Arretrati 

Anno 7° N.11

Cari amici, <Turchia Oggi> - sito indipendente e che va avanti con le proprie forze - non se la passa troppo bene. Se potete, dateci una mano. Intendiamoci, non vi chiediamo denaro. Nemmeno un euro. No, quello che vi chiediamo è che ci stiate vicini adoperandovi in giro e spendendo parole buone nei nostri confronti. In altri termini, trovateci un po' di pubblicità o qualche sponsorizzazione. Altrimenti saremo costretti a chiudere. Per andare avanti, infatti, abbiamo bisogno che qualcuno ci aiuti, quanto basta. Grazie per quello che farete, la direzione.

PER I NOSTRI LETTORI

Si_vota_il_9_aprile_anche_all'estero_per_il_rinnovo_del_Parlamento

 

In occasione delle prossime elezioni politiche in Italia si vota per eleggere 12 deputati e 6 senatori assegnati alla Circoscrizione Estero. Come fare

In occasione delle prossime elezioni politiche si vota per eleggere 12 Deputati e 6 Senatori assegnati alla Circoscrizione Estero. La Circoscrizione Estero si compone di quattro ripartizioni comprendenti Stati e territori relativi a: Europa, compresi i territori asiatici della Federazione russa e della Turchia; America settentrionale e centrale; America meridionale; Africa, Asia, Oceania e Antartide. In base alla legge 459/2001 l'elettore residente all'estero può scegliere di esercitare il suo diritto di voto per corrispondenza o tornando in Italia. Possono votare per corrispondenza tutti i cittadini
italiani iscritti nelle liste elettorali della Circoscrizione estero e residenti nei Paesi con i quali sono stati stipulati appositi accordi (intese) che prevedono l'esercizio di tale diritto. I cittadini che, per una causa qualsiasi, non risultano iscritti in tali liste possono
essere ammessi al voto a cura del competente Ufficio consolare se ne fanno richiesta entro l'11° giorno precedente la data delle votazioni, previo accertamento dell'inesistenza di cause ostative al voto presso il Comune italiano di origine. A seguito dell'entrata in vigore della legge 22/ 2006 possono votare per posta anche alcune categorie di cittadini temporaneamente all'estero per motivi di servizio o per missioni internazionali e
precisamente: il personale appartenente alle forze armate e alle forze di polizia impegnato nello svolgimento di missioni internazionali; i dipendenti delle amministrazioni dello Stato;
i professori universitari, ricercatori e professori aggregati.
25.03.2006

IL MESSAGGIO 

150_anni_delle_relazioni_diplomatiche_italo-turche

 

Lo ha inviato il nostro ministro degli Esteri, Gianfranco Fini, in occasione del 150/mo anniversario delle relazioni diplomatiche Italia-Turchia. La cerimonia all'ambasciata di Ankara.

Gianfranco_Fini_e_Abdullah_Gul''La Turchia, Paese candidato nell'UE a maggioranza musulmana, non costituisce per questo una anomalia o una contraddizione per l'Europa. Essa porta con sé la ricchezza e la complessità di una delle grandi componenti della cultura universale e costituisce l'esempio di una possibile evoluzione del rapporto fra Stato e religione, di interesse non solo per il mondo musulmano ma per la stessa Unione Europea''. 
L'ambasciatore_italiano_Carlo_MarsiliPaolo_Pucci_di_BenisichiE' questo uno dei punti salienti del messaggio del ministro degli Esteri italiano, Gianfranco Fini, letto dal Segretario generale della Farnesina, Paolo Pucci di Benisichi alla serata inaugurale delle attività celebrative del 150/mo anniversario delle relazioni diplomatiche italo-turche, svoltasi  all'ambasciata d'Italia ad Ankara, alla presenza, tra gli altri, del Sottosegretario agli Esteri della Turchia, ambasciatore Ali Tuygan e dell'ambasciatore d'Italia in Turchia, Carlo Marsili. 
Alla serata erano presenti esponenti del mondo politico, imprenditoriale e culturale turco.
''Ankara - da noi fortemente sostenuta - ha finalmente avviato i negoziati di adesione all'Unione Europea. Il sostegno italiano non è mai venuto meno ed è stato sottolineato, nella 
maniera più solenne e significativa, dal Capo dello Stato italiano, nel corso della sua recente visita di Stato in Turchia'' - ha aggiunto Fini nel suo messaggio. 
''La felice ricorrenza che celebreremo assieme nei prossimi mesi assume un particolare significato non solo come riconoscimento dei risultati conseguiti in tanti decenni di feconde relazioni bilaterali, ma anche come riaffermazione della volontà dei nostri Paesi di procedere in stretta concertazione nell'affrontare le sfide del mondo contemporaneo''- ha concluso il messaggio di Fini.
''Condividiamo con l'Italia la visione di un Mediterraneo democratico, stabile e prospero. Condividiamo le stesse posizioni in merito all'architettura politica e della sicurezza per l'Europa moderna. E ne condividiamo gran parte dei valori'' - ha affermato il Sottosegretario agli Esteri turco che ha ricordato come l'anno scorso a Roma il ministro Fini abbia definito la Turchia "un partner strategico". 
Una conferma ed una accentuazione della "forte sintonia" e della "partnership strategica" esistente tra Italia e Turchia, due Paesi definiti "baricentro euro-asiatico", è giunta dal Segretario generale alla Farnesina. "Abbiamo confermato - ha affermato - Pucci di Benisichi - il sostegno italiano di lungo periodo al processo europeo della Turchia, non senza incoraggiare i nostri amici turchi raccomandando loro di non risparmiare gli sforzi considerevoli e i passi anche onerosi che nella fase negoziale saranno chiamati dall'UE a compiere, pur di superarne le asperità e raggiungere quell'obiettivo", ha ancora affermato il diplomatico italiano.
''L'Italia e la Turchia sono desiderosi e pronti a collaborare in quasi tutti i settori. Colgo l'occasione per ringraziare i nostri amici italiani per il sincero sostegno fornito alla Turchia nella prospettiva di adesione all'UE'' - ha aggiunto il Sottosegretario turco, sottolineando che ''la nostra amicizia ha davanti a sé un incoraggiante futuro'' anche per lo sforzo comune di conferire ''nuove dimensioni ai nostri già ottimi rapporti'' - ha concluso l'alto diplomatico turco.
''Il contributo dell'Italia alla candidatura della Turchia all'Unione Europea è stato determinante. Noi vogliamo la Turchia in Europa. Sappiamo che non può esistere una vera Unione Europea senza la Turchia. Questa è la politica del Governo italiano e continuerà ad essere anche per il futuro la politica di ogni Governo italiano'' - ha affermato l'ambasciatore d'Italia nel suo saluto ricordando che nell'ultimo anno e mezzo ci sono state in Turchia la visita di Stato del Presidente della Repubblica italiana, tre visite del Primo Ministro, le visite del presidente della Camera dei deputati, del presidente del Senato, di dodici ministri di Governo e di cinque delegazioni parlamentari.
''Credo che nessun altro Paese al mondo abbia avuto così significative manifestazioni di amicizia da parte dell'Italia'' - ha osservato Marsili, il quale ha poi enumerato le numerose manifestazioni di carattere culturale previste in Turchia per i prossimi mesi ed organizzate con la collaborazione degli istituti di cultura di Ankara ed Istanbul.
Tra esse ad Ankara l'opera italiana, concerti, mostre d'arte anche in collaborazione con le università, gli sbandieratori di Toscana, l' architetto Renzo Piano, l'orchestra Luigi Cherubini 
diretta dal maestro Riccardo Muti, mentre ad Istanbul l'Italia prenderà parte al Festival internazionale del cinema in aprile. Ospiterà poi il Piccolo Teatro di Milano, una grande mostra arte e design della luce a Tophane che si svolgerà insieme alla mostra sulla eccellenza tecnologica italiana al palazzo Dolmabahce. In luglio, ad Aya Irene, ci sarà un recital della mezzosoprano Cecilia Bartoli, seguita da gruppi di jazz ed altre iniziative.
Gli eventi previsti a partire dall'inaugurazione di mercoledì sera, sia in Italia che in Turchia, non avranno solo un carattere celebrativo e simbolico, ma intendono contribuire al dialogo tra le società civili dei due Paesi in tutti i settori e con il più ampio coinvolgimento di attori pubblici e privati, quali Regioni, enti locali ed associazioni - sottolineano fonti diplomatiche italiane. (Ansa)
25.03.2006

IL 150/mo ANNIVERSARIO

Il_Sottosegretario_agli_Esteri_Giuseppe_Drago

 

Ricevimento offerto a Roma dall'ambasciatore di Turchia, Ugur Ziyal. Il suo messaggio e quello del ministro degli Esteri, Abdullah Gul.

L'ambasciatore_turco_Ugur_ZiyalIl Sottosegretario di Stato italiano agli Affari Esteri, Giuseppe Drago, ha preso parte parte mercoledì sera presso l'Hotel Parco dei Principi al ricevimento offerto dall'ambasciatore della Turchia, Ugur Ziyal, per l'inaugurazione delle celebrazioni per il 150° anniversario delle relazioni diplomatiche italo-turche. Nell'occasione è stato letto un messaggio del ministro degli Esteri turco, Abdulah Gul, cui è seguito quello dello stesso ambasciatore Ziyal.
La partecipazione del Sottosegretario Drago ha inteso sottolineare l'importanza attribuita dal Governo italiano alle relazioni con la Turchia, un Paese amico ed alleato, con il quale l'Italia intrattiene eccellenti rapporti politici ed economici, riaffermati al massimo livello in occasione della visita di Stato del Presidente Ciampi lo scorso novembre. Gli eventi previsti a partire dall'inaugurazione di mercoledì, sia in Italia che in Turchia, non avranno solo un carattere celebrativo e simbolico, ma intendono contribuire al dialogo tra le società civili dei due Paesi in tutti i settori e con il più ampio coinvolgimento di attori pubblici e privati, quali Regioni, enti locali ed associazioni. Tale dialogo è infatti essenziale nell'accompagnare il cammino della Turchia verso l'Unione Europea.
"La solidità dei rapporti italo-turchi - ha detto Drago - si fonda sulla precisa scelta di di modernizzazione compiuta dalla Turchia oltre 80 anni fa e che sta oggi portando il Paese a riformare il proprio sistema politico, economico e sociale, senza per questo rinunciare alla propria identità". Il Sottosegretario ha quindi sottolineato il valore aggiunto che in futuro la Turchia potrà apportare all'Unione Europea, sia come esempio di un sano rapporto tra Stato e religione, sua sul piano geo-strategico, dato il ruolo che Ankara gioca in aree di forte interesse per l'Unione, quali il Caucaso, l'Asia Centrale, il Medio Oriente e l'area del Golfo.


IL MESSAGGIO DEL MINISTRO DEGLI ESTERI, ABDULLAH GUL

Abdullah_GulQuest'anno, che celebreremo il 150° anniversario delle relazioni diplomatiche tra la Turchia e l'Italia, dimostra  che le relazioni turco-italiane hanno un futuro brillante.
La base solida delle relazioni turco-italiane  è costituita  dai forti legami di amicizia  le cui radici risalgono nella storia.  
I nostri legami storici, la posizione strategica dei nostri Paesi, i valori  comuni condivisi, la stessa prospettiva Mediterranea, l'importanza che attribuiamo alla visione sul futuro dell'UE ed ai rapporti transatlantici  costituiscono la base naturale delle nostre relazioni.     
Queste relazioni particolari che traggono la loro forza dalla lunga storia e valori condivisi, si basano sui principi contemporanei come la democrazia, la supremazia del diritto ed i diritti  umani. 
La visita di Stato del Presidente della Repubblica Ciampi nel nostro Paese lo scorso novembre,  è stata il coronamento  di ottime ed intense relazioni esistenti  in campo politico ed economico tra i nostri Paesi.  
Credo che per poter continuare  questo forte slancio costruito a scopo di sviluppare ulteriormente le nostre relazioni tramite le visite reciproche, dobbiamo  utilizzare meglio le opportunità che ci vengono offerte nel campo economico e culturale.  La collaborazione degli ambienti culturali ed imprenditoriali, i contatti che saranno sviluppati in questo quadro e gli scambi scientifici e culturali  consentiranno  una maggiore conoscenza ed avvicinamento tra i nostri popoli.
Il Mediterraneo, culla delle civiltà, è il punto di incrocio delle culture. Rendere il Mediterraneo un mare di stabilità e di collaborazione  è  compito di tutti.  La Turchia, erede di un impero che ha regnato per secoli, ha adottato dalla sua fondazione i valori universali, come l'Italia, oltre alla sua natura Europea é un elemento fondamentale  della cultura Mediterranea.
Possiamo ripetere  queste affinità tra i nostri Paesi anche per i nostri Popoli.  Il popolo turco, come quello italiano,  è nello stesso tempo mediterraneo con la sua cultura, con la sua eredità storica, con i suoi sentimenti e con la sua cucina. Questa identità comune mediterranea rende i nostri popoli più vicini. 
Infatti nell'ultimo periodo  l'appoggio deciso dato dall'Italia alla Turchia nel processo di adesione all'UE e la collaborazione vantaggiosa tra i due Paesi in diversi settori, dimostrano  insieme i valori culturali condivisi, anche la convergenza  delle nostre politiche.
Colgo quest'occasione per rinnovare i miei ringraziamenti al vice Presidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri Fini, che in una riunione sulla Turchia organizzata nel Suo ministero il 9 maggio 2005 ha dichiarato di "considerare la Turchia come un partner strategico", per  i preziosi contributi apportati alle relazioni tra i nostri Paesi. 
La comprensione ed il dialogo stretto instaurati con il mio caro amico Fini, riscontrati anche nel rapporto tra gli altri esponenti dei nostri Paesi  oltre a farci piacere, credo che sia importante anche per il raggiungimento degli obiettivi della volontà politica emersa  al massimo livello. 
Con questi pensieri mi auguro che l'anno 2006, in cui noi celebriamo il 150° anniversario dell'instaurazione delle nostre relazioni diplomatiche, sia un anno pieno di reciproche iniziative e apra nuovi orizzonti per il futuro. Tali opportunità  rafforzando ulteriormente  la reciproca comprensione tra i nostri Paesi serviranno a consolidare il benessere dei nostri popoli e l'amicizia turco-italiana.   

 IL MESSAGGIO DELL'AMBASCIATORE UGUR ZIYAL

Signore e Signori, Illustri ospiti,
Desidero esprimere prima di tutto la felicità che sento di essere insieme ad una comunità cosi scelta e vorrei ringraziare tutti voi per essere insieme a noi in questa giornata cosi importante.
Poco fa vi abbiamo letto il messaggio del nostro ministro Abdullah Gül. L'Onorevole Sottosegretario Drago ha fatto un intervento che include tutti gli aspetti dell'argomento. Non mi è rimasto molto da esprimere. 
Stasera siamo qui per inaugurare tutti insieme una serie di iniziative culturali che saranno organizzate in occasione del centocinquantesimo anniversario dell'instaurazione dei rapporti diplomatici tra la Turchia e l'Italia.  Vorrei inoltre ringraziare  tutti  per i vostri contributi   alle iniziative di questo significativo anniversario che celebreremo insieme ed ai rapporti Turco-italiani in generale. 
Per me assume un significato particolare che tale anniversario che consoliderà ulteriormente i buoni rapporti già esistenti tra i nostri due Paesi  coincida con il periodo del mio incarico a Roma. Come Ambasciatore di Turchia a Roma, continuerò a fare tutto il possibile nell'ambito delle  mie responsabilità. Mi accontenterò di dirvi soltanto che durante il mio incarico a Roma si sono svolte una visita presidenziale e cinque visite del Primo Ministro.
Come  Governi e  Ambasciate questo anniversario assume per noi un significato importante e ci adoperiamo per poterlo realizzare come merita. Ma questo anniversario è prima di tutto una pietra miliare  dell'amicizia turco-italiana e la vicinanza storica dei due popoli che costituisce le fondamenta di tale amicizia. Pertanto coloro che hanno contribuito ad arrivare dove siamo arrivati sono i popoli turchi ed italiani. Voi siete illustri rappresentanti di questa amicizia in Italia e volontari ambasciatori di pace dei due Paesi. 
Illustri Ospiti, 
Anche se le relazioni diplomatiche tra la Turchia e l'Italia sono state instaurate centocinquant'anni fa, i rapporti tra i due Paesi risalgono ai tempi pi
ù remoti.  Se vogliamo parlare veramente dei rapporti Turco-Italiani allora dobbiamo parlare non di centocinquant'anni bensì di secoli.   Non è una coincidenza se in ogni angolo dell'Anatolia  incontriamo  un reperto Romano e nelle nostre città costiere vediamo l'influenza genovese o veneziana. Questa influenza non è unilaterale, dal castello di Otranto  alle opere di lirica italiane, ai quadri di De Mango  si può notare quest'influenza. 
Lo scambio tra le nostre culture continua anche oggi.  Il grande interesse rivolto soprattutto dai giovani  verso la cultura e la lingua italiana in Turchia è un  esempio  vivo di tale interesse.  L'interesse delle giovani  generazioni  mi rende ottimista per il futuro delle nostre relazioni culturali. Sono convinto che l'amicizia turco-italiana si rafforzerà ulteriormente. 
I nostri rapporti politici, economici, sociali e culturali con l'Italia sono ad altissimo livello. La dimensione culturale delle nostre relazioni  ha la sua importanza non soltanto per il rafforzamento dell'amicizia esistente tra i nostri popoli, ma anche per il processo di adesione all'Unione Europea. Le iniziative del centocinquantesimo anniversario da questo punto di vista contribuiranno alle nostre relazioni. 
La nostra tradizionale collaborazione che si basa sulla storia e sulla ricca eredità culturale lasciataci dagli imperi costituisce la memoria vivente dell'Europa.  Sono rimasto sorpreso quando ho saputo che  un tempo  abbiamo avuto oltre  cinquanta consolati in Italia. Pertanto non è una coincidenza se oggi l'Italia da un sostegno positivo ed attivo agli sforzi della Turchia nel processo di adesione all'UE. Questo sostegno porterà la tradizionale amicizia turco-italiana anche in Europa verso un futuro comune quando la Turchia diventerà membro. Illustri Ospiti, Ovviamente le relazioni turco-italiane  non possono essere descritte in pochi paragrafi  sono estese in un  contesto molto più vasto. Nel centocinquantesimo anniversario delle nostre relazioni bilaterali diamo più peso alla dimensione culturale di queste relazioni.  Pertanto questa sera invece di lunghi interventi  vogliamo inaugurare le celebrazioni con un recital che faccia piacere a tutti. 
Il compositore Ahmet Kanneci un rappresentante importante della musica classica turca  eseguirà un concerto di chitarra classica  con un suo arrangiamento della musica barocca italiana e la musica popolare turca. Desidero ringraziarlo per il Suo contributo a questa serata. Illustri Ospiti, 
ringraziando di nuovo per la vostra presenza questa sera insieme a noi, concludo il mio intervento e lascio la parola alla musica. 
________________________
Nel corso del ricevimento si è tenuto un concerto da parte del musicista turco Ahmet Kanneci, presidente del Conservatorio presso il Dipartimento di chitarra  classica dell'Università Hacettepe in Turchia e della Fondazione di Musica Sevda-Cenap di Ankara.
25.03.2006

VISITA CANCELLATA

Recep_Erdogan

Il premier turco Recep Tayyip Erdogan non viene più a Roma per il vertice del Ppe ma a Bruxelles fanno sapere di non avere avuto notizie in merito.

Il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha cancellato la sua visita a Roma per il vertice del Partito popolare europeo di fine mese dopo avere appreso che il suo partito di radici islamiche, Giustizia e sviluppo (Akp) non ha ottenuto la membership a pieno titolo nel Ppe. Lo ha rilvelato il giornale turco <Hurriyet>.
L'Akp, di cui è presidente lo stesso Erdogan, ha finora ottenuto lo status di membro osservatore nel Ppe e sperava di ottenere la piena membership in occasione del prossimo vertice di Roma. Ma - secondo lo stesso giornale turco - le ultime notizie provenienti dal Ppe hanno mostrato una contrarietà della maggior parte dei partiti cristiano democratici europei, per cui Erdogan ha deciso di non partecipare al vertice. 
Dal canto suo Il Partito popolare europeo ha fatto sapere di non ha ricevuto ''alcuna comunicazione ufficiale'' sulla cancellazione della presenza del premier turco. Lo hanno reso noto fonti dei popolari a Bruxelles, precisando che si tratta di ''notizie della stampa'' di Ankara
Per i popolari, l'eventuale cancellazione della visita del premier sarebbe ''un dispiacere'', hanno sottolineato le fonti, ricordando che l'integrazione dell'Akp al Ppe ''sta rispettando i tempi seguiti in questo tipo di processi, così come è già accaduto negli ultimi anni con altre formazioni politiche''.
Il passaggio dell'Akp da osservatore a partito associato si trova attualmente all'esame del bureau politico del Ppe, aggiungono le fonti. (Ansa)
25.03.2006

LA TURCHIA FACCIA DA INTERMEDIARIA

Un gruppo di senatori Usa ha esortato Ankara ad aumentare gli sforzi per aiutare le fazioni rivali nel vicino Iraq a raggiungere un compromesso su un Governo unito.

Un gruppo di senatori americani ha esortato i leader turchi ad aumentare gli sforzi per aiutare le fazioni rivali nel vicino Iraq a raggiungere un compromesso su un Governo unito ed evitare il rischio di una guerra civile. ''Una guerra civile sarebbe disastrosa per l'intera regione, per questa grande nazione turca e per il mondo libero . Non possiamo lasciare che ciò succeda'', ha dichiarato il presidente del Comitato dei servizi armati del senato americano, John Warner, dopo colloqui con il Primo Ministro Tayyp Erdogan. ''Ora è tempo che la Turchia e le altre nazioni della regione aiutino il popolo iracheno a formare un Governo di unità'', ha aggiunto. Warner ha spiegato che Erdogan gli ha assicurato che Ankara continuera' i suoi sforzi per esortare le fazioni irachene, e particolarmente i sunniti, a raggiungere un compromesso per ottenere un governo di unità nazionale. ''La situazione in Iraq - ha avvertito - non e' una guerra civile ma potrebbe divenirlo a meno che non ci sarà un supporto continuo dietro il popolo dell'Iraq''. (Asca-Afp)
25.03.2006

RISPETTO DELLE FEDI ALTRUI 

Civiltà_Cattolica

 

In una nota di <Civiltà Cattolica>, rivista dei gesuiti, si fa presente che se la Turchia intende entrare nell'UE deve dare garanzie in questo senso.

Turchia_ed_UE._La_nota_dei_Gesuiti"Se la Turchia intende entrare a pieno titolo in Europa, è necessario che dia alla comunità internazionale serie garanzie di affidabilità in tema di rispetto tra culture e fedi religiose diverse".
Lo scrive <Civiltà cattolica> che commenta in una nota l'avvio delle trattative per l'ingresso della Turchia nell'Unione Europea. Ankara "deve affrontare anche il nodo della tutela delle minoranze religiose, in particolare dei cristiani che vivono nel Paese, i quali si sentono e sono discriminati sul piano dei diritti e spesso minacciati dal fanatismo dei fondamentalisti".
Secondo i gesuiti, infatti, "è sui valori della tolleranza, della libertà religiosa e del rispetto delle minoranze che si misura l'effettiva democraticità di un Paese". E questo vale tanto più quando la Turchia afferma pubblicamente di voler fungere da ponte tra il mondo islamico, attraversato in questi anni da un forte spirito di rinascita religiosa, e quello Occidentale, le cui radici, checché ne dicano i laicisti, sono profondamente cristiane. Da parte sua, ricorda la rivista, la Chiesa cattolica non "chiede al Governo turco nessun privilegio particolare, ma semplicemente il riconoscimento dei suoi diritti, per esercitare il proprio ministero a vantaggio dei cattolici turchi". (Kurdish Indo)
25.03.2006

 

TURCHIA: 
"PUO' STARE
IN EUROPA"

Giorgio_Rebuffa

 

L'opinione di Giorgio Rebuffa, costituzionalista e ordinario all'Università di Genova. "L'identità è qualcosa che si costruisce ogni giorno anche sulla convenienza.

Giorgio Rebuffa, costituzionalista e ordinario all'Università di Genova, autore di numerosi volumi tra cui "La Costituzione impossibile" e "Lo Statuto Albertino", è presidente della Delegazione parlamentare italiana all'Assemblea dell'Atlantico del Nord dal 3 febbraio 1999, è stato componente della II Commissione permanente Giustizia dal 18 gennaio 2000 e componente della Commissione parlamentare per le riforme costituzionali dal 4 febbraio 1997. Tra le proposte di legge presentate come primo firmatario, ricordiamo la proposta di legge per l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sull'attività del Kgb in Italia. Con lui parliamo delle questioni legate all'identità europea del futuro.
***
D - Che sta accadendo in Europa?
R - Bella domanda. E' necessario aprire un dibattito sulle riforme dell'Europa, nel senso di domandarci cosa sta succedendo in Europa, quale è l'identità costituzionale di ciascuno degli stati della nuova Europa, e, cosa può succedere. Oggi noi parliamo dell'Europa come se fosse ancora l'Europa occidentale, la Francia la Germania l'Italia il Belgio la vecchia Europa del 1956, invece c'è un'Europa complessa che è l'Europa orientale, la Mitteleuropa, con la sua grande tradizione come la repubblica Ceca l'Ungheria la Polonia. L'Europa del 900, dopo la finta caduta dell'Impero Austro-Ungarico, è rimasta un'Europa occidentale perché dopo la dissoluzione dell'Impero, l'Europa Orientale visse in uno stato di minorità scacciata fra l'interesse delle grandi potenze e l'Unione Sovietica.
D. Quindi in qualche modo l'Europa ha smarrito la sua identità?
R. L'Europa orientale aveva un'identità multinazionale multietnica e multireligiosa. La caratteristica dell'Impero Austro-Ungarico era la multireligiosità, o, il pluralismo come si direbbe oggi. Nei trattati che includono la prima guerra mondiale in particolare il trattato fatto con l'Austria a Saint Germain quelli che vanno sotto il nome di trattati di Versailles, la dissoluzione dell'Impero austro-ungarico, portò via questo mondo lo isolò. In quel momento, prendendo questa decisione non si calcolarono le conseguenze. Lo scrittore Frak Kafka, che era un'esponente di questo mondo di alienazione e di mancanza di terreno di perdita di identità, ci ha descritto nelle sue opere tutta la sua amarezza per la perdita delle sue radici ebraiche.
D - Kafka si è trovato a vivere in un mondo senza identità, senza radici...
R - Ci sono anche altri scrittori ungheresi come Musil che nel suo romanzo "L'uomo senza qualità", senza eigenschaft, ci descrive cosa stava succedendo in quel periodo in Europa Orientale. Questa identità europea va assolutamente recuperata. Infatti, io ritengo che il discorso su una unica identità Europea sia non solo sbagliata ma bizzarro e, non corrispondente alla rivoluzione storica dell'Europa che nella sua complessità, ha molteplici identità e, non solamente cristiana .
D -
Con l'entrata in Europa della Turchia ci troveremmo ad affrontare la convivenza con una forte presenza musulmana...
R - L'islam ha fatto parte dell'identità culturale europea, di questo ce ne parla uno storico americano che è stato anche tradotto recentemente in italiano, parlando della civiltà islamo-cristiana. In una prima fase, il mediterraneo era un lago islamico, e, l'Europa cristiana si è sviluppata tutta nel nord Europa. L'Europa mediterranea non era cristiana. Il sud dell'Italia con Federico II, che è stato un grande imperatore cristiano, aveva un rapporto continuo con l'islam. Noi dobbiamo molto alla civiltà islamica dal punto di vista del recupero del mondo classico.
D -  D'altro canto la Sicilia è piena di testimonianze islamiche...
R -  I Califfi in particolare, mandavano da Baghdad in giro i loro addetti a cercare i manoscritti del mondo classico. Cercavano soprattutto i manoscritti delle essenze e della medicina. Recentemente c'è stata una bella e grande mostra a Parigi sulla scienza del mondo islamico classico, dove si vedeva chiaramente che molte scoperte scientifiche e strumenti geografici di misurazione dello spazio e del tempo, sono dovuti all''integrazione tra l'islam e il mondo dell'Asia orientale, che faceva da cerniera. Tutta l'Europa ha sempre vissuto in un rapporto molto stretto con la Turchia. Cavour ebbe la geniale intuizione di partecipare con un contingente del Regno di Sardegna alla spedizione in Crimea: ebbene molti non ricordano che la spedizione in Crimea, era stata organizzata dagli inglesi in alleanze al sostegno dei turchi. Da quella partecipazione Cavour potette far sedere il Piemonte al tavolo delle "potenze" vincitrici che poi "agevolarono" in vari modi il processo dell'unità del nostro Paese. Quindi, se mi si passa la battuta, si potrebbe anche dire che l'unità italiana è dovuta in parte e in qualche misura alla alleanza con la Turchia.
D -  Insomma la Turchia in Europa ci può stare?
R -  La Turchia nell'Europa c'è stata e ci può stare benissimo. L'identità è qualcosa che si costruisce giorno per giorno sui sentimenti, sulle lingue, sugli interessi ma, anche sulla convenienza. La nostra convenienza è quella di avere un'Europa forte, che sia in grado di mettersi in gioco con le grandi potenze di questo momento che sono gli Stati Uniti e la Cina. (Giovanna Canzano/Il Denaro.it)
25.03.2006

 

I TURCHI PER NULLA TOLLERANTI

Da una indagine pubblicata sul giornale <Milliyet> risulta che in buona parte non ammettono gli omosessuali, le relazioni extra-coniugali e l'emancipazione della donna.

I turchi sono poco tolleranti nei confronti degli omosessuali, le relazioni extra-coniugali e in generale dell'emancipazione delle donne. Sono i risultati di un sondaggio finanziato dall'Università Bogazici di Istanbul e pubblicato dal giornale liberale <Milliyet>. Il 76% degli intervistati, infatti, prova fastidio in presenza di omosessuali, mentre il 65% si dice categoricamente contrario alle relazioni al di fuori del matrimonio e il 63% agli uomini che portano gli orecchini. Circa il 71% pensa che ''il dovere della donna sia quello di servire il proprio marito'' e il 23% che un uomo possa picchiare sua moglie ''se lo ritiene necessario''. Tuttavia, la grande maggioranza degli intervistati ritiene che donne e uomini debbano godere di uguali diritti in politica, vita quotidiana e lavoro. ''Siamo molto conservatori per quanto riguarda la sessualità'', ha commentato Hakan Ylmaz, uno dei ricercatori responsabili della realizzazione del sondaggio, spiegando che i turchi sono ''poco tolleranti verso l'altro''. Ylmaz ha comunque espresso una nota di ottimismo per quanto riguarda l'attaccamento dei turchi all'uguaglianza tra uomo e donna. L'Unione Europea, con la quale la Turchia musulmana ha avviato dei negoziati d'adesione nello scorso ottobre, chiede ad Ankara di rafforzare la sua legislazione a favore delle donne e degli omosessuali in particolar modo. (Asca-Afp)
25.03.2006

 

VIOLAZIONE DEI DIRITTI DELL'UOMO

Ankara condannata dalla Corte europea per una questione legata al problema curdo e per il bavaglio imposto ad un mensile.

La Turchia è stata condannata dalla Corte europea dei Diritti dell'uomo per violazione della libertà di espressione in seguito alla richiesta del proprietario e del caporedattore di un mensile condannati per la pubblicazione di un articolo sul problema curdo e che criticava la politica carceraria del ministro della Giustizia. Tayfun Koc, proprietario del mensile <Rivoluzione per l'uguaglianza, la libertà e la pace> e Musa Tamabas, il suo caporedattore, erano stati condannati il 24 agosto 1998 dalla Corte di sicurezza dello Stato di Istanbul, in particolare per la diffusione di propaganda contro ''l'unità indivisibile dello Stato''. Le multe, la proibizione della pubblicazione della rivista per un mese e la confisca dei numeri contestati erano state sospese e poi annullate il 6 giugno 2003. Per la Corte di Strasburgo, gli articoli, malgrado il loro tono talvolta ostile, non incoraggiavano alla violenza e alla resistenza armata. I giudici hanno rilevato che ''le pene col beneficio della condizionale inflitte ai richiedenti hanno avuto per effetto di censurare la professione stessa degli interessati e che questi ultimi si sono dovuti astenere da ogni pubblicazione suscettibile di essere considerata contraria agli interessi dello Stato''. Di conseguenza, la corte ha condannato Ankara per violazione dell'articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo che garantisce la libertà di espressione e ha assegnato congiuntamente ai richiedenti 4.000 euro per il pregiudizio morale e 2.290 euro per le spese processuali. (Asca-Afp)
25.03.2006

AUTORIZZAZIONE NEGATA

Il_gen._Buyukanit

 

La procura di Van non potrà procedere contro il numero due delle Forze Armate turche, gen.Yasar Buyukanit, perché lo Stato Maggiore ha detto no.

Lo Stato Maggiore delle Forze Armate turche ha negato l'autorizzazione a procedere contro il Capo delle Forze Armate di terra, generale Yasar Buyukanit, accusato da un procuratore della città orientale di Van di avere coperto i presunti autori di un attentato avvenuto il 9 novembre scorso a Semdnili, nella provincia orientale di hakkari.
Con lo stesso comunicato lo Stato Maggiore turco ha affermato che alcune parti dell'atto di accusa della Procura di Van contro l'alto ufficiale mirano "ad indeboliore le Forze Armate turche e la loro lotta contro il terrorismo".
Il generale Buyukanit è stato designato a succedere all'attuale numero uno delle Forze Armate turche, Hilmi Ozkok, nella carica di Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate.
Secondo la legge turca un'autorizzazione dello Stato Maggiore turco è necessaria per procedere giudizialmente contro un generale o un ammiraglio turco. (
Ansa)
25.03.2006

UN INEDITO FACCIA A FACCIA IN TV

Il_logo_di_Uno_Mattina

 

Sulla spinosa questione del presunto genocidio armeno si sono incontrati nello studio di <Uno Mattina> gli ambasciatori turco ed armeno, rispettivamente Ugur Ziyal e Rouben Shugarian.

La spinosa questione del presunto genocidio degli armeni da parte dei turchi nel 1915, che Ankara non ha mai ufficialmente riconosciuto, è stato al centro qualche giorno fa di un incontro fra gli ambasciatori in Italia di Turchia, Ugul Ziyal, e dell'Armenia, Rouben Shugarian, sulla rubrica di storia di <Uno Mattina>. Un incontro definito ''storico'' dal conduttore della trasmissione, Roberto Olla, fra i rappresentanti diplomatici di due Paesi, che fra loro non hanno relazioni diplomatiche.
I due ambasciatori, che hanno avuto tempi 'contingentati' per parlare e senza domande, si sono detti d'accordo di dover guardare al futuro per superare la storica inimicizia fra i due Paesi, che lentamente sembrano erodere la pesante barriera rappresentata dal genocidio, senza essere tuttavia ancora riusciti ad abbatterla: la Turchia è pronta ad esaminare la spinosa questione con una ''ricerca congiunta sugli archivi storici'' insieme all'Armenia; l'Armenia ribadisce di essere pronta a riaprire relazioni con Ankara, ma chiede che la questione del genocidio non sia appannaggio degli storici, ma dei due Governi.
''Non concordiamo sulla natura di questa tragedia'', ha detto l'ambasciatore turco Ziyal: ''Non si tratta di negazionismo, ma di ricercare congiuntamente negli archivi verità che siano incontrovertibili'', ha detto, aggiungendo che ''il Governo e il Parlamento turchi sono pronti ad esaminare la questione da un punto di vista storico'', visto che la disputa riguarda fatti compiuti ai tempi dell'Impero Ottomano, prima che nascesse la Repubblica turca. Sulla sua proposta, ha detto l'ambasciatore, Ankara sta ora aspettando una risposta dal Governo di Erevan. 
Per Ziyal, il fatto che ''attivisti armeni abbiano chiesto a diversi Parlamenti di approvare differenti risoluzioni che riconoscono il genocidio degli armeni. Questo significa che le realtà storiche non sono state in grado di sostanziare queste accuse''.
''La storia - ha detto da parte sua l'ambasciatore armeno Shugarian - non è stata scritta, non è un documento che può essere censurato, il genocidio è un fatto accaduto e la diaspora armena, sparsa per il mondo, ne costituisce una prova''. Secondo Shugarian, ''l'interpretazione turca è in completo disaccordo con il resto della comunità internazionale'', ed il fatto che ''la maggior parte della comunità internazionale riconosce il genocidio come un fatto storico. Il Parlamento italiano lo ha riconosciuto nel 2001''.
Il negazionismo, secondo il diplomatico armeno, costituisce un ostacolo alla prevenzione dei crimini: ''Potete immaginare voi una commissione di storici incaricata di decidere se Auschwitz sia esistita o meno?''. La questione, ha detto Shugarian, non deve essere affrontata dagli storici, ma dai politici e attraverso ''comitati'' e ''commissioni'' intergovernative. Shugarian ha ricordato come l'Armenia abbia ''steso la mano a voi (turchi) per aprire i confini e per stabilire un dialogo''.
L'ambasciatore turco ha poi detto che il suo Paese ''è ansioso di avere ottimi rapporti con l'Armenia'', che deve però riconoscere il confini fra i due Paesi determinati dall'accordo del 1923 siano considerati da Erevan come ''inviolabili e permanenti''. Se non vi sono rivendicazioni sui confini turchi, ''da questo punto di partenza possiamo andare avanti''.Shugarian ha ricordato come il confine sia stato ''chiuso unilateralmente'', in violazione dell'accordo del '23, che stabilisce collegamenti nei trasporti fra i due Paesi. Secondo l'ambasciatore turco, ''solo il confine terrestre è chiuso'', mentre lo spazio aereo è aperto. (Ansa)
25.03.2006

IL PAPA RENDE OMAGGIO AL SACRIFICIO ARMENO

Benedetto_XVI

 

Benedetto XVI ha voluto ricordare quanti morirono, sotto l'Impero Ottomano, a difesa della fede cristiana. Il ricordo di due Pontefici.

Con un milione e mezzo di morti, il genocidio degli armeni (1915-1923) rappresenta una delle pagine più oscure e dimenticate del secolo scorso. Papa Ratzinger ha voluto rileggerla, non per condannare la Turchia di oggi ma per rendere omaggio a quanti sotto l'Impero Ottomano sacrificarono la propria vita "in nome della fede cristiana, negli anni della terribile persecuzione che resta nella storia - ha scandito - col nome tristemente significativo di metz yeghern, il grande male".
Il Papa ha rivendicato al suo predecessore Leone XIII il coraggio di aver denunciato nel silenzio generale "l'indigenza e le sofferenze delle popolazioni armene". "Né si possono dimenticare - ha sottolineato - i decisi interventi di Papa Benedetto XV quando, con profonda emozione, deplorava: "Miserrima Armeniorum gens prope ad interitum adducitur".
La solidarietà della Chiesa Cattolica, ha detto il Pontefice ai vescovi della diaspora, si estende a tutti gli armeni, che, ha ricordato, "si sono sempre sforzati di integrarsi con la loro operosità e la loro dignità nelle società in cui si sono venuti a trovare", e che "continuano a testimoniare anche oggi la loro fedeltà al Vangelo".
La Comunità armeno-cattolica, ha aggiunto Papa Ratzinger, "è sparsa in molti Paesi, pure al di fuori del territorio patriarcale, in Medio Oriente, in Cilicia e, successivamente, in Libano, dove la Provvidenza ha collocato il Patriarcato degli armeno-cattolici: ad esso, tutti i fedeli armeno-cattolici guardano come a saldo punto di riferimento spirituale per la loro secolare tradizione culturale e liturgica". "Vi sostenga - ha augurato ai presuli - la protezione di San Gregorio l'Illuminatore e dei Santi e dei Martiri che nel corso dei secoli hanno reso testimonianza al Vangelo. Vi accompagni infine la Benedizione, che di cuore imparto a voi e al vostro Popolo, quale segno del costante affetto del Successore di Pietro per tutti gli Armeni". (Agi)
25.03.2006 

IN PACE CON LA STORIA
Abdullah_Gul

 

Nel corso di una conferenza sul tema degli armeni, il ministro degli Eteri turco Abdullah Gul ha ribadito la sua tesi. Numerosa la presenza di storici e studiosi.

Foreign Minister Abdullah Gül, in a message for a rare gathering to discuss Armenian allegations of genocide at the hands of the late Ottoman Empire, declared with confidence that Turkey was at peace with its past. He also praised the initiative as a step in the direction of improving academic freedoms in European Union-aspirant Turkey.
Participants of the three-day conference at Istanbul University, a state university, were dominated by historians and officials who reject allegations that Armenians were killed as part of a systematic genocide campaign during the World War I years, although organizers had sent invitations to proponents of the opposite view.
"Turkey is a country that is at peace with its past. There is no era in our history that makes us feel ashamed," Gül said in his message sent to the conference.
He also said the government was doing its best for the elimination of all obstacles to academic freedom and for the disclosure of facts, reiterating that, within this scope, "Ottoman and republican archives are open to all researchers."
The conference comes six months after a similar conference hosted by a private Istanbul university, which were dominated by intellectuals disputing Ankara's official line. That conference convened despite a court order to block it and amidst severe criticism, including from Justice Minister Cemil Cicek. (Turkish Daily News)
25.03.2006

INVITO USA AD APRIRE I CONFINI

Si tratta di quelli con l'Armenia. I consigli alla Turchia dell'assistente del Segretario di Stato per gli Affari europei.

Gli Stati Uniti invitano la Turchia ad aprire i confini con l'Armenia in un tentativo di normalizzare i rapporti tra i due Paesi. Lo riferisce la stampa turca, citando l'assistente del Segretario di Stato americano per gli Affari Europei, Daniel Fried, che si è recato in visita in Turchia. Le relazioni tra Ankara ed Erevan sono segnate dal rifiuto della Turchia di riconoscere il genocidio armeno. (Adnkronos)
25.03.2006

E' QUASI UN INCIDENTE DIPLOMATICO

La_masseria_delle_allodole

 

Il presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, avrebbe chiesto ai fratelli Taviani, autori del film "La fattoria delle allodole" - tema che tratta il problema armeno - di non mettere in cattiva luce i turchi. La forte irritazione di Ankara.

I_fratelli_TavianiIl Governo del Primo Ministro Recep Tayip Erdogan ha manifestato la sua irritazione con le autorità italiane per la prossima realizzazione del film "La fattoria delle allodole", diretto dai fratelli Paolo e Vittorio Taviani. Tanto che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi avrebbe scritto una lettera ai Taviani chiedendo loro di "non mettere i turchi in una luce negativa" e di "alleggerire i toni polemici del film". Lo riportano il quotidiano indipendente di Ankara <New Anatolian> e il quotidiano turco online <Zaman>.
Il film, tratto dal romanzo di Antonia Arslan, è dedicato ai massacri degli armeni perpetrati dal movimento dei Giovani Turchia a partire dal 1914; le vittime furono, secondo alcune fonti, un milione e mezzo. Le autorità turche contestano il termine "genocidio" per quella che è una delle pagine più buie del diciannovesimo secolo. La Turchia ha protestato anche con l'organismo <Eurimages< del Consiglio d'Europa - al quale Ankara contribuisce con un milione di euro l'anno - per avere garantito fondi per la produzione del film.
Silvio_BerlusconiLa decisione di finanziare il film che dà credito alla versione armena del genocidio - scrive <New Anatolian> - è stata presa durante una riunione del consiglio direttivo di <Eurimages> che ha visto la partecipazione di 32 ministri della cultura europei. La Turchia ha votato contro e la Macedonia si è astenuta. Il film è stato finanziato con 600.000 euro. La Turchia afferma che si sta finanziando con fondi in parte turchi una pellicola che la accusa di genocidio: ma l'attrito con l'Italia riguarderebbe anche il ruolo della <Rai>, primo finanziatore del film.
Parlando ai reporter sul nodo della "Fattoria delle Allodole", il ministro degli Esteri turco Abdullah Gul ha detto che il suo Governo ha fatto tutti i passi diplomatici ufficiali e ora attende risposte. Lo stesso Berlusconi, continua il quotidiano, avrebbe scritto ai fratelli Taviani facendosi portatore delle preoccupazioni di Ankara. Fonti diplomatiche indicano a <Zaman> che i tentativi della Turchia di incidere sulla produzione fino a questo momento si sarebbero rivelati vani. Il regista è stato contattato dal ministero degli Esteri turco ma avrebbe rifiutato di chiarire il contenuto del film. Berlusconi, continua <Zaman>, ha scritto al regista chiedendogli di "non presentare i turchi in una luce negativa". (ApCom)
25.03.2006

LA PROTESTA DI BORGHESIO

 

L'euro-parlamentare della Lega Nord ha indirizzato una interrogazione all'UE per sapere cosa c'è di vero nell'ingerenza del Governo turco in merito al film dei fratelli Taviani.

Il capo delegazione della Lega Nord al Parlamento europeo, Mario Borghezio, ha indirizzato alla Commissione e al Consiglio UE un'interrogazione scritta "sul tentativo di censura, da parte del Gverno turco", del film dei fratelli Taviani sul genocidio armeno .
"Da notizie di stampa - scrive Borghezio - risulta che il Governo turco sta tentando di esercitare pressioni, anche per via diplomatica, sui governi europei per ottenere censure al film "La masseria delle allodole" dei maestri del cinema italiano Paolo e Vittorio Taviani a cui è stato assegnato il contributo <Eurimagis> da parte del Consiglio d´Europa".
"Il Governo turco non è nuovo a queste manovre per impedire la conoscenza dell'olocausto degli armeni", osserva l'euro-parlamentare della Lega, chiedendo alle due istituzioni comunitarie se non si ritengano che il tentativo di censura "dimostri che il regime turco non ha ancora acquisito i valori fondanti di libertà su cui si basa l'UE e in particolare quello delle libertà di espressione." (ApCom)
25.03.2006

 

DENUNCIATA LA <DIE WELT>

Die_Welt

 

A farlo in Germania - per la solita querelle delle vignette - l'Unione dei democratici turchi europei (Uetd).

L'Unione dei democratici turchi europei (Uetd), una organizzazione considerata vicina al Governo della Turchia, ha annunciato di avere denunciato alla magistratura tedesca a Colonia il quotidiano nazionale <Die Welt> per avere pubblicato a febbraio scorso le 12 caricature del profeta Maometto apparse per la prima volta in Danimarca a settembre 2005.
''La denuncia è stata presentata solo ora per aspettare che si calmassero un po' le acque'' ha detto un portavoce dell' organizzazione al telegiornale della rete televisiva pubblica <Ard>.
''In questo modo vogliamo sensibilizzare i mass media tedeschi su come comportarsi con i simboli ed i motivi religiosi'' ha reso noto il segretario generale dell'Uetd, Abdullah Emili, nell'annunciare la denuncia.
IL quartiere generale dell'Unione dei democratici turchi europei in Germania era stato inaugurato dal Primo Ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, durante la sua visita a novembre 
scorso in Germania.
L'Uetd ha sottolineato che la denuncia in nessun modo vuole essere un attacco contro la libertà di stampa garantita dalla Costituzione. Ma il senso della libertà di stampa non può essere ''attraverso provocazioni di questo genere offendere i sentimenti religiosi di quasi tre milioni di musulmani residenti in Germania'', ha detto Abdullah Emili.
La magistratura di Colonia ha confermato di avere ricevuto la denuncia.
In Danimarca invece la pubblica accusa ha deciso di non procedere contro il giornale <Jyllands Posten> per avere pubblicato le vignette giudicate blasfeme nel mondo musulmano, che alcuni mesi dopo hanno provocato la distruzione di tre ambasciate danesi, ed almeno 50 morti nei disordini avvenuti soprattutto in Asia e Medio Oriente. (Ansa)
25.03.2006

COLPO DI SCENA AL PROCESSO PER GLI ATTENTATI DEL 2003

Il_terrorista_Luai_Sakka

Il siriano Luai Sakka, considerato la "mente" dei gesti terroristici, ha negato la sua identità qualificandosi per un turco di nome Ekrem Ozel.

Colpo di scena alla ripresa, ad Istanbul, del processo per i quattro attentati suicidi simultanei del novembre 2003 che provocarono 63 morti e centinaia di feriti: colui che viene ritenuto dalla polizia il pesce più grosso della rete di al Qaida in Turchia e la ''mente'' di quegli attentati, il siriano Luai Sakka, ha negato questa sua identità ed ha affermato di essere un turco di nome Ekrem Ozel.
Sakka era stato arrestato dalla polizia turca nell'estate dell'anno scorso, con documenti ritenuti falsi intestati a Ozel, nell'ambito di un'inchiesta su un progetto di attentato ad una nave di turisti israeliani ed era stato poi accusato anche per gli attentati del novembre del 2003 a Istanbul contro due sinagoghe, il consolato britannico ed una filiale della banca inglese <Hsbc>.
I giudici lo hanno espulso dall'aula per oltraggio alla Corte ed hanno deciso comunque di continuare il procedimento contro di lui associando la sua posizione a quella degli altri 70 imputati dello stesso processo.
Oltre a Sakka, un altro cittadino siriano, Ahmed Obysi, è tra gli imputati ed è accusato di avere, con Sakka, costituito il legame tra al Qaida e la cellula turca che eseguì gli attentati di Istanbul. La prossima udienza è stata fissata al 22 maggio. (Ansa)

25.03.2006 

ALLEANZA ANTI-TERRORISMO

E' stata stesa dai Governi di Grecia, Turchia, Albania, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Romania e Macedonia.

Otto Paesi dell'Europa sud-orientale hanno deciso di unire le forze per combattere il terrorismo e il crimine organizzato nella regione balcanica.
Il ministro greco dell'Ordine pubblico, Vyron Polydoras, ed i suoi omologhi di Albania, Bosnia-Eezegovina, Bulgaria, Croazia, ex Repubblica jugoslava di Macedonia, Romania e Turchia hanno siglato una dichiarazione congiunta nella città portuale di Varna in Romania. (da
Ansa)
25.03.2006

 

OZKOK: TERRORISMO, MALATTIA SOCIALE

Il numero uno delle Forze Armate turche  intervenuto ad un convegno sulla cooperazione internazionale contro l'eversione. La presenza del presidente afghan,o Hamid Karzai.

"I terroristi stanno diventando degli impiegati del terrore e il terrorismo è diventato la più grossa e pericolosa malattia sociale del secolo". La "pericolosa trasformazione" è stata sottolineata, con allarme, ad Ankara dal Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate turche, generale Hilmi Ozkok, nel suo discorso al convegno su "Terrorismo globale e cooperazione internazionale organizzato dallo Stato maggiore turco.
Allo stesso convegno il presidente dell'Afghanistan, Hamid Karzai, ha proposto il "modello afghano di lotta al terrorismo" basato sulla cooperazione tra molti Paesi di varie culture e civiltà; dagli Usa, al Giappone, alla Turchia, ad altri Paesi tra cui l'Italia.
"Non sono più le motivazioni ideali a spingere i terroristi, ma quelle economiche. Sono diventati impiegati della morte, con salari, cassa mutua e, nel caso, anche pensioni per le vedove e gli orfani. Il tutto assicurato dalle organizzazioni del terrore che perseguono loro obiettivi politici, sfruttando differenze etniche e religiose, divergenze tra destra e sinistra e difficoltà economiche. Lo stesso delitto è uno strumento per loro, non l'obiettivo", ha osservato il numero uno dei militari turchi.
Lungi dall'essere rassicurante, il fenomeno del terrorista-impiegato rappresenta, invece, una "pericolosa trasformazione", che richiede "la creazione di nuove strutture internazionali per lo scambio di informazioni e di intelligence". Ma richiede soprattutto - a giudizio di Ozkok - che molti Paesi la smettano di pensare che "si possa battere il terrorismo a casa propria, trascurando ed ignorando quello che colpisce gli altri Paesi e coprendosi dietro definizioni di comodo del fenomeno terrorista, secondo cui il terrorista di casa è un traditore o un criminale e quello altri è un combattente della libertà".
E' necessaria, invece, una definizione unitaria ed univoca del fenomeno terrorista che assuma come proprio criterio "la protezione della sicurezza e delle sensibilità politiche economiche e culturali degli altri Paesi" senza limitarsi a difendere solo le proprie.
"Penso che questa tendenza sia stata il più grosso ostacolo allo sradicamento del terrorismo", ha affermato ancora Ozkok sottolineando che "nessun Paese può vincere la lotta al terrorismo da solo" e che gli attacchi agli Usa dell'11 settembre "hanno dimostrato che il terrore non ha né limiti né confini e può colpire ogni cultura, ogni società ed ogni Stato".
Sulla stessa linea di ricerca della massima cooperazione internazionale si è svolto l'intervento di Karzai, che ha ricordato come sia stata la negligenza dell'Occidente verso l'Afghanistan, subito dopo il ritiro sovietico, e la successiva implosione dell'Urss una delle cause dello sviluppo del terrorismo di al Qaida e dei taleban in Afghanistan, dopo una guerra decennale all'invasore sovietico in cui l'estremismo islamico era stato usato e foraggiato in chiave antisovietica.
E' stato, invece - secondo Karzai - proprio grazie alla cooperazione internazionale tra Paesi di varie culture realizzatasi dopo gli attacchi agli Usa dell'11 settembre 2001 che L'Afghanistan ha potuto risollevarsi. "L'Afghanistan, dove cooperano varie nazioni di varie civiltà, fornisce il migliore esempio del fatto che quando tutti cooperano, non solo si sconfigge il terrorismo, ma si favoriscono la tolleranza, la pace e la democrazia", ha detto Karzai.
"Il terrorismo non ha religione, né tradizione, né sistema di valori, ha detto il presidente afghano, respingendo con forza la definizione di "islamici" che si danno alcuni terroristi ed osservando che i sedicenti terroristi islamici "attaccano i musulmani per primi".
"Il terrorismo è universale e può colpire ciascuno di noi", ha concluso. (Lucio Leante/
Ansa)
25.03.2006

 

SCOPERTA UNA BOMBA VICINO ALLA STAZIONE

 

Il ritrovamento ad Istanbul. Disinnescata in tempo dagli artificieri.

Una bomba è stata individuata a Istanbul dalla polizia turca, i cui artificieri sono però riusciti a disinnescarla in tempo. Lo ha reso noto il canale locale del network televisivo <Cnn>, secondo cui l'ordigno era stato piazzato sui binari vicino a una stazione ferroviaria; era nascosto all'interno di un orologio da parete, e collegato a un timer. Il materiale è stato affidato alla scientifica per le indagini del caso. Ignota al momento l'identità dei mancati attentatori. (Agi)
25.03.2006

100 MILA CURDI CHIEDONO IL RILASCIO DI OCALAN

Abdullah_Ocalan_durante_il_processo

L'occasione, la festa del Newroz (Nuovo giorno) che ha visto scendere nelle piazze turche migliaia di persone.

Aprofittando dell'occasione fornita loro dalle celebrazioni del Newroz, l'antica festa per l'arrivo della primavera, oltre centomila cittadini turchi di etnia curda sono scesi in piazza a Diyarbakir, nell'Anatolia sud-orientale, non solo per ballare e cantare ma anche per manifestare a favore di Abdullah Ocalan, l'ex leader del Partito dei Lavoratori del Kurdistan o Pkk, reclamarne il rilascio e chiedere a gran voce al Governo di Ankara profonde riforme politiche. Il Newroz, che in lingua curda significa "Nuovo giorno", è da sempre un polo di attrazione per il separatismo curdo, di cui Diyarbakir, la città più importante della Turchia dove prevale tale minoranza, è un luogo-simbolo. Fino alla cattura di Ocalan nel '99, festeggiare la ricorrenza nel Paese era vietato. Nel complesso le dimostrazioni odierne si sono svolte in maniera pacifica, anche se non sono mancate sassaiole da parte di gruppi di giovani, a causa delle quali nove poliziotti sono rimasti feriti. L'originario capo carismatico del Pkk sta scontando una condanna all'ergastolo. (Agi)
25.03.2006 

IL DRAMMA A BERLINO DI UNA GIOVANE CURDA

 

Salvo ripensamenti del Governo tedesco, sarà espulsa dalla Germania ed estradata in Turchia perché i suoi genitori - quando lei aveva appena sei mesi - avevano ingannato le autorità.

Una vicenda di immigrazione dai toni patetici e per certi versi drammatici ha fatto irruzione in Germania nel dibattito sempre più intenso sui test richiesti per gli stranieri intenzionati a ottenere la cittadinanza tedesca.
"L'eroina triste di Berlino": così la <Bild> ha titolato per riferire del destino amaro di Hayriye Aydin, una giovane curda 17enne che giovedì scorso è stata premiata dal presidente tedesco Horst Koehler per il suo impegno a favore della tolleranza e dell' integrazione e contro l'antisemitismo. Una ragazza straniera (e musulmana) modello la cui famiglia tuttavia è stata raggiunta da un'ordinanza di espulsione delle autorità di Berlino e dovrà far ritorno in Turchia.
La famiglia di Hayriye giunse in Germania nel 1989 quando la bambina aveva solo sei mesi. Dalla Bassa Sassonia si trasferì presto a Berlino, dove i genitori fecero domanda di asilo, presentandosi come profughi libanesi in fuga dalla guerra civile. La richiesta era stata accolta. Ma nel 1996 le autorità della capitale scoprirono che la documentazione era stata falsificata, e già allora emisero un decreto d'espulsione.
''Per aver ingannato le autorità tedesche e per l'utilizzo illegittimo dei benefici sociali'', era stata la motivazione. La famiglia di Hayriye tuttavia era riuscita in tutti questi anni a restare a Berlino per via di una serie di altre domande di asilo relative ai singoli figli (in tutto sono undici).
Il responsabile Interni al Governo di Berlino, Ehrhart Koerting (Spd), si è mostrato inflessibile e ha stabilito che la concessione del permesso di soggiorno per i familiari della ragazza scade inderogabilmente il 21 aprile prossimo. ''La famiglia ci ha ingannati per anni'', ha detto alla <Bild>. ''Per loro, secondo la legislazione vigente, non vi è più alcuna possibilità di restare in Germania''.
Solo Hayriye e le sue due sorelle Nazliye (15 anni) e Meryem (19 anni) potranno rimanere a Berlino. Fino al termine dei loro studi. ''Poi si vedrà'', ha detto Koerting.
''Ho concesso il permesso di soggiorno alle tre ragazze per ragioni umanitarie. I genitori e tutti gli altri figli più piccoli dovranno però lasciare la Germania'', ha aggiunto il responsabile della capitale. Probabilmente non serviranno a evitare l'espulsione le 1500 firme raccolte e la solidarietà di amici, insegnanti e compagni scuola.
Hayriye, che è stata felice di poter incontrare il presidente tedesco e ricevere da lui il riconoscimento di immigrata musulmana modello, non potrà tuttavia festeggiare appieno, ed è peraltro anch'essa preoccupata per una sua possibile espulsione futura in Turchia.
''Non conosco il Paese, non parlo turco. La mia patria è la Germania, è Berlino'', ha detto la giovane 17enne curda, che ha aggiunto: ''Ho raccontato al presidente dell'espulsione della mia famiglia e ho chiesto il suo aiuto''.(Ansa)
25.03.2006.

IL MINISTRO DEGLI ESTERI TURCO OPERATO AD UN ORECCHIO
Abdullah_Gul

Non ha così potuto partecipare alla prevista visita negli Stati Uniti. Non potrà prendere l'aereo per un lungo periodo di tempo.

Il ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul,  ha annullato per ragioni di salute la sua prevista visita negli Usa dopo essere stato sottoposto ad un intervento chirurgico ad un orecchio che gli impedirà di prendere l'aereo per un periodo di tempo prolungato. Lo ha reso noto, citando fonti diplomatiche turche, la rete televisiva turca <Ntv>.
Gul doveva prendere parte all'incontro del Consiglio americano-turco a margine del quale -secondo il ministero degli Esteri turco - avrebbe dovuto incontrare il Segretario di Stato Usa, Condoleezza Rice per discutere in particolare di temi connessi con la situazione irachena, con l'energia nucleare iraniana e con la situazione cipriota.
Senonché mentre Gul veniva ricoverato all' ospedale militare Gata di Ankara per un disturbo di cui soffriva da tempo, il ministero degli Esteri turco chiedeva a tre dei ministri che avrebbero dovuto accompagnare Gul (quello dell'energia, Hilmi Guler, quello del Turismo, Atilla Koc e quello dell'Agricoltura, Mehdi Eker) di cancellare la visita perché a quella riunione avrebbero partecipato, da parte americana, solo due vice-ministri.
Nel frattempo, invece, confermando la sua visita si trova negli Usa il ministro della Difesa turca, Vecdi Gonul, che non ha comunque partecipato alla medesima riunione, ma ha visitato l'industria aeronautica <Boeing> a Seattle, dove si sviluppa il progetto "Peace Eagles" e dove ha tenuto una conferenza a Los Angeles, città da dove poi è partito alla volta del Cile per la "Fiera Internazionale dell'Aviazione e dello Spazio". (Ansa)
25.03.2006

CRESCE LA PAURA PER L'ECLISSI DEL 29 MARZO

SUN_ECLIPSE

 

I turchi temono infatti che si ripeta quello che successe nel 1999 quando al fenomeno seguirono due terremoti catastrofici (20 mila morti).

Una_immagine_di_eclissiLa comunità scientifica turca si mobilita in vista dell'eclissi di sole che sarà osservabile dal Paese il 29 marzo e che sta provocando un crescendo di voci incontrollate e di paure irrazionali che vorrebbero un legame tra l'eclissi e un possibile terremoto. ''Quando andiamo a vedere se c'è un modello scientifico o statistico che leghi le eclissi di sole con i terremoti non ne troviamo nessuno'', ha affermato Gulay Barbarasoglu, capo dell'osservatorio sismico di Kandilli, nel corso di una conferenza stampa. I timori tra la popolazione è andata crescendo quando un'eclissi di sole nel 1999 fu seguita da due devastanti terremoti che causarono la morte di circa 20.000 persone . Alcuni sedicenti esperti affermarono allora che fu l'eclissi a provocare i terremoti, e la notizia della prossima eclissi solare visibile dalla Turchia ha scatenato la paura tra la popolazione. (Asca-Afp)
25.03.2006

IL FENOMENO A KONYA

L'eclissi si potrà vedere dal giardino del Museo Mevlana. Seguirà la sera una danza dei Dervisci rotanti. Come visitare il sito Internet.

La Turchia sarà il luogo migliore da dove osservare il fenomeno naturale dell'eclissi solare del 29 Marzo.
A Konya è prevista l'osservazione dell'eclissi dal Giardino del Museo Mevlana, dalle ore 12.30 alle 15.30. Mentre per la sera è in programma una esibizione dei Dervisci rotanti presso il Centro Culturale Mevlana.
Per informazioni sull'eclissi del 29 Marzo 2006, visitare il sito internet www.eclipse2006.boun.edu.tr (Ufficio del Turismo turco)
25.03.2006

 

UE ED USA
IN COMPETIZIONE
PER 120 AEREI

UE_e_US_in_competizione_per_vendere_aerei_alla_Turchia

 

Il Consorzio europeo - rappresentato da <Alenia> e composto da Italia, Gran Bretagna, Spagna e Germania - punta ad integrare la Turchia nel medesimo. <Alenia>, a cui si deve l'"Eurofighter", trasferirebbe alcune fasi della produzione in Anatolia. I concorrenti americani.

European and American companies are battling it out in the competition to secure Turkey's project to buy 120 aircraft worth 10 billion euros by 2023 to rejuvenate its defense power.
Four European countries, co-manufacturers of Eurofighter, the most developed fourth generation war plane model, are exerting every effort to include Turkey in the consortium.
Officials from the Italian company, Alenia, marketing the plane to Turkey, took the opportunity of Turkish Minister for Industry and Trade Ali Coskun's visit to Italy to develop commercial cooperation and lobbied on the issue.
The company's top administrators took Coskun to Torino to promote the manufacturing line, where the minister was treated to a display of Eurofighter aircraft.
The Eurofighter project includes UK, Germany, Spain and Italy is represented by Alenia.
Eurofighters can easily be programmed to conduct air to air attacks to air to land attacks.
The consortium, considering potential countries such as Austria, Saudi Arabia and Norway as customers, want to include Turkey in the manufacturing line, officially communicated its proposal for a manufacturing cooperation to Turkey last month.
If Turkey accepts the proposal, technology from European countries will be transferred and the manufacture of some certain Eurofighter parts will be given the go ahead. The manufacturing line of the aircrafts to be purchased will also be established in Turkey.
Italian Alenia's CEO Mancusi Giovanni said they want to include Turkey as an indispensable strategic partner in Europe's biggest air defense project with a budget of 20 billion euros.
American Lockheed Martin and Boeing are also closely interested in the order of 120 aircraft, and the two companies are working to prepare a war plane fitting Turkey's standars. (Isa Sezen/Zaman)
25.03.2006

IL NUOVO LOGO

Il_nuovo_logo_con_Ataturk

Le Forze di terra dell'Esercito turco avranno inserita l'immagine di Mustafa Kemal Ataturk. La decisione è stata presa dal Comando generale dopo una serie di pesanti critiche perché la versione ufficiale presentata nell'ottobre scorso non aveva inserita la figura del "Padre della patria".

The Office of the Chief of General Staff decided to include a silhouette of Turkey's founder, Mustafa Kemal Atatürk, on the logo of the Land Forces Command after being inundated with criticism over its original decision to omit it.
The office had asked the public to submit recommendations for another logo after a newly released version was criticized for failing to feature Atatürk. The old logo had included a silhouette of Atatürk, and his absence on the new version had sparked public consternation.
The office presented the new logo on Oct. 29, 2005, Republic Day, but was forced to withdraw it on Nov. 23 due to public outcry. A new logo was released and the public was asked to comment by Jan. 31, 2006.
The new and publicly approved Land Forces logo became official as of . (Turkish Daily News)
25.03.2006

GOVERNO INCERTO
SUL NUOVO
GOVERNATORE

Il_puzzle_per_la_nomina_del_Governatore_della_Banca_Centrale_turca

 

La mancata designazione del presidente della Banca Centrale turca ha provocato nel Paese ondeggiamenti nei mercati finanziari. Le perplessità di <Morgan Stanley>.

Erdem_BasciLa mancata designazione di un nuovo presidente della Banca Centrale turca da parte del Governo ha provocato ondeggiamenti nei mercati finanziari e una sensibile riduzione della lira turca scesa ad una quotazione di 1,352 rispetto al dollaro americano, vicina al minimo annuale.
''La designazione del nuovo Governatore è diventata un misterioso gioco politico'' - ha affermato l'economista della Banca di investimenti <Morgan Stanley>, Serhan Cevik, citato dai giornali turchi, il quale aggiunge che il comportamento del Governo legittima dubbi sulla sua fedeltà agli impegni di indipendenza della Banca Centrale.
Attualmente la Banca Centrale è presieduta ad interim dal suo vicepresidente Erdem Basci dal 14 marzo quando l'ex governatore Sureyya Serdengecti è andato in pensione. 
Basci era ritenuto il candidato del Governo e si erano diffuse voci che sul suo nome il presidente della Repubblica, Ahmet Necdet Sezer, un fermo laicista, avrebbe avuto perplessità dovute al fatto che Basci sarabbe ritenuto molto vicino all'attuale ministro dell'Economia, Ali Babacan, ed al fatto che sua moglie usa portare il copricapo islamico, cosa proibita in Turchia in tutti gli edifici di Stato.
Senonché, martedì scorso lo stesso presidente Sezer ha sorpreso i mercati annunciando che il decreto a lui trasmesso dal Governo per la nomina del nuovo Governatore non conteneva il nome di Basci. Il premier Tayyip Erdogan è poi sembrato confermarlo rifiutandosi di dire il nome del candidato del Governo.
Gli analisti fanno due ipotesi: la prima e più probabile è che il Governo abbia richiesto al presidente Sezer, che deve approvare la nomina, una delega in bianco, riservandosi di nominare un candidato di sua fiducia; la seconda, meno probabile, è che il Governo stesso abbia nominato un altro candidato, di cui comunque non si conosce il nome.
Di qui l'incertezza dei mercati finanziari di questi giorni. (Ansa)
25.03.2006

IL FENOMENO DEL CALVINISMO ISLAMICO

Kayseri

 

Kayseri, nel centro anatolico, come la Svizzera: una fucina di investimenti da parte di cittadini che lavorano sodo e che reinvestono immediatamente.

All'inizio del secolo scorso Max Weber mise in luce il ruolo dell'etica protestante nello sviluppo dello "spirito capitalistico" nei Paesi del nord Europa. A un secolo esatto di distanza il dibattito sul legame tra valori religiosi ed economia trova una nuova vita nella Turchia musulmana.
La questione è stata sollevata dalla britannica <Bbc> che di recente ha indagato sulle ragioni del forte sviluppo industriale raggiunto negli ultimi anni dalla città di Kayseri. Il centro urbano dell'Anatolia centrale - noto finora per i suoi tappeti artigianali e per aver dato i natali al vice premier Abdullah Gul - negli ultimi anni ha registrato un vero e proprio balzo in avanti. Le sue piccole aziende manifatturiere sono cresciute nell'arco di un decennio, fino a essere capaci di esportare negli Stati Uniti, in Germania e Israele. Kayseri però non è paragonabile alla capitale Ankara o all'europea Istanbul. Si tratta infatti di un bastione della Turchia musulmana e tradizionale. I locali non servono alcol e i suoi cittadini evitano ogni trasgressione di tipo occidentale. A Kayseri, però, l'Islam non è diventato un fattore di rallentamento, bensì di sviluppo. Chi - citando i precetti contrari al prestito e all'arricchimento personale - sostiene che la religione di Muhammad rappresenti un fattore negativo per i paesi islamici viene smentito.
Il merito di questo boom economico starebbe tutto nella nuova dottrina religiosa che sta nascendo in queste regioni, favorevole agli affari e al libero mercato, e che già si è guadagnata il titolo di "calvinismo islamico". A detta dell'ex sindaco (e inventore della definizione), Sukru Karatepe, sono tante le affinità tra i cittadini di Kayseri e i commercianti e banchieri di cui parlava Weber. "La gente di Kayseri - afferma Karatepe - lavora duro ed è orgogliosa di risparmiare soldi da investire per farne altri. Qui lavorare duro è una forma di religione. Per loro la religione è qualcosa che avviene qui e ora, non in una vita futura. Fare soldi è un segno dell'approvazione divina, è questo è simile a quello che diceva Weber a proposito dei calvinisti". La definizione di calvinismo islamico ha ricevuto molte critiche sulla stampa turca, ma viene condivisa da diversi osservatori, come il direttore del centro studi sulla Stabilità europea Gerald Knaus, che di recente ha pubblicato un rapporto sul nuovo fenomeno anatolico. Gli imprenditori di Kayseri - ha dichiarato Knaus - "citano alcuni passaggi del Corano e dei detti del profeta Muhammad, che vengono letti come un manuale di economia".
La nuova religione turca va inquadrata nell'ambito dello sviluppo economico che sta caratterizzando negli ultimi anni l'aspirante membro UE. Un processo importante condizionato - oltre che dalla nuova religione civile - anche dall'obiettivo europeo. Negli anni che hanno preceduto i negoziati sull'adesione (iniziati ufficialmente lo scorso ottobre) Ankara ha spinto con decisione sull'acceleratore delle riforme, riuscendo a mettere da parte - almeno per il momento - i tassi di inflazione stellari e l'instabilità dei decenni precedenti.
A fronte dei tanti dubbi che permangono in materia di diritti umani, la Turchia in campo finanziario è riuscita a guadagnarsi un consenso internazionale pressoché unanime. Secondo alcuni analisti, negli anni di governo del Partito di giustizia e sviluppo (Akp) sono state condotte più riforme che nei precedenti 70 anni. Dopo l'ultima crisi finanziaria (nel 2001) il premier Recep Tayyip Erdogan ha rafforzato l'indipendenza della banca centrale e avviato una politica economica di rigore, che ha consentito di attrarre maggiori investimenti esteri e - all'inizio del 2005 - di rivalutare la moneta nazionale. Nel frattempo sono state privatizzate alcune delle maggiori aziende statali, come la <Turk Telekom> e la <Turkish Petroleum> (<Tupras>). I risultati di questa politica si sono fatti sentire: il tasso di crescita annuale previsto dal Fondo Monetario per il 2006 si aggira attorno al 5 per cento.
Sulla base di questi dati, possono essere almeno in parte allontanati i timori che stanno accompagnando l'ingresso di Ankara nella UE. Secondo Mehmet Simsek, un economista che si occupa di economie emergenti per il colosso finanziario <Merrill Lynch>, dopo l'adesione (non prima del 2015) la Turchia non potrà che assorbire aiuti europei. Entro il 2020, però, la tendenza sarà invertita: mantenendo l'attuale tasso di crescita (tre o quattro volte superiore a quello medio dei Venticinque) il nuovo membro diventerà uno dei principali contribuenti del budget UE. Una previsione ottimistica su cui grava l'incognita del debito estero turco, pari all'ottanta percento del Pil.
In questo percorso virtuoso di avvicinamento alla UE va visto anche il caso di Kayseri. A pensarlo è lo stesso vice premier e ministro degli Esteri turco, che - parlando delle ragioni del boom economico della sua città natale - ha riportato la questione in termini più realistici. Secondo Gul non vi è alcuna contraddizione tra sviluppo e religione musulmana: "Gli abitanti di Kayseri non sono sognatori, sono realisti e quello è il tipo di Islam di cui hanno bisogno. Vanno in moschea, conducono vite morigerate, ma al tempo stesso sono molto attivi economicamente. È questa la mia concezione di modernità, ed è questa la ragione per cui alla fine questa nuova Turchia troverà uno spazio nell'Unione Europea". (Carlo Maria Miele/Quadrante Europa)
25.03.2006

 

RICCHI E POVERI: RIDOTTA LA FORBICE
PER IL MIGLIORAMENTO DELL'ECONOMIA

Indagine_di_Morgan_Stanley_sui_ricchi_e_poveri_in_Turchia

Ad affermarlo è la banca d'affari <Morgan Stanley> il cui rapporto sulla Turchia - confrontato agli ultimi anni e con altri Paesi - ha dato risultati davvero sorprendenti. Il reddito pro-capite dei cittadini passato da 2.146 dollaei del 2001 ai 5.000 del 2005. Il passo avanti più consistente nella classe media.

Secondo uno studio della banca d'affari <Morgan Stanley>, negli ultimi anni la "forbice" fra i più ricchi e i più poveri in Turchia - a differenza di altri Paesi europei - si è andata restringendo. Il reddito pro-capite è passato dai 2.146 dollari del 2001 ai 5.000 del 2005, ma - soprattutto - la concentrazione della ricchezza si è andata riducendo favorendo il quintile più svantaggiato rispetto ai "Cresi" turchi che pure figurano in gran numero (21) nella graduatoria mondiale elaborata dalla rivista statunitense <Forbes>. Il coefficiente di Gini, che misura proprio la concentrazione dei redditi, è passato dallo 0.49 del 1994 allo 0.42 del 2003, allo 0.40 del 2004. In particolare nel 2004 il quintile a più alto reddito disponeva del 46.2% di tutto il reddito prodotto in quell' anno, mentre nel 2002 la percentuale era del 50,1%. Il quintile dei più poveri, invece, nel 2004 disponeva del 6% dell' intero reddito prodotto, contro il 4,9% del '94 e del 5.3% del 2002. Il passo in avanti più consistente è stato fatto dalla classe media, che negli ultimi anni è passata dal 40.2% del '94, al 45.7% del 2003, al 47.8% del 2004. Chiaramente - sempre secondo il Rapporto - le disuguaglianze e le disparità rimangono una costante della società turca, dove l' 1% di coloro che dispongono di depositi bancari controllano i due terzi di tutti i depositi della Turchia e il quintile a più alta concentrazione di ricchezza controlla il 70% delle proprietà e l' 80% dei proventi di carattere finanziario del paese. (Ice Istanbul)
25.03.2006

SCOLARIZZAZIONE, VERA ARMA ANTI-POVERTA'

 

Un'indagine dell'Istituto nazionale di Statistica turco (Tuik). I dati.

L'ultimo rapporto dell'Istituto nazionale di Statistica turco (Tuik) rafforza la correlazione tra il livello di scolarizzazione e la povertà. Secondo il Tuik il 45% degli analfabeti in Turchia è povero, mentre la percentuale si abbassa con l'incremento del livello d'istruzione, come riporta <Cihan>.
La percentuale di povertà si riduce per le persone che hanno concluso le scuole obbligatorie, il 24%, mentre è minima per i laureati, appena l'1.33%. Il report sottolinea inoltre che la percentuale di poveri aumenta notevolmente in proporzione al numero di persone che compongono il nucleo familiare. Tra le famiglie costituite da due persone la percentuale è del 13.96% ,mentre raggiunge il 52% per i nuclei con sette o più membri. (
ApCom)
25.03.2006

 

PER IL BUON ANDAMENTO ECONOMICO
E' IL BOOM DELL'EDILIZIA E DEI MUTUI

Un_particolare_di_nuove_costruzioni_ad_Istanbul

In Turchia nel 2005 sono state costruite 1.326.641 nuove unità abitative. Il 34% in più rispetto a due anni prima. Cresciuti anche del 350%, rispetto al 2004, i prestiti bancari concessi a chi è interessato ad acquistare una abitazione. L'area maggiormente interessata rimane sempre quella di Istanbul.

Il favorevole andamento macro-economico della Turchia si sta indubitabilmente riflettendo anche su alcuni settori cardine dello sviluppo socio-economico del Paese. Uno di questi è l' edilizia. Nel 2005 sono state costruite 1.326.641 nuove unità abitative, il 34% in più rispetto al 2003. I prestiti bancari concessi a chi era interessato a acquistare un' abitazione sono cresciuti del 350% rispetto al 2004. La spesa per l' acquisto di abitazioni nel 2005 è stata pari a 33 miliardi di Lire Turche (circa 20 miliardi di Euro), contro i 24.3 miliardi di LT nel 2004 e i 17.4 miliardi di LT nel 2003. L' area geografica che ha interessato maggiormente gli investitori del settore immobiliare è quella di Istanbul, con oltre il 28% del valore totale delle proprietà scambiate nel 2005. L' elevato sviluppo demografico del Paese - segnalano gli analisti - l' accresciuto potere d' acquisto delle classi medie e l'avvio dei negoziati con l' UE spingeranno ulteriormente il settore edilizio verso l' alto, con investimenti diffusi in tutta la Turchia ma soprattutto nell' area di Istanbul/Marmara, lungo la Costa Egea e nell' area turistica di Antalya. Un altro capitolo di notevole interesse è quello riferito all' edilizia a carattere commerciale e turistico, che prevede numerose costruzioni di Centri Commerciali, Mall, Supermercati, Hotel, ecc. Di interesse per gli operatori nazionali, non solo le forniture di materiali edili di fascia qualitativa elevata, ma anche gli arredamenti per abitazioni, le forniture contract, gli articoli per illuminazione, le forniture alberghiere e le attrezzature per centri commerciali. (Ice Istanbul)
25.03.2006


"GRANDE PUNTO":
PRESENTAZIONE
ORA AD ISTANBUL

La_grande_Punto

 

In prima fila, al Gran Gala, il ghota del mondo dell'economia, dell'arte e dello spettacolo. Le  aspettative dal nuovo modello della Fiat.

Il nuovo modello della Fiat, la Grande Punto, viene presentata ad Istanbul con la partecipazione di rappresentanti del mondo dell'economia, dell'arte e dello spettacolo. Il presidente del gruppo turco <Koc>, con cui la Fiat attraverso lo stabilimento <Tofas> ha stabilito una joint-venture, dice di riporre grosse aspettative sulla Grande Punto, una macchina che - secondo Mustafa Koc - piacerà nel Paese come è piaciuta in Europa: "Design, sicurezza e potenza, porteranno questa macchina ad essere leader nella sua categoria". Koc aggiunge che l'anno passato è stato piuttosto positivo per il settore delle auto in Turchia, grazie soprattutto a <Tofas> che è il quarto produttore di <Fiat> nel mondo. La cooperazione tra la <Fiat> e la <Koc>, dice infine il presidente del gruppo turco, non solo darà un impulso al settore delle auto ma anche a un più generale sviluppo economico della Turchia. (Il Denaro.it)
25.03.2006

 

UNA IMPOSIZIONE
DI QUOTE
SULLE IMPORTAZIONI

La chiedono i produttori turchi di calzature colpiti duramente dalla recessione che sta attraversando il settore. I dati forniti per nulla confortanti.

I produttori turchi di calzature - colpiti duramente dalla recessione che sta attraversando il settore - hanno chiesto alle autorità locali l' imposizione di una quota sull' import. I dati forniti dalle associazioni locali dei produttori del settore sono estremamente significativi: nel 2005 le importazioni dalla Cina sono cresciute in quantità di oltre il 120% e del 124% in valore mentre la produzione nazionale si è ridotta dai 133 milioni di paia all' anno del 2001 ai 78 milioni di paia del 2005. Le calzature cinesi rappresentano oltre il 50% dell' import totale della Turchia dall' estero. Il 25% del consumo locale è oggi detenuto dalle calzature straniere. Nel corso degli ultimi due anni i calzaturifici e l' occupazione del settore in Turchia si sono ridotti di oltre il 20%. Nel 2005 il totale delle importazioni dall' estero è stato pari a 412 milioni di dollari; la Cina con il 53.7% (221.7 mil. $) risulta il primo fornitore della Turchia, seguita dall' Italia con 53.8 milioni di dollari, pari al 13.2% del mercato, mentre terzo paese fornitore è il Vietnam con 49 milioni di dollari e il 12.3% di quota di mercato. (Ice Istanbul)
25.03.2006 

AGRICOLTORI E RISTORATORI CHIEDONO IL TAGLIO DELL'IVA

I responsabili delle due Federazioni si sono fatti avanti dopo che il Governo turco aveva preso un provvedimento analogo per gli operatori del tessile.

Dopo il tessile e il turismo, anche gli agricoltori e gli operatori della ristorazione turca chiedono il taglio dell'Iva al Governo di Ankara. Lo hanno reso noto Semsi Bayeaktar e Kemal Kadakal, rispettivamente responsabili della Federazione Ristoratori e pasticceri e della Federazione degli agricoltori turche.
I rappresentanti di categoria hanno chiesto un provvedimento analogo a quello adottato per gli imprenditori del tessile, che in pochi giorni hanno visto passare la loro Iva dal 18% all'8% con un taglio di dieci punti. In particolare gli agricoltori hanno fatto sapere che nel 2005 hanno speso 15 miliardi di Lire turche solo per pagare l'Iva. (
ApCom)
25.03.2006

INVESTITORI STRANIERI

Sempre più in amento le società estere che puntano sulla Turchia. Nel gennaio di quest'anno il numero di compagnie che hanno aperto una sede nel Paese è arrivato a 9.795

Le società straniere puntano sulla Turchia: nel gennaio 2006, il numero di compagnie estere che hanno aperto una sede nel Paese è arrivato a 9.795. Con l'aggiunta dei rapporti commerciali bilaterali fra compagnie turche e straniere, si raggiunge la cifra di 12.000. Secondo questi dati, resi noti dal ministero del Tesoro, nel periodo 2003-gennaio 2005 l'aumento di imprese straniere in Turchia è stato del 102% in più rispetto al periodo precedente. (ApCom)
25.03.2006

SPESA PER IL GREGGIO

 

La Turchia comincia a fare i conti con l'aumento del prezzo del petrolio. Il costo dell'import è lievitato nel 2005 a 8.6 miliardi di dollari.

La Turchia comincia fare i conti del prezzo del petrolio. Se nel 2004 il costo dell'import di greggio era stato 6.92 miliardi di dollari, nel 2005 la cifra è lievitata fino a 8.6 miliardi di dollari, con un 42% in più di importazione.
Nel quinquennio, si calcola che il Paese della Mezzaluna abbia speso per l'acquisto di greggio quasi 32 miliardi di dollari. In particolare, fra il 2000 e il 2003 la cifra spesa per l'acquisto di greggio si è mantenuta fra i 4 e i 4.7 miliardi di dollari, per poi lievitare considerevolmente nel 2004 e nel 2005. (
ApCom)
25.03.2006

NUOVO RECORD

Le riserve di valuta straniera della Banca Centrale turca hanno superato la soglia dei 58 miliardi di dollari

Le riserve di valuta straniera della Banca Centrale della Turchia hanno raggiunto un nuovo record superando la soglia dei 58 miliardi di dollari, come rivela l'agenzia <Cihan>, che riporta i dati ufficiali dell'istituto.
In una settimana, dal 3 al 10 marzo, le riserve sono cresciute di 577 milioni di dollari arrivando così a 58,124 miliardi di dollari alla data del 10 marzo. Si tratta di un nuovo record e rappresenta un incremento di 7,606 miliardi di dollari dalla fine del dicembre 2005, quando le riserve erano a 50,518 miliardi di dollari. (
ApCom)
25.03.2006

NOTIZIARIO DELL'AMBASCIATA D'ITALIA AD ANKARA

La_sede_dell'ambasciata_italiana_ad_Ankara

PREOCCUPANO ANCORA I DATI SULLA DISOCCUPAZIONE

Nel corso di una conferenza recentemente organizzata ad Ankara dalla Banca Mondiale, è stato analizzato il gravoso problema della disoccupazione in Turchia che, nonostante i solidi progressi macro-economici conseguiti dal Governo, continua ad attirare l'attenzione di analisti della Banca Mondiale e dell'Unione Europea. Infatti, nonostante il dato ufficiale sia di poco superiore al 10%, quello che preoccupa è il fatto che molti disoccupati non siano registrati e che quindi la percentuale sia molto più alta. Il Rappresentante della Banca, Andrew Vorkink, ha tenuto a sottolineare come da parte del Governo ci si debba adoperare per intervenire con incisione nelle politiche relative al mercato del lavoro, segnalando altresì che si tratta della principale difficoltà che la Turchia dovrà affrontare nel suo cammino verso l'Europa. In un rapporto presentato alla conferenza la Banca richiama inoltre l'attenzione sul perdurare del deficit della bilancia dei pagamenti, suggerendo di assicurare la continuità delle politiche fiscali, promuovere il risparmio privato ed incentivare l'afflusso di capitali esteri e aggiungendo che la liberalizzazione del mercato e la creazione di un ambiente favorevole agli investimenti sono elementi essenziali perché ciò avvenga. Da parte sua il Ministro per l'Economia, Ali Babacan, intervenendo nel corso dei lavori, ha ricordato che a fine 2005 il deficit del debito pubblico è stato pari al 57% del Pil, ed ha assicurato che il Governo non ha intenzione di modificare la propria politica monetaria né tanto meno quella di  contenimento dell'inflazione, che continueranno ad essere perseguite con determinazione.

LA REAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI DOPO LA RUZIONE DEL KDV


La recente decisione del Governo turco di ridurre l'imposta sul valore aggiunto  (Kdv) applicata sui prodotti tessili, sull'abbigliamento e sugli articoli in pelle dal 18% all'8% ha scatenato una prevedibile reazione a catena da parte di altre Associazioni di settore che stanno chiedendo l'applicazione di un simile provvedimento nei confronti dei propri iscritti. La prima è stata l'Associazione degli artigiani e degli operai specializzati nella lavorazione del legno, seguita dagli addetti al settore del Turismo (i cui interessi sono stati rappresentati dall'Unione delle Camere di Commercio, dell'Industria e delle Borse - Tobb), che chiedono l'abolizione della tassa sui Consumi Speciali, la diminuzione della tassa sui servizi dal 18 all'8% e la riduzione delle tasse aeroportuali a 7 Euro dagli attuali 15. Infine, anche l'Associazione delle delle Camere Agricole ha dato voce alle aspettative di grossisti e negozianti avanzando una richiesta di riduzione delle tasse applicate su alcuni beni del settore dal 16 all'1%. 

TESSILE TURCO: CRITICHE E CONSIGLI DEL FMI

Il Rappresentante per la Turchia del Fondo Monetario Internazionale, Hugh Bredenkamp, a seguito della grave crisi attraversata dal comparto del tessile-abbigliamento nel Paese, ha fatto presente che i pericoli per il settore non provengono tanto dal rafforzamento della valuta locale che ha frenato le esportazioni verso Europa e Usa, bensì da problemi strutturali del sistema industriale turco troppo esposto alla concorrenza cinese e dei Paesi dell'Estremo Oriente in generale. Bredenkamp ha lodato l'attuale politica monetaria della Turchia ma ha anche e soprattutto criticato gli industriali che non apportano modifiche strutturali vitali per il settore, affermando che se la Turchia vorrà essere competitiva dovrà  modificare la produzione, spostarsi in segmenti a più alto valore aggiunto ed aumentare la produttività.  

SERVIZIO AEREO DI LINEA DIRETTO ANKARA-LONDRA

La <Bmed> (British Mediterranean Airways Limited), società che opera in franchise con la <British Airways>, avvierà entro la fine del mese il servizio di linea diretto Ankara-Londra ampliando la lista dei voli a basso costo con partenza dalla capitale turca. La tratta costerà 99Sterline ed inizialmente sarà effettuata sei giorni a settimana fino al mese di luglio a partire dal quale la frequenza sarà giornaliera. L'introduzione del volo che collega Ankara a Londra è qui interpretato come un riconoscimento della crescente importanza del Paese nel quadro europeo ed in linea con il processo di adesione avviato, con le ovvie ripercussioni positive che ne trarranno le relazioni commerciali tra i due paesi. 

ESPORTAZIONI AUTO DALLA TURCHIA


L'Associazione degli Esportatori di Uludag ha recentemente reso noto che nel primo bimestre del 2006 il 72.5% delle esportazioni di autovetture dalla Turchia è stato destinato a Paesi membri dell'Unione Europea (76.6% se si considerano anche la Romania e la Bulgaria). L'Italia figura tra i più grandi acquirenti, seguita da Germania, Inghilterra e Francia, con acquisti per un totale di $975.91 milioni, la Romania e la Bulgaria per $79.34 milioni, per un importo complessivo di $1.5 miliardi.

CRESCITA DELLA PRODUZIONE INDUSTRIALE

I dati sulla produzione industriale in Turchia per l'anno 2005 hanno evidenziato una crescita del 5.3% con un incremento nell'ultimo trimestre pari al 7.8%. Le informazioni, rese note dall'Istituto di Statistica (Tuik) specificano inoltre che nell'ultimo trimestre il settore manifatturiero ha registrato un incremento del 7.4%, quello minerario il 16.6% e quello dei servizi (elettricità, gas e acqua) un aumento del 7.4 %.

 

RAPPORTO POSITIVO DI <STANDARD AND POOR'S>


L'Agenzia di Rating Internazionale <Standard and Poor's> in un recente rapporto prevede che la Turchia manterrà nel medio termine un'immagine positiva e che le riforme strutturali che avverranno durante il processo di adesione all'UE le garantiranno un innalzamento del credito internazionale. Il rapporto prosegue indicando come fattori di possibile instabilità economica la vulnerabilità della bilancia dei pagamenti e la limitata flessibilità finanziaria. Nel complesso la Turchia, conclude il rapporto, ha migliori prospettive economiche rispetto al Brasile, all'India, all'Egitto, alla Giordania, alle Filippine e al Vietnam grazie anche alla buona gestione della finanza pubblica.

 

LINEA DI CREDITO DELLA B.M PER LE FERROVIE

Il Sottosegretariato al Tesoroturco , in una nota consegnata recentemente alla stampa, ha informato di aver concluso un accordo con la Banca Mondiale per la concessione di una linea di credito pari a $185 milioni destinati a finanziare il miglioramento delle infrastrutture dell'Amministrazione delle Ferrovie di Stato della Turchia. L'accordo appena siglato prevede la fornitura di assistenza tecnica, servizi di consulenza e formazione del personale in ambito al progetto di segnaletica delle linee Yenice-Bogazkoy e Mersin-Toprakkale nonché alla ristrutturazione del sistema ferroviario statale.

  

 

INDICATORI MACROECONOMICI

 - Crescita stimata del PNL nel 2005: 5.5%
 - Inflazione  annua (prezzi al consumo): 7.72% (2005) 
 - Interscambio con l'Italia nel 2005 (dati ICE): 13.12 miliardi di dollari, con esportazioni pari a  7.52  (variazione annua +9.58%)  ed importazioni pari a 5.6  miliardi di dollari (variazione annua +20,49%).

25.03.2006

 

CASO FORMENTI:
INTERVIENE
L'ANTIFRODE UE

Franz_Hermann_Bruner_dell'Antifrode_UE

 

Comunicazione di Franz Hermann Bruner, direttore generale dell'organismo comunitario (Olaf) al Commissario straordinario del gruppo italiano sul dumping operato dalle ditte turche.

A gennaio 2002 l'<Olaf> (Ufficio antifrode dell'Unione europea), ha aperto un fascicolo per la conduzione di un'investigazione esterna sull'attività dei produttori turchi di tv color, accusati di dumping ed evasione doganale. E' il direttore generale dell'organismo comunitario, Franz Hermann Bruner, a comunicarlo al Commissario straordinario del gruppo <Formenti-Seleco>, Francesco Fimmanò, che lo aveva formalmente investito del problema. "L'investigazione - chiarisce Bruner - ha verificato che nel 2002 e 2003 sono state effettuate esportazioni di tv color anche da una serie di ditte menzionate nella sua lettera, ed i risultati conseguiti sono stati già "consegnati alle autorità degli Stati membri interessati, comprese quelle italiane".
***
"La informo che questo Ufficio europeo per la lotta antifrode ha preso in considerazione la sua richiesta, tenuto conto che fa riferimento all'evasione dei diritti antidumping". Inizia così la lettera inviata dal direttore generale dell'<Olaf>, Franz Hermann Bruner, al commissario straordinario del gruppo <Formenti-Seleco>, Francesco Fimmanò, che alcune settimane or sono aveva formalizzato una denuncia nei confronti dei principali produttori turchi di tv color, accusandoli di concorrenza sleale ed evasione dei dazi doganali.
"Tali aziende - scriveva nel suo esposto Fimmanò - acquistano i tubi catodici dai Paesi dell'Estremo Oriente già sanzionati nel 1995 dalla Commissione europea per concorrenza sleale, pagandoli a prezzi irrisori. E poi, in virtù dell'Unione doganale esistente tra Europa e Turchia, li immettono all'interno del mercato comunitario eludendo i dazi che dovrebbero essere applicati grazie al certificato Atr di libera circolazione delle merci.
Di fatto, però, si tratta di una vera e propria consapevole evasione, di un illecito: perché una delle regole fondamentali della politica doganale dell'Unione europea, prevede che tutti i membri applichino una politica commerciale comune nei confronti delle merci dei Paesi terzi".
Il commissario di <Formenti> ricordava, inoltre, che "un'indagine promossa dalla Commissione europea negli anni precedenti, aveva accertato l'esistenza della concorrenza sleale, ma non aveva applicato alcuna sanzione, in quanto in ossequio alle regole comunitarie, come base dell'origine del prodotto venne considerato il tubo catodico". "In realtà - concludeva - la prova della frode proprio sta proprio negli atti della Commissione. Se infatti quei televisori sono stati attribuiti per l'origine alla Cina o ad altri Paesi orientali sui quali gravava un dazio antidumping, quello stesso prodotto non può essere considerato in "libera pratica", vale a dire naturalizzato turco, e quindi libero di circolare in Europa, senza il pagamento dei dazi previsti".
Bruner nella sua risposta che reca la data dello scorso 14 marzo, afferma che a seguito della pubblicazione dei risultati dell'inchiesta antidumping citata da Fimmanò, il suo ufficio "è perfettamente a conoscenza dei sospetti circa l'attività posta in essere dalle aziende turche in questione".
E che "in conseguenza di ciò in data 25 gennaio 2002 ha aperto un apposito fascicolo per la conduzione di un'investigazione esterna ai sensi dell'articolo 5 del Regolamento comunitario numero 1073 del '99".
L'investigazione - chiarisce ancora Bruner - "ha verificato che nel 2002 e nel 2003 sono state effettuate esportazioni di televisori a colori anche da una serie di ditte menzionate nella sua lettera", ed i risultati conseguiti sono stati già "consegnati alle autorità degli Stati membri interessati, comprese quelle italiane".
Ciò nonostante, Fimmanò si dichiara ancora insoddisfatto: "Ho già scritto a Bruner - dice - perché mi precisi meglio le conclusioni alle quali è giunta l'indagine, ed in che modo il suo ufficio intende il mandato di combattere la frode, la corruzione ed ogni altra attività illegale commessa all'interno delle istituzioni europee".
"Nel contempo - conclude - verificherò anche il contegno tenuto nella vicenda dal Governo italiano, che a quanto asserisce Bruner è pienamente informato da circa due anni, ed avrebbe quindi tutti gli elementi per intervenire. Nella mia qualità di commissario straordinario del gruppo Formenti-Seleco, ho il dovere di porre riparo ad un danno emergente pari ad oltre 150 milioni di euro, provocato dalle imprese turche all'azienda che rappresento. Un danno maturato al 2004 e che purtroppo continua tutt'oggi a prodursi". (Pietro Falco/Il Denaro.it)
25.03.2006

ENERGIA ED AMBIENTE
AL VIA
LA COLLABORAZIONE

Una_riunione_di_Monitoring_Committee

<Confservizi - la confederazione che riunisce le aziende di servizi pubblici - ha reso noto, nel corso dei lavori della seconda sessione del "Monitoring Committee",  che Italia e Turchia coopereranno nel settore delle public utilities. Le opportunità di business. 

Italia e Turchia coopereranno nel settore delle public utilities, soprattutto in quello della produzione di energia pulita e di rispetto dell'ambiente. Lo rende noto <Confservizi>, la confederazione italiana che riunisce le aziende di servizi pubblici, che ha preso parte, quale 
componente della delegazione italiana, ai lavori della seconda sessione del "Monitoring Committee" per la cooperazione economica italo-turca.
Il "Monitoring Committee" rappresenta lo strumento voluto dal ministero italiano delle Attività Produttive e dal ministero turco dell' Industria e del Commercio, per rafforzare la dimensione istituzionale ed operativa della collaborazione tra i due Paesi nel campo economico-imprenditoriale.
Nel documento finale dei lavori - informa una nota di <Confservizi> - i rappresentanti dei due Paesi hanno dichiarato la volontà di realizzare attività di cooperazione nel settore delle public utilities, con specifico riguardo alle tecnologie di produzione di energia pulita e di rispetto dell' ambiente. 
<Confservizi> ha dichiarato il proprio interesse a contribuire al miglioramento della cooperazione in questi settori, soprattutto da un punto di vista operativo.
Il Presidente di <Confservizi>, Raffaele Morese, ha affermato che ''questo passaggio rappresenta la premessa per un' intensa attività di collaborazione, rispetto alla quale, tanto <Confservizi> che le singole federazioni che la compongono, metteranno a disposizione le proprie competenze a sostegno delle eventuali opportunità di business delle aziende italiane di servizi di pubblica utilità''. (Ansa)

25.03.2006

OPPORTUNITA' DI AFFARI

 

La Turchia - Paese nel quale si terrà dal 5 al giugno un seminario/workshop itinerante - è quella che può trarne vantaggi.

Nuove opportunità offerte dall'Ice per le Pmi campane che intendono allargare il proprio giro d'affari sui mercati internazionali di Turchia, Giappone e Taiwan. Due in particolare le occasioni da cogliere al volo entro il 27 marzo. La prima è rivolta alle aziende vinicole e produttrici di acqua minerale e prevede la partecipazione alla borsa vini italiani in Giappone e Taiwan da 22 al 26 maggio nelle città di Osaka, Tokyo e Taipei. La seconda è offerta alle imprese del settore ambiente ed energia per la partecipazione a un seminario/workshop itinerante che si terrà ad Ankara ed Istanbul in Turchia dal 5 al 7 giugno 2006. (Il Denaro.it)
25.03.2006

SUOLO PUBBLICO

Annuncio del ministero della Cultura turco per le assegnazioni di lotti ai fini degli investimenti turistici. L'indirizzo web per saperne di più.

Il ministero della Cultura e del Turismo della Repubblica di Turchia ha emesso un annuncio per l'assegnazione di suolo pubblico per gli investimenti turistici. L'annuncio è riservato agli investitori locali e stranieri. La data di scadenza per la presentazione dei documenti è l'11 aprile 2006. Ci si collega all'indirizzo web kulturturizm.gov.tr e le manifestazioni d'interesse si possono inoltrare sin da ora. 

PUBLIC LAND ALLOCATION ANNOUNCEMENT BY

THE MINISTRY OF CULTURE AND TOURISM

2006/1

Public lands specified in the present specification are to be allocoted to local and foreign investors (entrepreneurs) for touristic investments pursuant to the provisions of Tourism Incentive Law No.2634, as amended by the Law No. 4975 and Article 8 of the "Regulations For Public Land Allocation For Tourism Investments", enacted on the basis said law.
1.      Potential investors are requested to submit the required information and documents in accordance with Article 10 of The "Regulations For Public Land Allocation For Tourism Investments" and "Public-Land Allocation Specification For Tourism Investments-2006/1" by 16:30 Pm, on 11.04.2006 at latest in person to Bakanlık Genel Evrağı, ( Turizm Bürosu Ag Floor ) İsmet inönü Bulvarı No: 5. Submissions by mail shall not be taken into consideration.
2.      All information and documents to be submitted by investors must be in Turkish. All information and documents may be submitted in foreign language providing that the Turkish translations thereof are presented with certification by a Turkish consulate abroad or a respective consulate in Turkey. The certified translation text shall be taken as the basis in evaluation.
3.      The local and foreign investors, applying for a public land allocation within the stipulated period, are required to submit a letter of termless performance security of a value of 5% of the approximate total investment cost located inside and outside of Culture and Tourism Conservation and Development Regions, Tourism Areas, Tourism Centers, and in places specified for a tourism usage according with the development plans. applications without a letter of security shall not be taken into consideration.
4.      Investors may apply for several parcels. However, a separate file shall be prepared for each parcel and the letter of termless performance security for values at the above rates as per total investment costs, and the specifications purchase receipt or bank receipt shall be enclosed into the related file.
5.      The applications to the Ministry, will be evaluated not only by the financial adequacy  but also by the experience in the sector in accordance with the Article 11 of the "Regulations For Public Land Allocation For Tourism Investments" and the matters within the scope of the Public Land Allocation Specification.
6.       A negotiation for a direct contribution of investors to social and technical infrastructure shall be held in between the qualified investors for the parcels having several applications. The parcels with only one application shall be evaluated and concluded by the Land Allocation Commission. In this situation, a direct contribution which will be determined by the Land Allocation Commission for the realization of social and technical infrastructure in relation with the type of investment and region shall be required.
7.      The Ministry shall return the bid bonds of the investors who have not been granted a preliminary permit. The investors may obtain the letters of termless performance security personally within a period of 15 days after the conclusion of the allocation evaluation. The bonds shall be returned by mail in the event of failure in collection thereof personally. However, the Ministry shall not be held responsible for the delays and losses in mail.
8.      In the event non-allocation of the parcels applied by the investors, the Ministry may recommend any of the parcels announced for allocation according to the characteristics of the investments and the investors.
9.     
"Specifications For Public Land Allocation (2006/1)" containing detailed explanations and information on the subject lands of the allocation can be purchased from ''DÖSİMM (Döner Sermaye Işletmeleri Merkez Müdürlügü)'' Cumhuriyet Bulvari No: 4, 06330 Ulus/Ankara (Phone: +90 312 3094953) . 5.000 Ytl (Five Thousand New Turkish Liras) Fee Of the booklet will be paid to Ziraat Bank's Tourism Revenues Account Number 3483170-5001 At T.C. Ziraat Bank- Ulus Heykel Brunch, and the note "fee for the 2006/1 Allocation Specification" shall be written in the explanation section. A signed statement evidencing that all the terms and conditions stipulated in the specifications have been accepted shall be enclosed along with the specifications receipt for submission to the ministry as a prerequisite of validity of their application.
10.   Detailed information may be obtained at application phase from Ministry of Culture and Tourism, General Directorate of Investments and Establishments, Department of Land Allocation, İsmet Inönü Bulvari No:5, 3rd Floor, 06100, Emek/Ankara.
11.  
"Specifications For Public Land Allocation (2006/1)" can also be obtained from web address: www.kulturturizm.gov.tr. Booklet sales will be started at 13.03.2006 from the address of DÖSİMM, mentioned above.
12.   In the event that information and documents requested with this specification are deficient or inadequate, application shall be regarded as invalid.
13.   The provisions of the "Regulations For Public Land Allocation For Tourism Investments" and Public Land Allocation Specifications 2006/1 are applied for the allocations within the scope of this announcement.

25.03.2006

 

TRAVEL TURKEY 2006
SI TERRA'
DAL 25 AL 27 MAGGIO

Travel_Turkey_2006

 

La seconda edizione ad Istanbul presso i padiglioni del <Lufti Kyrdar International Congress and Exhibition Hall>.

Si terrà dal 25 al 27 maggio la seconda edizione di <Travel Turkey>. La kermesse si terrà ad Istanbul presso i padiglioni del <Lütfi Kýrdar International Congress and Exhibition Hall>.
La fiera è il risultato della collaborazione tra <Turkish Union of Travel Agents> (Tursab) e <Hannover-Messe International Istanbul> (Hmi). Travel Turkey è un appuntamento rivolto ai buyer internazionali di servizi turistici e avrà il compito di incentivarli ad allargare il loro business in Turchia, offrendogli un'ampia vetrina di tutto l'assortimento turistico che offre il Paese.
La manifestazione gode del patrocinio del Ministero della Cultura e del Turismo della Repubblica Turca e quest'anno ha ottenuto anche il supporto della <Turkish Private Aviation Enterprises Association> (Toshd), della Camera del Commercio di Istanbul (Ýto) e dell'<Istanbul Convention and Visitors Bureau> (Icvb).
La tre giorni fieristica prevede un calendario di conferenze caratterizzato da incontri relativi ai principali trend del settore quali le potenzialità dell'incentive, opportunità di investimenti e nuovi prodotti turistici quali Wellness e Spa. (GuidaViaggi)
25.03.2006

TASSE, RELIGIONE E VINO

Industria_del_vino

 

Quando la famiglia Ozbek incominciò a coltivare vigneti, i vicini dissero loro che stavano commettendo un peccato. Era contrario ai principi dell'Islam, il suolo si sarebbe inaridito e non sarebbe più piovuto o nevicato. Ma questo, ribattono gli Ozbek, è successo più di 10 anni fa. Dopo aver visto gli affari che si facevano, altri si sono messi a produrre uve per vino .

When the Özbek family began planting vines, their neighbors told them they were committing a mortal sin and would face divine retribution.
"They said it was wrong, against Islam, to produce wine. They said our soil would dry up and it would no longer rain or snow. But that was more than 10 years ago," said Cengiz Özbek.
"Then they saw how much money we started to make. Now they too are planting vineyards," said the 37-year-old farmer, his weather-beaten face cracking into a smile.
Half of the 40 families living in this tiny village some 100 kilometers (70 miles) northeast of the Turkish capital Ankara now produce grapes for wine, despite the Muslim teaching that alcohol is "haram," or forbidden.
Nearly all Turks are nominally Muslim but the country's secular system keeps religion on a tight rein and has long fostered a tolerant attitude towards alcohol despite the Koran's teaching that it is sinful.
"The old imam here was against the vineyards, but he left and was replaced by a younger, more pragmatic man who says it is a matter for the individual's own conscience," said Özbek.
Nestled beside the Kızılırmak River among the craggy, treeless hills of central Anatolia, Uyurca boasts a mild micro-climate and a soil ideal for grapes.
The village now produces about 500 tons of grapes annually, up from just 12 tons in their first harvest in 1996. It sells its entire production to Kavaklıdere, Turkey's largest and oldest winemaker.
The Özbeks are part of an ancient tradition of wine production in Anatolia stretching back more than 4,000 years.
Under Muslim-run Ottoman rule, Christian Greeks and Armenians dominated the wine industry. When the empire collapsed after World War I, many left Turkey, taking their expertise and knowledge with them.
European tastes:
Kavaklıdere was founded by Turkish entrepreneurs in Ankara in 1929 and quickly won the praise and support of Turkey's revered president and founder, Mustafa Kemal Atatürk.
 Atatürk -- who kept a wine cellar and was known for his love of the potent aniseed-flavored national tipple, rakı -- wanted to transform Turkey from a poor, religion-dominated society into a modern, European nation with European tastes.
Today, Kavaklıdere has a production capacity of 18.5 million liters and a 35 percent share of Turkey's registered wine market. It exports about 20 percent of its total production, mostly to Europe.
The company's factories use state-of-the-art equipment to produce such wines as Kalecik Karası, Öküzgözü and Narince and it has won dozens of prizes in international competitions.
But Kavaklidere Managing Director Ali Basman complains of rising taxes, hostile government attitudes and a large illegal market in liquor, which he says helped cut company profits by 15 percent in 2005.
Tax on wine has soared by more than 100 percent to YTL 3.28 ($2.44) per liter -- about half the price of a bottle of table wine -- since the ruling Justice and Development Party (AKP), which has roots in political Islam, swept to power in 2002. Tax on beer has risen by 50 percent and on rakı by 26 percent.
 "People in Turkey often avoid paying their taxes, but alcohol consumption is an easy target to tax, especially for a government that disapproves of alcohol on religious grounds," Başman told Reuters.
"But when you raise taxes, you also encourage the black market. About 60 percent of wine sold in Turkey is now produced illegally, though the quality is generally poor," said Başman.
"We face heavy competition from these illegal producers."
Thwarted potential:
With its climate, soil and fast-growing economy, Turkey has great potential both as a wine exporter and a market, Başman said. Turks still drink only about a liter of wine a year per capita, industry sources say, compared with 66 liters in France.
Turkey is the fifth biggest producer of grapes in the world, but only two percent are used in wine production.
"Wine is still considered a luxury item in Turkey. As people get richer, they are starting to experiment, to try better quality wines, but it is a slow process," said Başman.
Annual consumption of wine in Turkey now totals 90 million liters, up from 35 million 15 years ago.
Başman attributed the increased consumption partly to Turkey's booming tourism industry. German, British and Russian tourists drink Kavaklıdere and other domestic wines when they visit Antalya, Bodrum and other Turkish resorts.
Like many others directly or indirectly involved in the $18 billion tourist industry, Başman is also concerned about new regulations on alcohol consumption introduced by some local councils controlled by the AKP.
After the government issued guidelines, AKP-led councils began to ban alcohol from the restaurants and cafes they run.
The AKP denies any plan to outlaw alcohol and says it only wants better regulation of the trade. But the guidelines sparked a rash of negative headlines in Europe's press, and some fear this could hurt tourism this year.
Back in Uyurca, the Özbeks are sanguine.
"We have no problems, we are planning to expand the acreage sowed with vines," said Cengiz Özbek.
"Besides, wine is good for our health," added his uncle Halil Ibrahim, a sprightly 65-year-old. (Gareth Jones-Reuters/Turkish Daily News)
25.03.2006

VENDITA DVD CONTRAFFATTI AL MINISTERO DELLA CULTURA

Predicare bene e razzolare male. Inquadrato, in un video, un ragazzo che rifila agli impiegati (settore adibito proprio a contrastare questo tipo di crimine) dischetti copiati.

Scandalo al ministero della Cultura di Turchia. Proprio nella roccaforte della lotta alla contraffazione, un video trasmesso sulla tv turca mostra che nell'edificio del dicastero si annida uno spazio di dvd e cd pirati. Riporta la notizia l'agenzia <Cihan>.
Nel video trasmesso, si vede il ragazzo che serve il the ai dipendenti del ministero e che contemporaneamente vende agli stessi impiegati compact disk e dvd contraffatti. Ironia della sorte, la registrazione e la vendita si svolgono al secondo piano dell'edificio dove si trova la sede del Dipartimento per la tutela dei diritti d'autore, proprio quello che dovrebbe contrastare questo tipo di crimine.
Il ministro della Cultura, Atilla Koc, ha minimizzato l'accaduto. Nel 2004 il governo aveva approvato una legge per combattere la pirateria nel settore delle produzioni artistiche e d'autore. In Turchia la percentuale di software contraffatti è del 66%, il doppio della media mondiale. Chi trasgredisce può essere punito con sei anni di prigione e una multa di circa 200 mila euro. (ApCom)
25.03.2006

 

SCAMBI CULTURALI

Considerare il Mediterraneo non più solo come area geografica strategica. Il ruolo della Turchia e del suo ingresso nell'UE.

Considerare il Mediterraneo non più solo come area geografica strategica, ma come sistema in cui mettere in rete le diverse culture e le varie innovazioni tecnologiche, affinché tutti i popoli possano sentirsi uniti dai medesimi valori.
E' la proposta del direttore dell'<Isve> (Istituto di studi per lo sviluppo economico), Gennaro Biondi, intervenuto al convegno "Il rapporto Euro-mediterraneo tra diritto allo sviluppo e sviluppo dei diritti", svoltosi ieri presso la Facoltà di Economia dell'Università degli studi di Napoli Federico II e organizzato dall'Isve in collaborazione con l'Ateneo federiciano ed alcune associazioni non governative.
"Questo incontro - ha spiegato Biondi - si inserisce nell'ambito del master <Osmed> (operatori di sviluppo nell'area del bacino del Mediterraneo), promosso dall'Istituto da me presieduto, dall'Ateneo federiciano e da alcune associazioni, quali <Manitese Campania Onlus>, la <Sioi> e la <Banca Etica>. Il master punta a formare figure in grado di combinare sia le competenze tecniche richieste per la progettazione che la capacità di leggere e capire i processi e le trasformazioni della globalizzazione in atto. Per operare in determinati contesti, è necessaria una capacità progettuale che permetta di realizzare, monitorare e valutare progetti di sviluppo internazionale".
Dopo le selezioni sono stati ammessi in venti oltre a quattro uditori.
Ad attenderli gli organismi internazionali e nazionali della cooperazione internazionale, le Ong, organizzazioni non governative di solidarietà internazionale che operano nel bacino del Mediterraneo.
"Mediterraneo - ha commenta la portavoce dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, Laura Boldrini - che in questi ultimi anni sta diventando più un'emergenza, che un'opportunità, un mare della speranza, ma anche della tragedia, dove più di duemila persone all'anno perdono la vita nel tentativo di raggiungere l'Europa".
In questo contesto c'è un Paese, la Turchia, che si sta già da tempo preparando ad entrare nell'Unione Europea e sul quale si sofferma Korel Goymen, docente della <Sabanci University> di Istanbul, il quale ha dichiarato: "La Turchia, in base alle richieste dell'UE, è riuscita ad approvare negli ultimi anni un pacchetto di riforme politiche, tra cui l'abolizione della pena di morte e la possibilità di trasmissioni radio/Tv e di insegnamento (privato) in lingua curda. Molto resta ancora da fare, soprattutto per quanto riguarda la gestione delle minoranze etniche. L'aspetto più evidente - ha continuato - è la questione curda, la cui composizione costituisce uno degli argomenti più difficili con l'Unione Europea". (Nadia Pedicino/Il Denaro.it)
25.03.2006

GALLIPOLI
E IL91/mo ANNIVERSARIO
DELLA BATTAGLIA

La_battaglia_di_Gallipoli

 

Ricordata, con una commovente cerimonia. La data di un episodio costato la vita, su entrambi i fronti, a migliaia di soldati.

Turkey has commemorated the victory in the 1915 Canakkale Campaign, known to the Allied powers as the Gallipoli Campaign, with a series of events on and around the Gallipoli Peninsula.
Marking the 91st anniversary of the Ottoman victory against over the combined naval forces of France and Great Britain in their attempt to force their way through the Dardanelles Strait on March 18, 1915, the ceremonies were attended by Prime Minister Recep Tayyip Erdogan and five other cabinet ministers, as well as senior military officers and officials.
Speaking at the memorial to those who fell in the defence of the Gallipoli Peninsula in both the naval attack and the subsequent land battles, the Prime Minister said that the places where Turkey's martyrs lay were the shields of our country.
"Those who do not recognise the Turkish public should take a look at Gallipoli. We will never show any weakness in carrying this holy trust to the next generations. Nobody should feel any suspicion about our determination and sensitivity," he said.
Erdogan said that the victory of March 18 continued to have relevance to Turkey, 91 years after the event.
25.03.2006

 

 

SEQUESTRATI ABITI DI <DOLCE & GABBANA> PROVENIENTI DALLA TURCHIA

Dolce_&_Gabbana

Una controversa questione giudiziaria - risolta dal Tar di Trieste - su una serie di griffe confezionate in terra anatolica.

Sembrava uno dei soliti sequestri di merce contraffatta sbarcata nel porto di Trieste e che, 
sempre più spesso, viene scoperta e sequestrata da Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane: invece, dietro una partita di abiti proveniente dalla Turchia e bloccata nel luglio scorso nel porto giuliano, c'era proprio una delle più prestigiose griffe del Made in Italy, la <Dolce e Gabbana>, che ha cercato inutilmente di riavere indietro la propria merce, fabbricata per suo conto in Asia Minore.
Lo si è scoperto al Tar (Tribunale Amministrativo Regionale) per il Friuli Venezia Giulia, dove l'azienda di Legnago (Milano) aveva presentato un'istanza di annullamento del provvedimento del Servizio Vigilanza Antifrode Doganale di Trieste, emesso il 22 luglio scorso con cui era stata bloccata la merce, che riportava il marchio <D & G>. Nel suo ricorso, presentato a novembre, la casa di moda italiana, aveva dichiarato di avvalersi dell'impresa turca <Gisad Dis Ticaret AS> per l'assemblaggio di t-shirt e slip per bambino. Sul lato esterno della confezione e sulla targhetta dei capi sequestrati era infatti riportata la dicitura dell'azienda milanese.
Secondo l'Agenzia delle Dogane di Trieste, invece, questi contrassegni contrasterebbero con l'articolo 3 dell'Accordo di Madrid sulla repressione delle false indicazioni di provenienza delle merci. Da qui il sequestro del carico. Nell'udienza dell'8 febbraio scorso, i legali della <Dolce e Gabbana Spa, Mario Viviani e Giuseppe Sbisa>, hanno cercato di dimostrare che le norme dell'Accordo di Madrid fanno riferimento alla effettiva realizzazione del prodotto da parte di uno specifico produttore e non alla semplice provenienza. Ma non c'e' stato nulla da fare: nella sentenza (depositata nei giorni scorsi) con la quale è stato respinto il ricorso, i giudici amministrativi fanno notare che, nonostante il testo del trattato risalga ad anni molto lontani, con un mercato ancora lontano dalle problematiche della delocalizzazione industriale, la scelta delle parole in esso usate (''origine vera delle merci'') mira a garantire al consumatore l'esatta conoscenza dell'origine geografica dei prodotti, per consentire una ''valutazione consapevole sulla congruità del prezzo di vendita del prodotto una volta immesso nella rete di distribuzione. Un fatto quest'ultimo - recita la sentenza del Tar - condizionato dal fatto che la fabbricazione estera del capo di abbigliamento costa meno all'azienda italiana, in quanto e' di universale conoscenza che i costi di produzione esteri - conclude il Tar - sono inferiori a quelli nazionali''. (Ansa)

25.03.2006

150 ANNI: VECCHIO,
FORSE...MA
NON LI DIMOSTRA

Palazzo_Dolmabahçe

 

Si ricordano ad Istanbul i 150 della apertura della sede di palazzo Dolmabahçe dove tra l'altro chiuse gli occhi Kemal Ataturk.

The 150th anniversary of the opening of Dolmabahçe Palace, which is among Istanbul's most unique historic places, will be celebrated with various activities.
The program was announced  by Parliament Speaker Bülent Arınç. An anniversary evening, an international symposium, exhibitions, concerts, and painting and photography competitions are among the activities that will take place throughout the year.
Noting that the palace was opened on June 7, 1856 Arınç said the evening of June 7 would be one of the most spectacular activities of the 150th year celebrations. He stated that national palaces have been affiliated with Parliament since the time of Mustafa Kemal Atatürk and added: "I'm proud to be the speaker of the assembly responsible for keeping our cultural inheritance alive. We hope that Dolmabahçe Palace's 150th anniversary celebration program will be a reflection of the culture of our civilization."
Dolmabahçe Palace, where the Ottoman sultans lived and Turkish Republic founder Mustafa Kemal Atatürk died, has 285 rooms and 43 halls. It is surrounded by an elaborate garden, and there is a ballroom located at its center.
The palace can be visited on specified days of the week. (Hasan Altinisik/Turkish Daily News)
25.03.2006

"ROMA INCONTRA ISTANBUL"

Giornata di incontri e proiezioni per celebrare il 3 ottobre la data ( 3 ottobre) della storica firma di apertura dei negoziati per l'ingresso della Turchia nell'UE.

Il programma di scambi tra Italia e Turchia promosso dal MedFilmFestival grazie al sostegno dell'Ambasciata di Turchia-Ufficio Cultura e Informazioni di Roma, del  <Mibac>, del <Mae>, del <Csc-Cineteca Nazionale>, ha visto la realizzazione ad Istanbul, Ankara e Smirne di rassegne di film italiani classici e contemporanei sottotitolati in turco ed in Italia degli eventi: "Roma incontra Istanbul", giornata di incontri e proiezioni per celebrare il 3 ottobre, data storica della firma di apertura dei negoziati per l'ingresso della Turchia in Europa, e la  Turchia Ospite d'Onore dell'edizione romana del MedFilmFestival 2005.  (MedFilmFestival)
25.03.2006

 

CENSURA 
PER "I SEGRETI DI BROKEBACK
MOUNTAIN"

Una_scena_de_I_segreti_di_Brokeback_Mountain

 

Il film di Ang Lee vietato ai minori di 18 anni in Turchia, Paese dove l'omosessualità è considerata un tabù.

Poca_tolleranza_per_i_gay"I segreti di Brokeback Mountain" vietato ai minori di 18 anni. Il lungometraggio del regista taiwanese Ang Lee, premiato, all'inizio del mese a Los Angeles, tra l'altro, con l'Oscar per la migliore regia, è stato censurato in Turchia. La decisione di renderlo visibile solo ai maggiorenni è stata presa dal ministro della Cultura e del Turismo turco.
Secondo il dicastero di Ankara, la pellicola, che racconta la storia d'amore tra due cowboy gay, violerebbe la morale pubblica. Il provvedimento riflette la posizione del Paese a larga maggioranza musulmana, dove l'omosessualità è considerata un tabù. La decisione dell'organo di controllo del ministero turco arriva proprio alla vigilia dell'uscita del film nel Paese, prevista per domani.
Negli Stati Uniti, il film può essere visto anche dai non maggiorenni a condizione che siano accompagnati da un adulto. "Brokeback Mountain", oltre ad aver vinto l'Oscar per la regia, si è aggiudicato la statuetta per la colonna sonora e per la sceneggiatura non originale. In Italia la pellicola è visibile da tutti. (Ap)
25.03.2006

 

9.000 ANNI FA

Resti_archeologici_a_Seydisehir

 

Novemila anni fa esisteva una antichissima civiltà nella zona dell'attuale Seydisehir (Konya) nel centro dell'Anatolia. La scoperta, da parte di un gruppo di archeologi, di un sito risalente all'età neolitica unico nel suo genere. Insediamenti circondati da mura. trovati piatti ed altri suppellettili.  In totale 200 manufatti.

A settlement dating back 9,000 years was discovered during archaeological excavations in Seydişehir, a district of the central Anatolian province of Konya.
Following a visit to Gökhüyük, where the settlement was unearthed, Konya's Provincial Culture and Tourism Director Abdüssettar Yarar told the Anatolia news agency that excavations have been conducted for the past four years by a team under the supervision of archaeologist Enver Akgün.
He said the 50-strong team worked at site every year between June and November.
"The tumulus dates to the Neolithic era," he said. "We are putting special emphasis on similar excavations to unearth the hidden historical wealth of our region."
Noting that the tumulus is unique in central Anatolia as it is surrounded by walls, Yarar said: "Settlements from the Neolithic period surrounded by walls are rare in Anatolia. Gökhüyük is, therefore, very important historically."
"Dishes, filters and millstones as well as offerings for the dead, a tradition of the day, have been found," Yarar said. "They appear to have been a developed civilization taking into account the time in which they lived."
He also said over 200 artifacts had been unearthed during the four years of excavation and that they are on display at various museums in Konya.
Seydişehir Mayor İbrahim Halıcı said Seydişehir was one of the oldest settlement areas in Anatolia, adding: "As the municipality we are lending support in order to unearth the area's historical wealth. We will be holding a conference on ancient Seydişehir during tourism week in april." (Turkish Daily News)
25.03.2006

 

"OLIVER"

Oliver

 

L'Associazione turco-americana ad Ankara sta mettendo in scena lo spettacolo il cui adattamento cinematografico vinse 5 oscar nel 1968.

The Turkish-American Association in Ankara hosted the play "Oliver!" with four shows  performed by a local theater group.
In 1968 the film adaptation of Lionel Bart's musical "Oliver!" took the Academy Awards by storm, winning 23 nominations and five Oscars including Best Picture, Best Director and Best Musical Score. The stage play on which the film was based won three Tony Awards for its Broadway production.
Oliver Twist is a lovable orphan who searches for fortune and, most importantly, a home. Along the way he meets the beautiful Nancy, the irascible Fagin, the charming Artful Dodges and the evil Bill Sykes.
Bart's award-winning score contains such favorites as "As Long as He Needs Me," "Where is Love" and "Consider Yourself."
Interestingly enough, Bart could not read music. He would sing his melodies to a pianist who would write the music for him. His scores are the music of his heart, and the Stage on the Run group brings that heart to this production.
Stage on the Run presented "Oliver!" at the Turkish-American Association , donating all proceeds to charity.
The members of the cast, crew and orchestra have donated hours of their time and their own money to bring this production to life.
The cast features over 40 children of the international community as well as adults. There are Turks, Americans, Brits and Bulgarians who have all come together in their love of theater and desire to help the community.
Tickets for this special event may be purchased from the Turkish-American Association at 426-2644. (Turkish Daily News)
25.03.2006

"LE FINESTRE DI FRONTE"

Le_finestre_di_fronte_di_Simenon

Pubblicato nel 1933, quando in Russia la realtà staliniana era ignota all'esterno e nessuno poteva raccontarla dall'interno, è una prova sconcertante della precisione visionaria di Georges Simenon. Siamo a Batum, sul Mar Nero, nei primi anni di Stalin. Adil bey, il nuovo console turco, è appena sbarcato...

Un caso - rovistando tra vecchi libri di una bancarella a Fontanella Borghese - ci ha portato alla scoperta di un libro fuoricorso che Georges Simenon scrisse nel 1933. Titolo: "Le finestre di fronte". E' la storia di un povero console turco spedito dal Governo di Ankara a Batum sul Mar Nero e lasciato lì - lui che aveva combattuto con Kemal Ataturk per l'indipendenza del suo Paese - in balia di un mondo alla deriva dove miseria e repressione poliziesca la facevano da padroni e dove, se avevi la cattiva sorte di attirare l'attenzione della Ghepeu bolscevica, la tua sorte era praticamente segnata. Era la realtà staliniana che lo scrittore belga - più famoso per le storie del commissario Maigret - descrive a meraviglia con uno stile secco, da vero giornalista, ma soprattutto perché - grazie all'amicizia che gli aveva concesso il "piccolo Padre" - Simenon aveva avuto la fortuna di potersi spostare senza preoccupazione alcuna per le regioni dell'allora Unione Sovietica, dalla Georgia alla Crimea, all'Ucraina.
Stampato per la prima volta in Italia nel 1985 nelle edizioni <Adelphi> e ristampato da Bombiani nel 1989, la storia del libro dovrebbe collocarsi attorno al 1925-30. Giuseppe Vissarionovic, alias Stalin, è ormai un despota incontrastato. Lenin era morto. Se qualcuno poteva dargli fastidio questo era Davidovic Trockij. Ma era in esilio, espulso dal partito, e al momento non lo preoccupava. Batum (Batumi), quando vi sbarca il protagonista, è una città alla deriva. Non c'è niente che possa tirarla su ed i consolati - come quello turco - servono per le pratiche spicciole di povera gente che vuole partire, fuggire da quel posto dimenticato da Dio, ma che rimarrà invece lì per sempre anche perché la burocrazia sovietica non ha mai fretta. Eppure la città - ancora qualche anno prima, sotto gli Czar - era stata un centro attivissimo, fatto di traffici commerciali e di un andirivieni cosmopolita. Lo era, ad esempio, quando Stalin a fine novembre 1901 venne incaricato dal Comitato di Tiflis di recarsi a Batum per crearvi una una organizzazione socialdemocratica. Lì, il futuro tiranno dell'Urss avrebbe sviluppato una fervida attività rivoluzionaria stringendo relazioni con gli operai d'avanguardia, creando circoli, dirigendo personalmente il lavoro, organizzando una tipografia illegale, redigendo manifestini, stampandoli e diffondendoli. Di fatto si sarebbe dato l'avvio alla prima fase di un internazionalismo proletario raggruppando nelle fila georgiani, armeni, azeri, russi. Anche turchi. Quelli stessi che - dopo la Rivoluzione d'Ottobre - si accorsero che il bolscevismo, quello concreto, era l'espressione di una negata libertà e - volendo tornare in patria - rimasero intrappolati al di là del Mar Nero.
Adil bey è il nome del nuovo console turco. Quello vecchio pare che fosse stato avvelenato. Si legge nella prefazione del libro: "Adil bey è appena arrivato in città e sente di essere avvolto in un'inquietante atmosfera di sospetto che gli procura un invincibile disagio: sguardi, mezze parole, contrattempi, scene intraviste. Sonia - la donna che il console conosce - un'ombra e una luce dietro le finestre di fronte - nasconde il senso e la drammaticità di questa atmosfera. Nel ritmo torbido e maligno della vita di Batum, troviamo tutti i tratti dell'ossessione poliziesca che fa da sfondo al nostro tempo e nella quale si consuma questa storia di amore, di inganno e di morte".
Una storia dove essere diplomatico cambia a seconda della nazionalità. Prendiamo Adil Bey. La sua sede è un vero e proprio tugurio. "Tutto era sporco - scrive Simenon - muri, mobili, carte, sporco di quella sporciazia lugrubre che si ritrova nelle caserne o in certi uffici pubblici. i ripiani della dispensa erano vuoti e i piatti del pranzo ancora da lavare....". Quanta differenza con il Consolato d'Italia! "Laggiù si conservava placidamente nel salotto illuminato, attorno a vassoi imbanditi e a bicchieri di vodka. Era bastato il profumo della signora Amar a pervadere l'aria di femminilità".
Sì, quanta differenza! E quanta differenza anche tra il protagonista e il giornalista americano della <Standard>, John, sempre ubriaco ma anche sempre pieno di consigli. Un giorno, infatti,  John perse la pazienza. Adil bey voleva sapere della Gpu:
"Lo vuole un consiglio? Non parli con nessuno di queste cose, mai. Ecco, guardi! Il cameriere che ci serve è uno di loro. E lo stesso vale per tutte le donne che vede qui. E l'usciere! E gli inservienti"".
Non aveva abbassato la voce. Gli orchestrali che stavano alle sue spalle lo guardavano senza batter ciglio.
"Non faccia domande di nessun tipo, capito? Se i pacchi le arrivano un po' alleggeriti, non dica niente! Se di notte l'aggrediscono in strada per prenderle il portafogli, torni a casa come se niente fosse! Se qualcuno muore nel suo ufficio, aspetti che vengano a portarselo via! E si persuada che se il telefono non funziona è perché non deve funzionare".
"Hanno arrestato, come ha messo piede a Tiflis, l'impiegato che faceva le mie veci prima che io arrivassi".
"E che gliene importa?"
"Quanto al console che c'era prima, mi hanno detto...".
John lo fece tacere mettendogli in mano il bicchiere.
"Beva! Lasci passare le ore, poi i giorni, le settimane, i mesi. Prima o poi chissà che il suo governo si ricordi di lei e le mandi un sostituto".
Diceva tutto questo con un'aspra voce clownesca.
"Non venga troppo spesso qui. Parli il meno possibile con gli ufficiali stranieri".
"E lei, allora?".
"Io, vecchio mio, sono della Standard!
".
E' un piccolo stralcio. Se girate anche voi per i mercatini di libri usati, chissà che non vi capiti di trovare una copia de "Le finestre di fronte". Vi farete allora anche voi un'idea di cosa fosse l'Urss ai tempi di Stalin, e come sia cambiata oggi. (Veronica Incagliati)
25.03.2006

AMAZZONI,
L'ARCHEOLOGIA
ED ERODOTO

Amazzoni

 

Lo storico greco aveva scritto che queste stupende guerriere, originarie della Turchia, si fossero spinte fino al Don. Oggi la conferma con la scoperta di una tomba.

Il_fiume_DonErodoto scriveva attorno al quinto secolo a.C. che erano originarie dei territori dell'odierna Turchia, e che si spinsero fino al Don dopo una tremenda e sfortunata battaglia contro gli eserciti greci: gli archeologi russi oggi danno ragione al grande storico grazie a una serie di fortunati ritrovamenti che dimostrerebbero come quello delle Amazzoni non sia stato solo un mito. 
Nei pressi di Millerovo, un piccolo borgo vicino alla frontiera russo-ucraina lungo il fiume Don, gli archeologi hanno aperto uno dei grandi tumuli che sorgono a decine nella zona. La tomba si è rivelata una sorpresa: da un profondo pozzo, è emerso lo scheletro di una donna con accanto da un lato la sua spada e un giavellotto, dall'altro un arco con tanto di faretra piena di frecce, uno specchietto di bronzo, un anello e una collana. Ai piedi della guerriera, c'erano le sepolture di sei uomini, evidentemente degli schiavi dalla posizione e dall'assenza di monili di pregio.
''Ci sono altri tumuli analoghi a questo nella zona - ha detto un ricercatore al quotidiano <Nezavisimaia> - e fin dagli anni '60 si ha notizia di ritrovamenti dei corpi di donne guerriere in questa regione. Siamo sicuri che proseguendo gli scavi potremo dare concretezza al mito delle Amazzoni''. Nella regione, d'altro canto, furono trovati in passato monili d'oro e vari gioielli che vennero battezzati, non si sa bene perché, "Il tesoro delle Amazzoni'': la collezione è stata esposta anche recentemente in Francia. E c'è chi sostiene che la storia delle suddite di Ippolita - la regina sconfitta da Teseo - sia rimasta viva fra le donne cosacche, che si sono tramandate nei secoli gli antichi racconti. Un ritratto delle temibili guerriere - che la leggenda vuole mutilate di un seno per gestire meglio l'arco - è stato anche ritrovato in un'antica pergamena chiamata ''Il libro dei cosacchi del Don'', che rappresenta donne armate come la guerriera della tomba, mentre galoppano con i loro neonati in braccio. 
''La donna della sepoltura - afferma un archeologo - era probabilmente una sacerdotessa o aveva comunque una posizione sociale elevata, come dimostra la presenza degli schiavi. La forma del cranio poi è particolarmente interessante: a uovo, come per le donne votate sin dalla prima infanzia agli dei, alle quali veniva appunto bendata la testa''. 
Sconfitte da Teseo secondo la leggenda, dai soldati greci secondo Erodoto, le Amazzoni superstiti presero la via dell'esilio: le più belle furono prese prigioniere e caricate su una nave per essere portate in Grecia. La leggenda vuole che un temporale mettesse in pericolo l'imbarcazione, e mentre gli uomini lottavano per evitare il naufragio, le Amazzoni ne approfittarono per impadronirsi del battello e gettare fuori bordo i conquistatori. Ma non sapevano guidare la nave, che venne portata dalle correnti fino alla Mar Nero e poi nel Mare di Azov, all'epoca ben più vasto di oggi. Entrarono così alla foce del Don, dove vivevano popolazioni scite, con le quali entrarono subito in guerra. La tradizione vuole che gli 
utoctoni si accorgessero solo in un secondo momento che quei terribili guerrieri erano donne, e per di più belle: cambiarono tattica, scelsero dei mediatori fra i loro giovani più attraenti, e con pazienza iniziarono un corteggiamento conclusosi con la parziale fusione dei due popoli. Le Amazzoni, antesignane del femminismo, non accettarono mai dai nuovi compagni ruoli subordinati, restando le guerriere di sempre, affidando i figli maschi ai padri ed educando le femmine alla loro secolare tradizione di combattenti.  (Beatrice Ottaviano/Ansa)
25.03.2006

PESARO, OVVERO
"RITRATTI
IN BIANCO E NERO"

Ritratti_in_bianco_e_nero

Fresca fresca di stampa, ecco una bella raccolta di flash fatta dal giornalista Franco Andreatini che ha saputo cogliere il meglio di un'epoca - circoscritta tra gli anni <trenta> ed i mitici <sessanta> quando la città sapeva offrire al turista sensazioni ora dimenticate. Ci chiediamo perché non fare un gemellaggio tra la musicale Pisaurum e la città di Antalya in Turchia.

Vi chiederete, cari amici di <Turchia Oggi>, il motivo che ci spinge ad occuparci di una città che nulla ha a che fare con gli argomenti che solitamente trattiamo nel nostro sito. La spiegazione è semplice. Qualche mese fa ci aveva stimolato l'idea di poter realizzare un gemellaggio culturale tra Pesaro - centro internazionale di musica grazie soprattutto al suo "Rossini Opera Festival"  - ed Antalya, rinomata stazione balneare che si affaccia sul Mar Mediterraneo turco, e famosa per un festival musicale altrettanto internazionale meglio noto come il Festival di Aspendos.
Tullio_Vardabasso_mentre_consegna_un_premio._Tutto_a_sinistra_Enzo_TortoraAll'epoca ne avevamo parlato a Pesaro con chi di dovere, solo che da parte dell'Amministrazione la risposta era stata sconfortante anche perché - questa la spiegazione - quando non ci sono soldi i castelli in aria hanno il tempo che trovano. Ciò non toglie che noi ci ostiniamo a credere che un gemellaggio sarebbe quanto mai utile, se non altro per mettere a confronto non solo le realtà di due città che vivono di turismo e dei suoi risvolti culturali ma anche le bellezze storico-ambientali inserite al di qua e al di là del Mare Nostrum. Sì, sarebbe utile; sia per i tanti italiani, pesaresi inclusi, che ogni anno vanno in vacanza in Turchia, sia per i turchi che vengono in Italia e che potrebbero apprezzare da vicino quello che ha da offrire l'antica Pisaurum.
In attesa di tempi migliori, perché non parlare intanto di un libro - fresco, fresco di stampa - che è una raccolta di flash sulla Pesaro di altri tempi dal  titolo "Ritratti in bianco e nero" ed il cui contenuto meglio non può offrire al lettore (anche quello turco) le sensazioni che solitamente riaffiorano alla vista di foto e di aneddoti dimenticati. Merito questo di Franco Andreatini, giornalista non nuovo a fatiche del genere, che ha saputo cogliere il meglio di un'epoca  - circoscritta tra gli anni <trenta> e i mitici <sessanta> - allorquando la signorilità della città non era data unicamente dalla ricchezza dei palazzi e delle costruzioni in genere (basti pensare a che cosa fosse il Kursaal prima che una bomba di aereo lo sventrasse al suo interno ) ma in particolare dalla gente. Riandare indietro nel tempo significa, infatti, aprire una piccola ferita dentro di noi, e non tanto perché siamo piuttosto avanti con l'età e certi ricordi - diciamocelo francamente - fanno un po' male, quanto e soprattutto perché Pesaro, pur sempre bella ed affascinante, si è messa seduta in attesa di non si sa che cosa, amorfa in un dolce far niente. E questo dispiace.
Le_sorelle_Kessler_all'Hermitage_di_PesaroNella_foto_un_giovane_Adriano_Celentano_a_PesaroOra lungi da noi i confronti. Eppure come non rimpiangere la Pesaro di cinquant'anni fa, quella delle feste, dei dancing, del treno proveniente da Stoccolma, di certi  personaggi! E poi, come non commuoversi davanti ad una foto che ritrae un giovane Enzo Tortora mentre presenta a Pesaro la serata di Miss Ceramica e mentre il direttore dell'Azienda Autonoma di Soggiorno Tullio Vardabasso viene ripreso nell'atto di consegnare un premio. Come non commuoversi ancora davanti ad una altra foto che ritrae Adriano Celentano in divisa militare ospite del Kursaal di Ezio Giulietti. Ed infine come non commuoversi davanti ad una ulteriore istantanea che ci mostra le sorelle Kessler alla serata di inaugurazione del night-Club "Hermitage". 
Basta, ci fermiamo qui. Ancora un grazie al collega Andreatini ed un grazie ai proprietari degli archivi fotografici (vedi gli eredi Vardabasso) senza i quali, forse, questo libro non si sarebbe potuto fare. (Turchia Oggi).
25.03.2006

MAGLIETTE PER I TIFOSI

Le produrrà a Trebisonda l'azienda tessile turca <Bender>.    Ben 36 mila sponsorizzate dai Mondiali di "Germania 2006".

La Turchia non parteciperà ai Mondiali di calcio di Germania 2006 con la sua Nazionale, ma sarà ugualmente presente grazie all'azienda tessile <Bender>.
La Nazionale non si è qualificata per il Campionato mondiale, ma la compagnia produrrà le maglie delle squadre di calcio da vendere ai tifosi prima delle partite.
La compagnia di Trebisonda, come riporta il quotidiano <Zaman Online>, produrrà 36 mila magliette sponsorizzate dai Mondiali di Germania 2006 destinate esclusivamente ai supporter. Ogni squadra che partecipa sarà inclusa nella produzione. Le più richieste sono quelle di Germania e Brasile. (ApCom)
25.03.2006

MOTOMONDIALE AL VIA

 

Si comincia domani con il Gran Premio di Jerez, in Spagna. Il 30 aprile si correrà in Turchia. Ultima gara a Valencia (29 settembre).

Domani, domenica 26 marzo, prende il via il motomondiale da Jerez (Spa). Ecco il calendario completo della stagione ed i circuiti:.
26/03 GP Spagna Jerez
08/04 GP Qatar Losail
30/04 GP Turchia Istanbul
14/05 GP Cina ShanghaiI
21/05 GP Francia Le mans
04/06 GP Italia Mugello
18/06 GP Catalunya Montmelo
24/06 GP Olanda Assen
02/07 GP Gran Bretagna Donington
16/07 GP Germania Sachsenring
23/07 GP Stati Uniti Laguna Seca
20/08 GP Rep. Ceca Brno
10/09 GP Malesia Sepang
17/09 GP Giappone MotegiI
24/09 GP Australia Phillip Island
15/10 GP Portogallo Estoril
29/10 GP Com.Valenciana Valencia (Yahoo.Sport)
25.03.2006

AMICHEVOLE CON LA TURCHIA

L'Under 18 giocherà mercoledì 29 marzo alla stadio comunale Pio XII di Albano Laziale (inizio della partita h.15.00)

L'Under 18 di Paolo Berrettini giocherà un'amichevole contro la Turchia mercoledì 29 marzo allo stadio Comunale Pio XII di Albano Laziale (inizio ore 15). Il tecnico federale ha convocato ventidue giocatori che si raduneranno domenica 26 presso il Centro Sportivo "La Borghesiana" di Roma: Questi i convocati:
Portieri: Alfonso (Chievo), Frison (Treviso);
Difensori: Brivio (Fiorentina), Cossentino (Palermo), De Silvestri (Lazio), Franceschini (Lecce), Gasparetto (Atalanta), Sicignano (Parma), Spedicato (Monza), Tonucci (Cesena);
Centrocampisti: Bianchi (Piacenza), Castiglia (Reggina), Di Gennaro (Milan), Langella (Chieti), Palermo (Roma), Russotto (Treviso), Scozzarella (Atalanta), Tundo (Lecce);
Attaccanti: Di Carmine (Fiorentina), Palmiteri (Palermo), Piccolo (Piacenza), Tiboni (Atalanta). (ApCom)
25.03.2006

 

HOME ARRETRATI

ISTANBUL CAFE'