di religione, educazione, statuto delle fondazioni, che coinvolgono una comunità armena, che ormai a stento rappresenta un millesimo della popolazione totale. Risolvere questi problemi sarebbe un passo nella direzione di rendere concreti concetti astratti quali "pluralismo", "convivenza", "tolleranza". In caso contrario saremo testimoni della perdita dei colori del nostro paese a vantaggio di una progressiva monotonizzazione. In quanto armeni della Turchia, divisi tra due diversi amori, il legame della cittadinanza e della vita quotidiana con la Turchia, il legame della religione e della stirpe comune con l'Armenia, desideriamo poi la normalizzazione delle relazioni con l'Armenia. Difficile però realizzare dei progressi senza delle concessioni reciproche.
Infine siamo costretti a pensare che cosa ci unisce come persone, al di là della religione, della lingua, della appartenenza etnica. In questo senso diventa importante che cosa saremo capaci di lasciare ai nostri figli. Per questo motivo è importante incoraggiare non solamente la formazione tecnico-scientifica ma anche quella umanistica. Credo che la ricerca linguistica e letteraria possa rappresentare un potente fattore unificante.
La_chiesa_armena_di_Santa_Croce_sul_lago_VanMagari avessimo saputo, come hanno fatto con successo altri paesi, considerare le civiltà precedenti quella ottomana, bizantina, armena, siriaca e ebraica come parte della nostra eredità storico-culturale. Avremmo in questo modo arricchito la Turchia. Da questo punto di vista considero un passo molto positivo il progetto del ministero della Cultura di restaurare la chiesa armena dell'isola di Akdamadar nel lago di Van.
Sia i turchi che gli armeni sono costretti ad uscire dall'angusta prospettiva fondata sul nazionalismo ed il razzismo. Le conseguenze che questi elementi hanno prodotto sono sotto gli occhi di tutti: guerre sanguinose, lacrime e odio che si trasmette attraverso diverse generazioni.
Credo che arrivare ad una situazione di pace sia possibile solamente uscendo dall'angusta prospettiva di cui parlavo. Sostituire al nazionalismo ed al razzismo la legge dell'ospitalità è più consono ai nostri valori morali.
Ringrazio infine il rettore dell'Università Erciyes e gli organizzatori di questo simposio, mi auguro che questa occasione nella nostra storica Kayseri rappresenti un passo importante sulla strada della pace, saluto con il massimo rispetto tutti i partecipanti.
Prego per l'unità, la felicità e la pace di tutti i cittadini del nostro Paese. Grazie. (Patriarca armeno Mesrob Mutafyan Ii-traduzione di Fabio Salomoni da Radikal/http:www.osservatoriobalcani.org/artiche/articleview/5596/1/51/)
04.05.2006

30 MILA MORTI
AMMAZZATI
DAGLI ARMENI

Hikmet_Ozdemir

Secondo il professor Hilmet Ordemir, polemicamente aspro, prima dell'emigrazione forzata della comunità armena nel 1915 questa si era ribellata insorgendo contro l'Impero e provocando una strage tra i civili turchi dei villaggi orientali del Paese.

Director of Armenian Studies at the Institute of Turkish History Professor Hikmet Ozdemir said Armenian insurgents attacked Turkish villages in eastern provinces and caused the mass murder across the region before the emigration decision taken in 1915.
"Thirty thousand Turkish civilians were killed in Kars. Armenian militants also rebelled in southern Anatolian city of Kahramanmaras, and the killings did not cease immediately after the emigration decision was taken," Ozdemir said.
Speaking at a conference titled "Points overlooked in the 1915 debates" at Kocaeli University, Ozdemir said he wants Turks to accept the allegations that Armenians caused massacres and added he definitely does not want to debate the issue further.
Ozdemir said a false memory has been developed because of the Armenian allegations and this has been turned into a religious issue, adding, "Unfortunately, some of our intellectuals and scientists also believe these allegations."
The History Institute has original documents relating to the Armenian massacres of the period and it has revealed these documents, he added.
"The Ottoman State imposed emigration not only on Armenians, but also on insurgents, Arabs, and Greeks. The period was a time of crisis. British forces were attacking from one side and Russian forces were attacking from the other. Before the emigration decision was taken, Armenian insurgents were rebelling as a whole in cities in the country's eastern region. We are sure that the insurgent Armenians were cooperating with Turkey's enemies. They were attacking Turkish villages and conducting massacres." (Anadolu News Agency/Zaman)
04.05.2006

 

UNA CRISI
DIPLOMATICA
SFIORATA

Il riconoscimento del genocidio armeno fatto dal Primo Ministro canadese, Stephen Harper, non è piaciuto ad Ankara che ha protestato duramente.

Crisi diplomatica sfiorata tra Canada e Turchia a causa del riconoscimento del genocidio armeno fatto dal Primo Ministro Stephen Harper. Il ministero degli Esteri turco ha inoltrato una nota di protesta, nella quale si sottolinea come "la posizione di Parlamenti e Governi esteri su fatti storici non del tutto chiariti non cambia affatto la sostanza di quanto è avvenuto in passato".
Harper, insieme a tutti i parlamentari della "House of Commons" e del Senato, la scorsa settimana aveva firmato un documento nel quale si riconosceva il genocidio commesso in Armenia tra il 1915 e il 1923, quando l'esercito dell'Impero Ottomano mise in atto una capillare pulizia etnica della popolazione armena. Si calcola che le vittime superarono il milione e mezzo.
La Turchia ha sempre negato il genocidio. "La posizione del Canada - continua la nota di protesta di Ankara - non aiuta certo a rafforzare il dialogo tra la Turchia e l'Armenia, e sicuramente ha degli effetti negativi sulle relazioni bilaterali".
Un quotidiano turco ha ipotizzato una possibile ritorsione commerciale di Ankara. Ipotesi questa categoricamente smentita dal Governo turco. (corriere.com)
04.05.2006

GIUDICE VODESE
CITA IL NEGAZIONISTA
DOGU PERINCEK

Dogu_Perincek

L'accusa del magistrato di Losanna nei confronti del capo del Partito dei lavoratori turchi (nazionalista) è quella di razzismo.

Il giudice istruttore vodese Jacques Antenen ha citato il politico turco Dogu Perinçek davanti al Tribunale di polizia di Losanna per discriminazione razziale. L'uomo, capo del Partito dei lavoratori turchi (nazionalista), in diversi discorsi tenuti in Svizzera, aveva negato il genocidio degli armeni del 1915. Se ritenuto colpevole Perinçek rischia fino a sei mesi di carcere.
L'ordinanza è stata emessa in contumacia in quanto non vi sono più notizie di Perinçek, che si è separato dai propri avvocati, ha indicato all'<Ats> Jacques Antenen, confermando notizie in questo senso pubblicate da <24 Heures> e <Tages Anzeiger>".
Giunto in Svizzera a fine luglio 2005 in occasione delle celebrazioni dell'82mo anniversario del Trattato di Losanna, Perinçek aveva negato pubblicamente in un discorso a Glattburg (ZH) la realtà del genocidio armeno del 1915. Il Canton Zurigo aveva aperto una procedura in base all'articolo 261bis del codice penale. Per le stesse affermazioni, il leader del piccolo partito nazionalista era poi stato denunciato anche in altri cantoni.
Vaud è stato incaricato di occuparsi di tutti i procedimenti aperti in Svizzera contro Perinçek, compreso il primo avviato a Zurigo. Il giudice Antenen aveva interrogato il politico lo scorso settembre e al termine dell'incontro aveva deciso di non procedere immediatamente a un'incriminazione: aveva invece chiesto di poter visionare gli scritti e i testi dei discorsi di Perinçek. Ora, dopo alcuni mesi, è giunta l'ingiunzione di presentarsi in Tribunale. (Ticin@nline)
04.05.2006


BOCCIATA
PARTE DELLA RIFORMA
SOCIALE

Il_Capo_dello_Stato_turco_Sezer

Il presidente della Repubblica turca, Ahmet Necdet Sezer, ha detto "no" alla legge che appena il mese scorso era stata approvata dal Parlamento.

Il presidente della Repubblica turca, Ahmet Necdet Sezer, ha bocciato una parte importante della Riforma sullo Stato sociale, che il Parlamento di Ankara aveva approvato (fra infinite polemiche) meno di dieci giorni fa. In particolare, la nuova legge, a lungo caldeggiata anche dal Fondo Monetario Internazionale, è stata messa sotto accusa perché presenterebbe un iter troppo complesso per chi vuole avvalersi del sistema sanitario nazionale.
Il nuovo regolamento, scritto in prevalenza da esponenti dell'Akp (il partito di maggioranza), obbliga chi ha bisogno di cure a rivolgersi prima a centri di salute e solo dopo ad andare in ospedale. Il ministero della Salute, in particolare, stava classificando questi centri della salute in tre differenti livelli. Secondo la parte di legge cancellata da Sezer, un paziente bisognoso di cure, indipendentemente dalla patologia, avrebbe dovuto presentarsi prima ai centri di primo livello e poi passare ai successivi due, ma solo dopo avere ottenuto il nulla sta dal livello precedente. Se il paziente avesse rifiutato l'iter avrebbe dovuto pagare una parte delle spese sanitarie di tasca sua. Gli unici casi in cui questa procedura poteva essere evitata erano gli incidenti sul posto di lavoro, gli incidenti durante le operazioni militari e gli incidenti in caso di calamità naturale.
Nella regione di Duzce, sul Mar Nero e non lontano da Istanbul, scelta per sperimentare la nuova procedura, il 90% degli abitanti si è dichiarato profondamente insoddisfatto. I sindacati per la tutela della salite e del servizio pubblico si sono appellati al Consiglio di Stato per farla cancellare. Sempre secondo il nuovo regolamento, chi si vuole avvalere del servizio sanitario nazionale dovrà esibire obbligatoriamente carta di identità, patente, certificato matrimoniale o passaporto. Questa documentazione non sarà ritenuta necessaria solo in caso di urgenza. sempre stando al nuovo regolamento, i pazienti che ricevono cure in ambulatorio o che sottopongono a cure dentali dovranno versare due nuove Lore turche come contributo delle spese. Chi ha bisogno dell'innesto di protesi dovrà contribuire coprendo il 10% o il 20% del suo costo. non dovrà versare nulla chi appartiene alle seguenti categorie. vittime di incidenti sul lavoro, disoccupati, vittime di incidenti militari, malati cronici. (
ApCom)
04.05.2006

TUTELA AMBIENTE:
APPROVATA
UNA NUOVA LEGGE

 Una_immagine_di_Tuzla

 

Il "sì" del Parlamento turco dopo che il Governo era corso ai ripari a seguito del ritrovamento di sostanze tossico alle porte di Istanbul.

TuzlaIl Parlamento turco ha approvato la nuova legge sull'ambiente. dopo lo scandalo delle sostanze tossiche rinvenute il 7 aprile a Tuzla, alle porte di Istanbul, il Governo turco aveva subito annunciato di essere pronto a varare un nuovo testo per la tutela dell'ambiente. Fra i contenuti anche multe più elevate per chi inquina.
L'esecutivo di Ankara sta cercando di correre il più possibile ai ripari dopo che a inizio aprile era stato scoperto un deposito abusivo di sostanze tossiche sotterrate dalla compagnia farmaceutica <Unifar>. Nel sobborgo erano stati rinvenuti 200 barili contenenti fenolo, sostanza tossica utilizzata per produrre farmaci. l Governo ha anche denunciato l'azienda responsabile dell'inquinamento dell'area. (Ap-ApCom)
04.05.2006

SI APRIRA' IL 15 MAGGIO IL PROCESSO AL KILLER DI DON SANTORO

Ouz Akti, il sedicenne reo confesso, rischia una pena durissima. La procura infatti nei giorni scorsi aveva chiesto l'ergastolo.

E' stata fissata al 15 maggio l'apertura del processo nei confronti del ragazzo turco accusato dell'omicidio di padre Andrea Santoro, il missionario ucciso lo scorso 5 febbraio nella chiesa di Santa Maria a Trebisonda, nel nordest della Turchia. Lo ha fatto sapere l'agenzia di stampa turca <Anatolia>, citata dalla <Misna>, precisando che la Corte d'Assise di Trebisonda ha approvato l'atto d'accusa con cui la procura nei giorni scorsi aveva chiesto l'ergastolo per Ouzhan Akdil, il 16 enne che deve rispondere dell'accusa di omicidio premeditato, detenzione illegale di armi da fuoco e attentato alla sicurezza generale. (Adnkronos)
04.05.2006

MASTICA GOMMA A CERIMONIA PER ATATURK: ARRESTATO

L'uomo, un funzionario del partito turco al Governo, stava deponendo un mazzo di fiori davanti al monumento. "Non mi ero accorto - ha detto - Sono molto dispiaciuto".

Un funzionario del partito turco al potere è stato arrestato per aver avuto in bocca una gomma da masticare mentre deponeva una corona di fiori davanti a un monumento al fondatore del Paese Kemal Ataturk . Lo ha riferito l'agenzia d'informazione di Stato <Anatolian>.
Veysel Dalci, a capo della sezione locale del Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (Akp) nella cittadina di Fatsa, sul Mar Nero, è accusato di avere insultato la memoria di Ataturk durante la cerimonia svoltasi in occasione del Giorno della sovranità nazionale della Turchia.
Dalci, farmacista 38enne con due figli, ha detto alla tv <Cnn Turk> che masticava un chewing-gum per nascondere l'odore dell'aglio mangiato la sera prima.
"Dopo aver deposto una corona davanti al monumento, mi sono accorti che avevo la gomma da masticare in bocca. Sono molto dispiaciuto", ha detto.(Reuters)
04.05.2006

GALLIPOLI

I_morti_della_battaglia_di_Gallipoli

Ricordato con una commovente cerimonia - alla quale hanno preso parte migliaia di australiani e neo-zelandesi - il 91/mo anniversario della battaglia che fu combattuta dagli Imperi Centrali (Germania, Austria e Turchia) e dalle Forze Alleate e che costò la vita a circa 500 mila soldati di entrambi i fronti.

La_cerimonia_a_GallipoliSome 10,000 Australians and New Zealanders gathered in northwestern Turkey early  to honor the memory of thousands of soldiers killed in the 1915 Battle of Gallipoli, one of the bloodiest of World War I, the Anatolia news agency reported.
The dawn ceremony marks the time of the first landings by the Australian and New Zealand Army Corps (ANZAC) on the Gallipoli peninsula in the ill-fated Allied campaign to take the Dardanelles Strait from the Ottoman Empire.
In the ensuing eight months of fighting, about 11,000 ANZAC troops were killed, fighting alongside British, Indian and French soldiers.
Turkey, the successor to the Ottoman Empire, puts its own losses at some 86,000.
Every April thousands of Australians and New Zealanders make a pilgrimage to the historic peninsula to commemorate the battle.
Speaking at the solemn service, Australian Governor-General Michael Jeffery praised the courage of both the ANZAC and the Turkish soldiers, who were led by Mustafa Kemal Ataturk, then a young lieutenant colonel who was to become the founder of modern Turkey eight years later.
"This war has left us a common history based on mutual respect," Jeffery said, according to Anatolia.
Loud applause erupted from the crowd when a Turkish military official read out Ataturk's memorable message to the mothers of foreign soldiers killed at Gallipoli: "Your sons have now become also our sons... They are now lying in the soil of a friendly country."
The national anthems of Australia, New Zealand and Turkey were played after prayers and officials from the three countries laid wreaths at Anzac Cove.
Margaret Wilson,, the speaker of New Zealand's House of Representatives, and Russ Shalders, the chief of the Australian Navy, also took part in the event. (Turkish Daily News)
04.05.2006

NUCLEARE,
LA TURCHIA
SOGNA

Una_centrale_nucleare

 

Come il ministro Hilmi Guler, che prima voleva affidare il Paese al carbone, all'acqua e alle fonti di energia rinnovabile, abbia potuto cambiare opinione in pochi mesi convinto ora che il Paese debba costruire anche quattro reattori entro il 2020. Quali sono gli argomenti a favore di cui si avvale il Governo.

Il_ministro_turco_dell'Energia_Hilmi_GulerIl dibattito sull'utilizzo dell'energia nucleare a scopi pacifici non è nuovo in Turchia. Si può dire che torni ciclicamente ad essere d'attualità. Dopo l'incidente di Chernobyl del 1986 i fascicoli rimasero per lungo tempo tra la polvere degli scaffali del ministero dell'Energia turco, prima di riapparire qualche anno fa. È stato il ministro dell'Energia Hilmi Güler del partito Akp (Giustizia e Sviluppo) ad aprire la strada al nucleare all'inizio del 2004. A dire il vero nel gennaio di quell'anno Güler sosteneva ancora che "la Turchia si affiderà al carbone, all'acqua e alle fonti di energia rinnovabile". Solo quattro mesi dopo però i toni erano diventati diversi: "Siamo in cerca di investitori per la costruzione di reattori nucleari. Entro il 2020 ne costruiremo tra 2 e 4".
Un nuovo piano energetico
Verso la fine del 2005 il Governo ha finalmente scoperto le carte dei suoi piani energetici e ha dichiarato di voler attivare tre centrali nucleari entro il 2012. Questa data deve essere sembrata troppo azzardata perfino al Ministro dell'Energia, che il 6 gennaio 2006 ha infatti ratificato la proposta spostando la data d'avvio del nucleare turco al 2015.
Quando poi all'inizio del 2006 la Russia ha chiuso i rubinetti del gas all'Ucraina, dimostrando così la volontà di usare l'energia come arma politica, era arrivato il momento del ministro dell'Energia. Anche in Turchia si è acceso il dibattito sulla dipendenza dall'estero. Negli ultimi anni il Paese ha notevolmente allargato la sua rete di gas naturale concludendo importanti accordi sia con la Russia che con l'Iran. Tutte mosse che sottolineano l'urgenza di una soluzione alla questione energetica. Agli occhi dei politici turchi questa soluzione si chiama nucleare.
"
Tangenti nucleari" per l'UE
I piani d'energia nazionale diventano di interesse della politica estera quando si considera l'opzione nucleare. Alla vigilia dell'avvio dei negoziati con la Turchia, il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha visitato parecchie città europee per portare avanti la sua causa. In questi casi gli incentivi economici possono giocare un ruolo importante. Nell'estate del 2004 ha infatti ventilato la possibilità di una gara d'appalto del valore di 12.5 miliardi di euro per la costruzione di centrali nucleari in Francia. Il quotidiano <Milliyet> ha prontamente commentato: "Tangenti nucleari".
I rappresentanti dell'industria locale finora si sono dimostrati piuttosto scettici, come per esempio i soci dell'associazione industriale <T_siad> che hanno manifestato al Ministro dell'Energia la loro perplessità su questo progetto così oneroso. La loro opinione non è mutata nemmeno dopo il rassicurante annuncio del ministro: "Lo Stato interverrà concedendo particolari crediti in caso di insolvenze".
Ankara quanto costa?
Uno degli ulteriori argomenti a favore della costruzione di reattori nucleari è la convinzione che il consumo di energia turco sia destinato ad aumentare notevolmente nei prossimi anni. E senza la costruzione dei reattori l'approvvigionamento del Paese sarebbe a rischio. Questi ragionamenti si basano su stime del ministero dell'Energia pubblicate per la prima volta nel 2005. In base al consumo energetico del 2004, il ministro aveva previsto per il 2005 una cifra di 197 miliardi chilowattora. In realtà nel 2005 ne sono stati consumati solo 145 miliardi. L'errore della stima statale è stato del ben 26%. Si può presumere quindi che il consumo di 500 chilowattora, previsto per l'anno 2020, sia largamente sovrastimato. Il Governo turco prevede che a una crescita economica costante corrisponderà un rispettivo aumento del consumo energetico. Al contrario l'esempio di alcuni paesi industrializzati occidentali ha dimostrato che quando l'industrializzazione aumenta, il consumo di energia non diminuisce necessariamente. I possibili risparmi dovuti alla crescente efficienza economica sono stati omessi. L'ente Eiei, associato al ministero, sostiene che sarebbe possibile risparmiare fino al 30% dell'energia consumata attualmente.
Un movimento antinucleare
Ma il dissenso cresce sui piani atomici del Governo. Il 1° aprile si è riunita per la seconda volta la piattaforma anti-nucleare (Nkp) di cui fanno parte oltre cento Ong, numerosi ordini professionali e le maggiori organizzazioni a tutela dell'ambiente. Si è deciso di compiere passi concreti, come per esempio l'organizzazione di due conferenze in memoria dell'incidente nucleare di Chernobyl, una a Izmir e l'altra a Mersin. E infine un grande incontro che si terrà il 20 aprile sul Mar Nero, a Sinop, possibile sede di un reattore in futuro.
Per ora gli avversari del nucleare sono riusciti ad impedire la costruzione di centrali nucleari. Attendiamo ulteriori risvolti sulla questione. (Ekrem Eddy Guzeldere-traduzione di Marco Agosta/cafebabel.com)
04.05.2006

IL PEGGIORE DISASTRO DEL NUCLEARE CIVILE

Ricordate_le_vittime_di_Chernobyl Nucleare,_alcune_memorie_sono_più_corte_delle_altre

 

Chernobyl 26 aprile 1986: mai fatta chiarezza sul numero delle vittime. Mancano i soldi per un nuovo sarcofago. Le commemorazioni ufficiali.

Il_disastro_di_ChernobylTrentuno i morti per esposizione diretta all'incendio del reattore, ma sino a 100.000 i "liquidatori" stroncati dalla missione impossibile del giorno dopo a Chernobyl. Ottomila i decessi solo in Russia. Da quattromila a 90.000 le vittime "'prevedibili" di tumori scatenati dalle radiazioni. E un generico sette milioni circa alla voce 'persone colpite'. Vent'anni dopo la peggiore catastrofe del nucleare civile, la guerra delle cifre continua, simbolo di una tragedia mal compresa dai tecnici nei momenti cruciali, mal gestita dalla politica, mal raccontata, in una epocale corsa a ostacoli tra censura e sensazionalismo, che per l'allora Unione Sovietica è stata la prima e forse più grande prova della glasnost gorbacioviana. Così, il mondo intero annotava la prima pubblica ammissione di errori fatta dal segretario generale del Pcus il 14 maggio, tre settimane dopo il disastro. Ma dopo altri tre anni i sovietici venivano a sapere che poche ore dopo lo scoppio del reattore numero 4 della centrale nucleare Lenin, a Chernobyl si tenne una "maratona della pace": il percorso indicato ai quasi mille partecipanti, tutti adolescenti, prevedeva un giro attorno allo stabilimento in parte in fiamme.
Il blocco numero quattro era saltato in aria alle ore 1.23 di quel 26 aprile 1986, con due esplosioni consecutive, frutto di un temerario esperimento giudicato poi "un suicidio tecnico". I primissimi 'liquidatori' mandati a spalare le macerie radioattive, ignari, spesso anche senza tute protettive, in turni lampo di 90 secondi accumularono dosi di contaminazione che per moltissimi significò morte da cancro nel giro di pochi anni. Per quanti? Da 25.000 a 100.000, tentano le varie organizzazioni che da anni raccolgono dati al riguardo. Le prime evacuazioni furono ordinate il 28 aprile, per i 45.000 abitanti di Pripiat, il paesino a tre chilometri dalla centrale. Il 29 aprile l'agenzia sovietica <Tass> diffondeva un dispaccio su "un incidente di media gravità alla centrale nucleare di Cernobyl". Altre 100.000 persone vennero fatte sgomberare all'inizio di maggio, gli abitanti nel raggio di 30 chilometri. La capitale ucraina, Kiev, dista poco più di 60 chilometri: i vertici accademici sconsigliarono le evacuazioni. Ma Valeri Legassov, membro dell'Accademia delle Scienze dell'Urss, autore del primo rapporto, strenuo guardiano della versione ufficiale dei fatti, si suicidò nell'aprile 1988, lasciando un celebre e inquietante 'testamento' poi pubblicato sulla <Pravda>.
Chernobyl_venti_anni_dopoChernobyl_venti_anni_dopoTutta la cronaca dei "giorni dopo" è un mosaico di inefficienza e assurdità che raccontano dei tempi e del Paese di fronte alla prima catastrofe con pubblico internazionale. La nube radioattiva sprigionata dal disastro - con una intensità di radiazioni paria a 400 volte circa quelle della bomba di Hiroshima - fu portata dai venti verso Ovest, Nord-Ovest, nei cieli di oltre mezza Europa e non solo. Il 29 aprile la nube arrivò in Polonia, Germania, Austria, Romania, Finlandia e Svezia, il 30 aprile in Svizzera e Italia del Nord, due giorni dopo in Francia, Belgio, Paesi Bassi, Gran Bretagna e Grecia, sino a Israele, Kuwait, Turchia. Tassi di radioattività anomala dispersa nell'aria furono registrati addirittura in quei gironi addirittura in Giappone, maggio in Cina, Usa e Canada.
Mentre il viaggio delle polveri contaminate seminavano paure e polemiche in mezzo mondo, sul fronte dell'emergenza "interna", dopo le 5.000 tonnellate di sabbia riversate da uomini, sui resti del reattore numero 4 fu costruito il cosiddetto 'sarcofago' che oggi allarma il mondo con metri di fessure e crepe. Per costruirne uno nuovo, nel 1997 il G7 di Denver istituì il <Chernobyl Shelter Fund>, gestito dalla banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Berd). La nuova struttura dovrebbe coprire il vecchio sarcofago e garantire altri 100 anni di sicurezza. Ma dei 758 milioni messi in conto per l'opera, e in gran parte 'promessi' da precisi donatori, per ora solo una piccolissima parte è stata stanziata e gli unici lavori compiuti sono di piccola manutenzione.
Giorni addietro in Ucraina si è aperta la settimana delle commemorazioni ufficiali, contemporaneamente ad una conferenza internanzionale che vorrebbe fare il punto sulla lezione rappresentata dal disastro. Sotto il titolo: "Vent'anni dopo l'incidente di Chernobyl, sguardo al futuro", gli organizzatori promettono una franca discussione sull'accaduto e l'esperienza accumulata negli anni successivi. Il presidente ucraino Viktor Yushchenko, nel suo discorso di apertura, ha proposto di convocare una nuova conferenza di donatori, "per delineare una strategia di azioni comuni per superare le conseguenze della catastrofe. Esorto l'Unione Europea e l'Onu a essere tra i primi organizzatori". Yushchenko ha ricordato il problema della nuova "copertura" e ha lasciato intendere che i soldi mancanti, in casa, non ci sono. D'altronde, ha sottolineato, la Bielorussia forse è stata colpita il doppio rispetto all'Ucraina". E al di là dell'origine della tragedia, "il terremoto partito da Chernobyl avrà ancora a lungo carattere planetario. (ApCom)
04.05.2006

NUOVE ASTE
PER TRE CENTRALI
TERMOELETTRICHE

Bingol_dove_dovrebbe_sorgere_una_delle_tre_cenrali_termoelettriche

Dovranno sorgere in Turchia nelle zone di Bingol-Karliova (parte orientale), Bursa-Keles (nei pressi del Bosforo) e Tekirdak (sulla costa nord dei Dardaneli).

Diventare indipendenti nel settore energetico. Sembra essere questo l'imperativo della Turchia, come di molti Paesi che, a inizio gennaio, hanno sofferto delle riduzioni delle esportazioni di gas dalla Russia. E per raggiungere l'obiettivo, dopo aver approvato la costruzione di tre centrali nucleari, dei depositi di gas sotterranei e aver appoggiato la costruzione del "Progetto Nabucco pipeline", il ministero dell'Energia cerca nuove compagnie per realizzare tre impianti termoelettrici a carbone.
Il <Turkish Daily News> riporta la notizia e aggiunge che a breve il ministero indirà tre gare di appalto per scegliere le aziende che si occuperanno dei lavori. Tra maggio e giugno saranno stabiliti i termini delle aste. il ministero ha già deciso intanto le zone dove sorgeranno le centrali. Si tratta di Bingol-Karliova (nella parte orientale del Paese), a Bursa-Keles (a nord, nei pressi del Bosforo) e a Tekirdag (dalla parte opposta dello stretto dei Dardanelli sulla costa nord della Turchia). (ApCom)
04.05.2006

SUCCESSO DEL WORKSHOP CALZATURIERO

Calzaturiero

L'industria turca ricopre una posizione di rilievo tra i Paesi esportatori di prodotti moda di alta qualità. Il ruolo dell'Ice.

E' stata inaugurata e si chiuderà nella giornata di oggi ad Istanbul l'edizione primaverile del <Workshop Calzature>, previsto nell'Intesa operativa 2005 dell'Accordo di settore MAP/ ANCI/ ICE. L'industria calzaturiera turca ricopre una posizione di rilievo tra i Paesi esportatori di prodotti moda di alta qualità. La capacità produttiva del settore, che ammonta a 500 milioni di paia, nel 2004, ha raggiunto 200 milioni di paia, di cui più del 26% è stato rappresentato da calzature in pelle. Nonostante l' industria calzaturiera locale sia dominata da 33 maggiori imprese, che hanno una capacità produttiva giornaliera di 328.100 paia, è da segnalare la presenza di molte piccole e medie imprese. Negli ultimi anni, comunque, la produzione e le esportazioni turche hanno subito un declino a favore delle importazioni straniere. Nel 2005, secondo i dati forniti dall'Istituto di Statistica Turco (Tuik), elaborati dall' Ufficio Ice di Istanbul, le esportazioni italiane verso la Turchia hanno continuato a registrare una dinamica positiva: +9.6% rispetto al 2004, per un valore pari a 7.5 miliardi di dollari. Tra i beni tipici del Made in Italy in crescita si evidenziano la gioielleria e gli articoli di abbigliamento, che hanno totalizzato valori intorno ai 35 milioni di dollari per ciascuna voce. Le statistiche relative alle importazioni turche di calzature e componenti vedono al primo posto nella graduatoria dei maggiori partner fornitori del mercato locale la Cina, principalmente per le calzature in plastica e gomma, con un totale di 221.708.342 dollari e una quota di mercato del 53.72%. L'Italia occupa la seconda posizione, con un valore di US$ 53.838.377 e una quota di mercato, per le calzature in pelle, del 13.05%. Il workshop, a cui partecipano 11 calzaturifici italiani, ha luogo preso la sala Dolmabahçe del centralissimo <Ceylan Intercontinental Hotel> di Istanbul. Sulla base delle precedenti esperienze, la seconda giornata espositiva è stata dedicata all'approfondimento dei contatti stretti durante l'esposizione, attraverso la visita diretta delle aziende e dei buyers turchi contattati. L' Ufficio Ice di Istanbul ha provveduto a contattare gli operatori locali del settore (importatori, distributori, dettaglianti, grossisti, negozianti) e le principali Camere di Commercio turche, mediante l'inoltro di 1.500 inviti, accompagnati dalla brochure illustrativa delle aziende italiane partecipanti al workshop. L'iniziativa è stata, inoltre, pubblicizzata nel sito Web in lingua turca dell'Ufficio Ice e in quelli delle principali riviste settoriali, come <Turkish Leather>. Un' inserzione pubblicitaria era stata fatta sul principale quotidiano, <Hurriyet>, il 26 aprile, mentre la Camera di Commercio di Istanbul ha provveduto a realizzare un annuncio sulla propria <Gazzetta>. (Ice Istanbul)
04.05.2006

 

NOTIZIARIO DELL'AMBASCIATA D'ITALIA

NUOVAMENTE AD ANKARA LA DELEGAZIONE DEL FMI

Il ministro dell'Economia Ali Babacan ha invitato il Fondo Monetario Internazionale in Turchia per condurre la terza revisione prevista dall'attuale accordo di stand-by. La delegazione, guidata dal rappresentante dell'Imf Lorenzo Giorgianni, ha il compito ad Ankara di incontrare funzionari delle istituzioni pubbliche e rappresentanti del mondo privato. Nel corso degli incontri particolare attenzione sarà posta ai recenti sviluppi macro-economici,  all'approvazione della nuova legge sulla sicurezza sociale e al processo delle riforme strutturali.

CONTRIBUTO TURCO ALLA CRESCITA MONDIALE

Secondo un recente studio dell'<Economist Intelligence Unit> della rivista britannica <The Economist>, entro il 2020 il contributo della Turchia alla crescita economica mondiale sarà pari all'1.3%. Il calcolo è stato fatto considerando una crescita media annua di base del 3.5% negli ultimi 25 anni. In base ad una graduatoria relativa alle maggiori economie nel mondo stilata dal Fondo Monetario Internazionale, a fine 2006 la Turchia dovrebbe occupare il 17mo posto con un Pnl di $414 miliardi ed un reddito pro-capite medio annuo di $5.692. Nel 2002, anno successivo a quello della crisi economica, la Turchia era al 26mo posto con un Pnl pari a $183 miliardi.

AUMENTATE LE ATTIVITA' COMMERCIALI

L'Istituto di Statistica della presidenza del Consiglio della Turchia (Tuik) ha reso noto che il numero delle attività commerciali avviate nel primo trimestre dell'anno in corso è aumentato del 17.6% raggiungendo quota  14.754 (12.542 nello stesso periodo del 2005). Con riferimento al mese di marzo, il numero delle società costituite è aumentato del 25.7% rispetto allo stesso mese dello scorso anno (4.475) per un totale di 5.627, cooperative incluse, mentre sempre nello stesso mese di riferimento le attività commerciali sono aumentate del 19.2%, da 4.766 a 6.616.

ESEMPLARI RISULTATI ECONOMI

Gli analisti del Fondo Monetario Internazionale continuano a descrivere i risultati economici della Turchia come esemplari. In un rapporto sull'economia mondiale di recente pubblicazione, si fa tuttavia presente che la crescita economica registrata dai Paesi cosiddetti "emergenti" dell'Europa sud orientale, tra cui appunto la Turchia, subirà nell'anno in corso una leggera flessione. Ciò che desta  le maggiori preoccupazioni è l'alto deficit delle partite correnti di questi Paesi. Con particolare riferimento alla Turchia, il Fondo prevede che nell'anno in corso il deficit continuerà ad aumentare arrivando al 6.5% sul Pnl  a fine 2006 (6.3% nel 2005) mentre il tasso d'inflazione dovrebbe raggiungere quota 6.5% (7.72% nel 2005) per  diminuire fino al 4.4% nel 2007. Il rapporto prosegue indicando che il tasso di crescita record del 7.7% registrato nel 2005 subirà una flessione nel corrente anno, assestandosi al 6%. Si nota infine che la crescita del Pnl, contrariamente alle aspettative, è diventata sempre più dipendente dalla domanda interna mentre il debito estero è aumentato sia a causa dell'innalzamento dei prezzi petroliferi che dell'apprezzamento della valuta locale. 

NUOVO RECORD DI INVESTIMENTI ESTERI

Secondo la società di consulenza finanziaria <Raymond James> (RJ), la Turchia, che nel corso del 2005 aveva attratto investimenti esteri per 9.7 miliardi di dollari, quest'anno potrebbe conseguire un nuovo record raggiungendo quota 17 miliardi di dollari. I settori maggiormente interessati sono quello bancario/assicurativo (oltre 7 gruppi bancari sono in vendita per un valore oscillante fra i 7 e gli 8 miliardi di dollari), quello elettrico, il petrolchimico ed il monopolio dei tabacchi. Sempre secondo la RJ, la Turchia dovrà necessariamente attirare sempre più investimenti dall'estero per coprire il  vistoso deficit delle partite correnti della bilancia dei pagamenti. A tale proposito, lo studio della società di consulenza in questione evidenzia il ruolo centrale rivestito dalla Russia, secondo paese esportatore in Turchia, soprattutto in qualità di fornitore di gas naturale. In particolare si stanno intensificando le relazioni fra i due Paesi attraverso un consistente afflusso di investimenti diretti. I settori verso i quali le imprese russe stanno al momento verificando le opportunità di eventuali rapporti di collaborazione sono: petrolifero e petrolchimico (oltre alla collaborazione per la costruzione di oleodotti e gasdotti, è prevista tra l'altro la costruzione di un impianto di anticongelanti per auto da parte della <Lukoil>) ed energetico (imprese russe sono interessate alla costruzione di centrali nucleari nel Paese, alla privatizzazione della rete di distribuzione dell'energia elettrica ed alla costruzione di centrali termo-elettriche in diverse aree della Turchia).

ASPETTI POSITIVI ...E NEGATIVI

Ali_BabacanNel corso di una conferenza stampa organizzata dal ministero dell'Economia turco, il Ministro Ali Babacan ha posto in evidenza i positivi risultati ottenuti negli ultimi tre anni dal Governo Erdogan in campo economico, sottolineando come "gli anni a cavallo fra il 1993 ed il 2002 possono considerarsi anni perduti per la Turchia, anni nei quali altri Paesi dell'Europa sud orientale e soprattutto dell'Asia hanno saputo modificare il proprio assetto economico ed istituzionale per rispondere al meglio alle sfide della globalizzazione." La crescita economica in quegli anni fu solo del 2.6%, mentre dal 2003 al 2005  la crescita del Pnl turco è stata pari al 22.8% e nell'anno in corso lo sviluppo  continuerà attestandosi intorno al 5%. Il ministro dell'Economia ha inoltre tenuto a precisare che la crescita economica del Paese non è generata dai consumi, pur in crescita, ma sopratutto da una corrente di investimenti privati che nel 2005 ha superato i 46 miliardi di Euro. Ciò ha favorito un miglioramento della produttività, assecondato in particolare da importazioni di beni di investimento (macchinari, impianti a tecnologia avanzata), fattore che ha comportato anche un mutamento della composizione dell'export del Paese (maggior numero di beni industriali e macchinari ed una minor quantità di beni di consumo tradizionali quali tessile, abbigliamento ed agro-alimentari). Anche l'inflazione è stata oggetto della riflessione di Babacan, il quale ha posto in risalto il passaggio da una media del 73.5%, nel periodo 1993 - 2002 al 6/7% attuale, in una fase congiunturale caratterizzata da prezzi del petrolio in ascesa vertiginosa e tassi di interesse in aumento negli Usa e nella zona dell'euro. Un altro aspetto positivo sottolineato nel corso della conferenza è stato quello relativo agli investimenti diretti esteri, che da una media di 1/1.5 miliardi di dollari nel periodo 1993-2002 hanno raggiunto negli ultimi anni circa 10 miliardi di dollari. I punti più dolenti della situazione economica turca permangono invece quelli del deficit pubblico, pari a 23.5 miliardi di dollari (6.3 % del Pnl) e quello relativo alla bilancia commerciale, che a fine 2005 ha registrato un deficit di 43 miliardi di dollari, con un aumento di  7 miliardi di dollari nei primi due mesi del 2006.

DISOCCUPATI E FORZA LAVORO

"Circa il 20% dei disoccupati in Turchia è composto da giovani. Il Governo non ha preso nessun provvedimento efficace al fine di impiegare tale preziosa forza lavoro". E' quanto ha affermato il Presidente dell'Associazione degli industriali e degli uomini d'affari turchi (Tusiad), Omer Sabanci, il quale ha esortato il Governo ad aiutare i giovani a sviluppare le proprie capacità lavorative e avviare nuove attività imprenditoriali.

PROGETTI INFRASTRUTTURALI AUTOSTRADE

Il ministro dei Lavori Pubblici turco, Faruk Nafiz Ozak, ha dichiarato alla stampa che la Direzione Generale delle Autostrade ha in cantiere diversi grandi progetti infrastrutturali e che molte compagnie straniere sarebbero interessate a prendervi parte, senza peraltro specificare i Paesi di appartenenza. Tra gli eventuali progetti, il Ministro ha citato l'autostrada Ankara-Izmir con collegamenti per Antalya e Bursa, l'autostrada  di Marmara settentrionale e quella che collegherà Izmir a Istanbul.

CRESCIUTO IL VOLUME DI ATTIVITA' DELLE BANCHE

Il volume di attività delle banche turche nel 2005 è cresciuto del 29.4%, con la <Taib Investment Bank>, la <Calyon Bank>, la <Bankeuropa> e la <ABN Amro Bank> che hanno registrato la crescita maggiore. In base al volume delle attività le prime dieci banche turche risultano essere la <Ziraat>, la <Is>, la <Akbank>, la <Garanti>, la <Vakifbank>, la <Halkbank>, la <Yapi Kredi>, la <Koc>, la <Finansbank> e la <Denizbank>.

SI MANTERRA' IL REGIME DI CAMBIO FLUTTUANTE

Rispondendo alla stampa a seguito di un incontro con la comunità imprenditoriale della Turchia, il vice Primo Ministro, Abdullatif Sener, ha affermato che il Paese manterrà fino al 2013 il regime di cambio fluttuante come previsto nel nono Piano di Sviluppo. Quanto alla questione del deficit e del suo pagamento, Sener ha affermato che, pur essendo elevato ($23.5 miliardi nel 2005), nello stesso anno nel Paese sono entrati $44.4 miliardi di cui il 57% sotto forma di investimenti diretti o flussi di capitali a lungo termine.

PRIVATIZZAZIONI

La tedesca <Sudzucker>, la francese <Sain Louis Sucre> e l'inglese <British Sugar> sono interessate al processo di privatizzazione degli impianti di lavorazione dello zucchero Ilgin, Eregli e Bor, la cui produzione ammonta al 16% della capacità totale del Paese. In aggiunta a questi tre, sarà prossimamente pubblicizzata la vendita del 9.9% dello zuccherificio Kayseri.

MESSO IN VENDITA IL CEMENTIFICIO <ELAZIG>

Il presidente del comparto cemento del <Gruppo Oyak>, Celal Caglar, ha informato che il cementificio <Elazig>, di cui il 70% è posseduto da Oyak ed il restante 30% dalla <Gama Costruzioni>, è stato messo in vendita e prevede che la privatizzazione si concluderà nel prossimo mese di giugno. Oltre 25 tra compagnie locali e straniere partecipano alla gara del cementificio il cui valore e' stato stimato in $250 milioni.

ACQUISIZIONI

La <Dubai Investment Group> e la <Garanti Bankasi General Electric> sarebbero interessati all'acquisizione dell'Istituto bancario <Halk>, la cui vendita dovrebbe concludersi entro la fine dell'anno. Parallelamente, organi della stampa locale hanno informato che la più grande società di investimenti in Kuwait, la <Kuwait Global Investment House>, ha avviato le procedure per l'apertura di una banca d'investimenti in Turchia.

INDICATORI MACROECONOMICI
 - Crescita del PNL nel 2005: 7.7%
 - Inflazione  annua (prezzi al consumo): 7.72% (2005); 8.16% (gennaio-marzo 2006)
 - Interscambio con l'Italia nel 2005 (dati ICE): 13.12 miliardi di dollari, con esportazioni pari a  7.52  (variazione annua +9.58%)  ed importazioni pari a 5.6  miliardi di dollari (variazione annua +20,49%).

GARE
Il ministero della Sanità ha indetto una gara per la fornitura di 205 ambulanze inclusive di equipaggiamento medico. La gara si svolgerà il 29 maggio alle ore 11.30 ora locale presso gli uffici di Ankara. I partecipanti dovranno versare una cauzione non inferiore al 3% dell'ammontare della gara. Per ulteriori informazioni gli interessati potranno scrivere al seguente indirizzo e-mail: http://www.saglik.gov.tr/eng/ 

A cura di: Simona De Martino - Capo dell'Ufficio Economico e Commerciale dell'Ambasciata d'Italia in Turchia
                Gianmarco Macchia - vice Capo dell'Ufficio Economico e Commerciale

                Roberto Luongo  - direttore dell'Ufficio Ice di Istanbul
redazione : Tiziana Staffolari - Collaboratore economico e finanziario

04.05.2006

C'E' CHI INSISTE SULLA NECESSITA'
DI DOVER SVALUTARE LA LIRA TURCA

La_nuova_Lira_turca

Solo in questo modo - ha dichiarato il premio Nobel per l'economia, Robert A. Mundell - la Turchia potrebbe superare quei segnali di crisi che si vedono all'orizzonte e che sono incremento della disoccupazione, produzione industriale in calo, investimenti esteri di portafoglio piuttosto che diretti, aumento del deficit delle partite correnti della bilancia dei pagamenti.

Robert_A._MundellIl premio Nobel per l'economia Robert A. Mundell, professore di economia alla <Columbia University> di New York, la scorsa settimana - nel corso di un seminario organizzato dalla Banca d'affari <Is Yatirim> - ha parlato apertamente della necessità per la Turchia di effettuare una svalutazione della Lira a seguito della aspra lotta che le Autorità locali stanno effettuando per contrastare l'inflazione (l'attuale tasso è all'8% circa). La svalutazione della Lira nei confronti del dollaro dovrebbe avvenire sulla base di quattro indicatori che si iniziano ad intravedere all'orizzonte: produzione industriale in calo; investimenti esteri principalmente di portafoglio piuttosto che diretti; incremento del deficit delle partite correnti della bilancia dei pagamenti; aumento sensibile della disoccupazione. "...Potrebbero essere 2 o 3 piccole svalutazioni o una unica di maggiore ampiezza, dipenderà dalle Autorità monetarie e dalla situazione contingente...comunque la svalutazione - dopo che il target sull'inflazione sarà raggiunto - sarà inevitabile ...". "...La Lira turca si è fortemente rivalutata dal 2000 in poi. Questa è la situazione che si incontra quando un paese lotta contro l'inflazione...un controllo molto rigido della politica monetaria consente un flusso di capitali dall'estero che rafforza la moneta locale, ciò però genera un peggioramento delle partite correnti (p.es. minori esportazioni).. a quel punto le Autorità debbono intervenire e svalutare la moneta" ha continuato Mundell, facendo due esempi concreti quali il Canada nel periodo 1987 - '92 ed il Brasile negli anni novanta. Il Premio Nobel ha anche sottolineato il fatto che al momento la Lira turca non dovrebbe essere troppo agganciata all'Euro per evitare ulteriori ripercussioni economiche. Ad oggi, è da notare, non vi sono state delle prese di posizione ufficiali da parte delle Autorità monetarie locali in merito alle dichiarazioni di Mundell, mentre le associazioni imprenditoriali - colpite fortemente dalla rivalutazione della Lira e dalla concorrenza cinese in alcuni comparti tradizionali - hanno accolto molto favorevolmente l'ipotesi dell'economista statunitense.(Ice Istanbul)
04.05.2006

...E CHI PREME PER SCONGIURARE
LA PARTECIPAZIONE DI <GAZPROM>

Alexei_Miller_numero_uno_di_Gazprom

Washington vuole evitare a tutti i costi che il colosso russo prenda parte alla costruzione del gasdotto Bursa-Komotini e la cui offerta sarebbe più che allettante dal momento che investirebbe sul progetto per triplicare la potenzialità di trasporto delle pipeline assicurando a Turchia e Grecia contratti di fornitura energetica a prezzi scontati.

Evitare che Gazprom prenda parte alla costruzione del gasdotto Bursa-Komotini: è stato questo il principale scopo del viaggio europeo di Condoleezza Rice, Segretario di Stato americano, che prima di andare al vertice Nato di Sofia si era recata nella capitale greca e in quella turca . Secondo quanto ha riferito riferisce il <Financial Times>, l'obiettivo di Rice è stato quello di incalzare l'Esecutivo greco, guidato da Costas Karamanlis, affinché desista dal firmare un accordo che permetterebbe al monopolista russo del gas di partecipare allo sfruttamento della pipeline, un progetto da 600 milioni di dollari siglato nel 2005 e fortemente sostenuto da Unione europea e Stati Uniti, vista la rilevanza non solamente economica, ma anche politica del gasdotto, che simbolizza la volontà di Ankara e Atene di rafforzare i rapporti reciproci, storicamente contrassegnati da ostilità e diffidenza.
Indubbiamente, l'offerta che Alexei Miller, numero uno di <Gazprom>, ha presentato ai Governi turco e greco è allettante. Il colosso energetico russo ha infatti proposto di investire sul progetto per triplicare le potenzialità di trasporto della pipeline e di assicurare a Grecia e Turchia contratti di fornitura energetica a prezzi scontati. Gli Stati Uniti e l'UE propongono invece a Erdogan e Caramanlis di privilegiare un'altra opzione: comprare gas azero attraverso il consorzio formato da <British Petroleum> e <Statoil>, compagnia norvegese. Questa soluzione permetterebbe a Grecia e Turchia di diminuire la propria dipendenza energetica dalla Russia.
Sulle prime, il Governo greco ha risposto picche a <Gazprom>, ma il sempre il <Ft> ha scritto che le cose potrebbero cambiare nel caso in cui la Russia presenti ai greci la prospettiva di mettere in collegamento diretto l'Egeo al Mar Nero, bypassando lo stretto del Bosforo. Ciò avverrebbe recuperando il progetto relativo alla pipeline Burgas-Alexandroupolis, voluto da Atene e Sofia. (Quadrante Europa)
04.05.2006

ED ORA GIU' I TASSI DI INTERESSE

E' quello che si aspettano gli esperti di economia dopo la nomina in Turchia del nuovo Governatore della Banca Centrale, Durmus Yilmaz.

Durmus Yilmaz, nuovo Governatore della Banca Centrale turca, ha fatto il suo debutto nella riunione sulla politica monetaria del Paese e gli esperti si aspettano che la prima operazione da neo-eletto sarà quella di tagliare di un quarto di punto i tassi di interesse, come ha riferito il quotidiano <Zeman online>.
La banca di Turchia aveva abbassato di 0.25% i tassi a dicembre e da allora aveva lasciato invariato il valore al 13.50%. Per l'economista di <JP Morgan>, Yarkin Cebeci, gli indicatori economici delineano la possibilità di un abbassamento dei tassi e il Governatore non si esimerà da questa mossa. "E' già del giro, proviene dall'entourage della banca, e quindi si adatterù velocemente". (
ApCom)
04.05.2006

IL GOVERNATORE  DELLA BANCA CENTRALE SFERZA IL GOVERNO

Secondo Durmus Yilmas il taglio dell'Iva in Turchia non ha prodotto risultati concreti sul tessile ne ha incentivato i consumi.

Prima stoccata del neo Governatore della Banca Centrale turca Durmus Yulmaz al Governo Erdogan. Nel corso di un intervento davanti alla commissione di pianificazione economica della Tbmm (Il Parlamento turco), Yilmaz ha affermato: "Dai numeri in nostro possesso sembra che il taglio dell'Iva sul tessile non abbia prodotto alcun risultato concreto. Non ha incentivato i consumatori, Valutare la situazione alla luce di questo risultato adesso sarà compito nostro". (ApCom)
04.05.2006

 

IL TESSILE-ABBIGLIAMENTO
SI SALVERA'
INVESTENDO IN ANATOLIA

La_presidente_della_Tgsd_turca_signora_Aynur_Bektas

Questa l'analisi fatta dalla presidente della Tgsd, sign.ra Aynur Bektas. "Non c'è più spazio - ha detto - per nuovi investimenti ad Istanbul".

La presidente della Associazione dei Produttori Turchi di Abbigliamento (Tgsd) sign.ra Aynur Bektas, ha dichiarato che la Turchia - che sta attraversando una gravissima crisi del comparto tessile-abbigliamento - dovrà necessariamente investire sempre più in aree come l' Anatolia per fronteggiare la pressante concorrenza cinese e, in genere, estremo-orientale. "Non c'è più spazio per nuovi investimenti a Istanbul. Gli imprenditori del settore debbono pertanto investire in nuove aree, più convenienti, del Paese, quale ad esempio l'Anatolia. Istanbul deve essere invece la capitale del fashion turco con i suoi brands e il design", è stato il commento-appello. Va peraltro segnalato che la Tgsd ha anche suggerito agli operatori locali e stranieri di investire in alcune aree della Turchia occidentale sul versante del Mar Nero. Il comparto tessile-abbigliamento rappresenta in Turchia un giro di affari pari a 18.6 miliardi di dollari, contribuisce al 30% dell'occupazione, al 20% della produzione industriale e al 25% dell'export complessivo. Lo scorso anno la produzione dell'intero comparto è diminuita in media dell'11.5%. (Ice Istanbul)
04.05.2006

SARA' <CALIK ENERJI>
A COSTRUIRE
IL SAMSUN-CEYHAN

La_cartina_che_indica_dove_dovrà_passare_l'oleodotto_Samsun_Ceyhan

L'oleodotto, lungo 550 chilometri, trasporterà il greggio dal Mar Nero al Mediterraneo. Nel progetto è coinvolta anche l'<Eni> che con l'operatore turco ha collaborato per uno studio di fattibilità del progetto. Si attende ora la firma finale del Capo dello Stato, Ahmet Necdet Sezer.

Il Governo della Turchia ha scelto l'operatore locale <Calik Enerji> per la costruzione di un oleodotto di 550 chilometri a Samsun-Ceyhan, che trasporterà il greggio dal Mar Nero al Mediterraneo.
Il Consiglio dei Ministri ha espresso parere favorevole sull' l'oleodotto che servirà a superare il collo di bottiglia che si crea nello stretto del Bosforo per un costo stimato di 1.5 miliardi di dollari.
Nel progetto è coinvolta anche <Eni> (Milano: Eni.MI - notizie) che con <Calik> ha collaborato per uno studio di fattibilità dell'oleodotto. "Sono molto soddisfatto", è stato il commento dell'amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni. Uguale soddisfazione ha espresso l'a.d di <Calik Enerji>, Erdak Celik, a detta del quale la partecipazione di Eni a questo progetto strategico porterà notevoli benefici economici e ambientali alla Turhia. "Entrambe le società - ha sottolineato Celi - posseggono le risorse, l'esperienza e le comptetenze necessarie per portare a termine con successo quest'opera di grande importanza
Il decreto di nomina, firmato da tutti i ministri del Governo turco, sarà ora sottoposto all'approvazione del presidente della Repubblica, Ahmet Necdet Sezer.
<Calik> ed <Eni> hanno avuto sei mesi di tempo per completare gli studi di fattibilità del progetto.
Il decreto era in stand-by da gennaio in quanto diversi ministri si rifiutavano di firmarlo perché non era stato indetto un bando di gara.
L'oleodotto è destinato a trasportare circa 50-70 milioni di tonnellate di greggio l'anno. (Reuters)
04.05.2006

IN AUMENTO IL FENOMENO DELL'EVASIONE FISCALE

In Turchia va di pari passo con la crescita dell'economia e ciò, nonostante le misure prese dall'<Agenzia delle Entrate>.

L'economia turca cresce e l'evasione fiscale anche. Nonostante le misure utilizzate dall'<Agenzia delle Entrate> per scoraggiare il fenomeno, aggirare le tasse sembra tra le attività più fiorenti in questo momento nel Paese della Mezzaluna.
Il ministero delle Finanze, nel corso del 2005, ha condotto oltre 104 mila controlli a sorpresa su attività in diversi settori. Il risultato, abbastanza sconfortante, è il seguente: sono state evase più del 54% delle tasse. Nel 2004, su circa 150 mila ispezioni si era arrivati "solo" ad una evasione del 45%. La palma della più aggirata spetta alle imposte sui bolli. Il settore dove si evade con più facilità è quello finanziario. (ApCom)
04.05.2006

BILANCIA COMMERCIALE STABILE

Come a febbraio, anche nel mese di marzo la differenza fra import ed export si è attestata sui 4.2 miliardi di dollari.

Bilancia commerciale stabile nel mese di marzo in Turchia. Come a febbraio, la differenza fra import ed export si è attestata sui 4.2 mld di dollari.
Le esportazioni hanno raggiunto la cifra di sette miliardi di dollari mentre le importazioni di 11.2 miliardi di dollari. Nel primo quarto del 2006, la differenza fra import ed export ha raggiunto complessivamente 11.1 miliardi di dollari. Sempre nel primo trimestre l'export è aumentato del 4.3% rispetto all'anno scorso raggiungendo i 18 miliardi di dollari. Aumentato anche l'import del 13.2%, con un totale nei primi tre mesi di 29 miliardi di dollari. (
ApCom)
04.05.2006

IL MIRACOLO TURCO DEL MARMO

Izmir_dove_si_è_tenuta_la_Fiera_del_marmo

Successo anche quest'anno della Fiera di Izmir giunta alla sua 12/ma edizione. 38.000 mq di superficie espositiva, 36 Paesi rappresentati, 45.558 espositori. L'export di prodotti finiti, in particolare, ha fatto segnare un aumento esponenziale dal 1986 ad oggi (più di 900 volte sia in qualità che in valore).

Alla sua dodicesima edizione, la Fiera del marmo di Izmir ha fatto segnare l'ennesimo record di presenze ed espositori: 38.000 mq di superficie espositiva (15% rispetto al 2004), 952 espositori (di cui 328 stranieri) rispetto ai 900 dello scorso ano, 36 Paesi rappresentati, 45.558 visitatori (+14% annuo).
Il successo della manifestazione sta nel riflesso della forte espansione del settore lapideo (marmi, travertini, graniti ed altre pietre naturali) in Turchia. Il comparto infatti vive, da alcuni anni, una fase di sviluppo straordinaria, con i più alti indice di crescita al mondo: l'export di prodotti finiti, in particolare, ha fatto segnare un amento esponenziale negli ultimi 20 anni (più di 900 volte sia in qualità, sia in valore).
Con una produzione rivolta principalmente all'export (il travertino lavorato sta conoscendo, di recente, un successo particolare, mentre il marmo lavorato è ai primi posti da anni), la Turchia è diventata il quinto esportatore dopo Cina, Italia, India e Spagna: da 77 milioni di dollari del 1995, è giunta a 630 milioni di dollari del 2004 e 805 milioni dollari lo scorso anno (+30% di incremento dal 2004 al 2005). In questo si parla di <miracolo turco>, da attribuire ad una combinazione di fattori favorevoli: riserve qualitativamente e quantitativamente importanti (il 40% delle riserve mondiali, pari ad oltre 5 milioni di M3 che, ai ritmi di produzione attuali, garantiscono un potenziale di sfruttamento per centinaia di anni, propensione ad investire in tecnologia avanzate, politica distributiva e promozionale improntata a canoni moderni e funzionali, congiuntura economica positiva generata da una domanda internazionale in costante aumento (soprattutto da parte del mercato americano che assorbe, da solo, il 59% dell'export turco seguito da quello dell'Arabia saudita e di Israele) nonché prezzo molto competitivo dei prodotti finiti.
L'Egeo genera il 60% della produzione e il 63% dell'export lapideo della Turchia (dati 2005). E' sicuramente uno dei settori economici più dinamici della regione che fa segnare ritmi di crescita elevatissimi e proporzionalmente superiori a quelli fatti registrare dal resto del Paese: le esportazioni di marmi, graniti e travertini provenienti dalla regione Egeo sono infatti passate da 89 milioni di dollari nel 2000 a 397 milioni nel 2004 (+46% di incremento dal 2003 al 2004) nonché 504 milioni di dollari lo scorso anno (+27% di aumento dal 2004 al 2005.
Lo sviluppo in atto nel settore lapideo offre interessanti opportunità di affari per le aziende italiane. A cominciare dall'acquisto di prodotti grezzi o finiti a prezzi molto competitivi: poco meno di 20 dollari al mq per il prodotto finito, contro i 40 di quello italiano e i 36 di quello spagnolo. L'Egeo è anche un mercato di riferimento per le ditte italiane produttrici di macchine per la lavorazione delle pietre naturali così come offre ancora ampi spazi di penetrazione commerciale ai macchinari italiani per l'estrazione e la lavorazione del marmo data la forte richiesta di alta tecnologia nel settore. Forte, infine, la richiesta di joint venture con aziende italiane per l'estrazione, la lavorazione e la commercializzazione del marmo sui mercati mondiali come, anche, per la produzione in loco di alcune tipologie di macchine. (Il Sole 24 Ore-Radiocor)
04.05.2006

 

"GLOBAL RETAIL
DEVELOPMENT
INDEX": 10° POSTO

Lo occupa la Turchia grazie a grandi magazzini e centri commerciali. Uno studio della società Usa <A.T.Kearney>.

Secondo un recentissimo studio della società di consulenza statunitense <A.T. Kearney>, relativo al commercio al dettaglio nei trenta mercati in maggior crescita al mondo, la Turchia risulta al decimo posto nel <Global Retail Development Index> (Grdi, http://www.atkearney.com/shared_res/pdf/GRDI_2006.pdf ) preceduta da: India, Russia, Vietnam, Ucraina, Cina, Cile, Lettonia, Slovenia e Croazia. "La Turchia è molto attraente per gli investitori internazionali del settore retail, in considerazione di un reddito pro-capite in continua crescita, un'ampia popolazione (70 milioni di abitanti circa) e di un costante aumento delle vendite al dettaglio", precisa lo studio. Il <Gdri> è basato essenzialmente su quattro categorie: rischio Paese, attrattività del mercato, saturazione del mercato e richieste di accesso sui singoli mercati da parte di operatori esteri o locali. La Turchia, peraltro, nello studio di <A.T. Kearney> precede paesi quali la Corea del Sud, gli Emirati Arabi Uniti, l'Arabia Saudita, il Messico, l'Egitto, la Romania, la Bulgaria e il Brasile. Opportunità, quindi, per gli operatori italiani che non solo a Istanbul, ma anche a Izmir, Ankara, Kayseri e Gaziantep potrebbero sensibilmente migliorare la presenza diretta su questo complesso ma lucrativo mercato. (Ice Istanbul)
04.05.2006

IL NUOVO AEROPORTO
DI MARI
IN TURKMENISTAN

A costruirlo sarà la Compagnia turca <Efor Construction Investment Foreign Trade Company> che ha vinto la gara di appalto.

La Compagnia turca <Efor Construction Investment Foreign Trade Company> ha vinto la gara di appalto per la costruzione del nuovo terminal dell'aeroporto turkmeno di Mari, come riferisce l'agenzia <Cihan>.
Il contratto da cinque milioni di dollari è stato finanziato attraverso una donazione degli Emirati Arabi Uniti. Il terminal dovrà essere pronto entro dicembre 2007. (ApCom)
04.05.2006

ITALIA 7° PAESE INVESTITORE

Le nostre imprese in Turchia sono 433 di cui 14 costituite nei primi due mesi di quest'anno.

L'Italia si conferma il settimo paese investitore, come numero di imprese, in Turchia.
E' quanto sostiene l'ufficio Ice di Istanbul, secondo cui le imprese italiane in Turchia sono 433 di cui 14 costituite nei primi due mesi di quest'anno. Nel complesso, nel Paese si sono registrate 414 nuove imprese estere nel primo bimestre 2006, portando il numero totale a 12.120 alla fine del febbraio scorso. L'Italia è preceduta da: Germania (2.115), Regno Unito (968), Paesi Bassi (947), Iran (723), Usa (638) e Russia (484).
Nei primi 2 mesi di quest'anno il totale investito dall'Italia in Turchia ammonta a 9 milioni di euro, mentre il 2005 si è chiuso con investimenti per 675 milioni. Lo stock degli investimenti italiani a fine 2005 ammontava a circa 3.4 miliardi di dollari. (Denaro.it)
04.05.2006

LA RICHIESTA DI DANNI

Ankara vuole 600 milioni di dollari dall'Iraq per il mancato funzionamento dell'oleodotto Kirkuk-Yumurtalik.

Turkey asked Iraq to pay the $600 million debt it accrued due mainly to the non-functioning Kirkuk-Yumurtalik Oil Pipeline.
The oil pipeline between Turkey and Iraq was unable to operate regularly during the period of the United Nations embargo after the Iraqi occupation of Kuwait in 1990 and has not been used since the US occupation of Iraq in 2003.
There are occasional delays in oil supply due to various acts of sabotage in Iraq.
According to their agreement, the Turkish Foreign and Energy ministries are entitled to request Iraq compensate Turkey for its losses.
The use of the pipeline for the sale of oil was limited in the 1990s during the oil-for-food program period in agreement with the United National Security Council resolution resulting in losses worth $120 million.
Materials make $40 million and the interruption to the pipeline flow accounts for the remainder of the debt. An official said Turkey has waited a long time to collect its debt and that it cannot be delayed any longer. (Reuters/Zaman)
04.05.2006

CONDUTTURA A QUATTRO RAMI VERSO ISRAELE

 

Tel Aviv e Ankara stanno valutando la possibilità di costruirla nel prossimo decennio. Dovrà trasportare gas, greggio, acqua e elettricità.

La Turchia e Israele stanno valutando la possibilità di costruire, nel prossimo decennio, una conduttura a quattro rami che colleghi i due Paesi e trasporti gas, greggio, acqua e elettricità. Il progetto è ancora in fase di ideazione e al momento nessun incontro tra i vertici governativi si è svolto sull'argomento. il piano è invece al vaglio delle compagnie turche e israeliane, come rivela <Reporter.gr.>.
Nei prossimi giorni inizieranno i primi studi di fattibilità e se si dovesse raggiungere un accordo tra le parti la costruzione drerebbe circa 10 anni. Nel primo ramo verrà trasportato il gas azero, russo e kazako. Nel secondo il greggio che arriva alla Turchia attraverso Baku-Tbilisi-Ceyhan, nel terzo l'acqua del Manavgat e nel quarto l'energia elettrica. (ApCom)
04.05.2006

PROGETTO A GAZA

Lo sta elaborando l'Unione turca delle Camere di Commercio (Tobb) nella zona industriale di Erez. Si creeranno nuovi posti di lavoro.

Union of Chambers and Commodity Exchanges (Tobb) said it remained committed to reviving the decaying Erez industrial zone in the Gaza Strip to create jobs for impoverished Palestinians, despite unabating violence in the area.
"The project is continuing... Technical work in the field is under way and there is no interruption," said Rifat Hisarciklioglu, head of Turkey's Union of Chambers and Commodity Exchanges (Tobb), which has spearheaded the project.
He spoke to reporters ahead of a meeting with Palestinian leader Mahmud Abbas, who held talks with Turkish leaders here Monday and Tuesday in a bid to drum up support against the suspension of international aid to the Palestinians following the rise to power of the radical Muslim group Hamas.
"We are doing our best to ensure security," Abbas said. "The project will continue as it is, without any changes."
In January, Turkish Foreign Minister Abdullah Gul signed deals with the Palestinian Authority and Israel for the reconstruction of the Erez industrial zone, on the northern tip of the Gaza Strip.
The project provides for the zone to be managed by the Tobb, for Turkish companies to be encouraged to invest in the area and goods produced there to enter the European Union United States and the Gulf states duty free.
Turkish officials hope the project will create jobs for up to 10,000 Palestinians from the densely populated and impoverished Gaza Strip.
"We hope the Israelis will continue to support the project," Abbas said.
At its peak, the Erez industrial zone was presented as a model of cooperation, with Israeli businesses hiring thousands of Palestinian workers.
The Tobb had said that the project, estimated to cost about 50 million dollars (40 million euros), was expected to become operational at the end of the year. (The New Anatolian)
04.05.2006

<TELECOM ITALIA>
VENDE <AVEA>:
500 MILIONI di $

Telecom_Italia

 

I candidati all'acquisto sono la turca <Turk Telekom>, che ha un diritto di prelazione, e la saudita <Oger Telecom> di cui la società italiana detiene già il 10%.

Turk_Telekom<Telecom Italia> venderà la sua partecipazione nell'operatore di telefonia mobile turco <Avea> per un valore di  di 500 milioni di dollari. La notizia è rilanciata dalla stampa turca, in vista dell'Ipo sul 45% di <Turk Telekom>. Per quanto riguarda <Avea>, i due candidati all'acquisto sono la saudita <Oger Telecom> e la turca <Turk Telekom>. E <Telecom> precisa ad <ApCom> che la somma raccolta con la vendita delle azioni di <Avea< potrebbe essere utilizzata per aumentare la partecipazione in <Oger>, di cui la società italiana detiene giò il 10%, in vista dell'Ipo che <Oger> ha intenzione di lanciare sulla borsa di Dubai nel 2008.
La vendita del 40.5% di <Avea>, terzo operatore del settore nel paese della Mezzaluna, era prevista come clausola nella privatizzazione di <Turk Telekom>. Se <Telecom Italia> avesse vinto l'asta, come è accaduto (fa parte del consorzio a guida saudita <Oger> che si è aggiudicato per 5.55 miliardi di dollari il 55% della cmpagnia). avrebbe dovuto mettere sul mercato le sue azioni <Avea>. Il valore approssimativo era stato stimato tra i 400 ed i 600 milioni di dollari.
La corsia preferenziale è però lasciata all'operatore di rete fissa turco, che è intenzionata al'acquisto se otterrà l'approvazione da parte del tesoro. <Turk Telekom> possiede un altro 40.5% di <Avea>, mentre la parte restante è in mano a <Is Bank>. In caso di rifiuto da parte della società turca, entrerebbe in campo la compagnia saudita. (ApCom)
04.05.2006

PRESTITO A <GARANTI BANK>

Si tratta di una somma pari a 100 milioni di euro concessi all'istituto di credito turco dalla Banca Europea per gli Investimenti (Bei).

La Banca Europea per gli Investimenti (Bei) e l'istituto di credito turco <Garanti Bankasi> hanno firmato un accordo per un prestito da 100 milioni di euro da utilizzare per il finanziamento delle piccole e medie imprese, come annunciato da <Reporter.gr.>.
Non è stato fornito nessun dettaglio sui tempi di pagamento e sul tasso d'interesse applicato. Ergun Ozen, direttore generale della <Garanti Bankasi>, ha però sottolineato che la banca turca fornisce servizi finanziari a circa 650 mila pmi e che sarà questo il target del prestito della Bei. Lo scorso anno <General Electric Consumer Finance> aveva acquistato il 25.5% delle azioni di <Garanti> per 1.25 miliardi di euro. (ApCom)
04.05.2006

<TEFKENBANK>
INIZIA I COLLOQUI
PER PARTNERSHIP

Secondo notizie di stampa sarebbero stati contattati soprattutto istituti di credito greci e sauditi.

La <Tefkenbank> sta avviando colloqui per dare il via ad una nuova partnership. Fonti finanziarie precisano che sono stati contattati soprattutto istituti di credito greci e sauditi.
IN  particolare, un quotidiano ellenico avrebbe fatto il nome dell'<Alpha Bank>. Derya Tamerler, membro del CdA di <Tefkenbank> ha confermato che sono in corso colloqui, senza fornire però dettagli sui nominativi. "Non ci sono ancora sviluppi da commentare", ha affermato Tamerler. Il direttore generale della <Tefkenbank>, Mehmet Erten, ha invece aggiunto che i colloqui potrebbero terminare alla fine di maggio. (
ApCom)
04.05.2006

FINANZIAMENTI UE
PER LO SVILUPPO
DELL'AGRICOLTURA

Prestiti_per_l'agricoltura

Il sostegno alla Turchia - come hanno spiegato i Sottosegretari Nebi Celik e Ramazan Kadak - potrebbe essere garantito nel corso dei prossimi sette anni.

Nebi Celik e Ramazan Kadak, vice Sottosegretari del ministero dell'Agricoltura e rappresentanti della Turchia al tavolo negoziale europeo per i dossier relativi alle questioni agricole, hanno di recente annunciato che un sostegno finanziario pari a 2 miliardi di euro potrebbe essere garantito nel corso dei prossimi sette anni da parte di Bruxelles. Pre-requisito fondamentale per tale finanziamento è rappresentato dalla istituzione in tempi ristretti dell'agenzia di pagamento per lo sviluppo rurale, la cui costituzione è anche oggetto di un progetto di gemellaggio amministrativo finanziato dalla Commissione europea ed aggiudicato ad un consorzio guidato dall'Austria. (Il Sole 24 Ore-Radiocor)
04.05.2006

<UNICREDIT>/<KOCBANK>
AUMENTA QUOTA
IN <YAPI> AL 67.3 %

Unicredit

Acquistate 19.561.111 azioni. Quota sufficiente per detenere il quorum costitutivo necessario ai sensi della normativa turca.

<UniCredit> accresce la propria presenza in Turchia. L'istituto milanese in una nota annuncia infatti che Koçbank, controllata al 99.8% da <Koç Financial Services>, la joint venture paritetica tra <UniCredit> e il <Gruppo Koç>, ha acquistato 19.561.111 azioni di <Yapi ve Kredi Bankasi> (di cui circa 5.9 milioni già detenute indirettamente da <Koçbank> attraverso <Anatolia Investment Fund>, a sua volta controllata da <Yapi>) per un corrispettivo pari a circa YTL 161 milioni (circa 99 milioni al cambio corrente).
A seguito dell'acquisto di tali azioni, spiega la nota, la partecipazione di <Koçbank> nel capitale sociale di <Yapi> è pertanto passata dal 65.5% circa al 67.3% circa e conseguentemente <Koçbank> ha raggiunto una quota di possesso sufficiente a detenere il quorum costitutivo necessario, ai sensi della normativa turca, per l'approvazione di operazioni straordinarie da parte dell'Assemblea degli Azionisti di <Yapi>. (ApCom)
04.05.2006

 

ASTA <ADABANK>

Adabank

Si terrà il 26 giugno prossimo oppure,   qualora per quel giorno non pervenissero i bid, il 3 luglio. La vendita dovrebbe fruttare 36.3 milioni di euro.

Il Fondo Per i depositi assicurativi della Turchia continua la vendita delle proprietà del <Gruppo Uzan>, fallito nel 2004. Il 26 giugno si terrà l'asta per il 99.99% della banca <Adabank>, come riferisce lo <Zaman online>.
La vendita dovrebbe fruttare irca 60 milioni di Lire turche cioè 36.3 milioni di euro. Se per la data del 26 giugno non dovessero essere pervenuti bid ,allora l'asta sarà ripetuta il 3 luglio. (
ApCom)
04.05.2006

 

IO COMPRO, TU COMPRI

Una_immagine_di_Mugla

Gli stranieri hanno acquistato in Turchia 1206 abitazioni solo nel primo trimestre 2006. Le zone preferite: Aydin, Mugla, Istanbul, Mersin, Izmir.

1,206 real estates were sold to foreigners in the first quarter of 2006, it was reported.
Sales were halted last July after several articles of the law (authorizing foreigners to purchase property in Turkey) were annulled by Constitutional Court. The sales resumed on January 7th, 2006 when new arrangements came into effect.
According to Title Deeds & Cadastre DG, a total of 412,000 square meters of real estate (1,206 houses) were sold to 1,565 foreigners since then.
Foreigners acquiring real estate in Turkey in the first quarter of the year came from 24 countries and Britons top the list. 588 UK citizens purchased 420 real estates, mostly in southern cities. Germans, who rank the second, acquired 258 houses. Number of Germans purchasing property in Turkey is 267. Irish, Dutch, Norwegian, Belgian and Greek citizens are among foreigners acquiring properties.
Antalya province was the favorite one for foreigners with 637 homes, followed by Aydın with 255 homes, Muğla with 121 homes, İstanbul with 68 homes, Mersin with 63 homes, and İzmir with 53 homes.
According to the new bill foreigners will be able to purchase real estate in every corner of Turkey, except villages; and companies will be able to acquire property in tourist regions, or in areas earmarked exclusively for industry and technology investments, and this after the approval of related public departments.
Efforts are actually underway to settle the problem of property sale to foreigners, which became a legal headache because of the Turkish Constitutional Court earlier cancelled unanimously provisions of a law authorizing property sale to foreigners.
A Commission including officials from ministries of Finance, Justice, National Defense, Interior and Foreign Affairs; as well as from National Security Council (Nsc) Secretariat, Treasury Undersecretariat, and National Intelligence Organization (Mit), re-wrote the bill on property sale to foreigners. The draft will be debated at the parliament.
According to the bill prepared by the commission, principle of reciprocity will be taken into consideration in case alien real and legal persons are willing to purchase property in Turkey.
The total area of properties which a foreign citizen may purchase in Turkey cannot exceed 10,000 sq.m.
Limitation to propetry
sale in strategic regions
Council of Ministers will be the sole authority to limit the property sale to foreign citizens and companies.
Areas which are under protection due to their irrigation, energy, agriculture, mine, religious and cultural peculiarities, or special protection areas in terms of their fauna or flora, can also be banned. (The New Anatolian)
04.05.2006)

DISOCCUPAZONE SU'

Secondo i dati diffusi dalla <Tuik> ha raggiunto in Turchia l'11.8%. Il totale dei senza lavoro ha toccato quota 2.8 milioni.

Il numero di disoccupati in Turchia tra dicembre del 2005 e febbraio del 2006 è aumentato e ha raggiunto l'11.8% secondo i dati diffusi dalla <Tuik>, l'Istituto Nazionale di Statistica del Paese, come riporta l'agenzia <Cihan>.
Il totale di senza lavoro ha toccato quota 2.8 milioni mentre gli occupati nel periodo in considerazione sono 20.834 milioni. Nello stesso trimestre tra il 2004 e il 2005 il tasso di disoccupazione era dell'11.5%. Nel 2005 invece il dato totale si è attestato sul 10.3% invariato rispetto al 2004. (ApCom)
04.05.2006

TECNOLOGIA
TURCA: GLI USA
IMPAZZISCONO

Un_esempio_di_Virtual_studio

L'America ha già investito più di 25 milioni di dollari, una cifra che probabilmente è destinata ad aumentare. Operatori televisivi e telefonici in crescita.

Hanno già investito più di 25 milioni di dollari. Una cifra destinata probabilmente ad aumentare perché gli operatori televisivi e telefonici interessati alla nuova tecnologia della compagnia turca <Domestic Tristit> sono in crescita. La società ha infatti ideato e commercializzato una nuova piattaforma di trasmissione "virtual studio" e l'ha già venduta a mezza Turchia e a 180 canali negli Usa. La particolarità più importante del sistema, come spiega lo <Zaman online>, è la possibilità di trasmettere in tempo reale e contemporaneamente diversi pacchetti di informazioni sia via Tv che via teletext ed infine anche via Internet. Il prezzo della piattaforma venduta all'estero sarà dieci volte il prezzo del mercato turco, dove i primi ad acquistarla sono stati <Turkcell>, <Dogan Media> e <Ege Yv>. (Itnews)
04.05.2006

ASSET BANCARIO

A febbraio di quest'anno era in Turchia pari a 240.5 miliardi di euro. In crescita rispetto allo stesso mese del 2005. Gli altri dati.

Il totale degli asset del settore bancario turco a febbraio era apri a 240.5 miliardi di euro, in crescita rispetto allo stesso mese del 2005, quando il valore si attestava su 168.8 miliardi di euro. I dati sono stati pubblicati dall'agenzia <Cihan>.
Il volume di prestiti concessi è aumentato di 3.6 miliardi di euro dalla fine del 2005 a febbraio, raggiungendo quota 94.6 miliardi di euro. Il totale dei depositi bancari è passato da 145.5 miliardi di euro del febbraio 2004 a 150.4 miliardi di euro di quest'anno. I profitti gennaio-febbraio sono stati 1.03 miliardi di euro, in lieve calo rispetto allo stesso periodo del 2005, quando il dato aveva toccato quota 1.09 miliardi di euro. (ApCom)
04.05.2006

LA BATTAGLIA
TRA IMPRESE
DI COSTRUZIONE

La finlandese <Lemminkainen> aveva vinto nel 2005 una gara per la costruzione a San Pietroburgo del più grande centro commerciale del mondo realizzato da <Ikea>. Per il mancato rispetto delle obbligazioni, il contratto è passato alla turca <Renaissance>.


While the competition between Turkish and Finnish contractors in the Russian construction market goes on as it has for over a decade, the recent undertaking by a Turkish contracting company of the unfinished work of a Finnish company, seems to mark a new development in the power game.

Lemminkainen of Finland was awarded in 2005 the contract for the construction in Saint Petersburg of the "biggest shopping center in the world" -an investment realized by Swedish IKEA. Now, a year later, Lemminkainen fell short of fulfilling its contractual obligations and the project was recently handed over by IKEA to the Turkish contracting company Renaissance and an agreement for $ 125 million was signed.
The "shaking of trustworthiness" of Lemminkainen and the "success" of Renaissance is regarded by the Turkish financial press as an important blow at the decades long sovereignty of Finnish contractors in the Russian construction market.
Turkish contracting companies such as Enka, Kocak, Soyak and others have also been active in Russia but cannot compete with their Finnish counterparts due to the geographical proximity of Finland to Russia and the fact that the Finnish market abounds of construction materials suitable for the Russian climate. (reporter.gr.)
04.05.2006

 

CAMPAGNA
PROMOZIONALE
PRO-TURISMO

Archeologia_e_Anatolia

 

L'ha lanciata il ministro Atilla Koc come mossa per rilanciare all'estero la Turchia. Il forte regresso nei primi tre mesi di quest'anno. Cresciute però "magicamente" le entrate

Il_minstro_del_Turismo,_Atilla_KoçUn'ultima mossa, un tentativo da fare. La Turchia cerca di rilanciare la propria terra e la propria cultura per limitare i danni al settore turistico e organizza una campagna di promozione nelle maggiori città d'Europa, come scrive l'agenzia <Cihan>.
Il ministro del Turismo, Atilla Koc, ha lanciato l'iniziativa da Antalya, città del Mediterraneo che ha subito un crollo nelle prenotazioni nei primi tre mesi del 2006 e dà il maggiore esempio della preoccupante situazione: -30% di arrivi in tre mesi, la punta più alta del calo generalizzato dell'11.5%. "Come parte della campagna, alcune delle attività di promozione si terranno nei centri artistici delle maggiori città europee", ha dichiarato Koc, che nei giorni scorsi ha dovuto ammettere la situazione del turismo turco. "Proveremo ad uscire dalla crisi", ha aggiunto Koc che ha sottolineato la rilevanza culturale di siti archeologici turchi, dichiarando che la Turchia supera l'Italia per reperti dell'era romana: "Abbiamo 2600 tombe antiche non ancora dissotterrate e 115 anfiteatri. Un complesso unico al mondo".
La cosa strana però è il fatto che - nonostante gli arrivi dei turisti in Turchia continuano a diminuire, "magicamente" le entrate del settore sono aumentate di circa 100 milioni di dollari per un totale di due miliardi di dollari rispetto all'1.9 dello stesso periodo del 2005. Come dire che i turisti diminuiscono ma spendono di più: in media 732 dollari a persona. (ApCom)
04.05.2006

 

...MA APRILE E' ANDATO BENE

Se questo mese dovesse rappresentare una sorta di cartina di tornasole, il target dei 26 milioni di turisti in Turchia sarebbe raggiunto.

La primavera sembra aiutare l'industria del turismo turco e per la prima volta dall'inizio dell'anno, il numero di arrivi aumenta. In particolare una delle località più colpite dalla crisi, Antalya, ha recuperato terreno e se dovesse essere la cartina di tornasole del resto del Paese, allora il target dei 26 milioni di visitatori potrebbe essere raggiunto.
Secondo i dati dell'Ufficio provinciale del Turismo ad aprile il numero dei turisti che hanno scelto la località del mar mediterraneo sono stati 471.161 contro 454.238 dello stesso mese del 2005. nell'intero quadrimestre invece il volume di visitatori che hanno scelto la Turchia ha raggiunto 1.139 milioni contro 962 dello stesso anno. (ApCom)
04.05.2006

31 HOTEL
TRA I MIGLIORI
DEL 2005

Uno_dei_31_hotel_turchi

Sono turchi e rientrano nella lista dei 99 scelti nel corso di una indagine condotta in Germania dal sito web <Holiday Check>.

31 Turkish hotels have been listed in the "Best 99 Hotels of 2005" in a poll conducted by the German web site Holiday Check among its customers.
Nearly 250,000 German customers who traveled abroad in 2005 cast their votes in the web site poll. The poll results were made public at the 2nd Europe Turkey Tourism Summit held at the resort of Kemer in Antalya province.
According to the results of the poll, 31 Turkish hotels were listed among the 99 best hotels of 2005.
Axel Jockwer, one of the founders of the web site, said German tourists traveled to 15 different countries in 2005 and that Spain, Turkey, Greece, and Egypt were at the top of the list.
Jockwer added that the hotels had been evaluated according to categories based on general condition, service quality, meal quality and rooms. Spain followed Turkey in the list with 24 hotels. (Cihan News Agency/Zaman)
04.05.2006

HOTEL A BASSO COSTO

 

La catena <EasyJet>, del gruppo <Easy Group> costruirà una struttura anche in Turchia.

La catena di alberghi a basso costo <EasyHotel>, del gruppo <Easy Group> che possiede anche la Compagnia aerea <EasyJet>, ha intenzione di costruire altri 38 alberghi entro il 2011 in Medio Oriente, in Nord Africa e in India. Una delle strutture sarà costruita anche in Turchia, secondo <Cihan>. (da ApCom)
04.05.2006

GUERRA FRA AGENZIE VIAGGI E COMPAGNIE DI BANDIERA

 

Nel mirino soprattutto la <Turkish Airlines> che ha offerto biglietti a 6 euro mettendoli in vendita online.

E' guerra fra le agenzie di viaggio turche e le compagnie aeree. Nel mirino la vendita di biglietti on line sui siti dei vettori che avrebbe causato diverse perdite agli operatori del settore.
Quella che ha destato maggiormente le ire delle agenzie è stata proprio la compagnia di bandiera. La <Turkish Airlines>, infatti prima ha offerto biglietti on line al prezzo irrisorio di 9.19 lire turche (circa sei euro) e poi ha potenziato il suo sito in modo da rendere più agevole la vendita on line. Le organizzazioni del settore hanno dichiarato che si riuniranno presto per valutare la sitiazione e prendere contro misure. (
ApCom)
04.05.2006

LE PREVISIONI DELLA <COCA COLA>

Coca_Cola

Il leader dei produttori e distributori di soft drink in Turchia pensa di raccogliere 1.07 miliardi di euro dalla vendita di azioni.

Il leader dei produttori e distributori di soft drink per la Turchia, <Coca Cola>, prevede di raccogliere 1.07 miliardi di euro dalla vendita di azioni sulla Borsa di Istanbul, come scrive il quotidiano <Zaman online>.
Si tratta del terzo tentativo di lanciare la vendita: la prima volta a magio del 2004 era stata rinviata, poi a novembre era stata annullata per mancanza di offerte. <Coca Cola> offrirà sul mercato azioni per un valore nominale di 30.1 milioni di euro al prezzo di3.5-4.4 euro per azione, con l'opzione di vendita per altri 4.5 milioni di auro di azioni. (
ApCom)
04.05.2006

FECONDAZIONE
ASSISTITA: TURCHIA
PIU' LIBERALE

Ugo Intini, membro della segreteria della Rosa nel Pugno, ha fatto un paragone tra la legislazione italiana e quella che fa capo al Governo Erdogan.

Ancora una volta è visibile ed evidente che la Rosa nel Pugno non è affatto isolata, anzi è elemento di stimolo e sollecitazione per la modernità del Paese: la legislazione della Turchia è più liberale consentendo quel che da noi è vietato.
E' quanto sostiene Ugo Intini membro della segreteria della Rnp che ultimamente è stata allargata a Lanfranco Turci e Biagio De Giovanni mentre nella Direzione sono entrati personaggi del mondo del cinema (Marco Bellocchio), della cultura (Luciano Pellicani), della scienza (Antonino Forabosco) e dell'industria. (Maurizio Mian).
"In Turchia esiste una legislazione più liberale di quella italiana - attacca  Intini, presente al Congresso straordinario della associazione Luca Goldoni - dove i nostri connazionali si recano per usufruire delle tecniche di fecondazione assistita: e questo, credo, non ci faccia onore". Pertanto la legge 40 è da rivedere e riformare. "E' importante che nella sinistra - spiega Intini - se ne discuta e che poi si studi la tattica migliore per cambiarla e questo è un dato ineccepibile". (Agi)
04.05.2006

LA VILLA DI GUL

Il_ministro_Abdullah_Gul

Il ministro degli Esteri turco l'ha acquistata ad Uskudar (Istanbul) nello stesso complesso dove già si trova il premier Erdogan.

Il ministro degli Esteri turco Abdullah Gül ha comprato casa. Una villa per la precisione. Andrà ad abitare nella parte asiatica di Istanbul, ad Üsküdar, in un complesso residenziale di nuova costruzione.
Secondo le indiscrezioni, la nuova dimora del ministro degli Esteri sarà grande 368 metri quadrati ed è costata 410mila nuove lire turche, equivalenti a circa 250 mila euro. Un affare, se ti tiene conto della metratura e del contesto di grande pregio in cui la villa è collocata. E Gül avrà anche un vicino di casa d'eccezione. Il premier Erdogan infatti ha comprato casa nello stesso complesso pochi mesi fa. E sembra che altri tre deputati dell'Akp (partito di maggioranza, in cui militano anche Erdogan e Gül) stiano per fare la stessa cosa. (Ansa)
04.05.2006

 

 

CARGO TURCO SI INABISSA NEL MAR DI MARMARA

Dispersi quattro marinai ed il suo comandante. La nave trasportava concime animale dal porto di Samsun.

Un cargo turco è affondato nel Mare di Marmara (nord-est della Turchia). Il suo comandante e quattro marinai sono dati per dispersi, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa turca <Anadolu>.
La nave trasportava 1250 tonnellate di concime animale dal porto di Samsun (nord-est) sul Mar Nero, quando per ragioni ancora imprecisate è affondato a largo della piccola città di Armutlu, precisa l'agenzia. Quattro altri marinai sono stati portati in salvo dalla guardia costiera. Hanno detto che il loro cargo, prima di affondare, sarebbe stato urtato da un'altra nave che poi non li avrebbe soccorsi. (Ticin@nline)
04.05.2006

AFFONDA UNA BARCA DI IMMIGRATI NELL'EGEO

Affondata_una_barca_di_immigrati

Un annegato e un disperso. Altre otto persone salvate dalla Guardia costiera.

Una imbarcazione che trasportava dieci immigranti clandestini è affondata a largo della costa egea della Turchia. Lo riporta l'agenzia turca <Anadolu>, che scrive di un annegato e un disperso. La Guardia costiera turca ha trovato e soccorso otto dei dieci occupanti dell'imbarcazione affondata a largo della stazione balneare di Kusadasi, vicina all'isola greca di Samos, dopo essere stata allertata da testimoni.
04.05.2006

INTERCETTATO E BLOCCATO GOMMONE CON CLANDESTINI A BORDO

Il natante - che trasportava anche dodici bambini - proveniva dalla Turchia. Il servizio della Marina Mercantile greca. Metodi sempre più sofisticati per eludere la guardia costiera.

Unità della guardia costiera ellenica hanno intercettato e bloccato su un'isoletta del Mare Egeo un gommone proveniente dalla Turchia con a bordo 43 immigrati clandestini, tra i quali 12 bambini. Lo riferisce la stampa ateniese, citando un portavoce del ministero della Marina Mercantile greca il quale ha precisato che tutti i clandestini - dei quali non è stata precisata la nazionalità - sono in buone condizioni di salute nonostante una traversata di oltre 48 ore. Il gommone che li trasportava è stato intercettato sull'isoletta di Lamberousa, presso la maggiore isola di Evia (Eubea) ad Est di Atene, e lo scafista che lo guidava è stato arrestato. Altri quattro immigrati tra i 15 e i 18 anni, anch'essi di nazionalità sconosciuta, sono stati invece fermati dopo essere sbarcati da un gommone su una spiaggia dell'isola di Lesbo. Con il migliorare delle condizioni meteorologiche anche in mare dovute all'avvicinarsi della bella stagione, le autorità elleniche preposte al controllo dell'immigrazione clandestina stanno preparandosi ad affrontare un'altra "campagna estiva" contro i trafficanti di esseri umani che ultimamente hanno cominciato ad utilizzare metodi sempre più sofisticati per introdurre clandestini sul territorio greco. (Age)
04.05.2006

SAN NICOLA CONTESO

San_Nicola

La Fondazione turca "Santa Klaus Peace Council" lancerà una iniziativa alle Nazioni Unite per ottenere la restituzione alla città turca di Demre (l'antica Myra di cui il Santo fu vescovo) delle reliquie conservate nella Basilica di Bari dove ogni anno, il 1° maggio, si festeggia il plurisecolare patrono.

La Fondazione turca "Santa Klaus Peace Council" lancerà una iniziativa alle Nazioni Unite per ottenere la restituzione alla città turca di Demre in Antalya sulla costa sud della Turchia - l'antica Myra di cui San Nicola fu vescovo - delle reliquie del Santo conservate nella Basilica dedicatagli a Bari dove ai primi di maggio si festeggia (e si è festeggiato, ndr) il plurisecolare patrono. L'annuncio è in uno degli ultimi numeri del bollettino informativo della Direzione Generale della Stampa e dell'Informazione dell'Ufficio del Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan. Il presidente della Fondazione "Muammer Karabulut" già nel 2002 aveva avanzato la richiesta denunciando l'atto di pirateria compiuto dai marinai baresi nel 1087 ed ora dichiara "noi abbiamo richiesto all'Italia la restituzione delle ossa di San Nicola molte volte ma non abbiamo ricevuto una risposta positiva. Ora ci prepariamo a lanciare l'iniziativa alle Nazioni Unite". L'intenzione è quella di utilizzare lo stesso iter sollevato da altri paesi per la restituzione delle opere d'arte trafugate nei secoli passati. Nel bollettino dell'ufficio del premier turco Erdogan la notizia è riportata tra altre informazioni sulle prospettive del turismo in Turchia.
E' da ricordare che nel centro di Demre si trova la Noel Baba Kilesi (la chiesa di Babbo Natale, in turco), tempio bizantino dove fu sepolto San Nicola, l'odierno Santa Klaus, latore di doni natalizi, le cui ossa furono trafugate nel 1087 da 62 marinai pugliesi e trasportate a Bari nella basilica costruita appositamente per custodire le sue spoglie. Nel febbraio dello scorso anno, il sindaco di Demre Suleyman Topcu aveva fatto sostituire la statua bronzea di San Nicola opera dello scultore russo Grigory Pototski, regalata nel 2000 dalla città di Mosca, con un pupazzone di Santa Klaus con la motivazione che il richiamo a Babbo Natale meglio rispondeva alle esigenze di promozione turistica della cittadina. La decisione dell'amministrazione comunale suscitò le protese anche della Fondazione Turca Santa Klaus Peace Council che ha ottenuto lo scorso dicembre che la statua bronzea depositata negli scantinati del Municipio fosse nuovamente esposta nella locale Chiesa di San Nicola. (Agi))
04.05.2006

 

MARAZZITA,
"L'AVVOCATO
DEI DIAVOLI"

L'avvocato_dei_diavoli L'avv.Nino_Marazzita

La grande amicizia e la stima che nutriamo nei confronti di una persona a noi cara e che conosciamo da anni, ci permette di scrivere due righe su questo libro recentemente dato alle stampe. Anche se non si parla di Turchia.

La_lettera_di_Bilancia_a_MarazzitaAntonino Marazzita, Nino per gli amici, non voleva fare l'avvocato. Lui che era figlio di avvocato. Fin da quando era bambino la sua passione era stata infatti il cinema, passione che - via via con il trascorrere degli anni - era aumentata tanto che aveva confessato al padre Giuseppe la sua intenzione di intraprendere la carriera di regista. L'approvazione, che il ragazzo forse non si aspettava, invece era venuta subito. Ma poi si sa, il destino sovente cambia il corso della vita. E il destino, per Nino, fu l'incontro a Roma con Giuseppe Sotgiu uno dei penalisti più in auge negli anni a cavallo tra il '50 e il '60 assieme a Carnelutti, vassalli e Leone. La capitale, a quell'epoca, era il centro del mondo forense. Si respirava l'aria dei grandi processi, alcuni dei quali avevano fatto epoca come il "Graziosi", "Montesi", il "Fenaroli" o avrebbero fatto epoca come il "Bebawi" il "Wanninger" e il "Menegazzo". Per ascoltare le udienze al palazzaccio - dove le aule potevano contenere si e no un centinaio di curiosi - ci si metteva in fila all'alba, sicuri di accaparrarsi un posto. I più fortunati stavano davanti, e qualcuno di loro già faceva le prove - con carta e penna - per diventare più tardi cronista giudiziario. Nel frattempo ascoltava i resoconti stenografati dei maestri dell'inchiostro, da Fabrizio Meneghini a Peppe Rosselli.
Per Marazzita, Nino, l'invito di Sotgiu a lavorare nel suo studio fu un passaggio obbligato. Il resto venne da sé, i primi successi, la carriera, le vittorie, là dove altri avrebbero magari fallito. Dire chi sia il penalista Nino Marazzita, oggi, sarebbe pleonastico. Non lo si conosceva invece come scrittore. Ed eccolo qui, con un libro appena dato dalle stampe e dal titolo "L'avvocato dei Diavoli". Sono poco più di 200 pagine che si leggono tutte d'un fiato; intanto perché sono state scritte con uno stile secco, senza fronzoli ed aggettivi inutili, con periodi corti e concisi che denotano - anche in questo - l'uomo che va dritto al sodo e che non si avvale di perifrasi o giri di parole (intuitiva la collaborazione nella stesura del testo della giornalista Matilde Amorosi, già inviata di <Gente>); secondariamente perché attraverso la ricostruzione di alcuni processi - che avevano visto Marazzita difendere i cosiddetti "diavoli" - si ha una occasione in più per conoscere meglio figure come Pietro Pacciani, Donato Bilancia, Michele Profeta, Alivebi Hasani, Khatarina Miroslawa.
Come si legge nella prefazione al libro, ci si trova di fronte ad "un viaggio alla ricerca delle radici del male, che apre una finestra sulla zona oscura che è dentro ognuno di noi". Marazzita non ci dice apertamente quanto sia stato facile - per lui avvezzo a studiare, prima che le carte processuali, la psiche dei suoi assistiti - cercare di comprendere quale fossero le verità e quali le mistificazioni, quali i veri piani dei colpevoli nel compiere i loro efferati delitti. Non ce lo dice. Però ci prende per mano stimolandoci a seguire il suo esempio, a riflettere su certi misfatti e ad inserire, in un gioco ad incastro, un tassello dietro l'altro fino a capire ad esempio per quale motivo Donato Bilancia per esprimere le sue pene citasse alcuni versi di Dante Alighieri tratti dall'"Inferno": Nessun maggior dolore/ che ricordarsi del tempo felice/ ne la miseria". Scrive in proposito Marazzita: "Scacciato dal suo paradisio fittizio, Profeta si sentiva perduto e, oppresso dai debiti, tra le tante rinunce, non sopportava quella delle abituali viste al Casinò di Venezia. Quel brivido sottile, in attesa della vittoria o della sconfitta, gli serviva per sentirsi vivo".
Dovremmo aggiungere qualche altra riga a questa nostra piccola recensione. Ma riteniamo, sinceramente, che sarebbero parole in più. Vi consigliamo invece di spendere le 17 euro del libro che non sono poi tante quando si tratta di arricchire la propria conoscenza su certi fatti della storia italiana: vedi i casi Pasolini e Moro. Anche qui Marazzita vi dice la sua, probabilmente non condiviso da molti. Ma è una testimonianza importante da ascrivere negli annali giudiziari. (Turchia Oggi)
Nino Marazzita: "L'avvocato dei Diavoli". Editore Rizzoli, euro 17.00
04.05.2006

 

ARA PACIS

L'Ara_Pacis_nella_gabbia_di_Meyer La_nuova_struttura_dell'Ara_Pacis

Un lettore turco, amico di Roma e dell'Italia, ci ha scritto per dire la sua sull'opera di Richard Meyer che copre il mausoleo romano. Ne ha approfittato per fare alcune pesanti critiche sullo stato di abbandono della capitale. Francamente le sue parole ci hanno dato un po' di fastidio ma...

Ci è pervenuta questa lettera. Per una volta non la mettiamo nella rubrica <La parola ai lettori>, trattandosi di un argomento che merita un titolo nel richiamo di prima pagina. I nostri amici vorranno comprendere e, se anche noi ci siamo lasciati prendere la mano dalla polemica, ci vorranno scusare.
Egregio Signor direttore,
mi chiamo Mehmet Koc. Sono un piccolo imprenditore turco, nativo di Istanbul, che per puro caso - navigando su Internet - ha scoperto il suo sito <Turchia Oggi>, rimanendo molto meravigliato per la dovizia di notizie che vi compaiono sia a carattere politico-economico che storico-culturale. Da turco, può ben immaginare il piacere che ho provato nel constatare con quale amore e devozione lei si dedichi al suo lavoro al fine di dare del mio Paese una immagine quanto meno serena.
Colgo l'occasione per un piccolo sfogo che spero vorrà perdonare. Come ho accennato sopra, sono un piccolo imprenditore che si reca spesso in Italia per questioni di export-import e che, nel corso di queste missioni, soggiorna due o tre volte l'anno anche a Roma. Una città bellissima. O meglio, dovrei dire una città che era bellissima. Da un po' di tempo, infatti, non la riconosco più: disordinata, caotica, sporca, piena di poveri che chiedono l'elemosina, gazebo di orrenda plastiche che alterano piazze e monumenti; una città - aggiungo - deturpata da chilometri e chilometri di scritte sui muri, in alcune parti addirittura fatiscente. Giustamente lei mi obietterà di pensare a casa mia, ad Istanbul, quindi al disordine, al caos e alla sporcizia di questa città. Ha perfettamente ragione. C'è però una sostanziale differenza, a parte il fatto che Istanbul è diventata ormai una megalopoli di circa 16 milioni di abitanti quando Roma ne conta appena quattro quindi più facile a governare: mentre ad Istanbul gli amministratori cercano di fare il possibile per migliorarla, tant'è che è stata scelta per diventare nel 2010 la capitale della cultura, a Roma mi pare che si faccia ben poco. E' tutto lasciato al caso, ed è un vero peccato in quanto questa città - con i suoi monumenti e le sue opere d'arte - credo che sia unica al mondo.
Proprio nei giorni scorsi mi trovavo a Roma con alcuni soci in affari. Richiamato dal clamore che si è fatto attorno al nuovo museo dell'Ara Pacis non mi sono voluto perdere la visita a questo monumento. Ma che delusione! E non solo e non tanto per la <teca> di Richard Meyer che francamente non mi dice nulla, quanto e soprattutto perché è un'opera non finita, lasciata in mezzo ai calcinacci, ai blocchi di cemento, ai reticolati che chissà quando saranno tolti. Non si poteva inaugurarla a lavori ultimati?
Ancora una piccola osservazione: portando in giro per Roma i miei soci, siamo passati anche per le Terme di Caracalla. Un vero e proprio stato di abbandono, specie nella parte posteriore del monumento. Non aggiungo altro, ma mi scuso ancora. Suo Mehmet Koc
__________________________
La_vecchia_struttura_del_1938_che_copriva_l'Ara_PacisGentile signor Mehmet, noi romani siamo strani. Diciamo male di Roma da sempre; perché si deve pur dire male, e poi perché quanno ce vò, ce vò. Però guai se lo fanno gli altri, in particolare se sono stranieri. Allora ci offendiamo subito, si risentiamo. Nessuno - replichiamo ai denigratori - si deve permettere di dire male di Roma.
Ora lei  ci va giù pesante. Ed io dovrei risponderle, come suggeritomi, "pensi un po' ai fatti suoi e si guardi in casa, ovvero Istanbul". Obiettivamente però ha ragione da vendere e questo per me, per tutti quei cittadini che amano Roma dal profondo del cuore, è una stilettata che lascia il segno. Nel rispondere alla sua missiva, ci sia permesso di partire dal penultimo punto a cui lei fa cenno: al nuovo complesso che ingabbia l'Ara Pacis. Senza fare giri di parole, diciamo subito che a noi non piace. Tanto di cappello all'insigne architetto americano, ma la struttura che copre il monumento  per rubare una battuta tanto cara ad Antonio Di Pietro con l'intera area monumentale
che c'azzecca? Il capannone, tipo supermarket, probabilmente avrebbe fatto la sua bella figura in un'altra zona di Roma, magari all'Eur, ma non in quel punto. Maggiormente perché il bianco accecante di alcune pareti dell'edificio e il travertino in bugnato mal si conciliano con le chiese  di San Girolamo degli Illirici e di San Rocco (la seconda delle quali ormai completamente soffocata), con il mausoleo ad Augusto e con i palazzi che si affacciano sulla piazza omonima. Forse sarebbe stato meglio con miliardi che si sono spesi in questi anni per i lavori dell'edificio Meyer, restaurare tante opere che hanno urgente bisogno di un monitoraggio. I nostri amministratori, purtroppo, siano essi di sinistra o di destra, guardano invece più all'apparenza. Dovrebbero girare per Roma a piedi e verificare in che stato è ridotta questa città, ormai a livello di terzo mondo. Basti passare per il centro storico (via Condotti ne è un esempio), a qualsiasi ora. E' come un pugno in faccia: ciascuno è libero di fare il proprio comodo: poveraglia, zingari, abusivi, musicastri, stracciaroli, contraffattori di merce, porchettari, chiromanti, caldarostari, bancarellari, manifestanti; e chi più ne ha, più ne metta. Dire che Roma sia diventata un bazar a cielo aperto è riduttivo. E' un immenso e maleodorante suk che ha come punti di riferimento precisi piazza di Spagna, il Pantheon, piazza Navona e adiacenze, Trastevere, Campo de' Fiori, piazza del Popolo.Torno a ripetere che lei, signor Mehmet, ha ragione da vendere nel paragone tra Roma ed Istanbul. In quest' ultima città noi ci rechiamo spesso e dobbiamo riconoscere che è una sorpresa nel vedere come migliori di anno in anno. A parte lo smog e la fatiscenza di moltissimi suoi quartieri, quello che più colpisce è constatare come si possa tenere pulita una megalopoli di 16 milioni di abitanti, come la gente che vi abita ci tenga a conservarla così, come il bazar in senso lato sia tale solo nelle zone del Gran Bazar e del bazar egiziano, come nelle zone eleganti di Nisantasi, di Maçka o di Yildiz nessuno si permette di ambulare con paccottiglie o roba da mangiare, come non ci siano gazebo sporchi ed architettonicamente osceni nelle piazze, come le strade siano ad uso e consumo dei pedoni e non dei ristoratori, come in ogni palazzo sia esposta la bandiera turca mentre a Roma l'unica bandiera visibile è quella di migliaia di graffiti sui muri. Vorremmo aggiungere ancora dell'altro ma sarebbe infierire troppo. Passiamo oltre anche sullo stato di abbandono delle Terme di Caracalla che non fa più effetto. Copriamole, queste Terme, con un velo pietoso. Così tutto il resto. Una cortesia però, caro signor Mehmet: non ci scriva più. Eviterà di infliggerci un ulteriore ferita.
____________________________
Ps: a proposito dell'Ara Pacis, ecco cosa scrive il <Corriere della Sera> nell'edizione del 3 maggio scorso a firma del collega Paolo Brogi: "Bianco, bianchissimo, anzi sporco. La <teca> dell'Ara Pacis, a pochi giorni dalla sua apertura, mostra già vistosi segni di degrado. Il bianco immacolato e abbacinante delle strutture, così caro all'architetto Richard Meyer, evidenzia macchie, scalfitture, segni di sporco e perfino, soprattutto nel piazzale esterno d'ingresso, parapetti ex canditi trasformati in una collezione visiva e imbarazzante di impronte di scarpe e quant'altro. Su una colonna esterna infine, proprio di fronte all'ingresso, una mano ha vergato a pennarello : "Bojata". Con la j, come si usava una volta. Forse una mano di anziano, diversa da quelle più giovani che invece si sono limitare a segnalare sulla recinzione esterna in via Tomacelli pareri pro o contro, già segnalati nei giorni scorsi".
Peggio stanno le grandi colonne bianche all'interno, le tre del vestibolo e le quattro più alte intorno all'Ara: le prime, precedute da un vano tutto già scrostato di fronte al bookshop, mostrano segni neri in basso e a metà altezza (una, di fronte al pannello esplicativo, serve da appoggio ai lettori con le conseguenze del caso). Le altre quattro colonne, magniloquenti e massicce, ospitano non solo macchie e segni, ma anche scalfitture profonde.
Ma non è solo il bianco a mostrare le sue ferite, anche il travertino interno che accompagna cartongessi et similia fa già cilecca: nel pavimento, proprio sotto l'involucro dell'Ara Pacis un vistoso pezzo di marmo, all'altezza dell'angolo superiore sinistro della costruzione, giace distaccato dall'impiantito e appoggiato sopra per coprire il buco. Poi, sempre a livello del avimento, lato largo Augusto Imperatore, ecco tre estintori rossi stazionanti liberamente nell'impiantito. Sembrano appena abbandonati lì da qualcuno....
"
Ci fermiamo qui. (Turchia Oggi)
04.05.2006

I PRIMI ARRIVI TURCHI

 

Scoperte tracce di popolazioni giunte nel 1000 a. C nell'est anatolico e nel Caucaso.

Archaeological and cultural findings on the first traces of Turkic peoples in eastern Anatolia and the Caucasus unearthed during the course of the Eastern Anatolia Region Field Survey (Dyap) will be published in an atlas.
Work is currently being carried out under the supervision of Alpaslan Ceylan, a lecturer at Atatürk University in Erzurum, under the auspices of the State Planning Organization (Dpt). "We have unearthed many important cultural and archaeological findings of Turkic peoples in eastern Anatolia in our 10 years of painstaking study. We will exhibit these in the 'Eastern Anatolia Atlas,' which is due for publication in the next few months," said Ceylan.    
Ceylan told the Anatolia news agency that Turkic peoples came to Anatolia even earlier than some sources would lead people to believe. "Assyrian, Urartian and Persian documents indicate that the Turks came to Anatolia around 1000 B.C. However, scientific publications have speculated that the arrival of Turkic peoples in Anatolia dates back even further. Our project, which is first of its kind in this field, has unveiled many significant cultural and archaeological findings regarding their arrival in Anatolia," Ceylan claimed. (Turkish Daily News)
04.05.2006

 

Al di là della notizia di un viaggio in bicicletta ad Istanbul, che riportiamo volentieri, noi di <Turchia Oggi> sappiamo molto poco dell'organizzazione <Aifo>. Ma forse è giunto il momento di documentarsi....

IN BICICLETTA
PER SOSTENERE
L'<AIFO>

Progetto_Aifo

 

Marco Cessellon, Marco Di Sibbio e Antonio Palazzo, cicloamatori, percorreranno il prossimo agosto 1500 chilometri, partendo da Roma con meta finale Istanbul.

Progetto_AifoMarco Cesselon, Marco Di Sibbio e Antonio Palazzo, cicloamatori, percorreranno il prossimo agosto 1500 chilometri in bicicletta, partendo da Roma e attraversando 6 Paesi per giungere ad Istanbul in 21 giorni. "Abbiamo scelto di viaggiare in bicicletta - affermano gli autori dell'iniziativa - partendo da Roma e attraversando i Balcani, per giungere alle porte dell'Oriente. Abbiamo deciso di appropriarci della lentezza di questo mezzo di trasporto per poter vivere e comprendere in modo inusuale, e forse antico, quanto ci circonda. Vedere la distanza che ci separa dalla meta non come un limite ma come un'opportunità che ci permette di effettuare quello che un tempo si chiamava un viaggio".
L'iniziativa dei tre ciclisti servirà a sostenere il progetto <Aifo> per l'infanzia delle Isole Comore. La raccolta di fondi, a cui è stato dato il nome 1 km = 1 euro, sarà condotta facendo corrispondere simbolicamente a ciascun chilometro percorso un valore minimo di un euro che potrà essere donato all'<Aifo>, fino a giungere alla quota di 1500 euro per il sostegno delle attività del progetto.
Il Progetto <Aifo> per l'infanzia delle Isole Comore è iniziato nel 1992, quando l'<Aifo> ha contribuito alla costruzione della scuola "Olmina Piantino" nell'isola di Anjouan. Dal 1995 è iniziata l'azione di sostegno alimentare nelle otto scuole dei villaggi, con la quale si garantisce l'apporto giornaliero di 100 grammi di riso, 25 di zucchero e 30 di latte. Oltre a questo, si forniscono: materiale didattico, divise scolastiche e attrezzature didattiche. Si promuovono anche azioni di medicina scolastica preventiva. Il processo educativo integra le attività sanitarie sviluppate da <Aifo> nel distretto, che hanno come obiettivo la riduzione della mortalità infantile dovuta alle principali malattie presenti nell'area (malaria, infezioni respiratorie acute, diarrea).
Per informazioni sull'iniziativa 1 km = 1 euro e sul viaggio in bici Roma-Istanbul si può scrivere a solounfattorementale@tiscali.it oppure visita il sito www.solounfattorementale.it
Per ulteriori informazioni sul Progetto Aifo Comore: <Aifo> - Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau - tel. 051 4393211, email redazione@aifo.it.

PROGETTO AIFO

Intervento a favore dell'infanzia nell'isola di Anjouan (Comore - Africa)

OBIETTIVO GENERALE:                               

Migliorare la qualità di vita della popolazione del distretto di Pomoni promuovendo l'educazione scolastica.  

OBIETTIVO SPECIFICO:

Garantire l'educazione scolastica, nei tempi di scolarità previsti, per i bambini presenti in otto villaggi del distretto di Pomoni, attraverso il sostegno ad altrettante scuole (elementari e/o medie).
GESTIONE DEL PROGETTO:
Divisione Progetti AIFO - Bologna
RESPONSABILE  DEL PROGETTO: 
Dott. Saverio Grillone (gestione diretta delle attività in loco)

ATTIVITA': 

L'intervento è iniziato nel 1992 quando l'AIFO ha contribuito alla costruzione della scuola "Olmina Piantino" nell'isola di Anjouan. Dal 1995 è iniziata l'azione di sostegno alimentare nelle otto scuole dei villaggi (si garantisce l'apporto giornaliero di 100 grammi di riso, 25 di zucchero e 30 di latte). Oltre a questo, si forniscono: materiale didattico, divise scolastiche e attrezzature didattiche. Si promuovono anche azioni di medicina scolastica preventiva. Il processo educativo integra le attività sanitarie sviluppate da AIFO nel distretto, che hanno come obiettivo la riduzione della mortalità infantile dovuta alle principali malattie presenti nell'area (malaria, infezioni respiratorie acute, diarrea).

IMPEGNO AIFO PER IL 2006: 15.000,00 EURO
Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau
Via Borselli, 4-6 · 40135 Bologna
Tel. 051 4393211 · fax 051 434046 · www.aifo.it
c.c.p. n. 7484 
c/c bancario 505050 · CIN Z ABI 5018 CAB 12100 · Banca Popolare Etica - Padova 
Per donazione con Carta di Credito telefonare al Numero Verde AIFO 800 55 0303

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Il vero viaggio dello scoprire non consiste nel vedere paesaggi nuovi ma nell'avere nuovi occhi
Marcel Proust

Roma, aprile 2006

OGGETTO: "1 Km - 1 Euro" per sostenere i bambini delle Isole Comore - Africa

Cara Amica, caro Amico,
siamo un gruppo di amici di Roma con una grande passione per le due ruote, e quest'estate vogliamo realizzare un sogno che da tanto tempo coltiviamo: andare dalla nostra capitale ad Istanbul, Turchia, in bicicletta. Un viaggio di 1500 km che in tre settimane ci farà attraversare i Balcani, un angolo del nostro pianeta da sempre crocevia di culture e religioni diverse, che è stato martoriato da una sanguinosa guerra scatenata da pretesti etnico - religiosi. Una idea che forse da qualcuno sarà ritenuta un po' folle in questo mondo che va sempre più in fretta, ma abbiamo deciso di appropriarci della lentezza di questo bellissimo - e faticoso - mezzo di trasporto per poter vivere e comprendere in modo inusuale, e forse antico, quanto ci circonda.
Abbiamo pensato che questo viaggio potrebbe rappresentare anche la preziosa opportunità di sostenere un'iniziativa di solidarietà legata all'AIFO - Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau (http://www.aifo.it), organizzazione per la cooperazione internazionale dal 1961 attiva nel Sud del mondo con i suoi volontari nella lotta contro la lebbra, malattia tuttora esistente in molti Paesi, e contro tutte le lebbre, cioè contro le forme più estreme di ingiustizia ed emarginazione. In modo particolare, vorremmo sostenere un progetto a favore dell'infanzia disagiata nelle Isole Comore - Africa (in allegato la scheda del Progetto), perché crediamo che sia urgente mobilitarsi a favore dei bambini che soffrono e necessario "restituire l'infanzia" loro per vivere in un mondo migliore: sosterremo in questo modo 8 scuole dei villaggi delle Isole, integrando le importanti attività sanitarie sviluppate sempre dall'AIFO nella zona. Un modo per rafforzare ancora di più il senso della nostra impresa. In questi giorni ci stiamo allenando duramente per essere in forma per la partenza e riuscire ad affrontare il lungo viaggio e, nello stesso tempo, stiamo cercando di diffondere il più possibile questo progetto anche tramite radio e giornali.
Ed è proprio per questo che ci rivolgiamo a lei con una richiesta di sostegno a favore del progetto, cui vogliamo arrivare a destinare una somma significativa, tramite l'iniziativa 1 km 1 euro, che qui le proponiamo: a ciascun chilometro percorso corrisponderà simbolicamente un valore minimo di un euro che sarà donato da lei all'AIFO!
Le chiediamo pertanto la sua preziosa adesione a questa iniziativa di sport e di solidarietà anche parlando del nostro viaggio e coinvolgendo persone disponibili a legarsi a tale iniziativa e quindi all'AIFO: il "passaparola" è importantissimo! Se desidera avere più informazioni sulla nostra "impresa" visiti il sito www.solounfattorementale.it. La ringrazio per la Sua cortese attenzione e Le mando un cordiale saluto.
Antonio Palazzo
Iniziativa "Solo un fattore mentale"

Tel 380 50 23 749
e-mail: solounfattorementale@tiscali.it
Per informazioni sul progetto AIFO contattare:
Flavio Cimini - AIFO - Ufficio di Roma
Via Ostiense 60/D 00154 Roma
tel-fax 06 5745699
aiforoma@tiscali.it
 

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04.05.2006

LA PORTA DELL'EST, DOGUBEYAZIT

Agri's_Dogubeyazit_district

Il distretto sta cercando - dopo la crisi provocata dall'influenza aviaria - di migliorare l'immagine utilizzando le sue meraviglie storico-naturali.

Ağrı's Doğubeyazıt district, which was in the news earlier this year due to an outbreak of bird flu, has been trying to improve its image by capitalizing on its historical and natural wonders in an effort to replace visions of the deadly epidemic.
Doğubeyazıt is on the Turkey-Iran border and is known as Turkey's gateway to the East.
Doğubeyazıt has been under the rule of a number of civilizations including Roman and Byzantine, providing the district with a colorful past. Blessed with historical and natural wonders, some of which are Mt. Ararat, İshakpaşa Palace, the mythical Noah's Ark and the Meteor Crater, Doğubeyazıt has great potential for tourism and hosts thousands of domestic and foreign tourists every year. This year, however, it has a less bright tourist season beginning because of the bird flu that marred the image of the region.
Local administrator Rauf Ulusoy, in a statement to an Anatolia news agency reporter, said that Doğubeyazıt, which is known as the place where the sun rises over Turkey, hosted 60,000 domestic and foreign tourists in 2005. Ulusoy also stressed that he wanted the district to be remembered for its tourism facilities and beauty rather than for the deadly bird flu.
Ulusoy pointed out the importance of advertising in the promotion of tourism and noted that through the support of the Culture and Tourism Ministry they have devised projects to promote the region among a wider range of people.
Saying that tourist agents have, unfortunately, canceled reservations because of the bird flu outbreak, Ulusoy noted that it was unnecessary since there is no longer any sign of the disease in the region as a result of their efforts to fight the epidemic and to prevent it from spreading.
"We worked day and night to eliminate this problem from our district, and we achieved it in the end. With the support of the tourist agents in our district, I hope and believe many tourists will visit Doğubeyazıt because tourism is one of the sources of income for our people. The tourists who come to our district keep asking us questions about bird flu. There isn't any bird flu problem here. Tourists can visit Doğubeyazıt without any worries," said Ulusoy.
Ulusoy mentioned the natural and historic beauties of Doğubeyazıt and emphasized Noah's Ark, which always catches the special attention of archeologists.
Noah's Ark is a kind of a natural monument that sits between the Telçeker and Üzengili villages of Doğubeyazıt. It is a giant imprint in the shape of an ark. Due to this resemblance, it is claimed that this is the final resting place of the same Noah's Ark that survived the great biblical flood. It is a protected site and is visited by thousands of tourists every year.
Ulusoy noted that the region where Noah's Ark sits is 25 kilometers from the center of the district and has attracted the attention of both Turkish and foreign ark experts. "This year a committee including researchers from Turkey, Europe and the United States will conduct research on Noah's Ark. In work that was carried out last year, it became certain that Noah's Ark was here. The research will be more intense this year," said Ulusoy, adding that some villagers found seashells in the region, perhaps offering evidence that the region was once under water. He also said they were planning to build a 10-by-5-meter replica of Noah's Ark, minus the animals.
There are many other historical and natural beauties in Doğubeyazıt:
--- Mt. Ararat is in the northeast corner of Doğubeyazıt and is the highest peak not only in Turkey but also in Europe, with its 5,165-meter summit. It is a volcano that has been described in lyrics, legends and myths.
--- İshakpaşa Palace was built by İshak Paşa and has approximately 360 rooms. It is significant in that it is reminiscent of the type of palaces built in the Ottoman era. It is said that the palace, which has traces of the Persian, Seljuk and Ottoman civilizations, was built in 99 years
 --- The meteor crater is east of Doğubeyazıt and is the result of a meteor crash in 1892. It is the second biggest such crater in the world at a width of 35 meters and depth of 60 meters.
--- The Ice Cave is in the form of a natural monument, 7-8 meters below ground and 100 meters long and 50 meters wide. The most interesting feature of the cave is that it is hot in the winter and cold in the summer
 --- The Garden of the Monk is a huge garden near İshakpaşa Palace. It is claimed that the beautiful garden was the setting for the Anatolian folk tale of Kerem and Aslı, a story that is believed to have taken place in the 16th century. The tale is a well-known love story that has survived for centuries. (Turkish Daily News)
04.05.2006

ELETTA LA NUOVA MISS TURCHIA

Miss_Turchia

Ha diciotto anni, è una studentessa ed è - oltre che bella - anche simpatica.

Eighteen-year-old college student Merve Büyüksaraç was chosen Turkey's most beautiful woman at the Miss Turkey pageant held at the Türker İnanoğlu Show Center.
Büyüksaraç, who won first place from among the 20 hopefuls, will be representing Turkey in the Miss World beauty pageant to be held in Poland later this year.
Ceyla Kirazlı, who was named first runner-up at Miss Turkey 2006, will represent Turkey at Miss Universe while the second runner up, Selma Örük, will be a contestant at Miss Europe.
During the show, which was aired live on Star TV, a film on the history of the Miss Turkey pageant, which has been held since 1932, was also shown.
The 2006 Miss World final will be broadcast live from Warsaw on Sept. 30. The event's organizers say it will be the most interactive Miss World ever, since a combination of star judges and a worldwide vote will decide who is crowned the 56th Miss World.
Unnur Birna Vilhjálmsdóttir from Iceland was named last year's Miss World at the pageant, held in China. (Turkish Daily News)
04.05.2006

 

FESTIVAL DELLA PRIMAVERA ROCK

Festival_del_rock

Vedrà esibirsi ad Ankara gruppi dilettanti e professionisti. Alcune band.

Universities in Ankara are preparing to bring in spring in raucous style with rock festivals that will feature famous amateur and professional rock groups and artists. 
Bands like Gestapo, Echoes, Repeat, Yüksek Sadakat, Kürdan, Cortex, Kul, Gölge Lekesi and Well Behaved will be performing at Başkent University on May 12-13. Rhythm N'Beat, Horizon, Echoes, Gulyabani and Rocky IV will take to the stage at the Middle East Technical University (ODTÜ) on Wednesday; and there will be Crimson, Sobe, Origam, Rockout and Kingus Blues Band on Thursday; Nükleer Başlıklı Kız, Hair, Elektrik Red, Hard Luck, Blue Velvet and Diskodisko on Friday; and Defo, about:blank, Kül, Melatonin and Magick on Saturday. 
Ankara University will be holding its activities between May 11 and 14 on its Tandoğan campus, while Gazi University's festivities will take place May 8-12. Amateur groups as well as Manga will be playing on May 9, and Gece Yolcuları will perform on May 12. 
The spring festival at the Tobb Economics and Technology University is still ongoing. The bands Hair, Echoes, Blue Velvet, Ara, Bahadır and Duman performed on Monday, while Osiris, Paradox, Melatonin, Ara, Dosage and Aylin Aslım are scheduled for today. Kehanet, Diriliş, Ara, Şeytan Tüyü and Demir Demirkan will make their contributions to the festival. (Turkish Daily News)
04.05.2006


LA DELUSIONE DEL "DOTTORE" AD ISTANBUL
Delusione_di_valentino_Rossi_in_Turchia

Il quarto posto non ha certo potuto soddisfare Valentino Rossi che ora spera in un pronto riscatto. La macchina però non va troppo bene.

Valentino Rossi domenica 30 aprile ha rimediato sul circuito di Istanbul - vinto fa Marco Melandri - un quarto posto che non soddisfa: "Sulla Yamaha restano tanti problemi". Il campione del mondo, dopo il successo in Qatar, ha dovuto scontare un altro weekend difficile in Turchia. Partito dall'undicesima posizione in griglia, Rossi ha poi rimontato fino a giungere ai piedi del podio, ma quanta fatica e quanta polvere ha dovuto mangiare da avversari più giovani, come Melandri, vincitore per il secondo anno consecutivo a Istanbul Park, e i giovanissimi "rookies" Stoner e Pedrosa.
"Entro la fine del primo giro avevo recuperato, ma nel secondo ho commesso un errore in frenata, perdendo tre secondi e la possibilità di fare il podio - ha spiegato Vale a fine gara - Abbiamo avuto parecchi problemi nel fine settimana, sia sull'asciutto che su pista bagnata, ma li abbiamo in parte risolti prima della gara. Alla fine andavo forte, avrei potuto lottare per vincere se fossi stato lì davanti, ma la moto non va bene. I problemi restano e ce li stiamo trascinando dietro dalla prima gara a Jerez. Andiamo meglio quando le gomme finiscono, è la prima volta nella storia che una moto si comporta così".
Il Mondiale comunque è ancora lungo, siamo solo alla terza gara e Rossi è quinto con 40 punti, solo 12 in meno di Nicky Hayden. Le possibilità di ripetersi sono alte, ma gli avversari sembrano diventati tanti.
"Sarà interessante vedere quanti progressi potremo fare nei prossimi test  perché il Mondiale è lungo e la cosa più importante in questo momento non è dove siamo in classifica, o quanti punti di distacco abbiamo dal leader, la nostro priorità adesso è far rendere la moto come sappiamo è in grado di fare - ha  aggiunto Rossi - Questo campionato è molto duro e quando hai un problema non perdi una o due posizioni, ne perdi dieci. Al momento potrei dire che i primi sette possono lottare per il titolo, ma di strada da fare ce n'è ancora parecchia". (Datasport.it)
04.05.2006

CHAMPIONS LEAGUE:
PROGETTO
DI ALLARGAMENTO

Champion_League

24 squadre per gli uomini, 16 per le donne. Un anno di test. Le modalità dei sorteggi che si terranno a Vienna il 24 giugno prossimo. Il candidato Turchia.

Nel corso dell'ultima riunione del Comitato Esecutivo della Cev sono state valutate diverse soluzioni. In particolare è stato introdotto un nuovo sistema di ranking valido per la stagione 2007-08, ed è stato avallato il progetto di un allargamento, per un anno di test, della Champions League a 24 squadre per gli uomini e a 16 per le donne, quindi sono state preparate le modalità dei sorteggi che si terranno il 24 giugno a Vienna per le coppe 2006-07.
In chiave internazionale la Federazione italiana si è ufficialmente candidata per il campionato Europeo juniores femminile del 2009, mentre per quello seniores femminile sono in lizza Italia, Polonia e Turchia. Per l`Europeo 2009 maschile l'nico Paese candidato è la Turchia. (yahoo.sport)
04.05.2006

 

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