Arretrati 

Anno 7° N.8

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SVILUPPI INDESIDERATI

Il_portavoce_del_Governo_turco_Cemil_Cicek

Il portavoce del Governo turco ha consigliato Teheran di accettare le ispezioni internazionali sulle sue attività nucleari.

La Turchia ha ribadito la necessità e l'urgenza che Teheran accetti le ispezioni internazionali sulle sue attività nucleari aggiungendo che, in caso contrario, ''ci potrebbero essere sviluppi indesiderati''.
''Se Teheran non accetterà le ispezioni internazionali potrebbero accadere sviluppi indesiderati'', ha dichiarato il portavoce del Governo turco, il ministro della Giustizia, Cemil  Cicek citato dal giornale filoislamico <Yeni Shafak>. (Ansa)
04.03.2006

ESERCITAZIONI CONGIUNTE

Unità_turca_in_esercitazione

 

Navi da guerra russe e turche hanno manovrato insieme per due giorni sviluppando un tema addestrativo di battaglia di incontro. La visita ad Istanbul dell'ammiraglio Vladimir Masorin.

L'ammiraglio_russo_Vladimir_MasorinNavi da guerra russe, tra cui un incrociatore lancia missili, hanno iniziato una esercitazione congiunta con navi della marina militare turca. L'incrociatore Moskva (lo stesso su cui a Taormina dopo il vertice Nato è avvenuto l'incontro tra il ministro della Difesa russo, quello italiano e il segretario generale della Nato, ndr), un nave da sbarco e una nave appoggio della flotta russa del Mar Nero hanno lasciato il porto russo di Istanbul per iniziare le manovre dopo avere concluso la loro visita nella città.
Alla esercitazione hanno preso parte parte due fregate e due lanciamissili turchi. Secondo il portavoce della Marina russa, Igor Dygalo, durante i due giorni di attività le navi russe e turche si sono esercitate nello scambio di comunicazioni, hanno manovrato congiuntamente e hanno sviluppato un tema addestrativo di battaglia d'incontro. Il comandante in capo della marina russa ammiraglio Vladimir Masorin, che ha concluso la sua visita in Turchia, ha osservato le attività a bordo dell'incrociatore Moskva. Durante la sua visita Masorin ha discusso con la sua controparte ulteriori opportunità di cooperazione tra le due marine. (Fa/Pagine di Difesa)
04.03.2006

 

UNA VISITA IMPORTANTE

Benedetto_XVI

 

Così l'ha definita, in una intervista all'Ansa, l'ambasciatore Ugur Ziyal circa quella che compirà Benedetto XVI in Turchia. 

L'ambasciatore_turco_Ugur_ZiyalIl viaggio di Papa Ratzinger in Turchia, fissato per il prossimo novembre, aiuterà Ankara nel suo cammino verso Bruxelles. Ne è certo l'ambasciatore della Turchia in Italia, Ugur Ziyal, che in una intervista all'Ansa parla del significato della visita papale. ''Personalmente penso 
che il viaggio del Papa sarà molto positivo e darà un contributo molto importante sia per il rapporto tra Turchia e Vaticano sia per il dialogo tra le religioni. Siamo una società multiculturale con una presenza crescente di cristiani'', ha affermato il diplomatico che ha aggiunto: ''Ritengo che questa visita ci porterà una maggiore attenzione da parte dell'Unione Europea. Ci sono molti pregiudizi ed errori comuni su di noi, come la convinzione che si applichi la sharia in Turchia. Ma in realtà con la nascita della Repubblica abbiamo fatto una scelta per la democrazia e la modernità''.
Il rappresentante del Governo Erdogan sottolinea che la Turchia può avere un ruolo importante nello ''scongiurare lo scontro tra le civiltà''. Massimo impegno, dunque, nella lotta al terrorismo. Poi il diplomatico accennando al recente assassinio del sacerdote italiano avvenuto a Trebisonda, ribadisce che si è trattato di ''un atto criminale individuale e non è stato frutto di un movimento di massa''.
''Certo molti musulmani in Turchia si sono sentiti offesi per le vignette su Maometto ma le proteste sono state pacifiche e si sono svolte in un clima democratico'', ha spiegato. ''Non credo che ci sarà nessuna influenza o pressione di movimenti islamici sul nostro Governo. Certo gli estremisti ci sono sempre, ma sono sicuro che tutte le misure di sicurezza saranno prese'', ha concluso il diplomatico. 
''Agli occidentali possiamo sembrare asiatici, ma agli asiatici diamo l'impressione di essere molto occidentali. In realtà il posto della Turchia è sempre stato in Europa'', ha concluso l'ambasciatore a margine della tavola rotonda ''La Turchia e l'Europa'' svoltasi alla Fondazione Europea Dragan. (Ansa)

Colloquio del diplomatico con un collaboratore della rivista <L'Attualità>.

Lo scorso 3 ottobre 2005 sono iniziati i negoziati per l'adesione della Turchia all'Unione europea. Non sono mancate le critiche né un certo scetticismo, ma quanto si sa veramente di questo Paese? Non è raro che i luoghi comuni e le prese di posizione, spesso a sfavore, si basino su una non corretta informazione. S.E. Ugur Ziyal, ambasciatore di Turchia in Italia, rispondendo ad alcune domande ci ha fornito degli interessanti spunti di riflessione.
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Dall'inizio dei negoziati, cosa sta facendo il Governo per soddisfare i requisiti necessari per l'adesione?
 
Come sa la Turchia ha iniziato i negoziati con l'Unione europea. Per poter arrivare a ciò sono state realizzate da parte del governo ampie riforme interne, avendo come riferimento i criteri di Copenhagen per quanto riguarda il sistema politico-legale, quelli di Maastricht per il sistema economico. Queste riforme sono state condotte con pieno successo, tanto che l'Unione europea ha preso la decisione di iniziare con la Turchia i negoziati di adesione. Vorrei sottolineare che il processo delle riforme è tuttora in corso, non è finito con l'inizio dei negoziati e penso che non terminerà neanche con la piena adesione all'Unione, si tratta di un processo in costante evoluzione. Le riforme sono state radicali nel Governo, nella burocrazia e nel sistema giudiziario, si è provveduto inoltre ad un aggiornamento di tutto il personale della Pubblica Amministrazione sulla nuova legislazione vigente in Turchia. Direi che rispetto al passato si può notare un certo miglioramento e comunque questo processo continuerà in ogni caso perché siamo convinti che ciò sia la cosa giusta per il Paese ed inoltre la gente lo ha accolto in maniera positiva. Tutto procede per il meglio anche nel settore economico, infatti siamo riusciti a ridurre notevolmente il tasso di inflazione e entro due anni avremo soddisfatto i criteri di Maastricht. La Turchia ha un'economia di mercato funzionante, in grado di competere con l'Europa in ogni aspetto della vita economica. Questa è la situazione e credo che le cose nel Paese andranno avanti in maniera positiva. La Turchia, anche in considerazione dell'area geopolitica in cui si trova, deve lavorare duramente per la stabilità e la sicurezza, necessarie per garantire la continuità dello sviluppo dell'economia e della democrazia, in ciò è fondamentale l'aiuto dei nostri amici europei, con il loro incoraggiamento, con una critica costruttiva, ma anche attraverso uno sforzo comune.
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La Turchia può essere considerata  un "ponte" tra diverse culture e civilta?   
Da sempre, nel corso della storia,  l'Anatolia è stata una terra di passaggio da est ad ovest, da ovest ad est, da nord a sud e da sud a nord. Le civiltà, in Anatolia, risalgono alla preistoria, qui probabilmente hanno avuto origine i primi insediamenti stabili, sono sorti e tramontati diversi imperi. Oggi noi siamo gli eredi di tutte queste culture. Nell'attuale Turchia sono presenti numerosi gruppi etnici, come i bosniaci, gli albanesi, gli arabi, i greci, gli armeni, gli afgani, ultimamente assistiamo ad fenomeno di sempre maggiore immigrazione da parte di europei, in particolare tedeschi e scandinavi. In questo Paese, prevalentemente popolato da musulmani, hanno avuto, e continuano ad avere, pieno sviluppo la democrazia e le istituzioni democratiche. Abbiamo una certa sensibilità nel comprendere società differenti, in quanto parte del nostro patrimonio culturale, siamo quindi capaci di dare il nostro contributo nel tentativo di  colmare il divario tra diverse culture. E' necessario imparare ad accettare e rispettare le reciproche differenze, e proprio nella promozione del dialogo tra civiltà hanno deciso di impegnarsi in maniera congiunta il Premier turco e quello spagnolo, inoltre la Turchia lavora, insieme all'Italia e allo Yemen, per l'attuazione del Piano a sostegno dello sviluppo delle riforme democratiche nei Paesi del Medio oriente. A questo proposito noi crediamo che i cambiamenti non possano essere imposti alla società, ma che debbano essere graduali. In questo processo la Turchia avrà un ruolo determinante quando sarà membro dell'Unione, ma già adesso sta dando un contributo notevole, anche in considerazione agli sforzi fatti nel caso della crisi delle vignette. Abbiamo sempre sostenuto la libertà di stampa come uno dei principi cardine della democrazia, ma la libertà andrebbe utilizzata sempre con una certa responsabilità. Credo, comunque, che non vi sia stata alcuna intenzione di provocare tale scontro. Pensiamo sia giusto mostrare rispetto per i simboli religiosi, ma in caso di protesta non si ha il diritto di usare la violenza.
 
- Quale sarà il ruolo della Turchia, come membro dell'Unione, nella politica di difesa europea?
Sebbene la Turchia non sia ancora membro, ha già un ruolo rilevante nella politica di difesa e sicurezza europea, alla quale ha contribuito a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. In qualità di membro della Nato, la Turchia ha contribuito alla stabilità nella nostra regione, nonché nei Balcani, nel Caucaso e nel Medio oriente. In particolare vorrei ricordare la nostra partecipazione alla missione militare europea "Althea" in Bosnia-Erzegovina, il contributo dato nella crisi in Macedonia, in Congo, abbiamo avuto il comando della missione Isaf in Afghanistan, siamo membri del "EU Battle Group" e stiamo lavorando per diventare membri dell'Agenzia Europea di Difesa e della Forza di Gendarmeria Europea. Credo che, quando sarà membro dell'Unione, la Turchia potrà ulteriormente dare il suo aiuto nella risoluzione di problemi relativi alla sicurezza.
 
- Quali prospettive e sviluppi prevede per le relazioni commerciali tra UE e Turchia
L'Unione Europea è il nostro maggiore partner commerciale, circa il 60-70% del nostro commercio estero è con l'Europa e riguarda principalmente prodotti industriali. Tra i Paesi dell'Unione abbiamo sviluppato un importante rapporto di partnership con l'Italia,  che ha con la Turchia un commercio maggiore di quello che ha con l'India e, se si esclude il settore energetico, con la Russia. L'Italia è il nostro secondo partner commerciale e mi auguro che diventi il primo. In occasione della visita ufficiale del presidente Ciampi in Turchia ho notato il grande interesse economico da parte dei piccoli, medi e grandi imprenditori italiani, che a centinaia hanno partecipato a questa visita. Le piccole e medie imprese sono la spina dorsale sia dell'economia italiana sia di quella turca, sarebbe quindi auspicabile la realizzazione di joint venture tra le imprese italiane e quelle turche, che porterebbe sicuri benefici ad entrambi i Paesi.  Con entusiasmo abbiamo accolto l'arrivo in Turchia delle Banche italiane, che rappresentano un sostegno necessario per gli imprenditori italiani, in particolare i piccoli imprenditori, che decidono di investire in Turchia. Al momento le banche italiane che operano nel nostro Paese sono tre e credo che la loro presenza sia fondamentale per un ulteriore sviluppo delle relazioni commerciali. Quello energetico è un altro importante settore di cooperazione, infatti l'Eni è partner nella joint venture per la realizzazione di <Blue Stream>, il metanodotto per il trasporto di gas naturale destinato al mercato europeo dalle aree dell'Asia centrale e dal sud della Russia alla Turchia. Vedo quindi sviluppi più che positivi ed una crescente e vantaggiosa cooperazione.
 
- Riguardo alle relazioni tra Turchia ed Armenia vi sono proposte da parte turca per un loro miglioramento?
Vorrei sottolineare che la Turchia ha buoni rapporti con tutti i suoi vicini, nessuno escluso, e non tutti sono vicini facili. In passato non abbiamo avuto rapporti buonissimi con molti di loro, ma adesso le cose vanno molto meglio, ciò è dovuto al fatto che non la Turchia, bensì i suoi vicini hanno modificato la loro politica. Prendiamo ad esempio la Siria: da quando la Siria ha espulso Ocalan, i nostri rapporti sono di molto migliorati. L'unico Paese confinante con cui non abbiamo buone relazioni è l'Armenia e questa è un'anomalia, infatti vi è in Turchia una forte presenza armena, ci sono giornali armeni, ancora oggi vengono da noi a lavorare cittadini armeni, che si sentono tutti pienamente a loro agio. La Turchia è stato il primo Paese a riconoscere la Repubblica di Armenia, quando questa ha proclamato la propria indipendenza dall'Unione Sovietica, gli spazi aerei turchi sono aperti a voli per l'Armenia, vi sono incontri di discussione, ma non abbiamo relazioni diplomatiche, sebbene ci piacerebbe averne. Tre sono le questioni che ostacolano l'instaurarsi di relazioni diplomatiche: non vi è mai stato un riconoscimento ufficiale da parte armena della frontiera turco-armena, il conflitto del Nagorno-Karabakh e la richiesta da parte armena del riconoscimento del genocidio. In relazione a ciò i punti di vista sono diversi. Da parte armena vi è la convinzione che il genocidio sia generalmente accettato. A negare il genocidio non sono solo gli storici turchi, ma anche di altre nazionalità.  E' necessario risolvere il problema e forse una soluzione può essere quella di effettuare una ricerca approfondita in tutti gli archivi di possibile interesse, in Turchia e all'estero, quindi successivamente riconsiderare la questione. Questa è stata la nostra proposta all'Armenia, direi però che la risposta non sia stata positiva. In Turchia assistiamo ad un acceso dibattito tra chi sostiene che vi sia stato il genocidio e chi sostiene che non vi sia stato, non vediamo accadere lo stesso in Armenia. (Pietro Fiocchi/L'Attualità)
04.03.2006        
                                                                                                

E' GUERRA APERTA
TRA ERDOGAN
ED I GIORNALISTI

Il_premier_turco_Erdogan

Il premier turco è sceso in campo per difendere il ministro delle Finanze Kemal Unatikam accusato dai mass media di favoritismi personali. Dura reazione del sindacato Tgc.

E' di nuovo guerra aperta tra i giornalisti turchi ed il premier Recep Tayyip Erdogan, noto per i suoi attacchi e le sue querele contro la stampa a lui non favorevole.
L'ultima baruffa è scoppiata mercoledì scorso dopo che Erdogan, difendendo il suo ministro delle Finanze, Kemal Unakitan, da alcune settimane sotto attacco per vari affari non chiari, ha dichiarato che ''la stampa turca produce diffamazioni ed i giornalisti turchi le producono in cambio di benefici''. 
L'Associazione dei giornalisti turchi (Tgc) gli ha subito risposto: ''Le accuse di Erdogan sono una prova del suo approccio maldestro. I suoi commenti sono tutto fuorché seri'' - è detto in una dichiarazione scritta della Tgc, che funge sia da sindacato sia da ordine dei giornalisti.
''Il Primo Ministro deve rispettare la libertà di stampa del popolo turco. Se vi sono davvero dei giornalisti che scrivono in cambio di benefici, Erdogan deve renderne noti i nomi'', conclude la dichiarazione della Tgc.
Nel periodo del suo premierato Erdogan ha spesso apertamente maltrattato alcuni giornalisti ed ha sparato raffiche di querele contro i giornalisti critici verso di lui. E' rimasta famosa una querela contro un disegnatore satirico colpevole di averlo ritratto nelle sembianze di un gatto che cerca di sbrogliare una matassa da lui stesso ingarbugliata. Diversi giornalisti turchi denunciano poi pressioni sulle loro testate giornalistiche da parte del Governo di Erdogan, da loro sospettato di far leva sulle commesse pubbliche alle società appartenenti ai gruppi editoriali e a loro consorelle.
La stampa turca ha riportato nelle scorse settimane varie accuse al ministro Unakitan (un fedelissimo collaboratore di Erdogan specializzato in questioni finanziarie sin da quando curava i conti, anche internazionali, del partito islamico radicale Fazilet, disciolto dalla magistratura nel giugno 2001 per ''attività antilaiche'').
Le accuse ad Unakitan riguardano fatture illegali, la costruzione illegale di una villa, riduzioni fiscali al commercio delle uova liquide (prodotte da un'azienda di proprietà di suo figlio) e le connessioni di sua figlia con la società <Vodafone>.
Queste accuse sono state ritenute fondate anche da un deputato del partito Akp di Erdogan (e dello stesso Unakitan), Turan Comez, che, con una lettera resa pubblica aveva chiesto ministro delle Finanze di dimettersi, ma Unakitan ha risposto di non averne alcuna intenzione.
Erdogan, che protegge sempre i suoi uomini, con le sue pesanti dichiarazioni di mercoledì contro i giornalisti, è decisamente sceso in campo al fianco di Unakitan. (Lucio Leante/Ansa)
04.03.2006

IL "MALVAGIO" SOSTEGNO
Il_metropolita_Christodopoulos

Dura presa di posizione dell'arcivescovo ortodosso greco nei confronti di quei Paesi UE che appoggiano l'ingresso della Turchia in Europa.

Il leader della Chiesa Ortodossa in Grecia, l'Arcivescovo Christodoulos, ha definito ''malvagio'' il sostegno delle nazioni membre dell'Unione Europea all'entrata nel blocco della Turchia. I membri dell'UE a favore dell'entrata della Turchia stanno ''cercando di prevenire un male creando un male ancora più grande'', ha detto Christodoulos a un pranzo ad Atene a cui hanno partecipato i deputati greci del parlamento europeo. Le leadership che appoggiano l'entrata della Turchia - ha aggiunto - sono motivate da ''vedute geo-strategiche e interessi stranieri'' alieni alla mentalità europea. La stessa Grecia sostiene a voce l'ingresso della Turchia nell'UE nonostante decenni di diffidenza e rivalità per il possesso di alcune parti del Mar Egeo orientale. Secondo l'Arcivescovo, portando la Turchia nel blocco, l'Unione Europea rischia di staccarsi dai suoi valori chiave, che ha identificato in ''fede cristiana, educazione classica e principio di legalità''. ''Ci siamo allontanati troppo - ha continuato - dallo spirito dei padri fondatori dell'UE e non è affatto evidente che la leadership politica stia ancora seguendo una rotta che porta davvero all'unità europea'' . (Asca-Afp)
04.03.2006

UNA RIFORMA
DI STATO
SU LARGA SCALA

L'ex_presidente_turco_Suleyman_Demirel

 

L'ex presidente della Repubblica turca, Suleyman Demirel, propone tra l'altro l'elezione diretta del Capo dello Stato e uno sbarramento al 5%.

Süleyman Demirel, a former president and a doyen of Turkish politics, called for a comprehensive overhaul of the state system in Turkey through such steps as a popular vote to elect the president, reduction of the election threshold to 5 percent and replacement of the national electoral system with a district constituency system so that acute deficiencies in fair and proportional representation in Parliament can be remedied.
In an exclusive interview with the Turkish Daily News, Demirel also suggested that the next president should be elected by popular vote for a five-year term and added that the president could be elected for two terms if elected directly by the people instead of the Parliament.
"Turkey needs comprehensive state reform. Elections should bring not only stability but also fair representation," he said, emphasizing that the Turkish Parliament currently represented only 40 percent of the people.
Demirel also slammed the government for governing the country poorly and said it was mere political propaganda to argue that the current government has no alternative.   "Today, Turkey is not governed well," he told the TDN. "The argument that the current government had no real alternative, I think, is spreading as a propaganda slogan." (Turkish Daily News)
04.03.2006

   

L'ISLAM USATO
COME RESISTENZA
ALL'OCCIDENTE


Cemal_Usak

Intervista di Daniele Calza Bini per la <Nuova Ecologia> al vicepresidente della Fondazione per giornalisti e scrittori turchi, Cemal Usak.

In Iraq è in corso una guerra civile?
Si, ed era prevedibile. Se gli americani avessero impiccato Saddam dopo averlo catturato, nel giro di pochi giorni sarebbe scoppiata una guerra civile. Saddam era certamente un dittatore ma durante il regime i sunniti erano la classe dirigente e gli sciiti erano all'opposizione. Dopo la guerra di occupazione gli Stati Uniti non sono stati in grado di mantenere un equilibrio tra le forze, ma hanno ribaltato le posizioni di forza. Ora i sunniti pensano di non essere assolutamente rappresentati: l'attuale presidente è curdo, la maggior parte delle persone di Governo sciite. Questa percezione è importante. Gli Usa sono stati molto riconoscenti nei confronti dei curdi per l'aiuto ricevuto durante il conflitto. Sono preoccupato che il Paese finisca per essere diviso in tre parti. Forse è già tutto pianificato. Infatti credo che l'idea degli Stati Uniti sia di utilizzare le tre componenti del Paese per influenzare i rapporti geo-politici della regione: i curdi nei confronti della Turchia, gli sciiti nei confronti dell'Iran, i sunniti rispetto alla Siria e alla Giordania.
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Cosa dovrebbe fare a questo punto l'Europa per spegnere il conflitto?
Se parliamo di fanatismo, terrorismo, integralismo, tutti questi fenomeni sono nati in paesi che sono stati colonizzati, e dove le potenze occidentali hanno interferito con la politica nazionale. Sono le situazioni politiche che danno vita a fenomeni radicali. In meno di cinque anni, a causa del terrorismo sono morte meno di 5mila persone. Nello stesso periodo, la lotta al terrorismo ha causato160mila vittime, la maggior parte delle quali civili. Con il loro intervento le potenze occidentali hanno, nella maggior parte dei casi, acceso radicalismi.Gli Usa stanno portando avanti la loro politica energetica nell'area mediorientale e centro-asiatica, l'Unione europea, con l'allargamento ai Paesi dell'est, cerca a sua volta di estendere la propria influenza nella zona: è una corsa all'egemonia. E la politica statunitense è sicuramente più aggressiva di quella europea.
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Dall'Egitto all'Iraq, alla Palestina, le forze fondamentaliste vincono le elezioni. C'è contraddizione tra le regole della democrazia e l'apertura al dialogo?
Sì. Nei Paesi arabi l'Islam viene adoperato più come un'ideologia della resistenza che in quanto religione. La religione si rivolge alla persona e non alla politica, almeno nel 90% dei casi. Nella lotta per l'indipendenza nel mio Paese, la Turchia, si fece leva sul nazionalismo e non sulla religione. Oggi nei Paesi arabi, l'Islam viene usato come resistenza all'Occidente. Guardando all'esempio della Palestina, l'Olp era una forza prevalentemente laica e socialista. Hamas è una forza politica che si fonda sulla religione. Che ne risulta strumentalizzata.

IL CHI E'

Cemal Usak, nato a Bursa, Turchia, nel 1953. Laureato all'Alto Istituto dell'Islam di Istanbul nel 1977. Dopo la laurea entra nel mondo dei media e della stampa professionisti, del quale si era interessato in maniera amatoriale negli anni da studente. Ha lavorato in diversi ruoli, come corrispondente di arte a redattore, da articolista a manager. Tra il 1979 e il 1980 lavora come consulente per il direttorato generale della <Trt Radio Televisione Turca>.
Attualmente è vicepresidente della Fondazione per giornalisti e scrittori. Cemal Usak è anche segretario generale della Piattaforma di Dialogo Interculturale. É membro del consiglio e ospite regolare di trasmissioni dei <Moral Fm>, una radio ampiamente ascoltata da Turchi sia in Tirchia che in Europa. Principali pubblicazioni di Usak sono: "Ricordando il Profeta" (Peygamber Hasreti), "La Carovana della Virtù" (Fazilet Kervani), "La via per il successo" (Basarinin Yollari), "La via del Profeta" (Peygamber Yolu) oltre a "La Spiegazione del Significato del Corano" e all'"Enciclopedia dei Santi di Maometto". (Daniele Calza Bini/La NuovaEcologia.it)
04.03.2006


L'APPOGGIO DI ANKARA

Erdogan_mentre_conversa_con_il_premier_iracheno_Al-Jaafari

 

Incontro tra il premier iracheno Ibrahim Jaafari e lo staff politico-istituzionale turco a cominciare dal presidente della Repubblica Ahmet Necdet Sezer per finire con il Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan ed il ministro degli Esteri Abdullah Gul. Il nervosismo di Jalal Talabani.

Ha avuto sullo sfondo il timore di Ankara che le violenze tra sunniti e sciiti in Iraq possano provocare la divisione dell'Iraq e, quindi, la creazione di uno Stato curdo in Nord Iraq, la visita del premier iracheno, Ibrahim Jaafari nella sunnita Turchia, non a caso già sconfessata dal presidente iracheno, il curdo Jalal Talabani.
Jaafari era giunto da poco nella capitale turca, accompagnato dal vice-premier Ahmed Chalabi e da altri ministri, quando Talabani da Baghdad ha tuonato contro la visita definendola "incostituzionale'' e ''priva di valore politico''.
''Il Governo iracheno attualmente e' incaricato solo del disbrigo degli affari correnti e non ha il potere di impegnarsi in negoziati con un altro paese per concludere accordi o per fare dichiarazioni comuni'' - ha dichiarato Talabani osservando che ''Jaafari prende decisioni da solo quando ancora non ha ricevuto la fiducia del nuovo Parlamento'' e concludendo che ''il Governo iracheno non è tenuto a rispettare gli accordi che Jaafari potrebbe concludere con il premier turco o eventuali dichiarazioni congiunte''.
I timori di Talabani di un'aperta convergenza in chiave anti-curda tra i turchi (sunniti) ed il leader sciita Jaafari non si sono verificati: nessun accordo è stato annunciato, né vi e' stata alcuna dichiarazione congiunta al termine degli incontri che Jaafari ha avuto ad Ankara con il premier turco Recep Tayyip Erdogan, il presidente Ahmet Necdet Sezer ed il ministro degli Esteri, Abdullah Gul.
In compenso una convergenza di analisi e di propositi c'è stata: occorre superare la crisi tra sunniti e sciiti iracheni apertasi con l'esplosione nella moschea sciita di Samarra (ed attribuita a gruppi sunniti) unificando le forze politiche e religiose contro il nemico comune terrorista che soffia sul fuoco delle divisioni confessionali. ''La situazione in Iraq è sotto controllo'', ha dichiarato Jaafari al termine di un colloquio con Erdogan, cercando di alleviare i timori turchi di una disintegrazione dell'Iraq e manifestando il proposito di superare la crisi tra sunniti e sciiti. ''Si tratta di atti di terrorismo perpetrati secondo un disegno, complotti e provocazioni che non danneggeranno il processo politico democratico e quello di formazione di un nuovo Governo'' - ha aggiunto Jaafari assicurando, con enfasi, che ''il popolo iracheno si è saldato ed è divenuto come le cinque dita della mano''.
Anche il premier turco Erdogan (che è anche un leader islamico sunnita), ha rafforzato la tesi della ''provocazione'' affermando che ''nessun sunnita potrebbe mai pensare di bombardare una moschea'' ed indicando il comune nemico terrorista.
''Gli ambienti politici e quelli religiosi iracheni devono realizzare un'azione comune per combattere gli obiettivi delle organizzazioni terroristiche in Iraq'' - ha affermato Erdogan che, parlando davanti al gruppo parlamentare del suo partito, aveva espresso timori sulla tenuta dell'integrità territoriale dell'Iraq.
''Fin dall'inizio della guerra in Iraq, la Turchia ha 5 obiettivi: l integrità territoriale dell'Iraq; la garanzia che le ricchezze minerarie e petrolifere del paese appartengano completamente al popolo iracheno; evitare la prevalenza di un gruppo etnico o di un gruppo religioso su un altro; determinare uno stato speciale per l'area di Kirkuk'' - ha anche dichiarato Erdogan, pensando in particolare alla minoranza turcomanna che teme un'egemonia curda in Nord Iraq.
Secondo gli osservatori, sicuramente Ankara ha espresso il suo appoggio al Governo in formazione di Jaafari, sulla base di una linea comune antiterrorista, ma in cambio potrebbe avergli chiesto garanzie contro la crescente autonomia, anche militare, dei curdi nord-iracheni, il che spiega in gran parte il nervosismo del presidente iracheno, il curdo Talabani. (Lucio Leante/Ansa)
04.03.2006

PREMATURO IL RITIRO USA DALL'IRAQ

Il_ministro_degli_Esteri_turco_Abdullah_Gul

Lo ha affermato il ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul, a detta del quale si verrebbe a creare un "vuoto" pericoloso.

La Turchia teme il ritiro prematuro delle forze militari americane dall'Iraq che rischierebbe di creare un ''vuoto''. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Abdullah Gul, precisando che il rischio è posto da un ritiro precedente al raggiungimento, da parte degli iracheni, ''della capacità di auto amministrarsi''. Gul aveva anche denunciato come il ritiro degli americani avrebbe ampiamente favorito una maggiore influenza dell'Iran nella regione, e quindi all'esportazione dell'islam sciita in Turchia in un suo colloquio con il ministro degli Esteri ceco, Cyril Svoboda. Un colloquio, per altro, citato sui quotidiani turchi e che Gul ha definito ''non corretto''. ''La Turchia si è dimostrata un Paese modello...abbiamo avviato i colloqui per la membership nell'Unione Europea. E' decisamente falso sostenere che un Paese come il nostro possa essere influenzato dal regime di un altro Paese'', ha dichiarato il capo della diplomazia di Ankara. (Adnkronos)
04.03.2006

VA PORTATA AVANTI LA LOTTA AL TERRORISMO

Il_generale_turco_Yasar_Buyukanit

La promessa del generale Yasar Buyukanir, uno degli ufficiali al vertice delle Forze Armate della Turchia.

A top military commander called for an end to terrorism but said Turkey's fight against terror will continue for as long as the problem persists.
Chief of General Staff Gen. Yaşar Büyükanıt said in the southeastern province of Diyarbakır that it was a chief duty of the Turkish military to fight any efforts made toward murdering the country's people.
"Our desire is that southeastern Anatolia and Turkey as a whole be cleansed of terrorism. Everyone should know that terrorism will lead nowhere," Büyükanıt told reporters during a visit to Diyarbakır Governor Efkan Ala. "If killing people becomes a method of achieving something, the defenders of the country must fight it. This is our chief duty according to laws.
 "What we keep saying is that there will be a fight against terrorism if there is terrorism," he added.
Diyarbakır was the scene of clashes between Kurdish protestors denouncing the killing of seven militants of the outlawed Kurdistan Workers' Party (Pkk) during a military operation last week.
The PKK's terrorist campaign has claimed the lives of more than 30,000 people -- mostly in southeastern Anatolia -- and tension has been rising in the region again since the PKK called off a unilateral ceasefire in 2004.
Büyükanıt said that terrorism has hit the people of the southeastern Anatolia the hardest. "It's the people living here that suffer the most, not people living in Istanbul," he said.
"Which one is better?" Büyükanıt asked. "Overcoming economic problems and preparing a better future for the coming generations or shedding the blood of those fighting terrorism. ... Reject terrorism. Using terror will bring no advantage." (Turkish Daily News)
04.03.2006

STRETTA
COLLABORAZIONE
CONTRO IL PKK

Accordo tra Teheran ed Ankara. Estradizione dall'Iran di 30 guerriglieri cui ne seguiranno ben presto  altri 45.

Iran shows greater willingness to increase cooperation with Ankara in security by extraditing 30 Pkk terrorists to Turkey. Sources say in the coming weeks around 45 more PKK members detained by Iran will also be extradited to Turkey
The Iranian government is showing greater willingness to strengthen cooperation with Turkey in the security field and has recently extradited 30 Kurdistan Workers' Party (PKK) terrorists to Turkey, Turkish sources said.
Following the 11th Turkey-Iran High Security Council session, which was held in Tehran last Tuesday, both countries are preparing to upgrade the existing legal framework in security cooperation. Turkish sources said on Friday that the current legal framework is based mainly on an agreement that dates back more than 70 years, and following long insistence by Turkey to revise it, the Iranian side has just shown a stronger willingness to do that.
Turkish sources also noted that Iran recently extradited 30 PKK terrorists to Turkey, and 45 more Pkk members detained by Iranian authorities are expected to also sent to Turkey.
Last week, Iranian police clashed with a group of Pkk members along the Iranian-Turkish border and two of the Pkk members were killed. (The News Anatolian)
04.03.2006


 

SCONTRO A FUOCO IN SIRIA TRA ESERCITO E GUERRIGLIERI

Un numero imprecisato di ribelli del nuovo partito curdo è rimasto ferito nella città di Kamishli.

Un numero imprecisato di ribelli curdi sarebbe rimasto ferito in scontri tra soldati dell' esercito siriano e membri di un nuovo partito curdo nella città di Kamishli, nell'estremo nord-est della Siria e già teatro di sanguinosi disordini nel marzo 2004. Lo hanno riferito all' Ansa fonti curde a Damasco.
Le fonti hanno affermato che gli scontri sarebbero stati provocati dall'intervento dei soldati per bloccare un gruppo di giovani militanti del Partito democratico curdo (Kdp), intenti a tracciare sui muri scritte antigovernative lungo il viale Hassaka, una delle principali arterie di Kamishli.
Nato da una costola del Partito dei lavoratori del Kurdistan(Pkk) fondato da Abdullah Ocalan, ora agli arresti nella vicinaTurchia, il Kdp è stato indicato dalle stesse fonti come un nuovo partito curdo d'opposizione che, per la prima volta,praticherebbe la lotta armata contro il governo siriano.
Altre fonti curde hanno tuttavia messo in dubbio la notizia degli scontri a Kamishli, sostenendo che la situazione resta dachiarire e aggiungendo che i giovani asseritamente coinvolti potrebbero comunque essere stati ''strumentalizzati al fine di suscitare agitazioni e sedizione tra i curdi e lo Stato''.
Fonti ufficiali siriane hanno dal canto loro mantenuto il più stretto silenzio sulla notizia degli asseriti scontri, ma in ambienti curdi si sostiene che ''rinforzi militari e di sicurezza'' sarebbe stati inviati negli ultimi due giorni a Kamishli, nel timore di incidenti, nel secondo anniversario dei sanguinosi scontri del 12-13 marzo 2004, quando decine di
persone furono uccise in occasione di una partita di calcio  nella cittadina 680 chilometri a nord-est di Damasco.
Nel suo sito Internet, il Partito dell'Unione Nazionale del Kurdistan (Knup) ha al riguardo riferito che ''le autorità siriane hanno cominciato a inviare rinforzi nella città di Kamishli per sventare qualsiasi possibile disordine, mentre si avvicina il secondo anniversario degli incidenti di marzo''.
Secondo il Knup, attrezzature e automezzi militari sarebbero stati ammassati nel liceo Himo, trasformato in caserma, mentre decine di agenti antisommossa e poliziotti sorveglierebbero gli  ingressi di Kamishli e le piazze e gli incroci principali della cittadina. (
Ansa)
04.03.2006

SVENTATO UN ATTENTATO AD ISTANBUL, 7 ARRESTI

Il_capo_della_polizia_di_Istanbul_Celalettin_Cerrah

Terroristi del Pkk miravano a colpire un obiettivo della città con 10.4 kg di esplosivo al plastico.

La polizia di Istanbul ha sventato un attentato che mirava a colpire un obiettivo nella città turca grazie al sequestro di 10.4 chili d'esplosivo al plastico e all'arresto di 7 persone. Lo ha fatto sapere il capo della polizia di Istanbul, Celalettin Cerrah.
Il ritrovamento dell'esplosivo e gli arresti sono giunti al termine di tre diversi blitz di polizia. Cerrah ha riferito che l'attacco era stato progettato dai separatisti curdi del Pkk. 
''Conosciamo l'obiettivo ma non sarebbe corretto rivelarlo. Ciò che è importante è che l'attacco non sia stato compiuto'', ha spiegato il capo della polizia, precisando che non esistono legami con l'esplosione dello scorso 9 febbraio davanti un internet cafè nella periferia di Istanbul che ha causato un morto. (Adnkronos/Dpa)
04.03.2006

FEHRIYE ERDAL
SPARITA,
FORSE RAPITA

Fehriye_Erdal

 

Secondo un reportage dal Belgio del giornale <Hurriyet>,  la donna - recentemente condannata a quattro anni - sarebbe stata portata via in auto da un autista con i baffi. 

La militante turca Feriye Erdal, ufficialmente irreperibile in Belgio, dal giorno della sua condanna a 4 anni per crimini di terrorismo commessi in Belgio, e' stata rapita due giorni prima della sentenza da ''un uomo con i baffi''. Lo afferma oggi il giornale turco <Hurriyet>.
Erdal, di cui la Turchia ha da tempo ripetutamente chiesto l'estradizione da Bruxelles per l'omicidio dell'uomo d'affari turco Ozdemir Sabanci nel 1996, è stata dichiarata  ufficialmente irreperibile dalle autorità di sicurezza belghe.
Lo stesso giornale <Hurriyet> afferma in un reportage dal Belgio che a rapire Erdal sarebbe stato ''un autista con i baffi'' che la avrebbe poi portata via in auto. Lo stesso giornale ricorda che Ankara in passato aveva proposto al governo belga un'operazione comune per portare Erdal in Turchia.
La vicenda del presunto rapimento della militante della organizzazione Dhkp-C suscita molta attenzione in Turchia, anche perché ricorda quella del leader del Pkk, Abdullah Ocalan, rapito in Kenya nel febbraio 1999 dai servizi segreti turchi e poi trasportato segretamente in aereo in Turchia. 
L'organizzazione di estrema sinistra Dhkp-C (Fronte-partito per la liberazione del popolo rivoluzionario) è inclusa nella lista europea delle organizzazioni terroriste ed in Turchia ha commesso vari crimini ed attentati terroristici in particolare contro le forze dell'ordine, oltre ad avere organizzato la lotta dei detenuti nelle carceri, spingendo oltre 50 detenuti allo sciopero della fame fino alla morte.
Il leader del Dhkp-C, Dursum Karatash, anch'egli condannato in Belgio tre giorni fa a 5 anni, ed anch'egli ricercato in Turchia anche per l'omicidio Sabanci, risiede da 6 anni in Olanda, dopo essersi nascosto in Belgio dal 1997 al 1999, ed è anch'egli irreperibile.(Ansa)
_____________________________
Belgium's Bruges Penal Court, where Turkish terrorist Fehriye Erdal and 10 co-defendant members of the terrorist organization Dhkp-C stood trial, sentenced Erdal to four years in prison and Dhkp-C leader Dursun Karatas to a five year sentence. The organization's speaker Musa Asaoglu received six years, and defendants Kaya Saz, Bahar Kimyongur, Zerrin Sari and Akar Ozordulu received four years. Hasan Ekici, Zeki Karaman, Irfan Demirtas and Nebi Albayoglu were acquitted in the trial where the court emphasized Dhkp-C is "a terrorist organization aimed at the Turkish state." The court overruled Turkey's demand for a symbolic compensation of one euro.
On Tuesday, the Belgian Court announced the verdict in the trial of terrorist Fehriye Erdal and 10 members of the terrorist organization Dhkp-C for crimes they committed in Belgium.
Judge Freddy Troch tried the organization's leader Karatas in absentia.
The court decided an international bulletin for the arrest Erdal, Karatas and Sari will be issued immediately. The court also decided to deprive the seven Dhkp-C members it sentenced to 4-6 years imprisonment of their civil rights for 10 years.
Asaoglu was fined 5,500 euros, while the other defendants were fined 2,478.94 euros each. The right to appeal and the Supreme Court remain open for the defendants if they so choose. Fehriye Erdal disappeared following the judgment and Sabanci family's lawyer Fernand Schmitz said he has information that the terrorist could not be found. She is said to have likely fled from Belgium last night. It is probable that Erdal may be hiding in the Netherlands together with Karatas, known as an "expert in hiding from the police."
The terrorist Erdal, among the defendants in the murder of Sabanci Holding Automotive Group Chairman Ozdemir Sabanci, Toyota-Sa General Manager Haluk Gorgun and Secretary Nilgun Hasefi on 9 January 1996, was caught on 26 September 1999 in Belgium with a fake passport bearing the name Nese Yildirim.
Belgium rejected Turkey's demand extradition on the grounds that the death penalty existed under Turkish law, and refused the terrorist's demand for political refuge.
Erdal stayed in prison for a year before being taken into house arrest. The crimes committed by the terrorist include possession of arms, affiliation with crime organization activities, using a fake identity card, drug and arm smuggling and collecting tributes. The Belgian judiciary refused to try Erdal for crimes she committed in Turkey.
Turkish Minister of Justice Cemil Cicek giving an assessment of the Erdal trial and her 10 co-defendants in Brussels, said "We ask this person be returned for the crimes she committed in Turkey; this should be fulfilled." (Cihan News Agency, Anadolu News Agency/Zaman)
04.03.2006

SI ALLUNGA LA DETENZIONE DI ALI AGCA

La Corte di Cassazione turca ha infatti rivisto la precedente decisione del secondo Tribunale di Uskidar (Istanbul).

L'attentatore alla vita di Papa Giovanni Paolo II, Mehmet Ali Agca, non sarà rilasciato il 18 gennaio 2010 ma "qualche anno più tardi". Lo ha stabilito - secondo quanto riferisce la stampa turca - la Corte di Cassazione, annullando la precedente decisione del secondo Tribunale penale di Uskidar (Istanbul).
La cassazione ha tenuto conto non solo dell'omicidio del giornalista Abdi Ipekci, commesso da agca nel 1979, ma anche di due sue precedenti rapine a mano armata, per le quali l'ex lupo grigio era stato condannato a 36 anni, ridotti a 21 in base al nuovo codice penale turco. (da Ansa)
04.03.2006

"SIAMO LA GUARDIA
DELL'ISLAM
& DELLA TURCHIA"

Oscurato un sito sindacale del polo elettronico aquilano che probabilmente era stato penetrato da un hacker. Le scritte in inglese e in turco.

Il sito sindacale del polo elettronico aquilano è stato oscurato da un scritta che formula minacce per le vignette satiriche anti-islam.
''Siamo la guardia della Turchia & dell'Islam!'' è scritto fra l'altro nel testo di color verde in inglese che oscura l' indirizzo www.poloelettronico.it. Con implicito riferimento a siti danesi ed italiani viene aggiunto: ''Siamo qui per uccidere.dk/it''.
In inglese ed in turco, una scritta in caratteri bianchi poi afferma: ''Mentre tutto il mondo islamico guarda con rispetto al vostro profeta e lo apostrofa ''Hz Isa A.S (Cristo) (apponendo 
il santo prefisso al suo nome), voi continuate ad oltraggiare l' onnipotente Profeta dell'Islam con disgustose e ignobili vignette con la scusa della libertà di espressione''.
Sulla pagina nera che emette anche un suono ricorrente (simile ad un sonar) con un canto corale di sottofondo viene aggiunto: ''Non c'è dubbio, Hz. Isa (Cristo) non approverebbe e odierebbe la vostra nazione. Noi saremo la vostra maledizione nel mondo informatico''. Si tratta di un'espressione simile a quella che era stata usata il 21 febbraio per oscurare il sito di una tv abruzzese, <Telesirio>.
Quello bloccato, si è appreso all'Aquila, è un sito utilizzato da rappresentanti sindacali per pubblicare notizie, comunicati, documenti, foto di stabilimenti e di manifestazioni. 
Il polo elettronico aquilano, al momento in forte crisi come testimonia la vertenza <Finmek>, è spesso al centro dell' attenzione in Abruzzo. (Ansa)
04.03.2006

I NAZISTI
TRUCIDARONO
MILLE TURCHI

Turchi_uccisi_dai_nazisti

 

Le prove di quanto avvenne durante la 2° Guerra mondiale sono state inoltrate al Parlamento di Ankara. Una brutta pagina di storia dal titolo "Die Turkei und der Holocaust".

The allegations that Turkish citizens were held in the Nazi camps established in Germany during the II World War were forwarded to the Turkish Parliament.
Foreign Minister Abdullah Gul responded to the proposal from the Republican People's Party (Chp) Mugla deputy Fahrettin Ustun about "the number of Turkish citizens who were held in Nazi camps and killed during the years of the Second World War. Gul told that no information was found in the official records about the Turks in Nazi camps. A survey of the current records of the ministry about the issue revealed no information about the number of Turkish citizens who were held and killed in the Nazi camps. Gul informed that some independent sources have dwelled on the issue in a restricted way. In the 128th page of the theses named 'Die Türkei und der Holocaust', which was prepared by Mirjam Schmidt and presented to Professor Wolfgang Wippermann and Professor Gerhard Baader from Berlin Independent University, it notes that almost 1,000 Turkish nationals were killed by the Nazis within the borders of Germany.
Investigating the allegations about the Turks who were killed in the Nazi camps, Fahrettin Ustun asserted that he was amazed Turkey had no information about the issue. In his statement to Zaman, Ustun said he visited a Nazi camp during a visit to Germany recently. "During my visit in the Nazi camp, I encountered the names of Turkish citizens among those killed in the Nazi camp in Munich. I was amazed when I first saw them. I counted approximately 100 Turkish names," he told.
Ustun told that he had no idea so far about the Turkish nationals who were killed by the Nazis. "There is no information about the Turks killed in the Nazi camps in history books. While giving my proposal, my aim was to make people investigate the issue and reveal the facts. Yet, the answer sent to me, has no remarkable information," he concluded. (Fatih Atik/Zaman)
04.03.2006

 

CARNI FRESCHE
DI POLLO: SI'
ALLA ETICHETTATURA

Influenza_aviaria

La decisione presa a Vienna da 28 ministri della Salute. Era presente anche quello turco. Passata la proposta dell'Italia.

Sì alla possibilità di estendere a tutti i Paesi dell'Unione Europea l'etichettatura obbligatoria sulle carni fresche di pollo, già in vigore in Italia. E' quanto deciso durante un vertice a Vienna tra i ministri della Salute della UE. Soddisfatto il ministro della Salute, Francesco Storace: "È un passo avanti straordinario - osserva - sull'etichettatura obbligatoria italiana la Commissione aveva aperto una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia: il contenzioso avrà adesso un esito diverso. L'Europa non è stata sorda, né attenta solo a interessi commerciali". Alla riunione di Vienna erano presenti 28 ministri della Salute (25 europei, manca quello francese, oltre a quelli di Turchia, Romania, Bulgaria e Croazia). L'etichettatura è una garanzia di qualità e sicurezza per i consumatori.
04.03.2006

                                                                 

L'AMBASCIATORE ZIYAL RINGRAZIA VELTRONI

Walter_Veltroni

 

Il diplomatico turco commosso per la solidarietà e l'assistenza fornita dall'Amministrazione comunale di Roma in occasione del grave incidente di Monte Mario nel quale morirono 12 suoi connazionali.

L'Ambasciatore della Repubblica di Turchia in Italia, Ugur Ziyal ha ringraziato il sindaco di Roma Walter Veltroni e l'Amministrazione comunale per la solidarietà e l'assistenza fornite in occasione del grave incidente che il 6 febbraio scorso a Monte Mario è costato la vita a dodici cittadini turchi. ''Desidero esprimere la mia riconoscenza e gratitudine - ha scritto - per la Sua assistenza e collaborazione a decorrere dalla sera dell'incidente che ha colpito i nostri cittadini il 6 febbraio 2006 a Roma. La sua presenza in quella tarda ora ci ha confortato ed aiutato a rendere meno doloroso un evento così sconvolgente per tutti''.
''Inoltre - ha aggiunto il diplomatico - desidero anche esprimere la mia gratitudine per l'eccellente contributo di tutto il personale del Comune di Roma che ha collaborato con tanta dedizione e celerità allo svolgimento del lavoro connesso con le attività di soccorso, sicurezza, documentazione, reperimento e custodia degli effetti personali delle vittime dell'incidente nonché per l'assistenza ai feriti e ai loro parenti. La competenza e scrupolosità con la quale 
sono state seguite in ogni momento le varie fasi che sono state necessarie per portare a termine questi compiti così tristi, hanno contribuito a rendere un evento così grave, meno difficile e doloroso''. (Adnkronos)
04.03.2006

INVESTIMENTI ESTERI, E' RECORD:
9.6 MILIARDI DI DOLLARI NEL 2005

Investimenti_diretti_esteri

Questi i dati per la Turchia presentati dal Sottosegretariato al Tesoro. La cifra è chiaramente significativa del profondo e positivo mutamento in corso dell'economia locale,  se paragonato al 2004 (2.8 miliardi di $) e soprattutto al 2003 (1.7 miliardi di $). Costituite 2.825 imprese.

Nel 2005 - secondo i dati del Sottosegretariato al Tesoro - la Turchia ha conseguito il suo record nell' attrazione degli investimenti dall' estero, raggiungendo quota 9.6 miliardi di dollari. La cifra è chiaramente significativa del profondo e positivo mutamento in corso nell' economia locale, se paragonato al dato del 2004 (2.8 miliardi di dollari) e soprattutto del 2003 (1.7 miliardi di dollari). Nel corso del 2005 sono state peraltro costituite 2.825 imprese estere, raggiungendo così il totale di 11.685 attive (di cui il 52.7% è di provenienza UE). Fra i Paesi dell' Unione Europea, la Germania ha costituito sinora 2.045 imprese (17.5%), seguita dal Regno Unito con 926 (7.9%), dai Paesi Bassi con 925 (7.9%), dalla Francia con 459 (3.9%) e dall' Italia con 417 (3.6%). Gli Usa con 624 imprese (5.3%) e l' Iran con 703 (6%) sono i principali paesi extra-UE che operano in Turchia, insieme alla Russia. Lo stock degli investimenti diretti esteri al dicembre 2005 ammontava a 38.5 miliardi di dollari. L' Italia, con 3.5 miliardi di dollari e il 9.1% del totale, si colloca al quinto posto dopo Paesi Bassi, Regno Unito, Germania e Usa. Nel 2005 il totale degli investimenti diretti italiani è stato di 675 milioni di dollari. E' peraltro da evidenziare in merito che numerosi investimenti esteri effettuati in Turchia provengono da paesi quali i Paesi Bassi, il Lussemburgo e la Svizzera, dove hanno sede le holding di imprese dalle più varie nazionalità ed assetti proprietari. Secondo l' <International Institution of Finance> (Iif), nel 2006 gli investimenti diretti esteri dovrebbero raggiungere quota 11 miliardi e quelli di portafoglio 6 miliardi: cifre che l'Iif giudica da record europeo per l' anno in corso. (Ice Istanbul)
04.03.2006

LA FIERA "EXPO
GATEWAY TO IRAQ"
A GAZIANTEP

L'evento, organizzato congiuntamente dal 7 all'11 giugno dai Governi di Ankara e di Baghdad, al fine di promuovere l'attività commerciale nella zona a sud della Mesopotania. Utili informazioni per chi volesse prendere parte alla manifestazione. Un vice-segretariato della Camera di Commercio locale.

Si svolgerà a Gaziantep, dal 7 all'11 giugno 2006, la Fiera "Expo Gateway to Iraq", un evento congiuntamente organizzato dai Governi iracheno e turco al fine di promuovere  l'attività commerciale in Iraq. Per chi volesse prendervi parte si allega in bacheca una nota informativa nonché il nominativo del vice-segretario Generale della Camera dell'Industria di Gaziantep, punto di contatto per informazioni sulle modalità di partecipazione e disponibilità degli stand.

EXPO GATEWAY TO IRAQ
7th-11th JUNE 2006
M1 TEPE GSO
FAIR AND CONGRESS CENTER 

 

MEETING POINT GAZİANTEP...
The present situation in Iraq and security problems naturally made it necessary to make this organization out of Iraq. As a result of the meetings made with the authorities of the Ministry of Trade of the Republic of Iraq, it was decided to organize the fair in Gaziantep / Turkey. 
This fair bears the importance of being the first fair organized jointly by the Government of Iraq outside the borders of Iraq.
GAZIANTEP WITH THE PRIZE OF "BRAND CITY"...
Gaziantep where 832 brand applications were made in 2005 is now a city, which is known with its industry and world-wide famous brands. Gaziantep, which broke a record with 39,5 % of increase in the city level by passing 22,7 % of the Turkey's average increase (16,8 %) in exportation, was deemed to deserve being the first by the international jury unanimously with "Brand City Gaziantep Project" at the final stage of the competition organized within the framework of World Congress of Chambers in the year 2005.     
Gaziantep, which is a city located on the route of ancient Silk Road, today has an important position in trade with both Iraq and the other neighbouring countries. During the fair Iraq's wind will blow in Gaziantep, which has the necessary infrastructure for such an international organization. The distance between Gaziantep to Aleppo is approximately 130 km. by highway and it takes 2 hours. It is doubtless that this wind will build new relationships like embroidery. 
The companies, which will participate from the foreign countries to the fair where a significant number of participation is expected from Turkey, will be able to make commercial relations with the Turkish companies as well as the Iraqi companies.  
While the fair is organized jointly by Iraq Ministry of Commerce, State Company for Iraqi Fairs, Gaziantep Chamber of Industry and Forum Fairs it is supported by the Undersecretariat of Foreign Trade and Turkish Union of Chambers and Stock Exchanges.  
THE ORGANIZATION IS IN M1 TEPE FAIR CENTER ...
The fair will be held in M1 Tepe Fair Center, which is one of the biggest centers of Gaziantep. The fair, which will be realized with the supports of the Ministry of Trade of the Republic of Iraq, Chamber of Industry of Gaziantep and Undersecretary of Foreign Trade under the Prime Ministry of the Republic of Turkey, will be organized on a closed area of 25.000 m² and an open area of 20.000 m². More than 25 countries are expected to participate in the fair. 
VISITOR ORGANIZATION FROM IRAQ...
Ministry and high level purchasing delegations from Baghdad will come to visit the fair with the organization of the Ministry of Trade of Iraq during the fair. In addition more than 3000 businessmen delegations from the neighbouring countries will also visit the fair.  
"BILATERAL BUSINESS MEETINGS" AND "WORKSHOPS" ...
Bilateral business meetings will be organized with the coming delegations in particular sectors. Both Turkish and Iraqi official authorities will be present during these meetings. The companies participating in the fair will benefit from the bilateral meetings for free. Any company may realize workshops within the framework of these meetings provided that they get prior permission and are in suitable sectors. 
PRODUCTS TO BE EXHIBITED IN THE FAIR 

  • Food products, food technologies and related industries; 

Legumes, cereals, wheat for bread, flour, tomato paste, tea, sugar, candies, frozen food, biscuits, chocolate, olive oil, margarine, yeast, spices, fresh fruit and vegetable, dry fruit and vegetable, shelled fruits, dried fruit, alcoholic and non-alcoholic drinks, packaging machinery, food machinery, mill, agricultural machinery, cooling machinery, freezing machinery and irrigation machinery.  

  • Durable consumer goods; 

Home textile products, home and office furniture, carpet, plastic table, chairs, kitchen goods, hotel equipment, refrigerator and washing machine. 

  • Machines and equipment; 

Work machines, manufacturing machines, mill machines, wood processing machines, metal processing machines, welding machines, spare parts for machines, door-window woodwork machines, hydraulic machine equipment, crane and conveyor bands, water pumps, compressor and air conditioner. 

  • Textile and clothing products; 

Clothes for women, men and children, socks, underwear, shirts, trousers, cloth, trainers, shoe material and accessories, products having leather as raw material and qualified leather products. 

  • Sanitary and cosmetic products; 

Soap, detergent, hygienic products, various cosmetic products. 

  • Building material and construction; 

Contracting and engineering services, building material, petroleum-natural gas industry equipment and railroad material. 

  

  • Health tools and devices; 

Medical devices, orthopedic products, medical material, hospital equipment and ambulance. 

  • Education tools and equipment; 

Stationery material such as notebook, pencil, etc., papers, school tools and office tools. 

  • Energy material and equipment; 

Telecommunication equipment, electricity posts, transmission lines, lighting elements, cables, generator, power transmission systems, bush-current switches, fuse, outlets and plugs. 

  • Automotive and automotive related industries; 

Automobile, bus, minibus, truck, pickup, all kinds of products for the related industries for automobiles, automobile accessories, automobile equipment, tractor and trailers, inner and outer wheels. 

  • Electricity, electronic, computer, IT, telecommunication and information; 

Electronic tools (TV, video, music set), computer and computer equipment, telephone and telephone centrals, mobile phones and mobile phone accessories. 

Participation Fee for the Fair and Way of Payment 

Indoor fee for square meter: 

·        Entrance Floor: 

USD 200 + VAT 

  • Lower Floor : 

USD 160 + VAT 

  • Tent: 

USD 120 + VAT

(If no stand is demanded in the closed area, USD 10 will be deducted from m² fee) 

·        Outdoor fee for square meter: 

USD 80 + VAT 
The smallest stand is 12 m² in the closed area and 50 m² in the open area.  
40 % of the participation fee shall be paid upon signature of the contract; and the remaining 60 % shall be paid until the opening date of the fair. 
Bank accounts to make the payments:
BANK                                                                                              YTL ACCOUNT     USD ACCOUNT 
Fortis bakanlıklar şb. (206)                                     30421-2832         30103-0474
SERVICES INCLUDED IN THE PARTICIPATION FEE

A)    In Closed Area;

a)      Stand construction on the area mentioned in the contract,

b)     Lightening the stands with a spot for each 3 m², carpet, 1 table, 2 chairs, 1 waste bin, electric socket, 1 ashtray and frontal signs; for the stands above 18 m² 1 table and 2 chairs will be given in additional.

B) In Open Area;

a)      Fencing around the area, 

b)     Provision of 220 volt Power for the hired area (380 volt be given additionally upon payment),

c)      General lightening.

C) For All Participants;

a)      General cleaning on the fair ground (cleaning inside the stands is the responsibility of the PARTICIPANT),

b)     General security on the fair ground (security of the stands during the fair is the responsibility of the PARTICIPANT),

c)      Making the obligatory insurances in accordance with the fair regulation

d)     Information about the firms in the fair catalogue,

e)      Participant cards and vehicle entrance cards,

f)       Promotion of the fair by the press and the open air advertisement

g)     Fair catalogue for each participating company. ADDITIONAL MATERIAL AND SERVICES
The services to be demanded except from the goods and services included in the participation fee re subject to additional fee.
CATALOGUE FOR PARTICIPANTS
Fair catalogue will be prepared in order to be submitted to the official delegation, purchasing delegation, fair participants, participants of the bilateral meetings and to the visitors. This catalogue will also be sent to the public institutions and organizations in Iraq; Chambers of Commerce and Industry and the commercial organizations in Iraq, Syria, Iran; Chambers of Commerce and Industry in Turkey, to the press, foreign representatives and related businessmen and the sector organizations.   
The following information will be included in the catalogue;

  • Information regarding the investments and reconstruction in Iraq,
  • General information regarding the fair, 
  • Alphabetic, sectoral list and list according to the countries of the participants and information about the products,
  • Advertisements 

The fair catalogue will be in 12x21 cm. dimensions and it will be printed on color glossy paper. The catalogue which participants can give advertisements will be related institutions and organizations; and shall be sold to visitors.  
Advertisement Prices 
Bracket                        : USD 1.500 + VAT
Back Page, Colored                        : USD 3.000  + VAT
Inner Covers, Colored                        : USD 1.500  + VAT
Inner Pages                        :                         USD 750   + VAT
Advertisement films must be sent by the participant. Framed advertisement films must be prepared one cm. smaller than the page size. 
TRAVELING AND ACCOMODATION
The traveling and accommodation of company representatives and visitors will be organized by 3F Tourism and Traveling Inc. (3F Turizm Seyahat Ltd. Şti.) 
APPLICATION DEADLINE - 22nd May 2006
Per informazioni rivolgersi a:
Salih BILECEN
Deputy Secretary General
Gaziantep Chamber of Industry

Phone: 00 90 342 2210900 (x.137)
Fax: 00 90 342 230 50 96 
gsy@gso.org.tr
(fonte Ambasciata d'Italia ad Ankara)
04.03.2006

INTERSCAMBIO COMMERCIALE

Istituto_Commercio_Estero

I dati relativi al mese di gennaio ultimo scorso come riportati da "Turkiye Istatistik Kurumu" su elaborazione dell'Ice di Istanbul.

Si pubblicano in allegato i dati relativi all' interscambio commerciale della Turchia relativamente al mese di gennaio 2006. 

L'INTERSCAMBIO COMMERCIALE DELLA TURCHIA
(valori in migliaia di dollari e variazioni sul periodo corrispondente)

                                                                      

Gennaio  2005

Gennaio 2006

Var% 

 

IMPORTAZIONI                    

7.212.147

8.010.056

 

11,06%

ESPORTAZIONI 

 

4.997.245

4.819.771

 

-3,55%

di cui : 

PAESE

IMPORTAZIONI

(Gennaio 2006)

Var%

 

ESPORTAZIONI

(Gennaio 2006)

Var%

 

RUSSIA

 

   1.145.610 

24,26%

     132.483 

11,31%

GERMANIA

 

      958.550 

20,53%

     610.682 

-12,44%

CINA