Arretrati 

Anno 7° N.13

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BUONA PASQUA

Buona_Pasqua

Gli auguri di <Turchia Oggi> a quanti credono e a quanti non credono nella speranza che il mondo possa trovare un po' di serenità e di pace. 

Cari amici di <Turchia Oggi>, Buona Pasqua. Tanti auguri a quanti credono in questa giornata della Resurrezione e tanti auguri a quanti non credono. Sono trascorsi più di duemila anni da quel giorno ma - a quanto pare - il mondo non è affatto cambiato ed il sacrificio del figlio di Dio è servito a ben poco. Sono così numerosi  i fatti di sangue, le crudeltà, le uccisioni e le miserie quotidiane riportati dalla stampa che ormai non ci si fa neppure più caso. Tanto che  risultano parole al vento anche quelle del Pontefice che - nonostante si affanni a predicare la pace, l'amore verso il prossimo e la carità - non riesce a far breccia nei cuori di chi vuole ad ogni costo guerre, morte e distruzione. E badate, non ci riferiamo solo ai terroristi che - ovunque si trovino ad operare -  portano avanti una loro calcolata strategia; non ci riferiamo solo all'Iran che tra tre anni potrebbe avere l'atomica e disporne nel peggiore dei modi; ci riferiamo anche a chi dovrebbe risolvere certi problemi diversamente e non certo preparando di nascosto attacchi nucleari pur di avere ragione. La speranza è che oltre Atlantico qualcuno - più saggio - riesca a far comprendere al Capo della Casa Bianca che altri sono i modi per ottenere quello che si vuole. Bush ha già commesso un errore, invadendo un Paese - l'Iraq - con la scusa che Saddam Hussein aveva armi di distruzione di massa. Non era affatto vero ed ora il presidente rischia addirittura un impeachement nell'affaire del <Ciagate>. Le conseguenze della guerra, naturalmente, non le stanno pagando gli Stati Uniti che si trovano migliaia di chilometri lontani dall'Iraq. No, le stanno pagando gli iracheni che ogni giorno muoiono a decine per gli attentati che si susseguono con una escalation devastante, le sta pagando l'Europa per il rincaro continuo del petrolio che ha portato alle stelle i prezzi dei generi primi, le stanno pagando infine anche Paesi, come la Turchia, che hanno la sfortuna di confinare con l'Iraq e che ora si trovano a dover affrontare in maniera drammatica situazioni che diversamente non si sarebbero nemmeno poste.
Immagini_degli_scontri_in_TurchiaPrendiamo per l'appunto il caso della Turchia. Una politica ambigua di Washington ed una addirittura provocatoria di Bruxelles, hanno permesso ai curdi di impossessarsi del Nord Iraq e di mettere praticamente le mani sui giacimenti di greggio. Le avance - limitate dapprima ad una maggiore autonomia del popolo curdo ormai indipendente da Baghdad - sono diventate via via più pressanti tanto che ora addirittura si insiste sulla creazione di un grande Kursistan che inevitabilmente andrebbe a toccare i territori sia della Siria che dell'Iran e della Turchia. In Siria ci sono stati la scorsa estate alcune sommesse duramente represse da Damasco. Incidenti a suo tempo erano scoppiati anche in Iran, ma non se ne seppe più di tanto. L'obiettivo primario rimane però la Turchia. Destabilizzandola con una serie di attentati compiuti dai terroristi del Pkk, i curdi hanno buon gioco nel far prevalere il loro gioco sottile: che poi è quello di provocare le tentazioni dell'esercito turco con un loro pesante intervento e richiamare così l'attenzione del mondo occidentale sulla incapacità di Ankara di rispettare i diritti civili. Solo l' intervento strumentale di 50 parlamentari europei (tra i quali il solito Vittorio Agnoletto) poteva condannare gli incidenti di Diyarbakir - costati la vita purtroppo anche ad alcuni innocenti - quando era evidente che il piano era stato coordinato  a tavolino da quanti agiscono dietro le quinte con la complicità di agenti esterni. Non altrimenti le manifestazioni di Diyarbakir, scaturite durante i funerali dei guerriglieri uccisi durante un conflitto a fuoco con la polizia, si sarebbero fermate lì. Ed invece si sono allargate in più parti della Turchia, dal sud-est anatolico alla stessa Istanbul. E non solo mancati neppure azioni da parte di donne-kamikaze . Gli Usa - e l'Europa in primis - forse non si rendono conto che se dovesse venir meno il fronte turco, sarebbe una debacle per l'intero l'Occidente. Ankara dal canto suo faccia la sua parte. Conceda alle popolazioni curde quei diritti che forse ancora non sono state dati pienamente. Ed in quanto al premier, sarebbe bene che Erdogan pensasse meno ai turbanti,ai foulard e al divieto degli alcolici, e comunque a rivendicazioni di carattere islamico, e un po' più al mantenimento dell'ordine democratico nel Paese. 
Per la correttezza delle informazioni, sugli incidenti in Turchia riportiamo alcune considerazioni di altri analisti che - pur risalenti alla scorsa settimana - sono sempre validissime. Aggiungiamo anche take su i più recenti fatti di cronaca.
(Turchia Oggi)
14.04.2006

TRA OPPOSTE PRESSIONI

Il_premier_turco_Erdogan

 

Opinione pubblica turca ha chiesto al premier Recep Tayyip Erdogan il pugno di ferro contro l'attività del Pkk. L'UE è invece per una soluzione politica.

Gli_effetti_dell'attentato_al_busIl Governo turco è nella morsa di opposte pressioni dopo l'intensa ripresa delle attività del Pkk (Partito dei lavoratori curdi) di Abdullah Ocalan nella Turchia orientale e ad Istanbul: da un lato l'Europa chiede ad Ankara di astenersi nelle sue reazioni da un "uso eccessivo della forza"; dall'altro, l'opinione pubblica e i partiti turchi di opposizione lo accusano di lassismo e chiedono misure più drastiche contro il terrorismo curdo, una richiesta di pugno di ferro riecheggiata con forza durante i funerali di cinque militari ed un poliziotto rimasti uccisi nel corso di attacchi del Pkk alle forze dell'ordine.
Le tensioni, le pressioni e le polemiche hanno preso avvio dai sanguinosi incidenti a Diyarbakir, in occasione dei funerali di 14 membri del Pkk morti nel fine settimana precedente in uno degli scontri con i militari turchi intensificatisi gradualmente dal giugno 2004 quando il Pkk ha sospeso la sua tregua unilaterale dichiarata nel 1999 dopo la cattura di Ocalan in Kenya.
Gli incidenti di Diyarbakir si sono poi estesi nel corso della scorsa settimana anche a Batman ed in altre località della Turchia orientale curdofona ed hanno provocato in totale 12 morti (tra cui 3 ragazzini) e centinaia di feriti, sia tra i manifestanti (161), sia tra le forze dell'ordine (199). Trecento negozi sono stati danneggiati e saccheggiati e circa 500 manifestanti sono stati arrestati.
La_sede_dell'Akp_attaccata_ad_Istanbul_dal_PkkQuesti incidenti hanno avuto un seguito la notte del 2 aprile ad Istanbul dove, per rappresaglia, alcuni membri incappucciati del Tak (Falchi per la libertà del Kurdistan, un gruppo di fuoriusciti del Pkk, che la polizia ritiene una sigla paravento dello stesso Pkk), hanno lanciato bottiglie incendiarie su un autobus cittadino uccidendo tre persone e ferendone altre tre. Esponenti dello stesso Tak hanno fatto esplodere poi una bomba in una sede del partito al Governo Akp di un quartiere popolare di Istanbul, ferendo tre persone. Cinque militari turchi sono stati uccisi su una montagna nei pressi di Sirnak ed un poliziotto è morto in seguito ad un attacco contro un commissariato nella provincia di Bingol.
Il timore di una ripresa in grande stile del terrorismo del Pkk (classificato come terrorista anche dall'UE) è diffuso tra la opinione pubblica turca che teme un ritorno agli anni di piombo turchi, il quindicennio 1984-1999, quando oltre 30 mila persone rimasero uccise. Un timore che rischia di innescare acute tensioni tra la popolazione turca e quella curda dell'est.
La ripresa del terrorismo del Pkk viene imputata al Governo. Il leader del partito Chp (socialdemocratico) di opposizione, Deniz Baykal, ha espressamente accusato il Governo di "lassismo" chiedendo misure più drastiche contro il terrorismo, mentre vari commentatori hanno osservato che la speranza di una democratizzazione del nazionalismo curdo si sta rivelando infondata.
In particolare sotto accusa sono i dirigenti locali del "Partito democratico turco" (Dtp) creato nel 2004, con dichiarazioni moderate, da alcuni ex deputati curdi (tra cui Leyla Zana, liberata dopo 10 anni di galera per complicità con il Pkk) sostituendosi all'auto-dissolto Dehap, sotto accusa "legami organici" con il Pkk e per brogli elettorali.
Durante gli incidenti di Diyarbakir - hanno notato i giornali turchi - i dirigenti del Dtp hanno fatto appelli a resistere alle forze dell'ordine ed a tenere chiusi i negozi.
Il sindaco di Diyarbakir, Osman Baydemir, membro del Dtp, è sotto inchiesta giudiziaria per avere esaltato "il coraggio" dei manifestanti che sfasciavano le vetrine, pur invitandoli apparentemente alla calma. Il segretario del Dtp di Batman, Ayhan Karabulut, si è costituito alla polizia che lo cercava per avere istigato gli scontri. Il capo del Dtp di Osmaniye, Ibrahim Dindar, è stato arrestato per avere nascosto in casa due membri del Pkk che preparavano un attentato. Anche il sindaco di Hakkari, Metin Tekce, è sotto accusa per avere sostenuto che "il Pkk non è un' organizzazione terrorista".
Il giornale <Radikal> ha scritto in un commento che "è difficile fare una distinzione tra Pkk e Dtp, che ne sembra ormai il portavoce, senza nemmeno l'autonomia mostrata dal Dehap", mentre il giornale <Milliyet> ha sottolineato che "il Dtp è ormai il braccio politico del Pkk" e "non può rappresentare i turchi". Vari commentatori non escludono che su queste basi la magistratura possa chiedere lo scioglimento del Dtp, come è avvenuto per tutti i partiti curdi che lo hanno preceduto.
Lo stesso premier turco Recep Tayyip Erdogan, pur confermando che "non vi saranno passi indietro" nel processo di democratizzazione in corso in Turchia orientale promettendo anzi "più diritti e più democrazia", ha affermato che si rifiuterà di avere contatti con il Dtp "fino a quando esso non riconoscerà che il Pkk è un'organizzazione terrorista".
Erdogan ha criticato  i circa 50 parlamentari europei (tra cui gli italiani Vittorio Agnoleto, Fausto Bertinotti, Giulietto Chiesa e Lilli Gruber) che gli hanno scritto una lettera in cui si condanna il Governo turco per gli incidenti di Diyarbakir e Batman. "Quei parlamentari europei avrebbero dovuto assistere agli incidenti prima di scrivere quella lettera", ha affermato. (Lucio Leante/Ansa)
14.04.2006

CAMBIO DI STRATEGIA

Dimostranti_curdi_durante_gli_incidenti

Gli incidenti  dei giorni scorsi in Turchia sembrano dimostrare che il Pkk si sta movendo diversamente da come aveva fatto in passato. I funerali di Diyarbakir una occasione per una prova di forza.

12 morti, centinaia di feriti e di arresti sono il bilancio pesantissimo di una settimana di violenze e scontri che hanno infiammato le città della Turchia orientale. Le violenze si sono poi propagate fino ad Istanbul, dove in due diversi raccapriccianti episodi hanno perso la vita quattro persone. Questo epilogo violento è arrivato al termine di un periodo, la fine di marzo, caratterizzato da diversi e contraddittori sviluppi sul fronte della questione curda.
Vediamo quindi di procedere con ordine.
Il 20 marzo lo Stato Maggiore delle Forze Armate aveva comunicato la sua decisione di non concedere l'autorizzazione a procedere nei confronti del capo di stato maggiore dell'esercito, generale Buyukanit, e di altri ufficiali dell'esercito e della gendarmeria. L'autorizzazione era stata richiesta dal giudice Sarikaya titolare dell'inchiesta sullo scandalo di Semdinli. Il giudice aveva mosso accuse molto gravi nei confronti del generale Buyukanit: di aver cercato di influenzare con le sue dichiarazioni le indagini sui membri della gendarmeria implicati nello scandalo. Buyukanit aveva affermato, parlando di uno degli arrestati: "Lo conosco, abbiamo lavorato insieme in passato, è un bravo ragazzo". Facendo poi riferimento alla testimonianza di un imprenditore di Diyarbakir rilasciate davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sul caso Semdinli, Sarikaya aveva accusato Buyukanit e gli altri ufficiali di avere creato una organizzazione illegale e di aver prodotto falsi documenti, nel periodo in cui il generale prestava servizio a Diyarbakir. Le accuse di Sarikaya avevano scatenato una vera e propria tempesta politica ed avevano creato un forte clima di tensione tra le forze armate e il governo Erdogan. I militari accusavano il giudice di essere uno strumento di un disegno politico volto a discreditare le forze armate. Sibilline erano state le dichiarazioni del capo di Stato Maggiore, generale Ozkok: "Se le Forze Armate si trovassero costrette a difendersi, tutti ne risentirebbero, a cominciare dalla borsa e dal processo di adesione alla UE". Non ha quindi sorpreso nessuno il rifiuto dello Stato Maggiore di concedere l'autorizzazione al giudice Sarikaya. Con il loro comunicato, però, i militari non si limitavano a motivare dal punto di vista giuridico la loro decisione ma provvedevano anche a una delegittimazione dell'operato di Sarikaya invitando "chiunque avesse responsabilità costituzionali a individuare chi si celasse dietro l'operato del giudice".
Un inatteso e riservato incontro tra il premier Recep Tayyip Erdogan ed il generale Buyukanit sanciva poi la raggiunta tregua tra l'esecutivo ed i militari.
Il giorno successivo al comunicato dei militari coincideva con la festa del Newroz, l'occasione nella quale la tradizione curda festeggia l'inizio della primavera. A lungo vietata dalle autorità, in seguito al recente processo riformatore da alcuni anni i curdi sono tornati liberamente a festeggiare questa ricorrenza. Nonostante gli allarmismi della vigilia, anche quest'anno centinaia di migliaia di persone hanno potuto, a parte qualche rara eccezione, festeggiare pacificamente l'evento nelle regioni orientali e nelle metropoli del paese.
Quasi nelle stesse ore, dalle città di Diyarbakir e Urfa, arrivava la notizia che tre televisioni locali avevano cominciato a trasmettere programmi in lingua curda. La possibilità di mandare in onda trasmissioni radio-televisive "in lingue e dialetti usati tradizionalmente dai cittadini turchi nella vita quotidiana" era stata una delle conquiste ottenute dal processo riformatore in chiave europea. Fino a questo momento però solamente la tv di stato <Trt> aveva inserito nei suoi palinsesti una trasmissione quotidiana di 30 minuti nella quale, a rotazione, venivano usate due varianti della lingua curda, zaza e kurmanji, il bosniaco, il circasso e l'arabo. Ostacoli e impedimenti di varia natura avevano impedito la concessione della necessaria autorizzazione alle radio-televisioni private che chiedevano di mandare in onda trasmissioni in lingua curda. Il 17 marzo il Consiglio Superiore per la Radio e la Televisione (Rtuk) aveva concesso l'agognata autorizzazione a due tv di Diyarbakir, <Gun Tv> e <Soz Tv>, ed a una radio di Urfa, <Medya Fm>. Per il momento l'autorizzazione consente un totale di 4 ore di programmazione alla settimana con sottotitoli in turco. Da più parti la decisione del Rtuk alla vigilia del Newroz era stata interpretata come un segnale positivo lanciato dall'establishment alla popolazione curda.
Ad una settimana dalla festa del Newroz, però, la situazione nelle regioni orientali precipitava rapidamente. La scintilla l'aveva fornita la notizia che l'esercito in un operazione nella regione di Bingol/Mus aveva ucciso 14 militanti del Pkk.
I funerali a Diyarbakir di quattro militanti uccisi a Mus sfociavano infatti in guerriglia urbana quando la polizia cercava di impedire con la forza la formazione di un corteo di 1000 persone diretto verso il centro della città.
Per tre giorni migliaia di persone, 3000 secondo i dati della polizia, in gran parte giovani e giovanissimi, innalzavano barricate, incendiavano pneumatici, attaccavano edifici pubblici e si scontravano con la polizia. Le immagini delle forze speciali della polizia con passamontagna e dei convogli militari che affluivano in città richiamavano alla memoria quelle degli anni più bui per la città e la regione, gli anni '90. Nonostante le dichiarazioni del prefetto e degli organi di polizia, "Abbiamo dato l'ordine di non usare armi da fuoco", "Le forze dell'ordine hanno mostrato grande sangue freddo", il bilancio dei tre giorni di scontri era pesantissimo: 7 vittime, tutte civili, compresi due bambini, colpite da proiettili, veri o di plastica, centinaia di arresti e di feriti, decine di negozi semidistrutti. La protesta e gli scontri si erano frattanto rapidamente estesi anche ad altri centri della regione contribuendo ad aggravare il bilancio: un bambino di tre anni ucciso da un proiettile alla gola a Batman e due vittime, sempre per colpi d'arma da fuoco, a Kiziltepe.
L'attentato_di_IstanbulLe violenze poi non risparmiavano nemmeno la lontana Istanbul:  un imbianchino di 50 anni moriva nell'esplosione di una bomba abbandonata in un cestino di rifiuti accanto ad una fermata dell'autobus. L'attentato veniva rivendicato dai fantomatici "Falchi per la Liberazione del Kurdistan" che già in passato avevano rivendicato simili azioni in località turistiche del paese. Tre persone perdevano infine la vita in un altro quartiere popolare di Istanbul, nell'incendio dell'autobus sul quale viaggiavano, colpito dalle bottiglie molotov dei manifestanti.
Di fronte alla gravità della situazione ci sono state le dichiarazioni del Primo Ministro Erdogan: "Invito le madri a controllare i propri figli, altrimenti dopo sarà inutile piangere. Le forze di sicurezza sono pronte a contrastare ogni manifestazione in appoggio ai terroristi, che si tratti di donne o di bambini". Dello stesso tono le parole del ministro dell'Interno Abdulkadir Aksu, che ha commentato gli scontri di Diyarbakir definendoli "un tradimento della patria e della persona umana". Nessun riferimento alle vittime ed alle circostanze in cui sono state uccise. Alle reazioni degli esponenti del Governo ha risposto Ahmet Turk, co-presidente del <Dpt> (Partito della Società Democratica): "Le parole del premier Erdogan non fanno onore al suo ruolo. Non ha detto nemmeno di essere dispiaciuto per la morte di bambini". Il presidente della Associazione dei Diritti umani (Ihd), Alatas, in una conferenza stampa ha condannato l'uso della violenza ed ha definito "disastrosa la prospettiva che essa si possa propagare in tutto il paese" facendo riferimento alle vittime di Istanbul.
Mentre si contano le vittime e si raccolgono i detriti per le strade, si riapre il valzer delle interpretazioni.
Buona parte del mondo politico e delle istituzioni legge gli episodi dei giorni scorsi come il segnale di un cambio di strategia da parte del Pkk. La conferma viene indicata nell'atteggiamento della televisione curda <Roj-Tv> che trasmette dalla Danimarca, accusata di aver diretto ed indirizzato gli scontri, ordinato la serrata dei negozi e invitato i manifestanti a colpire i negozianti reticenti. Al di là dell'effettivo ruolo avuto dalla tv lascia quantomeno perplessi vedere esponenti politici e media attribuire al Governo danese la responsabilità per quanto accade nell'est del Paese. Detto questo, anche ai più appassionati difensori della causa curda appare difficile credere al carattere spontaneo della rivolta, e non intravedere dietro quello che è accaduto la volontà da parte del Pkk di riaffermare la sua autorità e la sua visibilità portando lo scontro dalle montagne, dove è nettamente in difficoltà, ai centri urbani. Già in passato, lo scorso 15 febbraio, attraverso la stampa e i siti internet, l'organizzazione aveva fatto appello alla serrata dei negozi per ricordare l'anniversario della cattura di Ocalan. Un invito andato disatteso. Come ricorda Ahmet Insel su <Radikal>, in quell'occasione attraverso alcuni organi di stampa il Pkk aveva accusato le amministrazioni locali di irresponsabilità. I funerali di Diyarbakir hanno rappresentato quindi per l'organizzazione l'occasione per una prova di forza.
L'esplosione_di_DiyarbakirLe immagini di Diyarbakir hanno poi mostrato, anche a chi ha finora preferito non vedere, la drammatica realtà in cui vive la popolazione, soprattutto giovanile, delle città della Turchia orientale: giovani cresciuti negli anni '90 in clima di guerra e di violenza, altissimi tassi di disoccupazione, disgregazione delle strutture familiari prodotta dalla situazione di emigrazione forzata, assenza di politiche sociali. Un quadro che da solo basterebbe a creare le premesse per esplosioni di violenza come quelle dei giorni scorsi.
Ad essere al centro delle valutazioni c'è poi l'atteggiamento dello Stato, delle istituzioni e delle forze di sicurezza.
Come ha rivelato ancora Ahmet Insel, la base del Pkk attaccata sabato 25 era controllata dai militari da più di un anno, e quindi è legittimo chiedersi perchési sia scelto proprio questo momento per un'azione armata. Una domanda di questo genere porterebbe più lontano, fino ad interrogarsi sulle modalità con cui viene condotta dal punto di vista militare la guerra al Pkk, cosa effettivamente accada nelle operazioni militari al di là degli scarni comunicati ufficiali.
Le dichiarazioni poi delle autorità che lodano l'equilibrio delle forze di sicurezza nel gestire la crisi dei giorni scorsi sono smentite dalla gravità del bilancio delle vittime e dalle modalità in cui sono state uccise. Sono pochissime però le voci che si levano per chiedere di fare chiarezza su questo punto. Tra esse quella dell'ex presidente dell'associazione dei diritti umani, Ondul, per il quale "è necessaria un'inchiesta su chi abbia dato l'ordine di sparare e su chi lo abbia concretamente applicato". In generale sembra passare l'atteggiamento per cui l'epilogo drammatico di manifestazioni come quelle dei giorni scorsi abbia qualcosa di inevitabile e naturale.
L'unico elemento certo è il fatto che le violenze degli ultimi giorni corrono seriamente il rischio di produrre un unico effetto, quello di ridurre di nuovo la questione curda ad un problema di ordine pubblico da lasciare alle forze di sicurezza. Una soluzione che farebbe la gioia di quanti, su entrambi i fronti, vorrebbero che la tensione continuasse a rimanere molto alta nella regione, magari tornando ad applicare lo stato d'eccezione, abolito nel 2002. In questo senso non è certo incoraggiante la notizia che il governo starebbe per mettere mano alla Legge Antiterrorismo nel senso di un suo inasprimento, assecondando pressioni in tal senso che giungono da diversi ambienti.
Sembrano quindi salutari gli appelli che da più parti giungono perché sia la politica e non la violenza a prendere la parola dando vita ad una vera e propria campagna di mobilitazione nazionale per affrontare la questione curda in tutta la sua complessità. Tra i molteplici elementi che al momento rendono però più difficile questo ritorno al primato della politica, due sembrano essere i più rilevanti:
il primo riguarda lo spazio di manovra effettivo di cui è in possesso il Governo Erdogan: la recente crisi con i militari sul caso Semdinli ha mostrato ancora una volta la tragica contraddizione nella quale è avvinghiato il partito Akp: da una parte chiamato a ridisegnare gli equilibri di potere tradizionali della politica turca e dall'altra, per la sua matrice islamica, costantemente a rischio di vedersi delegittimato con l'accusa di attentare alla laicità della repubblica.
Il secondo riguarda il ruolo e lo spazio che il sistema è disposto ad accordare ai rappresentanti politici curdi. In questo senso la decisione di aprire un'inchiesta sul sindaco di Diyarbakir, Baydemir, accusato di aver fraternizzato con i rivoltosi, e le rivelazioni del presidente del Dtp, Ahmet Turk: "Noi siamo pronti al dialogo ma ho chiesto dieci volte un appuntamento al ministro degli interni e non l'ho avuto, l'ho chiesto al Primo Ministro e non me l'ha dato" - per il momento non sembrano autorizzare l'ottimismo. (Fabio Salomoni/www.osservatoriobalcani.org/article/articleview/5496/1/51)
14.04.2006

IL PROPRIO DOVERE

Il_generale_turco_Hilmi_Ozkok

Così ha detto il gen. Hilmi Ozkok, in visita a Diyarbakir dopo i recenti incidenti, a proposito delle Forze Armate turche.

Le Forze Armate turche amano i cittadini turchi e intendono proteggerli al pari degli altri cittadini turchi. Lo ha affermato il Capo di Stato maggiore delle Forze Armate turche, generale Hilmi Ozkok, in una sua eccezionale visita nella regione del sud-est anatolico a maggioranza curdofona.
"Noi amiamo tutti i cittadini di questa regione. Siamo le Forze Armate dell'intera Nazione. E serviamo l'intera nazione", ha dichiarato il numero uno dei militari turchi a Diyarbakir.
Diyarbakir e diverse altre località della regione sud-orientale sono state teatro recentemente di sanguinosi scontri tra le forze dell'ordine e dimostranti filo-Pkk che hanno provocato 15 morti e centinaia di feriti.
Ozkok ha affermato che i dimostranti non rappresentavano le reali opinioni della gente e li ha accusati di avere usato deliberatamente i bambini nelle manifestazioni per guadagnare consensi ed imbarazzare le forze dell'ordine.
"Le Forze Armate turche stanno facendo il loro lavoro", ha soggiunto a tale proposito Ozkok. (Ansa)
14.04.2006

UN MOMENTO PARTICOLARMENTE DIFFICILE

SCONTRO A FUOCO CON 14 MORTI (12 DEL PKK e 2 MILITARI)

Dodici militanti del Pkk, tra cui due donne, e due militari turchi sono rimasti uccisi in uno scontro a fuoco a Sirnak. Nel corso di un'operazione militare, i soldati hanno circondato il gruppo di terroristi dell'organizzazione separatista armata curda Pkk che il 4 aprile scorso avevano ucciso 5 soldati sulla montagna di Gabar nella stessa provincia di Sirnak. Ne è seguito il conflitto a fuoco con vittime da ambo le parti. (Ansa)

DUE SOLDATI MUOIONO NELLO SCOPPIO DI UNA MINA

Due soldati turchi sono stati uccisi ed altri due sono rimasti feriti nell'esplosione di una mina nel sudest della Turchia. Lo riferiscono le autorita' locali che attribuiscono la responsabilità dell'attentato ai separatisti curdi del Pkk. (Adnkronos-Dpa)

ATTENTATO CONTRO UNA MOSCHEA AD ORDU

Attentato nella madrassa di una moschea nella cittadina di Ordu, sulla costa del Mar Nero, in Turchia. Una persona è rimasta uccisa, molto probabilmente una attentatrice suicida,e altre tre ferite. L'esplosione e' avvenuta nei bagni della scuola femminile. Le forze dell'ordine hanno scoperto un secondo ordigno non ancora esploso nel giardino della moschea. (Adnkronos-Dpa)

ESPLOSIONE A DIYARBAKIR, TRE FERITI

Una bomba è esplosa a Diyarbakir, capoluogo della regione orientale curda della Turchia, ferendo tre persone. Lo hanno reso noto le reti televisive turche aggiungendo che la polizia attribuisce l'esplosione ad un attentato del Pkk. I feriti sono il conducente ed un passeggero di un piccolo autobus municipale ed un passante. (Ticin@nline)

LA PROTESTA DI DUE SOLDATI
E' terminata senza spargimenti di sangue una breve presa di ostaggi nel pieno centro di Istanbul dove due giovani militari assenti ingiustificati da una caserma di Egirdir ed armati di pistole ad aria compressa, avevano sequestrato per alcuni minuti un impiegato e un cliente all'interno di un fast food della catena <Burger King> prima di arrendersi alla polizia che aveva circondato il locale.
Di età fra i 20 e i 25 anni, vestiti con la stessa t-shirt con la scritta "Turchia" ed i colori della bandiera turca, i due hanno poi dichiarato di "aver compiuto quel gesto in segno di protesta per quanto è accaduto nel sud-est del Paese negli ultimi giorni, facendo riferimento agli scontri tra miliziani curdi e forze di sicurezza e lamentando che non sia stato fatto nulla per proteggere i soldati uccisi".

ARRESTATI 11 MILITANTI DEL PKK

La polizia turca ha arrestato ad Istanbul 11 militanti del Partito dei lavoratori curdi (Pkk) con l'accusa di aver pianificato un attentato terroristico. Lo riferisce l'agenzia stampa <Anatolia>, precisando che le forze dell'ordine hanno sequestrato materiale esplosivo e tutto il necessario per fabbricare un ordigno. (Adnkronos-Xin)

FORZE DI SICUREZZA UCCIDONO SEI RIBELLI

Le forze di sicurezza turche hanno ucciso sei militanti del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk), formazione politica indipendentista clandestina, nel corso di scontri nel sud-est della regione curda . Lo hanno riferitofonti delle stesse forze di sicurezza.
L'uccisione dei sei è solo l'ultimo episodio di una escalation di attacchi, alcuni rivendicati da gruppi legati al Pkk, e dopo la più sanguinosa rivolta civile avvenuta da oltre un decennio nella regione.
Le forze di sicurezza, nel corso di un'operazione con appoggio di elicotteri lanciata tre giorni fa nell'area montuosa di Sirnak, vicino al confine iracheno, hanno ucciso i sei ribelli ieri, hanno detto le fonti. (Reuters)
14.04.2006

 

POLITICA IMMUTATA

L'Ambasciatore_italiano_ad_Ankara_Carlo_Marsili

Lo ha rimarcato, a proposito dell'Italia nei confronti della Turchia, il nostro ambasciatore ad Ankara Carlo Marsili. Nessuna opposizione alla membership nell'UE.

L'ambasciatore d'Italia ad Ankara, Carlo Marsili, ha dichiarato in un'intervista al giornale turco in inglese <Turkish Daily News> che la politica dell'Italia verso la Turchia non cambierà con la vittoria del centrosinistra nelle lezioni politiche che si sono tenute nel nostro Paese.
"Per quanto riguarda la vittoria del signor Prodi, nuovo presidente del Consiglio, posso dire che non vi sarà alcun cambiamento nella nostra politica verso la Turchia", ha dichiarato Marsili con rferimento al fermo appoggio alla richiesta turca di aderire a pieno titolo all'Unione Europea garantito dal Governo presieduto da Silvio Berlusconi.
"Non vi è alcuna opposizione in Italia alla membership della Turchia (nell'UE) e la Turchia è considerata favorevolmente nel Parlamento italiano, con alcune minori eccezioni", ha aggiunto l'ambasciatore.
"Finora l'Europa si è allargata verso l'Europa settentrionale e orientale, un'area di interesse per Paesi come la Francia e la Germania. Il Mediterraneo, un'area di interesse vitale per l'Italia, è stato trascurato. Per l'Italia, la Turchia, che è il più grosso Paese mediterraneo, è l'ultimo anello per chiudere il cerchio dell'UE", ha concluso Marsili. (Ansa)
14.04.2006

IN PREPARAZIONE
NUOVO PACCHETTO
DI RIFORME

Vi sono comprese un più stretto controllo sui bilanci militari, la nomina di un ombudsman per combattere la corruzione ed una legge che protegga i diritti di proprietà delle minoranze religiose.

Il Governo turco presenterà al Parlamento, prima delle vacanze estive, un nuovo pacchetto di riforme sulla via della sua adesione all'unione Europea, che tuttavia non conterrà ancora le misure più spinose per Ankara richieste dall'UE. Lo ha annunciato il ministro egli Esteri turco, Abdullah Gul, respingendo esplicitamente la tesi, diffusa tra le diplomazie europee, che Ankara abbia rallentato il suo impegno europeista da quando ha ottenuto l'inizio formale del negoziato di adesione con l'UE nell'ottobre scorso.
"Noi siamo decisi a continuare il processo di riforme. Non è vero che stiamo andando indietro. Stiamo continuando avanti nella direzione di più democrazia e diritti umani", ha affermato Gul in una conferenza stampa.
Le riforme da lui annunciate comprendono un più stretto controllo sui bilanci militari, la nomina di un ombudsman per combattere la corruzione ed una legge che protegga i diritti di proprietà delle minoranze religiose, ma non comprenderanno per il momento le più urgenti richieste avanzate dall'UE:
Tra queste ultime, la modifica o l'abrogazione dell'articolo 301 del codice penale che punisce le opinioni offensive per le istituzioni e l'identità turca, in base al quale fu accusato lo scrittore Orhan Pamuk (poi prosciolto= e vari giornalisti.
"IN questo momento non prevediamo cambiamenti nell'articolo 301. Ma se sarà necessario, un cambiamento sarà possibile", ha detto Gul.
Assente dalle parole di Gul è stato anche ogni impegno a riaprire il seminario greco-ortodosso di Hebeliada, nei pressi di Istanbul, chiuso da vari decenni e la cui riapertura è stata spesso richiesta dall'UE e dalla Grecia in particolare.
Gul ha poi confermato, invece, che il suo Governo - che l'anno venturo dovrà affrontare nuove elezioni - presenterà per contrastare con più efficacia la ripresa del terrorismo del Pkk in Turchia orientale ed altrove.
"Le esigenze delle forze di sicurezza devono essere adempiute. E' inutile parlare di libertà e democrazia non hanno mezzi sufficienti per combattere contro il terrorismo", ha affermato senza precisare le nuove misure da prendere.
Le forze di sicurezza turche si sono spesso lamentate che le attuali norme vigenti non consentono una efficace lotta al terrorismo ed hanno chiesto tra l'altro un prolungamento dello stato di fermo per i sospetti e meno facili concessioni ella libertà provvisoria da parte dei magistrati. (Ansa)
14.04.2006

VARATA INTANTO QUELLA SUL SISTEMA SOCIALE

Il_Primo_Ministro_turco_Erdogan

Prevede che le tre forme (assicurazioni, Fondo pensionistico e Istituzione dipendenti autonomi) siano raggruppate in Turchia sotto un unico "ombrello".

Il nuovo pacchetto di riforme per il settore della sicurezza sociale della Turchia è pronto e il premier Recep Tayyip Erdogan lo ha presentato all'incontro con i suoi parlamentari, come scrive l'agenzia <Cihan>.
La riforma del sistema prevede che le tre istituzioni che al momento di occupano della sicurezza sociale (Istituzione assicurazioni sociali, Fondo pensionistico e Istituzione dipendenti autonomi), siano raggruppate sotto un unico "ombrello".
Inoltre la riforma prevede che fino a 18 anni tutti i cittadini usufruiscano dell'assistenza sanitaria gratuita presso tutti gli ospedali pubblici e quelli privati convenzionati. (Vita.it)
14.04.2006

AMBASCIATORE AD ANKARA RAPPRESENTANTE SPECIALE PER IL M.O

L'ambasciatore_danese_Christian_Hoppe

Si tratta del danese Christian Hoppe, da cinque anni diplomatico ad Ankara, che assumerà l'incarico nel prossimo settembre.

L'ambasciatore danese in Turchia è stato nominato nuovo rappresentante speciale di Copenaghen in Medio Oriente. A rivelarlo sono stati alcuni funzionari danesi, sottolineando gli sforzi che il Paese sta compiendo per ristabilire la propria immagine nel mondo islamico dopo la contestatissima pubblicazione delle vignette su Maometto.
Christian Hoppe, da cinque anni ambasciatore in Turchia, assumerò il nuovo incarico in settembre: anche se l'annuncio non deve considerarsi direttamente legato alla crisi scoppiata a gennaio si avverte la necessità "di ristabilire la buona reputazione della Danimarca", hanno chiarito i funzionari. (da Adnkronos)
14.04.2006

RINVIATO A GIUDIZIO L'ASSASSINO DI DON SANTORO

Don_Santoro

Depositate le motivazioni dalla Procura di Trabzon nei confronti del sedicenne Ouz Akti. Indagini ancora aperte.

Rischia l'ergastolo il giovanissimo fanatico che il 5 febbraio uccise padre Andrea Santoro a Trebisonda, nella Turchia settentrionale. La televisione <Ntv> ha riferito che il sedicenne Ouz Akti è stato rinviato a giudizio per omicidio premeditato. Il pubblico ministero ha chiesto per il ragazzo anche un anno di carcere per detenzione illegale di armi e una condanna da sei mesi a tre anni per minaccia alla sicurezza pubblica. Il giovane sarà giudicato dal tribunale dei minori che, all'udienza preliminare, dovrà stabilire se processarlo. L'avvocato dell'omicida, Mahya Usta, ha riferito di non aver ancora ricevuto copia del rinvio a giudizio. Non è ancora chiaro cosa abbia spinto Akti a sparare a padre Santoro, 61 anni, subito dopo la messa celebrata nella chiesa di Santa Maria. Testimoni hanno riferito di averlo sentito urlare "Allahu Akbar" (Dio è il più grande) prima che partissero i due colpi che uccisero il missionario. Nei giorni successivi all'omicidio si disse che il ragazzo aveva agito spinto dalla rabbia per le vignette satiriche sul profeta Maometto pubblicate da un giornale danese, per le quali si era levata un'ondata di sdegno in tutto il mondo islamico. Un'altra ipotesi e' invece che il ragazzo abbia agito come killer per conto dei boss che gestiscono il traffico di prostitute-schiave dall'Est e che potrebbero aver punito il prete per l'aiuto dato a molte giovani. (Agi)
14.04.2006

INGEGNERE TURCO UCCISO DAI TALEBANI IN AFGHANISTAN

La vittima lavorava alla <Kolin>, una compagnia specializzata in infrastrutture. Un suo collega era stato assassinato nel febbraio scorso.

Un ingegnere turco, che lavorava ad un progetto per la costruzione di una super-strada tra le due principali città della regione Kandahar ed Herat, in Afghanistan, è stato ucciso dai talebani. La vittima era sotto contratto per la <Kolin>, una compagnia specializzata in infrastrutture con sede ad Ankara. Lo ha reso noto l'ambasciata della Turchia a Kabul, che non ha reso noto note le generalità della vittima.
Della stessa società era dipendente un suo collega e connazionale, morto sempre nella medesima zona lo scorso febbraio insieme ad un tecnico indiano e al loro autista afghano. Anche in quel caso i ribelli fecero scoppiare contro di essi un ordigno occultato sul ciglio della strada. (Agi)
14.04.2006

 

ESPLODE ELICOTTERO MILITARE: 4 MORTI

Resti_dell'elicottero_esploso

La sciagura si è verificata nella zona di Koacaeli al ritorno di alcune manovre. Il velivolo era un <Bell Uh-1 Huey>.

Un elicottero è esploso nel nord-ovest della Turchia, provocando la morte di tutte le quattro persone che erano a bordo. come hanno riferito i media locali. Il velivolo, un <Bell Ih-1 Huey>, è esploso mentre si trovava in volo sopra un impianto industriale nella provincia di Koacaeli, spezzandosi in due. Due operai sono rimasti feriti a terra. l'elicottero era uno dei sette che avevano partecipato a delle manovre nell'area di Istanbul. (Adnkronos-Dpa)
14.04.2006

 

CONDANNATO TURCO CHE UCCISE LA SORELLA

Nove anni e tre mesi inflittigli dal Tribunale di Berlino. Era stato un delitto d'onore che in Germania aveva riacceso il dibattito sull'integrazione degli stranieri.

Nove anni e tre mesi di reclusione a un giovane turco che ha ucciso la sorella, da lui accusata di vivere troppo all'occidentale. La condanna e' stata pronunciata da un Tribunale di Berlino dove Hatin Surucu, 23 anni, era stata freddata a colpi di pistola dal fratello in strada, rea di aver rinnegato il velo islamico e di essere andata a vivere da sola con il suo figlioletto.Il delitto d'onore aveva suscitato sdegno e stupore e riacceso il dibattito sull'integrazione degli stranieri. (Ansa)
14.04.2006

ALCOLICI:
"SI" DEL TRIBUNALE 
ALLA VENDITA

Bloccata in Turchia una circolare del Governo. La decisione presa dopo che si erano scatenate forti critiche.

Un Tribunale turco ha bloccato una circolare che limitava la vendita di alcool, per la quale si erano scatenate critiche contro il Governo Erdogan accusato di volere introdurre in un Paese laico le regole dell'Islam. Lo ha annunciato l'agenzia di stampa <Anadolu>.
Il principale organo giurisdizionale in materia amministrativa della Turchia ha ordinato la sospensione di questo testo di legge in attesa che venga presa in proposito una decisione definitiva.
La circolare concede alle autorità locali, la maggior parte delle quali sono in mano al Partito della Giustizia e dello Sviluppo (Akp), un movimento di matrice islamica al potere dal 2003, il diritto di proibire nei bar e nei ristoranti il consumo di vino e di altre bevande alcoliche.
"La circolare non è conforme alle più alte norme legali", ha spiegato il Tribunale aggiungendo che "le restrizioni che comporta potrebbero avere come conseguenza che i luoghi dove viene servito alcool vengano emarginati".
Molti municipi amministrati dal partito islamico-conservatore al potere in Turchia hanno deciso di proibire la vendita di alcool, ufficialmente per proteggere i valori familiari, ma la generalizzazione di questo divieto ha suscitato forti critiche in un Paese che aspira ad entrare nell'Unione Europea.
Nel dicembre scorso il sindaco di Ankara, Melih Gokcek, aveva spiegato di avere introdotto il divieto di alcool nei locali della capitale non "per il divieto coranico ma solo perché l'alcool puzza".
Il 99% dei turchi sono di religione musulmana e l'Islam proibisce di bere alcolici. Nonostante ciò nel Paese vige una interpretazione moderata del Corano e il consumo e la vendita di alcool, se autorizzata da licenza, sono attività legali. Lo stesso Kemal Ataturk, venerato Padre della patria e fautore della laicità dello Stato, era un forte bevitore di raki (una tradizionale bevanda alcolica nazionale a base di anice). (Ansa-Afp)
14.04.2006

 

NOTIZIARIO DELL'AMBASCIATA ITALIANA

I DATI DELLA CRESCITA: ATTESTATA AL 7.6%
Eccezionali i dati sulla crescita nel 2005 che, superando le stime, si è attestata al 7.6% (Pnl). Una crescita legata all'aumento della produzione industriale ed agricola (per la quale si era invece previsto un rallentamento) ma anche ai consumi privati, che si confermano il principale volano dello sviluppo economico di questo Paese. Non altrettanto per gli investimenti pubblici, che rimangono ancora bassi per la necessità di contenimento della spesa volta a preservare l'avanzo primario al 6.5% secondo i dettami del Fmi. L'inattesa crescita ha portato anche un aumento nel reddito pro capite che ha raggiunto a fine 2005 i 5000 dollari.

CREAZIONE DI UN'EUROPA PIU' STABILE E SICURA
Il ministro incaricato di condurre i negoziati di adesione all'Unione Europea, Ali Babacan, nel corso di un seminario svoltosi recentemente ad Ankara sul tema "Adozione di strutture amministrative in linea con i negoziati di adesione all'UE", organizzato dalla Banca Mondiale, ha affermato che il processo di integrazione della Turchia contribuirà a creare un'Europa più stabile e sicura: un compito certamente non semplice ma neppure impossibile, al fine di creare in Europa un ambiente in cui differenze religiose e culturali possano pacificamente coesistere. Il direttore della Banca Mondiale in Turchia, Andrew Vorkink, ha invece incentrato il suo intervento sui reiterati successi macro-economici raggiunti dal  Paese, ponendo l'accento sul fatto che il processo di adesione all'Unione Europea costituisce un forte incentivo alla continuazione del percorso di riforme intrapreso. In particolare l'alto dirigente della Banca Mondiale ha tenuto a precisare la centralità del settore dell'educazione nel processo di sviluppo del Paese. A tal fine ha suggerito come misure fondamentali nel processo di riforma un adeguato aumento del livello dei salari degli insegnanti, al momento il più basso in Europa, ed il miglioramento degli standard educativi, con particolare riguardo alla scuola secondaria. 

PREOCCUPAZIONE DEL FMI PER LA DIMINUZIONE DI ALCUNE IMPOSTE
La pressione esercitata sul Governo di Ankara dalle varie associazioni di categoria per una diminuzione delle imposte su alcuni beni preoccupa il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) che teme uno scostamento rispetto al programma triennale di stand-by del valore di $10 miliardi. Il direttore del Fmi, Rodrigo Rato, ha infatti affermato che il Paese corre il rischio di perdere progressivamente la credibilità sul piano economico finora consolidata. Tale dichiarazione ha preceduto di qualche giorno l'arrivo ad Ankara di una missione tecnica del Fondo volta ad appurare lo stato d'attuazione delle riforme stabilite in sede di negoziato dell'accordo stand-by. Parallelamente, economisti della <Deutsche Bank> esprimono dubbi in merito alla recente riduzione dell'imposta su alcuni beni tessili dal 18% all'8%,  applicata a favore del settore in crisi, nonché sull'aumento dei salari dei dipendenti statali che si tradurrà per le casse dello Stato in uscite addizionali pari a $1.5 milioni (0.39% del Pil). Tali decisioni vengono inoltre interpretate dagli analisti come strategie di natura meramente politica volte ad aumentare il consenso popolare in vista delle prossime elezioni generali del 2007. Il ministro delle Finanze, Kemal Unakitan, non ha tardato ad assicurare che qualsiasi speculazione su ulteriori eventuali tagli di imposta è senza fondamento. Il vice Primo Ministro Abdullatif Sener ha infine aggiunto che eventuali riduzioni d'imposta saranno prese in considerazione in fase di elaborazione del Bilancio statale per il 2007 e solamente a condizione che il bilancio di quest'anno dimostri segnali economici incoraggianti.

COME DETENERE LE MAGGIORI RISERVE DI ENERGIA GEOTERMICA
Nel corso di una recente visita a Izmir, dove sono stati di recente individuate fonti di energia geotermica, il ministro per l'Energia, Hilmi Guler, ha affermato che la Turchia detiene le maggiori riserve mondiali di tale risorsa energetica in Europa mentre occupa la settima posizione su scala mondiale. Il ministro ha tenuto a precisare che, sebbene l'energia geotermica, oltre che rinnovabile, sia la più sicura in termini di protezione ambientale, il Paese attualmente ne consuma solo il 5% a causa di uno sfruttamento non adeguato. La connessione tra energia e protezione ambientale è stata altresì trattata da Guler nel corso della recente Conferenza Internazionale sul Petrolio ed il Gas Naturale nel Mar Nero e nel Mar Caspio, tenutasi ad Ankara. In tale occasione il Sottosegretario Sami Demirbilek ha dato lettura di un discorso del ministro Guler, assente per contestuali impegni all'estero, nel quale questi ha sottolineato che l'utilizzo degli stretti di Istanbul e dei Dardanelli ha raggiunto ormai livelli così elevati da  mettere in serio pericolo l'equilibrio del territorio a livello ambientale. Nel corso dell'intervento è stato inoltre messo in risalto il ruolo della Turchia di Paese ponte tra gli Stati produttori e quelli consumatori di petrolio e gas naturale. Un corridoio, quello est - ovest, che sarà ancor più rafforzato attraverso la piena operatività della pipeline Baku - Tbilisi - Ceyhan e della Southern Caucasian Pipeline (Baku - Tbilisi - Erzurum), volte di portare in Europa le risorse naturali presenti nella regione caucasica. Nel suo discorso, infine, il ministro dell'Energia ha voluto porre particolare attenzione all'assoluta rilevanza dello snodo di Ceyhan, che dovrebbe essere il terminale si un oleodotto proveniente da Samsun.

UNA BOCCATA DI OSSIGENO
Il settore del turismo ha ricevuto una boccata di ossigeno a seguito della recente eclissi solare. A fronte di recenti dati non del tutto positivi, che indicavano una riduzione del 10% nel numero dei turisti nel mese di febbraio, tale evento astronomico è stato considerato dal ministro del Turismo, Atilla Koc, "un momento di svolta" per questo settore in stato di sofferenza. Tramite una mirata promozione pubblicitaria condotta in alcune fiere internazionali è stato possibile attrarre un consistente numero di curiosi e di esperti da ogni parte del mondo, che si sono riuniti principalmente ad Antalya.

4 VOLI GIORNALIERI ANKARA-KAYSERI
La compagnia di bandiera <Turkish Airlines> ha annunciato che aumenterà quattro voli giornalieri il collegamento tra Istanbul e la città di Kayseri in Anatolia centrale, alla luce del rafforzamento nei rapporti economici con i Paesi arabi, in particolare con Dubai. Kayseri è già collegata tramite voli diretti a destinazioni europee, quali Copenhagen, Colonia, Vienna, Amsterdam, Francoforte e Dusseldorf. 

KONYA: UN MODELLO DI CITTA'
La città  di Konya, in Anatolia centrale, dopo essere stata inserita dal <Financial Times>  nella lista delle migliori 14 città del mondo in cui fare investimenti diretti, è stata scelta dall'Università americana nello Utah come modello di città che ha saputo in questi anni auto-finanziare il proprio sviluppo. Nel corso di un seminario organizzato dalla predetta Università  (""Comprendere la globalizzazione nella periferia turca: lo spirito di Konya") sono state analizzate le peculiarità della città  anatolica che vanta uno sviluppo industriale di successo, caratterizzato da un debito quasi nullo nei confronti del sistema bancario, da un adeguato livello di pianificazione urbana e dalla presenza di piccole e medie industrie in settori diversificati. Il sindaco di Konya, funzionari della locale Camera di Commercio ed altri rappresentanti istituzionali si sono recati negli Stati Uniti per prendere parte al suddetto seminario fornendo dettagliate informazioni sugli incentivi offerti agli investitori stranieri.

VOLUME SCAMBI NELLA FREE COMMERCIAL TRADE
Il Sottosegretariato al Commercio Estero turco ha comunicato che il volume degli scambi nelle free commercial trade zones è aumentato dell'1.6% nei primi due mesi del 2006 per una somma totale pari a $3.203 milioni ($3.151 nello stesso periodo del 2005). La più alta concentrazione di scambi è avvenuta nella zona franca di Istanbul nel settore della lavorazione del cuoio ($852.2 milioni), seguita da quello dei prodotti agricoli processati ($125.9 milioni) ed in terza posizione da quello dei prodotti vegetali ($55.9 milioni). 

AUMENTATO IL LIVELLO DI DISOCCUPAZIONE

L'Istituto di Statistica turco della Presidenza del Consiglio (Tuik) ha reso noti gli ultimi dati ufficiali sul livello di disoccupazione in Turchia nel 2005. Con un tasso di inizio anno dell'11.5% e nonostante la ripresa avvenuta tra aprile e settembre, in cui il livello di disoccupazione si è assestato intorno al 10%, nell'ultimo trimestre la percentuale è nuovamente salita fino a registrare l'11.2% nel mese dicembre. Resta pertanto elevata la percentuale di forza lavoro che è attualmente disoccupata nel Paese e che è stimata in 2.7 milioni di unità, a fronte di un numero di occupati pari a 21.3 milioni. Si evidenzia infine che tra i disoccupati una larga fetta è rappresentata da soggetti in possesso di un diploma di scuola superiore o di istituto tecnico.

TESSILE: CONSIGLI PER TENERE IL PASSO CON LA CONCORRENZA
 Secondo uno studio condotto dal prof. Isik Tarakcioglu della "Ege University" di Izmir, la crisi del comparto tessile turco impone un'attenzione particolare da parte degli importatori ed utilizzatori finali di macchinari tessili. I produttori turchi di tessili ed abbigliamento, per contrastare l'agguerrita concorrenza cinese e di altri Paesi dell'Estremo Oriente, tendono infatti ad acquistare nuovi macchinari  a tecnologia avanzata che consentono di aumentare la produttività con un consistente abbattimento dei costi, garantendo al contempo una fornitura di  prodotti finali  di alta qualità e ad elevato contenuto tecnologico. Lo studio tuttavia evidenzia che tale quadro potrebbe paradossalmente causare nel lungo termine un serio ridimensionamento del settore in termini soprattutto qualitativi, a seguito della tendenza ormai diffusa di dotarsi di macchinari ad alta tecnologia a scatola chiusa, senza condurre analisi e studi preliminari approfonditi sulla necessità di acquistare nuova strumentazione dall'estero e sul loro concreto utilizzo nelle fabbriche. Le imprese turche del comparto tessile inoltre - conclude lo studio - dovrebbero non solo concentrarsi sulla commercializzazione di prodotti fortemente innovativi, ma soprattutto impegnarsi ad investire in modo massiccio nel settore della ricerca applicata. 

PIASTRELLE, UN MOMENTO DIFFICILE
Secondo il presidente della Federazione dei Produttori turchi di piastrelle in ceramica, Adnan Polat, il settore in questione sta attraversando un difficile momento congiunturale dopo aver contribuito per anni allo sviluppo economico del Paese. Per tale ragione, Polat ha esortato il Governo a mettere in atto adeguate misure volte a sostenere in modo efficace il settore della ceramica, esposto ad una forte competitività a livello internazionale.  Il presidente della Federazione ha infine evidenziato che l'alto costo del lavoro, unitamente a quello dell'energia, dei trasporti e delle materie prime,  rappresentano fattori ostativi all'afflusso di nuovi investimenti nel settore. 

TASSO DI INFLAZIONE: 8.15% A FEBBRAIO
In un recente comunicato la Banca Centrale turca ha fatto presente che l'oscillazione dei prezzi del petrolio potrebbe impedire il raggiungimento degli obiettivi prefissati in sede di bilancio per quanto riguarda il contenimento dell'inflazione il cui tasso annuale, attestatosi al 7.72% a fine 2005, è salito all'8.15% nel mese di febbraio 2006. L'Istituto Centrale prevede che l'inflazione inizi a diminuire nel mese di marzo, confermando che il target prefissato per l'anno corrente resterà invariato al 5%.

LAVORATORI DELLA <TUPRAS> IN AGITAZIONE
Continuano le proteste dei sindacati dei lavoratori della <Tupras> che si oppongono alla cessione in blocco del 51% delle azioni al Consorzio <Koc-Shell>, che si è aggiudicato il tender per la somma di $4.14 miliardi. A seguito di una sentenza di sospensione emessa da una corte nazionale in merito all'operazione di acquisto del pacchetto di maggioranza delle azioni della <Tupras>, il Consiglio Supremo delle Privatizzazioni (Oyk) si pronuncerà nei prossimi giorni riguardo al proseguimento della suddetta operazione finanziaria. L'Amministrazione per le Privatizzazioni (Oib) si è astenuta dall'emettere alcun comunicato, in attesa del responso del Consiglio Supremo, presieduto dal Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan, cui il sindacato in questione ha inoltrato il reclamo. 

CONFERENZA DEL " WORKD ECONOMIC FORUM" A NOVEMBRE
Nel mese di novembre del 2006 il "World Economic Forum", conosciuto nel mondo per l'organizzazione del summit di Davos, si riunirà in Turchia in occasione di una conferenza sullo sviluppo sostenibile. L'evento sarà finalizzato principalmente a riunire sotto un unico tetto aziende nazionali ed estere, esponenti del mondo politico e della società civile, al fine di discutere delle opportunità in campo economico e finanziario che questo Paese al momento può offrire. Un'attenzione particolare sarà inoltre riservata al binomio trasporti ed ambiente, con riferimento al possibile futuro utilizzo di fonti di energia alternativa al fine di ridurre la crescente piaga dell'inquinamento che investe i grandi agglomerati urbani nel mondo.

PRESTITO ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE
Un prestito complessivo di 3 milioni di Euro è stato concesso nel corso dei primi tre mesi del 2006 dal Governo turco alle piccole e medie imprese nazionali. La zona dell'Egeo ha attratto la quantità più consistente del prestito (1.2 milioni di Euro) seguita dalla zona del Mediterraneo (Euro 410.000) e dalla regione anatolica (Euro 300.000). Quanto alla suddivisione per settori, 1.4 milioni di Euro sono stati destinati al comparto manifatturiero mentre circa 950.000 Euro assegnati a quello agricolo.

UN SOSTEGNO FINANZIARIO DI 2 MILIARDI DI EURO
Nebi Celik e Ramazan Kadak, vice Sottosegretari del ministero dell'Agricoltura e rappresentanti della Turchia al tavolo negoziale europeo per i dossier relativi alle questioni agricole, hanno di recente annunciato che un sostegno finanziario pari a 2 miliardi di Euro potrebbe essere garantito nel corso dei prossimi sette anni da parte di Bruxelles. Pre-requisito fondamentale per tale finanziamento è rappresentato dalla istituzione in tempi ristretti dell'Agenzia di Pagamento per lo Sviluppo Rurale, la cui costituzione è anche oggetto di un progetto di gemellaggio amministrativo finanziato dalla Commissione europea ed aggiudicato di recente ad un consorzio guidato dall'Austria.

TUTELA DEL PATRIMONIO CULTURALE
Il ministero del Turismo turco ha di recente annunciato l'avvio di un complesso programma finanziato dall'Unione Europea volto a tutelare il patrimonio culturale nella zona sud-orientale della Turchia e più in generale a fornire un importante contributo allo sviluppo economico e sociale della regione. Un progetto in particolare, che si inserisce nella vasta iniziativa Gap che coinvolge il sud est anatolico, è finalizzato alla formazione di guide turistiche, per un totale di circa 125 nuove professionalità. 

VENDITA DI APPARTAMENTI E VILLE
La recente introduzione della legislazione volta a regolare l'acquisto di proprietà immobiliari da parte di stranieri in Turchia ha provocato un rapido incremento della vendita di appartamenti e ville nella zona dell'Egeo. Il numero di immobili al momento posseduti da proprietari di nazionalità non turca ha raggiunto una cifra pari a 21.000 unità. Particolarmente presenti  i nord-europei, in primis i britannici, gli irlandesi, i tedeschi e gli olandesi.

PRESTITO
La <Banca Garanti> ha di recente concesso un prestito al <Gruppo Demirer> e al partner tedesco <Enercon GmbH> ai fini di un consistente investimento nel settore della produzione dell'energia eolica nella regione di Smirne. Una volta concluso, tale complesso sarà in termini di capacità di produzione il primo in Turchia. 

PRIVATIZZAZIONI
Nell'ambito del processo di privatizzazione le autorità turche hanno deciso di cedere i diritti di uso di 4 porti gestiti attualmente dalle Ferrovie turche (Tccd). I porti in parola sono i seguenti: Izmir (area egea), Samsun (Mar Nero), Derince e Bandirma (area di Marmara). E' infine in fase di vendita anche un porto multiuso, adibito essenzialmente all'utilizzo dei contanier, sul versante europeo del Mar di Marmara.

INDICATORI MACROECONOMICI
 - Crescita del Pnl nel 2005: 7.7%
 - Inflazione  annua (prezzi al consumo): 7.72% (2005); 8.16% (gennaio-marzo 2006)
 - Interscambio con l'Italia nel 2005 (dati Ice): 13.12 miliardi di dollari, con esportazioni pari a  7.52  (variazione annua +9.58%)  ed importazioni pari a 5.6  miliardi di dollari (variazione annua +20.49%).

A cura di:
Simona De Martino - Capo dell'Ufficio Economico e Commerciale dell'ambasciata d'Italia;
Gianmarco Macchia - vice Capo dell'Ufficio Economico e Commerciale
Roberto Luongo - direttore dell'Ufficio Ice di Istanbul
Redazione: Tiziana Staffolani - Collaboratore Economico e Finanziario

 14.04.2006

 

ITALIA, 3° PARTNER COMMERCIALE MA
OCCORRE FARE ATTENZIONE ALLA CINA

I dati statistici relativi al commercio estero della Turchia nel bimestre gennaio-febbraio 2006. Il nostro Paese sopravanzato come fornitore da Pechino. Da evidenziare che le esportazioni di quest'ultima verso Ankara sono cresciute in questo periodo di oltre il 17% rispetto al corrispondente bimestre del 2005.

Si forniscono in allegato i dati statistici relativi al commercio estero della Turchia nel bimestre gennaio-febbraio 2006. I dati mostrano che l'Italia è tuttora il terzo partner commerciale della Turchia, ma è stata sopravanzata dalla Cina come terzo Paese fornitore. E' da evidenziare che le esportazioni della Cina verso la Turchia sono cresciute - nel primo bimestre - di oltre il 71% rispetto al corrispondente bimestre del 2005. Le esportazioni dell'Italia mostrano una crescita dell' 11.8%, mentre nel contempo le esportazioni turche verso l'Italia sono aumentate del 18.4%. La quota di mercato dell'Italia sul totale importato dalla Turchia è pari al 6.1%. Il saldo dell'interscambio bilaterale italo-turco è positivo per l'Italia per 92.5 milioni di dollari. Il saldo della bilancia commerciale della Turchia è negativo per 7 miliardi di dollari ed è in crescita del 42.9% rispetto allo stesso periodo del 2005.
                          
L'INTERSCAMBIO COMMERCIALE DELLA TURCHIA
                
(valori in migliaia di dollari e variazioni sul periodo corrispondente)

                                                                      

Genn. - Febbraio  2005

Genn. - Febbraio   2006

Var% 

 

IMPORTAZIONI                    

15,535,971

17,774,327

 

14.41%

ESPORTAZIONI 

 

10,648,985

10,750,464

 

0.95%

di cui : 

PAESE

IMPORTAZIONI

(Genn. Febbraio 2006)

Var%

 

ESPORTAZIONI

(Genn. Febbraio

          2006) 

Var%

 

RUSSIA

 

   2,248,360 

32.17%

     350,114 

19.05%

GERMANIA

 

   1,977,634 

12.70%

  1,321,692 

-9.97%

CINA 

   1,283,046 

71.06%

       71,367 

22.05%

ITALIA

 

   1,081,585 

11.77%

     989,094 

18.44%

FRANCIA

 

      869,538 

13.14%

     600,504 

0.95%

STATI UNITI

 

      782,184 

-0.20%

     850,103 

14.76%

INGHILTERRA

 

      713,933 

19.36%

     898,808 

10.17%

IRAN

 

      495,430 

45.94%

     108,732 

-26.80%

COREA DEL SUD

 

      490,957 

-1.23%

       54,760 

334.74%

SPAGNA

 

      483,756 

22.92%

     445,557 

-6.10%

SVIZZERA

 

      467,301 

-39.27%

     150,688 

113.11%

GIAPPONE

 

      389,472 

13.54%

       35,791 

-16.54%

ARABIA SAUDITA

 

      317,833 

1.09%

     106,753 

-12.66%

BELGIO

 

      305,606 

2.23%

     191,580 

-12.08%

OLANDA

 

      293,236 

-5.02%

     335,722 

-33.50%

GRECIA

 

      141,054 

40.76%

     165,035 

-11.15%

Fonte: elaborazioni Ice istanbul su dati Turkiye Istatistik Kurumu-Tuik (Istituto turco di Statistica) (Ice Istanbul)
14.04.2006

 

RISPETTO ALLE PREVISIONI IL PNL
 CRESCIUTO ANCOR PIU' IN TURCHIA 

Un 7.6% invece del 5.8%. In dollari il Prodotto Nazionale Lordo ha raggiunto quota 361.5 miliardi quando nel 2004 era stato di 300 miliardi. I fattori, secondo gli analisti, sono riconducibili all'aumento della produzione industriale che ha toccato cifre record. Consolidamento della struttura economica.

L' Istituto Turco di Statistica (Tuik) ha comunicato che il Prodotto Nazionale Lordo (Pnl) della Turchia nel corso del 2005 è cresciuto del 7.6% (rispetto a una previsione della maggior parte degli osservatori economici del 5.8%). La crescita del 2005 è stata anche superiore a quella del 2004, che aveva toccato quota +9.9%. In dollari, il Pnl 2005 ha raggiunto quota 361.5 miliardi, rispetto agli oltre 300 miliardi del 2004. Si deve precisare peraltro che il Pnl del quarto trimestre dello scorso anno è cresciuto del 10,2% (in maniera nettamente superiore alle stime degli analisti, che avevano più volte indicato nel 6.95% la crescita massima dell'ultima frazione del 2005). I fattori principali della crescita del Pnl secondo gli analisti sono riconducibili all'aumento della produzione industriale, che ha toccato cifre record, a un calo minimo dell'output del comparto agricolo e all'aumento considerevole dei consumi privati (+16.7% nell'ultimo trimestre dell'anno, +8.8% su base annua). Anche la spesa in investimenti è risultata in netta crescita +24.2% ('05/'04). Il settore che ha fatto registrare la maggiore crescita è stato quello dell'edilizia, con il +21.5%. I dati economici suesposti secondo gli analisti economici locali confermano non soltanto il consolidamento della struttura economica della Turchia, ma soprattutto garantiscono ulteriormente gli investitori esteri sul prosieguo del percorso "virtuoso" intrapreso a suo tempo dal governo in campo economico e finanziario. (Ice Istanbul)
14.04.2006

PREZZO 5.7 VOLTE
IN PIU' DEL VALORE
NOMINALE

Finasbank

 

Tanto avrebbe dato la <National Bank of Greece> pur di accaparrarsi il 46% della <Finasbank>. Vero e proprio assalto estero agli istituti di credito turco.

National_Bank_of_GreeceLa stampa locale ha dato ampio risalto alla vendita del 46% della <Finansbank> alla <National Bank of Greece>, per un ammontare di 2.3 miliardi di dollari Usa. La vendita della <Finansbank> è avvenuta - secondo gli esperti settoriali - ad un prezzo superiore di 5.7 volte il valore nominale. E' da evidenziare che il settore bancario turco - principalmente dopo l'avvio dei negoziati di adesione con l'UE - è ormai sottoposto ad un vero e proprio "assalto" estero che potrebbe portare alla conclusione - nei prossimi mesi - di altre rilevanti operazioni. Tre fra i più importanti istituti bancari locali, <Akbank>, <Sekerbank> e <Denizbank>, hanno in corso - secondo fonti locali - serrate trattative in primis con gli americani della <Citigroup> - già interessati alla <Finanasbank> - ma anche con <Dexia>, <Commerzbank>, <Societè Generale>, <Abn Amro> ed <Intesa>. Va ricordato, in proposito, che l'Unicredito opera qui in Turchia - da alcuni anni - con una partecipazione del 50% nella <Koc Financial Servis> (<Koc Bank>) ed il controllo di maggioranza della <Yapi Kredi>. Secondo uno studio effettuato dal quotidiano economico <Referans>, l'attuale valore di mercato dell'intero settore bancario locale è pari a 64.3 miliardi di dollari Usa contro i 4.6 miliardi di dollari del 2001. Nel periodo piu' cupo della crisi economica e finanziaria della Turchia furono chiusi 1.550 sportelli bancari e persero il posto oltre 50.000 dipendenti.(Ice Istanbul)
14.04.2006)

 

I PIANI DI <PIRELLI RE>

Pirelli_Real_Estate

Lo sbarco in Turchia  dovrebbe avvenire entro l'anno in corso. Il partner prescelto resta <Unicredit> che opera attraverso <Yapi Kredit>.

Nei piani di <Pirelli Real Estate> c'è anche la Turchia e lo sbarco dovrebbe avvenire entro il 2006. Il partner prescelto resta il gruppo <Unicredit> che in Turchia opera attraverso <Yapi Kredit>. "Cerchiamo sempre un'ancora locale", ha spiegato Puri Negri. Un'altra partita importante è quella che si gioca in Germania dove <Pirelli>, già presente dallo scorso anno tramite la joint venture con il gruppo <Kronberg>, "sta verificando due opportunità" di acquisizione e anche in questo caso il gruppo conta di chiudere entro l'anno. Tra gli altri Paesi che interessano al gruppo, in un secondo tempo, vi sono Bulgaria e Romania. L'intensità dei progetti esteri porterà <Pirelli Re> a rivedere prima dell'estate il piano triennale per quanto riguarda la parte estera, che attualmente prevede un obiettivo del 20% per il portafoglio all'estero entro il 2008. Una porzione che potrebbe diventare, alla luce dei lavori in corso, superiore.
14.04.2006

LE AMBIZIOSE INTENZIONI DI <FERROLI>

Ferroli

 

L'azienda italiana di termoidraulica intende investire 25 milioni di euro in Turchia nella zona industriale privilegiata di Duzce. Una dichiarazione di Roberto Luogo, direttore dell'Ice Istanbul.

La_strada_del_gasL'azienda italiana di termoidraulica <Ferroli> ha intenzione di investire 25 milioni di euro in Turchia nella zona industriale privilegiata di Duzce. Lo annuncia il quotidiano turco <Zaman> online, confermando una prima rivelazione che era stata fatta ad Apcom da Roberto Luongo, direttore della sede di Istanbul dell'Ice.
Durante l'intervista, Luongo aveva fatto un bilancio della missione italiana in Turchia di novembre e aveva dichiarato che a cinque mesi dal Forum italo-turco "alcune imprese hanno già finalizzato i loro progetti, altre sono in via di finalizzazione. Su quelle 600 imprese che erano a Istanbul una percentuale elevata ha concluso o un contratto di distribuzione, o un accordo di investimento o una lettera d'intenti - ha affermato Luongo -  Da poco <Ferroli>, azienda italiana del settore caldaie, ha concluso l'accordo per investire in Turchia e altre imprese del settore elettronica, agricoltura biologica e tessile stanno ultimando le trattative. Posso dire che abbiamo raggiunto risultati di altissimo livello, adesso bisogna saper cogliere le opportunità migliori".
Ora dalla Turchia arriva la conferma e l'ammontare di questo investimento, cioè 25 milioni di euro. La notizia è stata data dal direttore generale della <Ferroli Turchia>, Cetin Cakmakci, aggiungendo che l'investimento nel Paese della Mezzaluna è stato guidato dalla veloce crescita del mercato del gas naturale nel Paese. (ApCom)
14.04.2006

VIAGGIARE DA UN CELLULARE ALL'ALTRO

Teleunit

Accordo siglato dalla l'azienda umbra di Tlc <Teleunit> che vuole lanciare servizi ad alto valore aggiunto (Vas) sul mercato turco. Un trasferimento di tecnologia e creatività.

Loghi, suonerie, sfondi, notizie e servizi viaggeranno da un cellulare all'altro in Turchia, grazie ad un accordo siglato tra l'azienda umbra di Tlc <Teleunit> (Londra: TLU.L - notizie) , operatore nazionale italiano (è quotato all'Aim di Londra dal maggio 2004) che vuol lanciare servizi ad alto valore aggiunto (Vas) sul mercato turco. Un trasferimento di tecnologia e di creatività dall'Italia alla Turchia che coinvolgerà i ragazzi, un segmento particolarmente interessante dove il 50% della popolazione e' al di sotto dei 25 anni. La collaborazione tra la <Teleunit> (società fondata a Perugia nel 1997 con il nome di <Telephonica>, diventato operatore di Tlc con propria rete infrastrutturale; dal febbraio 2005 è sul mercato dei Voip Retail) ed il principale operatore turco di telefonia mobile, prevede il sostegno dell'iniziativa con tutte le soluzioni innovative sviluppate dall'azienda in relazione al Mobile Vas. Il marchio si chiama "Dito Mito" ed ha uno stile tutto italiano, estremamente di tendenza in Turchia. "Questo accordo con la Turchia è il primo passo per diffondere i nostri prodotti, ma anche il nostro modo d'intendere la telefonia nei vari aspetti, nei mercati internazionali - ha detto l'amministratore delegato di <Teleunit>, Francesco Cimica - I turchi sono in testa alle classifiche europee per l'utilizzo dei cellulari; il mercato della telefonia mobile ha una crescita annua di oltre il 25%". (Agi)
14.04.2006

BOTAS E GAZPROM
FORMERANNO
UNA NUOVA COMPAGNIA

Gazprom

La crisi dello scorso febbraio tra Kiev e Mosca ha spinto quest'ultima a spostare il transito del gas verso la Turchia che per parte sua dovrebbe trarne vantaggio sul prezzo del combustibile.

Russia decided to change the route of Russian gas sold to Europe after the natural-gas crisis in Ukraine.
Russia, accusing the Ukraine of stealing gas in January and February by drilling the pipeline to European Union (EU) countries, wants all natural gas dispatched via Turkey.
According to the new project, Botas (Turkey's state-run oil pipeline company) and Russian Gazprom will establish a joint company.
The gas transition to EU countries will be provided by the pipeline, now in construction, between Turkey and Greece. Turkey will consequently be able to buy cheaper gas as well as partnering in gas sold to Russia.
The issue came up on February 3 after Gazprom Ceo Alexei Miller's meeting with Turkish Energy Minister Hilmi Guler.
Botas general manager Riza Ciftci went to Moscow last week and discussed the possible partnership with Gazprom executives.
Russia agreed to negotiate the price cut and the responsibility of either "buy" or "pay." Minister Guler and Miller will come together in Moscow to clarify the issues agreed on at the technical level.
Russia stopped the flow of gas to Ukraine when the country did not accept the price Russia offered in 2005. Ukraine then met the demand by draining gas from the pipeline found on its territory.
Following tensions, Europe began to discuss the security supply and decided to contact alternative sources via Turkey.
The EU has been following Iran-Turkmenistan natural gas for a long time. Russia, putting the crisis temporarily on hold, launched talks with Turkey to transport gas to Europe in more reliable ways.
Russians currently interested in many files of the Energy Ministry in its investor capacity, proposed a partnership with Turkey in gas transportation.
If Turkey and Russia agree during talks, gas transfer is anticipated to be launched in 2008.
During the February 3 meeting, Gazprom's Miller conveyed to Guler the Russian interest in energy investments, and their interest in the pipeline between Greece and Turkey.
The first delivery to Greece is planned to be finished towards the end of 2006 within the frame of the South Europe Gas Ring Project signed in July 2005. The pipeline, expected to be completed in 2006, will later be extended to Italy.
Russia planning to go to Europe via Greece considers Turkey a "strategic partner" rather than a transitory point. Authorities report that Miller made contacts in Greece before meeting Minister Guler in February and said, "Russia tried to convince Greece for the first time."
Russia considers to increase the capacity of  the "Blue Stream" pipeline to which it first sent 20 million cubic meters, and also to reach Greece. (Huseyin Sumer, Ercan Baysal/Zaman)
14.04.2006

ESPLORAZIONE
PER GAS NATURALE
IN TRACIA

Trivelle_in_Tracia

Le trivelle della compagnia nazionale turca Tpao entrate in azione a Silivri, ad ovest di istanbul, fino ad una profondità di 1.363 metri.

La compagnia nazionale turca per il gas e il petrolio (Tpao) ha iniziato a trivellare in Tracia per cercare le riserve di gas naturale in questa regione della Turchia, come ha annunciato l'agenzia <Cihan>.
Le trivelle sono entrate in funzione e stanno esplorando il sottosulo a 1.363 metri di profondità nei pressi della città di Silivri a ovest di Istanbul. La Tpao prevede di estrarre 200 mila metri cubi di gas naturale al giorno, che frutterà 39 mila dollari pro die. Ento la fine del 2006 saranno aperti 16 nuovi pozzi. (
ApCom)
14.04.2006

I CINQUANT'ANNI

Airbus_Lufthansa

Li ha celebrati la <Lufthansa> come servizio con la Turchia. Il primo volo compiuto nel 1956 con un <Lockheed Super Costellation>.

German airlines company, Lufthansa has celebrated 50 years of service in Turkey.
Sadik Elmas, Lufthansa Turkey's general manager, announced the company plans to organize promotions and special activities to celebrate its 50th anniversary. Elmas, the first Turkish general manager for the company, said the company began with just two flights a week flying the Lockheed Super Constellation in 1956.
Lufthansa carried 4,465 passengers in its first year; this figure reached 745,246 over the years.
"When we compare these numbers," Elmas said, "we see that the total number of passengers flying in 1956 corresponds to the total number of passengers flying over two days now. It is possible to monitor how quickly the flight traffic between both countries has grown compared to previous years."
Lufthansa conducts 56 flights a week flying the modern Airbus A320 and A321 airplanes between German and Turkey. (Seyfi Alp/Zaman)
14.04.2006

COMPETIZIONE

Competizione

Sui voli a basso costo la <Turkish Airlines> vuole stare al passo con la <Easy Jet>. Un nuovo vettore che si chiamerà <Turkish Express>. Farà viaggiare i turchi nelle zone a più alta densità.

Turkish Airlines (Thy) is planning to put its new brand, developed to compete with low-cost airline companies such as Easy jet, into service in March 2007.
The project named, "Turkish express," was expected to finish by the end of September.
But, the firm had to put off placing its new brand into the market for 6 months due to the opening of new flight lines.
Thy, carrying passengers from areas of dense Turkish population with decent prices with its new brand, will begin flights at Ataturk and Sahiba Gokcen Airports instead of Ankara.
"With our new brand, we will give a 'welcome' to Easy Jet, to show that we have taken measures" said THY officials, attaching great importance to Turkish Express.
Officials said that new changes will be introduced to the airplanes, informing that they will take an active role in competition by putting Boeing 737-800 and Airbus 321 into service.
According to the project, 15 percent savings to come from offerings, placement services and seats will be reflected on to the ticket prices.
The plane will be only for economy class and the seats for "business class" will be removed while the distance between the seats will be reduced to 76.2 cm.
Thus, the plane will hold 162 people instead of 150. Easy Jet, to start its flights on 24 May, is known to make charter firms bankrupt. (Mustafa Gun/Zaman)
14.04.2006

 

UN OCCHIO SUL BUSINESS

Alarko

Lo sta gettando l'<Alarko> in tema di energia nucleare. Il presidente della holding sostiene che non si può sopperire alle carenze con le sole fonti termali e con i bacini.

"We are interested in nuclear energy. We have undertaken research into it," said Alarko Holding General Coordinator Ayhan Yavrucu, noting that Turkey's energy problem may soon reach crisis levels.
It is impossible to meet Turkey's energy shortage utilizing only thermal power or water, claimed Yavrucu, and told of the necessity to diversify energy production.
"Nuclear plants seem to be the right choice for this. Some people are definitely against it, but objecting is not enough; you have to find alternatives," he insisted.
"Turkey lacks this technology," Yavrucu said, "Cooperation with a company of European or American origin is necessary. We have begun preparations in relation to this issue and we will clarify our stance depending on the progress made with regarding our studies." (Economy News Desk/Zaman)
14.04.2006

DIVISIONE
SUI PROGRAMMI
NUCLEARI

Una_delle_zone_tirche_dove_dovrebbero_sorgere_le_centrali_nucleari

Da un lato gli amministratori locali delle province di Sinop (Mar Nero) e di Mersin (Mare mediterraneo) non vogliono contraddire il Governo di Ankara e sperano che ciò possa avere una ricaduta positiva sull'occupazione. Dall'altra le organizzazioni e le associazioni commerciali preferirebbero investire sul turismo e non rischiare su questo tipo di energia. Ankara comunque ha già fatto la sua scelta.

Since the government declared plans to establish nuclear plants, the residents of the Turkish provinces of Mersin and Sinop-highlighted among the prospective provinces where the project will be conducted- have shown mixed reactions.
Local administrators, who do not want to contradict the central administration over the plans for the plant and for which local residents' see as "a hope for employment," have avoided commenting on the issue so far. Non-government organizations and trade associations believe Mersin and Sinop present new opportunities in tourism and do not support the idea of a nuclear plant in these cities. The increased incidents of cancer in the Black Sea region are ascribed to the bad image of the nuclear facility here in Sinop.
Zaman spoke to the governors, mayors, NGO's and local residents of Mersin and Sinop in order to take the pulse of the region.
The works on Mersin Akkuyu Nuclear Energy Plant were launched in 1974. The Akkuyu region is located half way along the Mersin-Antalya coastal line within the borders of the town of Buyukeceli. Akkuyu where the plant will be built has been included as public property. Social facilities and warehouses were built in the bay that transformed into a port. Since the Ministry of Energy does not allow pictures to be taken at the abandoned facilities only reinforces the allegations that uranium is being stored in the region.
Mersin Electrical Engineers Association head Kamer Gulbeyaz says the project for the Kayrattepe Hydroelectric plant to be built over the River Goksu in Silifke was dropped in favor of the nuclear station project.
Sinop's Inceburun region, where the nuclear plan is planned to be built, is located in the far northeast of Anatolia.
The Sinop governor has been cleaning up the local environment. Sinop's bays have a unique beauty, Hamsilos Fiord and Akliman, created after the sea filled a river bed formed after the ice age ended, are admired by those fortunate enough to see them. New correspondence between the Turkish Atomic Energy Institute and the General Directorate of Land Registry and Cadastre reveals that this is the planed location for the region's proposed power station.
When the tunneled motorway to connect Sinop to Ankara is completed, the distance between the two provinces will be reduced to four hour, making Sinop the closest province to the sea from Ankara.
The project to establish a sea bus service to Ukraine's tourism region Yalta is reportedly is its final stage; therefore, growth in tourism in Sinop is expected in the near future.
Sinop Governor Zeki Sanal suggests the issue needs to be thoroughly discussed with the formation of a platform. After the government announced plan to establish the nuclear station, an adversary platform was immediately established in Sinop in opposition.
The platform of 53 NGO's and trade associations set up an information office in a shop opposite the governorship building. Anti-nuclear posters were distributed throughout the city; not plastered on city walls, but put up in shop windows to avoid pollution. Hand bills were distributed and signature campaigns are also organized.
Sinop Ecology Friends Association Chairwoman Hale Ozel lost five people from her family after the Chernobil disaster in 1986. "Even if those promoting nuclear energy present the most positive aspect of this.
An anti-nuclear meeting is planned to be held on April 29 in Sinop. Fishermen from Sinop worry that the facility's cooling water may put an end to the fishing in the region.
Sinop Tourism and Environment Lovers Association head Hayrettin Bozkurt makes the following allegation: "Where on earth will you see nuclear stations being established while tourism investments are being encouraged? If the station is established, education, fishing and tourism will be hugely and negatively affected." (Gurhan Savgi/Zaman)
__________________________
Il Governo turco ha scelto la città settentrionale di Sinop sul Mar Nero per installarvi la sua prima centrale nucleare. Lo ha reso noto il presidente dell'Agenzia turca per l'energia atomica, Okai Cakiroglu, aggiungendo che un centro di ricerche tecnologiche sarà costruito nelle vicinanze.
"Avevamo presentato al Governo otto siti possibili per ragioni geologiche, climatiche e tecniche ed il primo Ministro Erdogan ha scelto Sinopo", ha affermato Cakiroglu precisando che nei prossimi tre anni e mezzo sarà costruito un reattore pilota capace di produrre uranio 100 megawatt, come primo di tre reattori capaci di erogare 5.000 megawatt.
Contatti sono in corso con la <Westinhouse>, controllata dalla giapponese <Toshiba>. (Ansa)
14.04.2006

SOCIETA' FARMACEUTICHE
ATTRATTE
DAL MERCATO TURCO

Industria_farmaceutica

La <US-Valeant> avrà presto il permesso di operare. Anche la <Merc Sharp Dohme> - quinta compagnia a livello mondiale - ha fatto sapere le sue intenzioni di investire. Idem per la <Sandoz>, targata <Novartis>.

I turchi hanno paura di ammalarsi. O forse è un'altra dimostrazione che il benessere medio sta aumentando. Sta di fatto che l'acquisto di medicine nel 2005 è aumentato del 33% contro l'8% della media nazionale.
Gli introiti derivanti dalla vendita di medicine l'anno scorso hanno sfiorato i sei mila miliardi di dollari. Secondo le statistiche del ministero della Salute turco, lo Stato ha speso l'anno scorso nove miliardi di Lire turche che per l'acquisto di medicine. Un dato che non può non attrarre gli investitori stranieri. Sarà per questo che la società farmaceutica <US-Valeant> avrà presto il permesso di operare sul mercato turco e che altre società come la <Sandoz>, targata <Novartis>, potrebbe decidere di tornare nel Paese della Mezzaluna dopo 10 anni di assenza.
Un gesto comprensibile se si pensa che è già presente in 110 Paesi, con un fatturato di 4.7 miliardi di dollari, Non è finita. La <Merc Sharp Dohme> (Msd) quinta compagnia farmaceutica a livello mondiale, ha fatto sapere che presto investirà sulla Turchia perché ritenuta uno dei mercati emergenti più interessanti non solo per il suo mercato interno, ma anche perché base ideale per l'esportazione in tutto il Medio Oriente. Non è un caso se il premier Recep Tayyip Erdogan e il ministro dell'Economia Ali Babacan, lo scorso febbraio. si sono incontrati in Svezia con i giganti del settore per pianificare una serie di investimenti nel Paese. Che potrebbe crescere in maniera esponenziale nel settore delle biotecnologie. (ApCom)
14.04.2006

EXPORT ACQUA:
STOP AL PROGETTO
"MANAVGAT>

Manavgat

 

Ankara e Tel Aviv lo hanno fatto di comune accordo a causa dei costi rivelatisi eccessivi in seguito agli aumenti dei prezzi petroliferi.

Ankara e Tel Aviv hanno annullato "di comune accordo" un progetto di esportazione di acqua turca verso Israele a causa dei costi rivelatisi eccessivi in seguito agli aumenti dei prezzi petroliferi.
Lo annuncia con un comunicato il ministero turco degli Affari Esteri aggiungendo tuttavia che tra i due Paesi sono in corso di studio progetti alternativi.
Il progetto, detto "Manavgat" dal nome del fiume della Turchia meridionale mediterranea da cui doveva essere prelevata, prevedeva il trasporto di ingenti quantità di acqua (50 milioni di metri cubi l'anno) su gigantesche navi cisterna.
Il progetto è stato annullato anche perché le istallazioni turche sullo stesso fiume stanno per essere privatizzate - afferma lo stesso comunicato, che prosegue annunciando che sono allo studio progetti alternativi per convogliare le acque dello stesso fiume verso Israele, la Palestina e la Giordania. La Turchia ha dal 1996 un accordo di cooperazione strategica e militare con Israele che ha sempre suscitato le critiche dei Paesi arabi e dell'Iran. Negli ultimi anni, da quando è al Governo il partito di radici islamiche Akp di Recep Tayyip Erdogan i rapporti tra i due Paesi di natura economica e militare sono continuati come nel passato, ma i rapporti politici hanno subito qualche incrinatura in seguito alle critiche del premier alla politica israeliana nei territori occupati ed, in particolare, quando il mese scorso Ankara ha invitato e ricevuto i massimi dirigenti di Hamas.
Intanto il Consiglio Supremo delle Privatizzazioni (Oyk) si pronuncerà nei prossimi giorni riguardo al proseguimento della privatizzazione della raffineria statale <Tupras> bloccata dalle proteste dei sindacati dei lavoratori della <Tupras> che si oppongono alla cessione in blocco del 51 per cento delle azioni al Consorzio <Koc-Shell>, che si è aggiudicato il tender per la somma di 4.14 miliardi di dollari.
La privatizzazione è stata bloccata da una sentenza di sospensione emessa da una corte. (Il Denaro.it)
14.04.2006

AUTO BOOM: 13% IN PIU' NEL PRIMO TRIMESTRE

L'annuncio dato dall'Associazione produttori turchi. Una cifra record di 234.844 unità. Produzione cresciuta del 18%.

L'Associazione dei produttori turchi di automobili ha annunciato che la produzione in Turchia, nei primi tre mesi dell'anno in corso, è aumentata del 13% raggiungendo la cifra record di 234.844 unità. Nel solo mese di marzo -includendo i veicoli industriali e commerciali- la produzione è cresciuta del 18%, raggiungendo per la prima volta quota 96.662 unità/mese. Secondo gli analisti locali quest' anno la produzione automobilistica locale dovrebbe superare la cifra (raggiunta nel 2005) di un milione di vetture. La Turchia si confermerebbe dunque anche nel 2006 come uno dei principali Paesi al mondo produttori di automobili e autoveicoli leggeri. (Ice Istanbul)
14.04.2006

RUSSI PRONTI
A NUOVI
INVESTIMENTI

Mosca si sta adoperando con Ankara per intensificare le relazioni tra i due Paesi. I settori verso i quali è maggiore l'attenzione.

Secondo la società di consulenza <Raymond James Financial> (RJF), la Turchia - che lo scorso anno ha attratto investimenti esteri per 9.7 miliardi di dollari - quest'anno potrebbe conseguire un nuovo record raggiungendo quota 17 miliardi di dollari. I settori più ricettivi risultano essere secondo la RJF quello bancario/ assicurativo (risultano in vendita oltre 7 gruppi bancari, per un valore oscillante fra i 7 e gli 8 miliardi di dollari), l'elettrico, i porti, le lotterie, il petrolchimico, il monopolio dei tabacchi, e altre società. Per la RJF, la Turchia dovrà necessariamente attirare sempre più investimenti dall'estero per coprire il vistoso deficit delle partite correnti della bilancia dei pagamenti (circa 30 miliardi di dollari le stime per il 2006). In proposito deve peraltro essere precisato che la Russia - secondo Paese esportatore in Turchia (ma che fornisce quasi esclusivamente gas naturale) - sta operando affinché le relazioni fra i due Paesi si intensifichino soprattutto attraverso investimenti diretti: gli Ide russi in Turchia ammontano a circa 700 milioni di dollari. I settori verso i quali le imprese russe stanno verificando maggiormente le opportunità di collaborazione sono: petrolifero e petrolchimico: oltre alla collaborazione per la costruzione di oleodotti e gasdotti, è prevista tra l'altro la costruzione di un impianto di anticongelanti per auto da parte della <Lukoil>; energia elettrica e gas: alcune imprese russe sono interessate alla costruzione di centrali nucleari in Turchia, alla privatizzazione della rete di distribuzione dell'energia elettrica e alla costruzione di centrali termo-elettriche in diverse aree del paese, e la <Gazprom> è interessata alla privatizzazione della <Igdas>, società locale distributrice del gas naturale. (Ice Istanbul)
14.04.2006

TURCHIA/ROMANIA:
INTERSCAMBIO
MAI COSI' BENE

Interscambio_con_la_Romania

Quest'anno raggiungerà un nuovo record superando i 4.13 mld di euro.

L'interscambio tra la Turchia e la Romania raggiungerà quest'anno un nuovo record, superando i 4.13 miliardi di euro secondo i dati diffusi dall'Associazione degli imprenditori turchi in Romania.
nel 2005 il risultato era stato di 3.44 miliardi di euro, nel 2004 di 2.6 miliardi di euro e nel 2003 di 1.49 miliardi di euro. Un trend in crescita che ha come previsione di raggiungere gli 8.26 miliardi di euro entro i prossimi cinque anni. Le esportazioni della Romania verso la Turchia hanno contato per 1.8 miliardi di euro nel 2005, mentre le importazioni sono state 181.7 milioni in meno degli import. La Romania esporta verso la Turchia acciaio, prodotti chimici e minerali, la Turchia esporta verso la Romania prodotti tessili, automobili e strumentazioni industriali. (ApCom)
14.04.2006

<NINTENDO>
ALLA CONQUISTA
DELLA TURCHIA

Nintendo

L'azienda giapponese, leader nel settore dei videogame, è entrata ufficialmente sul mercato. L'obiettivo è raggiungere un fatturato di 200 milioni di dollari entro il 2010.

La giapponese <Nintendo> parte alla conquista della Turchia. L'azienda leader nel settore di videogame, in realtà, è entrata ufficialmente sul mercato turco lo scorso ottobre, ma avrebbe speso questi primi sei mesi combattendo le versioni piratate dei suoi prodotti, che fra i clienti locali avevano trovato un mercato particolarmente fertile.
L'obiettivo della <Nintendo> è quello di raggiungere un mercato sa 200 milioni di dollari all'anno entro il 2010 che equivarrebbe al 25% del mercato totale del settore. Per centrare questo obiettivo la <Nintendo> preparerà prodotti ed una campagna marketing studiata ad hoc per i ragazzi turchi, che potrebbero essere una fetta di mercato molto strategica, visto il crescente interesse nei confronti di giochi per computer e videogame. Per diffondere questa nuova immagine di <Nintendo>, la società si affiderà anche a campagne condotte nelle scuole. un particolare che sembra apparentemente una contraddizione se si pensa che spesso sono proprio i videogiochi a portare vsa tempo allo studio. Ma i responsabili della società non sembrano troppo preoccupati.
Proprio alla fine del mese di aprile <Super Mario>, uno dei prodotti più famosi del marchio, sarà il testimonial di una campagna che si svolgerà a favore delle scuole turche e che avrà come obiettivo quello di incentivare maggiormente le ragazze a non abbandonare la loro istruzione. Il progetto è condotto insieme alla banca <Akmerkez> e al quotidiano <Milliyet>. Il 23 aprile, in occasione della festa della Repubblica turca, tutti i bambini avranno l'occasione di giocare con i prodotti <Nintendo>. per ogni partita vinta da loro la società giapponese donerà denaro per la campagna di sensibilizzazione. (ApCom)
14.04.2006

<ITALCEMENTI> VUOLE
PIU' AZIONI
DELLA <GOLTAS>

Italcementi

La compagnia italiana intende raggiungere il controllo della gestione della società turca tuttora  nelle mani del Fondo per i depositi assicurativi.

La compagnia italiana <Italcementi> ha intenzione di continuare ad aumentare la sua quota azionaria nella società turca che produce cemento, <Goltas>, secondo quanto si apprende dal quotidiano economico <Referans>. L'azienda italiana ha fino ad ora raggiunto il 7.22% delle azioni in <Goltas>.
Il presidente di <Set Cimento>, controllata turca di <Italcementi>, Adnan Ignebekcili, ha dichiarato che <Goltas> è importante non solo per le attività in Turchia, ma anche per il mercato del Mediterraneo. <Italcementi>, secondo Ignebekcili, continuerà ad acquistare azioni della <Goltas> fino a quando avranno un prezzo conveniente. <Italcementi> inoltre vuole raggiungere anche il controllo della gestione della società turca che al momento è nelle mani del Fondo per i depositi assicurativi. (ApCom)
14.04.2006

ISTANBUL PARK

Due società turche - la <Setir> e la <Koc Group> - hanno partecipato assieme alla <Tursab> all'asta per il contratto di gestione del complesso.

Due società turche hanno partecipato all'asta per il contratto di gestione dell'"Istanbul Park", dove è stato costruito il primo circuito di Formula Uno del Paese. Si tratta di <Setur>, della <Koc Group> e dell'Unione delle agenzie turistiche turche (Tursab). L'impianto è stato messo all'asta nella giornata di ieri, 14 aprile.
Le compagnie interessate, in tutto 12 comprese le due turche, hanno già presentato i bid e hanno attenuto il certificato dalla "Formula 1 Administration Limited". Tra le aziende in gara anche la holding israeliana <Ofer> che era stata alla ribalta delle cronache perché vittima dell'annullamento dell'asta per il contratto di gestione del porto di Istanbul. (da
ApCom)
14.04.2006

TRAGHETTI AD ALTA VELOCITA'

Un_tipo_di_traghetto_ad_alta_velocità

Prestito di 50 milioni di euro alla Compagnia dei trasporti marittimi di Istanbul <Ido> per l'acquisto di due nuove moderne unità.

Un prestito di 50 milioni di euro alla compagnia di trasporti marittimi di Istanbul, Ido, per l'acquisto di due traghetti ad alta velocità che possano alleviare la congestione del traffico urbano a Istanbul.
" due ponti sul Bosforo si sono dimostrati insufficienti per lo spostamento di centinaia di migliaia di pendolari in una città con 12 milioni di abitanti", si legge nel comunicato della Bei che annuncia il prestito per Ido. I due traghetti potranno trasportare 1.200 passeggeri e oltre 200 automobili.
La Bei dà una grande importanza al miglioramento dei trasporti urbani in Turchia: dal 2001 i finanziamenti al riguardo hanno raggiunto i 580 milioni di euro. A questi si aggiunge il principale investimento della Bei nel settore in Turchia, con il prestito di 1 miliardo di euro per la realizzazione dell'ambizioso progetto del tunnel ferroviario sotto lo stretto del Bosforo. (Il Denaro.it)
14.04.2006

INVESTIMENTI TURCHI

Due società, la <Gorish Co.> e la <Asec>, collaboreranno alla costruzione di un nuovo cementificio privato in Siria.

Un gruppo di 5 investitori, di cui due turchi (<Gorish Co.< e <ASEC>) e tre siriani (<Ziad Al Zaeem>, <Imad Ghreiwati< e <Issam Anbobeh>), intende costruire un nuovo cementificio privato, avvalendosi degli incentivi offerti dalla legge 10/1991 sugli investimenti. In linea con le direttive del Governo siriano - che prevedono il versamento di una parte dell'importo da investire - il gruppo ha già depositato 5 milioni di dollari presso la Banca Centrale della Siria. Nel comunicare la notizia, il vice ministro per gli Affari Economici non ha tuttavia reso noto l'importo totale dell'investimento, la località dove verrà costruito il nuovo cementificio o la capacità produttiva dello stesso.(Ice Damasco)
14.04.2006

E' SUONATO
L'ALLARME ROSSO
PER IL TURISMO

Antalya,_allarme_rosso_per_il_turismo

 

Un calo del 30% ad Antalya. I dati pubblicati dall'agenzia <Cihan>. Le cause vanno ricercate nelle manifestazioni pro-Maometto e nell'uccisione del sacerdote italiano a Trebisonda.

La sirena d'allarme ha già iniziato a suonare. Il settore turistico turco è in crisi. Forse una crisi breve e contingente, ma i dati parlano chiaro. Nei primi tre mesi dell'anno, il flusso di visitatori stranieri ad Antalya, una delle località più visitate e quindi cartina di tornasole, è stato del 30% più basso che nello stesso periodo del 2005.
I dati sono stati pubblicati dall'agenzia <Cigan> e rivelano le conseguenze della crisi seguita alle vignette su Maometto e l'uccisione del prete italiano a Trebisonda. I due venti concatenati hanno allontanato dalle assolate coste turche del Mediterraneo i più assidui frequentatori, cioè i britannici e i tedeschi. L'allarme è grandissimo, quasi rosso, per quel che riguarda le previsioni dell'unione agenzie turistiche del Paese, che prevede un calo totale per il 2006 del 20% con una perdita di quattro miliardi di dollari di entrate.
Un colpo basso ad una delle industrie più fiorenti della Turchia, che nel 2006 aveva intenzione di infrangere qualsiasi record. se nel 2005 i visitatori stranieri in Turchia erano stati 21 milioni per il 2006 la cifra doveva toccare i 26 milioni. Un risultato che, a meno di straordinarie riprese, sarà difficile raggiungere. (ApCom)
14.04.2006

"BMT PRIMO DECENNIO"

Bmt

 

Riconoscimento alla Turchia per avere partecipato a tutte le edizioni della Borsa Mediterranea del Turismo. Le proposte allettanti del 2006

La Turchia ha partecipato alla decima edizione della Borsa Mediterranea del Turismo - Bmt 2006, che si è svolta presso il Centro Fieristico Mostra d'Oltremare a Napoli dal 7 al 9 aprile 2006. Questo importante appuntamento internazionale è stata l'occasione per gli operatori del settore e per il pubblico di conoscere le interessanti ed ampie offerte turistiche della Turchia, sempre più rivolte alla soddisfazione di un mercato esigente, nel rispetto del migliore rapporto qualità - prezzo. La Turchia ha confermato, infatti, un 2005 eccezionale, che ha visto un trend altamente positivo del turismo internazionale e in particolare italiano. Nel periodo gennaio - dicembre 2005 gli arrivi internazionali sono stati 21.122.798 (+20,59%). Straordinaria è stata l'affluenza di turisti italiani che negli stessi mesi ha registrato 401.842 arrivi (+26.33%). Lo spazio espositivo del salone Bmt 2006, oltre all'Ufficio Cultura e Informazioni dell'Ambasciata di Turchia, ha ospitato al suo interno diversi co-espositori: la compagnia di bandiera <Turkish Airlines>, <Courtesy Travel>, <Angela Gioia Srl Shipping Agency>, <Kappain.com>, <Insieme Tours>, <Intra Tours Dmc & Inair Aviation Turkey>, <Entour Tour Operator & Travel Agency>, <Incentive System e Pronto Tour>. In occasione della serata di gala dell'8 Aprile 2006, presso la Città della Scienza di Napoli, la Turchia è stata premiata con il riconoscimento "Bmt Primo Decennio" per aver partecipato a tutte le edizioni della Borsa Mediterranea del Turismo. Con la nuova stagione saranno tante le proposte allettanti per un turismo esigente: dagli straordinari eventi sportivi nel weekend del 28 - 29 aprile del Moto GP e del Gran Premio di Formula 1 dal 25 al 27 agosto che, per la seconda volta, si terranno in Turchia all'Istanbul Park. (Ufficio del Turismo turco)
14.04.2006

 

"ADAM & EVE":
NUOVO PROGETTO
ALBERGHIERO

Aprirà dal prossimo mese di agosto a Belek, avamposto naturalistico di Antalya. E' stato progettato dall'architetto Eren Talu.

A partire dal prossimo mese di agosto aprirà le sue porte "Adam & Eve", un nuovo progetto alberghiero contemporaneo, situato a Belek, avamposto naturalistico della regione di Antalya, in Turchia. E' stato pensato e progettato da Eren Talu, uno tra i più famosi architetti della Turchia, conosciuto per il suo stile minimalista che ben coniuga la modernità ai colori e allo stile del mediterraneo, e voluto da Talha Görgülü, imprenditore turco, presidente del <Kay Group>, azienda attiva a 360° nel settore del turismo che include una flotta aerea, la <Sky Airlines>, una catena alberghiera, la <Riva Hotels>, e <Kayitur>, società di incoming.
Questo nuovo progetto vuole essere il fiore all'occhiello della sua compagnia. Sinonimo di vacanza esclusiva, nella natura, servizi decisamente innovativi nel panorama dell'hotellerie sia leisure che business, creati ad hoc per l' "Adam & Eve". L'idea è quella di lanciarlo come "the world's sexiest hotel", l'albergo più sexy del mondo. Dove sexy è una miscela di gusto e stile.
Il resort avrà un 'personal service' per ogni ospite, disponibile 24 ore al giorno. Molto originale lo spazio lounge, un'area di svago di diecimila metri quadrati, da primato anche la piscina, che sarà il doppio di quelle olimpioniche. Le camere e le suite vantano una personal Spa, con vasca di cromo e musicoterapica che accoglie comodamente due persone, e una terrazza arredata per prendere il sole nella privacy più completa. Una riservatezza che viene esaltata nella "Adam & Eve Suite", di mille metri quadrati, e nelle 25 ville, con piscina e giardino privato.
Grande attenzione, poi, è stata riservata alla progettazione del business center, che offre spazi dotati di tutti i servizi tecnologici di ultima generazione. (GuidaViaggi.it)
14.04.2006

A PARITA' DI CUORE

Il_cuore_della_donna_più_forte_di_quello_dell'uomo

Studi condotti in Turchia dalla facoltà universitaria di cardiologia del prof. Abdurrahman Oguzhan hanno dimostrato che le donne sono più forti degli uomini.

Women are less prone to cardiac disease and heart attacks than men, according to the result of the latest research studies conducted in Turkey.
Associate Professor of Cardiology at Erciyes University Medical Faculty Abdurrahman Oguzhan said the estrogen hormone, enabling reproduction in women, decreased the risk of cardiac disease and heart attack in women.
"Endotel cells, covering the inner surface of veins, enable blood to flow more easily inside the vein, increases the enlargement capacity of veins, and prevents clotting; and the estrogen hormone helps protect these cells. Therefore, hardened arteries and the clotting risk in the heart drops; and the enlargement capacity is retained easing blood flow and preventing blockages. The results confirm that heart and vein diseases and the risk of heart attack resulting from blockages are reduced in women." (Anadolu News Agency/Zaman)
14.04.2006

LA MIGLIOR SCUOLA

La_miglior_scuola

Premiato per una ricerca sull'educazione l'istituto internazionale di Simferepol, che era stato aperto nel 2003 in Crimea da imprenditori turchi.

Simferepol International School opened by Turkish entrepreneurs in the Autonomous Republic of Crimea in Ukraine has been listed the top school in the list of the country's best 100 schools.
The school, which opened in 2003, will now appear in a catalogue promoting Ukraine's best 380 schools. A total of 1,881 schools took part in the competition held in nine branches across the country; only 380 institutions where chosen to be included in list of the country's best schools. Simferepol International School came first in the branch of "Educational Research" from among 81 educational institutions.
The award ceremony was held at the teacher's accommodation facility in the Ukrainian capital Kiev, attended by school administrators from across the Ukraine, those receiving awards as well as members of the press. Semferepol International School Director Galina Grishienko received the achievement certificate to the applause of her colleagues. During her acceptance speech, Galina Grishienko stated that they did not expect to win an award with such stiff competition because they are a recently established school, and said, "This award is a huge victory for our school."
Grishienko said such awards are generally won by established schools with more experience in education and said, "Our school has a particular educational programs and a different method of educating. However, I can say that the positive news that appeared about us in the Crimean press has had an effect on our success."
Elmas Bekirova, a third year teacher at the school, says the Turkish school is the best school in the city of Simferepol.
At the school opened by the company, New Technologies in Education, in 2003, all classes are taught in both Russian and Ukrainian from the child's first day in kindergarten.
Turkish, English, Crimean Tatar and French are also taught at the school. In the third year since its establishment, the school has achieved several successes in the Olympics held in the city and across the country.
The Turkish school also won a bronze medal in the International Environmental Project Olympics (Inepo) held in country. (Cihan News Agency/Zaman)
14.04.2006

5° SCUOLA TURCA A GIACARTA

Scuola_turca_in_Indonesia

La "Charisma Bangsa" è stata inaugurata alla presenza del ministro dell'Educazione indonesiano, di rappresentanti del Parlamento e, naturalmente, degli insegnanti.

A new Turkish school has joined the four Turkish schools active in Indonesia. Charisma Bangsa School, which opened with a ceremony in the capital Jakarta, is one of the country's distinguished schools for its modern classroom facilities and laboratories.
Indonesian Acting Minister of Education Professor Suyanto, Djusni Djohan, one of the founders of the school, Indonesian members of parliament, governors, and educator Mehmet Ali Sengul, Inci Ozdemir on behalf of the Society for Social and Economic Solidarity with Pacific Countries (Pasiad) and five Turkish members of parliament and Ache Governor Mawardi attended the opening ceremony.
The world needs education to escape ignorance, Djohan said, the students to be educated in Kharisma Bangsa School will be educated to a high standard to be able to perform crucial services around the globe.
The school will enroll students from nursery level through to the high school, he added: "We established the entire technical substructure according to the latest technology and transferred qualified teachers from Turkey and Indonesia to our school. We aim to nurture very qualified individuals, not only in terms of education but also culture."
Educator, Mehmet Ali Sengul, mentioned that the school was established as a result of both countries' efforts and will realize the expectations of the golden generation.
"Kharisma Bangsa School will plant the seeds of love in the Far East," Sengul said, "and Indonesia in particular. The young educated in the school will also improve the relationship between Turkey and Indonesia." (Cihan News Agency/Zaman)
14.04.2006

COME IMPARARE
A CONVIVERE
CON IL DIABETE

Ospedale_per_la_cura_del_diabete

Intervista del <Turkish Daily News> al dott. Yaser Suleymanoglu. L'obesità e una vita non attiva tra le cause del sorgere di questa malattia sociale.

Diabetes is a permanent disease caused by the failure of the pancreas to make enough insulin. According to specialists, genetics are a factor in the disease manifesting itself, but they not the only one. The extended human life span, nutritional deficiencies and an inactive lifestyle trigger diabetes. There are 180 million diabetic patients in the world today, and this number is expected to increase to 400 million by 2025. This means that it is necessary to be conscious about the disease and that people with diabetes must learn how to live with it. Acıbadem Health Group Bağdat Polyclinic Internal Diseases and Diabetes Specialist Dr. Yaser Süleymanoğlu answered the Turkish Daily News' questions about diabetes.
Dr. Süleymanoğlu says that obesity, an inactive lifestyle and high blood pressure are causes of diabetes. One or more of these factors increases the risk of the disease. Blood sugar tests should not be disregarded.
According to Süleymanoğlu diabetes is a chronic (lifelong) disease. Existing treatment consists of returning blood sugar to normal levels, which protects people from negative symptoms. After noting that the insulin used in the treatment of diabetes is not addictive but rather a necessary hormone to control blood sugar, Dr. Süleymanoğlu explained the reason the amount of insulin differs from person to person.
"Progress rates of the disease, personal features, lifestyle and the need for insulin is different for everyone. Treatment is carried out according to these factors. Regular insulin doses increase the success of treatment. This is why if a dosage is forgotten, it should be applied when it is remembered, but this should not be repeated often."  
Dr. Süleymanoğlu said that exercising is effective in preventing diabetes and recommends 1-2 hours of exercise after dinner 3-4 days a week. He stressed that patients should ask their doctors what type of exercise would best suit them.
When blood sugar is low, patients feel hungry and have heart palpitations, headaches, dizziness and eye problems. High blood sugar causes a dry mouth, blurry eyes, weakness and a need for water and food. Dr. Süleymanoğlu said the following about what should be done when blood sugar is too low or high: "When blood sugar is low, patients should eat sugary foods. For example -- five lumps of sugar or one teacup of fruit juice. When blood sugar is high, patients should rest and drink water if they don't feel nauseous."  
Süleymanoğlu gave the following information about the frequency of blood sugar tests:
"If blood sugar is normal, it is controlled one to two times a week when the patient is hungry and full. If blood sugar is irregular and there is a change in the treatment, blood sugar tests should be more frequent."
Dr. Süleymanoğlu noted that diabetes also damages other organs: "One in every 10 diabetic people has a foot ulcer at some point in their lifetime. Regular foot care reduces this risk. When feet fall asleep, it is very important to control them. If feet bleed, the patient must go to a doctor as soon as possible. Diabetic people should also have heart and eye check-ups at least once a year because they have a risk of heart, vein and eye diseases. Regular heart and eye check-ups are important for early diagnosis." (Turkish Daily News)
14.04.2006

VERA STORIA DEGLI UOMINI QUADRUPEDI

Gli_uomini_quadrupedi

Sul numero in edicola di <Newton> il resoconto di un'inchiesta in Turchia, dove gli inviati del mensile scientifico sono andati per incontrare i protagonisti della vicenda che ha scosso il mondo: i giovani costretti da una malattia genetica a muoversi su mani e piedi. Scienziati che li hanno scoperti. 

RakiDopo una tipica cena turca e mezza bottiglia di Raki, una forte bevanda all'anice, Üner Tan, professore di neurofisiologia dell'Università Çukurova di Adana, Turchia, si confida: "In tutta la mia carriera ho pubblicato 168 articoli scientifici, ma si trattava sempre di piccola scienza. Questa volta, invece, si tratta di grande scienza". È stato lui a scoprire i cinque fratelli "quadrupedi" diventati famosi in tutto il mondo, protagonisti di un programma da prima serata dell'emittente inglese Bbc. Milioni di persone si sono appassionate alla loro vicenda, che ha realmente dell'incredibile. E Newton è voluto andare in Turchia per saperne di più e per osservare direttamente come vive questa povera gente, che oggi rischia di diventare più un fenomeno da esibire che un caso umano e scientifico. Hüseyn, l'unico maschio, e le sorelle Gulim, Emine, Seneme, Hacer e Safiye si muovono solo su mani e piedi, hanno una grande difficoltà di linguaggio e un forte ritardo mentale. Secondo il ricercatore turco, famoso e stimato in patria ma sconosciuto all'estero, sono tutti sintomi di una nuova sindrome, mai vista prima, la "sindrome di Unertan", dovuta al deterioramento di qualche gene. Se è così, allora l'essere umano potrebbe aver acquisito le caratteristiche che lo distinguono da ogni altro animale grazie a una unica mutazione genetica, e i fratelli Ulas, questo il cognome della famiglia, mostrerebbero oggi comportamenti che l'uomo ha abbandonato un milione e mezzo di anni fa. Ma non tutti la pensano come Tan.
Polemiche per una firma
Nicolas Humphrey e John Skoyles, psicologi dell'evoluzione della "London School of Economics", hanno studiato con Tan i fratelli Ulas, e hanno concluso che il loro modo di muoversi è una conseguenza del ritardo mentale. I cinque fratelli non sarebbero affetti da una sindrome, ma sarebbero persone molto ritardate alle quali nessuno ha insegnato a camminare. La divergenza di opinioni ha innescato una forte polemica tra i ricercatori e i rapporti si sono deteriorati fino al punto di pubblicare le loro ricerche in articoli separati. "Gli inglesi mi hanno ingannato", si sfoga Tan. "Quando li ho chiamati per segnalare la mia scoperta, mi hanno suggerito di non dire niente a nessuno, promettendomi una pubblicazione su Nature. Poi mi hanno estromesso". Humphrey dà una versione diversa dei fatti: "Mi spiace molto che Üner sia così contrariato, ma non abbiamo avuto scelta: lui non voleva che Osman Demirhan, un genetista di Adana che ha partecipato alle ricerche, comparisse tra gli autori dell'articolo. O tutti o nessuno, ci siamo detti". Tan non si dà per vinto e svela che l'Accademia turca delle Scienze, di cui fa parte, sta valutando di presentare un reclamo ufficiale contro "i furbi inglesi". "Il tempo mi darà ragione", prosegue durante il nostro incontro. "Ho scoperto qui ad Adana un altro uomo con gli stessi sintomi dei fratelli Ulas: quadrupedalismo, difficoltà di parola e ritardo mentale. Non si potrà più dire che la famiglia Ulas è un caso unico e irripetibile".
L'uomo di Adana
Due giorni dopo Tan ci presenta l'uomo di Adana, si chiama Abdurrahaman Balli e ha 25 anni. Lo incontriamo nel giardino di una piccola moschea di periferia, dove ogni giorno gli offrono un pasto gratuito. Arriva puntuale alle due, dopo il solito giro in cerca di elemosina. È seduto su una vecchia e malconcia sedia a rotelle spinta da Yasin, suo cugino, 26 anni, anche lui malato di mente. Un ombrellone recuperato da una gelateria è incastrato nello schienale della sedia, li protegge dalla pioggia, frequente in questa stagione, e dal sole, che presto arriverà ad arroventare la città. Mentre Yasin "posteggia" la carrozzina sul marciapiedi, Abdush, come lo chiamano in famiglia, entra nel giardino e viene verso di noi. Si muove con molta fatica, ha l'andatura cadenzata di chi appena regge il proprio peso. "I fratelli Ulas sono molto più agili perché vivono in campagna, sono più snelli, e sono sempre in movimento", spiega Tan. "Lui è troppo grosso, passa la maggior parte del tempo seduto". Ma a parte l'agilità, Abdush cammina nello stesso incredibile modo di Hüseyn, Gulim, Emine, Seneme, Hacer e Safiye. Poggia a terra i palmi e tutta la pianta dei piedi; piega ginocchia e gomiti per far avanzare gambe e braccia. Quando carica il peso sull'arto di appoggio, che sia un braccio o una gamba, l'articolazione è distesa: un movimento doloroso e innaturale per qualsiasi altra persona che volesse provare a camminare in questo modo. La schiena di Abdush è dritta e inclinata verso la testa e quest'ultima è piegata indietro, per consentirgli di guardare davanti. La stazza e i movimenti di Abdush lo fanno sembrare un piccolo orso, ma sul volto ha l'espressione ingenua e serena di un bambino troppo cresciuto. Né lui né il cugino Yasin sono infastiditi dalla nostra presenza, neanche quando Volker Steger, il fotografo di Newton, inizia a scattare. Seguiamo le indicazioni di Tan, e diamo loro 20 lire turche a testa (circa 15 euro), ma i soldi vengono immediatamente requisiti dall'hoca, il capo spirituale della moschea, che dice di aver aperto per loro un conto corrente in banca, "così non sprecano quello che riescono a mettere insieme". Non riusciamo a immaginare i due cugini in giro per la città a fare spese folli, ma non è il caso di intrometterci in una routine consolidata. Yasin mi invita a sedermi vicino a lui. Gli dico il mio nome e che purtroppo non parlo la sua lingua. La cosa lo diverte molto e per tutto il pomeriggio continuerà a ripetere "Massimo, non parlo", in italiano, ridendo ogni volta. Con Abdush è più difficile interagire, il suo ritardo mentale è molto più forte di quello del cugino. Mangiano di gusto il pranzo, pasta con verdure, pane e una tazza di tè caldo. Entrambi usano il cucchiaio, Abdush con una capacità che sorprende anche Üner Tan. Per mettere ulteriormente alla prova la sua abilità manuale, il ricercatore gli chiede di tenere in mano una moneta, di taglio tra il pollice e l'indice. Dopo qualche tentativo Abdush desiste, e per la prima e unica volta in tutta la giornata, dice, in turco, una frase di sua iniziativa: "Non Ci riesco".
Un regalo per noi
Improvvisamente i due cugini lasciano la moschea, sempre insieme, senza mai parlare tra loro, si muovono ripetendo gesti evidentemente scanditi dall'abitudine. Abdush si butta per terra con le braccia in avanti, ed esce dal giardino. Yasin lo precede per portargli la carrozzina. Poi s'incamminano verso casa, viaggiano in mezzo alla strada, incuranti delle auto che li sfiorano suonando il clacson e dei passanti che si fermano per guardarli. A casa troviamo la sorella maggiore di Abdush, Sengül, e sua figlia Yüssüm. Sempre su indicazione di Tan diamo loro altri soldi, 100 lire a testa (150 euro in totale). Mentre beviamo il tè, appaiono altri membri della famiglia: la nonna, e la vivacissima Ajsa, di quattro anni, figlia di Yüssüm. Quattro generazioni di donne sono a casa, mentre gli uomini sono tutti al lavoro, in macelleria, arriveranno più tardi portando una parabola e un decoder per la Tv. La famiglia è molto povera, ma in ogni stanza c'è un televisore. Nella camera dove dormono Abdush, Yasin e la nonna, c'è anche un altro fratello con un gravissimo ritardo mentale. Nonostante i problemi, economici e di salute, si respira un'atmosfera serena, aperta alla vita e anche allegra. Quando Üner Tan ci lascia, noi restiamo senza interprete. Ciascuno parla la sua lingua, eppure riusciamo a capirci. Ajsa si mette in mostra davanti all'obiettivo, gioca con la sedia a rotelle, si fa abbracciare dallo zio Abdush, si ferma solo quando le danno il permesso di mangiare i cioccolatini che le abbiamo portato. Yüssüm si informa sulle nostre famiglie, e ci dà in braccio l'ultimo arrivato in casa, un neonato di pochi mesi. Sono piccoli gesti con un unico scopo, non farci sentire estranei. A Sengül piace molto il nostro cellulare, e prima di andare via glielo regaliamo. In cambio abbiamo ricevuto molto di più: a fine giornata Abdush che passeggia a modo suo nella stanza troppo stretta e Yasin che continua a urlare "Massimo, non parlo" non ci colpiscono più. Riusciamo finalmente a vederli come li vede la loro famiglia: sono persone, non sono cavie da laboratorio, non sono fenomeni da baraccone.
In cerca dei fratelli
Il giorno seguente, accompagnati dal neurofisiologo turco andiamo a casa Ulas, per conoscere i cinque fratelli quadrupedi che hanno fatto conoscere al mondo questa condizione. Vivono a Dimirkonak, un villaggio rurale nella campagna intorno a Iskenderun, a duecento chilometri da Adana, tanto piccolo che non esiste sulle cartine e neanche è indicato da segnali stradali. I ragazzi non sono in casa, ma incontriamo il padre, e Vesel, un amico di famiglia autista di dolmus, pulmini che collegano i paesi della zona. Seduti in cerchio, su sedie di plastica sistemate in mezzo al fango dell'aia, beviamo l'immancabile tè e chiediamo al padre di incontrare i suoi figli. Lui parla solo turco e curdo, ma tramite Tan dice, senza mai guardarci direttamente, di considerare per la sua famiglia uno stress eccessivo l'improvviso interesse della stampa internazionale. Perciò non vuole parlare con noi. Abbiamo il sospetto che lo stress non sia l'unico motivo del suo bisogno di privacy, e Vesel, meno riservato del padre dei ragazzi, conferma i nostri dubbi. È lui l'intermediario "ufficiale" tra mezzi di informazione e famiglia, e spiega che non è possibile incontrare i ragazzi finché non andrà in onda il documentario della Bbc. La stessa Bbc, da noi interpellata, ci ha risposto che solo dopo la vendita del suo programma in Italia "sarebbe stata nella posizione di facilitare" il contatto con i fratelli. Mentre torniamo ad Adana, Üner Tan sottolinea: "Gli inglesi hanno comprato la famiglia con un'enorme quantità di denaro: ogni mese danno loro 5000 lire turche (circa 3500 euro), il mio stipendio di tre mesi. E hanno costruito un nuovo impianto elettrico per la casa, li hanno portati in un albergo di lusso in città, e gli fanno fare fisioterapia, anche se sono troppo grandi e non serve a niente".
La fine dello spettacolo
Ci resta il dubbio sul perché non ci sia stato permesso di incontrare i fratelli Ulas. Anche la casa inglese indipendente di produzione che ha realizzato materialmente il programma della Bbc non ha potuto o voluto darci indicazioni precise su dove fossero i cinque ragazzi. La risposta, in fin dei conti, non è importante. Ma speriamo che, quando lo spettacolo sarà finito, e nessuno porterà più Hüseyn, Gulim, Emine, Seneme, Hacer e Safiye al mare solo per fare le foto promozionali del documentario, i cinque ragazzi possano ritrovare una famiglia capace di regalare loro uno sguardo sereno, come quello di Abdush. (Massimo Murianni-Newton/Corriere della Sera)
14.04.2006

HENRIETTE MUHEIM, LA TURCHIA E I KILIM

Henriette_Muheim-Dumlupinar

 

Dopo essere stata madre di famiglia e insegnante di lingue, questa signora friburghese vive la sua seconda vita di mercante di tappeti in Turchia. E con successo. <Swissoinfo> l'ha incontrata. "Da sempre, ha l'argento vivo in corpo. Non si ferma mai".

Henriette_con_il_marito_turco_Aykut"Sono nata in Svizzera ma sono cresciuta in Australia. E, più tardi - racconta Henriette Muheim-Dumlupinar - ho attraversato mezzo mondo con il mio primo marito svizzero, un medico, prima di tornare a Ginevra e a Firburgo".
Appena i suoi due figli hanno potuto volare con le proprie ali e lasciare il nido, Henriette ha di nuovo sentito crescere in lei la voglia di viaggiare. E così, durante una vacanza, ha scoperto la Turchia.
Di ritorno dal paese della falce della luna, Henriette Muheim-Dumlupinar si è messa ad imparare il turco: "E' una lingua molto bella e poi amo capire tutto ciò che si muove attorno a me e prendere parte alle discussioni".
Porte spalancate sul destino
Due anni dopo si installa a Izmir come professoressa di lingua in una scuola. "Sono partita a bordo della mia auto, con il mio piumino e i miei quadri. Non avevo nessuna idea di quanto sarei rimasta: un anno? dieci anni? Ho così preferito lasciare aperte tutte le possibilità".
Stiamo parlando di diciannove anni fa e Henriette, sei anni dopo, è diventata la Signora Aykut Dumlupinar. Oggi parla perfettamente turco ed è ben inserita nella sua nuova famiglia.
"Per noi europei, come pure per i giovani turchi, la famiglia può sembrare onnipresente, addirittura invadente. Ma avevo già oltrepassato i 40 anni - racconta a <Swissinfo> - e mia suocera ha sempre avuto un atteggiamento di grande discrezione".
Suocera atipica, verrebbe forse da dire, e altrettanto marito atipico, anche in Svizzera: Aykut Dumlupinar non si sottrae ai lavori domestici, cucina, fa il bucato. E, soprattutto, ha seguita sua moglie nella sua nuova attività professionale.
La passione 
Eh sì, perché parte del cuore di Henriette batte per i Kilim, una vera passione. I kilim sono dei tappeti tessuti dalle donne dei villaggi o dalle nomadi dell'Anatolia. A forza di percorrere i bazar, l''insegnante di lingue è diventata un'esperta di tappeti.
"Prima li ho comprati per me, poi ho avuto voglia di mostrarli ai miei amici e per finire ho aperto un negozio". A Kalkan, un villaggio situato tra l' esclusiva località balneare di Fethiye e Antalya, la cosiddetta riviera turca, la turistica costa sud-ovest del paese.
"Volevamo un piccolo angolo, ma accessibile ai turisti. Una scelta azzeccata, visto che il negozio ha funzionato bene per dieci anni. Poi la situazione si è deteriorata su pressione del turismo di massa.Henriette e Aykut hanno così deciso di chiudere il negozio, ma continuano però a vendere: ogni inverno tornano in Svizzera dove organizzano delle esposizioni-vendita. E, dal loro campo base invernale friburghese, raggiungono diversi paesi europei dove vendono tappeti a privati
Un patrimonio che muore lentamente
Per tradizione, le artigiane dell'Anatolia fabbricano anche i tappeti classici, quelli annodati a mano, destinati alla vendita.
I kilim, più umili, erano destinati all'uso personale. Lasciavano correre libera l'immaginazione, nella scelta dei motivi, della composizione e dei colori.
"Ogni tappeto era un pezzo unico, a tal punto che sapevano - racconta con entusiasmo Henriette - in quale villaggio e da quale donna era stato confezionato". Il problema è che ora le donne non tessono più il "loro" Kilim. Anzi, hanno cominciato a scambiare i loro pezzi con tappeti fatti a macchina o con utensili da cucina.
Oggi la raccolta dei vecchi kilim si prosciuga inesorabilmente e le donne dell'Anatolia non tessono più. "Oppure copiano dei motivi e tessono in serie, poiché sono pagate a pezzo. Così eccoli fare il loro ingresso - deplora sconsolata Henriette - nei grandi magazzini svizzeri". Mentre lei fatica a trovare dei kilim originali.
Purtroppo è un patrimonio che sta per scomparire, ma per fortuna parte di esso è stato salvato. A causa dei loro prezzi piuttosto bassi, i kilim trovano una breccia nelle maglie delle restrizioni alle esportazioni che tutelano l'antiquariato.
"Così è possibile evitare che scompaiono nei solai polverosi, visto che gli europei - precisa l'esperta svizzera - apprezzano moltissimo questo tipo di tappeto".
Con un piede nei due mondi
Un ritorno in Svizzera è immaginabile? La signora Muheim-Dumlupinar non ne ha la benché minima intenzione. Lei e il marito stanno anzi costruendo una casa in Turchia. "Per me è una fortuna immensa, perché possa avere un piede nei due mondi, nelle mie due vite".
In autunno e in inverno ritrova con gioia famiglia e amici, tutto qui. "Se dovessi essere costretta a scegliere, non immagina neppure lontanamente di tornare in patria. Sceglierei senza esitazione la Turchia".
"Certo, la vita non è sempre facile, come dappertutto. Ma questo paese - conclude Henriette - si trasforma in permanenza. Succedono tantissime cose, tutti i giorni. Mentre in Svizzera vedo la gente diventare giorno per giorno più stanca, irrequieta, tesa". (Isabelle Eichenberger - traduzione di François Gehring/Swissoinfo)
14.04.2006

ISTANBUL SCELTA COME CAPITALE DELLA CULTURA NEL 2010

Istanbul_capitale_della_cultura

Lo ha annunciato in una conferenza a Bruxelles Sir Geremy Isaacs. La soddisfazione del sindaco, architetto Kadir Topbas, che ha affermato: "Questa è una bella giornata per la città e per tutta la Turchia ". Creazione dell' "Ecoc, Istanbul 2010 European Capital of Culture".

Istanbul è stata scelta "all'unanimità" come una delle tre capitali della cultura europea per l'anno 2010 dal Comitato di esperti nominato dalle istituzioni UE. Lo ha annunciato in una conferenza stampa a Bruxelles il presidente della giuria di esperti, Sir Geremy Isaacs, confermando che la città turca ha sconfitto la concorrenza di Kiev, altra città extra europea candidata al riconoscimento. (Rai.it)
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Non sta più nella pelle. L'architetto Kadir Topbas, sindaco di Istanbul, ha subito voluto commentare la decisione di Bruxelles che ha eletto la sua città, insieme con Essen e Pecs, come capitale europea della cultura nel 2010.
"Questa è una bella giornata, non solo per Istanbul ma per tutta la Turchia. A Bruxelles è stata fatta la scelta giusta perché Istanbul ha tutte le credenziali per riscoprire il suo ruolo. Adesso bisogna impegnarsi per raggiungere questa data realizzando tutti i progetti che ci siamo proposti". Proprio per questo motivo è già stato creato l' "Ecoc, Istanbul 2010 European Capital of Culture> che avrà il compito di preparare la città a questo importante appuntamento.
I lavori sono guidati da Egemen Bagis, braccio destro del sindaco Topbas. La commissione è formata non solo da politici ma anche da giornalisti e intellettuali in genere. Ai lavori parteciperà anche Muammer Guler, governatore della provincia di Istanbul. Fra i progetti più ambiziosi c'è l'apertura di nuovi musei e sedi espositive, di cui in questo momento la città sente un po' la mancanza. il tema portante saranno i quattro elementi naturali.
"Questo filo conduttore - spiega Egeman Bagis - ci permetterà di identificare nella terra la cultura tradizionale, nell'aria la cultura e la spiritualità della religione, nell'acqua la cultura della comunicazione e nel fuoco la cultura del moderno e di una città che cambia in continuazione pur mantenendo sempre i suoi tratti caratteristici". Nel suo lavoro, fa sapere Bagis, l'Ecoc darà grande importanza al rapporto con la stampa e le associazioni culturali, realtà costantemente a contatto con la vita di tutti i giorni della città. (ApCom)
14.04.2006

LA CITTA' FANTASTICA DI PAMUK

Istanbul

E' uscito nelle librerie (edizioni Einaudi) l'ultima fatica dello scrittore turco: "Istanbul". Una fotografia in bianco e nero di un mondo che non c'è più e che viene raccontato con la malinconia di chi è legato ai ricordi della sua infanzia e della sua giovinezza. Il lirismo intenso del poeta.

IstanbulSolo chi conosce una città da anni e anni, che ha con lei un rapporto diretto, che ne assapora la sua atmosfera ed i suoi profumi, può cogliere quel senso di malinconia e financo di tristezza che ogni tanto sembra avvolgere palazzi e strade quando - specie di'inverno - le giornate sono buie e fredde. Una sensazione, questa, che si avverte in ogni centro - piccolo o grande che sia - ma che ad Istanbul è particolarmente forte. Ma può essere malinconica una città? O non è vero, invece, che è il nostro stato d'animo ad essere portato a momenti di indicibile abbandono quasi che la vita per noi non avesse più quel senso di gioia e di frenesia di cui avevamo goduto poc'anzi? Confidava Pio IX, durante un suo giro nelle Marche nel 1856, che Pesaro era una città triste. Centocinquanta anno dopo, ritornando sui passi di Papa Ratti, abbiamo avvertito che in fondo quel Pontefice non aveva tutti i torti pur dovendo riconoscere che la malinconia parte sempre dal nostro intimo e magari ci fa credere che lo sia tutto quello che ci circonda. Ciò, indubbiamente, deriva da quanto più amore abbiamo nei confronti del nostro habitat. State pur certi, infatti, che se troviamo una città bella ed affascinante ma per lei non nutriamo il minimo sentimento di amore (e perché no, pure di odio), ebbene essa per noi non sarà neppure malinconica o triste. Ora, amando noi tantissimo Istanbul, possiamo comprendere quindi cosa provi per lei Orah Pamuk, lui che ci è nato e che ci vive.
La tristezza che domina Istanbul - si legge nella prefazione del suo ultimo libro appena uscito in Italia -è una "condizione della mente che la città ha assimilato con orgoglio" e che ha infinite forme e sfumature. Nasce dal declino dell'impero Ottomano, dai sogni delusi di grandezza della Turchia moderna, delle antiche rovine che le case hanno inglobato senza cancellare, dal legno delle vecchie costruzioni che si annerisce per l'umidità e il freddo. E si nutre di innumerevoli dettagli: le sirene dei battelli che urlano nella nebbia, i gabbiani immobili sotto la pioggia, i cantanti di terza classe che imitano le pop-star americane e turche, e persino "le folle di uomini della mia infanzia, che tornavano a casa fumandosi una sigaretta dopo aver assistito ad una partite di calcio della nazionale, sempre pesantemente sconfitta".
IstanbulIstanbulLa Istanbul di Orhan Pamuk, che lo scrittore descrive nel libro omonimo, è una Istanbul in bianco e nero; è la città della sua infanzia e della sua giovinezza, quella che ai suoi occhi altro non era se non l'ultima eredità di Costantinopoli, dello splendore dei suoi palazzi e dei suoi giardini, di un mondo cancellato dalla Grande Guerra e dalla real-politik ataturkiana. Nel 1952, quando Pamuk nasceva, noi non avevamo ancora messo piede ad Istanbul. La prima volta, infatti, fu nel 1979. Eppure la città, già grande dal punto di vista edilizio, conservava - al di qua e al di là del Bosforo - ancora un fascino imperiale che ora purtroppo è decisamente scomparso. Lungo la costa, da Bebek a Tarabya, bastava risalire le colline per addestrarsi in una selva di alberi, di pini e di lecci che una cementificazione veloce e senza regole ha assorbito in maniera devastante. Istanbul non è più una città, è una megalopoli che rischia - con i grattacieli che crescono come funghi ovunque - di diventare infatti una copia di Hong Kong o di Shangai. Quanto era suggestiva, allora! Ce la ricordiamo con le sue case di legno, con le sgangherate limousine americane parcheggiate una dietro l'altra nella piazza antistante il mercato egiziano, con i portatori di acqua, con gli orsi della Tracia che ballavano al ritmo del tamburo, con i venditori di aranciata, con quelli di mandorle fresche e di pelli di volpe. Ce la ricordiamo ancora con qualche caicco, di certo con le mille barchette sballottate dalle acque del Bosforo, ce la ricordiamo con i piccoli taxi-boat che facevano la spola da una sponda all'altra, ce la ricordiamo infine alla chiamata del muezzin, quello vero, in carne ed ossa, che faceva risuonare la sua voce petulante mattina e sera per invitare i fedeli a pregare. Annota Pamuk, a proposito del crollo dell'impero ottomano e della sua identità culturale: "Lo sforzo per l'occidentalizzazione mi è parso sempre trarre origine, più che dal desiderio di modernizzazione, dalla voglia di liberarsi degli oggetti carichi di tristi e dolorosi ricordi rimasti fra le rovine di quel mondo, proprio come si buttano via gli abiti, i gioielli e le struggenti fotografie di una persona amata morta all'improvviso. Poiché non siamo riusciti a costruire un'entità forte, solida, nuova, occidentale o locale, un mondo moderno al posto dell'antico, tutto questo sforzo è servito per lo più a dimenticare il passato: ha causato l'incendio e il crollo delle case signorili, la semplificazione e la vaghezza della cultura e la sistemazione degli interni degli alloggi come musei di una stranezza e angoscia, che mi si sono insinuate dentro a poco a poco, durante la mia infanzia, come una forma di noia e di malinconia. Il sentimento di tristezza in cui era immersa la città, senza possibilità di liberarsene, simile a quello che provavo io ascoltando la musica <turca> che mia nonna seguiva movendo la punta della pantofola, era qualcosa che mi spingeva a costruire un mondo di sogni, se non volevo farmi cogliere da un'ansia mortale".
Pamuk ricorda la sua Istanbul, i palazzi storici, le passeggiate, il suo primo amore (qualcosa di struggente), i grandi scrittori turchi, la pittura. La Istanbul che non c'è più. Che strano! Anche uno dei giornalisti italiani più affermati, Cornelio di Marzio, vissuto a cavallo tra l'800 e il 900, nei suoi "Viaggi senza orario" descriveva una Istanbul che non era più quella che aveva visto anni prima e ne provava un senso di rimpianto. "Fino a ieri il Bosforo - si legge - rappresentava l'oasi natante dei pellegrini, l'arcadia dei sentimentali ed uno scenario riposante per i cittadini avventurosi del mondo. Casette scolorite di legno, soffocate dal verde dei platani; ricami in costruzione, discreti all'amore e alla nostalgia; case sonore di voci muliebri e parche e silenzio.
Sul mare, concavi
caicchi portavano, da una casa all'altra, le belle turche velate e lussuriose. Marinai in turbante, timonieri in sottana, dorature e stucchi, come nelle incisioni del Mellingen, completavano il quadretto idillico. Sulle rive giocolieri e zingari tenevano allegre le già serene brigate, interessando fanciulli e sfaccendati.
Di tanto in tanto, un palazzo imperiale, pesante di marmi e di capitelli, un paesetto scuro di legno fradicio, un rudero. Il buon Piranesi avrebbe avuto di che incidere rami e il D'Annunzio del 'Poema paradisiaco' di che scrivere sonetti
".
Continua Di Marzio: "Uno scrittore turco, passato ora al commercio dopo una breve sosta politica, ha tentato la descrizione di questa vita borforina in un suo romanzo sentimentale: Sermed. Ma come ha mutato rotta l'autore del romanzo, così il Bosforo ha cambiato aspetto.
Le case sono in gran parte vuote. I palazzi sono restati ricchi solo di ricordi. Ecco: qui fu l'imperatrice Eugenia; lì abitò Guglielmo II; lassù Abdul Hamid soffrì d'amore; là è sepolto Von der Goltz...Gli ombrosi
yali, dove i gelosi amanti nascondevano le loro belle, sono diventati asili ai corvi di giorno e ospizio di gufi la notte. I caicchi sono scomparsi. Per gli Stretti internazionalizzati passano troppi piroscafi e troppe navi. Le potenti  scie non permettono ai gusci di legno di indugiare in oziose contemplazioni ed il luccichio dei cannoni non fa sognare i poeti.
Le modeste case di legno che un tempo greci e armeni, sono in parte deserte e cadono a pazzi. Le ambasciate, divise tra Angora e gli uffici di Costantinopoli, mandano nel Bosforo solo poche persone desiderose di svagarsi, ma nervosamente attente all'arrivo di un telegramma in cifra o d'un corriere.
La crisi economica non permette alla vecchia borghesia divertimenti divenuti costosissimi. Gli alberghi sbadigliano, in deserte sale, furiosi
fox-trotts
: gli elegantoni di professione cercano con la lanterna di Diogene la donna dei loro sogni e la possibilità di arrivare svegli alla due.
Tutto inutile.
Non resterebbe che il panorama. Ma, scendendo oggi, ho visto due case di cemento armato, di fronte alla nera massa di Scutari. Ho visto sopra i palazzo di Dolma Bagtchè un gabbione di muro, diviso a scomparti, come l'armatura di una scatola di legno. Ho visto sulla punta del Serraglio la lunga fila di sedie di
un music hall. Ho visto un baraccone di legno sotto la colonna di Claudio II e per paura non ho guardato il monumento a Kemal, brutto, tozzo e presuntuoso, oltre gli avanzi delle mura marittime di Bisanzio.
La Turchia di Pierre Loti evidentemente è morta".
Quando Di Marzio scriveva queste annotazioni era attorno al 1925. Almeno ventisette anni prima che nascesse Pamuk. In quei cinque lustri Istanbul avrebbe avuto una ulteriore trasformazione. Nei due decenni che seguono, lo scrittore rivive tutta la sua infanzia ed oltre, ce le fa toccare con mano, assaporare come il profumo di limone. Sono 361 pagine di scoperte continue, raccontate con il lirismo intenso del poeta che si avvale anche di fotografie stupende. Pamuk - è bene sottolinearlo - è un grande scrittore, uno dei pochi forse nella narrativa moderna che riesce a convincere. Ciò grazie anche ad un retroterra culturale notevolissimo ma non per questo gratuito. Siamo convinti che chiunque resterà affascinato dalla sua "Istanbul". Come dice Pamuk, bisogna amare questa città proprio per la sua storia e per i suoi ruderi, e sì, anche per il fatto che ha perduto il prestigio di un tempo.
Oran Pamuk "Istanbul" - Einaudi editore - euro 18.50  (Veronica Incagliati)
14.04.2006

UN NUOVO FILM
DI OZPETEK
CON ACCORSI E FAVINO

Ferzan_Ozpetek

 

Il regista turco lo ha confessato ai microfoni di <Sky Tg24>. Si sta scrivendo la sceneggiatura e si lavora sui personaggi. L'amore per il poeta Nazim Hikmet.

"Sono Stefano Accorsi e Pierfrancesco Favino, per ora, gli attori del nuovo film che sto preparando", ha confessato Ferzan Ozpetek ai microfoni di <Sky Tg24>, aggiungendo: "Siamo scrivendo una sceneggiatura e stiamo lavorando molto sui personaggi. nella rilettura si ride e si piange. Le cose che scriviamo ci commuovono e quel che fa più piacere è che commuovono anche le altre persone a cui l'abbiamo fatta leggere. E' un lavoro che sta venendo bene".
Il regista di "Le fate ignoranti" e del più recente "Cuore sacro" lo ha detto nel corso di F.A.D., la rubrica condotta da Stefania Fiorucci, in onda tutti i giorni alle 155.35 .
Ozpetek ha poi parlato ella sua Turchia con particolare riferimento alla sua città, Istanbul, come ha fatto la scorsa settimana raccontando il suo amore per il poeta Nazim Hikmet agli incontri romani "Il classico di una vita" a cura di Paolo Petroni: "Istanbul è una città che sta cambiando molto. C'è un'atmosfera di vitalità e di grande boom. A Roma non più così, non c'è quella gran voglia di sentirsi vivi che vi trovai arrivando negli anni '70. Ma sono comunque molto legato a questa città. Riconosco i suoi difetti, ma li amo anche molto. Ogni volta che devo scegliere i seti dei miei film, rimango sempre sotto casa". (Ansa)
14.04.2006

UN FILM CONTESTATO

Dibattito e dure reazioni in Turchia alla notizia della prossima realizzazione da parte dei fratelli Taviani di una pellicola sul genocidio armeno. Secondo il rappresentante turco a <Eurimages>, i registi avrebbero modificato parte del copione. Nostra traduzione dal quotidiano turco <Radikal>

La notizia che il prossimo film dei fratelli Taviani, fondato sulle tesi del genocidio armeno, avrà il contributo finanziario di <Eurimages> ha provocato scalpore. Tutti gli occhi si sono rivolti al ministero della cultura che è stato criticato: "Come è possibile che un'istituzione a cui versa soldi anche la Turchia possa appoggiare un film simile?" <Radikal> ha parlato con Ahmet Boyacioglu, rappresentante della Turchia a <Eurimages>, il quale sostiene di essersi opposto al progetto fin dal giorno in cui si è cominciato a parlare del sostegno di <Eurimages>. Boyacioglu, dopo aver ricordato che il sostegno di <Eurimages> rappresenta il 6% del budget totale, ha riconosciuto come "con o senza il contributo di <Eurimages> il film si farà comunque". Boyacioglu dopo aver letto il copione sostiene che si tratti di un film parziale e si dice convinto che non avrà un grande successo, così come non l'ha avuto "Ararat" di Atom Egoyan. Boyacioglu è del parere che questa nuova crisi dimostri soprattutto la necessità di sostenere maggiormente il nostro cinema: "L'unica cosa che ci rimane da fare per opporci a film antiturchi è sostenere maggiormente film che raccontino il nostro punto di vista, le nostre storie".
Da quando si parla del film dei fratelli Taviani?

E' un grande progetto tra italiani, spagnoli, francesi e bulgari, con un budget di 9,7 milioni di euro, realmente un grosso impegno per <Eurimages>. I fratelli Taviani hanno scritto il copione ispirandosi ad un romanzo dell'italiana di origine armena ,Antonia Arslan. Ho letto il copione, racconta di come gli armeni nel 1915 siano stati barbaramente uccisi dai turchi. E' un copione tremendo, non c'è nemmeno un ruolo turco positivo. E' un film estremamente di parte. Nelle riunioni ho detto più volte che un film del genere contribuirà a seminare ostilità tra le due società. Il progetto però è degli italiani così come italiano è il presidente. Nonostante il nostro voto contrario, il progetto è stato approvato con 30 voti favorevoli su 32, il rappresentante macedone si è astenuto.
Che tipo di strategia ha adottato il governo turco?

Io ho scritto una relazione. Il 18 febbraio il nostro ministero degli Esteri ha fatto pervenire una nota al ministero italiano. La nota ha prodotto i suoi effetti perchéi fratelli Taviani hanno scritto una lettera al ministero degli Esteri italiano: "Abbiamo modificato il copione. Il film tratta di una storia d'amore in tempi di guerra. Non mette in cattiva luce i turchi, mette in cattiva luce un partito ed un gruppo ben preciso". Gli effetti di questa nota mostrano come si possono ottenere risultati se si fanno pressioni sulle alte sfere.
Noi quanti soldi diamo a <Eurimages> e quale tipo di sostegno riceviamo?

L Turchia dà a <Euroimages> 966.000 euro. I nostri film ottengono finanziamenti per 1,3 milioni. Si ha diritto di voto in proporzione al contributo versato. Noi abbiamo diritto al 4,9% dei voti, la Francia che dà molti più soldi al 25%.
Qual'è l'ammontare del finanziamento per i fratelli Taviani?

600.000 euro, il 6% del budget del film.
Quale consiglio dà a coloro che si oppongono al finanziamento da parte di <Euroimages<?

Comunque si tratta di un film per il cinema, la Repubblica Turca non andrà certo in crisi per questo. Se però vogliamo considerare questa cosa come una questione nazionale, allora dobbiamo sostenere maggiormente film che raccontino il nostro punto di vista. Questo film è poi un ottimo esempio dell'uso politico del cinema. Fino a quando noi turchi non avremo imparato dove il cinema può arrivare, loro continueranno a fare film e noi a vederli. In realtà il problema vero è il cinema turco.
Qual è secondo lei la ragione che ha portato i fratelli Taviani a farsi coinvolgere in questo progetto?

Uno è nato nel 1929, l'altro nel 1930, hanno passato tutti e due i 70, i loro ultimi film non sono stati all'altezza dei precedenti. Si sa che gli armeni sono impegnati in molte iniziative nell'Italia del nord. E' un progetto che va oltre i fratelli Taviani. Inoltre per un film di dieci milioni di euro, 500 rimarranno nelle loro tasche. (Olkan Ozyurt-Radical - traduzione di Fabio Salomoni/www.osservatoriobalcani.org/article/articleview/5455/1/51/)
14.04.2006

OMAGGIO A ROSSELLINI E DE SETA

Il_regista_Roberto_Rosellini

I due registi ricordati all'"Istanbul International Film Festival" che si chiude nella giornata di domenica

La 25/ma edizione dell'"Istanbul International Film Festival" che si chiuderà domenica 16 aprile ha reso omaggio a Roberto Rossellini e Vittorio De Seta. Rosellini è stato ricordato con "Viaggio in Italia" e "Dov'è la libertà?" mentre Vittorio De Seta  - presente alla rassegna - ha ritirato il Premio alla Carriera. A lui è stata anche dedicata una retrospettiva dei documentari girati in Sicilia tra il '54 e il '55, restaurati dalla <Filmoteca Regionale Siciliana>. (Ansa)
14.04.2006

PAROLE AL VENTO

Villa_Tarabya

Forse qualcuno ricorderà quello che era stato promesso durante la visita del nostro Capo dello Stato in Turchia a proposito del recupero di Villa Tarabya ad Istanbul, già sede dell'Ambasciata d'Italia. Ebbene l'edificio è ancora nelle stesse condizioni di allora. Una denuncia del collega Marco Ansaldo su "L'Espresso". 

"Il nostro gioiello che va a pezzi in Turchia". Così scriveva il collega Marco Ansaldo, nell'edizione dell'<Espresso> del marzo scorso a proposito dell'ex residenza dell'Ambasciata d'Italia a Tarabya (Istanbul). Dobbiamo confessare che - nel leggere l'articolo - siamo rimasti alquanto sconcertati anche perché nel corso della visita che il nostro presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi aveva compiuto nel novembre scorso in Turchia era stata fatta formale promessa che l'edificio - uno degli esempi più belli di architettura Art Noveau realizzati da Raimondo D'Aronco - sarebbe stato restaurato in breve tempo. Era già pronto anche un finanziamento per i primi lavori di recupero della struttura e stabilito, tra l'altro, quale sarebbero stati l'uso e la funzione della villa. Ancora una volta, quindi, le parole - sancite dal ministro degli Esteri Gianfranco Fini - in quella missione non hanno trovato seguito. Noi, come <Turchia Oggi>, ripetutamente ci eravamo occupati del degrado in cui versava Villa Tarabya, sollecitati in questo da Diana Barillari impegnata da anni per il recupero del complesso. Certo si è l'Italia non fa davvero una bella figura, considerato come - annota Ansaldo - che non lontano si trova un'altra costruzione di D'Aronco, Villa Huber, "restaurata in modo esemplare e sede di rappresentanza della Repubblica di Turchia". Ma tant'è: quando si mandano in rovina palazzi ed opere d'arte in Italia non si può sperare di conservare il nostro patrimonio all'estero. Sarebbe allora meglio cedere l'edificio, magari a qualche altro Stato che di sicuro saprebbe valorizzare un gioiello così unico. (Ve.Inc)
14.04.2006

NEL SEGNO DI MOZART

Mozart_ad_Istanbul

Al grande compositore austriaco - in occasione del 250/mo anniversario della sua nascita - sarà dedicato il 34/mo Festival Internazionale della Musica in Istanbul. La manifestazione si terrà dall'8 al 24 giugno prossimo presso una serie di prestigiose sale. Il cartellone.

Musica_organisticaThe 34th International Istanbul Music Festival will take place June 8-24.
The festival will host more than a thousand local and foreign artists under the sponsorship of Borusan Holding.
Themed "The 250th Birthday of Mozart," the festival will include 27 activities such as seven orchestras, six chamber music performances, two operas and two vocal music concerts.
The Basel Chamber Orchestra, Hélène Grimaud, Maria João Pires, Hussein Sermet, Julian Rachlin, La Petite Bande and Tabea Zimmermann are some of the artists that will perform works of Mozart.
Mozart's opera, "The Abduction from the Seraglio," not staged since 1996 will be performed by Yekta Kara at the Topkapi Palace.
Locations for various performances are the Virtual Istanbul Museum, Yildiz Palace Theater, Archeology Museum, Is-Sanat Concert Hall and Topkapi Palace. The festival will start with a concert by the Borusan Istanbul Flarmoni Orchestra at the Aya Irini Museum on June 8.
Ticket sales begin on April 22. (Culture & Art News/Zaman)
14.04.2006

 

PICASSO,
OVVERO SUCCESSO
DI UNA MOSTRA

Picasso,_successo_di_una_mostra

Dopo quattro mesi ha chiuso al museo Sabanci la grande retrospettiva del pittore spagnolo. Oltre 250 mila i visitatori di cui 5.700 nell'ultima settimana di esposizione.

The Picasso in Istanbul exhibition that ran for four months at Sabanci University's Sakip Sabanci Museum (SSM) ended last week. During the 103 days it was open, over 250,000 people visited the exhibition, which displayed 135 works by Picasso. Speaking at a meeting held at the SSM this week to evaluate the overall success of the event, SSM Director Nazan Olcer said that the exhibition had not only placed Turkey on the arts map, but also allowed the nation to shine.
Turkey truly dazzled on the last day of the exhibit, on which 5,700 people visited the museum. Evidently and to no one's surprise, people waited until the very last minute and the museum grounds and the main street nearby were packed with crowds and cars.
The exhibition received noteworthy coverage in both the domestic and international media, starting with the press conference for the exhibition's opening, which was broadcast live around Turkey as well as abroad.
Pointing out that nearly 2,500 people visited the exhibit every day, the museum's director said, "We're happy with the number of visitors but that's not how we gauge our success. We established certain standards and acted as a complete museum with all the required services." Stressing that even their audio guide was not ordinary, Olcer said that renowned art critique Ferit Edgu wrote the script that was read by celebrated actor Musfik Kenter. Another first set by the SSM was the special exhibit catalogue in Braille for visually impaired people. Olcer said that this was a first also for Turkish printing houses. These catalogues will soon be sent to schools for visually impaired students.
Education benefits ongoing
The director announced that talks at exhibition conferences, which were given by prominent Picasso experts, are now being published. "As we are a university museum, such an academic undertaking is necessary," she said. In total 16 conferences were given to an audience of 1,500 people. Events associated with the exhibit included gallery talks as well as educational programs and workshops for kids, which were attended by around 9,900 children. The exhibition was visited by over 48,000 students from 40 universities, 24 from outside Istanbul.
The director said that as not everyone was able to visit the exhibit they've prepared a documentary. She explained, "The camera recorded the exhibition by stopping before each artwork as a visitor would and images are accompanied by the audio guide." The documentary will be sent to all universities and institutions of higher education in Turkey.
Young interest in art
Noting that 43 percent of exhibit visitors were under the age of 24, Olcer said that this is a cause for delight as it shows the dynamism of this country. "It's the reverse situation in Europe and the U.S., where the majority of museum visitors are over 50," she added.
Olcer related comments about the exhibit made by Gerard Regnier, director of the Paris Picasso Museum for 17 years whose nom de plume is Jean Clair. After he toured the exhibit, Regnier remarked, "This is a very well thought out display and a series of enlightening and informative works, there are a few pieces that even I haven't seen before. I didn't think that it would be this successful in terms of display and content. There's a lot that the Picasso Museum in Malaga can learn from you."
Sociology of visiting a museum
The way people visited the museum was another point of interest. Olcer explained that due to security measures people agreed to leave behind their bags and coats and stood with reading material in hand waiting in very long lines.
Sabanci Holding Executive Board Director Guler Sabanci also noted that people waited without complaint though the past four months and suffered through severe winter conditions. "I think that the intense interest that people have shown in the exhibition is an issue that must be addressed by sociologists," she said
Guler Sabanci said, "By working day and night we succeeded in producing the best in the world in Turkey. A new epoch started in Turkey with this exhibition; the standards have changed. The SSM will continue our work in line with these new standards."
Asked about comments that the museum had been turned into a "fairground," Sabanci said, "We put up a tent so that people wouldn't be so cold as they waited, yet the exhibition was met with an interest that exceeded our expectations. Still people weren't discouraged. We hope it was a fairground, we would like it to be thought so."
The museum director added that elitism in museums belongs to a bygone era when people visited museums as though they were entering a temple. "Now people go to museums as a family and spend a whole day there while somebody studies in the library and the children play around," she explained. "They have lunch and enjoy the day. If this means a fairground then we accept the label." Olcer also stressed the importance of promotion and advertising, saying, "Many people who I think had never set foot in a museum before visited this exhibit. If they continue visiting museums then that is a great achievement."
Regarding the lessons they learned from this exhibit, Olcer said, "We now know that we can manage crowds." Olcer said that in all four months there was not a single crime problem, and no cases of theft or pickpocketing. She also noted that there was a Medline medical unit on standby at all times. "One problem we did have was with group reservations, as people didn't always show up at the right time or in the right number."
On the horizon
Saying that the Picasso exhibition had raised the bar for future museum events, Olcer said they will continue with innovative projects. She explained that the SSM will host works by Western artists and will also bring in Turkish artifacts kept in foreign collections. The director explained, "It is important for the SSM not to forego our own history and identity."
About future exhibits, the director said, "In two weeks we will bring a selection of Islamic and Christian manuscripts, textiles and Iznik tiles from the collections of the Museu Calouste Gulbenkian in Lisbon." Olcer explained that the most select works of Ottoman art are to be found in their Lisbon collection.
Following this exhibition the SSM will host an Auguste Rodin retrospective selected from among works of the Musee Rodin in Paris. Also this year, the SSM will host an exhibition for the 800th anniversary of Genghis Khan's birth and the Mongolian Empire. The museum will also display artifacts from the Topkapi Palace and several countries, including Mongolia and China.
The cost of the Picasso exhibition was not announced at the meeting. "It's confidential," said Olcer. "Suffice to say that this is the biggest-budget show Turkey has ever seen or will see."
Ahter Kutadgu, the director of Sabanci Holding Institutional Communications, also declined to put a price tag on the event and said that by sponsoring the project Sabanci Holdings had become a pioneer in the field of social responsibility. "We believe that by successfully realizing this project our esteem has been raised high on both the national and international stages," he said. "Social responsibility is in the Sabanci Group's DNA; it's in our genetic code. So we'll continue giving back what this land has given us. And we believe that other institutions will take similar steps." (
The New Anatolian)
14.04.2006

UN ANGOLO DI PARADISO

Cipro_Nord,_un_paradiso

Distante ad appena un'ora di aereo da Ankara, Cipro Nord offre qualcosa di speciale, per tutti i gusti. Coste meravigliose, alberghi di prim'ordine e resort, ma soprattutto monumenti antichi che si possono trovare a Salamina, Famagosta, Girne, Bellapais. Una popolazione molto ospitale.

The days are getting warmer and the nights longer. Spring is in the air, and people are starting to think vacation: Antalya, Bodrum, Marmaris, Alanya -- all the usual candidates. Some seek beaches and sun; some look for historical sites to explore; some favor a laid-back lifestyle, while others crave the fast pace of the city. But in all our years in Turkey, we've found only one place that offers an abundance of something for everyone and more: northern Cyprus.
Of course, based on reports from friends both Turkish and foreign, it took us nine years to actually get there. We had heard every reason not to go: too hot, too humid, too crowded, nothing to do but go to the beach or casino, too hard to get around. "It's just like being in Turkey," they would say, or better yet, "A weekend is enough to see the entire place" -- all of which proved to be untrue for a spring holiday away from the Turkish mainland.
Located a short hour's flight from Ankara, northern Cyprus welcomes visitors with open arms from the moment they arrive at the pleasant Ercan Airport until they regretfully step back on the plane bound for home. Our rental car was waiting with papers ready for signature right outside the terminal, and its deliverer insisted we follow him to our hotel since we hadn't a clue at that point about the layout of the island or how to get anywhere. No fuss, no muss -- a good beginning, we thought.
A refreshing change:
Our first impression, on that road crossing the mountains between the airport and the coast near Girne (Kyrenia), was that if all the roads were in that poor a condition, then we would be in for a tough week. We came to know that stretch quite well, however, and soon realized that it was in fact in the process of being improved to accommodate its increasingly heavy traffic load. Every other road we took across and around the entire northern part of the island was luxurious compared to some of those we know so intimately in Turkey. But the real eye opener, despite the name of the country -- the Turkish Republic of Northern Cyprus (KKTC) -- was that the drivers were anything but Turkish in driving style. What a refreshing change it was to see people wait at red lights (which were actually visible to all), stop for pedestrians, wait in single-file lines at intersections and make left or right-hand turns only from the left or right-hand lanes. The one departure from this orderly state of affairs was a lone vehicle backing up on the side of a highway; my husband and I both said almost simultaneously, "They must be from Turkey."
Our hotel, the Acapulco Beach Club and Resort, was situated on the water and offered everything we could possibly want: a long stretch of private beach, several inviting pools both indoor and out, a full range of personal care services, a large casino, meals at all times of the day and night with some of the best fresh vegetables I've ever had the pleasure of sampling, gracious rooms with an ocean view -- a self-contained holiday village that would more than fulfill the needs of those hoping for a restful, uneventful sojourn in paradise. As tempting as it was to set our selves down and luxuriate, we were vaguely aware that there was another world outside the gates, so we decided to see what northern Cyprus had to offer.
The perfect vacation:
What we found surprised us after the dire "not much to do" warnings of our friends back in Turkey. Northern Cyprus is a veritable treasure trove of historical sites, scenic vistas, quaint villages and modern cities with a traditional flavor, an intriguing mixture of Turkish and Greek, Muslim and Christian, European and Middle Eastern -- and all this presented by people who are at least as hospitable as the Turks, if not more so. Add to this almost flawless weather (at least in the spring), a modern road system, reasonable prices -- even coming from Turkey -- a relaxed Mediterranean atmosphere, a by-and-large English-speaking population, and you have all the ingredients for the perfect vacation.
Serving as a crossroads between East and West, Cyprus has been invaded and settled in turn by the ancient Greeks, Romans, Lusignans, Venetians, Genoese, Ottomans and British. The island won independence from Britain in 1960 and was reborn as the Republic of Cyprus, but conflict and sectarian violence between the Turkish and Greek communities and a Greek-led coup in 1974 prompted a Turkish military intervention and subsequent partition of the island, with the U.N. Peacekeeping Force in Cyprus monitoring the divided land to the present day.
So what is there to do for a week in northern Cyprus? Or, put a better way, is a week really enough time to see everything northern Cyprus has to offer? The answer can be found in tomorrow's article. (Helen Betts/Turkish Daily News)
14.04.2006

IL SIMBOLO DI UNA CITTA': I CAMINI

Una_immagine_di_Mugla

Come l'orologio è il simbolo di Izmir, gli stove chimneys  lo sono per Mugla uno dei più ridenti centri della Turchia che si affaccia sul Mediterraneo. Da un conto fatto sono all'incirca 4,400 tutti sotto la tutela delle Belle Arti.

Muğla's provincial culture and tourism director Erdem Uyanık said stove chimneys peculiar to Muğla are actually symbols of the city and have been used on the municipal logo for years. 
Uyanık said the chimneys were designed with the region's climate and wind patterns in mind, adding: "These chimneys never emit fumes in the house when they draw the smoke upwards. Master craftsmen construct them using a special technique and 16 pieces of tile," he said.
"Many municipalities, such as Akyaka, stipulate the construction of these chimneys when they issue building permits," he said. 
City's emblem: 
Muğla Mayor Osman Gürün said: "The Clock Tower is the symbol of İzmir. Likewise, chimneys are the symbol of Muğla. We have placed these chimneys, numbering around 4,400 in all, under protection in order to preserve the historical character of our city."
Hayriye Gününç, 87, on the other hand, said efforts thus far to protect the chimneys had been inadequate. "Food was cooked under these chimneys when we were children, making them more important at that time. The young generation of today doesn't realize their importance," she said, adding: "These chimneys don't smoke indoors, even in the strongest of winds. They are a legacy from our ancestors," she said.
The structures also attract a great deal of attention from tourists, who take photographs of chimneys adorning historic wooden houses, reported the Anatolia news agency. (Turkish Daily News)
14.04.2006

LA STAGIONE DEI TULIPANI FA SBOCCIARE DI NUOVO ISTANBUL

E'_il_periodo_dei_tulipani

Il municipio ha investito un milione di Lire turche per piantare 3 milioni di bulbi che danno colore alla città. La parola tulipano deriva da dulbend lalesi che significa turbante dalla forma di fiore selvaggio.

Spring has at last arrived in Istanbul, bringing with it, as it does every year, warmer weather and brilliant sunshiny days, an awakening of the city from its long winter slumber and a floral explosion in the metropolis' many gardens. But this year the commercial and cultural capital of Turkey is being treated to a new vernal phenomenon: tulips -- a veritable profusion of the graceful bloom springing up along almost every main boulevard and throughout the city's main parks and squares.
The Greater Istanbul Metropolitan Municipality has invested upwards of YTL 1 million to plant 3 million tulip bulbs around the city, harking back to the days of the Ottoman Empire and the Lale Devri, or Tulip Period, when the turban-shaped bloom became the symbol of Turkish civilization. Secreted in the soil in November, the flowers are now pushing their way up to the light of day, forming a tableau of riotous color and form, with 22 varieties of the venerable blossom decorating the entire city.
When the word "tulip" is mentioned, many people automatically associate it with Holland. But in fact, although it is commonly believed to have originated in Turkey, it probably first appeared on the steppes of western and central Asia, from whence it traveled to Turkey and points beyond. Some sources have Turks cultivating tulips as early as A.D. 1000.
Although the court of Sultan Süleyman the Magnificent, ruler of the Ottoman Empire from 1520 to 1566 during the "golden age of Ottoman power and grandeur," is believed to have had a fondness for tulips, the real heyday of the dülbend lalesi, meaning "turban-like wild flower," from which the English word "tulip" is derived, emerged during the reign of Sultan Ahmet III, who ruled the empire from 1703 to 1730. The Tulip Period, extending from 1718 until 1730, in addition to an obsession with the cultivation of tulips by the upper classes, witnessed a blossoming of culture that manifested itself in Istanbul's architecture and public works and the construction of numerous villas in Üsküdar, Beylerbeyi, Bebek, Fındıklı, Alibeyköy, Ortaköy and Topkapı.
Istanbul's first fire brigade was established in this period as well as its maiden printing press, operated by Ibrahim Müteferrika, along with tile, textile and paper factories. The arts and literature experienced a renaissance during these years, with poetry and art being given prominence. The tulip decorated the coins of the period, which also saw completion of such masterpieces as the Emetullah Gülnus Valide Mosque, the Ahmet III fountain, the Üsküdar fountain, the Ahmet III Library and the Damat Ibrahim Paşa complex (Külliye).
The Ottomans had suffered a defeat at the gates of Vienna and were forced to sign the 1699 Treaty of Karlowitz. Anxious to forget the war and its humiliation, Ahmet III was encouraged to indulge in his love for flowers and soon started to host huge spring palace garden parties that were graced by thousands of tulips. Society also wholeheartedly embraced the flower, competing to come up with the most innovative garden entertainment as well as to produce the best flowers. An array of "how-to" and informational books came into circulation, with one 1726 publication listing some 890 varieties available on the Istanbul market.
The Tulip Period ended with the Patrona Halil uprisings in 1730, during which a number of the villas and tulip gardens that had come to symbolize the era were destroyed.
The era may have died, but the Turkish fascination with tulips hasn't. You can still buy them from garden shops and street vendors all over the city. You'll find them in famous gardens and parks, as has been the case for centuries. But now you will also see them along such roads as the Sahil Yolu, a riot of color transforming a once-ordinary highway into a multicolored carpet of spring blossoms.
The Second Lale Devri has dawned, bringing along with it all the wonder, fascination and magnificence of the first. (Turkish Daily News)
14.04.2006

 

111 ANNI DI SCAVI

Efeso,_l'anfiteatro

 

Efeso, una delle sette meraviglie del mondo. Attualmente a lavorare nell'antico sito - tanto caro all'imperatore romano Adriano - sono impegnati 243 archeologi con ottanta laboratori. La spesa sostenuta nel 2005 ed il ruolo dell'Istituto austriaco. Un incontro con il prof. Fritz Krinzinger.

Archeologia_e_scavi_ad_EfesoExcavation and restoration efforts in the ancient city of Ephesus are entering their 111th year.
Conducted by the Austrian Archaeology Institute for the past 110 years, work on the site will continue this year as well, carried out by the same organization.
Austrian excavation leader Professor Fritz Krinzinger said, "We are pleased to have been able excavate for 100 years in such a place, one of Turkey's richest archaeological sites," and thanked the Culture and Tourism Ministry for giving them this opportunity.  
He said they had spent approximately YTL 1.5 million on work in 2005, with the bulk of expenses met by the Austrian ministry responsible for culture as well as Austrian sponsors.
Noting that they had already begun work for 2006 on the site's 24,000-seat theater, Krinzinger said, "Our work this year will also include the street leading to the port, the Traian fountain and the Belevi mausoleum."  
He said in addition to work in the ancient city of Ephesus, excavation would proceed in the Turkish baths in Selçuk and its environs, work that has been under way for the past 10 years.  
"We will continue to publish our findings and plan to release seven or eight publications by the end of the year,"
"Work at Ephesus in 2006 will be conducted by 243 archeologists and 80 laborers, with plans to finish up in November for the year," he said. (Turkish Daily News)
14.04.2006

 

TORNERA' 
A SUONARE GRAZIE
AD UN ITALIANO

Restaurato da padre Giuseppe Gandolfo e dall'esperto turco Ismail Gundogdu un organo le cui note si potranno riascoltare il 21 aprile dopo otto anni di silenzio.

The Presidential Symphony Orchestra (CSO) has been reunited with its 41-year-old church organ after an absence of eight years.
The organ, repaired by a priest from Italy, will resume its place on stage on April 21 for the first concert of its new life.
Willed to the orchestra by İzmir businessman Edmond Giraud in 1965, the organ, which possesses around 5,000 pipes, was brought to Ankara upon Giraud's death.
The old organ was used in concerts for years, but one day it simply stopped working and awaited help for eight years. At last the Culture and Tourism Ministry intervened and took matters into its own hands.  
Father Giuseppe Gandolfo, regarded as an "organ professor" in Italy, was contacted and together with Turkish expert İsmail Gündoğdu, he restored the old organ to its original condition. They tuned the Werner Bosch Kassel organ and experimented on each key for days. As a result of four months of painstaking labor, it was totally resuscitated with the exception of one key.
The reborn organ debuts on April 21.  
CSO Director Aycan Sancar said they were pleased about the organ reclaiming its place on stage, reported the Anatolia news agency.
Noting that it had languished in disuse and disrepair for a long time, Sancar said, "Minister Atilla Koç has been responsive to the issue, and the organ is now ready for concerts."
Sancar said the church organ would be played by a Russian organist in its first concert. (Turkish Daily News)
14.04.2006

LA FIFA BOCCIA
IL RICORSO
DELLA FEDERTURCHIA

Fifa

 

Rimangono in piedi le sanzioni a carico della Nazionale di calcio che dovrà giocare all'estero le gare di qualificazione all'Euro 2008.

Gli_incidenti_tra_Turchia_e_SvizzeraLa Fifa ha confermato tutte le decisioni disciplinari prese in relazione agli incidenti verificatisi nel novembre scorso in occasione della partita di playoff per la qualificazione alla Coppa del Mondo Fifa tra Turchia e Svizzera a Istanbul.
Decisione iniziale
La Commissione d'Appello della FIFA ha reso noto che, sulla base della decisione iniziale presa dalla Commissione Disciplinare della stessa Fifa, la Turchia dovrà giocare le prossime sei partite internazionali ufficiali a porte chiuse e in campo neutro in un paese affiliato alla UEFA, distante almeno 500 chilometri dal confine turco. La Federcalcio turca dovrà inoltre pagare una multa di 130.000 euro.
Squalifiche confermate
Inoltre per i giocatori della Turchia Alpay Özalan e Emre Belözoglu rimangono squalificati per le prossime sei partite ufficiali della nazionale e dovranno pagare una multa di 10.000 euro. Il loro compagno di squadra Serkan Balci è squalificato per due partite internazionali ufficiali e multato di 3.000 euro. Il vice-allenatore della Turchia Mehmet Özdilek è squalificato da ogni attività in campo calcistico per dodici mesi e multato di 10.000 euro.
Le sanzioni per la Svizzera
Anche il giocatore della Svizzera Benjamin Huggel rimane squalificato per sei partite ufficiali e multato di 10.000 euro. L'altra sanzione presa contro la squadra svizzera riguarda una squalifica di due gare per il fisioterapista Stephen Meyer, multato anche di 4.000 euro. Un comunicato della FIFA precisa: "Sulla base dello Statuto della FIFA, si può ricorrere in ultima istanza alla Corte di Arbitrato per lo Sport di Losanna una volta che le decisioni ufficiali saranno notificate alle parti interessate". (Uefa.com)
14.04.2006

UNDER 19 SCONFITTA DALLA TURCHIA

Pesante punteggio per la quadra che ospitava gli Azzurrini ad Izmir.

L'Under 19 di Paolo Berrettini è stata sconfitta 5-1 dalla Turchia, nella partita amichevole disputata ad Izmir. Dopo il vantaggio dei turchi al 5' del primo tempo, gli Azzurrini mezz'ora dopo, al 36', erano riusciti a pareggiare il conto.
Nella ripresa, però, l'Under 19 ha subito ben tre reti in sette minuti, quindi la Turchia ha messo a segno il quinto gol al 47'. (Datasport.it)
14.04.2006

CAPPADOCIA MOUNTAIN BIKE FESTIVAL

Cappadocia_Mountain_Bike_Festival

 

Ancora si devono tenere gli Europei di Alpago per questa specialità e già la Uec ha assegnato l'edizione del prossimo anno alla Turchia.

Il_campione_europeo_in_carica_Jean_Christophe_PeraudAncora si devono tenere gli attesi Europei di Alpago, dal 23 al 30 luglio in provincia di Belluno e già la Uec ha assegnato in questi giorni la edizione del 2007. Gli Europei 2007 si terranno in Turchia per quel che concerne la disciplina del cross country.
A far da cornice alla massima rassegna continentale sarà il tradizionale "Cappadocia Mountain Bike Festival" che quest'anno celebrerà la sua 6.a edizione.
All'interno del Festival della Cappadocia si terrà quest'anno l'importante gara a tappe internazionale catalogata come S2 che si terrà il 9-10 e 11 giugno. (Solobike.it)
14.04.2006

IL SETTEBELLO TRAVOLGE I TURCHI

Con un 19 a 3 non c'è stata praticamente storia. Squadra in ripresa.

Strappato il biglietto per Belgrado con una giornata di anticipo. Azzurri aritmeticamente primi del girone. Cinque gol di Deserti, quattro di Buonocore.
Il Settebello del Ct Paolo Malara ha convinto. Non solo per le vittorie conseguite con Romania e Turchia, inappellabili, ma anche per la mentalità e la coesione del gruppo.
Il successo coi turchi per 19-3 ha consentito agli Azzurri di centrare in anticipo i due obiettivi della tre giorni ligure: qualificazione agli Europei di Belgrado, in programma dal primo al 10 settembre prossimi, e primato in classifica.
L'Italia ha raggiunto le già qualificate Serbia & Montenegro, Croazia, Russia, Ungheria, Spagna e Germania - prime sei del torneo di Kranj 2003 - Grecia e Olanda - migliori del concentramento di Eindhoven.
Agli Azzurri è bastato un tempo per allentare la tensione: 6-1 con gol in sequenza a uomini pari di Fiorentini, Avallone, Felugo e Deserti in appena quattro minuti. Il primo gol in superiorità (9-1) lo ha realizzato Fiorentini dopo 15.08 di gioco: è l'1/4 (sarà 7/12), unica macchia di una gara trasformata dall'Italia in una sorta di allenamento.
Disteso e soddisfatto il Ct Paolo Malara: "Abbiamo ottenuto gli obiettivi che ci eravamo prefissati alla vigilia in appena due giornate; l'aspetto più significativo, però, è l'intensità e le motivazioni con cui i ragazzi mi seguono e si impegnano. Stiamo formando un gruppo, base fondamentale per crescere e conseguire importanti risultati".
L'Italia del ciclo Malara è al quarto successo su quattro. Cammino senza macchia: "Certo, un cammino che trasmette fiducia e dà indicazioni positive - ha concluso il Cittì - Però non dobbiamo adagiarci e analizzare ogni incontro nella giusta misura. I successi con Grecia e Spagna sono arrivati in amichevole e in una fase preparatoria. Le vittorie di Imperia, seppur meno prestigiose sotto il punto di vista della tradizione, ci hanno permesso di conseguire l'accesso all'Europeo: il primo obiettivo stagionale. Stiamo costruendo, con serenità e serietà".
(ilmascalzone.it)
14.04.2006

 

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