AVVISO
PER NOSTRI
LETTORI

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In occasione delle prossime elezioni politiche in Italia si vota per
eleggere 12 deputati e 6 senatori assegnati alla Circoscrizione
Estero. Come fare |
In occasione delle
prossime elezioni politiche si vota per eleggere 12 Deputati e 6
Senatori assegnati alla Circoscrizione Estero. La Circoscrizione Estero
si compone di quattro ripartizioni comprendenti Stati e territori
relativi a: Europa, compresi i territori asiatici della Federazione
russa e della Turchia; America settentrionale e centrale; America
meridionale; Africa, Asia, Oceania e Antartide. In base alla legge
459/2001 l'elettore residente all'estero può scegliere di esercitare il
suo diritto di voto per corrispondenza o tornando in Italia. Possono
votare per corrispondenza tutti i cittadini
italiani iscritti nelle liste elettorali della Circoscrizione estero e
residenti nei Paesi con i quali sono stati stipulati appositi accordi
(intese) che prevedono l'esercizio di tale diritto. I cittadini che, per
una causa qualsiasi, non risultano iscritti in tali liste possono
essere ammessi al voto a cura del competente Ufficio consolare se ne
fanno richiesta entro l'11° giorno precedente la data delle votazioni,
previo accertamento dell'inesistenza di cause ostative al voto presso il
Comune italiano di origine. A seguito dell'entrata in vigore della legge
22/ 2006 possono votare per posta anche alcune categorie di cittadini
temporaneamente all'estero per motivi di servizio o per missioni
internazionali e
precisamente: il personale appartenente alle forze armate e alle forze
di polizia impegnato nello svolgimento di missioni internazionali; i
dipendenti delle amministrazioni dello Stato;
i professori universitari, ricercatori e professori aggregati.
01.04.2006
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UN PAIO DI APPUNTI

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Tali sono parsi a molti media turchi, nei confronti del Governo di
Ankara, quelli fatti dal Capo dello Stato Ahmet Necdet Sezer nel
corso di un suo intervento alla Camera dell'Industria. |
Le parole "Banca" e
"Centrale" non le ha nemmeno nominate. Ma il messaggio non era certo
volto alla distensione dei rapporti. Il presidente della Repubblica
turca, Ahmet Necdet Sezer, ha approfittato di una conferenza alla Camera
dell'Industria di Ankara per fare un paio di appunti al Governo Erdogan
in tema di situazione economica interna.
Con un forte accento sul concetto di laicità dello Stato, che, in un
momento come questo, in piena debacle per la nomina del nuovo
Governatore della Banca Centrale, equivale ad una dichiarazione di
guerra. Sezer nel suo discorso si è soffermato principalmente sul
concetto "una buona democrazia dunziona con una economia".
Con il miglioramento della condizione economica della Turchia devono
migliorare anche le condizioni dei cittadini, con un occhio di riguardo
alle politiche per la famiglia. In secondo luogo Sezer si è soffermato
sui dati resi noti dall'Istituto di Statistica turco che davano la
disoccupazione in amento, sottolineando che ai primi posti nell'agenda
del Governo ci devono essere le persone rimaste senza lavoro o quelle
che hanno un impiego in nero. Tutta una premessa che ha portato alla
parte finale del suo discorso: la Turchia negli ultimi anni ha fatto
passi molto importanti nel cammino della democrazia.
Lo sviluppo delle democrazie e della legge mandano avanti la vita di uno
Stato. La Turchia è una Nazione laica e democratica e tale deve
rimanere, perché solo su questa strada può proseguire il suo sviluppo.
Un discorso, quello di Sezer, che a molti media turchi è parso un
avvertimento all'esecutivo di Ankara.
01.04.2006
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UN DURO SCONTRO

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Il Capo dello Stato turco, Ahmet Necdet Sezer, ha bocciato il candidato
che il Governo Erdogan aveva proposto come nuovo Governatore della Banca
Centrale. |
Il presidente della
Repubblica turca, Ahmet Necdet Sezer, ha respinto la candidatura di Adnan
Buyukdeniz quale prossimo Governatore della Banca Centrale turca proposta dal
partito Akp del Primo Ministro Recep Tayip Erdogan.
Secondo notizie di stampa, il presidente turco avrebbe respinto la candidatura
di Buyukdeniz in quanto quest'ultimo sarebbe uno specialista in attività
bancarie islamiche, attività che rispettando i dettami della sharia non
prevedono la corresponsione di interessi.
La sua candidatura sarebbe stata quindi vista, scrive il giornale di
centro-destra <Cumhurieyet>, come un'altra azione messa in campo dal partito di
Erdogan per trasformare il Paese laico in uno stato islamico moderato.
La nomina del nuovo Governatore della Banca Centrale turca è a centro di un
braccio di ferro tra il Governo e il presidente che si trascina ormai da due
settimane circa e che sta creando inquietudine e incertezza su mercati
finanziari turchi.
In particolare, secondo gli analisti, ad allarmare gli operatori è il rischio
di un rilassamento della politica monetaria condotta finora dalla Banca
Centrale, politica che ha consentito di far scendere l'inflazione dal 125% del
1994 a meno del 10% dello scorso anno.
La Borsa turca infatti ha ripetutamente chiuso con un ribasso del principale
indice di alcuni punti.
La
Banca centrale turca è presieduta ad interim dal suo vicepresidente Erdem Basci
dal 14 marzo quando l'ex Governatore Sureyya Serdengecti è andato in pensione.
Basci era ritenuto il candidato del Governo e all'inizio della scorsa settimana
si erano diffuse voci che sul suo nome il presidente della Repubblica, un fermo
laicista, avrebbe avuto perplessità dovute al fatto che Basci sarebbe ritenuto
molto vicino all'attuale ministro dell'Economia, Ali Babacan, ed al fatto che
sua moglie usa portare il copricapo islamico, cosa proibita in Turchia in tutti
gli edifici di stato.
Senonché successivamente lo stesso presidente Sezer aveva sorpreso i mercati
annunciando che il decreto a lui trasmesso dal Governo per la nomina del nuovo
Governatore non conteneva il nome di Basci. Ma le ultime notizie confermano che
il candidato del Governo è stato comunque bocciato.
Da notare che la caduta della Borsa ha provocato una incrinatura nei rapporti,
finora idillici, tra gli uomini di affari ed il Governo di Erdogan. Quest'ultimo
prima di volare in Sudan per il vertice della Lega Araba aveva polemizzato
con gli investitori che starebbero speculando sulla vicenda del Governatore ed
aveva affermato che il Governo presenterà un nuovo candidato.
Ciò ha contribuito ad acuire i malumori degli investitori che accusano il
Governo ed il premier di volere usare la nomina del Governatore come
''grimaldello'' per inserire a tutti i costi un esponente della ''borghesia
velata'' (la borghesia di orientamento islamico) al vertice della Banca Centrale
e per forzare il divieto del velo islamico femminile ai vertici dello Stato.
C'è chi nota infatti che su questo divieto sembrano destinate ad infrangersi le
ambizioni di Erdogan, la cui moglie è ''coperta'', a succedere all'attuale Capo
dello Stato Sezer alla scadenza del suo mandato, nel giugno 2007.
''Ogni tanto Erdogan ed il suo Governo escono allo scoperto e rivelano il
loro vero volto islamista'', ha dichiarato all'Ansa un eminente
uomo d'affari di Istanbul.
''Erdogan non si rende conto che questi suoi tentativi di forzare i limiti
imposti dal carattere secolare dello Stato e sentiti come inviolabili da parte
della maggioranza dei laici turchi, sono interpretati dai mercati e dalla gente
come dei brutti segnali per la stabilità futura del Paese'', ha aggiunto lo
stesso uomo d'affari, che vuole mantenere l'anonimato.
Non è bastata a rassicurare gli investitori nemmeno la dichiarazione del
ministro dell'Economia Ali Babacan, che ha garantito che ''chiunque sia nominato
nuovo Governatore, gli impegni del Governo per la stabilità dei prezzi e per
l'indipendenza della Banca Centrale saranno mantenuti''.
I giornali turchi danno per probabile la nomina a Governatore dell'attuale
Sottosegretario al Tesoro, Ibrahim Canakci, o di un altro esponente vicino al
Governo, che sia, però, avvezzo alla
finanza moderna e la cui moglie non usi portare il velo islamico in
testa.(spezzone di un servizio di Lucio Leante/Ansa/AnsaMed)
01.04.2006
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....E L'OPPOSIZIONE ATTACCA

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Deniz Baykal accusa il Governo di "assediare" lo Stato cercando di
mettere alla testa della Banca Centrale turcaun uomo di sua
stretta fiducia. Il "caso Buyukanit". |
Il leader dell'opposizione
parlamentare turca ha accusato il Governo di ''assediare'' lo Stato cercando di
mettere alla testa della Banca Centrale turca un uomo di stretta fiducia del
Governo stesso e di voler erodere il regime secolare colpendo le alte gerarchie
militari.
''Siamo andati oltre il favoritismo ed il nepotismo. Siamo alla fase
dell'assedio dello Stato'' - ha affermato Deniz Baykal presidente del Partito
Repubblicano del Popolo (laico e
socialdemocratico), di gran lunga il più forte partito di opposizione in
Parlamento.
Nei giorni scorsi infatti il presidente turco, Ahmet Necdet Sezer, aveva posto
il suo veto alla designazione da parte del Governo di Adnan Buyukdeniz,
presidente di una banca islamica (che non pratica tassi di interesse), a nuovo
Governatore della Banca Centrale della Turchia.
Baykal ha accusato anche il Governo di perseguire una ''agenda nascosta''
finalizzata ad una erosione del regime secolare repubblicano, come dimostrerebbe
- secondo Baykal - la recente incriminazione del ''numero due'' delle Forze
Armate turche, Yasar Buyukanit, sulla base di ''stimoli provenienti dall'interno
del Governo''.
Il generale Buyukanit, che in estate diverrà Capo di Stato Maggiore delle
Forze Armate turche, era stato incriminato da un procuratore di Van per un suo
presunto coinvolgimento in un attentato avvenuto il 9 novembre del 2005 nella
cittadina orientale e curdofona di Semdinli. Ma lo Stato Maggiore turco ha
trovato del tutto infondate le accuse a Buyukanit ed ha negato la sua necessaria
autorizzazione a procedere.
Il Governo ha ammesso che dietro l'incriminazione c'era ''un complotto'' ed
ha licenziato in tronco il responsabile della sicurezza del ministero
dell'interno che avrebbe passato alcune carte al procuratore di Van.
''Non sarebbe stato chiamato un complotto se fosse stata opera di un
procuratore da solo. Dovremmo credere che solo quel funzionario licenziato era
parte del complotto ed altri funzionari e politici non lo erano?'', si è chiesto
Baykal. (Ansa)
01.04.2006
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PASSI DA GIGANTE

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Sono quelli che ha compiuto - secondo il nostro presidente della Camera,
Pier Ferdinando Casini - la Turchia "ponte naturale tra Oriente e
Occidente". |
Affrontando in un convegno
il tema dell'ingresso della Turchia nell'UE , il presidente della Camera Pier
Ferdinando Casini ha detto: "Bisogna riconoscere che Ankara ha fatto passi da
gigante. E non dimentichiamo la cosa più importante: in una fase della storia
che vede il fondamentalismo islamico minacciare direttamente le basi stesse
della democrazia e della convivenza tra i popoli, la Turchia ha orgogliosamente
conservato il proprio laicismo. Rappresenta il modello di Islam aperto alla
modernità, è l'incarnazione della possibilità di un islam avanzato e moderato,
rispettoso della democrazia e dei diritti civili. inoltre, la Turchia come tutti
sanno è un pilastro della Nato, è il ponte naturale tra Oriente e Occidente, è
un Paese islamico che ha saputo mantenere con Israele un rapporto costante di
buon vicinato. Tutti elementi che confermano la lungimiranza del suo progetto di
adesione all'Europa al quale, nei tempi e nei modi opportuni, non si potrà
secondo me che rispondere positivamente". (da
Adnkronos)
01.04.2006
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MA C'E' CHI NON CONDIVIDE
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Andrea Gibelli, del Gruppo Lega Nord-Federazione Padana, allerta sul
pericolo che corre l'Europa con l'entrata della Turchia nell'UE. |
"Per difendere
le nostre radici e tradizioni è importante dare segnali alla
Turchia". Lo ha dichiarato Andrea Gibelli, presidente del Gruppo
Lega Nord-Federazione Padana, in risposta agli inviti a difesa
dell'identità cristiana.
"Questo Paese - ha proseguito Gibelli - che si candida ad entrare in
Europa diventerà la portaerei degli immigrati islamici. Vige infatti
il principio dello ius soli, cioè se il figlio di un
immigrato nasce in Turchia diventa automaticamente turco. Per
difendere la nostra società fermiamo la Turchia islamica. La tutela
dei nostri valori parte proprio da che tipo di Europa vogliamo. Nel
centrosinistra si attenta all'Occidente con la società
multi-culturale. Noi difendiamo la cultura di riferimento
dell'occidente che è fatta di rispetto dei diritti umani e di
libertà". (Adnkronos)
01.04.2006
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PROCEDIMENTO DISCIPLINARE CONTRO IL PROCURATORE DI VAN

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Il magistrato alcune settimane fa aveva incriminato il numero due delle
Forze Armate turche, gen.Yasar Buyukanit, montando un inchiesta su un
semplice teorema. |
Un
procedimento disciplinare è stato aperto contro il procuratore di Van, Ferhat
Sarikaya, che alcune settimane fa aveva incriminato il numero due (e prossimo
numero uno) delle Forze Armate turche, generale Yasar Buyukanit, ritenendolo
coinvolto in un attentato avvenuto il 9 novembre dell'anno scorso nella città
curdofona di Semdinli nella Turchia Orientale.
Gli ispettori del ministero della Giustizia che hanno condotto l'inchiesta -
secondo quanto riferisce l'agenzia <Anadolu> - hanno concluso il loro rapporto
chiedendo un provvedimento disciplinare contro il procuratore di Van accusandolo
in sostanza di avere costruito un teorema con la sua requisitoria contro il
generale Buyukanit ed anche di avere scritto una lettera impropria al Comando di
un reggimento della gendarmeria (l'equivalente dei Carabinieri italiani).
Il procedimento disciplinare sarà amministrato dal Consiglio Supremo dei
Giudici e dei Procuratori (equivalente del Consiglio Superiore della
Magistratura in Italia) che è l'organo disciplinare per la magistratura turca.
Lo Stato Maggiore delle Forze armate aveva già giudicato manifestamente
infondate le accuse del procuratore di Van al generale Buyukanit ed aveva negato
la sua necessaria autorizzazione a procedere.
Nei giorni scorsi, per la stessa vicenda, aveva perso il posto il capo del
Dipartimento Sicurezza (Intelligence) del ministero dell' Interno, Sabri
Uzun, accusato di avere agito d'accordo con il procuratore di Van.
In quell'occasione il Governo aveva ammesso l'esistenza di un ''complotto''
probabilmente finalizzato - secondo i militari e gran parte della stampa - a
minare la nomina, prevista per l'estate, del generale Buyukanit a Capo di Stato
Maggiore delle Forze Armate turche. (Ansa)
01.04.2006
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UN VIAGGIO PER AIUTARE IL DIALOGO

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E' quello che
ha detto il cardinal Walter Kasper a proposito della visita che il
Pontefice Benedetto XVI farà in Turchia alla fine di novembre. |
Pope
Benedict XVI will use his trip to predominantly Muslim Turkey later this year to
promote greater dialogue between the Islamic world and the West, a senior
Vatican cardinal said.
The pope is scheduled to visit Turkey Nov. 28-30 for what will predominantly be
a trip aimed at improving ties with Orthodox Christians.
"This is one of the main problems today, to come to a relationship with Islam
that will not be a clash of civilizations but a dialogue between civilizations,"
Cardinal Walter Kasper, head of the Council for Christian Unity, said in a
wide-ranging interview with Philip Pullella and Tom Heneghan from the Reuters
news agency.
"Of course, nobody wants a clash of cultures. It would be disastrous for the
whole world," Kasper said, adding that he expected the pope to speak on
relations with Islam at meetings with the Turkish government in Ankara before
going to Istanbul.
"There, I think, the problem is unavoidable," Kasper said.
Since his election in April, the pope has condemned cartoons lampooning the
Prophet Mohammed and has also called for charges to be dropped against an Afghan
man who faces possible capital punishment for converting from Islam to
Christianity.
His aides have been stressing the Vatican's view that the rights of minority
Christians in Islamic countries had to be respected as part of reciprocity for
the religious freedoms available to Muslims in Christian countries.
Relations with Islam were also a top item on the agenda of closed-door
discussions last week among over 150 cardinals meeting at the Vatican to admit
15 new members into what Benedict calls his "senate."
Positive influence:
"There are many difficult and deep questions we have to solve with Islam but we
also must remember times of good relations," Kasper said. "There have been many
positive influences of Islam, also on Christianity."
"We must try to deepen our dialogue with Islam, especially with moderate forces
in Islam and to try to come to a positive and friendly relationship," he said.
When he was Cardinal Joseph Ratzinger, the future pope gave a controversial
interview arguing that Europe's roots are Christian and that a Muslim country
would not fit in.
Turkey began European Union membership talks last October, but is not expected
to join the bloc before 2015 at the earliest.
Many in the EU are wary about admitting Turkey, a large, mainly Muslim and
relatively poor country of 72 million people. (Turkish
Daily News)
01.04.2006
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CRISTIANI SEMPRE PIU' SOTTO TIRO

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Episodi sempre più frequenti di intolleranza in Turchia, specie da parte
di elementi della destra. Ed è la stampa a soffiare purtroppo sul fuoco. |
La Turchia è un Paese nel quale gli organi d'informazione solo soliti dipingere
con tinte fosche la piccola comunità protestante e dove sono sempre pronti ad
attaccare i cristiani anche quando sono vittime di minacce da parte dei
musulmani.
E così qualche settimana, quando ad una fiera del libro, gli operatori di uno
stand cristiano sono stati fatti oggetto d'intolleranza, i media non si sono
lasciati sfuggire l'occasione di gettare benzina sul fuoco.
L'8 marzo, cinque adolescenti, membri del Movimento del Partito Nazionalista,
hanno contestato a Samir Serkek e Vahit Yildiz il fatto che stessero vendendo
letteratura cristiana "in un Paese musulmano". "Faremo i conti con voi legandovi
delle corde al collo. Come vi permettete di vendere bibbie qui? Questo è un
paese musulmano", hanno gridato. Stesse minacce a Pubblicazioni d'Amore, una
casa editrice di Izmir.
Il giorno dopo un gruppo di ragazze ha urlato insulti contro gli operatori
cristiani accusati di "denigrare la cultura turca" e di "dividere il popolo
turco". Qualche giorno dopo una quarantina di persone, in gran parte giovani,
tutti del Movimento del Partito Nazionalista, ha circondato lo stand
dell'editrice e per una decina di minuti ha urlato slogan del tipo "La Turchia è
turca e rimarrà turca". Il gruppo è stato poi disperso dalla polizia.
La notizia è comunque finita sulle pagine dei giornali e nei notiziari
televisivi. Il quotidiano di destra, <Yeni Cag>, ha parlato in termini negativi
di "libera distribuzione di bibbie". "Missionari che stanno conquistando ogni
angolo della Turchia si sono ora stabiliti nelle fiere del libro". (Icn.News)
01.04.2006
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GIURAMENTO
DINANZI AI CAPITANI
REGGENTI

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Il nuovo ambasciatore di San Marino presso la Turchia, Giorgio Girelli,
dovrà ora presentare le credenziali al Capo di Stato turco, Ahmet Necdet
Sezer. |
Il nuovo e primo ambasciatore della Repubblica di San Marino presso la
Repubblica di Turchia, professor Giorgio Girelli ha prestato giuramento dinanzi
ai Capitani Reggenti della Repubblica del Titano. Seguirà ora la presentazione
delle credenziali presso il Capo dello Stato della Repubblica turca, Ahmet
Necdet Sezer.
Presentando l'ambasciatore Girelli nella solenne cerimonia svoltasi nel Palazzo
del Governo di San Marino, il Segretario di Stato per gli Affari Esteri Berardi
ha tra l'altro fatto presente: "La nomina dell'Ambasciatore Girelli fa
seguito alla recente elevazione delle relazioni diplomatiche tra i due Stati e
si è resa più che mai opportuna per favorire un dialogo al più alto livello
politico con uno Stato europeo che sta effettuando un percorso di progressiva
integrazione in tutte le strutture europee, a partire dalla richiesta di
adesione all'Unione stessa.
Una nomina dunque significativa per la Repubblica, che ha sempre intrattenuto
ottimi rapporti con la Turchia, mantenuti vivi nei consessi internazionali in
cui entrambi sono presenti e anche attraverso l'attiva collaborazione del
Consolato Generale ad Istanbul, la cui titolarità si è ora resa vacante.
L'ambasciatore Girelli ha offerto la propria disponibilità a collaborare
strettamente con la Repubblica e di ciò esprimo a nome del Governo e mio
personale vivo compiacimento, per il qualificato supporto che certamente
otterremo da un impegno che compendia capacità ed esperienze indiscusse maturate
ai più alti livelli istituzionali dell'amica Repubblica Italiana, quali il suo
alto incarico presso il Senato della Repubblica.
E' dunque un privilegio e un onore poter annoverare tra i Rappresentanti
Diplomatici sammarinesi una personalità così spiccata, garbata nei modi e
incisiva nel "modus operandi", che saprà certamente avviare una proficua
collaborazione con la Turchia, proponendo tutta una serie di iniziative e intese
bilaterali che andranno a rafforzare l'interscambio economico-commerciale,
l'ulteriore sviluppo turistico-culturale, la migliore conoscenza delle
rispettive identità storiche, politiche, culturali."
L'ambasciatore Girelli ha così risposto:
"Eccellentissimi Capitani Reggenti, Signori Segretari di Stato, consapevole
dell'onore che mi è stato riservato affidandomi i compiti di rappresentare la
serenissima Repubblica di San Marino presso la Repubblica di Turchia e di
assicurare gli ulteriori adempimenti che dovessero essermi richiesti, rivolgo le
espressioni del più sentito ringraziamento per la fiducia accordatami
confermando che la mia opera avrà come fermi punti di riferimento i supremi
valori che da secoli caratterizzano e presidiano la più antica Repubblica
d'Europa, se non del mondo stesso, come affermava la comunicazione presentata su
San Marino nel 1933 all'Académie Diplomatique Internazionale de Paris (Duc
Astraudo). L'accentuarsi delle relazioni internazionali della Repubblica di San
Marino introduce elementi di ragionevolezza e di pace in un globo dove i livelli
di conflittualità sono particolarmente elevati: essere ambasciatori di libertà,
e dei grandi valori che essa irradia nell'assetto delle comunità, consente il
privilegio di concorrere all'attuazione di quel tragitto nobile e operoso già a
lungo percorso da questa antica Repubblica, e del quale Loro, eccellentissimi
Capitani Reggenti e Signori del Congresso, sono oggi gli autorevoli
protagonisti. Accolgo con orgoglio e gratitudine questo incarico, con l'unica
ambizione di corrispondere alle attese della Repubblica".
01.04.2006
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NUOVA FORZA
PER LA SICUREZZA
EUROPEA

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L'unità sarà composta da 70 mila uomini, inclusi ufficiali di alto
grado. Il costo del progetto dovrebbe aggirarsi sui 4 miliardi di euro. |
The
"Border Security" organization will comprise of 70,000 people, including high
ranking soldiers and will be launched in two days and spread to all borders
within eight years. Sponsored also by the General Staff and the Security
Directorate, the project will be implemented at a cost of €3 billion.
The security of land and sea will be procured by a special unit in accord with
European Union norms.
The "Integrated Border Administration," wa been put practice with a ceremony on
March 29.
In the project expected to be completed by 2014, the borders will be projected
by a professional security unit.
The most comprehensive action plan of Turkey on its journey to the EU was
prepared by the Integrated Border Administration Project Execution Directorate.
With its implementation, border security provided by the General Gendarmerie
Headquarters, Land Forces Command and Coast Guard Command will be placed under
one umbrella body, and the gradual shift is expected to last eight years.
Law enforcement officers maintaining border security will be comprised of
ranking officers, and soldiers will not be part of this unit.
The initiative was joined by 20 public bodies in addition to the Interior
Ministry. Justice, Health, Transport, Labor and Social Security, and the
National Defense ministries supported the preparations for the project.
Officials met with experts in France and Britain before deciding to adapt the
French model for the country's border security in line with EU standards.
The total cost of the project supported by the EU, with €685,000 initially, is
€3.7 billion. Nearly 60 percent of it will be afforded by the EU.
According to the project:
• Turkey will take steps for modernization after determining the need for
substructure and equipment in order to bring Turkish borders up to EU standards.
• The borders will be monitored by thermal cameras and satellite surveillance
systems.
• New patrol roads will be constructed along the border regions.
• Shelters will be established for kidnap cases.
• Factories and production plants will be established at the border to help
prevent the smuggling of fuel products and animals.
• Veterinarians and representatives of the relevant institutions will be
appointed. (Sedat Gunec/Zaman)
01.04.2006
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MOTIVI DI UN NO AD UNA SOCIETA' DELLA SVIZZERA

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L'elvetica <Pilatus> non è stata riconosciuta idonea a partecipare ad
una gara di fornitura militare per la Turchia. La questione armena
dietro il no. |
Turkey last year removed South Africa from
a "red list" of states from which defense bidders are not allowed to participate
in Turkish contracts and took steps to soften EU countries on the same list, but
a Swiss company has recently been denied permission to bid for a military
competition.
Defense officials said Swiss Pilatus was not allowed to obtain a Request for
Proposal (RfP) for an approximately $500 million contract for the purchase of
basic trainer aircraft for the Turkish Air Forces.
"There is an understanding that Swiss bidders should not participate in Turkish
military contracts," a senior official said. He did not wish to refer to the ban
as a requirement of the famous "red list." "I wouldn't use any of these names
... red list or a boycott. ... Let's say we do not think Swiss contenders would
be reliable partners in defense contracts," he said.
Pilatus would have been the fourth international bidder in the contract had
it been allowed to offer a bid. The three bidders for the basic trainer aircraft
program are Korea Aerospace Industries (Kai), Raytheon of the United States and
Brazil's Embraer.
A Foreign Ministry official said it would be unrealistic to expect a Swiss
company to join a defense program in Turkey, especially at a time when "a
bilateral dispute over Armenian genocide claims has deeply strained relations
between Ankara and Bern."
In 2003 the Swiss canton of Vaud recognized the alleged genocide against
Armenians during Ottoman Turkey during the years 1915-1921. Shortly afterwards,
the lower house of the Swiss parliament also followed suit -- against the Bern
government's advice -- and adopted a similar resolution, unleashing an angry
response from Ankara.
An Ankara-based defense analyst said the decision to keep Pilatus outside of the
competition was "very normal." He brought to mind the fact that when Swiss-made
trainer aircraft had combat capabilities installed on them and were used for
attack purposes during the Iran-Iraq war, there was a public uproar in
Switzerland.
"The Swiss government may think the same thing could happen again ... that an
air platform for training purposes could be converted into a combat aircraft
with anti-insurgency capabilities," he said. "That possibility would risk
deliveries, and Ankara fears it might jeopardize the highly-critical trainer
aircraft program."
Trainer aircraft can easily be converted into combat aircraft by installing
weaponry on the platforms. "The Swiss may think Turkey could use these aircraft
in its war against the [outlawed Kurdistan Workers' Party] Pkk, and that
possibility irritates many in the procurement bureaucracy," he said.
Last year Switzerland quietly ended a years-long arms embargo on Turkey, but
Ankara continued to keep Swiss weapons suppliers on its "red list." The Swiss
move was seen as a "gesture," a de facto recognition by the Bern government of
Turkey's EU reform efforts and an intention by Swiss arms manufacturers to make
a new entry into the lucrative Turkish market.
Switzerland had been a regular supplier of small arms and ammunition to Turkey
until 1991, when it imposed an arms embargo against Ankara because of alleged
human rights violations. Despite the embargo Swiss suppliers sold armaments to
Ankara through licensing.
For example, in the mid 1990s, the Italian subsidiary of the Swiss company
Oerlikon Contraves supplied Turkey with 25mm cannons for armored vehicles.
Turkey later switched to France's Giat for the cannons. In 1995 Turkey declared
that it would not import arms from Swiss weapons manufacturers when it added
Switzerland to its red list of no-arms-purchase countries.
Defense analysts in Ankara say Swiss companies could sell Turkey a wide range of
products if the "boycott" ended mutually. They say potential deals could include
fiber optic cables for military missions, innovative and digital training
simulators, army shelters and ground stations for unmanned aerial vehicles as
well as anti-jamming electronics equipment. Air defense systems, smart bombs and
35mm naval gun systems could also be negotiated. (Turkish
Daily News)
01.04.2006
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UCCISI 14 GUERRIGLIERI DEL PKK IN UN'AZIONE ANTI-TERRORISMO

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I combattimenti con l'esercito turco sono avvenuti nella località
montagnosa di Senyayla, nella remota provincia di Mus (sud-est
anatolico) |
Quattodici ribelli curdi del Partito dei
lavoratori del Kurdistan (Pkk) sono stati uccisi durante un'operazione
dell'esercito nella zona orientale della Turchia. Lo si è appreso da fonti
delle forze di sicurezza di Diyarbakir, capoluogo della regione del sud-est
dell'Anatolia, a maggioranza curda.
I combattimenti, i più violenti da mesi, si sono verificati nei pressi della
località montagnosa di Senyayla, nella remota provincia di Mus. Secondo le
autorità, 11 ribelli sono morti in una prima serie di scontri e altri tre sono
stati uccisi in seguito. Nell'azione anti-guerriglia sono stati impiegati
speciali forze dell'esercito che si avvalso di elicotteri "Cobra"
Il Pkk - che il Governo turco, l'Unione Europea e gli Stati Uniti considerano
un'organizzazione terroristica - dal 1984 lotta per ottenere l'indipendenza del
Kurdistan. Da allora, il conflitto ha provocato almeno 37.000 morti. A partire
dal 2004, da quando il Pkk ha posto fine ad una tregua unilaterale con Ankara
durata cinque anni, gli incidenti in questa regione sud-orientale si sono
moltiplicati. (Ticin@online)
01.04.2006
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SCONTRI A DIYARBAKIR ED ADANA CURDI/POLIZIA: 4 MORTI

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A provocare gli incidenti la popolazione locale al termine dei funerali per
i guerriglieri uccisi dall'esercito in scontri a fuoco. |
Scontri tra giovani curdi e forze di sicurezza sono avvenuto, per il
secondo giorno consecutivo, a Diyarbakir, nella Turchia
sud-orientale. Quattro manifestanti sono morti in ospedale a seguito
delle ferite riportate. Lo hanno detto fonti ufficiali.
Centinaia di dimostranti, anche il giorno prima, avevano attaccato a
lanci di molotov i blindati della polizia (e sempre a
Diyarbakir,città a maggioranza curda) al termine dei funerali di 14
guerriglieri uccisi dall'esercito turco.
Per disperdere la folla di manifestanti, la polizia era intervenuta
con candelotti lacrimogeni. Negli scontri che erano seguiti cinque
persone erano rimaste ferite e numerosi veicoli danneggiati.
Anche nella città di Adana, più a ovest, circa 3.000 dimostranti
curdi che partecipavano al funerale di uno dei guerriglieri si sono
scontrati con la polizia. (Ap)
01.04.2006
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ARRESTATO IN BELGIO YALCIN OZBEY
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Il suo nome compare nell'assassinio del giornalista Ipekci
ventisette anni fa. La complicità di Mehmet Ali Agca. |
E'
stato arrestato in Belgio il pregiudicato turco Yalcin Ozbey,
ricercato perché ritenuto responsabile dell'uccisione di Ipekci.
L'omicidio del giornalista risale a 27 anni fa e per la sua
esecuzione Ozbey sarebbe stato aiutato da Mehmet Ali Agca,
l'attentatore di Giovanni Paolo II, riferisce il quotidiano
fiammingo <De Morgen>. Da anni la Turchia aveva chiesto la cattura e
l'estradizione di Ozbey nel frattempo rifugiatosi in Belgio. (Ansa)
01.04.2006
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CANI ANTI-DROGA IN AZIONE

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Nel 2005 sequestrati in Turchia 6.664 chili di eroina, 141 di morfina,
40 di cocaina, 34 di oppio e più di 7 milioni di pillole tra ecstasy ed
altre sostanze. Il ruolo degli animali. |
Dogs, which are generally known for their
loyalty to and friendship with humans, also play a major role in the fight
against narcotics.
A considerable amount of drugs seized in Turkey last year was found thanks to
narcotic dogs.
According to a report prepared by the Police Anti-Smuggling and Organized Crime
Department, last year six tons of hashish, 6,664 kilograms of heroin, 141
kilograms of base morphine, 40 kilograms of cocaine, 34 kilograms of opium and
more than 7 million captagon and ecstasy pills were seized in Turkey.
Approximately 1.77 tons of heroin, 385 kilograms of hashish, 22 kilograms of
opium, 26 kilograms of base morphine and 125,000 pills were discovered with the
help of specially trained dogs, reported the Anatolia news agency.
There are 248 dogs in the Police Department with 70 trained to detect narcotics,
76 security patrol dogs, 28 explosives detector dogs, 14 dogs that search for
live people and seven that search for corpses. Moreover, there are nine studs
and 29 puppies, in addition to 12 dogs that have just started being trained. (Turkish
Daily News)
01.04.2006
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MANIFESTAZIONE ANTINUCLEARE IL 29 APRILE

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E' il giorno nel quale ricorre il disastro di Chernobyl, in Ucraina,
costato la vita a milione di persone. La notizia riportata dall'agenzia
<Dogan>. |
A group campaigning against the
establishment of a nuclear power plant in the Black Sea province of Sinop is
preparing for a demonstration on April 29, the anniversary of the Chernobyl
disaster that victimized millions of people, the Doğan News Agency reported
yesterday.
Speaking on behalf of the initiative, Hale Oğuz, head of an environmental
association, said their democratic struggle would continue as part of efforts
against the establishment of a nuclear power plant in Sinop. The
anti-nuclear platform comprising 53 nongovernmental organizations will stage a
protest on the 20th anniversary of the Chernobyl disaster.
"We hand out brochures to provide the residents [of Sinop] with information. We
accelerated our work to bring this issue onto the agenda," Oğuz was quoted as
saying.
Oğuz said they set up a Web site "www.sinopbizim.org" to establish ties with
those people who live outside Sinop but who are against a nuclear plant, adding
that both the platform and the women's branches of the NGOs were working
diligently to raise public awareness of nuclear plants.
"We'll continue our struggle until the nuclear power plant project is given up,"
she said and called on the government to give up the project.
"We do not want any Chernobyl disaster that will cause deaths," she addes. (Turkish
Daily News)
01.04.2006
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STOP AL FUMO:
NEI POSTI PUBBLICI
ADDIO AL TABACCO

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La decisione presa dalla Commissione Giustizia turca. Adesso il voto
dovrà passare all'esame del Parlamento. Un nuovo stile di vita. |
Una
volta si fumava "come turchi", ora si fuma e basta. La Commissione Giustizia del
Parlamento di Ankara, infatti, ha detto no al fumo con una legge ora sotto esame
in Assemblea. Per il Paese del narghilè è una svolta storica: stop a pipe,
sigarette e simili in tutti i luoghi pubblici. L'opinione pubblica ha
manifestato largo consenso. Gli ultimi dati sulla salute della popolazione sono
stati il campanello d'allarme.
In Turchia fuma oltre il 60 per cento degli uomini, il 20 per cento delle donne
e il 12 per cento dei ragazzi in età scolare, tra cui molti bambini. Dati che
hanno un loro perché: nel Paese pipe, sigarette e narghilè rappresentano uno
stile di vita. Non per questo, però, sono meno preoccupanti. Il divieto cerca
quindi di prevenire tumori a polmoni e complicazioni respiratorie frequenti
nella popolazione. Il provvedimento vuole anche di andare incontro alle norme
comunitarie, in vista dell'ingresso nella UE.
Il tema ha trovato grande consenso tra Governo islamico e opposizione
socialdemocratica. D'accordo anche l'opinione pubblica, che vive questanovità
come una vera e propria rivoluzione. "Mangiare assieme, bere raki, fumare sono
abitudini che si accompagnano l'un l'altra", ha detto a <Repubblica> il manager
Yildirim Arslan.
Ora in Turchia si trovano ovunque i cartelli con la scritta rossa "Vietato
fumare". La battaglia contro il tabacco nei luoghi pubblici è iniziata 12 anni
fa, ed è stata piuttosto accidentata. Il premier Recep Tayyip Erdogan l'ha
sposata con fervore pur avendo subito una parziale sconfitta quando tentò di
limitare la vendita di alcool nelle grandi città. (TgCom)
01.04.2006
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RINNOVO DELLA FLOTTA AEREA MILITARE

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Il Governo turco ha manifestato la sua intenzione di investire nei prossimi
venti anni 10 miliardi di dollari. |
Il
Governo turco ha annunciato la sua intenzione di investire nei prossimi venti
anni dieci miliardi di dollari per la modernizzazione della sua flotta militare
aerea. In particolare Murad Bayar, Sottosegretario all'industria e alla difesa,
ha reso noto nei giorni scorsi a Washington che il suo Paese intende rimpiazzare
i vecchi F-16 ed F-4. L'esecutivo di Ankara chiede però che, al fine di ridurre
i costi, parte del nuovo aereo sia costruito in Turchia. Sono due i modelli di
aerei sui quali i dirigenti turchi possono puntare: l'F-35 "Joint Strike
Fighter", progetto a cui tra l'altro la Turchia già collabora assieme ad altri
Paesi, e il caccia europeo Eurofighter della Eads. (AvioNews)
01.04.2006
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NOTIZIARIO AMBASCIATA D'ITALIA
AD ANKARA

RAPPORTO DEL FMI SUI RISULTATI OTTENUTI
Il Fondo Monetario
Internazionale ha di recente presentato un Rapporto sui risultati
ottenuti dalla Turchia nel processo di riforme avviate in materia di
trasparenza della politica fiscale ed in particolare sull'osservanza di
standard e codici (Rosc). Secondo tale rapporto il Paese continua a
registrare consistenti progressi in materia grazie anche al sostegno di
un'adeguata legislazione e all'adozione della "Legge sul controllo e la
gestione della finanza pubblica", che costituisce il quadro legislativo
necessario all'applicazione di future riforme. Il rapporto sottolinea
tuttavia la necessità da parte delle autorità di Ankara di garantire
interamente il rispetto del Codice di trasparenza fiscale, aggiungendo
che i successi futuri dipenderanno anche dall'abilità del Governo di
formare i quadri necessari per portare a termine tale compito.
LA TURCHIA MOLTO PIU' AVANTI
DI ROMANIA E BULGARIA
Il capo degli economisti della Banca Mondiale, Aristomene Varoudakis, ha
affermato che i progressi economici raggiunti dalla Turchia quando avrà
completato il processo di adesione all'Unione Europea saranno migliori di
quelli ottenuti dalla Romania e dalla Bulgaria. La Turchia, che dispone di
un grande potenziale economico che
in alcuni settori è già superiore a quello dei due Paesi
dell'Europa centro-orientale, dovrà cercare di mantenere un livello di
crescita economica sostenibile durante il processo di riforme in atto,
concentrando particolarmente la propria attenzione oltre che sulla crescita
economica anche sul tasso di occupazione e sul contenimento del deficit
statale. Tra i motivi della mancata diminuzione del tasso di disoccupazione,
Varoudakis menziona la poca flessibilità nel mercato della forza lavoro nel
Paese.
GAS EGIZIANO IN EUROPA ATTRAVERSO L'ANATOLIA
Il ministro turco per l'Energia, Hilmi Guler, ha recentemente siglato con
il suo omologo egiziano Sameh Fahmy ed i competenti ministri della
Giordania, della Siria, del Libano e della Romania, un accordo volto a
costituire una società per la costruzione di un gasdotto che trasporterà gas
egiziano in Europa attraverso la Turchia. Nella conferenza stampa successiva
alla firma Guler ha detto che con questo accordo il Paese consolida
ulteriormente, dopo quelli simili già siglati con Azerbaijan, Russia ed
Iran, la sua funzione di corridoio energetico verso l'Europa.
GLI INTERESSI DEL KAZAKHSTAN SUL BAKU-CEYHAN
Sempre con riferimento al settore energetico, nei giorni scorsi è stata
pubblicata dai quotidiani locali la notizia dell'interesse da parte del
Kazakhstan a raggiungere un accordo con l'Azerbaijan in merito all'utilizzo
dell'oleodotto Baku-Ceyhan, progettato per trasferire circa 1 milione di
barili di petrolio al giorno dal Mar Caspio alla costa mediterranea della
Turchia. L'oleodotto Baku - Ceyhan, volto a soddisfare l'1% della domanda
mondiale di petrolio, è nato da un'idea statunitense per costruire una
valida alternativa alle rotte controllate dal Governo di Mosca. Il
Kazakhstan sta altresì sviluppando il progetto Kashgan, del valore di $29
miliardi, in cui sono coinvolte alcune società straniere tra cui l'italiana
Eni, con la previsione di triplicare la propria produzione petrolifera per
un totale di 150 milioni di tonnellate entro il 2015 e l'obiettivo di
divenire uno dei maggiori esportatori di petrolio a livello mondiale.
CONTRAZIONE DEL TURISMO NEI PRIMI DUE MESI
Il numero totale dei turisti entrati in Turchia nei primi due mesi del
2006 è diminuito del 7.4% rispetto allo scorso anno. La seconda fonte
principale delle entrate del Paese è ovviamente oggetto di attente analisi e
verifiche sia da parte di analisti turchi che dei loro colleghi esteri,
considerato il peso degli introiti in valuta estera nella bilancia dei
pagamenti. Gli analisti pongono quindi seri dubbi in merito alla possibilità
di conseguire l'obiettivo di $20 miliardi di entrate preventivato dal
Governo per fine anno, specialmente se la tensione regionale dovuta alla
questione del nucleare in Iran non diminuirà.
IN AUMENTO INVECE L'EXPORT
Il Sottosegretariato al Commercio estero ha informato che le esportazioni
turche hanno raggiunto la somma record di $15.3 miliardi nei primi due mesi
e mezzo del 2006 rispetto ai $14.3 miliardi dello stesso periodo dello
scorso anno, registrando un incremento del 6.6%.
RIDOTTA LA FORBICE TRA I PIU'
RICCHI E I PIU' POVERI
Secondo uno studio della banca d'affari <Morgan Stanley>, in Turchia negli
ultimi anni la "forbice" fra i più ricchi ed i più poveri si è andata
restringendo a differenza di altri Paesi europei. Il reddito pro-capite e'
passato da $2.146 del 2001 a $5.000 del 2005. Il passo in avanti più
consistente lo ha effettuato la cosiddetta "classe media" che, negli ultimi
anni, ha fatto un balzo in avanti passando dal 40.2% del '94 al 47.8% del
2004. Tuttavia, secondo il rapporto le disuguaglianze e le disparità
permangono una costante della società turca, dove l'1% di coloro i quali
dispongono di depositi bancari controlla i 2/3 di tutti i depositi della
Turchia.
STIMA DEL DEFICIT
La <Deutsche Bank> ha
recentemente elevato la stima del deficit delle partite correnti a $26.4
miliardi (6.8% del Pil), principalmente a causa della riduzione nelle
entrate derivanti dal settore del turismo. Secondo l'analisi settoriale
disposta dalla banca tedesca, la crisi seguita alle pubblicazioni delle
vignette danesi e l'influenza aviaria hanno già contribuito negativamente al
raggiungimento dei risultati prefissati dal Governo in fase di
programmazione del bilancio. La <Deutsche Bank< stima che la Turchia
affronterà una perdita pari a $2.4 miliardi di entrate.
PASSAGGIO DI MANO DELLO <STAR DAILY>
Il Fondo per i risparmi e le assicurazioni (Tmsf) ha ufficialmente
consegnato al nuovo proprietario, l'uomo d'affari cipriota Ali Ozmen Safa,
il quotidiano <Star Daily> appartenente al Gruppo Uzan. Il costo
dell'operazione è stata pari a $8 milioni. La golden share dello <Star
Daily> è posseduta da Alaaddin Kaya, fondatore del popolare quotidiano
<Zaman Daily>, di orientamento islamico. La cerimonia di consegna si è
svolta a Istanbul mentre il pagamento avverrà a rate, la prima di $1.6
milioni e la restante somma suddivisa in altre cinque rate.
GLI INTERESSI SUL PORTO DI IZMIR
La privatizzazione del Porto di Izmir è oggetto di interesse da parte
della società per la gestione delle zone franche internazionali, <Jafzi> di
Dubai. L'Amministratore delegato della <Jafzi> in un recente incontro con il
ministro di Stato Kurzat Tuzmen ha infatti affermato l'intenzione della
società degli Emirati di incrementare gli investimenti nel settore della
gestione portuale sia in nord America che in Africa.
INDICATORI MACROECONOMICI
-
Crescita stimata del PNL nel 2005: 5.5%
- Inflazione
annua (prezzi al consumo): 7.72% (2005)
- Interscambio con l'Italia nel
2005 (dati ICE): 13.12 miliardi di dollari, con esportazioni
pari a 7.52
(variazione annua +9.58%)
ed importazioni pari a 5.6
miliardi di dollari (variazione annua +20,49%).
BACHECA
Nell'ambito dei festeggiamenti per il 50mo anniversario della fondazione
dell'Istituto Superiore per Imprenditori e Dirigenti di Azienda - Isida,
(www.isida.it), si svolgerà a Palermo
nei giorni 17 e 18 luglio p.v., la conferenza internazionale dal titolo
"La Formazione Manageriale nell'area Euro-Mediterranea". Per
aggiornamenti sul programma dell'evento ed informazioni sulle modalità
di partecipazione gli interessati potranno contattare direttamente
l'Istituto all'indirizzo e-mail:
info@isida.it.
A cura di : Simona De Martino - Capo dell'ufficio economico e commerciata
dell'ambasciata d''Italia ad Ankara
Gianmarco Macchia - vice Capo dell'Ufficio economico e commerciale
Roberto Luongo - direttore dell'Ufficio Ice di Istanbul
Redazione: Tiziana Staffolani - Collaboratore economico e finanziario
01.04.2006
|
EXPORT DELLE AUTOMOBILI IN ITALIA
INIZIO 2006, SPESI 975 MILIONI DI $

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I dati forniti dall'Associazione turca degli esportatori di
Uludag (Bursa). Secondo il Sottosegretariato al Tesoro di
Ankara esistono in Turchia 11.804 aziende straniere. Solo
nel mese di gennaio di quest'anno gli imprenditori esteri ne
hanno dato vita a 101 senza contare le joint-venture
(18).
|
L'Associazione
turca degli esportatori di Uludag (Bursa) rende noto che nel primo
bimestre del 2006 il 72.5 per cento delle esportazioni di
autovetture dalla Turchia è stato destinato a Paesi membri
dell'Unione Europea (76.6 per cento se si considerano anche la
Romania e la Bulgaria). L'Italia figura tra i più grandi acquirenti,
seguita da Germania, Inghilterra e Francia, con acquisti per un
totale di 975.91 milioni di dollari, la Romania e la Bulgaria per
79.34 milioni di dollari, per un importo complessivo di 1.5 miliardi
di dollari. Intanto il sottosegretariato del ministero del Tesoro
annuncia che esistono 11.804 aziende straniere nella Turchia. Gli
imprenditori stranieri hanno dato vita a 101 aziende nel solo mese
di gennaio e a 18 joint-venture. Sul totale delle aziende ben
4180 sono grossisti, le seguono i fornitori con 2.547. Esistono poi
166 aziende attive nell'agricoltura,103 aziende nell'elettricità,
gas e acqua, 721 aziende nell'edilizia, 937 aziende nel settore
degli hotel e ristoranti e mille nella comunicazione. I dati sulla
produzione industriale in Turchia per l'anno 2005 hanno evidenziato
una crescita del 5,3 per cento con un incremento nell'ultimo
trimestre pari al 7.8 per cento. Le informazioni, rese note
dall'istituto di Statistica (Tuik), specificano inoltre che
nell'ultimo trimestre il settore manifatturiero ha registrato un
incremento del 7.4 per cento, quello minerario il 16.6 per cento e
quello dei servizi (elettricità, gas e acqua) un aumento del 7.4 per
cento. Nel frattempo il favorevole andamento macro-economico della
Turchia si riflette anche su alcuni settori cardine dello sviluppo
socio-economico del Paese. Uno di questi è l'edilizia. Nel 2005 sono
state costruite 1.326.641 nuove unità abitative, il 34 per cento in
più rispetto al 2003. I prestiti bancari concessi a chi era
interessato a acquistare un'abitazione sono cresciuti del 350 per
cento rispetto al 2004. La spesa per l'acquisto di abitazioni nel
2005 è stata pari a 33 miliardi di lire turche (circa 20 miliardi di
euro), contro i 24.3 miliardi di lt nel 2004 e i 17.4 miliardi di lt
nel 2003. L'area geografica che ha interessato maggiormente gli
investitori del settore immobiliare è quella di Istanbul, con oltre
il 28 per cento del valore totale delle proprietà scambiate nel
2005. L'elevato sviluppo demografico del Paese, l'accresciuto potere
d'acquisto delle classi medie e l'avvio dei negoziati con l'UE
spingeranno il settore edilizio verso l'alto, con investimenti
diffusi in tutta la Turchia, soprattutto nell'area di Istanbul. (Il
Denaro.it)
01.04.2006
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CRISI TESSILE: SI IMPONE L'ATTENZIONE
PER L'ACQUISTO DI NUOVI MACCHINARI

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Solo in questo modo - come ha osservato il prof. Isik Tarakcioglu della
"Ege University" di Izmir nonché incaricato presso la <State Planning
Organization> - si può contrastare l'aggressiva concorrenza nel settore
che viene soprattutto dalla Cina e dai mercati dell'Estremo Oriente. |
Secondo
uno studio condotto dalla "Ege University" di Izmir ed in
particolare dal prof. Isik Tarakcioglu, che riveste anche
l'importante carica di responsabile dello <State Planning
Organization>, la crisi del comparto tessile turco impone
un'attenzione maggiore da parte degli importatori ed utilizzatori
finali di macchinari tessili. I produttori turchi di tessili ed
abbigliamento, per contrastare la sempre più aggressiva concorrenza
cinese ed estremo-orientale, si stanno orientando ad acquistare
nuove macchine dall'estero a tecnologia molto avanzata che consenta
da un versante un aumento di produttività - per abbattere i costi -
e dall'altro, garantisca una fornitura di prodotti finali di più
alta qualità e soprattutto innovativi. Secondo lo studio
dell'Università di Izmir, le imprese turche del comparto non
dovrebbero cadere però nella tentazione di acquistare nuovi
macchinari a "scatola chiusa" cercando solo l'hi-tech come
riferimento, ma dovrebbero condurre analisi e studi preliminari
approfonditi per evitare danni irreparabili alle imprese stesse. "
Se un'azienda non conduce studi ed analisi approfonditi e
preliminari, sulla necessità di acquistare nuove macchine
dall'estero e sul loro concreto utilizzo nelle fabbriche, ciò può
condurre - per estremo - alla chiusura stessa della fabbrica..." .
Le imprese turche del comparto tessile inoltre - secondo Tarakcioglu
- debbono non solo concentrarsi su prodotti fortemente innovativi,
ma soprattutto impegnarsi ad investire di più in ricerca applicata (
la media delle imprese turche che la fanno è solo dello 0.5%).(Ice
Istanbul)
01.04.2006
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TRASPORTO PUBBLICO PRIVATIZZATO

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La società <Iett> che gestisce quello di Istanbul non ce la
fa più a sostenere le spese di gestione per mantenere 2.700
veicoli per più obsoleti. Di qui l'offerta ad altri gruppi.
E' in corsa anche l'italiana <Ansaldo>. Tra le favorire
<Varan>, <Albayraklar> e <Ulusoy>. I progetti di
quest'ultima come li ha illustrati il suo general manager. |
La <Iett>
(<Istanbul Elektrik Tramvay ve Tunek Islemeleri Genel Mudurlugu>),
società che gestisce il trasporto pubblico ad Istanbul. ha avviato i
colloqui con diversi enti per privatizzare l'azienda. Fra questo c'è
anche l'italiana <Ansaldo>. Sono in corso trattative con <Ulusoy>,
<Varan> e <Albayraklar Group>.
la situazione della <Iett>, al momento, non è particolarmente rosea.
Con un turnover di circa 450 milioni di Lire turche all'anno,
mantiene circa 2.700 veicoli che ogni giorno attraversano la
megalopoli sul Bosforo e che necessitano urgentemente di essere
sostituiti. Si calcola che quest'anno siano stati spesi circa 96
milioni di euro per l'acquisto di 450 nuovi veicoli in linea con i
parametri europei. La <Iett> non può continuare a reggere da sola
questi esporsi per il futuro. Per questo motivo la dirigenza
dell'azienda ha avviato i colloqui per la sua privatizzazione.
In particolare la <Varan> e la <Ulusoy> avrebbero mobilitato fondi
per procedere alla privatizzazione, che prima dovrà essere approvata
dal Parlamento e dal presidente della Repubblica, Ahmet Necdet
Sezer. "Il nostro obiettivo - ha detto Mustafa Yildirim, general
manager di <Ulusoy> - è quello di creare una rete di trasporti,
usando autobus di lusso, spaziosi e con aria condizionata e giri
turistici nel centro della città con diversi itinerari. Il secondo
obiettivo sarà poi quello di integrare il trasporto su ruote con
quello su acqua. Abbiamo già i primi progetti. Rinnovare gli autobus
sarà uno degli obiettivi più importanti". (ApCom)
01.04.2006
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COME NON MAI
UNA OPPORTUNITA'
ECONOMICA

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La
collaborazione tra il sistema imprenditoriale del Friuli-Venezia Giulia
e quello turco offre sempre più incredibili vantaggi. Al via lo slogan
"Un ponte per l'Europa". |
Considerato
sino a poco tempo fa un mercato "secondario" per il sistema
imprenditoriale del Friuli Venezia Giulia, la Turchia rappresenta
oggi una vera e propria "opportunità economica" per l'industria
regionale. È quanto è stato dimostrato nei giorni scorsi , con il
convegno ospitato dalla Camera di Commercio di Trieste.
Un convegno, al quale sono intervenuti il presidente camerale del
capoluogo giuliano e gli assessori per le relazioni Internazionali
ed alle Attività Produttive del Friuli Venezia Giulia, che di fatto
ha rappresentato il via ufficiale al Progetto "Friuli Venezia Giulia
- Turchia: un ponte per l'Europa", finanziato con la legge 1 del
2005 dalla stessa Amministrazione regionale ed avviato dalla Camera
di Commercio di Trieste con la collaborazione delle consorelle di
Gorizia, Pordenone ed Udine.
Un progetto che vuole sviluppare e rafforzare la collaborazione
economica tra le due aree, nel contempo vivificando anche le
relazioni culturali ed i rapporti a carattere scientifico
tecnologico, attraverso programmi di informazione, di assistenza
alle imprese, di promozione dell'immagine economica regionale e di
accompagnamento sul mercato turco. Un insieme di azioni, che
potrebbero essere coronate dalla già manifestata volontà per
l'attivazione di un volo diretto Istanbul-Ronchi dei Legionari, che
troverà momento di sintesi nella prevista missione istituzionale ed
imprenditoriale di metà settembre ad Istanbul.
Un mercato estremamente dinamico ed altamente strategico quello
turco, "di crescita elevata e robusta" dopo un difficile 2001, come
ha osservato Giuseppe Alberto Moggi, presidente della Camera di
Commercio italiana ad Istanbul, che oggi presenta un significativo
appeal grazie ai suoi 73 milioni di possibili consumatori di
beni durevoli e di consumo, ad una posizione geopolitica non facile
ma di certo competitiva, ad una grande forza lavoro a costi
relativamente bassi e di buona qualità, al fatto di rappresentare
una base commerciale per l'intera area dell'Asia centrale. (Aise)
01.04.2006
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ELETTRODOMESTICI,
SETTORE
ALL'AVANGUARDIA

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La produttività del comparto in Turchia ha fatto registrare
una crescita superiore al 9%. I casi dei due colossi,
<Arcelik> del gruppo <Koc> e <Vestel> del gruppo <Zorlu>. |
In
una fase caratterizzata da una perdita di competitività in alcuni
comparti strategici dell'economia turca -si pensi ad esempio al
tessile ed alle calzature - è interessante evidenziare che il
comparto degli elettrodomestici - unitamente a quello degli
autoveicoli- sta attraversando un momento di assoluto sviluppo sia
sul versante interno che su quello internazionale. La produttività
del comparto nel 2005, ha fatto registrare una crescita superiore al
9% con punte, per gli elettrodomestici bianchi, superiori al 10/12%.
Anche l'export, ha fatto registrare crescite record con picchi del
+10/15% verso alcuni paesi anche dell'UE. Emblematici i casi dei due
colossi locali <Arcelik> (Gruppo <Koc>) e Vestel (Gruppo <Zorlu>).
L'<Arcelik> - leader nazionale negli elettrodomestici bianchi - ha
annunciato che presto avvierà la produzione di una nuova
asciugatrice presso lo stabilimento di Tekirdag Cerkezkoy con un
investimento di oltre 26 milioni di euro. La nuova linea di
produzione dovrebbe rifornire il mercato locale e quelli esteri, con
oltre 800.000 asciugatrici all'anno. La stessa impresa prevede in
totale investimenti produttivi per un ammontare di circa 125 milioni
di euro nell'anno in corso allo scopo di raggiungere una produzione
record di 11 milioni di unità. I profitti dell'azienda sono
ammontati lo scorso anno a 187 milioni di euro, con un incremento
del 18% ('05/'04), mentre per l'anno in corso l'azienda prevede una
crescita dei profitti di un ulteriore 14%. La <Vestel Electronics>
dal suo canto invece, ha raggiunto un fatturato di 2.69 miliardi di
euro in crescita del 10% rispetto al 2004 (oltre 2 miliardi di euro
sono derivanti da vendite all'estero) e profitti pari a 53 milioni
di euro (nel 2006 si prevede un incremento dei profitti del 10%).
Nel corso del 2006 la <Vestel> prevede la quotazione in Borsa per la
società che produce gli elettrodomestici bianchi. (Ice
Istanbul)
01.04.2006
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PRESTITO PER LINEA
FERROVIARIA
SOTTERRANEA
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Lunga 76 km, collegherà Halkali, dalla parte europea di
Istanbul, a Gebze nella parte asiatica. |
La Banca
europea degli investimenti, Bei ha stanziato un prestito di 400
milioni di euro alla Turchia per finanziare un progetto di trasporto
con treni periferici da Marmaray ad Istanbul. La linea di 76 km
collegherà Halkali, da parte europea, a Gebze, da parte asiatica,
trasportando 75.000 passeggeri all'ora e sarà collegata ai sistemi
ferroviari cittadini. Il progetto, che avrà 14 km di binari
sotterranei ed un tunnel di 1.4 km sotto lo stretto del Bosforo,
sarà realizzato per l'aprile 2009, ed ha già ricevuto un prestito
per la sua realizzazione di 650 milioni di euro. Fonte : Agence
Europe (Ice Istanbul)
01.04.2006
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GIOIELLERIA
ED ESPANSIONE
ALL'ESTERO

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Quella turca mai così bene come in questo momento tanto che nel 2005
l'export si è attestato sui 110 tons pari ad oltre un miliardo di
dollari. La qualità si sta avvicinando alla produzione italiana. |
Secondo un rapporto
predisposto dalla <Reuters> di Istanbul, le esportazioni turche di gioielleria
in oro nel 2005 sono ammontate a 110 tons pari ad un valore di oltre un miliardo
di dollari con un incremento del 4,8% in quantità e del 18.2% in valore rispetto
al 2004. Peraltro, gli analisti settoriali fanno presente che all'incirca un
pari ammontare è stato "esportato" attraverso i turisti in visita nel paese e
con il sistema del commercio transfrontaliero (qui chiamato luggage trade)
con alcuni Paesi confinanti. Il report
della <Reuters> precisa anche che il colosso locale <Goldas>, di proprietà della
<Holding Goldart> - il più importante attore sul mercato locale della
gioielleria ed oreficeria e unica azienda del settore quotata in borsa - ha in
programma non solo un'ulteriore espansione sul mercato locale, incrementando il
numero dei negozi da 12 a 50, ma soprattutto di aprirsi al mercato russo e
cinese. La <Reuters> inoltre evidenzia che i produttori turchi negli ultimi 15
anni hanno effettuato un enorme sforzo produttivo e qualitativo, che li ha
portati a divenire il secondo produttore mondiale dopo l'Italia erodendone
peraltro anche consistenti quote di mercato. Secondo Cetin Benatli - membro del
C.d A. della <Goldas> - intervistato in questa occasione: "...La Turchia si sta
avvicinando rapidamente all'Italia in termini di qualità dei prodotti e
prezzi...ed i consumatori non si rendono più conto della differenza fra le due
produzioni..." anche se "...Il "Made in Italy" è ancora un plus
soprattutto su alcuni mercati - come ad esempio quello statunitense - rispetto
ai prodotti turchi...".(Ice Istanbul)
01.04.2006
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TASSE ELEVATE

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I più colpiti - a detta del presidente dell'Unione delle Camere di
Commercio turche (Tobb), Rifat Hisarciklioglu - i privati. |
La Turchia sta costruendo
una buona piattaforma per la regolazione del settore privato, ma le tasse sono
troppe. Questa, in sintesi, l'opinione di Rifat Hisarciklioglu, presidente
dell'Unione delle Camere di Commercio turche (Tobb) e della Borsa delle Merci.
"Non posiamo dire di avere realmente avviato la crescita economica quando le
tasse sfiorano il 18% in un momento in cui l'inflazione era all'8%, ha detto
Hisarciklioglu. Il responsabile della Tobb ha anche aggiunto che dei 32 punti
ella crescita turca raggiunti fra il 2000 e il 2005, ben 28 sono stati
realizzati dal settore privato.
"Durante i periodi in cui l'economia cresce con l'aiuto del settore pubblico, si
cresce certo, ma aumenta anche il debito. Questo può essere sostenibile per due
al massimo tre anni. Ma poi si torna in una situazione di crisi". (ApCom)
01.04.2006
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LA VISITA DI RE ABDULLAH DI ARABIA

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Il monarca saudita ha deciso di andare in Turchia dopo la cooperazione
dell'emiro del Dubai su un investimento immobiliare e l'accordo per lo
sviluppo degli affari economici con il Barhain. |
Turkish Prime
Minister Recep Tayyip Erdogan's visits to Gulf countries in 2005 are now
beginning to show an effect in economic affairs.
King Abdullah of Saudi Arabia has decided to come to Turkey after Emir of Dubai
Sheikh Maktoum bin Rashid Al-Maktoum cooperation's on real-estate and investment
and the signing of a deal for the development of economic affairs with Bahrain.
King Abdullah is known for bringing economic vitality to the regions he visits,
and his visit to Turkey is seen as a turning point for the mutual relations of
the two countries.
Istanbul Chamber of Commerce Chairman Murat Yalcintas, who is currently in Saudi
Arabia, highlighted the importance of making Istanbul one of the King's
destinations.
Arab businessmen, having contacted the Chamber, expressed their determination to
invest in Turkey and requested in-depth information on the opportunities
available in Turkey.
The Istanbul Chambers of Commerce is currently visiting Saudi Arabia after
Qatar, Dubai and Oman as part of plans to open toward the Gulf.
Various contacts in Jeddah, one of the most economically important cities in
Saudi Arabia, have been held to improve economic ties.
Reviving tourism between Turkey and Saudi Arabia, King Abdullah's visit to
Turkey and the formation of a common fund will be discussed within the frame of
the visit.
Yalcintas said another issue that arose during the contacts was tourism.
Yalcintas reported that Saudis were offered winter and upland tourism within the
development project. Firstly, the Istanbul Chamber of Commerce will organize a
"road show" that will include details of the tourism opportunities available in
Turkey and then tourism agencies from both countries will merge in order to
organize tours for Saudis and a Jeddah based company will be founded.
Jeddah Chamber of Commerce and the members of the Saudi-Turkish Business Council
came together during the ICC's visit.
The new King Abdullah Economic City (http://www.kingabdullahcity.com/en/)
to be founded outside Jeddah was introduced in the meeting.
The city of 110,000 people will be established in a decade at a cost of $26.6
billion. The project, which the Saudi King hopes will be completed in five
years, will be constructed with joint Turkish contractor companies.
Bizim Securities, an Ulker Group company, and Siraj Capital Company in Saudi
Arabia signed a pre-contract to launch a fund between the two companies.
The fund, amounting to $100 billion, will operate under three titles as;
real-estate funds, stock certificates and Islamic Dow Jones Islamic Index bills.
Saudi-Turkish Business Council Chairman Ghassan Al-Sulaiman said the environment
for Arab and Turkish businessmen is very good. "We want to develop our relations
with Turkey. We feel our Turkish brothers are close to us and I hope they feel
the same way."
Ali Bayramoglu, the chairman of the council's counterpart organization in
Turkey, said cooperation will be promoted by gathering the business councils
under the same roof. Yalcintas visited Ahmed Mohammed Ali, the president of the
Islamic Development Bank (IDB), where Yalcintas worked for three years.
Yalcintas asked the bank to support the growth of Turkish conctactors.(Abdulhamit
Yildiz/Zaman)
01.04.2006
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PRIME DIFFICOLTA'

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Il settore ceramico in Turchia sta affrontando un momento congiunturale
che non è dei migliori. Tra le cause, il costo molto alto dell'energia. |
Secondo il presidente
della Federazione dei Produttori di Piastrelle in ceramica della Turchia, Adnan
Polat, ( proprietario del noto gruppo <Ege Ceramik>), "...Il settore ceramico in
Turchia sta affrontando un difficile momento congiunturale dopo aver contribuito
per anni allo sviluppo economico del Paese...". "...In Turchia il costo
dell'energia è fra i più alti al mondo se non il più alto...". Il Governo turco
che tanto ha ottenuto in termini di imposte dal settore - ha continuato il noto
industriale - ora deve operare affinché la ceramica turca possa competere al
meglio con i tanti ed aggressivi concorrenti internazionali ( in primis
l'Italia, l'Europa, ma ora anche la Cina, l'India e l'Iran ). Polat ha
evidenziato che anche l'alto costo del lavoro esistente in Turchia e l'elevato
costo dei trasporti e delle materie prime stanno scoraggiando nuovi investimenti
nel settore. Il presidente ha peraltro evidenziato - senza fornire dati in
proposito - che l'export turco di piastrelle nel 2005, anche a seguito dei
motivi summenzionati, è calato in maniera considerevole. Polat ha concluso
richiedendo un deciso intervento governativo - che sostenga l'intero settore -
anche sul versante esportativo.(Ice
Istanbul)
01.04.2006
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<FINANSBANK>:
GLI OCCHI
DI <CITIGROUP>

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Il più grande gruppo bancario che ci sia al mondo punta molto sulla
Turchia. Presentato un bid
finale, almeno a quello che riporta il <Wall Street Journal>. Entro la
prossima settimana si saprà il nome del vincitore dell'asta. |
<Citigroup> punta grosso
sulla Turchia: secondo il <Wall Street Journal>, il gruppo finanziario
statunitense avrebbe presentato un bid finale per la banca turca
<Finansbank>, l'ottava del Paese, del valore di 5 miliardi di dollari. Come fa
notare il <Wsj>, che cita fonti "familiari con la vicenda", <Citigroup> se la
dovrà vedere con la Banca Nazionale Greca (Ngb), "unico altro istituto che resta
in gara mel lungo processo", che un anno fa aveva visto <Citigroup> bloccata
dall'authority
Usa. Prima di nuove acquisizioni bisogna rimettere in sesto gli affari di casa,
ingiungeva la <Us Federal Reserve> dopo la serie di scandali in cui era stata
coinvolta la banca.
Il vincitore dell'asta turca sarà scelto entro la prossima settimana e se
<Citibank> dovesse superare <Ngb> allora si tratterebbe della prima acquisizione
di rilievo dopo quella del 2004 in Corea, con la <KorAm Bank>. Ma anche il
maggiore istituto bancario di Grecia sembra agguerrito e "vede la <Finansbank>
come un investimento strategico e per questo potrebbe alzare il prezzo delle
offerte".
<Citigroup> ha segnalato mesi fa l'intenzione di rafforzare la propria presenza
internazionale, soprattutto con investimenti nei mercati dinamici per il settore
bancario come quello brasiliano, in Russia, Cile e appunto Turchia, dove
"l'economia sta crescendo velocemente e la popolazione di 70 milioni di abitanti
ha meno accesso agli strumenti finanziari tradizionali rispetto all'Europa
occidentale".
<Citigroup> <Ngb> potrebbero presentare un'offerta, secondo le fonti del <Wall
Street Journal>, sia per l'intero gruppo turco, cioè anche per le filiali romene
e russe, oppure solo per le unità turche. <Finansbank> è stata fondata da Husny
Ozyegin nel 1987. Attualmente ha 219 filiali in tutta la Turchia e nel 2005 ha
registrato un incremento dei profitti netti del 68% per un totale di 359.1
milioni di dollari rispetto ai 214.2 milioni di dollari del 2004. Le offerte
quindi, anche grazie all'ottima performance dell'ultimo anno, non saranno
economiche. Nel 2005 il valore delle azioni della banca turca è triplicato. (ApCom)
01.04.2006
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UNO SWISSHOTEL AD ANKARA

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Aprirà il prossimo maggio nella zona di Cankaya, la più elegante della
capitale turca. Il General Manager sarà Michel Van der Elst. Ampi spazi. |
Nell'esclusiva area di Cankaya, nella capitala turca, zona di
ambasciate e di moda, aprirà il prossimo maggio lo Swissôtel Ankara.
La struttura, a 45 minuti dallo scalo internazionale di Esenboga,
offre 150 tra stanze e suite, tra cui la più grande Presidential
Suite della città. Michel Van der Elst sarà il General Manager
dell'albergo, che propone anche ampi spazi per gli incentive e
congressi, con una ballroom da 900 metri quadrati e 8 meeting room,
e tre diversi ristoranti. (TTG Italia)
01.04.2006
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ANKARA E ACERRA
UNITE
NEL SEGNO DELLA FASHION

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E' giunto alla sua conclusione il progetto legato al settore della moda
che ha visto 20 ragazze turche nella cittadina campana. Il 30 marzo le
giovani stiliste in erba sono tornate ad Ankara portando con sé, oltre
agli abiti tradizionali, modelli realizzati presso l'istituto
napoletano "Munari". |
Erano arrivate
con i loro bellissimi abiti tradizionali le venti ragazze turche che
hanno frequentato, nelle ultime settimane, uno
stage sulla moda nell'ambito di un progetto europeo promosso
dalla Gazi University Faculty of Industrial Arts Education" di
Ankara, ed attuato ad Acerra, dal centro servizi "Il cigno verde". E
al ritorno a casa, avvenuto il 30 marzo, alle donne del loro Paese
hanno potuto mostrare un vestito, sciarponi e modelli di abiti da
sera realizzati nella scuola statale d'arte "Munari", dove hanno
frequentato corsi di modellistica, ebanisteria e plastica. "Le
ragazze - ha spiegato il dirigente scolastico, Gennaro Iasevoli -
hanno trovato tutto il necessario per poter soddisfare le proprie
esigenze professionali. La loro esperienza é stata condivisa dalle
nostre studentesse, che hanno partecipato attivamente al progetto
scambiandosi informazioni e tecniche di lavorazione". Circa una metà
delle studentesse turche, potrebbero trovare, una volta terminati
gli studi, anche uno sbocco professionale nella "Ankara clothing
manifacturer's association", associazione che ha preso parte al
progetto finanziato dalla comunità europea.
"Acerra, città ricca di tradizioni culturali, ha dimostrato di avere
una capacità di accoglienza ed ospitalità, oltre ad un'elasticità di
interscambio, che è d'esempio in tutto il contesto mediterraneo - ha
sottolineato il presidente dell'associazione 'Il cigno verde',
Francesco Di Liello - Grazie alla neonata università popolare per la
maschera di Pulcinella abbiamo potuto realizzare l'interscambio
culturale in questa città, che vorremmo ripetere con studenti
provenienti anche da altri Stati".
Le venti studentesse hanno poi ricevuto un attestato di frequenza
allo stage, che, secondo il presidente dell'Università
popolare per la maschera di Pulcinella, ed ex sindaco, Michelangelo
Riemma "é l'occasione per un interscambio di bagagli culturali e di
esperienze". (Il Denaro.it)
01.04.2006
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<ESPN CLASSIC>

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Continua la sua espansione. Siglata infatti una operazione commerciale
con <Dugiturk>, la maggiore piattaforma satellitare turca. |
L'espansione di <Espn
Classic> continua. Dopo che negli ultimi 12 mesi il canale satellitare ha
definito importanti accordi con UK, Danimarca, Finlandia, Belgio, Polonia,
Portogallo e Bulgaria, in queste ultime ore un altro importante deal è
stato siglato con <Digiturk> (la maggior piattaforma satellitare turca).
Grazie a quest'intesa, quindi, Espn porta a poco meno di 20 milioni il numero di
spettatori che in circa 40 Paesi seguono la programmazione sportiva offerta. (Sport
Economy)
01.04.2006
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<TURKCELL PRESENTA
"ALIPRO"
A COMMISSIONE UE

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Il progetto consiste nello sviluppo delle tecnologie nel campo della
comunicazione mobile in tutti i Paesi membri dell'Unione o anche solo
candidati. |
<Turkcell>, la principale
compagnia di telefonia cellulare turca, ha presentato alla commissione Europea
la piattaforma operativa del progetto "Alipro" che consiste nello sviluppo delle
tecnologie nel campo della comunicazione mobile in tutti i Paesi membri
dell'Unione o anche solo candidati.
Al progetto partecipano 28 Stati. In particolare <Tukcell> ha proposto la
creazione di fondi per l'implementazione della ricerca e dello sviluppo. Un
parere che sicuramente verrà tenuto nella dovuta considerazione, visto che la
Turchia è uno dei Paesi a livello europeo che sta conoscendo il più rapido ed
elevato sviluppo delle telecomunicazioni. <Turkcell> sta lavorando in
collaborazione con il <Science and Tecnology Council of Turkey> (Tubitak), che
giocherà una parte importante nel futuro del progetto, perché controlla e
finanzia lo sviluppo del settore della comunicazione mobile in Turchia. (ApCom)
01.04.2006
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STANDARD & POOR'S:
MERCATO
IPOTECARIO BUONO

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Le nuove leggi in Turchia avranno effetti positivi sull'economia
interna. Il pensiero di due analisti, Emily Bradley e Victoria Kyritsi. |
<Standard & Poor's> ha
pubblicato un rapporto con previsioni rosee per l'economia interna turca, con
particolare riferimento al mercato ipotecario.
Secondo <S & P> questo settore dell'economia turca sta risentendo
positivamente delle nuove leggi varate dal Governo lo scorso anno e che lo hanno
svecchiato da normative vecchie di decenni.
Il rapporto esamina anche nel complesso la condizione del mercato interno turco,
che viene giudicato positivamente. "Abbiamo esaminato lo stato attuale
dell'economua turca - ha detto Emily Brandley, analista di <S & P>.
La nuova legge ha prodotto una maggiore dinamicità nel mercato interno, con
relative maggiori possibilità di sviluppo. Victoria Kyritsi, altra analista di
<S & P>, ha sottolineato che la Turchia deve affrontare ancora molte sfide. Fra
queste, le prime sono quelle relative alla vulnerabilità del mercato turco in
caso di shock finanziario. "Le prospettive di ingresso nell'Unione Europea, il
trend demografico e uno sviluppo regolato potranno creare le condizioni per
potenziare ulteriormente il mercato ipotecario", ha aggiunto la Kyritsi. (ApCom)
01.04.2006
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GEMELLAGGIO

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E' quello tra il nostro ministero dell'Economia e quello delle Finanze
turco. Avviato il progetto "Capacity building for the compilation of
accounting data in all insitutions and agencies within General
Fovernment Sector in the context of e-goverment". |
Al via un nuovo progetto di gemellaggio
con la Turchia, denominato "Capacity building for the compilation of accounting
data in all institutions and agencies within General Government Sector in the
context of e-government", che verrà guidato dal Dipartimento della Ragioneria
Generale dello Stato (Rgs).
L'obiettivo - informa il nostro ministero dell'Economia - è "supportare il
ministero delle Finanze Pubblico della Turchia nel processo di miglioramento
della legislazione secondaria, relativa ai conti pubblici e al sistema di
reporting
e di redigere rapporti finanziari elaborati sulla base delle regole dell'accrual
accounting e in linea con i principi internazionali di contabilità
pubblica".
Il progetto, che ha una durata di due anni e un budget di 2 milioni di euro, è
interamente finanziato dall'Unione Europea e si struttura fondamentalmente in
quattro componenti: revisione della legislazione secondaria, redazione di
bilanci consolidati, sviluppo di un IT di supporto e attività di training. (ApCom)
01.04.2006
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BOOM DELLE SONERIE
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Le vendite in Turchia hanno raggiunto 250 mln di $ nel solo
anno 2004. |
In Turchia è scoppiato il business delle
suonerie e dei loghi per telefonini. A tre anni dal primo accordo tra <Turkcell>
e <Logizmo>, provider del settore, le vendite di suonerie, loghi e altri
contenuti per telefonini, hanno raggiunto quota 250 milioni di dollari nel solo
anno 2004.
Il dato è ancor più rilevante se si considera che in Turchia è altissimo il
numero di siti illegali che offrono contenuti multimediali a basso costo o solo
al prezzo di una semplice iscrizione.
01.04.2006
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INCREMENTO VOLI

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La <Turkish Airlines> li vuole portare a 131 in estate. Tre al giorno
per alcune capitali europee. Ankara ed Izmir collegate con la Repubblica
di Cipro Nord. |
Turkish Airlines
(Thy) will arrange flights to a total of 131 points, of which 103 will be
abroad, in its summer flying schedule that lasts until October 28.
The company will increase the number of its domestic and foreign lines with the
"summer flying schedule", which is to start today. Thy plans to make flights to
European metropolitan centers, such as London, Paris, Frankfurt, Amsterdam and
Düsseldorf three times a day. The company will make daily flights to cities such
as Sofia, Lyon, Stockholm, Algeria, Tbilisi and Odessa, and will add direct
flights to the Turkish Republic of Northern Cyprus (Trnc) Nicosia line from
Ankara and Izmir. The Malatya and Denizli flights will be made twice a day from
Istanbul. Direct flights will also be made to Bodrum and Dalaman from Ankara.
In addition, Düsseldorf and Brussels were added to places where there is a
direct flight from Ankara. In the meantime, Thy is increasing the number of
flights in the Sabia Gokcen Airport in an aim to make a new base for itself. The
number of domestic flights was increased to 11 at the Sabiha Gokcen Airport by
adding scheduled flights to Bodrum and Dalaman. There will be flights from
Berlin to Sabiha Gokcen Airport at economic prices twice a week. The number of
China flights will be increased from five to seven. In the summer season, there
will also be direct flights to Bangkok, Singapore and Hong Kong. The Osaka line,
which was halted in 2003, will start in June with a different schedule. (Mustafa
Gun/Zaman)
01.04.2006
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VERSO ANTALYA
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<King Holidays> presente con tutta la sua programmazione per l'estate.
Voli da Bologna, Milano e Roma per la città turca del Mediterraneo. |
A No
Frills Primavera <King Holidays> è presente con tutta la programmazione per
l'estate 2006 ed annuncia al mercato un'operazione importante sulla Turchia e su
Malta: nel mese di agosto infatti, collegamenti charter raggiungeranno Antalya
da Bologna, Milano e Roma, con l'obiettivo di incrementare il numero di
passeggeri verso la destinazione; e i rinforzi arrivano anche su Malta, che
<King Holiday>s raggiungerà, sempre ad agosto, con voli <Air Malta> da Torino,
Venezia e Napoli. Nel frattempo risultati importanti si registrano sulle
prenotazioni per la Pasqua e i Ponti di Primavera, bene anche il Brasile, che
soddisfa una forte richiesta soprattutto per tour organizzati e circuiti fai da
te. (Guida Viaggi)
01.04.2006
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DA CIVITAVECCHIA ALLA TURCHIA

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Il prossimo anno (14 marzo) ci sarà il debutto di "Freedom", nuova nave
da 100 mila tonn. che farà del Mediterraneo il centro delle rotte. |
Dal debutto nel 2007 "Freedom", la nuova nave da 110.000 tonnellate di <Carnival
Cruise Lines>, prevede crociere di 12 giorni che includono il primo scalo in
assoluto della compagnia di crociere in Turchia e nelle Isole Greche, oltre ad
una varietà di porti mediterranei.
La stagione inaugurale di <Carnival Freedom> avrà inizio il 14 marzo 2007 e
prevede sette crociere di 12 giorni nel Mediterraneo e alle Isole Greche e 12
crociere di 12 giorni nel "Gran Mediterraneo" fino al 16 ottobre 2007.
Civitavecchia sarà il porto di partenza e di arrivo di tutte le crociere. (GuidaViaggi.it)
01.04.2006
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C'ERA ANCHE
CHARLIZE THERON
AD ANTALYA

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L'attrice - in vacanza nella ridente città del Mediterraneo non si è
voluto perdere l'eclissi il cui fenomeno in quasi tutta la Turchia è
stato totale. |
C'era
anche l'attrice sudafricana Charlize Theron, migliore attrice 2003 con il film
"Monster", ad assistere ad Antalya (Turchia mediterranea) all'eclisse totale di
sole che è stata visibile con particolare completezza anche nell'Anatolia del
sud-est a partire dalle ore 13:54 locali (le 12:54 in Italia) per non più di
circa 4 minuti.
La Theron, 31 anni, era accompagnata dal fidanzato Stuart Townsend e ha
rifiutato di essere fotografata perché - ha detto - è andata in Turchia solo per
farsi una vacanza e guardare l'eclisse.
Il fenomeno solare ha contribuito a fare di Antalya la meta di numerosi
scienziati, tra cui 1650 ricercatori inglesi, a cui si sono aggiunti
naturalmente giornalisti e turisti che hanno voluto godere al massimo le
temperature molto miti (23-24 gradi centigradi in questi giorni) di quella
regione turca. (Il Giorno.it)
01.04.2006
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"IL SIGILLO DEL SULTANO"

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Un thriller raffinato di Jenny White che riesce a scavare in profondità
nei rapporti tormentati e contradditori tra uomini e donne appartenenti
a culture diverse ma che condividono gli stessi sentimenti e
aspirazioni. Sullo sfondo, il fascino eterno di Istanbul, misteriosa
terra di confine tra Islam e Occidente. |
Tenete
a mente questo nome: Jenny White. Lo risentiremo presto. La presentazione che ne
fa la casa editrice Rizzoli ci dice poco: unicamente che vive nel Massachusetts.
Si presume quindi che sia nata negli Stati Uniti o comunque che viva in questo
Paese. Aggiunge - sempre la Rizzoli - che è docente di antropologia e
autrice di numerosi saggi sulla società e la politica in Turchia. Non potrebbe
essere diversamente. Solo chi conosce la storia, gli usi e i costumi di quello
che fu l'Impero Ottomano poteva identificare perfettamente i personaggi del suo
primo romanzo, Il sigillo del sultano, negli interpreti di un mondo che
non c'è più ma che pure ha lasciato alla società turca di oggi quel senso di
decoro e di rispetto quasi ovunque scomparsi.
La White - che possiamo affermare è scrittrice di prim'ordine - fa ruotare tutto
attorno all'anno di grazia 1886 quando sul trono sedeva Abd ul-Hamod II, il
ventottesimo sultano a regnare su Istanbul. Il grande Impero ormai si è ridotto
a ben poco ed è ancora fresco il ricordo della caduta di Plevna - sei anni prima
- ad opera dei russi che occuparono gli Stretti portandosi addirittura alle
porte della capitale turca. Se l'esercito del granduca Nicola non la occupò, fu
solo perché il Governo britannico, considerando l'occupazione russa di
Costantinopoli un casus belli, portò parte della sua flotta nei pressi
dei Dardanelli. Va dato atto che nel frattempo Abd ul-Hamid II - grazie anche
alla lungimiranza di alcuni consiglieri preparati - riuscì in quel periodo ad
imprimere all'Impero notevoli progressi sia in campo socio-culturale che in
quello più prettamente economico. Istanbul (ma sono ancora tanti quelli che la
chiamavano ancora Costantinopoli) è lo specchio di queste radicali
trasformazioni. La città - che nel 1844 contava 391 mila abitanti - adesso ne ha
circa 850 mila. Un aumento dovuto all'esodo rurale e più ancora al fenomeno
dell'immigrazione. Come annota Robert Mantran nel suo pregevolissimo saggio:
"Storia dell'Impero Ottomano", la crescita urbana segu |
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