Arretrati 

Anno 7° N.9

Cari amici, <Turchia Oggi> - sito indipendente e che va avanti con le proprie forze - non se la passa troppo bene. Se potete, dateci una mano. Intendiamoci, non vi chiediamo denaro. Nemmeno un euro. No, quello che vi chiediamo è che ci stiate vicini adoperandovi in giro e spendendo parole buone nei nostri confronti. In altri termini, trovateci un po' di pubblicità o qualche sponsorizzazione. Altrimenti saremo costretti a chiudere. Per andare avanti, infatti, abbiamo bisogno che qualcuno ci aiuti, quanto basta. Grazie per quello che farete, la direzione.

UN DISCORSO COSTRUTTIVO

Il_ministro_turco_Ali_Coskun

Sempre più stretti i rapporti economico-commerciali, e non solo, tra il nostro Paese e la Turchia. La missione del ministro Ali Coskun a Roma, Torino e Bari. Conferenza stampa congiunta.

Sempre più stretta la collaborazione tra Italia e Turchia, e non solo in campo economico-commerciale - ma anche per quanto riguarda la tecnologia e la ricerca nei settori più svariati. La missione in Italia del ministro Ali Coskun e della sua delegazione - forte di un seguito di 50 industriali - si può considerare il secondo atto di una joint venture allargata che vide già le sue premesse nella missione a fine novembre del nostro presidente della Repubblica Carlo Azeglio Campi ad Ankara ed Istanbul. Se in quella occasione si buttarono le basi per la creazione di comitati di monitoraggio misto con settori privati ed enti pubblici, ieri a Roma - con la firma al ministero delle Attività Produttive di un documento/accordo mirato - si è andati ancora più in là. E questo perché il ministro Coskun - nell'incontro con l'omologo Claudio Scajola - più che parole si è portato dietro fatti. Non per nulla - quando si affrontano, tra i rappresentanti di Paesi che vogliono dialogare, temi a carattere specificamente economici - dal cappello a cilindro occorre tirare fuori qualcosa di sostanzioso. Ed infatti il coniglio non c'era. Ebbene la sorpresa di Coskun si può riassumere in due parole: ci sono due regioni in Turchia (quali non è stato indicato) che sono pronte ad andare incontro alle imprese italiane con una tassazione agevolata. Chi vuole, può farsi sotto. Da subito. Sappia che le porte dell'Anatolia sono aperte, grazie anche agli sforzi compiuti in questi ultimi tempi dall'Istituto del Commercio Estero (Ice) che in Turchia sa muoversi egregiamente.
La conferenza stampa congiunta Scajola-Coskun è servita - tra l'altro - per capire bene quali siano i reali rapporti che intercorrono tra Roma ed Ankara. Rapporti decisamente privilegiati. Diversamente il ministro dell'Industria turca non avrebbe affrontato una "due giorni" stressante per spostarsi da Roma a Torino, da Torino a Bari. Nel capoluogo piemontese per vedere di persona quel gioiello della tecnologia aeronautica che è il caccia europeo "Eurofighter" di cui <Alenia> ha titolarità per la sua commercializzazione, in quello pugliese per riprendere il discorso sulla cosiddetta rotta <Ro-Ro> che dovrà collegare il porto di Brindisi con quelli turchi di Canakkale, Izmir, Cesme e Mersin. Due discorsi decisamente importanti.
Soffermiamoci per un attimo sull' "Eurofighter" del cui consorzio la società del gruppo Finmeccanica fa parte insieme con <Eads> e la britannica <Bae Systems>. Già la Turchia aveva chiesto alle aziende del settore aeronautico, non è molto, una request for information per 120 aerei. L'Italia aveva subito consegnato la sua offerta. Se dovesse vincere la gara, si potrebbe arrivare ad una fornitura ad Ankara fino a 70 velivoli. Le premesse ci sono, considerato anche che <Alenia> ha aperto da poco più di un anno i propri uffici nella capitale turca al fine di favorire ed aumentare le possibilità di stipulare accordi di collaborazione industriale con società turche nel settore della difesa e dell'aerospazio. Il capofila <Finmeccanica> prevede anche un accordo piuttosto significativo con la <Turkish Aerospace Industries> (Tai) che costruisce i caccia F-16. A questo si aggiunga che sempre <Alenia> si era aggiudicata, che è poco, la gara per la fornitura di 10 velivoli antisommergibili ATR72 ASW alla Marina turca nell'ambito del "Programma Meltem 3".
Per quanto riguarda poi la rotta <Ro.Ro>, che rientra nelle autostrade del mare, va precisato che il progetto - al quale è interessata la Regione Puglia - ha davanti a sé qualche ostacolo dal momento che alcuni operatori portuali brindisini sono rimasti perplessi. Uno dei motivi andrebbe ricercato nel fatto che non ci sarebbero navi utilizzabili per un tipo di traffico che dovrà scaricare i Tir su una banchina alta come quella di Brindisi.
Certo non tutti i problemi sono di facile soluzione. Quello che conta è la buona volontà. L'Italia ce la sta mettendo tutta. Idem sta facendo la Turchia alla quale va il merito della creazione (l'ha ricordato Coskun ai giornalisti) dei "distretti" o "Technopark> dove le aziende svolgono principalmente studi di ricerca e sviluppo nei settori delle telecomunicazioni, della difesa, dei sistemi di informazione e dell'elettronica. Finora se ne sono stati aperti diciassette. Quando si parlava di collaborazione tecnologica con il nostro Paese, il riferimento era chiaro. Italia/Turchia uniti per produrre e vendere anche ai Paesi terzi.
Il grande piano industriale della Turchia - sia in campo elettrico sia in quelli del petrolchimico, dei porti e delle autostrade - che Coskun si è portato dietro per offrirlo ai nostri imprenditori non aspetta che essere sfogliato. E' il momento giusto. Ankara d'altra parte non dimentica il sostegno italiano nella strada verso l'UE. Ed è all'Italia che Coskun ha fatto gli auguri per le prossime elezioni. A chi gli chiedeva se questi auguri fossero più rivolti al Governo ancora in carica (i premier Silvio Berlusconi e Recep Tayyip Erdogan sono molto amici), il ministro ha risposto: "Quello che conta, in un Paese democratico, è la felicità del popolo. Gli auguri sono per tutto il popolo italiano". (Veronica Incagliati/Turchia Oggi)
10.03.2006

PMI DA PRIVILEGIARE


Lo ha rimarcato il ministro per le Attività produttive, Claudio Scajola, nel corso del seminario italo-turco organizzato a Roma dall'Ice e al quale era presente l'omologo turco Ali Coskun.

La missione imprenditoriale dello scorso novembre in Turchia dà i suoi primi frutti: il desk italiano a Gazientep è realtà. Lo ha annunciato il ministro per le Attività Produttive, Claudio Scajola, nel corso dell'apertura dei lavori per il seminario italo-turco organizzato dall'Istituto per il Commercio Estero a Roma.
Scajola ha sottolineato come l' incontro in questione fosse il punto di partenza per prestare una particolare attenzione alle piccole e medie imprese che "per motivi legati alla loro dimensione tendono a muoversi sui mercati esteri senza la dovuta conoscenza del territorio. In questo seminario per facilitare il lavoro delle Pmi ci focalizzeremo su due regioni, Gaziantep e quella dell'Egeo che non sono ancora così conosciute come terreno di investimenti e opportunità industriali". (ApCom)
10.03.2006

 

 

UN ESEMPIO? BERLUSCONI

Silvio_Berlusconi

In Italia non lo vogliono più ma in Turchia, pensate, l'opposizione al Governo lo anela addirittura come Primo Ministro. Analisi su parte della popolazione.

Criticizing Erdogan's remarks on 'importing' foreign doctors, Anatavan's Gaydali suggests Italian PM could assume Turkey's premiership
In a tongue-in-cheek reference to the premier's plans to "import" foreign doctors to fill in the gaps in the health sector, an opposition politician on Friday suggested "importing" Italian Premier Silvio Berlusconi to replace his Turkish counterpart.
Motherland Party (Anatavan) deputy leader Edip Safter Gaydali urged the government to clean up its act so that Turkey would not have to import a foreign leader -- namely, Prime Minister Recep Tayyip Erdogan's friend and role model Berlusconi.
Speaking in a press conference at Parliament, Gaydali evaluated recent developments since Erdogan's remarks saying that the government will pass a law to ease conditions for the employment of foreign doctors in Turkey.
Gaydali harshly criticized the government's health policy, saying, "The foreign doctor demand isn't very clear. You can't import doctors the same way you import bananas."
Gaydali said that there are 19 million people suffering from poverty and a million people on the poverty line in Turkey. He indicated that tuberculosis cases in Istanbul had risen 36 percent.
According to the Aanatavan deputy, the gravity of the situation in the health sectors stems directly from the government's missteps. "The government should fix its mistakes," Gaydali said. "Otherwise the government may face the necessity to import Berlusconi."
Gaydali said that the solution of the government's problems lies in elections. "Otherwise it will continue such mistakes," he said. (
The New Anatolian)
10.03.2006

 

IL DIVERTENTE PARAGONE

Solimano_il_Magnifico

Silvio Berlusconi come Solimano il Magnifico in una copertina-poster de <Il Foglio>.

Un celebre ritratto di Solimano il Magnifico con il volto di Berlusconi. E'  la copertina-poster che <Il Foglio> ha allegato al quotidiano nel numero di mercoledì scorso in edicola.
Dpo quello di Napoleone-Berlusconi e Napoleone-Churchill è il terzo poster del premier allegato a <Il Foglio> ed altri seguiranno, ogni mercoledì, fino alla fine della campagna elettorale in cui Berlusconi sarà tra altro Erasmo da Rotterdam, Giustiniano e forse anche Cristo.
"Un modo divertente di seguire questa campagna elettorale. Sono paragoni con personaggi celebri che il premier ha fatto e che noi abbiamo deciso di riprendere affidandoci ad un bravo artista", ha spiegato il vice-direttore de <Il Foglio>, Ubaldo Casotto. (
Ansa)
10.03.2006

UN "NO ALLA FOLLIA"

Il_no_alla_Turchia

 

La nuova destra estrema austriaca ha lanciato una raccolta di firme per un un referendum contro l'UE, la Turchia in Europa e l'immigrazione musulmana.

Heinz-Christian_StracheLa nuova estrema destra austriaca del successore e rivale di Jorg Haider ha lanciato una campagna di raccolta firme per reclamare un referendum contro l'Unione Europea, l'adesione della Turchia e l'immigrazione musulmana. ''No alla follia dell'Europa!'' . Su questi manifesti e in questi volantini, Heinz-Christian Strache, leader del partito liberale d'opposizione Fpo, riprende i soggetti tradizionali della sua fazione politica: xenofobia, slogan anti-europei e opposizione all'entrata nell'UE della Turchia. Ogni austriaco può firmare per una settimana questa ''petizione popolare, lanciata sotto lo slogan ''Austria, resta libera!''. Se raccoglierà almeno 100.000 firme su circa sei milioni di elettori, il Parlamento sarà obbligato a dibatterne ma non a disporre un referendum. ''Ottenere 200.000 firme sarebbe un vero successo per Strache'', spiega il politologo Anton Pelinka, per il quale l'Fpo ''prepara la sua campagna elettorale per le legislative del prossimo autunno allo scopo di creare un'atmosfera favorevole nei media''. 
Il carismatico Heinz-Christain Strache, un odontotecnico di 36 anni, castano con occhi blu, dirige l'Fpo a Vienna, un partito che ha ottenuto il 15% dei voti alle elezioni locali nella capitale in autunno, dopo una campagna xenofoba. Strache ha ereditato l'Fpo da Jorg Haider, fino ad allora storico capo dell'estrema destra, quando quest'ultimo ne è uscito nell'aprile del 2005 per fondare un nuovo partito, l'Bzo. Quest'ultimo, in coalizione a Vienna con i conservatori del Cancelliere Wolfgang Schussel, sembra meno radicale e meno euro-scettico, sempre restando populista. ''Con le sue posizioni anti-europee - osserva Pelinka - Strache vuole incarnare il Jorg Haider giovane'', vale a dire un tribuno popolare che sa riunire la folla grazie al suo carisma e al suo talento di oratore, ''ma la sua consultazione in realtà non ha niente a che vedere con l'UE". La destra estrema , infatti, in questi ultimi anni è mal ridotta sul piano elettorale, dopo aver ottenuto il massimo del 27% nelle legislative del 1999. Alle elezioni regionali dell'autunno 2005, l'Fpo ha ottenuto attorno al 5% dei voti, fatta eccezione per il suo successo relativo a Vienna. L'Bzo ha avuto dei risultati ancora inferiori (tra l'1 e il 3%).
Secondo gli analisti, sottolineando che la consultazione ''costituisce la prima vera chance per arrestare la follia dell'UE'', il suo ''sperpero'', ed evitare che ''l'avvenire dell'Austria sia stritolato dagli ingranggi (burocratici) di Bruxelles'', Strache si comporta come se la sua iniziativa potesse modificare le leggi europee. Il volantino dell'Fpo rileva più di una dozzina di ''menzogne'' dell'UE come: ''gli agricoltori approfitteranno delle sovvenzioni dell'UE'' e ''l'UE ha posto solo per paesi europei'' quando ha avviato i negoziati con la Turchia, Paese in parte asiatico. Strache parte in guerra contro una possibile adesione della Turchia all'UE alla quale l'80% della popolazione austriaca si è opposto (contro il 39% in media nell'UE), secondo un recente sondaggio <Euro-baromentro>. 
''Con la Turchia nell'UE - ha recentemente affermato Strache - l'Europa avrebbe delle frontiere con la Siria, l'Iran e l'Irak'' e dopo la Turchia ''il Marocco, l'Algeria e Israele vorrebbero entrare nell'UE''. Altro tema popolare in Austria sollevato da Strache: mantenere la neutralità, che i partiti di governo sarebbero pronti, secondo lui, a sacrificare se fosse creato un sistema di sicurezza europeo. Infine, Strache utilizza il dibattito attorno alle caricature di Maometto per mettere alla gogna un presunto ''pericolo musulmano''. ''Degli estremisti musulmani minacciano con una violenza cruda la nostra società libera'', afferma, spiegando che il 3.3% degli abitanti dell'Austria sono musulmani, contro l'8.2% della Francia. (Asca-Afp)
10.03.2006

INCRIMINATO
IL NUMERO DUE
DELLE FF.AA

Il_generale_turco_Buyukanit

A mettere sotto accusa il generale Yasar Buyukanit il procuratore di Van. Duro scontro Ozkok-Erdogan. Secondo i media si vuole impedire all'alto ufficiale di diventare il numero 1.

Il capo dei militari turchi, Hilmi Ozkok, ha chiesto conto e ragione direttamente al premier Recep Tayyip Erdogan per l'incriminazione da parte del procuratore di Van del numero due dei militari turchi, il comandante delle Forze di terra, generale Yasar Buyukanit, candidato ufficiale alla successione in estate allo stesso Ozkok, come Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate turche.
Il loro incontro, durato oltre un'ora, è stato definito teso da fonti informate, anche se si è concluso senza alcuna dichiarazione da entrambe le parti. Le indiscrezioni affermano che il generale Ozkok avrebbe contestato la tesi ufficiale del Governo che l'incriminazione sia mero frutto di un semplice ''atto dovuto di un magistrato indipendente, su cui il Governo non può influire''. 
Il procuratore della città turca di Van, Ferhat Sarikaya, nei giorni scorsi aveva accusato formalmente Buyukanit di ''abuso di potere e di costituzione di organizzazione segreta'' per avere - secondo la sua accusa - coperto alcuni militari presunti responsabili di un attentato avvenuto il 9 novembre scorso a Semdinli che essi avrebbero ordito per innescare una strategia della tensione. 
Lo stesso procuratore di Van viene generalmente considerato ''vicino'' al partito di radici islamiche Akp al Governo anche per avere aperto un controverso (e secondo il mondo accademico turco ''infondato'') processo per corruzione contro il rettore dell'Università di Van, Yucel Askin, noto per la sua lotta al velo islamico femminile e alla penetrazione di fondamentalisti islamici nel suo ateneo.
Il generale Buyukanit, d'altra parte, è considerato un duro difensore del ruolo dei militari turchi di guardiani della laicità dello stato turco. Egli viene ritenuto l'ispiratore ed il punto di riferimento delle resistenze tra i militari e i laici turchi contro i vari tentativi del Governo Erdogan di favorire una reislamizzazione della società turca: dal tentativo di fare decadere il divieto del velo islamico negli edifici pubblici e nelle Università, al tentativo di sostituire la elite laica nelle università e nella burocrazia con elementi religiosamente orientati, a quello di assumere 14 mila nuovi imam e di costruire una moschea in ogni edificio, fino a quello di favorire l'accesso a tutte le facoltà di diplomati delle scuole professionali per imam-predicatori.
Non è un mistero che Buyukanit sia perciò inviso agli ambienti islamici, compresi quelli del partito di Erdogan. Non è nemmeno un mistero che i massimi dirigenti dell'Akp (e forse lo stesso premier) avrebbero tentato mesi fa di indurre il Capo di Stato Maggiore, Hilmi Ozkok, a rinviare il suo pensionamento, offrendogli la carica di Capo dello Stato, anche, se non soprattutto, per evitare che Buyukanit possa succedergli quest'estate.
A mettere fine a quelle speculazioni fu un comunicato ufficiale diffuso il 24 novembre dallo Stato Maggiore delle Forze Armate che chiarì che Ozkok, ''si ritirerà alla scadenza naturale del suo mandato, il 30 agosto 2006, e non intende concorrere per la presidenza della Repubblica nel maggio 2007''. 
I giornali turchi frattanto hanno riportato le dichiarazioni di due deputati dell'Akp responsabili della Commissione parlamentare per i Diritti umani, Faruk Unsal e Hakan Tasci, che hanno affermato congiuntamente che ''il procuratore di Van ha fatto quello che non abbiamo potuto fare noi''.
Tuttavia il portavoce del Governo, il ministro della Giustizia, Cemil Cicek, dello stesso partito Akp, ha affermato che ''il Governo non ha avuto alcuna parte nella decisione indipendente del procuratore di Van''.
Ed è quanto si è sentito ripetere - secondo indiscrezioni - il Capo di Stato Maggiore Ozkok dalla bocca di Erdogan che - secondo le stesse fonti - ''si sarebbe trincerato dietro l'indipendenza della magistratura''. Non si conosce la risposta di Ozkok, ma, secondo le stesse fonti anonime, egli avrebbe sostenuto che le accuse contro Buyukanit mirano ad un obiettivo politico: quello di evitare che egli diventi il Capo di Stato Maggiore delle Forze armate.
Le accuse si riferiscono al fatto che Buyukanit definì ''un bravo soldato'' uno dei due sottufficiali dei servizi segreti della gendarmeria (equivalente all'Arma dei Carabinieri) che lo stesso procuratore di Van, Sarikaya, aveva fatto arrestare per l'attentato del 9 novembre scorso ad una libreria di Semdinli (di proprietà di un ex appartenente al Pkk) che provocò la morte di un uomo ed il ferimento di altri sei. Secondo l'accusa quell'attentato fu una reazione punitiva ad un precedente attentato (attribuito al Pkk) alla locale gendarmeria che lasciò feriti una trentina di gendarmi. Il generale Buyukanit affermò, invece, che anche l'attentato alla libreria era da attribuire alla stessa organizzazione armata separatista curda.
I sospetti sugli 007 della gendarmeria innescarono una serie di violenze, tra cui il tentativo di linciare gli agenti accusati e varie manifestazioni nella stessa Semdinli, a Yuksekova e nel capoluogo di provincia Hakkari (ai confini con l'Iran e con l'Iraq). Violenze e scontri con le forze dell' ordine, che provocarono la morte di 7 persone ed il ferimento di diverse decine ferite, tra cui vari poliziotti.(Lucio Leante/Ansa)
10.03.2006


"UN COLPO DI STATO CONTRO L'ESERCITO"

Il_gen._Yasar_Buyukanit_a_sinistra

Così l'ha definito il leader dell'opposizione turca al Governo, Deniz Baykal, l'incriminazione del gen. Yasar Buyukanit. La replica del premier Recep Tayyip Erdogan. Il gen. Ozkok ricevuto dal Capo dello Stato.

''Un colpo di stato contro l'esercito turco'' è stata definita dal leader del Partito di opposizione, Chp (socialdemocratico), Deniz Baykal, l'incriminazione del numero due delle Forze Armate turche, Yasar Buyukanit (candidato ufficiale alla carica di numero uno dei militari turchi) da parte del procuratore della città di Van. 
La definizione di Baykal è stata subito condannata dal premier turco Recep Tayyip Erdogan come ''un tentativo di creare un conflitto tra i militari ed il Governo''.
''Si sa che i colpi di stato vengono eseguiti, in genere, dall'esercito. Ma questa volta, è stato pianificato un colpo di Stato contro l'esercito'', aveva dichiarato Baykal, dicendosi tuttavia certo che ''questo tentativo non avrà alcun successo''.
''Nessuno deve fare politica usando l'esercito e la magistratura. Nessuno può dire che si sta facendo un colpo di stato contro le Forze Armate Turche. Nessuno deve creare un'opposizione tra l'esercito e Governo'', ha ribattuto subito il premier Erdogan, aggiungendo: ''Biasimo e maledico quei commentatori dei giornali che soffiano sul fuoco''. 
Da registrare frattanto che il presidente della Repubblica, Ahmet Necdet Sezer, ha ricevuto il Capo di Stato Maggiore delle Forze armate turche, generale Hilmi Ozkok. Lo ha reso noto l'agenzia turca <Anadolu> precisando che al termine, dell'incontro, durato 55 minuti, non è stato reso noto il contenuto del colloquio. (da Ansa)
10.03.2006

 

COMUNICATO DELLO STATO MAGGIORE

Il_n._2_delle_Forze_Armate_turche_gen._Yasar_Buyukanit

Le Forze Armate turche hanno così voluto frenare la procura di Van sulla vicenda del loro numero 2, gen. Yasar Buyukanit.

Lo Stato Maggiore delle Forze Armate turche ha emesso una dichiarazione scritta in cui si afferma che "le inchieste giudiziarie a carico di generali o ammiragli possono essere intraprese solo dalla Procura militare dopo un'autorizzazione del Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate turche".
La dichiarazione prosegue affermando che "lo Stato Maggiore elle Forze Armate non ha ancora ricevuto alcuna denuncia depositata dalla Procura di Van riguardante le accuse concernenti la vicenda di Semdinli". "Quando tale denuncia sarà ricevuta, essa sarà esaminata e resa pubblica", conclude il comunicato dello Stato maggiore. (da
Ansa)
10.03.2006 

 

IL MINISTRO FA APRIRE UN'INCHIESTA SUL PROCURATORE

Il titolare del dicastero della Giustizia turco, Cemil Cicek, ha dato disposizione agli ispettori di esaminare la requisitoria di rinvio a giudizio del gen. Yasar Buyukanit.

Il ministro della Giustizia turco ha aperto un'inchiesta sul procuratore di Van, Ferhal Sarikaya, che nei giorni scorsi aveva incriminato il numero 2 delle Forze Armate turche, generale Yasar Buyukanit, da lui accusato di avere coperto alcuni militari responsabili - secondo lo stesso procuratore - di avere ordito un oscuro attentato il 9 novembre scorso nella cittadina orientale di Semdinli.
"Ho dato ordine al consiglio degli ispettori del ministero di esaminare la requisitoria di rinvio a giudizio", ha dichiarato il ministro della Giustizia, Cemil Cicek, dopo che nei giorni scorso la vicenda era divenuta oggetto di polemiche anche politiche e aveva visto i vertici militari turchi prendere le difese del generale Buyukanit che in estate è previsto debba assumere la carica di Capo di Stato Maggiore delle Forze armate, sostituendo l'attuale numero 1, generale Hilmi Ozkok, che va in pensione. (da
Ansa)
10.03.2006

LA NUOVA REALTA'

Abdullah_Gul

Per il ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul, Israele non può non riconoscere Hamas purché questo a sua volta riconosca Tel Aviv.

Israele deve tenere conto della ''nuova realtà politica'' che costituisce Hamas in Palestina. E' l'opinione espressa dal ministro degli Esteri turco Abdullah Gul in un'intervista pubblicata da <El Pais>.
Gul, al termine di una visita a Madrid, ha ribadito che Hamas, che ha vinto le recenti elezioni, deve abbandonare la violenza e riconoscere lo Stato di Israele, cosa che ha rifiutato di fare la delegazione di Hamas in visita a Mosca.
Il ministro turco ha tuttavia aggiunto che Israele, da parte sua, ''deve riconoscere Hamas in quanto nuova realtà politica in Palestina. Altrimenti, perché gli avrebbe permesso di partecipare alle elezioni?''
Israele rifiuta qualsiasi colloquio con Hamas fino a che il movimento islamico continuerà a negare la sua esistenza e volere la sua distruzione. E ha fortemente criticato la Turchia per avere ospitato una delegazione di Hamas a metà febbraio.  (Ansa-Afp)
10.03.2006

RELIGIOSI TURCHI IN IRAQ

Lo scopo sarebbe quello di mettere pace tra le fazioni sunnite e sciite ed evitare una guerra civile nel Paese. Ankara si sarebbe impegnata inoltre ad aprire un nuovo varco di confine.

La Turchia ha deciso di inviare suoi esperti religiosi in Iraq, nel quadro delle sue iniziative intese ad evitare una guerra civile tra sunniti e sciiti nel Paese confinante, dopo l'esplosione alla moschea sciita di Samarra, attribuita a terroristi sunniti.
Lo afferma il giornale turco <Vatan> citando conferme da parte del ministero degli esteri turco.
Recentemente il premier iracheno era stato in visita ad Ankara e - secondo il quotidiano <Cumhuriyet> - la visita era stata preparata in un incontro segreto svoltosi ad Ankara con il leader del Consiglio Nationale per il Dialogo, Salih Mutlak, cui Ankara avrebbe chiesto di agire da mediatore tra i gruppi sunniti e sciiti iracheni e di appoggiare la conferma a premier di Jaafari, dopo la sua rinuncia ad appoggiare Iyad Allawi.
Sempre secondo il quotidiano <Vatan>, al fine di alleviare le attuali tensioni in Iraq, Ankara si sarebbe impegnata ad aumentare la quantità di elettricità esportata in Iraq, ad aprire un nuovo varco di confine tra i due Paesi, a costruire ospedali in Iraq e a costituirvi zone industriali. (Ansa)
10.03.2006

INCONTRO
TRA MONS. CAFFARRA
E BARTOLOMEO I

L'arcivescovo_di_Bologna_mons._Carlo_Caffarra

L'arcivescovo di Bologna, da oggi a mercoledì prossimo in visita ad Istanbul in occasione della solenne celebrazione della festa dell'Ortodossia che si terrà domenica nella cattedrale di San Giorgio al Phanar.

L'arcivescovo di Bologna, mons. Carlo Caffarra, incontrerà il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I nel corso di un viaggio in Turchia che si svolgerà dal oggi 10 marzo al 15 prossimo.
Momento centrale dell'incontro - informa l'agenzia <Sir>, vicina alla Cei - sarà, domenica 12, la liturgia nella cattedrale patriarcale di San Giorgio al Phanar, nell'antico quartiere cristiano di Costantinopoli, in occasione della solenne celebrazione della festa dell'Ortodossia.
Quest'incontro, afferma mons. Caffarra - che sarà creato cardinale da Benedetto XVI nel Concistoro del 24 marzo - ''permette di continuare un rapporto di profonda fraternità che si è instaurato tra la Chiesa di Bologna e quella di Costantinopoli''.
''Il motivo del viaggio - ha spiegato  l'arcivescovo al <Sir> - è l'invito che Sua Santità Bartolomeo I mi aveva rivolto nello scorso novembre, in occasione della sua visita a Bologna''.
''Per la Chiesa bolognese - ha aggiunto - si tratta di un gesto significativo per un duplice motivo: da una parte è segno di unità, dall'altra fa percepire il dolore di questa ferita per una piena comunione non ancora raggiunta. E perciò raccomando continuamente ai fedeli di pregare, affinché il Signore ci faccia questo dono''.
Nella festa dell'Ortodossia, che la Chiesa di Costantinopoli commemora nella prima domenica di Quaresima (quest'anno coincidente con la seconda domenica della Quaresima cristiana), si fa memoria della sconfitta dell'eresia iconoclasta, nell'843, e della restituzione delle immagini sacre alla venerazione della Chiesa. (Ansa)
10.03.2006

CRISTIANI ESULI IN TURCHIA

Si tratta dei rifugiati iracheni che a migliaia hanno attraversato il confine a Nord della Mesopotania. Se ne sta occupando la <Caritas Turchia> che sta facendo il possibile.

Sono almeno 100.000 i cristiani iracheni richiedenti asilo politico in Siria, Libano e Giordania, alcune migliaia in Turchia. Ma tutti hanno di fronte le stesse difficoltà: "Nessun riconoscimento dello status di rifugiati, divieto di lavorare, scarsi o nulli aiuti economici, sanitari e scolastici da parte dei Governi, pochissime iniziative di aiuto anche dagli organismi delle Nazioni Unite". E' la denuncia contenuta in un reportage pubblicato nel numero di marzo del mensile <Italia Caritas>, la rivista della <Caritas italiana>, che traccia il punto sulla situazione irachena e degli 800.000 cristiani, molti dei quali costretti alla fuga per la situazione di insicurezza vissuta nel Paese e i continui attacchi alle chiese. Migliaia di esuli, in continuo aumento, che vivono in attesa di un visto per l'Australia e per il Canada (le sole ambasciate aperte alle richieste degli iracheni) rilasciato con molta lentezza (anche anni), a causa delle quote stabilite di volta in volta (che in genere soddisfano solo un decimo delle richieste). <Caritas Turchia>, ad esempio, si occupa di loro, fornendo supporto alle famiglie più povere per le cure mediche, l'educazione dei minori e il rapporto con ambasciate e autorità. Ma nonostante questi sforzi, "molti minorenni sono costretti a lavorare, naturalmente in nero, in condizioni precarie e sottopagati, per mantenere la famiglia". (Da ToscanaOggi online)
10.03.2006

COME SE NULLA FOSSE SUCCESSO

Don_Andrea

Ad un mese dalla morte di don Andrea Santoro la situazione sembra essere tornata allo status quo ante. Ma intanto una certa stampa turca rinfocola i veleni mentre non è chiaro chi abbia ucciso veramente il sacerdote.

E' ricorso il primo mese dalla morte di don Andrea Santoro. Era domenica 5 febbraio quando, a Trabzon - città turca sul Mar Nero - al culmine di una giornata di proteste e di violenze nel mondo islamico per le caricature di Maometto apparse su alcuni giornali occidentali, dopo aver celebrato come consueto la messa domenicale del pomeriggio, mentre stava pregando inginocchiato nelle ultime panche della chiesa, il 60enne sacerdote romano viene freddato alle spalle con due colpi di proiettili.
A sparare, urlando "Allah è grande", secondo la polizia turca, un giovane 16enne. L'omicida è stato arrestato, i vertici politici e religiosi hanno condannato il gesto, la maggior parte dell'opinione pubblica si è mostrata allibita di fronte ad un simile gesto, la sparuta comunità di cristiani ha pianto il suo amico, testimone e martire.
Ora, se non fosse per i mass media che di tanto in tanto buttano di nuovo fuoco sulla brace, con le loro accuse di proselitismo, tutto sembra essere tornato ad una fredda normalità.
E' ancora del 28 febbraio, la notizia sul quotidiano nazionale <Vatan>, in cui ancora una volta si è dichiarato che don Andrea distribuiva dollari per invitare i giovani in chiesa. E ancora una volta il vescovo dell'Anatolia, mons. Luigi Padovese è stato costretto a gridare: "Se davvero c'è stata una così grande distribuzione di denaro da parte di don Andrea - come sembrano sostenere i giornali - per proselitismo, come mai non si contano battesimi nella sua parrocchia di santa Maria in Trabzon? Conoscevo bene questo mio sacerdote fidei donum, escludo una simile ipotesi. Se l'avesse fatto, non avrebbe avuto 'solo' i tre-quattro catecumeni che frequentavano la sua chiesa. La verità è che il proselitismo è un alibi a cui si sta facendo ricorso per rinfocolare una polemica che è insieme anticristiana e anti-occidentale".
Così mons. Padovese ha dovuto dare incarico ad un avvocato amico cristiano di querelare i giornali che rilanciano queste accuse prive di fondamento, ottenendo la pubblicazione di alcune rettifiche.
Eppure le autorità tacciono.
Non si sa nulla nemmeno sul processo indetto contro il ragazzo accusato di aver sparato a freddo a don Santoro. Ma sarà poi stato davvero questo esile giovane 16enne - che una volta arrestato confessa di aver voluto uccidere il prete italiano, perché sconvolto dalle vignette blasfeme contro l'islam - il vero autore dell'omicidio?
Appoggiandosi sulla testimonianza di Loredana, la giovane collaboratrice pastorale di don Andrea, che è riuscita solo ad intravedere la sagoma dell'omicida e ad udire la sua voce al momento dello sparo, pare che la stazza fosse molto più grande e il tono di voce che gridava "Allah è grande" fosse molto più grossa di quella di un ragazzo.
Per ora le indagini della polizia non lasciano trasparire nulla. Si teme che essi facciano di tutto per chiudere il caso: un arresto fatto per far tacere le coscienze e coprire qualche pesce di più grosso.
Se come loro sostengono è stato solo un gesto isolato di un ragazzino psicolabile, come mai ancora oggi, dopo un mese dall'omicidio di don Santoro, numerose chiese, sacerdoti e religiosi vengono tenuti sotto stretta sorveglianza dalla polizia? Gli abitanti di Trabzon e la popolazione turca non sembrano molto interessati a questa questione. L'argomento non fa audience.
Intanto la chiesa di Santa Maria è stata riaperta e alla stessa ora di un mese fa, nel pomeriggio, è stata celebrata celebrata una semplice messa di suffragio. A celebrarla è stato p. Pierre Brunissen, il parroco della chiesa di Samsun - altra città turca sulla costa orientale del Mar Nero - con un piccolo gruppo di cristiani e sotto presidio della polizia, visto che anche questo anziano sacerdote francese ha ricevuto più volte minacce telefoniche e "visite poco piacevoli" nella sua chiesa da parte di gruppo di giovani, l'ultimo dei quali giorni fa, urlando slogan minacciosi e strappando alcuni cartelli. La messa sarà un piccolo lumicino di fede e di speranza, che - nel segno del martirio di don Andrea - va oltre la paura e l'indifferenza. (AsiaNews)
10.03.2006

C'E' CHI VORREBBE
UCCIDERE
LA DONNA ADULTERA

Il_capo_della_polizia_turca_ismail_Caliskan_parla_dei_delitti_d'onore

 

Un agghiacciante sondaggio, con dati alla mano, sulla condizione femminile nel Sud-est dell'Anatolia dove prevalentemente vive il popolo curdo.

Il_velo_islamicoLa Turchia che guarda all'Europa non sembra avere ancora compiuto quei "passi in avanti" sostanziali nel rispetto dei diritti umani richiesti da Bruxelles. A leggere i dati sulla percentuale dei cosiddetti "delitti d'onore" rispetto al totale degli omicidi c'è invece purtroppo da inorridire. Circa il 29 per cento degli omicidi, quasi uno su tre, è causato da un'abnorme e criminale reazione di fronte a una "condotta morale" ritenuta sbagliata da parte di un congiunto, in grande maggioranza donne. Per dirla in numeri reali, i "delitti d'onore" e gli atti violenti compiuti per vendetta sono responsabili della morte di ben 1.190 persone, tra cui 710 uomini e 480 donne in Turchia fra il 2000 e il 2005. Le cifre sono state diffuse dalla stessa polizia in un comunicato e sono il risultato di uno studio condotto dai suoi servizi. Secondo le rilevazioni, nelle quali però è ipotizzabile anche un'attenzione non certo benevola alle minoranze, la maggior parte delle vittime e degli autori presunti di questi reati sono originari delle terre del sud est dello Stato turco, vale a dire l'Anatolia in cui vive il popolo curdo.
E, secondo il documento della polizia turca, qui il delitto di sangue continua ad essere una abitudine diffusa nella popolazione guidata dalle regole del clan, tra cui l'omicidio commesso "per lavare l'onore familiare".
I delitti d'onore sono circa il 29% del totale denunciato dal documento; il resto sono atti di vendetta motivati da questioni varie, da conflitti sulla proprietà o debiti non pagati. Governi e organizzazioni non governative sostengono di avere lavorato molto negli ultimi tempi, proprio in vista dell'inizio delle trattative per l'ammissione alla UE di Ankara, per sradicare la pratica dei diritti d'onore. Ma ma i sondaggi d'opinione rivelano che è proprio la popolazione a sostenere questa forma di "auto-tutela" particolarmente efferata e odiosa. Agghiaccianti i dati di una rilevazione pubblicata in ottobre: il 37.4 per cento della popolazione di Diyarbakir, la principale città ad etnia curda, ritiene che la donna adultera vada senza mezzi termini uccisa. E a sostenere la "non punibilità" dell'adultera è un misero 16 per cento. Poco importa se la Turchia, per tentare di accreditarsi di fronte alla UE ha recentemente aggravato, con l'introduzione dell'ergastolo, le sanzioni previste per chi commette delitti d'onore. Moltissimi cittadini turchi hanno ancora un'opinione molto diversa.(la Padania online)
___________________________
Honor killings and blood feuds have claimed 1,190 lives in Turkey in the past six years despite tougher penalties for such crimes, police spokesman İsmail Çalıskan said, even though most believe this figure is just the tip of the iceberg. 
The figures show most of the victims and suspected perpetrators were from the country's east and southeast regions, where the practice of killing to clear one's honor is still widespread among the largely feudal population, while most murders were committed in the most urbanized regions of the country. 
Çalışkan said the Police Department had conducted a study on "honor killings" and blood feuds, also covering murders due to family arguments, sexual harassment and rape, noting that of the victims, 710 were male and 480 female, but the proportion of men who were suspects in murders was far higher, at 1,413 men to just 180 women. 
He said while the investigation and prevention of such murders came under police jurisdiction, a broader approach in cooperation with civil society and relevant state departments was needed to tackle this social problem. 
A Parliament commission set up to investigate "honor killings" and mistreatment of women and children found that 37.4 percent of the people surveyed responded that when a woman commits adultery "she should be killed." Many of the survey participants also supported punishments like "facial disfigurement or cutting of hair" for women who had strayed from their marriages. And 64 percent of the participants said that the husband should be responsible for meting out the punishments. Of those asked, only 24 percent said that divorce was an answer for marriages that were falling apart. 
The commission is expected to release its findings and recommendations next week and the report is said to focus on society's value system. The draft version of the report called for tougher penalties for those found guilty of "honor killings" and education programs to make men and women understand and accept the concept of gender equality.  (
Turkish Daily News)   
10.03.2006

UN MAGGIORE IMPEGNO
PER SRADICARE
I CRIMINI D'ONORE

Il_Commisarrio_europeo_Vladimir_Spidla

Questa la dichiarazione - punto di riferimento la Turchia - del Commissario europeo per le Pari Opportunità, Vladimir Spidla.

La Turchia deve fare di più per combattere la piaga dei crimini d'onore e dei matrimoni forzati se vuole entrare nell'Unione Europea . Lo ha dichiarato il Commissario europeo per le Pari Opportunità, Vladimir Spidla, in un'intervista pubblicata dal quotidiano turco <Milliyet>. Spidla ha affermato che, nonostante le recenti riforme legislative abbiano rappresentato un miglioramento nello status dei cittadini di sesso femminile, le tradizioni continuano a giocare un ruolo fondamentale nella giustificazione delle violenze contro le donne. ''In certe regioni, e anche ad un livello nazionale, la violenza contro le donne è vista come la norma'', ha detto Spidla. ''Questo modo di pensare deve cambiare''. In crimini d'onore sono stati uccisi 1.190 cittadini turchi tra il 2000 e il 2005, 710 dei quali uomini e 480 donne.(Asca-Afp)
10.03.2006

LEGGE ANTIFUMO:
COME ENTRARE
IN UNA NUOVA ERA

Campagna_antifumo

 

Il provvedimento, approvato dalla Commissione Giustizia turca, dovrà passare in Parlamento. La campagna contro le sigarette  sta guadagnando sempre più posizioni.

Legge_antifumoParliament's Justice Commission's decision to approve an anti-smoking law this week is expected to seriously change the way Turks live. Smoking is an ancestral tradition that goes back to the 17th century, when the "nargile" -- the hookah, or water pipe -- became a fixture in Ottoman coffee houses. 
For about half the adult population of Turkey, smoking is an absolutely normal activity, the result being a permanent national health disaster with anti-smoking campaigns making barely a dent in the habit. 
Health Ministry figures show about 110,000 Turks die of smoking-related illness each year. About 60 percent of men and 20 percent of women in the country of 71 million people are smokers, one of the highest rates in Europe. 
Nicotine addiction has reached worrying levels even in schools, where 11.7 percent of schoolchildren smoke, according to ministry figures, despite a ban on the sale of tobacco products to minors. 
Even among the justice commission members failed to agree on the extent of the ban, with smokers among them describing the bill as an execution order for smokers. 
Justice and Development Party (Akp) Gümüşhane deputy Mahmut Durdu said every article of the anti-smoking bill was problematic, while Adıyaman deputy Hüsrev Kutlu argued that most diseases were due to stress, describing smoking as a way to combat stress. 
The bill approved by the commission still needs to be passed by Parliament's General Assembly. 
Turkish Anti-smoking Fighters Foundation (Ssv), Ubeyd Korbey, has said that warning messages on cigarettes packets, in concert with a series of anti-smoking advertisements, has decreased the number of people addicted to smoking in Turkey over the past six years. 
In a statement made to the Anatolia news agency, Korbey asserted that the effects of a more concerted fight against cigarettes in Turkey were beginning to be seen, and that a significant drop had been registered in the number of addicted smokers since 1999. (
Turkish Daily News)
____________________________
Sigarette_e_legge_antifumoThe head of the Turkish Anti-smoking Fighters Foundation (Ssv), Ubeyd Korbey, has said that warning messages on cigarettes packets, in concert with a series of anti-smoking advertisements, has decreased the number of people addicted to smoking in Turkey over the past six years.
In a statement made to the Anatolia news agency, Korbey asserted that the effects of a more concerted fight against cigarettes in Turkey were beginning to be seen, and that a significant drop had been registered in the number of addicted smokers since 1999.
The consumption of cigarettes in Turkey, which was registered as 1,610 cigarettes per capita six years ago, dropped to 1,490 per capita in 2005. Korbey noted that this decrease has even started to be reflected in the foreign press, recalling that an American journalist had recently mused that the expression "to smoke like a Turk" would soon fade into history.
Photographs of coffins:

Korbey also points to the warnings which have now been affixed to cigarette packets throughout Turkey, as well as to certain changes which have been made to television series and advertisements, and says that these have all been successful in helping the war against smoking in the Turkish society. Korbey also said that within the next couple of years, there are plans to put photographs of coffins on cigarette packets, noting that countries like Canada and Brazil are already employing startling photographs in their efforts to fight smoking, and that soon the EU as whole would begin to implement this method.
"We think that cigarette addicts will be very affected by these photographs," Korbey said. "Our plans are to join the written warnings which are already being used with photos of unhealthy lungs, coffins, grave-diggers and skeletons."
This year, with the addition of the warnings to the packets, cigarette addiction in Turkey is expected to drop another 5-10 percent, said Korbey. He went on to say: "These warnings have helped to raise the level of discomfort in addicts. According to things I've heard, some people are even transferring their newly bought cigarettes into old packets they've saved from before. The number of people using cases that hide their cigarette packets has risen too. Some people are apparently using paper to hide the written warnings on the packets. These are all important things, because it means we are making the addicts uncomfortable."
Also, the reduction in the appearances of cigarettes in films and television series is an important factor in the struggle. Let's not forget that when something stops being important, that's where the danger begins. The trickiest strategy that's employed by cigarette companies is to make smoking look completely normal. This is why the method employed by the "Valley of the Wolves" show was so important. It sent a message to peoples' sub-consciences, telling them how dangerous cigarettes really are."
'Smoking start-up age is very young':

Korbey also stressed that despite all the legal blockages and despite campaigns aimed at informing citizens of the dangers, the start-up age for smoking is still very young in Turkey. Noting that this start-up age has fallen to below 10 for a certain sector of society in Turkey, Korbey said: "The average age of children who are known to smoke cigarettes by their immediate circles is now 10. But there are some children who hide the fact that they smoke."
Ubeyd Korbey also points to the dangers inherent in passive, or second-hand smoking, noting that passive smokers' health is also greatly endangered by smokers in their midst. Korbey also noted that 1 in 10 people who die as a result of cigarettes are passive smokers rather than active addicts.
"Babies are introduced to cigarettes while still in their mothers' wombs. As they receive the nutrition they need during those nine months, they are also being poisoned," he said. "Babies are also damaged greatly by cigarette smoke during colder winter months like November, December, January, February, and March, when doors and windows are not opened as frequently to outside air. This is so harmful that it can even damage the brain's development. The average number of people who are killed by cigarettes in a 10-day period is equal to the number of people who die in one year from traffic accidents."  
Did you know this?:

In the United States, the affixing of written warnings saying "Cigarettes are harmful to your health" to cigarette packets began in 1964. And later on in the century, a series of grim illnesses and deaths in people who starred in cigarette ad campaigns underscored the need for action on the smoking front. In 1995, David McLean, who was famous for posing on a horse as a cowboy with a newly lit cigarette dangling from his lips -- in a photo which became the world's most famous cigarette ad -- died of lung cancer. Another model, Wayne McLaren, who was also famous for his cigarette ads, also died of lung cancer in 1992. Famous "cigarette cowboy," David Miller Jr., also became sick and died of emphysema, as a result of smoking, in 1987. (Turkish Daily News)
10.03.2006

SAN MARINO:
UN AMBASCIATORE
 IN TURCHIA

Girelli

Pervenuto il gradimento nella persona del prof. Giorgio Girelli presidente del Conservatorio musicale "Rossini" di Pesaro e già direttore al Senato.

Giorgio Girelli è il nuovo ambasciatore della Repubblica di San Marino in Turchia, il primo nella storia delle relazioni tra i due Stati. Libertà e pace sono i grandi valori di cui da secoli è portatrice la Repubblica del Titano. E' un buon segno che le sue relazioni si rafforzino in aree territoriali tanto delicate della vita internazionale. Complessi e articolati sono state le trattative ed i passaggi che hanno condotto a questo risultato. Il 12 luglio 2005 la Turchia e la Repubblica di San Marino hanno firmato un trattato con il quale, tra l'altro, sono state elevate a rango di ambasciate le rispettive relazioni. Quindi il 19 settembre il Consiglio Grande e Generale della Repubblica di San Marino ha ratificato il Trattato. Poi si è passati alla fase attuativa, con la nomina, il 31 ottobre dello scorso anno da parte del Congresso di Stato (cioè il Governo), di Giorgio Girelli ad ambasciatore presso la Repubblica di Turchia. Quindi la Commissione Esteri del Parlamento sammarinese ha ratificato la nomina, consentendo al Governo del Titano di richiedere il gradimento alla Turchia, la quale ha ora comunicato al Segretario di Stato per gli Affari Esteri della Repubblica di San Marino di "avere l'onore di informare che il Presidente della Repubblica di Turchia Ahmet Necdet Sezer, in data 24 febbraio 2006, ha espresso il gradimento per la nomina di Giorgio Girelli ad ambasciatore della Repubblica di San Marino".
Dopo il giuramento dinanzi ai Capitani Reggenti, assai presto l'ambasciatore Girelli si recherà ad Ankara, per presentare le lettere credenziali al presidente Ahmet Necdet Sezer. "San Marino non dispone né di petrolio né di eserciti - ci ha fatto presente il neo-ambasciatore - ma può svolgere un ruolo forte e credibile per i valori di libertà e di pace che dal tredicesimo secolo propone al mondo, nonché pure in tema di rapporti culturali, turistici ed economici che possono interessare San Marino, ed anche i territori vicini alla Repubblica".
Un nuovo e prestigioso ruolo, dunque, per Girelli, che si aggiunge ad un curriculum che lo ha visto, tra l'altro, presidente di gruppo consiliare in regione, direttore al Senato, nonché presidente del Conservatorio "Rossini".
10.03.2006

 

SOSPETTO ATTENTATO SUICIDA, TRE MORTI

Sedici i feriti. E' avvenuto a Van nell' est dell'Anatolia. La notizia diramata dal vice-governatore locale, Mustafa Yaruz.

Tre persone sono rimaste uccise e 16 ferite in un sospetto attentato bomba suicida a Van, nell'est curdo della Turchia . Lo ha reso noto il vice governatore locale, Mustafa Yavuz. Inizialmente, fonti della sicurezza a Van avevano detto che le morti erano state causate dall'esplosione di una bomba lanciata contro un veicolo della polizia municipale parcheggiato di fronte ad un centro sportivo nei pressi del ufficio del governatore. Il vice governatore, pero', ha spiegato all'agenzia stampa Anatolia che si sospetta che dietro all'esplosione ci sia un kamikaze. La polizia - ha aggiunto Yavuz - ha identificato due delle vittime e sta indagando sull'identita' della terza, che si trovava vicino al veicolo al momento dell'esplosione e il cui corpo e' stato mutilato dall'impatto. Quattro dei feriti - ha concluso - sono in gravi condizioni. (Ansa-Afp)
10.03.2006

UCCISI DUE POLIZIOTTI, ALTRI 4 FERITI

 

L'attentato -  ad opera della organizzazione terroristica del Pkk - avvenuto a Batman.

Due poliziotti turchi sono stati uccisi in un'imboscata tesa da militanti dei separatisti del PKK alla loro macchina nella principale città curda del sud-est del Paese, Batman. Lo ha reso noto la polizia, citata dall'agenzia <Anadolu>.
Quattro altri poliziotti che si trovavano nella macchina sono rimasti feriti e sono stati portati in ospedale.
Ankara attribuisce al PKK la morte di più di 30.000 persone da quando il gruppo separatista iniziò la lotta armata per uno Stato curdo indipendente nel sud-est della Turchia nel 1984.
Il PKK è classificato come organizzazione terroristica dall'Unione Europea e dagli Stati Uniti. (Ansa-Reuters)
10.03.2006

LIRA TURCA
LA RIVALUTAZIONE
E' UN PROBLEMA

Lira_turca

Per l'ex ministro delle Finanze, Kemal Dervis, a risentire della moneta - troppo apprezzata nei confronti del dollaro e dell'Euro -  potrebbe essere l'economia del Paese. Alcuni consigli.

Nell' ambito di un noto programma televisivo, l' autorevole ex-ministro delle Finanze nonché attuale n. 1 dell' Undp, Kemal Dervis, ha sottolineato non solo gli sviluppi positivi dell' economia turca negli ultimi 2 anni come la riduzione dell' inflazione, ma si è detto anche preoccupato in merito al forte apprezzamento della Lira Turca nei confronti del dollaro e dell' euro. Tale apprezzamento - secondo Dervis - sta provocando un impatto negativo non solo sui consumatori, ma anche nei confronti del sistema industriale turco che sta perdendo in competitività rispetto ad altri Paesi, soprattutto sul versante dell' export.
Dervis ha fatto presente infine che il Governo dovrebbe imporre sia una tassazione sul flusso dei capitali dall' estero, allo scopo di "frenare" questo fenomeno incontrollato che sta danneggiando gli imprenditori locali, sia spingere affinché il PIL nazionale si sviluppi a un tasso superiore al 5% annuo per sostenere l' occupazione e l' economia complessiva della Turchia. Sul versante del governo invece, il Ministro dell' Economia nonché Capo Negoziatore della Turchia presso l' UE, Ali Babacan, ha nuovamente evidenziato i successi del proprio Governo, soprattutto sul fronte della lotta all' inflazione (al 7% circa) e all' avanzo primario di bilancio, che quest' anno risulterà superiore al 7%. Secondo Babacan entro 2/3 anni la Turchia rientrerà pienamente nei criteri di Maastricht, soprattutto per quanto attiene il rapporto Deficit/Pil. (Ice Istanbul)
10.03.2006

UN MERCATO IN RAPIDA CRESCITA
CON UNA IMPRENDITORIA DINAMICA

Economia_turca_in_espansione

La Turchia - definita anche la "piccola Cina" - ha saputo ritagliarsi il ruolo di crocevia naturale tra Asia centrale, Medio Oriente e Nord Africa. Una forza lavoro di qualità a costi contenuti. La fornitura di impianti e l'aggiornamento tecnologico restano il cuore della cooperazione economica con L'Italia.

Tra le più dinamiche economie emergenti, la Turchia si è affermata grazie all'opera di risanamento e alle coraggiose riforme strutturali che hanno convertito il Paese euro-asiatico in un mercato aperto agli scambi con l'estero. Ormai vicino ai modelli occidentali, con un netto miglioramento del tenore di vita, la Turchia ha saputo ritagliarsi il ruolo di crocevia naturale tra Asia centrale, Medio Oriente e Nord Africa. Una piattaforma distributiva nell'area euro-mediterranea. I rapporti commerciali con l'Italia, terzo Paese fornitore dopo la Germania, si mantengono intensi e orientati alla crescita. Nell'ultimo decennio, l'export italiano è passato dai 2.7 miliardi di euro a oltre 5.7 miliardi nel 2004, contro un balzo di appena il 20% registrato nel 2003. Porta di accesso strategica ai nuovi mercati, la Turchia rappresenta per l'export italiano il primo tra i mercati di sbocco emergenti (2.3% del totale), davanti a Russia e Cina dove ancora non raggiunge il 2%. I vantaggi che la Turchia offre sono numerosi. La "piccola Cina" è un mercato in rapida crescita con un'imprenditoria dinamica e una forza lavoro di qualità a costi contenuti. Può vantare una politica doganale equiparata all'Europa nonché normative accomodanti che incentivano gli investimenti stranieri. La fornitura di impianti e l'aggiornamento tecnologico restano il cuore della cooperazione economica con l'Italia. Le esportazioni italiane si concentrano sulla meccanica della quale la Turchia è un importatore netto: il 26% del nostro export riguarda questo settore che coinvolge tutti i comparti dell'economia turca (metalli, imballaggio, pelli, calzature, tessile, auto, legno). Nei prodotti chimici poi, l'Italia detiene una quota del 15%, in forte aumento dal 2003. Anche nel settore dei mobili, le imprese italiane sono le più importanti fornitrici del mercato locale per la rapida crescita della domanda di prodotti di pregio. Persino in campo alimentare, le variazioni nei consumi locali derivate dai mutati stili di vita, hanno reso il mercato sempre più profittevole per l'Italia, vini in testa. Restano molte opportunità per gli investitori italiani, specie nel settore delle infrastrutture, come porti, ferrovie e gasdotti, che attraverso la Turchia dovranno transitare dai giacimenti del Medio Oriente per raggiungere i porti del Mediterraneo. (La Repubblica/Affari & Finanza)
10.03.2006

 

FRIULI VENEZIA GIULIA-TURCHIA:
AL VIA IL " PONTE PER L'EUROPA"

La_sede_della_Camera_di_Commercio_di_Trieste

Il progetto avviato dalla Camera di Commercio di Trieste - in collaborazione con quelle di Gorizia, Pordenone ed Udine nonché con la Regione - per sviluppare e rafforzare la collaborazione economica. Un convegno sul tema giovedì 23 marzo prossimo. Per maggiori informazioni andare sul sito www.ts.camcom.it  

La Camera di Commercio di Trieste, in collaborazione con le Camere di Gorizia, Pordenone e Udine e d'intesa con la Regione, ha avviato il progetto "Friuli Venezia Giulia - Turchia: un ponte per l'Europa", finalizzato a sviluppare e rafforzare la collaborazione economica fra il Friuli Venezia Giulia e la Turchia.
Attraverso azioni di informazione, di assistenza e di consulenza alle imprese, si intende favorire e facilitare il processo di internazionalizzazione delle aziende regionali verso il mercato turco, estremamente dinamico e altamente strategico.
Il clou del progetto sarà costituito dalla missione imprenditoriale regionale in Turchia, nel mese di settembre 2006, con l'organizzazione di visite aziendali e di incontri personalizzati con potenziali partner turchi adeguatamente pre-selezionati.
L'iniziativa è finanziata dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia attraverso la L. R. 1/05, art. 6 lett. c 101. Sul tema, giovedì 23 marzo, con inizio alle 15.00, si terrà un convegno nella Sala Maggiore della Camera di Commercio di Trieste (www.ts.camcom.it). (Trend online)
10.03.2006

INSTALLATO
IL RADAR "MESA"
SUL 737 AEW&C

Radar_Mesa_sul_primo_737

Si tratta di un sistema multiruolo a scansione elettronica del quale usufruirà i benefici il primo dei quattro <Boeing> del programma "Peace Eagle" delle Forze aeree turche. La consegna dovrebbe completarsi entro la fine del 2008. Il velivolo è fornito di capacità di rifornimento in volo e di sistemi di comunicazione.

<Boeing> ha installato il radar multiruolo a scansione elettronica "Mesa" (Multi-mode Electronically Scanned Array) sul primo dei quattro <Boeing 737 Aew&C> (Airborne Early Warning & Control) del programma Peace Eagle delle Forze aeree turche. Realizzato da <Northrop Grumman>, il "Mesa" è stato concepito per abbinare in modo ottimale portata, precisione e capacità di tracking. Pesa oltre tre tonnellate e misura 10.8 metri in lunghezza e 3.4 metri in altezza; può tenere sotto controllo simultaneamente bersagli a terra e in mare e aiutare l'operatore a controllare aerei con prestazioni avanzate mentre fa una scansione costante dell'intera area operativa. La consegna alla Turchia dei quattro <737 Aew&C> dovrebbe completarsi entro la fine del 2008. Anche l'Australia ha scelto questo velivolo per il suo programma Wedgetail. Le consegne dei sei esemplari ordinati inizieranno quest'anno e si concluderanno nel 2008. Il sistema da allerta precoce e controllo <Boeing 737 Aev&C> è basato sull'abbinamento di una cellula di 737-700 con peso massimo al decollo aumentato e di un radar "Mesa" dotato di un sistema integrato di identificazione amico/nemico. Dotato di un'architettura aperta per consentire aggiornamenti costanti, il <737 Aew&C> è fornito di capacità di rifornimento in volo, di sistemi di comunicazione a lungo raggio e di auto-protezione da guerra elettronica. (Age)
10.03.2006


<UNICREDIT>
DA' FIDUCIA
ALLA TURCHIA

Unicredit

L'istituto di credito italiano è già partner della <Koc Financial Services>. Un rapporto del Fmi che ha analizzato lo sviluppo del Paese la cui congiuntura è molto favorevole e tale da attirare capitali stranieri.

Italian Banking Group UniCredit, which is also a partner of Koç Financal Services, stated that Turkey's credit notes are expected to be increased following the third review of the International Monetary Fund (Imf).
In a report, which evaluates the developments in Turkey and Europe, published by UniCredit, it was stated that in Europe the Rising European Market which includes Turkey, was proper for the rising markets, adding that Turkey and Russia much benefited from these conditions owing to their economic performances. The report stressed that Turkish Eurobonds became attractive due to proper conditions in the global economy and positive developments in the Turkish economy, adding that within current conditions, the performance of the Turkish Eurobonds would be very good. Stressing that the current accounts deficit, which is considered one of the risks in the economy, increased especially due to the effect of the foreign trade deficit, the report stated that foreign trade deficit increased due to the increase in global good prices.
The report stressed that Turkey was negatively affected by the increase in the good price especially raw material, adding that Turkey's oil and oil related bill was Usd 6,8 billion last year. The report said that Turkey attracted foreign capital more than ever and that privatization was one of most important factors in foreign capital inflow.
It was stated that foreign capital was 71% of the current accounts deficit and that there was no need for an additional debt since the deficit could be financed.
Touching on the reasons of the current accounts deficit, the report stated that the increase in the deficit wasn't due to strong Ytl, but increased intermediate and investment demand due to economic growth and high good prices increased the deficit. The report stated that good prices and the wage increases in the services sector could affect inflation, but that interest rates would continue to be important in reaching inflation target and controlling price increases. (
The New Anatolian)
10.03.2006

 

LA <FIAT> DIVERSA

Sergio_Marchionne

Si tratta di un auto a basso costo che probabilmente verrà costruita in Turchia ma circa la quale - come ha spiegato l'a.d Sergio Marchionne - il "progetto deve essere ancora approvato".

"Il ruolo che svolgo mi consente di verificare come sta cambiando l'attenzione di tutta l'industria dell'auto verso la <Fiat>. Ora siamo noi a essere interessanti per tanti costruttori e non è più, come due anni fa, quando dovevamo andare a bussare alla porta di tutti". Lo ha detto a <Il Giornale> Alfredo Altavilla, manager a cui l'amministratore delegato di <Fiat>, Sergio Marchionne, ha affidato la responsabilità delle alleanze industriali.
"All'estero - ha proseguito - ci rispettano, soprattutto per l'atteggiamento di umiltà che caratterizza la squadra, insieme alla fame di risultati. Non esistono più supponenza e arroganza". Fra i nomi di aziende con le quali fino a poco tempo fa sarebbe stato difficile trattare, Altavilla fa quello di <Ford>, "la collaborazione con loro è emblematica" e "siamo fieri di questo accordo". Alla domanda se la futura automobile a basso costo italiana nascerà in Turchia, Altavilla ha sottolineato che "il progetto deve essere ancora approvato". (Milano Finanza)
10.03.2006

UN MERCATO BUONO

E' quello turco per quanto riguarda la produzione di macchine per il movimento terra sul quale punta il presidente di <Comamoter>, Enrico Tonetti.

La produzione di macchine per il movimento terra è cresciuta dell'8.8% nel 2005, raggiungendo i 3.4 miliardi di euro in valore e per il 2006-2007 è atteso un ulteriore incremento: del 4.5% quest'anno e del 3.4% il successivo. Il nuovo presidente di <Comamoter> (Costruttori macchine movimento terra), Enrico Tonetti, ha illustrato, i risultati 2005 e le aspettative per il futuro. Trainante l'andamento dell'export che, l'anno scorso, è aumentato del 16.6%, per un valore di oltre 2 miliardi, mentre per quest'anno e il prossimo è atteso in frenata, anche se sempre positivo rispettivamente del 7.6% e del 2.4%. "I mercati su cui puntiamo - ha detto Tonetti - sono l'Est Europa e la Turchia". (Radiocor)
10.03.2006

 

BENETTON: LA TURCHIA
SPINGE
LE STIME DEGLI UTILI

Benetton

I conti a tinte vivaci del gruppo italiano grazie anche al "significativo contributo" dei Paesi del bacino mediterraneo.

Conti a tinte vivaci per <Benetton Group>: sono previsti ricavi 2005, che verranno esaminati e approvati dal consiglio di amministrazione del 30 marzo, in crescita del 3.6% a 1.76 miliardi di euro, mentre gli utili netti sono attesi a circa il 6,3% del fatturato; a Piazza Affari il titolo trae linfa dall'andamento positivo dei conti e prende il volo, segnando un rialzo fino a oltre il 7%, a 11.45 euro, alle 16.30 del 3 marzo.
La congiuntura positiva è legata, secondo una nota del gruppo di Ponzano Veneto, alla dinamica dei nuovi ordini delle collezioni autunno-inverno, migliori del previsto, ma anche "al significativo aumento dei volumi e a un mix di prodotto che punta alla crescita degli accessori e di segmenti di collezione ad alto valore unitario". In evidenza il "significativo contributo" dei Paesi del bacino del Mediterraneo, inclusa la Turchia, e del mercato sud-coreano. Per il 2006 <Benetton> prevede un incremento dei ricavi consolidati almeno pari a quello del 2005 grazie "al significativo aumento dei volumi e un mix di prodotto che punta alla crescita degli accessori e di segmenti di collezione ad alto valore unitario", un Ebit nell'ordine del 9,5-10% dei ricavi consolidati e un utile netto attorno al 6,5 per cento. Per il 2006, prosegue la nota, è atteso un ulteriore miglioramento delle performance economiche dei negozi a gestione diretta: Benetton prevede di crescere sui mercati del Mediterraneo, Europa dell'Est, Corea del Sud, Cina e India. (Il Sole24Ore)
10.03.2006

 

LA FIERA "EXPO
GATEWAY TO IRAQ"
A GAZIANTEP

Un_centro_commerciale_a_gaziantep

L'evento, organizzato congiuntamente dal 7 all'11 giugno dai Governi di Ankara e di Baghdad, al fine di promuovere l'attività commerciale nella zona a sud della Mesopotania. Utili informazioni per chi volesse prendere parte alla manifestazione. Un vice-segretariato della Camera di Commercio locale.

Si svolgerà a Gaziantep, dal 7 all'11 giugno 2006, la Fiera "Expo Gateway to Iraq", un evento congiuntamente organizzato dai Governi iracheno e turco al fine di promuovere  l'attività commerciale in Iraq. Per chi volesse prendervi parte si allega in bacheca una nota informativa nonché il nominativo del vice-segretario Generale della Camera dell'Industria di Gaziantep, punto di contatto per informazioni sulle modalità di partecipazione e disponibilità degli stand.

EXPO GATEWAY TO IRAQ
7th-11th JUNE 2006
M1 TEPE GSO
FAIR AND CONGRESS CENTER 

 

MEETING POINT GAZİANTEP...
The present situation in Iraq and security problems naturally made it necessary to make this organization out of Iraq. As a result of the meetings made with the authorities of the Ministry of Trade of the Republic of Iraq, it was decided to organize the fair in Gaziantep / Turkey. 
This fair bears the importance of being the first fair organized jointly by the Government of Iraq outside the borders of Iraq.
GAZIANTEP WITH THE PRIZE OF "BRAND CITY"...
Gaziantep where 832 brand applications were made in 2005 is now a city, which is known with its industry and world-wide famous brands. Gaziantep, which broke a record with 39,5 % of increase in the city level by passing 22,7 % of the Turkey's average increase (16,8 %) in exportation, was deemed to deserve being the first by the international jury unanimously with "Brand City Gaziantep Project" at the final stage of the competition organized within the framework of World Congress of Chambers in the year 2005.     
Gaziantep, which is a city located on the route of ancient Silk Road, today has an important position in trade with both Iraq and the other neighbouring countries. During the fair Iraq's wind will blow in Gaziantep, which has the necessary infrastructure for such an international organization. The distance between Gaziantep to Aleppo is approximately 130 km. by highway and it takes 2 hours. It is doubtless that this wind will build new relationships like embroidery. 
The companies, which will participate from the foreign countries to the fair where a significant number of participation is expected from Turkey, will be able to make commercial relations with the Turkish companies as well as the Iraqi companies.  
While the fair is organized jointly by Iraq Ministry of Commerce, State Company for Iraqi Fairs, Gaziantep Chamber of Industry and Forum Fairs it is supported by the Undersecretariat of Foreign Trade and Turkish Union of Chambers and Stock Exchanges.  
THE ORGANIZATION IS IN M1 TEPE FAIR CENTER ...
The fair will be held in M1 Tepe Fair Center, which is one of the biggest centers of Gaziantep. The fair, which will be realized with the supports of the Ministry of Trade of the Republic of Iraq, Chamber of Industry of Gaziantep and Undersecretary of Foreign Trade under the Prime Ministry of the Republic of Turkey, will be organized on a closed area of 25.000 m² and an open area of 20.000 m². More than 25 countries are expected to participate in the fair. 
VISITOR ORGANIZATION FROM IRAQ...
Ministry and high level purchasing delegations from Baghdad will come to visit the fair with the organization of the Ministry of Trade of Iraq during the fair. In addition more than 3000 businessmen delegations from the neighbouring countries will also visit the fair.  
"BILATERAL BUSINESS MEETINGS" AND "WORKSHOPS" ..
Bilateral business meetings will be organized with the coming delegations in particular sectors. Both Turkish and Iraqi official authorities will be present during these meetings. The companies participating in the fair will benefit from the bilateral meetings for free. Any company may realize workshops within the framework of these meetings provided that they get prior permission and are in suitable sectors. 
PRODUCTS TO BE EXHIBITED IN THE FAIR 

  • Food products, food technologies and related industries; 

Legumes, cereals, wheat for bread, flour, tomato paste, tea, sugar, candies, frozen food, biscuits, chocolate, olive oil, margarine, yeast, spices, fresh fruit and vegetable, dry fruit and vegetable, shelled fruits, dried fruit, alcoholic and non-alcoholic drinks, packaging machinery, food machinery, mill, agricultural machinery, cooling machinery, freezing machinery and irrigation machinery.  

  • Durable consumer goods; 

Home textile products, home and office furniture, carpet, plastic table, chairs, kitchen goods, hotel equipment, refrigerator and washing machine. 

  • Machines and equipment; 

Work machines, manufacturing machines, mill machines, wood processing machines, metal processing machines, welding machines, spare parts for machines, door-window woodwork machines, hydraulic machine equipment, crane and conveyor bands, water pumps, compressor and air conditioner. 

  • Textile and clothing products; 

Clothes for women, men and children, socks, underwear, shirts, trousers, cloth, trainers, shoe material and accessories, products having leather as raw material and qualified leather products. 

  • Sanitary and cosmetic products; 

Soap, detergent, hygienic products, various cosmetic products. 

  • Building material and construction; 

Contracting and engineering services, building material, petroleum-natural gas industry equipment and railroad material. 

  

  • Health tools and devices; 

Medical devices, orthopedic products, medical material, hospital equipment and ambulance. 

  • Education tools and equipment; 

Stationery material such as notebook, pencil, etc., papers, school tools and office tools. 

  • Energy material and equipment; 

Telecommunication equipment, electricity posts, transmission lines, lighting elements, cables, generator, power transmission systems, bush-current switches, fuse, outlets and plugs. 

  • Automotive and automotive related industries; 

Automobile, bus, minibus, truck, pickup, all kinds of products for the related industries for automobiles, automobile accessories, automobile equipment, tractor and trailers, inner and outer wheels. 

  • Electricity, electronic, computer, IT, telecommunication and information; 

Electronic tools (TV, video, music set), computer and computer equipment, telephone and telephone centrals, mobile phones and mobile phone accessories. 

Participation Fee for the Fair and Way of Payment 

Indoor fee for square meter: 

·        Entrance Floor: 

USD 200 + VAT 

  • Lower Floor : 

USD 160 + VAT 

  • Tent: 

USD 120 + VAT

(If no stand is demanded in the closed area, USD 10 will be deducted from m² fee) 

·        Outdoor fee for square meter: 

USD 80 + VAT 
The smallest stand is 12 m² in the closed area and 50 m² in the open area.  
40 % of the participation fee shall be paid upon signature of the contract; and the remaining 60 % shall be paid until the opening date of the fair. 
Bank accounts to make the payments:
BANK                                                                                              YTL ACCOUNT     USD ACCOUNT 
Fortis bakanlıklar şb. (206)                                     30421-2832         30103-0474
SERVICES INCLUDED IN THE PARTICIPATION FEE

A)    In Closed Area;

a)      Stand construction on the area mentioned in the contract,

b)     Lightening the stands with a spot for each 3 m², carpet, 1 table, 2 chairs, 1 waste bin, electric socket, 1 ashtray and frontal signs; for the stands above 18 m² 1 table and 2 chairs will be given in additional.

B) In Open Area;

a)      Fencing around the area, 

b)     Provision of 220 volt Power for the hired area (380 volt be given additionally upon payment),

c)      General lightening.

C) For All Participants;

a)      General cleaning on the fair ground (cleaning inside the stands is the responsibility of the PARTICIPANT),

b)     General security on the fair ground (security of the stands during the fair is the responsibility of the PARTICIPANT),

c)      Making the obligatory insurances in accordance with the fair regulation

d)     Information about the firms in the fair catalogue,

e)      Participant cards and vehicle entrance cards,

f)       Promotion of the fair by the press and the open air advertisement

g)     Fair catalogue for each participating company. 
ADDITIONAL MATERIAL AND SERVICES
The services to be demanded except from the goods and services included in the participation fee re subject to additional fee.
CATALOGUE FOR PARTICIPANTS
Fair catalogue will be prepared in order to be submitted to the official delegation, purchasing delegation, fair participants, participants of the bilateral meetings and to the visitors. This catalogue will